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Cronache del 28 marzo 2026

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INTERVENTO SULLA STATALE 407, CONSEGNA DEI CANTIERI E AVVIO BONIFICHE

Basentana, via ai lavori rotatoria Pisticci

Pepe: «Opera attesa per mobilità e imprese, miglioriamo la sicurezza dell’arteria»

PER IL GIUDICE PIGNATA LE AFFERMAZIONI CONTRO POSTIGLIONE FURONO OFFENSIVE

DECRETO PENALE DI CONDANNA A FINIZIO

La querela fu presentata a seguito degli articoli scritti su Basilicata24 dopo il Gran Galà della Comunicazione

Premio Nino Postiglione. Altre azioni giudiziarie sono in arrivo per fermare l'odio. Finizio ha presentato opposizione

Cia Puglia e Basilicata: «Alzare limiti invaso»

Con una lettera a firma congiunta, indirizzata al prefetto di Matera e all’ufficio di Protezione civile della Regione Basilicata, CIA Puglia e CIA Basilicata hanno ufficialmente chiesto di rivisitare con estrema urgenza i limiti di invasamento della diga di San Giuliano, situata in agro di Miglionico. I presidenti delle due delegazioni, Gennaro Sicolo per CIA Puglia e Giambattista Lorusso (...)

■ continua a pag 6

Dellapenna a pag 2

#SALISCENDI

SAN PAOLO ALBANESE

Il più piccolo e fascinoso paese della Basilicata, fondato nel 1534 da albanesi sfuggiti alla furia turca e posto a ridosso della suggestiva vallata del Sarmento si prende ora la sua rivincita sugli altri Comuni, esibendo il primato referendario della vittoria del NO con il 77,66% contro un misero 22,34%. Un manipolo eroico di sole 96 anime votanti che però ha dato prova bellissima che la democrazia ed i suoi valori di difesa costituzionale e d’onore sulla giustizia sono in salute anche sulle alture del Pollino e si meritano partecipazione e pathos comunitario.

DOMENICO TRIPALDI

Al di là delle solite rassicurazioni svirgolettanti fatte dall’assessore patriota Cosimo Latronico se fossero confermati deficit ed annesse criticità finanziarie tutte malamente in capo alla sanità lucana allora il commissariamento potrebbe essere davvero inevitabile e così prima degli altri sarebbe lui a dover fare subito le valigie da DG. Ancora peggio è il responso politico perché per la prima volta della sua storia bella e resistente la Basilicata si beccherebbe una tale disgrazia, grazie anche all’incapacità di governance espressa da Bardi e soci di centrodestra.

PROMOZIONE A Roma la presentazione della 58ª edizione. La Regione: «Qualità e territori in vetrina»

Basilicata al Vinitaly 2026

Maestra morta per il Covid nel 2021: Tribunale di Potenza condanna Inail

INFRASTRUTTURE

Accordo tra Direzione

Infrastrutture e Unibas: per accogliere fino a sei tirocinanti per attività tecniche e amministrative

■ Servizio a pag 4

POTENZA

Martedì convocazione dell’Assise che alle 13 discuterà dei temi della città e alle 17 tratterà le proposte avanzate dal Consiglio dei ragazzi

■ Mollica a pag 14

IMMA TATARANNI

Elenka Briglia, giovane attrice della Val d’Agri, scelta per una parte dal regista Amato nella fortunata serie tv

■ Tammariello a pag 22

SPORT

Oggi è Potenza contro Salernitana al Viviani

Al Curcio, domani il Picerno attende il Monopoli

■ Servizi a pag 25

RICONOSCIUTO L’ INFORTUNIO SUL LAVORO
La maestra Occhionero
Servizio a pag 8
DIGA SAN GIULIANO
La vignetta di M. Bochicchio
Servizio a pag 6
Servizio a pag 4

Diffamazione a Postiglione, arriva il decreto penale di condanna a Finizio

Decreto penale di condanna per Michele Finizio, direttore di “Basilicata24”.

Secondo il GIP di Potenza Salvatore Pignata sarebbe provata la responsabilità penale dello stesso Finizio per le condotte diffamatorie rivolte nei confronti di Giuseppe Postiglione.

Le vicende prendono le mosse dal Gran Galà della Comunicazione premio Nino Postiglione, organizzato in memoria del padre di Giuseppe.

In quell'occasione il direttore di Basilicata24, già noto alle cronache per le vicende relative alle minacce che si era inviato verso se stesso, aveva iniziato una vera e propria campagna d'odio nei confronti del nostro editore.

UNA CAMPAGNA

SENZA PRECEDENTI

Come ricorderà chi ha seguito le vicende di quei giorni, Basilicata24 e con lei, alcune testate concorrenti, iniziarono ad insultare il Postiglione in tutti i modi possibili ed immaginabili.

Una campagna mediatica che vide il suo cuore strategico proprio nel direttore del giornale on-line e che non si fermò agli articoli sul sito e sulla pagina fb di Basilicata24 ma si allargò a macchia di leopardo con lo stesso Finizio protagonista di interviste su altri magazine

e in trasmissioni video. Non ci occupiamo di psicologia, non ne abbiamo le competenze né la voglia di approfondire la questione ma notammo, in quella occasione, una certa invidia come se qualcuno rimproverasse a Postiglione di avercela fatta. La sua avventura editoriale era iniziata con un piccolo giornale che era diventato poi sempre più influente nel dibattito politico con una consacrazione che si era resa manifesta proprio in quel

Gran Galà al quale partecipò tutto il mondo dell'impresa e della politica lucana di ogni colore e di ogni latitudine. Noi non conosciamo il sentimento dell'invidia, il nostro editore ne è molto lontano e, quindi, non comprendemmo quell'accanimento che ci costrinse a querelare.

Il GUP del Tribunale di Potenza ha deciso di emettere decreto penale di condanna. Va detto, per completezza di esposizione, che Finizio ha presen-

tato opposizione contro il decreto Penale di Condanna e a Maggio inizierà il processo vero e proprio.

LA DIFESA DELL'ONORE

Noi crediamo nella libertà di stampa e anche in quella di critica. Siamo stati sempre restii sia a presentare querele sia ad avviare azioni giudiziarie. Dall’inizio dell'anno scorso, però, gli attacchi contro di noi e contro il nostro editore sono diventati troppo pesanti, troppo

esagerati, troppo enfatici per essere ancora tollerati. Siamo stati costretti ad avviare azioni giudiziarie sia civili che penali contro tutti quelli che in questi mesi hanno messo in discussione l'onorabilità di Postiglione, della nostra testata e del nostro gruppo editoriale. Il decreto penale di condanna che ha colpito Finizio è per noi una piccola soddisfazione che non avremmo mai voluto prenderci se ci si fosse fermati al livello solito delle polemiche stantie dei moralisti a giorni alterni ma in servizio permanente effettivo. Parimenti è per noi un grande sacrificio dover proseguire nelle azioni giudiziarie contro tutti coloro i quali, da alcune testate concorrenti, alle associazioni, fino ad arrivare al Fatto Quotidiano hanno proseguito in questa campagna fatta di odio, falsità e ingiurie. Ci piacerebbe tenere sempre un confronto civile anche tra idee diverse. Siamo stati costretti a mettere un punto fermo e iniziare ad agire giudizialmente per difendere la nostra libertà di stampa, il nostro diritto ad esistere e il nostro onore.

DI M ASSIMO D ELLAPENNA
Giuseppe Postiglione, Michele Finizio e sotto uno stralcio del decreto penale di condanna

MARZ

Intervento sulla statale 407 a Pisticci, consegna dei cantieri e avvio bonifiche. Pepe: «Opera attesa per mobilità e imprese»

Basentana, via ai lavori rotatoria «Migliorano sicurezza e viabilità»

