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Cronache del 29 aprile 2026

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Giuzio cambia il paradigma

della Città

FINE INGLORIOSA DI UN MOVIMENTO

Da Presidente della Provincia e da Sindaco

di Vietri si è distinto per incapacità politica e scorrimento di graduatoria concorsuali

Policoro commossa al funerale di Giambattista

Un silenzio irreale ha avvolto la città nel giorno dell’addio a Giambattista Mele, il giovane di 34 anni tragicamente scomparso in un incidente stradale che ha lasciato sgomenti familiari, amici e un’intera comunità. Nella chiesa gremita, volti segnati dal dolore e occhi lucidi hanno accompagnato un ultimo saluto che nessuno avrebbe mai voluto pronunciare così presto. Giambattista (...)

■ continua a pag 9 Giordano

MUOVI IL PASSO, TIENI IL TEMPO

Non vogliamo bersagliarlo per farne un martire e nemmeno ironizzare, come pure verrebbe facile, sul patronimico Cosimo santo patrono proprio dei medici, ma la maniera di Latronico di guardare sempre con nonchalance il disavanzo della sanità pari alla cifra monstre di 60 milioni d’euro è davvero inaccettabile e mostra quanto pessimo sia stato il suo lavoro d’assessore alla salute. Ora lasciamo stare che la sua boria egotica d’aver ragione su tutto sia comicamente smentita dall’ampiezza vertiginosa del buco come lasciamo stare che la Basilicata prima della presa patriottica brillava come la più virtuosa del Mezzogiorno, ma francamente sono 7 lunghissimi anni che va avanti questa storia tragica con le liste d’attesa falcidianti i diritti di cura dei lucani, spesso e volentieri, assicurati da altre Regioni e sentirsi ronzare nelle orecchie il solito mantra scusologico che il tempo medio ponderato delle prestazioni (TMP) anche se salito a 88,9 giorni è comunque sotto la soglia prevista dei 120 giorni è come mettere le mani avanti sui ritardi per affidarsi, appunto, alla solita provvidenza. Canta Francesco Gabbani: “Muovi il passo, tieni il tempo…”

TOLVE Pepe dopo la VIA: «Ho sempre creduto in questa grande opera, è un collegamento importante»

Bolognetti: «A Sant’Arcangelo De Filippo è la scelta giusta»

OLTRE IL GIARDINO

Tragni da Matera parla della crisi organizzativa del Partito Democratico, mentre Ferrone propone un fondo nazionale per la manutenzione stradale

■ Tammariello a pag 10

MATERA

In Consiglio comunale è scontro sul rendiconto 2025, per Nicoletti «bilancio solido» per Toto invece meglio «azzerare tutto e ripartire»

■ Servizio a pag 26

COSTA JONICA

Al via il monitoraggio delle acque di balneazione: sinergia tra Capitaneria di Porto di Taranto e Arpab

■ Servizio a pag 8

WOMEN TRANSFER

A Potenza si è tenuta la nuova udienza del processo che vede 4 indagati per sfruttamento di badanti moldave

■ Menonna a pag 19

Servizio a pag 15
IL SALUTO Pepe
Servizio a pag 6
Dellapenna a pag 3
Servizio a pag 4

POTENZA L'assessorato alla mobilità una volta era una zavorra, oggi è fiore all’occhiello

Giuzio cambia il paradigma

In un mix di lucida follia, programmazione e operatività insieme a Telesca sta cambiando il volto della Città. Sapere cosa fare e sapere spiegarlo agli altri come luogo della politica

Diciamoci la verità, l'assessorato alla mobilità in una città capoluogo o, comunque, in una conurbazione di media dimensioni è un po' una sorta di trappola per topi.

Nella storia della politica e dell'amministrazione soltanto l'assessorato al bilancio in tempi di magra può essere considerato peggiore da un punto di vista operativo e di costruzione, mentenimento e ottenimento del consenso. Giocano contro questo ruolo il fatto che le risorse sono sempre poche, le opere da fare sono sempre tante, le richieste e le esigenze dei cittadini sempre troppe e le insoddisfazioni generali si costruiscono l'una sull'altra.

Nella nostra tradizionale ed indefettibile pigrizia, qualora qualcuno dovesse avere la brillante idea di coinvolgerci in una squadra di governo, tra tutti gli assessorati possibili non accetteremmo mai quello alla viabilità fuggendone esattamente come dovrebbe fare un topo da un pezzo di formaggio posto vicino ad una trappola.

FRANCESCO GIU-

ZIO CAMBIA IL PARADIGMA

Con queste premesse non possiamo che guardare con un misto di invidia ed ammirazione l'operato dell'assessore Giuzio. In una contingenza difficile, in un momento di mancanza di fondi che si

riversa anche nell'insoddisfazione generale dei cittadini, Francesco Giuzio è riuscito a prendere il toro per le corna. In un corretto bilanciamento tra intuizione, lucida follia e programmazione ha deciso di affrontare seriamente i problemi che nella nostra città si trascinano da anni, lo ha fatto senza i mirabolanti annunci delle opere faraoniche ma mettendoci da un lato la forza di provare a cambiare le cose anche con la sperimentazione, dall'altro con la volontà di mettere ordine e fare piccoli ma determinati passi nella direzione dell'azione necessaria. Dal punto di vista della visione non possiamo non notare che erano anni che ci si lamentava della que-

stione parcheggi nel centro storico, del disordine sulle strade senza che nessuno mettesse mano alla questione. Insieme a Vincenzo Telesca hanno deciso di sperimentare i sensi unici con il recupero di un centinaio di posti auto. È una sperimentazione i cui effetti si vedranno a medio termine. Certamente è una scelta coraggiosa che ha avuto il coraggio di prevedere ma non temere le solite polemiche che sempre ci sono quando si decide di provare a cambiare abitudini inveterate.

SUL CANTIERE

CON TELESCA

È arrivato, poi, il momento delle opere pubbliche. La viabilità non si costruisce soltanto di sensi unici ma anche di infra-

strutture.

Lo abbiamo visto all'opera, insieme a Vincenzo Telesca, su due cantieri importanti sia per affrontare il problema improvviso sorto sul ponticello che collega rione lucania con Acquedotto Lucano, sia per risistemare Via Vaccaro. Due opere che soltanto gli stolti e i superficiali possono ritenere semplice e di facile realizzazione. Il ponte che viaggia sulla ferrovia è un bene che ha la tutela della Sovrintendenza, che riguarda anche Rete Ferroviaria Italiana e che, quindi, necessitava di un coordinamento tra amministrazioni.

Soltanto chi non ha mai seguito le cronache amministrative sa quanto sia complesso far dialogare

tra di loro le amministrazioni. Giuzio e Telesca ci sono riusciti.

Ancora più evidente l'impegno su Via Vaccaro. La strada è una delle principali arterie della Città, collega lo svincolo autostradale con il centro storico, ha sul suo lembo il Liceo Classico e, soprattutto, presentava danni importanti.

Giuzio ci ha messo idea e olio di gomito. Lo abbiamo visto sul cantiere a dirigere lavori che hanno necessitato di uno scorticamento. Abbiamo visto, come non si vedeva da anni, le imprese lavorare di notte per velocizzare e per ridurre i disagi.

FISSARE E SPIEGARE PROCEDURE E PRIORITÁ Soprattutto, esattamente come fece quando si trattò dei sensi unici, lo abbiamo visto sui social insieme al Sindaco Telesca spiegare puntualmente le cose fatte, le difficoltà, l'ordine di priorità e gli scogli da affrontare. In un mondo caratterizzato da gente che si nasconde non è poca roba, significa anche avere la forza di mettersi in discussione e l'animo di decidere cosa fare e quando farlo. Abbiamo visto morire sacrificati sull'altare dell'assessorato alla viabilità decine di assessori. Francesco Giuzio ha cambiato il paradigma dimostrando che il problema di un assessorato difficile si può superare con un assessore capace.

DI MA S SI MO D E LL A PE NN A
Giuzio e Telesca sul cantiere di via Vaccaro

Conte nomina Giordano Segretario Regionale del Movimento 5 Stelle

Fine ingloriosa di un movimento

Da Presidente della Provincia e da Sindaco di Vietri si è distinto per incapacità politica e scorrimento di graduatoria concorsuali

Che i cinque stelle avessero cambiato volto rispetto al tempo del vaffa day era già evidente da tempo. Che ormai avessero non solo virato verso il centrosinistra ma soprattutto verso l'adorazione del potere per il potere era chia-

ro anche ai più fedeli devoti del Verbo grillino. Che in Basilicata si potesse affidare la guida di quello che fu il movimento della protesta a un pessimo amministratore è la grande novità che suggella con una lettera scarlatta il cambiamento verso il

baratro.

TRA STRANI CON-

CORSI E LIBRI IN TRIBUNALE

La parabola di Christian Giordano, Sindaco di Vietri di Potenza e Presidente della Provincia, appena diventato segretario regionale del M5S rappresenta un manifesto politico più di qualsiasi documento.

La sua gestione della Provincia di Potenza è stata caratterizzata dall’indifferenza con la quale ha trattato le sorti dei lavoratori di APEA.

La società della Provincia di Potenza che si occupava di “caldaie sicure” era in difficoltà, la Regione Basilicata era pronta ad intervenire per salvarla ma il Presidente Giordano con l’indifferenza degli arroganti se n’è fregato portando i libri in tribunale.

Nel frattempo, però, la Provincia di Potenza continuava ad assumere facendo scorrere la graduatoria di un concorso che il Comune di Vietri aveva svolto mentre lui stesso era sindaco del comune malandrino.

Nel mezzo tra la chiusura di una società e lo scorri-

mento di graduatoria ci sta un ente che è stato incapace di governare e che non viene contestato da nessuno solo per la sua assoluta e totale invisibilità.

SE QUESTO

È IL MEGLIO

Ci chiediamo se questo effluvio di non adamantine gestioni, di pigrizia istituzionale e di distrazioni pubbliche sia il meglio che il Movimento Cinque Stelle potesse mettere in campo. Siccome in politica il meglio è relativo ai singoli obiettivi, la risposta che riusciamo a darci è che sicuramente è il meglio che Conte potesse individuare per la realizzazione dei suoi scopi. Negli anni, del resto, il M5S ha perso il Sindaco di Matera, quello di Venosa, quello di Pisticci e tanti amministratori locali rimanendo legato solo a Giordano. Altri avrebbero riflettuto sulla crisi, il M5S ha premiato l’unico superstite. Beati monoculi in terra cecorum, fortunato Giordano a governare un deserto.

ALMENO ORA QUALCUNO FIRMA

Come redazione, però, non possiamo che tirare un sospiro di sollievo. Le nostre caselle di posta elettronica erano intasate da comunicati stampa della segreteria regionale di M5S senza che nessuno li firmasse.

Ogni volta dovevamo cercare di capire se fosse un comunicato vero o uno scherzo.

Da domani sappiamo che ci sarà la firma di Giordano. Purtroppo, però, non è uno scherzo.

FINE DELLA MASCHERATA

Quello che è stato, invece, uno scherzo era il richiamo al civismo che Giordano ogni tanto faceva. Nel suo quotidiano tentativo di sgusciare dalle responsabilità, infatti, alternava una simpatia verso i cinque stelle ad una presunta verginità politica. Ora questa maschera è caduta. Ora sappiamo ufficialmente che la Provincia di Potenza incapace di gestire Apea è governata dal campo largo e dal centrosinistra.

Da oggi anche noi su ciascuna questione potremo fare più chiaramente il confronto.

Conte e e sotto Araneo, Giordano e Rubino alla guida del coordinamento regionale

DOPO IL VIA LIBERA DELLE COMMISSIONI CONSILIARI IERI POMERIGGIO, I LAVORI RIPRENDONO

Consiglio

regionale rinviato a questa mattina: confronto e votazione di bilancio di previsione e Documento economico-finanziario

«Via libera a maggioranza, con il voto contrario delle opposizioni, ai principali strumenti contabili della Regione Basilicata» è così che il Consiglio regionale della Basilicata comunica il rinvio dell’Assise a questa mattina a partire dalle ore 9.

Il parere favorevole è arrivato nel pomeriggio di ieri dalle quattro Commissioni consiliari, riunite in seduta congiunta, sul bilancio di previsione per il triennio 20262028, sulla legge di stabilità regionale 2026, sul Documento Economico-Finanziario Regionale (DEFR) e sul bilancio di previ-

sione del Consiglio regionale per il medesimo triennio.

I lavori, come comunicato in Aula dalla vicepresidente Maddalena Fazzari sottolineando che la decisione è stata presa dalla Conferenza dei Capigruppo, sono stati aggiornati ad oggi, quando si terranno il dibattito politico e la votazione finale.

In apertura è prevista la relazione illustrativa del presidente della Giunta regionale, Vito Bardi, che presenterà il quadro complessivo delle politiche di bilancio e le principali linee strategiche alla base degli strumenti contabili.

William, presidente dell’Ordine dei geologi: «Il dissesto idrogeologico non è una fatalità, ma una mancanza di pianificazione»

Frane di Pisticci e Senise: il passato che insegna, la prevenzione che ancora manca

Nel 2026 ricorrono due anniversari che segnano profondamente la memoria e la coscienza civile della Basilicata: i cinquant’anni dalla frana di Pisticci e i quarant’anni dalla frana di Senise. Due eventi distinti, ma uniti da un filo conduttore chiaro: non furono improvvisi, né imprevedibili.

A ricordarlo è Mary William, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Basilicata, intervenuta in occasione del convegno “La natura come cura per la città: il giardino verticale di Pisticci tra ambiente, sostenibilità, clima e qualità urbana”, dedicato ai temi della rigenerazione

urbana e della prevenzione del rischio idrogeologico. William ricorda che già molti anni prima dei collassi i territori interessati presentavano segnali evidenti di instabilità: crepe negli edifici, deformazioni del suolo, problemi di drenaggio e movimenti dei versanti. Indicatori chiari, spesso sottovalutati o non tradotti in scelte di pianificazione adeguate. Il caso di Pisticci resta emblematico. I primi segnali furono osservati già alla fine degli anni ’50. Le condizioni geologiche del territorio – tra versanti acclivi e il contatto tra sabbie permeabili e argille marnose impermeabili – hanno rappresentato un fatto-

re predisponente decisivo. A questi elementi si è aggiunta l’azione delle acque, bianche e nere, che infiltrandosi nei terreni hanno ridotto la resistenza delle argille, innescando i movimenti franosi aggravati dall’erosione al piede del versante.

«Oggi, - sottolinea William, - le conoscenze scientifiche sono avanzate e gli strumenti di monitoraggio sempre più efficaci. Tuttavia, i geologi continuano a essere coinvolti soprattutto nelle fasi emergenziali, quando i danni sono già avvenuti». «Gli interventi sul dissesto idrogeologico arrivano quasi sempre tardi e senza una regia unitaria: si rincorrono le emergenze invece di prevenirle», evidenzia, richiamando anche la carenza strutturale di personale tecnico specializzato nelle amministrazioni comunali. In Basilicata, infatti, non esistono geologi stabilmente impiegati nei Comuni, incluso il capoluogo di Regione.

Non mancano, tuttavia, esempi positivi. Pisticci, dopo la frana, ha avviato un percorso di consolidamento e rigenerazione urbana, accompagnato da un monitoraggio costante del territorio. Interventi che

hanno ridotto il rischio e restituito alla comunità luoghi simbolici, oggi diventati spazi di memoria e resilienza. In questo contesto si inserisce anche il Giardino Verticale, citato nel convegno come esempio di rigenerazione urbana. Un’opera che assume valore solo se inserita in una strategia tecnica solida e continuativa. La storia del Rione Croci dimostra infatti come la messa in sicurezza sia stata possibile grazie a interventi strutturali complessi: paratie, drenaggi, sistemazioni idrauliche e consolidamenti del versante. Da qui l’appello rivolto alle istituzioni locali, in particolare ai Comuni, per un cambio di approccio nella gestione del rischio idrogeologico: più prevenzione e meno emergenza. Tra le priorità indicate figurano l’integrazione stabile delle competenze geologiche nei processi decisionali, l’aggiornamento delle carte di rischio, il monitoraggio continuo delle aree fragili anche in tempo di pace attraverso presidi territoriali e una maggiore collaborazione con Regione, Province e Autorità di Bacino, insieme all’Ordine dei Geologi della Basilicata anche tra-

mite accordi e convenzioni per un supporto tecnico-scientifico continuo ai Comuni.

