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Cronache del 2 ottobre 2026

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GIOVEDÌ 2 OTTOBRE 2026 • ANNO XI N. 220

Direttore Responsabile Rosa MOLLICA Direttore Editoriale Alessandro SANSONI • redazione@lecronache.info

mAGGIORANzA cOmpATTA, ANchE vANNAccI vOTA cON IL cDx. IL TEsTO, bLINDATO, pROsEGuE IL suO ITER

Legge elettorale, respinte le 5 pregiudiziali Il voto finale è atteso per l’8 ottobre. Donzelli (fdI): «Andiamo avanti», le opposizioni protestano

Manco a pag 5

GIORDANO GRAzIATO DALLA LEGGE NAzIONALE REsTA 2 ANNI ANcORA ALLA pREsIDENzA DELLA pROvINcIA

IL cDx DEvE vINcERE A vIETRI Esulta Lacorazza che temeva di dover riproporre il pentastellato ad un csx che non lo vuole più. Le elezioni comunali del comune melandrino diventano strategiche per l’intera regione. Il cdx non può sbagliare _

bRucIATI I LIcEI

Aql entra nella Community “Valore Acqua”, il dg Cerciello Renna: «La Basilicata è l’infrastruttura naturale d’Italia»

L’estrema Sinistra devasta la Francia

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DI RObERTO LAmATTINA

a Francia sull’orlo di una guerra civile. Ridurre le proteste che stanno devastando le città francesi a proteste studentesche è decisamente riduttivo. Per poter trovare una situazione simile in Francia si deve tornare al Maggio ’68. Anche quella fu una vera e propria guerra civile. Le notizie che arrivano sono quelle di un bollettino (...) ■ continua a pag 3

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La vignetta di Mario Bochicchio Giordano

Dellapenna a pag 7

OLTRE IL GIARDINO A Cronache Tv, Delle Donne e Panarelli raccontano le attività di “Fantastico Medioevo”

«basilicata centrale nel mediterraneo» RispONDE A pAcE E ANNuNciA: «RipRENDERò L’AziONE NONviOLENTA»

bolognetti: «Il caso Ruggi va portato sui tavoli nazionali»

Delle Donne e Panarelli

fORum AmbROsETTI

Tammariello pag 14

Servizio a pag 15

■ Servizio

a pag 10

TIckET fARmAcEuTIcO

Secondo la delibera di Giunta regionale la misura enterà in vigore il 16 ottobre, intanto lunedì Latronico incontra i sindacati ■ Servizio

a pag 21

_ uNIbAs

Insediato il nuovo Rettore, Caccavale: «Grande onore», Summa (Ardsu): «Nuova stagione di collaborazione»

■ Servizi

a pag 17

_ LucANA fILm cOmmIssION

Grande successo per la proiezione del corto “Rivedersi”: il cinema racconta il valore della cura ■ Servizio

a pag 19


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Italia e Mondo Bruciati i licei, cosparsi di benzina i presidi, oltre 200 arresti e un centinaio di agenti feriti

L’Estrema Sinistra devasta la Francia Il Partito di Melenchon solidarizza con i violenti, il Governo convoca l’Unità di crisi; Le Pen parla chiaramente di responsabilità politiche di “France Insoumise”, rischio saldatura estrema Sinistra e Radicalismo Islamico

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DI ROBERTO LAMATTINA

a Francia sull’orlo di una Guerra Civile. Ridurre le proteste che stanno devastando le città francesi a proteste studentesche è decisamente riduttivo. Per poter trovare una situazione simile in Francia, si deve tornare al Maggio ’68. Anche quella fu una vera e propria Guerra Civile. Le notizie che arrivano sono quelle di un bollettino di guerra. Un preside sequestrato e cosparso di benzina, il Liceo Mandela è stato bruciato dalle fiamme appiccate dagli studenti, situazione identica a Ruen in Normandia, un altro preside è stato colpito da un razzo. Il bilancio provvisorio parla di quasi 200 studenti arrestati e un centinaio di agenti di polizia feriti; ferito anche un agente della Polizia Municipale di Parigi. IL GOVERNO CONVOCA I MINISTRI Il Governo francese, intanto, ha bloccato ogni movimento dei Ministri. Il Ministro della Pubblica Istruzione Geffray su X scrive: «Un liceo incendiato, personale cosparso di benzina, un bilancio dei feriti che si aggrava: le violenze commesse da questa mattina nei pressi dei licei sono di estrema gravità. Esse vanno ben

oltre la sola questione della scuola. Nessuna rivendicazione può giustificare tali atti». Sebastian Leconeu, Primo Ministro francese, ha convocato un vertice di crisi con tutti i responsabili della sicurezza nazionale. A Marsiglia, Strasburgo ed in altre città per motivi di ordine pubblico sono state fermate le metropolitane, i tram e gli autobus. Insomma, la situazione è ormai assolutamente fuori controllo mentre imperversa la polemica politica. L’ESTREMA SINISTRA DAVANTI ALLE SCUOLE Intanto, iniziano ad emergere le prime responsabilità politiche. Tutte le forze politiche francesi si scagliano contro “France Insoumise”, alcuni parlamentari del partito di Melenchon sono stati davanti alle scuole ad infiammare l’animo degli studenti. L’estrema sinistra francese, del resto, è l’unica che non prende chiaramente una posizione contraria alle manifestazioni e alla violenza. Anzi, per bocca del suo coordinatore nazionale solidarizza con i manifestanti dicendo che «questo Movimento spontaneo è nato dall'esasperazione di fronte a condizioni scolastiche assolutamente indegne».Assolutamente opposta, ovviamente, la

posizione del Front National e del Rassamblement National. Marine Le Pen: «Recandosi di persona davanti ai licei per arringare i giovani, incitando i propri militanti all'insurrezione e inviando i propri deputati davanti agli istituti, Jean-Luc Mélenchon si assume una grave responsabilità per la situazione che il nostro Paese sta vivendo oggi. L’ordine deve essere ripristinato e l'accesso ai licei garantito. La sicurezza di studenti e insegnanti deve essere assicurata. Nulla può giustificare il perdurare di tali violenze, in atto da diversi giorni e in fase di intensificazione». Parole che vengono condivise anche da Bardella. Anche il Governo francese se la prende con

l’estrema sinistra di Melenchon che definisce i disordini come una «manovra organizzata da LFI e dai suoi referenti dell'estrema sinistra». IL RISCHIO CHE LA SITUAZIONE DEGENERI E SI ALLARGHI I precedenti dei moti studenteschi francesi del ’68 non lasciano ben sperare. Da Parigi, partì il disordine che sconvolse, lasciando morti e feriti per oltre un decennio, l’intera Europa. Il rischio è l’effetto emulazione. In Italia i centri sociali, alle prese anche con gli sgomberi, hanno già provato ad organizzare situazioni analoghe nei contesti urbani, anche se queste manifestazioni non hanno mai raggiunto la violenza

francese. È, infine, da comprendere la saldatura tra estrema sinistra e radicalismo islamico, soprattutto nelle periferie delle grandi città francesi ed europee. In molti casi, fenomeni simili si sono già riscontrati e possono determinare situazioni esplosive non facilmente controllabili. Mentre Trump classifica le organizzazioni antifa come terroristiche, i compagni di violenza della Salis sono condannati in Ungheria per aver cercato di uccidere delle persone per motivi politici, e la Francia si trova alle prese con l’ennesimo episodio di violenza politica di sinistra anche a causa dell’irresponsabilità dei vertici politici ed istituzionali della sinistra politica.


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Maggioranza compatta, anche Vannacci vota con il cdx. Il testo, blindato, prosegue il suo iter. Il voto finale è atteso per l’8 ottobre

Legge elettorale, respinte le 5 pregiudiziali di costituzionalità Donzelli (FdI): «Andiamo avanti», il leader azzurro e vicepremier Tajani: «Franchi tiratori? Per carità». Le opposizioni protestano e Magi di+ Europa prosegue sciopero fame

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DI LUCIA S TEFANIA M ANCO

a maggioranza ha superato il primo scoglio sulla legge elettorale nella fase finale dell’esame in Parlamento. Con 229 voti contrari e 151 a favore, ieri la Camera dei deputati ha rigettato le 5 pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni. Si è votato a scrutinio segreto. L’esame del testo dello "Stabilicum" approdato in Aula di Montecitorio per la terza lettura dopo le modifiche al Senato, va, dunque, avanti. L’iter conclusivo è previsto tra il 7 e l’8 ottobre. Il governo Meloni ha annunciato che porrà la questione di fiducia. Il leader azzurro e vicepremier Antonio Tajani rassicura: «Saremo compatti, come oggi». Anche futuro nazionale ha votato insieme al centrodestra. Cresce la protesta da parte dei partiti all’oppo-

sizione. Riccardo Magi, leader di + Europa, continua lo sciopero della fame. Nessun franco tiratore. Questa volta, a differenza della prima lettura a luglio, quando il governo Meloni andò sotto sulle preferenze - divisive tra Fdi, Lega e Fi la maggioranza ha tenuto. Il primo scoglio di questa fase è stato superato. Applauso all’esito dello scrutinio in Aula, dove per il voto sulle pregiudiziali erano presenti ministri e leader di partito, da Nordio, Lollobrigida e Roccella, a Tajani e Casellati, oltre a sottosegretari. Vi erano anche i leader delle opposizioni, come la Segretaria dem Schlein, Fratoianni e Bonelli (Avs), Magi (+ Europa) e Conte (M5s). Fa la “conta” Giovanni Donzelli, responsabile organizzativo di Fdi: «Sono 7 voti in più rispetto ai numeri odierni della maggioranza». Potrebbero essere di Futuro na-

zionale, a giudicare dalla dichiarazioni in Aula di Edoardo Ziello, capogruppo del partito dell’ex generale Roberto Vannacci: «Questa è una legge elettorale che scippa ancora di più la sovranità al popolo, per questo ci opporremo nelle sedi opportune, ma non possiamo votare a favore di pregiudiziali ridicole, come ridicole sono le argomentazioni proposte in quest’Aula…». «Il Parlamento ha confermato che è costituzionale, andiamo avanti», ha ribadito Donzelli. Tira aria di fiducia nel centrodestra, per cui tutto dovrebbe andare liscio la settimana prossima quando si voterà sul provvedimento finale con lo scrutinio segreto. «Temo i franchi tiratori? Ma per carità», risponde Tajani ai cronisti, rassicurando: «Il centrodestra sarà compatto, come ha dimostrato oggi, il risultato è talmente ovvio, i numeri sono chia-

ri». L’esame della legge elettorale riprenderà la settimana prossima. Primo step, lunedì alle 14, quando verrà posta la questione di fiducia sui primi tre articoli che sono stati modificati al Senato. Il voto finale è atteso nella mattinata di giovedì 8 ottobre. I malumori nel centrodestra potrebbero tornare a galla su alcuni nodi dell’impianto della riforma. Qualche timore resta. È il caso dell’assenza dell’alternanza di genere per i capilista bloccati. Punto quest’ultimo molto contestato dalle opposizioni, insieme al sistema delle preferenze concepito, al premio di maggioranza e all’indicazione del presidente del Consiglio al momento della presentazione delle liste. «Le preferenze sono farlocche e sulla parità di genere Meloni offende le donne», ha dichiarato Colucci (M5s). «Questa legge elettorale è incostituzionale e il tentativo di introdurre surrettiziamente per via di legge ordinaria il premierato è inaccettabile, come lo è cambiare le regole del gioco a pochi mesi dalle elezioni », ha rimarcato Fratoianni. «Qualcuno mi dice che è esagerato iniziare un digiuno per una legge elettorale. Ma come si fa a restare fermi davanti a un testo che viola almeno dieci articoli della nostra Costituzione?», ha scritto su Facebook Magi di +Europa, annunciando che proseguirà lo sciopero della fame. In particolare, Magi attacca l’innalzamento delle sottoscrizioni necessarie per presentarsi alle elezioni e fa appello per le firme digitali. L’obiettivo dello “Stabilicum” - rivendicato dal centrodestra e soprattutto da Fdi - sarebbe, invece, quello di «garantire stabilità e governabilità». «Non è stato pensato per avvantaggiare qualcuno.», sottolineano diversi esponenti di maggioranza.


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Italia e Mondo

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Agli ottant’anni della Confederazione, la premier annuncia tutele per gli artigiani e chiede a Bruxelles flessibilità sui conti per ridurre il costo dell’energia

Meloni alla Cna tra riforme e rincari «Basta con chi usurpa il vostro nome» U

DI VITO ERRICHETTI

n anniversario si può celebrare o si può usare. Giorgia Meloni, all'Auditorium Antonianum per gli ottant'anni della Cna, ha fatto in qualche misura entrambe le cose. Ha cominciato dall'affetto («Voglio bene agli artigiani e voglio bene alla Cna») e ha finito per ricordare alla platea che, chiuso l'intervento, l'aspettava un altro dossier: la flessibilità sui conti per far fronte alla crisi energetica.In mezzo, un discorso cucito su misura per chi ascoltava. La premier ha ricordato che la Confederazione è nata «quando l'Italia ricominciava, quando l'Italia sceglieva la Repubblica», e ha attribuito agli artigiani il merito di aver «custodito la tradizione senza rinunciare all'innovazione». Poi ha detto che senza di loro «il Made in Italy non esisterebbe». Applausi garantiti, e fin qui nulla di sorprendente.Più interessante la fotografia che Meloni ha fatto della Cna: «una realtà pragmatica» che «legittimamente difende il proprio interesse ma capisce che quell'interesse deve riuscire a legarsi con altri interessi». Un riconoscimento,

senza dubbio. Anche un promemoria su come si tratta con questo governo: la rappresentanza è benvenuta, purché si inserisca in un disegno più ampio. LA STRETTA SUI «FINTI ARTIGIANI» Il passaggio più atteso riguardava la concorrenza sleale. La premier ha citato la prima legge annuale sulle piccole e medie imprese, «attesa da 15 anni», e ha scandito: «Basta con i finti artigiani, basta con chi usurpa il vostro nome, basta con la concorrenza sleale». Ha rivendicato anche la lotta alle attività «apri e chiudi», che aprono, evadono e spariscono prima dei controlli: «Ne abbiamo chiuse oltre 30mila». Il numero pesa, ma nel discorso non compaiono né il periodo di riferimento né la fonte. Senza quel dato è difficile misurare l'effetto reale sul mercato di chi lavora in regola. LA LEGGE DELEGA E LE DUE DOMANDE APERTE La notizia politica è la riforma. Il governo, ha annunciato Meloni, intende «andare avanti» con la legge delega sull'artigianato e permettere alle imprese con «una reale storicità» di aumentare gli addetti «senza

per questo perdere i requisiti artigiani». Non è un favore, ha precisato, ma una misura che «rafforza i nostri territori» e «aumenta l'occupazione».Due domande, però, restano senza risposta. Dove sarà fissata la soglia? Il numero di dipendenti è da sempre il confine tra bottega e piccola industria, e spostarlo significa ridisegnare chi accede a quali regole e quali tutele. E cosa vorrà dire, in un testo di legge, «reale storicità»? In una delega le formule larghe si pagano al momento dei decreti attuativi. IL NODO DEI GIOVANI Poi il lavoro, che è il problema quotidiano dei laboratori. Fornire all'immigrazione legale la formazione per integrarsi «fa la differenza», ha detto la premier, ma «non voglio rinunciare, d'altra parte, a vedere ragazzi italiani ben pagati per dare continuità alle nostre aziende». Due obiettivi legittimi, che sul territorio non sempre camminano insieme. Un esempio viene da Bologna, dove la Cna locale segnala la scomparsa di 4mila imprese artigiane tra il 2010 e il 2025, solo il 4% di artigiani under 35 e 25mila posti vacanti,

attribuendo il fenomeno al disinteresse dei giovani e all'insufficienza dei flussi migratori regolari. È un dato provinciale, non nazionale, ma descrive bene la tenaglia: pochi giovani che scelgono il mestiere e pochi canali regolari per assumere altrove. ENERGIA, INFLAZIONE E LA LETTERA A BRUXELLES Resta il capitolo che la sala ha ascoltato con più attenzione, perché pesa sulle bollette. Meloni ha spiegato di aver scritto alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sull'impatto dell'inflazione sui conti pubblici, un problema che «hanno tutti gli Stati membri», con effetti sulle spese indicizzate come pensioni e assegno unico. «Non siamo gli unici a chiederlo», ha aggiunto. La Commissione ha confermato di aver ricevuto la lettera, precisando che si tratta di un'iniziativa congiunta di Italia e Repubblica Ceca.Il contesto spiega l'urgenza. L'inflazione di settembre è salita al 4,2%, il livello più alto dal settembre 2023, mentre quella di fondo resta all'1,7%: il rincaro nasce quindi soprattutto dall'energia, non

da un surriscaldamento generale dei prezzi.La premier ha rivendicato di aver posto il tema «per tempo» e ha parlato di «14 miliardi di euro per l'Italia in due anni», da usare «soprattutto per abbassare strutturalmente i prezzi dell'energia per le imprese». Qui bisogna leggere bene le cifre. La richiesta presentata a Bruxelles vale circa 36 miliardi tra il 2026 e il 2028, di cui 14 per l'energia e circa 22 per la difesa, e l'Italia non è uscita dalla procedura per deficit eccessivo, con il disavanzo 2025 al 3,1%. Agli artigiani è stata raccontata la parte che li riguarda. L'altra, quella militare, era fuori dall'Antonianum. La questione andrà all'Ecofin e poi al Consiglio europeo di metà ottobre.Sul nucleare, infine, una sola frase: «Non ha molto senso che noi compriamo energia nucleare prodotta da nazioni a noi vicine e non produciamo quella energia». Vero, e lo si ripete da tempo. Ma senza date, siti né modello di finanziamento è un orizzonte di anni, mentre le imprese pagano le bollette oggi.La promessa di giornata, dunque, è chiara. Il resto, come sempre, lo diranno i decreti attuativi.


