SABATO 31 OTTOBRE 2026 • ANNO XI N. 245
Direttore Responsabile Rosa MOLLICA Direttore Editoriale Alessandro SANSONI • redazione@lecronache.info
LA TANTO DECANTATA TASSAZIONE SUGLI EXTRAPROFITTI DIVENTA REALTÀ NELLA FINANZIARIA DEL CDX
Il Governo prende dalle banche per ridurre le tasse Patuaelli (ABI) critica la manovra per il prelievo. Giorgetti: «Siamo tutti sulla stessa barca»
Lamattina a pag 4
TRAUMA CENTER E RIFIUTI, EMESSE DAL GIP AMODEO SU RICHIESTA DEI PM FALVO E MONTEMURRO A SEGUITO DEGLI INTERROGATORI
ALTRE 4 MISURE CAUTELARI Si tratta delle indagini che avevano già comportato restrizioni per Lopiano e Quaratino e nelle quali risultano coinvolte 19 persone. La Procura presenta riesame per ottenere ulteriori provvedimenti _
ELICOTTERO PRECIPITATO
L’Italia tra blocchi e scontri: tangenziali occupate a Milano e Bologna, barricate e incendi a Roma, idranti a Torino
La Procura militare ha avviato un’indagine DI LUCIA STEFANIA MANCO
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licottero italiano Ch 47 Chinok Eufor Althea precipitato avanti ieri pomeriggio in Bosnia-Erzegovina durante un’operazione di addestramento, la Procura militare di Roma ha avviato un’indagine. Il bilancio definitivo della tragedia: 4 morti e 11 feriti. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto ieri sul posto accompagnato dal Capo (...) ■ continua a pag 5
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La vignetta di Mario Bochicchio Falvo e Montemurro
Dellapenna a pag 8
IL LUTTO Prematuramente scomparso a 54anni, il consigliere di Bcc era amato e apprezzato da tutti
Potenza piange Iudicello POTENZA LA COOPERATIVA RIVENDICA L’INTESA MA LE FAMIGLIE NON CI STANNO
Caso educatrice, genitori contro Confcooperative: «Preoccupati»
Iudicello
SCIOPERO GENERALE
Servizi alle pag 14 e 15
Un momento della protesta di lunedì scorso
Mollica a pag 22
■ Errichetti
a pag 3
CRONACA
A Tito la Polizia arresta una donna con 20gr di hashish e tracce di cocaina in casa, a Scanzano, arrestato 32enne per furto
■ Servizi
alle pag 22 e 28
_ SS 655 BRADANICA
Scontro tra auto e camion: 3 feriti di cui 2 gravi, tutti trasportati al Madonna delle Grazie di Matera
■ Servizio
a pag 27
_ SPORT
Domani pomeriggio alle 17:30 al “Viviani arriva il Crotone. Tisci schiererà la formazione titolare: difendere il primato ■ Nigro
a pag 31
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Italia e Mondo Tangenziali occupate a Milano e Bologna, barricate e incendi vicino al Colosseo. Idranti in piazza Castello a Torino
Sciopero generale, l’Italia tra blocchi e scontri DI VITO ERRICHETTI
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angenziali bloccate a Milano e Bologna, barricate e incendi a Roma, cariche e idranti a Torino, feriti tra agenti e manifestanti in Veneto. Lo sciopero generale del 30 ottobre, promosso dall’Usb insieme ad altre sigle del sindacalismo di base, ha portato nelle piazze italiane le proteste contro carovita e riarmo. Cortei e presìdi hanno accompagnato la mobilitazione nei settori pubblici e privati, dalla scuola alla sanità, con situazioni diverse da città a città.La vigilia era stata segnata dal confronto sui trasporti: il ministro Matteo Salvini aveva disposto il differimento dello sciopero, mentre l’Usb aveva contestato il provvedimento e confermato la protesta. Sul fronte dell’ordine pubblico, il Viminale aveva predisposto misure rafforzate per tutelare le manifestazioni pacifiche e isolare i responsabili di eventuali violenze. MILANO E BOLOGNA, LE TANGENZIALI Milano il corteo ha raggiunto la tangenziale est, chiusa preventivamente al traffico, percorrendone un tratto prima di rientrare in città attraverso Lambrate. Circa trentamila i manifestanti presenti sulla tangenziale; gli organizzatori hanno successivamente rivendicato centomila partecipanti alla mobilitazione.La manifestazione si è conclusa in piazza Leonardo da Vinci, davanti al Politecnico. Gli
ultimi gruppi rimasti sulle carreggiate sono stati accompagnati verso l’uscita dalle forze dell’ordine, tra cori e discussioni, senza ulteriori particolari tensioni.A Bologna il blocco di tangenziale e autostrada è durato circa tre ore. Una parte del corteo guidata dall’Usb ha raggiunto piazza Lucio Dalla, mentre altri partecipanti sono rimasti più a lungo sulle carreggiate. Nel pomeriggio anche gli ultimi gruppi hanno cominciato a defluire attraverso l’uscita in direzione Lame. ROMA, LE TENDE E GLI INCENDI Ai Fori Imperiali una parte del corteo romano ha montato le tende, annunciando un presidio fino all’assemblea nazionale di domenica 1° novembre. Uno spezzone ha invece proseguito verso Piramide, con un passaggio concordato con la Questura.Nel pomeriggio un gruppo di circa trecento manifestanti si è staccato dal corteo dirigendosi verso il Colosseo. In via Claudia sono state realizzate barricate con i cassonetti e sono stati lanciati oggetti contro gli agenti schierati in tenuta antisommossa. Vicino all’Anfiteatro Flavio sono stati incendiati cassonetti e monopattini e divelti cartelli stradali.Il corteo arrivato a Porta San Paolo si è poi sciolto, con l’annuncio di ulteriori mobilitazioni contro il governo. Presidio, prosecuzione concordata e disordini sono momenti distinti della giornata: identificarne partecipan-
ti e responsabilità resta compito degli accertamenti. TORINO, DUE MANIFESTANTI IN OSPEDALE A Torino le prime tensioni si sono registrate in via Rossini, dove un gruppo ha forzato il cordone della polizia per ricongiungersi al corteo principale. Successivamente gli scontri si sono concentrati in piazza Castello, davanti agli schieramenti posti a protezione della Prefettura.Le forze dell’ordine sono intervenute con cariche e un idrante. Cinque persone sarebbero state trattenute per accertamenti. Un uomo di circa cinquant’anni e una giovane manifestante sono stati soccorsi e trasportati in ospedale. MESTRE E VICENZA, AGENTI FERITIA Mestre sette poliziotti hanno riportato lievi ferite, tagli e contusioni: il bilancio è stato riferito dal questore Antonio Sbordone. La Questura aveva vietato il passaggio dalla rotonda di via Torino alla rampa del cavalcavia, prescrivendo un percorso diverso. Il tentativo di avanzare verso l’area interdetta è stato respinto dagli agenti.A Vicenza il bilancio pomeridiano era di quattro agenti feriti e tre manifestanti contusi. Una parte del corteo ha tentato di raggiungere la tangenziale ovest attraverso uno svincolo presidiato. La polizia ha utilizzato un idrante; sono seguiti lanci di fumogeni e razzi verso gli agenti, che hanno
risposto con lacrimogeni. Gli organizzatori hanno riferito che un manifestante era stato colpito alla testa. GENOVA E LE ALTRE PIAZZE A Genova la mobilitazione ha interessato il porto, con il blocco dell’ingresso e il corteo di portuali, studenti e cittadini. A Livorno i presìdi erano cominciati dalle prime ore della mattina nella zona portuale; a Ravenna la Filt Cgil ha riferito un blocco operativo e del traffico.A Napoli migliaia di persone si sono radunate nella zona di piazza Mancini. Manifestazioni anche a Palermo e Cosenza, mentre a Pisa almeno duemila partecipanti hanno attraversato pacificamente le strade della città. IL BILANCIO DELLA GIORNATA Quanto è stata ampia la partecipazione e quale sarà il conto definitivo degli incidenti? Nel pomeriggio le risposte restavano parziali: le stime sulle presenze non erano omogenee e mancava un bilancio nazionale consolidato dei feriti e delle persone trattenute.La giornata ha visto cortei, presìdi, blocchi stradali e, in alcune città, scontri e danneggiamenti. Restavano da completare gli accertamenti sulle singole responsabilità e sull’entità dei danni. Le rivendicazioni su salari, prezzi e servizi pubblici avevano intanto attraversato la mobilitazione nazionale, con ulteriori iniziative annunciate dai promotori.
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La tanto decantata tassazione sugli extraprofitti diventa realtà nella finanziaria del centrodestra
Il governo prende dalle banche per ridurre le tasse al popolo Patuaelli (ABI) critica la manovra per il prelievo alle banche. Giorgetti: «Siamo tutti sulla stessa barca». La grande lezione di Donato Menichella che il sistema delle banche deve imparare per essere autenticamente nazionale DI ROBERTO LAMATTINA
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entre tutti parlano di tassare gli extra profitti delle banche e delle assicurazioni, Giorgia Meloni nella finanziaria e senza colpo ferire lo ha fatto. In sostanza il Governo prevede un contributo da parte di Banche ed Assicurazioni pari a 3,4 miliardi di euro, somma che servirà a ridurre il carico fiscale per il ceto medio con la riduzione dell’Irpef e l’ampliamento delle partite iva che potranno usufruire di una sostanziale flat tax. Si tratta, nelle intenzioni di Giorgia Meloni e della sua squadra, di una vera e propria ridistribuzione delle risorse. Una misura di destra sociale che va incontro alla Nazione reale. L’ABI CONTRO LA MISURA La misura, però, non è piaciuta all’ABI. Il Presidente della Lobby dei banchieri nella giornata del risparmio ha criticato la manovra. Secondo Patuaelli, infatti, «è venuto fuori un mosaico preoccupante perché verrebbe aumentata ulteriormente la pressione fiscale attraverso l’IRES e ci sarebbe un più
gravoso aggravio per l’Irap, già aumentata del 3,5% l’anno scorso» secondo i banchieri, infatti, “ridurre dal 90% al 30% il tetto per le varie detrazioni produce un innalzamento molto forte del gravame dell’IRAP e tutto questo ricade sugli azionisti perché le banche non sono più enti pubblici ma società private con milioni di azionisti italiani ed internazionali”. Secondo i rappresentanti della finanza bancaria italiana, il sistema creditizio avrebbe aiutato il Governo e, quindi, lo Stato ed i cittadini anche nel risanamento dell’ex Banca Popolare di Bari poiché il sistema bancario avrebbe pagato un miliardo per il risanamento mentre gli incassi li incamera lo Stato. SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA Il Presidente di ABI ha incassato la risposta piccata di Giorgietti. Il Ministro dell’Economia ha ricordato come il sistema bancario sia stato aiutato dallo Stato e ora ha il dovere di restituire quello che ha ricevuto perché, ha precisato il Ministro, «siamo tutti sulla stessa barca» da
proteggere in tempi di burrasca. E’ un miglio decisivo, l’ultimo miglio per salvaguardare le finanze dello Stato e nessuno può tirarsi indietro, soprattutto, il sistema del credito che è la spina dorsale del sistema economico nazionale che in quel sistema si muove e della sua salute si muove. Del resto, come ha ribadito lo stesso Giorgetti, il sistema finanziario ha beneficiato dei risultati del risanamento dei conti pubblici, gli oneri che vengono chiesti sono complessivamente riassorbibili senza riflessi negativi. LA MISURA DEL SISTEMA CREDITIZIO PER LA NAZIONE L’Italia ha avuto una grande tradizione di banchieri che hanno ben compreso l’importanza sociale del credito. Fra tutti spicca la figura di Donato Menichella che ebbe la capacità, a cavallo della seconda guerra mondiale, di succedere a Beneduce alla guida dell’IRI e, poi, ad Einaudi alla guida della Banca d’Italia quando ancora quest’ultima esercitava un potere vero e pieno sul sistema economico
_ Antonio Patuelli, presidente dell’ABI italiano. Domenico Menichella nel 1960, in un memorabile discorso concluse dicendo «se a noi non sarà dato di raccogliere i frutti dell’azione risolutiva che caratterizzerà i prossimi anni, ci rimarrà pur sempre la soddisfazione di aver compiuto il nostro dovere, preparando ai nuovi compiti la generazione che ci seguirà ed apprestando, con vigile cura, le attuali strutture del sistema creditizio, impresa anch’essa che non è stata agevole, se si considera la condizione di cose che per gravi eventi ereditammo dalla generazione precedente la nostra».Una
conclusione che, da sola, dava l’idea della grande capacità di tutela dell’interesse nazionale e di tecnicismo votato alla politica di un uomo che rifondò il mondo dell’impresa e quella del credito riuscendo ad essere immutabile e coerente ma assolutamente di fiducia sia ad un interventista come Beneduce che ad un liberista come Einaudi. Perché le formule economiche cedono il passo davanti all’interesse nazionale ed ora il sistema del credito deve far capire se vuole essere sulla stessa barca della Nazione intera o chiamarsene fuori.
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Il ministro Crosetto sul posto, la premier Meloni omaggia i quattro militari morti con un mazzo di rose e invita tutti a portare un fiore
Elicottero precipitato in Bosnia-Erzegovina La Procura militare ha avviato un'indagine E
DI LUCIA STEFANIA MANCO
licottero italiano Ch 47 Chinok Eufor Althea precipitato avanti ieri pomeriggio in Bosnia-Erzegovina durante un’operazione di addestramento, la Procura militare di Roma ha avviato un’indagine. Il bilancio definitivo della tragedia: 4 morti e 11 feriti. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto ieri sul posto accompagnato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa. Cordoglio bipartisan alle famiglie delle vittime. La premier Giorgia Meloni ha reso omaggio con un mazzo di rose alle vittime, al Villaggio della difesa, invitando tutti a portare un fiore. Un minuto di silenzio all’Auditorium all’arrivo del Capo dello Stato Mattarella per l’anniversario della Snam. LE INDAGINI La Procura militare di Roma, guidata da Marco De Paolis, ha avviato un procedimento conoscitivo in relazione all’incidente senza ipotesi di reato, che verranno poi valutati all’esito degli accertamenti. Al vaglio c’è la pista del guasto ai comandi direzionali, in particolare sulla pedaliera. Fondamentali saranno i rilievi sui resti dei componenti della cabina di pilotaggio, la scatola nera e le testimonianze dei piloti sopravvissuti. L’incidente è avvenuto giovedì scorso nella località di Gorice, nel distretto di Brcko, nel nord est della Bosnia-Erzegovina. L’elicottero era impegnato nella in un’operazione EUFOR Althea, nell’ambito della missione EUFOR, attiva dal 2004 per garantire la stabilità e la sicurezza della regione balcanica. A bordo vi erano 15 persone. Tra gli 11
feriti nessuno verserebbe in gravi condizioni. QUATTRO VITE SPEZZATE I sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, entrambi dell’EI AVES, il tenente e il sergente del Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci. Il sergente Procacci, 32 anni, di Andria, era laureanda in Medicina e chirurgia a La Sapienza. Franco Zecchillo viveva a Milano e non ha fatto in tempo a festeggiare il suo 65mo compleanno. Il sergente Marchesi, 35 anni, di Orvieto, operava come specialista a bordo dell’elicottero, insieme a Simone Ruggia, 30 anni, di Salerno. L’INCHINO DEL MINISTRO CROSETTO «Penso a loro, alle loro famiglie, a chi ogni giorno serve l’Italia,
spesso lontano dagli affetti, affrontando rischi e sacrifici. Uomini e donne che, abituati a considerare tutto questo parte del loro dovere, spesso non si rendono conto di quanto siano importanti per il Paese. Rileggo queste poche righe e mi accorgo che non riescono a esprimere fino in fondo il sentimento di gratitudine e riconoscenza che provo nei loro confronti. Forse perché non esistono parole capaci di farlo. E allora mi inchino in silenzio», queste le parole del ministro della Difesa, arrivato ieri sera in Bosnia-Erzegovina per rendere omaggio ai caduti e portare ai militari feriti la vicinanza di tutto il Paese. Lo hanno accompagnato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, genarle Luciano Portolano e un’equipe di medici. Ad accogliere il ministro il suo omologo Zukan Helez.
L’OMAGGIO DELLA PREMIER In mattinata Giorgia Meloni si è recata, insieme a Crosetto, al Villaggio della Difesa al Circo Massimo. La premier ha deposto un fascio di rose in omaggio ai militari morti nel tragico incidente, invitando tutti a portare un fiore. «Abbiamo voluto - ha detto - che il Villaggio della Difesa, allestito in vista del 4 novembre, diventasse un luogo di raccoglimento aperto a tutti». «In quel fiore ci saranno il vostro affetto, il vostro rispetto, il grazie dell’Italia. Simone, Claudio, Franco, Adriano, Laura: non vi dimentichiamo». Un minuto di silenzio è stato osservato, subito dopo l’arrivo del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, nella sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica, dove si è tenuta la celebrazione degli 85 anni della Snam.
