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Cronache del 30 aprile 2026

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L’IMPRENDITORE È STATO ELETTO PRESIDENTE DELLA SEZIONE METALMECCANICI DI CONFAPI POTENZA

«Rilanciare le aree industriali è una priorità»

Benedetto: «Le Pmi metalmeccaniche sono fondamentali per il tessuto economico regionale»

IN CONSIGLIO RIBADISCE CHE LE RISORSE SONO INSUFFICIENTI, LA FRATTURA È ORMAI INSANABILE

CICALA ATTACCA LA SUA GIUNTA

Tataranno (Lega) ricorda che Pepe invece di lamentarsi è andato a prendere soldi a Roma e in Europa. Leone e Napoli si dissociano (FdI): «Stanziamenti in agricoltura sufficienti, tutti hanno avuto meno di quanto chiesto»

BILANCIO DI PREVISIONE

Bardi illustra la relazione: tanta prudenza e visione

D I VI T O BAR D I

Il bilancio di previsione di quest’anno cade in un momento particolarmente difficile per il nostro Paese e per la nostra Regione. Le previsioni, infatti, di breve e medio periodo segnalano il rallentamento dell’economia, paventando persino una stagflazione. I fattori che lo determinano sono fondamentalmente derivanti da crisi internazionali (...)

■ continua a pag 4 Cicala

Dellapenna a pag 3

CAMBIO CASA E PREFISSO

Non sappiamo se il generalissimo Bardi dall’alto delle sue lauree in uniforme abbia contezza dell’accrocco linguistico che c’è dietro il prefisso “dis” con cui governa la Basilicata, ma se continua nell’andazzo c’è da credere che gli costerà di certo un cambio di casa e naturalmente anche di prefisso telefonico. Ora lasciamo stare che DIS sia anche l’acronimo delle barbe finte che qui hanno avuto a che fare col petrolio e magari anche con gli affari d’Amara, ma davvero non si può chiudere un occhio ed anche l’altro davanti alla valenza scusologica che al famigerato prefisso danno ormai questi patrioti per tirare a campare e tenersi la poltrona che il referendum gli ha iniziato a far traballare. Già perché vuoi che sia il dis-impegno di 26 milioni del PSR che l’assessore Cicala ha comicamente restituito all’Europa, manco non ci fosse bisogno di soldi per la povera agricoltura vuoi che sia il dis-avanzo della sanità d’oltre 60 milioni che l’assessore Latronico ha rastrellato in ogni dove possibile, sta di fatto che al cuore generoso di Vito Bardi e per lo spernacchiamento ai lucani va tutto bene, madama la marchesa. Canta il rapper Ste Hng: “Cambio casa e prefisso…”

POTENZA Comitato trasferito per riorganizzazione uffici: una risposta che non soddisfa. In Aula anche temi globali

La sede del Cip accende il Consiglio

SES SORE»

«Latronico rifiuta i fondi della dialisi estiva e manda la sanità al collasso»

CRONA-CHI?

In studio si parla di Antonio Iasi scomparso da Forenza il 15 gennaio 2022: svolta nelle ricerche analizzando gli ultimi messaggi

■ Tammariello a pag 13

BTM MARATEA

L’Apt porta il format nella Perla del Tirreno, la dg Sarli: «Puntiamo a rafforzare la destinazione nei mercati. Occasione per gli operatori»

■ Servizio a pag 26

VERTENZA NATUZZI Al Tavolo interregionale Puglia-Basilicata, la dg Lo Vecchio: «Servono misure condivise per occupazione»

■ Servizio a pag 10

MATERA

Sull’approvazione del Rendiconto 2025 l’opposizione attacca: «Immobilismo e gestione inefficace»

■ Servizio a pag 22

BASENTINI DEL CENTRO SM2: «SC ELTE SBAGLIATE DELL’AS
Servizio a pag 8
Un momento del Consiglio Mollica a pag 18
Servizio a pag 9

In Consiglio ribadisce che le risorse sono insufficienti, la frattura è ormai insanabile

Cicala attacca la sua Giunta

Tataranno (Lega) ricorda che Pepe invece di lamentarsi è andato a prendere soldi a Roma e in Europa. Leone e Napoli si dissociano (FdI): «Stanziamenti in agricoltura sufficienti, tutti hanno avuto meno di quanto chiesto»

I MA SS IM O D E LL A PE NNA

«Se accetta Cicala in Giunta Presidente, può accettare anche le nostre critiche», sono le parole ironiche che Piero Lacorazza inserisce nel suo intervento in sede di dichiarazione di voto. Mille volte abbiamo criticato Lacorazza ma è chiaro che il senso di questa battuta, pur estrapolata dal contesto, da l'idea chiara del problema politico che si sta consumando all'interno della maggioranza dopo l'ennesima intemerata di Carmine Cicala.

Con quello tenuto durante l'ultimo Consiglio Regionale sono tre gli interventi in dissenso che Cicala ha fatto rispetto non solo a Bardi ma anche rispetto al gruppo di Fratelli d'Italia.

Un numero di differenze che, in tutta onestà, non consente politicamente la continuazione della presenza di Cicala nella Giunta Regionale.

COERENTEMENTE

AVREBBE DOVUTO

DIMETTERSI LUI

Non si può dire che Carmine Cicala pecchi di mancanza di equilibrismi nel suo intervento. Prova ripetutamente a dare un colpo al cerchio ed uno alla botte. Racconta della mancanza di risorse in agricoltura, prova a dire che il Governo Regionale ha provato a venirgli incontro, azzarda una prospettiva verso il futuro parlando di necessità di

andare avanti ma il suo intervento ricorda troppo da vicino quello di un consigliere di opposizione per consentire di fare finta di niente.

La coerenza avrebbe voluto che Cicala al termine del suo intervento si sarebbe dovuto dimettere. Non si può contemporaneamente rimanere a guidare il dipartimento Agricoltura e dire che mancano le risorse per onorare i debiti, rispettare la Legge e gli obblighi che scaturiscono dal funzionamento della macchina amministrativa.

Se si ritiene che mancano le risorse anche per l'ordinaria amministrazione del proprio Dipartimento ci si deve dimettere e lo si deve fare subito. Come si può pensare di dirigere un assessorato se si ritiene di non essere in grado di farlo con le risorse assegnate?

Ma, soprattutto, si può pensare di essere in Giunta se si parla della stessa come se fosse un corpo estraneo. Cicala racconta del Bilancio e della sua approvazione in Giunta come se non ne facesse parte, come se esistesse un dialogo tra lui e il Governo Regionale dimenticando che lui di quel Governo Regionale ne fa parte.

PARLA DI PEPE

Governare non è soltanto bussare alle porte delle casse regionali e chiedere più soldi per il proprio assessorato. Governare è

anche cercare di trovare le risorse altrove, è anche la capacità di aumentare il budget del proprio dipartimento andando a bussare alle porte di altre istituzioni usando il proprio peso politico e la capacità di programmazione. Tataranno nel suo intervento parla esplicitamente di Pasquale Pepe e, quasi in risposta a Cicala pur senza mai citarlo, dice che l'assessore alle infrastrutture più volte è riuscito a portare in Basilicata risorse nazionali e comunitarie.

Una capacità che il recriminante Cicala non ha avuto e a cui demerito va aggiunto che, al contrario, è stato responsabile della restituzione di quasi 25 milioni di euro arrivati dall'Europa che non è stato in grado di spendere.

UNA CLASSE DIRI-

GENTE DEGNA DI

QUESTO NOME

Neanche Napoli, capogruppo di Fratelli d'Italia, parla esplicitamente di Cicala ma, nel suo intervento, facendo la differenza delle classi dirigenti nello stato di crisi spiega che in un momento di difficoltà economica, in una contingenza che riguarda tutto l'occidente e, quindi, anche la Basilicata la priorità era evitare il commissariamento della sanità, la tutela del diritto alla salute e di altri diritti essenziali.

«Anche voi – dice Napo-

li parlando a nuora perché suocera intenda – in questo contesto avreste cercato prioritariamente di evitare di depotenziare la sanità.»

«In Agricoltura – aggiunge il Capogruppo di Fratelli d'Italia smentendo l'assessore Cicala – le somme stanziate sono sufficienti per il funzionamento del Dipartimento. Sicuramente sono meno di quelli richiesti dall'assessore ma anche Pepe e Mongiello hanno ricevuto meno di quello che hanno chiesto” specificando che “la coperta è corta e da qualche parte la si deve tirare».

Fratelli d'Italia, quindi, sconfessa le lacrime di Cicala che da questa sera è ancora di più un assessore a titolo personale.

UNA CRISI CHE NON ESISTE

L’opposizione legittimamente utilizza le parole di Cicala, il suo dissenso rimarcato in Consiglio per evidenziare l'esistenza di una crisi all'interno della maggioranza.

La verità è che la crisi politica nella maggioranza non esiste. L'intero gruppo consiliare di Fratelli d'Italia in aula ha ribadito la condivisione del Bilancio approvato in Giunta con il voto contrario di Cicala. La stessa cosa hanno fatto tutti i consiglieri regionali di maggioranza.

L'unico dissenziente continua ad essere Cicala che

appare un bambino capriccioso che scalpita, parla anche quando potrebbe evitare e abbandona i banchi della Giunta durante il dibattito politico.

Il dissenso di un singolo non è mai un fatto politicamente rilevante. Diventa mediaticamente importante perché quel singolo è componente della Giunta Regionale. Per risolvere il nodo e ricondurre Cicala nel ruolo bofonchiante che nella scorsa legislatura toccò a Vizziello basta escluderlo dalla Giunta Regionale.

BARDI

BUON PADRE DI FAMIGLIA

Il Generale Bardi da buon padre di famiglia ha perdonato il primo errore di Cicala nel suo intervento in dissenso dal Presidente e dalla maggioranza sulle indennità differite, ha accettato le scuse via social fornite dallo stesso assessore insieme a Lollobrigida dopo il voto contrario in Giunta, questa volta richiamato in aula dalle opposizioni dopo l'intervento dell'assessore all'agricoltura si è detto pronto ad ulteriori riflessioni.

Conosciamo l'infinita pazienza del Governatore ma francamente se Cicala non ha la dignità di dimettersi è il caso che venga destituito. Diceva Andreotti che Dio nel dirci di porgere l'altra guancia si è assicurato che ne avessimo solo due.

D
Cicala
Il presidente Bardi illustra il documento. Investimenti per 1,8 miliardi e un impegno forte per sanità, energia e sviluppo territoriale

Bilancio regionale 2026-2028: rigore e visione per il rilancio della Basilicata

La Seduta del Consiglio regionale si è aperta con la relazione illustrativa del presidente Bardi sul Bilancio di previsione 2026-2028. Di seguito uno stralcio.

DI V ITO B ARDI *

Il bilancio di previsione di quest’anno si colloca in un momento particolarmente difficile per il Paese e per la Regione. Le previsioni, infatti, di breve e medio periodo segnalano il rallentamento dell’economia, paventando persino una stagflazione.

I fattori che lo determinano sono fondamentalmente derivanti da crisi internazionali conseguenti a riassetti geopolitici mondiali e a dinamiche convulse di trasformazione dell’assetto economico mondiale.

L’impatto dei conflitti incide soprattutto sull’approvvigionamento energetico e sui costi. A ciò si aggiungono la crisi di segmenti rilevanti dell’industria manifatturiera, a partire dall’automotive, la volatilità dei flussi turistici, la conclusione del ciclo di investimenti del PNRR (ancora percepibile nel 2026 ma non nel 2027, con effetti sul settore delle costruzioni) e i rischi legati ai cambiamenti climatici.

In questo scenario, che impone prudenza, è necessaria una rinnovata iniziativa politica per valorizzare i punti di forza del sistema economico e sociale. L’economia lucana, tra il 2025 e i primi mesi

del 2026, mostra una capacità di tenuta: i dati Excelsior indicano una crescita della domanda di lavoro del 17% nel primo semestre 2026. A ciò contribuisce la spesa pubblica, regionale, comunale e nazionale. Gli investimenti in corso, al netto di quelli a regia extra regionale, sono stimabili in almeno 1,8 miliardi di euro, di cui circa 1 miliardo realizzato dai Comuni.

Questa spesa rafforza la dotazione di beni e servizi e rende necessario valutare le ricadute territoriali degli investimenti per orientare nuove politiche di sviluppo. Emerge la corresponsabilità tra Regione e Comuni, rafforzata dal PNRR, che impone di rilanciare le Strategie Territoriali (Delibera 581/2023), superando approcci frammentati e ricucendo il rapporto tra aree interne e poli urbani. L’intera Basilicata è ormai assimilabile a una vasta area interna, richiedendo politiche integrate.

Centrale è anche la questione urbana: occorre sostenere investimenti nei capoluoghi, superando ritardi e inefficienze e selezionando con attenzione le priorità, data la limitatezza delle risorse.

La manovra 2026–2028 ammonta a circa 4,37 miliardi di euro. Si tratta di un bilancio strutturalmente rigido: oltre il 70% della spesa corrente è assorbito dalla sanità; la capacità fiscale autonoma è tra il 10% e il 15%; oltre l’80% degli investimenti dipende da risorse esterne.

Le principali entrate pro-

prie sono IRAP (154 milioni) e tassa automobilistica (62 milioni), insufficienti rispetto alla dimensione complessiva.

Le entrate disponibili (circa 362 milioni) risultavano inferiori alle uscite (426 milioni), con uno squilibrio iniziale di 63 milioni, salito a circa 100 milioni considerando ulteriori fabbisogni. Il tema più delicato resta la sanità: nel 2025 la spesa è cresciuta del 3,64% a fronte di un aumento dell’1,86% del Fondo sanitario nazionale.

Il finanziamento complessivo (1,238 miliardi) non copre i costi, cresciuti per farmaci innovativi, personale (775 nuove unità), dispositivi medici e prestazioni sociosanitarie.

Nonostante ciò, si registrano risultati positivi: aumento dei ricoveri, produzione ospedaliera a 227,4 milioni e riduzione della mobilità passiva. Il disavanzo sanitario, ridotto da 64 a circa 54 milioni, è stato coperto con riallocazioni di risorse, economie e compensazioni ambientali (circa 21 milioni), in coerenza con il principio costituzionale del diritto alla salute.

Il bilancio ha dovuto garantire spese obbligatorie, continuità contrattuali, funzionamento dell’ente e rispetto dei vincoli di indebitamento. La Regione contribuisce inoltre alla finanza pubblica nazionale per oltre 27 milioni.

La rigidità del bilancio limita la capacità di rispondere alle richieste di risorse, generando tensioni politiche. Tuttavia, l’obietti-

vo resta la salvaguardia dell’interesse generale, in un contesto complesso che richiede equilibrio e responsabilità.

Per il comparto agricolo sono stati previsti circa 32 milioni, integrati da risorse del PSR e del Fondo Sviluppo e Coesione, oltre a un incremento di 4 milioni in variazione. È necessario condividere i limiti della finanza pubblica e programmare gli interventi su orizzonti temporali più ampi.

Le entrate energetiche (royalties e compensazioni) rappresentano una leva importante ma instabile: nel triennio circa 55,6 milioni derivano dalla produzione 2024, con valori annui variabili anche oltre i 100 milioni. Tuttavia, la dipendenza da fattori esterni ne limita l’utilizzo stabile.

L’energia è un fattore strategico: incide su competitività e sviluppo. L’Italia importa circa il 74% del fabbisogno energetico, rendendo necessaria una transizione equilibrata tra fonti fossili e rinnovabili.

La Regione ha già attuato misure di contenimento dei costi, come il bonus gas, che ha generato risparmi per 197 milioni complessivi. Tuttavia, la riduzione delle compensazioni nel 2025 comporterà una contrazione temporanea dei benefici.

Negli ultimi anni si è registrato un calo strutturale delle entrate da estrazioni: tra il 2020 e il 2025 la produzione è diminuita in media del 55%, riducendo risorse e margini di manovra. Le rinnovabili, pur

rilevanti, producono benefici limitati per l’economia locale, configurando la Basilicata come esportatrice netta di energia.

La strategia regionale punta a valorizzare localmente l’energia, sostenere l’autoproduzione e ridurre i costi per famiglie e imprese. Sono già 6.400 gli utenti che hanno installato fotovoltaico, con ulteriori incrementi previsti fino a circa 10.000 beneficiari.

Tra le entrate figurano trasferimenti statali ed europei (sanità, trasporti, programmi territoriali), proventi extratributari (acqua) e risorse in conto capitale (fondi UE, FSC, PNRR), fondamentali per gli investimenti ma fortemente vincolate.

