








IL provvedImeNTo rIGuArdA 24 comuNI per 110 Km dI sTrAde
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IL provvedImeNTo rIGuArdA 24 comuNI per 110 Km dI sTrAde
da giugno partiranno accordi operativi. un sindaco alla guida dell'assessorato: «ora fase attutiva»

LA reAzIoNe dI meLoNI: «ATTo GrAvIssImo, messA A rIschIo LA sIcurezzA europeA»
un drone, probabilmente russo, è precipitato su un edificio residenziale nella città di Galați, in romania, paese membro della
L’edITorIALe
Il buonismo che brucia il mondo
d I AL es s AN d r o sAN s oN I
Mi hanno sempre fatto paura “i buoni”. “I buoni” conoscono la verità, vogliono farla trionfare, desiderano estirpare “il male” dal mondo e costruire il paradiso in terra. Mi hanno sempre fatto paura, perché “i buoni” sanno chi sono “i cattivi” e per estirpare “il male” bisogna cominciare da loro, eliminandoli. E non ci sono (...)
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Errichetti a pag 4

BANKITALIA Guerra, inflazione, crescita, AI: le considerazioni del Governatore Panetta
«Quadro globale fragile, l’Italia ancora tiene»








L’INTervIsTA
A Cronache il presidente dell’Associazione nazionale commercialisti
Cuchel: «Necessario patto tra Istituzioni e professionisti»
■ Grieco a pag 7
morTe scArAscIA
Gli inquirenti seguono la pista di una Mercedes bianca, al vaglio anche le immagini di un negozio nel quartiere “Santa Sofia”
■ Galgano a pag 16
LA NomINA
È Nicola Coluzzi il neo Capo di Gabinetto della presidenza del Consiglio regionale: nomina senza aggravio di spesa
■ Servizio a pag 15
poTeNzA
La Storica Parata dei



L’ideale di salvezza non tollera limiti: trasforma il nemico in bersaglio
DI AL ES SA ND R O S AN SO NI
Mi hanno sempre fatto paura “i buoni”. “I buoni” conoscono la verità, vogliono farla trionfare, desiderano estirpare “il male” dal mondo e costruire il paradiso in terra.
Mi hanno sempre fatto paura, perché “i buoni” sanno chi sono “i cattivi” e per estirpare “il male” bisogna cominciare da loro, eliminandoli.
E non ci sono ragioni da far valere per difenderli: chi vorrebbe preservare “il male” nel mondo?
“I buoni” hanno, poi, una peculiare caratteristica, normalmente: sanno che da un momento all’altro “i tempi si compiranno”. Sono escatologici, aspettano le “cose ultime”, appunto “la fine dei tempi”, e, giustamente dal loro punto di vista, vogliono agevolarla proprio per consentire al “paradiso” di trionfare ed avverarsi.
Tendenzialmente, non a caso, “i buoni” hanno un pessimo rapporto con “la Storia”. Cos’è la Storia se non il racconto di ciò che è accaduto ed accade nella “Città degli Uomini”, per dirla con Sant’Agostino,
cioè nel luogo delle turpitudini, del peccato, del “male” per l’appunto, ovvero l’esatto opposto della “Città di Dio” cui tutti aneliamo?
Per questo motivo quando “i buoni” combattono (ovviamente contro “i cattivi”), stanno sempre combattendo “l’ultima guerra”, quella “giusta”, quella “che porrà fine a tutte le guerre” e che ci porterà alla “pace perpetua” e “alla fine della storia”. In effetti anche Francis Fukuyama era “un buono”, talmente buono che pensava che con la fine della Guerra Fredda ce l’avevamo ormai quasi fatta… Ovviamente chi mai potrebbe porre distinguo e non ritenere, potendo porre fine a tutte le guerre, che pur di riuscirci ogni mezzo è lecito? Il nobile fine giustifica…
Pertanto, non c’è limite che ci si possa porre per realizzare tutto questo, ossia la palingenesi universale. E se questa non si avvera? Allora è tempo che giunga l’Apocalisse, perché il Bene, il Giusto e il Dio Onnipotente (o l’Idea assoluta) che deve portarci il Paradiso, non può fallire.
La Luce deve risplendere, come una bomba atomica, liberandoci dalle miserie umane.
E la Luce, per noi europei, è sempre arrivata dall’Oriente. Per la precisione dal Medio Oriente, che, non a caso, è il luogo in cui molto spesso “i buoni”, quelli “più buoni degli altri”, come direbbe Orwell, si azzuffano senza pietà.
Tra il V e il VII secolo (con qualche strascico fino all’VIII) proprio il Medio Oriente fu teatro di scontri furiosi, che ricordano quelli odierni. Opposti gli uni agli altri “i buoni” diedero vita a molteplici sette religiose (varie forme di ebraismo, cristiani di ogni genere, gnostici le cui dottrine sono ormai andate perdute, fino all’Islam delle origini), impegnati a combattersi con l’idea che ciò che c’era prima non meritava di sopravvivere e gli altri contendenti erano ulteriori varianti del Maligno.
E proprio in virtù di ciò che ci dicevamo primal’idea dell’essere umano come misero portatore di colpe, la Storia (in particolare quella degli “altri”) come riassunto di malvagità, il “vecchio mondo”
da distruggere per far trionfare il nuovo – cifra distintiva dei “buoni” all’opera era di solito l’iconoclastia (l’odio per le immagini) e di tutto ciò che nel passato era stato costruito dagli uomini, frutto della fede “negli dei falsi e bugiardi” (e dunque del Diavolo).
Fu proprio in quel periodo che tanti templi vennero dati alle fiamme, statue ed altari furono divelti, intere città (con i loro abitanti) rase al suolo, a cominciare da quello scrigno della sapienza accumulata nel corso dei secoli passati che era la Biblioteca di Alessandria e da coloro che la frequentavano, ovvero Ipazia e tutti i filosofi “greci” (come si usava chiamare allora, in quei luoghi, i pagani). Fu una grande mattanza di “nationes” (come si definivano all’epoca i seguaci delle varie religioni dell’impero), in cui molto dell’antico patrimonio storico degli uomini, libri e monumenti, andò perduto (insieme a tante vite).
È per questo che, quando vediamo il centro storico di Tiro in Libano oggetto di bombardamenti nonostante goda dello status di Patrimonio Unesco, o tor-
niamo con la mente a quanto accaduto solo pochi anni fa a Palmyra, ad Aleppo, ai Buddha di Bamiyan in Afghanistan, o riflettiamo sulla progressiva scomparsa dei Cristiani d’Oriente in Palestina, in Siria o in Iraq, o alla tragedia degli Yazidi, o, ancora, alla persecuzione degli Alauiti, ecco che i conflitti in atto in Terra Santa e in tutto il Medio Oriente ci appaiono una nemesi di quella furia iconoclasta che spazzò via il mondo antico.
In troppi, oggi, pensano di essere “i buoni” chiamati a realizzare il disegno divino. Lo pensiamo persino noi, in altra forma rispetto a ebrei e musulmani, inguaribili laici occidentali chiamati a perfezionare la realtà grazie alle nostre scoperte tecnologiche e/o a cancellare un passato disdicevole con il nostro “buonismo woke”.
Mi fanno paura “i buoni”, perché non possono mettersi in ascolto delle “ragioni degli altri” e ammettono solo la resa incondizionata del nemico. E nelle aree di crisi geopolitica che tormentano il nostro presente se ne vedono tanti in azione.

Meloni: «Atto gravissimo, messa a rischio la sicurezza europea». Von der Leyen: «La Russia ha oltrepassato un altro limite»
D I V ITO E RRICHETTI
Un drone attribuito alla Russia si è schiantato nella notte di ieri, contro un edificio residenziale a Galați, città della Romania orientale situata a pochi chilometri dal confine con l'Ucraina. L'impatto ha provocato un'esplosione e un incendio in un appartamento al decimo piano del palazzo, causando il ferimento lieve di due persone e l'evacuazione di numerosi residenti.Secondo le prime ricostruzioni, il velivolo sarebbe precipitato durante un massiccio attacco condotto dalle forze russe contro la vicina regione ucraina di Odessa. Poco prima dell'incidente, le autorità romene avevano diramato un'allerta alla popolazione sulla possibile caduta di oggetti provenienti dallo spazio aereo dell'area di confine.L'episodio rappresenta uno dei più gravi incidenti verificatisi sul territorio di un Paese membro della Nato dall'inizio della guerra in Ucraina e ha provocato immediate reazioni da parte delle istituzioni europee e dell'Alleanza Atlantica.
BUCAREST
DENUNCIA UNA
«GRAVE ESCALATION»
Il ministero degli Esteri romeno ha definito l'accaduto una «grave e irresponsabile escalation» da parte della Russia, annunciando di aver informato gli alleati e il segretario generale della Nato Mark Rutte. Bucarest ha inoltre chiesto un'accelerazione nel trasferimento di capacità an-
ti-drone per rafforzare la difesa del proprio spazio aereo.Il ministro della Difesa romeno ha precisato che il drone è rimasto all'interno dello spazio aereo nazionale per circa quattro minuti. Il generale Gheorghe Maxim ha spiegato che velivoli di questo tipo volano spesso a bassa quota e per tempi molto brevi, rendendo difficile l'intercettazione radar. Pur essendo attivo un sistema anti-drone di produzione statunitense, le autorità hanno escluso l'abbattimento del velivolo a causa dei rischi per la popolazione civile in una zona urbana densamente abitata.Durante l'emergenza sono stati fatti decollare due caccia F-16 dalla base di Fetesti e un elicottero militare IAR-330 Puma Socat. Il ministero della Difesa ha comunque rassicurato la popolazione, affermando che «la situazione è sotto controllo» e che la Romania non è oggetto di un attacco diretto, ma sta subendo le conseguenze della guerra in corso oltre il confine.
LA CONDANNA
DELLA NATO
E DELL'UNIONE
EUROPEA
La Nato ha condannato la «sconsideratezza» di Mosca, assicurando che continuerà a rafforzare le proprie difese contro la minaccia rappresentata dai droni. La portavoce dell'Alleanza, Allison Hart, ha confermato che il segretario generale Mark Rutte è in costante contatto con le autorità romene.Dura anche la reazione delle istituzioni europee. La presi-

dente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha parlato di un nuovo limite oltrepassato dalla Russia, ribadendo la piena solidarietà dell'Unione alla Romania e annunciando che Bruxelles sta lavorando al ventunesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca. L'Alta rappresentante per la politica estera dell'Ue, Kaja Kallas, ha definito l'accaduto «una violazione evidente e grave della sovranità della Romania e dello spazio aereo europeo». Sulla stessa linea la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, che ha sottolineato come «l'Europa sia unita di fronte all'escalation della Russia».
LE REAZIONI INTERNAZIONALI
Numerosi leader europei hanno espresso solidarietà a Bucarest. La presidente del Consiglio Giorgia Me-

loni ha definito l'episodio «un atto gravissimo» che mette a rischio la sicurezza europea, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha condannato la violazione dello spazio aereo romeno chiedendo alla Russia «un impegno serio per una pace giusta e duratura».Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato di una «pericolosa e irresponsabile escalation che non può essere tollerata», ribadendo che la sicurezza di un membro della Nato riguarda l'intera Alleanza.Condanne sono arrivate inoltre dalla Germania, con il ministro degli Esteri Johann Wadephul che ha accusato Mosca di continuare a minacciare la sicurezza collettiva europea, e dalla Moldavia. La presidente Maia Sandu ha definito la Russia «un pericolo per tutti» e ha espresso piena solidarietà alla Romania.Da Kiev, il presidente Volodymyr Zelensky ha offerto assistenza alla Romania «in qualsiasi modo sia necessario», sostenendo che il drone faceva parte di un più ampio attacco contro la regione di Odessa. Il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha invece affermato che l'incidente dimostra come l'aggressione russa rappresenti una minaccia per l'intera Europa.
LA RISPOSTA
DI MOSCA
Dal Cremlino è arrivata una prima presa d'atto dell'accaduto. Il portavoce Dmitry Peskov ha confermato che il presidente Vla-
dimir Putin è stato informato dell'incidente.Molto più aggressivo il tono dell'ex presidente russo Dmitry Medvedev, oggi vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa.
In una serie di messaggi sui social, Medvedev ha accusato i Paesi europei di essere entrati «unilateralmente in guerra con la Russia» e ha rivolto un avvertimento ai cittadini dell'Unione Europea: «Siate vigili, il sonno tranquillo è finito». Dichiarazioni che hanno ulteriormente alimentato la tensione diplomatica già elevata dopo l'incidente di Galați.
UN NUOVO FRONTE DI PREOCCUPAZIONE L'episodio riporta al centro dell'attenzione il rischio che il conflitto in Ucraina possa produrre conseguenze dirette sui territori degli Stati confinanti e membri della Nato. Sebbene Bucarest abbia escluso l'esistenza di un attacco deliberato contro la Romania, la caduta del drone rappresenta un ulteriore segnale della crescente vulnerabilità delle regioni di frontiera europee agli effetti della guerra.Mentre proseguono le indagini per accertare con precisione la dinamica dell'incidente, la vicenda rischia di aumentare ulteriormente la pressione diplomatica e militare sulla Russia, in un momento in cui l'Unione Europea e la Nato stanno discutendo nuove misure di sicurezza e ulteriori sanzioni contro Mosca.
Poco più di un mese fa a Barcellona era stato incoronato da Schelin e Lula come leader del campo progressista mondiale contro la destra. I suoi sostenitori provano a difendersi rilanciando il complotto sionista contro di lui
D I R OBERTO L AMATTINA
“So che c'è una destra e un'internazionale ultranazionalista, ma vi chiedo di non farvi ingannare. Gridano perché non stanno vincendo. Ma non importa quanto urlino e quante bugie inventino. Gridano perché sanno che il loro tempo è finito”, è passato poco più di un mese da quando Sanchez, capo del governo Spagnolo, a Barcellona riuniva i progressisti mondiali nella manifestazione chiamata "Global Progressive Mobilization". Nelle intenzioni di Sanchez avrebbe dovuto sancire la sua leadership sulle sinistre mondiali e la nascita di un'internazionale progressista in grado di sfidare quella che lui aveva chiamato internazionale di estrema destra. Le parole d'ordine erano quelle classiche della sinistra arcobaleno: pace, solidarietà, diritti civili etc.. Alla chiamata avevano risposto tutti da Lula alla nostra Schlein. Il segretario del Partito Democratico aveva lanciato poche ore prima del raduno la sua dichiarazione se-
condo cui da Barcellona sarebbe partita la sconiftta della destra in Italia e nel Mondo.
LA GUARDIA CIVIL
NELLA SEDE
DEL PSOE
Un mese dopo quelle dichiarazioni entusiaste che gridavano alla imminente vittoria del fronte progressista mondiale guidato da Sanchez sembrano davvero invecchiate malissimo ed in breve tempo. La Guardia Civil Spagnola ha fatto irruzione nella sede del Partito Socialista Operaio Spagnolo guidato proprio dal Capo del Governo iberico per chiedere documenti su un'accusa molto grave rivolta a Sanchez e al suo enturage.
UN COMPLOTTO PER DEPISTARE LE INDAGINI
L'autoproclamatosi ed incoronato leader del fronte progressista mondiale è accusato di aver costruito, insieme al cerchio magico del partito, una struttura economica e informativa in grado di depistare le indagini a carico di alcuni esponenti del Partito Socialista Spagnolo e del Governo tra i quali anche alcuni familiari stretti del
Premier Spagnolo. Secondo l'accusa, in quei famosi cinque giorni di pausa istituzionale che Sanchez aveva annunciato quando erano partite le prime indagini contro di lui, avrebbe riunito tutti i suoi fedelissimi per costruire una rete capace di demolire l'immagine, la credibilità e la fedeltà istituzionale dei vertici della Guardia Civil e dei magistrati che indagavano su di lui. L'ipotesi accusatoria, se confermata, sarebbe di una gravità inaudita e getterebbe un'ombra sinistra ed inquietante sulla stessa lealtà democratica del Capo del Governo Spagnolo. IL COMPLOTTO GIUDAICO
Come sempre accade in questi casi la difesa della sinistra internazionale si concentra sulle ipotesi di complotto contro il nuovo leader mondiale del fronte progressista. Al centro strategico del complotto non poteva che essere messa l'internazionale sionista. Basta leggere le pagine facebook e i social dei simpatizzanti di Sanchez per notare come si associ l'indagine a carico del leader dei progressisti mon-

diali alle sue posizioni dure nei confronti di Israele. Come in un rinnovato Affaire Dreyfus, le accuse complottistiche colpiscono gli ebrei che da molto tempo sono al centro dell'odio della sinistra europea e mondiale.
IL CREPUSCOLO DEGLI IDOLI
Frana così in poco più di trenta giorni il nuovo mito della sinistra progressista mondiale ed europea costretta a fare i conti con
la realtà che non potrà essere ribaltata dal solito complottismo antigiudaico. Il Partito Popolare Spagnolo chiede le dimissioni di Sanchez che resta legato alla volontà degli autonomisti catalani e baschi di tenere in vita il Governo in attesa di capire cosa accadrà nelle indagini. Quello che è certo è che il fronte progressista mondiale si è schiantato su un Watergate pochi mesi dopo la sua nascita.

