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Cronache del 7 ottobre 2026

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MERCOLEDÌ 7 OTTOBRE 2026 • ANNO XI N. 224

Direttore Responsabile Rosa MOLLICA Direttore Editoriale Alessandro SANSONI • redazione@lecronache.info

curATELLA cI FA sAPErE chE L'INdAgATO NON ErA uN dIrIgENTE mA NuLLA dIcE suLLA suA TEssErA

ma Quaratino è (era) iscritto a Fn? I vannacciani chiedono chiarezza all’amministrazione potentina ma Vigilante era suo collega di partito e maggioranza

Dellapenna a pag 9

I LOPIANO PArLANO dI LuI cOmE POssIBILE INTErLOcuTOrE

sPuNTA IL NOmE dI LATrONIcO Tra le minacce a manzi anche quella di parlare all’assessore perchè «non puoi dire che l’appalto è tuo e poi non lo fai» _

FrANcIA

Oltre 15mln per ridurre le perdite in 69 comuni lucani, Rotelli, Caiata e Rosa: «Controlli più puntuali e gestione efficiente»

La rivolta dei licei scuote il Governo

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dI VITO E rrIchETTI

ono partiti da un liceo di Créteil, il 21 settembre. Da lì le proteste si sono allargate a macchia d'olio fino a diventare le manifestazioni di ieri: studenti, genitori, insegnanti, sindacalisti, in decine di città. Il ministero dell'Interno ha contato circa 86.000 persone nella sola mattinata, Parigi esclusa e quasi un liceo su quattro, 891 su 3.700, (...) ■ continua a pag 3

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Antonio e Luigi Lopiano e Latronico

Dellapenna a pag 8

IL VOTO Passano alla Camera i primi due articoli. Approvate preferenze e innalzamento firme per liste

Legge elettorale, sì alla fiducia A OLTrE iL giArdiNO NuOVO FOcus su “FANTAsTicO mEdiOEVO”

Politica, università e cultura: Basilicata tra inchieste, rotture e le nuove sfide

Meloni

INFrAsTruTTurE IdrIchE

Lamattina pag 5

Lapenna, Singetta e Gagliardi

Tammariello alle pag 18 e 19

■ Servizio

a pag 10

cAsO PIETrAcATELLA

Ricina, il medico legale De Luca non esclude più somministrazioni. Il legale di Gianni Di Vita rompe il silenzio e minimizza i sospetti

■ Magrì

a pag 6

_ crONAcA

Viola il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dai familiari: la Polizia lo arresta e lo porta in carcere a Potenza

■ Servizio

a pag 25

_ LucANA FILm cOmmIssION

“Uno si distrae al bivio” della lucana Lancellotti arriva nelle sale di Accettura, Oppido Lucano e Lagonegro ■ Servizio

a pag 21


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Italia e Mondo A sette mesi dalle presidenziali, il malcontento degli studenti entra nella campagna elettorale

Francia, la rivolta dei licei scuote il governo Gli studenti chiedono più docenti, aule migliori e trasparenza su Parcoursup. Lecornu apre al confronto e promette interventi, mentre gli scontri aggravano la crisi e rendono più difficile un’intesa

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DI VITO ERRICHETTI

ono partiti da un liceo di Créteil, il 21 settembre. Da lì le proteste si sono allargate a macchia d'olio fino a diventare le manifestazioni di ieri: studenti, genitori, insegnanti, sindacalisti, in decine di città. Il ministero dell'Interno ha contato circa 86.000 persone nella sola mattinata, Parigi esclusa, e quasi un liceo su quattro, 891 su 3.700, ha sospeso le lezioni in tutto o in parte. Migliaia di studenti stanno partecipando alle manifestazioni in varie città della Francia. Numeri enormi, certo. Ma a colpire non sono i cortei, la Francia ne ha visti di ogni tipo. Colpisce il fatto che a bruciare, stavolta, siano le scuole. I CONTI Ventiquattro istituti sono stati saccheggiati o incendiati dall'inizio del movimento. A Marsiglia un preside è stato aggredito e cosparso di benzina, e il ministro dell'Istruzione Édouard Geffray ha parlato di quaranta presidi feriti. I fermi sono oltre cinquemila da lunedì scorso, e secondo una cifra circolata nei giorni scorsi nove su dieci erano minorenni. Poi c'è il ragazzo di quindici anni di Lens, che ha perso una mano per una granata della polizia, il cosiddetto stingball. La procura ha aperto tre inchieste su giovani gravemente feriti, tra cui uno a Tours, colpito a un occhio da un proiettile di gomma. LE RICHIESTE Le richieste sembrano quasi dimesse, rispetto al fumo delle immagini. Più personale, edifici in condizioni migliori, classi meno affollate, sostituzione dei docenti assenti. Trentacinque alunni per classe, bagni insufficienti, nessun impianto di climatizzazione E poi Parcoursup, la piattaforma che smista i diplomandi verso l'università, percepita come opaca e fonte di ansia. Qui sta forse il punto più interessante: una generazione che si ribella anche a un algoritmo. Diciottenni che sanno di esse-

re stati ordinati da un sistema di cui non conoscono i criteri. Il movimento, è privo di un portavoce chiaramente identificabile. Le rivendicazioni sono rilanciate dall'Union syndicale lycéenne e amplificate dai social, ma nessuno ha in mano la regia. Per un governo è un incubo: con chi tratti, se non c'è nessuno seduto dall'altra parte del tavolo? LA RISPOSTA DEL GOVERNO Il primo ministro Sébastien Lecornu ha tentato due strade insieme, e non è detto che stiano in piedi. Quella dura: il guardasigilli Gérald Darmanin ha chiesto alle procure di far valere la responsabilità civile dei genitori per i danni provocati dai figli minorenni. E quella del confronto: sospendere le lezioni fino a venerdì per organizzare nei licei un «momento di democrazia interna». Una formula curiosa, quasi da seminario universitario, per un Paese con le scuole in fiamme.C’è poi una concessione arrivata in tempi rapidissimi. Il governo ha ritirato dal progetto di bilancio l’introduzione di tasse d’iscrizione

per i BTS, i percorsi biennali post-diploma frequentati negli stessi licei. Intanto Lecornu ha annunciato cinque cantieri d’intervento, con le prime proposte su Parcoursup entro fine ottobre e una prima verifica sulle supplenze fissata al 16 ottobre. Scadenze precise, quindi misurabili. Ed è su quelle che il suo tavolo di crisi dovrà rispondere ai ragazzi, dentro e fuori le aule. LA POLITICA CHE NON STA MAI FERMA La crisi dei licei si intreccia con la corsa all’Eliseo. Tra aprile e maggio i francesi sceglieranno il successore di Macron, che non può candidarsi a un terzo mandato consecutivo. E la protesta è già terreno di scontro fra governo e opposizioni.Lecornu ha accusato La France Insoumise di strumentalizzare la collera degli studenti. Mélenchon ha risposto con «Pas touche à nos jeunes», giù le mani dai nostri giovani, denunciando la repressione del governo. Un messaggio rivolto ai ragazzi, ma anche all’elettorato della sinistra.Sul fronte sindacale, Sophie Binet ha annuncia-

to che i militanti della CGT saranno in piazza per proteggere i liceali. Una presa di posizione che rende ancora più evidente la distanza dall’esecutivo e apre un interrogativo: chi riuscirà a dare uno sbocco politico a questa mobilitazione?Intanto circolano racconti di gruppi vestiti di nero e col volto coperto, insieme a ipotesi di pressioni esterne. Ma la presenza di persone estranee alle scuole in alcuni episodi non basta a spiegare l’intero movimento. Spostare il problema fuori dai licei rischia di lasciare senza risposta le ragioni da cui la protesta è partita.Il vescovo di Nanterre, monsignor Matthieu Rougé, ha condannato gli incendi, richiamando anche il disagio di giovani che non hanno trovato un senso alla propria vita. Il ministro dell’Università Philippe Baptiste ha espresso il timore che la protesta si estenda su scala nazionale. È il segnale di una crisi che il governo stesso fatica a circoscrivere. LE SCADENZE E IL NODO DELLA RAPPRESENTANZA Il governo prova a guada-

gnare tempo fino a venerdì. La sospensione delle lezioni, però, non ha fermato la mobilitazione, come dimostrano le piazze del 6 ottobre. Ora l’esecutivo sarà misurato sulle risposte: supplenze, condizioni degli edifici e revisione di Parcoursup.Il calendario annunciato da Lecornu offre agli studenti scadenze sulle quali verificare gli impegni. Se alle promesse non seguiranno interventi concreti, la distanza fra governo e ragazzi potrebbe allargarsi ulteriormente.Sul fondo resta lo sciopero generale del 5 novembre, convocato dai sindacati. Un appuntamento che potrebbe saldare la protesta scolastica al malcontento sociale, ma anche spostarne il baricentro verso le organizzazioni degli adulti.Resta soprattutto il nodo della rappresentanza. Senza un portavoce riconosciuto, il governo fatica a individuare un interlocutore capace di negoziare e far accettare un’intesa. La domanda è quindi chi possa firmare un accordo per questi ragazzi. E quanto possa durare, se chi lo firma non ha la loro fiducia.


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Il leader dei popolari Feijo: «C’è la mano di Sanchez, deve essere punito alle urne»

Puigdemont può tornare in Spagna: revocato l’ordine d’arresto contro l’ex presidente catalano

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DI L UCIA STEFANIA MANCO

l leader indipendentista ed ex presidente catalano Charles Puigdemont può rientrare in Spagna senza correre il rischio di essere arrestato. Il giudice del Tribunale supremo, Pablo Llarena, ha revocato l’ordine di arresto per malversazione, che pesava nei suoi confronti, dopo il pronunciamento della Corte costituzionale spagnola. Quest’ultima, infatti, ha accolto a maggioranza i ricorsi dei leader indipendentisti ( 7 voti a favore e 5 contrari) condannati per malversazione di fondi pubblici e ha ordinato al Tribunale Supremo di concedere loro l’amnistia. Una storica decisione che mette fine a nove anni di esilio e latitanza per Puigdemont, iniziati dopo il referendum unilaterale sull’indipendenza della Catalogna del 1° ottobre 2017. Il provvedimento arriva, tra l’altro, in un momento cruciale per la politica nazionale spagnola, nel mezzo della campagna elettorale per le elezioni anticipate convocate dal premier Pedro Sanchez per il 29 novembre. Immediate le reazioni. Il leader dei popolari Feijo: “C’è la mano di Sanchez”. UN PASSO INDIETRO Il referendum per l’indipendenza della Catalogna fu condotto senza l’autorizzazione del governo

spagnolo e aprì una delle più gravi crisi costituzionali della storia politica spagnola. A capo della battaglia per l’indipendenza vi era Puigdemont (Junts per Catalunya, ovvero partito catalano di centrodestra), nominato presidente della Generalidad catalana, cioè capo del governo della regione. Madrid lo considerò un attacco alla Costituzione, ritenendolo illegale. Il quesito “Volete che la Catalogna sia uno Stato indipendente in forma di Repubblica?” ottenne il 90 per cento di sì, i no furono il 7,8 per cento. L’affluenza fu solo del 43 per cento. Dopo giorni di scontri, inchieste giudiziarie contro i leader indipendentisti accusati di ribellione, Puigdemont lasciò Barcellona e fuggì in Belgio. Ora può tornare. LA PRONUNCIA DELLA CORTE, REAZIONI E SCENARI FUTURI L’amnistia non è stata ancora concessa tecnicamente. La pronuncia della Corte costituzionale ha aperto la strada. Llarena ha fatto sapere di aver già notificato la revoca alle forze di polizia, sia per Puigdemont che per altri dirigenti del partito Junts per Catalunya. Potrebbero candidarsi alle prossime elezioni, staremo vedere. Per il leader del partito popolare e candidato alla presidenza del governo spagnolo, Alberto Nunez

__Puigdemont

Feijo, l’amnistia ai leader indipendentisti catalani è «un altro inganno di Sanchez». Il riferimento è all’accordo di tre anni fa. Dopo le elezioni politiche Sancez non aveva i numeri necessari per essere confermato premier. Decisivi furono i 7 deputati di Junts per Catalunya. L’intesa raggiunta avrebbe previsto anche una legge di amnistia per i protagonisti del tentativo di secessione. «Vendere favori in cambio di potere deve essere punito nelle urne. La Spagna merita finalmente un governo che metta nuovamente davanti la verità, la

legge e l’uguaglianza di tutti gli spagnoli». «L’importante - ha evidenziato il premier socialista Sanchez - è il messaggio della convivenza tra catalani, che con ciò stiamo anche difendendo e rafforzando la coesione della Spagna, che è stata messa a rischio nel 2017 proprio a causa dell’imperizia di coloro che governavano allora questo paese». E Puigdemont?«L’amnnistia in sé - ha dichiarato a vari media spagnoli- non è la soluzione del conflitto politico , non pone fine all’aspirazione indipendentista della Catalogna». Dello stesso tenore le di-

chiarazioni di Jordi Turull, segretario di Junts per Catalunya, il partito presieduto da Puigdemont: «l’aministia non significa voltare pagina, il conflitto tra Spagna e Catalogna continua. La sentenza rappresenta un emendamento alla totalità della caccia agli indipendentisti e una sconfitta per tutti coloro che hanno perpetrato la repressione del 1° ottobre 2017 per il referendum secessionista in Catalogna». Anche il leader della sinistra repubblicana catalana (Erc), Oriol Junqueras, ha parlato di «una vittoria dell’indipendentismo e della democrazia».


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Passano alla Camera i primi due articoli

Legge elettorale sì alla fiducia Approvate preferenze e innalzamento firme per liste

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DI ROBERTO LAMATTINA

a riforma della Legge elettorale, dopo l'approvazione al Senato viaggia spedita alla Camera dei Deputati. Il Governo aveva posto la questione di fiducia e Giorgia Meloni aveva espressamente detto che in caso di bocciatura avrebbe preso la via del Quirinale chiedendo lo scioglimento delle Camere. MELONI NON È SANCHEZ A differenza del suo collega spagnolo, Giorgia Meloni ha la piena fiducia del Parlamento e una maggioranza coesa. Fino ad ora le pregiudiziali e i due primi articoli sono passati alla camera bassa. Sono due articoli molto importanti. In particolare passa alla Camera l'introduzione delle preferenze. Proprio su questo scoglio qualche

settimana fa la Legge elettorale si era bloccata. L'emendamento presentato da FDI che introduceva le preferenze era stato bocciato alla Camera con annesse esultanze delle opposizioni. Le preferenze sono, poi, rientrate al Senato e oggi sono state approvate alla Camera. Nei prossimi giorni dovrebbe arrivare l'approvazione definitiva. GOVERNABILITA E RAPPRESENTANZA La Legge elettorale unisce governabilità e rappresentanza. Su una base proporzionale, infatti, viene introdotto un premio di maggioranza per la coalizione che supera il 42%. Un modo per consentire a chi vince di avere i numeri per un esecutivo stabile. Una applicazione pratica del principio maggioritario cui la Meloni si è sempre ispirata.


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Il legale di Gianni Di Vita rompe il silenzio e minimizza i sospetti. Si attendono gli esiti da Berlino