Sul lato della spesa, oltre alla sanità, rilevano il funzionamento dell’ente (436 milioni nel 2026), i trasporti (cofinanziati dalla Regione per il 40%), ambiente e territorio, politiche sociali, sviluppo economico e agricoltura. Gli investimenti si concentrano su programmazione europea, PNRR e FSC. Il PNRR prevede ulteriori 69,1 milioni nel triennio per digitalizzazione, sanità territoriale, mobilità e ambiente. La programmazione FESR-FSE+ 2021–2027 dispone di circa 983 milioni complessivi, mentre l’Accordo per la Coesione assegna circa 945 milioni. Queste risorse rappresentano la principale leva di sviluppo. Non è previsto nuovo indebitamento. Gli accantonamenti (oltre 90 milioni) garantiscono equilibrio finanziario.

Il risultato di amministrazione 2025 è positivo (561,2 milioni), ma solo una parte è effettivamente utilizzabile.

La spesa pubblica resta determinante per il PIL regionale, soprattutto in un contesto di riduzione dei consumi e contrazione degli scambi. La sfida non è ridurre il ruolo del pubblico, ma renderlo leva di sviluppo, capace di sostenere crescita, rafforzare il tessuto imprenditoriale e favorire dinamiche economiche autonome.

*P RESIDENTEDELLA R EGIONE B ASILICATA

Bardi in Consiglio regionale

Consiglio regionale fiume sul Bilancio di previsione 2026-2028. Il presidente esce mentre parla l’assessore: «Rifletterò sul suo intervento»

Bardi e il “Caso Cicala”: «Al primo posto metto gli interessi dei lucani»

POTENZA. Una manovra da 4,37 miliardi di euro, segnata da rigidità strutturali e da un contesto economico internazionale complesso, ma anche attraversata da tensioni politiche interne alla mag- gioranza. È il quadro emerso nel Consiglio regionale della Basilicata temuto ieri in una seduta fiume, dove il presidente Vito Bardi ha illustrato il Bilancio di previsione 2026-2028.

Nel suo intervento, Bardi ha rivendicato l’impostazione prudente della manovra, condizionata dal rallentamento dell’economia e dall’aumento dei costi energetici. La parte più consistente della spesa corrente resta la sanità, che assorbe oltre il 70% delle risorse. Confermato il finanziamento del sistema sanitario regionale per circa 1,238 miliardi di euro, con la copertura del disavanzo indicata come «priorità politica e sociale irrinunciabile» per garantire i servizi e scongiurare l’aumento della pressione fiscale, soprattutto nelle aree interne.

Accanto alla sanità, il presidente ha difeso alcune misure chiave sul fronte energetico, a partire dal bonus gas, destinato però a ridursi a causa della “cattiva annata del 2025” — e dal piano per l’installazione di pannelli fotovoltaici, che dovrebbe coinvolgere circa 10mila utenti. «L’obiettivo è calmierare il costo dell’energia per le imprese, valorizzando la produzione lo-

cale e incentivando l’autoproduzione», ha spiegato.

Non è previsto il ricorso a nuovo debito nel triennio, mentre la Regione registra tempi di pagamento anticipati di 17 giorni rispetto alle scadenze, dato che secondo Bardi testimonia una gestione efficiente della liquidità.

Ma a catalizzare l’attenzione politica è stato il cosiddetto “caso Cicala”, ovvero il voto contrario espresso in Giunta dall’assessore all’Agricoltura Carmine Cicala. Un episodio che ha incrinato, almeno temporaneamente, la compattezza della maggioranza.

«Nella vita militare un caso del genere avrebbe portato a delle conseguenze — ha dichiarato Bardi — ma ho imparato a considerare il peso degli equilibri politici e a mettere davanti l’interesse dei lucani”. Il presidente ha inoltre annunciato un incremento di 4 milioni di euro per il settore primario, riconoscendo che “le questioni del mondo agricolo non gravano solo sull’assessore ma su tutta la Giunta».

Dal canto suo, Cicala è intervenuto in Aula con toni istituzionali ma fermi, ribadendo che la sua posizione non nasce da una scelta personale bensì da una valutazione tecnica:

«Il tema è la coerenza tra fabbisogni e risorse”.

L’assessore ha ricordato come il Dipartimento Politiche Agricole abbia stimato un fabbisogno complessivo di circa 80 milio-

ni di euro, poi ridotto a una richiesta minima di circa 13 milioni tra bilancio corrente e fondi FSC, ritenuta indispensabile per garantire servizi essenziali e obblighi normativi.

Pur riconoscendo alcuni segnali positivi nella manovra — compreso l’aumento annunciato — Cicala ha evidenziato come le risposte restino parziali e non strutturali, citando ad esempio la copertura limitata nel tempo per il settore forestale. «Non è tutto quello che serve — ha sottolineato — ma è da qui che dobbiamo continuare a lavorare con ordine e responsabilità.

L’assessore ha quindi aperto alla possibilità di ulteriori interventi correttivi, attraverso emendamenti e una più ampia programmazione delle risorse, tra cui il CSR Basilicata 2023-2027, i fondi FSC e le royalties energetiche. «La vera domanda non è chi ha avuto ragione prima, ma cosa facciamo adesso», ha affermato, invitando l’Aula a trovare una sintesi nell’interesse del comparto agricolo e

dell’intera regione.

A rendere ancora più acceso il clima politico è intervenuta la presa di posizione della minoranza, che ha chiesto la sospensione della seduta dopo l’intervento di Cicala. I consiglieri hanno denunciato l’insufficienza delle risorse destinate all’agricoltura e stigmatizzato l’assenza del presidente Bardi durante la relazione dell’assessore, invitandolo a tornare in Aula per chiarire la situazione. Bardi ha così risposto: «Credevo di aver chiarito a tutti la mia posizione. Non sapevo che dopo di me prendesse la parola l'assessore all'Agricoltura, Carmine Cicala (FdI): mi riprometto di fare un'ulteriore riflessione. Evidentemente le riflessioni non erano sufficientemente valide, forse hanno bisogno di avere un completamento».

Alcuni momenti del Consiglio regionale

La nuova leadership mira a rafforzare la collaborazione tra le istituzioni e a migliorare l’efficienza dei processi amministrativi

Cambio al vertice del Consiglio regionale: Gerardo Travaglio nuovo direttore generale

Gerardo Travaglio è stato recentemente nominato Direttore Generale del Consiglio regionale della Basilicata, una decisione presa dall’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea Legislativa Regionale. Il Presidente del Consiglio, Marcello Pittella, insieme ai membri dell’Ufficio di Presidenza, ha voluto esprimere i migliori auguri di buon lavoro al neo-nominato Direttore, ringraziando al contempo Nicola Coluzzi per l’impegno profuso durante il suo mandato.La carriera di Gerardo Travaglio è caratterizzata da un ampio bagaglio di esperienze amministrative e gestionali. Laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Napoli "Federico II", Travaglio ha iniziato la sua carriera nel settore pubblico nel 1996, maturando una notevole esperienza presso l'Ente Parco Nazionale del Pollino. In questo

periodo, ha ricoperto ruoli di rilievo, tra cui quello di Direttore del Parco, acquisendo competenze nelle politiche di tutela e valorizzazione del territorio.Dal 2015, Travaglio ha ricoperto incarichi dirigenziali all’interno della Regione Basilicata, dove ha contribuito a sviluppare competenze in settori trasversali come l’internazionalizzazione, lo sviluppo economico, le politiche del lavoro, il turismo e la gestione delle risorse umane. La sua esperienza più recente lo ha visto protagonista come dirigente nell’Ufficio di Gabinetto del Presidente della Regione, ruolo che gli ha permesso di consolidare una visione a 360 gradi delle dinamiche politiche e amministrative regionali.La nomina di Travaglio a Direttore Generale arriva in un momento cruciale per il Consiglio regionale della Basilicata. Il Presidente Pittella e i membri dell’Uf-

ficio di Presidenza hanno sottolineato l’importanza di avere un professionista con un profilo così ampio e variegato, capace di affrontare le sfide future con competenza e dedizione. Nel suo intervento, Pittella ha anche espresso un sincero ringraziamento a Nicola Coluzzi, il Direttore Generale uscente, per il lavoro svolto nel corso del suo mandato.Con il nuovo incarico, Gerardo Travaglio avrà il compito di guidare il Consiglio regionale verso un futuro di maggiore efficienza e innovazione, consolidando i processi amministrativi e favorendo la collaborazione tra le diverse istituzioni della regione. Con un’esperienza che spazia dalla gestione dei parchi naturali alla leadership nell’amministrazione regionale, Travaglio si prepara ad affrontare le sfide della direzione generale con una visione orientata al miglioramento

Un contributo per valorizzare cultura, tradizione e sviluppo economico

Feste patronali, 100mila euro dalla Regione

Fdi, Ol, Lega e Fi esprimono soddisfazione

Iconsiglieri regionali di maggioranza della città di Potenza, tra cui Galella, Fazzari, e Napoli (Fratelli d'Italia), Polese (Orgoglio Lucano), Fanelli (Lega) e Picerno (Forza Italia), esprimono grande soddisfazione per il sostegno ricevuto dalla Regione Basilicata per le festività patronali. In particolare, i consiglieri hanno voluto rivolgere un sentito ringraziamento al presidente della Giunta regionale Vito Bardi e all’assessore regionale alle Attività Produttive Francesco Cupparo per aver accolto e supportato la proposta di destinare un contributo aggiuntivo di 100 mila euro alle celebrazioni dei Santi Patroni delle due città capoluogo di

provincia. «Vogliamo esprimere un sentito ringraziamento al presidente della Giunta regionale Vito Bardi e all’assessore alle Attività Produttive Francesco Cupparo per aver accolto e sostenuto la proposta di destinare un ulteriore contributo di 100 mila euro alle feste dei Santi Patroni dei due capoluoghi di provincia», hanno dichiarato i consiglieri regionali. Le festività patronali, secondo quanto sottolineato dai consiglieri, non rappresentano solo un'importante manifestazione religiosa e culturale, ma sono anche un’occasione fondamentale per lo sviluppo turistico ed economico della regione. "Le celebrazioni, infatti, non solo favoriscono il

rafforzamento dell’identità culturale e religiosa delle comunità, ma sono anche un volano strategico per l'attrattività turistica dell’intero territorio regionale", hanno spiegato i consiglieri in un comunicato. Il contributo di 100 mila euro, reso possibile grazie al sostegno della Giunta regionale, è stato definito un segno tangibile dell'attenzione verso quelle iniziative che puntano a valorizzare le tradizioni locali e a promuovere la coesione sociale, attraverso un coinvolgimento attivo delle comunità. «Le celebrazioni generano significative ricadute economiche, favorendo le attività commerciali e produttive locali, e svolgono un ruolo fondamentale sul piano sociale e aggregativo, rafforzando il senso di comunità e partecipazione», hanno continuato i consiglieri. I consiglieri hanno sottolineato, infine, l'importanza di proseguire su questa linea di azione, in modo da garantire lo sviluppo armonico dei territori e continuare a sostenere eventi che sono veri e propri simboli identitari della regione.

continuo dei servizi offerti ai cittadini e alla crescita delle politiche regionali. La nomina di Travaglio segna quindi una nuova fase per il Consiglio regionale, all’insegna della continuità nel miglioramento dei processi amministrativi, con un’attenzione costante alla valorizzazione delle risorse umane e naturali della regione.

BILANCIO 2026-2028: SANITÀ E TRASPORTI

Picerno (FI): «Molto è stato fatto, ma tanto resta da fare per la Regione»

IlConsigliere

regionale di Forza Italia, Fernando Picerno, ha commentato il bilancio 2026-2028, riconoscendo i progressi compiuti, ma sollecitando ulteriori interventi. «Tanto è stato fatto, ma tanto resta da fare. Lavoriamo insieme con serietà e visione, affinché le scelte che oggi compiamo possano tradursi in opportunità concrete per i cittadini della nostra Regione», ha dichiarato Picerno.Il Consigliere ha proposto di destinare una parte delle risorse derivanti dalle royalties e dalla carta carburanti a settori come le piccole e medie imprese, il sociale e i trasporti. Ha sottolineato l’importanza di investire nel sostegno alle famiglie lucane, con contributi per asili nido e strutture per l’infanzia. Picerno ha anche richiesto un maggiore supporto alle strutture socioassistenziali, che affrontano crescenti difficoltà economiche, e ha elogiato l’impegno della Regione nel rafforzare il sistema sanitario, come dimostrato dal successo del CROB di Rionero, recentemente inserito in una rete oncologica europea.Sul tema dei trasporti, Picerno ha invitato a riorganizzare le tratte e ribadito la proposta di trasporto gratuito per gli studenti. Ha evidenziato come un sistema di trasporti più efficiente potrebbe migliorare la qualità della vita e ridurre il traffico nelle aree rurali. Infine, Picerno ha auspicato una razionalizzazione delle fondazioni regionali e una riforma della formazione professionale, per renderla più mirata alle reali esigenze del mercato del lavoro regionale.

Summa (Spi Cgil) denuncia il rischio aumento Irpef: «Servizi carenti e sanità in difficoltà, pronti alla mobilitazione»

«La Regione mette le mani nelle tasche dei lucani»

POTENZA. «Dopo aver desertificato la sanità lucana portandola in uno stato comatoso, privando i cittadini del diritto di potersi curare, tra liste di attesa e mancanza di servizi, ora il governo regionale vorrebbe scaricare le proprie responsabilità sui cittadini con l’aumento dell’addizionale Irpef. Atteso che l’Irpef la pagano solo i pensionati e i lavoratori dipendenti, sarebbe una gravissima beffa e un’ingiustizia sociale. Si trovino altre soluzioni o diversamente sarà mobilitazione». Lo afferma Angelo Summa, segretario generale dello Spi Cgil Basilicata. «L’aumento dell’addizionale – prosegue – sarebbe un’ulteriore beffa,

soprattutto a fronte dell’assenza di servizi socio-sanitari adeguati. I lucani, per potersi curare, sono spesso costretti a rivolgersi fuori regione, mentre le liste d’attesa interminabili rendono di fatto negato il diritto alla cura in Basilicata. A ciò si aggiunge la mancanza di servizi di welfare per le persone non autosufficienti. Per queste ragioni – conclude Summa – riteniamo che la misura sia colma. Chiediamo nuovamente con fermezza di non procedere ad alcun aumento fiscale a carico dei cittadini e di aprire un confronto serio sulle politiche socio-sanitarie della regione. Nei prossimi giorni, come Spi Cgil Basilicata, proporremo ai pen-

Bardi: «La Basilicata non aumenta pressione fiscale con la Manovra»

POTENZA. «La Basilicata si conferma tra le Regioni che scelgono con determinazione di non aumentare la pressione fiscale sui cittadini, mantenendo l’addizionale regionale Irpef al livello minimo previsto dalla normativa nazionale», lo dichiara Cosimo Latronico, assessore alla Salute, Politiche per la Persona e Pnrr della Regione Basilicata. «Dai dati ufficiali del Ministero dell’Economia e delle Finanze emerge con chiarezza che la nostra Regione applica un’aliquota unica dell’ 1,23%, senza alcuna progressione verso livelli più elevati – prosegue –una scelta che ci colloca tra i territori che non utilizzano la leva fiscale per coprire esigenze di bilancio, ma che puntano invece su una gestione responsabile e sostenibile delle risorse». «Altre Regioni –aggiunge – hanno adottato modelli con aliquote progressive che arrivano fino al 3,33%, introducendo scaglioni intermedi e incrementi significativi del prelievo. La Basilicata ha fatto una scelta diversa: tutelare il reddito dei cittadini e delle famiglie, evitando di trasferire sulle persone il peso delle dinamiche finanziarie del sistema sanitario».«Questo dato – sottolinea – non è solo tecnico, ma rappresenta un indirizzo politico preciso: garantire i servi-

zi, a partire dalla sanità, senza aumentare il carico fiscale. È una linea che rafforza il rapporto di fiducia con i cittadini e che rende più competitivo il nostro territorio». «Il confronto nazionale dimostra una polarizzazione evidente tra Regioni che applicano il massimo delle aliquote e Regioni, come la Basilicata, che restano al minimo di legge –conclude Latronico – e questo ci consente di rivendicare con forza una gestione equilibrata, che tiene insieme sostenibilità dei conti e attenzione concreta alle persone». Il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha illustrato in Consiglio regionale il Bilancio di previsione 2026-2028. La

manovra finanziaria si attesta complessivamente intorno ai 4,37 miliardi di euro e punta a garantire la tenuta del sistema economico lucano in un contesto internazionale complesso, segnato dal rallentamento dell’economia e dai costi energetici. La voce principale della spesa corrente è rappresentata dalla sanità, che assorbe oltre il 70% delle risorse. Il Presidente ha confermato il finanziamento del sistema sanitario per circa 1,238 miliardi di euro, definendo la copertura del disavanzo una priorità politica e sociale irrinunciabile per garantire i servizi ed evitare l’aumento della pressione fiscale, a tutela delle fasce più fragili e delle aree interne. I dati del 2025 mo-

strano segnali positivi, con una produzione ospedaliera salita a 227,4 milioni di euro e una mobilità passiva diminuita di circa 10 milioni.Sul fronte del contrasto al caro energia, il Presidente ha rivendicato l’efficacia delle misure regionali che hanno permesso alle famiglie lucane di risparmiare finora 197 milioni di euro sulla materia prima gas. Un residente in Basilicata paga mediamente il 60% in meno rispetto a un cittadino di altre regioni limitrofe. È stato inoltre confermato il Bonus idrico per le famiglie con Isee entro i 30.000 euro e prosegue il piano per l’installazione di pannelli fotovoltaici, che raggiungerà una platea di 10.000 utenti. L’economia

regionale mostra una capacità di tenuta, con una domanda di lavoro cresciuta del 17% nel primo semestre 2026. Il volume degli investimenti attivati sul territorio, tra risorse regionali e comunali, è stimato in almeno 1 miliardo e 800 milioni di euro. Le risorse del Pnrr, dei fondi europei Fesr-Fse+ e dell’Accordo per la Coesione rappresentano la leva principale per interventi su infrastrutture, digitalizzazione, competitività delle imprese e rigenerazione urbana. Per il comparto agricolo, oltre ai 32 milioni direttamente in bilancio e alla programmazione comunitaria, è stato inserito un ulteriore contributo di 4 milioni di euro.Il bilancio si presenta solido e improntato alla prudenza finanziaria: per il triennio 2026-2028 non è previsto il ricorso a nuovo debito. La Regione registra inoltre tempi di pagamento pari a -17 giorni rispetto alle scadenze, segno di un’efficiente gestione della liquidità.

