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PROMOZIONE
Apt Basilicata all’Itb di Berlino
Fino al 5 marzo, l’Agenzia di promozione territoriale di Basilicata sarà presente all’ITB di Berlino, importante fiera mondiale del turismo, assieme ad una delegazione dell’incoming regionale, nel padiglione del Ministero del Turismo e di ENIT Italia. L’ITB è un appuntamento al quale la Basilicata partecipa da oltre vent’anni e che, edizione dopo edizione, consolida la presenza della (...)

■ continua a pag 21 Cifarelli
Dellapenna a pag 2
on che questi patrioti di centrodestra ci avrebbero guarito dai mali che pur ci affliggono da decenni e decenni, attesa la loro vocazione a non far nulla di buono e nemmeno che la nostra Basilicata avesse finalmente spiccato il volo della salute nel suo sogno bello ed ostinato che ha del futuro, ma vivaddio almeno a non peggiorare le cose con le loro mani pasticciate ed invece ecco che la Fondazione per la sussidiarietà, guidata meritoriamente da Giorgio Vittadini, con un drammatico report ci assesta il colpo di grazia che ricorderemo davvero per molto tempo. Già perché a furia di veder economia, sanità, cultura, innovazione,pallide e sprofondate in bassa classifica nazionale, alla fine si sono ammalati anche i poveri lucani, visto che manco a dirlo siamo i più depressi d’Italia (18.0), quelli che hanno più giorni di cattiva salute fisica (18.8) e dulcis in fundo pure quelli che scontano più giorni di limitazione delle attività quotidiane (19.6). Insomma se non si tratta d’una vera e propria Caporetto della salute, poco ci manca per chiudere bottega destrosa e sorrisetti imbarazzanti. Ricanticchiando il magnifico ritornello di Carmen Consoli: “confusi ed ammalati…”
MATERA Sequestrato il palazzo di 12 piani in piazza Bianco per presunte difformità edilizie: 5 indagati

OLTRE IL GIARDINO
A Cronache Tv il confronto sul Referendum continua: i giovani Pierro e Sampogna spiegano le ragioni del sì e del no
■ Servizio a pag 5
L’ITALIA DELLE DONNE Premiata Anna Dinella, artista e pioniera dell’emancipazione femminile, grazie al lavoro della Consigliera di Parità Bonito
VERTENZA POLIMEDICA
Di Noia bloccato a Dubai: «Lo
Stato ci riporti a casa»


■ Servizio a pag 10
In Prefettura incontro per tutelare 16 posti di lavoro e garantire le cure, Cataldi: «Prevalga la collaborazione per superare la crisi»
■ Menonna a pag 15
GIORNATA DELLA NATURA Il Garante Costanzo in Regione ha ribadito l’importanza della tutela del territorio e di uno sviluppo sostenibile
■ Servizio a pag 9 Come neomelodico se la batte con Sal Da Vinci con la trama ripetitiva delle accuse ai vertici romani, le polemiche di Lacorazza e una Nuova casa tutta sua. Intanto a Matera per Nicoletti è caos

La trama ripetitiva delle accuse ai vertici romani, le polemiche di Lacorazza e una Nuova casa tutta sua. Intanto per Nicoletti è caos
M A S S IM O D ELL AP E N N A
“Saremo io e te accussi sarà per sempre Si” canta Sal Da Vinci che trionfa a Sanremo.
A Potenza, nel Partito Democratico va di scena il minuetto “vieni qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi”, interprete d'eccezione Roberto Cifarelli che, per l'ennesima volta lascia il suo Partito.
Questa volta lo fa con un lunghissimo messaggio social destinato a strappare lacrime che lui se ne resta fuori a “fatica’ per tutti quanti” con il cuore trafitto da spade davanti al Partito mortificato.
IL VERTICISMO
DELLE LAMENTAZIONI
Come sempre, come già era accaduto qualche mese fa, come sempre succede quando si esce alla ricerca di spazi più comodi, oggetto della lamentazione è il verticismo che la nuova segreteria nazionale avrebbe adottato come metodo.
Avete mai notato che chiunque se ne va da qualsiasi partito dice sempre che lo fa per rappresentare i territori contro il verticismo romano?
Cifarelli non è da meno. Noi un po’ la politica la studiamo e francamente tutto vediamo nel PD tranne che un verticismo dirigitista e decisionista. In un partito dirigista e

verticista un consigliere regionale che esce dal gruppo consiliare, si candida a Sindaco di un capoluogo di provincia autonomamente e senza aspettare le indicazioni del Partito, resta in pista anche quando il Partito prende posizioni indicando un altro candidato viene espulso e mai più reintegrato.
Cifarelli si facesse raccontare da qualche più anziano dirigente del PCI cosa sarebbe accaduto ad un esponente politico che avesse fatto una cosa simile al tempo del centralismo democratico. LA NUOVA
La verità, semplice e banale come poche è che Roberto Cifarelli è da tempo sentimentalmente fuori dal Partito Democratico.
Lo ha dimostrato a Matera, lo sta dimostrando oggi.
Come quel marito fedifrago che resta con la moglie per abitudine, è rimasto in famiglia da separato in casa e non ha varcato la porta fino a quando non ha trovato una nuova collocazione.
Il radicamento che il Movimento Civico che fa capo alla D’Andrea sta costruendo, gli da finalmen-

te la casa dove andare a stare. Siamo certi che avverrà questo. È quello che sta accadendo a tutti quelli che nel centrosinistra non trovano sufficiente soddisfazione.
Piero Lacorazza utilizza la metafora del dentifricio e prova a cercare una sua visibilità mediatica attaccando i vertici del Partito ma già questa ennesima uscita pubblica dimostra che il PD Lucano è ormai una nave senza nocchiero in gran tempesta. Cifarelli, come tanti altri, lascia la nave prima che affondi. Lacorazza resta dentro e si finge il suo sal-
vatore mentre contribuisce a colpirla dall’interno. Nulla di tutto ciò potrebbe accadere in un Partito verticistico e strutturato dove queste uscite non sarebbero mai perdonate.
MATERA CAOS
La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso di Cifarelli sarebbe la posizione assunta dal PD senza consultarlo. In particolare, il Sentore Manca e Tragno avrebbero detto che non c’è alcuna disponibilità ad ipotesi di sostegno a Nicoletti. Noi non sappiamo se Antonio Nicoletti abbia chiesto aiuto a Cifarelli o al PD, quello che sappiamo è che Matera è sempre più il regno del caos.
Il Sindaco, che aveva ribaltato i pronostici elettorali ed era riuscito ad ottenere una maggioranza, non è stato in grado di dare soddisfazione a Toto. Questa sua inettitudine alla soluzione del problema ha portato l’ex esponente di FDI a passare all’opposizione portando con sé un altro consigliere comunale e tagliando, così, le ali e le zampe all’anatra che è tornata zoppa e a terra. Nicoletti sembra aver perso la barra del governo della città e ora, dopo aver perso i buoi, sarà difficile trovare le corna.
Quello che poteva essere un grande esperimento politico si è trasformato in un incubo tanto a destra quanto a sinistra.

Il
agli altri 200 studenti torna in Italia

Èatterrato ieri sera a Malpensa l’aereo partito da Abu Dhabi che ha riportato a casa i 200 studenti rimasti bloccati nei giorni scorsi a Dubai, dopo l’inizio delle operazioni militari di Usa e Israele contro l'Iran e la risposta da parte di Teheran contro i Paesi del Golfo tra cui anche la studentessa di Policoro Laura Tristano. E mentre dopo giorni di preoccupazione i ragazzi possono riabbracciare i propri familiari, c’è chi è ancora bloccato nella città degli Emirati Arabi Uniti come il consigliere comunale del Comune di Potenza Massimiliano Di Noia che nelle scorse ore ha affidato ad un post
social tutta la sua preoccupazione e il rammarico per come si sta gestendo la situazione: «I cittadini italiani non possono essere lasciati soli in un’area interessata da tensioni militari. È necessario un intervento urgente, formale e strutturato, che assicuri il rientro in sicurezza, la tutela economica dei connazionali coinvolti e il pieno rispetto dei doveri istituzionali di protezione. Ogni ulteriore ritardo non è più giustificabile». «In un contesto di crisi internazionale – aggiunge Di Noia – lo Stato deve esercitare pienamente il proprio ruolo di garante, attivando un coordinamento immediato con le autorità locali e con

i vettori, predisponendo corridoi di rientro sicuri e assicurando un’informazione ufficiale, centralizzata e costantemente aggiornata. L’assenza di tali misure mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e lascia spazio a iniziative individuali costose e rischiose».
«In qualità di consigliere comunale della città di Potenza, della Repubblica Italiana, attualmente presente a Dubai e impossibilitato a rientrare sul territorio nazionale a causa del conflitto in Iran e della conseguente destabilizzazione dell’area – aggiunge – ritengo mio dovere istituzionale denunciare pubblicamente una si-

tuazione che presenta profili di estrema gravità. A fronte di un contesto geopolitico oggettivamente complesso, ciò che risulta inaccettabile è l’assenza di un presidio istituzionale chiaro, strutturato e autorevole a tutela dei cittadini italiani presenti nell’area». «Sin dalle prime fasi del conflitto non è stato predisposto un piano operativo concreto per il rientro dei connazionali, né è stata garantita una comunicazione univoca, trasparente e tempestiva. Tale carenza configura una evidente insufficienza nell’esercizio delle funzioni di protezione e assistenza consolare che lo Stato è tenuto ad assicurare ai propri cittadini all’estero. Non meno grave appare la comunicazione diffusa dalle autorità dell’Emirato in merito a forme di assistenza e alla copertura delle spese sostenute dai cittadini impossibilitati a rientrare. A tali annunci non è seguita, allo stato dei fatti, alcuna misura effettiva, verificabile e accessibile. La diffusione di informazioni prive di concreta attuazione rischia di assumere carattere fuorviante, generando legittime aspettative che vengono sistematicamente disattese». Secondo Di Noia, «ulteriore elemento di forte criticità è rappresentato dalla condotta di diverse compagnie aeree che continuano a porre in vendita titoli di viaggio per voli a breve termine, pur in un quadro di evidente incertezza operativa, procedendo poi a ripetute cancellazioni. Tale prassi espone i passeggeri a reiterati esborsi economici, blocchi di somme, difficoltà nei rimborsi e gravi disagi logistici, configurando possibili profili di responsabilità sotto il profilo contrattuale e della tutela del consumatore».
«È auspicabile che le autorità competenti procedano a verifiche puntuali su tali comportamenti» conclude Di Noia.
Il coordinatore regionale di FdI annuncia l’incontro in Biblioteca con il ministro e rivendica l’attenzione
POTENZA. «Oggi, alle ore 11, presso la Biblioteca Provinciale di Potenza, avremo l’onore di ospitare il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per un confronto pubblico sulla riforma e sulle ragioni del Sì al referendum». A darne notizia è il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Basilicata, Piergiorgio Quarto.
«La sua presenza -prosegue - conferma che la Basilicata è al centro dell’attenzione dei vertici nazionali. Non è una visita formale, ma un segnale politico chiaro: il Governo e il partito investono nel nostro territorio e ne riconoscono il ruolo nel percorso di riforma del Paese. Nei giorni scorsiabbiamo accolto il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, e il 16 marzo sarà a Matera il Vice Ministro degli Affari Esteri, Edmondo Cirielli. È la dimostrazione – aggiunge Quarto - di una presenza costante, strutturata, che rafforza il radicamento di Fratelli d’Italia in Basilicata. Da Potenza a Ma-

tera, da Montalbano a Scanzano Jonico, da Pisticci al Metapontino e alle aree interne – sottolinea -il partito è mobilitato in ogni territorio per spiegare le ragioni del Sì e per costruire un confronto serio con i cittadini. Ringrazio i presidenti provinciali Vincenzo Claps e Michele Giordano per l’impegno organizzativo e politico in questa campagna referendaria. Un grazie va agli as-
sessori regionali Cosimo Latronico e Carmine Cicala, ai consiglieri regionali Maddalena Fazzari, Michele Napoli, Alessandro Galella e Rocco Leone, ai deputati Aldo Mattia e Salvatore Caiata e al senatore Gianni Rosa – conclude Quarto - per il contributo e il sostegno convinto a una battaglia che riguarda l’equilibrio delle istituzioni e la credibilità dello Stato».
ALL’AUDITORIUM POTENZA FUTURA UN DIBATTITO PER ILLUSTRARE




POTENZA. Proseguono gli appuntamenti promossi dalla Camera Penale di Basilicata in vista del referendum sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo. La prossima iniziativa pubblica, improntata a un confronto paritario tra posizioni diverse, si terrà mercoledì 4 marzo alle ore 16:30 all’Auditorium Potenza Futura. L’incontro nasce con l’intento di offrire ai cittadini un’occasione di approfondimento serio e qualificato sui contenuti della riforma, spesso oggetto di letture parziali o semplificate. Attraverso un’illustrazione chiara delle ragioni del sì e del no, l’appuntamento punta a favorire una scelta realmente consapevole, sottraendo il dibattito a impostazio-
ni propagandistiche e riportando l’attenzione sui nodi giuridici e istituzionali del testo sottoposto a consultazione.Il confronto vedrà protagonisti Vincenzo Maiello, professore ordinario di diritto penale dell’Università Federico II di Napoli, e Lucio Setola, giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Potenza. Due profili autorevoli chiamati a misurarsi su profili tecnici, ricadute applicative e prospettive di sistema, in un dialogo che intende restituire complessità e rigore all’analisi della riforma.I saluti introduttivi saranno affidati a Shara Zolla, presidente della Camera Penale di Basilicata, Federico Ottati, presidente dell’Aiga Potenza, Francesco Bo-

nito Oliva, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Potenza, e Cinzia Sorace, vicepresidente della Camera Penale di Lagonegro. L’iniziativa si inserisce in un percorso di in-
formazione rivolto alla comunità forense e alla cittadinanza, con l’obiettivo di accompagnare il voto con strumenti critici adeguati e motivazioni fondate.

