MARTEDÌ 7 LUGLIO 2026 • ANNO XI N. 154
Direttore Responsabile Rosa MOLLICA Direttore Editoriale Alessandro SANSONI • redazione@lecronache.info
DOpO LO STOp AL TAgLIO DELLE ACCISE, vOLA IL gASOLIO AI SELF SERvICE In AuTOSTRADA, pIù DI 2€ AL LITRO
Caro carburanti, tornano a salire i prezzi Codacons e associazioni dei consumatori parlano di «stangata estiva»
Manco a pag 4
IL gEnERALE OTTIEnE IL gRADIMEnTO DELLA MAggIORAnzA ASSOLuTA DEI LuCAnI
bARDI CRESCE nEL COnSEnSO I dati pubblicati dal Sole 24 Ore su indagine di noto svelano la vittoria del buon governo e dell'efficienza amministrativa. I cittadini riconoscono il lavoro del governatore _
vIgILIA vERTICE nATO
A Foggia arrestati i killer delle lupare bianche accusati di tre omicidi tra Manfredonia e Mattinata nel periodo che va dal 2011 al 2016
Trump continua a insultare Meloni DI RObERTO LAMATTInA
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on è mai chiaro se le parole del Presidente Trump siano frutto di una lucida follia o siano la volontà di creare frizioni personali al di là di ogni ragionevole logica della politica internazionale. Certamente l'immagine della Meloni che il Presidente Usa prova a veicolare come di una stalker da allontanare non è propria di un lessico (...) ■ continua a pag 3
bLITz AnTIMAFIA
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Bardi e la classifica Governance Poll
Dellapenna a pag 8
MOSTRA JODICE All’inaugurazione anche il ministro della Cultura Giuli. Bardi: «La Basilicata costruisce ponti»
«Matera rappresenta l’Italia nel Mediterraneo» ObbLIgO DI DIMORA pER 3 pERSOnE, In TOTALE InDAgATI In 15
Droga a Matera: la guardia di Finanza arresta 4 pusher
Ferrandina a pag 15
■ Magrì
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MATERA
Convocato per domani il Consiglio comunale ed è subito Toto-interrogazioni: ben 8 quelle presentate dal consigliere del Gruppo misto
■ Servizio
a pag 25
_ SpORT E pERIFERIE
Potenza si aggiudica un finanziamento di 3mln per il Palazzetto dello Sport di Macchia Giocoli, «Siamo soddisfatti»
■ Servizio
a pag 19
_ gLObAL SERIES FESTIvAL
A Riccione la Lucana Film Commission racconta la Basilicata, Romaniello: «Pronti con una nuova produzione» Servizio a pag 16
■ Servizio
a pag 17
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Italia e Mondo Alla vigilia del vertice di Ankara battuta al vetriolo del Tycoon
Trump continua a insultare Meloni Crosetto: «Le relazioni sono tra Stati e Governi e non tra persone». Solidarietà al Premier dal Governo e dai Presidenti di Camera e Senato. Ancora silente l’opposizione
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DI ROBERTO L AMATTINA
on è mai chiaro se le parole del Presidente Trump siano frutto di una lucida follia o siano la volontà di creare frizioni personali al di là di ogni ragionevole logica della politica internazionale. Certamente l'immagine della Meloni che il Presidente Usa prova a veicolare come di una stalker da allontanare non è propria di un lessico da relazioni internazionali. Ancora più assurdo quando tutto ciò avviene poche ore prima del vertice Nato di Ankara. I RAPPORTI SONO TRA STATI Giorgia Meloni sta mostrando un autorevole gestione del conflitto evitando ancora una volta di entrare in polemica con Trump. La risposta migliore la fornisce Crosetto. Il Ministro della Difesa ricorda che i rapporti internazionali sono tra Stati e Governi e non tra persone.
Un richiamo all’impersonalità delle relazioni politiche che ricorda il senso alto delle relazioni internazionali che inseriscono interessi nazionali e non pettegolezzi. La stessa Meloni nei giorni scorsi aveva ricordato la necessità di saldare i rapporti tra le due sponde dell’Atlantico come unico destino. Una posizione culturale e strategica che evidentemente non può essere rotta da estemporanee esternazioni. LE REAZIONI DELLA POLITICA ITALIANA Immediata la solidarietà verso il Capo del Governo da parte dei Presidenti delle due Camere Larussa e Fontana oltre che del vicepresidente Tajani e di tutti gli esponenti della maggioranza. L’opposizione al contrario, ignorando il senso di solidarietà nazionale, oscilla tra il silenzio equivoco e le mezze frasi di Elly Schlein e le frasi provocatorie di Bonelli. Per l’estrema sinistra
__Crosetto e sotto Trump e Meloni l’unica reazione possibile è quella di ritirare l’aumento degli armamenti magari in previsione di una uscita dalla Nato. Rispetto a questi caotici posizionamenti emerge la marcata differenza con le dichiarazioni autorevoli di Crosetto e le posizioni che
la stessa Meloni ha sempre avuto a sostegno di qualsiasi governo nelle relazioni internazionali. Esiste, del resto, una profonda differenza tra chi mette al centro l’interesse nazionale e ricorda che nei rapporti internazionali il Governo rappresenta
l’Italia tutta e chi, invece, è pronto ad utilizzare le vicende internazionali per ottenere qualche voto in più anche a costo dj danneggiare la Patria. È una differenza strategica importante, una differenza di visione che deve essere rimarcata.
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Vola il gasolio ai self service in autostrada, più di due euro al litro. Il Codacons: «Una stangata estiva»
Caro carburanti, dopo lo stop al taglio accise tornano a salire di nuovo i prezzi DI LUCIA STEFANIA MANCO
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l diesel in autostrada è tornato sopra i due euro al litro. Dopo lo stop al taglio delle accise scattato dallo scorso 4 luglio gli automobilisti italiani si ritrovano a fronteggiare i nuovi rialzi dei carburanti. «Una stangata estiva», secondo le associazioni dei consumatori che protestano. Valuta l’impatto economico il Codacons, secondo cui «il rialzo delle accise, indipendentemente dai prezzi alla pompa costa agli italiani quasi 4 milioni di euro al giorno.» La misura era stata introdotta a marzo per calmierare i prezzi durante le “impennate” causate dal conflitto tra Stati Uniti e Iran. L’intervento statale non è stato più ritenuto necessario.«Abbiamo deciso di non prorogare il taglio alle accise, visto che ormai da oltre 20 giorni cala il costo dei carburanti», aveva dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, motivando la decisione. «Siamo sempre pronti a realizzare misure», aveva tuttavia precisato, con riferimento allo scenario internazionale e, in particolare
alla situazione dello Stretto di Hormuz, riaperto parzialmente, da cui transita il 20 per cento del petrolio mondiale. Insomma, occhio ai negoziati tra Usa e Iran. Le quotazioni erano scese con il Memorandum d’Intesa firmato il 17 giugno tra Washington e Theran, i cui colloqui per l’attuazione dei suoi 14 punti dovrebbero riprendere dopo i lunghi funerali della’ex Suprema Guida della repubblica islamica iraniana, Alì Khamenei. Da sabato mattina la doccia fredda per gli automobilisti. La breve flessione si è esaurita. Il prezzo medio dei carburanti in modalità “selfe service” sulla rete stradale nazionale è pari a 1,844 al litro per la benzina (+ 41 millesimi rispetto a venerdì) e 1,925 al litro per gasolio (+43). Sulla rete autostradale il prezzo medio è di 1,938 al litro per la benzina (+44) e 2,008 al litro per gasolio (+40). La tabella dei prezzi medi dei carburanti per regione disponibile sul Mimit, aggiornata a ieri 6 luglio, mostrava il quadro della situazione sul territorio nazionale. Tra le regioni del Sud, in Calabria il gasolio (self) a 1,938, la benzina (self) a
1.861. In Abruzzo gasolio e benzina al self service, rispettivamente a 1.923 e 1.843. A 1.948 il gasolio e 1.872 la benzina, nella regione del petrolio, la Basilicata. Nel Lazio la tabella mostra: 1.922 per gasolio e 1.837 per benzina, mentre tra le regioni del Nord, in Liguria il gasolio a 1.930 e la benzina a 1.845. Restando al Nord, più contenuti i prezzi in Veneto: 1.907 il gasolio e 1.827 la benzina. «Il mancato rinnovo del taglio alle accise costerà agli
automobilisti italiani 1,4 miliardi di euro su base annua solo a titolo di rifornimenti di carburante sulla rete stradale e autostradale», afferma il Codacons, commentando i rialzi dei listini di benzina e gasolio registrati. «In media - spiega l’associazione - sulla rete ordinaria italiana vengono venduti oltre 64 milioni di carburante al giorno. Questo significa che, indipendentemente dall’andamento dei prezzi alla pompa, il rialzo delle accise costerà
agli italiani 3,9 milioni di euro, un conto totale che, spalmato su un anno, arriva alla maxi cifra di 1,42 miliardi di euro». «Ma la situazione - conclude - è ancora più grave se si considera che gli incrementi dei listini alla pompa si verificano proprio nel periodo estivo, quando cioè aumentano gli spostamenti in auto degli italiani, e nonostante le quotazioni del petrolio si siano deprezzate del -25 per cento da inizio giugno».
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Blitz antimafia dei Ros. In 9 accusati dell’esecuzione compiute tra Manfredonia e Mattinata dal 2011 al 2016 nello scontro tra i Romito e Li Bergolis
Faida del Gargano, arrestati i killer delle lupare bianche DI TIZIANA MAGRÌ
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poche ore dall’ultimo, efferato omicidio a Vieste, mentre sui monti del Gargano torna a risuonare il piombo, la Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Bari e i carabinieri del ROS nelle prime ore di ieri mettono a segno un durissimo colpo contro le cosche foggiane più temute, i Romito-Lombardi-Ricucci - noto anche come gruppo Lombardi-Scirpoli-La Torre di Manfredonia e Mattinata, a cui appartengono i principali arrestati; e il clan Li Bergolis storici rivali nella sanguinosa faida della Daunia. Nove arresti alle prime luci dell’alba di ieri, per tre omicidi di cui due “lupara bianca”, a riprova che la guerra di mafia in terra di Capitanata è tutt’altro che chiusa. Il provvedimento restrittivo emesso dal GIP del Tribunale di Bari ha colpito figure apicali della rete criminale garganica: Matteo Lombardi, Pietro La Torre, Francesco Scirpoli, Giuseppe Lorusso, Michele Silvestri e Luciano De Filippo. Insieme a loro l’ordinanza ha raggiunto i collaboratori di giustizia Antonio Quitadamo, Andrea Quitadamo e Francesco Notarangelo, le cui rivelazioni sono state fondamentali per ricostruire la strategia di terrore attuata tra Manfredonia, Mattinata e Monte Sant’Angelo, tra il 2011 e il 2016. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di gravissime accuse. Nei capi d’imputazione il GIP cristallizza il movente di fondo: i delitti furono commessi «al fine di agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso», nell’ambito «della violenta guerra di mafia», con la fazione avversa «mirante ad acquisire il monopolio della gestione e del commercio degli stupefacenti». Al termine della conferenza stampa a Bari, il procuratore aggiunto e coordinatore della DDA, Giuseppe Gatti, ha rilasciato dichiarazioni che inquadrano perfettamente la spietatezza del sodalizio criminale: «Una mafia che non si limita a farsi la guerra, una mafia che impone il controllo del territorio, annichilendo la comunità e facendo ricorso all’esercizio indiscriminato, generalizzato e spregiudicato della violenza. Sono omicidi che segnano il brand operativo della mafia garganica, a cui non basta cancellare una vita, ma bisogna cancellare la memoria di quella vita. Due di questi omicidi sono lupare bianche. La dinamica di espansione egemonica della mafia garganica, nel momento in cui ha sempre più coinvolto persone estranee ai cir-
cuiti associativi fino a colpire innocenti, ha suscitato quella dimensione di reazione che da tanto si aspettava. Lo Stato ha reagito». I LUOGHI E LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI Le indagini dei carabinieri hanno svelato i contorni drammatici delle lupare bianche che per anni hanno alimentato il clima di omertà. Il blitz dei ROS fa luce sulla sparizione del 41enne Francesco Li Bergolis (avvenuta nel 2011) e del 29enne Francesco Armiento (nel 2016). Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Li Bergolis, che lavorava come allevatore di bestiame a Monte Sant’Angelo, venne attirato in un’imboscata mortale in località Tagliata, nell’agro di Manfredonia, dove la sua auto venne poi ritrovata. La sua unica colpa fu quella di portare un cognome pesante. Pur non facendo parte dell’operatività del clan omonimo, fu eliminato per ritorsione trasversale contro la famiglia rivale. L’ordinanza riporta nel dettaglio la trappola, si legge che gli indagati: «lo colpivano ripetutamente con calci, pugni e diversi oggetti contundenti chiedendo informazione sulle azioni criminali sul clan Li Bergolis fino a provocargli la morte». Un omicidio commesso, secondo l’accusa: «con premeditazione, per motivi abbietti e con crudeltà». Per quanto riguarda Armiento, che svolgeva l’attività di parcheggiatore a Mattinatella, il giovane fu attirato con un tranello a Mattinata, condotto in una zona boschiva del Gargano, torturato e infine sepolto sotto terra per occultarne i resti. I clan decisero di farlo sparire perché considerato un testimone scomodo, avendo assistito al feroce assassinio di un suo caro amico. Per il PM Gatti l’occultamento di cadaveri in questi luoghi risponde a un preciso rituale mafioso: negare un corpo
e una tomba non serve solo a eludere le indagini, ma mira a eliminare del tutto la vittima dalla memoria collettiva. Il blitz di ieri risolve anche il terzo delitto, quello di Ivan Rosa avvenuto nel 2014, con il rituale tipico dei clan foggiani. I sicari si appostarono lungo la strada rurale di Bosco Quarto, aprendo il fuoco contro la sua vettura con fucili calibro 12 e pistole. Dopo aver speronato l’auto facendola finire fuori strada al termine di un inseguimento, i killer si avvicinarono ed esplosero il colpo di grazia con un fucile a canne mozze direttamente sul volto. Una firma simbolo della mafia garganica, che mira alla cancellazione dei connotati della vittima. LE ACCUSE Undici capi d’imputazione. Il più grave è l’omicidio pluriaggravato di Francesco Li Bergolis. Al capo 3 dell’ordinanza la lupara bianca: quattro indagati «al fine di non far ritrovare i resti sopprimevano il cadavere di Li Bergolis gettando il corpo in una fossa…due fucili calibro 12 e due pistole che detevano illegalmente», e l’incendio della vettura usata per il sequestro. L’OMBRA DELLA VENDETTA Il recente omicidio di Antonello Scirpoli, noto negli ambienti malavitosi con il soprannome di “Musulim”, consumato lungo la carreggiata stradale in località Defensola a Vieste la sera di venerdì 3 luglio scorso, dimostra che la resa dei conti interna resta il motore della violenza militare di conquista. La vittima era un pregiudicato di 35 anni inserito a pieno titolo nei circuiti della criminalità organizzata di Vieste, a differenza dei profili estranei, ma legati da un filo di Li Bergolis e Armiento. Ritenuto dagli investigatori un fiancheggiatore del gruppo criminale facente capo al boss pentito Marco Raduano, Scirpoli era stato condannato nel
dicembre 2022 per aver favorito la latitanza di Gianluigi Troiano, braccio destro di Raduano; entrambi arrestati nel 2024 rispettivamente in Spagna e in Corsica, hanno poi deciso di collaborare con la giustizia. A poche ore dal blitz contro i clan arriva la morte del loro aiutante, freddato con colpi di fucile mentre era in sella al suo scooter. LA FAIDA INTERNA Questa escalation si inserisce in un quadro ancora più ampio denunciato dalla DDA: l’espansione egemonica di una mafia che, oltre a regolare i conti interni, ha progressivamente valicato i confini storici arrivando a colpire anche soggetti del tutto estranei e vittime innocenti. La sanguinosa scia di sangue è lo strumento con cui la mafia garganica ribadisce la sua presenza sul territorio e punta al monopolio assoluto delle principali risorse economiche della Capitanata. Le carte processuali del maxi-processo “Omnia nostra” e le costanti relazioni della DDA delineano come il core business dei clan del Gargano abbia superato i confini della criminalità ordinaria. Oltre al traffico internazionale di stupefacenti e alla detenzione di armi da guerra, l’inchiesta documenta un capillare controllo egemonico del mercato ittico e della commercializzazione del pesce lungo tutta l’area costiera. A questo si affiancano le truffe agro-pastorali ai danni dell’Unione Europea, l’imposizione del pizzo a tappeto e la gestione dei servizi di security e di guardiania presso strutture ricettive. Ma il vero pilastro su cui la Quarta Mafia scarica i proventi del narcotraffico è diventata l’infiltrazione strategica nel turismo. In molti casi, la mafia non si limita a chiedere la tangente, ma entra direttamente nelle proprietà di hotel, villaggi turistici, b&b e ristoranti. E lo fa sfruttando le difficoltà economiche degli imprenditori.