Il Presidente Bardi ha concluso sottolineando che l’obiettivo del governo regionale è trasformare la spesa pubblica in una leva strategica capace di attivare dinamiche economiche autonome, consolidando il tessuto imprenditoriale e migliorando concretamente la qualità della vita di tutti i lucani.

Illustrato il bilancio 2026-2028: Irpef minima, priorità alla sanità e misure contro caro energia e sostegno a famiglie e imprese
sionati di Cisl e Uil di costruire insieme una grande mobilitazio-
ne per la difesa del diritto alla salute e contro l’aumento delle im-

L’imprenditore e amministratore del Centro dialisi Sm2:

«L’assessore ha scelto di tassare i lucani

«Latronico rifiuta i fondi della dialisi estiva extraregionale e manda la sanità al collasso»

La Basilicata, secondo il recente report dell’Osservatorio Gimbe, si trova agli ultimi posti in Italia per quanto riguarda la qualità dell’assistenza territoriale, un dato che non fa che confermare la realtà che molti pazienti della regione e delle aree limitrofe vivono quotidianamente: un sistema sanitario che fatica a rispondere alle necessità dei cittadini.

L’obiettivo del Pnrr Missione Salute, che dovrebbe rafforzare il servizio sanitario nazionale, sembra lontano dalla concreta applicazione, soprattutto in un contesto regionale segnato da gravi ritardi e inefficienze.

In questo contesto si inserisce l’intervento di Enzo Basentini, imprenditore e aministratore del Centro Dialisi Sm2 che riportiamo di seguito integralmente.

DI E NZO B ASENTINI *

La recente divulgazione del report dell’Osservatorio Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale che riporta la Basilicata negli ultimi posti sulla qualità dell’assistenza territoriale, pilastro del Pnnr Missione Salute, non fa che confermare la triste realtà con la quale si confrontano ogni giorno tanti pazienti, della nostra e delle regioni limitrofe, che sono costretti a utilizzare il nostro SSR.

I gravi ritardi registrati da Gimbe sulla realizzazione delle Case di Comunità, sull’attivazione del Fascicolo Sanitario Elettronico, ecc. non sono altro che la punta di un iceberg che

pesa sul bilancio regionale circa 80 milioni di euro e che, dalle notizie che giungono da Via Verrastro, la Giunta Regionale intenderebbe ripianare mettendo le mani nelle tasche dei 240.000 contribuenti lucani che, negli ultimi anni non solo hanno subito l’impoverimento del sistema di welfare regionale ma anche gli effetti di una gestione che appare segnata da criticità e dall’incapacità dell’Assessore alla sanità Latronico.

Il disavanzo di 80 milioni di euro sul bilancio regionale, derivante dai bilanci del SSR, viene addebitato, da manager e responsabili politici della sanità lucana al “saldo negativo della mobilità sanitaria” (in parole povere, i lucani vanno sempre più spesso fuori regione per farsi curare e quelli delle regioni contigue utilizzano sempre meno i nostri servizi sanitari) quasi si volesse far intendere che tale dato sia una sorta di variabile indipendente dalle politiche sanitarie regionali e dalla gestione delle Aziende sanitarie.

In realtà tale fenomeno è strettamente connesso alla quantità e qualità dei servizi offerti: l’impoverimento e la dequalificazione dell’offerta sanitaria, sia pubblica che del privato accreditato e contrattualizzato rappresentano la causa principale della migrazione sanitaria e della scarsa attrattività del nostro sistema sanitario regionale.

Al saldo negativo della bilancia dei pagamenti sanitari della Basilicata non possono non contribuire, inevitabilmente e grave-

mente, anche i tagli ingiustificati ai budget delle strutture sanitarie accreditate e contrattualizzate della Basilicata che, da alcuni anni, inspiegabilmente e a fronte di un aumento della qualità dei servizi e di una maggiore presenza sul territorio, colpiscono la dialisi ambulatoriale alla quale, nell’ultimo anno, è stato assegnato un budget di “ZERO” euro per garantire i servizi offerti ai cittadini delle regioni limitrofe e che, da sempre, utilizzano i servizi di dialisi convenzionati attivi nel comune di Policoro in occasione delle vacanze estive.

Ciò appare, di fatto, come un forte disincentivo alla prosecuzione delle attività di Nefrologia e Dialisi della SM2 srl di Policoro, configurandosi come una misura punitiva che rischia di compromettere la continuità di una struttura accreditata che eroga servizi di alta qualità.

Sono tante decine i pazienti delle Regioni italiane e di altre Nazioni che hanno prenotato i servizi di dialisi estiva presso l’ambulatorio SM2 di Policoro e che dovranno rinunciarvi, rinunciando contestualmente anche alle loro vacanze sui lidi e negli alberghi del Metapontino: una grave perdita economica per le casse del Servizio Sanitario Regionale (basti pensare che per ogni seduta dialitica la nostra Regione sede di compensazione della mobilità regionale, ben 240 euro circa) e per il sistema turistico locale (tanti i pazienti che hanno annunciato la disdetta delle loro prenotazioni); un grave disagio e un diritto negato ai

cittadini delle Regioni italiane.

Una situazione che non riguarda solo le strutture di emodialisi accreditate, che sono state messe in ginocchio con l’assegnazione di budget ridicoli, ma anche quelle gestite direttamente dalla Regione ed aziende, ASP e ASM. È di oggi la notizia sulla stampa dello stato di agitazione proclamato dai sindacati della sanità che denunciano le carenze di personale e la mancata attivazione del Progetto Dialisi Estiva negli ospedali di Maratea e Lauria; Fatto molto grave. Turisti dializzati in fuga dalla Basilicata. Carenza di Servizi.

I responsabili della sanità regionale, invece di garantire la continuità della Dialisi Estiva ai pazienti di fuori regione e garantire maggiori entrate extraregionali per il sistema turistico e sanitario lucano preferiscono incentivare il turismo “direzionale” dei manager extraregionali che, frequentemente, si alternano alla guida delle aziende sanitarie regionali lasciando il loro modesto contributo al buco di bilancio della sanità regionale; in sintesi la Regione Basilicata, invece di incentivare la Dialisi Estiva, incentiva una sorta di “Management estivo”. Il pesce puzza sempre dalla testa !!!

È molto grave che la Giunta Regionale si affretti a mettere le mani nelle tasche dei contribuenti lucani per ripianare un disavanzo della sanità che è alimentato anche dalla sottostima del fabbisogno di prestazioni di emodialisi estiva da offrire ai turisti del Meta-

pontino e della costiera tirrenica (Maratea e Lauria) che costituirebbero una fonte certa e importante di risorse finanziarie extraregionali per un sistema ormai sull’orlo del collasso, checché ne dica l’assessore Latronico dedito soltanto a minimizzare la voragine dei conti sanitari. Sembra quasi assurdo che l’Assessore Latronico, nonostante il suo sapere e la sua esperienza, maturata nel privato quale gestore di cooperative bianche (CASCINA), abbia, con poca diligenza, trascurato che i pazienti fuori Regione sono una risorsa economica per tutta la Regione Basilicata. La Dialisi Estiva è una risorsa poiché va a compensare parte dell’enorme disavanzo dell’emigrazione sanitaria che, come tutti sanno, ha raggiunto limiti insostenibili per il Bilancio della Regione che in questi giorni dovranno in qualche modo sistemare per non commissariare l’Assessorato alla Sanità e tutte le Aziende, ASP e ASM, della Regione. Le tante prenotazioni avvenute già dal mese di gennaio 2026 presso la Struttura Sm2 di Policoro, sono la testimonianza del buon lavoro fatto in 10 anni da un centro accreditato che funziona, dando risultati di eccellenza, e che l’Assessore Latronico vuole distruggere. È inutile nascondere la verità: la gestione della Sanità Regionale rispecchia le incapacità di chi la gestisce. Il nostro Assessore Latronico non assume alcun rischio ed alcuna responsabilità personale per ciò che dice e per ciò che fa.

Enzo Basentini

Il nuovo presidente della sezione metalmeccanici di Potenza: «Le PMI metalmeccaniche sono fondamentali»

Benedetto alla guida del Confapi: «Il rilancio delle aree industriali è una priorità assoluta»

La Sezione Metalmeccanici di Confapi Potenza ha recentemente eletto Nicola Benedetto come nuovo presidente, conferendo a questo imprenditore lucano la guida della rappresentanza del comparto metalmeccanico provinciale. Il nuovo incarico di Benedetto arriva in un momento cruciale per il settore, che si trova ad affrontare diverse sfide legate alle difficoltà produttive e alla necessità di un rilancio delle aree industriali locali.Benedetto, nel suo discorso di insediamento, ha espressamente ringraziato i membri della sezione per la fiducia accordatagli e ha manifestato il proprio impegno a lavorare con responsabilità per far fronte alle problematiche urgenti. «Assumo questo incarico con senso di responsabilità, consapevole delle sfide che attendono il nostro settore e con la determinazione di interveni-

re sui nodi produttivi più urgenti», ha dichiarato Benedetto. Uno degli obiettivi principali del nuovo presidente è quello di porre l’accento sulla centralità delle piccole e medie imprese metalmeccaniche, che, nonostante il loro ruolo fondamentale nel sistema produttivo lucano, sono ancora troppo marginalizzate nei processi decisionali. Secondo Benedetto, «le piccole e medie imprese devono essere rappresentate in modo adeguato, affinché possano portare il loro contributo in modo significativo nello sviluppo economico della regione».Particolare attenzione verrà dedicata alla situazione dell’area industriale di Melfi, uno dei principali nodi del tessuto economico lucano. Benedetto ha sottolineato che l’area è strategica per l’intera economia regionale, ma che attualmente si trova in una fase di sofferenza. «L’area industriale di Melfi è fon-

damentale per l’intero comparto e per la filiera produttiva di Stellantis, ma per rilanciarla è necessario un intervento immediato da parte delle istituzioni», ha affermato.Il nuovo presidente ha delineato una visione che coniuga azioni urgenti con un approccio di mediolungo periodo. «Le criticità attuali impongono risposte tempestive, ma anche una pianificazione a lungo termine che metta al centro le esigenze del settore metalmeccanico lucano», ha continuato Benedetto, annunciando la sua intenzione di promuovere tavoli di confronto con le istituzioni regionali e nazionali, oltre a coinvolgere tutti gli stakeholder pertinenti.Per Benedetto, è fondamentale stabilire un dialogo strutturato con le istituzioni, che consenta alle imprese di essere parte attiva nella definizione delle politiche industriali regionali. «La Sezione Metalmeccanici

di Confapi Potenza è pronta a mettere a disposizione le proprie competenze e risorse, fornendo analisi e proposte concrete per affrontare le emergenze e supportare il rilancio delle aree produttive», ha affermato.Il nuovo presidente ha concluso con un messaggio chiaro

alle istituzioni e alle imprese: «Le piccole e medie imprese sono pronte a fare la propria parte per il rilancio dell’economia lucana, ma è indispensabile che venga garantito loro un reale coinvolgimento nei processi decisionali e che la loro rappresentanza venga rafforzata.»

Il Gruppo Lucano si conferma un pilastro fondamentale nel panorama nazionale del volontariato

Pierluigi Martoccia nominato nel comitato direttivo nazionale della Protezione Civile

Pierluigi Martoccia, presidente nazionale del Gruppo Lucano di Protezione Civile, è stato recentemente eletto nell'Organismo Direttivo della Commissione Nazionale del Comitato Nazionale del Volontariato di Protezione Civile. Martoccia ha ottenuto il maggior numero di preferenze nella sua categoria durante i lavori in corso presso il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, un segno tangibile del grande apprezzamento del suo operato e del lavoro svolto dal Gruppo Lucano negli ultimi anni.Insieme a Martoccia, al Dipartimento è presente anche Giuseppe Muscatello, delegato del Gruppo Lucano, a testimonianza della continua partecipazione e impegno dell'organizzazione in ambito nazionale. «Questa nomina è un riconoscimento di grande valore», ha dichiarato Giuseppe Iannarella, vicepresidente del Gruppo Lucano, «che testimonia il lavoro che il nostro Gruppo ha svolto con dedizione e competenza. È un segnale di fiducia nella nostra credibilità,

costruita nel tempo grazie all'impegno collettivo e alla capacità di essere punto di riferimento nel panorama nazionale della protezione civile. Condividiamo questo traguardo con i presidenti di tutte le nostre sedi, perché il nostro successo è frutto di un impegno comune, di un percorso condiviso».La nomina di Martoccia rappresenta un ulteriore passo nella

crescente influenza del Gruppo Lucano nei processi decisionali nazionali legati al volontariato di protezione civile. «Questo incarico ci responsabilizza ancora di più», ha continuato Iannarella, «e ci spinge a rappresentare con serietà e competenza il sistema di protezione civile che esprimiamo. A nome del Consiglio Direttivo, faccio i miei migliori auguri a Pierluigi,

auspicando che questa nuova posizione possa essere un'opportunità di crescita e di maggiore visibilità per l'intero Gruppo».Il Comitato Nazionale del Volontariato di Protezione Civile è stato costituito nel luglio 2019, in attuazione dell'articolo 42 del Codice di Protezione Civile, con lo scopo di sostituire la precedente Consulta Nazionale. Il Comitato ha una durata triennale e opera a titolo gratuito, svolgendo funzioni consultive, di ricerca e di approfondimento su temi cruciali per la promozione, la formazione e lo sviluppo del volontariato di protezione civile. Inoltre, si occupa di raccogliere e coordinare i contributi dei diversi soggetti operanti sul territorio, favorendo il raccordo tra le diverse strutture e componenti del sistema.La sua attività comprende anche il parere sulle direttive proposte dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, facendo della Commissione un organismo fondamentale per il miglioramento continuo del sistema di protezione civile in Italia.

Lo Vecchio: «Vertenza Natuzzi di rilievo nazionale, servono misure condivise per occupazione e distretto interregionale»

Mobile imbottito, intesa tra Regioni per la tutela

POTENZA. «Riteniamo che solo attraverso un lavoro di squadra, mettendo insieme le forze con un accordo interregionale nell’ambito del distretto del mobile imbottito, sia possibile costruire misure efficaci e sinergiche. L’obiettivo prioritario resta la salvaguardia dei livelli occupazionali». Lo ha dichiarato Giuseppina Lo Vecchio, direttore generale per le politiche di sviluppo, lavoro e servizi alla comunità della Regione Basilicata, intervenendo al primo tavolo interregionale Puglia-Basilicata in corso a Bari sul comparto del mobile imbottito. «La vertenza Natuzzi ha ormai assunto una dimensione nazionale – ha proseguito – e per questo è fondamentale rafforzare il coordinamento istituzionale, valorizzando anche l’impegno già in essere sui tavoli nazionali da parte del Presidente Vito Bardi e

dell’assessore allo Sviluppo economico Francesco Cupparo, che stanno seguendo con attenzione l’evoluzione della crisi».Secondo Lo Vecchio, è necessario «individuare soluzioni concrete sia per la tutela dei lavoratori dell’indotto, sia per eventuali percorsi di ricollocazione, laddove non si riescano a garantire continuità produttive. In questa direzione diventa essenziale il coinvolgimento attivo delle parti sociali, delle associazioni datoriali e delle imprese». «Occorre strutturare – ha aggiunto – tavoli tecnici permanenti e partecipati, che vedano il coinvolgimento diretto delle Regioni, degli assessorati competenti, dei rappresentanti delle imprese e delle organizzazioni sindacali, al fine di definire strumenti operativi e condivisi». L’obiettivo finale è «la costruzione e la formalizzazione

di un distretto interregionale del mobile imbottito, basato su accordi tra imprese e istituzioni, capace di rilanciare il settore, raf-

forzarne la competitività e sostenere l’occupazione anche attraverso un’interlocuzione più incisiva con il Governo nazionale».