OLTRE IL GIARDINO In studio Sampogna dottorando in diritto romano e Pierro segretario
FI Giovani, poi Iudicello e Tisci
Nell’ultima puntata di Oltre il giardino, il talk di approfondimento di Cronache Tv e condotto da paride Leporace, si è tenuto un acceso confronto sul referendum riguardante la separazione delle carriere dei magistrati, tema di grande rilevanza per il futuro dell'assetto costituzionale italiano. Ospiti due giovani lucani: Pippo Sampogna, dottorando in diritto romano presso l’Università di Salerno e sostenitore del “no”, e Simone Pierro, segretario regionale dei giovani di Forza Italia, schierato a favore del “sì”. Entrambi hanno espresso con fermezza e competenza le loro posizioni, offrendo spunti di riflessione su un tema che coinvolge non solo la politica, ma anche il tessuto sociale e il futuro delle giovani generazioni.
Simone Pierro ha definito il referendum un’opportunità storica per l’Italia, sottolineando come la separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti sia fondamentale per garantire un sistema giudiziario più giusto ed equo. «L’Italia è indietro rispetto ad altri Paesi europei su questo tema – ha dichiarato Pierro – e questa riforma rappresenta un passo avanti per avere un giusto processo, eliminando commistioni e conflitti di interesse che possono sorgere nell’attuale sistema». Pierro ha inoltre evidenziato che la riforma non mina l’indipendenza della magistratura, ma la rafforza, separando le funzioni e creando due Consigli Superiori della Magistratura distinti. Di parere opposto Pippo Sampogna, che ha definito la riforma «sbagliata» e priva di una reale utilità per migliorare il sistema giudiziario. «Non c’è alcuna consequenzialità logica tra la separazione delle carriere e il tanto auspicato giusto processo – ha spiegato Sampogna –. Il problema della giustizia italiana non risiede nell’unitarietà delle carriere, ma nei tempi lunghi dei procedimenti e nella carenza di risorse per i tribunali». Sampogna ha inoltre sottolineato che l’attuale sistema prevede già una separazione funzionale tra pubblico ministero e giudice, poiché un magistrato non può esercitare entrambe le funzioni nello stesso tribunale. Per Sampogna, la riforma rappresenta un rischio per l’equilibrio istituzionale, soprattutto se letta in combinato disposto con altre proposte come quella sul premierato. «Non possiamo basare una riforma costituzionale su un clima di divisione e tensione politica – ha concluso –. La Costituzione richiede condivisione e non polarizzazione». Entrambi gli ospiti hanno concordato sull’importanza di coinvolgere i giovani nel dibatti-
to politico e di sensibilizzarli sull’importanza del voto referendario. Pierro ha lanciato un appello alle nuove generazioni: «Recarsi alle urne è un atto di democrazia. Questo referendum è un’occasione per dare il nostro contributo al futuro del Paese».
Sampogna, dal canto suo, ha invitato i cittadini a riflettere sull’importanza di una visione condivisa per le riforme costituzionali, sottolineando che «il voto non deve essere influenzato da schieramenti politici, ma da un’analisi approfondita del dato normativo». Si cambia argomento a Oltre il giardino. In studio arriva il consigliere comunale di Potenza e capogruppo di Basilicata Casa Comune Giampiero Iudicello che ha tracciato un quadro preoccupante delle finanze comunali, sottolineando come la città sia costretta a fronteggiare un bilancio in deficit e a operare tagli significativi a servizi essenziali per i cittadini.
Il Comune di Potenza, già gravato da anni di difficoltà economiche, si trova ora a dover affrontare un ulteriore ridimensionamento delle risorse stanziate dalla Regione Basilicata. Secondo Iudicello, l’amministrazione comunale si aspettava un contributo triennale di 15 milioni di euro, promesso dall’amministrazione regionale guidata dal presidente Vito Bardi. Tuttavia, a fronte dei 15 milioni previsti, il Comune ha ricevuto solo 600.000 euro per il 2024, cifra che non permette di garantire i servizi essenziali.
«Le promesse pubbliche fatte dall’amministrazione regionale sono state disattese – ha dichiarato Iudicello –. Con la metà dei contributi stanziati nel triennio precedente, non avremmo avuto bisogno di tagliare i servizi. Invece, ci troviamo costretti a operare tagli dolorosi, dalle mense scolastiche al sostegno educativo, dai trasporti alla cultura, fino alla riduzione delle spese per l’illuminazione pubblica e il vestiario della polizia locale».
Nonostante le difficoltà, il capogruppo di Basilicata Casa Comune ha ribadito l’impegno dell’amministrazione nel garantire i servizi essenziali, pur in un contesto di risorse limitate. «Ci impegneremo a trovare nuove risorse, anche scavando il fondo del barile, per non far mancare i servizi fondamentali, in particolare quelli legati all’istruzione e alla disabilità», ha assicurato.
Iudicello ha anche lanciato un appello per l’introduzione di una legge speciale dedicata a Potenza, simile a quelle già esistenti per altre città italiane come Roma e Catania. «Potenza è il capoluogo di una regione che svolge un ruolo fondamentale nell’erogazione di


servizi essenziali per tutta la Ba- silicata. È necessario costruire le condizioni legislative per permettere alla città di vivere dignitosamente nei prossimi anni. Non chiediamo champagne, ma almeno di poter garantire i servizi di base», ha sottolineato.
L’intervista si è conclusa con un appello all’unità politica e istituzionale per affrontare le sfide che attendono la Basilicata e il suo capoluogo. «Non possiamo permetterci di rimanere bloccati da stupide questioni di campanile tra Potenza e Matera – ha detto Iudicello –. Con le risorse naturali che abbiamo, come acqua, petrolio e boschi, potremmo costruire un piano di rilancio economico. Serve però una terapia d’urto condivisa, che metta da parte gli interessi di parte e lavori per il bene comune». Il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano si apre al grande schermo con un ambizioso progetto cinematografico che unisce la bellezza del territorio, la valorizzazione delle tradizioni e il tema dell’inclusione sociale. A raccontarlo è Antonio Tisci, presidente del parco, ospite della trasmissione Oltre il giardino. Il cortometraggio, girato interamente sul Sirino, tra il lago e le sue vette, esplora due tematiche centrali: la transumanza, come tradizione economica e culturale, e il rapporto sacro con il territorio, rappresentato dal legame della comunità con il santuario della Madonna del Sirino. «Un territorio esiste perché viene raccontato – ha spiegato Tisci – e il cinema è uno


strumento potente per farlo». L’opera si distingue per il suo valore sociale: tra i protagonisti, infatti, spicca una giovane attrice con sindrome di Down, scelta grazie alla collaborazione con l’associazione italiana persone con sindrome di Down, sezione Vulture “Myriam Talucci”. «Non è stato un contentino – ha sottolineato Tisci –. L’attrice e un altro ragazzo dell’associazione, che ha lavorato alla fotografia, sono stati pienamente integrati nel progetto, con gli stessi ritmi e responsabilità degli altri membri del cast e della troupe». Per Tisci, la montagna non è solo un luogo fisico, ma rappresenta l’identità e le radici delle comunità lucane. «Riscoprire e raccontare le nostre montagne significa riscoprire noi stessi – ha detto –. La montagna può essere anche terapeutica: un luogo dove ritrovare il legame con la natura e con le nostre tradizioni». Il cortometraggio ha coinvolto attivamente la comunità locale. Dalla concessione del santuario della Madonna del Sirino da parte del parroco di Lagonegro all’impegno del comitato feste e degli albergatori, il progetto ha visto una partecipazione corale. «Questo entusiasmo dimostra quanto il racconto del territorio possa unire e valorizzare le sue risorse», ha aggiunto Tisci. «L’obiettivo è continuare a narrare il parco attraverso il cinema, valorizzando le sue diverse tradizioni e paesaggi. Il cinema può essere un’arma potente per attrarre turismo e far conoscere la nostra terra» conclude Tisci.













MATERA Il palazzo di 12 piani in costruzioni in piazza Bianco posto sotto sequestro preventivo per presunte difformità edilizie



Ancora un cantiere posto sotto sequestro a Matera e sempre in piazza Bianco. Ieri mattina la Guardia di Finanza della Città dei Sassi ha dato esecuzione al provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Matera, di un fabbricato residenziale in corso di realizzazione nel Comune di Matera, in Piazza Bianco, all'interno dell'area del Centro Direzionale — Sub-Comparto 2C, noto come "ex Hotel Palace". Il palazzo residenziale dovrebbe essere della ditta Cobar Spa dell’imprenditore altamurano Vito Barozzi. Per le 5 persone indagate, legali rappresentanti della società proprietaria/committente e delle imprese esecutrici, e tecnico progettistaasseveratore e direttore dei lavori, le ipotesi di reato contestate, allo stato delle indagini, riguarderebbero «l'esecuzione di lavori edilizi in totale difformità e comunque in assenza di valido titolo abilitativo, in concorso e, quanto alle imprese esecutrici, anche con cooperazione colposa condotte riconducibili alla disciplina della S.C.I.A., con riferimento ad attestazioni/asseverazioni tecniche e rappresentazioni dei presupposti di legge prospettate all'Amministrazione procedente» così come si legge nella nota del Procuratore di
Il procedimento trae origine da «verifiche sulla legittimità urbanistico-edilizia dell'intervento, anche a seguito di segnalazioni istituzionali, concernenti una costruzione di rilevanti dimensioni in corso di realizzazione in un'area centrale della città, con evidente impatto sul contesto urbano e sul carico urbanistico. In particolare, dagli atti e dagli accertamenti tecnici richiamati nel provvedimento del G.I.P. emerge che l'intervento è stato "assentito" mediante una pluralità di titoli abilitativi progressivi: due S.C.I.A. alternative al permesso di costruire (presentate rispettivamente nel marzo 2023 e nell'ottobre 2023 entrambe intestate alla società originaria) e una successiva S.C.I.A. ordinaria del dicembre 2024, intestata al nuovo proprietario, quest'ultima qualificata come variante rispetto ai titoli precedenti».
«Gli accertamenti tecnici richiamati indicano, in particolare, macroscopiche difformità tra i parametri massimi consentiti e quelli dell'opera in concreto realizzata e/o in corso di realizzazione: 12 piani fuori terra a fronte di un massimo consentito di IO; una Superficie Lorda (SUL) complessiva pari a circa 9.445 mq a fronte di una SUL massima consentita
pari a 6.366,73 mq (eccedenza di circa 3.078 mq); un'altezza complessiva pari a circa 38,40 m, eccedente di circa 2,40 m il limite massimo di 36,00 m. - si legge nel provvedimento - Quanto alle esigenze cautelari, il provvedimento dà atto che, dai sopralluoghi, l'edificio non risulta ancora ultimato (presenza di impalcature e mancanza di rifiniture interne), con conseguente rischio di prosecuzione dei lavori e di ulteriore aggravamento delle conseguenze dei reati ipotizzati; viene inoltre evidenziato che, anche in caso di eventuale ultimazione, la libera disponibilità del bene potrebbe determinare un pregiudizio concreto per il regolare assetto del territorio e un'incidenza negativa sul carico urbanistico, in relazione alle dimensioni dell'intervento e all'incremento abitativo previsto».
La vicenda riveste un interesse pubblico particolarmente elevato in ragione dell'ubicazione e della consistenza dell'opera: si tratta di una costruzione di grandi dimensioni in area centrale, immediatamente percepibile nel tessuto urbano e destinata, per la sua volumetria, a incidere in modo significativo sul carico urbanistico e sulle infrastrutture e servizi, reti idriche e fognarie, energia, gas, gestione dei rifiuti e opere collettive correlate.
Beccati grazie al fiuto dei 4 cani pastore in dotazione al Corpo. 15 assuntori segnalati tra Potenza, Lauria, Melfi e Acerenza
Negli ultimi giorni i Finanzieri del Comando Provinciale di Potenza hanno eseguito nell’intero territorio provinciale una serie di interventi finalizzati al contrasto allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti.
I controlli hanno interessato, nei diversi orari della giornata, i centri urbani di Potenza, Lauria, Melfi ed Acerenza. Grazie all’infallibile
“fiuto” dei cani pastori “GINGER”, “AIR”, “LARY” e “KIRIL”, in dotazione al Gruppo della Guardia di Finanza di Matera, sono state rinvenute sostanze stupefacenti occultate sulla persona, tra gli effetti personali e all’interno delle autovetture in uso ai detentori.
All’esito delle operazioni le Fiamme Gialle lucane hanno sequestrato numerose dosi di hashish e marijuana e han-
no segnalato alla competente Autorità prefettizia n. 15assuntori. I controlli antidroga sono stati svolti nel quadro di un più ampio e articolato dispositivo di contrasto ai traffici illeciti attuato dalle Fiamme Gialle potentine nell’intero territorio provinciale, al fine di prevenire e reprimere il grave fenomeno del consumo di sostanze stupefacenti soprattutto da parte dei più giovani.