Il dissesto idrogeologico, ribadisce William, non è una fatalità ma un fenomeno naturale che diventa disastro solo quando manca la prevenzione. Ricordare Pisticci e Senise non significa guardare al passato, ma assumersi una responsabilità nel presente. Solo mettendo insieme conoscenza, pianificazione e manutenzione si possono evitare gli errori del passato.

«Come geologi sentiamo la responsabilità di mettere le nostre competenze al servizio dei territori e dei cittadini, ma senza ascolto e pianificazione la conoscenza non si traduce in sicurezza.»

L’Ordine dei Geologi della Basilicata rinnova infine la propria disponibilità a collaborare direttamente con le istituzioni locali, insieme a Regione e Protezione Civile, per promuovere una cultura del rischio più consapevole e strumenti di pianificazione più efficaci. Solo attraverso un lavoro congiunto e continuativo sarà possibile costruire territori più sicuri e resilienti, capaci di affrontare le sfide future.

Mary William

L’assessore Pepe: «Ho sempre creduto in questa grande opera, è un collegamento importante per il nostro capoluogo»

Tunnel di Pazzano, c’è il via libera

Un passo decisivo che sblocca l’iter burocratico di un’infrastruttura attesa da anni. L’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Pasquale Pepe, annuncia con soddisfazione un’importante evoluzione riguardante il progetto del Tunnel di Pazzano, inserito nel più ampio itinerario Salerno–Potenza–Bari. Dopo il parere favorevole espresso dalla Commissione Tecnica VIA-VAS lo scorso 18 marzo, il percorso ha registrato una svolta fondamentale: il Ministero della Cultura (MiC) ha formalizzato gli atti necessari a integrare e completare quelli già prodotti dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Nella giornata odierna, infatti, la Direzione Generale Ar-

cheologia, Belle Arti e Paesaggio ha espresso parere favorevole alla compatibilità paesaggistica del progetto, basandosi sulla cosiddetta “Alternativa 3.1”, individuata come la soluzione a minor impatto ambientale e territoriale per la IV tratta che collega la zona industriale di Vaglio allo svincolo per Oppido Lucano. Il progetto, affidato ad ANAS, prevede un intervento complessivo di circa 18,5 chilometri. Il cuore dell’opera sarà la nuova Galleria “Valico Pazzano”, lunga 2.945 metri, che consentirà di superare i nodi critici dell’attuale viabilità. Il tracciato sarà completato da cinque nuovi viadotti e due gallerie artificiali, garantendo una connessione moderna ed efficiente tra il capoluogo di regione, l’area

del Bradano e la Puglia, e ottimizzando i collegamenti tra gli hub portuali di Salerno e Bari. «Ho creduto nel Tunnel di Pazzano sin dal primo giorno – dichiara Pepe –. L’ho fatto dai banchi del Parlamento, con la fascia tricolore da sindaco di Tolve e continuo a farlo oggi con la responsabilità dell’Assessorato regionale. Questa strada rappresenta una vera e propria “cucitura” per il nostro tessuto sociale ed economico: è fondamentale per sottrarre dall’isolamento i comuni delle aree interne e per rendere la nostra regione realmente centrale nel Mezzogiorno». Sottolineando come il via libera tecnico del Ministero della Cultura –decisivo nel certificare l’assenza di impatti negativi sui beni tutelati e la bontà del-

la variante scelta – rappresenti ormai l’ultimo miglio, Pepe è ora concentrato sulle tempistiche. L’obiettivo della Regione Basilicata è ridurre al minimo i tempi tecnici per passare dalla fase autorizzativa all’apertura dei cantieri. «Abbiamo raggiunto un traguardo fondamentale, ma il lavoro continua – aggiunge Pepe –. Nei prossimi giorni è attesa la firma del decreto di compatibilità ambientale, condiviso dal MASE e dal MiC. Subito dopo si aprirà la fase della cantierizzazione. Saremo vigili, pressanti e determinati affinché la burocrazia non rallenti un’opera che i cittadini attendono da troppo tempo». «Il mio impegno – conclude l’assessore – è trasformare questi pareri tecnici in un cantiere operativo nel

più breve tempo possibile, attraverso un monitoraggio costante e un’interlocuzione continua con i vertici ministeriali. Un ringraziamento particolare e sentito va al Ministro Matteo Salvini per il costante impegno e la massima attenzione riservata a questa infrastruttura strategica. Desidero inoltre esprimere gratitudine al Presidente Vito Bardi, alla maggioranza che lo sostiene e ai consiglieri regionali che hanno creduto e sostenuto con convinzione quest’opera, insieme alla Giunta regionale. Un ringraziamento va anche al Vice Ministro Vannia Gava e alla Sottosegretaria Lucia Borgonzoni per l’attenzione dimostrata. Vincono le idee forti e il gioco di squadra. Andiamo avanti, senza arretrare di un millimetro».

FLAI CGIL: «DALLA REGIONE SOLO RINVII SULL’AUMENTO DELLE GIORNATE, ADESSO VOGLIAMO RISPOSTE IMMEDIATE»

I Forestali della Basilicata sono pronti alla mobilitazione

«L’ultimo

tavolo tecnico

sulla forestazione lo scorso 17 aprile si è chiuso come tutti gli altri: tanti impegni, zero atti concreti. La Regione Basilicata continua a non decidere sull’aumento delle giornate a tutte le platee dei forestali lucani. I lavoratori sono stanchi di essere presi in giro. La stagione partirà a breve, le lavoratrici e i lavoratori hanno bisogno di certezze su reddito e lavoro. Invece dagli uffici regionali arrivano solo rinvii e silenzi». Lo afferma il segretario generale della Flai Cgil Basilicata, Vincenzo Pellegrino. «I lavoratori - prose-

gue - non possono più aspettare i comodi della politica. Se entro pochi giorni la Giunta regionale non approverà atti concreti sull’aumento delle giornate lavorative a tutte le platee, avvieremo lo stato di agitazione e la mobilitazione. Non escludiamo presidi sotto il Palazzo della Regione Basilicata e il blocco dei cantieri. Governare significa decidere. Temporeggiare - conclude - significa danneggiare circa 4.000 lavoratori e mettere a rischio prevenzione incendi e manutenzione del territorio. Basta tavoli inutili. Ora servono le delibere o sarà lotta».

Dal confronto interno la richiesta di un percorso congressuale partecipato e di un progetto politico radicato nei territori

Pd Basilicata, appello al rilancio e alla rinascita politica del partito

Il Partito Democratico della Basilicata si trova oggi davanti a una fase considerata delicata e decisiva, da affrontare come un’occasione di rilancio politico e rigenerazione democratica. In questi mesi, il commissario Senatore Manca ha portato avanti un lavoro di ricostruzione e rilancio dell’attività del partito, un impegno che viene riconosciuto e sostenuto. Ora, secondo la posizione espressa, è necessario compiere un ulteriore passo, avviando un percorso politico chiaro, partecipato e fortemente radicato nei territori.Il punto di partenza indicato è quello dei circoli, delle comunità locali, degli iscritti e dei militanti. La ricostruzione del partito viene infatti legata a un percorso congressuale ordinato e democratico, nel rispetto delle norme statutarie, con l’obiettivo di chiamare gli iscritti a eleggere gli organismi dirigenti nel-

la finestra compresa tra aprile e giugno, come deliberato dalla direzione nazionale. Il percorso dovrebbe partire dai congressi di circolo e provinciali per arrivare successivamente a quello regionale. Un congresso definito come momento centrale di partecipazione e voto, in cui gli iscritti siano protagonisti della vita democratica del partito.Nel quadro politico generale, vengono richiamati alcuni elementi ritenuti significativi. Il recente referendum sulla giustizia ha evidenziato una partecipazione ritenuta consapevole e una netta affermazione del No anche in Basilicata, dato interpretato come segnale di richiesta di equilibrio istituzionale e di rifiuto delle semplificazioni propagandistiche.A livello nazionale, si sottolinea come il governo guidato da Giorgia Meloni attraversi una fase caratterizzata da contraddizioni interne e da una

crescente distanza rispetto ai bisogni del Paese. Anche sul piano regionale, la giunta guidata dal presidente Vito Bardi viene descritta come attraversata da difficoltà politiche e amministrative, evidenziate dalle tensioni emerse in occasione del voto di bilancio. In questo contesto, si ritiene che si stia aprendo uno spazio per la costruzione di un’alternativa politica, che il Partito Democratico è chiamato a interpretare su temi centrali come lavoro, sanità, servizi pubblici, valorizzazione delle aree interne, contrasto allo spopolamento, diritti, infrastrutture e trasporti.In questa prospettiva viene condivisa e sostenuta la linea del commissario Manca e della direzione nazionale del partito, orientata alla costruzione di un campo largo delle forze democratiche, progressiste e civiche, considerato uno strumento necessario per offrire un’al-

ternativa alla destra. Anche in Basilicata, viene sottolineato, sarà fondamentale lavorare in questa direzione, costruendo alleanze sociali e politiche ampie, fondate su programmi chiari e su una visione condivisa del futuro regionale.Il rilancio del Partito Democratico lucano viene infine legato alla valorizzazione delle competenze e dei gruppi dirigenti esistenti, insieme alla costruzione di una nuova

classe dirigente aperta, plurale e radicata. Radicamento, partecipazione, valorizzazione delle competenze e chiarezza politica vengono indicati come i punti su cui impostare la nuova fase.Un percorso che, nelle intenzioni, punta a riportare il partito a essere un punto di riferimento credibile per i cittadini e ad aprire una nuova stagione politica, attraverso un lavoro definito necessario e collettivo.

A Matera presentato il protocollo 2026: finanziamenti, pagamenti digitali e formazione gratuita per accompagnare la crescita delle Pmi del terziario

Melfi si chiude il ciclo “Le 4 Intelligenze”: studenti a confronto con AI

Si è svolto a Melfi, presso l’IIS “Federico II di Svevia”, il quarto e ultimo incontro del ciclo “Le 4 Intelligenze”, iniziativa del Consiglio regionale della Basilicata promossa dalla Struttura di Coordinamento Informazione, Comunicazione ed Eventi - Ufficio Stampa, nell’ambito dell’Anno europeo dell’educazione alla cittadinanza digitale. L’obiettivo del progetto è stato quello di accompagnare gli studenti in una riflessione sulle competenze umane fondamentali per affrontare il presente e il futuro.Dopo gli appuntamenti dedicati all’intelligenza linguistica-relazionale e a quella emotiva, l’ultimo incontro ha approfondito il tema dell’intelligenza sistemica e il rapporto con l’intelligenza artificiale, in un confronto aperto e partecipato che ha coinvolto gli studenti dell’istituto federiciano.Ad aprire i lavori è stata la dottoressa Lidia Consiglio, del Consiglio regionale della Basilicata, che ha richiamato il valore del percorso formativo e la necessità di riportare al centro le intelligenze umane in una fase storica in cui l’intelligenza artificiale rappresenta una grande opportunità, ma anche un potenziale fattore di indebolimento delle competenze relazionali, emotive e sistemiche. «Oggi più che mai diventa fondamentale aiutare i giovani a riconoscere il valore delle proprie capacità interiori, della consapevolezza e della qualità delle relazioni, perché saranno proprio queste competenze a distinguerli nel mondo del lavoro e nella costruzione del proprio percorso di vita», ha sottolineato.Ospite dell’incontro il formatore ed esperto in leadership sistemica Antonio D’Este, che ha incentrato il suo intervento sul rapporto tra tecnologia e dimensione

umana: «Il pericolo non è l’AI potente ma l’umano che smette di allenare pensiero, dubbio, sentire e presenza».D’Este, insieme al facilitatore e Digital EU Ambassador Vito Verrastro, ha guidato gli studenti in un dialogo sull’intelligenza sistemica, offrendo spunti di riflessione sul posizionamento dell’individuo nei diversi contesti relazionali, familiari, sociali e professionali. «È stato un percorso ricco di suggestioni, incontri e confronti costruttivi in cui la pubblica amministrazione ha dialogato con privati, esperti e mondo scolastico», ha spiegato Verrastro. «In un tempo dominato dalla velocità e dall’automazione, abbiamo scelto di lavorare su ciò che non può essere sostituito da nessun algoritmo: la capacità di ascoltare, comprendere, relazionarsi, leggere sistemi complessi e riconoscere sé stessi. L’intelligenza artificiale è uno strumento potente, ma il vero valore resta nelle intelligenze umane, nella loro profondità e responsabilità».Attraverso racconti, esempi concreti ed esperienze dirette, gli stu-

denti dell’istituto di Melfi hanno vissuto momenti di ascolto e consapevolezza, sperimentando una riflessione più profonda sul proprio modo di essere e di relazionarsi.Il ciclo “Le 4 Intelligenze” si conclude così con un messaggio chiaro: nell’epoca dell’intelligenza artificiale, la sfida principale resta quella di coltivare le competenze che definiscono l’umano. Un percorso che il Consiglio regionale della Basilicata ha scelto di sostenere per offrire ai giovani strumenti di crescita, orientamento e cittadinanza consapevole.

La sinergia tra Capitaneria di Porto di Taranto e ARPA Basilicata rafforza la vigilanza ambientale lungo il litorale

Costa jonica lucana sotto osservazione: 250 prelievi per garantire qualità acque

Èentrata nel vivo la campagna di monitoraggio delle acque di balneazione lungo la costa jonica della Basilicata, un’importante iniziativa nata dalla collaborazione tra la Capitaneria di Porto di Taranto e l’ARPA Basilicata. L’operazione si inserisce in un più ampio piano di tutela ambientale e prevenzione, con l’obiettivo di garantire standard elevati di qualità delle acque e sicurezza per residenti e turisti in vista della stagione estiva.Avviata nel mese di aprile, la campagna proseguirà senza soluzione di continuità fino alla fine dell’estate. Il programma prevede l’esecuzione di circa 250 campionamenti lungo l’intero tratto costiero lucano, con analisi mirate a verificare i parametri microbiologici e chimici delle acque marine. Un’attività fondamentale per certificare la balneabilità del mare e assicurare condizioni igienico-sanitarie adeguate alla

fruizione delle spiagge. Determinante, sotto il profilo operativo, il supporto della Capitaneria di Porto di Taranto, che ha messo a disposizione mezzi navali e personale per consentire ai tecnici dell’ARPA di svolgere i prelievi anche nei punti più complessi da raggiungere. Questa presenza rafforzata in mare contribuisce inoltre a intensificare le attività di vigilanza e controllo lungo la costa jonica, rendendo più efficace l’azione di contrasto agli illeciti.Proprio nel corso di una delle operazioni di pattugliamento, i militari della Guardia Costiera hanno individuato e sequestrato una rete da pesca illegale della lunghezza di circa mille metri, posizionata verosimilmente da poco. Durante le operazioni di recupero, condotte congiuntamente ai tecnici ARPA, sono stati liberati diversi esemplari di seppie e altre specie ittiche ancora vitali, evitando così un impatto

negativo sull’ecosistema marino locale.Un ruolo importante è stato svolto anche dall’amministrazione comunale di Pisticci, che si è prontamente attivata per la gestione e lo smaltimento della rete sequestrata. Dopo le verifiche tecniche, il materiale è stato ritenuto idoneo al riciclo ed è stato correttamente avviato tra i rifiuti plastici, in un’ottica di sostenibilità ambientale.

L’iniziativa rappresenta un esempio virtuoso di cooperazione tra enti pubblici, capace di coniugare attività scientifica, controllo del territorio e tutela dell’ambiente. Il monitoraggio costante delle acque e l’intensificazione delle operazioni di vigilanza confermano l’impegno condiviso delle istituzioni nel preservare il patrimonio naturale del litorale jonico e nel contrastare com-

portamenti illegali che ne mettono a rischio l’equilibrio.In un contesto in cui la qualità del mare rappresenta una risorsa fondamentale per il territorio, sia dal punto di vista ambientale che turistico, operazioni come questa assumono un valore strategico, contribuendo a rafforzare la fiducia dei cittadini e a promuovere una fruizione consapevole e sostenibile delle coste lucane.