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2-23 OTTOBRE ORE 18 SALA DEL TRONO CASTELLO PIRRO DEL BALZO

VENOSA

2 Ottobre

Quando l'archeologia smonta ( o c o n fe r m a ) l e l e g g e n d e PROF.SSA FRANCESCA SOGLIANI

9 Ottobre

I bestiari medievali raff igurati nelle chiese lucane DOT T.SSA MARIA CARMELA DI MARSICO

16 Ottobre

Il vasellame da mensa dagli scavi archeologici della Basilicata DOT T.SSA BRUNELLA GARGIULO

23 Ottobre

Riti di sepoltura nelle chiese della Basilicata medievale DOT T. ANTONIO NENNA DOT T. LUIGI LAMBUSTA

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Cronache Lucane Giordano graziato dalla legge nazionale resta due anni ancora alla Presidenza della Provincia

Il cdx deve vincere a Vietri Esulta Lacorazza che temeva di dover riproporre il pentastellato ad un centrosinistra che non lo vuole più. Le elezioni comunali del comune melandrino diventano strategiche per l’intera regione. Il cdx non può sbagliare

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DI M ASSIMO DELLAPENNA

l Governo proroga la presidenza Giordano. Lo fa, sia chiaro, non con una norma ad personam ma unendo le scadenze dei consigli provinciali con quelle dei Presidenti di Provincia. Una legge che, per quanto riguarda la Basilicata, produce effetti soltanto per la Provincia di Potenza. Il sindaco di Vietri potrà rimanere per altri due anni come unico uomo di governo dei cinque stelle senza aver dimostrato alcuna capacità di governo. Miracoli dei tecnicismi politici e della fortuna. ESULTA LACORAZZA Sui social esulta Piero Lacorazza. Su facebook fa gli auguri al Presidente Giordano con l’augurio di poter continuare il buon lavoro fatto. Al di là delle formule di rito, è evidente che la vittoria di Giordano fu il frutto di un accordo tra una parte del Partito Democratico ed i Cinque Stelle e che una eventuale elezione a scadenza naturale del Presidente della Provincia sarebbe stata per quell’alleanza, già stressata dal mancato raggiungimento

__Leone, Cifarelli e sotto Rotelli

dell’accordo alle elezioni regionali, uno stress test che probabilmente non sarebbe mai riuscita a superare. La gestione di Giordano, infatti, è stata caratterizzata da poche questioni amministrative affrontate e risolte e molte polemiche sia con i sindaci che con la Regione Basilicata. La Provincia di Potenza, per esempio, è stata bacchettata dall’assessore Pepe proprio per una cattiva

capacità di presentare nei tempi progetti per la viabilità, questo a tacere della pessima gestione della società in house dell’ente e delle assunzioni avvenute tutte per scorrimento della graduatorie del Comune di Vietri del quale Giordano è il primo cittadino. LA BATTAGLIA DI VIETRI DI POTENZA Sarebbe lunghissimo l’elenco dei motivi per i quali questo regalo di due

anni è assolutamente inopportuno e dannoso per i cittadini della Provincia di Potenza. Noi siamo, del resto, sicurissimi che senza questa proroga il suo mandato sarebbe terminato con una sconfitta elettorale chiarissima o addirittura con una sua non candidatura in considerazione del fatto che anche parti importanti ed autorevoli del centrosinistra non avevano e non hanno alcuna voglia di ri-

confermarlo. A questo punto la battaglia per liberare la Provincia di Potenza dal malgoverno si sposta a Vietri di Potenza. L’unico modo per poter mandare a casa il Presidente Giordano e consentire ai sindaci di votare per un nuovo Presidente è che lui non sia più sindaco. La carica di Presidente della Provincia, infatti, può essere mantenuta solo dai Sindaci in carica. Il centrodestra, sempre molto bravo nelle elezioni delle città oltre i 15.000 abitanti e nelle elezioni regionali, troppo spesso si è lasciato ingabbiare e non è stato capace di mettere insieme liste competitive nei piccoli comuni. Vietri di Potenza rientra tra i piccoli comuni ma, questa volta, la partita elettorale supera i confini del comune melandrino per interessare tutta la Provincia. Fratelli d’Italia (che a Vietri ha una storica rappresentanza e la figura carismatica di Rossana Mignoli), Forza Italia e Lega ma anche Bardi in persona non possono sottovalutare questa partita che non è più amministrativa ma politica, non riguarda soltanto Vietri di Potenza ma tutta la provincia.


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Primo piano

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Il decreto riallinea le scadenze degli organi provinciali: rinviato il voto previsto entro dicembre 2026, resta il vincolo della carica di sindaco

Provincia di Potenza, mandato prorogato Giordano resta in carica come presidente

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hristian Giordano potrà restare alla guida della Provincia di Potenza fino a un massimo di giugno 2028. La proroga deriva dalla conversione del decretolegge 144/2026 sulla Pubblica Amministrazione, approvata da Camera e Senato, che introduce il riallineamento dei mandati dei presidenti e dei Consigli provinciali. Per l’ente potentino viene così superata la scadenza elettorale inizialmente prevista entro dicembre 2026.La disposizione prevede che, quando il mandato del presidente termina prima di quello del rispettivo Consiglio provinciale, la presidenza venga prorogata fino alla scadenza del Consiglio. Nel caso opposto, è invece l’assemblea a restare in ca-

rica fino alla conclusione del mandato del presidente. L’obiettivo è far coincidere il rinnovo dei due organi degli enti di area vasta.La Provincia di Potenza rientra tra le dodici interessate dal prolungamento della presidenza. Le altre sono Barletta-AndriaTrani, Campobasso, Catanzaro, Foggia, Frosinone, Isernia, Monza e Brianza, Pistoia, Teramo, Verona e Vibo Valentia. Il Governo, ponendo la questione di fiducia sul decreto, ha confermato la misura che consente ai presidenti in scadenza prima dei rispettivi Consigli di proseguire il mandato.Per Giordano resta però una condizione decisiva: il mantenimento della carica di sindaco di Vietri di Potenza. La nuova disposizione ri-

chiama infatti l’articolo 1, comma 65, della legge 56 del 2014, la cosiddetta legge Delrio, in base al quale il presidente della Provincia decade se cessa di essere sindaco. La proroga, dunque, non elimina questo vincolo e la permanenza alla guida dell’ente provinciale resta legata alla continuità del mandato comunale.Il riallineamento interviene su una differenza prevista dalla stessa legge Delrio, che fissa in quattro anni la durata della presidenza e in due quella del Consiglio provinciale. Un assetto che nel tempo ha determinato appuntamenti elettorali separati e che la nuova norma punta a ricondurre a una scadenza comune, in attesa di una revisione più complessiva dell’ordinamento

_ Christian Giordano

delle Province.Per la Provincia di Potenza cambia quindi il calendario elettorale: il voto per la presidenza, previsto entro dicembre 2026, slitta per coincidere con il rinnovo

del Consiglio. Giordano potrà restare alla guida dell’ente fino a un massimo di giugno 2028, a condizione che mantenga la carica di sindaco di Vietri di Potenza.

Presenza sul territorio e adesioni in aumento. Verrastro: «In questi mesi abbiamo lavorato per rafforzare la nostra presenza»

UIL FP Basilicata al primo Esecutivo nazionale Contratti, sanità e precari al centro del confronto

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a UIL FP Basilicata cresce del 20% in un anno e porta al primo Esecutivo nazionale della categoria le priorità del pubblico impiego lucano: applicazione dei contratti, tutela del personale precario e garanzie per i lavoratori della sanità privata. A tracciare il bilancio è il segretario generale regionale Giuseppe Verrastro, che sottolinea il rafforzamento della presenza sindacale nei luoghi di lavoro e ai tavoli negoziali. Il confronto nazionale ha offerto l’occasione per fare il punto sul percorso della categoria e sulle questioni aperte nei diversi comparti.«La nostra categoria è viva, è presente e sta crescendo. In questi mesi abbiamo lavorato per rafforzare la nostra presenza e per tornare protagonisti della contrattazione», afferma Verrastro. In Basilicata, ricorda il sindacato, il ritorno ai tavoli negoziali è stato possibile anche grazie alla vittoria ottenuta in Tribunale e alla conseguente riammissione alla contrattazione.La sanità resta uno

dei principali fronti di impegno. Dopo la sottoscrizione del contratto collettivo nazionale 20252027, l’obiettivo indicato dalla UIL FP è garantirne la concreta applicazione, traducendo le novità in miglioramenti economici e professionali per il personale. Una fase che richiederà un impegno nei luoghi di lavoro per dare attuazione alle disposizioni contrattuali.Il contributo lucano all’Esecutivo nazionale ha affrontato anche le problematiche delle Funzioni centrali, degli Enti locali, della Regione e della Provincia. Per il settore della giustizia, la UIL FP Basilicata ribadisce la necessità di mantenere alta l’attenzione sui precari che in questi anni hanno garantito servizi fondamentali, acquisendo esperienza e professionalità. Il sindacato richiama il valore del lavoro svolto da questo personale e delle competenze maturate sul campo.Sul versante della dirigenza medica, il sindacato evidenzia la nomina del dottor Raffaele Pisani al tavolo ARAN, for-

temente sostenuta dalla Segreteria regionale. Un ringraziamento viene rivolto al Coordinamento dei medici e alla dottoressa Lapenna per il lavoro svolto e la collaborazione.Un’altra questione aperta riguarda la sanità privata. La categoria prosegue le iniziative e le mobilitazioni e chiede alla Regione Basilicata una norma di salvaguardia che assicuri ai lavoratori l’applicazione del corretto contratto. La richiesta punta a rafforzare le garanzie contrattuali del personale del settore.La crescita del 20% viene ricondotta dalla Segreteria all’attività quotidiana di delegati, dirigenti e rappresentanti sindacali. Per consolidare questo risultato, Verrastro richiama il ruolo della formazione, considerata fondamentale per migliorare la qualità della rappresentanza, e riconosce il lavoro del segretario organizzativo Gerardo Sarli nello sviluppo delle competenze della squadra sindacale. L’obiettivo è mettere delegati e dirigenti nelle condizioni di affrontare con mag-

giore preparazione il confronto e la contrattazione.«Dobbiamo continuare a investire nella formazione, nella comunicazione, nella contrattazione e nell’organizzazione – sottolinea Verrastro – per essere sempre più presenti nei luoghi di lavoro e sempre più capaci di dare risposte concrete». L’applicazione dei contratti e le tutele del personale restano quindi al centro del percorso indicato dalla Segreteria regionale.


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Primo piano

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Aquedotto Lucano nella rete Ambrosetti per le strategie sulla risorsa idrica. Cerciello Renna: «La Basilicata è l’infrastruttura naturale d’Italia»

AQL entra nella Community “Valore Acqua”

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cquedotto Lucano S.p.A., la società pubblica che gestisce il servizio idrico integrato per l’intera regione della Basilicata, entra a far parte della Community Valore Acqua del Forum Ambrosetti, un aggregatore dei più importanti stakeholders dedicato all’elaborazione di scenari, strategie e politiche sulla gestione dell’acqua, che coinvolge gli attori chiave della filiera e le istituzioni nazionali ed europee di riferimento, per favorire un confronto permanente sulle grandi sfide del Paese relative alla gestione della risorsa idrica e agli effetti del cambiamento climatico. Il Forum Ambrosetti, noto al grande pubblico come Forum di Cernobbio, è il prestigioso simposio internazionale di economia e geopolitica che si tiene ogni anno a settembre a Villa d’Este, sul Lago di Como. Per la water utility lucana si tratta di un importante riconoscimento che valorizza il percorso di trasformazione aziendale e la svolta gestionale deter-

minati dal Direttore Generale Luigi Cerciello Renna a meno di un anno dal suo insediamento. È quanto è stato ufficializzato ieri in occasione della riunione plenaria “Water Energy Food Ecosystem Nexus” della Community Valore Acqua tenutasi a Roma, presso il complesso La Nuvola, programmata nell’ambito delle celebrazioni del primo Forum Euromediterraneo dell’Acqua. È stato proprio il Direttore Generale Cerciello Renna ad aprire la seduta plenaria evidenziando in primo luogo come l’ambito delle risorse naturali proietti la Basilicata, definita dal general manager quale “infrastruttura naturale d’Italia”, tra le regioni più strategiche per lo sviluppo del sistema Paese. Il suo intervento è stato orientato a definire e cristallizzare, per la prima volta, il ruolo nazionale di Acquedotto Lucano: «Siamo un modello ‘glocal’ di gestione del servizio idrico - ha detto Cerciello Renna - una espressione importante e concre-

ta del motto Think global, act local. Operiamo su uno scenario locale e manteniamo al tempo stesso il focus sulla scalabilità e sulla dimensione globale. Siamo profondamente legati ai territori e alle comunità che serviamo, dalle aree interne a quelle interessate da boom demografico, dalle litoranee alle montagne alle colline, dalle masserie alle contrade. Garantiamo siti e attrattori turistici come pure gli insediamenti di alcune tra le industrie più importanti d’Italia. Nel contempo siamo soggetti attuatori delle politiche e strategie nazionali e comunitarie di settore, un polo capace di attrarre investimenti e di tradurli in interventi concreti a beneficio dei cittadini di più regioni». Cerciello Renna ha poi sottolineato che «il radicamento territoriale rappresenta un peculiare fattore di competitività per Acquedotto Lucano al cospetto dei più importanti gruppi industriali nazionali e rende la water utility della Basilicata un interlocutore

indispensabile per chiunque operi nel settore al Sud d’Italia». Il general manager ha in ultimo rimarcato che «nell’identità territoriale risiede il tratto eroico del servizio idrico integrato lucano. Per garantire a migliaia di cittadini l’esigibilità del diritto all’accesso all’acqua, gli operatori di Acquedotto Lucano agiscono in condizioni ambientali disagiate e impervie, misurandosi ogni giorno con la complessa morfologia dei territori e le particolari difficoltà a operare liberamente con uomini e

mezzi nei piccoli borghi come nelle contrade e masserie. E siamo consapevoli di non essere gli unici gestori in Italia a dovere superare difficoltà di contesto per assicurare il bene primario per eccellenza» ha detto Cerciello Renna che sul punto ha lanciato una proposta: «Occorre una presa di coscienza collettiva e sarebbe opportuno avviare una riflessione multistakeholders al fine di promuovere il riconoscimento legislativo del servizio idrico eroico, al pari di quanto già avvenuto per altri ambiti produttivi».

Il capogruppo di OL–IV Polese plaude all’ingresso nella rete Ambrosetti: «Un risultato significativo per l’intero sistema Basilicata»

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Napoli: «La Regione porti al Tavolo nazionale il valore delle sue risorse»

a Basilicata ha titolo per contribuire alle scelte sul futuro dell’acqua in Italia. L’ingresso di Acquedotto Lucano nella Community Valore Acqua di The European House – Ambrosetti è un’opportunità importante per dare forza a questo ruolo e tradurlo in benefici concreti per i cittadini». Lo dichiara Michele Napoli, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale, commentando la partecipazione della società alla Community e l’intervento del direttore generale Luigi Cerciello Renna in apertura della plenaria alla Nuvola di Roma.«Acqua, energia, agricoltura e industria sono questioni che si tengono insieme. La nostra regione lo dimostra ogni giorno: custodisce risorse essenziali, sostiene produzioni strategiche e affronta le difficoltà di un territorio vasto, con piccoli comuni e insediamenti distanti». Per Napoli, portare questa esperienza nel confronto tra istituzioni, imprese e ricerca significa contribuire alle soluzioni, facendo valere le esigenze lucane.Il capogruppo esprime apprezzamento al direttore generale e alla struttura di Acquedotto Lucano, indicando i risultati attesi: «Il valore della partecipazione si misurerà nella capacità di costruire collaborazioni, attrarre compe-

tenze e investimenti, migliorare le reti e rendere il servizio più efficiente». Benefici che devono tradursi in continuità dell’approvvigionamento, tempestività degli interventi, riduzione delle dispersioni e informazioni chiare.Napoli richiama quindi la proposta di aprire una riflessione sul riconoscimento del “servizio idrico eroico”. «Il tema merita attenzione e va sviluppato con rigore. Garantire l’acqua in una contrada isolata, in un borgo di montagna o in un territorio con pochi abitanti comporta difficoltà e costi che devono trovare adeguata considerazione nelle politiche del settore. Occorrono criteri oggettivi, responsabilità precise e strumenti sostenibili». Un eventuale riconoscimento, sottolinea, deve accompagnarsi a impegni verificabili sulla qualità del servizio.«È anche un modo concreto per contrastare lo spopolamento: rendere possibile la vita nei nostri paesi, sostenere chi vi abita e chi vi investe. Agli operatori che ogni giorno lavorano sulle reti, spesso in condizioni difficili, va il nostro riconoscimento». Per Napoli, la responsabilità della politica è trasformare le risorse in sviluppo e sicurezza per le comunità: «Dare una direzione, sostenere gli investimenti e pretendere risultati». POLESE: «UN

_ Napoli

RICONOSCIMENTO PER TUTTA LA BASILICATA» Anche Mario Polese, capogruppo regionale di Orgoglio Lucano–Italia Viva, esprime apprezzamento per l’ingresso nella Community Valore Acqua: «Un risultato significativo non soltanto per l’ente, ma per l’intero sistema Basilicata», che vede riconosciuto a livello nazionale il proprio ruolo strategico nella gestione della risorsa idrica. Polese rivolge un plauso al direttore generale Luigi Cerciello Renna e alla struttura amministrativa, sottolineando come la partecipazione alla rete possa favorire la condivisione di esperienze, innovazione e buone pratiche e

_ Polese

portare all’attenzione nazionale le esigenze lucane.Il consigliere richiama soprattutto le specificità delle aree interne, dei piccoli comuni e dei territori dalla morfologia complessa, dove garantire il servizio richiede un impegno organizzativo e operativo rilevante. «Il riconoscimento ottenuto deve essere considerato un punto di partenza», conclude Polese. «Rafforzare Acquedotto Lucano, migliorarne ulteriormente l’efficienza e la capacità di investimento e costruire una politica dell’acqua sempre più moderna e lungimirante significa lavorare concretamente alla competitività e alla qualità della vita della Basilicata».


