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La decisione parrebbe d’intesa coi vertici del M5S. Bocche cucite sul successore. Favorita la consigliera regionale anche per costruire la candidatura alla Presidenza della Regione
Liceo Statale
“Infinite Loop”
D I S AM PO GN A E CAR B O NE
“V

ia i cellulari dalle aule”. Game, set, match. La motivazione è comprensibile: notifiche continue, social network, chat, giochi. Il telefono sembra il simbolo perfetto della distrazione, e il divieto appare la risposta più semplice. Ma c’è un rischio: concentrarsi solo sul problema e dimenticare che lo stesso oggetto, (...) ■ continua a pag 19 La vignetta di M. Bochicchio Dellapenna a pag 2
Che qualcuno d’importante tra i leghisti innamorati del Sud si sia finalmente accorto che da queste parti esista Pasquale Pepe non può che farci piacere, anche perché nella mischia tra i peggiori patrioti, che peraltro abbiamo a bizzeffe, il suo lavoro d’assessore è quasi un toccasana per la nostra povera regione, ma il sottosegretario leghista al lavoro Durigon prima d’aprire bocca a Matera e sognarlo facilmente governatore della Basilicata dovrebbe sapere che se abbiamo Bardi e il suo pessimo cerchio magico lo dobbiamo di certo al cuore immacolato di Salvini che dentro la spartonza destrosa d’Italia e pur col massimo delle possibilità per spuntarla l’ha miseramente cassato a vantaggio d’altri, magari per un genius loci stupidamente nordista. Ora questa storia di tenere a bagnomaria le persone, pure con una storia politica importante, non è una questione di lana caprina tutta leghista perché alla fine il danno, come sempre, lo si è fatto alla povera Basilicata. Già perché nei 6 anni di governo, anzi di malgoverno di Bardi e napoletani annessi se ne sono viste così tante che poi PIL, sanità, benessere sono andati di male in peggio. Canta Ligabue: “Un film già visto…”
MATERA Sulla crisi politica, Cifarelli attacca il sindaco che replica: «Chi chiede dimissioni pensa solo per sè»


Costanzo: «Proteggere l’ambiente, dovere verso le nuove generazioni»


POTENZA
Ancora droga nel carcere: due tentativi sventati dalla Polizia
Penitenziaria che intercetta un pacco e blocca una donna
■ Servizio a pag 14
DIRETTIVO REGIONALE
All’assemblea della Lega a Matera, focus sul sì al referendum e sulle sfide organizzative, con Pepe Durigon e da remoto Salvini
■ Servizio a pag 4
ATTACCO ALL’IRAN
La studentessa di Policoro
Laura Tristano bloccata a Dubai, il padre: «Sta bene ma preoccupata». Rientro previsto mercoledì
■ Servizio a pag 6
SPORT
Al Viviani, il Benevento spazza via il Potenza
Troppa differenza in campo tra i Sanniti ed i Lucani
■ Nigro a pag 20

Il parlamentare annuncia sui social le dimissioni da segretario regionale del Movimento 5 Stelle
La decisione parrebbe d’intesa coi vertici del partito. Favorita la consigliera anche per costruire la candidatura alla Presidenza della Regione
M A S S IM O D ELL AP E N N A
Con onore e disciplina, come recitava un'antica canzone dei balilla, Arnaldo Lomuti annuncia urbi ed orbi quelle che sono le sue dimissioni dalla carica di segretario regionale del Movimento Cinque Stelle.
Le frasi sono quelle di chi ha servito il partito in un momento difficile e ora ritiene esaurito il suo compito.
Effettivamente il richiamo al cambiamento di identità del Movimento che Lomuti ha dovuto governare da l'idea della difficoltà dello sforzo che lo stesso ha dovuto compiere. Solo chi non conosce la politica, e noi non rientriamo tra questi, può ignorare o sottovalutare quanto sia difficile per un partito governare i momenti di grande cambiamento che ci sono.
Lomuti, infatti, è stato chiamato a governare il delicato passaggio da movimento del “vaffaday” a quello di partito inserito pienamente nelle dinamiche democratiche e politiche, in coalizione con il centrosinistra impegnato nella costituzione del campo largo.
ARANEO AL POSTO

DI LOMUTI
Il Movimento Cinque
Stelle non è più un movimento anti sistema, è un partito interamente e compiutamente inserito nel sistema politico e che, quindi, ha correttamente in piedi tutta la sua liturgia democratica, formale e sostanziale.
Non ce ne vogliano i nostalgici del tempo della rivoluzione a cinque stelle ma Robert Michels ha scritto un saggio “la sociologia del partito politico” per spiegare che le prassi di azione di qualsiasi partito sia esso so-
cialista, liberale, conservatore o progressista sono sempre le stesse e si fondano sulla “ferrea legge dell'oligarchia”.
Non abbiamo lo spazio per poter ripetere tutto il ragionamento del grande sociologo della politica ma possiamo dire che nella nostra lunga storia di analisi dei fatti della quotidianità di tutti i partiti non abbiamo mai visto procedure diverse.
In questo senso e sotto questo punto di vista il Movimento Cinque Stelle non si può sottrarre da questo tipo di struttura.


Ecco perché noi cogliamo senza nessuna forma di stupore le voci che ci arrivano secondo cui le dimissioni di Lomuti sarebbero finalizzate alla sua sostituzione da parte di Alessia Araneo.
La consigliera regionale, autenticamente battagliera e dotata di un buon eloquio, proviene dal Vulture come Lomuti, è stata una “figlioccia” (absit iniuria verbis) politica del parlamentare a cinque stelle che ha sempre, legittimente, stravisto per lei.
La nomina sarebbe in un'ottica perfettamente conservativa delle classi dirigenti e anche strutturata in modo da garantire una conformazione dei ruoli e delle funzioni rispetto alle nuove sfide elettorali che si aprono.
L’IDEALE
CANDIDATA ALLA PRESIDENZA
La maggioranza ha depositato la proposta di legge elettorale. Questo significa che le elezioni politiche si avvicinano. La nuova legge elettorale sta alla legislatura come novantesimo minuto, al tempo della nostra giovinezza, stava alla fine del week end. Tutti i partiti devono fare i conti con questa situazione e ciascun esponente di partito cerca di garantirsi il futuro o, quanto meno, di provare a strutturarlo. Non sono da meno gli uomini a cinque stelle.
Il Movimento ha tolto la regola del limite di mandati. Lomuti può aspirare ad una riconferma nei palazzi romani. Per farlo, però, deve anche sistemare
correttamente coloro i quali possono ambire a prenderne il posto. La Araneo è una persona con grandi rapporti romani, con una amicizia consolidata con Fico che, quindi, potrebbe provare a scalzare Lomuti da Roma. La Areneo, però, ha anche un'altra forza. Sarebbe un'ottima candidata per la Presidenza della Regione per il campo largo. Ha una evidente carica carismatica, ha la capacità di trascinamento retorico, piace a sinistra ed è sempre presente sui grandi dossier della Regione senza mai risparmiarsi nel lavoro e nello studio. In un momento in cui il Partito Democratico ha una seria difficoltà nel trovare una quadra che costruisca una classe dirigente ed un nome credibile, la Araneo avrebbe tutte le carte in regola per poter essere candidata alla Presidenza della Regione per sfidare il centrodestra per il dopo Bardi. Per farlo, però, ha la necessità di essere evidenziata come protagonista assoluta. Se dovesse essere indicata quale segretario regionale del Movimento, avremmo un campo largo che si riunisce con il PD senza leader e i Cinque Stelle con una giovane e capace segretaria regionale. La mossa sarebbe complessivamente astuta. In scacchi si parlerebbe di mossa del cavallo.
Lomuti potrebbe restare a Roma e la Araneo provare a guidare la Regione. Fantapolitica? Forse ma le categorie di Michels raramente sbagliano.














A Matera assemblea con Pepe ci sono Durigon, Salvini e Matone: al centro il voto del 22 e 23 marzo e le sfide organizzative
MATERA. Si è riunito il 28 febbraio, all’Hotel San Domenico, il direttivo regionale della Lega Basilicata per Salvini Premier, incontro aperto a soci, dirigenti e amministratori del movimento. Una riunione che ha rappresentato un momento di verifica politica e organizzativa in vista dei prossimi appuntamenti elettorali e referendari.Ai lavori ha preso parte il vicesegretario federale Claudio Durigon. In collegamento da remoto sono intervenuti il segretario federale Matteo Salvini e l’onorevole Simonetta Matone, già magistrato. Presenti inoltre il segretario cittadino della Lega di Matera Marco Bigherati, i consiglieri regionali Francesco Fanelli e Domenico Tataranno, il segretario provinciale Vincenzo Zito, il commissario straordinario per il dissesto idrogeologico Gianmarco Blasi, il segretario regionale Lega Giovani Giovanni Russo, il dirigente regionale Luigi Modrone e diversi amministratori locali, tra cui il sindaco di Cancellara Franco Genzano. Ha portato il saluto istituzionale

il sindaco di Matera Antonio Nicoletti.Nel corso dell’assemblea sono stati affrontati i temi del tesseramento 2026, dei futuri congressi e delle prossime elezioni amministrative, oltre alle iniziative nazionali in programma nelle prossime settimane. Una centralità spiccata è stata riservata al referendum
LE DUE POSIZIONI SUL REFERENDUM GIUSTIZIA
sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo.Durigon ha sottolineato che «la riforma introduce elementi strutturali volti a rafforzare l’effettiva indipendenza della magistratura, consentendo ai giudici di operare al di fuori di logiche associative che nel tempo hanno inciso sugli equilibri interni».
L’introduzione del sorteggio, ha aggiunto, viene interpretata «come uno strumento di garanzia finalizzato a preservare la terzietà del giudice e ad assicurare un assetto più equilibrato del sistema». Il vicesegretario ha inoltre evidenziato come «la Basilicata possa assumere un ruolo propulsivo nel
contesto economico nazionale», pur nella sua dimensione territoriale contenuta.Sul referendum è intervenuta Matone, affermando che «non si tratta di un passaggio formale, ma di una scelta che incide sulla fisionomia dello Stato e sulla collocazione internazionale dell’Italia». Il commissario regionale Pasquale Pepe ha rimarcato che «l’intervento mira a restituire piena autonomia alla magistratura, sottraendola a dinamiche correntizie e possibili interferenze di natura politica», ribadendo l’impegno della Lega lucana a sostenere il sì.Salvini ha richiamato «l’esigenza di rafforzare i meccanismi di responsabilità all’interno del sistema giudiziario» e ha confermato l’obiettivo del quindici per cento sia in Basilicata sia a livello nazionale alle prossime elezioni politiche, esprimendo apprezzamento per il lavoro della classe dirigente regionale. L’incontro si è chiuso con un invito alla mobilitazione e al consolidamento della presenza del movimento sul territorio.
Per sostenere la Riforma con la Lega il sottosegretario Ostellari Oggi

