GIOVEDÌ 9 LUGLIO 2026 • ANNO XI N. 156
Direttore Responsabile Rosa MOLLICA Direttore Editoriale Alessandro SANSONI • redazione@lecronache.info
VENTIQUATTR’ORE PER RISOLVERE IL PROBLEMA TRASPORTI POSTO DALLA FISMIC
Pepe risponde alle tute blu di Melfi Con la sensibilità politica dell’assessore e la solita efficienza amministrativa del DG Altomonte
Dellapenna a pag 9
SULLA VICENDA DELLO STUDENTE AUTISTICO SOSPESO LA MAGISTRATURA VUOLE VEDERCI CHIARO
SINISGALLI, LA PROCURA INDAGA Scuola sott’accusa. Le ipotesi di reato sono: abuso dei mezzi di correzione o disciplina, calunnia e maltrattamenti. Il Provveditore deve decidere entro il 15 luglio se allontanare la Gallo _
MELONI AD ANKARA
Anni di informazioni riservate vendute a Mosca: dalla caccia alle spie illegali ai dossier Nato, 7 le persone indagate
L’Italia non è seconda a nessuno DI ROBERTO LAMATTINA
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iorgia Meloni si presenta alla conferenza stampa che conclude i lavori del vertice di Ankara con una evidente chiarezza di idee. Non sembra assolutamente turbata dalle invettive che il Presidente Trump le ha rivolte e ribadisce che non si pente di nulla. Nella sua conferenza di apertura ribadisce che lei crede nel comune destino (...)
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■ continua a pag 3
Lollobrigida assaggia la “zuppa”
Calza a pag 7
a pag 6
MATERA
■ Servizio
a pag 25
_ LUCANA FILM COMMISSION
La Basilicata protagonista della serialità italiana Successo a Riccione , soddisfatta Romaniello
TRA I FIRMATARI DELL’ATTACCO AL CDX, ANCHE UN UOMO DI DI SANZA
Le inutili lagne di Modarelli &Co. per la conferenza dei capigruppo
■ Magrì
Inaugurata la sede della Biblioteca Centrale di Ateneo nella Città dei Sassi: presentato accordo di rilancio della Biblioteca Stigliani
Positano a pag 13
MARATEA Sabato 18 il ministro incontrerà gli agricoltori e poi sarà ospite di Porro al Santavenere
Lollobrigida e Porro
SPIONAGGIO
■ Servizio
a pag 16
_ CASTELSARACENO
L’Apt ha promosso l’iniziativa “Tra Cielo e Terra”: ospita i campioni francesi della highline, 3 giorni di spettacolo ■ Servizio
Dellapenna a pag 26
a pag 17
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Italia e Mondo Giorgia Meloni al vertice di Ankara ribadisce l'interesse nazionale
L’Italia non è seconda a nessuno Il Presidente del Consiglio ignora le volgari battute di Trump e parla di comune destino occidentale e di investimenti nell’industria militare italiana
__La conferenza stampa di Giorgia Meloni DI ROBERTO LAMATTINA
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iorgia Meloni si presenta alla conferenza stampa che conclude i lavori del vertice di Ankara con una evidente chiarezza di idee.
Non sembra assolutamente turbata dalle invettive che il Presidente Trump le ha rivolte e ribadisce che non si pente di nulla. IL COMUNE DESTINO DELL’OCCIDENTE
Nella sua conferenza di apertura ribadisce che lei crede nel comune destino dell’occidente e che il suo rapporto con gli Usa prescinde dalle varie amministrazioni. I più attenti, infatti, po-
tranno ricordare che Giorgia Meloni ha tenuto un rapporto leale anche con l’amministrazione Biden. Sicuramente la comune visione contraria al totalitarismo woke e alcune visioni ideali in comune hanno favorito il dialogo tra Meloni e Trump ma la bussola delle scelte dell’Italia deve essere sempre l’interesse nazionale. LE SPESE MILITARI La visione italocentrica del Presidente del Consiglio è chiara quando parla di armamenti e di spese militari. L’Italia ha aumentato la percentuale rispetto al PIL ma intende farlo nell’ottica di un aumento della ricchezza nazionale. Gli investimenti non sono assegni in bianco verso l’estero ma devono servire per creare lavoro, ricerca e ricchezza in Italia. È un passaggio chiaro quello che Meloni fa sulla filiera industriale degli armamenti in Italia che significa che le spese devono essere indirizzate nelle
industrie militari italiane. IL CONTRIBUTO UMANO Non accetta lezioni da nessuno il Presidente Meloni e, soprattutto, non tollera che qualcuno riduca l’importanza del ruolo italiano. Un ruolo che, spiega chiaramente il Premier, non si riduce solo ai numeri della spesa militare ma anche, per esempio, alle forza umane, ai soldati che sono in campo negli scenari Nato. L’Italia non è seconda a nessuno da questo punto di vista spiega la Meloni e pretendere rispetto. UNA DIFESA COMUNE EUROPEA Importante il passaggio sulla difesa comune europea. Giorgia Meloni riprende a parlare della necessità che l’Europa sia in grado di difendersi da sola. È del resto questa l’unica vera risposta allo strapotere americano. Un’alleanza è alla pari se ha forze militari uguali.
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giovedì 9 luglio 2026
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Previsioni sui prezzi riviste verso l’alto, mentre le tensioni in Medio Oriente mantengono alta l’attenzione sullo Stretto di Hormuz
FMI: Italia cresce dello 0,5%, frenano Francia e Germania DI LUCIA STEFANIA MANCO
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on un crollo, ma neanche uno slancio. Nel biennio 2026-2027 il Pil italiano crescerà dello 0,5 per cento. È la stima confermata nell’aggiornamento del World Economics Outlook del Fondo monetario internazionale, pubblicato ieri. Confermate anche le stime per l’economia della Spagna, con il Pil al +2,1 per cento. Stime al ribasso, invece, per Francia e Germania. A livello mondiale, la crescita è confermata al 3 per cento per il 2026 e al 3,4 per cento per il 2027. In calo rispetto alla media del 3,5 per cento del 2025. Il Paese con il più alto livello di crescita è l’India, rallenta la Cina. Il quadro generale delle previsioni è eterogeneo e riflette il contesto internazionale caratterizzato da incertezze. Occhi puntati sul Medio Oriente, alla situazione nello Stretto di Hormuz. Il monito principale del Fondo monetario internazionale riguarda l’inflazione, che salirà dal 4,1 per cento del 2025 al 4,7 per cento del 2026 per poi scendere al 3,9 nel 2027. Previsioni riviste al rialzo. Nel documento, oltre ai rischi, so-
no contenuti suggerimenti. Per l’eurozona il Fondo conferma la crescita sotto l’1 per cento (+ 0,9 per cento del Pil) nel 2026 e un + 1,2 per cento il prossimo. Nel quadro tracciato i punti più deboli sono Francia e Germania. Per la prima si prevede per l’anno in corso una crescita del del Pil dello 0,6 per cento, ben 0,3 punti percentuali in meno rispetto alle proiezioni pubblicate nel mese di aprile scorso. Confermata invece la stima per il 2027: +0,9 per cento. Per la Germania si stima una crescita del Pil dello 0,7 per cento per il 2026 e dell’1 per cento per l’anno successivo, con tagli rispettivamente dello 0,1 e 0,2 punti percentuali. Al di là dell’eurozona, rallenta la Cina: il Pil dovrebbe crescere del 4,6 per cento nel 2026 e del 4,1 nel 2027, rispettivamente 0,2 e 0,1 punti percentuali in più rispetto alle previsioni di aprile, ma un balzo indietro rispetto al 5 per cento del 2025. È l’India il Paese con livelli di crescita più alti: +6,4 per cento nel 2026 e 6,7 per cento nel 2027. Per gli USA si stima la crescita del 2,3 per cento nel 2026, al rialzo di 0,1 per cento quella del
2027 (+2,2 per cento). Per la Russia il Fondo conferma la previsione di 1,1 per cento di crescita sia nel 2026 e sia nel 2027. Pesa la situazione internazionale. Il Fondo monetario mette in guardia e fornisce suggerimenti. “Il rischio di una ripresa del conflitto in Medio Oriente - si legge nel documento - desta preoccupazioni: potrebbe prolungare la volatilità dei prezzi delle materie prime, minacciare ulteriormente le catene di approvvigionamento, spingere al rialzo i prezzi e gravare sulle condizioni finanziarie”. “La frammentazione commerciale - continua - potrebbe ac-
celerare, incidendo potenzialmente sulla produzione e facendo lievitare i prezzi. Le aspettative alimentate dal settore tecnologico potrebbero subire una correzione, accentuando i rischi al ribasso, mentre la riduzione dei margini di manovra delle politiche economiche potrebbe amplificare tali rischi”. Le prospettive di rialzo, si evidenzia: “dipendono da una normalizzazione dei mercati energetici più rapida del previsto, da investimenti in tecnologia superiori alle attese, da una rinnovata cooperazione duratura per ridurre le barriere commerciali e da riforme strut-
turali che favoriscano la crescita a medio termine”. Da qui una serie di priorità, come “ripristinare la stabilità dei prezzi facendo leva su una comunicazione chiara, sull’indipendenza delle banche centrali e su una rigorosa vigilanza finanziaria” e “ricostituire i margini di manovra fiscali”. Si sottolinea in particolare “la necessità di attuare riforme strutturali per promuovere la sicurezza energetica, la preparazione all’Intelligenza artificiale e il riequilibrio interno”. Centrale resta il “rafforzamento della cooperazione internazionale per alleviare le tensioni attuali”.
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Italia e Mondo
giovedi 9 luglio 2026
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Dal Nord alla Sardegna l’Italia brucia: 39°C in Emilia-Romagna e Lombardia, oltre 40°C tra Puglia, Toscana e Isole, con picchi previsti di 42°C
Terza ondata di caldo, l'Italia e l'Europa tornano a bollire Oltre 1.300 morti in eccesso dal 21 giugno secondo l'OMS: Francia, Spagna e Germania tra i paesi più colpiti, mentre Tedros avverte che il continente si riscalda al doppio della media globale DI VITO ERRICHETTI
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on c'è tregua per l'estate 2026. Dopo le due fiammate che hanno segnato la fine di maggio e la seconda metà di giugno, l'Italia si prepara ad affrontare quella che gli esperti definiscono ormai senza mezzi termini la terza ondata di calore della stagione. L'anticiclone subtropicale sta invadendo la Penisola con temperature che salgono oltre la soglia della cosiddetta "febbre umana", dai 37°C fino ai 40°C e oltre.Secondo i meteorologi, la prima ondata si è verificata tra il 24 maggio e il 1° giugno, la seconda tra il 17 giugno e il 1° luglio, mentre la terza è destinata a proseguire oltre il 20 luglio: non episodi isolati, dunque, ma un'unica, lunghissima fase di caldo anomalo interrotta solo da brevi parentesi di normalità. LE REGIONI PIÙ A RISCHIO La prima area a essere investita è la Pianura Padana, con punte di 38-39 gradi tra Emilia-Romagna e bassa Lombardia; il ministero della Salute ha previsto il bollino arancione per rischio caldo in nove città, tra cui Bologna, Milano, Torino, Firenze e Venezia. Da giovedì l'ondata si sposta verso il Centro-Sud e la Sardegna, dove tra venerdì e sabato i termometri potrebbero superare i 40 gradi, con valori simili anche in Toscana e Puglia. Tra domenica e lunedì si potrebbe toccare il picco assoluto, con punte fino a 42°C in Sardegna.A rendere la situazione ancora più pesante non sono solo i valori diurni: anche le notti sono diventate più calde, con minime che superano spesso i 25°C, rendendo difficile il riposo — le cosiddette "notti tropicali", ormai una costante di ogni ondata estiva.Le previsioni sulla durata non sono rassicuranti: non si tratterà di una toccata e fuga dell'alta pressione, ma di un blocco atmosferico solido, previsto dura-
re almeno fino al 22-23 luglio, in quella che si preannuncia come un'estate da caldo record per l'Italia. UNO SGUARDO ALL'EUROPA: UN'ESTATE GIÀ DA RECORD Il fenomeno non riguarda solo la Penisola. A partire da fine maggio 2026 diverse ondate di calore hanno colpito l'Europa, con record termici battuti in Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Spagna e Regno Unito. La seconda ondata di giugno è stata particolarmente drammatica: la Francia ha vissuto il giorno più caldo mai registrato, il 23 giugno, con oltre 44°C toccati in alcune località del sud-ovest.Il bilancio umano è pesante. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha reso noto che dal 21 giugno sono stati registrati oltre 1.300 decessi in eccesso in Europa collegati all'ondata di calore record, mentre in Francia il bilancio si attesta attorno ai 1.000 decessi in eccesso, per lo più tra persone over 65. Il direttore generale dell'OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha lanciato un allarme netto: l'Europa è il continente che si riscalda più rapidamente al mondo, a una velocità doppia rispetto alla media globale, e il fenomeno del "caldo record una volta ogni generazione" sta ormai diventando quasi annuale.Anche la Spagna ha pagato un prezzo alto, con oltre 1.000 decessi in eccesso attribuiti al caldo durante quello che è stato il secondo giugno più caldo di sempre nel paese. E secondo le proiezioni per la nuova ondata, mentre l'Italia toccherà i 40-42°C, in Spagna si arriverà fino a 44 gradi e in Marocco fino a 48. CAMBIAMENTO CLIMATICO E VULNERABILITÀ SOCIALE Gli scienziati non hanno dubbi sulle cause: le emis-
sioni di combustibili fossili hanno rapidamente peggiorato le ondate di calore europee nel giro di pochi decenni, e un'ondata come quella di giugno sarebbe stata praticamente impossibile così presto nella stagione senza il cambiamento climatico. Un fattore aggravante è la scarsa preparazione infrastrutturale del continente: solo circa il 20% delle abitazioni europee dispone di aria condizionata, e gran parte del patrimonio edilizio è stato costruito per trattenere il calore, non per disperderlo.In Italia emerge inoltre un fenomeno sociale sempre più rilevante, la cosiddetta cooling poverty: le famiglie a basso reddito destinano fino all'8% del proprio budget ai consumi per il raffrescamento, mentre milioni di persone rinunciano del tutto a ventilatori o climatizzatori per il peso delle bollette. COSA FARE Le raccomandazioni restano quelle di sempre, ma in giornate come queste
vanno ribadite con forza. Nelle ore centrali della giornata, indicativamente tra le 11 e le 18, è bene evitare di uscire di casa e limitare al minimo l'esposizione diretta al sole; chi deve necessariamente muoversi dovrebbe farlo nelle prime ore del mattino o in tarda serata. È sconsigliata qualsiasi attività fisica intensa all'aperto, comprese le sedute sportive amatoriali, e va limitato il più possibile anche l'uso dell'automobile, soprattutto nelle ore più calde, verificando che bambini o animali non vengano mai lasciati soli in auto nemmeno per pochi minuti. In casa è consigliabile mantenere gli ambienti freschi tenendo chiuse le persiane durante il giorno e arieggiando nelle ore più fresche, bere con regolarità anche senza avvertire sete e privilegiare pasti leggeri.Un'attenzione particolare va riservata alle categorie più fragili: anziani, soprattutto se soli o non autosufficienti, car-
diopatici, persone con patologie croniche, bambini piccoli e donne in gravidanza. Molti Comuni, come già accaduto durante le ondate precedenti, hanno attivato numeri verdi e servizi di monitoraggio telefonico per gli anziani, oltre a "isole di refrigerio" nei centri urbani. Anche i più giovani e in salute, però, non sono immuni dai rischi: emicrania, spossatezza, crampi da calore e colpi di calore possono colpire chiunque si esponga troppo a lungo a temperature estreme senza le dovute precauzioni. Come ha sintetizzato un noto paleoclimatologo francese, l'attenzione politica tende a svanire non appena l'ondata di caldo finisce ma la situazione resta estremamente seria. Con una terza ondata già alle porte e l'estate ancora lunga davanti, la domanda che resta aperta è quanto l'Europa - e l'Italia in particolare - sapranno adattarsi a un clima che, ogni anno, sembra avere sempre meno pazienza.