Ricina, il medico legale De Luca non esclude più somministrazioni

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DI TIZIANA MAGRÌ

el caso Pietracatella ciò che resta un punto fermo è la possibilità che il veleno possa essere stato somministrato alle due vittime più di una volta. A non escluderlo è Benedetta Pia De Luca, il medico legale che ha eseguito le autopsie su Antonella De Ielsi e sulla figlia Sara Di Vita, quindici anni, morte il 27 e il 28 dicembre scorsi. Raggiunta al telefono dalla redazione, senza entrare nel merito dell’inchiesta spiega: «Per quanto riguarda il numero di somministrazioni noi non possiamo né stabilire né escludere un’opzione piuttosto che un’altra». Se madre e figlia siano state esposte in un’unica occasione, aggiunge, «non si può stabilire dalle indagini tossicologiche». Di certo ciò che è emerso dalla relazione scientifica è che «C’era la ricina, presente nel sangue di entrambe». La possibilità di più somministrazioni era stata già vagliata da Pietro Vuotto, il medico del Pronto soccorso del Cardarelli che accolse le due donne con

sintomi di quella che sembrava una gastroenterite. «La ricina si traveste» ha detto. E di Sara, la figlia minore di Antonella e Gianni Di Vita, peggiorata all’improvviso nel giro di una notte, avrebbe dichiarato di non aver mai visto un’evoluzione simile in tutti i suoi anni di carriera. LA DATA Il medico legale De Luca, anche se sfuggente, fissa un punto della cronologia: l’esposizione alla ricina risale al 23 o al 24 dicembre, nei giorni precedenti alla comparsa dei sintomi. Una data che pesa su una delle piste più discusse dell’ultima settimana, il messaggio pubblicato su Reddit alle 2.13 del 25 dicembre, in cui un utente anonimo chiedeva dove procurarsi veleni ad azione rapida, citando l’aconito e la ricina. Quel post arriva dopo l’avvelenamento: difficilmente potrebbe essere la ricerca di chi aveva già preparato il veleno e lo aveva già somministrato. Resta aperto, comunque, il fronte delle ricerche online. Venerdì scorso era circolata la notizia di un computer individuato gra-

zie all’indirizzo IP rintracciato negli Stati Uniti. La procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, che coordina l’inchiesta per duplice omicidio, l’ha del tutto smentita: nessun computer, nessun indirizzo IP legato alle ricerche sulla ricina è stato, al momento, individuato dagli investigatori. Ma gli accertamenti sul web proseguono. Secondo indiscrezioni non confermate, gli inquirenti potrebbero chiedere la collaborazione dell’FBI per risalire all’account che avrebbe chiesto informazioni sulla preparazione della ricina in polvere. La piattaforma Reddit cancella gli indirizzi delle singole attività dopo cento giorni, ma, sempre secondo voci, conserverebbe quello usato al momento della registrazione. L’AVVOCATO Ieri sera, dopo due mesi di silenzio, è tornato a parlare Vittorio Facciolla, il legale di Gianni Di Vita, ex sindaco di Pietracatella, marito e padre delle vittime. Ospite di una trasmissione su TeleMolise, ha ridimensionato per tutto il tempo le domande sugli elementi che nell’ultima settimana avevano ali-

mentato i sospetti sul suo assistito. L’avvocato, alle questioni poste dai giornalisti presenti in studio, ha ricordato che il suo assistito ha sempre collaborato, consegnando spontaneamente i computer. Mentre sulla borsa di lavoro di Antonella Di Ielsi, acquisita durante le perquisizioni e rimasta nello studio per ben nove mesi, e sul romanzo trovato tra le carte dal titolo “Tiro al piccione”, ha continuato a dichiarare che si è fantasticato tanto. Di Vita non è indagato, come sua figlia maggiore Alice, figura come parte offesa. Anzi, secondo le ultime dichiarazioni di Carlo Locatelli, direttore del Centro Antiveleni di Pavia, non si potrebbe escludere che anche lui sia stato esposto al veleno della ricina e sia sopravvissuto. Sembrerebbe che il campione di sangue disponibile, conservato a quattro gradi, non abbia consentito verifiche del tutto affidabili. In trasmissione sono state ripercorse anche le giornate del 23 e del 24 dicembre, la cena e le ore successive. Ed è sulla da-

ta indicata e riconfermata dal medico legale che si starebbe concentrando l’attenzione, pur mantenendo un raggio di ipotesi aperte, senza un elemento certo. Mentre la casa e le date continuano a rappresentare il punto nevralgico del caso. Nonostante tutto restano ancora senza risposta le domande su come sia arrivata la ricina ad Antonella e Sara, e chi avesse le competenze per estrarla senza rischiare la propria vita e senza farsi scoprire. Una parte delle risposte potrebbe arrivare entro fine mese dal Robert KochInstitut di Berlino, dove sono in corso le analisi sui reperti prelevati nell’abitazione. Intanto, in Questura, proseguono le audizioni di parenti, amici e conoscenti e di altre persone coinvolte direttamente con la famiglia e Gianni Di Vita. Gli investigatori fanno trapelare che si è davanti a un quadro circoscritto e pronto alla svolta. Ma a dieci mesi da quel Natale, il nome di chi ha avvelenato una madre e sua figlia nella loro casa, nell’intimità familiare, non c’è ancora.


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Cronache Lucane I Lopiano parlano di lui come possibile interlocutore

Spunta il nome di Latronico Tra le minacce a Manzi anche quella di parlare all'assessore perchè «non puoi dire che l'appalto è tuo e poi non lo fai»

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DI MASSIMO DELLAPENNA

Latronico dove lo trovo? Alla Regione, faccio succedere un casino (...).perchè tu non ti puoi permettere di dire che l'appalto è tuo...» e poi non farlo. Tra le minacce che i Lopiano facevano a Luca Manzi e che emergono dalle intercettazioni telefoniche trascritte nell'ordinanza del GIP che ha disposto le misure cautelari a carico degli stessi Lopiano e di Quaratino, c'era anche quella di dire tutto a Cosimo Latronico. L’APPALTO DEL TRAUMA CENTER La vicenda ruota intorno ai lavori di realizzazione del trauma center del San Carlo. Gli appalti sono stati aggiudicati dalla Cascina e i Lopiano spingono per ottenere dei subappalti per imprese amiche da cui ottenere provvigioni. Da quanto è possibile capire dai documenti di indagine, si rivolgono a Luca Manzi per ottenere i subappalti. Luca Manzi lavora per la Cascina e sostiene di aver declinato ogni proposta avanzata dai Lopiano. Dal contenuto di questa intercettazione, però, sembrerebbe che, almeno in un primo momento il Manzi avrebbe dato una sua disponibilità in quella direzione. Alla sua impossibilità di

_ Luigi e Antonio Lopiano e sotto Latronico

riuscirci i Lopiano avrebbero iniziato a minacciare il Manzi. LO DICIAMO A LATRONICO Tra le minacce, c'è quella di dire tutto a Latronico. Un concetto ripetuto più volte sia per intimorire Manzi, sia come possibile contatto per risolvere la questione. «Bisogna acchiappare Latronico - dice Lopiano padre al figlio - come quando fu il fatto di Giovanni (Frisoli, referente della tre fiammelle), dobbiamo parlare con Latronico». Una frase che sembra suggerire un precedente contatto tra i Lopiano e

l’assessore alla Sanità. UNA CONOSCENZA DEI MECCANISMI C'è da precisare che i Lopiano parlano di Latronico ma non ci sono riscontri nè di un suo interessamento alle vicende nè di contatti reali. Quello che, però spunta dalle intercettazioni, è che i destinatari delle misure sembrano avere ottime conoscenze delle governance della sanità regionale fino ad anticipare (in una intercettazione ambientale) che “al posto di Maglietta andrà Spera” ancora prima che la notizia fosse di dominio pubblico.


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Curatella ci fa sapere che l'indagato non era un dirigente ma nulla dice sulla sua tessera

Ma Quaratino è (era) iscritto a Fn?

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I vannacciani chiedono chiarezza all'amministrazione potentina ma Vigilante era suo collega di partito e maggioranza

DI MASSIMO DELLAPENNA

l leader regionale di Futuro Nazionale, Giulio Curatella, ci tiene a smentire la notizia secondo la quale Rocco Quaratino sarebbe un "esponente di Futuro Nazionale" perchè, chiarisce il Vannacci lucano, il soggetto in questione non avrebbe incarichi di partito nè ruolo statutari. Vorremmo spiegare al segretario Curatella la differenza tra esponente e dirigente ma siamo certi che lui, dall'alto della sua lunga e vantata militanza, ne sia già a conoscenza. Ci limitiamo, dunque, a chiedere al nostro eroe se Quaratino risulti iscritto a Futuro Nazionale. Da quello che ci sembra di capire si. Non lo diciamo per una sorta di capacità divinatoria, lo diciamo per una analisi grammaticale delle sue parole. Curatella dice che Quaratino rientrava tra coloro i quali avevano criticato il suo operato e che, la foto cui noi abbiamo fatto riferimento, e' stata scattata quando il super indagato per estorsioni si era recato nel suo studio per chiarirsi. Non vi è chi non veda che, non avendo Curatella ruoli istituzionali, il Quaratino poteva lamentarsi di lui solo per la sua gestione del Partito. Rinnoviamo la domanda a Curatella: Quaratino era, è, è stato iscritto a FN? Perchè nel suo comunicato di rettifica il capo lucano dei vannacciani non dice niente in merito. IL BUE DICE CORNUTO ALL'ASINO Ci permettiamo, altresì, di specificare che una delle accuse rivolte agli indagati è quella di avere l'abitudine di prendere "appuntamenti per chiarirsi" con alcune persone, di farlo nei loro studi o uffici e di svolgere detti chiarimenti in modalità “gomorra di provincia”. Noi siamo certi che il virile petto di Curatella, temprato dai ludi con fucili giocattoli nei boschi di Tolve, non si sia piegato alle eventuali minacce e percosse di Quaratino ma ci permettiamo di dire che si dovrebbe avere maggior pudore nel parlare. Futuro Nazionale, nelle persone di Vigilante, Pappalardo e Curatella sono usciti pubblicamente chiedendo al Sindaco di prendere posizione sulla vicenda perchè le istituzioni sono di tutti. Giuzio è l'unico amministratore in carica ad essere indagato. Su di lui il GIP dice che non ci sono elemento sufficienti per poter ipotizzare una condotta costituente reato. Certo le indagini sono ancora in corso. Certo la posizione "assolutoria" del GIP non elimina le responsabilità politiche di Giuzio

__Curatella sotto l’edizione di Cronache di ieri Quaratino, già esponente di FdI Futuro Nazionale ha il suo primo indagato in Rocco

Un’indagine bipartisan

ano re Francesco Giuzio per le sue amicizie con Lopi Possibile, dall’altro lato vede coinvolto l’assesso

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__Quaratino e Curatella e Giuzio

Rocco Quara tino è una delle espressioni vaganti del centrodecoinvolgia politica certe volte è stra- stra potentino. Il suo a è proprio il na. Anco ra più strana mento nella politic ismo che quand o inters eca le sue segno del pressappoch nella geliamo segna e sempr da zia. giusti della quella con strade di centrodestra In una città come Potenza dove stione dei partiti Fratelli d’Itadi lare, partico in ed, è o mond il e tutti si conos cono NazioFuturo di anche oggi e lia più. di piccolo può esserlo ancora nale. ili Anco ra non sono imma ginab candida, infatti, nelgli effetti che l’indagine partita Quaratino si li d’Italia è il pridalla Procura della Repubblica di le liste di Fratel ed entra in ConPotenza può produrre sulla poli- mo dei non eletti primo rimpa sto di tica del capol uogo ma sicura - siglio con il

D I M A S S IM O D E L L A P E N N A

nell'avere avuto rapporti personali con loschi personaggi come Quaratino e Lopiano ma, diciamo la verità, sono le stesse colpe di Curatella e Vigilante. Vigilante nella scorsa consiliatura è stato nei banchi con Quaratino, Curatella lo ha frequentato e forse iscritto al partito. Prima di guardare la pagliuzza altrui, bene farebbe Futuro Nazionale a guardare la trave nel suo tesseramento. LE FREQUENTAZIONI STRANE

Questa indagine, al netto delle considerazioni dovute sulla presunzione di non colpevolezza, mostra un lato poco noto della nostra città o, forse, volutamente nascosto. Emergono, infatti, frequentazioni non scontate. Spesso quando si pensa alle frequentazioni politiche ci si concentra sui "colletti bianchi", qui siamo avanti ad una storia nella quale personalita' della politica, del sindacato, delle imprese, avevano contatto con personaggi che (secondo l'accu-

sa) avrebbero praticato reati comuni a base di violenza e minacce. Noi ci chiediamo (e ci torneremo) come sia stato possibile che i Lopiano chiamassero direttamente esponenti delle istituzioni, entrassero nelle sedi sindacali e si riferissero agli assessori regionali apostrofandoli per nome. Una vicinanza che spesso ha confuso vittima e carnefice e che accomuna Giuzio con Curatella e Vigilante e sulla quale dovremmo tutti interrogarci.


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Primo piano

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Il Pnrr sostiene il progetto di Acquedotto Lucano in 69 Comuni. Rotelli, Caiata e Rosa: «Controlli più puntuali e gestione efficiente»

Rete idrica, oltre 15 milioni per ridurre le perdite

POTENZA. Oltre 15 milioni di euro del Pnrr per completare la distrettualizzazione della rete idrica in 69 Comuni della Basilicata. Il progetto, che ha come beneficiario Acquedotto Lucano, prevede un investimento complessivo di 16.696.800 euro, dei quali 15.027.120 finanziati attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ad annunciarlo sono i deputati Mauro Rotelli e Salvatore Caiata e il senatore Gianni Rosa, che esprimono soddisfazione per le risorse destinate all’intervento. «Un intervento strategico per rendere più efficiente e moderna un’infrastruttura essenziale per le nostre comunità», affermano i tre parlamentari. Il finanziamento riguarda il completamento della distrettualizzazione nei 69 Comuni interessati, con l’obiettivo di migliorare il controllo e la ge-

stione della rete. L’attenzione è rivolta soprattutto all’individuazione delle perdite e alla possibilità di seguire con maggiore precisione pressioni e consumi. A illustrare le ricadute dell’opera è Rotelli, presidente della commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera. «La distrettualizzazione consentirà un monitoraggio più puntuale della rete, favorendo l’individuazione delle perdite e una gestione più efficace delle pressioni e dei consumi», sottolinea. «Parliamo di un’opera concreta, con ricadute dirette sulla qualità e sull’efficienza del servizio idrico». Nelle dichiarazioni dei parlamentari, il progetto è legato alla necessità di colmare i ritardi infrastrutturali e sostenere opere capaci di incidere sulla vita quotidiana dei cittadini. Le risorse

del Pnrr coprono la parte principale dell’investimento previsto per l’intervento di Acquedotto Lucano. «Ringraziamo il Governo Meloni e il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per le risorse destinate alla Basilicata»,

concludono Rotelli, Caiata e Rosa. «Il Pnrr rappresenta uno strumento fondamentale per colmare i ritardi infrastrutturali e sostenere interventi che incidono concretamente sulla vita quotidiana dei cittadini».

L’intesa a Ferrandina e il bando di gestione dello scalo nella strategia per la Valbasento: «Integrare trasporti su ferro, gomma e aereo»

Interporto, Tataranno sostiene Pepe: «La pista Mattei nel piano logistica» POTENZA. L’intesa per realizzare l’Interporto della Valbasento a Ferrandina e il nuovo bando per la gestione della Pista Mattei sono, secondo il consigliere regionale Domenico Raffaele Tataranno, due passaggi complementari per il rilancio dell’area. Il capogruppo della Lega esprime apprezzamento per l’operato dell’assessore alle Infrastrutture Pasquale Pepe e attribuisce all’amministrazione regionale di centrodestra una visione dello sviluppo fondata sull’integrazione dei trasporti e sul collegamento con il porto di Taranto. Il punto di partenza è l’intesa che coinvolge Regione Basilicata, Autorità di sistema portuale del Mar Jonio, Consorzio industriale e Comune di Ferrandina. Un accordo che Tataranno legge come la base di una strategia territoriale, nella quale il futuro interporto e il ruolo della Pista Mattei possano concorrere alla costruzione di un nodo logistico. La Valbasento viene indicata come un’area cerniera per l’economia lucana, capace di mettere in relazione infrastrutture e attività produttive. «È nella sinergia di un patto territoriale, il vero

effetto positivo di questi investimenti», sostiene il consigliere. Nella prospettiva delineata, gli interventi consentiranno da un lato alla valle di diventare area retroportuale del polo di Taranto, dall’altro di ospitare un aeroporto avanzato per le rotte commerciali collegate. Si tratta di obiettivi che Tataranno lega alla capacità di coordinare i diversi sistemi di trasporto, assegnando a ciascuna infrastruttura una funzione complementare. «Due tasselli che si incastrano, rendendo connessi e complementari i trasporti su ferro, gomma e aereo per realizzare un no-

do intermodale avanzato della logistica, nella posizione strategica della Valle», afferma. Il nuovo bando di gestione della Mattei viene così inserito nello stesso quadro dell’accordo per l’interporto: due iniziative distinte che, nella lettura del consigliere, possono sostenere un unico percorso di sviluppo. Il richiamo è anche alla storia industriale del territorio. «Lo aveva intuito Enrico Mattei, oggi quella visione riprende corpo su presupposti più moderni e rispettosi dell’ambiente», osserva Tataranno. La prospettiva evocata guarda alla possibilità di valorizzare la posizio-

ne della Valbasento attraverso una rete di collegamenti, con un rapporto più stretto tra movimentazione delle merci, logistica e industria. Il consigliere colloca gli interventi nella strategia di diversificazione dei traffici prevista dal Piano operativo dei trasporti 2026–2028. «L’iniziativa lucana è incanalata e contestualizzata in una visione ben più ampia delle future rotte commerciali», rimarca. L’obiettivo attribuito alla Regione è superare la funzione del porto come semplice punto di arrivo delle merci e costruire un sistema integrato tra scalo marittimo, ferrovia, servi-

zi logistici e attività industriali, con un ruolo attivo della Pista Mattei. Un ulteriore fronte riguarda la programmazione della Zona economica speciale unica. Tataranno indica l’inserimento dell’interporto in questo quadro, la prospettiva di una Zona franca doganale e il percorso di riconoscimento del presidio da parte del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti come elementi di una strategia comune. Passaggi che, nelle intenzioni espresse dal consigliere, dovranno contribuire anche a intercettare risorse nazionali ed europee per sostenere il rilancio della Valbasento.