Il consigliere regionale esprime solidarietà ai dipendenti e chiede trasparenza. Avviato il confronto con istituzioni e sindacati

Marrese: «Difesa lavoro Natuzzi

Bene tavolo Mimit per rilancio»

POTENZA. Piena vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori del Gruppo Natuzzi, in un momento segnato da forte incertezza dopo le recenti comunicazioni aziendali che prospettano cessioni, vendite di stabilimenti e possibili delocalizzazioni. È quanto afferma Piero Marrese, consigliere regionale, richiamando la necessità di affrontare la vertenza con responsabilità e trasparenza, mettendo al centro la tutela dell’occupazione e del tessuto produttivo. «Siamo al fianco delle maestranze – si legge – e riteniamo fondamentale che ogni scelta sul futuro dell’azienda avvenga nella massima trasparenza e con il pieno coinvolgimento delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali».

Un passaggio che sottolinea la centralità del confronto tra tutte le parti coinvolte, in una fase considerata decisiva per il destino del gruppo. In questo quadro, viene giudicata positivamente l’attivazione di un tavolo permanente presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, pensato per accompagnare il percorso di rilancio della società. Il tavolo coinvolge la proprietà, le organizzazioni sindacali e le

Regioni Basilicata e Puglia, configurandosi come uno strumento stabile di dialogo e coordinamento istituzionale.Il primo incontro è già fissato per il prossimo 27 maggio, mentre nella giornata odierna è in programma a Bari un confronto interregionale tra Basilicata e Puglia. Un doppio livello di interlocuzione che conferma la volontà di affrontare la crisi in modo unitario, evitando risposte frammentate e puntando su una strategia condivisa.L’obiettivo indicato è quello di garantire la continuità produttiva e costruire prospettive industriali e occupa-

zionali solide per una realtà storica del settore del mobile imbottito, considerata un pilastro dell’identità industriale del Mezzogiorno. In questa direzione, la priorità resta la salvaguardia dei livelli occupazionali e il rafforzamento della competitività di un comparto ritenuto strategico per l’economia dei territori coinvolti.La vertenza Natuzzi si inserisce così in un contesto più ampio di trasformazione industriale, nel quale diventa decisivo il ruolo delle istituzioni nel sostenere processi di rilancio capaci di coniugare sviluppo, lavoro e radicamento produttivo.

«SERVONO IMPEGNI CONCRETI IMMEDIATAMENTE»

Quarto:

«Distretto e lavoro vanno difesi e rilanciati»

POTENZA. «Accogliamo con favore l’attivazione del tavolo permanente al Mimit sul Gruppo Natuzzi, alla presenza del ministro Adolfo Urso e del presidente Vito Bardi: un passaggio importante che conferma l’attenzione delle istituzioni verso un comparto strategico per la Basilicata e per il Mezzogiorno». Lo afferma Piergiorgio Quarto, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Basilicata.Per Quarto, il tavolo interregionale tra Basilicata e Puglia rappresenta «uno strumento concreto» per accompagnare la vertenza e costruire una prospettiva industriale solida. Il distretto del mobile imbottito, sottolinea, è una eccellenza del Made in Italy, fatta di competenze, qualità produttiva e capacità imprenditoriale, che non può essere dispersa.Migliaia di lavoratori e un indotto fondamentale attendono risposte certe. Per questo, aggiunge Quarto, serve «un vero patto strategico» tra Governo, Regioni, azienda e parti sociali, con interventi sul piano industriale, organizzativo e occupazionale. «Difendere il comparto – conclude – significa difendere lavoro, competenze e identità produttiva del territorio».

Il presidente ribadisce, inoltre, l’importanza di formare consumatori consapevoli: «Altro binario su cui far correre il futuro dell'olivicoltura di qualità»

Oprol, Colonna: «Tuteliamo le certificazioni

DOP, IGP e BIO per proteggere i produttori»

In un mercato globale dove l’anonimato del prodotto spesso penalizza l’eccellenza, Oprol (Organizzazione Produttori Olivicoli Lucani) ribadisce la sua linea strategica: la tutela delle certificazioni DOP e IGP e BIO e la formazione di un consumatore consapevole sono gli unici binari su cui far correre il futuro dell'olivicoltura di qualità. Sulla questione interviene direttamente il Presidente di Oprol, Paolo Colonna, sottolineando come il valore della produzione non pos-

sa essere slegato da un progetto culturale di ampio respiro: «Per noi di Oprol, la qualità non è un concetto astratto, ma un impegno certificato, Le denominazioni DOP , IGP e BIO rappresentano l’unico strumento reale per difendere il lavoro dei nostri agricoltori e offrire certezze a chi acquista. Ma non basta produrre bene; occorre che il mercato capisca cosa c'è dietro una bottiglia di olio eccellente». In merito ai numerosi riconoscimenti che gli oli lucani continuano a ottenere nelle più im-

portanti competizioni nazionali e internazionali, il Presidente Colonna chiarisce la posizione dell'organizzazione: «I premi che i nostri produttori ricevono sono un motivo di orgoglio e una straordinaria opportunità di visibilità, ma non devono mai essere considerati un punto di arrivo. Sono, piuttosto, un punto di partenza. La nostra vera mission è educare i consumatori: dobbiamo trasformare l'acquisto dell'olio da una scelta basata sul prezzo a una scelta basata sulla conoscenza. Solo se il consu-

matore impara a riconoscere il valore della biodiversità e della salute, potremo dire di aver vinto la nostra battaglia». Il ruolo di Oprol non si esaurisce nella promozione, ma si fonda su un lavoro quotidiano al fianco delle aziende: Supporto alla Certificazione: Accompagnare i produttori nel rigoroso percorso delle DOP ,IGP e BIO per garantire tracciabilità e qualità superiore; Innovazione e Territorio: Coniugare le tecniche moderne di estrazione con il rispetto degli oliveti storici, vero polmone ver-

de e identitario della regione; Campagne Educative: Promuovere la cultura dell'assaggio per insegnare a distinguere un olio di qualità da un prodotto industriale privo di anima. «Continuiamo a lavorare con determinazione per far crescere il comparto, La qualità ha un costo, ma è l'unico investimento che garantisce salute al consumatore e dignità economica al produttore. Scegliere DOP, IGP e BIO significa scegliere di non essere complici della svalutazione della nostra terra».

Poco più di 60 potatori da tutta Italia, Istituzioni regionali e operatori del settore hanno animato due giornate all'insegna di tecnica, formazione e confronto

Le “Forbici d'Oro” sbarcano in Basilicata, Grimolizzi:

«La

Scooperazione è il motore dell'olivicoltura lucana»

i è svolta per la prima volta in Basilicata la 21ª edizione del Campionato nazionale di potatura a vaso policonico "Forbici d'Oro", ospitata dalla Rapolla Fiorente Società Cooperativa Agricola nell'ambito dell'evento "Innovazione in oliveto". 63 potatori da tutta Italia, istituzioni regionali e operatori del settore hanno animato due giornate all'insegna di tecnica, formazione e confronto. A tracciare un bilancio è Michele Grimolizzi, Presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Basilicata e della stessa cooperativa ospitante: «Desidero rivolgere un sincero ringraziamento a tutti i soggetti che hanno reso possibile questo importante appuntamento – Edagricole, Regione Basilicata, ALSIA, Amap e la Scuola Potatura Olivo "G. Pannelli" –e a tutti i partecipanti, tecnici e operatori che hanno contribuito alla qualità e al valore delle due giornate. Portare in Basilicata un evento di rilievo nazionale come le "Forbici d'Oro" ha rappresen-

tato un momento di grande valore non solo tecnico, ma anche strategico per il nostro territorio. È stata un'occasione concreta per mettere al centro il tema della competenza, della formazione e dell'innovazione, elementi indispensabili per il futuro dell'olivicoltura». «Come Presidente della Rapolla Fiorente e di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Basilicata - ha proseguito Grimolizzi - ritengo che iniziative come questa dimostrino quanto sia fondamentale lavorare in una logica di filiera. La cooperazione è uno strumento essenziale per aggregare le imprese agricole, valorizzare le produzioni e dare maggiore forza al sistema nei confronti del mercato. La partecipazione di 63 potatori provenienti da tutta Italia, l'alto livello tecnico delle prove e il forte coinvolgimento dei giovani rappresentano segnali importanti: l'olivicoltura ha un futuro, ma deve essere accompagnata da organizzazione, professionalità e visione. La Basilicata ha dimostrato

di poter ospitare e valorizzare eventi di livello nazionale, confermando il ruolo strategico dell'olivicoltura nel nostro sistema agricolo. Ora è necessario conti-

nuare su questa strada, rafforzando la filiera e investendo sulla cooperazione per garantire maggiore competitività e valore al lavoro delle nostre aziende».

Approvato il primo bilancio di piena operatività: utile da 1,4 milioni, solidità finanziaria e 378 milioni di euro di investimenti infrastrutturali nel Mezzogiorno

Acque del Sud chiude il 2025 con più utile: «Più acqua, più sviluppo, più democrazia»

IlMinistero dell’Economia e delle Finanze, in qualità di socio unico di Acque del Sud S.p.A., ha approvato il bilancio d’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025. Si tratta del primo documento contabile che riflette la piena operatività della società dopo i primi nove mesi di attività registrati nel 2024. I risultati evidenziano una performance economica positiva, una struttura finanziaria equilibrata e un forte impulso agli investimenti sulle infrastrutture idriche strategiche del Mezzogiorno.Sul fronte economico, l’esercizio 2025 si chiude con un utile netto di circa 1,4 milioni di euro e un risultato ante imposte pari a circa 2 milioni. I ricavi complessivi superano i 14 milioni di euro, di cui circa 12 milioni derivanti dalla fornitura della risorsa idrica e circa 2,3 milioni da attività accessorie. Il margine operativo lordo si attesta a 2,4 milioni di euro, confermando una gestione caratteristica in equilibrio e capace di generare valore.Gli indicatori di redditività confermano il trend positivo: il ROE ante imposte all’11,15% evidenzia la capacità di creare

valore per l’azionista, il ROI all’8,67% certifica l’efficienza operativa, mentre il ROS al 16,71% misura l’efficacia della gestione industriale.La solidità finanziaria rappresenta un ulteriore elemento di forza. La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2025 è positiva per 8,1 milioni di euro, in miglioramento di circa 300 mila euro rispetto all’esercizio precedente grazie ai flussi generati dalla gestione operativa. La liquidità disponibile, anch’essa pari a circa 8 milioni di euro, comprende anche il versamento iniziale di 5 milioni da parte dell’azionista. Una dotazione che garantisce piena capacità di sostenere il piano industriale e gli investimenti programmati.I costi della gestione caratteristica ammontano complessivamente a circa 12,5 milioni di euro. Tra le principali voci figurano 1,6 milioni per manutenzioni e riparazioni sulle dighe in concessione, 780 mila euro per canoni di concessione e circa 130 mila euro di contributo RID al Ministero delle Infrastrutture. Il costo del personale si attesta a circa 7 milioni di euro, in linea con le nuove assun-

zioni e con il consolidamento della struttura organizzativa. Sul piano infrastrutturale, la società ha candidato interventi per complessivi 378 milioni di euro nell’ambito del Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico (PNISSI). Tra questi figurano la realizzazione della canna di servizio dell’adduttore Sinni da Torre 3 alla vasca di Ginosa (330 milioni), il riefficientamento del primo tronco dell’adduttore del Sinni e il sistema di telecontrollo (25 milioni), gli interventi sulla Galleria

Sarmento (23 milioni) e il riefficientamento della diga di Serra del Corvo (9 milioni).A questi progetti potrebbe aggiungersi il collegamento tra la diga di Ponte Liscione, in Molise, e la vasca di Finocchitto, in Capitanata, per un valore di 190 milioni di euro, portando il totale complessivo degli interventi in capo alla società a circa 600 milioni.«I risultati del bilancio 2025 confermano la solidità del progetto industriale di Acque del Sud nato in seno al Ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste, fortemente voluto grazie alla lungimi-

ranza del ministro Francesco Lollobrigida. Il 2025 si attesta come primo esercizio di piena operatività e si chiude in utile, con una posizione finanziaria netta positiva e indicatori di redditività molto significativi», ha dichiarato il presidente. «Tenendo fede al nostro motto “più acqua, più sviluppo, più democrazia”, continueremo a lavorare con responsabilità per garantire una risorsa essenziale come l’acqua, sostenendo lo sviluppo dei territori e creando valore per l’azionista, per gli utenti e per le comunità servite», ha concluso.

CRONA-CHI? Dell’imprenditore agricolo non si hanno più tracce dal 15 gennaio 2022. Quella mattina però aveva un appuntamento

Gli ultimi messaggi di Antonio Iasi: tracce nascoste che potrebbero cambiare tutto

DI A N N A TAM MA RI ELLO

Il nuovo approfondimento di “Crona-Chi?”, il programma di Cronache Tv condotto dal giornalista Fabio Amendolara , si occupa della scomparsa di Antonio Iasi, imprenditore agricolo di Forenza , uno dei casi più misteriosi in Basilicata. Tutto ha inizio il 15 gennaio 2022. Quella mattina Iasi esce di casa diretto verso i suoi terreni. È una giornata normale, senza segnali particolari che facciano pensare a qualcosa di insolito. Eppure da quel momento si perdono completamente le sue tracce: non torna a casa, non risponde al telefono, non dà più alcuna notizia. Le ricerche partono subito e vanno avanti per settimane, coinvolgendo forze dell’ordine, volontari e anche trasmissioni televisive. Nonostante l’impegno, però, non emerge nulla di decisivo. Il cellulare risulta spento e non ci sono movimenti bancari o altri segnali utili a ricostruire cosa sia successo. Uno degli elementi più particolari della vicenda riguarda il suo cane, un pastore maremmano di nome Pacchione. L’animale torna a casa da solo, ma continua a dirigersi verso un punto preciso lungo una strada, come se lì fosse accaduto qualcosa. Questo dettaglio ha alimentato molti dubbi e ipotesi, senza però portare a una svolta concreta. Iasi è forse salito sull’auto di qualcuno? Quella mattina aveva chiesto in prestito un auto di un amico, per raggiungere una ragazza che abitava ad un’ora di distanza da Forenza. Antonio quel giorno manda infatti il buongiorno a due amiche. Inoltre, pare che l’uomo sia uscito di casa indossando le scarpe da lavoro, ma portando con se un secondo paio di scarpe pulite. L’amico, ascoltato dalle forze dell’ordine, affermerà che Iasi non aveva più preso in prestito la sua auto. Qualcuno, forse, è venuto a prenderlo quella mattina, proprio nel punto indicato dal cane Pacchione? Le due amiche, anche loro ascoltate, dichiareranno di non aver avuto un appuntamento con l’uomo quel giorno. Si tratta dunque di un allontanamento volontario, anche se non supportato da prove, di un incidente in una zona isolata, oppure di un eventuale coinvolgimento di altre persone? Nessuna di queste piste ha trovato conferme definitive e a distanza di anni il caso rimane irrisolto. Non ci sono certezze, solo domande aperte e il dolore della famiglia, che continua a chiedere verità e a sperare che qualcuno possa fornire informazioni utili per capire cosa sia successo davvero quella mat-