PISTICCI. Sono stati consegnati ieri, i lavori per la realizzazione di una nuova rotatoria lungo la strada statale 407 «Basentana», in corrispondenza dell’intersezione con la strada provinciale 154, nel territorio di Pisticci. L’intervento, affidato da Anas, rappresenta un passaggio operativo rilevante per il miglioramento della sicurezza e della funzionalità di uno dei principali assi viari della Basilicata. A partire da lunedì 30 marzo prenderanno il via le attività preliminari di bonifica da ordigni bellici, per la successiva liberatoria da parte del competente Genio Militare. «Parliamo di un’opera attesa e sentita dalla comunità – ha dichiarato il vicepresidente e assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, Pasquale Pepe – perché insiste su un’arteria strategica per la mobilità regionale e interregionale. La Basentana non è solo una strada, ma un’infrastruttura vitale per cittadini e imprese. Per questo abbiamo mantenuto negli anni un confronto costante con Anas, affinché ogni intervento rispondesse

concretamente alle esigenze del territorio. La consegna dei lavori di oggi è anche il risultato di un dialogo continuo e operativo».La nuova rotatoria, con un diametro superiore ai 40 metri, è stata progettata per incrementare significativamente gli standard di sicurezza della circolazione. In particolare, consentirà di ridurre le interferenze tra i veicoli, oggi causate soprattutto dalle manovre di attraversamento verso altre

direzioni. L’intervento si inserisce in un più ampio programma di adeguamento e messa in sicurezza della Basentana. Contestualmente, infatti, vengono riavviati i lavori relativi all’installazione della nuova barriera spartitraffico centrale (Ndba), con completamento previsto nel tratto compreso tra il km 88,582 e il km 89,288. L’investimento supera i 13 milioni di euro. Nell’ambito dell’interven-

to complessivo, è inoltre attualmente all’esame della Conferenza dei Servizi il progetto esecutivo dello svincolo di Marconia, passaggio necessario per la successiva realizzazione dell’opera. Le attività avviate e riprese in questa fase si muovono nel rispetto del cronoprogramma, che conferma l’impegno operativo e la continuità amministrativa sul dossier Basentana.«Desidero ringraziare Anas –

ha aggiunto Pepe – per aver mantenuto coerenza tra la programmazione e l’avvio concreto dei cantieri. È un elemento tutt’altro che scontato e che rafforza la credibilità delle istituzioni agli occhi dei cittadini. Il rispetto degli impegni assunti rappresenta la base per proseguire con determinazione su tutti gli altri interventi previsti lungo questa direttrice strategica e sull’intero sistema viario regionale».

Accordo tra Direzione Infrastrutture e Università lucana: fino a sei tirocinanti per attività tecniche e amministrative

Infrastrutture, tirocini Regione-Unibas per gli studenti

POTENZA. La Direzione Generale Infrastrutture e Mobilità della Regione Basilicata ha sottoscritto una convenzione di tirocinio, formazione e orientamento con l’Università degli Studi della Basilicata. Servirà a promuovere esperienze tecniche per gli studenti universitari all'interno dell’amministrazione regionale.L’accordo prevede l’accoglienza, presso le strutture della Direzione, di un massimo di sei tirocinanti contemporaneamente, individuati su proposta dell’ateneo, nell’ambito dei percorsi formativi coerenti con gli ambiti di competenza dell'assessorato guidato dal vicepresidente Pasquale Pepe (Infrastrutture, Trasporti, Reti idriche e Protezione civile).

I tirocini si inseriscono nel quadro delle attività di orientamento e alternanza tra studio e lavoro, con l’obiettivo di agevolare scel- te professionali consapevoli.«È fondamentale – dichiara Pepe –creare opportunità concrete di formazione sul campo per i giovani

che si formano nell’Università lucana. Il contatto diretto con l’attività amministrativa e progettuale rappresenta un passaggio decisivo per costruire competenze solide e immediatamente spendibili. Inoltre, si può consolidare un legame concreto degli studenti con il territorio, attraverso un'esperienza costruita sull'analisi delle esigenze reali e sulle sfide del sistema infrastrutturale lucano».La convenzione disciplina

nel dettaglio l’organizzazione dei percorsi. Ogni tirocinio sarà regolato da un progetto formativo individuale, con obiettivi, modalità di svolgimento, durata e sedi operative.

«Il percorso - spiega il direttore generale alle Infrastrutture, Nino Altomonte - sarà seguito da un tutor universitario e da un referente interno all’amministrazione, a garanzia della qualità dell’esperienza e della coerenza con il per-

corso di studi».I tirocinanti saranno coinvolti nelle attività proprie della Direzione, con particolare riferimento alle tematiche infrastrutturali quali programmazione, gestione e monitoraggio delle opere pubbliche, interventi sulla rete viaria, gestione delle dighe e delle opere strategiche regionali. Le attività si svolgeranno nel rispetto delle normative in materia di sicurezza, copertura assicurativa, tutela dei dati personali e riservatezza. «Non si tratta solo di offrire un’esperienza formativa – conclude Pepe – ma di costruire un ponte stabile tra istituzioni e sistema universitario. Crediamo nell'Unibas e intendiamo contribuire a rendere l'esperienza di studio sempre più qualificante. Investire su questi percorsi significa anche rafforzare il processo di modernizzazione della pubblica amministrazione e creare le condizioni affinché i giovani con le loro competenze possano mantenere il contatto con il territorio».

A Roma la presentazione della 58ª edizione: l’assessore Cicala sottolinea strategie e opportunità per imprese e promozione

Basilicata verso Vinitaly 2026 «Qualità e territori in vetrina»

POTENZA. «Promuovere il vino italiano vuol dire rafforzare identità, imprese e territori. È dentro questa prospettiva che la Basilicata si prepara alla 58ª edizione di Vinitaly».Lo dichiara l’assessore regionale alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Carmine Cicala, che ha partecipato a Roma, nella Sala della Lupa della Camera dei Deputati, alla presentazione della 58ª edizione di Vinitaly, in programma a Veronafiere dal 12 al 15 aprile.

«L’intervento del Ministro Francesco Lollobrigida – prosegue Cicala – ha delineato una direzione chiara: rafforzare la presenza sui mercati internazionali, sostenere le imprese e valorizzare la qualità del vino italiano al-

l’interno di una visione di sistema sempre più strutturata».In questo quadro, per l’assessore, assume un rilievo strategico anche il ruolo dell’Ice, «che accompagna le imprese nei percorsi di internazionalizzazione e contribuisce a consolidare la presenza del Made in Italy agroalimentare nei mercati esteri».«Vinitaly – aggiunge – è uno spazio in cui istituzioni, imprese e operatori si incontrano e costruiscono relazioni. Per la Basilicata questa dimensione deve tradursi in occasioni concrete di promozione e crescita. Il vino, inoltre, è parte integrante della cucina italiana, recentemente riconosciuta patrimonio Unesco, e rappresenta uno degli strumenti più efficaci per raccontare il nostro Paese

nel mondo».

L’assessore evidenzia come l’edizione 2026 rappresenti un passaggio particolarmente rilevante per la Basilicata. «Saremo a Verona con la consapevolezza di rappresentare una regione che esprime qualità, identità e legame con i territori. In questa cornice si inserisce anche il riconoscimento del Vulture come Città Italiana del Vino, che rafforza il posizionamento della Basilicata e apre nuove opportunità di valorizzazione».«Il lavoro da portare avanti – conclude Cicala – è quello di tenere insieme qualità, promozione e visione istituzionale, affinché ogni occasione nazionale e internazionale produca risultati concreti per le imprese e per l’intero territorio regionale».

LETTERA AL PREFETTO E ALLA REGIONE

Diga San Giuliano, la Cia: «Alzare limiti dell’invaso»

GROTTOLE. I presidenti delle delegazioni di Cia Puglia e Cia Basilicata, Gennaro Sicolo e Giambattista Lorusso, denunciano da anni i limiti operativi della diga, ridotta a una capacità di circa 53 milioni di metri cubi rispetto ai 94 potenziali dopo gli eventi calamitosi successivi al 2011.Le abbondanti piogge degli ultimi mesi hanno portato l’invaso al livello massimo autorizzato, impedendo però di trattenere ulteriori volumi idrici, finiti inevitabilmente verso il mare. Una situazione che, secondo l’organizzazione, evidenzia la necessità di rivedere le attuali restrizioni.«Di fronte alla crescente frequenza di fenomeni meteo estremi legati ai cambiamenti climatici» spiegano, «serve un intervento tempestivo delle autorità per aggiornare i limiti vigenti».La richiesta punta ad attivare studi idraulici e valutazioni tecniche per aumentare la capacità di accumulo, così da garantire una gestione più efficace delle risorse idriche e rispondere ai fabbisogni dei territori interessati.

Al via il progetto europeo tra Gal: rete con sei Paesi per promuovere territori, turismo e tradizioni enogastronomiche locali

“Cibo senza frontiere”, Basilicata hub del gusto

POTENZA. Si è concluso con successo il kick-off meeting di “Cibo Senza Frontiere: conoscersi attraverso i sapori”, l’ambizioso progetto di cooperazione transnazionale che vede il Gal “La Cittadella del Sapere” nel ruolo di soggetto capofila. L'evento ha sancito la nascita di un network strategico tra Italia, Portogallo, Slovenia, Croazia, Lettonia e Romania. L’apertura dei lavori a Rivello. La prima giornata si è tenuta presso la casa Internazionale della Dieta Mediterranea, all’interno del monastero di Sant’Antonio. Ad accogliere i venti rappresentanti dei Gal partner sono stati il sindaco di Rivello, Franco Altieri, e il presidente del Gal “ La Cittadella del Sapere”, Franco Muscolino. Entrambi hanno ribadito come la cooperazione internazio-

nale sia la chiave per lo sviluppo e la visibilità dell’area sud della Basilicata. Sono seguiti gli interventi tecnici di Giuseppe Paternò ( Forcopim); Rosa Messuti ( Gal La Cittadella del Sapere) e Tiziana Fedele (Galpa La Cittadella del Sapere) Strategie e Sinergie Nazionali.

