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Indagini in corso per stabilire la dinamica dell’incidente, disposta anche l’autopsia. Esposito (Cgil): «Ora basta, servono più controlli»
MADE IN ITALY
Rosa: «Governo Meloni tutela il settore»
«Con l’approvazione in prima lettura al Senato del disegno di legge governativo “Disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani”, il Governo Meloni dimostra ancora una volta la sua attenzione verso le produzioni di qualità del settore agroalimentare italiano, fiore all’occhiello della nostra economia» afferma il senatore di FdI Gianni Rosa(...)
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Servizi a pag 15
Ha questo di simpatico la politica che al momento giusto riesce ad approfittare delle convenienze che gli arrivano subito in saccoccia per farne della bassa propaganda su cui infiocchettare pure consenso. Ora che in Campania e in Puglia abbia vinto l’inciucio elettorale PD-5S è lapalissiano come anche che si sia dato finalmente un lavoro a Fico e che la Schlein abbia svenduto a Conte il povero De Luca con tutta la barca dei voti dem che l’hanno fatto sempre primeggiare alle regionali, ma che da noi ci sia la gara politica a cacciare fuori il selfie iconico col governatore eletto è il segno non solo dei tempi tristi che viviamo, ma d’una fenomenologia tutta nuova e narcisista che è quella di vantarsi per il successo degli altri. Già perché a ben guardare “l’orgoglio meridionale” sbandierato nella gallery della consigliera 5S Alessia Araneo su Roberto Fico e, ancora peggio “la speranza” della Puglia in foto tessera di Piero Marrese con Antonio Decaro, viene proprio facile capire perché qui in Basilicata Bardi e i patrioti abbiano sbancato per la seconda volta, peraltro facendo diventare il campo largo un orticello con i volti pure di Marrese e di Araneo. Canta Nudha: “Mi vanto di te, mi vanto degli altri…”
oLTRe IL GIARdIno Ospite il segretario dei Radicali Lucani, Tortorelli della Uil e Taddei di FI


CONSIGLIO REGIONALE
Approvato in una seduta fiume l’assestamento di bilancio, soddisfatti Morea, Polese e Fazzari: «Risposte concrete ai territori»
■ Servizio a pag 4
SVIMEZ
Bardi commenta i dati: «La Basilicata resiste e conferma una crescita dello 0,6% nel 2024»
Mega (Cgil): «Arretra e cresce la fuga di giovani»
■ Servizio a pag 6
CRISI IDRICA
L’avvocato Romano replica al sindaco Rubino: «Ridurre le quantità di estrazioni di petrolio in Val d’Agri e a Tempa Rossa»
■ Servizio a pag 2
MATERA
Inaugurato il Centro di Giustizia riparativa che avrà sede nei locali messi a disposizione della Provincia
■ Servizio a pag 18

L’avvocato replica al sindaco Rubino: «Non affronta il nodo centrale, il

La crisi idrica, la rete idrica vetusta e tutti i problemi che ne derivano continuano ad alimentare il dibattito pubblico. E se ieri il sindaco di Moliterno Antonio Rubino ha rilanciato le sollecitazioni di Cronache, oggi a replicare alle considerazioni del primo cittadino è Antonio Romano, coordinatore di diverse associazioni nella conferenza stampa tenutasi sul Tema “Impatto delle estrazioni petrolifere sulla crisi idrica in Basilicata”.
D I AN T ON IO G R AZ IA ROM A NO *
Da oltre due decenni la Val d’Agri (da un lustro anche il distretto di Tempa Rossa) vive il precario equilibrio tra due risorse che defini-

scono la sua identità: l’acqua e il petrolio.
La prima è una ricchezza naturale, preziosa e limitata, necessaria all' ambiente, alla terra e alla vita: il secondo, un’opportunità economica che negli anni è stata presentata come inevitabile e irrinunciabile ma che qui in Basilicata ha prodotto soloo inquinamento malattie e povertà ( prova ne sono due processi penali pendenti innanzi il Tribunale di Potenza che vedono coinvolta la società ENI e i loro alti dirigenti )
Il Sindaco del Comune di Moliterno (paese del cosiddetto cratere petrolifero) chiede fondi per riparare direttamente tubature obsolete che perdono e reti idriche che disperdono migliaia di litri al giorno, ma non affronta il nodo

centrale: il consumo gigantesco di acqua dolce di sorgente da parte delle attività estrattive dell’ENI. Questo è un dato noto nell’industria petrolifera: per estrarre un solo barile di petrolio, sono necessari almeno 8 barili d’acqua dolce.
In alcuni giacimenti maturi, questo rapporto può salire perfino a 10-14:1. L’acqua utilizzata viene in gran parte prelevata dal territorio circostante, sottratta a sorgenti, falde e corpi idrici che potrebbero alimentare laghi, fiumi, agricoltura e consumo umano.
Non lo fa il Sindaco di Moliterno e nessun altro sindaco, nessuna istituzione regionale ( Assessorato Ambiente) e sub regionale ( Acquedotto Lucano, Egrib Basilicata ) osano


sollevare il problema in modo diretto.
Eppure l’acqua della Val d’Agri (e non solo) non è infinita, e il clima degli ultimi anni ci ha mostrato quanto il sistema idrico stia soffrendo: siccità, invasi sottolivello, fiumi intermittenti.
Prendiamo il caso del sindaco di Moliterno, che di recente ha richiesto investimenti per riparare guasti nelle condotte idriche.
È sacrosanto: le condotte perdono, sono vecchie, vanno rifatte.
Ma ciò che manca — ed è un’assenza assordante — è una presa di posizione sul tema più grande: Che senso ha riparare una condotta, se ogni giorno migliaia di litri di acqua di sorgente vengono consumati nell’estrazione petrolifera senza che nessuno ne renda conto pubblicamente?
La popolazione e gli agricoltori vivono razionamentinmentre la più grande industria della regione continua ad avere accesso a quantità d'acqua che un’intera valle potrebbe utilizzare per tutt’altro.
Da anni si parla del progetto Blue Water, l'impianto ENI destinato — sulla carta — a riciclare le acque di produzione e ridurre drasticamente l’uso di acqua dolce. Ottima idea, ma c’è un problema gigantesco: il Blue Water non è operativo. Non è entrato in funzione. Non riduce nulla — per ora.
Esiste solo sulla carta, in autorizzazioni e comunicati, ma non depura, non

ricicla, non compensa. Continuare a estrarre come se questo impianto fosse già attivo significa scaricare sulle risorse idriche naturali un peso che il territorio non può reggere. Perché servono meno estrazioni — subito
In attesa di: un piano concreto e finanziato per riparare le condotte idriche dei Comuni, la realizzazione e messa in funzione del Blue Water, un monitoraggio pubblico e indipendente del consumo idrico dell’ENI, una reale valutazione dell’impatto idrico cumulativo Val d’Agri + Tempa Rossa, non è realistico né responsabile continuare con i volumi attuali di estrazione.
Ridurre le estrazioni non è una scelta ideologica: è una misura di tutela idrica,d i prevenzione e di buon senso.
Finché il petrolio continuerà a “bere” più del territorio, la Val d’Agri non potrà costruire un futuro sostenibile.
La domanda che la politica non fa — ma che i cittadini e Istituzioni devono iniziare a porsi: "Quanta Acqua dolce serve ogni giorno ad Eni e Total per estrarre circa 135.000 barili di petrolio al giorno?".
A chi governa i Comuni della valle, a chi gestisce gli impianti, a chi firma le autorizzazioni: " la trasparenza non può essere un optional, l' acqua, sì, può finire.
Il petrolio — quello sì — prima o poi finirà. Ma la vita, senza acqua, finisce prima. *AVVOCATO
Il 6 Dicembre al Parco del Seminario, Oreste Lo Pomo intervista Massim o D'Alema
Non c'è bisogno di aver militato nel PCI o nei DS per avere nostalgia di Antonio Luongo. Non serve neanche aver fatto politica o aver votato a sinistra. Si può avere nostalgia di Luongo anche avendo simpatie o militanza da tutt'altra parte. Si può avere nostalgia di Luongo anche essendo stato un suo avversario.
Antonio Luongo sa di vecchia politica. Ha il sapore del tempo in cui la carriera politica nasceva per passione e non per tatticismo. Il sapore di quando tu eri di destra, di sinistra o di centro perché avevi deciso così a 14 anni. Ha il sapore della colla e dei volantini, dei manifesti scritti con il ciclostilo.
Ha il ricordo del tempo del ragionamento, quando la politica si faceva per rabbia e per amore, quando era una logica che cercava di unire in un racconto continuo il divenire delle identità.
Non è solo la nostalgia del tempo in cui eravamo più giovani. E' la consapevolezza che se tutto è cambiato, non tutto è cambiato in meglio. Siamo costretti a vivere il tempo che ci capita, non

abbiamo il dovere di preferirlo ad altri tempi. SENZA DI LUI LA SINISTRA ALLO
SBANDO
Quello che è assolutamente certo ed incontrovertibile è che da quando non c'è più lui la sinistra lucana è totalmente allo sbando. Quante volte, ad ogni giro di strada più tortuoso, abbiamo sentito dire dai nuovi dirigenti del PD la frase “chissà cosa avrebbe pensato Antonio Luongo, chissà cosa avrebbe detto”. Un refrain che abbiamo sentito spesso e che da l'idea di quanto sia combaciante lo sfascio della sinistra lucana con la
morte di Luongo. Il PD non ha più avuto un leader, la sinistra ha smesso di governare. Luongo era il generale, senza di lui nessuno dei colonnelli ha avuto la capacità di uscire dal particolarismo e di provare a fare sintesi. Senza Luongo il confronto è diventato scontro, il ragionamento è scomparso. Era uomo di grandi ragionamenti Luongo. Non ha caso fu scelto nel momento in cui era necessario unire in un solo partito la tradizione comunista, quella socialista e quella del cattolicesimo democratico.