«Il quadro globale è fragile ma l’Italia tiene, mentre l’intelligenza artificiale può essere crescita ma anche nuove disuguaglianze»
D I L UCIA S ERINO
Èsolo una conferma, quella arrivata ieri dal governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta. Che siamo dentro una crisi dagli sbocchi imprevedibili lo ripetono ormai tutti: governi, mercati, organismi internazionali. Ogni giorno c’è qualcuno che racconta un equilibrio mondiale più instabile di quello che abbiamo conosciuto negli ultimi trent’anni. Eppure, dentro questa turbolenza, l’Italia continua a reggere. Le banche tengono, il lavoro resiste (bisognerebbe discutere anche della qualità del lavoro ma questo è altro discorso), i mercati non hanno ancora smesso di credere alla stabilità del Paese. Andando al cuore del ragionamento di Panetta l’orizzonte che indica viene in realtà da lontano. Quello che stiamo vivendo non è una rottura improvvisa, dice. È un’accelerazione.Parlando ieri alla XVI Conferenza annuale MAECI–Banca d’Italia, ospitata alla Farnesina e organizzata insieme al Ministero degli Esteri, il governatore ha disegnato uno scenario molto meno contingente di quan-

to sembri. Il titolo dell’incontro era tutto un programma: “Un mondo turbolento: crisi politiche, contrasti commerciali e shock economico-finanziari”. Presenti ministeri economici, sistema bancario, Confindustria, grandi aziende dell’energia e della finanza. Il punto politico ed economico più forte del suo intervento è quello relativo all’impatto della crisi energetica: lo shock energetico non inaugura una nuova stagione, la accelera. Secondo Panetta, infatti, la deriva attuale era già iniziata nel 2018, con la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina e con la progressiva trasformazione della globalizzazione in un sistema più frammentato, meno efficiente ma più guidato da interessi geopolitici e sicurezza strategica.Le guerre in Ucraina e in Medio Oriente, le tensioni nel Golfo, il ritorno dei dazi americani e la competizione sulle tecnologie non hanno fatto altro che aumentare la velocità di un fenomeno già in corso. Le catene globali del valore si stanno riconfigurando: più integrazione tra Paesi alleati, meno dipendenza da aree considerate instabili. È il passaggio
dall’economia dell’efficienza a quella della sicurezza.Il discorso di Panetta sembra dialogare con quello pronunciato da Mario Draghi ad Aquisgrana pochi giorni fa. L’ex presidente della BCE aveva parlato di un’Europa ormai sola, costretta a fare i conti con protezioni geopolitiche meno scontate e con la necessità di conquistare maggiore autonomia strategica: energia, materie prime, semiconduttori, difesa industriale. Tradotto: non si può più dipendere dagli altri per ciò che è essenziale.Panetta usa il linguaggio più prudente ma il messaggio coincide: il vecchio ordine economico non tornerà e l’Europa rischia di restare schiacciata tra Stati Uniti e Cina se non rafforza la propria capacità produttiva e tecnologica.E l’Italia? Il governatore sceglie una linea di prudente ottimismo. L’economia rallenta ma non crolla. L’occupazione continua a tenere nonostante il rallentamento industriale. La vera fragilità resta però il potere d’acquisto: i salari recuperano lentamente terreno dopo gli anni dell’inflazione, ma molte famiglie continuano a sentire il peso dei rincari, soprattutto sull’energia e sui servizi.Panetta ha ricordato come il sistema abbia affrontato gli shock in condizioni migliori ri-

spetto al passato. Se il Paese avesse avuto finanze pubbliche più fragili, ha osservato, l’impatto sarebbe stato molto più pesante. Anche per questo il governatore ha insistito sulla necessità di mantenere credibilità sui mercati: il debito resta alto e in un mondo volatile basta poco perché cambi la percezione degli investitori, con effetti immediati sugli spread e sul costo del denaro.Quanto alle banche, il messaggio resta cautamente rassicurante: il sistema italiano appare più solido rispetto alle crisi del passato, con capitale rafforzato e meno crediti deteriorati. Infine l’intelligenza artificiale, ormai presenza obbligata in ogni
agenda economica. Panetta la considera una leva straordinaria di produttività e innovazione, ma anche una possibile fonte di nuove disuguaglianze e squilibri occupazionali se lasciata senza regole. Il tema è come governarla con un approccio solo apparentemente diverso da quello recente di Papa Leone. Ragionare da economista o guardare ai limiti morali che pone la Chiesa conduce in fondo allo stesso bivio: la produttività, lo sviluppo come impattano sul modello sociale e, in ultima istanza, sulla vita delle persone. Due linguaggi diversi, ma la stessa domanda sullo sfondo, chi governerà davvero il cambiamento?

«I commercialisti hanno sempre dimostrato senso di responsabilità e spirito di servizio e continueranno a farlo»
D I M ATTI A GR IE C O
Le professioni rappresentano una componente essenziale del sistema economico e istituzionale italiano. Marco Cuchel, presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti, ha lanciato da Bari un appello: “è necessario rafforzare il dialogo tra professionisti e decisori politici, valorizzando il contributo di chi opera quotidianamente a contatto con imprese e cittadini”. In questa intervista affronta i temi della sussidiarietà, della semplificazione normativa e del ruolo strategico dei commercialisti per la crescita del Paese.
Presidente Cuchel, qual è oggi il ruolo dei commercialisti nel sistema Paese?
« Il ruolo delle professioni, e in particolare dei commercialisti, è fondamentale non solo sotto il profilo economico, ma anche sotto quello giuridico, fiscale e contabile. I professionisti rappresentano un presidio di legalità e un punto di riferimento costante per cittadini, imprese e pubblica amministrazione. Siamo quotidianamente a contatto con la realtà produttiva del Paese e conosciamo da vicino le difficoltà, le esigenze e le opportunità che caratterizzano il tessuto economico italiano ».
Perché ritiene importante un maggiore coinvolgimento delle professioni nei processi legislativi?
« Perché troppo spesso le norme vengono elaborate in modo teorico e solo successivamente emergono le criticità applicative. I professionisti, vivendo quotidianamente le dinamiche del sistema economico, possono offrire un contributo concreto già nella fase di costruzione delle leggi. Un confronto preventivo con le istituzioni consentirebbe di valutare meglio l’impatto delle norme, evitando interpretazioni controverse, complicazioni burocratiche e difficoltà operative per imprese e cittadini ».
Quale dovrebbe essere il rapporto tra istituzioni e professionisti?
« Credo debba essere un rapporto fondato sulla collaborazione e sulla sussidiarietà. I commercialisti svolgono già oggi molte funzioni che contribuiscono al corretto funzionamento della macchina amministrativa. Rafforzare questo rapporto significa migliorare la qualità delle norme, rendere più efficienti i processi e offrire servizi migliori ai cittadini. Non si tratta di rivendicare privilegi, ma di mettere competenze ed esperienza al servizio dell’interesse generale ».
Negli ultimi anni si è spesso parlato di disintermediazione. È una strada percorribile?
« Ritengo che l’idea di una disintermediazione delle professioni sia ormai superata. Pensare che il professionista rappresenti un ostacolo alla crescita è una vi-

sione anacronistica che non tiene conto della complessità del sistema economico e normativo. Al contrario, il professionista è un facilitatore, una figura che aiuta imprese e cittadini a orientarsi tra regole sempre più articolate, garantendo legalità, trasparenza e correttezza ».
Quale messaggio vuole lanciare alla politica?
« Chiediamo un dialogo stabile e costruttivo. Le professioni possono offrire un contributo importante alla definizione delle politiche economiche, fiscali e am-
ministrative. Coinvolgere chi opera quotidianamente sul campo significa costruire norme più efficaci, più semplici e più aderenti alle esigenze reali del Paese. I commercialisti hanno sempre dimostrato senso di responsabilità e spirito di servizio. Continueranno a farlo, mettendo le proprie competenze a disposizione delle istituzioni e della collettività per contribuire alla crescita economica, alla semplificazione amministrativa e al rafforzamento della fiducia tra cittadini e Stato ».
L’ANC DELINEA I PUNTI CHIAVE PER RILANCIARE LA PROFESSIONE E FAVORIRE INVESTIMENTI E COMPETITIVITÀ
BARI Equo compenso, semplificazione normativa e rafforzamento del rapporto tra istituzioni e professionisti sono stati i temi al centro del confronto promosso dall’Associazione Nazionale Commercialisti. Chiara Tenerini (Forza Italia) ha richiamato l’importanza di regole semplici e certe per favorire investimenti e competitività. Mario Turco (M5S) ha denunciato le difficoltà create da norme spesso prive dei necessari decreti attuativi, mentre Andrea De Bertoldi (Lega) ha evidenziato la necessità di valorizzare salari, pensioni e compensi professionali, estendendo l’equo compenso anche alle PMI. Ad aprire i lavori è stato Nicola Grasso, assessore alla Legalità del Comune di Bari, seguito dall’intervento di Giuseppe Scalera, presidente ANC Bari, che ha ribadito il ruolo dei commercialisti come presidio di legalità. Ubaldo Pagano, presidente della Commissione Bilancio del Consiglio Regionale della Puglia, ha sottolineato il valore della colla-

borazione tra professionisti e istituzioni. Ampio spazio è stato dedicato agli approfondimenti tecnici di Andrea Bongi e Paolo Longoni sul ruolo della revisione e
dei collegi sindacali, mentre Giuliano Mandolesi ha analizzato le principali criticità fiscali e gli adempimenti che gravano su imprese e professionisti.
Il dibattito della filosofia italiana sul futuro tra umanità, responsabilità e comunità
DI TANINO FIERRO
Il futuro avrà un volto umano oppure diventerà una macchina capace di organizzare la vita sen- za comprenderla davvero. È la domanda della filosofia italiana contemporanea sul rapporto tra persona, tecnica, mercato e società. In un tempo dominato dalla velocità e dall’ossessione dell’efficienza, il rischio non è solo perdere lavoro o abitudini, ma dimenticare cosa significhi essere uomini e quale valore abbiano relazioni, fragilità e responsabilità condivise.
LA PERSONA OLTRE
LA FUNZIONE
Oggi le persone sono spesso ridotte a utenti, consumatori, profili o numeri. Anche le relazioni seguono la logica della convenienza immediata: si comunica molto, ma si ascolta poco. La filosofia ricorda una verità decisiva: la persona non coincide con la sua utilità. Ogni individuo ha una dignità che non dipende da reddito, produttività, età o successo sociale. Quando questo principio viene meno, la società comincia a disumanizzarsi, attraverso l’indifferenza, la superficialità e il culto della perfor-
mance.
La tecnologia non va rifiutata. Il problema nasce quando diventa criterio assoluto dell’esistenza e quando l’efficienza fa considerare inutili tempo, ascolto, lentezza e cura. Le piattaforme promettono connessione continua, ma alimentano solitudine e dipendenza emotiva. Gli algoritmi influenzano scelte e opinioni, ma nessun sistema automatico può sostituire giudizio morale e coscienza critica. Delegare tutto alla tecnica significa perdere gradualmente la responsabilità personale.
COMUNITÀ
CONTRO ISOLAMENTO
Un messaggio centrale è il valore della comunità. L’individualismo difende libertà, ma lascia molti accanto agli altri senza sentirsi parte di qualcosa. Crescono paura, sfiducia e chiusura. Eppure nessuno si salva da solo: la vita nasce dentro relazioni concrete. Quando i legami si indeboliscono, anche la democrazia diventa fragile. Recuperare il senso della comunità significa opporsi allo scarto e all’odio.
EDUCARE ALLA

PROFONDITÀ
C’è anche un tema educativo: molti giovani ricevono stimoli continui, ma pochi strumenti per dare senso alla vita. La velocità digitale porta a consumare senza fermarsi, perdendo gusto della riflessione e complessità. Educare alla profondità vuol dire coltivare pensiero critico, riconoscere manipolazioni e restituire valore alla cultura umanistica come difesa della libertà interiore.
UN FUTURO
DA MERITARE
La sfida non è creare macchine più intelligenti, ma impedire che gli uomini diventino più poveri interiormente, più soli e incapaci di riconoscersi. Un progresso senza compassione e responsabilità rischia un benessere soltanto apparente. Il futuro sarà davvero umano solo se sapremo custodire coscienza, solidarietà, senso del limite e il coraggio di vedere nell’altro un volto, non un mezzo.
L’illusione della presenza. Si scrive, ci si “segue”, ma raramente ci si vede davvero