tina. «Le ultime indagini sono state condotte a 360°, il che di solito vuol dire che non si ha una pista precisa. Però degli elementi da cui ripartire ci sono» spiega Amendolara. Ospite in studio il criminologo e Presidente del Gruppo Lucano di Protezione Civile Pierluigi Martoccia. «Voi avete partecipato alle ricerche di Iasi. Ti ha colpito qualcosa in particolare? » chiede il giornalista. «In quella vicenda, sì. Iasi è scomparso a metà gennaio, proprio il 15 gennaio del 2022. Ormai sono passati quattro anni. Si è avuto dall'inizio l'impressione che non eravamo di fronte ad un caso di una persona che si fosse allontanata volontariamente ma che a lui fosse successo qualcosa di diverso. La descrizione degli ultimi momenti in cui era stato visto conduceva verso un luogo ben preciso, quello indicato dal cane. Su questo – precisa Martoccia - è necessario fare una riflessione perché le possibilità sono due: il cane potrebbe essere tornato nel posto in cui era solito aspettare il padrone, oppure aver indicato il punto in cui lo ha visto per l’ultima volta. Si tratta, quindi, di un dettaglio determinante. Detto questo, nell’immediato forse si sarebbe potuto fare qualcosa in più. L’impiego dei cani molecolari, ad esempio, non risulta essere stato valutato adeguata- mente. È un limite che si riscontra spesso: le ricerche partono in ritardo, oppure questi strumenti non vengono utilizzati nel modo corretto, se non addirittura ignorati. Rimane quindi un problema legato proprio al loro utilizzo, anche perché le prime ore sono fondamentali. Purtroppo, protocolli e normative prevedono tempi di attesa che rischiano di compromettere le tracce più importanti. Ed è proprio in quella fase iniziale che si può perdere ciò che farebbe la differenza. In questo

caso, con ogni probabilità, si poteva fare qualcosa in più. A distanza di quattro anni si parla ancora di indagini a 360 gradi, ma senza risultati concreti né in una direzione né nell’altra». «Veniamo a Martoccia criminologo. Se analizziamo gli ultimi momenti in cui si conosce quello che ha fatto Iasi, vediamo che c'è una messaggistica abbastanza impor- tante. È possibile che non abbia portato da nessuna parte, non abbia permesso di aprire il varco per una pista?» incalza il conduttore. «Questa è una riflessione importante: oggi quasi tutti utilizziamo un telefono cellulare collegato, nel 99,9% dei casi, a un account che consente di ricostruire movimenti, attività e persino la geolocalizzazione degli spostamenti. Si tratta quindi di un elemento investigativo che avrebbe meritato un approfondimento accurato. Resta però il fatto che i telefoni - spiega il criminologo - non sono mai stati ritrovati. Questo fa pensare che Antonio Iasi li abbia portati con sé e che si sia effettivamente allontanato da quel luogo. In assenza dei dispositivi, una delle poche analisi possibili riguarda i tabulati telefonici: in particolare, lo studio delle celle agganciate potrebbe aiutare a capire il momento esatto in cui i telefoni sono stati spenti, offrendo un’indicazione temporale significativa. Tuttavia, l’attenzione va riportata sui social. Anche senza avere fisicamente il telefono, gli account registrano in modo dettagliato le attività svolte, creando una sorta di tracciamento digitale. Nel caso specifico, Antonio disponeva di un account Facebook, probabilmente collegato a un indirizzo email, che potrebbe permettere di ricostruire diversi passaggi». C’è però un aspetto anomalo: dopo la sua scomparsa, sembra che dal suo profilo siano state eliminate al-

cune amicizie, come se qualcuno avesse tentato di interrompere o nascondere determinati collegamenti. Un elemento che merita particolare attenzione. «Va ricordato, infatti, che ogni accesso e ogni modifica lascia tracce. Le piattaforme come Facebook conservano un registro dettagliato delle attività, consultabile attraverso le impostazioni dell’account. Questo significa che è possibile risalire a chi è intervenuto e cosa è stato fatto, anche a distanza di tempo. Proprio per questo, l’analisi di queste eventuali manomissioni , avvenute dopo la scomparsa, potrebbe ancora oggi rivelarsi utile: danno l’impressione di un tentativo, forse maldestro, di allontanare o nascondere alcuni legami personali. Un dettaglio molto importante che va attenzionato anche perché poi il riscontro telefonico effettuato attraverso una messaggistica istantanea ha portato a individuare due persone con le quali Antonio Iasi, pochi minuti prima di scomparire, aveva avuto comunque delle interlocuzioni. Probabilmente possono essere anche molte altre. Poi bisognerebbe cercare di ricostruire come erano i rapporti con queste due persone, in che termini venivano tenuti. Perché se trascorri il Natale a casa di una persona non puoi affermare che sia una conoscenza occasionale. Vuol dire che c'è un legame ben più profondo e quindi anche l'atteggiamento di minimizzarlo andava considerato in maniera completamente diversa».« In conclusione, se volessimo ripartire nelle indagini, facciamo una scaletta secca: che cosa bisognerebbe fare?». Per Martoccia fondamentale è ripartire dalle ultime persone che hanno visto e sentito Iasi, tracciare il tragitto esatto che lui ha compiuto per l’ultima volta e tentare di accedere agli account collegati al telefono.

Pierluigi Martoccia a Crona-chi?
Antonio Iasi

AMMINISTRATIVE Il partito si prepara a rafforzare il legame con i cittadini lucani, proponendo soluzioni concrete per le questioni quotidiane

Sinisgalli: «Italia Viva capitanerà sfide importanti nei comuni lucani al voto»

In vista delle prossime elezioni amministrative, Italia Viva si conferma come un attore fondamentale nel panorama politico della Basilicata, con un forte radicamento territoriale e un impegno volto a rispondere alle esigenze delle comunità locali. Filippo Sinisgalli, dirigente regionale del partito e consigliere provinciale di Potenza, sottolinea che la presentazione delle liste elettorali «conferma la centralità e la vitalità di Italia Viva nel panorama politico lucano».Con la partecipazione alle elezioni comunali in tutti i comuni chiamati al voto, Italia Viva si prepara a sfidare i propri avversari con una proposta politica che punta sulla qualità delle persone e sulla serietà dei progetti. «Siamo presenti in tutti i comuni al voto con nostri candidati e candidate e, in diversi casi, abbiamo l'onore di capitanare sfide importanti», dichiara Sinisgalli. «Al di là delle posizioni politiche, è importante sottolineare la ri-

levanza di questo momento democratico. Le elezioni comunali sono il momento in cui i cittadini possono esercitare la forma di partecipazione più diretta e significativa, quella che permette di costruire il futuro quotidiano della Basilicata, nei nostri paesi e nelle nostre città.»Uno degli aspetti più rilevanti che Sinisgalli pone in evidenza riguarda la qualità delle figure che Italia Viva ha scelto di candidare. Per il dirigente lucano, il valore di questa tornata elettorale risiede soprattutto nella capacità di proporre persone competenti e capaci di affrontare le sfide quotidiane delle comunità locali. «Per affrontare le complesse sfide che ogni territorio si trova ad affrontare, la competenza e lo spessore umano delle persone sono essenziali», sottolinea Sinisgalli. «Abbiamo scelto di puntare su figure capaci di ascoltare e comprendere i bisogni delle nostre comunità, su donne e uomini che conoscono il territorio e sono pronti a

rimboccarsi le maniche per il bene comune, senza farsi intrappolare negli schemi tradizionali e nelle etichette politiche.»In un quadro politico lucano che spesso appare frammentato e in continuo movimento, Italia Viva si presenta come una forza di stabilità e pragmatismo, in grado di

offrire soluzioni concrete ai problemi delle amministrazioni locali. «Il nostro obiettivo non è solo partecipare alle elezioni, ma contribuire concretamente al miglioramento della qualità della vita dei lucani», afferma Sinisgalli. «Questo implica, prima di tutto, il rafforzamento del-

le amministrazioni comunali, che sono il cuore pulsante della nostra democrazia. Sono le amministrazioni locali che, quotidianamente, affrontano le sfide più immediate e vicine ai cittadini, e da esse dipende in gran parte il benessere delle nostre comunità.».

GIOVEDÌ

ANTE MANI IN CUCINA A

MATERA L’assessore alla Salute Latronico: «Investire nella prevenzione in età pediatrica è neccessario per il benessere futuro della comunità»

Ospedale Madonna delle Grazie: attivo il servizio di oftalmologia pediatrica

L’Ospedale Madonna delle Grazie di Matera ha attivato un nuovo ambulatorio specialistico di Oftalmologia Pediatrica, dedicato alla diagnosi, prevenzione e trattamento delle patologie oculari nei bambini e adolescenti fino a 18 anni. Il servizio è gestito dalla dottoressa Ilaria Digesù, specialista in oftalmologia pediatrica, e da un team di medici oculisti e ortottisti con formazione specifica nel settore. L’ambulatorio, situato al piano terra dell’Unità Operativa Complessa di Oculistica, è operativo ogni mercoledì dalle 8 alle 14, con accesso tramite prenotazione al CUP. Grazie alla nuova struttura, le famiglie materane hanno ora un punto di riferimento locale per la salute visiva dei loro bambini, evitando il ricorso a strutture sanitarie più lontane e migliorando l'accessibilità ai trattamenti.«L’obiettivo principale

è intervenire tempestivamente per garantire un corretto sviluppo della funzione visiva», afferma la dottoressa Digesù. Il servizio offre valutazioni anche per bambini molto piccoli, che spesso non riescono a descrivere eventuali disturbi visivi. Tra le patologie trattate ci sono strabismo, ambliopia, difetti refrattivi, infezioni oculari e malformazioni congenite. Inoltre, grazie all’uso di tecnologie diagnostiche avanzate, è possibile intervenire precocemente per migliorare la qualità della visione e prevenire complicanze future. Un altro aspetto importante è la possibilità di seguire percorsi terapeutici personalizzati, adattati alle esigenze specifiche di ciascun paziente, per garantire il miglior esito possibile.«L’attivazione dell’ambulatorio rappresenta un importante passo avanti nell’offerta sanitaria del nostro territorio», dichiara il Direttore Generale

dell’ASM, Maurizio Friolo. «Questo nuovo servizio consente di creare un canale dedicato a una fascia di pazienti particolarmente delicata, che necessita di attenzione specialistica e trattamenti mirati». La struttura, inoltre, è stata progettata per offrire un ambiente accogliente e sicuro per i piccoli pazienti, garantendo loro una diagnosi accurata e interventi tempestivi. L'integrazione tra la medicina tradizionale e l'uso delle più moderne tecnologie diagnostiche rende l’ambulatorio un punto di riferimento fondamentale per le famiglie, che possono contare su un’assistenza sanitaria completa e di alta qualità. Anche l’assessore alla Salute, Cosimo Latronico, sottolinea il valore di questa iniziativa: «L’ambulatorio di Oftalmologia Pediatrica amplia concretamente l’offerta sanitaria dell’Ospedale di Matera, rispondendo meglio ai bisogni di salute

dei più piccoli e delle loro famiglie. Investire nella prevenzione in età pediatrica è fondamentale per il benessere futuro della comunità». La creazione di questo ambulatorio testimonia l’impegno costante dell’Azienda Sanitaria Locale di Matera nell’offrire

servizi sanitari sempre più specializzati e al passo con le esigenze del territorio. In questo modo, il nuovo ambulatorio contribuisce a consolidare il ruolo dell'ospedale come centro di eccellenza per la salute infantile nella regione.

Il consigliere regionale di Azione: «L’apertura dell’ambulatorio di Oftalmologia Pediatrica rafforza l’offerta sanitaria sul territorio»

Morea: «L’ambulatorio pediatrico è un passo importante per la salute dei bambini a Matera»

Il consigliere regionale Nicola Massimo Morea esprime grande soddisfazione per l'apertura del nuovo ambulatorio di Oftalmologia Pediatrica presso l'Ospedale Madonna delle Grazie di Matera, un passo significativo verso il rafforzamento dell'offerta sanitaria sul territorio e una risposta concreta ai bisogni dei più piccoli. «Accogliamo con grande favore questa iniziativa», ha dichiarato Morea. «Investire nella prevenzione e nella cura in età pediatrica non è solo un atto di responsabilità, ma una garanzia per il futuro della nostra comunità. Ogni investimento in questo settore contribuisce a costruire una società più sana e consapevole. Matera deve continuare a specializzarsi, puntando su servizi che non sono disponibili altrove, per diventare un punto di riferimento sanitario, capace di attrarre pazienti anche da fuori regione».Secondo il consigliere, l'ambulatorio rappresenta un’importante risorsa che va oltre il semplice ampliamento dei servizi offerti. È

un'opportunità per promuovere un percorso di crescita e qualificazione del sistema sanitario locale. «Non si tratta solo di aggiungere nuovi ambulatori, ma di sviluppare un sistema che offra servizi specialistici di qualità e crei sinergie con professionisti altamente qualificati. In questo mo-

do, possiamo affrontare anche le patologie più complesse, garantendo una cura adeguata e tempestiva», ha spiegato Morea.Inoltre, il consigliere ha sottolineato l'importanza di concentrarsi su altri settori sanitari altrettanto cruciali, come l'odontoiatria per persone con disabilità. «Dobbiamo riapri-

re e sviluppare con determinazione il tema dell'odontoiatria dedicata ai pazienti fragili, prevedendo anche la disponibilità di posti letto all'interno dell'ospedale. Solo così possiamo garantire percorsi di cura sicuri e adeguati, che rispondano alle necessità di tutti i cittadini, in particolare delle categorie più vulnerabili».Morea ha concluso con un appello per una visione lungimirante e investimenti mirati. «Solo attraverso una visione chiara e una strategia ben definita possiamo rendere Matera un polo sanitario sempre più competitivo. Un polo che non solo risponde alle necessità dei cittadini, ma che diventa un esempio di efficienza e qualità per tutto il territorio». Inoltre, ha ribadito l’importanza di rafforzare la collaborazione tra le istituzioni locali e i professionisti del settore sanitario, affinché ogni nuovo servizio sia integrato in un sistema che valorizzi le risorse umane e tecniche, garantendo un’assistenza continua e di alta qualità per tutta la comunità.

Il Consiglio comunale tra sfide locali e impegno su temi globali

DI RO S AM A RIA MO L L I CA

POTENZA. Ieri il Consiglio comunale di Potenza non ha solo discusso di argomenti importanti per lacittà ma ha ampliato il suo raggio d’azione, affrontando temi di respiro internazionale e principi fondamentali della convivenza civile. Non sono mancati i confronti accesi tra maggioranza e opposizione sulla sede del Cip, affrontata ad inizio Seduta grazie all’interrogazione della consigliera di Forza Italia Antonella Vaccaro e di tutta l’opposizione che ha visto lo “sfratto” del Comitato come «una decisione grave e politicamente inaccettabile. Non si tratta di un atto meramente amministrativo, ma di una scelta che colpisce direttamente il tessuto sociale della città. Il CIP è un presidio fondamentale per l’inclusione e per centinaia di cittadini che trovano nello sport un percorso di dignità e partecipazione». Vaccaro pone l’accento sulle modalità «preavviso di appena 30 giorni, motivazioni generiche e assenza totale di confronto istituzionale. Un metodo che conferma un modo di governare distante e incapace di valutare le conseguenze delle proprie decisioni. A ciò si aggiunge un elemento che rende la scelta ancora più incomprensibile: la concessione in essere è di natura triennale e onerosa, e il Comitato ha sempre rispettato puntualmente gli obblighi

contrattuali, inclusi i pagamenti dovuti. Non si è quindi in presenza di criticità o inadempienze tali da giustificare un’interruzione anticipata così drastica. Non si intravede alcuna visione né una soluzione alternativa per garantire continuità alle attività, con il rischio concreto di danneggiare atleti, famiglie e l’intero sistema paralimpico lucano. Quali urgenze giustificano uno sgombero così repentino? Quali atti lo supportano? Perché non è stato avviato alcun confronto con il CIP?» continua Vaccaro. A rispondere all’intrrogazione è il sindaco che ha spiegato come la scelta sia dovuta ad una riorganizzazione degli uffici comunali. Risposta che non ha soddisfatto l’opposizione. Si passa poi alla discussione delle mozioni, quella della consigliera Car-

men Galgano di Fratelli d’Italia sulla “Richiesta di ordinanza per il divieto di utilizzo di candele pirotecniche e fiamme libere nei locali pubblici e privati aperti al pubblico.” non è staa approvata dall’Assise ritenendo il testo della mozione «superato e superfluo in quanto ci sono già altre leggi nazionali che vanno a legiferare gli esercizi pubblici».

Si continua con la discussione delle mozioni che vanno dall’emergenza climatica e ambientale alla grave escalation militare in Medio Oriente, alla realizzazione di una panchina Europea fino ad arrivare alla “Tutela del consenso nella normativa sulla violenza sessuale”.

