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Cronache del 5 ottobre 2026

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LUNEDÌ 5 OTTOBRE 2026 • ANNO XI N. 222

Direttore Responsabile Rosa MOLLICA Direttore Editoriale Alessandro SANSONI • redazione@lecronache.info

LEoPoLDA ‘26, IL LEADER DI Iv AvvERTE IL CSx: «vINCIAmo UNITI, mELoNI o vA AL QUIRINALE o vA A CASA»

Renzi ai riformisti di FI: «venite con noi» La replica di Tajani: «Noi siamo il centro di gravità permanente della politica»

Manco a pag 5

IL SEgRETARIo PRovINCIALE DI FI ToRNA AD ATTACCARE IL SINDACo DI CDx DI PoLICoRo

moDARELLI IN vERSIoNE CAmPo LARgo Sui social, condiviso pure sulla pagina del partito, critica bianco, prende posizioni come se fosse un esponente del PD/m5S. Pacificare il materano, una delle priorità del Segretario bardi _

SAN FRANCESCo

La lucana Barbara Strappato diventa il primo questore donna di Macerata: l’8 ottobre l’insediamento ufficiale, «Sento la responsabilità»

È il Santo dell’identità italiana

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DI RobERTo LAmATTINA

egli anni ’30 San Francesco fu proclamato Patrono d’Italia insieme a Santa Chiara. Pio XIII lo definì il più santo degli italiani il più italiano dei santi. Il legame tra San Francesco e l’Italia è fortissimo. Ancora più forte è il filo che lega San Francesco all’italianità intesa come l’insieme dei caratteri fondamentali della (...) ■ continua a pag 3

Il Sindaco di Policoro Bianc

o in aula mostra il petto

In difesa dei più deboli

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izione fermare gli sfratti in cond mo la responsabilità di iziari» «Come sindaco mi assu i verbali degli ufficiali giud ndo firma io facc lo e di disagio

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DI M ASSI MO DE LLAPENNA

o, come sindaco, mi assumo la responsabilità politica di fermare gli sfratti quando ci sono situazioni di disagio sociale autentico, lo faccio senza telecamere e senza social, lo faccio perché è giusto, lo faccio perché io conosco il disagio sociale» lo dice con orgogli o e con fermezz a Enrico Bianco, sindaco di Policoro. «Io ho detto chiaramente ad Ater - ha aggiunto - che

La vignetta di Mario Bochicchio

Modarelli e l’edizione di Cronache di sabato

Dellapenna a pag 9

INFRASTRUTTURE IDRICHE Oltre 15mln per 69 comuni. Pepe: «Basilicata al centro della programmazione del Mit»

«Rafforziamo il sistema idrico regionale» C’è UNA LiNEA SoTTiLE TRA NECESSiTà E RiNvio DELLE SCELTE

bruxelles, la flessibilità necessaria e il rischio di avere un’Europa sorda

Pepe

oRgogLIo LUCANo

Servizio a pag 11

Blasi a pag 6

■ Servizio

a pag 14

LA NomINA

Pagano, commissario provinciale di “Sud Chiama Nord”: «Mi propongo di ascoltare i territori e dare risposte»

■ Servizio

a pag 15

_ AbRIoLA

Atti vandalici al comprensorio sciistico Sellata-Pierfaone, Triunfo: «Non fermeranno il rilancio della montagna»

■ Servizio

a pag 14

_ vIETRI DI PoTENzA

Carleo di Territorio Attivo: «Il futuro di Vietri non si decide a tavolino, a vincere contro Giordano è la comunità» ■ Servizio

a pag 13


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Italia e Mondo Oltre l’icona pop, San Francesco ci porta una lettura del mondo ancora vivo

Il santo dell’identità Italiana Il dialogo interreligioso ed interculturale sia pace ma non resa. L’ambientalismo non dimentichi di essere antropocentrico. La povertà sia la vittoria su se stesso e non il pauperismo dulciniano

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DI ROBERTO LAMATTINA

egli anni ’30 San Francesco fu proclamato Patrono d’Italia insieme a Santa Caterina da Siena. Pio XII lo definì il più santo degli italiani il più italiano dei santi. Il legame tra San Francesco e l’Italia è fortissimo. Ancora più forte è il filo che lega San Francesco all’italianità intesa come l’insieme dei caratteri fondamentali della nostra Nazione. San Francesco, non solo visse a pieno il suo tempo, ma lasciò un insegnamento che, ad 800 anni dalla sua morte, ancora resta attuale e, addirittura, recupera una sua maggiore attualità nel tempo che viviamo, nelle sfide che ci tocca affrontare. Nel 1939 il giorno della morte di San Francesco fu proclamata festa nazionale. Una delle prime espressioni dei governi di centrosinistra a guida Giulio Andreotti nel 1977 abrogò la festività nazionale di San Francesco. Quest’anno, per la prima volta il Governo Meloni ha previsto che fosse festa nazionale. La concomitanza con la domenica ha reso meno evidente gli effetti di questa decisione. LE LINEE GUIDA PER UN DIALOGO TRA RELIGIONI Il pensiero e l’azione di San Francesco, nel momento in cui l’Europa è pervasa da uno scontro culturale con il mondo islamico, laddove immigrati di seconda e terza generazione riscoprono le loro radici e bruciano Parigi e la Francia, ripartire da San Francesco per impostare un corretto dialogo interreligioso e tra culture distanti e distinti può essere un buon viatico. Per farlo è necessario uscire dall’iconografia pop che ha trasformato il poverello d’Assisi in un antesignano dei figli dei fiori. San Francesco fu un protagonista del suo tempo. Quando fu convocata la Quinta Crociata il frate

si prodigò nella predica per convincere i potenti d’Italia e d’Europa a partecipare alla crociata, predicò presso i soldati, i cavalieri e i guerrieri per invitarli ad andare a liberare il Sacro Sepolcro e le terre romane e cristiani conquistate dai saraceni. Lo stesso San Francesco partì per la quinta crociata. Fu protagonista dell’assedio di Damietta in Egitto e lì ottiene la possibilità di dialogare con il Sultano. San Francesco non scrive mai una riga sull’incontro con il “sultan superbo”, ne parla Fra Illuminato, suo compagno di avventura. Francesco va ad incontrare il Sultano per convertirlo. Il sultano rifiuta la sfida del fuoco e con lui la rifiutano tutti i suoi saggi. Francesco non accetta i doni del sultano ed esce per tornare all’assedio di Damietta. Nella regola invita i francescani a predicare per convertire i musulmani anche accettando il martirio. Non è un caso che i primi martiri francescani sono uccisi proprio in Marocco nel tentativo di convertire i saraceni. L’im-

portanza di questo episodio, al di là di ogni narrazione e trasformazione da Jesus Christ Superstar, spiega come l’occidente e il mondo cristiano deve seguire le orme di San Francesco per il dialogo. San Francesco parla al sultano da “amico” ma non cede rispetto ai suoi principi, non deroga neanche per un attimo, non ammette forme di sincretismo religioso o culturale. San Francesco sa che da una parte sta la verità, dall’altra la menzogna, da una parte il bene, dall’altra il male. Il dialogo è necessario ma può funzionare solo se l’occidente e l’Europa sono saldi nelle proprie convinzioni. E’ la lezione di San Francesco che troppo spesso tendiamo a dimenticare confondendo la resa con la pace. LA POVERTÀ COME RINUNCIA San Francesco è il Santo della Povertà. Lui si spoglia di tutto. Nella predica della perfetta letizia spiega al suo compagno Leone che la vera vittoria è aver vinto su se stesso. Troppo spesso questa sua predisposizione verso la

povertà viene scambiata come una critica alla ricchezza. San Francesco non la fa mai. Il poverello sceglie di essere povero, vive da povero ma non chiede mai ai ricchi di rinunciare ad esserlo. I francescani scelgono la povertà, i ricchi devono usare la loro forza per la grandezza di Dio. L’ordine francescano, del resto, è stato ed è uno dei più ricchi e potenti ordini religiosi consapevoli della differenza tra povertà del frate e ricchezza dell’ordine. La cultura alla base del pensiero francescano è quella della rinuncia a se stesso. E’ quell’aver vinto su se stesso che rappresenta l’essenza del pensiero di chi non vuole trasformare i desideri in diritti, è la reificazione del “sia fatta la tua volontà” con la quale il Cristiano accetta la volontà di Dio e non chiede di superare i limiti della natura né di trasformarsi in divinità creatrice. CUSTODE DEL CREATO L’altro grande aspetto di attualità del pensiero francescano è il suo rapporto con la natura, gli animali e

il creato. San Francesco viene troppo spesso confuso con un animalista ante litteram. Il cantico delle creature, però, disvela la menzogna di questa lettura. L’ambientalismo di San Francesco è sempre un ambientalismo antropocentrico che non dimentica il fatto che l’uomo è il custode del creato, unico vivente fatto a Sua immagine e somiglianza con il diritto e il dovere di dare un nome agli animali e alle piante e a governarle. Nel cantico delle creature, infatti, scrive le lodi al Signore “per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba” mettendo al centro proprio le esigenze di sostentamento dell’uomo e la funzione della terra in tal senso. Una lettura dell’ambientalismo che oggi deve essere ripresa per eliminare i due estremi del pendolo che oscillano tra la totale mano libera nella distruzione e la presenza dell’uomo come elemento di disturbo. UNA RIFLESSIONE SERIA Come troppo spesso accade ai personaggi troppo universali, San Francesco è stato trasformato e trasfigurato. Il suo pensiero è stato stravolto e modificato, anche con grande responsabilità della Chiesa e di alcuni suoi curati in cerca di notorietà e con scarse letture. San Francesco parla al nostro tempo se sappiamo leggerlo per quello che è stato e per il pensiero che ha infuso e trasmesso. Altrimenti non ascoltiamo San Francesco ma ciò che noi vogliamo che il Santo abbia fatto, detto e pensato. “Il più santo degli italiani, il più italiano dei santi” racconta dell’Italia, della sua missione nel mondo e di una fede che non è la trasposizione dei nostri desideri ma la più rigida delle discipline d’amore. Perché l’amore è la più rigida delle discipline dell’uomo.


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Italia e Mondo

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A Saint-Vincent la premier rivendica la cultura del centro nell’azione di governo. Gli azzurri si interrogano sull’ipotesi di una lista civica

Il voto moderato tra Meloni e Forza Italia L

DI VITO ERRICHETTI

a partita per il centro si gioca anche dentro la maggioranza. A riaccenderla è un'indiscrezione dell'Espresso, del 30 settembre: una possibile lista civica riconducibile a Giorgia Meloni. Nessun annuncio, nessuna lista presentata, nessuna conferma ufficiale. Da Fratelli d'Italia, anzi, viene respinta l'idea di un'operazione pensata contro gli alleati. Alla voce, però, Forza Italia reagisce con preoccupazione: gli azzurri hanno fondato la propria identità sull'elettorato moderato e temono che sia proprio la premier a intercettarne una parte. Il momento non aiuta: l'indiscrezione arriva mentre il centrodestra discute di legge elettorale, alleanze e candidature per le comunali del 2027.Un contenitore civico offrirebbe alla premier la possibilità di raggiungere chi guarda con favore alla sua leadership senza riconoscersi nella storia e nel simbolo di FdI: professionisti, imprenditori, amministratori locali. Per gli azzurri, il problema è capire quanto porterebbe voti nuovi alla coalizione e quanto invece li sposterebbe da un alleato all'altro. L'Espresso legge in questa chiave anche la successione dei temi rilanciati dalla premier: il bollo auto, tradizionale battaglia berlusconiana, le norme sugli alunni stranieri nelle classi e il burqa. Messaggi rivolti a pubblici diversi, che non dimostrano da soli l'esistenza di una strategia elettorale. Coincidenza o regia? È proprio l'incertezza sulle intenzioni di Meloni a rendere più sensibile la questione per Forza Italia. IL MESSAGGIO DI SAINT-VINCENT Sul centro, però, la premier è intervenuta direttamente il 4 ottobre. Nel videomessaggio al convegno di Saint-Vincent promosso da Gianfranco Rotondi, dedicato al tema "Il partito italiano, dalla Dc a Berlusconi e Meloni", ha richiamato il dibattito sugli spazi politici e sui nuovi contenitori che torna ad animarsi all'avvicinarsi delle elezioni. Poi ha indicato la propria lettura: «Il centro non è un luogo dove stare a metà strada». Per Meloni è una cultura fondata su famiglia, lavoro, libertà e senso dello Stato, che il governo avrebbe già tradotto nella propria azione.La presidente del Consiglio ha rivendicato una visione che tiene insieme il centrodestra: difesa dell'interesse nazionale, sostegno a famiglie e attività produttive, rispetto delle regole, attenzione ai più fragili e merito. Ha inoltre assicurato che il mandato ricevuto dagli italiani sarà onorato fino alla fine, riconoscendo il contributo degli eredi della tradizione democristiana.Non è l'annuncio di una lista civica. È però un intervento politico che entra nel cuore della di-

scussione: la premier rivendica la capacità del governo di rappresentare anche quella cultura di centro che Forza Italia considera un tratto distintivo della propria identità. Il confronto, dunque, non riguarda soltanto eventuali simboli elettorali, ma chi possa parlare a quel mondo e raccoglierne il consenso.C'è poi la riforma elettorale. Il 22 settembre, ospite di Bruno Vespa, Meloni ha parlato di preferenze e del ritorno del testo alla Camera, avvertendo: «Se non c'è la fiducia del governo penso che ne dovremo prendere atto». Un messaggio legato al passaggio parlamentare della riforma, leggibile anche come un richiamo alla compattezza degli alleati dopo le difficoltà incontrate lungo il percorso. Nella stessa intervista ha sostenuto che la legge favorisce i cittadini, respingendo l'idea di una norma costruita a vantaggio di uno schieramento. GLI AZZURRI TRA IDENTITÀ E RINNOVAMENTO Forza Italia prova a tenere fermo il proprio spazio politico. Tajani lo descrive con una formula precisa: «Un partito cristiano, liberale, riformista, garantista, europeista e atlantista». È il profilo con cui gli azzurri intendono presentarsi agli elettori e distinguersi dagli alleati. Alla kermesse di Montesilvano, a metà settembre, il segretario ha ribadito la collocazione del partito al centro del centrodestra, prendendo le distanze dalle posizioni di Vannacci.Ma come difendere il voto moderato se la concorrenza dovesse arrivare dalla stessa premier? È questo il nodo che l'ipotesi di una lista civica porta dentro Forza Italia, proprio mentre si riapre il confronto sul suo futuro.Il vicesegretario Roberto Occhiuto parla di un partito «ingiallito», chiede una co-

municazione più incisiva e una gestione più condivisa. Il governatore calabrese rivendica la necessità di attrarre gli elettori riformisti, pur precisando di non voler essere l'alternativa a Tajani. Le sue critiche pongono una questione che va oltre gli equilibri personali: quali battaglie rendere riconoscibili agli occhi degli elettori e come riportarle al centro della proposta azzurra.Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, alle tensioni è seguito un incontro tra Tajani e Occhiuto nell'ufficio di Gianni Letta. Il giornale ipotizza anche la costruzione di una corrente intorno al governatore, eventualmente sostenuta dalla famiglia Berlusconi. È una prospettiva da verificare, mentre la richiesta di rinnovamento è ormai pubblica. Forza Italia deve dunque affrontare insieme due problemi: difendere il proprio spazio nella coalizione e decidere come tornare a convincere gli elettori moderati. I NUMERI E LA PROVA DI MILANO I numeri aggiungono pressione al confronto. La rilevazione Emg del 24 settembre per Tg3-Linea Notte colloca Fratelli d'Italia al 25,1 per cento, Forza Italia all'8, la Lega al 7,7 e Noi Moderati all'1,7. Il centrodestra, considerato senza Futuro Nazionale, raggiunge il 42,5 per cento, contro il 43,8 dell'area progressista.La simulazione dei seggi, costruita sul modello di riforma elettorale considerato nel sondaggio, assegna 220 posti alla Camera all'area progressista, 148 al centrodestra e 24 al movimento di Vannacci. È una singola rilevazione, non una previsione del risultato elettorale. Mostra però quanto la composizione degli schieramenti possa incidere sulla distribuzione dei seggi.Per gli azzurri il tema delle al-

leanze si intreccia così con quello dell'identità. L'ingresso di Vannacci potrebbe modificare il quadro elettorale, ma aprirebbe anche un problema politico per un partito che rivendica una collocazione europeista e moderata. La ricerca di nuovi voti non può essere separata dalla proposta con cui si chiede agli elettori di sostenere la coalizione.Un primo banco di prova concreto è Milano. Il vertice del 28 settembre tra Meloni, Salvini, Tajani e Lupi non ha prodotto un accordo sul candidato per le comunali del 2027. Forza Italia sostiene Matteo Perego di Cremnago, la Lega Silvia Sardone e Noi Moderati Maurizio Lupi. Perego raccoglie consensi anche in una parte di Fratelli d'Italia e, secondo la ricostruzione del Corriere della Sera, nella stessa premier.La scelta si inserisce nella trattativa sulle altre città al voto, a partire da Roma, dove i meloniani sono interessati a esprimere il candidato del centrodestra. Sembrano questioni locali, ma sono anche un banco di prova dei rapporti di forza nella coalizione: chi ottiene una candidatura, quali compensazioni vengono trovate e quanto ciascun partito riesce a far pesare il proprio consenso.È su queste scelte che si misurerà il peso degli alleati. Forza Italia deve tradurre in candidature e consenso il ruolo che rivendica nella rappresentanza del voto moderato. Meloni, forte della guida del governo, può provare ad allargare il proprio bacino. La domanda, alla fine, è una sola: se la lista civica nascesse, porterebbe nuovi elettori al centrodestra o cambierebbe soprattutto i rapporti di forza al suo interno? Per gli azzurri, la differenza è decisiva: crescere insieme alla premier o ritrovarsi a competere con lei.