Non è vero che oggi mancano le persone. Mancano gli incontri pieni. Ci si vede, ci si scrive, ci si aggiorna, ci si “segue”. Ma raramente ci si incontra davvero. È come se ognuno avesse imparato a vivere in una versione ridotta di sé, calibrata in base al contesto.
C’è la versione gentile, quella efficiente, quella ironica, quella forte, quella sempre occupata, quella che evita di dire troppo per non esporsi.E poi c’è quella che quasi non si mostra mai: quella senza filtri, senza strategia, senza protezione. Il paradosso è semplice: siamo più connessi che mai, ma sempre meno presenti. E la presenza vera non ha bisogno di notifiche o conferme. Le identità multiple del quotidiano Ogni persona oggi sembra un piccolo sistema operativo che cambia in base all’ambiente. Al lavoro una persona, in famiglia un’altra, con gli amici una terza, sui social una quarta. Non è necessariamente falsità. È adattamento. Ma quando l’adattamento diventa continuo, qualcosa si consuma senza fare rumore.
Non è più una singola maschera. È un archivio di versioni che si attivano automaticamente. E più versioni costruisci, più diventa difficile ricordare quale ti rappresenta davvero quando nessuno ti osserva.
Così succede qualcosa di sottile: non riconosci più gli altri con continuità, ma nemmeno te stesso.
L’arte di non essere interi
Abbiamo imparato a presentarci in modo “funzionante”. Funzionante emotivamente, socialmente, perfino spiritualmente. Tutto deve essere leggibile, digeribile, condivisibile, come se la complessità fosse diventata un difetto. Ma la vita vera non è sempre digeribile. A volte è contraddittoria, lenta, silenziosa, piena di domande che non cercano subito risposta. Così si cresce imparando a selezionare le emozioni come si selezionano le app su uno schermo: alcune restano in primo piano, altre vengono spostate in cartelle invisibili. E quello che non entra nel formato viene eliminato dalla narrazione quotidiana. Il rischio invisibile
Il rischio non è non incontrare nessuno. Il rischio è incontrare persone senza mai raggiungerle davvero. Ci si sfiora nei messaggi, nelle abitudini, nei saluti veloci, nelle risposte automatiche. Si condividono pezzi di giornata, ma non sempre pezzi di verità. E quando qualcuno prova ad andare più in profondità, spesso crea disagio, perché rompe il ritmo delle versioni controllate. Così si impara a restare in superficie anche quando dentro si vorrebbe affondare per capire, per essere capiti, per esistere in modo intero.
La forza di restare interi
Eppure esiste una possibilità diversa. Non semplice, non comoda, ma reale.
Restare interi non significa essere perfetti. Significa non ridursi per essere accettati, non semplificarsi fino a sparire.
Significa avere il coraggio di restare complessi anche quando il mondo preferisce versioni immediate e leggere. Perché ciò che è vero non sempre è immediato. E ciò che è immediato non sempre è vero.
La rivoluzione silenziosa
La vera rivoluzione oggi non è alzare la voce. È smettere di frammentarsi per essere accolti. È restare presenti anche quando non si è performan- ti o interessanti secondo i criteri del momento. È dire “questo sono io adesso” senza doverlo lucidare per renderlo più accettabile. È accettare che non tutte le versioni di noi debbano piacere. Essere presenza
Forse non ci siamo persi. Forse ci siamo solo incontrati troppo spesso in versioni incomplete. E forse il punto più scomodo è accorgersi che, a forza di adattarci a tutto, abbiamo iniziato a disimparare una cosa essenziale: essere presenti senza difese.
Non è il mondo a impedirci di riconoscerci. È la nostra abilità nel non farci vedere davvero. E quando questo accade, non serve urlare più forte. Serve una cosa molto più rara: restare. Restare senza interpretarsi. Restare senza correggersi. Restare abbastanza a lungo da smettere di essere una versione e tornare a essere una presenza. Perché troppo spesso arriviamo agli incontri già trasformati in qualcos’altro rispetto a noi stessi. E quando due presenze non si incontrano davvero, non succede il conflitto. Succede qualcosa di molto più silenzioso: la possibilità mancata di riconoscersi. E quella non fa rumore. Ma resta. FABRIZIO QUARATINO
Il provvedimento riguarda 24 Comuni per 110 km di strade. Un Sindaco alla guida dell'assessorato
Per la viabilità comunale 45 milioni di euro. Il provvedimento riguarda 24 Comuni per un totale di 110 km di collegamenti. Questo il senso della determina della Direzione Infrastrutture della Regione Basilicata che rende immediatamente efficace il bando FSC voluto dall'assessore Pasquale Pepe. Dopo anni di attesa e amministrazioni spesso insensibili alle esigenze della viabilità comunale che rappresenta l'essenza della quotidiana vita dei cittadini, l'assessore alle infrastrutture marca un evidente segnale di cambio di passo affontando le esigenze dei cittadini con un investimento cospicuo che da risposte concrete.
UN SINDACO ALLE INFRASTRUTTURE
Si può dire quello che si vuole di Pasquale Pepe e noi non pretendiamo che piaccia a tutti. Quello che,
però, emerge con chiarezza è che il Vicepresidente della Regione Basilicata ha portato in dote con sè nella guida del delicato dipartimento infrastrutture tutto il pragmatismo del Sindaco di paese. Abituato ad affrontare quotidianamente e spesso a mani nude le questioni che riguardano la vita dei cittadini, un Sindaco di paese sa che le chiacchiere stanno a zero e i fatti sono l'unica cosa che conta, così come sa che una viabilità funzionante è la prima richiesta che i cittadini fanno alle amministrazioni. Abituato a cercare di dare risposte da Sindaco, Pasquale Pepe, coaudivato in questo suo efficientismo dal fidatissimo Direttore Generale Nino Altomonte, ha continuato a svolgere questa attività anche alla guida del dipartimento. Questa sua visione efficientista e pragmatica del governare oggi si concretizza nel reperimento delle risorse necessarie per
realizzare le strade comunali assolutamente necessarie per la vita dei cittadini lucani.
NEVRALGICHE
Si tratta, come si può vedere dall'elenco delle opere, di interventi nevralgici per i cittadini lucani, richieste direttamente dalle amministrazioni comunali. Si va dal collegamento tra Sapone e San Fele all'adeguamento del collegamento tra gli avitati di Garaguso, Salandra e la frazione Montagnola con la Ferrovia dello Stato e la 22 407 Basentana, si prosegue con la messa in sicurezza della strada che collega Albano di Lucania, Tricarico e la ex SS 277 per giungere fino alla messa in sicurezza e mitigazione del rischio della strada Cencellara-Ponte di Tiera, la manutenzione straordinaria della Serrapotina, alla fondovalle di Racanello fino agli interventi di ammodernamtno della strada Camastra-

Pierfaone. Come si può facilmente notare sono interventi distribuiti sul territorio per i quali, come ha specificato lo stesso Pepe nella sua nota la Regione intende "accompagnare gli enti locali nella concreta attuazione degli interventi garantendo tempi certi, piena collaborazione e la migliore efficacia possibi-
le nel'udilizzo delle risorse disponbili". Dalla definitiva ripartizione emerge anche un residio di un milione di euro che la Regione valuterà come assegnare. Insomma, una programmazione di grande impatto e interventi di totale praticità che incideranno in modo diretto nella vita dei cittadini.

POTENZA. Pubblicata la determina della Direzione Infrastrutture della Regione Basilicata che approva in via definitiva la graduatoria dello scorso gennaio relativa al bando Fsc dedicato alla viabilità comunale strategica. Si completa così l’iter amministrativo che rende pienamente operativo il percorso avviato dalla Regione per il finanziamento degli interventi inseriti nel programma con 45 milioni di euro.«Con questo passaggio – dichiara il vicepresidente e assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, Pasquale Pepe – entriamo nella fase attuativa di un programma atteso dai territori e costruito per rafforzare collegamenti strategici e accessibilità locale. Ora è fondamentale procedere rapidamente alla definizione degli accordi e all’avvio delle attività operative con gli enti coinvolti». Il programma interessa complessivamente 24 Comuni lucani e circa 110 chilometri di viabilità. Le misure finanziate riguardano progetti candidati da Comuni proponenti capofila insieme ai Comuni aggregati.Nel dettaglio, sono stati assegnati 4 milioni di euro per l’adeguamento e la messa in sicurezza della viabilità di collegamento dei centri abitati di Ra-

pone e San Fele. Soggetto proponente è il Comune di Rapone, con San Fele Comune aggregato.Per gli interventi di manutenzione straordinaria e di adeguamento del collegamento tra i centri abitati di Garaguso, Salandra e la frazione Montagnola con lo scalo delle Ferrovie dello Stato e la SS 407 Basentana sono stati assegnati 3 milioni di euro. Soggetto proponente è il Comune di Salandra, con Garaguso Comune aggregato. Ammonta a 3,3 milioni di euro il finanziamento destinato ai lavori di messa in sicurezza della strada di collegamento tra i centri abitati di Albano di Lucania, Trica-
rico e la ex SS 277. Soggetto proponente è il Comune di Albano di Lucania, con Tricarico Comune aggregato.Per la messa in sicurezza e la mitigazione del rischio idrogeologico sulla strada Cancellara-Ponte Tiera sono stati assegnati 8,4 milioni di euro. Soggetto proponente è il Comune di Cancellara, con Acerenza, Oppido Lucano e Vaglio Basilicata Comuni aggregati.Alla manutenzione straordinaria e all’adeguamento della strada Serrapotina sono destinati 14,4 milioni di euro. Soggetto proponente è il Comune di Chiaromonte, con Calvera, Carbone, Castronuovo
Sant’Andrea, Fardella, Senise e Teana Comuni aggregati.Per la riqualificazione funzionale e l’adeguamento della strada di fondovalle del Racanello sono stati assegnati 8 milioni di euro. Soggetto proponente è il Comune di Castelsaraceno, con Armento, San Chirico Raparo e San Martino d’Agri Comuni aggregati.Infine, 3 milioni di euro sono destinati agli interventi di ammodernamento della strada Camastra-Pierfaone. Soggetto proponente è il Comune di Abriola, con Anzi Comune aggregato.La graduatoria diventa ora definitiva e costituisce il riferimento operativo per l’attuazione delle misure previste. A partire dalla seconda settimana di giugno saranno avviate le attività di sottoscrizione degli accordi tra la Regione Basilicata e i Comuni capofila beneficiari dei finanziamenti.Contestualmente, la Direzione Infrastrutture incontrerà i referenti di tutti i Comuni interessati dagli interventi, con l’obiettivo di condividere modalità operative, adempimenti amministrativi e cronoprogrammi necessari alla successiva fase di realizzazione delle opere. «Riteniamo doveroso –conclude Pepe – accompagnare gli enti locali nella concreta attuazione degli
interventi, garantendo tempi certi, piena collaborazione istituzionale e la migliore efficacia possibile nell’utilizzo delle risorse disponibili».La graduatoria, come specificato a gennaio, non esaurisce il fabbisogno emerso dai territori, in considerazione delle ulteriori 48 istanze ammissibili che non hanno trovato copertura finanziaria in questa tornata di assegnazioni. La Regione ne ha preso atto e vuole trasformare in opportunità lo strumento della graduatoria, dietro la quale c’è stata un’importante progettualità proposta dai primi cittadini, che potrà essere una leva infrastrutturale decisiva per la viabilità interna.Intanto, dello stanziamento previsto di 45 milioni di euro, c’è una somma residua pari a circa un milione di euro. Gli uffici regionali valuteranno, d’intesa con il Comune capofila del primo progetto tra quelli non finanziati, la possibilità di assegnare le risorse e procedere alla realizzazione dell’opera per stralci funzionali. Si tratta dell’intervento di adeguamento della viabilità principale a servizio dei comuni di Miglionico, Montescaglioso, soggetto proponente, e Pomarico, per il quale è stato richiesto un finanziamento di 5,1 milioni di euro.
Previsto un servizio navetta per i pendolari di Venosa dopo il confronto tra Provincia, Regione, sindaci e Cgil
POTENZA. Una soluzione condivisa per limitare i disagi ai pendolari dopo le criticità provocate dai recenti eventi franosi. È quanto emerso dal tavolo istituzionale convocato dalla Provincia di Potenza per affrontare i problemi che stanno interessando il Trasporto pubblico locale nelle aree di Forenza, Maschito e Venosa. Al centro dell’incontro, che ha visto la partecipazione della Regione Basilicata, dei sindaci interessati e della Cgil, la necessità di garantire continuità ai collegamenti stradali e ridurre le difficoltà per studenti e lavoratori che ogni giorno utilizzano il trasporto pubblico. «A seguito del proficuo confronto con i sindaci, la Regione Basilicata e la Cgil, la soluzione prospettata e approfondita dalla Provincia si è rive-
lata praticabile», ha dichiarato il presidente della Provincia Christian Giordano.
La proposta individuata prevede l’istituzione di un servizio navetta dedicato ai pendolari di Venosa, con interscambio nella stazione ferroviaria cittadina. Il nuovo assetto consentirà di garantire la coincidenza con gli autobus di linea provenienti da Forenza e Maschito attraverso una rimodulazione del servizio già esistente. Nei prossimi giorni la Provincia formalizzerà ufficialmente la proposta alla Regione Basilicata, che provvederà successivamente a condividere con Cotrab tutti gli aspetti operativi necessari per attivare il servizio nel più breve tempo possibile.
«Ho voluto riunire tutti gli attori coinvolti perché attraverso il con-

fronto è sempre possibile trovare una sintesi efficace – ha aggiunto Giordano –. Grazie a una pro-
ficua sinergia riusciremo ad andare incontro alle esigenze di studenti e pendolari».
Trasmesso alla Protezione Civile il Piano degli interventi urgenti, Bardi: «Diamo una risposta concreta ai territori colpiti»
POTENZA. È stato trasmesso oggi al Dipartimento nazionale della Protezione Civile il Piano degli interventi urgenti, primo stralcio relativo allo stato di emergenza dichiarato dal Consiglio dei Ministri il 9 aprile scorso dopo gli eventi alluvionali che hanno colpito la Basilicata nei primi giorni del mese. A inviare il documento è stato il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, nella sua qualità di commissario delegato per l’emergenza.Il Piano è stato predisposto in attuazione dell’ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile del 4 maggio 2026 e contiene le prime misure necessarie per affrontare le criticità emerse nei territori colpiti e favorire il ritorno alle ordinarie condizioni di vita. Particolare attenzione è stata riservata agli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione, soprattutto nei comuni di Rapolla e Sant’Arcangelo, dove il maltempo ha provocato le situazioni più complesse. Tra le misure previste figurano il sostegno ai nuclei familiari evacuati dalle abitazioni e l’attivazione delle procedure di autonoma sistemazione, oltre all’assistenza diretta alla popola-

zione attraverso il coinvolgimento del volontariato organizzato di protezione civile e l’erogazione dei servizi essenziali. Nel Piano rientrano anche gli interventi eseguiti in somma urgenza e in regime di urgenza dalle Province di Potenza e Matera. Le attività hanno riguardato in particolare il ripristino della viabilità compromessa dagli eventi meteorologici, la messa in sicurezza delle aree più colpite e il recupero della funzionalità delle infrastrutture e dei servizi pubblici danneggiati dal maltempo. L’importo complessivo del primo stralcio ammonta a circa 3,1 milioni di euro, destinati sia alle attività di assistenza alle popolazioni coinvolte sia ai primi lavori di ripristino e consolidamento del territorio.Il presidente-commissario ricorda inoltre che, con
l’ordinanza numero 1 del 14 maggio 2026, è stato individuato come responsabile del coordinamento delle attività emergenziali il dirigente pro tempore dell’Ufficio regionale di Protezione Civile, l’ingegnere Giovanni Di Bello, al quale è affidata la gestione operativa della fase emergenziale.
«Con la trasmissione del Piano – ha dichiarato Bardi – diamo una prima risposta concreta ai territori colpiti, con particolare attenzione all’assistenza alle comunità più vulnerabili e agli interventi urgenti per il ripristino delle condizioni di sicurezza». Il presidente ha inoltre annunciato che il documento sarà integrato nei prossimi giorni con un ulteriore aggiornamento contenente gli interventi realizzati direttamente dai comuni colpiti in regime di somma urgenza.
NOMINATI GLI ORGANISMI DIRIGENTI DELL’ASSOCIAZIONE
POTENZA. Il crollo dei prezzi del grano duro, le difficoltà del comparto lattiero-caseario e la crisi che investe il settore olivicolo sono stati al centro della Direzione regionale della Cia-Agricoltori Basilicata, riunitasi ieri per analizzare lo stato del comparto primario lucano e rinnovare gli organismi dirigenti.Nel corso dell’incontro è stato eletto il nuovo Comitato esecutivo regionale, costruito con l’obiettivo di rappresentare i diversi territori e areali produttivi della Basilicata. Dopo l’insediamento del presidente Leonardo Moscaritolo, avvenuto nelle scorse settimane, è stata definita la nuova squadra dirigente. Giuseppe Stasi, imprenditore ortofrutticolo, assume anche il ruolo di vicepresidente regionale. Nell’esecutivo entrano inoltre Donato Sabato per l’area jonica e metapontina, Antonio Miseo, Andrea Urgo per la Collina materana, Matilde Iungano per il Vulture-Melfese, Paolo D’Andrea per l’area bradanica, Luciano Luigi Perrone per il Potentino e Michele Di Fuccio per la Val d’Agri.La Cia Basilicata ha annunciato un piano di iniziative nei territori per ascoltare aziende e operatori agricoli e avanzare proposte concrete contro la crisi aggravata dall’aumento dei costi energetici e produttivi.