POTENZA. Domani alle ore 17.00, a Potenza, nell’Aula A2 del Campus di Macchia Romana dell’Università degli Studi della Basilicata, si terrà una tavola di confronto sulle ragioni del sì e del no al referendum confermativo del 22 e 23 marzo 2026. L’iniziativa è rivolta in particolare agli studenti universitari e intende offrire strumenti di analisi e spunti di riflessione per una scelta consapevole sulle modifiche costituzionali oggetto della consultazione.Per le ragioni del no interverranno l’avvocato Franco Maldonato, coordinatore del Comitato per il no Basilicata, e il dottor Antonio Laganà, componente togato del Consiglio superiore della magistratura. A sostenere le ragioni del sì saranno l’avvocato Valerio Murgano, componente della Giunta dell’Unione delle camere penali italiane e direttore della Scuola forense, e l’avvocato Savino Murro, già componente della stessa Giunta. L’appuntamento si propone come spazio di dialogo e approfondimento in ambito accademico.

SCANZANO JONICO. Si terrà oggi alle ore 17.30, nella sala consiliare del Palazzo Baronale di Scanzano Jonico, l’incontro pubblico dal titolo «Le ragioni del Sì al Referendum Costituzionale 2026». L’iniziativa intende offrire un momento di approfondimento sui contenuti e sulle ricadute della riforma sottoposta al voto.Ad aprire il dibattito sarà il sindaco Pasquale Cariello. Seguiranno gli interventi del commissario provinciale della Lega Matera, Vincenzo Zito, del consigliere regionale
Francesco Fanelli, del capogruppo in Consiglio regionale Domenico Raffaele Tataranno e del commissario della Lega Basilicata, Pasquale Pepe. Le conclusioni saranno affidate al sottosegretario di Stato per la Giustizia, Andrea Ostellari. A moderare l’incontro il consigliere comunale Fabio Massimo Sgarrino.L’appuntamento si propone come spazio di confronto pubblico per illustrare obiettivi e prospettive della riforma costituzionale in vista della consultazione.
segretario dei Radicali lucani Bolognetti a tutela del diritto alla conoscenza, dopo 106 giorni di «assordante silenzi»
Centosei giorni possono condensare una vita e gli ultimi centocinque giorni ci offrono lo spaccato del livello di abbrutimento, avvilimento, decadimento politico, culturale, economico e istituzionale in cui è precipitata questa nostra democrazia, dopo quasi unottantennio partitocratico di metamorfosi del male.
Centosei giorni di assordante e fin troppo eloquente silenzio. Un silenzio che verrebbe da definire killer ed assassino. Silenzio da parte della “Commissione Parlamentare di Vigilanza sui Servizi Radiotelevisivi”, silenzio pressoché generalizzato, tranne rarissime e lodevoli eccezioni, da parte di coloro sui quali la Commissione dovrebbe vigilare.
Silenzio sulle ragioni della nonviolenza, che vengono giorno dopo giorno inghiottite da un buco nero di antidemocrazia e antistato di diritto.
Eppure, eccomi qua. Di nuovo e ancora a nutrire il tentativo quasi impossibile di convincere i miei interlocutori sul loro dovere di intervenire, affinché si ponga la parola fine al patente attentato contro i diritti politici del cittadino. Dai 40 membri della Commissione di Vigilanza, destinatari, a par-
L’INTERVENTO
tire dal 15novembre 2025, di numerose missive e sollecitazioni, non è giunta una parola su quanto abbiamo rappresentato, ad iniziare dalla presidente Barbara Floridia. Un silenzio che fa da pendant alla vile censura Rai, che ha letteralmente cancellato con un tratto di penna una forza politica e chi la rappresenta.
Dalle 23.59 del 21 febbraio son tornato a nutrire il mio Satyagraha,alternando un giorno di digiuno e un giorno di sete. Spes contra spem! Sono ancora qui ad alimentare la mia fame e la mia sete di verità e democrazia, giustizia e libertà. Lo faccio con l’amara consapevolezza che il prof. Sergio Tanzarella aveva ragione nell’esprimere le sue perplessità, in una missiva che ebbe ad indirizzarmi qualche settimana fa: “Questi tuoi interlocutori non meritano sacrifici personali che per loro, sazi, sono incomprensibili. Uno sciopero della sete o della fame necessita e presuppone un confronto, anche dialettico, ma tra pari, tra pari almeno moralmente. Ma qui l'abisso è infinito. Diciamo che sono parlamentari distratti, distratti dai sondaggi, dalla cura del proprio futuro, da un orizzonte tanto ristretto da fargli sfuggire il primato della libertà e della conoscenza”.
Carissimo Prof., tu hai di certo ra-

Bolognetti
gione, ahimé, ma io non posso, non voglio e non devo gettare la spugna e avverto come un dovere morale continuare ad alimentare la mia fame e la mia sete di ciò di cui provo a parlare quotidianamente.
Lo faccio nella consapevolezza che negli ultimi 120 giorni circa 57 li ho trascorsi ad alimentare la mia “Quaresima”, nella speranza che non sia solo una traversata nel deserto.
Provo ad inchiodare me stesso a ciò che ritengo necessario fare e una volta di più cito quell’Ernesto Rossi che affermava: “Anche se la giustizia non è nel mondo, è nei nostri cuori. Si deve fare quel che si reputa giusto, non perché la
giustizia avrà successo, ma perché l’ingiustizia è per noi ripugnante: consentire a quel che si reputa ingiusto è degradarsi ai nostri propri occhi”.
Certo, è pur vero che paradossalmente chi ha trascorso quasi un intero ventennio nelle patrie galere forse aveva prospettive migliori rispetto a quelle che abbiamo di fronte noi altri in questo disgraziato inizio di XXI secolo. Ciononostante, ripeto con il galeotto Rossi: “Vivere significa agire da uomini e non da servi […] La vita ha un valore solo per le ragioni ideali per la quale viene spesa”.
* S EGRETARIODEI R ADICALI L UCANI
Maurizio Bolognetti, giornalista e segretario dei Radicali Lucani, torna a parlare con forza di ambiente e inquinamento prodotto dalle attività di estrazione e ricerca di idrocarburi in Italia. «Se vogliono raccontarci che l'inquinamento prodotto da grandi colossi del settore oil&gas in Italia è tutto una favola, ben venga. Evidentemente il pozzo di Trecate non è mai esploso e anche altri fatti, sottolineo fatti, agli atti di infiniti procedimenti di bonifica, sono solo una allucinazione. Sappiamo bene di essere pesi piuma contro pesi massimi che hanno soldi e potere», afferma Bolognetti. Un impegno che, come ricorda lo stesso Bolognetti, non è mai venuto meno, nemmeno di fronte alle difficoltà e alle minacce. «A partire dalla fine degli anni 2000, ho presentato innumerevoli esposti e prodotto decine e decine di video-inchieste e nessuno si è mai sognato, nemmeno per sbaglio, di denunciarmi per diffamazione o calunnia. Ciascuno tragga le sue conclusioni, sapendo che, diversamente da altri, ci ho sempre messo la faccia». Il tema centrale resta quello dell’inquinamento delle matrici ambientali, un problema che Bolognetti considera prioritario rispetto agli aspetti legali e processuali. «Per quanto mi riguarda, l’aspetto processuale è assolutamen-
te secondario rispetto al dato concreto, rappresentato da un inquinamento delle matrici ambientali. Ecco, io ho difeso e nella misura in cui potrò ancora farlo continuerò a difendere le matrici ambientali. Questo al di là e oltre processi, condanne e assoluzioni». Non manca una critica alle modalità con cui le istituzioni e alcuni attori politici hanno affrontato il problema. «L'inquinamento prodotto dalle attività di estrazione e ricerca idrocarburi è agli atti di numerosi procedimenti di bonifica. Questo al netto di processi suicidi (a buon intenditor poche parole) e di coloro che cavalcano assoluzioni dopo aver per lustri e decenni chiuso gli occhi sull'avvelenamento di falde acquifere e di tutte le matrici ambientali». Bolognetti sottolinea la difficoltà di portare avanti le proprie battaglie, soprattutto in un contesto che spesso tende a minimizzare o ignorare i problemi. «Non era facile parlare prima, quando ero solo a denunciare concretamente, ed è ancora più difficile parlare ora. Ci sono verità giudiziarie e verità storiche. Le verità storiche raccontano, e si spera continueranno a raccontare, un'altra storia». Infine, l’attivista lucano non risparmia critiche al sistema giudiziario, che spesso si è dimostrato incapace di affrontare adeguatamente
i problemi legati all’inquinamento ambientale. «Sono e resto convinto che, come nel caso Fenice, gli inquirenti a volte non ci abbiano capito granché, ma nel senso che abbiamo assistito a procedimenti monchi e kamikaze. Cosa voglio insinuare? Assolutamente niente. Credo che le mie parole siano fin troppo chiare».

Laura Tristano partecipa a un progetto scolastico ONU. Il padre: «Siamo in contatto con lei». Rientro previsto per mercoledì

Tra gli italiani rimasti bloccati a Dubai a causa degli attacchi di Stati Uniti e Israele all’Iran e delle crescenti tensioni in Medioriente, c’è anche Laura Tristano, una giovane studentessa di Policoro. La ragazza si trova negli Emirati Arabi Uniti dal 21 febbraio scorso per partecipare a un progetto scolastico che prevede una simulazio-
ne diplomatica con circa 150 studenti italiani.
A causa della sospensione dei voli internazionali, Laura è attualmente costretta a rimanere in un hotel di Dubai.
Nonostante stia bene, la giovane è molto preoccupata per la situazione di tensione che si respira in città e nell’intera area mediorientale.