Tre culture politiche che si erano fatte la guerra, che avevano caratterizzato la politica nella Prima Repubblica, che avevano iniziato a lavorare insieme in coalizione ma che ora dovevano diventare un Partito solo. Un confronto di idee ma anche un confronto generazionale.
I più anziani della politica chiamati a confrontarsi con i più giovani in un mondo che cambiava e nel quale era chiaro che la destra e il centrodestra non avrebbero più fatto gli osservatori.
UN CONVEGNO
CON D'ALEMA
Il 6 Dicembre nel Parco
del Seminario ci sarà Massimo D'Alema a parlare di Luongo, lo farà in un'intervista condotta dal re del giornalismo lucano Oreste Lopomo. “La politica: una passione per la vita”, questo il titolo dell'incontro. Un titolo che dice tutto immediatamente e ci parla di quando la politica era davvero un’attività per tutta la vita. Luongo è stato, se non l'ultimo, uno degli ultimi di cui si poteva dire che non si limitava a fare politica perché era un politico. Una identità tra l'attività e la persona che non sempre si riesce a riscontrare.

Approvato il documento in una Seduta fiume. Soddisfatti, tra gli altri, i consiglieri Morea (Azione), Polese (OL-IV) e Fazzari (FdI)

In una seduta fiume e particolarmente impegnativa, il Consiglio regionale della Basilicata ha approvato ieri, a maggioranza, il Disegno di legge n. 56 sull’assestamento del bilancio di previsione finanziario per il triennio 2025-2027.
Il provvedimento approvato include significativi stanziamenti per il settore culturale, destinati a sostenere istituzioni e associazioni locali. Tra i fondi previsti, 900.000 euro all’anno per la Fondazione Matera-Basilicata 2019 e contributi per eventi storici come la Festa della Bruna di Matera.
Sono previsti interventi per la riqualificazione stradale e il miglioramento della viabilità in vari comuni, con stanziamenti significativi per Paterno, Policoro e Bernalda. Il tema delle risorse idriche è stato anch’esso centrale, con contributi per i comuni fornitori d’acqua e misure di compensazione ambientale. Infine, il bilancio prevede investimenti in mobilità, assistenza agli alunni diversamente abili e iniziative di prevenzione contro il bullismo.
IL COMMENTO DI MOREA Il consigliere di Azione esprime particolare soddisfazione per l’approvazione degli emendamenti proposti, definiti «strategici e identitari». Tra questi, assume un rilievo speciale lo stanziamento di 50.000 euro per la predisposizione del dossier di candidatura al riconoscimento UNESCO della Festa della Bruna di Matera, un investimento che – afferma – «non è soltanto economico, ma profondamente simbolico, perché permette di valorizzare e proteggere una tradizione che rappresenta una delle radici più autentiche della nostra comunità». Parallelamente, il Consigliere sottolinea anche l’importanza dei 30.000 euro destinati alla Lucana Film Commission per sostenere la realizzazione dell’opera prima di un giovane regista lucano: «La Basilicata deve tornare a essere terra di cinema e questo intervento vuole essere un segnale chiaro ai nostri talenti, affinché possano trovare nella propria regione l’opportunità di emergere». «Abbiamo portato a casa un assestamento che sostiene la cultura, rafforza le comunità, valorizza il ta-
lento lucano e risponde ai bisogni sociali più urgenti. Azione – conclude Morea – continuerà a lavorare con serietà e visione, affinché la Basilicata sia una regione in cui tradizione e innovazione crescano insieme».
IL COMMENTO DI POLESE «Un assestamento di bilancio che dà risposte concrete a sostegno dei territori e del sociale. Alla fine di una due giorni carica di incontri e approfondimenti il Consiglio regionale è riuscita nell’intento di approvare il Disegno di legge sull’assestamento di Bilancio di previsione finanziario che guarda al presente, ma crea condizioni di solidità in prospettiva». Lo dichiara il capogruppo consiliare di Orgoglio Lucano - Italia Viva, Mario Polese che sottolinea: «Il nostro Gruppo consiliare, come da tradizione, si dimostra attento alle comunità lucane e agli impegni assunti con i Comuni. In particolare nell’Assestamento, come da impegno assunto nello scorso mese di aprile in una conferenza stampa alla presenza dell’assessore regionale Mongiello, sono stati previsti un milione e 300 mila euro per i Comuni macrofornitori e ai Comuni confinanti ricadenti nelle aree di salvaguardia delle sorgenti, misura quanto mai importante in questa fase ambientale e metereologica». «Si tratta - prosegue Polese - di un atto che va a colmare una situazione che si trascinava da anni e che ora viene finalmente instradata nella giusta direzione». Tra le altre cose sottolinea il capogruppo di Ol – Iv, «vengono finanziati, grazie a degli emendamenti specifici a firma mia e della consigliera Fazzari interventi nel comparto delle infrastrutture attraverso contributi ai Comuni destinati alla manutenzione straordinaria della rete stradale, alla messa in sicurezza e alla riqualificazione di opere pubbliche, al miglioramento della viabilità rurale, urbana ed extraurbana e alla valorizzazione di spazi pubblici, servizi e percorsi turistici in particolare ai comuni di Rotonda Moliterno e Spinoso. Oltre a questo, nell’ambito dei Comuni lucani su cui insistono strutture sovracomunali utilizzate anche da amministrazioni limitrofe, sia regionali che extraregionali sono state pre-
viste, tra le altre anche risorse indispensabili anche per i Comuni di Maratea e Lauria». In particolare i fondi destinati al Comune di Lauria sono finalizzati alla realizzazione del sistema di audiodiffusione nel quartiere Cafaro. Un forte impegno, in questa lunghissima seduta di Consiglio regionale, oltre che al settore dei fenomeni legati al sociale, è stata riservata al fenomeno del bullismo e cyberbullismo. Prima con l’approvazione da parte del Consiglio regionale della Basilicata, avvenuta martedì, della legge finalizzata a rafforzare gli interventi di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo, che introduce importanti modifiche alla legge regionale 30 novembre 2018 dello stesso consigliere Polese (legge a firma, oltre che dell’esponente di Iv anche di Piero Marrese, Maddalena Fazzari e Nicola Morea) e poi con l’approvazione di un emendamento all’Assestamento che prevede fondi per iniziative di prevenzione e contrasto del attraverso attività formative e di educazione ai media digitali.
Sul tema della formazione e del diritto allo studio, Polese aggiunge:
«Di iniziativa della collega Fazzari e da me sostenute sono stati approvati due importanti provvedimenti: con un ottimo intervento a favore dell’Ardsu al fine di garantire continuità, efficienza ed efficacia dei servizi agli studenti. Un provvedimento quanto mai necessario per sostenere il mondo giovanile e studentesco. E lo stesso vale anche per le politiche di genere: previsti finanziamenti per il ‘Reddito di Libertà’ a sostegno delle donne vittime di violenza e prive di autonomia economic».
«Altro emendamento importante approvato è quello che prevede un contributo significativo al Comune di Venosa, nell’ambito del Food & Wine experience by Merano WineFestival and The WineHunter, finalizzato alla rievocazione di un momento antico e storico di oltre 2.000 anni fa, dedicato a Orazio e alla sua definizione del Carpe Diem. Insomma la maggioranza regionale è riuscita a trovare la giusta sintesi su un pacchetto finanziario che consolida il tessuto identitario lucano, fornisce supporto concreto agli enti locali, amplifica le capacità creative del nostro territorio e affronta con decisione le emergenze sociali della popolazione», conclude il consigliere Mario Polese.
IL COMMENTO DI FAZZARI «L’approvazione dell’assestamento di Bilancio dimostra che il Consiglio regionale, quando mette al centro i bisogni reali dei cittadini, sa essere luogo di ascolto e di azione concreta.» Così la vicepresidente del Consiglio regionale, Maddalena Fazzari, esprime la propria soddisfazione all’indomani della seduta consiliare.
Tra gli interventi approvati, particolare rilievo assume l’incremento del reddito di libertà per le donne vittime di violenza così come previsto dalla legge regionale. «Non possiamo limitarci alle dichiarazioni d’intenti quando si parla di donne che cercano una via d’uscita da violenza e ricatti. Aumentare i fondi significa offrire percorsi più solidi, sostegni più continui, strumenti più concreti per ritrovare autonomia e dignità. Lo avevo annunciato durante la Seduta di martedì in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza di genere, non soltanto una giornata commemorativa ma un impegno concreto» dichiara Fazzari. La misura, pensata per accompagnare le donne vittime di violenza in un percorso da 12 a 36 mesi, rafforza l’accesso ai beni essenziali, al supporto legale e a veri progetti di emancipazione personale e lavorativa.
Approvato anche l’emendamento che introduce uno stanziamento di risorse a favore dell’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario. «Con questo intervento ridiamo ossigeno a un ente fondamentale per i nostri studenti, oggi schiacciato da croniche carenze di personale e risorse. Assicuriamo continuità ai servizi, dalle borse di studio alla gestione degli alloggi, e mettiamo le basi per un sistema universitario lucano più moderno ed efficiente».
Il Consiglio ha inoltre approvato lo stanziamento per la legge regionale sul contrasto al bullismo e al cyberbullismo, proposta insieme al consigliere Polese ed altri. «La prevenzione parte dalle scuole e dai territori. Questi fondi serviranno a realizzare percorsi educativi, di supporto e di sensibilizzazione per proteggere i nostri ragazzi e rafforzare le comunità educanti» sottolinea Fazzari.
«Previsti oltre 2 milioni di euro anche per la città di Potenza, insieme ai colleghi consiglieri del capoluogo abbiamo posto attenzione alla manutenzione delle scale mobili per un importo di 1 milione e 400 mila euro, inoltre abbiamo previsto 600 mila euro per l’ambiente, settore a me molto caro in qualità di già assessore all’Ambiente di Potenza, così divisi: 280mila euro per la raccolta e smaltimento dei rifiuti, 200 mila euro per il randagismo e 120 mila euro per il Piano neve. - sottolinea Fazzari - Il governo regionale di centrodestra ha mostrato in questo assestamento di bilancio particolare attenzione alla città capoluogo. Appostate risorse importanti per garantire servizi efficienti ai cittadini».
«Questa approvazione complessiva è il segno che quando si lavora con serietà e visione, i risultati arrivano» conclude la vicepresidente Maddalena Fazzari.





