Tutti argomenti importanti e di grande rilievo perchè come afferma la consigliera Micaela Triunfo: «Un Comune è il primo

luogo della democrazia, lo spazio in cui una comunità prende parola e costruisce cultura pubblica”. Tra i provvedimenti approvati spicca l’ordine del giorno sulla crisi in Medio Oriente, presentato dal consigliere Mirko Giordano. Il documento afferma con forza che «il silenzio delle istituzioni non è mai neutrale», richiamando il rispetto del diritto internazionale, la tutela dei civili e i principi sanciti dall’articolo 11 della Costituzione. Un atto simbolico, ma significativo, che, come evidenziato in aula, non pretende di risolvere crisi globali, bensì di riaffermare una posizione etica e politica.S empre a firma di Giordano, il Consiglio ha approvato anche l’installazione di una “Panchina Europea”, pensata come simbolo tangibile dei valori fondanti dell’Unione: pace, diritti, mobilità e opportunità. Un’iniziativa che si inserisce nel solco di una visione europeista rilanciata anche a livello cittadino, in linea con la recente adesione del sindaco Vincenzo Telesca al Manifesto per gli Stati Uniti d’Europa promosso dal Partito Democratico europeo. Non meno rilevante il tema dei diritti individuali, affrontato attraverso un ordine del giorno proposto dalla consigliera Angela Blasi, che pone al centro il principio del consenso. Il testo ribadisce che solo un consenso «libero, esplicito e attuale» può definire il confine tra libertà e

violenza, mettendo in guardia dai rischi di interpretazioni che possano lasciare sole le vittime. Spazio anche alla questione ambientale, con la mozione sullo stato di emergenza climatica presentata da Rocco Pergola. Un provvedimento che invita l’amministrazione a considerare la crisi climatica come asse trasversale delle politiche pubbliche, dall’urbanistica alla mobilità, fino alla salute e alla protezione civile. L’obiettivo dichiarato è quello di costruire una città più sostenibile, sicura e giusta. A latere della Seduta ilconsigliere Giordano ha affermato: «Ci sono momenti in cui anche un Consiglio comunale deve alzare lo sguardo. Una città è una comunità politica, non solo un insieme di servizi». Da qui la volontà di affrontare temi come pace, democrazia e diritti, per evitare, ha sottolineato, che la politica si riduca a semplice gestione dell’esistente.

Una linea condivisa da più consiglieri, che hanno difeso la legittimità di discutere questioni globali anche in ambito locale. Infine sono stati approvati numerosi debiti fuori bilancio per diverse migliaia di euro spettanti a cittadini e imprese. Un Consiglio comunale quello di Potenza che nella seduta di ieri mattina sembra voler ridefinire il proprio ruolo, proponendosi non solo come organo amministrativo, ma come luogo di elaborazione politica e culturale. POTENZA

Alcuni momenti del Consiglio comunale

il consigliere

del Comune

Degrado via Ondina Valla, è scontro Nardella attacca, l’assessore replica

POTENZA. È scontro politico a Potenza sullo stato di via Ondina Valla, nell’area compresa tra via Consolini e via delle Medaglie Olimpiche. Il consigliere comunale Alfonso Nardella, esponente della Lega, denuncia una situazione di degrado legata ai lavori per la posa della fibra ottica, parlando di «assenza di controllo» e di «mancanza politica» da parte dell’Amministrazione comunale.Secondo Nardella, l’ordinanza dirigenziale numero 400 del 2024 fissava all’11 ottobre la conclusione degli interventi, ma a distanza di mesi la strada si presenterebbe compromessa, con buche, crepe e ripristini eseguiti in modo approssimativo. «Si tratta di una situazione inaccettabile – afferma –che mette a rischio la sicurezza di pedoni e automobilisti e conferma un modello amministrativo incapace di far rispettare regole e tempi, lasciando i cittadini a subire le conseguenze di interventi incompleti». Il consigliere chiede quindi un intervento immediato e un cro-

noprogramma chiaro per il rifacimento del manto stradale, sottolineando come via Ondina Valla rappresenti solo uno dei tanti esempi di incuria diffusa in città.Di segno opposto la replica dell’assessore alla Viabilità Francesco C. Giuzio, che contesta nel merito le accuse. «Nardella attacca a vuoto

– dichiara – l’ordinanza 400 del 2024 non riguarda via Ondina Valla». Giuzio precisa che il provvedimento autorizzava lavori esclusivamente in via delle Medaglie Olimpiche e via Consolini, con restringimenti della carreggiata tra il 7 e l’11 ottobre 2024, senza alcun riferimento alla strada indicata

dal consigliere.«La stessa ordinanza – prosegue –imponeva il ripristino dei luoghi a perfetta regola d’arte, prescrizione che risulta rispettata. Gli interventi si sono conclusi regolarmente nei tempi previsti e le sedi stradali interessate sono state ripristinate già nel corso del 2025, in linea con quanto

stabilito dal regolamento comunale». Per l’assessore, le affermazioni dell’opposizione risultano dunque «del tutto infondate» e riconducibili a una lettura «superficiale» degli atti amministrativi.Giuzio ipotizza inoltre che vi possa essere una confusione tra diverse arterie cittadine o una mancata comprensione del contenuto dell’ordinanza. Ancora più critico il passaggio relativo al materiale fotografico utilizzato dal consigliere, che «sembrerebbe riferirsi a interventi di altra natura e risalenti a circa dieci anni fa», non collegati ai lavori oggetto del provvedimento.«L’Amministrazione non si sottrae al confronto sui problemi reali della città – conclude Giuzio – ma questo deve basarsi su dati corretti e ricostruzioni veritiere, non su narrazioni imprecise o strumentali». Una polemica che riporta al centro il tema della manutenzione urbana e del controllo politico, in un contesto in cui i cittadini chiedono risposte rapide e interventi concreti.

Dieci lavoratori lucani saranno insigniti delle Stelle al merito del lavoro al Teatro Stabile, alla presenza delle autorità

Maestri del Lavoro, Primo Maggio: cerimonia a Potenza

POTENZA. Saranno dieci i lavoratori lucani insigniti quest’anno delle “Stelle al merito del lavoro”, prestigioso riconoscimento conferito a chi si è distinto per meriti morali, professionali e perizia. La cerimonia di consegna si terrà venerdì 1° maggio, alle ore 10.45, al Teatro comunale “Francesco Stabile” di Potenza, su iniziativa della Prefettura, in collaborazione con la Federazione regionale dei Maestri del lavoro. L’appuntamento, che coincide con la Festa dei lavoratori, rappresenta un momento di riconoscimento pubblico per figure che hanno contribuito allo sviluppo produttivo e sociale del territorio, distinguendosi per impegno, competenza e dedizione nel corso della propria

carriera. Alla cerimonia prenderanno parte le massime autorità regionali, civili e militari, a testimonianza del valore istituzionale dell’iniziativa.Tra gli insigniti figurano lavoratrici e lavoratori provenienti sia dalla provincia di Potenza sia da quella di Matera, con esperienze in diversi settori, dal comparto industriale ai servizi pubblici. Per la provincia di Potenza saranno premiati, tra gli altri, Armando Caputo, operaio della Busitalia Rail Service, Sergio Mario Grano, impiegato della Hitachi Rail STS, e Giovanna Vignola, quadro di Anas. Riconoscimenti anche per Antonio Lovallo, Vito Mecca e Raffaele Viale, oltre ad Anna Maria Lapenna, che ritirerà la distinzione a Roma, e a Dome-

nico Coviello, insignito alla memoria.Per la provincia di Matera saranno invece premiati Francesco Grazio Mangieri, dirigente di Poste Italiane, e Pasquale Ronga, dirigente di Acquedotto Lucano. La consegna delle decorazioni e dei brevetti rappresenta non solo un tributo alle singole storie professionali, ma anche un segnale di attenzione verso il mondo del lavoro, in una fase segnata da trasformazioni economiche e sociali che richiedono competenze sempre più qualificate.L’iniziativa si inserisce nel solco delle celebrazioni del primo maggio, rafforzando il legame tra istituzioni e territorio e valorizzando il contributo di chi, con il proprio lavoro, ha sostenuto la crescita della Basilicata.

Il finanziamento per il centro multifunzionale revocato,il consigliere accusa l'Amministrazione di disattenzione e mancata responsabilità

Senise, Nicola Sassone (FI): «La revoca dei fondi è un danno per il territorio»

IlDipartimento della Protezione Civile ha revocato il finanziamento di 500mila euro al Comune di Senise per il progetto di "Demolizione e Ricostruzione ex Mattatoio alla loc. Mercato", destinato a diventare un centro multifunzionale di Protezione Civile e attività culturale. La decisione, comunicata con una nota dell’11 marzo scorso, ha sollevato forti critiche dall’opposizione, che accusa l’Amministrazione di disattenzione. Nicola Maria Sassone, consigliere comunale di For-

za Italia, ha dichiarato: «Si tratta di un finanziamento fondamentale per il nostro comune. Non solo per la Protezione Civile, ma anche per le attività culturali. È un fallimento che non possiamo permetterci». Il progetto, inizialmente previsto per 2,1 milioni di euro, era stato rimodulato a 500mila euro per adeguarsi al finanziamento disponibile. Nonostante numerosi solleciti dalla Regione Basilicata, il Comune non ha mai confermato formalmente l’utilizzo delle risorse, portando alla re-

voca del contributo.L’edificio, all’ingresso del paese, avrebbe dovuto ospitare il nuovo centro, ma la mancata stipula del contratto d’appalto entro il termine del 29 agosto 2025 ha fatto scattare la revoca. «Non possiamo permetterci di perdere queste risorse per mancanza di responsabilità», ha aggiunto Sassone.In conclusione, il consigliere ha sollecitato l'Amministrazione a prendere in mano la situazione: «Questa è una risorsa che il nostro territorio non può perdere».

Primo trofeo Eraclea: oltre 500 partecipanti

Al Pala Ercole di Policoro si è svolto il primo Trofeo Eraclea, una gara di danze latine che ha consentito agli atleti saliti sul podio di ottenere le qualificazioni ai campionati Italiani dello CSEN. L’evento è stato organizzato infatti dalla sezione regionale dell’ente , in collaboraIone con la scuola di ballo ASD Lady Debora. «L’organizzazione dell’evento parte dallo CSEN, un ente che ha come obiettivo quello di unire le associazioni e creare rete sul territorio, in collaborazione con l’ASD Lady Debora a cui va il nostro ringraziamento -spiega Angelo La Carpia, presidente regionale dello CSEN-. Il nostro obbiettivo è coinvolgere sempre più scuole attraverso eventi condivisi e partecipati. Per noi lo sport è vettore di inclusione e cooperazione». Il Centro Sportivo Educativo Nazionale è uno dei principali enti di promozione sportiva in Italia, con migliaia di associazioni affiliate su tutto il territorio nazionale. Plauso e merito va alla sezione lucana, che è l’ente sportivo in Basilicata che conta il maggior numero di affiliazioni ed abbraccia ogni disciplina sportiva. «La nostra è una realtà consolidata e un punto di riferimento nel settore dello sport -sottolinea il Presidente La Carpia- e l’obiettivo è quello di crescere ulteriormente anche nei numeri. Se in questa occasione si sono registrati circa 500 partecipanti, l’intento per i prossimi eventi

è quello di aumentare ancora, puntando a raggiungere e superare quota 1000, rendendo la manifestazione sempre più grande e competitiva». La competizione ha visto la partecipazione di atleti provenienti non solo dalla Basilicata, ma anche dalla Puglia e Calabria. « Mi ritengo pienamente soddisfatto della riuscita del primo Trofeo Eraclea -aggiunge La Carpia-. L’obiettivo futuro è quello di sviluppare eventi sempre più strutturati, capaci non solo di valorizzare la disciplina, ma anche di premiare concretamente gli atleti più meritevoli. In questa direzione, è stata lanciata un’iniziativa dedicata alle borse di studio: sarà mia premura visitare le affiliate per individuare e premiare gli atleti che si sono distinti, consegnando loro i riconoscimenti previsti. Un aspetto particolarmente rilevante è la crescita di CSEN Basilicata, che rappresenta il primo ente sul territorio e che da oltre 26 anni opera con continuità e impegno per lo sviluppo di questo movimento. Infine, alla manifestazione hanno gareggiato anche atleti paralimpici, elemento che arricchisce ulteriormente il valore della competizione. In qualità di delegato provinciale di Matera del Comitato Italiano Paralimpico, ritengo fondamentale promuovere l’inclusione e dare spazio a tutti gli atleti». «L’idea alla base di questi eventi è molto chiara: vogliamo far comprendere alle associazioni cosa offre davvero

CSEN Basilicata -aggiunge Michele Varalla, Vice Presindente dell’Ente-. Non solo affiliazione, ma un supporto reale e continuo, che va dalla gestione burocratica, ai tesseramenti, alle assicurazioni, con risposte rapide ed efficaci. A questo si aggiunge una forte attenzione alla formazione sul territorio, con corsi dedicati a tecnici, dirigenti e istruttori, oltre all’organizzazione di eventi come gare e stage che danno visibilità e opportunità di crescita alle realtà locali. Il nostro obiettivo è quindi quello di rafforzare sempre di più il legame con il territorio, invitando le associazioni a riconoscersi e affiliarsi qui, contribuendo insieme alla crescita di un sistema solido, organizzato e sempre più rappresentativo a livello regionale». Il primo Trofeo Heraclea ha rappresentato un importante momento di sinergia tra CSEN Basilicata e l’ASD Lady Debora, fondata oltre 26 anni fa da Debora Gallo e Salvatore Virgallita, ballerini professionisti di danze standard. Gli organizzatori hanno espresso grande soddisfazione per gli ottimi risultati raggiunti durante la competizione, una gara in cui ha prevalso la meritocrazia e che è stata curata in ogni dettaglio, raccogliendo ampi consensi da parte di atleti e pubblico. La loro scuola è oggi il simbolo di come, anche nelle aree interne, sia possibile costruire e portare avanti un percorso professionale grazie a passione, impegno e compe-

tenza. Nata a Tursi, nel tempo si è sviluppata in diverse località del territorio, con sedi a Stigliano, Senise, Accettura, Gorgoglione, Calciano, San Brancato e San Mauro. Debora e Salvatore hanno trasmesso le loro competenze e la loro passione non solo ai numerosi allievi delle loro scuole, ma anche al figlio Denis Virgallita, che ha raggiunto importanti risultati nelle danze latine in Italia e all’estero. «Cresciuto in una famiglia di maestri di ballo, ho sviluppato fin da piccolo una forte passione per la danza. Provenire dalla Basilicata, una realtà con pochi atleti, non è stato semplice, ma nonostante le difficoltà siamo riusciti a distinguerci anche a livello nazionale e internazionale. Tra i risultati più importanti, la vittoria alla East Yorkshire Titles 2025, prestigiosa competizione internazionale di Ballroom e Latin Dance tenutasi ad Anlaby, Hull (Regno Uni-

to) e il quinto posto alla gara internazionale “All England Open 2026”, svoltasi a Blackpool, uno dei palcoscenici più prestigiosi per le danze latinoamericane. Nel mio percorso ho conquistato anche sei titoli italiani nelle danze coreografiche e diverse finali ai Campionati Italiani Assoluti.Rappresentare la mia regione è per me motivo di grande orgoglio e uno stimolo a dare sempre il massimo, dimostrando che anche da una piccola realtà si possono raggiungere grandi traguardi. Al mio fianco, la mia partner Felicia Di Virgilio, con cui condivido questo percorso da oltre tre anni». La storia di Denis racconta come, anche nelle aree interne, grazie alla passione e all’abnegazione, si possono ottenere grandi risultati. Un invito dunque ai giovani, per continuare a credere e a coltivare le proprie passioni.

Al Pala Ercole atleti provenienti da Puglia, Basilicata e Calabria per l’evento dello CSEN e ASD Lady Debora

Matera e provincia

Matera, approvato Rendiconto 2025 ma scoppia la polemica sull’avanzo

MATERA. Il Consiglio comunale di Matera ha approvato il rendiconto di gestione per l’anno 2025, certificando un bilancio complessivo che supera i 105 milioni di euro e un avanzo di amministrazione superiore ai 6,5 milioni. Un risultato che fotografa una condizione di stabilità finanziaria dell’ente, ma che al tempo stesso alimenta un duro scontro politico tra maggioranza e opposizione. Nel dettaglio, le spese correnti ammontano a circa 60 milioni di euro, mentre 31 milioni sono destinati alle spese in conto capitale, a conferma di un impegno sul fronte degli investimenti. Tra le principali voci della spesa corrente si segnalano circa 11 milioni per l’acquisto di beni e servizi, oltre agli interessi passivi e ad altre spese correnti. Particolare rilievo assume la Missione 12, dedicata alle politiche sociali e alla famiglia, con uno stanziamento superiore ai 9 milioni di euro. Quasi 4 milioni sono destinati alla Polizia locale e 3,2 milioni al settore istruzione. Sul fronte degli investimenti, si registrano 4 milioni per lo sport, oltre 3 milioni per il turismo e 17 milioni per ambiente e igiene urbana. «Abbiamo appena approvato un bilancio solido e in perfetta salute, con la pos-

sibilità di rilanciare il percorso intrapreso, rispettando gli obiettivi di mandato», ha dichiarato il sindaco Antonio Nicoletti, che ha parlato di «coesione e responsabilità» da parte della maggioranza. Il primo cittadino ha inoltre rivolto un ringraziamento al consigliere Angelino, presente in aula nonostante un infortunio, sottolineando il senso di responsabilità dimostrato. Nel corso della seduta è

stata approvata anche una variazione di bilancio funzionale al raggiungimento degli obiettivi programmati. Tra le progettualità strategiche indicate dall’amministrazione figurano il recupero di Palazzo Acito nei Sassi, finanziato dal Fondo nazionale per il turismo e dalla Regione Basilicata, e il progetto Interreg Italia Grecia, con la prevista costituzione di un infopoint a supporto del territorio. L’obiettivo, se-

condo la maggioranza, è rafforzare le politiche sociali e delineare prospettive di crescita orientate a una città sempre più internazionale.