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Giustizia minorile, il caso di Mogliano Veneto: scarcerato nel 2022 per un errore di notifica, ha vissuto quattro anni nel Regno Unito
A 15 anni accoltellò Marta: espulso da Londra, oggi è tornato a vivere vicino alla vittima DI TIZIANA MAGRÌ
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arta Novello aveva 26 anni e stava correndo lungo via Marignana, nella frazione Marocco, quando il 22 marzo 2021, fu raggiunta da un quindicenne in bicicletta che la colpì alle spalle con un coltello da cucina, ventitré volte. È sopravvissuta dopo diversi interventi e una lunga riabilitazione. Il giovane accusato dell’aggressione ha lasciato l’Italia nel 2022 per un errore di notifica. Ora è tornato, espulso dalle autorità britanniche, e secondo la stampa veneta vivrebbe di nuovo a pochi chilometri da quella strada. Il ragazzo, oggi ventenne, non è sottoposto a misure cautelari. Per la giustizia italiana è ancora un imputato: a cinque anni e mezzo dai fatti, ancora sul suo conto non c’è una condanna definitiva. IL RIENTRO Il provvedimento di espulsione sarebbe arrivato dopo nuovi guai con la giustizia britannica, legati, secondo le ricostruzioni, al possesso di stupefacenti. Non sarebbe stato un unico episodio. Il 2 gennaio 2025 la polizia londinese lo aveva fermato in College Street mentre guidava senza patente e senza assicurazione, dopo che aveva cercato di evitare il controllo. Davanti alla Croydon Magistrate’s Court si era dichiarato colpevole ed era stato condannato al pagamento di 168 sterline, più le spese. Nel Regno Unito avrebbe vissuto per tutto questo tempo con la madre, lavorando come aiuto cuoco, seguito dai servizi sociali. IL VENTIDUE MARZO Quel pomeriggio Marta, 26enne, corre da sola lungo una strada alberata tra i campi della frazione di Marocco della cittadina veneta. L’aggressore la segue in bici per alcune decine di metri, poi la raggiunge e la colpisce alle spalle con un coltello da cucina; entrambi finiscono nel fossato che costeggia la strada. Marta viene operata d’urgenza due volte, ha un polmone lacerato. Seguirà un altro intervento per ricostruire il tendine della mano. A dare l’allarme sono stati alcuni operai, che notano una bicicletta rovesciata sul bordo della strada. Il ragazzo resta sul posto fino all’arrivo dei carabinieri. Al difensore d’ufficio, Matteo Scussat, dice di essere disperato e di non aver voluto far del male a Marta. Nel processo racconterà di averla scelta a caso, per rapinarla e procurarsi denaro per la droga. TRE APPELLI Il Tribunale per i minorenni di Venezia lo condannò con rito abbreviato a sei anni e otto mesi per
__Marta Novello tentato omicidio e tentata rapina. In appello la pena scese a cinque anni. I giudici gli riconobbero un parziale vizio di mente e lo dichiarano socialmente pericoloso, con due anni di misure di sicurezza da scontare dopo la pena. La difesa ricorre e la Cassazione annullò con rinvio, aprendo una nuova strada alla perizia psichiatrica. Nel novembre 2024 un’altra sezione della Corte d’Appello confermò i cinque anni. Secondo la nuova perizia, però, al momento del fatto era capace di intendere e di volere: la pena restò quella ridotta a cinque anni per un vizio di mente che la perizia non aveva più riscontrato. La Cassazione ha poi annullato la sentenza una seconda volta. Il terzo giudizio d’appello doveva aprirsi il 9 ottobre, ma l’udienza
è stata rinviata al 13 novembre per un problema nelle comunicazioni procedurali. L’ERRORE Per i minorenni la legge prevede termini di custodia cautelare più brevi. Quelli dell’imputato, nel carcere minorile di Napoli, scadevano il 21 luglio 2022. Due giorni prima, su richiesta della Procura minorile, il Tribunale per i minorenni di Venezia ne aveva disposto il trasferimento in una comunità. L’atto, però, indicava il 20 settembre anziché il 20 luglio come termine per notificare il provvedimento all’interessato. Il 21 luglio l’ordine non gli era stato ancora notificato, e il ragazzo uscì per scadenza dei termini. Pochi giorni dopo i carabinieri lo convocarono in caserma per la notifica, ma lui aveva già lasciato
l’Italia per raggiungere la madre a Londra. Il divieto di espatrio non era disposto. Marta lo scoprì per caso. «Sono avvilita e destabilizzata», disse al Mattino nell’agosto del 2022 «Ho avuto paura di trovarmelo di fronte. Noi vittime non siamo tutelate abbastanza». In quegli stessi giorni la ministra della Giustizia Cartabia chiese all’Ispettorato accertamenti preliminari sul Tribunale di Venezia. L’esito di quegli accertamenti non è stato mai reso pubblico. Il rientro dell’imputato, al momento del reato minorenne, è una notizia che non è passata inosservata alla cronaca. La sentenza di appello lo ha definito socialmente pericoloso, eppure per tutto questo, tempo trascorso fuori dal territorio italiano, non è stata applicata alcuna misura nei suoi confronti. Nel gennaio 2025 le autorità inglesi lo hanno identificato e processato, ma dalle cronache non risulta che l’Italia abbia chiesto di riaverlo. Oggi è un maggiorenne libero. Il suo difensore, secondo quanto riportato dal Corriere del Veneto, ha ricordato che fino alla sentenza definitiva vale la presunzione di non colpevolezza, e che le generalità di chi era minorenne all’epoca del fatto delittuoso non possono essere diffuse. Intanto, la legge italiana tutela l’imputato, e fino a sentenza sarebbe giusto. Per la vittima prevede men: nel processo minorile la vittima, in questo caso, Marta Novello, non può costituirsi parte civile. Il 13 novembre aspetterà fuori dall’aula la sentenza che dovrebbe darle giustizia.
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SABAT TO 31 OTTOBRE 2026 CARTOON WORLD STA ADIUM VOX LIBRI SERIE CRONACHE TA ANTE MANI IN CUCINA FILM CARTONE CARTOON WORLD I TESORI DELL’ETNA NEWS WORK IN PROGRESS CINE CRONACHE CRONA CHI? CRONA-CHI? SOCIAL LOPER NEWS DELLA NOTTE
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Cronache Lucane Sono state emesse dal GIP Amodeo su richiesta dei PM Falvo e Montemurro a seguito degli interrogatori
Trauma Center e rifiuti, altre 4 misure cautelari Si tratta delle indagini che avevano già comportato restrizioni per Lopiano e Quaratino e nelle quali risultano coinvolte 19 persone. La Procura presenta riesame per ottenere ulteriori provvedimenti
__Falvo e Montemurro e sotto l’edizione di Cronache del 6 ottobre DI MASSIMO DELLAPENNA
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on si ferma l’attività della magistratura nell’ambito dell’indagine collegata agli appalti del Trauma Center dell’Ospedale San Carlo e alla gestione dei rifiuti. Già il 5 Ottobre il Giudice per le Indagini Preliminari Amodeo aveva concesso, su richiesta del Pubblico Ministero Montemurro e del Procuratore Capo Falvo, le misure cautelari per Lopiano e Quaratino. Nella giornata di ieri, a seguito degli interrogatori i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Potenza, su disposizione della Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione ad ulteriorie ordinanza applicativa di misure cautelari interdittive emesse dal GIP di Potenza verso quattro indagati. La Procura della Repubblica di Potenza nel comunicato stampa emesso da Camillo Falvo, non ha riferito i nomi delle persone sottoposte a misure cautelari ma, nello specificare che sono in prosecuzione delle indagini ha spiegato che si tratta per due indagati del divieto
parziale di esercitare professioni e imprese e di ricoprire incarichi direttivi di persone giuridiche limitatamente alla possibilità di effettuare credito al consumo o, anche indirettamente, altre forme di credito; per altri due indagati il divieto di esercitare imprese e di ricoprire incarichi direttivi di persone giuridiche limitatamente alle attività inerenti alla contrattazione, alla stipulazione e all’esecuzione di contratti con la Pubblica Amministrazione. Il comunicato stampa si conclude con il classico riferimento alla presunzione di innocenza e alla fase ancora preliminare del procedimento. Conclusione che facciamo anche nostra ma che, ovviamente, non ci impedisce di ripercorre e ricordare quanto accaduto. TRA MINACCE E CONTATTI ESTORSIVI Dagli atti di indagine emergeva un quadro piuttosto inquietante su alcuni appalti nel Comune di Potenza e su un clima di minacce, di estorsioni e di contatti politici all’interno del mondo dell’impresa.
In particolare quello che veniva evidenziato era che i Lopiano e Quaratino avevano agito sotto due diversi versanti, sempre con atteggiamenti violenti e un linguaggio che sembra mutuato dai film di Gomorra. In particolare Lopiano e Quaratino avevano minacciato il Varriale che gestiva la raccolta dei panni nel Comune di Potenza facendogli capire che senza la loro autorizzazione non era possibile lavorare. Il Quaratino, diventato consigliere comunale di Potenza, raccontava anche di poter utilizzare la sua influenza sugli uffici comunali per poter decidere tutto. IL TRAUMA CENTER E LE MINACCE A MANZI Ancora più articolata la questione relativa al Trauma Center. Qui si tratta di un preteso subappalto. L’appalto per la realizzazione della struttura era stata aggiudicata da La Cascina. Nella cooperativa lavora Luca Manzi che veniva raggiunto dai Lopiano che, prima blandendolo e poi minacciandolo in modo sempre più violento cercavano di ottene-
re subappalti per imprese loro vicine. In particolare nelle intercettazioni ambientali e telefoniche vengono fatti riferimenti diretti alla Cooperativa Le Tre Fiammelle e Frisoli. Nelle intercettazioni emerge un chiaro clima intimidatorio. Gli indagati, parlando tra di loro, facevano riferimenti chiari a possibili azioni particolarmen-
te violente come mettere nel cemento chi non li aiutava o procedere ad uccidere che tanto non c’era nessuna paura ad andare in carcere. Nelle intercettazioni emergeva anche il nome di Cosimo Latronico (non indagato) come possibile persona da contattare anche se non ci sono elementi che lo riconducano all’indagine né un qualsiasi indizio che possa comprovare un suo coinvolgimento. LA RICHIESTA DI RIESAME Le indagini di Montemurro e Falvo proseguono. Nei giorni scorsi i due hanno fatto istanza di riesame per le ulteriori misure cautelare da loro richieste rigettate dal GIP. Nell’attesa che il Tribunale del Riesame si pronunci possiamo dire che ci troviamo davanti ad un ulteriore inasprimento delle restrizioni già effettuate del GIP. Probabilmente siamo soltanto alle prime battute di un’indagine che potrebbe squarciare veli su vari settori della società, dell’impresa e della politica potentina e non solo.
sione da misure cautelari per estor Lopiano e Quaratino attinti
«Lo metto nel cemento»
denti pubblici e la sussistenza del reato) e dipen ssore Giuzio (per il quale il GIP esclud ratore Falvo Nelle indagini coinvolto anche l’asse mirino del PM Montemurro e del Procu nel r Cente a Traum del palti e dei subap Gli affari della raccolta dei panni usati cune minacce e azioni violente, dall’altro la messa a izione di relazio ni llo stato attuale ci disposzate a concludere e sono 19 nomi co- finaliz re appalti con pronosciuti tra le per- facilita irregolari. cedure sone coinvolte nelle inda- I procedimento prende le gini condotte dal PM Vin- mosse dalle denunce precenzo Montemurro e coor- sentate da Paola Oliveri in delatore dinate dal Procur merito alla raccolta degli la Repubblica Camillo Fal- indumenti usati nel Comu_ Quaratino e Luigi e Antonio Lopiano vo. ne di Potenza. In questa vi1 quater cpp poiché “la più Ci permettiamo di dire “al- cenda entran o in gioco miglio rie. Orazio Colan giulo stato attuale ” perché Rocco Quaratino (all’epo- aveva rotto i rapporti con gelo dipendente comunale recente e consolidata ità l’inda gine sembr a essere ca dei fatti Consigliere Co- il Quara tino) insiem e al e vicino ai Lopiano fece da risprudenza di legittim così molto più corposa con un munal e eletto in Fratel li padre cercavano di favori- tramite e contattò Giuzio esclud e che il fatto, occhio di attenzione parti- d’Italia e passato con Noi re l’impresa di Marco Cer- che garant ì sull’af fida- come contestato e accerta to nel corso delle indagini, colarmente attento rivolto Moder ati) e Anton io Lo- verizzo per i lavori di pa- mento dell’appalto. ” eva, penale conza Emerg nei e. rilevan enti a tazion inquir dagli che è il filo condut- vimen , che Lopiano avreb- Il tutto finaliz zato ad un assum piano tamen ammiaccura ni attività Le indagi inoltre fronti delle supporto elettorale. Nella tore di tutta l’indagine. delnistrat ive e degli appalt i In particolare Quaratino e be coltivato un rapporto di vicenda sarebbe coinvolto te svolte dalla Procura ano Vindel Comune di Potenza. garan- utilità reciproca con nario anche Vito Di Lascio che, la Repubblica suffrag ero avrebb o Lopian con le ipotesi investigative I 19 nomi (Antonio Lopia- tito la possibilità di mette- cenzo Albano funzio però, non risulta tra i deno, Rocco Quaratino, Lui- re casson etti ultron ei ri- ACTA e RUP di un servi- stinatari del provvedimen- intercettazioni telefoniche gi Lopiano, Luciano Var- spetto a quelli previsti dal zio sperimentale di raccol- to. Su Giuzio il GIP ritiene riscontri nelle chat, osserolrese, Paola Olivieri, Mar- Comune di Potenza chie- ta porta a porta. In questa che sia necessario proce- vazioni e pedinamenti co Cerve rizzo, Vince nzo dendo in cambio compen- vicend a entra il voto di dere agli interro gatori ai tre che con documentazio Albano, Orazio Colange- si in denaro corrisponden- scambio con l’Albano che- sensi dell’art. 291 comma ne bancaria. nni, l’assun to Discia favori ore e avrebb lo, Salvat ti al numero di cassonetti zione di Mazzarella presFrance sco Carmi ne Giu- posizionati. I zio, Federico Anna Stenta, Quando, ad un certo pun- so il Pellica no Verde in GLI INDAGATI: ECCO I NOM Umbe rto Zara, Leona rdo to, l’accordo tra Olivieri e cambio del sostegno eletLucia, Petro Metas tasio, il duo si rompe, Lopiano e torale promesso da Lopia1967 ARRESTI DOclasse Carlo De Angelis, Gerar- Quara tino preten dono il no e Orazio Colangelo. PIANO LO io Anton do Vaccaro, Raffaele Bar- saldo di quanto richies to IL RUOLO DELL’ASMICILIARI 1966 OBBLIGO DI SESSORE GIUZIO tali, Angel o Pietra fesa, con minacce fisiche e anRocco QUARATINO classe Gioele Santan gelo) sono che con la pretesa possibi- Il Lopiano avrebbe, semFIRMA ARRESTI DOMIsoltanto quelli per i quali lità di fare interv enire la pre secondo la prospettaLuigi LOPIANO classe 1991 un al o avuto chiest toria, ha a accusa zione la Procur CILIARI macchina amministrativa accordo criminale con l’asGiudic e per le Indagi ni del Comune. GLI ALTRI INDAGATI ello France ale Anton 1981 sessore comun Prelim inari Luciano VARRESE classe IL SUBAPPALTO DEL sco Carmi ne Giuzio per Amodeo l’applicazione di Paola OLIVIERI classe1979 1972 TRAUMA CENTER l’affid ament o dalla ditta una misura cautelare. Marco CERVERIZZO classe Il secondo filone, emerso 1984 classe In partico lare la Procur a nel settem bre 2025 parte Cerverizzo dei lavori di riNO ALBA zo Vincen 1961 della Repub blica aveva dall’intervento dei Carabi- strutturazione di un allogOrazio COLANGELO classe 1961 chiesto la custodia caute- nieri presso l’esercizio In- gio di edilizia residenziale Salvatore DISCIANNI classe classe 1987 IO GIUZ lare in carcere per i Lopia- gromarket a seguito delle pubblica assegnato a Luigi ine Francesco Carm 1988 classe TA no e la custodia agli arresti dichiarazioni di Gianluca Lopiano. Federica Anna STEN domiciliari per tutti gli al- Manzi . Quest’ ultimo , in- Secon do la Procur a (che Umberto ZARA classe 1974 misura la o chiest tri. a di reitera te aveva rdo LUCIA, classe 1983 riferiv Leona fatti, docula arresti ato 1966 cautelare degli Il GIP ha applic Pietro METASTASIO, classe1967 pressi oni eserci tate da l’asses sore stodia cautelare agli arre- Quara tino e Lopian o per micili ari) Carlo DE ANGELIS, classe 1962 sti domiciliari per i Lopia- invitar lo ad interv enire avrebbe turbato mediante Gerardo VACCARO, classe1984 no, l’obbligo di presentar- presso la società La Casci- collus ioni la proced uraa ALI, classe BART le Raffae 1986 si 3 volte a settimana alla na (appaltatrice dei lavori ammin istrativ a diretta Angela PIETRAFESA, classe Polizi a Giudiz iaria per del Trauma Center del San stabilire la scelta del conQuara tino rigetta ndo per
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IL NUOVO COMANDANTE PROVINCIALE DEI CARABINIERI RICEVUTO IN REGIONE: AL CENTRO DEL COLLOQUIO PREVENZIONE E ATTENZIONE AI PICCOLI COMUNI
Potenza, il Colonello Panebianco in visita dal Presidente Bardi
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revenzione dei fenomeni criminali, sicurezza e attenzione ai piccoli comuni lucani. Sono stati i temi al centro dell’incontro tra il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, e il colonnello Onofrio Panebianco, nuovo comandante provinciale dei Carabinieri di Potenza.Nel rivolgere al comandante il saluto di benvenuto, Bardi ha ribadito il valore della collaborazione tra la Regione e l’Arma, soffermandosi sul ruolo delle stazioni e sulla presenza dei militari nelle co-
munità del territorio.«L’Arma dei Carabinieri – ha dichiarato il presidente – rappresenta un presidio di legalità insostituibile e un punto di riferimento fondamentale per tutte le comunità della nostra regione, grazie alla sua presenza capillare sul territorio e al costante impegno quotidiano delle donne e degli uomini in divisa a tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico».Il confronto ha riguardato le principali questioni di sicurezza del territorio provinciale, con particolare attenzione alla
prevenzione e al sostegno ai piccoli centri, dove i Carabinieri costituiscono spesso il primo avamposto dello Stato e un riferimento diretto per i cittadini.«La Regione – ha sottolineato Bardi – continuerà a garantire la massima collaborazione e un dialogo costante con le Forze dell’Ordine. Sono certo che le competenze e l’impegno del Colonnello Panebianco permetteranno di rafforzare ulteriormente quel saldo legame di fiducia tra le istituzioni e i cittadini lucani»
Strade, ferrovie, aviosuperfici e trasporto pubblico locale aprono i lavori. A seguire le proposte su salario minimo, tutele dei lavoratori e sanità
Consiglio regionale, il 3 novembre seduta straordinaria e ordinaria S
trade, ferrovie, aviosuperfici e trasporto pubblico locale al centro del confronto in Consiglio regionale. L’Assemblea lucana è convocata per martedì 3 novembre alle 9.30 nell’Aula Dinardo del Palazzo della Giunta, in via Verrastro a Potenza, per una seduta straordinaria dedicata alla situazione delle infrastrutture e dei collegamenti della Basilicata. Al termine, i lavori proseguiranno in seduta ordinaria con un ampio ordine del giorno che comprende lavoro, sanità, risorse idriche e ricerca di idrocarburi.La seduta ordinaria prenderà il via con l’esame delle proposte di legge sulle priorità nelle assegnazioni del personale ai gruppi consiliari e sul so-
stegno finanziario al Servizio sanitario nazionale, con misure di incentivo fiscale per il personale sanitario e non sanitario.Sono tre le proposte dedicate al lavoro: la prima riguarda l’istituzione del salario minimo, la seconda la tutela della retribuzione minima nei contratti della Regione Basilicata e la terza le misure per la legalità del lavoro e la protezione delle lavoratrici e dei lavoratori. Tutte sono iscritte all’ordine del giorno ai sensi dell’articolo 41 del Regolamento interno del Consiglio.Dopo gli eventuali provvedimenti licenziati dalle Commissioni permanenti, l’Assemblea procederà all’elezione dei componenti dell’Osservatorio regionale sull’immigrazione. Seguiranno l’esa-
me della proposta sulle cure balneari e termali per i pazienti in assistenza domiciliare integrata e del disegno di legge che modifica le norme regionali sulle espropriazioni per pubblica utilità.Il calendario comprende inoltre le modifiche alla legge per il rilancio dell’economia e la riqualificazione del patrimonio edilizio, le misure di sostegno alla parità di genere, l’istituzione dell’Osservatorio regionale sulle risorse idriche e le disposizioni sulla preservazione della fertilità attraverso il cosiddetto “medical freezing”.Sul fronte degli idrocarburi, il Consiglio esaminerà due atti amministrativi relativi alle istanze per i permessi di ricerca denominati «Il Perito» e «La
Capriola», ai sensi dell’articolo 76, comma 4, dello Statuto regionale.Spazio poi al confronto sulla realizzazione del nuovo Ospedale unico per acuti di Lagonegro e sull’attuale situazione organizzativa della struttura. I lavori proseguiranno con le mozioni
presentate dai consiglieri e con l’attività ispettiva, attraverso interrogazioni e interpellanze.La riunione sarà trasmessa in diretta streaming sui siti del Consiglio regionale e della Regione Basilicata, accessibili da computer, smartphone e tablet.