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Tra povertà educativa e rinascita culturale, l’arte diventa uno spazio di riconoscimento e opportunità
Il contrario della periferia non è il centro DI FABRIZIO QUARATINO
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è un errore che continuiamo a commettere quando parliamo delle periferie: credere che siano soprattutto luoghi definiti da ciò che manca. Mancano servizi, opportunità, lavoro, sicurezza, spazi culturali. Tutto vero. Ma fermarsi a questa lettura significa perdere la parte più importante della realtà: nelle periferie non vivono “casi sociali”, vivono persone. Bambini pieni di immaginazione, adolescenti in cerca di direzione, famiglie che resistono ogni giorno con dignità silenziosa. E soprattutto, vivono energie umane che spesso non chiedono di essere salvate, ma semplicemente riconosciute. La periferia non è un destino. È una condizione che può cambiare quando una comunità decide di investire non solo nei luoghi, ma prima di tutto nelle persone. Ed è qui che l’arte entra in gioco: non come ornamento, ma come possibilità concreta di riscatto. L’ARTE CHE NON PROMETTE MIRACOLI, MA APRE STRADE Sarebbe disonesto sostenere che un laboratorio teatrale, una scuola di musica o un corso di pittura possano risolvere da soli problemi complessi come povertà educativa o disagio so-
ciale. L’arte non sostituisce la famiglia, la scuola, le istituzioni, il terzo settore o le politiche pubbliche. E non deve mai essere caricata di un compito che non le appartiene. Ma sarebbe altrettanto miope sottovalutarla. Perché l’arte fa qualcosa che nessun altro strumento educativo riesce a fare con la stessa immediatezza: restituisce uno sguardo diverso su se stessi. Insegna che la disciplina non è costrizione ma costruzione, che l’errore non è fallimento ma passaggio, che la voce di ciascuno ha un valore anche quando ancora trema. E questo accade soprattutto nei luoghi più fragili, dove anche una semplice esperienza teatrale può diventare la prima occasione per sentirsi parte di qualcosa. Il teatro, in particolare, è una piccola società in miniatura: nessuno esiste da solo, nessuno basta a sé stesso, ogni presenza è necessaria. CHI COSTRUISCE DAVVERO IL RISCATTO Dietro ogni percorso artistico che funziona ci sono figure spesso invisibili: insegnanti, educatori, operatori culturali, volontari, associazioni. Persone che lavorano senza riflettori, ma con una costanza che spesso vale più di qualsiasi proclama. Sono loro a dimostrare che la cultura non è un privilegio, ma una for-
ma di responsabilità condivisa. E sono sempre loro a vedere ciò che le statistiche non registrano: il ragazzo che torna a scuola con un’idea diversa di sé, la ragazza che scopre di poter parlare davanti agli altri, il bambino che per la prima volta si sente capace di creare invece che solo subire. Sono trasformazioni lente, non spettacolarizzabili. Ma reali. UNA RESPONSABILITÀ CHE NON SI PUÒ DELEGARE Investire nell’arte significa investire nella qualità della convivenza civile. Ma ogni investimento culturale deve essere serio, trasparente e valutato nella sua capacità di generare impatto reale. La cultura non è un atto decorativo. È una scelta politica e sociale che riguarda tutti. Nessuna istituzione può farcela da sola. Il riscatto delle periferie nasce dall’incontro tra scuola, famiglia, istituzioni, associazioni, mondo del volontariato e cittadini. Quando queste forze si riconoscono, l’arte smette di essere un progetto e diventa un linguaggio comune. E in quel momento accade qualcosa di decisivo: le persone non vengono più definite dal luogo in cui vivono, ma dalle possibilità che riescono a incontrare. SEMINARE CIÒ CHE NON SI VEDE SUBITO Viviamo in un tempo che pretende risultati immedia-
ti, ma l’educazione, come l’arte, ha tempi lenti, profondi, spesso invisibili. Un gesto, una prova, una scena, una nota: possono sembrare piccole cose. E invece, a distanza di anni, diventano punti di svolta nella vita di qualcuno. Chi lavora con l’arte nelle periferie lo sa bene: non tutto ciò che conta si misura. E non tutto ciò che si misura conta davvero. Ogni laboratorio, ogni libro aperto insieme, ogni palco improvvisato, ogni muro restituito alla bellezza è una dichiarazione silenziosa ma potentissima: nessuno è destinato a restare dove si trova per sempre. IL CAPOLAVORO PIÙ GRANDE Una società non si giudica da quanto costruisce in altezza, ma da quanto riesce a sollevare chi rischia di restare indietro. Ogni periferia ignorata non impoverisce solo chi la abita: impo-
verisce tutti. Perché ogni talento non ascoltato è una possibilità in meno per il futuro collettivo. E allora l’arte, nella sua forma più autentica, non è intrattenimento né decorazione. È un atto di fiducia. E forse questa è la verità più semplice e più difficile da accettare: le periferie non chiedono compassione. Chiedono occasioni per dimostrare ciò che valgono. Il contrario della periferia non è il centro. È l’opportunità. E ogni volta che una comunità sceglie di offrire un’opportunità, un libro, un palcoscenico, uno strumento, uno spazio di espressione, sta facendo qualcosa che va oltre la cultura: sta decidendo che tipo di società vuole essere. Perché il vero capolavoro non è ciò che una società costruisce intorno a sé. È ciò che riesce a far diventare ogni singola persona quando decide di non lasciarne nessuna ai margini.
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Cronache Lucane Il Generale ottiene il gradimento della maggioranza assoluta dei lucani
Bardi cresce nel consenso I dati pubblicati dal Sole 24 Ore su indagine di Noto svelano la vittoria del buon governo e dell'efficienza amministrativa. I cittadini riconoscono il lavoro del Governatore DI MASSIMO DELLAPENNA
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antenere ed accrescere il consenso dopo 7 anni di governo non è mai semplice. Di solito la parabola del rapporto tra elettori ed eletti si consuma in una veloce luna di miele nei primi mesi del mandato e in un lento logoramento che arriva verso la stanchezza proprio subito dopo un'eventuale riconferma. I motivi sono abbastanza noti. Alla vittoria di un nuovo governatore le attese dei cittadini sono alte, la gente ha appena votato ed è carica di entusiasmo. Lentamente capita che l'entusiasmo non venga ripagato e il consenso scema un po’ per abitudine, un po’ per delusione, un po’perché aumenta la pressione delle opposizioni. BARDI IN CRESCITA DI CONSENSO
Non sta accadendo questo a Vito Bardi che, evidentemente, è destinato a ribaltare ogni pronostico. Il Generale mano a mano che governa aumenta nelle preferenze degli elettori e dei cittadini. Lo certifica l’autorevole analisi del Sole 24 Ore che documenta come Bardi aumenti nel consenso e passi dal nono all’ottavo posto nella classifica di gradimento dei Presidenti delle Regioni Italiane. È una crescita costante quella di Bardi che smentisce le prefiche delle opposizioni che continuano a raccontare un Governo Regionale in crisi di consenso. LA VITTORIA DELLA SERIETÀ Secondo i dati diffusi dal Sole 24 Ore il Generale ottiene il gradimento del 56% dei lucani. In pratica per il centrodestra e per il Governatore la fiducia del Popolo è in costante au-
mento e crescita ed è ormai pari ad una maggioranza assoluta. Come abbiamo detto all’inizio del nostro articolo, questa costante crescita è una anomalia per la normale parabola del consenso dei governi. È evidente che ci troviamo davanti alla vittoria della serietà. Il Generale non è uomo dalle roboanti dichiarazioni, il Generale è uomo dei fatti. Le roboanti dichiarazioni suscitano immediato entusiasmo ma spesso, non essendo seguite dai fatti, lasciano l’amaro in bocca della delusione. Bardi, al contrario parla poco e agisce molto, promette solo ciò che è in grado di mantenere e realizzare quello che ha programmato. Ci sono tutte le condizioni per un consenso che, essendo fondato sui fatti, possa essere sempre in
_ Vito Bardi crescita. I numeri lo certificano e nessuno può mettere in discussione i dati del 24 Ore e di Noto, il Generale piace ai lucani e cresce nel consenso. CONTINUARE SU QUESTA STRADA Quello che ci sentiamo di dire al centrodestra è la necessità di proseguire su
questa strada senza fermarsi mai. Una strada fatta di operosità e di realizzazioni, di buon governo e di efficienza è in grado di intercettare quella maggioranza silenziosa di lucani che ha voglia di ottenere risposte concrete senza perdere tempo in ideologismi e vuote retoriche.
