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Il dg Cerciello Renna: «Siamo i primi in Italia e gli unici in Europa»

Con la conquista di Matera e il voto di Policoro, per la prima volta l’elezione è contendibile
TUMORE AL SENO
Al via il ciclo di incontri promossi da Sassano
D I D I N O Q U AR AT IN O
Ci sono temi che non possono essere trattati con leggerezza.Argomenti che chiedono attenzione, ascolto, presenza.Il tumore al seno è uno di questi: una parola che fa paura, che divide la vita in un prima e un dopo, che mette ogni donna, e con lei ogni famiglia, davanti a qualcosa che non riguarda solo il corpo, ma l’intera esistenza. Eppure, (...)
■ continua a pag 15

MATeRA Il presidente Bardi all’ultima tappa de “Gli Stati Generali della Cultura 2025” promossa da “Il Sole 24 Ore”



IL SALUTO
Pignola e Abriola piangono la scomparsa di don Antonio Meliante, pastore amato da tutti. Ad annunciarlo l’Arcivescovo Davide Carbonaro
■ Servizio a pag 18
CRONACA
Perquisizione di Polizia penitenziaria e nuclei cinofili nel carcere di Matera: scoperti droga, telefoni e oggetti non consentiti
■ Servizio a pag 20
TRASPORTO LOCALE
Presentato Unibus: il bando di Regione e Ardsu dedicato agli universitari, il dg Summa: «Un aiuto per l’uso dei mezzi pubblici»
■ Menonna a pag 7
RAPPORTO CARITAS
Presentati i dati dalla presidente Buoncristiano: sono 4422 le persone in stato di povertà con una crescita del 20%
■ Menonna a pag 8

Il dg Cerciello Renna: «Primi in Italia, unici in Europa. La partnership testimonia un cambio di paradigma aziendale per affrontare i cambiamenti climatici e i costi energetici»
Acquedotto Lucano
S.p.A. e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) hanno firmato ieri, un Protocollo d’Intesa finalizzato al contrasto della crisi idrica in Basilicata. L'accordo «avvia una collaborazione strutturata per l'individuazione di nuove risorse idriche e per lo sviluppo di studi e monitoraggi geologici e geochimici sul territorio regionale» e «prevede attività congiunte di ricerca e indagini sistematiche sulle acque sotterranee, con l'obiettivo di rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento idrico, migliorare la conoscenza delle sorgenti lucane e analizzare gli effetti dei cambiamenti climatici sugli acquiferi». Si inserisce nell'ambito della "European Water Resilience Strategy" adottata dalla Commissione europea il 4 giugno, la quale promuove azioni e investimenti, pubblici e privati, finalizzati a rendere l'Europa più resistente alla scarsità idrica entro il 2030. Le parti condividono l'obiettivo di costruire un modello di cooperazione coerente con gli indirizzi europei e idoneo a facilitare l'accesso a finanziamenti e investimenti dedicati. L'esperienza maturata da Ingv nel monitoraggio dei fluidi e nella ricerca sui processi geodinamici «può offrire un contribu-

to significativo alla conoscenza delle risorse idriche lucane. La collaborazione con Acquedotto Lucano è un'opportunità per unire competenze complementari e generare informazioni utili sia alla scienza che alla tutela delle comunità».
Soddisfatto del Protocollo in dg di Acquedotto Lucano, Luigi Cerciello Renna afferma: «Primi in Italia, unici in Europa. Con l’intesa firmata con l’Ingv siamo il primo gestore di servizio integrato a mettere in campo azioni e iniziative aderenti alla strategia di resilienza idrica approvata in Europa negli ultimi mesi. Lo faremo con un modello di cooperazione unico nel Continente che abbina l’impegno per la sicurezza idrica in Basilicata a quello per la prevenzione
sismica dei nostri territori».
«La partnership odierna testimonia un cambio di paradigma aziendale per Acquedotto Lucano, che vedrà sforzi mirati a gestire e non subire i mega trend naturali e economici che scuotono il mondo produttivo, dai cambiamenti climatici ai maggiori costi energetici» continua Cerciello Renna.
«Insieme con INGV anche per sfruttare in sinergia progettuale le opportunità finanziarie della Banca Europea degli Investimenti. – conclude il direttore generale - Credo nelle partnership istituzionali e industriali per favorire la crescita di Acquedotto Lucano nel sistema Paese, puntando a maggiori benefici per comunità e territori».














ÈCasa Cava nei Sassi di Matera ad ospitare l’ultima delle 5 tappe dell’edizione 2025 degli Stati Generali della Cultura.
Dopo un anno di confronto e riflessione sui territori, gli Stati Generali della Cultura 2025 giungono alla loro tappa conclusiva nella Città dei Sassi, simbolo di rinascita e innovazione culturale, prossima Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, titolo che nel 2026 condividerà con il centro marocchino di Tétouan.
L’appuntamento di ieri ha rappresentato il momento culminante di un percorso che ha posto al centro il ruolo strategico della cultura come motore di sviluppo, coesione e diplomazia. Una giornata di dialogo e visione, che ha riunito istituzioni italiane e internazionali, esponenti del mondo accademico, amministratori, economisti e protagonisti della cultura per tracciare le nuove geografie euro-mediterranee e riflettere sulle città del futuro come laboratori di innovazione, creatività e welfare culturale.
Attraverso voci autorevoli e racconti d’autore sono state esplorate le sfide e le opportunità che la cultura offre in termini di cooperazione internazionale, identità condivisa e sviluppo sostenibile dei terri-

tori.
Un evento promosso da Il Sole 24 Ore insieme al Comune di Matera e alla Fondazione Matera Basilicata 2019, aperto alla partecipazione in presenza e online, per continuare a costruire insieme la grande bellezza dello sviluppo culturale italiano.Abbonamento basket Matera La giornata è stata moderata da Stefano Salis giornalista del Sole 24 Ore e caporedattore del Sole 24 Ore – Domenica e da Serafino Paternoster, giornalista e fondatore di EcocNews.com.
Presenti tra gli altri le istituzioni regionali e locali oltre ad esponenti del mondo dell’associazionismo e della cultura.
«La cultura è passata dall’essere un fattore identitario a diventare un fattore

competitivo»: lo ha detto il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi In un intervento dal forte taglio programmatico, Bardi ha delineato la visione della Regione, che punta a trasformare il patrimonio storico e artistico in un vero e proprio motore di crescita economica e sociale.
Il Presidente ha posto l'accento sulla centralità di Matera in vista del 2026, anno in cui la città sarà Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo insieme a Tétouan (Marocco). «Questo riconoscimento ci pone al centro di una rete di relazioni, scambi e visioni comuni», ha affermato Bardi, sottolineando come la cultura sia il «linguaggio universale che unisce, rigenera e rende possibile uno sviluppo sostenibile e condiviso». Il presidente ha ribadito che «investire nella cultura significa investire nel futuro» e creare opportunità per i giovani, attirando energie e talenti.
Durante il suo intervento Bardi ha illustrato gli impegni finanziari concreti assunti dalla Giunta, inclusi gli importanti stanziamenti previsti nell'aggiornamento del Piano strategico regionale e nell'assestamento di bilancio per rafforzare l'infrastruttura culturale lucana. Un esempio concreto è il salvataggio e la messa in sicurezza della Biblioteca Provinciale “Tommaso Stigliani” di Matera.

Un riferimento è stato fatto anche al progetto strategico "Fantastico Medioevo" (che sta interessando l'area del Vulture – Alto Bradano) «che sarà replicato - ha detto Bardi - per altri filoni tematici, come la valorizzazione della Magna Grecia sulla costa Jonica». «La Basilicata - ha concluso Bardi - vuole essere una regione che produce cultura. Che la produce come valore economico, come impresa, come industria, riaffermando la vocazione della regione a essere un laboratorio di creatività e di dialogo». Antonio Nicoletti, sindaco di Matera ha affermato: «Gli Stati Generali della Cultura sono un importante momento di riflessione e confronto sul ruolo delle città nello scenario internazionale. Matera, forte della sua storia millenaria e dell’esperienza di capitale europea della cultura, continua a operare come ponte tra civiltà diverse, favorendo scambi culturali e collaborazioni con realtà di tutto il mondo. È con questo spirito che ci proiettiamo all’appuntamento del 2026, che vedrà Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, un riconoscimento che conferma la vocazione di una città che vuole essere leader e riferimento internazionale per chi si occupa di sviluppo culturale, innovazione, sostenibilità. Il titolo conferitoci dall’Unione per il
Mediterraneo è un’opportunità per il Mezzogiorno e per l’Italia, diventata in questi anni sempre più autorevole nella geografia Euromediterranea, anche e soprattutto grazie all’impegno del Governo Meloni».
Tra le misure previste per sostenere «Matera capitale mediterranea della cultura e del dialogo 2026 c’è un emendamento da 23 milioni di euro alla Manovra, presentato dal senatore Claudio Lotito, ancora al vaglio. Sappiamo che 23 milioni è una cifra ingente, speriamo comunque di poter ottenere delle risorse dalla manovra, altrimenti dovrebbe venirci in soccorso il ministero della Cultura».
Il direttore de Il Sole 24 Ore Fabio Tamburini ha dichiarato: «Di recente l’Unione Europea ha lanciato il progetto relativo a un network sulla cultura mediterranea che coinvolga formazione ed università dei Paesi che si affacciano su questo straordinario mare. Matera è crocevia di tutto questo e auspico che il 2026 sia l’anno per poter fare i primi passi in questa direzione, oltre ad unire tutti i popoli. La cultura ha due caratteristiche: la prima è che rappresenta lo strumento migliore contro le guerre che attraversano il mondo; la seconda è che costituisce uno straordinario volano di sviluppo per l’economia e per l’Italia la cultura è una miniera d’oro».
Con la conquista di Matera e il voto di Policoro, per la pri ma volta l’elezione è contendibile
Al Cdx serve capacità di allargamento e compattezza. Ci riuscira?
Si svolgeranno a Gennaio le elezioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale di Matera. Come tutti sanno, con la riforma Del Rio, è stato mantenuto il Consiglio Provinciale e le Provincie ma si è eliminato il voto dei cittadini. Vengono definite elezioni di secondo livello proprio perché votano i Consiglieri Comunali con un bizzarro sistema denominato voto ponderato nel quale ogni consigliere comunale ha un voto che pesa di più a seconda del numero dei cittadini del proprio comune.
IL CENTRODESTRA
ALLA GRANDE
SFIDA
Il centrodestra, fino ad ora, ha vinto le elezioni regionali, ha vinto una volta ciascuno dei due comuni capoluogo, governa le più grandi cittadine della Regione ma non ha mai vinto le elezioni provinciali né a Potenza né a Matera. Troppo forte fino ad ora il radicamento del centrosinistra nei quadri intermedi e tra i consiglieri comunali dei comuni più piccoli anche grazie alla distribuzione di liste civiche e ad una fitta rete di relazio-
ni personali.
Le elezioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale di Matera potrebbero ribaltare questo dato. Il centrodestra governa Matera, Policoro, Scanzano ed altri comuni più piccoli. Per il meccanismo del voto ponderato che abbiamo provato a spiegare prima, Matera e Policoro hanno un peso molto alto, così come medio alto è il peso di Scanzano Jonico. Potrebbe essere una base di partenza sufficiente per un risultato più che positivo.
Le vie dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni quanto le vie delle sconfitte di buone possibilità di partenza.
Serve, per poter vincere, che il centrodestra abbia la capacità di essere compatto, superare localismo e particolarismi e lavorare per allargare la coalizione alle forze civiche e ai centristi.
Non è semplice. A Potenza il centrodestra non ha toccato palla e si è fermato fuori da ogni ipotesi di vittoria anche e soprattutto a causa dei particolarismi.
A Matera riuscirà ad agire diversamente? Noi ci auguriamo di si. Sarebbe un grande segnale di intelligenza e maturità e anche

la fotografia di una coalizione che, oltre che nei risultati elettorali, cresce anche nella testa.
È SOLO TATTICA
Va detto che si vota solo per il rinnovo del Consiglio Provinciale essendosi già votato per il Presidente.
Questo riduce un po’ gli effetti amministrativi di una vittoria del centrodestra. Resterebbero chiari ed evidenti i risultati politici.
Le elezioni provinciali, proprio per il sistema elettorale, hanno una campagna elettorale quasi ininfluente.
I consiglieri comunali hanno sia l’elettorato passivo che quello attivo, non ci sono cittadini da convincere.
Le elezioni si vincono nella costruzione delle liste e delle alleanze. Qui si vedrà la capacità
tattico-strategica dei leader del centrodestra. Mettere in piedi liste competitive che coprono tutto il territorio è la base per la vittoria. Fino ad ora il centrosinistra in questo è stato sempre troppo più bravo. Si riuscirà a ribaltare la situazione? Lo scopriremo e da questo si svelerà l’intelligenza dei segretari regionali e provinciali di FDI, Lega e Forza Italia.

