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Cronache del 9 maggio 2026

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È L’INQUIRENTE CHE HA GUIDATO LA NUOVA INCHIESTA IN CUI È INDAGATO SEMPIO

Caso Garlasco, parla Coppola

A Cronache ammette: «Ci sono ancora dei punti da chiarire»

BARDI ANNUNCIA SOMMA

Il Consiglio generale di Confindustria nazionale approva la modifica dello Statuto e istituisce 6 nuovi vicepresidenti, tra cui ci dovrebbe essere anche il lucano. Dentro anche i presidenti delle sezioni regionali. Il 21 l'assemblea voterà

CRONACA

L’EDITORIALE

Missione Rubio in Italia

D I AL ES S AN D R O SAN S ON I

La doppia missione del

Segretario di Stato USA

Marco Rubio in Italia può dirsi sostanzialmente compiuta. E non perché ci sia stato uno scambio di doni con Papa Leone o perché sia stato ribadito «l’imprescindibile partenariato strategico» tra Stati Uniti e Italia (...)

■ continua a pag 3 La vignetta di M. Bochicchio Lamattina a pag 6

PASQUALE PEPE

Non è certo facile gestire l’incombenza delle infrastrutture in Basilicata, ma bisogna dargli atto che lo sta facendo nel migliore dei modi e soprattutto senza perdersi inutilmente nei proclami propagandistici come spesso e volentieri fanno i suoi colleghi assessori. Anche grazie alla complicità ciclistica del suo bravo dg Nino Altomonte, ha saputo riportare il mitico giro d’Italia a Potenza. L’allungo maestoso e provocatorio sul viale dell’Unicef dove ci sarà la volata, la festa comunitaria e sportiva dei cittadini e le meraviglie lucane renderanno poi l’appuntamento speciale.

CHRISTIAN GIORDANO

Se c’è una cosa che proprio non ci scende è la sua capacità politica di santificare il contrario e metterlo addirittura in propaganda stellare. Già perché la domanda delle cento pistole rimane sempre la stessa e cioè come si fa ad essere nominato coordinatore regionale della Basilicata grazie ai desiderata degli altissimi capetti di Roma e poi pontificare in ogni cavolo di giorno e momento il valore bello e democratico della partecipazione delle persone, manco ce ne fossero a centinaia a volerlo eleggerlo e manco l’andazzo degli altri partiti non fosse tristemente lo stesso. #SALISCENDI

VIETRI DI POTENZA Contro il pentastellato accuse di stalking e soprusi, Pascarella teste amico

Giordano, 3 incarichi e un processo

Garante della natura, Costanzo: un modello per le altre regioni

A Potenza nuova udienza Lucania Felix, ascoltato Natale Stefanutti. Ieri secondo round anche del processo “Ambiente svenduto”

■ Menonna a pag 16

DISSESTO IDROGELOGICO

A Potenza 5mln di € per mettere in sicurezza alcune arterie periferiche, Beneventi: «Opere fondamentali per la pubblica incolumità»

■ Servizio a pag 15

MEET US AT CINEMA Romaniello della Lucana Film Commission: «I cinema lucani vanno valorizzati, sono partner strategici per il territorio»

■ Servizio a pag 26

SPORT

Domani sera primo turno dei playoff per il Potenza che incontrerà il Campobasso: ai rossoblù serve almeno un pari

■ Nigro a pag 29

IL MODELLO ISTI TUZI ONALE LUCANO OGGETTO DI ATTENZIONE
Servizio a pag 11
Dellapenna a pag 10
Magrì a pag 7

Italia e Mondo

Colloqui con Giorgia Meloni e Papa Leone: il Segretario di Stato americano

ricostruisce il rapporto strategico con Roma

Rubio in Italia, missione compiuta: dialogo ricucito ma i nodi restano

D I AL ES S A N D RO S AN S ON I

La doppia missione del Segretario di Stato USA Marco Rubio in Italia può dirsi sostanzialmente compiuta. E non perché ci sia stato uno scambio di doni con Papa Leone o perché sia stato ribadito «l’imprescindibile partenariato strategico» tra Stati Uniti e Italia al termine del colloquio con Giorgia Meloni. I nodi restano sul tappeto, ma il compito di Rubio non era scioglierli, bensì ricucire un dialogo. In fondo il succo della questione è tutto nelle parole della premier italiana quando dice che «l’Italia difende i propri interessi nazionali, esattamente come fanno gli Stati Uniti». Il punto adesso è declinare questo assioma. In questo, il linguaggio decisamente sopra le righe del presidente americano ci può essere d’aiuto, perché chiarifica e rende intellegibile, non solo la strategia dell’attuale amministrazione americana, ma quella più generale perseguita dagli Stati Uniti in quanto tali. Prendiamo la NATO, ad esempio, certamente un tema estremamente importante in questo momento, tanto per l’Italia, quanto per Europa e l’intero “Occidente allargato”.

meno nelle forme e in base ai trattati che la regolano. E questa domanda se la pongono non i paesi europei, ma gli Stati

Uniti.

Dal punto di vista statutario la NATO è un’alleanza difensiva: in origine e durante la Guerra Fredda, il potenziale aggressore era chiaramente l’Unione Sovietica, insieme ai suoi satelliti. Il venir meno della controparte all’inizio degli anni Novanta, ha lasciato un ampio margine di ambiguità, con la Russia post-sovietica che ha continuato teoricamente ad essere considerata un potenziale nemico, proprio al fine di giustificare l’esistenza della compagine atlantica, dando la possibilità ad apparati e strutture burocratiche di continuare ad esistere anche dopo il compimento della propria missione. (La guerra in Ucraina ha fornito una apparente legittimazione al reiterarsi dell’esistenza della NATO, ma tutto sommato insufficiente).

Quando Trump annuncia la sua intenzione di ridurre la presenza militare americana in Europa, oppure accusa gli alleati di non essersi impegnati nella guerra con l’Iran, fa riferimento a questioni contingenti, ma in realtà ci illumina su direttrici di lungo periodo della politica di Washington. L’Alleanza Atlantica è già da tempo, nei fatti, qualcosa di molto diverso da quella che fu varata all’indomani della II Guerra Mondiale, ma la domanda vera è se la sua esistenza abbia ancora un senso, al-

Mentre per i paesi europei la fisionomia difensiva della coalizione consentiva di snellire i propri apparati difensivi nazionali, per spostare risorse sul mantenimento dello stato sociale, scaricando i costi della propria sicurezza sulla grande potenza egemone, al Pentagono hanno cominciato a riconsiderare l’utilità dell’alleanza in una logica diversa, ovvero una coalizione da mobilitare all’occorrenza nei vari teatri di crisi presenti nel mondo e capace di una proiezione globale.

E se la dottrina degli USA come potenza unipolare e “gendarme planetario” poteva tollerare una simile ambiguità, l’emergere nel corso dell’ultimo decennio di una grande potenza

politica, militare ed economica come la Cina (e di varie potenze regionali), ha fatto saltare il banco. Oggi per gli strateghi di Washington l’essenziale è il controllo completo del continente americano, affiancato da quello degli stretti (Hormuz, Taiwan, Artico, ecc), essenziale al mantenimento della supremazia marittima. La

NATO torna utile solo se gli alleati cooperano nel perseguimento di questi obiettivi, senza adagiarsi supinamente sotto l’ombrello difensivo americano, ma assumendo un ruolo militarmente (ed economicamente) pro-attivo, ma anche subalterno all’indirizzo politico-strategico stabilito dagli USA. In caso contrario, la NA-

TO se la possono anche tenere (e pagare) loro mentre noi ci sfiliamo, ci sta dicendo Trump nel suo linguaggio poco elegante. Chi verrà dopo di lui userà, forse, parole diplomaticamente più raffinate, ma non cambierà la sostanza del discorso. Ed è con questa realtà che dovremo misurare il nostro interesse nazionale.

Rubio: «Non abbiamo parlato del ritiro delle truppe dall’Italia, è una decisione che spetta al Presidente degli Stati Uniti»

Vertice a Palazzo Chigi tra Meloni e Rubio: al centro le principali crisi internazionali

La visita del Segretario di Stato americano Marco Rubio a Roma si inserisce in un momento di intenso confronto tra Stati Uniti e Italia sui principali scenari internazionali e sul futuro delle relazioni transatlantiche. Al centro della missione diplomatica, gli incontri con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Palazzo Chigi e con il ministro degli Esteri Antonio Tajani alla Farnesina, dedicati al rafforzamento della cooperazione bilaterale e alla gestione delle crisi globali.L’incontro tra Meloni e Rubio si è aperto con un clima cordiale nella Sala dei Galeoni di Palazzo Chigi, dove i due si sono salutati con una stretta di mano e uno scambio di baci davanti alle telecamere.

“Come stai?”, ha chiesto la premier al Segretario di Stato americano prima di posare per le foto ufficiali con il pool di giornalisti e fotografi presenti. Rubio era stato accolto poco prima nel cortile d’onore della Presidenza del Consiglio dal consigliere diplomatico Fabrizio Saggio, alla presenza anche dell’ambasciatore statunitense in Italia, Tilman J. Fertitta.Il colloquio, avviato subito dopo il

momento pubblico, si è svolto in un contesto definito di dialogo politico intenso tra alleati. L’incontro ha rappresentato il momento centrale della missione romana di Rubio, con un confronto ampio sulle principali questioni internazionali e sul coordinamento tra Washington e Roma in una fase caratterizzata da forti tensioni globali. Nel corso della visita, Rubio ha poi chiarito che non sono stati affrontati dettagli specifici relativi a un eventuale ritiro delle truppe statunitensi dall’Italia, sottolineando

che decisioni di questo tipo spettano al presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il Segretario di Stato ha inoltre evitato di confermare ipotesi di un disimpegno americano dalla NATO. Prima del faccia a faccia con la premier, Rubio aveva già avuto un bilaterale a porte chiuse con Tajani alla Farnesina, dedicato ai principali dossier internazionali e al rafforzamento della cooperazione transatlantica. Tra i temi affrontati figurano la crisi in Medio Oriente, la guerra in Ucraina, la stabilità del

Mediterraneo e la sicurezza delle rotte marittime internazionali, con particolare attenzione allo Stretto di Hormuz.In un’intervista rilasciata a Fox News da Roma, il Segretario di Stato ha inoltre sottolineato il ruolo potenziale dell’Italia nello scenario mediorientale, in particolare sul fronte libanese, indicando Roma come un attore “molto importante” nel sostegno al governo di Beirut e nel contrasto ai finanziamenti illeciti attribuiti a Hezbollah.Secondo una nota del Dipartimento di Stato americano, i colloqui hanno ribadito l’impegno condiviso per la stabilità internazionale, la sicurezza delle rotte marittime e la necessità di porre fine al conflitto in Ucraina. Tajani ha dal canto suo ribadito l’importanza della presenza statunitense in Europa per il rafforzamento della NATO e la necessità di un maggiore impegno europeo nella difesa comune.La missione di Rubio a Roma si è così conclusa con una serie di incontri istituzionali che hanno confermato il ruolo centrale dell’Italia nei rapporti tra Stati Uniti e Unione Europea e la volontà di mantenere un coordinamento stretto tra alleati in una fase di forte instabilità internazionale.

Da Pompei il pensiero al suo pontificato, «Dovevo venire a porre il mio servizio sotto la protezione della Vergine»

Leone XIV tra Pompei e Napoli: oltre 50

mila fedeli

per la prima visita pastorale

Occhi rilucenti, sorrisi aperti, canti e musica hanno accolto Papa Leone a Pompei e Napoli. Un tripudio di fedeli e campane a festa ha suggellato la prima visita pastorale nelle due città campane. Tra i primi impegni a Pompei, il Santo Padre ha voluto salutare malati e disabili, madri con situazioni familiari difficili e giovani donne giunte da paesi stranieri. «Mi sento il primo benedetto per poter venire qui, al Santuario nel giorno della supplica e di questo anniversario» sono state le prime parole di Leone XIV, ascoltate dai 20mila fedeli presenti nella città mariana. Nel suo discorso ha poi evocato la figura del fondatore del santuario, Bartolo Longo, apostolo del Rosario, che il Papa stesso ha canonizzato il 19 ottobre scorso in piazza San Pietro.

La data dell’8 maggio non è come le altre nella cittadina campana, meta di oltre 2 milioni di pellegrini l’anno: «Esattamente un anno fa, quando mi è stato affidato il ministero di Successore di Pietro, era proprio la giornata della Supplica alla Vergine del Santo Rosario di Pompei. Dovevo dunque venire qui - ha sottolineato il Papa- a porre il mio servizio sotto la protezione della Vergine Santa. L'aver poi scelto il nome di Leone mi pone sulle orme di Leone XIII, che ebbe, tra gli altri meriti, anche quello di aver sviluppato un ampio magistero sul santo Rosario». Ma tra i tanti messaggi, c’è anche quello per la pace: «Due intenzioni rimangono di pressante attualità: la famiglia, che risente dell'indebolimento del legame coniugale, e la pace messa a repentaglio dalle tensioni

internazionali e da un'economia che preferisce il commercio delle armi al rispetto della vita umana. La pace nasce dentro il cuore -ed ha aggiunto- non possiamo rassegnarci alle immagini di morte». E dopo l’incontro nella città mariana, il Papa è volato a Napoli per l’abbraccio con gli oltre 30mila fedeli. Quindici chilometri di transenne e una piazza del Plebiscito pulsante d’attesa. Anche qui “gli ultimi sono diventati i primi”, i senza tetto e le persone che frequentano le mense della Caritas erano difatti nei primi banchi del Duomo. Poi il Santo Padre ha incontrato 2250 tra sacerdoti, diaconi, religiose. «Voglio fare un omaggio a San Gennaro, è tanto importante», sono state le prime parole pronunciate a braccio dal Pontefice, recandosi alla Cappella del

Tesoro di Gennaro. Sull'altare ha sollevato e baciato l'ampolla col sangue già disciolto del Santo Patrono di Napoli. Il giubilo dei presenti è riecheggiato negli applausi. «È una grande gioia per me visitare questa città, ricchissima di arte e di cultura, situata nel cuore del Mediterraneo e abitata da un popolo inconfondibile e gioioso, nonostante il peso di tante fati-

che – ha asserito Leone XIV in Duomo- È una città segnata da tante sofferenze e perfino insanguinata dalla violenza. Qui la cultura e le tradizioni del passato si mescolano alla modernità e alle innovazioni; Una religiosità popolare spontanea ed effervescente si intreccia con numerose fragilità sociali e con i molteplici volti della povertà». EMANUELA CALABRESE

Alle amministrative tracollo labour che lascia i voti a Farange

Fine del bipolarismo

Mentre perdono voti anche i Conservatori crescono i Verdi. Verso un bipolarismo tra l'anti immigrazione di Reform e il cosmopolitismo dei Verdi

In Inghilterra e in tutto il Regno Unito il sistema politico ed elettorale è un classico, resta costante da secoli superando anche i cambiamenti epocali degli equilibri internazionali.

Sostanzialmente, come tutti sappiamo, si fonda su un bipolarismo secco che se qualche tempo fa vedeva il confronto tra Conservatori e Liberal da qualche decennio a questa parte si configura con una netta alternanza tra Conservatori e Labour.

FINE

DEL SISTEMA BIPOLARE

Quello che è accaduto con le ultime elezioni amministrative britanniche sembra essere qualcosa in più di un cambiamento per assomigliare molto più ad un terremoto vero e proprio. Si tratta, fa bene precisarlo, di elezioni amministrative che, però, per la loro diffusione possono essere considerate un vero e proprio test politico.

Per capirci si votava per il rinnovo di 136 consigli locali (che sono analoghi ai Consigli Comunali) ed erano in palio circa 5000 seggi.

I Labour del premier Keir

Stermer hanno perso quasi 300 seggi.

Se Sparta piange, però, Atene non ride.

I Conservatori, infatti, hanno avuto un calo leggermente inferiore rispetto ai Labour solo perché avevano già avuto un pesante tracollo alle ultime elezioni.

Chi, invece, sorride apertamente è Farange. Il suo partito che era assente da ogni tipo di rappresentanza nei consigli locali nei quali si è votato conquista quasi 500 seggi.

Ad approfittare della crisi dei Tories e dei Labour anche i Verdi e i Libdem con gli ambientalisti che conquistano anche il borough londinese di Hackney strappando proprio ai Labour.