Caro scuola e trasporti al centro del confronto. Bardi: «La Regione non intende lasciare solo nessuno»
Bardi incontra gli studenti: stanziati 1,9 mln per i libri di testo
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no stanziamento di 1,9 milioni di euro per la fornitura gratuita, totale o parziale, dei libri di testo agli studenti meno abbienti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Lo ha annunciato il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ricevendo nella Sala Verrastro una delegazione della Consulta provinciale degli studenti di Potenza, guidata dal presidente Italo Marsico.Al centro del confronto, l’aumento dei costi del carburante, degli spostamenti, del materiale didattico e delle attività scolastiche, con le conseguenti difficoltà per le famiglie.«Comprendo le ansie dei ragazzi e i sacrifici che tantissime famiglie lucane affrontano ogni giorno per garantire ai propri ragazzi un futuro sereno e un’istruzione di qualità», ha dichiarato Bardi. «La Regione non in-
tende lasciare solo nessuno».Il governatore ha illustrato gli interventi messi in campo nel 2026 per il diritto allo studio e l’inclusione, per un totale di circa 17 milioni di euro. In questo quadro rientra lo stanziamento per i libri di testo, del quale ha annunciato l’approvazione nella giornata dell’incontro.Rispondendo alle richieste presentate da Marsico, Bardi ha assicurato approfondimenti tecnici per individuare ulteriori canali di finanziamento. La Regione verificherà le disponibilità di bilancio per destinare risorse al contrasto del caro carburanti e del caro scuola.Il presidente ha inoltre confermato la disponibilità a incontri periodici con la Consulta per monitorare l’avanzamento delle misure. «Il nostro primario obiettivo è stare accanto alle nuove generazioni passo dopo passo lungo tut-
to il percorso formativo», ha concluso, richiamando il sostegno alle famiglie e la necessità di offrire ai giovani opportunità di crescita e lavoro in Basilicata.
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La Regione Basilicata propone tre interventi tra aiuti alle imprese per il gasolio, risorse straordinarie e fondo emergenze
Agricoltura, arrivano 25 milioni per affrontare il caro carburante POTENZA. Si è svolta ieri in videocollegamento la riunione promossa e coordinata dal Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, con gli assessori all’Agricoltura delle Regioni e delle Province autonome. Per la Regione Basilicata ha partecipato l’assessore alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Carmine Cicala. Al centro dell’incontro l’emergenza dei costi di produzione. Il Ministro ha illustrato gli interventi del Governo: il contributo aggiuntivo di 60 milioni di euro per il carburante agricolo, pari al 20% delle spese sostenute tra il 1° giugno e il 15 ottobre 2026, fino a 45 centesimi al litro; circa un miliardo di euro per la riduzione delle accise sul gasolio agricolo previsto anche per il 2027 dal disegno di legge di bilancio; il provvedimento ColtivaItalia,
da oltre un miliardo di euro. Nel corso della riunione, l’assessore Cicala ha illustrato le tre linee di intervento proposte dall’Assessorato per affiancare le misure nazionali: 10 milioni di euro per il sostegno ai maggiori costi del
gasolio agricolo; 10 milioni di euro dal Csr 20232027 per un intervento straordinario a favore delle aziende; 5 milioni di euro per un fondo rotativo dedicato alle emergenze e alle calamità, in fase di definizione con Ismea. Misure pensate in un’otti-
ca di complementarità con gli strumenti nazionali, nel rispetto delle competenze dei diversi livelli istituzionali. Il confronto ha riguardato anche gli esiti del Consiglio Agrifish del 26 ottobre, dove l’Italia ha chiesto di estendere il soste-
gno eccezionale del FEASR ai maggiori costi dei carburanti, e il negoziato sulla Pac post-2027, con l’obiettivo di garantire risorse adeguate, redditività delle imprese e maggiore semplificazione. «Ringrazio il Ministro Lollobrigida – ha dichiarato l’assessore Carmine Cicala – per aver voluto ascoltare tutte le Regioni in una fase così delicata per il comparto. La richiesta avanzata dall’Italia in sede europea sul Feasr va nella stessa direzione dell’intervento straordinario che abbiamo proposto sul CSR, ed è un segnale importante di coerenza tra i diversi livelli istituzionali. Come Assessorato alle Politiche agricole – ha concluso – continuiamo a lavorare, attraverso il Dipartimento e l’Alsia, per tradurre queste scelte in sostegni concreti e tempestivi per le imprese agricole lucane».
I dati Istat di settembre premiano il settore agricolo, davanti a industria, servizi e pubblica amministrazione. La Regione: «Segnale significativo»
Agricoltura, salari in crescita del 3,3% in un anno POTENZA. Le retribuzioni contrattuali nel settore agricolo registrano la crescita più elevata tra i principali comparti economici italiani. Secondo i dati diffusi dall'Istat, a settembre 2026 i salari orari previsti dai contratti collettivi in agricoltura sono aumentati del 3,3% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Un risultato accolto con soddisfazione dall'assessore regionale alle Politiche agricole della Basilicata, Carmine Cicala, che sottolinea il ruolo strategico del comparto per l'economia nazionale e lucana. Il dato supera quello registrato nell'industria, dove l'incremento si attesta al 2,6%, e nei servizi privati, che segnano una crescita del 2,1%. Anche la pubblica amministrazione, con un aumento del 3,2%, rimane leggermente al di sotto del settore agricolo. Le rilevazioni riguardano le retribuzioni contrattuali e non necessariamente gli stipendi effettivamente percepiti dai lavoratori, sui quali incidono anche le ore lavorate e le diverse condizioni occupazionali. «È un segnale significativo, che conferma il valore del lavoro agricolo e delle professionalità che sostengono le nostre filiere», afferma Cicala, evidenziando come
l'andamento delle retribuzioni rappresenti un elemento positivo in una fase economica ancora caratterizzata da numerose difficoltà. Per l'assessore, il rafforzamento del settore passa attraverso politiche capaci di sostenere contemporaneamente imprese, occupazione e competitività. Un obiettivo particolarmente importante per la Basilicata, dove l'agricoltura costituisce una componente essenziale del tessuto produttivo e contribuisce alla tenuta economica e sociale delle aree rurali. Cicala richiama inoltre le iniziative del Governo nazionale a so-
stegno delle aziende agricole, soffermandosi sulle misure adottate per contrastare l'aumento dei costi di produzione. Tra queste figura il recente contributo di 60 milioni di euro destinato al carburante agricolo, considerato uno strumento utile per alleggerire le difficoltà delle imprese. «Va riconosciuto il lavoro del ministro Francesco Lollobrigida e del ministero dell'Agricoltura, che hanno messo in campo misure concrete per sostenere le imprese agricole», sottolinea l'assessore, ribadendo la collaborazione tra Regione e Governo. La crescita delle retribuzioni con-
trattuali rappresenta un segnale positivo anche per il sistema agricolo lucano, alle prese con l'aumento dei costi energetici e delle materie prime. Resta tuttavia centrale la necessità di trasformare questi incrementi in un miglioramento concreto del potere d'acquisto dei lavoratori. L'obiettivo, conclude Cicala, è proseguire lungo questa strada, rafforzando la capacità produttiva delle aziende e creando condizioni favorevoli alla crescita dell'agricoltura lucana, anche attraverso nuovi investimenti e interventi mirati alla competitività delle filiere.
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Bardi, Pittella e Cupparo si stringono alla famiglia. Chiorazzo, Rizzi, Manca, Vincenzo e Roberta Taddei e Scaglione rendono omaggio al suo impegno umano e politico
Potenza piange Giampiero Iudicello Il cordoglio del mondo istituzionale L
a scomparsa improvvisa di Giampiero Iudicello scuote Potenza e il mondo politico lucano. Avvocato, 54 anni, capogruppo di Basilicata Casa Comune in Consiglio comunale e presidente della Terza Commissione consiliare, nella mattinata di venerdì 30 ottobre era stato impegnato nell’attività istituzionale, presiedendo una seduta. Secondo quanto riferito da Antenna Sud, il decesso sarebbe avvenuto in seguito a un malore.Il suo percorso professionale e politico era profondamente legato al capoluogo. Segretario cittadino del Pd dal 2010 al 2017, aveva successivamente guidato Articolo Uno a Potenza fino al 2019. Eletto consigliere comunale nel 2014, era stato capogruppo del Pd e poi di Liberi e Uguali. Nel giugno 2024 era tornato a Palazzo di Città con Basilicata Casa Comune, nella coalizione a sostegno del sindaco Vincenzo Telesca, assumendo la guida del gruppo e la presidenza della Commissione competente in materia urbanistica. Dalla riqualificazione del patrimonio cittadino alle infrastrutture, dalla scuola ai servizi pubblici, numerosi i temi affrontati nella sua esperienza amministrativa. Alla notizia della morte sono seguiti messaggi di cordoglio delle istituzioni e delle forze politiche, che ne ricordano l’impegno pubblico e le qualità umane. BARDI: «SENSO DELLE ISTITUZIONI E GARBO» Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, esprime «il più sentito cordoglio per la scomparsa dell’avvocato Giampiero Iudicello, figura stimata del foro potentino e consigliere comunale impegnato con passione e dedizione al servizio della nostra comunità».«Nel corso delle sue esperienze amministrative e professionali, l’avvocato Iudicello ha sempre dimostrato un profondo senso delle istituzioni, garbo e una costante attenzione verso i bisogni della città di Potenza. La sua scomparsa rappresenta una perdita per il panorama politico e civile del nostro territorio». Alla famiglia, ai suoi cari e all’intero Consiglio comuna-
le Bardi rivolge vicinanza e sincere condoglianze. PITTELLA: «IMPEGNO QUOTIDIANO, PRESENZA E LAVORO» «Ho appreso con sgomento la notizia della morte di Giampiero Iudicello. È una perdita che mi addolora profondamente e che lascia un vuoto a Potenza e nell’intera Basilicata». Così il presidente del Consiglio regionale, Marcello Pittella.«Iudicello ha vissuto la politica con passione, interpretandola come impegno quotidiano, presenza e lavoro al servizio della propria città. Nel suo percorso amministrativo e politico ha messo energie, convinzioni e disponibilità, affrontando con dedizione le responsabilità assunte e il rapporto con i cittadini. È questo il tratto del suo impegno che desidero ricordare».Alla famiglia e a quanti ne hanno condiviso il percorso, dentro e fuori le istituzioni, Pittella esprime la propria vicinanza e quella dell’intero Consiglio regionale. CUPPARO: «CI MANCHERANNO LE SUE ANALISI» L’assessore regionale Francesco Cupparo ricorda l’impegno istituzionale di Iudicello, dedicato principalmente alla comunità potentina, e il contributo offerto al confronto sulle difficoltà del territorio.«Ci mancheranno le sue analisi e valutazioni su come superare questa fase di grande difficoltà per il capoluogo e l’intera regione», afferma Cupparo, esprimendo cordoglio alla famiglia e alla comunità politica dell’avvocato. CHIORAZZO: «UN UOMO PERBENE, LEALE COME POCHI» «Perdiamo un uomo perbene, leale come pochi, un amico e un protagonista della vita politica e amministrativa della città di Potenza e della nostra regione. Ha sempre interpretato il proprio impegno pubblico con passione, generosità e straordinario senso delle istituzioni». Il presidente di Basilicata Casa Comune, Angelo Chiorazzo, ricorda così il capogruppo del movimento.«Per lui la politica
non è mai stata uno strumento di affermazione personale, ma una scelta di vita, fondata sulla forza delle idee, sulla lealtà, sulla coerenza e sulla ricerca del bene comune».Chiorazzo ne sottolinea il legame con Potenza, la conoscenza dei bisogni della città e il contributo alla costruzione di Basilicata Casa Comune, al quale aveva messo a disposizione esperienza e qualità umane e politiche.«Ci mancheranno la sua passione, la sua lealtà, la sua umanità e quel modo di vivere la politica senza mai piegarla alle convenienze personali. Il suo esempio continuerà ad accompagnare il nostro impegno e resterà un riferimento per quanti credono ancora nella politica come servizio, responsabilità e dedizione alla propria comunità».Alla famiglia e agli affetti rivolge l’abbraccio dell’intera comunità politica, concludendo: «Grazie Giampiero, per tutto quello che ci hai donato. Non lo dimenticheremo». RIZZI: «UN ROMANTICO DELLA POLITICA» Il coordinatore cittadino di Basilicata Casa Comune, Domenico Roberto Rizzi, ricorda Iudicello come un uomo perbene e un amministratore attento, capace di unire rigore istituzionale, serietà ed equilibrio alla cura delle relazioni umane. Pur avendo militato in alcuni momenti in formazioni diverse, avevano condiviso una sensibilità comune sui temi sociali e sulla difesa dei beni comuni. «Ci siamo ritrovati insieme in tante battaglie, tra cui quella per la tutela dell’acqua pubblica in occasione della stagione referendaria, dimostrando come i valori e le convinzioni possano andare oltre le appartenenze».«Giampiero era un romantico della politica, nel significato più nobile del termine. Credeva nel confronto, nel dialogo, nel fascino dello stare insieme e nel senso di appartenenza a una comunità». Rizzi ne ricorda inoltre la capacità di ascoltare e dedicare attenzione agli altri, rivolgendo alla famiglia le condoglianze personali e della comunità cittadina di Bcc. MANCA: «UN LEGAME COSTANTE
_ Giampiero Iudicello CON LA CITTÀ» Il senatore Daniele Manca, commissario regionale del Pd, definisce la scomparsa di Iudicello «una perdita dolorosa per la città di Potenza e per l’intera comunità politica lucana».Ripercorrendone gli incarichi nel Partito Democratico, l’adesione ad Articolo Uno e la successiva esperienza in Basilicata Casa Comune, Manca osserva: «Il suo percorso testimonia un legame costante con la città, con le istituzioni e con i temi dell’amministrazione pubblica. Un impegno che ha accompagnato anche la sua attività professionale di avvocato».Alla famiglia, ai colleghi del Consiglio comunale e a quanti ne hanno condiviso l’impegno esprime la vicinanza del Pd Basilicata. «Di Giampiero conserveremo il ricordo del contributo offerto alla vita democratica e istituzionale della sua città». VINCENZO TADDEI: «UN MOMENTO DI PROFONDO DOLORE» Il vicesegretario regionale vicario di Forza Italia Basilicata, Vincenzo Taddei, esprime il proprio dispiacere per la scomparsa del consigliere e rivolge le condoglianze alla famiglia.«È questo un momento di profondo dolore, che lascia sgomenta l’intera comunità di Potenza, segnata da un evento drammatico e improvviso. A tutti i cari di Giampiero va la nostra vicinanza e il nostro abbraccio». ROBERTA TADDEI IL RICORDO E LA VICINANZA Forza Italia Giovani Basi-
licata si stringe alla famiglia e ai cari di Iudicello. Al messaggio di cordoglio si aggiunge il ricordo personale di Roberta Taddei, che sottolinea il rapporto di stima e confronto costruito nel tempo.«Pur provenendo da esperienze e sensibilità politiche differenti, ci univa una profonda passione per la politica, intesa come impegno civile, partecipazione e difesa dei valori democratici».«Con Giampiero mi confrontavo sempre con piacere, nella convinzione che il dialogo e il rispetto reciproco debbano andare oltre ogni appartenenza politica». Alla famiglia e a quanti gli hanno voluto bene Roberta Taddei rivolge le proprie condoglianze. SCAGLIONE: «AVEVAMO UN APPUNTAMENTO PER LUNEDÌ» Nel ricordo di Luigi Scaglione, presidente regionale della Confederazione Italiani nel Mondo, il dolore passa attraverso l’ultima telefonata e un appuntamento già fissato.La sera precedente aveva parlato a lungo con Iudicello, dopo aver incontrato a Roma Antonio Coppola, un suo caro amico di gioventù. Una conversazione dedicata anche alle ultime vicende cittadine.«Avevamo un appuntamento per lunedì, come sempre condividendo le stesse preoccupazioni e gli stessi obiettivi cittadini da raggiungere per il bene della comunità», ricorda Scaglione, richiamando anche la passione di Iudicello per le orchidee e la sua sensibilità culturale, oltre che politica.