Pineta jonica, riconosciuti 143 ettari di tartufaia

controllata: svolta per ambiente ed economia

Si apre una nuova fase per la valorizzazione del patrimonio boschivo della fascia jonica lucana. Con il Decreto del Presidente della Regione n. 96 del 21 aprile 2026, circa 143 ettari di terreni boscati di proprietà Alsia, situati nei comuni di Pisticci e Scanzano Jonico, sono stati ufficialmente riconosciuti come “tartufaia controllata”.Un passaggio significativo che segna un cambio di rotta nella gestione delle risorse naturali regionali, con l’obiettivo di coniugare tutela ambientale e sviluppo economico sostenibile. L’idea alla base del progetto è trasformare il bosco in una risorsa produttiva, senza comprometterne gli equilibri ecologici.Il riconoscimento arriva al termine di un articolato lavoro tecnico e istituzionale portato avanti dai funzionari Alsia, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Tartufai Italiani Basilicata e con l’Ufficio Foreste e Tutela del Territorio della Regione Basilicata. L’iniziativa si inserisce nel nuovo Piano di Gestione Forestale re-

gionale, attualmente in fase di approvazione, che punta a rendere più efficiente e moderna la gestione dei boschi lucani.L’intervento, tuttavia, non si limita alla dimensione economica. Le pinete della fascia jonica rappresentano infatti una barriera naturale fondamentale contro l’erosione, oltre a proteggere le aree agricole dell’entroterra. La loro salvaguardia rientra nelle strategie regionali di conservazione attiva del territorio, in linea con il Regolamento n. 3/2022, che riconosce il tartufo anche come indicatore di qualità ambientale e biodiversità. «La pineta jonica è un presidio ambientale che dobbiamo proteggere e, allo stesso tempo, valorizzare con scelte sostenibili», ha dichiarato il direttore Alsia Michele Blasi. «Il riconoscimento delle tartufaie controllate rappresenta un’opportunità concreta per coniugare tutela e sviluppo. In Basilicata il tartufo sta acquisendo un peso crescente, grazie anche al tartufo bianco della Valle del Serrapotamo, sempre più

competitivo nei mercati nazionali e internazionali. Si tratta di una filiera strategica su cui investire per rafforzare l’economia locale e l’identità del territorio.»

Nella fase iniziale, il piano prevede interventi mirati a garantire la produttività delle aree: diradamenti selettivi delle piante deperienti, operazioni di spalcatura, messa a dimora di nuove piante tartufigene e gestione delle radu-

re. Sono inoltre previste infrastrutture di protezione, tra cui recinzioni e cartellonistica, per regolamentare gli accessi e limitare i danni causati dalla fauna selvatica. Un progetto che punta dunque a fare della pineta jonica un modello di equilibrio tra conservazione ambientale e sviluppo economico, valorizzando una risorsa naturale sempre più centrale per il territorio lucano.

La Basilicata avvia un nuovo modello di gestione forestale che punta a coniugare tutela ambientale e sviluppo economico sostenibile

Chiesa gremita e un’intera comunità sconvolta dall’incidente che ha strappato via la vita

Policoro si ferma per l’ultimo saluto a Giambattista Mele

Un silenzio irreale ha avvolto la città nel giorno dell’addio a Giambattista Mele, il giovane di 34 anni tragicamente scomparso in un incidente stradale che ha lasciato sgomenti familiari, amici e un’intera comunità. Nella chiesa gremita, volti segnati dal dolore e occhi lucidi hanno accompagnato un ultimo saluto che nessuno avrebbe mai voluto pronunciare così presto.Giambattista non era solo un nome, ma una presenza viva, concreta, fatta di legami, lavoro e quotidianità condivisa. La notizia della sua morte si è diffusa rapidamente, colpendo nel profondo una comunità abituata a riconoscersi nei suoi giovani, nelle loro storie e nei loro progetti. E proprio quei progetti, oggi, restano sospesi, interrotti con una violenza che lascia senza parole.Il rito funebre si è svolto in un clima di composta commozione. Attorno al feretro, la famiglia ha trovato l’abbraccio sincero di tanti cittadini accorsi per testimoniare vicinanza e affetto. Parole di conforto, sussurrate o affidate al silenzio, hanno cercato di dare un senso a una perdita che senso non ha.Il dramma riaccende inevitabilmente l’attenzione sulla sicurezza stradale, tema che troppo spesso torna alla ribalta solo dopo tragedie come questa. Ogni incidente porta con sé una storia, un volto, una vita spezzata. E quella di Giambattista è una ferita che resterà aperta a lungo nel cuore di Polico-

ro.Nel ricordo di chi lo ha conosciuto, resta l’immagine di un ragazzo semplice, legato ai suoi affetti, capace di lasciare un segno autentico nelle persone che gli sono state accanto. Un segno che nemmeno la morte potrà cancellare.Oggi Policoro si stringe nel dolore, ma anche nella memoria. Perché ricordare Giambattista Mele significa non lasciare che il suo nome diventi solo cronaca, ma custodirlo come parte viva della comunità. E mentre le campane hanno scandito l’ultimo saluto, resta forte una domanda che accompagna ogni tragedia simile: perché? Una domanda destinata a rimanere senza risposta, ma che non cancella il bisogno di giustizia, sicurezza e rispetto per la vita.

Alcuni momenti della cerimonia funebre

Dalla crisi del PD alle strade lucane, fino al racconto culturale di Cardetta

D I ANN A TAM MARIELL O

Nella nuova puntata di “Oltre il giardino”, il programma di Cronache TV condotto dal giornalista Paride Leporace, ospite in studio Giuseppe Tragni, subcommissario e tesoriere del Partito Democratico di Matera, che ha ripercorso il lavoro svolto nella fase referendaria, evidenziando la forte presenza del partito sul territorio e il risultato positivo ottenuto in città, con una partecipazione superiore alle attese. In quel contesto, il PD ha anche ricostruito il dialogo con le altre forze del centrosinistra, avviando un percorso condiviso.Guardando alla fase attuale, Tragni sottolinea la «necessità di ripartire dai territori e dai circoli, seguendo un percorso congressuale ordinato, dal livello cittadino fino a quello regionale, nel rispetto dello statuto. Una scelta ritenuta fondamentale per ridare struttura e credibilità al partito». A Matera, però, la situazione resta complessa: da oltre un anno manca una sede fisica, condizione che rende difficile il confronto tra gli iscritti, nonostante una partecipazione significativa. Da qui l’urgenza di ricostruire spazi di aggregazione e rilanciare il dibattito interno, valorizzando tutte le energie presenti. «La sezione a Matera purtroppo non c'è più da unanno e mezzo -spiega Tragni-. Una situazione che ovviamente crea delle difficoltà anche di incontro e di discussione da parte degli iscritti, che l'anno scorso comunque sono arrivatia più di 500. La voglia di partecipare c'è, quindi la prima cosa che bisognafare è quella di trovare un nuovo luogo di aggregazione, deve essere la base di partenza di ognidiscussione. Il confronto è importante». Tragni ha poi affrontato il tema delle ultime elezioni comunali, segnate dalla mancata presentazione del simbolo del PD, una decisione non condivisa da tutti e che ha evidenziato una frattura interna. Anche l’uscita di una figura storica come Roberto Cifarelli viene letta come una scelta personale, pur rappresentando una perdita rilevante. Critico infine

il giudizio di Tragni sull’amministrazione comunale, ritenuta politicamente fragile e poco incisiva, con ripercussioni sull’attività amministrativa e sul coinvolgimento dei cittadini.

«La priorità -conclude Tragni- è ricostruire il partito partendo dalla base, rafforzare l’unità del centrosinistra e prepararsi alle prossime sfide elettorali con un’organizzazione più solida e radicata sul territorio». Il programma tv affronta poi il problema della viabilità in Basilicata, dove le condizioni geografiche rendono le strade spesso dissestate e difficili da mantenere. Ospite del nuovo approfondimento l’assessore alla viabilità di Bella, Carmine Ferrone, che ha una lunga esperienza anche a livello provinciale. L’amministratore propone l’istituzione di un fondo unico nazionale per garantire una manutenzione ordinaria costante delle strade, basata su criteri oggettivi come chilometri, popolazione e importanza delle arterie. L’idea nasce dalla constatazione che gli investimenti straordinari, come i 74 milioni stanziati nel 2015 per la provincia di Potenza, risultano inefficaci senza una manutenzione continua. «il problema focale è sempre lamanutenzione ordinaria, specie il deflusso delle acque -spiega l’assessore comunale-. Se si sistema un tratto di strada, ma il giorno dopo non abbiamo risorse per la manutenzione, se va un po' di terreno nella zanella di una strada e non c'è nessuno che lo va a togliere, alla prima pioggia avremo

un’infiltrazione che con ilpassare del tempo creerà o una buca o una frana o unosmottamento». Gli enti locali, però, non dispongono né di risorse economiche né di personale sufficiente, anche a causa dei vincoli statali sulle assunzioni.Il conduttore esprime dubbi sulla fattibilità economica della proposta del fondo unico, soprattutto in un contesto di crisi energetica e scarsità di risorse. L’assessore ribadisce però la necessità di superare la logica dell’emergenza e avviare una programmazione stabile, fondamentale anche per contrastare lo spopolamento e garantire servizi adeguati nelle aree rurali. Si evidenziano inoltre criticità nei rapporti istituzionali: fondi già stanziati, come 40 milioni destinati alla viabilità, non sarebbero ancora stati trasferiti dalla Regione alla Provincia. A livello comunale, realtà come Bella devono gestire centinaia di chilometri di strade interpoderali con mezzi limitati, aggravati da eventi climatici recenti. Infine, emerge una riflessione politica: la proposta sarà portata a livello nazionale tramite il Partito Democratico, nonostante le difficoltà organizzative del partito sul territorio. L’auspicio è che il tema venga condiviso trasversalmente da tutte le forze politiche per rispondere concretamente ai bisogni dei cittadini. La terza parte della trasmissione è dedicata alla cultura e ospita l’artista pugliese Marco Cardetta, figura poliedrica: poeta, scrittore, produttore e autore multimediale, legato anche alla

Basilicata. Il focus iniziale è sul suo libro di poesie “Dal mare nero di Odessa”, un poema composto da 22 testi autonomi ma connessi. L’opera non vuole riferirsi alla guerra attuale, scelta chiarita dall’autore per evitare fraintendimenti, ma si concentra sul mito di Odessa, città storicamente multiculturale e simbolo di incontro tra popoli. Cardetta racconta il fascino della città, fondata da Caterina II e caratterizzata da influenze europee, tra cui italiane. Odessa emerge come luogo sospeso tra identità e alterità, dove «ognuno è cittadino e straniero». L’ispirazione poetica nasce proprio da questa atmosfera cosmopolita e dalla sua esperienza diretta in città durante tour musicali. Si passa poi al romanzo Sergente Romano, dedicato al brigantaggio postunitario. «Questo è il mioprimo romanzo, edito ormai dieci anni fa, però devo dire che continuo a lavorare tantissimo, miinvi-

tano nelle scuole, poi vi ho associato anche dei progetti paralleli, nel senso che in Puglia,nelle zone del Sergente Romano, organizzo da dieci annidei trekking che tracciano i luoghi del brigantaggio». L’autore descrive il libro come un’opera storica ma anche narrativa, capace di unire rigore documentale e invenzione. Il brigantaggio diventa un pretesto per raccontare il Sud, la sua cultura e identità, evitando sia idealizzazioni sia condanne semplicistiche. Infine, Cardetta anticipa i suoi progetti futuri: «nuovi lavori sul brigantaggio, pubblicazioni poetiche e saggi sul meridionalismo. In particolare, sto sviluppando un progetto sulla civiltà montana delle Dolomiti Lucane, basato su ricerche etnografiche e anche sull’eredità del regista Mimì Di Gianni». L’intervista si chiude valorizzando il ruolo dell’arte come strumento per rileggere il passato e comprendere il presente.

Cardetta, Ferrone e Tragni a Oltre il giardino

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy avvia un confronto. Caiata (FdI) : «La scelta del ministro Urso dimostra un approccio concreto»

Crisi Natuzzi, Urso: «Priorità mettere in sicurezza l’azienda e i lavoratori»

Si apre una fase decisiva per la vertenza Natuzzi, storico gruppo italiano dell’arredo e simbolo del Made in Italy, oggi al centro di un percorso istituzionale volto a garantirne la tenuta industriale e occupazionale.Al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, guidato dal ministro Adolfo Urso, è stato concordato l’avvio di un tavolo permanente di confronto con azienda, sindacati e Regioni interessate, con l’obiettivo di accompagnare un piano di rilancio e mettere in sicurezza il futuro del gruppo.L’iniziativa nasce in un contesto di forte preoccupazione per la tenuta economico-finanziaria dell’azienda e per le ricadute occupazionali tra Puglia e Basilicata, dove Natuzzi rappresenta da decenni uno dei principali poli produttivi. Il ministro Urso ha sottolineato la necessità di un intervento tempestivo e strutturato, affermando: «È necessario intervenire al più presto per mettere in sicurezza il Gruppo Natuzzi e consentire gli urgenti interventi economico-finanziari, manageriali e organizzativi, senza i quali l’azienda rischia un serio peggioramento».Il primo incontro ufficiale del tavolo è fissato per il 27 maggio alle ore 10.30 a Palazzo Piacentini, subordinato agli esiti del confronto in corso al Ministero del Lavoro sugli ammortizzatori sociali. Prima del tavolo plenari, il MIMIT ha previsto incontri bilaterali con azienda e sindacati per definire un percorso condiviso di ristrutturazione, continuità produttiva e tutela occupazionale.

LE ISTITUZIONI LOCALI: «SERVE UN FRONTE COMUNE PER DIFENDERE LAVORO E TERRITORIO»

Il presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini, ha fatto visita al presidio dei lavoratori esprimendo solidarietà alle maestranze coinvolte nella crisi. Mancini ha dichiarato: «La mia solidarietà, quella del Consiglio provinciale e di tutto l’Ente va alle lavoratrici e ai lavoratori. Le preoccupazioni sollevate dalle organizzazioni sindacali delineano uno scenario

che rischia di colpire duramente non solo centinaia di famiglie, ma l’intero tessuto economico e sociale del nostro territorio».Il presidente provinciale ha evidenziato come le criticità in atto possano determinare conseguenze strutturali sull’occupazione locale: «La crisi in atto potrebbe generare un esubero strutturale senza precedenti in un territorio che ha già pagato un prezzo elevato in termini di fragilità produttiva e occupazionale».Mancini ha quindi rivolto un appello alle istituzioni: «È indispensabile che tutte le istituzioni, a ogni livello, si attivino per tutelare i diritti dei lavoratori, salvaguardare competenze professionali costruite in decenni di storia industriale e garantire che le decisioni aziendali non scarichino sui territori il peso di strategie non condivise».E ha concluso ribadendo la disponibilità dell’ente provinciale: «La Provincia di Matera è pronta a fare la propria parte, con senso di responsabilità e spirito di collaborazione».

IL SOSTEGNO POLI-

TICO AL TAVOLO: «NATUZZI ECCELLENZA DEL MADE IN ITALY»

Sulla vicenda è intervenuto anche il senatore di Fratelli d’Italia Gianni Rosa, che ha accolto positivamente la decisione del Ministero di istituire un tavolo permanente.Rosa ha affermato: «L’attivazione del tavolo permanente su Natuzzi al Mimit rappresenta un segnale concreto e significativo di attenzione verso una realtà che da decenni incarna l’eccellenza del Made in Italy nel mondo».Secondo il senatore, la priorità ora è trasformare il confronto istituzionale in soluzioni operative: «Bene l’iniziativa del ministro Urso: ora serve lavorare con rapidità e responsabilità, coinvolgendo tutti gli attori istituzionali, le parti sociali e l’azienda stessa, per costruire soluzioni concrete e sostenibili per garantire continuità produttiva e tutela dei lavoratori».Rosa ha inoltre sottolineato la necessità di una strategia industriale chiara: «Mettere in sicurezza il Gruppo Natuzzi è una priorità non solo per il territorio ma per l’intero comparto dell’arre-

do italiano. Occorrono interventi tempestivi sul piano finanziario e organizzativo, accompagnati da una visione industriale chiara».

