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Cronache del 5 giugno 2026

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Inutili polemiche per un gioco

NUCLEARE, LA CAMERA APPROVA

Giorgia Meloni riesce a trasformare le sue idee in azioni. Il centrosinistra contrario insegue le paure della parte più reazionaria del paese. Bonelli: «Scritta una pagina buia»

STRAGI DEL 1993

Archiviato il filone su Dell'Utri e Berlusconi

Il gip del Tribunale di Firenze ha disposto l’archiviazione del procedimento nell’ambito dell’inchiesta sui presunti mandanti occulti delle stragi di mafia del 1993 che vedeva coinvolto Marcello Dell’Utri e, nel perimetro investigativo, anche Silvio Berlusconi. Nel provvedimento, firmato lo scorso 15 gennaio ma reso noto nei (...)

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TAGLIO ACCISE Una decisione per evitare tensioni sui prezzi dei carburanti. Ma il vero confronto resta a Bruxelles

CASO PIPITONE

A Cronache la criminologa Antonella Delfino Pesce racconta di aver parlato con il testimone chiave: «So dove cercare Denise»

■ Magrì a pag 9

ARPAB

In occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente, il dg Ramunno richiama l’attenzione su controlli, e prevenzione

■ Servizo a pag 14

RES2FIRE

Il responsabile della Protezione civile di Potenza, Pino Brindisi a Belgrado: «Necessario investire in prevenzione»

■ Servizio a pag 17

di sfruttamento»

Rogo Amendolara, «Condizioni estreme figlie di una situazione

SANT’ARCANGELO Sopralluogo del sindaco

A OLTRE IL GIARDINO PARLA MEGA, SEGRETARIO CGIL BASILICATA
Giorgetti
Dellapenna a pag 9
Lamattina a pag 3
Direttore Responsabile Rosa MOLLICA

Italia e Mondo

La Maggioranza mostra compattezza e scrive una pagina di coraggio per l'Italia

Nucleare, la Camera approva

Giorgia Meloni riesce a trasformare le sue idee in azioni. Il centrosinistra contrario insegue le paure della parte più reazionaria del paese. Bonelli: «Scritta una pagina buia»

Enrico Mattei sosteneva che una nazione che produce autovetture ed ha le autostrade deve avere anche il petrolio e la benzina. Giorgia Meloni, con la sua decisione di avviare il percorso verso la produzione di energia da fonte nucleare riafferma che una nazione che ha industrie e punta ad essere una potenza industriale deve avere anche l'energia sufficiente per essere autonoma.Dal fatidico risultato referendario del dopo Chernobyl, è la prima volta che un governo e una maggioranza politica si mettono al lavoro su un dossier che rischia sempre di essere deflagrante da un punto di vista politico ed elettorale.

LA CAMERA APPROVA

In un passato recente, ad onor del vero, anche il vicepresidente dell'Ulivo Parisi si schierò a parole a favore del ripristino della produzione energetica nucleare in Italia.Il centrosinistra non ne fece niente. Troppo condizionata dagli umori della piazza e dai naziambientalisti radicali la coalizione fece morire la proposta di uno dei suoi leader preferendo non scontentare la piazza agli interessi nazionali.Il Governo Meloni, invece, ha deciso di andare fino in fondo. Per approvare il decreto Pichetto

Fratin, la maggioranza ha imposto tempi di lavoro pieni e senza interruzioni con la chiara volontà di arrivare all’approvazione finale prima dell'estate.Un segnale chiaro che non c'è la retorica del vorrei ma non posso ma che, contro la paura che inibisce, il centrodestra riparte dalla dinamica dell'azione decisoria.Una dinamica che vuole dare al Governo una delega piena per mettere in campo le opere necessarie per realizzare in Italia le centrali nucleari necessarie e possibili con il vincolo di utilizzare i processi più innovativi e, quindi, ecologicamente migliori.

PER BONELLI È UNA PAGINA NERA

La proposta passa con il voto compatto della maggioranza e la contrarietà dell'opposizione tutta.Il Partito Democratico, ormai sempre più legato a posizioni di radicalismo ambientalista, non trova il coraggio di differenziarsi dal Movimento Cinque Stelle e, inseguendo le idee di Conte, si schiera contro la possibilità per l'Italia di lavorare verso l'autosufficienza energetica e una minore dipendenza dall'estero.L'estrema sinistra di AVS, per bocca di Bonelli, addirittura parla di una pagina nera nella storia della Repubblica paventando il rischio di una volontà del Governo di utilizzare il nucleare per scopi bellici.

L'ITALIA VA AVANTI

Salterò i lenti e i dubbiosi, amava ripetere spesso Giorgia Meloni da giovane e nella sua campagna elettorale, con questa scelta e la determinazione con la quale ha guidato la sua maggioranza verso un cambiamento epocale, ha dimostrato ancora una volta di essere in grado di trasformare la visione in azione di governo.L'Italia finalmente può andare avanti, superare dubbi e paure che provengono dalle parti più reazionarie della società italiana ed immaginare una nazione in grado di affrontare con maggiore forza il futuro.

Archiviazione disposta dal gip di Firenze Patrizia Martucci, nell’inchiesta sui presunti mandanti occulti delle stragi di mafia

Stragi del 1993, il gip archivia il filone su Dell’Utri e Berlusconi

D I V ITO E RRICHETTI

Il gip del Tribunale di Firenze ha disposto l’archiviazione del procedimento nell’ambito dell’inchiesta sui presunti mandanti occulti delle stragi di mafia del 1993 che vedeva coinvolto Marcello Dell’Utri e, nel perimetro investigativo, anche Silvio Berlusconi.Nel provvedimento, firmato lo scorso 15 gennaio ma reso noto nei giorni successivi, il giudice per le indagini preliminari afferma che “mancano elementi concreti su contatti o rapporti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi e quindi Marcello Dell’Utri, stretto collaboratore di Berlusconi”, ritenendo non sufficienti gli elementi raccolti per sostenere l’impianto accusatorio. L’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Firenze si inserisce nel più ampio filone sulle stragi che tra il 1993 e il 1994 colpirono Firenze, Milano e Roma. Secondo la ricostruzione ipotizzata dagli inquirenti, la stagione stragista sarebbe stata finalizzata a creare un clima di destabilizzazione politica nella fase di transizione della Repubblica, con possibili effetti indiretti sul nuovo assetto politico nato in quegli anni. Dell’Utri era stato indicato dagli investigatori come possibile figura di collegamento con ambienti mafiosi e, in particolare, con il boss Giuseppe Graviano. Tesi investigative che la difesa ha sempre respinto, parlando di ricostruzioni prive di riscontri oggettivi e basate su dichiarazioni non attendibili.Con l’archiviazione, il giudice ha ritenuto insussistenti i presupposti per sostenere ulteriormente l’azione penale, chiudendo uno dei filoni residui dell’inchiesta fiorentina.

MARINA

BERLUSCONI:

«ACCUSE SENZA RISCONTRI, UNA LUNGA STAGIONE DI SOSPETTI INFONDATI»

Marina Berlusconi, presidente di

Fininvest, ha accolto la decisione come una conferma della totale estraneità del padre Silvio Berlusconi alle ipotesi avanzate nel corso delle indagini.In diverse occasioni, anche in interventi pubblici degli ultimi anni, ha definito le accuse legate ai rapporti tra il padre e la criminalità organizzata come “prive di fondamento” e sostenute da ricostruzioni che non avrebbero mai trovato riscontro in sede giudiziaria. La dirigente ha inoltre sottolineato come la lunga stagione di sospetti abbia inciso pesantemente sulla figura dell’ex premier.

GIORGIA MELONI: «VERITÀ GIUDIZIARIA CONFERMATA, NESSUN RAPPORTO CON LA MAFIA»

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito l’archiviazione “l’ennesima conferma di una verità storica e giudiziaria incontrovertibile”, sottolineando come dopo decenni di indagini non siano emersi elementi a sostegno di rapporti tra Silvio Berlusconi e Cosa Nostra.Meloni ha ribadito che il centrodestra è sta-

to per anni associato a sospetti “privi di fondamento”, rivendicando il ruolo politico della coalizione come “forza della legalità” e sottolineando la necessità di distinguere tra ipotesi investigative e verità giudiziaria accertata.

ANTONIO TAJANI: «SEI ARCHIVIAZIONI, SMONTATO IL TEOREMA

ACCUSATORIO»

Il vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani ha parlato di “sei archiviazioni” che, nel corso degli anni, avrebbero progressivamente escluso qualsiasi collegamento tra la nascita di Forza Italia e la stagione delle stragi.Secondo Tajani, la vicenda rappresenta un lungo percorso giudiziario caratterizzato da accuse mai suffragate da riscontri definitivi. Il leader di Forza Italia ha inoltre criticato la durata delle indagini, chiedendo una giustizia più rapida ed efficiente e sottolineando come il caso abbia avuto anche un impatto politico e mediatico rilevante.

BARBARA BERLUSCONI: «LA VERITÀ CROLLA

ADDOSSO AGLI ACCUSATORI DI MIO PADRE»

«La verità crolla addosso agli accusatori di mio padre. Per mettere in piedi processi basati su accuse assurde e inverosimili è stata spesa inutilmente una quantità enorme di soldi pubblici». Con queste parole Barbara Berlusconi commenta l’archiviazione disposta dal gip di Firenze nell’ambito del filone investigativo sulle presunte responsabilità legate alle stragi di mafia del 1993.«Il Tribunale di Firenze –aggiunge la terzogenita di Silvio Berlusconi – mette finalmente la parola fine anche a questo teorema. L’archiviazione conferma la totale estraneità di mio padre alle stragi del 1993 e restituisce verità alla sua memoria dopo decenni di accuse, insinuazioni e fango».

La figlia dell’ex premier sottolinea poi il proprio rispetto per le vittime della criminalità organizzata: «Alle vittime della mafia va il mio rispetto assoluto. La verità e la giustizia meritano serietà, non costruzioni mediatiche o giudiziarie».

Marina Berlusconi
Giorgia Meloni
Antonio Tajani
Barbara Berlusconi
Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi

MEDIO

ORIENTE

Il Leader Naim Qassem: «Basta con negoziati umilianti. Non ci sarà

Hezbollah respinge il cessate il fuoco con Israele mediato dagli Stati Uniti

DI LU C IA ST E FA N IA M AN C O

In Libano si continua a morire. Naufragato l’accordo di tregua tra Beirut e Israele, mediato dagli Stati Uniti d’America. Il leader di Hezbollah (il partito di Dio , gruppo militante sciita) lo ha respinto, definendolo una «sconfitta», invitando il Libano «a porre fine alla farsa e all’umiliazione dei negoziati con Israele» e ponendo le sue condizioni per una futura intesa. Una decisione che potrebbe essere stata concordata con l’Iran, secondo alcune fonti. Era serbo il casco blu della missione Onu Unifil, che ha perso la vita a causa di ferite gravi riportate quando colpi di mortaio hanno colpito la sua posizione vicino Marjayoun, nel Libano sud orientale. Feriti anche altri due militari. L’esercito israeliano accusa Hezbollah per l’attacco. Un’indagine chiarirà l’accaduto. La Farnesina ha fatto sapere che «non sono coinvolti italiani nell’attacco», condannato dall’Onu come possibile crimine di guerra. «Ferma condanna» per l’accaduto da parte del governo italiano. Dal 22 giugno dovrebbe prendere il via un nuovo ciclo di colloqui per un «accordo globale». Il sergente maggiore ser-

bo Milovan Jovanovic, arrivato in Libano lo scorso gennaio, tra qualche giorno avrebbe festeggiato il suo 37mo compleanno. Non ha fatto in tempo. Il raid in cui ha perso la vita è avvenuto nonostante l’annuncio di una tregua condizionata tra Israele e Libano, raggiunta dopo colloqui internazionali a Washington. Hezbollah ha respinto il cessate il fuoco.

«Quei negoziati sono vergognosi», ha detto il suo leader Naim Qassem. In una dichiarazione ha, inoltre, affermato di aver «informato ufficialmente il presidente libanese Joseph Aoun del proprio rifiuto dell’accordo», ponendo le sue condizioni per una futura intesa: «Qualsiasi accordo accettabile deve iniziare con il ritiro completo di Israele dal territorio». Il suo diktat prevede: «il ritorno degli sfollati, gli sforzi di ricostruzione e il rilascio dei prigionieri libanesi». I negoziati per il cessate il fuoco condizionato tra Israele e Libano, guidati dagli Stati Uniti d’America, prevedevano la creazione di zone pilota in cui le Forze armate libanesi avrebbero assunto il controllo esclusivo del territorio. Un primo passo - era ritenuto - verso successivi accordi di pace e sicurezza. In una nota di

Palazzo Chigi è arrivata la posizione del governo italiano rispetto all’accaduto. «Il governo - si leggeesprime la più ferma condanna per l’uccisione di un pacekeeper serbo di Unifil nel Sud del Libano e per il ferimento di altri militari impegnati nella missione. L’Italia esprime il proprio cordoglio alla famiglia della vittima, alle Autorità e al popolo serbo, augurando una pronta guarigione ai feriti. Si richiama la responsabilità di tutte le parti in causa nel garantire la sicurezza del personale delle Nazioni Unite, il cui contingente non deve essere in alcun modo oggetto di attacchi

o restrizioni della libertà di movimento». Inoltre, continua la nota: «Il governo italiano conferma il proprio sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale del Libano, proseguendo nell’impegno per la pace e la stabilità della regione». Messaggi di cordoglio anche da parte del ministro della Difesa italiana, Guido Crosetto. In Libano, da marzo ad oggi, si contano oltre 3500 morti in attacchi israeliani, mentre i feriti superano i 10.700, secondo quanto diffuso dal Ministero della salute di Beirut. «In Libano, l’Italia - ha detto il ministro degli esteri Tajani alla riunione del Comitato di cooperazione

frontaliera italo francese che si è tenuta al Forte di Bard - è pronto a fare qualcosa di più, rispetto alla missione dell’Unifil. Siamo pronti a collaborare per cercare di intercettare e bloccare i finanziamenti illeciti che arrivano a Hezbollah». Nell’attacco nel Sud del Libano non risultano coinvolti italiani. Gli altri due feriti, un soldato spagnolo e uno del Salvador, stanno ricevendo cure nella base dell’Unifil. La tensione è alta, nel paese dei cedri non c’è pace. Secondo quanto riportato dai media di Beirut, nelle ultime ore nuovi raid israeliani avrebbero provocato altre vittime.

Qassem

Accise, Giancarlo Giorgetti accelera: lo sconto senza passare dal

DI LUC IA S ERINO

ROMA Giorgetti corre. Ancora ventiquattro ore e gli italiani potrebbero ritrovarsi nell’incubo del caro carburante. Non che i prezzi oggi siano rassicuranti, lo sanno bene quelli – cioè tutti noi – che la lancetta del full sul cruscotto dell’auto non sanno più cosa sia. Il ministro dell'Economia ha scelto perciò la via rapida. Gli sconti sulle accise sui carburanti scadono domani e per rinnovarli - seppure in forma ridotta -non servirà né un decreto legge né il via libera del Consiglio dei ministri. «Voi sapete che scadono gli sconti sulle accise il 6. Interverremo con decreto ministeriale, con il noto meccanismo, quindi non c'è bisogno di una norma di legge del Consiglio dei ministri», ha detto il titolare del Mef ai cronisti del Transatlantico, a margine del question time alla Camera, ieri pomeriggio. Una dichiarazione che chiude, almeno sul piano procedurale, settimane di attesa e di rincorse normative. Il governo ha già utilizzato più volte questo strumento nell'ultimo anno, producendo decreti ministeriali che rideterminavano le aliquote di accisa su benzina, gasolio, Gpl, gas naturale e carburanti alternativi come Hvo e biodiesel. Il meccanismo è rodato, ma la sua natura emergenziale e temporanea - proroghe di volta in volta limitate a

poche settimanesolleva interrogativi di più lungo periodo sulla sostenibilità fiscale della misura e sull'effettiva possibilità del Governo di trasformare un intervento emergenziale in una strategia strutturale.La posta in gioco, comunque, non è di poco conto. Lo dicono i numeri. L'ultima proroga, approvata dal Governo il 22 maggio, aveva confermato una riduzione delle accise di circa 5 centesimi al litro sulla benzina e una quota analoga sul gasolio, per il periodo fino al 6 giugno. Senza rinnovo, lo scatto fiscale avrebbe pesato per circa 6,1 centesimi al litro sulla benzina e per circa 24,4 centesimi al litro sul gasolio, Iva inclusa. Livelli che avrebbero riportato la benzina in prossimità dei 2 euro al litro e spinto il diesel oltre quota 2,20 in molte aree del Paese.In un contesto di crisi energetica persistente, alimentata dalla guerra in Iran e dalle sue ripercussioni sui mercati petroliferi globali, anche un aumento contenuto alla pompa ha effetti a cascata su trasporti, logistica e potere d'acquisto delle famiglie. Risolta l’emergenza, il vero dossier resta quello che si gioca a Bruxelles. Giorgetti su questo fronte è stato più cauto, la trattativa, ha detto, è «lunga, seria e riservata».Mercoledì scorso la Commissione europea aveva annunciato l'estensione della clausola

mese.L'apertura della Commissione, in ogni caso, è una proposta, non ancora una norma vigente. Il percorso di approvazione richiederà tempi tecnici e politici che potrebbero slittare. Nel frattempo, il Governo deve continuare a gestire l'emergenza con i mezzi disponibili: decreti ministeriali, proroghe brevi, rattoppi di cassa. Bruxelles, nel pacchetto di primavera del Semestre europeo 2026, ha ribadito le sue raccomandazioni all'Italia: gestione prudente dei conti, attuazione del Pnrr, rafforzamento di pubblica amministrazione e giustizia. Uno scenario che stringe i margini di manovra di Giorgetti e che rende ogni scelta di spesa un esercizio ad alto rischio politico. Rinnovo

nazionale di salvaguardia per la difesa anche alle spese legate alla transizione e alla sicurezza energetica. Il commissario per l'Economia Valdis Dombrovskis, in conferenza stampa, aveva messo sul tavolo i numeri: uno spazio fiscale aggiuntivo fino allo 0,3% del Pil all'anno per il triennio 2026-2028, con un tetto cumulativo massimo pari allo 0,6% del Pil sull'intero periodo. Per l'Italia, una cifra stimata tra i 13 e i 14 miliardi di euro. Ieri, in Transatlantico, Giorgetti alla domanda su come si intenda sfruttare gli spazi aperti da Bruxelles, ha risposto con un invito alla prudenza: «Per quanto riguarda gli spazi che abbiamo visti riconosciuti dall'Europa, valute-

remo con calma perché lo spazio non è esagerato e non possiamo permetterci di sbagliare di dosare le misure, quindi dobbiamo capire come aiutare le famiglie e come aiutare le imprese più meritevoli».E c'è un altro vincolo, forse ancora più dirimente. Dombrovskis ha chiarito senza ambiguità che la nuova flessibilità è destinata a finanziare misure che accelerino la transizione energetica. «No alla flessibilità che sostiene la domanda fossili», ha detto il commissario. Il che significa, in parole povere, che quella flessibilità non potrà essere usata per finanziare i tagli alle accise sulla benzina e sul gasolio che il governo va rinnovando mese dopo