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Italia e Mondo

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ajani replica: «Noi siamo il centro di gravità permanente della politica». Il leader di Iv avverte il csx: «Vinciamo uniti»

Leopolda ‘26, Renzi ai riformisti di FI: «Lasciate il partito e venite con noi»

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DI LUCIA STEFANIA MANCO

anciamo un appello a tutti i centristi, in particolare ai riformisti di Forza Italia: venite con noi, non potete stare con chi nega l’Europa. Le porte sono aperte e sono certo che qualche segnale arriverà a breve», così, il leader di Italia viva ed ex premier, Matteo Renzi, nel suo intervento conclusivo alla Leopolda di Firenze. La risposta del leader azzurro e vicepremier Antonio Tajani non si è fatta attendere: «Siamo noi il centro di gravità permanente della politica italiana», ha detto, prendendo in prestito un noto brano del cantautore Franco Battiato. Messaggi e frecciate dal palco della kermesse fiorentina anche al centrosinistra e in particolare al Movimento cinque stelle. L’ex premier guarda dritto alle politiche del 2027 con la sua idea di campo largo e fissa i paletti. Tra le questioni affrontate anche le primarie del centrosinistra. Il palco della Leopolda, evento giunto alla sedicesima edizione, ha visto alternarsi vari ospiti, tra incontri i dibattiti. Chiaro che la contesa principale tra Italia viva e il centrodestra riguarda il centro. L’appello di Renzi non va però giù a Tajani, che ‘marca’ il territorio e risponde: «Il centro è uno solo: Forza Italia. Siamo la casa dei moderati, il Partito popolare europeo in Italia, alternativi alla sinistra e pilastro del centrodestra fondato da Silvio Berlusconi». «A chi ha creduto in buona fede che a sini-

stra esistessero ancora una vera cultura socialdemocratica e una tradizione laburista - ha aggiunto Tajani - diciamo che oggi quello spazio politico non c’è più.». «Se credete nel riformismo, nella libertà, nel garantismo, nell’Europa e nell’Occidente, la vostra casa non può che essere Forza Italia», ha sottolineato. «Per dirla con Battiato, siamo noi il centro di gravità permanente della politica italiana», ha concluso. Renzi si è rivolto anche ai riformisti di centrosinistra: «Chi vuole venire con noi siamo pronti a metterci in discussione, la condizione di parità è rinunciare al maggioritario, mettiamoci in lista senza il posto sicuro». Sul «Schlein garante di Renzi», avanzato dal presidente del Movi-

mento cinque stelle, Giuseppe Conte, per la costruzione di un campo largo alle politiche del 2027, il leader di Iv rilancia. «Anche io - ha detto - chiedo delle garanzie a Conte: mai più Salvini al Viminale, mai più Giorgetti in Consiglio dei ministri, non staremo mai dalla parte di Donald Trump, al Quirinale né un sovranista né un populista, ma un europeista». Inoltre, ha aggiunto:«In politica non ci sono garanzie, se vuoi una garanzia comprati un tostapane, ma le riflessioni che fa Conte sono comprensibili e io vorrei lanciare un ramoscello di pace. Ma Elly Schlein è la persona meno adatta a fare da garante per me, viene da una storia diversa dalla mia …Cosa lo fa? Un program-

ma serio, un contratto alla tedesca». Nel ragionamento di Renzi c’è la consapevolezza delle divisioni con il M5s, soprattutto sulla politica estera. C’è però anche un quadro chiaro della partita con l’avvicinarsi delle politiche.«Uniti si vince. Meloni è a un bivio, o lei va al Quirinale o lei va a casa. Non me ne frega di chi fa il presidente del Consiglio, il ministro in questo momento», ha detto Renzi. Il riferimento è alle scelta del leader del campo largo. «Così come chiediamo garanzie - ha chiarito - siamo disponibili a dare garanzie. Poi naturalmente facciamo un nome e chiamiamo alle primarie la persona più vicina a noi. Ma se si accetta la logica delle primarie, si va fino in fondo».


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Da parlamentare conosco gli stati d'animo di chi costruisce una manovra, so quanto sia sottile la linea tra ciò che è necessario e ciò che diventa rinvio delle scelte

Bruxelles, la flessibilità necessaria e il rischio di un’Europa sorda

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DI GIANFRANCO BLASI

a prossima legge di Bilancio nasce dentro una tempesta che non è soltanto italiana. Energia, inflazione, crescita debole e tensioni sociali stanno mettendo alla prova i governi europei. Ed è dentro questo quadro che va letta la richiesta di Giorgia Meloni a Bruxelles di una maggiore flessibilità sui conti pubblici. I margini sono stretti. Servono risorse per ridurre il carico fiscale, sostenere le imprese, difendere il potere d'acquisto delle famiglie, adeguare le pensioni all'inflazione e completare alcuni grandi progetti infrastrutturali. E, soprattutto, occorre affrontare il nuovo aumento dei costi energetici. In Italia l'inflazione è tornata a salire in modo significativo. Dietro i numeri ci sono benzina, bollette, alimentari, trasporti e costi di produzione. Non è dunque soltanto una questione di finanza pubblica: è una questione sociale. Perché quando il costo della vita cresce più rapidamente dei redditi, il problema non rimane confinato nei bilanci dello Stato: entra nelle case, nei consumi e nelle scelte quotidiane delle famiglie. È in questo scenario che Meloni ha chiesto alla Commissione europea di tenere conto dell'effetto

dell'inflazione sulla spesa pubblica. Secondo la premier, una parte consistente della spesa italiana è stata investita da un'inflazione molto superiore alle previsioni. La richiesta, a mio avviso, non può essere liquidata come una semplice fuga dai vincoli europei. L’Italia deve rispettare le regole. Ma le regole non possono essere applicate come se il mondo fosse rimasto quello delle previsioni sulle quali sono state costruite. Una crisi energetica, una nuova emergenza geopolitica e un'inflazione più alta del previsto modificano inevitabilmente le condizioni di partenza. E se cambiano le condizioni, è ragionevole chiedere che cambino anche, almeno temporaneamente, alcuni criteri di valutazione. Naturalmente esiste l'altra faccia della medaglia. L'Italia ha un debito pubblico elevato e deve mantenere la fiducia dei mercati. Lo spread con il Bund è tornato sotto osservazione e ogni euro di deficit aggiuntivo ha un costo, oggi e soprattutto domani. Per questo la flessibilità non può trasformarsi in una licenza alla spesa. Deve essere temporanea, selettiva e destinata a fronteggiare uno shock: famiglie più esposte, imprese in difficoltà, energia, investimenti. Da parlamentare so-

no stato relatore di una finanziaria dello Stato e ho vissuto per diversi anni gli stati d'animo di chi deve costruire una manovra. So quanto sia sottile la linea tra ciò che è necessario e ciò che diventa semplicemente rinvio delle scelte. Ed è proprio su questo crinale che emerge il paradosso europeo. Bruxelles chiede rigore sui conti mentre l'Europa deve affrontare una fase geopolitica che produce conseguenze economiche sempre più pesanti. La stessa Commissione europea ha riconosciuto la necessità di strumenti di flessibilità per fronteggiare lo shock energetico. Dunque, la domanda non è più se la flessibilità serva, ma quanto ne serva, per quanto tempo e per quali finalità. E soprattutto se l'Europa sia capace di utilizzare la flessibilità come uno strumento di politica economica e non come un'eccezione concessa di volta in volta sotto la pressione dell'emergenza. E la Francia dovrebbe far riflettere tutti. Parigi affronta una situazione di finanza pubblica difficile, mentre il governo cerca di ridurre il deficit attraverso una combinazione di tagli e nuove entrate. Nel frattempo le piazze francesi tornano a riempirsi e le proteste studentesche hanno assunto dimensioni nazionali. Non bisogna confondere la situazione francese con quella italiana. Ma una lezione esiste: quando il rigore incontra

una società già provata dall'aumento del costo della vita, il problema può rapidamente diventare sociale e politico. L’Europa non può permettersi di essere soltanto una macchina di controllo dei conti. Deve essere anche uno strumento capace di coordinare le risposte alle crisi. L’Italia, naturalmente, non può presentarsi a Bruxelles con il cappello in mano. Deve offrire numeri attendibili, coperture credibili e una spesa selettiva. Ma Bruxelles dovrebbe evitare di considerare l'inflazione soltanto come una percentuale e il deficit soltanto come un numero. Dietro quei numeri ci sono pensionati, lavoratori, imprese e famiglie. E c'è la tenuta di un modello sociale che non può essere considerata una variabile secondaria rispetto agli equilibri finanziari. La vera sfida della prossima manovra, dunque, non sarà scegliere semplicemente tra più deficit e meno deficit. Sarà trovare il punto di equilibrio tra disciplina finanziaria, crescita e coesione sociale. Perché un bilancio può essere perfettamente in ordine e, nello stesso tempo, una società può diventare sempre più inquieta. E quando le piazze cominciano a raccontare ciò che i numeri ancora non raccontano, arriva il momento di chiedersi non soltanto quanto costa spendere, ma quanto può costare, socialmente, non spendere.


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CRONACHE DAL FUTURO

La Rubrica

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a cura di CRISTIANO SAMPOGNA e LORENZO CARBONE

Dal caso Basilicata alla necessità di infrastrutture pubbliche distribuite, resilienti e sempre disponibili

Il dispetto del caldo nei datacenter e l’oblio del backup

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al 27 settembre il Data Center Unico Regionale della Basilicata ha vissuto un’interruzione che ha reso indisponibili, totalmente o parzialmente, piattaforme utilizzate dalla Regione, dal Servizio sanitario regionale e da altri enti pubblici. Secondo la Regione all’origine del problema ci sarebbe stata un’anomalia dell’impianto principale di raffreddamento, aggravata dal mancato avvio del sistema di backup. Non un attacco informatico, quei mattacchioni dei russi non centrano un kaiser, ma un guasto tecnico capace comunque di produrre conseguenze concrete: servizi sanitari rallentati, CUP temporaneamente non disponibile, sistemi amministrativi in difficoltà e perfino il portale dell’Università della Basilicata bloccato. L’episodio merita attenzione non per cercare un colpevole, ma perché pone una domanda più ampia: è ancora accettabile che servizi pubblici essenziali dipendano in misura così rilevante da una singola infrastruttura fisica? La questione è tanto più interessante perché la Regione presenta il Data Center come un’infrastruttura qualificata, pensata per garantire continuità, affidabilità e resilienza.Il punto, allora, non è stabilire se un data center sia stato progettato bene o male. Un guasto può avvenire ovunque. Il vero tema è progettare i servizi in modo che il guasto di un intero sito non coincida con il guasto del servizio.È ciò che il mondo delle grandi aziende ha compreso da tempo. Industrie, banche e imprese che non possono permettersi lunghe interruzioni affidano sempre più spesso parte dei propri servizi al cloud anche perché le grandi infrastrutture cloud sono costruite su più siti fisicamente separati. Una “region” può comprendere più Availability Zone indipendenti, con alimentazione, rete e raffreddamento separati; per i carichi più critici si può arrivare ad architetture multi-region, nelle quali applicazioni e dati sono distribuiti su aree geografiche differenti. Se un sito ha un problema, il servizio può continuare altrove.È importante però non trasformare il cloud in una parola magica. Spostare un’applicazione nel

cloud non la rende automaticamente resiliente. La continuità deve essere progettata: replica dei dati, disaster recovery, test periodici e failover. Amazon Web Services distingue tra architetture multi-AZ e multi-region e ricorda che queste ultime aumentano disponibilità e tolleranza ai guasti, ma introducono anche costi e complessità maggiori. Per i servizi più critici, tuttavia, una strategia geograficamente distribuita può diventare necessaria.Ed è proprio qui che sicurezza ed economia possono convergere. Realizzare ridondanza costa. Tenere in funzione infrastrutture duplicate e replicare dati non è gratis. Ma bisogna confrontare questo costo con quello di un’interruzione prolungata e con quello della frammentazione. Se ogni ente mantiene server, storage, climatizzazione, sicurezza, personale specializzato e sistemi di backup propri, si moltiplicano strutture e costi. Consolidare può quindi generare economie di scala e consentire di investire meglio proprio nella resilienza.In fondo è già questa la direzione intrapresa dall’Italia. La Strategia Cloud Italia e il Polo Strategico Nazionale nascono per portare dati e servizi critici e strategici della Pubblica amministrazione verso infrastrutture con maggiori garanzie di affidabilità, resilienza e sicurezza. Il PSN non

è un unico grande edificio: è distribuito tra quattro data center, ad Acilia, Pomezia, Rozzano e Santo Stefano Ticino, il sud escluso anche su questo, magari sarebbe un punto sul quale la politica potrebbe impegnarsi. Il Dipartimento per la trasformazione digitale spiega che questa distribuzione serve a garantire continuità operativa e tolleranza ai guasti. Anche il quadro normativo europeo procede nella stessa direzione. La direttiva NIS2, recepita in Italia con il decreto legislativo 138 del 2024, rafforza gli obblighi di gestione del rischio e della sicurezza informatica. La direttiva europea CER sulla resilienza delle entità critiche adotta un approccio ancora più ampio: i rischi non sono soltanto gli attacchi cyber, ma anche eventi naturali, guasti tecnici e incidenti capaci di interrompere un servizio essenziale. Il caso lucano mostra perché questa distinzione sia fondamentale. Per mettere in difficoltà un sistema digitale non serve necessariamente un hacker dall’altra parte del mondo. Può bastare un impianto di raffreddamento che si ferma e un backup che non entra in funzione.Da qui nasce una possibile evoluzione del modello. Non significa necessariamente togliere alle Regioni la gestione dei propri servizi o centralizzare ogni

decisione a Roma. Significa però chiedersi se l’infrastruttura che sostiene sanità, amministrazione e servizi essenziali debba essere progettata almeno a livello nazionale, e in prospettiva europea, attraverso sistemi distribuiti, interoperabili e capaci di sopravvivere alla perdita completa di un sito.Le aziende lo fanno già: concentrano competenze e piattaforme, utilizzano il cloud, distribuiscono fisicamente i servizi critici e cercano di evitare che un singolo punto di guasto possa fermare un’intera organizzazione. La Pubblica amministrazione dovrebbe perseguire la stessa logica, con una differenza: qui non è in gioco soltanto la continuità di un business (che lascia il tempo che trova), ma quella di servizi da cui dipendono cittadini, ospedali, università e imprese. La vera resilienza digitale, allora, non consiste semplicemente nell’avere un backup. Consiste nel progettare un sistema in cui un intero data center possa diventare indisponibile senza che, idealmente, il cittadino se ne accorga. Nell’epoca in cui il digitale non è più un accessorio della Pubblica amministrazione ma una parte della sua stessa infrastruttura, anche la continuità dei servizi digitali deve essere pensata come una questione strategica nazionale ed europea.