C’ERA UNA VOLTA

IL RED WALL

Indicativa del tracollo Labour e del cambiamento che si sta realizzando nell’elettorato britannico il risultato in quello che veniva chiamato il red wall.

Il muro rosso costituito dalle città del nord dell’Inghilterra erano uno degli storici feudi laburisti. Alle ultime elezioni amministrative i Labour han-

no perso i seggi a favore dell’ “estrema destra” di Farange. È evidente che sull’elettorato di sinistra le proposte anti immigrazione di Farange hanno fatto effetto.

LA FRATTURA TRA CITTÀ E PAESE

La sempre più marcata dieresi tra il voto nelle aree metropolitane e quello nelle aree interne in Inghilterra appare ormai una vera e propria frattura.

Se Londra vota un Sindaco figlio di immigrati,

l’Inghilterra profonda vota contro l’immigrazione anche superando le storiche appartenenze fino a mettere in crisi lo storico bipolarismo che ha costruito da sempre il fondamento del sistema politico bipolarismo.

Quello che emerge, inoltre, è una vera e propria radicalizzazione dello scontro politico.

Se dovesse, infatti, proseguire questa linea di tendenza potrebbe o ricostruirsi un sistema bipola-

re tra “l’estrema destra” di Farange e “l’estrema sinistra” dei Verdi oppure potremmo assistere alla trasformazione del sistema bipartitico in un sistema pluripartitico. Non a caso Farange commentando il risultato ha detto che la differenza tra destra e sinistra è ormai superata.

Forse l’Inghilterra vedrà la nascita della contrapposizione tra la forza identitaria di Farange e il cosmopolitismo dei Verdi.

Farage

Lo ha detto ieri alla presenza del PG Basentini. La scelta incide negli equilibri di Forza Italia?

Bardi annuncia Somma

Il Consiglio generale di Confindustria nazionale approva la modifica dello Statuto e istituisce 6 nuovi vicepresidenti, tra cui ci dovrebbe essere anche il lucano. Dentro anche i presidenti delle sezioni regionali. Il 21 l'assemblea voterà

Orsini vara la nuova macchina amministrativa di Confindustria.

Il Consiglio Generale di Confindustria ha deciso in sostanza di allargare il consiglio direttivo presidenza passando da 14 a 20 membri e di nominare sei nuovi vicepresidenti nonché di lasciare un posto a disposizione dei presidenti delle sezioni regionali.

La scelta organizzativa è causa ed effetto della nuova e riaffermata volontà dell’organizzazione degli industriali di costruire un nuovo radicamento per essere “il motore della Nazione”.

La decisione dovrà essere ratificata il 21 Maggio duranre l’Assemblea Generale degli industriali.

SOMMA VICEPRESIDENTE

Se le decisioni del Consiglio Generale dovessero essere confermate nell’assemblea del 21 Maggio, Confindustria parlerà anche lucano nei suoi vertici. Tra i prescelti, infatti, ci sarà anche Francesco Somma.

Ad annunciare la prossima nomina è stato direttamente il governatore della Regione Basilicata Vito Bardi.

In una affollata assemblea, alla presenza del Procuratore Generale presso la Corte d’Appello Basentini, la notizia data da Bardi della prossima nomina di Somma è stata accolta con un grande applauso accompagnato da una vera e propria ovazione. È stato il segno tangibile

del legame che l’ex Presidente di Confindustria Basilicata ha con il popolo, con gli intellettuali e i ceti produttivi lucani.

UNA VITTORIA PER LA BASILICATA

Francesco Somma non è solo un grande imprenditore, è stato anche uno dei grandi animatori del dibattito economico e politico in Basilicata.

Le assemblee annuali di Confindustria Basilicata, infatti, sono state durante la reggenza Somma momenti di vero e proprio confronto ed analisi politica ed economica che hanno coinvolto ed interessato esponenti politici e sociali che spesso sono stati costretti ad inseguire gli spunti e le intuizioni del prossimo vicepresidente nazionale di Confindustria.

La imminente decisione di Orfini di incaricare Somma di guidare con lui la più importante ed influente organizzazione datoria-

le italiana è, quindi, sicuramente una affermazione personale ma anche il riconoscimento della crescita economica e l’aumento di autorevolezza del sistema impresa lucano.

COPPIA CON BARDI

Per noi che ci dilettiamo ad occuparsi di politica nel tentativo di interpretarla è interessante anche notare il fatto che sia stato proprio Bardi a dare la notizia ed annunciarlo al popolo lucano.

Bardi e Somma da un po’ di tempo erano diventati quasi una coppia fissa. I due si consultano spesso e tutto ciò aveva alimentato l’indiscrezione secondo cui si sarebbero preparati ad una staffetta alla guida della Regione. È noto a tutti, del resto, che Somma ha da sempre un rapporto diretto con la famiglia Berlusconi che sta prendendo in mano direttamente Forza Italia scalzando progressiva-

mente Tajani di cui Bardi è, invece, un fedelissimo. L’indicazione di Somma come vicepresidente nazionale di Confindustria spazza via queste voci essendo incompatibili gli incarichi politici ed istituzionali con le cariche di Confindustria. Quello che appare evidente è che questo connubio tra Somma e

Bardi può avere un peso anche nelle imminenti elezioni politiche oltre che negli equilibri del partito di Berlusconi con il Generale che ha adesso un ulteriore canale diretto aperto con Berlusconi. Sembra quindi sempre più probabile un imminente rilancio nazionale di Bardi.

Bardi, Somma e il Procuratore generale Basentini

Il Comandante del Nucleo

investigativo di Milano che ha incastrato Sempio: «Ci sono ancora punti interrogativi»

Caso Garlasco, parla Coppola

Parla a Cronache del caso, del metodo delle indagini e fa un’ammissione. La famiglia Poggi accusa i militari di “contesti opachi”. Intanto arriva la nuova ricostruzione della fuga

DI T IZ I AN A M AG RÌ

Antonio Coppola comanda il Nucleo investigativo dei carabinieri di Milano, quello di via Moscova, lo stesso che ha sferrato un duro colpo alla ‘Ndragheta in Lombardia con l’operazione Hydra. Non ama i riflettori. Profilo basso anche nel caso Garlasco, uno dei casi tra i più complessi e mediatici della storia giudiziaria italiana. Il braccio investigativo del pool dei magistrati della Procura della Repubblica di Milano, ha portato alla conclusione le indagini sull’unico colpevole dell’uccisione di Chiara Poggi, Andrea Sempio. In quel silenzioso e caldo 13 agosto 2007, Chiara Poggi ha subito 12 colpi mortali. Raggiunto telefonicamente, dopo il la notifica del 415 bis a Sempio, parla di come e perché si è deciso di procedere e avviare nuove indagini, nel 2025. Con parolescelte con cura, dichiara che la decisione di indagare suSempio, nonostante la condanna definitiva di Stasi, ha avuto sin dall’inizio la regola di lavorare solo sui fatti, sui riscontri, sulle consulenze e perizie scientifiche. “Abbiamo avuto un mantra fondamentale”. Una dichiarazione che tra le righe contiene anche una risposta alla famiglia Poggi.

LA FAMIGLIA DI

CHIARA CONTRO I

CARABINIERI: «CONTESTI OPACHI»

Gli avvocati Tizzoni e Compagna, che assistono i familiari di Chiara, hanno diffuso una nota durissima secondo la quale le indagini dei carabinieri sarebbero state “condizionate da contesti poco trasparenti e da impropri collegamenti con specificiambienti giornalistici”. Lo scritto riporta che la famiglia Poggi è stata sottoposta ad intercettazioni e subisce ingiuste “continue aggressioni”. La linea dei Poggi non cede il passo alla nuova inchiesta. Continua a mantenere la colpevolezza di Stasi. Marco Poggi sentito come testimone il 6 maggio scorso, ha dichiarato di avere completa fiducia nei suoi consulenti, non in quelli della Procura. Di fatti , negli atti dei carabinieri il fratello della vittima, cambia atteggiamento, tanto da essere definito “ostile” e in “costante difesa d’ufficio” di Sempio, suo amico fraterno, accusato di aver ammazzato sua sorella Chiara.

SEMPIO FUGGE A

CASA DELLA NONNA PER RIPULIRSI

Anche la giornata di ieri è stata un susseguirsi di new entry nella ricostruzione dell’accaduto. Secondo l’informativa del Nucleo investigativo di Milano, Sempio dopo l’omicidio, non si sarebbe lavato in

bagno, come stabilito nella sentenza su Stasi, ma nel lavabo della cucina. Lo confermano le traccedi sangue trovatesulla porta e sull’anta di un mobile. Il tappetino davanti al lavandino, dove le impronte si interrompevano, non fu mai analizzato. Secondo i pm è stato uno degli errori cruciali della prima inchiesta. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Sempio dopo essersi lavato, avrebbe appoggiato la mano bagnata sul muro delle scale, la famosa famigerata impronta 33. Poi si sarebbe specchiato allo specchio del bagno solo per controllare l’assenza di macchie evidenti. Sarebbe poi fuggito non dalla porta principale ma da quella secondaria, raggiungendo a circa 400 metri la casa della nonna, dove ha avuto modo di ripulirsi perbene, prima di andare dai suoi genitori. Quindi, secondo gli inquirenti Sempio non è mai andato a Vigevano. Non ha mai fatto il ticket del parcheggio.

LE DUE FINESTRE

TEMPORALI: UNA

CONCLUSIONE

SCIENTIFICA

Uno dei risultati più discussi dell’inchiesta sono due finestre temporali del delitto. Secondo la professoressa la finestra scientifica della morte di Chiara è tra le 9.12 (momento in cui la 26enne disattiva l’allarme di casa) e le 12.

I carabinieri di Coppola, a pagina 310 della loro informativa, hanno ricavato da quel dato due possibili fasce operative tra le 9.12 e le 9.58, quando Sempiochiama un amico senza risposta. E tra le 9.58 e 11.25, quandoviene chiamato da casa dei genitori. Entrambi compatibili con la presenza di Sempio a Garlasco, dove il telefono aggancia le cellule locali. Ma gli stessi momenti di tempo non escludono la fascia in cui Stasi non aveva alibi. Catteno include Sempio nel frame delittuoso. Non scagiona Stasi. E questo, gli inquirenti lo sanno.

L’ASM LA MAIL

DI CHIARA, IL TECNICO

RITRATTÒ

A Coppola viene chiesto diuno dei fili della “tela” del caso Garlasco, sfiorato ma mai esplorato in diciannove anni: lo stage di Chiara all’ASM Azienda Servizi Municipalizzati) di Pavia, la mail alla sua senior Cristina Tosi “I miei intrallazzi stanno vivendo un periodo di stasi”, scritta 40 giorni prima di morire. Va anche ricordato che il tecnico dell’ASM di Vigevano. Marco Muschitta, che quella mattina del 13 agosto era dalle parti (190 metri) dalla villetta di via Pascoli, disse di aver visto una ragazza bionda in bici con qualcosa in mano, una versione poi ritrattata. Lo stesso ASM finito nel 2023 al

centro di un’inchiesta per corruzione, coordinata dagli stessi Pm che hanno firmato la chiusura delle indagini su Sempio. L’indagato ha 20 giorni di tempo per fornire prove e risposte documentate all’accusa. La risposta di Coppola, a quest’osservazione di coincidenza di fatti, tra il 2012 e agli inizi del 2013, quando Chiara inizia e termina lo stage, sono gli anni, secondo le indagini su ASM, in cui inizia a mettersi in moto la macchina della corruzione, e degli affari sporchi della S.p.a, che ha visto e vede coinvolti numerosi colletti bianchi. La risposta del colonnello Coppola ad una riflessione, definita come «volo pindarico», è stata netta: «Non centra niente questo». Il filone è ufficialmente fuori dall’inchiesta. Resta però aperta la domanda di un’email e di una testimonianza, poi ritirata.«NON SI PUÒ RISPONDERE A TUTTO»

Prima di chiudere la telefonata, il comandante Coppola dice una cosa che vale più di qualsiasi dichiarazione ufficiale: «Le indagini non sono esaustive. Non riescono a sciogliere qualsiasi dubbio. Possono esserci sempre dei punti interrogativi. Non si può rispondere a tutto». Non si è infallibili. Ogni ragionevole dubbio, non può fallire ancora.

Andrea Sempio e i genitori di Chiara Poggi

Conte, Meloni, Salis: tre episodi che raccontano come muta il confine tra pubblico e privato

Tra privacy e deepfake: la linea della politica

Cosa è pubblico e cosa resta irriducibilmente privato? Negli ultimi giorni, quattro episodi hanno intrecciato comunicazione, tutela della riservatezza e nuovi rischi digitali. Il primo riguarda Giuseppe Conte. Ha annunciato un intervento chirurgico, improvvisamente, non ha dato dettagli e nessuno li ha chiesti. Ha rassicurato con un post sulle sue condizioni di salute e poi ha detto di essere tornato a casa. Fine della storia. Nessun dettaglio sulla patologia, nessuna fuga di notizie, nessuna morbosità. Un silenzio incredibili nell’epoca dell’oversharing. Rispettato da tutti. Non solo dalle testate mainstream, ma anche da quel sottobosco di siti e social che vive di insinuazioni. La domanda è: è giusto che un leader politico tenga per sé informazioni sulla propria salute? Oppure la trasparenza dovrebbe includere anche la vulnerabilità fisica? A nessuno è venuto in mente di dire che il privato è pubblico, come invece ha voluto ripetere Chiara Tagliaferri, scrittrice, moglie di Nicola Lagioia, che in un

libro e in ripetute interviste (evidentemente funzionali al primo) ci ha raccontato della maternità a tre, condivisa con altre due donne. La vicenda Conte dimostra una cosa semplice: quando si decide che un limite esiste, quel limite viene rispettato. La privacy può essere violata, ma ancora oggi, la si può anche difendere. Poi c’è il caso di Giorgia Meloni, sovraesposta a una comunicazione manipolata. Le immagini deepfake che la ritraggono in lingerie

sono un esempio perfetto di come la tecnologia possa deformare la realtà con una precisione inquietante. La sua reazione è stata spiazzante e, per certi versi, efficace perché ironica. Ha smontato il meccanismo senza vittimismo, trasformando un attacco in un’occasione per parlare del problema più grande — la facilità con cui oggi si costruiscono falsità credibili. Infine, il terzo episodio: una sindaca - senza filtriche risponde pubblicamente agli

insulti sessisti, usando la stessa parola con cui viene colpita. “Put- tana”. Senza edulcorazioni. È Silvia Salis, la sindaca di Genova che per ora non nostri arretramenti sul linguaggio e rompe un altro tabù: quello linguistico. Se la violenza è esplicita, anche la risposta può esserlo. E forse deve esserlo, per smascherarne la brutalità. Colpisce, in questo mosaico, una differenza di genere che non può passare inosservata. Le donne in politica sembrano oggi più disposte a esporsi e a reagire pubblicamente — anche su terreni scivolosi come il corpo, l’insulto. Gli uomini, invece, restano più prudenti, soprattutto quando si tratta di fragilità personali. E spesso diventano gaffeur. Più di uno negli ultimi mesi, tra gli esponenti di governo, ha offerto prelibatezze. Sulla malattia il discorso è diverso perché coinvolge la vulnerabilità. E quindi resta la domanda, i leader devono essere trasparenti o devono essere umani? E le due cose coincidono davvero? In un tempo in cui tutto può essere detto e anche falsificato, il vero atto politico è scegliere cosa non dire. O come dirlo.

Sull’ipotesi deposito: «Riteniamo necessario affrontare la questione con un approccio rigoroso e documentato»

Scorie nucleari, opportunità o alto rischio?

Ormai è diventato un coro unanime: No al sito unico per il seppellimento delle scorie nucleari a bassa e media intensità. Sono passati 23 anni dal 2003 dalla famosa vittoria del popolo lucano, dopo la manifestazione dei centomila a Scanzano Jonico contro l’improvvisata decisione di realizzare il sito unico di cui si parla nelle cave di salgemma a Terzo Cavone. Appena si parla di sito unico e di scorie nucleari scatta il riflesso condizionato. Altero Matteoli, ministro del Governo Berlusconi, fu uno dei protagonisti di quella vicenda. Alcuni anni addietro, purtroppo, perse la vita in un incidente stradale. Berlusconi è morto di vecchiaia e malattia, ma il problema delle scorie è più vivo che mai e sarebbe troppo semplicistico e comodo liquidarlo con un no.