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Dopo il guasto ai sistemi regionali, Tortorelli e Letterelli rilanciano la proposta di un'Agenzia per gestire infrastrutture e servizi informatici

Data Center, la Uil chiede chiarezza «Serve una regia unica sul digitale»

POTENZA. Il guasto al Data Center della Regione Basilicata, che ha paralizzato i principali sistemi informatici regionali e continua a provocare disagi a cittadini, imprese e operatori, riapre il confronto sulla gestione delle infrastrutture digitali della pubblica amministrazione. La Uil Basilicata e la Uil Fpc chiedono chiarezza sulle cause dell'interruzione, sui tempi necessari al completo ripristino e sulle misure adottate per impedire che episodi analoghi possano ripetersi. Al centro delle preoccupazioni ci sono soprattutto i servizi sanitari digitali, ancora soltanto parzialmente riattivati. «Di fronte a quanto accaduto non basta aspettare il completo ripristino dei sistemi. È necessario comprendere cosa non ha funzionato, quali misure siano state adottate per evitare ulteriori interruzioni e soprattutto come si intenda rendere più sicura e resiliente l'infrastruttura digitale regionale», sottolineano il segretario generale della Uil Basilicata Vincenzo Tortorelli e il segretario regionale della Uil Fpc Giovanni Letterelli.Per le due organizzazioni sindacali, tuttavia, l'emergen-

za non può essere affrontata esclusivamente attraverso interventi tecnici. Il blocco dei sistemi ripropone una questione strutturale che riguarda l'organizzazione e il governo della transizione digitale in Basilicata. Da qui la richiesta di aprire un confronto istituzionale sulla creazione di un'Agenzia regionale per il digitale e l'intelligenza artificiale, organizzata come società in house, capace di concentrare competenze, infrastrutture e investimenti attualmente distribuiti tra diversi soggetti.«La strategia della Uil nel settore delle telecomunicazioni ruota intorno alla proposta di istituire un nuovo soggetto agenziale, in house, che possa diventare il catalizzatore e il vero reset orga-

nizzativo della transizione digitale in Basilicata», spiega Tortorelli. L'obiettivo è superare quella che il sindacato considera un'eccessiva frammentazione nella gestione dei servizi informatici regionali, attraverso una struttura dotata di autonomia operativa e responsabilità definite.A sostenere la necessità di un cambiamento, secondo Tortorelli, sono anche i costi dell'attuale sistema. «Oggi i servizi digitali affidati in appalto hanno un costo che supera i 100 milioni di euro l'anno, a fronte di criticità e inadeguatezze che diventano particolarmente evidenti quando il cittadino deve accedere ai servizi pubblici e, soprattutto, a quelli sanitari». La proposta sindacale pre-

vede che il nuovo organismo assuma funzioni di coordinamento delle infrastrutture tecnologiche, programmazione degli investimenti, sicurezza informatica e sviluppo dei servizi digitali. Un ruolo centrale dovrebbe essere riservato anche all'intelligenza artificiale e alla valorizzazione delle professionalità già presenti nella pubblica amministrazione. «Non si tratta semplicemente di internalizzare attività, ma di recuperare patrimonio professionale, continuità tecnico-professionale e conoscenze che oggi rischiano di essere disperse», osserva Tortorelli, indicando nella società in house uno strumento per rafforzare le competenze pubbliche e ridurre la dipendenza dalle esternalizzazioni.Sul rapporto tra innovazione tecnologica e organizzazione del lavoro interviene Letterelli. «Il tema della digitalizzazione della pubblica amministrazione è ormai inseparabile da quello della qualità del lavoro pubblico e della qualità dei servizi erogati ai cittadini. Quando un sistema informatico si ferma, si fermano procedure, attività amministrative e servizi».Per il segretario della Uil Fpc, il

guasto dimostra la necessità di individuare responsabilità precise e assicurare la presenza di personale qualificato in grado di intervenire tempestivamente. «La transizione digitale non può essere affidata esclusivamente alla sommatoria di singoli appalti o interventi tecnologici. Occorre una regia unica, con personale qualificato e responsabilità definite».Nella visione della Uil, la costituzione dell'Agenzia potrebbe rappresentare anche un'opportunità occupazionale, attraverso il recupero delle competenze maturate nel settore e la creazione di una struttura con una dotazione organica più articolata. La Basilicata, sostiene Tortorelli, potrebbe così diventare un laboratorio meridionale per una transizione digitale governata direttamente a livello regionale.La richiesta conclusiva è che l'emergenza informatica non si esaurisca con il ripristino dei sistemi, ma diventi l'occasione per definire una strategia di lungo periodo. «L'obiettivo è semplice: meno frammentazione, più sicurezza, più competenze e servizi digitali realmente accessibili ai cittadini», concludono Tortorelli e Letterelli.

Le consigliere regionali Araneo e Verri chiedono alla Giunta Bardi garanzie sui dati, nuovi appuntamenti sanitari e un piano di sicurezza

Data Center, M5s: «Il guasto non è ancora finito» POTENZA. Cinque giorni di disservizi, prenotazioni sanitarie bloccate, pagamenti sospesi e attività amministrative rallentate. Il guasto al Data Center della Regione Basilicata continua a provocare difficoltà ai cittadini. Le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Alessia Araneo e Viviana Verri chiedono alla Giunta Bardi chiarimenti sulle cause dell'interruzione e interventi strutturali per evitare che episodi analoghi possano ripetersi.Dal 27 settembre il blocco dei sistemi informatici ha interessato sportelli, sale prelievi, agende delle aziende sanitarie e portali dei pagamenti, provocando anche il rinvio della seduta del Consiglio regionale prevista per il 29 settembre. Particolarmente pesanti le conseguenze per chi ha dovuto rinunciare a visite e prestazioni attese da mesi. Le due consigliere riconoscono l'impegno del personale sanitario, che ha garan-

tito urgenze ed emergenze attraverso procedure manuali, e dei tecnici impegnati nel ripristino. La Regione ha attribuito il guasto a un'anomalia dell'impianto principale di raffreddamento e al mancato avvio del sistema di riserva, escludendo un attacco informati-

co. Sono stati informati l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale e il Garante per la protezione dei dati personali. Nonostante l'annuncio della riattivazione del Cup, Araneo e Verri segnalano che anche il primo ottobre persistono difficoltà nelle prenotazioni, mentre proseguono le verifiche sull'integrità delle banche dati. Al centro delle contestazioni anche quanto previsto dal catalogo dei servizi pubblicato dalla Regione a maggio. Il Data Center Unico viene descritto come infrastruttura strategica, realizzata secondo lo standard internazionale Ansi-Tia 942 di livello 3, con un tempo massimo di ripristino di otto ore in caso di guasto bloccante. «Le otto ore sono diventate giorni», osservano le consigliere, chiedendo di chiarire la distanza tra gli standard dichiarati e quanto effettivamente accaduto.Per le due esponenti pentastellate, le infrastrutture digitali devo-

no essere considerate strategiche quanto strade, ponti e dighe. La concentrazione dei servizi in un unico centro rende indispensabile disporre di sistemi alternativi capaci di garantire la continuità delle attività. Da qui le richieste alla Giunta: assicurare nuovi appuntamenti in tempi certi e con priorità ai pazienti penalizzati, comunicare l'esito delle verifiche sui dati e predisporre un piano pluriennale di manutenzione e sicurezza informatica. Araneo e Verri sollecitano inoltre prove periodiche dei sistemi di ripristino e una relazione annuale al Consiglio regionale.Un'ulteriore criticità riguarda la coincidenza tra i disservizi e l'introduzione del contributo di 2,50 euro per ricetta a carico dei cittadini non esenti. «A chi viene chiesto di contribuire di più si deve almeno la garanzia che il sistema per cui paga sia in grado di reggere», concludono le consigliere.


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Formalizzata la fusione tra Efmea-Cpt Potenza e Formedil Matera. La nuova struttura manterrà entrambe le sedi operative. Claps presidente

Edilizia, nasce il Formedil regionale Un ente per formazione e sicurezza

POTENZA. Si completa in Basilicata il percorso di regionalizzazione del sistema territoriale della bilateralità del settore delle costruzioni. Nel pomeriggio di ieri, 30 settembre, è stata formalizzata, con atto pubblico notarile, la fusione per incorporazione dell’Efmea-Cpt Potenza nel Formedil Matera, dando vita al nuovo ente unitario regionale per la formazione e la sicurezza: Formedil Basilicata Industria. Il nuovo ente avrà sede legale presso la sede originaria dell’Efmea-Cpt Potenza e manterrà le proprie sedi operative sia a Potenza che a Matera (sede originaria del Formedil Matera). La presidenza è stata affidata a Donato Antonio Claps, titolare dell’impresa edile associata Claps Costruzioni e già presidente dell’ente incorporante Efmea-Cpt Potenza. L’operazione rappresenta il compimento di un lungo e articolato percorso istituzionale e

organizzativo che ha portato alla progressiva unificazione del sistema della bilateralità dell’edilizia in Basilicata. Un percorso avviato con la fusione, il 29 settembre 2025, delle Casse Edili di Potenza e Matera e la conseguente costituzione della Cassa Edile di Basilicata, e che trova ora il suo completamento con la nascita del nuovo ente regionale

per la formazione e la sicurezza. «Con la nascita di Formedil Basilicata Industria compiamo un ulteriore e importante passo nel rafforzamento del sistema bilaterale dell’edilizia lucana – dichiara il presidente di Ance Basilicata, Giovanni Maragno – La regionalizzazione consente di mettere a fattor comune competenze, espe-

rienze e professionalità, garantendo una visione unitaria e, allo stesso tempo, mantenendo una presenza operativa concreta sui territori di Potenza e Matera. Formazione e sicurezza sono elementi centrali per la qualità e la competitività del nostro settore e questa nuova organizzazione può rappresentare uno strumento ancora più efficace al servizio delle imprese e dei lavoratori». «Aggiungiamo così un altro importante tassello al quadro di semplificazione ed efficientamento del sistema della bilateralità regionale – aggiunge il direttore generale di Ance Basilicata, Giuseppe Carriero - Un modello che abbiamo contribuito a diffondere e radicare sul territorio, mettendo a disposizione esperienze e competenze costruite già dal 2007 con il processo di accorpamento e regionalizzazione di Confindustria Basilicata, come espressione unica della

rappresentanza confederale su base regionale, seguito dalla nascita da unificazione dell’Associazione dei costruttori edili su base regionale e successivamente dalla fusione delle Casse edili. La costituzione dell’ente unico regionale per la formazione e la sicurezza ci permette di garantire maggiori servizi, più uniformità e soprattutto una visione comune delle sfide che attendono il comparto delle costruzioni, valorizzando al contempo la presenza e le competenze maturate nei territori di Potenza e Matera». Ance Basilicata esprime infine i migliori auguri di buon lavoro al presidente del nuovo Formedil Basilicata Industria e a tutti gli organi dell’ente, con l’auspicio che la nuova realtà possa contribuire a rafforzare ulteriormente le politiche e gli strumenti dedicati alla formazione, alla prevenzione e alla sicurezza nel settore delle costruzioni regionale.

L'ex senatore distingue gli sconti temporanei alla pompa da un intervento strutturale e chiede maggiori benefici per la Basilicata

Carburanti, Digilio rilancia la tassa sugli extraprofitti POTENZA. Gli sconti sui carburanti per gli automobilisti lucani non possono sostituire una tassazione degli extraprofitti delle compagnie petrolifere. A rilanciare la questione è l'ex senatore Egidio Digilio, che invita a distinguere le misure temporanee di contenimento dei prezzi alla pompa da un intervento fiscale strutturale sui guadagni straordinari delle società energetiche. Una battaglia che, ricorda, aveva già sostenuto durante la propria esperienza parlamentare e che considera particolarmente importante per la Basilicata, territorio interessato dall'estrazione di idrocarburi.«La mancetta per gli automobilisti lucani attraverso l'applicazione di tetti ai prezzi dei carburanti da parte anche delle compagnie che estraggono il greggio in Basilicata non può essere confusa con la tassazione degli extraprofitti», sostiene Digilio. Il rischio, secondo l'ex parlamentare, è che una riduzione temporanea dei prezzi venga utilizzata dalle compagnie per giustificare il mancato ricorso a ulteriori prelievi fiscali.«Sono due questioni completamente diverse: una riduzione temporanea del prezzo è una misura

contingente; la tassazione degli extraprofitti è invece uno strumento attraverso il quale lo Stato può recuperare una parte dei guadagni straordinari generati da condizioni eccezionali del mercato».Digilio richiama alcune stime relative al settore energetico, secondo le quali le otto maggiori compagnie petrolifere europee avrebbero accumulato 7,5 miliardi di euro di extraprofitti nella prima metà del 2026. Considerando gli stessi grandi operatori a livello globale, tra cui Eni, Shell, Bp e TotalEnergies, la cifra arriverebbe a circa 17,9 miliardi. Per l'Italia viene inoltre indicata una stima di circa quattro miliardi di euro di extraprofitti nell'intero 2026, sostenuti direttamente o indirettamente dagli automobilisti.Numeri che, secondo l'ex senatore, rendono necessario riportare il confronto sul terreno della politica fiscale. «Riproporre il tema degli extraprofitti non significa fare una battaglia ideologica contro le imprese energetiche. Significa chiedersi quanto della ricchezza straordinaria generata in una fase di forte volatilità dei prezzi debba essere restituita alla collettività».La questione assume un

significato particolare in Basilicata, dove la presenza dell'industria petrolifera continua ad alimentare il dibattito sulle ricadute economiche e sociali delle attività estrattive. Per Digilio, la Regione dovrebbe rivendicare una quota adeguata dei benefici prodotti dalle risorse del territorio, evitando di limitare il confronto con le compagnie alle sole misure compensative.«Non è una battaglia di destra o di sinistra e non dovrebbe avere un colore politico. È una questione di equità fiscale e territoriale», afferma l'ex parlamentare, sottolineando la necessità di una posizione

istituzionale più incisiva nei rapporti con le società energetiche.Secondo Digilio, affrontare il tema degli extraprofitti consentirebbe alla Basilicata di ampliare il confronto alla fiscalità e alla redistribuzione della ricchezza, superando la logica degli interventi occasionali.«Uno sconto può essere utile nell'immediato – conclude – ma non può diventare il prezzo per rinunciare a una battaglia strutturale. La Basilicata deve tornare a chiedere conto dei profitti prodotti dalle sue risorse e deve farlo con numeri, strumenti fiscali e una posizione istituzionale forte».


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VENERDÌ 2 OTTOBRE 2026 07:00

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WORK IN PROGRESS

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OLT TRE IL GIARDINO

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TANTE MANI IN CUCINA TA A

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NEWS

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SERIE CRONACHE

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CARTOON WORLD

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SOCIAL LOPER

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I TESORI DELL’ETNA

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STA ADIUM

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CRONA-CHI?