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Cronache Lucane Il segretario provinciale di FI torna ad attaccare il sindaco di cdx di Policoro

Modarelli in versione campo largo Sui social, condiviso pure sulla pagina del partito, critica Bianco, prende posizioni come se fosse un esponente del PD/M5S. Pacificare il materano, una delle priorità del Segretario Bardi

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DI MASSIMO DELLAPENNA

ei giorni scorsi abbiamo assistito in diretta nazionale ai motivi di fragilità del cosiddetto campo largo. La Schlein in diretta nazionale ha insultato Conte. Il leader dei cinque stelle ha attaccato la segretaria del PD. Motivo del contendere? Le primarie, il programma, la posizione internazionale e quanto valesse l’uno e l’altro. Il centrodestra da quando esiste, da quando il federatore era Berlusconi vinceva e vince perché non ha mai sottoposto i suoi elettori e la sua classe dirigente a queste pantomime. Tutto si può rimproverare al centrodestra italiano ma noi non abbiamo mai visto i suoi leader discutere in modo così plateale. MODARELLI E IL METODO CAMPO LARGO. PER FORTUNA DEL CDX A POLICORO SI È VINTO PROPRIO PER LA SUA ASSENZA È così per il centrodestra da Bolzano a Lampedusa. È così ovunque tranne che a Policoro e in Provincia di Matera. Purtroppo in Provincia di Matera e a Policoro, Forza Italia è rappresentata da Gianluca Modarelli. Il personaggio ha problemi di labirintite politica. È il segretario provinciale di Forza Italia ma è all’opposizione rispetto alla Giunta di centrodestra guidata da Enrico Bianco a Policoro. Possiamo dire che il centrodestra nella cittadina jonica ha vinto proprio per l’assenza di Modarelli! Già il fatto di essere all’opposizione e di prendere le stesse posizioni della sinistra in un Comune importante come Policoro (terza città di Basilicata) dà l’idea di questa labirintite politica. Se, poi, si aggiunge che il leader della provincia di Matera del Partito di Tajani è ormai protagonista di una campagna oppositiva intransigente contro l’amministrazione di centrodestra di Policoro, la labirintite diventa esageratamente grande. IL POST CONTRO TUTTI Per fare politica ormai si usa facebook. Noi lo prendiamo sul serio, navighiamo sui profili degli esponenti politici con maggiore attenzione di quella che riserviamo ai comunicati stampa. Il segretario provinciale di Forza Italia sabato si è lasciato andare ad una posizione social che sarebbe stata meglio sulla bocca di un esponente del Partito Democratico o dei Cinque Stelle. In sostanza il capo del partito guidato dal Presidente della Regione Basilicata ha perso un’occasione ghiotta per tacere. Ha iniziato ad attaccare il sindaco di centrodestra Bianco colpevole di aver replicato alle opposizioni. Ha difeso il consigliere di opposizione Maiuri che, dopo aver attaccato il centrodestra di Policoro, aveva postato la foto di un rottweiler per incrementare il senso minaccioso nei confronti del centrodestra policorese. LE MINACCE ANCHE VERSO CRONACHE Dopo di che, per non farsi mancare niente, postando il nostro editoriale di sabato ha espresso anche affermazioni non propriamente concilianti nei nostri confronti. Noi qui vorremmo fare una premessa metodologica. Molto

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o, come sindaco, mi assumo la responsabilità poligli sfrat ti tica di ferm are situazioni quando ci sono le autentidi disagio socia a telecaco, lo faccio senz l, lo facmere e senza socia to, lo faccio perché è gius sco il dicio perché io conodice con sagio sociale» loferm ezza con orgo glio e sindaco di Enrico Bianco, Policoro. ramente «Io ho detto chia unto - che aggi ha Ater ad si cacc ia a Poli coro non gi poA e per ob- cia. nessuno dagli allogdo non ricordare il nomali ma che COSÌ SI GOVERN i una certa sottopola ri fino a quan poco inter essa no rdo le case né nega i diritti di blighi profession no altri». o alcu- A noi segr eti delle bizse ne costruisco etta di che nota re lo sgua cultura che di sé non lascerann lessi ci Quello per la sua cittadi-i proprietà. ni. ore sizio ia. «Ne ssun o si perm d'am oppo tracc dina zarre ri e cos'è il è un sind aco che Dopo il Consiglio Comu- che ci interessa sottolinearaccontare a me lo cono- nanza, per i più pove co Bian citdelsua sagio sociale, io da quat- più disagiati della un ap- ha in sé la lunga storia lun- nale, con un esplicito rife- re è il coraggio e l'amore sco e lo combatto do sono tadinanza unito ad di chi la destra sociale. Una ono- rimento alla riunione del- di Bianco. cio di coraggio mette ga stori a che è misc ma l'assise di Policoro un tale Per noi si gove rna così , tro anni , da quan io metten- proc ci sindaco, lo facc verb ali non si nasconde e la firma sciu ta o ridic olizz atadi re- Gius eppe Mau ri che, purè senza cercare lustrini ma sui e a ipi , il volto dai princ di centrodestra a nascondersi, doci la firm iziari» il petto e nell' assis e co- che parte a ai bi- essendo izione della giun- anche senz il ll tt degli ufficiali giud e lo ripet altà per essere vicin all'oppos ul mett d la fierezza di sogni veri della gente. h m conclude. RE munale con i t Bia il suo AMO l DI fatto id O aver p ATT di UN chi sa Bi c h E CORAGGIO o d i o Amo e r g

__L’edizione di Cronache di sabato, Modarelli e sotto Bardi e Tajani

spesso ci accusano di essere troppo vicini a Bardi per partito preso. In realtà noi siamo semplicemente vicini alla verità. Bardi governa bene e noi lo diciamo non avendo alcuna voglia di costruirci posizioni preconcette. Con lo stesso vigore diciamo che il suo rappresentante in Provincia di Matera soffre di labirintite politica e confonde il centrodestra con il campo largo. Nel suo commento al nostro editoriale di sabato Modarelli non fa mancare le critiche anche a Cronache. Una critica diretta sia al nostro giornale sia a questo povero commentatore cui dice “a chi scrive sotto una firma che ormai conosciamo bene dico una cosa molto semplice: la politica si fa mettendoci la faccia”. Ora, premesso che siamo molto contenti che lui ci conosca bene, seguaci di Pirandello qual siamo, neanche noi ci conosciamo così bene e siamo uno, nessuno e centomila, vorremmo dire che noi certo non ci faremo intimidire dalle sue parole pompose. Noi continuiamo ad essere e vogliamo essere ancora i cani da guardia contro il potere. In questo caso siamo i cani da guardia contro l’arroganza e la labirintite del potere. Lo siamo anche a rischio di trovarci scagliato contro qualche rottweiler da guardia in difesa del potere. Vorremmo però dire al labirintitico Modarelli che, per parlare di stampa, dovrebbe imparare almeno i termini. Nel suo post definisce Cronache “un giornale web”. Il termine non è offensivo ma non è vero nel caso nostro. Noi non siamo un quotidiano digitale che è quel giornale, noi siamo un giornale distribuito in formato elettronico in edicola digitale. La differenza è sostanziale. Un cittadino normale potrebbe anche ignorarla. Un esponente politico di primo piano non dovrebbe farlo. IL LOGO DI FORZA ITALIA CONTRO CRONACHE E BIANCO Ma, come se non fosse sufficiente quanto già fatto e riportato, la riprova della labirintite politica di Modarelli viene confermata e confortata anche dall’utilizzo del logo di Forza Italia per attaccare sia la nostra testata che il Sindaco di centrodestra Bianco. Infatti, non contento di parlare a titolo personale, Modarelli fa riprendere la polemica anche dalla pagina facebook di Forza Italia Policoro. In pratica un partito di centrodestra attacca formalmente un sindaco di centrodestra. In una situazione normale il segretario pro-

vinciale del partito commissarierebbe il circolo che facesse una cosa simile. Purtroppo questo in provincia di Matera non può accadere perché il segretario provinciale è proprio quel Modarelli che utilizza il simbolo di Forza Italia contro i suoi alleati e le sue amministrazioni. PACIFICARE MATERA, UNA DELLE PRIME SFIDE DI BARDI SEGRETARIO Ci permettiamo di chiudere il nostro editoriale con una riflessione. Fare il segretario regionale di un partito e il Presidente della Regione è un doppio compito doppiamente gravoso. Noi siamo certi che Bardi, uomo dei record, sia in grado di farlo ad altissimi livelli e che questo doppio incarico è problematico soprattutto per gli altri partiti. Quella della gestione superficiale, caotica e politicamente inopportuna di Forza Italia in Provincia di Matera è una delle prime questioni che il nuovo presidente provinciale dovrà affrontare. Tra poco a Policoro si vota. Policoro è seconda solo a Matera nella provincia. Policoro è una città importante, determinante anche per le provinciali e per le elezioni politiche e regionali. Noi crediamo che una situazione da campo largo che litiga in piazza non sia più tollerabile e poco produttiva per la coalizione. È forse la prima vera sfida di Bardi come segretario regionale. Mettere ordine nel suo partito e pacificare Forza Italia nella Provincia di Matera, rimuovendo o finalmente mettendo in riga un segretario provinciale che crede di essere nel PD.


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Il governatore attiva un Tavolo permanente per affrontare la situazione di disagio del comparto agricolo: «Alleggeriamo i costi»

Agricoltura, Regione al lavoro contro il caro carburante, Bardi: «Risposte»

«L

a Regione sta seguendo con attenzione già da diversi giorni le difficoltà che stanno interessando il comparto agricolo, e sta ascoltando le associazioni di categoria, con le quali è stato attivato un tavolo permanente per affrontare con urgenza la situazione di disagio delle imprese agricole». Così il presidente Vito Bardi che, dopo un confronto con l’Assessore Cicala e i colleghi della Giunta, ha già dato mandato agli uffici regionali di verificare soluzioni concrete per contrastare il rincaro del costo del carburante agricolo. «L’azione regionale si affianca a quella del Governo, che si è già attivato attraverso lo sconto del 20 per cento annunciato da Eni per gasolio e benzina a uso agricolo. La Regione sta lavorando anche sul fronte dei fertilizzanti, verificando gli strumenti regionali ed europei utilizzabili per ridurne l’impatto sui costi delle imprese. Siamo consapevoli del momento difficile. La priorità è dare risposte concrete e rapide, alleggerendo i costi che oggi pesano maggiormente sulle aziende agricole lucane».

«Ci auguriamo sinceramente che questa mobilitazione sia reale, concreta e soprattutto utile»

Il Coordinamento degli agricoltori lucani punge Coldiretti: «Ora tutti pronti a protestare? Benvenuti, in ritardo»

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pprendiamo con una certa curiosità che Coldiretti è improvvisamente pronta alla mobilitazione. Persino a scendere in piazza. E qualche domanda, inevitabilmente, sorge spontanea». È quanto si legge in una nota diffusa dal Coordinamento Agricoltori della Basilicata. «Coldiretti - prosegue la nota - non era seduta appena pochi giorni fa al Tavolo Verde del 28 settembre con l’assessore Cicala e le altre organizzazioni agricole? Non bisognava attendere risposte, provvedimenti, tempi della politica? Lunedì seduti al Tavolo con Cicala. Venerdì in stato di mobilitazione. Cinque giorni. Un record. Benvenuti. In ritardo, ma benvenuti. Il treno era partito da

un pezzo. Da mesi. E lo sapete. Perché quei temi (il gasolio alle stelle, i fertilizzanti raddoppiati, l’energia triplicata, i costi insostenibili, le aziende allo stremo, le famiglie che abbandonano i campi) li denunciamo noi da mesi. Quando parlarne era meno comodo. Quando era più conveniente sedersi al tavolo che alzarsi dalla sedia. Quando un comitato nato da poco veniva ignorato perché disturbava. Adesso quei temi sono di tutti. Prego». «E allora la domanda è semplice. Cosa è cambiato in cinque giorni? È cambiata la situazione delle aziende agricole? No. È cambiato il clima nelle campagne? Sì. E Coldiretti lo ha sentito. Visto che oggi Coldiretti denuncia una perdurante mancanza di risposte

e annuncia di essere pronta a scendere in piazza, sarebbe interessante conoscere anche la posizione del Governo nazionale e del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, quello che con Coldiretti va a braccetto quando conviene e che conviene quando si va a braccetto. Perché quando l’agricoltura sta male, le responsabilità e soprattutto le soluzioni non si cercano a giorni alterni e all’indirizzo politico più conveniente del momento». «Ci auguriamo sinceramente che questa mobilitazione sia reale, concreta e soprattutto utile agli agricoltori. Ci auguriamo che non sia una manifestazione di facciata, organizzata per intercettare un malcontento che ormai nelle campagne è evidente e che sta spin-

gendo sempre più agricoltori a cercare forme nuove e indipendenti di rappresentanza. Se Coldiretti scenderà davvero in piazza per difendere gli agricoltori, saremo i primi a riconoscerlo. Giù il cappello. Il nostro, quello sporco di terra. Non quello di paglia che si mette e si toglie a seconda del vento. Ma una cosa deve essere altrettanto chiara. Il Coordinamento Agricoltori Basilicata continuerà a parlare con tutti, istituzioni comprese, mantenendo la propria autonomia. Noi non ci facciamo mettere il cappello in testa. Né dalla politica. Né dalle associazioni di categoria. Non abbiamo interessi. Non abbiamo padroni. Solo gli agricoltori lucani. Quelli veri», conclude la nota.


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Via libera al piano di Acquedotto Lucano per la distrettualizzazione delle reti. L'assessore Pasquale Pepe: «Risorse strategiche per ammodernare il territorio»

Reti idriche, oltre 15 milioni dal Ministero per i 69 Comuni

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ltre quindici milioni di euro stanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei

Trasporti (MIT) per un imponente intervento di ammodernamento che interessa le reti idriche di ses-

santanove Comuni della Basilicata. Grazie anche al cofinanziamento dei soggetti beneficiari, il valore complessivo dell’investimento supera i sedici milioni e mezzo di euro.Il finanziamento rientra nell’ambito del Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico (PNIISSI) e si focalizza sul progetto curato da Acquedotto Lucano per completare la distrettualizzazione delle reti nei Comuni coinvolti. La suddivisione in settori e il monitoraggio costante consentiranno di individuare in tempi rapidi perdite ed anomalie, migliorando la gestione delle pressioni e dei consumi per ottimizzare la risorsa idrica.L'intervento complessivo interessa una rete di oltre 2.830 chilometri — suddi-

visi tra adduzione e distribuzione — a servizio di circa novantamila abitanti. L'operazione lucana si inserisce inoltre nel più ampio quadro del Fondo idrico PNRR gestito dal MIT insieme a Invitalia, che ha visto destinare oltre il cinquecento per cento delle risorse complessive alle regioni del Mezzogiorno, superando la quota minima prevista dal Piano.«La Basilicata entra a pieno titolo in una programmazione nazionale che riconosce alle infrastrutture idriche un valore strategico per la competitività e la qualità dei servizi dei territori», dichiara il commissario regionale della Lega Basilicata, vicepresidente e assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, Pasquale Pepe. «Il finanziamento destinato ai nostri Comu-

ni è il risultato di una scelta precisa: investire sulla rete e sulla capacità del sistema idrico di rispondere in maniera più efficace alle esigenze delle comunità lucane. È un approccio che supera la logica degli interventi frammentari».L'esponente della giunta regionale sottolinea inoltre il ruolo centrale del dicastero guidato da Matteo Salvini: «Il ministro ha avuto il merito di riportare le infrastrutture idriche al centro dell’agenda ministeriale, riconoscendole come una componente essenziale della sicurezza del Paese e dello sviluppo dei territori. Per la Basilicata — conclude Pepe — è un’opportunità straordinaria e la conferma che la nostra regione può essere protagonista di una grande stagione di investimenti infrastrutturali».