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Il segretario lucano denuncia le perdite dovute alla rivalutazione degli assegni: «Non si può continuare a far cassa sui pensionati»

Caro vita, lo Spi Cgil chiede più tutele Summa: «Pensionati sempre più poveri»

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ensioni sempre più esposte al caro vita e regole di rivalutazione che non garantiscono una tutela stabile del potere d’acquisto. È la denuncia dello Spi Cgil Basilicata, che attraverso il segretario generale Angelo Summa chiede un meccanismo certo di perequazione degli assegni. L’intervento prende spunto dai dati dell’inchiesta Dataroom di Milena Gabanelli e Simona Ravizza, che secondo il sindacato confermano le conseguenze delle restrizioni applicate negli anni. «Tra il 2023 e il 2025 il governo Meloni ha risparmiato ben 10 miliardi di euro sulle spalle dei pensionati, attraverso il meccanismo della rivalutazione a classi», afferma Summa. Una scelta che, nella lettura del segretario, ha penalizzato anche pensionati con assegni lontani dagli importi più elevati,

riducendo la capacità di far fronte all’aumento dei prezzi. «Non parliamo di pensioni d’oro, come la propaganda della destra vuole far credere, ma di lavoratori che oggi ricevono assegni da 2.826 euro lordi al mese, meno di duemila euro netti», prosegue. Per questa fascia, Summa richiama una perdita complessiva di 37.498 euro lordi tra il 2012 e il 2025. In Basilicata, aggiunge, gli importi scendono drasticamente, fino a circa mille euro mensili: una condizione che rende ancora più difficile sostenere le spese quotidiane. «Così non si può andare avanti. Lo Stato sta penalizzando chi ha lavorato e versato contributi per una vita intera», sottolinea il segretario. La questione, per lo Spi Cgil, riguarda anche la stabilità economica delle famiglie, soprattutto nei territori in cui

la pensione rappresenta un sostegno per più generazioni. «Le pensioni sono state utilizzate come un vero e proprio bancomat dal governo Meloni, colpendo duramente il ceto medio», sostiene Summa. «Una stangata in piena regola che mina la stabilità economica di milioni di famiglie, soprattutto al Mezzogiorno e in Basilicata». Qui, osserva il sindacalista, sono spesso i pensionati a contribuire al mantenimento di figli e nipoti alle prese con lavori discontinui e precari. L’erosione degli assegni finisce quindi per indebolire anche questa rete di sostegno familiare. Al centro della denuncia c’è il continuo cambiamento dei parametri utilizzati per adeguare le pensioni all’inflazione. Secondo Summa, l’assenza di regole durature rende la rivalutazione una

misura «quasi discrezionale e priva di regole stabili», a differenza di quanto avviene in altri Paesi europei. Da qui la richiesta di un sistema che assicuri continuità alla protezione dei redditi pensionistici. «Serve un meccanismo di perequazione stabile, che sia strumento certo di tutela del potere d’acqui-

sto», ribadisce il segretario dello Spi Cgil Basilicata. Una necessità che lega al peso dell’inflazione, del caro vita e dei carburanti sui bilanci dei pensionati lucani. «Non si può continuare a far cassa sui pensionati per far quadrare i bilanci dello Stato, penalizzando chi ha lavorato e versato contributi per una vita intera».

Il consigliere di FI ringrazia Pepe per il biglietto integrato e chiede viaggi gratuiti per gli studenti meritevoli nel nuovo Piano regionale

Trasporti, Picerno plaude al biglietto integrato «Ora si proceda con il nuovo Piano dei Trasporti»

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l biglietto unico e integrato rappresenta un passo avanti per la mobilità in Basilicata, ma ora occorre completare il percorso con l’approvazione del nuovo Piano regionale dei Trasporti e con misure a sostegno degli studenti. È la richiesta del consigliere regionale di Forza Italia Fernando Picerno, che esprime apprezzamento per l’intervento previsto dall’assessore alle Infrastrutture Pasquale Pepe. «Esprimo il mio ringraziamento all’assessore alle Infrastrutture Pepe per aver previsto il biglietto unico e integrato», dichiara Picerno. La misura rientra nel più ampio pacchetto del nuovo sistema regionale di bigliettazione elettronica, monitoraggio e supervisione del trasporto pubblico locale. Per il consigliere si tratta di «un passaggio importante verso un sistema di mobilità più moderno, efficiente e vicino alle esigenze dei cittadini lucani». Un risultato al quale Picerno auspica possa seguire, nel più breve tempo possibile, l’approvazione del nuovo Piano regionale dei Trasporti. L’obiettivo indicato è

una programmazione capace di intervenire sulla qualità del servizio e sulle difficoltà degli utenti. «Abbiamo infatti bisogno di una programmazione complessiva che sappia migliorare la qualità dei servizi, rendere più agevoli gli spostamenti e, allo stesso tempo, contribuire a ridurre i costi a carico delle famiglie e degli utenti», sottolinea. All’interno di

questo percorso, il consigliere chiede a Pepe di valutare l’inserimento di quanto previsto dalla sua proposta di legge “BasilMove”, che punta a garantire il trasporto pubblico gratuito agli studenti meritevoli. Picerno lega la proposta al diritto allo studio e alla necessità di sostenere la permanenza delle nuove generazioni nei territori lucani. «Credo che in-

vestire sulla mobilità degli studenti significhi investire concretamente sul futuro della Basilicata», afferma. Garantire ai ragazzi la possibilità di raggiungere scuole e istituti senza che il costo del trasporto rappresenti un ostacolo, secondo il consigliere, può contribuire a contrastare la desertificazione scolastica. Una misura che avrebbe quindi anche una funzione di sostegno alle comunità locali, inserendosi nelle politiche per frenare lo spopolamento. La richiesta è di affrontare il tema della mobilità con una visione complessiva, che tenga insieme l’efficienza dei collegamenti, la sostenibilità dei costi per gli utenti e l’accesso all’istruzione. «Il trasporto pubblico non deve essere considerato soltanto un servizio, ma uno strumento di coesione sociale, di diritto allo studio e di sviluppo», conclude Picerno. «Per questo è necessario proseguire il lavoro con una visione organica, mettendo al centro le esigenze dei cittadini e, in particolare, delle nuove generazioni».


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Nominati i componenti del Consiglio di indirizzo e verifica dell’Irccs di Rionero in Vulture

Consiglio regionale, nomine al Crob e via libera ai bilanci degli enti lucani

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__Alcuni momenti del Consiglio regionale

i è tenuta ieri pomeriggio la seduta straordinaria del Consiglio regionale della Basilicata, che ha affrontato una serie di provvedimenti di carattere amministrativo e contabile, oltre alla nomina dei componenti del Consiglio di indirizzo e verifica dell’Istituto di Ricovero e Cura a carattere scientifico (IRCCS) CROB di Rionero in Vulture. L’Assemblea ha proceduto alla nomina di Pasquale Francesco Amendola, Marco Manzi e Ri-

tassunta Ricigliano quali componenti del Consiglio di indirizzo e verifica dell’Istituto. L’organismo, secondo quanto previsto dall’articolo 2, comma 9 bis, della legge regionale 12/2008 e successive modificazioni, resta in carica per cinque anni, salvo revoca per giusta causa. Nel corso della seduta il Consiglio regionale ha inoltre esaminato diversi documenti contabili relativi agli enti e alle agenzie regionali. Approvato a maggioranza

il Rendiconto generale 2025 del Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese rupestri del Materano (DDL n. 84/2026), con 11 voti favorevoli e 8 astensioni. Via libera a maggioranza anche all’atto contabileamministrativo dell’Ente di gestione del Parco Naturale di Gallipoli Cognato-Piccole Dolomiti Lucane (DDL n. 87/2026), approvato con 10 voti favorevoli e 8 astensioni. Il Consiglio ha quindi licenziato il rendiconto

2025 dell’A.T.E.R. di Matera, con 10 voti favorevoli e 7 contrari, mentre è stato approvato a maggioranza anche il documento contabile-amministrativo 2025 dell’Agenzia Lucana di Sviluppo e Innovazione in Agricoltura (ALSIA) (DDL n. 88/2026), con 10 voti favorevoli e 8 contrari. L’esame dell’Assemblea è proseguito con i bilanci di previsione per il triennio 2026-2028. Approvato il bilancio dell’Agenzia regionale per il diritto allo studio universitario (ARDSU) (DDL n. 85/2026), con 10 voti favorevoli e 6 astensioni. Via libera anche al bilancio dell’Ente di gestione del Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese rupestri del Materano (DDL n. 86/2026), con 10 voti favorevoli e 7 contrari. Infine, l’Assemblea ha esaminato il bilancio di previsione dell’A.T.E.R. di Matera, relativo al triennio 20262028. APPROVATI I DOCUMENTI CONTABILI DI ALSIA, APT E REGIONE Approvato a maggioranza, con 10 voti favorevoli, quelli di Aliandro, Casino, Fanelli, Fazzari, Galella, Leone, Morea, Napoli, Picerno e Tataranno e 8 voti contrari quelli di Araneo, Bochicchio, Chiorazzo, Cifarelli, Lacorazza, Marrese, Verri e Vizziello, l’atto ammini-

strativo n. 172/2026, riguardante la variazione al bilancio di previsione 2026/28 dell’Alsia. Si tratta di una variazione compensativa dei titoli di spesa, pertanto non comporta modifiche all’ammontare complessivo delle entrate e delle spese del bilancio. Rimane quindi assicurato il permanere del pareggio di bilancio e degli equilibri nel rispetto delle disposizioni del Dlgs 118/2011. Approvato a maggioranza con 9 voti favorevoli, quelli di Aliandro, Casino, Fanelli, Fazzari, Galella, Leone, Napoli, Picerno e Tataranno, e 7 voti contrati quelli di Araneo, Bochicchio, Chiorazzo, Cifarelli, Lacorazza, Marrese e Verri il riconoscimento, ai sensi dell’art. 73, comma 1, lett e), del Dlgs 118/2011, della legittimità del debito fuori bilancio della Regione Basilicata, pari a € 44.953,05. Approvato, infine, a maggioranza, con voti favorevoli 10 quelli di Aliandro, Casino, Fanelli, Fazzari, Galella, Leone, Morea, Napoli, Picerno e Tataranno, un voto contrario, quello di Vizziello e 5 astensioni, quelle di Bochicchio, Cifarelli, Lacorazza, Marrese e Verri, il rendiconto generale dell’Agenzia di promozione territoriale della Basilicata (APT) per l’esercizio finanziario 2025 (Ddl n. 90/2026).


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In Basilicata Burdi assume la vicepresidenza. Nel 2025 finanziati piani formativi per oltre 2,5 milioni a favore delle imprese

Fondimpresa, è Braia il presidente: «Necessario sostenere lo sviluppo»

POTENZA. Fondimpresa Basilicata ha rinnovato i propri organi, nel corso dell’Assemblea che si è svolta nel pomeriggio di ieri. Antonio Braia - vicepresidente di Confindustria Basilicata con delega al Capitale Umano, Education e Ricerca & Sviluppo - è il nuovo Presidente di Fondimpresa Basilicata, mentre a ricoprire la carica di vicepresidente è Giuseppe Burdi, segretario di Organizzazione della Cgil Basilicata. Componenti del nuovo Consiglio di Amministrazione sono Antonio Leopardi Barra e Nicolino Antonio Sileo per Confindustria Basilicata e Luana Franchini e Diego Sileo rispettivamente per Cisl e Uil Basilicata. Fondimpresa è il fondo interprofessionale più grande d’Italia con oltre 200.000 aziende iscritte, più di 5 milioni di lavoratori aderenti e oltre 500 milioni di euro di raccolta nel 2025,

coprendo da sola oltre il 50 per cento delle aziende e delle risorse di tutti i fondi italiani. Nel corso del 2025 il fondo ha finanziato in Basilicata interventi per oltre 2,5 milioni di euro, di cui circa 760 mila euro attraverso il conto formazione per 194 piani formativi e oltre

1,7 milioni di euro mediante il conto di sistema per 34 piani formativi. Investimenti che hanno favorito l’aggiornamento delle professionalità, il rafforzamento delle competenze e l’adozione di modelli organizzativi capaci di rispondere ai cambiamenti del mercato. In par-

ticolare, il conto di sistema ha sostenuto soprattutto iniziative riconducibili ai temi dell’ambiente e della competitività per un valore complessivo superiore a 1,36 milioni di euro, oltre a percorsi dedicati all’innovazione, alla cassa integrazione e alle politiche attive del lavoro.

I dati sulle adesioni, aggiornati al 30 giugno 2026, mostrano una partecipazione consolidata delle aziende lucane: Fondimpresa conta 2.380 imprese aderenti e 27.139 lavoratori coinvolti al momento dell’adesione. «I risultati conseguiti nel 2025 confermano quanto la formazione continui a essere uno strumento essenziale per accompagnare le imprese nei processi di cambiamento e leva strategica per rafforzare la capacità competitiva», dichiara il neo presidente Antonio Braia. «Sostenere lo sviluppo delle competenze – prosegue - significa investire nella qualità del lavoro e nel futuro del territorio. Fondimpresa continuerà a essere al fianco delle aziende e dei lavoratori lucani, offrendo risposte concrete alle esigenze connesse alle transizioni digitale, ambientale e organizzativa».

In Basilicata circa 6.300 aziende artigiane delle costruzioni. Anaepa chiede compensazioni, meno tasse sui carburanti e prezziari aggiornati

Caro gasolio, cantieri a rischio e imprese in affanno POTENZA. Il caro gasolio minaccia la sostenibilità dei cantieri già avviati e mette sotto pressione le imprese edili, soprattutto quelle più piccole. Anaepa Confartigianato Edilizia sollecita al Governo interventi rapidi per evitare che gli aumenti si scarichino interamente sulle aziende, erodendo i margini di commesse e lavori concordati mesi fa. Un allarme che in Basilicata riguarda un comparto composto da circa 6.300 imprese artigiane delle costruzioni: circa 2.000 in provincia di Matera e 4.300 in quella di Potenza, secondo i dati della Camera di commercio riferiti al secondo semestre 2023. A preoccupare è la corsa del carburante. Secondo le rilevazioni di Confartigianato Trasporti, tra febbraio e settembre il prezzo del gasolio industriale al netto delle tasse è cresciuto del 54,3 per cento, spinto dalle tensioni internazionali e dall’instabilità dei mercati energetici. Per un mezzo pesante, un pieno da 900 litri è passato da 1.503,78 a 1.971,61 euro: quasi 468 euro in più. Per l’edilizia il rincaro diventa un aumento diretto dei costi di produzione. «Per un’impresa edile il gasolio non è un bene di consumo accessorio: è uno strumento di lavoro», sottolinea Anaepa. Escavatori, au-

tocarri, furgoni e macchine operatrici ne hanno bisogno ogni giorno per svolgere le attività. «Con aumenti di questa portata, però, i margini delle imprese vengono progressivamente erosi, fino al rischio concreto di lavorare in perdita su cantieri e commesse i cui prezzi sono stati concordati mesi fa». La pressione si estende all’intera filiera. Ai consumi dei mezzi si sommano gli effetti dei rincari energetici su materiali e lavorazioni, dal bitume all’acciaio fino ai prodotti derivati dal petrolio. Diventa così più difficile rispettare preventivi e contratti definiti quando le condizioni di mercato erano diverse. «Le imprese non possono continuare ad assorbire da sole aumenti così rilevanti», avverte l’associazione, chiedendo strumenti che sostengano le aziende e impediscano alle realtà minori di pagare il prezzo più alto. Le misure finora adottate riguardano soprattutto l’autotrasporto merci. Il Governo ha annunciato l’avvio dei pagamenti del credito d’imposta dal 20 ottobre e ulteriori risorse per coprire le richieste presentate. Molte imprese edili e del movimento terra restano però escluse da analoghi strumenti di compensazione, pur uti-

lizzando il gasolio come fattore produttivo indispensabile. Anaepa chiede quindi di estendere le compensazioni alle aziende che impiegano il carburante direttamente nei cantieri, intervenendo anche sul peso fiscale e sui costi di esercizio. Un secondo fronte riguarda i prezziari, da aggiornare costantemente, e la revisione dei prezzi: servono meccanismi semplici, automatici e tempestivi, in grado di riconoscere i maggiori costi sostenuti durante l’esecuzione delle opere. «Servono risposte concrete e rapide», afferma Rosa Gentile, presidente di Confartigianato. Il problema, sottolinea, coinvolge l’intero sistema produttivo: ogni

azienda è inserita in una rete di fornitori, subfornitori, lavoratori, professionisti, trasportatori e servizi. Se un’impresa rallenta o si ferma, le conseguenze superano il singolo cantiere e raggiungono occupazione, investimenti, famiglie e comunità locali. Per Gentile occorre intervenire prima che le tensioni sui costi compromettano la continuità aziendale e indeboliscano le filiere. Le micro e piccole imprese, parte essenziale di questo sistema, non possono sostenere da sole l’impatto dei rincari. «Difendere la sostenibilità delle imprese significa difendere la capacità del territorio di creare lavoro, valore e sviluppo».