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CINE CRONACHE

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L’ITA ALIA NEL LAV VORO

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Dai giovani del Pd alla rottamazione delle cartelle, fino alla valorizzazione del patrimonio lucano

Politica, lavoro e Medioevo: la Basilicata nella nuova puntata di “Oltre il Giardino” N

DI ANNA TAMMARIELLO

ella nuova puntata di Oltre il Giardino, programma in onda su Cronache Tv e condotto dal giornalista Paride Leporace ospite il segretario regionale dei Giovani Democratici di Basilicata, Marco Di Geronimo. L’intervista si è concentrata sul dibattito politico nazionale e regionale, a partire dal discorso della segretaria del PD alla Festa nazionale dell’Unità. «La posizione dei GD è sempre stata unitaria e sintonica anche con quella del partito», ha spiegato il segretario regionale. «Non abbiamo nessuna intenzione di combattere guerre insensate, non abbiamo nessuna intenzione di metterci al servizio di discorsi che non rappresentano il futuro del pianeta». Il confronto ha toccato anche tematiche internazionali, come la guerra in Ucraina. «La posizione del PD, della segreteria nazionale, è una posizione di equilibrio anche piuttosto chiara: non si può abbandonare il popolo ucraino in questa situazione, è ovvio che c’è bisogno di sostenerlo anche militarmente, però al tempo stesso è del tutto insufficiente l’azione e l’iniziativa diplomatica». Ritornando a tematiche nazionali, Di Geronimo si è espresso anche sul tema del congresso del PD, affermando che la proroga della segreteria Schlein ha «un carattere evidentemente tecnico» e che eventuali altre candidature dovranno essere oggetto di una discussione interna. Focus anche sulla Basilicata, Di Geronimo ha rivendicato l’autonomia dei Giovani Democratici rispetto al congresso regionale: «Non deve essere l’organizzazione giovanile a cambiare il PD, deve essere la dirigenza adulta del partito ad assumersi le sue responsabilità». Quanto ai giovani lucani, la priorità non è il numero degli iscritti, ma «la questione tematica, politica, l’iniziativa». Tra le emergenze del territorio ha indicato lavoro, infrastrutture, università e spopolamento. «L’Unibas può fare molto per costruire un nuovo modello economico regionale, mentre l’emigrazione universitaria rischia di far perdere la parte più qualificata della gioventù lucana». Di Geronimo ha richiamato infine anche il tema della mobilità: «Non possiamo pensare che la mobilità da diritto di tutti i cittadini italiani si trasformi in una merce da compravendere sul mercato secondo le convenienze del gestore». CARTELLE, INPS E SISTEMI REGIONALI: OPPORTUNITÀ E CRITICITÀ PER CITTADINI E IMPRESE La seconda parte della puntata si è concentrata sulla nuova rottama-

_ Domenico Fortunato

zione delle cartelle degli enti locali riguardante i debiti dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, inclusi alcuni tributi, sanzioni e multe. In Basilicata hanno aderito la Regione, la Provincia di Matera e 41 Comuni. Ospite del secondo blocco Domenico Fortunato, consulente del lavoro, e Mario Spagnuolo, Presidente dell’Ordine del consulenti del lavoro.«È una grande opportunità per i contribuenti che hanno dei debiti nei confronti degli enti locali», ha spiegato il presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro. Il provvedimento consente di pagare la quota capitale, escludendo sanzioni, interessi e aggi, con la precisazione che per le violazioni del Codice della strada resta dovuta la sanzione, mentre viene rottamata la mora.Domenico Fortunato ha sottolineato le difficoltà incontrate dai Comuni nella prima versione della misura: «È stata molto difficile da gestire». Con il nuovo decreto, invece, «è stata consentita a diversi Comuni, nonché alla Regione Basilicata, la possibilità di far sì che i contribuenti possano aderire e quindi avere un vantaggio dal punto di vista sia di pagamento, ma soprattutto per le esenzioni e gli oneri». Fortunato ha evidenziato anche il vantaggio per le casse comunali, che possono avere «la certezza matematica di poter ricevere quelle somme». Resta però il problema della scarsa adesione: «41 comuni su 131 sono veramente neanche la metà». La rateizzazione può arrivare fino a 54 rate bimestrali, con una rata minima di 100 euro. Per i soggetti in crisi da sovraindebitamento è prevista una procedura specifica tramite PEC.Nella seconda parte dell’intervista si parla dei disservizi dell’INPS e della Regione. Fortunato ha confermato le difficoltà legate al DURC: «Ci sono stati dei disallineamenti o delle disfunzioni del sito che hanno creato grosse difficoltà». Il problema principale, ha spiega, è «il mancato supporto telefonico», che penalizza soprattut-

_ Mario Spagnuolo

_ Marco Di Geronimo

_ Fulvio Delle Donne

_ Francesco Panarelli

to le aziende che hanno bisogno del DURC per poter lavorare.Spagnuolo ha ricordato il protocollo d’intesa con la Regione e invita a utilizzare le procedure previste. Sui sistemi regionali bloccati, Fortunato ha segnalato inoltre «un disservizio molto forte» per le aziende che devono effettuare assunzioni o cessazioni. Per le assunzioni urgenti, Spagnuolo indica la possibilità di ricorrere al modello URG del Ministero del Lavoro. «FANTASTICO MEDIOEVO» RACCONTA LA BASILICATA TRA NUOVE INIZIATIVE EDITORIALI E DIVULGATIVE Ultima parte della puntata si è concentrata sul progetto «Fantastico Medioevo» che prosegue il suo percorso di valorizzazione della storia e del patrimonio lucano, con il coinvolgimento dell’Università della Basilicata e di studiosi di rilievo. Per il professor Fulvio Delle Donne, Direttore Scientifico di Fantastico Medioevo, la Basilicata è tutt’altro che periferica: «È assolutamente centrale nel Mediterraneo», crocevia tra Oriente e Occidente e luogo fondamentale per l’evoluzione dello Stato medievale.Il professor Francesco Panarelli, docente di storia medievale dell’Unibas, ha illustrato le iniziative

del progetto, dalle «lezioni di storia» nei luoghi protagonisti degli eventi alle attività nelle scuole e alla nuova collana editoriale. «La sfida è stata quella di portare nei luoghi un’esperienza di storia che fosse locale, ma fosse allo stesso tempo una storia di carattere generale», ha spiegato Delle Donne.La collana, composta da undici volumi, punta a raccontare il Medioevo in modo rigoroso ma accessibile. «Sono testi apparentemente semplici, ma dal punto di vista storico e scientifico accuratissimi», sottolinea Delle Donne, con l’obiettivo di «portare la Basilicata fuori dalla Basilicata».Al centro anche la valorizzazione dei castelli di Melfi, Lagopesole, Palazzo San Gervasio e Monteserico. «I castelli sono ovunque, ma raramente hanno quel peso di storia e quella memoria di importanza che possono avere i castelli della Basilicata», ha osservato Delle Donne.Panarelli sottolinea infine come Federico II continui ad avere una forte presenza nella cultura contemporanea: «È un personaggio che indubbiamente si attualizza continuamente, diventa anche pop». Il progetto punta così a trasformare la conoscenza del Medioevo lucano in uno strumento di divulgazione e valorizzazione culturale.


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Bolognetti risponde alla lettera di Pace: «Per onorare la tua lettera riprenderò l’azione nonviolenta sospesa»

«Caro Donato, il “Caso Ruggi” va portato sui tavoli nazionali»

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DI MAURIZIO BOLOGNETTI *

o ricevuto in queste ore una seconda missiva da parte di Donato Pace, giornalista di lungo corso e membro del Consiglio dell’ODG Basilicata. Dalla missiva emerge tutto il dolore e la sofferenza di chi sta assistendo dall’interno a una gestione padronale dell’ODG lucano, assurto a luogo in cui, anziché onorare l’art. 21 della Costituzione, la legge istitutiva dell’Ordine, il diritto di cronaca e la libertà di stampa, si consuma ogni sorta di prevaricazione, giochi di potere e giochi delle tre carte. Al di là e oltre le vicende che mi hanno coinvolto, di quelle parole indegne pronunciate dalla Presidente Ruggi - “Li hai provocati” e quindi non ci sarà alcun comunicato dell’Ordine -più che parlare di “Caso Bolognetti”, che pure resta lì come macigno a caratterizzare una gestione vergognosa di un Ente Pubblico qual è l’ODG, occorre parlare di “Caso Ruggi”, della quale torno ad invocare le immediate dimissioni. Carissimo Donato, sei un ottimo collega e persona intellettualmente onesta; sono straconvinto del tuo impegno così come dell’impegno di Mario Restaino, Antonella Inciso e Giovanni Martemucci. La sistematica violazione delle regole in seno al Consiglio, la mancanza di rispetto manifestata nei confronti di alcuni membri, in primis nei tuoi confronti, nei confronti di chi l’ODG Basilicata lo ha fondato, merita un’azione e reazione ai massimi livelli per sfondare il muro di gomma che ricopre il cemento armato di una gestione antidemocratica, non autorevole ma autoritaria e non rispettosa delle re-

gole. Occorre un moto di ribellione collettiva, nella consapevolezza che la stampa non è un detersivo, ma dovrebbe essere il cane da guardia del potere. Qui, di tutta evidenza, siamo di fronte a gattini che fanno le fusa a potenti e potentati. Fanno i forti con coloro che ritengono deboli e diventano docili agnellini di fronte a certe incrostazioni di potere altamente tossico. Sono fondamentalmente impregnati di una cultura che entrambi ben conosciamo, con l’inevitabile aggravante dell’ipocrisia. Battersi con chi è imbevuto di una cultura stalinista è impresa titanica, ma volendo citare Gaetano Salvemini dico:“la nostra salvezza è nelle nostre mani”. Dobbiamo e vogliamo spendere il soldo di speranza che abbiamo nelle nostre mani; dobbiamo essere speranza e tu, caro Donato, lo sei. Occorre con urgenza ripristinare l’agibilità di un luogo, dove ormai viene calpestata ogni regola e si procede a colpi di purghe e manganellate. Dobbiamo farlo, a mio avviso, provando a far giungere la questione all’ODG Nazionale e utilizzando tutto l’armamentario di chi lotta per difendere democrazia, libertà, stato di diritto democratico. Citando ancora Salvemini: “Il profeta di sventura fa un mestiere sgradito agli altri ed odioso a se stesso. Ma quando non c’è altro mestiere da fare, bisogna bene far quello, pur inghiottendo amaro. Tacere sarebbe fare un mestiere anche peggiore: quello del complice per conformismo e per viltà”. Caro Donato, ti ho eletto a mio referente perché penso che anche tu abbia a cuore le cose che ho a cuore io. Ci guardiamo, ci parliamo e ci riconosciamo, caro amico.

Fai quel che devi, accada quel che può. Ecco, è importante fare quel che tu fai. È importante quella straordinaria lettera firmata da te, da Antonella, da Mario e da Giovanni. Sottolineo straordinaria. Sono con te, con voi, per chiedere il ripristino di un dato di democrazia e rispetto delle regole in seno all’ODG Basilicata. Il semplice fatto che si sia costretti a parlare di numeri e non di idee e confronti dà la misura dello sprofondo in cui ha precipitato l’ODG la signora Ruggi. Aggiungo che la Ruggi, forse, dovrebbe anche spiegarci qualche piccolo conflitto di interessi, considerando che per quattro mesi e mezzo ha ricoperto sia la carica di Presidente dell’ODG Basilicata, sia quella di vicepresidente e consigliera della Fondazione Sassi, il cui presidente è l’ottima moglie di Angelo Chiorazzo. Per onorare questa tua, tornerò a praticare il Satyagraha (fermezza nella verità) a partire dalle ore 23.59 del 5 ottobre. Aspetto qualche giorno perché ho un impegno con l’Avis che sento di dover onorare. Poi sarà, questa volta, sciopero della fame (circa 300 calorie/die) e non digiuno (sola acqua), poiché il mio fisico, a cui ho chiesto molto negli ultimi quarant’anni, non reggerebbe. Con la stima e il rispetto che sai. *GIORNALISTA FREELANCE E SEGRETARIO DI RADICALI LUCANI

LA LETTERA DI DONATO PACE A BOLOGNETTI “Caro Maurizio, ripetutamente mi chiedi di difendere la libertà di stampa. Puoi contattarmi quando e come vuoi. Tuttavia, devo deluderti. Non sarà facile ripristinare le regole che

“proteggono” un Ente Pubblico come il nostro Ordine dei Giornalisti dalle insidie dei soprusi e delle prevaricazioni. La maggioranza che governa l’Odg della Basilicata ha alzato un muro di gomma e ogni nostra richiesta, anche la più banale, finisce senza risposta. Pensa che sono giorni che in Segreteria non ci sono gli atti dell’ultima seduta del Consiglio. Ma la cosa più assurda e più grave è che non ci sono neppure i verbali e le registrazioni audio delle ultime tre riunioni. Inutile dirti che è stato instaurato un clima da pura dittatura e noi consiglieri della minoranza (siamo 4 contro 5) continuiamo ad essere esautorati da ogni decisione e informazione. Arrivano comunicazioni a noi dirette e vengono occultate. Si fanno nomine a insaputa del Consiglio. Le norme statutarie sono puntualmente ignorate, per non dire delle iscrizioni prive di requisiti di legge o dei raggiri al Consiglio Nazionale per ottenere bonus non dovuti. L’elenco è interminabile in un anno e mezzo di gestione della Ruggi & C… Spero nell’intervento divino per rimettere ordine nell’Odg Basilicata, altrimenti destinato all’inevitabile declino, maggiore di quello che oggi si riscontra nella società lucana, dove noi giornalisti siamo considerati autentici cialtroni. Comunque, se è vero che la nostra lotta è titanica, è pur vero che non seppelliremo la nostra voce di dissenso, orientata soltanto a ristabilire le regole di un organo finora democratico e indipendente, fondato anche da un fesso come me dopo storiche battaglie verbali contro i bravi colleghi pugliesi”.


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Al centro del mandato studenti, qualità e internazionalizzazione: «Un percorso di ascolto e condivisione per far crescere l’Università»

UNIBAS, Fabrizio Caccavale è il nuovo Magnifico Rettore: «Un grande onore»

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i è insediato ieri, 1°ottobre, il prof. Fabrizio Caccavale, nuovo Rettore dell’Università degli Studi della Basilicata per il sessennio 2026-2032. Con l’avvio del mandato, Caccavale assume la guida dell’Ateneo lucano dopo una lunga esperienza di attività scientifica, didattica e istituzionale, svolto in larga parte all’interno dell’Università degli Studi della Basilicata. «Assumere la guida dell’Università degli Studi della Basilicata rappresenta per me un grande onore e una responsabilità che affronto con spirito di servizio e determi-

nazione», ha dichiarato il Magnifico Rettore. «Inizia un percorso che voglio costruire insieme a tutte le componenti della comunità universitaria, mettendo al centro le studentesse e gli studenti, nonché la qualità della ricerca e della didattica. Obiettivo fondamentale sarà rafforzare il ruolo dell’Unibas come punto di riferimento per la Basilicata, consolidandone al tempo stesso la dimensione nazionale e internazionale. Saranno sei anni di impegno, ascolto e condivisione per far crescere insieme la nostra Università».

IL PROFILO Fabrizio Caccavale, 61 anni, è Professore Ordinario di Automatica all’Università degli Studi della Basilicata. Laureato in Ingegneria Elettronica e Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed Informatica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha svolto attività accademica e di ricerca in Italia e all’estero, anche come Visiting Scholar alla Rice University di Houston. È autore di oltre 150 pubblicazioni scientifiche e ha ricoperto ruoli di responsabilità in numerosi progetti di ricerca e tra-

sferimento tecnologico nazionali e internazionali. Senior Member dell’IEEE e socio fondatore dell’Istituto di Robotica e Macchine Intelligenti, ha inoltre ricoperto diversi incarichi istituzionali nell’Unibas: componente del Senato Accademico, Presidente del Presidio della Qualità di Ateneo e Prorettore con delega all’attuazione dell’Accordo di Programma per l’istituzione del Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia. Dal 2024 al 2026 è stato Direttore del Dipartimento di Scienze della Salute.

Il presidente ARDSU Basilicata: «L’Università sia sempre più motore di crescita e protagonista del territorio»

Insediamento Caccavale, Summa: «Nuova stagione di collaborazione» mio, dei Consiglieri e del Direttore Generale dell’Ente per il Diritto allo Studio di Basilicata , le più vive congratulazioni e l’augurio di buon lavoro per il prestigioso e impegnativo incarico che assume». È quanto dichiara Vincenzo Summa, presidente ARDSU Basilicata. «L’avvio di un nuovo mandato - prosegue Summa - rappresenta sempre un momento importante, ma anche un’opportunità per imprimere nuova energia e una rinnovata capacità di visione all’Università. Oggi più che mai abbiamo bisogno di un Ateneo capace di guardare avanti, di crescere, di innovare e, soprattutto, n occasione del- gnifico Rettore, Prof. Fa- di costruire relazioni sol’insediamento brizio Caccavale, deside- lide e concrete con tutte del nuovo Ma- ro rivolgergli, a nome le istituzioni che concor-

«I

rono alla vita universitaria e allo sviluppo del territorio. Come Ente per il Diritto allo Studio siamo pronti a fare pienamente la nostra parte, con spirito di leale collaborazione e con la volontà di trasformare il confronto istituzionale in progetti, servizi e risultati concreti per gli studenti. La sfida che abbiamo davanti, tuttavia, deve essere ancora più ambiziosa: riportare sempre di più l’Università al centro della città che la ospitano, non soltanto in senso fisico, ma culturale, sociale ed economico». «Occorre quindi una visione condivisa e la capacità di tradurla in scelte concrete. Università, Ente per il Diritto allo Studio e istituzioni locali

possono e devono lavorare insieme, superando distanze e frammentazioni e mettendo al centro gli studenti, i giovani e il futuro della nostra comunità. Al nuovo Rettore rivolgo dunque non soltanto un augurio sincero, ma anche la disponibilità dell’Ente ad avviare da subito una stagione di collaborazione fattiva, aperta e orientata ai risultati. Al Rettore uscente, Pof. Ignazio Mancini, un vivo ringraziamento per le attività poste in essere, per la considerazione nei confronti dell’Ardsu e per tutto quanto progettato ma ancora in corso di realizzazione. Buon lavoro, Magnifico Rettore, e buon inizio di questo nuovo percorso», conclude Summa.


