GIOVEDÌ 29 OTTOBRE 2026 • ANNO XI N. 243
Direttore Responsabile Rosa MOLLICA Direttore Editoriale Alessandro SANSONI • redazione@lecronache.info
IL vICEpRESIDENTE DELLa GIuNTa REINvENTa IL RuOLO NazIONaLE DEL CaRROCCIO COME SINDaCaTO DEI TERRITORI
pepe al Congresso parla da leader Il commissario regionale leghista accanto a fontana. prende quota la staffetta: Lombardia a fdI, Basilicata alla Lega
Dellapenna a pag 10
BaRDI RICORDa IL fONDaTORE DI RaDIO pOTENza CENTRaLE E CELEBRa L’aTTORE
pOSTIGLIONE E GERaRDI: TaLENTI LuCaNI ha ricevuto a Roma il premio dedicato al pioniere delle Radio libere. Il presidente: «La Basilicata che amiamo è questa, un luogo che non si arrende alla marginalità» _
IL COMMENTO
La Gip Landoni non convalida il fermo a Siher accusato di istigazione alla violenza, Meloni in un video: «Decisione vergognosa»
La Serbia cambia pagina DI GIaNfRaNCO BLaSI
a Serbia volta pagina. La sconfitta elettorale di Aleksandar Vučić, dopo quattordici anni di dominio politico, segna un passaggio di grande rilievo per i Balcani e per l'intera architettura geopolitica europea. Alle elezioni parlamentari del 25 ottobre, la lista sostenuta dal movimento studentesco ha ottenuto, secondo (...)
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DISORDINI a MILaNO
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Bardi e Gerardi
Servizio a pag 9
CONSIGLIO DEI MINISTRI Taglio Irpef e flat tax fino a 100mila. Interventi per 26mld, nuovi aiuti alle famiglie
Manovra di bilancio: via libera 95 fiRME affiNChè SOSpENDa L’aziONE NONviOLENTa
Sciopero della fame, Bolognetti: «Qui è in ballo la democrazia»
Errichetti a pag 5
Bolognetti
Mollica a pag 17
■ Lamattina
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pOTENza
In Consiglio comunale è botta e risposta tra la consigliera Galgano (FdI) e il sindaco Telesca sulla variazione e il bilancio consolidato
■ Mollica
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_ SCaNzaNO jONICO
Cariello risponde al consigliere Mangialardi: «Nessun cassetto chiuso, siamo noi ad aver chiesto di conoscere tutti gli atti»
■ Servizio
a pag 29
_ aNzI
Truffa ad un’anziana, i Carabinieri recuperano l’intero bottino e arrestano 3 giovani di origine campana ■ Servizio
a pag 25
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Italia e Mondo Spagna, ennesimo disastro ferroviario sulla tratta maledetta Madrid-Siviglia
L’inferno dell’alta velocità a Toledo: oltre 60 morti e centinaia di feriti Un sistema di segnalamento del 1992 e anni di ritardo nella sostituzione. Secondo la Farnesina, sette gli italiani a bordo: uno ricoverato e due donne disperse DI TIZIANA MAGRÌ
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enticinque chilometri a circa 200 all’ora, con il semaforo rosso, su una linea dove in quel momento non si potevano superare i 40. E’ finita così, ieri mattina nella località di Urda, in provincia di Toledo, la corsa dell’AVE 2080 di Renfe: contro l’Iryo 6076, fermo sui binari della Madrid-Siviglia per un guasto al sistema di segnalazione LZB. L’urto alla coda dell’Iryo, con 147 passeggeri a bordo, è stato così forte da far volare le carrozze: le ultime due sono deragliate e finite nella scarpata, mentre sull’AVE le vittime si contano tutte nella vettura di testa. «E’ come se fosse esplosa una bomba» ha raccontato un passeggero a El Mundo. A bordo, secondo un testimone sentito da una testata giornalistica, c’erano «feriti con un braccio amputato» Una scena apocalittica. Il bilancio ufficiale, al momento provvisorio, è di almeno 68 morti e circa un centinaio di feriti, diciotto dei quali gravissimi. Tra le vittime ci potrebbe essere l'ex ministra del Lavoro spagnola, Fátima Báñez. Sull’Iryo viaggiavano anche sette italiani: quattro stanno bene, un uomo è ricoverato, mentre delle due donne non si hanno ancora notizie. Il 112 non è mai riuscito a contattare il macchinista del Renfe. Resta da chiarire se dalla centrale qualcuno abbia tentato di fermarlo prima dell’impatto. LA DINAMICA Verso le 8.30 i computer del sistema di sicurezza LZB smettono di comunicare e i treni si fermano su oltre sessanta chilometri di linea. Resta il sistema di riserva, l’ASFA, basato sui segnali lungo i binari, e scatta “la marcia a vista”:
massimo 40 km/h, con la sicurezza affidata agli uomini invece che alle macchine. Dalla sala di controllo di Adif, a MadridAthoca, sarebbero partiti ordini sbagliati, fino al via libera all’AVE nonostante il semaforo rosso. Per il ministro dei Trasporti Oscar Puente, al blackout dei computer si sarebbe sommato «con ogni probabilità» un errore umano: una decisione «inspiegabile». Proprio ad Atocha i tecnici hanno ricostruito lo scontro con una sorta di moviola e riascoltando le registrazioni delle conversazioni tra la centrale e i macchinisti. UN SISTEMA DEL 1992 Ma quell’errore si sarebbe innestato su una linea già fragile di suo. L’LZB, di concessione tedesca, è lo stesso sistema con cui la Madrid-Siviglia fu inaugurata nel 1992, per l’Expo. Un cavo steso tra le rotaie dialoga con il treno e comunica alla centrale la sua posizione. La Spagna lo usa ormai soltanto su questa tratta: tutte le altre linee ad alta velocità viag-
giano con lo standard europeo ERTMS, che comunica via radio con il treno, ne conosce in ogni istante la posizione e, se davanti c’è un convoglio fermo, lo frena da solo. UNA STORIA DI RINVII La sua sostituzione è una storia di ritardi. Adif autorizza la gara nel febbraio 2020, la ritira per un vizio nelle regole di aggiudicazione e la ripubblica a novembre. I lavori sarebbero partiti nel settembre 2021. La consegna, prevista per il 2024, slitta al 2025. Da fonti giornalistiche risulta che il ministero aveva promesso una linea completamente rinnovata entro l’aprile 2026. In realtà la tragedia ha dimostrato che, arrivati a fine ottobre, si viaggia ancora con il vecchio sistema. Nei documenti di gara si leggeva già che il sistema era a fine vita, ormai fuori mercato, e che i fornitori ne stavano riducendo la produzione. Il rischio era stato di non trovare eventuali pezzi di ricambio a lavori in corso, con il conseguente blocco della linea: cosa che è accaduta ieri, in seguito al-
l’ennesimo incidente. Intanto sulla linea è arrivato il libero mercato. Con la liberalizzazione voluta da Bruxelles, dal 2021 l’alta velocità spagnola non è più monopolio di Renfe, che ha risposto con il marchio low cost Avlo. Nel marzo 2023 è sbarcata sulla Madrid- Siviglia Iryo, controllata al 51% da Trenitalia insieme ad Air Nostrum e Globalvia, con una flotta di Frecciarossa 1000. Poi è arrivata la francese Ouigo. Ma fino a ieri sui binari di Urda correvano quattro marchi, su un’infrastruttura di oltre vent’anni e in pieno cantiere. Il quotidiano spagnolo Libertad Digital riporta il giudizio, durissimo, di alcuni tecnici di Adif, l’ente gestore dell’infrastruttura, che hanno chiesto l’anonimato. Secondo loro un incidente simile è possibile solo se si sommano più guasti, perché il sistema è progettato proprio per impedirlo. Avrebbero parlato di una manutenzione abbandonata da tempo e sostengono che la linea andava chiusa e del tutto rinnovata, invece di tenerla in funzione anche con i lavo-
ri in corso. I PRECENDENTI Per la Spagna è una ferita che si apre. Il 18 gennaio ad Adamuz, sulla stessa direttrice, lo scontro tra un treno Alvia e un Iryo aveva fatto 46 morti. E la memoria torna anche a Angrois, nel 2013, un Alvia lanciato a 179 all’ora in una curva con limite 80, fece ottanta vittime. «Non è ammissibile per un paese come la Spagna soffrire due incidenti nell’alta velocità nello stesso anno», ha detto ieri Pedro Sànchez da Urda, proclamando tre giorni di lutto nazionale. Il tribunale di Orgaz ha aperto un’inchiesta e allestito un centro per le famiglie. Per accelerare le identificazioni la Guardia Civil ha chiesto ai parenti stretti di presentarsi negli uffici di Toledo, Madrid, Siviglia e Cordoba per il prelievo del Dna; gli psicologi della Croce Rossa assistono chi attende notizie dei propri cari. Su questa ennesima tragedia toccherà agli inquirenti stabilire chi ha sbagliato quella mattina. Ma la domanda più scomoda riguarda gli anni che l’hanno preceduta.
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Il caso Siher riaccende lo scontro tra sicurezza e giustizia dopo la mancata convalida del fermo nell’inchiesta sulle proteste di Milano
Il giudice libera il leader filo Hamas Il COISP «I poliziotti li arrestano, i giudici li liberano». Giorgia Meloni in un video: «Decisione vergognosa». Esultano il Fatto Quotidiano e la Schlein. Il Presidente del Tribunale di Milano e l’ANM intervengono come un partito di opposizione contro il Governo DI ROBERTO LAMATTINA
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i chiama Tiziana Landoni il Gip che ha disposto la scarcerazione di Youseff Siher, ispiratore della chat 17 Ottobre che, secondo gli inquirenti, sarebbe al centro delle attività sovversive organizzate a Milano ed in altre città italiane. Tiziana Landoni è nell'elenco dei firmatari dell'"Appello dei giuristi per Gaza". La posizione politica del GIP sembrerebbe sostanzialmente identica a quella dell’indagato che ha scarcerato. Il GIP ha liberato l’organizzatore delle violenze con la bandiera palestinese. Tutto normale nella nostra Repubblica. LA MORTIFICAZIONE DEI SERVIZI DI INTELLIGENCE L’arresto di Siher è stata una raffinata operazione di intelligence. Un’operazione gestita dai nostri servizi che sono entrati in una chat e hanno preso l’organizzatore che inneggiava alla rivolta, so-
steneva la necessità di portare la guerra nelle nostre città e voleva fare in Italia quello che era accaduto in Francia. L’indagato non ha risposto alle domande del GIP, non ha consentito ad aprire il suo telefono. Il GIP non ha ordinato l’apertura delle chat ma lo ha scarcerato. È la mortificazione di tutti coloro i quali si impegnano quotidianamente a difendere la sicurezza dei cittadini. IL COISP ATTACCA IL GIUDICE Non è un caso se i primi ad insorgere contro la decisione del magistrato milanese siano stati i sindacati di Polizia. Il COISP, in una nota ha detto che «la scarcerazione di Siher, ideologo del Movimento 17 Ottobre, è la palese dimostrazione di un pericoloso disallineamento tra l’operato delle forze dell’ordine e la risposta del sistema giudiziario. Da un lato ci sono i poliziotti che rischiano la vita per difendere la città da chi usa violenza e i
saccheggi come metodo di protesta; dall’altro c’è un meccanismo che vanifica questa tutela. Per usare una sintesi tanto evidente quanto drammatica: i poliziotti li arrestano e i giudici li liberano» È una frase che evidenzia chiaramente quanto la magistratura politicizzata, schiarata in modo acritico a favore di Hamas e contro lo Stato di Israele e, quindi, contro la democrazia occidentale sia ormai in rottura aperta ed evidente con coloro i quali nelle strade e nelle piazze difendono i cittadini. I sassi sul volto li ha presi un funzionario di polizia. Un giudice ha liberato chi ha organizzato quel clima di violenza. UNA DECISIONE VERGOGNOSA Anche il Presidente del Consiglio Meloni è intervenuta. Immediatamente dopo la liberazione dell’ispiratore delle violenze di piazza, il premier con un video ha definito vergognosa la decisione del GIP di Milano che
non ha convalidato il fermo di Siher liberandolo senza alcuna limitazione della libertà personale. Una dichiarazione forte da parte di chi deve governare una Nazione mentre agiscono forze sovversive antidemocratiche che tendono a distruggere l’ordine pubblico. Al Presidente del Consiglio hanno risposto immediatamente l’ANM e il Presidente del Tribunale di Milano che, come se fossero forze di opposizione, sono intervenute nel dibattito politico cri-
ticando l’azione del governo democraticamente eletto. UN PASSO VERSO LA SOVVERSIONE È evidente che esiste in Italia una sommatoria di forze tra politici, attivisti dei centri sociali, immigrati di prima e seconda generazione, giornalisti e magistrati che agiscono in maniera coordinata, si spalleggiano a vicenda, si aiutano, si difendono. Contro questa azione sovversiva il Governo è solo in difesa delle persone per bene e della democrazia.
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Interventi per 26 miliardi, nuovi aiuti alle famiglie e un fondo per le pensioni anticipate. Rinviato il decreto bollette
Manovra di bilancio, via libera del Cdm Taglio Irpef e flat tax fino a 100mila euro L
DI VITO ERRICHETTI
a manovra è passata, il decreto sulle bollette no. Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri pomeriggio il disegno di legge di bilancio per il 2027 e il triennio 2027-2029, la quinta manovra del governo Meloni. Rinviato invece l’esame del provvedimento sul costo dell’elettricità e del gas per famiglie e imprese, inizialmente all’ordine del giorno: «servono modifiche tecniche, spiegano fonti governative». La legge di bilancio «vale complessivamente circa 26 miliardi di euro», ha annunciato Giorgia Meloni nella conferenza stampa successiva alla riunione. Al centro ci sono il taglio dell’Irpef, le agevolazioni per giovani e autonomi, il sostegno alle famiglie e le risorse per le pensioni anticipate. La premier ha riconosciuto i limiti imposti dalle disponibilità finanziarie: «Se avessimo potuto avremmo fatto molto di più». Il via libera arriva dopo giorni di trattative nella maggioranza e di confronto con Bruxelles sulla flessibilità per energia e difesa. I 26 miliardi annunciati aggiornano il valore di 23,5 miliardi indicato nelle precedenti ricostruzioni del Documento programmatico di bilancio. Per spiegare la differenza occorrerà confrontare il dettaglio degli interventi e delle coperture, senza confondere il valore complessivo della manovra con le risorse destinate alle singole misure. FISCO, SALARI E COPERTURE La misura che più pesa nel confronto politico interno alla maggioranza è l’Irpef. Il limite superiore del secondo scaglione, soggetto all’aliquota del 33%, sale da 50mila a 55mila euro. Il beneficio massimo annunciato è di 500 euro annui: deriva dall’applicazione del 33%, anziché del 43%, ai cinquemila euro di imponibile compresi tra le due soglie. Per chi si colloca in questa fascia il risparmio cresce progressivamente. L’intervento, sostenuto da Forza Italia, entra nel pac-
chetto dopo che le anticipazioni della vigilia ne avevano messo in dubbio le coperture. Per gli autonomi sale da 85mila a 100mila euro la soglia di ricavi o compensi per accedere al regime forfettario. Resta separata la questione dell’esenzione Iva, sulla quale è previsto un confronto con la Commissione europea: l’ampliamento della flat tax non estende automaticamente anche questo beneficio. Il pacchetto per i giovani comprende un intervento fiscale per gli under 30, annunciato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, una flat tax al 5% per i neoassunti sotto i 35 anni e l’ipotesi di ampliare la no tax area per gli under 25. Il tetto di reddito per la tassazione agevolata dei neoassunti resta da fissare. Sul versante delle imprese si punta a rafforzare le deduzioni sul costo delle nuove assunzioni, portandole dal 130% al 140% per i giovani e al 180% per le giovani madri. Per i dipendenti, il pacchetto delineato prevede la tassazione al 5% degli aumenti legati ai rinnovi contrattuali e al 15% delle maggiorazioni per lavoro notturno e festivo e del salario accessorio del pubblico impiego. Per le tredicesime dei lavoratori con redditi bassi restano in valutazione un’aliquota del 10% o del 15% e la
soglia per accedere allo sconto.Sul bollo auto è stata annunciata la stabilizzazione dell’esenzione. La disciplina introdotta per il 2027 riguarda un solo veicolo per persona fisica e, per le automobili, fissa un limite di potenza di 80 kW. Per motocicli e ciclomotori il beneficio spetta a chi non usufruisce già dell’esenzione su un’autovettura. L’articolato chiarirà gli eventuali ampliamenti della platea. Il rinvio del decreto bollette non esaurisce il capitolo energia. Meloni ha annunciato la conferma dell’Energy release e un nuovo programma dedicato alle piccole e medie imprese, finanziato con un miliardo di euro, per favorire forniture a prezzi più sostenibili. Parte delle risorse della flessibilità europea sull’energia sarà inoltre destinata a climatizzatori e pompe di calore nelle scuole, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere tutti gli istituti.Il nodo più delicato resta quello delle coperture. Al settore bancario e assicurativo è richiesto un contributo di circa 5 miliardi, senza un accordo preventivo con gli istituti. Tra gli strumenti esaminati figurano l’aumento della Tobin tax, interventi sull’addizionale Ires e il rinvio dell’utilizzo di imposte anticipate. Il comparto ha contestato nuovi oneri richiamando gli impegni già as-
sunti con la precedente manovra.Alle coperture concorrono anche la revisione della spesa dei ministeri e le entrate dai giochi. Alle società energetiche il governo ha chiesto un contributo aggiuntivo di 700 milioni. La distribuzione del prelievo e le eventuali esclusioni saranno tra i punti centrali del confronto parlamentare. FAMIGLIE, SANITÀ E PENSIONI Per le famiglie è previsto un rafforzamento dei congedi parentali. Secondo le anticipazioni sul provvedimento, si aggiunge un mese per i genitori; dal secondo figlio i mesi indennizzati all’80% aumenterebbero di due, arrivando complessivamente a cinque, mentre dal terzo raggiungerebbero quota sei. La nuova disciplina dovrà precisare condizioni e decorrenza.È prevista inoltre l’estensione della decontribuzione alle madri lavoratrici con almeno due figli. L’intervento amplia il sostegno descritto per le dipendenti a tempo indeterminato con almeno tre figli, beneficiarie di uno sgravio contributivo fino a 3mila euro annui. Durata e coordinamento con le agevolazioni già previste determineranno la platea effettiva.Per i neonati arriva un fondo previdenziale presso l’Inps. Le anticipazioni indicano un versamento statale di 100
euro, integrabile dai genitori con ulteriori somme fino ai 18 anni, con importi non tassabili e non pignorabili. La periodicità del contributo pubblico resta da chiarire: le ricostruzioni diffuse descrivono alternativamente un versamento iniziale o annuale fino alla maggiore età.Sul fronte sanitario, le indicazioni successive al Consiglio dei ministri prevedono una card da 300 euro per gli over 75 con una pensione fino a 28mila euro annui. La platea indicata è di circa 5,5 milioni di persone, per una spesa stimata nell’ordine di 1,6 miliardi. Il sostegno servirà a contribuire alle spese sanitarie, con prestazioni ammesse e modalità di utilizzo da precisare. Questi dati aggiornano le anticipazioni della vigilia, che prospettavano importi variabili e un possibile requisito Isee. Per le pensioni, la manovra prevede un fondo da poco meno di un miliardo per nuove forme di flessibilità in uscita, da disciplinare con un provvedimento successivo atteso a gennaio. La formula indicata nelle anticipazioni è quella dei 64 anni di età e 36 di contributi. È lo stanziamento per un intervento futuro, non ancora un nuovo canale operativo: restano da stabilire destinatari, condizioni di accesso e modalità di calcolo dell’assegno. La discussione si sposta ora alle Camere, dove le richieste dei partiti dovranno misurarsi con le coperture disponibili. Sul fronte sociale, la Cgil ha proclamato per il 20 novembre lo sciopero generale, chiedendo salari e pensioni più alti, maggiore progressività fiscale e più risorse per sanità, istruzione e servizi pubblici.Per il governo restano aperti il confronto con il settore finanziario, la definizione delle uscite anticipate e il provvedimento sulle bollette. Sono le partite che accompagneranno l’esame parlamentare di una manovra chiamata a tenere insieme sostegno ai redditi, aspettative delle categorie e vincoli di bilancio.