L’organizzazione agricola chiede chiarezza sulle assegnazioni idriche per l’area Nord della Basilicata e interventi strutturali

POTENZA. Fare immediata chiarezza sullo stato della gestione idrica del bacino dell’Ofanto e definire senza ulteriori ritardi le quote d’acqua spet- tanti alla Basilicata. È la richiesta avanzata da Coldiretti Basilicata attraverso una lettera ufficiale inviata alla Regione, agli enti competenti e ai rappresentanti istituzionali.
Secondo l’organizzazione agricola lucana, nonostante le piogge invernali abbiano consentito agli invasi regionali di recuperare parte delle riserve idriche, il Nord della Basilicata continua a vivere una situazione di forte difficoltà. A preoccupare gli agricoltori è soprattutto l’incertezza sulle assegnazioni d’acqua destinate all’irrigazione dei campi, in una fase cruciale per le produ-
zioni agricole e all’inizio della stagione estiva.«Questo vuoto rischia di compromettere i raccolti», evidenzia Coldiretti, che individua tra le priorità la definizione immediata delle quote idriche previste nello schema interregionale dell’Ofanto. Un passaggio ritenuto essenziale soprattutto in attesa che la diga del Rendina possa diventare pienamente operativa.
L’organizzazione agricola sottolinea inoltre la necessità di superare la logica emergenziale che da anni caratterizza la gestione dell’acqua in Basilicata. «La gestione delle risorse idriche deve diventare strutturale e non essere più affrontata come una continua emergenza», si legge nella nota.Tra le richieste avanzate vi è anche l’accelerazione dei can-
tieri relativi alle grandi dighe del territorio, considerate strategiche per garantire maggiore disponibilità d’acqua alle aziende agricole. Coldiretti propone inoltre un piano straordinario per la realizzazione di piccoli invasi aziendali, strumenti ritenuti fondamentali per trattenere l’acqua piovana e contrastare gli effetti della siccità sempre più frequente. L’obiettivo, secondo l’associazione, è quello di garantire certezze agli agricoltori lucani in vista dei mesi più caldi e delle prossime campagne produttive. «L’agricoltura lucana non può aspettare. Servono trasparenza, programmazione e interventi strutturali immediati per difendere il lavoro dei produttori e il futuro del territorio», conclude Coldiretti Basilicata.
«Ora
POTENZA. «L’approvazione della delibera da parte della Giunta regionale rappresenta un passaggio necessario per certificare formalmente i danni provocati dalle piogge persistenti e dalle grandinate che hanno colpito numerose aree agricole della Basilicata nei mesi di marzo e aprile».
Lo dichiara l’assessore regionale alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Carmine Cicala, a seguito dell’approvazione della delibera relativa alla richiesta di declaratoria dell’eccezionalità degli eventi meteorologici che hanno interessato 41 comuni lucani.
«In queste settimane — prosegue Cicala — abbiamo seguito passo dopo passo le verifiche sul territorio attraverso sopralluoghi tecnici, segnalazioni delle aziende agricole, dei Comuni e delle organizzazioni professionali agricole. Era doveroso tradurre quel lavoro in un atto formale della Regione

Basilicata».
La delibera individua le aree colpite dagli eventi calamitosi e le colture maggiormente danneggiate, tra cui fragole, cereali, leguminose, drupacee, agrumi, kiwi e ortive in
pieno campo.
La relazione tecnica allegata evidenzia come le precipitazioni eccezionali e gli episodi grandinigeni abbiano colpito produzioni agricole in una fase particolarmente delicata del-
le colture, aggravando gli effetti economici per molte aziende agricole. «Siamo consapevoli — aggiunge Cicala — che il quadro normativo nazionale oggi attribuisce ad altri strumenti, come il fon-
do AgriCat, gran parte delle coperture legate ai danni catastrofali. Tuttavia era fondamentale che la Regione certificasse ufficialmente l’eccezionalità dell’evento, anche rispetto al periodo anomalo in cui si è verificato e alle particolari condizioni che hanno colpito le produzioni agricole».
La delibera approvata dalla Giunta regionale consentirà ora di trasmettere al MASAF tutta la documentazione tecnica e amministrativa raccolta, aprendo una interlocuzione istituzionale finalizzata a valutare possibili forme di sostegno e l’eventuale attivazione di ulteriori strumenti nazionali o comunitari. «In una fase in cui gli eventi climatici estremi stanno diventando sempre più frequenti, il compito delle istituzioni è costruire atti concreti, basi tecniche solide e percorsi credibili a tutela del comparto agricolo e delle comunità rurali della Basilicata», conclude Cicala.
Maltempo, Marrese ringrazia Amendola e Sarracino per l’ordine del giorno accolto dal Governo: «Servono ristori rapidi»
POTENZA. «Un segnale politico importante che ora deve tradursi in atti concreti e tempestivi». Così il consigliere regionale Piero Marrese commenta la decisione del Governo nazionale di accogliere l’ordine del giorno presentato dai parlamentari Enzo Amendola e Marco Sarracino sui danni provocati dal maltempo che il mese scorso ha colpito la Basilicata.
Marrese esprime «apprezzamento e ringraziamento» ai due parlamentari «per l’attenzione dimostrata verso un territorio duramente segnato da eventi atmosferici eccezionali che hanno messo in ginocchio comunità locali e comparti produttivi, a partire da quello agricolo».Secondo il consigliere regionale, il via libera all’ordine del giorno rappresenta un primo passo nella direzione richiesta sin dalle prime ore dell’emergenza. «È necessario adesso - aggiunge - che le iniziative annunciate si traducano rapidamente in misure concrete a sostegno di cittadini, imprese e amministrazioni locali».
Marrese ricorda inoltre che il Consiglio regionale della Basilicata aveva già approvato, su ini-

ziativa delle opposizioni, un ordine del giorno che impegnava la Giunta regionale a procedere con urgenza alla ricognizione dei danni e all’attivazione di misure di indennizzo e ristoro per le aziende agricole colpite dagli eventi atmosferici.Particolare attenzione viene rivolta alle imprese agricole del Metapontino, dove piogge e grandinate hanno causato danni significativi alle colture e alle strutture produtti-

ve. «Le conseguenze economiche e occupazionali sono pesantisottolinea Marrese - ed è indispensabile garantire risposte rapide agli agricoltori». Per il consigliere regionale, l’atto approvato dall’assemblea lucana costituisce «un primo passaggio istituzionale chiaro», ma occorre adesso dare seguito agli impegni assunti attraverso l’attivazione di tutti gli strumenti disponibili, dai fondi regionali a
quelli nazionali ed europei.«È fondamentale - conclude Marrese - che vi sia un’azione coordinata tra livello regionale e nazionale. Il Governo deve garantire le risorse necessarie, mentre la Regione è chiamata a trasformare rapidamente gli indirizzi approvati in interventi concreti. Gli agricoltori lucani non possono più attendere e hanno diritto a risposte certe, efficaci e tempestive».












La coordinatrice di Forza Italia Area Sud commenta l’esito delle elezioni amministrative e rivolge gli auguri ai nuovi amministratori locali
Un messaggio di auguri ai sindaci e ai consiglieri comunali eletti, ma anche una rivendicazione del lavoro svolto da Forza Italia nei territori dell’Area Sud. È quanto emerge dalla nota diffusa dalla coordinatrice dell’Area Sud del partito e consigliere provinciale di Potenza, Giovanna Di Sanzo, all’indomani delle elezioni amministrative.«Esprimo i più vivi complimenti e i migliori auguri di buon lavoro a tutti i Sindaci neoeletti e ai consiglieri comunali che si insedieranno nelle assemblee municipali del territorio», afferma Di Sanzo.Tra i risultati evidenziati dalla coordinatrice azzurra figura quello di Lauria, dove Domenica Cresci, coordinatrice cittadina del partito, è stata eletta in Consiglio comunale nella lista del neo sindaco Antonio Rossino. «Un plauso e un ringraziamento particolare van-
no a Domenica Cresci, nostra coordinatrice cittadina di Forza Italia, eletta con uno straordinario risultato al Consiglio Comunale di Lauria».La nota richiama poi l’attenzione su Castronuovo di Sant’Andrea, dove Santino Di Dio è stato eletto nella squadra amministrativa guidata dal neo sindaco Umberto Di Matteo. «Rivolgo i miei più cari auguri di buon lavoro anche a Santino Di Dio, eletto al fianco del nuovo Sindaco Umberto Di Matteo al Comune di Castronuovo di Sant'Andrea. È proprio in questa comunità che va segnalato lo straordinario lavoro del nascente gruppo di FI, seguito e sostenuto già da tempo sia da me che dall’assessore Cupparo, presente anche durante la campagna elettorale».Di Sanzo evidenzia inoltre il risultato ottenuto a Francavilla in Sinni, dove Nicolò Cupparo è stato eletto nella maggioranza che
sostiene il sindaco Pasquale Ciancia. «Esprimo inoltre i migliori auguri a Nicolò Cupparo, eletto a sostegno del Sindaco Pasquale Ciancia alla guida del Comune di Francavilla in Sinni. Una pioggia di preferenze a testimonianza dell’impegno dell’Assessore Cupparo verso la sua comunità, stesso impegno e passione da sempre profusi anche verso Forza Italia».Nella nota, la coordinatrice dell’Area Sud rileva anche quella che definisce una «mera dimenticanza» da parte del coordinatore provinciale di Forza Italia, Vincenzo Taddei. «Non ha citato il successo di Ciancia a Francavilla in Sinni, sostenuto proprio dal nostro Assessore Regionale Francesco Cupparo».Di Sanzo attribuisce i risultati ottenuti nei diversi comuni al lavoro svolto sul territorio dal partito. «Questo importante successo nei diversi Comuni dell’Area è

il frutto di un grande e sinergico lavoro di squadra. Voglio ringraziare sentitamente tutti i gruppi territoriali di Forza Italia».In conclusione, un pensiero alle donne elette nelle amministrazioni comunali. «Da donna delle istituzioni rivolgo un saluto speciale e un caloroso augu-
rio di buon lavoro a tutte le donne elette in questa tornata amministrativa. Sono certa che il loro contributo, la loro competenza e la loro sensibilità saranno elementi fondamentali per la crescita, lo sviluppo e la coesione sociale delle nostre comunità dell'Area Sud».
Il sindacato rilancia la proposta di un contributo annuale destinato ai pensionati con assegni minimi e basso reddito
Rivedere il Bonus Gas per renderlo più equo e utilizzare parte delle royalties petrolifere per sostenere pensionati e famiglie in difficoltà. È la richiesta che arriva dalla UIL Pensionati Basilicata, che interviene nel dibattito aperto dall’ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale sulla revisione delle misure di compensazione energetica.Il sindacato accoglie favorevolmente la proposta avanzata dai consiglieri regionali Roberto Cifarelli e Piero Lacorazza, ritenendola un primo passo verso una redistribuzione più mirata delle risorse pubbliche.«Finalmente si afferma un principio che sosteniamo da tempo: le risorse pubbliche non possono essere distribuite in modo indistinto senza tenere conto delle reali condizioni economiche delle famiglie lucane», afferma Carmine Vaccaro, segretario regionale della UIL Pensionati Basilicata.Per Vaccaro è arrivato il momento di superare una logica che negli anni ha caratterizzato il Bonus Gas. «Troppo spesso questa misura è stata utilizzata dalla politica regionale come strumento di consenso più che come
intervento strutturale di giustizia sociale. Oggi serve un cambio di passo: le royalties petrolifere devono diventare una leva per contrastare povertà, disuguaglianze e marginalità sociale».Particolarmente significativo, secondo la UILP, è il passaggio contenuto nell’ordine del giorno che prevede la possibilità di ottimizzare le risorse destinate al Bonus Gas e di valutarne una riprogrammazione per finanziare ulteriori interventi di interesse pubblico.Una prospettiva che riporta al centro una proposta avanzata da tempo dal sindacato dei pensionati: l’istituzione di un sussidio annuale di 350 euro destinato ai pensionati lucani titolari di trattamenti minimi e con un Isee fino a 15 mila euro.«Si tratta di una misura concreta di dignità sociale – sottolinea Vaccaro – rivolta a migliaia di anziani che vivono con pensioni insufficienti e che ogni giorno devono fare i conti con il caro vita, l’aumento delle bollette e il rincaro dei beni essenziali».Secondo le elaborazioni della UIL Pensionati Basilicata, i potenziali beneficiari sarebbero circa 27 mila. Per finanziare l’intervento sarebbe
necessario uno stanziamento annuo inferiore ai 10 milioni di euro.«Parliamo di persone che spesso vivono con poco più di 600 euro al mese – evidenzia Vaccaro –. Se davvero si vuole perseguire un obiettivo di giustizia sociale, occorre avere il coraggio di destinare una parte delle royalties agli anziani poveri, alle famiglie fragili e alle emergenze sociali che interessano la Basilicata».Da qui il monito rivolto alla Giunta regionale e al Consiglio regionale. Per la UILP, infatti, il crescente disagio sociale che attraversa il territorio lucano
non può più essere ignorato.«Lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione e l’aumento della povertà richiedono scelte chiare e coraggiose.
Le risorse del petrolio appartengono ai lucani e devono essere utilizzate innanzitutto per garantire diritti, dignità e coesione sociale», conclude Vaccaro.L’attenzione si sposta ora sulla prossima legge di bilancio regionale, nella quale il sindacato auspica possano trovare spazio misure concrete a sostegno delle fasce più deboli della popolazione.

La nomina senza aggravio di spesa: funzione equiparata a quella dirigenziale
Nicola Antonio Coluzzi è stato nominato Capo di Gabinetto della Presidenza del Consiglio regionale della Basilicata. Attualmente
Dirigente della Regione Basilicata e incardinato nella relativa pianta organica, Coluzzi ricoprirà l’incarico senza aggravio di spesa, trattandosi di una funzione equiparata a quella dirigenziale.
Laureato in Scienze dell'informazione presso l’Università degli studi di Salerno, ha ricoperto l’incarico di Direttore Generale del Consiglio regionale da settembre 2024 ad aprile 2026. Dal 2006 è stato Dirigente di diversi uffici dell’Amministrazione regionale, esperienza che gli ha consentito di acquisire competenze in di-

versi settori, con particolare riferimento a quelli concernenti le problematiche d’ordine finanziario e quelle inerenti l’innova-
zione, anche digitale, della Pubblica Amministrazione.
Nel corso della sua attività professionale, Coluzzi

ha coordinato sistemi organizzativi di risorse umane, sia nel settore pubblico sia in quello privato, maturando inoltre cono-
scenze nelle procedure legate alla digitalizzazione degli uffici e nella gestione di attività negoziali e contrattuali.