«Con
l’approvazione in prima lettura al Senato del disegno di legge governativo “Disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani”, il Governo Meloni dimostra ancora una volta la sua attenzione verso le produzioni di qualità del settore agroalimentare italiano, fiore all’occhiello della nostra economia» afferma il senatore di FdI Gianni Rosa.. «A tutela dei nostri prodotti agroalimentari e dei consumatori, la normativa modifica la disciplina vigente in tema di tracciabilità dei prodotti e il sistema dei controlli nel settore
alimentare, e introduce nuove disposizioni, come, ad esempio, quelle che garantiscono che i prodotti con marchio Dop e Igp siano realizzati in conformità alle normative nazionali ed europee. - continua - Il testo approvato propone inoltre una serie di norme che hanno l’obbiettivo di contrastare le frodi nel settore agroalimentare, puntando a meglio specificare le condotte sanzionate e introducendo i nuovi reati di frode alimentare, commercio di alimenti con segni mendaci e agropirateria».
«Il disegno di legge pone una stretta a tutte quelle condotte
sleali che danneggiano i nostri produttori e i consumatori nel mondo. Dunque, lotta a quei comportamenti che determinano un pregiudizio per il consumatore in termini di provenienza, qualità o quantità dei prodotti alimentari ed alle pratiche ingannevoli relative all’etichettatura e alle indicazioni sui prodotti» prosegue Rosa. «Questo provvedimento, fortemente voluto dal Ministro Lollobrigida, è un notevole passo avanti verso una concreta tutela del Made in Italy, che, per il Governo Meloni, significa non solo garantire i nostri produttori e la qualità dei nostri pro-

dotti ma anche assicurare al consumatore la provenienza e la qualità di quello che comprano» conclude Gianni Rosa.
POTENZA. «Il Rapporto SVIMEZ restituisce un quadro articolato dell’economia meridionale e conferma un elemento che avevamo già evidenziato con l’analisi della Banca d’Italia: nonostante un contesto nazionale e internazionale complesso, la Basilicata continua a mostrare una tenuta significativa, soprattutto nei servizi e in alcuni comparti produttivi» afferma il presidente della Regione Vito Bardi.
«Nel 2024 la nostra regione registra una crescita del Pil pari allo 0,6%, in linea con altre realtà del Mezzogiorno. - continua BardiSono dati che, pur senza trionfalismi, indicano che il tessuto economico lucano ha saputo resistere a shock esterni e a dinamiche non dipendenti dal territorio.Allo stesso
tempo, il Rapporto richiama alcune criticità strutturali già evidenziate da Banca d’Italia: una dinamica ancora debole del valore aggiunto industriale, un andamento demografico che richiede politiche mirate e un differenziale nell’attuazione degli investimenti pubblici che va colmato».
«Si tratta di elementi che conosciamo bene e che stiamo affrontando con determinazione, attraverso una programmazione che mette al centro giovani, imprese e infrastrutture sociali.La Basilicata può contare su alcune tendenze positive: una crescita dei servizi “apprezzabile», come rilevato da SVIMEZ; il buon andamento di diversi indicatori occupazionali nel Mezzogiorno, da cui anche la nostra regione sta traendo benefici;
un contesto nazionale in cui il Sud, nel suo complesso, cresce oggi più del Centro-Nord, grazie a investimenti pubblici e PNRR.Il nostro impegno è trasformare questi segnali in un percorso stabile di sviluppo, accelerando l’attuazione dei programmi europei e nazionali, sostenendo le imprese e rafforzando l’attrattività del territorio».
«Come abbiamo fatto finora, continueremo a lavorare con prudenza, trasparenza e visione, affinché le potenzialità della Basilicata possano tradursi in opportunità concrete per famiglie e comunità.La lettura congiunta di SVIMEZ e Banca d’Italia conferma che le scelte compiute in questi anni hanno garantito stabilità e fiducia. Ora si apre una nuova fase: consolidare i segnali positivi e affrontare con
realismo le criticità, per proseguire sul percorso di crescita equilibrata e sostenibile che i lucani meritano» conclude Bardi.

Il segretario Cgil Basilicata Mega commenta i dati Svimez e annuncia lo sciopero nazionale del 12 dicembre a Melfi
«La Basilicata arretra e cresce la fuga di giovani»
POTENZA. «I dati dell’ultimo rapporto Svimez sulla Basilicata confermano lo stato disastroso in cui versa la nostra regione e più volte da noi denunciato. Dal 2019 al 2023 la regione ha registrato il calo del prodotto interno lordo più consistente d’Italia, meno 3,8 per cento, e il più alto tasso di emigrazione giovanile, meno 5,4 per cento. In due anni cinquemila giovani laureati hanno lasciato la Basilicata per il Nord o l’estero, perché a crescere è solo l’occupazione instabile e precaria, come già attestato dalla ricerca Ires Cgil Basilicata presentata alle Giornate del lavoro di giugno. Numeri che confermano come la vertenza
Basilicata, lanciata come Cgil all’assemblea generale dello scorso settembre, sia una vera e propria urgenza, che va affrontata a livello regionale e nazionale».Lo afferma il segretario generale della Cgil Basilicata, Fernando Mega, annunciando che «lo sciopero nazionale della Cgil in programma il prossimo 12 dicembre porterà in piazza la vertenza Basilicata, insieme alla lotta contro la manovra finanziaria del governo Meloni, che finirà per affossare la Basilicata e il Mezzogiorno, in forte decrescita come dimostra il rapporto Svimez. Porteremo le nostre istanze nel luogo simbolo della vertenza Basilica-

ta, i cancelli dello stabilimento Stellantis di Melfi, emblema di
quella desertificazione industriale, produttiva e sociale della nostra regione. La Basilicata si inabissa e scompare nell’immobilismo di una classe dirigente volta solo all’autoconservazione nell’attesa dei prossimi incarichi politici. Il presidente della Regione, Vito Bardi, ne prenda atto. Ogni giorno che passa in queste condizioni – conclude Mega – è uno schiaffo ai cittadini lucani e alle loro aspettative, ecco perché i giovani fuggono. La Basilicata sta morendo ma noi non ci arrendiamo: porteremo in piazza la voce di chi non si rassegna e che il governo regionale non può ignorare».
«La
ci riconosca e stabilizzi: siamo professionisti formati sul campo. Ignorare ciò è un errore politico e una ingiustizia sociale»
«Cosa ne sarà di noi, che ci avete dato la possibilità di restare in servizio all'interno dei comuni lucani?» è la provocatoria domanda che i lavoratori del Reddito Minimo di Inserimento e Tirocinio di Inclusione Sociale rivolgono alla Regione Basilicata, «è il nostro paradosso, otto anni di servizio, zero diritti, così la Regione è teatro di un paradosso lavorativo che dura da quasi un decennio». Si tratta di «una platea di persone che, pur essendo nate come beneficiari di programmi di sostegno, sono state di fatto trasformate in forza lavoro stabile e indispensabile per i Comuni lucani – spiegano- A distanza di oltre otto anni dall'avvio dei primi progetti, e ormai prossimi al decimo anno di impiego, continuiamo a operare sotto organico comunale, gestendo servizi cruciali – dall'Ufficio tecnico alla Segreteria, dalla Vigilanza al Supporto amministrativo – con un carico di responsabilità professionale a tutti gli effetti a pieno regime. un lavoro fantasma: pieno carico senza contratto». Ad entrare nel dettaglio è Giuseppe Collazzo, lavoratore RMI, «il nodo centrale della vertenza è un'anomalia profonda: noi lavoratori, mansioni essenziali e acquisendo competenze specifiche e diversificate, non godiamo di un vero e proprio contratto di la-