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Elezioni Israele, blocco Netanyahu in testa con 53 seggi, Eisenkot si ferma a 48, i partiti arabi ne conquistano 19
Il Likud prima forza politica denuncia brogli, il Capo dello Stato: «Evitare nuove elezioni»
__Netanyahu e Eisenkot DI LUCIA STEFANIA MANCO
E
lezioni parlamentari in Israele, con 53 seggi il blocco di destra di Netanyahu in testa su quello del Cambiamento guidato dal centrista Gadi Eisenkot, che si ferma a 48, mentre i partiti arabi ne conquistano 19. Al momento non c’è maggioranza e il destino della Knesset è affidato allo scrutinio delle 600 mila “doppie buste”, il voto di diplomatici all’estero, mi-
litari e studenti. A segnare questa tornata elettorale, carica di tensioni e aspettative, l’affluenza record del 77 per cento. Ora la palla passa al Presidente Herzog, che in vista delle consultazioni per l’incarico di formare il nuovo governo, la settimana prossima, ammonisce i leader: «Serve apertura mentale, evitiamo nuove elezioni». Intanto, il Likud, partito del premier "uscente" Bibi Netanyahu - prima forza politica con 26 seggi -
denuncia brogli da parte dei partiti arabi e chiede un’indagine sul voto. Tra i primi a commentare il risultato, il presidente americano Trump: «Da ko a rimonta», ha detto, rivendicando il suo sostegno a Israele. Da Bruxelles confermato in una nota l’impegno verso un «dialogo franco e aperto» per «promuovere stabilità regionale, sicurezza e una pace giusta e duratura». Prudente il vicepremier e ministro degli Esteri italiano,
Antonio Tajani: «Aspettiamo». IL QUADRO EMERSO DALLE URNE, NESSUNA MAGGIORANZA E L'EXPLOIT ARABO Con il 100 per cento delle schede scrutinate, al Likud, partito di Bibi Netanyahu, vanno 26 seggi. Gli altri partiti ne conquistano: Yashar 21, Lista Unita 12, Beyachad 12, Democratici 8, Ysrael Beitenu 7, Ra’m 7, Ebraismo della Torah Unito 7, Otzma Yehudit 7, Shas 7, Sionismo religioso e Zehut 6. «Le elezioni sono state rubate dai partiti arabi che sostengono il terrore e l’eliminazione dello Stato ebraico, attraverso minacce, violenze, falsificazioni e uso di software illegali per mobilitare gli elettori», ha denunciato il Likud in una dichiarazione, facendo sapere che ha già chiesto «un’indagine approfondita» e una risposta della Commissione elettorale. Lo sfidante di Netanyahu, l’ex capo di stato maggiore Gadi Eisenkot ha rivendicato con forza il risultato ottenuto a Tel Aviv. «Abbiamo fatto la storia! Il pubblico ha votato per il cambiamento. La coalizione del fallimento ha perso la fiducia del popolo», ha dichiarato. La novità di questa tornata elettorale è rappresentata dall’exploit arabo, ovvero da quei partiti in crescita che nel complesso sono riusciti a strappare 19 seggi. Un’avanzata che introduce un elemento di
forte rottura, tanto che all’interno del fronte opposto a Netanyahu i democratici hanno già manifestato l’intenzione di esplorare un canale di dialogo per «stringere un’alleanza». «Il nostro voto cambierà il governo», ha detto Mansour Abbas, leader del partito islamista Ra’am. IL FATTORE DECISIVO DELLE “BUSTE DOPPIE” Se i seggi ordinari scrutinati rappresentano circa l’86 per cento del totale, a decidere l’esito definitivo delle elezioni saranno le schede raccolte nei seggi elettorali speciali. Si tratta di una cifra imponente, indicata provvisoriamente tra le 430mila e le 480mila schede, ma che i dati complessivi stimano oltre le 600mila “buste doppie” complessive ancora da verificare. Al loro interno vi sono i voti espressi da categorie il cui orientamento potrebbe ribaltare gli equilibri parlamentari: i diplomatici di stanza all’estero, i pazienti degli ospedali e soprattutto militari impegnati all’estero. Il Presidente della Repubblica, Isaac Herzog, ha richiamato i leader alla massima flessibilità negoziale. «Una cosa deve essere chiara: dobbiamo fare tutto il possibile per evitare di dover ricorrere a nuove elezioni, serve apertura mentale». Nei prossimi giorni, mentre i funzionari ultimeranno il conteggio delle buste speciali, i partiti avvieranno le prime consultazioni informali. Bisogna aspettare, insomma, per avere un quadro definitivo. Una linea sostenuta anche dal ministro Tajani, che così ha commentato, ieri, a margine dell’Assemblea di Confindustria Energia, il voto in Israele: «Vediamo quali saranno i risultati, vedremo quale sarà il nuovo governo. Io mi auguro che chiunque vada al governo lavori per la pace, per concludere questa stagione, che si trovi un accordo su Hormuz, che si trovi un accordo anche per garantire definitivamente la sicurezza di Israele e che porti poi alla nascita di uno Stato palestinese che riconosca Israele e sia riconosciuto da Israele».
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La sconfitta di Vučić segna una svolta nei Balcani: le richieste di cambiamento della società civile si intrecciano con i grandi equilibri tra Europa, Russia e Mediterraneo
La Serbia cambia pagina, l'Europa si gioca il futuro DI GIANFRANCO BLASI
a Serbia volta pagina. La sconfitta elettorale di Aleksandar Vučić, dopo quattordici anni di dominio politico, segna un passaggio di grande rilievo per i Balcani e per l'intera architettura geopolitica europea. Alle elezioni parlamentari del 25 ottobre, la lista sostenuta dal movimento studentesco ha ottenuto, secondo i risultati preliminari, circa il 52,7 per cento dei voti, contro il 39,2 per cento dell'alleanza guidata dal Partito progressista serbo. Vučić ha riconosciuto la sconfitta. Si chiude così una stagione politica che aveva fatto della gestione degli equilibri internazionali, oltre che del controllo del potere interno, il proprio principale strumento di sopravvivenza. Ma sarebbe riduttivo leggere questo risultato come una semplice alternanza di governo. La vera novità è rappresentata dalla natura del movimento che ha condotto alla sconfitta del presidente serbo: una mobilitazione nata nelle università, alimentata dalla richiesta di trasparenza e giustizia, capace di coinvolgere una parte significativa della società civile e di trasformare l'indignazione in una proposta politica. IL DISSENSO NATO NELLE UNIVERSITÀ Tutto ha avuto una svolta drammatica il primo novembre 2024, quando il crollo della copertura della stazione ferroviaria di Novi Sad provocò sedici vittime. La tragedia divenne il simbolo di un malessere più profondo: sospetti di corruzione, opacità negli appalti pubblici, responsabilità istituzionali mai chiarite fino in fondo. Gli studenti occuparono le facoltà, organizzarono manifestazioni e chiesero che venissero pubblicati i documenti relativi ai lavori e accertate le responsabilità. La protesta si estese ben oltre il mondo accademico. Docenti, intellettuali, lavoratori e cittadini che non si riconoscevano necessariamente nell'opposizione tradizionale individuarono nella mobilitazione una possibilità concreta di cambiamento. Nel frattempo, insegnanti e professori che sostenevano le proteste denunciarono pressioni e ritorsioni. Le organizzazioni internazionali hanno documentato negli ultimi anni un deterioramento delle libertà civili, dell'indipendenza dei media e dell'equilibrio tra i poteri dello Stato. Era dunque una dittatura? La definizione richiede precisione. La Serbia conservava istituzioni elettive e un sistema multipartitico, ma il progressivo accentramento del pote-
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re, i vantaggi della maggioranza nei media, le pressioni sugli oppositori e le contestazioni sulla regolarità delle elezioni avevano indebolito seriamente la competizione democratica. Parlare di autoritarismo crescente è più aderente alla natura del sistema: non un regime chiuso nel quale ogni forma di dissenso è impossibile, ma un ordinamento nel quale la possibilità di sfidare chi governa si era fatta sempre più difficile. La vittoria degli studenti dimostra che quello spazio non era stato cancellato. Resta da capire se sapranno trasformare la mobilitazione in istituzioni solide, evitando che la protesta si esaurisca una volta conquistato il governo. TRA BRUXELLES, MOSCA E PECHINO Vučić aveva costruito la propria politica estera sulla capacità di mantenere aperti più canali contemporaneamente. La Serbia è candidata all'adesione all'Unione europea, intrattiene rapporti economici sempre più importanti con la Cina, conserva una relazione storica e politica con la Russia e cerca di non compromettere i propri margini di autonomia. Una strategia pragmatica, ma segnata da contraddizioni crescenti. Belgrado non ha aderito alle sanzioni europee contro Mosca dopo l'invasione dell'Ucraina. Ha mantenuto rapporti politici con il Cremlino e, contemporaneamente, ha continuato a collaborare con l'Unione su diversi dossier. La Cina, dal canto suo, ha accresciuto la propria presenza attraverso investimenti infrastrutturali, accordi industriali e commerciali. La ferrovia ad alta velocità tra Belgrado e Budapest è diventata uno dei simboli di questa penetrazione economica. Che cosa cambierà adesso? È possibile che il nuovo governo cerchi un rapporto più stretto con Bruxelles, soprattutto sul terreno dello Stato di diritto, della trasparenza amministrativa e delle libertà civili. Ma sarebbe un errore considerare scontato un immediato allontanamento da Russia e Cina. Il movimento studentesco è nato principalmente da rivendicazioni interne, non da una piattaforma univoca di politica internazionale. La sua capacità di mantenere unita una coalizione così eterogenea sarà messa alla prova proprio quando dovrà affrontare le scelte più controverse. L'Unione europea, per parte sua, dovrà dimostrare che l'integrazione non è soltanto una promessa ripetuta nei momenti di convenienza diplomatica. Offrire a Belgrado un percorso credibile di adesione, legato a riforme veri-
ficabili, significa investire nella stabilità del continente. Pretendere risultati senza offrire prospettive concrete rischierebbe invece di riconsegnare spazio ai concorrenti geopolitici di Bruxelles. I BALCANI E IL FIANCO MERIDIONALE La questione serba non riguarda soltanto la Serbia. I Balcani occidentali sono uno snodo tra Europa centrale, Mar Adriatico, Mar Nero e Mediterraneo orientale. La fragilità degli equilibri regionali, il nodo irrisolto del Kosovo, le relazioni tra Belgrado e Pristina e le tensioni che attraversano BosniaErzegovina e altre realtà dell'area rendono la regione particolarmente sensibile alle interferenze esterne. Per l'Italia, che ha interessi economici, commerciali e di sicurezza nell'Adriatico e nell'area balcanica, questa evoluzione non può essere considerata una vicenda lontana. La stabilità della regione riguarda le infrastrutture, i collegamenti, gli investimenti, la sicurezza e la credibilità dell'Europa come soggetto politico. C'è poi un secondo fronte, geograficamente distinto ma strategicamente connesso: la Libia. La Russia ha rafforzato la propria presenza militare nel Paese, consolidando strutture logistiche e basi soprattutto nelle aree orientali e meridionali. Nel settembre 2026, l'arrivo a Tobruk di un convoglio navale russo ha richiamato l'attenzione sulla crescente proiezione di Mosca nel Mediterraneo centrale. In Libia operano anche la Turchia, con una presenza militare e politica significativa soprattutto nell'area occidentale, e altri attori regionali e internazionali. Non si tratta di sovrapporre situazioni differenti, né di immaginare un unico disegno coordinato tra tutti gli attori. Si tratta di riconoscere che la competizione strategica si sviluppa su più direttrici e che la Russia, pur impegnata nella guerra in Ucrai-
na, continua a cercare punti d'appoggio in aree decisive per gli equilibri europei e africani. L'ITALIA NON PUÒ RESTARE SPETTATRICE In questo scenario l'Europa deve recuperare una capacità di iniziativa politica che vada oltre la gestione delle emergenze. E l'Italia, per posizione geografica, legami economici e responsabilità nel Mediterraneo, ha ragioni particolari per assumere un ruolo attivo. Servono una strategia europea per i Balcani, un sostegno concreto alle istituzioni democratiche serbe, una diplomazia capace di affrontare il dossier Kosovo senza alimentare nuove tensioni e una politica mediterranea che consideri la presenza militare russa in Libia per ciò che è: un fattore strutturale di cui tenere conto nella pianificazione della sicurezza. La risposta non può essere una nuova contrapposizione ideologica tra blocchi, né l'illusione che ogni cambiamento politico a Belgrado produca automaticamente un riallineamento internazionale. Occorrono diplomazia, cooperazione economica, investimenti e capacità di difendere interessi legittimi senza rinunciare al dialogo. La sconfitta di Vučić apre una possibilità, non garantisce un esito. I giovani serbi hanno dimostrato che la richiesta di legalità può spezzare equilibri apparentemente consolidati. Ora dovranno dimostrare che il dissenso può diventare governo e che il cambiamento può tradursi in istituzioni credibili. Per l'Europa, e soprattutto per l'Italia, la lezione è altrettanto chiara: la stabilità non si costruisce aspettando che siano gli altri a decidere il futuro dei territori che ci circondano. Si costruisce partecipando, con una visione politica, agli equilibri che determineranno il destino del continente e del Mediterraneo.
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CI SONO IDEE CHE ACCENDONO IL CAMBIAMENTO. Premio Soluzioni Ambientali Avanzate al professor John F. Hartwig, della University of California, Berkeley, per il suo contributo pionieristico al riciclo della plastica grazie allo sviluppo di un processo catalitico scalabile e sostenibile per il riutilizzo circolare delle poliolefine. Questa tecnologia consente di ridurre drasticamente i rifiuti plastici e le emissioni di anidride carbonica.
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Cronache Lucane Bardi celebra l’eredità del fondatore di Radio Potenza Centrale e il talento dell’attore lucano, premiato in memoria del pioniere delle radio libere
Da Nino Postiglione a Antonio Gerardi, la Basilicata che accende il futuro Il presidente: «La Basilicata che amiamo è questa, un luogo che non si arrende alla marginalità»
__Bardi e Antonio Gerardi con il premio Postiglione
«H
a l'odore della giovinezza ribelle e del futuro fatto in casa quel fruscio che precede la voce, la scintilla improvvisa di un’antenna rudimentale che d’improvviso decide di accendere la Basilicata» ha affermato il presidente della Regione Vito Bardi. «Ricordare Bonaventura
Postiglione significa fare i conti con questo rumore. Con quel pioniere pragmatico e ostinato che, fondando Radio Potenza Centrale, ha regalato alla Basilicata una voce libera, moderna, capace di anticipare i tempi quando tutto sembrava immobile, racchiuso nel perimetro rigido di un monopolio che odorava di vecchio. Posti-
glione non accendeva solo trasmettitori. Accendeva la fantasia di una generazione intera, trasformando un sottoscala in una agorà democratica dove la musica, le telefonate in diretta e i sogni dei ragazzi potevano finalmente circolare senza filtri» ha continuato Bardi. «Nei giorni scorsi quel filo sottile che lega il pas-
sato al presente si è rinsaldato attraverso un premio intitolato proprio alla sua memoria, consegnato ad Antonio Gerardi. - ha dichiarato il presidente della Regione - Guardare Antonio oggi - attore di razza, volto e talento capaci di riempire i nostri schermi cinematografici e televisivi - e pensare che tutto è cominciato lì, in
quella redazione potentina creata da Bonaventura, fa un certo effetto. È la dimostrazione plastica di cosa significhi avere radici robuste. Gerardi ha mosso i suoi primi passi in quell’etere ribelle, imparando il tempismo, l’ascolto, la cadenza di chi sa catturare l’attenzione di una comunità intera semplicemente parlando a un microfono». «C’è una linea di continuità commovente in questa storia lucana: l’uomo che ha acceso la prima luce e il ragazzo che, partendo da quella luce, è arrivato lontano senza mai smettere di appartenere alla sua terra. Antonio stringe quel premio tra le mani e, in fondo, sta dicendo grazie a tutti i Bonaventura Postiglione che hanno reso possibile il talento.conclude il presidente della Regione Vito Bardi Perché la Basilicata che amiamo è questa: un luogo che non si arrende alla marginalità, che sa fare tesoro dei suoi visionari e che, attraverso le voci di ieri e di oggi, continua a mandare in onda il proprio futuro».