Nei giorni scorsi, a Matera, si è tenuto un Consiglio provinciale aperto per ribadire che le scorie nucleari tra Basilicata e Puglia non le vuole nessuno. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di: «Ribadire la net-

ta contrarietà all’ipotesi di localizzare il sito nazionale delle scorie nucleari tra Basilicata e Puglia, compattare i territori interessati e costruire un fronte comune per scongiurare una scelta ritenuta illogica e potenzialmente dannosa per aree a forte vocazione agricola, paesaggistica e turistica».

La convocazione della massima assemblea provinciale ha voluto rappresentare un passaggio istituzionale di particolare rilievo, poiché la questione coinvolge aspetti ambientali, tecnici, socioeconomici e identitari che riguardano da vicino non solo la Basilicata, ma anche porzioni del territorio pugliese, insieme al Comune di Genzano di Lucania, in provincia di Potenza. All’incontro, sono stati invitati a partecipare i Presidenti delle Regioni Basilicata e Puglia, quelli della Città metropolitana di Bari, delle Province di Taranto e Potenza, i Comuni pugliesi di Laterza, Altamura e Gravina in Puglia, tutti i Comuni della provincia di Matera e il Comune di Genzano di Lucania.

«Riteniamo necessario af-

frontare la questione con un approccio rigoroso e documentato – ha dichiarato il Presidente Mancini – valutando con attenzione gli impatti potenziali sulla sicurezza, sulla tutela del paesaggio, sulle risorse naturali e sulle vocazioni produttive di territori che, tra Basilicata e Puglia, rappresentano un patrimonio di valore nazionale». Da qualche parte, i rifiuti radioattivi bisognerà pur metterli e della modernità tecnologica non possiamo volere tutti i vantaggi, e poi chiedere ad altri di assumersi rischi e responsabilità. D’altra parte, a dispetto dei toni propagandistici, ospitare il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e il connesso Parco Tecnologico comporta significativi benefici economici, occupazionali e infrastrutturali per il territorio prescelto, a fronte di una struttura progettata per garantire la massima sicurezza ambientale e radiologica per oltre 300 anni. Tra i principali benefici previsti ci sono quelli di natura economica e gli investimenti. La realizzazione dell’opera prevede un

investimento di circa 1 miliardo di euro, con importanti ricadute sul tessuto economico locale durante la fase di costruzione e gestione.

I Comuni che ospiteranno il deposito e le zone limitrofe riceveranno indennizzi e contributi compensativi, simili a quelli già erogati per i siti nucleari provvisori (circa 15 milioni di euro nel 2024 per un centinaio di Enti locali coinvolti nel ciclo del combustibile). L’opera attirerà aziende, fornitori e servizi, stimolando l’economia della zona. Ѐ stato garantito che

se il tutto viene realizzato a regola d’arte, non ci sarebbero rischi per la salute umana almeno per 300 anni. E mentre il no a tale iniziativa è secco e inappellabile, siamo bombardati da prodotti alimentari esteri altamente inquinati, da prodotti cosmetici riconosciuti come pericolosi, da inquinamento elettromagnetico altamente nocivo, etc. etc. Considerando che disponiamo di ampie aree collinari desolate e disabitate, forse qualche approfondimento sarebbe opportuno.

VINCENZO MAIDA

La Nazionale Cantanti scende in campo per la “Fondazione Caliendo” e la Casa Famiglia “Compagni di Strada”

“Nella mia città”, a Lagonegro la Partita del Cuore dedicata al cantautore Mango

Il 27 maggio, allo Stadio "G. Rossi" di Lagonegro, si giocherà una partita che va ben oltre il semplice evento sportivo. La Nazionale Cantanti, guidata da Ubaldo Pantani, sfiderà la rappresentativa locale "Nella Mia Città" in un evento che unisce sport, musica e solidarietà, con l'obiettivo di raccogliere fondi per due importanti realtà locali: la Fondazione Domenico Caliendo e la casa famiglia Compagni di Strada di Lagonegro. La serata sarà un omaggio alla memoria di Pino Mango, il cantautore lucano scomparso 12 anni fa, che ha lasciato un segno indelebile nella musica italiana. La sua voce e la sua anima poetica continuano a vivere nella memoria di chi lo ha amato e ammirato, e questa partita sarà un modo per ricordarlo e per tenere viva la sua eredità.La manifestazione, intitolata "Partita del Cuore –Nella Mia Città", sarà un momento di aggregazione e di riflessione, un'occasione per dimostrare che la solidarietà e la comunità possono fare la differenza. Sullo stadio, si giocherà una partita, ma sugli spalti e nelle coscien-

ze se ne giocherà un'altra, ancora più importante, quella della speranza e della generosità. Alla presentazione ufficiale parteciperanno i familiari di Pino Mango e numerosi artisti del panorama musicale italiano, testimoni di un legame profondo tra cultura, territorio e impegno sociale. Il ricavato dell'evento sarà devoluto alle due realtà locali che lavorano ogni giorno per aiutare i più bisognosi, trasformando l'aiuto in speranza concreta.Sponsor ufficiale dell'evento è Otivm Gin, che si unisce a questo importante progetto di solidarietà. Lagonegro si prepara a vivere una giornata unica, con la partecipazione di tanti cittadini e appassionati, che si uniranno per sostenere una buona causa e per ricordare un grande artista. La partita sarà alle 18.00 e sarà un momento da non perdere, un'occasione per essere parte di qualcosa di più grande, qualcosa che va oltre il semplice risultato sportivo. Perché, quando il cuore scende in campo, non esistono né vinti né vincitori: esiste solo la forza di esserci, insieme, e di poter dare di più.

Basilicata

Sindaco di Vietri, Presidente della Provincia e Commissario Regionale

Giordano imputato asso pigliatutto

Inizia il processo contro di lui, Pascarella teste amico minimizza le accuse di stalking e soprusi

D I M A S S IM O D E LLA P E N N A

Icinque stelle continuano ad essere un oggetto misterioso. In Basilicata sono un vero è proprio enigma o, meglio, una costante violazione delle regole interne.

Non è un caso se delle stelle sia rimasta solo la polvere.

Quando si chiuderà la cronaca e questa stagione sarà consegnata alla storia, di loro si dirà che partiti lancia in resta avendo conquistato molti forti tornarono con le pive nel sacco.

Fuor di metafora erano al governo di importanti città, si sono ridotti nella ridotta di Vietri a fare da guardia a Giordano.

GIORDANO PIGLIA TUTTO

Non è un caso se Christian Giordano sia diventato il connettore di cariche più potente di Basilicata.

I Cinque Stelle avevano stabilito la regola che non si potessero avere due incarichi contemporaneamente.

Giordano è talmente solo che, violando ogni regola, è contemporaneamente Sindaco di Vietri, Presidente della Provincia e Commissario Regionale del Partito.

Con la sola elezione a Sindaco di Vietri ha preso altri due piccioni. Se rimani da solo, del re-

sto, è facile conquistare tutto.

NON TUTTI GLI IMPUTATI SONO

UGUALI

Sempre a proposito di regole, per Giordano non vale neanche il principio della sospensione al primo avviso di garanzia.

Christian Giordano è imputato per una serie di reati raccapriccianti che riguardano soprusi e stalking contro una dipendente.

L’altro ieri si è tenuto nel Tribunale di Potenza il processo a carico di Gior- dano. È stata sentita il teste Pascarella, dipendente del Comune che avrebbe molto sminuito le condotte di Giordano.

Pascarella è dipendente del Comune di Vietri, assunta con il concorso indetto dallo stesso Giordano con il quale ha riempito gli uffici del Comune e della Provincia di Potenza nonché cognata di Carmela Manzella che dell’imputato è il vicesindaco.

Sia chiaro non ci sono incompatibilità processuali e noi siamo sempre convinti della presunzione di non colpevolezza.

Quello che ci stupisce è il fatto che Giordano sia al di sopra di ogni regola. Probabilmente è la fortuna di chi è rimasto da solo in un partito, in pratica non può essere sostituito.

il rapporto con Nappi

Soprusi e angherie su una dipendente a Vietri: ascoltata Simona Pascaretta

Soprusi, maltrattamenti, stalking in ambito lavorativo. Sono questi i capi d'imputazione a carico del Sindaco di Vietri di Potenza e attuale Presidente della Provincia di Potenza, Christian Giordano e del funzionario del Comune di Vietri di Potenza, Adolfo Nappi. Le indagini sono partite nel 2022 e hanno avuto nel corso degli anni diverse udienze legate al comportamento di Giordano e Nappi nei confronti di alcune dipendenti comunali. Nell'Aula Andrea Ferrara del Palazzo di Giustizia di Potenza si è svolto un nuovo round di un processo lungo e complesso che sembra non terminare mai. Di fronte al Giudice Cecilia Mirone e al Pubblico Ministero Marilena Taddei ha risposto alle domande la testimone Simona Pascaretta. Presenti gli avvocati Alessandro Singetta, legale rappresentante dell'Amministrazione Comunale di Vietri di Potenza e Nicola Stigliani, legale di parte civile. I maltrattamenti e le continue angherie di Nappi e Giordano nei confronti di Carmela Giordano risalgono di fatto a pochi mesi dal pensionamento della stessa dipendente dell’Ente. In precedenza il GUP ( Giudice dell'Udienza Preliminare ) del Tribunale di Potenza ebbe modo di rinviare a giudizio l'attuale primo cittadino, tutto questo dopo aver valutato le risultanze investigative e l'accoglimento della richiesta da par-

te della Procura. Simona Pascaretta ha risposto alle domande formulate dal Giudice Cecilia Mirone, dal Pubblico Ministero, Marilena Taddei e dai due legali parlando del suo incarico nell'ufficio tributi dal 1 febbraio 2021 e di aver lavorato al Comune di Potenza nell'ufficio tributi, supporto dati anagrafici e economato, di conoscere la signora Giordano che non lavorava ancora nel Comune di Vietri e ha cominciato nel mese di agosto del 2022. La Pascaretta non conosceva le funzioni della Giordano che successivamente ha iniziato a lavorare presso l'Ufficio Cimiteriale svolgendo funzioni nel redigere l'inventario dell'area cimiteriale di Vietri. La Pascaretta ha dichiarato di lavorare nell'ufficio di fronte a quello degli uffici demografici e che la Giordano non conosceva le modalità di lavoro svolte appunto dalla Pascaretta. Nel corso della requisitoria Simona Pascaretta ha dichiarato che Carmela Giordano raggiungeva il luogo di lavoro facendo una passeggiata e che di tanto in tanto si recava nell'archivio del comune. Inoltre non conosceva le modalità di lavoro della Giordano ne tanto meno del materiale sistemato nella scrivania. Simona Pascaretta vedeva Carmen Giordano nell'ufficio anagrafe. La Giordano secondo la testimone si recava nell'archivio, una stanza normale. La Pascaretta ha parlato anche del dirigente Adolfo Nappi, che asse-

Nel processo contro il sindaco Giordano e il funzionario Nappi, la testimone descrive il lavoro della vittima Carmela Giordano e
POTENZA.
gnava i ruoli mediante un protocollo. La Pascaretta al termine della sua requisitoria ha affermato di non aver assistito a scontri verbali tra Nappi e i suoi collaboratori e che anzi, Nappi è sempre stato cortese e garbato con tutti i componenti dell'ufficio comunale di Vietri di Potenza. Prossima udienza di questo processo il 23 settembre. FRA.MEN

«La gestione della Basilicata è oggi oggetto di crescente attenzione anche da parte di altre realtà»

Natura, il Garante Costanzo: «Modello per le altre regioni»

Negli scorsi giorni sono stato audito in I Commissione, dove ho esposto la relazione sull’attività svolta dal Garante per la Natura nel periodo 2025-2026. Ringrazio il presidente Fanelli e tutti i commissari per l’attenzione riservata alle iniziative messe in campo e alle proposte avanzate. Dalla collaborazione con tutto il Consiglio regionale non potranno che derivare ulteriori effetti positivi».

Lo dichiara il Garante regionale per la natura, Biagio Costanzo, che aggiunge: «Nel corso dell’audizione ho illustrato i principali punti della rendicontazione relativa al periodo di riferimento, con particolare riguardo alle attività svolte, alle istanze pervenute ed evase e alle ulteriori iniziative realizzate. Ho inoltre evidenziato la crescente attenzione e il riconoscimento che l’attività del Garante regionale della Natura e dell’Ambiente sta riscuotendo anche a livello nazionale, con particolare riferimento

all’invito formale ricevuto dal WWF Italia a un incontro presso la sede di Roma. Un passaggio significativo che conferma l’interesse verso il modello istituzionale lucano e oggi oggetto di crescente attenzione anche da parte di altre realtà regionali. Si sta lavorando a un disegno di legge per estendere questa figura di garanzia a tutte le Regioni. La Basilicata ha dunque fatto, orgogliosamente, scuola sotto questo aspetto. In questo quadro – prosegue Costanzo –si collocano i primi mesi di attività del Garante, caratterizzati da un’intensa azione di promozione della figura istituzionale, da numerosi eventi sul territorio regionale e nazionale e da attività ispettive su segnalazioni ambientali. Particolare rilievo hanno assunto gli incontri istituzionali, le iniziative formative e i protocolli di collaborazione attivati con ARPA Basilicata, Corecom Basilicata ed EGRIB, finalizzati al monitoraggio ambientale, alla prevenzione

degli inquinamenti e alla diffusione dell’educazione ambientale nelle scuole. Nel periodo luglio 2025 – marzo 2026 – aggiunge – sono state gestite istanze provenienti da enti, cittadini e associazioni, con un tasso di evasione pari a circa il 75 per cento, nonostante la fase iniziale di avvio e la limitata dotazione di personale. Le attività hanno riguardato anche eventi pubblici, iniziative formative e momenti di confronto con istituzioni, ammini-

Il presidente della Cia basilicata Moscaritolo: «Scarsità idrica, fauna e spopolamento»

Le criticità dell’agricoltura lucana a Roma

Il riequilibrio del valore lungo la filiera agroalimentare, oggi fortemente penalizzante per gli agricoltori: è una delle priorità per il mondo agricolo. Una battaglia storica di Cia, con la messa in campo di una strategia in tre direzioni chiave. La prima è il miglioramento della forza collettiva dei produttori attraverso aggregazione (consorzi, Aop), integrazione verticale, progettualità condivise, inclusione giovanile e potenziamento degli strumenti interprofessionali, per definire accordi chiari e contratti tipo con regole oneste e giusta remunerazione. L’intento è garantire un reddito equo alle imprese -ha spiegato il presidentee portare l’agricoltore da semplice fornitore di materia prima a partner influente e paritario nella filiera. È questa una delle priorità affermate alla IX Assemblea elettiva nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, conclusasi a Roma con la riconferma all’unanimità di Cristiano Fini alla guida nazionale dell’organizzazione. A rappresentare Cia Basilicata, insieme ad delega-

zione composta da 12 esponenti, è stato il presidente regionale di Cia Basilicata, Leonardo Moscaritolo, che ha ribadito il valore strategico dell’agricoltura come presidio ambientale e leva di sviluppo sostenibile. «La nostra partecipazione – afferma Moscaritolo – rafforza una visione che mette al centro l’agricoltore come presidio ambientale e motore di sviluppo sostenibile».

Nel confronto nazionale dedicato al tema “Agricoltori custodi di territorio, custodi di futuro”, Cia Basilicata ha evidenziato le principali criticità che interessano il territorio regionale: scarsità idrica, gestione della fauna selvatica e progressivo spopolamento delle aree interne. «Il territorio agrario – prosegue Moscaritolo – è parte essenziale dell’identità italiana. Agricoltura di qualità e turismo culturale possono rappresentare un volano di crescita se integrati in una visione strategica». Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della nuova ruralità e dell’agricoltura multifunzionale, con aziende agricole chia-

mate sempre più a svolgere funzioni sociali, ambientali e di tutela del paesaggio. «Serve passare dalla logica dell’emergenza a quella della prevenzione – sottolinea il presidente di Cia Basilicata – attraverso interventi strutturali per la sicurezza del territorio, il contrasto allo spopolamento e una gestione efficace della fauna selvatica». Per Moscaritolo sarà inoltre decisivo l’utilizzo mirato delle risorse della Politica Agricola Comune per rafforzare le economie locali e costruire un sistema integrato tra agricoltura, istituzioni e territori.