A dirlo il padre Alessandro Tristano: «Siamo relativamente tranquilli per una situazione che non avevamo mai vissuto sinora. Laura, tuttavia, sta bene. Mi sono sentito con lei. Ieri ed oggi ho parlato con il consolato italiano a Dubai ed anche l’Agenzia organizzatrice del viaggio nell’ambito del progetto Onu, L’ambasciatore del futuro, si tiene in stretto
contatto con noi». L’agenzia responsabile del progetto è in costante contatto con l’Ambasciata italiana, al lavoro per garantire il rientro dei giovani studenti in Italia che il prima possibile.
Per ora, il volo di ritorno è stato fissato per il prossimo 4 marzo, salvo eventuali peggioramenti delle condizioni di sicurezza.

POTENZA. Il Garante per la Natura, Ambiente e Territorio della Regione Basilicata, Biagio Costanzo, in occasione della Giornata Mondiale della Natura, ha promosso l’evento che si terrà domani presso la Sala Inguscio del Palazzo della Regione Basilicata, a Potenza, alle ore 10. 00. All’incontro parteciperanno il presidente della Giunta regionale, Vito Bardi, il Presidente del Consiglio Regionale Marcello Pittella; Assessore Regionale all’Ambiente Laura Mongiello; il Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, Claudio Barbaro
«La Giornata Mondiale della Natura – dichiara il Garante Biagio Costanzo – rappresenta un momento fondamentale per riflettere sull’importanza della tutela dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile dei nostri territori. È un’occasione per richiamare l’attenzione sulla biodiversità e sul ruolo cruciale che essa ha nel preservare l’equilibrio e la salute dell’ambiente in cui viviamo, anche qui in Basilicata, terra di straordinario valore naturalistico, ricca di parchi, riserve e paesaggi unici. Abbiamo organizzato questo incontro per diffondere consapevolezza sull’urgenza di proteg-
gere e gestire in modo sostenibile le risorse che la natura ci mette a disposizione, evidenziando la necessità di adottare azioni concrete a tutela del patrimonio naturale lucano, simbolo di biodiversità e identità del territorio. La Giornata Mondiale della Natura ci invita a riflettere sulle politiche pubbliche, ma anche sulle conseguenze delle nostre scelte quotidiane; per questo è decisivo un impegno condiviso per garantire un futuro sostenibile alle generazioni che verranno, valorizzando e proteggendo le bellezze naturali della Basilicata». Saranno inoltre presenti i
presidenti dei Parchi Nazionali e Regionali, le associazioni di promozione
e tutela del territorio, e rappresentanti di istituzioni locali e nazionali.

Il presidente della Cna Matera: «Occasione imperdibile. Investire nelle aree produttive è una priorità»
«Il Position Paper dedicato al rilancio delle aree PAIP di Matera, che ho redatto nel novembre 2025 insieme al dott. Giovanni Volpe, coautore del libro “Matera e il Paip, uno sviluppo ancora possibile”, propone un ambizioso piano di riqualificazione per trasformare queste zone produttive in un polo di innovazione e sviluppo sostenibile», dichiara Leonardo Montemurro, presidente della CNA Matera che sottolinea come «i tempi siano più che favorevoli per stimolare le associazioni di categoria datoriali e le forze politiche presenti nel Consiglio Comunale», grazie alla doppia opportunità rappresentata dal prossimo bando regionale, che stanzia risorse per 35 milioni di euro per la riqualificazione delle aree artigianali dei Comuni lucani, e dai 24 milioni assegnati alla Basilicata dai fondi ZES, destinati al rilancio delle aree industriali e artigianali nei Comuni con più di 5.000 abitanti.
«L’obiettivo – prosegue Montemurro – è promuovere azioni concrete per valorizzare queste importanti aree produttive artigianali e commerciali della città, dove operano oltre 250 imprese che danno lavoro a più di 5.000 persone. Si tratta di mettere in campo nuove sfide e opportunità per Matera, incentrate sulle aree PAIP, che pur non essendo abbandonate, mostrano segni di degrado urbanistico e una carenza di infrastrutture che rischiano di

comprometterne la funzionalità e l’attrattività».
Il Position Paper propone una visione strategica con interventi mirati per affrontare queste criticità e trasformare le aree PAIP in un motore di crescita per la città e il territorio. «I progetti chiave per il rilancio delle aree PAIP si articolano su sei direttrici principali di intervento», spiega Montemurro: Analisi di fattibilità per la Terza Zona PAIP: «È necessario valutare la realizzazione di una nuova area artigianale, evitando il consumo di nuovo suolo, e analizzare varianti al Regolamento Urbanistico del 2021 per consentire ad alcune attività artigianali di rimanere nel tessuto cittadino».
Riqualificazione urbanistica :
«Occorre migliorare le aree verdi, recuperare lotti per servizi pubblici e intervenire sul decoro urbano. I cittadini materani che risiedono nel PAIP non possono essere considerati cittadini di serie B: hanno diritto agli stessi servizi garantiti nel resto della città».
Trasporto e mobilità sostenibile: «Potenziamento del trasporto pubblico, creazione di parcheggi e piattaforme logistiche, oltre all’installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici».
Nuovi criteri di gestione: «Reintrodurre la Consulta PAIP e lanciare il marchio Made in PAIP per valorizzare i prodotti e le attività artigianali locali».
Servizi green: «Promuovere impianti per la produzione di ener-
gia verde da fonti rinnovabili e integrare le aree PAIP nelle Comunità Energetiche Rinnovabili, trasformandole nel principale HUB energetico della città». Innovazione digitale : «Potenziamento della fibra ottica, WiFi gratuito, laboratori di ricerca per l’innovazione e spazi di coworking per favorire la collaborazione tra imprese e professionisti».
Tra le azioni immediate e prioritarie, Montemurro evidenzia «la piantumazione di un albero per ogni azienda presente nelle aree PAIP, l’intitolazione delle strade ai protagonisti della loro attuazione e la riattivazione della Consulta PAIP».
«Matera può diventare un laboratorio di innovazione, un Open Innovation District, seguendo l’esempio di esperienze internazionali come il Guggenheim di Bilbao o la Tate Modern di Londra», aggiunge Montemurro. «Il progetto mira a trasformare le aree PAIP in un modello di eccellenza per l’innovazione, rendendole un punto di riferimento per lo sviluppo economico e sociale della città».
Montemurro conclude sottolineando l’importanza della collaborazione: «Le aree PAIP possono diventare un simbolo di crescita per Matera, ma è fondamentale una visione strategica e inclusiva. Solo attraverso la sinergia tra imprese, istituzioni e cittadini sarà possibile trasformare queste proposte in realtà».
Facevamo il tifo per Arisa ma “Per se mpre Si” è un pezzo di
Dalle feste di matrimonio alla vittoria a Sanremo, la rivincita di un underdog che non piace ai radical chic con la puzza sotto il naso
Facevamo il tifo per Arisa. Lo abbiamo detto, lo abbiamo scritto, lo abbiamo ripetuto e lo continuiamo a ripetere.
Ci piace la sua lucanità esibita e mai nascosta. Ci è piaciuta la sua performance, la sua presenza scenica, la sua eleganza. Facevamo e abbiamo fatto spudoratamente il tifo per Arisa. Credevamo meritasse la vittoria o, quanto meno, un posto sul podio. Siamo certi che si sia meritata il successo che ha e tutto ciò che la circonda. Abbiamo bisogno di grandi testimonial e di un grande amore per la nostra terra e della nostra terra verso i suoi migliori protagonisti, verso coloro i quali dalla nostra terra partono per ottenere successo nel mondo senza mai recidere il legame con la propria identità.
HA VINTO
SAL DA VINCI
Il festival lo ha vinto Sal Da Vinci, cantante popolare, nato dal popolo, formatosi nel popolo, strutturatosi nella gavetta, costruitosi con tanti sacrifici personali e tanto spirito di abnegazione. Avremmo preferito Arisa ma non possiamo non essere contenti per la vittoria di Sal Da Vinci. E' anch'egli un pezzo di Sud, è anch'egli un pezzo della nostra identità meridionale e, come noi, non ha mai avuto santi in paradiso, si

è costruito sul proprio sudore mettendoci garra e, come dicono a Napoli, cazzimma. L'esultanza emozionata con cui ha accolto il risultato è il prodotto spontaneo di chi sa di aver sofferto e di aver ribaltato ogni pronostico. Underdog lo chiamano gli inglesi, un termine diventato di moda dopo la vittoria della Meloni che ne ha fatto un motivo della sua storia, una costruzione che si costruisce bene per il cantante napoletano. Nessuno credeva avrebbe vinto. Non giocava con i favori del pronostico. Non aveva grandi sponsor dietro. Ha avuto dalla sua la grinta e la professionalità. Ha avuto dalla sua parte anche il supporto della sua
città cui ha voluto dedicare la vittoria e, forse, in questa capacità di essere un tutt'uno a supporto di chi la rappresenta, noi lucani dovremmo essere un po' più napoletani.
LE CRITICHE DELL'INTELLIGHENZIA
Sal Da Vinci non è un prodotto da laboratorio. Non è nato nei salotti e non crediamo ne abbia mai frequentati granchè. Non canta testi complessi ed impegnati come quelli che piacciono alla sinistra al caviale, non si dedica alle produzioni che parlano di grandi problemi.
Canta l'amore come sempre è accaduto a Sanremo e poi ha quel portamento che sembra non essere di casa sul terrazzo della

grande bellezza. Ovviamente la sua vittoria ha inorridito i cultori della noia e della boria.
La sua gavetta è diventato termine di offesa quasi che sia una colpa aver costruito il suo successo sul lavoro anche umile e aver scalato le posizioni partendo dal basso. Lo hanno chiamato cantante da matrimoni, come se fosse un limite il fatto di aver guadagnato anche cantando negli sposalizi e non una forza che caratterizza un personaggio che sa calcare le scene sul serio. Fiorello ha iniziato nei villaggi vacanza, Amadeus nelle discoteche e Sal Da Vinci ai matrimoni. Si chiama gavetta, quella che i nobilotti non conoscono.