Oltre centocinquanta partecipanti in gara nelle ventotto discipline della mini-Olimpiade under 14. Il governatore: «Portate in alto i colori della Basilicata»

Trofeo Coni, la carica di Bardi per i giovani atleti lucani in partenza per la Puglia

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n vista della partenza dell’undicesima edizione del Trofeo Coni, la più importante manifestazione sportiva under 14 d’Italia in programma in Puglia, il presidente della Regione, Vito Bardi, ha rivolto un caloroso augurio a tutta la delegazione lucana pronta a rappresentare il territorio.Saranno oltre centocinquanta, tra giovanissimi atleti e accompagnatori, a difendere i colori lucani in ventotto differenti discipline sportive, selezionati direttamente dalle Federazioni Sportive Nazionali e dalle Discipline Sportive Associate della regione. Una vera e propria mini-Olimpiade che prenderà il via con la cerimonia inaugurale a Bari per poi entrare nel vivo delle competizioni negli impianti di Castellaneta Marina, Ginosa, Monopoli e Ostuni, coinvolgendo complessivamente più di quattromila partecipanti provenienti da tutta la penisola e dalle comunità italiane all’estero.«Rivolgo un grande "in bocca al lupo" a ciascuno dei nostri giovani atleti, ai loro tecnici e agli accompagnatori che li affiancheranno in questa splendida avventura», dichiara il presidente Bar-

di. «Il Trofeo Coni è una straordinaria festa dello sport, un’occasione d’incontro, di crescita personale e di condivisione di valori sani come il rispetto, la leal-

tà e lo spirito di squadra. Vedere così tanti ragazzi lucani pronti a mettersi in gioco in ben 28 discipline è motivo di orgoglio per tutta la nostra comunità». Infine,

l'incoraggiamento rivolto ai ragazzi: «Divertitevi, date il massimo e portate in alto il nome della Basilicata con il vostro entusiasmo e la vostra passione».


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LUNEDÌ 5 OTTOBRE 2026 07:00

CARTOON WORLD

08:00

SERIE CRONACHE

09:30

I TESORI DELL’ETNA

12:00

TANTE MANI IN CUCINA TA A

13:00

NEWS

14:20

SERIE CRONACHE

15:30

CARTOON WORLD

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SOCIAL LOPER

19:00

NEWS

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WORK IN PROGRESS

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CINE CRONACHE

22:30

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NEWS DELLA NOTTE

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lunedì 5 ottobre 2026

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BOLOGNETTI, GIORNALISTA E SEGRETARIO DEI RADICALI LUCANI SCRIVE ALLE AUTORITÀ DOPO GLI EPISODI AVVENUTI NEI GIORNI SCORSI A LATRONICO

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Minacce e intimidazioni, «Chiedo tutela per me e la mia famiglia»

na richiesta di intervento alle autorità dopo una serie di episodi che, secondo quanto denunciato da Maurizio Bolognetti, «hanno assunto un carattere sempre più preoccupante». La segnalazione è stata indirizzata al Questore di Potenza, al Procuratore capo presso il Tribunale di Lagonegro e, per conoscenza, al Prefetto di Potenza, al Comandante della Legione Carabinieri Basilicata e al comandante della Stazione dei Carabinieri di Latronico. Secondo la ricostruzione contenuta nella denuncia, il primo episodio è avvenuto il 30 settembre 2026, intorno alle 12.20. Il giornalista e segretario dei Radicali Lucani racconto di «essere stato avvicinato da un uomo che non conosceva e di avere ricevuto una minaccia legata alla possibile pubblicazione della fotografia di un’automobile». Sempre secondo il suo racconto, «l’uomo si è poi avvicinato più volte, impugnando un bastone e pronunciando ulteriori frasi dal contenuto intimidatorio». Bolognetti afferma anche che «due donne hanno assistito alla scena e potrebbero confermare quanto accaduto». La situazione, sempre secondo la denuncia, «è ulteriormente degenerata il 2 ottobre, intorno alle 8.35. L’uomo è comparso nei

pressi della mia abitazione, chiedendo ad alta voce dove mi trovassi. Affacciato dal balcone, sono seguite nuove minacce e offese». L’uomo ha poi «sradicato due elementi metallici presenti nelle piante al piano terra dell’abitazione e li ha lanciati verso di me». Di fronte alla successione degli episodi, il giornalista chiede alle autorità di valutare con urgenza le misure necessarie per tutelare la propria sicurezza e quella della fa-

miglia. In particolare, sollecita il Questore a valutare l’eventuale adozione di un foglio di via o di altri provvedimenti previsti dalla normativa vigente, sulla base degli elementi raccolti dalle forze dell’ordine. Nella lettera viene inoltre chiesto di accertare come la persona indicata nella denuncia sia venuta a conoscenza dell’indirizzo dell’abitazione e se possa esistere un collegamento tra gli episodi denunciati e l’attività giornalistica svolta negli ultimi mesi. Bolognetti sottolinea inoltre come la questione non riguardi soltanto la propria sicurezza personale, ma anche la possibilità di svolgere liberamente la propria attività senza subire intimidazioni. La comunicazione contiene infine un appello al Comando dell’Arma per il rafforzamento della presenza dei Carabinieri sul territorio lucano, con particolare riferimento alla Stazione di Latronico, indicata nella lettera come una realtà che avrebbe attualmente un organico ridotto. Ora spetterà agli organi competenti verificare i fatti denunciati, acquisire eventuali testimonianze ed elementi di prova e stabilire se sussistano responsabilità penali o i presupposti per l’adozione di provvedimenti di prevenzione.

Territorio Attivo rivendica il ruolo del civismo: «Il futuro del paese non si decide a tavolino»

Carleo: «A Vietri a vincere contro Giordano ci pensa la comunità» Giordano graziato dalla legge nazionale resta due anni

ancora alla Presidenza della Provincia

Il cdx deve vincere a Vietri un centrosinistra che non lo vuole più. Le elezioni Esulta Lacorazza che temeva di dover riproporre il pentastellato ad l’intera regione. Il cdx non può sbagliare per strategiche diventano melandrino comune del comunali

I

DI M ASSI MO DE LLAPENNA

l Governo proroga la presidenza Giordano. Lo fa, sia chiaro, non con una norma ad personam ma unendo le scadenze dei consigli provinciali con quelle dei Presidenti di Provincia. Una legge che, per quanto riguarda la Basilicata, produce effetti soltanto per la Provincia di Potenza. Il sindaco di Vietri potrà rimanere per altri due anni come unico uomo di governo dei cinque stelle senza aver dimostrato alcuna capacità di governo. Miracoli dei tecnicismi politici e della fortuna. ESULTA LACORAZZA Sui social esulta Piero Lacorazza. Su facebook fa gli auguri al Presidente Giordano con l’augurio di poter continuare il buon lavoro fatto. Al di là delle formule di rit è id t h l itt

__Leone, Cifarelli e sotto Rotelli

dell’accordo alle elezioni regionali, uno stress test che probabilmente non sarebbe mai riuscita a superare. di Gi d ti L

capacità di presentare nei tempi progetti per la viabilità, questo a tacere della pessima gestione della società in house dell’ente i i d ll

anni è assolutamente inopportuno e dannoso per i cittadini della Provincia di Potenza. Noi siamo, del resto, sicut i i i h

__L’edizione di Cronache del 2 ottobre e Carleo

VIETRI DI POTENZA. «L’approvazione definitiva della legge di conversione del Dl n. 144 del 2026, che consente al sindaco Christian Giordano di proseguire il proprio mandato di Presidente della Provincia di Potenza oltre la naturale scadenza fissata nel 2026, fino a giugno 2028, non deve trasformare Vietri di Potenza in una semplice casella da conquistare sullo scacchiere politico provinciale e regionale» affermano Rocco Carleo presidente e i gio-

confermarlo. A questo punto la battaglia per liberare la Provincia di Potenza dal malgoverno si sposta a Vietri di Potenza. t d L’ i

vani dell’Associazione Territorio attivo. «Prima ancora che vinca il centrodestra o il centrosinistra, deve vincere la comunità di Vietri di Potenza. - continuano - E deve farlo anche attraverso quanti, in questi anni, si sono prodigati per mantenere attivo il dibattito politico e amministrativo, dando voce a questioni che altrimenti sarebbero rimaste ai margini della discussione pubblica. Mentre la maggioranza di governo rivendica i propri ri-

sultati e gli schieramenti si preparano alla competizione elettorale, esistono realtà civiche, come Territorio Attivo, che hanno continuato a interrogarsi sul futuro di Vietri, elaborando proposte, sollevando questioni e alimentando un confronto pubblico che non può essere liquidato come una semplice contrapposizione politica». «Il loro contributo costituisce una componente della vita democratica del paese e merita di essere riconosciuto, tanto più

quando il confronto ha riguardato temi scomodi o questioni che avrebbero richiesto risposte più puntuali da parte delle istituzioni comunali e sovracomunali. - prosegue Carleo - La vittoria elettorale di uno schieramento o di un altro, infatti, non costituisce di per sé la soluzione ai problemi reali della comunità vietrese. A fare la differenza sono la qualità delle proposte, la capacità amministrativa, la trasparenza delle decisioni e la disponibilità a rendere conto alla comunità del proprio operato». «Il giudizio sull’amministrazione comunale deve quindi partire dai fatti: dalle scelte compiute, dai risultati conseguiti, dalle criticità rimaste irrisolte e dalle opportunità che l’amministrazione guidata da Giordano non ha saputo cogliere. Allo stesso modo, il ruolo ricoperto ai vertici delle istituzioni provinciali impone di estendere la riflessione oltre i confini comunali, interrogandosi sulle ricadute concrete della sua azio-

ne amministrativa per Vietri e per l’intera area». sottolinea. «A ciò si aggiunge la necessità di affrontare con serietà le vicende che hanno coinvolto l’immagine pubblica di Vietri di Potenza durante la gestione Giordano, comprese quelle relative ai temi della legalità, come la menzione del Comune nella relazione parlamentare della DIA, la Direzione Investigativa Antimafia. Sono questioni che esigono chiarezza, rigore e ricostruzioni documentate: senza strumentalizzazioni, ma anche senza rimozioni» continua. «Questo per quanto riguarda il sindaco di Vietri e il presidente della provincia di Potenza. - concludono in una nota Carleo e i giovani di Territorio Attivo - Quanto al Giordano, coordinatore regionale del M5S, gli tocca la responsabilità politica di tessere le condizioni del campo largo proprio a partire dal territorio di Vietri di Potenza da lui amministrato».


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Originaria della Basilicata, 54enne, tra gli altri incarichi ha guidato per 5 anni la Squadra Mobile di Potenza

Barbara Strappato, orgoglio lucano: prima donna questore di Macerata

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alla Basilicata a Macerata, passando per alcune delle più importanti esperienze investigative della Polizia di Stato. È il percorso professionale di Barbara Strappato, 54 anni, originaria della Basilicata, che dall’8 ottobre sarà il nuovo questore di Macerata, prendendo il posto di Luigi Mangino. Una nomina che rappresenta anche un motivo di orgoglio per la sua terra d’origine. Strappato sarà infatti la prima donna a guidare la Questura di Macerata, al termine di una carriera costruita attraverso incarichi delicati e in diversi territori italiani. Nel suo percorso professionale c’è anche un capitolo particolarmente significativo per la Basilicata: per cinque anni Strappato ha diretto la Squadra Mobile di Potenza. Un incarico durante il

quale si è occupata, tra le altre attività investigative, anche del caso di Elisa Claps, una delle vicende più complesse e dolorose della cronaca lucana. Ha prestato servizio alla Squadra Mobile di Bari, dove si è occupata di reati contro i minori, reati sessuali e criminalità extracomunitaria. Un passaggio anche al Commissariato di Pisticci e, in precedenza, in Calabria, al Reparto Prevenzione Crimine. La sua esperienza si è poi sviluppata anche sul fronte della criminalità organizzata e dei reati contro la pubblica amministrazione durante il periodo trascorso alla Squadra Mobile di Napoli, dove ha seguito attività relative ai catturandi e all’antidroga. Negli ultimi anni Strappato ha invece concentrato gran parte della propria attività sulla sicurezza informatica. Prima al Servi-

zio polizia postale e per la sicurezza cibernetica, occupandosi anche di pedopornografia e di reati contro la persona commessi online, poi alla guida del Compartimento della Polizia postale in Toscana, oggi Centro operativo.

Un percorso che restituisce il profilo di una dirigente con esperienze maturate tanto sul terreno delle indagini tradizionali quanto su quello, sempre più centrale, dei reati informatici. Ora la nuova sfida sarà

Macerata. «E ora vengo a fare il questore a Macerata – ha detto Strappato – e sono molto contenta. Ne sento tutta la responsabilità, lo dico con grande sincerità». Parole che accompagnano un passaggio importante della sua carriera e che sottolineano il valore dell'incarico. «Sono molto orgogliosa di questa cosa perché penso che sia innanzitutto una zona bellissima del nostro Paese e una zona in cui alcune cose possiamo costruirle ancora meglio insieme», ha aggiunto. Per la Basilicata, intanto, la nomina rappresenta un ulteriore riconoscimento per una dirigente che proprio in terra lucana ha trascorso una parte significativa della propria carriera. L’8 ottobre Barbara Strappato si insedierà ufficialmente alla guida della Questura marchigiana.

Gravi danni al comprensorio sciistico dopo il raid notturno. Il sindaco: «È un patrimonio dell’intera comunità»

Sellata-Pierfaone, devastati gli impianti Triunfo: «Non fermeranno il rilancio»

__Il rendering del comprensorio sciistico e nel riquadro il sindaco Triunfo

ABRIOLA. «Alle contestazioni e al dibattito che hanno accompagnato l’intervento di sviluppo e rilancio del comprensorio sciistico di Sellata-Pierfaone si aggiunge ora un grave atto vandalico, accompagnato da un ingente furto, che ha colpito diverse strutture e impianti del comprensorio, presumibilmente nella notte tra il 29 e il 30 settembre». Così il sinda-

co Romano Triunfo e l’Amministrazione comunale hanno raccontato l’accaduto. «L’azione ha provocato importanti danni alle strutture, agli impianti elettrici, agli apparati tecnologici e ai sistemi di sicurezza e videosorveglianza. - hanno affermato - I danni hanno interessato, in particolare, la struttura piedipista, la Sciovia Pierfaone 2,

la cabina di trasformazione MT/BT, la Seggiovia Pierfaone 3, la stazione motrice, la sala comandi, la sala macchine, la linea e la stazione di rinvio». «Non si tratta, dunque, di un semplice furto di materiale, ma di un episodio che ha provocato danni significativi a strutture e componenti funzionali di un comprensorio sciistico. L’entità complessiva del danno economico e le eventuali conseguenze tecniche sul funzionamento degli impianti saranno definite a seguito delle verifiche, degli accertamenti e delle perizie necessarie. Come Sindaco di Abriola, insieme all’Amministrazione comunale, esprimo profondo rammarico e ferma condanna per quanto accaduto» ha spiegato Triunfo. «Il comprensorio di Sellata-Pierfaone rappresenta un patrimonio turistico, economico e ambientale dell’intera comunità. - ha continuato - Proprio in questo periodo si sta lavorando con grande impegno al suo rilancio e al potenziamento dell’offerta turistica, attraverso interventi finalizzati a rendere la nostra montagna sem-

pre più attrattiva e fruibile durante tutto l’anno, contribuendo così alla destagionalizzazione dell’offerta turistica». «Danneggiare gli impianti e le strutture del comprensorio significa arrecare un danno non soltanto agli operatori, ai tecnici e a tutti coloro che quotidianamente lavorano nella stazione sciistica, ma anche a un più ampio progetto di sviluppo turistico ed economico del territorio. - ha concluso il sindaco Triunfo Confidiamo nell’attività delle Forze dell’Ordine, alle quali sono stati messi a disposizione tutti gli elementi utili per l’accertamento dei fatti, affinché possano essere individuati i responsabili e chiarite tutte le circostanze dell’accaduto. Un episodio di questa gravità non fermerà il lavoro che si sta portando avanti per il futuro di Sellata Pierfaone. L’Amministrazione comunale continuerà a sostenere e accompagnare il percorso di rilancio del comprensorio, con l’obiettivo di valorizzare la nostra montagna e renderla sempre più viva, attrattiva e fruibile in tutte le stagioni».


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La nomina a commissario provinciale per Potenza conferita da Alfredo Borzillo. Nei prossimi giorni incontri con amministratori, associazioni e cittadini.