“Territorio, infrastrutture e innovazione – conclude – sono le leve su cui costruire il futuro della Basilicata e dell’intero Pae-

strazioni locali e realtà associative. La fase di avvio del ruolo del Garante ha evidenziato la complessità e l’unicità della figura nel panorama nazionale, insieme alla progressiva strutturazione degli strumenti operativi e del supporto amministrativo, oggi in via di consolidamento. Proseguiremo su questa strada – conclude Costanzo – a tutela dei cittadini e del territorio, rafforzando la collaborazione con gli organi politici e tecnici del Consiglio regionale».

FINO A 3600 EURO DI COSTI IN PIÙ IN DUE MESI

Coldiretti Basilicata lancia l’allarme rincari

Laguerra in Iran con i rincari energetici si riflette in maniera significativa sull’agricoltura lucana . A lanciare l’allarme è la Coldiretti di Basilicata. L’esplosione dei costi di produzione legata al conflitto non risparmia gli allevatori con una “stangata” fino a 3600 euro ad azienda in due mesi. Secondo l’analisi del Centro Studi Divulga, nei primi due mesi di guerra –spiega Coldiretti Basilicata – i rincari aggiuntivi vanno dai 40 centesimi a tonnellata per il latte bovino ai 95 euro a tonnellata per quello di pecora. A questi si devono aggiungere i costi dell’alimentazione, con una stima fino a 200 euro in più ad ettaro per mais e altri cereali, oltre a fertilizzanti ed energia. Se non si riuscisse a raggiungere una tregua nel conflitto e i rincari dovessero perdurare, il conto rischia di salire a decine di migliaia di euro per le aziende più strutturate. Dopo il calo della scorsa settimana il gasolio agricolo è tornato a crescere, 1,42 euro al litro contro i 0,85 di inizio anno. Negli allevamenti si usa non solo per trattori ma anche per sollevatori telescopici e pale meccaniche per la movimentazione di foraggi, letame o materiali, per i carri per la preparazione e la distribuzione dei cereali agli animali, oltre che per il trasporto degli stessi. Ma pesa anche il balzo dei fertilizzanti, che si riflette a cascata anche sui mangimi. L’urea è balzata a 870 euro a tonnellata, contro i 470 del maggio dello scorso anno (+85%), mentre il nitrato ammonico è passato nello stesso periodo da 369 euro a tonnellata a 510 (+38%), secondo l’analisi Coldiretti su dati Cciaa Torino.

ALL’ORDINE DEL GIORNO DELL’INCONTRO

Martedì 12 doppia seduta del Consiglio regionale

POTENZA Il Consiglio regionale della Basilicata si riunirà, in seduta ordinaria, martedì 12 maggio 2026, alle ore 15.30, nell’Aula Dinardo, sita al piano terra del Palazzo della Giunta regionale, in via Verrastro n. 4, a Potenza. L’Assemblea prenderà in esame gli eventuali atti licenziati

dalle Commissioni consiliari permanenti. Al termine della seduta ordinaria, l’Assemblea tornerà a riunirsi alle ore 16.30 in seduta straordinaria, così come richiesto dalle opposizioni, per la comunicazione del presidente della Giunta regionale sulla situazione politica, amministrativa e

programmatica della Regione Basilicata e la conseguente discussione. La riunione del Consiglio regionale sarà trasmessa in web streaming, su PC, smartphone e tablet, sui siti del Consiglio regionale e della Regione Basilicata. Sarà inoltre possibile seguirla anche attraverso il profilo X.

Allarme di Progetto Civico Italia: «Sindaci lasciati soli senza fondi»

POTENZA «Le grida d’allarme lanciate dal Presidente dell’Anci Basilicata, Gerardo Larocca, non possono restare inascoltate. Progetto Civico Italia che rappresenta la rete delle liste civiche dei comuni, esprime pieno sostegno alle rivendicazioni dei sindaci lucani: non dare fondi ai Comuni significa tagliare i servizi essenziali ai cittadini, colpendo proprio le fasce più fragili della nostra popolazione».

Così Federica D’Andrea, Coordinatrice regionale di Progetto Civico Italia, interviene nel dibattito sul bilancio regionale 2026, condividendo le preoccupazioni espresse dall’As-

sociazione dei Comuni riguardo alle previsioni economiche di viale Verrastro.

«I sindaci rappresentano il primo avamposto dello Stato sul territorio - continua D’Andrea - sostenerli non va visto come una concessione, ma come dovere istituzionale.

La carenza di risorse destinate ai servizi socio-assistenziali e socio-sanitari rischia di tradursi in un abbandono concreto per anziani e persone con disabilità. La programmazione regionale non può trasformarsi in un esercizio contabile sulla pelle dei territori».

Progetto Civico Italia sposa i punti cardine della protesta Anci, chie-

POTENZA La UILTrasporti Basilicata, attraverso il Segretario Regionale del Trasporto Pubblico Locale, Vito Lucia, esprime attenzione e rispetto per la proposta approvata in Terza Commissione regionale che prevede la gratuità del trasporto pubblico locale per il personale del comparto Difesa e Sicurezza. Si tratta di una misura che, nelle intenzioni, punta a rafforzare la presenza delle divise sui mezzi pubblici e, quindi, ad aumentare il livello di sicurezza percepita e reale per cittadini e lavoratori del settore.

«Come organizzazione sindacale che rappresenta le lavoratrici e i lavoratori del

dendo alla Regione Basilicata interventi immediati su: Fondo Unico Autonomie Locali (Fual): È indispensabile garantire lo stanziamento di almeno 12 milioni di euro per assicurare la tenuta dei bilanci comunali. Trasporto Pubblico Locale e Bonus Gas: Estendere le tutele agli enti locali per contrastare il rincaro dei costi energetici che soffoca le amministrazioni. Politiche del Lavoro: Accelerare i percorsi di stabilizzazione per i lavoratori LSU e dare risposte concrete ai soggetti fuoriusciti dai processi Rmi e Tis. Viabilità e Decoro Urbano: Sbloccare le graduatorie dei bandi regionali

trasporto pubblico locale, riteniamo positivo ogni intervento che contribuisca a migliorare le condizioni di sicurezza a bordo e nelle fermate, da tempo al centro delle nostre rivendicazioni. La presenza delle forze dell’ordine può rappresentare un deterrente concreto contro atti di vandalismo, aggressioni. Tuttavia – dice Vito Lucia - poniamo una questione chiara di priorità sociale . Se la Regione Basilicata dispone di risorse pubbliche per sostenere la gratuità del trasporto, riteniamo che la prima e più importante platea da tutelare debba essere quella degli studenti, in particolare gli studenti universitari.

per permettere ai Comuni di intervenire su strade e sicurezza urbana. «Condividiamo l’appello del Presidente Larocca per un metodo di governo basato sull’ascolto e la condivisione - conclude Federica D’Andrea. - Auspichiamo che la Regio-

Garantire il trasporto pubblico gratuito agli studenti significa: •sostenere concretamente il diritto allo studio,, •alleggerire il peso economico sulle famiglie, •contrastare lo spopolamento giovanile della Basilicata. In una regione che da anni perde residenti, soprattutto giovani, la leva del trasporto pubblico può diventare uno strumento decisivo per incentivare la permanenza sul territorio e scoraggiare la scelta di trasferirsi fuori regione per motivi di studio. Agevolare la mobilità degli studenti significa investire nel capitale umano lucano e nel futuro della comunità. Per

ne apra immediatamente un confronto con i sindaci. Progetto Civico Italia continuerà a vigilare affinché l’autonomia e la dignità dei Comuni lucani vengano rispettate, perché senza comuni forti non esiste una regione prospera».

queste ragioni, la UILTrasporti Basilicata propone: 1.Introduzione prioritaria della gratuità del TPL per gli studenti, a partire dagli universitari e dagli studenti pendolari; 2.Estensione della misura in modo integrato anche al personale delle forze dell’ordine, riconoscendone il ruolo, ma senza sottrarre risorse alle politiche per i giovani;

3.Apertura di un confronto con le parti sociali, per definire criteri equi, sostenibili nell’utilizzo delle risorse pubbliche; 4.Investimenti strutturali nel TPL, sia in termini di qualità del servizio che di sicurezza.

La coordinatrice D’Andrea: «L’sos dell’Anci Basilicata non resti inascoltato, siamo al fianco dei Comuni»

Laboratori, artigiani, scuole e istituzioni insieme nel centro storico di Potenza per celebrare creatività, tradizione e innovazione del territorio lucano

CNA in piazza celebra il saper fare: per la Giornata del Made in Italy

Una giornata dedicata all’artigianato come simbolo di identità, creatività e sviluppo territoriale. In occasione della Giornata del Made in Italy, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), CNA Potenza organizza l’evento «Artigiani, Cuori del Made in Italy», iniziativa sostenuta da CNA Basilicata e inserita tra le attività finanziate dalla Regione Basilicata per la promozione dell’artigianato.L’appuntamento nasce con l’obiettivo di raccontare il valore del lavoro artigiano attraverso un linguaggio capace di coinvolgere scuole, cittadini e istituzioni, promuovendo una riflessione condivisa sul rapporto tra tradizione e innovazione, turismo esperienziale e formazione.Per l’intera giornata il centro storico e la piazza cittadina ospiteranno botteghe all’aperto, dimostrazioni pratiche e laboratori, offrendo al pubblico un’esperienza diretta dei mestieri artigiani.Il programma prenderà il via alle ore 9 con il laboratorio artistico «Dall’idea alla materia», durante il quale Antonio Saluzzi di DecorSaluzzi realizzerà un’opera in bronzo illustrando le varie fasi della lavorazione, dall’ideazione alla fusione, con il coinvolgimento degli studenti dell’Istituto Da

Vinci-Nitti.Alle 9.30 spazio ai saluti istituzionali con il sindaco di Potenza Vincenzo Telesca, il consigliere della Provincia di Potenza Gianmarco Guidetti e i rappresentanti della Regione Basilicata, della Camera di Commercio e della CNA.Alle ore 10 si svolgerà il laboratorio digitale «Dall’ingegno al gioco», curato da Michele Scioscia di Effenove insieme agli studenti dell’Istituto IPSIA «G. Giorgi», per mostrare come la creatività artigiana possa esprimersi anche attraverso strumenti e linguaggi innovativi.A seguire, alle 10.30, sarà presentato il Protocollo d’intesa tra CNA e MIMIT, finalizzato alla creazione di una rete nazionale di progetti destinati ad accompagnare gli studenti nel mondo del lavoro e dei mestieri artigiani. Interverranno Claudia Datena, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Basilicata, insieme ai rappresentanti della Regione, della Provincia e della CNA.Alle ore 11 sarà protagonista la musica con il laboratorio «Dal legno al suono»: il maestro liutaio Vincenzo Di Sanzo illustrerà le tecniche di lavorazione del violino accompagnato dai maestri del Conservatorio di Musica «Carlo Gesualdo da Venosa» di Potenza.Alle 11.30 si terrà lo speech istituzionale «Il

Made in Italy per la Basilicata», con gli interventi del senatore Gianni Rosa, vicepresidente dell’8ª Commissione del Senato, di Michele Napoli, consigliere della Regione Basilicata e consigliere ministeriale del MIMIT per lo sviluppo del Mezzogiorno, di Giusy Lo Vecchio, direttore generale del Dipartimento Attività Produttive della Regione Basilicata, della vicesindaca di Potenza Federica D’Andrea e del presidente CNA Basilicata Renato Zaccagnino.A mezzogiorno il laboratorio «L’imprenditore, il prodotto, il progetto» approfondirà il legame tra impresa artigiana, qualità e identità territoriale. Alle 12.30, invece, spazio a «Artigiani della terra: i Presìdi Slow Food», con gli interventi del presidente regionale Slow Food, dei rappresentanti dei Presìdi Slow Food Basilicata, della Regione e della CNA, per valorizzare il ruolo economico e sociale delle produzioni di qualità.Nel pomeriggio, alle ore 17, è prevista l’inaugurazione della mostra mercato dell’artigianato.Parallelamente, dalle ore 9.30, partirà anche il tour esperienziale «Potenza Artigiana – L’artigianato per vivere la città», guidato da Katia Lacerra, interprete e coordinatrice GIAA Basilicata, con partenza da Piazza Duca della

Verdura.All’iniziativa prenderanno parte numerose realtà artigiane del territorio, tra cui Dal Grano, La Preula, Giovanna Quaratino, Effenove, DecorSaluzzi, Montanaro 1938, Vincenzo Di Sanzo Artigiano Liutaio, Slow Food Mercati della Terra e diverse botteghe del centro storico come Linea Monetta, Bottega 1980, Atelier del Manufatto, Angela Pitta, Angela

Conte, Lottino Spirits, Amaro Potentino, Re Dandy e Percopo Ottica.L’evento si propone come un momento di confronto e collaborazione tra istituzioni, imprese e mondo della formazione, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dell’artigianato come leva strategica per lo sviluppo economico e sociale del territorio lucano e del Mezzogiorno.

Il consigliere comunale di Matera:

«Scelta maturata nel tempo, na ta da convinzioni profonde»

Bigherati raggiunge Vannacci e si unisce a Futuro Nazionale

MATERA Il consigliere comunale di Matera Marci Bigherati aderisce al progetto di Roberto Vannacci con Futuro Nazionale. «Si tratta di una scelta maturata nel tempo, nata da convinzioni profonde e da una visione che seguo ormai da anni. Già dal 2024 risulto tesserato al movimento culturale e politico Il Mondo al Contrario, percorso che ho continuato a seguire anche nel 2025 e nel 2026 con attenzione, convinzione e partecipazione». Bigherati ricorda anche la propria partecipazione a Grosseto insieme al segretario nazionale del movimento, Giulio Curatella, «in occasione di uno degli appuntamenti dedicati alla crescita e al consolidamento del movimento culturale e politico».

Il consigliere comunale sottolinea inoltre come questa scelta «non rappresenti in alcun modo una rottura umana con il percorso vissuto all’interno della Lega, movimento nel quale ho trascorso tre anni intensi e politicamente bellissimi, fatti di impegno, battaglie, amicizie e crescita personale». Nel messaggio vengono rivolti ringraziamenti al coordinatore provinciale Vincenzo Zito «per la vicinanza, la fiducia e il supporto umano dimostrato nel tempo» e al coordinatore regionale Pasquale Pepe, definito “un importante riferi-

LA CONSIGLIERA

mento politico e umano” «Ringrazio inoltre tutti i ragazzi della Lega Matera, le donne e gli uomini della Lega della città, ma anche i tanti militanti della provincia di Matera e dell’intera Basilicata, con cui ho condiviso anni di impegno, presenza sul territorio, amicizia e battaglie politiche vissute con passione e spirito di squadra». Alla base della scelta politica di Bigherati vi sono «valori e principi chiari, che riguardano la difesa dell’identità nazionale, l’amore per la patria, la

tutela della famiglia, il rispetto delle radici culturali del nostro popolo, la sicurezza, la meritocrazia e l’attenzione concreta verso chi vive quotidianamente le difficoltà del territorio». Infine, un ringraziamento viene rivolto «al Generale Roberto Vannacci per la fiducia e per la possibilità di intraprendere questo nuovo percorso politico, oltre che all’onorevole Rossano Sasso e a Giulio Curatella per la disponibilità, il confronto e l’attenzione dimostrata in questi mesi. Per me oggi inizia

una nuova esperienza politica e umana, che affronterò con responsabi-

lità, passione e massimo impegno verso il territorio e le persone».