CASO PIPITONE A Cronache la consulente di Toni Pipitone rivela che ha già incontrato il testimone chiave

Criminologa Delfino Pesce: «So dove cercare Denise»

DI T IZ I AN A M A GRÌ

Dalla scomparsa di Denise Pipitone a Mazara del Vallo, avvenuta oltre vent’anni fa, tre persone non sono mai state oggetto di audizione da parte degli investigatori. Lo afferma la criminologa Antonella Delfino Pesce, consulente di Toni Pipitone, il padre con cui la bambina ha vissuto i suoi primi quattro anni prima di quel fatidico giorno del rapimento, l’1° settembre 2004 a Mazara del Vallo.

In esclusiva a Le Cronache sostiene che una timeline spostata di 45 minuti rispetto a quella processuale potrebbero rimettere in discussione tutti gli alibi già vagliati. Il lavoro ora è passato nelle mani dell’avvocato Annalisa Iannocelli, che sta preparando una nuova istanza di riapertura dopo il rigetto del 2022. Nonostante il caso sia di nuovo sotto i riflettori dei media con le dichiarazioni di Delfino Pesce e dell’ex pubblico ministero Maria Angioni, Piera Maggio e l’avvocato Giacomo Frazzita mantengono il silenzio.

TRE PERSONE

MAI SENTITE

Il testimone di cui parla, nel 2004 era a Mazara del Vallo? Conosceva qualcuno della cerchia familiare di Denise?

« Era lì, ma non è mai stato sentito. Le anticipo la domanda che forse vorrà farmi sul perché non abbia parlato prima. Perché è una persona perbene e non si rende conto dell’importanza di quello che racconta Solo chi conosce bene i fascicoli poteva capirlo ». Sono tre persone o una sola?

«Abbiamo tre persone che non sono mai comparse nelle precedenti indagini. Mai. Una può avere un’importanza relativa, ma il testimone di Milano è assolutamente dirimente. L’unico avvistamento che ritengo valido è quello a Milano della bimba. Oggi abbiamo nuove possibilità tec-

nologiche per accertare quella pista esistente ».

IL VIDEO DI MILANO

Il 18 ottobre 2004, sei settimane dopo la scomparsa, una telecamera immortalò una bimba con tratti simili alla piccola di Mazara, parlante con inflessioni siciliane e vicina a un gruppo di nomadi. I controlli delle forze dell’ordine subirono dei ritardi. Piera Maggio riconobbe la bambina come sua figlia. Nonostante la testimonianza della guardia giurata che si trovava all’ingresso della banca dove fu ripresa Denise, la pista milanese non ha mai portato a una svolta: la bambina del video non è stata mai identificata. Stando alle nuove indiscrezioni, la nuova pista investigativa privata sembra riportare sempre a Milano. Potrebbe trattarsi di un siciliano emigrato al nord per motivi di lavoro, che in età adulta ha poi fatto ritorno nella sua terra natale. Tuttavia, al momento vige il massimo riserbo. Ma tra le parole trapela che il modus operandi della criminologa giuridica Delfino Pesce si muove sulle relazioni che riesce a tessere laddove individua una verità trascurata.

GLI ATTI PARLANO DI QUELLA MEZZ’ORA CHE NESSUNO HA CALCOLATO Quei trenta minuti potrebbero essere un punto di svolta?

« L’intera faccenda potrebbe essere ribaltata. Potrebbe cambiare tutto il caso. Non ho mai detto che la bambina sia scomparsa la sera prima. Ho fatto una rilettura della timeline: per me ‘leggermente diversa’ può essere superare la mezz’ora, attestandosi intorno ai 45 minuti. Partendo da questa nuova prospettiva tutti gli alibi vanno riesaminati, così come le intercettazioni delle celle telefoniche. Si tratterebbe di una rilettura completa dei movimenti delle utenze rispetto alle celle telefoniche ».

LA NUOVA ISTANZA

Il fascicolo è in possesso dell’avvocato Annalisa Iannocelli da circa un mese e mezzo. L’intero team di Toni Pipitone mira all’istituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare e al riavvio ufficiale del procedimento giudiziario.

Dottoressa, ci dica: Denise è viva?

« Gli accertamenti non lo diranno mai con certezza. Innanzitutto, dobbiamo verificare se la bambina del video sia Denise, cosa possibile oggi con le tecnologie attuali. I testimoni invecchiano quindi dobbiamo agire con urgenza. Ho già fornito un’indicazione precisa, nel documento consegnato all’avvocatessa Iannocelli, il luogo dove cercare la bambina”.

C’è un allineamento con la madre di Denise, Piera Maggio, e il legale Frazzitta?

«Le dico di no. Ho tentato di raggiungere Frazzitta, ma la sua rea-

zione è stata impetuosa. Capisco che vent’anni dichiarazione avventate possano logorare. Io, da parte mia, ho sempre cercato di informarli ».

Uno filo conduttore si staglia in maniera evidente alla fine della conversazione. La criminologa non smentisce il proprio schema metodologico usato per altri casi complessi. Ciò che resta, sullo sfondo, è la domanda che nessun atto giudiziario ha mai realmente affrontato: in una cittadina dove per trent’anni è stata insieme ad altri comuni limitrofi covo del boss più cercato d’Italia, è possibile che nessuno sapesse nulla della sorte di una bambina di quattro anni sottratta alla famiglia?

La scomparsa di Denise Pipitone ancora oggi è uno dei casi più emblematici della cronaca italiana. In assenza di prove concrete rientra nella categoria dei reati contro la libertà personale.

Delfino Pesce, Pipitone e Denise

Cronache Lucane

Inutili polemiche per un gioco

DI MA S S I MO D E LL AP EN NA

Alla precedenti elezioni amministrative di Lavello, quelle vinte da Antonio Liseno, Antonio Di Vietri ebbe la colpa di opporsi alla candidatura dell'im-

prenditore lavellese mettendo Fratelli d'Italia, di cui era il segretario cittadino, contro le ambizioni di quello che divenne il Sindaco della città vulturina.

A causa di quella posizione, alcuni giornali di

estrema sinistra, andando a scavare nella memoria social trovarono alcune foto di Di Vietri che giocava a soft air in divisa da soldato tedesco, per scatenare contro di lui una tempesta mediatica che ne determinò l'espulsione da FDI.

A distanza di qualche anno, le vicende giudiziarie di Liseno, hanno dimostrato che il grande coraggio di opporsi a quella candidatura compensava abbondantemente l'ingenuità di aver giocato con le divise da tedesco in una riedizione giocosa della seconda guerra mondiale.

IL SOFT AIR NON SONO LE SS Oggi ci ricasca Fanpage, lo stesso giornale che da tempo cerca peli nell'uovo per attaccare FdI, ha riscoperto quella foto per tornare ad attaccare Di Vietri.

Noi abbiamo una certa età e da ragazzini giocavamo a fare i soldati con le spade di legno e le pistole ad acqua. Il soft air è sostanzialmente una evoluzione dei nostri giochi di bambini,

invece di usare spade di legno e pistole ad acqua usano delle pistole che sparano vernice rossa. Vorrei tranquillizzare Fanpage, il fatto che con gli amici nei miei giochi da bambini facessi sempre gli indiani, i banditi o i pirati non mi ha trasformato né in cavallo pazzo, né in Trinità e Bambino né in Barbanera.

Parimenti, il fatto che Di Vietri abbia giocato a questa riedizione giocosa della seconda guerra mondiale nelle truppe tedesche non lo mette nella CharleMagne a difesa del bunker di Berlino.

Se ne faccia una ragione Fanpage e se ne faccia una ragione anche Liseno che, guarda caso, appena uscito dalla carcerazione preventiva ha ben pensato di attaccare frontalmente proprio Di Vietri, seguito poi da Fanpage.

LA PANCHINA

TRICOLORE

Occasione per attaccare Di Vietri è l'inaugurazione a Lavello di una panchina tricolore in memoria di Norma Cossetto. Di Vietri oggi non ha in-

carichi di partito, presiede una associazione che si chiama Fomentum Patria Nostra che, secondo Fanpage, nella scelta del nome latino ha già manifestato una chiara appartenenza fascista.

Qualcuno spieghi ai cacciatori di scoop che anche la prima enciclica di Papa Leone XIV, come quella di tutti i suoi predecessori, ha un titolo in latino. Forse Fanpage attaccherebbe anche il Papa se si mettesse contro Liseno?

LA PARTECIPAZIO-

NE DEL COMUNE

Che la polemica sia tutta interna alle dinamiche lavellesi e Fanpage si faccia strumento delle velleità di rivincita di Liseno, è dimostrato anche dal fatto che nell'articolo si stigmatizza la presenza del Comune alla inaugurazione della panchina a Norma Cossetto.

Norma Cossetto era jna ragazza italiana, uccisa nelle terre irredente solo perché italiana, ricordarla è un dovere civile.

Uma cosa di cui ringraziare sia Di Vietri che il Comune di Lavello.

Confusa la CharleMagne con il softair e attaccato Antonio Di Vietri in occasione dell’inaugurazione la panchina a Norma Cossetto
Di Vietri

VENERDÌ

RIENZE

UN VULCANO DI ESPERIENZE

ANTE MANI IN CUCINA

L’assessore Cupparo: «Risorse garantite per assicurare continuità ai servizi scolastici e sostenere il diritto allo studio nelle aree interne»

Convitto, liquidati 400 mila euro dalla Regione ai convitti lucani

«Abbiamo mantenuto l’impegno assunto nei confronti dei convitti della Basilicata, reperendo le risorse necessarie e procedendo alla liquidazione dei contributi regionali destinati agli istituti scolastici con convitto annesso». Lo afferma l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Lavoro e Servizi alla Comunità, Francesco Cupparo, annunciando il pagamento di 400 mila euro a favore delle strutture convittuali lucane.«Nei mesi scorsi – sottolinea Cupparo – avevamo assunto un preciso impegno con i dirigenti scolastici, con le famiglie e con gli studenti: trovare le risorse necessarie per garantire la continuità di un servizio fondamentale per il diritto allo studio. Oggi possiamo dire di aver ri-

spettato quella promessa, assicurando ai convitti il sostegno economico previsto dalla normativa regionale».L’intervento, disposto ai sensi della legge regionale n. 50/2018, consente di concorrere alle spese di funzionamento e gestione sostenute dagli istituti scolastici che erogano servizi di convittualità e semiconvittualità, realtà considerate particolarmente rilevanti per gli studenti provenienti dalle aree interne e dai territori più distanti dai principali poli scolastici.«Si tratta di un risultato che conferma l’attenzione della Regione Basilicata verso il mondo della scuola e verso tutte quelle strutture che garantiscono pari opportunità di accesso all’istruzione. I convitti rappresentano un presidio educativo, sociale e formativo indispen-

sabile per tante famiglie lucane e meritano di essere sostenuti con atti concreti e non soltanto con dichiarazioni di principio».L’assessore evidenzia infine che il reperimento delle risorse è stato possibile grazie a un lavoro amministrativo e finanziario che ha consentito di dare una risposta attesa da tempo. «Quando abbiamo assunto questo impegno – conclude Cupparo – sa-

pevamo quanto fosse importante per le scuole interessate. Oggi il pagamento dei contributi dimostra che la Regione è vicina alle esigenze del territorio e mantiene gli impegni presi».

Avviato il percorso formativo tra Università della Basilicata e Direzione Infrastrutture e Mobilità: giovani geologi al lavoro su progetti reali del territorio

Tirocini in Regione per studenti di Scienze Geologiche, focus su rinnovabili e rischio idrogeologico

Ècominciato oggi il percorso formativo di due studenti del corso di laurea magistrale in Scienze Geologiche dell’Università degli Studi della Basilicata, impegnati in un tirocinio di alto valore strategico e professionale presso la Direzione generale Infrastrutture e Mobilità della Regione Basilicata.Gli studenti saranno coinvolti in attività di analisi su un tema di particolare attualità e complessità: la valutazione delle interferenze degli impianti da fonti rinnovabili con l’assetto idraulico e idrogeologico del territorio lucano.L’iniziativa rappresenta una nuova e concreta conferma dell’efficace integrazione tra mondo accademico, istituzioni regionali ed esigenze operative del territorio.«Si tratta di un’esperienza professionalizzante di particolare valore per studenti che si avvicinano in modo operativo alla professione di geologo», dichiara Michele Greco, docente di Idraulica dei reticoli idrografici. «Il tirocinio consentirà loro di confrontarsi direttamente con le attività degli uffici regionali, lavorando su progetti reali e concreti, attualmente in corso di valutazione e realizzazione sul territorio della Basilicata. Questo significa responsabi-

lizzarli, ma anche offrire loro una formazione aderente alle esigenze effettive della pubblica amministrazione e del sistema territoriale».Soddisfazione è stata espressa anche da Pasquale Pepe, assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità: «Con l’avvio di questa specifica attività diamo continuità a una visione che mette i giovani lucani al centro dello sviluppo regionale. Creare opportunità concrete di formazione sul campo, soprattutto su temi cruciali come la transizione energetica, la tutela del territorio e la salvaguardia idrogeologica, è fondamentale».«Il contatto diretto con la macchina amministrativa e progettuale», aggiunge Pepe, «rappresenta un passaggio decisivo per costruire competenze solide e immediatamente spendibili. È anche il modo migliore per legare le nuove eccellenze professionali alla nostra terra. Investire sulle loro capacità significa dotare la Basilicata delle competenze necessarie per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide infrastrutturali, ambientali e territoriali del futuro».Il progetto formativo Regione–Unibas non riguarda esclusivamente il corso di laurea in Geologia. La Direzione generale Infrastrutture e Mobilità ha

infatti sottoscritto con l’Ateneo lucano una convenzione quadro di tirocinio, formazione e orientamento che prevede il possibile coinvolgimento di ulteriori ambiti disciplinari.I percorsi saranno sviluppati in coerenza con le competenze dell’assessorato regionale, con particolare riferimento a infrastrutture, trasporti, reti idri-

che, protezione civile e governo del territorio. L’obiettivo è favorire scelte professionali consapevoli attraverso un rapporto diretto tra formazione universitaria, attività amministrativa e lavoro sul campo, promuovendo una costruttiva alternanza tra studio, esperienza operativa e servizio al territorio.

QUARTO RIVENDICA L’IMPEGNO DI FDI E SOTTOLINEA IL

«Dagli alloggi popolari risposta concreta al diritto alla casa»

MATERA. «L’avvio dei bandi da parte di Ater Matera per la riqualificazione di 1.820 alloggi di edilizia residenziale pubblica rappresenta una notizia importante per migliaia di famiglie lucane e testimonia come, quando si dà attuazione ai principi e ai valori che Fratelli d’Italia porta avanti da sempre, sia possibile trasformare una visione politica in risultati concreti. Il nostro partito ha sempre sostenuto che il diritto ad abitare in una casa dignitosa, sicura ed efficiente non debba essere considerato un privilegio, ma un diritto fondamentale da garantire a tutti i cit- tadini». È quanto dichiara il co-

ordinatore regionale di Fratelli d’Italia Basilicata, Piergiorgio Quarto.«Ater Matera, con il sostegno della Regione Basilicata guidata dal presidente Vito Bardi, è riuscita a dare concreta attuazione a questa visione attraverso un investimento di circa 87 milioni di euro destinato a migliorare la qualità abitativa di 1.820 alloggi distribuiti nei comuni della provincia di Matera. Un intervento atteso da anni che contribuirà ad aumentare la sicurezza, il decoro urbano e l’efficienza energetica degli edifici, restituendo dignità a migliaia di famiglie.Per Fratelli d’Italia, il diritto all’abitazione

rappresenta uno dei pilastri fondamentali della dignità della persona. Garantire una casa sicura, moderna e decorosa significa rafforzare la coesione sociale, sostenere le famiglie e costruire comunità più forti e inclusive. Per questo guardiamo con favore a ogni iniziativa che punta a valorizzare il patrimonio dell’edilizia residenziale pubblica e a rendere sempre più concreto il diritto alla casa.La nostra visione è chiara: nessuno deve essere lasciato indietro. L’edilizia sociale non è soltanto un insieme di interventi strutturali, ma uno strumento di crescita e inclusione. Questo pro-

gramma di riqualificazione dimostra come una buona amministrazione possa tradursi in benefici reali per le persone e per i territori. Continueremo a sostenere ogni azione capace di migliorare la qualità della vita dei cittadini lucani», conclude Quarto.