Si è tenuto ieri, presso la Sala Inguscio del Palazzo della Regione Basilicata a Potenza, l’incontro promosso dal Garante per la Natura, Ambiente e Territorio della Regione Basilicata, Biagio Costanzo, in occasione della Giornata Mondiale della Natura. «Tutela e sviluppo per una natura sostenibile» ha sottolineato il Garante durante l’incontro, ribadendo l’importanza della ricorrenza e del ruolo istituzionale.
Nel corso del suo intervento, il Garante ha evidenziato come la Basilicata, terra ricca di risorse naturali e ambientali, avesse il dovere di coniugare tutela e sviluppo sostenibile. «La natura ha bisogno di protezione per poter diventare una vera risorsa per i cittadini.
La responsabilità è ancora maggiore per una regione come la nostra, caratterizzata da un patrimonio ambientale straordinario e da una forte identità territoriale», ha dichiarato Costanzo.«Il messaggio che vogliamo trasmettere, soprattutto partendo dai ragazzi – ha sottolineato Costanzo – è quello di ricordare sempre la stretta connessione tra uomo e natura.
La natura non è un contorno, ma è la nostra rete di sicurezza, e l’inquinamento, le deforestazioni e il cambiamento climatico minacciano la nostra stessa sopravvivenza.
Ed è per questo che ogni anno la Giornata Mondiale della Natura si concentra su un tema specifico per promuovere azioni concrete».
Il Garante ha, inoltre, evidenziato il carattere innovativo della figura istituzionale da lui ricoperta, creata dal legislatore nazionale, con competenze che includevano anche la possibilità di formulare proposte legislative.
In quei primi mesi di attività, era stato avviato un percorso di ascolto e confronto con il territorio, finalizzato a trasformare le istanze dei cittadini in proposte concrete da sottoporre all’attenzione dei consiglieri regionali.
Il sottosegretario al Ministero dell’Ambiente,
Claudio Barbaro, ha inviato un saluto letto durante l’evento dal Garante.La ricorrenza ha rappresentato un momento di riflessione sul rapporto tra uomo e ambiente e sulla responsabilità verso gli ecosistemi – ha detto Barbaro – «evidenziando la necessità di coniugare sviluppo, tutela e innovazione in una visione sostenibile e apprezzando il ruolo delle iniziative territoriali nel diffondere consapevolezza e cultura ambientale».
La tutela dell’ambiente si è intrecciata alla memoria storica e all’identità collettiva della Basilicata.Tra i risultati concreti – ha ricordato l’assessore all’Ambiente della Regione Basilicata, Laura Mongiello – spiccava il Piano paesaggistico regionale, che aveva superato la Valutazione ambientale strategica e mirava a coniugare tutela e sviluppo riducendo il consumo di suolo. «Abbiamo riservato grande attenzione alla transizione energetica, con l’obiettivo di produrre energia pulita generando benefici per famiglie e imprese lucane.
Parchi e aree protette sono leve di crescita e identità, in una visione di politica ambientale strutturale e lungimirante». Il consigliere Mario Polese, ringraziando il Garante per il lavoro che stava svolgendo, ha sottolineato l’importanza di una collaborazione con l’assessorato all’Ambiente e ha ricordato il ruolo di stimolo rispetto alle esigenze segnalate da cittadini e associazioni. «La Basili-

cata – ha affermato – viene descritta come terra di grandi risorse naturali e di sostenibilità.
La sfida è conciliare sviluppo industriale, in particolare estrattivo, con rispetto delle regole, tutela ambientale e salvaguardia della salute».«Il tema della sostenibilità ambientale – ha affermato il consigliere Michele Napoli – è centrale per la Basilicata e merita attenzione costante.
Alla tutela del patrimonio naturalistico deve affiancarsi lo sviluppo del territorio.
Parchi e risorse naturali devono diventare luoghi di crescita economica e sociale. È fondamentale trasmettere questi valori alle nuove generazioni, con un impegno continuo della Regione». Il dirigente dell’Ufficio Politiche della Rappresentanza e della Partecipazione, Gerardo Trava-
glio, si è soffermato su ciò che la Giornata Mondiale della Natura aveva rappresentato. «Per l’esperienza ventennale che ho maturato al Parco Nazionale del Pollino – ha affermato – ho sviluppato una forte sensibilità ambientale. Lo sviluppo deve essere sostenibile e compatibile con l’ambiente, valorizzando anche il turismo di nicchia come opportunità di crescita territoriale». Tra le autorità presenti, i consiglieri regionali Polese e Napoli e il Prefetto di Potenza, Campanaro. All’evento hanno partecipato i presidenti dei Parchi nazionali e regionali, i direttori generali della Regione Basilicata, alcune associazioni impegnate nella tutela del territorio, oltre a studenti e docenti dell’I.T.T. di Villa d’Agri.L’incontro ha rappresentato un interessante momento istituzionale per riflettere sul rapporto tra tutela e sviluppo sostenibile.


di Maschito esce dall’oblio
La figura di Anna Dinella (1902–1971), artista originaria di Maschito, è stata ufficialmente premiata nell’ambito dell’Avviso nazionale “L’Italia delle Donne” 2026, promosso dal Ministero per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità. Si tratta di un prestigioso riconoscimento nazionale valorizza la storia e l’impegno delle donne lucane.
L’Avviso “L’Italia delle Donne” è un’iniziativa nazionale che mira a valorizzare storie femminili significative del Paese, promuovendo la memoria di donne che, pur non sempre adeguatamente conosciute, hanno contribuito alla crescita culturale e sociale delle proprie comunità. In questo contesto si inserisce il lavoro condiviso tra la Consigliera di Parità, la Commissione Regionale Pari Opportunità e la Biblioteca Nazionale di Potenza, che ha consentito di restituire visibilità a una figura femminile di grande spessore. La cerimonia di premiazione si è svolta a Roma, ieri presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. A ritirare il riconoscimento per aver candidato e raccontato la figura di Anna Dinella, riportandone alla luce la vicenda umana, culturale e civile, è stata la Consigliera di Parità della Provincia di Potenza, Simona Bonito, insieme a Stefano Russo, in rappresentanza della Biblioteca Nazionale di Potenza. Anna Dinella, formatasi artisticamente a Napoli, visse in un momento storico cruciale per l’arte e per l’emancipazione femminile in Italia. Appartenente a quella generazione di donne che, tra le due guerre e nel secondo dopoguerra, seppero conquistare spazi di espressione in ambiti tradizionalmente dominati dagli uomini, la lucana Dinella si affermò come artista capace di coniugare creatività e coscienza civile. Incarna il modello dell’artistaintellettuale che interpreta l’arte come strumento di partecipazione sociale. Il suo impegno nel Movimento Italiano Femminile “Fede e Famiglia” testimonia una visione dell’arte profondamente intrecciata alla responsabilità culturale e comunitaria.
Determinante è stato il lavoro sinergico tra


istituzioni, che ha permesso di recuperare una storia poco conosciuta e di restituirla alla memoria collettiva. Un percorso condiviso che dimostra come la collaborazione tra Consigliera di Parità, Commissione Regionale Pari Opportunità e Biblioteca Nazionale possa tradursi in un’azione concreta di valorizzazione culturale.
«Questo riconoscimento – dichiara la Consigliera di Parità della Provincia di Potenza, Simona Bonito – rappresenta uno stimolo forte per approfondire, in Basilicata, il racconto e la valorizzazione dell’impegno delle donne nella storia, nell’arte e nella vita civile. Portare alla luce la figura di Anna Dinella significa riaffermare il valore delle nostre radici e offrire alle giovani generazioni esempi autentici di talento, coraggio e responsabilità sociale».
La Presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità, Vittoria Rotunno, sottolinea: «Plaudo al lavoro di squadra tra istituzioni che ha permesso di far emergere una storia che meritava di essere ricordata. Quando le istituzioni collaborano con visione e spirito di servizio, si crea un percorso virtuoso di conoscenza e consapevolezza collettiva». Anche Luigi Catalani, Direttore della Biblioteca Nazionale di Potenza, evidenzia il valore della candidatura: «Non ho esitato a sostenere e a condividere con la Consigliera di Parità e con la Commissione Regionale Pari Opportunità questa proposta, perché la leva culturale diventa motore di conoscenza e di crescita. Le biblioteche hanno il compito di custodire e diffondere memoria: valorizzare Anna Dinella significa rafforzare il legame tra ricerca, territorio e cittadinanza». Il riconoscimento rappresenta un motivo di orgoglio per la comunità di Maschito e per l’intera Basilicata. Il prossimo passo sarà promuovere, in collaborazione con il Comune di Maschito, iniziative di divulgazione, momenti di studio, percorsi di ricerca documentale ed eventi culturali dedicati alla figura e all’opera di Anna Dinella, affinché la sua storia continui a generare conoscenza, identità e ispirazione per le future generazioni. Nella stessa giornata, la Consigliera di Parità della Provincia di Potenza ha partecipato all’evento celebrativo “1946–2026 Voto alle donne. La democrazia italiana compie ottant’anni”, svoltosi presso l’Accademia della Scherma – Casa delle Armi a Roma. L’iniziativa, promossa dalla Ministra per la


famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Roccella e dal Ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi, ha celebrato l’ottantesimo anniversario del riconoscimento del diritto di voto alle donne in Italia, un passaggio storico e decisivo per la costruzione della democrazia repubblicana e per la piena partecipazione femminile alla vita politica del Paese.
Nel corso della serata sono intervenuti rappresentanti delle Istituzioni, del Governo, del mondo accademico e del giornalismo, insieme a protagoniste dello sport italiano e a numerose sindache provenienti da tutta Italia. Un momento di riflessione collettiva che ha ribadito quanto il suffragio universale abbia rappresentato non solo una conquista civile, ma l’avvio di un percorso ancora in evoluzione verso una democrazia realmente paritaria.
La partecipazione della Consigliera si inserisce in piena coerenza con il percorso che sta portando avanti sul territorio lucano per ricordare, valorizzare e far conoscere il ruolo delle Madri Costituenti, donne straordinarie che hanno contribuito in modo determinante alla stesura della Costituzione e alla definizione dei principi di uguaglianza e pari dignità sanciti dalla Repubblica. Un impegno che guarda alla memoria come strumento di consapevolezza e responsabilità, soprattutto per le giovani generazioni.
D I MA U RI Z I O B O LO G NE T TI *
Dopo la patriottica conversazione che ho avuto con la sorella d’Italia, on. Augusta Montaruli, nella giornata del 2 marzo, ho deciso di rafforzare il mio dialogo nonviolento ripreso il 21 febbraio.