PLAUSO DI GIULIO CURATELLA: «SI RAFFORZA ULTERIORMENTE IL NOSTRO RADICAMENTO IN BASILICATA»

«Adesione seria e politicamente coerente»

MATERA «Accogliamo con grande soddisfazione e autentica gioia l’ingresso di Marco Bigherati in Futuro Nazionale. Si tratta di un’adesione importante, seria, coerente e politicamente significativa, che rafforza ulteriormente il radicamento del nostro progetto in Basilicata e in particolare nella città di Matera. Quello di Marco Bigherati non è un avvicinamento improvvisato o opportunistico, ma un percorso limpido, lineare e costruito nel tempo. Marco è stato infatti tra i primi tesserati del movimento culturale “Il Mondo al Contrario”, aderendo sin

dal 2024 e rinnovando con convinzione la sua adesione anche nel 2025 e nel 2026, ben prima della nascita di Futuro Nazionale come soggetto politico organizzato». In questi anni ha partecipato con costanza alle iniziative del movimento, prendendo parte agli eventi territoriali e nazionali, compresi gli appuntamenti di Venosa con il Generale Roberto Vannacci, che già in occasione della sua candidatura alle amministrative dello scorso anno gli dedicò pubblicamente un video di endorsement, riconoscendone serietà, impegno e credibilità. L’ingresso di

Bigherati rappresenta quindi la naturale evoluzione di un cammino politico e umano fondato su valori chiari: identità, sovranità, sicurezza, difesa della famiglia, meritocrazia, amore per la patria e vicinanza concreta ai cittadini. Un ringraziamento va anche ad Antonio Marroccoli, referente di Ma-

Anci, Iannella nella commissione nazionale

POTENZA Prestigioso incarico nazionale per Carmela Iannella. La consigliera nazionale dell’Anci è stata ufficialmente nominata componente della Commissione Nazionale “Inclusione, Pace, Famiglia, Pari Opportunità”. L’organismo è presieduto da Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia e figura di rilievo e di riferimento per l'Anci Nazionale. Nel commentare l’insediamento, Carmela Iannella ha dichiarato: «Accolgo questa nomina con profondo senso di responsabilità, consolidando un percorso dedicato al-

le istituzioni locali che mi ha visto già impegnata nel direttivo regionale di Anci Basilicata qualche anno fa. L'elezione a consigliera nazionale Anci, avvenuta lo scorso anno, rappresenta il culmine di questo impegno nel sistema delle autonomie, offrendomi l'esperienza necessaria per affrontare il nuovo incarico con spirito di servizio e una visione strategica per il territorio. Tuttavia- ha aggiunto Iannella- considero questo incarico non come un punto d'arrivo, ma solo l'inizio di un percorso che mi vedrà impegnata con rin-

novata energia per il bene del territorio e al servizio dei cittadini. Desidero ringraziare l’ANCI e in particolar modo il Presidente della Commissione Enrico Di Giuseppantonio per la fiducia che hanno riposto in me. Metterò a disposizione della Commissione l’esperienza maturata in questi anni per lavorare concretamente sui temi della coesione sociale e del sostegno alle famiglie». A sottolineare il valore della nomina è intervenuto anche il Presidente Enrico Di Giuseppantonio, che ha dichiarato:

tera, che sta contribuendo con impegno alla crescita organizzativa del movimento sul territorio. L’adesione di Marco Bigherati ci rende orgogliosi e conferma ancora una volta la forza attrattiva di un progetto politico autentico, coerente e radicato nella realtà», dichiara Giulio Curatella. «Marco non arriva oggi per convenienza o per moda. È con noi da anni, quando questo percorso era soltanto una visione controcorrente portata avanti da pochi uomini coraggiosi. Ha dimostrato coerenza, fedeltà alle idee e presenza concreta sul territorio. Futuro Nazionale cresce perché aggrega persone vere, credibili, competenti e profondamente legate ai valori identitari e patriottici che Roberto Vannacci rappresenta in tutta Italia. In Basilicata stiamo costruendo qualcosa di grande, serio e destinato a durare nel tempo». L’ingresso di Marco Bigherati conferma il crescente entusiasmo attorno a Futuro Nazionale e rafforza ulteriormente il percorso di costruzione di una nuova classe dirigente radicata nei territori, libera, credibile e vicina ai cittadini reali.

AMMINISTRATIVE A Cronache Carmen Salandra, Assessore nell’Amministrazione Scattone, tra i candidati Sindaco

«La nostra è una proposta di continuità: serve portare a compimento ciò che è stato iniziato»

Tra i tre candidati alla carica di Sindaco di Acerenza, c’è Carmen Salandra, Assessore dell’Amministrazione uscente Scattone, in corsa con la lista “Acerenza Amministrazione Condivisa”. «Dopo anni fuori, il Covid mi ha riportata qui e in quel ritorno mi sono ri-innamorata di Acerenza non solo come luogo, ma soprattutto come comunità. Da lì il mio impegno: associazionismo, presenza sul territorio e militanza politica. Faccio parte del direttivo locale del Partito Democratico e seguo percorsi di formazione politica. Questo mi ha portata alla candidatura nella squadra guidata da Scattone e al ruolo di Assessora al bilancio, la base del mio impegno di oggi». Come matura la decisione di candidarsi Sindaco?

«Quando si assumono responsabilità bisogna essere pronti a mettersi al servizio della comunità a 360°. La mia candidatura nasce nel tempo, dentro un confronto continuo con la comunità, con la politica e con l’esperienza ammini-

strativa. Avevo dato disponibilità a esserci, poi si è costruita una squadra solida e un equilibrio che ha reso naturale questa scelta».

Lei corre in questa campagna elettorale contro due candidati: in Basilicata sono 10 le donne aspiranti Sindaco, contro 39 uomini. Come commenta il dato?

«Il dato sulla presenza femminile non è solo locale ma riguarda tutto il Paese ed è radicato nella società. È una questione culturale: alle donne si riconoscono competenze ma si fatica a tradurle in ruoli di guida. La mia candidatura non è un’eccezione ma un segnale».

Quali sono le priorità che ha Acerenza in questo momento e quali le maggiori criticità? Ci sarà continuità con il lavoro del sindaco uscente?

«La nostra è una proposta di continuità: è stato fatto un lavoro importante tra risorse intercettate e progetti conclusi. Oggi serve portare a compimento ciò che è stato iniziato e trasformarlo in risultati concreti. Le priorità sono chiare: sviluppo economico, turismo e infrastruttu-

re. Sul piano economico vogliamo sostenere le imprese anche attraverso il recupero di strutture inutilizzate. Un esempio è la Pestalozzi: metterla a valore attraverso un affidamento che possa generare servizi e nuova occupazione. Sul turismo è necessario costruire un sistema di accoglienza che valorizzi tutto il territorio. Penso alla Via Francigena con la realizzazione dell’Ospitale del Camminatore o al rilancio del Bosco che può diventare un vero attrattore esperienziale se si coinvolgono gli operatori privati. Sul fronte delle infrastrutture bisogna essere chiari: un territorio cresce solo se ha servizi efficienti e collegamenti adeguati. Serve attenzione costante su opere strategiche come il completamento del II lotto SS658-Diga di Acerenza e la piena attivazione del Distretto G. Interventi fondamentali che non possono restare incompiuti ma devono essere seguiti fino alla loro piena realizzazione. La differenza oggi non sta nelle promesse, ma nella capacità di portarle a termine. Ma accanto alla concretezza serve anche ambizione. Vogliamo tene-

re viva l’idea di un grande attrattore capace di raccontare Acerenza al di fuori dei suoi confini e per farlo sappiamo di dover rimanere vigili nella ricerca di finanziamenti». I comuni al voto vedono ovunque liste civiche. La vostra di che anime si compone e come avete trovato l’equilibrio?

«La nostra ha un’identità chiara che nasce da un percorso amministrativo condiviso e da un’idea precisa di comunità. Questa lista esiste perché esiste questa squadra. Senza anche

uno solo dei suoi componenti non sarebbe nata». Quale dei punti della campagna elettorale ritiene fortemente incisivo, e prioritario per la comunità o il territorio acheruntino?

«La capacità di mettere a sistema ciò che Acerenza ha. Passare da iniziative singole a un sistema che genera economia, oppor- tunità e partecipazione. È questa la priorità che mi ha portata a candidarmi: quel ri-innamorarmi di Acerenza, che oggi diventa una grande responsabilità».

Interventi su Avigliano Scalo, Costa della Gaveta, S. Cono, Rifreddo e via Serre per il contrasto al dissesto idrogeologico

Potenza investe sulla prevenzione.

Beneventi: «Opere fondamentali per la tutela della pubblica incolumità»

Nuovo intervento sul fronte della sicurezza del territorio a Potenza, dove il Comune potrà contare su un finanziamento complessivo di quasi 5 milioni di euro destinato alla messa in sicurezza di alcune delle principali arterie viarie periferiche, spesso interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico.L’annuncio è stato dato dall’Assessore all’Ambiente Michele Beneventi, che ha definito il provvedimento un passaggio decisivo nella strategia di prevenzione portata avanti dall’amministrazione guidata dal sindaco Telesca. Le risorse, assegnate dal Ministero dell'Interno nell’ambito dei fondi previsti dalla Legge 145/2018 per il triennio 2026-2028, consentiranno di avviare cinque interventi infrastrutturali, ciascuno del valore di circa 999 mila euro, finalizzati alla ri-

duzione del rischio e al miglioramento della sicurezza stradale.Gli interventi riguarderanno diversi tratti viari strategici del territorio comunale, tra cui Avigliano Scalo, Via Costa della Gaveta, Via S. Cono, Via Rifreddo e Via Serre, aree in cui nel tempo si sono registrate criticità legate alla stabilità dei versanti e alla sicurezza della circolazione.Secondo l’assessore Beneventi, si tratta di un passaggio strategico per la città: «Con l’ammissione a finanziamento di cinque fondamentali interventi per la messa in sicurezza della nostra viabilità, prende ufficialmente forma e sostanza la programmazione strategica fortemente voluta dal Sindaco Telesca per la prevenzione e il contrasto ai dissesti idrogeologici sul nostro territorio».Sulle finalità degli interventi ha poi aggiunto: «Intervenire su queste

aree nevralgiche non è un semplice intervento infrastrutturale, ma una profonda operazione di tutela ambientale e di salvaguardia della pubblica incolumità. I cambiamenti climatici ci impongono di mettere al centro dell’agenda la resilienza del nostro territorio contro il dissesto idrogeologico, e la Giunta Telesca sta dimostrando di saper passare dalle parole ai fatti».Infine, sull’aspetto tecnico-amministrativo: «Il successo nell’intercettare queste preziose risorse statali è il frutto di un lavoro sinergico con la U.D. Ambiente, di grande competenza tecnica e di una visione chiara. È la dimostrazione che quando la componente politica e la macchina amministrativa lavorano fianco a fianco, i risultati per la comunità arrivano».L’amministrazione comunale conferma l’intenzione di prose-

guire su questa linea, puntando a rafforzare la sicurezza del territorio attraverso interventi strutturali e una pianificazione sempre più orientata alla prevenzione del rischio idrogeologico.

Nella seconda udienza ascoltato da remoto, resta vago sui legami con esponenti del clan Martorano

Lucania Felix, Natale Stefanutti parla dei rapporti con Tancredi e Scavone

Dai contatti con Alessandro Scavone, alle relazioni con Giovanni Tancredi e Iont Luckian, dal traffico di droga, all'esplosione di una vettura, nel bel mezzo la presenza del padre e di una fitta rete di contatti con esponenti della malavita locale e delle regioni limitrofe. Ieri mattina nell'Aula Emanuele Gianturco ha avuto luogo la seconda testimonianza di Natale Stefanutti nell'ambito dell'inchiesta Lucania

Felix avviata dalla Dda di Potenza nel novembre del 2021 che ha portato alla luce le attività del clan

Martorano-Stefanutti nell'ambito dello spaccio di droga, delle estorsioni e del narcotraffico in città e in regione garantendo sostegni economici al clan nella gestione degli affari della micro criminalità.

L'operazione tesa a sgominare la banda criminale portò all'arresto di 37 esponenti tutti legati al clan sopra citato legati anche al settore degli appalti e ai contatti con la

ndrangheta calabrese. Da remoto e nel corso dell'udienza presieduta dal Giudice Francesca Loffredo, dalla Giudice a Latere, Rosalia Caprio e dal Pubblico Ministero, Marco Marano ha parlato Natale Stefanutti uno dei protagonisti della vicenda. Presenti gli avvocati Pantaleo Chiriaco, Gianfranco Robilotta, Silvano Sabia, Alessia Mascolo, Donato Zaccagnino, Donato Paciello, Gianluca Nolè, Fabio Di Ciommo, Domenico Stigliani, Donatello Cimadomo e Rosanna Agatiello. Stefanutti ha parlato inizialmente delle relazioni con Alessio Scavone nel febbraio del 2015 con un verbale che lo vede raccontare di Alessio Scavone e Donato Lorusso fino ai riferimenti a Giuseppe Costantino, Iont Luckian e altri ancora. In quel periodo secondo il testimone, lo stesso Scavone si sarebbe trovato in carcere. Per quanto riguarda la parte relativa ai contatti con Giovanni Tancredi, in un successivo verbale Stefanutti dichiarava che Giovanni

Tancredi fu autore dell'esplosione tramite auto combustione della vettura di proprietà di Caterina Barone una dipendente dell'Experia. Stando alle risultanze Tancredi sarebbe una persona vanitosa e contenta di aver compiuto questo insano gesto criminale. Durante la testimonianza, i legali avrebbero chiesto a Stefanutti di definire i contatti con Tancredi, le relazioni con altri esponenti del clan mafioso e lo stesso Stefanutti durante la fase dibattimentale sarebbe rimasto piuttosto vago anche in considerazione del verbale dei Vigili del Fuoco relativo all'esplosione della vettura di Caterina Baione e all'indagine della Polizia su questo episodio. Nella successiva fase Stefanutti ha risposto alle domande di un legale in merito al traffico di droga avuto con Iont Luckian con Donato Lorusso stando a un precedente verbale e relativo all'acquisto della droga su commissione da parte di Donato Lorusso e date da quest'ulti-

mo a Iont Luckian. Del fatto Stefanutti ne avrebbe avuto notizia dallo stesso Lorusso pur non ricordando la circostanza ne tanto meno il quantitativo e la somma. Stefanutti ha affermato di aver notato insieme Luckian e Lorusso di tanto in tanto in alcuni bar in occasione di piccoli conviviali in modalità e tempi decisamente diversi. I due sarebbero stati notati da Stefanutti nei pressi di attività commerciali nel corso del 2024. Stefanutti ha dichiarato di non aver assistito agli incontri tra Luckian e Renato Martorano mentre ha confermato dal canto suo di aver visto il romeno in compagnia di Dorino Stefanutti durante alcune cene nell'abitazione dello stesso esponente potentino. Natale Stefanutti ha confermato la presenza di Luckian nell'abitazione di Dorino Stefanutti per alcune cene conviviali. Prossimo round il 6 giugno con la presenza di esponenti che daranno ulteriori novità in merito all'inchiesta Lucania Felix.

NSeconda udienza a Potenza per il disastro ambientale dell’acciaieria di Taranto. Rigettate le eccezioni delle difese

“Ambiente Svenduto”, il caso Ilva e le prescrizioni: Montemurro chiede il rinvio della decisione al 22 maggio

POTENZA. Secondo round ieri mattina nell'Aula Mario Pagano in merito all'inchiesta “Ambiente Svenduto” che riguarda lo stabilimento Ilva di Taranto e ha visto al centro dell'attenzione personaggi politici, imprenditori e amministratori pugliesi nell'ambito del presunte sversamento di sostanze inquinanti fuoriuscite dallo stabilimento petrolchimico tarantino. L'indagine è partita il 25 luglio del 2012 e ha evidenziato il disastro ambientale causato dall'acciaieria di Taranto con pesantissime accuse di omissioni in merito alla sicurezza.

L'inchiesta ha portato al rinvio a giudizio di numerosi esponenti politici pugliesi e tra questi l'ex Governatore Nicki Vendola che ha fatto emergere il conflitto latente tra tutela della salute e inquinamento industriale. Ieri mattina nell'Aula Mario Pagano del Palazzo di Giustizia di Potenza si è svolta la seconda udienza alla presenza del Giudice Marcello Rotondi, del Giudice a Latere, Valentina Rossi e del Pubblico Ministero Vincenzo Montemurro. Aula zeppa di legali, una cinquantina circa in rappresentanza dell'accusa, della difesa, delle parti civili, dei comuni interessati e delle numerose associazioni ambientali che hanno chiesto già in passato di tutelare l'ambiente.

Il Gup aveva già ammesso la costituzione delle parti civili, poi gli avvocati nel corso della prima udienza hanno sollevato e rinnovato delle eccezioni in merito all'ammissibilità delle costituzioni poste in essere dai legali stessi che il Presidente Marcello Rotondi già ieri e mediante un'ordinanza ha inteso rigettare. Le imputazioni riguardano reati come associazione a delinquere, concussione e reati minori e che non riguardano il clou del processo e che invece sono legati agli indagati nel dibattimento in corso. Nel corso della fase dibattimentale il Pubblico Ministero, Vincenzo Montemurro si è espresso in relazione alla richiesta di esclusione di alcuni capi d'imputazione perché prescritti nei confronti di alcuni imputati. Su una delle posizioni Montemurro ha inteso rimettersi alla corte elaborando un discorso articolato e fine legato alla questione Colagrossi essendo maturata la prescrizione appunto. L'udienza proprio per queste ragioni è stata interrotta per due ore intorno all'una prima di riprendere nel primo pomeriggio con il rinvio della decisione alla prossima udienza fissata per il prossimo 22 maggio per alcuni capi di imputazione legati all'inchiesta Ilva con le discussioni delle parti civili per l'applicazione della prescrizione e andare in camera di con-

per decidere

siglio
medesima.