UNA VERTENZA CHE

RIGUARDA L’INTERO

SISTEMA

INDUSTRIALE

La crisi del gruppo Natuzzi si inserisce in un quadro più ampio di trasformazione del sistema manifatturiero italiano, in particolare del settore dell’arredo, da sempre considerato uno dei pilastri dell’export nazionale e della competitività del Made in Italy sui mercati internazionali. La vertenza non riguarda soltanto il destino di una singola azienda, ma solleva interrogativi più ampi sulla capacità del sistema industriale di affrontare le sfide della transizione economica, della concorrenza globale e della riorganizzazione delle filiere produttive. Il tavolo permanente al MIMIT sarà quindi chiamato non solo a gestire l’emergenza, ma anche a costruire un possibile modello di intervento pubblico-privato capace di coniugare tutela occupazionale, sostenibilità economica e rilancio industriale. Un equilibrio complesso, che coinvolge istituzioni nazionali, territori e rappresentanze socialiin una fase decisiva per il futuro del gruppo.

CAIATA (FDI): «IL

GOVERNO HA APERTO UNA STRADA DI RILANCIO, ORA SERVE L’IMPEGNO DI TUTTI»

Il confronto istituzionale sulla crisi del gruppo Natuzzi entra in una fase operativa con l’avvio del tavolo permanente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per il deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Caiata si tratta di un segnale concreto di attenzione verso una delle principali realtà dell’arredo italiano.«La scelta del ministro Urso di istituire un tavolo permanente dimostra un approccio concreto: non restare a guardare, ma intervenire per difendere lavoro, produzione e un marchio storico del Made in Italy», ha dichiarato Caiata, sottolineando la necessità di accelerare sulle misure per la messa in sicurezza del gruppo.La vertenza coinvolge migliaia di lavorato-

ri tra Puglia e Basilicata e si inserisce in un contesto di forte preoccupazione per la tenuta economico-finanziaria dell’azienda. Il Governo, attraverso il MIMIT, ha avviato un percorso che prevede il coinvolgimento di azienda, sindacati e Regioni, con l’obiettivo di definire un piano di rilancio industriale e occupazionale.Per Caiata il metodo adottato va nella direzione della responsabilità condi-

visa: «Il coinvolgimento di tutti gli attori conferma un approccio basato su visione industriale e non assistenzialismo». Il parlamentare richiama infine la necessità di una risposta coordinata: «Il Governo ha aperto una strada di rilancio – ha concluso Caiata –ora è necessario che tutte le parti facciano la propria parte per garantire continuità produttiva e tutela dell’occupazione».

Adolfo Urso, Gianni Rosa, Francesco Mancini e Salvatore Caiata

A Potenza l’iniziativa di CGIL, FLC e INCA: formazione e innovazione al centro della prevenzione degli infortuni

Sicurezza sul lavoro, gli studenti dell’Einstein-De Lorenzo premiati

Dai banchi di scuola arrivano indicazioni concrete e innovative sul tema della sicurezza sul lavoro. È questo il senso della premiazione promossa e organizzata da CGIL, FLC CGIL e INCA CGIL che ieri mattina, nell’Aula Magna dell’Istituto Einstein-De Lorenzo, hanno premiato le classi quarte A, B e N dell’indirizzo di meccanica dello stesso istituto, in occasione della Giornata mondiale sulla salute e sicurezza sul lavoro.Tema del concorso «La sicurezza prima di tutto», al centro di una giornata intensa che ha visto gli studenti presentare gli elaborati realizzati nell’ambito dei percorsi PCTO (ex alternanza scuola-lavoro). I lavori sono stati illustrati attraverso immagini ipertestuali e strumenti legati alle tecnologie più avanzate.Il progetto, già attivo in otto regioni, individua nella Basilicata e in Potenza un punto di riferimento, configurandosi come centro pilota d’eccellenza. L’obiettivo è raf-

forzare la consapevolezza che gli infortuni sul lavoro possano essere contrastati attraverso percorsi formativi innovativi e strumenti tecnologicamente evoluti, integrati nella didattica.Gli studenti hanno partecipato attivamente a momenti di formazione e dibattiti su rischi, comportamenti e diritti nei luoghi di lavoro, mettendo a frutto quanto appreso nei loro elaborati. Un impegno che punta a contrastare il fenomeno degli incidenti, anche mortali, ancora oggi in aumento. Il premio assegnato alle classi vincitrici è stato di mille euro.Alla giornata hanno preso parte il dirigente scolastico dell’Itis Einstein-De Lorenzo, Domenico Gravante, la segretaria dell’Inca CGIL Sara Palazzino, Paolo Laguardia della FLC CGIL Basilicata, il segretario generale della CGIL Potenza Vincenzo Esposito e il responsabile dei docenti Lucio Cioffredi.«Dobbiamo preparare anche i ragazzi per il mondo del lavoro. E la sicurezza è uno degli elementi più importanti, perché, visto che il numero dei mor-

ti sul lavoro è ancora alto, dobbiamo formarli anche da questo punto di vista, per noi fondamentale. Per quanto riguarda le prospettive, i nostri studenti vengono assunti oppure proseguono gli studi universitari, mentre le aziende spesso non riescono a trovare personale sufficiente a soddisfare la domanda», ha dichiarato il dirigente scolastico Domenico Gravante.Soddisfazione anche da parte del docente Davide Bia, referente del dipartimento di meccanica, meccatronica ed energia: «È stata un’esperienza significativa e un importante riconoscimento. La CGIL ha scelto il nostro istituto per partecipare al concorso insieme ad altre scuole italiane. Le tre classi coinvolte hanno lavorato con autonomia: due hanno realizzato prototipi, dispositivi costruiti con stampanti 3D e gestiti tramite Arduino per prevenire rischi, mentre un’altra ha prodotto un video sulla prevenzione nei laboratori».A sottolineare il valore dell’iniziativa anche Sara Palazzino, a nome dell’Inca CGIL Collegio

di Presidenza Nazionale: «Oggi è una giornata molto importante. Abbiamo scelto di celebrarla il 28 aprile, Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro. Questa premiazione coinvolge otto province individuate a livello nazionale anche in occasione degli 80 anni del patronato. Abbiamo voluto dedicare attenzione ai futuri lavoratori, perché la cultura della sicurezza deve svilupparsi prima dell’ingresso nel mondo del lavoro. È fondamentale trasmettere consapevolezza sull’importanza della prevenzione, della formazione e della tutela. Purtroppo registriamo ancora molti infortuni anche tra i giovani nei percorsi di PCTO, ed è quindi essenziale fornire loro strumenti adeguati e promuovere ambienti di lavoro sicuri, dove il diritto alla salute proceda di pari passo con il diritto al lavoro».Un’iniziativa che dimostra come formazione, partecipazione e innovazione possano rappresentare strumenti concreti per contrastare una delle emergenze più gravi del mondo del lavoro.

Il segretario dei Radicali lucani riconosce il valore del dem: «Un uomo di grande spessore politico, culturale e umano»

«De Filippo è la scelta giusta per guidare Sant’Arcangelo»

D I M A UR IZ I O BO LO G N E TTI *

Leggo l’elenco dei candidati alla carica di sindaco per le elezioni amministrative che si terranno il 24 e il 25 maggio 2026 e tra essi c’è un nome che, a mio avviso e al di là di colori e appartenenze, meriterebbe assoluta fiducia da parte degli elettori: Vito De Filippo. Non voglio certo sminuire gli altri candidati, ma credo che Vito per esperienza e spessore umano, politico e culturale sarebbe l’uomo giusto al posto giusto. Conosco

Vito De Filippo da oltre 30 anni e lo ritengo un interlocutore leale, che tra l’altro, come fa da molto tempo, è anche tra gli iscritti a Radicali Lucani. La sua esperienza e il suo percorso umano e politico non potranno che rappresentare una marcia in più per governare la comunità di Sant’Arcangelo; per governare un Comune in tempi in cui assumersi questa responsabilità significa di certo compiere un atto di coraggio. Vito ha condiviso con me e con Radicali Lucani battaglie importanti, quali quella della costituzione del Comitato Pro Montagnardi in

Basilicata. Questo per non dire che da Presidente della Giunta regionale ebbe ad inviare il gonfalone della Regione in occasione di alcune marce per la giustizia e il rispetto del dettato costituzionale, sostenute in Basilicata dall’Associazione di cui mi onoro di essere segretario. Più in generale, non dimentico il comune sentire che ci ha unito in nume-

rose battaglie sui diritti umani. Ma se dovessi dire ancora di Vito, non dimentico il fatto che abbia accettato di confrontarsi con me su due miei libri: “La peste italiana. Il caso Basilicata” e “Le mani del Petrolio”. Furono due confronti leali, venati anche di un pizzico di ironia e autoironia, che non guasta mai. Due confronti che confermarono quel che

già ritenevo di sapere: Vito è un uomo aperto al dialogo e al confronto. Aggiungerei che come me si nutre di questo. Che dire? Ho una certezza, a Sant’Arcangelo voterei per il compagno Vito De Filippo. E per non dimenticarlo ricordo in primis a me stesso che uso la parola compagno rifacendomi all’etimologia della stessa: «colui che mangia il

pane con un altro». Il pane che si fa metafora. Il pane della democrazia, il pane dello stato di diritto democratico, il pane della conoscenza… Il Pane di chi da sempre ha l’ambizione di essere un attivatore di democrazia. Se fossimo negli Usa, potrei dire De Filippo «For Mayor of Sant’Arcangelo!». * SEGRETARIO DI R ADICALI L UCANI

PACE (AZIONE): «UN AUGURIO DI BUON LAVORO A TUTTI I CANDIDATI E LE CANDIDATE SENZA DISTINZIONE DI SCHIERAMENTO»

«Le amministrative occasione di crescita per gli enti locali»

«Rivolgo un augurio di buon lavoro a tutti i candidati e le candidate, senza distinzione di schieramento, impegnati nelle elezioni amministrative. La qualità della democrazia si misura nella partecipazione: nei territori, nelle donne e negli uomini che si mettono in gioco e, soprattutto, nei giovani che scelgono di assumersi una responsabilità». Lo dichiara Aurelio Pace, vice commissario regionale di Azione Basilicata. «Per Azione Basilicata - continua Pace - queste amministrative rappresentano un ulteriore passaggio di crescita e radicamento, nel solco di un lavoro che continua nei territori per costruire una presenza concreta nei comuni, fondata su competenza, serietà e una visione riformista orientata ai

risultati. Oggi più che mai è necessario mettere in rete i nostri comuni, superando frammentazioni e isolamento, per costruire una Basilicata più innovativa, dinamica e capace di avanzare proposte. Una Basilicata che sappia farsi ascoltare all’esterno, con una voce autorevole, coerente con la propria storia e capace di ante vedere».

«Questo significa - conclude Pace - puntare su una programmazione efficace e su un uso corretto e responsabile delle risorse pubbliche, perché ogni scelta amministrativa possa tradursi in sviluppo concreto e nuove opportunità per i cittadini. È su questa strada che intendiamo continuare a lavorare, con equilibrio, responsabilità e determinazione».

A sostegno di Rossino Si tratta di Giuseppina Ielpo, Antonella Viceconti e Maurizio Mastroianni:

«Esprimono al meglio i nostri ideali politici»

Lauria, ecco i candidati di Italia Viva

Il direttivo di Italia Viva Lauria annuncia con soddisfazione la partecipazione alla lista civica “Lauria al Centro”, a sostegno della candidatura a sindaco di Antonio Rossino, presentando tre profili che rappresentano competenza, impegno e radicamento nel territorio. Si tratta di Giuseppina Ielpo, Antonella Viceconti e Maurizio Mastroianni , tre candidature che esprimono al meglio i valori di Italia Viva: concretezza,

attenzione alla persona e visione per lo sviluppo della comunità.Giuseppina Ielpo rappresenta una novità assoluta nel panorama politico locale. Forte di una solida esperienza imprenditoriale, porta con sé una conoscenza diretta delle dinamiche economiche del territorio e delle esigenze legate allo sviluppo, al decoro urbano e alla crescita sostenibile di Lauria. Il suo contributo sarà orientato a rafforzare il

tessuto produttivo e migliorare la qualità della vita cittadina. Antonella Viceconti vanta una lunga e significativa esperienza nel sociale e nell’associazionismo cattolico. Il suo impegno costante al servizio della comunità la rende un punto di riferimento per le politiche sociali, con particolare attenzione alle fasce più fragili e alla costruzione di una rete solidale e inclusiva. Maurizio Mastroianni porta in dote una consolidata esperien-

za nei rapporti con le istituzioni, maturata anche attraverso il suo impegno nel sociale e nel mondo dello sport e del turismo. La sua candidatura rappresenta una garanzia di dialogo, competenza e capacità di costruire relazioni utili per il bene della comunità. Queste candidature si inseriscono in un percorso politico coerente, in piena sintonia con il lavoro che Italia Viva porta avanti anche a livello regionale. Italia Viva Lauria conferma

così il proprio sostegno convinto al progetto politico e amministrativo di “Lauria al Centro” e alla candidatura di Antonio Rossino, nella consapevolezza che solo attraverso una squadra competente, credibile e radicata nel territorio sia possibile costruire un futuro migliore per Lauria. Il direttivo invita i cittadini a sostenere questo percorso, fatto di idee, responsabilità e impegno concreto per la crescita della città.

APERTURA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA LISTA CHE SOSTIENE LA CANDIDATURA A SINDACO DI PASQUALE CIANCIA

Francavilla in Sinni, si presenta “Comunità Futuro”

Siè aperta, con un vero e proprio bagno di folla presso l’Agriturismo

L’Agrifoglio, la campagna elettorale della lista Comunità Futura che si propone per la guida di Francavilla in Sinni con il candidato sindaco Avv. Pasquale Ciancia. All’incontro ha

partecipato, tra gli altri, l’Assessore Regionale alle Attività Produttive Francesco Cupparo. Nel corso della serata e attraverso i vari interventi dei candidati e dell’Assessore, sono emerse le notevoli criticità delle aree rurali, acuitesi negli ultimi cinque anni, dalla viabili-

tà in alcuni casi fatiscente alla carenza di servizi, tutti elementi che, in caso di vittoria, saranno attenzionati dalla nuova amministrazione comunale e dal sindaco futuro Pasquale Ciancia, di concerto con le numerose azioni messe in campo dalla Regione Basilicata per il tramite

dell’Assessore Cupparo. Le aree rurali non sono la periferia del nostro Comune – hanno ribadito tutti i relatori - ma il suo cuore pulsante, ascoltare chi vive e lavora qui è fondamentale per una gestione del territorio che non dimentichi e non lasci indietro nessuno.

Con l'approvazione dell'ultimo rendiconto di gestione del mandato 2020-2026, il territorio consegna alla comunità un risultato finanziario positivo

Moliterno, conti in ordine. Rubino: «Il Comune ha 2mln di € in cassa»

Si chiude con numeri che raccontano, meglio di ogni altra parola, il lavoro svolto in questi anni dall'Amministrazione comunale di Moliterno. Con l'approvazione dell'ultimo rendiconto di gestione del mandato 2020-2026, il Comune consegna alla comunità un risultato finanziario positivo: un avanzo disponibile di oltre 300 mila euro, risorse reali, immediatamente spendibili e destinate a nuovi investimenti e servizi per la collettività. Ancora più significativo il dato relativo al fondo di cassa, che segna in modo inequivocabile il percorso compiuto. Al momento dell'insediamento dell'attuale Amministrazione, infatti, la disponibilità di cassa era pari a zero. Oggi, invece, il Comune di Moliterno chiude con un fondo di cassa di 2 milioni e 44 mila euro. «È un risultato che parla da sé e che certifica, con la forza dei nu-

meri, il grande lavoro portato avanti in questi anni», dichiara il Sindaco Antonio Rubino. «Siamo partiti da una situazione complessa, che richiedeva rigore, responsabilità e una visione chiara. Oggi consegniamo alla nostra comunità un Comune più solido, capace di programmare, investire e guardare al futuro con fiducia». Il percorso amministrativo ha consentito non solo di risanare i conti dell'ente, ma anche di intercettare importanti finanziamenti, realizzare opere pubbliche strategiche, attivare nuovi servizi e rafforzare la capacità operativa della macchina comunale. «Abbiamo lavorato con determinazione per coniugare risanamento ed efficienza», prosegue Rubino. «Ogni risultato raggiunto è frutto di una gestione attenta, di una programmazione seria e della volontà di costruire opportunità concrete per Moliterno. Oggi

possiamo affermare, senza timore di smentita, che il nostro lavoro ha portato risultati finanziari importanti, che consentono ancora fiducia e speranza in un contesto molto difficile, con tanti problemi, ricco di sfide ma anche di opportunità». Il Sindaco ha voluto esprimere un sentito ringraziamento a quanti hanno contribuito al raggiungimento di questi traguardi. «Desidero ringraziare l'intero Consiglio comunale, maggioranza e minoranza, per il contributo istituzionale offerto in questi anni; la Giunta comunale, che ha condiviso con impegno e senso di responsabilità ogni scelta amministrativa; gli uffici comunali, il Segretario comunale e tutti i dipendenti dell'Ente e soprattutto l'ufficio finanziario, il cui lavoro quotidiano, spesso silenzioso ma sempre prezioso, ha rappresentato un pilastro fondamentale di questo percorso. I risultati otte-

nuti appartengono a tutta la comunità amministrativa e civile di Moliterno». Uno sguardo, infine, rivolto al futuro. «Questo patrimonio di solidità finanziaria non rappresenta un punto di arrivo, ma una base di partenza. Conti-

nueremo a lavorare con lo stesso spirito, con la stessa passione e con la stessa attenzione verso il bene comune. Insieme, per costruire una Moliterno sempre più forte, moderna e capace di cogliere le sfide del domani».