POTENZA. Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha espresso le sue congratulazioni a Oreste Lo Pomo, giornalista lucano, caporedattore centrale della Tgr Campania, per il prestigioso riconoscimento ricevuto alla nona edizione di OroItaly.
La cerimonia, tenutasi nella storica Sala dei Baroni del Maschio Angioino a Napoli, cele-
bra ogni anno le eccellenze italiane nel campo dell’Impresa, della Cultura e delle Professioni. La motivazione del riconoscimento sottolinea la sua “instancabile dedizione al giornalismo e alla comunicazione di qualità”, evidenziando la sua capacità di unire “rigore professionale e sensibilità umana”. «L’impegno di Oreste Lo Pomo – dice Bardi – è un vanto
per la nostra Basilicata. È un giornalista capace di raccontare la realtà del territorio con correttezza e competenza. È sempre stato attento a promuovere una cultura dell’informazione etica. Con la sua attività ha contribuito alla crescita del dibattito civile e culturale. Questo premio – conclude il Presidente – ne è la giusta consacrazione».

«La struttura aeroportuale di Pisticci entra in una nuova fase, sostegno dal presidente Bardi e del Consorzio di Matera»
POTENZA. «L’avvio della procedura per individuare il gestore della Pista Mattei rappresenta un passaggio atteso, che consente finalmente di aprire una fase operativa concreta per il futuro dell’infrastruttura. Si parte – senza rinunciare all’ambizione di farne uno scalo aeroportuale pienamente inserito nello scacchiere meridionale – con una traiettoria chiara di sviluppo e integrazione nelle reti di mobilità». Lo afferma Cosimo Latronico, assessore alla Salute, Politiche per la Persona e Pnrr della Regione Basilicata, a margine della conferenza stampa in Regione. «È doveroso sottolineare – ha evidenziato Latronico – la determinazione del presidente della giunta Regionale, Vito Bardi, che ha guidato e sostenuto con coerenza questo percorso. Il Presidente Bardi ha mantenuto un impegno assunto pubblicamente, imprimendo un orientamento chiaro: assicurare alla Basilicata una forma stabile e moderna di mobilità aerea. La Giunta regionale, nel suo insieme, ha lavorato in continuità con questa visio-
Latronico esprime infine apprezzamento per il lavoro del Consorzio Industriale della Provincia di Matera e del suo Amministratore Unico, Antonio Di Sanza, "che con rigore e continuità hanno accompagnato una fase complessa, assicurando serietà tecnica e operativa in ogni passaggio. Questa nuova fase –conclude Latronico – ci permette di guardare con fiducia a un’infrastruttura finalmente nelle condizioni di esprimere pienamente le sue potenzialità come tassello strategico dello sviluppo regionale». IL GOVERNATORE ELOGIA IL GIORNALISTA LUCANO:

ne, consolidando un quadro di operatività che oggi diventa realtà".

L’iniziativa annunciata dal consigliere Michele Napoli riunirà Bardi, Sbarra e Urso per discutere potenziale del Sud
POTENZA. Domani dalle ore 16, presso l’Aula Magna Unibas Macchia Romana. Partecipano: il presidente della Giunta, Vito Bardi, il sottosegretario politiche per il sud, Luigi Sbarra, il Ministro imprese e made in Italy, Adolfo Urso e Michele Napoli capogruppo Fdi «Venerdì 5 dicembre, a partire dalle ore 16.00, presso l’Aula Magna dell’Unibas Campus Macchia Romana,
si terrà l’iniziativa #RottaMezzogiorno: dal potenziale ai risultati misurabili». Lo annuncia Michele Napoli, capogruppo di Fdi In Consiglio regionale. «L’evento - fa sapere Napoli - si articolerà in due panel: il primo dal titolo 'Il Sud ed il suo potenziale', il secondo 'Un nuovo paradigma: risultati misurabili'». All'iniziativa parteciperanno il Presidente della Giunta Vito Bardi, il Sottosegre-
tario alle Politiche per il Sud Luigi Sbarra, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il capogruppo di FDI Michele Napoli, oltre a imprenditori e rappresentanti delle istituzioni. L’evento sarà moderato da Annamaria Sodano. «È previsto un punto stampa – conclude Napoli - durante il quale i giornalisti potranno rivolgere domande ai partecipanti».


Il dg Enzo Summa: «Finalmente un aiuto per l'utilizzo dei mezzi pubblici, una richiesta degli studenti da quindici anni»
POTENZA. Si chiama Unibus, si legge welfare dei trasporti, aiuto agli studenti e una nuova mission per l'Unibas. Tutto questo perché viaggiare, studiare e vivere Potenza sarà sicuramente più agevole dopo la presentazione del bando avvenuta ieri mattina nel Centro Polis dell'Unibas di Macchia Romana del progetto che lega Unibas, Regione Basilicata, Miccolis e Ardsu nel segno dell'aiuto verso gi studenti universitari di Potenza. Il percorso sarà poi esteso anche alla città di Matera. La conferenza moderata dal giornalista Fabio Amendolara, ha visto la presenza dell'Assessore ai Trasporti della Regione Basilicata, Pasquale Pepe, il Presidente Ardsu Basilicata, Enzo Summa, il direttore generale Ardsu, Giuseppe Giuzio, il Direttore Generale di Miccolis, Aurelia Miccolis e Teresa Zotta, docente Unibas. Il bando trasporti rappresenta un sostegno economico per gli studenti che risultano regolarmente iscritti entro la data di scadenza del bando all'anno accademico 2025-2026 ai corsi di laurea erogati dall'Unibas, dal Conservatorio Gesualdo Da Venosa, dalla Scuola Superiore per Mediatori Linguistici che ha sede a Potenza e frequentano la facoltà di scienze religiose in città e che sono iscritti a uno dei corsi di laurea di specializzazione sanitaria all'Università Cattolica di Roma che ha sede a Potenza. Il bando è partito ieri, sarà in vigore fino al 22 dicembre, la sperimentazione è di sei mesi.
Per gli studenti sarà possibile sot-
«Più
toscrivere l'abbonamento al costo di cinque euro al mese, per 500 abbonamenti e avere la possibilità di utilizzare i trasporti su gomma a Potenza, Pasquale Pepe ha parlato del progetto in questione: «È una bella giornata, perché grazie ad Ardsu e grazie a Miccolis mettiamo a disposizione delle studentesse e degli studenti che frequentano la nostra università questa opportunità. A volte ci troviamo nella circostanza di dover aumentare le tasse o incrementare le spese, oggi invece abbiamo avuto la possibilità di dare ai nostri giovani questa chance. Siamo convinti che questo passo sia il primo di un percorso che andrà in questa direzione. Continueremo anche nel nuovo piano dei trasporti che vedrà a breve una nuova gara con questa particolare attenzione a cominciare dalle aree interne. Quindi mi piace immaginare una mano tesa verso gli studenti e le studentesse, una mano tesa per esempio verso gli anziani e le anziane delle aree interne. Quindi una forma di welfare nel mondo dei trasporti».
Aurelia Miccolis ha presentato il progetto: «È una giornata importantissima perché sperimentiamo un abbonamento vantaggioso per i ragazzi, un abbonamento per sei mesi per l'utilizzo del sistema del trasporto pubblico integrato per quanto riguarda sia il piano gom- ma che le scale mobili. È l'occasione per noi per dare la possibilità di avvicinare i ragazzi a tutti quelli che sono i lati positivi dell'utilizzo del mezzo pubblico. Io ritengo che sia questo uno degli

aspetti più interessanti, avvicinare la collettività a noi come impresa e anche alle istituzioni proprio per creare delle occasioni di confronto nel miglioramento di quello che è il trasporto pubblico locale».
Teresa Zotta, docente Unibas ha parlato del progetto legato ai trasporti: «L'iniziativa di oggi, credo sia un'iniziativa molto importante per supportare il diritto allo studio universitario. Infatti io credo che il percorso dello studente universitario e comunque dello studente che affronta una formazione superiore sia un percorso complesso e delicato che ha bisogno del supporto di tutte le istituzioni e le realtà che gravitano intorno allo studente e che insieme devono dialogare per raggiungere un obiettivo comune che è quel-
lo di garantire a tutti gli studenti appunto un percorso equo, di qualità e competitivo soprattutto. Quindi sono molto contenta di queste iniziative e di tutte le iniziative già sviluppate da Ardsu e quelle che svilupperà».
Enzo Summa a nome di Ardsu ha parlato del progetto: «Sicuramente è un passaggio importante quello dell'Ardsu. Sono quindici anni che gli studenti chiedono un aiuto per l'utilizzo dei mezzi pubblici, noi siamo ben contenti, ringraziamo la Regione, ringraziamo l'azienda Miccolis che ha sposato questa idea. È solo il primo passaggio, facciamo 500 abbonamenti sperimentali per comprendere anche la mobilità urbana e quindi il vivere Potenza da parte degli studenti».
F RANCESCO M ENONNA
agevolazioni
più città universitarie, da qui passa il futuro della Basilicata»
«Dal
primo giorno in cui il Consiglio regionale mi ha nominato nel Consiglio di Amministrazione dell’ARDSU - dichiara Graziano Scavone, membro del Consiglio di Amministrazione di Ardsu - ho assunto l' impegno insieme ai componenti del CdA, di migliorare e potenziare i servizi destinati agli studenti e ampliare le agevolazioni economiche loro dedicate. Dalle borse di studio agli alloggi, dalla mobilità alle attività sportive e culturali, ogni tassello concorre a costruire una Basilicata più attrattiva, capace di trattenere e accogliere giovani che studiano, vivono e investono qui il proprio futuro».
« Le città capolugo di Potenza e Matera possono crescere come vere città universitarie solo diventando luoghi pensati a misura degli studenti. Per farlo, è necessario che la Regione Basilicata orienti con mag-
giore convinzione la propria programmazione finanziaria – PNRR, FSC e fondi comunitari e regionali – in piena sinergia con Comuni e Province, puntando ad esempio sul recupero e sulla rifunzionalizzazione di immobili pubblici da destinare ad alloggi e servizi».