Durante la sessione operativa è stato tracciato il cronoprogramma delle attività, focalizzato su tre pilastri: promozione: educational Tour per giornalisti, blogger e influencer; partecipazione a fiere di settore e study visit nei paesi partner e creazione di un sito web dedicato, mappe interattive e un piano di social media marketing. In concomitanza con i lavori in Basilicata, il progetto è stato presentato a Venezia dal direttore Rosanna Armando durante il II se-

minario nazionale Galpa, evidenziando il legame con il Festival del Pesce Azzurro e Garum. Esperienze sul Territorio: da Rivello a Maratea. Il programma ha alternato momenti tecnici a esperienze immersive. Dopo la visita al borgo di Rivello, gli ospiti hanno raggiunto Maratea. Qui, i partner europei hanno partecipato a un laboratorio artigianale presso

l’azienda casearia “Via Lattea”, dove hanno appreso i segreti della produzione della mozzarella locale, simbolo dell'eccellenza gastronomica del territorio. Con il kick-off di "Cibo Senza Frontiere", la Basilicata si conferma hub centrale per una cooperazione che trasforma le radici culinarie in un volano di sviluppo economico e turistico moderno.

Lite in un terreno a Marsico Nuovo, in Tribunale il caso Limongi-Videtta

Nell'aula Andrea Ferrara del Tribunale di Potenza ha avuto luogo ieri mattina l'udienza a carico di Biagio e Andrea Limongi, ritenuti responsabili di violenza, aggressione e minacce nei confronti di Pasquale e Carmelo Videtta. I fatti sono avvenuti nel 2021 a Marsico Nuovo, nella contrada Pergola. In aula gli avvocati, Rocco Viggiano, di parte civile e Gelsomina Sassano per gli imputati. Le parti offese si chiamano Pasquale Videtta e Carmelo Videtta, A presiedere l'udienza il Giudice

Michele Di Jesu.

Si è trattato di un tentato furto e lesioni e un tentato furto aggravato commesso da Biagio e Andrea Limongi verso Carmelo Videtta e Pasquale Videtta. Ad essere ascoltato in qualità di testimone Antonio Setaro che ha

sostenuto una versione dei fatti a sostegno dei Limongi. I fatti, secondo Setaro non sarebbero andati nel modo in cui è stato raccontato dalle parti offese. Il testimone ha raccontato in Aula che sarebbero stati gli imputati ad essere aggrediti e non il contrario. Biagio e Andrea Limongi, secondo il racconto di Setaro, si trovavano nel terreno di proprietà dei Videtta per un caso fortuito. Lì poi sarebbe scaturita la lite. Tutto questo è avvenuto il 12 dicembre del 2021. La prossima udienza è fissata per il 12 giugno prossimo.

Pasquale Videtta è nato a Potenza il 18 ottobre 1966 e risiede a Laurenzana, Carmelo Videtta è nato ad Abriola il 21 maggio 1976 e risiede a Marsico Nuovo. Biagio Limongi è nato a Maratea il 31 ottobre 1969 e risiede a Teggiano in provincia di Salerno, mentre Pietro Limongi è nato a Polla, sempre in provincia di Salerno il 25 gennaio 1992 e risiede a Marsico Nuovo.

F RANCESCO M ENONNA

Giustizia per la famiglia Occhionero di Lavello: il Tribunale riconosce l’origine professionale per la maestra morta nel 2021

Il Covid a scuola è infortunio sul lavoro: condannata l’Inail

Svolta giudiziaria a Potenza sul tema del contagio da Covid in ambito scolastico. Con sentenza resa la settimana scorsa, il Tribunale – Sezione Lavoro – ha riconosciuto l’origine professionale dell’infezione che ha determinato il decesso della maestra Anna Occhionero, accogliendo il ricorso promosso dal coniuge, Donato Rosa.

Il giudizio, patrocinato dall’avvocato Gustavo Di Ciommo nell’interesse della famiglia, si è concluso con la condanna dell’INAIL, ritenuta responsabile per il mancato riconoscimento dell’infortunio sul lavoro.

La decisione assume particolare rilievo perché estende in modo chiaro anche al contesto scolastico i criteri elaborati dall’Isti-

tuto assicuratore per l’accertamento dell’origine professionale del contagio, valorizzando il rischio connesso all’attività svolta in presenza durante la fase pandemica. Nel caso concreto, il Tribunale ha ritenuto prevalente il contesto lavorativo quale fonte di esposizione al virus, escludendo ipotesi alternative alla luce degli elementi emersi nel corso del giudizio.

La figura della docente emerge anche sotto il profilo umano: Anna Occhionero ha continuato a svolgere la propria attività con senso di responsabilità e dedizione verso gli alunni, operando quotidianamente in un contesto complesso e ad elevata esposizione al rischio.

«Si tratta di una decisione di grande rilievo – ha di-

chiarato l’avvocato Gustavo Di Ciommo – perché conferma, anche per il personale scolastico, l’applicazione dei criteri INAIL in tema di contagio da Covid-19. Ma, soprattutto, rappresenta un momento di giustizia per la famiglia, restituendo pieno riconoscimento al percorso umano e professionale della docente».

La sentenza si inserisce in un quadro giurisprudenziale in evoluzione ed è destinata ad avere un impatto significativo sulle future controversie in materia. Resta, infine, il valore più profondo della decisione: quello di aver restituito, anche sul piano giuridico, dignità e riconoscimento alla memoria della maestra Occhionero, ancora oggi viva nel ricordo della comunità di Lavello.

A sostegno degli imputati Biagio e Andrea Limongi, ha testimoniato Antonio Setaro che riferisce

Riconoscimento a Muro Lucano per l'Impegno della Garante nella Tutela dei Diritti delle Persone Disabili

Marika Padula Onorata con la Gran Croce di Malta per l'Impegno Sociale

D I F RANCESCO M ENONNA

Un riconoscimento che ha inteso premiare dedizione, impegno e programmazione. Una conferma del lavoro svolto nel ruolo di Garante per la disabilità della Regione Basilicata. Nella Cattedrale di San Gerardo Maiella di Muro Lucano, Marika Padula è stata insignita della Croce di Malta, un prestigioso riconoscimento che premia valori e lavoro in un contesto di grande professionalità. L'onorificenza rappresenta un attestato di altissimo valore simbolico e istituzionale, che premia l'impegno, la dedizione con cui Marika Padula svolge il proprio ruolo al servizio della comunità e dei valori fondamentali della persona. Il conferimento della Gran Croce assume per la Garante per la Disabilità della Regione Basilicata un tributo solenne alla sua costante azione in favore dei diritti, della dignità umana, della giustizia sociale e del costante dialogo tra istituzioni e cittadini. La cerimonia di Muro Lucano si è svolta in un contesto di grande intensità civile e spirituale, all'interno della suggestiva cornice della Cattedrale di Muro Lucano. Proprio qui, in occasione dell'evento, il riconoscimento ha assunto un valore ancora più profondo, legandosi alle capacità di dare vita a momenti di elevato profilo

istituzionale, culturale e umano. La Gran Croce di Malta conferita dall'Ordine dei Cavalieri di Malta testimonia e rafforza la stima maturata nei confronti di una persona e una figura istituzionale che si è distinta per equilibrio, autorevolezza e spirito di servizio. Infatti, Marika Padula, mediante il suo operato, ha saputo interpretare con serietà e determinazione il delicato compito di garante, promuovendo iniziative e percorsi orientati alla tutela della persona e alla valorizzazione del tessuto sociale lucano. Il riconoscimento ricevuto non ha assunto per Marika Padula soltanto una dimensione personale, ma si configura come motivo d'orgoglio per l'intera Basilicata. Attraverso l'azione avviata dalla Garante per la Disabilità della Regione Basilicata, viene premiata infatti una visione alta del servizio pubblico, fondata sull'ascolto, sulla responsabilità e sulla capacità di costruire relazioni istituzionali solide e assai significative. In buona sostanza, l'insignazione della Gran Croce di Malta consacra così il percorso di una donna delle istituzioni che con discrezione ma con grande incisività, ha saputo affermare un modello di impegno pubblico ispirato ai più nobili valori etici e morali. Un riconoscimento, quello ottenuto nel comune del Marmo Platano, che pun-

ta a rafforzare il ruolo della Garante per la Disabilità e ne conferma il ruolo autorevole nel panorama istituzionale regionale. La Garante per la Disabilità della Regione Basilicata ha inteso soffermarsi su questo prestigioso riconoscimento.