Il capogruppo di Forza Italia alla Regione evidenzia il valore dei bandi Ater Matera per 1.820 abitazioni in 31 comuni lucani

Riqualificazione alloggi popolari Casino: «È un traguardo storico»

MATERA. «La pubblicazione dei bandi REPowerEU da parte dell'Ater di Matera rappresenta una svolta concreta e attesa per migliaia di famiglie lucane. Si tratta di un risultato che non può e non deve passare inosservato: oltre 87 milioni di euro di investimento, 1.820 alloggi di edilizia residenziale pubblica interessati, 31 comuni della provincia coinvolti. Numeri che parlano da soli e che testimoniano la capacità di questa Regione di tradurre le risorse europee del Pnrr in azioni reali, tangibili, al servizio dei cittadini più vulnerabili». Lo dichiara Michele Casino, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale.

Casino esprime «piena soddisfazione per il percorso istituzionale che ha

portato a questo risultato: desidero rivolgere i miei sinceri complimenti all'amministratore unico dell'Ater, Maridemo Giammetta, e all'intera struttura tecnica guidata dal direttore Lionetti. Hanno affrontato un procedimento complesso e innovativo con rigore, competenza e

visione strategica. Il modello dell'Energy Performance Contract applicato all'edilizia pubblica è una scommessa che vale la pena vincere e oggi siamo sulla strada giusta per farlo».

Il consigliere regionale sottolinea anche «il valore della sinergia istituzionale

che ha reso possibile questo risultato: il lavoro condiviso tra Ater, Regione Basilicata, il presidente Vito Bardi e l'assessore alle Infrastrutture Pasquale Pepe dimostra che, quando le istituzioni lavorano nella stessa direzione, i risultati arrivano. È questo il metodo che i cittadini si aspettano: collaborazione, efficienza e rispetto delle scadenze europee». Casino pone l'accento «sull'impatto sociale e territoriale dell'iniziativa: non stiamo parlando solo di interventi edilizi o di efficienza energetica. Stiamo parlando di qualità della vita. Le famiglie che abitano negli alloggi Ater potranno finalmente vivere in abitazioni più calde d'inverno, più fresche d'estate, con bollette più leggere e contesti urbani più di-

gnitosi. Questo è il senso profondo del nostro impegno politico: migliorare concretamente le condizioni di vita delle persone, a partire da chi ne ha più bisogno».

In conclusione, il consigliere Casino auspica «che la fase di gara si concluda nei tempi previsti e che i lavori possano avviarsi quanto prima. Siamo di fronte a una delle più grandi operazioni di riqualificazione del patrimonio pubblico che la Basilicata ricordi. Abbiamo il dovere di non sprecare questa opportunità. Seguirò con attenzione ogni fase del processo, pronto a sostenere e sollecitare ogni azione necessaria affinché i benefici di questo programma arrivino presto, e con piena efficacia, ai cittadini lucani».

Araneo e Verri contestano la linea di Bardi sulla riprogrammazione delle risorse e chiedono investimenti duraturi

esigenze immediate.Per questo chiedono alla Giunta regionale trasparenza sulle eventuali riprogrammazioni e sugli obiettivi da perseguire. «La Basilicata – sostengono – ha bisogno di investimenti capaci di produrre effetti anche tra dieci o vent'anni, non di misure che si esauriscono nel giro di pochi mesi». Secondo il Movimento 5 Stelle, smarrire la missione originaria della politica di coesione sarebbe un grave errore per il futuro della regione. M5S: «Fondi Ue non diventino strumenti

POTENZA. I fondi di coesione europei devono restare uno strumento per ridurre i divari territoriali e favorire lo sviluppo, non essere utilizzati principalmente per affrontare emergenze contingenti. È la posizione delle consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Basilicata, Alessia Araneo e Viviana Verri, che intervengono sulle dichiarazioni del presidente della Regione, Vito Bardi, a sostegno della proposta di riprogrammazione delle risorse avanzata dal vicepre-

sidente della Commissione europea, Raffaele Fitto.Le due esponenti pentastellate precisano di non mettere in discussione la necessità di sostenere famiglie e imprese colpite dall'aumento dei costi energetici, ma avvertono che la politica di coesione nasce per finanziare infrastrutture, innovazione, occupazione e sviluppo duraturo.Araneo e Verri ricordano che la Basilicata ha già beneficiato in passato di risorse straordinarie senza riuscire sempre a trasformarle in crescita

stabile e mettono in guardia dal rischio di utilizzare fondi destinati a colmare ritardi storici per coprire

Giornata dell’Ambiente, il ruolo strategico di Arpab

POTENZA. In occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente, che si celebra oggi, l'Arpab ribadisce il proprio ruolo strategico nella tutela del territorio e nella protezione delle risorse naturali, richiamando l'attenzione sull'importanza di uno sviluppo sostenibile e di comportamenti sempre più responsabili da parte di cittadini, istituzioni e imprese.L'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Basilicata rappresenta infatti un presidio fondamentale per il monitoraggio delle matrici ambientali, dall'aria all'acqua, dal suolo al sottosuolo, contribuendo alla prevenzione dei rischi e alla salva-

guardia della salute pubblica attraverso attività di controllo, analisi e supporto tecnico agli enti competenti.La ricorrenza diventa così un'occasione per sottolineare il valore della collaborazione tra istituzioni e comunità locali. La tutela dell'ambiente, evidenzia l'Agenzia, è una responsabilità condivisa che richiede competenze, consapevolezza e un impegno costante nel tempo.Negli ultimi anni il ruolo delle agenzie ambientali è diventato sempre più rilevante in un contesto segnato dai cambiamenti climatici, dalle pressioni esercitate dall'attività umana e dalle nuove sfide legate alla sostenibilità. In questo

scenario l'Arpab ha rafforzato la propria presenza sul territorio attraverso l'innovazione tecnologica, il potenziamento delle attività di monitoraggio e l'aggiornamento continuo delle competenze professionali.«La protezione dell'ambiente non è soltanto una priorità istituzionale, ma una condizione essenziale per lo sviluppo economico e sociale delle comunità», sottolinea il direttore generale Donato Ramunno, ricordando come investire nella sostenibilità significhi tutelare le risorse naturali e migliorare la qualità della vita delle generazioni future.Il messaggio della Giornata Mondiale dell'Ambiente è chiaro: la

difesa del territorio passa attraverso azioni concrete e responsabilità condivise. Un percorso nel quale Arpab continua a svolgere una funzione centrale al servizio dei cittadini e della Basilicata.

L'11 giugno istituzioni, geologi, imprese e accademici a confronto sulla gestione dei siti contaminati e delle emergenze ambientali

Bonifiche, sfide e innovazione: convegno nazionale a Matera

MATERA. Sarà Matera a ospitare, l'11 giugno prossimo, un importante appuntamento nazionale dedicato alle bonifiche ambientali e alla gestione dei siti contaminati. Nella sala consiliare della Provincia, in via Ridola, si svolgerà il convegno «La gestione delle contaminazioni: criticità, innovazione e prospettive nelle bonifiche ambientali», promosso da Ambiente Basilicata, brand identity della Direzione Ambiente, Energia e Tutela del territorio della Regione Basilicata, in collaborazione con l'Ordine dei Geologi della Basilicata, la Camera Forense Ambientale e l'Arpab, con il patrocinio della Provincia di Matera.L'iniziativa si propone di fare il punto

Prosser, dei sindaci di Ferrandina, Pisticci e Tito e dei rappresentanti degli ordini professionali, oltre ai vertici di Confindustria Basilicata e Confapi Matera.Le conclusioni della mattinata saranno affidate al viceministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Vannia Gava. Nel pomeriggio i lavori proseguiranno sotto la direzione del presidente del Consiglio nazionale dei Geologi, Roberto Troncarelli, con approfondimenti tecnici e scientifici dedicati ai Pfas, alla geochimica isotopica, all'analisi del rischio e alla gestione delle terre e rocce da scavo. Il convegno si chiuderà con l'intervento del direttore generale dell'Arpab, Donato Ramunno. L'AGENZIA RICHIAMA

sul quadro normativo, sulle strategie di intervento e sulle più avanzate tecnologie applicate al risanamento ambientale, mettendo a confronto istituzioni, professionisti, mondo accademico e sistema produttivo.La sessione mattu-

tina sarà aperta dalla presidente dell'Ordine dei Geologi della Basilicata, Mary William, e vedrà gli interventi del Commissario unico di Governo alle bonifiche, Giovanni Savarese, e della responsabile della Struttura di missione

Bonifica Sin della Regione Basilicata, Elvira Armenio. Al centro del dibattito vi saranno in particolare le esperienze maturate nella gestione dei Siti di interesse nazionale presenti sul territorio lucano.Ampio spazio sarà dedicato al confronto tra i diversi soggetti coinvolti nei processi di bonifica. La tavola rotonda, moderata dalla presidente della Camera Forense Ambientale, Cinzia Pasquale, vedrà la partecipazione dell'assessore regionale all'Ambiente, Laura Mongiello, del Commissario unico di Governo alle bonifiche, generale Giuseppe Vadalà, dei vertici dell'Arpab, del direttore del Dipartimento di Scienze dell'Università della Basilicata, Giacomo

Il segretario della Confsal Basilicata sostiene il ritorno dell'atomo come leva per competitività e occupazione

De Grazia: «Sul nucleare serve confronto senza tabù»

POTENZA. «È arrivato il momento di aprire una discussione seria e responsabile sul nucleare». Lo afferma il segretario della Confsal Basilicata, Gerardo De Grazia, commentando l'approvazione alla Camera del disegno di legge delega che punta a riportare l'energia atomica nel mix energetico nazionale.Secondo De Grazia, l'Italia continua a pagare il prezzo di una forte dipendenza dall'estero, con costi energetici che pesano su famiglie e imprese

e riducono la competitività del sistema produttivo. «Senza energia a prezzi sostenibili non possono esserci crescita, sviluppo e tutela del lavoro», sostiene il dirigente sindacale.La Confsal accoglie positivamente il percorso avviato dal Governo e il parere favorevole espresso dalla maggioranza dei presidenti delle Regioni, ritenendolo un primo passo verso una strategia energetica di lungo periodo. De Grazia richiama inoltre il fatto che l'Italia continui a im-

portare energia prodotta da centrali nucleari presenti in altri Paesi europei.Sul tema della sicurezza invita a superare gli allarmismi e a basare il confronto su evidenze scientifiche e informazioni trasparenti. Per la Confsal Basilicata il nucleare non deve essere alternativo alle fonti rinnovabili, ma complementare a esse per garantire energia pulita, sicura e continua. Da qui l'appello a un dibattito pubblico «fondato sulla realtà e non sugli slogan».

OLTRE

IL GIARDINO Il commento sul rogo di Amendolara del segretario di Cgil Basilicata. In studio Pierro e Pellettieri

Mega: «Condizioni estreme figlie di una situazione di sfruttamento»

D I AN NA TAMM AR IEL LO

La nuova puntata di “Oltre il giardino”, il programma di Cronache Tv condotto dal giornalista Paride Leporace si apre con un focus sul tragico rogo di Amendolara, costato la vita a quattro giovani braccianti migranti. Ospite in studio il segretario generale della CGIL Basilicata, Fernando Mega, che ha definito l'accaduto «un episodio di un'efferatezza indescrivibile. Non si tratta di un fatto isolato ma dell'espressione estrema di una condizione diffusa di sfruttamento del lavoro agricolo». Mega ha ricordato che sindacati e lavoratori avevano già denunciato la situazione mesi fa con iniziative pubbliche nell'area di Scanzano Ionico, dove le vittime lavoravano. «Non ci si può ricordare di queste condizioni soltanto quando la cronaca ha il sopravvento per la crudezza degli episodi. Queste condizioni estreme sono figlie di una situazione generale di sfruttamento. Se si osa rivendicare la paga o un diritto, succede cioè che ci è stato raccontato da quelle immagini drammatiche. Ma quello è un caso eclatante, drammatico, di una crudeltà disumana, ma ci sono tanti e tanti fatti e tragedie che si consumano quotidianamente anche nei nostri territori». Il dirigente sindacale ha evidenziato come anche precedenti incidenti mortali, che hanno coinvolto braccianti, debbano essere considerati «omicidi sul lavoro poiché legati a condizioni di trasporto e impiego degradanti». Pur evitando giudizi sulle responsabilità specifiche ancora oggetto d'indagine, ha ribadito che «se esistono lavoratori trattati in quel modo è perché esistono datori di lavoro che permettono quelle condizioni». Secondo Mega, il problema è aggravato dall'attuale normativa sui flussi migratori. «La legge BossiFini impone di avere un contratto di lavoro per poter restare nel Paese. Se il lavoratore perde quel contratto rischia di perdere anche il diritto a rimanere in Italia». Una situazione dunque che rende i migranti particolarmente vulnerabili a ricatti e sfruttamento. «Noi siamo figli, nipoti di migranti. Siamo andati dappertutto e sappiamo le sofferenze che hanno patito. Dobbiamo tutti quanti ricordarcene». Il segretario della CGIL ha inoltre denunciato la carenza di controlli: «Le istituzioni preposte sono spesso sotto organico. C'è una carenza di personale qualificato e le maglie sono troppo larghe». Ha quindi chiesto la convocazione del Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica per affrontare una situazione che definisce di emergenza sociale e criminale. Mega

ha poi allargato il ragionamento al mondo del lavoro nel suo complesso, sostenendo che dietro i dati positivi sull'occupazione si nascondono spesso lavori privi di diritti. Ha richiamato il tema delle false partite IVA, dei bassi salari e della precarietà, affermando che «il mondo del lavoro è tornato indietro di secoli dopo tante lotte e conquiste».

Infine,un invito a «tutte le forze politiche, senza distinzioni, a partecipare alla manifestazione nazionale promossa dalla CGIL ad Amendolara. Centrodestra, centrosinistra, Presidente della Regione e assessori vengano lì dove si è consumato il dramma e dove si consumano drammi quotidiani. Il resto - ha concluso - sono dichiarazioni di rito». La trasmissione prosegue con il segretario regionale di Forza Italia Giovani, Simone Pierro, che ha illustrato il percorso della scuola di formazione politica promossa dal movimento giovanile azzurro, definendola uno strumento fondamentale per preparare la futura classe dirigente. «Riteniamo che la formazione debba essere il cardine della politica, perché i giovani che vorranno impegnarsi nelle istituzioni devono essere preparati non solo dal punto di vista politico, ma anche tecnico e culturale». L'iniziativa, nata da un'esigenza interna del movimento e sviluppata insieme al responsabile della formazione Filippo Solimando e alla segreteria regionale, punta a fornire strumenti concreti ai giovani interessati alla vita pubblica. «Formarsi è il primo passo per avere una classe dirigente seria, credibile e capace di fare realmente gli interessi della comunità». La scuola prevede incontri con due relatori, un politico e un tecnico, per affrontare sia gli aspetti pratici dell'amministrazione pubblica sia quelli storici e culturali. Tra i temi già trattati figurano il funzionamento degli enti locali, i regolamenti comunali, le competenze degli organi amministrativi e la storia della Repubblica e dei partiti politici. «Vogliamo dare ai ragazzi le basi necessarie per comprendere il funzionamento delle istitu-

zioni e della politica», ha spiegato Pierro, che ha sottolineato poi di come gli incontri abbiano attirato non solo giovani iscritti ma anche simpatizzanti e militanti più adulti, segnale di una diffusa volontà di approfondimento. Ha inoltre rivendicato il ruolo critico delle organizzazioni giovanili: «Il movimento giovanile deve trarre insegnamento dall'esperienza di chi ci ha preceduto, ma anche fungere da stimolo e portare una visione più moderna su molti temi». Sul piano politico nazionale, il giovane dirigente azzurro ha smentito categoricamente le indiscrezioni pubblicate dal Fatto Quotidiano su presunte dimissioni della coordinatrice regionale di Forza Italia, la ministra Maria Elisabetta Alberti Casellati. «Non c'è assolutamente nulla di vero. Si tratta di notizie prontamente smentite sia dalla ministra sia da tutta la classe dirigente del partito». Ha inoltre escluso che tali indiscrezioni possano essere nate da divisioni interne, definendo Forza Italia in Basilicata «un partito estremamente coeso».