Assemblea dei soci a Pignola: risultati solidi, più credito a famiglie e imprese e 158 iniziative sostenute con il Fondo Etico

BCC Basilicata cresce ancora: utili in aumento e sostegno concreto

BCC Basilicata chiude il 2025 con risultati in crescita e una presenza sempre più radicata sul territorio.

L’assemblea ordinaria dei soci, riunitasi domenica 26 aprile presso l’Hotel Giubileo di Pignola con la partecipazione di 293 soci tra presenti e deleghe, ha approvato un bilancio che registra un utile lordo di circa 6 milioni di euro, un patrimonio di 56 milioni e un prodotto bancario lordo vicino ai 700 milioni.Numeri che confermano il percorso di sviluppo dell’istituto, accompagnato da un rafforzamento del rapporto con famiglie e imprese. Nel corso dell’anno si è registrato un incremento di 31 milioni di euro nei crediti verso la clientela e di 46 milioni nella raccolta.«Siamo molto soddisfatti della significativa crescita della nostra banca nel 2025 – ha dichiarato Teresa Fiordelisi, presidente di BCC Basilicata e vicepresidente del Gruppo Bancario Cooperativo Bcc Iccrea – l’incremento di 31 milioni di crediti verso clientela e di 46 milioni di raccolta da clientela sono la testimonianza del ruolo della banca sul territorio e della fi-

ducia che la banca riceve dalle comunità lucane.

BCC Basilicata investe sui territori ciò che raccoglie sui territori medesimi, stimolando un circolo virtuoso di sostegno e crescita».La presidente ha inoltre sottolineato il valore dell’impegno sociale dell’istituto, evidenziando il ruolo del Fondo Etico come leva concreta di sviluppo e coesione: «Nel 2025 la banca ha sostenuto col proprio Fondo Etico 158 iniziative in tutta la regione; tra le tante mi preme rammentare ad esempio il sostegno della banca all’apertura del Reparto di Terapia del dolore presso l’Ospedale San Carlo di Potenza, a cui

BCC Basilicata ha fatto dono degli arredi necessari all’avvio operativo».Nel corso dell’assemblea, il direttore generale Giorgio Costantino ha illustrato i risultati tecnici, mettendo in evidenza l’equilibrio tra crescita e gestione del rischio: «La banca è riuscita a coniugare crescita significativa e gestione consapevole del rischio, con indicatori di rischio di credito tra i più bassi del sistema».A seguire, la direttrice vicaria Maria Rosaria Costa ha posto l’ac-

cento sul posizionamento competitivo dell’istituto, legato soprattutto alla qualità del capitale umano: «che registra indicatori di produttività per dipendente a livello di quelli di aree ben più evolute di quelle su cui insiste BCC Basilicata, e frutto del lavoro di una squadra di dipendenti motivata e innamorata della propria regione».A chiudere l’assemblea, un momento simbolico che ha rafforzato il legame tra banca e territorio. I soci dell’area del Parco Nazionale del Pollino, annunciando che un albero del Pollino sarà presente durante le festività natalizie del 2026 a San Pietro, hanno donato alla banca una foto incorniciata dei pini

loricati del parco, accompagnata dalla dedica: «Alla BCC Basilicata, per aver alimentato con generosità la luce dell’Albero del Donatore. Con questo simbolo delle nostre vette, vi ringraziamo per essere

radici forti della nostra solidarietà».Un gesto che racchiude il senso più autentico del credito cooperativo: una banca che cresce nei numeri, ma soprattutto nel rapporto con la propria comunità.

Alla Banca d’Italia la cerimonia interregionale del concorso «Inventiamo una banconota»: protagoniste scuole di Basilicata, Campania e Puglia

Giovani disegnano il futuro dell’euro: premiati a Potenza i talenti lucani

Sarà la Filiale di Potenza della Banca d’Italia a ospitare, il prossimo 4 maggio 2026 alle ore 10:30, la cerimonia di premiazione dei vincitori della selezione interregionale Campania, Puglia e Basilicata del concorso «Inventiamo una banconota 2025/2026», giunto alla tredicesima edizione. L’iniziativa si svolgerà in contemporanea anche presso le sedi di Napoli e Bari.Il concorso, promosso nell’ambito delle attività di educazione finanziaria della Banca d’Italia, è rivolto alle scuole con l’obiettivo di coinvolgere studenti e insegnanti in un progetto interdisciplinare inserito nella programmazione didattica. Al centro dell’iniziativa, la realizzazione del bozzetto di una banconota immaginaria, accompagnato da una relazione esplicativa del percorso creativo e delle scelte adottate.Per l’anno scolastico 2025/2026 il tema proposto è sta-

to «La nuova faccia dell’euro: identità, natura e cultura per il futuro», un argomento che ha stimolato riflessioni su valori sociali, economici e culturali. A partecipare sono state 965 classi provenienti da scuole statali e paritarie di tutta Italia, suddivise tra scuola primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado.La prima fase di selezione si è svolta su base interregionale, con la Basilicata aggregata a Campania e Puglia. Presso la sede capofila della Banca d’Italia di Napoli, una giuria ha valutato i lavori selezionando tre classi per ciascun livello di istruzione. Le classi vincitrici riceveranno un premio di duemila euro destinato al supporto delle attività didattiche e accederanno alla fase nazionale, in programma a Roma il 15 maggio 2026, dove saranno assegnati anche il premio finale e il riconoscimento «social».Tra i nove istituti

selezionati nell’aggregato interregionale figurano anche due scuole lucane: la classe 3ª D della scuola secondaria di primo grado «IC di Pignola» (plesso di Abriola) e la classe 4ª I dell’Istituto di istruzione superiore «G. Fortunato» di Rionero in Vulture, liceo artistico plesso «Carlo Levi».Gli studenti, insieme ai docenti e ai dirigenti scolastici, saranno accolti presso la Filiale di Potenza per la cerimonia di premiazione. A partire dalle 11:30 è prevista anche la presentazione dei bozzetti realizzati, momento in cui i ragazzi illustreranno idee, ispirazioni e significati dei propri lavori.L’iniziativa si concluderà con un laboratorio didattico interattivo basato sulla piattaforma Kahoot, dedicato ai temi dell’educazione finanziaria e alle funzioni della Banca d’Italia, offrendo così agli studenti un’occasione di apprendimento coinvolgente e partecipato.

“Women Transfer”, nuova udienza a Potenza sull’inchiesta delle badanti moldave sfruttate

con visto turistico, erano costrette a lasciare il passaporto nelle mani dell’organizzazione e a lavorare come badanti, in nero e in condizioni di sfruttamento, versando come tangente una quota del salario maturato. Le lavoratrici, inoltre, erano segregate e trattenute in alloggi gestiti dall’organizzazione in condizioni sociali, familiari ed economiche di vulnerabilità e di degrado. La condizione di grave sfruttamento lavorativo è stata dettagliata dalla Procura in ordine agli orari di lavoro, «massacranti e continui, senza adeguato riposo», all’assenza di «alloggio dignitoso», nonchè delle garanzie previdenziali ed assistenziali, «con paghe che, al netto delle trattenute per i debiti maturati dalle donne e degli orari di lavoro, sono risultate di gran lunga inferiori a quelle previste».

POTENZA. Il reato contestato dagli inquirenti è quello di sfruttamento di

badanti. I fatti risalgono al 2021, il processo è partito nel 2023 con la discussione di diverse udienze. Ieri mattina nell'Aula Mario

Pagano del Tribunale di Potenza si è svolta l'udienza nell'ambito del processo Women Transfer che vede tra gli imputati una band di operatori moldavi tutti dediti allo sfruttamento delle lavoratrici badanti.

L'udienza è stata presieduta dal Giudice Rosario Baglioni e coordinata dal Pubblico Ministero Antonella Mariniello. In questo processo l'Ufficio della Consigliera di Parità della Regione Basilicata, diretto da Ivana Pipponzi e dall'allora vicaria Rossana Mignoli ha chiesto la costituzione di parte civile ed è stato rappresentato in aula dal legale, Luca Lorenzo. Le donne sono state reclutate attraverso profili facebook e sono entrate in Italia tramite un visto tu-

MATERA Presentata la campagna che «durerà tutto l’anno, segno di un impegno costante»

“Mai

bandiera

bianca”, «Il contrasto

alla violenza di genere è una priorità»

Presentata ieri mattina nella Sala Mandela del Comune di Matera la campagna contro la violenza sulle donne “Mai bandiera bianca”, promossa da Anci e Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. All’iniziativa aderisce anche il Comune di Matera. Sono intervenuti in conferenza stampa il Sindaco Antonio Nicoletti, il comandante della Polizia Locale di Matera, Paolo Milillo, l’Assessora alle Pari Opportunità e Politiche di Genere Stefania Draicchio, l’influencer materana Martina Dell’Anna e la coordinatrice Ufficio del Piano Sociale del Comune di Matera, Caterina Rotondaro. In sala anche Lucia Pangaro per Rete Donna-Comune di Matera e la consigliera comunale Nunzia Antezza.

ristico, sono state costrette successivamente a lasciare il passaporto nelle mani dell'organizzazione criminale e appunto a lavorare come badanti, in condizioni di totale sfruttamento e in nero versando in cambio una quota del salario maturato. Le donne venivano segregate e tenute in alloggi gestiti dai malfattori in condizioni sociali, economiche e familiari davvero complesse e di assoluto degrado e vulnerabilità. In precedenza, e i fatti risalgono all'orientamento della Corte d'Assise di Potenza i malviventi sono stati rinviati a giudizio. Le badanti venivano costrette a lavorare in condizioni di estremo disagio con orari massacranti e turni continui. A loro carico veniva calcolato il viaggio e l'al-

loggio in Italia in attesa di una sistemazione occupazionale con una tangente pari a 100 euro al mese. I reati sono stati commessi su tutto il territorio lucano. Le stesse sono state costrette a dormire sui pavimenti e in condizioni di estrema precarietà. Gli imputati sono difesi da Paolo Galante, Cristiano Cuomo, Sarah Zolla, Francesca Sassano, mentre Paolo Sannino è il difensore della parte civile. Gli imputati sono tutti moldavi, Mircea Axenti, Lilla Axenti, Valentina Duca e Mariana Cristea. Prossimo round del processo Woman Transfer si terrà il 15 settembre sempre nel Palazzo di Giustizia di Potenza dove si spera verranno sentiti i protagonisti chiave di questo iter processuale.

Mancini: «Promuoviamo consapevolezza e prevenzione»

Provincia di Matera, domani convegno su stalking e femminicidio

Un momento di approfondimento e confronto su fenomeni che continuano a segnare in modo drammatico il tessuto sociale e che richiedono un impegno corale da parte delle istituzioni e della comunità. Con questa mission la Provincia di Matera ha organizzato per domani, alle ore 15.30, nella sala del Consiglio provinciale, un convegno dedicato al tema “Il reato di stalking e femminicidio: aspetti sostanziali, giuridici e psicologici”.

Sulla facciata del Palazzo Municipale è esposto da questa mattina un grosso stendardo di colore arancione per esprimere l’idea che le istituzioni non devono arretrare né arrendersi di fronte alla violenza sulle donne: la battaglia è culturale, sociale e quotidiana.

Stefania Draicchio, assessore Pari opportunità e politiche di genere del Comune di Matera, ha dichiarato: «La campagna durerà tutto l’anno (#25novembretuttolanno), segno di un impegno co-

stante e permanente dei Sindaci: rappresenterà identità e una forte presa diposizione ed entrerà tra i banchi di scuola e nelle piazze. Non solo esporremo la bandiera, ma coinvolgeremo influencer del nostro territorio che diventeranno ambassador del messaggio, in particolare tra i giovani, anche attraverso i canali social. Inoltre abbiamo coinvolto le scuole della nostra città per la ideazione di claim contro la violenza di genere da disseminare in città. Questa azione consentirà una diffusione capillare e multicanale della campagna, rafforzando la componente culturale e la penetrazione del messaggio nelle comunità».

Il sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, ha dichiarato: «Matera aderisce con convinzione a questa campagna, perché il contrasto alla violenza di genere deve essere una priorità quotidiana delle istituzioni e della comunità».

Dopo i saluti istituzionali del Presidente della Provincia, Francesco Mancini, ci sarà poi spazio per le relazioni di Bartolo Danzi, criminologo forense dell’Ordine Europeo dei Criminologi di Bruxelles, che offrirà una lettura tecnico-scientifica delle dinamiche persecutorie e dei comportamenti che possono sfociare in atti di violenza estrema; Giovanni Dipaola, psicologo e psicoterapeuta, che approfondirà gli aspetti psicologici legati alle vittime e agli autori di reato, evidenziando i segnali da riconoscere e i percorsi di supporto possibili; Antonio Maria La Scala, avvocato specializzato in diritto penale, che illustrerà il contesto normativo e le principali criticità nell’applicazione delle misure di protezione.

«È fondamentale promuovere consapevolezza, prevenzione e strumenti di tutela efficaci – ha spiegato il Presidente Mancini – perché la violenza di genere può essere contrastata solo attraverso un approccio realmente condiviso, capace di mettere in rete competenze, responsabilità e sensibilità diverse. Con questa iniziativa, la Provincia di Matera conferma il proprio impegno nel sostenere percorsi di informazione e sensibilizzazione, consapevole che la protezione delle vittime passa dalla conoscenza, dall’ascolto e dalla collaborazione tra istituzioni, professionisti e comunità».

La Consigliera regionale di Parità, Pipponzi

L’assessore Latronico: «Adesso i cittadini lucani possono contare su una struttura connessa con i migliori istituti europei»

«Crob, polo oncologico moderno»

L’

assessore regionale alla Salute commenta l'ingresso dell'Irrcs Crob nella Rete Europea dei centri oncologici di eccellenza. «I cittadini lucani possono contare su una struttura connessa con i migliori poli oncologici europei». Condivisione di conoscenze e strumenti clinici. «L’ingresso dell’Irccs Crob nella Rete Europea dei centri oncologici di eccellenza (EU Network of CCC) conferma il valore internazionale della nostra ricerca scientifica». Con queste parole l’assessore regionale alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr, Cosimo Latronico, commenta il prestigioso riconoscimento ottenuto dal polo oncologico di Rionero in Vulture. Il Crob è stato ammesso come membro nell’Interim Network Assembly (INA) della rete europea dei Compre-

hensive Cancer Centres. «Essere parte del cuore della collaborazione europea –sottolinea l’assessore Latronico – significa che i cittadini lucani possono contare su una struttura connessa con i migliori poli oncolo- gici europei. È fondamentale sottolineare come la ri-

cerca di alta qualità possa e debba partire dalla Basilica- ta. È la prova che investire nelle professionalità e nelle strutture del nostro territorio permette di trasformare il Mezzogiorno in un centro di propositivo per la salute e la ricerca». L’adesione alla rete INA, supportata dal

Programma EU4Health, consentirà al Crob di partecipare attivamente a sperimentazioni cliniche transfrontaliere e di influenzare le politiche sanitarie europee. «Condividere conoscenze e strumenti clinici con altri 163 partner in 31

Paesi – conclude l’assessore alla Salute – permetterà di elevare ulteriormente la qualità delle cure offerte nel nostro territorio, ridurre le disuguaglianze e contribuirà a portare l’innovazione scientifica direttamente al letto del paziente».