LA PUZZA SOTTO IL NASO ANCHE IN BASILICATA
Seguiamo i social per passione e per lavoro e non possiamo non evidenziare che, purtroppo, anche in Basilicata non sono mancati i soloni del distanziometro sociale. Il primo è stato Giovanni Casaletto, volto noto della sinistra al caviale potentino, che ha definito il vincitore di Sanremo “candidato a tutte le bancarelle con le collanine e borse taroccate, con u muss' pieno di rossetto e caffè in tutte le feste patronali del mediterraneo”. Gli ha fatto eco Gianluigi Laguardia che ha definito la canzone vincitrice come “uno dei brani più ipocriti del momento” e il vincitore come “u vappariell' della canzone napoletana” e “piscitiell' e cannuccia”.
Ognuno ha il diritto di scrivere e di dire quello che vuole ma verrebbe da commentare banalmente dicendo: “Sal Da Vinci fa il cantante, lo fa talmente bene da avere successo e vincere a Sanremo, tu che ti metti così tanto sul piedistallo, esattamente in quale categoria hai dimostrato uguale valore?”. Una domanda retorica che non avrebbe alcuna risposta e, quindi, la evitiamo. Siamo gente semplice, non abbiamo né grande cultura né santi in paradiso e, quindi, a noi la storia del cantante che parte dai matrimonio per vincere Sanremo piace, come del resto alla stragrande maggioranza degli italiani e dei lucani. “Per sempre Si”
presidente ai membri uscenti
POTENZA. Manca una settimana alle elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale di Potenza. Ed è ormai tempo di tracciare un bilancio per il presidente Christian Giordano.
«In vista del voto del prossimo 8 marzo, è per me il momento di tracciare un bilancio che va ben oltre i numeri e le delibere. - afferma - Vorrei partire da una parola, un sentimento che oggi, purtroppo, viene troppe volte dimenticato: la riconoscenza. Io, invece, desidero coltivarlo e dire con chiarezza che non esistono incarichi che si esercitano da soli, non c’è responsabilità che si sostenga senza una squadra. E voi avete unito le forze e contribuito alla costruzione di una vera squadra». «Rimarrò sempre riconoscente per il lavoro che avete svolto in questo Ente e per il ruolo che mi avete affidato. - continua il presidente - Vi ringrazio perché siete stati una guida preziosa per me, che mi affacciavo da neofita a questo ruolo così complesso».
«Vi chiedo di essere orgogliosi di voi stessi. - prosegue - Avete lavorato in un Ente in forte sofferenza, gestendo competenze essenziali per la vita e la sicurezza delle nostre comunità – strade, scuole, territorio – con risorse umane ed economiche limitate. Una sfida che avete affrontato con dignità e responsabilità».
«Oggi lasciate questa istituzione migliore di come l'avete trovata. - sottolinea Giordano - Nei momenti cruciali avete sempre scelto di mettere al primo po-

sto l’Ente e il bene comune, rifiutando di cedere a interessi personali o di parte. La scelta giusta è quasi sempre quella più complicata, e voi avete sempre operato per il bene delle comunità che rappresentiamo».
«Mi sento di poter dire che avete lasciato un segno. E la mia speranza è che, nel solco che avete tracciato, anche chi verrà dopo di voi possa continuare a garantire efficienza ed efficacia all’azione amministrativa di questa Provincia. - dichiara - In questi anni ho stretto con voi legami sinceri di amicizia e per questo vi ringrazio».
«Infine, un saluto sincero va ai colleghi della minoranza. Ci sono stati momenti di scontro, ma ho sempre apprezzato il contributo costruttivo che avete dato quando in gioco c'era il bene del nostro territorio. - conclude Giordano - Il confronto, quando è autentico, rafforza la democrazia».
«Le istituzioni restano, le persone cambiano, ma ciò che rimane è il lavoro svolto con dignità e responsabilità. Grazie per aver condiviso un tratto di strada che, per me, è stato
un onore percorrere insieme. A tutti voi, a chi si ricandida e a chi tornerà alle proprie passioni, va il mio grazie e il mio augurio più sincero per il futuro» conclude il presidente della Provincia di Potenza, Christian Giordano. IL MESSAGGIO DEL VICEPRESIDENTE PAPPALARDO
Anche il Vice Presidente della Provincia di Potenza, Rocco Pappalardo ha voluto fare un bilancio del suo mandato: «Con il rinnovo del Consiglio provinciale di Potenza alle porte, giunge al termine il mio impegno all’interno dell’Ente: un’esperienza intensa che lascio con la consapevolezza di aver operato con dedizione e disinteressato impegno per il benessere delle nostre Comunità». «Un ringraziamento ai numerosi Amministratori per il sostegno e la collaborazione in questi anni, al Presidente, all'amico Christian Giordano, per la stima e la sincera fiducia nei miei confronti. - prosegue
- Grazie ai colleghi Consiglieri, ai Segretari provinciali e alla Direttrice. Un sentimento particolare di gratitudine ai Dirigenti


e a tutti i dipendenti: se la Provincia ha ritrovato autorevolezza e centralità, è soprattutto merito del loro senso di appartenenza e dello straordinario lavoro svolto in questi anni, specie nei momenti più critici in cui le Province erano additate come la principale causa dei problemi del nostro Paese. Un pensiero particolare va ai neoassunti di cui ho constatato personalmente una passione che lascia ben sperare per il futuro dell’Ente». «Cosa lasciamo?spiega Pappalardo - Una pianificazione importante e risultati concreti, a partire dalla Città capoluogo a cui sono state restituite una straordinaria area riqualificata della Torre Guevara e la storica Villa del Prefetto, riaperta alla comunità dopo molti anni. Sempre su Potenza abbiamo da tempo proposto alla Regione, che ancora inspiegabilmente tergiversa, il progetto dello studentato presso l'edificio storico dell'ex Ospedale (ex uffici provinciali di Santa Maria) a fianco della bibliomediateca e a due passi dal Campus universitario e dell'ospedale San Carlo. Studentato che rappresenterebbe un servizio fondamentale per gli studenti fuori sede e contribuirebbe a rendere più attrattiva l'Università degli Studi della Basilicata, con tanto di ricadute economiche per la Città».
«Lasciamo - sototlineaun piano della viabilità per oltre 74 M€, che stiamo rapidamente attuando per la parte relativa alle nostre risorse, ma ancora in attesa di essere cantierizzato per i 41,5 M€ di fondi FSC, più volte annunciati negli ultimi anni ma non ancora trasferitici dalla Regione. Una Provincia a
servizio dei Comuni, a partire dalla stazione unica appaltante, che ha dato un contributo determinante in termini di rispetto dei tempi e di spesa dei fondi del PNRR. Dalla messa a disposizione dei contenitori culturali (pinacoteca e museo) alla sicurezza dei luoghi del sapere, con l'Edilizia Scolastica da anni vero fiore all’occhiello della Provincia di Potenza, fino all'avvio delle procedura per la realizzazione della CER Provincia di Potenza, la più grande Comunità Energetica Rinnovabile regionale». «Infine, - dichiara Pappalardo - una delle iniziative di cui vado più orgoglioso, è l'impegno concreto della Provincia verso le persone fragili e quelle a rischio emarginazione. Siamo, infatti, una delle poche Province in Italia ad aver istituito il Garante per le disabilità e il Garante per le persone detenute e private della libertà personale. A Stefano Mele e Carmen D’Anzi il mio più sincero ringraziamento per il grande impegno profuso. Grazie inoltre all’instancabile lavoro della Consigliera di Parità, Simona Bonito, fautrice di numerose iniziative destinate alle lavoratrici del nostro Ente e non solo, abbiamo raggiunto un risultato straordinario, quello della Certificazione di Parità di Genere UNI/PdR 125:2022 della Provincia di Potenza, prima e unica a livello nazionale». «È questo il testimone che passiamo a chi verrà: un Ente operoso, inclusivo e solidale. - conclude - A chi si insedierà va il mio più grande in bocca al lupo, con l’augurio di operare sempre con lo sguardo rivolto al bene comune».

A Policoro l’assessore regionale alla Salute rilancia il valore del dono e annuncia la riorganizzazione con il Centro nazionale
POLICORO. La donazione come scelta di libertà e responsabilità, capace di trasformare il dolore in speranza. È il messaggio lanciato dall’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, intervenuto alla tavola rotonda “Etica del dono e libertà di scelta”, promossa in città per approfondire un tema che tocca corde intime ma anche profili organizzativi e sanitari.«Donare un organo non è un freddo adempimento, né un dovere imposto dall’alto – ha affermato Latronico – è la massima espressione di una libertà consapevole. È quel ponte invisibile che permette alla vita di ricominciare proprio dove sembrava essersi fermata». Un intervento che ha messo al centro la dimensione umana della scelta, prima ancora di quella tecnica, evidenziando come il dono autentico debba essere libero da condizionamenti.Nel suo ragionamento, l’assessore ha insistito sul valore etico della decisione, sottolineando che solo la libertà garantisce la dignità di chi offre e di chi riceve. «È la trasformazione del dolore più atroce, quello della perdita, in un’opportunità di rinascita – ha aggiunto –. È il modo più nobile per affermare che la vita ha un valore

immenso, anche nel momento estremo del commiato».Accanto alla dimensione morale, Latronico ha richiamato l’esigenza di un’informazione corretta, fondata su evidenze scientifiche e affidata ai professionisti della rete sanitaria. In un ambito così delicato, ha spiegato, non c’è spazio per paure alimentate da notizie infondate o da ricostruzioni distorte. La fiducia dei cittadini passa attraverso trasparenza, competenza e chiarezza.Sul piano operativo, l’assessore ha annunciato che la Regione Basilicata è impegnata in una riorganizzazione della re-
te trapiantologica, in sinergia con il Centro nazionale trapianti, per rafforzare il coordinamento e rendere più efficaci i percorsi assistenziali. L’obiettivo è semplificare le procedure e garantire che la disponibilità alla donazione non incontri ostacoli di natura burocratica.«Informarsi e manifestare in vita la propria volontà – ha concluso – non è solo un atto di civiltà, è un testamento d’amore». Un invito chiaro alla consapevolezza individuale, nella convinzione che ogni scelta possa diventare un seme di continuità oltre la perdita.
TAPPA TERRITORIALE NEL VULTURE MELFESE
MELFI. Con l’assemblea territoriale del Vulture Melfese entra nel vivo il percorso che conduce al secondo congresso regionale della Uil Pensionati di Basilicata, in programma a Rifreddo il 17 e 18 aprile. Un appuntamento che, nelle intenzioni del sindacato, vuole essere momento di ascolto e confronto sul futuro delle comunità locali. «Saranno due giorni di grande valenza – spiega Carmine Vaccaro, candidato alla segreteria – per celebrare quanto fatto e mettere basi solide per il futuro. Al centro ci saranno i nostri over 65, donne e uomini che hanno costruito la Basilicata e meritano ascolto, servizi adeguati e sanità efficiente». Vaccaro richiama l’attenzione sulle criticità dell’assistenza sanitaria, a partire dalla carenza dei medici di base in molte aree interne, dove la presenza è limitata a pochi giorni a settimana. «Sempre più anziani si rivolgono al cosiddetto “dottor google” o all’intelligenza artificiale per capire sintomi e terapie. Non per sfiducia, ma perché spesso non sanno a chi rivolgersi».Tra le proposte, il riferimento a modelli organizzativi già adottati altrove, come in Puglia, e il ricorso alla telemedicina per raggiungere le piccole comunità. «Basta un computer con videocamera –conclude – per offrire un primo orientamento e ridurre isolamento e disagi».