Interpellato sul fenomeno politico legato a Vannacci, Pierro ha preso nettamente le distanze: «Per un moderato e liberale come me non c'è nulla di più lontano dalle idee che porta avanti. Sono posizioni molto distanti dalla nostra tradizione politica e culturale». Pur riconoscendo il consenso crescente del movimento, ha espresso dubbi sulla possibilità di una convergenza programmatica. Infine, sul tema della legge elettorale e della rappresentanza lucana, ha criticato la riduzione del numero dei par- lamentari. «È stata una scelta inutile e dannosa per la democrazia. La Basilicata ha visto dimezzata la propria rappresentanza e questo rappresenta un problema serio per il territorio». Ha quindi invitato i giovani a partecipare attivamente alla vita politica per incidere concretamente sulle scelte future e garantire maggiore rappresentanza alle nuove generazioni. L’ultima parte della trasmissione ha come ospite la storica e dirigente di ricerca del CNR Antonella Pellettieri, insignita il 2 giugno del tito-

lo di Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Pellettieri ha raccontato il percorso che ha portato al conferimento dell'onorificenza e le emozioni vissute durante la cerimonia svoltasi a Potenza, spiegando di essere stata contattata circa un anno prima da un maresciallo dei Carabinieri incaricato di raccogliere informazioni sul suo conto. «Mi sono anche preoccupata all'inizio, poi mi è stato spiegato che si trattava di verifiche preliminari per una possibile onorificenza». Successivamente la Prefettura le ha comunicato che il Presidente della Repubblica aveva firmato il decreto di nomina il 27 dicembre 2025. «Mi sono chiesta se avessi sempre avuto una condotta all'altezza di un riconoscimento del genere», ha affermato, ricordando anche il padre, già insignito prima del titolo di Cavaliere e poi di Ufficiale. «Ho pensato a lui e sento soprattutto la responsabilità di continuare a mantenere il comportamento che ho sempre avuto».Sulla cerimonia del 2 giugno, ha raccontato di aver apprezzato profondamente l'organizzazione e il significato della manifestazione. Un momento particolare è stato l'incontro con la cantante Arisa, anch'essa premiata. «Le ho detto che apprezzo molto quello che fa per la Basilicata. Non è obbligata a farlo e si percepisce che lo fa con affetto e senso di appartenenza». Da storica, Pellettieri ha poi riflettuto sul significato dell'80° anniversario della Repubblica: «Ho avuto la fortuna di vivere sempre in uno Stato libero. Ho sempre considerato il voto più un dovere che un diritto, perché tante persone hanno combattuto per conquistarlo». Infine, commentando l'assenza dell'arcivescovo alla tradizionale Sfilata dei Turchi, ha ricordato che non si tratta di un precedente assoluto. «Era già accaduto in passato con il vescovo Bertazzoni. Personalmente non condivido questa scelta: l'arrivo della Sfilata in cattedrale rappresenta simbolicamente la consegna della città al suo patrono e l'assenza dell'arcivescovo -ha concluso- l'ho trovata un fatto molto triste».

Mega, Pierro e Pellettieri a Oltre il giardino

«Chiediamo a Bardi di tornare a farsi carico in prima persona della vertenza e ai Capigruppo consiliari di voler fissare un incontro»

Guglielmi, (Cordinatrice USB Basilicata): «Stabilizzazione lontana per ex TIS e RMI»

D I E M A N UE LA C A LA BR ES E

«O

ltre 650 persone continuano a vivere in un limbo e quasi dimenticate. Il 31 luglio scade la proroga del loro progetto». Sono le parole della Coordinatrice regionale USB Basilicata Rosalba Guglielmi, insieme alle lavoratrici ex Tirocinio d’Inserimento Sociale e Reddito Minimo d’Inserimento, che, presenti al presidio presso la tenda di fronte alla Giunta regionale, hanno affisso l'agenzia stampa rilasciata da Bardi l'11 gennaio 2023, e ne sottolineano un passaggio: «Su mandato del Presidente della Regione e su sua precisa direttiva il Comitato tecnico elaborerà delle proposte per l’inserimento diretto dei lavoratori nelle attività delle società partecipate della regione Basilicata e degli Enti strumentali. Il Presidente ha infine espresso la ferma volontà, a garanzia dei diritti fondamentali dei lavoratori, di risolvere immediatamente tutte le condizioni inique

poste al rapporto di lavoro che disconoscono a questi lavoratori il diritto all’assenza per malattia e alle ferie».

Ad oggi però, continua a spiegare Guglielmi, «di stabilizzazione nessuno ne parla più, i lavorato-

ri non transitati al progetto idraulico forestale continuano a lavorare senza diritto di assentarsi per malattia o per "ferie", senza contributi di sorta, terminando senza alcuna buona uscita un rapporto lavorativo di fatto anche

ventennale, contando solo sulla possibilità di aver diritto all'assegno sociale. Intanto da ottobre 2024 non si apre un tavolo di discussione per rendere operative le soluzioni alternative al progetto ASA, soluzioni per cui neanche quest'anno è stato cercato il finanziamento. E come dicevamo, oltre 600 persone continuano a vivere sospesi nel limbo. Per questo chiediamo al Presidente Bardi di ritornare a farsi carico in prima persona della vertenza e che si dia conto delle iniziative e proposte promesse e su cui non abbiamo avuto alcuna soluzione, a cominciare dall'estensione delle norme riconosciute ai tirocinanti calabresi, sulla cui stabilizzazione i Comuni stanno procedendo e ne apprendiamo notizia quasi quotidianamente. Chiediamo anche a tutti i Capigruppo consiliari di voler fissare uno specifico incontro per fare emergere le difficoltà e le contraddizioni che interessano la parte della platea ex TIS e RMI non transitati nel progetto ASA».

CallMat Matera, lavoratori in assemblea: il 10 giugno sciopero e presidio al MIMIT

Si è svolta ieri a Matera l’assemblea dei lavoratori di CallMat, alla presenza delle segreterie regionali di SLC-CGIL, FISTELCISL, UILFPC-UIL e UGL Telecomunicazioni e della RSU aziendale. Al centro del confronto la grave situazione occupazionale che interessa il sito materano e le iniziative di mobilitazione in vista dell’incontro previsto per il 10 giugno presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.Nel corso dell’assemblea è stato analizzato lo stato della vertenza, definita dalle rappresentanze sindacali a rischio di trasformarsi in una vera e propria emergenza sociale. La principale criticità riguarda la scadenza degli ammortizzatori sociali e l’assenza di certezze sui flussi produttivi da parte di TIM, situazione che potrebbe lasciare, dal 1° luglio, centinaia di lavoratrici e lavoratori senza alcuna prospettiva occupazionale.I lavoratori

hanno espresso forte preoccupazione per il proprio futuro e per quello delle rispettive famiglie, ma anche determinazione nel sostenere la vertenza e le iniziative di mobilitazione già annunciate. Nel corso del confronto è stata inoltre ribadita la forte delusione nei confronti delle istituzioni regionali. In particolare, le organizzazioni sindacali hanno de-

nunciato il mancato confronto con il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, nonostante le ripetute richieste di incontro avanzate nei mesi scorsi.Le recenti dichiarazioni della Regione vengono giudicate insufficienti dalle rappresentanze dei lavoratori, che chiedono interventi concreti, impegni formali e garanzie occupazionali, ritenendo non

adeguate le sole manifestazioni di interesse o le risorse annunciate. L’assemblea ha quindi confermato la linea della mobilitazione: il 10 giugno i lavoratori CallMat Matera saranno in sciopero e parteciperanno al presidio davanti al MIMIT durante lo svolgimento del tavolo ministeriale, insieme alle strutture sindacali nazionali, regionali, territoriali

e alla RSU aziendale.Al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso viene chiesto un intervento deciso e autorevole affinché dal tavolo del 10 giugno possa emergere una soluzione concreta per la salvaguardia del sito di Matera, la continuità produttiva e la tutela di tutti i livelli occupazionali.“I lavoratori non possono essere lasciati soli e non possono pagare il prezzo di scelte industriali che rischiano di cancellare un importante presidio occupazionale del territorio”, è il messaggio emerso dall’assemblea.Le segreterie regionali di SLCCGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL e UGL Telecomunicazioni, insieme alla RSU CallMat Matera, ribadiscono che in assenza di risposte concrete la mobilitazione proseguirà con ancora maggiore determinazione.Difendere il lavoro, sottolineano, significa difendere il futuro di Matera e dell’intera Basilicata.

Sindacati e RSU fanno il punto sulla vertenza CallMat e chiedono risposte immediate per evitare ricadute occupazionali sul territorio

Il responsabile della Protezione Civile di Potenza: «Investire nella prevenzione. Sono in aumento vulnerabilità e minacce ambientali»

Res2Fire a Belgrado, Brindisi: «Luogo di confronto e crescita»

Si sta svolgendo a Belgrado il meeting del progetto Models and Tools for Enhancing the Resistance and the Resilience to Wildfire in Natural Protected Areas and Wildland-Urban Interfaces. (RES2FIRE). Il programma europeo di supporto alle regioni adriatiche e ioniche, è finanziato con fondi interregionali, per un budget complessivo di circa 1,2 milioni di euro, iniziato a luglio 2024, si concluderà nel giugno 2027.

L'obiettivo generale di RES2FIRE è quello di armonizzare e trasferire modelli e strumenti per l'adattamento ai cambiamenti climatici aumentando la resistenza e la resilienza degli ecosistemi naturali e antropici agli incendi boschivi. Adottare un quadro di conoscenze più efficace per la prevenzione e la preparazione al fine di ridurre il rischio di incendi boschivi. L’idea è quella di favorire una migliore capacità istituzionale di ridurre la diffusione e la gravità degli incendi boschivi, sviluppare soluzioni, procedure e metodologie comuni per mitigare il rischio di incendi boschivi attraverso misure ecosostenibili per ridurre il numero, l'entità e la gravità dei danni causati, aumentare la resilienza degli ecosistemi colpiti da tali fenomeni.

Si tratta di una condizione di particolare rilievo nella regione del Mediterraneo, dove aumento delle temperature, delle ondate di calore, una riduzione della disponibilità di acqua e cambiamenti nei modelli di precipitazioni, si prevede che possano generare eventi di incendio più frequenti e intensi. Le soluzioni sviluppate congiuntamente da RES2FIRE rafforzeranno la capacità delle autorità di gestione e dei decisori di adottare misure. Partner del progetto sono: Centro di geomorfologia integrata per l’area del Mediterraneo (Italia, capofila), Institute for Protection and Ecology of the Republic of Srpska, Banja Luka (Bosnia-Herzegovina), AVMap GIS Digital Applications S.A. (Grecia), Kreo Association (Al-

bania), University of Western Macedonia (Grecia), Municipality of Kocani (Macedonia del Nord), Institute for Development and Innovation (Serbia), Prlekija Development Agency (Slovenia), Public Institution Kozara National Park (Bosnia-Herzegovina); Partner associati: Parco Nazionale Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese; Comune di Potenza, Unità di Staff Protezione Civile; Municipality of Marathon (Grecia), Directorate of Forests, Regional Unity of Kozani (Grecia), Territorial Fire and Rescue Unit of Prijedor (Bosnia-Herzegovina), Municipality of Loznica (Serbia), Public Institution National Park Sutjeska (Bosnia-Herzegovina), Volunteer Fire Department Kocani (Macedonia del Nord), Public enterprise National forests Managing authority of the Osogovo mountains protected area (Macedonia del Nord). Per il Comune di Potenza a Belgrado è presente il re-

sponsabile della protezione civile comunale Giuseppe Brindisi che, nel corso di un suo intervento, dopo aver portato ai presenti il saluto del sindaco Vincenzo Telesca, ha sottolineato come «fenomeni che fino a poco tempo fa sembravano eccezionali, oggi stanno diventando sempre più frequenti. Fattori che contribuiscono ad aumentare la vulnerabilità dei nostri territori e dei nostri ecosistemi, rendendo gli incendi boschivi una delle principali minacce ambientali, economiche e sociali dell'area mediterranea e adriatico-ionica».

«In questo scenario, RES2FIRE - ha continuato - è un laboratorio di conoscenza condivisa, un luogo di confronto e di crescita reciproca, nel quale istituzioni, tecnici, ricercatori e decisori politici lavorano insieme per sviluppare strumenti, metodologie e procedure comuni capaci di migliorare la prevenzione, la preparazione e la gestione del ri-

schio di incendio. Uno dei risultati più significativi raggiunti è stato quello di favorire un approccio armonizzato alla comprensione del rischio, creando le condizioni per trasferire buone pratiche e modelli di adattamento ai cambiamenti climatici tra territori che, pur presentando caratteristiche differenti, condividono problematiche e obiettivi comuni».

«RES2FIRE - ha dichiarato Brindisi - ci ha ricordato che gli incendi boschivi non conoscono confini amministrativi né nazionali. Per questo motivo la risposta non può essere frammentata. È necessario costruire una visione comune, basata sulla cooperazione internazionale, sullo scambio di dati e conoscenze, sulla pianificazione integrata e sulla capacità di coinvolgere tutti gli attori del territorio. Il progetto ha inoltre evidenziato come la lotta agli incendi non debba limitarsi alla gestione dell'emer-

genza. La vera sfida è investire nella prevenzione, nella pianificazione sostenibile del territorio, nella gestione attiva delle foreste e nella valorizzazione degli ecosistemi come strumenti fondamentali di adattamento climatico. Aumentare la resilienza dei sistemi naturali significa infatti proteggere le comunità, le economie locali, la biodiversità e il patrimonio ambientale che rappresenta una risorsa insostituibile per le generazioni future». «Adesso è necessario trasformare le conoscenze acquisite in azioni concrete, per integrare gli strumenti sviluppati nelle politiche territoriali e mantenere viva la rete di cooperazione che si è creata in questi anni. Ringrazio la Direttrice del Centro di geomorfologia integrata per l’area del Mediterraneo Lucia Maria Trivigno e il Professor Biagio Perretti per questa bellissima opportunità di crescita» ha concluso Brindisi

Due scosse ravvicinate riaprono il dibattito sulla vulnerabilità del territorio lucano e sullo stato reale della prevenzione sismica

Sisma e memoria: siamo davvero andati oltre il 1980?

Ospitiamo nelle nostre colonne la riflessione del professor Fierro, quanto mai attuale in seguito alle recenti scosse nell’appennino meridionale.

D I G A ETAN O FI ER RO

Il terremoto registrato nella notte del 2 giugno nel basso Mar Tirreno, avvertito anche in alcune aree della Basilicata, ha riacceso una sensazione che in questa regione non scompare mai del tutto: la consapevolezza di vivere su un territorio fragile. Non si tratta di allar- mismo né di fatalismo. È semplicemente la presa d’atto di una realtà geologica che accompagna la storia lucana da secoli. A rendere ancora più attuale questa riflessione contribuisce la nuova scossa di terremoto di magnitudo 3.0 registrata alle ore 06:08 del 4 giugno con epicentro nel territorio di Moliterno, in Val d’Agri. Il sisma, localizzato dalla Sala Sismica dell’INGV di Roma e avvertito anche nei comuni di Tramutola, Grumento Nova, Sarconi e Viggiano, fortunatamente non ha provocato danni. Rappresenta però un ulteriore richiamo alla natura sismica del territorio lucano e rende ancora più attuali gli interrogativi sulla prevenzione, sulla sicurezza delle infrastrutture e sulla preparazione delle comunità locali. Ogni volta che una scossa viene per-

cepita dalla popolazione, l’attenzione si concentra inevitabilmente sull’evento del momento. Per qualche ora si cercano informazioni, si consultano i dati dell’INGV, si condividono impressioni e testimonianze. Poi, quasi sempre, tutto torna alla normalità. Eppure il vero interrogativo non riguarda la singola scossa. La domanda più importante è un’altra: quanto siamo realmente preparati a convivere con la sismicità del nostro territorio? La Basilicata è una delle regioni italiane a più elevato rischio sismico. Non è una scoperta recente né una valutazione teorica. È un dato costruito attraverso secoli di osservazioni, studi scientifici e tragiche esperienze. Dal terremoto del 1694 a quello del 1857, passando per il sisma del Vulture del 1851 fino alla devastazione del 1980, la storia racconta di comunità costrette più volte a ricostruire case, infrastrutture e interi centri abitati. Questa memoria dovrebbe rappresentare una risorsa collettiva. Invece spesso sembra trasformarsi in un archivio da consultare soltanto nelle ricorrenze o quando la terra torna a tremare. Il rischio è che il terremoto venga percepito come un evento straordinario, mentre in Basilicata costituisce una componente permanente della realtà territoriale. Negli ultimi decenni sono stati compiuti indubbi pas-