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Il Vicepresidente della Giunta reinventa il ruolo nazionale del carroccio come sindacato dei territori
Pepe al Congresso parla da leader Al tavolo di presidenza del congresso il commissario regionale leghista è accanto a Fontana. Sempre più evidente l’ipotesi di una staffetta con la Lombardia che passerebbe a FDI e la Basilicata alla Lega
__Pepe e Salvini DI MASSIMO DELLAPENNA
P
asquale Pepe interviene al congresso della Lega e lo fa da grande leader politico. Non si limita al solito intervento che proviene dal territorio ma, partendo dal territorio, lo trasforma in un concetto politico, in un’idea forza che supera i confini del localismo per diventare identità politica. Lo fa parlando di sindaca-
to dei territori. Lo fa in modo tale da costruire un’idea forza intorno alla quale costruire una nuova identità leghista che sappia interpretare una missione nazionale senza perdere il proprio contatto con la base, con la gente. Quello di Pepe è un intervento da ideologo, da raffinata mente politica che si è presa la scena intorno alla quale costruire una nuova strada. Pepe lo fa in un
congresso di un partito puntato verso il Nord, lo fa con coraggio senza mai allontanarsi dai piedi per terra. Il volto di Matteo Salvini che lo segue con attenzione dalla platea e sembra quasi ammirato dalle parole del commissario regionale lucano danno chiaramente l’idea della fascinazione che il Vicepresidente della Giunta di Basilicata esercita sulla clas-
se dirigente del Carroccio. AL TAVOLO DI PRESIDENZA CON FONTANA La politica si nutre anche di immagini. Le immagini in politica costruiscono e definiscono la storia e i passaggi. Al tavolo di Presidenza del congresso c’era Fontana che presiedeva e Pepe che faceva il vicepresidente. È una fotografia che rappresenta qualcosa in più di una semplice forma burocratica di un congresso. È un po’ di tempo che Pepe e Fontana si muovono in sincrono. Sembrano voler dire che l’uno prenderà il posto dell’altro. Il destino della Lombardia e quello della Basilicata si incrociano. Lo fanno da lontano. Lo fanno nei tavoli di una Lega che vuole essere sempre più una forza nazionale. Lombardia e Basilicata potrebbero votare insieme. La Lega dovrebbe lasciare la Presidenza della Regione a Fratelli d’Italia. La Lega potrebbe ottenere in cambio proprio la Presidenza della Regione Basilicata. Certamente il ruolo di Pepe e i suoi rapporti all’interno del gruppo di Salvi-
ni sono solidi e forti e superano ogni localismo. Certamente il paragone con Fontana è tutt’altro che lontano. IPOTESI ELEZIONI ANTICIPATE Mentre a Roma si discute di elezioni e i dadi si tirano in un periodo compreso tra la primavera e la fine della legislatura, queste date potrebbero portare grandi cambiamenti anche in Basilicata. Il Generale Bardi potrebbe puntare ad un ingresso in Parlamento. A quel punto, dovendosi dimettere dalla Guida della Regione, dopo la sua elezione sarebbe proprio Pepe a gestire la transizione. Il Vicepresidente della Giunta resterebbe in carica fino alle successive elezioni. Proprio Pepe, nell’ambito di una ricollocazione delle forze politiche del centrodestra, potrebbe essere l’uomo chiamato a guidare la Basilicata. Certo il discorso sul sindacato dei territori lascia presagire una visione chiara, l’affiancamento a Fontana costruisce una storia ed un’immagine. I tempi potrebbero essere ancora lunghi ma certamente non impossibili.
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Il presidente provinciale di Futuro Nazionale sull’audizione dell’ex ministro: «I cittadini hanno il diritto di fare domande»
Covid, Pappalardo critica le parole di Speranza «Chi ha governato deve saper fare autocritica» I
l diritto di difendere le scelte compiute durante la pandemia non può escludere il dovere di valutarle criticamente. È il punto centrale dell’intervento dell’avvocato Francesco Pappalardo, presidente provinciale di Potenza di Futuro Nazionale, che commenta l’audizione di Roberto Speranza davanti alla Commissione Covid e contesta all’ex ministro della Salute un atteggiamento di sostanziale autoassoluzione.Secondo Pappalardo, dalle risposte dell’ex ministro sarebbe emersa una rivendicazione integrale della gestione dell’emergenza, senza un’adeguata riflessione sui possibili errori.«Un conto è sostenere che, con le informazioni disponibili allora, determinate decisioni fossero ragionevoli. Altro conto è affermare, anni dopo, che non vi sia stata alcuna valutazione critica, alcuna sottostima, alcun errore strategico o comunicativo», os-
serva il rappresentante di Futuro Nazionale.Pappalardo riconosce la gravità della pandemia e la difficoltà delle scelte che il Governo fu chiamato ad affrontare. Proprio la portata di quelle decisioni, sostiene, rende però necessario un confronto sulle loro conseguenze. Nel suo intervento richiama le chiusure delle attività, gli studenti lontani dalle scuole, gli anziani isolati dalle famiglie e i sacrifici richiesti ai cittadini in nome dell’emergenza.A questi aspetti affianca l’introduzione del Green Pass, il dibattito sulla proporzionalità delle restrizioni e le divisioni sociali che accompagnarono le misure di contenimento.«Governare non significa essere infallibili. Significa assumersi la responsabilità delle proprie scelte», afferma Pappalardo. Da qui la domanda rivolta all’ex ministro: nella gestione dell’emergenza non ci sarebbe stata neppure una deci-
sione discutibile, una sottovalutazione o una comunicazione che avrebbe meritato una correzione?Nel ragionamento dell’esponente politico compare anche un richiamo alla retorica difensiva degli imputati nei grandi processi della storia, con un riferimento a Norimberga. È lo stesso Pappalardo, tuttavia, a escludere esplicitamente qualsiasi equiparazione tra Speranza e i gerarchi nazisti, definendola «storicamente falsa, moralmente scorretta e intellettualmente pigra». Il riferimento viene circoscritto al modo in cui il potere può richiamarsi al contesto, alle procedure e alle decisioni collettive per difendere il proprio operato: vicende che, sottolinea, appartengono a dimensioni storiche del tutto differenti.Il nucleo della critica resta la distinzione tra responsabilità politica e colpa penale. «Responsabilità non significa colpa penale.
Significa capacità di guardare indietro e dire: “questo lo rifarei, questo invece no”», sostiene Pappalardo, indicando nella disponibilità all’autocritica un elemento essenziale del rapporto tra istituzioni e cittadini.In questa prospettiva, attribuisce ai lavori della Commissione Covid il compito di contribuire alla comprensione di quanto accaduto. Chi ha governato, osserva, ha il diritto di spiegare e difendere le proprie
scelte; i cittadini hanno quello di porre domande e ottenere risposte che non si esauriscano nell’autogiustificazione.«Una democrazia matura non pretende governanti perfetti. Pretende governanti capaci di riconoscere i propri limiti», conclude il presidente provinciale di Futuro Nazionale. «Le istituzioni si rafforzano quando sanno fare autocritica. Non quando pretendono di non aver mai sbagliato».
Con 32 comuni lucani già privi di distributori, il movimento sollecita un tavolo regionale per tutelare servizi, occupazione e concorrenza
Caro carburanti, il piano di Futuro Nazionale «Cinque proposte per imprese e piccoli comuni»
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n tavolo regionale sui carburanti, sostegno ai distributori indipendenti e alle imprese, trasparenza sulle ricadute economiche del GPL di Tempa Rossa. Sono i punti del piano elaborato dal Direttivo regionale di Futuro Nazionale Basilicata e proposto alla Regione per affrontare il caro carburanti e il rischio di chiusura degli impianti nei piccoli comuni.Al centro dell’iniziativa ci sono le cosiddette pompe bianche, i distributori indipendenti che acquistano carburante all’ingrosso senza appartenere alle grandi compagnie. Secondo Futuro Nazionale, questi operatori rischiano di sostenere costi di acquisto superiori ai prezzi praticati alla pompa dalle reti concorrenti, trovandosi costretti a vendere in perdita oppure perdere clienti.Una distorsione che, riferisce il movimento, è stata denunciata da AssopetroliAssoenergia al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il comunicato richiama inoltre un dato attribuito a Confartigianato: sono già 32 i comuni lucani privi di distributori.«Difendere i consuma-
tori non può significare condannare alla chiusura i piccoli distributori – dichiara Giulio Curatella, responsabile regionale di Futuro Nazionale Basilicata –. Meno imprese significa meno concorrenza, meno occupazione e il rischio di prezzi ancora più alti. Nei piccoli comuni perdere un distributore significa perdere un servizio essenziale».La prima delle cinque proposte riguarda un tavolo regionale con distributori indipendenti,
consumatori, agricoltori, autotrasportatori ed enti locali. A questo si affianca la richiesta di censire gli impianti e monitorare prezzi, margini e occupazione, segnalando alle autorità competenti eventuali distorsioni della concorrenza.Per i distributori in difficoltà, Futuro Nazionale propone di verificare l’attivazione di strumenti regionali di garanzia e liquidità. Nei comuni che rischiano di perdere l’ultimo impianto, invita inoltre a
valutare forme di gestione comunale o convenzionata, sul modello della «benzina del sindaco». L’esempio citato è Valle Castellana, in Abruzzo, dove, secondo il comunicato, la gestione comunale dell’unico distributore consente risparmi fino a 20 centesimi al litro.Per agricoltura e autotrasporto vengono invece sollecitate misure regionali mirate ad attenuare l’impatto del caro carburanti sui costi produttivi.Il quinto punto riguarda il GPL di Tempa Rossa. Il Direttivo chiede alla Regione di chiarire le ricadute economiche della produzione, il trattamento ai fini delle royalties e i benefici per il territorio. «Abbiamo già chiesto chiarimenti, ma attendiamo ancora una risposta», afferma il movimento.Le richieste, precisa Futuro Nazionale, non riguardano interventi sulle accise o sulla fissazione dei prezzi, ambiti ricondotti alle competenze statali. L’appello alla Giunta è di aprire subito un confronto con le categorie interessate. «Basta annunci: servono risposte, numeri e interventi concreti», conclude il Direttivo.
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Il Coordinamento lucano attacca la maggioranza e chiede le dimissioni di Cicala. Il 3 novembre attese risposte sui 25 milioni annunciati
Agricoltori, ultimatum alla Regione «Fondi e gasolio, protesta cresce» POTENZA. La politica litiga, gli agricoltori aspettano risposte e i fondi annunciati non arrivano nelle aziende. Il Coordinamento Agricoltori Basilicata torna all'attacco della giunta regionale, denunciando l'assenza di interventi concreti per sostenere un comparto alle prese con il caro carburante e con una crisi che rischia di compromettere la sopravvivenza di numerose imprese. Nel mirino finiscono l'assessore regionale all'Agricoltura Carmine Cicala, del quale vengono nuovamente chieste le dimissioni, e le divisioni interne alla maggioranza di governo. A riaccendere la protesta sono le polemiche politiche degli ultimi giorni, con lo scambio di accuse tra esponenti della coalizione sulle responsabilità nella gestione del settore agricolo. Una situazione che, secondo il Coordinamento, confermerebbe le criticità denunciate da mesi dagli operatori. «Le liti interne non ci riguardano: siamo agricoltori, apartitici», chiariscono i rappresentanti del movimento, che richiamano le dichiarazioni sulle difficoltà del comparto e sulla mancanza di condi-
visione delle scelte. «A scriverlo, stavolta, è chi governa. Benvenuti. Meglio tardi che mai». Il Coordinamento ricorda le mobilitazioni organizzate nei mesi scorsi, le proteste davanti alle sedi istituzionali e gli interventi nelle commissioni regionali per sollecitare provvedimenti urgenti. Tra le emergenze richiamate anche quella idrica, affrontata dagli agricoltori in condizioni di forte incertezza. Secondo il movimento, a scongiurare conseguenze ancora più pesanti furono soprattutto le precipitazioni, piuttosto che gli interventi delle
istituzioni. Da qui la richiesta di un cambio di passo nella gestione delle politiche agricole. Per il Coordinamento, il riconoscimento delle difficoltà da parte della stessa maggioranza dovrebbe tradursi in una revisione delle responsabilità e degli strumenti di confronto. Il giudizio sull'operato dell'assessorato è netto, così come quello sul Tavolo Verde, considerato incapace di produrre risultati adeguati alle necessità delle imprese. «Quando un reparto non rende e lo riconoscono perfino i soci, non si convoca l'ennesima riunione:
si cambia chi lo dirige», affermano gli agricoltori, ribadendo la richiesta di dimissioni di Cicala e la necessità di individuare nuovi interlocutori e un diverso metodo di lavoro. Al centro della contestazione ci sono soprattutto i 25 milioni di euro annunciati dalla Regione per il settore agricolo. Secondo il Coordinamento, le risorse non si sarebbero ancora tradotte in trasferimenti effettivi alle aziende, mentre l'aumento dei costi di produzione continua a pesare sui bilanci. Particolarmente critica la situazione del gasolio agricolo, per il quale il movimento denuncia l'assenza di sostegni economici concreti. Gli agricoltori chiedono quindi alla Regione di rendere pubblici gli importi destinati a ciascuna impresa, gli atti amministrativi e le date previste per i pagamenti. Una richiesta di trasparenza che sarà portata anche all'attenzione del Consiglio regionale nella seduta del 3 novembre, indicata dal Coordinamento come appuntamento decisivo per ottenere chiarimenti. Tra le proposte figura la destinazione annuale di una quota fissa delle ro-
yalties petrolifere al sostegno delle spese per il carburante agricolo, attraverso un meccanismo stabile e non legato a interventi occasionali. Il movimento sollecita inoltre la rifondazione del Tavolo Verde, con l'apertura ai coordinamenti degli agricoltori e alle organizzazioni dei produttori, e chiede che vengano individuate precise responsabilità per i ritardi accumulati. Il Coordinamento respinge anche l'ipotesi che le tensioni nella maggioranza possano trascinarsi fino a gennaio 2027, rinviando eventuali decisioni politiche. «I campi non seguono i calendari dei palazzi», avvertono gli agricoltori, che pretendono risposte pubbliche nell'aula consiliare, anziché attraverso incontri informali. La mobilitazione resta dunque aperta, con la richiesta di passare dagli annunci agli atti amministrativi e ai pagamenti. «Noi a questa terra ci crediamo, e non abbiamo intenzione di lasciarla andare», conclude il Coordinamento, sottolineando che le imprese agricole non possono continuare a sostenere da sole il peso della crisi.
Oggi a Rotonda confronto tra Cia Calabria e Basilicata sulle opportunità per giovani e imprese. Moscaritolo: «Servono investimenti»
Aree interne, l’agricoltura rilancia lo sviluppo ROTONDA. Trasformare le aree interne da territori segnati dallo spopolamento a luoghi capaci di attrarre investimenti, creare occupazione e offrire nuove prospettive ai giovani. È l'obiettivo dell'iniziativa promossa da CiaAgricoltori Italiani Calabria e Basilicata, in programma oggi, dalle 10, al Cine-Teatro Comunale Selene di Rotonda. L'appuntamento rappresenta l'ottava tappa del progetto Territori che rigenerano: la sostenibilità dalle aree interne, dedicato alle opportunità di sviluppo del Parco nazionale del Pollino e del Marmo Platano. Al centro del confronto il ruolo dell'agricoltura nella valorizzazione delle risorse locali, nella tutela dell'ambiente e nel rilancio delle economie rurali. L'obiettivo è individuare strumenti per rendere più remunerative le produzioni, favorire il ricambio generazionale e riconoscere il contri-
buto delle aziende alla salvaguardia del territorio. La giornata si aprirà con i saluti istituzionali e una sessione dedicata alle aree interne come luoghi di investimento. Alle 11 il primo tavolo affronterà il tema delle filiere territoriali, con attenzione all'innovazione, alle certificazioni d'origine e alla valorizzazione commerciale delle produzioni. Alle 12 il confronto si concentrerà sui giovani, sull'accesso alla terra e sulla formazione, mentre nel pomeriggio saranno approfonditi i servizi ecosistemici, la gestione sostenibile di boschi e pascoli e le opportunità della bioeconomia. Prevista anche una consultazione digitale per elaborare proposte da sottoporre alle istituzioni. «La Basilicata può e deve parlare delle proprie aree interne non con il linguaggio dell'emergenza, ma con quello della progettazione e delle opportunità», sottolinea Leo-
nardo Moscaritolo, presidente di Cia Basilicata. Per il rappresentante degli agricoltori, le imprese rurali svolgono una funzione che supera la produzione alimentare, contribuendo alla prevenzione del dissesto idrogeologico e alla sopravvivenza delle comunità. Moscaritolo richiama la necessità di interventi strutturali per contrastare l'abbandono dei piccoli comuni. «Servono viabilità, connessioni digitali, servizi sanitari e scolastici, trasporti, accesso al credito e una pubblica amministrazione capace di accompagnare gli investimenti». Fondamentale anche riconoscere economicamente il lavoro di chi mantiene coltivati terreni e pascoli. Sulla stessa linea Nicodemo Podella, presidente di Cia Calabria, che indica nella sostenibilità economica delle aziende la condizione indispensabile per garantire un futuro alle aree interne. Il Polli-
no, secondo Podella, può diventare un laboratorio di collaborazione tra le due regioni, attraverso filiere condivise, innovazione e nuove opportunità commerciali. L'iniziativa, patrocinata dal Comune di Rotonda, rientra nel progetto finanziato dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica.
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Approvata all’unanimità a Milano la mozione sul Mezzogiorno: infrastrutture, lavoro e investimenti tra le priorità
Lega, il Congresso segna una svolta sul Sud Pepe: «La Basilicata può fare la sua parte» U
na maggiore centralità del Mezzogiorno nel progetto nazionale della Lega, da tradurre in interventi su infrastrutture, lavoro e investimenti. È la prospettiva indicata da Pasquale Pepe, commissario regionale del partito in Basilicata e vicepresidente della Giunta regionale, nel commentare gli esiti del Congresso federale di Milano e l’approvazione all’unanimità di una mozione dedicata al Sud.Per Pepe, il passaggio congressuale rafforza la dimensione nazionale del movimento, sancita anche dal cambiamento del nome nel simbolo, senza mettere in discussione l’identità federalista e il ruolo delle autonomie territoriali. Il significato politico dell’appuntamento, tuttavia, risiede soprattutto nello spazio riconosciuto alle regioni meridionali all’interno della strategia del partito.«Il Mezzogiorno assume una centralità nuova, non come destinatario di politiche assistenziali, ma come protagonista di un progetto di crescita, modernizzazione e competitività per l’Italia», afferma il commissario lucano. Nella
sua lettura, il voto unanime sulla mozione esprime una posizione condivisa dall’intero movimento: lo sviluppo del Sud come priorità nazionale, superando le contrapposizioni geografiche.Un’impostazione che Pepe lega alla concezione stessa del federalismo, chiamato a «garantire pari opportunità a territori che presentano condizioni ed esigenze differenti». L’agenda richiamata dal vicepresidente della Regione comprende il potenziamento delle infrastrutture, il sostegno al lavoro e agli investimenti, il rafforzamento della Zona economica speciale e la fiscalità di vantaggio. A questi interventi si affiancano il supporto alle imprese, la sicurezza, la valorizzazione delle aree interne e il contrasto allo spopolamento.È su questi temi che Pepe colloca il contributo della Basilicata. La regione, osserva, concentra alcune delle principali sfide del Mezzogiorno: la perdita di popolazione nei piccoli centri, la necessità di migliorare i collegamenti e la creazione di opportunità per i giovani. Allo stesso tempo, dispone di ri-
sorse energetiche, agricole, produttive e ambientali da valorizzare attraverso una programmazione di lungo periodo.«Sono questioni che richiedono una strategia strutturale, una programmazione di lungo periodo e una piena collaborazione tra Governo nazionale, Regioni ed Enti locali», sottolinea. In questo quadro inserisce anche l’attività dell’amministrazione regionale, indicando come obiettivi una Basilicata più accessibile, attrattiva per gli investimenti e capace di offrire prospettive alle nuove generazioni.Un altro punto sul quale il commissario regionale richiama l’attenzione è la previsione, nella mozione, di una sede politica permanente dedicata al Mezzogiorno. Uno spazio che, nelle intenzioni descritte da Pepe, dovrebbe consentire agli amministratori e alle classi dirigenti meridionali di partecipare stabilmente alla definizione della linea nazionale del partito.Nel rivendicare il percorso compiuto dalla Lega, Pepe attribuisce un ruolo centrale alla guida di Matteo Salvini e richiama i temi delle infrastrutture, della si-
curezza e della valorizzazione dei territori. Il passaggio successivo, aggiunge, dovrà essere quello dell’attuazione: trasformare gli indirizzi congressuali in iniziative concrete e rafforzare la presenza del movimento nelle comunità locali.«Un’Italia più forte ha bisogno di un Mezzogiorno più forte», conclude Pepe. «E il futuro del Sud non è una questione meridionale: è una grande questione nazionale».
