
Petrone il ricordo di un grande

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Scaglione (Clm): «In programma domani a Potenza due eventi in suo onore»
Nicola Conte: «Occasione per rafforzare la collaborazione tra regioni. Il mio paese ha un ruolo strategico, qui è presente uno degli impianti di potabilizzazione più importanti del Mezzogiorno»
Le molteplici forme del silenzio
D I GI AN N I PIT T EL L A
In un’epoca dominata dall'ossessione algoritmica per la risposta immediata e la quantificazione costante, dobbiamo riscoprire il valore squisitamente politico del silenzio. Se la tecnica ambisce a colmare ogni spazio vuoto con l'efficienza del dato, la politica deve rivendicare il diritto all'intervallo e alla pausa: non per difendere (...)

■ continua a pag 12 Conte
Che ben 137 mila lucani eroici si siano convinti a votare per il NO, anche guardando lo scempio che questi pessimi patrioti hanno portato alla nostra povera regione, è un dato di fatto così evidente da renderne facile anche la più bella tra le considerazioni politiche e cioè che l’azione di questa giunta sia ormai più che delegittimata, visto che gente come Bardi, Pepe, Cupparo, Cicala non si sono nemmeno risparmiati a fare una vanitosa quanto inutile propaganda per il famigerato SI, peraltro malamente perdente. Ora ammesso che non faccia piacere a soliti capetti e potentati di turno è chiaro da che parte s’è schierata la Basilicata e che pessima figuraccia abbia fatto il centrodestra lucano, ormai in netta minoranza nel cuore dei cittadini e prossimo finalmente allo sfratto elettorale, eppure anche qui capita davvero l’impossibile numerico. Già perché se il NO è diventato una specie di brand modaiolo tra i comuni lucani a Calvello s’è celebrata invece la virtù democristiana dell’equilibrio tra gli opposti e della prudenza tattica, con 331 voti andati al SI ed altrettanto infiocchettati nel NO per la modica cifra del pareggio al 50%. Canta Andrea Bocelli: “A metà metà…”
TRASPORTO FERROVIARIO Pepe: «I disagi sono temporanei, presto linee più moderne e sicure»

lucano per Rampoldi alla regia del primo film Breve storia d’amore

SAN CARLO
Diagnostica, al via il piano straordinario dell’Azienda ospedaliera per abbattere le liste d’attesa, Spera: «Sedute anche nei festivi»
■ Servizio a pag 11
PIETRAGALLA
Oggi parte il progetto “Di carta in carta”: un ciclo di incontri sulla raccolta differenziata dedicato alle scuole dei Comuni del Basento Nord
■ Servizio a pag 16
TOLVE
Inaugurata la Casa della Cultura con un concerto di musica sacra dedicato alla vita e alle virtù di San Rocco
■ Servizio a pag 18
MATERA
Polizia stradale ferma mezzo di trasporto abusivo e sequestra surgelati per un valore di oltre 50 mila euro
■ Servizio a pag 19

Il Primo cittadino di Missanello propone un contributo annuo per i territori che garantiscono un bene essenziale come l’acqua
Il sindaco, Nicola Conte, ha espresso un forte apprezzamento per l'incontro tra il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, e il Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, che ha posto al centro della discussione la revisione dell'Accordo di Programma e la ricognizione delle tariffe idriche. Secondo il sindaco, questo confronto rappresenta un passo significativo verso una gestione più condivisa delle risorse idriche, fondamentale per il futuro delle due regioni. «È un segnale importante che si torni a parlare con concretezza di acqua, di collaborazione tra Regioni e di gestione condivisa di una risorsa così strategica», ha dichiarato Conte, rimarcando l'importanza di un dialogo costante tra le istituzioni per affrontare una problematica che coinvolge l'intero Mezzogiorno.Missanello, infatti, riveste un ruolo strategico nella gestione idrica del Sud Italia, essendo sede di
uno degli impianti di potabilizzazione più importanti del Mezzogiorno. «Nel nostro territorio è presente uno degli impianti di potabilizzazione più importanti del Mezzogiorno, dal quale parte l’acqua che serve Basilicata e Puglia», ha spiegato il sindaco, sottolineando come il comune di Missanello sia un nodo cruciale per il sistema idrico interregionale.Il sindaco ha poi evidenziato il valore del gemellaggio con la città di Bari, sottolineando come non si tratti di un gesto simbolico, ma dell'inizio di una collaborazione concreta, che ha già portato a risultati tangibili, come il riconoscimento da parte della Regione Basilicata di circa 300.000 euro di compensazioni pregresse. «Il gemellaggio con Bari non è stato solo un gesto simbolico, ma l’inizio di un rapporto che oggi può contribuire a costruire soluzioni condivise e durature», ha affermato Conte, esprimendo soddisfazione per i passi avanti
già compiuti e per le prospettive future.Il sindaco ha inoltre fatto appello per una visione a lungo termine, proseguendo il lavoro avviato e puntando a un meccanismo di collaborazione stabile e sostenibile. «Crediamo che questo sia il momento giusto per lavorare insieme alla definizione di un meccanismo più strutturato e stabile nel tempo», ha dichiarato, proponendo l'istituzione di un contributo annuo certo e condiviso che possa supportare i territori che ogni giorno contribuiscono alla gestione di una risorsa così essenziale come l’acqua.Conte ha poi sottolineato che tali risorse potrebbero tradursi in servizi utili per i cittadini, una maggiore cura del territorio e un aiuto ai settori oggi in difficoltà. «Questi fondi potrebbero tradursi in servizi per i cittadini, maggiore cura del territorio e sostegno a settori oggi in difficoltà», ha aggiunto il sindaco.Il sindaco ha concluso il suo intervento evidenziando co-

me la collaborazione tra Basilicata e Puglia sia la chiave per affrontare le sfide legate alla gestione delle risorse idriche, auspicando che questo dialogo possa continuare a crescere. «La Basilicata e la Puglia devono lavorare insieme, con rispetto e responsabilità, per trasformare una risorsa fondamentale in un’opportunità di crescita per tutti», ha affermato Conte, annunciando con entusiasmo l’arrivo del Presidente Bardi e del Presidente Decaro a Missanello il prossimo 10 maggio. L'incontro, insie-
me ai vertici di Acquedotto Pugliese, rappresenterà un momento importante per consolidare il percorso intrapreso e proseguire nel dialogo tra istituzioni e territori.Il sindaco ha concluso con un messaggio chiaro: «L’acqua è un bene di tutti, ma i territori che la custodiscono devono essere messi nelle condizioni di crescere». Con queste parole, Conte ha ribadito la centralità della collaborazione interregionale, fondamentale per garantire un futuro sostenibile per tutte le comunità coinvolte.
La Uil Basilicata per alleviare il peso sulle famiglie propone: «Ridurre gli oneri di sistema e tassare gli extra profitti energetici»
Il segretario generale della UIL Basilicata, Vincenzo Tortorelli, ha denunciato l'emergenza legata ai costi record di carburanti e energia che pesano sulle famiglie e le imprese lucane. In particolare, ha evidenziato come la Basilicata stia affrontando uno dei prezzi della benzina più alti d'Italia, con medie che superano 1,80 euro al litro in alcune aree. «La Basilicata registra oggi uno dei prezzi della benzina più alti d’Italia, con medie che si avvicinano e in diversi casi superano 1,77 euro al litro», ha dichiarato Tortorelli, definendo questa situazione un “primato negativo” inaccettabile.In aggiunta al caro carburanti, il prezzo del gas è aumentato dell’81% e quello dell'energia elettrica del 38%, con conseguenti bollette più alte per famiglie e imprese. «Le bollette sono diventate insostenibili», ha detto Tortorelli, sottolineando come la Basilicata, pur essendo una regione produttrice di energia e idrocarburi, stia pagando costi troppo elevati.Il segretario UIL ha parlato di una «distorsione del mercato» che penalizza famiglie, lavoratori e imprese lucane. «Non è più tollerabile che una regione che produce energia e idrocarburi continui a pagare costi così elevati», ha affermato, evidenziando anche il rischio di erosione della competitività delle imprese lucane e del potere d’acquisto delle fami-
glie.Tortorelli ha criticato le misure adottate finora, come la riduzione temporanea delle accise, giudicandole inefficaci. «La riduzione temporanea delle accise – circa 25 centesimi per un periodo limitato – si è dimostrata più simbolica che efficace», ha dichiarato. Inoltre, ha sottolineato che i prezzi tendono a risalire rapidamente, vanificando gli effetti degli interventi.La UIL Basilicata ha avanzato proposte concrete, come la riduzione degli oneri di sistema nelle bollette di luce e gas, e la tassazione degli extraprofitti energetici. «È necessario intervenire in modo strutturale per alleggerire il peso su famiglie e imprese», ha spiegato Tortorelli. «Se non si agisce in maniera decisa, il rischio è che la situazione peggiori ulteriormente, minando la stabilità economica della regione».Infine, Tortorelli ha chiesto un intervento coordinato a livello europeo per fronteggiare la crisi energetica, sollecitando maggiore attenzione per i territori produttori di energia. «La Basilicata non può continuare a essere solo una terra di estrazione, ma deve essere anche una regione di equità e redistribuzione», ha concluso, ribadendo la necessità di proteggere il potere d'acquisto di lavoratori e pensionati per difendere la coesione sociale e il futuro economico della regione.


Il progetto di ammodernamento ferroviario prosegue: 1,21 milioni di euro dal Governo per il ponte Tiera e lavori per 15 milioni sulla galleria Capraia 2
Il vicepresidente e assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, Pasquale Pepe, ha confermato che «le sospensioni del servizio ferroviario non comportano aumenti dei costi, ma al contrario nel 2022 la Regione ha ottenuto un risparmio di circa 3 milioni di euro grazie alla riduzione dei costi operativi». Il passaggio dal trasporto su rotaia a quello su gomma ha infatti ridotto le spese, specialmente per i treni ad alta velocità come il Frecciarossa, che non riceve finanziamenti quando non sono attivi.Pepe ha spiegato che le attuali interruzioni della rete ferroviaria regionale sono il risultato di interventi di potenziamento e manutenzione straordinaria, tra cui quelli sulla linea PotenzaBattipaglia. «Le sospen-
sioni sono temporanee e rientrano in un piano di miglioramento che porterà a linee più moderne, confortevoli e sicure», ha dichiarato il vicepresidente.Tuttavia, non sono mancate anche problematiche impreviste, come il cedimento del ponte Tiera e i guasti alla galleria Capraia 2. Per questi interventi, la Regione Basilicata ha ottenuto risorse importanti, come i 1.210.000 euro stanziati dal Governo per la demolizione del ponte Tiera, e un progetto da circa 15 milioni di euro per la galleria Capraia 2, che è in fase di ultimazione. «Tuttavia, entrambi i problemi sono temporanei e il completamento dei lavori risolverà queste criticità», ha aggiunto Pepe.Il ricorso ai servizi sostitutivi su gomma, inoltre, è una so-
luzione prevista dal Contratto di Servizio 20222031 con Trenitalia, che ha l'obiettivo di mantenere l'equilibrio economicofinanziario. In questo contesto, Pepe ha voluto sottolineare che l'errore di interpretazione legato ai presunti "costi invariati" da parte del sindacato è dovuto a una lettura errata dei dati. «Il costo chilometrico per i servizi sostitutivi su gomma non supera i 13 euro per tipologia di treno, e non i 36 euro come riportato erroneamente», ha precisato il vicepresidente.Pepe ha anche risposto alle critiche di alcuni sindacalisti e esponenti politici, invitandoli a una lettura più rigorosa dei dati. «Confidiamo che non si voglia mettere in discussione la continuità occupazionale e il valore del lavoro dei