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Primo piano
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Il gradimento del governatore lucano sale di 2,5 punti rispetto allo scorso anno, mentre a livello nazionale il consenso medio continua a diminuire
Governance Poll 2026, Vito Bardi ottavo tra i governatori: sale rispetto al 2025 DI VITO ERRICHETTI
È
uscita la nuova edizione del Governance Poll, il censimento annuale sul gradimento di sindaci e presidenti di Regione realizzato da Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore. La fotografia 2026 racconta un Paese in cui il consenso verso gli amministratori locali complessivamente si assottiglia - solo l'80% dei sindaci supera la soglia del 50% di gradimento, contro l'85% dello scorso anno - ma in cui alcune storie individuali vanno in controtendenza.Tra i sindaci, la novità assoluta porta il nome di Sara Funaro: la prima cittadina di Firenze è la prima donna nella storia del Governance Poll a conquistare il primo posto, davanti al sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti, vincitore dell'edizione precedente, e al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Tra i governatori, invece, il dato più clamoroso è il cambio al vertice: per la prima volta dopo moltissimi anni il primato lascia il nord-est e si sposta in Puglia, dove Antonio Decaro, passato da sindaco di Bari a presidente di Regione, torna al primo posto con il 66% dei consensi. Alle sue spalle si piazzano Alberto Stefani in Veneto (65%) e Massimiliano Fedriga in Friuli-Venezia Giulia (64%), mentre in coda alla classifica restano Francesco Roberti in Molise e Francesco Rocca nel Lazio, entrambi al 42%. BARDI OTTAVO, UN POSTO GUADAGNATO RISPETTO AL 2025 In questo quadro nazionale si inserisce il risultato del presidente della Basilicata, Vito Bardi (Forza Italia), che nel Governance Poll 2026 si colloca all'ottavo posto tra i governatori italiani, con un indice di gradimento del 56%, praticamente in linea con il consenso ottenuto alle elezioni regionali del 2024.Il dato assume un significato particolare se confrontato con la rilevazione dello scorso anno: nel Governance Poll 2025 Bardi era infatti al
_ Vito Bardi nono posto, con il 53,5% dei consensi. Il presidente lucano ha dunque guadagnato una posizione e circa due punti e mezzo percentuali, un progresso che arriva dopo oltre sette anni alla guida della Regione - un periodo in cui, fisiologicamente, il consenso verso chi governa tende invece a ridursi. Nella classifica compare anche un altro dato di cornice politica: i quattro presidenti di Regione espressione di Forza Italia - Roberto Occhiuto (Calabria), Alberto Cirio (Piemonte), Renato Schifani (Sicilia) e lo stesso Bardi, si collocano tutti tra le prime otto posizioni della graduatoria nazionale. Latronico: «Se conquistare il consenso è difficile, conservarlo quando si governa lo è ancora di più» L'assessore regionale alla Salute, Politiche per la Persona e PNRR, Cosimo Latronico, collega il risultato del presidente alla difficoltà, per chi amministra a lungo, di conservare la fiducia dei cittadini più che di conquistarla una prima volta. Dopo oltre sette anni alla guida della Basilicata, osserva, mantenere un livello di consenso così elevato va letto come la conferma di un rapporto costruito nel tempo, che prescinde dalla propaganda politica e dal legittimo confronto con le opposizioni. Sottolinea
_ Classifica Governance poll 2026 inoltre lo stile sobrio e concreto con cui Bardi ha affrontato il governo regionale, coniugando capacità decisionale e fiducia nella squadra, con assessori investiti di responsabilità chiare. Per l'assessore, «la vera prova di un amministratore non è vincere un'elezione, ma conservare nel tempo la fiducia dei cittadini». Polese: «I dati mostrano un trend di crescita che va analizzato con realismo e senza trionfalismi» Il capogruppo regionale di Orgoglio Lucano-Italia Viva, Mario Polese, legge il posizionamento di Bardi come un dato dal significato politico preciso, se osservato alla luce della stabilità amministrativa. Storicamente, spiega, la seconda esperienza di governo locale coincide con una fase di fisiologica usura politica e di erosione dei consensi; il fatto che in Basilicata si registri invece un segno positivo dimostra una tenuta non scontata del rapporto di fiducia con la comunità. «La sfida, ora, resta quella di proseguire lungo questa traccia», conclude, consolidando i risultati raggiunti. Picerno: «I lucani hanno saputo valutare i fatti, premiando la concretezza, la stabilità e la visione» Il consigliere regionale di Forza Italia, Fernando Pi-
cerno, definisce il risultato non solo un successo politico ma il giusto e meritato riconoscimento a un lavoro straordinario svolto per la Basilicata. Un consenso così netto e autorevole, aggiunge, consegna alla maggioranza una responsabilità ancora maggiore: proseguire sulla strada dello sviluppo, delle infrastrutture e del sostegno a famiglie e imprese lucane. Picerno sposta poi l'attenzione sul capoluogo di regione, tracciando un bilancio critico sull'amministrazione comunale: «Se a livello regionale il modello Bardi si dimostra vincente e attrattivo, non possiamo non notare la preoccupante parabola discendente» del Comune di Potenza, che a suo giudizio ha bisogno di un cambio di passo deciso. Cupparo: «Un risultato che smentisce, nei fatti, tanti attacchi pretestuosi» Per l'assessore regionale allo Sviluppo economico, Francesco Cupparo, il consenso registrato dal presidente premia un lavoro concreto al servizio della Basilicata, con uno scostamento minimo rispetto al voto delle elezioni regionali del 2024. Il risultato, spiega, smentisce critiche infondate e prese di posizione strumentali che hanno caratterizzato il dibattito politico degli ultimi mesi,
confermando la credibilità di un'azione amministrativa portata avanti pur in una fase complessa sul piano economico e sociale. Cupparo ricorda che il Governance Poll misura il rapporto di fiducia tra cittadini e presidente, e sottolinea come i quattro governatori di Forza Italia si collochino tutti tra i primi otto posti della graduatoria nazionale. «Il consenso rilevato dal Governance Poll non è un punto di arrivo, ma un incentivo a fare ancora di più e meglio», conclude. Aliandro: «Essere tra i presidenti di Regione maggiormente stimati significa aver saputo interpretare con serietà, equilibrio e concretezza le esigenze del territorio» Il consigliere regionale di Forza Italia, Gianuario Aliandro, definisce il risultato un importante riconoscimento per l'azione amministrativa portata avanti in questi anni e per l'impegno quotidiano profuso a favore dei cittadini lucani. Il dato, osserva, non va considerato un punto di arrivo ma uno stimolo a proseguire con determinazione lungo la strada intrapresa. «Come Forza Italia esprimiamo soddisfazione per questo importante attestato di fiducia», conclude, nei confronti del presidente Bardi e dell'intera maggioranza di centrodestra.
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Primo piano
martedì 7 luglio 2026
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Il sindaco di Potenza resta in top 50 con un consenso al 54% mentre il sindaco di Matera, al suo esordio, si ferma al 47%
Governance Poll, Telesca in 41ª posizione, Nicoletti plana in 83ª
__Telesca, Nicoletti e sotto la classifica POTENZA. Il sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, si colloca al 41° posto nella classifica nazionale del gradimento dei primi cittadini italiani elaborata secondo il Governance Poll pubblicato ieri da “Il Sole 24 Ore” e realizzato da Noto Sondaggi. Il sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, al suo esordio, invece si posiziona all’83° posto. Per il primo cittadino del capoluogo lucano il consenso si attesta al 54%, con una flessione di 10,9 punti percentuali rispetto al 64,9% ottenuto al momento dell’elezione. Nonostante il calo, Telesca rientra nel grup-
po dei 74 sindaci su 92 che superano la soglia del 50% di gradimento. In graduatoria condivide la 41ª posizione con i sindaci di Pescara, Ravenna e Roma. Il sindaco Telesca, nonostante il calo fisiologico di consenso, gode della fiducia della sua comunità anche grazie ad un modo di comunicare empatico, divertente e social. Antonio Nicoletti, sindaco della Città dei Sassi registra un consenso del 47%, in diminuzione di 4,3 punti percentuali rispetto al 51,3% conseguito alle urne. Un dato che lo colloca nelle retrovie della classifica na-
zionale, all’83° posto, insieme ai sindaci di Foggia, Taranto, Trieste, Catanzaro e Oristano. Alle sue spalle figurano soltanto i primi cittadini di Catania, Cosenza, Verona e Trapani. Il sindaco Nicoletti è in carica da un anno e il calo, seppur contenuto, registrato rispetto alla sua elezione registra una maggiore difficoltà nel consolidare il consenso. Secondo quanto precisato da Il Sole 24 Ore, il Governance Poll non rappresenta una simulazione elettorale, ma uno strumento che misura il rapporto di fiducia tra sindaci e cittadini. Il livello di consenso è influenzato da molteplici fattori, che comprendono le scelte amministrative, la capacità di comunicazione degli amministratori e il contesto economico e sociale in cui operano. L’indagine evidenzia inoltre un lieve arretramento del consenso complessivo nei confronti dei sindaci italiani. Quest’anno sono 74 su 92 gli amministratori che raggiungono almeno il 50% di gradimento, pari all’80% del totale, mentre nella precedente edizione la quota era pari all’85%. Come sottolinea il quotidiano economico, il dato non consente di trarre conclusioni univoche sull’operato delle amministrazioni locali. Tuttavia, emerge come i sindaci siano sempre più spesso chiamati a rispondere del malcontento dei cittadini anche su questioni che esulano dalle loro competenze dirette, a partire dal tema della sicurezza, diventando di fatto il principale punto di riferimento – e talvolta il bersaglio – delle criticità percepite a livello locale. R.M.
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La consigliera regionale del M5s Viviana Verri presenta un'interrogazione e chiede interventi urgenti su sicurezza e viabilità
«La stazione di Ferrandina-Scalo completamente priva di servizi» FERRANDINA. «La stazione di Ferrandina Scalo rappresenta lo snodo ferroviario più importante della provincia di Matera, punto cruciale per il trasporto su rotaia e hub di interconnessione per il trasporto pubblico locale e a lunga percorrenza su gomma per tutto il Materano. La struttura, però, come recentemente denunciato dagli stessi utenti e lavoratori fuori sede, è completamente priva dei servizi minimi essenziali per chi viaggia, come una biglietteria presidiata, un punto informativo per i viaggiatori, servizi di ristoro e persino semplici distributori automatici di bevande o generi di prima necessità. A questo si aggiungono le gravissime criticità delle vie di accesso al piazzale e alle aree limitrofe di interscambio, con un manto stradale fortemente dissestato, segnaletica insufficiente e un'illuminazione
pubblica talmente carente da compromettere la sicurezza stradale e personale dei passeggeri, specialmente nelle ore serali e notturne», afferma la consigliera segretaria dell'Uf-
ficio di Presidenza e consigliera regionale del M5s, Viviana Verri. «Certamente non un bel biglietto da visita per i pendolari e i passeggeri del Frecciarossa che –
prosegue Verri – da pochi giorni ha ripreso a percorrere la tratta ferroviaria lucana e una nota stonata nel coro di annunci programmatici sul potenziamento dell'alta velocità,
considerando anche la naturale vocazione turistica del territorio. Per queste ragioni ho depositato un'interrogazione urgente indirizzata al presidente della Giunta e all'assessore regionale competente al fine di segnalare queste criticità e conoscere le precise responsabilità gestionali in capo ai diversi soggetti coinvolti nella manutenzione dello scalo e delle strade di collegamento». «Chiedo inoltre – conclude la consigliera regionale – di avviare con urgenza un'interlocuzione formale e stringente con i vertici di Ferrovie dello Stato e Rfi per ripristinare i servizi minimi di assistenza, bigliettazione e ristoro e con Anas e gli enti locali per procedere alla messa in sicurezza dell'area, al rifacimento del manto stradale e al potenziamento dell'illuminazione lungo le vie d'accesso alla stazione».
A Matera confronto tra dirigenti del partito per delineare una proposta di sviluppo che metta in rete capoluoghi e territori lucani
Udc Basilicata rilancia il patto per le aree interne MATERA. Una strategia di sviluppo che superi la frammentazione amministrativa e trasformi Potenza e Matera nei motori di una rete al servizio delle aree interne. È la proposta lanciata dall'Udc Basilicata al termine di un incontro svoltosi nei giorni scorsi a Matera, al quale hanno partecipato la dirigente nazionale e commissaria provinciale di Potenza, Carmela Iannella, l'assessora ai Lavori pubblici, Sassi e Patrimonio del Comune di Matera, Lucia Gaudiano, e dirigenti del partito provenienti dalle province di Potenza e Matera. L'iniziativa rappresenta il seguito operativo del confronto avviato a Roma con il segretario nazionale Lorenzo Cesa e punta a definire una visione di lungo periodo per la Basilicata, affiancando alle risposte sulle emergenze un progetto organico di rilancio del territorio. Al centro della proposta vi è una «Strategia d'Area Vasta», fondata sulla collaborazione tra i Comuni e sul rafforzamento del ruolo dei due capoluoghi lucani. Secondo l'Udc, Potenza e Matera dovrebbero diventare poli propulsori capaci di mettere a disposizione delle aree interne servizi, competenze e opportunità di svilup-
po, favorendo un sistema integrato che valorizzi le peculiarità economiche, sociali e produttive di ogni territorio. La visione illustrata nel corso dell'incontro si richiama al principio del «diritto a restare», interpretato come capacità di creare condizioni favorevoli affinché giovani, professionisti e famiglie possano sce-
gliere di vivere e lavorare in Basilicata. L'obiettivo è rendere i territori più attrattivi anche per quanti, dopo esperienze professionali maturate altrove, intendano tornare a investire nella propria regione. In questa prospettiva, particolare attenzione viene riservata al rafforzamento dei servizi territo-
riali e della formazione professionale, affinché possano rispondere in modo più efficace alle esigenze delle imprese operanti nei comparti ritenuti strategici per lo sviluppo regionale. «Questa proposta intende aggregare una significativa rete di professionisti e operatori economici uniti dalla comune volontà di investire sul futuro, adottando una gestione proattiva e valorizzante del talento locale rappresentato dalle giovani generazioni», afferma Lucia Gaudiano. Per Carmela Iannella il percorso avviato guarda a «una Basilicata come sistema integrato, attrattivo e capace di offrire prospettive reali a chi sceglie di costruire qui il proprio futuro». La dirigente dell'Udc sottolinea inoltre che il partito ha avviato una nuova fase di riorganizzazione territoriale in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. «Negli ultimi mesi, insieme all'assessora Gaudiano e ai numerosi dirigenti del partito, abbiamo lavorato intensamente per presentare il progetto dello Scudocrociato sul territorio e molti amministratori, professionisti e amici hanno annunciato la volontà di aderire all'Udc», conclude Iannella.
