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Cronache del 8 maggio 2026

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«Chiara eliminata da una strategia criminale»

A Cronache Lovati, ex difensore dell’accusato: «Due innocenti per un solo omicidio»

GRANDE EFFICIENZA NEI CANTIERI PER IL GIRO D'ITALIA

LA BASILICATA IN ROSA

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Sono stata l’altro giorno a Montalbano Jonico, nella scuola del paese lucano che conta circa 6000 abitanti. Accanto al plesso perfettamente in funzione che ospita 400 alunni, ci sono dei lavori in corso con un cartello che dice: riparazione, copertura e struttura esterna del liceo scientifico Pitagora. Intervento finanziato dall’Unione (...)

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QUANDO TUTTO VA SEMPRE PEGGIO

Che la bellissima Matera dovesse scommettere sulle leve di turismo e cultura s’era capito da tempo, anche in ragione delle sue meravigliose designazioni a capitale che l’hanno collocata al centro del mondo, ma nessuno s’immaginava che le imprese finissero in cavalleria rusticana e nel perfetto dimenticatoio. Ora sappiamo che il sindaco miracolato di Matera Antonio Nicoletti abbia già il suo buon da fare e che non stia affatto riuscendo nel compito che si era prefissato, visto almeno il numero delle questioni ancora tragicamente irrisolte e pure sotto gli occhi di tutti, ma tra un pasticcio e l’altro dovrebbe avere davvero contezza, magari assieme all’assessore Cupparo, di quello che è saltato fuori dallo studio che meritoriamente Unioncamere ha dedicato al rapporto tra natalità-mortalità delle imprese e relativo al primo trimestre 2026, dove guarda caso alla figuraccia già acchiappata dalla povera Basilicata (-0,45%) di stare dietro una sfilza di Regioni come Calabria (0,22%), Campania (0,20%), Sicilia (0,14%) e Puglia (0,07%) s’è affiancata la disfatta di Matera con i peggiori dati di tutt’Italia (0,51%). Canta Simos: “Quando tutto va sempre peggio…”

OLTRE IL GIARDINO A Cronache tv l’attacco del consigliere comunale Bcc Iudicello alla Regione

«Rapporti solidi, al lavoro per la Pace»

IL RETROSCENA

A Roma confronto interno a Forza Italia: stoppata Marina Berlusconi che voleva Occhiuto al posto di Tajani

■ Calza a pag 5

BONUS GAS

In Regione passa la proposta della minoranza: l’odg introduce criteri Isee e supera i contributi erogati “a pioggia”

■ Servizio a pag 10

CRONACA

Truffe online in tabaccheria, 10mila euro sottratti agli esercenti Laragione e Scocuzzo, ieri ascoltati dal giudice

■ Menonna a pag 18

MARATEA

Galleria di Castrocucco, anche la Camera dà il via libera alla nomina del commissario, soddisfatto Pepe

■ Servizio a pag 23

Calabrese a pag 4
Iudicello
Tammariello a pag 14
Dellapenna

Italia e Mondo

Come cambia la scacchiera globale: la competizione tra grandi potenze torna al centro

Conflitti internazionali e interesse nazionale

Le divisioni tra USA ed Europa sono la fine dell'alleanza irregolare? Quale l'interesse dell'Italia?

Quando si parla di scenari internazionali, soprattutto in caso di conflitti aperti e dichiarati ma anche di guerriglie continue, è molto facile oscillare tra il generico e retorico richiamo alla pace e la difesa delle posizioni belliche. Spesso si fondono insieme visioni ideologiche e strategie locali delle parti politiche che, ovviamente, non esitano ad utilizzare la naturale repulsione nei confronti della guerra per la mobilitazione elettorale e per costruire strumenti di consenso. E' addirittura banale dire che la guerra è brutta. Lo capisce anche un bambino delle scuole elementari ma, quando si deve fare politica e si vuole commentare uno scenario politico, è necessario superare la semplificazione del bambino delle scuole elementari per provare ad affrontare la complessità.

IL LEGAME TRA GUERRA E POLITICA

Carlo Von Clausewuitz nel suo trattato “della Guerra” scrive la famosa affermazione secondo cui “la politica è la continuazione della guerra con altri mezzi”.

E' un pensiero antico quello del rapporto sostanziale anche se con forma diversa tra guerra e politica. Un rapporto che si costruisce sulla biunivocità del fatto che la politica è conflitto e che la guerra è una forma di politica internazionale.

L'intero pensiero occidentale da Tucidide a Carl Schmitt passando per il nostro Machiavelli determinano e specificano come la guerra sia l'estrema conseguenza del necessario ed inevitabile conflitto tra uomini, popoli, città e nazioni. In questo senso immaginare che si possa eliminare la guerra e il conflitto nel rapporto tra Nazioni e Stati, tra potenze e superpotenze è un'utopia che concediamo ai bambini ma che si deve tenere fuori dalla portata

delle discussioni sensate tra adulti.

IL PACIFISMO

E' ARMA

DI GUERRA

Il pacifismo come proposta è esso stesso un'arma di guerra. Il pacifismo non è soltanto il banale richiamo alla pace, è già uno schierarsi. Non è un caso se, proprio nel periodo della guerra fredda, in Occidente e soltanto contro gli Stati Uniti e le democrazie i partiti comunisti sposarono in toto la posizione pacifista e contro il riarmo. Nel chiedere, infatti, a tutte le superpotenze di ridurre e non incrementare il proprio arsenale e nella consapevolezza che l'URSS non avrebbe certo ascoltato le richieste degli studenti americani ed europei, si voleva impedire alla NATO la corsa agli armamenti. Fu, peraltro, proprio la corsa agli armamenti e l'impossibilità del sistema economico sovietico a pareggiare la potenza statunitense, a determinare il crollo dell'impero del male e la scomparsa del totalitarismo comunista in Europa. Per quanto paradossale possa sembrare possiamo dire che proprio la corsa agli armamenti voluta da Reagan ha determinato, senza che un colpo fosse sparato,

il trionfo della democrazia in Europa e la fine del totalitarismo nel vecchio continente.

L'UTOPIA

DELLA FINE

DELLA STORIA

Proprio il crollo del muro di Berlino e la fine del totalitarismo sovietico in Europa determinarono in molti intellettuali l'idea che la storia fosse finita e che i conflitti e le guerre sarebbero scomparse dalla storia. Il libro di Francis Fukuyama intitolato proprio “fine della storia” descriveva proprio uno scenario di permanente ed immobile status quo sia militare sia del progresso civile. L'11 settembre si incaricò di dimostrare che questa teoria risiedeva esclusivamente nel terreno dell'utopia e non in quello della realtà. La storia del resto ci insegna che ogni fine di un conflitto ne determina la nascita di un altro.

IL NUOVO

RUOLO

DELL'OCCIDENTE

Quello che, invece, sicuramente accadde con il crollo del Muro di Berlino fu che per la prima volta la Nato si trovò ad essere l'unico attore geopolitico internazionale per lungo periodo di tempo. Indicativa in tal senso la guerra

del golfo nella quale gli USA e la Nato assunsero il ruolo di guida del conflitto alla testa di tutto il resto del mondo. Questa situazione si è, però, interrotta con la rinascita di altre superpotenze quali la Russa, la Cina e il frastagliato mondo islamico. Come spiega bene Tucidide ne “la guerra del Peloponneso”, le alleanze non sono quasi mai paritarie essendoci sempre una potenza che assicura protezione in cambio di obbedienza. Nella Grecia antica furono Atene e Sparta, nel mondo occidentale sono stati gli USA. Le simmachie irregolari, però, hanno sempre bisogno di un nemico da cui la potenza deve difendere in cambio di obbedienza. La fine del mondo bipolare ha fatto crollare questo nemico e, quindi, ha ridato il ruolo autonomo nelle strategie internazionali di ciascun attore. La paura dell'integralismo islamico non ha preso il posto di aggregatore che aveva avuto l'URSS.

EUROPA E USA

TRA ISRAELE E RUSSIA

L'invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la guerra israelo-palestinese e il suo allargamento in IRAN stanno evidenzian-

do la difficoltà dell'occidente proprio a trovare una strategia comune. Le due sponde dell'atlantico potrebbero non avere interessi concordanti e la sola difesa della democrazia e della cultura occidentale potrebbe non essere un collante sufficiente. Le ideologie, infatti, fungono solo da paravento nelle motivazioni geopolitiche che sono sempre di interesse.

IL RITORNO DELL'INTERESSE NAZIONALE

In questo quadro mentre gli USA di Trump perseguono una chiara volontà di super potenza non è ancora chiaro se esista e quale sia il ruolo dell'Europa. Per esercitare un ruolo internazionale, infatti, serve una forza militare ma anche una visione strategica comune che sembrano non esserci. In questo contesto resta da chiedersi quale sia l'interesse nazionale italiano. Il difficile equilibrio che il Governo ha cercato di mantenere tra Europa e USA è un segnale di questa difficoltà. Servirebbe un minimo di coesione nazionale tra le forze politiche che, però, in questo momento tarda ad arrivare tra pacifismi ideologici e schieramenti trasversali internazionali.

Il Papa dona una penna in legno di ulivo, «pianta di pace», mentre discutono di Medio Oriente, conflitti in Africa e situazione Cubana

Rubio ricuce i rapporti col Vaticano: ribadito l'impegno «Per coltivare relazioni bilaterali»

DI EM AN UE LA C AL ABRES E

Il Vaticano è da sempre luogo simbolo di diplomazia tra leader mondiali e proprio qui si è recato ieri il Segretario di Stato americano Marco Rubio, per assolvere un compito delicato: ricucire i rapporti col Vaticano dopo le pesanti parole di Trump nei confronti di Papa Leone. Accompagnato dall'ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, Brian Burch, ha trascorso due ore e mezza in Vaticano, di cui 45 minuti con il Pontefice, per incontrare, tra gli altri, anche il Segretario di Stato Pietro Parolin e l'Arcivescovo Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali.

«È stato rinnovato il comune impegno per coltivare buone relazioni bilaterali tra la Santa Sede e gli Stati Uniti d'America -fanno sapere da Roma- uno scambio di vedute sulla situazione regionale e internazionale, con particolare attenzione ai Paesi segnati dalla guerra, da tensioni politiche e da difficili situazioni umanitarie, nonché sulla necessità di lavorare instancabilmente in favore della pace». Tra i temi dell’incontro il Medio Oriente, i conflitti in Africa e la «necessità di sostenere il popolo cubano in questo momento difficile».

Dal Dipartimento di Stato Usa le parole sono state di «solidità delle relazioni tra gli Stati Uniti e la Santa Sede». Al centro del colloquio «temi di reciproco interesse nell’emisfero occidentale». Rubio, dal canto suo, ha pubblicato una foto dell’incontro «con il Pontefice per sottolineare il nostro impegno condiviso nel promuovere la pace e la dignità umana». Le pesanti parole del Tycoon dei giorni scorsi, avevano creato ten-

sioni anche tra i cattolici americani, oltre 50 milioni, e lo stesso Rubio cattolico di nascita e di cultura, vede la fede parte integrante della sua identità politica, tanto da citare la dottrina sociale della Chiesa nelle sue posizioni su immigrazione e famiglia. Eppure, proprio alla vigilia dell’incontro, Trump era tornato all’attacco accusando il Papa di «mettere in pericolo molti cattolici e molte persone» e rispondendo ad una do-

manda su quale messaggio avrebbe voluto che il segretario di Stato Rubio trasmettesse nell'incontro con il Pontefice ha risposto: «Per quanto riguarda il Papa, è una questione molto semplice, a prescindere dal fatto che io lo renda felice o meno, l'Iran non può possedere un'arma nucleare. È sembrato dire che potessero averla, mentre io affermo che non possono, perché se ciò accadesse, il mondo intero ne rimarrebbe ostaggio e noi non permetteremo che ciò accada. Questo è il mio unico messaggio». Parole a cui il Pontefice aveva prontamente risposto: «Se qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo, che lo faccia con la verità: la Chiesa ha parlato da anni contro il nucleare quindi lì non c’è nessun dubbio».

L’udienza in Vaticano, sede della religione unificata più grande e influente del mondo, si è poi conclusa con il classico scambio dei doni: da parte di Rubio, un pallone da rugby in cristallo con il sigillo del Dipartimento di Stato, ricordando che Leone è fan del baseball. Il Papa ha ricambiato con una penna in legno d’ulivo, «una pianta di pace» ha sottolineato il pontefice, consegnandola insieme ad un libro degli appartamenti delle udienze nel Palazzo Apostolico ed un volume sulla Cappella Sistina.

Scattano chiusure, divieti e un piano straordinario per la viabilità in occasione della visita del Santo Padre

Visita di Papa Leone XIV a Napoli: attesi più di 30mila fedeli in piazza Plebiscito

Napoli accoglie oggi, la visita pastorale di Papa Leone XIV, in una giornata che coinvolgerà diversi luoghi simbolici della città, da Pompei al centro storico fino a Piazza del Plebiscito.In Piazza del Plebiscito sono attesi circa 30mila fedeli già prenotati. I varchi saranno aperti dalle 10 alle 14.30. La diocesi invita a non portare borse, zaini e oggetti metallici per agevolare i controlli e le operazioni di accesso.Durante la mattinata sarà possibile seguire in diretta da Pompei la Santa Messa delle 10 e la Supplica alla Madonna del Rosario delle 12.Dalle 13.30 è previsto un momento di musica

e testimonianze dedicato alla città e alla Chiesa di Napoli, con il coinvolgimento del Coro diretto dal Maestro Carlo Morelli e circa 1200 giovani della Pastorale giovanile. Il tema guida sarà “Emmaus”.Alle 15.15 il Papa atterrerà alla Rotonda Diaz, dove sarà accolto dalle autorità civili e religiose. Da lì si trasferirà al Duomo di Napoli per l’incontro con sacerdoti, operatori della Caritas e persone senza fissa dimora.Nel Duomo è prevista la visita alla Cappella del Tesoro di San Gennaro, un momento di preghiera davanti alle reliquie del Santo e un intervento del Pontefice, seguito dalla bene-

dizione apostolica. La presenza del Papa rappresenta uno dei momenti centrali della visita pastorale in città.Alle 17.15 il rientro in Piazza del Plebiscito per un saluto ai fedeli e un incontro con la città alle 17.30, aperto dai saluti istituzionali e concluso con la benedizione.La partenza per il Vaticano è prevista intorno alle 18.30 dalla Rotonda Diaz.Il Comune ha disposto la chiusura delle scuole e restrizioni alla vendita di alcolici e bevande in vetro nelle principali aree interessate dall’evento. La città si prepara così a vivere una giornata di forte partecipazione e grande afflusso di fedeli.

Trump infiamma gli animi dei cattolici e il Segretario di Stato Americano media la riconciliazione

A Roma confronto tra esponenti politici e culturali sul ruolo delle fondazioni nella costruzione dell’agenda elettorale

Letta garante: stoppata Marina Berlusconi che voleva Occhiuto al posto di Tajani

L’altra sera a Roma, promosso dall’Associazione Altero Matteoli per la Libertà e il Bene Comune, dalla Fondazione Alleanza Nazionale e dal Secolo d’Italia, un convegno ha riunito le fondazioni del centrodestra in vista delle prossime elezioni, in cui si è parlato. tra gli altri c’erano il presidente della Commissione Esteri del Senato, Maurizio Gasparri, il leader di Noi Moderati e presidente della Fondazione Costruiamo il Futuro, Maurizio Lupi, Antonio Giordano, Deputato di Fratelli d'Italia e Segretario Generale di Ecr, Matteo Gelmetti, senatore di FdI e Segretario Generale della Fondazione Fare Futuro, oltre agli intellettuali conservatori, Fabrizio Tatarella e Francesco Giubilei, e la responsabile scientifica del Konrad-Adenauer-Stiftung Italia, Francesca Traldi. Si è discusso sostanzialmente del ruolo che Fondazioni potranno svolgere nel futuro del centrodestra in vista dell’appuntamento elettorale. È risaputo che questi appuntamenti rappresentano il luogo ideale delle comari di palazzo, dei pettegoli più o meno interessati, delle voci che si rincorrono e spesso vengono ingigantite a dismisura, ma sono voci che meritano comunque di essere raccontate, riportate. Come quella

di una Marina Berlusconi che parrebbe aver ridimensionato il suo progetto di rinnovamento di Forza Italia. Che la figlia del Presidente avesse iniziato a mettere mano alla gestione del partito fondato dal padre è evidente, come dimostrato dall’elezione di Stefania Craxi a Capogruppo di Forza Italia al Senato. E non può e non ha potuto non destare attenzioni e interrogativi subito dopo Pasqua la chiamata ad Arcore di Antonio Tajani con il quale Marina Berlusconi si è intrattenuta a colloquio per quasi quattro ore, presente anche Gianni Letta. Ma come? Passi che ad Arcore venga convocato il Segretario nazionale del partito, ma non dimentichiamo che lo stesso è anche Ministro degli Esteri e Vice Presidente del Consiglio, diamine! Non si convoca un vice presidente del consiglio in una azienda di famiglia: Berlusconi padre di certo non lo avrebbe mai fatto. Tra l’altro parrebbe che in quella occasione a Tajani sia stata illustrata la nuova linea politica gradita ai Berlusconi, linea che a ben vedere segue quella del PD della Schlein: occuparsi prevalentemente dei diritti sociali e della persona, fatto questo che presupponeva necessariamente uno svecchiamento della classe dirigente forzista. E se svecchiamento doveva essere, di certo Tajani non poteva continuare a guidare Forza Italia, nonostante

dopo la scomparsa di Berlusconi ha tenuto e gestito anche bene il partito se consideriamo che è addirittura cresciuto fino al 9-10 per cento. Gira voce che ora sia però sceso in campo Gianni Letta, il mediatore per eccellenza, a svolgere il ruolo di una sorta di garante dei rapporti tra Marina Berlusconi e Antonio Tajani, con la prima che parrebbe aver ridimensionato il suo progetto che dicono essere stato stoppato quando era in una fase avanzata. In qualche modo Marina ha voluto o dovuto stoppare la sua azione rinnovatrice che pare prevedesse Roberto Occhiuto al posto di Tajani, e anche Francesca Pascale con un ruolo di primo piano. Chi spettegola afferma che era tutto già pronto e si stava organiz-

zando una convention per lanciare il nuovo soggetto, tanto che Occhiuto si era spostato con i suoi collaboratori a Roma e c’è chi sostiene l’indiscrezione mai confermata che nel progetto parrebbe essere stato coinvolto inizialmente anche Nicola Porro e che però il giornalista è sfilato ed è tornato a Milano dicendo di preferire restare ad operare come giornalista, pur continuando a spingere in favore del centrodestra. Può mai essere? È vero? Le voci sono tante, tutte da confermare, sono pettegolezzi che è bene far conoscere. Insomma, se le voci appena riportate siano vere o no noi non lo sappiamo, ma quel che sicuramente è vero è che sono voci che circolano negli ambienti della politica romana

DI

Giugno è il termine di scadenza del programma europeo. Cosa succede ai progetti non completati?