dipendenti impegnati nel servizio ferroviario. La Regione Basilicata non arretrerà sulle tutele per i lavoratori e continuerà a sostenere il loro valore professionale, fondamentale per la mobilità su ferro», ha concluso.Il vicepresidente ha infine sottolineato l’importanza degli investimenti in corso per il
miglioramento della rete ferroviaria e la flotta, nonché il rilancio del trasporto ferroviario. «Siamo impegnati a rendere il trasporto ferroviario più efficiente, sostenibile e trasparente, puntando su infrastrutture moderne e su una mobilità sempre più integrata», ha dichiarato Pepe.
Inefficienza regionale sui servizi scolastici, le due esponenti politiche chiedono risposte concrete per famiglie e studenti lucani
Le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Basilicata, Alessia Araneo e Viviana Verri, hanno sollevato forti preoccupazioni riguardo alla gestione dei servizi di mensa e trasporto scolastico, denunciando la mancata erogazione di contributi da parte della Regione dal 2021.«Dal 2021, la Regione Basilicata non eroga più alcun contributo ai Comuni per i servizi di mensa e trasporto scolastico», ha dichiarato Alessia Araneo. «Cinque anni di vuoto, cinque anni di silenzio istituzionale su due servizi essenziali, senza i quali il diritto allo studio rischia di rimanere solo una formula di principio, soprattutto nelle aree più fragili della nostra regione».Le due esponenti politiche hanno presentato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al Presidente Vito Bardi e all'Assessore regionale alle Politiche per la Salute, Francesco Cupparo, chiedendo chiarimenti su questa decisione. «Chiediamo alla Giunta regionale di spiegare se intende continuare a abbandonare i Comuni al proprio destino, o se ha finalmente intenzione di ripristinare un sostegno che riguarda direttamente famiglie, studenti e
amministrazioni locali», hanno aggiunto le consigliere.Le difficoltà maggiori, secondo Araneo e Verri, riguardano soprattutto i piccoli Comuni, dove spesso non esistono cucine scolastiche e il servizio mensa è affidato a ditte esterne, con costi che diventano insostenibili per molte famiglie. «In tanti casi, i Comuni cercano di tamponare la situazione con risorse proprie, sacrificando altri servizi pur di non lasciare sole le
famiglie. Ma non è più tollerabile che siano soltanto i sindaci e gli enti locali a pagare il prezzo dell’inerzia regionale», hanno dichiarato.Le consigliere hanno evidenziato un fenomeno preoccupante: «In Basilicata, il diritto allo studio dipende sempre di più dal Comune in cui si nasce e dal reddito della propria famiglia. Questo è inaccettabile, soprattutto per chi vive nelle aree interne, dove la carenza di servizi e l'iso-

lamento sono problematiche quotidiane».Un aspetto particolarmente grave, secondo Araneo e Verri, è il rischio che la sospensione dei servizi di mensa scolastica comprometta anche il tempo pieno, con conseguenze negative sull’offerta educativa e sull’attrattività del territorio. «Quando la scuola perde qualità, le famiglie giovani sono spinte ad andare via. Così si alimenta lo spopolamento, non è una fatalità, ma una responsabilità politica precisa», hanno affermato.Le due consigliere hanno quindi ribadito la necessità di un intervento urgente, chiedendo alla Giunta regionale di confermare o smentire i dati in loro possesso e di spiegare perché questi contributi non vengono più erogati da cinque anni. «Chiediamo anche una valutazione seria dell’impatto che questa scelta ha avuto sul diritto allo studio e sulla coesione sociale delle comunità locali», hanno concluso.Araneo e Verri hanno chiuso con una riflessione forte: «Tagliare o azzerare il sostegno a mensa e trasporto scolastico significa contribuire direttamente a rendere più deboli i nostri paesi e mettere in discussione il futuro della Basilicata».















Lovallo, presidente Confcommercio Potenza: «Non bisogna abbassare la guardia. La tutela viene prima di tutto»
La tragedia di Crans-Montana ha riacceso con forza il tema della sicurezza nei pubblici esercizi e nei locali di intrattenimento, imponendo anche in Basilicata un innalzamento del livello di attenzione. Controlli più stringenti, verifiche capillari e una rinnovata responsabilità condivisa tra istituzioni e operatori: è questo il quadro che emerge dopo la recente direttiva del Ministero dell’Interno e le iniziative avviate sul territorio. In provincia di Potenza, il Prefetto Michele Campanaro ha già disposto un’intensificazione delle attività ispettive, con tolleranza zero verso le irregolarità. I controlli effettuati tra febbraio e marzo 2026 hanno evidenziato criticità su capienza, sicurezza antincendio, vie di fuga e autorizzazioni, in particolare nei locali della movida e nei centri storici. Al centro delle verifiche anche l’uso improprio di bar e ristoranti come sale da ballo senza le necessarie autorizzazioni. La linea è chiara: prevenzione e sicurezza devono diventare priorità assolute. Sotto la

lente finiscono misure antincendio, gestione dell’emergenza, materiali utilizzati, affollamento reale e rispetto delle norme su fiamme libere e fuochi d’artificio.Confcommercio Potenza si è già attivata per sostenere gli imprenditori, consapevole delle difficoltà che molti titolari di esercizi stanno affrontando nell’adeguarsi in tempi rapidi a normative complesse e in continua evoluzione. «Non bisogna abbassare la guardia: la sicurezza viene prima di tutto», sottolinea il presi-
dente Angelo Lovallo. «Siamo di fronte a un sistema normativo articolato, che richiede competenze tecniche e aggiornamento continuo. Molti imprenditori fanno fatica ad adeguarsi in tempi brevi, ed è per questo che il nostro impegno è massimo: vogliamo accompagnarli nella piena conoscenza delle norme e fungere da collegamento con tecnici e istituzioni, soprattutto sui protocolli di prevenzione incendi».Confcommercio Potenza ha promosso un ciclo di incontri for-
mativi in collaborazione con Camera di Commercio della Basilicata, FIPE e Federalberghi. Il primo appuntamento è fissato per martedì 31 marzo, alle ore 10.30, presso la sala convegni della sede Confcommercio al Centro direzionale Abitare Franco di Potenza. Gli incontri affronteranno in modo operativo i riferimenti normativi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e nei pubblici esercizi, con particolare attenzione alla prevenzione incendi, alla gestione delle emergenze e alla corretta configurazione delle attività di intrattenimento.La sicurezza, come ribadito anche da FIPE a livello nazionale, è un valore fondante dell’attività imprenditoriale e un elemento essenziale di fiducia tra imprese e cittadini. In Basilicata, dunque, si apre una fase di controlli serrati ma anche di accompagnamento e formazione. Una sfida complessa, che richiede collaborazione tra istituzioni, enti locali e operatori economici, con un obiettivo condiviso: garantire legalità, prevenzione e tutela dell’incolumità pubblica.
L’iniziativa si aggiunge al pacchetto di sussidi che l’Ente già eroga a sostegno di imprese e lavoratori lucani

POTENZA La Cassa Edile di Basilicata rafforza il proprio impegno al fianco delle famiglie del compar- to delle costruzioni. È stata annunciata ufficialmente l’organizzazione della “Vacanza Merito”, un soggiorno premio dedicato ai figli dei lavoratori edili iscritti, che si terrà in un prestigioso Resort 4 stelle in Calabria dal 27 giugno al 04 luglio 2026. L’iniziativa è riservata a 20 studenti della scuola media inferiore che si sono distinti
per l’eccellenza del proprio profitto scolastico. Un premio che trasforma l’impegno sui banchi di scuola in un’esperienza di svago e crescita. Questa nuova prestazione non viaggia isolata, ma si inserisce in un quadro di interventi già operativi. La Cassa Edile di Basilicata, infatti, eroga regolarmente una serie di misure di sostegno fondamentali per l’equilibrio del settore: Sussidi per lo studio, contributi per spese sanitarie, integrazioni per
malattia e infortunio, e premi di anzianità professionale edile (APE), per quanto concerne i lavoratori. Per le Imprese: agevolazioni contributive, supporto nella gestione della sicurezza e regolarità nei versamenti, integrazione per malattia e sostegno per i dispositivi di sicurezza.«Si tratta di un progetto –ha dichiarato Michele Margherita, Presidente della Cassa Edile di Basilicata – che abbiamo fortemente voluto all’indomani

della fusione delle nostre Casse Edili Provinciali di Potenza e Matera. La ‘Vacanza Merito’ si somma alle numerose prestazioni che già garantiamo quotidianamente a imprese e operai, rappresentando un segnale di ulteriore rafforzamento delle nostre funzioni di mutualità. Stiamo già valutando nuove iniziative per rispondere con sempre maggiore efficacia alle evoluzioni del settore». «Penso si tratti di un’iniziativa meritevole, voluta
con determinazione dalle Organizzazioni Sindacali –ha aggiunto Carmine Lombardi, Vicepresidente della Cassa Edile di Basilicata – In una fase di fragilità economica, integrare i sussidi esistenti con premi che guardano al futuro dei giovani è il modo migliore per dimostrare vicinanza reale alle famiglie dei lavoratori». L’iniziativa conferma la missione della Cassa Edile come ente centrale del welfare integrativo regionale.



La storia di un lucano d’oltremare che conquistò lo spazio e ispirò il mondo con la sua tenacia
«Martedi 31 Marzo, ricorre il centenario della nascita di un grande “lucano d’oltremare” Ricordare Rocco Petrone significa per noi – evidenzia Luigi Scaglione, Presidente del Centro Studi Lucani nel Mondo - onorare la memoria di un uomo che ha saputo costruire il suo futuro, grazie alla tenacia tipica dei lucani che, in punta di piedi, hanno lasciato la nostra terra e sono diventati protagonisti nel Paese di adozione raggiungendo punte insperate della loro carriera e della vita di nazioni, come gli USA, a volte ostili con gli immigrati come la storia di oggi sembra insegnarci». A ricordare questa singolare figura di scienziato, l’uomo chiave della missione, è stato il giornalista Renato Cantore che collabora con la CIM di Basilicata, nel libro “Dalla terra alla luna. Rocco Petrone, l’italiano dell’Apollo 11”, con prefazione di Tito Stagno, edito da Rubbettino. «Rocco Petrone incarna pienamente il senso dell’American dream. Figlio di emigranti italiani, originari di Sasso di Castalda, in provincia di Potenza, rimasto orfano a soli sei mesi, fu costretto a lavorare per pagarsi gli studi. Ammesso all’accademia di West Point in tempo di guerra – spiega Cantore - grazie alla sua intelligenza e alle sue grandi capacità nonostante il nome italiano, sarebbe stato chiamato a guidare il piccolo eser-

cito di migliaia di ingegneri e tecnici che a Cape Canaveral resero possibile la realizzazione del sogno del presidente Kennedy: mandare l’uomo sulla luna entro la fine degli anni ’60 e battere i sovietici nella corsa alla conquista dello spazio. Un fisico imponente da giocatore di football, un metro e novanta di altezza per quasi un quintale di peso, due occhi sottili e severi su una faccia squadrata con gli zigomi sporgenti, le labbra taglienti e il naso leggermente aguzzo, era conosciuto come uomo severo e riservato, disponibile ma rigoroso e inflessibile. Guidava un esercito di quasi ventimila persone, tra dipendenti diretti della Nasa e funzionari dei contractors, le ditte appaltatrici. Per tutti era “la tigre”, un capo che chiedeva sempre la
massima efficienza e la risposta efficace per ogni problema. Proibito sbagliare o, peggio, divagare». «Famose le sue passeggiate – continua Renato Cantore, giornalista e scrittore - per la sala controllo quaranta minuti prima del lancio per controllare che la concentrazione di tutti fosse al massimo anche dopo ore di lavoro, mitiche le sue sfuriate e altrettanto mitiche la sua eccezionale memoria fotografica e la sua capacità di lavoro. Proverbiali le sue check-list, i controlli che tutti erano tenuti a eseguire con estrema attenzione nei lunghi mesi di preparazione dei lanci: solo quella sul modulo lunare comprendeva ben 30 mila operazioni. Nei periodi più intensi, raccontavano i suoi collaboratori, convocava riunioni anche al-
le due. E intendeva le due del mattino». Ma Petrone sapeva essere anche un collega disponibile con tutti, un padre attento e affettuoso, un sognatore dalla vasta cultura e dai forti sentimenti. La sua vera passione erano gli studi storici. Una volta interruppe il conto alla rovescia di un lancio importante per salvare una coppia di aironi che avevano fatto il nido troppo vicino alla rampa. È stato l’uomo del “go” alla missione. C’era lui al centro della sala controllo dove erano al lavoro quasi 500 persone, lui aveva la parola decisiva su ogni fase del lancio. E fu lui che seppe mantenere la calma anche alle 5 del mattino del 16 luglio 1969, poco più di quattro ore prima della partenza dell’Apollo 11, quando i monitor di controllo segnalarono una pericolosa perdita di idrogeno liquido sul secondo stadio del razzo. Senza il suo intervento decisivo la missione sarebbe stata probabilmente annullata, con quali conseguenze per il prestigio degli Stati Uniti è facile immaginare. Il sogno americano di milioni di migranti nel caso di Petrone si è realizzato nel modo più clamoroso. Il libro di Cantore ricostruisce questa straordinaria figura, dalla nascita nella cittadina di Amsterdam, New York a quel fatidico 20 luglio del 1969. A questo libro è stato ispirato il documentario “Luna Italiana” prodotto da I stituto LuceCinecittà per History Channel.
Esistono radici che non si spezzano mai, nemmeno oltre l'oceano. Il 31 marzo 2026, Sasso di Castalda rivendica con orgoglio il legame con il suo cittadino più illustre nel mondo Rocco Petrone. Figlio di emigrati partiti da questo borgo lucano, Petrone è diventato il leggendario Direttore delle Operazioni di Lancio della missione Apollo. Sebbene la sua carriera si sia svolta interamente negli Stati Uniti, Nella giornata del centenario, si stabilisce un ponte virtuale tra Sasso di Castalda e Washington due luoghi oggi indissolubilmente uniti nel nome di un uomo che ha portato l'impronta della sua iden-
tità lucana fino ai vertici della NASA. Questo percorso di memoria e visione, che coinvolgerà l'intero territorio con diverse iniziative scientifiche e culturali, arriverà alla sua tappa dedicata alla comunità di Sasso di Castalda il prossimo 7 agosto. Il baricentro delle celebrazioni del 31 marzo si articola in due momenti di alto profilo istituzionale.
A Sasso di Castalda, la comunità terrà a battesimo lo speciale annullo filatelico commemorativo presso l'Ufficio Postale locale. Un gesto che trasforma il borgo nel presidio fisico di una storia globale si informa che l’annullo sarà lanciato il 31, ma sarà possibile ottenere il francobollo con il timbro
commemorativo anche nei giorni successivi presso lo sportello postale del borgo.Parallelamente, la riflessione accademica si terrà a Potenza con il Simposio Scientifico "La Luna di Rocco", previsto alle ore 9:30 presso l’Aula Magna dell’Università della Basilicata.
Il Sindaco Rocchino Nardo dichiara: «Sasso di Castalda è stato scelto come fulcro per imprimere una traccia tangibile della missione di Petrone attraverso l'annullo filatelico, a dimostrazione che l'innovazione globale non può prescindere da radici solide. Siamo orgogliosi che questa iniziativa parta dal cuore pulsante della nostra comunità, rappresentando il punto di partenza di
questo straordinario ponte verso Washington e verso il futuro dell'esplorazione spaziale. Rocco Petrone rappresenta il talento divenuto patrimonio dell’umanità che in Ame-
rica vede protagonista l'eccellenza lucana egli incarna l'anima più autentica del nostro popolo e rimarrà la testimonianza più alta della nostra terra nel mondo».