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Inaugurata allo SPARKme Space Academy la mostra permanente dell'INAF. Al via anche la Scuola Nazionale Estiva di Astronomia con 25 studenti
Matera capitale dell'astronomia tra mostra e formazione STEAM D
oppio appuntamento oggi a Matera allo SPARKme Space Academy, dove è stata inaugurata la mostra permanente dell'Istituto Nazionale di Astrofisica Macchine del Tempo e hanno preso il via i lavori della XV edizione della Scuola Nazionale Estiva di Astronomia.All'apertura del duplice evento scientifico è intervenuto l'assessore alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr della Regione Basilicata, Cosimo Latronico, che ha sottolineato il valore della nuova iniziativa per il territorio.«Guardare lontano nello spazio significa, letteralmente, guardare indietro nel tempo. Oggi, grazie all'Istituto Nazionale di Astrofisica e allo SPARKme Space Academy, Matera diventa la casa permanente di queste straordinarie Macchine del Tempo», ha dichiarato.Dopo le esperienze di Roma e Torino, la Basilicata accoglie così un patrimonio scientifico di rilievo nazio-
nale, confermando la propria vocazione a ospitare iniziative dedicate alla ricerca, all'innovazione e alla formazione.Nel suo intervento, Latronico ha evidenziato anche il legame tra cultura scientifica e qualità della vita. «Quando parliamo di salute e di politiche della persona il nostro pensiero va spesso agli ospedali e alle cure. Ma il benessere di una comunità nasce prima di tutto dall'educazione, dalla conoscenza e dalla capacità di alimentare la curiosità delle nuove generazioni. Sostenere la cultura scientifica e le discipline STEAM significa investire sulla qualità della vita dei cittadini, formando professionisti preparati e una comunità consapevole. Vogliamo creare un ecosistema favorevole che permetta a ricerca e innovazione di crescere qui, offrendo ai giovani opportunità concrete per costruire il proprio futuro in Basilicata».L'iniziativa si inserisce nel progetto di riqualifica-
zione dello SPARKme, l'ex opificio industriale di La Martella trasformato in uno spazio di oltre quattromila metri quadrati dedicato alla divulgazione scientifica e alle discipline STEAM.L'assessore ha infine rivolto un messaggio ai 25 studenti che partecipano
alla Scuola Nazionale Estiva di Astronomia, invitandoli a coltivare la curiosità e la passione per la ricerca. «Continuate a farvi domande, perché la scienza nasce dalla curiosità e la Basilicata ha bisogno del vostro talento e delle vostre idee», ha concluso.
I sindacati accolgono con favore l'avvio del programma «Sintesi» e chiedono un monitoraggio stabile per tutelare salute, ambiente e lavoratori
Area industriale di Tito, al via il progetto di sorveglianza sanitaria
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rende il via la prima fase di «Sintesi», il programma di sorveglianza sanitaria destinato a monitorare lo stato di salute della popolazione residente nel Sito di Interesse Nazionale di Tito. Un risultato accolto con soddisfazione da Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil e Fismic Confsal Basilicata, che da tempo sollecitavano l'avvio di un percorso strutturato di controllo epidemiologico accanto agli interventi di bonifica ambientale.Le organizzazioni sindacali sottolineano come l'avvio delle attività sia il frutto del confronto portato avanti negli ultimi mesi insieme al sindaco di Tito, Fabio Laurino, e all'assessore regionale all'Ambiente, Laura Mongiello, con l'obiettivo di riportare al centro dell'attenzione istituzionale la tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori che operano nell'area industriale.Secondo i sindacati, il progetto rappresenta un primo passo concreto verso un sistema di monitoraggio capace di fornire dati scientifici utili a valu-
tare gli eventuali effetti delle esposizioni ambientali sulla salute della popolazione. Un percorso che, evidenziano, dovrà proseguire con continuità, trasparenza e con il coinvolgimento delle istituzioni, delle parti sociali e della comunità scientifica, affinché i risultati possano
tradursi in efficaci politiche di prevenzione.Fiom, Fim, Uilm e Fismic rivolgono inoltre un appello ai cittadini individuati per partecipare al programma di screening, sottolineando come una partecipazione ampia sia fondamentale per ottenere dati rappresentativi e rafforzare il per-
corso di sorveglianza sanitaria.Le organizzazioni sindacali confermano infine l'impegno a seguire gli sviluppi del progetto, chiedendo che «Sintesi» diventi il punto di partenza per un programma stabile di monitoraggio della salute che tenga conto anche delle esigenze dei lavora-
tori dell'area industriale di Tito, da anni esposti alle criticità ambientali del territorio.Per i sindacati, la tutela della salute, della sicurezza e dell'ambiente resta una priorità che richiede una collaborazione costante tra istituzioni, imprese, organizzazioni dei lavoratori e cittadini.
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CONGRESSI COMUNALI: NARDELLA A POTENZA, MARTUCCI A TOLVE, D'ELICIO A MONTESCAGLIOSO E CARBONE A BERNALDA
Lega, eletti i nuovi segretari cittadini in Basilicata POTENZA. Si è conclusa la sessione dei congressi cittadini della Lega in Basilicata, finalizzata al rinnovo dei quadri dirigenti locali e al potenziamento della struttura organizzativa del partito sul territorio regionale. A seguire, si aprirà la fase dei congressi provinciali. Le assemblee degli iscritti hanno sancito l’elezione dei nuovi segretari cittadini. Per la sezione della città capoluogo, Potenza, l’incarico è stato affidato ad Alfonso Nardella, mentre alla guida della sezione di
Tolve è stato eletto Renato Martucci. Per quanto concerne il territorio della provincia di Matera, i congressi hanno decretato l’elezione di Isaia D’Elicio alla guida della sezione di Montescaglioso e di Davide Carbone per la sezione di Bernalda. Per quanto riguarda la sezione di Matera, nei prossimi giorni si procederà alla nomina di un commissario cittadino, che dovrà accompagnare al congresso la locale sezione. «La forza della Lega - afferma il commissario regionale della
Lega Basilicata, Pasquale Pepe - è da sempre il suo radicamento nei territori. Con l’elezione di Alfonso Nardella, Renato Martucci, Isaia D'Elicio e Davide Carbone rafforziamo una squadra di amministratori e dirigenti che conoscono le esigenze delle rispettive comunità e sapranno rappresentarle con impegno e competenza. Il nostro obiettivo è essere sempre più vicini ai cittadini, dando risposte concrete e costruendo, a partire dai comu- rio - conclude Pepe - che nasce ni, una Basilicata più forte e la buona politica e da lì vopiù competitiva. È dal territo- gliamo continuare a crescere».
Il commissario regionale: «La storia democratica non può essere riscritta attraverso una fotografia o scelte personali»
Manca: «Il Pd non ha nulla a che vedere con Vannacci» POTENZA. La storia del Partito Democratico della Basilicata non può essere riscritta attraverso una fotografia né alterata da ricostruzioni che ignorano il percorso politico del PD e i valori che da sempre lo caratterizzano. È questo il senso dell'intervento del Commissario regionale del Partito Democratico della Basilicata, sen. Daniele Manca, che respinge con fermezza ogni tentativo di accostare il Partito Democratico alle posizioni della destra e, in particolare, a quelle espresse da Roberto Vannacci. Una fotografia o una scelta personale maturata anni dopo da chi in passato ha condiviso un percorso politico con il centrosinistra non possono modificare la storia del Partito Democratico né metterne in discussione l'identità. «È un principio elementare della politica e della democrazia: nessuno può rispondere delle scelte che un'altra persona compie anni dopo.» Per Manca il punto centrale è un altro. «Tentare oggi di sostenere che il Partito Democratico fosse o sia vicino alle posizioni di Roberto Vannacci significa ignorare deliberatamente la nostra storia, le nostre battaglie e i valori che da sempre rappresentiamo.» Il Partito Democratico della Basilicata ribadisce di essere una forza politica alternativa alla destra. La sua identità si fonda
sull'antifascismo, sulla Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, sulla democrazia, sull'uguaglianza, sull'inclusione, sulla solidarietà, sull'europeismo e sulla tutela dei diritti civili e sociali. Valori incompatibili con le posizioni della destra radicale e con ogni cultura politica che metta in discussione questi principi. Mentre qualcuno alimenta polemiche, il Partito Democratico continua a concentrarsi sui problemi della Basilicata. In sintonia
con l'azione del Partito Democratico nazionale, il PD Basilicata ha posto al centro della propria iniziativa il diritto a restare delle giovani generazioni, il rilancio delle aree interne e montane, il rafforzamento della sanità pubblica, il lavoro, le infrastrutture, la transizione energetica, la tutela dell'ambiente e lo sviluppo della regione, trasformando questi temi in proposte e iniziative istituzionali. Secondo il Partito Democratico, dopo anni di go-
verno regionale di centrodestra, molte delle principali emergenze della Basilicata restano ancora senza risposte. Sanità, spopolamento, lavoro, infrastrutture e sviluppo continuano a rappresentare criticità irrisolte, mentre la maggioranza è apparsa troppo spesso impegnata nei propri equilibri politici piuttosto che nella costruzione di una strategia per il futuro della regione. La prossima stagione congressuale rappresenterà un
momento importante per rafforzare ulteriormente il Partito Democratico e costruire un'alternativa credibile e di governo al centrodestra, fondata sulla competenza, sulla partecipazione, sulla giustizia sociale e sui valori costituzionali. «Noi continueremo a parlare dei problemi della Basilicata e delle soluzioni da proporre ai cittadini. Ad altri lasciamo il tentativo di trasformare una fotografia in una teoria politica.»
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MIMMO JODICE MEDITERRANEO All’inaugurazione della mostra anche il ministro della Cultura. Bardi: «Grande evento»
Giuli: «Matera rappresenta l’Italia nel Mediterraneo»
DI MILENA FERRANDINA
MATERA. C’è una ragione profonda per cui la prima grande mostra istituzionale dedicata a Mimmo Jodice dopo la sua scomparsa approda a Matera. Non è soltanto una scelta espositiva, né una semplice tappa nel calendario di Matera e Tétouan Capitali Mediterranee della Cultura e del Dialogo 2026. È un'operazione culturale che restituisce alla fotografia il ruolo che ormai le appartiene pienamente: quello di linguaggio capace di interpretare la memoria, interrogare il tempo e ridefinire il rapporto tra l'uomo contemporaneo e la classicità. Fino all’8 novembre 2026, Palazzo Lanfranchi ospita “Mimmo Jodice. Mediterraneo”, la grande esposizione curata da Carlo Sala, destinata successivamente al Centre d'Art Moderne di Tétouan. In mostra 83 opere, tra cui 68 preziose stampe vintage ai sali d'argento realizzate dallo stesso Jodice tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio dei Novanta, provenienti dalla Collezione Cotroneo e dalla Collezione Farnesina, cui si affiancano le celebri Danzatrici e un nucleo di lavori dedicati alle più recenti ricerche sul Mediterraneo. Determinante è il contributo della Collezione Cotroneo, coniugi raffinati collezionisti e autentici mecenati dell'arte italiana. Guidati dal rapporto umano con gli artisti più che dalle logiche del mercato, riconobbero precocemente il valore della fotografia di Jodice, raccogliendo
alcune delle sue serie più importanti, tra cui Mediterraneo. Come avvenne anche con Michelangelo Pistoletto, il loro collezionismo contribuì a costruire la fortuna critica dell'artista e a legittimare definitivamente la fotografia come linguaggio dell'arte contemporanea. A confermare il rilievo nazionale della mostra è stata la presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli che sostiene «La qualità artistica di Mimmo Jodice è eccelsa e Matera è più che degna di ospitare la collezione» continua «Con le sue foto l'artista interpreta la realtà da uomo oscuro di luce». Accanto al ministro, il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi. Nel suo intervento ha collocato la mostra all'interno della più ampia strategia culturale della Regione, definendola «un altro tassello del grande mosaico che Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026 sta componendo insieme alla città di Tétouan». Per il presidente, infatti, «Matera non celebra soltanto un titolo, ma una visione: la visione di un Mediterraneo che abbraccia la cultura come arma potente di costruzione». Un'affermazione che restituisce il senso politico e culturale dell'intero progetto, fondato sull'idea della cultura come strumento di cooperazione e dialogo tra le due sponde del Mare Nostrum. La fotografia di Jodice rappresenta uno dei vertici della cultura figurativa europea del secondo Novecento. Se Luigi Ghirri
ha trasformato il paesaggio in metafisica della visione, Jodice ha restituito all'antico una sorprendente contemporaneità. Le immagini dedicate a Paestum, Pompei, Cuma, Baia, Ercolano, fino alla Grecia e al Nord Africa, costituiscono una riflessione sul tempo. Il Mediterraneo diventa così geografia e memoria condivisa. Nelle celebri immagini degli Atleti della Villa dei Papiri e delle Danzatrici, il marmo sembra perdere la sua immobilità. Attraverso una magistrale padronanza della stampa ai sali d'argento e dei viraggi al selenio, Jodice modella la luce come uno scultore, restituendo alle superfici una vitalità inattesa. Come osserva il curatore Carlo Sala «è proprio nella scultura che si concentra il massimo pathos dell'opera jodiciana. L'artista non fotografa la perfezione dell'antico, ma ciò che il tempo ha depositato su quella perfezione. Le sue immagini sono costruite
sull'attesa, sul silenzio e sulla sospensione. Là dove la fotografia documentaria registra, Jodice interpreta, trasformando l'immagine in pensiero visivo». È anche per questo che Palazzo Lanfranchi appare la sede ideale della mostra. Il museo custodisce una narrazione fondata sul rapporto tra arte, paesaggio e identità, da Carlo Levi a Luigi Guerricchio. Inserire qui il Mediterraneo di Jodice significa estendere quel racconto all'intera civiltà mediterranea. Del resto, i Sassi condividono con le sue fotografie la stessa concezione del tempo: la pietra non è materia inerte, ma memoria stratificata. Proprio su questo legame tra passato e futuro si è soffermato anche il sindaco Antonio Nicoletti, sottolineando come attraverso il suo sguardo, Mimmo Jodice trasforma i luoghi in soglie: soglie geografiche, ma soprattutto temporali. Le sue immagini ci ricordano che il Mediter-
raneo è un territorio dove il passato non è mai distante e il presente non è mai isolato. Matera incarna questa stessa vocazione. Qui il passato dialoga con il presente e da questo dialogo nasce il futuro. Una lettura che rafforza la centralità della città lucana quale luogo simbolico di incontro tra memoria e contemporaneità. Se Matera è oggi una città riconosciuta sulla scena culturale internazionale, il merito è di un percorso costruito negli anni grazie alla sinergia tra istituzioni, Regione Basilicata, Fondazione Matera Basilicata 2019 e amministrazioni locali. La sfida, tuttavia, come affermato dalla direttrice generale della Fondazione Matera-Basilicata 2019 Rita Orlando, non è più soltanto ospitare grandi eventi, ma fare in modo che mostre di questo livello consolidino il ruolo della città come laboratorio permanente di ricerca e produzione culturale nel Mediterraneo.