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Alla Giornata della trasparenza il bilancio dei contributi a fondo perduto erogati dal 2019 al 2025. Per il 2026 disponibili 310mila euro per i bandi promozionali

Cciaa, oltre 1,7 mln alle imprese lucane Presentati i risultati e i nuovi interventi O

ltre 1,7 milioni di euro in contributi a fondo perduto alle imprese lucane tra il 2019 e il 2025, mentre il tessuto produttivo regionale si riduce e calano anche le entrate camerali. È il quadro emerso dalla Giornata della Trasparenza 2026 della Camera di commercio della Basilicata, che ha presentato alle associazioni di categoria i risultati delle attività e le priorità del Programma pluriennale 20252029. Al 30 giugno 2026 risultavano registrate in regione 57.163 imprese, in diminuzione rispetto al 2019. In questo scenario, l’Ente ha continuato a destinare risorse al sostegno delle piccole e medie aziende, concentrando gli interventi su innovazione digitale, formazione, accesso ai mercati esteri e valorizzazione del territorio. La quota maggiore dei contributi erogati nel periodo 20192025 ha riguardato i voucher Digitali I4.0: 1.245.109,90 euro a beneficio di 162 Pmi. Per formazione e lavoro sono stati assegnati 199.976,53 euro a 110 imprese, mentre le misure per l’internazionalizzazione hanno raggiunto 46 aziende, con finanziamenti complessivi pari a 184.010 euro. Al turismo e al territorio sono andati 88.881 euro, destinati

a 18 imprese. Per il 2026 le risorse previste per i bandi promozionali sono aumentate a 310mila euro. Tra le novità figurano il bando Videoallarme Antirapina, con una dotazione di 50mila euro, e una misura dedicata alla competitività delle imprese e all’accesso alla finanza, ancora in via di definizione, per la quale sono previsti 30mila euro. Il sostegno camerale si estende così anche alla sicurezza delle attività economiche e agli strumenti per favorire l’accesso alle risorse finanziarie. Alla promozione delle imprese si affianca la progettazione europea. La Camera gestisce direttamente oltre 600mila euro di finanziamenti comunitari, in collaborazione con una rete di oltre 25 partner in Europa. I progetti interessano le competenze digitali, l’economia circolare, la manifattura 3D e il turismo sostenibile. Nel corso dell’incontro sono stati illustrati anche i dati sul funzionamento dei servizi amministrativi. I tempi medi di lavorazione delle pratiche del Registro delle imprese sono scesi dai 10,3 giorni del 2019 ai 3,8 giorni rilevati a giugno 2026. Alla piattaforma telematico-amministrativa Impresainungiorno aderi-

scono invece 130 Comuni lucani, pari al 99,24% del totale. Il bilancio delle attività ha riguardato inoltre l’Albo nazionale gestori ambientali, il servizio di risoluzione alternativa delle controversie e la gestione delle crisi da sovraindebitamento. Ambiti che affiancano le funzioni del Registro e gli interventi rivolti alla crescita delle aziende. Sul fronte della trasparenza, il grado di assolvimento degli obblighi di pubblicazione nella sezione «Amministrazione Trasparente» del sito istituzionale ha raggiunto il 99,8%. L’appuntamento ha richiamato tre obiettivi dell’azione amministrativa: garantire l’accessibilità a dati e documenti, misurare i risultati per migliorare la qualità dei servizi e diffondere una cultura dell’integrità a tutela della legalità e della correttezza dei processi decisionali. Un’impostazione che lega l’informazione ai cittadini alla verifica dell’operato dell’Ente, secondo i principi dell’Open Government. Gli indicatori economico-finanziari presentati evidenziano valori superiori alla media nazionale. Nel 2025 l’indice di struttura primaria, che misura la capacità di coprire gli investimenti a lungo termine con il patri-

monio proprio, si è attestato al 300,60%, contro il 144,02% nazionale. L’indice di liquidità a breve termine ha raggiunto il 482,05%, rispetto a una media del 247,98%. Dati che indicano una solida situazione patrimoniale e un’elevata capacità di far fronte agli impegni finanziari di breve periodo. Il Programma pluriennale 2025-2029 prevede ora interventi su tre fronti. Il primo è l’efficienza organizzativa, da perseguire attraverso il potenziamento dei servizi e la standardizzazione dei processi digitali. Il secondo riguarda la semplificazione e la tutela del mercato, con lo snellimento delle procedure e la vigilanza a favore delle imprese e dei consumatori. Il terzo punta a rafforzare la competitività del sistema produttivo locale. Per raggiungere quest’ultimo obiettivo, la Camera intende consolidare la collaborazione con le associazioni di categoria, le istituzioni e i soggetti pubblici e privati del territorio. Al centro dell’azione saranno la transizione digitale ed ecologica, l’internazionalizzazione e la valorizzazione del patrimonio regionale, individuate come direttrici del sostegno all’economia lucana nei prossimi anni.


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POTENZA Il Gruppo di Lavoro Interistituzionale provvederà anche all’elaborazione di linee guida per intercettare situazioni di disagio e agire preventivamente

Sicurezza nelle scuole e cultura della legalità, domani l’insediamento del G.L.I. in Prefettura

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i terrà nella Sala Italia della Prefettura di Potenza, alle ore 11.00 di domani, alla presenza del Prefetto di Potenza Michele Campanaro, l’insediamento del G.L.I. - Gruppo di Lavoro Interistituzionale. L’organismo, voluto dal Prefetto Campanaro in attuazione della Direttiva interministeriale emanata congiuntamente dai Ministri dell’Interno e dell’Istruzione e del Merito sull’ analisi dei fenomeni di illegalità e delle situazioni di disagio in ambito scolastico, oltre a fungere da cabina di monitoraggio dei fenomeni di illegalità

negli istituti scolastici della provincia, procederà alla elaborazione di Linee guida operative per intercettare situazioni di disagio sommerse ed agire preventivamente in modo coordinato. Alla riunione parteciperanno il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni, le Forze di Polizia, i rappresentanti della Scuola, degli Enti Locali e della Sanità, dell’Ufficio del Garante regionale dell’infanzia e dell’adolescenza, della Consulta provinciale studentesca e degli ordini professionali degli avvocati e degli psicologi.

Sul palco, le ragazze e i ragazzi della struttura hanno regalato al pubblico una serata di esibizioni, leggerezza, ma anche di profonda umanità

Bernalda, grande successo per il Domus’ Got Talent dei Padri Trinitari

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ella Domus dei Padri Trinitari di Bernalda è andato in scena “Domus’ Got Talent”, uno show con protagonisti gli ospiti del Centro di riabilitazione. Un percorso durato tre mesi ha portato sul palco le ragazze e i ragazzi della struttura, regalando al pubblico una serata di esibizioni, creatività, leggerezza, ma anche di profonda umanità. Nata con l’obiettivo di celebrare il talento individuale oltre ogni barriera fisica e cognitiva, l’iniziativa si è rivelata molto più di un semplice spettacolo: è stata un vero e proprio percorso esperienziale, capace di trasformare la visibilità sul palco in una conquista sociale. I tantissimi spettatori che hanno avuto il piacere di accomodarsi nel piazzale della Do-

mus sono stati accarezzati da un mix di emozioni, alternando il divertimento a momenti di vera riflessione. Ad impreziosire e guidare la serata è stata una giuria davvero speciale, con la partecipazione straordinaria del comico lucano, Dino Paradiso, affiancato con grande complicità ed empatia da Giuseppe, uno degli ospiti della struttura, che gli ha fatto brillantemente da spalla, tra battute e sketch improvvisati. Seduto accanto a loro, anche Don Antonio, parroco della Chiesa dei Santi Medici, che ha dato il suo supporto, portando la testimonianza di un legame profondo con la comunità. «Dietro la magia delle luci di scena - ha commentato il direttore dei Centri di riabilitazione dei Padri Trinitari, Vito

Campanale - si cela un lavoro costante, silenzioso e appassionato. Vi abbiamo fatto credere di aver assistito ad uno spettacolo, ma per noi questa è vita! È la vita di tutti i giorni: giocare, ridere, cadere e rialzarsi. In queste realtà ogni scoperta e ogni piccola capacità conquistata rappresentano una vittoria straordinaria». La finalità del progetto “Domus’ Got Talent”, infatti, non è la ricerca della perfezione tecnica, ma il potenziamento delle capacità comunicative, espressive e relazionali. «Il palco - ha sottolineato Campanale - si è trasformato in quel posto sicuro in cui ogni ragazzo ha potuto sperimentare la forza della propria espressione creativa in un contesto pienamente inclusivo. Ogni piccolo progresso

visto sul palco è stato il frutto di un immenso lavoro a monte, fatto di dedizione, pazienza e profonda empatia». «Vorrei esprimere la mia gratitudine - ha detto ancora - a tutti gli operatori per la dedizione mostrata, ai nostri ragazzi per il coraggio portato in scena, a Leonardo Campagna per le foto e ai componenti della giuria. Un ringraziamento, naturalmente, va anche e a tutto il pubblico che è stato presente all’evento, a cui abbiamo rivolto, con lo spettacolo, un messaggio d'accoglienza semplice e potente. Spenti i riflettori, rimane la certezza che l’arte è uno strumento privilegiato per superare ogni disagio, dimostrando che la vera bellezza risiede nell’unicità di ciascuno».


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OLTRE IL GIARDINO Archeologia, leggende e memoria: “Fantastico Medioevo” riscopre la Basilicata e porta la ricerca nelle comunità

Politica, università e cultura: Basilicata tra inchieste, rotture e le nuove sfide

L’

DI ANNA TAMMARIELLO

inchiesta che coinvolge esponenti della politica e dell’amministrazione comunale di Potenza apre una serie di interrogativi, ancora tutti da verificare sul piano giudiziario. Questo il focus della prima parte della nuova puntata di Oltre il Giardino, il programma di Cronache Tv condotto dal giornalista Paride Leporace. Al centro ci sono due filoni: uno relativo a una presunta turbativa e l’altro legato al traffico di influenze illecite. Tra gli indagati figura anche l’assessore Giuzio, per il quale era stata chiesta una misura cautelare poi non accolta dal gip, oltre all’ex consigliere comunale e dirigente Vito Di Lascio. Proprio sulle misure e sulle contestazioni si concentra la riflessione degli avvocati ospiti della trasmissione, Alessandro Singetta e Sergio La Penna. Singetta, difensore di Di Lascio, definisce marginale la posizione del suo assistito e parla di «un fatto di difficile comprensione», sostenendo che la costruzione dell’ipotesi accusatoria avrebbe richiesto «un notevole sforzo di creatività». Singetta solleva inoltre una questione sulle modalità della notifica dell’informazione di garanzia: «Non c’era nessun motivo di andare alle sei di mattina», lamentando anche il successivo arrivo dei carabinieri presso l’abitazione della madre ultra novantenne dell’indagato. Sergio Lapenna pone invece l’accento sul confine tra comportamento moralmente censurabile e condotta penalmente rilevante. Sul caso dell’appalto sottosoglia osserva: «Mi chiedo sempre, ma la misura cautelare dove è la necessità?». E aggiunge che il problema non sarebbe soltanto stabilire se esista o meno un reato, ma interrogarsi sulla necessità e proporzionalità delle misure adottate. Un’altra “anomalia” discussa riguarderebbe il rapporto sentimentale tra l’assessore Giuzio e una magistrata operante nel

__Lapenna, Singetta e Gagliardi a Oltre il giardino

distretto. Lapenna ritiene che la questione meriti di essere segnalata; Singetta, invece, esclude elementi di interferenza e considera la situazione «nell’ambito normale delle cose». Sul piano politico, colpisce soprattutto il silenzio dei partiti. Nessuno, almeno per ora, sembra voler utilizzare l’inchiesta contro gli avversari. Lapenna interpreta questo atteggiamento come un segnale positivo di rispetto per la presunzione d’innocenza, ma avverte: «Nutro notevoli dubbi» sulla possibilità che il silenzio possa durare, soprattutto con l’avvicinarsi delle scadenze elettorali. Resta dunque un’inchiesta da seguire con prudenza, senza anticipare colpe o assoluzioni. La domanda politica, però, è già aperta: il silenzio dei partiti rappresenta una nuova maturità garantista oppure soltanto una tregua destinata a finire con l’evoluzione giudiziaria della vicenda? PD DI LAURIA, LA ROTTURA DI BRUNA GAGLIARDI: «IL PARTITO HA COMMESSO ERRORI MADORNALI» È una rottura maturata nel tempo quella che ha portato Bruna Gagliardi e altri 23 esponenti del PD di Lauria a lasciare il partito. «Una scelta -racconta Gagliardi- sofferta, dolorosa e maturata dopo mesi di tensioni con una

componente interna che, secondo la sua ricostruzione, avrebbe agito in netto contrasto con la linea e la leadership della segreteria locale». La frattura si è aggravata durante le elezioni amministrative, quando una parte degli iscritti avrebbe sostenuto il candidato dei Cinque Stelle e alcuni si sarebbero candidati nella lista di Pierluigi Scaldaferri. «È stato fatto tutto fuori dalle regole», sostiene Gagliardi, accusando il partito regionale di non aver affrontato tempestivamente il conflitto. Il punto più duro riguarda proprio il commissariamento del PD lucano. Gagliardi sostiene che la segreteria di Lauria abbia seguito le indicazioni degli organismi regionali: «Il primo input che ci è stato dato per un anno intero è di ignorarli». Ma, aggiunge, il problema è esploso anche sul tesseramento: «Noi li abbiamo ritrovati in un elenco come iscritti online, addirittura legittimati per la fase congressuale». Una circostanza che, secondo la sua ricostruzione, avrebbe messo sullo stesso piano chi aveva mantenuto vivo il circolo e chi era stato politicamente contrapposto alla segreteria. La risposta è stata la fuoriuscita dal partito. «Oggi rappresento la mia lista Primavera Democratica in consiglio, non rappresento più il PD», spiega Ga-

gliardi. I 24 fuoriusciti, 12 dei quali eletti o candidati nella lista, rappresenterebbero secondo lei una forza di circa «800 voti». Nel mirino finiscono anche le scelte compiute negli ultimi anni dal PD lucano. «Lasciare uscire Marcello Pittella e Roberto Cifarelli è stato un errore madornale», afferma Gagliardi, sostenendo che sarebbero servite «politica e mediazione». Il rischio, avverte, è che se «a condurre il gioco ancora una volta saranno i soliti noti, i vecchi baronati, questo partito andrà disgregandosi». La critica investe anche il tema del rinnovamento e

della rappresentanza femminile: «Il Partito Democratico ha un serio problema con le donne». Per Gagliardi non basta utilizzare le donne nelle liste elettorali: «I percorsi si costruiscono». Il messaggio finale è rivolto al commissario regionale: «Mi auguro che da qui alla fine del suo mandato riesca non dico a sanare questo PD, ma a riaccendere la scintilla della speranza in quei militanti che ancora credono in una bandiera». E conclude con una richiesta di discontinuità: in Basilicata, sostiene, esistono «logiche ormai incancrenite che vanno debellate».


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mercoledi 7 ottobre 2026

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__Summa a Oltre il giardino e sotto Burgi e Sogliani a Oltre il giardino

UNIVERSITÀ DELLA BASILICATA, SERVIZI E ATTRATTIVITÀ: LA SFIDA PER FERMARE LA FUGA DEGLI STUDENTI Con l’avvio del nuovo anno accademico dell’Università della Basilicata, il tema centrale diventa l’attrattività dell’ateneo e, soprattutto, la capacità della regione di trattenere i propri giovani. A fare il punto è il presidente dell’Ardsu, Enzo Summa, che lega strettamente qualità dei servizi e crescita delle iscrizioni. Il dato più significativo riguarda la mobilità studentesca: «Abbiamo 5 mila ragazzi che ogni anno si diplomano in Basilicata» e, secondo i dati citati dell’Anvur, «il 75% va fuori a studiare». Un fenomeno che, secondo il presidente, deve essere invertito attraverso un’offerta universitaria competitiva e servizi di qualità. Sul diritto allo studio la Basilicata, sottolinea, «paga il 100% delle borse di studio» agli aventi diritto, con circa 1.5001.800 borse su 5.800 studenti. Ma la strategia non si ferma alle borse: «Non possiamo più permetterci residenze tanto per dare una stanza a un ragazzo, dobbiamo dare una residenza di qualità, servizi di qualità, una mensa di qualità». L’obiettivo è anche riportare l’università dentro le città. A Potenza le nuove soluzioni abitative porteranno gli studenti nel centro storico e, annuncia il presidente, «porteremo la mensa nel pasto serale al centro della città». A Matera, invece, è attesa la conclusione dello studen-

tato: «L’anno prossimo Matera avrà 154 posti», che si aggiungeranno ai 56 già disponibili a condizioni agevolate. La sfida, però, resta quella di convincere gli studenti a scegliere la Basilicata. «Non possiamo aspettare che lo studente ci scelga con un click, dobbiamo andarci a cercare». Le concorrenti principali, spiega, sono soprattutto gli atenei di Salerno, Foggia e Bari. Per questo «dobbiamo lavorare insieme» con il mondo professionale e produttivo. Tra le prospettive indicate anche nuove facoltà e il rafforzamento delle discipline STEM, per rispondere alla domanda delle imprese. Centrale anche il ruolo delle risorse delle royalties petrolifere: «Non possiamo toglierci questo patrimonio

culturale e di sviluppo», ma i finanziamenti devono essere utilizzati «in un modo che vengano messi a frutto». Infine, il messaggio sul futuro dell’Università della Basilicata: «Dobbiamo lasciare una macchina che viaggia a velocità sostenuta», capace di continuare a funzionare anche dopo chi oggi la guida. FANTASTICO MEDIOEVO, L'ARCHEOLOGIA RACCONTA LA BASILICATA Il Medioevo torna protagonista in Basilicata attraverso “Fantastico Medioevo”, il progetto che unisce ricerca, archeologia e divulgazione, portando gli studi dell’Università della Basilicata direttamente nelle comunità. Al centro delle prossime iniziative c’è Venosa, in

vista dell’Anno europeo dei Normanni del 2027. La professoressa Francesca Sogliani, docente di archeologia tardo-antica, cristiana e medievale all’Unibas, spiega il valore della ricerca archeologica: «L’archeologia si occupa di ricostruire le quotidianità del passato, le azioni degli uomini durante la vita, i rituali della morte, i consumi, le economie attraverso i materiali». Un modo per capire come vivevano comunità, élite, nuclei religiosi e popolazioni rurali. Per Massimiliano Burgi, responsabile dei progetti di animazione territoriale della Fondazione MateraBasilicata 2019, la vera novità è portare questa conoscenza fuori dagli scavi e dai musei: «Il lavoro dell’archeologia non rimane circoscritto al la-

voro dello scavo ai musei, ma viene traslato alle comunità, che se ne appropriano». A Venosa, la prima lezione ha già registrato una forte partecipazione. Particolarmente suggestivo il rapporto tra archeologia e leggende. A Satriano, gli scavi hanno permesso di confrontare la tradizione sulla distruzione della città con le evidenze materiali: «Nelle leggende c’è sempre un nucleo di verità», osserva Sogliani. Il ciclo di lezioni proseguirà affrontando i bestiari medievali, il colore e le decorazioni delle ceramiche e i rituali funerari, compresi gli studi sull’alimentazione attraverso le analisi degli scheletri. «Una regione ricchissima da questo punto di vista», sottolinea la docente. La ricerca, però, è tutt’altro che conclusa. «C’è moltissimo» ancora da scavare in Basilicata, afferma Sogliani, ricordando anche il progetto sul monastero di Sant’Ippolito a Monticchio. L’archeologia può diventare inoltre uno strumento per il restauro e per creare nuove opportunità professionali nella gestione dei siti. Burgi evidenzia infine la crescente attenzione del pubblico: «Il Medioevo riscuote un grande interesse» e la Basilicata sta riscoprendo «una realtà forte e potente che era un fuoco sopito». Le lezioni aperte al pubblico si terranno il 9, 16 e 23 ottobre a Venosa, nella Sala del Trono del Castello. Gli appuntamenti nelle scuole proseguiranno invece tra Venosa, Genzano, Melfi e Lavello fino al 3 dicembre.


