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Cronache del 3 marzo 2026

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Studentato, intesa Vescovado-Ardsu

Soddisfatti Summa e Giuzio: «Investiamo sul futuro dei nostri giovani»

DI FDI HA ORGANIZZATO UN INCONTRO SUL REFERENDUM GIUSTIZIA

CAIATA PORTA NORDIO A POTENZA

Domani al Polo Bibliotecario il ministro intervistato da Bechis de “Il Messaggero” approfondirà le ragioni della riforma. Il parlamentare lucano: «Un momento che vedrà i cittadini al centro»

TRAGEDIA DI BALVANO

Bardi: «Una cicatrice nel cuore del Sud»

C’è un silenzio che pesa più del fumo e dell’acciaio tra le pareti della Galle- ria delle Armi. È il silenzio di oltre seicento anime che, nell’oscurità di quel 3 marzo 1944, cercavano solo un pezzo di pane e hanno trovato la fine. Domani, a 82 anni dalla più grande tragedia ferroviaria d’Italia, il Presidente della Regione, Vito Bardi, sarà a Balvano per onorare la memoria delle (...)

■ continua a pag 19 Caiata e Nordio

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NON TUTTO FILA LISCIO COME L’OLIO

Che la Basilicata produca olio di qualità con cui condisce anche i sapori unici della sua bellissima vocazione culinaria è sotto gli occhi, anzi diremmo sotto le papille gustative di tutti, ma che Carmine Cicala il peggiore tra gli assessori della famigerata giunta di centrodestra faccia finta che in agricoltura tutto fili liscio come l’olio è una offesa bella e buona verso la realtà delle cose ed appare davvero insostenibile continuare a tollerarla come peraltro fa il pessimo governatore Bardi ormai da mesi e mesi. Ora sappiamo come questi patrioti di centrodestra abbiano avuto con le responsabilità sempre un rapporto assai strano e che per fargli venire fuori la verità dei fatti gli andrebbe somministrato quantomeno un esorcismo capace di rimuoverne la furbastra ritrosia che in cuor loro mantengono, ma vivaddio non si può sprizzare felicità e sorrisetti selfisti al Sol Expo 2026 di Verona, kermesse internazionale dedicata all’olio extravergine di oliva quando poi qui in Basilicata c’è l’incapacità disgraziata di perdere dall’Europa milioni di euro per sostenere le nostre povere imprese agricole. Canta Asmood: “Non tutto fila liscio come l’oliooo…”

NOMINE Il dg Cerciello Renna affida a 2 risorse interne la progettazione Pnrr e il Centro Operativo Vulture

punta su Artuso e Pietrafesa

Imma Tataranni torna su Raiuno «Basilicata ancora protagonista»

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VERTENZA NATUZZI

Ripreso il confronto tra azienda e sindacati al Mimit: ribadito l’impegno a tutelare i lavoratori ma i sindacati chiedono trasparenza

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PAGAMENTI A RATE

Finanziamenti auto e dilazioni: in Basilicata cresce l’allarme di Federconsumatori: «Debiti e rischi per le famiglie»

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PROVINCIA DI MATERA

Sp 25, appaltati i lavori del ponte ferroviario, Mancini: «Infrastruttura chiave per viabilità e per l’area industriale di Pisticci»

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IL RICONOSCIMENTO

Il busto dell’avvocato Siniscalchi a Castel Capuano, Venosa presente per omaggiare il suo cittadino onorario

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Artuso e Pietrafesa Servizio a pag 14
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l’approfondimento, fortemente voluto dall’onorevole di FdI, con il ministro intervistato dal giornalista Bechis

Caiata porta Nordio a Potenza: focus su giustizia e referendum

APotenza promosso un nuovo appuntamento per esporre le ragioni del “sì”, in vista del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo.

Domani alle ore 11:00 presso il Polo Bibliotecario del capoluogo, il Ministro Nordio prenderà parte all'incontro organizzato dal-

l'Onorevole Salvatore Caiata, deputato lucano di Fratelli d'Italia, con la presenza delle autorità locali e dei cittadini per dibattere sull'importante riforma della Giustizia. Ad intervistare il ministro della giustizia sarà il giornalista Francesco Bechis de “Il Messaggero”. «Un momento di confronto e di ap-

Il M5S in piazza a Potenza per spiegare ai cittadini i rischi della riforma

Referendum, “Gazebo 5 Stelle”: «No alla giustizia a due facce»

Il Gruppo Territoriale MoVimento 5 Stelle di Potenza scende in piazza per la campagna referendaria sulla cosiddetta "riforma della giustizia".

«Il "Gazebo 5 Stelle" si rivolge ai cittadini per informare, confrontarsi, condividere le proprie posizioni su un passaggio delicato della nostra vita democratica. E rivendica il NO al quesito referendario che vuole cambiare sette articoli della Costituzione.» ha affermato Rosanna Giardiello, rappresentante del Gruppo Territoriale MoVimento 5 Stelle di Potenza.

«Per noi questa riforma ha un unico obiettivo: scardinare l'equilibrio dei poteri dello stato. Completa e rifinisce il lavoro già avviato in questi anni dal governo Meloni» prosegue Giardiello.

«Con il controllo della politica sul CSM con il meccanismo distorto del "sorteggio", vero per i magistrati e finto per la parte laica, il cerchio si chiude, avremo una giustizia a due facce: indulgente con i potenti e spietata con i cittadini comuni» conclude la rappresentante del Gruppo Territoriale MoVimento 5 Stelle di Potenza Rosanna Giardiello.

profondimento che vedrà i cittadini di Potenza al centro» ricorda Caiata. Nelle scorse ore però forti tensioni hanno sconvolto nuovamente il mondo, gli attacchi di Stati Uniti e Israele all’Iran preoccupano e allora in una fase così delicata, il Presidente dell’InCE, Salvatore Caiata, interviene nel dibattito politico per richiamare al senso di responsabilità e all’unità nazionale: «Non conta quanto sia grave la situazione internazionale in corso, quello che conta per le opposizioni è sempre avere un nemico da vessare. Non conta quali momenti terribili abbia passato il Ministro Crosetto durante gli attacchi a Dubai, ciò che conta è solo di dover riversarsi contro un rappresentante del Governo per propaganda».

«In un momento in cui la nostra Nazione dovrebbe rimanere più unita che mai di fronte agli sconvolgimenti nel Golfo, quello che conta per le opposizioni è dividere e strumentalizzare il fatto che Crosetto sia rimasto bloccato a Dubai. L'unico loro pensiero e preoccupazione è trovare ogni pretesto per attaccare il Governo nel mezzo di un nuovo conflitto mondiale. Tutta la mia solidarietà all'amico e Ministro Guido Crosetto» conclude Salvatore Caiata.

Il commissario Manca: «Modifica le garanzie a tutela dei cittadini»

Referendum costituzionale, Pd: «Forte mobilitazione in Basilicata per il No»

Nel fine settimana del 28 febbraio e 1 marzo i Circoli del Partito Democratico della Basilicata hanno promosso una mobilitazione diffusa in vista del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo.

Decine di banchetti informativi hanno animato piazze e quartieri, coinvolgendo volontari, amministratori e dirigenti locali in un confronto diretto con i cittadini.

Il senatore Daniele Manca, commissario regionale del Pd Basilicata, sottolinea che il referendum non riguarda singole categorie ma l’equilibrio dei poteri e l’autonomia della magistratura, principi fondamentali dell’ordinamento costituzionale.

Secondo Manca, la riforma non interviene sui reali nodi della giustizia ma modifica un assetto di garanzie che tutela i diritti dei cittadini e la separazione dei poteri. Per questo il voto del 22 e 23 marzo rappresenta una scelta di grande rilievo istituzionale.

La mobilitazione proseguirà nelle prossime settimane con ulteriori iniziative territoriali per promuovere informazione e partecipazione consapevole.

Caiata e Nordio

HOUSING UNIVERSITARIO Firmata la convenzione tra Ardsu e Vescovado per 44 posti. Soddisfatti Giuzio e Summa

«Con la Residenza San Carlo Acutis, investiamo sul futuro degli studenti»

Èstata sottoscritta ieri mattina in Vescovado a Potenza, tra l’arcivescovo monsignor Davide Carbonaro e il presidente dell’Agenzia Regionale per il Diritto allo Studio Universitario della Basilicata (Ardsu), Vincenzo Summa, e alla presenza del Dg dell’Ardsu Giuseppe Giuzio, dei componenti del consiglio Graziano Scavone e Giulio Ruggieri, e dell’assessore regionale Laura Mongiello, la convenzione tra il Seminario vescovile e l’Agenzia Regionale per il Diritto allo Studio Universitario della Basilicata (Ardsu) per l’erogazione di servizi residenziali pres-

so la Residenza universitaria San Carlo Acutis–Ostello della Musica. L’accordo riguarda l’immobile situato a Potenza, via Vescovado, inserito tra gli interventi di housing universitario finanziati dal Pnrr.

La convenzione prevede la disponibilità totale di 44 posti, di cui 26 direttamente a favore dell’Ardsu con una dotazione pari al 60% dell’intera capienza. I posti sono destinati prioritariamente agli studenti capaci e meritevoli, sulla base delle graduatorie definite dall’organismo competente per il diritto allo studio universitario.

«Siamo molto soddisfatti - sottolinea il Presidente dell’Ardsu Enzo Summa - che Sua Eccellenza Monsignor Davide Carbonaro abbia aperto le porte del Vescovado agli studenti delle nostre università. Il percorso avvito da circa un anno comincia a produrre i frutti sperati: dall’abbonamento agevolato alla mobilità urbana, alla programmazione di portare nel centro cittadino un centinaio di studenti che risiederanno, per il prossimo anno accademico, oltre che nella Residenza San Carlo Acutis anche in altre strutture di housing universitario, fino ad arrivare a una ristorazione studen-

tesca, sempre all’interno del perimetro del centro cittadino. Il rapporto città-università - continua Summa - merita una visione strategica e non interventi estemporanei di dubbia durata: l’Ardsu, con il pieno sostegno della Regione Basilicata, prosegue nella direzione tracciata, fiduciosa che anche gli attori principali che gestiscono la Città capoluogo sostengano le politiche di diritto allo studio, affinché l’Unibas possa ritornare, nel breve termine, a essere la scelta principale non solo dei diplomati lucani ma, anche, delle immediate regioni limitrofe».

Alcuni momenti della firma

L’escalation e la fine dell’illusione

La nuova escalation tra Israele, Stati Uniti e Iran non è un episodio isolato della cronaca internazionale.

È un segnale strutturale. Indica che l’ordine globale sta attraversando una fase di trasformazione profonda, segnata da competizione strategica, ridefinizione delle alleanze e crescente instabilità.