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giovedi 9 luglio 2026
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Anni di informazioni riservate vendute a Mosca: dalla caccia alle spie illegali ai dossier Nato
«Non mi devo esporre»: il progetto della società parallela per raccogliere segreti DI TIZIANA MAGRÌ
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ttobre 2006. Nei sistemi di controspionaggio italiano c’è un dossier classificato riservatissimo: la caccia al nuovo capo della “linea N”, il dipartimento dell’intelligence estera russa che gestisce gli “illegali”, le spie infiltrate in Occidente sotto falsa identità. Vent’anni dopo, quel file riemerge nel computer di un ex maresciallo dei carabinieri in pensione, insieme a liste di agenti britannici, elenco di italiani in contatto con Mosca e schede NATO SECRET. È il punto di partenza di quello che l’ordinanza firmata dal Gip del tribunale di Roma, Rosaria De Lellis, descrive come un sistema ventennale di estrazione di dati segreti: gli accessi abusivi al sistema dell’Arma partono dal 2006 e, dal 2013, secondo l’accusa, diventano una collaborazione retribuita con Mosca. Non un’operazione estemporanea né una svista recente, ma un vero mercimonio così consolidato che nei progetti degli indagati c’era persino la creazione di una società di copertura per lo “spionaggio” filo-russo.Lunedì gli uomini del ROS, con il supporto del GIS (Gruppo d'Intervento Speciale), hanno eseguito la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti di Gavino Raoul Piras e Vincenzo Di Pasquale, entrambi di 59 anni, ex appartenenti ai servizi segreti italiani, ritenuti rispettivamente il perno della rete e una delle sue fonti. Altri cinque risultano indagati a piede libero, tra cui quattro militari in servizio in incarichi ad alta riservatezza, e un settimo rimasto finora nell’ombra: Antonio Guerra, anch’egli ex agente segreto. Secondo il Gip, il destinatario delle informazioni militari alle quali venivano svenduti i segreti militari era Mikhail Astakhov, ufficiale del GRU sotto copertura di addetto militare all’ambasciata russa di Roma, protetto dall’immunità diplomatica. SPIAVANO DAL 2006
Il dettaglio più critico sul piano della sicurezza nazionale, formalizzato negli atti del Tribunale, riguarda la cronologia del tradimento. L’attività illecita di Piras copre un arco temporale di vent’anni. Nel suo computer, infettato dal ROS con un trojan/captatore informatico, gli inquirenti hanno recuperato file rubati nel biennio 2006/2007. Tra i file cui l’ex maresciallo avrebbe avuto abusivamente accesso figurano documenti che coprono quindici anni di segreti.Il più delicato è un dossier del 2006, classificato come “Riservatissimo”, sulla caccia al nuovo capo delle spie senza identità. Ci sono poi “un elenco D” del 2007 con i nomi degli italiani sospettati di legami con l’intelligence di Mosca, schede ufficiali del GRU – una classificata NATO SECRET – e un file del 2016: una lista che riporta le generalità di decine di presunti agenti britannici, capaci di compromettere la sicurezza di un Paese alleato.Tuttavia, per tutte le intrusioni informatiche compiute tra il 2006 e il 2020, è stata dichiarata la prescrizione o l’imminente prescrizione, poiché i fatti sono antecedenti alla nuova legge sui reati informatici del 2024. A Piras si contesta l’accesso alle schede di due
carabinieri del ROS selezionati per il controspionaggio. IL BIGLIETTO CON LE RICHIESTE DI MOSCA Dagli atti emergono anche episodi finora inediti. Come il biglietto di sette richieste informative – dagli attacchi alle strutture nucleari iraniane fino al quesito se l’Italia “aiuterà l’Ucraina a fabbricare missili a lungo raggio” – consegnato da Astakhov e fotografato dalla polizia giudiziaria il 6 settembre 2025, quando gli investigatori entrarono in casa di Piras per installare le microspie: uno scatto che il Gip qualifica come prova atipica pienamente utilizzabile.Nei capi d’imputazione spuntano anche pagamenti, tra il 2020 e il 2022, “finalizzati a compensare e gestire fonti”, tra cui un certo “Gabriele” mai identificato. TELEFONI NEL MICROONDE PER EVITARE I CONTROLLI Le intercettazioni descrivono la paranoia operativa della cellula Piras. Durante l’incontro del 13 marzo 2026 nel suo appartamento a Ladispoli, l’ex militare costringe il diplomatico russo a nascondere il proprio telefono nel forno a microonde spento, usandolo come isolante radio contro la sorveglianza dei
servizi segreti italiani.Nonostante la gravità dei dati ceduti, comprese le mappature degli alloggi dei militari italiani a Novo Selo (Bulgaria), i piani dei missili Aster e Grifo prodotti da Avio, e dettagli sul drone navale prodotto da Leonardo S.p.A., il movente era puramente economico. QUATTROMILA EURO A CONSEGNA: IL BUSINESS DELLE INFORMAZIONI Astakhov pagava una tariffa fissa di 4.000 euro in contanti a consegna. Poco dopo un incontro, Piras viene intercettato da solo mentre conta i contanti e sbotta contro i russi: «In dodici anni migliaia di informazioni… non mi avanzano neanche i soldi per un caffè… poi vengo pure arrestato… ma voi siete dei poveracci».In un altro colloquio del 9 ottobre 2025 la spia millanta persino spese di penetrare nelle mura Oltretevere: «Quando mi avete detto di andare avanti con il Vaticano… ho dovuto dare pure un obolo a Papa Francesco». IL PROGETTO DELLA SOCIETÀ DI COPERTURA La rete mirava a istituzionalizzarsi. Durante un incontro intercettato, in un bar di via Bra, Piras e Di Pasquale pianificano la creazione di una simulata
società di consulenza aziendale. L’agenzia avrebbe dovuto operare come paravento legale per gestire lo spionaggio “asimmetrico” su commissione dei russi senza esporre il capofila («io non mi devo esporre, ce la fate voi a prendere queste informazioni?»).E tra i sei coindagati viene fuori il nome di Guerra: l’ex agente si sarebbe procurato, rivelandole a Piras, notizie riservatissime riguardanti gli incarichi operativi e le dislocazioni geografiche segrete di due agenti AISE in servizio effettivo. LA FALLA PIÙ DIFFICILE DA BLOCCARE: IL FATTORE UMANO L’inchiesta ha messo in evidenza una grave vulnerabilità legata alla gestione delle reti del Ministero della Difesa: i militari indagati sfruttavano i loro badge di ingresso e il proprio ruolo per accedere a dati riservati; le informazioni, una volta visualizzate, per non lasciare traccia, non venivano stampate ma ricopiate su dispositivi esterni. E poi c’è quella per la quale, al momento, non esistono innovazioni tecnologiche tali da recuperare la cosiddetta “falla del fattore umano”: l’infedeltà.
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Italia e Mondo
giovedi 9 luglio 2026
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Sabato 18, il ministro dell’agricoltura ascolterà nel pomeriggio gli operatori del settore e in serata sarà ospite di Nicola Porro al Santavenere
Lollobrigida incontra gli agricoltori e poi assaggia la “zuppa” a Maratea DI ANGELOMAURO CALZA
S
alvo imprevisti, sabato 18 luglio a Maratea dovrebbe esserci la visita del ministro per l’agricoltura Francesco Lollobrigida. Alle 18 presso il Pianeta Maratea incontrerà gli operatori del settore agricolo e agroalimentare. Un incontro molto importante per gli agricoltori lucani e anche un segnale di vicinanza alla Basilicata. Il ministro sarà poi ospite della manifestazione di Nicola Porro, “La Ripartenza” che si terrà presso l’Anfiteatro dell’Hotel Santavenere considerato “un vero e proprio teatro naturale all’aperto”. Giunta alla sua undicesima edizione la “zuppa” di Porro, dopo Miami, Milano e Bari, fa tappa in Basilicata, il prossimo 17, 18 e 19 luglio. Le tavole rotonde, tutte con nomi eccellenti, si terranno di sera, per evitare colpi di sole e di calore: il venerdì e il sabato 18 alle 19, alle 20 e alle 21. Ulteriore novità della Ripartenza 2026 saranno le masterclass mattutine sul pra-
to al bordo piscina, con personaggi di primo piano a raccontarsi ai circa 80 partecipanti previsti. Nicola Porro dice sui social che non vede l’ora di essere a Maratea «con l’entusiasmo di iniziare cosa nuova in posto nuovo, un posto un po’ più complicato, ma fino a un certo punto». In riferimento alle passate edizioni, più in particolare quelle baresi, che sono state ospitate nel Teatro del capoluogo pugliese, Porro spiega che «Si chiude una porta e si apre un portone, si chiude un bellissimo teatro come il Petruzzelli, si apre uno scenario stupendo: quello del mare di Maratea». Tra i protagonisti previsti dal programma che è sempre in fieri e che trovate completo a corredo di questo articolo, nelle tavole rotonde previste ci saranno tra gli altri Paolo De Scalzi, Stefano Lucchini, Paolo Barletta, Marco Tronchetti Provera, Alessandro Sallusti, Mario Giordano, Giuseppe Cuciani, Matteo Sarzana. I temi? Capitali e privati, Governo e stabilità, Overtourism, Comunicazione digitale, Le reti,
Industria e Stato, AI umana, Sicurezza energetica. Ciliegine: l’intervista a Lino Banfi di Hoara Borselli e quella di Lodovica Bulian al Procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Milano,
__Il ministro Lollobrigida e il programma, ancora in aggiornamento, della manifestazione
Paolo Ielo. Ma una zuppa all’aperto non può non prevedere un insetto che ti caschi nel piatto, e vista la location non mancheranno le zanzare. Una sicuramente ci sarà a tuffarsi nella “zuppa”: Giuseppe
Cruciani. Lui e Nicola Porro, insieme, presenteranno domenica mattina la loro irriverente rassegna stampa. Non è escluso però che un qualche altro nome eccellente si unisca alla “degustazione”.
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giovedì 9 luglio 2026
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Cronache Lucane 24 ore per risolvere il problema trasporti posto dalla Fismic
Pepe risponde alle tute blu di Melfi Da sottolineare la sensibilità politica dell'assessore e la solita efficienza amministrativa del DG Altomonte e l'auspicio «che passi subito questa crisi» DI M ASSIMO DELLAPENNA
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e date alcune volte assumono l'importanza politica di un
dato. L'altro ieri era 7 luglio. In quella data la Fismic-Confsal inviata al vicepresidente della Giunta ed assessore alle infrastrutture una nota nel quale veniva sollevato il problema dell’incrementato costo dei biglietti dei trasporti da e per lo stabilimento Fiat di Melfi. Ieri 8 luglio l'assessore Pepe ha mandato una nota agli interpellanti nella quale rispondeva dando già la soluzione al problema. Prima ancora di entrare nel merito specifico della vicenda è necessario valorizzare il metodo che sa di efficienza. 24 ore per trovare una soluzione ad un problema dei cittadini rientra a pieno titolo nei record di efficienza amministrativa. E sicuramente se è di Pepe il merito della velocità della risposta politica non può non riconoscersi ad Altomonte la solita efficienza amministrativa. Del resto il rapporto politico-amministrativo tra Pepe ed Altomonte segna ed evidenzia la centralità del valore della squadra e della corretta collaborazione fiduciaria tra qualità politica e tecnica amministrativa. IL COSTO DELLA CRISI Il Sindaco in sostanza evidenziava come, tra i vari costi della crisi, ci fosse anche un aumento del prezzo dei trasporti. In pratica i lavoratori erano costretti a comprare un abbonamento mensile che non veniva usato interamente a causa della riduzione dei turni. Sostanzialmente i lavoratori acquistavano corse che non facevano. Su questo tema hanno interpellato Pepe che non ha fatto attendere la sua risposta. Il vicepresidente della
Giunta si è adoperato immediatamente e ha comunicato ai lavoratori che nella prima Giunta utile verrà adottata la soluzione. UN CARNET E NON L’ABBONAMENTO La soluzione trovata e tanto semplice quanto geniale. Ad oggi l’unico modo per poter godere degli sconti è quello di sottoscrivere un abbonamento mensile. Come tutti sanno tale abbonamento ha una durata temporale e prescinde dal suo reale utilizzo. Se nel mese viaggi un solo giorno o tutti i giorni non cambia niente. Al posto dell’abbonamento nella prossima Giunta Regionale Pepe porterà la possibilità di acquisire un carnet di 30 biglietti da pagare ciascuno al 50%. La differenza per i lavoratori è sostanziale. Se si riducono i turni, i biglietti possono non essere usati. In pratica usi i biglietti solo se la Fiat ti chiama al lavoro e non spendi per corse che non usi. LA CENTRALITÀ DEL LAVORO Non è un’azione di poco conto quella che ha fatto Pepe, non lo è non solo perché risolve una questione reale che attanaglia persone vere ma anche perché evidenzia una vera sensibilità verso il lavoro e verso le problematiche dei lavoratori. “Ma consentitemi di andare oltre la misura tecnica – scrive Pepe nella risposta ai lavoratori - perché il punto vero è un altro. Un carnet può alleviare un costo; non può, da solo, restituire serenità a un territorio. E la serenità di Melfi si chiama lavoro. Il mio auspicio più sincero, e l'impegno che sento di prendere davanti a Voi, è che questa stagione difficile finisca presto: che le linee tornino a marciare a pieno ritmo, che gli ammortizzatori sociali torni-
__L’assessore Pepe in alto e in basso il dg del Dipartimento Infrastrutture Altomonte
no a essere l'eccezione e non la regola, che i lavoratori di San Nicola possano tornare a guardare al futuro con la fiducia che meritano. La Basilicata
non lascia sole le sue fabbriche e le sue persone: Melfi è un pezzo dell'identità produttiva di questa regione, e la sua tenuta è una battaglia che
sento anche mia”. Chi conosce da vicino la vita e il percorso umano è politico di Pepe sa che non sono frasi di circostanza.
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Primo piano
giovedi 9 luglio 2026
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La Regione Basilicata avvia l’iter per un titolo di viaggio a consumo dedicato ai dipendenti dell’area industriale di San Nicola
Melfi, carnet trasporti per gli operai Pepe: «Più equità per i lavoratori» L
a Regione Basilicata accoglie la richiesta della Fismic Confsal sulle difficoltà dei lavoratori dell’area industriale di San Nicola di Melfi, costretti a sostenere il costo degli abbonamenti al trasporto pubblico nonostante, a causa dei fermi produttivi, utilizzino il servizio solo per pochi giorni al mese.Il vicepresidente della Regione Basilicata e assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti, Pasquale Pepe, ha annunciato l’avvio dell’iter amministrativo per introdurre una nuova misura tariffaria dedicata ai lavoratori che si trovano in questa situazione. L’obiettivo è garantire maggiore equità nell’accesso al servizio, evitando che i periodi di ridotta attività lavorativa si traducano in un ulteriore aggravio economico per le famiglie già interessate dalle difficoltà del comparto industriale.«Ho letto con attenzione la vostra lettera – ha dichiarato Pepe – e dietro quelle paro-
le c’è la fatica quotidiana di centinaia di famiglie. Chi lavora non può ritrovarsi a pagare per intero un servizio che, a causa dei fermi produttivi, non riesce a utilizzare. È una questione che riteniamo giusta e che facciamo nostra».La soluzione individuata dalla Regione prevede l’introduzione di un titolo di viaggio a consumo: un carnet di corse da utilizzare in base alle effettive necessità, senza l’obbligo dell’abbonamento mensile. «Ho dato mandato agli uffici del Dipartimento di predisporre una deliberazione di Giunta regionale – ha spiegato l’assessore – per introdurre nell’offerta del trasporto pubblico un carnet dedicato ai lavoratori che in questa fase utilizzano il servizio soltanto in alcuni giorni del mese. Il costo sarà collegato a quello dell’abbonamento, così da evitare che venga pagato per intero un servizio non utilizzato completamente».La Regione punta a un percorso amministrativo
rapido, così da rendere il nuovo titolo disponibile in tempi brevi. Dopo l’approvazione della delibera, saranno avviati i passaggi attuativi con il Consorzio di gestione del trasporto pubblico per consentire l’acquisto del carnet.L’intervento riguarda una fase particolarmente delicata per l’area industriale di Melfi, segnata dalla riduzione dei ritmi produttivi e dal ricorso agli ammortizzatori sociali.«Un carnet può alleviare un costo, ma non può da solo restituire serenità a un territorio – ha aggiunto Pepe – perché la vera risposta resta il lavoro. Il mio auspicio è che questa stagione difficile finisca presto, che le linee tornino a marciare a pieno ritmo e che gli ammortizzatori sociali tornino a essere un’eccezione e non la regola».La vicenda del trasporto si inserisce quindi in un quadro più ampio di attenzione verso il futuro occupazionale dell’area industriale, dove lavoratori e organizzazioni sindacali chiedono certez-
_ Pasquale Pepe ze sulla continuità produttiva e sulle prospettive dello stabilimento.«La Basilicata non lascia sole le sue fabbriche e le sue persone. Melfi è un pezzo dell’identità produttiva di questa regione e la sua tenuta è una battaglia che sento anche mia».Pepe ha infine confermato la disponibilità al confronto con le organizzazioni sindacali e con i lavoratori,
sottolineando l’importanza del dialogo per individuare soluzioni concrete ai problemi del territorio.La misura sul trasporto pubblico rappresenta dunque un primo intervento per ridurre i costi sostenuti dai lavoratori di San Nicola di Melfi in una fase di forte incertezza produttiva, in attesa di una ripresa più stabile dell’attività industriale.