Affidate le manutenzioni nelle aree industriali del Potentino. Disponibili 8,4 milioni, altri 11 in attesa del via libera
Aree industriali, 8,4 milioni per i lavori Cgil, Cisl e Uil: «Ora servono tempi certi»
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anutenzioni affidate e risorse disponibili per le aree industriali della provincia di Potenza. Dopo anni di denunce su degrado e insicurezza, Cgil, Cisl e Uil intravedono una svolta, ma chiedono che agli impegni seguano rapidamente i cantieri. È quanto emerge dalla nota congiunta diffusa dopo l’incontro del 28 ottobre nella Terza Commissione consiliare della Regione Basilicata.«Bene gli investimenti, le risorse disponibili e gli interventi programmati. Ora servono tempi certi, responsabilità condivise e una visione industriale capace di garantire sicurezza, sviluppo e nuova occupazione», sottolineano i sindacati.Il primo risultato riguarda l’aggiudicazione della manutenzione ordinaria alla ditta Mancusi, per 36 mesi con possibilità di proroga per altri 36, e di quella straordinaria alla società Edil Lucania. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto ad API-BAS di accelerare le procedure, dando priorità alle situazioni più critiche e assicurando continuità agli interventi. La sicurezza dei lavoratori, ribadiscono, non può più attendere e deve diventare una priorità stabile nella gestione delle aree produttive.Secondo quanto riferito nella nota, API-BAS dispone già di circa 8,4 milioni di euro per manutenzione, riqualificazione e sicurezza. Altri 11 milioni potrebbero aggiungersi con l’assenso del Consiglio dei ministri. Nel corso dell’incontro sono stati illustrati anche in-
vestimenti già finanziati per circa 9 milioni destinati alla realizzazione di elisuperfici, oltre al potenziamento della videosorveglianza contro furti e intrusioni. Per i sindacati, questi interventi devono accompagnarsi al miglioramento di viabilità, illuminazione e servizi. Da qui la richiesta di una programmazione puntuale e di un monitoraggio costante sull’utilizzo delle risorse e sull’avanzamento dei lavori.Al centro del confronto anche la linea ferroviaria dell’area industriale di Potenza, strategica per Siderpotenza e per i collegamenti logistici tra gli insediamenti produttivi del capoluogo e di Tito. L’amministratore di API-BAS, Vergari, ha illustrato lo stato della situazione e le possibili soluzioni, attraverso il coinvolgimento di Rete Ferroviaria Italiana, per superare gli ostacoli che ne hanno frenato la valorizzazione.Cgil, Cisl e Uil riconoscono il lavoro dell’amministratore e l’attenzione della Commissione in una vicenda segnata dal dissesto dei Consorzi Asi e da anni di immobilismo. Chiedono però di legare la riqualificazione a una strategia industriale capace di attrarre investimenti e creare occupazione, anche attraverso le opportunità della Zona economica speciale. Le aree produttive dovranno quindi essere pronte ad accogliere nuovi insediamenti e a sostenere il rafforzamento delle attività già presenti.Il richiamo alle responsabilità riguarda anche le imprese consorziate, chiamate a pagare regolarmente gli
oneri dovuti per garantire manutenzione e servizi. API-BAS, osservano i sindacati, deve dotarsi di una gestione economicamente sostenibile, senza dipendere esclusivamente da finanziamenti straordinari.Una nuova convocazione della Terza Commissione è prevista entro otto settimane per verificare l’attuazione degli impegni. Le organizzazioni sindacali continueranno a monitorare gli interventi: la svolta, ribadiscono, dovrà essere visibile nelle strade messe in sicurezza, nei lavori completati e nei servizi funzionanti.
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Una dotazione di 1,2 milioni di euro per la quarta edizione del programma regionale dedicato ai ragazzi dei primi due anni delle scuole superiori
Borse di studio, fondi a 1.209 studenti Cupparo: «Investiamo sul loro futuro» A
vviate in Basilicata le procedure di pagamento delle borse di studio previste dall’avviso pubblico «Il Valore del Sapere». Sono 1.209 gli studenti meritevoli ammessi al contributo, destinato agli iscritti al primo e al secondo anno delle scuole secondarie di secondo grado del territorio regionale. La misura, giunta alla quarta edizione, può contare su risorse finanziarie pari a 1,2 milioni di euro.Le operazioni per l’erogazione dei contributi sono iniziate lunedì 26 ottobre, dopo il completamento dell’iter amministrativo curato dagli uffici del Dipartimento Sviluppo economico, Lavoro e Formazione. Le graduatorie defini-
tive erano state approvate con determinazione dirigenziale del 18 settembre 2026.Complessivamente sono pervenute 1.228 domande. Diciannove quelle escluse per diverse motivazioni, tra cui il mancato rispetto dei requisiti relativi all’Isee e all’età. Per gli altri 1.209 richiedenti, l’esito delle verifiche ha confermato l’ammissione al beneficio.L’intervento punta a valorizzare i risultati scolastici e a sostenere il diritto allo studio, accompagnando i ragazzi nella fase iniziale del percorso di istruzione superiore.«La Regione continua ad investire sul merito, sui giovani e sulla scuola perché tutto questo significa investire sul futuro del-
la nostra comunità», sottolinea l’assessore regionale Francesco Cupparo, che ringrazia il presidente Vito Bardi per l’attenzione riservata alla misura.Per l’assessore, il sostegno all’istruzione si inserisce in una prospettiva più ampia di sviluppo del territorio e di contrasto alla partenza dei giovani. «L’istruzione e la formazione rappresentano il presupposto fondamentale per costruire una Basilicata più competitiva, inclusiva e capace di trattenere i propri giovani», afferma Cupparo.«Continueremo a sostenere misure che valorizzano il merito e favoriscono il diritto allo stu- nella conoscenza produce svidio – conclude – nella consape- luppo, opportunità e crescita per volezza che ogni euro investito l’intera comunità regionale».
Il progetto regionale da 1,5 mln per rendere strutture e servizi accessibili alle persone con disabilità
IL 30 OTTOBRE SPAZIO ALL’INNOVAZIONE
AI e scenari futuri, a Tito il Basilicata For All, una rete che cresce confronto sulle nuove sfide Cupparo: «Un turismo aperto a tutti»
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al 2027 “Basilicata For All” estenderà le proprie attività sul litorale tirrenico. Lo ha annunciato l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Francesco Cupparo, a Lauria, durante la presentazione dei risultati del progetto insieme ai Comuni dell’Unione Lucana del Lagonegrese.Finanziata dallo Stato e dalla Regione con 1,5 milioni di euro, l’iniziativa punta a rendere più accessibili le opportunità turistiche, culturali e ricreative della Basilicata alle persone con disabilità o con esigenze specifiche, intervenendo sulle barriere fisiche, sui servizi e sulla formazione degli operatori.«Non possiamo parlare di turismo di qualità se una parte delle persone incontra ancora
difficoltà nell’accedere ai servizi, alle strutture e alle opportunità che il territorio offre», ha sottolineato Cupparo.Tra i risultati raggiunti, la sottoscrizione di 14 protocolli d’intesa con tredici Comuni e con l’Unione Lucana del Lagonegrese, che riunisce altre otto amministrazioni. Una rete che ha coinvolto i servizi sociali comunali nell’informazione alle famiglie e nell’organizzazione della partecipazione. Il Taxi sociale ha inoltre garantito gli spostamenti dei ragazzi coinvolti, con trasporti e attività completamente gratuiti.«Non basta predisporre un servizio: bisogna fare in modo che le persone possano conoscerlo, raggiungerlo e utilizzarlo concretamente», ha aggiunto l’assessore.Il
progetto ha già interessato le strutture balneari di Policoro, Metaponto di Bernalda e Maratea, coinvolgendo anche le strutture ricettive per migliorare l’accoglienza. Alla formazione degli operatori si è affiancata la collaborazione tra istituzioni, imprese e associazioni, con il contributo di realtà territoriali come PeperonAut. L’esperienza è stata riconosciuta tra le buone pratiche italiane nell’ambito dell’iniziativa “Italia Insieme – Turismo accessibile e territorio”. L’ampliamento previsto dal 2027 punta ora a consolidare questo percorso, rendendo l’accessibilità una componente stabile dell’offerta turistica regionale. Per la Regione, un’accoglienza più inclusiva rappresenta anche un’opportunità di crescita economica e di valorizzazione delle comunità locali. La collaborazione tra enti pubblici e operatori sarà centrale per estendere i servizi e raggiungere un numero maggiore di persone.«Il nostro obiettivo è fare in modo che nessuno debba rinunciare a conoscere, visitare e vivere la bellezza della nostra terra a causa di una barriera o della mancanza di servizi», ha concluso Cupparo.
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ntelligenza artificiale, economia globale, demografia, medicina e transizione energetica: le trasformazioni che stanno cambiando il mondo e le loro ricadute sulla Basilicata saranno al centro dell’incontro in programma venerdì 30 ottobre, alle 16.30, al Centro per la Creatività “Cecilia”.Protagonista sarà Giancarlo Orsini, manager e Family Banker di Banca Mediolanum. L’iniziativa è promossa da Sviluppo Basilicata nell’ambito di “IncHUBatori – Next Stop AI”, progetto dell’Assessorato regionale alle Attività Produttive, Lavoro e Formazione.Dopo il percorso avviato lo scorso anno sull’intelligenza artificiale, il programma amplia l’attenzione ai grandi fenomeni che stanno modificando mercati, professioni e modelli produttivi. L’obiettivo è collegare gli scenari internazionali alle opportunità per le imprese lucane e alle competenze richieste dal lavoro. Sono previste anche dimostrazioni dal vivo di robotica avanzata e approfondimenti rivolti a imprenditori, professionisti, studenti e cittadini.La scelta di Tito punta ad avvicinare il confronto sull’innovazione alle imprese di uno dei principali poli industriali lucani. «La sfida non è inseguire il cambiamento, ma mettere il territorio nelle condizioni di anticiparlo e trarne valore», dichiara Gabriella Megale, amministratore unico di Sviluppo Basilicata.Per l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Francesco Cupparo occorre «accompagnare le imprese nei processi di trasformazione tecnologica e investire sulle competenze dei giovani, creando condizioni favorevoli per nuove opportunità di lavoro e di sviluppo».Il programma proseguirà con appuntamenti dedicati ai settori strategici dell’economia lucana. La partecipazione è gratuita, con registrazione obbligatoria fino a esaurimento dei posti
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Basilicata 24 ore
giovedì 29 ottobre 2026
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Novantacinque persone hanno lanciato un appello al segretario dei Radicali lucani affinchè interrompa lo sciopero della fame
Bolognetti: «Qui è in ballo la democrazia, rifletterò sulla possibilità di sospendere»
DI ROSAMARIA MOLLICA
«È
calato su questa tua ennesima azione nonviolenta uno scandaloso silenzio; un silenzio assassino», è questo uno dei passaggi dell’appello a Maurizio Bolognetti affinchè sospenda lo sciopero della fame iniziato lo scorso 5 ottobre per tutelare la propria salute senza rinunciare alle battaglie civili e politiche che porta avanti da anni. «È tutta colpa dell’informazione o l’informazione è condizionata, o peggio, dalla politica?», si legge nel testo dell’appello, denunciando la scarsa attenzione riservata alle battaglie del segretario dei Radicali Lucani e il silenzio sia dell’Ordine dei giornalisti della Basilicata sia di quello nazionale. A lanciare l’appello, con una lettera aperta a prima firma di Francesca Tiboldo, è un gruppo di 95 persone che condivide le ragioni della protesta e pone l’accento sul silenzio che continua a circondare le iniziative nonviolente. «Crediamo che non si possa aspettare ancora, mettendo a rischio la tua salute», si legge nell’appello, che chiede a Bolognetti di prendere in considerazione una nuova sospensione dello sciopero, per poter successivamente rilanciare le rivendicazioni tutte condivise dai firmatari. Un segno di vicinanza che ha portato Bolognetti a riflettere sulla possibilità di sospendere e ne parliamo
proprio con lui. Maurizio, lei è in sciopero della fame da più di 20 giorni con l’intento di richiamare l’attenzione sul diritto all’informazione e alla libertà di denunciare. Di fronte a quello che i firmatari dell’appello definiscono un «silenzio assassino», che cosa chiedi concretamente alle istituzioni e all’Ordine dei giornalisti? «All’Ordine e al CDT chiedo di occuparsi con urgenza del “Caso Ruggi”. Un Presidente dell’ODG che dichiara di non poter esprimere la propria solidarietà a un collega, minacciato, intimidito, aggredito e diffamato, credo
sia una cosa che non abbia precedenti nella storia dell’Ordine fin dalla legge istitutiva dello stesso, che è datata 1963. Quel“li hai provocati e quindi non ti esprimo solidarietà” è una motivazione scandalosa e vergognosa. E quindi, sì, chiedo l’intervento dell’ODG Nazionale e del CDT (Consiglio di disciplina territoriale) che per statuto, e per ragioni fin troppo ovvie,non può essere il CDT lucano. Qui è in ballo la democrazia, la libertà di stampa, il diritto di cronaca, di critica e anche di satira. Qui parliamo della concreta applicazione dell’art. 21 della Costituzione. Una stam-
pa imbavagliata e intimidita è una stampa che fa comodo a chi vuole che non si faccia luce, ma che ci siano solo ombre. Se per Istituzioni intendi anche le Istituzioni del nostro Stato, non posso che chiedere un vero concreto rispetto del diritto alla conoscenza che è sinonimo di democrazia». L’appello, firmato da oltre 95 persone, con professioni diverse e provenienti da territori differenti, testimonia una solidarietà ampia e trasversale nei confronti della tua battaglia. I firmatari riconoscono il valore delle tue rivendicazioni, ma ti chiedono di sospendere il digiuno per tutelare la tua salute e rilanciare la tua iniziativa. Come rispondi a questa richiesta? «Per la precisione siamo giunti quasi a 90 firmatari e la cosa di certo mi nutre e mi conforta. Ho iniziato questo sciopero alle 23.59 del 5 ottobre; darò una risposta dovuta e doverosa il 30 ottobre, giorno del mio 62° compleanno e lo farò attraverso una diretta dal mio canale Facebook. È verissimo, i firmatari riconoscono e si riconoscono nelle ragioni che mi hanno indotto a nutrire il mio Satyagraha (insistenza per la verità) ancora una volta attraverso
lo sciopero della fame. Con un pizzico di amarezza devo constatare che nel corso degli anni il potere ha sviluppato i suoi anticorpi verso questa forma di lotta e di dialogo. Hanno paura non della violenza, anzi, ma della nonviolenza. C’è il concreto rischio, considerato che dialogo con troppi sordi, che questa azione debba durare ancora molto a lungo e ogni giorno sta iniziando a diventare una montagna da scalare. Ovviamente in questo scenario avvilente ci sono eccezioni che nutrono la speranza: i quattro giornalisti dell’Odg lucano che, capitanati da Donato Pace, si sono espressi senza se e senza ma; il giornale che dirigi, Radio Libertà del direttore Cainarca e tanti cittadini che, quando riusciamo ad informarli, restano a dir poco sorpresi da autentiche bassezze. Dovrò, nelle prossime ore, valutare con attenzione i rischi che sto correndo e quelli collegati ad un ulteriore prosieguo. Potrei accogliere l’appello e sospendere, sottolineo sospendere, o potrei decidere di andare fino in fondo. Ho bisogno di tempo per riflettere. Una sola certezza: questa azione è stata di certo resa clandestina e assassinata dai grandi oligopoli televisivi».
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La Fnp presenta l’Agenda della dignità. Amatulli: «Nei piccoli comuni servono risposte concrete contro isolamento e spopolamento»
Pensioni e sanità, la sfida della Cisl «Più servizi per gli anziani lucani» POTENZA. Pensioni più tutelate, meno tasse sulle spese mediche e un sistema di assistenza capace di raggiungere anche i centri più isolati. Arriva in Basilicata l’Agenda della dignità, la piattaforma della Fnp Cisl che raccoglie le proposte del sindacato dei pensionati in vista della prossima legge di bilancio. Il programma guarda anche a famiglie e giovani, mentre la regione invecchia e si spopola. La federazione chiede innanzitutto di rendere stabile la rivalutazione delle pensioni, detassare le tredicesime e rafforzare la quattordicesima, ampliando la platea dei beneficiari. Si chiedono inoltre garanzie per i giovani, previdenza complementare, minori divari tra donne e uomini e riconoscimento del lavoro di cura. Sul versante fiscale, la Fnp propone di aumentare dal 19 al 30 per cento la detrazione delle spese sanitarie per gli ultrasettantenni, prevedendo rimborsi anche per chi non ha un’imposta sufficiente da cui detrarre le spese. Il sindacato sollecita inoltre l’equiparazione delle de-
trazioni tra pensionati e lavoratori dipendenti. Un capitolo centrale riguarda la non autosufficienza. La richiesta è di attuare pienamente la riforma, raddoppiare nell’arco di tre anni il fondo dedicato, potenziare l’assistenza domiciliare e aumentare i posti accreditati nelle strutture, riducendo le attese. La piattaforma insiste anche sul riconoscimento dei familiari che assistono persone fragili e sugli inve-
stimenti nelle professioni sociali e sociosanitarie. In sanità si chiedono più risorse per il Fondo sanitario nazionale, prevenzione e servizi territoriali, insieme all’adeguamento della soglia di reddito per l’esenzione E01 dal ticket. Previsti anche sostegni a genitorialità e contrasto alla povertà. «Per la Basilicata questa agenda non è un elenco di rivendicazioni astratte, ma la fotografia di ciò che vediamo ogni
giorno», afferma Giuseppe Amatulli, segretario generale della Fnp Cisl Basilicata. Il riferimento è ai piccoli comuni dove diminuiscono gli abitanti e si assottiglia la presenza dei servizi essenziali. «La dignità di un anziano dipende dalla possibilità concreta di avere un medico, un infermiere, un servizio domiciliare vicino a casa, senza dover percorrere decine di chilometri o contare solo sulla rete familiare, che spesso non c’è più». Il tema è stato affrontato anche nel recente convegno sull’assistenza territoriale organizzato dalla Cisl e dalla federazione dei pensionati a Tito. Case e ospedali di comunità, centrali operative territoriali, infermieri di famiglia e telemedicina rappresentano, secondo Amatulli, strumenti necessari, ma devono essere adattati alla particolare geografia lucana. «Non bastano le strutture: servono personale, integrazione reale tra sociale e sanitario e una presa in carico che raggiunga anche l’ultimo paese dell’area più interna e isolata della regione». L’attenzione si concentra
poi sull’applicazione della riforma per le persone non autosufficienti. Punti unici di accesso, valutazioni multidimensionali e progetti individualizzati, avverte il sindacato, richiedono risorse e competenze adeguate negli ambiti sociali territoriali e nei comuni. Senza un coordinamento regionale efficace, il rischio è che i nuovi strumenti rimangano soltanto sulla carta e che la distanza dai servizi accentui le disuguaglianze. Da qui la richiesta alla Regione di costruire con le parti sociali una rete stabile di assistenza, capace di sostenere anche chi si prende cura di un familiare. La Fnp porterà la piattaforma al confronto con le istituzioni regionali e locali e promuoverà iniziative pubbliche nei territori lucani. «L’Agenda della dignità non è solo l’agenda dei pensionati, ma una proposta organica che vuole tenere insieme le generazioni», conclude Amatulli. Per il sindacato, le scelte su pensioni, salute e cura incideranno direttamente sulla tenuta delle comunità lucane e sulle prospettive di chi vi abita.