Il Medio Oriente resta uno dei punti nevralgici della geopolitica contemporanea: energia, sicurezza marittima, equilibrio regionale. In questo contesto, ogni escalation assume un valore che va oltre il teatro immediato.

Quando tensioni militari e operazioni indirette si estendono verso aree sensibili come Cipro, il messaggio è chiaro: nel mondo interconnesso non esistono conflitti realmente confinati.

La guerra contemporanea si propaga attraverso alleanze, infrastrutture, mercati e opinione pub- blica. È un fenomeno sistemico.Non esiste un destino inevitabile che condanni l’umanità alla guerra. Esistono però condizioni che la rendono più probabile. Il sistema internazionale attuale è caratterizzato da una transizione multipolare e competizione tra potenze, istituzioni multilaterali spesso indebolite, uso esteso della deterrenza, conflitti indiretti e guerre per procura e dalla pressione della politica interna sulle scelte estere.

La deterrenza ha finora evitato uno scontro diretto tra grandi potenze, ma ha anche moltiplicato conflitti regionali. Quando lo

scontro frontale è troppo rischioso, si combatte attraverso strumenti indiretti. In parallelo, la velocità dell’informazione e la polarizzazione pubblica rendono il dialogo meno visibile rispetto alla forza. La diplomazia richiede tempo; l’azione militare produce effetti immediati. In un mondo accelerato, la guerra appare spesso come risposta rapida a problemi complessi. Ma rapido non significa giusto.È necessario riconoscere con lucidità il ruolo del complesso militare-industriale nelle principali economie globali. Le industrie della difesa sono componenti strutturali di molti sistemi economici avanzati. Generano occupazione, ricerca tecnologica, innovazione e export. Ogni incremento delle tensioni internazionali si traduce spesso in aumento dei bilanci militari e nuove commesse. Questo non implica che i conflitti siano creati per generare profitti. Implica però che esiste un sistema economico in cui la dimensione militare è stabilmente integrata. Accanto a questo, le dinamiche finanziarie globali reagiscono immediatamente alle crisi: oscillazioni dei mercati energetici, riallocazione dei capitali, aumento della volatilità. La guerra è anche un evento economico, con effetti diretti sull’inflazione e sulla stabilità dei sistemi produttivi. A pagare il prezzo maggiore sono i cittadini: famiglie, lavoratori, imprese. La sicurezza militare cresce.

La sicurezza sociale spesso si riduce.Il caso di Cipro merita at-

tenzione strategica. La sua posizione geografica nel Mediterraneo orientale, la presenza di basi militari sovrane britanniche e la centralità delle rotte energetiche rendono l’area particolarmente sensibile. In un sistema di alleanze integrate, ogni estensione del conflitto può generare reazioni a catena. Non si tratta di prevedere scenari catastrofici, ma di riconoscere che l’interconnessione aumenta il rischio di coinvolgimenti indiretti. Per questo la de-escalation non è debolezza. È gestione responsabile della complessità. E la complessità, nel XXI secolo, è la norma.La guerra non nasce solo da calcoli strategici. Nasce anche da un contesto culturale. Le società contemporanee sono caratterizzate da polarizzazione crescente, semplificazione del dibattito pubblico, riduzione del pensiero critico, comunicazione rapida e spesso emotiva e indebolimento del senso del bene comune. Quando il confronto si trasforma in contrapposizione permanente, il conflitto diventa linguaggio ordinario. Senza una cultura della responsabilità condivisa, ogni crisi tende a essere interpretata in termini di forza.

La trasformazione necessaria non è solo istituzionale. È culturale. Una civiltà matura non elimina il conflitto, ma lo gestisce senza ricorrere automaticamente alla violenza.Le leadership hanno una responsabilità decisiva. Le scelte militari non sono semplici atti tecnici: sono decisioni che influenzano vite umane, equilibri economici e stabilità globale.

La politica estera richiede visione, equilibrio e capacità di anti-

cipare le conseguenze. Ma anche le società hanno un ruolo. Un’opinione pubblica informata, capace di analisi e non solo di reazione emotiva, contribuisce a creare un clima diverso. La pace non è un evento spontaneo. È un processo continuo. Richiede istituzioni forti, cooperazione internazionale e cultura della responsabilità.La forza autentica non coincide con la capacità di distruggere. Coincide con la capacità di trasformare il conflitto. Governare la potenza senza esserne dominati è la sfida centrale del nostro tempo. La sicurezza non può essere fondata esclusivamente sulla superiorità militare.

Deve includere giustizia, stabilità economica e fiducia reciproca. Solo integrando questi elementi si può ridurre il rischio di escalation permanente.Questa crisi non riguarda solo il Medio Oriente. Riguarda l’intero sistema globale.

L’eventuale allargamento del conflitto, anche attraverso snodi strategici come Cipro, dimostra quanto il mondo sia interconnesso e vulnerabile. Il complesso militare-industriale, le dinamiche finanziarie, la competizione tra potenze e la fragilità culturale delle società sono elementi reali del quadro contemporaneo.Ma nessuna struttura è immutabile. La guerra non è destino. È scelta. La storia non giudicherà solo le crisi attraversate, ma la capacità di affrontarle con responsabilità. Siamo su un bivio.

E il tempo della decisione non è lontano. È ora.

Venosa abbraccia il suo maestro: il busto di Siniscalchi a Castel Capuano

Il Comune di Venosa ha preso parte, con profondo senso di riconoscenza istituzionale, alla solenne cerimonia dedicata alla memoria dell’Avv. Vincenzo Maria Siniscalchi, Cittadino Onorario della città oraziana e figura di riferimento del panorama giuridico e civile italiano. In rappresentanza ufficiale dell’Amministrazione comunale, sono intervenuti gli Assessori Giuseppe Buompensiere e Rosa Centrone, testimoniando il legame indissolubile che unisce la comunità veno-

sina a un uomo che ha segnato la storia del diritto nel nostro Paese.Il Sindaco di Venosa, Francesco Mollica, ha voluto ricordare il legale come un autentico Maestro di vita civile: «L’Avvocato Siniscalchi non è stato solo un grande giurista, ma un esempio di rigore morale. Ha saputo onorare le istituzioni e i valori costituzionali con straordinaria coerenza. La sua eredità culturale rappresenta oggi un faro per la nostra comunità e, soprattutto, per le nuove generazioni».L’iniziativa,

promossa dall’Ordine degli Avvocati di Napoli, si è svolta sabato 28 febbraio 2026 nella prestigiosa cornice di Castel Capuano.

All’interno del Gran Salone dei Busti, si è tenuta la cerimonia di svelamento dell’opera dedicata al penalista (1931–2024), alla presenza di una qualificata delegazione di avvocati lucani giunti grazie al coordinamento dell’Associazione Forense "Roberto Maranta", guidata dall’Avv. Donato Bellasalma. Significativa anche la partecipazione degli ex

sindaci venosini Carmine Miranda Castelgrande e Tommaso Gammone, a conferma della profondità del rapporto umano e politico costruito negli anni.

La levatura dell’evento è stata sottolineata da interventi di altissimo profilo: tra le autorità intervenute spiccano il Procuratore Nazionale Antimafia Giovanni Melillo, i vertici del Consiglio Superiore della Magistratura e l’Avv. Franco Coppi, i quali hanno offerto testimonianze di straordinario spessore umano e professionale.Siniscalchi, protagonista

delle più rilevanti stagioni del dibattito giuridico nazionale, ha sempre concepito il diritto come uno strumento imprescindibile di tutela della dignità umana e di equilibrio democratico. Il suo insegnamento, fondato sull'etica e sulla responsabilità civile, resta oggi un patrimonio prezioso della cultura italiana.

La giornata napoletana ha suggellato definitivamente quel legame tra Venosa e un uomo di straordinario valore che, con il suo operato, ha dato lustro alla sua cittadinanza onoraria.

Un’alleanza tra istituzioni, università e territorio per trasformare la parità di genere in una leva strategica di crescita economica e sociale

Progettazione e nuova leadership: al via Winter school per i talenti lucani

Prende il via domani, 3 marzo, presso il Comincenter del Campus Universitario di Macchia Romana a Potenza, la Winter School “Parità Generativa”, promossa dalla Commissione Regionale Pari Opportunità della Basilicata in collaborazione con il Festival delle Opportunità e ConUnibas.La presidente della CRPO Basilicata, Vittoria Rotunno, sottolinea come il percorso sia dedicato a comprendere, generare e agire, rivolgendosi a giovani, professionisti e stakeholder che intendono trasformare la parità in valore economico, sociale e culturale. L’iniziativa nasce da un’alleanza tra istituzioni regionali e mondo universitario con l’obiettivo di superare l’approccio puramente formale alle politiche di genere, promuovendo una parità capace di produrre un impatto reale su lavoro, impresa e leadership territoriale. La parità, dichiarano i promotori, non è solo un principio costituzionale o una questione etica, ma una scelta strategica per territori che vogliono trattenere talenti e generare futuro.Ad aprire i lavori saranno Gerardo Travaglio, dirigente dell’Ufficio Politiche della Rappresentanza del Consiglio regionale, la presidente Vittoria Rotunno, la

Prorettrice dell’Unibas Aurelia Sole e Antonio Candela, Amministratore Delegato di ConUnibas.Il programma si articola in tre giornate tematiche che spaziano dai laboratori di storytelling ai panel con imprenditrici, fino alle sessioni di co-design per comunità in-

clusive. La prima fase sarà dedicata al valore della parità nell’economia contemporanea attraverso l’analisi di dati e linguaggi, mentre la seconda affronterà i temi della leadership generativa e del potere condiviso. Il percorso si concluderà con una fase orientata all'azione, in cui i partecipanti elaboreranno proposte concrete da sottoporre alla Regione Basilicata.

L’iniziativa si inserisce nel percorso più ampio del Festival delle Opportunità, che negli ultimi anni ha costruito in Basilicata uno spazio stabile di confronto tra giovani, istituzioni e imprese.La presentazione pubblica dei progetti si terrà giovedì 5 marzo, dalle ore 15:30 alle ore 17:00, presso la Sala Inguscio della Regione Basilicata. Durante la sessione conclusiva, denominata “Pitch –Giovani che generano futuro”, i gruppi illustreranno le proprie idee ai rappresentanti istituzionali e ai partner del Festival, prima della consegna degli attestati di partecipazione.

L’incontro rappresenterà un momento aperto alla comunità, pensato per rafforzare il dialogo tra le nuove generazioni e le istituzioni locali.