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L'operazione, coordinata dalla Procura e condotta dalla Guardia di Finanza, si conclude con 4 arresti domiciliari e obblighi di dimora per altri 3 indagati
Spaccio a Matera, sette misure cautelari: coinvolte 15 persone U
n’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Matera e condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali nei confronti di sette indagati, nell’ambito di un più ampio procedimento penale che riguarda ipotesi di spaccio di sostanze stupefacenti nel territorio di Matera. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Matera su richiesta della Procura, al termine della fase cautelare di un’inchiesta che complessivamente vede coinvolte quindici persone. L’ordinanza rappresenta l’esito di un’attività investigativa che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti nella fase preliminare, avrebbe permesso di delineare un presunto sistema di spaccio attivo sul territorio cittadino, caratterizzato da una certa continuità operativa e da una rete di soggetti che, a vario titolo, sarebbero stati coinvolti nella gestione delle sostanze stupefacenti. Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal giudice ai soli fini cautelari, gli indagati sarebbero stati coinvolti in condotte reiterate di acquisto, detenzione, confezionamento e successiva cessione di hashish e cocaina. Le attività sarebbero state portate avanti in un arco temporale significativo e con modalità ritenute compatibili con una struttura organizzata, nella quale cia-
scun soggetto avrebbe avuto compiti specifici all’interno di un presunto meccanismo di distribuzione.Il giudice per le indagini preliminari, valutati gli elementi raccolti nella fase investigativa, ha disposto misure differenziate a seconda delle posizioni individuali. Quattro indagati sono stati sottoposti alla misura degli arresti domiciliari, mentre per altri tre è stato stabilito l’obbligo di dimora nel comune di residenza, accompagnato dall’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Per gli ulteriori otto soggetti coinvolti nell’inchiesta non sono state invece disposte misure cautelari personali, pur restando anch’essi indagati nell’ambito dello stesso procedimento penale.Nel motivare il provvedimento, il giudice ha evidenziato – sempre nella fase preliminare e ai soli fini cautelari – la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e la presenza di esigenze cautelari legate principalmente al rischio di reiterazione di reati della stessa specie. La decisione sarebbe stata inoltre calibrata sulla base del ruolo attribuito ai singoli indagati, della gravità delle condotte contestate e dell’eventuale pericolo di continuità dell’attività illecita. Le indagini avrebbero inoltre permesso di ricostruire, secondo quanto emerge dagli atti, una presunta rete di contatti stabili tra fornitori e acquirenti, con una divisione dei ruoli tra chi avrebbe avuto il compito di approvvigionare la sostanza stupefacente, chi di custodirla, chi di occuparsi del confe-
zionamento e chi infine della distribuzione al dettaglio. Il quadro accusatorio descrive inoltre l’utilizzo di strumenti di comunicazione digitale, in particolare applicazioni di messaggistica istantanea, attraverso le quali gli indagati si sarebbero coordinati ricorrendo a linguaggi criptici e a espressioni convenzionali per indicare quantità, tipologie di sostanze e modalità di incontro.Le attività contestate avrebbero riguardato sia cessioni di hashish in dosi destinate allo spaccio al dettaglio, sia approvvigionamenti di cocaina in quantitativi più consistenti, successivamente destinati alla redistribuzione sul territorio. In più occasioni, secondo quanto riportato nell’ordinanza cautelare, gli scambi sarebbero avvenuti in diverse zone della città, anche in luoghi pubblici o comunque facilmente accessibili,
con modalità che, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero favorito la continuità dell’attività illecita.Un ulteriore elemento evidenziato nel provvedimento riguarda il contesto in cui alcune condotte sarebbero state poste in essere, talvolta in aree frequentate da giovani o in presenza di soggetti minorenni, circostanza che è stata oggetto di specifica valutazione nell’ambito del giudizio cautelare.Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e tutte le contestazioni formulate restano ipotesi accusatorie che dovranno essere verificate nel corso del successivo iter processuale. Per tutti gli indagati, sia quelli destinatari di misure cautelari sia quelli che ne sono rimasti esclusi, vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
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A Riccione la Lucana Film Commission presenta il percorso della serialità regionale. Romaniello: «Guardiamo al futuro con nuove produzioni»
La Basilicata si racconta al Global Series Festival L
a Basilicata torna protagonista nel panorama nazionale della serialità televisiva. Oggi, dalle 19 alle 20.30, sulla Terrazza City Eye del Palariccione, la Lucana Film Commission parteciperà alla seconda edizione dell’Italian Global Series Festival con l’evento “Le stagioni della Basilicata”, un aperitivo-incontro dedicato al rapporto tra il territorio lucano e il successo delle produzioni seriali, tra esperienze già consolidate e nuovi progetti in arrivo. Il festival rappresenta uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati alle serie televisive, con anteprime, incontri e protagonisti dell’industria audiovisiva provenienti dall’Italia e dall’estero. All’evento prenderanno parte anche Chiara Sbarigia, presidente di APA e ideatrice dell’Italian Global Series Festival, e la Sottosegretaria di Stato al Ministero della Cultura, Lucia Borgonzoni. L’appuntamento riunirà inoltre i principali protagonisti del comparto audiovisivo, con la presenza della stampa italiana e internazionale, attori e protagonisti delle serie, produttori, broadca-
ster e rappresentanti delle più importanti società di distribuzione. Negli ultimi anni la Basilicata ha consolidato il proprio ruolo tra le destinazioni più attrattive per il settore audiovisivo italiano. Il successo di Imma Tataranni – Sostituto Procuratore, giunta alla quinta stagione, insieme alle numerose produzioni cinematografiche e televisive ospitate sul territorio, ha contribuito a rafforzare l’immagine della regione come set naturale e laboratorio creativo, capace di coniugare paesaggi unici, professionalità e una filiera audiovisiva in costante crescita. Nel corso dell’incontro interverrà la presidente della Lucana Film Commission, Margherita Romaniello, che illustrerà il percorso intrapreso dalla Fondazione nel settore della serialità e le prospettive delle prossime produzioni sul territorio. «Siamo felici di essere presenti – dichiara Romaniello - anche quest’anno all’Italian Global Series Festival, un’occasione preziosa per condividere il percorso che la Basilicata ha costruito nel mondo della serialità. Arriviamo a
Riccione dopo il grande successo delle cinque stagioni di Imma Tataranni – Sostituto Procuratore e guardiamo già al futuro con una nuova importante produzione, Il medico di tutti, che sarà ambientata nella splendida Maratea, la nostra perla affacciata sul Tirreno, e avrà come protagonista Rocco Papaleo. A raccontare il profondo legame tra la Basilicata, il cinema e la televisione sa-
rà un altro artista lucano, Dino Paradiso, che accompagnerà il pubblico in un viaggio ironico e autentico nel nostro “Lucanian lifestyle”». L’incontro offrirà al pubblico un viaggio tra i successi della serialità lucana e le nuove prospettive dell’audiovisivo in Basilicata. A dare voce al racconto del territorio sarà l’attore e autore lucano Dino Paradiso, protagonista di un
intervento ironico e coinvolgente dedicato all’identità, alle tradizioni e al “Lucanian lifestyle”. Con “Le stagioni della Basilicata”, la Lucana Film Commission porterà a Riccione non solo il racconto di una regione sempre più protagonista della serialità italiana, ma anche una visione di sviluppo che mette in relazione cultura, paesaggio, talenti e industria audiovisiva.
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Il Sindaco Telesca: «Si tratta di un’infrastruttura strategica per lo sport, per i giovani e per la crescita dell’intero territorio»
Sport e Periferie 2025: 3mln € a Potenza per il nuovo Palazzetto a Macchia Giocoli I
l Comune di Potenza ottiene un importante risultato nell’ambito dell’Avviso nazionale Sport e Periferie 2025’: dopo una prima graduatoria che aveva riconosciuto la validità della proposta progettuale classificandola idonea ma non finanziata, il progetto è stato ora ammesso al finanziamento con un contributo di 3 milioni di euro per la realizzazione del nuovo Palazzetto dello Sport di Macchia Giocoli, destinato a sorgere nell’area dove è prevista anche la futura piscina olimpionica. La candidatura approvata prevedeva proprio la richiesta del contributo massimo di 3 milioni di euro. Il sindaco Vincenzo Telesca esprime grande soddisfazione: «Questa è una vittoria della città e dimostra che il lavoro serio, costante e silenzioso produce risultati. Non ci siamo fermati davanti alla prima gra-
duatoria, che aveva riconosciuto la qualità del progetto senza poterlo finanziare per insufficienza di risorse. Abbiamo continuato a seguire ogni passaggio, convinti della bontà della nostra proposta, e oggi Potenza raccoglie il frutto di questo impegno. Il nuovo Palazzetto dello Sport rappresenterà un’infrastruttura strategica per lo sport, per i giovani e per la crescita dell’intero territorio». L’assessore alla Programmazione Loredana Costanza, firmataria della delibera di candidatura insieme all’assessore allo Sport Gerardo Nardiello sottolinea il valore del risultato raggiunto: «Qualcuno aveva frettolosamente trasformato una graduatoria provvisoria in un’occasione di polemica politica, sostenendo che il Comune avesse perso il bando. Oggi i fatti raccontano una storia diversa. Il progetto era valido,
tanto da essere dichiarato idoneo sin dall’inizio; mancavano soltanto le risorse necessarie al suo finanziamento. Con lo scorrimento della graduatoria quelle risorse sono arrivate e Potenza ottiene un finanziamento di tre milioni di euro importanti per l’impiantistica sportiva cittadina. Questa vicenda dimostra che amministrare significa costruire opportunità con pazienza, competenza e capacità di programmazione, senza fermarsi ai titoli di un giorno». «Continueremo a lavorare con la stessa determinazione dice il Sindaco Telesca per intercettare ogni possibilità di investimento utile alla città. Il nuovo Palazzetto dello Sport sorgerà nell’area di Macchia Giocoli, destinata a diventare una vera e propria cittadella dello sport, grazie anche alla prevista realizzazione della piscina olimpionica che ave-
vamo ipotizzato alla CIPZOO. E proprio per integrare la piscina con il palazzetto i progettisti stanno lavorando senza sosta per arrivare nei tempi stabiliti alla realizzazione delle strutture». «Stiamo costruendo un polo sportivo moderno e funzionale – precisa l’assessore allo sport Gerardo Nardiel-
lo – capace di ospitare attività agonistiche, eventi e manifestazioni di rilievo, offrendo ai giovani, alle associazioni sportive e all’intera comunità spazi adeguati e nuove opportunità di crescita. È un investimento sul futuro di Potenza e sulla qualità della vita dei suoi cittadini».
«La strada della competenza e della determinazione è quella giusta per continuare a dare risposte concrete ai cittadini»
Palazzetto dello Sport, Giuliani: «Il finanziamento dimostra che programmazione e perseveranza assicurano risultati»
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esidero esprimere le mie più sincere congratulazioni all’assessora alla Programmazione, Loredana Costanza, firmataria della candidatura del bando insieme all’assessore Nardiello, per l’importante risultato ottenuto con il finanziamento di tre milioni di euro destinato alla realizzazione del nuovo Palazzetto dello Sport di Macchia Giocoli». Così il consigliere comunale del gruppo Potenza ritorna e presidente della commissione programmazione che aggiunge: «Questa vicenda rappresenta la dimostrazione concreta di come la buona amministrazione non si misuri sulla ricerca del consenso immediato, ma sulla capacità di costruire opportunità per la città attraverso un lavoro costante, competente e lungimirante. Chi amministra con serietà sa che partecipare ai bandi significa creare occasioni di sviluppo, anche quando il risultato non arriva immediatamente. È proprio grazie a questa capacità di programmazione, unita alla perseveranza e all’attenzione costante verso tutte le opportunità di finanziamento, che oggi Po-
tenza può contare su tre milioni di euro destinati a un’infrastruttura strategica per lo sport e per i giovani. L’assessora Costanza sta dimostrando, fin dall’inizio del suo mandato, una particolare capacità nel costruire percorsi progettuali, intercettare risorse e mettere il Comune nelle condizioni di competere con successo sui bandi regionali, nazionali ed europei. È un lavoro spesso poco visibile, ma fondamentale per il futuro della città, perché consente di trasformare idee e programmazione in opere concrete. Il nuovo Palazzetto dello Sport sarà un tassello importante della futura cittadella dello sport di Macchia Giocoli e rappresenta un investimento che produrrà benefici per le associazioni sportive, per i giovani e per l’intera comunità. Per questo rivolgo ancora una volta i miei complimenti a tutta l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Vincenzo Telesca. La strada della programmazione, della competenza e della determinazione è quella giusta per continuare a dare risposte concrete ai cittadini e costruire la Potenza del futuro».