Domani in Prefettura a Potenza il tavolo sulla vertenza: il sindaco Maglione propone un rilancio per salvaguardare occupazione e assistenza
MELFI. Un confronto che può segnare un passaggio decisivo per il futuro dell’assistenza sanitaria locale e per la tutela dei livelli occupazionali. Domani alle ore 11, in Prefettura a Potenza, è in programma il tavolo di raffreddamento e conciliazione sulla vertenza che riguarda Polimedica, presidio sanitario di riferimento per il territorio del Vulture Melfese.Non un appuntamento formale, ma un momento in cui istituzioni e parti coinvolte sono chiamate a scegliere se limitarsi a gestire un’emergenza oppure trasformarla in una soluzione strutturale. In vista dell’incontro, il sindaco di Melfi, Giuseppe Maglione, ha raccolto l’indirizzo emerso dalla Commissione consiliare e, insieme a un gruppo di medici e dipendenti
della struttura, ha elaborato un Piano di salvataggio e rilancio fondato su responsabilità e sostenibilità.L’obiettivo è duplice: salvare i posti di lavoro e garantire continuità assistenziale. Il progetto punta a far evolvere Polimedica da un modello centrato su singole prestazioni richieste di volta in volta a un’organizzazione basata su percorsi di cura e piani di assistenza continuativa, con maggiore capacità di intercettare prestazioni coperte dai fondi di sanità integrativa. In sostanza, non solo resistere alla crisi, ma ripensare l’assetto per rispondere meglio ai bisogni dei cittadini.Il nodo cruciale riguarda però le modalità di applicazione del budget nell’ambito del Servizio sanitario nazionale. Secondo quanto evidenziato nel do-

cumento, la mensilizzazione delle risorse, in particolare per le branche mediche più critiche legate al Piano nazionale di governo delle liste di attesa e al decreto legge 73 del 2024, rischia di comprimere la capacità produttiva proprio quando la domanda sanitaria richiede rapidità. Supe-
rare la logica dei dodicesimi, entro i limiti della finanza pubblica annuale, consentirebbe di erogare più prestazioni nei momenti di maggiore bisogno, riducendo rinvii, rinunce alle cure e mobilità sanitaria passiva.Il Piano viene definito una soluzione vantaggiosa per tutti: cittadini, lavoratori e istituzioni. Non comporta nuovi oneri per la finanza pubblica, ma richiede scelte amministrative orientate agli obiettivi, con un confronto tecnico immediato per uno schema contrattuale con il Servizio sanitario nazionale finalizzato alla riduzione delle liste di attesa e al monitoraggio periodico dei risultati. «Non si chiedono privilegi. Si chiede di poter lavorare», è il messaggio che accompagna la proposta.

POTENZA. L’assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico annuncia l'imminente sblocco dei servizi dedicati alle fasce più fragili del capoluogo lucano. Un impegno preso a maggio scorso. Entro fine marzo la sottoscrizione del nuovo protocollo d’intesa tra Comune di Potenza, Asp e Caritas. «Nel mese di maggio dello scorso anno, in occasione del convegno organizzato dalla Caritas Diocesana di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo nell’Auditorium di Tito scalo ho assunto pubblicamente un impegno preciso: lavorare per la riapertura della struttura di prossimità nel quartiere Bucaletto a Potenza e per la riattivazione del Taxi Sociale, uno strumento fondamentale per garantire la

mobilità e gli spostamenti delle persone in difficoltà verso ospedali e ambulatori. Un impegno che non era uno slogan, ma una responsabilità istituzionale che ho inteso rispettare fino in fondo e monitorare in prima persona». Lo dichiara l’assessore regionale alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr, Co-
simo Latronico, sottolineando come la Regione Basilicata si sia fatta carico della componente socioassistenziale del progetto, nato da un protocollo tra Caritas diocesana, Comune di Potenza e Azienda Sanitaria Locale di Potenza (Asp), intesa risalente al 2023 e scaduta il 31 dicembre 2024. Da quel mo-
mento, con discrezione ma con determinazione, è iniziato un lavoro complesso e articolato, portato avanti dagli Uffici regionali competenti, dalla Direzione Generale Salute e dall’Asp. «Le difficoltà non sono mancate – prosegue l’esponente della Giunta regionale – ma la politica ha il dovere di affrontarle e risolverle, non di limitarsi agli annunci. Oggi, a seguito delle interlocuzioni tra tutte le parti coinvolte, posso affermare con chiarezza che per il pieno ritorno in funzione del servizio manca esclusivamente la sottoscrizione del nuovo protocollo d’intesa tra Comune di Potenza, Asp e Caritas. Il documento è già stato definito e i tempi saranno celeri: la firma è prevista entro il
Presentato il cortometraggio realizzato dagli studenti del Giorgi con il sostegno delle istituzioni
POTENZA. Il cinema e un cortometraggio per parlare del futuro: un modo per condividere esperienze, creare relazioni e sviluppare competenze di alto profilo tecnico, formativo, occupazionale e scolastico. L'Ipsia Giorgi di Potenza ha ospitato nell'Aula Magna dell'istituto la presentazione del cortometraggio “Il futuro siamo noi”, prodotto dalla Noeltan Film in collaborazione con la UIL, la Provincia di Potenza, la Consigliera di Parità della Provincia di Potenza, con il sostegno del Ministero della Cultura, di Perché Crea e della Siae. Il cortometraggio, della durata di venti minuti, è stato realizzato dagli alunni del corso di formazione cinematografica Potenza Social Cinema, sotto la supervisione della docente di italiano e storia, Giulia Pietrafesa. L'evento ha visto la partecipazione degli studenti protagonisti del progetto, del dirigente scolastico Michele Nigro, del direttore artistico della Noeltan Antonello Faretta, dell'assessore alla Programmazione del Comune di Potenza Loredana Costanza, di Tosca Olivelli, referente per il Cinema dell'Ufficio Scolastico Regionale, e di Adriana Bruno, produttrice della Noeltan Film. Il cortometraggio ha voluto sottolineare l'importanza di offrire un futuro ai giovani, valorizzandone il ruolo di protagonisti del cambiamento. Un futuro che, spesso dimenticato o dato per scontato, può essere costruito attraverso le idee e le azioni delle nuove generazioni, capaci di imprimere una svolta e di proporre nuove prospettive per il miglioramento della società. Circa settanta studenti sono stati coinvolti in questo appassionante progetto cinematografico-occupazionale, un'esperienza che li ha visti impegnati in attività di cultura, formazione professionale e
lavoro di squadra, anche al di fuori delle aule scolastiche. Le istituzioni hanno dato il loro contributo alla crescita e alla realizzazione dei sogni dei giovani. In questo contesto, l'assessore alla Programmazione del Comune di Potenza, Loredana Costanza, ha voluto esprimere il proprio apprezzamento: «È per me un grande piacere essere oggi nell'Aula Magna dell'Istituto Giorgi per partecipare alla presentazione del cortometraggio Il futuro siamo noi. Un titolo che non è soltanto evocativo, ma racchiude un messaggio potente: il futuro non è qualcosa che aspettiamo, ma qualcosa che costruiamo insieme, giorno dopo giorno. Questo progetto rappresenta un esempio concreto di come la scuola possa diventare un laboratorio di creatività, cittadinanza attiva e consapevolezza. Attraverso il linguaggio del cinema, gli studenti, grazie alla supervisione del regista Antonello Faretta, della produttrice Adriana Bruno e della sceneggiatrice Annamaria Sorbo, hanno avuto l'opportunità di raccontare il loro sguardo sul presente, le loro aspettative, domande e speranze. I giovani hanno trasformato idee e riflessioni in immagini, parole ed emozioni condivise. Come Amministrazione Comunale crediamo fortemente nel valore della cultura, dell'educazione e delle politiche giovanili. Iniziative come questa dimostrano che investire nei giovani significa investire nella comunità intera. Il lavoro, i diritti, le pari opportunità, i sogni e le sfide della vostra generazione sono temi che riguardano tutti noi e che meritano ascolto e attenzione. Auguro agli studenti di continuare a coltivare la curiosità, il coraggio e la voglia di mettersi in gioco. La città di Potenza ha bisogno delle vostre idee, della vostra energia e della vostra visione».
prossimo mese di marzo». L’assessore Latronico ha espresso gratitudine verso tutti coloro i quali hanno contribuito con professionalità e dedizione al raggiungimento di questo risultato, ringraziando il Comune di Potenza per la disponibilità e l’attenzione riservata a un tema di grande rilevanza sociale. «Rivendico con forza il metodo seguito: lavoro silenzioso, atti concreti e assunzione di responsabilità. È questo il modello di azione con cui il governo regionale che rappresento lavora ogni giorno. Le reti sociali e sanitarie sono infrastrutture essenziali, specialmente nelle periferie. Questo progetto, che ha già raccolto ottimi risultati, ne conferma l’efficacia», conclude l’assessore.