Al Gran Salone dei Busti: il ricordo dell'uomo che ha segnato la storia del diritto e il legame profondo

Imma Tataranni torna su Raiuno «Basilicata ancora protagonista»

POTENZA. Dall’8 marzo in prima serata la quinta stagione con Vanessa Scalera: nuove indagini, nuovi equilibri e territori lucani in primo pianoDa domenica 8 marzo in prima serata su Rai1 torna “Imma Tataranni – Sostituto procuratore”, giunta alla quinta stagione. La serie, coprodotta da Rai Fiction, Ibc Movie e Rai Com con il contributo della Regione Basilicata e il sostegno della Lucana Film Commission, riporta sul piccolo schermo il personaggio nato dalla penna di Mariolina Venezia, interpretato da Vanessa Scalera e diretto da Francesco Amato. Al centro della narrazione resta il sostituto procuratore della Repubblica di Matera, figura amata dal pubblico per la sua schiettezza, l’ironia graffiante e un’umanità che si intreccia a fragilità sempre più evidenti. La nuova stagione, articolata in quattro puntate da 100 minuti ciascuna, alterna le indagini ai conflitti personali della protagonista, chiamata a fare i conti con una fase delicata della propria vita.Imma si ritrova infatti sola, con una figlia ormai indipendente e un marito

dal quale ha scelto di separarsi. Pietro, interpretato da Massimiliano Gallo, appare distante, immerso in una nuova opportunità professionale in una grande azienda che per la prima volta lo fa sentire apprezzato. A complicare ulteriormente gli equilibri contribuiscono il ritorno di Vitali a Napoli e l’arrivo di un nuovo procuratore capo, Altiero Galliano, interpretato da Rocco Papaleo, figura rigida e poco incline a tollerare l’indole da battitore libero di Imma. Entra nel cast anche

Lodo Guenzi, nel ruolo del nuovo capo di Pietro.Nel racconto trovano spazio anche i personaggi che il pubblico ha imparato a conoscere: Diana De Santis, la cancelliera interpretata da Barbara Ronchi, la figlia Valentina, la suocera e la madre di Imma, insieme a volti ormai consolidati della serie. Le vicende investigative si intrecciano così con dinamiche familiari complesse e con storie di famiglie disgregate che, in parte, rispecchiano le crepe della vita privata della protagonista.

In questo scenario, tra ironia e disillusione, emerge la consapevolezza che «nessuno si salva da solo. Nemmeno lei».

La quinta stagione segna anche un ulteriore passo nella valorizzazione del territorio lucano. «Non è soltanto il ritorno su Rai1 di un personaggio interamente lucano, ma anche la narrazione del nostro territorio», afferma Margherita Gina Romaniello, presidente della Lucana Film Commission. «Abbiamo chiesto ai produttori e agli autori di ambientare alcu-

ne indagini in luoghi che per fascino e peculiarità meritano di essere portati alla ribalta nazionale. Il pubblico scoprirà la meraviglia dei Laghi di Monticchio, del Parco archeologico di Venosa e dell’Incompiuta. Anche il nord della Basilicata, accanto a Matera e alle aree circostanti, conquista il ruolo di coprotagonista nelle indagini della sostituto procuratore più famosa e irriverente della televisione».Matera, con il proprio patrimonio monumentale, resta il fulcro visivo della serie, ma si amplia lo sguardo su altre aree della regione, trasformate in scenografie identitarie e narrative. La scrittura, firmata da Mariolina Venezia insieme a un team di autori, continua a coniugare il ritmo del giallo con un’attenzione profonda alla dimensione umana dei personaggi.Con questa nuova stagione, “Imma Tataranni – Sostituto procuratore” si conferma non solo come un prodotto di successo della prima serata Rai, ma anche come un racconto capace di intrecciare intrattenimento, identità territoriale e riflessione sulle fragilità contemporanee.

Il sindacato esprime apprezzamento per la nuova governance: progressioni, nuove qualifiche e clima costruttivo al centro

Apt Basilicata, la Uil Fpl: «Rilancio e organici più forti»

POTENZA. La Uil Fpl Basilicata esprime «forte apprezzamento» per il percorso avviato all’interno dell’Apt Basilicata, definita da sempre «un fiore all’occhiello per la nostra regione» e oggi al centro di una fase di rilancio organizzativo e gestionale. Secondo l’organizzazione sindacale, il lavoro portato avanti negli ultimi mesi ha consentito di restituire maggiore visibilità all’ente e, soprattutto, di porre al centro la valorizzazione del personale.«Un elemento fondamentale per garantire servizi sempre più efficienti e qualificati», sottolinea il segretario generale della Uil Fpl Basilicata, Giuseppe Verrastro, evidenziando come in tempi rapidi siano state realizzate le progressioni verticali attese da tempo dai lavoratori. È stato inoltre definito il regolamento relativo alle nuove Elevate Qualificazioni, passaggio che consentirà ora la pubblicazione dei bandi per l’as-

segnazione delle nuove Posizioni organizzative, rafforzando l’assetto interno e riconoscendo competenze e professionalità presenti nell’agenzia.Anche sul fronte della performance, rileva il sindacato, «è stato recuperato tempo prezioso», consentendo di riallineare procedure amministrative e organizzative che incidono direttamente sui

dipendenti e sul buon funzionamento dell’ente. Un ulteriore segnale di attenzione verso il personale è rappresentato dall’erogazione delle spettanze previste dal nuovo Contratto nazionale degli enti locali 2022-2024, che saranno corrisposte con la busta paga del mese di marzo. «Un passaggio significativo che conferma la volontà di garantire ai lavoratori il pieno riconoscimento dei diritti contrattuali», afferma Verrastro.Guardando alle prospettive future, la Uil Fpl evidenzia come, attraverso il nuovo Piano del fabbisogno del personale 2026-2028, sia previsto un potenziamento dell’organico dell’Apt Basilicata, così da far fronte alle attuali carenze e rafforzare la capacità operativa dell’agenzia. «Si tratta di una prospettiva importante che potrà contribuire a migliorare l’organizzazione del lavoro e a sostenere le attività di promozione e sviluppo tu-

ristico della Basilicata», si legge nella nota.Il sindacato rimarca inoltre «il clima positivo e costruttivo» che si è consolidato grazie alla nuova governance dell’ente, capace di avviare «un confronto serio e responsabile con le rappresentanze dei lavoratori», favorendo un percorso di crescita complessiva. Nei prossimi mesi si aprirà un nuovo ciclo di confronto e contrattazione, anche in vista della contrattazione integrativa del 2026.«La Uil Fpl continuerà a svolgere il proprio ruolo con senso di responsabilità, nell’interesse dei lavoratori e con l’obiettivo di contribuire a rafforzare ulteriormente l’Apt Basilicata come struttura strategica per la promozione e lo sviluppo del territorio», conclude il segretario generale, ribadendo l’impegno a proseguire nel dialogo costruttivo per consolidare i risultati raggiunti e affrontare con fiducia le sfide future.

Dall’8 marzo in prima serata la quinta stagione con Vanessa Scalera: nuove indagini, nuovi equilibri e territori lucani in primo piano

La società ribadisce l’impegno a tutelare i lavoratori, ma i sindacati chiedono trasparenza sul piano

Natuzzi: è ripreso il confronto tra azienda e sindacati al Mimit

Riparte il confronto tra Natuzzi, azienda operante nel settore dell’arredamento di alta gamma che coinvolge oltre 1.800 lavoratori, le istituzioni locali e le parti sociali, dopo lo stop determinato dalle forti criticità sollevate dai sindacati sul piano di rilancio 20262028 del gruppo, in particolare sulla continuità produttiva dei siti in Puglia e Basilicata e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali.

Nel corso del tavolo convocato al Mimit, su indicazione del ministro Adolfo Urso, l’azienda ha ribadito l’impegno a tutelare l’intero perimetro occupazionale. Le organizzazioni sindacali hanno sottolineato la necessità di un confronto approfondito sul

piano industriale in tutte le sue articolazioni. È stato inoltre evidenziato che l’azienda dovrà condividere tutti i dettagli sulle decisioni che riguardano l’assetto industriale. I sindacati hanno infine ribadito la richiesta di sospendere ogni decisione fino alla conclusione del confronto. «Il timore – ha affermato il segretario regionale di Fillea Cgil Angelo Vaccaro – è che questo progetto porterà a esuberi maggiori delle 400 unità che potrebbero essere sostenute e accompagnate al pensionamento nei prossimi anni». Una platea stimata in circa 800/900 lavoratori, la metà degli occupati dal gruppo. «Per trovare soluzioni serve uno sforzo comune, ma tagli e chiusure non sono

strumenti di dialogo», dice il responsabile nazionale del settore mobile im-

bottito di Feneal Uil. Le parti hanno concordato di proseguire il dialogo in

sede ministeriale: i prossimi incontri sono fissati per il 10 e l’11 marzo.

Un momento dell’incontro al Mimit

Auto a rate, cresce l’allarme: «Debiti e rischi per famiglie»

POTENZA. In una regione che continua a perdere popolazione, la Basilicata conserva un primato che impone una riflessione: il più alto tasso di motorizzazione d’Italia. I dati Istat e Aci confermano che, mentre i residenti diminuiscono, cresce il numero di automobili per abitante. «È la fotografia di un territorio fragile dal punto di vista infrastrutturale, dove l’auto rappresenta spesso l’unico mezzo per lavorare, studiare o accedere ai servizi», afferma Federconsumatori Basilicata.A questo dato si affianca però un fenomeno ancora più preoccupante: l’incremento dei finanziamenti accesi per acquistare un veicolo. «In una regione che si spopola, il peso dei debiti per l’auto incide sempre di più sui bilanci familiari», sottolinea l’associazione. «Sempre più famiglie lucane sono costrette a ricorrere al credito per un bene indispensabile, ma non sempre ricevono informazioni chiare e complete sulle condizioni economiche».Secondo quanto rilevato dagli sportelli, molti

cittadini scoprono solo a distanza di tempo che «il costo complessivo del finanziamento può arrivare a sfiorare il doppio del valore reale dell’automobile». In numerosi contratti risultano inseriti servizi aggiuntivi, come cambio gomme, manutenzione programmata o polizze assicurative, «non sempre richiesti o pienamente compresi al momento della firma». In altri

casi, prosegue Federconsumatori, «è stato fatto credere che non esistessero alternative al finanziamento proposto o che determinate clausole fossero obbligatorie».L’associazione evidenzia come, in presenza di irregolarità o vizi contrattuali, «sia possibile contestare il finanziamento e, in alcuni casi, recuperare somme pagate in eccesso». Gli sportelli registrano «un au-

mento costante di richieste di assistenza per verificare Tan, Taeg e costi accessori, controllare la presenza di servizi non richiesti e valutare eventuali presupposti per un rimborso». Cresce anche il numero di cittadini che chiedono supporto prima di sottoscrivere un nuovo contratto, segno di una maggiore attenzione ma anche di una diffusa preoccupazione.A compli-

care ulteriormente il quadro è la diffusione del Buy now pay later, la formula «compra ora, paga dopo», che sta trasformando la rateizzazione in una pratica quotidiana anche per importi contenuti. «Viene percepita come una facilitazione, ma è un debito vero e proprio», avverte Federconsumatori Basilicata. «Il rischio concreto è l’accumulo inconsapevole di micro rate, con penali e interessi in caso di ritardo e possibili segnalazioni nelle banche dati creditizie, con conseguenze che possono durare nel tempo».Dal 20 novembre 2026 entrerà in vigore una regolamentazione che imporrà maggiore trasparenza, valutazione del merito creditizio e informative standardizzate. «Fino ad allora il rischio di sovraindebitamento resta elevato», conclude l’associazione, invitando i cittadini a leggere con attenzione ogni clausola, verificare sempre Tan, Taeg e costi accessori e rivolgersi agli sportelli per una valutazione gratuita prima di firmare qualsiasi contratto.