«La Basilicata - conclude Scavone - può davvero diventare una regione capace di attrarre e trattenere giovani talenti solo se investe con decisione su formazione, servizi e qualità della vita. ARDSU deve essere pronta a fare la sua parte, insieme alla Regione e agli enti territoriali, per costruire una nuova stagione di politiche universitarie all’altezza delle sfide di oggi». Scavone:
«A Matera - prosegue Scavone - il percorso di rigenerazione di un ex padiglione dell' ospedale va nella direzione giusta. A Potenza, in linea con quanto anticipato dall'Assessore regionale alle Infrastrutture Pasquale Pepe, occorre fare altrettanto». «Sul fronte della mobilità - sottolinea il Consigliere di Amministrazione dell'Ardsu - le risorse stanziate dalla Regione per incentivare l’uso del trasporto urbano sono un primo passo, ancora sperimentale, ma che va reso strutturale. Occorre rendere strutturale l'agevolazione aumentando la dotazione finanziaria prevista dal
bando ed occorre estendere la misura anche agli studenti Unibas di Matera. Si tratta di un intervento che si integra perfettamente con la misura approvata dal Consiglio regionale - su iniziativa dei consiglieri di centrosinistra - per ridurre o azzerare i costi del trasporto extraurbano per tutti gli studenti lucani».
Presentato il report 2025. La presidente Buoncristiano: «Oggi, anche chi ha un’occupazione vive la fragilità economica e ha bisogno di sostegno»
Numeri in negativo per la Caritas Diocesana di Potenza. È quanto emerso ieri pomeriggio nella sede della Caritas A Casa di Leo sita nella Cittadella di Bucaletto.
Presenti il Vescovo della Diocesi di Potenza-Muro Lucano e Marsico Nuovo, Monsignor Davide Carbonaro, Marina Buoncristiano, direttrice della Caritas Diocesana, Giorgia Russo, Responsabile dell'Osservatorio Diocesano delle Povertà e dell'Economia e Irene Morlino, sociologa. Un pomeriggio di riflessione, di studio e di analisi sulle tendenze che la povertà provoca in Basilicata. Nel 2024 le persone che si sono rivolte ai 16 centri di ascolto Caritas sono state 4442 con un aumento percentuale del 19.7%. Da segnalare l'aumento dell'età media delle persone che si rivolgono alla Caritas passata a 52 anni mentre diminuisce la percentuale tra chi tra queste ha figli minori confermando l'assunto che il rischio di essere povero è maggiore sia nel periodo caratterizzato dalla presenza di figli piccoli che nella vecchiaia. Gli over 55 sono quelli più colpiti da una condizione di vulnerabilità ormai sempre più critica e cronica, mentre l'altro dato negativo riguarda la percentuale degli ultra settantenni presi in carico

dalla Caritas. Per quanto riguarda il livello di istruzione il 53% possiede la licenza media inferiore mentre diminuisce la percentuale dei diplomati che si aggira al 29% del 2024 rispetto al 25% dell'anno precedente. Numeri che fanno riflettere sulla condizione dei poveri, vecchi e nuovi che sempre di più chiedono man forte alla Caritas per combattere la piaga latente della povertà che turba non poco gli operatori e le operatrici della Casa di Leo di Bucaletto. La povertà dipende dalla mancanza di occupazione e in questo senso sono state richiamate le istituzioni per dare un sostegno e un sollievo ai meno abbienti che si recano nella sede Cari-
tas. Il pomeriggio di riflessione si è chiuso con la celebrazione della Santa Messa, officiata nella Parrocchia della Beata Vergine della Speranza, da Monsignor Davide Carbonaro che per l'occasione ha rimarcato l'impegno della Caritas al servizio dei poveri e dei bisognosi: «Desidero ribadire che la Caritas non è istituzione altra rispetto alla Chiesa diocesana. La Caritas è l'espressione della comunità ecclesiale, le mani e il cuore del Vescovo che raggiunge il più possibile i bisogni umani e spirituali dei suoi figli e delle sue figlie. È segno permanente della sua paternità. Per questo invito a lavorare insieme, a livello ecclesiale, in dialogo progettuale con le


istituzioni evitando iniziative parallele, benemerite ma volte autoreferenziali e rispondenti a bisogni di auto gratificazione. Occorre pertanto sperare le forme assistenzialiste che generano la dipendenza da “pacco alimentare”. Non è dando un pacco in più che risolveremo la povertà, è ascoltando, progettando insieme, rispondendo ai bisogni concreti, educando al dare e al ricevere che la persona cresce e si rende autonoma nella sua dignità».
Marina Buoncristiano ha detto la sua sul report: «Oggi presentiamo il nuovo report sull'esclusione sociale ed è un modo soprattutto per incontrare insieme amministratori e volontari perché in modalità differenti si occupano entrambi di bene comune. Oggi più che mai il bene comune come concetto dovrebbe ritornare al centro dell'attenzione tanto del decisore quanto della società civile. I dati della Basilicata e in particolare quelli della nostra diocesi sono dati molto preoccupanti per tutte quelle persone che vivono un momento di grande vulnerabilità e oggi anche chi ha un lavoro vive la fragilità importante di non poter arrivare non a fine mese ma anche alla metà del mese».
Giorgia Russo ha parlato dei dati del report: «È difficile parlare di nuovi poveri oggi. Ogni anno si tende a provare a tracciare e a delineare profili diversi. In realtà ormai il fenomeno della povertà sta
assumendo caratteristiche talmente tanto trasversali che davvero assumono come dire dimensioni preoccupanti. Il dato più allarmante di tutto in riferimento alle nuove forme di povertà è sicuramente quello relativo agli occupati. Quasi il 22% delle persone che abbiamo incontrato nel 2024 come rete di centri di ascolto ha un occupazione e parlando di occupazione parliamo di forme di occupazione stabile. Basti pensare che questo dato nel 2019 era solo al 9%. Questo significa che in modalità conclamata oggi anche chi ha un lavoro non riesce a farcela e richiede sostegni per i bisogni tra i più disparati. Resta quindi molto preoccupante la relazione che c'è tra la povertà economica e il lavoro in se anche perché l'incidenza dei bisogni relativi al tema lavoro ha raggiunto ormai nel nostro osservatorio davvero delle percentuali preoccupanti. Oltre un terzo delle persone che abbiamo incontrato in modo più o meno stabile sopravvive attraverso forme di lavoro irregolare e mappiamo con grandissima preoccupazione, forme di sotto occupazione, lavoro precario e soprattutto la bassa intensità lavorativa. Quindi a profili occupazionali spesso non tanto qualificati si associano molte volte anche posizioni lavorative che non sono di basso profilo ma che per la bassa intensità lavorativa molte famiglie si trovano nella povertà».

Gli assessori Latronico e Cupparo all’iniziativa di Confcooperative annunciano azioni per promuovere un modello di economia civile
La Basilicata si prepara a trasformare la propria tradizione di solidarietà in una leva per lo sviluppo economico e la coesione sociale. Questo è il messaggio centrale dell'intervento dell'assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, durante l'assemblea di Confcooperative Basilicata. Latronico ha sottolineato che l'economia sociale, intesa come sistema di cura delle persone e delle comunità, non deve essere vista come un costo, ma come un investimento nella qualità della vita e nella vitalità dei territori.
La Regione Basilicata ha deciso di destinare 30 milioni di euro per rafforzare le politiche di cura e supporto, con un focus particolare su anziani e persone vulnerabili. «La rigenerazione sociale non è uno slogan, ma una scelta strategica per contrastare il declino demografico e costruire benessere per le nostre comunità», ha affermato Latronico, evidenziando la profonda storia sociale della regione, caratterizzata da relazioni solide e vicinato.

Parallelamente, l'assessore Francesco Cupparo ha annunciato il lavoro in corso per il Piano industriale del welfare, un'iniziativa innovativa che coinvolgerà anche la cooperazione sociale. «Non è un settore da assistere, ma un modello da sostenere e valorizzare», ha dichiarato Cupparo durante la Giornata della Cooperazione promossa da Confcooperative. Tra gli obiettivi principali del piano ci sono il rafforzamento dell'eco-
nomia locale attraverso il turismo residenziale per senior, la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale e il potenziamento dei servizi sociosanitari. Cupparo ha spiegato che il primo asse d'intervento si concentrerà sul sostegno alle imprese sociali e alle cooperative che operano nei servizi per anziani. La Basilicata ha l'opportunità di sviluppare reti locali di assistenza e cura domiciliare, incentivando modelli di
economia civile e comunità. Le cooperative possono creare occupazione radicata nei territori, con particolare attenzione all'occupazione femminile e giovanile, offrendo servizi flessibili e vicini ai bisogni reali dei cittadini. Per facilitare l'accesso al credito e supportare gli investimenti, Cupparo ha evidenziato la necessità di riattivare il fondo rotazione prestiti alle cooperative, con una dotazione di 1,5 milioni di euro. Inoltre, è in programma l'approvazione del regolamento per le cooperative di comunità, che prevede 8 milioni di euro di sostegno economico. Già 130 istanze sono state presentate da cooperative di comunità, a dimostrazione della richiesta di sostegno economico. Il messaggio finale di Cupparo ai cooperatori è chiaro: «La cooperazione non è un settore da assistere, ma un modello da sostenere e valorizzare. È centrale nella nostra società e ci consente di affrontare contemporaneamente le questioni sociali e produttive, il bisogno di lavoro e quello di comunità».
I segretari di Cgil e Spi Cgil: «Si chiude una brutta pagina per la politica lucana. Si dia più valore e rispetto ai ruoli istituzionali che si ricoprono»

«Nel giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione Basilicata, la Corte dei Conti ha censurato la legge regionale n.23 del 12 agosto 2024 con la quale il Consiglio regionale della Basilicata aveva aumentato le spese del personale dei Gruppi consiliari per “una somma di un

massimo di 75.000 euro per ogni consigliere componente del gruppo”, “quantificati in un massimo complessivo di 454.968 euro annui”» affermano dalla segreteria di Cgil Basilicata e Spi Cgil Basilicata.
«La Corte dei Conti ha infatti stabilito che “la spesa per il personale dei gruppi consiliari, dovrà
essere inderogabilmente contenuta nell’importo massimo fissato dalla delibera della Conferenza Stato-Regioni del 6 dicembre 2012, diversamente da quanto previsto dall’attuale formulazione", definendo tale tetto "un limite di finanza pubblica insuperabile". La modifica apportata dal Consiglio regionale, inol-
tre, secondo la Corte dei Conti, è direttamente funzionale al rispetto del limite di spesa stabilito (art. 9, comma 28, D.L. n. 78/2010) la cui violazione, secondo quanto previsto dal medesimo articolo, “costituisce illecito disciplinare e determina responsabilità erariale”» continuano le segreterie sindacali. «L'intervento della Corte dei Conti chiude in maniera definitiva questa brutta pagina per la Basilicata, la democrazia e le funzioni istituzionali piegate ad uso personale - affermano i segretari generali Cgil Basilicata e Spi Cgil Basilicata, Fernando Mega e Angelo SummaCome Cgil fin da subito ci siamo adoperati affinché la legge venisse ritirata, ritenendola inaccettabile nel contesto attuale in cui vivono i cittadini e le cittadine lucane, tra inflazione, cassa integrazione, precarietà, stipendi da fame e pensioni che a stento consentono di vivere di-
gnitosamente. Un ulteriore aumento dei costi della politica che a nostro avviso era quindi ingiustificabile a fronte delle tante criticità che la regione vive e delle condizioni di vita dei lucani. Da qui la nostra battaglia fin da subito affinché i consiglieri tutti facessero un passo indietro, lanciando una petizione on line e chiedendo che il Consiglio regionale della Basilicata si dotasse delle consulte e dei regolamenti procedurali necessari per dare avvio alla raccolta firme per abrogare la vergognosa norma che avrebbe prodotto un aumento certo della spesa annua di quasi mezzo milione di euro. Ci auguriamo che l'intervento della Corte dei Conti sia da monito per le istituzioni regionali attuali e future nella gestione della cosa pubblica, che non può essere piegata a usi personali, svilendo quel fondamentale ruolo di rappresentanza cui i lucani e le lucane hanno dato mandato».