APPUNTAMENTO DOMANI PRESSO LA SCUOLA MEDIA CITTADINA, ESPERTI A CONFRONTO SULLA DELICATA TEMATICA

Disagio psicologico a scuola, se ne parla a Montalbano Jonico

Sisvolgerà domani 30 aprile presso l'Aula Magna della scuola media di Montalbano jonico l'incontro, patrocinato da Asp Basilicata, che affronterà la tematica delle manifestazioni sintomatologiche del disagio in ambito scolastico. Tra i relatori, Giovanni Chiariello neuropsichiatra infantile del-

l'azienda sanitaria locale di Potenza che interverrà sulle manifestazioni più frequenti del disagio, come approcciarsi e quali soluzioni trovare soprattutto in connessione con scuola e servizi sociosanitari. Tra le maggiori manifestazioni psicologiche del disagio scolastico si ritrovano ansia, calo del rendimento, iso-

lamento, apatia, aggressività e sintomi psicosomatici. Tutti fenomeni derivanti da relazioni difficili, paura del giudizio o eventi stressanti. L'incontro vedrà la partecipazione del Dirigente Scolastico Ines Nesi, dei team dei servizi sociali comunali e del gruppo di lavoro per le disabilità.

L’Azienda

Sanita-

ria Locale di Matera rafforza il proprio impegno verso una sanità innovativa e centrata sulla persona con la conclusione del Corso Propedeutico sugli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA). Il percorso formativo, della durata complessiva di oltre 20 ore ha coinvolto 25 partecipanti tra professionisti sanitari e figure dell’area amministrativa, confermando il valore trasversale degli IAA nei contesti assistenziali. Promosso dall’ASM e realizzato da On Line Service, Società Cooperativa Impresa Sociale, il corso rappresenta il primo livello di un iter strutturato in tre fasi – propedeutico, base e avanzato – come

previsto dalla Legge Regionale n. 35/2017. L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di qualificazione delle competenze in ambito IAA già avviato dall’ASM. Durante le attività formative sono stati approfonditi i fon-

damenti scientifici, normativi ed etici degli Interventi Assistiti con gli Animali: dalla relazione uomo-animale ai meccanismi neurobiologici del legame, fino alle Linee Guida nazionali e alla composizione dell’équipe

multidisciplinare. Il coordinamento è stato curato da Paola Serio, dirigente medico veterinario dell’ASM e responsabile IAA, mentre la direzione scientifica è stata affidata a Eugenio Milonis, psicologo e presidente della

Rete Italiana IAA, garanzia di rigore metodologico e qualità dei contenuti. «Con questo percorso - sostiene il Direttore Generale dell’ASM, Maurizio Friolo - l’Azienda si conferma azienda capofila nella promozione di modelli assistenziali integrati, capaci di coniugare competenze professionali e attenzione al benessere globale del paziente». L’iniziativa, inserita nel Piano regionale della formazione su proposta del Dipartimento di Prevenzione e Benessere Animale, guidato da Vincenzo Nola, risponde anche agli indirizzi del Piano Sanitario Regionale 20262030, che individua negli IAA uno strumento per una Sanità più vicina ai bisogni delle persone.

La cerimonia si terrà il 5 maggio alle ore 12.30 nella Sala degli Specchi del Teatro Stabile, in piazza Mario Pagano

Encomi della città di Potenza a Galeotti e Piperno per l’eccellenza nella danza

Si terrà il 5 maggio alle ore 12.30, nella Sala degli Specchi del Teatro Stabile di Potenza, in piazza Mario Pagano, la cerimonia di conferimento degli encomi della Città alla direttrice dell’Accademia Nazionale di Danza Anna Maria Galeotti e alla maestra e coreografa Elsa Piperno.Il riconoscimento, promosso dall’Amministrazione comunale, viene assegnato a due figure considerate di riferimento nel panorama della danza italiana per il contributo offerto alla formazione, alla ricerca e all’evoluzione della disciplina.Per Galeotti, il sindaco Vincenzo Telesca e l’assessore alla Cultura Roberto Falotico evidenziano il ruolo di guida dell’Accademia Nazionale di Danza, istituzione che sotto la sua direzione ha consolidato il proprio profilo accademico e il dialogo

con il Ministero dell’Università e della Ricerca e con le principali realtà culturali europee. Il suo operato viene indicato come sintesi tra rigore istituzionale e apertura internazionale, nel solco della tradizione ma con attenzione alla ricerca e all’innovazione.Per Elsa Piperno viene invece sottolineato il ruolo pionieristico nello sviluppo della danza contemporanea in Italia. Formata a Londra alla London Contemporary Dance School, ha introdotto e diffuso la tecnica Graham nel Paese, contribuendo a un cambiamento strutturale del linguaggio coreutico. La fondazione del Centro di Danza Contemporanea e della compagnia Teatrodanza Contemporanea di Roma ha rappresentato, secondo l’Amministrazione, un passaggio decisivo per la nascita e la stabilizzazione della danza contemporanea

professionale in Italia. Centrale anche il suo contributo come docente all’Accademia Nazionale di Danza, nell’ambito dell’istituzionalizzazione dello studio del contemporaneo.Il Comune definisce l’iniziativa un riconosci-

mento che va oltre le singole carriere, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo della danza come patrimonio culturale e formativo e di rafforzare il legame tra la città e le principali istituzioni artistiche nazionali.

Inaugurata in via Stigliani una struttura dedicata all’accoglienza, all’orientamento e al reinserimento sociale delle persone in difficoltà

Potenza,

inaugurata la “Stazione di Posta”. Il sindaco Telesca: «Non lasciare indietro nessuno è un

dovere delle istituzioni»

Èstata inaugurata in via Stigliani, a Potenza, la nuova “Stazione di Posta” dell’Ambito Territoriale Sociale della città, un centro multifunzionale finanziato con risorse del PNRR e destinato al contrasto della marginalità estrema. All’evento hanno partecipato il sindaco Vincenzo Telesca, l’assessore alle Politiche sociali Anna Grieco, l’assessore all’Ambiente Michele Benventi, l’assessore regionale al Welfare Cosimo Latronico, i rappresen-

tanti della Quarta Commissione consiliare permanente, il presidente della Città Essenziale Giuseppe Bruno e il dirigente comunale Giuseppe Romaniello.La struttura rientra in una rete regionale che comprende altre due Stazioni di Posta, una già attiva a Matera presso Casino Padula e una in fase di attivazione a Marconia di Pisticci, per un sistema complessivo che coinvolge 19 comuni e circa 200 mila abitanti.

L’obiettivo è garantire servizi coordinati e integrati

per le persone in condizioni di fragilità sociale.All’interno del centro sono attivi servizi di prossimità che includono fermo posta ed email personale, supporto per pratiche anagrafiche e documentali, ascolto e orientamento sociale e legale, deposito bagagli, mediazione linguistico-culturale, orientamento al lavoro, percorsi di reinserimento e servizi per l’igiene personale e la lavanderia. La struttura sarà operativa dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, con apertu-

re pomeridiane il martedì e il giovedì dalle 15 alle 17.Nel corso dell’inaugurazione il sindaco Vincenzo Telesca ha dichiarato: «Una società che voglia essere concretamente inclusiva deve muoversi nella direzione di non lasciare, nella quotidianità, nessuno indietro. Accompagnare persone che vivono situazioni di difficoltà per evitare che la condizione di marginalità diventi un muro insormontabile è un dovere delle istituzioni. Questo progetto è una risposta in que-

sto senso e la collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti è un punto decisivo per il raggiungimento degli obiettivi».L’assessore alle Politiche sociali Anna Grieco ha dichiarato: «Creare un punto di prossimità come questo significa generare percorsi di equità, garantendo a ogni cittadino il proprio spazio e la propria dignità, senza lasciare indietro nessuno. L’obiettivo è prendersi cura degli ultimi per costruire una comunità che ascolta, accoglie e supporta».

Dopo l’intervento nell’alveo della Fiumara di Tolve che ha eroso la sede stradale, si parte con le gabbionate per mettere in sicurezza e ripristinare l’asse viario

Viabilità, ripristino lavori sulla strada che collega Tolve e San Chirico Nuovo

Dopo la fase di forte maltempo di aprile, le amministrazioni comunali sono a lavoro per fronteggiare le emergenze legate ai danni alla viabilità. Da qualche giorno sono iniziati i lavori di somma urgenza, disposti dal Comune di Tolve, per il ripristino dell’asse viario Tolve - San Chirico Nuovo. «A causa delle piogge intense e persistenti dei giorni scorsi, infatti, si sono verificati significativi fenomeni erosivi che hanno compromesso la stabilità della sede viaria e danneggiato gravemente la strada. Siamo a lavoro per ripristinare quanto prima il tratto stradale e per consentire la riapertura, in sicurezza, della strada» asserisce il Sindaco Renato Martucci. La strada difatti era rimasta chiusa al traffico, con ordinanza Sindacale. Dopo l’intervento nell’alveo della Fiumara di Tolve, ora si parte con le gabbionate per mettere in sicurezza e ripristinare l’asse viario.

Come sottolinea la Sindaca Rossella Baldassarre, «per i sanchirichesi la strada Cugni non è una strada qualsiasi. È necessaria, fondamentale, insostituibile. Ci collega all’Alto Bradano e alla Puglia, ci fa risparmiare tempo e carburante, ci toglie dall’isolamento. Per questo, come Amministrazione, abbiamo candidato la sistemazione di strada Cugni su due fronti: Avviso regionale sugli archi stradali e nuovi fondi per la Strategia delle Aree Interne. La strada è in comproprietà con Tolve, quindi la collaborazione tra Comuni e uffici è decisiva -sottolinea Baldassarre- Ringrazio il Comune di Tolve per la disponibilità e la sinergia dimostrata».

Raggiunta da Cronache la Sindaca entra nel dettaglio: «La strada intercomunale tra Tolve e San Chirico, strada Cugni, ci sta creando parecchi problemi, perché lì c'è la confluenza del torrente Castagno e della fiumarella del Bosco, che diventa poi fiumara di Tolve, a sua volta affluente del

torrente Alvo. Le piogge intense che ci sono state hanno fatto diventare una fiumara che era più che altro un rivolo d’acqua, un vero e proprio torrente impetuoso che ha eroso anche sotto la strada». La strada è stata chiusa poi dal Sindaco Martucci, in quanto il tratto è di competenza del Comune di Tolve. Ora sono in corso i lavori di somma urgenza, per permettere il ripristino nel senso alternato della strada, attraverso i gabbioni, proprio perché più di una metà della strada è franata.

«Abbiamo candidato la strada a livello regionale con un avviso sugli archi stradali, ma purtroppo siamo arrivati 17esimi per un finanziamento di 1 milione 800 mila euro, ovviamente insieme al Comune di Tolve -prosegue la Sindaca- perché questa strada è troppo importante, ripeto, ci collega più facilmente con Potenza e ci toglie dall’isolamento. Purtroppo ci sono altri comuni prima di noi, vedremo almeno se riusciremo a mettere in sicurez-

za tutta la strada e a ricreare di nuovo i vari canali di scolo e quant'altro, perché già alcuni interventi li abbiamo fatti noi come Comune di San Chirico. Adesso però, essendo in territorio di Tolve, se ne sta occupando l’Amministrazione Martucci». Baldassarre aggiunge ancora: «Anche la strada Tre Ponti Pozzillo, che prosegue per quella che sotto Pazzano arriva poi a Genzano, è interessata da smottamenti continui e da frane. Con la nuova strategia delle Aree Interne abbiamo definito gli interventi, ma ancora non è stata approvata a livello regionale e nazionale. Intanto, poiché Tolve e San Chirico hanno subito danni, abbiamo aperto il COC e rientriamo tra quei 60 comuni per i quali è stato dichiarato lo stato di calamità. Ora aspettiamo che si esprima la Regione: l’auspicio è che possa aiutarci subito. Ai nostri cittadini – conclude la Sindaca- chiedo ancora un po’ di pazienza. La priorità assoluta è la sicurezza di tutti».

Conclusa la mappatura dei danni. La Provincia: «Abbiamo lavorato senza sosta per accelerare l’iter»

Maltempo, dalla

Si è conclusa nei tempi previsti la complessa attività di mappatura dei danni causati dalla recente ondata di maltempo che ha interessato in modo diffuso e significativo l’intera rete viaria provinciale. Un lavoro capillare e approfondito che ha permesso di fotografare con precisione la situazione delle infrastrutture colpite e di definire, in maniera puntuale, il quadro esigenziale complessivo, stimato in circa 20 milioni di euro.A seguito di questa ricognizione tecnica, l’Amministrazione ha provveduto a trasmettere alla Regione Basilicata l’elenco dettagliato delle arterie stradali interessate dagli eventi meteorologici, corredato da tutta la documentazione necessaria e dalla richiesta formale di un immediato trasferimento delle risorse finanziarie indispensabili per avviare gli

interventi di ripristino.Grazie al lavoro costante e altamente qualificato dell’Ufficio Viabilità, è stata predisposta una scheda tecnica per ciascun tratto coinvolto. Ogni scheda contiene un’analisi approfondita dei danni riscontrati, la loro tipologia e la quantificazione economica degli interventi necessari al pieno recupero della funzionalità e della sicurezza delle strade.«Abbiamo lavorato senza sosta per accelerare ogni fase dell’iter amministrativo e tecnico, consapevoli delle difficoltà e dei disagi che le nostre comunità stanno affrontando quotidianamente», sottolinea il Presidente Christian Giordano. «L’effettivo avvio dei cantieri resta tuttavia subordinato alla disponibilità delle risorse finanziarie necessarie. Per questo motivo abbiamo chiesto con urgenza alla Regione Basilicata il tra-

sferimento dei fondi, condizione indispensabile per intervenire con rapidità e ripristinare la piena sicurezza della rete stradale provinciale».

DI E MA N U ELA C AL AB RE S E

Balvano, Consiglio senza numeri: maggioranza appesa a un filo

BALVANO. Doveva essere una seduta importante, quella che si è tenuta lunedì pomeriggio a Balvano, all’Ordine del giorno c’era l’approvazione del rendiconto di gestione. E invece si è trasformata nell’ennesima fotografia di una politica locale in affanno: aula semi vuota,

maggioranza evaporata e Consiglio comunale dichiarato deserto. All’appello nominale risultavano presenti il sindaco Ezio Di Carlo e alcuni consiglieri, ma i numeri, quelli che contano davvero, non c’erano. Cinque esponenti della maggioranza, sindaco compreso, su un totale di undici consiglieri: troppo pochi

per garantire il numero legale fissato a sei.

A quel punto, la minoranza, rappresentata da Costantino Di Carlo, Domenico Teta e Antonia Scarfiglieri, ha fatto ciò che la matematica politica impone: constatata l’assenza della maggioranza, ha abbandonato l’aula, mettendo fine ai giochi. Senza numero legale, il presidente non ha potuto far altro che dichiarare la seduta non validamente costituita.

Un epilogo che non è solo formale, ma profondamente politico. Perché tra i punti all’ordine del giorno figurava l’approvazione del consuntivo, atto fondamentale per la vita amministrativa dell’ente. Un passaggio che richiede serietà, presenza e soprattutto una maggioranza capace di garantire i numeri. Elementi che, evidentemente, al sindaco Ezio Di Carlo mancano.

E non è un dettaglio la contemporanea assenza della vicesindaca Angela Teta, ulteriore segnale di una compagine ammini-

strativa che sembra sempre più fragile. Il dato politico è chiaro: la maggioranza non riesce più a reggersi in piedi nemmeno nei momenti decisivi. Il rinvio alla seconda convocazione, fissata per oggi pomeriggio alle ore 17:00, rappresenta una sorta di “ancora di salvezza” procedurale. In quella sede, infatti, il numero legale si abbassa e la seduta potrà essere validamente costituita anche con una presenza ridotta. Ma il problema resta tutto politico: governare contando sulle seconde convocazioni non è esattamente il segnale di un’amministrazione solida.