voro. La nostra retribuzione è legata a misure regionali di sostegno, un meccanismo che ci mantiene in una zona grigia, privandoci di diritti fondamentali: Assenza di tutele quali la mancanza di indennità di malattia, ferie accumulate, e l'accesso al TFR; Zero tredicesima per l'ennesimo Natale, un elemento cruciale della stabilità economica e del riconoscimento; Stallo contrattuale: Nonostante il servizio continuativo, siamo bloccati in uno stato che, per natura e durata, smentisce l'idea di un semplice "tirocinio" o "inserimento". Dunque la realtà dei fatti smentisce chi definisce i lavoratori RMI/TIS come semplici "sussidiati". Il loro im-
quotidiano è lavoro vero, con risultati concreti per la comunità». Sono ormai anni che questi lavoratori reclamano tali diritti, ed oggi aggiungono: «Di fronte alla necessità di stabilizzare questa platea, la Politica Regionale sembra procedere in maniera che molti ritengono poco democratica e inadeguata. La soluzione proposta – l'offerta generalizzata di un contratto idraulico-forestale per l'intera platea–solleva una critica accesa e legittima. Otto anni di servizio presso gli Uffici comunali hanno formato persone con titoli di studio e competenze diverse: ragionieri, segretari, tecnici informatici, amministrativi. Omologare tutti in
un unico profilo professionale non solo ignora l'esperienza acquisita in un decennio, ma rappresenta uno spreco di risorse umane qualificate, sacrificando la valorizzazione del merito sull'altare di una soluzione rapida e indifferenziata. La frustrazione dei lavoratori RMI/TIS – incalzanoè aggravata dall'invidia sociale. Mentre sono impegnati a sbrigare pratiche e servizi essenziali per la comunità, spesso devono sopportare il giudizio di chi, seduto su una posizione di privilegio e stabilità, li guarda dall'alto. La proposta di chi vive questo disagio è un chiaro appello all'empatia: "Scambiate l'utile a fine anno". Chi critica o invidia il nostro status precario dovrebbe provare, anche solo per un mese, la condizione di lavorare a pieno ritmo, con la piena responsabilità di un impiegato, ma senza la sicurezza economica o la possibilità di programmare il futuro -e così si avviano a concludere- Questo non è un lamento per l'abbondanza, ma una battaglia per la dignità contrattuale. La Basilicata deve riconoscere e stabilizzare questa forza lavoro per ciò che è: professionisti formati sul campo che meritano un contratto adeguato alle competenze sviluppate e alle funzioni svolte. Ignorare questa realtà non è solo un errore politico, ma una profonda ingiustizia sociale».
La minoranza chiede un confronto immediato con i sindacati e soluzioni strutturali per il comparto. Bardi: «Polemiche sterili, impegno costante»
Ilavoratori della forestazione, ieri hanno scioperato davanti alla sede della Regione nell’ambito della mobilitazione promossa dalle organizzazioni sindacali. Secondo le opposizioni, lo sciopero rappresenta «la conseguenza diretta di anni di scelte sbagliate, ritardi e sottovalutazioni da parte della maggioranza di centrodestra e del Presidente Bardi». Un settore strategico per la tutela ambientale, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la sicurezza del territorio — sostengono — continua a essere considerato marginale e privo di una programmazione chiara e stabile.A rendere più critica la situazione, denunciano i consiglieri di minoranza, è il rischio concreto di perdere 15,5 milioni di euro del PSR, evento che giudicano emblematico: «Una circostanza che dimostra come questa Giunta non abbia mai realmente compreso la portata della situazione». Le opposizioni accusano la maggioranza di aver preferito «continui rimandi, soluzioni transitorie e talvolta interventi sui generis» per affrontare problematiche strutturali che richiederebbero, invece, interventi organici.Le forze di minoranza chiedono quindi al Presidente Bardi e all’assessore Cicala di mantenere gli im-
pegni presi avviando un confronto «vero, trasparente e risolutivo» con i sindacati. «La Basilicata non può essere ostaggio dell’approssimazione e delle continue soluzioni tampone», dichiarano, sottolineando che chi ogni giorno opera per tutelare il territorio «merita risposte chiare, tempestive e durature».Gli esponenti dell’opposizione assicurano infine che continueranno a sostenere le ragioni della mobilitazione, portando in Consiglio regionale una battaglia che considerano cruciale «per il futuro della Basilicata e la dignità del lavoro».
IL COMMENTO DI BARDI
Il Presidente della Regione, Vito Bardi, esprime rammarico per il tono polemico adottato da alcune sigle sindacali in merito alla sua assenza all'incontro con una delegazione di lavoratori forestali.
La volontà della Regione di ascoltare e confrontarsi con i lavoratori è dimostrata dalla presenza istituzionale del Vice Presidente della Giunta regionale, Pasquale Pepe, e dell'Assessore al ramo, Carmine Cicala. Entrambi sono stati delegati direttamente dal Presidente Bardi proprio per assicurare la massima attenzione e serietà al confronto.La forestazione e i lavora-

tori del comparto non sono una questione marginale per la Giunta regionale. L'attenzione del Presidente Bardi è sempre stata altissima, come testimoniano gli impegni presi e le risorse finora dedicate al settore. Non si comprende la polemica su un'assenza motivata e temporanea, specialmente quando al tavolo erano presenti due figure apicali della Giunta, pronte a recepire e discutere ogni istanza.
Il Presidente ribadisce il suo impegno costante e concreto verso le sorti del settore forestale lucano e continuerà a lavorare per trovare soluzioni efficaci e durature per i dipendenti e per la valorizzazione del patrimonio ambientale. L'auspicio è che il confronto possa tornare su un binario di collaborazione costruttiva anziché di sterile polemica.


OLTRE IL GIARDINO Ospiti il segretario dei Radicali Lucani, Tortorelli segretario della Uil Basilicata
e Taddei segretario provinciale FI
Nell’ultima puntata di Oltre il giardino, il talk di approfondimento di Cronache Tv condotto da Paride Leporace torna in collegamento Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali Lucani in sciopero della fame da 14 giorni, come forma di protesta per la mancanza di risposte dalla Commissione di Vigilanza parlamentare sui servizi radio televisivi.
Un’azione nonviolenta importante e impegnativa, che il giornalista Leporace ha chiesto di interrompere. Per tutta risposta Bolognetti dichiara: «Non posso accogliere l’appello poiché non ho ricevuto alcuna risposta dai miei interlocutori, nonostante siano passati nove giorni». Ha espresso preoccupazione per la mancanza di attenzione da parte della RAI, un servizio pubblico, sulla questione della separazione delle carriere dei magistrati e sul rispetto dei diritti dei cittadini.
Leporace ha cercato di trovare un punto di svolta, suggerendo la possibilità di uno spazio dedicato a Bolognetti in un telegiornale. Ha anche fatto un appello al caporedattore della RAI, chiedendo di dare visibilità a questa importante istanza democratica. Durante la discussione, è emerso il tema delle ingiuste detenzioni e della necessità di riforme nel sistema giudiziario. Bolognetti ha sottolineato che «la carcerazione preventiva dovrebbe essere una misura eccezionale», e ha richiamato l'attenzione sulla drammatica situazione delle carceri italiane, dove si registrano alti tassi di suicidi tra detenuti e agenti di polizia penitenziaria. Infine, il dibattito ha toccato anche il caso di una famiglia che vive in modo alternativo, lontano dalla società dei consumi, e l'intervento degli assistenti sociali. Bolognetti ha affermato che «il diritto di educare i propri figli secondo le proprie convinzioni deve essere rispettato», a condizione che non ci siano violazioni della legge. Altro tema importante è quello del lavoro. Arriva in studio Vincenzo Tortorelli, segretario generale della Uil che ha affrontato
le attuali vertenze sindacali che interessano la regione Basilicata, con particolare attenzione alla situazione dei lavoratori forestali e all'industria locale.
Tortorelli ha parlato del presidio organizzato sotto la sede della Regione Basilicata, dove i lavoratori forestali hanno manifestato per rivendicare il pagamento degli stipendi arretrati. Attualmente, i forestali attendono il pagamento di due mensilità, ottobre e novembre, ma la regione ha comunicato che i pagamenti saranno effettuati il 3 dicembre.
Il segretario ha sottolineato che la questione non riguarda solo i salari, ma anche la programmazione delle attività forestali, essenziali per la cura e la prevenzione del dissesto idrogeologico. Con circa 4.500 lavoratori coinvolti, il sindacalista ha evidenziato l'importanza di creare una vera agenzia regionale per la forestazione, capace di sviluppare una filiera del legno e trasformare le emergenze in opportunità.
Tortorelli ha discusso il recente contratto firmato per i metalmeccanici, che prevede aumenti salariali e il diritto di contrattazione collettiva. Ha espresso soddisfazione per l'adesione unanime dei sindacati e ha evidenziato l'importanza di destinare risorse alla detassazione degli aumenti salariali, un passo fondamentale per migliorare le buste paga dei lavoratori.
Tuttavia, ha anche avvertito che le questioni fiscali e previdenziali devono essere affrontate dopo la manovra finanziaria, per evitare di compromettere le relazioni sindacali e la programmazione delle riforme necessarie. Un tema cruciale emerso è la crisi dell'industria automobilistica, in particolare a Melfi, dove la situazione dell'indotto è preoccupante. Tortorelli ha sottolineato la necessità di una transizione più morbida verso l'elettrico, accompagnata da scelte di ricerca e innovazione, per evitare un abbattimento significativo della forza lavoro. Inoltre, ha parlato della riconversione industriale come uni-
ca strada per affrontare la crisi, evidenziando la necessità di attrarre nuovi investimenti e di riqualificare i lavoratori.
Infine, Tortorelli ha affrontato la vertenza di SmartPaper, sottolineando l'importanza di garantire il mantenimento dei posti di lavoro e delle retribuzioni per i 400 lavoratori coinvolti. Ha proposto la creazione di una rete digitale regionale per valorizzare le attività di call center e servizi digitalizzati, simile a quelle già avviate in altre regioni italiane.
Infine si passa alla politica con ospite Vincenzo Taddei, segretario provinciale di Forza Italia che ha analizzato le recenti elezioni e le prospettive politiche per la Basilicata e il Sud Italia.
Il segretario ha evidenziato come il centrodestra abbia conquistato la maggioranza delle regioni italiane, ma ha riconosciuto le difficoltà incontrate in Campania e Puglia. Secondo Taddei, la campagna elettorale ha risentito di scelte tardive e di una mancanza di coordinamento, che hanno influito negativamente sui risultati. Ha sottolineato l'importanza di una strategia più incisiva e tempestiva per affrontare le sfide politiche locali.
Un tema centrale della puntata è stato il sistema elettorale attuale, che Taddei ha descritto come inefficace nel garantire una maggioranza stabile in Parlamento. Ha proposto l'adozione di una legge elettorale proporzionale con premio di maggioranza, per assicurare che il partito vincitore possa governare con serenità. Taddei ha criticato il sistema attuale, definendolo "a macchia di leopardo" e incapace di fornire chiarezza sulle maggioranze politiche.
Guardando al futuro, Taddei ha espresso ottimismo riguardo alla leadership di Giorgia Meloni e alla stabilità della coalizione di governo. Ha sottolineato che, nonostante le recenti difficoltà in alcune regioni, il centrodestra gode di sondaggi favorevoli e di una solida maggioranza a livello nazionale.
Inoltre, ha accennato al-