Anche il dirigente scolastico Michele Nigro ha voluto sottolineare l'importanza del progetto: «Non è questa la prima esperienza che abbiamo realizzato nel settore del cinema, ne abbiamo fatte tante e con grande soddisfazione. Questo cortometraggio, realizzato con il supporto del Ministero della Cultura e della SIAE, affronta una tematica importante come il lavoro e mette in evidenza le difficoltà che i giovani lucani vivono nel rimanere nella propria terra. Molti studenti vorrebbero restare in Basilicata, ma sanno che lasciare la regione significa abbandonare amici, abitu- dini e famiglie. È un sacrificio che molti di noi hanno fatto in passato per studiare e lavorare, ma spesso senza un ritorno. Tuttavia, io sono fiducioso: il mondo del lavoro sta cambiando. Oggi la risorsa umana è la più importante per le aziende e, in futuro, saranno proprio queste a cercare opportunità in Basilicata, dove troveranno giovani preparati e motivati, grazie al lavoro che stiamo facendo con gli istituti professionali e gli ETS in regione». Il direttore artistico della Noeltan Film, Antonello Faretta, ha concluso parlando del valore del cortometraggio: «Oggi abbiamo presentato il cortometraggio Il futuro siamo noi, realizzato da una settantina di studenti del Giorgi. Questo progetto di alfabetizzazione all’uso delle immagini in movimento ha permesso ai ragazzi di raccontarsi dal loro punto di vista. È un cortometraggio a tutti gli effetti, che esplora uno dei momenti più importanti della vita: il passaggio dalla scuola al futuro.

La Polizia Penitenziaria intercetta un pacco postale e blocca una donna durante un colloquio. Il plauso del Sappe
Ancora due episodi di introduzione di droga nel carcere di Potenza sono stati sventati grazie all’attenzione e alla professionalità della Polizia Penitenziaria. Negli ultimi tempi, infatti, si registra un incremento dei tentativi di far entrare sostanze stupefacenti destinate ai detenuti dell’istituto penitenziario del capoluogo lucano. Il primo episodio risale a due giorni fa, quando un pacco postale proveniente dalla Campania e destinato a un detenuto di origini napoletane è stato intercettato dai baschi azzurri. Durante i controlli, gli agenti hanno scoperto un consistente quantitativo di hashish e cocaina, abilmente nascosto nel sottofondo rigido di una busta tipo shopping. La droga è stata immediatamente sequestrata e consegnata all’autorità giudiziaria competente per le indagini. Il secondo caso si è verificato durante un colloquio tra un detenuto pugliese e

la sua compagna. La donna aveva occultato un sostanzioso quantitativo di stupefacenti e lo ha passato al detenuto, cercando di eludere la sorveglianza. Tuttavia, il personale della Polizia Penitenziaria ha individuato il tentativo e ha prontamente bloccato la donna, sequestrando la droga già in possesso del detenuto. Entrambi sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per le opportune determinazioni giudiziarie.
Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), attraverso la Segreteria Nazionale della Basilicata, ha espresso il suo plauso al personale operante, sottolineando l’importanza delle operazioni di polizia preventiva e repressiva che stanno contrastando con fermezza i tentativi di creare vere e proprie piazze di spaccio all’interno dell’istituto. Saverio Brienza, segretario della Segreteria Nazionale del SAPPE, ha ri-
badito l’urgenza di istituire una sezione di unità cinofile presso la Casa Circondariale di Potenza. «Negli ultimi tempi – ha dichiarato – i tentativi di introdurre droga nel carcere si sono moltiplicati.
La Polizia Penitenziaria, nonostante le carenze di organico, continua a svolgere il proprio dovere per garantire ordine e sicurezza negli istituti e per espletare le funzioni di polizia giudiziaria».
Anche Donato Capece, se-
gretario generale del SAPPE, è intervenuto sulla vicenda, evidenziando la necessità di investimenti concreti per contrastare questi fenomeni. «I continui rinvenimenti di stupefacenti e telefonini nelle carceri lucane rappresentano una minaccia per l’ordine e la sicurezza interna. È indispensabile dotare il personale di strumenti tecnologici adeguati e rafforzare gli organici. Inoltre, è urgente prevedere la costituzione di un Nucleo Cinofili del Corpo in Basilicata e l’utilizzo di tecnologie antidroni».
Capece ha concluso elogiando il lavoro svolto dalla Polizia Penitenziaria di Potenza, che ha impedito che droga e telefoni finissero nelle mani dei detenuti: «Ancora una volta, i baschi azzurri hanno dimostrato grande professionalità, tutelando la sicurezza dell’istituto, del personale e della collettività. A loro va il nostro plauso e l’apprezzamento».
LA DENUNCIA: «IL SETTORE AGRICOLO È SEMPRE PIÙ VULNERABILE ALLA
Gliagricoltori delle aree rurali dell’alto Bradano, nei Comuni di Forenza, Maschito, Banzi, Palazzo San Gervasio, Genzano di Lucania e Lavello, vivono una situazione di forte disagio e preoccupazione a causa di un’ondata di furti nei depositi aziendali. A lanciare l’allarme è Giambattista Lorusso, presidente della Cia-Agricoltori, che ha scritto al Prefetto di Potenza Michele Campanaro chiedendo maggiore attenzione e interventi concreti per arginare il fenomeno.
Secondo Lorusso, i furti avvengono con frequenza e spregiudicatezza, spesso anche in orari serali, con ladri che prendono di mira mezzi e attrezza-
ture agricole di alto valore economico, probabilmente per esportarli all’estero. La CiaAgricoltori sottolinea come l’isolamento geografico delle campagne e la vulnerabilità degli agricoltori rendano il settore particolarmente esposto a questi atti criminali. Il fenomeno, che in passato era circoscritto al Sud Italia e alle isole, si sta diffondendo sempre più, con un aumento anche di piccoli furti spesso non denunciati.
La Cia richiama l’attenzione delle forze dell’ordine affinché vengano intensificati i controlli, soprattutto lungo le strade interpoderali, per garantire maggiore sicurezza agli agricoltori e alle loro famiglie.



Il consigliere di opposizione Cifarelli attacca: «La città ha bisogno di una guida credibile e solida, il sindaco dica come intende procedere»
Sono passate quasi due settimane da quando si è aperta la crisi al Comune di Matera con AugustoToto e Dominique Cerrone di Fratelli d’Italia che lasciano la maggioranza guidata dal sindaco Antonio Nicoletti. Torna lo spauracchio dell’“anatra zoppa” con cui prima o poi il sindaco e la sua Amministrazione dovranno fare i conti. Nel frattempo il consigliere di opposizione Roberto Cifarelli attacca: «Dopo il passaggio all'opposizione dei Consiglieri Toto e Cerrone, il sindaco Nicoletti è tornato nella condizione di “anatra zoppa” dentro una grave crisi politica perché privo di una maggioranza consiliare stabile e politicamente coesa».
«A distanza di oltre dieci giorni dall’apertura formale della crisi - continua Cifarelli - e dopo la richiesta protocollata dei gruppi di opposizione, non risulta ancora convocato né il Consiglio comunale, né la conferenza dei capigruppo. Un silenzio istituzionale grave e incomprensibile, che mortifica il ruolo del Consiglio quale sede democratica di confronto e trasparenza verso la città».
«La crisi in atto è eminentemente politica e non tecnico-amministrativa. - prosegue il dem - Non è più rinviabile un chiarimento pubblico in aula sulle reali condizioni della maggioranza e sulle intenzioni del sindaco circa la prosecuzione dell’azione di governo. Continuare a sottrarsi al confronto significa negare evidenza alla realtà dei fatti e alimentare un

pericoloso stallo amministrativo».
«Matera ha bisogno di una guida credibile, stabile e pienamente legittimata sul piano politico. - incalza il consgliere di minoranza - L’assenza di una maggioranza rende impossibile assicurare alla città decisioni efficaci e tempestive sui dossier strategici e sulle urgenze amministrative».
«Per queste ragioni torno a sollecitare nuovamente la convocazione immediata del Consiglio comunale straordinario già richiesto, affinché il sindaco riferisca in sede istituzionale come intenda procedere. - conclude Roberto Cifarelli - In mancanza di condizioni politiche per governare con chiarezza e responsabilità, è doveroso che il sindaco tragga le conseguenze della situazione venutasi a determinare, per rispetto delle istituzioni e della comunità materana».
Il novellame, pescato senza autorizzazione, danneggia l’ambiente marino e la sua riproduzione
60 kg di “bianchetto”
sulla statale 106: una storia infinita
L’ultimo sequestro di “bianchetto” è di appena qualche giorno addietro sul tratto lucano della statale jonica 106, ad opera della Guardia Costiera di Taranto.
I 40 km del tratto lucano del mare Jonio sono da anni interessati al fenomeno della pesca di frodo del novellame, ad opera soprattutto di pescatori calabresi, ma non sono mancati all’appello pescatori di frodo provenienti persino dal salernitano.
Nell’operazione i militari hanno sequestrato 60 chilogrammi di prodotto, che lavorato con l’aggiunta di peperoncino viene poi venduto in tutti i negozi di genere alimentare. Si tratta delle famose sardine, dolci o piccanti a secondo dei gusti. L’intervento della Guardia Costiera fa parte di un piano che integra
la vigilanza in mare con appostamenti su strada. Nel caso in questione l’attenzione si è concentrata su una Fiat Multipla. Il mezzo è stato fermato all’interno di una stazione di servizio e sono state rinvenute le cassette di polistirolo contenenti il novellame. Il prodotto, trasportato in precarie condizioni igienico sanitarie, è stato poi avviato alla distruzione. Al conducente è stata contestata una sanzione amministrativa di 4.000 euro. Ogni chilogrammo di bianchetto sottratto equivale a decine di migliaia di sarde e alici sottratte al mare, con conseguenze sull’equilibrio della catena alimentare marina.
Ma è sempre vietata la pesca del novellame? La normativa prevede che essa è consentita soltanto a pescatori professionisti, ma è fortemente regolamentata, in quanto si tratta di una pratica che incide negati-
vamente sulla riproduzione delle specie marine.Ci vuole dunque una autorizzazione specifica rilasciata dalle autorità competenti. l’utilizzo di attrezzi specifici e selettivi, il rispetto dei periodi limitati (generalmente tra novembre e marzo, con variazioni regionali).
Oltre al “bianchetto” c’è il “rossetto”, una specie che mantiene piccole dimensioni anche da adulta, rendendone la pesca sostenibile, se autorizzata.
Sicilia e Sardegna hanno specifiche competenze e, in passato, hanno proibito la pesca del novellame. Le deroghe per il 2025/2026 per la pesca professionale, sono spesso legate a specifici decreti del Ministero dell'Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste (Masaf), spesso vincolate a piani di gestione locale. La pesca, la detenzione e il commercio di novellame senza le necessarie auto-
«Chi chiede le dimissioni pensa solo al proprio destino politico»
Inmerito alle polemiche sul parere del Ministero degli Interni sull’elezione del presidente del Consiglio comunale di Matera, il sindaco e la giunta difendono la professionalità della segretaria generale, dottoressa Virginia Terranova, il cui parere è stato rispettato e accolto in tutte le sedute consiliari.