La maggioranza a Balvano è appesa ad un filo già da diverso tempo. I lettori più attenti ricorderanno che, da queste colonne, abbiamo “denunciato” la questione delle surroghe. Ad inizio 2026 la situazione dell’Amministrazione Di Carlo era così: due consiglieri dimessi, Antonio Le Caldare surrogato con Rocchina Picerno e Donato Lo Monte, altri

due hanno formalmente rifiutato la carica di consigliere, Massimo Zarrillo e Pasquale Bovino, ed infine l’ex assessore Giuseppe Luongo che ha abbandonato la maggioranza. Il gruppo di maggioranza “Rivivere” non ha più consiglieri disponibili a subentrare e l’Assise è monca perchè di fatto mancano alcuni componenti, ecco perchè quella andata in scena lunedì non è solo una seduta deserta. È il simbolo di una maggioranza che non c’è, di equilibri saltati e di una macchina amministrativa che procede per inerzia. E mentre i cittadini attendono risposte, la politica locale sembra incapace persino di garantire la presenza in aula. La “seconda convocazione” diventa l’ennesimo espediente per tirare avanti. Ma governare un Comune non può ridursi a questo: servono numeri, certo, ma prima ancora serve responsabilità. E quella, al momento, sembra essere la vera assente ingiustificata.

MELFI Rubino, Grippa e D’Andrea: «Il silenzio su Melfi è inaccettabile. La Basilicata rischia un futuro di svuotamento»

«La situazione dello stabilimento Stellantis di Melfi ha superato ogni soglia di tollerabilità. Le ulteriori quasi 500 “uscite volontarie”, che portano il totale recente a circa 1.000, segnano un punto di svolta drammatico. Tuttavia, guardando al quadro complessivo, il dato è ancora più inquietante: dal 2021 ad oggi, circa 2.500 lavoratori hanno lasciato il sito lucano, riducendo la forza lavoro dai 7.000 addetti iniziali ai poco più di 4.500 attuali. Senza contare le emorragie legate all’indotto di primo e secondo livello del sito. Siamo di fronte a un progressivo e brutale indebolimento del più importante presidio industriale della Basilicata e dell’intero Mezzogiorno» afferma la segreteria di Progetto civico Italia. «Dietro l’etichetta delle “uscite volontarie” si nasconde una realtà molto più dura: perdita sistematica di posti di lavoro, fuga di competenze, contrazione delle prospettive industriali. Un declino che dal 2021 ha visto svanire oltre un terzo dell'occupazione diretta, reso an-

Stellantis, Progetto Civico Italia:

«2.500 posti persi in cinque anni»

cora più grave dall’assenza di una reazione politica all’altezza della situazione. - continua - La Basilicata paga una stagione di mancanza di visione e di totale vuoto di strategia industriale. E mentre il territorio si indebolisce, i giovani se ne vanno e le competenze accumulate negli anni vengono disperse». Ma che fine fanno i lavoratori che escono?

«C’è un dato che nessuno discute abbastanza: il destino dei 2.500 fuoriusciti dell'ultimo quinquennio. Non ci sono analisi pubbliche che certifichino in quanti restano in Basilicata, quanti trovano un nuovo impiego stabile, quanti emigrano, che tipo di ricollocazione avviene davvero, quante professionalità vengono perse per sempre. - affermano -Questo silenzio sui dati rende impossibile valutare pienamente la portata della crisi. Il problema non è solo quante persone escono oggi; il problema è dove sono andate le migliaia che sono già uscite, cosa hanno perso e cosa il territorio non recupera più. Ed è qui che la politica deve intervenire con forza, pretendendo informazioni chiare e strumenti pubblici reali di supporto ai lavoratori».

«Non possiamo più far finta di nulla – dichiarano i coordinatori provinciali Grippa e Rubino – le mille uscite registrate recentemente, sommate alle altre 1.500 degli anni

precedenti sono il sintomo di un processo di ridimensionamento che, se non affrontato con serietà, rischia di produrre conseguenze irreversibili. Il territorio ha perso 2.500 lavoratori qualificati in pochi anni e nessuno spiega cosa accade loro una volta usciti. Servono politiche attive del lavoro robuste, oggi poco consistenti».

«Il problema è molto più profondo di quanto si voglia far credere», ha aggiunto Federica D’Andrea, coordinatrice regionale di Progetto Civico, «non si tratta solo del numero delle uscite attuali, ma dell’impatto cumulativo sul futuro sociale, economico e demografico della Basilicata. Bisogna capire dove sono finiti questi lavoratori, se restano o se sono stati costretti a emigrare. Solo conoscendo la realtà di questi 2.500 percorsi interrotti si possono costruire strumenti efficaci di tutela e di rilancio».

«Il caso di Melfi è la cartina di tornasole del futuro della Basilicata. Scegliere il silenzio o l’inazione davanti a un simile svuotamento significa accettare l’erosione costante del territorio, mentre servirebbero risposte, decisioni e una strategia chiara. Non c’è più spazio per le narrazioni rassicuranti. C’è bisogno di verità, di coraggio e di responsabilità» concludono da Progetto Civico Italia.

Nel mirino dei Carabinieri, l’Amministratore e Preposto di un’azienda con sede in Lombardia e l’Amministratore unico di altra impresa sita nel capoluogo

Contrasto al lavoro nero, 2 denunce nel Potentino

ICarabinieri della Compagnia di Acerenza, unitamente a quelli del Nucleo Ispettorato del Lavoro e al personale dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro e dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Potenza, nell’ambito di un mirato servizio coordinato, finalizzato al contrasto del lavoro sommerso e irregolare, hanno deferito in sta-

to di libertà alla Procura della Repubblica di Potenza 2 persone. In particolare, i Carabinieri della Stazione di Trivigno (PZ), unitamente al citato personale, hanno denunciato: l’Amministratore e Preposto di un’Azienda con sede in Lombardia in quanto resosi responsabile del mancato aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi e

l’incompleta recinzione del cantiere ispezionato; l’Amministratore unico di altra impresa, di Potenza, per inosservanza degli obblighi del datore di lavoro, che non ha garantito la necessaria manutenzione dell’attrezzatura di lavoro al fine di garantirne i requisiti di sicurezza, né si è assicurato che l’attrezzatura di lavoro fosse riservata a lavoratori for-

mati ed opportunamente addestrati. Nel corso delle verifiche, sono state ispezionate 4 aziende, controllati 7 lavoratori e contestate ammende per complessivi 7.400,00 Euro circa. L’odierna attività, rientra in un più ampio contesto di controlli disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Potenza e condotti dai militari dell’Arma territoriale

-grazie alla capillarità delle 76 Stazioni Carabinieri -unitamente ai comparti di specialità -nel caso specifico i militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro- e dagli Enti competenti in materia. L’obiettivo è quello di riscontrare l’eventuale emersione del lavoro nero e garantire la tutela dei diritti e la sicurezza dei lavoratori.

Un’occasione di riflessione e crescita civile per l’intera comunità, con particolare attenzione alle nuove generazioni

Pietragalla, Giornate della Legalità con la testimonianza di Giovanni Impastato

Il Comune di Pietragalla, in collaborazione con il Comitato Feste 2026, promuove le “Giornate della Legalità”, in programma ieri e oggi nell’ambito dei festeggiamenti di San Teodosio e della tradizionale festa dei 18enni. Due appuntamenti dedicati ai valori della legalità e della memoria, pensati come occasione di riflessione e crescita civile per l’intera comunità, con particolare attenzione alle nuove

generazioni. Il primo incontro dal titolo “Cento passi verso il futuro tra Legalità e Memoria”, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni ed è stato arricchito dalla presenza di Giovanni Impastato, fratello di Peppino Impastato, vittima di mafia.

La sua testimonianza diretta ha offerto un contributo profondo alla costruzione di una coscienza collettiva fondata sul rispetto

delle regole e sull’impegno contro ogni forma di illegalità. Successivamente, la consegna della Costituzione italiana ai neodiciottenni, gesto simbolico che sancisce l’ingresso nella vita civile e democratica. Il secondo appuntamento, in programma oggi, dal titolo “A scuola di legalità”, sarà rivolto agli studenti degli Istituti Comprensivi “F. Giannone” e “Silvio Spaventa Filippi”. Un momento di

confronto e approfondimento sui temi della giustizia e della responsabilità, che si concluderà con la proiezione del film "I cento passi". La presenza di Giovanni Impastato rappresenterà un’opportunità significativa per coinvolgere gli studenti in un percorso di consapevolezza, nella convinzione che proprio tra i banchi di scuola nasca il rispetto delle leggi e dei valori fondamentali della società.

Il consigliere Toto e Bennardi criticano il bilancio e la gestione Nicoletti che

invece afferma: «Bilancio solido»

Matera, rendiconto 2025: «Azzeri tutto e riparta», l’opposizione non arretra

Una seduta, densa e a tratti tesa quella del Consiglio comunale di Matera, chiamato ad affrontare tra rinvii, rientri significativi e scontri politici, tra le altre cose, il rendiconto di gestione 2025.

L’avvio dei lavori è stato subito in salita: il primo punto all’ordine del giorno, relativo all’elezione del presidente e dei vicepresidenti del Consiglio, è stato rinviato per assenza di candidature. Un vuoto politico che pesa e che lascia irrisolta una questione istituzionale non secondaria.

A segnare la seduta è stato anche il ritorno in aula del consigliere e capogruppo di “Matera nel cuore”, Giovanni Angelino, alla sua prima uscita pubblica dopo il grave incidente stradale del 14 marzo sulla statale 7, costato la vita a un uomo di 70 anni. Visibilmente provato ma determinato, Angelino ha voluto esserci nonostante un recente intervento chirurgico. «Un gesto di responsabilità verso il ruolo e verso i cittadini», ha spiegato, riportando al centro una dimensione della politica spesso evocata ma rara-

mente praticata.

Subito dopo il ritiro del primo punto, il Consiglio ha osservato un minuto di silenzio per ricordare il giornalista materano Antonio Mutasci, scomparso prematuramente il 21 aprile a soli 42 anni. Un momento di raccoglimento che ha temporaneamente sospeso le tensioni politiche. Il dibattito si è poi spostato sul terreno più insidioso: i conti. Su proposta del consigliere Toto, l’aula ha anticipato la discussione sulla variazione n. 1 al bilancio pluriennale 2026-2028, approvata inizialmente all’unanimità ma poi segnata da un errore procedurale sull’immediata esecutività. Nel merito, la manovra prevede interventi su più fronti: dall’ampliamento dell’area camper di Serra Venerdì ai fondi per la metrotranvia, passando per il progetto Interreg Grecia-Italia 2027, un centro per la giustizia riparativa, la riqualificazione di Palazzo Acito e investimenti su scuole e raccolta rifiuti. Numeri importanti, elencati dal sindaco Nicoletti, che ha difeso l’impianto complessivo parlando

di «bilancio solido». Ma è proprio sui numeri che si è consumato lo scontro più acceso.

Il rendiconto 2025, pari a 105 milioni di euro, è stato approvato con 17 voti favorevoli e 16 contrari: un solo voto di scarto che fotografa una maggioranza tutt’altro che larga. Le critiche dell’opposizione sono state dure. Il consigliere Toto ha evocato addirittura il rischio dissesto, chiudendo con un invito netto al sindaco: «Azzeri tutto e riparta».

Sulla stessa linea Bennardi, che ha parlato di «bilancio ibrido», con troppe spese correnti e pochi investimenti, puntando il dito anche sull’assenza di un assessore al bilancio.

Non meno incisivo l’intervento di Cifarelli, che ha messo sotto accusa l’avanzo di amministrazione di 6,5 milioni di euro: «Non è un merito, ma il segno che non si è stati capaci di spendere». Una lettura che, pur riconoscendo il peso degli otto mesi di gestione commissariale ereditati dall’amministrazione Nicoletti, chiede un cambio di passo immediato.

Dalla maggioranza, invece, è ar-

rivato un sostegno convinto al rendiconto, con l’auspicio, espresso tra gli altri dal consigliere Acito, che le risorse disponibili possano tradursi rapidamente in servizi concreti per la città. A fare da sfondo, anche tensioni procedurali e richiami alla trasparenza, con la proposta di trasmettere in streaming le commissioni per evitare contraddizioni tra quanto discusso e quanto dichiarato in aula.

La seduta si è poi snodata tra votazioni tecniche, riconoscimenti di debiti fuori bilancio e ulteriori passaggi formali, spesso segnati dall’assenza della minoranza nelle fasi finali. Un segnale politico anche questo, che contribuisce a delineare un clima tutt’altro che disteso.

Il Consiglio comunale di Matera esce da questa seduta con atti approvati e scadenze rispettate, ma con un quadro politico ancora instabile.

I numeri reggono, ma scricchiolano. E se la matematica per ora salva l’amministrazione, è la politica, quella vera, a chiedere risposte più convincenti.

Sos smishing, allerta massima per i cittadini: ecco come riconoscere i messaggi malevoli e difendere i dati

Truffe online, il Comune di Policoro avverte: «Attenzione a sms sospetti»

Se un Ente pubblico ha sentito la necessità di avvisare la cittadinanza a stare in guardia dai tentativi di truffe che viaggiano sugli strumenti di comunicazione, vuol dire che il problema è serio. L’Avviso del comune è limitato alla TARI, ma si potrebbe estendere a tante altre attività.

“Si informa la cittadinanza che sono stati segnalati messaggi SMS fraudolenti che notificano presunte irregolarità o mancati pagamenti della TARI. Tali comunicazioni invitano a contattare telefonicamente un numero indicato per “regolarizzare” la propria posizione ed evitare supposte sanzioni oaggravamenti. Si tratta di tentativi di truffa! Si precisa che il Comune non invia SMS contenenti richieste di contatto telefonico per effettuare pagamenti o verifiche, né richiede dati personali o

bancari tramite messaggi. Si raccomanda pertanto di: non contattare i numeri indicati negli SMS, non fornire dati personali o informazioni bancarie, eliminare immediatamente il messaggio ricevuto, rivolgersi esclusivamente agli uffici comunali attraverso i canali ufficiali in caso di dubbio”. Le comuni truffe via sms si chiamano Smishing. I messaggi fraudolenti contengono spesso un link malevolo o un numero da chiamare. La gamma delle truffe non si limita solo alla TARI, ma è abbastanza vasta e si può sintetizzare in questo modo. Truffe bancarie: Messaggi che segnalano “accessi non autorizzati” o“operazioni sospette”, invitando a cliccare per bloccare il conto. Spesso, seguono telefonate da finti operatori (vishing). Pacco in attesa: sms che informano di un problema con una consegna (es. costi doganali o indirizzo incompleto) per indurre

l’utente a inserire dati della carta di credito. Falsi contatti personali: Messaggi di tipo “Ciao, mi ricordi?” o “Ho perso il telefono, aggiungi il mio nuovo account WhatsApp”, per instaurare una conversazione e richiedere denaro o infettare il dispositivo. Enti pubblici (INPS, Agenzia Entrate): Avvisi su presunti rimborsi fiscali o problemi con prestazioni previdenziali. Per non cadere nella trappola dei malfattori è consigliabile: non cliccare mai sui link presenti negli sms. Accedi sempre ai servizi tramite il sito ufficiale o l’app della tua banca; diffidare dall’urgenza: I truffatori mettono pressione affinché tu agisca d’impulso senza riflettere; verificare l’identità. Bisogna essere consapevoli che le banche e le Forze dell’Ordine non chiedono mai password, PIN o codici di sicurezza via sms otelefono. Infine, segnalare e bloccare. Le segna-

lazioni vanno fatte alla Polizia Postale. In Italia, chi commette truffe tramite sms (pratica nota come smishing) rischia gravi conseguenze penali che variano a seconda della gravità dell’azione e delle modalità utilizzate. Reati e pene Previste: il malfattore può essere per-

seguito per diversi capi d’imputazione come truffa, frode informatica, sostituzione di persona, accesso abusivo a sistema informativo. Le pene sono abbastanza severe. Il problema sono poi i tempi della giustizia e tutte le scappatoie che i delinquenti conoscono bene.