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usata la tecnica “della marmotta” per il colpo alla bdm. immediatamente accorsi i carabinieri che indagano sull’accaduto

Venosa, assalto al bancomat: bottino da 50mila € circa

VENOSA. Ancora un assalto al bancomat nel Vulture Melfese. Questa volta è stata presa di mira la filiale di Venosa della Bdm. L’istituto bancario si trova in via Generale Pennella, non molto distante dalle strade più trafficate della città. Ieri intorno alle 4:15 di mattina, un ordigno artigianale è deflagrato. La

tecnica usata, è sempre quella “della marmotta” quindi il congegno è stato inserito direttamente nella fessura del dispositivo dal qual vengono erogati i contanti. Sul posto sono giunti tempestivamente i carabinieri della compagnia di Venosa e i vigili del fuoco in attesa degli artificieri per poter avere accesso al lo-

cale in sicurezza. Da quanto si è potuto apprendere il bottino portato via dai malviventi ammonta a circa 50 mila euro. Continuano intanto le indagini dei militari. Questo è il nono episodio di assalto al bancomat in tutta la regione nel 2026 con l’ultimo episodio che risale al 16 luglio a Rionero in Vulture.

Garantita la continuità occupazionale per oltre 60 addetti con la nuova società: mantenimento dei livelli di inquadramento e dell'orario di lavoro

general service si aggiudica il servizio di pulizia delle caserme del potentino

POTENZA. È stato aggiudicato a General Service S.r.l. il servizio di pulizia, igiene ambientale e servizi aggiuntivi presso gli immobili adibiti a caserma dell’Arma dei Carabinieri presenti sul territorio della provincia di Potenza. Il nuovo servizio, relativo a oltre 82 caserme distribuite sull’intero territorio provinciale, ha preso l’avvio il 1° ottobre 2026 e si concluderà il 30 settembre 2027, secondo quanto previsto dagli atti delle procedure di affidamento e dai relativi capitolati tecnici. L’aggiudicazione riguarda tutti e tre i lotti nei quali è stata suddivisa la provincia: Area Nord, Area Centrale e Area Sud. Particolare rilevanza assume l’accordo raggiunto nell’ambito del-

la procedura prevista dall’articolo 4 del CCNL Imprese di Pulizia e Servizi Integrati/Multiservizi, finalizzata a garantire la continuità occupazionale in occasione del cambio di appalto. L’incontro tra la società subentrante e le organizzazioni sindacali si è svolto il 29 settembre, presso la sede della Filcams CGIL di Potenza. Per General Service S.r.l. hanno partecipato la dottoressa Sabina Mattioli e la dottoressa Anna Santangelo, mentre per le organizzazioni sindacali erano presenti la segretaria Michela Lacerra per la FILCAMS CGIL e il segretario generale della Basilicata Michelangelo Ferrigno per la FISASCAT CISL. Nel corso dell’incontro è stata esaminata la documentazione tra-

smessa dall’impresa uscente, STO S.r.l., contenente l’elenco nominativo dei lavoratori aventi diritto al passaggio, nonché quello dei dipendenti temporaneamente collocati in aspettativa. Al termine del confronto, General Service S.r.l. ha dichiarato la propria disponibilità ad assumere tutto il personale inserito nell’elenco e avente diritto al passaggio, garantendo la continuità delle condizioni economiche, normative e contrattuali in essere presso l’impresa uscente. L’accordo prevede inoltre il mantenimento dei livelli di inquadramento, dell’orario di lavoro individuale, degli istituti contrattuali applicati, dell’anzianità di servizio convenzionale e delle mansioni svolte.

L’operazione consentirà quindi il passaggio di oltre 60 lavoratori interessati dai tre lotti della provincia di Potenza. Si tratta di personale che continuerà a svolgere la propria attività nell’ambito del servizio di pulizia e igiene ambientale delle caserme dell’Arma dei Carabinieri. I lavoratori temporaneamente impossibilitati al passaggio per condizioni ostative, quali aspettativa, malattia o infortunio, rimarranno formalmente in carico all’impresa uscente fino alla cessazione della causa ostativa; successivamente, General Service S.r.l. si è impegnata a procedere alla loro assunzione, secondo quanto previsto dall’accordo. Con queste nuove assunzioni, General Service S.r.l. amplia ulteriormente la propria presenza sul territorio nazionale, aggiungendo oltre 60 dipendenti ai circa 450 lavoratori già in organico in tutta Italia. Le organizzazioni sindacali FILCAMS CGIL e FISASCAT CISL hanno preso atto degli impegni assunti dalla società subentrante, esprimendo parere favorevole alla soluzione individuata. Nel verbale sottoscritto dalle parti viene evidenziato come l’intesa sia finalizzata a garantire la continuità occupazionale e a salvaguardare il reddito, la professionalità e le condizioni contrattuali dei lavoratori coinvolti nel cambio di appalto. L’avvio del servizio dal 1° ottobre 2026 rappresenta così non soltanto l’inizio di un nuovo appalto per la gestione della pulizia e dell’igiene ambientale delle caserme dei Carabinieri della provincia di Potenza, ma anche la prosecuzione dell’attività lavorativa per decine di addetti, attraverso un percorso di passaggio che ha previsto la tutela delle condizioni economiche e contrattuali precedentemente maturate.


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Successo per il format della Lucana Film Commission: il cinema diventa spazio di cura e riflessione sociale

Il corto «Rivedersi» conquista Lavello e Oppido tra sale piene e studenti Q

uattrocento studenti e una grande partecipazione di pubblico alle proiezioni serali a Lavello e Oppido Lucano per riflettere sulla cura, la fragilità e le relazioni attraverso il cinema. È questo il bilancio degli appuntamenti di «Rivedersi», il cortometraggio diretto da Adelaide Dante De Fino e Michele Bizzi, protagonista di due giornate del format «Meet us at cinema», promosso dalla Lucana Film Commission per sostenere le sale cinematografiche, le produzioni locali e riavvicinare il pubblico al grande schermo.«Per la prima volta abbiamo portato in sala, con il format "Meet us at cinema", un cortometraggio, genere in grado di veicolare spesso importanti messaggi in pochi minuti», dichiara Margherita Romaniello, Presidente della Lucana Film Commission. «Il grande coinvolgimento in sala e la sorprendente risposta del pubblico nelle due serate, ma anche du-

rante l’incontro con gli studenti, ci spinge a continuare a lavorare sul ritorno in sala per la visione di opere cinematografiche. "Rivedersi", che si avvale di professionisti lucani — dalla produzione al cast, ad eccezione di Bianca Nappi, fino alla post-produzione e regia —, dimostra che non è il formato, piuttosto la forza del racconto a innescare un importante richiamo al cinema, dove incontrare anche i protagonisti che interpretando queste opere ne hanno certamente amplificato la potenza».È stata soprattutto la mattinata dedicata agli studenti a confermare la capacità del cinema di diventare uno spazio di dialogo e formazione: circa 400 ragazze e ragazzi delle scuole medie e superiori hanno partecipato alla masterclass di Lavello, confrontandosi con gli autori e gli interpreti del corto. La sera del 29 settembre, il cineteatro San Mauro di Lavello aveva già registrato una grande affluenza per la proiezione e

l’incontro con gli ospiti. Il tour si è concluso il 30 settembre a Oppido Lucano, al cineteatro Obadiah, con una nuova proiezione e un intenso momento di dibattito.Ad incontrare gli spettatori sono stati l’attrice Bianca Nappi, nota al grande pubblico per serie di successo come «Le indagini di Lolita Lobosco» e film come «Mine vaganti», le attrici Eva Immediato e Gabriella Bagnasco, Mattia Sciaraffa (in arte Flame, attore e autore della colonna sonora), la regista Adelaide Dante De Fino e Marianna Cappiello, Presidente dell’associazione Arcipelago Eva.Prodotto dall’associazione Arcipelago Eva e sostenuto da Lucana Film Commission, Regione Basilicata, IRCCS CROB e GAL «La Cittadella del Sapere», «Rivedersi» affronta il tema della malattia oncologica attraverso una narrazione che mette al centro la persona, le relazioni, l’ascolto e il sostegno umano nel percorso di cura. Il cortome-

traggio è stato interamente girato negli spazi dell’IRCCS CROB di Rionero in Vulture e nei suggestivi paesaggi dei laghi di Monticchio.«Come Associazione Arcipelago EVA crediamo che l'umanizzazione delle cure passi anche attraverso la capacità di ascoltare, comprendere e condividere le esperienze delle persone», dichiara la Presidente Marianna Cappiello. «In questo percorso il cinema rappresenta uno strumento straordinario perché riesce a rendere visibili emozioni, fragilità e

bisogni che spesso restano inespressi. Con "Rivedersi" abbiamo scelto di sostenere un progetto che mette al centro la persona e il valore delle relazioni umane, contribuendo a diffondere una cultura della cura più vicina, consapevole e partecipata. Quando il cinema incontra il sociale non si limita a raccontare una storia, ma diventa occasione di riflessione e cambiamento, aiutandoci a riscoprire la dimensione più autentica della cura: quella che riconosce prima di tutto la persona».

Nella Sala Nassirya la cerimonia per l'illustre politico lucano: dalle lotte per la Val Basento agli anni in Parlamento, il tributo delle istituzioni

Roma, il Senato premia Saverio D'Amelio: una vita per la politica e per la Basilicata

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o scorso 29 settembre, nella prestigiosa Sala Nassirya del Senato della Repubblica a Roma, si è svolta la cerimonia di consegna di una targa encomio al Senatore professor Saverio D’Amelio, illustre figura della politica lucana.L’iniziativa è stata promossa dal Movimento Culturale Lavoro e Sviluppo per la Basilicata — ideato dallo stesso D’Amelio — e dall’Associazione degli ex Consiglieri Regionali e Parlamentari di Basilicata, rappresentati rispettivamente dai presidenti Donato Covella e Aldo Michele Radice, con il supporto organizzativo del Senatore Gianni Rosa e del suo staff. All'evento erano presenti anche l'onorevole Aldo Mattia, il sindaco di Ferrandina, Carmine Lisanti, e il presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancino.Nel fare gli orari di casa, il Senatore Gianni Rosa ha tracciato un profilo brillante delle doti umane e politiche di D’Amelio, ripercorrendo le tappe di un percorso iniziato giovanissimo tra le file della Democrazia Cristiana, con l'organizzazione negli anni sessanta delle lotte per lo sfruttamento in loco del metano e per l'industrializzazione della Val Basento. Una carriera istituzionale di altissimo spessore che lo ha visto presidente della Provincia di Matera, vicepresidente del-

l'Acquedotto Pugliese, sindaco di Ferrandina per molti anni e parlamentare per quattro legislature. Un impegno nazionale coronato dai ruoli di vicepresidente della Commissione Antimafia, presidente della Commissione Bicamerale di Vigilanza sull'Anagrafe Tributaria e sottosegretario di Stato nei governi Andreotti VI e VII (rispettivamente alla Pubblica Istruzione e ai Lavori Pubblici).Nel suo intervento, il presidente Donato Covella ha evidenziato come D’Amelio non abbia mai reciso il legame con la sua terra, fondando il Movimento Culturale per creare un ponte stabile tra i territori e le istituzioni. Da parte sua, il dottor Aldo Michele Radice ha ricordato la stagione d'oro della rappresentanza parlamentare lucana dell'epoca — affiancato da figure storiche come Emilio Colombo, Vincenzo Sanza, Antonio Viti, Nicola Verrastro e potentini illustri —, ponendo l'accento sulla forte penalizzazione subita oggi dalla Basilicata a seguito della riduzione dei parlamentari e auspicando un'iniziativa legislativa correttiva ispirata alla concretezza di D'Amelio.I saluti delle comunità locali sono stati portati dal presidente della Provincia Mancino e dal sindaco Lisanti. Visibilmente commosso, il Senatore D’Amelio ha preso la parola per

rievocare l'impegno profuso al fianco di Emilio Colombo per garantire un futuro migliore alla Basilicata, esortando amministratori e rappresentanti istituzionali a lavorare con dedizione per lo sviluppo delle nuove generazioni, ricordando come la regione possieda intelligenze, risorse e capacità straordinarie.A suggellare la giornata, il monito rivolto a tutti i presenti con le parole di un grande impegno civile: «Fate in modo di non essere ricordati come persone che potevano dire e non hanno detto, che potevano fare e non hanno fatto e che potevano dare e non hanno dato».


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Il 5 ottobre, l’assessore Latronico incontrerà le organizzazioni sindacali; dal Csx lucano: «Si ritiri la delibera e si apra il confronto sulle alternative»

Ticket, slitta l’entrata in vigore: misura confermata dal 16 ottobre

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raccio di ferro tra Regione e Sindacati sul ticket in sanità. Il contributo fisso di 2,50 euro sulle ricette farmaceutiche, che doveva partire ieri, slitta a data da destinarsi. Cgil, Cisl e Uil, convocati per lunedì 5 ottobre, avevano fatto sapere che non avrebbero preso parte a nessun confronto se la misura fosse diventata efficace prima. Le organizzazioni dei lavoratori chiedono che la questione sia affrontata nell’ambito di una revisione più generale della sanità, che consenta di individuare altrove risparmi ed evitare, così, l'ulteriore contributo chiesto ai cittadini. LA REGIONE PRECISA: «TICKET IN VIGORE DAL 16 OTTOBRE» In riferimento alle notizie diffuse nelle ultime ore, la Regione precisa che la misura relativa al ticket sulla farmaceutica convenzionata è confermata ed entrerà in vigore il 16 ottobre 2026 a seguito di apposita delibera della Giunta. La misura resta pienamente valida essendo stata approvata dalla Giunta regionale e successivamente confermata dal Consiglio regionale che nella seduta del 24 settembre ha respinto la proposta di revoca. Il prossimo 5 ottobre, Latronico

incontrerà le organizzazioni sindacali, nell’ambito di un dialogo che la Regione intende mantenere costante e costruttivo. Il confronto resta dunque aperto, così come resta ferma la necessità di garantire l’equilibrio e la sostenibilità del sistema sanitario regionale. DAL CSX LUCANO: «BENE IL RAVVEDIMENTO DI LATRONICO» «Oggi è 1° ottobre e i lucani, contrariamente a quanto l’assessore Latronico aveva ripetutamente assicurato in Consiglio regionale appena una settimana fa, non stanno pagando il ticket farmaceutico da 2,50 euro a ricetta». Così, in una nota, il Centrosinistra lucano, che aggiuge: «Questa, per noi, è una buona notizia. Avevamo chiesto esattamente che il ticket non entrasse in vigore e il 24 settembre abbiamo portato in Consiglio regionale una risoluzione che chiedeva alla Giunta di ritirare la delibera. Latronico e la maggioranza di centrodestra decisero di bocciarla. Adesso prendiamo atto del ravvedimento. Ma, a questo punto, auspichiamo che sia un ravvedimento operoso fino in fondo: non ci si limiti a rinviare il ticket di qualche giorno o di qualche settimana. Si ritiri la delibera e si apra davvero il confron-

to sulle alternative». «C'è però anche una questione istituzionale che non intendiamo lasciare cadere. Il 24 settembre abbiamo chiesto più volte all'assessore una cosa molto semplice: il ticket entrerà in vigore il 1° ottobre? La risposta è stata netta: sì. Non era una domanda marginale. Il Consiglio regionale era stato chiamato a discutere proprio di quella misura e doveva pronunciarsi sulla nostra proposta di ritirarla. La maggioranza ha votato contro e lo ha fatto mentre il Governo regionale confermava all'Aula che dal 1° ottobre il ticket sarebbe stato applicato. Sette giorni dopo scopriamo che non è così. Nel frattempo l'incontro tra l'assessore e le organizzazioni sindacali, inizialmente previsto proprio per il 24 settembre e rinviato al 5 ottobre per la coincidenza con il Consiglio regionale, è rimasto aperto. I sindacati avevano chiarito che, se il ticket fosse entrato in vigore prima dell'incontro, non avrebbe avuto senso parteciparvi». «È positivo che quel confronto possa svolgersi prima che i cittadini siano chiamati a pagare. Ma allora viene spontanea una domanda: perché il 24 settembre Latronico non ha detto la stessa cosa al Consiglio regionale? Avrebbe

potuto dire con chiarezza che, in attesa dell'incontro con le organizzazioni sindacali, l'entrata in vigore sarebbe stata sospesa. Avremmo avuto una discussione diversa e il Consiglio avrebbe potuto pronunciarsi conoscendo la reale intenzione della Giunta. Invece a una domanda posta più volte è stato risposto con un sì netto. È questo che non va. Sulla sanità non si scherza e non si gioca sulla pelle dei lucani. E non si può neppure considerare il Consiglio regionale un luogo al quale dire una cosa per poi farne un'altra pochi giorni dopo. Adesso, però, guardiamo avanti. L'incontro del 5 ottobre può essere l'occasione per uscire definitivamente da questa vicenda. Non per concordare sem-

plicemente una nuova data di decorrenza del ticket, ma per discutere dei conti della sanità, della spesa farmaceutica, delle ragioni che hanno determinato gli scostamenti e delle possibili misure alternative. La nostra posizione non cambia rispetto al 24 settembre: ritirare la delibera e cercare le soluzioni necessarie senza scaricare sui cittadini il costo delle difficoltà del sistema sanitario regionale. Se Latronico e la Giunta arriveranno a questa conclusione, non avremo alcuna difficoltà a riconoscere che avranno fatto la scelta che chiedevamo. Anzi, ne saremo soddisfatti. Perché il nostro obiettivo non è dimostrare che avevamo ragione. È fare in modo che i lucani quel ticket non debbano pagarlo».