Al via il programma “Galassie: energie a sistema 2026” del Csv Basilicata, inserito nel prossimo bando nazionale in uscita a marzo

Servizio civile, ecco 166 posti per i giovani lucani

POTENZA. Sono 166 i posti disponibili per i giovani lucani che intenderanno candidarsi come operatori volontari del Servizio Civile al programma “Galassie: energie a sistema 2026” del Centro di servizi per il volontariato della Basilicata (Csv). Il programma, ammesso al finanziamento del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale (Scu), sarà inserito nel prossimo bando per volontari in uscita a marzo.Come evidenziato dal ministro per lo sport e i giovani con delega al servizio civile, Andrea Abodi, l’avviso «sarà il secondo di sempre per numero di volontari, ben 66.769, offrendo migliaia di opportunità di impegno e di formazione, civica e professionale, ai giovani che sceglieranno di candidarsi e di impegnarsi al servizio del bene comune».Rivolto a chi ha un’età compresa tra i 18 e i 28 anni, il Servizio Civile Universale consente ai volontari di dedicarsi per 12 mesi alle esigenze della comunità e del territorio, attraverso progetti in settori come assistenza, protezione civile, ambiente, cultu-

ra e cooperazione, ricevendo in cambio un contributo economico mensile e l’acquisizione di competenze utili per il futuro.Il programma “Galassie: energie a sistema 2026” del Csv Basilicata prevede la possibilità di prendere parte a 6 diversi progetti che ri-

guardano tematiche di interesse generale come la povertà, la disabilità, l’accoglienza e l’inclusione sociale.«Si apre una nuova occasione per i giovani lucani di candidarsi nell’ambito del nostro programma – spiega Giannino Romaniello, presidente del Csv Basilicata – il bando per la candidatura per diventare operatori volontari è in uscita entro il mese di marzo. Le istruzioni per come candidarsi verranno fornite al momento della pubblicazione del bando. L’approvazione da parte del ministero dei progetti presentati dal Csv Basilicata conferma per l’ennesima volta che la nostra struttura è riconosciuta essere ente di supporto al mondo del volontariato con competenze e capacità professionali in grado di offrire opportunità ai giovani lucani».

Concluso il percorso promosso con Formez Pa per rafforzare valutazione multidimensionale e integrazione sociosanitaria

Disabilità e non autosufficienza, La Regione forma 160 operatori

POTENZA. Si è svolta ieri, nella Sala Inguscio della Regione Basilicata, la giornata conclusiva del percorso formativo sulla valutazione multidimensionale promosso dall’ente in collaborazione con Formez Pa e avviato lo scorso 2 febbraio. Un appuntamento che segna la sintesi di un lavoro strutturato dedicato al tema della disabilità e della non autosufficienza, inserito nel quadro delle politiche regionali per la persona. Il percorso ha coinvolto 160 operatori degli Ambiti socio territoriali e delle Aziende sanitarie, chiamati a operare congiuntamente nelle Unità di valutazione multidimensionale. Le attività si sono articolate in moduli teorici e laboratori pratici con l’obiettivo di rafforzare l’utilizzo omogeneo degli strumenti di valutazione e migliorare la costruzione dei Piani assistenziali individualizzati, garantendo maggiore uniformità nelle procedure e qualità nella presa in carico.La formazione è nata su impulso dell’Assessorato alla Salute e alle Politiche per la Persona, che ha raccolto e condiviso le esigenze rappresentate da Comuni e Aziende sanitarie, traducendole in un programma organico di aggiornamen-

to professionale. Nel corso dell’incontro conclusivo è intervenuto l’assessore alla Salute, Politiche per la Persona e Pnrr, Cosimo Latronico, che ha definito la leva formativa «uno strumento strategico nell’ambito delle politiche regionali rivolte alla persona».Latronico ha evidenziato che investire sulle competenze degli operatori significa «rafforzare la qualità della presa in carico, assicurare uniformità nelle procedure e garantire risposte più appropriate ai bisogni delle persone con disabilità e degli anziani non autosufficienti».

Un passaggio che sottolinea la centralità del capitale umano nella costru-

zione di un sistema di welfare capace di leggere in maniera integrata le fragilità e di intervenire con strumenti condivisi.L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di azioni portate avanti dalla Direzione per la Salute e le Politiche per la Persona per consolidare l’integrazione tra sistema sanitario e sistema sociale. La giornata conclusiva ha rappresentato un momento di confronto operativo tra professionisti dei due ambiti, finalizzato a rafforzare il lavoro delle équipe multidisciplinari e a rendere più efficace e coordinato l’intervento pubblico a favore delle famiglie lucane.

Ospedale di Chiaromonte

Oggi il presidio della

CHIAROMONTE. Oggi, dalle ore 10 alle ore 12, il Gruppo di lavoro per la sanità nel Senisese della Cgil Basilicata promuove un sit in davanti all’ospedale di Chiaromonte per denunciare lo stato di abbandono della sanità territoriale e sollecitare risposte immediate e concrete. Al centro dell’iniziativa la richiesta di garantire medici di base e guardie mediche in tutti i comuni dell’area, così da assicurare un presidio stabile e continuativo. Il gruppo chiede inoltre il ripristino della medicina specialistica nelle strutture di Senise e Chiaromonte, considerate punti di riferimento per un territorio ampio e caratterizzato da collegamenti difficili.Tra le proposte avanzate figurano l’istituzione di una Casa di comunità Hub a Senise, il potenziamento dell’ospedale di Chiaromonte con un modulo di ospedale di comunità e l’attivazione di Case di comunità spoke nelle valli. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la rete di assistenza di prossimità, ridurre i disagi per cittadini e famiglie e garantire un diritto alla salute pienamente esigibile anche nelle aree interne.

Visite dermatologiche gratuite l’11 marzo per dodici donne a Potenza: prenotazioni online il 5 marzo fino a esaurimento posti

Ospedale San Carlo, open day contro la psoriasi

POTENZA. L’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo rinnova il proprio impegno sul fronte della prevenzione aderendo all’open day dedicato alla psoriasi promosso dalla Fondazione Onda Ets. L’iniziativa si svolgerà mercoledì 11 marzo 2026, dalle ore 14.30 alle ore 16.30, nell’ambulatorio di Dermatologia dell’ospedale San Carlo di Potenza, al primo piano con ingresso principale. In programma dodici visite gratuite riservate alle donne di tutte le età.L’appuntamento si inserisce nel solco delle attività di sensibilizzazione e promozione della salute portate avanti dall’azienda sanitaria lucana, con l’obiettivo di rafforzare la cultura della prevenzione e favorire l’accesso a percorsi di cura tempestivi. «Questo open day testimonia

la costante attenzione della nostra Azienda nella promozione della cultura della prevenzione e nella sensibilizzazione sui temi della salute e del benessere», dichiara il direttore generale dell’Aor San Carlo, Giuseppe Spera. «L’ospedale San Carlo di Potenza continua a essere in prima linea con i suoi specialisti, offrendo visite e consulenze gratuite dedicate alla psoriasi, una malattia infiammatoria cronica della pelle che può avere un impatto significativo sulla qualità di vita. Intervenire tempestivamente è importante per prevenire complicanze più gravi», conclude Spera, ringraziando il personale coinvolto per la disponibilità e la professionalità assicurate.La psoriasi è una patologia infiammatoria cronica che non si limita alla dimensione cutanea ma

può interessare l’intero organismo. «Non è solo una semplice patologia della pelle», spiega la dottoressa Marisa Tataranni, responsabile della Dermatologia dell’Aor San Carlo. «È una condizione che richiede un approccio multidisciplinare e una gestione clinica precisa per evitare complicanze si-

stemiche, come l’artrite psoriasica o problematiche metaboliche. Oggi abbiamo a disposizione opzioni terapeutiche sempre più mirate e personalizzate che consentono di ottenere una remissione dei sintomi quasi totale. Intervenire tempestivamente, soprattutto nei casi sospetti, è fondamentale per orientare i pazienti verso percorsi di cura efficaci capaci di migliorarne significativamente la qualità della vita».Per partecipare è necessario prenotarsi online collegandosi al sito dell’ospedale San Carlo nella sezione dedicata all’open day oppure inquadrando il codice Qr presente sulle locandine, dalle ore 7.00 alle ore 18.00 del 5 marzo 2026. In caso di richieste superiori alle disponibilità, farà fede l’ordine cronologico di adesione.

Da marzo 20 studenti inizieranno il tirocinio, consolidando la vocazione sanitaria e formativa dell’ospedale nel sistema regionale

Il corso di Fisioterapia torna a Pescopagano

Qui la riabilitazione è diventata una missione

D I E M A N U EL A C A LA BR E S E

Il 16 dicembre scorso

si era svolto l’incontro pubblico “Pescopagano, una storia che cura”, un importante momento di confronto pubblico per ripercorrere la storia dell’Ospedale locale, fare il punto sul presente e condividere le strategie per il suo futuro, attraverso un dialogo diretto tra istituzioni e comunità. Dopo quell’incontro «si è dato immediatamente corso alla fase organizzativa per riportare a Pescopagano il tirocinio del Corso di Laurea in Fisioterapia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Da marzo 2026, 20 studenti del II° e III° anno, inizieranno il loro percorso formativo di tirocinio presso il nostro Ospedale –spiega l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Francesco Ambrosini- È questo un passaggio che assume un si-

gnificato profondo per una comunità la cui identità è storicamente intrecciata con la riabilitazione e con una consolidata vocazione sanitaria. Pescopagano ha costruito negli anni una riconosciuta specializzazione nel campo della cura, diventando presidio di riferimento nel panorama regionale».