Pagano alla guida di Sud Chiama Nord «Ascoltare i territori e dare risposte»

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rancesco Pagano è il nuovo commissario provinciale di Sud Chiama Nord per Potenza. La nomina, conferita dal commissario regionale Alfredo Borzillo, rientra nel percorso di organizzazione e radicamento del movimento in Basilicata. A Pagano spetterà avviare e coordinare la struttura provinciale, coinvolgendo amministratori locali, associazioni, professionisti, rappresentanti del mondo produttivo e cittadini. Avvocato, con esperienze manageriali nel settore pubblico e privato, Pagano è attualmente funzionario statale. Già consigliere comunale a Brienza e successivamente segretario regionale di Idea in Basilicata, ha contribuito alla crescita di que-

st’ultimo movimento sul territorio, fino al suo ingresso nel Consiglio regionale nel 2019. ‘Borzillo ha motivato la scelta richiamando il percorso professionale e politico del nuovo commissario. «Francesco Pagano rappresenta un profilo di garanzia, capace di coniugare esperienza amministrativa e professionale con una profonda conoscenza delle dinamiche politiche e territoriali della provincia di Potenza», ha sottolineato. Per il commissario regionale, la costruzione della rete provinciale dovrà accompagnarsi all’apertura verso nuove adesioni. «Il nostro obiettivo è aprire il movimento alle energie migliori, superando schemi e appartenenze precostituite e mettendo al cen-

tro le esigenze concrete delle comunità». Pagano ha accolto la nomina ringraziando Borzillo per la fiducia e indicando nell’ascolto dei territori il punto di partenza del proprio lavoro. «Accolgo questo incarico con entusiasmo, ma soprattutto con un forte senso di responsabilità», ha dichiarato. «Ho sempre sostenuto l’idea di una politica capace di ascoltare i territori e di dare risposte concrete, andando oltre le appartenenze e gli steccati tradizionali». Il nuovo commissario punterà al confronto con le realtà locali per costruire la struttura provinciale. «Il nostro lavoro partirà dall’ascolto delle istanze delle comunità e dal confronto aperto con chiunque voglia contri-

_ Francesco Pagano

buire, con competenza e passione, alla costruzione di una struttura provinciale capace di affrontare le sfide del nostro territorio». La fase organizzativa en-

trerà nel vivo nei prossimi giorni, con la programmazione di incontri con amministratori, associazioni, rappresentanti del mondo produttivo e cittadini.

Il nuovo segretario provinciale, già responsabile delle scuole superiori, è stato scelto da Leoni e Pierro. Al centro del mandato il coinvolgimento dei giovani

FI Giovani, d’Elia alla guida di Potenza Nobile passa alla segreteria regionale

E

doardo Maria d’Elia è il nuovo segretario provinciale di Forza Italia Giovani Potenza. Già responsabile delle scuole superiori del movimento in Basilicata, subentra a Michele Nobile, alla guida della struttura provinciale dal 2022. La nomina è stata sottoscritta il 3 ottobre dal segretario nazionale Simone Leoni e dal segretario regionale Simone Pierro.Il passaggio di consegne rientra in un riassetto dell’organigramma regionale che prevede anche altri incarichi. Nobile proseguirà il proprio impegno come vicesegretario regionale: la nomina, secondo quanto annunciato da Pierro, sarà ufficializzata nei prossimi giorni insieme ad altre misure per rafforzare la squadra.«Edoardo ha dimostrato negli anni di avere una grande capacità attrattiva per il nostro movimento e ha sempre lavorato in modo costante e con passione», ha dichiarato Pierro, che ha condiviso la scelta con Leoni, sentita anche la responsabile nazionale dei Rapporti esterni Roberta Taddei. Per il segretario regionale, il nuovo incarico avrà come obiettivo quello di estendere la presenza e l’azione politica della giovanile e del partito nei comuni della

provincia.Pierro ha inoltre ringraziato Nobile per il lavoro svolto, richiamandone il contributo nella fase di rilancio del movimento e le capacità di sintesi e mediazione. «L’allargamento della squadra, però, non si fermerà qui, in quanto avremo bisogno di tutte le migliori energie del nostro movimento per rag-

_ Edordo Maria d’Elia

giungere traguardi sempre più alti», ha aggiunto.Per Nobile si conclude un’esperienza segnata dall’impegno sul territorio e dal lavoro condiviso con la segreteria provinciale. «È stato un percorso intenso, fatto di impegno, responsabilità, soddisfazioni, qualche difficoltà, ma soprattutto di tante persone con cui ho

avuto la fortuna di condividere un pezzo importante della mia esperienza politica e personale», ha affermato.Il segretario uscente ha assicurato il proprio sostegno a d’Elia e alla nuova squadra, ringraziando quanti lo hanno affiancato in questi anni. «Cambiano i ruoli, ma non cambia la passione. Continuerò a esserci, a lavorare e a dare il mio contributo per il nostro movimento e per la nostra Basilicata», ha sottolineato. D’Elia ha accolto la nomina indicando tra le priorità la presenza nei comuni, il coinvolgimento dei giovani e la costruzione di una squadra. «C’è un lavoro non facile da portare avanti sul territorio della provincia di Potenza, puntando sulla presenza, sul coinvolgimento dei giovani e sulla capacità di costruire una squadra», ha dichiarato il nuovo segretario provinciale.Il percorso, nelle sue intenzioni, dovrà affrontare i temi che riguardano le nuove generazioni e favorire un rinnovato interesse per la politica, anche in vista delle prossime scadenze elettorali amministrative e nazionali. D’Elia ha infine rivolto un ringraziamento al predecessore per «l’eccellente e prezioso lavoro svolto finora».


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Allarme rosso dei sindacati Fast Confsal, Fismic Confsal e Uiltrasporti. Convocato un incontro in Confindustria per chiedere tutele e ammortizzatori sociali

Crisi ex Stellantis, tegola sulla logistica di Melfi: partono i licenziamenti alla ITS C

ontinuano ad arrivare notizie drammatiche dal settore automotive, e in particolare dall’indotto della logistica nella zona industriale di Melfi, un comparto che rischia di frantumarsi definitivamente. Nelle ultime ore sono state recapitate le prime lettere di licenziamento a carico dei lavoratori della ITS (International Trading e Service), una delle aziende del territorio maggiormente colpite dalla complessa ondata di internalizzazioni delle attività di movimentazione.La società, da tempo al centro di una difficile vertenza e beneficiaria della cassa integrazione per cessazione di attività — siglata a gennaio 2025 e con scadenza a dicembre 2026 —, rappresenta la spia di un sistema giunto al limite del collasso. Ciò a cui si assiste quotidianamente è il progressivo smantellamento dell’intera filiera logistica legata allo stabilimento lucano, schiacciata

da una crisi strutturale che non accenna a placarsi.Dietro i numeri e i documenti di licenziamento ci sono persone, padri e madri di famiglia. Far quadrare i conti con il solo sostegno della cassa integrazione è già oggi un’impresa titanica: con l’impennata del caro carburante, l’aumento del costo della vita e le bollette alle stelle, i nuclei familiari stanno affrontando enormi difficoltà per garantire il minimo indispensabile. Togliere anche questo paracadute significherebbe sprofondare nella disperazione, cancellando ogni residuo di serenità economica e dignità. Non si tratta soltanto di una vertenza industriale, ma di una vera e propria emergenza sociale ed umana che sta devastando il tessuto vivo del territorio.Un quadro reso ancor più critico dalle rigidità del processo di transizione ecologica imposto a livello europeo. Pur prendendo atto dei timidi se-

gnali di ripensamento registrati a Bruxelles sul Green Deal, l’impatto sui territori periferici rimane devastante e richiede risposte immediate.Alla luce del riconoscimento della zona industriale di Melfi quale Area di Crisi Industriale Complessa, le segreterie territoriali di FAST Confsal, Fismic Confsal e Uiltrasporti — in vista dell'incontro fissato in Confindustria per lunedì 5 ottobre alle ore 14:30 — chiedono con forza un cambio di rotta urgente, articolato su tre punti cardine:Pieno utilizzo degli ammortizzatori sociali: l'azienda attivi tutti gli strumenti previsti dalla normativa per le Aree di Crisi Complessa, a partire dalle proroghe e dalle tutele conservative che prevedono un contributo addizionale pari a zero per le imprese. I costi non possono essere scaricati sulla pelle dei lavoratori.Politiche attive e formazione qualificata: i percorsi di riqualificazione non devono

essere meri palliativi assistenziali, ma un ponte solido e strutturato verso le nuove realtà produttive, modellato sulle reali esigenze dei nuovi insediamenti per garantire un rapido riassorbimento.Diritto di prelazione nel bando regionale: si sollecita la Regione Basilicata a inserire una clausola vincolante di precedenza nelle assunzioni all'interno del bando per la transizione industriale, garantendo priorità e tutela alle maestran-

ze in uscita, a partire proprio dai lavoratori della ITS.Le organizzazioni sindacali ribadiscono che non arretreranno di un millimetro nella difesa dei posti di lavoro e della dignità delle famiglie coinvolte, chiedendo contestualmente la convocazione urgente di un tavolo istituzionale regionale per bloccare le procedure di espulsione dal ciclo produttivo e definire una strategia di salvaguardia occupazionale per l'intero indotto.

Il segretario provinciale Pino Giordano interviene al convegno di Confindustria Basilicata: «Le grandi opere devono tradursi in occupazione stabile e tutele per il territorio»

Interporto di Ferrandina e vertenza CallMat: l'affondo dell'UGL Matera sulle infrastrutture

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o accolto con grande piacere l'invito di Confindustria Basilicata a partecipare al convegno sulle rotte dello sviluppo, infrastrutture, trasporti e logistica per una Basilicata più competitiva, perché oggi discutere di infrastrutture significa discutere di sviluppo, competitività, lavoro e futuro della nostra terra». È quanto dichiara Pino Giordano, segretario provinciale dell'UGL Matera, intervenuto all'iniziativa che ha riunito istituzioni, mondo imprenditoriale e operatori nazionali per affrontare il tema della logistica regionale, culminata nella firma del Protocollo d'intesa per l'Interporto di Ferrandina.«La firma del protocollo – sottolinea Giordano – rappresenta un passaggio di grande rilievo perché mette finalmente a sistema infrastrutture, imprese e territorio. L'Interporto di Ferrandina, collegato al Porto di Taranto e inserito in una più ampia strategia logistica, può diventare un vero motore di sviluppo per la Valbasento, per il Materano e per l'intera Basilicata. Ma per noi, come sindacato, c'è una condizione imprescindibile: lo sviluppo deve tradursi in lavoro. La Basilicata – prosegue il segretario UGL – non può più permettersi di considerare le infrastrutture come opere separate dalle politiche industriali. Una strada, una ferrovia, un interporto o una piattaforma logistica acquistano pienamente il loro significato quando sono capa-

ci di attrarre investimenti, rafforzare il tessuto stimenti per fare in modo che la Valbasento torproduttivo, favorire nuovi insediamenti e crea- ni a essere un'area nella quale produrre e creare occupazione stabile e qualificata».Un ri- re lavoro». chiamo che assume ancora maggiore forza alla luce della difficile situazione occupazionale che sta attraversando il territorio materano.«Mentre guardiamo al futuro – evidenzia Giordano – non possiamo dimenticare il presente. La crisi della CallMat di Matera, che coinvolge circa 350 lavoratrici e lavoratori, rappresenta una vicenda che non può lasciare indifferenti. Dietro ogni posto di lavoro ci sono persone, famiglie, progetti di vita e dignità. Per questo è necessario difendere l'occupazione esistente con ogni strumento possibile, ma contemporaneamente creare le condizioni affinché il territorio sia capace di generare nuova occupazione. Non sarebbe sufficiente costruire infrastrutture se poi i nostri giovani fossero costretti a partire per trovare un lavoro».Giordano rivolge quindi un particolare apprezzamento a Confindustria Basilicata e al presidente Francesco D'Alema per l'iniziativa promossa, evidenziando come il dialogo tra imprese, sindacato e istituzioni sia fondamentale per affrontare le sfide future. «Il protocollo per l'Interporto di Ferrandina – conclude il segretario – non deve essere considerato un punto di arrivo, ma l'avvio di una nuova stagione. Ora occorrono tempi certi, programmazione e inve-


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Bambini e giovani dai sei ai 21 anni coinvolti in laboratori, sport e attività sul territorio. Oggi l’evento finale a Matera

Autismo, con Socializziamo l’Asm realizza 53 percorsi di inclusione

MATERA. Cinquantatré percorsi individuali per sostenere la socializzazione, rafforzare le autonomie personali e favorire la partecipazione alla vita della comunità di bambini, adolescenti e giovani adulti con disturbo dello spettro autistico. Si conclude oggi Socializziamo – Percorsi inclusivi per minori e giovani adulti con autismo, il progetto promosso dall’Azienda sanitaria locale di Matera attraverso l’Unità operativa complessa di Neuropsichiatria infantile. L’appuntamento conclusivo è in programma dalle ore 16.30 negli spazi di Fermata Sangià, in via Benedetto Croce 21 a Matera. Sarà l’occasione per ripercorrere un’esperienza che ha coinvolto 53 partecipanti tra i sei e i 21 anni, provenienti da tutta la provincia, offrendo a ciascuno un intervento costruito in base alle esigenze, alle capacità e agli obiettivi personali. Il progetto è stato impostato per creare occasioni concrete di incontro e relazione con i coetanei, sviluppare le competenze sociali e

accompagnare i ragazzi verso una maggiore autonomia. Alle famiglie sono stati assegnati voucher individuali del valore di 1.500 euro, attraverso i quali hanno potuto scegliere le attività proposte dai sei enti del Terzo settore coinvolti: Ability Form, Anffas Policoro, Fattoria Sociale Paddy, Il Sicomoro, Imparola e Uisp. L’offerta ha compreso laboratori teatrali e artistici, percorsi dedicati al fumetto, attività motorie e sportive, esperienze in piscina,

interventi assistiti con gli animali, uscite sul territorio e momenti di socializzazione. Proposte differenti, accomunate dall’obiettivo di valorizzare le capacità di ogni partecipante e trasformarle in strumenti utili per la vita quotidiana, le relazioni e l’inclusione nella comunità. Le attività sono state svolte con il supporto di professionisti e tutor dedicati. Il monitoraggio è stato affidato agli psicologi Francesco Pisciotta ed Erica Lacerenza, coordinati da Mar-

gherita Bozza, referente del progetto per la Neuropsichiatria infantile dell’ospedale di Matera, diretta da Raffaella Devescovi. Il lavoro congiunto ha permesso di seguire l’evoluzione dei percorsi e di adattare gli interventi alle necessità dei partecipanti e delle loro famiglie. «Socializziamo ha rappresentato un’importante opportunità di crescita per i partecipanti, oltre che un esempio concreto di collaborazione tra sanità pubblica, famiglie e Terzo settore», sottolinea il direttore generale dell’Asm Matera, Maurizio Friolo. «Investire in percorsi di inclusione significa mettere al centro la persona, valorizzarne capacità e potenzialità e contribuire a migliorare la qualità della vita delle persone con autismo e delle loro famiglie». Anche l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, evidenzia il valore dell’esperienza e la necessità di consolidare la rete costruita sul territorio. «Il progetto Socializziamo ha realizzato un’autentica in-

clusione, dimostrando ancora una volta l’importanza dell’integrazione tra la sanità pubblica e il Terzo settore. Un’integrazione capace di costruire percorsi di reale autonomia e socializzazione sul territorio. Dobbiamo continuare a potenziare questa sinergia per strutturare una rete che possa sostenere le persone con autismo e dare un sollievo concreto alle loro famiglie nell’alleanza quotidiana tra istituzioni e comunità». La conclusione delle attività non esaurirà il lavoro avviato. Gli esiti complessivi saranno infatti condivisi successivamente con le famiglie, gli operatori e le istituzioni, per valutare i risultati ottenuti e le esperienze maturate nei 53 percorsi. Il confronto servirà anche a individuare gli elementi da consolidare e le prospettive di interventi futuri, partendo da un modello fondato sulla personalizzazione, sulla collaborazione tra servizi pubblici e realtà sociali e sul coinvolgimento diretto dei nuclei familiari.