Il presidente della SIMEUP: «Al Ministro Schillaci il merito di aver portato a compimento un aggiornamento atteso e necessario»

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Nuovi Lea, Tipo: «Un passo avanti per la pediatria»

a Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica (SIMEUP) esprime apprezzamento per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), frutto dell’impegno del Ministro della Salute Orazio Schillaci per aggiornare l’offerta del Servizio Sanitario Nazionale alle nuove possibilità della medicina e ai bisogni di salute dei cittadini. Il provvedimento introduce circa 800 tra nuovi servizi, prestazioni e terapie, intervenendo in settori strategici quali prevenzione, malattie rare e croniche, oncologia e specialistica ambulatoriale. «È un risultato di grande rilievo per la sanità pubblica italiana e va riconosciuto al Ministro Schillaci il merito di aver portato a compimento un aggiornamento atteso e necessario - afferma Vincenzo Tipo, presidente della SIMEUP - La medicina evolve rapidamente e un Servizio Sanitario Nazionale moderno deve essere capace di trasferire l’innovazione nella pratica assistenziale, rendendola concretamente accessibile ai cittadini». Particolare valore assume, per la

pediatria, l’estensione su tutto il territorio nazionale dello screening neonatale per l’atrofia muscolare spinale (SMA) e l’ampliamento dello screening neonatale ad altre otto patologie metaboliche e rare. «Sono scelte che guardano al futuro e che possono cambiare concretamente la storia di molti bambini. In pediatria il tempo della diagnosi è spesso parte della cura: identificare precocemente una patologia significa poter intervenire prima, migliorare la prognosi e, in molti casi, prevenire conseguenze irreversibili», dice Tipo. SIMEUP condivide inoltre il principio richiamato dal Ministro Schillaci secondo cui l’innovazione acquista pieno valore quando diventa realmente accessibile a tutti, superando le differenze territoriali nell’offerta sanitaria. «È questo uno degli aspetti che riteniamo più significativi. Il luogo in cui un bambino nasce o vive non può determinare la qualità delle opportunità di salute che gli vengono offerte. Garantire gli stessi livelli di assistenza su tutto il territorio nazionale significa dare sostanza al principio di universalità sul quale è

stato costruito il nostro Servizio Sanitario Nazionale. Adesso occorre accompagnare questo importante risultato con una rapida e uniforme attuazione dei nuovi LEA nelle Regioni. Come SIMEUP siamo pronti a fare la nostra parte, mettendo a disposizione delle Istituzioni le competenze dei professionisti dell’emergenza e urgenza pediatrica. Investire oggi nella salute dei bambini significa costruire la salute del Paese di domani».


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Lo studio, pubblicato su una rivista scientifica internazionale, ha coinvolto 4.415 pazienti. Tra gli autori il medico Edoardo Pennacchio

Embolia polmonare, il San Carlo individua nuovi fattori di rischio

POTENZA. Comprendere meglio la gravità dell’embolia polmonare acuta e individuare i pazienti maggiormente esposti alle complicanze. È l’obiettivo di uno studio clinico multicentrico pubblicato sulla rivista internazionale European Journal of Internal Medicine, che vede tra gli autori Edoardo Pennacchio, oggi alla guida del Pronto Soccorso e Medicina d’urgenza dell’ospedale San Giovanni di Dio di Melfi. Durante la ricerca il medico prestava servizio nel Pronto Soccorso del San Carlo di Potenza, diretto da Francesco Lisanti. Lo studio, condotto nell’ambito della rete Cope (Contemporary management of acute Pulmonary Embolism), ha analizzato i dati di 4.415 pazienti ricoverati in oltre 180 reparti italiani di Cardiologia, Medicina interna e Pronto Soccorso. L’obiettivo era verificare se la posizione centrale del coagulo nei vasi polmonari costituisse un in-

dicatore di maggiore rischio nei primi 30 giorni dalla diagnosi.L’embolia polmonare acuta è provocata dall’ostruzione improvvisa di uno o più vasi sanguigni dei polmoni da parte di un coagulo. L’angio-Tac toracica permette di individuare la sede dell’ostruzione, distinguendo tra le arterie principali, dove si parla di localizzazione centrale, e i rami più piccoli e periferici. Dall’analisi emerge che la gravità della malattia dipende soprattutto dalle condizioni emodinamiche del paziente, in particolare dal-

la stabilità della pressione e dal sovraccarico cardiaco. La presenza di un embolo centrale non risulta associata alla mortalità per qualsiasi causa, ma è collegata a un rischio più che doppio di morte specificamente dovuta all’embolia e a una maggiore probabilità di peggioramento clinico nelle prime settimane. Nei pazienti a rischio intermedio, questo elemento può quindi orientare verso controlli più attenti e prolungati, consentendo ai medici di distinguere meglio le situazioni che richiedono una sorveglianza particola-

re.«Questo studio rappresenta un passo avanti significativo nella comprensione dell’embolia polmonare. Sapere che la posizione centrale del coagulo aumenta il rischio di complicanze legate all’embolia ci fornisce uno strumento in più per personalizzare l’assistenza, affinando le strategie di monitoraggio e cura senza ricorrere a interventi aggressivi quando non strettamente necessari», spiega Pennacchio.Il medico richiama anche le difficoltà di conciliare ricerca e assistenza in emergenza: «Per gli operatori del Pronto Soccorso impegnarsi nella ricerca clinica è difficile poiché l’assistenza diretta al paziente richiede tempo ed energie; tuttavia, è uno sforzo prezioso, consente di trarre considerazioni di carattere universale dall’attività clinica quotidiana e garantisce una ricaduta positiva sulla qualità delle cure offerte».Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera re-

gionale San Carlo, Giuseppe Spera, sottolinea il valore della partecipazione alla rete scientifica: «La partecipazione attiva dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo a una rete di ricerca di respiro internazionale come lo studio Cope riconferma l’orientamento aziendale verso l’eccellenza e l’aggiornamento costante dei percorsi diagnostico-terapeutici a vantaggio di tutti i cittadini».Spera evidenzia inoltre che «integrare l’attività assistenziale in emergenzaurgenza con la ricerca scientifica di alto livello permette di trasferire prontamente le più recenti scoperte cliniche alla pratica quotidiana garantendo ai pazienti risposte assistenziali tempestive e personalizzate». La partecipazione del San Carlo allo studio offre così un contributo alla valutazione del rischio e alla scelta dei percorsi di monitoraggio per le persone colpite da embolia polmonare.

Inaugurata a Rionero in Vulture l’esposizione dell’artista Maria Ditaranto dedicata alle protagoniste della ricerca

Donne di scienza, al Crob la mostra sulla prevenzione

RIONERO IN VULTURE. È stata inaugurata ieri, presso l’Irccs Crob di Rionero in Vulture, la mostra e la relativa campagna di comunicazione “La scoperta sei tu. Donne di scienza. Donne di prevenzione”. L’iniziativa, allestita in occasione dell’Ottobre Rosa e visitabile fino al 30 ottobre 2026, è stata promossa dall’Istituto unitamente alla Consigliera di Parità della Provincia di Potenza, Simona Bonito e vede la collaborazione dell’Università degli Studi della Basilicata. Al centro del progetto vi sono i ritratti realizzati dall’artista Maria Ditaranto, dedicati alle donne che hanno segnato la storia della conoscenza superando ostacoli e stereotipi. Il percorso espositivo celebra figure straordinarie come Ipazia, Trotula, Marie Curie, Rosalind Franklin, Rita Levi-Montalcini, Margherita Hack, Maria Montessori, Fabiola Gianotti, Ilaria Capua, Samantha Cristoforetti, fino ad arrivare alla prestigiosa testimonianza della scienziata lucana Liliana Dell’Osso. Più che una semplice esposizione, l'iniziativa si propone come un invito ad apprendere la cultura della prevenzione: conoscere significa comprendere il proprio

corpo, scoprire significa imparare a riconoscere i segnali e prevenire significa scegliere di prendersi cura della propria salute prima che sia la malattia a imporlo. Come sottolineato dal Direttore Generale del Crob, Massimo De Fino, accogliere questa mostra nell'Istituto assume un valore molto significativo per una realtà quotidiana d'eccellenza fatta di assistenza e ricerca oncologica, ambiti in cui il ruolo delle donne è centrale. L'unione tra arte, memoria storica e prevenzione durante l'Ottobre

Rosa ribadisce con forza che la diagnosi precoce rappresenta la prima reale forma di cura e un percorso che richiede l'impegno di tutti. Un concetto ripreso dalla Consigliera di Parità della Provincia di Potenza, Simona Bonito, che ha evidenziato come il progetto nasca per legare parità di genere, memoria e salute, offrendo modelli di ispirazione per le giovani generazioni e promuovendo la consapevolezza come strumento fondamentale per l'emancipazione e la tutela del proprio futuro. A fare

eco a questi intenti, la Vicepresidente della Provincia di Potenza, Vitina Claps, ha ricordato che sostenere la diagnosi precoce e la ricerca scientifica equivale a un investimento sulla vita dell'intera comunità. Infine, l’artista Maria Ditaranto ha spiegato di aver voluto dare un volto al talento e alla determinazione di queste grandi protagoniste, affinché l’arte possa accompagnare la ricerca e ricordare che la scoperta più preziosa resta la consapevolezza del valore della nostra vita.


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Il monitoraggio fa il punto su inserimento occupazionale, formazione e scuola. Grieco: «Dietro ogni numero c’è un percorso personale e familiare»

Potenza, il SAI tra accoglienza e lavoro Telesca: «Un percorso verso l’autonomia»

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uarantasette persone accolte in dieci strutture distribuite nei quartieri di Potenza, oltre sedici contratti di lavoro ottenuti dall’avvio del progetto e tre tirocini formativi attualmente attivi per donne sole con figli. Sono alcuni dei risultati del SAI, il Sistema di Accoglienza e Integrazione del Comune, al centro della visita di monitoraggio svolta il 29 e 30 settembre dal Servizio Centrale. La verifica ha previsto incontri con l’équipe, sopralluoghi negli alloggi e colloqui con i beneficiari.Avviato nell’ottobre 2023 e cogestito dal Comune con la cooperativa La Mimosa e Arci Basilicata, il progetto ospita nuclei familiari e monoparentali. Gli alloggi sono distribuiti in diverse zone della città per favorire l’accoglienza diffusa e il rapporto con le comunità dei quartieri.«La vera integrazione si misura nella quotidianità: nei bambini che frequentano le nostre scuole, nelle donne che intraprendono percorsi formativi, nelle persone che trovano un lavoro, nelle famiglie che vivono nei nostri quartieri e partecipano alla vita della comunità», dichiara il sindaco Vincenzo Telesca. «È questa l’accoglienza che vogliamo per Potenza: non assistenza fine a se stessa, ma un percorso concreto verso l’autonomia».Accanto al-

l’inserimento lavorativo, il bilancio comprende i risultati nell’istruzione e nell’apprendimento dell’italiano. Sei beneficiari hanno conseguito la certificazione linguistica di livello A1, undici quella di livello A2 e una beneficiaria ha ottenuto la licenza media. Tutti i bambini accolti frequentano regolarmente la scuola. Le famiglie partecipano inoltre alle iniziative sociali e culturali cittadine, compresa la Parata dei Turchi.Secondo Telesca, il monitoraggio restituisce «un quadro positivo del lavoro portato avanti». «Le strutture visitate sono risultate idonee e ben tenute e abbiamo famiglie che

stanno costruendo qui relazioni, competenze e autonomia», sottolinea il sindaco. «Quando una persona non è più semplicemente “ospite”, ma lavora, studia, accompagna i propri figli a scuola, partecipa agli eventi e vive il quartiere insieme agli altri cittadini, l’integrazione smette di essere una parola e diventa comunità».Sui risultati interviene anche l’assessora alle Politiche sociali Anna Grieco, che richiama il lavoro di accompagnamento svolto dagli operatori: «Dietro ogni numero c’è un percorso personale e familiare, costruito giorno dopo giorno. L’obiettivo del SAI non è limitarsi all’ac-

coglienza, ma fornire alle persone gli strumenti necessari per diventare autonome. La lingua, la scuola, la formazione e soprattutto il lavoro sono le chiavi dell’integrazione».Per Grieco, i contratti, i tirocini e le certificazioni linguistiche dimostrano l’efficacia della collaborazione tra Servizi sociali, Ufficio di Piano dell’ATS, enti gestori, scuole e realtà del territorio. L’assessora ricorda inoltre che il ruolo centrale dell’ente locale nel Sistema SAI è stato richiamato dal Servizio Centrale nella comunicazione relativa al monitoraggio.Telesca rivolge un ringraziamento ai Servizi sociali comunali, agli operatori della Mimosa e di Arci Basilicata e alle professionalità impegnate nel progetto, evidenziando anche il contributo dell’Ufficio di Piano alla programmazione e al coordinamento della rete territoriale.«Distribuire le famiglie nei diversi quartieri, accompagnarle verso il lavoro, garantire la scuola ai bambini e favorire la partecipazione alla vita cittadina significa evitare marginalità e costruire appartenenza», conclude il sindaco. «La vera integrazione è questa: persone che arrivano da lontano e che, attraverso un percorso di responsabilità e autonomia, diventano parte a pieno titolo della nostra comunità».

Le risorse disponibili coprono 40mila ore su 80mila necessarie. I lavoratori chiedono garanzie sul servizio e sui contratti

Potenza, assistenza disabili a rischio sciopero Sindacati e istituzioni a confronto sui tagli

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i avvicina lo sciopero degli assistenti all’autonomia e alla comunicazione per gli alunni con disabilità del Comune di Potenza. È in programma questa mattina, alle 10.30, in Prefettura, il tentativo di conciliazione e raffreddamento della vertenza, dopo la proclamazione dello stato di agitazione da parte di FP Cgil, Cisl Fp, Fisascat Cisl, Uil Fpl e UilTuCS. Al centro del confronto, la riduzione delle risorse per l’anno scolastico 2026/2027 e le conseguenze sulle ore di assistenza e sui contratti del personale. Il fabbisogno stimato è di circa 80 mila ore, mentre quelle erogate lo scorso anno sono state circa 61 mila. Per l’anno scolastico in corso, le risorse disponibili consentono di finanziarne circa 40 mila:

21 mila in meno rispetto alla precedente annualità e la metà di quelle necessarie a garantire l’intero servizio.Al tavolo prefettizio sono attesi le organizzazioni sindacali, il Comune di Potenza, la Regione Basilicata e la cooperativa affidataria. L’obiettivo è individuare una soluzione che consenta di scongiurare i tagli all’assistenza e al reddito dei lavoratori. Contestualmente, una delegazione del personale sarà in piazza per sostenere le ragioni della vertenza e accompagnare il confronto istituzionale.La convocazione segue l’incontro già svolto in Comune dopo la proclamazione dello stato di agitazione e la diffida inviata dalle federazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil. In quella sede, l’amministrazione ha rap-

presentato le difficoltà economiche nel mantenere le risorse degli anni precedenti, spiegando di aver chiesto il sostegno della Regione Basilicata. Per il 2026/2027, secondo quanto riferito dai sindacati, le disponibilità di bilancio comportano una riduzione di 360 mila euro rispetto alla precedente annualità.Una contrazione che, sottolineano le organizzazioni dei lavoratori, incide sia sulle condizioni del personale sia sulla continuità e sulla qualità dell’assistenza alle bambine e ai bambini con disabilità. La cooperativa aveva comunicato il congelamento delle riduzioni delle ore contrattuali, ma soltanto fino al 30 settembre, in attesa del confronto.In assenza di riscontri positivi, i sindacati hanno quindi considerato con-

clusa la prima fase dello stato di agitazione e richiesto l’intervento del prefetto, con la partecipazione della Regione. Le organizzazioni giudicano «inaccettabile e illegittimo» il taglio a un servizio essenziale che già in precedenza non copriva l’intero fabbisogno degli alunni.«Riteniamo necessario che l’azienda e tutte le istituzioni coinvolte si as-

sumano la responsabilità di ricercare una soluzione concreta, senza lasciare che i vincoli di bilancio ricadano sulle lavoratrici, sui lavoratori, sugli alunni con disabilità e sulle loro famiglie», dichiarano i sindacati. «Le ragioni economiche non possono prevalere sul diritto all’assistenza e sulla qualità di un servizio essenziale per l’intera comunità».