CRONA-CHI? Dopo anni non emerge nessun elemento utile a chiarire la vicenda. Le indagini furono frammentate e inascoltati i suggerimenti dei familiari

Oppido Lucano. Pasquale Sciaraffia, 84 anni, teme di essere spiato e seguito. Davanti alla porta di casa trova un biglietto dal tenore estorsivo. Dopo un anno sparirà nel nulla. L'anziano dal carattere mite poco prima aveva litigato con un giovane del paese. All'ora di pranzo l'addetto alla consegna dei pasti della cooperativa sociale si reca a casa di Pasquale ma troverà l’abitazione vuota lanciando immediatamente l’allarme. Questa la nuova indagine del programma “Crona-Chi?”. «Ci occupiamo dell’ennesimo caso di un anziano scomparso in Basilicata- spiega il conduttore Fabio Amendolarae anche in questo caso le indagini non hanno dato nessun esito. Analizziamo la vicenda con i nostri ospiti: Pierluigi Martoccia, Presidente del Gruppo Lucano di protezione civile ed anche criminologo e Anna Tammariello, giornalista della nostra redazione. Anna, dicevamo, le indagini non hanno sortito alcunché eppure c'erano una serie di segnalazioni importanti che arrivavano dai familiari di Sciaraffia». «Sì segnalazioni importanti perché arrivano da persone vicine a Pasquale e che ci fanno comprendere che l’anziano veniva preso di mira, non da uno ma da più soggetti di Oppido –spiega la giornalista Tammariello-. Episodi, come la ricezione del biglietto dal tenore estorsivo in cui veniva intimato a lasciare dei soldi e a lasciarli in un punto preciso entro le ore 12.00, che generavano uno stato di inquietudine in questo anziano signore di Oppido Lucano. Ma non solo, l’uomo veniva malmenato e la sua abitazione era spesso soggetta a furti. Parliamo di episodi di una certa gravità per i quali è sempre stata sporta denuncia. Si sapeva che lo Sciaraffia spendesse molto più di quanto percepisse di pensione e già questo ci fa comprendere come ci fosse qualcuno che sicuramente gli estorceva del denaro». «Partiamo dal momento in cui di Sciaraffia si perdono le tracce.
Questo avviene in un punto preciso di una campagna di Oppido e durante le ricerche il cane molecolare si ferma lì» sottolinea Amendolara. «Durante le primissime ore in cui una persona scompare bisogna avviare immediatamente le ricerche- evidenzia Martoccia, Presidente del Gruppo Lucano di protezione civile-. I cani molecolari che cosa fanno? Vanno ad individuare le molecole rilasciate dal corpo di quel soggetto e si procede con la ricerca. Se questa operazione viene fatta oltre le 48 ore da quando c'è la scomparsa le operazioni diventano più complicate. Quando il cane arriva in un determinato punto e si siede, significa che è in quel luogo l’ultima traccia della persona scomparsa e quindi significa che o è salita su una macchina o è accaduto qualcosa di grave». «Questo è un passaggio importante perché sappiamo che Pasquale era una persona schiva, quindi non saliva sulle automobili di tutti» incalza il conduttore. «Abbiamo parlato con i familiari e con le persone del posto e tutti hanno evidenziato questo elemento – commenta Tammariello-. Lui era una persona molto metodica per cui conduceva una vita ordinaria caratterizzata da abitudini che gli consentivano di avere una certa tranquillità. Questo perché era una persona vulnerabile, fragile in qualche modo. Dunque anche questo è un elemento importante perché lui saliva sulla macchina soltanto di tre persone del paese e del posto. Persone che conosceva bene. Nel punto in cui si sono perse le tracce olfattive di Sciaraffia, a pochi metri, c’è un casolare di proprietà proprio di una persona con la quale lui aveva litigato il giorno prima della scomparsa, il mercoledì, ed anche la domenica antecedentemente». «Per Luigi c'è un po' un filo conduttore che tiene uniti tutti questi casi, soprattutto in un certo periodo storico?» domanda Amendolara. «Il paradosso è proprio questo -sottolinea Martoccia- che la Basilicata è una

regione fatta da piccolissime comunità, dove ci si conosce tutti. Mi viene difficile credere che invece siano i comportamenti omertosi della gente a non condurre gli investigatori nella direzione giusta. In questa vicenda però ci sono tutta una serie di elementi che invece dovevano essere approfonditi. Non mi risultano che siano state analizzate delle celle telefoniche». «Le prime indagini parlavano degli autobus, poi abbiamo visto che gli autisti di servizio hanno spiegato che lo conoscevano e che non era mai salito. Però -incalza il conduttorec'è una coincidenza che è molto interessante». «Un anno prima della scomparsa di Pasqualespiega la giornalista- verrà ucciso Massaro Antonio, un anziano che verrà ritrovato legato alla sedia della sua abitazione. Un omicidio avvenuto per un tentativo di furto andato male. Ovviamente è significativo che a distanza di breve tempo, peraltro nello stesso rione dove abitava Sciaraffia, siano accaduti questi due episodi molto significativi. Anche Pasquale era vittima di furti e di rapine. Il nipote, che è un avvocato, mi ha raccontato di faldoni di denunce contro questi episodi. Il fatto sconvolgente è stato che i familiari hanno segnalato ai carabinieri dell'epoca una serie di persone da attenzionare, da ascoltare. Queste persone non sono mai state attenzionate ed ascoltate. E anche il riferimento all'ultima traccia olfattiva che noi ab-
biamo di Sciaraffia, che è vicino poi a questo casolare di campagna di proprietà della persona con la quale lui aveva litigato. Bene, quella abitazione non è mai stata perlustrata nemmeno sotto suggerimento dei familiari. Dopo una settimana dalla scomparsa dello Sciaraffia in quel casolare è stato appiccato un piccolo fuoco. Non si sa che cosa stava bruciando, ma si sa che anche in quel caso i familiari avvisarono ai carabinieri». «Dopo tutti questi anni c'è un modo per ripartire, per poter riavviare le ricerche?» chiede Amendolara a Martoccia. «Il passare del tempo non gioca certamente a favore delle indagini però se si riescono a ricostruire dei legami, si riescono a sentire delle persone, potrebbero emergere elementi utili. L’abbiamo visto in tantissimi casi in cui, anche a distanza di anni, qualcosa è emerso». «Questo -conclude Amendolaraè il quarto caso che seguiamo e sembrano quasi tutti considerati come vittime di serie B. Ma ai familiari vengono fornite delle indicazioni o brancolano nel buio?».
«Esiste il piano provinciale delle persone scomparse, in questo caso della provincia di Potenza, che dice sostanzialmente che cosa bisogna fare e quale iter bisogna se- guire -racconta Martoccia-. È un piano sulle persone scomparse ma questo è un caso nel quale emergono elementi che non fanno pensare ad un allontanamento volontario».



e partecipazione attiva
«L
a Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità richiama ogni anno l’impegno collettivo a promuovere consapevolezza, rispetto e conoscenza sui temi della disabilità, per garantire diritti, piena partecipazione alla vita sociale e contrasto a ogni forma di discriminazione o violenza. Il tema scelto per il 2025 — promuovere società inclusive per favorire il progresso sociale — rappresenta un richiamo forte e attuale. La realtà evidenzia ancora criticità significative: barriere nell’accesso all’istruzione e al lavoro, ostacoli che limitano autonomia e dignità, ambienti non sempre inclusivi. È necessario accelerare il superamento di queste difficoltà, nel solco del principio di uguaglianza e rafforzare una cultura che riconosca e valorizzi le capacità di ciascuno».Lo ha dichiarato l’assessore alla Salute, Politiche per la Persona e Pnrr, Cosimo Latronico, in occasione dell’odierna Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità.«La ricorrenza invita a riflettere su questioni decisive – ha aggiunto – accessibilità degli spazi, sostegno alle famiglie, opportunità educative, lavorative, sportive e
percorsi di autonomia. È anche un momento utile per verificare come i servizi regionali rispondono, giorno dopo giorno, ai bisogni di chi vive condizioni di fragilità e per ribadire la necessità di continuità, risorse adeguate e un reale coinvolgimento delle persone con disabilità nelle scelte pubbliche. In questo quadro, la Regione Basilicata è impegnata a rafforzare l’accessibilità e l’efficacia dei percorsi di supporto attraverso un’azione condivisa con le altre istituzioni coinvolte a diverso titolo, come le Aziende sanitarie, gli Ambiti territoriali sociali, l’Agenzia regionale per il Lavoro, l’Ufficio scolastico regionale e l’INPS, oltre che con il Terzo settore, partner e alleato fondamentale nell’azione quotidiana.»«Non si tratta di un tema simbolico – ha concluso Latronico – ma di un lavoro concreto che coinvolge famiglie, operatori e istituzioni, nel quale il ruolo delle associazioni e delle federazioni è centrale e rappresenta una risorsa indispensabile per definire gli interventi e monitorare le politiche. L’obiettivo è rendere più semplice orientarsi tra i servizi e garantire risposte più rapide e uniformi sul territorio. La sfida è garantire un si-

stema più omogeneo e vicino alla vita quotidiana delle persone ed è un lavoro che continua e che coinvolge l’intera comunità regionale».
Musica, teatro e testimonianze nella vigilia della Giornata internazionale della Disabilità, in un evento promosso dalla Garante Padula e dal Consiglio regionale
Un pubblico numeroso e attento ha partecipato all’evento «Dove la diversità brilla», organizzato dalla Garante regionale delle persone con disabilità, Marika Padula, dal Consiglio regionale della Basilicata –Struttura di coordinamento diretta da Pierluigi Maulella Barrese – in collaborazione con il Comune di Tito, i Padri Trinitari di Venosa e Bernalda e l’Associazione «L’Ottava Nota». La serata, alla vigilia della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, ha valorizzato creatività, talento e autenticità attraverso espressioni artistiche di grande intensità, con la conduzione dell’attrice Eva Immediato.In apertura, i bambini dai quattro ai dodici anni dell’Associazione «L’Ottava Nota», presieduta da Donatella Abbandonato, hanno eseguito l’inno nazionale nella Lingua dei Segni, regalando un momento emozionante.Per i saluti istituzionali sono intervenuti il Presidente del Consiglio regionale Marcello Pittella, la Garante Marika Padula, il direttore dei Padri Trinitari Vito Campanale, la vicesindaca
di Tito Dora Figliuolo, il consigliere comunale Gerardo Laurenzana e il telecronista sportivo Raffaele Salvia. Tutti hanno sottolineato il valore dell’inclusione e l’importanza di costruire percorsi in cui la diversità diventa ricchezza collettiva. Presenti anche la Garante per l’infanzia e l’adolescenza Rossana Mignoli e la consigliera di parità regionale Ivana Pipponzi, con traduzione simultanea nella Lingua dei Segni a cura di Antonio Parente.Il Presidente Pittella ha definito la manifestazione «straordinaria», auspicandone la diffusione in altre città e sottolineando la necessità di personalizzare la domanda di salute per colmare le disuguaglianze. «La diversità consegna uno spirito di sacrificio e una passione più vera», ha aggiunto, ricordando il lavoro insostituibile dei Padri Trinitari e l’importanza di «deospedalizzare» concentrandosi sulla qualità dei servizi. «È una battaglia di civiltà – ha concluso – che porterò avanti insieme ai Garanti regionali».Marika Padula ha ringraziato Pittella e Vito Campanale per il sostegno

allo spettacolo, ricordando che «le persone con disabilità non sono diverse, sono autentiche quanto lo siamo noi. Per questo la diversità brilla». Ha evidenziato come la serata abbia messo al centro la bellezza e le emozioni, ringraziando anche il Comune di Tito per la collaborazione.Vito Campanale ha sottolineato il tema dell’amore e della sessualità nella disabilità e ha ricordato che ogni persona possiede capacità e talenti da riconoscere. «Questo nostro mondo non è un mondo a parte, ma parte integrante del tessuto sociale», ha detto. La vicesinda-
ca Figliuolo ha portato i saluti del sindaco, lodando l’impegno dei bambini dell’Associazione «L’Ottava Nota» e delle istituzioni.Il momento poetico con la lettura di Marianna Santoro e il musical «Notre Dame de Paris», interpretato da attori tutti con disabilità sotto la direzione della coreografa Maria Pina Matera, sono stati i cuori emotivi della serata. Lo spettacolo ha raccontato la storia di Esmeralda e Quasimodo nella Parigi del 1482, con un finale che ha ribaltato i ruoli e celebrato l’amore e l’accoglienza.Infine, i bambini dell’Associazione
«L’Ottava Nota» hanno presentato un mini-concerto con performance nella Lingua dei Segni e due brani musicali contro il bullismo, coinvolgendo oltre trenta giovani.
Una poesia è stata letta anche da Nicolaj Sabia.Lo spettacolo, realizzato a titolo gratuito, ha coinvolto quaranta partecipanti in un percorso artistico e umano di grande valore, dimostrando come l’arte possa essere un ponte per unire, raccontare e far brillare ogni forma di diversità, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità.