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La teoria della mitopoiesi

Alla ricerca del mito nella Lucania sconosciuta

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DI GAETANO FIERRO

er avviare una nuova fase nel settore del turismo i Basilicata consapevoli delle esperienze già vissute nel passato al tempo del Grand Tour, riteniamo che vadano messi in campo, in modo sinergico, tutti i mezzi e gli strumenti in dotazione: la cultura, la storia, l'archeologia, il mare, i boschi, i musei, il cinema, l'artigianato, la musica, ecc... in modo che esprimano la ricchezze di un patrimonio materiale e civile straordinario. Questi beni naturalistici e culturali, inevitabilmente, ognuno per la propria parte, contribuiscono a richiamare le attenzioni in chi ha il desiderio di coltivare o scoprire uno specifico interesse in Basilicata. A tal riguardo essa è pronta ad offrirsi con una assortita gamma di proposte culturali che vanno dalle opere di Giustino Fortunato, Francesco Saverio Nitti, alle leggende di Orazio, Federico II, Giorgio Castriota Scanderbegh, Isabella Morra, dai reperti di città antiche ai paesi disabitati, dai castelli misteriosi ai chiostri cadenti, dalle coste, oggi, erose e frastagliate alle spiagge tranquille ed assolate, dai fitti boschi freschi e impenetrabili alle pianure comode e verdeggianti. Nei borghi lucani di montagna, aggiungiamo, c'è un assoluto silenzio e una tersa pulizia, la stessa atmosfera che si respira quando, lungo le vie, da un momento all'altro, passa una processione o un corteo funebre. Nel campo dell'arte figurativa, altrettanto interessanti da vedere sono gli acquerelli dell’inglese Edward Lear, raffinato e colto pittore di paesaggi aspri e isolati della Basilicata, nel lontano 1847, o le pagine del diario in terra di Orazio del tedesco Karl Wilhelm Schnars che iniziano con un eloquente quanto suggestivo «… nonostante la bellezza, quasi una terra incognita». Ma non solo la pianura e le montagne vanno fatte conoscere. E tutto il paesaggio lucano, un paesaggio tipico del Mediterraneo. Nudo ma anche abitato da piante come i fichi d'India,

i cipressi e da due piante che sono diventare sacre nell'immaginazione dell'uomo, appunto l'olivo e poi la vite. L'olivo è presente nel Corano e nella Bibbia. E' la luce che illumina i profeti e dunque anche Gesù, il quale è più di un profeta. Infatti nel Corano, come nella Bibbia, Gesù è il Messia. l'Unto del Signore. Unto con l'olio. Della vite si sa il senso importante che ha nella dottrina cristiana. Il Corano l'ha proibita, ma la mistica medievale l'ha recuperata: il vino è l’unione mistica di Dio con l'uomo nell'estasi dell'ebbrezza. Già, il cipresso. É un altro albero legato all'Islam e al cristianesimo. Successivamente è diventato un albero francescano. Adatto ad indicare la via verso i cimiteri. E dunque un albero mi-

stico, fatto per legare la vita alla morte. Per tradizione secolare dove crescono queste piante, l'olivo e la vite, aleggia un'atmosfera quasi ascetica che non è il frutto della casualità bensì è il segno del lavoro dell'uomo che si materializza attraverso la fatica, la meditazione e la preghiera. In questi luoghi troviamo, sovente, viaggiando all’interno della Basilicata, conventi ed abbazie, centri di culto e mere di pellegrinaggio religioso. Intorno al “Mito della Lucania sconosciuta” va scientificamente costruita e mediaticamente rappresentata una corrente di pensiero, una coscienza collettiva che affermi: «Oltre i monti degli Alburni, esiste una terra che appare come una terra privilegiata, un’ "Arcadia” della natura e della memoria». A sottolineare il carattere interiore di questa Ar-

cadia, proiezione del desiderio di una natura incorrotta e sconosciuta provvedono intellettuali d'oltralpe come Wolfgang Goethe, Theodor Mommsen, viaggiatori stranieri, artisti e letterati contemporanei che, recuperando le esperienze più significative della tradizione storica di questa terra, altro non cercano se non di appagare l' intima esigenza del loro spirito. É solamente dalla seconda metà del Settecento che inizia la rivalutazione e l'inserimento dell'Italia meridionale negli itinerari abituali del Grand Tour. Anche se Puglia, Calabria e Sicilia sono ancora percepite come torride terre d'Africa piuttosto che il confine meridionale dell'Europa, non di meno diventano affascinanti agli occhi dei viaggiatori: «la Sicilia è per il preannuncio dell'Asia e dell'Africa, e il trovarsi in per-

sona al centro del prodigioso cui convergono tanti raggi della storia del mondo non è cosa da poco». Così si esprimeva Goethe nel diario che scrisse durante il viaggio in Italia. La scoperta del Sud è guidata dall'emergere di tre nuove motivazioni di viaggio che si diffondono nel periodo romantico: l'amore per il paesaggio, l'interesse antropologico per un popolo considerato primitivo e infine la passione per l'archeologia e le città morte. L'interesse di questi viaggiatori, concentrato sul nostro luminoso passato, è per noi come un testamento spirituale un'attrazione, una mitopoiesi, in grado di provocare emozioni o abbandoni al fascinoso richiamo della memoria e sollecitazioni forti verso il futuro. É un'esperienza intima, profonda che va condivisa con gli altri.


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La Lucana Film Commission promuove tre serate ad Accettura, Oppido Lucano e Lagonegro: proiezioni e incontri con Lancellotti e Palmucci

“Uno si distrae al bivio” arriva in sala La Basilicata si racconta con Scotellaro D

opo il debutto alle Giornate degli Autori durante l’83ª Mostra del Cinema di Venezia, «Uno si distrae al bivio» arriva nelle sale della Basilicata. Il docufilm della regista lucana Alessandra Lancellotti, prodotto da Caucaso e Fedelissimi, raccoglie l’eredità di Rocco Scotellaro per raccontare le aree interne del Mezzogiorno, tra spopolamento e legame con la terra.Tre le proiezioni in programma nell’ambito di «Meet Us at Cinema», l’iniziativa della Lucana Film Commission che sostiene le sale cinematografiche regionali e favorisce l’incontro del pubblico con autori e protagonisti. Il primo appuntamento è il 7 ottobre, alle 19.30, al cinema auditorium di Accettura. Segui-

ranno la proiezione dell’8 ottobre, alle 20.30, al cineteatro Obadiah di Oppido Lucano e quella del 9 ottobre, alle 19.30, al cinema Iris di Lagonegro. Al termine di ciascuna serata, Lancellotti e l’attrice Giorgia Palmucci incontreranno gli spettatori.Realizzato con la supervisione artistica di Enrico Masi e il montaggio di Esmeralda Calabria, il film nasce nei luoghi legati a Scotellaro, poeta, scrittore, sindaco e militante lucano scomparso a soli trent’anni. La sua eredità diventa il punto di partenza per interrogare il presente e osservare le trasformazioni del mondo rurale.Lancellotti definisce l’opera un «western contadino cantato»: un racconto che intreccia documentario, western e musical, portando i linguaggi

dell’epica cinematografica nel paesaggio lucano. Al centro ci sono i borghi della Riforma agraria del 1950, oggi segnati dallo spopolamento. A raccontarli sono anche le voci degli anziani contadini e dei giovani agricoltori che continuano a vivere e lavorare in questi territori.Il docufilm è stato realizzato con il contributo della Fondazione Lucana Film Commission e della Regione Basilicata, attraverso il bando Lucana Doc. Hanno sostenuto l’opera anche il Ministero della Cultura e SIAE, nell’ambito del programma «Per Chi Crea», Film Commission Torino Piemonte attraverso il Piemonte Doc Film Fund, il Fondo Etico di BCC Basilicata e i Comuni di Tricarico e Oppido Lucano.


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Venerdì, dalle 11 alle 13, l’Aor aderisce all’iniziativa della Fondazione Onda per la prevenzione dei disturbi psico-neurologici

San Carlo, il neurologo al telefono Consulti gratuiti dai 18 ai 40 anni

POTENZA. In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, l’Azienda ospedaliera regionale San Carlo aderisce all’(H)Open Weekend Salute del cervello, promosso dalla Fondazione Onda Ets, con colloqui telefonici gratuiti con il neurologo. Questa iniziativa, dedicata alla prevenzione, diagnosi e cura dei disturbi psico-neurologici, testimonia l’impegno dell’Aor per la tutela della salute femminile. Le donne interessate, di età compresa tra i 18 e i 40 anni, potranno accedere alle consulenze telefonando al numero 0971613300 venerdì 9 ottobre 2026, dalle ore 11 alle ore 13. L’obiettivo è mettere a disposizione un momento di ascolto qualificato e un primo orientamento specialistico per approfondi-

re eventuali condizioni o sintomi riconducibili, tra gli altri, ad ansia, disturbi del sonno, alterazioni dell’umore, emicrania e manifestazioni di natura psicosomatica o neurologica. «Le patologie neurologiche possono incidere pro-

fondamente sul benessere complessivo della persona, con ripercussioni sulla dimensione individuale, affettiva e familiare, sulle relazioni sociali e sulla vita professionale, favorendo in alcuni casi condizioni di isolamento

e solitudine», sottolinea il direttore generale dell’Aor San Carlo, Giuseppe Spera. «La partecipazione a iniziative come questa rappresenta un’opportunità per promuovere una maggiore consapevolezza sui bisogni di salute e fa-

vorire l’individuazione tempestiva di eventuali patologie». «Le condizioni che interessano la sfera psico-neurologica possono avere un impatto significativo sulla qualità della vita. Nelle donne in età giovanile e adulta – evidenzia il dottor Nicola Paciello, direttore della Neurologia dell’ospedale San Carlo – la loro insorgenza o manifestazione può essere influenzata dalla complessa interazione tra fattori neuroendocrini, ambientali e psicologici. Attraverso i colloqui telefonici intendiamo offrire un punto di accesso semplice e diretto alla consulenza specialistica, favorendo l’identificazione di segnali di disagio e fornendo indicazioni utili sui successivi approfondimenti e sui percorsi diagnostico-terapeutici più appropriati».

Domani controlli gratuiti ad Avigliano e Matera. Iapb e Uici richiamano l’attenzione su diagnosi precoce e riabilitazione visiva

Salute degli occhi, la prevenzione arriva in piazza POTENZA. Screening gratuiti della vista ad Avigliano e Matera per intercettare le patologie oculari prima che compromettano la capacità visiva. È l’iniziativa in programma domani, in occasione della Giornata mondiale della vista, presentata questa mattina nella sala A del Palazzo del Consiglio regionale della Basilicata. La campagna è promossa dalla Fondazione Iapb Italia Ets e dal Consiglio regionale dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, insieme alle sezioni territoriali di Potenza e Matera. Ad Avigliano i controlli si svolgeranno in piazza Gianturco: per informazioni è possibile chiamare lo 097121866. A Matera l’appuntamento sarà nella parrocchia di San Giuseppe Artigiano, in via degli Aragonesi 11, con contatti al numero 0835333642. Le attività saranno curate dalle due sezioni Uici, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sull’importanza dei controlli periodici e della diagnosi precoce. La conferenza ha ricevuto il patrocinio gratuito del Consiglio regionale e di Anci Basilicata, con il coinvolgimento dell’Ordine delle professioni sanitarie di Potenza e Matera e dell’Associazione italiana ortottisti assistenti in oftalmologia. La ricorrenza,

promossa in Italia dal 2002, sollecita un impegno condiviso di cittadini, operatori sanitari e istituzioni. I dati richiamati da Iapb Italia, sulla base delle stime dell’Organizzazione mondiale della sanità, indicano che oltre 2,2 miliardi di persone convivono con una riduzione della vista o con cecità. In Italia si stimano oltre tre milioni di persone affette da glaucoma, degenerazione maculare legata all’età e retinopatia diabetica. Cresce anche la miopia tra i più giovani: nel 2050 bambini e adolescenti miopi potrebbero raggiungere circa il 40 per cento, pari a 740 milioni. La tutela degli occhi incide sull’apprendimento, sul lavoro, sull’autonomia e sulla partecipazione sociale. Per questo la campa-

gna insiste su corretti stili di vita, informazione e visite oculistiche periodiche. Ai servizi sanitari viene chiesto di facilitare l’accesso ai controlli e ridurre le liste di attesa, individuando tempestivamente il bisogno di cura. La prevenzione primaria passa dunque dalle abitudini quotidiane e dalla diffusione delle informazioni, mentre quella secondaria si fonda sulla capacità di riconoscere precocemente le malattie. Le visite periodiche possono consentire di intervenire prima che si producano danni irreversibili al campo visivo o all’acutezza visiva. Un’esigenza che acquista peso in un Paese longevo come l’Italia, alle prese con la crescita delle patologie oculari cronico-degenerative. Quando le terapie non permetto-

no di recuperare completamente la funzione visiva, diventa essenziale la riabilitazione, attraverso un percorso multidisciplinare. In Basilicata, la distribuzione dei centri interni rende particolarmente necessaria una rete territoriale integrata, capace di collegare ospedali, servizi regionali e Iapb. La riabilitazione non va considerata una fase secondaria: rappresenta un intervento medico-sanitario essenziale, da integrare nei percorsi di cura. Il lavoro congiunto tra strutture pubbliche e personale dedicato può aiutare a intercettare i bisogni inespressi dei pazienti e a tutelarne la qualità della vita. Alle istituzioni è rivolto l’appello a garantire risorse per prevenzione, screening e presa in carico delle persone ipovedenti.


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Potenza

mercoledi 7 ottobre 2026

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POTENZA Il sindaco e l’assessora D’Andrea: «Nessuna incapacità nella gestione delle risorse. In Prefettura è emersa la necessità di nuovi fondi»

Assistenza all’autonomia, botta e risposta tra Telesca e Cupparo D

__Telesca e D’Andrea durante l’incontro in Prefettura

opo le affermazioni dell’assessore Cupparo sulla carenza di risorse per garantire i servizi scolastici agli alunni con disabilità nelle scuole di Potenza, il sindaco Vincenzo Telesca e l’assessora all’Istruzione Federica D’Andrea ritengono doveroso fare alcune precisazioni. «L’assessore giustifica il suo intervento affermando di voler evitare che “un problema serio e delicato diventi terreno di specula-

zioni o strumentalizzazioni”, mentre è lo stesso suo comunicato a strumentalizzare impropriamente il tema». Telesca e D’Andrea ricordano di aver partecipato venerdì alla riunione in Prefettura con le rappresentanze sindacali sulla carenza di fondi per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione. «L’incontro, al quale l’Assessore Cupparo non ha partecipato personalmente, si è svolto in un clima

di piena collaborazione e si è chiuso con l’impegno del Direttore Generale della Direzione Sviluppo economico della Regione a provare a garantire ulteriori risorse nei prossimi giorni, sulla base delle indicazioni del Presidente Bardi e dello stesso assessore Cupparo». Secondo il sindaco e l’assessora, «è irrilevante la precisazione» sui 600 mila euro aggiuntivi già stanziati e disponibili per tutti i Comuni, perché «il Comune di Potenza non ha mai chiesto o lasciato intendere che la problematica debba essere risolta sottraendo risorse ad altri comuni lucani». «È opportuno, invece, rammentare che i costi elevati del servizio, nel caso dei Comuni che ospitano numerosi istituti scolastici, come il Comune di Potenza, dipendono anche dalla necessità e dalla responsabilità di ospitare alunni resi-

denti in comuni limitrofi». Telesca e D’Andrea respingono inoltre l’accusa di incapacità amministrativa: «Non comprendiamo a quale incapacità nell’impiego delle risorse faccia riferimento, essendo noti gli sforzi posti in essere da questa Amministrazione, sin dal suo insediamento, per assicurare buone performance nell’attuazione di tutti i progetti». Nel mirino anche il riferimento di Cupparo alle risorse destinate dalla Regione alla città, dal trasporto pubblico alle scale mobili, dal ponte Musmeci alla “sagra Patronale”. «Gli interventi elencati dall’Assessore regionale sono finanziati da risorse con destinazione vincolata, derivanti da fondi nazionali, e non sarebbero assolutamente utilizzabili per altre destinazioni, come l’assistenza all’autonomia». «Non si comprende, quin-

di, la presa di posizione di un assessore che, personalmente assente al tavolo, ma rappresentato dal Direttore generale del Dipartimento, nonostante la chiusura positiva dell’incontro, non ha perso tempo per attaccare il Comune in modo totalmente improprio». «Appare evidente che lo scontro e la speculazione sono fortemente ricercati dall’assessore Cupparo», proseguono. «In tale sede il Comune ha in modo oggettivo fatto emergere la carenza di finanziamenti di cui l’Ente al momento non dispone». Infine, l’Amministrazione comunale chiarisce: «Non ha la minima intenzione di farsi trascinare in una sterile bagarre, ma tenderà sempre ad assicurare il più ampio confronto al fine di veder salvaguardato un adeguato servizio scolastico per gli alunni con disabilità».