La Regione stanzia 3,2 milioni per trasporto e assistenza scolastica. L’assessore: «Servono responsabilità e dati corretti»

Disabilità, Cupparo attacca il Comune di Potenza POTENZA. «Sui servizi scolastici per gli alunni con disabilità è necessario fare chiarezza, evitando speculazioni o strumentalizzazioni». L’assessore regionale allo Sviluppo economico e al Lavoro, Francesco Cupparo, interviene sul confronto relativo al trasporto e all’assistenza degli studenti, rivendicando l’impegno della Regione e richiamando gli enti locali alle rispettive competenze. Per il 2026 la Regione ha previsto 2,6 milioni di euro da trasferire alle Province, responsabili dei servizi per gli istituti superiori. A questa somma si aggiungono 600 mila euro stanziati dalla Giunta per tutti i Comuni lucani, destinati a rafforzare gli interventi rivolti ai minori con disabilità. «Le risorse aggiuntive non sostituiscono quelle che i Comuni devono destinare alle funzioni di propria competenza», precisa Cupparo. Secondo l’assessore, ogni difficoltà organizzativa o finanziaria degli enti locali non può ricadere automaticamente sulla Regione. La precisazione arriva mentre il

confronto si concentra sul caso di Potenza. Cupparo ricorda che la direttrice del Dipartimento, Giuseppina Lo Vecchio, ha già manifestato durante un incontro in Comune la disponibilità a individuare nuove risorse. «È una richiesta avanzata anche da consiglieri regionali di maggioranza e sulla quale gli uffici sono già al lavoro». L’eventuale intervento dovrà pe-

rò rispondere alle esigenze dell’intero territorio. Sono 1.138 gli alunni con disabilità che necessitano di trasporto e assistenza. «Occorre una visione regionale, senza trasformare la questione in una contrapposizione tra enti», sostiene Cupparo, che giudica «del tutto ingiustificate» le dichiarazioni del sindaco di Potenza e le richieste di nuovi fondi. L’assessore ricorda le risorse già

assegnate al capoluogo per il trasporto pubblico locale, le scale mobili e la ristrutturazione del ponte Musmeci. «Il tema vero è la responsabilità nell’utilizzo delle risorse. Il Comune dovrebbe impiegare al meglio i fondi ricevuti, anziché scaricare sistematicamente sulla Regione ogni difficoltà». Cupparo critica anche il Comune di Senise, che ha interrotto il trasporto verso il Centro territoriale socioeducativo Don Pino Terracina. L’ente, ricorda, ha ricevuto dalla Regione 650 mila euro attraverso i fondi Ripas del Programma speciale Senisese per potenziare i servizi. La sospensione, a suo giudizio, non avrebbe quindi giustificazione. Resta confermata la disponibilità a incontrare amministrazioni e sindacati. «Il confronto deve partire da dati corretti, dalla chiara individuazione delle competenze e dalla volontà di trovare soluzioni concrete. Non servono contrapposizioni politiche o strumentalizzazioni, ma responsabilità istituzionale e risposte alle famiglie», conclude Cupparo.


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Studenti, ricercatori e istituzioni a confronto nella prima tappa del progetto, conclusa con attività sportive aperte alla comunità

LucAS, salute e ambiente in viaggio Da Venosa la sfida per il benessere

VENOSA. Scienza, istituzioni, scuola e sport insieme per promuovere la prevenzione e la consapevolezza del rapporto tra ambiente e salute. Ha preso il via da Venosa LucAS in Tour, il percorso itinerante del progetto LucAS, Lucania Ambiente e Salute, pensato per portare nelle comunità lucane studi e occasioni di confronto sulla tutela degli ecosistemi e sui corretti stili di vita. L’iniziativa, organizzata e coordinata dalla Fondazione Ambiente Ricerca Basilicata, ha coinvolto studenti, cittadini, amministratori ed esponenti del mondo scientifico. La tappa ha valorizzato la collaborazione avviata attraverso protocolli d’intesa con enti e istituzioni locali, a partire dall’accordo con il Coni, nato per unire ambiente, prevenzione, benessere e pratica sportiva. A moderare i lavori è stato Filippo Orlando, consigliere del Comitato regionale Coni Basilicata e referente della Scuola dello Sport. «Siamo qui grazie alla lungimiranza del presidente regionale Giovanni Salvia, che insieme alla Farbas ha posto le basi del protocollo dal quale nasce questa giornata», ha spiegato. Orlan-

__Vito Summa, Mimma Carlomagno, Rosa Anna Cifarelli ed Enzo Vinicio Alliegro

do ha sottolineato lo stretto legame tra lo sport, praticato in larga parte all’aperto, e la qualità dell’ambiente. «Studiare il rapporto tra ambiente e salute non è mera ricerca scientifica, ma un impegno morale verso le generazioni future. Abbiamo scelto Venosa perché è un territorio vasto, nel quale si pratica molta attività sportiva, e la scuola perché accoglie i giovani che si occuperanno domani di questi temi». La giornata si è sviluppata in due sessioni dedicate all’influenza esercitata sulla salute e sugli ecosistemi dai fattori ambientali, dai comportamenti individuali e collettivi e dai modelli culturali. La mattinata, ospitata dall’Istituto Flacco Battaglini, ha approfon-

dito il ruolo e l’impatto dei fattori geoambientali sull’uomo. La dirigente scolastica Mimma Carlomagno ha definito l’incontro «una straordinaria opportunità» per gli studenti. «Abbiamo coinvolto le classi con profili di studio più attinenti, offrendo una lezione speciale con esperti di sport e ambiente. Il confronto con relatori qualificati lascerà nei ragazzi un seme importante. Quando il mondo esterno entra nella scuola nasce un momento significativo per tutta la comunità». Dopo i saluti del sindaco Francesco Mollica, della dirigente regionale Rosalia Smaldone, del presidente della Farbas Antonino Capuano e del presidente del

Comitato regionale Coni Basilicata Giovanni Salvia, sono intervenuti Rosa Anna Cifarelli e Vito Summa. La responsabile scientifica di LucAS e il ricercatore del Cnr, coordinatore del gruppo di geologia medica e ambientale, hanno illustrato le connessioni tra caratteristiche del territorio e salute umana. Le conclusioni sono state affidate al senatore Gianni Rosa, vicepresidente dell’ottava Commissione Ambiente del Senato. Nel pomeriggio l’iniziativa si è trasferita al Centro sportivo Girasole per il confronto sui modelli culturali, gli stili di vita e la tutela degli ecosistemi. Il dibattito ha collegato prevenzione, salute e comportamenti quotidiani attra-

verso i contributi di Cifarelli e di Enzo Vinicio Alliegro, professore ordinario di Scienze antropologiche all’Università Federico II di Napoli e componente del Comitato tecnico scientifico di LucAS. La conclusione è stata affidata alla pratica sportiva, per tradurre in azioni concrete i principi illustrati durante gli incontri. La Polisportiva Venosa ha curato attività di calcio, padel e beach volley aperte alla cittadinanza. La prima tappa ha così avviato un percorso diretto a consolidare il dialogo tra ricerca, istituzioni e comunità, partendo dalla conoscenza dell’ambiente e dalla responsabilità delle scelte quotidiane per proteggere la salute e il territorio.

Latronico al congresso Simg: «La nuova rete lucana avrà 19 Case della comunità e 263 infermieri per le cure di prossimità»

«Sanità territoriale, in arrivo 400 nuove assunzioni» MATERA. L’assessore alla Salute della Regione, Cosimo Latronico, ha preso parte alla tavola rotonda istituzionale Governare il cambiamento: sanità territoriale, professione e formazione, svoltasi a Matera nell’ambito del quarto Congresso interregionale Basilicata-Puglia della Simg. Al dibattito hanno partecipato anche il senatore Ignazio Zullo, il presidente della Fnomceo Filippo Anelli e i vertici scientifici della Simg Alessandro Rossi e Claudio Cricelli. «In Basilicata abbiamo finalmente sbloccato la contrattazione integrativa regionale dopo ben 17 anni di attesa», ha esordito Latronico, «firmando prima l’accordo per la specialistica ambulatoriale e, lo scorso settembre, lo stralcio per la medicina generale. Si tratta di una riforma profonda che introduce il ruolo unico di assistenza primaria e supe-

ra l’isolamento dei medici, inserendoli in équipe multidisciplinari obbligatorie». La nuova rete assistenziale lucana, definita in attuazione del Dm 77 e del Pnrr, conta 19 Case del-

la comunità, sei Centrali operative territoriali (Cot), cinque Ospedali di comunità e sei Unità di continuità assistenziale (Uca). Per sostenere e popolare questa architettura di servizi sul territo-

rio, la Regione ha varato una manovra assunzionale da 27 milioni di euro fino al 2026, alla quale si aggiungerà una quota stabile a regime di oltre 16,7 milioni di euro annui a partire dal 2027. Il piano complessivo prevede l’immissione in organico di circa 400 professionisti tra medici, specialisti e personale del comparto. «La vera chiave di volta per la prossimità è l’introduzione degli infermieri di famiglia e di comunità», ha concluso l’esponente della Giunta regionale, «che stiamo reclutando attraverso il progetto pilota Ifoc Basilicata. Il corso-concorso, cofinanziato dai fondi europei Fesr e Fse+, si chiuderà entro novembre e permetterà l’inserimento stabile di 263 vincitori nelle aziende sanitarie di Potenza e Matera. È una risposta concreta per garantire cure diffuse anche nelle nostre aree interne».


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Potenza

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POTENZA Seventeen Potenza e Comitato di quartiere lanciano un progetto annuale dedicato ai più piccoli, con un fondo per garantire a tutti l’accesso allo sport

Rione Lucania riparte dal pallone: «Nessun bambino deve restare fuori»

DI ROSAMARIA MOLLICA

POTENZA. Una volta bastava un pallone, qualche amico e uno spazio sotto casa per sentirsi campioni. È da questa semplicità, forse un po’ dimenticata, che nasce una nuova ini-

ziativa dedicata ai bambini e alle bambine di Potenza e in particolar modo a quelli di rione Lucania. Ed è proprio nel popoloso quartiere del capoluogo che prende forma un progetto nato dalla collaborazione tra Seventeen Poten-

za e il Comitato di quartiere, con l’intento di offrire a tutti i bambini e alle bambine dai 4 ai 13 anni la possibilità di giocare, divertirsi e stare insieme attraverso lo sport. Un giorno alla settimana, il quartiere diventerà così il campo di gioco. Non serviranno strutture prestigiose o grandi investimenti ma soltanto un pallone, qualche compagno di squadra e la voglia di condividere qualche ora di spensieratezza. Proprio come accadeva una volta, quando il calcio era soprattutto un gioco da vivere insieme. L’iniziativa nasce anche dalla volontà di abbattere quelle barriere economiche che, ancora oggi, possono impedire a un bambino di avvicinarsi allo sport. La partecipazione prevede un contributo di 50 euro. La Seventeen Potenza non percepirà alcun compenso e l’intera somma resterà al quartiere, attraverso un fondo destinato all’organizzazione delle attività e alle necessità dei bambini. Quel fondo potrà servire,

ad esempio, per acquistare un paio di scarpe a chi non le possiede, un capo di abbigliamento sportivo o qualsiasi altra attrezzatura necessaria per poter scendere in campo. A raccontare a Cronache come nasce questa iniziativa è Gianfranco Guma della Seventeen Potenza. «Abbiamo stretto un’intesa con il Comitato di quartiere Rione Lucania. È un quartiere popoloso dove ci sono tanti bambini e forse ce ne è anche qualcuno che non può iscriversi ad una scuola calcio perché le condizioni economiche della famiglia non lo permettono». L’idea è quella di riportare lo sport a una dimensione più spontanea, lontana dalle differenze e dalle possibilità economiche delle famiglie. «È un’attività che durerà per tutto l’anno, un giorno a settimana, che sia sabato o domenica, e lì nel quartiere. All’aperto. Con pioggia, neve, vento o sole, noi ci saremo». Parole che racchiudono lo spirito dell’iniziativa che

non vuole essere soltanto un appuntamento sportivo, ma un’occasione per tornare a vivere il quartiere e creare relazioni. «Dobbiamo iniziare a far vivere quello che lo sport era una volta, ai miei tempi», sottolinea Guma, «Un calcio fatto di strada, amicizia, condivisione e soprattutto di uguaglianza». Il pallone, in fondo, è soltanto il punto di partenza. Dietro una partita ci sono bambini che imparano a stare insieme, a rispettarsi, a condividere una vittoria e ad accettare una sconfitta. Ci sono famiglie che si incontrano e un quartiere che torna a essere comunità. «Il calcio è davvero di tutti quando nessuno viene lasciato fuori dal campo. E questo è quello che la Seventeen Potenza vuole fare, noi non vogliamo lasciare indietro nessuno. Insieme al Comitato di quartiere che ha da subito sposato la causa, proviamo a ripartire proprio da lì, da un pallone e dai sorrisi dei bambini» conclude Gianfranco Guma.

POTENZA Spopolamento e aumento dei costi mettono sotto pressione le attività commerciali dei piccoli centri

Confcommercio: «Difendere i negozi di vicinato significa difendere le comunità»

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a trasformazione del commercio corre tra innovazione tecnologica, intelligenza artificiale, nuovi modelli di consumo e aumento dei costi. Ma per territori come la Basilicata resta centrale anche la tenuta della rete dei negozi di vicinato, soprattutto nei piccoli centri. È uno dei temi al centro della Conferenza di Sistema di Confcommercio, in corso al Tanka Village di Villasimius, in Sardegna, alla quale partecipano oltre mille dirigenti dell'organizzazione. Tra i presenti anche Angelo Lovallo, presidente di Confcommercio Potenza, che ha richiamato l'attenzione sul ruolo delle attività di prossimità nel contrasto allo spopolamento e nella rigenerazione urbana. «Il negozio di vicinato non può essere considerato soltanto un'attività economica – sottolinea Lovallo – perché nei piccoli comuni rappresenta anche un servizio, un luogo di relazione e un presidio del territorio». La chiusura di un esercizio, aggiunge, rischia di tradursi nella perdita di «un pezzo della comunità». Il problema riguarda da vicino la Basilicata, alle prese con riduzione della popolazione e

invecchiamento demografico. Meno residenti significa meno consumi e meno attività, con il rischio di alimentare un processo di progressiva desertificazione dei centri urbani. Per Confcommercio Potenza servono quindi interventi concreti: fiscalità più favorevole, sostegno agli affitti commerciali, maggiore accesso al credito, incentivi all'innovazione, valorizzazione dei distretti del commercio e politiche di rigenerazione urbana. Sul fronte economico, la pressione dei costi resta una delle principali criticità per le imprese. Energia, trasporti e altre spese incidono sulla capacità di investimento, mentre le famiglie destinano una quota crescente dei consumi alle spese obbligate. Intanto anche le piccole attività sono chiamate a confrontarsi con digitalizzazione e intelligenza artificiale, dall'organizzazione aziendale al marketing e alla gestione delle scorte. «Innovazione e prossimità non sono alternative – osserva Lovallo –. Anche il piccolo commercio deve poter utilizzare le nuove tecnologie, senza perdere quella relazione diretta con il cliente che rappresenta uno dei suoi principali punti di forza». Da qui la richiesta di un ambiente più favo-

revole alle imprese, con regole stabili, riduzione della pressione fiscale, sostegno alla produttività e strumenti specifici per credito e affitti commerciali. Per Confcommercio Potenza, infine, commercio e politiche territoriali devono procedere insieme. «La Basilicata ha bisogno di una strategia che tenga insieme commercio, servizi, urbanistica, turismo e contrasto allo spopolamento», conclude Lovallo, sottolineando come la presenza delle attività commerciali contribuisca alla vivibilità e all'attrattività dei territori. La sfida, dunque, è governare la trasformazione senza perdere la dimensione di prossimità: tecnologia e innovazione da una parte, rapporto umano e presenza sul territorio dall'altra.


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Potenza e provincia

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Le verifiche della Guardia di Finanza nel capoluogo e in provincia hanno fatto emergere anche violazioni fiscali e irregolarità nell’esposizione dei prezzi

Potenza, scoperti sette lavoratori in nero Controlli tra lavanderie, bar e ristoranti

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a Guardia di Finanza ha individuato sette lavoratori in nero nel corso di una serie di controlli effettuati nei giorni scorsi a Potenza e in diversi comuni della provincia. Le verifiche hanno portato anche alla contestazione di numerose violazioni fiscali e di irregolarità nell’esposizione dei prezzi al pubblico. L’attività del Comando provinciale ha interessato diversi settori commerciali, affiancando agli accertamenti fiscali quelli sulla regolarità dei rapporti di lavoro.Su quest’ultimo fronte sono intervenuti i militari del Gruppo di Potenza, della Compagnia di Lauria e della Tenenza di Maratea. Nel corso delle ispezioni sono state individuate sette persone impiegate in nero presso la-

vanderie, bar e ristoranti.Sul versante fiscale, le Fiamme Gialle hanno riscontrato violazioni agli obblighi di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi telematici, oltre a irregolarità relative all’installazione e alla revisione periodica dei misuratori fiscali. Le conte-

stazioni hanno riguardato barbieri, fruttivendoli, farmacie, bar, ristoranti e commercianti ambulanti, sia nel capoluogo sia in altri centri della provincia.I controlli hanno interessato anche il rispetto degli obblighi di trasparenza nei confronti dei consumatori. In una rivendita di arti-

coli per la casa, i finanzieri della Compagnia di Lauria hanno accertato la mancata esposizione dei prezzi di vendita dei prodotti. La violazione è stata contestata al titolare dell’esercizio commerciale.Le verifiche rientrano nell’attività di controllo economico del territorio

svolta dalla Guardia di Finanza per contrastare l’evasione fiscale e il lavoro irregolare. Fenomeni che, come sottolinea il Comando provinciale, alterano la concorrenza e penalizzano i consumatori e gli operatori economici che rispettano le regole.