sua parte di bottino. Viene in mente, non so perché, l’Alighieri e quel suo:
A partire dalle ore 23.59 di martedì 3 marzo, infatti, proseguirò con 10 giorni consecutivi di digiuno per poi tornare a nutrire il mio Satyagraha alternando un giorno di digiuno e un giorno di sciopero della fame.
Come al solito – come avviene dalla nascita della Res Pubblica – si son spartiti tutto. Tutto, anche i sottoscala della Repubblica e l'aria che respiriamo.
Quasi ottant’anni di "Peste" non potevano che produrre un progressivo peggioramento della qualità della nostra democrazia. La loro è la democrazia della stadera, ma una stadera starata e dove i pesi sono fasulli, dove il kg ormai pesa poco più di pochi decigrammi.
Più del solito si son spartiti tutto e con tronfia arroganza hanno il coraggio di dirti: "Noi non chiediamo niente, non abbiamo mai chiesto niente".E già, non chiedete perché ricevete senza nemmeno chiedere; perché tutto sommato siete sempre stati la parte del regime che si accontentava di prendere la
“Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!”.Dico a me stesso e a futura memoria: “Ma cosa volevi aspettarti da una Repubblica sempre più delle banane e che sempre più fa rimpiangere il CAF e un ceto dirigente che aveva certissimo spessore umano e politico?”.
Qualcuno parla oggi, non so perché, di “Quarta Repubblica”; a me pare che siamo ai calci di rigore ad oltranza della Prima, ma senza la qualità e i contenuti di un De Gasperi, di un Fanfani, di un Berlinguer o di un Bettino Craxi.Non prendete, Augusta onorevole, perché per dirla con Almirante: “Il fascismo è qui”. Io potrei aggiungere anche il fascismo degli antifascisti e lo stalinismo di presunti liberali. Sì, Onorevole, manca l'aria, l’avete aspirata tutta e in cambio ci date i gas di scarico dell’ottantennio. Pensavo che i più accaniti mazzieri in seno alla Commissione fossero i rappresentanti pentastellari, a partire dalla Presidente Floridia. Tocca prendere atto che lei e il suo gruppo non siete da meno.
Del resto, gli estremi spesso si saldano. Dal 15 novembre, Onorevole vicepresidente, vi stiamo in-
terpellando per rappresentarvi quello che a noi appare un patente attacco ai diritti politici del cittadino e per chiedervi di intervenire su una censura da accanimento terapeutico.
Su tutto questo lei fa spallucce e, con la tracotanza di un potere impunito, si limita a chiedermi di rivolgermi alla "vostra", non mia, "Agcom".In risposta alla sua sgradevole telefonata di mera e presunta cortesia, Gentile On. Augusta Montaruli, vicepresidente di una Commissione fantasma, sono e resto disarmato; disarmato di fronte alla sua disarmante "leggerezza". Mi perdoni, ma davvero, come da lei stessa affermato, non ha capito i motivi non della mia protesta, ma della mia fame e della mia sete.In compenso, ho capito perché avete tradito il vostro mandato e l’istituzione che siete stati chiamati a rappresentare, e che è diventata solo l’ennesimo contenitore spartitocratico, altro che vigilanza. Qui verrebbe da chiedersi chi controlla coloro che dovrebbero vigilare. In compenso, ho capito perché non vi riunite da un anno e mezzo.Ascoltare le parole che lei ha pronunciato è stato molto istruttivo.
Istruttivo sentir liquidare il diritto innanzitutto dei cittadini al conoscere per deliberare, come se fosse una fastidiosa pratica burocratica.
Istruttivo apprendere che lei non ha letto una, dico

una soltanto, delle missive che le abbiamo indirizzato. Istruttivo per l’arroganza nascosta da una fasulla e inesistente gentilezza e disponibilità all’ascolto.Se lei pensa che la democrazia viva nelle sue parole e nella reiterata censura Rai, sbaglia di grosso.Semplicemente ridicolo, poi, sentirle dire che FDI non ha mai chiesto niente. Certo, voi partecipate soltanto alla lottizzazione della Rai.
Se questa è la risposta dei Fratelli d’Italia, la mia risposta di fronte a tanta miseria e squallore non può che essere una e una soltanto: dalle 23.59 di martedì 3 marzo e per le successive 240 ore continuerò ad alimentare il mio Satyagraha con il digiuno. Prima ho detto che sono
Sarà inaugurata venerdì 6 marzo, alle ore 17:30, la nuova sede di Azione Policoro, situata in Via Mazzini, 36, a Policoro.
All’incontro parteciperanno il commissario regionale di Azione Basilicata, Marcello Pittella, e il consigliere regionale e capogruppo di Azione Basilicata, Nicola Morea, insieme ad altri dirigenti regionali e locali del partito.
La nuova sede si configura come presidio politico nel Metapontino, funzionale a rafforzare l’iniziativa programmatica del
partito, consolidare il rapporto con i territori circostanti e contribuire alla costruzione di una proposta riformista, autonoma e radicata, capace di misurarsi con le sfide di governo della Regione e delle comunità locali.
Sarà anche un punto di incontro stabile per cittadini, associazioni, giovani e realtà civiche interessati a partecipare attivamente alla vita politica locale e contribuire al dibattito sulle sfide sociali, economiche, culturali e amministrative del territorio.
disarmato; no, non è vero, io ho le "armi" della nonviolenza gandhiana e del Satyagraha. Non ricatto perché chiedo, al di là ed oltre delibere pensate per escludere, il rispetto di un popolo a poter conoscere per deliberare, e dico no all’olio di ricino distillato da lei, Onorevole, e da questo regime in via avanzata di putrefazione e decomposizione.
Siete degli stalinisti travestiti da fascisti o viceversa, poco importa. Avete ridotto la democrazia a una farsa.Vi fate scudo di non so quali delibere da voi volute, concordate e pensate per escludere voci scomode.
Complimenti!
*S EGRETARIODEI R ADICALI L UCANI

Strategia e sviluppo: come il Mediterraneo e il Sud Italia possono diventare snodi chiave nella
D I TA N IN O FI ER RO
Per troppo tempo il Sud è stato raccontato come una questione interna, quasi domestica, separata dai grandi equilibri glo- bali. È un errore di prospettiva. Il Sud è una questione geopolitica. E il Mediterraneo non è uno sfondo turistico, ma uno degli snodi strategici del XXI secolo. L’Europa sta vivendo una fase di ridefinizione profonda. La guerra in Ucraina ha modificato le priorità energetiche e di sicurezza; le tensioni nel Medio Oriente e nel Nord Africa hanno riacceso la centralità del fianco sud; la competizione globale tra potenze ha riportato le rotte commerciali e marittime al centro delle strategie continentali. Parlare di Mediterraneo oggi significa parlare di energia, porti, migrazioni, infrastrutture digitali e cambiamento climatico. Il progetto degli Stati Uniti d’Europa resta un orizzonte politico di lungo periodo. Ma un salto federale richiede modifiche dei Trattati e una convergenza politica che oggi non appare consolidata. Nel frattempo, le dinamiche globali avanzano.

cooperazione già previsti dall’Unione per coordinare priorità comuni tra i Paesi dell’Europa del Sud. L’Unione europea ha già sperimentato modelli macroregionali nel Baltico, nel Danubio e nell’area Adriatico-Ionio. In quei casi non sono nate nuove strutture amministrative, ma si è rafforzato il coordinamento su ambiente, trasporti, sicurezza marittima e sviluppo sostenibile. I risultati hanno dimostrato che la cooperazione tematica può aumentare l’efficacia degli investimenti e il peso negoziale. Applicare questo schema al Mediterraneo significherebbe coordinare Italia, Spagna, Grecia, Francia meridionale, Malta e Cipro su dossier strategici: corridoi energetici tra Nord Africa ed Europa, integrazione portuale, gestione dei flussi migratori, adattamento climatico delle aree costiere, innovazione blu. Non è un’operazione identitaria. È una scelta di politica industriale e di riequilibrio.
IL SUD ITALIA: DA PERIFERIA NARRATIVA A PIATTAFORMA REALE
LA MACROREGIONE
MEDITERRANEA CO-
ME SCELTA PRAGMATICA
In attesa di un’evoluzione federale, esiste uno strumento realistico: la Macroregione mediterranea. Non si tratterebbe di creare nuove istituzioni o nuove burocrazie, ma di utilizzare gli strumenti di
In questa prospettiva, il Sud Italia non è un problema da assistere, ma un asset da attivare. È il baricentro geografico del Mediterraneo europeo. Ha la maggiore estensione costiera del Paese, ospita hub portuali strategici ed è proiezione naturale verso i Balcani e il Nord Africa. Eppure continua a essere percepito come periferia. Questo paradosso ha generato una distorsio-

ne: un territorio centrale trattato come marginale. Se il Mediterraneo torna a essere spazio strategico, il Mezzogiorno può diventare piattaforma logistica continentale. Ma la centralità geografica, da sola, non basta. Occorrono coerenza territoriale, massa critica e capacità di programmazione.
ENERGIA, INFRASTRUTTURE E MASSA CRITICA
La partita energetica è emblematica. I corridoi del gas dal Nord Africa, i progetti sull’idrogeno verde, le interconnessioni elettriche sottomarine stanno ridisegnando le mappe europee. Senza una regia territoriale forte, il rischio è che queste infrastrutture attraversino il Sud senza generare sviluppo diffuso. La Basilicata è già uno dei principali poli energetici italiani per produzione di idrocarburi e possiede un significativo potenziale nelle rinnovabili. Tuttavia, l’energia, se non è inserita in una pianificazione integrata, produce rendite limitate e impatti territoriali disomogenei. Una programmazione coordinata su scala più ampia consentirebbe di connettere produzione, trasformazione, logistica e formazione universitaria in un unico ecosistema. Lo stesso vale per la portualità. I porti tirrenici e ionici del Mezzogiorno, se pensati come sistema integrato e collegati a retroporti interni efficienti e a corridoi ferroviari moderni, potrebbero intercettare una quota crescente di traffico merci proveniente dalle rotte globali. In assenza di coordinamento, invece, continueranno a competere in modo frammentato, indebolendosi reciprocamente. Qui emerge il tema della massa critica. Oggi la Basilicata conta meno di seicentomila abitanti. In un’Europa che ragiona per macro-aree,
questa dimensione limita inevitabilmente il peso negoziale e la capacità progettuale. Le regioni europee che incidono maggiormente nei processi decisionali superano spesso i tre o quattro milioni di abitanti. Non è solo una questione numerica: è capacità amministrativa, continuità territoriale e forza contrattuale.
PERCHÉ PARLARE DI GRANDE LUCANIA
È in questo quadro che il dibattito sulla Grande Lucania assume un significato concreto. Non si tratta di nostalgia storica o di rivendicazione simbolica. Si tratta di razionalità istituzionale.
Un riassetto che integri aree storicamente e funzionalmente omogenee tra Basilicata, Campania meridionale e Calabria settentrionale potrebbe creare un soggetto territoriale più coerente. Superare la soglia della marginalità statistica significherebbe rafforzare rappresentanza politica, capacità di attrarre fondi europei e programmazione infrastrutturale.
Una Grande Lucania potrebbe pianificare in modo unitario corridoi ferroviari, retroporti, distretti energetici e filiere agroindustriali. Potrebbe presentarsi ai tavoli nazionali ed europei non come territorio residuale, ma come area strategica del Mediterraneo interno. Non sarebbe una fuga identitaria, ma una scelta di efficienza amministrativa in un contesto di competizione continentale.
REALISMO, NON SLOGAN Ogni riforma territoriale incontra resistenze. Campanilismi, timori di perdita di centralità, equilibri politici consolidati. Anche la Macroregione mediterranea richiederebbe convergenze non automatiche tra governi con priorità differenti. Ma l’alternati-
va è l’immobilismo. E in geopolitica l’immobilismo equivale ad arretrare. Le grandi potenze stanno investendo nel Mediterraneo. Le rotte energetiche e commerciali si stanno consolidando. Se l’Europa non rafforza il proprio fianco sud, altri attori riempiranno gli spazi. Se il Sud non rafforza la propria struttura interna, resterà spettatore di decisioni prese altrove. La questione non è dividere, ma unire meglio. Non moltiplicare enti, ma razionalizzare. Non evocare piccole patrie, ma costruire territori capaci di stare dentro una strategia macroregionale con autorevolezza.
UNA SCELTA GENERAZIONALE
Il Mediterraneo sta ridefinendo i suoi equilibri. Le infrastrutture si pianificano adesso, le alleanze energetiche si consolidano adesso, le macro-aree europee prendono forma adesso. La Macroregione mediterranea può offrire al Sud un quadro di coordinamento stabile dentro l’Europa.
La Grande Lucania può fornire la struttura territoriale adeguata per stare in quel quadro con peso e coerenza. Non è una sug- gestione culturale. È un ragionamento di scala. Nel mondo contemporaneo contano dimensione, integrazione e capacità di programmazione.
I territori che non si riorganizzano restano schiacciati tra decisioni prese altrove. Il Sud non ha un problema di posizione geografica. Ha un problema di organizzazione strategica.
La scelta, dunque, non è tra passato e futuro. È tra frammentazione e struttura. E in questa fase storica, la differenza tra le due non è teorica: è la differenza tra incidere o essere marginali..