Il sindaco di Potenza condivide le preoccupazioni di Cisl e First Cisl sul futuro di Bdm Banca e sollecita la convocazione dell'osservatorio
Banche, Telesca lancia l’allarme sugli sportelli POTENZA. La progressiva riduzione degli sportelli bancari rischia di aggravare le difficoltà economiche e sociali della Basilicata, penalizzando cittadini, imprese e territori già alle prese con lo spopolamento e la perdita di servizi essenziali. A lanciare l'allarme è il sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, che interviene sul fenomeno della desertificazione bancaria e chiede alla Regione di attivare gli strumenti di confronto già istituiti per affrontare il problema. Al centro dell'intervento del primo cittadino ci sono i processi di riorganizzazione del sistema creditizio e le possibili conseguenze sulla presenza degli istituti bancari nel territorio lucano. Una questione che riguarda non soltanto i piccoli comuni e le aree interne, dove la progressiva scomparsa degli sportelli rischia di accentuare l'isolamento delle comunità, ma anche i centri urbani e i quartieri delle città. «Come sindaco di Potenza, guar-
do con preoccupazione al rischio che i processi di riorganizzazione del sistema bancario possano tradursi in un ulteriore arretramento della presenza degli istituti di credito, con conseguenze negative per cittadini, famiglie, lavoratori e imprese», sottolinea Telesca. Secondo il sindaco, la desertificazione bancaria non può essere considerata esclusivamente una questione legata alla chiusura delle filiali. La riduzione della presenza fisica degli istituti di credito comporta infatti difficoltà nell'accesso ai servizi finanziari e rischia di compromettere il rapporto diretto tra banche e comunità locali. Particolarmente esposte sono le piccole e medie imprese, gli artigiani, i commercianti e le attività produttive che hanno bisogno di interlocutori sul territorio per ottenere finanziamenti e sostenere gli investimenti. Il fenomeno assume una rilevanza ancora maggiore in una regione come la Basilicata, caratterizzata da una diffusa presenza di
piccoli centri e da difficoltà demografiche ed economiche. Alla diminuzione della popolazione e alla progressiva contrazione dei servizi pubblici e privati potrebbe così aggiungersi un ulteriore ostacolo alla permanenza delle famiglie e allo sviluppo delle attività economiche. L'intervento di Telesca arriva dopo la presa di posizione di Cisl e First Cisl Basilicata sulle vicende relative alla futura proprietà di Bdm Banca, istituto che svolge anche il servizio di tesoreria per il Comune di Potenza e per altri enti pubblici lucani. Il sindaco condivide le preoccupazioni espresse dalle organizzazioni sindacali e richiama l'attenzione sulla necessità di un confronto istituzionale. Da qui la sollecitazione rivolta alla Regione Basilicata affinché convochi la prima riunione dell'osservatorio sulla desertificazione bancaria, organismo costituito all'inizio di luglio ma che, secondo quanto evidenziato dal primo
cittadino, non si è ancora riunito. Per Telesca è necessario affrontare tempestivamente una questione che coinvolge la tenuta economica e sociale dei territori, evitando che le trasformazioni del sistema bancario si traducano in nuove disuguaglianze nell'accesso ai servizi e al credito.
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Basilicata 24 ore
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Incrementi mensili fino a 152 euro e arretrati medi di 1.136 euro. Verrastro (Uil Fp): «Ora valorizzare il personale e rafforzare le tutele»
«Enti locali, aumenti in busta paga Il nuovo contratto rilancia i salari» POTENZA. Aumenti degli stipendi, arretrati e nuove risorse per valorizzare il personale degli enti locali. Il rinnovo del contratto collettivo nazionale delle Funzioni locali per il triennio 2025-2027, la cui sottoscrizione definitiva è prevista per oggi, 28 ottobre, rappresenta un passaggio importante per migliaia di dipendenti pubblici della Basilicata. A sottolinearlo è la Uil Fp regionale, che evidenzia i risultati economici raggiunti e rilancia la necessità di migliorare le condizioni di lavoro nelle amministrazioni del territorio. Il nuovo contratto interessa il personale dei Comuni e di numerosi altri enti pubblici, tra cui Regione Basilicata, Arlab, Ater, Egrib, Alsia e Apt. Si tratta di amministrazioni che assicurano quotidianamente servizi essenziali ai cittadini e che, secondo il sindacato, devono poter contare su lavoratori adeguatamente retribuiti e su organici sufficienti a garantire il funzionamento delle strutture. Sul piano economico, il rinnovo prevede un incremento medio mensile lor-
do, a regime, di 152 euro per i dipendenti comunali e di 143 euro per quelli degli altri enti, per tredici mensilità. A queste somme si aggiungono arretrati medi stimati in 1.136 euro, calcolati a ottobre 2026. Risorse che, secondo la Uil Fp, rappresentano una risposta all'aumento del costo della vita e alla progressiva erosione del potere d'acquisto delle retribuzioni. Il segretario generale regionale Giuseppe Verrastro esprime apprezzamento per il lavoro svolto dalla segreteria nazionale
durante il negoziato, sottolineando l'importanza di riconoscere il valore delle professionalità presenti nella pubblica amministrazione. Il rinnovo, evidenzia il sindacato, assume particolare significato per i dipendenti che operano quotidianamente a contatto con i cittadini, spesso in condizioni organizzative difficili e con una disponibilità limitata di personale. Tra gli aspetti più rilevanti figura anche il rafforzamento del trattamento economico accessorio dei dipendenti comunali, at-
traverso le risorse aggiuntive previste dalla legge di bilancio 2026. La Uil Fp rivendica l'impegno sostenuto per individuare nuovi finanziamenti destinati a incrementare i fondi per la contrattazione integrativa, valorizzare le competenze professionali e rendere più attrattivo il lavoro negli enti locali. La firma del contratto, tuttavia, non esaurisce le rivendicazioni sindacali. La fase successiva sarà dedicata alla verifica della corretta applicazione delle nuove disposizioni, con particolare attenzione ai tempi di erogazione degli aumenti e degli arretrati e all'effettiva disponibilità delle risorse per il salario accessorio. Un'attenzione specifica sarà rivolta ai Comuni lucani, soprattutto quelli di minori dimensioni, che devono confrontarsi con difficoltà finanziarie e organizzative. Per il sindacato, il miglioramento delle retribuzioni deve accompagnarsi a politiche capaci di rafforzare gli organici, favorire la crescita professionale e assicurare condizioni di lavoro adeguate alle responsabi-
lità affidate ai dipendenti. In questo quadro assume un ruolo centrale la contrattazione integrativa, considerata uno strumento indispensabile per trasferire concretamente nei singoli enti i risultati raggiunti a livello nazionale. La Uil Fp Basilicata annuncia quindi una vigilanza costante sulle amministrazioni e la prosecuzione del confronto sindacale, affinché le nuove disposizioni producano benefici effettivi per il personale. L'obiettivo indicato da Verrastro è coniugare il recupero salariale con una maggiore valorizzazione delle competenze e con il miglioramento dell'organizzazione del lavoro. Una prospettiva che riguarda non soltanto i dipendenti pubblici, ma anche la qualità dei servizi garantiti alle comunità lucane. Il sindacato ribadisce infine l'impegno a sostenere lavoratrici e lavoratori nei luoghi di lavoro e ai tavoli di confronto, puntando su maggiori tutele, percorsi di crescita professionale e una pubblica amministrazione capace di rispondere alle esigenze dei cittadini.
Dopo la firma del contratto nazionale, Scarano chiede l'apertura immediata dei tavoli negli enti lucani: «Basta ritardi sul salario accessorio»
Funzioni locali, la Cgil sollecita nuovi accordi POTENZA. La firma definitiva del contratto collettivo nazionale delle Funzioni locali per il triennio 2025-2027 apre una nuova fase di confronto sindacale in provincia di Potenza. La Fp Cgil chiede l'immediata attivazione dei tavoli di contrattazione integrativa per il 2026, ancora fermi o non conclusi in numerose amministrazioni pubbliche del territorio. L'obiettivo è tradurre gli aumenti salariali e le nuove tutele previste dall'accordo nazionale in benefici concreti per i dipendenti. «La firma definitiva del contratto rappresenta un traguardo fondamentale per il riconoscimento dei diritti e la valorizzazione del personale degli enti locali, delle province e degli enti strumentali regionali. Un traguardo che ci vede pronti a rilanciare immediatamente la vertenza sul nostro territorio», dichiara Giuliana Scarano, segretaria generale della Fp Cgil Potenza. Il rinnovo introduce incrementi
economici del 7,2 per cento, considerando stipendio tabellare e trattamento fisso ricorrente, con l'obiettivo di recuperare almeno parzialmente il potere d'acquisto eroso dall'inflazione. Accanto agli aumenti retributivi, il contratto rafforza le tutele normative, intervenendo sulle ferie, sulle progressioni economiche e sui diritti dei lavoratori con particolari esigenze familiari e personali. Tra le novità figurano maggiori garanzie per chi assiste familiari non autosufficienti, nuove disposizioni a tutela delle persone con disabilità e strumenti per migliorare la conciliazione tra vita privata e attività professionale. Prevista anche una regolamentazione più chiara del lavoro agile e del lavoro da remoto, insieme all'ampliamento delle opportunità di formazione continua. Secondo la Fp Cgil, tuttavia, l'efficacia delle disposizioni nazionali dipenderà dalla rapidità con cui saranno recepite nelle singole
amministrazioni. Da qui la richiesta di sbloccare le trattative territoriali, considerate indispensabili soprattutto per la definizione del salario accessorio e dell'organizzazione del lavoro. «Avendo sottoscritto il nuovo contratto collettivo nazionale, la Fp Cgil garantirà la propria presenza costruttiva a tutti i tavoli negoziali. Solleciteremo da subito l'attivazione immediata di tutti i tavoli di contrattazione integrativa per il 2026 che risultano ancora non avviati o che, sebbene aperti, non sono ancora giunti a chiusura», sottolinea Scarano. L'appello riguarda il Comune di Potenza, l'Alsia, la Provincia di Potenza, l'Apt, l'Egrib, la Camera di commercio, l'Ardsu e gli altri enti locali del territorio. Amministrazioni nelle quali il sindacato intende accelerare il confronto per garantire l'applicazione delle novità contrattuali e il riconoscimento delle competenze professionali.
«La nostra presenza ai tavoli sarà rigorosa e finalizzata a tradurre in tempi rapidi le novità del contratto in miglioramenti concreti. Non tollereremo ulteriori ritardi che penalizzino il salario accessorio e l'organizzazione del lavoro», conclude Scarano.
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Apt: quattro tappe tra Marsico Nuovo, Latronico, Matera e Rionero in Vulture. Partecipazione gratuita, 30 posti per sessione
Cicloturismo: al via i corsi per gli operatori turistici P
rende il via domani a Marsico Nuovo “Destinazione Bike Hospitality”, il ciclo di incontri formativi e laboratori di co-progettazione che l’APT Basilicata dedica agli operatori turistici lucani sul tema “Come specializzarsi sul bike tourism”. Gli appuntamenti sono quattro, distribuiti tra ottobre e novembre in altrettanti territori della regione, e vengono realizzati in applicazione del protocollo d’intesa firmato a settembre a Matera tra l’Agenzia di promozione territoriale e la Federazione ciclistica italiana. L’accordo, sottoscritto dal direttore generale dell’APT, Margherita Sarli, e dal presidente della FCI, Cordiano Dagnoni, prevede azioni di formazione e informazione e si innesta su un lavoro già avviato dall’Agenzia, che ha finora puntato su un’app dedicata, su campagne editoria-
li e sulla recente tappa materana del Jovagiro in bicicletta. L’obiettivo è sviluppare la cultura sportiva ciclistica e affermare la Basilicata come meta cicloturistica riconoscibile. «Con questi incontri rafforziamo il lavoro sul prodotto – spiega il direttore generale dell’APT Basilicata, Margherita Sarli . Il cicloturismo è un segmento in crescita -aggiunge ma per intercettarlo servono strutture e servizi che sappiano rispondere alle esigenze specifiche di chi viaggia in bicicletta. Il confronto diretto con gli operatori, sui territori, è il modo più efficace per costruire un’offerta qualificata e coerente con il percorso avviato insieme alla Federazione ciclistica italiana». Il primo appuntamento è in programma giovedì 29 ottobre nell’Ex Convento delle Benedettine di Marsico Nuovo, sede dell’Ente Parco Nazionale dell’Appen-
nino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. Il giorno successivo, venerdì 30 ottobre, la tappa si sposta a Latronico, nella Sala consiliare del Palazzo municipale. Il 19 novembre si terrà l’incontro di Matera, all’Open space APT Basilicata, mentre il 20 novembre, il ciclo si concluderà a Rionero in Vulture, nella Sala Calice di Palazzo Giustino Fortunato. La partecipazione è gratuita, con 30 posti disponibili per ciascuna sessione, assegnati in base all’ordine di adesione. Per iscriversi occorre scegliere l’appuntamento di interesse e compilare il modulo online, accessibile tramite il QR code riportato sulla locandina dell’iniziativa. Il percorso formativo si affianca alle altre attività previste dal protocollo, a partire dalla mappatura dei ventuno itinerari contenuti nell’app Free to Move, per un totale di circa 1.700 chi-
lometri, che la Federazione aggiornerà a partire dall’autunno. È prevista inoltre la tracciatura organica e la georeferenziazione dell’intero Basilicata Coast to Co-
ast. Lo scorso 11-17 ottobre, lungo lo stesso itinerario, si sono svolti gli allenamenti della nazionale di ciclocross, con base a Fardella.