Completati sulla strada statale 7VAR B “Variante di Potenza” gli interventi di installazione della nuova barriera spartitraffico centrale lungo il tratto compreso tra il chilometro 466,658 e il chilometro 468,368, con il contestuale ripristino da parte di Anas della piena circolazione in direzione del capoluogo lucano. I lavori hanno interessato uno degli assi viari più rilevanti per la mobilità regionale, colle-
gamento strategico tra la SS407 “Basentana” e il Raccordo Autostradale 5 “Sicignano-Potenza”. «Parliamo di un’infrastruttura essenziale per i collegamenti del capoluogo e, più in generale, per la rete della mobilità regionale – dichiara il vicepresidente e assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, Pasquale Pepe –. Il completamento di questi lavori rappresenta un risultato concreto sul piano della sicurezza e della
percorribilità di un asse strategico utilizzato quotidianamente da cittadini, lavoratori e imprese. Migliorare la qualità delle connessioni significa rafforzare l’accessibilità dei territori e rendere più efficiente il sistema regionale della mobilità».
L’intervento, dal valore complessivo di oltre 2,3 milioni di euro, ha riguardato l’installazione delle nuove barriere NDBA (National Dynamic Barrier Anas) in calcestruzzo, insieme al rifacimento della pavimentazione e ad attività di manutenzione idraulica lungo la tratta interessata. Anas fa sapere che con la conclusione delle lavorazioni sullo spartitraffico centrale viene eliminato il precedente restringimento della carreggiata in direzione Potenza, mentre sulla carreggiata opposta, verso Matera, resterà temporaneamente attivo un restringimento legato a interventi di manutenzione ordinaria sulle barriere laterali, previsti fino alla metà di giugno.
Le barriere NDBA installate lungo la tratta sono dispositivi di nuova generazione progettati per incrementare gli standard di sicurezza stradale e adattarsi alle caratteristiche delle infrastrutture esistenti. La struttura continua della barriera garantisce una maggiore protezione degli utenti del-
la strada e risponde alle prescrizioni previste per la sicurezza dei motociclisti.
Dal punto di vista tecnico, il sistema adottato ha permesso una posa più rapida rispetto alle soluzioni tradizionali, grazie all’assenza di opere di fondazione dedicate e all’utilizzo di ancoraggi specifici fissati direttamente sul piano viabile. Elementi che contribuiscono a ridurre tempi di esecuzione, costi di installazione e necessità di manutenzione ordinaria, assicurando al tempo stesso elevati livelli di contenimento e resistenza.
«Ringrazio Anas per la sensibilità mostrata verso le richieste della Direzione Infrastrutture sul rispetto delle tempistiche. Interventi di questo tipo – aggiunge Pepe –confermano quanto sia importante investire non soltanto nella realizzazione di nuove opere, ma anche nell’ammodernamento e nell’adeguamento delle infrastrutture esistenti. La sicurezza stradale, la fluidità dei collegamenti e la qualità della rete viaria incidono direttamente sulla competitività dei territori e sulla vita quotidiana delle comunità. Continuare a rafforzare questi assi strategici significa costruire una Basilicata più connessa, accessibile e vicina ai bisogni reali dei cittadini».
Nel mirino degli investigatori anche le immagini di un’attività commerciale nel quartiere “Santa Sofia”, dove il 52enne è stato avvistato l’ultima volta
D I MI RI A M GA LG A N O
Emergono nuovi dettagli investigativi sul decesso di Nicola Scarascia, l’autrotrasportatore 52enne scomparso l’8 maggio scorso, a Scanzano Jonico, e ritrovato cadavere il 12 maggio in zona Fosso
Valle, alle spalle della stazione ferroviaria. Dall’analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza, gli inquirenti si stanno concentrando sui fotogrammi che inquadrerebbero una Mercedes bianca, oltre alle immagini di un’ attività commerciale nel quartiere “Santa So-

fia”, dove Nicola è stato avvistato l’ultima volta. Nel dettaglio, le telecamere avrebbero ripreso il 52enne mentre effettuava un prelievo poco prima della sua scomparsa. L’uomo, inoltre, sarebbe stato visto in compagnia di una persona che indossava un giubbotto e un
cappello. Indumenti, questi, successivamente sequestrati nell’abitazione di un indagato. Gli inquirenti, analizzando i cellulari della vittima e dell’indagato, hanno scoperto che entrambi hanno agganciato le stesse celle telefoniche. Tuttavia, questo elemento non è consi-
derato decisivo a causa della scarsa copertura nella zona. Al momento, le indagini proseguono senza sosta e con il massimo riserbo. La pista dell’omicidio è confermata. ma il quadro investigativo è ancora in evoluzione, in attesa di nuovi sviluppi nei giorni a seguire.

Il sistema carcerario italiano continua a vivere una delle sue fasi più critiche degli ultimi anni. Stanze detentive sovraffollate, personale insufficiente e condizioni sempre più difficili accomunano gran parte degli istituti penitenziari del Paese, Basilicata compresa. I numeri dell’ultimo rapporto Antigone, pubblicato recentemente, parlano chiaro: nelle carceri italiane sono detenute 64.436, a fronte di una capienza di 51.265 posti, un tasso di sovraffollamento pari al 125,7%. «Un problema nazionale che si riflette perfettamente nelle carceri lucane, dove due istituti su tre risultano in sovraffollamento - precisa la Fp CgilA Potenza la situazione più critica, dove la casa circondariale del capoluogo ospita 180 detenuti a fronte di 105 posti regolamentati, facendo raggiungere il dato sul sovraffollamento al 171,4%, praticamente quasi il doppio delle persone rispetto alla capienza prevista. Sul fronte personale, invece, sui 124 agenti penitenziari previsti ce ne sono solo 111, con un’età media intorno ai cinquantacinque anni e con alle spalle molti anni di servizio. A Matera il quadro è simile. L’istituto ospi-

ta 185 detenuti a fronte di 135 posti disponibili. Di questi, però, 15 risultano inutilizzabili, facendo salire il tasso di affollamento al 137%. Il personale è anche qui inferiore rispetto al previsto, con 120 agenti a fronte di 146 necessari. Diversa, invece, la situazione all’interno del carcere di Melfi, che fa parte dei 22 istituti italiani non in sovraffollamento. Di 100 posti disponibili, solo 89 sono occupati, ma sul fronte del personale permangono criticità analoghe: 125 agenti in servizio su una dotazione organica di 151
unità. Il sovraffollamento incide soprattutto sulle condizioni di vita dei detenuti, e sulla loro salute sia fisica che mentale». Per la Fp Cgil «la realtà delle carceri lucane diventa così lo specchio di una crisi nazionale che, tra sovraffollamento, carenza di personale e crescente disagio sociale, continua a mettere sotto pressione l’intero sistema penitenziario italiano. A livello nazionale, infatti, solo il 13% dei detenuti risulta frequentare percorsi di formazione professionale e appena l’11% riesce a consegui-
re un titolo professionale. In Basilicata, invece, il 22% dei detenuti frequenta i percorsi di formazione attivati dall’ARLAB, l’agenzia di formazione e lavoro della Basilicata, nell’ambito del progetto “Vale la pena lavorare” e tutti conseguono qualifica, con un tasso di efficacia del 100%. È quanto emerso nell’incontro che si è svolto nella casa circondariale di Potenza con il nuovo provveditore dell’amministrazione penitenziaria di Puglia e Basilicata, Pierpaolo D’Andria, che ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dall’agenzia regionale lucana che, oltre ai corsi di formazione a qualifica, consente, per le altre forme di detenzione, tirocini formativi. Nel proficuo incontro, come Fp Cgil, abbiamo portato all’attenzione del Provveditore tutte le tematiche riguardanti gli istituti carcerari lucani, dal sovraffollamento alla carenza di agenti penitenziari, soprattutto in vista dei prossimi numerosi pensionamenti, alla necessità di ridistribuire i carichi di lavoro per evitare che gli agenti di polizia penitenziaria siano sottoposti a turni inaccettabili che non consentono il recupero psicofisico dei lavoratori».
Trasmesso al ministero della Salute il protocollo tra Irccs e Asm per garantire continuità assistenziale alle pazienti
MATERA. La Regione Basilicata accelera sul percorso per la ripresa delle attività di chirurgia senologica all’ospedale Madonna delle Grazie di Matera. L’assessore regionale alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr, Cosimo Latronico, ha trasmesso formalmente al ministero della Salute il protocollo d’intesa sottoscritto tra l’Irccs Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata e l’Azienda sanitaria di Matera. L’obiettivo dell’accordo è garantire la continuità delle attività chirurgiche dedicate alle pazienti affette da tumore al seno attraverso l’integrazione tra il personale della breast unit del Crob e le professionalità già operative nel presidio ospedaliero materano.«Il protocollo – spiega Latronico – garantisce lo svolgimento dell’attività di chirurgia senologica all’ospedale Madonna delle Grazie grazie all’integrazione con il personale della breast unit dell’Irccs Crob, nel rispetto delle linee di indirizzo previste dalla Conferenza StatoRegioni».L’assessore sottolinea inoltre la volontà di rispondere alle preoccupazioni espresse nelle ultime settimane dalle pazienti e dalle associazioni del territorio. «Attraverso

questo protocollo vogliamo garantire sicurezza degli interventi e pieno allineamento ai requisiti ministeriali», aggiunge.Il modello organizzativo individuato punta a valorizzare l’équipe multidisciplinare già presente a Matera, che lavorerà in stretto coordinamento con gli specialisti del Crob. Chirurghi, anestesisti, anatomopatologi, psicologi e personale infermieristico collaboreranno all’interno dello stesso blocco operatorio per assicurare una presa in carico completa delle pazienti.
Elemento centrale del percorso sarà il Percorso diagnostico terapeutico assistenziale, che comprende diagnosi, valutazione multidisciplinare, programmazione dell’intervento, gestione post-operatoria e
follow-up. I casi clinici saranno discussi collegialmente da tutti gli specialisti coinvolti nel trattamento.Secondo quanto previsto dall’accordo, il Madonna delle Grazie manterrà il ruolo di Punto di Accoglienza e Supporto di primo livello, occupandosi di screening, diagnosi, prime visite, controlli e terapie orali. Le sedute operatorie programmate continueranno a svolgersi a Matera, con l’obiettivo di coniugare prossimità territoriale e standard qualitativi della rete oncologica. «Abbiamo avviato l’iter con il ministero della Salute –conclude Latronico – e attendiamo ora le determinazioni nazionali per rendere operativo l’accordo nel più breve tempo possibile».
LA PROTESTA: «DA REGIONE PROMESSE MANCATE»
«Sanità nel Senisese, convocare tavolo ora»
SENISE. Il Gruppo di Lavoro per la Difesa della Sanità del Senisese torna ad attaccare la Regione Basilicata e il presidente Vito Bardi per la mancata convocazione del tavolo richiesto dopo le recenti mobilitazioni popolari sul tema della sanità territoriale.In una nota diffusa nelle ultime ore, il gruppo parla di «profonda indignazione» e di «durissima protesta» per il comportamento assunto dalla Giunta regionale. Al centro delle contestazioni c’è il mancato incontro con il sindaco di Senise e con i rappresentanti del coordinamento civico, annunciato nei giorni scorsi ma mai fissato ufficialmente. Secondo il Gruppo di Lavoro, il silenzio istituzionale rappresenta «una mancanza di rispetto istituzionale e umano» verso un territorio che si è mobilitato con «dignità, compostezza e straordinaria partecipazione democratica». Nel documento vengono ricordate le manifestazioni organizzate negli ultimi mesi, dal sit-in sotto la pioggia dello scorso febbraio fino alla protesta davanti alla sede della Regione Basilicata a Potenza, alla quale hanno partecipato circa quattrocento persone. Il coordinamento e il sindaco di Senise ribadiscono che la mobilitazione non è stata sospesa e annunciano nuove iniziative pubbliche e ulteriori forme di protesta. «Il Senisese non chiede privilegi. Chiede semplicemente di non essere cancellato», conclude la nota.

Approvato dalla Giunta regionale il concorso per il corso triennale, domande entro 30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale
POTENZA. La Giunta regionale della Basilicata ha approvato il concorso pubblico per esami finalizzato all’ammissione al Corso triennale di formazione specifica in Medicina generale per il triennio 2026-2029. Il bando mette a disposizione 37 posti destinati a laureati in Medicina e chirurgia.L’avviso prevede che le domande di partecipazione vengano presentate entro 30 giorni dalla pubblicazione dell’estratto del bando nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, IV Serie speciale “Concorsi ed esami”. Per partecipare sarà necessario possedere la laurea in Medicina e chirurgia, l’abilitazione all’esercizio della professione in Italia e l’iscrizione all’albo professionale entro l’avvio ufficiale delle attività formative, previsto entro dicembre
2026.
La selezione avverrà attraverso la prova scritta ministeriale, fissata in data e ora uniche su tutto il territorio nazionale. L’esame consisterà in 100 quesiti a risposta multipla su argomenti di medicina clinica da completare in due ore. Ai candidati ammessi sarà riconosciuta la borsa di studio prevista dalla normativa vigente. «I medici di medicina generale –commenta l’assessore regionale alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr, Cosimo Latronico - rappresentano il primo, fondamentale punto di riferimento del Servizio sanitario regionale. Questo percorso formativo si inserisce nella cornice di profondo rinnovamento strutturale che stiamo realizzando». Il percorso avrà una durata com-

plessiva di 36 mesi e prevede attività formative teoriche e pratiche per circa 4.800 ore. I medici selezionati svolgeranno la formazione nelle strutture sanitarie regionali, nelle Case della Comunità, negli
Ospedali di Comunità e negli studi medici del territorio lucano.«Invitiamo i giovani medici – conclude Latronico – a cogliere questa opportunità e a scommettere sul futuro della sanità lucana».

Dal welfare di prossimità al pronto intervento sociale: un servizio itinerante per raggiungere e supportare le persone in difficoltà direttamente nei quartieri della città
Dal mese di maggio il progetto Aequitas, nato dalla coprogettazione tra l’Unità di Direzione dei Servizi Sociali della Città di Potenza e la ETHOS Società Cooperativa Sociale, si muove anche su quattro ruote. L’iniziativa introduce infatti un’unità mobile pensata per raggiungere, incontrare e ascoltare le persone che vivono situazioni di fragilità sociale.Si tratta di un servizio itinerante che consente al Servizio Sociale Professionale del Comune di Potenza di rafforzare un modello di welfare di prossimità. L’unità mobile, composta da un’équipe formata da assistente sociale e psicologa, si sposta nelle diverse aree della città per svolgere attività di osservazione,
ascolto e orientamento. L’obiettivo è facilitare l’accesso ai servizi pubblici e privati presenti sul territorio e, quando necessario, distribuire beni di prima necessità.Da giugno ad agosto il mezzo sarà stabilmente operativo come punto di ascolto sociale, con la finalità di avvicinare i servizi alle persone e intercettare precocemente situazioni di disagio, evitando che le fragilità si trasformino in emergenze conclamate.«Con l’unità mobile Aequitas – dichiarano congiuntamente il sindaco Vincenzo Telesca e l’assessore alle Politiche sociali Anna Grieco – si aggiunge un ulteriore tassello di avvicinamento del Servizio sociale comunale ai bisogni dei cittadini. Avremo così la possibili-

tà di ascoltare meglio e prendere in carico con maggiore efficienza le persone a rischio esclusione e che vivono condizioni di marginalità, defi-
nendo con loro una risposta personalizzata e immediata».L’iniziativa, realizzata nell’ambito dell’Ambito territoriale Città di Potenza, punta inoltre a rafforzare l’azione del Pronto Intervento Sociale, garantendo la piena attuazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS).
Il progetto S.O.S. TENIAMO rafforza la rete cittadina di ascolto e prevenzione con presidi fisici, strumenti digitali e numero verde gratuito
Entra nella fase operativa il progetto S.O.S. TENIAMO, promosso dal Comune di Potenza in collaborazione con i partner dell’ATS, con l’avvio dell’installazione e dell’attivazione delle «cassette sicure», strumenti pensati per rafforzare la rete territoriale di ascolto, supporto e vicinanza alle donne. In questi giorni sono iniziate le attività di posizionamento delle cassette, sia fisiche sia virtuali, in luoghi strategici della città. L’iniziativa è resa possibile grazie alla disponibilità e alla collaborazione di enti, associazioni, realtà territoriali e soggetti aderenti al progetto. Nei prossimi giorni è prevista anche l’installazione di due delle quattro cassette fisiche previste nei punti nevralgici della rete territoriale: l’A.O.R. San Carlo e l’ASP, luoghi particolarmente significativi per la loro funzione di presidio sanitario e di prossimità. «Le cassette sicure rappresentano uno spazio discreto e accessibile attraverso cui chiedere aiuto, ricevere in-
formazioni o entrare in contatto con la rete dei servizi di supporto, contribuendo a creare una comunità più attenta, inclusiva e capace di intercettare situazioni di fragilità e bisogno», spiega l’assessore alle Pari opportunità Angela Lavalle. È inoltre attivo il sito dedicato al progetto, raggiungibile all’indirizzo www.telefonodonnapotenza.it/landing/. Attraverso la piattaforma è possibile conoscere i servizi disponibili, ricevere informazioni e accedere ai canali di contatto e supporto. Attivo anche il numero verde gratuito 800 72 4317, pensato non solo come strumento immediato di aiuto e ascolto, ma anche come messaggio simbolico rivolto soprattutto alle nuove generazioni. Le cifre del numero richiamano infatti, nel linguaggio digitale giovanile del leetspeak, l’espressione PZ HELP, trasformando il contatto telefonico in un codice semplice, riconoscibile e facilmente memorizzabile.«Il progetto S.O.S. TENIAMO continua così il proprio percorso
di costruzione di una rete cittadina diffusa di prevenzione, ascolto e sostegno, fondata sulla collabo-
razione tra istituzioni, servizi, associazioni e comunità territoriale», conclude l’assessore Lavalle.