Quali sono state le emozioni per questo riconoscimento?

«Sicuramente l'emozione è stata grande. Questa onorificenza ha un valore nella mia vita che da sempre è accomunata da valori come la solidarietà, l'impegno sociale, la dedizione, la passione e il lavoro. È qualcosa davvero di importante perché sappiamo che questa Croce viene conferita ad alcune persone che riescono a distinguersi nella sfera istituzionale e sociale.»

Ci sono state difficoltà in questo periodo per lei?

«Beh, se guardiamo a quello che è il lavoro posso dire di no. Nel senso che le istanze che arrivano sono sempre innumerevoli, i problemi legati al mondo della disabilità sono sempre tanti. Ma proprio grazie al lavoro costante e quotidiano dell'ufficio di garanzia che promuove istruttorie finalizzate alla realizzazione dei diritti che dovrebbero essere insiti ma ancora non lo sono, spesso la vera soddisfazione riesce dagli esiti positivi di queste istanze e quindi di conseguenza delle istruttorie avviate.»

Tanti sacrifici in questo percorso, ha una dedica?

«Ma tanti sacrifici che non ne sentiamo assolutamente il peso, di solito quando si parla di sacrifici si sente il peso di ciò che si fa. Io più che il peso sento la responsabilità che è una cosa diversa.»

In conclusione, quali sono le prospettive dopo questo prestigioso riconoscimento?

«Ma le prospettive sono sempre di più quelle di rafforzare l'ufficio di garanzia, farlo diventare davvero una roccaforte di

tutela per quanto concerne tutto il mondo della disabilità.»

All’incontro promosso da UNPLI emerge il valore di una norma bipartisan: «Rete, risorse e visione per rafforzare il ruolo del volontariato lucano»

Terzo settore, si dota di una nuova legge: confronto partecipato nella citta di Potenza

Èstato un incontro molto partecipato quello promosso dall’UNPLI Basilicata nel capoluogo, occasione in cui è stata presentata la legge regionale su «Norme di sostegno e promozione degli Enti del Terzo settore lucano». L’iniziativa ha riunito in un momento di confronto il primo firmatario del provvedimento, il consigliere regionale Piero Lacorazza, il consigliere regionale Fernando Picerno, tra i firmatari degli emendamenti, il direttore del Forum Terzo Settore Basilicata Luciano Liscio e il direttore generale della BCC Basilicata Giorgio Costantino.La legge è stata definita coralmente eccellente e bipartisan, capace di incidere non solo sul piano normativo ma anche su quello culturale, introducendo un nuovo approccio nei processi decisionali fondati su partecipazione e condivisione.Una valutazione condivisa anche dal presidente dell’UNPLI Basilicata Vito Sabia, che nella relazione introduttiva ha sottolineato: «L’unanimità (con cui è stata approvata la legge, ndr) non è un dettaglio formale. È un segnale politico preciso; questa legge appartiene a tutta la Basilicata, non a una par- te di essa. È il riconoscimento formale di qualcosa che noi del volontariato sappiamo da sempre: la Basili-

cata non si regge senza il suo Terzo Settore. Lo dicono anche i numeri: 1.599 enti iscritti al Runts in Basilicata, di cui 541 organizzazioni di volontariato, 624 associazioni di promozione sociale, 372 imprese sociali. Oltre 7.000 posti di lavoro e circa 50.000 volontari attivi sul territorio. Un patrimonio umano e civico ora riconosciuto, tutelato e promosso».Sabia ha poi evidenziato la necessità di garantire continuità concreta alla norma: «Una legge, per quanto ben scritta, vale quanto le risorse che la sostengono e la volontà politica che la attua. Questa presentata è dotata di strumen-

ti finanziari precisi: il Fondo per l’Innovazione Sociale, l’accesso al FSE, gli strumenti di finanza a impatto. L’Ordine del Giorno, inoltre, impegna la Giunta a stanziare le risorse necessarie già nel prossimo bilancio di previsione pluriennale 2026-2028. Questo è il punto su cui non possiamo abbassare la guardia: la legge deve essere finanziata. Non è un auspicio, è un impegno formale assunto dall’istituzione regionale davanti all’assemblea. Noi del Terzo Settore lucano saremo sentinelle attente di tale impegno, con rispetto istituzionale ma con fermezza civica».A coordinare il di-

battito è stato il consigliere nazionale UNPLI Basilicata Pierfranco De Marco, che ha richiamato il valore della collaborazione tra realtà territoriali: «È opportuno ripartire dalla parola che più volte è stata pronunciata in questa occasione e che noi conosciamo bene: “Rete”. Lo affermo con orgoglio, perché quest’anno l’UNPLI lucana festeggia 40 anni. Le Pro Loco UNPLI (oltre il 94% è iscritto al Runts) si sono adeguate alle sfide moderne, ma restano, altresì, presidi irrinunciabili nella tutela del patrimonio immateriale, della tradizione e del folklore. E, in Basilicata, sono unite in “rete” dal 1986,

anno di fondazione del Comitato regionale UNPLI».Un patrimonio diffuso, testimoniato anche dalla presenza all’incontro di rappresentanti di numerose Pro Loco lucane, da Montescaglioso a Irsina e Maratea, da Bella a Tramutola e Rapone, fino a San Fele, Muro Lucano, Castelsaraceno, Terranova, Rotondella, Nemoli, Ferrandina, Spinoso e Filiano.Un confronto che ha ribadito il ruolo strategico del Terzo Settore nello sviluppo sociale ed economico della Basilicata e la necessità di accompagnare la nuova legge con risorse adeguate e una visione condivisa.

L'assessore Cosimo Latronico sottolinea l'importanza di supportare le famiglie nel percorso terapeutico dei disturbi alimentari

Chiaromonte: Inaugurata la "Stanza Lilla" per il Supporto alle Famiglie

Il Centro Regionale per la Cura dei Disturbi del Comportamento Alimentare "G. Gioia" di Chiaromonte ha recentemente ospitato l’inaugurazione della "Stanza Lilla", uno spazio pensato per rispondere alle esigenze delle famiglie dei pazienti ricoverati. L’assessore alla Salute della Regione Basilicata, Cosimo Latronico, ha partecipato alla cerimonia, evidenziando l’importanza di questo nuovo progetto, che nasce dalla collaborazione tra l’Azienda Sanitaria Locale di Potenza e il Rotary International –Distretto 2120 Puglia e Basilicata.La "Stanza Lilla" è stata progettata per offrire alle famiglie dei pazienti un ambiente riservato e accogliente, dove poter trovare un luogo di serenità e supporto durante il percorso terapeutico. Questa iniziativa, che rientra in un protocollo d’intesa firmato il 27 ottobre 2025, si inserisce in un ampio processo di rafforzamento dell’umanizzazione delle cure e dell’accoglienza nelle strutture sanitarie della regione. «I disturbi

del comportamento alimentare sono una delle emergenze sanitarie più gravi e in crescita, soprattutto tra i giovani. Affrontarli non significa solo garantire un approccio multidisciplinare e continuo, ma anche dare sostegno alle famiglie, che svolgono un ruolo attivo nel percorso di cura. In questo contesto, l’attenzione agli spazi e all’accoglienza è di fondamentale importanza», ha dichiarato Latronico durante l’inaugurazione.

L’assessore ha inoltre sottolineato l’impegno della Regione Basilicata nel potenziare le strutture sanitarie dedicate ai disturbi alimentari, come il Centro "G. Gioia", che rappresenta un punto di riferimento regionale e interregionale nella cura di disturbi come l’anoressia, la bulimia e il disturbo da alimentazione incontrollata.