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Vicinanza dal mondo politico lucano: «Un uomo ancor prima che politico, rispettoso delle Istituzioni»
Potenza piange Giampiero Iudicello: «Addio a un grande mediatore che amava la città» «G
iampiero era un amico, un caro amico. Un compagno politico con il quale ho condiviso oltre un decennio tra commissioni e consiglio. La sua telefonata in tarda serata era immancabile per commentare gli eventi e per aiutarmi con osservazioni e consigli puntuali, saggi, costruttivi». Così, in un post Facebook il Sindaco Telesca, dopo la scomparsa di Giampiero Iudicello, consigliere comunale BCC. «Una persona intellettualmente libera. Non è un complimento di circostanza: in aula e fuori ragionava con la sua testa, diceva quello che pensava e non si è mai nascosto dietro la convenienza. Su ogni dibattito che riguardasse Potenza - prosegue Telesca - portava idee e analisi lucide, mai scontate. Mediatore instancabile, sempre alla ricerca dell’accordo che permettesse a tutti di esprimersi e di partecipare attivamente alla formazione del risultato. Aveva lo sguardo di chi la città la viveva e la conosceva davvero. Lascia un vuoto incolmabile nel Consiglio comunale, nel gruppo di Basilicata Casa Comune che guidava con passione, nella Terza Commissione che presiedeva e nella politica cittadina. Un abbraccio alla famiglia e a chi gli ha voluto bene», conclude il SindacoTelesca. SMALDONE: «PERDO UN AMICO E UN COLLEGA DI GRANDE
VALORE» «Perdo un amico e un collega di grande valore. Potenza perde un uomo che ha amato profondamente la sua città e le sue istituzioni». È quanto dichiara Pieluigi Smaldone, Presidente del Consiglio comunale di Potenza, a seguito della scomparsa di Giampiero Iudicello. «Lascia un vuoto profondo nel Consiglio comunale di Potenza e in tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e lavorare al suo fianco. Giampiero era un politico di lungo corso, nonostante la sua giovane età, un avvocato stimato, un consigliere comunale attento, preparato e appassionato, un uomo delle istituzioni che ha sempre vissuto il proprio impegno politico con serietà, competenza e un autentico amore per la sua città». «Come presidente della Terza Commissione consiliare ha dimostrato capacità di ascolto, equilibrio e grande senso di responsabilità. Sempre disponibile con tutti, pronto al confronto, anche acceso, ma sempre animato dalla volontà di contribuire alla crescita della comunità. In questi anni ha offerto un contributo importante alla vita politica e amministrativa di Potenza e dell’intera Basilicata, lasciando il segno attraverso il suo impegno e la sua passione civile. Mi mancheranno le nostre discussioni, i confronti, le sue osservazioni puntuali, la sua capacità di difendere con convinzione le proprie idee. Ma soprat-
tutto mi mancherà l’amico Giampiero. Per me è stato un onore essere suo collega in Consiglio comunale e, in questi anni, ricoprire il ruolo di presidente di un’Assemblea della quale lui è stato una presenza autorevole e preziosa». «Oggi le parole fanno fatica a esprimere il dolore e lo sgomento per una perdita così improvvisa. Resta la gratitudine per il percorso condiviso e il ricordo di un uomo che ha saputo mettere la propria esperienza e le proprie capacità al servizio degli altri. A nome mio personale e dell’intero Consiglio co-
munale di Potenza, esprimo il più profondo cordoglio e la mia sincera vicinanza alla sua famiglia e a quanti gli hanno voluto bene. Ciao Giampiero, ci mancherai. Mancheranno la tua voce, le tue idee, le nostre discussioni. Ma soprattutto mancherà la tua umanità». AREA CIVICA: «ADDIO A UN UOMO, PRIMA ANCORA CHE POLITICO» «La scomparsa di Giampiero Iudicello ci addolora profondamente. Perdiamo un amico, un collega, una persona con cui abbiamo condiviso idee, battaglie, confronti e un tratto di strada della nostra vita pubblica e personale». È quanto si legge in una nota diffusa dal Gruppo Area Civica. «Di lui ci resteranno il ricordo, le parole, i momenti vissuti e tutto ciò che non si esaurisce con un incarico o un ruolo, ma continuerà a vivere nelle relazioni che abbiamo saputo costruire. Il Gruppo consiliare di Area Civica si stringe con affetto alla sua famiglia e a quanti gli hanno voluto bene. Ci mancherà l’uomo, prima ancora del politico». FANELLI: «UN UOMO RISPETTOSO DELLE
ISTITUZIONI» «La notizia della scomparsa improvvisa di Giampiero Iudicello mi lascia profondamente addolorato. Oggi perdiamo un uomo che ha dedicato tanti anni della propria vita all’impegno politico, in particolare alla città di Potenza. Una persona perbene, che ho sempre stimato e apprezzato». Lo dichiara Francesco Fanelli, presidente della Prima Commissione consiliare regionale e consigliere comunale di Potenza, esprimendo il proprio cordoglio per la prematura scomparsa del consigliere comunale Giampiero Iudicello. «Giampiero era una persona seria, rispettosa degli altri, dalle grandi qualità umane, capace di vivere il confronto politico senza mai perdere di vista il valore dei rapporti umani. Al di là delle appartenenze e delle diverse posizioni, resta il ricordo di un uomo che ha sempre dimostrato attaccamento alla propria città e rispetto per le istituzioni. La sua scomparsa, così improvvisa, lascia un grande vuoto e un dolore difficile da esprimere. In questo momento così triste, mi stringo con sincero affetto alla sua famiglia e a tutte le persone che gli hanno voluto bene».
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L'assessore regionale alla Salute apprezza l'aumento delle risorse e le misure per gli anziani: «Un segnale concreto per la Basilicata»
Sanità, Latronico promuove la manovra del Governo POTENZA. La Manovra finanziaria per il 2027 appena approvata in Consiglio dei Ministri testimonia dell’impegno del Governo Meloni nei confronti del Servizio sanitario nazionale e verso le esigenze di cittadini e operatori sanitari. Le principali misure annunciate riguardano l’incremento del Fondo sanitario nazionale fino a 146,3 miliardi di euro, l’aumento delle risorse a favore dei medici impegnati nei pronto soccorso, l’aggiornamento delle tariffe ospedaliere e le misure per rendere più sostenibile il sistema della spesa farmaceutica e dei dispositivi medici. Il testo prevede anche interventi dedicati ai pazienti affetti da Alzheimer e altre forme di demenza e un voucher sanitario di 300 euro destinato agli over 75 con pensioni fino a 28 mila euro an-
nui per sostenere le spese sanitarie non coperte dal Servizio sanitario nazionale.«In attesa che la Manovra completi l’iter parlamentare – afferma l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico – esprimo vivo apprezzamento e pieno sostegno alle scelte compiute dal Governo e dalla Presidente Meloni con la Manovra 2027. L’incremento di 3,4 miliardi di euro del Fondo sanitario nazionale, unitamente alle ulteriori risorse finalizzate al sostegno delle persone anziane, rappresentano un segnale concreto di attenzione verso il diritto alla salute e il rafforzamento del Servizio sanitario pubblico. Per la Basilicata, queste misure assumono un valore ancora più significativo, alla luce delle sfide legate all’invecchiamento della popolazione, alla distribuzio-
ne territoriale dei servizi e alla necessità di garantire un’assistenza sanitaria sempre più vicina ai cittadini, soprattutto nelle aree interne e nei territori più pe-
riferici. La salute è un investimento strategico, un potente fattore di coesione sociale e una condizione essenziale per lo sviluppo delle nostre comunità».
I giudici d'appello condannano un'azienda sanitaria a pagare 1.618 euro a un dipendente. Il sindacato pronto a tutelare altri lavoratori
Buoni pasto, vittoria della Uil Fp: giudice dà ragione a un turnista POTENZA. Una sentenza che riconosce le ragioni di un lavoratore turnista della sanità lucana e apre nuove prospettive per altri dipendenti alle prese con il mancato riconoscimento dei buoni pasto. La Corte d'appello di Potenza, sezione Lavoro, con una decisione del 29 ottobre, ha parzialmente riformato la sentenza di primo grado, condannando un'azienda sanitaria del Potentino a corrispondere 1.618,96 euro, oltre agli interessi legali, a un proprio dipendente. Un risultato accolto con soddisfazione dalla Uil Fp Basilicata, che annuncia nuove iniziative per tutelare il personale interessato. La controversia riguardava il diritto ai buoni pasto per i lavoratori impegnati nei turni all'interno delle strutture sanitarie. Una questione che interessa numerosi dipendenti del servizio pubblico e che, secondo il sindacato, richiede particolare attenzione per garantire il rispetto dei diritti contrattuali e un trattamento corretto del personale. Il pronunciamento dei giudici di secondo grado ha modificato parzialmente l'esito del precedente giudizio, riconoscendo le pretese economiche del di-
pendente nei termini stabiliti dalla sentenza. Per la Uil Fp si tratta di un risultato importante, ottenuto grazie alla determinazione del lavoratore, che ha deciso di proseguire la battaglia giudiziaria nonostante l'esito sfavorevole del primo grado. La vertenza è stata seguita dall'avvocato Antonio Di Lena, al quale l'organizzazione sindacale rivolge un ringraziamento per la professionalità e l'impegno dimostrati du-
rante il procedimento. Secondo il sindacato, la decisione conferma l'importanza dell'assistenza legale e della continuità dell'azione sindacale anche quando il riconoscimento di un diritto richiede un percorso giudiziario articolato. «Questa sentenza rappresenta un risultato significativo e dimostra che i diritti dei lavoratori devono essere difesi concretamente, senza arretrare davanti alle difficoltà», sot-
tolinea il segretario generale regionale della Uil Fp, Giuseppe Verrastro, evidenziando come l'organizzazione sia pronta a ricorrere anche alle vie giudiziarie quando il confronto sindacale non consente di risolvere le controversie. Il sindacato ritiene che il pronunciamento possa rappresentare un riferimento importante per altre situazioni analoghe, pur sottolineando la necessità di valutare indivi-
dualmente ogni posizione. L'obiettivo è verificare se sussistano le condizioni per ottenere il riconoscimento delle somme eventualmente spettanti anche ad altri lavoratori turnisti delle aziende sanitarie lucane. Per questo la Uil Fp Basilicata invita i dipendenti interessati a rivolgersi alle proprie strutture territoriali, così da esaminare la documentazione e individuare le iniziative sindacali e legali più appropriate. La decisione della Corte non comporta infatti un riconoscimento automatico del beneficio per tutti, ma offre al sindacato un ulteriore elemento per sostenere le rivendicazioni del personale. «Il nostro impegno è quello di essere sempre al fianco di chi, ogni giorno, garantisce con sacrificio e professionalità il funzionamento della sanità pubblica», ribadisce Verrastro. Il segretario sottolinea che la tutela dei lavoratori deve essere assicurata nelle trattative, nei luoghi di lavoro e, quando necessario, davanti ai giudici. Una linea che la Uil Fp intende proseguire anche nelle prossime vertenze sui diritti economici e contrattuali dei dipendenti sanitari.
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Iniziativa promossa dalla Consigliera di Parità Simona Bonito con il dottor Cammarota del Crob. Visite per le dipendenti per coniugare salute e ritmi lavorativi
Ottobre Rosa nelle istituzioni: visite mediche per le lavoratrici N
ella giornata del 29 ottobre, presso la sede della Provincia di Potenza, sono state effettuate visite senologiche rivolte alle lavoratrici dell’Ente, grazie alla disponibilità e alla professionalità del dottor Aldo Cammarota dell’IRCCS CROB di Rionero in Vulture. La salute delle donne non può essere considerata una questione esclusivamente individuale, né la prevenzione può dependere soltanto dal tempo che ciascuna riesce a sottrarre agli impegni quotidiani. È da questa consapevolezza che nasce e si rinnova, anche quest’anno, l’iniziativa di prevenzione senologica promossa dalla Consigliera di Parità della Provincia di Potenza, Simona Bonito, nell’ambito delle attività dedicate all’Ottobre Rosa.Anche quest’anno l’iniziativa è stata estesa alle dipendenti della Prefettura di Potenza, consolidando una collaborazione istituzionale che riconosce nella tutela della salute femminile una responsabilità condivisa e un obiettivo da perseguire attraverso azioni concrete e continuative. Non si tratta soltanto di offrire un’occasione di controllo, ma di affermare un principio più ampio: la prevenzione deve poter raggiungere le donne anche nei luoghi in cui trascorrono una parte significativa della propria vita, superando quelle difficoltà organizzative e quei carichi di cura che troppo spesso inducono a rimandare l’attenzione verso se stesse.Portare la prevenzione negli ambienti di lavoro significa rendere più accessibili le opportunità di tutela della salute, favorire la diffusione di una cultura della diagnosi precoce e contribuire alla costruzione di organizzazioni realmente attente al benessere delle persone. L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio che la Consigliera di Parità porta avanti da tempo, attraverso collaborazioni con istituzioni sanitarie,
enti pubblici, mondo della ricerca e realtà produttive del territorio, nella convinzione che la salute femminile rappresenti una dimensione essenziale delle pari opportunità e della qualità del lavoro.«La salute delle donne è parte integrante della missione della Consigliera di Parità – dichiara Simona Bonito –. Non possiamo parlare seriamente di uguaglianza nel lavoro senza occuparci delle condizioni che consentono alle donne di vivere e lavorare in salute. La parità non si esaurisce nelle opportunità di accesso, nelle progressioni di carriera o nella conciliazione dei tempi di vita. Passa anche dal diritto di prendersi cura di sé, di conoscere il proprio corpo e di poter accedere alla prevenzione senza doverla continuamente sacrificare alle responsabilità professionali e familiari. Per troppo tempo alle donne è stato chiesto di prendersi cura di tutti, lasciando la propria salute in fondo all’elenco delle priorità. Noi vogliamo contribuire a rovesciare questa prospettiva: prendersi cura delle donne significa anche costruire istituzioni più giuste, luoghi di lavoro più consapevoli e una società capace di riconoscere il valore della prevenzione».La giornata rappresenta inoltre un’ulteriore occasione per ribadire l’importanza della medicina di genere, intesa come approccio capace di riconoscere e considerare le differenze biologiche e socioculturali che incidono sulla salute, sull’accesso alle cure e sui percorsi di prevenzione. Una prospettiva che richiede di superare la logica degli interventi occasionali per costruire pratiche continuative, integrate nelle politiche organizzative e nelle strategie di benessere lavorativo.«Il nostro obiettivo – prosegue Bonito – è fare in modo che iniziative come questa non siano percepite come eventi straordinari, ma diventino parte di una cultura or-
dinaria della salute nei luoghi di lavoro. La prevenzione non deve essere un privilegio legato alla disponibilità di tempo, ma un’opportunità concretamente accessibile. E le istituzioni pubbliche possono e devono essere le prime a promuovere questo cambiamento».«La collaborazione tra Provincia, Prefettura e IRCCS CROB – dichiara la vicepresidente Vitina Claps, presente all’iniziativa – dimostra quanto sia importante costruire alleanze istituzionali capaci di tradurre i principi in azioni. Perché le pari opportunità si misurano anche nella capacità di rimuovere gli ostacoli, spesso invisibili, che impediscono alle donne di esercitare pienamente il diritto alla salute e al benessere».Un ringraziamento particolare è stato rivolto al dottor Aldo Cammarota e all’IRCCS CROB, per la collaborazione e l’attenzione riservata alle attività di prevenzione sul territorio, nonché alla Provincia e alla Prefettura di Potenza per aver reso possibi-
le, ancora una volta, un’iniziativa condivisa a beneficio delle lavoratrici. L’appuntamento si colloca nel più ampio programma di sensibilizzazione sulla salute femminile promosso durante l’Ottobre Rosa e si raccorda alle numerose attività dedicate alla medicina di genere, alla prevenzione oncologica e alla pro-
mozione del benessere delle donne nelle diverse fasi della vita. Un impegno che la Consigliera di Parità intende proseguire anche oltre il mese di ottobre, affinché la prevenzione diventi sempre più una componente strutturale delle politiche di benessere organizzativo e della responsabilità sociale delle istituzioni.
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Il medico di base va in pensione. Sabato chiede «un tavolo tecnico con Regione e Asp, per una strategia di lungo periodo»
Bella: «Dall'Asp garanzie assenti» per gli oltre 1500 assistiti in paese DI EMANUELA CALABRESE
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l medico di medicina generale, o medico di famiglia, è il perno fondamentale del Servizio Sanitario Nazionale e il primo punto di contatto del cittadino con la tutela della salute. Per famiglie, anziani, persone con patologie croniche, si tratta di un riferimento fondamentale sul territorio, eppure sempre più spesso dai Comuni lucani si leva la voce delle Amministrazioni che chiedono interventi per far fronte alle problematiche di carenze di medici. A Bella, il prossimo 22 novembre, uno dei due medici di medicina generale cesserà la propria attività per pensionamento, e il Comune si è già attivato da tempo per scongiurare il rischio di criticità. «Senza interventi tempestivi, oltre 1.500 cittadini di Bella rischiano di rimanere senza il proprio medico di famiglia, lasciando la nostra comunità con un solo medico con ambulatorio attivo nel paese, il cui numero di assistiti è già ampiamente oltre i massimali previsti. Una situazione insostenibile per la salute pubblica – sottolinea il Sindaco Leonardo Sabato- soprattutto per anziani, persone fragili e malati cronici, che non possiamo e non vogliamo accettare». Così il Primo cittadino aveva inviato una nota formale e urgente ai vertici della Regione Basilicata e dell’ASP per
chiedere «la concessione immediata di una proroga al medico uscente, che ha già formalizzato la propria straordinaria disponibilità a rimanere provvisoriamente in servizio per non lasciare scoperti i suoi 1.500 pazienti; Procedure rapide per una copertura definitiva attingendo dalla nuova graduatoria regionale e un incontro urgente per formalizzare soluzioni rapide prima del 22 novembre ed evitare anche un solo giorno di interruzione del servizio». A distanza di qualche giorno è giunta in Comune la risposta dell’Asp, che «ha prospettato – ragguaglia il Sindaco- una soluzione che prevede la presenza del Dott. Marino a Bella il martedì e il venerdì, per complessive 6 ore e mezza settimanali. Il professionista svolge già attività ambulatoriale a Baragiano e segue già assistiti di Bella e di altri comuni». Per l'Amministrazione Comunale però «questa proposta non offre garanzie adeguate rispetto alle esigenze della popolazione. Con il pensionamento del Dott. Matone, infatti, gli oltre 1.500 assistiti dovranno trovare un nuovo medico di medicina generale. La disponibilità oraria prospettata, considerato anche il numero di pazienti già seguiti dal Dott. Marino, non appare sufficiente a garantire una risposta adeguata a tale esigenza -ed ancoraLa limitata presenza del medico a
Bella potrebbe inoltre costringere numerosi assistiti a rivolgersi all'ambulatorio di Baragiano, con le difficoltà che gli spostamenti comportano soprattutto per le persone più fragili. La soluzione proposta dall'Asp, quindi, non è sufficiente». A questa criticità, inoltre, si aggiunge la situazione della Continuità Assistenziale, guardia medica, «per la quale non risultano garantite presenze mediche continuative sul territorio. Lo dimostra una recente comunicazione dell'Asp che ha informato il Comune in merito al presidio di Bella che resterà senza medico nelle giornate del 1, 5, 8 e 26 novembre 2026 e che in queste giornate i cittadini dovranno fare riferimento al presidio di Muro Lucano e, per alcune turnazioni, a quello di Vietri di Potenza. Una situazione che rischia di rendere più difficile l'accesso alle cure». Alla luce di tutto ciò, e per affrontare tali criticità, l'Amministrazione bellese ha inviato una nuova nota ai vertici dell'ASP Basilicata, al Presidente della Regione e all'Assessore regionale alla Salute, chiedendo formalmente: «Per la medicina generale, l'adozione di un provvedimento straordinario che consenta la proroga dell'incarico del Dott. Matone oppure, in alternativa, l'individuazione di una soluzione che garantisca la presenza di un secondo medico a Bella, con ambulatorio attivo cin-
que giorni alla settimana; Per la Continuità Assistenziale, l'adozione di tutte le misure necessarie a garantire una copertura medica regolare e continuativa del presidio di Bella e infine la convocazione urgente di un tavolo tecnico congiunto per individuare soluzioni strutturali e definire una strategia di lungo periodo per il nostro territorio». L'Amministrazione Comunale continuerà a seguire la vicenda «attivando ogni iniziativa utile a difendere il diritto alla salute e a garantire servizi sanitari adeguati alle esigenze della nostra comunità. La carenza di medici è un problema noto – conclude Sabato- ma davanti alla disponibilità di un professionista stimato pronto a prolungare il servizio, non ci sono scuse burocratiche che tengano. Difenderemo con ogni mezzo il diritto fondamentale alla salute della comunità di Bella».