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Potenza

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Nuova operazione della Polizia Locale in pieno centro: sequestrati contanti e dosi di cocaina già pronte per lo spaccio

Spaccio nel cuore di Potenza: arrestato in flagranza di reato e chiuso in carcere U

n’attività di spaccio in pieno centro stroncata sul nascere e un nuovo colpo inferto al traffico di stupefacenti in città. È il bilancio dell’operazione condotta lo scorso 28 settembre dagli ufficiali e dagli agenti della Polizia Locale di Potenza, che hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato di una persona ritenuta responsabile di cessione di cocaina.L’intervento, scattato nel cuore della città, ha avuto sviluppi significativi nel corso della successiva perquisizione domiciliare. All’interno dell’abitazione, gli operatori hanno rinvenuto una somma di denaro considerevole — ritenuta il probabile provento dell’attività illecita — insieme ad altre dosi di cocaina già confezionate, termosaldate e pronte per

essere immesse sul mercato della droga. Al termine degli adempimenti di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’uomo è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Potenza.Il blitz non rappresenta un episodio isolato, ma si inserisce in una più ampia e serrata strategia di controllo del territorio. L’operazione arriva infatti a pochissimi giorni di distanza dal fermo di un’altra persona, sorpresa mentre occultava dosi di hashish all’interno di una siepe urbana. Episodi che confermano l’attenzione costante del nucleo di Polizia Giudiziaria della Polizia Locale sul fronte del contrasto capillare allo spaccio e della tutela della sicurezza urbana.«Si tratta di attività che richiedono presenza sul territorio, capacità investiga-

tiva e grande professionalità — dichiara la Comandante Santoro commentando l’operazione —. Il

risultato conseguito è frutto dell’impegno quotidiano dei nostri Agenti ed Ufficiali, ai quali rivolgo

il mio personale ringraziamento per lo spirito di sacrificio e la dedizione al lavoro».

Presentato al Teatro Stabile il ricco cartellone promosso dal Comune e dal Conservatorio «Gesualdo Da Venosa» tra concerti, convegni e ricerca critica

A Potenza prende vita il «Progetto Mozart»: un mese di grandi eventi tra musica e cultura

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l Consiglio comunale di Matera tornerà a riunirsi in seduta straordinaria di prima convocazione alle ore 16:00 di lunedì 21 settembre 2026, presso la Sala Pasolini di via Sallustio. La seconda convocazione è invece fissata per giovedì 24 settembre, alle ore 16:00, nella medesima sede.La convocazione fa seguito a quanto deciso nella seduta della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari del 15 settembre e presenta all’ordine del gior-

no due questioni di particolare rilievo per l’attività dell’assemblea cittadina.Il primo punto riguarda l’elezione del Presidente e dei Vicepresidenti del Consiglio comunale, prevista dall’articolo 12 dello Statuto comunale e dall’articolo 12 del Regolamento del Consiglio. L’assemblea sarà dunque chiamata a definire gli organi di vertice del Consiglio. Va ricordato che a più di un anno dall’insediamento dell’Amministrazione a guida Nicoletti, non è stato anco-

ra possibile eleggere l’Ufficio di Presidenza. Maggioranza e opposizione non hanno trovato l’accordo su un nome che potesse ricoprire il ruolo di Presidente dell’Assise. L’unico ad essersi candidato è stato il consigliere comunale Augusto Toto che dopo gli innumerevoli rinvii, ha deciso di ritirare la propria candidatura e addirittura di prendere le distanze da Fratelli d’Italia, partito nel quale è stato eletto, e dalla maggioranza.Al secondo punto figura in-

vece la richiesta di convocazione urgente del Consiglio comunale, presentata ai sensi dell’articolo 39, comma 2, del decreto legislativo 267 del 18 agosto 2000 e dell’articolo 43, comma 8, del Regolamento consiliare. La richiesta, sottoscritta da diversi consiglieri e protocollata il 2 settembre 2026 con il numero 0089548/2026, ha come oggetto la situazione politica e programmatica dell’Amministrazione comunale. FRA. MEN.


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Provincia

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Il sindaco: «Non tutto è semplice, ma noi lavoriamo per viabilità, sport, montagna, turismo, terme, scuola, sicurezza, energia e servizi»

Latronico, cantieri da diversi mln De Maria: «Il lavoro non si ferma» L’

DI EMANUELA CALABRESE

apertura di cantieri nei centri urbani e nelle aree rurali rappresenta il motore primario per lo sviluppo economico, sociale e infrastrutturale di un territorio. Quando un comune trasforma il proprio tessuto locale attraverso lavori pubblici, si attivano dinamiche a catena che impattano positivamente sulla vita dei cittadini e sulla competitività dell'area. In quest’ottica l’Amministrazione comunale di Latronico, guidata dal Sindaco, Fausto De Maria ragguaglia: «Periodicamente mi piace fare il punto sui lavori in corso e su quelli che stanno per partire, perché credo sia il modo più semplice per raccontare concretamente quello che stiamo facendo». Ma il lavoro non riguarda soltanto i cantieri già aperti o quelli in partenza, «nei prossimi giorni dovremo procedere anche con l’affidamento di altri importanti interventi, con l’obiettivo di riuscire a far partire diversi lavori già prima della fine dell’anno -incalza il Sindaco- Parliamo di 2.000.000 di euro per la realizzazione del Latronico Experience Park in zona Maiolino, con circa 15 nuove attività outdoor; 1.000.000 di euro per l’intervento “Monte Alpi nel Comune di Latronico – Versante Sud Monte

Alpi-Salicone”, finalizzato alla protezione, valorizzazione e fruizione delle nostre aree naturalistiche; 1.000.000 di euro per l’efficientamento e la riqualificazione energetica del plesso del Liceo Scientifico di Latronico centro; 1.000.000 di euro per la realizzazione della nuova piscina termale per la riabilitazione nel parco termale ed ancora, 200.000 euro per nuovi pali della pubblica illuminazione con tecnologia LED; 185.000 euro per la realizzazione e l’ampliamento del parco giochi nel parco termale, con nuove attrezzature anche per bambini con disabilità; 142.392 euro per la realizzazione di 4 nuovi impianti fotovoltaici comunali, per una potenza complessiva di quasi 115 kW, che entreranno a far parte della nostra Comunità Energetica Rinnovabile. Di questo investimento, 56.956,80 euro sono coperti dal contributo GSE del 40% e infine 60.000 euro per il completamento del Bike Park con la realizzazione della pubblica illuminazione». Di pari passo, in queste settimane diversi cantieri stanno andando verso il completamento: «La strada Favoritiere ad Agromonte Magnano, che collegherà la frazione con Bosco Magnano di San Severino Lucano; la riqualificazione paesaggistica del terrazzamento sotto “Ogni

Dove” a Latronico centro; la trasformazione del campo da calcio di Agromonte, che avrà un nuovo manto in erba artificiale di ultima generazione; il Centro Operativo Comunale di Protezione Civile in località Sant’Antonio; la costruzione dei nuovi loculi nei cimiteri di Latronico centro e Agromonte». E mentre alcuni cantieri si avvicinano alla conclusione, altri sono pronti a partire. «Nei prossimi giorni si inizierà con la realizzazione di un campo da padel e la copertura pressostatica del campetto di calcetto nel centro sportivo a Calda; lavori sui sentieri dalla Pineta comunale verso Pargo, con il collegamento al Monte Alpi; realizzazione di nuove aree attrezzate nel parco termale, con una zona fitness dedicata al calisthenics e nuovi spazi per praticare sport all’aperto; completamento dell’asfalto di via Vittorio Emanuele; diversi lavori di manutenzione straordinaria in varie parti del territorio comunale, compresi interventi di asfaltatura nei tratti che presentano maggiori criticità e situazioni di pericolo». E così conclude De Maria: «Una quantità importante di opere per un piccolo Comune come il nostro, distribuite sul territorio e che riguardano viabilità, sport, montagna, turismo, terme, scuola, sicurezza, energia e servizi. Dietro ogni can-

tiere ci sono mesi, e spesso anni, di lavoro -sottolinea il Sindaco- Progetti, autorizzazioni, gare, affidamenti, problemi da risolvere e procedimenti da seguire fino alla fine. Non tutto è semplice e non sempre i tempi dipendono da noi. Ma continuiamo a seguire ogni procedimento cercando di trasformare ogni possibilità in qualcosa di concreto per Latronico. E mentre completiamo questi lavori, stiamo già programmando e progettando quelli che verranno dopo. Latronico continua ad essere un cantiere aperto. C’è ancora tanto da fare, ma il lavoro non si ferma. Poi tireremo le somme».

Cirigliano: «La presenza delle donne nelle istituzioni non dovrebbe essere vissuta come un obbligo, ma come un’opportunità»

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"Donne in Comune”: la Basilicata a Roma ricorda di Carmela Campagnoli l 1946 segnò una svolta storica per l'Italia con la conquista del suffragio universale, ma fu nel 1948 che la Basilicata iscrisse il suo primo, straordinario capitolo nella storia dell'emancipazione politica femminile. Una storia che mai si dimentica e anzi, viene ricordata e celebrata. Proprio questo è accaduto a Roma, dove il Sindaco Vincenzo Cirgliano ha rappresentato San Chirico Raparo, a Palazzo Valentini, in occasione dell’incontro “Donne in Comune – Le sindache dal 1946”, promosso dalla Fondazione Nilde Iotti, presieduta dall’Onorevole Livia Turco, nell’ambito del Festival delle Città. «Un appuntamento particolarmente significativo per la nostra comunità, perché mi ha dato l’opportunità di raccontare una pagina della nostra storia che ci rende profondamente orgogliosi -racconta il Sindaco a latere dell’incontro- Il 1946 segna un passaggio fondamentale per la democrazia italiana: le donne esercitano per la prima volta il diritto di voto e iniziano ad assumere un ruolo sempre più importante nella vita politica e istituzionale. Proprio in quell’anno, a San Chirico Raparo, vengono elette due donne in Consiglio comunale. Tra loro Carmela Campagnoli, che il 13 marzo 1948 viene eletta Sindaca, diventando la prima donna Sindaca della Basilicata e una delle prime in Italia». Così il Sindaco, nel suo intervento ha voluto ricordare anche Nilde Iotti, «protagonista della nascita della nostra Repubblica e della stesura della Costituzione, simbolo di quel

percorso di emancipazione e partecipazione che ha aperto la strada a generazioni di donne -spiega Cirigliano- Quella di Carmela Campagnoli è un’eredità che San Chirico Raparo ha saputo custodire. Ancora oggi possiamo contare su una Vicesindaca e due Consigliere comunali, oltre a una presenza femminile largamente maggioritaria tra i dipendenti del nostro Comune». Carmela Campagnoli, «maestra elementare, fu eletta Sindaca in pieno dopoguerra e rimase in carica fino al 1951 -ricorda la ProLoco Sanchirichese- Era già stata eletta Consigliera comunale nelle elezioni amministrative del 1946 con la lista denominata “Orologio”, e venne poi riconfermata Consigliera comunale nella tornata amministrativa del 1952. Il suo impegno amministrativo durò un decennio». Fu dunque una delle primissime donne in assoluto a indossare la fascia tricolore nell'intero Mezzogiorno, guidando la sua comunità nelle difficili sfide della ricostruzione post-bellica. La seconda sindaca eletta in Basilicata, fuMaria Elena Villone di Pignola e rimase in carica fino al 1953. A rompere ulteriormente i vecchi schemi ci pensò, nel 1974, la giovanissima Maria Santoro, che a soli 22 anni fu eletta sindaca di Ruvo del Monte, diventando un simbolo di freschezza e passione politica in un'epoca di profondi cambiamenti sociali. Insieme a pioniere come Maria Ippolita Santomassimo ad Aliano, queste amministratrici hanno aperto la strada alle generazioni future. Con il loro impegno nei piccoli

comuni lucani, hanno dimostrato che la leadership e la cura della cosa pubblica non erano più un'esclusiva maschile, ma un diritto e un dovere accessibile a tutti. Portare a Roma il nome di San Chirico Raparo e di Carmela Campagnoli, conclude Cirigliano, «è stato per me motivo di grande orgoglio. Significa ricordare da dove veniamo, ma soprattutto sentire la responsabilità di continuare a essere all’altezza di questa storia -e aggiunge in conclusione- Non ho mai amato particolarmente l’espressione “quote rosa”: la presenza delle donne nelle istituzioni non dovrebbe essere vissuta come un obbligo, ma come un’opportunità, un segno di civiltà e l’espressione di una democrazia piena e condivisa». EMA.CALA.


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Matera e provincia

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A Matera la Quarta Commissione consiliare lavora a criteri di calcolo più trasparenti e procedure semplificate. Delibera attesa a metà ottobre

Case popolari, il Comune accelera sullo svincolo degli immobili Peep

MATERA. Accelerare le procedure per eliminare i vincoli sugli immobili realizzati nelle aree Peep, i Piani di edilizia economica e popolare, e dare risposte alle numerose famiglie che attendono da anni la definizione delle proprie pratiche. È l'obiettivo al centro della riunione della Quarta Commissione consiliare, che si è confrontata sulle procedure per la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà e per la rimozione dei vincoli relativi al prezzo di cessione degli alloggi.Una questione che interessa numerosi cittadini materani e che, nel corso degli anni, ha determinato l'accumulo di richieste ancora pendenti presso gli uffici comunali. Le difficoltà riguardano soprattutto la durata dei procedimenti, la scarsa chiarezza dei criteri utilizzati per determinare gli importi dovuti e l'incertezza sui tempi necessari per ottenere una risposta definitiva.L'amministrazione guidata dal sindaco Antonio Nicoletti intende intervenire su questi aspetti attraverso una revisione delle procedure, con l'obiettivo di assicurare criteri uniformi e tempi più rapidi

per la conclusione delle pratiche. Il confronto avviato in Commissione punta a individuare soluzioni condivise, superando le divisioni tra maggioranza e opposizione.«Parliamo di cittadini che hanno fatto tutto quello che era richiesto e che da anni aspettano una risposta», dichiara il sindaco Nicoletti. «Il Comune ha il dovere di dare risposte chiare, uguali per tutti e in tempi ragionevoli. La Commissione ha assunto questo obiettivo e sta lavorando, con l'impegno di tutte le forze politiche insieme, per mettere ordine, definire rego-

le trasparenti e smaltire le pratiche arretrate. Non è una questione di maggioranza o di opposizione, ma di rispetto verso chi vive in queste case».Uno dei principali nodi da affrontare riguarda la determinazione dei corrispettivi economici necessari per ottenere la piena proprietà degli immobili o rimuovere i vincoli sul prezzo di vendita. La Commissione sta valutando l'introduzione di criteri di calcolo omogenei e trasparenti, nel rispetto della normativa nazionale, per evitare disparità di trattamento tra cittadini che si trovano in condizioni ana-

loghe.Parallelamente, l'amministrazione sta esaminando possibili modifiche regolamentari finalizzate a semplificare le procedure future. L'intenzione è intervenire sia sulle richieste già depositate sia sull'organizzazione dei procedimenti, affinché le nuove domande possano essere definite attraverso passaggi amministrativi più chiari e tempi certi.Il percorso dovrebbe tradursi in una proposta da sottoporre al Consiglio comunale nelle prossime settimane. Una prima scadenza è fissata a metà ottobre, quando è prevista la

predisposizione di una proposta di delibera da portare all'esame dell'assemblea consiliare. Sarà questo il passaggio necessario per definire le nuove modalità operative e avviare lo smaltimento delle pratiche arretrate.«Ringrazio tutti, a partire dall'assessore Lucia Gaudiano e dal presidente di Commissione, consigliere Martoccia, per il clima di collaborazione e responsabilità», conclude Nicoletti, sottolineando il lavoro comune avviato per affrontare una questione che coinvolge da tempo numerose famiglie della città.

Il servizio dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti è attivo ogni martedì nel Palazzo comunale di Matera per informazioni e assistenza

Disabilità, a Matera sportello gratuito per i cittadini MATERA. Un punto di riferimento gratuito per le persone con disabilità e le loro famiglie, con servizi di informazione, orientamento e supporto nel rapporto con le istituzioni. È lo Sportello territoriale sulle disabilità, attivo dal luglio 2025 presso il Palazzo comunale di Matera e gestito dall’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, sezione territoriale cittadina. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di facilitare l’accesso ai servizi e alle opportunità previste dalla normativa, offrendo ai cittadini un luogo nel quale ricevere indicazioni sulle procedure amministrative e sui benefici disponibili. Un'attività rivolta a chi deve affrontare pratiche spesso complesse e necessita di un primo orientamento per individuare gli uffici competenti e conoscere i propri diritti.Lo sportello è aperto ogni martedì, dalle 9 alle 12, presso l’Uffi-

cio relazioni con il pubblico, situato al piano terra del Palazzo comunale. La collocazione all’interno della sede municipale consente di offrire un servizio di prossimità, favorendo il contatto tra i cittadini e le strutture istituzionali.Tra le principali attività figurano le informazioni sulla normativa in materia di disabilità, sulle modalità di accesso alla Disability Card e sulle pratiche di patronato. È inoltre possibile ricevere indicazioni sui principali servizi e benefici previdenziali e assistenziali, così da conoscere le opportunità previste per le persone con disabilità e i percorsi necessari per richiederle. L'attività di orientamento rappresenta uno strumento per accompagnare gli utenti nella comprensione delle procedure, contribuendo a ridurre le difficoltà che possono emergere nel rapporto con la pubblica amministrazione. Il servizio è

completamente gratuito per i cittadini e non comporta alcun onere economico per il Comune di Matera.Un elemento importante del progetto è il sostegno della Fondazione Carical, che contribuisce alle spese necessarie per garantire lo svolgimento delle attività. L'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, attraverso la sezione territoriale di Matera, esprime il proprio ringraziamento alla Fon-

dazione per il supporto assicurato all'iniziativa.Lo Sportello territoriale sulle disabilità prosegue dunque la propria attività settimanale, offrendo un riferimento stabile per chi cerca informazioni e assistenza nell'accesso ai servizi. Un presidio che punta a rendere più semplice il rapporto con le istituzioni e a favorire la conoscenza delle misure di sostegno disponibili per le persone con disabilità.