si avanti. Le conoscenze scientifiche sono cresciute. Le tecniche costruttive sono migliorate. Le normative antisismiche sono diventate più rigorose. Le università, i centri di ricerca e gli istituti specializzati hanno prodotto una quantità di dati e studi impensabile fino a pochi decenni fa. Sarebbe sbagliato sostenere che nulla sia cambiato. La vera questione, tuttavia, non riguarda ciò che sappiamo. Riguarda ciò che facciamo con ciò che sappiamo. Le conoscenze scientifiche producono sicurezza soltanto quando diventano interventi concreti. E qui emergono interrogativi che meritano risposte chiare. Qual è oggi lo stato reale del patrimonio edilizio pubblico e privato? Quanti edifici costruiti prima delle moderne normative antisismiche sono stati effettivamente adeguati? Qual è il livello di sicurezza delle scuole, degli ospedali, degli uffici pubblici e delle infrastrutture strategiche? Allo stesso modo occorre interrogarsi sulla pianificazione delle emergenze. I Comuni dispongono di piani aggiornati? Le aree di attesa e di accoglienza sono realmente conosciute dai cittadini? Vengono svolte esercitazioni periodiche? Esiste una comunicazione continua tra istituzioni e popolazione oppure l’informazione si attiva soltanto durante le emergenze? Sono domande che non nascono dalla sfiducia. Nascono dalla necessità di misurare la distanza tra le norme scritte e la loro applicazione concreta. Un altro aspetto riguarda la vulnerabilità delle infrastrutture. Un terremoto non provoca danni soltanto agli edifici. Può interrompere reti idriche, elettriche e del gas. Può compromettere collegamenti stradali e ferroviari. Può isolare intere comunità. Per questo la sicurezza di un territorio non può essere valutata esclusivamente osservando le abitazioni. Deve coinvolgere l’intero sistema che consente a una comunità di funzionare. Esiste poi una questione culturale che forse rappresenta la sfida più complessa. In Basilicata la cultura della protezione civile si è sviluppata soprattutto in relazione agli incendi boschivi e alle emergenze ambientali. Sul rischio sismico, invece, la consapevolezza diffusa appare ancora insufficiente. Molti cittadini non conoscono i comportamenti corretti da adottare durante una scossa, non sanno dove reperire informazioni ufficiali e spesso non hanno mai partecipato a un’esercitazione. La prevenzione non consiste soltanto nel costruire edifici più resistenti. Significa costruire cittadini più preparati. Significa trasformare la conoscen-

za del rischio in un elemento ordinario della vita collettiva, senza paura ma anche senza superficialità. A questo punto emerge inevitabilmente il confronto con il 1980. Siamo davvero andati oltre quella tragedia? La risposta non può essere né totalmente positiva né completamente negativa. Sul piano delle conoscenze scientifiche e delle normative il progresso è evidente. Sul piano della consapevolezza collettiva, della verifica costante delle infrastrutture, dell’aggiornamento dei piani di emergenza e della diffusione della cultura della prevenzione, il percorso appare invece ancora incompleto. Forse il rischio più grande non è il terremoto in sé. Il rischio più grande è abituarsi all’idea che il problema riguardi sempre il futuro e mai il presente. Ogni scossa che non provoca danni viene rapidamente dimenticata. Eppure proprio quei momenti rappresentano l’occasione migliore per interrogarsi, programmare e intervenire. La scossa registrata oggi a Moliterno conferma ancora una volta quanto il tema non appartenga soltanto alla memoria storica, ma alla quotidianità di una regione che continua a confrontarsi con la propria natura geologica. Non è necessario attendere eventi distruttivi per discutere di sicurezza e prevenzione. Al contrario, è proprio nei momenti in cui non si registrano conseguenze rilevanti che una comunità dovrebbe trovare la lucidità necessaria per prepararsi al futuro. La Basilicata non può impedire ai terremoti di verificarsi. Può però decidere quanto essere vulnerabile quando accadranno. La differenza tra una tragedia e un’emergenza gestibile non dipende soltanto dalla forza della natura. Dipende soprattutto dalla capacità di una comunità di prepararsi prima che la terra torni a ricordarle la propria fragilità.

Attività sismica in Basilicata, nessun danno dopo il terremoto di Moliterno

L'evento di magnitudo 3.0 registrato tra Moliterno e Tramutola segue altre scosse rilevate negli ultimi giorni in Basilicata e nel Mezzogiorno D I V

Una serie di terremoti registrati negli ultimi giorni ha interessato la Basilicata e le aree limitrofe. L'evento più recente è stato localizzato ieri tra Moliterno e Tramutola, nel Potentino, dove una scossa di magnitudo 3.0 è stata rilevata dalla rete dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia alle 6.08.L'epicentro è stato individuato a circa sei chilometri a nord-ovest di Moliterno, a una profondità di circa 13 chilometri. Il terremoto è stato avvertito in diversi comuni della Val d'Agri, tra cui Tramutola, Grumento Nova e Sarconi, oltre che nel vicino Vallo di Diano, in provincia di Salerno. Alcune segnalazioni sono giunte anche dal capoluogo di regione.

Le verifiche effettuate nelle ore

successive all'evento hanno escluso danni a persone o cose. Il sindaco di Moliterno, Antonio Rubino, insieme alla Polizia Locale e alla Protezione Civile, ha monitorato la situazione sul territorio senza riscontrare particolari criticità.Quello registrato ieri mattina non è stato un episodio isolato. Già il 31 maggio, nella stessa area, era stata registrata una scossa di magnitudo 2.7 con epicentro a circa sei chilometri a ovest di Moliterno e una profondità di circa 13 chilometri. Anche in quel caso il terremoto era stato avvertito dalla popolazione senza provocare conseguenze.Negli ultimi mesi la Val d'Agri è stata interessata da diversi eventi sismici di lieve entità, costantemente monitorati dagli esperti. Si tratta di fenomeni che rientrano nella normale dinamica geologica dell'area, ma che vengono se-

guiti con attenzione per comprendere l'evoluzione dell'attività sismica sul territorio.L'attività sismica osservata in Val d'Agri si inserisce in un quadro più ampio che negli ultimi giorni ha interessato diverse aree del Mezzogiorno. Particolare attenzione aveva suscitato il terremoto registrato nel Mar Tirreno meridionale, avvertito anche in Basilicata e in altre regioni del Sud Italia. Nonostante l'elevata magnitudo dell'evento, non sono stati segnalati danni significativi grazie alla notevole profondità dell'ipocentro.La sequenza di eventi registrata negli ultimi giorni conferma la costante attività sismica che caratterizza l'Appennino lucano, una delle aree geologicamente più dinamiche del Paese. Gli esperti ricordano che terremoti di lieve e moderata intensità rientrano nella normale

evoluzione dei fenomeni tettonici che interessano il territorio.La situazione continua a essere monitorata dall'INGV e dagli organismi di Protezione Civile, mentre le amministrazioni locali invitano i cittadini a fare riferimento esclusivamente alle comunicazioni ufficiali e a mantenere comportamenti improntati alla prudenza, senza inutili allarmismi.

Nuovo sostegno dalla Regione alle associazioni impegnate nella tutela del territorio e nelle

Protezione civile, Pepe: «Valorizziamo una rete essenziale per il territorio»

La Regione Basilicata ha disposto la liquidazione dei contributi destinati alle Organizzazioni di volontariato di protezione civile per il potenziamento della capacità operativa in vista della Campagna Antincendio Boschivo (AIB) 2026. I provvedimenti sono stati adottati dall’Ufficio Protezione Civile con le determine dirigenziali del 21 e 22 maggio. Le risorse consentiranno alle associazioni di ammodernare e rafforzare il parco mezzi e le attrezza-

ture già in dotazione, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza degli interventi, la rapidità delle operazioni e la sicurezza dei volontari impegnati nelle attività di protezione civile e nella lotta agli incendi boschivi. L’intervento rientra nel percorso avviato nei mesi scorsi dalla Regione per sostenere il sistema del volontariato organizzato, componente fondamentale del Servizio nazionale della Protezione civile nelle attività di prevenzione, soccorso e gestione delle

emergenze. «Si tratta di un lavoro costruito nel tempo, nato dall’ascolto delle esigenze delle associazioni e dalla volontà di garantire un sistema di protezione civile sempre più efficiente e preparato», dichiara l’assessore alla Protezione Civile, Pasquale Pepe. «Siamo arrivati a questo risultato grazie a un impegno costante finalizzato a supportare concretamente associazioni che svolgono un lavoro fondamentale per la sicurezza del territorio e delle co-

munità. Con questo intervento, l’amministrazione regionale conferma la volontà di consolidare e valorizzare la rete del volontariato di protezione civile, riconoscendone il ruolo essenziale nella tutela del territorio e nella gestione delle emergenze».

Anche il dirigente dell’Ufficio Protezione Civile, Giovanni Di Bello, sottolinea il valore del percorso intrapreso: «Il rafforzamento delle Organizzazioni di Volontariato anche attraverso l’am-

modernamento del parco mezzi e l’adeguamento delle dotazioni operative risponde alle recenti raccomandazioni formulate dal Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare nella nota inviata alle Regioni il 26 maggio scorso, in vista della campagna AIB 2026». L’operazione punta a consolidare e valorizzare la rete regionale del volontariato di protezione civile, considerata un presidio essenziale per la tutela del territorio e la gestione delle emergenze.

POTENZA «Un gesto di alto valore civico che trasforma il momento della nascita in una concreta speranza di guarigione»

Donazione sangue cordonale, Latronico: «Possibilità di cura»

«U

n gesto di alto valore civico che trasforma il momento della nascita in una concreta speranza di guarigione e in una possibilità di cura per tante famiglie». Così l’assessore regionale alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr, Cosimo Latronico, sull’evento l’scientifico e divulgativo ‘Staminiamo il Futuro – Un dono particolare: assieme a una nuova vita nasce una possibilità di cura: dona il sangue del cordone ombelicale’, organizzato dalla Fidapa, che si terrà oggi alla Galleria Civica di Palazzo Loffredo, a Potenza. «Le cellule staminali emopoietiche presenti nel sangue del cordone ombelicale – aggiunge

Latronico - rappresentano una risorsa biologica di inestimabile valore e una consolidata terapia salvavita per contrastare gravissime patologie del sangue, immunodeficienze e malattie metaboliche. La promozione della donazione solidaristica del cordone ombelicale costituisce un interesse primario per il Servizio Sanitario Nazionale e regionale. Come istituzione siamo fermamente impegnati nel sostenere e valorizzare le banche pubbliche accreditate della rete nazionale, le uniche strutture a cui è affidata per legge la raccolta e la conservazione sicura di questo patrimonio». «Questo incontro sottolinea l’importanza dell’alleanza virtuosa tra

la scienza, le strutture pubbliche di eccellenza, come l'Aor San Carlo, e lo straordinario tessuto associativo come Fidapa e Adisco. Donare il sangue cordonale – conclude l’assessore – non comporta alcun rischio per la mamma o per il neonato, ma rappresenta un seme di autonomia e di vita». Durante i lavori sarà affrontato il rigoroso quadro normativo italiano, regolato dal D.Lgs. 191 del 2007 e dagli storici Accordi Stato-Regioni, che definiscono stringenti requisiti strutturali e tecnologici per le banche pubbliche, vietando tassativamente sul territorio nazionale l'istituzione di banche private e ogni forma di pubblicità a esse connessa.

La Regione si posiziona quarta in Italia con circa il 12% della popolazione adulta in sovrappeso, preceduta da Molise,

Emergenza obesità, la Basilicata è ai primi posti ma dormono tutti

D I V I NC E NZ O M AI DA

L’obesità è ormai un problema serio di cui sembra che a livello istituzionale nessuno ne sia consapevole. Andrebbe istituito un comitato permanente tra Regione, Provveditorato agli Studi, Dirigenti scolastici, Comuni e Aziende Sanitarie per porre in essere delle iniziative serie e contrastare il fenomeno. Basta girare per le strade dei nostri paesi per rendersi che siamo davvero in una situazione d’emergenza. Anche in occasione ( 4 marzo 2026) della Giornata Mondiale dell’Obesità, ci sono state poche ed irrilevanti iniziative nella nostra regione. Eppure siamo ai primi posti in Italia.

Se si eccettua la richiesta dell’Associazione AladFand Basilicata al Presidente Vito Bardi, al Presidente Marcello Pittella e al Sindaco di Potenza Vincenzo Telesca, ad illuminare i rispettivi Palazzi Istituzionali e un doppio convegno sul tema dell’ADI (associazione italiana di dietetica e nutrizione) Puglia e dell’ADI Basilicata, non ci sono state altre iniziative che avrebbero dovuto, invece, coinvolgere l’intero territorio regionale. Dalla scuola alle AASSLL, ai comuni, avrebbe dovuto esserci un impegno comune. L’importanza del tema e le ripercussioni dell’obesità ad ogni livello, ad iniziare dalle ricadute sul sistema sanitario, merita più atten-

zione. Ѐ noto che l’eccesso di peso si lega a un maggior rischio di patologie croniche, inclusi problemi cardiaci, respiratori e tumori. La Basilicata si conferma tra le regioni italiane con i più alti tassi di obesità e sovrappeso, posizionandosi quarta in Italia, con circa il 12% della popolazione adulta obesa, preceduta da Molise, Campania e Abruzzo. A questo dato si aggiunge un ulteriore 39% di popolazione in sovrappeso. Quand’è che il Ministero della Pubblica Istruzione, si deciderà ad emanare una direttiva per eliminare dai distributori di tutte le scuole, le gustose merendine super zuccherate e relative bevande, sostituendole con prodotti meno dannosi ? In passato, il sovrappeso rappresentava uno status symbol delle classi sociali più agiate e tra i giovani gli obesi erano rari. La vita nei campi, un’alimentazione povera di zuccheri e di cibi processati, e meno sedentarietà, rappresentavano un’ottima prevenzione. Oggi é sufficiente guardarsi intorno, nelle grandi città come nei piccoli borghi di provincia, per rendersi conto che sono aumentati, soprattutto tra i giovani, gli obesi, senza distinzione di sesso Circa 21 milioni di persone, ovvero il 37,2% della popo-

lazione di 3 anni e più, dichiarano di non praticare né sport, né attività fisica nel tempo libero, con marcate differenze di genere: è sedentario il 40,6% delle donne contro il 33,6% degli uomini. Il 59,1% delle madri di bambini fisicamente poco attivi, ritiene falsamente che il proprio figlio svolga attività fisica adeguata.È noto che c’è un aumento esponenziale delle patologie cardiocircolatorie, che sono tra le prime cause di morte e di invalidità, una riduzione della qualità della vita e dell’autostima, e un sovraccarico di lavoro per le strutture sanitarie. Il cambiamento degli stili di vita, come ad esempio l’uso spropositato delle auto per ogni minimo spostamento, l’aumento della circolazione stradale. Una volta i bambini passavano più tempo per strada, l’uso dei cellulari a tutte le ore, etc. etc. sono tutti fattori che contribuiscono alla sedentarietà. Ovviamente, un ruolo fondamentale ha anche l’alimentazione. Negli anni ’30, in largo anticipo sui tempi moderni, almeno un giorno della settimana si fermava tutto, per dedicarsi unicamente all’attività fisica.Per onestà va detto che già la Legge Rava-Daneo-Credaro nel 1910 accolse le istanze della Commissione Todaro e dei Congressi Peda-

gogici di inizio secolo, istituendo l’insegnamento dell’educazione fisica. Va altresì aggiunto che è aumentato anche il tabagismo, soprattutto tra le ragazze. I dati ci dicono anche al Sud gli obesi e le persone in sovrappeso sono molto di pià che al Nord. Questo perché nel Nord Italia è arrivata prima l’abbondanza alimentare, ma è arrivata anche prima la cultura del corpo con lo sport, le palestre e le diete. L’ultimo congresso nazionale della Società italiana di nutrizione clinica e metabolismo, ha individuato quattro diverse tipologie di obesità, utili per personalizzare l’approccio terapeutico e garantire maggiore efficacia alle cure. a)Dare priorità all’obesità come malattia non trasmissibile (NCD); b) Costruire l’alfabetizzazione sanitaria, ovvero costruire la consapevolezza pubblica e politica della complessità che ha l’obesità lungo il corso della vita della persona; c) Ottimizzare le strategie di prevenzione, ovvero garantire che i governi diano priorità alla raccolta di dati, alla generazione di prove e alle risorse necessarie per fornire azioni che contribuiscano efficacemente a prevenire o ridurre i fattori di rischio perl’obesità; d) Migliorare i servizi alla persona con obesità.

Campania, Abruzzo

Aipd, Angsa e Le Monadi coinvolgono giovani con disabilità in laboratori, tirocini ed esperienze di cittadinanza

Comincia “Si può fare. A Potenza”, percorsi di autonomia e inclusione

POTENZA. L'autonomia si costruisce passo dopo passo, attraverso esperienze concrete, relazioni e occasioni di crescita. È questa la filosofia che anima «Si può fare. A Potenza», il progetto promosso da Aipd Potenza, Angsa Basilicata e Aps Le Monadi, entrato nella fase operativa dopo i primi mesi dedicati all'ascolto delle famiglie e al coinvolgimento dei partecipanti.L'iniziativa è rivolta a ragazzi e giovani con disabilità e punta a favorire una maggiore autonomia personale, sociale e, in prospettiva, lavorativa. Alla base del progetto c'è l'idea che l'inclusione non possa limitarsi ai principi, ma debba tradursi in opportunità reali per sperimentarsi, acquisire competenze e costruire relazioni significative.In questi mesi le associazioni coinvolte hanno lavorato sui primi percorsi di autonomia urbana, accompagnando i partecipanti a vivere la città in modo più consapevole. Muoversi negli spazi pubblici, partecipare ad attività condivise e affrontare nuove esperienze rappresentano infatti passaggi fondamentali per rafforzare fiducia e indipendenza.Sono già partiti i laboratori di ceramica, giardinaggio

e cucina, concepiti come luoghi nei quali imparare facendo, sviluppare capacità pratiche e misurarsi con responsabilità sempre più importanti. A queste attività si affiancheranno percorsi educativi, tirocini di inclusione sociale e lavorativa e iniziative pubbliche di sensibilizzazione rivolte all'intera comunità.