l'importanza della riforma della giustizia, un tema che sta generando un ampio dibattito pubblico. Taddei ha annunciato che Forza Italia sta preparando una campagna referendaria per promuovere riforme significative nel sistema giudiziario, tra cui l'introduzione del sorteggio per alcuni ruoli, per garantire una giustizia più equa e meno influenzata da correnti interne.
Taddei ha anche parlato
della situazione di Forza Italia in Basilicata, sottolineando che il partito sta vivendo un periodo di crescita, con un aumento delle adesioni. Ha confermato che entro la fine dell'anno si procederà con il tesseramento e si prevede di tenere il primo congresso nazionale dopo la leadership di Berlusconi nel 2026. Questo rappresenta un passo verso una maggiore democrazia interna nel partito.
Detenuto lucano morto, il segretario del sindacato di polizia penitenziaria denuncia condizioni estreme negli istituti penitenziari
POTENZA. Il suicidio di un detenuto originario della Basilicata nel carcere di Brindisi riaccende con forza la denuncia del segretario generale del Fsa-CnppSpp, Aldo Di Giacomo, che parla di «strage di Stato» e di un bilancio drammatico: settantadue morti dall’inizio dell’anno, il numero più alto degli ultimi venti anni, vicino al tragico picco registrato nel 2023. Un dato che, secondo il sindacalista, si accompagna a un abbassamento dell’età media delle vittime e a un forte aumento dei casi tra chi entra in cella da poche settimane, spesso con fragilità psichiche, dipendenze o condizioni sociali particolarmente difficili.Di Giacomo sottolinea che il personale penitenziario «fa il possibile», ricordando gli

interventi che hanno evitato altre morti, ma afferma che sovraffollamento e carenze di organico restano il vero nodo strutturale. La linea secondo cui i sui-
cidi sarebbero «ineluttabili», più volte sostenuta dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio, è per il segretario «clamorosamente smentita dai fatti», così co-
me lo sarebbero «task force e piani» annunciati negli ultimi mesi e mai tradotti in risultati concreti. «Non vogliamo sentirci complici di una mattanza che qualcuno, forse per vergogna, chiama emergenza umanitaria» insiste Di Giacomo, chiedendo misure urgenti e immediate.Il quadro che descrive è definito «il peggiore degli ultimi trent’anni», con un impatto diretto sul lavoro degli agenti penitenziari, in particolare negli istituti del Sud. Le condizioni operative sono, secondo il sindacato, insostenibili: turni che superano regolarmente le otto ore, arrivando anche a dodici, ferie non concesse, pause saltate e una pressione costante in reparti sempre più affollati. In molte strutture la capienza è superata
del cento per cento e, nonostante le recenti assunzioni, gli organici restano insufficienti a garantire sicurezza e gestione quotidiana.«Sovraffollamento fino al centocinquanta per cento e carenze di personale sono una miscela esplosiva» afferma Di Giacomo, ricordando che il bollettino settimanale di aggressioni, violenze e suicidi fotografa un’emergenza ormai strutturale. Da tempo, aggiunge, il sindacato avverte del clima di crescente tensione negli istituti, con episodi che testimoniano un deterioramento continuo. Per questo chiede al Governo di intervenire con misure straordinarie, riforme organizzative e investimenti in personale e strutture, prima che la situazione degeneri ulteriormente.
A Potenza il progetto promosso da Filef e Fondazione con il Sud per costruire una rete di inclusione, formazione e opportunità lavorative
POTENZA. Si chiama Stra.d.e. e si propone come un modello innovativo di inserimento dei detenuti nel tessuto lavorativo, nell'ambito delle strategie di empowerment per l'accesso all'occupazione. È un modello sistemico per il reinserimento socio-lavorativo delle persone in esecuzione penale, portato avanti dalla cooperativa sociale Filef e promosso in collaborazione con Fondazione con il Sud. Il progetto è stato presentato ieri mattina nell'Aula Grippo del Palazzo di Giustizia di Potenza nel corso di una conferenza stampa.All’incontro sono intervenuti Vincenzo Martinelli, educatore professionale, l’assessora alle Politiche Sociali del Comune di Potenza Anna Grieco, il responsabile del progetto Antonio Sanfrancesco, il dirigente dell’Ufficio detenuti Michele Mirgaldi, la dirigente del Centro Giustizia minorile di Puglia e Basilicata Dorella Quarta, il direttore della Casa Circondariale di Potenza Paolo Pastena, la direttrice della Casa Circondariale di Melfi Maria Rosaria Petraccone, la funzionaria dell’Ufficio distrettuale esecuzione penale esterna di Potenza Ornella Evangelista, la vicepresidente di LegaCoop Basilicata Caterina Salvia, il docente dell'Università della Basilicata

Giovanni Quaranta, la responsabile dei servizi per l’orientamento del Cpi Isabella Urbano, il presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Basilicata Giuseppe Palo, il direttore della cooperativa sociale Fratello Sole Roberto Grieco, la Garante regionale delle persone detenute e delle vittime di reato Tiziana Silletti e l’assessore regionale alla Salute e Sicurezza Sociale Cosimo Latronico.Il progetto Stra.d.e. nasce come risposta alla sfida del reinserimento delle persone in esecuzione penale, un processo che richiede un approccio multidisciplinare capace di ridurre la recidiva, spesso legata alla mancanza di opportunità lavorative e di una rete di sostegno efficace. L’obiettivo generale è sistematizzare e rendere replicabili le espe-
rienze di reinserimento socio-lavorativo nella provincia di Potenza, puntando su una programmazione condivisa tra settore pubblico, privato e terzo settore, così da costruire una rete operativa stabile e superare la logica degli interventi frammentati.Il progetto prevede il coinvolgimento di 108 persone, tra minori e adulti, detenuti o in misure alternative, attraverso azioni di orientamento, percorsi formativi, attivazione di trenta tirocini di inclusione sociale e la creazione di cinquanta assunzioni stabili, in coerenza con i piani personalizzati di inserimento.
«LegaCoop ha deciso di essere partner di questo progetto per diversi motivi» ha affermato Caterina Salvia. «La missione della cooperazione sociale è favorire
l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati. Abbiamo accolto con favore la proposta perché sappiamo che il nostro ruolo può essere decisivo per sostenere il reinserimento di detenuti ed ex detenuti».Soddisfazione anche da Dorella Quarta: «Siamo davvero contente dell’avvio di questa progettualità che unisce reinserimento e costruzione di nuove possibilità per minori e giovani. Il lavoro è la chiave per avviare percorsi virtuosi, insieme all’educazione e alla possibilità di ridurre il rischio di recidiva».Il direttore della Casa Circondariale di Potenza, Paolo Pastena, ha definito Stra.d.e. «un progetto importante, reso possibile grazie al sostegno di Fondazione con il Sud e a una rete consolidata di istituzioni e associazioni». Pastena ha ricordato come «l’obiettivo sia preparare il detenuto, già durante la permanenza in carcere, a opportunità concrete di lavoro attraverso formazione e incontri tra domanda e offerta».Infine, Michele Mirgaldi ha evidenziato che «il lavoro è uno degli elementi fondamentali del trattamento penitenziario, perché rende l’esperienza detentiva più utile ai fini rieducativi». Il progetto, ha sottolineato, «punta a garantire ai detenuti la possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro non appena terminata la pena».

POTENZA. «La Basilicata ha scelto da tempo di investire in modo convinto sulla prevenzione e sulla diagnosi precoce delle malattie genetiche. Si tratta di un impegno costante che colloca la Regione tra le realtà più avanzate a livello nazionale per qualità del modello adottato e per capacità di anticipare i bisogni delle famiglie», lo ha affermato l’assessore alla Salute, Politiche per la Persona e Pnrr, Cosimo Latronico. Dopo l’introduzione in via sperimentale,
nel 2023, del test molecolare per la delezione del gene responsabile dell’atrofia muscolare di tipo 1 (Sma 1), il Consiglio Regionale ha approvato la Legge Regionale 9 aprile 2025, n. 18, che introduce l’obbligo dello screening neonatale per la SMA per tutti i nuovi nati e prevede la possibilità per le donne nel primo trimestre di gravidanza di accedere volontariamente al test molecolare per conoscere la propria condizione di portatrice. Si è proceduto, quindi, a de-
finire il protocollo per la raccolta del sangue neonatale nei cinque punti nascita della Basilicata ed è stata concordata, in un incontro tra i responsabili dei punti nascita e del laboratorio di genetica tenutosi lo scorso 24 novembre, la partenza dello screening neonatale fissata per il prossimo 2 dicembre. «Ogni famiglia – ha concluso Latronico – deve poter compiere scelte informate e ogni bambino deve avere accesso alle migliori opportunità di cura».