DI FRANCESCO MENONNA
Una tradizione che si rinnova, una giornata bellissima sul piano climatico e la presenza di 1100 figuranti. Nel bel mezzo il calore della gente, l'ascesa dallo Stadio Alfredo Viviani verso il Centro Storico e Piazza Matteotti per l'accensione della Iaccara. Elementi questi nevralgici per la festa del Santo Patrono a Potenza, San Gerardo che ha portato ancora una volta in evidenza l'attaccamento della cittadinanza verso il Santo Patrono. Il tema del femminicidio e la bandiera della municipalità dedicata a questo insano fenomeno, la riflessione di Papa Leone XIV, il segno indelebile del ricordo ad 800 anni dalla morte di San Francesco d'Assisi, questi altri elementi caratterizzanti della festa di Potenza, Il tutto condito dalla presenza delle istituzioni, delle associazioni e delle Forze dell'Ordine che hanno svolto un lavoro eccezionale sul percorso che ha portato i 1100 figuranti in pieno centro storico. Il colore della festa, la presenza di Civuddin', del Santo e dei Portatori che hanno ancora una volta fatto da sfondo ad un evento che ha confermato il suo indubbio valore storico, culturale e aggregativo nel segno della festa. E quelle bancarelle prese letteralmente d'assalto dai cittadini di Potenza e dell'hinterland, la presenza di alcuni italoamericani giunti da Denver per far festa nel segno del gemellaggio che lega le due comunità sin dai tempi dell'Amministrazione guidata da Gaetano Fierro. Un condensato di rara bellezza che si è fatta aggregazione e tanta passione nel segno della comunità potentina. Colori, passioni e quel pizzico di sana potentinità si sono unite anche ieri pomeriggio in attesa della Processione di oggi e della Santa Messa che sarà officiata nella Cattedrale di San Gerardo, dal Vescovo di Potenza-Muro Lucano e Marsico Nuovo, Monsignor Davide Carbonaro, prima del concerto finale in Piazza Mario Pagano della cantante Noemi.

Rocco Aquino, che indossa i panni di Gerardino sulla nave ha parlato della sua emozione per questa parte davvero importante: «È già la seconda volta è una bella emozione che si prova. Si è bello pensare al futuro di questa città grazie alla festa di San Gerardo». Pietro Micca accende da tempo la iaccara e ha parlato della sua esperienza: «Più che un emozione, vedere tanta gente, colmare un anno di lavoro, iniziato comunque subito dopo la parata, facendo varie programmazioni con l'associazione. E' un emozione ma anche un onore facendo questo piccolo gesto di devozione verso la città e verso il nostro Santo Protettore. L'impegno si può trasformare in una semplice parola, passione, verso una tradizione che sta divampando di anno in anno». Massimo D'Onofrio, al sesto anno da Civuddin' ha detto la sua su questo evento; «È sempre una bellissima esperienza. L'adrenalina è a mille. Quando entri in questo campo sportivo che ti inizi a truccare, ti inizi a vestire, entri davvero nella parte, poi succede che sali sul carretto tra due ali di folla e senti qualcosa di meraviglioso. Poi in un batter d'occhio arrivi nella Cattedrale, dove si preparano tante cose, la parata poi alla fine passa subito, quando arrivi alla Cattedrale, hai sempre il senso di appartenenza per aver fatto qualcosa di buono per la città».
Vincenzo Telesca, Sindaco di Potenza ha parlato dei festeggiamenti: «Fare



dei festeggiamenti con il sole è tutt'altra cosa anche perché tutti i cittadini hanno goduto di queste bellissime serate e giornate quindi non è soltanto oggi la parata, sono tutti questi giorni che hanno accompagnato la città ad abbracciare le tradizioni e ad essere insieme e essere uniti a vivere il centro storico. Tutte cose positive. Da bambino c'era mia madre che mi accompagnava
quando ero proprio piccolo. Avevo paura delle persone scure, delle spade però come tutti, poi cresci, cominci ad apprezzare e cominci anche partecipare, tanto che un anno ho partecipato. La tradizione deve essere rinnovata, perpetrata tramandata, rinnovata ai nostri ragazzi, al futuro, perché le nostre tradizioni devono essere mantenute e quindi la partecipazione di tanti ragazzi, molti sono quelli che scendono proprio per questo momento, vengono a Potenza anche se lavorano da fuori e dunque vengono da fuori. Ci sono per esempio dei portatori che hanno famiglia, e per fare i portatori del Santo, lasciano il proprio lavoro, portano la loro famiglia e partecipano tutti quanti insieme. E' un modo davvero bello per stare insieme e festeggiare».

Il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi arriva al Viviani accompagnato dalla consorte e dall'Assessore alle Infrastrutture, Pasquale Pepe e parla della festa di San Gerardo: «L'augurio è sempre lo stesso ed è rafforzato ogni anno che passa. L'augurio e che in un momento storico particolarmente delicato per tutto il mondo per tutte le nazioni ci sia da queste manifestazioni che sono aggregazioni di popolo, delle manifestazioni che fanno vivere ma soprattutto portano a quelle che sono un obiettivo di pace. Ecco un messaggio di pace che la città di Potenza con
questa manifestazione vuol portare avanti, soprattutto pensando a tanti conflitti che ci sono nel mondo, pensando a tante persone che soffrono quindi questo momento di gioia che è un momento importante per tutti credo debba far riflettere e soprattutto debba unire i popoli perché in queste manifestazioni non partecipano solamente gli abitanti del luogo ma è un aggregazione di popolazioni vicine che vengono da altre regioni che vivono un momento di socialità. Noi mandiamo questo messaggio, come regione, vogliamo che la nostra Basilicata sia un punto di

riferimento per gli altri. Certo è un momento per manifestare appunto questo senso di appartenenza e credo sia un momento di riflessione. Ora chiaramente l'obiettivo è quello di fare una bella rappresentazione, è il rito pagano di questa manifestazione, poi domani ci sarà la celebrazione eucaristica con la processione che è un momento religioso. Il rito pagano e il paganesimo e religioso si fondono insieme, l'importante che il messaggio sia un messaggio di pace, un messaggio di speranza che la nostra regione possa essere sempre competitiva in un momento difficile. La



Bruna? Io cerco di essere sempre presente, sono due momenti importanti per le due città punto di riferimento per la nostra regione. Vedo anche quel campanilismo, deve essere un campanilismo sano perchè è giusto che queste forme di antagonismo con queste forme di manifestazioni devono essere portate via e bisogna essere uniti tutti quanti insieme». Roberto Falotico ha parlato della festa di San Gerardo: «Noi veniamo già da una mattinata e da un pranzo dei portatori eccezionali, vista l'affluenza e anche per comportamenti che devo dire la verità, gli va dato atto e gli devo di-
re grazie perché hanno saputo dimostrare che sanno divertirsi e sanno richiamare attraverso una manifestazione che sin dal 1893 Raffele Riviello, illustre personaggio della comunità potentina narrava dove c'era addirittura un obolo che si pagava raccogliendo del vino per poi venderlo e con il ricavato fare la festa del Santo. Quello che accade oggi è la testimonianza di un momento di alto livello culturale perché per intanto bisogna dire che noi abbiamo una traduzione che ha saputo tradursi nella modernità come messaggio di unione e di comunità».


La scuola capofila e il sindaco Macchia sottolineano: «Bullismo e cyberbullismo sono temi che interpellano scuola, famiglie ed istituzioni»
D I E M A N UE LA C A LA BR ES E
Si è concluso a Marsico Nuovo il progetto “Scuole connesse”, un percorso di prevenzione e contrasto al bullismo e cyberbullismo che ha visto protagonisti con la scuola capofila I.C. B.Croce di Marsico Nuovo e Paterno, gli istituti scolastici I.O. di Marsicovetere, I.C. Racioppi di Moliterno- Spinoso- Tramutola e l’I.C. De Lorenzo di Viggiano. L’incontro finale è stato un momento di condivisione e dialogo tra scuola, famiglie e studenti.
«In questa occasione i ragazzi dei quattro Istituti della scuola secondaria di I grado hanno presentato il calendario realizzato con i loro disegni, ricchi di emozioni, riflessioni e messaggi positivi, frutto del lavoro svolto nel corso del progetto – Spiega l’Istituto scolastico Capofila- Un momento particolarmente significativo, che ha dato voce alla creatività e alla sensibilità degli studenti sul tema del rispetto e dell’inclusione.
Nel corso del convegno conclusivo sono intervenuti anche la Psicologa
Damiana Cirone e l'Avvocato Pietro Infantino, offrendo spunti di riflessione e approfondimenti importanti sui fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, sull’ascolto dei più giovani e sull’importanza della collaborazione tra scuola, famiglia e territorio. Un’importante esperienza – concludono dalla scuola- che ha coinvolto studenti, docenti, esperti, istituzioni e associazioni del territorio. Un grazie a tutti coloro che hanno contribuito a costruire una scuola più consapevole, inclusiva e connessa, nel rispetto dell’altro».
Anche il Sindaco di Marsico Nuovo, Massimo Macchia commenta così l'esperienza dei ragazzi: «Ho partecipato con grande piacere all’evento conclusivo del progetto. È stata una importante occasione di confronto su un tema che riguarda tutti e che interpella, allo stesso tempo, scuola, famiglie ed istituzioni». Nel suo in-

tervento il primo cittadino ha voluto evidenziare soprattutto «il ruolo che un Comune deve avere rispetto a queste problematiche: non limitarsi ad amministrare servizi, ma essere presenza concreta, punto di riferimento, istituzione di prossimità capace di stare accanto alle scuole, ai ragazzi ed alle famiglie. Questa Amministrazione -sottolinea Macchia- ha sempre considerato il mondo della scuola una priorità assoluta, non soltanto sul piano degli investimenti e delle strutture, ma soprattutto sul piano umano ed educativo. La collaborazione costante con diri-
genti scolastici, docenti e personale scolastico rappresenta un valore fondamentale per costruire una comunità più forte, più consapevole e più attenta ai bisogni delle nuove generazioni». Il Sindaco evidenzia anche che «accanto alla scuola resta centrale il ruolo della famiglia: è lì che nascono i primi esempi, il rispetto degli altri, il senso del limite, la capacità di ascoltare e di comprendere. In un tempo in cui spesso la comunicazione corre veloce e i social rischiano di amplificare solitudini e fragilità, il dialogo tra genitori e figli diventa decisivo. Un ulteriore aspetto che deve

farci riflettere, è che troppo spesso i nostri ragazzi appaiono più consapevoli degli adulti rispetto ai rischi del bullismo e del cyberbullismo. Questo significa che dobbiamo imparare ad ascoltarli di più, accompagnandoli senza sottovalutare mai i loro disagi e le loro paure». Infine, sulla realizzazione del Calendario, il Sindaco commenta: «È un lavoro ricco di sensibilità, creatività e messaggi profondi, capace di raccontare con autenticità il punto di vista dei ragazzi su questi temi. Solo se i figli sono migliori dei genitori significa che una comunità sta davvero crescendo».
Sono in fase di completamento gli interventi di ripristino e manutenzione della sentieristica che conduce alle Cascate di San Fele “U uattënniérë”, promossi dal Parco Regionale del Vulture su impulso del Commissario, ing. Giovanni Di Bello. I lavori rientrano nel progetto per lo sviluppo degli itinerari turistici e ricreativi attraverso il recupero della Rete Escursionistica Regio-
nale e interessano il percorso che collega U Vurton, la cascata U Uattënniérë, la Cascata degli Innamorati e la Fontana Acquafredda.Tra gli interventi realizzati figurano la sostituzione delle strutture di protezione lungo il sentiero, il ripristino di passerelle e scalini, il livellamento del piano di percorrenza e l’installazione di nuova segnaletica, pannelli informativi, aree di sosta e sistemi di

sicurezza. Prevista anche la realizzazione di un’area didattica.Le opere si aggiungono a quelle in corso da parte del Comune di San Fele per la ricostruzione dei ponti sui torrenti Corbola e Malonga.Gli interventi consentiranno ai numerosi visitatori di percorrere in maggiore sicurezza i sentieri delle cascate, in vista della stagione turistica 2026. Le Cascate di San Fele, generate dai salti na-
turali del torrente Bradano, rappresentano uno dei principali attrattori turistici della Basilicata. Il nome “U uattënniérë” richiama l’antica gualchiera che sfruttava la forza dell’acqua per la lavorazione della lana, testimonianza di una tradizione produttiva che, insieme agli antichi mulini presenti sul territorio, costituisce ancora oggi un importante patrimonio storico e culturale.