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Potenza
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In programma anche la presentazione dell’avvio del percorso di affiancamento per l’implementazione dello strumento nelle politiche comunali
Il capoluogo adotta le linee guida ANCI sulla Valutazione di Impatto I
l Comune di Potenza presenterà ufficialmente l’adozione delle Linee Guida ANCI sulla Valutazione di Impatto Generazionale (VIG) e l’avvio del percorso di affiancamento con ANCI per l’implementazione dello strumento nelle politiche comunali. La conferenza stampa si terrà oggi, martedì 7 luglio, alle ore 16, nella Sala dell’Arco del Palazzo di Città. Nel corso dell’incontro saranno illustrati i contenuti della deliberazione di Giunta avente a oggetto: Adozione delle Linee Guida ANCI per la Valutazione di Impatto Generazionale (VIG), definizione delle modalità di
consultazione e partecipazione giovanile e avvio del percorso di implementazione della VIG nell’ambito delle attività di programmazione, monitoraggio e valutazione delle politiche comunali. Interverranno il sindaco Vincenzo Telesca, la consigliera comunale Micaela Triunfo, proponente dell’iniziativa e dell’Ordine del Giorno approvato all’unanimità dal Consiglio comunale, l’assessore alle Politiche giovanili Federica D’Andrea, l’assessore alla Programmazione Loredana Costanza e Simona Elmo, responsabile dell’Ufficio Politiche Giovanili e coordinamento Consulta Giovani di ANCI.
Questa terza edizione punta ad abbellire e vivacizzare il centro storico COMUNE E ASSOCIAZIONI INSIEME PER L’INCLUSIONE
Al via “Potenza Fiorisce 2026” “Barriere Zero Eventi
DI FRANCESCO MENONNA
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i chiama Potenza Fiorisce, si legge abbellimento del centro storico grazie a pratiche semplici, capaci di dare un volto bello e accogliente alla città capoluogo e al suo cuore pulsante. A promuovere l'evento l'Associazione We Love Potenza, presieduta da Alessandra Spiniello, coadiuvata dalla vice presidente Valeria Capobianco. Fondamentale per l'organizzazione dell'evento il contributo del Comune di Potenza e dell'Assessorato all'Ambiente, diretto da Michele Beneventi per dare vita a questa importante kermesse, dedicata alla cultura del fiore, della bellezza urbana e della resilienza. A dare un contributo anche il Garante della Natura della Regione Basilicata. Le iscrizioni sono scadute domenica 5 luglio. Tre le categorie in gara, si tratta dei residenti, dei commercianti e dei volontari che metteranno in mostra le essen-
ze floreali grazie agli allestimenti in programma nei vari punti del centro storico cittadino. Riciclo e creatività faranno da sfondo a questo evento che coniuga ambiente e qualità urbana con il dichiarato intento di dare al cuore pulsante di Potenza una visione differente. L'esperimento di bellezza civica giunto alla terza edizione è un concorso a premi per allestimenti floreali, degli spazi visibili delle strade, finestre, vetrine, dehors, androni e ingressi del centro storico. Alessandra Spiniello ha parlato delle ragioni della terza edizione di Potenza Fiorisce 2026. Come si svolgerà l'iniziativa? «Questo è un concorso floreale che si svolge durante tutta l'estate e mira a promuovere il concetto di cura, di cura duratura e di decoro urbano». Potenza soffre soprattutto nel centro storico, queste iniziative possono creare le premesse per vivacizzarlo?
«Questo è il nostro obiettivo a lunghissimo termine. Il nostro primo obiettivo è quello di creare un rapporto di vicinato e di ripartire dalle basi dell'educazione civica». Ci sono state difficoltà per realizzare questa iniziativa? «Quest'anno ho trovato molta apertura negli uffici dell'Assessore all'Ambiente per quanto riguarda il Comune. Anche l'apertura da parte delle altre associazioni che è un nostro obiettivo da sempre. La collaborazione con le altre associazioni, tra cui Pretoria Lions e nessuna difficoltà quanto la lentezza nel piacere ad avere più curiosità e maggiore coinvolgimento delle persone che chiedono informazioni e che partecipano e danno una mano». Come si svolgerà l'evento? «La kermesse parte il prossimo 10 luglio. Noi abbiamo fatto campagna di apertura iscrizioni già da tempo. Noi come associazione forniremo un logo e un nastro giallo per dare leggibilità all'iniziativa. Tutti i partecipanti inseriranno tutte le composizioni verdi con elementi decorativi gialli». Le prospettive per il futuro? «Per il futuro miriamo a crescere anno dopo anno e a diventare qualcosa di molto più grande e ambizioso. Continuate a seguirci».
Potentini per Tutti”
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endere Potenza una città davvero accessibile parte dagli eventi. Domani, mercoledì 8 luglio 2026, alle ore 17:00, presso il Palazzo della Cultura in Largo Pignatari, si terrà la conferenza stampa di presentazione di “Barriere Zero Eventi Potentini per Tutti”.L’iniziativa è promossa da Flavio Olita, ideatore del progetto “Barriere Zero Potenza per Tutti”, e da Rocco Pesarini, Presidente dell’associazione SonoricaMente, insieme al Forum dei Giovani di Potenza e al Comune di Potenza. L’obiettivo è chiaro: sensibilizzare sull’importanza dell’accessibilità totale agli eventi per le persone con disabilità e creare una rete tra associazioni, cittadini, organizzatori e istituzioni per abbattere le barriere. Gli organizzatori che garantiranno eventi a “barriere zero” potranno richiedere e apporre il logo “Eventi Potentini per Tutti” sulle locandine, previa verifica dell’effettiva accessibilità. Durante la conferenza saranno illustrate nel dettaglio le modalità per ottenerlo. L’appuntamento arriva a un anno esatto dalla “Passeggiata in sedia a rotelle”, che non ha portato i risultati sperati. Le barriere architettoniche a Potenza, in alcuni casi sono addirittura peggiorate e la fiducia è calata. Per questo “Barriere Zero Eventi Potentini per Tutti” vuole essere non solo un momento di partecipazione, ma un vero punto di partenza: una progettazione più attenta, inclusiva e concreta per una città senza barriere.
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Il sindacato ricorda la tragedia di San Fele dove è morto un operaio di Apricena e chiede un impegno condiviso
Morti sul lavoro, Uil Basilicata: «Serve subito legge regionale» SAN FELE. «La morte di Roberto Frezza, l'operaio di 53 anni rimasto gravemente ferito giovedì scorso mentre lavorava nel cantiere di riqualificazione di un'area a San Fele, ci addolora profondamente e ci richiama ancora una volta alla responsabilità collettiva di fermare questa inaccettabile strage. Alla sua famiglia, ai colleghi e alla comunità di Apricena esprimiamo il cordoglio e la vicinanza della Uil Basilicata. I dati del primo quadrimestre 2026 indicavano la Basilicata tra le regioni italiane con la minore incidenza di infortuni mortali sul lavoro, in "zona bianca", dopo che nel 2025 la nostra regione era stata classificata in "zona rossa" con dodici vittime tra incidenti sul lavoro e in itinere. Sono numeri che segnalano un miglioramento, ma non possono e non devono indurre ad abbassare la guardia. La tragedia di San Fele dimostra che l'emergenza è ancora aperta e che ogni incidente mortale cancella qualsiasi conforto offerto dalle statistiche. Solo pochi giorni fa, al congresso nazionale della Uil a Padova, abbiamo vissuto uno dei momenti più intensi con la presenza della mamma di Luana
CASORELLI: «MORTE OPERAIO FATTO GRAVE»
La Filca Cisl: «Rafforzare le misure di sicurezza»
D'Orazio, la giovane operaia morta sul lavoro a Prato nel maggio 2021. Tutti noi l'abbiamo abbracciata, rinnovando l'impegno della nostra organizzazione nella campagna "Zero morti sul lavoro". Quel momento ci ha ricordato che dietro ogni vittima ci sono una famiglia distrutta, affetti spezzati e una comunità che perde una parte di sé. Non c'è dignità del lavoro, né dignità della persona, se ancora oggi in Italia oltre mille persone ogni anno escono di casa per lavorare e non fanno più ritorno. È una realtà che un Paese civile non può accettare. Per questo chiediamo alla Regione l’avvio immedia-
to di un percorso legislativo per l’approvazione di una Legge Regionale sulla Sicurezza sul Lavoro, costruita insieme al mondo delle imprese, delle istituzioni e delle parti sociali. La sicurezza sul lavoro diventi una priorità assoluta e permanente: servono più prevenzione, più formazione, controlli rigorosi, investimenti nella sicurezza e una diffusa cultura della prevenzione che coinvolga imprese, istituzioni, lavoratori e parti sociali. La sicurezza riguarda tutti e non può essere considerata un costo. L'unico obiettivo accettabile è uno soltanto: arrivare davvero a zero morti sul lavoro».
POTENZA. Cordoglio alla famiglia dell'operaio di 53 anni di Apricena morto sabato all'ospedale San Carlo di Potenza dopo il grave incidente avvenuto giovedì in un cantiere di San Fele. Lo esprime la Filca Cisl Basilicata, che torna a chiedere un rafforzamento delle misure per la sicurezza nei luoghi di lavoro. «Con profondo dolore abbiamo appreso della scomparsa dell'operaio. Ogni incidente rappresenta una perdita che riguarda non soltanto il lavoratore e la sua famiglia, ma l'intera comunità», afferma il segretario generale Angelo Casorelli. Per il sindacalista è necessario investire nella formazione, nella prevenzione e nella piena attuazione degli strumenti di controllo delle procedure di appalto. «La sicurezza nei cantieri resta una priorità assoluta», aggiunge, indicando tra gli interventi necessari incentivi alle imprese, investimenti in nuove tecnologie, più attività ispettive e il rafforzamento del ruolo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale. Casorelli richiama inoltre strumenti come la patente a crediti e il Durc di congruità, ritenuti fondamentali per accrescere legalità e tutela nel settore edile.
Ramagnano (IV): «Ora un piano strategico, più ricerca e nuove collaborazioni per rafforzare il presidio ambientale»
Osservatorio Val d'Agri, sì unanime al rilancio MARSICO NUOVO. Il Consiglio comunale di Marsico Nuovo ha approvato all'unanimità la mozione sul futuro dell'Osservatorio ambientale della Val d'Agri, ribadendo la volontà di preservarne la sede e rafforzarne il ruolo strategico. Un risultato salutato con soddisfazione dal consigliere comunale di opposizione di Italia Viva, Antonio Ramagnano, che definisce il voto «un passo importante e significativo per Marsico Nuovo e per l'intera comunità lucana».Secondo l'esponente di Italia Viva, il documento rappresenta un atto condiviso che conferma la centralità del Comune e la necessità di potenziare un presidio ritenuto fondamentale per la tutela ambientale. Ramagnano rivendica inoltre il contributo della minoranza nella definizione del testo finale, sotto-
lineando come l'opposizione abbia partecipato «in modo costruttivo» alla sua stesura. «Abbiamo voluto dare un contributo di responsabilità e visione», afferma, evidenziando che l'obiettivo non è difendere «una bandierina geografica», ma salvaguardare «una funzione pubblica strategica e un presidio di trasparenza e ricerca scientifica costruito in quindici anni di storia».Il consigliere accoglie positivamente anche le rassicurazioni fornite nei giorni scorsi dall'assessore regionale all'Ambiente e alla Transizione energetica sul mantenimento della sede dell'Osservatorio a Marsico Nuovo, ringraziando il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata per l'attenzione dimostrata. A suo giudizio, tuttavia, il voto unanime del Consiglio rappresenta un ulteriore passo in avan-
ti perché impegna formalmente il sindaco, la Giunta comunale e la Regione a sostenere il rilancio dell'organismo.Tra le priorità indicate figurano l'elaborazione di un piano strategico pluriennale, investimenti per attrarre nuove competenze e il rafforzamento delle collaborazioni con università e istituti di ricerca, tra cui Cnr, Arpab e Ispra. Per Ramagnano, infatti, la sfida della sostenibilità ambientale in un territorio che ospita il più grande distretto estrattivo on shore d'Europa richiede «un osservatorio moderno, autonomo e partecipato dai cittadini».Il consigliere conclude sottolineando come il voto unanime dimostri che, quando maggioranza e opposizione collaborano nell'interesse del territorio, sia possibile costruire percorsi condivisi. L'attenzione, aggiunge, re-
sta ora rivolta all'attuazione concreta degli impegni contenuti nella mozione, affinché il rilancio dell'Osservatorio si traduca in interventi e investimenti effettivi.
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L'incidente è avvenuto all'incrocio tra via Potenza e via Enrico Mattei: accertamenti in corso per ricostruire la dinamica del frontale
Rionero in Vulture, scontro tra due auto: morto un 78enne di Atella, due feriti lievi T
ragico incidente stradale nella giornata di ieri a Rionero in Vulture, dove un uomo di 78 anni, residente ad Atella, ha perso la vita in seguito a uno scontro frontale tra due automobili.L'incidente si è verificato nei pressi di un incrocio situato tra via Potenza e via Enrico Mattei. Per cause ancora in corso di accertamento, una Volkswagen e una Peugeot si sono scontrate violentemente, provocando conseguenze drammatiche. Sul luogo del sinistro sono intervenuti tempestivamente i Carabinieri, che hanno avviato i rilievi per ricostruire l'esatta dinamica
dell'accaduto, e i sanitari del 118 Basilicata Soccorso. Considerata la gravità della situazione, è stata fatta intervenire anche l'eliambulanza, atterrata in un'area poco distante dall'incidente. Nonostante i tentativi di soccorso, per il 78enne non c'è stato nulla da fare. Nello scontro sono rimaste coinvolte anche altre due persone, che hanno riportato ferite lievi e sono state assistite dal personale sanitario.Le forze dell'ordine stanno proseguendo gli accertamenti per chiarire le cause dell'incidente e le eventuali responsabilità.