Pnrr 2026, “Italia domani” è ormai già ieri

Scuole, ferrovie e infrastrutture idriche: la corsa contro il tempo per rispettare le scadenze del Pnrr

DI LU C IA SE RIN O

Sono stata l’altro giorno a Montalbano Jonico, nella scuola del paese lucano che conta circa 6000 abitanti. Accanto al plesso perfettamente in funzione che ospita 400 alunni, ci sono dei lavori in corso con un cartello che dice: riparazione, copertura e struttura esterna del liceo scientifico Pitagora. Intervento finanziato dall’Unione Europea Next generation EU. Insomma il Pnrr. Fine lavori, giugno 2026, cioè tra un mese. Gli operai con le giubbe arancioni erano alacremente al lavoro, ma – a meno di improbabili miracoli notturni – è impossibile che l’opera programmata sia ultimata per la data indicata. Ci sono ancora pilastri e mattoni in evidenza. Quante Montalbano ci sono in Italia? Quante opere rischiano di rimanere incomplete? Come proseguiranno i lavori? Secondo le ultime ricostruzioni disponibili, il piano “Italia Domani” è entrato nella fase decisiva: circa il 60-65% dei traguardi risulta completato o formalmente raggiunto, mentre una quota consistente di interventi è ancora in corso o non pienamente conclusa. In termini finanziari, è stato già erogato oltre il 70% delle risorse complessive, ma la spesa non coincide automaticamente con la realizzazione fisica delle opere A oggi, il quadro è di forte accelerazione ma anche di crescente pressione sui tempi. L’Italia ha incassa-

to gran parte delle risorse previste e ha raggiunto una quota significativa degli obiettivi, ma una parte rilevante dei progetti risulta ancora in fase di esecuzione o collaudo, con una corsa contro il tempo che riguarda soprattutto opere pubbliche, infrastrutture e interventi locali.

Giugno 2026 è il punto di arrivo formale del programma europeo Next Generation EU e, al tempo stesso, uno dei passaggi più delicati per la capacità amministrativa italiana degli ultimi decenni. Non basta però aver impegnato i fondi o aperto i cantieri, perché l’Europa richiede risultati verificabili entro la scadenza. Dopo quella soglia, rimane solo una finestra tecnica per la rendicontazione finale, ma non è più possibile “recuperare” opere non concluse nei tempi.

Il destino dei progetti non completati entro la scadenza è uno dei temi più delicati.

In linea generale, si stanno delineando tre possibili scenari: riprogrammazione su altri fondi pubblici, come il Fondo sviluppo e coesione o risorse nazionali; stralcio o ridimensionamento dei progetti, con finanziamento solo delle parti effettivamente realizzate entro la scadenza; rischio di perdita del finanziamento europeo, nei casi in cui non siano rispettati i target vincolanti. L’Italia ha recentemente chiesto e ottenuto una ulteriore revisione del proprio piano naziona-

le. Questo passaggio conferma ancora una volta quanto il monitoraggio dello stato di attuazione delle opere sia essenziale in questa fase conclusiva. La cosa più importante da ricordare è che le risorse del Pnrr, a differenza dei fondi strutturali, sono un prestito evengono erogati dall’Unione europea a tranche legate al raggiungimento degli obiettivi. Se i target non vengono rispettati, la Commissione europea può sospendere o ridurre i pagamenti successivi (che comunque dovranno essere restituiti). Per alcune misure si prevede, per le incompiute, la creazione di uno specifico fondo finanziario a cui af-

fidare la gestione di parte delle risorse del Pnrr. In questi casi, entro il 30 giugno sarà sufficiente concludere accordi per l’istituzione di questi fondi. Mentre la realizzazione concreta degli interventi selezionati potrà avvenire anche successivamente. Si tratta di una soluzione che nel Pnrr italiano, in seguito alle varie revisioni, è divenuta sempre più importante interessando diverse misure nei settori dell’energia, delle infrastrutture idriche e digitali, dell’agroalimentare, dell’housing universitario e del sostegno agli investimenti privati. Secondo le stime dell’Esecutivo contenute nella settima re-

lazione sullo stato di attuazione del Pnrr saranno gestiti in questa maniera oltre 20 miliardi di euro. Sono 60 in totale le misure e sottomisure del Pnrr per cui è perentoria la scadenza del 30 giugno per il completamento dei progetti finanziati. Qulli più consistenti riguardano il potenziamento dei nodi ferroviari metropolitani e delle linee ferroviarie interregionali e regionali (circa 6,5 miliardi di euro), il piano di messa in sicurezza e riqualificazione dell’edilizia scolastica (4,9 miliardi) e le linee di collegamento ad alta velocità con l’Europa del nord (4,6 miliardi).

Da un punto di vista politico il PNRR ha sicuramente messo alla prova la capacità amministrativa degli enti pubblici più che la sua capacità di spesa e rappresenta anche, in questa fase conclusiva, un test di sistema istituzionale, una verifica della capacità del Paese di trasformare risorse straordinarie in risultati duraturi. Il vero bilancio, tuttavia, non si farà a giugno 2026, ma negli anni successivi: quando sarà possibile misurare quante opere sono diventate servizi, infrastrutture e valore pubblico reale. Poi c’è un effetto indiretto, di tipo economico, connesso alla ultimazione del Pnrr. Riguarda l’impatto che la fine delle risorse avrannosui numeri della crescita che soprattutto a Sud in questi ultimi anni hanno retto grazie a “Italia Domani”. Ma questa è un’altra storia.

Mappa del numero di progetti inerenti il patrimonio edilizio (Openpolis)

La Procura di Pavia chiude le indagine preliminari. Arriva il 415bis, Sempio, ha 20 giorni per dimostrare che le accuse non sono fondate

L’avvocato Lovati a Cronache: «Chiara eliminata da una strategia criminale»

Parla l’ex difensore dell’indagato: «Due innocenti per un solo omicidio». E apre uno scenario che mai nessuno finora aveva pronunciato: una regia criminale. Esonera anchele sorelle Cappa

DI T IZ I AN A M AG RÌ

«Avvocato Lovati, lei si è fatto un’idea di chi ha potuto uccidere Chiara?». L’ex difensore di Andrea Sempio risponde con un secco «Sì». Una sola parola, vale quanto un’istruttoria. Lovati è stato contattato da Cronache per aver una opinione sulla chiusura delle indagini preliminari, il 415 bis, con il quale la Procura della Repubblica di Pavia ha comunicato formalmente la fine delle indagini su Andrea Sempio. In cinque minuti appena tira fuori dichiarazioni bomba. Nelle prime ore del pomeriggio di ieri i Pm hanno depositato il 415 bis nei confronti di Andrea Sempio: le indagini preliminari possono dirsi formalmente chiuse. L’unico indagato per l’omicidio volontario di Chiara Poggi ha venti giorni per esaminare il fascicolo e prepararsi per il probabile rinvio a giudizio. Mentre l’atto veniva notificato agli avvocati di Sempio, la notizia è anche arrivata a Lovati, ex difensore dell’accusato, che nei giorni scorsi si è esposto sul caso consigliando all’indagato di non presentarsi in Procura. Lovati, revocato dall’incarico, l’ottobre scorso, per delle dichiarazioni rilasciate durante una trasmissione televisiva, raggiunto telefonicamente da Cronache risponde alla domande con un velo di tristezza, ma tira fuori delle dichiarazioni pesanti.

LOVATI: «SEMPIO E STASI DUE INNOCENTI, PER UNO STESSO OMICIDO»

Secondo Lovati sia Sempio che Stasi sono due innocenti dello stesso omicidio. Alla domanda diretta: «Sempio è innocente?», risponde «Sì». E quindi anche Stasi, condannato in via definitiva a sedici anni, per lo stesso omicidio, è innocente? «Certo». Esonera anche le sorelle Cappa: la pista della competizione femminile, della gelosia, e del dispetto, non lo convince.

«Chiara è stata eliminata da una strategia criminale». Non raptus, un’ossessione, non la rabbia del rifiuto: una strategia pianificata.

Con questa parola l’avvocato Lovati apre uno scenario nuovo, non praticato, da nessuna delle versioni finora dichiarate. E alla domanda se si è fatto un’idea su chi avrebbe ucciso Chiara Poggi, risponde ancora «Sì», senza aggiungere altro.

IL CAPO DI IMPUTAZIONE: COSA CONTESTA LA PROCURA A SEMPIO

Omicidio volontario aggravato ai sensi degli artt. 575 e 577 c.p. in relazione all’art. 61 c.p.

Secondo la ricostruzione della Procura, Sempio, dopo una colluttazione iniziale, colpiva Chiara Poggi ripetutamente con un corpo contundente in regione frontale e zigomatica, facendola cadere a terra. La trascinava poi verso la cantina, e mentre lei tentava di reagire mettendosi a carponi, infliggeva altri 3-4 alla testa facendole perdere i sensi. Infine spingeva il corpo lungo le scale e la colpiva ancora con 4-5 colpi alla nuca, causandole lesioni encefaliche fatali. In totale 12 lesioni sul cranio e sul volto. Sempio è accusato DI omicidio volontario aggravato per aver agito con crudeltà verso la vittima, per il numero e l’entità

delle ferite inferte. Per motivi abietti riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto al suo approccio sessuale. I GIORNI

CHE HANNO

PORTATO AL 415 BIS

Il 415 bis arriva al termine di una settimana decisiva. Martedì 5 maggio le gemelle Paola e Stefania Cappa, cugine di Chiara, sono state ascoltate come testimoni alla caserma Montebello di Milano. Il loro incontro era incentrato sul rapporto tra Chiara e Andrea Sempio. Trentaquaranta minuti di minuziose domande sul contesto relazionale che girava attorno alla vittima. Mercoledì 6 maggio Sempio si

è presentato in Procura avvalendosi della facoltà di non rispondere. Più di tre ore, circa quattro, in silenzio davanti ai Pm che gli esponevano, capitolo per capitolo, le prove. Tra cui anche il contenuto delle intercettazioni di una microspia nella sua auto, dove parlando da solo, avrebbe ammesso di aver visto i video di Chiara e Stasi. E, con vocefemminile, imitando quella di Chiara, ha parlato di un rifiuto alle sue avances da parte della ragazza. Un rifiuto non del tutto estraneo tra due persone che secondo le dichiarazioni di Sempio, si sono incrociate quasi per caso. Il 38enne era un habitué della villetta di via Pascoli. Si parla di pomeriggi trascorsi con l’amico Marco.Tutto ad un mese dall’avvio delle nuove indagini. Sempio, ascoltando una trasmissione, mentre erain auto, parla da solo e confessa, secondo l’accusa, il movente dell’efferato omicidio. Intercettazioni che insieme alle altre prove hanno ribaltato la sentenza definitiva che vede Stasi condannato per l’omicidio di Garlasco. Nella stessa mattina Marco Poggi, fratello di Chiara, ha testimoniato per circa due ore dichiarando di non aver mai visto queivideo con l’amico Sempio. Continuando a difenderlo anche davanti a quel sililoquiodelle intercettazione, in cui scimmiottava, a distanza di tantianni, la voce di Chiara, sua sorella, che respingeva il corteggiamento ossessivo dell’amico.

Mentre l’avvocato Lovati proietta la cronaca in una visione di squadrismo strategico e criminale, superando quello che può essere il leitmotiv di un ‘classico’ femminicidio, secondo il pensiero mainstream, dovuto ad un’ossessione amorosa: l’opinione pubblica esplode sui social, condannando Sempio, le sorelle Cappa, i genitori di Chiara, e Marco Poggi. Ma non lascia scampo agli errori nelle indagini, alle corruzioni e alla malagiustizia.

L’avviso della chiusura delle indagini preliminari
(FdI): «I carburanti sostenibili sono essenziali per ridurre le emissioni e garantire l’autonomia energetica

Carburanti sostenibili per l’aviazione: sfida per autonomia energetica europea

Si è tenuta, in seno alla Commissione TRAN del Parlamento Europeo, l’attesa Audizione sul tema “Book and Claim of Sustainable Aviaton Fuels”con la Dottoressa Pamio, Direttore Generale della Fondazione PACTA – Patto per la Decarbonizzazione del Trasporto Aereo, la quale riunisce i principali attori del Settore: Aeroporti, Compagnie aeree, Società energetiche e Costruttori aeronautici e che ha il precipuo obiettivo di

favorire la transizione del Settore aeronautico in direzione di una neutralità climatica attraverso un approccio pragmatico e basato sulle più recenti evidenze scientifiche.

Secondo i dati della Commissione Europea, le emissioni dirette del trasporto aereo rappresentano oggi circa il 4% delle emissioni complessive dell’Unione e quasi il 14% di quelle del Settore dei Trasporti.

Questi dati evidenziano, pertanto, la rilevanza del

contributo anche del comparto aereo allo scopo di accelerare quel percorso di decarbonizzazione cui il Gruppo ECR, che guarda da sempre con estremo interesse a questo processo, ha costantemente auspicato che questo trovi il raggiungimento di un punto di equilibrio compatibile con ogni altro aspetto produttivo, di garanzia dei livelli occupazionali e di impatto economico d’interesse dell’Unione.

In questo contesto, si è di-

scusso del fattore e del possibile contributo dei“Carburanti Sostenibili per l’Aviazione (SAF)” i quali rappresenterebbero uno strumento centrale per la riduzione delle emissioni.

I SAF, grazie alle loro caratteristiche chimico-fisiche compatibili con i carburanti tradizionali, possono essere utilizzati in miscela senza alcuna modifica agli attuali aeromobili o alle infrastrutture esistenti, rendendo gli stessi una soluzione immediatamentescalabile aumentandone la capillarità della distribuzione in commercio ed il conseguenziale uso.

L’Europarlamentare Alberico Gambino (FdI), rispetto al quadro delineato dalla Dottoressa Pamio e della situazione geopolitica attuale purtroppo segnata da una perdurante instabilità in Medio Oriente e prendendo altresì atto della crescente competizione globale sulle forniture energetiche, ha chiaramente espresso il concetto secondo il quale i carburanti sostenibili in uso all’aviazione non rappresentano solo uno stru-

mento per la riduzione delle emissioni, ma assumono anche una valenza strategica per l’autonomia energetica dell’Unione Europea.

Nel suo intervento, l’On. Gambino ha ritenuto di voler far emergere il dato della forte dipendenza di questa innovativa filiera, peraltro tutt’oggi in fase di sviluppo e non ancora uniformemente distribuita, interrogandosi circa le strategie necessarie a garantire che eventuali meccanismi di flessibilità - come quelli basati su una separazione tra utilizzo fisico del carburante e attribuzione dei benefici ambientali (Book and Claim), non riducano gli incentivi agli investimenti industriali ed infrastrutturali necessari ed imprescindibili in Europa. Un ulteriore elemento di riflessione posto dall’esponenteFdI-ECR è l’attenta valutazione, in assenza di un quadro di sostegno stabile e prevedibile oltre il 2030, del concreto rischio di una perdita di competitività del Settore aereo europeo rispetto adaltri operatorimondiali.

L’On. Gambino

Basilicata

Grande efficienza nei cantieri per il Giro d'Italia

La Basilicata in rosa

Telesca sistema le strade a Potenza. Pepe e Altomonte finanziano cantieri tra Pollino ed Appennino Lucano. E arriva pure il Commissario per Maratea

D I M A S S IM O D E LLA P E N N A

Il 13 Maggio la Basilicata si veste di rosa. Il giro d'Italia nella tappa che va da Praia a Mare a Potenza attraverserà il Parco Nazionale del Pollino, il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano per arrivare fino al capoluogo di Regione.

Si tratta di un grande evento sportivo, una grande classica dello sport italiano e della tradizione sportiva italiana, è una grande vetrina per il nostro territorio e per le nostre bellezze paesaggistiche che saranno viste da milioni di persone in tutto il mondo.

UN GRANDE INVESTIMENTO

Ovviamente a grandi vetrine corrispondono grandi investimenti. Il giro d’Italia porta con se la necessità di intervenire sulle strade, sulla viabilità, sulla sicurezza e sui tracciati.

Una monumentale serie di cantieri che ha coinvolto la Regione Basilicata e l’assessorato alle infrastrutture e che ha visto all’opera e alla prova anche

la macchina del Comune di Potenza.

La città di Potenza, infatti, è la tappa finale del giro e, quindi, necessita di interventi importanti. L’arrivo è da sempre il momento più visibile e delicato anche di una tappa di montagna.

In attesa di vedere i ciclisti mentre osserviamo i cantieri, la celerità e la completezza degli interventi non possiamo che fare il nostro plauso ai grandi protagonisti di questa corsa rosa fatta di decespugliatori e catrame.

Pasquale Pepe e Nino Altomonte dalla Regione e Vincenzo Telesca dal Palazzo di Città hanno dimostrato e stanno dimostrando che si può fare se si vuole. Si può costruire una sinergia tra Regione e Comune e si possono realizzare opere importanti in tempi rapidi.

Opere che servono per il giro ma che resteranno per la quotidianità della città, della Regione e, quindi, al servizio dei cittadini.

Al di là delle polemiche politiche e delle legittime posizioni di ciascuno, si può partire da questa

splendida ed efficiente sinergia tra Pepe e Telesca per dare il segnale di un nuovo modo di intendere il fare insieme.

UN COMMISSARIO PER CASTROCUCCO

Nel celebrare l’operosità amministrativa non possiamo non riportare anche un’altra importante notizia per la nostra Regione. Nel decreto commissari è stato individuato anche la

strada di Castrocucco tra quelle necessarie di un rapido intervento.

La frana che colpi la strada ha isolato Maratea dalla Calabria e ha determinato non pochi disagi per tutti.