Incontro promosso dalla Lucana Film Commission con gli alunni dell'Istituto Alfieri. Al centro dell'iniziativa la visione del film «Il ragazzo dai pantaloni rosa»
Cinema e lettura contro il bullismo a Calvello: con Screen Book gli studenti ricordano Andrea
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na mattinata di cinema, lettura e confronto per riflettere sul bullismo, sul peso delle parole e sull’importanza del rispetto. Si è svolto martedì 27 ottobre, nella Sala Convegni del Convento di Santa Maria de Plano a Calvello, un nuovo appuntamento di «Screen Book: dalle Pagine allo Schermo», il progetto itinerante promosso dalla Lucana Film Commission per avvicinare le nuove generazioni alla lettura e alla visione consapevole del cinema.Protagonisti dell’iniziativa gli studenti dell’Istituto Comprensivo «Vittorio Alfieri» di Laurenzana, con le classi di Calvello presenti in sala e quelle dei plessi di Albano di Lucania, Pietrapertosa, Anzi e Brindisi di Montagna collegate online. Un’esperienza condivisa che ha coinvolto i ragazzi in un percorso di riflessione su un tema particolarmente delicato e attuale.Al centro dell’incontro la proiezione del film «Il ragazzo dai pantaloni rosa», ispirato alla storia di Andrea Spezzacatena e tratto dal libro «Andrea oltre il pantalone rosa» di Teresa Manes. Gli studenti avevano
già letto il volume, messo a disposizione dalla Lucana Film Commission, arrivando così all’appuntamento con una conoscenza della vicenda e dei temi affrontati. La visione del film ha rappresentato un’ulteriore occasione per approfondire le conseguenze del bullismo e delle discriminazioni, attraverso una storia che richiama l’attenzione sull’importanza dell’ascolto, dell’empatia e della responsabilità individuale.La mattinata è stata arricchita dalle letture degli attori lucani Rosa Maria Ciani e Vito Buchicchio, accompagnate dalle musiche dal vivo di Marcello De Carolis. Dopo i saluti istituzionali della sindaca di Calvello, Anna Cantisani, della presidente della Lucana Film Commission, Margherita Gina Romaniello, e della dirigente scolastica Adriana Formetta, spazio al confronto con gli studenti, chiamati a condividere riflessioni e impressioni sul libro e sul film.«Le parole possono ferire profondamente e storie come quella di Andrea ci ricordano quanto sia importante educare al rispetto e all’ascolto – sot-
tolinea Margherita Gina Roma- zione ai giovani e ai territori meno niello, presidente della Lucana raggiunti dai circuiti tradizionali. Film Commission –. Con Screen Book vogliamo offrire ai ragazzi strumenti per comprendere meglio se stessi e gli altri, affrontando attraverso il cinema e la lettura temi che riguardano da vicino la loro quotidianità. Il valore di questa iniziativa sta soprattutto nel coinvolgimento degli studenti, che hanno potuto conoscere la storia prima attraverso le pagine del libro e poi attraverso le immagini del film. Portare questi momenti di confronto nei borghi della Basilicata significa riconoscere alla cultura un ruolo fondamentale nella crescita delle nuove generazioni».Ideato dalla Lucana Film Commission e cofinanziato dal CEPELL – Centro per il libro e la lettura, «Screen Book: dalle Pagine allo Schermo» è realizzato in collaborazione con i Comuni coinvolti, in questo caso il Comune di Calvello. Il progetto propone un format itinerante che unisce letteratura e cinema, portando nei centri lucani occasioni di partecipazione culturale e approfondimento, con particolare atten-
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Dalla Uiltucs UIL Basilicata: «Non si può parlare di abbattimento delle liste di attesa senza riconoscere anche il lavoro di chi è a contatto con i cittadini»
Sanità, Florestano: «Dietro ogni sportello CUP ci sono tanti lavoratori senza tutela» «O
rmai è diventato quasi quotidiano leggere sugli organi di stampa le numerose vicende che riguardano le criticità della sanità lucana: dalle interminabili liste di attesa alla carenza di infermieri, OSS e medici specialisti, fino alle difficoltà organizzative che interessano numerosi servizi sanitari, all’aumento delle ricette etc.etc.. Quando però si parla di efficienza, di abbattimento delle liste di attesa, di superamento delle criticità e di merito amministrativo, troppo spesso il riconoscimento, non solo economico, viene rivolto esclusivamente al personale del pubblico impiego». Così, in una nota, Vincenzo Florestano della Segreteria Uiltucs UIL Basilicata. «Esiste, invece, una realtà lavorativa che merita maggiore attenzione: quella dei tanti lavoratori impiegati attraverso aziende esterne alle quali vengono affidati servizi della sanità pubblica, spesso considerati meno qualificati, meno remunerati e di minore rilevanza, ma che nella quotidianità risultano indispensabili per il funzionamento delle strutture sanitarie. La politica e le amministrazioni pubbliche conoscono bene questa realtà “scomoda” Molti servizi vengono affidati in appalto ad aziende esterne che, una volta aggiudicati i relativi contratti, devono certamente perseguire i propri interessi economici, ma hanno
anche la responsabilità di garantire condizioni di lavoro dignitose, trasparenti e rispettose della professionalità dei propri dipendenti». «Il problema nasce quando il lavoratore viene considerato esclusivamente come una risorsa da impiegare, senza che venga adeguatamente conosciuta o valorizzata l’attività che svolge quotidianamente. Sono lavoratori che nella stragrande maggioranza dei casi, hanno costruito il proprio percorso professionale adattandosi alle esigenze delle strutture sanitarie e alle richieste provenienti da medici, infermieri, capi sala personale sanitario e amministrativo passando nel corso degli anni da un azienda all'altra senza che queste sappiano effettivamente le reali prestazioni che i propri dipendenti somministrano quotidianamente. Per l’utente che entra in una struttura sanitaria , la distinzione tra dipendente pubblico o un lavoratore di un azienda appaltatrice non esiste. Chi si trova davanti allo sportello rappresenta, agli occhi del cittadino, la sanità pubblica. E così questi lavoratori si trovano quotidianamente a gestire le difficoltà dell’utenza: reclami per liste di attesa, date degli esami troppo lontane, disservizi organizzativi e situazioni che spesso non dipendono minimamente da loro. Nonostante ciò, sono proprio questi lavoratori a ricevere, in molti casi improperi, contestazioni e per-
sino minacce da parte di utenti esasperati, o addirittura da chi quotidianamente impartisce ordini sulle operazioni quotidiane scaricando il grosso del lavoro “scomodo” su di essi e, che erroneamente vengono individuati come responsabili di problematiche sulle quali non hanno alcun potere decisionale. Stare quotidianamente a contatto con il pubblico non è semplice». «Per questo motivo, quando si verificano episodi di conflittualità, dovrebbe essere garantita al lavoratore una procedura corretta e trasparente. Il diritto di essere ascoltati, di difendersi e di vedere riconosciuta la propria professionalità dovrebbe rappresentare un principio fondamentale in qualsiasi ambiente di lavoro. Da una parte ci sono lavoratori pubblici ai quali vengono riconosciuti ruolo, responsabilità e percorsi di valorizzazione professionale ed economica; dall’altra ci sono lavoratori che, pur contribuendo quotidianamente al funzionamento degli stessi servizi e al rapporto diretto con l’utenza, rimangono privi di adeguati riconoscimenti e tutele». «È quindi necessario interrogarsi anche sulle condizioni nelle quali operano questi lavoratori e sulle responsabilità di tutti i soggetti coinvolti: aziende appaltatrici, amministrazioni pubbliche e istituzioni regionali. Occorre pertanto garantire procedure trasparenti e rispettose soprattut-
to nella gestione del personale, diritto all’ ascolto e alla difesa , tutela da comportamenti aggressivi da parte dell’utenza, maggiore trasparenza nei rapporti tra personale e direzione generale dei nosocomi e che, al di là dei tagli di nastri , ci si interroghi sullo stato e delle condizioni lavorative degli operatori, fornire una formazione adeguata, rispetto delle mansioni e valorizzazione delle professionalità acquisite». «Allo stesso tempo, le amministrazioni pubbliche e la politica dovrebbero vigilare affinchè le risorse economiche della collettività destinate agli appalti siano utilizzate nel rispetto non solo degli obbiettivi di servizio, ma anche dei diritti e della dignità di chi quel servizio lo garantisce quotidianamente magari istituendo un osservatorio sugli appalti con specifiche misure finalizzate alle verifiche di trattamento e alla maggiore tutela dei lavoratori delle aziende esterne. Non si
muore solo di incidenti sul posto di lavoro, come spesso sentiamo purtroppo quotidianamente dai media, ma si muore anche per indifferenza il sentirsi abbandonati dalle Istituzioni a vario titolo e da chi dovrebbe rappresentarle. Per questo è necessario che le istituzioni regionali, le aziende sanitarie gli ospedali aprano un confronto serio sulle condizioni di questi lavoratori e adottino provvedimenti concreti a favore della loro tutela e all’immagine stessa dell’Ente dove prestano l’attività giornaliera. Perché dietro a ogni sportello CUP, ogni servizio di accoglienza e ogni attività di supporto ci sono persone che, quotidianamente svolgono il proprio lavoro con responsabilità e professionalità. E anche a loro, troppo spesso invisibili, deve essere riconosciuto il merito di sentirsi parte integrante della sanità che contribuiscono ogni giorno a far funzionare con dignità superando tutte le difficoltà».
Dai controlli per diagnosi precoce ad alimentazione e metabolismo; parterre di esperti dal Crob, Asp e Polimedica
Prevenire insieme, a Melfi una giornata dedicata alla salute femminile
C
ontrolli e diagnosi precoce, alimentazione, movimento e metabolismo, storia personale e familiarità. È tutto racchiuso in una conversazione aperta con il pubblico l’appuntamento “PREVENIRE INSIEME – Conversazione sulla salute femminile”, in programma domani, alle ore 16.00, presso la Polimedica di Melfi. L'iniziativa, promossa dal Lions Club Melfi nell'ambito di Ottobre Rosa Lions Health Info Day, vuole trasformare la prevenzione in un dialogo concreto con le donne, superando il format del convegno tradizionale. Dopo i saluti istituzionali del Presidente del Lions Club Melfi Lorenzo Pagliuca, del Sindaco di Melfi Giuseppe Maglione, del Direttore Generale ASP Basilicata Giuseppe De Filippis, del Direttore Generale IRCCS CROB di Rio-
nero Massimo De Fino, della Consigliera re- rigente Medico Geriatria - ASP Basilicata. A gionale di parità Ivana Pipponzi e dell'Asses- guidare la conversazione saranno Teodosio Cilsore regionale alla Salute Cosimo Latronico, lis e Salvatore Guarino. spazio al confronto con gli esperti: Alessio Thodas, Direttore UOC Chirurgia Senologica IRCCS CROB; Francesca Sanseverino, Direttrice UOC Screening regionali; Manuela Botte, Dirigente Medico Radiologia - IRCCS CROB; Luciana Rago, Dirigente Medico Radioterapia - IRCCS CROB; Annamaria Bochicchio, Presidente AIDM Potenza - Direttrice Gruppo Oncologico Multidisciplinare; Pasquale Martino, Direttore Sanitario e Radiologo - Polimedica (ASP Basilicata); Vincenzo Capogrosso, Cardiologo - Polimedica (ASP Basilicata); Irene Zago, Biologa Nutrizionista - Polimedica (ASP Basilicata); Teodosio Cillis, Di-
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Basilicta 24 Ore
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Conclusa la rassegna promossa dalla Consigliera di Parità Simona Bonito. Focus su prevenzione, differenze biologiche e cura
Medicina di genere all'Unibas: prevenzione e cura per le donne L
DI FRANCSCO MENONNA
a salute delle donne merita rispetto e di essere tutelata. In un periodo legato alle trasformazioni, la salute delle donne rappresenta un punto di partenza per generare nuove forme di integrazione e metodologie. Una tavola rotonda promossa dalla Consigliera di Parità della Provincia di Potenza, Simona Bonito, svoltasi ieri mattina nell'aula T3Bis del Polo Universitario di Macchia Romana, ha inteso discutere, dibattere e mettere in campo azioni concrete nell'ambito del progetto «Ottobre in rosa», sponsorizzato appunto dalla Consigliera di Parità.«La salute ha un genere», questo il tema del dibattito che ha visto la partecipazione di Aurelia Sole, coordinatrice delle Pari Opportunità e Politiche di Genere dell'Unibas, Vincenzo Brancaleone del Diss Unibas, Giuseppe Terrazzano, direttore del dipartimento di Scienze della salute dell'Unibas, Vitina Claps, vicepresidente della Provincia di Potenza, Rocco Mario Calabrese, direttore sanitario del Crob di Rionero in Vulture, Angela Pia Bellettieri, direttore sanitario del San Carlo di Potenza, Rocco Paternò, presidente dell'Ordine dei Medici di Potenza, Magda Cornacchione, presidente dell'Ordine dei Farmacisti di Potenza, Vincenzo Brancaleone, coordinatore del corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell'Unibas, e dei responsabili Unibas Carmine Picone e Marco Matarazzo.La salute delle donne, il futuro, l'analisi, il dibattito e le nuove forme di sostegno e cura sono stati al centro della tavola rotonda che ha registrato una folta affluenza di partecipanti. Fra i temi all'ordine del giorno la rappresentanza sanitaria delle donne, le differenze biologiche e i fattori socioculturali delle terapie e l'accesso alle cure. Elementi al centro di un dibattito serio e ragionato che ha inteso approfondire le differenze di genere puntando a comprendere le problematiche al giorno d'oggi.La salute e la prevenzione oncologica pos-
_ Alcuni momenti dell’ evento sono produrre effetti importanti e incredibili per le donne e, grazie alla politica di rete avviata da tempo, indicare le prospettive di vita in Basilicata. Il progetto è nato dalla necessità di realizzare percorsi comuni tra arte, ricerca scientifica, istituzioni e cultura della prevenzione, e ha lo scopo di richiamare l'attenzione sull'importanza di una diagnosi esatta e precoce e della tutela a trecentosessanta gradi. Una mostra realizzata dall'artista Maria Di Taranto in collaborazione con il Crob ha fatto il resto, evidenziando la volontà di dare un segnale forte e costante al benessere delle donne.Vitina Claps, a nome della Provincia di Potenza, ha illustrato il tema in questione: «Oggi siamo qui all'Unibas per un secondo appuntamento dell'Ottobre in rosa che deriva dall'inaugurazione avvenuta al Crob di Rionero in Vulture. In questo contesto oggi parliamo di quali sono le differenze di genere e se la salute ha un genere. Lo facciamo in un contesto a più voci con personalità autorevoli che stanno intervenendo sul tema, in prospettiva di divulgare la cultura della prevenzione con particolare attenzione alla differenza di genere, che richiede una diversificazione nell'applicazione delle cure».Aurelia
foto a cura di A. Mattiacci
Sole ha approfondito l'oggetto del convegno: «La promotrice è stata Simona Bonito, che insieme a noi ha deciso di fare questa iniziativa sulla medicina di genere, che non significa la medicina delle donne, ma la medicina che fa la differenza e che guarda alle differenze biologiche tra uomini e donne, ma anche alle differenze economiche, sociali e culturali proprio per l'accesso alle cure e per la consapevolezza di effettuare la prevenzione. Queste attività rientrano nel nostro gender polity gap, cioè un piano strategico di ateneo per il contrasto al gender gap e alla violenza di genere. A novembre avremo altri appuntamenti e iniziative che portiamo avanti tutto l'anno con le disci-
pline esterne e nell'ambito dell' empowerment femminile».Magda Cornacchione ha sviluppato i temi salienti dell'incontro: «Questi appuntamenti sono fondamentali per poter chiarire alcuni aspetti e per imparare qualcosa di nuovo. A che punto siamo? Siamo a buon punto direi, ci vuole tempo ma bisogna diffondere le informazioni. Per il futuro bisogna andare avanti e speriamo che siamo tutti informati sulle condizioni di diversità e somiglianza tra uomini e donne».Simona Bonito ha infine concluso evidenziando le caratteristiche dell'iniziativa: «Questa giornata è il frutto di un percorso avviato a inizio ottobre in occasione dell'Ottobre in rosa, partito con l'inaugurazione di una
mostra presso il Crob di Rionero in Vulture che ha valorizzato le scienziate che si sono distinte nel settore della medicina. Per tutto il mese abbiamo avviato azioni di sensibilizzazione sui territori e abbiamo culminato questo percorso con un seminario rivolto agli studenti e alle studentesse della facoltà di Medicina dell'Unibas. Questo perché è importante non solo fare prevenzione, ma far conoscere quali sono le differenze di genere nella farmacologia: un farmaco può avere un diverso approccio a seconda che si tratti di un uomo o di una donna. Un percorso che andrà oltre l'Ottobre in rosa con una serie di iniziative e convegni rivolti alla comunità».
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Potenza
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POTENZA In Consiglio comunale acceso dibattito tra la consigliera di FdI e il sindaco sui provvedimenti relativi al bilancio
Bilancio consolidato, botta e risposta Telesca-Galgano
__Alcuni momenti del Consiglio comunale DI ROSAMARIA MOLLICA
POTENZA. Si è tenuta nel pomeriggio di ieri la seduta del Consiglio comunale che tra i diversi punti all’Ordine del giorno aveva in calendario anche l’approvazione del bilancio consolidato riferito all’anno 2025. Come ormai ci hanno abituato i consiglieri del capoluogo, la Seduta si è rivelata particolarmente interessante dal punto di vista del dibattito politico. Acceso il botta e risposta tra il sindaco Telesca e la consigliera di Fratelli d’Italia Galgano sui provvedimenti che riguardavano il bilancio. Ma andiamo per ordine. Ad inizio seduta si sono discussi gli ordini del giorno proposti dai consiglieri Messina, il primo relativo al Riconoscimento dello Stato di Palestina, il sostegno all'autodeterminazione del popolo palestinese e la promozione di una Pace giusta e duratura in Medio Oriente, e Blasi, il secondo relativo alla “Sospensione dell'iter delle pre-intese sull'autonomia differenziata e attuazione costituzionalmente corretta dell'autonomia ai sensi della legge 26 giugno 2024, n.86." . Entrambi i provvedimenti sono stati approvati con il solo voto della maggioranza mentre l’opposizione risultava completamente assente.
(foto Mattiacci)
Si passa poi ai diversi debiti fuori bilancio. Anche qui, sono stati approvati tutti dalla maggiornaza presente in Aula. RATIFICA ALLA QUARTA VARIAZIONE DI BILANCIO E BILANCIO CONSOLIDATO Si passa poi ad approvare la ratifica sulla quarta variazione di bilancio. E qui iniziano ad accendersi gli animi con la consigliera Galgano di Fratelli d’Italia che ha contestato il metodo con cui vengono approvate le variazioni di bilancio, sottolineando che, per la quarta volta, il Consiglio comunale è chiamato esclusivamente a ratificare decisioni già assunte dalla Giunta. «È una mancanza di rispetto nei confronti del Consiglio comunale», ha affermato, chiedendo chiarimenti sulle ragioni dell’urgenza. Nel merito, la consigliera ha evidenziato la presenza di diversi finanziamenti regionali nella variazione di bilancio, contestando quindi l’affermazione secondo cui la Regione Basilicata non garantirebbe risorse al Comune. Ha inoltre criticato la scelta di destinare 70mila euro all’acquisizione dell’edificio di Sant’Antonio La Macchia, attraverso una permuta, anziché stanziare 75mila euro per evitare l’aumento dei costi della mensa scolastica. «Questa ammini-
strazione decide politicamente quali sono le priorità: ha trovato 70mila euro per la permuta e non 75mila per aiutare le famiglie», ha dichiarato, annunciando la propria contrarietà alla variazione sia nel metodo sia nel merito. Sul bilancio consolidato, Galgano ha criticato anche i tempi con cui è stata resa disponibile la relazione della Corte dei conti, chiedendo perché il documento non fosse stato trasmesso prima alla commissione Bilancio. Ha inoltre sollecitato chiarimenti sull’andamento della spesa per il personale, con particolare riferimento ai costi dei due ulteriori incarichi conferiti ai sensi dell’articolo 110, e sul rispetto dei limiti di spesa segnalati dalla magistratura contabile. Infine, ha sollevato dubbi sui risultati ottenuti dal regolamento per la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà, ricordando le previsioni di entrata inizialmente formulate e chiedendo conto delle somme effettivamente recuperate. Il sindaco Vincenzo Telesca ha duramente replicato alla consigliera Galgano, contestando la ricostruzione dei finanziamenti regionali al Comune di Potenza. Ha chiarito che le somme citate non rappresentano necessariamente nuove risorse disponibili
per i servizi comunali, ma in diversi casi sono fondi vincolati a specifiche finalità o rimborsi di spese già sostenute dall’amministrazione. In particolare, sui 69mila euro destinati all’assistenza all’autonomia scolastica, ha spiegato che si tratta di una quota dei fondi regionali ripartiti tra i Comuni, insufficiente a garantire da sola il livello di servizio assicurato negli anni precedenti. «Se questi soldi non arrivano, è normale che noi non possiamo più mantenere quello standard», ha affermato, facendo riferimento alle risorse mancanti per sostenere i servizi. Telesca ha inoltre precisato che i 570mila euro per la manutenzione stradale sono un rimborso di somme anticipate dal Comune
per consentire il passaggio del Giro d’Italia, e non nuovi finanziamenti regionali. Ha aggiunto che restano ancora da recuperare 125mila euro di spese sostenute per l’organizzazione dell’evento. Sulla vicenda delle paline, ha ricordato che il contenzioso relativo all’appalto era già in corso durante la precedente amministrazione e che l’attuale Giunta ha scelto di risolverlo attraverso una transazione, evitando ulteriori conseguenze economiche per il Comune. Infine, Telesca ha chiarito che i 6,5 milioni di euro destinati alle scale mobili riguardano un intervento infrastrutturale. Ha ricordato che nel 2024 il Comune aveva sostenuto 200mila euro per mantenerle in funzione e che nel 2025 non è stato possibile proseguire, anche a causa dei costi aggiuntivi. Con le nuove risorse, l’amministrazione potrà aggiornare il progetto e avviare gli interventi necessari. Per quanto riguarda il bilancio consolidato c’è da dire che il Comune chiude il 2025 con un risultato economico positivo di 6,94 milioni di euro, ma in netto calo rispetto ai 12,35 milioni registrati nel 2024. È quanto emerge dallo schema di bilancio consolidato relativo all’esercizio finanziario 2025, che comprende i dati del Comune e delle società partecipate incluse nel perimetro di consolidamento, tra cui ACTA S.p.A. e Acquedotto Lucano S.p.A. Tutti i punti all’Ordine del giorno sono stati comunque approvati a maggioranza dei presenti.