Dal congresso UIL Pensionati l’appello a considerare le pensioni come investimento sociale e non come costo per la collettività

Vaccaro: «In Basilicata la sanità penalizza gli anziani, servono servizi di prossimità»

Si è concluso a Sorrento il XIII Congresso nazionale della UIL Pensionati, appuntamento che ha riunito dirigenti e rappresentanti da tutta Italia per discutere delle politiche dedicate alla popolazione anziana.Tra gli interventi anche quello del segretario regionale della Basilicata Carmine Vaccaro, che ha portato al centro del dibattito le criticità e le proposte provenienti dal territorio lucano, segnato da spopolamento, invecchiamento demografico e fragilità dei servizi nelle aree interne.Riprendendo le parole del segretario generale Carmelo Barba-

gallo, Vaccaro ha ribadito che le pensioni «non sono un costo, ma un investimento sociale», sottolineando come in Basilicata gli anziani rappresentino un presidio fondamentale per la tenuta delle comunità locali.Ampio spazio è stato dedicato al tema della sanità, con particolare riferimento alle difficoltà di accesso alle cure. Vaccaro ha denunciato l’impatto delle lunghe liste d’attesa e la conseguente rinuncia a prestazioni sanitarie da parte di molti anziani, costretti in alcuni casi a rivolgersi al privato. «La salute non può dipendere dal reddito o dal luogo in

cui si vive», ha affermato, chiedendo un rafforzamento della sanità territoriale e dei servizi di prossimità.Sul fronte dell’assistenza, il segretario regionale ha evidenziato la necessità di superare una visione centrata esclusivamente sulle strutture residenziali, indicando invece la domiciliarità come priorità strategica. L’obiettivo, ha spiegato, è garantire agli anziani la possibilità di continuare a vivere nel proprio contesto familiare e sociale il più a lungo possibile. Nel suo intervento, Vaccaro ha inoltre rilanciato la proposta di un “servizio civile degli anzia-

ni attivi”, pensato per valorizzare competenze ed esperienze delle persone over 65 nella vita delle comunità, attraverso volontariato, trasmissione dei saperi e attività di coesione sociale.Infine, ha indicato nella Basilicata un possibile laboratorio di nuove politiche sociali, a partire da modelli di cohousing intergenerazionale e dal rafforzamento delle reti territoriali di supporto. «La dignità passa dal diritto di invecchiare nei propri luoghi di vita», ha concluso, richiamando la necessità di politiche capaci di ridurre isolamento e marginalità sociale.

Ccnl Sanità 2025–2027: all’ARAN presente anche la UIL FP con il dott. Raffaele Pisani

Il rinnovo del CCNL 2025–2027 dell’Area Sanità è stato al centro del secondo incontro svoltosi presso l’ARAN, dedicato alla dirigenza medica, veterinaria e sanitaria del Servizio Sanitario Nazionale.Al tavolo negoziale ha partecipato, in rappresentanza della UIL FP, il Dott. Raffaele Pisani, componente della struttura territoriale di Potenza e Basilicata e designato a seguire il confronto nazionale per l’Area Sanità. La sua presenza è stata sostenuta dalla Segretaria Nazionale UIL FP Rita Longobardi e dal Coordinatore Nazionale della Dirigenza Medica e Sanitaria UIL FP Roberto Bonfili.Nel corso dell’incontro, l’ARAN ha illustrato il quadro delle risorse economiche disponibili per il rinnovo contrattuale, distinguendo tra risorse ordinarie previste dalla Leg-

ge di Bilancio 2025 e ulteriori fondi destinati alle indennità di specificità medica e veterinaria, di specificità sanitaria e di pronto soccorso.Le risorse ordinarie prevedono incrementi pari all’1,8% per il 2025, al 3,6% per il 2026 e al 5,4% a decorrere dal 2027, calcolati sul monte salari 2023. L’atto di indirizzo del Comitato

di Settore Regioni–Sanità quantifica le risorse in 322,71 milioni di euro per il 2025, 645,43 milioni per il 2026 e 968,14 milioni a regime dal 2027 per la di- rigenza dell’Area Sanità.È stato inoltre evidenziato che risultano già programmate le risorse per il successivo rinnovo contrattuale 2026–2028.Secondo le stime illustrate

dall’ARAN, le risorse ordinarie determinerebbero incrementi medi mensili pari a circa 131 euro lordi dal 2025, 262 euro dal 2026 e 394 euro dal 2027, per tredici mensilità e comprensivi dell’indennità di vacanza contrattuale.

A queste si aggiungerebbero ulteriori risorse per le indennità professionali, per un incremento com-

plessivo stimato del 7,7%, pari a circa 561 euro lordi mensili medi.Dal 2026 è previsto anche l’aumento delle indennità di specificità: 168 euro mensili per la componente medica e veterinaria, 26 euro per la specificità sanitaria e 87 euro per l’indennità di pronto soccorso.La UIL FP ha preso atto della presentazione economica, mantenendo una posizione prudente e di attenta valutazione, sottolineando la necessità che il confronto entri nel merito delle condizioni di lavoro e del riconoscimento delle professionalità sanitarie.Secondo il sindacato, le misure economiche rappresentano un primo passo, ma non ancora sufficiente a garantire una piena valorizzazione della dirigenza sanitaria, chiamata a operare in un contesto segnato da carenze di organico e carichi di lavoro elevati.

«Non è più tollerabile lasciare centinaia di famiglie senza risposte chiare e senza una visione concreta sul futuro»

Tpl Potenza, dalle Organizzazioni sindacali:

«Stop a incertezze su possibilità d’impiego»

Le Organizzazioni Sindacali Filt

CGIL, Fit CISL, UILTrasporti, Faisa Cisal e UGL esprimono forte preoccupazione per la gestione della vertenza relativa al servizio urbano della città di Potenza, affidato all’azienda Miccolis:«

A distanza di mesi, non possiamo non denunciare la mancata convocazione al tavolo istituzionale presso la Prefettura, richiesto e atteso sin dallo scorso febbraio. Un’assenza grave, che priva il

confronto del necessario livello di responsabilità e trasparenza, proprio in una fase delicata per il futuro del servizio e dei lavoratori coinvolti. Permane, infatti, una profonda incertezza sul proseguimento del servizio urbano e, soprattutto, sulle prospettive occupazionali delle lavoratrici e dei lavoratori impegnati quotidianamente a garantire un servizio essenziale per la cittadinanza. Non è più tollerabile lasciare centinaia di famiglie senza risposte

e senza una visione concreta sul futuro». Le scriventi Organizzazioni Sindacali ribadiscono con forza la necessità di risposte immediate e soluzioni concrete, chiamando in causa direttamente la responsabilità della classe politica e delle istituzioni locali (Comune di Potenza)e regionali. Il trasporto pubblico locale rappresenta un diritto dei cittadini e un presidio occupazionale che va tutelato con atti concreti, non con rinvii o silenzi. In

questo contesto si inserisce lo sciopero di 4 ore proclamato per la giornata odierna, quale primo segnale di mobilitazione e di forte disagio delle lavoratrici e dei lavoratori. Al tempo stesso, le Organizzazioni Sindacali avvertono che, a ridosso della festività patronale di fine mese, è già previsto uno sciopero dell’intera giornata, che si auspica possa essere evitato. «Non è volontà delle scriventi Organizzazioni- si legge nella nota - penalizzare i citta-

dini e gli utenti del servizio, ma l’assenza di risposte e di responsabilità rischia di rendere inevitabile un inasprimento della mobilitazione, con tutte le conseguenze che ciò comporterebbe. Chiediamo pertanto:la convocazione urgente del tavolo in Prefettura con tutti i soggetti coinvolti; la definizione chiara e trasparente del futuro del servizio urbano di Potenza;la garanzia della continuità occupazionale e della tutela dei lavoratori».

Sicurezza e ordine pubblico nel capoluogo lucano: ecco tutto ciò che c’è da sapere per un mese di maggio all’insegna del rispetto delle regole

Potenza, stop a fuochi d’artificio e alcol: le ultime ordinanze del Sindaco Telesca

Il Sindaco di Potenza Vincenzo Telesca, con propria ordinanza numero 27 del 5 maggio 2026, ha disposto il divieto assoluto: a) di accensione, lancio e sparo di fuochi d’artificio, mortaretti, petardi, bombette e oggetti similari su tutto il territorio comunale, in particolar modo nei luoghi pubblici o aperti al pubblico; b) di utilizzo di ogni tipo di materiale pirotecnico in luoghi privati, qualora le conseguenze (rumori, fumi, caduta di residui) si ripercuotano su spazi pubblici o arrechino disturbo a terzi; a una distanza inferiore di 200 metri dal centro abitato di Potenza, così come individuato con deliberazione di Giunta Comunale n. 22/2011 e successive modificazioni e integrazioni, a decorrere dal 5 maggio 2026 e fino alle ore 24 del 30 settembre 2026. Provvedimenti assunti per contrastare rischi per la comunità quali: ri-

schio di lesioni e ustioni derivanti dall'uso improprio o dal malfunzionamento di prodotti anche legali, con particolare riferimento ai minori e alle persone fragili; incremento delle polveri sottili nell'aria e rischio di incendi derivante dalla caduta di frammenti incandescenti su aree boschive, sterpaglie, proprietà private ed edifici storici; disturbo della quiete: fortirumori che possono arrecare disagio a persone anziane, malate o particolarmente sensibili; il forte stress, perdita dell’orientamento e traumi fisici agli animali, sia domestici sia selvatici, inducendoli a reazioni istintive di fuga pericolose per la loro sopravvivenza e per la sicurezza stradale. Telesca ha, inoltre, emesso un'ordinanza che stabilisce divieti e regole per il Centro Storico cittadino e altre aree durante specifiche date di maggio 2026. Ecco i punti principali:Di-

vieto di vendita e somministrazione di bevande superalcoliche (gradazione > 21 gradi) in determinate fasce orarie; Divieto di vendita di alimenti e bevande in contenitori di vetro, alluminio, ceramica o altri materiali potenzialmente pericolosi; Divieto di portare al seguito bevande superalcoliche e contenitori di vetro o altri materiali pericolosi; Obbligo di vendere bevande e alimenti in materiale compostabile e sostenibile; Divieto di vendita di alcolici a minori, persone con disabilità mentale e persone ubriache; Divieto di trasporto e utilizzo di spray urticanti e oggetti contenenti sostanze chimiche pericolose. Le date e le fasce orarie interessate sono:8-9-10/15-1617/22-23-24/26-27-28-30-31

maggio 2026 (ore 18-6); 29 maggio 2026 (ore 12-6) per il percorso della Parata dei Turchi e altre aree specifiche.

chiare

I militari hanno sorpeso il ragazzo mentre cedeva lo stupefacente a due cittadini residenti nella Provincia, di cui un minorenne

Sant’Arcangelo, spaccio di droga tra giovani: arrestato 18enne egiziano

Prosegue l’intensificazione dei servizi di controllo del territorio. disposta dal Comando Provinciale di Potenza, per prevenire e contrastare i fenomeni di illegalità diffusa soprattutto tra i più giovani. In tale contesto operativo. durante lo scorso fine settimana. i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Senise, supportati dal Nucleo Carabinieri Cinofili di Tito, hanno tratto in arresto un 18enne di origini egiziane per l’ipotesi di reato di spaccio di sostanze stupefacenti. I militari dell’Arma, nel corso di specifico servizio, hanno sorpreso il giovane mentre, in pubblica via a Sant’Arcangelo.

cedeva dosi di sostanza stupefacente a due cittadini residenti nella Provincia, di cui uno minore degli anni diciotto. Il soggetto fermato, sottoposto a perquisizione personale e domiciliare, veniva trovato in possesso di 8 grammi di hashish e materiale da confezionamento, il cui sequestro è stato regolarmente eseguito. L’arrestato, per cui vige la presunzione d’innocenza fino alla condanna definitiva, è stato condotto presso la propria abitazione in regime degli arresti domiciliari in attesa dell’Udienza di convalida. Al termine dell’udienza, il Giudice per le Indagini Preliminari, dopo aver convalidato l’arresto, ha disposto nei

confronti dell’indagato, per il quale si ribadisce la presunzione di innocenza fino a sentenza de-

La Garante Mignoli: «Educhiamo i giovani al senso civico e alla responsabilità»

A San Fele proclamato il nuovo Consiglio comunale dei ragazzi

Si è svolta presso la Sala Consiliare del Comune di San Fele la proclamazione del nuovo Consiglio Comunale dei Ragazzi, un’importante iniziativa di partecipazione democratica e cittadinanza attiva promossa dall’Istituto Comprensivo “Ex Circolo Didattico” di Rionero in Vulture – plesso di San Fele – in collaborazione con il Comune di San Fele. È stato proclamato Sindaco dei Ragazzi Tauriello Samuele Donato. Faranno parte del nuovo Consiglio Comunale dei Ragazzi i consiglieri: Coviello Iacopo, Lettieri Mattia, Casciano Gabriele – classe 1D della Scuola Secondaria di Primo Grado; Fonzeca Antonio, Colangelo Alessandra – classe 2D della Scuola Secondaria di Pri-

mo Grado; Moiszuk Raul Petru, Rossi Gabriella, Di Leo Sebastiano, Stia Elvira, Limone Barbara – classe 3D della Scuola Secondaria di Primo Grado.«Come Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza – dichiara Rossana Mignoli – sto promuovendo iniziative che vadano nella direzione della cittadinanza attiva e della partecipazione dei più giovani alla vita delle istituzioni. Esperienze come il Consiglio Comunale dei Ragazzi rappresentano un’opportunità concreta per educare le nuove generazioni al senso civico, alla responsabilità e alla partecipazione democratica, aiutandole a sentirsi parte integrante della comunità e del territorio in cui vivono». «È fondamentale – prosegue la Ga-

rante – che i ragazzi possano sentirsi ascoltati, protagonisti e vicini alle istituzioni, maturando consapevolezza del proprio ruolo nella società». «Un sentito ringraziamento è stato rivolto al Sindaco di San Fele, Donato Sperduto, per aver sostenuto e dato avvio a questa significativa iniziativa, dimostrando grande attenzione verso il coinvolgimento delle nuove generazioni nella vita pubblica del paese. Un plauso particolare anche alla Dirigente Scolastica, Prof.ssa Tania Lacriola, a tutto il personale scolastico e ai docenti che si sono attivati con impegno e sensibilità educativa per la realizzazione del progetto, contribuendo concretamente alla crescita civica e sociale degli studenti».

finitiva di condanna, la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

FOCUS SU OCCUPAZIONE E MIGLIORI CONDIZIONI LAVORATIVE

Stellantis, Fiom Cgil

Basilicata: «Servono investimenti»

Si è svolta l’assemblea Fiom Cgil Basilicata delle lavoratrici e dei lavoratori nello stabilimento Stellantis di Melfi. Un momento importante di confronto con le operaie e gli operai in una fase estremamente delicata per il futuro del sito produttivo lucano e dell’intero comparto automotive italiano. A livello nazionale, la FIOM-CGIL continua ad esprimere forte preoccupazione per la situazione di Stellantis in Italia, denunciando un progressivo svuotamento degli stabilimenti del nostro Paese, con oltre 9.600 dipendenti in meno negli ultimi quattro anni e un utilizzo sempre più massiccio degli ammortizzatori sociali. Una situazione che impone risposte immediate attraverso investimenti concreti, garanzie occupazionali e un vero piano industriale nazionale capace di rilanciare il settore automotive e tutelare l’intera filiera produttiva. La FIOM denuncia inoltre oltre 1.000 uscite volontarie incentivate annunciate dall’inizio del 2026, di cui ben 425 riguardano lo stabilimento di Melfi. «Una scelta che - denuncia la Fiom CGIL Basilicata - rischia di indebolire ulteriormente il presidio industriale del territorio mentre si continua a privilegiare investimenti all’estero a discapito dell’Italia».Grande preoccupazione è stata espressa dalla Fiom CGIL Basilicata anche per la tenuta dell’indotto, che continua a vivere una situazione di forte incertezza. La FIOM-CGIL ribadisce la necessità di un piano industriale che coinvolga l’intera filiera.