Finanziato dalla Regione Basilicata nell'ambito dell'Accordo di programma con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, il progetto nasce dalla collaborazione tra realtà che da anni operano nel campo della disabilità. Accanto ai promotori è stata costruita una rete territoriale che coinvolge Legacoop Basilicata, la coo-

il ristorante etico Assurd, Universo Salute Basilicata e il Cnr Irib di Messina.Tra le iniziative in programma figurano anche l'Empatia Lab, le Stazioni dell'Inclusione e un podcast dedicato al racconto delle esperienze vissute dai partecipanti. L'obiettivo è creare occasioni di incontro tra persone, famiglie e territorio, contribuendo a costruire una città più inclusiva.

L'ambizione del progetto è rendere ogni ragazzo sempre meno spettatore e sempre più protagonista del proprio percorso di vita, trasformando l'autonomia da semplice obiettivo teorico a possibilità concreta da conquistare giorno dopo giorno.

OGGI CELEBRAZIONI ALLA CASERMA “LUCANIA”

Fondazione dell’Arma, festa per i carabinieri

POTENZA. I Carabinieri della Legione Basilicata celebreranno oggi il 212° anniversario della fondazione dell'Arma con una cerimonia in programma nella caserma “Lucania”, sede del Comando Legione nel rione Santa Maria di Potenza. L'appuntamento rappresenta un momento di riflessione sul legame tra l'Istituzione e il territorio lucano. La manifestazione prenderà il via alle ore 10 con la deposizione di una corona d'alloro in memoria dei Caduti dell'Arma, seguita dalla cerimonia militare presieduta dal generale di brigata Luca Mennitti.All'evento parteciperanno le massime autorità civili, militari e religiose della regione, insieme ai rappresentanti dell'Associazione nazionale carabinieri, dell'Associazione nazionale forestali, delle associazioni combattentistiche e d'Arma, ai familiari dei Caduti e delle Vittime del dovere.Presenti anche i gonfaloni dei Comuni decorati, i sindaci della provincia di Potenza e numerose scolaresche, a testimonianza del forte radicamento dell'Arma nel tessuto sociale lucano. La cerimonia sarà aperta alla cittadinanza.La celebrazione si concluderà con la consegna delle ricompense ai militari che si sono particolarmente distinti in importanti operazioni di servizio, svolte a tutela della collettività, della legalità e del bene comune.

Nuovi servizi di ascolto, orientamento e assistenza per pensionati e cittadini nelle sedi di Potenza e Villa d'Agri

Lo Spi Cgil Potenza attiva gli sportelli sociali

POTENZA. Ascolto, orientamento e supporto concreto per affrontare le difficoltà della vita quotidiana. Sono stati presentati questa mattina gli Sportelli sociali dello Spi Cgil Potenza, attivati nelle sedi sindacali di via Bertazzoni e via Anzio, nel capoluogo, e a Villa d'Agri. L'iniziativa è stata illustrata nel corso dell'assemblea dello Spi Cgil Potenza che si è svolta nella sede della Lega Spi Cgil di Poggio Tre Galli alla presenza del segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa, della segretaria nazionale Carla Mastrantonio e di Giorgio Cerquetani del Dipartimento nazionale Contrattazione sociale.Gli sportelli rappresentano uno strumento attraverso il quale il sindacato dei pensionati intende rafforzare

il proprio rapporto con il territorio, offrendo informazioni e assistenza su temi che spaziano dalla sanità alle pratiche amministrative e burocratiche, grazie alla collaborazione con Caf e Inca. Accanto ai servizi tradizionali trovano spazio attività di ascolto attivo, iniziative sociali e momenti di aggregazione destinati soprattutto alle persone più fragili.«La forza degli sportelli sociali risiede nella loro diffusione territoriale e nella capacità di intervenire sui problemi concreti dei nostri anziani», ha spiegato il segretario generale dello Spi Cgil Potenza, Michele Sannazzaro. Secondo il dirigente sindacale, gli effetti economici e sociali della crisi internazionale stanno colpendo in modo particolare pensionati, lavoratori e famiglie, ren-

dendo necessario un presidio stabile di tutela e solidarietà.Per Sannazzaro, l'apertura delle sedi di Poggio Tre Galli, via Bertazzoni e Villa d'Agri rappresenta l'avvio di una nuova esperienza politico-sociale destinata ad allargarsi progressivamente a tutto il territorio provinciale, con l'obiettivo di costruire una rete

capace di intercettare bisogni, promuovere partecipazione e rafforzare la cittadinanza attiva.Nel corso dell'incontro, Angelo Summa ha evidenziato il ruolo degli sportelli come punto di raccordo tra iniziativa sindacale e invecchiamento attivo. Tra i principali servizi offerti vi è l'accompagnamento all'accesso alle prestazioni sanitarie e socioassistenziali. «La sanità resta in cima ai bisogni principali dei nostri anziani», ha affermato, richiamando l'attenzione sulle criticità del sistema sanitario lucano e sulla necessità di garantire pienamente il diritto alle cure.Gli sportelli saranno aperti in giorni e orari differenziati nelle sedi di Potenza e Villa d'Agri, per assicurare una presenza costante e capillare sul territorio.

perativa Ricco Dentro,

Il sindaco Telesca: «Un luogo moderno e funzionale per studenti, professionisti, startup e imprese»

Potenza, nasce il coworking firmato da Poste Italiane: “Spazi per l’Italia”

Èstato presentato ieri a Potenza il nuovo spazio di coworking “Spazi per l’Italia”, realizzato da Poste Italiane nella sede di via San Luca nell’ambito del progetto Polis. Alla presentazione ha partecipato il sindaco Vincenzo Telesca insieme ai rappresentanti dell’azienda.L’immobile è stato ristrutturato e allestito con uffici digitalizzati e postazioni di lavoro condivise. La struttura dispone di tre uffici da quattro persone, tre da sei persone, un’area open space con quattro postazioni e spazi dedicati a meeting informali e pause.L’offerta comprende connessione Wi-Fi, stampanti e scanner, arredi, pulizia, manutenzione, utenze e climatizzazione. Il progetto rientra nella rete nazionale di 250 spazi di coworking che Poste Italiane pre-

vede di realizzare attraverso Polis, con l’obiettivo di favorire innovazione, servizi e opportunità per professionisti e imprese. «Ospitare “Spazi per l’Italia” al termine di un rinnovamento realizzato grazie al progetto Polis vuol dire far diventare la sede di via San Luca un punto di riferimento per tutti i cittadini e l’imprenditoria locale», ha dichiarato Roberta Sacchetti, referente del progetto. «“Spazi per l’Italia” è una scelta funzionale che consente di avere un ufficio autonomo e al tempo stesso interagire con altre persone».Per il sindaco Telesca, l’iniziativa rappresenta «un luogo moderno e funzionale dedicato a studenti, professionisti, startup e imprese». Il primo cittadino ha inoltre sottolineato come la scelta di realizzare la struttura nel centro della città co-

stituisca «un contributo concreto alla valorizzazione del centro storico e alla sua rivitalizzazione».Con il nuovo coworking, Poste Italiane rafforza il proprio im-

pegno nei processi di innovazione e digitalizzazione, mettendo a disposizione del territorio nuovi servizi a supporto della crescita economica e professionale.

Basilicata e Macao unite da due accademie musicali

Basilicata chiama, Macao risponde. Due realtà così lontane tra loro saranno vicine grazie alla musica e a due concerti che verranno organizzati e svolti a Potenza e Castelmezzano il 3 e 4 agosto alle 21. Tutto questo grazie al lavoro dell'Accademia Ducale di Pietragalla che ha deciso di avviare una collaborazione proficua con la realtà omonima di Macao, regione amministrativa speciale della Cina di derivazione portoghese.Ebbene tutto si fa musica, tutto si fa cultura, turismo e tradizioni locali grazie a 65 voci ben assortite. Ieri mattina nella Sala degli Specchi del Teatro Francesco Stabile di Potenza si è svolta la conferenza stampa di presentazione dell'evento. Presenti l'Assessore alla Cultura del Comune di Potenza, Roberto Falotico, il Direttore

artistico della Fondazione

tenza, l'Italia intera di avere queste opportunità.Ecco perché noi ringraziamo la Fondazione Accademia Ducale. È una fondazione che è nata in sordina ma che sta portando risultati importantissimi”.Lorenzo Antonio Iosco ha parlato del progetto musicale sottolineandone tutti gli aspetti salienti:“Io sono residente a Hong Kong da dieci anni e collaboro con l'Orchestra Giovanile di Macao da diversi anni e la mia idea, il mio sogno in realtà era quello di portare questi ragazzi asiatici a far scoprire una regione come la Basilicata che ancora non è molto conosciuta in Asia. Quando ho proposto questa idea a Macao, è stata subito accolta con grande entusiasmo e, dunque, porteremo questi ragazzi; saranno 65 elementi di questa orchestra, ma non solo li porteremo qui, ma li uniremo all'ensemble Accademia Ducale per fargli passare due o tre giorni di musica insieme.Quindi non sarà un viaggio che faranno ma sarà un evento culturale e musicale di cooperazione tra le due ensemble. Ci saranno anche dei giornalisti cinesi al seguito e seguiranno la tournée e questo sarà di grande attrazione per la popolazione asiatica e cinese scoprire la Basilicata”. FRANSCESCO MENONNA Fondamentale

Accademia Ducale CSM, la responsabile della produzione Fondazione Accademia Ducale CSM e il Direttore Stabile Fondazione Accademia Ducale CSM, Lorenzo Antonio Iosco.Un repertorio di grande spessore, quello elaborato dai responsabili dell'Accademia Ducale, composto da brani di Cimarosa, di alcuni compositori cinesi, la Sinfonia Italiana di Mendelssohn, Rossini con il Barbiere di Siviglia, Verdi, Guccini: questo il menù musicale che verrà presentato a Potenza e Castelmezzano dai musicisti dell'Accademia.Una partnership, quella avviata dalle due realtà, nata con il dichiarato intento di mettere in piedi un progetto musicale di ampio spessore che va ben oltre il semplice ragionamento musicale ma che si spinge a conoscere e

far conoscere le realtà vere e vive del panorama musicale internazionale puntando sul valore della cultura, del turismo e della musica in un contesto di raro spessore tecnico e artistico.Tutto questo è Orizzonti del Teatro, prodotto da Lorenzo Antonio Iosco, che porta con sé frammenti di musica, coesione e interazione vera nel contesto di una collaborazione di grande spessore musicale e artistico.Alla conferenza stampa ha preso parte anche l'artista ungherese Eniko, chiamata grazie ad una serie di audizioni che l'Accademia Ducale ha svolto di recente, che ha parlato della sua presenza a Potenza e dell'accoglienza ricevuta in Basilicata, coadiuvata dalla traduzione in lingua inglese di Lorenzo Antonio Iosco:“Io sono qui per la prima volta in Basilicata. Potenza mi piace. Le persone di Potenza sono gentili, sono colpita dalla gente di Potenza. Il Centro Storico mi piace, sono colpita dalla bellezza di Potenza, mi sono recata anche a Pietragalla dove ho trovato gente affettuosa e disponibile, anche lì sono rimasta colpita dall'umanità e dal calore delle persone. L'ensamble mi piace e sono contenta di essere qui. La musica parla un linguaggio tutto a sé, decisamente in-

ternazionale. La musica è bella, c'è bisogno di pace e solidarietà grazie alla cultura e alla musica in generale”.Dal canto suo l'Assessore alla Cultura del Comune di Potenza, Roberto Falotico, ha salutato l'evento:“La Fondazione Accademia Ducale sta dimostrando di avere la capacità di espandere ovviamente l'orizzonte oltre quei confini che spesso nessuno di noi pensa di poter toccare facilmente. Ragionare con l'universo artistico musicale in Asia non è anche dal punto di vista organizzativo una cosa semplicissima. Il fatto che loro riescano a costruire dei ponti con l'orchestra giovanile di Macao ci mette nella condizione di poter comprendere che questo è un ponte che mette in condizione l'universo musicale della nostra realtà regionale e nazionale di poter avere quel livello di confronto che noi auspichiamo sempre.Credo che sia anche utile dire che l'esperienza che mette in campo la fondazione a partire dal maestro Iosco, sono esperienze che ovviamente vanno a delineare anche dal punto di vista delle professionalità e delle capacità che evidente con delle direzioni che a livello internazionale hanno avuto un riconoscimento mettono la Basilicata e la città di Po-

Il Sindaco: «Non saranno tollerate situazioni che ledono il rispetto degli spazi comuni e il valore del nostro paese»

Pulizia e decoro urbano a Sant’Arcangelo, De Filippo: «Una responsabilità condivisa»

Ieri mattina, nelle prime ore della giornata, il Sindaco Vito De Filippo insieme ai Consiglieri comunali di maggioranza, ai responsabili degli uffici comunali, alla Polizia Locale e ai responsabili del servizio di raccolta dei rifiuti, hanno effettuato un sopralluogo del Centro Storico di Sant’Arcangelo per verificare alcune situazioni di degrado e criticità legate alla pulizia e al decoro urbano degli spazi pubblici e dello stato di diverse proprietà private. «L’Amministrazione comu-

nale- ha dichiarato De Filippoagirà con determinazione e fermezza per contrastare ogni forma di incuria. Saranno messe in campo tutte le azioni necessarie per ripristinare condizioni adeguate di pulizia, ordine e decoro, intervenendo senza esitazioni nei confronti di comportamenti che compromettono l’immagine e la vivibilità del nostro Centro Storico». «La tutela del patrimonio pubblico e del decoro cittadino - prosegue il Primo Cittadino - rappresenta una priorità assoluta e non

saranno tollerate situazioni che ledono il rispetto degli spazi comuni e il valore del nostro paese. I controlli non si fermeranno al Centro Storico. Nei prossimi giorni l’attività proseguirà nella frazione di San Brancato, dove saranno effettuati sopralluoghi e verifiche puntuali. L’Amministrazione intende mantenere alta l’attenzione su tutto il territorio, intervenendo con determinazione ovunque si rendano necessari azioni e provvedimenti a tutela dei cittadini. Tuttavia, questo impe-

gno deve diventare responsabilità condivisa. Per questo rivolgiamo un appello a tutti affinché si collabori attivamente, adottando comportamenti rispettosi degli spazi comuni e contribuendo a mantenere il Centro Storico e l’intero territorio comunale in condizioni decorose». «Solo attraverso l’impegno congiunto delle istituzioni e della comunità sarà possibile garantire un ambiente più pulito, accogliente e degno della storia e dell’identità di Sant’Arcangelo», ha concluso De Filippo.

Stellantis, Evangelista (Fim Cisl): «Jeep, Alfa Romeo, Lancia e DS possono rafforzare

l’indotto, ma la vera sfida è la riconversione»

La crisi che sta attraversando il settore automotive europeo non è un fenomeno temporaneo, ma il risultato di una trasformazione profonda legata alla transizione energetica, alla digitalizzazione dei veicoli

e ai nuovi equilibri competitivi globali. In questo scenario, la Basilicata e il polo industriale di Melfi sono pienamente coinvolti in un processo di cambiamento che richiede visione industriale, investimenti e politiche di ac-

compagnamento. L’automotive rappresenta uno dei pilastri dell’economia lucana, contribuendo in maniera significativa alla produzione industriale, all’innovazione e all’occupazione, con circa 9 mila lavoratrici e lavoratori coinvolti direttamente e indirettamente. Secondo i dati Svimez, la Basilicata è la seconda regione europea per incidenza dell’automotive sul comparto manifatturiero, preceduta soltanto dalla regione di Bratislava. Un dato che evidenzia quanto il futuro del settore sia determinante per il sistema economico regionale. Nel nuovo piano strategico presentato da Stellantis, i marchi Jeep, Ram, Peugeot e Fiat sono stati individuati come brand globali del gruppo. In particolare,

il marchio Jeep è stato indicato come uno dei principali driver di crescita e redditività. «Per lo stabilimento Stellantis di Melfi si tratta di un segnale importante – dichiara il segretario generale della Fim Cisl Basilicata, Gerardo Evangelista – perché Jeep continua a rappresentare un riferimento strategico all’interno della nuova visione industriale del gruppo e può offrire ulteriori prospettive di sviluppo produttivo e occupazionale». «La riconversione industriale – aggiunge Evangelista – deve partire dalle competenze già presenti nel territorio, valorizzando il patrimonio professionale delle lavoratrici e dei lavoratori e favorendo nuovi percorsi produttivi. Per riuscirci servono investimenti, sostegno al-

le imprese, riduzione dei costi energetici, strumenti finanziari più accessibili e politiche industriali capaci di accompagnare concretamente i processi di trasformazione. È il momento di costruire una prospettiva concreta di sviluppo, lavoro e occupazione per il futuro della nostra regione, facendo della riconversione industriale non un’emergenza da gestire, ma un’opportunità da cogliere per rafforzare l’intera filiera produttiva lucana. Ora servono scelte coraggiose e una visione condivisa: la politica e le istituzioni, a tutti i livelli, hanno il compito di accompagnare questo percorso e creare le condizioni perché nessuna lavoratrice, nessun lavoratore e nessuna impresa vengano lasciati indietro».