POTENZA Inaugurato un nuovo parco nel quartiere San Rocco nato dalla riqualificazione di un’area abbandonata

Via Bertazzoni ritrova il suo spazio verde: «Un nuovo luogo della felicità»

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DI FRANCESCO MENONNA

n nuovo parco per la città, nel segno della felicità e dell’aggregazione. Una struttura a misura di bambini, pensata per favorire l’amicizia e la socialità, è stata inaugurata ieri pomeriggio in via Bertazzoni. Il nuovo parco cittadino riqualifica un’area che per lungo tempo era rimasta legata a una struttura dismessa e abbandonata. Alla cerimonia erano presenti il sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, l’assessore all’Ambiente del Comune di Potenza, Michele Beneventi, il presidente del Consiglio comunale, Pierluigi Smaldone, l’assessora alla Programmazione, Loredana Costanza, e diversi consiglieri comunali. Dopo il taglio del nastro, il parroco della chiesa di San Rocco Confessore, don Cesare Covino, ha impartito la benedizione. Presenti anche numerosi residenti e addetti ai lavori. Una struttura moderna ed efficiente, pensata per garantire attività di divertimento e socializzazione all’aria aperta: questo, in sintesi, il nuovo parco di via Bertazzoni. Il prato verde

curato, le panchine, lo scivolo e gli altri giochi consentiranno ai bambini di giocare e divertirsi in sicurezza e spensieratezza. La nuova area verde è stata realizzata nel segno della continuità con le ultime opere di questo tipo presentate recentemente e con il lavoro della precedente Amministrazione comunale, guidata da Mario Guarente. Una struttura nuova, al passo con i tempi e con le esigenze attuali, per un quartiere, quello di San Rocco e Bertazzoni, che rappresenta un pezzo importante della storia cittadina di Potenza. In un breve lasso di tempo, grazie anche al lavoro del progettista, l’architetto Giuliano Ronga, è stato così possibile completare un’opera che si inserisce nel percorso di realizzazione dei parchi costruiti recentemente dal Comune di Potenza. Una nuova oasi per il tempo libero, dunque, che si aggiunge ai parchi inaugurati a Bucaletto, in viale Dante e in altre zone della città, e che prende forma grazie al lavoro degli uffici dell’Assessorato all’Ambiente del Comune di Potenza. In questa direzione si è espresso l’assessore all’Ambiente, Michele Beneventi: «Inauguriamo non solamente un parco, ma un nuovo luogo della felicità. È giusto dare un senso alle aree verdi della città di Potenza. Qui parliamo soprattutto di un’area degradata che meritava sicuramente una riqualificazione. È un progetto che proviene dalla passata Amministrazione, quindi parliamo di continuità amministrativa ed è giusto evidenziarlo. Il progetto ha subito diverse modifiche anche per quanto riguarda le dimensioni: inizialmente avevamo 1.700 metri quadrati, poi si è liberata la parte finale e si sono aggiunti altri 600 metri quadrati.

Abbiamo quindi avuto la possibilità di ampliare questo importante progetto e di dare alla nostra città e ai residenti di via Bertazzoni un nuovo luogo dove creare aggregazione». Il sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, che ha trascorso la sua giovinezza proprio nella zona di via Bertazzoni, ha sottolineato il valore dell’intervento per il quartiere: «La città è molto green e Potenza ha molti parchi e molto verde, tant’è che abbiamo anche difficoltà a gestire tutto il patrimonio verde che esiste. Non potevamo però mancare in un rione storico per la città, quello di via Bertazzoni, nei pressi di San Rocco, dove da sempre è esistito un asilo. Quello che era un asilo è diventato nel tempo un luogo di nessuno, uno spazio inutilizzato, finché la precedente Amministrazione, nell’ambito di un’azione di riconversione dei luoghi, ha previsto anche qui la realizzazione di un nuovo parco. In continuità amministrativa abbiamo portato avanti progettualità importanti per la città e oggi le inauguriamo.Alla fine, ai cittadini interessa poco chi l’ha fatto. L’importante è ricevere un luogo così bello, ben realizzato e ben pensato. Questo spazio è pensato per i bambini più piccoli, ma offre anche zone per l’attività fisica dedicate ai ragazzi più grandi e agli adulti. Ci sono inoltre spazi per le persone anziane che vogliono semplicemente ritrovarsi e scambiare due chiacchiere, con tante panchine e un’illuminazione che consente di utilizzare il parco anche nelle ore serali. Ora la cosa fondamentale è tenerlo, preservarlo e fare in modo che un luogo come questo possa diventare semplicemente un nuovo attrattore della città di Potenza».


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Potenza

mercoledì 7 ottobre 2026

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POTENZA L’intervento della Volante è scattato nella notte dopo la segnalazione elettronica. Il pm ha disposto il trasferimento nel carcere del capoluogo

Viola il divieto di avvicinamento Arrestato dalla Polizia di Stato

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n uomo è stato arrestato nei giorni scorsi dalla Polizia di Stato per la presunta violazione del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dai propri familiari. Gli agenti della Squadra Volante lo hanno individuato nei pressi dell’abitazione dei genitori, dalla quale il provvedimento dell’Autorità giudiziaria gli imponeva di mantenersi ad almeno 500 metri.L’intervento è scattato intorno all’1.20, dopo che il sistema di monitoraggio elettronico aveva segnalato l’uscita dell’uomo dall’area di separazione prevista dalla misura cautelare. Raggiunto il posto, i poliziotti ne hanno accertato la presenza nelle vicinanze della casa. Oltre alla distanza minima, le prescrizioni prevedevano il divieto di comunicare con i

familiari, anche attraverso strumenti telefonici e telematici.Dagli accertamenti è emerso che l’uomo si sarebbe presentato presso l’abitazione già nelle ore precedenti, trattenendosi all’interno dello stabile e nelle immediate vicinanze.Al termine delle verifiche, gli agenti lo hanno arrestato per la presunta violazione dell’articolo 387-bis del Codice penale, che riguarda il mancato rispetto dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento. Il pubblico ministero di turno, informato dell’accaduto, ha disposto il trasferimento nella casa circondariale di Potenza.Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e per l’indagato vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Il Comune e FOQUS avviano “Generare Comunità”: un percorso triennale di accoglienza e sostegno all’autonomia tra Santa Croce e Francioso

Potenza, al via il progetto «Housing First» Una casa per contrastare la marginalità

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na casa come punto di partenza per uscire dalla grave marginalità e costruire un percorso di autonomia. Prende il via l’8 ottobre a Potenza “Housing First. Generare Comunità”, il programma triennale promosso dal Comune e definito dall’Ufficio di Piano e dai Servizi sociali, che affianca all’accoglienza abitativa il sostegno psicologico, l’inserimento lavorativo e lo sviluppo di attività imprenditoriali. Il progetto, finanziato nell’ambito del Programma nazionale PN METRO+ 2021-2027, assume l’accesso all’abitazione come diritto fondamentale e primo passo del percorso di integrazione.L’avvio sarà segnato dalla consegna formale della struttura comunale, prevista per l’8 ottobre. Il sindaco Vincenzo Telesca e l’assessora alle Politiche sociali Anna Grieco la affideranno a Rachele Furfaro, presidente di FOQUS-Fondazione Quar-

tieri Spagnoli di Napoli, ente capofila del Distretto dell’Innovazione Sociale del Mediterraneo.Gli immobili destinati al programma si trovano al confine tra i quartieri Santa Croce e Francioso. Qui il progetto coinvolgerà anche i residenti, con l’obiettivo di mettere in relazione le persone accolte e la comu-

nità locale. Fin dalle prime settimane è prevista una mappatura partecipata dei bisogni e delle potenzialità della zona, dalla quale sviluppare laboratori, incontri e servizi aggregativi e culturali aperti alla cittadinanza. La dimensione di quartiere è uno degli elementi centrali dell’iniziativa: i percorsi individuali di

sostegno si intrecceranno con attività collettive, pensate per rafforzare i legami sociali e favorire nuove opportunità di partecipazione e lavoro.“Generare Comunità” si inserisce nell’agenda triennale sottoscritta il 16 luglio scorso a Napoli, con il Premio Nobel Muhammad Yunus, in occasione della nascita del

Distretto dell’Innovazione Sociale del Mediterraneo. La rete riunisce realtà del Mezzogiorno impegnate a promuovere occupazione e impresa sociale a partire dai bisogni dei territori.Il programma, che coprirà il periodo 2026-2028, è stato definito attraverso un percorso di coprogettazione con gli uffici comunali. A realizzarlo, insieme a FOQUS, saranno Legambiente Basilicata, Energaia Srl, la cooperativa Maecenatis, l’associazione Accademia Imago e la Rete Italiana di Cultura Popolare. Collaboreranno inoltre la Fondazione Città della Pace per i Bambini Basilicata, il Consorzio Genera–3zero network, l’associazione Jazz Club Potenza e l’associazione Imago. L’obiettivo è affiancare alla risposta al bisogno abitativo un intervento più ampio, capace di sostenere le persone in condizioni di fragilità e di coinvolgere il quartiere in un percorso di crescita comune.


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Dai Sindacati: «Bene DS7, Gamma e futura Alfa, ma servono garanzie per indotto e ammortizzatori»

Stellantis Melfi, FIM-CISL: «Volumi in lieve risalita ma resta la fragilità occupazionale»

«I

dati relativi alla produzione nei primi 9 mesi del 2026 confermano una ripresa dei volumi rispetto all’anno nero registrato nel 2025, con un incremento complessivo del +28,3%». È quanto si apprende in una nota diffusa da FIM-CISL Basilicata. «Nello specifico - prosegue la nota - sono state prodotte 340.745 unità tra autovetture e veicoli commerciali, rispetto alle 265.490 unità dello stesso periodo del 2025. La produzione di autovetture registra un aumento del +36,7%, raggiungendo 206.945 unità, mentre quella dei veicoli commerciali recupera la leggera flessione del 1° semestre e attesta una crescita rispetto al 2025 del 17,3% con 133.800 unità. L’unico stabilimento di assemblaggio di autovetture che segna un dato negativo rispetto al 2025 è Cassino. La situazione nel sito laziale si sta sempre più aggravando con una perdita del 37,1%. Nelle auto, le nuove produzioni di Jeep Compass a Melfi e la 500 ibrida a Mirafiori, insieme alla buona tenuta della Fiat Panda, hanno contribuito alla crescita produttiva, recuperando le perdite registrate nel 2025, anche se non si è ritornati ai volumi degli anni precedenti, né a quelli del 2024. Pertanto le crescite più significative riguardano gli stabilimenti di assemblaggio auto di Mirafiori (+151,1%), Melfi

(+77,2%)». «Discorso a parte per Modena, per il quale la crescita consistente è determinata dal trasferimento a fine 2025 delle produzioni di Maserati GC e GT provenienti da Torino. Lo stabilimento di Pomigliano d’Arco con la produzione del 3° trimestre riesce a crescere di volumi rispetto ai primi 9 mesi del 2025, mentre Cassino perde più di 1/3 della produzione rispetto ad un 2025 già molto negativo». «La ripresa in crescita dei volumi rappresenta un’inversione di tendenza rispetto il dato negativo degli ultimi due anni. Nell’ultimo trimestre si aggiungeranno anche le nuove produzioni di DS7 e Lancia Gamma. Il livello produttivo del 2026 sarà superiore pertanto a quello del 2025, ma si attesterà intorno ai 450 mila veicoli complessivi con le auto sopra le 250 mila; Un dato meno positivo rispetto alle previsioni in particolare per la flessione riscontrata nell’ultimo periodo della produzione della 500, a causa dei fermi produttivi per mancanza di materiale e per meno ordinativi che hanno portato alla richiesta di due settimane di Cassa Integrazione in ottobre. Sul piano occupazionale per il 2026, ad esclusione degli stabilimenti di Cassino, Pomigliano e Mirafiori, si prevede un calo dell’uso degli ammortizzatori sociali». PLANT DI MELFI «Nei primi nove mesi del

2026, lo stabilimento di Melfi ha registrato una crescita significativa della produzione rispetto allo stesso periodo del 2025. I volumi hanno raggiunto complessivamente 47.580 unità, con un incremento del 77,2%». «Questo risultato - si legge ancora nella nota diffusa da FIM CISL è legato principalmente ai nuovi modelli introdotti nel 2025 e, in particolare, al forte contributo della Jeep Compass. Nonostante il miglioramento, i livelli produttivi restano ancora molto distanti da quelli raggiunti nel 2019, quando nei primi nove mesi dell’anno si superavano le 201.460 vetture. L’esperienza della Jeep Compass, proposta sia nella versione full-electric sia in quella ibrida, conferma quanto abbiamo sostenuto: l’assegnazione di modelli multi-energy è in grado di incidere positivamente sui volumi produttivi dello stabilimento. Nel corso del secondo semestre 2026, con l’avvio della produzione della DS7 e, successivamente, con il lancio della Lancia Gamma, entrambe disponibili con tecnologie multi-energy, è previsto un ulteriore incremento dei volumi. La richiesta avanzata dalle organizzazioni sindacali di destinare a Melfi un ulteriore modello, con una maggiore capacità di generare volumi rispetto agli attuali modelli DS, ha trovato una risposta nel piano Stellantis con l’annuncio di

un nuovo modello Alfa Romeo entro il 2028». «Ci aspettiamo che questa nuova assegnazione possa tradursi in effetti positivi anche sul piano occupazionale, contribuendo a ridurre il ricorso agli ammortizzatori sociali e, soprattutto, producendo benefici per l’intera filiera della componentistica e per l’indotto. La situazione produttiva rimane comunque caratterizzata da un significativo ricorso agli strumenti di sostegno al reddito. Nei primi nove mesi dell’anno sono state registrate 87 giornate di fermo collettivo, gestite attraverso il Contratto di Solidarietà, per un totale di 123 turni persi. Nelle restanti giornate lavorative, il ricorso medio al CDS si è attestato al 40%, coinvolgendo circa 1.640 lavoratori ogni giorno. stabilimenti del Gruppo. Particolare attenzione deve essere rivolta anche all’indotto melfitano, che attraversa una fase di forte difficoltà e ne-

cessita di risposte industriali concrete. Servono garanzie rispetto alla possibilità di continuare a utilizzare gli ammortizzatori sociali e occorre riconoscere alle aziende del territorio una priorità nell’assegnazione delle forniture». «L’impegno del Gruppo sul futuro modello Alfa Romeo rappresenta un elemento positivo e va consolidato proseguendo con decisione lungo questa direzione. Parallelamente, è fondamentale che tutte le istituzioni, sia a livello nazionale sia regionale, lavorino in maniera coordinata per difendere i livelli occupazionali, accompagnare le imprese nel percorso di transizione e utilizzare pienamente gli strumenti messi a disposizione dagli accordi di programma e dalle aree di crisi complessa. L’obiettivo deve essere quello di favorire l’arrivo di nuovi investimenti e creare condizioni concrete per lo sviluppo dell’intero territorio melfitano».

Le sigle sindacali avanzano la richiesta di un Tavolo urgente: «Continueremo a batterci per la salvaguardia dei posti di lavoro a Melfi»

«A

International Trading & Service S.r.l. verso chiusura attività seguito del confronto tenutosi il 5 ottobre 2026, presso Confindustria Basilicata con i rappresentanti della International Trading & Service S.r.l., le scriventi Organizzazioni Sindacali e la RSU intendono fare il punto con estrema chiarezza sulla drammatica situazione occupazionale che interessa la sede di Melfi». Così, in una nota, Fast Fismic, Fismic Cofsal e Ultrasporti. «L’Azienda ha confermato la volontà di proseguire verso la chiusura delle attività al 31 dicembre 2026, motivando la scelta con la perdita delle commesse e con le difficoltà che stanno travolgendo l’intero settore automotive. Di fronte a questa posizione, le OO.SS. e la RSU hanno ribadito la ferma contrarietà ai licenziamenti, chiedendone il ritiro immediato e la salvaguardia di tutte le 75 risorse attualmente in forza. Rite-

niamo inaccettabile che la crisi del settore venga scaricata interamente sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori e delle loro famiglie. Come rappresentanza dei lavoratori, abbiamo formalmente richiesto e ribadito l'attivazione degli strumenti di tutela previsti per l’Area di Crisi Industriale Complessa. Per noi, l'ammortizzatore sociale non deve essere un mero accompagnamento alla chiusura, ma un trampolino di lancio verso una reale reindustrializzazione e riqualificazione». «In questo scenario è fondamentale il ruolo della Regione Basilicata, a cui chiediamo la convocazione immediata di un tavolo di crisi urgente. Sarà essenziale raccordare gli strumenti di sostegno al reddito con i prossimi bandi regionali dedicati alla transizione industriale e all'automotive, creando le condizioni per attirare nuovi investi-

menti, sostenere la riconversione e garantire la piena ricollocazione dei 75 lavoratori. La salvaguardia dei posti di lavoro a Melfi è una battaglia di dignità sociale e tenuta industriale per tutto il territorio».


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Il giovane, originario di Viggiano, risiedeva a Villa D’Agri; i Sindaci Cicala e Zipparri: «Una vita non può spegnersi in così giovane età»

Incidente sulla A2 Salerno-Reggio Calabria, muore a 39 anni il lucano Lorenzo Tammone

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DI EMANUELA CALABRESE

ncora fiori sull’asfalto. Ancora una famiglia lucana distrutta dal dolore di una perdita improvvisa e prematura. Lorenzo Tammone, aveva 39 anni ed è morto in un incidente stradale sull’A2 SalernoReggio Calabria, all’altezza di Campagna, lunedì pomeriggio. Ancora da chiarire le dinamiche: l’auto, una Renault Twingo, alla cui guida c’era la fidanzata, si sarebbe scontrata con un tir. L'impatto è avvenuto sulla corsia in direzione nord, prima della galleria. Nel violento incidente stradale è morto il passeggero Lorenzo, originario di Viggiano, ma residente a Villa D’Agri. Il giovane lavorava in un’azienda dell’indotto Eni. La notizia ha sconvolto l’intera comunità viggianese. Il sindaco Amedeo Cicala, appena appresa la notizia, ha espresso profondo dolore: «Lo conoscevo personalmente, era un ragazzo solare

e benvoluto. Una notizia che lascia senza parole». Raggiunto il Sindaco di Villa d’Agri, Marco Zipparri, a Cronache spiega: «Lorenzo da qualche anno aveva deciso di vivere qui. Siamo addolorati e rabbuiati perché una vita non può spegnersi a questa giovane età. Soprattutto se la perdita è aggravata dal dorore inaspettato, come può essere quello di un incidente stradale.