La Fondazione Onda Ets conferma l’alto livello dei percorsi clinici e dell’assistenza offerta alle donne dal centro oncologico
RIONERO IN VULTURE. L’Irccs Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata ottiene per l’ottava edizione consecutiva il massimo riconoscimento dei tre Bollini Rosa assegnati da Fondazione Onda ETS per il biennio 2026-2027. L’annuncio è stato dato a Roma nel corso della cerimonia ufficiale organizzata al ministero della Salute, durante la quale la referente dell’Istituto, la dottoressa Graziella Marino, ha ritirato la targa che conferma il prestigioso posizionamento del centro di Rionero nel panorama nazionale.Il riconoscimento, attribuito con cadenza biennale, valorizza gli ospedali che si distinguono nelle attività di prevenzione, diagnosi e cura rivolte alla salute femminile e alle patologie trasversali a entrambi i sessi, affrontate attraverso percorsi dedicati in ottica di genere. Secondo Fondazione Onda Ets, la rete degli ospedali premiati rappresenta un sistema virtuoso e ormai
consolidato, capace di offrire alle donne un orientamento chiaro nella scelta del luogo di cura più adatto alle diverse esigenze cliniche e assistenziali.«Siamo orgogliosi di essere ancora una volta tra i centocuarantacinque ospedali italiani insigniti con il massimo dei tre Bollini» afferma il direttore generale dell’Irccs Crob, Massimo De Fino. «Gli ospedali che ricevono questo riconoscimento offrono ai cittadini l’opportunità di individuare strutture realmente attente ai bisogni dei pazienti. Inoltre, grazie alle giornate dedicate a specifiche patologie, è possibile usufruire di servizi gratuiti che favoriscono la diagnosi precoce e l’accesso a cure appropriate». De Fino sottolinea anche come l’Irccs Crob ponga «al centro del proprio agire il benessere della persona», promuovendo progetti capaci di umanizzare il percorso clinico, tra cui l’ambulatorio di sessuologia integrata e l’ambulatorio AMICo dedicato

alle terapie integrate.L’assegnazione dei Bollini Rosa avviene attraverso un articolato processo di valutazione basato su un questionario di oltre cinquecento domande. Il sistema analizza la presenza di specialità cliniche femminili o trasversali, la qualità dei percorsi diagnostico-terapeutici, i servizi garantiti in tema di accoglienza e degenza e le inizia-
tive rivolte alla prevenzione e al contrasto della violenza contro donne e operatori sanitari. Le candidature vengono infine validate da un Advisory Board presieduto da Walter Ricciardi, docente di Igiene e Sanità Pubblica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.Oltre ad attribuire un valore distintivo alle strutture selezionate, il network Bollino Rosa si conferma uno strumento strategico di orientamento per le donne, che possono così informarsi in modo chiaro e immediato sui servizi disponibili. Attraverso il sito dedicato, la ricerca delle strutture aderenti e dei percorsi attivi risulta semplice e accessibile, favorendo scelte consapevoli in materia di prevenzione, diagnosi e cura in ottica di genere.Per l’Irccs Crob si tratta di una conferma che premia un impegno costante nella qualità dell’assistenza, rafforzando il ruolo del centro lucano come punto di riferimento per tutta la Basilicata e oltre.
La Fials sollecita la Regione ad applicare subito il parere ministeriale che chiarisce il regime fiscale sui compensi aggiuntivi
POTENZA. Il Ministero per la Pubblica Amministrazione ha confermato l’applicazione dell’imposta agevolata al cinque per cento sui compensi per lavoro straordinario degli infermieri del Servizio sanitario nazionale. Il parere, richiesto dall’Agenzia delle Entrate, definisce in modo inequivocabile che tutte le prestazioni riconosciute come straordinario ai sensi dell’articolo quarantasette del Ccnl Sanità 2019-2021 rientrano nel regime fiscale ridotto. Nel perimetro indicato rientrano anche la
pronta disponibilità e le attività elettorali quando registrate come ore aggiuntive.La Fials sottolinea che questo chiarimento mette fine alle interpretazioni divergenti adottate dalle Aziende sanitarie, che avevano prodotto differenze in busta paga e incertezza per gli infermieri. Per il sindacato è ora indispensabile che la Regione emani istruzioni vincolanti affinché tutte le strutture del Servizio sanitario regionale applichino il regime agevolato senza ulteriori ritardi.Secondo l’organizzazione, l’assenza

di un orientamento uniforme ha penalizzato operatori che, negli ultimi anni, hanno garantito continuità assistenziale in condizioni spesso complesse. La corretta applicazione dell’imposta ridotta, evidenzia la Fials, rappresenta un atto di
equità verso professionisti che svolgono un ruolo fondamentale.«Abbiamo inviato una nota ufficiale alla Regione Basilicata chiedendo di impartire immediati indirizzi per recepire il parere» afferma il segretario regionale Fials Giovanni Sciannarella. «Le Aziende che hanno applicato trattenute non conformi devono restituire con urgenza le somme indebitamente trattenute attraverso una busta paga integrativa. La tutela economica del personale non è negoziabile».



Il nuovo report “Park Litter” analizza dieci aree verdi del capoluogo: mozziconi in testa e differenze marcate tra parchi puliti
IlCircolo SVA Legambiente
Potenza ha partecipato alla campagna nazionale «Park Litter», dedicata al monitoraggio della qualità dei parchi urbani, pubblicando la seconda edizione del report sullo stato del verde cittadino. Le volontarie e i volontari dell’associazione hanno analizzato dieci parchi del capoluogo, per un totale di 2.100 metri quadrati di superfici monitorate.Il controllo è stato condotto seguendo un metodo scientifico uniforme a livello nazionale, basato sulla delimitazione di transetti da 100 metri quadrati all’interno dei quali tutti i rifiuti sono stati raccolti, contati e catalogati. Nel corso dell’indagine è stata inoltre verificata la presenza di panchine, fontane e aree gioco.Il dato più significativo riguarda i mozziconi di sigaretta, che dominano la classifica dei rifiuti rinvenuti: 2.148 pezzi, pari al 46,4% del totale. Seguono a distanza carta e cartone (9,4%) e vetro e ceramica (6,7%). Nel complesso, sono stati registrati 4.629 rifiuti (contro i 5.175 del 2023), con una media cittadina di 3,7 pezzi per metro quadrato, un aumento rispetto al dato dello scorso anno, pari a 2,5 pezzi/mq.«Pur registrando un calo nel numero totale di rifiuti raccolti durante il monitoraggio, è preoccu-

pante come il dato su rifiuti/mq sia in aumento, segno di come il lavoro da fare per la cura dei polmoni verdi cittadini sia ancora molto» afferma Luciano Castrignano, vicepresidente del Circolo SVA Legambiente Potenza.La Villa del Prefetto risulta il parco più pulito della città, sebbene non siano stati eseguiti transetti per via della conformazione in pendenza: l’area è stata comunque valutata per dotazioni e manutenzione, risultate soddisfacenti. Tra i parchi monitorati con transetti, si distinguono in positivo Parco Sant’Antonio La Mac-
chia (66 rifiuti per area) e il Parco Fluviale del Basento (69 rifiuti per transetto). All’opposto, il primato negativo del 2025 va al Parco Europa Unita, con 410 rifiuti per area, seguito dal Parco del Fiore Bianco –già Elisa Claps – con 392 rifiuti, e dall’area verde di Piazza dei Comuni (368).I punti di maggiore accumulo coincidono con le zone più frequentate: panchine, tavoli da picnic e marciapiedi. Una dinamica già evidenziata negli anni scorsi e riconducibile, secondo Legambiente, a comportamenti incivili e alla scarsa attenzione per gli spazi
condivisi.«Le azioni di riqualificazione e manutenzione realizzate sono certamente un passo importante – conclude Castrignano – ma non bastano: è prioritaria una migliore programmazione della gestione del verde pubblico. In quasi tutti i parchi cittadini registriamo la mancanza di cestini per una corretta separazione dei rifiuti. Ci aspettiamo un impegno maggiore da parte dell’Amministrazione e una maggiore attenzione da parte di cittadine e cittadini per la cura e la vivibilità delle aree verdi della Città capoluogo.»
Maria Elena Zirpoli racconta il mestiere artigianale che da quasi un secolo addolcisce la città: passione, impegno e un rapporto speciale con la clientela
Le cioccolaterie sono un punto di riferimento nella ristorazione dolce: luoghi in cui si intrecciano storie di lavoro, sacrificio, creatività e accoglienza. Cioccolate, torroni, panettoni e dolciumi rappresentano l’essenza del mestiere, un’arte che richiede dedizione e cura
quotidiana.A Potenza, una delle realtà più consolidate è quella guidata da Maria Elena Zirpoli, nata nel capoluogo lucano il 12 ottobre 1972. La sua è una cioccolateria storica nel cuore della città, con sede in Piazza Mario Pagano, punto fermo per generazioni di clienti grazie alla qua-

lità dei prodotti e a un rapporto costante con la comunità.Zirpoli racconta una vita trascorsa tra profumi di cacao, preparazioni artigianali e una tradizione che si tramanda di generazione in generazione.Alla domanda su quando sia nata l’attività, risponde:«Questa è un’attività storica… diciamo che tra sette anni farà cento anni la nostra attività. Quindi è molto, molto vecchio come negozio. Questa è un’attività che è stata intrapresa dai nostri genitori, che purtroppo non abbiamo più… li abbiamo persi, e quindi siamo io e mia sorella a continuare la tradizione. Dunque cerchiamo di farlo».Il rapporto con clienti e fornitori, spiega, non è sempre semplice:«Il rapporto con i clienti… diciamo che in alcuni casi ci sono delle eccezioni perché purtroppo la clientela non
è sempre comoda e anche disponibile. Noi cerchiamo di esserlo con tutti, però tante volte non abbiamo la risposta dall’altro lato. Questo a volte ci intralcia un po’ il lavoro. Per il resto, l’attività per quanto mi riguarda va bene perché abbiamo un certo tipo di clientela… quindi per il momento pare che le cose vadano abbastanza bene, visti i tempi che purtroppo non sono molto felici».E cosa si prova ad aprire e chiudere la saracinesca ogni giorno?«È dura, è dura… perché è un lavoro che richiede molto sacrificio. È un lavoro di preparazione, piuttosto artigianale, che richiede tempo, gusto, fantasia… le giornate non sono sempre felici».Il momento più bello? E quello più difficile?«Il momento più bello… diciamo quando il prodotto è finito e lo mettiamo
alla vendita. Per noi è una soddisfazione. Speriamo di andare avanti e migliorare sempre di più».Alla domanda se abbia uno spot per descrivere la sua attività, sorride:«No, non mi viene in mente nulla».E ai giovani consiglierebbe questo mestiere?«Diciamo di sì… in un certo qual modo sì, però è un lavoro che richiede tanto sacrificio, molta fantasia, molta pazienza sia con la clientela sia con la preparazione del prodotto. Il nostro è un prodotto molto particolare: anche a livello di qualità va capito, ha il suo costo e quindi cerchiamo di ottenere il meglio».Una testimonianza che racconta non solo un’attività commerciale, ma un pezzo di storia della città, fatto di dedizione, famiglia e profumo di cioccolato.
FRANCESCO MENONNA
Ennesima morte bianca in Basilicata, deceduto mentre lavorava nel bosco Ralle. Indagini in corso e il magistrato ha disposto l’autopsia