Questi disturbi, che coinvolgono non solo il piano fisico ma anche quello psicologico e sociale, richiedono modelli organizzativi integrati, capaci di combinare com-

petenze cliniche, psicologiche e nutrizionali.Il Centro "G. Gioia" si distingue per l'approccio specialistico e per la continuità dell'assistenza, caratteristiche che lo rendono un presidio di eccellenza all'interno del sistema sanitario lucano. «Il nostro obiettivo è costruire una rete di cura che risponda in modo efficace a bisogni complessi, mettendo sempre al centro la persona e il suo contesto relazionale. La collaborazione con realtà associative, co-

I rischi di riduzione occupazionale e impatti sugli utenti restano le principali

Cambio di Appalto Psichiatrico: I Sindacati chiedono Garanzie

Si è conclusa una complessa trattativa presso l’Ispettorato del lavoro per il cambio di appalto delle case alloggio psichiatriche della provincia di Potenza. Nonostante l’accordo raggiunto, la partecipazione è stata limitata, con l’assenza della cooperativa uscente, Auxilium, e della committente, l’Azienda Sanitaria di Potenza (ASP). Il servizio dovrà partire il 1° aprile, ma le incertezze restano per lavoratori e pa-

zienti.Il passaggio coinvolge 12 strutture e la trasformazione del servizio da socio-riabilitativo a socio-assistenziale, con modifiche all’organizzazione. Sebbene si sia ottenuto un aumento del 10% delle ore lavorative, il rischio di riduzioni per alcune figure professionali è concreto, con effetti sulle retribuzioni. «Abbiamo firmato per garantire la continuità, ma il futuro di molti lavoratori, in particolare quelli non qualifi-

cati, è incerto», affermano i sindacati.Le modifiche organizzative preoccupano anche per gli utenti, pazienti vulnerabili che potrebbero risentire dei cambiamenti. Le sigle sindacali temono che la qualità del servizio venga compromessa. Inoltre, il sistema sanitario, già in difficoltà, rischia di peggiorare, con possibili ripercussioni sulla salute mentale, settore già fragile.Nonostante l’accordo, i sindacati continueranno a monitorare l’attuazione del servizio, con un incontro fissato tra 30 giorni per verificare il rispetto degli impegni, in particolare riguardo al mantenimento dei livelli occupazionali e al riassorbimenLe organizzazioni chiedono un impegno concreto da parte dell’Azienda Sanitaria di Potenza e della Regione Basilicata per proteggere i diritti dei lavoratori e la qualità dell’assistenza psichiatrica.

me il Rotary International, è essenziale per realizzare interventi concreti che migliorano la qualità dell’assistenza», ha concluso Latronico.Con l’apertura della "Stanza Lilla", il Centro "G. Gioia" compie un altro passo verso una cura più attenta e integrata, che non solo risponde alle esigenze dei pazienti ma anche delle loro famiglie, un aspetto fondamentale in un percorso terapeutico tanto delicato quanto importante.

La città di Potenza accende i riflettori sull’Endometriosi

L’assessorato alle Pari Opportunità e ai Rapporti con la Sanità del Comune di Potenza ha lanciato un’iniziativa per sensibilizzare sulla endometriosi, una malattia cronica che colpisce molte donne in età riproduttiva, ma che spesso viene diagnosticata tardi. L’obiettivo è aumentare la consapevolezza, favorire diagnosi precoci e migliorare i percorsi di cura."L’endometriosi incide gravemente sulla qualità della vita delle donne, non solo sul piano sanitario, ma anche sociale e lavorativo", ha dichiarato l’assessore Angela Lavalle. Il Palazzo di Città è stato illuminato per simbolizzare l’importanza di rendere visibile una patologia ancora troppo spesso ignorata.L’endometriosi è caratterizzata dalla crescita di tessuti endometriali fuori dall’utero, causando dolori intensi e problemi di fertilità. In Italia, circa 1.800.000 donne convivono con la malattia, che può anche compromettere la fertilità nel 30-40% dei casi.

Seconda puntata del saggio di Carlucci, von Forstner e Pittella che analizzano le “molteplici forme del silenzio”

Silenzio in medicina: il limite dell’IA nella stanza del medico

Continuiamo ne lnostro viaggio tra le parole di Angela Maria Carlucci, Michael von Forstner e Gianni Pittella. Il saggio è dedicato a una trasformazione profonda del nostro tempo: l’impatto dell’intelligenza artificiale generativa sul modo in cui comprendiamo il linguaggio, prendiamo decisioni e costruiamo fiducia. Attraverso un’analisi che intreccia comunicazione strategica, pratica clinica e dinamiche democratiche, gli autori mostrano come il silenzio non sia un’assenza di informazione, ma una dimensione attiva e decisiva. Dalla comunicazione interculturale, dove il non detto varia radicalmente da contesto a contesto, alla medicina, in cui un’esitazione può avere valore diagnostico, fino alla politica, dove il silenzio collettivo può esprimere consenso, dissenso o sfiducia, emerge un filo comune: ciò che non è quantificabile continua a essere fondamentale.

Di seguito la seconda

puntata a cura di Michael von Forstner. *****

DI M ICHAELVON F ORSTNER

In medicina clinica, il silenzio è un parame- tro fondamentale. È rilevante ai fini diagnostici quasi quanto la misurazione della pressione arteriosa o un risultato di laboratorio – ma non può essere registrato in una cartella clinica elettronica, trascritto da un software di ambient listening, né segnalato da un algoritmo. Esso vive nella stanza. E scompare nel momento in cui quella stanza non è più presidiata da un essere umano addestrato a interpretarlo. Nel dialogo tra medico e paziente, l'esitazione che precede una risposta è uno dei momenti più significativi – e più trascurati –della comunicazione clinica.

Quando un paziente esita prima di rispondere a una domanda sensibile sul dolore, sulla salute mentale, sull'anamnesi familiare o sullo stile di vita, quella pausa veicola informazioni. La sua durata, la sua

qualità e il suo peso emotivo comunicano a un clinico esperto qualcosa che nessuna trascrizione è in grado di cogliere. Anche il paziente che risponde troppo in fretta sta comunicando. Così come quello che distoglie lo sguardo prima di parlare, o quello il cui silenzio non è il silenzio del non sapere – ma del "non essere ancora pronto a dire".

Questi sono parametri diagnostici che abitano lo spazio tra la domanda e la risposta. Non sono anomalie. Sono dati – di una tipologia che nessun si-

stema di IA attuale è attrezzato per elaborare. L'emergere delle tecnologie di ascolto ambientale nei contesti clinici solleva una questione fondamentale: cosa accade al silenzio diagnostico quando l'IA è presente nella stanza? Se utilizzato come mero sostituto dell'attenzione umana, il microfono cattura le parole ma cancella l'esitazione. La trascrizione registra ciò che è stato detto, ma elimina ciò che è stato taciuto. E il medico che osserva uno schermo – in attesa che l'IA suggerisca una

diagnosi – cessa, di fatto, di osservare il paziente. Tuttavia, se integrata correttamente, l'IA offre un potenziale trasformativo. Facendosi carico del protocollo meccanico del testo, essa può restituire al medico il "dono del tempo". Un clinico esperto, liberato dall'onere della documentazione manuale, può finalmente reindirizzare la propria piena attenzione sensoriale verso il paziente. Come sostenuto in NEJM AI (Haug & Harrison, 2026), il principio del "human-in-the-loop" richiede una definizione precisa. Sosteniamo che il vero valore dell'essere umano in questo processo non risieda nell'inserimento dei dati, ma nella capacità di rimanere presente nel silenzio mentre la macchina elabora il segnale. L'obiettivo è un'IA che registri il testo affinché il medico possa finalmente, ancora una volta, dedicarsi al contesto. Questi interrogativi stanno già entrando nell'arena clinica. Nel giugno 2026, il tema del silenzio come meta-livello diagnostico sarà introdotto nelle discussioni su 'Patient Centricity' e 'Digital Health' presso la Royal Society of Medicine – un segnale del fatto che ciò che l'IA non può udire sta diventando impossibile da ignorare.

convocazione per l’Assise che si riunirà alle 13 per discutere i problemi della città e alle 17 per recepire le proposte del Consiglio dei giovani

Consiglio comunale tra debiti fuori bilancio e le nuove idee dei ragazzi

POTENZA. Convocato in doppia Seduta, il Consiglio comunale di Potenza martedì 31 marzo. Alle 13 l’Assise, in seduta ordinaria è chiamata a discutere di 22 punti all’Ordine giorno. Si parte con la surroga del consigliere comunale dimissionario, il prof. Giuseppe Vincenzo Biscaglia, con il subentrante Raffaele Messina, con contestuale convalida della nomina.

Giuseppe Biscaglia infatti ha deciso di concludere il proprio percorso in Consiglio comunale, nell’ambito di un processo condiviso di rinnovamento del gruppo La Basilicata Possibile.

«In questi anni - fanno sapere dal gruppo - ha rappresentato con serietà, competenza e passione i valori della nostra comunità politica, offrendo un contributo determinante all’attività del gruppo consiliare e al dibattito amministrativo. Il suo impegno costante, la qualità delle idee e la dedizione dimostrata hanno lasciato un segno importante nel lavoro della nostra forza politica, nelle attività del Consiglio comunale e nello sviluppo della nostra città».