L’incidente lungo la Basentana all’altezza di Ferrandina, il mezzo è stato recuperato da Vigili del

Fuoco

Furgone precipita nel Basento Conducente salvo per miracolo

FERRANINA Intorno

alle 10:40 di ieri la squadra dei Vigili del Fuoco del Comando di Matera che opera presso il Distaccamento di Ferrandina è intervenute per un grave incidente stradale avvenuto lungo la Basentana al km 9+350. Per cause ancora in corso di accertamento, un furgone è uscito fuori dalla sede stradale sfondando le barriere di protezione e precipitando rovinosamente dal ponte. Nonostante il violento impatto e il volo dal viadotto, la dinamica della caduta ha permesso di evitare conseguenze fatali per il conducente. L’unico occupante del veicolo, un giovane di 33 anni originario di Pisticci (MT), è stato prontamente soccorso dai sanitari del 118 e trasportato d'urgenza presso l'ospedale di Potenza per le cure del caso. Le operazioni di soccorso tecnico sono state complesse: il mezzo, precipitato nel letto del fiume Basento è stato dapprima imbracato e successivamente riportato al piano stradale con l’autogru. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del Comando di Potenza, i Carabinieri per i rilievi di rito, il personale ANAS per il ripristino della viabilità e la messa in sicurezza del tratto autostradale interessato. L’intervento si è concluso con la rimozione dei detriti e il ripristino delle normali condizioni di sicurezza della carreggiata.

LA CONSIGLIERA COMUNALE SARLO: «SOLO LA CONSIGLIERA REGIONALE PIPPONZI È STATA AL MIO FIANCO»

«Colobraro,

COLOBRARO «La vicenda della giunta comunale di Colobraro giunge finalmente a un punto di svolta che non è solo politico, ma profondamente civile, segnando il passaggio da una gestione anacronistica al necessario ripristino del- la legalità». È quanto scrive Concettina Sarlo, consigliera comunale di Colobraro. «Dopo mesi di tensioni e atti amministrativi che sembravano ignorare i principi fondamentali della nostra Costituzione, la giustizia ha fatto il suo corso, ricordandoci che la parità di genere non è un optional. Voglio ricordare bene come il rimpasto lam-

POLICORO Il consiglio comunale di Policoro, ha approvato a maggioranza il Rendiconto di gestione dell’esercizio di bilancio relativo all’anno 2025. Un documento finanziario importante, che consegna ai cittadini conti in ordine, grazie a un’attenta politica di gestione e recupero del disavanzo, rispetto al quale sono stati anticipati i tempi previsti. I dati sono stati illustrati dall’assessore al Bilancio, Massimiliano Scarcia, che ha spiegato come il Rendiconto 2025 si chiuda con un risultato di amministrazione

la parità di genere non è un optional»

po dello scorso aprile avesse prodotto una giunta paradossalmente “monocolore” maschile, giustificata con una presunta necessità di maggiore esperienza, un fragile paravento che ha costretto a portare la questione davanti alla giustizia amministrativa. Il TAR aveva infatti già fissato l’udienza nel merito per il prossimo 10 giugno 2026, un appuntamento che pesava come un macigno sulla legittimità dell’operato del Sindaco Nicola Lista. In questo scenario, desta particolare amarezza la posizione del Presidente del Consiglio Comunale, l’Avv. Andrea Bernardo,

pari a oltre dieci milioni di euro e l’obiettivo di portare il bilancio a un avanzo di amministrazione già per il 2027. Buono anche il risultato sull’abbattimento dei debiti commerciali, passati da 1,1 milione del 2024 agli attuali 178mila euro. Sul fronte della tempestività nei pagamenti ai fornitori di servizi, l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Enrico Bianco ha ridotto il margine di altri 5,5 giorni, avvicinandosi ai trenta giorni di legge. «Il bilancio è in ordine anche grazie alla più efficace riscossione -ha spie-

il quale, figurando addirittura come “controinteressato” nel procedimento, ha rimediato una magra figura istituzionale; era infatti evidente che avrebbe perso, data una giurisprudenza sul tema ormai granitica e chiarissima. Questa è stata una battaglia di civiltà che ho dovuto condurre da sola, e non nascondo il dispiacere nel constatare il silenzio di chi avrebbe dovuto far sen-

gato Scarcia- che ci ha consentito di ridurre i crediti verso i cittadini e recuperare più di un milione solo sulla Tariffa rifiuti (Tari), senza debiti fuori bilancio e anticipi di Tesoreria. Importante -ribadisce Scarcia- l’atto di pacificazione fiscale di cui abbiamo parlato nel precedente Consiglio, che ci consentirà di far rientrare senza sanzioni e interessi, tutti i cittadini che non hanno pagato. Dietro le cifre ci sono servizi ai cittadini che il Comune di Policoro garantisce in numero ed efficienza».

tire la propria voce: tutte le consigliere sul territorio che avevano l’opportunità di esprimersi e le varie presidenti di associazioni locali che dicono di salvaguardare e tutelare la parità di genere sono state tristemente assenti in questo percorso. L’unica figura istituzionale che ha concretamente scelto di esserci, dimostrando coerenza e impegno, è stata la Consigliera regionale per le pari opportunità, l’Avvocata Ivana Pipponzi, a cui va il mio ringraziamento. Ma è stato un impegno necessario per scardinare un modus operandi che andava avanti da troppo tempo, perché la legge non ammette ignoranza, a maggior ragione quando a sbagliare è un Sindaco. Oggi, tuttavia, prevale la soddisfazione del “bene quel che finisce bene”: con l’ingresso in giunta dell’Assessora Maria Valicenti, a cui vanno i miei migliori auguri di buon lavoro, si ristabilisce un diritto fondamentale. Sono certa che Maria saprà fare molto bene per la comunità di Colobraro, ergendosi a simbolo della difesa delle donne e dimostrando che la competenza femminile non può e non deve più essere messa in discussione o ignorata da logiche di potere maschili».

Fiabe, cultura e relazioni internazionali: il piccolo borgo lucano rafforza il suo ruolo nel dialogo culturale europeo

La sindaca di Rapone al centro dell’Europa

Conservo, con grande attenzione, il primo libro che mi fu regalato e che potevo leggere – quelli avuti precedentemente erano solo pieni di immagini: è un bellissimo volume di Gianni Rodari con gli stupefacenti disegni di Bruno Munari dal titolo Filastrocche in cielo e terra, in un’edizione del 1962, seconda ristampa. Ma con le favole avevo un bel rapporto già precedentemente quando in un mangiadischi arancione, infilavo i dischi con le favole raccontate che seguivo sulle immagini del libro corrispondente e una sigla che ricordo ancora” A mille ce n’è, nel mio cuore di fiabe da narrar…”.

E fra queste mille favole si inseriscono le manifestazioni che, ogni anno, il Comune di Rapone organizza sulle fiabe, Nato pian piano e cresciuto pian piano fino a raggiungere vette altissime. Ne parlo con l’Ing. Felicetta Lorenzo, Sindaco di Rapone:

Ci siamo conosciute, a telefono, moltissimi anni fa e mi parlava delle sue idee sulle fiabe e del Festival che organizzava da alcuni anni. Quando è nata l’idea e come si è sviluppata nel tempo?

«L’’idea nasce nel 2010. Ero stata eletta Sindaco da poco e, nella volontà ferma di concentrarci su qualcosa che potesse accendere i riflettori sul nostro paese — andando oltre i prodotti tipici e le bellezze naturali, che pure ci sono — ci siamo resi conto di possedere un patrimonio di cultura immateriale da valorizzare: una cultura popolare che meritava di non andare dispersa. Abbiamo così deciso di studiarla e darle il giusto riconoscimento. Quei racconti orali erano ancora vivi tra noi, ma avvertivamo che forse non lo sarebbero stati ancora a lungo. Da qui parte una prima, importantissima attività di ricerca antropologica sul campo, attraverso l’ascolto e la trascrizione delle narrazioni popolari e prende così forma il progetto “Rapone Paese delle Fiabe”. Siamo partiti strutturando azioni materiali e immateriali attraverso il filo conduttore della fiaba, intrecciando i racconti orali con le fiabe più note, che proprio da queste narrazioni hanno tratto ispirazione grazie al lavoro di Giambattista Basile. Nel Seicento, Basile ascoltò la nostra gente e riportò quei racconti nella sua opera “Lo cunto de li cunti”, considerata l’opera precorritrice del genere letterario della fiaba. Abbiamo iniziato con concorsi nazionali dedicati alla fiaba orale — letterari, fotografici, cinematografici, per fumetti e illustrazioni — e parallelamente si sono sviluppati gli eventi: dal “Rapone Fiaba Festival” a “Narrazioni di Luce nel Paese delle Fiabe”, all’”Ultramaratona delle Fiabe”. Anche il paese ha iniziato progressivamente a trasformarsi, affinché i luoghi stessi potessero raccontarsi. Sono stati riqualificati numerosi spazi, oggi diventati giardini vissuti e parte integrante dei percorsi delle fia- be. È nato inoltre il Museo Multimediale “C.E.R.A. una volta…”, acronimo di Centro di Educazione Rurale e Ambientale: un museo moderno che racconta la nostra storia, le nostre risorse e le nostre possibilità. Da alcuni anni, grazie a questo lavoro, con grande emozione, siamo diventati meta turistica e di gite scolastiche. Nel 2022, con la vittoria del Bando Borghi – Linea B del Ministero della Cultura, finanziato dal PNRR, attraverso il progetto “RaponePaesedelleFiabe#BasilicataCulladiFiabe”, si sono aperti ulteriori scenari. Questo ci ha consentito di mettere in campo una visione prospettica ampia, con 13 interventi, alcuni già

conclusi e altri da completare entro il 30 giugno. Tra questi: la realizzazione di un Centro di Documentazione dei Patrimonio Immateriale, della Biblioteca delle Fiabe, di un Ufficio Turistico, di una Struttura per la gestione e la valorizzazione delle case disabitate debitamente mappate, di un Ristorante Inclusivo dove lavoreranno persone diversamente abili, oltre all’attivazione di una Scuola di Sartoria, di Laboratori di Cosmeceutica e diTeatro,dell’Home Eating per l’ospitalità nelle abitazioni private,la riattivazione del Parco Avventura delle Fiabe e leCollaborazioni Internazionali con le Capitali Europee della Fiaba. Abbiamo avviato collaborazioni con il Museo dei Grimm di Kassel, città capofila della Märchenstrasse — il celebre itinerario tedesco di 664 chilometri dedicato ai luoghi dei fratelli Grimm — e con il Museo Hans Christian Andersen di Odense, in Danimarca. Inoltre, stringeremo un gemellaggio con Giugliano in Campania, città natale di Giambattista Basile. Al termine di questi interventi nascerà la Fondazione “Rapone Paese delle Fiabe”. Grazie al Bando Borghi sono nate anche diverse attività che hanno dato nuova linfa e nuovi servizi al paese». Il Convegno Internazionale organizzato nei giorni 11 e 12 maggio 2026 a Matera e Rapone,pongono Rapone al centro del Mediterraneo e spiegano l’origine dell’Europa mediterranea dal momento che i partner stranieri sono nordeuropei. Sulla locandina ci sono 5 loghi che voglio specificare: logo del NextgGenerationEU dell’Unione Europea, il logo del Ministero della Cultura italiano, il logo del Comune di Rapone, il logo dell’Associazione RagonePaesedelleFiabe#BasilicataCulladiFiabe e il logo dell’Associazione “CTS – Le Strade della Fiaba”. Lo specifico perché dai loghi sii percepisce il percorso di un convegno scientifico e quanto tempo ci voglia per organizzarlo con criteri giusti. Questo percorso dovrebbe essere ben raccontato perché tutti siano a conoscenza della passione e dell’intelligenza di questo evento…oltre le relazioni di squisito valore scientifico e la partecipazione di università e centri culturali europei e italiani «Quello dell’11 e 12 maggio è il risultato di un lungo lavoro portato avanti dalla mia Amministrazione in questi anni, ma soprattutto è frutto dell’intensa attività di studio di una vita e tessitura culturale della Professoressa Laura Marchetti, Antropologa e Docente di Pedagogia Interculturale presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

La Professoressa Marchetti è partner del Comune di Rapone in qualità di presidente dell’ETS “Le Strade della Fiaba” e con il convegno dedicato alla fiaba come simbolo di fratellanza Europea e alle analogie tra la Fiaba Tedesca e quella Lucana e con la sottoscrizione del Protocollo d’Intesa tra il Comune di Rapone, l’H.C. Andersen’s Hus e l’Associazione dei Fratelli Grimm viene sancito un decisivo passo avanti nel percorso di Internazionalizzazione del Progetto “Rapone Paese delle Fiabe”e viene stabilitauna connessione importante tra Basilicata, Danimarca e Germania». Ho notato che, spesso, in questi ultimi anni si è soffermata sul fenomeno dello spopolamento. Io, invece, credo che questo entusiasmante progetto ci sarebbe stato anche senza lo spopolamento e un evento, anche bellissimo come questo, non è una soluzione al problema ciclico dello spopolamento che è pieno di tante concause. Ci sono morti e resurrezioni in tutti i centri demici e in tutti i luoghi abitati del pianeta. Ma è importante

specificare che progettualità così ben fatte e volute dalle amministrazioni di piccoli borghi che qualcuno definisce “interiori” e altri “osso”, rendono migliore la vita di chi resta e stimola qualcuno a non allontanarsi. Ci dice qualcosa sulla restanza?

«La restanza è uno degli aspetti che più mi emoziona. Io ho scelto convintamente di tornare e di restare. Sentivo che questi erano i miei luoghi e le mie persone: luoghi che mi curavano e di cui volevo a mia volta prendermi cura. Oggi, quando sento qualcuno — soprattutto un giovane — pronunciare parole simili, mi emoziono profondamente e sento filtrare una luce di speranza.

Lo spopolamento esiste ed è una realtà concreta. Sarebbe indubbiamente realistico considerarlo un fenomeno ciclico, ma fermarsi a questo significherebbe rinunciare a costruire possibilità. Le concause sono tante, ma anche le risposte possono esserlo. Servono azioni diverse, locali ma anche e soprattutto sovracomunali. Un singolo evento non cambia da solo il corso della storia, soprattutto se resta isolato. Però un progetto culturale forte fa sentire una comunità viva, crea appartenenza, genera stimoli, offre motivi per restare e raccogliere la sfida»

Ho scritto spesso che la Basilicata non è una regione per donne… cosa significa fare il Sindaco in questa regione per una donna e, in questo caso, essere riconfermata per quattro volte?

«Dalla mia gente mi sono sempre sentita voluta bene. Credo che questo dipendesse dal sentimento di dedizione e dalla volontà di fare — e di fare bene — che veniva percepita.Sono Sindaco di Rapone da 17 anni. Ho avuto una bellissima esperienza in ANCI, dove sono stata Coordinatrice regionale dei Piccoli Comuni per circa dieci anni, continuando ancora oggi a far parte del direttivo. Ho inoltre avuto un lungo percorso nel Partito Democratico, di cui faccio tuttora parte.Credo che non sia solo una questione di genere: è soprattutto la passione che ti muove e ti permette di andare oltre, superando pregiudizi e abbattendo steccati.Certamente tutto diventa più complicato quando hai anche una famiglia di cui prenderti cura, soprattutto se sei madre. Lo dico per esperienza diretta, essendo mamma di quattro splendidi ragazzi. In questi casi la fatica si triplica, ma vince sempre la voglia di fare, guardando oltre le difficoltà e mi auguro che questo sentimento possa accompagnarmi ancora fino alla fine del mandato».

Questa è la Basilicata che mi piace e invito tutti a seguire questo evento unico, di grande cultura, adatto a tutte le età, con una profonda interiorità e dal fortissimo sapore internazionale ed euromediterraneo. La fiaba di una Basilicata migliore senza orchi, streghe e uomini neri.