L’accusa della Corte dei Conti chiude le posizioni di Mancini, Bortolan e Piemontese
In valutazione le posizioni per Bardi, Cupparo, Pepe, Mongiello, Latronico e Tripaldi. Archiviazione per Galella, Fanelli, Sileo e Casino
La Procura presso la Corte dei Conti di Basilicata ha disposto l'archiviazione parziale per Emilia Piemontese, Francesco Bortolan, Massimo Mancini, Francesco Fanelli, Michele Casino, Alessandro Galella e Gerardina Sileo.
Lo ha deciso il Sostituto Procuratore Generale Ilda Coluzzi con il visto del Procuratore Regionale Antonio Nenna.
LE CONTRODEDU-
ZIONI DEGLI INTERESSATI
La dottoressa Ilda Coluzzi aveva chiesto alle parti di controdedurre in merito al mancato completamento della procedura di valutazione del Direttore del San Carlo nei termini prescritti.
Dalle difese è emerso che «l’incarico per la valutazione dei Direttori delle Aziende, che non veniva effettuata in Basilicata dal 2017, era stato affidato alla Commissione Management e Sanità della Scuola Superiore di Pisa» in data 30.11.2023, dopo la scadenza della nomina concernente i vari Direttori, tra cui quello del DG. Spera, il cui incarico veniva prorogato fino ai 5 anni consentiti dalla legge.
La Procuratrice contabile, dopo aver recepito le deduzioni difensive dell’ex
Dg della sanità Mancini, e degli assessori Fanelli, Sileo, Casino e Galella, li ha ritenuti immuni da re-

sponsabilità.
RESTANO DA VALUTARSI LE ALTRE POSIZIONI
Restano ancora da valutarsi le contestazioni rivolte contro il Governatore Vito Bardi e gli assessori Pasquale Pepe, Carmine Cicala, Cosimo Latronico, Laura Mongiello, oltre che quelle mosse nei confronti dell’attuale Dg alla sanità Domenico Tripaldi, rispetto all’originario invito a dedurre, con cui erano state ipotizzate responsabilità erariali consistite negli emolumenti corrisposti al DG dell’Aor San Carlo, per non aver la Giunta dichiarato la decadenza del medesimo professionista a seguito e causa del mancato pareggio di bilancio del 2022. Le difese dei restanti soggetti, quelli non archivia-
ti, si dicono fiduciose poiché ritengono che le incolpazioni, possano essere destinate a cadere anche per i loro assistiti, se non già in fase istruttoria, comunque all’esito di eventuale giudizio, su cui si attendono le determinazioni del Procuratore Generale.
Alla base del costrutto difensivo, il principio che non sia ipotizzabile un danno erariale nel pagamento dello stipendio di un dirigente che ha svolto le proprie funzioni, soprattutto quando la scelta di nominarlo o confermarlo sia rimessa alla valutazione discrezionale dell’organo politico.
L’organo politico regionale avrebbe valutato che l’esercizio 2022 fosse stato condizionato soprattutto dalla vertiginosa im-


pennata dei prezzi dell’energia e dell’inflazione per l’evento bellico in Ucraina, tant’è che proprio per affrontare l’aumento significativo dei costi energetici del 2022,
secondo le difese, la Regione Basilicata si era vista costretta ad adottare misure di sostegno per tutte le aziende sanitarie con la legge regionale n. 11 del 5 giugno 2023.

L’Azienda ospedaliera aderisce al progetto nazionale con trenta controlli su prenotazione e presa in carico dei casi positivi
POTENZA. In occasione della Giornata mondiale del rene, l’Azienda ospedaliera regionale San Carlo aderisce al progetto «Porte aperte in Nefrologia», promosso dalla Società italiana di nefrologia e dalla Fondazione italiana del rene, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce delle malattie renali.
Lo screening nefrologico si svolgerà giovedì 12 marzo 2026, dalle ore 9 alle ore 12, nell’ambulatorio di Nefrologia dell’ospedale San Carlo di Potenza, al piano terra con ingresso dal palazzo degli uffici. Sono previste trenta visite gratuite che comprenderanno la misurazione della pressione arteriosa, l’esame delle urine e una valutazione clinica complessiva. Per le pazienti e i pazienti che dovessero risultare positivi allo screening è prevista la successiva presa in carico specialistica, così da avviare tempestivamente eventuali approfondimenti diagnostici e percorsi terapeutici.
«La prevenzione è la prima forma di cura», sottolinea il direttore generale Giuseppe Spera, evidenziando l’impegno costante dell’Azienda nel poten-

ziare i percorsi di diagnosi precoce. «Attraverso questa iniziativa intendiamo facilitare l’accesso agli screening e promuovere una maggiore consapevolezza rispetto ai fattori di rischio e alle misure di protezione per la salvaguardia dei reni», aggiunge, ringraziando i professionisti della Nefrologia diretta dal dottor Angelo Saracino per l’attenzione e la dedizione dimostrate. Il direttore della struttura complessa ricorda che molte patologie renali possono essere efficacemente controllate se individuate nelle fasi iniziali.
«Se diagnosticate tardivamente o non trattate pre-
cocemente, possono progredire e determinare complicanze anche severe. Lo screening rappresenta uno strumento rapido e non invasivo per intercettare anomalie prima che diventino critiche», spiega Saracino, invitando la popolazione a non sottovalutare controlli periodici come la misurazione della pressione arteriosa e l’esame delle urine.Per partecipare all’open day è necessario prenotarsi online dalle ore 7 alle ore 18 del 5 marzo 2026 attraverso il portale aziendale. In caso di richieste superiori alla disponibilità, sarà seguito l’ordine cronologico di adesione.
L’INIZIATIVA A POTENZA CON “LONCAR”
POTENZA. La danza come gesto di cura e rinascita. Nell’ambito del progetto “Amati di vivere donna”, in collaborazione con il Centro studio danza Loncar, prende il via “Danza e rinascita”, percorso dedicato alle donne in cammino oncologico. L’iniziativa si svolgerà al Tourist Hotel di Potenza, in via Vescovado 4. La prima lezione dimostrativa è in programma venerdì 6 marzo 2026 dalle ore 17.30 alle ore 18.30, momento di avvio di un cammino pensato per offrire uno spazio protetto di ascolto e condivisione. L’obiettivo è accompagnare le partecipanti in un’esperienza in cui il movimento diventi strumento di consapevolezza e benessere. «Ci sono momenti in cui il corpo cambia e ha bisogno di dolcezza e rispetto», spiegano le promotrici, evidenziando come la danza possa trasformarsi in un abbraccio capace di restituire fiducia e presenza, anche nella fragilità. Non si tratta di una lezione tecnica, ma di un tempo per sé stesse, per muoversi con delicatezza, sciogliere tensioni e paure, condividere emozioni con altre donne che comprendono il percorso. Non è richiesta esperienza, ma soltanto il desiderio di rimettersi in movimento e ritrovare energia.

Gli studenti dell’Iis Gasparrini Righetti di Melfi partecipano a uno stage al San Giovanni di Dio tra reparti e laboratorio analisi
MELFI. Due settimane possono sembrare poche, ma se vissute tra corsie e reparti ospedalieri diventano un’esperienza capace di lasciare un segno profondo. È quanto accaduto agli studenti dell’indirizzo Biotecnologie sanitarie dell’Iis “Gasparrini Righetti” di Melfi, protagonisti di un percorso di stage all’ospedale San Giovanni di Dio. Accompagnati dalla professoressa Donno e dal professor Zampino, i ragazzi hanno potuto confrontarsi direttamente con la realtà sanitaria, cambiando reparto ogni due giorni e osservando da vicino il lavoro di medici, infermieri e operatori. Un’esperienza resa possibile dalla collaborazione tra istituzione scolastica e personale sanitario, che ha trasformato la teoria studiata sui libri in pratica
quotidiana.Il primo impatto è stato in Ostetricia, ambiente in cui responsabilità e umanità si intrecciano. Gli studenti hanno compreso quanto professionalità e sensibilità procedano insieme, soprattutto nei momenti più delicati del percorso di cura. In sala operatoria hanno percepito la concentrazione e il valore del lavoro di squadra, rimanendo colpiti dalla disponibilità dell’équipe nel spiegare procedure e scelte cliniche.In Pediatria le emozioni si sono intensificate. Tra visite e controlli, l’attesa di una nuova nascita ha rappresentato un momento carico di significato. Anche senza assistere direttamente al parto, il primo pianto di un neonato e la gioia dei familiari hanno lasciato un segno profondo nei ragazzi.In Ortopedia

hanno scoperto un’altra dimensione dell’assistenza, fatta di attenzione costante e supporto quotidiano ai pazienti. Collaborare nelle attività di reparto ha per-
messo di comprendere come ogni ruolo sia determinante nel percorso di guarigione. Particolarmente impegnativa dal punto di vista emotivo è stata la permanenza in Medicina interna, dove il confronto con la fragilità ha favorito una riflessione sul valore della dignità e dell’ascolto.Gli ultimi giorni, trascorsi nel Laboratorio analisi, hanno evidenziato l’importanza del lavoro silenzioso che sostiene l’intero sistema sanitario, tra precisione, organizzazione e rigore scientifico. Al termine dello stage, ciò che resta è una consapevolezza nuova: dietro ogni cartella clinica c’è una persona. Un passaggio concreto verso il futuro professionale, fondato non solo su competenze tecniche, ma su relazione ed empatia.
Incontro in Prefettura. Il legale rappresentante Cataldi: «Prevalgano ragionevolezza e collaborazione per superare
POTENZA. Tutelare le cure dei pazienti e offrire uno spiraglio positivo ai lavoratori. Con queste premesse, ieri mattina, nella sede della Prefettura di Potenza, si è svolto il tavolo della vertenza legata alla Polimedica di Melfi. Presenti il vice Prefetto Gerardo Quaranta, il sindaco di Melfi Giuseppe Maglione, il Direttore Generale della Regione Domenico Tripaldi, il Direttore dell'Asp Luigi D'Angola, e i rappresentanti sindacali della UILT, guidati da Giuseppe Verrastro e Mario Sarli della UIL territoriale SPE.
L’incontro ha rappresentato un primo, ma significativo passo avanti per i sedici dipendenti della Polimedica, una realtà che da anni rappresenta un presidio fondamentale per la sanità lucana, in particolare nel Vulture-Melfese. Il tavolo di confronto, incentrato sul piano di salvataggio e sopravvivenza della struttura, ha prodotto i primi risultati concre-