Per anni abbiamo avuto interventi che nin hanno risolto alla radice la questione.

La burocrazia è nemica della buona amministra-

zione e soprattutto dell’efficienza.

Con la nomina del Commissario si potrà fare tutto più celermente.

La decisione della nomina del commissario è stata presa dal Governo Meloni ma sappiamo che anche in questo c’è lo zampino di Pepe.

Il Ministro dell infrastrutture è Salvini e noi sappiamo fare due più due.

Approvato all’unanimità l’ordine del giorno che introduce criteri Isee e supera il modello dei contributi erogati “a pioggia”

Bonus gas, passa proposta dell’opposizione in Regione

POTENZA. Approvato all’unanimità, nell’ultima seduta del Consiglio regionale della Basilicata, l’ordine del giorno presentato dalle opposizioni sulla revisione della misura conosciuta come Bonus gas. L’atto impegna il governo regionale a ridefinire i criteri di erogazione del contributo, introducendo principi di progressività e maggiore attenzione alle fasce economicamente più fragili. Il documento approvato dall’Aula punta a valorizzare il gas naturale acquisito dalla Regione attraverso i negoziati di compensazione ambientale, prevedendo il rimborso totale o parziale della componente energia del prezzo del gas non soltanto per le utenze domestiche, ma anche per le pubbliche amministrazioni regionali e gli enti locali. Restano esclusi gli enti pubblici economici e le società partecipate.Secondo quanto stabilito nell’ordine del giorno, la Giunta regionale dovrà definire entro trenta giorni dall’entrata in vigore della disposizione i criteri applicativi del contributo, individuando modalità che incentivino il risparmio energetico e la riconversione verso fonti rinnovabili. Successivamente, entro il 31 gennaio

di ogni anno, dovranno essere fissati i parametri di progressività sulla base delle diverse fasce di reddito.L’obiettivo dichiarato è concentrare le risorse disponibili sui nuclei familiari più esposti alle difficoltà economiche, garantendo al tempo stesso la sostenibilità finanziaria della misura in una fase caratterizzata dalla forte volatilità dei prezzi energetici. Il provvedimento mira inoltre a evitare sprechi di risorse pubbliche derivanti dall’erogazione indistinta dei contributi anche a favore delle fasce con redditi elevati.Nella relazione allegata all’atto si traccia un primo bilancio della legge regionale del 23 agosto 2022 sul cosiddetto “Bonus gas per tutti”. Se-

condo quanto evidenziato dalle opposizioni, la misura sarebbe stata applicata in maniera discontinua e limitata esclusivamente alle utenze domestiche, senza coinvolgere pubbliche amministrazioni e imprese, nonostante le previsioni normative e gli indirizzi approvati dal Consiglio regionale.

Tra gli aspetti maggiormente criticati vi è il meccanismo definito “a pioggia”, ritenuto incapace di distinguere tra situazioni economiche differenti. L’ordine del giorno approvato all’unanimità punta quindi a introdurre un sistema più equo, basato sull’Isee e sulla modulazione del beneficio in relazione alle reali condizioni economiche dei cittadini.

APPROVATO

Fondo autonomie locali

Otto milioni ai Comuni

POTENZA. Via libera unanime del Consiglio regionale della Basilicata all’ordine del giorno presentato dalle opposizioni per garantire continuità operativa al Fondo unico autonomie locali. Il provvedimento impegna il presidente della Regione e la Giunta a stanziare 8 milioni di euro per il 2026 a favore degli enti locali lucani.L’atto è stato approvato nella seduta del 28 aprile scorso e punta a rafforzare il sostegno economico destinato a Comuni e Province attraverso il Fual, strumento previsto dalla legge regionale del 19 settembre 2018 dedicata al supporto finanziario delle autonomie locali.Secondo quanto evidenziato nel documento, le risorse dovranno essere utilizzate per finanziare interventi e azioni dirette a migliorare l’autonomia e l’efficienza dei servizi territoriali. Le opposizioni hanno inoltre sottolineato la necessità di destinare maggiori fondi direttamente ai bilanci degli enti locali, riducendo invece l’incremento delle attività finanziarie nel settore idrico, comprese partecipazioni e investimenti. L’ordine del giorno approvato dall’Aula prevede che la copertura economica venga assicurata attraverso una manovra di compensazione orizzontale interna al bilancio regionale. Il provvedimento viene definito come un atto di programmazione strategica finalizzato a garantire agli enti locali lucani risorse certe e significative per il prossimo anno.

La Garante lucana Padula riferisce in Commissione sui risultati ottenuti tra inclusione scolastica, caregiver e accessibilità

«Disabilità,

POTENZA. Ascolto, interventi concreti e tutela dei diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Sono questi i punti centrali dell’audizione della garante regionale per le persone con disabilità della Basilicata, Marika Padula, ascoltata nella I Commissione consiliare presieduta dal consigliere regionale Francesco Fanelli nell’ambito della relazione sulle attività svolte fino al 31 dicembre 2025.Nel corso dell’incontro, Padula ha illustrato i risultati raggiunti dall’Ufficio del Garante, sottolineando come gran parte delle istruttorie avviate a seguito delle segnalazioni ricevute si sia conclusa con esito positivo. Un dato che, secondo la garante, dimostra la capacità di trasformare le richieste dei cittadini in percorsi amministrativi e

positive molte istruttorie regionali»

interlocuzioni istituzionali capaci di produrre risultati concreti.Tra i casi richiamati durante l’audizione figura quello di una famiglia che aveva visto inizialmente negare una carrozzina dotata di specifici propulsori. Grazie all’intervento dell’Ufficio del Garante è stato possibile ottenere il riconoscimento dell’ausilio necessario. Analogo esito positivo anche per una bambina sorda portatrice di impianto cocleare, la cui famiglia aveva ricevuto la richiesta di restituzione del dispositivo o, in alternativa, del relativo pagamento. L’intervento della garante ha consentito di ottenere il riconoscimento della gratuità dell’impianto, evitando ulteriori costi per la famiglia.Ampio spazio è stato dedicato anche al tema degli assegni di cura e al

riconoscimento del ruolo dei caregiver familiari. Padula ha criticato gli Ambiti territoriali che hanno ristretto o non riaperto i bandi, escludendo numerose famiglie dalle misure di sostegno. Una situazione definita «profondamente ingiusta», perché rischia di non riconoscere il valore sociale ed economico del lavoro di assistenza svolto quotidiana-

mente dai familiari.Nel corso dell’audizione si è parlato inoltre delle difficoltà delle scuole paritarie nel sostenere i costi degli assistenti alla comunicazione e degli assistenti fisici per gli studenti con disabilità. La garante ha ribadito che il diritto all’inclusione scolastica non può dipendere dalla natura giuridica dell’istituto frequentato e che ogni alunno deve poter ricevere il supporto necessario.Padula ha poi ricordato gli interventi effettuati per migliorare l’accessibilità degli uffici postali, in particolare alle Poste centrali di Potenza e nell’ufficio postale di San Fele, oltre al caso di una ragazza affetta da nanismo che, dopo diversi dinieghi, è riuscita a ottenere il Cude, il contrassegno unico disabili europeo.

«Entro trenta giorni chiediamo una risposta formale, un impegno scritto sui ristori con cifre e scadenze»

Metapontino devastato, dal Coordinamento Agricoltori di Basilicata: «Sì a fatti concreti»

«Ci sono momenti in cui una comunità smette di aspettare e decide di agire. Ieri è stato uno di quei momenti. Il Sindaco di Rotondella, Gianluca Palazzo, ha avuto un’idea e l’ha trasformata in atto». Lo si apprende in una nota diffusa dal Coordinamento Agricoltori Basilicata. «Il Consigliere regionale, Piero Marrese, - prosegue la nota - l’ha portata dove doveva arrivare. E la Terza Commissione Permanente della Regione Basilicata si è riunita. A loro, e a tutti i sindaci presenti, va il nostro riconoscimento. Registriamo con la stessa precisione chi non c’era. Anche questo dice molto. Marzo e aprile 2026 hanno lasciato un segno che non si cancella con un comunicato stampa. Nubifragi. Grandinate. Esondazioni. Il Metapontino colpito nel momento più delicato dell’anno, quello in cui le drupacee stavano per dare i loro frutti. Pesche,ciliegie, albicocche, susine a terra, in pochi minuti, senza appello. Non si raccolgono due vol-

te. Non esiste seconda stagione. I sindaci di Rotondella, Tursi, Nova Siri, Colobraro, Valsinni e Montalbano Jonico hanno portato in quella sede la verità nuda dei loro territori. Senza mediazioni. Con la dignità di chi non chiede pietà chiede giustizia. Noi siamo agricoltori. Sappiamo distinguere il seme dal raccolto. E sappiamo distinguere chi ascolta da chi decide. La Terza Commissione ha ascoltato. È un primo passo necessario, ma non sufficiente. Perché tra ascoltare e decidere c’è una distanza che ha un nome preciso: anni di attesa, ristori mai arrivati, famiglie lasciate sole davanti a emergenze che si ripetono con la stessa puntualità con cui le Istituzioni si dimenticano di loro. Quella distanza va colmata. Non con le parole. Con i fatti. Presidente Bardi. Assessore Cicala. I ristori per i danni del 2024 e del 2026 non sono una concessione, sono un dovere. Cifre reali. Impegni scritti. Scadenze certe. Non un comunicato vago. Non una telefonata

rassicurante. Non una di quelle riunioni in cui tutti annuiscono e nessuno firma nulla. «E se ritengono che non abbiamo diritto a nulla - conclude la nota - lo dicano pubblicamente. Firmato. Quel coraggio lo rispetteremmo. Il coraggio delle false promesse, invece, no. Governare non signi-

fica annunciare. Significa assumersi le responsabilità. Entro trenta giorni chiediamo una risposta formale: un impegno scritto sui ristori, con cifre e scadenze. Non un tavolo. Non una promessa. Un atto. La Basilicata agricola non dimentica. Non ha mai dimenticato».

Sì a potenziamento del ciclo di rifiuti e innovazione sistemi di raccolta differenziata; Mongiello: «Strategia concreta»

Basilicata Green, dalla Giunta regionale l’approvazione Piano ammodernamento

La Giunta regionale della Basilicata, su proposta dell’assessore all’Ambiente e Transizione energetica Laura Mongiello, ha approvato nel pomeriggio odierno due importanti provvedimenti in materia ambientale finalizzati al potenziamento del ciclo dei rifiuti, all’innovazione dei sistemi di raccolta differenziata e all’ammodernamento dell’impiantistica regionale. Il primo provvedimento riguarda l’approvazione dell’Avviso Pubblico “Smart bins”, finanziato nell’ambito del PR FESR FSE+ Basilicata 2021-2027, Priorità 3 “Basilicata green”, con una dotazione complessiva di 3,5 milioni di euro destinata ai Comuni lucani per il potenziamento e l’innovazione della raccolta differenziata urbana. Il secondo provvedimento approva invece un pacchetto di interventi infrastrutturali finanziati attraverso il Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027, per un valore complessivo di 17,4 milioni di euro, de-

stinati al completamento e all’adeguamento degli impianti di gestione dei rifiuti e agli interventi di recupero ambientale in diversi Comuni della Basilicata. «Con queste delibere – dichiara l’assessore all’Ambiente Laura Mongiello – la Regione Basilicata compie un ulteriore passo avanti nella costruzione di un sistema moderno, efficiente e sostenibile di gestione dei rifiuti. Investiamo contemporaneamente sull’innovazione tecnologica nei Comuni e sul rafforzamento dell’impiantistica regionale, seguendo una visione integrata che mette al centro l’economia circolare, la tutela ambientale e la qualità dei servizi ai cittadini». L’Avviso “Smart bins” punta a sostenere i Comuni nell’introduzione di sistemi intelligenti di raccolta differenziata, favorendo l’applicazione della tariffazione puntuale e del principio europeo “chi inquina paga”, con l’obiettivo di migliorare la logistica del servizio e incrementa-

re le percentuali di recupero dei materiali. «Vogliamo accompagnare le amministrazioni comunali – prosegue Mongiello –verso modelli innovativi di gestione dei rifiuti, attraverso strumenti digitali e tecnologie intelligenti capaci di rendere la raccolta differenziata più efficace, più equa e più sostenibile». Per quanto riguarda gli interventi infrastrutturali, le risorse FSC finanzieranno opere strategiche nei Comuni di Maratea, Pisticci, Colobraro, Sant’Arcangelo,

Tursi, Pomarico e Venosa, con interventi che spaziano dal revamping degli impianti al completamento delle piattaforme di trattamento, fino alla chiusura e messa in sicurezza delle discariche. Tra gli interventi più rilevanti figurano il revamping (o processo di ammodernamento) della piattaforma integrata di trattamento rifiuti di Sant’Arcangelo per oltre 5,7 milioni di euro, gli interventi sull’impianto di Colobraro, il completamento della piattaforma di Venosa e le

opere di messa in sicurezza ambientale nei siti di Tursi e Pomarico. «Questi investimenti – conclude l’assessore Mongiello – consentiranno di migliorare l’autonomia impiantistica della Basilicata, ridurre i costi di gestione, aumentare la sostenibilità ambientale del sistema regionale dei rifiuti e garantire maggiore sicurezza ambientale ai territori interessati. Si tratta di una strategia concreta e strutturale che guarda al futuro della Basilicata green».

Dal 20 al 23 maggio, le elezioni per la revisione quadriennale 2026/2030; Lapenna: «Un impegno verso la nostra comunità professionale»

Potenza, la Lista “Ingegneri & Comunità” si candida al rinnovo del Consiglio dell’Ordine

Èstata formalmente depositata la lista “Ingegneri & Comunità”, che parteciperà alle elezioni per il rinnovo quadriennale 2026/2030 del Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Potenza, in programma dal 20 al 23 maggio, con seggi aperti dalle 10 alle 18 nelle sedi di Potenza (sede dell'Ordine in via Di Giura), Rionero in Vulture (via Fontana 61) e Senise (Municipio, Zona PIParea mercato). La consegna ufficiale segna l’avvio della fase elettorale che accompagnerà gli iscritti verso quattro giornate di voto distribuite sul territorio provinciale. Guidata dall’ingegner Michele Lapenna, già Presidente dell’Ordine e Consigliere Nazionale, la lista riunisce competenze tecniche, esperienze istituzionali e sensibilità professionali provenienti dal mondo accademico, dalla Pubblica Amministrazione e dalla libera profes-

sione. Un gruppo che si propone di rafforzare il ruolo dell’ingegnere nella società e di restituire centralità all’Ordine come luogo di tutela, formazione e supporto concreto agli iscritti. «La consegna della lista è un passaggio formale ma anche un impegno verso la nostra comunità professionale - afferma il candidato presidente Michele Lapenna,che aggiunge:«Abbiamo costruito una squadra dinamica, che rappresenta la pluralità dell’ingegneria lucana, con l’obiettivo di mettere al centro il lavoro, la dignità della professione e un Ordine capace di essere davvero vicino ai suoi iscritti. Intendiamo realizzare il forte desiderio di costruire tutti insieme un percorso virtuoso di futuro».

Il programma della lista si articola in sei direttrici strategiche: lavoro, con la tutela della professione e dell’equo compenso; Pubblica Amministrazione, con

strumenti di supporto tecnico e monitoraggio delle infrastrutture; giovani, attraverso percorsi di accoglienza e formazione professionalizzante; pari opportunità, con iniziative dedicate alle

professioniste; formazione, con corsi mirati e multidisciplinari; collaborazione con l’Università della Basilicata, per aggiornare le competenze e contrastare la fuga dei talenti.

Borse di studio, sono arrivate oltre duemila domande

POTENZA. Grande partecipazione all’Avviso pubblico “Assegnazione di borse di studio per studenti della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione – anno scolastico 2025/2026”, promosso dalla Regione Basilicata e finanziato con risorse ministeriali ai sensi del D.M. del Ministero dell’Istruzione e del Merito n. 201 del 31/10/2025.Sono pervenute complessivamente 2.290 candidature da parte di studenti e studentesse degli istituti superiori del territorio regionale, a conferma dell’attenzione e dell’interesse delle famiglie lucane verso le misure regionali a sostegno del diritto allo studio.«Le

fasi istruttorie sono già iniziate – dichiara il Direttore generale Giuseppina Lo Vecchio – e gli uffici regionali sono impegnati nella verifica dei requisiti previsti dall’Avviso pubblico, al fine di procedere nel più breve tempo possibile all’assegnazione delle borse di studio agli studenti aventi diritto».Soddisfazione viene espressa dall’assessore regionale Francesco Cupparo, che sottolinea il valore dell’iniziativa e l’ampia partecipazione registrata: «La risposta arrivata dagli studenti lucani e dalle loro famiglie è estremamente positiva e conferma quanto sia importante continuare a investire sui giovani, sul merito

e sul diritto allo studio. Proprio per questo motivo, la Regione Basilicata si impegnerà a finanziare tutte le candidature ammissibili, affinché nessuno studente venga escluso da una misura che rappresenta un sostegno concreto al percorso formativo dei nostri ragazzi».A margine, l’assessore Cupparo coglie inoltre l’occasione per ricordare che è ancora aperto l’Avviso pubblico “Valore al Sapere”, destinato agli studenti meritevoli che hanno concluso il percorso della scuola secondaria di primo grado. L’Avviso resterà aperto fino al 26 maggio ed è rivolto agli studenti con Isee familiare fino a 35.000 euro e con una votazione finale del diploma di terza media pari ad almeno 8/10.«Si tratta – conclude Cupparo – di una misura per sostenere il merito e incentivare concretamente i giovani lucani nel loro percorso di crescita e formazione».

Il sindacato contesta l’esclusione del personale dell’Ambito Vulture Alto Bradano dal Fondo

Ex Pon fuori dai benefici 2026

La Uil Fp: «Servono verifiche»

RAPOLLA. La Uil Fp Basilicata interviene sulla situazione dei lavoratori ex Pon impiegati nell’Ambito territoriale sociale n. 5 Vulture Alto Bradano, con Comune capofila Rapolla, in relazione alla recente determinazione dirigenziale sulla costituzione del Fondo risorse decentrate per il 2026.