La Basilicata piange l’ennesima morte bianca. Ieri mattina a Satriano di Lucania, nel bosco Ralle, il 50enne Gerardo Adesso, originario di Polla, è deceduto mentre era impegnato nel taglio della legna insieme ai colleghi della ditta specializzata per cui lavorava. Molto probabilmente è scivolato, battendo la testa ma a stabilire la dinamica dell’incidente e le cause della morte saranno le indagini dei Carabinieri della compagnia di Satriano e l’autopsia disposta dal magistrato.
Sul posto giunti oltre ai sanitari del 118 anche l’ispettorato del lavoro e il personale dell’Asp. «L'intera comunità è scossa da un
evento tanto drammatico quanto inatteso, che ricorda a tutti noi la fragilità della vita e il valore del lavoro svolto quotidianamente, spesso in condizioni difficili e impegnative» si legge sul profilo social del Comune di Satriano di Lucania che continua: «Esprimiamo la nostra partecipazione e il nostro rispetto alla famiglia, originaria del Vallo di Diano, colpita da un dolore improvviso e ingiusto, e ai colleghi che oggi piangono la perdita di una persona impegnata nel proprio dovere. A loro va la nostra vicinanza più sincera, nella consapevolezza che nessuna parola può realmente colmare il vuoto lasciato da una simile tragedia».
Il segretario della Cgil Potenza: «Si renda subito attivo l’Osservatorio regionale sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro»

«Piangiamo l'ennesima vittima sul lavoro in Basilicata. Un operaio di 50 anni, originario di Polla, è morto mentre stava tagliando la legna a Satriano di Lucania. In attesa che la magistratura faccia chiarezza sull'accaduto, l'ennesimo terribile incidente sul lavoro obbliga a una riflessione e una presa di responsabilità collettiva affinché la sicurezza nei luoghi di lavoro torni ad essere la priorità per questo Paese e per la nostra regione. Ci stringiamo
alla famiglia dell’operaio coinvolto e torniamo a chiedere con forza interventi urgenti per arginare questa piaga sociale». Lo afferma il segretario generale della Cgil di Potenza, Vincenzo Esposito. «In una regione ancora in zona rossa nel 2025, con un’incidenza superiore al +25% rispetto alla media nazionale per le morti sul lavoro secondo i dati Inail –afferma Esposito – chiediamo con forza che la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro ven-

gano messi al centro delle azioni di questo governo e delle imprese. Serve un nuovo modello di impresa sostenibile, da un punto di vista ambientale e sociale. La sicurezza e la salute non possono essere considerati dei costi. Occorrono regole più precise e maggiore responsabilità d’impresa. Per questo diciamo basta ai subappalti a cascata che deresponsabilizzano i datori di lavoro a partire dalla sicurezza, scaricando tutti i rischi sui lavoratori. È urgente eliminare la nor-
ma che consente il sub appalto a cascata, ripristinare la parità di trattamento economico lungo la filiera degli appalti, rafforzare i controlli ispettivi, favorire un piano di assunzione negli enti preposti ai controlli e una patente a punti che faccia la selezione e qualifichi le aziende virtuose da quelle che non rispettano le misure di sicurezza. In Basilicata è poi urgente rendere attivo l’Osservatorio regionale sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro».

Ieri, nel Palazzo del Governo di Potenza, il Prefetto Michele Campanaro ha ricevuto il Colonnello dell’Esercito italiano Giovanni Orazio Costa, nuovo comandante del Raggruppamento Puglia–Basilicata dell’operazione «Strade Sicure». Ad accompagnarlo, il suo predecessore, il Colonnello Giuseppe De Blasi.Originario di Reggio Calabria, il Colonnello Costa porta con sé una formazione accademica solida e un percorso professionale ricco di esperienze operative e strategiche all’interno dell’Esercito italiano. Nel corso della sua carriera ha partecipato a missioni internazionali in Iraq e Afghanistan, distinguendosi per competenza e capacità di leadership.Costa ha inoltre ricoperto ruoli di rilievo e comando: ha guidato il 6° Battaglione Bersaglieri «Palestro» a Trapani e, più di recente, ha operato come Addetto aggiunto per le Operazioni e la Di-

rezione strategica presso la Rappresentanza permanente d’Italia al Consiglio Atlantico, a Bruxelles. Dal 5 settembre 2025 è al comando dell’82° Reggimento fanteria «Torino».Per il primo semestre del 2026, il Colonnello sarà alla guida del contingente militare dell’operazione «Strade Sicure», impegnato nella vigilanza del Centro di permanenza per il rimpatrio di Palaz-
zo San Gervasio (PZ), in collaborazione con le Forze dell’Ordine. Un presidio ritenuto strategico, in uno dei siti più sensibili della provincia di Potenza.Al termine dell’incontro, il Prefetto Campanaro ha sottolineato l’importanza della collaborazione interforze:«In questi anni abbiamo potuto sperimentare l’efficacia del modello “Strade Sicure”, che rappresenta una con-
creta espressione della collaborazione tra Esercito italiano e Forze dell’Ordine. Un valido matching tra competenze specifiche che ha consentito di raggiungere risultati molto soddisfacenti, in un contesto complesso come quello del C.P.R. di Palazzo San Gervasio (PZ). Il contributo delle unità militari si conferma elemento prezioso e, oramai, imprescindibile per assicurare tempestività ed efficacia agli interventi. Tengo a cogliere queste occasioni per ringraziare donne e uomini in divisa che, quotidianamente, operano con equilibrio, professionalità e spirito di servizio, contribuendo ad assicurare elevati standard di sicurezza. Auguro, allora, buon lavoro al Colonnello Giovanni Orazio Costa per questa nuova esperienza in terra lucana e ringrazio il suo predecessore, il Colonnello Giuseppe De Blasi, per l’impegno profuso nel suo mandato dell’ultimo semestre».
Il Prefetto Campanaro approva il nuovo documento: più chiarezza sugli scenari di rischio e sulla risposta coordinata in caso di incidente
IPrefetto di Potenza, Michele Campanaro, ha approvato ieri l’aggiornamento del Piano di Emergenza Esterna (PEE) relativo al Centro Olio «Tempa Rossa» della TotalEnergies EP Italia, a Corleto Perticara (PZ). Lo stabilimento, considerato di rilevanza strategica per l’approvvigionamento energetico nazionale, gestisce processi di trattamento, separazione e stabilizzazione degli idrocarburi provenienti dalla concessione mineraria «Gorgoglione».Esteso su 550 mila metri quadrati nel cuore dell’Alta Valle del Sauro e noto come il Centro Olio più alto d’Europa, l’impianto è classificato a rischio di incidente rilevante. Per questo è destinatario di uno specifico Piano di Emergenza Esterna, lo strumento di protezione civile che consente al Prefetto, insieme agli attori istituzionali coinvolti, di organizzare una risposta coordinata secondo il principio del «chi fa cosa», mitigando gli effetti di eventuali criticità sulla base di scenari predefiniti.Il nuovo Piano è frutto del lavoro del Gruppo coordinato dal dirigente dell’Area competente della Prefettura di Potenza, che ha coinvolto tutti i princi-
pali stakeholder del sistema. In un’ottica di collaborazione e sussidiarietà, sono state integrate le diverse competenze tecniche per aggiornare il documento sulla base delle «Linee guida per la pianificazione dell’emergenza esterna degli stabilimenti industriali a rischio di incidente rilevante».Strutturato in otto sezioni, il Piano illustra scenari di rischio, misure di allertamento, flussi comunicativi e modalità operative da attivare in caso di emergenza: dalla descrizione dello stabilimento agli scenari incidentali, dagli elementi territoriali vulnerabili ai modelli di intervento, fino ai piani operativi e alle informazioni alla popolazione.Elemento cardine del nuovo PEE è l’individuazione e la delimitazione degli scenari incidentali che possono avere effetti all’esterno dello stabilimento. L’analisi ha evidenziato come gli eventi con potenziale impatto oltre il perimetro riguardino principalmente il rilascio di gas tossici, con possibilità di:– incendio di pozza di liquido (Pool Fire) o incendio di getto (Jet Fire);– innesco ritardato di una nube di gas infiammabile (Flash Fire);–dispersione in atmosfera di
sostanze tossiche o infiammabili;– tank fire;– boil over.Gli incidenti con effetti termici – incendi o esplosioni – risultano invece confinati all’interno dell’area industriale.Sulla base di tali scenari, sono state definite tre zone di pianificazione:– una prima zona «di sicuro impatto», con elevata letalità, nelle immediate adiacenze dello stabilimento;– una seconda zona «di danno», limitata a pochi metri oltre la recinzione, con rischio di lesioni irreversibili;– una terza zona «di attenzione», estesa fino a circa 1,45 km dal potenziale punto di origine, dove gli effetti sarebbero generalmente lievi.Il documento descrive inoltre il modello organizzativo di intervento, definendo compiti e responsabilità degli attori chiamati ad agire in caso di emergenza. Centrale il ruolo del Prefetto, che attiva e coordina il Centro di Coordinamento dei Soccorsi (CCS), gestisce i livelli di allerta, informa gli organi centrali, dispone la perimetrazione delle aree colpite, diffonde comunicati e concorda con il Sindaco la revoca dell’emergenza, nonché gli interventi di ripristino ambientale.A margine dell’approvazione, il

Prefetto Campanaro ha evidenziato il valore del lavoro svolto:«L’approvazione oggi del Piano di Emergenza Esterna del Centro Olio “Tempa Rossa” rappresenta un momento molto significativo che testimonia la grande attenzione verso la tutela dell’ambiente e della pubblica incolumità. Un traguardo importante, raggiunto grazie a un efficace lavoro di squadra. Una strategica partnership che ha visto istituzioni, enti e professionalità tecniche – in particolare quelle dei Vigili del Fuoco, che ringrazio particolarmente – collaborare per delineare un avanzato modello di governance, policentrico e multidisciplinare. In questo senso è stato attribuito un ruolo
chiave alle attività di prevenzione e pianificazione, finalizzate alla gestione dell’emergenza e alla mitigazione dei rischi, attraverso la definizione di scenari, strategie operative e modelli di intervento. Nei prossimi giorni verrà istituito uno specifico Gruppo di lavoro in Prefettura per programmare esercitazioni sul campo e testare tanto il PEE del Centro Olio “Tempa Rossa” di Corleto Perticara, quanto il PEE del Centro Olio Val d’Agri “C.O.V.A.” Eni S.p.A. di Viggiano, già adottato nei mesi scorsi».Il nuovo Piano di Emergenza Esterna del Centro Olio «Tempa Rossa» è disponibile sul sito della Prefettura di Potenza.