ti. Dopo la presentazione di una proposta abbozzata dal sindaco di Melfi insieme ad alcuni medici, è emersa un’apertura da approfondire sul piano tecnico per valutarne la fattibilità. Il vice Prefetto Gerardo Quaranta ha chiesto all'Asp, diretta da Luigi D'Angola, di individuare una soluzione praticabile per bloccare i licenziamenti. Al termine dell'incontro, durato poco più di un’ora, è emerso un risultato importante: un primo passo verso la salvaguardia della struttura federiciana e dei suoi lavoratori. Resta però centrale il tema del budget, che rap-
presenta il nodo cruciale per garantire la sostenibilità delle politiche di assistenza sul territorio. Per i sedici dipendenti, l'intervento proposto da Quaranta rappresenta un segnale di speranza.
La riunione ha permesso di fare il punto su questioni fondamentali come lavoro, stabilità occupazionale e diritto alla salute, in una fase di grande incertezza per i lavoratori della Polimedica. Le istituzioni presenti si sono assunte l’impegno di salvaguardare la struttura e i posti di lavoro, riconoscendo l’importanza del modello Polimedica come riferimen-
to per i percorsi di cura e le prestazioni sanitarie coperte dal fondo di garanzia integrativa. Il sindaco di Melfi, Giuseppe Maglione, ha dichiarato: «In questo tavolo non cerchiamo colpevoli, ma soluzioni. La situazione è complessa e richiede un monitoraggio costante. Il mio intervento vuole essere un ponte tra le istanze dei lavoratori e la necessità di tutelare i livelli occupazionali, oltre a garantire il diritto alla salute e alla cura dei cittadini. Polimedica è un poliambulatorio fondamentale per il nostro territorio, con ventiquattro branche, di cui quattordici convenzionate, che sta affrontando una crisi dovuta alla riduzione dei tetti di spesa. Proviamo a non mensilizzare il budget, ma a mantenerlo aperto per permettere a tutti i lavoratori di tornare in servizio, ridurre le liste d’attesa e consentire all’azienda di avviare un piano di riconversione e riqualificazio-
ne».
Michele Cataldi, legale rappresentante di Polimedica, ha aggiunto: «Oggi la parola spetta ai dipendenti, ai medici, al sindaco e al territorio. Il piano presentato nasce dalla loro iniziativa e ha un unico obiettivo: salvaguardare i posti di lavoro e garantire l’assistenza sanitaria. Ora è necessario che prevalgano ragionevolezza e collaborazione per uscire da questa situazione critica». Giuseppe Verrastro della UIL ha concluso: «Questa è la seconda richiesta che presentiamo, dopo un primo incontro che non ha avuto esiti concreti. Oggi chiediamo con forza a tutte le parti coinvolte – Asp, Regione e Polimedica – di scongiurare i licenziamenti e trovare una soluzione immediata. Evitare i licenziamenti significa anche ridurre le liste d’attesa e garantire risposte concrete ai lavoratori e agli utenti, che meritano attenzione e sostegno».
F RANCESCO M ENONNA
Organizzato da Piccola Industria. Perretti: «Formazione chiave per sicurezza e continuità operativa»
Lo stabilimento ITM Italtractor di Potenza, sito produttivo strategico del gruppo, attivo da 60 anni nella produzione di componenti per macchine movimento terra, ha ospitato il primo incontro sulla psicologia dell’emergenza, organizzato dal Comitato Piccola Industria di Basilicata e la sezione lucana della Società italiana psicologia dell’emergenza, in attuazione del protocollo d’intesa sottoscritto a maggio scorso per favorire la diffusione della cultura della prevenzione e della gestione della psicologia dell’emergenza nelle imprese.
L’iniziativa è nata con l’intento di promuovere una cultura della prevenzione consapevole ponendo l’attenzione non solo sugli aspetti tecnici della sicurezza ma soprattutto sul fattore umano, sulla percezione del rischio e sui meccanismi psicologici che influenzano le decisioni quotidiane in azienda.
La delegazione lucana della Sipem guidata dalla presidente Juliana Aixa Tamburini Bellagia ha incontrato il direttore di stabilimento Rosario Bianco e il management del gruppo per la visita aziendale e un’analisi delle specificità del contesto produttivo e lavorativo e dei modelli organizzativi.
L’incontro, che ha avuto un taglio prevalentemente divulgativo e applicativo, ha trattato i temi della percezione del rischio, l’impatto dello stress e della fretta, il contributo

delle neuroscienze nella comprensione del comportamento umano, il ruolo della sicurezza psicologica come fattore chiave di prevenzione, le strategie di consapevolezza per ridurre comportamenti a rischio inconsapevoli. Sono emerse indicazioni molto utili non solo per la gestione della crisi, ma anche per contribuire a creare un ambiente di lavoro più resiliente, sicuro e collaborativo. Come hanno evidenziato le operatrici nel corso della visita, l’esperienza complessiva maturata in questo ambito dimostra come spesso molti eventi critici non siano dovuti alla mancanza di regole ma a processi di sottovalutazione, automatismo, stress e routine che possono alterare la capacità di valutare correttamente il rischio.
La presidente della Piccola Industria di Con-

findustria Basilicata, Margherita Perretti, ha annunciato che questo primo incontro sarà seguito da altre iniziative realizzate in diversi contesti aziendali di tutto il territorio regionale.
«Già in questo primo appuntamento – ha commentato – abbiamo avuto modo di dimostrare tutta la validità dell’iniziativa nata dalla collaborazione con Sipem, nell’ambito del Programma di Gestione Emergenze di Confindustria. Un’azienda adeguatamente formata in questo ambito non solo risponde meglio agli incidenti ma mostra anche una maggiore prontezza e professionalità, migliorando reputazione, sicurezza e continuità operativa. La formazione può rafforzare il senso di appartenenza e di supporto reciproco all’interno del team, contribuendo a una cultura organizzativa più solida e adattiva e maggiormente orientata al benessere. Sono aspetti a cui le nostre imprese mostrano attenzione e sensibilità crescenti. Il nostro ringraziamento va al management di ITM e a tutte le aziende che hanno risposto positivamente all’iniziativa».
POTENZA A denunciare l’episodio il Comitato di quartiere. Accanto ai bidoni, nuove “installazioni” di
POTENZA. La spazzatura ha sempre rappresentato un problema per Potenza. Sia prima quando i punti di raccolta diventavano delle discariche a cielo aperto sia ora che è partito il servizio di raccolta differenziata porta a porta anche nelle contrade e la maggior parte dei punti di raccolta sono stati smantellati.
Ebbene in alcune zone continuano ad imperversare gli incivili di turno che decidono di abbandonare i propri rifiuti per strada.
In particolare parliamo di ciò che è accaduto a rione Cocuzzo dove qualcuno ha abbandonato un materasso, un mobili e altri og-
getti ingombranti.
A denunciare il grave episodio di inciviltà è il Comitato di quartiere, sempre molto presente e attivo nel recepire le istanze dei residenti, che attraverso i propri profili social ha stigmatizzato il comportamento di taluni cittadini, residenti nel rione che invece di smaltire gli ingombranti come da prassi, nell’isola ecologica, decide di creare una moderna “installazione” vicino ai bidoni della spazzatura con la speranza che l’Ater poi raccolga senza lamentarsi.
Nonostante la situazione in città sia migliorata, soprattutto grazie alle decisioni prese dall’Ammini-
strazione comunale guidata dal sindaco Vincenzo Telesca e dall’Ater magistralmente guidata dall’Amministratore unico Petrone, diversi sono ancora gli episodi di abbandono dei rifiuti in città. Nulla a che vedere con le discariche a cui era abituato chi viveva nelle contrade o chi giungeva nel capoluogo e alle porte della città si ritrovava montagnette di immondizia abbandonata, ma comunque uno spettacolo non bello da vedere. Non resta che sperare nelle telecamere di videosorveglianza con le quali si possa risalire ai responsabili.
R OS M OL

Gli studenti dell’Alberghiero protagonisti a Valencia con il progetto “Master Yourself”

POTENZA. Si sono aperti ufficialmente ieri a Valencia i lavori della INTED 2026 (20th International Technology, Education and Development Conference), uno degli appuntamenti più rilevanti al mondo per l’innovazione didattica.
Tra i protagonisti di questa edizione c’è l’IIS “Di Pasca – Fortunato” di Potenza, che porta la voce della Basilicata in un contesto globale.
A rappresentare l’Istituto la prof.ssa Maria Vita Pace, docente dell’Indirizzo Alberghiero che, in collaborazione con le ricerca-
trici del CNR, ha presentato alla comunità scientifica internazionale l’articolo: “Boosting Sustainability and Circular Economy Awareness in the Hospitality Sector: The Experience of the Potenza School of Hotel Management”.
Il contributo, frutto della collaborazione tra l’istituto scolastico e il CNR (Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale e Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale), mette in luce l’efficacia del progetto “Master Yourself”. Mentre i delegati di oltre 80 pae-

si si confrontano sul futuro dell’istruzione, l’esperienza di Potenza dimostra come gli studenti delle scuole superiori possano diventare veri “protagonisti del turismo sostenibile”. Il progetto ha infatti permesso ai ragazzi dell’Indirizzo Alberghiero di: Analizzare casi reali: Incontrando imprenditori del settore turistico e della ristorazione. Progettare itinerari green: Ideando quattro percorsi turistici in Basilicata mirati alla riduzione delle emissioni di CO2 e dell’impronta idrica. Sviluppare strumenti digitali: Realizzando
un’app dedicata alla promozione delle loro idee di business sostenibile.
La partecipazione dell’IIS “Di Pasca – Fortunato” all’INTED 2026 non è solo un traguardo accademico, ma una testimonianza della vitalità della scuola lucana. In un momento in cui il settore turistico affronta sfide globali legate al clima e alla resilienza, il modello proposto dalla prof.ssa Pace e dal team di ricerca (M. Proto, C. Cosmi, A. Gravagnuolo, M.. de Martino) offre soluzioni concrete partendo proprio dai banchi di scuola.
DI EM A N U ELA C A LA BR ES E
PICERNO. La raccolta differenziata è oggi il pilastro dell'economia circolare, un sistema che trasforma i rifiuti da scarti a risorse, per ridurre l'impatto ambientale e risparmiare materie prime. Su questi presupposti si è svolta l'Assemblea pubblica “La raccolta differenziata a Picerno”.presso la Sala consiliare. «Argomento non semplice, ma fondamentale per definire la qualità della nostra vita, il decoro dei nostri spazi, e soprattutto il rispetto che abbiamo per la nostra comunità e per il nostro territorio – ha argomentato la Sindaca Margherita Scavone- Le nostre strade, le nostre piazze, i nostri quartieri sono luoghi che appartengono a ciascuno di noi. E come in ogni casa, l’ordine, la pulizia e la cura non sono responsabilità di uno solo, ma il risultato di un impegno collettivo. Negli ultimi mesi abbiamo lavorato per migliorare il servizio di raccolta, per rendere più efficienti i percorsi, per intervenire dove c’erano criticità e per ascoltare le segnalazioni dei cittadini». Il co-
mune «ha raggiunto il 78% di raccolta differenziata, un risultato che ha permesso di raggiungere gli obiettivi previsti per l'ultimo anno di contratto, già al primo anno». Sono ormai noti i benefici della pratica di differenziazione dei rifiuti, difatti riducendo il conferimento in discarica, si limita l'estrazione di nuove risorse e diminuiscono le emissioni di Co2, ne beneficia l’ambiente, ma anche l’economia familiare. In tutto ciò è però cruciale il ruolo del cittadino, in quanto la corretta separazione domestica, facilitata da sistemi porta a porta, è determinante per garantire la qualità dei materiali riciclabili, che si distinguono dal simbolo del nastro di Möbius. Regole e consapevolezza pertanto sono devono essere “assimilate” da tutti per una buona riuscita della differenziata, in quanto oltre a separare i diversi materiali di scarto, è cruciale ridurre la produzione di rifiuti attraverso il riuso dei prodotti, come i dispenser di saponi ad esempio, che riducono il consumo di flaconi ad ogni acquisto. Nel contesto italiano la percen-

tuale di differenziata è in crescita, con l'obiettivo di raggiungere alti tassi di riciclo, intorno al 6070% entro il 2030. Tornando a Picerno il Comune, dal canto suo continuerà a «potenziare i controlli, migliorare la comunicazione, investire in educazione ambientale, soprattutto per i più giovani e intervenire con decisione contro gli abbandoni illeciti» sottolinea Scavone «la ge-
stione dei rifiuti non è solo un dovere amministrativo, è un gesto di amore verso il luogo in cui vi- viamo. È un modo per dire ai nostri figli che il futuro si costruisce anche così, con piccoli gesti quotidiani, con attenzione, con cura. Vi chiedo quindi di continuare a collaborare, di segnalare ciò che non va, di essere esempio per chi ancora non ha compreso l’importanza di questo tema».
L’uomo non era decollato, ma da terra è stato sospinto verso l’alto da una corrente improvvisa

MURO LUCANO. La sensazione di planare in cielo, sorretti da correnti ascensionali e circondati da panorami che non si vedono tutti i giorni è ciò che regala il parapendio.
In Basilicata, tra le mete rinomate per questo sport si annovera Muro Lucano, che offre ottime opportunità con decolli sui monti circostanti al paese e zone di atterraggio panorami-
che. È una meta riconosciuta in Italia per il volo libero, e proprio per questo spesso, sui cieli muresi, si vedono volteggiare spesso parapendii variopinti. Ieri però si è verifi-
cato un imprevisto quanto un turista giunto in camper «stava provando sulla zona di Muro, nei pressi della zona artigiana, un parapendio che gli avevano regalato. L’uomo
non si era lanciato ma stava testando da terra questo suo parapendio quando il vento l'ha improvvisamente spinto sui cavi dell'elettricità - spiega il Sindaco Giovanni Setaroi cavi di bassa tensione dell'Enel, rimanendo impigliato. Siamo intervenuti con la Polizia Locale e con il supporto dei Vigili del Fuoco e prontamente l’Enel ha staccato il tutto. Fortunatamente l’imprevisto è stato risolto nel giro di poco tempo».
Come dicevamo Muro Lucano è tra le zone rinomate per questo sport, persino in recensioni nazionali che annoverano il paese lucano insieme a Pignola, Marsico Vetere e Maratea per la Basilicata con Norma nel Lazio, il Lago di Endine in Lombardia, il Monte Bianco in Val d'Aosta e Val di Fiemme in Trentino.