Oggi alle 11 in via Ciccotti si aprono gli aperitivi culturali. Letture e riflessioni dei ragazzi per l’ottavo centenario della morte del santo

Centro Studi Danzi, il Cantico tra i banchi San Francesco tra poesia e cura del creato

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l Cantico delle Creature riletto dagli studenti per riflettere sul rapporto tra l’uomo e la natura e sull’attualità del messaggio francescano. Il Centro Studi Didattico “Raffaele Danzi” dedica il primo aperitivo culturale dell’anno scolastico all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. L’incontro è in programma questa mattina, alle 11, nella sede di via Ettore Ciccotti 32, nel plesso delle Canossiane del rione Santa Maria. È prevista anche la partecipazione di esponenti della famiglia francescana.Studenti e docenti leggeranno e commenteranno il Cantico attraverso brevi riflessioni originali. Sorella acqua, fratello sole, fratello fuoco e madre terra saranno il punto di partenza per affrontare i temi della tutela dell’ambiente e della responsabilità quotidiana nella cura del creato. La lettura del testo si intreccerà con l’educazione ambientale, la cittadinanza attiva e gli obiettivi dell’Agenda 2030, mettendo in relazione le parole di Francesco con le sfide del presente. Uno spazio sarà dedicato anche alla pittura di Giotto e alle scene della vita del santo, affiancando il linguaggio delle immagini a quello della poesia.Il direttore del Centro

Studi, Rocco Galasso, accompagnerà i ragazzi alla scoperta del legame storico tra il francescanesimo e la Basilicata. La presenza dei frati nella regione risale al Duecento e si è consolidata nei secoli attraverso conventi e comunità, lasciando tracce nella vita religiosa, culturale e sociale dei paesi lucani. Un’eredità che prosegue attraverso le comunità della famiglia francescana tuttora presenti sul territorio.Il confronto si concentrerà anche sulla capa-

cità del messaggio di Francesco di parlare alle nuove generazioni. Il suo modo di vivere e comunicare, capace di raggiungere tante persone, offrirà uno spunto per ragionare sul rapporto tra testimonianza personale e diffusione delle idee. Il richiamo alla fraternità, alla semplicità e al rispetto della natura permetterà agli studenti di interrogarsi sul significato di questi valori e sulla possibilità di tradurli in comportamenti quotidiani.L’appuntamento inaugura il

ciclo degli aperitivi culturali del Danzi per l’anno scolastico 20262027. Gli incontri avranno cadenza mensile e affiancheranno un momento conviviale all’approfondimento di argomenti affrontati durante le lezioni, affidando agli studenti un ruolo centrale nella lettura e nella discussione. Una formula già attesa all’interno del Centro Studi, che porta il confronto oltre le pagine dei libri e crea occasioni di partecipazione e condivisione.


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Provincia

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Festa grande al Parco Fossattello alla presenza di 300 alunni delle scuole cittadine e del Garante regionale per la Natura Costanzo

Lagonegro celebra la “Giornata dell’Albero”: un arbusto per ogni bambino nato nel 2025

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iornata di festa, di educazione ambientale e di comunità a Lagonegro dove, al Parco Fossatello, sono stati messi a dimora tanti alberi quanti sono i bambini nati in paese nel 2025. Un gesto simbolico che lega le nuove vite alla terra e al fu-

turo. Protagonisti assoluti 300 alunni delle scuole cittadine che, accompagnati dai docenti, hanno partecipato con entusiasmo alla “Giornata dell’Albero”, organizzata dal Comune e dall’Istituto Comprensivo. Il Parco Fossatello, per l’occasione tirato a lucido

grazie al lavoro degli operatori comunali e degli operai del cantiere del Consorzio di Bonifica, si è trasformato in un’aula a cielo aperto. Applausi per l'iniziativa da parte del Sindaco Gianluca Falabella e del Dirigente scolastico Carlomagno che, nei rispettivi

interventi, hanno sottolineato il valore educativo e ambientale del progetto. Momento particolarmente significativo quello del Garante per la Natura della Regione Basilicata, Antonio Costanzo, che ha donato alla comunità un albero di ulivo, simbolo uni-

versale di pace, in un mondo ancora dilaniato dalle guerre. Un’iniziativa che mette insieme ambiente, scuola e senso di appartenenza, con un messaggio semplice e potente: ogni nuova nascita è una radice che si pianta per il futuro di Lagonegro.

Ad Avigliano, vasto rogo tra SP 30 e le frazioni Spinamara, Bruciate e Carpinelli; al via le indagini dei Carabinieri Forestali assieme alla Polizia Locale

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Allarme incendi, ancora fiamme sul territorio lucano

ell’estate appena trascorsa, numerosi sono stati i vasti incendi che hanno devastato ampi territori lucani. Siamo ormai ad ottobre, e le fiamme bruciano ancora in diverse zone della Basilicata: Ad Avigliano nel fine settimana si è verificato «ancora un vasto incendio, ancora nella stessa area, tra la la SP 30 e le frazioni di Spinamara, Bruciate e Carpinelli» ha reso noto il Sindaco Giuseppe Mecca. Prontamente sono state avviate «le attività investigative effettuate congiuntamente dai Carabinieri Forestali e dalla Polizia Locale che stanno dando i primi riscontri e mi auguro porteranno presto alla identificazione del responsabile dell’incendio -evidenzia il Sindaco- Nell’immediatezza, prima ancora che arrivassero sul posto i Vigili del Fuoco, come sempre poi determinanti per la risoluzione dell'evento e a cui va il mio ringraziamento, la Polizia Locale di Avigliano si è portata sui luoghi dell’incendio fornendo un supporto fondamentale alla popolazione locale, sgomberando gli immobili ed adoperandosi in prima linea per lo spegnimento del fuoco insieme ai volontari della Protezione Civile. Ci sono persone – sottolinea Mecca- che in quei momenti decidono di andare oltre, oltre

i turni i lavoro, oltre i propri doveri contrattuali, sacrificando tempo e ponendosi sempre in prima linea, per gli altri. Null’altro da aggiungere, ma è giusto ricordarlo. A tutti loro dico semplicemente grazie».Purtroppo, come dicevamo, sono ancora molte le zone interessate dalle fiamme: solo pochi giorni fa un incendio aveva interessato la parte nord dell’abitato di Bella, al confine con il rinomato bosco. «Fortunatamente, non si registrano danni a persone o abitazioni – dichiarava l’Assessore Grippa- Solo tanto spavento e tanta vegetazione andata in fumo». Qualche giorno prima era Marconia di Pisticci ad essere interessata dalle fiamme, e solo tre giorni fa i volontari, attivati dalla Sala Operativa della Protezione Civile della Regione Basilicata, sono stati impegnati nelle operazioni di spegnimento di un incendio nel territorio di Potenza, operando a fianco dei Vigili del Fuoco. Ed ancora a Villa d’Agri momenti di apprensione per un incendio sviluppatosi nelle vicinanze dell’ospedale, con le fiamme che hanno lambito l’area della struttura sanitaria. Fortunatamente il rogo è stato domato e la situazione è tornata sotto controllo. EMANUELA CALABRESE


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Operazione tra quartieri residenziali e zone della movida: identificate 76 persone. Nei ristoranti rilevate violazioni delle norme su igiene e sicurezza

Matera, controlli dei Carabinieri e del NAS Multe per 15mila euro e due patenti ritirate

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ontrolli nelle zone della movida, nei quartieri residenziali e nei locali del centro di Matera. È il bilancio del servizio straordinario ad «alto impatto» svolto nella serata di venerdì 2 ottobre dai Carabinieri della Compagnia di Matera, con il supporto del NAS di Potenza. Le verifiche negli esercizi di somministrazione di cibi e bevande hanno portato a tre sanzioni per violazioni della normativa in materia di igiene e sicurezza, per un importo complessivo di 15mila euro. L’operazione ha impegnato cinque equipaggi, per un totale di tredici militari, con l’obiettivo di prevenire e contrastare i fenomeni di criminalità e verificare il rispetto delle norme igienico-sanitarie. Il pattugliamento ha interessato le

aree residenziali maggiormente colpite dai furti in appartamento e i luoghi di aggregazione della vita notturna.Lungo le principali arterie stradali sono stati predisposti posti di controllo ad alta visibilità. Complessivamente, i militari hanno controllato 59 veicoli e identificato 76 persone, elevando sei sanzioni amministrative, una delle quali per guida in stato di ebbrezza. Due le patenti ritirate.Una persona è stata inoltre segnalata alla Prefettura per detenzione di sostanze stupefacenti destinate all’uso personale. Parallelamente ai controlli su strada, i Carabinieri e il personale del NAS hanno effettuato ispezioni nei locali di ristorazione del centro cittadino, riscontrando le irregolarità che hanno determinato le tre sanzioni.

Un presidio permanente sulla Strada Statale 106: «la protesta sarà civile e rispettosa delle istituzioni, ma determinata e ad oltranza»

A Scanzano Jonico nasce il comitato dei liberi cittadini contro il caro carburanti e caro vita

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DI EMANUELA CALABRESE

gricoltori in protesta in Europa. A Roma il presidio contro il caro carburante ha fatto registrare centinaia di trattori in strada, alle porte della capitale. Durante il presidio sono stati versati in strada sacchi di grano e latte. «Lavoriamo ogni giorno sotto i costi di produzione. Il caro carburante sta dando il colpo di grazia a settori già stremati" spiegano gli agricoltori».C’è mobilitazione anche a Scanzano Jonico, dove è nato il “Comitato dei Liberi Cittadini contro il caro carburanti e il caro vita”.La mobilitazione popolare coinvolge attivamente e il collettivo di cittadini che si sono uniti per manifestare, protestare o promuovere un cambiamento sociale, politico o economico, dando vita a un presidio permanente sulla Strada Statale 106, nei pressi della rotatoria d'ingresso del paese. Il Comitato, nasce dalla crescente preoccupazione e dall'esasperazione di famiglie e lavoratori per l'aumento incessante dei prezzi dei carburanti, delle bollette, dei generi ali-

mentari e delle materie prime, che stanno mettendo in ginocchio l'economia locale e compromettendo la qualità della vita di migliaia di cittadini. La protesta sarà civile e rispettosa delle istituzioni, ma al tempo stesso determinata e ad oltranza. Il Comitato rivolge un appello a tutti i cittadini, agli imprenditori agricoli, ai commercianti, agli artigiani, ai lavoratori dipendenti, ai professionisti, ai giovani e ai pensionati «affinché ade-

riscano alla mobilitazione: Solo attraverso una partecipazione ampia e responsabile sarà possibile far sentire la voce di una comunità che chiede il diritto a vivere, lavorare e produrre senza essere schiacciata da costi ormai divenuti insostenibili. Il presidio resterà attivo fino a quando non arriveranno segnali concreti e misure efficaci per ridurre il costo dei carburanti, delle bollette, dei beni alimentari e delle materie prime, resti-

tuendo dignità alle famiglie e prospettive alle attività produttive del territorio». L'obiettivo del Comitato è ottenere «risposte concrete e immediate affinché si arresti una spirale di rincari che sta impoverendo il tessuto sociale ed economico del territorio. Non è più accettabile che chi lavora onestamente non riesca ad arrivare alla fine del mese -spiegano- Oggi sempre più famiglie sono costrette a rinunciare a beni essenziali,

mentre il potere d'acquisto di stipendi e pensioni continua a diminuire. La nostra Costituzione riconosce il diritto al lavoro e a una retribuzione capace di garantire al lavoratore e alla sua famiglia un'esistenza libera e dignitosa. Con questi livelli di prezzi e costi, quel diritto rischia di restare solo sulla carta" dichiarano i responsabili del Comitato. Particolarmente drammatica appare la situazione del comparto agricolo, colpito da rincari record dei mezzi tecnici, soprattutto carburanti e fertilizzanti, aggravati dalle tensioni internazionali e da fenomeni speculativi che stanno facendo esplodere i costi di produzione. Allo stesso tempo, molte produzioni agricole registrano prezzi di vendita e profitti insufficienti a coprire le spese sostenute dalle aziende. Sono necessari interventi urgenti e straordinari -concludonotra l'abbattimento degli aumenti dei costi dei carburanti e delle materie prime, l'adozione di misure strutturali capaci di garantire stabilità e continuità alle imprese, aiuti alle famiglie e ai lavoratori in difficoltà».


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Settanta insegnanti da tutta Italia alla scoperta della Basilicata. Focus sul turismo e sulla sinergia tra pubblico e privato

Docenti in visita: Latronico punta sulla destagionalizzazione turistica «L

a Basilicata che resiste, scommette e vince parte da una stretta di mano, dall’orgoglio di una comunità che rifiuta la marginalità e sceglie di spalancare le proprie porte al futuro». Così l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, a margine dell’incontro organizzato a Nova Siri da Idea Viaggi. All’evento hanno preso parte circa settanta tra dirigenti scolastici e docenti, provenienti da numerose regioni italiane, arrivati in Basilicata per conoscere da vicino la storia, le bellezze e le potenzialità di un territorio straordinario.«A loro – dice Latronico – ho portato il saluto del Governo regiona-

le, sottolineando l’importanza di continuare a sostenere iniziative capaci di destagionalizzare il turismo e di promuovere la Basilicata durante tutto l’arco dell’anno». L’assessore sottolinea, come nota di merito, il lavoro degli amministratori locali che, quotidianamente, operano sui territori e che, «attraverso una collaborazione sempre più forte e sinergica tra pubblico e privato, sanno rinnovare l’impegno nella valorizzazione delle proprie comunità, costruendo nuove opportunità di crescita e di attrattività».La Basilicata – continua l’assessore – ha una vocazione naturale all’accoglienza, fatta di autenticità, disponibilità e capa-

cità di far sentire chi arriva parte del territorio. Un elemento distintivo particolarmente importante quan-

do ad avvicinarsi alla Lucania sono le nuove generazioni e le loro famiglie, perché «conoscere un ter-

ritorio – conclude Latronico – significa anche costruire un legame che può durare nel tempo».

Aperti i cantieri in viale Kennedy per l'intervento di riqualificazione e ammodernamento dell'impianto sportivo cittadino

Montescaglioso, nuovi interventi allo stadio Avviati i lavori per la copertura della tribuna

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ono iniziati lunedì 28 settembre i lavori per la realizzazione della copertura della tribuna centrale dello Stadio Comunale di Montescaglioso, in viale Kennedy. L’intervento segna l’avvio della fase operativa di un progetto molto atteso, destinato a migliorare sensibilmente la funzionalità e la fruibilità dell’impianto sportivo. La nuova copertura consentirà di rendere la tribuna più confortevole e protetta, rappresentando al tempo stesso un ulteriore e concreto passo

nel percorso di ammodernamento dello stadio.La nuova struttura si inserisce nell’area della tribuna centrale e prevede una soluzione ingegneristica in grado di garantire un'adeguata resistenza e stabilità. La realizzazione dell’opera comprende tutte le attività necessarie alla costruzione delle fondazioni e degli elementi di sostegno, oltre alla successiva installazione della struttura portante e della copertura vera e propria.Con l’apertura ufficiale del cantiere prende dunque il via la fase ope-

rativa. Le prime attività sul campo riguardano la predisposizione dell’area di lavoro, i preparativi preliminari e gli interventi strutturali per la posa delle nuove fondazioni e degli ancoraggi. Successivamente si passerà al montaggio della struttura portante, avviando un percorso che porterà progressivamente alla trasformazione della tribuna, con l’obiettivo di consegnare alla città uno spazio moderno e perfettamente rispondente alle esigenze dello sport locale.L’opera si inserisce

in un più ampio programma di riqualificazione dello Stadio Comunale. Nel corso degli anni, l'impianto di viale Kennedy — punto di riferimento fondamentale per la comunità montese — è già stato interessato da diversi interventi di miglioramento, inclusi quelli dedicati al terreno di gioco. Con l'avvio di questo nuovo cantiere, l'iter progettuale e amministrativo si trasforma finalmente in realtà, dotando la città di una struttura sportiva ancora più efficiente e accogliente.