Giornata di apertura degli spazi per la prevenzione dell’influenza stagionale rivolta ad anziani e soggetti fragili nel territorio lucano
MATERA. Il Flu Day
Asm, promosso sabato scorso dall’Azienda Sanitaria Locale di Matera, ha registrato risultati molto incoraggianti nella prima apertura straordinaria dei Punti Vaccinali Territoriali di Matera e Policoro. Un’occasione per informarsi, confrontarsi con gli operatori sanitari e aderire alla campagna vaccinale stagionale.
«L'iniziativa ha visto un’importante adesione –dichiara Andrea Gigliobianco, Direttore Sanitario dell’Asm – confermando il valore dell’offerta vaccinale attiva, particolarmente rivolta alle categorie più fragili, vulnerabili e maggiormente a rischio di sviluppare complicanze gravi. Il Flu Day si inserisce nel più ampio impegno dell’Asm nel ridurre l’impatto clinico e sociale dell’influenza stagionale e delle infezioni respiratorie, favorendo un’adesione tempestiva alle misure di prevenzione e rafforzando la consapevolezza dell’importanza delle vaccinazioni quale strumento di tutela della salute individuale e collettiva».
Il Flu Day è stata anche l’occasione per fare informazione sul calendario vaccinale per gli over 65, sull’offerta raccomandata e per illustrare e program-

mare le somministrazioni nei soggetti fragili.I Punti
Vaccinali di Matera, in via Montescaglioso (sede Asm), e di Policoro, in via Moncenisio (Distretto Sanitario), continueranno a ospitare altri Open Day, offrendo ad accesso libero la possibilità di proteggersi contro influenza, Covid, Pneumococco e Rsv, oltre a consulenza e alfabetizzazione vaccinale. Resta-
no operative tutte le altre modalità di somministrazione presso i Punti Vaccinali Territoriali, il Medico di Medicina Generale e il Pediatra di Libera Scelta.
Per informazioni e prenotazioni: Punto Vaccinale di Matera 0835 253569, ambulatoriovaccinalematera@asmbasilicata.it; Punto Vaccinale di Policoro 0835 986384.
UNIBAS PRESENTA RISULTATI E NUOVI OBIETTIVI
POTENZA. Si terrà oggi alle ore 10 presso il Centro di Ateneo Polis la conferenza stampa dedicata ai risultati del primo anno di attività di Moebius, progetto finanziato dal Mur con l’Avviso 1159 del 2023 e rivolto al benessere psico-fisico della comunità universitaria. L’iniziativa, nata per contrastare i disagi emotivi e psicologici di studentesse e studenti, coinvolge una rete nazionale coordinata dall’Università di Bari con la partecipazione di numerosi atenei, tra cui Università della Basilicata, Conservatorio Carlo Gesualdo da Venosa di Potenza, Conservatorio Duni di Matera e Accademia di Belle Arti di Lecce. «Moebius ha già prodotto risultati significativi grazie alle oltre centocinquanta attività svolte nel primo anno» sottolinea Ada Braghieri, direttrice del Centro Polis e coordinatrice del progetto, che anticipa le linee di sviluppo della nuova edizione. All’incontro parteciperanno Mariagrazia Lo Cricchio, delegata per il counseling accademico, Maria Teresa Imbriani, responsabile del laboratorio di performance teatrali, Marco Vona, delegato alle attività sportive, ed Elena Esposito, prorettrice alla comunicazione e valorizzazione dell’immagine di Ateneo.

Il consigliere regionale di Avs-Psi-Lbp denuncia l’aumento delle disuguaglianze e chiede misure strutturali per garantire cure accessibili
POTENZA. L’ultimo Rapporto dell’Osservatorio sulla povertà sanitaria della Fondazione Banco Farmaceutico traccia un quadro sempre più critico: in Italia 501.922 persone non riescono ad acquistare farmaci o a sostenere cure essenziali, pari a 8,5 ogni 1.000 abitanti, con una crescita dell’8,4 per cento in un solo anno. Ancora più preoccupante è la presenza di 145.557 minori coinvolti, un dato che conferma come la crisi sanitaria stia colpendo con forza le fasce più fragili. Il divario tra chi può pagare ticket, visite private e terapie e chi è costretto a rinunciare alle cure continua così ad ampliarsi.Secondo il consigliere regionale Antonio Bochicchio, esponente di Avs-PsiLbp, la Basilicata rispecchia pienamente questa fragilità. «La po-
vertà sanitaria – afferma – è ormai una realtà concreta anche nella nostra regione. Troppe famiglie non riescono a curarsi senza il sostegno del volontariato». Durante la recente Giornata di Raccolta del Farmaco sono state donate 6.468 confezioni destinate a oltre 5.000 cittadini assistiti da ventisei realtà del territorio. Per Bochicchio si tratta di un segnale importante della generosità lucana, ma anche della dimostrazione di una dipendenza crescente dalle reti solidali. «La solidarietà è preziosa, ma non può diventare la risposta strutturale a un sistema sanitario in difficoltà» osserva.Il consigliere sottolinea come la Basilicata sia segnata da spopolamento, aree interne difficilmente raggiungibili, tempi di attesa elevati e servizi non omogenei. «Chi

ha risorse può rivolgersi al settore privato e accedere rapidamente a diagnosi e terapie; chi non le ha resta prigioniero di distanze, costi e ritardi. Questa è una diseguaglianza che la Regione non può più ignorare» dichiara Bochicchio.Per affrontare la situazione indica alcune priorità: «Occorre potenziare l’assistenza territoriale nelle aree interne e raf-
forzare i servizi domiciliari per avvicinare le cure ai cittadini» spiega. Propone inoltre l’istituzione di un Fondo regionale per garantire i farmaci essenziali alle famiglie che non possono sostenerne la spesa, con la collaborazione di farmacie e organizzazioni del territorio. Centrale è anche l’intervento sulle liste d’attesa, ampliando l’offerta di visite ed esami e investendo con continuità nella prevenzione. «Solo così – afferma – si può ridurre il rischio che chi ha meno risorse arrivi tardi alla diagnosi».Bochicchio conclude con un appello alla Regione: «La povertà sanitaria non può essere affrontata con misure occasionali. La salute è un diritto fondamentale che la Basilicata deve garantire con interventi concreti e duraturi».

Tre incontri, da dicembre a febbraio, per un progetto che unisce medicina, cultura e comunità nel nome della consapevolezza e del sostegno reciproco
DI D INO Q UARATINO
Argomenti che chiedono attenzione, ascolto, presenza. Il tumore al seno è uno di questi: una parola che fa paura, che divide la vita in un prima e un dopo, che mette ogni donna, e con lei ogni famiglia, davanti a qualcosa che non riguarda solo il corpo, ma l’intera esistenza. Eppure, nonostante questa durezza, oggi sappiamo che la conoscenza può restituire speranza.

propria.” Ed è esattamente ciò che questo progetto fa. Il valore di un percorso, non di un evento.
La forza di questo progetto sta in una scelta potente: non un incontro isolato, ma un cammino, articolato in tre tappe che si completano e si sostengono a vicenda.
12 dicembre 2025 Terapia del dolore e alimentazione
16 gennaio 2026 Medicina integrata e cura delle neoplasie

Non consola, non risolve tutto, non scioglie il dolore. Ma illumina il cammino, lo rende meno buio, meno solitario. E soprattutto restituisce dignità. È in questa prospettiva che assume un valore enorme l’iniziativa promossa dall’avvocata Francesca Sassano. Un ruolo che apparentemente non ha un legame diretto con l’oncologia, è vero. Eppure la sua scelta racconta un principio semplice e profondamente umano: quando si parla di diritti, di dignità, di salute, nessuno può sentirsi spettatore.
Siamo tutti coinvolti. Siamo tutti responsabili, almeno un po’, della qualità della vita degli altri. Viviamo in un tempo in cui l’informazione si spezza, si confonde, si improvvisa. Io, che non sono un medico e neppure un giornalista, sento quasi un dovere morale nel non “opinare”. Credo invece nell’ascolto, nel riportare con rispetto, nel creare spazi seri in cui le persone possano trovare strumenti affidabili.
Per questo costruire un percorso pubblico, gratuito, aperto e accessibile su un tema così delicato significa riportare la comunità al suo senso più profondo: essere un luogo in cui nessuno è lasciato solo. Perché il tumore al seno non riguarda solo la medicina: riguarda la cultura, la società, la consapevolezza comune.
In questo, il pensiero di Nichiren Daishonin risuona con forza: “Illuminare la vita degli altri significa illuminare anche la
13 febbraio 2026 Estetica oncologica e benessere psicologico
Tre date che abbracciano la persona nella sua totalità: il corpo, la sofferenza, la cura clinica, ma anche l’immagine di sé, la fragilità emotiva, il modo in cui si continua a vivere mentre si combatte.
Non è un caso che i relatori siano figure di grande esperienza: il dottor William Raffaeli, tra i massimi esperti italiani di terapia del dolore; il dottor Domenico Bilancia, riferimento oncologico del San Carlo; gli specialisti del CROB di Rionero, capaci di unire competenza e umanità. E poi professionisti della mente, del corpo, dell’alimentazione, dell’estetica oncologica. Questa pluralità racconta un principio semplice: la cura non è una stanza, è un cerchio. Ogni donna che affronta un tumore porta con sé la malattia, certo, ma anche la sua storia, le sue paure, la sua famiglia, il suo volto allo specchio. IL CORAGGIO DI PARLARE
DEL DOLORE
Il primo incontro, quello del 12 dicembre, affronta un tema che spesso si evita: il dolore. Lo si nomina poco, come se parlarne fosse già arrendersi. E invece parlarne è un atto di forza, non di debolezza. È riconoscere un diritto fondamentale: non soffrire inutilmente.
Un Garante che decide di mettere il dolore al centro della comunità compie un gesto di grande coraggio civile. Afferma che il dolore non va nascosto né ta-
ciuto, ma ascoltato, compreso, trattato con rispetto. E poi c’è l’alimentazione, troppo spesso ridotta a slogan o mode. Rimetterla al suo posto, accanto alla medicina, mai al posto della medicina, è un atto di responsabilità verso chi cerca risposte vere, non illusorie.
MEDICINA
INTEGRATA: UNA CURA CHE ASCOLTA ANCHE CIÒ CHE
NON SI VEDE
Il secondo incontro introduce un approccio che sta cambiando il modo di accompagnare le persone: la medicina integrata. Non è una formula alternativa, né un passo indietro rispetto alla scienza. È un passo avanti nell’attenzione alla persona. Significa affiancare ai trattamenti oncologici tutto ciò che può aiutare ad affrontarli meglio: il movimento, il supporto psicologico, la gestione degli effetti collaterali, il rapporto con il proprio corpo. Il CROB di Rionero da anni unisce rigore e sensibilità. La partecipazione del direttore generale Massimo De Fino e delle dirigenti è un segnale chiaro: questo ciclo di incontri non è solo informazione, è un ponte tra istituzioni e cittadinanza.
La prevenzione, lo dice anche Nichiren, nasce da una causa interiore prima ancora che esteriore: “Metti una buona causa e maturerà un buon effetto.” E la buona causa, qui, è la conoscenza.
LA RINASCITA
PASSA DALLO SPECCHIO
Il terzo incontro, quello del 13 febbraio, tocca il
cuore. Si occupa dell’immagine di sé, un tema spesso sottovalutato eppure fondamentale. Molti pensano che, durante un tumore, la priorità sia solo la guarigione clinica.
Ma chi sta combattendo sa che la guarigione passa anche dal riconoscersi allo specchio, dal sentirsi ancora sé stessa, dall’essere più della cicatrice che porta. Questo incontro restituisce alle donne una verità preziosa: la tua dignità non va in pausa. Tu non sei definita dalla malattia. Ogni gesto di cura, anche il più piccolo, può diventare una porta che si riapre verso la vita.
LA CULTURA COME PRIMA FORMA DI PREVENZIONE
Ci sono due modi di affrontare una malattia: aspettarla oppure prepararsi. E prepararsi significa costruire conoscenza, consapevolezza, comunità.
Possiamo fare questo: mettere in campo professionisti seri, creare spazi puliti, restituire dignità all’informazione. Io non sono un medico. Non sono un giornalista. Sono solo un uomo che osserva e sente il dovere di dare voce a chi può aiutare davvero. Ed è ciò che fa l’iniziativa di Francesca Sassano: trasforma un tema che isola in un luogo che unisce. Anche Nichiren ci ricorda che “un piccolo gruppo di persone sincere può cambiare l’intero paese” . Qui si sta facendo esattamente questo: si costruisce consapevolezza.
UN GESTO POLITICO, NEL SENSO PIÙ ALTO DEL TERMINE
Tre mesi, tre incontri, temi complementari, relatori autorevoli: questo è un gesto politico nel senso più nobile. Non una vetrina, non una passerella. Un’assunzione di responsabilità verso un bisogno reale. Non si parla “alle malate”. Si parla alle donne, alle famiglie, alla co- munità intera. È un invito, non un proclama. Un servizio, non un evento. Perché partecipare Partecipare significa: scegliere la conoscenza al posto della paura; sostenere un modo più umano e rispettoso di parlare di tumore;rompere silenzi inutili e dare spazio alla verità.
Anche senza essere medici, tutti possiamo contribuire: ascoltando, diffondendo cultura, camminando accanto a chi affronta la malattia.
LA CURA È UN CAMMINO CHE SI FA INSIEME Questo ciclo di incontri non promette miracoli. E non deve farlo. La vera forza non sta nelle scorciatoie, ma nella conoscenza che rende più saldi, più liberi, più capaci di affrontare. La vera prevenzione è culturale. La rinascita è emotiva, psicologica, sociale. La cura autentica nasce sempre da uno sguardo lucido sulla realtà. Per questo iniziative come questa sono un patrimonio della Basilicata. Non da applaudire, ma da vivere. Perché la salute non è un percorso solitario: è un sentiero che si illumina quando qualcuno cammina accanto a te. E ogni incontro, ogni parola, ogni gesto può davvero fare la differenza.