Il protocollo firmato da Romaniello e Rotunno punta a diffondere l'inclusione, con un'attenzione speciale ai piccoli comuni e alle aree interne
Pari opportunità e Terzo settore: siglato l'accordo tra Csv e Cpro
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romuovere la cultura delle pari opportunità, dell’inclusione e della non discriminazione, rafforzando il coinvolgimento del mondo associativo e del volontariato su tutto il territorio lucano. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto nella sede del CSV Basilicata, a Potenza, tra il Centro di Servizio per il Volontariato della Basilicata, rappresentato dal presidente Giannino Romaniello, e la Commissione regionale Pari Opportunità della Basilicata, presieduta da Vittoria Rotunno.L’intesa segna un ulteriore passo nel percorso di collaborazione già avviato dal CSV Basilicata con la Provincia di Potenza e la Consigliera di parità provinciale, con l’obiettivo di estendere all’intero territorio regionale le attività di sensibilizzazione e promozione della parità di genere, valorizzando il ruolo delle associazioni e degli enti del Terzo settore come veicoli di cambiamento culturale e sociale.Il protocollo, di durata triennale, prevede la realizzazione di iniziative culturali, incontri pubblici, momenti di confronto e percorsi di sensibilizzazione dedicati alle pari opportunità, al superamento degli stereotipi e al rispetto delle differenze. Particolare attenzione sarà rivolta ai piccoli comuni e alle aree interne della Basilicata, per favorire una partecipazione dif-
fusa e coinvolgere anche le giovani generazioni.«L’obiettivo del protocollo è diffondere sempre di più una cultura dell’inclusione, della parità di genere e della non discriminazione – sottolinea Vittoria Rotunno, presidente della Commissione regionale Pari Opportunità – . L’accordo rappresenta un’estensione del percorso già avviato dal CSV con la Provincia di Potenza e la Consigliera di parità provinciale. La nostra intenzione è coinvolgere il maggior numero possibile di associazioni del Terzo settore, promuovendo al loro interno percorsi formativi che favoriscano un uso consapevole del linguaggio, la diffusione di una cultura rispettosa delle differenze e l’adozione di comportamenti e pratiche non discriminatorie».«Con la sottoscrizione di questo protocollo si completa un percorso e, allo stesso tempo, si apre una nuova fase di collaborazione – dichiara Giannino Romaniello, presidente del CSV Basilicata –. Vogliamo ampliare le attività già avviate con la Provincia di Potenza, finalizzate a promuovere la cultura della parità di genere nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione al mondo delle associazioni e del volontariato. L’obiettivo è estendere quanto già realizzato, affinché la cultura delle pari opportunità possa affermarsi sempre di più in tutti gli ambienti
lavorativi e, più in generale, nella società lucana».L’accordo punta così a consolidare una rete regionale capace di mettere in relazione istituzioni, associazioni e comunità locali. Il CSV Basilicata favorirà il coinvolgimento degli enti del Terzo settore e metterà a disposizione competenze e strumenti di supporto, mentre la Commissione regionale Pari Opportunità contribuirà alla definizione delle priorità, dei contenuti e al raccordo con i soggetti istituzionali e territoriali. Una collaborazione che intende tradurre i principi delle pari opportunità in iniziative concrete e diffuse, rafforzando il ruolo del volontariato nella promozione di una società più inclusiva, consapevole e rispettosa delle differenze.
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Potenza
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POTENZA Predisposti servizi di trasporto gratuito e assistenza per i cimiteri San Rocco e Giovanni Paolo II. Telesca ringrazia Miccolis, volontari e associazioni
Servizio navetta Ognissanti: «Cimiteri accessibili e sicuri»
POTENZA. «Ringrazio don Cesare Covino per aver messo a disposizione il campetto parrocchiale di San Rocco per la sosta dei veicoli di quanti si recheranno a far visita ai propri defunti. Ringrazio la Pro-
tezione civile comunale, le associazioni di Protezione civile, il personale municipale che opera nel Cimitero, la Polizia locale, gli uffici Ambiente, Viabilità e Mobilità, la ditta Miccolis e tutti coloro che
hanno lavorato per la programmazione e realizzazione delle azioni poste in essere per assicurare un ordinato, confortevole e sicuro afflusso e deflusso di persone presso i Cimiteri cittadini, in occasione
delle giornate che ci apprestiamo a vivere» dichiara il Sindaco di Potenza Vincenzo Telesca alla vigilia delle giornate di Ognissanti e della Commemorazione dei Defunti. L’Unitalsi garantirà una navetta che consentirà, partendo dal fioraio all’intersezione tra via Cavour e via della Rimembranza, di raggiungere i cinque ingressi del Cimitero Monumentale di San Rocco dalle ore 9 alle 13:30 e dalle ore 15 alle 18:30, nei giorni 31 ottobre e 1° novembre. La ditta Miccolis, su indicazione dell’Amministrazione comunale, ha istituito, gratuitamente per l’utenza le navette per i due cimiteri. La prima Unibas (Macchia Romana/Cimitero S. Rocco) Sabato 31 ottobre
- Domenica 1° novembre Lunedì 2 novembre, che seguirà il seguente percorso: Parcheggio UNIBAS di Macchia Romana –via Colombo-Fermata nei pressi della Chiesa di San Rocco – piazzale d'ingresso del Cimitero Monumentale e ritorno. Questi gli orari dall’Unibas: 9-9:40-10:20-11-11:4012:20-13-13:40-14:20-1515:40-16:20-17 Questi gli orari dal Cimitero S. Rocco: 09:20-10-10:40-11:20-1212:40-13:20-14-14:4015:20-16-16:40-17:20 La seconda navetta per il Cimitero Giovanni Paolo II nella giornata del 1° novembre, la linea 3 in A/R effettuerà, fino alle ore 17, il capolinea dinanzi al cancello del Cimitero, transitando comunque da piazza Albino Pierro.
POTENZA L’assessora alle Politiche sociali ricostruisce i passaggi già compiuti. Indispensabile un confronto con tutti i soggetti coinvolti per arrivare all'apertura
Casa Domotica, Grieco sollecita Ater e Regione: «Serve una risposta per le famiglie»
L’
amministrazione comunale si pone accanto a Vincenzo Carlone (presidente dell'associazione "Dopo di noi"), e a tutti i familiari dei ragazzi con disabilità che «da anni attendono di poter usufruire della Casa Domotica come luogo in cui i propri figli possano vivere serenamente la propria vita. Il dialogo con Vincenzo Carlone è continuo e costante affinché si possa finalmente mettere la struttura a servizio della cittadinanza» si legge in una nota del Comune di Potenza. «C'è bisogno di specificare, però, che il Comune, nonostante l'impegno profuso affinché il luogo venisse liberato finalmente da occupazioni abusive, non è proprietario dell'immobile e purtroppo non ne può disporre liberamente. - continua l’Ente - Nonostante questo, l'amministrazione comunale continua a prendersi le proprie responsabilità e a sollecitare le parti in causa affinché facciano la propria parte». «Con una nota formale, in data 7/07/2026, poco dopo la liberazione dell’immobile, insieme al Sindaco Telesca, abbiamo richiesto all'ATER Potenza di confermare la disponibilità dell'immobile in favore del Comune e alla Regione Basilicata di individuare le risorse necessarie alla realizzazione del servizio. Sono le due condizioni indispensabili perché il Comune, attraverso l'Ufficio di Piano dell'Ambito Sociale, possa programmare l'apertura e la messa in funzione del servizio», dichiara l'assessore alle Politiche Sociali Anna Grieco.
«La struttura è stata realizzata dall'Ater, che ne detiene al momento la proprietà e la disponibilità, allo scopo di supportare l'autonomia delle persone con disabilità, in coerenza con quanto previsto dalla Legge n. 112/2016 sul "Dopo di Noi". - continua l’Ente - Il progetto Casa Domotica ha l'obiettivo di fornire, all'interno di una unità abitativa sperimentale e tecnologicamente avanzata, pensata per assistere le persone con disabilità, servizi sociosanitari di comunità e domiciliari. La Casa Domotica va quindi dotata di strumenti e tecnologie di interazione a distanza, mettendo dunque a disposizione degli ospiti apparecchiature e sistemi in grado di svolgere funzioni parzialmente autonome o programmate dall'utente o ancora completamente autonome. L'ambiente e le tecnologie adottate dovranno essere personalizzate sulla base delle esigenze degli utilizzatori al fine di dispiegare il loro massimo potenziale nel miglioramento dell’autonomia delle persone con disabilità e favorire il processo di deistituzionalizzazione». Il Comune ha già compiuto, nero su bianco e a più riprese, i passaggi di sua competenza, ricordandoli anche in occasione della convocazione della IV Commissione Consiliare Permanente tenutasi proprio presso la Casa Domotica in data 1/10/2026, alla presenza dell’Amministratore ATER, e durante la riunione alla presenza dell'Assessore alla Sanità con tutti gli ambiti territoriali, in data 14/10/2026. «Ora attendiamo il riscontro di Regione e ATER, che sollecito anche pub-
blicamente. L'ideale sarebbe dialogare anche con l'Azienda Sanitaria al fine di poter costruire una risposta integrata ed efficiente anche per i disabili gravissimi. Da parte nostra c'è la massima disponibilità a sederci subito allo stesso tavolo con tutti i soggetti coinvolti, associazioni comprese, per arrivare all'apertura nel più breve tempo possibile», conclude l'assessora Grieco.
Potenza e provincia
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POTENZA Restano distanti le posizioni delle parti. Confcooperative auspica il ritorno alla normalità, le famiglie chiedono maggiore tutela
Caso educatrice, la cooperativa rivendica l’intesa, i genitori: «Preoccupazioni restano» www.lecronache.info
POTENZA Sarà
potranno effettuare controlli impiegata in mansioni d’ufficio. Le famiglie
nella struttura durante la mattinata
Asilo nido via Adriatico, c’è l’accordo: educatrice senza contatti con i bimbi il ritorno in servizio dell’educatrice e per l’assenfino a quel momento, POTENZA . Si sblocca, za,garanzie ritenute suffialmeno in parte, la situa- di sulla tutela dei bamzione all’asilo nido di via cientifinalmente qualcosa Adriatico a Potenza, dove bini, si è mosso. dei da giorni i genitori mobilitazione era inibambini iscritti hanno La con una manifestascelto di non accompa- ziata davanti al nido, nelzione strutnella gnare i piccoli giornata di lunedì, in tura per protestare contro la za con il rienil reintegro in servizio di concomitan al lavoro della donna, una delle due educatrici tro termine della sospencoinvolte nel caso dei pre- al di dodici mesi disunti maltrattamenti avve- sione dai giudici. Da alsposta Ionio. via nuti nel nido di i genitori avevano Dopo l’incontro in Regio- lora, di non far frequenne e con la Cooperativa “Il sceltoai figli la struttura, Melograno ” nella sede tare alle istituzioni dell’asilo nido svolti ieri chiedendo alla cooperativa “Il Mepomeriggi o, è stato rag- e che gestisce il lograno”, preche giunto un accordo tornare di individuar e o gli infanti vuole a di aver picchiat vede l’impiego dell’edu- servizio, la donna accusat soluzione concreta. di sospensione, catrice in mansioni d’uffi- una raggiunto non POTENZA Finito il periodo L’accordo contatto cio, senza alcun tuttavia aver dissicon i bambini. La donna sembra tutte le preoccupa lavorerà tre giorni alla set- pato I genitori avevano zioni. Iovia di timana nel nido fin dall’inizio la nio e tre giorni in quello di contestatodi individuare un a la revoca figli. Telesca immagin via Adriatico, ma non po- difficoltà re disposto ad ano di togliere i la cooperativa dell’asilo e minacci trà svolgere attività che interlocutola responsabilinel quale opera no davanti ai cancelli guidato da Finizio aperto gli occhi I genitori protesta Il Consorzio CS comportino un contatto di- assumersi dei genitori, ha ci permettiamo . Resta in silenzio tà di una decisione definiè si è mossa. Noi Sindaco di prodell’affidamento retto con i piccoli. di consigliare al che il distrada e di chiedendo tiva, la NA inoltre seguire lungo questa con la CooM O D E LLA P E N L’intesa prevede risolvere il contratto al lavoro dell’educa- DI MASSI di quelli che preaver deliperativa. Siamo possibilità per i genitori di ritto fosse conciliato con ono accusate di polemica sinmalqualche feriscono beratamente compiuto deldi maltrattameneffettuare controlli all’in- trice dacale al rischi di bambini pictrattamenti su bambini delnecessità di garantire la educatrici ti nei confronti l’asilo nido le treMelograno”. La terno della struttura. Le fa- la colissimi. dei bambini. fatto che la Coola cooperativa “Ilha inflitto loro la Del resto, il solo soltanto immiglie saranno infatti au- sicurezza anche un giustizia penale per abbia tà maggiorre perativa preoccupa rimettere l’edusospensione dall’attivi maginato di poter è trascorso. Due torizzate a esercitare una A posto denota una anno. L’anno le famiglie è sonon hanno, catrice al suo francamente indelle tre educatrici forma di vigilanza attiva, mente la tenera età dei prudenziali, descarsa sensibilitàun ruolo così deper ovvi motivi servizio. Una compatibile con ciso di riprendereÈ un argomenpotendo entrare al nido du- prattutto alcuni dei quali licato. DI ha scelto di farlo. IL SILENZIO si muove sul sotrante la mattinata, in qual- piccoli, to delicato che FINIZIO tra la preancora comhanno a tacere è non filo intercorrente verifitile continua per indagaun di Chi, invece, siasi momento, Cooperazione e venzione e i dirittitale, è assistito il Consorzio CS piuto tre anni e non sono afferisce la to che, in quantone di non colpecare la situazione. Solidarietà al quale Melogran o. La dalla presunzio filo sottile, pein grado di racconcooperati va Il i i i zione dei ge- C volezza. Su questodi bambini picA riferire gli sviluppi è quindi i l Dopo la manifesta autonomamente evenrò, c’è la tutelacrediamo che, in i bambini i cui i i i i tare che ci sonof uno dei rappresentanti dei tare situazioni di disagio. colissimi. Noi restante il dii ih questi casi, fermo i d ive temi organizzat genitori, che sottolinea co- tuali zioni l indei venga i d che innocenza, o sunzione di da alme l’accordo rappresenti «Chiediam una soluzione lavoratrice e poranee, prospettate la Garante regiona- diritti della famiglie, ove conuna soluzione di compro- dividuata garantisca la serenità Anchel’infanzia e l’adole- delle competenze dell’Au- cune praticabili e per messo, seppure non piena- che le cretamente comIl sicurezza . la giudiziaria soprattutto mente soddisfacente per le e nostri figli». scenza della Basilicata, toritàdella Garante è man- compatibili con le dispodei Mignoli,ne lle pito applicabili e con i famiglie. al centro l’attenzio- sizioni possibilità di impiega- Rossana . Si «Diciamo che da parte dei La l’educatrice esclusiva- scorse ore ha mostrato so- tenere e sulle con- diritti della lavoratrice verso i genitori e ne sui bambiniquali vivono tratta di ipotesi rimesse genitori non è stata accol- re in ufficio, esclu- lidarietà nelle ta in modo molto positivo, mente qualsiasi contatto raccolto le preoccupazio- dizioni la loro esclusivamente ai sogget, che non imdalle famiglie. quotidiana mente espresse competenti però bisogna anche capire dendo ni ti . rappreseneducativa» i bambini, reche, purtroppo, non c’era- condunque il punto centra- La Garante ha allora pre- esperienza un luo- plicano giudizi sulle né costituisce nido ta Il spie, rivolta nota individuali una no altre alternative» disposto dell’intesa raggiunta. di cura, crescita e rela- sponsabilità della vicenda ga il genitore, ricostruen- le questa misura si ag- al soggetto gestore e al go quale il rappor- sul merito . «L’auspicio A di Potenza, per zione, nel do l’esito degli incontri. la vigilanza attiva Comune loro attenzione to di fiducia tra famiglie, giudiziariala Garante MiNel corso del confronto in giunge ai genitori, che portare alla educativo e isti- conclude che il Comune e è Regione, le istituzioni consentita accedere alla le istanze ricevute e solle- personale gnoli particolaassume possano avrebbero manifestat o la potrannodurante la matti- citare una valutazione del- tuzioni questo, an- il soggetto gestore soluzioni or- re rilievo. Per una soluzione disponibilità a intervenire struttura per verificare il ri- le possibili utili a preser- che il clima di apprensio- individuare direttamente qualora la si- nata me- attenta e proporzion ata, delle condizioni ganizzative del con- ne riferito dai genitori ge- che contribuisc a ad attetuazione non avesse tro- spetto . Dopo ore di vare la tranquillità rita attenzione e una e a rafvato una soluzione. In as- concordateoni, finalmente testo educativo. le, capa- nuare le tensioni nel serdoveroso ascol- stione responsabi la fiducia senza di ulteriori sviluppi, interlocuzi «Ritengo forzare esile bambii insieme mattina questa di tenere dei bamla Regione si sarebbe im- da potranno tornare a fre- tare le preoccupazioni rap- ce diverse perso- vizio. La serenità e sottoporle ai genze delle pegnata a contattare il Pre- ni bini deve rappresentare il l’asilo nido di via presentate coinvolte. comune, attrafetto e a chiedere la con- quentare e riprendere la soggetti competenti — di- ne riferimento sottopoviene Mignoli —. Occor- Nella nota scelte ponderate che vocazione di un tavolo Adriatico alla valutazione dei de- verso loro quotidianità insieme chiara la dignità e i did’urgenza. re affrontare questa situa- sta anche la possibi- rispettino amichetti. tutti». Dopo giorni di tensioni e agli LA GARANTE zione con equilibrio, nel stinatari di considerar e solu- ritti di di richieste da parte delle pieno rispetto della pre- lità MIGNOLI famiglie, preoccupate per
D I R OS A M AR I A M OL L I C A
i bambini, Maltrattamenti su ducatrice ll’e de ro nt no al rie S
__L’edizione di ieri di Cronache DI ROSAMARIA MOLLICA
POTENZA. L’accordo sul reinserimento lavorativo dell’educatrice negli asili nido comunali di via Ionio e via Adriatico, gestiti dalla cooperativa “Il Melograno”, chiude solo in parte una vicenda
che ha suscitato forte apprensione tra le famiglie nei giorni scorsi. L’intesa è stata sottoscritta al termine di un incontro con i rappresentanti dei genitori, il legale della lavoratrice e i legali delle parti. Come abbiamo raccontato ieri, i genitori non si ritengono del tutto soddisfatti dell’accordo. L’educatrice, dopo il periodo di sospensione di un anno disposto dalla Procura nell’ambito dell’indagine su presunti maltrattamenti ai danni dei bambini della struttura di via Ionio, è stata reintegrata con mansioni amministrative, senza contatto diretto con i piccoli. Lavorerà tre giorni nella sede di via Ionio e tre in quella di via Adriatico. I genitori potranno inoltre accedere alle strutture in qualsiasi momento per verificare la situazione. A commentare l’intesa è Giuseppe Bruno, presidente di Confcooperative Basilicata: «Davanti a una situazione delicata, con i bambini da tutelare e i diritti di una lavoratrice da rispettare, la cooperativa si è fatta carico di un problema che non era soltanto suo.