Un episodio che scuote la comunità cristiana: appelli alla pace e alla libertà di culto da mons. Carbonaro e dall’assessore Latronico

Ha suscitato grande scalpore nella comunità internazionale l'intervento delle autorità israeliane, che hanno impedito al cardinale Pizzaballa di accedere al Santo Sepolcro. Pizzaballa era accompagnato il quel momento, dal Custode di Terra Santa e Guardiano del Monte Sion, padre Francesco Ielpo che, tra l'altro, è di origine lucana.
Al cardinale Pizzaballa ha espresso la solidarietà della chiesa lucana l'arcivescovo di Potenza, mons. Carbonaro.
«La nostra Chiesa Diocesana di Potenza Muro Lucano e Marsico Nuovo è profondamente vicina a Lei e alla Comunità Cristiana che vive nella terra di Gesù. Continuiamo a servire il bene della pa-
ce senza fermarci nel condannare le violenze della guerra e il grido che sale dal suo popolo, per le ferite profonde causate da chi usa l'arroganza del potere per trasmettere la morte. La Passione del Signore, che continuate a vivere nei luoghi che videro la redenzione dell'umanità, ci sostenga tutti e faccia scaturire il miracolo del dono prezioso della Pace».
SOLIDARIETÁ
DI LATRONICO
«Esprimo vicinanza e solidarietà al Patriarca di Gerusalemme, il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, e al nostro corregionale Padre Francesco Ielpo, Delegato del Custode di Terra Santa, per il grave impedimento subito durante lo svolgimento delle loro funzioni

religiose verso la Basilica del Santo Sepolcro». Lo dichiara l’assessore alla Salute della Regione, Cosimo Latronico. L’assessore ha espresso preoccupazione per l’episodio che ha visto coinvolti i due alti prelati, sottolineando come la tutela della libertà di culto sia il pilastro fondamentale su cui costruire ogni ipotesi di convivenza civile e di dialogo in territori segnati da un dolore profondo e costante. «In particolare – prosegue Latronico – rivolgo un pensiero affettuoso a Padre Francesco Ielpo, la cui missione in Terra Santa è motivo di orgoglio per tutta la comunità lucana. La sua presenza in quei luoghi è un ponte gettato tra la nostra terra e il cuore della cristianità, in un momento stori-
co in cui il mondo intero invoca segnali di distensione». Secondo l’esponente della giunta regionale, garantire l’esercizio del magistero nella “Terra di Gesù” è un diritto universale che va preservato per mantenere viva quella testimonianza di mitezza e carità che la Chiesa assicura a tutte le popolazioni colpite dal conflitto, senza distinzioni. «L’auspicio – conclude l’assessore – è che tali incidenti non si ripetano e che le autorità preposte assicurino al Cardinale Pizzaballa e a Padre Ielpo la possibilità di proseguire la loro missione di pace e di preghiera. La loro opera è indispensabile affinché la luce della speranza non si spenga proprio nei luoghi che ne hanno visto la nascita».


La proiezione inaugura un ciclo di appuntamenti inseriti nel progetto “Meet us at cinema”, promosso dalla Lucana Film Commission

Oggi, alle ore 19:00, la sceneggiatrice e regista Ludovica Rampoldi presenterà il suo film d’esordio alla regia, “Breve storia d’amore (2025)”, presso il cinema Guerrieri di Matera. Al termine della proiezione, la regista dialogherà con il pubblico; l’incontro sarà moderato da Margherita Gina Romaniello, Presidente della Lucana Film Commission. L’evento inaugura un ciclo di appuntamenti, in programma da og-
gi al 1° aprile 2026, inseriti nel progetto Meet us at cinema, promosso dalla Lucana Film Commission con l’obiettivo di valorizzare e sostenere le sale cinematografiche del territorio. Tra le sceneggiatrici più autorevoli del panorama italiano, Ludovica Rampoldi ha firmato importanti titoli per il cinema e la serialità, tra cui Il traditore, Esterno notte, 1992 e I leoni di Sicilia. Con Breve storia d’amore (2025) debutta alla regia, inau-

gurando un nuovo percorso autoriale. Presentato in anteprima alla 20ª edizione della Festa del Cinema di Roma, nella sezione Grand Public, Breve storia d’amore è prodotto da Indigo Film, HT Film e Rai Cinema ed è distribuito da 01 Distribution. Nel cast Pilar Fogliati, Adriano Giannini, Andrea Carpenzano e Valeria Golino interpretano quattro personaggi uniti da una fitta rete di relazioni. Il film racconta la storia di due cop-
pie: i trentenni Lea e Andrea, e i cinquantenni Rocco e Cecilia. Quattro personaggi i cui destini collidono la sera in cui Lea conosce Rocco in un bar e inizia con lui una relazione clandestina, consumata in una stanza d’albergo. Un tradimento come tanti, in apparenza, che prende una piega imprevista quando Lea comincia a intromettersi nella vita di Rocco, fino a coinvolgere i rispettivi compagni in una resa dei conti finale.

Proseguono le attività del progetto “CineScuolaLab: dalle aule al territorio”, iniziativa educativa che coniuga cinema, formazione e valorizzazione del territorio, coinvolgendo numerosi Istituti scolastici della provincia di Potenza. Sono attualmente in corso alcuni dei laboratori previsti dal progetto, che vedono studenti e studentesse impegnati in percorsi teorici e pratici dedicati al
linguaggio cinematografico e alla produzione audiovisiva. Le attività stanno offrendo ai partecipanti un’importante occasione di crescita, stimolando creatività, capacità di osservazione e spirito critico. Attraverso un approccio laboratoriale e partecipativo, i ragazzi non solo apprendono le tecniche di base del cinema, ma vengono guidati anche nella lettura consapevole delle immagini, svilup-
pando strumenti utili per comprendere e interpretare i contenuti audiovisivi che quotidianamente consumano. Particolare attenzione è dedicata al racconto del territorio, elemento centrale del progetto, che consente agli studenti di riscoprire e valorizzare i luoghi in cui vivono, trasformandoli in narrazioni visive originali. “CineScuolaLab” si inserisce nell’ambito del Piano Na-

zionale Cinema e Immagini per la Scuola, tra i progetti di rilevanza territoriale, ed è promosso dall’Aiart di Potenza in qualità di ente capofila, in collaborazione con enti locali, associazioni e istituzioni scolastiche. Il responsabile scientifico del progetto è Giovanni Pelliccia, che coordina le attività didattiche e metodologiche, garantendo la qualità del percorso formativo. Il progetto coin-
volge scuole primarie e secondarie di primo grado dei comuni di Potenza, Pignola, Abriola, Tricarico e Calciano, confermandosi come un’importante opportunità educativa per il territorio. Le attività proseguiranno nelle prossime settimane con ulteriori laboratori e momenti di restituzione, che culmineranno nella realizzazione di prodotti audiovisivi frutto del lavoro degli studenti.
Spera: «Sedute anche nei festivi per accelerare le cure» Latronico: «Più efficienza e tempi ridotti per i cittadini lucani»
POTENZA. . L’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza rafforza l’accesso alla diagnostica per immagini con un piano straordinario che introduce sedute aggiuntive anche nei giorni di sabato e domenica, con l’obiettivo di ridurre in modo significativo le liste di attesa e garantire tempi più rapidi per diagnosi e cure.Ad annunciare il programma è il direttore generale Giuseppe Spera, che sottolinea il valore strategico dell’iniziativa: «Attraverso una riorganizzazione mirata di flussi e risorse sono state programmate 132 nuove sedute complessive su base annua, suddivise tra Tac e risonanze magnetiche, con l’apertura della Radiologia anche la domenica». Un risultato, evidenzia, «reso possibile grazie alla professionalità e alla disponibilità del personale sanitario, medici, tecnici di radiologia e infermieri, che stanno garantendo un impegno aggiuntivo fondamentale». Le sedute supplementari non rappresentano soltanto un incremento numerico delle prestazioni, ma si traducono in una presa in carico più rapida dei pazienti e in una gestione più efficace dei percorsi di cura. Il piano consente

infatti a circa millecinquecento utenti in più di accedere agli esami diagnostici, con una riduzione concreta dei tempi di attesa, in particolare per risonanze magnetiche senza mezzo di contrasto e Tac.
Nel dettaglio, il programma prevede 44 turni aggiuntivi di Tac con mezzo di contrasto, 44 di risonanza magnetica body e scheletrica e 44 di risonanza magnetica neurologica, con un’organizzazione che punta a ottimizzare l’utilizzo delle apparecchiature e delle risorse professionali disponibili.«Il recupero delle liste di attesa è una priorità su cui stiamo intervenendo con azioni concrete e misurabili», dichiara l’assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico. «L’attivazione di sedute aggiuntive anche nei fine settimana va nella dire-
zione di accelerare l’erogazione delle prestazioni e migliorare l’efficienza complessiva del sistema».Il piano non si limita all’aspetto quantitativo, ma mira anche a una riorganizzazione più efficace delle agende. L’aumento delle sedute per esami senza mezzo di contrasto consente infatti di liberare spazi nelle programmazioni ordinarie, da destinare alle prestazioni più complesse e urgenti, fondamentali per il monitoraggio di pazienti oncologici, ematologici e ricoverati.Parallelamente, la Regione sta monitorando anche il sistema prescrittivo per rafforzare l’appropriatezza delle richieste e favorire un utilizzo più efficiente delle prestazioni disponibili, con l’obiettivo di rendere il sistema sanitario sempre più tempestivo e vicino alle esigenze dei cittadini.
L’ALLARME DI AUXILIUM SULLE STRUTTURE
POTENZA. La gara d’appalto indetta dall’Asp per l’affidamento delle residenze psichiatriche terapeutico riabilitative continua a suscitare polemiche. Secondo quanto denunciato da Auxilium, le nuove modalità di gestione prevedono una significativa riduzione delle ore di assistenza, con effetti diretti sulla qualità della vita degli ospiti e sulle condizioni di lavoro del personale. Il quadro emerso dal tavolo di concertazione del 26 marzo presso l’Ispettorato territoriale del lavoro evidenzia una situazione critica: 17 operatori su 55 perderanno il posto, mentre gli altri subiranno riduzioni di orario e di salario, oltre a un aumento dello stress legato a mansioni non coerenti con il proprio profilo. Le ore di assistenza risultano drasticamente ridimensionate, con tagli che coinvolgono educatori, assistenti sociali e operatori socio assistenziali. Riduzioni che riguardano anche gli ospiti di Casa Vallina a Teana, per i quali è previsto un trasferimento verso una struttura non ancora autorizzata.Auxilium denuncia una riorganizzazione difforme rispetto al bando e sottolinea il rischio di un arretramento della qualità dell’assistenza psichiatrica in Basilicata, con ricadute pesanti su lavoratori e pazienti.