MELFI I sindacati denunciano il peso dei costi del trasporto pubblico sui pendolari e chiedono un nuovo sistema tariffario
Lavoratori Stellantis e indotto, Fim e Fit Cisl: «Serve una tariffazione più giusta ed equa»
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na tariffazione del trasporto pubblico più equa e adeguata alle nuove condizioni lavorative dei dipendenti Stellantis e delle aziende dell’indotto di Melfi. È questa la richiesta avanzata dai segretari generali di Fim Cisl Basilicata, Gerardo Evangelista, e Fit Cisl Basilicata, Sebastiano Colucci, che hanno chiesto alla Regione Basilicata e all’assessore alle Infrastrutture e Mobilità, Pasquale Pepe, un intervento sul sistema tariffario riservato ai lavoratori del polo industriale di San Nicola di Melfi.La forte contrazione produttiva che sta interessando il comparto automotive lucano e il crescente ricorso alla cassa integrazione stanno determinando pesanti conseguenze economiche per migliaia di lavoratori. A questa situazione si aggiunge il problema dei costi del trasporto pubblico, che rischiano di penalizzare ulteriormente i pendolari.I lavoratori coinvolti dalla cassa integrazione
a rotazione o dalla riduzione delle giornate lavorative sono infatti costretti a scegliere tra abbonamenti settimanali o mensili utilizzati solo parzialmente oppure biglietti di corsa semplice che, nel complesso, risultano spesso più costosi. Per superare questa criti-
cità, Fim Cisl e Fit Cisl Basilicata propongono l’introduzione di carnet di viaggio a utilizzo flessibile, con corse scalabili e un costo proporzionato alle agevolazioni previste dagli abbonamenti ordinari. Una soluzione che consentirebbe ai lavoratori di pagare
soltanto i giorni di effettivo utilizzo del servizio. Secondo i sindacati, per rendere possibile questa innovazione sarebbe necessario aggiornare la Legge Regionale 27 luglio 1998, n. 22, una normativa che non risponde più pienamente alle trasformazioni intervenute nell’organizzazione del lavoro e nella mobilità dei pendolari.Fim Cisl e Fit Cisl Basilicata chiedono quindi l’apertura di un tavolo di confronto con la Regione e con i gestori del trasporto pubblico locale per individuare rapidamente una soluzione concreta a favore dei lavoratori dell’area industriale di San Nicola di Melfi.«Garantire un sistema tariffario più flessibile significa sostenere il reddito delle lavoratrici e dei lavoratori in una fase ancora complessa per il settore automotive e rendere il trasporto pubblico uno strumento più accessibile e vicino alle esigenze quotidiane dei pendolari», sottolineano le organizzazioni sindacali.
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giovedi 9 luglio 2026
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Il senatore di Fratelli d’Italia illustra gli interventi finanziati dal Governo: quasi 50 milioni per la rete di AQL e nuove risorse per le grandi opere
Rosa (FdI): «In Basilicata oltre 147 milioni di euro finanziati per la sicurezza idrica» B
asilicata al centro di un importante piano di investimenti per la sicurezza idrica. Sono oltre 147 milioni di euro le risorse destinate agli interventi sulle infrastrutture del territorio lucano, con opere che riguardano la modernizzazione delle reti, la riduzione delle perdite, la manutenzione degli invasi e il potenziamento del sistema di approvvigionamento. A fare il punto è il senatore di Fratelli d’Italia Gianni Rosa, che evidenzia l’impegno del Governo Meloni per garantire maggiore efficienza e affidabilità nella gestione della risorsa idrica regionale.«Il Governo Meloni prosegue con metodo il proprio impegno sulla sicurezza idrica della Basilicata. I numeri parlano chiaro: la ricognizione ufficiale degli interventi programmati sulle infrastrutture idriche, aggiornata al 31 dicembre
2025, certifica che il territorio lucano ha ottenuto oltre 147 milioni di euro di finanziamenti», dichiara Rosa.«Il capitolo più significativo riguarda l’ammodernamento tecnologico della rete gestita da Acquedotto Lucano: quasi 50 milioni di euro per la riduzione delle perdite, la digitalizzazione e lo smart metering, interamente finanziati. A questi si affiancano ulteriori interventi per i rilievi, la modellazione delle reti e la sostituzione delle condotte più critiche», aggiunge il senatore.Sul fronte delle grandi infrastrutture idriche, Rosa sottolinea l’importanza degli interventi già finanziati: «Sono coperti economicamente 11,5 milioni di euro per il riefficientamento della Galleria Acerenza-Genzano e 10 milioni per l’interconnessione tra gli schemi del Melandro e del Marmo. Si tratta di opere strategiche
per migliorare la funzionalità complessiva del sistema e garantire una maggiore sicurezza nella distribuzione dell’acqua». Un capitolo rilevante riguarda anche la manutenzione e la sicurezza degli invasi lucani. «Sono previsti interventi di sicurezza sismica e manutenzione straordinaria sulle principali dighe regionali: Pertusillo per 5,5 milioni di euro, Genzano per 3,7 milioni, Saetta e San Giuliano per 3 milioni ciascuno, Camastra per 2,5 milioni, Toppo di Francia per 2 milioni e Monte Cotugno per 1,3 milioni, oltre ad altri interventi sugli invasi Abate Olonia e Gannano», spiega Rosa. Non manca l’attenzione al settore agricolo, con risorse dedicate al miglioramento delle infrastrutture irrigue. «Sono stati stanziati 4,5 milioni di euro per l’invaso sperimentale sul fiume Agri a Marsico Nuovo e 700 mila eu-
_ Gianni Rosa ro per la ristrutturazione dei pozzi irrigui nei territori di Rionero, Atella, Barile e Rapolla».«Questi 147 milioni di euro – conclude il senatore Gianni Rosa – rappresentano un investimento concreto per la Basilicata: significano
cantieri, lavoro, riduzione delle perdite lungo le condotte e un servizio più efficiente per cittadini e imprese. Il Governo Meloni sta investendo sull’acqua con una programmazione seria e strutturata, non con annunci a effetto».
Il consigliere di FI: «Con la nuova disciplina del demanio idrico si pongono le basi per una gestione più chiara e funzionale delle aree demaniali»
Aliandro: «Nuova fase per Pertusillo e Senise: la navigabilità apre opportunità per la regione»
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na nuova fase per la valorizzazione delle aree demaniali legate ai bacini idrici lucani. È questo il quadro delineato dal consigliere regionale di Forza Italia Gianuario Aliandro, che accoglie positivamente l’avvio dell’iter amministrativo finalizzato a regolamentare l’utilizzo delle aree appartenenti al demanio pubblico dello Stato – ramo idrico.Un percorso che punta a dare maggiore certezza nella gestione degli spazi pubblici collegati agli invasi regionali e a creare le condizioni per una programmazione più efficace delle attività compatibili con la tutela ambientale e paesaggistica.«Accolgo con grande soddisfazione l’avvio di questo percorso – afferma Aliandro – perché consente finalmente di colmare un vuoto normativo che non era più possibile rinviare. La nuova disciplina rappresenta un passaggio importante e pone le basi per una gestione più chiara, moderna e funzionale delle aree demaniali interessate».Secondo il consigliere regionale, il risultato è il frutto del lavoro portato avanti dal diparti-
mento Ambiente della Regione Basilicata, impegnato nella definizione di un quadro regolatorio in grado di garantire maggiore certezza nell’utilizzo delle risorse e degli spazi pubblici collegati ai bacini idrici.«Questa nuova impostazione – sottolinea Aliandro – permetterà di organizzare in maniera più efficace la gestione delle aree demaniali, coniugando le
_ Gianuario Aliandro
esigenze di sviluppo del territorio con il rispetto dei vincoli ambientali, della sicurezza e delle normative vigenti».Tra gli effetti attesi della nuova disciplina c’è anche la possibilità che i bacini del Pertusillo e di Senise possano, al termine delle verifiche tecniche e dei controlli previsti dagli enti competenti, essere resi navigabili.«Le dighe del Pertusillo e di Senise –
spiega il consigliere di Forza Italia – rappresentano due importanti patrimoni naturali della Basilicata. La loro eventuale apertura alla navigazione potrebbe creare nuove opportunità per la valorizzazione turistica, la promozione delle attività sostenibili legate all’acqua e lo sviluppo economico delle comunità locali».L’obiettivo è favorire una nuova stagione di investimenti e iniziative capaci di mettere in rete ambiente, turismo e sviluppo locale, valorizzando il ruolo strategico che gli invasi possono assumere per le aree interne della regione. Per Aliandro, si tratta di un’opportunità strategica per rafforzare l’attrattività delle aree interne e valorizzare le potenzialità ambientali e paesaggistiche della Basilicata. «È un passo concreto verso una Basilicata capace di investire nel proprio patrimonio naturale – conclude – promuovendo una fruizione sostenibile delle risorse idriche e costruendo nuove occasioni di crescita, sempre nel pieno rispetto della tutela ambientale e della sicurezza».
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giovedì 9 luglio 2026
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Cavallo chiede al Consiglio regionale un atto formale contro il deposito nazionale e propone una strategia energetica
Scorie, la Cisl ribadisce il “no” e apre al nuovo piano energia POTENZA. «La nostra ferma opposizione all’ipotesi di localizzare in Basilicata il deposito nazionale delle scorie radioattive non è negoziabile». È quanto afferma il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo che sollecita un atto di indirizzo chiaro e inequivocabile del Consiglio regionale su questo punto. «È singolare che ciclicamente si torni a citare la nostra regione come una delle possibili destinazioni per lo stoccaggio delle scorie nucleari», commenta Cavallo evidenziando che «la posizione dei lucani in proposito non è cambiata dalla marcia dei centomila ad oggi: eravamo e siamo nettamente contrari a fare del nostro territorio la pattumiera d’Italia. La soluzione del deposito unico è sbagliata e inattuale». Apertura, invece, su una nuova strategia energetica regionale che riconosca alla Basilicata il ruolo di principale fornitore ener-
getico interno: «La Basilicata contribuisce in maniera sensibile alla bolletta energetica del paese, tuttavia questa sua posizione non è stata finora pienamente riconosciuta in ter-
mini di investimenti e occupazione. Serve costruire un diverso approccio allo sfruttamento delle risorse petrolifere passando da una logica meramente estrattiva ad una logica ge-
nerativa che significa, innanzitutto, il pieno coinvolgimento delle comunità nei ragionamenti sulla possibile espansione delle attività petrolifere. La Cisl non ha pregiudizi ideolo-
gici verso il petrolio, né verso altre forme di energia, ma tutto va ricondotto ad un quadro strategico pluriennale con obiettivi e ricadute chiari». Il segretario della Cisl lucana si dice pronto a discutere anche di nucleare di nuova generazione: «Non va fermata la ricerca in un settore chiave per il futuro energetico del paese, purché ogni eventuale decisione venga assunta in modo trasparente e con il pieno coinvolgimento dei territori e delle comunità, senza imposizioni dall’alto», avverte Cavallo. «La partita energetica va giocata con strumenti di programmazione nuovi in grado di ancorare gli investimenti allo sviluppo territoriale e al lavoro, cosa che in passato è avvenuta in modo molto marginale. Sul futuro energetico della nostra regione servono proposte serie e una visione di lungo periodo», conclude il segretario della Cisl.
Tortorelli dice no ai depositi di scorie e chiede un confronto con sindacati, imprese e territori su petrolio, rinnovabili e nucleare
La Uil: «Servono gli Stati generali dell’energia» POTENZA. «La disponibilità della Regione Basilicata, espressa dal presidente Bardi, a verificare le condizioni per garantire la continuità delle attività estrattive e valutare l'apertura di nuovi pozzi, così come il dibattito sul nucleare di cosiddetta nuova generazione, non possono tradursi in scelte assunte a cuor leggero. In Basilicata la partita dell'energia è sempre aperta e coinvolge direttamente il modello di sviluppo che si intende costruire per il futuro della regione». Lo afferma il segretario generale della Uil Basilicata, Vincenzo Tortorelli, che sottolinea la necessità di «spostare il confronto dal Palazzo alla società, coinvolgendo le organizzazioni sindacali, le associazioni datoriali, le forze sociali e le comunità dei territori direttamente interessati da eventuali nuovi progetti estrattivi e dalla realizzazione di altri impianti energetici». Per la Uil è arrivato il momento di promuovere gli Stati generali dell'energia, uno strumento indispensabile «per recuperare i ritardi e superare le sottovalutazioni che la Basilicata continua a registrare sul terreno della transizione energetica». «La Basilicata - prosegue Tortorelli -
è una terra che dispone di idrocarburi, di un enorme potenziale nelle energie rinnovabili e di risorse idriche strategiche per il Paese. Possiede quindi tutte le caratteristiche per diventare un vero laboratorio nazionale della transizione ecologica e degli investimenti green. Ma la prima condizione è aggiornare il Piano energetico regionale, definendo una chiara Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile che indichi obiettivi, priorità e ricadute per cittadini e imprese, tenendo
sempre in primo piano la tutela della salute dei cittadini e quindi facendo tesoro delle indicazioni che ci provengono dal Progetto LucAs che si vorrebbe archiviare troppo in fretta». Sul tema del nucleare di nuova generazione, e in particolare dei piccoli reattori modulari (SMR), Tortorelli invita alla prudenza. «Il disegno di legge nazionale è ancora oggetto di confronto e non esistono oggi elementi di chiarezza sufficienti per assumere posizioni definitive. Anche nel nostro congresso
nazionale di Padova questo tema è stato affrontato con equilibrio. Il riferimento del segretario generale PierPaolo Bombardieri alla Basilicata ha riguardato esclusivamente la valorizzazione dei giacimenti di gas già esistenti nell'ambito della strategia energetica nazionale». La posizione della Uil Basilicata, ribadisce il segretario regionale, «è molto chiara: qualsiasi eventuale incremento delle attività estrattive dovrà tradursi in benefici concreti per il territorio, con nuova occupazione stabile e qualificata, maggiori investimenti produttivi, più tutela ambientale e vantaggi reali per imprese e famiglie. Le risorse energetiche della Basilicata devono produrre sviluppo e qualità della vita per i lucani». Infine, Tortorelli interviene anche sul tema delle scorie nucleari: «Su questo non esistono equivoci. Quando si parla di nucleare di nuova generazione il confronto riguarda esclusivamente le tecnologie e la sicurezza degli impianti. La Basilicata ha già dato in passato e la Uil è nettamente contraria a qualsiasi ipotesi di individuazione del nostro territorio come sede di nuovi depositi di scorie nucleari».