Di segno opposto la lettura dell’opposizione, che evidenzia come il rendiconto sia stato approvato con un solo voto di scarto, 17 favorevoli e 16 contrari, grazie al passaggio in maggioranza del consigliere Paolo Grieco. Un episodio che, secondo i

gruppi di minoranza, conferma una «deriva politica» fatta di trasformismi e logiche di posizionamento.

Per l’opposizione, l’avanzo di amministrazione, vicino ai 7 milioni di euro, «non rappresenta un vanto», ma piuttosto il segnale di un’incapacità di spesa e di programmazione. «A fronte di oltre 60 milioni di euro di spesa corrente, la città appare immobile», denunciano i consiglieri, parlando di cantieri fermi, aree verdi trascurate ed edifici scolastici in difficoltà. Critiche anche per la bocciatura di un ordine del giorno che proponeva di destinare 4 milioni dell’avanzo a interventi urgenti su strade urbane, viabilità rurale e scuole. Nonostante la bocciatura, l’opposizione annuncia nuove iniziative in aula, tra mozioni e interrogazioni, per riportare al centro dell’attenzione i problemi concreti della città. «Il bene di Matera si può e si deve fare anche dai banchi della minoranza», sostengono, ribadendo l’impegno a rappresentare le istanze dei cittadini. La seduta si chiude così con un clima politico teso, mentre resta aperta la sfida di trasformare le risorse disponibili in interventi concreti e visibili sul territorio.

Intesa tra otto Comuni per la Strategia territoriale: oltre 25 milioni di euro per mobilità, servizi e crescita nelle aree interne

Medio Basento, firmato accordo per lo sviluppo

IRSINA. È stato sottoscritto allo scalo ferroviario di Garaguso–Grassano–Tricarico l’Accordo di programma per l’attuazione della Strategia territoriale integrata dell’Area interna Medio Basento, al termine di un incontro che ha riunito tutti i sindaci del comprensorio. Un passaggio definito di grande rilievo istituzionale, che segna il completamento di un percorso condiviso tra enti locali e Regione Basilicata. Il Comune di Irsina, capofila dell’iniziativa, esprime soddisfazione per il risultato raggiunto con la firma del sindaco Giuseppe Candela. La Strategia territoriale è stata infatti approvata con deliberazione di Giunta regionale numero 127 del 2 aprile 2026, rendendo il Medio Basento il primo territorio lucano a concludere l’iter e a giungere alla sottoscrizione del-

l’accordo.«Essere i primi rappresenta per noi un motivo di orgoglio, ma anche una grande responsabilità – afferma Candela –. Questo risultato premia il lavoro sinergico e la capacità di programmazione di un intero territorio che ha saputo fare squadra, costruendo una visione condivisa di sviluppo». Un percorso che ha visto coinvolti i Comuni di Irsina, Calciano, Ferrandina, Garaguso, Grassano, Pomarico, Salandra e Tricarico, uniti per affrontare le criticità delle aree interne e valorizzarne le potenzialità.La Strategia si inserisce nel Programma regionale Fesr Fse+ 2021–2027, nell’ambito della priorità dedicata ai sistemi territoriali, e punta a promuovere uno sviluppo integrato sotto il profilo sociale, economico e ambientale. Tra gli obiettivi, la valorizzazione del pa-

trimonio culturale e naturale, il sostegno al turismo e il rafforzamento dei servizi essenziali per le comunità locali.Per l’Area interna Medio Basento è prevista una dotazione finanziaria complessiva di 11.910.520,13 euro, cui si aggiungono oltre 9 milioni destinati alla viabilità e circa 4 milioni di fondi Cipess, per un totale superiore ai 25 milioni di euro. Risorse considerate strategiche per realizzare interventi concreti in grado di migliorare la qualità della vita, potenziare la mobilità e sostenere lo sviluppo economico.«Questo traguardo dimostra che quando i territori collaborano con responsabilità e spirito istituzionale, i risultati arrivano – prosegue Candela –. La Strategia del Medio Basento non è solo un piano di investimenti, ma un vero progetto di futuro».

Un’impostazione che punta a rendere i piccoli comuni protagonisti di una nuova fase di crescita, innovazione e coesione.«Essere i primi – conclude il sindaco – significa aprire una strada e assumersi l’impegno di dimostrare che le aree interne possono diventare un modello di sviluppo efficace e sostenibile». Candela ha infine ringraziato la Regione Basilicata, i sindaci dei Comuni partner e gli uffici coinvolti per il lavoro svolto.

La Polizia arresta un 40enne, di professione elettricista, che stava effettuando alcuni lavori all’interno dell’immobile

Marconia, furto aggravato in casa ai danni di un anziano

La Polizia di Stato di Matera ha arrestato, in flagranza di reato, a Marconia di Pisticci, un quarantenne per furto in abitazione aggravato, commesso nei confronti di un anziano. Presso il Commissariato di Pisticci giungeva una se-

gnalazione da parte di un ottantenne che, spaventato e confuso, riferiva di aver scoperto che gli era stato sottratto del denaro dalla sua abitazione. Immediatamente, gli operanti, dopo aver tranquillizzato l’anziano, appuravano che dalla sua abitazio-

ne era appena uscito un uomo, di professione elettricista, il quale stava effettuando alcuni lavori all’interno dell’immobile. Il tempestivo e coordinato intervento di più equipaggi sul territorio, anche a bordo di auto civetta, consentiva il rintraccio del

soggetto poco distante dalla dimora dell’ottantenne; all’atto del controllo, gli agenti, trovavano le banconote che erano state poco prima sottratte all’anziano. Pertanto, l’uomo, gravato da precedenti di polizia, veniva dichiarato in stato di arresto

per furto aggravato in abitazione e, dopo le formalità di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari presso l’abitazione di residenza. Infine, il denaro veniva restituito al legittimo proprietario.

Un laboratorio sul futuro dell’educazione, capace di armonizzare i modelli didattici tradizionali con l’evoluzione tecnologica

Pisticci, l'Istituto Pietrelcina-Flacco protagonista del progetto “Cybersapiens” sull'intelligenza artificiale

L’Istituto Comprensivo

“Pietrelcina-Flacco” di Pisticci è protagonista per il progetto Cinematografico, CYBERSAPIENS - Intelligenza Artificiale, Neo Magie e Arcani Digitali, un’iniziativa innovativa che mette in dialogo il mondo simbolico del passato con le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale. Il progetto si inserisce nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. L’iniziativa coinvolge attivamente tutti gli ordini scolastici dell’Istituto: la scuola dell’infanzia, i plessi di Pisticci e Marconia, la scuola primaria –plesso di Marconia – e la scuola secondaria di primo grado – plesso di Pisticci, in un percorso educativo integrato e trasversale. L’Istituto “Pietrelcina–Flacco”, guidato dalla Dirigente Scolastica prof.ssa Maria Di Bello, in qualità di ente capofila, coordina una rete di partner composta dal Liceo “Duni-Levi” di Matera, dal Liceo

“Orazio Flacco” di Potenza e dall’IIS “Pisticci–Montalbano Jonico”, in collaborazione con l’Università del Salento. Il progetto si avvale inoltre del supporto del Consorzio Concreto / CineParco Tilt, in qualità di produttore esecutivo, e della consulenza scientifica di Pegah Moshir Pour. Dopo la fase di film literacy, i numerosi partecipanti sono ora pienamente coinvolti nelle attività di campus e film production, lavorando a stretto contatto con esperti esterni e operatori del settore audiovisivo. Durante le attività sul campo, gli studenti sono impegnati nella creazione di contenuti audiovisivi originali, sperimentando le potenzialità degli strumenti digitali avanzati. Il percorso formativo ha già esplorato l’applicazione dell’intelligenza artificiale in diversi ambiti, tra cui chatbot, coding, doppiaggio, traduzione automatica e generazione video, e culminerà nella realizzazione di un lungometraggio documentaristico. Il progetto prevede inoltre un’importante attività laboratoria-

le presso l’Università del Salento, a ulteriore consolidamento delle competenze acquisite. Particolarmente interessante è l’analisi proposta dal progetto su come le tecnologie contemporanee possano dialogare e comunicare in modo analogo alle tradizioni, rielaborando simboli, linguaggi e pratiche del passato in chiave digitale e innovativa. CyberSapiens si configura come un vero e proprio laboratorio sul futuro dell’educazione, capace di armonizzare i modelli didattici tradizionali e di promuovere una riflessione critica e consapevole dell'evoluzione tecnologica, formando cittadini digitali competenti, creativi e soprattutto responsabili.

Sarebbe stato il montalbanese Francesco Lomonaco, il “Plutarco italiano”, a omaggiare l’amico Manzoni con il manoscritto originario “Fermo e Lucia”

I Promessi Sposi, tesi suggestiva sulle origini lucane del romanzo di Manzoni

DI VI NC EN ZO MA IDA

Lo studio dei Promessi Sposi è stato, nei giorni scorsi, improvvidamente ridimensionato e si sono levate diverse voci contrarie. Ѐ stato infatti deciso che il suo studio non è più obbligatorio e gli Istituti scolastici avranno libertà di scelta; il suo studio, inoltre, è stato anche spostato agli ultimi anni della Scuola media superiore. Stiamo parlando del romanzo più famoso della storia d’Italia che molti ritengono fondamentale per la formazione degli studenti. Secondo padre Gabriele Ronzano, gesuita di Venosa, venuto a mancare nel 2007 all’età di 92 anni, e autore di un libro che tratta proprio del racconto del Manzoni, Fermo e Lucia, “Quel ramo del lago di Como”, avrebbe dovuto essere quel ramo dei “Laghi di Monticcio”, perché a suo dire la storia di Renzo e Lucia sarebbe tutta lucana.

Tale tesi fu poi ripresa e rilanciata dal compianto Rocco Brancati sulle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno e, successivamente, dal sottoscritto nel libro “I muri parlano”. Tutta la vicenda non si sarebbe, dunque, svolta in Lombardia tra il lago di Lecco, l’Adda, Milano e dintorni, bensì in Lucania, sulle sponde dei Laghi di Monticchio, nel Vulture, in provincia di Potenza. Qualche anno fa, un Quotidiano di Lecco riprese la suggestiva tesi che suscita non poca curiosità negli accaniti lettori e studiosi del romanzo. Sarebbe stato il montalbanese Francesco Lomonaco, il “Plutarco italiano”, quale amico e maestro mentore di Alessandro Manzoni, a regalargli il manoscritto originario “Fermo e Lucia” dal quale, poi, con alcune rivisitazioni nacquero i Promessi Sposi. Quel manoscritto riportava una leggenda tradizionale del posto su due sposi promessi

che si chiamavano Fermo e Lucia, come nella prima versione del celebre romanzo, alle prese con un signorotto locale. Padre Cristoforo sarebbe fuggito in Sicilia invece che a Rimini; Agnese, madre della promessa consorte avrebbe invocato la Madonna del Carmine; la Monaca di Monza sarebbe Geltrude De Leyva, rampolla dei commendatari dell’Abbazia di San Michele Arcangelo che si affaccia appunto sul Lago piccolo di Monticchio. Alla stessa stregua, i “monti sorgenti dall’acque, ed elevati al ciel”, riportati nel passaggio più lirico del romanzo, nel racconto originario non sarebbero il Resegone e le Grigne che si ergono sul Lario, ma le cime del Vulture che si specchiano nei laghi vulcanici di Monticchio. La tesi è suggestiva, ma purtroppo non può essere verificata né provata perché non ci sarebbe prova di tutto ciò. Ricordiamo che Francesco Lomonaco,

dopo il fallimento della Repubblica Partenopea a Napoli nel 1799, fuggì in Francia, poi andò in Svizzera e quindi a Milano dove divenne medico e amico di Ugo Foscolo e del fratello, di Vincenzo Monti e del giovane Alessandro Manzoni. Morì poi suicida a soli 38 anni. Casa Lomonaco è ancora in piedi nel centro storico di Montalbano Jonico, nella via che porta il suo nome e davanti al portone di ingresso è stato collocato un cartello che riporta la poesia “Per la vita di Dante” che Manzoni gli dedicò.

Un suo busto marmoreo, agli inizi del ‘900, è stato collocato sulla terrazza del Pincio a Roma, tra i 300 italiani illustri precursori dell’Unità d’Italia. Michele Giuseppe Scaccuto, nel suo libro “Eresie su Francesco Lomonaco”, ha ipotizzato alcune similitudini tra lo stile lessicale di Francesco Lomonaco e alcune pagine dei Promessi Sposi. Per quanto questa storia sia affascinante, purtroppo quel manoscritto, come disse lo stesso Manzoni, andò distrutto, per cui le prove sicure non sono più verificabili.

I progetti candidati pongono al centro la lettura come strumento di inclusione, innovazione e partecipazione

Capitale italiana del libro, 31 le città candidate: tra le lucane Chiaromonte e Palazzo S. Gervasio

Sono 31 le candidature pervenute al Ministero della Cultura per il titolo di Capitale italiana del libro 2027, a conferma della crescente attenzione dei territori verso la promozione della lettura e delle politiche culturali diffuse. Tra queste, sette candidature sono presentate in forma aggregata, per un totale complessivo di 92 Comuni coinvolti. Il termine per la presentazione delle domande è scaduto lo scorso 18 aprile. Entro tale data, i Comuni partecipanti

hanno trasmesso al Dipartimento per le attività culturali del Ministero dossier completi, contenenti progetti articolati e strategie volte alla valorizzazione del libro e della lettura come strumenti di crescita culturale e coesione sociale. La selezione sarà affidata a una giuria composta da cinque esperti indipendenti di riconosciuta competenza nei settori della cultura e dell’editoria, nominati annualmente dal Ministero della Cultura. Entro il 30 giugno 2026, la Commissione individue-

rà fino a un massimo di 10 progetti finalisti. I Comuni selezionati saranno invitati a presentare pubblicamente i propri dossier nel corso di un incontro dedicato di approfondimento. La giuria sottoporrà quindi al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, entro il 31 luglio 2026, la proposta della città designata come Capitale italiana del libro 2027. I progetti candidati pongono al centro il libro e la lettura come strumenti di inclusione, innovazione e partecipazione. Alla città vincitrice sa-

rà assegnato un contributo fino a 500 mila euro per la realizzazione delle attività previste nel dossier di candidatura. Tra i Comuni lucani: Chiaromonte con “Le trame di Calliope”; Palazzo San Gervasio con “Terre Libere. Antologia di un popolo che (r)esiste con la lettura”, in aggregazione con Acerenza, Banzi, Cancellara, Forenza, Genzano di Lucania, Ginestra, Lavello, Maschito, Melfi, Montemilone, Oppido Lucano, Potenza, San Chirico Nuovo, Tolve, Venosa.

L’Apt porta il format nella Perla del Tirreno, la dg Sarli: «Puntiamo a rafforzare la destinazione nei mercati. Occasione per gli operatori»

Maratea torna la BTM Special Edition per il rilancio del turismo lucano

Dal 6 all’8 maggio

Maratea ospiterà la Business Tourism Management (BTM) “InterAzioni, Special Edition”, iniziativa promossa dall’Apt Basilicata con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Maratea e del Gal pesca “La cittadella del sapere”.Si tratta di un format itinerante di BTM Italia pensato per rafforzare il posizionamento della destinazione sui mercati nazionali e internazionali e per creare nuove opportunità per gli operatori del territorio. L’iniziativa prevede momenti di incontro B2B, attività di networking e un fam trip dedicato alla scoperta delle eccellenze di Maratea e delle aree circostanti.«Abbiamo fortemente voluto riconfermare la presenza della BTM in Basilicata, dopo la prima Special Edition di set-

tembre scorso nel Metapontino, perché siamo convinti che sia utile portare direttamente sul nostro territorio occasioni di networking per i nostri operatori, unendo ai tavoli di lavoro anche l’esperienza diretta della nostra destinazione. D’altronde il nostro piano delle attività del 2026 è molto focalizzato sul business – dichiara il direttore generale dell’Apt Basilicata, Margherita Sarli – abbiamo avuto il True a Matera qualche giorno fa e abbiamo riconfermato per l’autunno il Roots-In. Oltre a Maratea nei prossimi giorni, toccherà a settembre nuovamente alla Costa Jonica».Il programma prevede, nelle giornate del 6 e 7 maggio, un fam trip che vedrà protagonisti buyer e giornalisti di settore, impegnati a conoscere da vicino l’offerta turistica lo-

cale. Un’esperienza immersiva pensata per valorizzare il territorio e le sue peculiarità.Il percorso si concluderà l’8 maggio nelle sale del Grand Hotel Pianeta, con una giornata interamente dedicata agli incontri B2B, momento

chiave per favorire la commercializzazione dell’offerta turistica e l’apertura verso nuovi mercati. In programma anche workshop pomeridiani, concepiti come strumenti operativi per gli operatori, e un talk istituzionale previ-

sto alle 18:20.«È necessario lavorare in rete – conclude Sarli – e, per quello che ci compete, favorire nuove occasioni di posizionamento della destinazione e di rafforzamento delle proposte dei nostri operatori».