Inaugurato il Centro alcologico territoriale, Latronico: «Presidio fondamentale per le comunità». In Basilicata aumentano i casi
SANT’ARCANGELO. «L’inaugurazione del Club alcologico territoriale rappresenta un presidio fondamentale di ascolto e ricostruzione sociale». Con queste parole l’assessore regionale alla Salute e Politiche della Persona, Cosimo Latronico, è intervenuto al convegno “Nuove sfide nelle dipendenze: sinergie territoriali e approcci integrati”, ospitato nella sala auditorium polifunzionale. L’apertura del CAT si inserisce in un contesto che richiede attenzione crescente. I dati relativi agli utenti dei Servizi per le dipendenze con problemi legati all’alcol in Basilicata evidenziano infatti un aumento costante negli ultimi anni: dai 490 utenti del 2023 si è passati ai 523 del 2024, fino a raggiungere i 606 nel 2025. «È un segnale chiaro – ha sottolineato
Latronico – che richiama a una responsabilità condivisa. I CAT non sono solo strutture assistenziali, ma luoghi in cui la persona non viene mai lasciata sola».L’assessore ha ribadito l’impegno della Regione nel rafforzare il sistema dei servizi, attraverso la piena attuazione del Piano regionale sulle dipendenze 2025-2027 e il potenziamento dei Servizi per le dipendenze. A questo si affianca l’utilizzo del Fondo nazionale per le dipendenze patologiche, destinato a sostenere percorsi terapeutici, azioni di prevenzione e interventi di inclusione sociale.Nel corso dell’incontro è stata sottolineata l’importanza di un approccio integrato, capace di mettere in rete istituzioni, sistema sanitario e volontariato. In questo senso, la collaborazione tra aziende sanitarie,

enti locali e associazioni rappresenta un elemento centrale per affrontare un fenomeno complesso e in evoluzione.«La sinergia tra le aziende sanitarie, le istituzioni locali e il volontariato è decisiva per vincere questa sfida», ha concluso Latronico, ringraziando il sindaco Salvatore La Grotta, l’ACAT del Potentino guidata da Bonifa-
cio Pistocchi e i relatori tecnici intervenuti, tra cui i responsabili dei Servizi per le dipendenze territoriali. Il nuovo presidio si propone così come punto di riferimento per le comunità locali, con l’obiettivo di rafforzare il supporto alle persone fragili e promuovere percorsi di recupero fondati su ascolto, responsabilità e inclusione.
Nel silenzio si nasconde la libertà: l’algoritmo non può comprenderlo, ma la politica deve difenderlo
Siamo giunti all’ultima puntata del saggio di Angela Maria Carlucci, Michael von Forstner e Gianni Pittella, dedicato a una trasformazione profonda del nostro tempo: l’impatto dell’intelligenza artificiale generativa sul modo in cui comprendiamo il linguaggio, prendiamo decisioni e costruiamo fiducia.

Attraverso un’analisi che intreccia comunicazione strategica, pratica clinica e dinamiche democratiche, gli autori mostrano come il silenzio non sia un’assenza di informazione, ma una dimensione attiva e decisiva. Dalla comunicazione interculturale, dove il non detto varia radicalmente da contesto a contesto, alla medicina, in cui un’esitazione può avere valore diagnostico, fino alla politica, dove il silenzio collettivo può esprimere consenso, dissenso o sfiducia, emerge un filo comune: ciò che non è quantificabile continua a essere fondamentale.
Di seguito la sezione a cura di Gianni Pittella, politico e medico italiano. Si è laureato in medicina e chirurgia e specializzato in medicina legale e delle assicurazioni presso l'Università degli Studi di Napoli Fede- rico II. È stato eletto Deputato al Parlamento
italiano nel 1996 e Membro del Parlamento Europeo dal 1999 al 2018, ricoprendo la carica di Primo Vicepresidente del Parlamento Europeo dal 2009 al 2014, e di Presidente dell'Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici dal 2014 al 2018. In seguito al suo mandato come Senatore della Repubblica Italiana (2018–2022), è attivo come senior advisor per le politiche europee e internazionali.
DI GI AN N I P IT T E LLA
In un'epoca dominata dall'ossessione algoritmica per la risposta immediata e la quantificazione costante, dobbiamo riscoprire il valore squisitamente politico del silenzio. Se la tecnica ambisce a colmare ogni spazio vuoto con l'efficienza del dato, la politica deve rivendicare il diritto all'intervallo e alla pausa: non per difendere un’indifendibile opacità, ma per proteggere la possibilità stessa della riflessione. Perché è solo attraverso la riflessione che si può giungere alla mediazione. La democrazia non è un flusso ininterrotto di informazioni, ma un delicato equilibrio di ascolto, attesa e giudizio. Tradire questo silenzio significa cedere a un pensiero cul-

turale e a un filone economico oggi molto influente e pericoloso, secondo cui la democrazia sarebbe ormai un sistema obsoleto e in crisi. Questa tesi sostiene che si debba dare una "spallata" definitiva alle istituzioni rappresentative attraverso l'enfatizzazione dell'intelligenza artificiale, per sostituirle con un governo tecnocratico.
Dobbiamo essere chiari: questo passaggio dalla democrazia alla tecnocrazia è, nei fatti, un’evoluzione verso l’autocrazia. È un esito che dobbiamo assolutamente impedire. L'illusione che ogni dilemma umano possa e debba essere risolto da un automatismo privo di responsabi-

lità politica neutralizza la libertà stessa. Nell’architettura delle istituzioni –specialmente in quelle europee – il silenzio è lo spazio necessario per la sintesi tra visioni divergenti.
Se il "Codice" diventa l'unica regola, perdiamo la capacità di interpretare l'eccezione e di governare la complessità del reale.
La politica ha bisogno di zone d'ombra che proteggano l'integrità del processo decisionale e permettano la maturazione interna del consenso.
L'intelligenza artificiale può analizzare le frequenze del consenso, ma non potrà mai comprendere la profondità di un silenzio istituzionale in una trattativa internazionale. Il vero leader sa abitare il silenzio per trarne la forza della scelta. La sovranità, nel XXI secolo, è il potere di rimanere imponderabili.
Risiede nella capacità umana di decidere quando parlare e quando, invece, lasciare che il silenzio segni il confine della nostra libertà. Dobbiamo riconoscere che ciò che non può essere misurato non è per questo privo di valore. Anzi, potrebbe essere la cosa più preziosa che abbiamo. Perché la vera politica non si impara dai dati. Si vive.
GLI ARCHITETTI
DEL CONTESTO
Il linguaggio è molto più di ciò che viene detto. La vera competenza comunicativa – che si tratti di un
medico, di un negoziatore, di un leader o di un diplomatico – risiede nella capacità di leggere ciò che non viene detto; di restare nel silenzio senza correre a riempirlo; di distinguere il silenzio del dubbio da quello della riflessione, il silenzio culturale da quello emotivo, il silenzio diagnostico da quello difensivo. Questo è il silenzio del significato, e non può essere algoritmizzato. Non può essere scalato. Non può essere riprodotto da alcun sistema di intelligenza artificiale, per quan- to sofisticato. È umano –profondamente, irriducibilmente umano.
Ma c'è un secondo silenzio, ed è più pericoloso. È il silenzio che i sistemi algoritmici impongono: la cecità di sistemi che non registrano ciò che non possono misurare, rendendo invisibile proprio ciò che più avrebbe bisogno di essere ascoltato. Questo non è il silenzio del significato; è il silenzio della cancellazione. Il silenzio non è fuori dal linguaggio. È al di sopra di esso. È il meta-livello che dà al linguaggio il suo senso, il suo peso e la sua umanità. Senza di esso, la comunicazione è dati. Con esso, è vita. E forse è proprio lì – nel difendere il silenzio del significato contro il silenzio della cancellazione – che risiede l'ultimo territorio della nostra libertà.
Un evento formativo di tre giorni per costruire nuove reti di solidarietà, con l’obiettivo di rispondere alle emergenze sociali
Si è conclusa con successo a Potenza una tre giorni di formazione organizzata dalla Caritas Diocesana di Potenza - Muro LucanoMarsico Nuovo, che ha visto la partecipazione di direttori e operatori provenienti da Sardegna, Sicilia, Calabria, Puglia e Campania. L'iniziativa, volta all'aggiornamento professionale e alla condivisione di esperienze, ha rappresentato un importante momento di confronto tra i diversi territori del Mezzogiorno, con l'obiettivo di rafforzare le reti di collaborazione e sviluppare risposte comuni alle sfide sociali del nostro tempo.Durante l'evento, i partecipanti hanno avuto l'opportunità di osservare da vicino le realtà Caritas più significative del territorio, visitando strutture e progetti che incarnano concretamente la missione della diocesi. Tra le tappe più importanti, la “Casa di Leo” nel
quartiere Bucaletto di Potenza, l’"Officina delle Idee" – uno spazio creativo interamente gestito da donne – e l’Emporio della Solidarietà a Tito Scalo. Non sono mancati anche il Centro di Aggregazione “Uno, Monta la Luna” a Baragiano, che rappresenta un punto di riferimento per l'integrazione sociale, e i Magazzini Sociali, un esempio virtuoso di economia circolare e di impegno contro lo spreco alimentare.Ogni visita ha offerto ai partecipanti uno spunto di riflessione sul lavoro integrato nel territorio, con un'attenzione particolare alla creazione di spazi di accoglienza, ascolto, e sostegno per chi vive ai margini della società. Tra gli aspetti più apprezzati, l'incontro con realtà che, attraverso azioni concrete, sono riuscite a mettere in rete risorse, persone e iniziative per contrastare la povertà, la solitudine e l'emarginazione.La formazione ha
dato ampio spazio anche all’approfondimento delle esperienze più innovative, che vanno oltre la semplice assistenza per entrare nel campo della solidarietà attiva, capace di generare nuove opportunità per le persone più vulnerabili. I Magazzini Sociali, ad esempio, rappresentano un esempio concreto di come il recupero delle eccedenze alimentari possa trasformarsi in un modello di economia circolare che, oltre a ridurre lo spreco, combatte la povertà alimentare.Marina Buoncristiano, direttore della Caritas Diocesana di Potenza, ha sottolineato l'importanza di questi incontri: «La tre giorni è stata un’occasione preziosa per mettere in relazione competenze, metodologie e valori che guidano ogni giorno il nostro lavoro di accompagnamento. Abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci su buone pratiche e strumenti innovati-

vi, consapevoli che la collaborazione e lo scambio di esperienze sono essenziali per costruire risposte efficaci e sostenibili».La Caritas Diocesana, con questo evento, ha ribadito il suo impegno continuo nella formazione degli operatori e nella promozione di modelli d’intervento che possano rispondere in modo concreto alle esigenze delle persone,
con un'attenzione particolare alla dignità e al benessere di ciascun individuo.Un passo avanti importante nella lotta contro le disuguaglianze sociali, che conferma il ruolo centrale della Caritas nel tessuto sociale lucano e nel Mezzogiorno, dove le sfide della povertà e dell'emarginazione sono ancora urgenti e necessitano di un impegno collettivo.
Il 17 e 18 aprile 2026, presso il Giubileo Hotel di Pignola, si terrà il 2° Congresso della Uil Pensionati Basilicata, focalizzato sul ruolo degli anziani nella società e sullo sviluppo della regione. Con il titolo "Radici nel domani. L’esperienza come energia per le nuove generazioni", l'evento offrirà un'importante occasione di discussione su temi come l'invecchiamento attivo, la sanità, la coesione sociale e lo sviluppo territoriale.La prima giornata del congresso, venerdì 17 aprile, avrà come tema “La società longeva: riflessioni per la Basilicata del domani”. Moderata da Annalisa Percoco della Fondazione Eni Enrico Mattei, la tavola rotonda vedrà la partecipazione di esponenti di rilievo come Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil Pensionati nazionale, Giorgio De Rita, segretario generale del Censis, e Lucia Albano, sottosegretario al Mef. L’intervento di Carmine Vaccaro, segretario della Uil Pensionati Basilicata, chiuderà la
giornata.La seconda giornata, sabato 18 aprile, inizierà con la registrazione dei delegati e i saluti istituzionali del sindaco di Pignola, Antonio De Luca. Seguiranno la relazione di Vaccaro e gli interventi di rappresentanti sindacali, tra cui Angelo Summa (Spi Cgil Basilicata) e Giuseppe Amatulli (Fnp Cisl Basilicata). Le conclusioni saranno affidate a Carmelo Barbagallo.Carmine
Vaccaro, ricandidato alla guida della Uil Pensionati regionale, ha dichiarato che il congresso è un'occasione cruciale non solo per l’organizzazione ma anche per la Basilicata. «L’esperienza dei pensionati deve essere riconosciuta come una risorsa strategica per le nuove generazioni», ha detto Vaccaro. Il congresso affronterà temi fondamentali, tra cui l'invecchiamento attivo, la sa-