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ServIn porta in Basilicata il confronto europeo sulle competenze e sull’accesso femminile alla green economy

A Potenza il meeting Net Zero Heroes Formazione green e pari opportunità

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ormazione, nuove professioni e partecipazione femminile nei settori della sostenibilità al centro del secondo incontro transnazionale di Net Zero Heroes, il progetto Erasmus+ che ha riunito a Potenza i partner europei. A organizzare l’incontro, nei giorni scorsi, è stata ServIn, partner italiano dell’iniziativa e responsabile della prossima fase dedicata al mentoring. Il confronto ha permesso di programmare le attività del partenariato e affrontare uno dei nodi della transizione ecologica: preparare le persone alle nuove opportunità di lavoro, affiancando agli investimenti in innovazione e tecnologie lo sviluppo delle competenze e un accesso più inclusivo alla formazione.Net Zero Heroes nasce per rafforzare la presenza e il ruolo delle donne nei settori delle tecnologie green e della sostenibilità. Il progetto

punta a migliorare l’orientamento verso le professioni emergenti e a contribuire al superamento degli stereotipi e delle barriere che ancora limitano la partecipazione femminile in questi ambiti.Il partenariato europeo sta sviluppando strumenti formativi destinati ai professionisti dell’istruzione e della formazione professionale. L’obiettivo è for-

nire loro risorse utili per accompagnare le donne nella conoscenza e nella scelta dei percorsi lavorativi legati alla transizione verde. Dopo l’incontro di Potenza, il progetto entra in una nuova fase operativa, coordinata da ServIn e dedicata al mentoring. Saranno messi a punto strumenti e percorsi per favorire nuove connessioni, rafforzare le competenze

e sostenere l’accesso alle opportunità professionali offerte dalla green economy.Per ServIn, l’appuntamento ha rappresentato anche un’occasione per consolidare il rapporto tra progettazione europea e territorio, portando in Basilicata esperienze e metodologie maturate a livello internazionale e valorizzando il contributo delle realtà locali.

L’iniziativa si inserisce nel confronto sulle prospettive della transizione ecologica in regione, con un’attenzione specifica alla formazione e alle pari opportunità. La sfida è accompagnare la nascita di nuove professioni con percorsi che le rendano accessibili, ampliando la partecipazione delle donne ai settori della sostenibilità.

Tra cento startup selezionate, l’impresa propone uno strumento per tecnici e appassionati, con applicazioni didattiche nelle scuole e nelle università

BreakCad, l’elettronica diventa accessibile La lucana Coralway si presenta a DigithON

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na startup lucana tra le cento realtà selezionate per DigithON 2026. Coralway Srl SB partecipa alla maratona digitale di Bisceglie con BreakCad, un sistema di progettazione elettronica che punta a semplificare il passaggio da un prototipo funzionante a un circuito stampato personalizzato.La manifestazione, giunta all’undicesima edizione, si svolge dal 1° al 3 ottobre alle Vecchie Segherie Mastrototaro. Le startup, scelte dal comitato scientifico tra oltre cinquecento candidature provenienti da tutta Italia, presenteranno i propri progetti davanti a investitori, imprese e rappresentanti dell’ecosistema dell’innovazione.La proposta di Coralway nasce da una difficoltà concreta: trasformare un prototipo assemblato con sensori, moduli commerciali e breakout board in una scheda elettronica progettata su misura. Un passaggio che normalmente richiede software professionali e competenze specialistiche, spesso poco accessibili a chi si avvicina alla progettazione

o dispone di tempo limitato.BreakCad, sistema CAD tutelato da brevetto, propone un percorso semplificato per arrivare alla realizzazione del circuito stampato, indicato con la sigla PCB. Si rivolge a maker, tecnici, hobbisti, studenti e docenti e si propone anche come strumento didattico

per scuole e università.A presentarlo a DigithON è Davide Scintu, ingegnere e socio fondatore di Coralway. «Abbiamo sviluppato BreakCad partendo da un problema che conosciamo direttamente: il salto tra un prototipo funzionante e una scheda progettata su misura», spiega. «Con

BreakCad vogliamo rendere quel passaggio alla portata di chiunque abbia un progetto concreto da realizzare, senza doverlo affidare a uno specialista o rinunciarvi per mancanza di tempo. Portarlo a DigithON significa confrontarci con una platea di innovatori e investitori che può aiutarci a farlo crescere».Per l’impresa lucana, l’appuntamento rappresenta un’occasione per presentare il progetto e sviluppare nuovi contatti in un settore, quello degli strumenti per la progettazione elettronica, nel quale operano grandi aziende internazionali.La manifestazione si concluderà la sera del 3 ottobre in Piazza Castello, con la proclamazione dei vincitori. Il risultato sarà determinato dal giudizio del comitato scientifico insieme ai voti raccolti online. Fino alle 19 del 3 ottobre sarà possibile votare BreakCad sulla pagina dedicata di DigithON, selezionando Coralway Srl SB nella categoria Robotics dopo l’accesso con il proprio profilo Facebook.


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Ha partecipato alla competizione a Cervia ed è originario di Accettura: « Il mio trasferimento in Liguria 12 anni fa ha aperto nuove porte»

“Ironman Italy 2026” in gara anche il lucano Roberto Rocco S

DI ALBERTO BALSAMO

i è svolta a Cervia (RA) dal 17 al 20 Settembre 2026, richiamando oltre 6.500 partecipanti provenienti da circa 80 nazioni, la tappa italiana del marchio sportivo più diffuso per numero di partecipanti: il triathlon di “lunga distanza” caratterizzato dall’insieme di tre discipline, nuoto ciclismo e corsa. A vincere l’edizione 2026 è stato il tedesco Niklas Löbner della lunga distanza di Ironman che ha completato il percorso, da non professionista , con un tempo straordinario di 8 ore, 5 minuti e 20 secondi. Il sole non era ancora alto quando la spiaggia di Cervia si è trasformata in un grande palcoscenico sportivo. La giornata si è aperta sulle note dell’Inno di Mameli e la dedica ad Alex Zanardi, alla presenza delle autorità civili e militari e del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale. Il percorso ha previsto 3,8 chilome-

tri di nuoto nelle acque dell’Adriatico, 180 chilometri in bicicletta e infine la maratona di 42,2 chilometri nel centro della città, con arrivo al Fantini Club. Per Cervia è molto più di una gara: è un evento che accende il lungomare, coinvolge la comunità e conferma il forte legame tra la Romagna e il grande sport internazionale. Il grido che accompagna questa nuova edizione resta quello di sempre: “niente è impossibile”. Lungo il tracciato, volontari, staff e forze dell’ordine hanno garantito tanta assistenza e sicurezza, contribuendo alla riuscita di una manifestazione che richiede mesi di preparazione e una macchina organizzativa imponente. In gara anche Roberto Rocco, 32 anni, originario di Accettura un piccolo paese dí 1500 abitanti in provincia dí Matera, da 12 anni vive in Liguria ad Arenzano in provincia dí Genova. L'Ironman non è un triathlon comune. È una prova di sopravvivenza sportiva che pochissimi esseri uma-

ni riescono anche solo a immaginare. Sì stima che meno dello 0,01% della popolazione mondiale porta a termine questa distanza. Il suo tempo finale è stato dí 12 ore 33 minuti che non è un tempo dí elite perche i professionisti e gli amatori avanzati lo chiudono tranquillamente sotto le 10 ore ma è un tempo ottimo per un amatore molto prima delle 16 ore dí tempo limite. Roberto Orgogliosamente lucano, di Accettura, si è espresso anche sulle infrastrutture in Basilicata. Lo sport d'endurance,spiega l’atleta lucano, soffre spesso per la carenza di strutture: piscine, piste e strade dedicate. Il mio trasferimento in Liguria 12 anni fa ha aperto nuove porte. Ho sempre amato lo sport, ma in Basilicata l’unica opportunità che ho avuto sono stati 14 anni dí calcio. In Liguria piano piano mi sono appassionato ad altri sport in particolare al CrossFit che non c’entra nulla con il triathlon essendo uno sport di pura poten-

za ed esplosività, ma mi ha fatto scattare la scintilla per le sfide estreme. Partire da zero: negli ultimi anni ho dovuto impara-

re a nuotare e a pedalare. Non sono nato triatleta, lo sono diventato con la testa e soprattutto con una grande passione per lo sport.

Successo a Monticchio Bagni per la seconda edizione del concorso tra moda, bellezza e promozione del territorio lacustre

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Miss Vulture 2026, la corona va alla potentina Roberta Cancellara

la potentina Roberta Cancellara, fotomodella e stilista autodidatta con la passione per la moda, la 'Miss Vulture 2026', per la seconda edizione del concorso di bellezza nato per la promozione e valorizzazione della location turistica dei laghi, per abbinare fascino e appeal naturale per creare interesse e gradimento verso un'area della regione che andrebbe maggiormente sostenuta e tenuta nella giusta considerazione. Con l'organizzazione curata da Romeo Di Tolve e la collaborazione di Michele Caramuta, presso la rinomata e suggestiva struttura del ristorante pizzeria "da Fulvio" di Monticchio Bagni, gestito dal proprietario e dal figlio Samuele, con la presentazione di Antonio Petrino e il coordinamento di Giusy Bisogno, l'idea di un'iniziativa di spettacolo con la partecipazione di ospiti e attrazioni, oltre a belle presenze, con il prezioso sostegno di alcuni partner che hanno a cuore Monticchio e hanno deciso di supportare l'evento: Sei Energia (società energetica lucana), Panificio Vecchio Mulino e altri sponsor, con la consegna a tutte le partecipanti

di una crema di argilla maschera viso per pelli delicate, sensibili, miste e grasse da parte dell'azienda venosina Argilla Pellegrino. Nel corso dei defilè in abito casual ed elegante, da parte di varie aspiranti modelle provenienti anche dalla vicina Puglia, tra cui Vincenza Mangino e Leonilde Lagatta, si è

esibita la giovane cantante Aurane Parisi alla presenza di un pubblico entusiasta. Alla fine la proclamazione da parte della giuria (presidente Antonio Fabrizio, l'architetto e coordinatore del giornale "Info Vulture" Pasquale Di Lonardo e l'artista Angelo Ermanno "Dialkan") delle tre vincitrici, con pri-

mo posto per Roberta Cancellara (testimonial e 'Miss Vulture'), 2° Gaia Caprara ('Miss Sei Energia') 3° Maria Iurino ('Miss Vecchio Mulino'). Appuntamento per il prossimo anno per la terza edizione e per continuare a promuovere la località lacustre e la bellezza che rappresenta il territorio lucano.


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Le tre cose che chiediamo quando non sappiamo più cosa chiedere

Saggezza, coraggio e forza Possibilmente prima di domani C

DI FABRIZIO QUARATINO

i sono momenti in cui non chiediamo alla vita di essere felici. Sarebbe già troppo. Chiediamo soltanto di capire. Capire cosa fare, dove andare, cosa lasciare, cosa trattenere, quando parlare e quando avere finalmente la decenza di tacere. Poi chiediamo coraggio. Perché capire, purtroppo, non basta. Possiamo avere davanti la strada più limpida del mondo e restare immobili sul marciapiede a contemplarla, aspettando magari che qualcuno venga a prenderci per mano. Infine chiediamo forza. Perché anche quando abbiamo capito e siamo partiti, arriva inevitabilmente il momento in cui vorremmo sederci sul bordo della nostra esistenza e dichiarare ufficialmente chiusa la pratica. Peccato che la vita abbia un pessimo servizio clienti. Non consegna saggezza, coraggio e forza nello stesso pacco. E soprattutto non garantisce la consegna entro ventiquattro ore. Forse perché quelle tre cose non arrivano da fuori. Dobbiamo manifestarle. LA SAGGEZZA NON SA TUTTO Abbiamo trasformato la saggezza in una specie di onniscienza. Il saggio, secondo questa curiosa fantasia, dovrebbe sapere sempre cosa fare,non sbagliare persona, non imboccare strade inutili, non perdere tempo e possibilmente intuire anche dove parcheggiare. Io diffido. La saggezza vera non elimina l’errore. Ci insegna ad attraversarlo. Non ci impedisce di cadere. Ci permette di non costruire una casa nel punto esatto in cui siamo caduti. Essere saggi significa guardare la realtà senza obbligarla a somigliare ai nostri desideri. Significa riconoscere ciò che possiamo trasformare e ciò che, almeno oggi, dobbiamo accettare. Ma accettare non significa arrendersi. Questa è una delle più grandi confusioni del nostro tempo. Accettare si-

gnifica partire dalla realtà. Arrendersi significa decidere che quella realtà sarà eterna. E io all’eternità delle sconfitte non ho mai creduto. IL CORAGGIO HA PAURA Poi viene il coraggio. E qui abbiamo combinato un altro disastro. Abbiamo raccontato che coraggioso è chi non ha paura. Falso. Chi non ha mai paura probabilmente non è coraggioso: è distratto. Il coraggio comincia quando la paura c’è. La senti. La riconosci. Magari ti suggerisce anche un centinaio di ottime ragioni per rimandare tutto a lunedì. E tu fai comunque un passo. Non dieci. Uno. A volte il coraggio è dire “resto”. Altre volte è dire “vado”. Può essere ricominciare un lavoro, salvare un rapporto, chiuderne uno, chiedere aiuto, ammettere un errore, affrontare una difficoltà economica, ricostruire ciò che sembrava perduto. Può perfino essere guardarsi allo specchio senza cercare immediatamente un colpevole. Il coraggio non fa sempre rumore. Spesso nessuno lo vede. Ma dentro di noi qualcosa si sposta. E quando cambia profondamente un essere umano, comincia a cambiare anche il mondo che quell’essere umano tocca. LA FORZA NON È STRINGERE I DENTI E poi c’è la forza. Per anni abbiamo pensato che essere forti significasse sopportare. Resistere. Stringere i denti. Possibilmente sorridendo, così nessuno si preoccupa. Ma la forza non è diventare insensibili. È continuare a sentire senza permettere al dolore di decidere chi saremo domani. È cadere senza trasformare la caduta nella propria identità. È attraversare una notte sapendo che il buio non possiede il cielo. Soprattutto, la forza non consiste nel non aver bisogno degli altri.

Questa sì che sarebbe arroganza. Ci sono battaglie che combattiamo personalmente, ma nessuna trasformazione autentica ci rende più soli. Al contrario. Quando troviamo forza dentro di noi diventiamo capaci di offrirne anche agli altri. Non per salvarli. Non siamo salvatori di nessuno. Ma possiamo esserci. Possiamo dire: cammina, io sono qui. E qualche volta quattro parole valgono più di cento soluzioni. NON ASPETTARE CHE PASSI LA TEMPESTA C’è una tentazione che conosco bene. Aspettare. Aspettare che le cose migliorino per tornare a vivere. Che finisca il problema. Che arrivi il denaro. Che qualcuno scelga. Che qualcuno ritorni. Che la paura passi. Che il dolore diminuisca. Che finalmente l’universo ci mandi una raccomandata con scritto: “Adesso puoi procedere”. Non arriverà. La vita accade mentre aspettiamo che cominci. Ed è forse questa la rivoluzione più difficile: comprendere che proprio dentro la difficoltà possiamo manifestare una condizione interiore più grande della dif-

ficoltà stessa. Il problema rimane un problema. Non serve raccontarci favole. Ma noi possiamo non rimanere gli stessi davanti al problema. Ed è lì che cambia tutto. Perché quando cambia il modo in cui affrontiamo ciò che ci accade, qualcosa comincia a trasformarsi anche intorno a noi. Non per magia. Perché cambiano le nostre scelte, le nostre parole, le nostre azioni. E cambia perfino la forza che riusciamo a trasmettere a chi ci sta accanto. LA PREGHIERA CHE RIVOLGO ALLA VITA Oggi, allora, non chiedo una strada facile. Non chiedo che qualcuno elimini gli ostacoli davanti a me. Non chiedo neppure di conoscere in anticipo il finale. Chiedo di manifestare la saggezza necessaria per comprendere cosa devo fare. Il coraggio per farlo quando arriverà il momento. La forza per non arrendermi quando sembrerà inutile continuare. E se cadrò, mi rialzerò. Se avrò paura, camminerò con la paura accanto. Se sbaglierò strada, tornerò indietro senza considerare perduto il viaggio. Perché forse la vittoria più

grande non consiste nell’avere una vita senza sconfitte. Consiste nel non consegnare mai alle sconfitte il diritto di pronunciare l’ultima parola su di noi. E allora continuerò. Con le mie fragilità. Con le mie contraddizioni. Con le persone che amo. Con quelle che cammineranno accanto a me e con quelle che prenderanno altre strade. Ma continuerò. Non perché io sia più forte degli altri. Non perché abbia finalmente capito tutto. Ma perché ogni volta che la vita mi mette davanti un muro posso ancora scegliere cosa farne: fermarmi, oppure cercare dentro di me la forza per compiere un altro passo. E forse la nostra forza serve anche a questo: a ricordare a chi, accanto a noi, non riesce più a vedere l’alba che il buio non è tutto il cielo. Perché ho capito una cosa. Non devo aspettare di diventare forte per cominciare. È cominciando che divento forte. E finché dentro un essere umano rimane anche una sola scintilla capace di dire “ancora”, nessuna notte, per quanto lunga, potrà convincerlo che il sole abbia dimenticato la strada di casa.


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venerdì 2 ottobre 2026

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