L’ Ass. Gambardella di Italia Viva: «Un’importante occasione di visibilità per il territorio di Maratea»

L’Assessore al Turismo del Comune di Maratea, Mariastella Gambardella, esprime viva soddisfazione per lo svolgimento dell’iniziativa “BTM Maratea – Inter-Azioni Special Edition”, in programma dal 6 all’8 maggio nella Città, sottolineandone il valore strategico ai fini della promozione e della valorizzazione della destinazione.

«L’evento rappresenta un’importante occasione di visibilità per il

territorio, grazie alla presenza di buyer internazionali e operatori della comunicazione specializzata, che potranno conoscere direttamente le eccellenze di Maratea e dell’intera area. Si tratta di un’opportunità concreta che contribuisce a rafforzare il posizionamento della destinazione sui mercati nazionali ed esteri, consolidando al contempo percorsi di cooperazione e sviluppo istituzionale orientati alla crescita del comparto turistico», dichiara

l’Assessore Gambardella. «Particolarmente significativo sarà il momento dedicato agli incontri B2B, che consentirà agli operatori del settore di confrontarsi in maniera diretta e qualificata, favorendo la costruzione di reti professionali, l’attivazione di sinergie operative e l’individuazione di nuove prospettive di sviluppo per il sistema turistico locale. In tale contesto, l’Amministrazione Comunale ha previsto un momento istituzionale di accoglien-

za volto a valorizzare le tradizioni, le identità culturali e le eccellenze enogastronomiche del territorio, a testimonianza della centralità attribuita a questo percorso di promozione integrata», prosegue «L’iniziativa assume ulteriore rilievo in quanto Maratea è stata individuata quale sede dell’evento, una scelta che si inserisce in un quadro di collaborazione strutturata e continuativa con APT Basilicata e con la Direttrice Margherita Sarli, alla quale rinnovo il ringraziamento per l’impegno istituzionale e per la visione condivisa. Il rapporto con APT si conferma infatti determinante nella costruzione e nell’attuazione di politiche turistiche efficaci e di lungo periodo, fondate su una piena sinergia tra istituzioni” - sottolinea l’Assessore al Turismo. «Il Comune di Maratea conferma la propria piena disponibilità a sostenere e promuovere iniziative di questo tipo, ritenute fondamentali per la valorizzazione del territorio e per il rafforzamento di un sistema turistico dinamico, competitivo, aperto al mondo e orientato alla qualità e all’innovazione», conclude Gambardella.

Un percorso di circa 5 km pensato per rigenerare corpo e mente, offrendo ai partecipanti un vero e proprio viaggio interiore

Sasso di Castalda, 1° Maggio alternativo: l’Asd organizza il Sentiero delle Emozioni

SASSO DI CASTALDA

Un Primo Maggio alternativo, lontano dal caos e immerso nel silenzio dei boschi lucani. L’ASD

SENTIERI invita appassionati di natura e camminatori a partecipare al trekking lungo il “Sentiero delle Emozioni”, un percorso di circa 5 km pensato per rigenerare corpo e mente. L’esperienza si sviluppa attraverso quattro percorsi tematici che si intrecciano tra loro, offrendo ai partecipanti non solo un’attività fisica, ma un vero e proprio viaggio interiore: Sentiero dell'Amore: un invito all'apertura e alla connessione autentica, andando oltre la visione romantica tradizionale; Sentiero della Gentilezza: dedicato al "passo leggero", alla cura

verso l'ambiente e al valore della lentezza; Sentiero dell'Ascolto: una sfida a riscoprire la propria presenza attraverso il silenzio e i suoni della natura; Sentiero dell'Incanto: un omaggio alla bellezza del paesaggio per favorire il benessere profondo. «Vogliamo trasformare una giornata di festa in un'occasione di consapevolezza. Il trekking non è solo movimento, ma un modo per ascoltare il territorio e noi stessi attraverso i quattro pilastri di questo cammino», si legge nella nota. L'appuntamento è fissato per le ore 09:00, in Piazza Rocco Petrone, a Sasso di Castalda. Il percorso si estende per circa 5 km ed è adatto a chi desidera riscoprire il territorio con occhi nuovi.

via il sesto appuntamento della rassegna “Frammenti autoriali”, promossa da Gal Cittadella del Sapere e Marateale

Lauria ricorda il maestro burattinaio Mariano Dolci, nipote dello

statista

lucano Francesco Saverio Nitti

Con il sesto appuntamento

della XVII° rassegna

“Frammenti Autoriali, che si svolgerà oggi (Sala Cardinale

Brancati ore 18.30), si ricorderà il burattinaio Mariano Dolci, nipote dello statista lucano Francesco Saverio Nitti (Melfi 1868-

Roma 1953) . Molto legato alla terra del nonno, Mariano Dolci è morto lo scorso novembre ad 88 anni e la sua scomparsa in Basilicata è passata nel più assoluto silenzio, eppure è stato uno dei più grandi interpreti del nostro Teatro di Figura, il cui magistero, più che cinquantennale, ha spaziato dalla scena professionale a quella sociale, dal teatro per l’infanzia al teatro nei contesti di fragilità, con particolare attenzione agli ambiti dell’educazione e del disagio mentale. La sua vita cambiò quando a Roma nella metà degli anni sessanta, meno che trentenne ed insegnante matematica, iniziò a frequentare la Compagnia di quel grande visionario e sperimentatore del Teatro di Animazione che fu Otello Sarzi. Questo incontro fu decisivo per fargli lasciare la scuola ed inseguire il fascino del “casotto”, del mobile palcoscenico in miniatura e delle sue creature in legno. Alla fine degli anni sessanta approdò a Reggio Emilia e qui divenne, grazie al sindaco Renzo Bonazzi e all’assessora Loretta Giaroni, l’unico burattinaio assunto con tale mansione da un comune italiano. A contatto con Loris Malaguzzi, un pedagogista illuminato promotore di una filosofia dell’educazione innovativa,

Mariano Dolci lavorò nelle scuole primarie di Reggio (e non solo, seminari e laboratori li tenne anche all’estero) sviluppando da autentico maestro di burattinologia una propria tecnica e un proprio metodo artistico-pedagogico, tant’é che verrà citato anche nel famoso testo di Gianni Rodari “Grammatica della Fantasia”. Apprezzato anche da Dario Fo e Franca Rame, nel suo Teatro di Figura trovarono sintesi pensiero logico e immaginazione nonché rare capacità manuali, le sue maschere e personaggi sembravano avere un’anima al posto del legno. Secondo lui un burattino non deve mai rappresentare solo intrattenimento o divertimento, ma anche uno strumento capace di restituire ai bambini creatività e far riconquistare loro “cento linguaggi”. Ricordiamo che la rassegna “Frammenti autoriali”, ideata e curata dal cinecronista Mimmo Mastrangelo, è promossa da Gal Cittadella del Sapere e Festival Internazionale Marateale con la collaborazione di Palazzo Marangoni e Associazione Magna Grecia. Intervengono con Mimmo Mastrangelo, Nicola Timpone, direttore artistico del Festival Marateale, e Mario Lamboglia della locale Associazione Magna Grecia.

Al

Celebrazione

al Bucaletto e piantumazione al Monte Carmine per onorare due figure storiche del Masci

Scout lucani, alberi simbolici per ricordare Coviello e Torre

Giorgio Coviello e Attilio Torre sono stati un punto di riferimento per il Masci, due esponenti che hanno dato vita a numerose iniziative di carattere sociale, economico, ambientale, religioso e artistico. Nel loro ricordo, ieri mattina, nella parrocchia di Santa Maria della Speranza, nel rione Bucaletto, si è svolta una Santa Messa officiata dal parroco don Salvatore Sa- bia.È ancora vivo il ricordo di due persone che tanto hanno dato al Masci, ai gruppi Agesci e alla comunità cittadina, grazie al loro impegno nei diversi ambiti. Proprio per questo il gruppo Masci ha voluto ricordarli fraternamente. Nel corso della cerimonia religiosa, don Sabia ha benedetto due alberelli, successivamente piantumati al Monte Carmine, quale segno tangibile di un impegno costante e di un ricordo profondo per i due esponenti.I quaranta partecipanti hanno preso parte a una cerimonia di alto spessore umano e sociale, mettendo al centro valori come la solidarietà, l’amore reciproco e l’attenzione alla persona, nella speranza che tali principi possano rappresentare un punto di riferimento per la comunità. Al termine della celebrazione, dopo la foto di rito nei pressi dell’altare della chiesa, i presenti si sono ritrovati per un momento conviviale.I due abeti sono stati piantati come simbolo duraturo del loro impegno nella formazione di molti giovani scout lucani. Una giornata baciata dal sole ha accompagnato i partecipanti in un mo-

mento di riflessione condivisa nel ricordo di Coviello e Torre. Un’iniziativa che non resterà isolata, ma che si inserisce in un percorso più ampio legato al mondo dello scoutismo e alle politiche di sviluppo sostenibile, con l’obiettivo di dare continuità a un patrimonio culturale, umano e sociale di grande valore per la Basilicata.Nel corso dell’iniziativa sono intervenuti anche alcuni rappresentanti del Masci. Liliana Guarino, Magister del Potenza 1 –Comunità Attilio Torre, ha sottolineato: «Questa comunità porta il nome di Attilio Torre, mentre l’altro alberello è dedicato a Giorgio Coviello. Sono state due figure emblematiche dello scoutismo lucano, capaci di diffondere i valori scout all’interno della comunità. Molti ragazzi sono cresciuti grazie a questo messaggio e abbiamo sentito il dovere di piantare questi alberi anche in occasione del settantesimo anniversario del Masci, già celebrato in tutta Italia con iniziative simili. Le piante saranno collocate al Monte Carmine e ne seguiremo la crescita, perché per noi è fondamentale avere punti di riferimento chiari».Filomena Olivieri, segretaria del Masci Basilicata, ha aggiunto: «Questa iniziativa rientra tra le attività promosse per i 70 anni del Masci. In tutta Italia sono stati piantati alberi dedicati a educatori scout e non scout. Per la Basilicata abbiamo voluto ricordare tre figure: don Egidio Guerriero, della provincia di Matera, e Giorgio Coviello e Attilio Torre, della provincia di Potenza. Oggi mettiamo a dimora questi due alberi in loro onore, perché

sono stati tra i fondatori dello scoutismo lucano e hanno rappresentato un esempio di coerenza, amore per il territorio e attenzione verso i giovani».A chiudere gli interventi è stato Paolo Donadio, figura storica dello scoutismo potentino: «Faccio parte della comunità Masci Triepi e ne sono Magister. Sono stato scout dal 1958, proprio negli anni in cui operava Giorgio Coviello. Fu lui,

tra il 1981 e il 1982, a invitarmi a tornare come capo scout nel gruppo Potenza 1 dopo il terremoto. Attilio Torre è stato fondamentale per me: ha fondato la comunità Masci Triepi ed è stato un grande promotore dello scoutismo sociale, portandolo fuori dalle sedi e tra la gente. Questo evento, organizzato a livello regionale, rappresenta un segno concreto del loro ricordo».

DI

LA RUBRICA DI CRONACHE Pensieri e considerazioni su come evolvono

Appunti di realtà 30 aprile Il peso del “Non Ancora”

DI FABRIZIO QUARATINO

C’è una cosa che quasi nessuno considera davvero. Non è il tempo che manca. È il tempo che si lascia scivolare dentro il “non ancora”. E così la vita si riempie di cose che non iniziano mai. Non sono le grandi decisioni a bloccare tutto. Sono le piccole sospensioni ripetute. Le frasi dette a metà. Le chiamate rimandate. Le scelte “appena possibile”. Le cose che si faranno quando sarà il momento giusto. Che però non arriva mai. Il punto non è il coraggio. Il punto è l’abitudine al rinvio. A quella zona comoda in cui niente è definitivo, ma tutto sembra possibile. E proprio per

questo non si decide mai. Il “non ancora” è subdolo. Non ferma. Non blocca. Non crea problemi evidenti. Semplicemente prolunga tutto. E nel prolungamento, le cose perdono forma. Non ci si accorge subito di vivere così. Perché il “non ancora” sembra prudenza. Sembra riflessione. Sembra rispetto dei tempi. Ma spesso è solo una forma elegante di evitamento. E intanto il tempo non cambia direzione. Continua a scorrere dentro queste sospensioni senza chiedere permesso. Ci sono vite che non si complicano per quello che succede. Si svuotano per quello che non succede mai. Non serve una grande svolta per cambiare tutto. Serve interrompere un

solo “non ancora”. Uno. Quello che si continua a giustificare da troppo tempo. Perché ogni vita, a un certo punto, si gioca su una soglia semplice. Continuare a rimandare o iniziare a fare. Non tutto. Non perfettamente. Ma davvero. E la differenza non è immediata. Non si vede fuori. Ma cambia il rapporto con il tempo. Non lo si subisce più. Lo si attraversa. Alla fine non è il tempo a decidere. È il mo-

mento in cui si smette di negoziare con il rinvio. E si accetta che alcune cose diventano reali solo quando si decide di farle accadere. E lì, senza rumore, qualcosa si sposta davvero. Non fuori. Dentro.

Volontari da tutta la Basilicata attesi il 3 maggio per il corso promosso dalla rete regionale: focus su Haccp e novità fiscali

Formazione Pro Loco, a Tito una giornata dedicata a sicurezza e riforma del Terzo Settore

Tutto pronto a Tito, in provincia di Potenza, per il corso di formazione promosso dalla Rete Ente Pro Loco Basilicata Aps e rivolto ai volontari delle Pro Loco affiliate alla Rete Associativa di Terzo Settore Ente Pro Loco Italiane Aps. L’appuntamento annuale, fortemente voluto dall’ente regionale in collaborazione con la Pro Loco Gli Antichi Portali di Tito, si svolgerà domenica 3 maggio 2026 a partire dalle ore 9 presso la sala Don Domenico Scavone, in via Sant’Anna.L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Tito, dall’Anci Basilicata e dall’Ente Pro Loco Italiane Aps, rientra tra le attività sostenute dalla Regione Basilicata e dall’Apt Basilicata. La giornata si aprirà con i saluti istituzionali del sindaco Fabio Laurino e della presidente della Pro Loco Gli Antichi Portali di Tito, Maria Giovanna Salvia, seguiti dall’introduzione del presidente regionale Ente Pro Loco Basilicata, Rocco Franciosa.A seguire, la tecnologa alimentare Rocchina Robilotta terrà una relazione dal titolo «Principi generali e normative su Haccp», con particolare riferimento alle manifestazioni temporanee e alle sagre. Previsto inoltre un approfon-

dimento sulla riforma fiscale del Terzo Settore, a cura della segretaria nazionale Epli Morena Pisano.«Tra le attività annuali programmate – sottolinea il presidente regionale Rocco Franciosa – la formazione per i volontari Pro Loco riveste un’importanza centrale per le manifestazioni che si realizzano nei territori, sia per quanti sono impegnati nell’organizzazione sia per i fruitori, siano essi cittadini, turisti o visitato-

ri».Franciosa ha inoltre espresso ringraziamenti per le collaborazioni e i contributi ricevuti: «Ringraziamo la Pro Loco Gli Antichi Portali di Tito e il Comune di Tito per la preziosa collaborazione, la tecnologa alimentare Rocchina Robilotta che da anni segue con professionalità la formazione dei nostri volontari, la segretaria nazionale Epli Morena Pisano per il costante supporto amministrativo e la Regione Basilicata e l’Apt

Basilicata per il sostegno finanziario alle attività di coordinamento, assistenza e rappresentanza che la Rete Ente Pro Loco Basilicata Aps mette al servizio delle proprie affiliate».Una giornata che si conferma quindi come momento centrale di aggiornamento e crescita per il mondo delle Pro Loco lucane, sempre più impegnate nella promozione dei territori e nella gestione qualificata degli eventi locali.

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Cronache del 30 aprile 2026 by Cronache - Issuu