Secondo il sindacato, anche per l’anno in corso il personale interessato non risulta inserito tra i beneficiari degli istituti economici accessori previsti dal Fondo. Una scelta che, secondo la Uil Fp, merita un approfondimento sotto il profilo normativo e contrattuale, considerando il ruolo svolto in maniera continuativa dai lavoratori all’interno dell’ente capofila.La sigla sindacale evidenzia infatti come i dipendenti ex Pon partecipino stabilmente all’erogazione dei servizi di welfare territoriale e al raggiungimento degli obiettivi del-

mento nel pubblico impiego.L’organizzazione sindacale rende inoltre noto di non aver preso parte all’incontro tenutosi con l’amministrazione comunale di Rapolla, ritenendo necessario un diverso percorso di confronto sulla questione. La Uil Fp Basilicata ribadisce quindi la volontà di proseguire l’azione di tutela dei lavoratori nelle sedi competenti, con l’obiettivo di ottenere chiarimenti e una soluzione ritenuta coerente con il quadro normativo e contrattuale vigente. Il sindacato conferma infine la disponibilità a un confronto costruttivo nell’interesse della valorizzazione del personale coinvolto. LA REGIONE BASILICATA ANNUNCIA

l’Ambito sociale, pur essendo stati assunti originariamente attraverso fondi dedicati. Nel documento diffuso alla stampa, la Uil Fp richiama l’attenzione sulla necessità di garantire criteri uniformi nell’ac-

cesso agli strumenti della contrattazione decentrata, comprese progressioni economiche, indennità per specifiche responsabilità e premi di produttività, nel rispetto dei principi di equità e parità di tratta-

Confindustria Basilicata promuove un incontro su investimenti, competitività e ruolo del sistema giudiziario

Giustizia e imprese, oggi un confronto a Potenza

POTENZA. Si terrà oggi, venerdì 8 maggio, a partire dalle ore 16.30, presso il Polo Bibliotecario di Potenza, il convegno dal titolo “Impresa e Giustizia, alleati della crescita”, promosso da Confindustria Basilicata per approfondire il rapporto tra efficienza del sistema giudiziario e sviluppo economico.L’iniziativa nasce con l’obiettivo di accendere i riflettori su un tema ritenuto strategico dal mondo produttivo: una giustizia più rapida, preve-

dibile ed efficiente rappresenta infatti un elemento decisivo per attrarre investimenti, garantire certezza nei rapporti contrattuali e rafforzare la competitività delle imprese, soprattutto in territori che devono contrastare marginalità economica e isolamento infrastrutturale. Il confronto vedrà la partecipazione di autorevoli relatori provenienti dal mondo delle istituzioni, dell’università e delle professioni. Interverranno Tommaso Miele, Marcello Mi-

nenna, Cristina Sgubin e Antonio Matonti.I lavori saranno aperti dai saluti introduttivi di Luigi Catalani, del presidente di Confindustria Basilicata Francesco Somma, del procuratore generale presso la Corte d’Appello di Potenza Francesco Basentini e del presidente della Regione Basilicata Vito Bardi.A moderare l’incontro sarà Oreste Lopomo, vicepresidente nazionale della Commissione giuridica dell’Ordine dei giornalisti.

OLTRE IL GIARDINO Il confronto politico sui rapporti tra Regione e Comune di Potenza, sanità e cinema

Da Potenza alla sanità, fino alla memoria del terremoto

Nuova puntata di “Oltre il giardino”, il programma di Cronache Tv condotto dal giornalista Paride Leporace.

Nel corso della prima parte della puntata, intervista all’avvocato Giampiero Iudicello, consigliere comunale di Basilicata Casa Comune, che affronta il tema del rapporto tra la Regione Basilicata e il Comune di Potenza, soffermandosi sulle tensioni emerse durante l’approvazione del bilancio regionale.Il consigliere ricorda che, sin dall’insediamento dell’amministrazione guidata dal sindaco Telesca, il Comune «ha scelto di mantenere un atteggiamento di piena collaborazione istituzionale con la Regione, soprattutto nelle situazioni più delicate, come la recente crisi idrica». Secondo Iudicello, però, questo spirito collaborativo non sarebbe stato ricambiato.Al centro della polemica vi è la questione dei finanziamenti destinati a Potenza in quanto capoluogo di regione. Il consigliere sostiene che il presidente della Regione, Vito Bardi, avesse assunto l’impegno di destinare 15 milioni di euro nel triennio 2025-2027, dopo che la precedente amministrazione comunale aveva beneficiato di circa 40 milioni di euro utilizzati sia per il riequilibrio finanziario sia per il mantenimento dei servizi cittadini.Le aspettative, però, sarebbero state disattese: nel 2025 il Comune avrebbe ricevuto soltanto 600 mila euro in assestamento di bilancio e, per il 2026, non sarebbe stato previsto alcuno stanziamento. Una situazione che, secondo Iudicello, rischia di «mettere in difficoltà servizi essenziali come il trasporto pubblico, la mensa scolastica, l’assistenza agli studenti, i servizi sociali e persino le spese energetiche e organizzative del Comune».Il consigliere critica duramente quello che definisce un improvviso cambio di atteggiamento della Regione, accusando parte della maggioranza regionale di utilizzare il tema in chiave politica. Respinge inoltre le contrapposizioni territo-

riali tra Potenza e Matera, definendole sterili e dannose per l’intera Basilicata, sottolineando come le due città «abbiano esigenze differenti e meritino entrambe attenzione e investimenti adeguati».L’analisi si allarga poi ai problemi strutturali della Basilicata. Iudicello denuncia la mancanza di investimenti nazionali e regionali su temi strategici come la rete idrica, la gestione pubblica dei rifiuti, le infrastrutture e i trasporti ferroviari. A suo giudizio, la Basilicata continua a fornire risorse importanti al Paese, come acqua e petrolio, senza ricevere in cambio un adeguato sostegno allo sviluppo.«Questa regione merita più rispetto anche da parte del governo nazionale. Vengono a prendere le risorse naturali, l'acqua, il petrolio, ma non si investe adeguatamente. Siamo l'unica regione d'Italia che non ha un impianto pubblico di trattamento dei rifiuti. Ricordo che un piano regionale di vent'anni fa ne prevedeva tre, non è stato realizzato nessuno. Tutto questo, insieme al mancato investimento sulla rete idrica, si aggiunge alle criticità dei trasporti».Sul piano politico, Iudicello ribadisce il posizionamento di Basilicata Casa Comune nell’area del centrosinistra. «L’obiettivo è contribuire alla costruzione di una forza moderata e riformista che collabori con Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza VerdiSinistra, evitando divisioni che potrebbero indebolire l’opposizione».Nel corso della trasmissione è intervenuto il professor Francesco Vaia, già direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute ed ex direttore dello Spallanzani durante la pandemia di COVID-19, oggi impegnato nell’Autorità nazionale per la disabilità.Al centro del collegamento il suo “manifesto per la sanità italiana”, un documento che punta a rilanciare e riorganizzare il Servizio sanitario nazionale. Vaia ha chiarito subito il punto di partenza della sua riflessione: «la sanità italiana resta un sistema valido e di qualità, ma necessita di una profonda re-

visione organizzativa».Il primo principio del manifesto è mettere la persona al centro di ogni scelta sanitaria. Secondo Vaia, «ogni riforma dovrebbe essere costruita partendo dai bisogni reali dei cittadini e coinvolgendo gli operatori del settore». Ha poi annunciato la sua partecipazione a un incontro pubblico previsto il 16 maggio a Matera, promosso insieme a Cittadinanza Attiva, durante il quale verranno approfonditi i temi del manifesto, con particolare attenzione al rapporto tra sanità e disabilità.Tra i punti centrali del documento figura il tema dell’invecchiamento attivo. Vaia ha ricordato che l’Italia, e in particolare regioni come la Basilicata, stanno diventando territori sempre più anziani. «Se non pratichiamo l'invecchiamento attivo, saremo destinati ad avere una popolazione con sempre maggiori livelli di non autosufficienza e disabilità».Un altro tema affrontato riguarda le disuguaglianze nell’accesso alle cure e le liste d’attesa, definite «la vergogna del nostro tempo». Il professore ha proposto la creazione di liste uniche di prenotazione tra strutture pubbliche e private accreditate, per garantire ai cittadini prestazioni rapide, vicine al luogo di residenza e di qualità.Nell’ultima parte della trasmissione è stato ospite il regista lucano Andrea Manicone, autore del docufilm Stargate, dedicato al terremoto del 23 novembre 1980, uno degli eventi più traumatici della storia recente della Basilicata.Manicone, già collaboratore del programma agli esordi della sua carriera, ha raccontato che il progetto nasce «da un’idea coltivata per oltre quindici anni. Solo dopo aver raggiunto una sufficiente maturità artistica ho deciso di affrontare un tema così delicato e identitario per la comunità lucana».Il documentario, sostenuto da Rai Teche, utilizza un vasto repertorio di immagini storiche provenienti dagli archivi Rai, con materiali che coprono gli anni dal 1980 fino alla fase della ricostruzione. Il lavoro intreccia testimonianze dirette, documentazione storica e

parti narrative recitate, assumendo la forma di una vera docufiction.Tra gli intervistati figurano protagonisti istituzionali e testimoni dell’epoca, come l’ex sindaco di Potenza professor Fierro, il professor Straziuso del pronto soccorso, il sindaco di Balvano Di Carlo e il giornalista Piero Badaloni, uno dei primi inviati Rai arrivati in Basilicata subito dopo il sisma.Il film affronta non solo l’emergenza e i soccorsi, ma anche il lungo percorso della ricostruzione e le trasformazioni sociali e urbanistiche che seguirono. Il titolo “Stargate” richiama simbolicamente una “porta di passaggio”: secondo Manicone «il terremoto rappresentò uno

spartiacque nella vita dei lucani, tanto da dividere il tempo collettivo in un prima e un dopo il sisma».Accanto agli aspetti critici della ricostruzione, il docufilm evidenzia anche ciò che il terremoto contribuì a generare: dalla nascita dell’Università della Basilicata allo sviluppo della Protezione Civile moderna, passando per nuovi quartieri e opere pubbliche.Dopo la prima proiezione al Cinema Due Torri di Potenza, Manicone ha annunciato l’intenzione di «portare “Stargate” nei comuni lucani durante l’estate e nelle scuole, con l’obiettivo di preservare la memoria storica del terremoto e trasmetterla alle nuove generazioni».

Manicone, Vaia e Iudiciello

a Potenza la nuova misura da 50mila euro per rafforzare la protezione delle imprese lucane tramite tecnologie di videoallarme

Somma: «Con questo bando sosteniamo concretamente gli imprenditori lucani»

Un investimento concreto per rafforzare la sicurezza delle imprese lucane e promuovere una maggiore integrazione tra istituzioni, forze del- l’ordine e sistema produttivo. È stato presentato questa mattina, nella Sala Economia della Camera di commercio della Basilicata, il “Bando Voucher Videoallarme Antirapina 2026”, misura che mette a disposizione 50mila euro per sostenere micro, piccole e medie imprese nell’acquisto e nell’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale e videoallarme antirapina collegabili alle centrali operative della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri. L’iniziativa rappresenta la traduzione operativa del Protocollo d’intesa sottoscritto nel novembre 2025 tra la Prefettura di Potenza e la Camera di commercio della Basilicata, alla presenza del sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione dei fenomeni predatori e innalzare i livelli di sicurezza delle attività economiche sul territorio regionale.Alla presentazione hanno partecipato il presidente della Camera di commercio della Basilicata, Michele Somma, i prefetti di Potenza e Matera, Michele Campanaro e Maria Carolina Ippolito, i vertici provinciali delle forze di polizia e i rappresentanti delle associazioni di categoria del comparto commerciale.

VOUCHER FINO

A 2.500 EURO

Il bando prevede contributi a fondo perduto fino a un massimo di 2.500 euro per impresa, coprendo fino al 70% delle spese ammissibili al netto dell’Iva. Sono inoltre previste premialità aggiuntive di 250 euro per le aziende in possesso del rating di legalità e ulteriori 250 euro per imprese femminili o in possesso della certificazione di genere.Potranno accedere alle agevolazioni le MPMI con sede legale o unità operative in Basilicata, regolarmente iscritte al Registro delle imprese, in regola con diritto annuale camerale, obblighi contributivi, normativa sulla sicurezza sul lavoro e coperture assicurative contro i danni catastrofali.

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma RESTART, accessibile tramite SPID, CNS o CIE. La procedura sarà “a sportello”, quindi le richieste saranno valutate in ordine cronologico fino ad esaurimento delle risorse disponibili. Il bando completo e il disciplinare tecnico saranno pubblicati nelle prossime settimane, prima dell’avvio del click day.

IL PERCORSO

AVVIATO DALLA

PREFETTURA

Nel corso dell’incontro, il prefetto di Potenza Michele Campanaro ha ripercorso le tappe che

hanno portato alla definizione della misura. Un percorso iniziato nel 2024 con gli accordi siglati con Confcommercio, Confesercenti e Federazione Italiana Tabaccai, proseguito con il monitoraggio sulle attività commerciali e culminato nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dell’agosto 2025, durante il quale emerse la necessità di sostenere economicamente le imprese nell’adozione di sistemi di sicurezza passiva.Da lì la firma del protocollo con la Camera di commercio e la costituzione di un gruppo di lavoro congiunto incaricato di definire gli aspetti tecnici e operativi del bando.

I DATI SULLA CRIMINALITÀ PREDATORIA

Durante la conferenza sono stati illustrati anche i dati forniti dalle forze dell’ordine sui fenomeni predatori ai danni di esercizi commerciali e tabaccherie in provincia di Potenza.

Per gli esercizi commerciali, i furti sono passati dai 69 episodi del 2024 agli 88 del 2025, con un incremento del 27,5%. Nel primo quadrimestre del 2026 si registrano già 30 episodi. Le rapine, invece, sono passate da 2 episodi nel 2024 a 4 nel 2025, mentre nei primi quattro mesi del 2026 si contano già 2 casi. Per quanto riguarda le tabaccherie, i furti registrati in provincia

sono diminuiti dai 27 del 2024 ai 18 del 2025, mentre nel primo quadrimestre del 2026 gli episodi sono già 11.

“LA SICUREZZA È UN ASSET STRATEGICO”

«Investire nella sicurezza delle imprese significa investire nella fiducia, nella legalità e nella competitività del territorio», ha dichiarato il presidente della Camera di commercio della Basilicata, Michele Somma. «Con questo bando vogliamo offrire un sostegno concreto agli imprenditori lucani, accompagnandoli in un percorso di innovazione che tutela il lavoro e rafforza il presidio di legalità nelle nostre comunità».Sulla stessa linea il prefetto Campanaro, che ha sottolineato il valore della collaborazione istituzionale: «È importante che, accanto all’attività di prevenzione e contrasto garantita dalle forze di polizia, maturi anche un cambio culturale che porti gli operatori economici a considerarsi protagonisti della sicurezza delle proprie attività, dotandosi di efficaci misure di sicurezza passiva».

Soddisfazione è stata espressa anche dal prefetto di Matera Maria Carolina Ippolito, che auspica una forte adesione delle associazioni di categoria e degli imprenditori lucani per ridurre il gap ancora esistente sul fronte della prevenzione dei reati predatori.

Illustrata

Dal “Parco del Mediterraneo” al rilancio di infrastrutture e innovazione: la Basilicata punta su una nuova visione per contrastare isolamento e spopolamento

Una visione integrata per un futuro sostenibile e competitivo lucano

La Basilicata si trova oggi a un punto di svolta. L’isolamento geografico, lo spopolamento, la carenza di infrastrutture e la mancanza di lavoro hanno reso necessaria una riflessione approfondita sul futuro della regione. Un cambiamento radicale della programmazione, che integri nuovi paradigmi di sviluppo, può rappresentare una via d’uscita dall’attuale stagnazione. In quest’ottica, il ruolo della Basilicata come ponte nel contesto mediterraneo, la valorizzazione dei parchi naturali e delle aree interne, e una moderna riorganizzazione delle infrastrutture viarie, ferroviarie e aeroportuali devono essere considerati elementi chiave. Inoltre, le città di Potenza e Matera possono svolgere un ruolo fondamentale, diventando poli di cultura e innovazione che attraggano nuovi residenti e turisti.

BASILICATA

NEL CONTESTO

MEDITERRANEO: UN PARCO DEL MEDITERRANEO PER VALORIZZARE L’AMBIENTE E L’ECONOMIA LOCALE

La Basilicata ha un potenziale unico nel contesto mediterraneo, data la ricchezza del suo patrimonio naturale e la diversità dei suoi ecosistemi. Tuttavia, la regione ha spesso trascurato il suo ruolo ambientale e culturale all’interno di quest’area. Perché non unificare i parchi della Basilicata in un unico “Parco del Mediterraneo”? Se fosse possibile realizzarlo questo progetto si offrirebbe una soluzione innovativa e vantaggiosa sotto molti aspetti. Creare l’area protetta più estesa d’Europa darebbe un’identità unica alla Ba-

silicata, rendendola un polo di attrazione per il turismo ambientale e sostenibile, oltre a posizionarla come protagonista nella conservazione del patrimonio naturale europeo.

La Fattibilità del Parco del Mediterraneo L’unificazione dei parchi esistenti, come il Parco Nazionale del Pollino, il Parco della Murgia Materana, del Cilento e della Val d’Agri e altre aree naturali protette, è un obiettivo ambizioso ma realistico. In termini pratici, l’integrazione di questi parchi richiede un coordinamento tra le amministrazioni locali, le istituzioni nazionali e gli enti di tutela ambientale. Un Parco del Mediterraneo potrebbe attrarre fondi europei per la conservazione della biodiversità, con particolare attenzione alla protezione delle specie endemiche e alla gestione sostenibile delle risorse naturali. L’area protetta potrebbe diventare un modello di gestione integrata delle risorse ambientali e

turistiche, promuovendo il turismo naturalistico e sostenibile e offrendo opportunità di sviluppo per le comunità locali. Benefici Economici e Ambientali

L’istituzione di un Parco del Mediterraneo stimolerebbe l’economia locale attraverso il turismo ecologico, un settore in crescita che attira visitatori interessati a esplorare ambienti naturali preservati e a vivere esperienze autentiche. Questa tipologia di turismo avrebbe impatti limitati sull’ambiente, generando al contempo benefici economici per le comunità locali. Il Parco del Mediterraneo diventerebbe anche un importante centro per la ricerca scientifica e la formazione ambientale, collaborando con università e istituzioni internazionali per sviluppare progetti di conservazione e sostenibilità. In questo modo, la Basilicata contribuirebbe alla lotta contro i cambiamenti climatici e alla protezione della biodiversità, posizionandosi come un leader

nel contesto mediterraneo per la conservazione dell’ambiente.