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Potenza e provincia
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Recuperato l’intero bottino e 3 giovani, di età compresa tra i 20 e i 21 anni, residenti nelle province di Napoli e Caserta, sono stati arrestati
Anzi, truffa ai danni di un’anziana con il raggiro del finto carabiniere N
egli scorsi giorni, si sono concluse le operazioni che hanno portato all’arresto in flagranza di reato di tre giovani di età compresa tra i 20 e i 21 anni, residenti nelle province di Napoli e Caserta, ritenuti responsabili di truffa aggravata in concorso ai danni di un’anziana, fermati presso il casello autostradale A30 di Mercato San Severino (SA) dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Potenza e della Stazione dei Carabinieri di Anzi (PZ), coadiuvati dal personale del Distaccamento della Polizia Stradale di Nola (NA). L’episodio delittuoso si è consumato ad Anzi. Sfruttando la tecnica del falso carabiniere, uno dei correi si è introdotto nell’abitazione della vittima qualificandosi falsamente come appartenente all’Arma. Con il pretesto di dover eseguire accertamenti in ordine a una presunta precedente rapina, l’individuo è riuscito a convincere la proprietaria a consegnargli i preziosi in oro custoditi in casa, dandosi poi alla fuga insieme ai complici. Le immediate indagini avviate dai militari operanti e dalla Centrale Operativa dei Carabinieri di Potenza hanno permesso di risalire tempestivamente all’autovettura utilizzata per la fuga,
una Citroën C3 di colore azzurro, attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza e la localizzazione in tempo reale del mezzo. La rotta di allontanamento è stata immediatamente comunicata al Centro Operativo Autostradale (C.O.A.) di Napoli che, tramite una pattuglia della Polizia Stradale di Nola, è riuscito a intercettare e bloccare il veicolo al casello di Mercato San Severino. La perquisizione personale e veicolare eseguita sul posto ha consentito di rinvenire l’intera refurtiva: una collana in oro con ciondolo, due fedi in oro giallo e un paio di orecchini, occultati all’interno di un pacchetto di sigarette nascosto negli indumenti intimi di uno degli occupanti. I monili sono stati prontamente riconosciuti e restituiti il giorno seguente alla vittima. Al termine delle formalità di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Nola, competente per territorio, gli arrestati sono stati associati presso la Casa Circondariale di Napoli-Poggioreale. Successivamente il GIP del Tribunale di Nola ha convalidato gli arresti operati dai militari dell’Arma e dal personale della Polizia di Stato disponendo a carico degli indagati la misura cautelare dell’Obbligo di Dimora.
Oltre 500 gli atleti da tutta Italia e sportivi designati dal Commissario Tecnico della Nazionale giovanile Italiana Menchinelli
Basilicata Sport Invaders, a Potenza V edizione di Halloswimeeting
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l Comitato Regionale di Basilicata della Federazione Italiana Nuoto (FIN) organizza la quinta edizione dell'"Halloswimeeting Potenza", prestigioso Meeting Nazionale di Nuoto, manifestazione che rientra nel prestigioso cartellone di "Basilicata Sport Invaders", l'ambizioso progetto promosso dal CONI Basilicata e dalla Regione Basilicata per valorizzare il territorio
attraverso i grandi eventi sportivi. Sarà un importante evento sportivo al quale parteciperanno oltre 500 atleti da tutta Italia e atleti designati dal Commissario Tecnico della nazionale giovanile Italiana, Marco Menchinelli. La manifestazione si articolerà su tre giornate di competizioni. Venerdì 30 ottobre: gare dedicate alle categorie Esordienti A ed Esordienti B; Sabato 31 ottobre e Do-
menica 01 novembre: spazio alle categorie Ragazzi, Juniores, Cadetti e Seniores. Le premiazioni si svolgeranno alle 18:30 circa di ogni giornata, al termine delle competizioni. Tutte le gare si svolgeranno presso la Piscina Comunale “M. Riviello” di Potenza nel Parco Montereale, struttura dotata di vasca da 25 metri a 6 corsie. Per permettere a tutti gli appassionati di seguire l'evento,
le gare saranno trasmesse in diretta streaming sulla pagina Facebook ufficiale FIN Basilicata. I risultati in tempo reale saranno consultabili per tutta la durata del meeting tramite l'applicazione MY FIN. Per ulteriori informazioni, dettagli sul programma e aggiornamenti continui è possibile consultare i canali ufficiali del Comitato Regionale FIN Basilicata.
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Provincia
giovedì 29 ottobre 2026
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Dall’Amministrazione: «Tale contributo è finalizzato ad alleviare i carichi familiari derivanti dalla cura e dall’assistenza della persona con disabilità»
Caregiver, a Grumento Nova aperto avviso per il contributo economico fino a 1000 € DI EMANUELA CALABRESE
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l Comune di Grumento Nova ha pubblicato un avviso pubblico per il sostegno economico dei caregiver familiari, ovvero coloro che si prendono cura quotidianamente di un familiare con disabilità grave o gravissima. «Il contributo economico per il sostegno del ruolo di cura assistenza del caregiver familiare è finalizzato ad alleviare i carichi familiari derivanti dalla cura e dall'assistenza della persona con disabilità – spiega l’Amministrazione guidata dal Sindaco Antonio Imperatrice- Tale contributo è finanziato dal Fondo per il sostegno del ruolo di cura e assistenza del caregiver familiare, istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali». L’Avviso mira a supportare e riconoscere il ruolo del caregiver familiare, attraverso interventi di supporto di natura economica. I destinatari degli interventi previsti sono i caregiver familiari, ovvero "la persona che assiste e si prende cura del coniuge, dell'altra parte dell'unione civile tra persone dello stesso sesso, o del convivente di fatto, di un familiare o affine entro il secondo grado, di un familiare entro il terzo grado che, a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative,
non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, sia riconosciuto invalido in in quanto bisognoso di assistenza globale continua di lunga durata, o sia titolare di indennità d’accompagnamento. Possono accedere al contributo economico i caregiver familiari maggiorenni, residenti nei Comuni dell'Ambito Socio-Territoriale n. 4 Val d'Agri, in possesso dei requisiti previsti dal bando, tra cui la convivenza con la persona assistita da almeno sei mesi. Hanno priorità di accesso al contributo: i caregiver di persone con disabilità gravissima e i caregiver di persone coinvolte in programmi di accompagnamento per la deistituzionalizzazione e il ricongiungimento con l'assistito, i caregiver familiari inoccupati o disoccupati, i caregiver familiari monoparentali; i caregiver familiari monoreddito. La graduatoria – proseguono dal Comune- verrà redatta tenendo conto della priorità di accesso e dell'eventuale punteggio attribuito». In merito all’entità del contributo, proseguono dall’Ente Comune, «il caregiver familiare sarà riconosciuto un contributo monetario una tantum pari a € 1.000,00 per i caregiver familiari di disabili gravissimi e € 800,00 per i caregiver familiari di disabili i gravi, erogato in un'unica n'unica
soluzione, fino ad esaurimento delle risorse. Nel caso à cui il caregiver assista due o più familiari (appartenenti al medesimo nucleo familiare), l'importo del contributo sarà aumentato del 50%. Il contributo è destinato a sostenere e valorizzare il ruolo di cura e assistenza svolto dal caregiver familiare, e sarà erogato compatibilmente con le risorse disponibili dal Comune Capofila dell'Ambito Socio-Territoriale, mediante accredito su conto corrente bancario». Per accedere al contributo, il caregiver familiare deve presentare domanda utilizzando solo ed esclusivamente il modello di domanda allegato all’Avviso. Le do-
mande potranno essere presentate entro e non oltre il 21 novembre 2026. Il Servizio Sociale Professionale Comunale, spiegano infine dall’Amministrazione di Grumento Nova, «è responsabile della verifica dell'ammissibilità delle richieste, dell'identificazione formale del caregiver familiare all'interno del nucleo familiare convivente con la persona affetta da disabilità, nonché della sua definizione come attore attivo e coinvolto nel percorso di vita della persona assistita. L'analisi della domanda valuterà l'appropriatezza della richiesta considerando le condizioni sociali, familiari, abitative ed economiche del richiedente, anche at-
traverso visite domiciliari e la raccolta di documentazione necessaria. La qualifica di caregiver sarà riconosciuta a un solo membro del nucleo familiare convivente con la persona assistita. Una volta identificato il caregiver, si procederà alla presa in carico tramite la redazione di un Piano Individuale e Familiare (P.I.), che evidenzi il carico di cura e assistenza, le attività svolte e i fattori che aggravano tale carico. La valutazione multidimensionale sarà effettuata congiuntamente all'Azienda Sanitaria Locale tramite l'attivazione dell'UVM solo per le domande finanziate, in collaborazione. con il Servizio Sociale Comunale».
Il Sindaco: «Una trasformazione architettonica, urbanistica ed edilizia che vuole rendere il Comune più bello, moderno, accogliente e innovativo»
Carlomagno: «Nemoli è un paese nuovo, connesso al futuro»
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n percorso di trasformazione sta ridisegnando il volto di Nemoli». Lo ribadisce il sindaco Domenico Carlomagno in una riflessione con cui descrive il futuro della comunità. «Il campo sportivo - evidenzia Carlomagno - la casa famiglia per anziani, la nuova scuola dell'infanzia, il museo con area camper e parcheggi, la mensa scolastica, l'isola ecologica e la nuova piazza sono interventi che stanno ridisegnando il volto di Nemoli. A breve partiranno anche i lavori di completamento del polifunzionale, già ristrutturato con i nuovi infissi e che sarà ultimato con il cappotto termico e la tinteggiatura esterna. Ma c'è un'opera altrettanto importante: i lavori per la posa della fibra ottica. Perché la fibra non significa soltanto internet veloce, ma nuove opportunità. Significa permettere ai nostri giovani di restare, lavorare da remoto, studiare, avviare un'attività e accedere a servizi digitali sem-
pre più importanti. Significa rendere Nemoli un luogo attrattivo anche per nuove famiglie e professionisti, contrastando lo spopolamento e offrendo ai cittadini le stesse possibilità di chi vive nelle grandi città. Un tempo erano le strade e la ferrovia a collegare i paesi al mondo. Oggi c'è anche una strada invisibile, fatta di luce: la fibra ottica. Investire nella connettività significa investire concretamente nel futuro della nostra comunità. Tutti questi interventi non sono opere isolate, ma tasselli di un unico progetto: una trasformazione architettonica, urbanistica ed edilizia che vuole rendere Nemoli più bello, moderno, accogliente e innovativo. Da sindaco, credo che la sfida più importante sia proprio questa: costruire un paese capace di custodire le proprie radici e, allo stesso tempo, guardare avanti con fiducia. È un percorso che stiamo portando avanti insieme con impegno e determinazione, pensando alle esigenze di og-
gi e alle opportunità di domani. È l'idea di un paese moderno e innovativo, che guarda al futuro con speranza e orgoglio. E ci stiamo riuscendo, insieme».
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Matera e provincia
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Il Comune ha incassato il saldo del progetto di accoglienza del 2019. Il sindaco Carretta: «Un risultato importante per la comunità»
Grottole, arrivano 152mila euro Dal Viminale stanziate le risorse GROTTOLE. Il Comune di Grottole recupera oltre 152mila euro dal Ministero dell'Interno e chiude una partita contabile rimasta aperta per diversi anni. Le risorse, relative al saldo dell'annualità 2019 del progetto Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, sono state già incassate dall'amministrazione comunale. L'importo complessivo ammonta a 152.675,65 euro ed è stato accreditato il 27 ottobre, a conclusione di un procedimento di verifica finanziaria e contabile riguardante un progetto di accoglienza ormai concluso. Il riconoscimento delle somme è stato comunicato dal Dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione del Ministero dell'Interno attraverso una nota protocollata il 30 settembre scorso. Il provvedimento riguarda il progetto Sprar numero 342 del Comune di Grottole e rappresenta l'atto conclusivo delle verifiche effettuate sulle annualità comprese tra il 2014 e il 2019. Un percorso amministrativo che ha richiesto la definizione delle spese ammissibili e la quantificazione delle risorse ancora spettanti all'ente locale. Per il 2019, in particolare, il Ministero ha ri-
conosciuto spese ammesse per 265.504,26 euro, determinando un saldo da liquidare pari a 152.675,65 euro, dopo aver applicato le decurtazioni individuate durante i controlli. La comunicazione ministeriale prevedeva un termine massimo di 90 giorni per il pagamento, ma il trasferimento è stato completato in anticipo, consentendo al Comune di acquisire le somme già nel mese di ottobre. L'operazione assume rilievo soprattutto sotto il profilo della gestione delle finanze comunali. Non si tratta infatti di un nuovo finanziamento, ma
del recupero di risorse maturate nell'ambito di un progetto realizzato negli anni precedenti e rimaste da liquidare. La conclusione della procedura permette quindi di definire una posizione amministrativa risalente nel tempo e di registrare un'entrata effettiva nel bilancio dell'ente. Soddisfazione viene espressa dal sindaco Filippo Carretta, che sottolinea l'importanza del lavoro di verifica delle posizioni finanziarie ancora aperte. «L'incasso di oltre 152mila euro rappresenta un risultato importante per il nostro Comune. Amministrare significa pro-
grammare il futuro, ma anche prestare la massima attenzione alle risorse dell'ente, verificare le posizioni ancora aperte e seguire con determinazione i procedimenti amministrativi e finanziari». Il primo cittadino richiama anche il valore di una gestione capace di recuperare somme riferite ad attività concluse da tempo, evitando che restino sospese partite contabili di competenza dell'amministrazione. «Parliamo di somme relative a un progetto concluso da anni, che oggi sono finalmente entrate nelle casse comunali. La nostra attenzione
è rivolta a una gestione seria e responsabile delle risorse pubbliche, perché ogni euro riconosciuto al Comune rappresenta un valore da tutelare nell'interesse della collettività». Carretta ribadisce inoltre la volontà di proseguire nell'attività di ricognizione delle risorse spettanti al Comune, attraverso il coinvolgimento degli uffici e il confronto con le amministrazioni competenti. «Continueremo a lavorare con questo metodo, attraverso il confronto con gli uffici e le istituzioni competenti, per garantire una gestione attenta del patrimonio finanziario dell'ente». L'incasso dei 152.675,65 euro si inserisce così nell'attività di monitoraggio delle posizioni finanziarie avviata dall'amministrazione comunale, con particolare attenzione ai crediti ancora da riscuotere e alla corretta definizione dei rapporti contabili con gli altri enti pubblici. La chiusura del procedimento relativo al progetto Sprar consente di archiviare una vicenda amministrativa legata al passato e di acquisire definitivamente risorse riconosciute al Comune, nell'ambito della gestione del patrimonio finanziario della comunità di Grottole.
Operazione della Finanza nei negozi del capoluogo. Etichette energetiche non conformi alle norme europee, sanzioni fino a 5mila euro
Matera, sequestrate oltre mille lampade al led irregolari MATERA. Oltre mille lampadine a Led sequestrate perché prive di un'etichettatura energetica conforme alla normativa europea. È il bilancio di un'operazione condotta dalla Guardia di finanza di Matera nell'ambito delle attività di controllo economico del territorio, finalizzate a verificare la sicurezza e la regolarità dei prodotti commercializzati e a tutelare i consumatori. L'intervento è stato eseguito nei giorni scorsi dai militari specializzati delle Sezioni operative pronto impiego del Gruppo di Matera, che hanno concentrato le verifiche sulle attività commerciali del capoluogo lucano. Una scelta legata anche alla forte affluenza turistica registrata negli ultimi mesi, che ha determinato una maggiore attenzione alla regolarità delle merci offerte in vendita.
Nel corso degli accertamenti, le Fiamme gialle hanno individuato oltre mille sorgenti luminose a Led di diversa potenza, tutte caratterizzate dalla presenza di etichette relative all'efficienza energetica non rispondenti ai requisiti stabiliti dai regolamenti dell'Unione europea. Le irregolarità hanno determinato il sequestro amministrativo dell'intera merce, impedendone la commercializzazione. La normativa europea impone infatti precisi obblighi di informazione sulle caratteristiche energetiche dei prodotti, affinché gli acquirenti possano effettuare scelte consapevoli e confrontare correttamente i consumi. Il mancato rispetto delle disposizioni comporta sanzioni pecuniarie che, nel caso accertato, potranno raggiungere i cinquemila euro. La compe-
tenza per l'irrogazione della sanzione spetta alla Camera di commercio. Secondo le stime degli investigatori, la vendita degli articoli sequestrati avrebbe potuto generare un profitto illecito superiore a cinquemila euro. L'operazione rientra nel più ampio dispositivo di vigilanza eco-
nomica attuato quotidianamente dalla Guardia di finanza nel Materano. L'obiettivo è contrastare la diffusione di prodotti non conformi agli standard europei, garantendo la tutela dei consumatori e delle imprese che rispettano le regole, anche attraverso controlli mirati sulla merce esposta negli esercizi commerciali.
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Matera e provincia
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Il Sindaco: «Questa Amministrazione ha ricevuto un mandato dai cittadini e intende difenderlo con i fatti e con gli atti»
Scanzano, Cariello replica al consigliere Mangialardi: «Nessun cassonetto chiuso» I
l Sindaco di Scanzano Jonico, Pasquale Cariello, interviene sulla nota diffusa dal consigliere comunale Nicola Mangialardi a seguito dell’avvio della Commissione di accesso. «Il consigliere Mangialardi dice di non voler emettere sentenze e di rispettare la presunzione di innocenza». Poi però afferma che la gravità del fatto sarebbe «già evidente oggi, indipendentemente dall’esito». «Le due cose non stanno insieme - dichiara il Sindaco - L’accesso è uno strumento di verifica previsto dalla legge, non è un giudizio, né politico né di altro genere. Trasformarlo in una condanna anticipata significa fare esattamente ciò che si dice di non voler fare». Il Sindaco respinge l’accostamento con lo scioglimento del 2019: «Quel provvedimento riguarda un'altra amministrazione. Questa Amministrazione è nata nel 2023 da libere elezioni, dopo la gestione commissariale, per segnare una netta discontinuità con quel passato. Dire che “la lezione non è stata imparata” significa attribuire a noi responsabilità altrui». «La discontinuità non l’abbiamo proclamata, l’abbiamo praticata - prosegue il Sindaco - Questa Amministrazione ha deliberato la costituzione di parte civile del Comune nei processi per fatti di criminalità organizzata in cui l’Ente era parte lesa, anche in procedimenti nei quali il Comune non si era ancora costituito. Lo abbiamo fatto perché chi danneggia Scanzano deve trovare il
Comune dall’altra parte, nelle aule di giustizia. Sono atti pubblici, a disposizione della Commissione e di chiunque voglia giudicare sui fatti e non sui sospetti». Il consigliere Mangialardi espone tre richieste al Sindaco alle quali risponde punto per punto. Collaborazione. «Non c’era bisogno di chiederla. Il giorno stesso della notifica ho disposto che il Segretario comunale e tutti i responsabili di settore si mettessero, nei tempi più rapidi, a disposizione della Commissione, per fornire loro ogni atto richiesto. E siamo andati oltre perché abbiamo chiesto formalmente alla Prefettura di conoscere gli atti e le segnalazioni posti alla base della decisione di disporre l’accesso. Chi non ha
nulla da nascondere vuole che ogni cassetto sia aperto, anche quelli che non sono nel nostro municipio». Consiglio comunale. «Riferirò in Consiglio comunale, come è giusto, nel rispetto del riserbo che l’attività della Commissione impone. Ricordo però che la richiesta della Commissione riguarda in termini generali l’attività dell’Ente dal 2023 a oggi. Non ci sono stati indicati settori specifici né elementi a carico di qualcuno». “Passi indietro”. «Invitare a dimettersi chi avrebbe “anche solo un’ombra” di rapporti inopportuni, senza indicare un nome né un fatto, non è un contributo alla legalità. È un sospetto generico che colpisce proprio quei cittadini onesti, quei dipendenti e quegli imprenditori
che il consigliere dice di voler tutelare. Se qualcuno è a conoscenza di fatti concreti, ha il dovere di riferirli all’Autorità giudiziaria, non di affidarli a un comunicato». Il Sindaco Cariello, certo del suo operato, aggiunge: «Lo dico con chiarezza, se questa Amministrazione avesse sbagliato, sarebbe giusto che ne rispondesse. Ma se qualcuno pensa di ottenere fuori dalle urne ciò che non ha ottenuto con il voto, utilizzando uno strumento di garanzia dello Stato come mezzo di lotta politica, sappia che troverà una risposta puntuale e documentata, in ogni sede. Questa Amministrazione ha ricevuto un mandato dai cittadini e intende difenderlo con i fatti e con gli atti». «Non temo il giudizio dei cittadini - prosegue il Sindaco - perché è da loro che ho ricevuto il mandato, ed è a loro che rispondo. Quanto a chi, in questi mesi, ha diffuso notizie non veritiere su questa Amministrazione, ne risponderà nelle sedi competenti, alle quali ho già rappresentato circostanze precise». «Non spetta a me fare giustizia, ma spetta a me non restere in silenzio poiché penso che Scanzano Jonico abbia già pagato un prezzo alto - conclude il Sindaco - per questo merita una verifica seria, svolta nelle sedi istituzionali, e non una campagna elettorale anticipata sulla pelle della comunità. Noi attendiamo l’esito con serenità e con la coscienza di chi ha lavorato ogni giorno per la legalità».