MELFI «Ora servono scelte coraggiose e una visione condivisa affinchè nessun lavoratore venga lasciato indietro»

SAN CHIRICO RAPARO Rilievi e analisi del Gestore idrico per avere un quadro completo delle criticità e predisporre l’intervento

Cedimento parete sulla SP7: sopralluogo della task force di Acquedotto Lucano

Una task force di pronto intervento di Acquedotto Lucano è intervenuta ieri a San Chirico Rapparo per effettuare verifiche mirate nel punto in cui qualche giorno fa, esattamente il 24 maggio, si è registrato il cedimento di una porzione di parete sulla Strada Provinciale n. 7. «Replicando una esperienza di successo avvenuta di recente a Ferrandina, - si legge in una nota dell’azienda - il Gestore idrico ha messo in campo un team specializzato composto da un ingegnere di lunga esperienza in forza all’area societaria preposta alla progettazione idraulica e da un geologo della Direzione Operativa, affiancati sul posto dai

tecnici del competente presidio territoriale della Società».

Il team ha avviato gli accertamenti tecnici del caso, con particolare cura degli aspetti legati alla sicurezza ambientale e alle valutazioni idrauliche riferite alla porzione di terreno colpita dal cedimento.

Acquedotto Lucano aveva comunque già provveduto, in via tempestiva rispetto al crollo, a realizzare un bypass a monte della medesima area interessata dalla frana.

La decisione di spedire sul posto la speciale task force è stata assunta dal Direttore Generale Luigi Cerciello Renna a seguito del sopralluogo svoltosi il 29 maggio scorso con il

sindaco di San Chirico Raparo Vincenzo Cirigliano, nella nuova prospettiva aziendale che riconosce operativamente la tutela dell'ambiente e la sicurezza delle comunità locali tra le priorità assolute. In questo quadro, anche a San Chirico Raparo Acquedotto Lucano ha di propria iniziativa attivato uno schema operativo basato sull'analisi approfondita e multidisciplinare direttamente sul campo, vocata alla perfetta integrazione tra indagine geologica, alte competenze idrauliche e rigorose analisi igieniche. Le operazioni proseguiranno fino al completamento di tutte le verifiche necessarie a delineare un quadro puntuale delle criticità locali.

CORLETO PERTICARA Si è insediata la neoeletta Amministrazione comunale, la sindaca presenta le linee programmatiche

Magaldi: «Affronteremo ogni

difficoltà

con serietà, trasparenza e impegno»

Si è insediato ufficialmente ieri pomeriggio il nuovo Consiglio comunale di Corleto Perticara. Il Sindaco Ilenia Magaldi ha tracciato le linee guida del mandato amministrativo basate su inclusione, collaborazione istituzionale e una visione a lungo termine per il futuro del territorio. «Oggi non è soltanto il giorno del nostro primo Consiglio Comunale. Oggi è il giorno in cui un mandato popolare si trasforma in responsabilità istituzionale. Da questo momento il sindaco è il sindaco di tutti, senza distinzioni, senza appartenenze, senza divisioni», ha spiegato Magaldi. Un passaggio significativo è stato dedicato ai ringraziamenti istituzionali rivolti alla precedente Amministrazione comunale e al sindaco uscente Mario Montano per il lavoro svolto, alla Segreta-

ria comunale per il prezioso e costante supporto tecnico e a tutti i dipendenti dell'Ente, definiti il cuore operativo per il corretto funzionamento dei servizi ai cittadini. Il sindaco ha annunciato l’assegnazione di deleghe non operative, di ricerca e sviluppo anche ai candidati della lista 'Corleto Futura' non risultati eletti in assise: «Una scelta che nasce da una convinzione profonda: il valore di una persona non si misura esclusivamente dal numero di preferenze, ma dalla disponibilità a mettersi al servizio della propria comunità. L’inclusione non può essere soltanto una parola. Deve essere un metodo di lavoro», ha ribadito Magaldi, esortando maggioranza e minoranza a lavorare con umiltà, equilibrio e spirito di squadra, ponendo un accento forte sul ruolo delle opposizioni, definite «una

componente democratica essenziale nella condivisione di un obiettivo superiore: il bene della comunità». «Abbiamo davanti sfide importanti ed alcune saranno complesse. Non prometto che sarà facile, ma prometto che affronteremo ogni difficoltà con serietà, trasparenza e massimo impegno. Da questa sera non inizia il lavoro di una maggioranza, inizia il lavoro di un’intera comunità che guarda al futuro», ha concluso Magaldi, augurando buon lavoro a tutto il Consiglio comunale.

GIUNTA COMUNALE

Ilenia Magaldi, Sindaco, che trattiene tutte le deleghe non assegnate

Bartolomeo Nicola, assessore con delega alle “Politiche di Bilancio e al Patrimonio“ al quale viene attribuito anche l'incarico di Vicesindaco

Potenza Rocco, assessore con delega alle “Politiche di Sicurezza e Risorse umane“

CONSIGLIERI ELETTI

Logiodice Christian, delega in materia di “Promozione e organizzazione di iniziative per l’attuazione di politiche attive per la promozione dell’associazionismo e della cultura”

Calandriello Egidio, delega in materia di “Promozione e organizzazione di iniziative per l’attuazione di politiche giovanili e per la

diffusione dello sport”

Baione Giambattista, delega in materia di “Promozione e organizzazione di iniziative per l’attuazione di politiche per l’agricoltura, lo sviluppo e il recupero di periferie e foreste”

Ambrosio Alfonso, delega in materia di “Promozione e organizzazione di iniziative per l’attuazione di politiche attive per il lavoro, l’artigianato e il commercio” il quale è nominato contestualmente capogruppo di Maggioranza

Logiodice Paride, delega in materia di “Promozione e organizzazione di iniziative per l’attuazione di politiche attive per l’istruzione, la famiglia e le politiche sociali”

CANDIDATI CONSIGLIERI NON ELETTI

Demma Giuseppina, delega in materia di “Promozione e organizzazione di iniziative per l’attuazione di politiche per il volontariato, la cittadinanza attiva e la terza età”

Montano Laura, delega in materia di “Promozione e organizzazione di iniziative per l’attuazione di politiche per le pari opportunità e partecipazione civica”

Sarli Christian, delega in materia di “Promozione e organizzazione di iniziative per l’attuazione di politiche per le relazioni esterne e la cooperazione territoriale”.

Cocaina in 95 dosi, arrestato un ventenne materano

MATERA. Un ventenne di Matera è stato arrestato dalla Guardia di Finanza con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L'operazione è stata condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria nell'ambito delle attività di controllo del territorio finalizzate al contrasto dei traffici illeciti.L'intervento è scattato durante un controllo effettuato nei pressi dell'abitazione del giovane. Alla vista dei militari, il ragazzo avrebbe tentato di sottrarsi all'identificazione dando-

si alla fuga. L'episodio ha spinto gli investigatori ad approfondire gli accertamenti con una perquisizione che è stata estesa anche al domicilio del sospettato.Nel corso delle verifiche sono stati rinvenuti 52 grammi di cocaina già suddivisi in 95 dosi pronte per essere immesse sul mercato dello spaccio. I finanzieri hanno inoltre sequestrato un coltello utilizzato per il taglio della sostanza stupefacente e 905 euro in contanti, ritenuti provento dell'attività illecita.Al termine delle operazioni il giovane è stato arrestato in flagranza di

reato e posto agli arresti domiciliari su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Matera. La Guardia di Finanza sottolinea che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, come previsto dall'ordinamento, per l'indagato vale il principio di presunzione di innocenza fino a una sentenza definitiva. L'operazione conferma l'impegno delle Fiamme Gialle nel contrasto al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti sul territorio provinciale.

Comune e Associazione costretti a ripensare parte dell'allestimento nel luogo simbolo della tradizionale Festa

Vittorio Veneto, residente si oppone modificate le luminarie per la festa

MATERA. La Festa della Bruna 2026 dovrà fare i conti con un'importante modifica del tradizionale allestimento delle luminarie in Piazza Vittorio Veneto. A comunicarlo è l'Associazione Maria Santissima della Bruna che, insieme al Comune di Matera, ha informato cittadini e organi di stampa dell'impossibilità di procedere al montaggio completo delle installazioni luminose in uno dei luoghi simbolo della manifestazione. Alla base della decisione vi è il diniego confermato da un residente, proprietario di un immobile situato nella piazza, all'autorizzazione necessaria per consentire il montaggio dell'intera struttura. Secondo quanto riferito dall'Associazione, nelle ultime settimane sono stati portati avanti numerosi tentativi di dialogo, confronto e mediazione, nella convinzione che la Festa della Bruna rappresenti un patrimonio collettivo appartenente al-

l'intera comunità materana. Nonostante gli sforzi profusi, però, non è stato possibile raggiungere un'intesa. Per questo motivo una parte significativa delle luminarie, tradizionalmente collocate nel

tratto compreso tra la Fontana Ferdinandea e l'area di accesso agli ipogei, non potrà essere installata secondo il progetto originario. La conseguenza più evidente riguarderà l'ingresso della tradizionale galleria luminosa che, anziché sorgere tra l'edicola e il Caffè Centrale, sarà spostato in prossimità dell'Ipogeo. Una variazione che modificherà inevitabilmente lo scenario che da anni accompagna i festeggiamenti nel centro cittadino e che costituisce uno degli elementi più riconoscibili e apprezzati della ricorrenza.

L'Associazione tiene a precisare che il ridimensionamento dell'allestimento non dipende da difficoltà organizzative, economiche o gestionali. Le

ragioni della decisione, viene sottolineato, sono del tutto esterne all'operato degli organizzatori e della macchina che ogni anno cura la preparazione della festa patronale. Pur manifestando profondo rammarico per una situazione che priverà la città di un elemento identitario particolarmente atteso da cittadini e visitatori, l'Associazione Maria Santissima della Bruna invita a evitare polemiche e strumentalizzazioni. L'auspicio è che prevalgano senso di responsabilità e sensibilità da parte di tutti i soggetti coinvolti, affinché possa essere individuata al più presto una soluzione nell'interesse della comunità e della buona riuscita della Festa della Bruna.

L'Ente Parco promuove e finanzia progetti per scuole e cittadini dedicati a sostenibilità, divulgazione e partecipazione

Murgia Viva 2026, pubblicato bando da 100mila euro

MATERA. Un bando da 100.500 euro per promuovere educazione ambientale, divulgazione scientifica e partecipazione delle comunità locali. È quanto prevede «Il Parco del Dialogo – Murgia Viva 2026», l'avviso pubblicato dall'Ente Parco della Murgia Materana nell'ambito del Programma regionale Basilicata Fesr Fse+ 2021-2027.L'iniziativa punta a rafforzare la conoscenza del territorio e a diffondere la cultura della sostenibilità attraverso attività rivolte a scuole, giovani, cittadini e associa-

zioni. Potranno essere finanziati progetti dedicati alla valorizzazione del patrimonio naturale e culturale, campagne di sensibilizzazione, laboratori didattici, escursioni, eventi pubblici e produzioni multimediali.Il bando prevede contributi fino a 25 mila euro per la proposta meglio classificata, mentre ulteriori risorse saranno assegnate alle candidature ritenute idonee. Possono partecipare enti del Terzo settore, cooperative sociali, fondazioni, imprese sociali e operatori con esperienza nei settori am-

bientale, educativo e culturale.«Con “Murgia Viva 2026” vogliamo investire sulla conoscenza del territorio e sul coinvolgimento delle giovani generazioni», ha dichiarato il presidente dell'Ente Parco, Giovanni Mianulli, sottolineando l'importanza di costruire una rete stabile tra istituzioni, scuole e associazioni.Le candidature dovranno essere presentate entro 15 giorni dalla pubblicazione dell'avviso. I progetti finanziati dovranno concludersi entro sei mesi dalla sottoscrizione del contratto.

della Bruna

Il Sindaco a Cronache: «Grazie a fondi PNRR con un investimento di € 800mila, risolviamo una criticità storica»

A Montescaglioso una strada a Impastato e contrasto al dissesto idrogeologico

Montescaglioso ha unito cultura, memoria e sviluppo urbano intitolando una nuova arteria stradale a Peppino Impastato, giornalista, conduttore radiofonico e attivista italiano noto per le sue denunce contro le attività di Cosa nostra, a seguito delle quali fu assassinato il 9 maggio 1978. Prima di questo momento però, si è tenuto un momento di incontro, con il Convegno “Proteggere un territorio dal dissesto idrogeologici alla legalità”, presso l’Abbazia di San Michele Arcangelo. «Un momento di confronto per ricordare l'importanza di fare rete contro ogni forma di sopraffazione e per coltivare la cultura della giustizia sociale. Insieme al Sindaco Vincenzo Zito, anche Ambrogio Lippolis Presidente dell’Associazione antiracket “Falcone Borsellino”, Gianmarco Blasi, Commissario di Governo per il Dissesto idrogeologico Basilicata e Pasquale Pepe, Vicepresidente della Regione.

Per l’occasione è stato anche svelato un mosaico con una celebre citazione di Impastato: "Se si insegna la bellezza al popolo, la si fornisce di un'arma contro la rassegnazione, la paura e l'omertà", reso noto alla cittadinanza presso la nuova arteria di collegamento, dove il Sindaco ha asserito: «C'è un filo rosso invisibile ma potente che lega l'infrastruttura alla figura a cui è dedicata: il valore dell'unione. L'Amministrazione Comunale di Montescaglioso consegna alla cittadinanza una nuova infrastruttura viaria che rappresenta al tempo stesso un'importante opera pubblica di messa in sicurezza del territorio e un luogo simbolico dedicato alla memoria di Impastato. La via unisce la geografia di Montescaglioso: cuce insieme due quartieri, accorcia le distanze tra la zona Belvedere e la parte un po’ più bassa della Città, immettendosi direttamente su Via Ginosa. Peppino Impastato, invece, unisce le coscienze: con il suo coraggio Impastato ha unito le persone oneste oltre ogni divisio-

ne, creando un fronte comune contro la mafia nel nome della libertà. Dedicare questa strada a Peppino Impastato significa ricordare che la legalità non è un concetto astratto, ma una via da percorrere insieme, un ponte che unisce i cittadini attorno ai valori più sani della nostra Repubblica». Per quanto riguarda l’aspetto prettamente tecnico dell’opera, Zito a Cronache aggiunge: «L'intervento inaugurato nasce nell'ambito del progetto denominato "Riduzione del rischio idrogeologico e ripristino del reticolo idrografico mediante la regimentazione delle acque Via Toti – C.da Ledda", finanziato nell'ambito del PNRR con un investimento complessivo pari ad € 800.000, interamente finanziato attraverso fondi pubblici destinati alla tutela del territorio e alla resilienza urbana. L'intervento trae origine dalla necessità di risolvere una criticità storica presente nel versante posto a valle di Via Toti, un'area particolarmente delicata dal punto di vista geomorfologico e idrogeologico.

Le acque meteoriche provenienti dall'intero quartiere sovrastante si concentravano infatti in questo punto del territorio comunale, generando nel tempo fenomeni di erosione superficiale e progressivo deterioramento del versante. Per fronteggiare tali problematiche è stato sviluppato un progetto innovativo, capace di intercettare e convogliare in sicurezza i deflussi provenienti dall'abitato soprastante». Insieme a questi lavori, è stato anche creato «un nuovo asse stradale di collegamento, un opera che assume un significato strategico ampio, poiché dimostra come la programmazione pubblica possa trasformare un problema territoriale in un'opportunità di sviluppo urbano. Con la realizzazione di questa opera intitolata a Impastato -conclude il Primo cittadino- Montescaglioso non inaugura soltanto una nuova strada, ma consegna alla città un'infrastruttura sicura, moderna e funzionale che diventa anche simbolo di memoria, legalità e crescita civile».

POTENZA Ieri il momento conclusivo del percorso: tre anni di cittadinanza attiva e scambio culturale. Presenti Ansa e Radio Potenza

“Tra sogni e onde”, Radio DVN e il progetto di giornalismo della 5ª E del Da Vinci-Nitti

Un percorso fatto di idee, impegno, comunicazione e apertura al mondo. Si intitola “Tra sogni e onde” il momento conclusivo del percorso formativo realizzato dalla classe V E del Liceo Linguistico Da Vinci-Nitti di Potenza, un progetto che negli ultimi tre anni ha accompagnato gli studenti in un’esperienza di crescita personale e professionale attraverso attività di cittadinanza attiva, monitoraggio civico, comunicazione digitale e scambio culturale.Tutto ha avuto inizio nel terzo anno con la partecipazione ad ASOC – A Scuola di OpenCoesione, il programma nazionale promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito che coinvolge gli studenti nel monitoraggio dei finanziamenti pubblici e dei fondi europei.

Gli alunni hanno seguito e analizzato il progetto di riqualificazione della Villa del Prefetto di Potenza, sviluppando competenze di ricerca, analisi e partecipazione civica.

L’anno successivo il percorso si è evoluto con la nascita di Radio DVN, la web radio ufficiale dell’istituto, ispirata al modello della celebre emittente britannica LBC –Leading Britain’s Conversation. Una radio innovativa, multilingue e priva di contenuti musicali, dedicata esclusivamente a dibattiti, approfondimenti, interviste e confronto di idee.