Al via una nuova stagione di collaborazione istituzionale, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo sulle principali politiche scolastiche cittadine
L’
Amministrazione Nicoletti e le Organizzazioni Sindacali del comparto scuola aprono una nuova stagione di confronto e collaborazione istituzionale, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo sulle principali politiche scolastiche cittadine e costruire soluzioni condivise nell’interesse della comunità scolastica. È questo l’esito dell’incontro svoltosi nei giorni scorsi nella Sala Mandela del Comune di Matera, convocato dal Sindaco Antonio Nicoletti a seguito della richiesta unitaria avanzata dalle sigle sindacali del comparto scuola. Al centro del confronto, la recente vicenda della refezione scolastica e, più in gene-
rale, la necessità di strutturare relazioni stabili tra Amministrazione comunale e rappresentanze del mondo della scuola. Nel corso dell’incontro, le Organizzazioni Sindacali hanno espresso le preoccupazioni emerse tra personale scolastico e famiglie, sottolineando l’importanza di un coinvolgimento preventivo delle parti sociali nelle decisioni che incidono sull’organizzazione dei servizi scolastici. L’Amministrazione comunale ha accolto positivamente le sollecitazioni, riconoscendo il valore del confronto quale strumento utile a migliorare la qualità delle decisioni pubbliche e rafforzare la coesione della comunità scolastica cittadina. Nel confronto è

stata inoltre condivisa la necessità di affrontare in maniera strutturata alcune questioni strategiche per il futuro della scuola materana, a partire dal dimensionamen-

Ieri mattina, nella Sala Palatucci della Questura di Matera, si è svolta la cerimonia di premiazione degli studenti vincitori, a livello provinciale, della 9^ edizione del progetto/concorso “PretenDiamo Legalità”, promosso dalla Polizia di Stato in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito. Alla cerimonia hanno partecipato il
Questore Davide Della Cioppa, la prof.ssa Anna Daniela Rosa in rappresentanza dell’Ufficio Scolastico Provinciale - Ambito Territoriale di Matera, i dirigenti scolastici, i docenti e gli studenti delle scuole vincitrici. Il Questore Davide Della Cioppa, che ha presiedu-
to la Commissione esaminatrice, nel dare il benvenuto agli studenti e ai loro insegnanti, ha sottolineato l’importanza di iniziative come “PretenDiamo Legalità”, che vedono collaborare insieme la Polizia di Stato con il mondo della scuola per stimolare nei giovani la riflessione sulla cultura della legalità e sul rispetto delle regole in generale. Ha inoltre ringraziato tutti i funzionari e il personale della Polizia di Stato che hanno lavorato per la riuscita dell’iniziativa. La prof.ssa Anna Daniela Rosa ha portato i saluti del dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale dr. Francesco Greco e ha ricordato che il progetto ha
avuto una fase preliminare, consistita in incontri svolti dal personale esperto della Polizia di Stato con gli studenti su temi riconducibili alla legalità, da rimarcare per la valenza formativa che riveste per bambini e ragazzi di ogni fascia di età ed ha auspicato una sempre più proficua collaborazione tra scuola e Forze dell’ordine. Al termine della cerimonia, i ragazzi hanno avuto modo di visitare uno stand della Polizia Scientifica, dove hanno curiosato tra le apparecchiature impiegate dagli operatori nei sopralluoghi, e di osservare da vicino un’autovettura “specializzata” in dotazione alle Volanti.
to scolastico e dalla sicurezza degli edifici scolastici, temi sui quali le Organizzazioni Sindacali hanno chiesto un confronto costante e trasparente.
AL VIA LO SCAMBIO CULTURALE E DIDATTICO
Erasmus+, tappa in Francia per i docenti del “Palazzo Salinari”
si riparte, direzione Francia, per la mobilità conclusiva dei docenti dell’Istituto Comprensivo “Palazzo Salinari” Montescaglioso Pomarico diretto dalla Dirigente Alma Tigre. La Ville Rose, con il suo maestoso fiume Garonna e il fascino delle sue atmosfere sospese tra storia e innovazione, sarà il palcoscenico ideale per un’esperienza di crescita professionale e personale all’insegna dell’incontro tra culture, lingue e buone pratiche educative. Durante le attività di job shadowing presso il Collège H. Toulouse Lautrec, i docenti avranno l’opportunità di osservare da vicino metodologie didattiche innovative, confrontarsi con colleghi francesi e condividere esperienze utili a promuovere una scuola sempre più inclusiva, europea e sostenibile. Questa mobilità rappresenta il coronamento di un percorso intenso e ricco di emozioni che il progetto Erasmus+ KA122 “Intercultural Globetrotter in Green” ha regalato all’intera comunità scolastica dell’I.C. “Palazzo Salinari” di Montescaglioso. Un viaggio non solo geografico, ma soprattutto umano e professionale, capace di aprire nuovi orizzonti e rafforzare il senso di appartenenza ad un’Europa fatta di dialogo, collaborazione e crescita condivisa. Ogni mobilità Erasmus+ lascia tracce indelebili: nei luoghi visitati, nelle persone incontrate e nello sguardo nuovo con cui si torna a casa.

«Portare il turismo del gusto oltre i confini locali significa valorizzare le comunità e creare nuove opportunità di sviluppo»
DI E MAN UELA C ALABR ESE
Che la Basilicata sia terra di eccellenze enogastronomiche è ormai acclarato, ma non solo, è un qualità che viene riconosciuta anche oltre i confini regionali, apprezzata da turisti e visitatori. L’Associazione politico-culturale “Per Stigliano Nuove prospettive”, presieduta da Donatello Verre, che guarda alle prossime elezioni amministrative previste per la primavera del 2027, pone sul tema delle eccellenze gastronomiche locali una serie di riflessioni. «Le aree interne custodiscono un patrimonio autentico fatto di tradizioni, saperi e produzioni agroalimentari d’eccellenza, per cui portare il turismo del gusto oltre i confini del territorio significa valorizzare le comunità locali, promuovere cultura, creare nuove opportunità di sviluppo e dare lustro al paese attraverso le sue migliori espressioni – spieganoAnche Stigliano continua a distinguersi nel panora-
ma nazionale per qualità, identità e capacità di innovazione, e ciò emerge chiaramente dalle più recenti premiazioni dedicate alle eccellenze agroalimentari lucane». All’evento “Italy Food Awards 2026” svoltosi recentemente a Roma, considerato l’evento degli Oscar dei produttori agroalimentari italiani, «ha visto protagonista il “Frantoio Bio Sapori Lucani”, una realtà locale caratterizzata dalla produzione di un olio extravergine d’oliva biologico di altissima qualità, che è stata insignita del Premio Speciale come “Custodi della Tradizione Olearia Italiana”prosegue il Gruppo- Con orgoglio affermiamo che, pur affrontando le difficoltà tipiche dei territori lontani dai grandi centri urbani, le aziende stiglianesi rappresentano oggi una delle espressioni più autentiche del Made in Basilicata: produzioni artigianali, lavorazioni tramandate di generazione in generazione, attenzione alla sostenibilità e selezione

rigorosa delle materie prime hanno consentito ai prodotti locali di conquistare mercati nazionali e internazionali, diventando sinonimo di eccellenza ben oltre i confini regionali». Il presidente dell'Associazione politico-culturale Verre incalza: «“Dal produttore al consumatore”, è il paradigma della filiera che caratterizza il modello produttivo stiglianese e che evidenzia il valore economico, culturale e territoriale generato dal sistema agroalimentare locale. Tra le principali eccellenze emergono: olio
extravergine biologico; salumi tradizionali lucani; formaggi e latticini locali; pane e prodotti da forno; pasta derivante da grani locali; produzioni innovative legate al latte d’asina; pistacchio di Stigliano; dolci tipici come il Sospiro». E concludono: «Bonus e contributi economici una tantum non sono sufficienti per mantenere in vita quanto è stato fatto fino ad oggi, dietro ogni prodotto ci sono storie di famiglie, sacrifici, passione e di una comunità che continua a credere nel valore della terra e del lavo-
ro e si rimbocca le maniche per fronteggiare il costo sempre in aumento delle materie prime e della forza lavoro. Elogiare oggi le eccellenze agroalimentari di Stigliano attraverso eventi significativi significa riconoscere il merito di imprenditori, produttori e artigiani che, con impegno quotidiano, contribuiscono a dare lustro al nostro territorio, trasformandolo da periferico in un punto di riferimento di qualità riconosciuto e apprezzato fuori regione e sempre più anche a livello internazionale».
La cultura lucana attraversa l’Atlantico. Oggi, alle ore 17:00 locali, Aliano sarà a New York per raccontare la sua storia e la sua arte nel cuore di Manhattan. L’evento rientra in “Destination Basilicata”, l’evento di promozione internazionale organizzato da Enit, Regione Basilicata, Apt Basilicata e Comune di Aliano per promuovere Aliano e la Basilicata presso operatori turistici, giornalisti e istituzioni americane. L’appuntamento è presso la sede Enit di New York, 32 Prince Street. Al centro della serata c’è Paul Russotto, artista lucano di respiro internazionale. Verrà presentato “Paul Russotto: Works 1956-2012”, il catalogo ragionato edito da Silvana Editoriale e curato da Giuseppe Appella, che documenta oltre 50 anni di pittura e disegno legati al dialogo tra l’artista e la terra dei Calanchi. L’iniziativa è fi-

nanziata dal Programma Operativo Val d’Agri - Turismo e Cultura, promosso dal Comune di Aliano con Regione Basilicata e APT Basilicata. L’obiettivo è trasformare il patrimonio culturale
in leva di sviluppo, attrarre turismo di qualità e posizionare i borghi lucani sulle mappe internazionali in vista di Matera 2026. La realizzazione della manifestazione è stata possibile anche gra-
zie al sostegno di don Luigi Portarulo, parroco di St. Patrick’s Old Cathedral di New York, e di Luca Russotto, figlio dell’artista. A chiudere, una reception con prodotti tipici lucani per offrire al pubblico americano un’esperienza diretta del territorio. “La cultura è il nostro passaporto per il mondo. Portare Aliano a New York significa dimostrare che i piccoli comuni possono avere una voce globale. Paul Russotto è la prova vivente di come l’arte nasca dal legame con la terra e poi la superi - afferma Luigi De Lorenzo, sindaco di Aliano - non facciamo folklore. Facciamo cultura, identità, futuro. Questo è il modo in cui Aliano investe sui giovani e sull’attrattività del territorio”. Interverranno anche Margherita Sarli, direttrice Apt Basilicata, il curatore Giuseppe Appella e rappresentanti di Enit e Regione Basilicata.
Venosa ospita, fino al 2 giugno la VI edizione del festival. Lunedì mattina l’incontro con l’autore moderato dalla direttrice di Cronache Mollica
Sarà anche la presentazione del volume “Racconti e Ricordi della Nostra vita” del giornalista e scrittore melfitano Antonio Mariano Baldinetti, pubblicato da Wip Edizioni di Bari, ad arricchire il programma della sesta edizione di Borgo d’Autore, il festival del libro in programma a Venosa fino al 2 giugno 2026. L’incontro con l’autore è previsto per lunedì mattina alle 10 e sarà moderato dalla direttrice di Cronache Rosamaria Mollica. Un’opera intensa e profondamente umana, quella di Baldinetti, che attraverso racconti e testimonianze affronta temi di forte attualità sociale e civile. Le storie narrate nel volume nascono infatti da incontri personali e professionali vissuti dall’autore e raccontano le sofferenze, le speranze e la resilienza di uomini e donne che, nonostante le difficoltà, continuano a lottare per un futuro più giusto e sereno.
Il filo conduttore dell’intera pubblicazione è la pace: una pace intesa come rispetto della vita, dell’altro, della dignità umana e dei diritti fondamentali. Il libro affronta con sensibilità temi delicati come il contrasto alla violenza sulle donne, l’inclusione sociale, la tutela dell’ambiente, il valore della solidarietà e il bisogno di costruire una società più consapevole e vicina alle persone. Un messaggio forte, che invita alla riflessione collettiva e che conferma l’importanza della cultura come strumento di crescita socia-
le. Grande attenzione viene infatti riservata anche alla valorizzazione delle storie locali, considerate patrimonio identitario e memoria viva delle comunità.
Ma il libro di Baldinetti rappresenta anche una straordinaria occasione di promozione territoriale. Nell’appendice finale del volume, dedicata al turismo e alla valorizzazione del Vulture Melfese, l’autore compie un viaggio appassionato tra le bellezze storiche, naturalistiche ed enogastronomiche dell’area. Da Melfi a Venosa, passando per i laghi di Monticchio e l’antica Via Appia, emerge il ritratto di un territorio ricco di storia, cultura e tradizioni. Non mancano riferimenti ai grandi simboli identitari della zona, come Federico II e Orazio, fino ai prodotti tipici e al vino Aglianico del Vulture, autentico ambasciatore del territorio, che ha contribuito al riconoscimento dei 14 comuni dell’area come “Città del Vino 2026/2027”. Un patrimonio che, secondo Baldinetti, merita di essere conosciuto e valorizzato maggiormente, soprattutto per offrire nuove prospettive e opportunità alle giovani generazioni. La presentazione del libro si inserisce all’interno di un festival che anche quest’anno porterà a Venosa alcuni tra i nomi più autorevoli del panorama culturale e giornalistico italiano. Tra gli ospiti di punta della manifestazione figurano Enrico Letta, Daniela Piana, Domenico Iannacone, Antonina Nocera e Floriana Bulfon.

Promossa da Artistica Management con il sostegno del Comune di Venosa, la manifestazione proporrà 49 appuntamenti tra incontri con gli autori, laboratori, mostre, reading e iniziative dedicate alla promozione della lettura. Cuore pulsante del festival sarà il Castello “Pirro del Balzo”, che ospiterà gran parte degli eventi e la fiera del libro con la partecipazione di case editrici provenienti da tutta Italia. Un programma ricco e articolato che affronterà temi legati alla politica, all’economia, alla memoria storica, alla geopolitica, all’educazione e alla valorizzazione delle identità locali, trasformando Venosa in un laboratorio culturale aperto al dialogo e al confronto. Tra gli appuntamenti più attesi, oggi alle 20.45 il giornalista Rai Domenico Iannacone guiderà il pubblico nell’incontro “Il racconto del rea-
le”, dedicato alle fragilità e alle contraddizioni della società contemporanea.
Domani sarà invece la volta dell’ex presidente del Consiglio Enrico Letta, che presenterà il libro “Molto più di un mercato”, riflettendo sul futuro dell’Europa. Spazio anche ai più piccoli con la sezione Borgo Junior, dedicata a famiglie e scuole, mentre la giornata conclusiva del 2 giugno vedrà la proclamazione del vincitore del Premio “Carpe Diem” per la narrativa inedita e la partecipazione della giornalista Floriana Bulfon con il libro “Macro Mafia”.
Cinque giorni di cultura, riflessione e valorizzazione del territorio che confermano Venosa come uno dei principali punti di riferimento culturali del Mezzogiorno, capace di coniugare memoria, identità e futuro.
Da Piazza Umberto I, fino al 2 giugno un percorso tra cucine regionali e tradizioni del Mezzogiorno
Dopo il successo della prima edizione, Venosa accoglie la Fiera dei Sapori del Sud Italia fino al 2 giugno. Dal centro storico, con base in Piazza Umberto I, l’iniziativa trasformerà la città in un palcoscenico dedicato alle eccellenze gastronomiche e vinicole del Mezzogiorno, unendo cultura, territorio e turismo.
La fiera è organizzata da Valica S.p.a – MarTech company con focus su turismo e enogastronomia – in collaborazione con il Comune di Venosa. L’obiettivo è offrire un’esperienza capace di raccontare il Sud attraverso i suoi sapori, le sue comunità e le sue tradizioni. Durante i giorni di evento, i visitatori potranno muoversi tra stand dedicati alle cucine regionali e un’area enoteca con una selezione di vini DOC/DOCG. Saranno presenti regioni come Sardegna, Sicilia, Lazio, Campania, Abruzzo, Basilicata, Molise, Puglia e Calabria.
Tra i piatti in degustazione sono attesi specialità iconiche: culurgiones d’Ogliastra sardi, sfogliatella napoletana, primi della tradizione romana, bruschette con caciocavallo e tartufo della Basilicata, arrosticini abruzzesi,
fileja alla ‘nduja calabrese e orecchiette della nonna pugliesi, insieme a molte altre proposte.
Per gli amanti del vino, la carta sarà ricca di etichette, tra cui Nero d’Avola, Vermentino di Sardegna, Falanghina del Sannio, Trebbiano e Frascati Superiore, in un percorso pensato per accompagnare ogni assaggio. Per il Comune di Venosa, l’evento rappresenta un’occasione di valorizzazione. «La seconda edizione della Fiera dei Saperi e Sapori del Sud Italia rappresenta per la nostra città un appuntamento di grande valore culturale, turistico ed economico», afferma Francesco Mollica. Il sindaco sottolinea come la manifestazione riesca a coniugare «cultura, enogastronomia e territorio», rafforzando l’immagine di Venosa come città di accoglienza e cultura.
La fiera si affianca al festival letterario Borgo d’autore, giunto alla sesta edizione, in programma sempre a Venosa dal 29 maggio al 2 giugno 2026. In calendario 49 appuntamenti tra presentazioni, incontri, laboratori, mostre e iniziative per bambini, con un focus su identità territoriale, memoria e impegno civile.
Gli eventi si svolgeranno nel Castello «Pirro del Balzo», organizzati da Artistica Management di Cappiello Pasquale con il sostegno del Comune.
La Fiera dei Sapori del Sud Italia si svolge nel centro storico di Venosa in Piazza Umberto I da oggi e fino al 2 giugno dalle 12.00 alle 23.00.
L’ingresso è gratuito. Per degustare, i visitatori potranno acquistare card ricaricabili di gettoni (ogni gettone vale 1 euro) presso le casse in fiera o in prevendita sul sito, da presentare agli stand regionali.