Ha sospeso il rientro in sezione in attesa del confronto, ha aperto il dialogo con i genitori e i legali e ha firmato un accordo. È il lavoro che le cooperative fanno ogni giorno nelle comunità in cui operano, di solito lontano dai riflettori». «Chi lavora nei servizi per la prima infanzia sa quanto contino la fiducia delle famiglie e la serenità dei bambini», aggiunge Michele Plati, presidente di Confcooperative Federsolidarietà Basilicata. «Il Melograno gestisce il servizio in proroga, in attesa del nuovo affidamento, e ha scelto di affrontare la questione, tenendo insieme le tutele del lavoro e l’interesse dei minori. Adesso conta che il nido torni alla normalità. Su questo la cooperazione sociale resta disponibile a lavorare con il Comune di Potenza e con la Regione». LA REPLICA DEI GENITORI I genitori, tuttavia, contestano questa ricostruzione e precisano che l’accordo non ha restituito serenità alle famiglie. «I genitori si sono trovati ancora una volta in una condizione di forte difficoltà: da una parte, la ne-
cessità di garantire ai propri figli la continuità educativa e il diritto alla frequenza del nido; dall'altra, l'impossibilità di individuare alternative concretamente percorribili che rispondessero alle loro esigenze di tutela», affermano. «I bambini sono tra i soggetti più vulnerabili e il loro superiore interesse deve essere prioritario in ogni decisione che li riguarda. Per questo motivo, l'accordo non chiude la vicenda e non cancella le preoccupazioni delle famiglie. Il reinserimento dell'educatrice ha già inciso sul clima di serenità e fiducia che dovrebbe caratterizzare la vita del nido, coinvolgendo l'intera comunità educante». I genitori auspicano quindi che gli impegni assunti vengano rispettati e che la cooperativa garantisca, attraverso comportamenti concreti e verificabili, condizioni effettive di tutela e sicurezza. «La tutela dei bambini non può essere soltanto un principio dichiarato: deve tradursi in scelte, responsabilità e garanzie concrete. Le famiglie continueranno a vigilare affinché questo diritto sia effettivamente garantito».
Campanaro firma i provvedimenti dopo l’accertamento del rischio di infiltrazioni criminali TITO Trovati 20 gr di hashish e tracce di cocaina
Antimafia, stretta nel Melfese: 2 nuove Droga, blitz della Squadra interdittive per logistica e trasporti Mobile: arrestata donna
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rosegue senza pause l’attività di prevenzione amministrativa antimafia portata avanti dal Prefetto di Potenza Michele Campanaro, con il supporto strategico del Gruppo Interforze Antimafia. Il Rappresentante del Governo ha, infatti, firmato ieri mattina due nuove interdittive antimafia nei confronti di due società con sede legale nel melfese, operanti nei settori della logistica e dei trasporti, settori particolarmente esposti a rischio di condizionamento e di permeabilità da parte di segmenti criminali. I provvedimenti sono stati adottati a seguito delle verifiche avviate sulla richiesta di inscrizione nella c.d. White list, i cui esiti, con le valutazioni del Gruppo Interforze Antimafia della Prefettura, hanno consentito di accertare l’esistenza di elementi sintomatici di un pericolo di infiltrazione mafiosa, con possibile condizionamento delle scelte imprenditoriali, considerata la pervasiva presenza all’interno delle compagini societarie di più lavoratori dipendenti con pregiudizi, ritenuti contigui ad organizzazioni criminali del vulture-melfese. «Il funzionamento del sistema prefettizio della prevenzione antimafia risulta assolutamente centrale e fondamentale per garantire ordine pubblico economi-
co e buon andamento della Pubblica Amministrazione. È importante tenere la guardia sempre alta per scongiurare le infiltrazioni criminali nel sistema economico legale lucano e, per questo, ringrazio particolarmente il Gruppo Interforze Antimafia per il prezioso lavoro che conduce quotidianamente, rafforzato ulteriormente dall’Accordo di collaborazione con la locale Procura Distrettuale Antimafia», le parole del Prefetto Campanaro a margine della firma dei due provvedimenti interdittivi, che si aggiungono alle 67 misure amministrative antimafia adottate da gennaio 2022.
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ell’ambito dei servizi intensificati dalla Polizia di Stato per la prevenzione e la repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti sul territorio della provincia di Potenza, una donna è stata arrestata in flagranza di reato a Tito, a seguito di una perquisizione domiciliare. Gli agenti della Squadra mobile di Potenzahanno rinvenuto, lo scorso 22 ottobre, all’interno di un armadio della camera da letto, circa 20 grammi di hashish, unitamente a materiale per il confezionamento e a un bilancino di precisione. Sono stati inoltre trovati un contenitore con residui di polvere bianca, risultati positivi alla cocaina agli accertamenti tecnici effettuati dalla Polizia Scientifica, e un coltello da cucina che presentava tracce di hashish e cocaina. «Alla luce della gravità delle condotte e della flagranza del reato, la donna è stata tratta in arresto, successivamente convalidato dall’Autorità Giudiziaria con l’applicazione della misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Tito con permanenza domiciliare negli orari notturni. Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, nei confronti della persona arrestata, vige la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna» si legge nella nota della Questura.
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Il Sindaco Mecca a Cronache: «Abbiamo investito circa 35mila euro per consentire la riapertura al transito del tratto interessato dalle piogge»
Avigliano, la centrale via Don Minzoni verso la riapertura: partiti lavori messa in sicurezza
DI EMANUELA CALABRESE
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l maltempo dello scorso marzo aveva lasciato strascichi in diversi comuni lucani, come ad Avigliano, dove lo stesso Sindaco, Giuseppe Mecca, aveva comunicato che lungo la centrale Via Don Minzoni, si era verificata la caduta su strada di terreno e relativa vegetazione, probabilmente quale conseguenza delle piogge. Era stato immediatamente interdetto il transito e contestualmente coinvolta una ditta specializzata per la rimozione del materiale che invadeva carreggiata. Grazie al tempestivo intervento, coordinato dalla Polizia Locale e dall’Ufficio Tecnico Comunale, la strada era stata totalmente liberata e la relativa costa ripulita, tuttavia, si era in attesa di porre in essere i necessari approfondimen-
ti e di assumere nuove determinazioni a riguardo. In questi giorni il Comune ritorna sulla questione, avviando i lavori per la messa in sicurezza e la riapertura al transito della viabilità. «Oltre ai cantieri -aggiunge il Sindaco Giuseppe Mecca- che hanno riguardato Via Borgo Coviello e il Ponte di Salinas, sono in corso le procedure di affidamento dei lavori che interesseranno Via Giacomo Leopardi a Lagopesole, il Pantanello e Madonna delle Grazie. Inoltre, nei prossimi giorni, la Giunta approverà un pacchetto di interventi che riguarderà la viabilità comunale rispetto al quale informeremo i cittadini in ordine al cronoprogramma dei lavori e degli interventi individuati come prioritari in questa fase». Ma è a Cronache che il Sindaco entra nel dettaglio, spiegando che «c'è un problema più arti-
colato su quel versante, che non riguarda il punto specifico su cui stiamo lavorando in questi giorni, ma riguarda un problema che risale a una decina d'anni fa, per il quale è candidato un progetto su una graduatoria Rendis, un progetto da 2 milioni e 100 mila Euro, che prevede oltre la messa in sicurezza, anche l'ampliamento della strada e l'illuminazione pubblica, dunque parliamo di un progetto molto corposo. Attendiamo l'esito di questa graduatoria che è gestita effettivamente dalla Regione, dal Commissario straordinario per il Dissesto idrogeologico. Contestualmente, un po' più sopra, sempre lungo quel versante, a seguito dei fenomeni meteorologici di fine marzo e inizio aprile, c'è stato un piccolo smottamento, rispetto al quale abbiamo candidato una scheda proget-
tuale alla Regione, sperando di rientrare nei fondi che il Governo mise a disposizione, i famosi 5 milioni, rispetto ai quali però vi erano altre priorità su tutte, pensiamo a Rapolla, ma anche ad altri Comuni che avevano viabilità principali chiuse, senza strade alternative». E conclude Mecca: «Noi fortunatamente non rientravamo in questa ipotesi, abbiamo aspettato per capire se potevamo usufruire di fondi extra bilancio, ma alla fine ci siamo resi conto che questa possibilità non si concretizzava, per cui con fondi di bilancio abbiamo investito un importo complessivamente di circa 35mila Euro, tra spese tecniche e lavori e stiamo provvedendo a mettere in sicurezza il tratto di strada interessato da questi fenomeni meteorologici e a consentire la riapertura al transito».
DOPO LE DIMISSIONI IRREVOCABILI DEL SINDACO, NOMINATO COMMISSARIO PREFETTIZIO ALBERICO GENTILE
Pietrapertosa, il prefetto Campanaro sospende il Consiglio
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l prefetto di Potenza, Michele Campanaro, ha sospeso il Consiglio comunale di Pietrapertosa e nominato commissario prefettizio Alberico Gentile, viceprefetto in quiescenza. Il provvedimento è stato adottato con decreto del 30 ottobre, a seguito delle dimissioni del sindaco, diventate efficaci e irrevocabili. La decisione interviene dopo il venir meno delle condizioni per il normale funzionamento degli organi e dei servizi dell’ente. La sospensione del Consi-
glio comunale costituisce il passaggio che precede lo scioglimento, per il quale si attende il decreto del Presidente della Repubblica.Nelle more del provvedimento presidenziale, la gestione del Comune sarà affidata a Gentile. Al commissario prefettizio sono stati conferiti i poteri spettanti al sindaco, alla Giunta e al Consiglio comunale: eserciterà quindi le funzioni dei tre organi, assicurando la continuità dell’attività amministrativa e dei servizi dell’ente.
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Produzione sospesa per carenza di componenti. L'Ugl denuncia l'incertezza e chiede garanzie per lavoratori e indotto
Stellantis Melfi, fabbrica ferma per 5 giorni: «È allarme lavoro» MELFI. Nuovo stop alla produzione nello stabilimento Stellantis di Melfi, in provincia di Potenza. Le attività saranno sospese dal 2 al 6 novembre a causa della carenza di componenti, confermando una situazione di instabilità che continua a pesare sulle prospettive industriali e occupazionali del sito lucano. L'ennesima interruzione riaccende le preoccupazioni dei sindacati per il futuro della fabbrica e delle aziende dell'indotto, già alle prese con le conseguenze della contrazione del settore automobilistico. A lanciare l'allarme è Florence Costanzo, segretaria regionale dell'Ugl Metalmeccanici Basilicata, che sollecita risposte concrete da Stellantis e dalle istituzioni. «Siamo fortemente preoccupati per il continuo susseguirsi delle fermate produttive. Non possiamo accettare che l'incertezza diventi la condizione ordinaria di chi lavora e di un territorio che ha investito per decenni nell'industria automobilistica. Dietro ogni interruzione ci sono lavoratori, famiglie, salari e imprese che vedono compromessa la possibili-
tà di programmare il proprio futuro», sottolinea la sindacalista. La nuova sospensione arriva in una fase particolarmente delicata per l'automotive europeo, impegnato nella transizione verso nuove tecnologie e motorizzazioni. Secondo l'Ugl, le aperture maturate nel confronto europeo sulle regole del settore rappresentano un'opportunità che deve tradursi in investimenti, competitività e salvaguardia dei posti di lavoro. Il rischio, altrimenti, è che i costi della trasformazione industriale ricadano interamente sui dipendenti e sui territori.
Al centro delle richieste sindacali ci sono soprattutto i programmi produttivi dello stabilimento e le prospettive legate all'arrivo dei nuovi modelli. Particolare attenzione viene riservata alla Lancia Gamma, considerata un passaggio importante per il rilancio della fabbrica, ma non sufficiente senza una strategia industriale capace di assicurare continuità e adeguati livelli di produzione. «Chiediamo a Stellantis chiarezza sui volumi produttivi, sui programmi industriali e sugli investimenti destinati a Melfi. L'avvio della produzione della nuova Lan-
cia Gamma rappresenta un'opportunità importante, ma deve inserirsi in una strategia capace di garantire continuità produttiva e occupazionale», afferma Costanzo. Per il sindacato servono motorizzazioni competitive, modelli in grado di intercettare la domanda del mercato e volumi sufficienti a saturare gli impianti, evitando che i nuovi progetti restino privi di ricadute concrete sull'occupazione. Le difficoltà non riguardano soltanto i dipendenti diretti di Stellantis. Ogni fermata dello stabilimento principale produce conseguenze sulle imprese della componentistica, della logistica e dei servizi collegati alla produzione automobilistica. Una filiera che rappresenta una parte fondamentale dell'economia lucana e che rischia di perdere competenze e professionalità costruite nel corso di decenni. «Non esiste rilancio di Melfi senza la tutela dell'intera filiera. Le aziende dell'indotto rappresentano un patrimonio di competenze e professionalità che non può essere disperso», avverte la segretaria regionale, chiedendo garanzie occupa-
zionali e condizioni che permettano alle imprese di programmare investimenti e attività. Un'altra criticità riguarda l'organizzazione del lavoro. L'Ugl denuncia le comunicazioni improvvise delle sospensioni e le modifiche dei turni annunciate a ridosso dell'inizio delle attività. Una situazione che crea disagi ai dipendenti, costretti a sostenere spese di trasporto e carburante senza poter contare su una programmazione affidabile. Il sindacato chiede quindi maggiore rispetto per i lavoratori e per le esigenze delle loro famiglie. Da qui la richiesta di aprire un confronto tra azienda, organizzazioni sindacali e istituzioni regionali e nazionali, con impegni verificabili e una strategia industriale di lungo periodo. «Melfi non può continuare a vivere nell'incertezza né può essere lasciata sola in una fase così delicata per l'automotive», conclude Costanzo, ribadendo che la difesa dello stabilimento significa tutelare non soltanto l'occupazione, ma anche il futuro economico dell'intera Basilicata.