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giovedì 9 luglio 2026
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POTENZA Sulla vicenda dello studente autistico sospeso la Magistratura vuole vederci chiaro
Sinisgalli, la Procura indaga Le ipotesi di reato sono: abuso dei mezzi di correzione o disciplina, calunnia e maltrattamenti. Il Provveditore deve decidere entro il 15 luglio se allontanare la Gallo DI ELIANA POSITANO
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a vicenda della sospensione dello studente autistico dalla scuola media Sinisgalli di Potenza non si conclude dopo il termine del ciclo scolastico del minore, ma porta con sé uno strascico che potrebbe avere risvolti sul piano penale. Tra atti giudiziari, procedimenti amministrativi e scadenze imminenti, la questione ‘Sinisgalli’ diventa un test sulla tenuta del sistema scolastico e sulla tutela degli alunni più fragili. Dai documenti che continuano ad arrivare sulla nostra scrivania, emerge un quadro che intreccia dimensione giudiziaria e amministrativa: da una parte c'è un’indagine da parte della procura della Repubblica del Tribunale di Potenza che coinvolgerebbe i vertici della scuola potentina ed i suoi docenti dopo la denuncia presentata dai genitori del ragazzo, assistiti dall’Avvocato Luca Lorenzo a cui si sono rivolti dopo i fatti di maggio. Dall’altra parte c'è la questione ancora aperta e dirimente sugli spostamenti e sugli incarichi che l’Ufficio scolastico regionale dovrà definire entro il prossimo 15 luglio. L’INDAGINE DELLA PROCURA Oggi apprendiamo di un nuovo risvolto nella questione: la Procura potentina vuole vederci chiaro su questa contorta vicenda, motivo per cui avrebbe avviato indagini mirate ad accertare la sussistenza di tre reati che si sarebbero inanellati e che potrebbero avere risvolti penali per gli eventuali responsabili: siamo sul codice penale, con contestazione di art.571, ovvero abuso dei mezzi di correzione, con l’aggravante dell’art.572 perché il fatto è avvenuto avverso un minore, per giunta fragile. Qualora dovesse aprirsi il procedimento penale, potrebbero essere numerosi i genitori che, avendo vissuto la stessa situazione con i propri figli, potrebbero decidere di costituirsi parte civile nei confronti della Dirigente e della scuola. Nelle indagini spunta anche un art.368, ovvero le calunnie che la dirigente scolastica avrebbe avanzato nei confronti dei genitori del minore in più momenti e in più sedi nonostante il Tribunale per i Minorenni abbia dichiarato con due distinte sentenze che i genitori hanno svolto il loro ruolo con competenza e a garanzia e tutela del figlio. UNA VICENDA CHE INTERROGA LA RESPONSABILITA’ DEGLI ADULTI L’avvio delle indagini è, dunque, un fatto netto che restituisce la misura della tensione accumula-
ta attorno a questa vicenda che oggi non può essere letta con la lente della consuetudine amministrativa, ma con quella del diritto e dell’interesse pubblico. Una storia che da tempo ha travalicato i confini del caso scolastico ed è diventata una storia che interroga in profondità l’intero sistema educativo, la responsabilità degli adulti, il ruolo della dirigente scolastica e la capacità delle istituzioni di intervenire con tempestività quando l’oggetto del contendere non è una semplice controversia interna ma la tutela di un minore fragile e della sua dignità. È un intreccio che pesa perché quando una vicenda scolastica approda nelle aule giudiziarie, il perimetro del conflitto cambia radicalmente: si passa dalla contestazione di una decisione- quella di sospendere uno studente fragile a seguito di una crisi- ad un rapporto tra scuola e famiglia che qualcuno ha voluto complicare per forza inviando documentazione al tribunale dei minori e chiedendo l'intervento degli assistenti sociali. Ad un certo punto della vicenda sono entrate in scena responsabilità personali, profili professionali, ricadute sull’immagine dell’amministrazione scolastica e, soprattutto, si è tentato di trasformare un alunno con disabilità accertata da soggetto da proteggere a oggetto del conflitto. LE SCELTE SUL FUTURO DELLA DIRIGENTE GALLO In questa questione si innesta poi un altro capitolo contorto: quello del necessario spostamento della dirigente Giovanna Gallo dalla 'Sinisgalli ' ad altro plesso se non la si vuole rimuovere dall'incarico in via cautelativa. Le carte in nostro possesso richiamano la procedura ministeriale sugli incarichi dirigenziali per il prossimo anno scolastico e fissano un calendario stringente: le istanze, le valutazioni e gli adempimenti devono chiudersi entro il 15 luglio 2026. Non si tratta di un dettaglio tecnico, perché dentro quella finestra temporale si decide l’assetto di una parte importante della governance scolastica. La nota ministeriale e quella dell’Ufficio scolastico regionale spiegano che le operazioni vanno completate rispettando criteri di priorità, esigenze di servizio, compatibilità degli incarichi e vincoli normativi. Ed è proprio dentro questo quadro che si chiede di spostare la sede operativa della Gallo che potrebbe essere inviata ad una delle 11 sedi vacanti disponibili al 1° settembre dislocate tra Genzano, Lavello, Melfi, Moliterno, Bernalda, Ma-
tera, Policoro, Stigliano e Potenza. Il punto, allora, non è soltanto se lo spostamento sia possibile o opportuno sul piano burocratico. Il punto è se l’amministrazione scolastica regionale voglia o sappia dare una risposta chiara ad una situazione che, per come è esplosa, rischia di lasciare ferite profonde nella comunità scolastica. Ogni scuola vive di equilibrio, relazioni, autorità educativa, capacità di ricucire. Ma quando quell’equilibrio si rompe fino a sfociare in un atto giudiziario, la questione non può essere derubricata a un semplice problema di organico o di mobilità. Occorre una scelta che tenga insieme prudenza istituzionale, rispetto delle persone coinvolte e tutela dell’interesse superiore degli studenti. La documentazione a cui facciamo riferimento mostra anche un altro elemento: il caso non si consuma nel vuoto, ma si inserisce in una più ampia fase di ridefinizione degli incarichi scolastici, regolata da note, criteri, scadenze e priorità fissate dall’amministrazione centrale e recepite a livello regionale. In questo senso la richiesta di intervenire sulla sede della Gallo non appare come un fatto estemporaneo, ma come una conseguenza che viene letta dentro la necessità di garantire serenità all’ambiente scolastico e di evitare che un conflitto già formalizzato in sede giudiziaria continui a riverberarsi nella gestione
quotidiana dell’istituto. Sul piano umano, però, la storia resta ancora più dura della sua cornice amministrativa. Perché al centro non ci sono soltanto provvedimenti, incarichi o scadenze: ci sono un ragazzo autistico, una famiglia che si ritiene danneggiata, dirigenti e docenti finiti sotto accusa e una scuola che, invece di rappresentare un presidio di inclusione, si ritrova al centro di una contestazione pesante. È qui che il caso assume una portata differente, non per il clamore in sé ma perché tocca un punto sensibile del dibattito pubblico: come vengono trattati gli alunni con disabilità, quanto sono efficaci le garanzie reali nella scuola e fino a che punto l’istituzione sa prevenire conflitti che rischiano di degenerare in lacerazioni pubbliche. La domanda che resta aperta, e che i documenti rendono impossibile eludere, è semplice solo in apparenza: la domanda che resta è se la scuola sia stata capace di tutelare il ragazzo, e soprattutto. E poi, come diretta conseguenza, ora che la vicenda è entrata in una fase giudiziaria e amministrativa decisiva, occorre chiedersi se l’amministrazione scolastica sarà capace di assumere una decisione all’altezza della gravità del caso. Il 15 luglio non è soltanto una scadenza da calendario ma è il termine entro il quale l'Ufficio scolastico regionale dovrà dimostrare di saper governare il conflitto, e non subirlo
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Bardi si congratula per il premio speciale "Il Borgo in una foto" nell'ambito del concorso nazionale promosso da Codacons
«Complimenti a Irsina premiata come “Piccolo comune amico”» IRSINA. Un’immagine che racchiude l’anima profonda, la luce e la storia della Basilicata ha portato il Comune di Irsina sul podio nazionale dei piccoli borghi d’eccellenza. Il centro materano si è infatti aggiudicato il premio speciale “Il Borgo in una foto”, nell’ambito del concorso nazionale “Piccolo comune amico”, grazie a un suggestivo scatto del fotografo Pietro Amendolara. La vittoria celebra la capacità della comunità irsinese di custodire la propria identità e di trasformarla in un eccezionale veicolo di promozione territoriale e turistica. Il Presidente della Regione, Vito Bardi: “Il successo di Irsina dimostra come le aree interne della Basilicata siano custodi di tradizioni storiche, ma anche veri e propri laboratori di bellezza capaci di farsi valere e riconoscere in contesti di primo piano”. Bardi sottolinea il valore del lavoro di squadra tra l’amministrazione locale, i cittadini e il talento artistico di Amendolara, elementi che insieme hanno saputo restituire la forza espressiva di un territorio unico. “Grazie a questa vittoria – conclude il Presidente – Irsina e le sue eccellenze godranno di una vetrina nazionale: il
borgo sarà inserito in un sito internet interamente dedicato e in una mappa interattiva che promuoverà gli eventi, la storia e i prodotti tipici del territorio a livello globale”. Il premio “Piccolo comune amico” – promosso da Codacons in collaborazione con Coldiretti e sostenuto da partner del calibro di Autostrade per l’Italia, Intesa Sanpaolo, Fit, Touring Club Italiano e Symbola, con il patrocinio di Aci, Anci e Uncem – è riservato ai comuni sotto i 5mila abitanti che si distinguono nella valorizzazione del patrimonio lo-
cale. Il riconoscimento ufficiale e la premiazione finale si terranno oggi, giovedì 9 luglio, a partire dalle 9.30, a Roma, nella sala congressi di Palazzo Rospigliosi. Il progetto Piccolo Comune Amico nasce con l'obiettivo di valorizzare i piccoli comuni italiani con meno di 5mila abitanti, promuovendone il patrimonio culturale, artistico, storico e produttivo. L'iniziativa punta a far conoscere le realtà locali che custodiscono tradizioni, produzioni agroalimentari di qualità e un patrimonio identitario che
rappresenta una delle principali ricchezze del Paese. In Italia sono 5.567 i comuni con meno di 5 mila abitanti, considerati il cuore di un patrimonio diffuso fatto di storia, paesaggi, cultura e saperi. Il premio valorizza le eccellenze locali nei settori dell'agroalimentare, dell'artigianato, dell'innovazione sociale e della cultura, dell'arte e della storia. Tra gli obiettivi principali dell'iniziativa vi è il sostegno alle politiche di contrasto allo spopolamento e all'abbandono dei piccoli centri. Dalla prima
edizione, nel 2021, fino al 2025, il concorso ha contribuito a promuovere la conoscenza dei borghi italiani e delle loro eccellenze. L'edizione 2026 intende consolidare questo percorso, offrendo ai comuni partecipanti una vetrina nazionale per raccontare le proprie peculiarità e favorire la promozione turistica e territoriale. Il Premio Piccolo Comune Amico assegna complessivamente dodici riconoscimenti, suddivisi in quattro categorie. La sezione Agroalimentare premia tre comuni distintisi per la valorizzazione delle produzioni tipiche, dei mercati e delle imprese del settore. La categoria Artigianato è riservata ai centri che si distinguono per la tutela delle tradizioni manifatturiere e delle produzioni artigianali locali. La sezione Innovazione sociale riconosce le esperienze capaci di favorire lo sviluppo delle comunità attraverso servizi, digitalizzazione, incentivi al ripopolamento ed economia circolare. Infine, la categoria Cultura, arte e storia è dedicata ai comuni che promuovono il proprio patrimonio storico, artistico e culturale, valorizzandolo anche come strumento di attrazione turistica.
Il consigliere regionale ed ex sindaco esalta il riconoscimento nazionale e rilancia gli investimenti su cultura, identità e sviluppo
Morea: «Irsina è un modello per i piccoli borghi» MATERA. «Il premio speciale "Il Borgo in una foto", assegnato a Irsina nell'ambito del concorso nazionale "Piccolo Comune Amico", rappresenta una grande soddisfazione e un motivo di orgoglio non solo per la comunità irsinese, ma per l'intera Basilicata». Lo afferma il consigliere regionale Nicola Morea, commentando il riconoscimento ottenuto dal Comune grazie allo scatto del fotografo Pietro Amendolara. Morea, cittadino ed ex sindaco di Irsina, sottolinea il valore del traguardo raggiunto, che considera il risultato di un lungo percorso di valorizzazione del territorio costruito nel tempo attraverso l'impegno delle amministrazioni comunali, delle associazioni e dei cittadini. «Vedere il nostro borgo ricevere
un riconoscimento nazionale significa premiare un lavoro condiviso e la capacità di credere nelle straordinarie potenzialità della nostra comunità», dichiara il consigliere, che rivolge le congratulazioni al sindaco Giuseppe Candela, all'Amministrazione comunale e a Pietro Amendolara, «il cui straordinario scatto ha saputo raccontare con grande sensibilità l'anima autentica di Irsina». Per Morea, il premio conferma che investire nella cultura, nella bellezza e nella valorizzazione dell'identità dei territori rappresenta la strada giusta per favorire la crescita delle aree interne. L'inserimento di Irsina nei canali nazionali di promozione, aggiunge, costituisce un'importante occasione per attrarre nuovi visitatori, sostenere l'economia locale e
rafforzare lo sviluppo turistico del territorio. «Come consigliere regionale continuerò a lavorare affinché i piccoli comuni della Basilicata abbiano sempre maggiore attenzione e strumenti adeguati per valo-
rizzare le proprie eccellenze. Irsina dimostra che, quando una comunità fa squadra e crede nelle proprie radici, può raggiungere traguardi importanti e diventare un modello di promozione territoriale», conclude Morea.
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Riflettori accesi a Riccione durante l'Italian Global Series Festival: tra i nuovi progetti anche una fiction con Rocco Papaleo ambientata a Maratea
La Basilicata conquista la serialità tv: grandi produttori pronti a nuovi set L
a Basilicata si conferma tra i territori più interessanti e dinamici per lo sviluppo della serialità italiana. È questo il chiaro messaggio emerso da «Le stagioni della Basilicata», l'evento promosso ieri, 7 luglio, dalla Lucana Film Commission nell'ambito dell'Italian Global Series Festival di Riccione, uno dei principali appuntamenti internazionali interamente dedicati al mondo delle serie televisive. A confermare il rilievo strategico dell'iniziativa è stata la partecipazione di alcuni dei più importanti produttori italiani, insieme a broadcaster, professionisti del settore e numerosi giornalisti della stampa specializzata, anche internazionale.L'incontro ha rappresentato un'importante vetrina per raccontare il percorso compiuto dalla Basilicata nel settore audiovisivo, un cammino già consolidato dal successo straordinario delle cinque stagioni di «Imma Tataranni – Sostituto Procuratore» e ora proiettato verso nuove, attesissime produzioni. Tra queste spicca «Il medico di tutti», la nuova serie televisiva che vedrà protagonista Rocco Papaleo e che sarà interamente ambientata a Maratea, confermando la regione come una destinazione sempre più attrattiva per l'industria del cinema.A testimonianza del peso nazionale dell'iniziativa, hanno preso parte all'incontro anche Chiara Sbarigia, presidente di APA e ideatrice dell'Italian Global Series Festival, e la Sottosegretaria di Stato al Ministero della Cultura, Lucia Borgonzoni.«Le oltre cento presenze al nostro evento confermano – ha dichiarato con soddisfazione la presidente della Lucana Film Commission, Margherita Romaniello – come il nostro territorio stia registrando una crescente domanda di nuove ambientazioni per storie che la serialità, come genere, predilige. La Lucana Film Commission può contare su luoghi ancora poco utilizzati e proprio questo li rende ideali per narrazioni capaci di creare una sorta
di patto di fiducia con il pubblico televisivo. Lo dimostrano il numero di progetti che partecipano alle nostre call e la scelta di storie genuine, capaci di affermare messaggi positivi». Molto gradita dal pubblico in sala è stata anche la performance dell'attore lucano Dino Paradiso e del suo «neorealismo fantasy che solo in Basilicata può trovare la sua perfetta ambientazione».La partecipazione al festival di Riccione si inserisce perfettamente nella strategia della Lucana Film Commission volta a rafforzare il posizionamento della Basilicata nei circuiti nazionali e internazionali dell'audiovisivo, promuovendo il territorio come luogo di produzione, innovazione e sviluppo. Un percorso virtuoso che continua a trasformare il ricco patrimonio culturale e paesaggistico della regione in un vero e proprio motore di crescita economica, capace di attrarre investimenti, generare nuove opportunità per i professionisti locali e consolidare l'immagine della Basilicata tra le realtà più vivaci della fiction italiana.