Il gruppo chiede un tavolo con la Regione per rivedere la quota destinata alla città e verificare servizi e domanda reale
MATERA. Il tema del Trasporto pubblico locale torna al centro del dibattito cittadino e, secondo Matera Democratica, va riportato entro una cornice di serietà istituzionale, lontano da trionfalismi e polemiche sterili. «Risorse, servizi e programmazione non possono essere materia di propaganda», sottolinea il movimento, richiamando la necessità di un confronto fondato su dati oggettivi. La richiesta formale avanzata dal sindaco alla Regione Basilicata per un potenziamento della quota di Tpl destinata a Matera viene definita «atto dovuto» rispetto a una domanda di mobilità profondamente cambiata negli ultimi anni, sia sul piano urbano sia su quello delle connessioni territoriali. Il nodo centrale riguarda la coerenza tra programmazione del servizio, prestazioni effettivamente erogate, fabbisogno reale e risorse assegnate.In questa prospettiva si inseriscono anche le notizie relative alla rimodulazione di alcune corse extraurbane, comprese quelle di collegamento con l’aeroporto di Bari. Per Matera Democratica non si tratta di episodi isolati, ma del segnale di una criticità più ampia che investe l’organizzazione com-

plessiva del Trasporto pubblico locale al servizio della città.«Il punto non è una singola tratta o un singolo orario, ma capire se le risorse pubbliche siano utilizzate in modo coerente con i bisogni di cittadini, studenti, lavoratori e imprese», evidenzia la nota, chiedendo di verificare se la quota assegnata a Matera sia adeguata rispetto ai servizi realmente svolti e alla funzione territoriale che il capoluogo svolge.Viene giudicata positiva anche l’interrogazione del consigliere Cifarelli, ritenuta utile a riportare al centro criteri trasparenti e una program-
mazione capace di rispondere alle esigenze della comunità. Il Trasporto pubblico locale, si ribadisce, «non è una voce tecnica di bilancio», ma una infrastruttura sociale ed economica che incide sul diritto allo studio, al lavoro e sull’accessibilità ai servizi, in una fase cruciale per le sfide di sviluppo verso il 2026.Da qui l’appello alla Regione Basilicata ad aprire un confronto tempestivo con il Comune per la revisione della quota Tpl e per una verifica puntuale dei servizi. «Le risorse devono seguire i servizi. I servizi devono seguire i cittadini».
IL PD DI SCANZANO: «SCELTA INCOMPRENSIBILE»
SCANZANO JONICO. Clima teso nell’ultimo consiglio comunale del 28 febbraio. Il Circolo del Partito Democratico esprime «sconcerto» per quanto accaduto durante la discussione sul Bilancio di previsione e sul Documento unico di programmazione, dopo la presentazione di otto emendamenti da parte del gruppo di opposizione Scanzano al Centro.Tra le proposte avanzate dai consiglieri di minoranza figurava l’esenzione dal pagamento della tassa di soggiorno per i turisti con disabilità. Un’iniziativa che, secondo il Pd, avrebbe rappresentato «un segnale di attenzione e tutela verso le categorie più fragili», oltre a favorire un clima di collaborazione istituzionale su temi che non dovrebbero avere colore politico.Il mancato accoglimento dell’emendamento ha invece segnato una frattura netta tra maggioranza e opposizione. «Viene da chiedersi cosa abbia impedito di votare a favore», osservano i democratici, parlando di un’occasione persa per rendere la comunità più inclusiva.Il circolo lancia quindi un appello all’amministrazione Cariello affinché si riapra il confronto e si possa tornare sulla proposta, nell’interesse dei cittadini e di un modello di accoglienza più equo e solidale.

Cia Agricoltori denuncia quattro mezzi rubati in ventiquattro ore tra Ferrandina e Montescaglioso e chiede più controlli
«Furti
FERRANDINA. Ancora furti di mezzi agricoli nel Materano. A denunciarlo è Cia Agricoltori, che segnala come nel giro di ventiquattro ore siano stati sottratti due trattori in un’azienda di Ferrandina e altri due in un’azienda di Montescaglioso. Un fenomeno che, secondo l’organizzazione, ha assunto dimensioni allarmanti e sta mettendo a dura prova le imprese del territorio.Il danno non è soltanto economico. «Le aziende subiscono una doppia perdita, patrimoniale e produttiva, perché vengono private di strumenti indispensabili al lavoro nei campi», evidenzia Cia, ricordando che la sostituzione dei mezzi non avviene in tempi brevi e rischia di compromettere le attività stagionali.La richiesta rivolta alle istituzioni è
la stessa già avanzata per l’area dell’Alto Bradano: rafforzare i servizi di vigilanza e controllo da parte delle forze dell’ordine. La rete diffusa di strade interpoderali e rurali rende complesse le operazioni di prevenzione, ma i mezzi sottratti devono comunque transitare sulle arterie provinciali e statali per essere trasferiti. È in questi punti, sottolinea l’associazione, che posti di blocco di carabinieri, polizia di stato e polizia stradale possono svolgere un ruolo decisivo.I furti di trattori e attrezzature risultano tra i reati più frequenti nelle campagne. In assenza di sistemi di sicurezza o dispositivi di blocco, i ladri salgono direttamente sul mezzo e si allontanano alla guida. In alternativa, le macchine agricole vengono

agganciate a veicoli di grandi dimensioni o caricate su camion per essere fatte rapidamente sparire.Da qui l’appello a mantenere
alta l’attenzione, per restituire serenità agli agricoltori e alle loro famiglie e tutelare un comparto strategico per l’economia locale.


POTENZA. Fino a domani, l’Agenzia di promozione territoriale di Basilicata sarà presente all’ITB di Berlino, importante fiera mondiale del turismo, assieme ad una delegazione dell’incoming regionale, nel padiglione del Ministero del Turismo e di Enit Italia. L’Itb è un appuntamento al quale la Basilicata partecipa da oltre vent’anni e che, edizione dopo edizione, consolida la presenza della regione su un mercato strutturalmente in cresci-
ta. Nel 2025 infatti, la Germania ha generato 22.600 arrivi e 51.079 presenze nella regione, con una crescita rispettivamente del +18,98% e del +20,56% rispetto al 2024 (18.994 arrivi, 42.365 presenze). I turisti tedeschi rappresentano il 6,8% del totale degli arrivi e l’8,5% delle presenze, confermandosi terzo mercato estero della regione dopo Francia e Stati Uniti. L’Apt in occasione della fiera presenterà, in un appuntamento dedicato

oggi- dalle 10:30 alle 11:00, l’offerta regionale più accattivante per i viaggiatori tedeschi: aree interne, borghi sto-

rici, costa ionica e tirrenica, patrimonio culturale diffuso, con punto di partenza solido Matera.
La Regione finanzia borse di studio per accedere al Centro Europeo di Toscolano, con selezione per titoli e audizione finale
POTENZA. In Basilicata c’è una gioventù che prova a scrivere il proprio futuro tra le note di una canzone. La Regione offre loro una “sponda” pubblicando l’avviso per le Residenze Musicali 20252027, un’occasione d’oro per 30 giovani talenti lucani che avranno la possibilità di varcare i cancelli del Cet (Centro Europeo di Toscolano) in Umbria, la “creatura” fondata dal maestro Mogol.
Non si tratta del solito corso teorico da seguire davanti a uno schermo, ma di percorsi di perfezionamento che coprono tutto l’arco della produzione musicale: dagli interpreti ai compositori, passando per gli autori di testo e gli esperti di pro-

duzione. Il format è quello della residenza: quindici giorni intensi, divisi in tre fasi da cinque giorni ciascuna, vissuti interamente all’interno della se-
de operativa di Avigliano Umbro.
La Regione Basilicata copre tutto con una borsa di studio: il costo dei corsi, il vitto, l’alloggio e l’uso
delle strutture tecniche e sportive del Centro. Un investimento sulla professionalizzazione artistica che punta a trasformare una passione in un mestiere vero. Ma attenzione, la selezione non è per tutti: il bando parla chiaro e fissa paletti precisi, richiedendo un’età tra i 18 e i 35 anni, la residenza in un Comune della Basilicata da almeno sei mesi e il possesso del diploma di scuola media superiore. Per arrivare a stringere la mano a Mogol bisognerà superare due step: una prima valutazione dei titoli culturali e artistici, che scremerà i primi 50 candidati, e una successiva audizione pubblica per verificare il livello di maturazione artistica. Nella ta-
bella dei punteggi pesano molto i titoli accademici, con ben 20 punti per un diploma di Conservatorio, ma anche l’esperienza sul campo tra concerti, pubblicazioni e incisioni discografiche può fare la differenza tra chi resta a casa e chi parte. Il tempo stringe e la procedura non ammette distrazioni: la domanda va presentata esclusivamente online attraverso il portale istituzionale, muniti di identità digitale (Spid o Cns) e di una casella di posta elettronica certificata. La Basilicata della cultura riparte dalla formazione d’eccellenza, scommettendo su una generazione che ha ancora tanta voglia di cantare e, soprattutto, di farsi ascoltare.
Il Comune nell’area istituzionale del Festival con l’abito tradizionale e il progetto Radici riconosciuto dalla Regione Basilicata
RUOTI. Il Comune di Ruoti protagonista a Casa Sanremo, spazio ufficiale dedicato agli eventi e agli incontri istituzionali del Festival di Sanremo. Nel cuore della Riviera ligure l’amministrazione ha portato un simbolo identitario forte: l’abito tradizionale ruotese, espressione autentica di storia, appartenenza e memoria collettiva.All’interno di uno spazio espositivo dedicato, colori, ricami e tessuti hanno raccontato secoli di tradizione, presentando l’abito non come semplice oggetto, ma come segno vivo di una comunità che custodisce e tramanda le proprie radici. La par-
tecipazione si inserisce nel progetto «Radici – Festival dei suoni, delle danze e dell’abito tradizionale ruotese», curato dall’associazione Centiforme e riconosciuto patrimonio culturale intangibile della Regione Basilicata.Le giornate a Casa Sanremo hanno offerto occasioni di confronto con personalità del mondo della cultura, dello spettacolo e dell’informazione, favorendo nuove relazioni e prospettive per la promozione turistica e culturale del territorio. L’incontro con giornalisti e operatori della comunicazione ha consentito di raccontare a un pubblico nazionale

la ricchezza delle tradizioni lucane, rafforzando l’immagine di Ruoti come custode di un patrimonio unico.Particolarmente si-
gnificativa la presenza del sindaco Franco Gentilesca, ospite della trasmissione «Italia in Vetrina», intervistato dalla giornalista Grazia Serra. Un momento di visibilità che ha permesso di illustrare il valore storico dell’abito tradizionale e le progettualità culturali in corso.Il Comune ha espresso ringraziamento alla direzione di Casa Sanremo, a Vincenzo Russolillo e alla stessa Grazia Serra per l’attenzione riservata al territorio, sottolineando come l’esperienza abbia rappresentato non solo un prestigio istituzionale, ma un’opportunità concreta di crescita e condivisione.
C’è una forza che quasi nessuno riconosce quando la vede. Non fa rumore. Non invade. Non si impone. Eppure sposta gli equilibri. È la leggerezza.Ma non quella comoda. Non quella superficiale. Non quella che evita i problemi fingendo che non esistano. Parlo della leggerezza di chi ha attraversato il proprio inferno interiore e ha scelto di non diventare cenere.Perché diventare pesanti è facile. Le delusioni appesantiscono. Le incomprensioni appesantiscono. Le parole non dette sedimentano. Le ferite, se non trasformate, diventano identità.E lo so bene. Ci sono stati momenti in cui sarebbe stato più semplice irrigidirmi. Rispondere con freddezza. Proteggermi diventando distante. Costruire una corazza