«A lui va il nostro ringraziamento più sincero per il lavoro svolto in questi anni: un impegno portato avanti sempre con spirito di servizio, senso delle istituzioni e forte attenzione ai bisogni della comunità. - proseguono i referenti di La Basilicata PossibileQuesta scelta si inserisce in un percorso politico chiaro e condiviso di rinnovamento e ringiovanimento delle responsabilità all’interno della nostra forza politica. Crediamo infatti che il rafforzamento della partecipazione e la crescita di una nuova generazione di amministratori e dirigenti politici rappresentino una condizione fondamentale per costruire il futuro della nostra comunità».

«Il suo impegno politico non termina con questo passaggio: continuerà infatti a contribuire attivamente alla vita di LBP , mettendo a disposizione la propria esperienza e accompagnando il percorso di formazione e crescita delle giovani generazioni che vogliono impegnarsi anche in politica, con la stessa disponibilità e senso delle istituzioni che ne hanno sempre caratterizzato il percorso. - continuano - Il percorso di rinnovamento che stiamo costruendo si fonda anche su questo: sull’incontro tra l’esperienza maturata negli anni e l’energia, le idee e l’entusiasmo di chi oggi si avvicina all’impegno pubblico. In questo cammino il suo contributo continuerà ad essere prezioso per tutta la nostra comunità politica».

«A Raffaele Messina, consigliere subentrante, rivolgiamo i nostri più sinceri auguri di buon lavoro, con la convinzione che questo passaggio porterà nuove energie, entusiasmo e determinazione all’interno del Consiglio comunale. La sua lunga storia di impegno nell’associazionismo e nel sociale, rappresenterà un valore aggiunto per il Consiglio Comunale e, per lui sicuramente, un’ulteriore occasione di crescita attraverso questa sua prima esperienza nelle istituzioni. Siamo certi che saprà affrontare questo incarico con passione, dedizione e senso di responsabilità, proseguendo con impegno il lavoro svolto da chi lo ha preceduto per il bene della città di Potenza e il rafforzamento della nostra azione politica» concludono i referenti de La Basilicata Possibile.

Ma tornando al Consiglio comunale, tra i temi amministrativi di maggiore interesse figurano l’approvazione del nuovo regolamento sulla regolarità tributaria

locale e le modifiche al canone patrimoniale relativo all’occupazione del suolo pubblico, alla pubblicità e ai mercati, strumenti centrali per la gestione delle entrate comunali. Ampio spazio sarà poi dedicato al riconoscimento di debiti fuori bilancio, con numerosi punti all’ordine del giorno connessi a sentenze esecutive emesse dal Tribunale e dal Giudice di Pace di Potenza, oltre che dal TAR Basilicata. Si tratta di provvedimenti tecnici ma rilevanti per gli equilibri finanziari dell’ente, che riguardano diverse controversie legali e amministrative, per importi complessivi che si distribuiscono su più annualità. Non mancheranno temi di carattere politico e di indirizzo. Tra

questi, la mozione presentata dalla consigliera Galgano per vietare l’uso di candele pirotecniche e fiamme libere nei locali aperti al pubblico, misura legata alla sicurezza. In discussione anche la dichiarazione di emergenza climatica e ambientale proposta dal consigliere Pergola, segnale di attenzione verso le politiche green.Chiudono l’ordine del giorno due documenti presentati dal consigliere Mirko Giordano: uno di respiro internazionale, relativo alla situazione in Medio Oriente e alla richiesta di iniziative diplomatiche per la de-escalation del conflitto; l’altro di carattere simbolico e urbano, riguardante la realizzazione della cosiddetta “Panchina Europea” in città. LE PROPOSTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI

Alle 17 di martedì si terrà poi una seduta del Consiglio comunale straordinaria per discutere 4 punti all’Ordine del giorno che riguarderanno la realizzazione delle attività proposte dal Consiglio comunale dei ragazzi: l’istituzione del concorso fotografico per la valorizzazione del territorio cittadino; le attività di comunicazione, redazione del giornalino “La Voce dei Ragazzi” e valorizzazione della memoria storica locale; la realizzazione di murales per la valorizzazione degli spazi urbani e la promozione di valori civici e sociali e la realizzazione di attività a tutela dell’ambiente, creare un giardino didattico e attività di valorizzazione del verde urbano.

R.M.

Doppia

Via Pretoria si spegne a piccoli passi: il segnale dietro la chiusura della libreria

C’è un suono silenzioso ma pesante: la serranda che si abbassa per l’ultima volta. La libreria Giunti chiude. Non se ne va solo un’attività commerciale, ma un presidio culturale, un luogo di passaggio, un punto di incontro silenzioso tra persone e idee. Via Pretoria si svuota, un pezzo alla volta. Non crolla all’improvviso: si consuma lentamente, come una candela lasciata accesa troppo a lungo. E noi? Noi osserviamo. Commentiamo. Analizziamo. Pontifichiamo. Sempre allo stesso tavolino, con lo stesso caffè, le stesse frasi: “Eh, ma ormai…”, “È colpa di…”, “Non c’è più niente da fare…”. E poi? Niente. E così passano le settimane, i mesi, e la città sembra accettare il destino senza battere ciglio, quasi rassegnata.

me nemico.

IL CENTRO STORICO NON È UN MUSEO

Via Pretoria non può diventare una cartolina sbiadita. Una città viva produce movimento, relazioni, presenza. Un centro senza attività è come un teatro senza attori: scenografia sì, spettacolo no. E allora la domanda è: chi scrive il copione della città? Se nessuno lo fa, il finale è già deciso. E il rischio è trasformare il centro in un luogo da raccontare al passato, non da vivere nel presente.

IL SILENZIO FA PIÙ

RUMORE DELLE

CHIUSURE

nanziamo il problema. Ironico, no? Ogni scelta quotidiana, anche la più piccola, contribuisce a costruire osvuotare la città.

NON MANCA IL DENARO, MANCA UN PROGETTO

Fondamentale non sono solo fondi o incentivi, ma una visione di città chiara e condivisa. Le città che resistono hanno un progetto: sanno cosa vogliono diventare e lavorano insieme per arrivarci. Il centro deve tornare a essere una destinazione, non un luogo di passaggio. Senza una direzione precisa, ogni intervento rischia di essere inutile o temporaneo.

tudini. “Un centro che torna a riempirsi di voci, luci, relazioni. Non per nostalgia, ma per scelta.” Una domanda che non possiamo evitare: vogliamo davvero salvare questa città? Se la risposta è sì, bisogna agire. Tutti. Senza delegare. Senza aspettare. Senza nascondersi.

PROVOCAZIONI

PER SMETTERLA

CON GLI ALIBI

L’ARTE NAZIONALE

DEL LAMENTO.

Siamo straordinari nel lamento sterile. Ci piangiamo addosso con eleganza, troviamo sempre un colpevole, raramente uno specchio. La politica non funziona? Probabile. I commercianti arrancano? Evidente. I cittadini evitano il centro? Innegabile. Ma la verità che dà fastidio è un’altra: le responsabilità sono diffuse. E quando è di tutti, spesso finisce per non essere di nes- suno. È comodo così. Molto comodo. E allora continuiamo a ripetere le stesse analisi senza mai trasformarle in azioni concrete.

AMAZON NON È IL DEMONE

Non basta pronunciare “Amazon” per sentirsi assolti. Sì, le piattaforme online hanno cambiato il mercato. Sì, sono una concorrenza feroce. Ma davvero è tutto lì il problema? Non possiamo combattere il futuro fingendo che non esista. Chi resta fermo, arretra. Chi si lamenta e basta, scompare. E non è solo una questione tecnologica, ma culturale: capacità di adattarsi, innovare e creare valore. La vera sfida non è scegliere tra online e negozio fisico, ma integrare online e offline, usare il digitale come alleato e non co-

Silenzio: nessun comunicato, nessuna azione coordinata. I primi segnali arrivano anche da via del Gallitello, dove alcune attività mostrano difficoltà simili a quelle già viste in via Pretoria. Se queste voci corrispondono al vero, il problema non è più isolato ma diffuso, e quindi ancora più pericoloso. Sta diventando sistemico. E quando un problema è sistemico, o lo affronti insieme… o ti travolge da solo.

LA FILIERA DELLA RESPONSABILITÀ

La politica ha il dovere di visione, i commercianti di evolversi, i cittadini di scegliere. Ogni acquisto è un voto. Se compriamo tutto online e poi ci lamentiamo che il centro muore… fi-

L’ALIBI DEL “TANTO NON CAMBIA NIENTE”

Frase che uccide più di qualsiasi crisi economica. Ti solleva da responsabilità, ma intanto tutto cambia… in peggio. Le città non crollano per un evento improvviso. Crollano per somma di rinunce quotidiane. E ogni rinuncia, anche minima, contribuisce a rendere normale ciò che normale non dovrebbe essere.