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Dal 31 luglio al 2 agosto a Castelsaraceno l'evento «Tra Cielo e Terra»: per la prima volta in Italia lo spettacolare collettivo francese Les Passagers du Vide
I grandi maestri dell'highline sul ponte tibetano dei record C
amminare nel cielo, tra due montagne, sospesi nel vuoto. Succederà a Castelsaraceno, nel cuore della Basilicata, dove dal 31 luglio al 2 agosto 2026 andrà in scena «Tra Cielo e Terra», un evento che porterà alcuni tra i migliori highliner d'Europa a esibirsi in uno dei paesaggi più spettacolari del Sud Italia. La cornice è quella del Ponte tra i Due Parchi, il ponte tibetano da record con i suoi 586 metri, che proprio il 1° agosto celebrerà il quinto anniversario dalla sua inaugurazione. Per l'occasione il ponte e le montagne che uniscono il Parco Nazionale del Pollino e il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese diventeranno il palcoscenico di un teatro a cielo aperto.Promossa da APT Basilicata e Comune di Castelsaraceno, da un'idea dell'associazione Polimeri (fondatrice del festival cinematografico Visioni Verticali), la manifestazione porterà per la prima volta in Italia «Les Passa-
gers du Vide», collettivo francese diventato un punto di riferimento internazionale della highline dopo aver realizzato, la scorsa estate, una straordinaria traversata lunga 800 metri, installata a 4.000 metri di quota tra il Dente del Gigante e il Monte Mallet, nel massiccio del Monte Bianco.Per tre giorni il borgo lucano diventerà il punto d'incontro tra sport, arte e turismo esperienziale. Gli alpinisti cammineranno su una sottile fettuccia sospesa nel vuoto, regalando al pubblico uno spettacolo di rara intensità, dove tecnica, equilibrio e paesaggio si fondono in un'unica esperienza. Le performance saranno accompagnate da workshop aperti al pubblico, proiezioni cinematografiche, incontri e momenti di approfondimento dedicati al futuro del turismo outdoor. La highline non è soltanto una disciplina estrema. È l’arte che indaga il nostro rapporto con il vuoto e la bellezza, trasformando il paesaggio in un'opera vivente. Questa è la filoso-
fia di Les Passagers du Vide, collettivo formato da atleti, alpinisti, ingegneri, fotografi e videomaker che da oltre dodici anni realizzano imprese spettacolari nei luoghi più iconici del mondo, dalle Aiguilles d'Arves nelle Alpi francesi fino ai monoliti di Bab N'Ali nel deserto marocchino.«Quest’attività di co-marketing voluta da Apt assieme al Comune ha dichiarato il direttore generale dell'Apt Basilicata, Margherita Sarli - si inserisce nel nostro piano di interazioni territoriali che ha visto e vedrà ancora diverse attività in alcune aeree della nostra regione, tese ad accenderne i riflettori e a sottolinearne vocazioni. In questo caso, Castelsaraceno, insignito già come Luminous Destination 2026 e di recente indicato dal Ministero del Turismo nella corsa per il titolo come Best Tourism Village 2026, sarà ambasciatore del Pollino e della sua capacità di essere terreno ideale per gli amanti dell’outdoor. Portare per la prima volta in Italia un
collettivo internazionale come Les Passagers du Vide, sul Ponte tra i Due Parchi, significa dare visibilità alla Basilicata». L'esperienza lucana sarà documentata dagli stessi protagonisti attraverso un corto documentario dedicato a Castelsaraceno, che verrà presentato in anteprima durante il festival Visioni Verticali (Potenza, 16-18 ottobre 2026) e successivamente diffuso sui canali dell'APT Basilicata e del Comune di Castelsaraceno.Il programmaLa manifestazione prenderà il via venerdì 31 luglio con l'opening party in piazza Piano della Corte di Castelsaraceno (ore 17) e proseguirà con uno dei momenti più suggestivi dell'intero weekend: la Sunset Highline sul Ponte tra i Due Parchi (ore 19), una spettacolare performance sospesa nel cielo al tramonto. La giornata di sabato 1 agosto sarà dedicata alla scoperta della disciplina con due sessioni di iniziazione gratuita allo slackline (ore 10.00-12.00 e 17.00-19.00), aperta a tut-
ti, anche ai bambini. Nel corso della giornata si alterneranno poi le highline degli alpinisti in piazza Piano della Corte (ore 11.00) e sul Ponte tra i Due Parchi (ore 17.0019.00). La serata proseguirà con la proiezione del documentario «Des Équilibres» (ore 21.00), che racconta le avventure degli alpinisti francesi dalle Alpi al deserto marocchino, seguito da un outdoor party con dj set (ore 22.00). L’evento si concluderà domenica 2 agosto con le ultime esibizioni di mattina sul Ponte tra i Due Parchi e con la tavola rotonda nel pomeriggio (dalle 16.30 alle 18.30) intitolata «Outdoor e sviluppo turistico. Opportunità, strategie e visioni per la Basilicata». All'incontro parteciperanno il Direttore Generale dell'APT Basilicata, Margherita Sarli, il sindaco di Castelsaraceno, Rocco Rosano, insieme a operatori turistici ed esperti del settore, per discutere del ruolo dell'outdoor come leva di sviluppo e promozione dei territori.
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giovedì 9 luglio 2026
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Dispersione all’8,7%, al di sotto della media nazionale, così la Basilicata viene promossa a scuola ma viene bocciata in politica
Scuola lucana, la fine dell’anno scolastico segna bilancio sorprendentemente positivo DI VINCENZO MAIDA
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ove non mette mani la politica, la società lucana o quello che di essa rimane è ancora sana. Infatti il crollo demografico superiore alla media nazionale, l’emigrazione sanitaria, il tasso di disoccupazione, il sistema viario da terzo mondo e tutto quello che dipende dalla politica, per ultimo l’incapacità di dirigere i processi, come nel caso del sito unico per lo stoccaggio delle scorie nucleari, dove si tace o si insegue la più becera ignoranza populista, conferma che abbiamo una classe dirigente che fa pena e continua sulla scia del suo politico più rappresentativo a livello nazionale, Emilio Colombo, che alla Basilicata ha fatto tanto male. Ci vogliamo all’aspetto relativo alla dispersione scolastica, che è fondamentale per la costruzione di una società sana e ispirata ai valori della legalità e del vivere civile. Fino a qualche decennio addietro, l’analfabetismo in Italia segnava percentuali oggi inimmaginabili. Agli inizi del ‘900 si avvicinava al 90% della popolazione residente, ma i ragazzi, per quanto sotto retribuiti, ini-
ziavano subito a lavorare in campagna, all’interno di una economia della “sussistenza” trovavano un ambiente sociale ispirato a valori sani e soprattutto non esistevano né droga e né modelli negativi. Quei ragazzi crescevano integri, se pur analfabeti o semi-analfabeti. È quindi improponibile ogni raffronto con la realtà odierna. I dati della dispersione appaiono ancora oggi incredibili: a Caivano in Campania, sembra che la dispersione scolastica fino a poco tempo addietro raggiungeva punte del 50%. Il dato non deve però ingannare: al primo posto con il 21,1% c’è la Sicilia, segue la Puglia con il 17,6%, quindi la Campania con il 16,46 e poi la Calabria con il 14%. Le regioni sotto la soglia del 9% sono cinque: Basilicata (8,7%), Friuli-Venezia Giulia (8,6%), Abruzzo (8%), Marche (7,9%) e Molise (7,6%). In aggiunta a queste altre 3 regioni sono comunque sotto quota 10%. Si tratta di Emilia-Romagna (9,9%),Veneto (9,3%) e Lazio (9,2%). In una società invasa dalla droga, da falsi miti, da modelli negativi, la scuola ha un ruolo fondamentale e per quanto la riforma Gentile
sia stata gradualmente smontata dopo il ’68, per inseguire delle idiozie ideologiche che le hanno fatto perdere autorevolezza e capacità di valorizzare il merito e le capacità, conserva ancora un ruolo importante per un’azione efficace e orientata a determinare livelli fisiologici di devianza. Se è vero che le sanzioni oggi previste per i genitori che non mandano i figli a scuola sono ridicole e anche vero che il loro inasprimento non rappresenta né un deterrente e né la soluzione. L’articolo del C.P. in materia recita: «Chiunque, rivestito di autorità o incaricato della vigilanza sopra un minore, omette, senza giusto motivo, d’impartirgli o di fargli impartire l’istruzione elementare è punito con l’ammenda fino a euro 30». Non ho sbagliato a scrivere: l’ammenda è proprio di 30 (trenta) euro. Più di trenta anni addietro, un noto esponente della destra sociale in Italia, Pino Rauti, sul periodico Linea pubblicò un articolo relativo al degrado delle periferie e del Sud più in generale, in cui sosteneva che non servivano più caserme dei carabinieri, ma più servizi e Assistenti Sociali e che lo
Stato non poteva lasciare alla buona volontà di qualche prete meritevole l’azione di contrasto alle devianze. Allora, anche per la Destra bacchettona, quelle tesi, che abbiamo sintetizzato al massimo, apparvero come un’eresia. Esse si sono rivelate invece all’avanguardia e in anticipo sui tempi. E non possiamo non ricordare che per un altro aspetto dell’attuale degrado oltre alla riforma Gentile, negli anni ’30 venne istituito l’ONMI (Opera Nazionale per la Maternità e l’Infanzia) che tutelava, anche le ragazze madri. Oggi in una società dove il livello di istruzione è sempre più importante per l’accesso al lavoro, e quindi anche per evitare il rischio di
esclusione sociale, il contrasto all’abbandono scolastico precoce rappresenta un obiettivo centrale. Anche per questo motivo già nell’ambito dell’agenda 2020 l’Unione europea aveva fissato come target che i giovani europei tra 18 e 24 anni senza diploma superiore (o qualifica professionale) fossero meno del 10% del totale. L’Italia anche se nell’ultimo decennio, bisogna riconoscerlo, ha migliorato la sua percentuale, raggiungendo il 16% per il tasso di abbandono scolastico, era al 20%, nel 2021 era al terzo posto in Europa per quota di abbandoni scolastici. Un triste primato. La Basilicata almeno su questo fronte può gioire.
Il Sindaco Telesca: «Il frutto di un grande lavoro di squadra che offre un sostegno alla cittadinanza in un ambito molto delicato»
Potenza conferma i Livelli essenziali delle Prestazioni Sociali
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otenza risulta l’unico Ambito Territoriale Sociale lucano che conferma i Livelli essenziali delle prestazioni sociali (LEPS), con un dato che indica la presenza di un assistente sociale in servizio al Comune ogni 5.000 abitanti, standard che rispetta i parametri stabiliti dal decreto del Ministro del Lavoro, numero 85 del 3 luglio 2026, firmato da Marina Elvira Calderone. «Il frutto di un grande lavoro di squadra – ha sottolineato il Sindaco di Potenza Vincenzo Telesca – reso possibile dall’impegno e la collaborazione tra gli uffici comunali Bilancio, di Piano, Servizi Sociali e Personale, e che offre un sostegno alla cittadinanza in un ambito molto delicato, nel quale il supporto di professionisti risulta decisivo affinché le persone che vivono condizioni di fragilità possano riceve risposte concrete». Il Decreto ministeriale menziona il Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2024-2026 e riparto del Fondo naziona- le per il triennio 2024-2026, con un impegno mune di Potenza accede per 10 anni al rimle per le politiche sociali e del Fondo nazionale di spesa che a livello nazionale si attesta sui borso annuale dei costi di spese di personale per la lotta alla povertà e all'esclusione socia- 120 milioni di euro, attraverso il quale il Co- dei Servizi Sociali.
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Il segretario regionale Vaccaro: «Dal Piemonte un modello da seguire, la nostra regione non può restare indietro»
Telemedicina per gli anziani, la Uil: «Per la Basilicata serve una svolta» POTENZA. «La scelta del Piemonte di investire sulla telemedicina e sulla presa in carico domiciliare degli anziani rappresenta un segnale importante che dovrebbe far riflettere anche la Basilicata. Consentire alle persone anziane di continuare a vivere nella propria casa, con servizi sanitari, assistenza e tecnologie adeguate, significa garantire dignità, qualità della vita e sostenibilità dell'intero sistema sanitario». Lo afferma il segretario regionale della Uil Pensionati Basilicata, Carmine Vaccaro, commentando il progetto avviato dalla Regione Piemonte per rafforzare l'assistenza agli over 80. «Da anni la Uil Pensionati sostiene che il futuro della sanità passa dal territorio e dalla domiciliarità. La non autosufficienza non può essere affrontata solo aumentando i posti nelle Rsa, ma costruendo una rete capace di assiste-
re gli anziani nelle loro abitazioni, sostenendo al tempo stesso le famiglie e i caregiver, che troppo spesso vengono lasciati soli ad affrontare problemi enormi».
Per Vaccaro, la situazione lucana impone un'accelerazione. «La Basilicata è una delle regioni più anziane d'Italia e continua a perdere popolazione. Nei piccoli comuni, nelle aree
interne e nei territori più isolati, l'assistenza domiciliare, la telemedicina e i servizi di prossimità non sono un'opzione, ma una necessità. È qui che si misura la capacità delle isti-
tuzioni di garantire davvero il diritto alla salute». Il segretario della Uil Pensionati sottolinea, inoltre, come il tema della non autosufficienza debba diventare una priorità politica. «Occorre utilizzare al meglio tutte le risorse disponibili, comprese quelle del Pnrr, per rafforzare la medicina territoriale, sviluppare la teleassistenza, integrare i servizi sanitari e sociali e alleggerire il peso economico e psicologico che grava sulle famiglie. È questa la battaglia che la Uil Pensionati porta avanti da tempo e che continuerà a sostenere con determinazione». «Non possiamo aspettare che le emergenze diventino drammi sociali. Servono programmazione, investimenti e una visione che metta al centro la persona anziana. La Basilicata ha tutte le condizioni per costruire un modello innovativo di assistenza territoriale: adesso è il momento di fare scelte coraggiose».