DAGLI IMPEGNI

DI DICEMBRE AL RILANCIO DI OGGI Nel corso dell’incontro istituzionale, il Presidente della Regione, Vito Bardi, «aveva assunto un impegno chiaro e formale: dare avvio a una fase concreta di rilancio del presidio, rafforzandone la funzione assistenziale e rilanciandone quella formativa. A distanza di poche settimane, quell’impegno è stato mantenuto -proseguono dalla Casa comunale- Le dichiarazioni rese pubblicamente hanno trovato coerenza in indirizzi precisi e in atti conseguenti che hanno con-

sentito di attivare in tempi rapidi il percorso organizzativo». A ciò si aggiunge «l’azione strategica dell’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo guidata dal Direttore Generale Giuseppe Spera, insieme all’attività dell’Assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, che è stata determinante nel tradurre gli indirizzi politici in passaggi operativi concreti, rendendo effettivo quanto annunciato. Significativo e pragmatico anche l’interessamento di Carlo Monti, Capo della Segreteria Tecnica del Ministro della Salute, che ha seguito con attenzione l’evoluzione del percorso».

Ma ancora nuove prospettive attendono l’Ospedale che da settembre 2026 vedrà partire «in modo definitivo e strutturato l’intero percorso formativo a Pescopagano, comprendendo sia le attività didattiche in aula sia la fase di tirocinio. Non solo dun-

que presenza temporanea, ma un’organizzazione stabile che riporta in maniera piena e riconosciuta la formazione universitaria nel nostro presidio. È un passaggio storico che rafforza in modo significativo il ruolo dell’Ospedale e consolida la sua funzione nel sistema sanitario regionale».

LA LUNGA STORIA DI UN OSPEDALE FORTEMENTE VOLUTO

Andando alle origini dell’Ospedale, fu per iniziativa dei Dottori Girolamo Orlando e Giovanni Miele che fu iniziata ed avviata l'organizzazione di una “clinica” con compiti di diagnosi e cura, che nel 1930, ebbe riconoscimento quale Ente Morale "Ospedale Giuseppe Orlando".

Negli anni '50, il dottor Orlando chiese ed ottenne dall'Amministrazione, il suolo su cui attualmente è situato il presidio, in cambio di un terreno di sua proprietà. Grazie a un mutuo concesso dal Ministero dei Lavori Pubblici, utile alla costruzione degli Ospedali Tipo di 69 posti letto, il dottor Orlando avviò la costruzione del nuovo complesso, destinato originariamente a diventare ospedale generale di zona.

Tra la fine degli anni ‘60 e gli inizi degli anni ‘70, il Comitato Regionale per la Programmazione Ospedaliera, individuò per il nosocomio pescopaganese la destinazione di Ospedale Specializzato, in sostituzione di quella di Ospedale generale di zona. Il 1 agosto 1973, con decreto del Presidente della Giunta Regionale fu costituito l'Ente Ospedaliero Provinciale Specializzato di Pescopagano. In particolare, oltre ai servizi di Radiologia, Laboratorio Analisi, Anestesia e Terapia Intensiva Postoperatoria, Pronto soccorso, assicurava prestazioni di Ortopedia e Traumatologia, di Fisiopatologia Respiratoria, di Neurologia e di Fisiokinesiterapia e, per effetto di efficaci e qualificati interventi organizzativi e funzionali, l’ospedale rapidamente divenne centro di riferimento, per le attività espleta-

te, sia in ambito regionale sia in ambito interregionale. Con il concorso di contributi regionali, furono avviati i lavori di ampliamento della sede ospedaliera, che avrebbero consentito di realizzare un complesso organico e funzionale per il mandato conferito.

Il 23 novembre dell’80 il terremoto causò non pochi problemi e successivamente l'attuazione della legge di riforma sanitaria e i decreti attuativi imposero la soppressione dell'autonomia gestionale dell'Ospedale e la destinazione a presidio dell'Unità Sanitaria Locale di Venosa, ove è stato incardinato fino al 1 febbraio 2007, e successivamente in esecuzione della Legge Regionale, l'Ospedale San Francesco di Paola confluì nell'AOR San Carlo di Potenza, con prestazioni di Ortopedia, Fisiopatologia Respiratoria e Terapia Intensiva Polmonare, Neurologia, Medicina Fisica e Riabilitazione per le patologie post acuzie, oltre alle attività di Fisioterapia, Laboratorio Analisi, Radiologia, Farmacia e attività poliambulatoriali specialistiche».

IL COMUNE VALORIZZERÀ LA STORICA VOCAZIONE SANITARIA DEL TERRITORIO

Da allora molte cose sono cambiate, ed oggi dunque l’Amministrazione Ambrosini gioisce per «il Corso di Fisioterapia che torna a casa, nel luogo che della riabilitazione ha fatto una missione e una prospettiva di futuro. Esprimiamo sincera gratitudine al Presidente Bardi per aver rispettato gli impegni assunti davanti alla comunità e per aver dimostrato, con atti concreti, attenzione verso un presidio che rappresenta un patrimonio dell’intera Basilicata. Il dialogo tra istituzioni, quando è serio e orientato al bene comune, porta risultati concreti – e dal canto suo- Il Comune continuerà a fare la propria parte, accompagnando con responsabilità questa fase di rilancio e sostenendo ogni iniziativa utile a consolidare e valorizzare la storica vocazione sanitaria del territorio».

MARTEDÌ

ALIANCE EXPERIENC

POTENZA Fermata spostata in via della Cittadinanza Attiva. L’assessore alla viabilità Giuzio: «Risolviamo una criticità lamentata da anni»

Stop agli autobus extraurbani in via Anzio: «Decisione necessaria per la sicurezza»

POTENZA. Continua la rivoluzione nella viabilità del comune di Potenza. Da ieri la fermata degli autobus extraurbani non è più in via Anzio nei pressi dell’Istituto Alberghiero

Un «intervento concreto per il quartiere di Poggio

Tre Galli, dopo anni di segnalazioni e disagi» così come afferma l’assessore alla viabilità Francesco Giuzio, previsto con l’Ordinanza n. 90.

La decisione, assunta dall’Amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Telesca, punta a decongestionare un’area particolarmente critica negli orari di ingresso e uscita dalle scuole, quando il traffico raggiunge livelli elevati a causa dell’intenso flusso di autobus e auto.

La fermata sarà trasferita in via della Cittadinanza

Attiva, a circa 300 metri di distanza, in una posizione ritenuta più sicura e funzionale, con l’obiettivo di migliorare la fluidità della circolazione e garantire maggiore sicurezza per studenti, famiglie e residenti.

A spiegare le ragioni del provvedimento è l’assessore alla Viabilità, Francesco Giuzio: «Per anni la situazione in via Anzio è stata sotto gli occhi di tut-

ti, soprattutto negli orari scolastici. Rallentamenti continui, autobus in sosta e criticità per la sicurezza. Oggi scegliamo di intervenire davvero, con una decisione che può non essere comoda, ma è certamente responsabile».

«L’elevato numero di autobus che serve gli istituti della zona – prosegue Giuzio – rendeva necessario un ripensamento della fermata. Lo spostamento in via della Cittadinanza Attiva consentirà una gestione più ordinata dei flussi e una maggiore tutela per studenti e residenti».

L’assessore sottolinea

inoltre che il provvedimento rappresenta solo un primo passo: «Monitoreremo attentamente la situazione. Se dovesse rendersi utile, siamo pronti a intervenire anche nell’altro senso di marcia e in altri punti della città. Dove altri hanno tergiversato, noi interveniamo». Come detto già in altre occasione l’Amministrazione Telesca vuole avviare un percorso strutturato per affrontare in modo sistematico il problema del traffico, migliorando sicurezza stradale, ordine urbano e qualità della vita.

R OS M OL

Sannazzaro: «A oltre un anno dalle nostre richieste, ancora nessuna risposta dal Comune»

Spi Cgil Potenza: «Subito un forno crematorio in città»

POTENZA. «La realizzazione di un forno crematorio a Potenza rappresenta una necessità concreta e non più rinviabile. Attualmente, i cittadini sono costretti a rivolgersi a strutture fuori regione, prevalentemente in Campania o in Calabria». È quanto denuncia il segretario generale dello Spi Cgil di Potenza, Michele Sannazzaro, il quale fa sapere che l'amministrazione comunale era già stata sollecitata in tal senso un anno fa, ma a oggi non è arrivata alcuna risposta. «Alla richiesta formale di incontro trasmessa il 3 febbraio 2025 e successivamente il 15 maggio, nonché richieste verbali finalizzate ad acquisire aggiornamenti sull’iter autorizzativo del forno crematorio presso il cimitero cittadino, non è pervenuta ad oggi alcuna risposta né convocazione - riprende Sannaz- zaro - È trascorso oltre un anno senza che l’amministrazione abbia ritenuto opportuno fornire un riscontro su una questione che non è tecnica o marginale, ma riguarda un servizio essenziale per la collettività. Questa condizione determina un aggravio economico e logistico che incide pesantemente sulle fa-

miglie, soprattutto su quelle con minori disponibilità e sugli anziani, che spesso si trovano a dover gestire spostamenti complessi e onerosi in momenti già segnati dal dolore e dalla fragilità delle famiglie. È una situazione che evidenzia una carenza strutturale nei servizi pubblici locali e che interroga direttamente le responsabilità istituzionali in termini di programmazione e pianificazione».

«Chiediamo quindi di conoscere in modo puntuale lo stato reale dell’iter autorizzativo - continua Sannazzaro -, le eventuali criticità emerse, le tempistiche previste e le scelte politiche che si intendono assumere rispetto a un servizio che incide sulla dignità delle persone e sull’organizzazione dei servizi cimiteriali cittadini. Il nostro intervento - precisa - non nasce da intenti polemici, ma dal dovere di rappresentare i bisogni della collettività e di garantire che su questioni così delicate vi sia un confronto pubblico e responsabile. Il diritto dei cittadini ad essere informati non può essere subordinato a silenzi o rinvii. Rinnoviamo pertanto la ri-

chiesta di un incontro urgente e sollecitiamo una comunicazione ufficiale che chiarisca lo stato della procedura. In assenza di riscontro, lo Spi Cgil di Potenza valuterà ulteriori iniziative di informazione e sensibilizzazione, affinché la questione venga affrontata con la serietà e l’attenzione che merita».

La prima guiderà la progettazione PNRR e il secondo coordinerà il Centro Operativo Vulture

Innovazione e competenze in Aql: Renna punta su Artuso e Pietrafesa

Acquedotto Lucano prosegue il percorso di rafforzamento organizzativo intrapre-

so dall’insediamento del Direttore Generale Luigi Cerciello Renna con due nuove nomine interne che

testimoniano la volontà aziendale di valorizzare la rotazione degli incarichi di responsabilità come leva strategica per lo sviluppo del capitale umano.