Dal Centro di riabilitazione ai banchi di scuola: il 29enne ha trasformato impegno e determinazione in un importante traguardo personale
La favola di Marco: ospite dei Padri Trinitari di Venosa consegue il diploma di ragioniere
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n diploma conquistato con impegno e determinazione che oggi si traduce in una concreta opportunità di crescita personale e professionale. È la storia di Marco Santacroce, 29 anni, originario di Taranto e ospite del Centro di riabilitazione dei Padri Trinitari di Venosa, che ha conseguito il diploma di ragioniere e nelle prossime settimane inizierà un tirocinio formativo nell'area amministrativa della struttura che lo ha accompagnato in questo importante percorso.Un traguardo che rappresenta molto più del superamento di un esame: è il simbolo di un cammino fatto di costanza, sacrificio e fiducia nelle proprie capacità.«Con impegno, determinazione e tanta costanza, Marco ha raggiunto questo importante obiettivo, ottenendo l'apprezzamento della commissione esaminatrice e di tutte le persone che hanno avuto il piacere di accompagnarlo lungo questo percorso», sottolineano i Padri Trinitari di Venosa. «È un risultato che premia il lavoro svolto e dimostra come la perseveranza possa condurre a grandi soddisfazioni». Accolto nel Centro nel febbraio 2020 in regime residenziale, Marco ha scelto di investire sul pro-
prio futuro tornando sui banchi di scuola. Negli anni scolastici 2024-2025 e 2025-2026 ha frequentato il corso serale a indirizzo Servizi Commerciali dell'Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri "Ernesto Battaglini" di Venosa, conseguendo il diploma con la votazione di 73/100.Durante tutto il percorso è stato affiancato dal direttore dei Centri di riabilitazione dei Padri Trinitari di Venosa e Bernalda, Vito Campanale, dall'équipe multidisciplinare, dagli educatori e dal terapista di riferimento, che lo hanno sostenuto nella preparazione agli esami e incoraggiato nei
momenti più impegnativi.La frequenza scolastica è stata costante, con pochissime assenze, dovute esclusivamente alla concomitanza con le attività riabilitative previste dal suo programma terapeutico. Parallelamente agli studi, Marco ha partecipato attivamente anche ai laboratori teatrali del Centro, distinguendosi tra i protagonisti del musical Il Mistero di Notre Dame, spettacolo rappresentato in diversi teatri italiani.«Marco ha affrontato ogni fase del percorso con dedizione, dimostrando una straordinaria capacità di perseverare anche di fronte
alle difficoltà», evidenzia il direttore Vito Campanale. «La sua volontà di mettersi in gioco, di apprendere e di migliorarsi ogni giorno ha rappresentato un esempio positivo. Le difficoltà non sono mancate, ma sono state superate grazie al lavoro dell'équipe, al dialogo costante con la dirigente scolastica e con gli insegnanti e alla vicinanza dei compagni di classe, con i quali Marco ha costruito un ottimo rapporto. Un sincero ringraziamento va alla scuola e a tutto il corpo docente per la disponibilità e il sostegno dimostrati durante l'intero percorso formativo».Il di-
ploma rappresenta oggi un significativo esempio di inclusione sociale e di valorizzazione delle capacità individuali. Un risultato che guarda già al futuro: nelle prossime settimane Marco inizierà un tirocinio formativo nella segreteria amministrativa dei Padri Trinitari di Venosa, un'esperienza che potrà trasformarsi in un'importante occasione di inserimento nel mondo del lavoro.Una storia che dimostra come il sostegno delle istituzioni, il lavoro di squadra e la determinazione personale possano trasformare un obiettivo di studio in un autentico progetto di vita.
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Matera e provincia
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Tra i punti all'ordine del giorno anche le variazioni di bilancio, l'elezione del presidente e otto interrogazioni: ben sette sono di Toto
Rottamazione cartelle a Matera delibera in Consiglio comunale MATERA. Sarà una seduta destinata a incidere sugli equilibri istituzionali e sull'attività amministrativa quella convocata per mercoledì 8 luglio, alle ore 16, nella Sala Pasolini di via Sallustio. Il Consiglio comunale, riunito in seduta straordinaria, sarà chiamato ad affrontare un ordine del giorno particolarmente articolato che si aprirà con l'elezione del presidente e dei vicepresidenti dell'assemblea cittadina, passaggio previsto dallo Statuto e dal regolamento del Consiglio comunale. Qualora la prima convocazione dovesse andare deserta, la seconda è fissata per lunedì 13 luglio, sempre alle ore 16. Ampio spazio sarà riservato alle interrogazioni presentate dai consiglieri comunali, ben 8, delle quali sette sono del consigliere Totot e solo una di Bennardi. Tra i temi che approderanno in Aula figurano la gestione del Centro per la Creatività di Casa Cava, la sicurezza stradale e il piano straordinario di manutenzione della città, il nuovo regolamento per le subconcessioni degli immobili statali nei Rioni Sassi, la valorizzazione del Castello Tramontano e dei siti rupestri urbani, gli interventi
NATO NELLA RISERVA DI SAN GIULIANO
Nibbio reale, esemplare trasferito in Aspromonte
sulle strade rurali, nelle contrade e nei borghi cittadini, le opere di urbanizzazione nel quartiere San Giacomo e il ritardo nella consegna di ventiquattro alloggi di edilizia residenziale pubblica. All'attenzione del Consiglio anche il futuro del Mu.Dea.M, con una richiesta di chiarimenti sul bando di gestione, e la proroga delle concessioni cimiteriali insieme allo stato di avanzamento del nuovo campo di inumazione nel cimitero di contrada Pantanello. La seconda parte della seduta sarà dedicata ai principali provvedimenti finanziari. I consiglieri dovranno esprimersi sulla ratifica della variazione urgente al bilancio di previsione 2026-2028 appro-
vata dalla Giunta comunale, oltre che su una nuova variazione di bilancio legata all'applicazione dell'avanzo vincolato destinato alle politiche sociali, agli interventi previsti dal codice della strada e ad altre esigenze dell'ente. All'esame dell'assemblea anche l'aggiornamento del programma triennale degli acquisti di beni e servizi per il triennio 20262028 e del Documento unico di programmazione. Chiuderà i lavori la proposta di adesione alla definizione agevolata, la cosiddetta «rottamazione quinquies», prevista dalla normativa nazionale per consentire la regolarizzazione dei carichi affidati all'agente della riscossione.
MATERA. Dalla Basilicata parte un nuovo contributo alla tutela del nibbio reale, una delle specie simbolo della fauna europea. L'Ente Parco della Murgia Materana rafforza il proprio impegno nella conservazione della biodiversità grazie all'attività del Centro recupero animali selvatici della Riserva naturale di San Giuliano, gestito in convenzione con la Regione Basilicata. Proprio nel centro è nato un giovane esemplare di nibbio reale che sarà trasferito nel Parco nazionale dell'Aspromonte per essere reintrodotto in natura nell'ambito del progetto “Life Milvus”, cofinanziato dall'Unione europea. Il rilascio è previsto entro la prima metà di luglio insieme ad altri esemplari provenienti da Svizzera, Spagna e Francia. «La biodiversità non conosce confini amministrativi e la sua tutela richiede una visione condivisa», sottolinea il presidente del Parco della Murgia Materana, Giovanni Mianulli. Per il commissario del Parco nazionale dell'Aspromonte, Renato Carullo, la collaborazione tra le due aree protette contribuirà ad ampliare la presenza del nibbio reale in Italia e a migliorarne lo stato di conservazione.
A Rotondella 2 giorni di confronto sul futuro della frutticoltura, migliaia di visitatori e riconoscimenti nel segno dell'integrazione
Sagra dell’albicocca, successo oltre le attese ROTONDELLA. Si è chiusa con una partecipazione oltre le aspettative la ventottesima edizione della Sagra dell'Albicocca, che nel fine settimana ha trasformato il borgo metapontino nella capitale lucana della frutticoltura. Visitatori, produttori e istituzioni hanno preso parte alla manifestazione, confermando il valore dell'appuntamento come occasione di promozione del comparto agricolo e di confronto sulle prospettive dell'albicocchicoltura.Tra gli elementi più apprezzati la scelta dell'amministrazione comunale di mantenere gratuiti gli spazi espositivi, consentendo alle aziende del territorio di presentare le proprie produzioni senza costi aggiuntivi. «Una misura che ha permesso a numerose imprese di promuovere al meglio le proprie col-
ture», ha sottolineato l'assessore comunale all'Agricoltura Pasquale Dimatteo.Il momento centrale della prima giornata è stato il convegno dedicato alle prospettive della coltura dell'albicocco. Esperti, tecnici e rappresentanti delle istituzioni hanno affrontato le principali sfide del settore, dalla Politica agricola comune alle innovazioni varietali, fino agli effetti del cambiamento climatico. Dimatteo ha inoltre annunciato la prossima firma di un protocollo d'intesa tra il Comune di Rotondella e l'Alsia per sviluppare attività tecniche e divulgative a sostegno delle aziende agricole.Ampio spazio è stato dedicato anche al tema del lavoro, con la richiesta di garantire accoglienza, alloggi e trasporti adeguati ai lavoratori stranieri e strumenti di so-
stegno per un comparto sempre più esposto agli effetti delle crisi climatiche e internazionali.L'assessore regionale all'Agricoltura Carmine Cicala ha confermato l'impegno della Regione a favore delle imprese colpite dal maltempo della scorsa primavera. Il sindaco Gianluca Palazzo ha ribadito che innovazione scientifica e cooperazione rappresentano la
strada per affrontare le difficoltà del comparto.La manifestazione si è conclusa con il Premio «Biagio Mattatelli» al ricercatore Francesco Maldera e con l'«Albicocca d'Oro 2026» conferita alla comunità albanese di Rotondella per il contributo offerto allo sviluppo agricolo e all'integrazione. Gran finale con il concerto degli Après La Classe.
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«Nel mio percorso professionale e umano, ho sempre cercato di far ascoltare la voce di chi vive situazioni di fragilità»
Alla montalbanese Emiliana Lisanti il Premio “Eccellenze al Timone 2026” DI VINCENZO MAIDA
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uest’anno il Premio “Eccellenze al Timone”, promosso dalla Provincia di Campobasso e dalla Consigliera di Parità della stessa provincia e di quella di Isernia, Giuditta Lembo, sarà assegnato alla dr.ssa Emiliana Lisanti di Montalbano Jonico. L’evento premia figure femminili e personalità di spicco dell’imprenditoria, della cultura e delle istituzioni. La dr.ssa Lisanti, dottoranda in pedagogia, ha scritto numerosi libri riguardanti i temi dell’inclusione e della parità di genere. Il Premio le sarà conferito il 10 luglio a Campobasso e sarà anche l’occasione per riflettere sugli argomenti oggetto dell’attenzione e degli studi della dr.ssa Lisanti e soprattutto dell’impegno civile delle donne, il cui percorso professionale e umano merita di esse-
re valorizzato e portato come esempio da emulare alle nuove generazioni. Il riconoscimento che sarà conferito alla dr.ssa Lisanti premia anni di attività professionale, culturale e divulgativa, dedicata alla parità di genere, alla prevenzione della violenza contro le donne, al contrasto del “bullismo” , ma anche ad ogni forma di discriminazione. Durante il suo percorso la professionista ha incontrato: studenti, famiglie, associazioni, istituzioni. In tali circostanze si è sempre impegnata a trasmettere e a diffondere una cultura fondata sul rispetto, sull’inclusione e sulla tutela della dignità di tutte le persone. «Sono profondamente onorata di ricevere questo Premio», ha dichiarato l’interessata». «Nel mio percorso professionale e umano, ho sempre cercato di far ascoltare la voce di chi vive situazioni di fragilità, pro-
muovendo la cultura del rispetto e della necessità di privilegiare la prevenzione. La violenza di genere, il bullismo e le discriminazioni si contrastano, infatti, in primo luogo educando e istruendo alla consapevolezza delle proprie azioni e con un impegno quotidiano in tal senso. Questo Premio non rappresenta una vacua soddisfazione per il mio ego, ma uno stimolo per continuare sulla strada intrapresa ed a fare sempre meglio e con maggior impegno». Un riconoscimento così prestigioso è ovviamente un motivo di orgoglio per l’intera comunità montalbanese che per quanto stia vivendo un processo di fisiologico invecchiamento e registra un tasso di denatalità superiore alla media nazionale, riesce ancora ad esprimere delle eccellenze nel campo dell’arte, delle professioni, della cultura e dello sport.
La Dirigente Scolastica Stigliano: «I ragazzi hanno imparato a trasformare un’intuizione in un progetto concreto e sostenibile»
Lucania Power Camp 2026, gli studenti dell’ITSET M. Capitolo di Tursi conquistano il podio con UBBIO
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n’idea innovativa per l’agricoltura sostenibile ha portato gli studenti dell’ITSET “M. Capitolo” di Tursi, plesso dell’I.I.S. “Policoro-Tursi”, a conquistare il primo posto al Lucania Power Camp 2026. Il riconoscimento è stato assegnato il 25 giugno durante la cerimonia dei Co-Innovation Award a Matera, nell’ambito della
terza edizione di Basilicata Open LAB, promossa da Eni con il supporto di Shell e realizzata da Joule, la scuola d’impresa di Eni.Tra oltre 20 progetti e 120 partecipanti da tutta la Basilicata, si sono distinti Bruno Costantini, Stiven Hoxha, Saverio Martino, Milena Pia Lungaretti e Maria Carmela Spagna.Il progetto vincitore si chiama “UB-
BIO – Universal Biological Boost for Irrigation & Oxygenation”. Si tratta di una pillola biologica in grado di nutrire e idratare le piante solo quando ne hanno bisogno, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi d’acqua e ottimizzare le colture in un periodo di crescente scarsità idrica.A convincere la giuria non è stata solo l’originalità del-
l’invenzione, ma la completezza del lavoro: analisi di mercato, business plan, studio dei costi e strategie di marketing. Elementi tipici di una vera startup, uniti a una forte attenzione alla sostenibilità ambientale. Destinatari potenziali del prodotto sono aziende agricole, vivai, serre tecnologiche e imprese dell’agroalimentare.«È moti-
vo di grande orgoglio per tutta la comunità scolastica», ha dichiarato la Dirigente Scolastica, prof.ssa Maria Carmela Stigliano. «I ragazzi hanno imparato a trasformare un’intuizione in un progetto concreto e sostenibile». Il successo conferma il valore della collaborazione tra scuola e imprese per formare le competenze del futuro.