“Campagna Amica per la Salute” a Potenza, Matera e Chiaromonte con prodotti locali e iniziative di educazione alimentare
Coldiretti, negli ospedali arriva il mercato della salute POTENZA. Un grande patto per la salute tra agricoltori, cittadini e medici, con l’obiettivo di riportare al centro delle abitudini di consumo il cibo che fa bene, previene le malattie e migliora la qualità della vita, contrastando la diffusione dei cibi ultraformulati e di quelli contraffatti o manipolati, che possono aumentare il rischio di ammalarsi. Lo sancirà venerdì 10 luglio Coldiretti Basilicata in tre ospedali della regione, a Potenza, Matera e Chiaromonte, e in altri 70 ospedali italiani. Nasce così «Campagna Amica per la Salute», il primo mercato degli agricoltori e del cibo locale negli ospedali, promosso da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Aletheia. Dalle ore 9 alle 13, nei tre ospedali lucani, è previsto l'allestimento di stand dedicati alla promozione della sana alimentazione, con la distribuzione gratuita di una colazione a base di prodotti del territorio, come pane, olio, miele, confetture e frutta, e uno stand istituzionale della Fondazione Aletheia per attività informative rivolte ai cittadini. In collaborazione con lo staff sanitario saranno realizzati momenti di divulgazione sulla corretta alimentazione presso gli stand, con
il coinvolgimento del personale di Coldiretti e dei produttori agricoli. Saranno inoltre organizzati spazi educativi per i bambini dedicati alla scoperta della stagionalità dei prodotti agricoli e all'educazione alimentare. L'iniziativa sarà arricchita da dimostrazioni di artigianato rurale e da attività di sensibilizzazione sulla qualità alimentare e sulla tutela del Made in Italy, in linea con l'impegno di Coldiretti. A Potenza saranno presenti, per l'occasione, gli atleti Terryana D'Onofrio e Donato Telesca. «Si tratta di un’alleanza per difendere i cittadini e promuovere corretti modelli di consumo incentrati su cibi sani come primo
fronte della prevenzione, rispetto ai rischi legati anche agli energy drink e ai prodotti pieni di additivi chimici. Il progetto, unico nel suo genere, mira a sottolineare l’importanza del cibo sano – evidenzia l’organizzazione agricola lucana – e come si debba contrastare il cibo che fa ammalare, sempre più presente nelle abitudini alimentari quotidiane e persino nei menù delle mense pubbliche e delle scuole, nonostante la ricerca scientifica ne abbia ormai evidenziato, come nel caso dei cibi ultraformulati, il legame con numerose patologie, tra cui obesità, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, tumori, steatosi epatica, disturbi in-
testinali e malattie neurodegenerative. Una dieta “chimica” può avere ripercussioni anche sulla fertilità, sia maschile sia femminile, con effetti diretti sul futuro del Paese». Una deriva contro la quale occorre tornare a seguire i principi della Dieta Mediterranea, modello alimentare riconosciuto dalla scienza come uno dei più efficaci strumenti di prevenzione. Nei mercati contadini realizzati nei tre ospedali della Basilicata sarà così possibile trovare le eccellenze che hanno un effetto protettivo su cuore, cervello, metabolismo, vista, sistema immunitario e altro. L’olio extravergine e il pesce azzurro offrono grassi «buoni» fondamentali per la salute cardiovascolare; legumi come ceci e lenticchie contribuiscono al controllo del colesterolo; noci e mandorle sostengono le funzioni cognitive; pasta e cereali di qualità garantiscono energia stabile; agrumi, frutta e verdure ricche di antiossidanti rafforzano naturalmente le difese dell’organismo. Il messaggio è semplice: esiste un cibo che aiuta a vivere meglio e più a lungo e un cibo che aumenta il rischio di malattie croniche. La salute si difende anche, e soprattutto, a tavola.
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Nella Camera di Commercio di Matera, Banca d’Italia ha presentato il Rapporto Economia 2025
La Basilicata sospesa tra resilienza e immobilismo
DI MILENA FERRANDINA
C’
è una sottile differenza tra la capacità di resistere e quella di progredire. È proprio in questo spazio, fragile e ambiguo, che si colloca oggi la Basilicata fotografata dal rapporto della Banca d’Italia. Un’economia che non crolla, ma nemmeno avanza, che conserva una propria solidità strutturale, ma continua a rincorrere un modello di sviluppo incapace di emanciparsi dalla dipendenza da pochi grandi comparti produttivi. Il dato dello 0,2 per cento di contrazione del prodotto interno lordo regionale nel 2025 assume un valore che va oltre la semplice statistica. Non è tanto la lieve flessione a destare preoccupazione, quanto il confronto con un Mezzogiorno che, pur tra mille contraddizioni, torna a crescere. La Basilicata, invece, rimane immobile, quasi imprigionata in una geografia economica che sembra aver smarrito la propria capacità di reinventarsi. Le parole del direttore della filiale di Potenza della Banca d'Italia, Stefano Ercoli, invitano a una lettura meno superficiale dei numeri. «Il rallentamentoè in larga misura riconducibile alla crisi dell’automotive e alla riduzione delle estrazioni petrolifere, due pilastri storici del sistema produttivo regionale». Ma proprio questa constatazione apre una riflessione più profonda: quanto può ancora una regione affidare il proprio destino a settori ciclici e vulnerabili alle dinamiche internazionali? Se si isolano questi due comparti, emerge infatti un tessuto economico sorprendentemente vitale. Turismo e agroalimentare continuano a crescere, gli investimenti industriali non si arrestano, il credito torna ad alimentare famiglie e imprese. È l’immagine di una Basilicata che possiede energie diffuse, ma che fatica a trasformarle in una traiettoria di sviluppo organica. È su questa apparente contraddizione che insi-
ste il presidente della Camera di Commercio, Michele Somma, invitando a non ridurre l’intera economia regionale alle difficoltà dell’automotive e del petrolio. La sua lettura è quasi una provocazione: «senza il peso di questi due comparti, la Basilicata dimostrerebbe una tenuta persino superiore a quanto il dato aggregato lasci intendere». Ma è soprattutto lo sguardo rivolto al futuro a colpire. L’idea che la regione possa diventare terra di investimenti nell’intelligenza artificiale, nei data center e nelle tecnologie avanzate rompe la tradizionale narrazione di una Basilicata periferica e marginale. È una visione che richiede però una profonda trasformazione culturale prima ancora che economica. Lo stesso discorso vale per il turismo. Gli straordinari risultati conseguiti dopo il 2019, trainati dall’effetto Matera, non sembrano ancora essersi tradotti in una vera industria dell’accoglienza. I flussi crescono, ma la capacità del territorio di trattenerli e trasformarli in valore aggiunto rimane limitata. Il turismo continua a rappresentare una promessa più che una piena realizzazione. Anche il sistema manifatturiero restituisce un quadro frammentato. Il presidente di Confindustria Basilicata, Francesco D’Alema, descrive efficacemente un'economia “a due velocità”: da una parte la sofferenza dell’automotive, dall’altra comparti come il turismo e l’agroindustria che continuano a generare occupazione e ricchezza. È una polarizzazione che racconta molto più di una semplice crisi settoriale: evidenzia l’assenza di un modello di sviluppo capace di integrare le diverse vocazioni produttive della regione. Anche sul fronte dell’export emerge questa dicotomia. Come ricorda Pasquale Recchia,Economic Analyst presso Banca d’Italia il calo delle esportazioni è stato determinato soprattutto dalla debolezza dei mezzi di trasporto, mentre l’agroalimentare, in par-
ticolare nella provincia di Matera, continua a consolidare la propria presenza sui mercati internazionali. Ancora una volta, il dato complessivo rischia di oscurare le trasformazioni silenziose che attraversano il sistema economico lucano. L’osservazione del presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini, secondo cui la regione starebbe tornando ai livelli del 2019, assume quasi il valore di una metafora. Tornare al punto di partenza non può rappresentare un traguardo. Dopo gli anni della pandemia, delle risorse straordinarie del PNRR e delle grandi transizioni energetiche e digitali, limitarsi a recuperare il
terreno perduto significa rinunciare all’ambizione di cambiare paradigma. Il rapporto della Banca d’Italia consegna dunque una fotografia meno pessimistica di quanto il dato sul Pil potrebbe suggerire, ma anche più complessa. La Basilicata non appare una regione in crisi irreversibile, piuttosto, è un territorio sospeso tra modelli economici che si esauriscono e opportunità che non riescono ancora a diventare sistema. È questa la vera questione politica ed economica: trasformare la resilienza in sviluppo, la resistenza in capacità progettuale. Perché il rischio più grande non è la recessione. È l’abitudine all’immobilità
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Potenza
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L'idea partita da Rocco Pesarini ha trovato la sponda di Flavio Olita e del Comune. Presentato il progetto
Potenza diventa più accessibile: nasce «Eventi potentini per tutti» DI FRANCESCO MENONNA
POTENZA. Dalla festa dei Turchi all'idea di Rocco Pesarini, dalla condivisione con Flavio Olita alla presentazione ufficiale: nasce così il progetto "Potenza barriere zero, eventi potentini per tutti", presentato ieri nella sala Conferenze del Palazzo della Cultura. All'incontro hanno partecipato Roberto Falotico, assessore alla Cultura del Comune di Potenza, Flavio Olita, ideatore del progetto, e Rocco Pesarini, presidente di Sonoricamente. Forum dei Giovani, Comune di Potenza e numerose associazioni del terzo settore hanno condiviso l'obiettivo comune: fare del capoluogo un centro pilota accessibile ai diversamente abili. I problemi riscontrati durante la festa patronale hanno ispirato Pesarini a proporre un'iniziativa concreta. Il capoluogo intende così dare un segnale forte di sostegno ai diversamente abili, combattendo l'indifferenza e superando gli ostacoli attraverso azioni concrete. Rampe, scalini dedicati e un sistema di certificazione rappresenteranno i primi passi di un percorso volto a garantire considerazione e inclusione ai disabili, che costituiscono una parte importante del patrimonio culturale e morale della città. Tutti gli eventi potranno richiedere il logo di "Eventi Potentini" per facilitare l'accesso ai diversamente abili. Un pass che consente a tutti di partecipare pienamente alla vita culturale della città. La sinergia tra istituzioni e associazioni rafforza così la presenza dei disabili negli spazi pubblici, creando un mosaico di idee e relazioni durature. «L'iniziativa mira a fare sì che gli eventi potentini diventino davvero eventi per tutti», spiega Rocco Pesarini. «Partiamo dal presupposto che gli eventi o sono accessibili a tutti o non sono veri eventi. Dopo le criticità emerse durante le festività di San Gerardo, ho pensato di creare un sistema di controllo preventivo sull'accessibilità, abbinato a un logo riconoscibile. Il progetto nasce dalla collaborazione tra l'associazione di Flavio Olita, Sonoricamente, il Forum Giovanile e il Comune di Potenza, in particolare dall'ufficio Cultura e dall'assessore Falotico». «Funziona su base volontaria»,
__Alcuni momenti della conferenza stampa
prosegue Pesarini. «Qualsiasi associazione, locale o operatore turistico che voglia organizzare un evento può richiedere il logo. Flavio Olita, con la sua esperienza, verificherà che l'accessibilità sia garantita e fornirà il marchio da utilizzare nel materiale promozionale. Sonoricamente, inoltre, offrirà visibilità preferenziale su tutti i propri canali social agli eventi certificati. Potremmo poi implementare il progetto ad altre iniziative per ampliare questa missione». Flavio Olita sottolinea l'importanza dell'iniziativa: «Il progetto "Barriere zero" nasce dall'obiettivo di rendere Potenza accessi-
bile in tutto e per tutti. Dopo le attività commerciali e la passeggiata con le sedie a rotelle dello scorso anno, ora allarghiamo lo sguardo agli eventi cittadini». «La passeggiata dell'8 luglio scorso ha evidenziato criticità significative», continua Olita. «Dalla pavimentazione ai marciapiedi non sempre realizzati accessibilmente, fino alle problematiche dell'Università della Basilicata. Vogliamo far sentire la voce dei diversamente abili affinché i loro diritti vengano rispettati, perché ancora molto resta da fare». L'assessore Falotico sostiene fermamente l'iniziativa: «Una città
deve costruire l'inclusione a tutto tondo. Ciò richiede grande attenzione nella progettazione degli uffici pubblici e dei luoghi frequentati da tutti, soprattutto nelle manifestazioni culturali e negli spazi pubblici». «Abbiamo identificato alcune criticità», aggiunge Falotico. «Piazza Duca della Verdura, nel centro storico, non dispone di un sistema adeguato di accesso. Inoltre, sarebbe utile che le attività commerciali con gradini potessero dotarsi di rialzini per consentire l'accesso alle carrozzelle. Sono interventi concreti che possiamo realizzare per migliorare l'accessibilità complessiva della città».
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Potenza
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POTENZA «Da anni 500 famiglie lamentano strade dissestate, niente fogne e metano e perdite d'acqua»
Piani del Mattino, il Comitato: «Troppi disagi, si intervenga» “I
l Comitato Piani del Mattino di Potenza e zone limitrofe” denuncia la totale assenza delle Amministrazioni nel dare seguito agli impegni presi durante le campagne elettorali: «Promesse che puntualmente cadono nel vuoto e che, temiamo, verranno riproposte solo in vista delle prossime candidature. Le criticità nella nostra zona sono ormai insostenibili. Le strade sono ridotte a veri e propri tratturi e rappresentano un pericolo quotidiano per chi le percorre. Manca completamente una rete fognaria e non esiste alcuna programmazione per l’ampliamento della rete di metanizzazione. A que-
sto si aggiungono le numerose perdite idriche già segnalate più volte, rimaste senza alcun intervento di riparazione». «Sono oltre 500 - prosegue la nota - le famiglie residenti nel Piani del Mattino. Famiglie che ogni giorno si impegnano per migliorare la vivibilità della zona, anche per i propri figli, limitati negli spostamenti dall’assenza totale di collegamenti con il trasporto pubblico. Chiediamo con forza di smetterla con gli spot elettorali e di passare finalmente ai fatti. Ai rappresentanti istituzionali diciamo: svegliatevi. Non aspettate le prossime elezioni per ricordarvi che esistiamo».
Al via anche “Pretoria Sound”; giovani e talenti emergenti protagonisti dell’estate nel centro storico «SOSTENIAMO UNA POTENZA PIÙ VIVA E ATTRATTIVA»
A Potenza arriva “Openstage”: Openstage, Giuliani: «Scelta oggi in piazza Mario Pagano lungimirante per i giovani»
«L’
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a musica scende in piazza. Oggi, alle ore 18, l’amministrazione comunale di Potenza inaugura il primo totem Openstage in piazza Mario Pagano. Si tratta di una postazione tecnologica dotata di corrente elettrica, mixer a 5 canali e impianto di amplificazione che potrà essere prenotata gratuitamente tramite app. L’inaugurazione segna anche il lancio di “Pretoria Sound”, la rassegna che per tutta l’estate animerà il centro storico con esibizioni di giovani talenti e musicisti emergenti. Sul palco per il debutto saliranno chiamamifaro in live acustico, frustaci e lennesimomusica. A loro si unirà l’artista locale Nisia. Grande risposta alla call for artists: a oggi sono arrivate 46 candidature, in
larga parte da musicisti del territorio, che potranno esibirsi nei prossi mi appuntamenti. Prenotare uno slot è semplice. Basta scaricare l’app Openstage, gratuita per Android e iOS, e creare il proprio profilo. In alternativa è possibile accedere
anche da qualsiasi device alla web-app: http://web.theopenstage.it. L’obiettivo è chiaro: offrire spazi e strumenti a chi fa musica e restituire al centro storico di Potenza una nuova energia, tra note e creatività, per tutta l’estate.
inaugurazione del Totem Openstage in piazza Mario Pagano è una scelta moderna che punta su giovani, cultura e valorizzazione del centro storico». Lo dichiara il consigliere comunale Attilio Giuliani (Potenza Ritorna), che ringrazia le assessore Loredana Costanza e Federica D’Andrea per il lavoro svolto. «Dopo il successo dello scorso anno con OpenStage Green Tour, oggi Potenza si dota di uno strumento permanente per dare visibilità ai giovani artisti. La musica è strumento di crescita, aggregazione e inclusione», sottolinea Giuliani. Particolare apprezzamento anche per la call “Pretoria Sound”: «Trasformerà piazza Mario Pagano in un palcoscenico urbano aperto ai talenti emergenti. Un segnale concreto di fiducia nei giovani lucani».«Continuiamo su questa strada – conclude il consigliere –. Sostenere musica, cultura e nuove generazioni significa costruire una Potenza più viva e attrattiva».