INFRASTRUTTURE PER IL FUTURO: MOBILITÀ E ACCESSIBILITÀ PER CONTRASTARE L’ISOLAMENTO

La Basilicata soffre storicamente di una carenza di infrastrutture efficienti che ne limita l’accessibilità e la connessione con le altre regioni italiane ed europee. La riorganizzazione delle infrastrutture viarie e ferroviarie è essenziale per facilitare gli spostamenti interni e per ridurre l’isolamento della regione. Riprendendo e promuovendo l’ipotesi per la realizzazione dell’asse viario Lauria Candela che era finalizzata a “aumentare l’accessibilità dell’area Meridionale della regione, inserendola in un itinerario nazionale di traffico, al fine di incentivare lo sviluppo produttivo nelle aree attraversate soprattutto nel settore del turismo e delle attività correlate; realizzare un corridoio Nord-Sud di collega-

mento tra il corridoio tirrenico ed il corridoio adriatico che possa costituire un’alternativa di percorso ai traffici nazionali di lunga e media percorrenza tra Nord e Sud, e contemporaneamente potenziare le possibilità di collegamento tra le regioni meridionali adriatiche e tirreniche attraverso il territorio della Basilicata.” “virgolettato tratto dalla relazione di piano della Regione Basilicata” In merito all’estratto della relazione sopra riportato, andrebbe evidenziata anche la possibilità di rendere attrattiva l’ipotesi di migrare sul tratto in oggetto i flussi delle merci provenienti dal porto di Gioia Tauro, primo porto italiano ottavo in Europa per quantità di container(fonte ShipMag_2023) Un aeroporto di terzo livello potrebbe rappresentare un’aggiunta strategica al sistema dei trasporti, offrendo nuovi collegamenti nazionali e internazionali e facilitando l’accesso di turisti e investitori.

Riorganizzazione

della Rete Viaria e Ferroviaria

Per migliorare la viabilità interna, è necessario un piano di ammodernamento delle strade regionali e dei collegamenti ferroviari. La realizzazione di una rete stradale moderna, con collegamenti più rapidi e sicuri, permetterebbe di ridurre i tempi di percorrenza e di migliorare la qualità della vita dei residenti. Sul fronte ferroviario, l’obiettivo deve essere quello di rendere la regione meglio integrata con le principali linee nazionali, garantendo servizi frequenti e affidabili.

L’implementazione di una linea ferroviaria ad alta velocità o a media velocità tra Potenza e Matera, e di collegamenti più veloci verso le città limitrofe, come Napoli e Bari, potrebbe rappresentare una svolta, riducendo drasticamente i tempi di viaggio e favorendo la mobilità dei lavoratori e dei turisti. Anche il potenziamento delle connessioni con i porti e gli aeroporti limitrofi sarebbe fondamentale per aumentare le opportunità di sviluppo economico e turistico.

Un Aeroporto di Terzo Livello per Uscire dall’Isolamento Un aeroporto di terzo livello, con voli nazionali e collegamenti minori, potrebbe essere la chiave per rompere l’isolamento della Basilicata. Completare l’aviosuperficie di Pisticci, ad esempio, potrebbe

consentire di gestire voli regionali che colleghino la Basilicata con le principali città italiane, favorendo l’arrivo di turisti e facilitando gli spostamenti dei residenti. Anche se la vicinanza di scali come Napoli, Bari e Pontecagnano, potrebbe sollevare dubbi sulla necessità di un ulteriore aeroporto, un’infrastruttura ben progettata e con un’offerta mirata di voli regionali rappresenterebbe comunque un vantaggio.

In questo senso, l’aeroporto di terzo livello dovrebbe essere concepito come uno scalo agile e a basso impatto ambientale, in grado di operare con costi sostenibili e di offrire un servizio complementare agli aeroporti vicini. La sua realizzazione consentirebbe alla Basilicata di connettersi direttamente con altre regioni, riducendo i tempi di viaggio e incentivando il turismo, il commercio e l’attrazione di investimenti.

SPOPOLAMENTO

E SVILUPPO

ECONOMICO: SFIDE

E OPPORTUNITÀ

Lo spopolamento è uno dei problemi più gravi che affliggono la Basilicata. La carenza di opportunità lavorative e di servizi adeguati spinge molti giovani a lasciare la regione in cerca di una vita migliore. Per contrastare questo fenomeno, è necessario un piano integrato che affronti sia le cause economiche che quelle sociali dello spopolamento, creando condizioni che inco-

raggino i giovani a rimanere o a tornare. Creazione di Opportunità Lavorative

La Basilicata dovrebbe puntare su settori economici in crescita e compatibili con le risorse del territorio, come il turismo sostenibile, l’agricoltura biologica, le energie rinnovabili e l’artigianato. Questi settori potrebbero generare posti di lavoro e favorire lo sviluppo di piccole e medie imprese locali. Inoltre, l’adozione di politiche di incentivo per le start-up e per l’imprenditoria giovanile rappresenterebbe un segnale positivo per i giovani lucani, incentivandoli a costruire il loro futuro nella loro terra d’origine, pertanto sarebbe auspicabile attivare strumenti per sviluppare progetti imprenditoriali con incubatori d’impresa e reti d’impresa anche in considerazione del fatto nche dai dat Istat (2018) risulta che le micro imprese rappresentano 82.22%, le piccole imprese 16.3% e le medie imprese 1.4%

La formazione professionale e l’istruzione rivestono un ruolo fondamentale. Investire in centri di formazione specializzati, in collaborazione con università e istituzioni locali, potrebbe fornire competenze avanzate e competitive. La creazione di percorsi formativi specifici per i settori chiave dell’economia locale offrirebbe ai giovani le competenze necessarie per ac-

cedere a nuovi impieghi e per intraprendere iniziative imprenditoriali.

IL RUOLO DI POTENZA

E MATERA:

CULTURA

E INNOVAZIONE COME VOLANI DI SVILUPPO

Potenza: Innovazione e Digitalizzazione

Potenza, in quanto capoluogo di regione, ha la responsabilità di guidare il cambiamento e di promuovere innovazione e modernizzazione. La città dovrebbe concentrarsi sulla creazione di un ecosistema favorevole all’innovazione tecnologica e alla digitalizzazione, incentivando l’insediamento di aziende del settore e favorendo la nascita di start-up. Attraverso la creazione di spazi di coworking, incubatori di impresa e poli tecnologici, Potenza potrebbe diventare un centro per l’innovazione nel sud Italia. Inoltre, la città può promuovere la cultura come motore di sviluppo, con la creazione di eventi culturali, festival e manifestazioni che attraggano visitatori da altre regioni. Potenza dovrebbe sfruttare le proprie istituzioni culturali, come i musei e il teatro F. Stabile per promuovere l’identità e la storia della Basilicata, creando un’offerta culturale di alto livello che attragga residenti e visitatori.

Matera: Una Capitale della Cultura

Permanente Dopo il successo di Mate-

ra come Capitale Europea della Cultura nel 2019, la città ha dimostrato di avere un potenziale straordinario per attrarre turismo e per promuovere il patrimonio storico e culturale della regione.

Tuttavia, per mantenere l’interesse e continuare a crescere, è necessario che Matera mantenga un ruolo centrale nel panorama culturale italiano ed europeo.

Investire in eventi artistici, mostre internazionali e collaborazioni con altre capitali culturali potrebbe fare di Matera un punto di riferimento permanente per la cultura.

La città dovrebbe puntare a valorizzare le proprie radici e la propria identità, promuovendo iniziative che integrino arte, cultura e innovazione.

Conclusione

La Basilicata può invertire il suo declino solo attraverso una visione integrata e ambiziosa. La creazione di un Parco del Mediterraneo, lo sviluppo delle infrastrutture, l’attenzione al turismo sostenibile e l’investimento nella cultura rappresentano i pilastri di una strategia che possa finalmente rompere l’isolamento e rilanciare l’economia regionale.

Potenza e Matera possono essere i motori di questo cambiamento, guidando la regione verso un futuro più prospero e sostenibile, in cui giovani e famiglie possano costruire una vita soddisfacente e gratificante.

Truffe online in tabaccheria: ascoltati gli esercenti Laragione e Scocuzzo

Le modalità erano le stesse. Tolve e Valsinni i centri gettonati per far cassa. A farne le spese i titolari di due tabaccherie nei rispettivi centri della Basilicata, Romano Laragione a Valsinni e Rosa Scocuzzo di Tolve. Tutto questo grazie alla frode on line che vedeva sfortunati protagonisti della vicenda. I fatti risalgono all'11, 12 e 13 giugno 2020, le inda-

gini sono state avviate dai Carabinieri, mentre il processo è partito qualche mese dopo. Sono otto gli indagati per truffa on line svolta mediante Sisal Lottomatica della Procura della Repubblica, tutti campani. Si tratta di Vincenzo Romito, Lucio Benvenuto, Carmine Febbraio, Salvatore Raffaele Fornaro, Maria De Angelis, Antonio Costabile, Antonio Conte e Vincenza Iannucciello.

Gli imputati sono tutti di

Napoli e di alcuni centri dell'hinterland partenopeo. Una poste pay, una telefonata ad entrambi gli sfortunati protagonisti e via ecco la truffa on line che ha portato nelle casse dell'associazione dedita alla truffa ben diecimila euro. Nei modi e nei tempi le dichiarazioni dei due titolari davanti al Giudice Rosalia Caprio e dal Pubblico Ministero Patrizia Salvia sono state identiche partendo dalle telefonate e arrivando all'accertamento concreto dei fatti criminosi.

I due esercenti hanno negato di conoscere uno dei principali protagonisti della vicenda, Antonio Conte. Una truffa ben congegnata, fatta di telefonate ai due titolari, soli nei rispettivi locali, con una voce di donna una certa Sara, accompagnata da altre tre persone nelle vicinanze. La richiesta del codice per eseguire operazioni, e loro i due commercianti ignari della truffa ci sono cascati. Soltan-

to dopo ovvero in occasione della visualizzazione dei rispettivi conti bancari è stata scoperta la truffa.

Una truffa telefonica studiata nei minimi particolari, non c'è che dire, ma ovviamente smascherata dal pregevole lavoro dei Carabinieri. E loro i due esercenti che lavoravano da soli anche in considerazione della mancanza di collaboratori e dello spopolamento in atto ne hanno fatto le spese. I codici con tanti nove a fare da sfondo e a creare le premesse per la truffa e appunto il capo d'imputazione. Le telefonate su utenza fissa hanno consentito l'operazione malavitosa dei responsabili che hanno scoperto i fatti appunto recandosi in banca essendo poco avvezzi al controllo on line dei rispettivi conti bancari. Quelle telefonate sospette hanno creato paura, ansia e preoccupazione sia a Laragione che a Scocuzzo che ieri mattina hanno

parlato davanti ai giudici nell'aula Andrea Ferraro del Tribunale di Potenza, dinanzi al Giudice Rosalia Caprio, al Pubblico Ministero Patrizia Salvia, ai legali delle patti offese, Rocco Viggiano e Antinesca Petrigliano, ai legali degli imputati Cristiana Carlucci, Donato Bocchinero e al legale Alfredo Cappa.

Una descrizione minuziosa dei fatti, composta dalle chiamate ricevute, dagli orari delle medesime, da quella voce di una donna, Sara e un movente ben chiaro estorcere soldi mediante la Lottomatica. Successivamente la titolare della tabaccheria di Tolve ha chiuso l'esercizio commerciale. E per questo gli otto imputati sono ancora al centro dell'inchiesta che avrà un seguito il prossimo 26 novembre con la discussione e le testimonianze di altri personaggi al centro di questa indagine con una nuova udienza dinanzi ai giudici di Potenza.

Nel processo contro il sindaco Giordano e il funzionario Nappi, la testimone descrive il lavoro della vittima Carmela Giordano e il rapporto con Nappi

Soprusi e angherie su una dipendente a Vietri: ascoltata Simona Pascaretta

POTENZA. Soprusi, maltrattamenti, stalking in ambito lavorativo. Sono questi i capi d'imputazione a carico del Sindaco di Vietri di Potenza e attuale Presidente della Provincia di Potenza, Christian Giordano e del funzionario del Comune di Vietri di Potenza, Adolfo Nappi. Le indagini sono partite nel 2022 e hanno avuto nel corso degli anni diverse udienze legate al comportamento di Giordano e Nappi nei confronti di alcune dipendenti comunali.

Nell'Aula Andrea Ferrara del Palazzo di Giustizia di Potenza si è svolto un nuovo round di un processo lungo e complesso che sembra non terminare mai. Di fronte al Giudice Cecilia Mirone e al Pubblico Ministero Marilena Taddei ha risposto alle domande la testimone Simona Pascaretta.

Presenti gli avvocati Alessandro Singetta, legale rappresentante dell'Amministrazione Comunale di Vietri di Potenza e Nicola Stigliani, legale di parte civile. I maltrattamenti e le continue angherie di Nappi e Giordano nei confronti di Carmela Giordano risalgono di fatto a pochi mesi dal pensionamento della stessa dipendente dell’Ente. In precedenza il GUP ( Giudice dell'Udienza Preliminare ) del Tribunale di Potenza ebbe modo di rinviare a giudizio l'attuale primo cittadino, tutto questo dopo aver valutato le risultanze investigative e l'accoglimento della richiesta da par-

te della Procura.

Simona Pascaretta ha risposto alle domande formulate dal Giudice Cecilia Mirone, dal Pubblico Ministero, Marilena Taddei e dai due legali parlando del suo incarico nell'ufficio tributi dal 1 febbraio 2021 e di aver lavorato al Comune di Potenza nell'ufficio tributi, supporto dati anagrafici e economato, di conoscere la signora Giordano che non lavorava ancora nel Comune di Vietri e ha cominciato nel mese di agosto del 2022. La Pascaretta non conosceva le funzioni della Giordano che successivamente ha iniziato a lavorare presso l'Ufficio Cimiteriale svolgendo funzioni nel redigere l'inventario dell'area cimiteriale di Vietri. La Pascaretta ha dichiarato di lavorare nell'ufficio di fronte a quello degli uffici demografici e che la Giordano non conosceva le modalità di lavoro svolte appunto dalla Pascaretta. Nel corso della requisitoria Simona Pascaretta ha dichiarato che Carmela Giordano raggiungeva il luogo di lavoro facendo una passeggiata e che di tanto in tanto si recava nell'archivio del comune. Inoltre non conosceva le modalità di lavoro della Giordano ne tanto meno del materiale sistemato nella scrivania. Simona Pascaretta vedeva Carmen Giordano nell'ufficio anagrafe. La Giordano secondo la testimone si recava nell'archivio, una stanza normale. La Pascaretta ha parlato anche del dirigente Adolfo Nappi, che asse-

gnava i ruoli mediante un protocollo. La Pascaretta al termine della sua requisitoria ha affermato di non aver assistito a scontri verbali tra Nappi e i suoi collaboratori e che anzi, Nappi è sempre stato cortese e garbato con tutti i componenti dell'ufficio comunale di Vietri di Potenza. Prossima udienza di questo processo il 23 settembre.

Frode telematica a Tolve e Valsinni: 8 imputati del Napoletano a processo per aver sottratto 10mila

AMMINISTRATIVE A Cronache il candidato sindaco racconta la sua visione di Acerenza

Montanaro «La politica è conseguenza naturale dell’impegno quotidiano»

A capeggiare la lista “Acerenza Insieme” il già Vicesindaco per oltre un quinquennio

DI EM AN UEL A CAL ABR ES E

Nella corsa a tre per il nuovo Sindaco di Acerenza, alle amministrative del 24 e 25 maggio, incontriamo il candidato Canio Montanaro, con la lista “Acerenza Insieme”.

«La mia storia non inizia oggi, ma è intrecciata da sempre con quella di Acerenza. Ogni strada, ogni piazza, ogni volto, racconta un pezzo della mia vita. Qui sono cresciuto, qui ho imparato cosa significa appartenere davvero a una comunità. Non ho mai vissuto Acerenza da spettatore. L’ho vissuta stando in mezzo alle persone: nell’oratorio, dove ho condiviso sorrisi, difficoltà, sogni; nel mondo dell’associazionismo, dove ho imparato che il vero valore è donare il proprio tempo agli altri; nell’organizzazione di eventi culturali, perché credo profondamente che la cultura non sia un lusso, ma un collante che tiene unito un paese. La politica, per me, non è mai stata una carriera. È stata una conseguenza naturale dell’impegno quotidiano. Essere stato Vicesindaco per oltre cinque anni, anche durante la pandemia, mi ha segnato profondamente. Oggi mi candido. Perché quando ami davvero la tua comunità, non guardi da lontano: ti metti in gioco. Con umiltà,

con rispetto, con il cuore»

Quali sono le priorità di cui ha bisogno Acerenza in questo momento e quali le maggiori criticità che vanno risolte?

«Acerenza non chiede promesse irrealizzabili. Chiede attenzione. Chiede vicinanza. Chiede amministratori che sappiano fermarsi ad ascoltare una madre preoccupata, un giovane che vuole restare, un anziano che ha bisogno di sentirsi meno solo. Le difficoltà sono reali: lo spopolamento, le infrastrutture, la mancanza di opportunità. Ma è altrettanto reale la forza della nostra gente. Acerenza ha un’anima grande, fatta di sacrificio, di dignità, di solidarietà. Io voglio essere un Sindaco presente, riconoscibile, disponibile. Un Sindaco che cammina tra le persone, che non si nasconde dietro

una scrivania. Perché amministrare significa prendersi cura, ogni giorno, senza riserve della propria gente e della propria comunità».

I comuni al voto vedono ovunque liste civiche. La vostra di che anime si compone e come avete trovato l’equilibrio?

«La nostra lista non nasce a tavolino. Nasce attorno a un’idea semplice ma potente: Acerenza viene pri- ma di tutto. È una squadra di cittadini, donne e uomini che hanno deciso di metterci la faccia, il tempo, le competenze.Persone diverse, storie diverse, ma un unico filo che le unisce: il rispetto per la comunità, con un'attenzione privilegiata alla parità, di ogni genere. Non ci interessano le etichette politiche. Ci interessa costruire, insieme, un percorso fatto di ascol-

to, dialogo e scelte condivise. Vogliamo ricucire, non dividere. Unire, non contrapporre». Quale dei punti della campagna elettorale ritiene fortemente incisivo e prioritario per la comunità o il territorio acheruntino?