MATERA Elogio alla dedizione e al lavoro svolto quotidiamente dai militari: «L’Arma è vicina ai cittadini»

Il Prefetto Ippolito al Comando Carabinieri: «Lavoriamo tutti insieme per la sicurezza»

Ieri mattina, il Prefetto di Matera, Maria Carolina Ippolito, ha visitato il Comando Provinciale Carabinieri di Matera nella Caserma “Magg. M.O.V.M. Rocco Lazazzera”. Accolta con gli onori di rito dal Comandante Provinciale, Col. Giovanni Russo, l’Autorità ha incontrato i Comandanti della sede e delle Compagnie distaccate, nonché i responsabili dei reparti specializ-

zati: Gruppo Carabinieri Forestale e Nucleo ispettorato del Lavoro di Matera, ai quali ha rivolto il suo saluto. Dopo una visita agli Uffici (tra cui Centrale Operativa, Reparto Operativo, Nucleo Radiomobile, e Stazione), il Comandante Provinciale ha tenuto un briefing, illustrando l’organizzazione Territoriale, Mobile e Speciale dell’Arma, i compiti e le attività, anche specialistiche,

svolte a tutela della collettività con i report dei risultati conseguiti in ambito preventivo e repressivo. Il Prefetto, ringraziando per la calorosa accoglienza, ha espresso sentimenti di plauso per la dedizione profusa nello svolgimento della quotidiana attività di controllo del territorio e di contrasto alla criminalità, sottolineando l’importanza del lavoro svolto da ogni singolo carabinie-

re. Ha evidenziato, altresì, la delicatezza del ruolo svolto dall’Arma in tutta la provincia, in sinergia e coordinamento con la stessa Prefettura, che sovraintende a tutte le attività volte al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica, potendo contare anche sulla capillarità dei Comandi, presenti sul territorio, principali interpreti della vicinanza dello Stato ai cittadini.

Nel corso dei controlli sono stati verificati 56 veicoli e identificate 139 persone, tra cui 33 cittadini stranieri

Operazione “Alto Impatto” nel Metapontino: controlli straordinari della Polizia di Stato

Nell’ambito delle strategie condivise in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, lo scorso venerdì 24 aprile la Polizia di Stato di Matera ha svolto una vasta operazione di controllo straordinario del territorio nella fascia jonico-metapontina, denominata “Alto Impatto”.L’attività, coordinata dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Pisticci, si inserisce in un più ampio piano di prevenzione volto a rafforzare la presenza delle forze dell’ordine sul territorio e a incrementare la sicurezza percepita dai cittadini. L’intervento ha visto la partecipazione di più reparti e corpi, a testimonianza di un approccio interforze strutturato e capillare.Al servizio hanno preso parte operatori della Polizia Scientifica e dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Ma-

tera, insieme a due unità dell’Arma dei Carabinieri della Compagnia di Policoro, due equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Basilicata” e un equipaggio della Polizia Stradale di Matera –Distaccamento di Policoro.

Complessivamente sono state impiegate 18 unità operative, coordinate per garantire un controllo diffuso e simultaneo delle principali aree sensibili.Le attività si sono concentrate in particolare lungo le principali arterie strada-

li e nei centri abitati della zona, con l’obiettivo di prevenire la commissione di reati e monitorare eventuali situazioni di irregolarità. Nel corso dei controlli sono stati fermati e verificati 56 veicoli e identificate 139 persone, tra cui 33 cittadini stranieri. L’operazione ha inoltre portato alla contestazione di tre violazioni al Codice della Strada, mentre non sono emerse irregolarità nei controlli effettuati presso alcuni esercizi pubblici del territorio, risultati tutti in regola con la normativa vigente.L’intervento rientra nel quadro delle attività di controllo rafforzato disposte dalle autorità provinciali, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sul territorio e prevenire fenomeni di illegalità diffusa, attraverso una presenza costante e coordinata delle forze di polizia.

Un percorso che unisce formazione, musica e territorio, con l’obiettivo di rafforzare la coralità giovanile in Basilicata

A Matera prende il via il Coro Giovanile

Lucano dell’ABACO:

36 giovani uniti per il nuovo progetto musicale regionale

Un progetto a lungo immaginato e oggi finalmente realtà: a Matera ha preso avvio il Coro Giovanile Lucano, iniziativa promossa dall’ABACO – Associazione Basilicata Cori. Un debutto che segna un momento significativo per la coralità regionale e per la valorizzazione delle giovani voci del territorio.Sono stati 36 i ragazzi e le ragazze che hanno risposto all’appello, rendendo possibile la nascita del nuovo ensemble. Provenienti da 11 cori aderenti all’associazione e da diverse aree della Basilicata — tra cui Potenza, Matera, Ferrandina, Irsina, Lavello, Tricarico, Tursi e la Val d’Agri — i giovani coristi hanno un’età compresa tra i 13 e i 36 anni, con un’età media di circa 24 anni. Una presenza numerosa e variegata che ha portato entusiasmo e nuova energia al progetto fin dal primo incontro.Alla guida del Coro Giovanile Lucano è stata chiamata la direttrice irsinese Anna Carmen Candela, diplomata con il massimo dei voti e la lode in Direzione di Coro presso il Conservatorio “E. R. Duni”

di Matera, nonché direttrice del Coro Polifonico “Angelo Candela” di Irsina. Accanto a lei, in qualità di supporto e riferimento artistico, operano due figure storiche della coralità lucana: Alessandra Barbaro, direttrice dell’Associazione Corale Cantori Materani, e Carmine Antonio Catenazzo, alla guida del Coro della Polifonica Materana “Pierluigi da Palestrina”, entrambi tra i fondatori dell’ABACO nel 1999.L’incontro inaugurale si è aperto con l’intervento del presidente dell’ABACO, Francesco Muscolino, che ha espresso emozione e soddisfazione per il raggiungimento di un obiettivo atteso da anni. Nel suo saluto ai giovani coristi, Muscolino ha sottolineato il valore del progetto non solo sul piano musicale, ma anche formativo e sociale, evidenziando come la pratica corale rappresenti un’occasione di crescita, collaborazione e educazione alla reciprocità.La mattinata di lavoro ha preso avvio con esercizi di riscaldamento e preparazione vocale, per poi proseguire con l’approccio ai primi brani che costitui-

ranno il repertorio del coro. Un percorso appena iniziato, ma già ricco di prospettive: per i giovani partecipanti si delineano infatti nuove esperienze e opportunità che promettono di arricchirne il cammino musicale e personale.Con questo primo incontro, il Coro Giovanile Lucano si presenta come una nuova realtà culturale del territorio, con l’obiettivo di avvicinare sempre più giovani alla musica corale e rafforzare il tessuto musicale della Basilicata.

LA RUBRICA DI CRONACHE Pensieri e considerazioni su come evolvono

Appunti di realtà 29 aprile Quando non puoi più ignorarlo

DI FABRIZIO QUARATINO

Aun certo punto non è più una questione di capire. Capisci già. Il punto diventa un altro: continuare a vivere come se non fosse così. Perché ci sono verità che non arrivano come una rivelazione improvvisa. Arrivano piano. Si appoggiano dentro. Si ripetono nelle giornate. Si riconoscono nei dettagli. E lentamente diventano evidenti. Non nel rumore, ma nella continuità. E quando accade que-

sto, non puoi più dire di non sapere. Puoi solo scegliere cosa farne. Non sempre è semplice, non sempre è immediato.

A volte si resta fermi anche vedendo chiaramente. Perché la consapevolezza non cancella le abitudini, non scioglie le paure, non risolve automaticamente i nodi. E a volte vedere con lucidità non significa avere subito la forza di cambiare. Però cambia qualcosa di più sottile. Rende meno possibile l’autoinganno. E allora il punto non è diventare per-

fetti nelle scelte, ma diventare più onesti nel modo in cui restiamo dentro ciò che viviamo. Senza forzature. Senza recite. Senza spiegazioni continue a noi stessi. Solo con un po’ più di coerenza tra ciò che sentiamo e ciò che facciamo. Perché prima o poi arriva sempre quel momento silenzioso in cui ti accorgi che non serve aggiungere altro. Serve solo non continuare a contraddirsi. E da lì in poi non è una rivoluzione. È un allineamento lento. Quasi invisibile. Ma reale. E quando inizi a sentirlo, non puoi più ignorarlo.

A Potenza confronto tra istituzioni e imprese per costruire un meta-cluster euro-mediterraneo basato su innovazione e dati

Basilicata, nasce il progetto per rilanciare il turismo rurale

Trasformare le aree rurali della Basilicata in spazi attrattivi, capaci di generare valore economico, sociale e culturale. È questo l’obiettivo al centro di CLUSTERATLAS4MED, il primo cluster trans-mediterraneo dedicato alla promozione del turismo rurale sostenibile fondato su dati e innovazione digitale. Il progetto è finanziato dal Programma europeo Interreg NEXT MED ed è sostenuto strategicamente dalla Regione Basilicata, partner associato dell’iniziativa.Nell’ambito delle attività previste, il GAL Percorsi ha ospitato il 27 aprile, nella sede di Potenza, il terzo incontro di un ciclo avviato lo scorso 25 marzo a Genzano di Lucania. L’iniziativa è stata pensata per sensibilizzare le realtà lucane della filiera turistica, in particolare le piccole e medie imprese, sulle opportunità offerte dal progetto CLUSTERATLAS4MED, avviando al contempo un percorso condiviso con stakeholder pubblici e priva-

ti per la costituzione del primo meta-cluster euro-mediterraneo dedicato al turismo rurale.All’incontro hanno partecipato numerosi amministratori locali e imprenditori del territorio. Dopo i saluti istituzionali della presidente Caterina Salvia e dell’ingegnere Paolo De Nictolis, dell’Ufficio Autorità di Gestione CSR Basilicata, è stato Francesco Cisternino, responsabile della comunicazione del progetto, a illustrare obiettivi e azioni previste.A seguire, Fausto Villani, presidente di EXO, organismo di ricerca con sede a Potenza che ha promosso il progetto — uno dei 59 finanziati tra oltre 700 proposte provenienti da tutto il bacino del Mediterraneo nell’ambito del primo bando Interreg NEXT MED — ha presentato un’iniziativa che porterà alla nascita del cluster lucano del turismo rurale.Il dibattito si è sviluppato attorno a dubbi, aspettative e prospettive legate a un tema particolarmente sentito in un territo-

rio che ha nella ruralità uno dei suoi elementi identitari. Tra i principali nodi emersi, le carenze infrastrutturali che limitano lo sviluppo turistico delle aree interne, ma anche la necessità di rafforzare le competenze degli operatori del settore. L’obiettivo condiviso è quello di raggiungere standard qualitativi più elevati e una maggiore capacità di programmazione, in grado di favorire uno sviluppo armonico e diffuso per imprese e comunità locali.Al termine dell’incontro, tutti i partecipanti hanno sottoscritto una manifestazione di interesse per essere aggiornati e coinvolti nella fase costitutiva del futuro cluster lucano del turismo rurale.Nei prossimi mesi, sotto l’egida di CLUSTERATLAS4MED, prenderanno il via le attività dei rural living lab, veri e propri laboratori di comunità in cui imprese, amministrazioni e cittadini saranno chiamati a progettare insieme strumenti e strategie per uno sviluppo turi-

stico realmente sostenibile. Un modello che punta non solo a rafforzare il territorio lucano, ma anche a diventare un riferimento replicabile in tutto il bacino del Mediterraneo.

Dal modello di intermediazione tradizionale a un approccio evoluto alla gestione dei rischi

Consulbrokers, una storia imprenditoriale che guarda a una nuova dimensione

Prima ancora di diventare uno degli operatori più noti del brokeraggio assicurativo italiano, Consulbrokers è stata il risultato di una visione imprenditoriale nata alla fine degli anni Ottanta su iniziativa di Antonio Perretti, Alfredo Amato, Maurizio Fiore ed Egidio Comodo, in una fase in cui il mercato assicurativo era ancora fortemente legato a una logica tradizionale di intermediazione e meno orientato a un approccio consulenziale strutturato. Fin dall’inizio, l’idea alla base del progetto è stata quella di andare oltre la semplice collocazione di coperture, sviluppando invece una capacità di lettura più ampia dei bisogni di protezione di imprese e istituzioni.

Su questa impostazione si è costruita negli anni l’identità della società: un approccio tecnico, indipendente e centrato sulla gestione dei rischi, in grado di affiancare i clienti nella definizione di soluzioni coerenti con contesti operativi sempre più complessi. Il percorso di Consulbrokers si è sviluppato attraverso una progressiva sedimentazione di competenze, relazioni e

presidio di mercato, garantendo una continuità che consente oggi di leggere l’evoluzione del gruppo come l’esito di una traiettoria costruita nel tempo.

IL CONSOLIDAMENTO DI UN POSIZIONAMENTO SPECIALISTICO

Con il passare degli anni, Consulbrokers ha rafforzato la propria presenza sul territorio nazionale e, parallelamente, ha consolidato un profilo sempre più specialistico. Una parte rilevante di questo percorso si è sviluppata nel segmento della pubblica amministrazione, ambito nel quale la società ha costruito un posizionamento distintivo, maturando esperienza in contesti ad alta complessità normativa e organizzativa. Si tratta di un terreno che richiede competenze tecniche, capacità di gestione di processi articolati e continuità nella relazione con enti e strutture spesso esposti a profili di rischio particolarmente delicati. Accanto a questo presidio, la società ha esteso nel tempo il proprio raggio d’azione, ampliando l’offerta e rafforzando la capacità di operare su segmenti differenti. La cre-

scita si è sviluppata quindi su un doppio binario: da un lato l’evoluzione dell’offerta consulenziale, dall’altro l’estensione della presenza geografica attraverso sedi, strutture e progressiva integrazione di nuove realtà. Il risultato è una configurazione organizzativa distribuita lungo l’intero territorio nazionale, costruita per coniugare prossimità ai clienti e specializzazione professionale.

DALLA CRESCITA

ORGANICA ALLA

NUOVA FASE INDUSTRIALE

Quando a fine del 2024 la società di investimento americana di private equity J.C. Flowers & Co. è entrata nel capitale della società, il percorso di sviluppo di Consulbrokers era già definito nelle sue linee fondamentali. L’operazione ha però segnato l’inizio di una fase diversa per intensità, risorse disponibili e ambizione industriale. La ricapitalizzazione e il piano di investimenti triennale superiore ai 100 milioni di euro hanno infatti dato al gruppo la possibilità di accelerare una traiettoria che il management aveva già impostato negli anni precedenti. L’ingresso del

fondo si colloca in un passaggio particolare per il brokeraggio assicurativo italiano, caratterizzato da spinte al consolidamento, crescente competizione e necessità di maggiore massa critica.

L’ESPANSIONE

DELLA RETE E IL RAFFORZAMENTO DELL’ ORGANIZZAZIONE

La strategia delineata in questa nuova fase passa in misura significativa dalle acquisizioni. Tra il 2025 e i primi mesi del 2026, Consulbrokers ha già completato operazioni in territori come Torino, Salerno e Bari. Il significato di queste operazioni, tuttavia, non si esaurisce nell’ampliamento della presenza geografica. L’obiettivo è anche quello di incorporare nuove competenze e presidiare ambiti finora meno sviluppati. Per sostenere questa espansione, la società ha avviato anche un percorso di rafforzamento organizzativo interno che prevede il consolidamento del management, il potenziamento del team dedicato alle operazioni di M&A e integrazione e l’inserimento di nuove professionalità in grado di accompagnare la crescita.

In una fase di consolidamento come quella attuale, infatti, non conta soltanto la capacità di acquisire nuove strutture, ma anche quella di integrarle in modo efficace, valorizzandone le competenze e mantenendo coerenza operativa e strategica all’interno del gruppo.

UN PROGETTO CHE GUARDA AI PROSSIMI ANNI

Sul piano dell’offerta, la direzione resta quella del consolidamento delle attività già sviluppate e dell’estensione verso nuovi ambiti.

La pubblica amministrazione continua a rappresentare uno dei cardini del posizionamento di Consulbrokers, ma il progetto di crescita punta anche a rafforzare la presenza nei segmenti persone, PMI, grandi aziende e insurtech. Guardando al futuro, il gruppo sembra quindi voler proseguire lungo la direttrice già tracciata con nuove operazioni di M&A e ampliamento delle aree di business più specialistiche. Un consolidamento progressivo e una capacità di investimento che distingue oggi il percorso intrapreso da Consulbrokers.

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Cronache del 29 aprile 2026 by Cronache - Issuu