È quanto espressamente riportato negli ultimi atti di nomina a firma del Direttore Generale che ha condiviso con l’Amministratore Unico la necessità di designare due nuove figure interne per i ruoli di coordinatore del Centro Operativo del Vulture Melfese e di responsabile della struttura preposta alla progettazione e all’attuazione del PNRR.

Si tratta rispettivamente

del geometra Vito Pietrafesa, in servizio ad Acquedotto Lucano dal 2003 e assegnato dal 2019 all’Area Energia, nonché dell’ingegnere civile Elena Artuso, che in passato ha coordinato i Centri Operativi del Materano e del Metapontino e che nel 2022 fu individuata come esperto senior per la Regione Basilicata nell’ambito del PNRR.

Quest’ultima è tra le prime donne in Italia ad assumere la guida della progettazione per un Gestore di servizio idrico integrato. Pietrafesa dal suo canto vanta un expertise tec-

nico maturato negli ultimi anni per l’ambito dell’elettromeccanica che lo rende un profilo attagliato per le specificità del territorio servito, in particolare degli impianti ivi presenti. Con queste due nomine interne, l’azienda rafforza ulteriormente la propria struttura tecnica e gestionale, consolidando la capacità di pianificazione e attuazione degli investimenti strategici, a beneficio dei territori e delle comunità servite, e sottolineando l’attenzione al continuo sviluppo delle competenze e all’innovazione organizzativa.

Tavolo interistituzionale in Prefettura per monitorare e prevenire episodi di delinquenza negli istituti scolastici

Disagio giovanile e illegalità: a Potenza un’alleanza tra scuola e istituzioni

Ifenomeni di illegalità nelle scuole generano timore, ansia e preoccupazione tra le forze sociali, il mondo scolastico, le istituzioni e le Forze dell'Ordine. Negli ultimi tempi, tre episodi legati alla delinquenza giovanile hanno destato particolare allarme: il ritrovamento, all’interno delle scuole, di sostanze stupefacenti e un coltello. Sebbene si tratti di episodi isolati, è necessario che tutti gli attori coinvolti prestino la massima attenzione. La situazione evidenzia un disagio esistenziale diffuso, aggravato dalla mancanza di spazi di aggregazione e socializzazione.

Per affrontare queste problematiche, ieri mattina si è tenuto un tavolo interistituzionale nella sala consiliare della Provincia di Potenza, in Piazza Mario Pagano. L’incontro, voluto dal Prefetto di Potenza Michele Campanaro e dalla nuova direttrice dell’Ufficio Scolastico Regionale, Anna Dell’Aquila, ha riunito diverse autorità. Tra i presenti, il Presidente della Provincia di Potenza Christian Giordano, la Procuratrice presso il Tribunale dei Minorenni di Potenza Annagloria Piccininni, la Vice Sindaca di Potenza Federica D’Andrea, la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Basilicata Rossana Mignoli, il Presidente della Consulta Provinciale degli Studenti di Potenza Italo Marsico, il Comandante Provinciale dei Carabinieri Luca D’Amore, il Comandante della Guardia di Finanza Massimiliano Tibollo, oltre a numerosi dirigenti scolastici.

L’iniziativa, nata da una recente

direttiva ministeriale e frutto di un primo confronto tra il Prefetto Campanaro e la Direttrice dell’Ufficio Scolastico Regionale, mira a contrastare i fenomeni di illegalità tra i più giovani, che rischiano di compromettere il normale svolgimento delle attività scolastiche e di generare allarmismo tra il personale educativo. L’incontro ha permesso di fare il punto della situazione e di discutere le misure di prevenzione e contrasto da adottare. Tuttavia, la procuratrice Annagloria Piccininni ha espresso parere contrario all’introduzione di metal detector nelle scuole, sottolineando l’importanza di un approccio culturale e preventivo. «La sicurezza nelle scuole è un tema che va affrontato subito, prima che il fe- nomeno si diffonda. È fondamentale educare i ragazzi a comprendere che non è accettabile portare oggetti pericolosi come coltelli all’interno degli istituti scolastici. La prevenzione deve essere il nostro obiettivo principale», ha dichiarato la procuratrice.

Anche la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Rossana Mignoli, ha sottolineato la necessità di un’attenzione particolare al disagio giovanile: «La sicurezza nelle scuole è un tema cruciale, ma va inquadrato in un contesto più ampio di disagio giovanile. Le istituzioni, incluso il mio ufficio, devono intervenire con urgenza, come richiesto anche dalle famiglie. Questo tavolo, presieduto dal Prefetto, è un’occasione importante per confrontarsi con altre istituzioni e con i dirigenti scolastici, così da avere una visione

chiara della situazione delle scuole lucane. È un primo passo per raccogliere dati concreti e affrontare il fenomeno in modo efficace».

Italo Marsico, Presidente della Consulta Provinciale degli Studenti, ha evidenziato la necessità di una collaborazione tra studenti, docenti e istituzioni: «L’obiettivo è creare un’alleanza tra Prefettura, Ufficio Scolastico, studenti e dirigenti scolastici. Oggi l’ambiente scolastico non è ostile, ma spesso risulta disfunzionale. Il rapporto tra studenti e docenti è fondamentale, ma troppo spesso i docenti si concentrano solo sui programmi didattici, trascurando lo sviluppo umano degli studenti. Promuovere le loro passioni e il loro benessere è uno strumento essenziale per contrastare il disagio giovanile. Se non lo facciamo, rischiamo di alimentare la criminalità tra i giovani».

Il Prefetto Michele Campanaro ha spiegato l’importanza del tavolo di concertazione: «Questo incontro rappresenta il secondo passo di un monitoraggio avviato nelle scorse settimane, come previsto da una direttiva dei Ministri dell’Interno e dell’Istruzione. L’obiettivo è verificare se le nostre scuole, soprattutto quelle secondarie e superiori, siano interessate da fenomeni di disagio che potrebbero sfociare in forme di illegalità, anche latenti. È fondamentale sviluppare un percorso di collaborazione interistituzionale, creando un legame diretto tra il mondo scolastico e le altre istituzioni. La partecipazione della Consulta Provinciale degli Studenti e dei dirigenti scolastici è un elemento chiave per affrontare il problema, coinvolgendo direttamente i ragazzi e rendendoli protagonisti di questo percorso».

Artuso e Pietrafesa

Il presidente della Provincia di Matera Mancini: «Infrastruttura chiave per la viabilità e per l’area industriale

Provinciale 25, appaltati i lavori per il ponte ferroviario

PISTICCI. La Provincia di Matera comunica che sono stati appaltati i lavori per la messa in sicurezza e il completo rifacimento del ponte sulla strada rpovinciale 25, in corrispondenza della linea ferroviaria Potenza–Metaponto, a Pisticci Scalo nei pressi dell’area industriale. L’intervento, finanziato con circa 750 mila euro nell’ambito del D.M. 125/2022 dedicato alla sicurezza di ponti e viadotti, rappresenta – come evidenziato dal Presidente della Provincia, Francesco Mancini – un passaggio decisivo per la tutela della viabilità provinciale e per il rilancio dell’area industriale di Pisticci. Il ponte, da tempo interessato da criticità di natura statica, sarà oggetto di un’opera complessiva che prevede la demolizione e ricostruzione della soletta e delle travi, il risanamento delle strutture portanti, la posa di nuove barriere di

sicurezza e il rifacimento della pavimentazione stradale.

Il Presidente Mancini, insieme ai tecnici dell’Ufficio provinciale, al progettista e alla ditta che si è aggiudicata i lavori, ha effettuato un sopralluogo propedeutico alla consegna dei lavori. «Si tratta di un intervento atteso, strategico e necessario – ha dichiarato Mancini – per garantire standard di sicurezza adeguati e continuità nei collegamenti. La consegna dei lavori segna un momento importante per un’area produttiva che ha bisogno di infrastrutture moderne e sicure. Abbiamo accelerato ogni fase amministrativa per restituire al territorio un’opera essenziale, superando criticità che da anni limitavano la piena funzionalità del ponte».

Il Presidente ha inoltre espresso il proprio ringraziamento all’Ufficio tecnico della Provincia «che ha

seguito con efficacia l’intero iter e continuerà a monitorare l’avanzamento delle attività, assicurando il coordinamento con gli enti competenti e con l’impresa esecutrice affinché i lavori procedano nel rispetto dei tempi e degli standard progettuali».

«Con questo appalto – ha concluso Mancini – confermiamo la volontà di investire sulla sicurezza della rete viaria e sulla competitività dei territori, mettendo al centro infrastrutture solide, moderne e capaci di sostenere la crescita economica locale».

Due percorsi dedicati a operatori pubblici e imprese creative per valorizzare la Via Francigena e accelerare la transizione digitale del patrimonio

Irsina investe sulla formazione per innovare turismo e cultura

IRSINA. L’Amministrazione comunale consolida la propria strategia di crescita territoriale puntando sulla formazione come leva di sviluppo economico, turistico e culturale. Una scelta che si traduce in due distinti percorsi rivolti a operatori pubblici e privati, con l’obiettivo di accrescere competenze, creare reti e accompagnare la comunità verso modelli di gestione innovativi e sostenibili. Nel solco della valorizzazione dell’Itinerario culturale europeo della Via Francigena, si inserisce l’incontro promosso insieme all’Associazione europea delle vie Francigene, nell’ambito del progetto «Sulla rotta della Via Francigena: nuove direttrici di scoperta del territorio e delle popolazioni che lo abitano, tra natura, cultura, religione e sostenibilità, nella cornice dei 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 Onu». Irsina è capofila dell’iniziativa, sviluppata in sinergia con i Comuni di Genzano di Lucania, Banzi e Acerenza, per rafforzare la presenza della Via Francigena nel territorio lucano. L’appuntamento, dedicato agli operatori della Basilicata, offrirà un approfondimento sulle at-

tività dell’associazione e sul ruolo del Consiglio d’Europa nel programma degli Itinerari culturali, con la presentazione di dati aggiornati sui cammini d’Italia e un focus sul tratto a Sud di Roma.

Gli incontri si terranno domani ore 11 per gli enti pubblici e alle ore 15 per le strutture di accoglienza, mentre giovedì 5 marzo alle ore 15 saranno coinvolti operatori e servizi. La partecipazione è gratuita con iscrizione obbligatoria.Accanto a questa iniziativa prende il via il percorso specialistico «Capacity Building per la Gestione Digitale e Innovativa del Patrimonio e delle Arti Visive», nell’ambito del progetto Cb4e-Exhibits, finanziato dal Pnrr –M1c3 Investimento 3.3

Azione A I. Il programma

è rivolto alle imprese culturali e creative attive nelle arti visive, nel patrimonio materiale e immateriale, negli archivi, nelle biblioteche, nei musei e nell’editoria. Dal 5 marzo al 28 maggio 2026 sono previsti incontri settimanali online, per un totale di 60 ore, dedicati a piano d’impresa, bandi, reti, internazionalizzazione, digitalizzazione e strategie di comunicazione e marketing. La partecipazione è gratuita e al termine sarà rilasciato un attestato di frequenza.Attraverso queste azioni, il Comune conferma una linea amministrativa orientata a trasformare la formazione in opportunità concreta di sviluppo, rafforzando la capacità del territorio di innovare senza recidere il legame con la propria identità culturale.