nità e lo sviluppo sociale, con l’intento di rafforzare il sindacato pensionati nelle politiche pubbliche.
Vaccaro ha anche sottolineato l'importanza di rilanciare la regione, attraendo persone e opportunità. «La Basilicata si salva se allarghiamo la nostra visione e facciamo protocolli con le regioni più forti», ha aggiunto. Inoltre, ha messo in evidenza la crescente disuguaglianza demografica, con una popolazione di pensionati superiore a quella di lavoratori attivi, un dato preoccupante per la sostenibilità economica e per le aree interne, dove vive la maggior parte degli anziani.Il segretario ha concluso ribadendo l’importanza di un dialogo continuo con le istituzioni per garantire i diritti e la dignità degli anziani, contribuendo a costruire una Basilicata più forte e più giusta.Il congresso rappresenta un passo importante verso una società più inclusiva, dove l'esperienza degli anziani diventa una risorsa per tutti.
POTENZA. Proseguono i lavori di riqualificazione presso la stazione di Potenza Superiore, avviati nel maggio 2025 e attualmente in piena fase esecutiva.
L’intervento, finanziato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per un importo complessivo di circa 2,5 milioni di euro, punta a trasformare in modo significativo l’accessibilità dello scalo, con particolare attenzione alle persone a mobilità ridotta, anche temporanea.
Nel tempo, infatti, diverse sono statele criticità segnalate anche attraverso le nostre colonne della stazione del capoluogo. Tra allagamenti del sottopasso, degrado e problemi di accessibilità per le persone con disabilità, spesso gli utenti hanno chiesto interventi risolutivi che finalmente sono arrivati.

Il progetto prevede una serie articolata di opere strutturali e tecnologiche. Tra gli interventi principali figura l’installazione di due ascensori, uno per ciascun marciapiede, che consentiranno l’accesso autonomo a tutte le banchine.
A ciò si affianca l’innalzamento del primo marciapiede alla quota H55 dal piano del ferro, soluzione pensata per facilitare le operazioni di salita e discesa dai treni.
In programma anche la riqualificazione del sottopasso, con il miglioramento dei collegamenti ver-
ticali tramite scale, al fine di rendere più funzionali e fruibili gli spazi interni della stazione. Previsto inoltre il restyling delle pensiline a copertura delle rampe di accesso ai marciapiedi, intervento che contribuirà sia al decoro sia alla protezione dei viaggiatori.
Sul fronte della sicurezza, è pre-
visto un adeguamento complessivo del sistema di illuminazione, con benefici sia in termini di sicurezza reale che percepita. Parallelamente, saranno aggiornati i sistemi di informazione al pubblico, sia fissi che variabili, e potenziati i percorsi di orientamento, inclusa l’installazione di percorsi tattili per ipovedenti e non vedenti.
Il cronoprogramma, in linea con gli obiettivi del PNRR, prevede il completamento dei lavori entro il primo semestre del 2026. Tuttavia, l’entrata in funzione degli ascensori sarà subordinata al collaudo degli impianti e al rilascio della necessaria autorizzazione da parte dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali (ANSFISA), secondo quanto stabilito dalle normative vigenti.
Un intervento strategico, dunque, destinato a migliorare sensibilmente la qualità dei servizi offerti ai viaggiatori e a rendere la stazione di Potenza Superiore più moderna, inclusiva e sicura. R os M ol
POTENZA Organizzata dall’Anspi, hanno partecipato ottanta figuranti tutti scelti dal regista Michele Guadagno

DI
Con la Domenica delle Palme si sono aperti i riti della Settimana Santa, e ieri pomeriggio, presso la Parrocchia della Sacra Famiglia di contrada Rossellino, ha avuto luogo il primo appuntamento della Via Crucis Vivente. Un evento organizzato dall’Anspi, sotto la direzione di Michele Guadagno, ideatore e regista che dal 1995 promuove questa sacra rappresentazione con l’intento di far vivere la Pasqua come esperienza autentica di Passione, Morte e Resurrezione di Cristo, legata al Calvario e alla Crocefissione.
La Via Crucis Vivente coinvolge circa ot-

tanta figuranti, tutti membri della parrocchia, divisi nei vari ruoli previsti dalla rappresentazione. Tante famiglie hanno contribuito alla realizzazione di questo percorso, che ha visto i partecipanti partire dal sagrato della chiesa per dirigersi verso la fontana e la collinetta, simbolico Golgota dove Cristo è stato crocefisso. Da oltre trent’anni, contrada Rossellino si trasforma: le sue strade diventano i vicoli di Gerusalemme e gli abitanti i protagonisti di una storia senza tempo. Questa tradizione, nata nel 1995, è diventata un appuntamento unico e irrinunciabile per la comunità parrocchiale, un momento di grande impatto scenico che unisce fede, storia e appartenenza. Oltre ai figuranti, nume-
rosi volontari hanno lavorato con dedizione e spirito comunitario per rendere possibile la rappresentazione della Passione di Cristo. Tra i momenti più emozionanti della Via Crucis, il giudizio di Ponzio Pilato sul sagrato della chiesa e la Crocefissione, accompagnata da dialoghi tratti dai Vangeli, hanno commosso i presenti. Sul percorso erano presenti anche le unità dei Vigili Urbani di Potenza, che hanno garantito il regolare svolgimento dell’evento.
Michele La Scaleia, interprete di Gesù, ha condiviso la sua esperienza: «È stata un’emozione intensa, frutto di una lunga preparazione. Tutti gli interpreti hanno lavorato insieme con grande unità per trasmettere al meglio il significato di questa cerimonia solenne».
Michele Guadagno, regista e ideatore della Via Crucis Vivente, ha raccontato il suo legame con questa tradizione: «Ho dato vita a questa manifestazione nel 1995, portando con me le tradizioni del Vulture, che ho respirato fin da bambino. Volevo trasmettere alla nostra comunità il significato profondo della Passione di Cristo. Ancora oggi, dopo tanti anni, ci sono persone che partecipano con lo stesso entusiasmo di quando abbiamo iniziato. È un’esperienza che nasce dal cuore e che coinvolge tutti. Ogni anno lavoriamo con impegno per far comprendere che questa non è una manifestazione di carnevale, ma un momento di grande serietà e riflessione».
Il progetto "PretenDiamo Legalità" stimola la riflessione dei ragazzi su temi di fondamentale importanza sociale
Si è appena conclusa la prima fase del progetto “PretenDiamo Legalità”, un’iniziativa educativa promossa dalla Polizia di Stato in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione e del Merito. Il progetto ha suscitato un grande interesse tra gli istituti scolastici del capoluogo e della provincia di Potenza, coinvolgendo numerosi studenti di tutte le età, dalle scuole primarie fino agli ultimi anni delle scuole superiori.
L’edizione di quest’anno ha visto una notevole adesione da parte delle scuole, con la partecipazione di centinaia di ragazzi che hanno preso parte a un percorso di sensibilizzazione sui temi della legalità. Gli studenti, suddivisi per fasce d’età, hanno avuto l’opportunità di
confrontarsi con questioni di rilevante importanza per la loro crescita e il loro ruolo nella società.Nel corso degli incontri, gli operatori della Polizia di Stato hanno trattato temi cruciali per il benessere dei giovani, tra cui la sicurezza stradale, la prevenzione della violenza di genere, la lotta contro la discriminazione, il fenomeno del cyberbullismo e la prevenzione dell’abuso di alcol e sostanze stupefacenti. Ogni incontro si è trasformato in un’opportunità di dialogo diretto, in cui gli studenti hanno potuto confrontarsi con gli esperti, riflettendo insieme sui comportamenti responsabili e sulle scelte giuste da fare nella vita quotidiana.Una componente fondamentale di questo progetto è stata la partecipazione attiva de-
gli studenti, che sono stati coinvolti nella realizzazione di elaborati, disegni, testi e progetti multimediali.

Questi lavori creativi, che esprimono le riflessioni dei ragazzi sui temi trattati, saranno esaminati da una commissione provinciale, che selezionerà i migliori progetti da premiare in una cerimonia finale.“PretenDiamo Legalità” ha rappresentato una grande opportunità per sensibilizzare i giovani su tematiche fondamentali per la loro crescita civica. Non solo una semplice lezione teorica, ma un'esperienza formativa che ha permesso di rafforzare il rapporto tra scuola e istituzioni, sottolineando l’importanza di educare le nuove generazioni al rispetto delle regole e alla legalità.In conclusione, il progetto ha non solo offerto una piattaforma di riflessione e crescita, ma ha anche stimolato la creatività degli studenti, che sono stati chiamati a contribuire in modo attivo alla diffusione dei principi di legalità. Un successo che pone le basi per un futuro in cui i giovani siano sempre più consapevoli dei propri diritti e doveri, e pronti a diventare cittadini responsabili e attenti alle problematiche sociali.
Il futuro dell’indotto automotive di Melfi è ancora segnato dall’incertezza, ma il 1° aprile potrebbe rappresentare una data cruciale per il destino dei lavoratori e delle loro famiglie. A lanciare un appello in questo senso è il segretario generale della Fim Cisl, Evangelista, che sottolinea le difficoltà persistenti legate alle vertenze aperte, in particolare quelle della PMC e Brose. Le due situazioni sono caratterizzate dall'assenza di risposte concrete, in particolare riguardo al nome dell'azienda che subentrerà nello stabilimento PMC.La questione centrale, secondo Evangelista, riguarda il piano oc- cupazionale. È essenziale che i lavoratori di entrambe le aziende – PMC e Brose – vengano riassorbiti, ma la situazione resta fragile, e il rinvio continuo delle risposte non è più sostenibile. «Non possiamo più permetterci di vivere nell'incertezza – dichiara Evangelista –. È il momento di passare dalle parole ai fatti, chiarendo chi sarà l'imprenditore che subentrerà, quale sarà il piano industriale, gli investimenti previsti e le prospettive occupazionali per i lavorato-
ri.» L'incontro previsto al Mimit il 1° aprile dovrà fornire risposte concrete e avviare una nuova fase per l'industria automotive del sito di Melfi. Intanto, i lavoratori della PMC sono in assemblea permanente da 167 giorni davanti ai cancelli dello stabilimento.Le difficoltà non riguardano solo PMC e Brose. Evangelista fa notare che le vertenze nel sito automotive di Melfi sono numerose. Oltre alle aziende in difficoltà, come PMC, ci sono realtà come Tiberina, Marelli, Snop e Lear, che pur avendo acquisito nuove commesse, non sono riuscite a garantire ancora una pie- na occupazione. «È necessario agire su due fronti – sottolinea Evangelista –. Da un lato, sostenere la riconversione delle aziende in difficoltà, dall’altro rafforzare quelle che acquisiscono nuove produzioni.»Il 30 marzo si terranno due incontri in Regione per affrontare le vertenze Brose e MA, mentre il 3 aprile è previsto un confronto in Confindustria sulla situazione Snop Automotive.Tuttavia, è sul futuro dello stabilimento Stellantis di Melfi che si concentrano le principali speranze. Il piano di produzione dei
nuovi modelli – DS N°8, Jeep Compass, DS 7 e Lancia Gamma, con l’eventuale aggiunta di un quinto modello Alfa Romeo – potrebbe contribuire a rilanciare il polo industriale di Melfi nei prossimi anni.Il 21 maggio, il CEO di Stellantis, Antonio Filosa, presenterà il nuovo piano strategico, che dovrebbe chiarire il futuro dello stabilimento.Le scadenze sono imminenti: entro il 30 aprile terminerà la cassa integrazione per i lavoratori della PMC, e il
18 aprile per quelli di Brose. «Il 1° aprile tutti si aspettano una risposta chiara sul nome del nuovo imprenditore che potrà rigenerare la PMC e riqualificare i lavoratori», conclude Evangelista.Se le attese verranno soddisfatte, il 1° aprile potrebbe segnare l'inizio di una nuova alba per i lavoratori e le loro famiglie, avviando un nuovo percorso industriale che restituirebbe stabilità e prospettive future al polo automotive di Melfi.