Oltre tremila uscite incentivate alla Stellantis. Il sindacato denuncia i rischi per l’indotto e chiede un piano industriale credibile
Melfi, Fiom: «Adesso basta guerre tra poveri» MELFI. Oltre tremila uscite incentivate, continue fermate produttive e nuove preoccupazioni per il futuro occupazionale dello stabilimento Stellantis di Melfi e delle aziende dell'indotto. A lanciare l'allarme è la Fiom Cgil Basilicata, che denuncia le conseguenze della crisi industriale sul territorio e contesta la decisione dell'azienda di internalizzare il servizio di raccolta differenziata, attualmente affidato alla società Devizia. Una scelta che, secondo il sindacato, rischia di compromettere ulteriormente i livelli occupazionali, aggiungendo nuove criticità a una situazione già particolarmente difficile. «L'incertezza dei volumi produttivi alla Stellantis di Melfi continua a scaricarsi su lavoratori e lavoratrici. Alle continue fermate produttive, alla perdita di salario e all'assenza di prospettive certe, si aggiunge la decisione di internalizzare il servizio di raccolta differenziata, oggi affidato alla so-
cietà Devizia, con il rischio di compromettere l'occupazione dei lavoratori coinvolti», denuncia la Fiom Cgil regionale. La preoccupazione riguarda soprattutto le ripercussioni che la riorganizzazione dei servizi potrebbe determinare sulle aziende esterne, già penalizzate dalla riduzione delle attività produttive. Per il sindacato, il progressivo ridimensionamento dell'indotto rappresenta un segnale allarmante per l'intero sistema industriale del Vulture-Melfese, dove l'automotive costituisce uno dei principali pilastri economici e occupazionali. «Siamo di fronte all'ennesimo campanello d'allarme per l'intero sistema industriale di Melfi, dopo le pesanti ricadute occupazionali che hanno già colpito la logistica e le aziende dell'indotto», sottolinea l'organizzazione sindacale, evidenziando il rischio che le difficoltà dello stabilimento principale finiscano per alimentare ten-
sioni tra lavoratori appartenenti ad aziende diverse. Il dato delle oltre tremila uscite incentivate registrate nello stabilimento lucano rende ancora più evidente, secondo la Fiom, la contraddizione tra la progressiva riduzione degli organici e l'assenza di certezze sui futuri livelli produttivi. La questione centrale non riguarda quindi soltanto la distribuzione delle attività tra Stellantis e le imprese esterne, ma la capacità dell'intero sistema di garantire occupazione stabile. «Non accetteremo che la crisi industriale diventi una guerra tra poveri, mettendo i lavoratori Stellantis contro quelli delle aziende esterne», avverte il sindacato. Senza un incremento dei volumi produttivi, infatti, ogni riorganizzazione rischia di tradursi in un semplice trasferimento delle difficoltà occupazionali da un'impresa all'altra, senza risolvere i problemi strutturali dello stabilimento. La Fiom Cgil Basilicata
sollecita quindi un intervento diretto dell'azienda e delle istituzioni, chiedendo un piano industriale credibile, investimenti e garanzie per tutti i lavoratori della filiera. L'obiettivo è scongiurare un ulteriore impoverimento del tessuto produttivo. «Il futuro di Melfi non si costruisce mettendo i lavoratori gli uni contro gli altri, ma garantendo lavoro, produzione e dignità a tutti», conclude il sindacato.
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Tramutola ricorda Enrico Mattei: una targa per celebrare il legame con la Basilicata e il valore delle comunità
Memoria, identità e futuro: l’omaggio di APVE e Comune al fondatore dell’ENI DI ANNA TAMMARIELLO
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n omaggio a Enrico Mattei, alla sua visione industriale e al legame con la Basilicata, terra che ha avuto un ruolo importante nella storia energetica italiana. A Tramutola, nella serata di giovedì 29 ottobre, è stata svelata una targa commemorativa dedicata al fondatore dell’ENI, figura centrale dello sviluppo industriale del Paese. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Pionieri e Veterani ENI (APVE), sezione di Viggiano, in collaborazione con il Comune di Tramutola, ha rappresentato un momento di memoria, ma anche un’occasione di riflessione sul futuro del territorio e sulle nuove generazioni. Sulla targa, realizzata in pietra e impreziosita da un ritratto in rilievo, è incisa una frase attribuita a Mattei: «Il petrolio è una grande ricchezza, ma la vera ricchezza di un paese è la sua gente». Un messaggio che sintetizza una delle idee alla base della sua politica industriale: le risorse energetiche come strumento di crescita, ma con le persone e le comunità al centro dello sviluppo. A sottolineare il significato dell'iniziativa è stato il sindaco di Tramutola, Luigi Marotta, che ha ricordato il rapporto tra Mattei e il territorio, soffermandosi sulla capacità del fondatore dell'ENI di rompere il monopolio delle grandi compagnie petrolifere e di costruire un modello fondato sulla partecipazione e sulla condivisione con le comunità. «La partecipazione e la condivisione con i territori erano state la base della creazione e dello sviluppo dell'ENI e, secondo qualcuno, anche le cause della sua fine», ha evidenziato Marotta, richiamando anche la figura di Mattei come uomo della Resistenza e protagonista della ricostruzione italiana. Il sindaco ha poi illustrato le prospettive di valorizzazione del patrimonio locale, annunciando un progetto che punta a raccontare la storia del territorio attraverso un percorso dedicato all'acqua e al petrolio. L’obiet-
tivo è realizzare un Museo dell’Energia a Palazzo Terzella e, parallelamente, sviluppare un percorso turistico-didattico all’aperto attraverso il recupero, la messa in sicurezza mineraria e la valorizzazione di pozzi, sorgenti e risorse naturali del territorio. «Questo è un paese diverso dagli altri per la sua storia, per la sua cultura e per la sua ricerca di libertà. Recuperare un profilo della nostra storia mi pare un fatto importante», ha dichiarato, sottolineando anche l'interesse per lo sviluppo di applicazioni legate all'energia geotermica ed idroelettrica nell’ambito dello sviluppo di energia verde. Un progetto che, nelle intenzioni dell'amministrazione, dovrà coinvolgere anche le scuole e diventare occasione di conoscenza e crescita. Un richiamo alla responsabilità verso le nuove generazioni è arrivato anche dal rappresentante dell’Distretto Meridionale di Eni, Alfonso Pagano, che ha ricordato l'attualità del pensiero di Mattei e la sua capacità di guardare oltre le difficoltà. Per Emanuele Aliotta, presidente dell'APVE, sezione di Viggiano, la targa non è soltanto un segno commemorativo, ma soprattutto uno strumento per trasmettere la memoria. «Non serve a ricordare l'evento di oggi, Enrico Mattei non ne ha più bisogno. Serve alle nuove generazioni, perché chi passerà da lì e vedrà quella targa dovrà farsi una domanda: ma quest'uomo chi era? E che cosa c'entrava con Tramutola?». Aliotta
ha richiamato la centralità della Basilicata nel panorama energetico nazionale e la necessità di non rinunciare a una visione per il futuro. «La capacità di non rassegnarsi a essere secondi a nessuno e la convinzione che l'Italia debba essere autonoma e avere un ruolo importante: questo è ciò che Mattei ci ha insegnato». Ha quindi ringraziato i testimoni diretti di quella stagione e gli studenti presenti, sottolineando l'importanza di conoscere la propria storia per comprendere la direzione da intraprendere. Il valore dell'investimento sulle persone è stato al centro anche dell'intervento di Alberto Aurizzi, vicepresidente nazionale dell'APVE, che ha raccontato la propria esperienza professionale all'interno del gruppo ENI e all'estero. «A parità di efficienza ed efficacia della struttura organizzativa bisognava privilegiare quella a favore dei lavoratori», ha ricordato, spiegando come questo principio abbia guidato anche le sue scelte nelle esperienze internazionali. Una visione che, secondo Aurizzi, continua a rappresentare un'eredità concreta del pensiero di Mattei. A guardare alle prospettive del territorio è stato Cristiano Re, responsabile dei Progetti Territorio della Fondazione Mattei, che ha indicato nella formazione e nelle competenze dei giovani una delle principali risorse su cui investire. «Il vero giacimento su cui puntare sono le risorse umane, i ragazzi che si formano in questo istitu-
to», ha affermato riferendosi all'Istituto professionale di Tramutola, considerato un'eccellenza. Re ha inoltre ricordato le collaborazioni con la scuola e i progetti di diversificazione economica e agricola, tra cui Agrivanda, che puntano a introdurre innovazione, intelligenza artificiale e automazione in settori come l'agricoltura e i beni culturali. «Bisogna puntare sulla programmazione delle risorse e sulla formazione, per dare grande soddisfazione e crescita a tutto il territorio». A ricostruire il percorso storico e industriale di Mattei è stata infine Lucia Nardi, responsabile Cultura d'impresa e Archivio storico ENI, che ha ripercorso le origini della sua visione, maturata anche attraverso l'esperienza personale e il contesto sociale delle Marche del primo Novecento. Nardi ha ricordato la volontà di Mattei di contribuire alla ricostruzione di un Paese uscito devastato dalla guerra, la scelta di non liquidare l'Agip, nonostante l'incarico ricevuto, e la successiva nascita dell'ENI nel 1953. «Mattei ha una visione del Sud che è davvero quella di fare in modo che il Paese sia unico», ha spiegato, richiamando anche la battaglia per il prezzo unico del metano e la realizzazione delle infrastrutture energetiche nel Mezzogiorno. La sua politica, ha sottolineato Nardi, nasceva dalla convinzione che fosse necessario garantire a tutto il Paese le stesse opportunità di sviluppo, superando le disuguaglianze territo-
riali. Un principio che rende ancora attuale la sua esperienza e che, a Tramutola, trova un nuovo spazio di riflessione. La targa commemorativa diventa così molto più di un ricordo: un segno che lega la storia di Mattei a quella della comunità lucana e rilancia una domanda sul futuro della Basilicata. Perché, come ricordano le parole incise nella pietra, la vera ricchezza di un territorio resta il valore delle persone, delle loro competenze e delle opportunità che si è capaci di costruire insieme. E sulla scia delle competenze significativo è stato l’intervento del docente dell’Istituto tecnicotecnologico di Tramutola, Vito D’Onofrio, che ha non solo raccontato, come già sottolineato da Cristiano Re, le grandi opportunità che questa scuola offre agli studenti e alle imprese del territorio, ma ha anche offerto un contributo storico su Tramutola, raccontando di come la presenza della Centrale idroelettrica del Caolo prima, e la perforazione dei pozzi da parte dell’Agip dopo, abbiano portato a Tramutola emancipazione femminile, lavoro e nuovi abitanti, arrivati lì per lavorare e poi fermatasi in pianta stabile. A testimoniare quel legame tra la storia dell’ENI e il territorio è stato anche Felice Simone, ex dipendente Agip, arrivato in Val d’Agri insieme alla famiglia per motivi di lavoro e rimasto poi a Tramutola, diventata nel tempo la sua casa e il luogo in cui ha scelto di mettere radici.
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Il consigliere: «Operazioni di facciata e pubblicità ingannevole» e il Sindaco: «La valorizzazione di nuove risorse non cancella quelle esistenti»
Laurino-Ostuni: scontro sull’identità del Borgo, tra “arte” e “tartufo” DI EMANUELA CALABRESE
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è una questione che alimenta il dibattito a Sant’Angelo Le Fratte è quella sulla “identità” del comune lucano. Da una parte infatti l’ex Sindaco Michele Laurino, oggi nel Gruppo Consiliare, che rivendica l’identità artistica del borgo, grazie ai suoi variopinti murale e al lungo lavoro portato avanti per molti anni nel segno dell’arte, e dall’altra parte il Sindaco Vincenzo Ostuni che guarda alla valorizzazione di nuovi prodotti, come il tartufo. Andiamo per ordine: Laurino asserisce che «Sant’Angelo Le Fratte è storicamente e da sempre il paese delle Cantine, famoso ovunque come la Capitale dell’Arte, delle sculture e dei famosi murales, il paese di Caramuel. Tutto ci potevamo immaginare, fuorché vedere trasformato nel ridicolo un paese con una storia così importante, identitaria e riconosciuta a livello internazionale. L’attuale amministrazione ha invece deciso di battezzare in modo “monumentale” il nostro borgo con una targa in pietra posizionata al centro della piazza principale, Piazza dei Martiri, recante la scritta “Città del Tartufo”». «AFFIBBIARE AL PAESE UN'ETICHETTA CHE NON GLI APPARTIENE, SCOLPENDOLA PERSINO NELLA PIETRA» E prosegue Laurino: «Una scelta che lascia sbigottiti cittadini e visitatori. Ci si ritrova così di fronte a una semplice autoproclamazione, senza considerare che, per potersi fregiare di un primato o di un titolo come quello di “Città del Tartufo”, un Comune dovrebbe soddisfare precisi requisiti minimi e oggettivi. A Sant’Angelo invece, assistiamo a un’operazione promozionale priva di qualsiasi fondamento: i cittadini non sanno nulla, la comunità non ha la minima idea di dove si possa trovare il tartufo sul nostro territorio, ad eccezione dei pochissimi appassionati
che esistono legittimamente in qualsiasi paese del mondo. Non esiste una filiera fatta di produzione locale strutturata, commercializzazione legale e attività di trasformazione del prodotto. Nessun legame storico e nella nostra storia culinaria. In maniera quasi "magica" -incalza Laurinoda un giorno all'altro, un'amministrazione decide a tavolino di affibbiare al paese un'etichetta che non gli appartiene, scolpendola persino nella pietra nel cuore della piazza principale». L’ex Sindaco prosegue: «È forse la strategia per “valorizzare il territorio con la bugia”: inventare un'identità che non esiste a tavolino e sminuire la vera storia, l’arte e le tradizioni di Sant’Angelo solo per rincorrere una targa da mostrare in piazza. Ci si riempie la bocca di "sviluppo locale", ma la domanda sorge spontanea: questa trovata della "Città del Tartufo" ha generato anche un solo singolo posto di lavoro per la nostra comunità? I cittadini e la storia di questo paese meritano rispetto, autenticità e la promozione delle proprie reali eccellenze, non operazioni di facciata che rischiano solo di scivolare nel ridicolo con questa pubblicità ingannevole». «NON È UN’AUTOPROCLAMAZIONE, MA UNA SCELTA DI ADESIONE AD UNA RETE ASSOCIATIVA» Non tarda ad arrivare la risposta dell’Amministrazione Ostuni che replica: «Prima di alimentare polemiche sulla nostra iniziativa, ti invitiamo Michele, a considerare i fatti e a mantenere coerenza con quanto da te stesso sostenuto in passato. Il nostro paese non ha rinnegato la propria storia. La valorizzazione di nuove risorse non cancella quelle esistenti, ma le affianca, ampliando le possibilità di promozione e sviluppo del territorio. La scritta “Città del Tartufo” identifica la denominazione e il logo dell’Associazione nazionale alla quale il Comune ha aderito. Non è un titolo inventato dall’Amministrazione, né un’autoproclamazione di un primato inesistente. È
una scelta di adesione a una rete associativa che offre occasioni di confronto, collaborazione e promozione territoriale. In secondo luogo, la contraddizione più evidente è la tua: in Consiglio hai votato a favore della proposta di adesione all’Associazione Città del Tartufo, riconoscendone il valore come strumento di promozione e valorizzazione del territorio. Non solo, hai anche ricordato di aver pensato a questa possibilità già diversi anni fa. Oggi, invece, presenti pubblicamente la stessa iniziativa come ridicola, priva di fondamento e ingannevole. Cosa è cambiato rispetto ad allora? L’iniziativa in sé o il fatto che sia stata portata avanti da un’Amministrazione diversa dalla tua? I cittadini possono trarre da soli le proprie conclusioni. Noi ci limitiamo a ricordare che un’opportunità non perde valore a seconda di chi la propone e che un voto favorevole non può essere ignorato quando, successivamente, si sceglie di contestare pubblicamente quella stessa iniziativa». Ed incalza Ostuni: «Il 7 febbraio 2026, al Polifunzionale, si è svolto il primo convegno dedicato a Sant’Angelo Le Fratte Città del Tartufo, con approfondimenti sull’associazionismo come strumento per lo sviluppo della tartuficoltura lucana e sulla valorizzazione culturale, economica e turistica della filiera. Non eri presente. Eppure oggi formuli giudizi categorici su un percorso che avresti potuto conoscere direttamente, partecipando al confronto e ascoltando i temi affrontati. La partecipazione agli eventi è una scelta libera, naturalmente, e criticare un’Amministrazione è legittimo. È però meno comprensibile sostenere un’iniziativa nelle sedi istituzionali e poi contestarla pubblicamente, senza aver preso parte nemmeno a uno dei momenti di approfondimento organizzati per illustrarne obiettivi e prospettive». S.ANGELO SARÀ ANCHE A MATERA, ALLA FIERA “TESORI DELLA
TERRA” A questo si aggiungono ulteriori occasioni di promozione: «Quest’anno saremo presenti anche a Matera alla fiera “Tesori dalla Terra - Il Tartufo Bianco Pregiato di Basilicata”, un’ulteriore occasione per far conoscere Sant’Angelo Le Fratte al di fuori dei confini comunali. Siamo agli inizi, certo, ma se ci crediamo e lavoriamo con continuità, domani potremo parlare di risultati che oggi siamo soltanto impegnati a costruire. Quindi no -sottolinea il Sindaco- non è magia e non è un’iniziativa inventata dall’oggi al domani. È un percorso che parte da un’idea e cerca di trasformarla, passo dopo passo, in opportunità concrete di promozione e sviluppo per la nostra comunità. E, già che parli di autoproclamazioni e autocelebrazione, sarebbe opportuno applicare lo stesso metro di giudizio anche alle proprie iniziative. Perché criticare una targa dedicata a un progetto di promozione territoriale, quando si era pensato di collocare in piazza un quadro celebrativo della propria persona? Se il problema sono i simboli e l’autocelebrazione, la coerenza richiede di applicare lo stes-
so criterio a tutti. Almeno la targa “Città del Tartufo” richiama un’adesione associativa e una prospettiva di valorizzazione del territorio, non la celebrazione di chi amministra. Fa sorridere -si avvia a concludere Ostuni- che proposte come trenini volanti, casette sulla parete verticale della Riparossa o l’itticoltura in località Pescara, possano essere presentate come idee visionarie, mentre la possibilità di valorizzare un prodotto naturale presente nel nostro territorio, ma finora mai adeguatamente valorizzato, venga trattata come un’eresia o una bugia. Noi non sosteniamo di aver già raggiunto ogni risultato, ma rivendichiamo la volontà di avviare un percorso per creare nuove occasioni di sviluppo per Sant’Angelo. Continueremo a lavorare valorizzando il patrimonio artistico e culturale che ci appartiene, senza rinunciare a esplorare nuove opportunità. Perché la storia del nostro paese non si difende impedendo al territorio di evolversi: si difende custodendo ciò che siamo e lavorando per ciò che possiamo diventare. E la coerenza politica si dimostra con i fatti, prima ancora che con le parole».
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Matera e provincia
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INCIDENTE ALL'ALBA SULLA STATALE NEL MATERANO. TRE PERSONE TRASPORTATE IN OSPEDALE, STRADA CHIUSA PER I SOCCORSI E I RILIEVI
Scontro tra auto e camion sulla Bradanica, due feriti gravi MATERA. Grave incidente stradale questa mattina, 30 ottobre, lungo la statale 655 Bradanica, dove un autoarticolato e un'autovettura si sono scontrati per cause ancora in corso di accertamento. Il bilancio è di tre feriti, due dei quali in gravi condizioni. L'impatto si è verificato intorno alle 5.45, all'altezza del chilometro 133,900, rendendo necessario l'intervento dei vigili del fuoco del
comando provinciale di Matera. L'autoarticolato trasportava bitume ad alta temperatura, ma fortunatamente non ha riportato danni strutturali e il conducente è rimasto illeso. Più gravi le conseguenze per gli occupanti della vettura, tre persone soccorse dal personale sanitario del 118 e trasportate all'ospedale Madonna delle Grazie di Matera. Due di loro sono ricoverate in condizioni
gravi. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti anche i carabinieri, la polizia stradale e il personale dell'Anas, impegnati nei rilievi e nella gestione della viabilità. La statale è stata interamente chiusa al traffico per consentire la rimozione dei mezzi coinvolti e le operazioni di messa in sicurezza della carreggiata. Le forze dell'ordine stanno ricostruendo la dinamica dello scontro.