RIPARTIRE

È POSSIBILE

(MA NON È GRATIS)

Ripartire si può, ma non è facile. Significa rimettere in discussione modelli vecchi, collaborare, creare eventi che portino persone. Vuol dire sbagliare, ma almeno muoversi. Richiede coraggio, continuità e la capacità di uscire dalle proprie abi-

Prima: assessore Giuzio, vogliamo rimettere in discussione la sperimentazione dei sensi unici? Se una misura nasce per migliorare e crea ostacoli, una verifica non è debolezza: è responsabilità. Magari i dati confermeranno le scelte fatte, ma almeno saranno chiari e condivisi. Seconda: l’ordinanza dell’abbonamento annuale per la sosta. Circa 54 autorizzazioni hanno bloccato altrettanti posti auto in centro, occupati stabilmente dagli stessi commercianti. Questo significamenorotazione,meno possibilità per chi arriva, meno occasioni per il centro di vivere. Risultato? Meno parcheggi per residenti e visitatori, meno accessibilità, meno presenze. Si chiedono più parcheggi, ma quelli esistenti sono già occupati. Senza rotazione, il commercio si spegne. Terza: le scale mobili. Molti commercianti sostengono che gli attuali orari impediscono di lasciare le auto nei parcheggi vicini e raggiungere il centro con facilità. Oggi l’apertura è alle 7:00 e

la chiusura alle 21:00, un orario che non copre completamente le esigenze di chi lavora presto o di chi vuole vivere il centro nelle ore serali. La proposta è semplice: apertura alle 6:00 e chiusura alle 22:00, così da ampliare l’accessibilità sia al mattino sia alla sera, rendendo più semplice lasciare l’auto e raggiungere il centro. Il venerdì e il sabato già esiste un prolungamento: uniformare questi orari durante la settimana significa eliminare una delle principali giustificazioni legate alla difficoltà di accesso. Inoltre, una pausa tra le 14:00 e le 15:00 consente manutenzione e risparmio energetico nelle ore di minor affluenza, senza ridurre il servizio reale. È una redistribuzione intelligente: più accessibilità nelle ore utili, meno sprechi in quelle vuote, e soprattutto meno alibi.

QUANDO

TOCCA A NOI

La serranda della libreria Giunti che si abbassa non è solo una fine. È un segnale. Possiamo ignorarlo, commentarlo, archiviarlo. Oppure decidere che questa volta no. Una città non muore quando chiude un negozio. Muore quando chi la vive smette di reagire. E allora la domanda vera è: “Quanto siamo disposti a fare, ciascuno di noi, perché la prossima serranda non sia la nostra?”. Perché, prima o poi, quella serranda potrebbe riguardare tutti noi.

Conflitto sulla chiusura dell'ufficio postale: il Sindaco chiede un incontro urgente con Poste Italiane

Chiusura ufficio postale Villa D’Agri, Zippari:

Il Comune di Marsicovetere si oppone fermamente alla chiusura dell'Ufficio Postale di Villa D’Agri, prevista per l'8 aprile 2026, e chiede una soluzione alternativa immediata. Il Sindaco Francesco Zippari ha espresso un forte disappunto per la decisione di Poste Italiane, evidenziando come la chiusura di un servizio essenziale in una frazione centrale della Val d’Agri penalizzi gravemente i residenti.Secondo Zippari, il preavviso di soli dieci giorni rispetto all’inizio dei lavori non consente di pianificare alternative per la cittadinanza, in particolare per le persone più vul-

nerabili. «La tempistica della comunicazione è inaccettabile,» ha dichiarato il Sindaco. «Un servizio così fondamentale non può essere interrotto senza un adeguato preavviso.»Villa d’Agri, con circa 6.000 residenti e oltre 20.000 persone che la frequentano giornalmente, è un punto nevralgico per l’intera Val d'Agri, non un semplice centro rurale. Il trasferimento dei servizi postali a Tramutola, come proposto, sarebbe inadeguato, creando enormi disagi, soprattutto per gli anziani che non hanno mezzi propri per gli spostamenti extraurbani.«Non possiamo permettere che i

cittadini vengano privati di un servizio fondamentale,» ha aggiunto Zippari. «La proposta di trasferire l'ufficio a Tramutola non risponde alle reali esigenze della comunità.»Come soluzione, il Comune di Marsicovetere è disponibile a concedere gratuitamente una zona pubblica centrale, lungo via Azimonti, per installare un ufficio mobile attrezzato. Questo ufficio temporaneo garantirebbe la continuità del servizio durante i lavori di ristrutturazione.Zippari ha ribadito che «la continuità del servizio è imprescindibile» e che i lavori devono essere subordinati alla rea-

lizzazione di questa soluzione alternativa. Il Sindaco ha chiesto un incontro urgente con i responsabili di Poste Italiane per definire i dettagli dell’installazione dell'ufficio mobile, con l’auspicio che questa proposta venga accolta rapidamente.«Rimaniamo fiduciosi in un rapido riscontro,» ha concluso Zippari, «e siamo pronti a fare tutto il possibile per tutelare i diritti dei nostri cittadini.»

Tali iniziative rafforzano il legame tra istituzioni e comunità e costruiscono una consapevolezza condivisa delle nostre radici e del futuro

Pignola accoglie con gioia l’esposizione sullo Statista Lucano Emilio Colombo

Grande partecipazione e sentita presenza della comunità di Pignola hanno accompagnato l’inaugurazione della mostra “La prima fede e l’ultima inquietudine. Emilio Colombo a cento anni dalla nascita”, ospitata presso Palazzo Gaeta.Il Sindaco, Antonio De Luca, all’indomani dell’evento desidera rivolgere «un sincero ringraziamento a tutte le cittadine e i cittadini che hanno preso parte a questo importante momento. Un grazie particolare va al Centro Studi Internazionali “Emilio Colombo”, alla Biblioteca “Maurizio Leggeri” e al CGIAM, per il prezioso lavoro di cura scientifica e organizzativa, nonché a tutti coloro che, a vario titolo, hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa. Significativo è stato il legame con la nostra storia locale: i pannelli dedicati a Pignola hanno suscitato grande interesse, restituendo il senso di un percorso amministrativo e umano che appartiene alla nostra identità. Tra i documenti esposti, ha colpito anche una curiosità storica risalente al 1946: negli atti del Consiglio comunale si racconta che, al termine delle votazioni, le schede venivano bruciate, a testimonianza dell’attenzione già allora rivolta alla segretezza e alla libertà del voto».

L’esposizione è stata riproposta al pubblico su iniziativa dell’Amministrazione comunale e del Sinda-

co di Pignola. Il percorso espositivo accompagna il visitatore in un viaggio attraverso il Novecento, grazie a una ricca selezione di immagini e documenti che coprono un ampio arco temporale: «dagli anni Trenta fino ai primi anni Duemila. Un racconto che prende avvio dal 1946, anno dell’elezione di Colombo all’Assemblea Costituente, momento decisivo che segnò l’inizio della sua lunga e articolata carriera politica. Presentata per la prima volta in occasione delle celebrazioni del Centenario, la mostra si sviluppa lungo diversi filoni narrativi che restituiscono la complessità della figura di Emilio Colombo: il suo impegno per il Mezzogiorno, il contributo alla costruzione democratica del Paese e il ruolo svolto sulla scena internazionale ed europea. Fotografie, documenti, contributi testuali e materiali audiovisivi si intrecciano in un itinerario articolato in tre sezioni principali: “Lo spirito costituente”, “La Basilicata e il Mezzogiorno”, “La storia nazionale e internazionale”, con un focus conclusivo dedicato alla storia politico-amministrativa di Pignola».Nato a Potenza l'11 aprile 1920, dopo aver concluso il Liceo classico nella città natale Colombo si trasferì a Roma dove si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza. Da allora la sua carriera fu tutta un crescendo: fu eletto, 26enne, deputato all'Assemblea Costi-

tuente, nel 1948 ricoprì l'incarico di sottosegretario di Stato all'Agricoltura e foreste, si fece carico anche della legge per il risanamento dei Sassi di Matera che porta il suo nome; Fu ancora sottosegretario di Stato ai Lavori pubblici e Ministro del Commercio con l'Estero. Un intervallo tra i suoi incarichi governativi è rappresentato dall'elezione a Sindaco di Potenza nel 1952. Nel ‘59 fu nominato Ministro dell'Industria e Commercio e importante, in questi anni, sarà la sua azione a favore dell'industrializzazione del Mezzogiorno.