Il sindaco Mecca: «Già candidato un progetto al Dipartimento difesa del suolo ed è all’attenzione del Commissario Straordinario per il dissesto idrogeologico»
A LAB RE S E
AVIGLIANO. Il maltempo degli ultimi giorni ha lasciato qualche strascico, come nel comune di Avigliano, dove lo stesso Sindaco, Giuseppe mecca, aveva comunicato, nella giornata di sabato che «lungo la Via Don Minzoni, si è verificata la caduta su strada di terreno e relativa vegetazione, probabilmente quale conseguenza delle piogge degli ultimi giorni. È stato immediatamente interdetto il transito e contestualmente coinvolta una ditta specializzata per la rimozione del materiale» che invadeva la carreggiata. «Grazie al tempestivo intervento, coordinato dalla Polizia Locale e dall’Ufficio Tecnico Comunale, la strada è stata totalmente liberata e la relativa costa ripulita - prosegue Mecca - Tuttavia, in attesa di porre in essere i ne-


cessari approfondimenti, si è ritenuto opportuno protrarre la chiusura della strada per le prossime 48 ore in attesa di assumere nuove determinazioni a riguardo». Ma è a Cronache che il Sindaco entra nel detta-
glio, spiegando che «l’Ufficio tecnico sta monitorando la situazione, non si può dire oggi che sia un fenomeno collegato ad altri. In questi giorni sono cadute piogge intense, pertanto può essere un effetto di ciò. In ogni caso –

incalza il Primo cittadinoc’è una fase di osservazione del fenomeno fino a domani e capiremo come muoverci».
Sulla frana più importante che riguarda lo stesso tratto di strada, si avvia a concludere il Sindaco, «non
che credo sia collegata a questo fenomeno, è già candidato un progetto presso il competente Dipartimento difesa del suolo ed è all’attenzione del Commissario Straordinario per il dissesto idrogeologico».
Primo incontro del progetto di Ecotrash e Comieco nell’ambito territoriale Basento Nord, con l’obiettivo di educare i giovani al rispetto dell’ambiente

Prende il via oggi, presso il plesso scolastico “F. Giannone” di Pietragalla, il ciclo di incontri di approfondimento sulla raccolta differenziata di carta e cartone, organizzato per gli insegnanti delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado dei Comuni dell’ambito territoriale Basento Nord: Avigliano, Pietragalla, Ruoti e Vaglio Basilicata. Gli incontri, che proseguiranno nelle prossime settimane, rientrano nel progetto “Di Carta in Carta”, promosso dal gestore del servizio di raccolta dei rifiuti ur-
bani Ecotrash, con il sostegno di Comieco, il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica. L’obiettivo del progetto è duplice: da un lato, sensibilizzare gli insegnanti sull’importanza della raccolta differenziata e del riciclo di carta e cartone all’interno del modello di economia circolare; dall’altro, fornire loro strumenti utili per progettare interventi educativi rivolti agli studenti. La formazione, infatti, intende arricchire le competenze dei docenti, affinché possano trasmettere ai più giovani una mag-
giore consapevolezza ambientale e promuovere buone pratiche nella gestione dei rifiuti. Il calendario degli incontri prevede altre tre tappe: il 13 aprile presso il plesso scolastico “S. Spaventa Filippi” di Avigliano, il 14 aprile all’I.C. “M. Carlucci” di Ruoti e il 28 aprile al plesso “Don Milani” di Vaglio Basilicata. Complessivamente, parteciperanno circa 90 docenti provenienti dai quattro Comuni coinvolti.
Il progetto si inserisce in un contesto territoriale che sta già registrando importanti progressi nella gestione dei rifiuti. A Pietragalla, ad esempio, nel 2025 la raccolta differenziata ha raggiunto il 79,7%, con un incremento del 5,16% rispetto al 2024. In questo comune, il recupero di carta e cartone rappresenta il 24,5% del totale dei rifiuti urbani prodotti, con un aumento del 2,5% rispetto all’anno precedente.
Anche nei quattro Comuni del Basento Nord si registra un trend positivo: nel 2024 sono state raccolte 807 tonnellate di carta e cartone in modo differenziato, con
un incremento del 2,3% rispetto al 2023. A livello regionale, la Basilicata ha superato le 28.000 tonnellate di carta e cartone raccolte nel 2024, confermando una crescita costante nel settore.
Per favorire la raccolta differenziata, Ecotrash ha già distribuito 200 ecobox – i cosiddetti “salvacarta” – nelle scuole e negli uffici pubblici comunali dei quattro Comuni interessati dal progetto. Questi contenitori, pensati per la raccolta della carta, rappresentano un ulteriore strumento per sensibilizzare i cittadini, a partire dai più giovani, sull’importanza di ridurre gli sprechi e promuovere il riciclo.
Il progetto “Di Carta in Carta” si pone come un tassello fondamentale per consolidare una cultura della sostenibilità ambientale, partendo proprio dalle scuole, luoghi cruciali per formare le nuove generazioni.
Come dimostrano i dati, l’impegno congiunto di istituzioni, scuole e cittadini può fare la differenza nel promuovere un modello di sviluppo più rispettoso dell’ambiente e delle risorse del pianeta.
Il sindaco: «Generosità commovente. Per proteggere questo prezioso investimento e la serenità di tutti il sistema di allarme è ora pienamente attivo»

BRIENZA. Nella notte tra il 15 e 16 gennaio, l’Istituto scolastico Cataldo Iannelli di Brienza fu preso di mira da ladri che, entrando dalla palestra, riuscirono a intrufolarsi nel plesso e portare via 70 computer computer. A distanza di settimane da quel brutto episodio però, arriva una buona notizia, fatta di speranza e altruismo, come spiega il Sinda- co Raffaele Collazzo: «È la solidarietà che vince e Brienza riaccende il futuro dei suoi ragazzi: presso la nostra scuola difatti, si è svolta la cerimonia di consegna di 20 nuovi computer, un gesto straordinario che sana la ferita inferta dal recente furto e restituisce
ai nostri ragazzi il diritto allo studio e alla tecnologia. Abbiamo vissuto una giornata che resterà nel cuore della nostra comunità». Così l’Amministrazione dedica «un ringraziamento speciale ai donatori, realtà del territorio che ha risposto con una generosità commovente, dimostrando che la scuola è patrimonio di tutti: GDM Margherita, Megacom, Apolab, Bea Service e Lucania Calcestruzzi. Il loro contributo è stato fondamentale per far sì che la didattica non subisse battute d'arresto». Naturalmente anche il mondo della scuola ha ringraziato questi benefattori: «Alla cerimonia era-

no presenti la Dirigente dell'Istituto, Clelia Latalardo, il corpo docente ed il Presidente del Consiglio di Istituto Giuseppe Grieco, che hanno espresso profonda gratitudine». Come sottolineato dagli stessi insegnanti della scuola secondaria di primo grado di Brienza, «questa donazione non è solo materiale, è un abbraccio grande e sincero che ci ricorda che la scuola non è mai sola. Ogni volta che un ragazzo accenderà uno di questi PC, saprà che dietro di lui c’è una comunità intera che lo sostiene». Il futuro è in buone mani, e prosegue l’Amministrazione comunale «la partecipazione del Con-
siglio Comunale dei Piccoli ha reso il momento ancora più significativo: vedere i nostri giovani cittadini testimoni di questo "bel gesto di comunità" è la garanzia più bella per il domani di Brienza. Per proteggere questo prezioso investimento e la serenità di tutti, il Sindaco e l'Amministrazione Comunale confermano che il sistema di allarme è ora pienamente attivo. La tecnologia resterà a disposizione di chi deve imparare, protetta dall'attenzione di tutti noi. Grazie Brienza, perché quando restiamo uniti, nessuna luce può essere spenta».
E MANUELA C ALABRESE
Intervento di Vigili del Fuoco, 118 e Carabinieri: la dinamica dell’incidente è al vaglio delle autorità

Momenti di paura sabato sulla strada statale
Tito-Brienza, dove un grave incidente ha coinvolto tre auto, provocando il ferimento di cinque persone. L’impatto è avvenuto nei pressi dei semafori, in un tratto già noto per la sua pericolosità.
L’allarme è scattato immediatamente, mobilitando i soccorsi. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, che hanno lavorato per estrarre uno dei feriti rimasto incastrato tra le lamiere di
uno dei veicoli coinvolti. Presenti anche i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure prima di trasferire i feriti al pronto soccorso dell’ospedale San Carlo di Potenza. Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, nessuno dei coinvolti sarebbe in gravi condizioni: quattro persone sono state trasportate in ospedale in codice giallo, mentre una quinta in codice verde.
L’esatta dinamica dell’incidente è ora al vaglio dei Carabinieri, interve-
nuti sul posto per effettuare i rilievi e ricostruire quanto accaduto. La circolazione stradale ha subito rallentamenti per consentire le operazioni di soccorso e la rimozione dei veicoli incidentati.
L’episodio riporta l’attenzione sulla sicurezza stradale lungo la TitoBrienza, un’arteria fondamentale per la viabilità locale, ma spesso teatro di incidenti. Le autorità invitano gli automobilisti alla massima prudenza, soprattutto nei tratti più critici della strada.
Un viaggio emozionale tra musica sacra e immagini per celebrare la vita e le virtù di San Rocco e il patrimonio lucano
Grande partecipazione, emozione e consenso unanime hanno segnato l’evento concertistico di musica sacra svoltosi a Tolve presso la Casa della Cultura e delle Associazioni.
L’iniziativa ha coinciso con l’inaugurazione della Casa della Cultura e delle Associazioni, fortemente voluta dall’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Avv. Renato Martucci: un contenitore culturale che ospita il Museo di Storia e Fede dedicato a San Rocco, la Biblioteca Comunale (con circa 11.000 volumi), la Mediateca Comunale, l’Innovation Lab e ulteriori spazi destinati alle associazioni.
La nuova struttura ha accolto uno degli output del progetto “Officina di Storia”, finanziato dalla Regione Basilicata nell’ambito dell’Avviso Pubblico “Piani Integrati della Cultura” (PIC) – Anno 2023. L’evento, dal titolo Opera Mundi, ha registrato un’affluenza significativa, confermando il forte interesse verso iniziative di alto valore culturale e offrendo al pubblico una serata di grande suggestione. Il concept, ideato da Risorse Srl, ha proposto una raffinata composizione di musica sacra eseguita dal Centro Studi Lucano di Musica Antica – Accademia San Rocco, accompagnata da sei capitoli visivi dedicati alla vita di San Rocco. Le esecuzioni musicali, sapientemente intrecciate alle sequenze visive, hanno dato vita a un’esperienza immersiva di
straordinaria intensità emotiva, capace di coinvolgere profondamente il pubblico.
L’opera si articola in sei momenti distinti, ciascuno dedicato a una prova o a una virtù del Santo: dalla scelta della povertà al miracolo del cane, fino alla morte in carcere e al riconoscimento postumo. Immagini simboliche, parola e musica si fondono in un racconto evocativo che costruisce un autentico “affresco emozionale”, alternando momenti di intensa contemplazione sonora a suggestioni visive di forte impatto.
Il risultato è un’opera di grande profondità e risonanza, capace di celebrare non solo la figura di San Rocco, ma anche il radicato sentimento devozionale del popolo lucano che, a partire dal XVIII secolo, lo ha eletto a proprio punto di riferimento spirituale: un connubio riuscito tra arte, spiritualità e identità territoriale. L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di ricerca e valorizzazione della tradizione musicale antica e sacra, con l’obiettivo di promuovere il patrimonio culturale locale e incentivare nuove forme di turismo religioso e culturale.
Il progetto, che vede il Comune di Tolve quale capofila insieme ai Comuni di Oppido Lucano e Cancellara, proseguirà con l’ultimo appuntamento tematico previsto nel Comune di Cancellara, dedicato alla tradizione della “salsiccia a catena”, elemento identitario del patrimonio enoga-



stronomico locale.
La giornata del 28 marzo ha confermato, con particolare evidenza, la valenza culturale e strategica del progetto “Officina di Storia”, volto a rafforzare la cooperazione tra i Comuni partner e a sperimentare modelli virtuosi di collaborazione tra pubblico e privato, finalizzati alla ricerca, al recupero e alla valorizzazione
dell’eredità storico-culturale come leva di sviluppo sociale ed economico. Un evento pienamente riuscito, capace di coniugare ricerca, musica e territorio, ponendo al centro il ruolo delle comunità locali e delle nuove generazioni e aprendo con entusiasmo la strada ai prossimi sviluppi del progetto.