«Un paese senza speranza è un paese che si spegne lentamente. Io non voglio che Acerenza si spenga. Voglio che torni a sentire il battito, l’energia, la voglia di restare e di tornare. Dobbiamo creare opportunità concrete per i giovani, sostenere chi lavora, chi investe, chi si rimbocca le maniche. Dobbiamo valorizzare la cultura, le associazioni, i momenti di incontro, perché è lì che nasce il senso di comunità. E dobbiamo stare accanto a chi ha più bisogno: agli anziani, alle persone fragili, a chi vive una difficoltà in

silenzio. Nessuno deve sentirsi solo ad Acerenza. Nessuno»

Tastando il polso della comunità, come si sta svolgendo questa corsa a tre e cosa percepisce dai suoi concittadini?

«In questi giorni sento una Acerenza viva. La gente mi ferma, mi parla, mi guarda negli occhi. Non chiede slogan, chiede verità. Chiede rispetto. Chiede un’amministrazione che sia umana prima ancora che efficiente. La competizione elettorale è intensa, ma io credo che il confronto debba restare sul piano delle idee. Le divisioni passano, la comunità resta. Acerenza resta. Ed è a lei che dobbiamo rispondere. Insieme non è solo uno slogan. È il nostro modo di vivere. Acerenza non è solo un luogo. È casa. È il nostro futuro»

Sconti e facilitazioni per i cittadini chiamati alle urne il 24 e 25 maggio e agli eventuali ballottaggi di giugno

Voto amministrative 2026: treni, aerei e traghetti con

In vista delle elezioni amministrative di domenica 24 e lunedì 25 maggio 2026, con eventuale turno di ballottaggio fissato per il 7 e 8 giugno, il Ministero dell’Interno ha confermato una serie di agevolazioni tariffarie per gli elettori che dovranno raggiungere il proprio Comune di iscrizione elettorale per esercitare il diritto di voto. Le misure riguardano i trasporti ferroviari, marittimi, autostradali e aerei e sono rivolte ai cittadini italiani residenti in Italia e all’estero. Per quanto riguarda il trasporto ferroviario, le società Trenitalia, Italo e Trenord applicheranno tariffe agevolate in

base alle convenzioni sottoscritte con il Ministero dell’Interno. Gli sconti saranno validi per i viaggi verso il Comune di iscrizione elettorale o località vicine.Agevolazioni anche per i collegamenti marittimi. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha disposto una riduzione del 60% sulla tariffa ordinaria passeggeri per gli elettori che viaggeranno con Compagnia Italiana di Navigazione, GNV, Grimaldi Euromed, Navigazione Siciliana e NLG. Per i residenti continuerà ad applicarsi la tariffa dedicata, salvo che quella prevista per gli elettori risulti più conveniente.Sul fronte autostrada-

le, l’Aiscat ha comunicato l’esenzione dal pagamento del pedaggio, su gran parte della rete nazionale, per gli elettori italiani residenti all’estero che rientreranno in Italia per votare. L’agevolazione sarà valida sia per il viaggio di andata sia per quello di ritorno, con esclusione delle autostrade a sistema aperto.Per i collegamenti aerei, ITA Airways applicherà uno sconto di 40 euro sui voli nazionali di andata e ritorno destinati a raggiungere il seggio elettorale. Lo sconto sarà valido per biglietti di importo pari o superiore a 41 euro e non sarà cumulabile con altre promozioni.Ulteriori dettagli sulle modalità

di accesso alle agevolazioni sono disponibili nella circolare pubblicata dalla Prefettura di Potenza nella sezione dedicata alle Elezioni amministrative 2026 del sito istituzionale.

L’ospedale distrettuale supera il limite previsto dal decreto ministeriale per la sostenibilità operativa delle strutture sanitarie territoriali

Asm, diagnostica in crescita a Tinchi 210mila prestazioni

MATERA. La rete diagnostica dell’Azienda sanitaria di Matera registra numeri in costante crescita e rafforza il proprio ruolo strategico nell’assistenza territoriale. A segnare il risultato più significativo è il laboratorio di Patologia clinica dell’ospedale distrettuale di Tinchi di Pisticci che, nel 2025, ha superato ufficialmente la soglia delle 210 mila prestazioni annue, consolidando la sostenibilità operativa del presidio.Il dato assume un rilievo particolare anche alla luce del decreto ministeriale numero 70 del 2015 che prevede la razionalizzazione delle strutture con volumi di attività inferiori alle 200 mila prestazioni annuali. Il presidio di Tinchi non solo raggiunge il parametro fissato dalla normativa, ma evidenzia un trend di crescita costante negli ultimi anni. Le prestazioni effettuate sono infatti passate dalle 110 mila del 2023 alle 164 mila del 2024, fino al superamento della soglia nel 2025.La crescita riguarda l’intera rete laboratoristica dell’Asm. I dati Cup evidenziano infatti numeri in aumento anche per il laboratorio di Policoro, che raggiunge 348.221 prestazioni annue, e per il pre-

sidio ospedaliero di Matera, attestato a 272.981 prestazioni. Numeri che confermano una domanda sanitaria concreta e qualificata da parte dei cittadini del territorio e delle aree limitrofe.«Questi risultati non sono casuali – spiega il dottor Domenico Dell’Edera, responsabile del laboratorio di analisi chimico-cliniche PolicoroTinchi – ma rappresentano il frutto di una visione chiara e di un lavoro sinergico tra direzione strategica, assessorato alla Sanità e tutto il personale sanitario coinvolto. Dirigenti biologi, tecnici di laboratorio e personale infermieristico hanno contribuito con professionalità e dedizione a rafforzare l’offerta diagnostica dell’Azienda sanitaria materana».Soddisfazione viene espressa anche dal direttore generale del-

l’Asm, Maurizio Friolo. «Il superamento della soglia delle 200 mila prestazioni annue da parte del laboratorio di Tinchi rappresenta un risultato di grande valore strategico per l’Asm e per l’intero territorio materano. È la dimostrazione concreta che investire nella diagnostica territoriale, nelle tecnologie e soprattutto nelle professionalità produce risultati tangibili in termini di qualità ed efficienza».Per l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, i dati confermano la capacità attrattiva della diagnostica lucana. «La diagnostica della costa ionica è ormai un polo capace di richiamare utenza anche da fuori regione, contribuendo a ridurre la mobilità passiva e rafforzando la qualità della sanità territoriale».

RACCOLTA FIRME ANCHE IN BASILICATA

Sanità pubblica, Cgil avvia la mobilitazione

POTENZA. Difendere la sanità pubblica e ri- lanciare il Servizio sanitario nazionale. È questo l’obiettivo della mobilitazione annunciata da Cgil Basilicata, Spi Cgil Basilicata e Fp Cgil Potenza durante l’incontro promosso al Museo archeologico provinciale del capoluogo lucano, con il contributo in videocollegamento del presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta.Al centro del confronto le criticità della sanità lucana, tra liste d’attesa, carenza di personale e mobilità sanitaria verso altre regioni. «Siamo di fronte a un bivio storico – ha dichiarato la segretaria generale della Fp Cgil Potenza, Giuliana Scarano –. Il 15 e 16 maggio partirà la raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare a difesa del Servizio sanitario nazionale».Nel mirino del sindacato il nuovo Piano socio sanitario regionale 2026-2030, giudicato insufficiente rispetto ai bisogni del territorio. Secondo la Cgil, la Basilicata continua a perdere milioni di euro per la mobilità passiva, mentre aumentano le difficoltà nell’accesso alle cure e i tempi di attesa per visite ed esami.«Nel 2024 i lucani che hanno rinunciato a curarsi sono saliti a 60 mila», ha evidenziato il segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa, chiedendo maggiori investimenti sulla medicina territoriale, sul welfare e sul personale sanitario.

La garante regionale Silletti chiede più servizi e interventi rapidi: aumentano ansia, depressione e dipendenze

«Salute mentale, cresce il disagio in Basilicata»

POTENZA. Crescono in Basilicata le richieste di supporto ai servizi di salute mentale e aumentano le patologie legate a depressione, disturbi d’ansia, dipendenze, disturbi bipolari e altre fragilità psichiatriche. A lanciare l’allarme è la garante regionale per la salute, Tiziana Silletti, che richiama l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di rafforzare la rete di assistenza e di intervenire con maggiore tempestività sui territori.«Ci sono sofferenze che non fanno rumore. Persone che ogni giorno sorridono fuori e crollano dentro – dichiara Silletti –. Persone che convivono con l’ansia, con la depressione, con la paura e con il senso di vuoto senza riuscire nemmeno a trovare le parole per chiedere aiuto». Secondo la ga-

rante, il disagio psicologico rappresenta «una delle ferite più profonde del nostro tempo», una condizione che attraversa famiglie, giovani, adulti e anziani e che assume contorni ancora più drammatici all’interno delle carceri.La garante sottolinea come dietro i numeri vi siano storie personali spesso segnate dalla solitudine e dall’isolamento. «Ci sono madri e padri che non sanno come aiutare un figlio che soffre. Ci sono persone che combattono ogni giorno contro pensieri oscuri senza sentirsi comprese. Ci sono detenuti che vivono il disagio mentale dietro le mura di un carcere, in luoghi dove la sofferenza rischia di diventare ancora più pesante e invisibile».Da qui l’appello rivolto alle istituzioni e alla comunità re-

gionale affinché nessuno venga lasciato solo nei momenti di maggiore fragilità. Silletti evidenzia anche il lavoro svolto dagli operatori sanitari impegnati nei servizi territoriali e ospedalieri. «Desidero rivolgere un ringraziamento sincero ai medici, agli psicologi, agli psichiatri, agli infermieri e a tutti gli operatori

della salute mentale della Basilicata che ogni giorno si prendono cura della fragilità umana con professionalità, sensibilità e straordinaria umanità. Spesso lavorano con carichi enormi e tra difficoltà legate alla carenza di risorse, ma continuano ad esserci».Per la garante regionale è ormai indispensabile un potenziamento dei servizi dedicati alla salute mentale, sia sul territorio sia all’interno degli istituti penitenziari, attraverso investimenti nella prevenzione, nell’assistenza e nella presenza capillare delle strutture sanitarie. «La salute mentale non riguarda soltanto la malattia – conclude Silletti – ma la dignità della persona, il diritto ad essere ascoltati e accompagnati. Il disagio mentale è in crescita e non può più attendere».

VENERDÌ

ANTE MANI IN CUCINA UN VULCANO DI ESPERIENZE

RIENZE

POTENZA L’assessore all’Ambiente comunica i dati del piano di contenimento: «Catturati 39 cinghiali in tre mesi»

Beneventi: «Soddisfazione per i risultati raggiunti, al lavoro per tutelare il territorio»

L’Assessore all’Ambiente del Comune di Potenza, Michele Beneventi, comunica i risultati positivi delle attività messe in campo per il contenimento della popolazione di cinghiali sul territorio comunale. Grazie all’affidamento del servizio a una ditta specializzata, la Eco Wild srl, e all’installazione di apposite gabbie nelle aree ritenute più sensibili, in soli tre mesi sono stati catturati 39 esemplari. Un dato significativo che conferma l’efficacia dell’intervento, inserito in una strategia più ampia di tu-

tela della sicurezza urbana e dell’equilibrio ambientale. Complessivamente, nel corso del 2025, sono stati catturati 78 cinghiali. «Esprimo grande soddisfazione per i risultati raggiunti in così breve tempo – dichiara l’Assessore Beneventi –. L’intervento si sta dimostrando efficace e rappresenta una risposta concreta a una problematica molto sentita dai cittadini».

L’Assessore rivolge «un sentito ringraziamento alla Eco Wild srl per la professionalità dimostrata, alla Protezione Civile – nella persona del responsabile della sede di Potenza,

Giuseppe Brindisi, e al suo gruppo – per il supporto operativo». «Un ringraziamento particolare è rivolto anche al Sindaco Vincenzo Telesca e ai Dirigenti comunali per la sensibilità e l’attenzione costante dimostrate verso una questione che riguarda la sicurezza e la qualità della vita della comunità» prosegue.

«L’Amministrazione comunale continuerà a monitorare la situazione e a mettere in campo tutte le azioni necessarie per garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela del territorio» conclude Beneventi.

POTENZA L’assessore ripercorre le difficoltà superate e rivendica i risultati raggiunti: «La dignità urbana non è solo teoria»

Giuzio: «Bucaletto oggi vede finalmente progressi concreti»

POTENZA. «Su Bucaletto – scrive in un suo comunicato l’assessore con delega a Bucaletto, Francesco Giuzio – è necessario ristabilire con chiarezza la realtà dei fatti, al di là delle ricostruzioni parziali e delle narrazioni costruite a posteriori».

«La precedente Amministrazione, si è distinta più per l’abbondanza di annunci, slide e progettazioni teoriche che per la concreta capacità di rendere quegli interventi realmente attuabili. Progettare su carta, senza misurarsi con le condizioni reali di un quartiere complesso come Bucaletto, è esercizio semplice; ben diverso è governare processi che incidono sulla vita quotidiana delle persone. Al momento del nostro insediamento – prosegue Giuzio – abbiamo trovato una situazione tutt’altro che idilliaca: decine di nuclei familiari mai coinvolti in un serio percorso di accompagnamento al trasferimento, ancora residenti nelle aree destinate ai cantieri; nessuna interlocuzione avviata con i gestori dei sottoservizi; assenza totale di pianificazione per allacciamenti fognari, reti energetiche e infrastrutture indispensabili alla funzionalità dei nuovi edifici. In sintesi, un quadro segnato da forte approssimazione».

«I fatti amministrativi lo dimostrano con chiarezza. Alla data del 22 marzo 2025, giorno della firma dei contratti, appena un settore su quattro risultava effettivamente cantierizzabile. - continua - Persino l’area destinata al Parco Rodari era ancora occupata da un prefabbricato che ospitava tre associazioni di volontariato, a dimostrazione di una gestione che non aveva risolto nemmeno le condizioni pre-

liminari minime per l’avvio degli interventi. Solo dopo il nostro insediamento è stato avviato un lavoro sistematico e responsabile: è stato istituito un tavolo tecnico multidisciplinare, sono stati presi in carico i nuclei familiari attraverso i servizi sociali, sono state individuate soluzioni abitative alternative per evitare sgomberi traumatici e sono state finalmente attivate le interlocuzioni con i gestori delle reti, indispensabili per garantire la sicurezza del cantiere».

È bene ricordare che la liberazione completa delle aree - passaggio imprescindibile per l’avvio reale dei lavori - si è conclusa solo nel 2026, dopo mesi di attività amministrativa, sociale e tecnica «estremamente complessa». Solo a quel punto «è stato possibile consegnare integralmente le aree all’impresa e avviare in maniera concreta le lavorazioni, oggi finalmente in fase avanzata, con scavi completati e prime opere strutturali già avviate. Oggi il cantiere è pienamente operativo e si avvia alla formalizzazione del primo Stato Avanzamento Lavori, segno tangibile di un cambio di passo. - ribadisce l’assessore - È quindi singolare ricevere oggi richiami alla tempestività e alla programmazione da chi, quando ne aveva la responsabilità diretta, non è riuscito neanche a predisporre le condizioni minime per farlo, né tantomeno a garantire soluzioni dignitose ai cittadini coinvolti. Il lavoro serio richiede meno annunci e più responsabilità. Se chi oggi critica e pungola avesse operato con maggiore concretezza, probabilmente Bucaletto sarebbe già in una fase avanzata di completamento».

«L’attuale Amministrazione – conclude l’assessore Giuzio – continuerà a lavorare per rimettere ordine, colmare le lacune ereditate e portare finalmente a compimento un intervento fondamentale per la città, garantendo dignità abitativa, servizi e qualità urbana ai cittadini di Bucaletto. Per questo motivo, più che lezioni e inviti, servirebbe un’assunzione di responsabilità per quanto non è stato fatto quando si aveva il dovere di farlo».

Dopo il Senato, anche la Camera ha dato il via libera; per l’assessore alle Infrastrutture si tratta di: «Un’opera essenziale per cittadini, imprese e turisti»

Castrocucco, un Commissario per la galleria, Pepe: «Strumento efficace»

Con la conversione in legge del decreto dell’11 marzo 2026, n. 32, il Governo ha tracciato la strada maestra per superare l’isolamento della “Perla del Tirreno”: la nomina di un Commissario Straordinario dotato di poteri speciali per accelerare la realizzazione della nuova galleria in località Castrocucco. Dopo il Senato anche la Camera ha dato il via libera. Un passaggio che l’assessore regionale alle Infrastrutture, Pasquale Pepe, accoglie con soddisfazione, vedendo premiato un lavoro diplomatico e tecnico durato mesi: «Ci dotiamo di uno strumento concreto, autorevole ed efficace. Ci abbiamo sempre cre-

duto e non ci siamo mai arresi. Si tratta di un’opera essenziale per cittadini, imprese e turisti, che richiede procedure celeri per rispondere a una complessità tecnica e ambientale straordinaria. L’obiettivo è assicurare una realizzazione in tempi sostenibili, superando rallentamenti burocratici che non possiamo più permetterci». L’intervento, dal valore complessivo di 58,5 milioni di euro (già stanziati nel Contratto di Programma Anas-Mit 2021-2025), prevede la costruzione di una galleria di circa 500 metri. Il progetto prevede inoltre la messa in sicurezza dei versanti attraverso barriere paramassi e opere di protezione idrogeologi-

ca, garantendo un collegamento moderno e affidabile verso Maratea, soprattutto dal versante sud, asse strategico per i flussi turistici e la mobilità locale. «La figura del Commissario - prosegue Pepe - permetterà di coordinare le fasi operative con la massima efficienza, agendo in un contesto di elevato pregio paesaggistico e fragilità idrogeologica che richiede una sintesi perfetta tra rapidità decisionale e tutela del territorio».