Presentata l’iniziativa che prevede la costituzione di una rete sociale. Telesca: «Aperto a tutte le associazioni che vorranno essere d’aiuto»
POENZA. Un progetto di rete, un sistema di welfare integrato che parla al cuore della gente e dei bisognosi, Con queste chiavi di lettura è stato presentato ieri mattina nella Sala Conferenze Antonio Larocca del Palazzo della Cultura, il progetto “Potenza per tutti rete sociale di contrasto alla povertà”. Un modello integrato, aperto alle associazioni, assolutamente inclusivo e legato alle sinergie del terzo settore. Alla presentazione hanno preso parte il Sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, l'Assessora alle Politiche Sociali, Anna Grieco e il Dirigente del Comune di Potenza, Giuseppe Romaniello, Con questo progetto il Comune di Potenza mette a disposizione del Terzo Settore tutta la competenza maturata in questi anni nel campo dell'inclusione sociale tesa a favorire le persone deboli e svantaggiate, a rischio di marginalità, sociale, economica e relazionale. Tutti i soggetti chiamati a dare il proprio supporto garantiscono piena collaborazione con l'Amministrazione Comunale per garantire una governance affidabile e sicura con la rete sociale messa in piedi dall'Amministrazione Comunale, Dunque una rete operativa per contrastare la povertà in tutte le dimensioni e fattispecie, quella presentata ieri mattina. In questo contesto il Sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca ha parlato del progetto; «Il progetto parte da un avviso pubblico di partecipazione esteso a tutte le associazioni perché è una sorta di bando di copartecipazione e coprogettazione in cui tutte le asso-

ciazioni possono partecipare per mettersi al fianco del Comune di Potenza per essere d'aiuto alla risoluzione dei tantissimi problemi che desta la povertà. Non è più soltanto una povertà economica ma una povertà di educazione, una povertà di istruzione, una povertà comportamentale. E' un segnale che vuole dare la città. È un avviso pubblico finalizzato ad una rete sociale più ampia dove tutti quanti potranno partecipare. Cosa prevede il bando che partirà oggi, l'apertura mensile, quindi non finisce questo mese ma rimarrà aperto affinché tutti coloro che vorranno partecipare potranno di volta in volta aderire e le istanze verranno valutate dal Comune».
L'Assessora alle Politiche Sociali del Comune di Potenza, Anna Grieco ha parlato del progetto: «Oggi presentare l’avviso “Potenza per tutti una rete di contra-
sto alla povertà” è un grande traguardo per l'Amministrazione perché si sta trasformando la visione. Infatti si va al superamento di una povertà che è solo una povertà di reddito ma si va a pensare alla povertà come qualcosa di multidimensionale, e quello che cerchiamo di fare attraverso questa rete è proprio quella di dare una risposta integrata, coordinata e comunitaria coinvolgendo tutto il terzo settore e tutti gli enti che sono votati a dare aiuto.
L'idea è quella di non disperdere nessun aiuto ma dialogare tra di noi, cioè Amministrazione Comunale e enti del terzo settore, affrinché si possono fornire che non vadano ad agire soltanto nell'emergenza ma che effettivamente siano risposte continuative che vadano a valutare il bisogno reale e personale di ogni persona».
Giuseppe Romaniello ha parlato
del percorso sociale: «L'avviso nasce da una intuizione del distretto dell'inclusione che noi abbiamo costituito nel 2020. Il distretto dell'inclusione è il luogo della concertazione delle politiche sociali, nel 2024 abbiamo rinnovato nella sua composizione è uno dei primi temi è stato quello di coordinarsi negli strumenti di contrasto alla povertà. Ci sono molte associazioni, molti protagonisti del privato sociale che intervengono. Ci sono tanti interventi che lavorano sulle diverse povertà perché non pensiamo solo alla povertà economica, ma anche quella educativa, quella relazionale, quella sociale, la povertà dalle opportunità, quella del lavoro, Allora se costruiamo un coordinamento come cerchiamo di fare attraverso questo avviso proviamo ad indirizzare strumenti giusti ai bisogni per come emergono. Nel senso nel momento in cui prendiamo in carico, noi come servizi sociali, prendiamo in carico una famiglia, una persona che ha perso il lavoro oppure che vive condizioni di disagio, in quel momento noi costruiamo e interroghiamo la rete a quelle risposte. La rete che si costruisce va a ipotizzare degli strumenti quale strumento economico, sostegno alimentare, sostegno educativo, attraverso l'inserimento dopo scuola o strumenti di questo tipo o altri strumenti come anche l'accesso alla cultura. I temi del welfare culturale sono molto contemporanei. Chi accede alla cultura sa di più, conosce di più e ha una migliore qualità della vita».
F RA M EN
Al Polo Bibliotecario, l’incontro con Mario Coviello per parlare delle proprie emozioni e raccontare le proprie storie

Il Polo Bibliotecario di Potenza ha ospitato mercoledì scorso un incontro emozionante per gli studenti della classe terza B dell’Istituto Comprensivo “Domenico Savio”. I ragazzi, accompagnati dalle loro professoresse di lettere e di sostegno, sono stati accolti da Mario Coviello, responsabile scuola dell’Unicef della provincia di Potenza. L’evento, organizzato dal direttore del Polo Bibliotecario Luigi Catalani e dall’ingegnere Debora Cataldo, responsabile cultura del polo, si è svolto in una sala, dove un grande tavolo ha accolto i “tre oggetti del cuore” portati dai ra-
Emozioni e Diritti: l’Istituto “Domenico Savio” a “scuola di affettività” con Unicef
gazzi. Questi oggetti avevano il compito di raccontare il vissuto e gli affetti di ciascuno. Mario Coviello ha dato il via al “cerchio delle emozioni”, iniziando a presentare i suoi oggetti: alcuni libri e un salvadanaio di terracotta. Con sincerità, ha condiviso la sua storia, parlando della sua famiglia, del lavoro e del suo impegno nell’UNICEF, che prosegue anche da pensionato. Gli studenti hanno ascoltato con attenzione, mostrando curiosità e interesse.
Le professoresse hanno condiviso le loro esperienze personali. La professoressa di sostegno ha raccontato del suo legame speciale con la sorella gemella, mentre la professoressa di lettere ha parlato della sua difficile esperienza di adozione e della sua ospitalità per una bambina ucraina.
I ragazzi hanno portato oggetti significativi: peluche, album di fotografie, e anche la ma-
glietta di Eddie Broch con la scritta “Amarsi è la rivoluzione”. Ogni oggetto ha rappresentato un pezzo del mosaico delle loro vite, dal gatto di casa alle noci dell’albero del nonno, fino al biglietto per una partita del Potenza. Durante il cerchio, i ragazzi hanno parlato delle loro famiglie, delle amicizie e delle passioni, esprimendo la “fatica di crescere”. Hanno condiviso il loro amore per la danza, il calcio e la pallavolo, e hanno riconosciuto che stare bene a scuola è più facile quando ci si conosce da tempo, anche se hanno espresso il desiderio di vedere alcuni cambiamenti. L’incontro si è concluso con la presentazione dell’Albero dei diritti, un simbolo per ribadire l’importanza del diritto all’ascolto da parte degli adulti. I ragazzi hanno compreso che i loro diritti vanno oltre il cibo e l’istruzione: includono anche il diritto di essere ascoltati e compresi.
L’Arcivescovo Carbonaro annuncia con commozione la scomparsa del sacerdote, ricordato per la sua mitezza e generosità
«Con profonda commozione e con il cuore sospeso tra il dolore terreno e la speranza cristiana della Risurrezione», l’Arcivescovo Metropolita Mons. Davide Carbonaro, insieme ai genitori, alla sorella e all’intero presbiterio dell’Arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, ha reso noto che il «Signore ha chiamato alla liturgia del cielo il carissimo don Antonio Meliante».
Sacerdote stimato e profondamente amato dalle comunità che ha servito, don Antonio viene ricordato come un pastore zelante, un uomo mite e generoso, capace di accompagnare con discrezione e forza evangelica le vite di tanti fedeli.
«Nell’assicurare il suffragio per la sua anima benedetta e immortale – scrive l’Arcidiocesi – lo affidia-

mo al ricordo di quanti qui in terra lo hanno conosciuto».
Le modalità e l’orario della celebrazione esequiale saranno comunicati non appena possibile.
La notizia della morte di don Antonio giunge al termine di settimane segnate da preoccupazione e pre-
ghiera. Il sacerdote, parroco di Pantano di Pignola e di Arioso ad Abriola, era infatti rimasto gravemente ustionato nel terribile incidente avvenuto il 26 agosto sulla statale Tito-Brienza.Il violento impatto tra il furgone su cui viaggiava con sette persone a bordo e un auto aveva provo-
cato l’incendio del veicolo del sacerdote. Solo il coraggio e la prontezza di alcuni automobilisti di passaggio avevano permesso di estrarlo ancora in vita dalle fiamme.
Trasferito al Centro Grandi Ustionati del Policlinico di Bari, don Antonio aveva affrontato un deli-
cato intervento chirurgico e un lungo percorso terapeutico, seguito costantemente dai medici con estrema cautela.
La morte di don Antonio lascia un vuoto profondo nelle comunità di Pignola e Abriola, che da anni vedevano in lui un punto di riferimento umano e spirituale. Parroco presente, semplice e vicino ai più fragili, don Antonio aveva saputo costruire legami autentici, intrecciando le sue giornate con le storie della sua gente. In questo periodo, le due comunità avevano circondato il loro sacerdote con un abbraccio collettivo fatto di preghiere, iniziative e messaggi di vicinanza. Oggi quello stesso affetto si trasforma in cordoglio, nella certezza che la vita di don Antonio continuerà a portare frutto nella memoria di chi lo ha conosciuto.