«L’impasse nell’elezione del presidente - dichiara il sindaco Nicoletti - è dovuta a un articolo statutario scritto male, applicato in modo opposto negli anni. La segretaria ha fornito supporto tecnico al Consiglio, ma la mancata elezione è legata all’impossibilità di ottenere il consenso di 22 consiglieri, numero che neanche un sindaco con premio di maggioranza avrebbe avuto. Il parere del Ministero aiuta a superare questa situazione, ma purtroppo è arrivato dopo la rottura causata dal consigliere Augusto Toto, che ha generato instabilità».
«La nostra priorità - aggiunge il sindaco - resta rispondere alle esigenze della città. La coesione tra esecutivo, Consiglio e struttura amministrativa è fondamentale, a partire dalla fiducia nella professionalità della segretaria e dei dirigenti. Sul piano politico, invece, serve un passo indietro da parte di tutti per farne uno avanti per la città. Chi chiede oggi le dimissioni del sindaco, a pochi giorni dalla cerimonia inaugurale di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, dimostra di anteporre il proprio tornaconto a quello della città».

rizzazioni è considerata un illecito amministrativo o penale, con sequestro dell'attrezzatura e multe salate. Il novellame di sarda/alice (bianchetto) è soggetto a divieti molto più stringenti del “rossetto” o divieti totali in molte aree del Mediterraneo. Dal 10 gennaio 2026, è entrata in vigore una nuova regola europea per la pesca ricreativa, che impone la registrazione obbligatoria per i pescatori over 16 e la dichiarazione delle catture di specie sensibili. In conclusione se non sei un pescatore professionista autorizzato, la pesca del novellame è illegale. Le normative sulla pesca
sono soggette a variazioni annuali e regionali. Tecnicamente la pesca dei bianchetti dovrebbe essere vietata dalla legge per tutti, perché si usano reti troppo fitte che danneggiano l'ambiente marino. Il Ministro dell’Agricoltura Lollobrigida, che a volte discetta a sproposito sull’alimentazione, non potrebbe intervenire in maniera decisa su questa materia e una volta accertato che mangiare “sardine” al peperoncino non è essenziale per la salute degli uomini, proibire in ogni caso la pesca del novellame?
I danni all’ambiente marino sono ben noti.


Ci sono mattine in cui la vita non fa rumore, ma cambia direzione.
Non si annuncia con eventi clamorosi.
giunge. La vita non ci toglie forza. Ci chiede di scoprirla.

Lavora in profondità, come il colore che scende lentamente nell’acqua. È in questi passaggi silenziosi che si decide molto più di quanto immaginiamo.
Non nei grandi proclami, ma nelle scelte invisibili. Non nei momenti perfetti, ma in quelli autentici. Ogni giorno è un foglio che attende una tonalità. E siamo noi a determinarla.
Quando i colori si mescolano Ci hanno insegnato a temere le sbavature. A voler controllare tutto. A restare dentro i margini. Ma la vita non è una linea rigida. È movimento. È incontro. È trasformazione.
Le difficoltà non sono errori. Sono mescolanze. Sono nuove sfumature che non avevamo previsto. Ogni delusione, ogni attesa, ogni silenzio non è una macchia da cancellare. È profondità che si ag-
La forza che resta
La vera potenza non urla.
Non si impone. Non schiaccia. La vera potenza resta. Resta quando sarebbe più facile andarsene. Resta quando reagire sarebbe immediato. Resta quando dentro senti il fuoco, ma scegli equilibrio.
La forza interiore non nasce dall’assenza di dolore. Nasce dalla decisione di trasformarlo. Ogni essere umano possiede un nucleo luminoso. Una dignità che nessuna tempesta può cancellare. Una capacità di rinascere che nessuna circostanza può spegnere.
Non sempre lo ricordiamo. Ma esiste. E quando lo attiviamo, cambia tutto.
Trasformare, non subire. Non siamo spettatori della nostra esistenza. Non siamo il risultato del caso. Siamo la risposta. Ogni giorno ci mette davanti a una scelta invisibile: subire oppure trasformare.
Trasformare significa assumersi la responsabilità del proprio sguardo. Si-
gnifica non delegare la propria pace agli eventi. Significa scegliere la maturità invece della reazione.
Quando trasformi una delusione in consapevolezza, stai già cambiando il tuo destino.
Quando scegli dignità invece di orgoglio, stai alzando il livello della tua vita. Quando decidi di evolverti invece di irrigidirti, stai incidendo nel tempo. Il tempo della maturità Esistono momenti che non sono né fine né inizio. Sono soglie. La maturità è proprio questo: la capacità di restare centrati mentre tutto si muove. Non è freddezza.È stabilità. Non è rinuncia. È lucidità.
Ogni stagione ha un senso. Anche quelle che non avevamo previsto. Nulla viene sprecato se sappiamo trasformarlo.
La scelta
Non possiamo scegliere tutto ciò che accade. Possiamo scegliere chi diventare mentre accade. Possiamo scegliere di non spegnerci. Di non diventare cinici. Di non lasciare spazio all’amarezza. Possiamo scegliere di essere luce, anche quando il cielo è coperto.
Questa non è teoria. È di-

sciplina interiore. È coerenza quotidiana. È responsabilità personale. La vera felicità non è fortuna. È consapevolezza.
La vita si colora
La vita non si controlla. Si colora. E ogni giorno, anche senza accorgertene, stai scegliendo le tonalità con cui attraversarla. Puoi usare il grigio del risentimento. Puoi lasciare che siano gli altri a decidere le sfumature. Puoi vivere in reazione. Oppure puoi diventare autore. Autore del tuo sguardo. Autore delle tue risposte. Autore della direzione che dai alle tue esperienze. Non esistono macchie inutili. Esistono colori che non abbiamo ancora compreso. Quando trasformi una ferita in maturità, stai cambiando tonalità. Quando scegli equilibrio invece di impulso, stai cambiando intensità. Quando decidi di evolverti invece di reagire, stai cambiando destino. Non sei il foglio. Non sei la macchia. Non sei l’errore. Sei la mano che tiene il pennello. La vera forza non è evitare che l’acqua si mescoli al colore. È avere il coraggio di lasciarla mescolare e scoprire che proprio lì nasce la profondità. La vita non è un disegno da subire. È un acquerello da firmare. E la firma non è nel risultato perfetto. È nella coscienza con cui scegli di vivere. Colora con responsabilità. Colora con dignità. Colora con evoluzione.
Perché chi impara a trasformare le proprie ombre non illumina solo se stesso. Cambia il paesaggio. Sempre.
Policoro ospita esperti, istituzioni e operatori per costruire una strategia comune in un incontro promosso dal Gal Pesca
Ha preso il via il dibattito sulla costituzione di una Dmo, una Destination Management Organization, per la costa Jonica. L’occasione è stato l’incontro nella sala consiliare di Policoro dal titolo “Ruolo e finalità delle DMO – Il caso Bologna”, promosso dal Gal Pesca –La Cittadella del Sapere con il patrocinio della locale amministrazione comunale.
Un’occasione per confrontarsi su strategie innovative di governance e sviluppo turistico. Ad aprire i lavori la dirigenza del Gal Pesca – La Cittadella del Sapere che ha posto al centro del confronto la necessità di dotare la costa jonica di un modello di governance condiviso e strutturato, capace di mettere a sistema risorse, competenze e visione strategica.
L’esperienza pratica è stata illu-

strata da Patrik Romano, direttore generale di Bologna Welcome, la Dmo di Bologna. Romano ha mostrato come la collaborazione tra pubblico e privato possa coordinare meglio la promozione del territorio, migliorare l’offerta turistica e generare benefici eco-
nomici concreti. Il dibattito si è poi ampliato con una riflessione sul contesto locale e regionale: il vice sindaco di Policoro, Massimiliano Padula, e Margherita Sarli, direttore dell’Agenzia di promozione territoriale della Basilicata, hanno evidenziato le poten-
zialità ancora inespresse, le criticità del sistema turistico lucano e la necessità di rafforzare un coordinamento strutturato tra istituzioni e operatori.
A rendere il confronto ancora più ricco sono intervenuti Giovanni Matarazzo della sezione Turismo di Confindustria Basilicata, Antonello De Santis, presidente della Rete Costa Jonica, e Rosa Gentile, presidente di Confartigianato, a testimonianza di una partecipazione ampia, trasversale e orientata alla costruzione di una strategia comune.
Un momento di dialogo concreto e strategico, a cui seguiranno altri appuntamenti , che rafforza il percorso avviato dal Gal Pesca per rendere il territorio ionico più attrattivo, competitivo e capace di generare sviluppo sostenibile nel tempo.

C R O N A C H E D A L F U T U R O C R O N A C H E D A L F U T U R O

Vietare funziona oggi ma non prepara al domani: «a che punto è la notte» (nella scuola)?