«La radio è degli studenti», ha spiegato il referente del progetto Umberto Mancini. «È stata un’esperienza che ha coinvolto quasi settanta ragazzi, favorendo soprattutto il public speaking, la comunicazione e anche competenze legate al social media management. Le puntate vengono pubblicate sulle principali piattaforme podcast e possono essere ascoltate ovunque nel mondo».

Nel corso dell’ultimo anno scolastico sono state realizzate sedici puntate, mentre l’evento finale ha segnato una tappa importante: la prima trasmissione in diretta della radio d’istituto, un vero laboratorio di giornalismo e co-

municazione.

« È un'idea nata dalla relazione della scuola con il territorio, ma anche da una sollecitazione arrivata dagli studenti. È stata la loro proposta di condividere, di socializzare in maniera costruttiva e strutturata. Questo ha richiesto grande impegno, grandi sforzi organizzativi ma ha dato dei risultati interessantissimi. In accordo con Radiopotenza Centrale, il gruppo coinvolto in questo percorso ha svolto “attività in situazione”, si è messo in gioco non soltanto nell'ambito della Radio Web d'Istituto ma anche attraverso un emittente locale che ha offerto loro il giusto spazio» ha raccontato Alessandra Napoli, dirigente scolastica dell’Istituto.

Il progetto, infatti, è stato anche presentato a Radio Potenza Centrale. Glistudenti hanno affrontato temi che hanno caratterizzato il loro percorso formativo: l’esperienza Erasmus, gli scambi culturali internazionali, i programmi di mobilità studentesca e il progetto ASOC. A raccontarlo a Cronache Tv è stata Miriam Benetucci, studentessa della classe V E:

«Siamo molto emozionati. Oggi concludiamo un percorso che ci ha permesso di intervistare studenti, docenti e professionisti esterni. Parleremo di Erasmus, di Intercultura e del monitoraggio civico svolto sulla riqualificazione della Villa del Prefetto». La pagina editoriale della classe porta il nome di “Global Perspectives”, una scelta che riflette perfettamente l’identità di un gruppo che negli anni ha partecipato a numerosi progetti internazionali, ospitando studenti provenienti da Francia, Spagna e Australia e prendendo parte a programmi Erasmus e Intercultura. Grande apprezzamento è

arrivato dal direttore dell’Ansa Basilicata Francesco Loscalzo presente all’iniziativa. Rivolgendosi agli studenti, ha sottolineato il valore della curiosità e dell’informazione: «Negli occhi di questi ragazzi ho visto una grande voglia di capire il mestiere del giornalista. La curiosità è la base del nostro lavoro e rappresenta una risorsa preziosa per il futuro». Parole di incoraggiamento anche da parte del direttore di Radio Potenza Centrale Antonio Postiglione, che ha evidenziato come la scuola sia riuscita a trasformare lo studio delle lingue e delle competenze digitali in un concreto strumento di

comunicazione: «Questi ragazzi stanno dimostrando che la scuola può dialogare con il mondo dell’informazione e dei media. Comunicare significa condividere idee, esperienze e punti di vista. È una competenza fondamentale per i cittadini di domani». Ricordato anche il contributo di Nino Postiglione, figura storica dell’emittenza privata italiana e fondatore di Radio Potenza Centrale, considerato uno dei pionieri della libertà radiofonica nel Paese. Un richiamo alle origini della comunicazione libera che si è intrecciato simbolicamente con il percorso dei giovani protagonisti della giornata.

All’IIS Turi-Morra presentata l’iniziativa che punta su creatività, partecipazione e benessere psicologico degli studenti

Check-in Mindset, a Matera un progetto per i giovani

Èstato presentato questa mattina, presso l’IIS TuriMorra di Matera, il progetto Check-in Mindset, iniziativa finanziata nell’ambito del programma nazionale AzioniXGiovani del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale. Il progetto vede coinvolte come partner le Province di Matera e Potenza, insieme a UPI Basilicata e alle associazioni Ensemble Teatro Instabile, Abito in Scena e Libera.L’iniziativa è rivolta agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e punta a promuovere prosocialità, benessere psicologico e protagonismo giovanile attraverso un percorso che integra creatività, supporto psicoeducativo e cittadinanza attiva.All’incontro hanno preso parte il presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini, il capo di gabinetto Michele Pizzolla, il dirigente Vincenzo Pierro, Vincenzo Mitro in rappresentanza della Provincia di Po-

tenza, il direttore di UPI

Basilicata Pasquale Salerno, la dirigente scolastica dell’Istituto Loperfido-Olivetti Antonella Salerno e la docente del Turi-Morra Maria Teresa Vena.Nel corso della presentazione sono stati illustrati i quattro pilastri metodologici del progetto: teatro, videomaking, cittadinanza attiva e supporto psicologico. Strumenti pensati per favorire l’espressione personale, la gestione delle emozioni e la partecipazione alla vita della comunità scolastica e territoriale.Particolare attenzione è stata dedicata allo sportello psicologico, definito nel documento progettuale come «il motore relazionale del progetto», che «fornisce supporto ai docenti nella gestione dei gruppi e aiuta i ragazzi a processare l’esperienza dei laboratori creativi».Durante la mattinata alcuni studenti hanno inoltre partecipato alla realizzazione di una prima clip video, sperimentando le tecniche di storytelling che caratterizzeranno il la-

boratorio di videomaking. Un’esperienza che ha consentito ai ragazzi di collaborare, mettersi in gioco e raccontare le proprie emozioni attraverso linguaggi vicini al loro mondo.La presentazione ha coinvolto dirigenti scolastici, referenti provinciali e partner culturali che accompagneranno gli istituti nella fase operativa del progetto. Come previsto dalla roadmap, il mese di giugno sarà dedicato al completamento della fase tecnica per con-

sentire un avvio regolare delle attività a settembre.Proprio con l’inizio del nuovo anno scolastico il progetto entrerà nel vivo, attraverso la presentazione nei Collegi Docenti e l’apertura delle iscrizioni ai laboratori, che prenderanno poi il via nel mese di ottobre.«Il progetto Checkin Mindset – ha dichiarato il presidente Francesco Mancini – rappresenta un investimento concreto sul futuro dei nostri giovani. Come Provincia di Matera

Matera, al Loperfido Olivetti si consegnano i passaporti Erasmus

Si terrà oggi, alle 16.30, nell’aula magna dell’ITCG Loperfido Olivetti di Matera, in via Aldo Moro 28, la cerimonia di consegna dei «Passaporti di esperienze, culture e connessioni», riconoscimento simbolico e formativo legato alle attività realizzate nell’ambito di Erasmus+ Pnrr. I passaporti interculturali certificano le pratiche e le competenze maturate da studenti e personale scolastico attraverso le mobilità internazionali, i tirocini all’estero e i percorsi di cooperazione europea finanziati dall’Unione Europea. L’iniziativa rappresenta un momento di valorizzazione dell’esperienza vissuta nel corso dell’anno scolastico e conferma la vocazione dell’istituto materano all’internazionalizzazione. Sarà un pomeriggio di festa, confronto e testimonianze, durante il quale studentesse e studenti racconteranno sensazioni, ricordi e risultati delle esperienze maturate

in diversi Paesi europei. Al centro della manifestazione ci saranno le mobilità studentesche svolte in Svezia, Norvegia, Cipro, Portogallo, Belgio, Spagna e Grecia, insieme alle attività di job shadowing e formazione rivolte al personale docente. Spazio anche alle testimonianze di studenti, famiglie, docenti ed ex partecipanti Erasmus, oltre alla presentazione di prodotti multimediali e materiali realizzati nell’ambito dei progetti. Nel corso dell’evento sono previsti interventi istituzionali e contributi da parte di partner ed enti del territorio nazionale e internazionale. Sarà inoltre allestita una mostra con lavori, materiali ed esperienze sviluppate nei percorsi Erasmus+, con sezioni dedicate alle diverse mobilità europee. L’appuntamento intende promuovere i valori della cittadinanza europea, dell’inclusione, del dialogo interculturale e dell’innovazione educativa, raffor-

zando il legame tra scuola, istituzioni e comunità territoriale. Alla manifestazione parteciperanno i rappresentanti dell’USR Basilicata/Sportello Europa, dell’USP Matera, del Comune di Matera e di altri enti locali, chiamati a offrire un contributo alla riflessione sulla mobilità internazionale e sulla formazione delle nuove generazioni in una prospettiva europea.

Al termine dell’incontro è previsto un momento conviviale con buffet e la consegna di gadget ricordo ai partecipanti. Le attività Erasmus confermano il ruolo dell’ITCG Loperfido Olivetti come scuola attenta alle opportunità europee, grazie anche all’impegno del Team di internazionalizzazione e delle docenti di Lingue. Percorsi che consentono ai giovani di affrontare nuove sfide, sviluppare autonomia, lavorare in contesti multiculturali e maturare competenze decisive per la crescita personale e professionale.

crediamo profondamente nella necessità di creare spazi in cui ragazze e ragazzi possano esprimersi, riconoscere le proprie emozioni e sentirsi parte attiva della comunità. Oggi abbiamo visto studenti mettersi in gioco con entusiasmo, partecipando alla realizzazione della prima clip del percorso: un segnale forte di quanto, se adeguatamente accompagnati, i giovani siano pronti a diventare protagonisti».

L’istituto celebra mobilità internazionali, tirocini all’estero e percorsi di cittadinanza europea con studenti, docenti, famiglie e istituzioni

LA RUBRICA DI CRONACHE

Appunti di realtà 5 giugno La dittatura dei “Mi piace”

DI FABRIZIO QUARATINO

Viviamo in un’epoca straordinaria. Mai come oggi abbiamo avuto la possibilità di comunicare, raccontarci, condividere pensieri, emozioni e frammenti della nostra esistenza. Eppure, proprio mentre la tecnologia ci offre strumenti potentissimi per connetterci agli altri, sembra che molte persone stiano progressivamente perdendo il collegamento più importante: quello con se stesse. È una strana forma di schiavitù moderna. Pubblichiamo una foto e controlliamo chi l’ha vista. Scriviamo un pensiero e attendiamo una reazione. Prendiamo una decisione e sentiamo il bisogno di spiegarla, giustificarla, difenderla davanti a qualcuno. A volte sembra che la serenità non dipenda più da ciò che siamo, ma da ciò che gli altri decidono di pensare di noi. E qui nasce un problema. Anzi, forse nasce il problema. Perché quando affidiamo il nostro valore al giudizio esterno, consegniamo le chiavi della nostra felicità a persone che spesso stanno ancora cer- cando le proprie. È come chiedere indicazioni a qualcuno che si è perso quanto noi. Eppure succede continuamente. Ci preoccupiamo di apparire intelligenti davanti a chi non ascolta. Cerchiamo di sembrare forti davanti a chi sta disperatamente nascondendo le proprie fragilità. Tentiamo di convincere persone che hanno già deciso di non comprendere. Una fatica immensa. Inutile quanto spiegare a un gatto perché non dovrebbe salire sul tavolo. Lui ti osserva con l’aria di chi ha compreso tutto, aspetta che tu ti distragga e cinque minuti dopo è di nuovo lì. A volte, nella vita quotidiana, ci accorgiamo che non serve un grande evento per spostarci interiormente, ma basta un dettaglio minimo: una risposta mancata, un’attenzione in meno, un silenzio interpretato troppo in fretta. E spesso non ci rendiamo conto di quan-

to rapidamente la nostra serenità possa oscillare per dinamiche così sottili, quasi invisibili. Forse il problema è che spendiamo una quantità enorme di energia per ottenere conferme, quando dovremmo investirla per costruire valore. Le conferme durano pochi minuti. Il valore resta. Le conferme dipendono dagli altri. Il valore dipende da noi. Le conferme cambiano con il vento. Il valore si rafforza attraversando le tempeste. Chi costruisce la propria vita sulle conferme esterne finisce inevitabilmente per vivere sulle montagne russe emotive. Un complimento lo porta in alto. Una critica lo fa precipitare. Un consenso lo esalta. Un rifiuto lo abbatte. Un “mi piace” illumina la giornata. Una mancata risposta sembra spegnerla. Ma è davvero possibile affidare la propria serenità a meccanismi così fragili? Forse no. Forse la vera libertà inizia quando smettiamo di chiedere continuamente il permesso di essere noi stessi. Quando comprendiamo che non tutti ci apprezzeranno. Non tutti ci comprenderanno. Non tutti condivideranno le nostre scelte. E sapete una cosa? Non è una tragedia. È la normalità. Lo è sempre stata. Molto prima dei social, molto prima degli smartphone e perfino molto prima delle chiacchiere da bar che spesso oggi si sono semplicemente trasferite online. La storia è piena di persone che sono state criticate mentre costruivano qualcosa di importante. Derise mentre seminavano. Osteggiate mentre crescevano. Eppure hanno continuato. Non perché fossero speciali. Ma perché avevano compreso una verità semplice: il giudizio degli altri non può decidere il valore di una vita. Questo non significa ignorare gli altri. Non significa diventare arroganti. Non significa credere di avere sempre ragione. Significa semplicemente non trasformare l’opinione altrui nel tribunale permanente della no-

stra esistenza. Perché esiste una forza molto più affidabile. Una forza che non dipende dagli applausi. Non dipende dalle classifiche. Non dipende dai numeri. Non dipende dalle mode. È quella che nasce quando sappiamo di aver agito con sincerità. Quando abbiamo affrontato una difficoltà senza fuggire. Quando abbiamo trasformato una delusione in esperienza. Quando abbiamo scelto di crescere invece di lamentarci. Quando abbiamo deciso di migliorare noi stessi anziché pretendere che cambiassero tutti gli altri. È una forza silenziosa. Non fa rumore. Non cerca palcoscenici. Non pretende riconoscimenti. Ma è capace di sostenere una persona nei momenti più duri, quando le luci si spengono e restiamo soli con la nostra coscienza. Ed è proprio lì che si vede la differenza. Perché i complimenti possono incoraggiarci. Ma non ci salvano. Le approvazioni possono far piacere. Ma non ci trasformano. I consensi possono gratificarci. Ma non costruiscono il nostro carattere. La vera crescita nasce quando impariamo a generare dall’interno ciò che abbiamo sempre cercato all’esterno. Forse è per questo che tante persone, pur circondate da attenzioni, continuano a sentirsi insicure. E altre, pur attraversando momenti difficili, riescono a conservare dignità, speranza e fiducia. La differenza non sta in ciò che ricevono. Sta in ciò che sviluppano. Oggi sembra quasi che alcune persone conti-

no i “mi piace” come un tempo si contavano le pecore per addormentarsi. Il problema è che le pecore almeno conciliavano il sonno. I “mi piace”, invece, spesso alimentano nuove inquietudini. Perché quando la nostra felicità dipende da qualcosa che gli altri possono concederci o negarci, smettiamo di essere protagonisti della nostra vita. Diventiamo spettatori in attesa del prossimo giudizio. E nessun essere umano merita una prigione così piccola. Forse dovremmo fidarci di più di quella voce interiore che ci invita continuamente a crescere, a migliorarci e a non arrenderci. Forse dovremmo ricordare che ogni difficoltà può diventare una palestra per rafforzare il carattere. Che ogni critica può diventare uno specchio utile. Che ogni rifiuto può trasformarsi nell’occasione per scoprire risorse che non sapevamo di possedere. Perché il valore di una persona non aumenta quando viene applaudita. Il valore emerge quando decide di non rinunciare a se stessa. E allora la domanda è semplice. Quanto della nostra vita stiamo costruendo per convinzione e quanto per approvazione? Quanto di ciò che facciamo nasce dal desiderio autentico di crescere e quanto dalla necessità di essere confermati? Forse la risposta potrebbe spiegare molte delle nostre inquietudini. Ma potrebbe anche indicarci la strada per diventare più liberi. E, soprattutto, più forti di quanto abbiamo mai immaginato. E forse, in tut-

to questo, esiste anche un altro livello che non riguarda soltanto l’individuo, ma i legami che attraversano la nostra vita. Perché quando qualcuno attraversa davvero la nostra vita, non in superficie ma nei passaggi che contano, diventa uno specchio inevitabile: amplifica ciò che siamo, mette a nudo le nostre sicurezze e le nostre fragilità, ci costringe a guardarci senza filtri. E a volte ci si accorge che proprio ciò che ci avvicina a qualcuno è anche ciò che ci costringe a restare fedeli a noi stessi. Ma nessun legame autentico può reggersi su questa confusione. Perché l’incontro tra due persone non dovrebbe mai diventare una gara di approvazione reciproca, ma un luogo in cui ciascuno resta intero, pur scegliendo di camminare accanto all’altro. Non si tratta di dipendere né di sottrarsi. Si tratta di restare presenti a se stessi anche quando l’altro diventa importante. E non sempre è semplice restare interi mentre si tiene vicino qualcuno che conta davvero. Ed è proprio qui che si misura la qualità di un incontro umano: nella capacità di non perdersi mentre si riconosce qualcuno che conta. Forse è questo uno dei passaggi più difficili da comprendere. Ma anche uno dei più liberanti. E a volte, proprio in questo equilibrio sottile, si scopre che non serve rincorrere conferme per sentirsi vicini: basta restare autentici, senza paura di ciò che si muove dentro quando l’altro diventa importante.

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Cronache del 5 giugno 2026 by Cronache - Issuu