Preoccupazione per oltre 450 addetti coinvolti nella cessione a Teknei e per la gestione unilaterale delle procedure da parte dell’azienda
POTENZA. Fim, Fiom, Uilm e Fismic esprimono forte preoccupazione per quanto avvenuto nelle ultime ore all’interno del gruppo Smartpaper, Minsait e Indra. L’amministratrice delegata della società ha comunicato a sorpresa la vendita dell’intero comparto del Business Process Outsourcing del gruppo Indra, una decisione che riguarda più di 5.000 lavoratrici e lavoratori nel mondo e, in Basilicata e Veneto, oltre 450 addetti. La notizia, arrivata senza alcun confronto preventivo né informazioni preliminari, conferma secondo i sindacati «un evidente deterioramento delle relazioni industriali».Indra ha spiegato che il settore non è più considerato strategico, nonostante nel 2024 abbia prodotto un valore complessivo di 196 milioni di euro. L’intero ramo è stato ceduto alla società Teknei per 96 milioni di euro, una realtà con capacità industriale molto inferiore rispetto alla multinazionale. Il contesto è reso ancora più fragile dalla pressione esercitata da automazione e intelligenza artificiale, che stimano esuberi potenziali superiori al 35 per cento.I sindacati condannano anche il metodo adottato da Smartpaper, che per mesi

aveva garantito investimenti e crescita in Basilicata mentre, parallelamente, era già in corso una trattativa di vendita mai condivisa. «Un comportamento incompatibile con i principi minimi di trasparenza e correttezza», affermano le organizzazioni, che chiedono le dimissioni dell’amministratrice delegata.Indra ha assicurato il mantenimento dei livelli occupazionali per 2 anni, una garanzia giudicata insufficiente alla luce della perdita della commessa Energia e delle difficoltà che caratterizzano il gruppo. Le sigle ribadiscono inoltre la necessità che il Ministero convochi con urgenza il tavolo sul cam-
bio appalto che coinvolge altri 340 addetti impegnati nelle attività per Enel Energia, subentrate alla Rti Accenture e Datacontact.Smartpaper ha annunciato la proroga della commessa fino al 31 dicembre e la chiusura dello stabilimento di Tito entro il 31 gennaio 2026. «Decisioni così impattanti non possono essere prese sulla base dei soli criteri dei chilometri», denunciano i sindacati. Questa mattina, davanti allo stabilimento di Sant’Angelo Le Fratte, si è svolto un presidio con conferenza stampa, mentre il 9 dicembre è previsto un tavolo regionale e il giorno successivo le assemblee con i lavoratori.
CONTROLLI IN QUATTRO COMUNI LUCANI
POTENZA. Le Fiamme Gialle del Comando provinciale di Potenza, nel corso dei controlli economici sul territorio, hanno individuato 5 lavoratori impiegati “in nero” o in condizioni “irregolari”. Le verifiche hanno interessato i comuni di Potenza, Maratea, Lavello e Vietri di Potenza e hanno permesso di accertare rapporti non dichiarati oppure difformi rispetto ai contratti previsti.L’impiego illecito di manodopera ha riguardato diverse attività commerciali, tra cui bar, officine meccaniche e imprese edili. Parallelamente, gli interventi svolti nell’intero ambito provinciale hanno fatto emergere numerose violazioni fiscali da parte dei soggetti ispezionati, legate agli obblighi di memorizzazione e invio dei corrispettivi telematici, alla fatturazione e alla presentazione delle dichiarazioni necessarie alla corretta quantificazione delle imposte dovute.All’esito delle verifiche, la Guardia di Finanza ha segnalato alla Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate l’evasione delle principali imposte per importi rilevanti, richiedendo anche l’irrogazione delle sanzioni pecuniarie nei confronti delle aziende controllate.«Il lavoro nero e l’evasione fiscale arrecano danni all’intero sistema economico nazionale perché sottraggono risorse all’Erario e compromettono la leale competizione tra le imprese», sottolinea il Comando, rimarcando l’importanza dell’attività ispettiva per garantire legalità e tutela dei lavoratori.

Sequestrati cocaina, Mdma, sostanza da taglio e contanti nei 2 interventi a Viggiano e Potenza nell’ambito dei controlli straordinari
POTENZA. Il Comando provinciale dei Carabinieri di Potenza ha avviato una strategica intensificazione dei servizi di controllo del territorio per contrastare le attività delittuose di carattere predatorio e la criminalità diffusa, in vista dell’imminente periodo natalizio. Il dispositivo, attivo su tutta la provincia, ha già prodotto risultati significativi nel contrasto al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti.Nel tardo pomeriggio dello scorso fine settimana, il Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Viggiano ha arrestato in flagranza un 38enne di origini dominicane, residente nella provincia di Napoli. L’uomo è stato sorpreso nel centro abitato di Viggiano mentre cedeva droga a terzi, cir-
costanza che ha determinato l’immediato intervento dei militari. La perquisizione personale e veicolare ha permesso di sequestrare 12,7 grammi di cocaina suddivisi in tre involucri e nascosti in un taschino del giubbotto, oltre a 850 euro ritenuti provento dell’attività illecita. Il soggetto è stato quindi trasferito alla Casa circondariale di Potenza a disposizione dell’Autorità giudiziaria.Quasi in contemporanea, nella notte conclusiva del week-end, il Nucleo radiomobile della Compagnia di Potenza, con il supporto della Stazione di Tito, è intervenuto in una zona periferica del capoluogo, dove ha arrestato un giovane di origini tunisine, residente nel Foggiano ma domiciliato a Potenza. L’atteggiamento sospetto del-

l’uomo nei pressi di un’abitazione isolata ha indotto i militari a procedere alla perquisizione, che ha portato al rinvenimento di circa 10 grammi di cocaina, 1,50 grammi di MDMA, 3 grammi di sostanza da taglio, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento. Anche in questo
caso è stato disposto il trasferimento alla Casa circondariale di Potenza.Gli arresti sono stati convalidati dal Gip del Tribunale di Potenza. Si ricorda che per gli indagati vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva e che i procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari.Il bilancio complessivo – sottolinea il Comando provinciale –conferma «l’efficacia del dispositivo di controllo straordinario», ritenuto uno strumento essenziale per prevenire l’infiltrazione di attività criminali provenienti da contesti extra regionali e per supportare i servizi ordinari dell’Arma nel contrasto alla criminalità diffusa e nella tutela dell’ordine pubblico sull’intero territorio provinciale.
MATERA. Nelle prime ore di questa mattina i Comandi di Polizia penitenziaria di Matera, Potenza, Melfi, Lecce, Brindisi, Taranto, Bari, Trani e Turi con l’ausilio del Nucleo Operativo Cinofili di Puglia e Basilicata hanno eseguito una perquisizione straordinaria nella casa circondariale di Matera. L’operazione ha dato esito positivo
portando al sequestro nel Reparto Detentivo di telefonini perfettamente funzionanti, droga ed altri oggetti non consentiti. Tale risultato nasce dal sacrificio del personale di Polizia penitenziaria di Matera che con professionalità e l’osservazione dei detenuti durante la giornata ha permesso di elaborare una azione idonea a ripristinare
la legalità condotta dal Comandante del Reparto. L’Osapp Basilicata da sempre elogia il sacrificio della Polizia penitenziaria di Matera che pur versando in una macchinosa condizione lavorativa dovuta alle poche unità assegnate in questa sede porta buoni risultati per un obbiettivo importante: la legalità.

Matera sottoscrive l’accordo con 33 Comuni per trasformare il Regio Cammino di Borbone in un itinerario turistico sostenibile
MATERA. Il Comune di Matera ha sottoscritto ad Eboli il protocollo d’intesa per la valorizzazione e la promozione turistica de “La Via del Grano”, finalizzato alla rinascita e alla valorizzazione del Regio Cammino di Matera, la storica arteria viaria voluta nell’Ottocento da Re Ferdinando di Borbone per collegare il Principato Citeriore e l’Ulteriore, dalle attuali province di Salerno e Avellino fino a Potenza e Matera, consentendo il trasporto del grano e delle derrate alimentari tra i territori interni di Campania e Basilicata, da Eboli fino a Melfi, sostenendo l’economia e la vita di intere comunità campane e lucane.
L’accordo siglato con altri 33 comuni punta oggi a restituire vitalità a questa direttrice storica, trasformandola in un nuovo motore di sviluppo per i territori dell’entroterra lucano e campano, attraverso la valorizzazione di paesaggi, borghi, tradizioni e risorse enogastronomiche con un ricco programma di iniziative, capace di attirare visitatori e ap-
passionati. Il percorso sarà candidato a entrare nei circuiti nazionali del “Cammino lento”, potenziando il richiamo turistico internazionale di un itinerario che si presta a essere vissuto a piedi, in bicicletta o in modo escursionistico. Lungo la Via del Grano, il patrimonio storico, culturale, ambientale e naturale punta a rappresentare un elemento identitario di grande valore, che potrà essere promosso attraverso strategie mirate di marketing territoriale e nuove partnership tra soggetti pubblici e privati del settore turistico. Ricchezze come archeologia e paesaggio, tradizioni rurali, sapori e conoscenze oggi tornano al centro di un progetto di visione e di futuro.
«La firma del protocollo — dichiara l’Assessore alle Attività Produttive Giuliano Paterino, presente a Eboli alla sottoscrizione dell’intesa — segna un momento importante per tutto il nostro territorio. La Via del Grano non è solo una memoria storica, ma un’autentica opportunità di ri-

lancio economico e sociale. Attraverso un lavoro condiviso tra comuni e realtà associative possiamo valorizzare le nostre risorse, ampliare l’offerta turistica e sostenere nuove iniziative imprenditoriali. Una sfida in cui Matera crede fermamente».
Soddisfazione anche da parte del Sindaco Antonio Nicoletti. «Questo progetto rappresenta la capa-
cità dei territori di fare rete e di costruire insieme un futuro possibile. La Via del Grano è un patrimonio che appartiene alla nostra storia e che ora può diventare un volano di sviluppo sostenibile. È una scelta che guarda alle persone – conclude il Sindaco Nicoletti -, alle comunità, ai giovani, al valore del nostro capitale umano».
Un percorso di 60 ore tra innovazione, progettazione e competenze imprenditoriali per rafforzare la crescita delle industrie culturali
IRSINA. Rafforzare le competenze strategiche e digitali dei professionisti delle Industrie culturali e creative è l’obiettivo del corso “Capacity Building per il Made in Italy creativo tra innovazione, design e saper fare”, un percorso intensivo che punta a sostenere la crescita di un settore in continua evoluzione. Il programma, articolato in cinque moduli, offre strumenti per sviluppare piani d’impresa sostenibili, accedere ai finanziamenti pubblici, costruire reti internazionali e integrare le tecnologie digitali nei processi pro-
duttivi.Il progetto Cb4e-Exhibits mira a rendere le imprese culturali più competitive attraverso l’acquisizione di competenze utili alla progettazione di nuove forme di fruizione, con un’attenzione particolare ai processi di innovazione e allo sviluppo imprenditoriale. «L’obiettivo è favorire la trasformazione delle idee in progetti strutturati e capaci di generare valore», spiegano i promotori, sottolineando come la formazione rappresenti un passaggio decisivo per affrontare le sfide del mercato globale.Il corso, della durata com-

plessiva di sessanta ore, si svolgerà tra gennaio e aprile 2026, con attività settimanali prevalente-
mente online. È previsto anche un numero limitato di incontri in presenza presso la Biblioteca comunale “Fedele Romano” di Irsina, dedicati a esercitazioni pratiche e all’analisi di casi concreti in un’ottica laboratoriale. I partecipanti riceveranno, prima dell’avvio delle lezioni, tutte le informazioni utili relative al calendario, ai collegamenti online e alle eventuali sessioni in aula.La partecipazione è gratuita e aperta ai professionisti che intendono rafforzare il proprio ruolo nel panorama creativo nazionale.