La città introduce uno spazio dedicato alla mediazione tra vittime e autori di reato, con percorsi tutelati gestiti da professionisti qualificati
MATERA. È stato inaugurato nella sala Mandela del Comune di Matera il nuovo Centro per la Giustizia Riparativa, destinato a diventare il punto di riferimento per l’intero Distretto della Corte d’Appello di Potenza. La sede, collocata nei locali di via Ridola messi a disposizione dalla Provincia, nasce da un protocollo d’intesa che consolida la cooperazione istituzionale tra i due enti. Alla presentazione sono intervenuti il Sindaco Antonio Nicoletti, l’Assessora alle Politiche Sociali Angela Braia, il Presidente della Provincia Francesco Mancini e le diverse figure tecniche coinvolte nel progetto, insieme ai rappresentanti del sistema giudiziario locale.Il Centro, istituito ai sensi del decreto legislativo 150 del 2022, sarà gestito dallo Studio Iris, selezionato dal Ministero della Giustizia per la conduzione dei programmi riparativi. La struttura offrirà percorsi basati sul dialogo tra vittima e autore del reato, con l’obiettivo di promuovere la riparazione dell’offesa e la ricostruzione dei legami con la comunità. Gli interventi saranno condotti da mediatori esperti iscritti al-

l’elenco nazionale, formati per garantire percorsi volontari, tutelati e rispettosi della dignità dei partecipanti.«Matera compie un passo fondamentale verso una giustizia più inclusiva e partecipativa» ha affermato il Sindaco Nicoletti, sottolineando come l’iniziativa si inserisca nel cammino che porterà la città a essere capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo nel 2026. Per l’Assessora Braia, il Centro rappresenta «una risposta concreta ai bisogni delle persone», capace di restituire dignità alle vittime e responsabilizzare chi ha commesso il reato, contribuendo a rafforzare la coesione sociale.Il Presidente della Provincia Mancini ha ricordato l’impegno dell’Ente
nel rendere possibile la nascita della struttura: «La scelta di mettere a disposizione uno spazio dedicato testimonia la volontà di favorire una cultura della riparazione e della responsabilità condivisa». Mancini ha anche ringraziato lo Studio Iris e la referente Francesca Genzano per il lavoro svolto nel costruire una rete territoriale sensibile ai temi della mediazione e della riconciliazione.I programmi offerti dal Centro includeranno mediazione tra le parti, dialogo riparativo e percorsi guidati volti a raggiungere accordi che favoriscano la riparazione dell’offesa e il reinserimento sociale degli autori di reato, in un’ottica di giustizia orientata alla comunità.
LA PROTESTA DI LA PIAZZA DI SCHIERARSI
«No al nuovo utilizzo di Casa Parcheggio»
MATERA. La Piazza di Schierarsi di Matera manifesta una ferma contrarietà verso l’ipotesi di affidare la Casa Parcheggio di via Casalnuovo a una società o a un’associazione. Il gruppo ricorda che l’immobile, situato nei Sassi, è nato come risposta alle emergenze abitative e rappresenta un presidio essenziale di giustizia sociale in una città che continua a perdere residenti mentre aumentano le strutture ricettive.Secondo l’associazione, destinare a funzioni diverse uno spazio pensato per chi vive situazioni di marginalità sarebbe una scelta «politicamente sbagliata e moralmente indifendibile». Schierarsi denuncia la presenza crescente di famiglie sfrattate, lavoratori monoreddito in difficoltà e cittadini costretti a soluzioni precarie, sottolineando come l’immobile debba restare vincolato alla sua funzione originaria.Il gruppo chiede che il Comune assuma una decisione chiara basata su criteri pubblici e trasparenti e, qualora non fosse in grado di garantire una gestione adeguata, valuti la possibilità di affidare la struttura alla Caritas, ritenuta in grado di garantirne un utilizzo coerente con la finalità sociale.Schierarsi afferma infine che continuerà a vigilare e informare la cittadinanza affinché la Casa Parcheggio resti un punto di protezione per chi non ha una casa, ribadendo che «Matera non ha bisogno di nuove sedi, ma di nuove case».

L’indagine della Guardia di Finanza ricostruisce mancati versamenti previdenziali e trattenute ai lavoratori lungo la costa jonica
MATERA. I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Matera hanno concluso un’approfondita indagine che ha portato al deferimento di trenta titolari di aziende agricole, accusati di non avere versato le ritenute previdenziali e assistenziali trattenute dalle retribuzioni dei lavoratori impiegati nei campi. L’attività è nata da una serie di approfondimenti info-investigativi, sviluppati attraverso l’analisi delle banche dati in uso al Corpo e da controlli mirati effettuati presso le aziende coinvolte, che hanno permesso di ricostruire un quadro esteso di irregolarità nel comparto agricolo.Secondo quanto accertato, gli imprenditori non avrebbero riversato contributi per un importo complessivo superiore a due milioni di euro, corrispondenti alle giornate di lavoro
dichiarate. La contribuzione nel settore agricolo è calcolata sulla base della prestazione effettivamente svolta e prevede un’aliquota di circa il trenta per cento, di cui una parte pari a circa il nove per cento è a carico del dipendente. L’omesso pagamento ha determinato per le aziende un ingente risparmio economico, nonostante il rilevante tenore di vita riscontrato in più casi dai finanzieri.L’indagine ha inoltre permesso di confermare che gli imprenditori si sarebbero appropriati anche delle somme trattenute direttamente dalle retribuzioni dei dipendenti, senza provvedere al dovuto riversamento all’Erario. Le trattenute non versate ammontano a circa duecentomila euro, configurando un danno diretto ai lavoratori, che si sono visti privati dei contributi necessari per

la tutela previdenziale.Il reato contestato è punito con la reclusione fino a tre anni o con una multa fino a milletrentadue euro. La normativa prevede tuttavia che, qualora il datore di lavoro provveda al pagamento delle somme entro tre mesi dalla contesta-
zione o dall’accertamento, il reato si estingua. Una possibilità che rimane dunque aperta per i soggetti coinvolti.L’operazione riguarda aziende con sede lungo la fascia jonica, in particolare nei territori di Policoro, Tursi, Scanzano Jonico e Rotondella. L’attività della Guardia di Finanza si inserisce nel più ampio impegno volto a contrastare le distorsioni del mercato agricolo e le forme di frode ai danni dell’Inps, a tutela della spesa pubblica e della legalità economico-finanziaria del Paese.Le condotte contestate sono ora al vaglio della Procura della Repubblica di Matera. In base al principio di presunzione di innocenza, la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo in presenza di una sentenza irrevocabile di condanna.

Rappresentanti istituzionali, sindaci e GAL riuniti per discutere sviluppo culturale e turistico degli otto borghi riconosciuti come patrimonio immateriale
Si terrà oggi alle 17 a Cirigliano (Mt) il convegno Festival dei carnevali antropologici lucani: quali prospettive, un appuntamento che vedrà la partecipazione dei rappresentanti della Regione Basilicata, dell’APT, dei sindaci della rete e dei GAL territoriali. L’incontro, moderato da Antonio Di Biase, metterà al centro le future strategie di sviluppo culturale e turistico legate al tema dei carnevali tradizionali.Gli otto comuni lucani riconosciuti dalla Regione come «patrimonio immateriale» — Aliano, Cirigliano, Lavello, Montescaglioso, San Mauro Forte, Tricarico, Satriano di Lucania e Teana — custodiscono un patrimonio secolare di culture, costumi e maschere a forte valenza antropologica. Nel 2014 è stata costituita una rete regionale per promuovere eventi corali destagionalizzati rispetto ai riti tradizionali e per creare itinerari turistici alla scoperta delle maschere e dei loro rituali.Nel corso della presentazione, i sindaci dei territori coinvolti hanno voluto sottolineare il valore identitario dei carnevali lucani, affermando:«Dietro riti e simboli carnevaleschi si nasconde l’identità di un popolo fiero della sua fede, della sua storia e dei suoi costumi. E come nell’antichità, canti, danze e
scherzi erano elementi indispensabili del rito propiziatorio per il benessere della comunità, oggi, miti e simboli del carnevale lucano e delle sue maschere devono costituire la chiave di volta per il riscatto e il rilancio turistico di questa terra».Il percorso di confronto e progettazione proseguirà domani, sabato 29 novembre, sempre a Cirigliano, con la sfilata delle maschere tradizionali, seguita da una degustazione di prodotti tipici dell’area.
Un momento di festa e riflessione per valorizzare un patrimonio culturale unico nel suo genere.