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Il passato merita rispetto, non obbedienza

Non tutto ciò che conserviamo è ancora vivo

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DI FABRIZIO QUARATINO

bbiamo un rapporto curioso con il passato. Lo restauriamo, lo cataloghiamo, lo fotografiamo, lo celebriamo. Mettiamo targhe sulle case, teche intorno agli oggetti, corde davanti alle stanze e cartelli con scritto “non toccare”. Siamo bravissimi a conservare. Qualche volta talmente bravi che riusciamo perfino a conservare le cose morte. E non parlo soltanto di musei. Conserviamo convinzioni scadute, paure che non servono più, rancori perfettamente funzionanti, giudizi pronunciati vent’anni fa e ancora custoditi con una manutenzione conservativa che farebbe invidia alla Sovrintendenza. Perché lasciare andare qualcosa ci spaventa. Abbiamo paura che trasformare significhi tradire. E invece forse è esattamente il contrario. CONSERVARE NON SIGNIFICA VIVERE Un libro chiuso in una biblioteca è protetto.Ma comincia a vivere quando qualcuno lo apre. Uno spartito custodito in un archivio è salvo. Ma diventa musica soltanto quando qualcuno decide di suonarlo. Un teatro perfettamente restaurato può essere meraviglioso. Ma senza persone, voci, errori, applausi, discussioni e perfino qualche spettacolo discutibile, rimane un magnifico contenitore con le

poltrone. La cultura vive quando viene attraversata. E lo stesso accade a noi. Possiamo custodire tutto ciò che siamo stati con una precisione quasi archeologica. Possiamo ricordare ogni torto, ogni abbandono, ogni parola ricevuta nel momento sbagliato. Possiamo persino lucidare periodicamente le nostre ferite. Ma una ferita ben conservata rimane una ferita. IL PASSATO NON È UN PADRONE C’è una differenza enorme tra ricordare e obbedire alla memoria. Ricordare significa sapere da dove veniamo. Obbedire significa permettere a ciò che è stato di decidere ciò che saremo. Ed è qui che spesso ci freghiamo da soli. “Ho sempre fatto così”. Una delle frasi più rassicuranti e pericolose inventate dall’umanità. Anche il Titanic, fino a pochi minuti prima dell’iceberg, stava andando benissimo nella stessa direzione. Cambiare non significa rinnegare la strada percorsa. Significa avere abbastanza rispetto per quella strada da non trasformarla in una prigione. Il passato merita rispetto. Non obbedienza. NON SIAMO LE NOSTRE FERITE Ci sono persone che hanno attraversato dolori enormi.Perdite. Fallimenti.Tradimenti. Solitudini che nes-

suno ha visto. E sarebbe offensivo dire loro semplicemente: dimentica. Non bisogna dimenticare. Bisogna trasformare. Perché ciò che ci è accaduto appartiene alla nostra storia, ma non possiede automaticamente il diritto di diventare la nostra identità. Io posso essere stato ferito senza diventare la mia ferita. Posso essere stato abbandonato senza trasformarmi nell’abbandono. Posso avere fallito senza essere un fallimento. Questa è una delle libertà più grandi che possiamo conquistarci. Non quella di cancellare ieri.Quella di impedire a ieri di sequestrare domani. LA VITA NON È UNA TECA A volte trattiamo noi stessi come reperti archeologici. Fragile. Non toccare. Non spostare. Attenzione: potrebbe rompersi. Poi arriva la vita, che evidentemente non ha letto il cartello. Ci sposta. Ci contraddice. Ci costringe a ricominciare. E proprio quando pensavamo di avere finalmente sistemato tutto negli scaffali giusti, rovescia la libreria. Maleducata. Eppure è lì che accade qualcosa. Anche dentro una crisi può arrivare un momento nel quale, pur non potendo cambiare ciò che è accaduto, possiamo provare a creare una causa diversa. Non sempre possiamo scegliere quello che ci accade. Possiamo però lavorare su ciò che facciamo accadere dopo. Ed è una differenza gigantesca. TRASFORMARE NON SIGNIFICA

CANCELLARE C’è un equivoco che dovremmo eliminare. Cambiare non significa diventare qualcun altro. Significa diventare più profondamente noi stessi, liberandoci da ciò che ci impediva di esserlo. Un albero non rinnega le proprie radici quando produce nuovi rami. È proprio grazie a quelle radici che può continuare a crescere. Vale per le persone. Vale per le relazioni.Vale per le comunità.Vale perfino per le città.La memoria migliore non è quella che ci costringe a ripetere. È quella che ci permette di evolvere. NESSUNO È CONDANNATO ALLA PROPRIA STORIA Questa è forse la convinzione alla quale tengo di più. Nessuno dovrebbe sentirsi definitivamente imprigionato nella versione di sé che ha conosciuto nel momento peggiore. Possiamo cambiare direzione. Possiamo riparare. Possiamo ricominciare. Possiamo chiedere scusa. Possiamo perdonare senza necessariamente tornare indietro. Possiamo amare diversamente. Possiamo scegliere di non restituire al mondo lo stesso dolore che abbiamo ricevuto. E questa non è debolezza. È una forza enorme. Perché rompere una catena richiede molta più energia che trascinarla. QUELLO CHE LASCIAMO AGLI ALTRI Alla fine non conserveremo tutto. Perderemo oggetti.

Cambieranno le città. Scompariranno luoghi che pensavamo eterni. Persino i ricordi diventeranno meno nitidi. Ma qualcosa resterà. Il modo in cui abbiamo fatto sentire una persona quando aveva paura. La mano che abbiamo teso quando sarebbe stato più semplice voltarci. La forza che abbiamo prestato a qualcuno mentre cercava la propria. Non per sostituirci a lui. Non per decidere quale strada dovesse prendere. Ma perché nessuno dovrebbe essere costretto ad attraversare il proprio inverno credendo di essere solo. Forse il patrimonio più importante che lasciamo non è ciò che abbiamo protetto. È ciò che abbiamo fatto vivere. E FORSE VALE ANCHE PER NOI Non tutto ciò che viene dal passato deve essere lasciato nel passato. Ma nemmeno tutto ciò che viene dal passato merita di governare il presente. Conserviamo ciò che ci rende più umani. Trasformiamo ciò che ci impedisce di esserlo. La memoria ci dice da dove veniamo. La trasformazione decide dove stiamo andando. Perché conservare significa impedire che qualcosa scompaia. Renderlo vivo significa permettergli di cambiare ancora. E forse vale anche per noi. Perché non siamo nati per diventare il museo di ciò che ci è accaduto. Siamo nati per diventare la prova vivente che ciò che ci è accaduto può ancora trasformarsi in qualcosa di nuovo.


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Incontro in Romania per la delegazione italiana guidata da Baldantoni e Reale. Presentato il libro di Perillo per unire i territori tra storia, cultura e vino

Da Bucarest ad Acerenza sulle tracce di Vlad Tepes: nasce un’ asse turistico U

n importante incontro internazionale si è svolto lo scorso 2 ottobre presso il Palazzo Eclipse di Snagov, nella contea di Prahova, in Romania. A promuoverlo è stata la delegazione italiana di ricercatori guidata da Giovanni Baldantoni, presidente di Palazzo Italia, e dal professor Giuseppe Reale, direttore del complesso monumentale di Santa Maria la Nova di Napoli, coordinati dallo storico Mircea Cosma, presidente di SMV Ploiești. Ospite d'onore e relatore della giornata è stato l'ex primo ministro Adrian Nastase, il quale ha espresso grande apprezzamento per l'impegno profuso da Cosma e Baldantoni nella valorizzazione di miti, leggende e realtà storica.Durante i lavori, tutti i partecipanti si sono trovati concordi nel voler sviluppare un solido asse storico, culturale e turistico tra la Romania, l'Italia e la Moldavia, territori accomunati dalle tracce e dalle memorie legate alla figura di Vlad Tepes.Nel corso dell'evento è stato presentato anche il nuovo romanzo di Marco Perillo, noto giornalista de Il Mattino di Napoli e figura già nota al pubblico lucano per i suoi interventi al Museo Palazzo Glinni di Acerenza. Perillo ha approfondito il legame storico tra Vlad III e la figlia Maria Balsa, vissuta proprio nel centro potentino come spo-

sa del conte Ferillo e ricordata ancora oggi dalla stanza a lei intitolata al primo piano del museo acheruntino.Il programma della missione è proseguito il 3 ottobre sotto l'insegna dello sviluppo economico e della cooperazione, grazie all'iniziativa congiunta tra Palazzo Italia Incubatore di Imprese e SMV Ploiești per intensificare i rapporti turistico-imprenditoriali e culturali tra gli operatori lucani e quelli del Județ Prahova. La delegazione ha così effettuato visite istituzionali e produttive presso le cantine «Feruccio» — grande produttore di vini tipici rumeni dedicati agli eroi nazionali — e «Budureasca», celebre per la produzione del vino «Bianco Maria Balsa», già disponibile presso Palazzo Glinni. En-

trambe le aziende si trovano lungo la fascia del quarantacinquesimo parallelo, area d'eccellenza per la viticoltura di qualità sia in Romania che in Italia.Dalla

Romania all’Italia prende così forma un nuovo itinerario turistico e culturale che unisce Bucarest, Acerenza e Napoli. L'obiettivo comune è dare vita a una re-

te di luoghi d'eccellenza in grado di ospitare convegni, rievocazioni storiche, mostre, presentazioni editoriali e iniziative congiunte di promozione territoriale.


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Tutto Sport

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SERIE C Nel derby lucano il Potenza sconfigge il Picerno. In rete Loiacono, Russo, Selleri e D’Auria per il Potenza; Pugliese e Bianchi per i melandrini

Quarto poker, il Potenza vola POTENZA PICERNO

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POTENZA (4-3-3): Cucchietti 5, Kirwan 6,5,Bura 6,5, Loiacono 7, Russo 7, Ghisolfi 6,5 (all’84’Adjapong s.v), Bando 6 (all’88’Manfredonia s.v), De Marco 5, Petrungaro 6,5 (all’88’ Bruschi s.v) , Selleri 7 (al 84’Murano s.v), D'Auria 7 (al 75’Franzolini 6). A disp: Franchi, Gironi, Verza, Bruschi, Castorani, Murano, Mazzeo, Franzolini, Gorga, Manfredonia, Staver, Giannini, Do Santos, Adjapong. All.: Tisci

PICERNO (4-2-3-1): Marcone 5, Tolovan 5,5 (al 58’Bassoli 5), Del Fabbro 5 (all’81’ Rillo s.v) ,Bellodi 5, Germignani 5, Virgilio 5,5 (all’89’Maselli s.v), Franco 5, Kanoute 6, Bianchi 5,5 (all’81’Nocerino s.v), Pugliese 5, Abreu 5 (al 58’Coppola 5). A disp: Pecci, Cortese, Perri, Maiorino, Esposito, Egharevba, Nocerino, Pistolesi, Maselli, Rillo,Bassoli, Oliviero, Coppola Scravaglieri. All.De Luca ARBITRO: Sig. Domenico Mirabella (Napoli) ASSISTENTI: Sigg. Manuel Cavalli (Bergamo) e Edoardo Maria Brunetti (Milano) IV Ufficiale: Sig. Andrea Palmieri (Brindisi) FVS: Pierpaolo Vitale (Salerno) MARCATORI: al 9’ Loiacono; 30’Russo; al 35’Pugliese; al 48’Bianchi; 63’Selleri; al 65’D’Auria RECUPERO: 1’ pt e 7’ st NOTE: Ammonizioni: Pugliese (Pi); Espulsioni: Di Marco (Pz) Spettatori: 4130 di cui 211 ospiti Angoli: 5-4 per il Potenza

POTENZA. Terzo poker stagione ed il Potenza resta capolista del girone ad un solo punto di distanza dal Sorrento. Lo fa contro i “cugini” del Picerno in una gara ad altissima tensione dove, appunto i melandrini i sotto di due reti erano riusciti a ribaltarla. Poi in meno di due minuti il Potenza con Selleri e D’Auria calano le quattro reti che confermano la squadra di Tisci come l’attacco migliore di tutti i campionati.

__ MomentI della partita

In gara. Con gli spalti del “Viviani” quasi tutto sold-out il derby lucano tra Potenza e Picerno si presenta con i due tecnici fare delle scelte diverse rispetto agli schieramenti da presentare dal primo minuto. Tisci,così come aveva annunciato alla vigilia, sostituisce l’infortunato Castorani con Ghisolfi a centrocampo; in difesa inserisce Bura al posto di Staver ed in attacco da fiducia al giovane Selleri al posto del “Samuray”. Diverso è lo schieramento di De Luca che presenta la identica formazione vista sabato scorso al “Curcio” e che ha battuto il Cerignola per due reti ad uno. La serata nel “catino” potentino è piacevole ed il calcio di inizio è ad opera degli ospiti. Parte bene la formazione di De Luca che si presenta con un pressing alto. I rosso-blù di Tisci si affidano alle transizione per bucare la difesa ospite. Al 9’ dopo il secondo corner battuto da D’Auria, Abreu si perde Loiacono che trova il colpo di testa per infilare Marcone. Ma sono ancora i padroni di casa a fare la gara. Al 21’ Richard Marcone è bravo a chiudere il primo palo su un tiro ravvicinato di Petrungaro. Un minuto dopo ancora su azione di calcio d’angolo Petrungaro colpisce il legno centrale della porta difesa da Marcone. Per vedere il primo tiro dei “melandrini” bisogna attendere il 24’ con un tiro dalla distanza di Kounutè. Facile la parata di Cucchietti.

Il Potenza di Tisci affonda l’area avversaria ed al 28’ una nuova occasione per il raddoppio. Selleri serve D’Auria, l’attaccante non trova la porta. La trova Russo due minuti dopo grazie ad una precisa imbucata di De Marco. Il Potenza raddoppia. Passano soli 5’ ed al primo disimpegno non proprio preciso dei padroni di casa il Picerno accorcia le distanza con un tiro ancora di Kounutè ribattuto da Cucchietti, sul tap in e Pugliese la infila dentro. Dal 35’e sino alla fine della prima frazione di gioco non accade praticamente nulla. Si va negli spogliatoi. La ripresa si apre con gli stessi uomini della prima frazione di gioco. Passano soli 3’ ed il Picerno pareggia i conti con un tiro dalla distanza di Bianchi su assist di Virgilio, colpevole Cucchietti che non vede partire la palla e gli passa tra le mani. Il “Viviani” si ammutolisce. Dal 2-0 e dalle tantissime occasioni mancate al pareggio. Ma la gara è ancora lunga da giocare. Al 58’ inizia la giradoli dei cambi per De Luca. Entra Bassoli per Tolovan e Coppola per Abreu. Il pareggio non abbatte i rosso-blù perché al 63’un tiro di D’Auria termina sui piedi di Selleri che infila in rovesciata Marcone. Neppure il tempo di battere il calcio di inizio che il Potenza cala il poker su una velocissima azione di transizione sul filo PetrungaroD’Auria e conclusione di quest’ultimo a rete. Poi al 70’ De Marco commette una grande leggerezza su Pugliese. La panchina della “leonessa” si gioca la card. Al monitor il direttore di gara verifica ed espelle De Marco. Il Potenza resta in dieci uomini. Tisci opta per il primo cambio. Fuori D’Auria per Franzolini. Anche De Luca opta per il secondo slot di cambi. Fuori Bianchi e Del Fabbro per Nocerino e Rillo. Tisci risponde Con Murano ed Adjapong al posto di Selleri e Ghisolfi. Qualche minuto dopo manda in campo Manfredonia e Bruschi per Bando e Petrungaro. Ultimo cambio anche il Picerno. Fuori Virgilio per Maselli. Al 90’ la gara si chiude con i padroni di casa in vantaggio di due reti. Il tutto mentre il direttore di gara concede 7’ di extra time. La gara si incattivisce. Al 92’ la panchina del Picerno chiama la card per un sospetto fallo in area di rigore di Russo su Nocerino. Al Var il direttore di gara non concede il penalty. Con questa vittoria, il Potenza resta ancora al vertice della classifica anche se ad un solo punto di distanza dal Sorrento. Aspettando la gara esterna di domenica allo “Zaccheria” di Foggia. ROCCO NIGRO


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Cronache del 5 ottobre 2026 by Cronache - Issuu