«Via
i cellulari dalle aule ».
Game, set, match. La motivazione è comprensibile: notifiche continue, social network, chat, giochi. Il telefono sembra il simbolo perfetto della distrazione, e il divieto appare la risposta più semplice. Ma c’è un rischio: concentrarsi solo sul problema e dimenticare che lo stesso oggetto, usato con regole e finalità didattiche, può diventare uno strumento educativo potente. In altre parole: non è lo smartphone in sé a essere incompatibile con la scuola, è l’assenza di un progetto che lo renda utile. Lo smartphone è una biblioteca tascabile, una fotocamera, un registratore vocale, un traduttore, una calcolatrice, un laboratorio. Può documentare un esperimento di scienze con foto e video; trasformare una visita didattica in un percorso di ricerca con mappe e QR code; far realizzare podcast e interviste; aiutare chi fatica a scrivere con la dettatura; rendere più accessibili i testi con lettura ad alta voce e dizionari immediati. Può perfino diventare un
ponte tra scuola e territorio: micro-documentari, raccolte di testimonianze, progetti di educazione civica basati su dati e osservazioni, percorsi di orientamento che raccontano mestieri e imprese locali. Eppure spesso lo si ridu- ce a “nemico”. È vero: l’attenzione degli studenti è fragile e la tecnologia può frammentarla. Ma allora la domanda non dovrebbe essere “vietiamo o no?”, bensì “quando serve e quando va messo via?”. Perché fuori dall’aula i dispositivi non spariranno. Se la scuola si limita a escluderli, non educa: rimanda il problema a casa, dove regole e guida sono più deboli e diseguali, e dove il tempo online rischia di diventare un consumo, non una competenza. In questo scenario l’intelligenza artificiale rende tutto più urgente. L’AI può riassumere, spiegare, proporre esempi, tradurre, creare schemi. È una promessa di velocità e personalizzazione, ma anche un terreno scivoloso: può sbagliare con sicurezza, inventare informazioni plausibili, appiattire lo stile, ridurre la “fatica utile”
che costruisce metodo e autonomia. Per questo il dibattito non dovrebbe essere “AI sì o AI no”, ma “come la rendiamo trasparente, verificabile e formativa”. L’obiettivo non è far “fare meno”, ma far capire di più: usare l’AI per chiarire un concetto, confrontare due interpretazioni, migliorare la precisione di un testo, non per delegare il pensiero.
A questo punto le domande diventano inevitabili. I docenti sono preparati a questo? In parte sì, in parte no. Non basta saper usare un’app: serve governarla didatticamente, progettare attività e tempi, riconoscere errori e bias, insegnare a verificare le fonti. Oggi la preparazione è disomogenea: dipende dalla scuola, dal singolo docente, dal tempo disponibile e dall’accesso a formazione di qualità.
La scuola è preparata? Non lo è se “digitale” significa solo LIM e Wi-Fi. Servono regole chiare, un patto educativo condiviso con le famiglie, attenzione a privacy e sicurezza, alternative per chi non ha dispositivi o connessione,
supporto tecnico che non scarichi tutto sul volontariato di pochi. Occorre una modifica strutturale, anche ministeriale, sul concetto di educare nei tempi dell’AI?
Probabilmente sì. L’AI non è un argomento in più: è un contesto che cambia scrittura, ricerca e valutazione. Educare oggi significa alfabetizzare all’informazione: distinguere fatti e opinioni, riconoscere disinformazione, citare correttamente, capire come un algoritmo può orientare scelte e linguaggio. Significa anche insegnare l’etica dell’uso: che cosa è corretto consegnare come “mio”, che cosa va dichiarato, dove passa il confine tra aiuto e sostituzione.
E significa ripensare la valutazione: meno ossessione per il “prodotto perfetto”, più attenzione al processo. Bozze, revisioni, diario di bordo, discussioni orali, compiti autentici: così lo smartphone smette di essere scorciatoia e diventa strumento. Una regola praticabile può essere semplice: nelle verifiche individuali niente telefoni e niente AI; nei progetti sì, ma con obbligo di trasparenza (prompt, passaggi, fonti) e con una riflessione personale su ciò che si è capito davvero. Se l’AI viene usata, deve diventare visibile: non un trucco, ma un oggetto di lavoro.
Serve formare docenti e scuola tutta, non con corsi-spot, ma con un percor-
so stabile su tre livelli: culturale (cos’è l’AI e cosa non è), metodologico (quando usare device on e quando device off), valutativo ed etico (trasparenza, correttezza, privacy). E serve organizzazione: spazi o custodie per i momenti “device off”, routine condivise tra classi, criteri comuni per evitare che ogni insegnante inventi regole diverse e gli studenti vivano in una giungla di eccezioni. Perché vietare può ridurre un problema nell’immediato, ma non costruisce competenze. Dobbiamo insegnare a trovare, a distinguere, a discernere e, quindi, a dominare il mezzo. Una scuola che rinuncia a educare all’uso consapevole dei dispositivi rinuncia, di fatto, a educare al presente. La scelta, ormai, è semplice e scomoda: inseguire il cambiamento con divieti sempre più fragili, oppure guidarlo con regole, metodo e responsabilità. L’AI produce risposte. La scuola, se vuole restare scuola, deve continuare a produrre domande: quelle giuste. Senza mai dimenticare che l’AI, ad oggi, può sbagliare ed ogni suo contenuto generato deve essere necessariamente vagliato dall’umano. Guardiamoci intorno, la guerra la stiamo perdendo. «Forse le persone hanno nostalgia del liceo perché è l'ultima volta nella loro vita che possono sognare» . ( Sydney Sweeney in Euphoria)

SERIE C Troppa differenza in campo tra i Sanniti ed i Lucani. I rosso-blù giocano alla pari soltanto 45’
POTENZA (4-3-3): Cucchietti 5,5,Riggio 5, Camigliano 4.5, Loiacono 6 , Rocchetti 5,5(al 77’Balzano 5) , Maisto 5,5 (al 56’De Marco 5), Felippe 5 ( all’85’ Selleri s.v) Castorani 5,5 (al 56’Siatounis 5 ), D’Auria 5 , Murano 5, Mazzeo 6 (al 56’Petrungaro 5).
A disp. Franchi, Guiotto, Delle Monache, Balzano,Schimmenti, De Marco, Petrungaro, Siatounis, Bura, Selleri, Adjapong. All.: De Giorgio
BENEVENTO (4-2-3-1): Vannucchi 6; Pierozzi 6, Scognamillo 6, Saio 6, Ceresoli 6 (all’88’Caldirola s.v), Maita 6,5, Talia 6,5, Lamesta 6,5 (al 69’Celia 6), Tumminiello 6 (al 80’ Manconi 6), Della Morte 6 ( all 89’ Kouan s.v ), Mignani 7 (al 69’Salvemini 6).
A disp.: Russo, Esposito, Prisco, Carfora, Salvemini, Celia, Borghini, Romano, Caldirola, Kouan.
All. Antonio Floro Flores
ARBITRO: Sig. Cristiano Ursini (Pescara)
ASSISTENTI: Sigg. Vincenzo Andreano (Foggia) e Daniele De Chirico (Molfetta) IV Ufficiale: Sig. Giorgio di Cicco (Lanciano)
FVS: Steven La Regina di Battipaglia
MARCATORI: 49’Mignani
RECUPERO: 2’ pt e 6’ st
NOTE: Spettatori : 2.722 di cui 500 ospiti per un incasso di 29.123 euro Ammoniti: Mignani, Salvemini, Manconi (Bn) Castorani (Pz)
Angoli 4 – 1 per il Benevento
POTENZA. Dall’alto della classifica con un minino sforzo la “strega” sannita batte pure il Potenza ed ipoteca con 7 punti di distanza sul Catania la vittoria in serie B. D’altro lato un Potenza che è riuscito a giocarsi la gara alla pari per almeno 45’. Poi, una “dormita” di Camigliano al 3’ della ripresa e la rapidità di Mignani hanno chiuso una gara in cui il Benevento con saggezza ed intelligenza è riuscita a portare la vittoria sino alla

fine. Per andare in cronaca, in campo, i due tecnici rispetto alle previsione della vigilia non optano per il turn-over. Cambiano soltanto quache pedina sullo scacchiere. De Giorgio schiera, Riggio al posto dello squalificato Kirvan, Maisto in sostituzione di Siatounis ed il giovane Mazzeo al posto di Schimmenti in settimana rimasto affetto da un virus influenzale. Floro Flores, inserisce l’ex Talia a centrocampo e Della Morte sull’esterno al posto di Manconi.
La giornata sul “Viviani” è quasi un assaggio di primavera e dalla città della “strega” sono arrivati oltre 500 supporters. Parte meglio la formazione ospite che al 3’ su calcio piazzato dal limite di Lamesta , Saio colpisce di testa sopra la traversa. Il Benevento fa grande pressing e possesso palla. Al 18’ Mignani lanciato a rete non trova la porta di Cucchietti. 3’dopo si vede per la prima volta il Potenza con un assist di D’Auria per la testa di Murano. L’attaccante potentino doc manda la pal-

la fuori di un soffio. Al 23’ancora una bella azione sul filo D’Auria-Mazzeo con palla di quest’ultimo per Felippe, il capitano rossoblù sbaglia in modo clamoroso. La gara è molto bella, la capolista dimostra tutto il suo valore. I rosso-blù non sono per nulla intimoriti al cospetto di un avversario così strutturato in tutti i reparti. Al 28’ un tiro del giovane Mazzeo termina di poco sopra la traversa della porta difesa da Vannucchi. Non è il solo visto che dopo quattro minuti un tiro di D’Auria termina di poco fuori la porta di Vannucchi. È un Potenza in crescita ed a scadere di tempo Murano impegna l’estremo difensore in una non facile parata. La prima frazione di gioco si chiude con un vivace risultato ad occhiali. La ripresa si apre con nessun cambio per entrambe le compagini. Neppure il tempo per battere il calcio di inizio che il Benevento va in vantaggio con Mignani lesto a scappare dalla marcatura di Camigliano ed mettere in rete su un colpo di testa di Tummello con la palla che colpisce il palo. Con la rete subita De Giorgio manda in campo De Marco, Petrungaro e Siatounis per Castorani, Maisto e Mazzeo. Al 68’ la panchina sannita chiede l’intervento dell’FVS per un sospetto fallo di mano in area di rigore di Loiacono. Al monitor il direttore di gara nega il calcio di rigore. Floro Flores opta per i primi cambi. Fuori Lamesta per Celia e Mignani per l’ex attaccante rosso-blù Salvemini. Al 77’ ancora un cambio nelle fila del Potenza. Fuori Rocchetti per Balzano. Non cambia nulla dal punto di vista tattico. Pure il Benevento opta per il terzo cambio. Fuori Tumminello per Manconi. A 5’ dal termine i due tecnici si giocano gli ultimi cambi. All’85’ fuori Felippe per Selleri. Tre minuti dopo fuori Ceresoli per Caldirola e Della Morte per Kouan. Al 90’ la gara termina in vantaggio per la capolista. Il direttore di gara concede 6’ di extra time. Al 92’ l ultima occasione targata padroni di casa con un colpo di testa di Murano. La palla termina fuori. Termina così con la vittoria della capolista Benevento l’incontro al “Viviani”. Per il Potenza invece, una sconfitta che a livello statistico significa fine, dopo quasi un anno dell’imbattibilità casalinga. Giovedì i rosso-blu incontreranno il Cosenza.