Oltre 10 mila spettatori, ospiti internazionali e nuove collaborazioni: la Città dei Sassi si conferma hub culturale e motore di sviluppo
Si è conclusa con successo la sesta edizione del Matera Film Festival, svoltasi dal 7 al 16 novembre 2025 con una pre-apertura il 2 novembre, trasformando per undici giorni la Città dei Sassi in un laboratorio internazionale di cinema, cultura e innovazione. L’edizione 2025 ha confermato la crescita costante dell’evento, registrando un aumento di pubblico, una forte partecipazione internazionale e un coinvolgimento crescente della comunità locale.Il festival continua a rivelarsi non solo un appuntamento culturale, ma un vero motore di sviluppo territoriale: la capacità di attirare visitatori in un periodo solitamente meno turistico contribuisce infatti alla destagionalizzazione dell’offerta materana. Una parte consistente del pubblico, proveniente da fuori regione, ha soggiornato in media cinque notti a Matera, generando ricadute economiche significative in termini di pernottamenti, trasporti, servizi e attività commerciali. Un afflusso che, unito ai costi produttivi della manifestazione, attiva un importante effetto moltiplicatore sull’economia locale.L’edizione appena conclusa ha registrato circa 10.000 spettatori, 120 proiezioni, 62 opere in selezione ufficiale provenienti da 27 Paesi, 42 incontri con il pubblico e oltre 300 accrediti tra produttori, registi, distributori, scuole, giornalisti e professionisti del settore. Gli incontri con gli autori, le anteprime, i panel specializzati e gli eventi collaterali hanno registrato un’affluenza record. Grande successo anche per l’utilizzo della doppia sala e delle diverse location dislocate in città, che hanno permesso una partecipazione più ampia e diversificata.Tra i risultati più significativi vi è la crescita del pubblico giovanile, attratto da una programmazione pensata anche per la formazione. Le proiezioni mattutine e le attività educative hanno coinvolto scuole da tutta Italia e dalla Polonia, mentre i percorsi PCTO, il volontariato e i workshop dedicati alle professioni dell’audiovisivo hanno avvicinato gli studenti al mondo del cinema.
Le nuove generazioni sono state protagoniste anche sul fronte creativo, grazie alla presenza di autori emergenti con opere prime, cortometraggi sperimentali e produzioni indipendenti.In quest’ottica, durante il festival sono stati firmati protocolli d’intesa con l’Accademia di Belle Arti di Bari e con l’Istituto «Nelson Mandela» per favorire percorsi di formazione e professionalizzazione rivolti ai giovani.Il palmarès 2025 ha confermato l’alto livello della selezione: Fratelli di Culla di Alessandro Piva è stato premiato come Miglior Documentario, mentre una Menzione Speciale è andata a Kickoff di Roser Corella e Stefano Obino. Per i lungometraggi, il premio principale è stato assegnato a Le città di pianura di Francesco Sossai, con una Menzione Speciale a When the Walnut Leaves Turns Yellow di Mehmet Ali Konar. Tra i cortometraggi ha trionfato The Surrogate Girl di Onur Guler, con Menzione Speciale a Playing God di Matteo Burani. Il Premio del Pubblico è stato assegnato a La valle dei sorrisi di Paolo Strippoli.I riconoscimenti speciali hanno celebrato Paternal Leave di Alissa Jung, Inkwo for When the Starvin Return di Amanda Strong (Premio Air Canada – Matera) e il prestigioso Premio d’Onore a Terry Gilliam per il suo contributo storico al cinema. Premiati anche Arisa per il singolo Nuvole, Paolo Orlando per i 30 anni alla Medusa Film, Marianna Fontana, Claudio Bisio, Riccardo Milani, Fabio Massimo Capogrosso e Yoshitaka Amano, quest’ultimo insignito del Premio Giuliana d’Argento.Tra gli ospiti d’onore, Yoshitaka Amano ha inaugurato la manifestazione con una masterclass e una retrospettiva dedicata alle sue opere, culminata nella proiezione restaurata di Angel’s Egg di Mamoru Oshii. Terry Gilliam ha raccontato i cinquant’anni di Monty Python e il Sacro Graal e ha tenuto una masterclass nell’ambito del progetto Fantastico Medioevo, realizzato con la Fondazione Matera Basilicata 2019. Gabriele Mainetti, invece, ha presentato una retrospettiva dei suoi lavori dia-

logando con il critico Maurizio Di Rienzo.La sezione «Eroi per Casa», in collaborazione con Lucca Comics & Games e Mondo TV, ha consolidato il legame tra Matera e il mondo del fumetto. Il documentario I Love Lucca Comics & Games di Manlio Castagna, seguito da un talk con Mainetti, ha esplorato le connessioni tra identità locale, immaginario fantasy e cultura pop.Grande partecipazione anche per il programma educativo Matera Edu, che ha coinvolto studenti di ogni età attraverso laboratori, proiezioni, presentazioni editoriali, il Book Trailer Film Festival e il format «Giffoni in a Day».L’edizione 2025 ha inoltre celebrato i 30 anni di Un posto al sole grazie alla collaborazione con Rai Fiction, con l’anteprima di due episodi e la presenza del cast. La sezione Focus Italia, curata da Domenico Dinoia, ha promosso incontri tra professionisti del cinema italiano, mettendo in luce produzioni nazionali e lucane come Rino Gaetano – Sempre più Blu, L’ultima volta che siamo stati bambini e La vita va così. La sezione «Focus Mediterraneo» ha premiato Nicolò Govoni per il suo impegno umanitario con Still I Rise, mentre il regista Giuseppe Marco Albano ha presentato un docufilm dedicato al progetto.Non è mancato uno spazio dedicato alla letteratura contemporanea, con la presentazione di opere di Emanuele Salce e Andrea Pergolari, Chiara Francini, Maurizio De Giovanni –moderato da Mariolina Ve-

nezia – e Maurizio Cusano. Sul fronte industry, il festival ha ospitato iniziative dedicate alla crescita professionale, tra cui il progetto LED – Leader Esercenti Donne, il forum «NEXT FRAME» promosso da Basilicata Creativa, Lucana Film Commission e CNA Matera, e il panel «Cineturismo – la provincia di Matera come set cinematografico», dedicato alla valorizzazione del territorio come set naturale.Grazie a questi elementi, il Matera Film Festival si conferma un potente volano culturale e turistico: un evento capace di generare economia, promuovere la cultura, attrarre visitatori e rafforzare il senso di comunità. Matera si rilancia così non solo come città d’arte, ma come destinazione culturale stabile e crocevia mediterraneo, grazie anche al recente protocollo d’intesa con il Festival del Cinema Mediterraneo di Tétouan.L’appuntamento è già fissato per
il 7-15 novembre 2026, con l’obiettivo di intensificare le collaborazioni internazionali, in particolare con il Giappone, potenziare il focus mediterraneo e ampliare il programma industry, continuando a valorizzare il legame tra cinema, territorio e nuove generazioni.Il festival è prodotto dalle associazioni Making Off e Plongée, con la collaborazione dell’Hotel Sant’Angelo, che ha ospitato artisti e talent. Si svolge sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo e con i patrocini di Regione Basilicata, Provincia di Matera, Comune di Matera, APT Basilicata, Ente Parco della Murgia Materana, Lucana Film Commission, Università degli Studi della Basilicata e Istituto Universitario di Scienze Europee, in collaborazione con i Musei Nazionali di Matera – Palazzo Lanfranchi, la Fondazione Matera-Basilicata 2019 e il progetto Fantastico Medioevo.



Sport, inclusione e tradizione: il 6 dicembre l’accensione della monumentale installazione luminosa sulla Torre di Satriano
L’
Associazione
«A.N.S.P.I. Carità» di Tito (PZ) annuncia la ventiduesima edizione dell’iniziativa
«L’Albero di Natale più grande della Basilicata», divenuta nel tempo un vero e proprio patrimonio culturale immateriale della regione. L’accensione dell’imponente installazione luminosa, collocata sul versante nord della Torre di Satriano, è in programma per sabato 6 dicembre 2025 alle ore 20.00.La cerimonia di teleattivazione, ospitata in Villa Europa, sarà trasmessa in diretta sui canali social ufficiali del Comune di Tito. L’edizione di quest’anno è dedicata ai valori dello sport e dell’inclusione, in vista del titolo di Comune Europeo dello Sport 2028. Per l’occasione, come Testimonial 2025-2026 è stata scelta la nuotatrice paralimpica Angela Procida, medaglia di bronzo alle Paralimpiadi di Parigi 2024. La conduzione della serata sarà affidata al giornalista Nico Basile.L’installazione luminosa continua a essere curata
dall’Associazione Anspi Carità, con il sostegno dell’Amministrazione comunale e della Presidenza del Consiglio di Basilicata. Confermata anche la partnership con Basilicata Energia luce & gas, che fornirà gratuitamente l’energia necessaria all’illuminazione dell’albero.Il sindaco di Tito, Fabio Laurino, ha ribadito il valore dell’appuntamento: «L’Albero di Natale più grande della Basilicata illuminerà, come da tradizione, il nostro territorio durante il periodo natalizio. Il Comune, a sostegno di questo particolare evento, organizzerà o patrocinerà una serie di iniziative collaterali, elencate nel ricco cartellone de “La Bianca Stagione di Tito”.»Tra le attività principali, Laurino ha ricordato il ritorno dei Mercatini di Natale, allestiti in Villa della Costituzione nei giorni 5, 6, 7, 8, 12, 13 e 14 dicembre, animati da musica e spettacoli. Nei locali dell’ex baby parking sarà inoltre possibile visitare la Casa di Babbo Natale e scattare foto insieme a Santa
Claus e ai suoi elfi. La novità dell’anno sarà la pista di pattinaggio sul ghiaccio, a ingresso gratuito, installata in Piazzale Asuncion dal 5 al 18 dicembre.Il legame tra l’evento e la vocazione sportiva della comunità è stato sottolineato anche da Antonio Carlucci, assessore allo Sport: «La presenza di una figura sportiva di così alto profilo, sia come atleta che come dirigente, aggiunge valore e ispirazione alla nostra comunità. Questa iniziativa si inserisce coerentemente nel cammino che vede Tito impegnata a promuovere i valori dello sport e dell’inclusione in vista del prestigioso traguardo di “Città Europea dello Sport 2028”, realizzando una felice sintesi tra la ricchezza della tradizione locale e l’energia dello sport.»A rimarcare il valore simbolico dell’installazione è il presidente dell’associazione Anspi Carità, Giuseppe Palazzo: «Dall’anno scorso, la sagoma dell’Albero si è arricchita di un ulteriore, profondo significato. L’imponente albero luminoso è

stato affiancato da una Natività stilizzata, anch’essa realizzata con centinaia di luci a LED. Questa integrazione ne rafforza il valore simbolico, riconducendo l’installazione ai temi della spiritualità e del messaggio natalizio di pace e rinascita. La rappresentazione luminosa della Natività, con Gesù Bambino, Maria e Giuseppe, offre un’immagine di grande suggestione e profonda emozione.»Palazzo ha infine espresso gratitudine verso tutti i collaboratori: «Questa è anche l’occasio-
ne per ringraziare tutti coloro che si sono adoperati per la realizzazione dell’opera: i volontari dell’ANSPI, gli “Alberaioli”, lo Studio “Due Esse” del geometra Salvia Salvatore e Pastore Giovanni per il prezioso supporto tecnico sempre a titolo gratuito, e le decine di attività commerciali e professionisti locali che hanno rinnovato il loro sostegno finanziario.»L’Albero rimarrà acceso fino al 6 gennaio, illuminando ogni sera la notte lucana dalle 17.00 alle 6.00 del mattino.
Dal 4 all’8 dicembre il Consiglio regionale promuove nove realtà editoriali lucane e ospita un confronto sulle sfide future delle Assemblee legislative
Il Consiglio regionale della Basilicata, attraverso la Struttura di coordinamento informazione, comunicazione ed eventi diretta da Pierluigi Maulella Barrese, parteciperà anche quest’anno a «Più libri più liberi», la fiera nazionale della piccola e media editoria organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE).All’interno dello stand messo a disposizione dal Consiglio regionale troveranno spazio nove case editrici lucane: Altrimedia Edizioni, Centro Studi e Documentazione sulla storia e la devozione, E.CO.Editrice, Edigrafema, Edizioni Giannatelli, Edizioni Magister, Fondazione Sinisgalli, Le Penseur Edizioni e Photo Travel Editions.La manifestazione, in programma dal 4 all’8 dicembre, offrirà cinque giorni di presentazioni, incontri con lettori e lettrici e momenti di dialogo tra autori, operatori culturali e istituzioni. Il tema dell’edizione 2025, «Ragioni e sentimenti», scelto in occasione dei 250 anni dalla nascita di Jane Austen, invita a riflettere sul legame tra pensiero ed emozione, tra razionalità e interiorità. In questa cornice, la presenza del Consiglio regionale intende valorizzare la lettura come strumento capace di unire lucidità critica e partecipazione emotiva, contribuendo alla crescita culturale e civica della comunità.Anche quest’anno lo stand istituzionale sarà un luogo aperto di incontro e
confronto: uno spazio dove pubblico, autori ed editori potranno condividere idee, esperienze e prospettive, confermando il ruolo del libro come ponte tra mente e sensibilità umana.Un momento istituzionale di rilievo sarà l’incontro tra il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Marcello Pittella, e Antonello Aurigemma, coordinatore della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome e presidente del Consiglio regionale del Lazio. Dopo i saluti introduttivi del dirigente generale del Consiglio regionale, Nicola Antonio Coluzzi, i due Presidenti si confronteranno sulle sfide del cambiamento che attendono le Assemblee legislative.Il dialogo affronterà temi cruciali come la trasformazione dei processi decisionali, la digitalizzazione, il rapporto tra istituzioni e cittadini e la capacità delle Regioni di governare scenari complessi e in rapida evoluzione. Un confronto pensato per offrire spunti concreti e riflessioni utili a ripensare il ruolo delle Assemblee rappresentative nella contemporaneità.Nell’ambito della fiera, il presidente Pittella incontrerà anche gli editori lucani presenti, in un momento dedicato alla valorizzazione della produzione editoriale del territorio. Un’occasione importante per rafforzare il dialogo tra istituzioni e operatori culturali, in un

settore che oggi più che mai necessita di sostegno, progettualità e visione.