FILIANO Dalla Provincia: «Proteggiamo memoria storica del territorio e garantiamo sicurezza»

Ponte Meccadinardo, al via lavori di manutenzione e messa in sicurezza

Saranno consegnati nei prossimi giorni i lavori per il consolidamento strutturale del ponte situato al km 96+950 della S.P. ex SS 93 "Appulo Lucana", in località Meccadinardo, nel comune di Filiano. L’intervento, dal valore complessivo di 185.817,38 euro, punta a preservare un manufatto risalente ai primi del Novecento, restituendo pie-

na sicurezza a un asse viario fondamentale per la mobilità locale. Tra le azioni previste dal progetto figurano l'installazione dei tiranti in acciaio per collegare i timpani opposti della struttura e la realizzazione di un "arco armato" in grado di posttendere la volta in muratura. «L’avvio di questi lavori, che si concluderanno nel minor tempo possibile, rappresenta un

tassello fondamentale nel piano di messa in sicurezza delle infrastrutture provinciali - si legge in una nota della Provinciae segna un ulteriore passo nel percorso intrapreso dall’Amministrazione per coniugare la tutela del patrimonio architettonico alla stabilità strutturale, proteggendo la memoria storica del territorio e garantendo la sicurezza dei cittadini».

Lavello, Nunzia Mazzei presenta
“Il Peso del Silenzio” UN ROMANZO CHE ESPLORA LE FRAGILITÀ DELL’ANIMO UMANO

Sbarca a Lavello il terzo romanzo di Nunzia Mazzei : “Il Peso del Silenzio”, (Giulio Perrone editore). Ospiterà l’ultima fatica di Nunzia Mazzei, il Moma Hotel della cittadina dauna domani, alle ore 18.30. L’autrice dialogherà con la professoressa Emanuela Di Palma. Un pomeriggio di emozioni, letture e dialogo con una voce narrativa capace di toccare le corde più profonde dell’anima. L’autrice esplora i territori che più la appartengono, le reazioni familiari. I sentimenti, le fragilità umane a quelle dinamiche psicologiche che definiscono i sordina, il destino dei suoi personaggi. Ambientato nella Napoli degli anni novanta, due famiglie separate da un ballatoio, una ragazza di nome Maria che osserva,sente, trattiene. Un amore impossibile, un segreto che pesa come un macigno. Ogni cosa che viene detta, in questo romanzo, è più potente di tutto ciò che viene gridato. Un appuntamento da non perdere con il coraggio di ascoltare il silenzio.

Caporalato, controlli ad alto impatto nel Materano

MATERA. La Polizia di Stato di Matera ha svolto mercoledì 6 maggio servizi straordinari di controllo del territorio

“Alto Impatto” volti alla prevenzione e repressione del fenomeno del “caporalato”, l’intermediazione illecita nel reclutamento della manodopera nelle attività agricole.

I servizi sono stati disposti dal Questore Della Cioppa a se-

guito delle indicazioni emerse nell’ambito del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal Prefetto e sono stati eseguiti congiuntamente all’Ispettorato Territoriale del Lavoro, all’Inps e all’Asm di Matera. Nei servizi sono tati impiegati in totale 14 operatori, di cui 8 agenti della Polizia di Stato (Commissariato di Policoro,

Ufficio Immigrazione Questura e Polizia Stradale di Matera). Sono stati controllati 10 veicoli e identificate 45 persone, di cui 21 immigrati e sono state contestate 2 violazioni al Codice della Strada. Accertamenti in corso da parte del personale dell’Ispettorato del Lavoro e dell’Asm nell’ambito di propria specifica competenza.

Piazza di Schierarsi chiede al Comune di Matera calendari, ordini del giorno e verbali online per favorire la partecipazione

Commissioni consiliari, Schiuma: «Ora necessaria più trasparenza»

MATERA. Rendere davvero accessibile la partecipazione dei cittadini alle commissioni consiliari. È la richiesta avanzata dalla Piazza di Schierarsi – Matera all’Amministrazione comunale, con l’obiettivo di trasformare in pratica concreta il principio della pubblicità delle sedute ribadito nelle ultime riunioni del Consiglio comunale.

Secondo il movimento, infatti, il diritto dei cittadini ad assistere ai lavori delle commissioni rischia oggi di restare solo teorico a causa della mancanza di informazioni facilmente reperibili. Sul sito istituzionale del Comune, viene evidenziato nella nota, non sarebbero infatti disponibili in modo chiaro calendario delle se-

dute, ordini del giorno, orari e sedi degli incontri.

Da qui la richiesta forma-

le al Comune di Matera di pubblicare con tempestività tutte le informazioni

necessarie per consentire una partecipazione reale e consapevole dei cittadini alla vita amministrativa.

La Piazza di Schierarsi chiede in particolare un calendario costantemente aggiornato e consultabile delle commissioni consiliari, corredato da date, orari, luoghi di svolgimento e temi in discussione.

Nella stessa richiesta viene inoltre sollecitata la pubblicazione digitale e sistematica dei verbali delle sedute, nel rispetto dei principi di trasparenza amministrativa e accessibilità degli atti pubblici.

«Se le sedute sono pubbliche – dichiarano dalla Piazza di Schierarsi – allora devono essere davvero accessibili ai cittadi-

ni. La trasparenza non può essere solo enunciata, ma deve essere praticata ogni giorno, con strumenti semplici e concreti».Il movimento sottolinea come la proposta non introduca nuovi obblighi normativi, ma miri piuttosto a rendere effettivo un diritto già previsto, rafforzando il rapporto tra istituzioni e cittadinanza e favorendo una maggiore partecipazione democratica.La Piazza di Schierarsi – Matera, guidata dal promotore Giovanni Schiuma, annuncia infine che continuerà a monitorare la situazione e a promuovere iniziative orientate ad accrescere trasparenza e coinvolgimento dei cittadini nelle attività amministrative della città.

Il Comune di Matera riorganizza il servizio con Cotrab e Cotrap per migliorare le coincidenze con i voli e sostenere il turismo

Aeroporto di Bari, nuovi orari per le navette

MATERA. Entrano in vigore i nuovi orari del servizio bus navetta tra Matera e l’aeroporto “Karol Wojtyła” di Bari Palese. La rimodulazione del collegamento è stata definita dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Nicoletti insieme a Cotrab e Cotrap, con l’obiettivo di rendere il servizio maggiormente aderente alle esigenze dei viaggiatori, del comparto turistico e degli operatori economici del territorio.La revisione nasce dopo un confronto avviato nelle scorse settimane per adeguare gli orari delle corse ai nuovi flussi aeroportuali, migliorando le coincidenze con i voli in arrivo e in partenza e garantendo spostamenti più age-

voli verso lo scalo pugliese.Il servizio sarà operativo tutti i giorni, comprese domeniche e festività, attraverso una programmazione aggiornata pensata per assicurare una mobilità più efficiente e funzionale sia ai residenti sia ai turisti che scelgono Matera come destinazione.«Con questa rimodulazione degli orari compiamo un ulteriore passo avanti verso un sistema di mobilità più moderno ed efficace – dichiara il sindaco Antonio Nicoletti –. Come avevamo già anticipato nelle scorse settimane, abbiamo lavorato per migliorare la qualità del servizio pubblico e offrire collegamenti adeguati ai nuovi piani aeroportuali, sostenendo concretamente il

turismo e l’accessibilità del territorio».Sulla stessa linea l’assessore comunale alla Mobilità, Daniele Fragasso, che sottolinea il lavoro condiviso svolto con i consorzi di trasporto. «Abbiamo lavorato in sintonia con Cotrab e Cotrap al fine di garantire una migliore coincidenza con gli orari dei voli. I nuovi orari consentiranno una maggiore fruibilità del trasporto da parte di residenti e visitatori, contribuendo a rendere più semplice e sostenibile il raggiungimento dell’aeroporto».L’Amministrazione comunale invita gli utenti a consultare i canali ufficiali per prendere visione della nuova programmazione delle navette.

I numeri della crisi che non si arresta in un territorio con enormi potenzialità, ma soffocato da scelte politiche sbagliate

Basilicata, Regione ricca di risorse ma povera di futuro

DI V I N C E N Z O MA I DA

Siamo certi che gli amministratori lucani, a cominciare dal Presidente della Giunta regionale, Vito Bardi, conoscono tutti i dati oggettivi della Basilicata e, sulla base di essi, orientano la loro azione di governo. Sicuramente, qualche dubbio sorge quando a cadenza periodica leggiamo di provvedimenti per reintrodurre i mini-vitalizi e di incarichi per consulenze esterne di migliaia di euro. L’elenco dei fatti che avremmo preferito non sentire sarebbe davvero lungo. Forse, per chi ha ancora voglia di leggere e farsi un’idea della Regione in cui vive, non è sprecato tracciare un quadro, sia pure non esaustivo, del nostro territorio. La vecchia classe politica con tutti i suoi difetti, e possiamo dirlo per esperienza diretta, leggeva e approfondiva; la nuova, anche a causa dell’uso pervasivo dei social media, legge ma non approfondisce. La Basilicata è una Regione posta geograficamente al centro di un’ampia e popolosa area del Mezzogiorno d’Italia,

comprendente la Campania, la Puglia e la Calabria. Ricca di corsi d’acqua, bagnata da due mari, un sottosuolo pregno di idrocarburi e dotata di un clima mite, vanta caratteristiche storico-paesaggistiche che rappresentano un’enorme risorsa sottoutilizzata. Su 131 Comuni, solo 12 superano i 10mila abitanti; i restanti sono piccoli Comuni dispersi su un vasto territorio, difficilmente raggiungibili per un obsoleto sistema infrastrutturale. La Basilicata è la Regione con la più bassa densità abitativa: 59 abitanti per kmq, a fronte di una media nazionale di 173 a/Kmq per il sud e di 143 a/Kmq per l’Italia. Agli inizi degli anni ’70, i lucani erano 640mila; oggi, sulla carta siamo 530mila circa. Terz’ultima Regione per PIL (Prodotto Interno Lordo), ultima per consumi delle famiglie, il 26% della popolazione è sotto il livello di povertà relativa (la media nazionale è dell’11%). La percentuale degli uomini in attività è del 49,6%; quella delle donne del 34% a fronte di una media nazionale del 58%. La percentuale di disoccupa-

ti, quella reale, supera il 22%, vale a dire più del doppio di quella nazionale. La Basilicata sebbene sia, potenzialmente, una delle Regioni più ricche d’Italia grazie alle sue risorse idriche, del sottosuolo (i suoi giacimenti petroliferi la rendono la prima piattaforma europea su terra), alle sue bellezze e varietà paesaggistiche purtroppo, registra nuove e vecchie povertà, a cui si aggiunge un costante spopolamento che rende molti Comuni prossimi all’ estinzione. Autorevoli economisti sostengono che per le risorse di cui dispone la Basilicata (acqua,

petrolio, gas, agricoltura di qualità, bellezze paesaggistiche e ambientali, ecc...ecc...) e per il suo numero di abitanti, potrebbe conseguire facilmente la piena occupazione con ovviamente un netto miglioramento della qualità della vita, e un’inversione di tendenza delle sue attuali negatività. Purtroppo, la situazione drammatica in cui versa è riconducibile, come già accennato, a scelte politiche completamente sbagliate e autoreferenziali che dalle entrate in vigore delle Regioni a oggi, hanno devastato l’intero quadro socioeconomico della Regione. Ha

governato la Regione una vera e propria oligarchia che, attraverso logiche clientelari e fenomeni di corruzione morale, ha inteso produrre il consenso attraverso un asfissiante controllo sociale. La svolta con la vittoria del Centrodestra alle ultime Elezioni regionali, vinte a seguito di una inchiesta giudiziaria relativa ad alcuni concorsi nella Sanità che portò all’arresto dell’allora presidente Pittella, poi assolto, mentre i vertici dell’Azienda sanitaria di Matera sono stati condannati. Purtroppo, non c’è stato un reale cambiamento, anzi.

“Oltre le gabbie della bestialità: sistema dei CPR tra lucro, indifferenza e negazione della dignità umana”

Le associazioni “Tutti Migranti Metaponto” e “Libera Basilicata” promuovono un incontro pubblico dedicato a uno dei nodi più controversi delle politiche migratorie italiane: il sistema dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR).

L’appuntamento è fissato per venerdì 15 maggio alle ore 16:45, nella Biblioteca Comunale di Palazzo San Gervasio – “Joseph and Mary Agostine Memorial Library”, e si propone come momento di approfondimento e confronto aperto alla cittadinanza.

Al centro del dibattito vi sono temi come l’opacità gestionale, il coinvolgimento di soggetti privati nella gestione delle strutture, l’uso di pratiche sanitarie controverse e il rischio di marginalizza-

zione di persone già in condizioni di vulnerabilità.

L’incontro, quindi, serve per analizzare il sistema dei CPR non so-

lo sotto il profilo giuridico e sanitario, ma anche sociale ed etico, interrogandosi sul rapporto tra sicurezza, diritti umani e dignità del-

la persona.

Interverranno: Lorenzo Figoni, autore del libro “Gorgo Cpr, tra vite perdute, psicofarmaci e appalti milionari”; Nicola Cocco, infettivologo della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM) e della rete Mai più lager – No Cpr, che porterà una lettura sanitaria e umanitaria delle condizioni all’interno delle strutture; Fabrizio Coresi, esperto di migrazioni per ActionAid, che approfondirà il quadro delle politiche migratorie e delle loro ricadute sociali; Rosario Gigliotti, referente Libera Basilicata e Pino Passarelli, referente dell’Associazione Tutti Migranti Metaponto. A coordinare il dibattito sarà Donatina Allamprese, referente del presidio Libera Vulture Alto Bradano.

PALAZZO SAN GERVASIO Incontro pubblico dedicato a uno dei nodi più controversi delle politiche migratorie italiane

Al Polo Bibliotecario di Potenza la presentazione dell’opera che intreccia introspezione, emozioni e ricerca interiore

Co.Re.Com. Basilicata e Cinema Mediterraneo insieme per educare i giovani al digitale

Il Comitato Regionale per le Comunicazioni della Basilicata (Co.Re.Com.) e l’associazione “Cinema Mediterraneo” hanno sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato a rafforzare le attività di educazione ai media, alfabetizzazione digitale e tutela dei minori nel sistema delle comunicazioni.L’accordo nasce dalla volontà condivisa di affrontare le nuove sfide poste dall’evoluzione dell’ecosistema digitale e dei linguaggi audiovisivi attraverso una collaborazione strutturata tra istituzioni e Terzo Settore, con l’obiettivo di promuovere un utilizzo consapevole, critico e responsabile dei media, soprattutto tra le giovani generazioni.Fulcro dell’intesa sarà il progetto «Marateale & Co.Re.Com. Academy: MaratealeLab», un percorso formativo rivolto alle scuole che utiliz-

za il linguaggio cinematografico e le nuove tecnologie per affrontare temi sempre più centrali nel mondo digitale, come cyberbullismo, hate speech, disinformazione, dipendenze digitali e uso consapevole dell’intelligenza artificiale.Il protocollo prevede inoltre la realizzazione di laboratori didattici e contenuti multimediali educativi, iniziative di sensibilizzazione rivolte a studenti, famiglie e docenti, oltre alla promozione della cosiddetta “AI Literacy”, finalizzata a comprendere il funzionamento degli algoritmi e a riconoscere fenomeni come i deepfake.Tra gli obiettivi anche la valorizzazione del talento giovanile attraverso la produzione di contenuti audiovisivi etici e inclusivi.«Con questo Protocollo – dichiara la presidente del Co.Re.Com. Basilicata, Assunta Mitidieri

– rafforziamo il nostro impegno nella promozione della cittadinanza digitale e nella tutela dei minori. La collaborazione con l’Associazione Cinema Mediterraneo rappresenta un’opportunità strategica per coniugare educazione, cultura e innovazione, utilizzando il linguaggio del cinema come strumento di crescita e consapevolezza».A sottolineare il valore dell’intesa anche la presidente dell’associazione “Cinema Mediterraneo”, Antonella Caramia: «Questo Protocollo rappresenta un passo fondamentale per avvicinare i giovani ai linguaggi del cinema e del digitale in modo responsabile e creativo. Attraverso il progetto MaratealeLab vogliamo offrire strumenti concreti per comprendere il presente e costruire il futuro, promuovendo inclusione, talento e consapevolezza. La colla-

borazione con il Co.Re.Com. Basilicata rafforza il nostro impegno nel rendere la cultura audiovisiva un motore di crescita sociale e civile per il territorio».Attraverso un tavolo tecnico permanente, le parti garantiranno il coordinamento delle attività, il monitoraggio dei risultati e l’aggiornamento continuo

rispetto alle evoluzioni normative e tecnologiche.Il protocollo avrà una durata triennale e conferma il ruolo del Co.Re.Com. Basilicata nelle politiche di prevenzione della violenza digitale e nella diffusione di una cultura della legalità, ponendo al centro i giovani, la loro sicurezza e il loro futuro digitale.

Via libera al Piano 2026 della Lucana Film Commission, focus anche su sanità e famiglia

Seduta ricca di temi strategici quella della Commissione consiliare regionale, che ha approvato il Piano annuale delle attività 2026 della Fondazione Lucana Film Commission e proseguito il confronto sul Piano sanitario regionale, oltre ad avviare l’esame di diverse proposte di legge.In apertura dei lavori sono stati ascoltati i rappresentanti dell’Ordine professionale interprovinciale dei tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche della riabilitazione e della prevenzione, insieme alle Professioni infermieristiche di Potenza e Matera, nell’ambito delle audizioni dedicate al Piano sanitario regionale.Durante il confronto sono emerse criticità legate alla carenza di personale tecnico e alla scarsa valorizzazione delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. Il presidente Morea ha condiviso la necessità di rafforzare l’autonomia delle figure tecniche e il ruolo delle professioni sanitarie.Nel corso dell’audizione è stata inoltre evidenziata l’esigenza di investire maggiormente sul personale infermieristico e sui modelli organizza-

tivi territoriali, richiamando l’attenzione anche sul ruolo del dirigente infermieristico.Successivamente è intervenuto il sindaco di Pisticci e delegato Anci sul Piano sanitario regionale, Domenico Albano, che ha chiesto maggiore chiarezza sull’organizzazione delle Case di comunità e sul personale che sarà impiegato nelle strutture. Morea ha ribadito il ruolo centrale dei sindaci nei processi di integrazione socio-sanitaria.Ampio spazio è stato poi dedicato all’audizione della presidente della Fondazione Lucana Film Commission, Margherita Gina Romaniello, che

ha illustrato il Piano annuale delle attività 2026 della Fondazione.Tra le linee strategiche presentate figurano il film fund da 500 mila euro destinato ad attrarre nuove produzioni audiovisive, le attività di internazionalizzazione e i percorsi di formazione professionale nel settore cinematografico e audiovisivo.L’Atto amministrativo n.154/2026 relativo al Piano annuale della Film Commission è stato approvato con i voti favorevoli di Morea, Polese, Tataranno e Picerno, mentre Vizziello e Verri si sono astenuti.Nel corso della seduta la Commissione ha inoltre

esaminato la proposta di legge sulla rete regionale di coworking della Basilicata, quella sul contenimento della spesa farmaceutica e avviato l’analisi della proposta di legge sul sistema integrato di politiche per la famiglia, la natalità e le comunità locali. I testi saranno approfonditi nelle prossime riunioni.«In questa seduta abbiamo affrontato temi strategici per il futuro della Basilicata, dalla sanità alla valorizzazione del comparto audiovisivo, fino alle nuove misure organizzative per la pubblica amministrazione e al sostegno alle famiglie – dichiara il presidente Morea –. Sul Piano sanitario regionale stiamo portando avanti un confronto ampio e concreto con tutti gli stakeholder, perché vogliamo costruire una programmazione aderente ai bisogni dei territori e capace di rafforzare la medicina territoriale, le professionalità sanitarie e l’integrazione socio-sanitaria. Allo stesso tempo, con l’approvazione del Piano della Film Commission confermiamo la volontà di investire su un settore che rappresenta una leva importante di promozione, sviluppo economico e occupazione per la Basilicata».