La Lucana Film Commission promuove un progetto che valorizza le sale come spazi culturali attivi, capaci di ospitare eventi e masterclass

Romaniello: «I cinema lucani sono partner strategici per il territorio»

Lucana Film Commission rilancia il ruolo delle sale cinematografiche come centri di cultura, partecipazione e aggregazione sociale con il nuovo progetto “Meet us at Cinema – Incontriamoci al Cinema”. L’iniziativa, presentata oggi a Potenza, punta a valorizzare i cinema della Basilicata attraverso un calendario di eventi culturali che affiancheranno le tradizionali proiezioni cinematografiche.Il progetto è finanziato nell’ambito del Programma Operativo Complementare (POC) Basilicata 2014–2020, Asse 5 “Tutela dell’ambiente ed uso efficiente delle risorse”, Azione 8 dedicata

alla diffusione della conoscenza e alla fruizione del patrimonio culturale.Con la pubblicazione della manifestazione di interesse, la Fondazione invita tutte le sale cinematografiche del territorio regionale ad aderire all’iniziativa per entrare in una short list finalizzata alla successiva sottoscrizione di protocolli operativi con gli esercenti selezionati.L’obiettivo è trasformare i cinema lucani in veri e propri presidi culturali permanenti, capaci di ospitare non solo proiezioni, ma anche masterclass, incontri con registi, attori e tecnici del settore, dibattiti pubblici e rassegne cinematografiche.«Le sale cinematografi-

che lucane rappresentano un imprescindibile volano di promozione per i progetti che la Lucana Film Commission sostiene – dichiara Margherita Romaniello – ma sono anche fondamentali presidi sociali, luoghi dove la visione di un film determina un punto ed un momento di aggregazione che dobbiamo accompagnare e valorizzare. Per questo abbiamo creato il format “Meet us at Cinema”, grazie al quale la Lucana Film Commission riconosce gli esercenti cinematografici lucani quali erogatori di servizi e partner nella gestione di eventi mirati».Le sale aderenti dovranno mettere a disposizione spazi, at-

trezzature e personale per ospitare appuntamenti che spazieranno dalle produzioni girate in Basilicata agli eventi legati al cinema nazionale e internazionale.

Presentato il film: Pazzi Amori Liquidi dell LFC

Il Cristo di Maratea e quello di Rio de Janeiro, nel mezzo della teoria della società liquida di Zygmunt Bauman. Tutto questo è Pazzi Amori Liquidi, pellicola italo-brasiliana dal sapore tutto lucano presentata ieri pomeriggio nella sala conferenze della BCC alla presenza del direttore della Lucana Film Commission, Margherita Romaniello, del producer Angelo Viggiano, del sindaco di Laurenzana, Giuseppe Trivigno, degli attori Edoardo Leo e Daise Amaral, del responsabile area comunicazione

BCC Antonio Candela e di altri componenti dello staff tecnico e artistico del film.Una tappa importante per la Basilicata, quella voluta da Margherita Romaniello, partita da tempo con il dichiarato intento di far conoscere le bellezze della nostra regione all’estero e richiamare il senso di appartenenza alle origini lucane dei nostri connazionali sparsi nel paese del Carnevale, del Samba, della Seleção e di Ayrton Senna, Nelson Piquet e il lucano d’origine Emerson Fittipaldi.Una pellicola, quella diffusa dalla TV Globo, girata appunto tra Basilicata e Brasile, che parla al cuore della gente, facendo leva sui percorsi di appartenenza legati all’amore verso la terra d’origine. Un viaggio fatto di onde, di quella liquidità cara a Zygmunt Bauman che lega le due aree del mondo, fa-

cendo leva sui paesaggi incantati, sul valore della gente, sulle tradizioni locali e sulla genuina appartenenza della popolazione che conta di tornare in Basilicata per rivivere i fasti di un tempo.Quei fasti che le origini lucane permettono di rievocare grazie alla bellezza di panorami mozzafiato: Maratea, la costa ionica, Matera, Melfi e altro ancora, con la pellicola e quel “ciak, si parte” che lega d’incanto Rio de Janeiro, Copacabana, Brasilia e San Paolo con la terra lucana.Edoardo Leo ha detto la sua sul film: «Faccio un personaggio molto divertente, molto interessante, il direttore di una galleria d’arte. Il resto dovete vederlo al cinema. La Basilicata è una delle regioni più belle d’Italia, perché è nel mezzo di tutto e c’è una natura spettacolare, quindi devo dire che siamo stati benissimo quando abbiamo girato il film. L’accoglienza e tutto quello che ci ha accolto in questa terra è stato straordinario. Il film ha tante storie che s’intrecciano e parlano di radici, delle radici anche di chi vuole riconquistare l’origine, di chi vuol tornare, di personaggi divertenti, seri, serio-comici. Quindi, la cosa bella è che racconta un paese meraviglioso come l’Italia e soprattutto una regione meravigliosa come la Basilicata. Il film è un omaggio alla Basilicata e alla bellezza della Basilicata».Daise Amaral ha rac-

contato le sue emozioni:

«La cosa che attira tutti è il cibo, l’ospitalità che ho trovato qui in Basilicata, ed è questa una delle cose che ha fatto pendere la scelta di girare il film in questa regione. Io sono convinta che le due culture possano andare d’accordo, perché Brasile e Basilicata possono avere uno scambio di cultura e arte. L’Italia scoprirà posti incantati come Minas Gerais e i brasiliani conosceranno posti incantati che, grazie al film, verranno messi in evidenza».Angelo Viggiano, produttore italiano, ha parlato della pellicola: «Praticamente è un film che nasce dal turismo delle radici, nel quale c’è una storia di donne che tornano nel loro paese d’origine, in questo caso la Basilicata, quindi si vedono nel film i nomi dei paesi e il loro ritorno alle origini. La Basilicata ne esce ottimamente e splendidamente. È una famiglia

del Brasile che torna ai suoi tempi delle origini, appunto la Basilicata. Abbiamo stretto questo ponte importante con il Brasile in modo da poter avviare un discorso turistico, perché si sa bene che il Brasile è un paese devoto al turismo e quindi stiamo cercando di dare seguito ai film per dare un business al territorio. Da quando abbiamo iniziato questo percorso cinematografico abbiamo formato maestranze, stiamo cercando quotidianamente di formare maestranze per poi far passare, come si dice in gergo cinematografico, a case reparto come livello di professionalità. Io ne vado fiero della mia popolazione, siamo anche presi dalle produzioni romane per lavorare fuori, quindi molta gente della Lucania va a lavorare nel cinema per le produzioni romane e questo è un bel motivo d’orgoglio».Margherita Romaniello ha chiuso la

carrellata di pareri: «Stiamo lavorando molto perché anche le produzioni che hanno un respiro internazionale, come in questo caso la produzione italo-brasiliana, arrivino e raccontino il nostro territorio. Questo film è stato girato quasi interamente nella zona di Maratea, sia sulla costa sia nei luoghi che riconoscerete nel film e ci faranno vedere quanto questa terra sia veramente nata per essere cinematografica, perché le luci e il paesaggio che il cinema riesce a raccontare del nostro territorio sono un valore aggiunto. Questo per noi è molto importante perché tutto quello che, grazie all’audiovisivo, riusciamo a mettere in campo come LFC è proprio il frutto di una sinergia tra la bellezza del nostro territorio. C’è il simpatico gemellaggio tra il Cristo di Maratea e quello di Rio de Janeiro che ci dà ancora di più».

LA RUBRICA DI CRONACHE Pensieri

Appunti di realtà 9 maggio Il coraggio non fa rumore

DI FABRIZIO Q UARATINO

Viviamo in un tempo curioso.Tutti parlano. Tutti spiegano. Tutti insegnano. Persino chi non riesce a gestire un gruppo WhatsApp da quattro persone ormai dispensa lezioni sull’equilibrio interiore. Eppure, più aumentano le parole, più sembra diminuire il coraggio.Perché il coraggio vero non è quello che si mette in vetrina. Non ha bisogno di effetti speciali, frasi motivazionali in corsivo o fotografie con lo sguardo verso l’orizzonte tipo santone della domenica. IL CORAGGIO VERO SPESSO È SILENZIOSO. È continuare a credere nel valore della vita anche quando le cose non stanno andando come vorresti. È non permettere all’amarezza di diventare il tuo

carattere. È guardare in faccia i propri limiti senza costruirci sopra un monumento al vittimismo.C’è una frase che negli anni ho imparato a considerare tremendamente vera:“una grande forza, nelle mani di chi ha paura di vivere fino in fondo, serve a poco.”Ed è impressionante quanto questo valga per tutti noi.Perché non basta conoscere i principi giusti. Non basta parlare di rispetto, umanità, coscienza o crescita personale. La differenza la fa sempre il cuore con cui affrontiamo la realtà quotidiana.Altrimenti diventiamo collezionisti di belle parole. E il mondo, francamente, è già pieno di conferenzieri dell’anima che appena salta il Wi-Fi emotivo smettono pure di salutare.

LA VITA INVECE È UN’ALTRA COSA. La vita è quando continui

ad incoraggiare qualcuno mentre anche tu stai combattendo le tue battaglie. Quando scegli di non rispondere con rabbia anche se ne avresti tutti i motivi. Quando trovi la forza di ricominciare senza fare teatro del tuo dolore.Perché diciamolo: oggi molti non soffrono per le difficoltà. Soffrono perché si identificano con le difficoltà. Le indossano. Le lucidano. Le raccontano così tante volte da trasformarle quasi in una carta d’identità.Ma un essere umano non coincide mai con la sua fase peggiore. E chi ad un certo punto comprende questo, cambia davvero modo di stare al mondo: dentro ogni persona esiste una forza immensamente più grande delle circostanze che sta vivendo.Il problema è che spesso aspettiamo di sentirci pronti per tirarla fuori. Ma la vita non funziona così. La forza emerge mentre lotti. Mentre resisti. Men-

tre decidi di non mollare anche quando nessuno ti applaude.Ed è lì che accade qualcosa di incredibile. Che una persona comune, con le sue fragilità, le sue paure, le sue giornate storte e persino le sue contraddizioni…

inizia lentamente a diventare un punto di luce per gli altri.Non perché sia perfetta. Ma perché è vera.E in un’epoca piena di maschere, la verità di un essere umano resta ancora una delle forme più potenti di coraggio.

Dalla Basilicata alla capitale, il concorso nazionale promosso da EPLI premia i giovani che trasformano la scrittura in impegno civile contro bullismo e cyberbullismo

Da San Chirico Raparo a Roma: talento e impegno brillano a EpLibriamoci 2026

La cultura come strumento di sensibilizzazione, partecipazione e crescita sociale. È questo il messaggio emerso dalla cerimonia conclusiva di EpLibriamoci 2026, il concorso promosso dall’Ente Pro Loco Italiane (EPLI), svoltasi il 7 maggio presso la Sala degli Atti Parlamentari “Giovanni Spadolini” del Senato della Repubblica.Tra i protagonisti dell’edizione 2026 anche la Pro Loco Sanchirichese APS, realtà attiva nella promozione culturale del territorio lucano, che ha aderito al progetto dedicato quest’anno a un tema di grande attualità come il bullismo e il cyberbullismo.A distinguersi su scala nazionale è stata Francesca Caputo, giovane di San Chirico Raparo, che ha conquistato il secondo posto nella sezione “Opera Inedita”, ottenendo il riconoscimento per la sensibilità narrativa, la capacità espressiva e la profondità con cui ha affrontato il tema del concorso.Presente alla cerimonia anche il vicepresidente della Pro Loco Sanchirichese APS, Rosario Morano, che ha sot-

tolineato il valore educativo e sociale dell’iniziativa: «EpLibriamoci dimostra come anche dai piccoli centri possano emergere voci forti, capaci di affrontare temi complessi con maturità e consapevolezza. Il nostro impegno è proprio questo: dare spazio ai giovani e trasformare la cultura in uno strumento concreto di cambiamento sociale».Morano ha poi evidenziato l’importanza delle manifestazioni culturali nel valorizzare le comunità locali: «Manifestazioni come questa accendono i riflettori su comunità spesso fuori dai grandi circuiti mediatici, ma ricche di identità, talento e voglia di partecipare. È così che si costruisce una rete culturale davvero inclusiva e rappresentativa dell’Italia».La partecipazione della Pro Loco Sanchirichese APS conferma ancora una volta il ruolo strategico delle Pro Loco nella promozione culturale e sociale dei territori, capaci di coniugare tradizione e innovazione e di valorizzare le eccellenze locali anche in contesti di rilievo nazionale.La cerimonia si è aperta

con i saluti istituzionali delle senatrici Vita Maria Nocco, membro della V Commissione Programmazione economica e bilancio del Senato della Repubblica, e Susanna Campione, componente della Commissione Cultura del Senato. A seguire le premiazioni curate dal presidente nazionale

dell’Ente Pro Loco Italiane, Pasquale Ciurleo, e dal curatore nazionale del progetto EpLibriamoci, Giuseppe Esposito. A moderare l’incontro la giornalista Mariarosaria Rizzuti. Presente alla manifestazione, insieme alla delegazione lucana, anche Rocco Franciosa, presidente EPLI Basilicata.

Domani sera il primo turno dei play off. Ai rosso-blù serve almeno un pareggio. De Giorgio: «Incontriamo una squadra organizzata»

Campobasso-Potenza soltanto per 665 tifosi

DI ROCCO NIGRO

POTENZA. Dopo l’annuncio dato via Sky dell’accoppiamento Campobasso -Potenza macth di andata valido per il primo turno nazionale dei play off, il botteghino del settore ospiti è letteralmente impazzito. I 665 biglietti per “l’Axum Molinari Stadium” della città molisana messi a disposizione dei tifosi del leone rampante sono andati rapidamente a ruba. E non solo per la distanza esigua tra i due capoluoghi di regione, Campobasso e Potenza, ma per l’entusiasmo che si percepisce intorno ai ragazzi di De Giorgio che, cercheranno di tornare dalla città sannita almeno con un risultato positivo. Questo permetterebbe ai rosso-blù di affrontare il match di ritorno al “Viviani”, con maggiore tranquillità. Mercoledì prossimo alle ore 21, in quella che ormai è definita una autentica giornata di sport. Infatti, l’appuntamento al “Viviani” non sarà l’unico evento previsto in città ed in regione. Alle 16,00, dopo aver attraversato 9 km di percorso cittadino in via dell’UNICEF c’è l’arrivo della quinta tappa del Giro d’Italia: la Praia a Mare -Potenza di 203 km. Insomma, per gli sportivi c’è solo l’imbarazzo della scelta. Per quanto riguarda il Potenza, la squadra già da qualche settimana sta lavorando sodo nel catino del “Viviani”. Domenica a Campobasso saranno tutti presenti eccezion fatta

per Loiacono ancora alle prese con il recupero dell’infortunio al polpaccio. Anche per questo importantissimo match ipotizziamo che il tecnico ex Crotone possa schierare in campo gli uomini più in forma. Insomma, una formazione che non si discosti molto da quelle viste sia in campionato che in Coppa Italia Regionale. L’avversario non è assolutamente da sot-

tovalutare e come ha riferito il tecnico nel corso della conferenza stampa di pre-partita: “Abbiamo avuto modo di vedere il Campobasso durante l’anno. Si tratta di una squadra partita con il 433, poi ha cambiato a stagione in corso e ha trovato un sistema che gli ha dato equilibrio. Incontriamo una squadra organizzata, siamo soddisfatti di questo sorteggio perché il

Campobasso è un avversario stimolante, dispone di un bel campo dove si gioca bene ed è per noi una trasferta comoda dal punto di vista logistico. Il Potenza si sta allenando bene, arriviamo in buona forma a questi playoff. Di questo lotto di squadre del primo turno sicuramente qualcuna può arrivare fino alla fine dei playoff, noi siamo i primi a volerci riuscire. Vedo squadre attrezzate, sarà un torneo molto equilibrato”. Ma soprattutto occorre presentarsi al “Molinari Stadium” di Campobasso concentrati e determinati nel dimostrare quel valore che potrebbe davvero far ri-sognare la città per il salto in serie B. Il Campobasso di Luciano Zauri come è noto è una compagine attrezzata, e nell’utlima di nell’ultima di campionato ha negato all’Ascoli dell’ex tecnico del Picerno Tomei la gioia di andarsi a giocare lo spareggio per l’accesso diretto nel campionato cadetto contro l’Arezzo. Per di più, dopo il crollo dell’Trapani nella città molisana sono arrivati elementi come Bifulco e l’ex Foggia Salines, autore quest’ultimo della rete del pareggio contro il Pineto. E non sono i soli, visto che ci sono pure ex Potenza Celesia ed il figlio d’arte Lorenzo Di Livio. Quest’ultimo non sarà in distinta né all’andata e nè al ritorno per via dei due turni di squalifica rifilati dal giudice sportivo dopo la gara del secondo turno dei play off.

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