Due lutti in poche ore per la città di Matera

MATERA. Il sindaco Antonio Nicoletti e l’Amministrazione comunale esprimono «profondo cordoglio» per la scomparsa di Giovanni Schiuma e Roberto Laguardia, due concittadini che hanno lasciato un segno nella comunità.Con la morte di Schiuma, storico pasticcere materano, la città perde un riferimento nel settore gastronomico. Titolare di un’attività storica, riconosciuta come eccellenza del territorio, è stato tra i protagonisti della valorizzazione della tradizione dolciaria locale, coniugando passione, sacrificio e visione imprenditoriale. Professionalità, gentilezza e disponibilità ne hanno fatto un imprenditore stimato e un uomo molto amato. Nel corso della vita ha ricevuto significative onorificenze, a testimonianza del valore del suo percorso umano e professionale. Profonda anche la commozione per la scomparsa di Roberto Laguardia. Nato a Montescaglioso e materano di adozione, a soli 39 anni lascia un vuoto doloroso. Lavoratore serio e apprezzato in un’attività commerciale cittadina, era conosciuto per il sorriso e la bontà d’animo. Il sindaco Nicoletti e l’Amministrazione si stringono alle famiglie, esprimendo «le più sincere e sentite condoglianze».

CORDOGLIO DEL SINDACO PER DUE COMMERCIANTI

LA RUBRICA DI CRONACHE

Tra ciò che accade e ciò che scegli di essere esiste uno spazio invisibile: lì nasce la tua vera libertà

Appunti di realtà 3 marzo Non è destino, è direzione

DI D INO Q UARATINO

Ci piace pensare che tutto sia già scritto. Che esista un copione invisibile che decide al posto nostro. È comodo. Se è già deciso, non dobbiamo rischiare. Se è già deciso, non dobbiamo cambiare davvero. Ma la verità è più potente, e molto meno rassicurante: non siamo spettatori. Siamo direzione. Non controllo ciò che accade. Controllo la qualità della mia energia mentre accade. Ed è lì che cambia tutto.La vita non chiede il permesso. Una telefonata può spaccarti il petto. Una parola può chiudere una storia. Una diagnosi può ridisegnare l’orizzonte in un secondo. Non possiamo fermare l’onda. Possiamo decidere come starci dentro.Tra l’evento e la reazione esiste uno spazio invisibile. È minuscolo. Ma è il punto più potente

della nostra esistenza. Lì non c’è fatalismo. Lì c’è responsabilità. Il destino, ammesso che esista, può delimitare il campo. Ma l’intensità con cui giochi la partita è una scelta quotidiana.Non è ottimismo ingenuo. È disciplina in- teriore. È allenamento della coscienza. Significa sapere che anche nel momento più duro puoi generare una forza capace di trasformare il significato di ciò che stai vivendo. Non sempre cambi il fatto. Ma puoi cambiare il modo in cui il fatto ti attraversa. E quando cambia il modo, cambia la qualità della vita.La musica lo racconta con una potenza che non si discute. Penso a The Show Must Go On dei Queen. Scritta mentre il limite era reale, fisico, inevitabile. Non è una canzone: è una dichiarazione di sovranità interiore. Penso a Man in the Mirror di Michael

Jackson. Il cambiamento non parte dal mondo. Parte dallo specchio. Penso a Lose Yourself di Eminem. Un solo colpo. Un solo momento. Presenza totale o rimpianto eterno. Penso a Viva la Vida dei Coldplay. Il potere perso. La gloria svanita. E una voce che continua a cantare. Penso a Hallelujah di Jeff Buckley. La fragilità che diventa grandezza. Il dolore che diventa intensità pura.La grande musica mondiale non celebra l’assenza di dolore. Celebra la trasformazione del dolore. Siamo polvere, sì. Ma siamo polvere che vibra. Polvere che sceglie. Polvere che può decidere di non spegnersi. Puoi lasciarti definire dagli eventi. Oppure puoi usare gli eventi per definire la tua grandezza.Non si tratta di vincere sempre. Si tratta di non arretrare dentro. La vera forza non è evitare le tempeste. È non perdere centratura mentre il vento soffia forte. Non esistono giorni speciali. Esistono uomini che decido-

no di alzare il livello della propria energia.La vita non manda notifiche prima di metterti alla prova. Non avvisa quando sta arrivando il passaggio decisivo. Lo nasconde dentro le ore più normali. È lì che si vede la differenza. Quando nessuno applaude. Quando nessuno incoraggia. Quando potresti cedere alla stanchezza. In quel punto puoi abbassarti oppure puoi espanderti.Un livello cambia la postura. La postura cambia lo sguardo. Lo sguardo cambia il modo in cui il mondo ti attraversa. Puoi cadere. Puoi perdere. Puoi affrontare limiti che non hai scelto. Ma finché non ti arrendi interiormente, non sei sconfitto.La vera libertà non è decidere cosa accade. È decidere quanto grande resti mentre accade. E quando scegli di restare grande, anche nel dolore, anche nell’incertezza, anche quando tutto sembra già deciso, qualcosa dentro di te supera il destino.Non è retorica. È esperienza vis-

suta. Non è illusione. È forza vitale che si attiva dall’interno. Il mondo può metterti alle corde. Può toglierti certezze. Può costringerti a combattere battaglie che non hai scelto. Ma c’è un punto che nessun evento può violare: la decisione di non spegnerti.Finché quella resta viva, non sei il risultato delle circostanze. Sei la loro trasformazione. E questo non è destino. È potenza.

All’Auditorium Gervasio il pianista Giuseppe Greco con l’Orchestra ICO della Magna Grecia diretta da Maurizio Lomartire

“Chopin concert” a Matera: tre capolavori per una

serata

Un pianoforte che canta l’anima romantica d’Europa e un’orchestra che ne amplifica il respiro sinfonico: a Matera va in scena un viaggio musicale tra l’intimismo poetico di Fryderyk Chopin e la tensione visionaria di Richard Wagner. Mercoledì 4 marzo, alle ore 21.00, l’Auditorium Gervasio ospita “Chopin concert”, nuovo appuntamento che rientra nella Stagione Eventi Musicali 2025/2026, promossa dall’Associazione Musicale Luis Bacalov in collaborazione con l’Orchestra ICO della Magna Grecia. Sul pal-

co il pianista Giuseppe Greco, con l’Orchestra ICO della Magna Grecia diretta dal Maestro Maurizio Lomartire.

Il programma intreccia tre pagine di forte identità espressiva: il “Piano Concerto n. 2” di Chopin, il “Preludio e morte di Isotta” di Wagner e “Un pasticcio all’italiana” dello stesso Lomartire.

Il concerto chopiniano mette al centro il pianoforte con la sua scrittura elegante e virtuosistica, sospesa tra lirismo e slancio romantico.

Il celebre “Preludio e morte di Isotta”, tratto da Tristano e Isotta, rappresenta uno snodo decisivo nella storia della musica per la sua tensione armonica e la forza drammatica. In posizione centrale, “Un pasticcio all’italiana” si configura come un omaggio alla tradizione sinfonica, con richiami allo stile mendelssohniano riletti in chiave personale. «Programma di grande interesse –spiega il Maestro Lomartire –che accosta due capolavori del repertorio sinfonico, uno dedicato al virtuosismo pianistico, l’altro considerato uno spartiacque nella composizione musicale.

Tra queste due pietre miliari, un mio omaggio allo stile di Mendelssohn, elaborato sui temi della sinfonia italiana».

Giuseppe Greco, Premio Venezia al Teatro La Fenice e primo premio assoluto al Concorso “Arcangelo Speranza” di Taranto, svolge intensa attività solistica e cameristica.

Da segnalare la collaborazione con Bruno Canino.

Maurizio Lomartire, direttore d’orchestra e compositore, ha affiancato alla formazione musicologica un’intensa attività internazionale che lo ha portato a dirigere, tra le altre, l’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari, la “Klassica” di San Pietroburgo e l’Orchestra dello Stato del Messico. Ha collaborato con artisti quali Pierre Amoyal e Dario Marianelli (Premio Oscar 2007), ed ha curato anche prime esecuzioni assolute.

Un concerto che attraversa il cuore del Romanticismo europeo, mettendo in dialogo virtuosismo, ricerca timbrica e tensione drammatica in un’unica, intensa serata. La Stagione Concertistica 2025–

2026 è realizzata dall’Associazione Musicale “Luis Bacalov” in collaborazione con l’Orchestra ICO della Magna Grecia, con il sussidio istituzionale del Comune di Matera, del Ministero della Cultura e della Regione Basilicata, e con il sostegno della Banca Popolare di Puglia e Basilicata. Fondamentale anche il contributo delle attività economiche e commerciali del territorio: De Angelis Bus, Grieco Abbigliamento, Heidelberg Materials, Bottega Optica, Il Falco Grillaio, IP Fratelli Gaudiano, Farmacia D’Aria.

Il Presidente parteciperà alla Santa Messa in ricordo delle vittime. Pittella: «Una ferita che chiede rispetto e ricordo»

Tragedia di Balvano, Bardi: «Una cicatrice che attraversa il cuore del Mezzogiorno»

C’è un silenzio che pesa più del fumo e dell’acciaio tra le pareti della Galleria delle Armi. È il silenzio di oltre seicento anime che, nell’oscurità di quel 3 marzo 1944, cercavano solo un pezzo di pane e hanno trovato la fine. Domani, a 82 anni dalla più grande tragedia ferroviaria d’Italia, il Presidente della Regione, Vito Bardi, sarà a Balvano per onorare la memoria delle vittime del treno 8017.

«Quella di Balvano è una cicatrice che attraversa il cuore del Mezzogiorno - dice Bardi -. Uomini, donne e ragazzi che sfidavano la guerra e la fame, ammassati su un treno merci con la sola colpa di voler sopravvivere. Ricordarli oggi significa restituire dignità a chi, per decenni, è rimasto prigioniero di un oblio collettivo».

Il Presidente parteciperà alla Santa Messa, un momento di raccoglimento che unirà idealmente la Basilicata alla Campania, terre legate da un destino di dolore e solidarietà.