Il 7 e l’8 novembre due giornate tra tradizione, innovazione e cultura; il Sindaco Candela: «Iniziativa che punta a riscoprire il sapere delle mani»
CNA, a Irsina il “Festival della creatività artigianale”
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l comune di Irsina si appresta ad ospitare, il 7 e 8 novembre 2026, il “Festival della creatività artigianale irsinese”, con il claim “Le mani della tradizione, le idee del futuro”. L'evento è promosso nell'ambito delle iniziative di valorizzazione e rigenerazione del patrimonio storico-culturale del borgo fortificato di Montepeloso, è organizzato da ECIPA Matera in collaborazione con il Comune di Irsina, Vivirsina, Regione Basilicata e CNA Matera. «La manifestazione - afferma il sindaco Giuseppe Candela - punta a riscoprire il sapere delle mani, promuovere le botteghe locali e tracciare le prospettive future dell'artigianato del territorio». Per Leonardo Montemurro, presidente Cna «l’iniziativa rappresenta il punto di arrivo del progetto di valorizzazione del Borgo antico e delle sue peculiarità nella prospettiva di sviluppo del segmento del turismo esperienziale di Irsina quale sede della Scuola internazionale delle arti e
dei mestieri». IL PROGRAMMA Sabato 7 Novembre: La giornata di apertura vedrà protagonisti diversi laboratori artigianali ed esperienziali dedicati alla ceramica artistica, all'intreccio tradizionale e alla valorizzazione del gusto locale. Nel pomeriggio si terrà il workshop tematico “Landscape for art” presso la Sala Consiliare di Irsina, un momento di dibattito e confronto sul futuro degli antichi mestieri e della rigenerazione urbana a cui prenderanno parte rappresentanti istituzionali, esperti ed esponenti della CNA. Domenica 8 Novembre: La seconda giornata sarà dedicata alle visite guidate nelle botteghe degli artigiani del territorio, offrendo ai visitatori l'opportunità di conoscere da vicino i maestri locali e le loro lavorazioni. Ad arricchire l'atmosfera della giornata ci sarà la presenza dello special guest Rino Locantore con la sua Scettaband.
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Il confronto promosso da Feries, Apt Basilicata e Comune nel Parco del Pollino. I dati Istat e la sfida dell'innovazione, mentre Rialto diventa Capitale Rurale 2026
Stati Generali del Turismo dei Territori: più valore a borghi e soggiorni rurali C
ustodire per crescere: mettere in dialogo la forza delle tradizioni con le opportunità offerte dall’innovazione. È il filo conduttore della terza edizione degli Stati Generali del Turismo dei Territori, che si è tenuta oggi al Cineteatro Selene di Rotonda, borgo nel cuore del Parco Nazionale del Pollino in provincia di Potenza. L’appuntamento, promosso da Feries, realtà leader in Italia nel settore della ricettività rurale e del turismo dei territori (proprietaria dei portali Agriturismo.it e CaseVacanza.it), insieme ad APT Basilicata e al Comune di Rotonda, ha riunito istituzioni, mondo accademico, destinazioni e operatori del settore per leggere l’evoluzione del turismo rurale, esperienziale e diffuso e riflettere sulle condizioni necessarie a una crescita equilibrata dei territori.La sessione plenaria è stata aperta dai saluti di Rocco Bruno, Sindaco di Rotonda. Il primo confronto, dedicato al «Turismo dei territori: racconto di un settore che
cresce», ha visto la partecipazione di Fabrizio Begossi, Amministratore Unico di Feries, Margherita Sarli, Direttore Generale di APT Basilicata, e Fabrizio M. Arosio, Dirigente del servizio «Reti territoriali e ambientali» di Istat. La seconda parte della plenaria ha approfondito «Il valore della tradizione e le sfide dell’innovazione», con gli interventi di Cristina Mottironi, Responsabile dell’area Turismo del Master dell'Università Bocconi, Elliott Thwaites, Chief Technology Officer di HomeToGo Marketplace, e Luigi Lirangi, Commissario del Parco Nazionale del Pollino. Le conclusioni sono state affidate ad Alessandro Galella, consigliere regionale delegato dal Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi.Il confronto ha evidenziato alcune delle leve decisive per il futuro del settore: conoscenza dei flussi, capacità di fare rete, utilizzo dei dati e delle piattaforme digitali, tutela del patrimonio naturale e culturale. L’obiettivo è rafforzare
l’attrattività delle destinazioni senza comprometterne l’identità, favorendo una distribuzione più diffusa dei benefici del turismo. In questa direzione vanno anche i dati di Feries e Istat, che confermano la crescita delle destinazioni rurali ed extraurbane e il loro crescente appeal sui mercati internazionali.A dare concretezza al confronto sono i dati Feries, analizzati secondo la classificazione europea DEGURBA, che fotografano un turismo dei territori capace di intercettare nuovi flussi. A trainare questa evoluzione è soprattutto la domanda internazionale: l'analisi mostra come il soggiorno rurale duri in media 7,5 notti (contro 5,7 in città) e coinvolga gruppi più numerosi del 29% rispetto all’urbano. Questo comporta che una prenotazione rurale valga mediamente il 59% in più di una urbana. I dati Istat confermano il trend: nel 2025 le zone rurali o scarsamente popolate concentrano più di un quarto delle presenze nazionali (27%), con oltre 18 milio-
ni di pernottamenti negli agriturismi (+30,4% sul 2019) e il 53% della domanda proveniente dall'estero.L'evento è stato anche sede del passaggio di testimone per la Capitale Rurale Italiana: dopo Rotonda, premiata nel 2025, il riconoscimento per il 2026 è andato a Rialto, centro dell'entroterra di Finale Ligure (Savona).«Gli Stati Generali nascono per costruire un confronto concreto sul futuro del turismo dei territori, mettendo attorno allo stesso tavolo pubblico e privato, ricerca e operatori – ha commentato Fabrizio Begossi, Amministratore Unico Feries –. La sfida è trovare un equilibrio tra la tutela di ciò che rende unici i nostri territori e la capacità di innovare».«Gli Stati Generali del Turismo dei Territori a Rotonda rappresentano un'importante occasione di confronto sul ruolo delle aree interne della Basilicata – ha dichiarato in una nota il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi –. L'interesse crescente che il Pollino registra an-
che nel periodo autunnale testimonia la forza di un'offerta fondata su paesaggio, autenticità e qualità dell'accoglienza. È la dimostrazione concreta dello sviluppo armonioso della Basilicata che intendiamo perseguire».Sulla stessa linea Margherita Sarli, Direttore Generale dell'Apt Basilicata: «Siamo felici che Feries abbia scelto per questa edizione il borgo di Rotonda. In particolare, il Pollino nei primi nove mesi del 2026 ha fatto registrare una stima di 52mila presenze. Parlare di turismo dei territori è una sfida complessa alla quale non dobbiamo sottrarci, nella certezza che sia indispensabile il partenariato pubblico-privato».Ha concluso il Sindaco di Rotonda, Rocco Bruno: «Ospitare gli Stati Generali è motivo di orgoglio e un’importante occasione di crescita. Il nostro borgo dimostra come tradizioni e patrimonio naturale possano diventare motore di sviluppo. Vogliamo continuare a investire su un turismo sostenibile».
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Da Milano a Bologna, la violenza giovanile ci interroga. Ma siamo pronti a riconoscere le nostre responsabilità?
Il coraggio di chiederci scusa DI FABRIZIO QUARATINO
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i sono notizie che fanno indignare. Altre che fanno paura. Poi ce ne sono alcune che dovrebbero costringerci a guardarci allo specchio. Possibilmente senza quei filtri che, sui social, riescono persino a far sembrare intelligente un cretino. Le violenze che hanno accompagnato le manifestazioni di Milano e Bologna appartengono a quest’ultima categoria. Giovanissimi coinvolti negli scontri, agenti feriti, attività danneggiate. E un Paese che, puntualmente, si divide tra chi invoca punizioni esemplari e chi cerca spiegazioni. Manifestare è un diritto. Aggredire non lo è. Confondere le due cose significa offendere sia la democrazia sia chi esercita pacificamente quel diritto. Ma io credo che dovremmo cominciare diversamente. Chiedendoci scusa. Non a chi ha commesso violenze, che deve rispon-
derne. Ma ai ragazzi ai quali abbiamo consegnato una società piena di strumenti per comunicare e sempre meno capace di ascoltare. Abbiamo insegnato loro a competere prima ancora che a condividere. A mostrarsi prima di conoscersi. A vincere senza spiegare che anche perdere può insegnare a vivere. E adesso ci sorprendiamo quando qualcuno confonde la forza con la sopraffazione. Naturalmente la stragrande maggioranza dei giovani non è violenta. Studia, lavora, sogna, costruisce. Trasformare un’intera generazione nell’imputata di un processo sommario sarebbe un’ingiustizia. Ma ignorare ciò che questi episodi ci stanno dicendo sarebbe una colpevole comodità. GLI ADULTI CHE DANNO LEZIONI Abbiamo una straordinaria capacità di pretendere dai giovani comportamenti
che noi adulti pratichiamo con una certa parsimonia. Chiediamo rispetto e trasformiamo il confronto politico in un mercato delle offese. Invochiamo gentilezza e premiamo chi urla più forte. Predichiamo legalità e consideriamo furbo chi aggira le regole. Condanniamo la violenza, salvo compiacerci quando l’aggressività colpisce
qualcuno che detestiamo. Una coerenza davvero commovente. Peccato che sia quasi sempre assente. Eppure i ragazzi ci osservano. Non imparano soltanto dalle nostre parole. Imparano dalle nostre contraddizioni. Questo non significa attribuire automaticamente ai genitori la responsabilità delle azioni dei figli. Significa riconoscere che l’educazione non avviene nel vuoto. Una famiglia può offrire amore, attenzione ed esempi positivi e trovarsi ugualmente davanti a comportamenti dolorosi. Ma nessuno può considerarsi completamente estraneo al clima morale della società che contribuisce a costruire. E allora il primo mea culpa riguarda proprio noi. Non perché siamo tutti colpevoli. Ma perché abbiamo tutti una responsabilità verso il futuro. LA SICUREZZA NON SI SCRIVE SOLTANTO NEI DECRETI Di fronte alla violenza, lo Stato deve intervenire. Senza esitazioni. Chi aggredisce deve incontrare conseguenze certe, proporzionate e giuste. Le vittime devono essere tutelate. Le forze dell’ordine devono poter lavorare in sicurezza. Il decreto-legge del 22 ottobre 2026, entrato in vigore il giorno successivo, introduce misure contro la violenza organizzata nelle manifestazioni, modifica la disciplina dell’imputabilità dei minorenni e prevede ulteriori strumenti sanzionatori. Non considero sbagliato, per principio, rafforzare la capacità dello Stato di con-
trastare comportamenti violenti. La certezza delle conseguenze può avere una funzione preventiva. E chi subisce danni ha diritto a tutela e risarcimento. Ma alcune disposizioni meritano attenzione. Presumere, salvo prova contraria, la capacità di intendere e di volere dei ragazzi tra quattordici e diciotto anni solleva interrogativi sulle garanzie della giustizia minorile. Anche le sanzioni economiche previste per i genitori richiedono equilibrio: responsabilizzare una famiglia è cosa diversa dal presumere che ogni comportamento del figlio derivi da una sua mancanza educativa. Sono questioni da affrontare seriamente, non con gli slogan. Il decreto è appena entrato in vigore. Sarebbe scorretto dichiararlo già efficace o fallimentare. La politica, però, dovrebbe ricordare una cosa prima di presentare ogni nuova norma come se avesse finalmente scoperto la formula della pace universale. Una legge può punire un’aggressione. Non può insegnare da sola il valore di una vita. Un decreto può rafforzare i controlli. Non può sostituire un genitore presente, un insegnante sostenuto, un educatore ascoltato. E soprattutto non può trasformare automaticamente la paura in rispetto. La sicurezza è indispensabile. Ma una società davvero sicura non è soltanto quella che riesce a fermare la violenza. È quella che lavora affinché sempre meno persone arrivino a considerarla una possibilità.
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www.lecronache.info ANCHE NOI LUCANI DOBBIAMO GUARDARCI ALLO SPECCHIO Sarebbe comodo pensare che queste vicende appartengano esclusivamente alle grandi città. Milano è lontana. Bologna pure. E noi, nella nostra Basilicata, potremmo convincerci che certe tragedie riguardino sempre qualcun altro. Una tentazione rassicurante. Anche perché, dalle nostre parti, qualche volta abbiamo trasformato la distanza geografica in una discutibile forma di immunità morale. Ma la violenza non ha bisogno di grandi metropoli per trovare terreno fertile. Le bastano l’indifferenza, il silenzio, l’incapacità di riconoscere la sofferenza degli altri. E allora vorrei rivolgere una domanda alla nostra comunità, alla mia Potenza, alle famiglie, alle istituzioni e, prima di tutto, a me stesso. Siamo davvero capaci di prenderci cura dei nostri ragazzi, oppure ci accorgiamo di loro soprattutto quando diventano un problema? Quante volte pretendiamo che ascoltino senza concedere loro il diritto di essere ascoltati? Quante volte scambiamo il silenzio per
buona educazione, senza domandarci se nasconda solitudine o paura? Non voglio dipingere la Basilicata come una terra incapace di educare. Sarebbe ingiusto verso le tante famiglie, gli insegnanti e le associazioni che costruiscono quotidianamente relazioni autentiche. Ma proprio perché conosco il valore umano delle nostre comunità, credo che possiamo pretendere qualcosa di più da noi stessi. Non basta conoscere tutti. Bisogna imparare a riconoscere davvero qualcuno. Non basta salutarsi per strada. Bisogna accorgersi quando dietro un sorriso si nasconde una richiesta d’aiuto. E non basta ripetere che i giovani rappresentano il nostro futuro. Bisogna avere il coraggio di considerarli parte essenziale del nostro presente. IL MEA CULPA CHE PUÒ CAMBIARE LE COSE Forse dovremmo trovare il coraggio di pronunciare parole che abbiamo progressivamente dimenticato. Abbiamo sbagliato. Abbiamo confuso il benessere con il possesso, l’autorevolezza con il comando, la libertà con l’assenza di responsabilità. Qualche
volta abbiamo lasciato soli i ragazzi mentre eravamo impegnati a garantire loro tutto. Tutto, tranne il tempo. Abbiamo chiesto loro di diventare persone migliori senza domandarci abbastanza quale esempio stessimo offrendo. Ma riconoscere i nostri errori non significa condannarci. Significa riappropriarci della possibilità di cambiare. Non credo che l’essere umano sia destinato a ripetere indefinitamente i propri fallimenti. Credo nella straordinaria capacità della vita di rigenerarsi, persino quando sembra aver smarrito ogni direzione. Credo che nessuna persona debba essere identificata per sempre con il proprio errore, pur dovendone affrontare le conseguenze. Credo che educare significhi anche avere fiducia in qualcuno quando quella persona fatica ad averne in se stessa. E credo che la speranza, senza responsabilità, sia soltanto una parola elegante per giustificare l’immobilismo. Perché chiedere scusa non basta. Occorre dimostrare di aver compreso perché lo facciamo. L’UNIVERSO NON HA SMESSO DI CREDERE IN NOI
C’è una convinzione che continuo a custodire, anche davanti alle pagine più dolorose della cronaca. La vita possiede possibilità infinitamente più grandi delle nostre paure. Non perché l’universo intervenga magicamente a correggere gli errori umani. Ma perché noi stessi siamo parte di quell’universo. E ogni nostra scelta può diventare l’inizio di una trasformazione. Una parola pronunciata invece di un’offesa. Una mano tesa invece di un pugno. Un adulto che ascolta invece di giudicare. Un ragazzo che trova il coraggio di chiedere aiuto. Un’istituzione che sceglie di esserci anche quando non ci sono telecamere. Sono gesti apparentemente piccoli. Ma la storia dell’umanità non è fatta soltanto di grandi rivoluzioni. È fatta anche di persone che, un giorno, hanno deciso di interrompere una catena di sofferenza. Non possiamo restituire serenità con una bella frase a chi ha subito violenza. Non possiamo cancellare il dolore delle famiglie. E non possiamo utilizzare la speranza per nascondere le responsabilità. Possiamo, però, scegliere che quel dolore ci
renda più consapevoli, più presenti, più umani. Vorrei allora che smettessimo, almeno per un momento, di domandarci soltanto che cosa stia succedendo ai nostri ragazzi. Vorrei che trovassimo il coraggio di chiederci che cosa sia successo a noi. Senza cercare un colpevole comodo. Senza assolverci. Senza rinunciare alla fiducia. Perché non siamo condannati a consegnare ai nostri figli lo stesso mondo che abbiamo contribuito a rendere più difficile. Possiamo ancora cambiarlo. E forse il primo, autentico atto di coraggio non sarà pronunciare l’ennesima condanna davanti all’ennesima tragedia. Sarà guardarci negli occhi e dire: “Scusateci per ciò che non abbiamo saputo fare. Ma non chiedeteci di smettere di credere in voi. Perché non abbiamo smesso di credere nella vita”. E poi dimostrarlo. Perché l’universo non ci chiede di essere perfetti. Ci offre, ogni giorno, la possibilità di diventare migliori. Sta a noi decidere se continuare a cercare qualcuno da accusare. Oppure diventare, finalmente, qualcuno su cui i nostri figli possano contare.
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