Dalla vita quotidiana alle aziende: la trasformazione digitale aumenta le opportunità ma espone a nuovi rischi informatici sempre più complessi
La pandemia ha accelerato abitudini che oggi sembrano ormai consolidate: lavoro da remoto, servizi pubblici digitali, piattaforme cloud, pagamenti elettronici e condivisione di dati attraverso strumenti informatici. Una trasformazione che ha reso molte attività più semplici e accessibili, ma che ha anche ampliato in modo significativo la superficie es posta agli attacchi informatici. Ogni account, dispositivo, password o archivio digitale può rappresentare un punto di accesso vulnerabile. Per questo la cyber security non riguarda più soltanto le grandi aziende tecnologiche, ma rappresenta un rischio concreto per famiglie, professionisti, piccole e medie imprese, enti pubblici e strutture sanitarie. Proteggere i dati digitali significa oggi tutelare identità, patrimonio, reputazione e continuità delle attività quotidiane.
Quando il dato diventa un bene da proteggereIl rischio cyber è spesso percepito come un tema tecnico e distante dalla vita reale, ma le sue conseguenze sono estremamente concrete. Il furto di credenziali può consentire

l’accesso a conti correnti, e-mail e profili personali. La sottrazione di dati anagrafici, documenti o informazioni patrimoniali può alimentare truffe, phishing e furti d’identità. Nei casi più gravi, quando a essere colpiti sono enti pubblici o strutture sanitarie, il danno si amplifica ulteriormente: pubblicazione illecita di dati sensibili sul dark web, interruzione di servizi essenziali ed esposizione di infor-
mazioni riservate. Emblematico il fatto che, anche dopo il ripristino dei sistemi, i dati sottratti possano continuare a circolare ed essere riutilizzati per finalità fraudolente.Il vero costo per le aziende: il fermo operativoPer le imprese lo scenario è ancora più complesso. Come evidenziato dall’esperienza di Consulbrokers nell’ambito del risk management, uno degli aspetti più critici non è soltanto il danno
diretto, ma il blocco dell’attività. Un attacco ransomware può paralizzare sistemi gestionali, linee produttive, piattaforme di vendita, e-mail e procedure interne. Il riscatto richiesto dai criminali informatici rappresenta solo una parte del problema: il costo maggiore è spesso quello legato all’interruzione operativa, che può durare giorni o settimane.In questo periodo di inattività, le imprese ri-
schiano di non poter produrre, vendere, evadere ordini o gestire pagamenti, con perdite che in molti casi superano il danno immediato dell’attacco. È proprio per questo che la copertura cyber non deve essere considerata soltanto una protezione contro l’incidente informatico, ma uno strumento essenziale per garantire la continuità operativa e la resilienza dell’intero sistema aziendale.

Alla Bibliomediateca Racioppi la presentazione del libro di Vaccaro: un confronto su emozioni e crescita personale
Grande partecipazione di pubblico alla Bibliomediateca Giacomo Racioppi di Moliterno per la presentazione del libro Gestisci le tue emozioni e gestirai il mondo intorno a te, seconda opera di Giancarlo Vaccaro pubblicata da Porfidio Editore e recentemente presentata anche al Salone Internazionale del Libro di Torino.L’incontro ha rappresentato un momento di riflessione sul ruolo delle emozioni nella vita personale e professionale, ma anche un’occasione per valorizzare il contributo della cultura e della lettura nella crescita delle comunità.Ad aprire l’evento è stato il sindaco di Moliterno, Antonio Rubino, che ha sottolineato l’importanza del tema affrontato nel volume. «Per chi ricopre un ruolo pubblico, saper gestire le emozioni significa anche costruire relazioni sane, di cui le nostre comunità hanno bisogno», ha affermato il primo cittadino. Rubino ha poi evidenziato il valore della scrittura come strumento di condivisione: «Un libro è un grande gesto di altruismo, perché attraverso la scrittura si apre il proprio cuore agli altri». Parole accompagnate da un riconoscimento al ruolo della Bibliomediateca, definita «un riferimento importante per tutta la Val d’Agri».Nel corso della serata è intervenuta anche Valentina Porfidio, rappresentante della Porfidio Editore, realtà editoriale lucana na-
ta nel 2006 dall’esperienza della storica tipografia di famiglia fondata nel 1946. Una storia imprenditoriale che ha saputo trasformare una tradizione artigianale in un progetto culturale dedicato alla valorizzazione del patrimonio letterario e storico del territorio.«Un libro ben fatto si riconosce al tatto, prima ancora che dal contenuto», ha spiegato Porfidio, sottolineando la filosofia della casa editrice. «Resistere è la parola chiave: resistere al territorio che apparentemente offre meno opportunità e alla massificazione editoriale». Una scelta che si traduce nella pubblicazione di pochi titoli selezionati e curati, spaziando dalle ristampe dei grandi autori lucani dell’Ottocento fino alla narrativa contemporanea, alla saggistica e alla letteratura per l’infanzia.Al centro dell’incontro, naturalmente, il dialogo con l’autore Giancarlo Vaccaro, professionista attivo da oltre vent’anni nel settore assicurativo, della formazione e dello sviluppo delle risorse umane. Un percorso che lo ha portato a trasformare l’esperienza maturata sul campo in strumenti e riflessioni dedicate alla crescita personale.Dopo l’esordio editoriale del 2022 con La vita accade per noi – Diventa quello che sei, Vaccaro ha scelto di approfondire il tema delle emozioni, considerate il motore delle nostre scelte e dei nostri comportamenti.«Il mio primo libro parlava di

crescita personale e di come diventare la migliore versione di sé stessi. In quel percorso le emozioni erano già presenti, ma ho sentito il bisogno di dedicare loro un intero libro, perché sono il vero catalizzatore delle nostre azioni e della nostra vita», ha raccontato l’autore.Secondo Vaccaro, imparare a riconoscere e gestire le emozioni rappresenta una competenza fondamentale per affrontare le sfide quotidiane. «Possiamo avere obiettivi, motivazione e visione, ma se non sappiamo gestire le emozioni rischiamo di perdere il controllo della nostra vita. Gestirle significa riconoscerle, comprenderle e saperle utilizzare. L’errore più grande è combatterle, evitarle o lasciarsi governare da esse. Da lì nascono blocchi, reazioni impulsive e limiti personali. Il punto di partenza è l’accettazione».L’autore ha inoltre evidenziato come il volume sia il risultato di oltre due decenni di lavoro nel campo della formazione e della gestione delle perso-

ne. «Questo libro nasce da oltre vent’anni di esperienza nella formazione e nella gestione del personale. Il mio obiettivo è offrire strumenti concreti per trasformare la parte emotiva da limite a forza, perché non possiamo evitare le emozioni ma possiamo imparare a usarle per vivere davvero».A chiudere la presentazione è stato l’intervento dell’insegnante di yoga Anna Di Mauro, che ha illustrato il contributo di questa disciplina nel percorso di consapevolezza emotiva e nella gestione dello stress. La serata si è conclusa con una dimostrazione pratica che ha coinvolto il pubblico presente, trasformando l’incontro in un’esperienza partecipata e coinvolgente.Moderato dalla giornalista Anna Tammariello, l’evento ha registrato una significativa partecipazione di cittadini e appassionati, confermando l’interesse verso temi legati al benessere personale, alla formazione e alla crescita interiore.
Docenti spagnole ospiti della struttura lucana per osservare percorsi riabilitativi e buone pratiche promosse con l’Iis «Solimene» di Lavello
Nella sede dei Padri Trinitari di Venosa si è svolto un momento formativo dedicato all’inclusione scolastica e sociale delle persone con disabilità. L’iniziativa rientra nel progetto «Inclusione in rete: osservazione, confronto e co-progettazione tra scuola e strutture specialistiche», promosso dall’Istituto di Istruzione Superiore «Solimene» di Lavello. All’appuntamento hanno partecipato tre docenti dell’area sociosanitaria provenienti dall’Istituto Superiore «Felix Muriel» di Rianxo, in Galizia, Spagna, giunte in Italia per un’esperienza di scambio
professionale e culturale. Obiettivo del percorso è stato il confronto sulle buone pratiche nel campo dell’inclusione e dell’assistenza alle persone con disabilità. Il progetto punta a favorire il dialogo tra sistemi educativi europei, valorizzare competenze ed esperienze maturate nei diversi contesti e rafforzare la collaborazione tra scuola e strutture specialistiche del territorio. In questa prospettiva, la realtà dei Padri Trinitari rappresenta un punto di riferimento per la continuità educativa, la co-progettazione e i percorsi riabilitativi. Nel corso della visita, le docenti spagnole, accompa-
gnate dagli operatori e dai professionisti della struttura e da due referenti dell’Istituto «Solimene», hanno potuto osservare da vicino le attività sviluppate nel centro di Venosa. «Nel corso della visita — ha evidenziato il direttore dei Centri di riabilitazione di Venosa e Bernalda, Vito Campanale — le docenti spagnole, accompagnate da nostri operatori e professionisti e da due referenti dell’Istituto di istruzione Solimene, hanno avuto l’opportunità di osservare da vicino le attività e i percorsi riabilitativi realizzati nella struttura di Venosa, punto di riferimento nel campo della ria-
bilitazione e della formazione. Tra le attività presentate figurano il progetto di igiene orale del Modulo Autismo, le sedute di interventi assistiti con gli animali nel maneggio della struttura, il laboratorio di cucina, i laboratori di pittura e di pedagogia teatrale, nonché le attività di riabilitazione neuromotoria svolte nella palestra fisioterapica». Particolare interesse hanno suscitato anche la condivisione del pranzo educativo e la presentazione delle modalità di elaborazione degli strumenti riabilitativi personalizzati, adottati dall’équipe multidisciplinare della struttura. L’esperienza ha


consentito alle partecipanti di confrontare le metodologie di assistenza e inclusione utilizzate nei due Paesi, acquisire strumenti e approcci trasferibili nei rispettivi contesti professionali e consolidare relazioni utili alla costruzione di future progettualità europee.
DI FABRIZIO QUARATINO
C’è una cosa curiosa che accade sempre più spesso. Le persone non ascoltano più per capire. Ascoltano per preparare la risposta. È diventata una specie di gara silenziosa: chi interrompe prima, chi spiega meglio, chi sa tutto, chi ha sempre «la sua esperienza», chi trasforma perfino il caffè in una conferenza mondiale sul senso della vita. Ormai molti dialoghi sembrano parcheggi abusivi dell’ego. E la cosa più ironica è che tutti chiedono attenzione… ma pochissimi sanno davvero offrirla. Eppure c’è un dettaglio che sfugge quasi sempre. Non è solo che non ascoltiamo gli altri. È che spesso non ascoltiamo nemmeno noi stessi. Siamo così abituati a riempire il tempo, le giornate e perfino i pensieri, che quando arriva un momento di silenzio lo viviamo come un errore da correggere subito. E così ci perdiamo una cosa semplice e spietata

allo stesso tempo: la possibilità di accorgerci di cosa stiamo davvero diventando, mentre fingiamo di essere già «arrivati». Viviamo in un tempo dove si parla continuamente di comunicazione, connessione, empatia, crescita personale. Poi però basta osservare una tavola di amici, una chat, un luogo di lavoro o perfino una famiglia per capire la verità: quasi nessuno si sente veramente ascoltato. Perché ascoltare sul serio è faticoso. Significa mettere da parte, anche solo per un momento, il bisogno di avere ragione. Significa non dover sempre correggere, interpretare, salvare, dominare o insegnare qualcosa. E diciamolo: molti non vogliono confrontarsi. Vogliono vincere. Anche nelle cose più piccole. C’è chi trasforma ogni discussione in un tribunale. Chi usa la cultura come una clava elegante. Chi ostenta spiritualità come fosse un abbonamento premium per sentirsi superiore agli altri. E chi sor-

ride con una calma zen… mentre dentro sta litigando pure col telecomando. Sì, perché l’essere umano è meravigliosamente contraddittorio. Ed è proprio qui che nasce una riflessione importante: forse la maturità non è diventare impeccabili. Forse è smettere di recitare superiorità. Le persone più forti che incontriamo non sono quelle che parlano di più. Sono quelle che riescono a restare presenti senza schiacciare nessuno. Quelle che ascoltano senza
fretta. Che comprendono senza invadere. Che sanno dire una verità senza umiliare. Perché esiste una forma di intelligenza rarissima: far sentire l’altro libero di essere umano. E chi possiede questa capacità lascia un segno enorme, anche nel silenzio. In fondo la vita ci mette continuamente davanti alla stessa domanda, anche se cambia vestito ogni volta: vuoi avere ragione… o vuoi costruire qualcosa di vero? Perché le relazioni più profonde non nascono
dove qualcuno domina. Nascono dove qualcuno smette finalmente di voler prevalere. E oggi, in un mondo pieno di voci che urlano per esistere, forse il gesto più rivoluzionario rimane ancora questo: ascoltare davvero. Forse il vero problema non è che nessuno ci capisce. È che quasi nessuno si ferma abbastanza da vedere davvero chi ha davanti. E un essere umano ignorato troppo a lungo, prima o poi, smette perfino di raccontarsi.
a fede, tradizioni e spiritualità della Lucania
Dopo essere stato presentato al Bif&st di Bari, al Cinema Nuovo Sacher di Roma e a CasaCinema di Napoli, Devozioni di Gianfranco Pannone arriva in Basilicata con un tour che prenderà il via il 30 maggio da Laurenzana e proseguirà poi in altre località lucane prima di raggiungere diverse città italiane, tra cui Parma, Roma, Genova, Torino e Pordenone.Il documentario, distribuito da Clipper Media e realizzato in collaborazione con Rai Cinema, racconta una Lucania attraversata da fede, memoria e tradizioni popolari. Attraverso storie diverse ma accomunate dalla ricerca di una dimensione spirituale profonda, il film esplora il rapporto tra le persone e il territorio. Tra i protagonisti ci sono un uomo impegnato a salvare un antico convento
francescano, una poetessa che ha costruito un santuario dedicato a Cristo, due fratelli sulle tracce di Pier Paolo Pasolini, un bambino considerato miracolato e una cantante che custodisce e tramanda le antiche melodie della tradizione orale.Il tour lucano prevede sei appuntamenti, quattro dei quali inseriti nel progetto Meet us at Cinema –Incontriamoci al Cinema della Lucana Film Commission, iniziativa nata per valorizzare le sale cinematografiche come luoghi di incontro, partecipazione e crescita culturale. Dopo le prime proiezioni a Laurenzana il 30 maggio e a Tito il 31 maggio, il film sarà presentato il 10 giugno a Francavilla in Sinni, l’11 giugno a Melfi, il 12 giugno a Matera e il 13 giugno ad Accettura, con la partecipazione del regista e di al-

cuni protagonisti del progetto.Nel corso del documentario, processioni, riti popolari, paesaggi appenninici e testimonianze personali si intrecciano per offrire uno sguardo autentico su una terra che continua a custodire un forte senso del sacro, nonostante i profondi cambiamenti della società contemporanea.«In questo nostro mondo dove
a fare la parte del leone sono i conflitti, è giusto concentrarsi sul senso del sacro? Secondo me sì», afferma il regista Gianfranco Pannone. «Ho provato a raccontare un Sud che conserva ancora qualcosa di profondo da trasmetterci, nei silenzi come nella fede del popolo».Più che un semplice documentario, Devozioni è un viaggio nel-
la spiritualità e nell’identità della Basilicata, una riflessione sul valore delle tradizioni e sul bisogno di riscoprire legami autentici con la comunità e con il territorio. Un racconto che guarda al passato senza nostalgia, cercando invece di coglierne gli elementi ancora capaci di parlare al presente e alle nuove generazioni.