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TRECCHINA Grande successo per il lab STEM promosso dalla Regione Basilicata che ha trasformato 22 studenti in reporter e autori web
“Learning by doing”, gli alunni della Scuola Media diventano giornalisti digitali provetti S
i è concluso con una serata pubblica il laboratorio didattico“Trecchina: E-Mestieri e Tradizioni”, progetto finanziato dalla Regione Basilicata nell’ambito dell’Avviso Pubblico Laboratorio STEM (Programma FESR FSE+ 2021-2027, Priorità 7 — Formazione e Istruzione, Obiettivo Specifico ESO4.6). Ventidue studenti delle classi I e II della scuola secondaria di primo grado di Trecchina, istituto associato all’I.C. Statale “C. Gennari” diMaratea, hanno partecipato a sessanta ore di attività extracurriculare che li hanno trasformati in reporter, ricercatori e autori digitali. Il percorso si è articolato in tre moduli, Giornalismo e Script, Produzione Media, Post-Produzione e Web, ed ha avuto come partner formativo esterno la società TalentX “costola” del Lanziani Hub, con sede a Lago Sirino di Nemoli (PZ). Il suo ruolo non è stato quello del “docente tradizionale”, ma del “facilitatore”: accompagnare i ragazzi verso la risoluzione dei problemi, lasciando a loro la responsabilità delle scelte. Il metodo adottato è stato il learning by doing. Fin dal primo incontro ogni team ha scelto un mestiere o una tradizione di Trecchina da documentare, si è assegnato ruoli precisi: intervistatore, ricercatore, scrittore, fotografo, e ha lavorato come una vera redazione. Nelle settimane successive i ragazzi hanno incontrato artigiani e varie personalità del paese, condotto interviste sul campo, registrato audio e video con iPad, scritto script giornalistici e infine costruito un sito web che raccoglie tutto il materiale prodotto, consultabile all’indirizzo web della scuola https://www.comprensivomaratea.edu.it Tre i team protagonisti. “Le Voci di Trecchina” hanno documentato il lavoro del fabbro, uno dei mestieri più antichi del paese, e la Festa al Ca-
stello. “Le Sette Chine” hanno raccontato il Cantacronze, il carnevale satirico della Valle del Noce, e la Festa della Madonna del Soccorso. l’”Accucchiata” si è concentrata sulla castagna, da sempre chiamata la farina dei popoli, e sulle tradizioni legate al pane. Ieri sera, davanti alla comunità riunita, ogni team ha presentato il proprio lavoro a una giuria che ha valutato i servizi e stilato una classifica finale. Come previsto dal bando regionale, il premio complessivo di 10.000 euro è stato suddiviso tra tutti i partecipanti in proporzione al posizionamento ottenuto. I ragazzi del team vincitore hanno composto e recitato una canzone satirica dedicata allaZDirigente Viterale, citandola per nome come vuole la tradizione. Nel Cantacronze, infatti, vengono nominate solo le persone che contano davvero nella vita della comunità, e ricevere quella citazione davanti a tutti non è stato un dettaglio da poco. Il Professor Nicola Anania, responsabile del progetto per l’istituto scolastico, ha voluto sottolineare il valore didattico e umano dell’esperienza. «Questo progetto ci ha dimostrato che i ragazzi, quando vengono messi nelle con-
dizioni giuste, sono capaci di molto più di quanto ci aspettiamo. Hanno intervistato persone e artigiani locali con una delicatezza e una maturità sorprendenti, hanno lavorato in squadra gestendo ruoli e scadenze, hanno prodotto contenuti di cui essere orgogliosi. Il bando della Regione Basilicata ci ha dato una grande opportunità e credo che risultati come questi dimostrino quanto sia importante continuare a investire su progetti di questo tipo. Questo percorso, però, non l’ho fatto da solo: voglio ringraziare di cuore le colleghe Mariangela Pansardi, Melania Servillo e Lucia Nolfi, che mi hanno accompagnato in ogni fase del progetto con dedizione e professionalità. Senza di loro non avremmo raggiunto questi risultati». A chiudere la serata è stata la Dirigente Scolastica Amalia Viterale, che ha rivolto ai ragazzi un saluto carico di emozione. Per lei questa è stata l’ultima iniziativa prima del meritato pensionamento, e non ha nascosto quanto il momento fosse speciale. «Tantissimi anni di scuola, e la chiusura più bella me la regalano loro», ha detto con la voce rotta dall’emozione. ËEssere citata dal Cantacronze è un onore che
non mi sarei mai aspettata, e lo porterò con me per sempre. Ho scelto di essere qui stasera perché questa serata racconta esattamente perché ho fatto questo lavoro per tutta la vita. Voi avete raccolto le storie del vostro paese, avete ascoltato chi vi ha preceduto, avete capito che le radici non sono un peso ma una ricchezza. Portate con voi questa lezione, perché vale molto di più di qualsiasi voto. È stato un onore concludere il mio percorso professionale insieme a voi». Nicola Lanziani, fondatore di TalentX/Lanziani Hub e ideatore del percorso, ha chiuso gli interventi con un pensiero che è insieme una riflessione e un ringraziamento. «Il learning by doing non è solo una metodologia: è il modo in cui i ragazzi riscoprivano la voglia di imparare facendo. Bastava metterli di fronte a una persona vera, con una storia vera da raccontare, e l’entusiasmo esplodeva. Vedere dei ragazzini della scuola media condurre un’intervista con serietà, curiosità e rispetto, e poi costruirci sopra un articolo, un video, un sito web, è la prova che quando la scuola incontra il territorio succede qualcosa di straordinario. Ma i risultati eccellenti che abbiamo ottenuto non sarebbero stati possibili senza due persone straordinarie: Nicola Fregola e Domenico Carluccio. Sono stati loro a stare ogni giorno con i ragazzi, a guidarli, a incoraggiarli nei momenti difficili e a divertirsi insieme a loro. Perché questa è la vera essenza della nostra metodologia: imparare facendo, e soprattutto farlo con il sorriso». Il progetto lascia alla scuola non solo i contenuti prodotti, ma una metodologia replicabile e un sito web che i futuri studenti potranno continuare ad arricchire, trasformando il laboratorio in un archivio digitale permanente della memoria di Trecchina.
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Periscopio
martedì 7 luglio 2026
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LA RUBRICA DI CRONACHE Pensieri e considerazioni su come evolvono le idee e le convinzioni nel tempo
Appunti di realtà 7 luglio Il grande ladro… DI FABRIZIO QUARATINO
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i hanno insegnato a temere gli errori. Così, per non sbagliare, abbiamo inventato un ladro molto più raffinato: il “forse”. Forse domani. Forse più avanti. Forse quando sarò pronto. Forse quando cambieranno le condizioni. Forse quando gli altri mi capiranno. Il “forse” è una parola educata. Non alza mai la voce. Non litiga. Non pretende. Sorride. E, proprio mentre sorride, ruba la vita. Perché il tempo non viene fermato dalle grandi tragedie. Viene consumato dai piccoli rinvii. È sorprendente osservare quante persone siano convinte di essere prudenti, quando in realtà stanno semplicemente lucidando le sbarre della propria gabbia. La prudenza protegge. Il rinvio anestetizza. E tra le due esiste un abisso. Viviamo nell’epoca in cui si programma tutto: vacanze, investimenti, carriere, perfino la felicità. Sembra quasi che qualcuno abbia aperto un’agenda e abbia scritto: “Essere felice… appena possibile.” Peccato che la vita non abbia mai letto quell’agenda. Lei arriva quando vuole. E se ne va senza chiedere appuntamento. La cosa più ironica è che il destino raramente ci domanda se siamo pronti. Ci domanda soltanto se siamo vivi. Ed è proprio qui che il gioco si fa sottile. Molti credono che il loro avversa-
rio sia la paura. No. La paura, almeno, ha il coraggio di mostrarsi per quello che è. Il “forse”, invece, è infinitamente più astuto. Si traveste da buon senso. Da responsabilità. Da equilibrio. Da maturità. Perfino da saggezza. E mentre noi lo ringraziamo per i suoi consigli, lui ci sottrae, senza fare rumore, un altro frammento irripetibile della nostra esistenza. Per questo il coraggio non consiste nell’avere tutte le risposte. Consiste nel fare un passo quando le domande sono ancora lì. Anche il Buddismo insegna che la trasformazione non nasce aspettando che il mare si calmi, ma decidendo di navigare mentre le onde esistono ancora. La rivoluzione umana non è il premio destinato a chi vive senza paure. È la conquista di chi smette di eleggere la paura a consigliera della propria vita. Ed è curioso quanto l’essere umano sappia diventare straordinariamente creativo quando deve costruire alibi. Ne inventa più di quanti ne servirebbero per riempire una biblioteca. La mente diventa un avvocato abilissimo. Difende tutto. Persino ciò che ci sta facendo soffrire. E, quasi sempre, riesce perfino a convincerci. Così continuiamo a raccontarci che non è ancora il momento. Come se il momento avesse il dovere di bussare alla porta. La verità è molto meno romantica. Il momento entra soltanto nelle ca-
se dove trova qualcuno disposto ad aprire. E, quando trova la porta chiusa troppo a lungo, semplicemente prosegue il suo cammino. Ecco perché ogni giorno rappresenta una responsabilità, prima ancora che un’opportunità. Ogni scelta, anche la più piccola, contribuisce a scolpire la persona che stiamo diventando. Non esistono vite immobili. Esistono soltanto vite che avanzano consapevolmente e vite che arretrano senza nemmeno accorgersi di aver imboccato la strada opposta. Nichiren Daishonin ci ricorda che ogni singolo istante racchiude un potenziale infinito. Non un domani infinito. Un istante. Questo. Proprio quello che troppo spesso sprechiamo aspettando il successivo. Forse dovremmo smettere di chiedere alla
vita quando inizierà a sorriderci. Forse dovremmo iniziare a domandare a noi stessi da quanto tempo abbiamo smesso di sorridere alla vita. Perché, alla fine, il vero contrario del coraggio non è la paura. È il rinvio. Il rinvio non fa rumore. Non lascia lividi. Non spezza ossa. Compie qualcosa di molto più subdolo. Ci convince che ci sia sempre un’altra occasione, mentre, senza chiedere il nostro permesso, sta già trasformando l’oggi in ieri. Nessun essere umano diventa straordinario il giorno in cui smette di avere paura. Lo diventa nel giorno in cui smette di regalare la propria vita a un “forse”. Perché il più grande ladro del nostro destino non è il tempo. È il “forse” a cui abbiamo consegnato le chiavi.
A Potenza il documento strategico del progetto PNRR per Accettura, Castelmezzano e Pietrapertosa
Borghi lucani, presentato il Manuale della Destinazione Ospitale
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arà presentato oggi, alle 10, nella sala conferenze del Polo Bibliotecario di Potenza, in via Don Minozzi, il Manuale della Destinazione Ospitale Sostenibile, documento strategico del progetto «Ri-Generazione Umana tra riti ancestrali e attrattori esperienziali», finanziato nell'ambito del PNRR – Missione 1, Componente 3, Investimento 2.1 «Attrattività dei Borghi» (Linea B).All'incontro prenderanno parte i sindaci dei tre Comuni partner dell'iniziativa: Teresa Colucci, sindaca di Pietrapertosa e Comune capofila, Nicola Valluzzi, sindaco di Castelmezzano, e Pietro Varvarito, sindaco di Accettura. Interverrà anche Giuseppe Tramutola, responsabile di Sintesi S.r.l., so-
cietà incaricata della realizzazione delle attività progettuali.Il manuale rappresenta il punto di arrivo di un percorso partecipato finalizzato alla definizione di un nuovo modello di sviluppo integrato per il territorio delle Piccole Dolomiti Lucane. Il documento raccoglie e organizza i valori condivisi dai tre Comuni e introduce il marchio collettivo «Ri-Generazione Umana – Destinazione Ospitale Sostenibile», concepito per certificare l'adesione ai principi di sostenibilità ambientale, culturale, tecnologica e sociale che ispirano il progetto.Registrato in comproprietà dai tre enti locali, il marchio sarà il segno distintivo delle attività di rigenerazione territoriale e potrà essere utilizzato da imprese, opera-
tori economici e associazioni che, attraverso uno specifico percorso di accreditamento, dimostreranno di operare nel rispetto della Carta dei Valori della Destinazione Ospitale Sostenibile.Tra i principi alla base del progetto figurano altruismo, tutela dell'ambiente, innovazione, inclusione, prossimità e collaborazione, insieme a un nuovo paradigma di benessere che individua nella Felicità Interna Lorda (FIL) un indicatore complementare ai tradizionali parametri economici.L'iniziativa, sostenuta con le risorse del programma europeo NextGenerationEU, punta a trasformare Accettura, Castelmezzano e Pietrapertosa in un laboratorio permanente di innovazione, capace di attrarre investi-
menti, competenze e nuove opportunità, valorizzando al tempo stesso il patrimonio culturale e naturalistico dell'area del Parco Regionale Gallipoli Cognato – Piccole Dolomiti Lucane.L'appuntamento di oggi sarà anche l'occasione per
illustrare nel dettaglio le modalità di utilizzo del marchio, i requisiti necessari per ottenere l'accreditamento e le prospettive di sviluppo economico e turistico che il progetto intende generare per l'intero comprensorio.
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martedì 7 luglio 2026
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