Siamo ancora attoniti. Lorenzo lo conoscevamo tutti, era un ragazzo come tanti giovani della Val d’Agri che aveva deciso di restare a vivere qui. Questa notizia ci rende tutti addolorati per la perdita di un altro giovane lucano e di un altro giovane della Val d’Agri. È un periodo molto molto triste. Ci stringiamo al dolore della famiglia, dei genitori e dei suoi fratelli». Salva, inve-

ce, la fidanzata, mente è rimasta lievemente ferita un'altra passeggera che era con loro. Illeso ma molto scosso per l'accaduto, il conducente del camion contro cui l’auto dei ragazzi è impattata. La macchina ha riportato i pesanti danni dell’incidente, con la carrozzeria completamente distrutta. Immediato l'intervento dei soccorsi. La sala operativa del 118 dell'Asl di Salerno ha inviato un'ambulanza dei volontari della Pubblica Assistenza Vopi, mentre la Polizia Stradale si è occupata dei rilievi e della gestione della viabilità. Sul posto anche gli ausiliari dell'Anas, la società del gruppo Fs che gestisce l'autostrada. Sono in corso le indagini per chiarire l'esatta dinamica di quanto avvenuto. La Polstrada, intanto, ha eseguito i rilievi e raccolto le prime testimonianze. Mentre si cercano eventuali immagini delle telecamere di videosorveglianza dell'Autostrada o delle dashcam delle auto e dei camion in zona».

Il Sindaco Carlomagno: «Un ambiente all’avanguardia, sicuro ed efficiente»; la Dg Trotta: «L’ora del pasto è un momento didattico a tutti gli effetti»

Nemoli, inaugurata la nuova mensa scolastica

È

stata inaugurata lunedì 5 ottobre la nuova mensa scolastica a servizio degli alunni della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado di Nemoli. Una nuova struttura realizzata grazie ai fondi del PNRR, pensata per offrire agli studenti un ambiente moderno, sicuro e funzionale, ma anche per diventare parte integrante del percorso educativo e formativo. Al taglio del nastro, ha fatto seguito la be-

nedizione del parroco di Nemoli, don Maurizio Giacoia e i saluti istituzionali del sindaco di Nemoli, Domenico Carlomagno e della Dirigente scolastica, Serena Trotta. «La nuova mensa - ha dichiarato il sindaco Carlomagno - si presenta come una struttura innovativa, progettata nel rispetto degli indici di vulnerabilità sismica e caratterizzata da spazi luminosi, funzionali ed efficienti. Un ambiente curato anche dal punto di

vista estetico, realizzato secondo criteri di sicurezza e in linea con le esigenze della transizione ecologica». «La struttura - ha aggiunto Carlomagno - potrà essere utilizzata anche per accogliere gruppi di ragazzi in visita al nuovo museo che sarà realizzato presso Palazzo Filizzola, la cui inaugurazione è prevista per marzo 2027». «La nuova mensa scolastica si configura come un ambiente all'avanguardia, sicuro ed efficiente, capa-

ce di coniugare funzionalità, sostenibilità e qualità degli spazi», ha conclusoCarlomagno annunciando che per il plesso scolastico è stato reperito un ulteriore finanziamento di 250mila euro che servirà, tra l’altro, per l’impianto elettrico e i servizi igienici. Nel ringraziare il sindaco e l’amministrazione comunale per l’attenzione rivolta alla scuola, la dirigente scolastica Serena Trotta si è soffermata sulla valenza educativa che

assume il momento della mensa. «L'ora dedicata al pasto - ha detto - costituisce un momento didattico a tutti gli effetti, nel quale gli studenti possono sviluppare importanti competenze trasversali, dalla socializzazione all'educazione alla convivenza civile, fino alla promozione della salute e della sana alimentazione. Ed è davvero una fortuna poterlo fare in un ambiente così curato, sicuro, innovativo ed efficiente».


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«La fotografia del nostro territorio è drammatica: la strada per Sapri interrotta, l’arteria per Trecchina chiusa per 5 mesi e lo spettro della chiusura della SS18»

Maratea: la minoranza consiliare chiede un consiglio comunale straordinario L

DI EMANUELA CALABRESE

a viabilità è uno dei temi centrali, di cui ci occupiamo spesso, e che anima i dibattiti politici e amministrativi, ma anche di cittadini, lavoratori e studenti. La percorribilità delle strade è fondamentale per qualsiasi comunità, poiché garantisce non solo la libera circolazione, ma anche lo sviluppo economico e sociale di un territorio. Una rete stradale e di trasporti efficiente permette di collegare i centri urbani in modo fluido, riducendo i tempi di percorrenza e ottimizzando la quotidianità dei cittadini e delle imprese. Eppure, molto spesso, ci troviamo a documentare situazioni di disagio. Questa volta siamo a Maratea, e a sollevare la questione sono i Consiglieri Comunali di minoranza Alessandro Collutiis, Daniele Stoppelli e Francesco Ambrosio. Dalla loro scrivania è difatti partita una PEC con “richiesta formale di convocazione straordinaria e urgente del Consiglio Comunale”. L'iniziativa, spiegano, «nasce dal dovere morale e istituzionale di dare

voce ai disagi quotidiani dei cittadini, agendo come un vero e proprio motore di sblocco di fronte a problematiche cruciali che, senza questo fermo impulso, rischierebbero di rimanere impantanate nel silenzio e nell'inefficacia. Siamo di fronte a una crisi della viabilità senza precedenti, che rischia di paralizzare completamente la nostra comunità. La fotografia del nostro territorio è drammatica -incalzano- con la strada per Sapri interrotta a fasce orarie, l’arteria per Trecchina (SP3) completamente chiusa per cinque mesi a causa del crollo di un enorme masso a località Colla, e lo spettro della chiusura totale della SS18 a Castrocucco a partire dal prossimo 11 ottobre, Maratea è a un passo dal totale isolamento. Una situazione insostenibile che penalizza lavoratori, docenti, studenti e pendolari». Collutiis, Stoppelli e Ambrosio denunciano senza mezzi termini: «Non possiamo permettere che la nostra città rimanga ostaggio dell'instabilità dei costoni e della burocrazia. Il nostro ruolo non è solo quello di vigilare, ma di essere lo stimolo

propositivo che costringe l'amministrazione a trovare soluzioni immediate. Se non avessimo chiesto questo Consiglio straordinario, chi avrebbe preteso risposte chiare sui tempi di messa in sicurezza e sulla gestione dei servizi essenziali?». A seguito dell'atto ispettivo i Consiglieri incalzano: «L'Amministrazione comunale dovrà ora confrontarsi in aula sui punti cardine portati all'ordine del giorno: Trasparenza immediata: Il Sindaco dovrà riferire sullo stato

reale delle interlocuzioni con i soggetti sovracomunali, tra cui Provincia, Anas e le Regioni Basilicata e Campania; Sicurezza e assistenza: Approvazione di un piano di emergenza straordinario che garantisca la continuità dei soccorsi sanitari, il passaggio dei mezzi di protezione civile e i rifornimenti di carburante; No all'isolamento di Castrocucco: Un intervento immediato sul Governo Regionale affinché si monitori il costone della SS18, garantendo

l'apertura della strada statale fino al completamento dei lavori della galleria previsti per il 2030. La minoranza consiliare dimostra nei fatti che una politica vicina alle persone è possibile. Questo Consiglio Comunale straordinario – concludono i tre Consiglieri d’opposizione- rappresenta lo strumento decisivo per obbligare tutte le istituzioni a fare la propria parte, trasformando la preoccupazione dei cittadini in azioni concrete e immediate».


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Montalbano Jonico ospita il confronto internazionale promosso dalla Provincia di Matera, esperienze e strumenti per Natura 2000

Biodiversità, patto Italia e Grecia Osservatorio per le aree protette

MONTALBANO JONICO. Rafforzare la tutela del patrimonio naturale attraverso una collaborazione stabile tra Italia e Grecia. È il traguardo del progetto Nests, che oggi, 7 ottobre, porterà a Palazzo Rondinelli istituzioni, enti gestori ed esperti per discutere la costruzione di un Osservatorio permanente sulla biodiversità. L’appuntamento internazionale, organizzato dalla Provincia di Matera, si svolgerà dalle 9.30 alle 13 e metterà al centro le esperienze raccolte nei territori coinvolti e gli strumenti necessari per conservare e gestire i siti Natura 2000. Il confronto segna un passaggio centrale nel percorso del progetto, finanziato dal programma Interreg Grecia–Italia 2021– 2027. Nests punta a rafforzare le competenze specialistiche degli enti responsabili dei siti Natura 2000 nei due Paesi, migliorando le pratiche di monitoraggio e conservazione e contribuendo al raggiungimento degli obiettivi della Strategia

europea per la biodiversità al 2030. La cooperazione tra territori è il filo conduttore di un lavoro che intende collegare conoscenze tecniche, esperienze locali e capacità di gestione delle aree protette. Il partenariato riunisce le Riserve naturali regionali del Litorale tarantino orientale, che svolgono il ruolo di capofila, la Provincia di Matera e i Comuni greci di Metsovo e Paxos. L’iniziativa di

Montalbano Jonico consentirà di mettere in relazione le pratiche sviluppate nei diversi contesti, raccogliendo contributi e formulando raccomandazioni utili alla futura definizione dell’Osservatorio. La prospettiva è dare continuità agli scambi tra gli enti, trasformandoli in una collaborazione organizzata e capace di durare nel tempo. L’Osservatorio è infatti uno degli obiettivi di lun-

go periodo di Nests. È concepito come uno strumento stabile di cooperazione tra gestori delle aree protette, istituzioni e altri soggetti competenti, per favorire il coordinamento e la condivisione di conoscenze ed esperienze di conservazione. Il confronto di domani servirà ad approfondire le condizioni per costruire questo quadro comune, a partire dalle buone pratiche già raccolte nel corso del progetto. La mattinata si aprirà con il rapporto tra priorità europee e azione locale. Rappresentanti istituzionali, organismi tecnici e scientifici, esperti di biodiversità e soggetti impegnati nella cooperazione territoriale discuteranno il contributo che la collaborazione tra territori può offrire alla protezione del patrimonio naturale. Al centro anche il ruolo degli enti responsabili della gestione e della tutela del territorio e degli attori coinvolti nei siti Natura 2000. Una seconda sessione sarà dedicata alle esperien-

ze locali e transfrontaliere. Il programma prevede la condivisione di pratiche concrete di conservazione, iniziative per la tutela della biodiversità autoctona e impiego di tecnologie innovative nel monitoraggio ambientale. Sarà l’occasione per confrontare le soluzioni sviluppate nei territori partner e valorizzare le conoscenze maturate durante il percorso progettuale. La parte conclusiva affronterà la progettazione dell’Osservatorio: i possibili modelli di gestione, le modalità di cooperazione e di scambio delle conoscenze, le condizioni necessarie per garantirne la sostenibilità nel lungo periodo. Il lavoro si inserisce nel percorso di Nests verso una gestione ambientale condivisa e coordinata. Competenze tecniche più solide, confronto tra esperienze e coinvolgimento dei soggetti territoriali dovranno concorrere alla costruzione di strumenti concreti e duraturi per la conservazione dei siti e la protezione della biodiversità.

Domenica a Matera corsa e ciclismo con partenza da piazza Vittorio Veneto. In programma anche una prova per giovani e neofiti

Duathlon tra i Sassi, il Sud si gioca il trofeo finale MATERA. La finale del Trofeo Magna Grecia approda nella città dei Sassi. Domenica 11 ottobre, dalle 9, piazza Vittorio Veneto ospiterà partenza e arrivo della seconda edizione del Duathlon Città dei Sassi, organizzata dalla sezione Triathlon dell’Athlos Matera. Dopo il successo di partecipazione e pubblico del debutto, la manifestazione torna con una novità: sarà l’atto conclusivo del circuito che durante la stagione ha attraversato Sicilia, Calabria, Campania e Puglia, prima di raggiungere la Basilicata. L’appuntamento è stato presentato questa mattina nella Sala Mandela del Comune. All’incontro hanno partecipato gli assessori comunali allo Sport Giuliano Paterino e alla Cultura Simona Orsi, il consigliere comunale e provinciale Domenico Schiavo, la presidente di Assopanificatori-Confesercenti Angela Martino, il consigliere federale Fitri Nicola Intini, il componente della giunta Coni Angelo Rubino e il presidente dell’Athlos Matera Adriano Lamacchia. In collega-

mento da remoto è intervenuto il presidente nazionale Fitri Riccardo Giubilei. La gara alternerà corsa e ciclismo in tre frazioni. Si comincerà con quattro giri a piedi, per un totale di cinque chilometri, seguiti da cinque giri in bicicletta, per complessivi venti chilometri. L’ultima parte prevede altri due giri di corsa, sulla distanza di due chilometri e mezzo. Un impegno articolato che porterà gli atleti lungo le strade del centro, a ridosso dei panorami dei Sassi. Il tracciato podistico interesserà piazza Matteotti, via La Vista, via Lucana, via Duni, via Ridola, via del Corso e piazza Vittorio Veneto. La frazione ciclistica si svilupperà invece dalla piazza centrale lungo via XX Settembre, via Annunziatella, via Marconi, piazza Marconi e via San Pardo. Il ritorno passerà per via San Pardo, via Marconi, via Annunziatella, via Lucana e via Roma, fino a piazza Vittorio Veneto, dove saranno allestiti il villaggio gara e la zona cambio. Accanto alla competizione, il pro-

gramma comprende una gara giovanile e promozionale, pensata per avvicinare ragazzi e neofiti alla multidisciplina. L’obiettivo degli organizzatori è incentivare la pratica sportiva sul territorio e diffondere tra le nuove generazioni i valori di uno stile di vita sano. La giornata unirà così l’agonismo a un’occasione di partecipazione e

avvicinamento allo sport, con le premiazioni della finale del Trofeo Magna Grecia nella città patrimonio mondiale dell’Unesco. La tappa materana raccoglie il percorso del circuito meridionale e affianca alla sfida sportiva la valorizzazione del paesaggio e delle radici lucane, al centro dell’evento.


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Oltre diecimila visitatori per l'edizione record della manifestazione arbëreshe dedicata all'enogastronomia, alla cultura e al vino del Vulture

Barile, boom di presenze per la 30° edizione “Sagra del Tumact me Tulez” S

uccesso straordinario per la trentesima edizione della Sagra d'Eccellenza «Tumact me Tulez e Festival dell'Aglianico del Vulture e prodotti tipici» con oltre diecimila presenze di turisti, visitatori, camperisti e appassionati di enogastronomia e buon vino, accorsi nel week end scorso a Barile, piccolo paese arbereshe del Parco regionale naturale del Vulture, anche dalle regioni Puglia, Calabria e Campania. «Mai vista tanta gente a Barile, complimenti». È uno dei tanti commenti positivi raccolti dal Presidente della Pro Loco Barile e Presidente regionale della Rete Ente Pro Loco Basilicata Aps, Rocco Franciosa il quale dichiara «ringraziamo quanti hanno partecipato alla nostra manifestazione enogastronomica, siamo onorati e soddisfatti, la calorosa e straordinaria partecipazione alla trentesima edizione ripaga di tutti gli sforzi e dei sacrifici di tanti mesi da parte di noi volontari che con amore, impegno e passione ci impegniamo a portare avanti l'attività di custodia e valorizzazione del patrimonio culturale intangibile lucano».La manifestazione enogastronomica che ha visto la partecipazione di una ventina di produttori di prodotti tipici e di artigianato artistico locale lungo Corso Vittorio Emanuele, Largo Garibaldi e Piazza Dalla Chiesa sullo sfondo della monumentale Fontana Steccato del 1700 e il Palazzo dell'Orologio del 1600, rientra nel patrimo-

nio culturale intangibile della Regione Basilicata finanziata dai fondi Poc Basilicata del Po Fesr Basilicata 2014/2020 tramite il Comune di Barile che si ringraziano, ci tiene a sottolineare il Presidente Rocco Franciosa. Un ringraziamento speciale conclude il Presidente Franciosa a nome della Pro Loco Barile lo riserviamo alle istituzioni patrocinanti dalla Regione Basilicata, all'Alsia Basilicata, all'Apt Basilicata, al Parco regionale naturale del Vulture, alla Rete Ente Pro Loco Italiane Aps, al Comune di Barile, unitamente alla Polizia Locale, al Comando Caserma Carabinieri di Barile, alla Croce Rossa di Lavello, all'Anpas Protezione Civile di Lavello, al Gruppo Volontariato dell'Associazione nazionale Carabinieri di Melfi per la preziosa collaborazione e alle aziende ed imprese per il sostegno utile ad offrire un ricco programma.I complimenti per l'ottima organizzazione sono giunti dall'Assessore regionale all'Agricoltura Carmine Cicala, dal Senatore della Repubblica Italiana Gianni Rosa, dai Consiglieri regionali Michele Napoli e Alessandro Galella, dal coordinatore regionale delle Città del Vino lucane Mauro Tucciariello e dal Sindaco di Barile Antonio Murano, presenti all'inaugurazione allietata dal gruppo folk Kroj - Intercultura di Barile coordinato da Giovina Paternoster con le poesie e letture di Carmela Calice, Emilio D'Andrea e Renato Paternoster e dal

Gruppo storico «Carmine Crocco 1830».Molto gradito il piatto tipico arbereshe «Tumact Me Tulez» riconosciuto Pat - prodotto agroalimentare della tradizione, sapientemente preparato e fatto degustare dagli chef Franco Nastasia e Daniele Bracuto secondo l'antica ricetta della nonna chef della Pro Loco Lina Croce, abbinato al vino Aglianico del Vulture delle cantine barilesi aderenti, fatto degustare dai Sommelier Ais Basilicata Angelo Santo Luongo e Vincenzo Possidente.Nel corso della manifestazione la Pro Loco Barile ha celebrato con le istituzioni presenti l'anno del «Vulture Città Italiana del Vino 2026/2027», ha presentato il progetto «La Via del Grano - Regio Cammino di Matera» con Damiano Faccenda, Antonio Alfano e Giuseppe Del Plato dell'Associazione La Via del Grano e Luigi Cerruti di FederComTur Culturitalia, ed il libro di Anna Giammetta «Come in un film» con il cooking show dello chef Giuseppe Sciaraffa.Molto apprezzate le mostre di pittura degli artisti barilesi Maria Fuccillo, Pasquale Buttarini, Salvatore Malvasi, Rossana Saracino, Antonio Volonnino, il Genio delle Lampade Giorgio Intaglietta e le mostre fotografiche «Barile Visionaria - Omaggio a Pier Paolo Pasolini» e «Lucania Mistica» di Giovanni Marino. Si ringraziano la Guida Ambientale Escursionistica Leonardo Mecca del Ceas Vulture per l'escursione sul

Monte Vulture e la Guida turistica Rossana Saracino per la passeggiata nel centro storico e nel Parco urbano delle Cantine di Pier Paolo Pasolini con oltre un centinaio di visitatori.L'intrattenimento musicale delle due giornate ha visto il protagonismo degli artisti «Accipiter in concerto», la Bassa Musica L'Armonia molfettese, Gianni Lopez e

Antonello «Duo fisarmonica e organetto», del maestro Ciccio Moretti live music, del Gruppo Folk La Pacchianella di Pisticci e l'esibizione teatrale- musicale e culturale «La Vita che cantiamo» canzoni e racconti nell'universo di Mina di Valentina De Vuono, voce, Sergio Colicchio, pianoforte, Sabatino Cariati, narratore, testi e regia.