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Provincia
giovedi 9 luglio 2026
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Il Comune rilancia la richiesta di mantenere l'Ufficio Postale in Largo Annunziata e porta la vicenda ai vertici dell'azienda
De Luca: «Continueremo a difendere un presidio essenziale per Pignola» I
l Comune di Pignola porta ai vertici di Poste Italiane la battaglia per mantenere l'Ufficio Postale nel centro storico. Il sindaco Antonio De Luca ha inviato una relazione al direttore generale dell'azienda, Giuseppe Lasco, chiedendo un intervento sulla vicenda che riguarda la sede di Largo Annunziata e sollecitando una rivalutazione della decisione sul futuro del presidio.Alla richiesta è stato allegato un dossier che ricostruisce l'intero percorso di confronto avviato dall'Amministrazione comunale con Poste Italiane. Nel documento vengono illustrate le iniziative intraprese dal Comune, gli investimenti programmati e le soluzioni tecniche individuate per garantire la permanenza dell'ufficio nella sede storica.Secondo quanto evidenziato dal sindaco, il Comune ha condiviso fin dall'inizio gli obiettivi del
Progetto Polis, predisponendo un investimento di circa 50 mila euro per la riqualificazione dell'immobile, elaborando uno specifico progetto e manifestando la disponibilità ad aggiornare il contratto di locazione.Contestualmente, l'Amministrazione comunale ha diffuso alcune precisazioni in merito alle recenti dichiarazioni di Poste Italiane, ritenendo che alcune ricostruzioni non rispecchino l'effettivo stato della vicenda.In particolare, il Comune sostiene che il progetto di riqualificazione predisposto non sia mai stato realizzato. L'unico intervento eseguito nell'attuale sede avrebbe riguardato una manutenzione temporanea, limitata a poche ore di lavoro, che l'Amministrazione considera ben diversa dagli interventi strutturali previsti nel progetto. Per questo motivo, secondo Palazzo di Città, non sarebbe corretto attri-
buire inefficacia a opere che non sono mai state eseguite.«Il Comune ha fatto la propria parte con responsabilità e spirito di collaborazione, mettendo a disposizione risorse economiche, progettazione e piena disponibilità istituzionale. Oggi chiediamo che questo impegno venga valutato nella sua interezza, perché riteniamo che esistano ancora le condizioni per mantenere l'Ufficio Postale nel cuore del nostro centro storico, nel pieno rispetto degli obiettivi del Progetto Polis», afferma il sindaco Antonio De Luca.L'Amministrazione precisa che il ricorso alla Direzione Generale non rappresenta un atto di contrapposizione nei confronti di Poste Italiane, ma la richiesta di un ulteriore approfondimento su una scelta ritenuta strategica per la comunità, anche alla luce degli investimenti programmati e del valore so-
_ Antonio De Luca ciale della sede di Largo Annunziata.Per il Comune, infatti, la permanenza dell'Ufficio Postale nel centro storico rappresenta un elemento essenziale per garantire servizi di prossimità, in particolare agli anziani e alle fasce più fragili della popolazione.«Continueremo a percorrere con determinazione tutte le sedi istituzionali, con rispetto ma anche con fermezza, af-
finché Pignola possa conservare un presidio pubblico fondamentale per la propria comunità», conclude il primo cittadino.La vicenda resta dunque aperta. Ora l'attenzione si sposta sulla Direzione Generale di Poste Italiane, chiamata a valutare la documentazione trasmessa dal Comune e le richieste avanzate dall'Amministrazione.
«La sicurezza non si improvvisa, si costruisce con la conoscenza»: il messaggio del Prefetto ai giovani partecipanti
Protezione Civile, il Prefetto Campanaro in visita al campo scuola di Maschito
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na mattinata all'insegna della prevenzione, dell'educazione civica e del dialogo con i giovani quella trascorsa dal Prefetto di Potenza, Michele Campanaro, al campo scuola "Anch'io sono la Protezione Civile 2026", organizzato dalla Misericordia di Maschito nell'ambito del progetto nazionale promosso dal Dipartimento della Protezione Civile, in collaborazione con le Regioni e le organizzazioni di volontariato.Ad accogliere il Prefetto sono stati i trenta ragazzi, tra i 10 e i 13 anni, impegnati in un percorso che alterna formazione teorica ed esercitazioni pratiche dedicate alla conoscenza dei rischi del territorio, al primo soccorso, alla tutela dell'ambiente e al funzionamento del Sistema nazionale di Protezione Civile. Il programma del campo comprende anche simulazioni operative, attività di educazione ambientale, dimostrazioni sull'impiego dei droni e incontri con le diverse componenti del sistema di protezione civile e con le Forze dell'ordine.Durante la visita, Campanaro ha dialogato con i parteci-
panti, rispondendo alle loro domande e raccontando alcune esperienze vissute nella gestione delle emergenze. Un confronto che ha permesso di riflettere sull'importanza della preparazione e della collaborazione tra istituzioni, volontari e cittadini, elementi fondamentali per affrontare con efficacia ogni situazione di rischio.«Oggi ho trovato ragazze e ragazzi curiosi, partecipi e desiderosi di comprendere come funziona il sistema
di protezione civile e quale contributo ciascuno possa offrire alla propria comunità», ha dichiarato il Prefetto. «La sicurezza non si improvvisa, ma si costruisce attraverso la conoscenza dei rischi, la capacità di lavorare insieme, il rispetto dell'ambiente e la disponibilità a mettersi al servizio degli altri».Il rappresentante del Governo ha inoltre evidenziato il ruolo strategico dei Piani comunali di Protezione Civile, strumenti indi-
spensabili per definire competenze, responsabilità e modalità di coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti nelle emergenze. Un'organizzazione che, ha ricordato, consente di garantire interventi tempestivi ed efficaci a tutela della popolazione. Nel corso della visita il Prefetto ha espresso il proprio apprezzamento per l'impegno della Misericordia di Maschito e dei volontari che hanno organizzato il campo scuola, sottolineando il valore di un'iniziativa capace di trasmettere ai più giovani il senso della cittadinanza attiva e della solidarietà. «I campi scuola rappresentano un investimento prezioso sul futuro delle nostre comunità e meritano il sostegno convinto delle istituzioni», ha concluso.Ad accompagnare Campanaro erano presenti il sindaco di Maschito, Luigi Rafti, il governatore della Misericordia di Maschito, Antonio Nardozza, il comandante provinciale interinale dei Carabinieri di Potenza, Armando Sisinni, e il comandante della Compagnia Carabinieri di Venosa, Marco Capasso.
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Provincia, Regione, Università e Comune insieme; dalle Istituzioni: «Gestione integrata per 250mila volumi al servizio della comunità»
Biblioteca Stigliani, siglato l’accordo di rilancio: apertura sede Unibas a Matera
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n percorso complesso, fatto di mediazione istituzionale e dialogo costante tra gli enti, per costruire una visione condivisa e un impegno operativo comune». Così il Presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini, ha commentato l’accordo di collaborazione e valorizzazione della biblioteca provinciale “Tommaso Stigliani” sottoscritto da Provincia di Matera, Regione Basilicata, Università degli Studi della Basilicata e Comune di Matera, presentato stamani nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche Giampiero Perri, Capo di Gabinetto del Presidente della Regione Basilicata, il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi della Basilicata, Ignazio Mancini, e il Sindaco di Matera, Antonio Nicoletti. A seguire, poi, c’è stata l’inaugurazione della sede materana della Biblioteca Centrale di Ateneo dell’Università degli Studi della Basilicata che, proprio per effetto dell’accordo quadro stipulato, sarà sin da subito al servizio della comunità. Nel corso della conferenza stampa il Presidente Mancini ha ricordato di aver
«posto il rilancio della Stigliani tra le priorità del mandato», lavorando con «determinazione per costruire un’intesa tra le istituzioni coinvolte», sottolineando, altresì, come l’accordo rappresenti «un passo decisivo verso una gestione integrata e innovativa del patrimonio bibliotecario provinciale, con l’obiettivo di rafforzare l’accessibilità, ampliare i servizi e promuovere nuove forme di collaborazione tra istituzioni, mondo accademico e cittadinanza». Il Rettore dell’Unibas, Ignazio Mancini, ha evidenziato come l’Università abbia aderito «convintamente all’iniziativa di consolidamento e rilancio della Stigliani. Il proficuo confronto con le massime istituzioni territoriali si è tradotto in un accordo di collaborazione finalizzato a incrementare e rafforzare, le politiche pubbliche di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale di entrambe le istituzioni. L’apertura di una sezione universitaria, che costituisce il Polo materano della biblioteca Centrale di Ateneo, pienamente integrato con la Stigliani, consentirà di valorizzare sempre più il patrimonio bibliografico della città di
Matera e, nel contempo, di rafforzare i servizi bibliotecari dell’Ateneo, offrendo spazi dedicati alla didattica e postazioni per la fruizione di banche dati e periodici elettronici specializzati che sono a disposizione non solo della comunità universitaria, ma anche dell’intera cittadinanza». Giampiero Perri, Capo di Gabinetto del Presidente della Regione Basilicata, ha invece sottolineato: «Il Presidente Bardi ha messo finalmente fine a una questione che ogni anno si rinnovava, benché non ci sia stata evidentemente mai l’intenzione di abbandonare la biblioteca Stigliani. L’accordo di valorizzazione consente una programmazione pluriennale, quindi una maggiore rassicurazione per gli operatori che vi operano e per il ruolo che la biblioteca ha sul piano comunale, regionale e nazionale. Nessuno poteva abbandonare un’istituzione culturale così importante, un punto di riferimento fondamentale della cultura non solo a Matera ma per tutta la Basilicata e per l’Italia con il suo patrimonio di 250mila volumi. Le ragioni scientifiche e culturali sono più che evidenti, la condivisione di tutto questo spazio nel-
le cose accade già in tante realtà del nostro Paese, penso che abbiamo soltanto fatto una buona cosa a dimostrazione che anche in Basilicata cose positive possono accadere. La Regione continuerà a sostenere la Biblioteca Stigliani, sia dal punto di vista economico sia supportando specifiche progettualità». Il Sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, non ha mancato di evidenziare che: «Il Comune è stato subito in prima linea in una vicenda che riguarda un presidio culturale fondamentale come la Biblioteca Stigliani. Per questo, nei mesi scorsi, abbiamo attivato un protocollo con gli altri soggetti coinvolti, con l’obiettivo di restituire in modo stabile questo importante servizio alla città. Matera è una città che ha fatto della cultura la propria identità e che deve continuare a essere una capitale culturale permanente. Continueremo a portare avanti questo percorso con determinazione, coinvolgendo le associazioni e tutte le realtà del territorio, affinché la biblioteca possa rappresentare sempre più un patrimonio condiviso e un punto di riferimento stabile per l'intera comunità».
Intervento lampo del Comune; CNA Taxi: «Da anni denunciamo abusivismo e mancanza di adeguati controlli»
Matera, caos al terminal Sturzo: il cartello multa anche i taxi
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ensione ieri mattina al terminal bus di via Don Luigi Sturzo, a Matera. I tassisti hanno chiamato la Polizia Locale dopo aver trovato lo stallo a loro riservato occupato da un’auto privata. Ma gli agenti hanno constatato che, per come è scritta la segnaletica, il divieto di transito esenta solo gli autobus ministeriali: di fatto, anche i taxi erano passibili di sanzione. «Il
problema sarà risolto entro oggi», hanno assicurato l’assessore alla Mobilità e il comandante della Polizia Locale, con l’adeguamento immediato della cartellonistica. Ma per CNA Taxi l’episodio è solo "l’ultima chicca":«Il nostro comparto è fondamentale per il trasporto e il turismo, ma da anni denunciamo abusivismo e mancati controlli», attacca Pino Fiore, presidente
CNA Taxi Matera. Nel mirino: strutture alberghiere che fanno transfer con mezzi privati, NCC che stazionano in strada anziché tornare in rimessa e licenze temporanee del 2019 che circolano ancora senza titolo a Matera. «Con l’assessore Fragasso c’è attenzione, ma la macchina dei controlli è bloccata dalla carenza di personale.Vogliamo legalità e rispetto delle regole», conclude
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Tra i firmatari dell'attacco al centrodestra, oltre al segretario provinciale di FI, anche lo storico collaboratore di Antonio Di Sanza
Le inutili lagne di Modarelli & Co DI MASSIMO DELLAPENNA
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e minimis non curat praetor”, è un antico broccato giuridico che ricorda che la legge non si occupa di cose irrilevanti. Noi tendiamo ad utilizzarlo per cercare di porci un limite e non abbassare troppo l'asticella dei nostri interessi. Sarà il caldo estivo, la pennichella addolcita dal suono delle cicale ma questa volta vogliamo occuparci di un comunicato stampa politicamente irrilevante solo per determinarne i profili di surrealità IL PIANTO DELLA MINORANZA A POLICORO Il disturbo della nostra attenzione questa volta è provocato dal comunicato stampa di Maiuri, Modarelli, Ligorio, Celsi e Marrese, consiglieri comunali di Policoro che si sono prodigati nel tentativo di dare un senso alla loro funzione, lamentandosi del fatto che i capigruppo di maggioranza non si sono presentati ad una conferenza dei capogruppo. La notizia è irrilevante ma assume una sua centralità proprio per le biografie dei suoi protagonisti. Modarelli è il segretario provinciale di Forza Italia, Ligorio è lo storico fiduciario di Di Sanza messo dal Governo di centrodestra alla guida dell’Asi. In pratica due esponenti di centrodestra cercano di alimentare le polemiche contro un’amministrazione di centrodestra, dando un senso politico anche ad una assenza ad una conferenza dei capogruppo. Insomma, qualcuno spieghi a Modarelli e Ligorio che non si può essere sia in maggioranza che all’opposizione ottenendo i benefici di potere del governo e quelli di visibilità dell’ opposizione.
LA RISPOSTA DI STIGLIANO Chiudiamo la discussione nel merito con le parole che Carlo Ruben Stigliano affida al suo profilo Facebook: «Chi amministra la terza città della Basilicata non ha tempo da perdere dietro provocazioni. Fa sorridere che assenteisti cronici alle commissioni e alle conferenze dei capigruppo gridino allo scandalo per la mia assenza a una capigruppo che avrebbe dovuto semplicemente scegliere la data del prossimo Consiglio comunale: tempo stimato, un minuto. Fa sorridere ancora di più che, al netto di qualche segnalazione su buche o situazioni simili, in quattro anni sia arrivato poco o nulla da questa opposizione: nulla sul Piano d’Ambito, nulla su come valorizzare il Parco Archeologico, nulla su come mettere a sistema il raddoppio della zona artigianale, nulla sul turismo, nulla sull’ambiente e nulla su tanti altri temi che, invece, abbiamo portato avanti in questi quattro anni. Io passo ore e ore a servire la mia città e la mia provincia. Lo faccio gratuitamente, e non cerco applausi. A differenza di altri, non percepisco permessi retribuiti previsti dalla legge: sono una povera partita IVA, non ho vinto un concorso e non mi è stato confezionato un lavoro a 18 anni. Per questo credo di poter essere giustificato se non ho preso parte a una capigruppo chiamata semplicemente a fissare una data. Su, alzate un po’ il livello del confronto. Usate i comunicati per avanzare proposte e idee, se ne avete». Policoro è la terza città di Basilicata e capitale del turismo, merita qualcosa in più rispetto alle chiacchiere per una conferenza dei capigruppo.
_ C. R. Stigliano, consigliere provinciale
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DOMENICA SUL LUNGOMARE DESTRO LABORATORI, VILLAGGIO DEL MARE, CERIMONIA ISTITUZIONALE E DEGUSTAZIONI
Policoro celebra la “Festa della Bandiera blu 2026” POLICORO. Una giornata di festa per celebrare il dodicesimo riconoscimento della Bandiera blu assegnato dalla Fee alla città di Policoro per la qualità delle acque, la tutela ambientale e i servizi turistici. L'appuntamento è in programma domenica 12 luglio, dalle ore 18, sul lungomare destro con la «Festa della Bandiera blu 2026», promossa dall'Amministrazione comunale. Ad annunciarla sono il sindaco Enrico Bianco e l'assessore ad Ambiente e Turismo Massimiliano Padula. Il programma prenderà il via alle ore 18 sulla spiaggia di fron-
te a piazza Chonia con il laboratorio per bambini «Piccoli custodi dell'ambiente costiero e marino», curato dall'Oasi Wwf «Policoro-Herakleia». A seguire sarà inaugurato il «Villaggio del mare – Le sentinelle del mare», uno spazio esperienziale con gazebo tematici dedicati alla valorizzazione dell'ambiente marino, della cultura marinara e delle eccellenze del territorio. Alle ore 19 è prevista la cerimonia ufficiale dedicata alla Bandiera blu con un talk istituzionale al quale prenderanno parte il sindaco Bianco, l'assessore regionale all'Ambiente Laura
Mongiello, il direttore generale dell'Arpab Donato Ramunno e Franco Muscolino, presidente del Gruppo di azione locale per la pesca e l'acquacoltura, partenariato pubblico-privato che gestisce fondi europei destinati allo sviluppo delle aree costiere. La manifestazione si concluderà con una degustazione di un piatto della tradizione ittica locale preparato dagli chef del «Lucania Experience Team». L'iniziativa è sostenuta dal GalPa, che ha collaborato con il Comune all'organizzazione dell'evento, pensato per valorizzare il patrimonio ambientale, tu-
ristico e gastronomico della costa jonica e condividere con cittadini e visitatori il prestigioso riconoscimento ottenuto da Policoro.