Al termine della celebrazione, nel cimitero comunale, verrà inaugurato il mosaico in ceramica vietrese “Momento in Memoria”, un’opera che cristallizza nel colore e nell’arte il sacrificio di chi non fece mai ritorno a casa. Il ricordo corre lungo i binari della Battipaglia-Metaponto, toccando anche Cava de’ Tirreni, dove domani verrà deposta una corona di fiori per i 35 concittadini rimasti in quella galleria. «Vedere le nostre comunità unite nel ricordo, da Salerno a Potenzacontinua Bardi - è il segno che quella tragedia ci appartiene ancora. Quelle persone erano padri e madri di famiglia che “nutrivano speranze di pace”, come recita la targa di Cava. Il monossido di carbonio ha spento i loro respiri, ma non può spegnere il do-

vere della nostra memoria». «Essere a Balvano domani significa dire che nessuna vita è invisibile. E che la storia della Basilicata - conclude Bardi - passa anche attraverso queste stazioni del dolore che abbiamo il dovere di trasformare in presidi di umanità».

IL MESSAGGIO

DI PITTELLA

«La tragedia di Balvano rappresenta una delle pagine più dolorose della nostra storia regionale e nazionale. Nel ricordo delle vittime del disastro ferroviario del 3 marzo 1944, consumatosi nella galleria delle Armi nel territorio di Balvano, la Basilicata rinnova oggi il proprio dovere della memoria» dichiara il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Marcello Pittella.

«Uomini e donne segnati dalla guerra e dalla povertà – prosegue – trovarono la morte in condizioni drammatiche, mentre cercava-

no una possibilità di vita e riscatto. È una ferita che appartiene all’intera comunità lucana e che chiede rispetto, ricordo e commemorazione».

«Il Consiglio regionale – conclu-

de Pittella – conferma il proprio impegno a custodire questa memoria come patrimonio civile della Basilicata, affinché continui a essere richiamo e punto di riferimento per le generazioni future».

Il presidente della Regione Bardi e il pesidente del Consiglio Pittella

A cinquantuno anni dalla scomparsa, il ricordo indelebile del leader che guidò Lotta di Popolo e difese il Bosco di Andriace

Leucio Miele: il gigante di Montalbano che sognava la rivoluzione del popolo

D I V I N C EN ZO M A IDA

Ci sono uomini che lasciano un segno indelebile del loro passaggio sulla terra, che va oltre la sfera familiare e amicale.Leucio Miele è stato sicuramente uno di questi e ancora viene ricordato non solo nei paesi dove nacque, Montalbano Jonico, e dove morì, Nova Siri, ma anche a livello nazionale da vari esponenti del mondo della cultura, del giornalismo e della politica. Eppure visse soltanto 35 anni. Morì infatti nei primi giorni del mese di marzo del 1975.Nei convulsi anni della contestazione, del ’68 e del terrorismo, egli si distinse per la sua attività politica di piazza nelle battaglie popolari che allora imperversavano.Dalla difesa di un bosco, quello di Andriace — 500 ettari di macchia mediterranea nel cuore della fascia jonica — alla protesta per l’esclusione della Basilicata dai finanziamenti del CIPE; dalla difesa dell’integrità territoriale di una vasta area del Metapontino, che comprendeva tre comuni — Policoro, Montalbano Jonico e Scanzano Jonico — e di cui oggi si torna a parlare, alle assemblee di contadini per i danni che una copiosa nevicata causò agli impianti arborei, fino all’approvazione di una legge regio-

nale ad hoc per i risarcimenti: Leucio capeggiò il movimento popolare che sorse in quegli anni.A Roma la sua oratoria stringente fu apprezzata nelle assemblee studentesche e, in alcuni casi, fu costretto a parlare sotto la protezione dei suoi compagni di lotta.

Prese parte ai famosi scontri di Valle Giulia, che videro contrapposti militanti di Destra e di Sinistra.La sua impostazione politico-sociale convinse, in sede locale, diversi operai comunisti a strappare la tessera del PCI per seguirlo. Leucio visse l’infanzia e la giovinezza tra le stradine del centro storico montalbanese. Abitava in via Abate Troyli, di fronte al locale che per molti anni ha ospitato il ristorante “Il Gallo d’Oro”.Fu dirigente a livello nazionale, insieme all’ingegner Enzo Maria Dantini, dell’Organizzazione Lotta di Popolo, che si era caratterizzata per le lotte studentesche soprattutto a Roma, Napoli e Milano, ma anche in Basilicata, e che si autosciolse nei primi anni ’70.Rinunciò a una vita agiata — la sua era una famiglia benestante — e a una possibile carriera politica, in coerenza con la sua visione del mondo.Fondò l’Unione Sportiva “Folgore”, che tolse dalla strada tantissimi giovani.Elaborò un progetto di rinascita del

Comune di Montalbano Jonico.Si batté contro la logica degli opposti estremismi e contro le false contrapposizioni ideologiche; previde la crisi della partitocrazia e il suo distacco dai reali interessi del popolo e non cedette mai alle sue allettanti lusinghe.

Leucio Miele possedeva un carisma avvertito dai suoi concittadini di ogni ceto sociale, al di là delle appartenenze politiche.Imponente fu la partecipazione popolare ai suoi funerali. La sua morte fu causata da un male incurabile.Ha scritto qualche anno addietro una sua nipote: «Da bambino tornava spesso a casa scalzo. Le sue scarpe — racconta la sorella — le regalava agli amici più poveri e meno fortunati».Le uniche cose che ha lasciato sono gli scritti relativi ad alcuni suoi comizi fiume in piazza o alle assemblee con decine e decine di persone.

Non è stato un giornalista, eppure era attento a tutta la cronaca corrente ed era un arguto commentatore dei fatti locali e nazionali; trasferiva oralmente molte informazioni ed era un divoratore di libri di carattere politico, esoterico e saggistico.Politico carismatico e trascinatore di folle, non ha mai ricoperto alcun ruolo istituzionale, neanche quello di semplice consigliere comunale.

Dopo una breve esperienza nel MSI, se ne allontanò definitivamente.Lontano culturalmente dal cattolicesimo, pur avendone rispetto, e molto vicino a forme di religiosità precristiana, la sua esistenza fu permeata di atti di generosità. I capannelli di gente di ogni ceto sociale che, ovunque si fermasse, si formavano intorno a lui mentre “predicava” per ore erano la testimonianza di un fascino indiscutibile.

Era attento agli umili e capace di riconoscere la dignità di tutte le persone. Cultore dei valori tradizionali in un mondo che li aveva totalmente capovolti, considerava una sorta di sua “bibbia” il libro “Cavalcare la tigre” di Julius Evola. Un libro difficile, diceva, che, se non si possiede una solida base centrata nell’Essere e nel-

la Trascendenza, può portare all’anarchia e a un individualismo senza senso, fino a un artificioso e alienante distacco dalla realtà.Alcuni ricordano ancora suoi atti di generosità verso operai e indigenti, di cui non faceva alcuna pubblicità.Oggi, a Montalbano Jonico, la Destra ha perso la centralità che si era guadagnata negli anni di attività politica, a causa della miopia, dell’egoismo, dell’ambizione ingiustificata e dell’ottusità di alcuni, esattamente l’opposto di ciò che predicava Leucio. Il ricordo di questo personaggio straordinario e della sua azione politica può rappresentare un faro per illuminare il futuro. Leucio, rispetto ai politici locali attuali, per cultura, capacità, generosità e carisma, è stato un gigante.

Un percorso che trasforma competenza e passione dei 13 giovani partecipanti in risorsa strategica. Soddisfatto il dg Federico

Giovani e formazione: la Monte Pruno guida il futuro del Credito Cooperativo

Nella giornata di sabato, 13 giovani dipendenti della Banca Monte Pruno hanno partecipato a Roma al laboratorio conclusivo della prima edizione di “Campus On Air”, un percorso formativo promosso da Federcasse.

Il programma, articolato in 8 webinar tenutisi da marzo a dicembre 2025, ha posto l’attenzione su temi strategici per il futuro del Credito Cooperativo.

I partecipanti della Banca, nelle persone di: Salvatore Antignano, Annamaria Carimando, Jessica Cuozzo, Annunziata di Verniere, Vincenzo Dodaro, Alessia Ferro, Fabio Giarletta, Santino Landi, Umberto Mazzali, Mariangela

Tropiano, Fabio Truono, Giuseppe Visconti e Roberta Zollo hanno preso parte a tutti gli appuntamenti previsti, distinguendosi per presenza e continuità: con 13 giovani su circa 50 partecipanti nella giornata conclusiva, la BCC è risultata la più rappresentata nell’ambito dell’iniziativa.

La partecipazione non si è limitata alla frequenza dei laavori, ma si è caratterizzata per un contributo attivo, attraverso la presentazione di progetti, interventi e momenti di confronto che hanno alimentato il dibattito e arricchito il percorso formativo.

Un’esperienza che conferma l’attenzione della Banca Monte Pruno verso la

crescita professionale delle proprie risorse e verso un modello di banca cooperativa fondato su competenza, partecipazione e visione condivisa.

Al rientro in sede dei suoi ragazzi il Direttore Generale Cono Federico, soddisfatto ed orgoglioso, ha dichiarato: «La partecipazione dei nostri giovani colleghi al percorso “Campus On Air” rappresenta molto più di una presenza numerica significativa».

«È la testimonianza concreta di una scelta strategica: investire sulle persone per rafforzare il futuro della nostra Banca e del Credito Cooperativo.

Essere la realtà più rappresentata nella giornata

conclusiva, con 13 giovani su circa 50 partecipanti complessivi, non è un dato casuale. - continua Cono Federico - È il frutto di una cultura aziendale che mette al centro la formazione, la responsabilità e soprattutto la crescita condivisa».

«I nostri collaboratori non si sono limitati ad ascoltare: hanno portato idee, progetti, contributi qualificati, dimostrando maturità professionale e senso di appartenenza. - prosegue - Per noi la formazione non è un adempimento formale, ma un investimento strutturale. Significa preparare una nuova generazione di professionisti capaci di coniugare competenza tecnica, spiri-

to cooperativo e attenzione autentica ai territori. Significa costruire continuità, consolidare valori e allo stesso tempo aprirsi con coraggio all’innovazione». «Vedere tanti giovani della Banca Monte Pruno protagonisti di un percorso promosso da Federcasse ci riempie di orgoglio, ma soprattutto ci rafforza nella convinzione che il futuro del Credito Cooperativo passa attraverso il talento, la passione e la responsabilità delle nuove generazioni. Banca, giovani e futuro non sono tre parole accostate per caso: sono un impegno concreto che rinnoviamo ogni giorno, con visione, coerenza e fiducia» conclude il dg Cono Federico.

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