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Il consigliere regionale Mario Polese alla Camera per il decennale della norma. Riflettori sul modello lucano e sui successi dei Magazzini Sociali

La Basilicata a Montecitorio per lo spreco alimentare: dieci anni della legge Gadda «P

ortare oggi la testimonianza della Basilicata a Palazzo Montecitorio, in occasione del decennale della legge “Gadda” sullo spreco alimentare, è motivo di orgoglio ma soprattutto la conferma che quando le Istituzioni lavorano in sinergia con il Terzo settore, si generano processi virtuosi capaci di cambiare concretamente la vita delle persone». Lo dichiara il capogruppo regionale di Orgoglio lucano - Italia Viva, Mario Polese, che ha preso parte a Roma, su delega della presidenza del Consiglio regionale della Basilicata, al convegno «Dieci anni che non si sprecano», tenutosi nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio.«Combattere lo spreco alimentare – sottolinea Polese – non è mai stata per noi una semplice petizione di principio, ma un’azione strutturale per tutelare le risorse, l’ambiente e, allo stesso tempo, un pilastro fonda-

mentale per contrastare la povertà e il disagio sociale. In Basilicata abbiamo creduto in questa sfida già nel 2015 con la legge regionale numero 26, di cui sono stato primo firmatario, anticipando nei fatti la visione e la straordinaria intuizione dell’onorevole Maria Chiara Gadda. A lei va un profondo e sincero riconoscimento: con tenacia, competenza e una rara sensibilità istituzionale, ha firmato una norma rivoluzionaria che ha cambiato l'approccio del nostro Paese al recupero delle eccedenze, trasformando lo spreco da costo sociale a risorsa di solidarietà».«Un percorso virtuoso – continua il consigliere lucano – reso possibile grazie alla collaborazione con realtà straordinarie come “Magazzini Sociali”, fondata da Francesco Romagnano, e con i tantissimi volontari e associazioni che ogni giorno operano su tutto il territorio regionale. I risultati parlano chiaro: oltre ad un

rapporto di uno a due tra risorse pubbliche investite ed economia di ritorno generata, il nostro modello ha ottenuto proprio nei giorni scorsi un ulteriore e prestigioso riconoscimento nazionale con la vittoria del Premio “Vivere a Spreco Zero 2026” nella categoria Terzo Settore, consegnato a Roma presso l'Istituto Treccani. La dimostrazio-

ne tangibile che il recupero delle eccedenze non è solo solidarietà, ma un’infrastruttura sociale ed economica di valore nazionale».«La strada tracciata dalla legge 166 del 2016 grazie al lavoro instancabile di Maria Chiara Gadda e dalla nostra esperienza regionale indica che la politica deve continuare a essere pragmatica e vicina

ai bisogni reali delle comunità. C’è ancora molto da fare per ridurre ulteriormente gli sprechi e promuovere una cultura del consumo consapevole, ma la Basilicata c’è e continuerà a far valere il proprio impegno, le proprie idee e il proprio modello sul piano regionale e nazionale», conclude il capogruppo Polese.

Il ricordo del consigliere comunale Vincenzo Santochirico per la scomparsa del militante socialista ed ex primo cittadino della collina materana

San Mauro Forte, addio a Mimì Sanchirico: fu sindaco storico e maestro di vita

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on Mimì Sanchirico scompare un protagonista della storia recente della collina materana, almeno da quando, nel 1970, sotto il simbolo dell'aratro e del berretto frigio, la sinistra, sconfiggendo la Democrazia Cristiana, tornava ad amministrare il comune di San Mauro Forte, con lui candidato ed eletto Sindaco, carica che conserverà per dieci anni, venendo rieletto nel 1975. Fu a capo anche della Comunità Montana "Medio Basento", in anni in cui le aree interen acquistavano conaspevolezza, progettavano il loro futuro, imparavano a ottenere e gestire risorse per modernizzare l'agricoltura, migliorare le condizioni di vita, creare opportunità per chi voleva restare o tornare. Nel 1980, con l'umiltà e la generosità che lo contraddistinguevano, tornò a candidarsi come semplice consigliere comunale e fu così che ebbi l'onore e l'orgoglio di sedere negli stessi banchi dopo che, un quindicennio prima, per un intero lustro, ero stato fra quelli di fronte alla cattedra dalla quale lui insegnava ai "suoi" ragazzi delle elementari non solo le materie scolastiche, ma a conoscere il mondo e la vita, magari portando alcuni suoi alunni a vedere il treno o il mare, che le loro famiglie non potevano consentirselo. Era un socialista lombardiano, con una passione politica sincera, che trasfondeva in un impegno poli-

tico disinteressato e tenace, con l'obiettivo di rendere i contadini, gli operai, gli umili protagonisti della vita civile e sociale, non sudditi ma cittadini consapevoli. E' stato un esempio indimenticabile di militante di una sinistra popolare, profondamente radicata fra la gente, interprete delle classi subalterne, ma con la propensione a governare, costruire, progredire e non semplicemente denunciare e contestare. Mio padre era con lui, nella sezione socialista, mentre io ero un giovane comuinnista, più radicale e intransigente, ma avevamo in comune, anzi, da lui avevo mutuato, una forte tensione unitaria, impegnati a trovare insieme le ragioni che univano, a superare le diversità di opinioni con il confronto, la discussione serrata ma sincera, anche quando i nostri rispettivi partiti si dividevano a livello nazionale. Non ci siamo mai persi di vista anche negli anni successivi, quando entrambi abbiamo ridotto l'impegno politico diretto, e me lo sono ritrovato a fianco quando fui candidato consigliere regionale, pronto a consigliare, suggerire, sostenere. Mimì Sanchirico è stato una persona speciale, che ha lasciato un segno profondo e incancellabile nella comunità e nel territorio in cui ha vissuto. E' stato ed è rimasto socialista, anche quando non condivideva a fondo le scelte del suo partito; è stato e d è rimasto un campio-

ne di una politica che guarda verso il basso e non si droga di arrivismo e carrierismo; è stato un esempio di altruismo; è stato un maestro di vita. E chi lo ha conosciuto, gli è stato vicino, lo ha avuto come amico, non potrà mai dimenticarlo» AFFERMA Vincenzo Santochirico consigliere comunale di Matera.


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Periscopio

mercoledì 7 ottobre 2026

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Le parole sono innocenti, fino a prova contraria

Il processo alle parole

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DI FABRIZIO QUARATINO

oi. L’avverbio preferito da chi vuole rimandare senza avere il coraggio di dire no L’IMPUTATO Entra in aula senza manette. Non servono. Tanto ha già promesso che si farà arrestare poi. La parola di questa settimana è piccola, educata, apparentemente innocua. Tre lettere. POI. Una parola che non urla, non offende, non sbatte porte. Anzi. Le lascia socchiuse.“Ne parliamo poi.” “Lo faccio poi.” “Ti chiamo poi.” “Ci penso poi.” “Comincio poi.” “Decido poi.” E noi, davanti a quel “poi”, spesso ci tranquillizziamo. Perché “poi” non è “no”. Il problema è che non è nemmeno “sì”. È una specie di sala d’attesa linguistica dove parcheggiamo tutto ciò che non abbiamo voglia, forza o coraggio di affrontare adesso. E alcune cose, in quella sala d’attesa, muoiono di vecchiaia. LA DIFESA Bisogna essere onesti. “Poi” non è sempre colpevole. A volte è persino necessario. Ci sono decisioni che hanno bisogno di sedimentare. Parole che è meglio non pronunciare nel pieno della rabbia.Ferite che chiedono tempo. Scelte che meritano silenzio prima di diventare azione. Non tutto deve accadere immediatamente. Viviamo già in un’epoca abbastanza isterica, nella quale pretendiamo risposte istantanee, consegne immediate, emozioni disponibili ventiquattr’ore su ventiquattro e, possibilmente, anche la felicità con spedizione gratuita. Qualche volta dire “poi” significa semplicemente avere la saggezza di aspettare. E aspettare non è necessariamente fuggire. Il tempo può chiarire. Può trasformare. Può permetterci di vedere ciò che nell’agitazione non riuscivamo a vedere. La difesa, dunque, ha un argomento serio. E questa Corte ne prende atto. Anche perché un processo nel quale l’imputato è già colpevole prima di entrare in aula non è un processo. È un regolamento di conti. E con le parole, come con le persone, sarebbe meglio evitare. L’ACCUSA Il problema comincia quando “poi” non indica più un tempo. Indica una scusa. Perché il “poi” professionista del rinvio possiede una caratteristica straordinaria: non arriva mai. Non ha data. Non ha ora. Non ha domicilio. Non paga nemmeno l’IMU. Eppure possiede una quantità impressionante delle nostre intenzioni.“Poi” è diventato una specie di paradiso fiscale dei propositi: ci trasferiamo tutto ciò che vorremmo fare e speriamo che nes-

suno venga mai a riscuotere. Nel suo archivio troviamo telefonate mai fatte, persone mai abbracciate, scuse mai chieste, medici mai chiamati, libri mai aperti, progetti mai iniziati, amori mai dichiarati e vite intere rimaste prudentemente in modalità “bozza”. Poi. Una parola meravigliosa. Ci consente di sentirci persone intenzionate senza affrontare il fastidio di diventare persone conseguenti. I TESTIMONI Il primo testimone è il tempo. Si presenta in aula piuttosto contrariato. Dice che viene accusato continuamente di essere poco, quando in realtà siamo noi a trattarlo come se fosse infinito. “Non ho avuto tempo.”Quante volte lo diciamo? Qualche volta è vero. Altre volte sarebbe più corretto dire: “Ho scelto di usare il mio tempo per altro.”Suona peggio. Ma almeno è sincero.Il secondo testimone è il cuore. E qui la faccenda si complica. Perché il cuore conosce bene tutti i “poi” che gli abbiamo imposto. “Un giorno gli dirò quanto gli voglio bene.” “Prima o poi andrò a trovarla.” “Poi chiariremo.”“Poi ricomincerò. ”Finché arriva un giorno in cui scopriamo una delle verità meno eleganti dell’esistenza: non tutto ci aspetta. Le occasioni scadono. Le persone cambiano. Le porte si chiudono. E qualche volta qualcuno se ne va. A quel punto “poi” diventa una parola terribile. Perché improvvisamente significa: avrei potuto. INTERROGATORIO Signor Poi, ci dica:quanto tempo le serve? Silenzio. Un’ora? Domani? Una settimana? Silenzio. Ecco il problema. “Poi” è innocente soltanto quando possiede un confine. “Ne parliamo domani.” “Decido entro venerdì.” “Adesso non riesco, ma stasera ti chiamo.” Questo non è fuggire. È assumersi una responsabilità. Il vero “poi” imputato oggi è invece quello indefinito. Quello che utilizziamo per non scegliere.Perché scegliere comporta sempre una rinuncia. Dire sì significa rinunciare ad alcuni no. Dire no significa rinunciare ad alcuni sì.E allora inventiamo il limbo. Non decidiamo.Rimandiamo. Ci raccontiamo che stiamo aspettando il momento giusto, quando qualche volta stiamo semplicemente aspettando che qualcun altro, il tempo o la vita decidano al posto nostro. Peccato che anche non scegliere sia una scelta. E spesso è quella che costa di più. IL PUNTO Esiste una forza che non consiste nel dominare la vita. Consiste nell’esserci.Interamente. Adesso. Non quando saremo finalmente pronti, perfetti, guariti, ricchi,

tranquilli, sicuri e possibilmente con tutti i pianeti correttamente parcheggiati. Adesso. Con quello che siamo. Con la paura. Con i dubbi. Con le cicatrici. Con ciò che ancora non abbiamo capito. Perché la forza autentica non è quella di chi non cade. È quella di chi, ogni volta, decide cosa fare dal punto esatto nel quale è caduto. La vita non ci chiede di essere invulnerabili. Ci chiede di presentarci. E ogni volta che scegliamo di affrontare ciò che abbiamo davanti, invece di consegnarlo automaticamente al “poi”, qualcosa dentro di noi cambia. La difficoltà magari resta. Il problema può essere ancora lì. La strada può continuare a fare paura. Ma noi non siamo più gli stessi. Perché abbiamo smesso di aspettare che cambi il vento. Abbiamo cominciato a usare le vele. Ed è forse questa una delle rivoluzioni più silenziose che possiamo compiere: smettere di chiedere alla realtà di diventare perfetta prima di decidere di viverla. LA MORALE E allora forse la morale di questo processo è molto più semplice di quanto sembri. Non dobbiamo vivere facendo tutto subito. Dobbiamo smettere di rimandare ciò che sappiamo essere importante. Perché c’è una differenza enorme tra aspettare il momento giusto e aspettare che arrivi un momento senza paura. Il primo può arrivare. Il secondo probabilmente no. Avremo paura mentre scegliamo. Avremo dubbi mentre cominciamo. Qualche volta tremeremo mentre facciamo il primo passo. Ma è proprio lì che scopriamo qualcosa di straordinario: il coraggio non arriva sempre prima dell’azione. Molto spesso arriva mentre agiamo. E allora il presente smette di essere semplicemente il tempo che passa. Diventa il luogo nel quale possiamo trasformare ciò che siamo. Non ieri. Non in una versione futura e finalmente perfetta di noi stessi. Qui. Ora. Con tutto

quello che abbiamo. Persino con quello che ci manca. Forse crescere significa proprio questo: non diventare persone che non hanno più paura del domani, ma persone che hanno smesso di consegnargli tutto ciò che potrebbero vivere oggi. Il tempo necessario non è tempo perduto. Il tempo utilizzato per nascondersi dalla vita, qualche volta, sì. LA SENTENZA La Corte si ritira. Per poco. Non vorremmo rimandare. La sentenza è questa. POI è assolto quando protegge il tempo necessario per comprendere, maturare e scegliere. È invece dichiarato colpevole quando diventa l’alibi elegante della paura. Colpevole di aver sequestrato intenzioni. Di aver nascosto decisioni. Di aver trasformato occasioni in rimpianti. Ma la pena non sarà il carcere. Sarebbe troppo facile rimandare anche quella. La condanna è molto più severa: POI dovrà guardare ADESSO negli occhi. Perché forse il contrario di “poi” non è “prima”. È esserci. E alla fine, quando avremo terminato tutte le nostre sofisticate trattative con il futuro, resterà una domanda semplicissima: se non ora, quando? La risposta possiamo darla poi. Oppure possiamo cominciare a viverla adesso. La Corte aggiorna l’udienza a mercoledì prossimo. Sul banco degli imputati salirà una parola che pronunciamo sottovoce, gridando, sinceramente, automaticamente e qualche volta con sorprendente faccia tosta. Una parola capace di ricucire una ferita. Oppure di coprirla senza guarirla. Cinque lettere. SCUSA. Perché chiedere scusa può essere uno degli atti più coraggiosi che esistano. Ma qualche volta è soltanto il modo più elegante per ottenere il permesso di rifare esattamente la stessa cosa. Mercoledì prossimo vedremo se sarà innocente. O se dovrà trovarsi un buon avvocato. Le parole sono innocenti. Fino a prova contraria.


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mercoledì 7 ottobre 2026

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Cronache del 7 ottobre 2026 by Cronache - Issuu