MATERA. La Polizia di Stato di Matera ha eseguito un sequestro ai fini della confisca di alimenti surgelati per un valore superiore a 50mila euro, al termine di un’attività di controllo sul trasporto commerciale.L’intervento è stato condotto dalla Polizia Stradale di Matera nell’ambito dei servizi mirati alla verifica dei veicoli commerciali, effettuati con l’ausilio dei centri mobili di revisione predisposti dal Compartimento Polizia Stradale “Campania-Basilicata”. Nel corso delle operazioni è stato disposto il
fermo amministrativo di un complesso veicolare.Il provvedimento è scaturito dalla contestazione dell’esercizio abusivo dell’attività di autotrasporto di cose per conto terzi a carico della società titolare del mezzo, in violazione dell’articolo 26, comma 1, della legge 298 del 1974.Gli accertamenti hanno infatti evidenziato come la ditta proprietaria operasse in assenza dell’iscrizione al relativo albo nazionale degli autotrasportatori, requisito obbligatorio per lo svolgimento dell’attività.

Il Presidente della Regione nella sede dell’Ente Parco, in occasione dell’insediamento del nuovo Comitato Tecnico-Scientifico
MATERA. «Il Parco della Murgia Materana è un equilibrio millenario tra uomo e natura che abbiamo il dovere non solo di custodire, ma di governare con visione e competenza». Con queste parole il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, è intervenuto nella sede dell’Ente Parco in occasione dell’insediamento del nuovo Comitato tecnico scientifico, segnando un passaggio ritenuto decisivo per il futuro dell’area.
Nel corso dell’incontro, Bardi ha chiarito che la costituzione del Comitato rappresenta molto più di un adempimento formale, indicando una scelta strategica orientata a rafforzare la qualità delle deci-

sioni pubbliche attraverso il metodo scientifico. «Abbiamo fatto una scelta precisa: rafforzare la qualità delle decisioni
pubbliche attraverso il metodo scientifico e la competenza», ha spiegato, sottolineando come, a oltre vent’anni dall’ap-
provazione del Piano del Parco, si apra oggi una nuova fase.Una fase che, secondo il presidente, impone un aggiornamento profondo, non soltanto tecnico ma anche culturale e strategico, alla luce delle sfide legate al cambiamento climatico e alle trasformazioni economiche in atto. Il Parco viene così collocato all’interno di una visione più ampia, in cui la tutela ambientale si intreccia con le prospettive di crescita dei territori.
«La vera sfida oggi è non limitarsi a proteggere il patrimonio, ma renderlo una leva di futuro concreto per chi vive questi territori», ha evidenziato Bardi, richiamando il ruolo del Piano paesaggisti-
co regionale, strumento che punta a governare le trasformazioni e a offrire certezze a cittadini e imprese. In questo quadro, il Parco della Murgia Materana viene indicato come nodo centrale, capace di connettere cultura, turismo e identità.In chiusura, il presidente ha delineato le direttrici del lavoro dei prossimi mesi, individuando tre pilastri fondamentali: tutela rigorosa del patrimonio, qualità della pianificazione e sviluppo delle comunità locali. «Continueremo a sostenere il Parco della Murgia e tutti i parchi regionali come veri laboratori di progettazione territoriale capaci di generare valore reale», ha concluso.
Cupparo: «Un luogo di inclusione e crescita» Struttura finanziata con fondi ministeriali per promuovere la partecipazione
GRUMENTO NOVA . È stato inaugurato il Palasport Grumentum alla presenza dell’assessore regionale allo Sviluppo economico Francesco Cupparo, con delega agli impianti sportivi. La struttura è stata finanziata dal ministero attraverso il bando Sport e salute con una dotazione di circa un milione di euro, finalizzata alla promozione di sani stili di vita e alla prevenzione.Nel corso della cerimonia, Cupparo ha sottolineato il valore dell’opera per il territorio: «Il nuovo palasport non è solo un impianto moderno e funzionale, ma un luogo di crescita, inclusione e condivisione, dove i valori dello
sport diventano patrimonio di tutti». L’obiettivo è sostenere attività rivolte a diverse fasce d’età, comprese le persone con disabilità, attraverso sport, corretta alimentazione e sensibilizzazione sui rischi comportamentali.L’assessore ha inoltre richiamato le principali azioni messe in campo dalla Regione sul fronte dell’impiantistica sportiva, evidenziando interventi di riqualificazione e nuovi progetti finanziati con risorse dei fondi di sviluppo e coesione. Tra questi, il programma “Infra Sport” e le iniziative legate all’inclusione nelle scuole, con il progetto “Poli dello sport barriere zero”.Infine,

Cupparo ha ribadito l’impegno condiviso con il presidente Vito Bardi per la creazione di un’Agenzia regionale per lo sport, con
l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e favorire la diffusione della pratica sportiva come strumento di socialità e salute.



Un decennio di cambiamenti illustrato con sguardo autonomo e libero, attento a cogliere i movimenti della società
Una gremita sala convegni di MH Hotel di Matera, a Borgo Venusio, ha “battezzato” la presentazione ufficiale del libro “Le passioni di un decennio. Politica e cultura a Matera” dell’avvocato e consigliere comunale materano Vincenzo Santochirico. Dopo i saluti istituzionali di Vito Bardi, Presidente della Regione Basilicata, Francesco Mancini, Presidente della Provincia di Matera, e Antonio Nicoletti, Sindaco di Matera, l’autore ha conversato con l’assessore regionale Cosimo Latronico, il commissario regionale del PD, sen. Daniele Manca, il segretario regionale della Cgil, Fernando Mega, e il Presidente della Camera di commercio Basilicata e della Fondazione Matera-Basilicata Michele Somma. L’incontro è stato coordinato dal giornalista Rossano Cervellera. Il libro che ripercorre un decennio, quello che va dal 2015 al 2025, in cui Matera ha attraversato una stagione tra le più intense e ricche di cambiamenti

della sua storia recente, contraddistinta da importanti processi politici e prestigiosi riconoscimenti culturali. A cominciare dal titolo di “Capitale Europea della Cultura” nel 2019, frutto di un ampio e partecipato percorso, che ha consolidato l’esposizione internazionale della città e dato ulteriore impulso ad un impetuoso sviluppo turistico, per giungere
al 2026, anno in cui Matera riveste il ruolo di “Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo”. Ma nel decennio scorso Matera è stata anche laboratorio politico con originali aggregazioni e sorprendenti risultati elettorali. Forme diverse di civismo politico, crisi della centralità e della capacità di coalizionale del PD, progetti embrionali di un nuovo
centrosinistra, tentativi neocentristi, esiti contraddittori delle elezioni e successivi aggiustamenti, sono alcuni dei passaggi che hanno contraddistinto il decennio alle spalle, senza che la politica trovasse il modo di ricomporre il rapporto con una società, che ha continuato autonomamente a rigenerarsi e a crescere, come fa l’aragosta, per ricorrere alla metafora usata nel libro. Il materiale di base della discussione è stato offerto dagli interventi sulla stampa, le interviste, dichiarazioni, relazioni, i discorsi pubblici dell’autore degli ultimi dieci anni, raccolti nel volume, attraverso i quali, in questo decennio, Vincenzo Santochirico, pur lontano dall’impegno politico diretto, a cui è tornato solo nel 2025, ha continuato a partecipare alla vita politica e culturale della città, osservando, interpretando e raccontando questi cambiamenti con sguardo autonomo e libero, attento a cogliere i movimenti e le tendenze della società materana.

DI V INCENZO M AIDA
Montalbano Jonico precipita ogni giorno di più verso la desolazione: lo confermano i dati statistici; Scanzano Jonico non ha avuto lo sviluppo che il suo potenziale geografico prometteva e Policoro vive un momento di stagnazione che sta durando troppo e la recessione è in agguato. Montalbano Jonico era il più grande Comune della Basilicata per estensione territoriale e tra i più importanti per la dinamicità della sua economia, la fertilità dei suoi terreni agricoli, la sua storia, soprattutto nella fase pre-risorgimentale. Con l’autonomia di Policoro prima, e di Scanzano dopo, è iniziato un suo lento e inesorabile declino. Policoro è stato una sua frazione fino al 1959 e Scanzano fino al 1975. L’autonomia del Comune di Scanzano Jonico nel 1975 fu illegittima, come dimostrammo in un pamphlet anni addietro. Lo sponsor dello smembramento territoriale del Comune jonico ebbe il volto del politico più importante della regione nel dopo-guerra: il democristiano Emilio Colombo che, dopo gli 80 anni, ammise di aver fatto uso della cocaina “per scopi terapeutici”. Per l’autonomia del Comune di Policoro fu sufficiente un decreto della presidenza della Repubblica, non essendo ancora state istituite le Regioni; per Scanzano, invece, venne consumata dalla politica una vera e propria illegalità sul piano giuridico e istituzionale. L’articolo 133 della Costituzione Italiana e la stessa Legge regionale n.5 del 28 luglio 1972, infatti, prevedevano che l’istituzione di nuovi Comuni dovesse avvenire
“sentite le popolazioni interessate”. La nostra fu l’unica Regione in Italia che interpretò la legislazione fondante dello Stato e la sua stessa legge, che parlava di popolazioni dei comuni e delle frazioni interessate, in modo restrittivo e i confini che furono stabiliti, tagliarono fuori Montalbano dallo sbocco a mare. Al referendum istitutivo votò soltanto la popolazione della frazione. Il risultato fu scontato. La Regione Basilicata approvò la Legge istitutiva, ma il Commissario di Governo la bocciò per incostituzionalità. Essa venne, poi, ripresentata e fatta passare per “perenzione dei termini”: il Commissario di Governo, che non se la sentiva di approvare un atto illegittimo, non si pronunciò. Ѐ facile immaginare da chi fu sollecitato a chiudere gli occhi, a tapparsi la bocca e le orecchie per non sentire le vibrate proteste della popolazione montalbanese che trovarono in un giovane locale, Leucio Miele, un interprete autorevole, preparato, noto a livello nazionale, carismatico e che dovette interrompere la sua battaglia a causa di una malattia che lo strappò prematuramente alla vita. Tutta la filiera della Democrazia Cristiana, con la complicità a volte manifesta e a volte silenziosa del PCI, fu protagonista di una illegalità, di un madornale abbaglio sul piano dello sviluppo del territorio e di una formidabile miopia politica incapace di prevedere la direzione che già allora stava prendendo la gestione dei servizi, delle Istituzioni, dell’economia locale più in generale. Il territorio del Comune di Montalbano Jonico era stato quello maggiormente interessato dal processo di bonifica

e dall’ente riforma che annientò il latifondo e distribuì ai contadini poderi agricoli di circa 6-7 ettari. Buona parte dei “coloni” assegnatari proveniva da ben 23 Comuni lucani e dal Salento, per cui le spinte centrifughe erano fortissime, non avendo essi alcun legame con il comune madre, ma la politica doveva comprendere che lo spacchettamento del territorio non sarebbe giovato a nessuno. Si potevano trovare altre soluzioni di ingegneria istituzionale per garantire maggiore autonomia alle due frazioni che crescevano rapidamente, ma si scelse la strada peggiore. L’uomo politico lucano di maggior prestigio, a livello macro è stato premiato perché fu tra coloro che si spesero per l’Unione Europea, cioè per un processo di aggregazione; a livello micro, qualche anno dopo, l’autonomia di Scanzano gli venne da quel nuovo Comune, conferita una medaglia, per aver sponsorizzato una evidente illegalità e aver distrutto l’integrità territoriale di un’aria epicentrica della fascia jonica. Il
repubblicano meridionalista Francesco Compagna, in un suo studio aveva infatti previsto un centro direzionale a Recoleta, quindi centrale rispetto a Montalbano, Policoro e Scanzano, e lo sviluppo del primo Comune più importante della Regione dopo i due capoluoghi di provincia. La DC scelte di sacrificare tutto al clientelismo elettorale. Policoro nel 1863 era diventata frazione di Montalbano Jonico dopo una lunga causa contro il Comune di Tursi e vinta dall’allora sindaco on. Le Francesco Lomonaco. Se fossero stati meno miopi, oggi i vantaggi nella gestione centralizzata dei servizi, nella programmazione dello sviluppo turistico e agricolo, nella valorizzazione dei beni archeologicostorici-artistici-paesaggistici e culturali e nella intercettazione delle risorse, sarebbero stati notevoli per tutte e tre le comunità. Montalbano J. rappresentava il confine a Nord dell’antica Heraclea e deve la sua nascita alla sconfitta di Pirro da parte dei Romani.