elegante e chiamarla maturità.
Sarebbe stato comprensibile. Sarebbe stato umano.Ma ho capito che ogni volta che scegli di chiuderti, in realtà ti stai riducendo. E io non volevo ridurmi. La maturità non è resistere alla pressione. È elevare il proprio stato vitale fino a rendere la pressione irrilevante.Non accade per caso. È disciplina quotidiana. È allenamento invisibile. È scegliere, anche quando l’emozione spinge altrove, di restare lucido. È decidere che la qualità della propria vita interiore non sarà negoziabile.La leggerezza è dominio di sé. È la capacità di restare aperti quando sarebbe più facile chiudersi. È la capacità di mantenere fiducia quando il contesto suggerisce ci- nismo. È la capacità di non perdere ampiezza quando qualcuno tenta di restringerti.Chi è fragile
si irrigidisce. Chi è forte si espande. L’espansione non è emotività. È coscienza. Ogni conflitto è un amplificatore: rivela il livello della nostra vita interiore. Se dentro c’è rabbia, emerge rabbia. Se dentro c’è stabilità, emerge stabilità. Se dentro c’è grandezza, si manifesta grandezza.Ho scelto di non essere il prodotto delle tensioni attraversate. Ho scelto di lavorare su di me quando nessuno guardava. Ho scelto di trasformare ciò che pesava in energia. E questa scelta cambia tutto.Quando diventi vasto, accade qualcosa di concreto: le situazioni che prima ti stringevano non hanno più potere su di te. Non perché spariscono, ma perché tu non sei più lo stesso di prima. Questa è forza reale. Questa è indipendenza interiore. Questa è libertà.Non ho bisogno di dimostrare. Non ho bisogno di alzare il tono. Non ho bisogno di vincere discussioni. Mi

basta elevare il mio stato. E quando lo stato si eleva, l’ambiente risponde.Chi legge può attraversare un momento complesso. Può sentirsi sotto pressione, frainteso, sfidato. Ma non hai bisogno di diventare più duro. Hai bisogno di diventare più grande. La durezza si spezza. La grandezza trasforma.La leggerezza non è superficialità. È il risultato di un lavoro profondo su se stessi. È la prova
che non sei più governato dagli urti della realtà.E quando arrivi lì, non stai semplicemente meglio. Diventi riferimento. Diventi stabilità. Diventi presenza. Questa è la mia posizione: non essere più forte degli altri, ma essere più grande di ciò che accade. E quando diventi più grande di ciò che accade, ciò che accade non può più decidere chi sei. Questo è il mio modo di stare nel mondo.
Italia, Spagna e Malta insieme nel progetto IDEA: a Matera due mesi di laboratori su diversità, povertà educativa e cittadinanza attiva
Lo scorso 28 febbraio 2025, presso il Liceo Artistico IIS “C. Levi” di Matera, l’associazione Cosmopolitan APS-ETS ha presentato i primi risultati del progetto “IDEA – Innovazione Creativa: Inclusione e Imprenditorialità Digitale”, iniziativa KA210-YOU del programma Erasmus+ finalizzata a contrastare la dispersione scolastica e l’esclusione sociale dei giovani tra i 16 e i 25 anni in Italia, Malta e Spagna.All’evento hanno partecipato 50 studenti delle classi 5B, 5D1, 4D1 e 4D2, insieme ai docenti coinvolti e ai referenti dei partner italiani e internazionali, tra cui una delegazione spagnola (ICD Barcellona) e il Ministero per Gozo (Malta). Presenti anche i rappresentanti dell’Università degli Studi della Basilicata e del Centro per l’Impiego di Matera.Il primo step del progetto, dedicato ai temi di inclusione e diversità, si è sviluppato in un percorso laboratoriale di due mesi che ha coinvolto diversi indirizzi artistici.Nel laboratorio di Pittura e Arte visiva-figurativa, gli studenti hanno lavorato sul tema “Rendere visibi-
le l’invisibile”, affrontando questioni legate all’identità, alla diversità culturale e al ruolo della donna.Nel laboratorio di Architettura è stata curata la progettazione e l’allestimento di spazi comuni destinati ad accogliere le opere collettive, con particolare attenzione ai bisogni educativi speciali.Il laboratorio di Scenografia ha avviato la preparazione di uno spettacolo teatrale dal titolo “Pinocchio DSA-BES”, una rilettura in chiave inclusiva della celebre favola, centrata sull’in-
clusione degli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento e Bisogni Educativi Speciali.Nel laboratorio di Grafica, infine, i ragazzi hanno realizzato stampe in rilievo sul tema della povertà educativa, sociale e culturale, sperimentando la tecnica del linoleum.
Tutti i materiali acquistati grazie ai fondi Erasmus+ sono stati donati al liceo, permettendo la prosecuzione delle attività anche oltre la durata del progetto.IDEA si articola in tre fasi. Dopo la pri-

ma, dedicata a inclusione e diversità, il progetto proseguirà con la “Trasformazione digitale”, che si svolgerà in Spagna e offrirà ai giovani competenze su creazione di contenuti digitali, intelligenza artificiale, cybersecurity e imprenditorialità.
Il percorso si concluderà con la presentazione pubblica di un progetto digitale finale.La terza fase, “StartUp4Future”, sarà organizzata dal Ministero per Gozo e prevede un bootcamp intensivo di tre mesi sullo sviluppo delle competenze imprenditoriali, culminando in quattro giorni a Malta dedicati a sfide di gruppo, mentorship e un Pitch Contest finale con partner europei.Cosmopolitan APS, con sede a Matera, promuove inclusione sociale e lotta alla povertà educativa attraverso attività culturali, artistiche e percorsi di cittadinanza attiva, rafforzando le opportunità dei giovani con minori possibilità di accesso.Il progetto IDEA si conferma così un’esperienza concreta di collaborazione internazionale, capace di coniugare creatività, inclusione e innovazione digitale.
Rappresentanti della Regione e Sindaci dell’area omaggiano le vittime e le famiglie di chi
Alle tre del mattino del 3 marzo 1944
Luigi Quaratino, telegrafista di turno a Potenza, trascrive un dispaccio: «Treno 8017 fermo in linea tra Balvano e Bella-Muro per insufficienza forza trazione, attende soccorso».
Sono le prime vaghe notizie su quello che diventerà il più grave disastro ferroviario nella storia d'Italia, con oltre 500 vittime.
Sono trascorsi 82 anni da quella sciagura, eppure solo nella storia più recente si è tornato a parlare di quelle vittime, di quelle famiglie che non videro più tornare i propri cari e di quel periodo storico, in cui la fame spingeva a viaggi della “speranza”. Balvano e molti comuni campani sono tra coloro che ogni anno celebrano quel ricordo.
LA STRAGE CHE UNISCE BASILICATA
E CAMPANIA
Nei giorni precedenti alla data del ricordo, l’Assessore di Balvano Roberto Zarrillo, insieme alla Pro Loco e alla Protezione Civile locale, ha partecipato all’evento tenutosi a Olevano sul Tusciano, in memoria di una giovane concittadina, vittima di quella strage ferroviaria. «La rappresentazione nei vicoli del borgo ha offerto un’intensa e toccante rievocazione, consentendo di rivivere pagine dolorose della nostra storia e di rafforzare il legame tra le comunità».
Il treno 8017 era destinato ad armi, munizioni e rifornimenti angloamericani diretti al fronte. 47 vagoni trainati da due locomotive a carbone.
Man mano che percorreva le sue fermate però, il treno si riempiva di gente carica di merce da barattare. Nascosti sotto maglie e cappotti, caffè, medicine da scambiare a Potenza con zucchero, farina, pane, carne. Le due locomotive arrancavano.
A mezzanotte e 12 minuti, secondo quanto si ricostruirà poi, l'arresto nella galleria "delle Armi", tra Balvano e Bella-Muro. Dalle locomotive si sprigionò subito una densa cortina di fumo. Inutili i tentativi del macchinista.

Di lì la strage, soffocati nel sonno. Pochissimi si salvarono. I corpi vennero allineati dai soccorritori sulla banchina della stazione di Balvano-Ricigliano. Il resto è storia. Una storia che finalmente esce dal fumo di quella notte e trova la luce.
BALVANO E LE RAPPRESENTANZE REGIONALI ONORANO VITTIME E FAMIGLIE
«Commemorare questo drammatico evento significa ridare voce e dignità a chi è rimasto avvolto nel silenzio, riaffermando che la memoria non è solo un dovere morale, ma anche un atto di responsabilità verso la storia e le future generazioni» asserisce il Sindaco Ezio Di Carlo. Al termine della cerimonia, presso il Cimitero Comunale è stato inaugurato il mosaico in ceramica vietrese “Momento in Memoria”, «un’opera che attraverso l’arte e il colore, custodisce e rende eterno il ricordo di chi non fece mai ritorno a casa».
Il Presidente della Pro Loco di San Mango Piemonte ha donato alla comunità balvanese un quadro raffigurante il Treno. Il “Gruppo Pensionati Ferrero” ha deposto un cuscino floreale in omaggio alle vittime. «Un sentito ringraziamento al Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, per la sua presenza e per la vicinanza dimostrata alla nostra comunità in questa significativa ricorrenza, e a
tutte le autorità politiche, civili e militari intervenute – conclude l’Amministrazione Di Carlo- così come ringraziamo le Associazioni locali e campane, i familiari delle vittime e i cittadini dei Comuni coinvolti nella tragedia che, con costante impegno e profondo rispetto, rinnovano ogni anno la loro partecipazione, testimoniando un legame di solidarietà e memoria che il tempo non ha scalfito».
Tra i partecipanti molti Amministratori dei Comuni limitrofi e le rappresentanze regionali, dal Governatore Bardi al Consigliere regionale Mario Polese, dal Presidente della Provincia Christian Giordano a Maddalena Fazzari Vicepresidente Consiglio Regionale che ha raccontato il «momento intenso di preghiera condivisa. Ricordare significa non dimenticare, ma trasformare il dolore in memoria viva, condivisa, capace di unire le generazioni e questo Balvano lo sa bene». Ed ancora il Presidente I^ Commissione Regionale Francesco Fanelli che l’ha definita «una delle pagine più dolorose della nostra storia, che ha segnato profondamente questa comunità e l’intera Basilicata. Ricordare non è solo un gesto formale. È un dovere verso le vittime, verso le famiglie, verso una terra che ha conosciuto il dolore ma ha saputo rialzarsi con dignità». Presente anche il Consigliere Regionale
Fernando Picerno, per il quale «è un legame indissolubile che stringe i superstiti, i discendenti delle vittime e l’intera cittadinanza. Balvano non è solo il luogo fisico della tragedia, ma è diventata il simbolo di una resilienza silenziosa e dignitosa.
Vedere la comunità stringersi ogni anno intorno a questa ricorrenza dimostra quanto sia profondo il senso di appartenenza e il rispetto per chi perse la vita cercando semplicemente di sopravvivere alle fatiche della guerra.
È nostro dovere far sì che il sacrificio di quelle centinaia di persone continui a parlarci di dignità umana e di sicurezza, affinché la storia del Treno 8017 sia patrimonio condiviso di tutta la Basilicata e dell'Italia intera».
DALLA GUERRA DEL ‘44 AD OGGI «L’UNICO RISULTATO È FAME E DISPERAZIONE»
Come a Balvano, in molti Comuni campani da dove partirono in tanti, ricordano i concittadini periti tra quelle lamiere. Presso la stazione ferroviaria di Cava de’ Tirreni, il Sindaco ricorda come «la strage di Balvano è di una attualità disarmante.Oggi come allora assistiamo inermi alla tragedia della guerra che come unico risultato porta la fame e la disperazione dei popoli. Ricordare questi drammatici episodi deve servire per non perdere la memoria e la speranza che prevalga il senso della vita».
Ad Agerola «cinque concittadini persero la vita mentre cercavano un orizzonte diverso: un po' di pane, un futuro migliore, una speranza da portare a casa. Erano uomini e donne semplici, madri, padri, figli. Erano sogni in cammino su un treno che non arrivò mai a destinazione. Tenere uniti i fili della memoria significa questo: non lasciare che quei nomi si dissolvano nel tempo- ha ricordato il Sindaco- Era il 1944. Tempo di guerra. E la guerra, lo sappiamo, non porta mai vittorie vere: lascia macerie, dolore e assenze che attraversano le generazioni»
A Sant’Egidio del Monte Albino dal 2011 è stato istituito per il 3 marzo il "Giorno della Memoria Cittadina" «un dovere il ricordo verso i 14 nostri concittadini». Nocera Superiore ha ricordato «gli uomini e le donne segnati dalla guerra, in viaggio verso un futuro migliore. Pochissimi riuscirono a sopravvivere». Neppure Piano di Sorrento dimentica i suoi concittadini «Salvatore Gargiulo, Pasquale Ioviero, Mario Russo e Antonino Valcaccia che persero la vita nel più grave disastro ferroviario della storia d'Italia. In occasione dell'anniversario di quella tragedia, come Comunità ci uniamo nel ricordo delle vittime».
EMANUELA C ALABRESE