Protesta nello stabilimento di Matera contro il mancato confronto sulla cessione delle attività a Siemens, sindacati in rivolta
Ferrosud, i lavoratori in sciopero «Ora garanzie sul nostro futuro» MATERA. Quattro ore di sciopero per chiedere chiarezza sul futuro dello stabilimento Mermec Ferrosud di Matera e garanzie occupazionali in vista del passaggio delle attività a Siemens. La mobilitazione è stata proclamata per oggi, 30 ottobre, al termine di un'assemblea molto partecipata che si è svolta ieri all'interno della fabbrica. I lavoratori chiedono l'apertura immediata di un confronto istituzionale e sindacale per affrontare una fase considerata decisiva per le prospettive industriali del sito materano. Al centro della protesta c'è soprattutto la mancata partecipazione di Mermec al tavolo convocato il 20 ottobre presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy. Una decisione che ha suscitato la forte contrarietà delle organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm, preoccupate per l'assenza di informazioni sul futuro delle attività produttive e sulle condizioni del trasferimento a Siemens. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, il rifiuto dell'azienda di
prendere parte al confronto istituzionale costituisce un segnale particolarmente negativo in un momento nel quale sono in discussione non soltanto i livelli occupazionali, ma anche la salvaguardia delle competenze e delle professionalità maturate nello stabilimento. L'assemblea ha quindi deciso di ricorrere allo sciopero, articolato nelle ultime quattro ore dei turni di lavoro. Per il primo turno l'astensione è prevista dalle 10 alle 14, per quello centrale dalle 12 alle 16.30 e per il secondo dalle 18 alle 22.30. La mobilitazione punta a ottenere una nuova convocazione del tavolo ministeriale, con la partecipazione delle aziende interessate e delle rappresentanze sindacali. L'obiettivo dichiarato è garantire un passaggio ordinato delle attività, evitando che la riorganizzazione industriale si traduca in un peggioramento delle condizioni di lavoro o in una riduzione dell'occupazione. I sindacati chiedono impegni precisi sulla continuità produttiva, sulla tutela dei
diritti acquisiti e sulla valorizzazione delle professionalità presenti nel sito. Fim, Fiom e Uilm ribadiscono inoltre la centralità del settore ferroviario, considerato strategico per lo sviluppo industriale della Basilicata. Il trasferimento delle attività a Siemens potrebbe rappresentare un'opportunità di crescita, ma soltanto attraverso un percorso trasparente, accompagnato da relazioni industriali stabili e da garanzie verificabili.
La richiesta rivolta alle aziende e alle istituzioni è dunque quella di assumersi le rispettive responsabilità e ripristinare rapidamente il dialogo. Per i lavoratori di Ferrosud, il futuro dello stabilimento non può essere deciso senza coinvolgere chi contribuisce quotidianamente alla produzione e alla crescita dell'impresa. La protesta di oggi vuole riportare al centro del confronto proprio il lavoro e le prospettive industriali del territorio.
Il 2 e 3 novembre cerimonie nei cimiteri cittadini con l'arcivescovo, prevista anche la deposizione di una corona di alloro
Matera ricorda i defunti, due giorni dedicati alla memoria MATERA. Due giornate dedicate alla memoria dei defunti, tra celebrazioni religiose e momenti di raccoglimento collettivo. Matera si prepara a commemorare i propri cari scomparsi con un programma di appuntamenti che coinvolgerà i cimiteri cittadini domenica 2 e martedì 3 novembre, alla presenza dell'arcivescovo di Matera-Irsina e vescovo di Tricarico, monsignor Benoni Ambarus. La prima cerimonia è prevista il 2 novembre, alle 11.25, nel cimitero comunale di contrada Pantano, dove sarà deposta una corona di alloro presso il Monumento commemorativo, in segno di omaggio e ricordo di quanti non ci sono più. Subito dopo, l'arci-
vescovo presiederà la celebrazione della Santa Messa in suffragio dei defunti, alla quale potranno partecipare i cittadini e le famiglie. In caso di condizioni meteorologiche avverse, la funzione religiosa si svolgerà nella cappella comunale del cimitero, anziché nel piazzale antistante. Il secondo appuntamento è fissato per martedì 3 novembre, alle 15.30, quando monsignor Ambarus celebrerà un'altra Messa nella cappella comunale del cimitero di via IV Novembre. Due occasioni per rinnovare il legame con la memoria dei propri cari e condividere un momento di riflessione e preghiera.
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Matera e provincia
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Via libera dopo l’evento calamitoso dello scorso 2 settembre 2026; il coordinatore cittadino di FdI: «Guardiamo al futuro con ottimismo»
Policoro, la Giunta vara lo stato di calamità Callà: «Un atto di grande sensibilità politica» I
l coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Policoro, Pino Callà, esprime soddisfazione per il provvedimento varato dalla Giunta regionale nella seduta di mercoledì 28 ottobre, con cui si rileva la sussistenza dei requisiti per la dichiarazione dello stato di calamità ed emergenza regionale, a seguito dell’evento calamitoso che il 2 settembre ha colpito la città d Policoro. «Ad horas il presidente Bardi decreterà lo stato di emergenza, che di fatto rende in primo luogo fruibili o fondo già stanziati nel capitolo di bilancio istituito con una dotazione di 238mila euro -spiega Callà- destinati ad affrontare l’emergenza, aprendo di fatto la fase che condurrà allo stanziamento
di risorse, per i ristori nei confronti dei comparti che hanno subìto danni». «Un atto di grande sensibilità politica che testimonia l’attenzione del governo regionale alla comunità di Policoro, per categorie e operatori che eroicamente assolvono a un compito di grande responsabilità, ai quali l’Amministrazione comunale guarda con orgoglio e profonda gratitudine. Una sensibilità che, ne sono certo, si tradurrà in sinergia e interlocuzione costante dei dipartimenti regionali con l’Amministrazione comunale per la predisposizione delle misure atte a ristorare i danni, consentendo alle categorie colpire di risollevarsi e di guardare al futuro con ottimismo».
La Consulta Giovanile Comunale di Matera accoglie positivamente la proposta di soluzione ERA RIENTRATO ILLEGALMENTE IN ITALIA DOPO L’ESPULSIONE
Liceo “Duni”, Sindaci d’accordo Scanzano, furto al supermercato: sul recupero della sede storica in manette 32enne georgiano
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ella giornata di giovedì 29 ottobre 2026, su proposta del sindaco Nicoletti, i sindaci dell’Area urbana di Matera hanno condiviso di dare priorità al recupero della sede storica del Liceo Duni, più adatta ad ospitare le attività didattiche. La Consulta Giovanile Comunale di Matera accoglie po-
sitivamente la proposta di soluzione presentata, poiché, dopo anni di stallo, si prospetta una conclusione di questa vicenda. È inoltre motivo di orgoglio che sia il Comune di Matera, tramite il Sindaco Nicoletti, a farsi promotore di questa soluzione, pur essendo l’edilizia scolastica una competenza della Provin-
cia, dimostrando l’attenzione dell’Ente verso gli studenti e la scuola. Grazie a tutto ciò, ed alla collaborazione della Regione, della Provincia e degli altri Comuni dell’Area urbana, ci auguriamo che gli studenti del Liceo Classico Duni possano fare ritorno nella loro sede storica in modo stabile e definitivo.
a Polizia di Stato di Matera ha arrestato un cittadino georgiano di 32 anni, con numerosi precedenti per furto e rapina, per aver fatto illegalmente reingresso nel territorio nazionale, nonostante fosse destinatario di un provvedimento di espulsione con divieto di reingresso per tre anni. L’operazione è scaturita da un intervento degli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Policoro presso un supermercato di Scanzano Jonico, a seguito della segnalazione di un furto. Secondo quanto ricostruito, due uomini si erano introdotti nell’esercizio commerciale e avevano prelevato dagli scaffali diversi prodotti, prevalentemente confezioni di dentifricio, occultandoli all’interno di alcune borse.Uno dei due, dopo aver oltrepassato le casse senza pagare, veniva fermato dall’addetto alla vigilanza e scoperto con la merce sottratta, del valore complessivo di circa 60 euro.Dalle verifiche effettuate è emerso che il cittadino georgiano, già noto per diversi precedenti relativi a reati contro il patrimonio, era destinatario di un provvedimento di espulsione emesso dal Prefetto di Bologna nell’aprile 2025, con divieto di reingresso in Italia per tre anni. L’uomo aveva lasciato il territorio nazionale nell’ottobre 2025, facendo rientro nel proprio Paese di origine.La sua presenza in Italia, pertanto, costituiva una violazione del divieto di reingresso ancora vigente.Alla luce degli accertamenti effettuati, i poliziotti del Commissariato di Policoro hanno proceduto all’arresto del cittadino straniero. L’uomo è stato accompagnato presso il Centro Permanenza per i Rimpatri di Palazzo San Gervasio, dove è stato trattenuto in attesa del rimpatrio.
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Periscopio
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Si conclude il progetto di Cosmopolitan Aps e Le Mimose. Venti educatori del Sud a lezione di arti performative per ripensare la didattica
Erasmus+ e inclusione a Barcellona: l'aula diventa un ambiente sensoriale I
n chiusura la mobilità formativa internazionale promossa dall'Associazione Cosmopolitan APS ETS di Matera insieme alla Cooperativa Le Mimose di Potenza, all'Istituto Comprensivo Belmonte Calabro e all'Ente Culturale San Lorenzo Martire - «Nicola Vigliotti» - ODV di San Lorenzello, nell'ambito del Programma Erasmus+.Il progetto, dal titolo «L'AULA COME AMBIENTE - Arti performative, corpo e linguaggio sensoriale per trasformare l'educazione», si svolge a Barcellona dal 24 al 31 ottobre 2026. Organizzato da RevelArt SCCL in collaborazione con Trastero de las Artes Asociación cultural, il percorso esplora un'idea innovativa: l'aula non come semplice contenitore di lezioni, ma come ambiente vivo, relazionale e sensoriale, capace di educare.Sono venti le persone coinvolte, selezionate tra personale e staff edu-
cativo, personale docente, assistenti sociali, educatori e operatori che lavorano a stretto contatto con la disabilità e con l'età evolutiva. Una scelta che mette al centro l'inclusione e la necessità di creare contesti scolastici ed educativi più accessibili, regolativi e coinvolgenti.Il percorso formativo di sette giorni lavora su tre assi fondamentali. Il primo riguarda le arti performative come strumento pedagogico: teatro, movimento, danza e uso consapevole della voce e della luce per favorire l'attenzione, la relazione e la partecipazione. Il secondo focus è sul corpo e il linguaggio sensoriale, analizzando come il corpo dell'educatore e la progettazione sensoriale dello spazio — suoni, materiali, luci e disposizione — influenzino i processi di apprendimento e di autoregolazione. Infine, il terzo asse affronta il tema dell'aula come «terzo educatore», individuando strate-
gie pratiche per trasformare l'ambiente classe in un alleato dell'inclusione, particolarmente efficace per bambini e ragazzi con bisogni educativi speciali e disturbi del neurosviluppo.«Non formiamo solo competenze, formiamo sguardi. Portare in Europa
educatori, insegnanti e operatori sociali significa costruire una comunità educante che mette al centro il corpo, la relazione e lo spazio come linguaggi primari dell'apprendimento», dichiarano le associazioni proponenti. L'obiettivo al rientro è attivare la-
boratori di restituzione sul territorio, per trasferire nelle scuole e nei servizi le pratiche sperimentate a Barcellona e ripensare insieme spazi educativi più umani e inclusivi.Il progetto è co-finanziato dal Programma Erasmus+ dell'Unione Europea.
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Tutto Sport
sabatowww.lecronache.info 31 ottobre 2026
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Dodicesima di Campionato domani pomeriggio, alle 17:30, al “Viviani”; Tisci schiererà la formazione titolare, unico dubbio da sciogliere De Marco o Ghisolfi
Potenza vuole il Crotone per restare in vetta DI ROCCO NIGRO
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on la “coppa Italia regionale “da difendere, la vittoria per 2-1 contro il Bari che ha permesso di accedere ai quarti di finale non era affatto scontata, il Potenza di Ivan Tisci si prepara ad affrontare domani pomeriggio nel proprio “catino” di gioco, inizio ore 17:30, il fanalino di coda Crotone. Anche per questa gara i ragazzi del tecnico ex Pineto vorrano far bene e difendere il primato in classica. Aspettando i risultati che arrivano della diretta inseguitrice Bari e del Catania che dovrà affrontare in trasferta l’Audace Cerignola. Una gara spigolosa e tutt’altro che semplice. Intanto per il match di domani pomeriggio al “Viviani”, vista la eccellente condizione fisica e tattica di tutta la rosa ipotizzia-
mo che Tisci possa optare per un ritorno alla formazione tipo vista sin ora in campionato. Unico dubbio da scogliere è se schierare Antonino De Marco, assente per squalifica dal campionato da tre gare ma in una condizione stratosferica, lo si è visto in coppa contro il Bari, oppure continuare ad impiegare dal primo minuto Matteo Ghisolfi , anch’ègli in ottima condizione. Dunque, se per Tisci sono questi i “problemi” (chiamimoli problemi….) che assillano la mente di un allenatore arrivato a luglio e che, grazie anche al supporto del ds Giuseppe Di Bari sono stati capaci di allestire una rosa di giovani “affamati” di calcio e che hanno sposato a pieno la causa Potenza; in casa Crotone le cose quest’anno non vanno proprio per il verso giusto. Fino a questo mo-
mento il tecnico Greco ha ottenuto solo sette punti in undici giornate, di cui sei già assorbiti dalla penalizzazione ed oggi è all’ultimo posto in classifica e lotta per la salvezza della categoria. Per la sfida di domenica pomeriggio il tecnico dei pitagorici nelle sedute di allenamento ha dovuto valutare anzitutto le condizioni del difensore Bashi e degli attaccanti Brignola e Spadoni. L’orientamento resta il 4-3-3, con Merelli tra i pali; Veltri e Groppelli sulle fasce, l’ex rosso-blù Armini e Tanco al centro della difesa. In mediana possibile conferma per Crapisto, Grosso e Barcella, con Tordini, Musso e Zunno in attacco. L’alternativa prevede Crapisto avanzato a destra nel tridente, Grosso mezzala e uno tra Torres e Pedro Rodriguez a completare il centrocampo. Arbitrerà
Giuseppe Vingo di Pisa, già arbitro del Potenza nell’1-2 interno con il Monopoli dell’8 aprile 2023 e del Crotone nell’1-1 a Latina del 21 dicembre 2025. Assistenti Ionut Eusebiu Nechita di Lecco eRoberto Palermo di Pisa; quarto ufficiale Stefano Striamo di Salerno, ope-
ratore Fvs Steven La Regina di Battipaglia. Per la gara Potenza- Crotone tempo permettendo, il “Viviani” si riempirà di tifosi che sia tra le mura amiche e sia in trasferta con l’entusiasmo addosso non mancano di far sentire il proprio supporto ed il proprio calore.
I lucani contano di confermarsi dopo il successo contro la Salernitana; il nuovo acquisto Garofalo potrebbe partire dalla panchina
L’AZ Picerno sfida in trasferta la Cavese
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fida esterna per l'AZ Picerno nella dodicesima giornata del campionato di Lega Pro Serie C Now di calcio. I lucani affrontano questo pomeriggio alle 17:30 la Cavese allo Stadio Simonetta Lamberti. La gara sarà diretta dal signor Erminio Cerbasi di Arezzo, coadiuvato da Angelo Tomasi di Lecce e Luigi Ingenito di Piombino. Quarto uomo Mattia Maresca di Napoli, operatore FVS Luca Chianese di Napoli. Lucani reduci dalla bella e tonificante prestazione fornita lunedì scorso contro la Salernitana e dal successo per tre a zero. La formazione del mister Guido Di Deo affronta un cliente scomodo come la Cavese ma ha tutta l'intenzione di dare ancora una soddi-
sfazione al tecnico lucano e a tutta la società che intanto non è rimasta a guardare visto l'innesto di Vincenzo Garofalo e la conferma del contratto con Dario Del Fabro che ha rinnovato il contratto fino al 30 giugno 2028. I due movimenti di mercato operati dal direttore generale Vincenzo Greco e dal responsabile dell'area tecnica Roberto Franzese sotto la supervisione del presidente Donato Curcio confermano ancora una volta e a chiare lettere l'intenzione della società di disputare un campionato positivo e hanno dato fiducia a tutto l'ambiente rossoblù. Per quanto concerne invece la gara del Simonetta Lamberti il tecnico melandrino ha tutta la squadra a disposizione e ha lavorato con im-
pegno e determinazione per uscire con un risultato positivo dalla trasferta in terra campana. La squadra allenata da Cristiano Masitto punta sull'orgoglio dopo la partita di Foggia e dovrebbe confermare lo stesso undici sceso in campo allo Zaccheria. Unico dubbio Fusco ma il tecnico campano conta di averlo in squadra per dare filo da torcere alla formazione di Guido Di Deo. I campani praticano un 4-4-2 mentre mister Di Deo dovrebbe confermare il modulo 4-3-3 che ha ben impressionato contro la Salernitana. I tifosi in settimana sono stati vicini alla squadra e hanno fatto quadrato intorno all'undici di mister Di Deo confermando la propria vicinanza al progetto tattico e societario del club melan-
drino. Ieri mattina si è svolta l'ultima seduta di allenamento sul sintetico del Donato Curcio e mister Di Deo ha osservato dal vivo i movimenti dei suoi atleti in vista della sfida di questo pomeriggio. Da valutare il ritorno di Esposito mentre Garofalo dovrebbe partire dalla panchina. Da verificare le condizioni di Egharevba e Virgilio. Per il Picerno si tratta di una gara molto importante per quanto riguarda il cammino che porta alla salvezza. Una salvezza che la squadra può conquistare a patto di non far scendere la concentrazione come è avvenuto del resto contro il Cosenza al termine di una gara che ha condizionato il cammino dei lucani. FRANCESCO MENONNA
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