Interventi fitosanitari nella notte tra il 13 e il 14 luglio in città e nei borghi. Il Comune invita i cittadini ad adottare precauzioni
Matera, trattamenti agli olmi contro l’insetto defogliatore MATERA. Interventi fitosanitari sugli olmi cittadini per contrastare la diffusione della Galerucella luteola. Il Comune di Matera ha programmato, nella notte tra lunedì 13 e martedì 14 luglio, una serie di trattamenti sulle alberature di competenza comunale presenti in città e nei borghi. Le operazioni, affidate a una ditta specializzata e coordinate dal Settore Ambiente, Igiene e Parchi Urbani, si svolgeranno nella fascia oraria compresa tra l'una e le cinque del mattino. L'intervento si è reso necessario per contenere la proliferazione della Galerucella luteola, insetto defogliatore che negli ultimi anni ha colpito numerosi olmi cittadini provocando un progressivo in-
debolimento delle piante. L'obiettivo dell'Amministrazione comunale è preservare il patrimonio arboreo e limitarne il deterioramento attraverso
un'azione mirata di prevenzione e difesa fitosanitaria. Il trattamento sarà eseguito con un prodotto autorizzato dal Ministero
della Salute contenente una sostanza attiva appartenente alla famiglia dei piretroidi. L'impiego avverrà nel rispetto delle prescrizioni previste in etichetta e della normativa vigente in materia di sicurezza ambientale e tutela della salute pubblica. Le operazioni interesseranno le aree in cui sono presenti gli olmi comunali. Tra queste figurano il rione Serra Venerdì, lungo viale delle Nazioni Unite, viale Europa e le strade interne del quartiere, via Lazazzera, via Manzoni, il rione Villa Longo con via Venezia e le aree limitrofe, piazza Vittorio Veneto, via Dante, via Aldo Moro, via Nenni, via Cappelluti e via Matteotti. I trattamenti saranno inoltre effet-
tuati nei borghi Picciano, Venusio e La Martella, oltre che nella Villa comunale, nel Parco Macamarda, nel Parco Quarto Novembre, nel Parco Lanera, nel cimitero comunale di contrada Pantano e in piazzetta Valicenti. Per consentire lo svolgimento in sicurezza delle attività, il Comune invita i cittadini a evitare la permanenza nelle aree interessate durante gli interventi, mantenere chiusi gli infissi delle abitazioni prospicienti le zone coinvolte, non lasciare all'esterno biancheria, giochi, alimenti o contenitori destinati agli animali e a non sostare con gli autoveicoli lungo i tratti interessati, così da agevolare il lavoro degli operatori incaricati.
Il 12 e 13 luglio la visita dell'arcivescovo di Santiago di Compostela. Celebrazioni, cammino e seminario verso la festa patronale
A Matera arrivano le reliquie di San Giacomo MATERA. Per la prima volta le reliquie di San Giacomo Apostolo, provenienti direttamente dal Santuario di Santiago di Compostela, arriveranno a Matera. L'evento, in programma il 12 e 13 luglio, rappresenta uno dei momenti centrali della preparazione alla Festa di San Giacomo, in calendario dal 16 al 25 luglio, e vedrà la visita ufficiale dell'arcivescovo metropolita di Santiago di Compostela, monsignor Francisco José Prieto Fernández, accompagnato dal vicario generale dell'arcidiocesi, monsignor José Andrés Fernández Far-
to.La presenza delle reliquie rinsalda il legame spirituale tra Matera e Santiago di Compostela, unite dalla tradizione dell'accoglienza dei pellegrini e dai cammini di fede. Al termine delle celebrazioni eucaristiche del 12 e del 13 luglio i fedeli potranno ricevere una speciale benedizione con la reliquia dell'Apostolo. Il programma si aprirà domenica con il ritrovo dei pellegrini al Santuario della Palomba e il cammino verso la Chiesa della Madonna delle Vergini, dove alle ore 12 sarà celebrata la Messa presieduta dall'arcivescovo
di Santiago. In serata, nella chiesa di San Giacomo, si terrà il seminario “Pellegrini e Pellegrinaggio. Il cammino di Santiago”, con gli interventi dei due presuli, del parroco don Marco Di Lucca e dello storico Nicola Montesano, oltre alle testimonianze di due pellegrini materani. Lunedì 13 luglio, alle ore 19, la parrocchia di San Giacomo ospiterà una seconda celebrazione presieduta da monsignor Prieto Fernández, al termine della quale sarà impartita nuovamente la benedizione con la reliquia. L'iniziativa, promossa dalla parrocchia e
dal Comitato Festa di San Giacomo, punta a rafforzare il dialogo tra Matera e Santiago di Compostela nel segno della fede, del pellegrinaggio e dell'accoglienza.
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Volontari, cittadini e istituzioni uniti a Matera contro l'abbandono dei rifiuti per valorizzare il bosco e la storia locale
Giornata Ecologica Epli, successo a Colle Timmar U
na giornata all'insegna della tutela ambientale, della cittadinanza attiva e della valorizzazione del territorio. Ha registrato un grande successo a Matera la Giornata Ecologica regionale Epli, un'iniziativa promossa in sinergia dalla Rete Ente Pro Loco Basilicata e dall'Associazione Verde Colle Timmari. L'evento ha visto la partecipazione corale di volontari, istituzioni e liberi cittadini, riunitisi a Colle Timmari con un obiettivo chiaro: sensibilizzare la comunità al rispetto della natura e contrastare con fermezza l'odioso fenomeno dell'abbandono dei rifiuti.Ampia soddisfazione è stata espressa da Rocco Franciosa, Presidente regionale dell’Ente Pro Loco Basilicata, il quale – a nome della Rete Associativa del Terzo Settore Ente Pro Loco Italiane Aps – ha voluto rivolgere un plauso speciale al Presidente dell'Associazione Verde Colle Timmari, Rocco Festa, e a tutti i soci volontari. Franciosa ha sottolineato l'importanza del loro costante impegno profuso negli anni per la custodia e la promozione di un'area cruciale del materano sotto il profilo storico e naturalistico, caratterizzata da attività e proposte mirate a stimolare le istituzioni verso investimenti e azioni migliorative.Il Presidente dell'Associazione Verde Colle Timmari, Rocco Festa, nel ringraziare tutti i presenti per la massiccia adesione, ha evidenziato la valenza strategica dell'appuntamento: «Abbiamo aderito all'iniziativa nazionale delle Giornate Ecologiche Epli per accendere i riflettori sul bosco di Colle Timmari dalle forti potenzialità turistiche su cui bisogna investire. Tali manifestazioni rappresentano un'importante occasione di valorizzazione del patrimonio ambientale e di sensibilizzazione». L'iniziativa ha incassato il forte sostegno delle istituzioni locali. Erano presenti l'Assessore del Comune di Matera Stefania Draicchio, il Presidente dell'Associazione “Amici del Borgo La Martella” e consigliere comunale Paolo Grieco, e il Presidente del Consiglio comunale materano Donato Braia.
Quest'ultimo ha rimarcato l'impegno dell'ente: «Come Amministrazione comunale abbiamo finanziato un primo intervento per la ristrutturazione del centro sociale di Timmari e confermiamo piena attenzione e collaborazione alle attività associative per la crescita sociale e turistica territoriale». All'evento non è mancato il supporto della rete regionale, grazie alla presenza di Gaetano Vitale (Presidente della Pro Loco Lavello "F. Ricciuti"), Nicola Grimolizzi (tesoriere della Pro Loco Barile) e Loris Sigillito (Operatore volontario del Servizio Civile Ambientale di Promozione Italia) .Al di là della fondamentale azione di pulizia – durante la quale i partecipanti, oltre alla raccolta dei rifiuti ordinari, hanno individuato e mappato diverse aree con presenza di scarti ingombranti e pericolosi che verranno prontamente segnalate agli organi competenti per la bonifica – la giornata si è trasformata in un suggestivo percorso culturale. I presenti hanno infatti potuto ammirare le bellezze storiche e spirituali del luogo: dal cammino del «Cantico delle Creature» di San Francesco alla Chiesa di Dio Salvatore, fino alla Necropoli Apulo Greca del colle Timmari. Tappa finale sul punto panoramico per ammirare la panchina gigante «Big Bench 459», installata proprio su iniziativa dell'Associazione Verde Colle Timmari come simbolo di amore e contemplazione per il paesaggio lucano.
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LA RUBRICA DI CRONACHE Pensieri e considerazioni su come evolvono le idee e le convinzioni nel tempo
Appunti di realtà 9 luglio La forza di ricominciare!!!
DI FABRIZIO QUARATINO
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i sono momenti nella vita in cui aspettiamo che qualcosa cambi, quasi come se il cambiamento dovesse bussare alla nostra porta con tanto di appuntamento fissato. Peccato che la vita, spesso, non funzioni così: non manda avvisi, non chiede permesso e soprattutto non si adegua ai nostri tempi comodi. A volte rimaniamo lì, davanti alla porta della nostra esistenza, aspettando che qualcuno venga ad aprirla per noi. Come se il destino avesse il compito di risolvere ciò che noi non abbiamo ancora avuto il coraggio di affrontare. Ma la vita ha un senso dell’umorismo particolare: ci mette davanti proprio quelle situazioni che vorremmo evitare, non per punirci, ma per aiutarci a scoprire risorse che non sapevamo nemmeno di possedere. La vera svolta nasce quando smettiamo di delegare il nostro futuro alle circostanze, agli altri o alla famosa frase “prima o poi passerà”. Perché quel “poi” a volte diventa il rifugio perfetto delle nostre paure: un piccolo divano mentale dove ci sediamo aspettando che qualcuno venga a sistemare la stanza della nostra esistenza. Il momento più importante non è quando tutto è risolto. È quando, anche in mezzo alle difficoltà, decidiamo di non arrenderci. È quel preciso istante in cui qualcosa dentro di noi cambia direzione e scegliamo di diventare protagonisti della nostra vita, invece di limitarci a subirne gli eventi. Eppure dentro ognuno di noi esiste una forza molto più grande di quanto immaginiamo. Non è una magia che cancella i problemi con un colpo di bacchetta, né una scorciatoia per evitare le difficoltà. È quella capacità silenziosa di rialzarci, guardare la realtà negli occhi e decidere che, anche partendo da una situazione imperfetta, possiamo costruire qualcosa di nuovo. La vita non chiede persone senza ferite, senza dub-
bi o senza momenti di stanchezza. Chiede persone capaci di trasformare proprio quelle ferite, quei dubbi e quelle fatiche in un terreno dove far crescere consapevolezza, coraggio e una nuova profondità. Perché spesso le prove più difficili nascondono possibilità che non avremmo mai incontrato in una strada completamente pianeggiante. Non scegliamo sempre ciò che accade, ma possiamo scegliere con quale spirito affrontarlo. Ed è proprio lì che nasce la nostra libertà più grande. A volte ci convinciamo di essere piccoli davanti ai problemi, dimenticando che anche una piccola fiamma può illuminare una stanza buia. Il problema è che spesso passiamo più tempo a lamentarci del buio che ad accendere quella luce. Siamo esseri curiosi: abbiamo dentro strumenti straordinari e continuiamo a cercare il manuale di istruzioni fuori da noi. Cambiare non significa diventare qualcun altro. Significa liberare la parte migliore di noi stessi, quella che magari abbiamo nascosto sotto strati di delusioni, paure e vecchie abitudini. Ogni decisione sincera di migliorare apre uno spazio nuovo nella nostra vita, perché quando cambia il nostro modo di guardare la realtà, anche il nostro modo di agire, scegliere e affrontare le situazioni cambia. Ed è attraverso queste nuove azioni, giorno dopo giorno, che anche la realtà intorno a noi può iniziare lentamente a trasformarsi. Il cammino non è sempre facile, e chi racconta il contrario probabilmente sta vendendo una cartolina, non la vita vera. La vita autentica ha salite, inciampi, momenti di smarrimento e giorni in cui anche il coraggio sembra essersi preso una pausa. Ma proprio lì si misura la nostra determinazione. Ogni passo fatto con convinzione lascia un segno. Ogni difficoltà affrontata con un cuore aperto diventa un maestro. Ogni volta che scegliamo di non arrenderci, qualcosa dentro di noi si espande e ci rende
persone più forti, più consapevoli e più capaci di sostenere anche chi cammina accanto a noi. La vittoria più importante non è dimostrare agli altri quanto siamo forti. È riuscire, giorno dopo giorno, a diventare persone più profonde, più capaci di amare, comprendere e trasformare le difficoltà in occasioni di crescita. Perché la vera rivoluzione non fa clamore: spesso nasce nel silenzio di una decision interiore. Quel momento in cui diciamo a noi stessi: “Non so ancora come, ma troverò la strada”. E forse è proprio lì, nel coraggio di scegliere un nuovo inizio, che iniziano ad aprirsi porte che prima sembravano invisibili. Perché il potenziale umano non si scopre quando tutto va bene. Si rivela quando, nonostante tutto, scegliamo ancora di credere nella possibilità di migliorare noi stessi e il mondo che ci circonda, diventando anche una presenza capace di accendere speranza nel cammino degli altri.
Il prestigioso concorso internazionale fa tappa in Val d'Agri: in palio l'accesso alla finale nazionale di fine agosto
Miss Universe, a Grumento la seconda semifinale
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l cammino verso la corona più prestigiosa del mondo fa tappa in Val d’Agri. Dopo il successo del primo appuntamento, l’attesa è tutta per lunedì 13 luglio, quando l’Hotel Likos di Grumento Nova ospiterà la seconda semifinale regionale di Miss Universe Italy Basilicata. A impreziosire la serata ci sarà una madrina d'eccezione: Silvia Roberta Possidente, già eletta Miss Universe Italy Basilicata 2025.Anche quest’anno la macchina organizzativa è guidata dall’Associazione Culturale e Ricreativa Lino’s Production, diretta da Lino Miraldi, partner esclusivo del concorso per il territorio lucano, attivamente impegnato nella ri-
cerca e nella valorizzazione delle bellezze locali attraverso una fitta rete di selezioni regionali.Insieme ai Mondiali di Calcio e alle Olimpiadi, Miss Universe si conferma una delle competizioni internazionali più seguite e prestigiose del pianeta. Nato in California nel 1952, il concorso spegne quest'anno 75 candeline, forte di numeri da capogiro: un'audience globale di 600 milioni di telespettatori, supportata da una community social impressionante che conta 15 milioni di follower su Facebook e 7 milioni su Instagram.L'obiettivo della selezione italiana è chiaro: trovare la ragazza che rappresenterà il Tricolore alla finalissima mondiale, in
programma il prossimo novembre a San Juan di Portorico. Il percorso, tuttavia, è ancora lungo. Ciascuna regione, al termine delle selezioni interne, decreterà le proprie rappresentanti. Saranno poi loro, dal 23 al 30 agosto a San Ferdinando di Puglia, a contendersi l'ambitissimo titolo di Miss Universe Italy 2026.I criteri di selezione moderni vanno ben oltre l'aspetto estetico. Le aspiranti miss dovranno dimostrare di possedere doti comunicative e caratteriali non comuni: «Carisma, personalità e self-control saranno determinanti per affrontare tutti gli step» spiegano gli organizzatori, sottolineando come ogni concorrente debba saper mettere
in luce «autenticità, credibilità e grazia».Per le ragazze lucane che vogliono mettersi in gioco, le iscrizioni sono ancora aperte. L'invito della Lino's Production è quello di inviare la propria candidatura per «prepararsi a vivere, in ogni caso, una esperienza fuori dal comune».Nel frattempo, i riflettori sono già puntati anche sul passo successivo. Fervono infatti i preparativi per la Finalissima Regionale 2026, blindata per mercoledì 5 agosto nella suggestiva cornice di Piazza Unità d'Italia a Marsico Nuovo (PZ), serata ufficiale in cui verranno incoronate le reginette che difenderanno i colori della Basilicata sul palco nazionale.
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