Da Zaccagnini a Forlani, il ricordo di un’epoca di grande impegno politico e unità nazionale
DI P EPPINO M OLINARI *
POTENZA. Ieri la delegazione lucana della Dc si è ritrovata a Roma per ricordare il XIII Congresso nazionale della Dc del 1976.
Il 18 marzo 1976 si tenne il 13 congresso della Democrazia Cristiana,il primo con l’elezione diretta del segretario,quella che di un soffio vide vincere Zaccagnini con il 51,5 dopo una bellissima sfida con Forlani al 48,5.
Per ricordare quelle giornate ci siamo ritrovati dopo a 50 anni in una riunione tra amici .
Una delegazione di democristiani dí allora composta da Tonio Boccia,Carlo Chiurazzi,Giampaolo D’Andrea,Salvatore Margiotta,Peppino Molinari,Angelo Sanza e Vincenzo Viti è stata presente con la voglia di rivedersi e di ricordare insieme ai tanti amici delle altre regioni quelle battaglie interne che ci hanno contrapposti ma sempre consapevoli di essere parte di un’unica comunità e con l’orgoglio di averne fatto parte.
Rivedere volti, stringere mani, ascoltare storie che non sono solo ricordi ma pezzi di un Paese che ha saputo costruire, tenere insieme, resistere. Non è nostalgia è consapevolezza. Consapevolezza di cosa ha significato davvero quella stagione: responsabilità, mediazione, senso delle istituzioni, orgogliosi di aver fatto parte di questa storia. Fa bene ogni tanto fermarsi e ricordarlo.
*O NOREVOLE





Viviamo in un tempo che non ci chiede più di resistere, ma di smettere di sentire. Ogni giorno scorriamo vite, tragedie, guerre, fallimenti, sorrisi costruiti e felicità esibite come trofei. Tutto passa davanti ai nostri occhi con la stessa velocità con cui svanisce. Un secondo prima qualcosa ci sfiora, quello dopo è già dimenticato. E mentre crediamo di essere informati su tutto, stiamo lentamente perdendo il contatto con ciò che conta davvero.Non è freddezza. È una forma silenziosa di adattamento. Perché sentire davvero, oggi, è scomodo. Significa fermarsi quando tutto spinge a correre. Significa restare davanti a ciò che fa male, senza distrarsi. Significa riconoscere che qualcosa dentro si muove… e non scappare.E allora succede qualcosa di sottile, ma decisivo: ci abituiamo. Ci abituiamo a non approfondire. Ci abituiamo a non re-

stare. Ci abituiamo a non sentire fino in fondo. E nel momento in cui ti abitui, non te ne accorgi nemmeno… ma inizi a vivere a metà.Non è una scelta dichiarata. È una rinuncia silenziosa. Perché quando smetti di sentire davvero il dolore, smetti anche di riconoscere la verità. E senza verità, tutto diventa più leggero… ma anche più vuoto. Più facile… ma anche più lontano da ciò che sei.La vera forza oggi non è proteggersi da tutto. È non perdere la capacità di sentire. È restare presenti quando sarebbe più semplice distrarsi. È non anestetizzarsi quando tutto intorno ti invita a farlo. È avere il coraggio di guardare, di attraversare, di restare.Perché è proprio lì, dove molti si fermano, che inizia qualcosa di diverso. Non una vita perfetta. Ma una vita vera.Non abbiamo bisogno di diventare più forti nel senso che ci hanno insegnato. Abbiamo bisogno di diventare più veri. Perché essere vi-
Il riconoscimento evidenzia l'eccellenza

vi non è non sentire. È sentire tutto… senza scappare.In un mondo che ti abitua a restare in superficie, andare in profondità è un atto raro. E chi smette di anestetizzarsi, a un certo punto non riesce più a fingere. Non riesce più a distrarsi. Non riesce più ad accontentarsi.Perché quando torni a sen-
tire davvero, capisci una cosa che non puoi più ignorare: non è il mondo ad averti spento. Sei tu che, poco alla volta, hai smesso di esserci. E da quel momento, hai solo due possibilità: continuare a sopravvivere… o ricominciare a vivere davvero. E da lì indietro non si torna.
dell'Istituto di Melfi, sotto la guida della professoressa Alessandra Prete
L’Istituto Comprensivo “Ferrara-Marottoli” di Melfi si conferma tra i protagonisti dell’innovazione didattica, ottenendo un importante riconoscimento al Mediashow, l’Olimpiade della Multimedialità, che si è svolta il 26 e 27 marzo presso il Liceo Scientifico “Federico II di Svevia”. Salvatore Brindisi, alunno della classe III C, ha conquistato una Menzione Speciale nella sezione dedicata allo storytelling, distinguendosi in un contesto altamente competitivo e internazionale.
Un successo che non è solo frutto del talento individuale di Salvatore, ma anche del meticoloso lavoro di preparazione, impegno e mentoring della professoressa Alessandra Prete, docente di riferimento per il progetto. Grazie al suo impegno, la docente è riuscita a trasmettere agli studenti non
solo le competenze tecniche necessarie per dominare i linguaggi multimediali, ma anche una visione umanistica in grado di far emergere il valore profondo della tecnologia come veicolo di espressione. L'opera premiata, dal titolo “Umanità e tecnologia”, è il risultato di una fusione tra competenze digitali avanzate e una forte consapevolezza critica, come ha sottolineato la giuria del concorso: «L’autore dimostra una buona competenza tecnica e piena padronanza degli strumenti digitali. Il racconto è dotato di una struttura narrativa coerente, capace di trasmettere un messaggio chiaro ed efficace».
La vittoria di Salvatore Brindisi, dunque, si inserisce in un percorso formativo che ha visto la scuola “Ferrara-Marottoli” protagonista nel fornire agli studenti gli strumenti per affrontare con successo le sfide di un
mondo in continua evoluzione.
L’acquisizione di competenze multimediali e digitali è oggi una risorsa fondamentale per una scuola che guarda al futuro, e il riconoscimento ricevuto è la dimostrazione concreta della qualità dell’insegnamento e della capacità della scuola di coltivare talenti.
Un riconoscimento che rende orgogliosa l'intera comunità scolastica, testimoniando l'importanza di un’educazione che sa integrare creatività, tecnologia e una narrazione consapevole.
La professoressa Alessandra Prete, con la sua dedizione e visione educativa, si conferma una guida fondamentale nel percorso di crescita dei suoi studenti, contribuendo a fare della scuola “Ferrara-Marottoli” un luogo dove la formazione va oltre l’insegnamento tecnico, puntando a una formazione completa e umanistica.




La guerra dei droni: quando la tecnologia trasforma il conflitto in un confronto freddo e automatizzato

S«paragli Piero, sparagli ora e dopo un colpo sparagli ancora » (La Guerra di Piero – F. De Andrè)
Non fanno rumore come i caccia, non hanno piloti a bordo, costano una frazione dei sistemi militari tradizionali. Eppure stanno cambiando il volto della guerra. I droni, da strumenti di supporto, sono diventati protagonisti del conflitto moderno.
Negli ultimi anni il loro utilizzo si è intensificato in diversi scenari internazionali, dal conflitto tra Russia e Ucraina al quello in medio oriente. Qui, velivoli senza pilota vengono impiegati per ricognizione, attacchi mirati e operazioni di disturbo. La novità non è solo tecnologica, ma strategica: la guerra diventa più distribuita, meno centralizzata, più difficile da prevedere. Un drone militare può svolgere missioni che fino a pochi anni fa richiedevano mezzi complessi e costosi. Può sorvolare territori ostili, raccogliere informazioni in tempo reale, colpire obiettivi con precisione. Ma soprattutto può essere prodotto e utilizzato su larga scala. È questa accessibilità a renderlo un elemento di rottura. Accanto ai grandi sistemi sviluppati da aziende della difesa, stanno emergendo soluzioni più economiche e adattabili. In molti casi, droni commerciali modificati vengono impiegati sul campo con finalità militari. Questo abbassa drasticamente la soglia d’ingresso tecnologica e consente anche a attori meno strutturati di acce-
dere a capacità avanzate. In questo contesto, l’intelligenza artificiale gioca un ruolo sempre più centrale. I droni non sono più solo telecomandati: possono integrare sistemi di visione artificiale, riconoscimento degli obiettivi e navigazione autonoma. Aziende come Anduril Industries stanno sviluppando piattaforme in cui software e sensori lavorano insieme per identificare minacce e prendere decisioni operative in tempo reale.
La prospettiva più avanzata è quella degli sciami di droni. Decine o centinaia di unità che operano in modo coordinato, condividendo informazioni e adattando il proprio comportamento in base all’ambiente. Una logica ispirata ai sistemi naturali, ma applicata al campo di battaglia. In questo scenario, la superiorità non è più legata solo alla potenza di fuoco, ma alla capacità di elaborare dati e reagire più rapidamente dell’avversario.
Questo cambiamento solleva interrogativi profondi. Se un sistema autonomo è in grado di identificare un bersaglio e colpirlo senza intervento umano diretto, dove si colloca la responsabilità? Il dibattito sulle cosiddette “armi autonome” è aperto da anni e coinvolge istituzioni internazionali come le United Nations, che discutono possibili regolamentazioni.
C’è poi un aspetto etico. La distanza fisica tra operatore e campo di battaglia riduce il rischio per chi utilizza il sistema, ma può an-

che abbassare la percezione delle conseguenze. La guerra, mediata da schermi e algoritmi, rischia di diventare più “fredda”, meno immediata, più simile a un processo tecnologico che a un confronto umano.
Allo stesso tempo, i sostenitori di queste tecnologie sottolineano come i droni possano aumentare la precisione e ridurre i danni collaterali, se utilizzati correttamente. La capacità di raccogliere dati in tempo reale e colpire con maggiore accuratezza potrebbe teoricamente limitare l’impatto sui civili. Ma molto dipende da come queste tecnologie vengono implementate e da chi le controlla. La guerra dei droni è anche una questione industriale. Nuove aziende stanno entrando nel settore della difesa con modelli agili e orientati al software, mentre gli Stati investono per non restare indietro in una competizione che è ormai globale. La linea tra industria tecnologica e industria militare diventa sempre più sottile.
Quello che emerge è un cambiamento di paradigma. La guerra non è più solo una questione di armamenti tradizionali, ma di integrazione tra hardware, software e dati. I droni rappresentano la punta visibile di questa trasformazione.
Recentemente in una intervista, il professor Alessandro Barbero, ci spiega come in Ucraina la guerra sia qualcosa di completamente diverso. Un conflitto dove esistono trincee invisibili e in cui il tempo
sembra fermarsi. Con il controllo visivo di tutto il territorio, qualsiasi movimento, anche di una singola persona, è mappato e analizzato da droni ad alta quota che segnalano l’anomalia. Nel giro di qualche minuto qualche altro drone sgancia il missile che colpisce puntualmente il bersaglio. In pratica tutto ciò che si muove da li’ a poco sarà neutralizzato. Cosa significa tutto ciò? Una lenta guerra in cui anche i carri armanti hanno poco senso e in cui attendere è l’unica salvezza a prescindere dall’esercito.
La domanda, ancora una volta, non è se questa evoluzione continuerà. È già in atto. La vera questione è come verrà governata. Senza regole condivise e senza un dibattito pubblico consapevole, il rischio è che l’innovazione tecnologica superi la capacità delle istituzioni di comprenderla e controllarla.
Nel conflitto del futuro, la differenza potrebbe non essere fatta da chi ha più soldati o più mezzi, ma da chi ha algoritmi migliori. E in quel caso, il campo di battaglia non sarà solo fisico, ma anche digitale.
La guerra dei droni non è una pre- visione. È il presente. E sta ridefinendo, silenziosamente, le regole del conflitto.
« E mentre gli usi questa premura Quello si volta, ti vede e ha paura
Ed imbracciata l'artiglieria
Non ti ricambia la cortesia » (La Guerra di Piero – F. De Andrè)