La Commissione regionale affronta i temi strategici per la Basilicata: audizioni sul Piano sanitario, coworking, spesa farmaceutica e sostegno alle comunità locali

LA RUBRICA DI CRONACHE

Appunti di realtà 8 maggio Il coraggio di restare

Avolte mi chiedo quando sia nata questa strana moda spirituale del dover sembrare sempre forti. Sempre centrati. Sempre illuminati. Sempre sorridenti come le pubblicità dei dentifrici. Come se avere dubbi, rabbia, stanchezza o pensieri confusi fosse diventata una colpa da nascondere sotto il tappeto della “positività”. E invece la vita vera non funziona così. La vita vera entra in casa senza bussare. Ti trova in pigiama mentale. Ti prende mentre fai il forte davanti agli altri e il fragile davanti allo specchio. E sapete una cosa? Forse è proprio lì che inizia la parte più autentica della crescita interiore. Perché non serve essere perfetti per avanzare. Serve essere sinceri. Ci sono persone che parlano di spiritualità come se fosse una medaglia da esibire. Io invece credo che la ricerca interiore assomigli più ad una cucina dopo pranzo: piatti sporchi, disordine, fatica… ma anche il segno concreto che lì dentro qualcuno ha

vissuto davvero.

PERCHÉ È TROPPO

FACILE SENTIRSI

PROFONDI

QUANDO TUTTO

VA BENE.

La vera partita comincia quando la vita ti mette spalle al muro e tu, nonostante tutto, scegli di non diventare amaro. Ed è lì che comprendi una cosa semplice ma potentissima: anche un cuore ferito può continuare a generare valore. Anche una persona stanca può continuare a portare luce. Anche dentro gli inverni più duri esiste un seme che aspetta solo di essere protetto abbastanza per tornare a germogliare. Il lavoro su sé stessi non serve a diventare perfetti. Serve a non scappare da ciò che siamo davvero. E forse uno dei miracoli più grandi non è vincere sempre. È restare umani senza diventare cinici. Perché il cinismo oggi viene scambiato per intelligenza. La freddezza per maturità. L’indifferenza per equilibrio. Quelli che “io penso solo a me stesso” vengono pure applauditi come se avessero scoperto la formula del-

la felicità. Poi però li guardi bene negli occhi… e spesso ci trovi stanze vuote arredate benissimo. E allora continuo a pensare che ci sia qualcosa di profondamente rivoluzionario nelle persone che scelgono ancora di avere cura. Di ascoltare davvero. Di tendere una mano senza calcolare il tornaconto. Di non vergognarsi della propria sensibilità in un’epoca che spesso premia solo chi riesce a diventare impermeabile a tutto.

Io continuo a credere nelle persone che tremano ma restano.

Che cadono ma non smettono di cercare senso. Che hanno ancora il coraggio di emozionarsi senza vergognarsene. Perché la vera forza non è diventare di pietra. È attraversare il dolore senza perdere la capacità di amare.

E forse, alla fine, crescere significa proprio questo: continuare ad avere un cuore vivo senza permettere alla vita di indurirlo.

E in un mondo che ormai ironizza su tutto, perfino sulla gentilezza, custodire il proprio cuore forse è l’atto più rivoluzionario che esista.

L’iniziativa di Legambiente punta a promuovere pianificazione forestale, tutela ambientale e nuove opportunità di sviluppo per il territorio lucano

Potenza la tappa lucana di “Foreste in Tour” dedicata alla gestione sostenibile dei boschi

Fa tappa oggi a Potenza “Foreste in Tour”, l’iniziativa promossa da Legambiente e dedicata agli ecosistemi forestali, con l’obiettivo di promuovere una gestione sostenibile e responsabile dei boschi, favorire la certificazione e la pianificazione forestale e valorizzare il patrimonio naturale dei territori.L’appuntamento si svolgerà a partire dalle 9.30 presso ScamBioLogico e rappresenta la tappa lucana del percorso nazionale promosso dall’associazione ambientalista.“Foreste in Tour” nasce come declinazione territoriale del Forum Foreste di Legambiente, che ogni anno organizza anche l’evento nazionale “La Bioeconomia delle Foreste”. Attraverso questi momenti di confronto, l’associazione coinvolge istituzioni, proprietari forestali, enti gestori, imprese, cooperative,

professionisti, centri di ricerca e studiosi per approfondire il ruolo degli ecosistemi forestali e il loro utilizzo multifunzionale e sostenibile.Il Forum Foreste analizza in particolare il contributo che i boschi possono offrire nel contrasto alla crisi climatica e nella mitigazione dei rischi naturali, oltre alle opportunità legate al Clean Industrial Deal Made in Italy per un settore strategico della produzione manifatturiera nazionale. Al centro del dibattito anche il ruolo delle risorse legnose nella decarbonizzazione dell’economia e nella transizione ecologica dei territori.Secondo i dati della Carta Forestale d’Italia 2020, nel Paese gli ecosistemi forestali coprono il 36,4% del territorio nazionale, estendendosi per quasi 11 milioni di ettari, con una superficie in costante crescita.In Basilicata, i bo-

schi occupano quasi il 40% della superficie regionale. Un patrimonio naturale rilevante che, però, convive con fragilità strutturali e con la necessità di una nuova strategia di rilancio del comparto forestale.L’iniziativa di Legambiente punta proprio a sollecitare istituzioni e Regione ad ac-

celerare i percorsi di gestione forestale sostenibile, ampliare la conoscenza degli ecosistemi e incentivare pianificazione e certificazione forestale, anche con l’obiettivo di utilizzare meglio le risorse disponibili, ridurre le importazioni di materia prima forestale e creare nuova oc-

cupazione qualificata. L’evento è organizzato da Legambiente con il patrocinio, tra gli altri, di Fiper, UNCEM, PEFC Italia, FSC Italia, CREA, Federazione Filiera Legno, Cluster Italia Foresta Legno, Conlegno, LegaCoop e Parco Nazionale dell’Appennino Lucano.

Il gruppo amplia la presenza sul territorio e punta su competenze specialistiche e integrazione per affrontare la trasformazione del mercato assicurativo italiano

Consulbrokers accelera sull’aggregazione nel brokeraggio assicurativo nazionale

Consulbrokers prosegue il proprio percorso di crescita seguendo una direttrice sempre più definita: quella dell’aggregazione come leva strategica per rafforzare presenza territoriale, competenze specialistiche e capacità operativa. A quasi un anno dal closing che ha sancito l’ingresso di J.C. Flowers & Co. nel capitale del gruppo, la strategia avviata nel 2025 ha già prodotto una serie di operazioni che stanno ridisegnando il perimetro societario. Non si tratta, però, di una semplice espansione dimensionale. La fase in corso si inserisce infatti in un momento di trasformazione più ampio per il settore del brokeraggio assicurativo italiano, oggi chiamato a confrontarsi con esigenze sempre più stringenti in termini di solidità patrimoniale, investimenti tecnologici, adeguamento normativo e qualità della consulenza. In questo contesto, il consolidamento rappresenta la risposta industriale a un mercato in continua evoluzione.

IL RAFFORZAMENTO

DEL PRESIDIO NAZIONALE

La strategia di aggregazione di Consulbrokers si è tradotta negli ultimi mesi in una serie di operazioni che hanno coinvolto differenti aree geografiche e specializzazioni. Nel Sud Italia, il gruppo ha ampliato il proprio raggio d’azione con l’ingresso di GB Intermediazioni Assicurative a Salerno, ProBroker in Puglia e IGB

Insurance Gold Brokers a Napoli, consolidando parallelamente la presenza nel Centro attraverso Exe Insurance Broker a Roma. Sul fronte settentrionale, invece, il rafforzamento è passato attraverso l’inclusione di realtà come Etisicura a Torino e Intermedia I.B. nel Triveneto. Ne emerge un disegno che punta alla costruzione di un network sempre più capillare, capace di coniugare copertura geografica e presidio specialistico. L’obiettivo non sembra essere soltanto quello di presidiare nuove aree del Paese, ma di farlo integrando competenze e relazioni già radicate nei territori, evitando logiche puramente additive e cercando invece una maggiore coerenza industriale tra le diverse realtà entrate nel gruppo.

OLTRE LA CRESCITA

DIMENSIONALE

È proprio questo uno degli aspetti più rilevanti della fase di consolidamento in corso. Nel brokeraggio assicurativo italiano, la crescente complessità normativa e la pressione sugli investimenti tecnologici stanno mettendo alla prova le singole strutture, spingendo il mercato verso modelli più solidi e organizzati. In questa cornice, la crescita non può essere letta esclusivamente in termini di volumi. La vera sfida consiste nella costruzione di una struttura operativa in grado di sostenerli. Aggregare portafogli e numeri rappresenta infatti solo una parte del pro-

cesso: ciò che conta davvero è la capacità di mettere a sistema persone, competenze, culture azien- dali e radicamento territoriale.È su questo terreno che si gioca la differenza tra una crescita soltanto quantitativa e un progetto industriale destinato a reggere nel tempo. COMPETENZE LOCALI E COSTRUZIONE DI UN ECOSISTEMA COMUNE Da qui deriva anche l’approccio con cui Consulbrokers sembra muoversi nelle operazioni di M&A, privilegiando la complementarità rispetto alla semplice sovrapposizione. L’obiettivo appare quello di costruire una realtà sinergica attraverso un percorso di integrazione strutturato, capace di ampliare le linee di business e arricchire il patrimonio di competenze distintive del gruppo. In questa prospettiva, ogni acquisizione non riguarda soltanto asset o quote di mercato, ma anche capitale umano, know-how, relazioni e storie imprenditoriali da valorizzare all’interno di un disegno condiviso. Non un modello rigido calato dall’alto, ma la costruzione progressiva di un ecosistema comune nel quale ogni nuova realtà possa contribuire alla crescita complessiva del gruppo. Un approccio che assume un rilievo particolare in un settore come quello del brokeraggio, dove il valore non risiede soltanto nelle masse intermediate, ma anche nella qualità delle relazioni

costruite nel tempo e nella credibilità maturata nei territori di riferimento.

DALLA SPECIALIZZAZIONE LOCALE A UNA PIATTAFORMA STRUTTURATA

Questa logica emerge con evidenza anche osservando il profilo delle realtà entrate nel perimetro del gruppo. Il caso di Intermedia I.B., confluita in Consulbrokers nel giugno scorso, rappresenta un esempio significativo di come la strategia di aggregazione miri a combinare specializzazione verticale e maggiore capacità di investimento. La società aveva infatti sviluppato nel Triveneto una riconosciuta competenza nell’ambito della Pubblica amministrazione, delle aziende pubbliche e delle libere professioni, costruendo un presidio tecnico e territoriale che oggi può trovare una collocazione più ampia all’interno di una struttura di maggiori dimensioni. Il punto, in questo caso, non sembra essere la semplice incorporazione di una realtà locale in un gruppo più esteso, quanto piuttosto il tentativo di accompagnare l’evoluzione del settore verso modelli sempre più consulenziali e specializzati. Ed è probabilmente proprio nell’equilibrio tra forza del gruppo e valorizzazione delle competenze locali che si misura la tenuta del progetto di aggregazione portato avanti da Consulbrokers.

Primo turno nazionale play off. Ieri il sorteggio negli studi di Sky Sport . Il pallottoliere tra le mani di Gianluca Zambrotta

La prima del Potenza a Campobasso

D I RO C C O NI GRO

Sarà il Campobasso il primo avversario del Potenza nella fase nazionale dei play off di serie C. Il match di andata si giocherà domenica a sera presso l’ Axum Molinari Stadium della città molisana, il ritorno mercoledì 13 maggio prossimo, alle ore 21 nel catino cittadino del “Viviani”. A decretare il calendario per la fase nazionale un big, nonché ex campionato del mondo di del calcio Gianluca Zambrotta, il quale negli studi televisivi di Milano di Sky sport, alla presenza del delegato Lega Serie C Tommaso Donati ha estratto della due urne che contenevano i bussolotti gli abbinamenti delle cinque squadre che hanno superato il secondo turno a gironi (Casarano, Cittadella, Casertana, Campobasso e Pianese ) con le quattro cinque cosidette teste di serie ( Renate, Ravenna, Salernitana e Potenza + il Lecco come squadra migliore tra i tre gironi. Ai rosso-blù dopo, l’abbi-

namento Cittadella-Ravenna è toccato il Campobasso. Una compagine quella guidata dall’ex Foggia Luciano Zauri che nell’ultima di campionato ha negato all’A-

scoli dell’ex tecnico del Picerno Tomei la gioia di andarsi a giocare lo spareggio per l’accesso diretto nel campionato cadetto contro l’Arezzo. Ma al di là di tutto,

anche questa gara, nonostante i ragazzi di De Giorgio partono con il vantaggio di due risultati utili, non sarà facile. La squadra molisana ha un buon rendimento di campionato ed ha una rosa di tutto rispetto. Nel passato non si sono stati grandi scontri tra i due capoluoghi di regione. Le sfida più breve risale al 24 aprile 2022 tra la formazione molisane e quella lucana. Per intendersi si tratta dell’anno della salvezza in extremis di mr Arleo e che vide un pareggio per 1-1 e una vittoria esterna del Campobasso al Viviani per 10. Domenica a sera invece sarà tutta un’altra storia. Il Potenza reduce dalla vittoria della Coppa Italia vuole continuare a far sognare la città e la propria tifoseria. Infatti, da quando la regular session è terminata, De Giorgio ed il suo staff ha “rinchiuso” la rosa dei giocatori all’interno delle quattro mura del “Viviani” per cercare quella concentrazione tattica e fisica che sono alla base per continuare questo difficile camminoì per un posto in serie B.

Incontro nella Sala Basento tra il Presidente e gli atleti lucani, simboli del bodybuilding natural e dei valori sportivi

Pittella: «Colucci e Rosa esempio concreto di sport sano e disciplina senza doping»

Il Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Marcello Pittella, ha ricevuto questa mattina nella Sala Basento della Presidenza del Consiglio regionale gli atleti di Pignola Anna Colucci e Stefano Rosa, protagonisti di importanti successi nel panorama internazionale del bodybuilding natural.Nel corso dell’incontro è stato espresso vivo apprezzamento per il percorso sportivo dei due atleti lucani, che negli anni si sono distinti in numerose competizioni internazionali, affermandosi come esempio di eccellenza, costanza e longevità atletica. Particolare attenzione è stata dedicata alla loro storica impresa: essere la prima coppia madre-figlio a conquistare i titoli di Mister e Miss Universo e a prendere parte a una finale di coppia, risultato che ha attirato l’attenzione del movimento sportivo natural a livello internazionale.Il Presidente Pittella ha sottolineato con forza il valore educativo dello sport, evidenziando come il body-

building natural rappresenti un modello virtuoso fondato su allenamento rigoroso, corretta alimentazione, disciplina quotidiana e rispetto della salute, senza il ricorso a sostanze dopanti. «I due atleti rappresentano un esempio concreto di come sia possibile conseguire risultati di alto livello mediante allenamento rigoroso, corretta alimentazione e costante dedizione, nel pieno rispetto della salute e senza ricorso a sostanze dopanti», ha dichiarato, rimar-

cando il significato sociale di questo percorso.Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo dello sport come strumento di crescita personale e prevenzione del disagio giovanile. Pittella ha richiamato l’attenzione sulle fragilità che possono emergere tra le nuove generazioni, anche a causa di un uso non sempre consapevole delle tecnologie e dei social network, che talvolta favoriscono isolamento, insicurezze e dipendenze. In questo contesto, lo sport è sta-

to indicato come un presidio fondamentale di equilibrio, inclusione e benessere psicofisico. Nel corso del confronto è stato inoltre presentato il progetto editoriale curato da Stefano Rosa, dedicato alla loro esperienza sportiva e umana, che potrebbe diventare uno strumento di sensibilizzazione e formazione da proporre nelle scuole, con l’obiettivo di avvicinare i più giovani a modelli positivi e concreti.«Per me, oltre che atleta, anche padre, sarebbe moti-

vo di grande orgoglio poter portare nelle scuole e tra i giovani questo nostro modo di vivere e intendere lo sport», ha dichiarato Stefano Rosa. «Crediamo in uno sport fondato sul rispetto di sé stessi, sulla salute, sulla disciplina e sulla capacità di affrontare sacrifici e difficoltà con equilibrio e determinazione. Trasmettere questi valori alle nuove generazioni rappresenterebbe il risultato più importante del nostro percorso umano e sportivo».All’incontro ha partecipato anche il direttore generale del Consiglio regionale della Basilicata, Gerardo Travaglio, che ha espresso le proprie congratulazioni per il percorso condiviso dagli atleti, nato dal legame familiare e sviluppato attraverso una passione comune e una costante dedizione.Al termine della visita, ai due sportivi è stata consegnata una targa di riconoscimento per l’impegno, i risultati ottenuti e il valore del messaggio sportivo ed educativo portato avanti nel loro percorso agonistico e umano.

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Cronache del 8 maggio 2026 by Cronache - Issuu