La sua permanenza più lunga in un dicastero fu, però, al Tesoro, fino al 1970. nello stesso anno fu nominato Presidente del Consiglio. Nel 1977 venne eletto Presidente del Parlamento Europeo, e

nel 2003 fu nominato Senatore a vita.Oggi da Pignola, il Sindaco descrive così la partecipazione ampia e convinta del pubblico alla mostra, «a conferma di quanto sia forte, nella nostra comunità, il bisogno di momenti di cultura, memoria e condivisione. Questa esposizione non rappresenta soltanto un omaggio a uno dei più autorevoli protagonisti della storia politica italiana ed europea del secondo dopoguerra, ma anche un’occasione per riflettere sui valori delle istituzioni, della responsabilità pubblica e della partecipazione democratica. Iniziative come questa rafforzano il legame tra istituzioni e comunità e contribuiscono a costruire una consapevolezza condivisa delle nostre radici e del nostro futuro».

E MANUELA CALABRESE

Intesa tra i Comuni e Eipli per sbloccare fondi e iter, intervento da quattro milioni per sicurezza e collegamenti

Lavori strada Rapone-San Fele Firmato l’accordo per le opere

RAPONE. I Comuni di Rapone e San Fele hanno approvato nei rispettivi Consigli comunali lo schema di accordo di programma con enti terzi, passaggio necessario per dare continuità alla delibera di Giunta regionale numero 209 del 17 aprile 2025. Il provvedimento ha consentito la candidatura congiunta dell’intervento di «adeguamento e messa in sicurezza della viabilità di collegamento dei centri abitati», con Rapone individuato come soggetto capofila.

Il progetto, presentato nell’ambito della manifestazione di interesse riservata ai Comuni lucani, è stato inserito tra i sette interventi finanziabili, ottenendo 73 punti e un importo complessivo pari a quattro milioni di euro. Un risultato che consente ora di entrare nella fase operativa, a partire dagli adempimenti amministrativi richiesti dalla Regione Basilicata.

La strada San Fele Rapone, realizzata nel 1964 con decreto ministeriale, è attualmente nella disponibilità dell’Eipli. Per procedere con l’assegnazione delle risorse e l’avvio dei lavori, la Regione ha chiesto al Comune capofila la trasmissione della convenzione approvata dai

Consigli comunali e dall’ente, entro il 3 marzo 2026, termine prorogabile fino al 2 aprile.Con la sottoscrizione dell’accordo, l’Eipli rilascia l’autorizzazione formale agli interventi previsti e manifesta la volontà di trasferire gratuitamente la proprietà della strada ai due Comuni, ciascuno per la porzione di competenza. Il passaggio, tuttavia, potrà avvenire solo dopo il collaudo tecnico amministrativo delle opere, realizzate secondo i parametri previsti per le strade provinciali.

A conclusione dei lavori potrà intervenire la Provincia di Potenza, che ha già espresso formalmente la disponibilità ad acquisire l’arteria, come attestato da una comunicazio-

ne del 16 giugno 2025 a firma del presidente Christian Giordano.L’infrastruttura è considerata strategica per il territorio: collega i due centri abitati ed è attraversata quotidianamente da numerosi veicoli, inclusi autobus turistici diretti alle cascate di San Fele, all’area camper di Rapone, all’ospedale di Pescopagano e all’osservatorio di Castelgrande.

Le comunità locali auspicano ora un’accelerazione dell’iter amministrativo per arrivare rapidamente alla definizione del progetto esecutivo, all’affidamento e all’avvio dei lavori, così da garantire maggiore sicurezza stradale e migliorare la qualità dei collegamenti per cittadini e visitatori.

CELEBRAZIONI NELLA SALA DEL TRONO A MELFI

Polizia penitenziaria,

cerimonia nel castello

MELFI. Si è svolta ieri, presso il Castello di Melfi, sede del Museo Archeologico Nazionale “Massimo Pallottino” la cerimonia istituzionale dedicata a rendere omaggio all’impegno quotidiano delle donne e degli uomini del Corpo della Polizia Penitenziaria, che operano con dedizione al servizio dello Stato e della collettività, contribuendo a garantire legalità, sicurezza e percorsi di rieducazione. La scelta della prestigiosa Sala del Trono ha conferito alla cerimonia un alto valore simbolico, inserendo l’evento in un contesto storico e culturale di grande rilievo, espressione dell’identità e della memoria del territorio. Alla presenza delle massime Autorità civili, militari e religiose, la celebrazione ha rafforzato il legame tra le Istituzioni e la comunità, sottolineando il ruolo fondamentale dei luoghi della Cultura quali punti di riferimento ed espressione dei territori.

All’Istituto Caselle raccolte oltre duemila bottiglie: iniziativa per sensibilizzare su acqua, riciclo e tutela degli ecosistemi

Rapolla, studenti protagonisti per l’ambiente

RAPOLLA. In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, l’Istituto comprensivo «Mons. A. Caselle» di Rapolla si è trasformato in un laboratorio di ecologia applicata, coinvolgendo attivamente gli alunni della scuola primaria in un’iniziativa concreta dedicata alla tutela dell’ambiente. L’attività è nata dalla collaborazione tra l’associazione Insieme per un Mondo Unito, il Leo Club Vulture e la sezione Cai di Melfi, con l’obiettivo di tradurre la sensibilità ambientale in azioni quotidiane. I bambini sono stati protagonisti di una vera e propria «missione di recupero», raccogliendo bottiglie di plastica vuote all’interno del plesso scolastico.L’iniziativa ha puntato a sensibilizzare le nuove generazioni sul tema dell’inquinamento delle acque e sul-

l’importanza del riciclo per la salvaguardia degli ecosistemi. I risultati hanno superato le aspettative: sono state raccolte oltre duemila bottiglie di plastica, segno di una partecipazione ampia e consapevole.Il materiale raccolto è stato consegnato alle associazioni partner, che provvederanno ad affidarlo a un’azienda specializzata nel riciclo, garantendo così una seconda vita alla plastica ed evitando la dispersione nell’ambiente.Per valorizzare l’impegno degli studenti è stata premiata la classe che ha raccolto il maggior numero di flaconi, ma il messaggio di sostenibilità ha coinvolto tutti i partecipanti. A ciascun alunno è stata donata una borraccia riutilizzabile, simbolo di un cambiamento concreto nelle abitudini quotidiane e di una riduzione dell’uso della pla-

stica monouso.Fondamentale il ruolo della scuola, che ha sostenuto l’iniziativa con convinzione. Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla dirigenza scolastica e alle insegnanti dell’istituto, riconosciute come figure centrali non solo per l’organizzazione, ma anche per la capacità di trasmettere

valori legati al rispetto dell’ambiente.L’esperienza di Rapolla conferma come il mondo della scuola possa rappresentare un presidio educativo strategico, capace di formare cittadini più consapevoli e responsabili, attraverso percorsi che uniscono conoscenza, partecipazione e azione concreta.

Alla presenza del CONI il riconoscimento e il taglio del nastro per ripercorrere una storia di amore e dedizione

“Officine del Corpo Galotta” inaugura lo spazio dedicato al fondatore Canio

Esistono luoghi che hanno una memoria, che sono intrisi di ricordi. Luoghi in cui ogni mattone, ogni arredo, è pensato e studiato per creare benessere, in questo caso benessere fisico, ma anche dell’animo. Ciò accade presso “Officine del corpo Galotta” di Potenza, il cui impegno, ormai da anni, è creare un luogo di comfort a tutto tondo. Domani, 29 marzo, la struttura compirà 10 anni e in questa data verrà inaugurata una nuova area dedicata a Canio Galotta, con una premiazione del CONI alla famiglia.

Alla vigilia dell’importante appuntamento, abbiamo incontrato Teo, il figlio che ci racconta questo viaggio decennale, fatto di impegno, sacrificio e anche soddisfazioni. «Ricordo era ottobre del 2015. Avevo già uno studio personal, che contava circa 30 clienti. Era nell’ex magazzino ricambi dell’officina della mia famiglia. Il giorno del mio compleanno presentai il progetto ai miei clienti e feci una piccola festa. Era un giorno speciale nel momento più brutto della mia vita».

UN PROGETTO CHE

NASCE DALL’AMORE DI UN PADRE

Una storia non semplice da raccontare ci dice Teo, perché il padre, «Mastro Canio, ha forgiato me nel lavoro dell’officina facendomi diventare un tecnico Bosch di primo livello. Di pari passo coltivavo la passione del bodybuilder, facendo gare e divenendo un atleta professionista e poi specializzandomi nella compravendita delle attrezzature da palestra». Nel marzo del 2015 però, la

vita della famiglia Galotta prende una strada inaspettata e che cambierà purtroppo il corso delle loro vite: «Scoprimmo il male che portò via papà. Ricordo ogni istante della sua malattia e le sue parole dette a mio zio, di nascosto da me, quando capì che non avrebbe avuto più tempo da vivere: “Giovanni, con Teo ho sbagliato tutto. Mi sono sempre opposto alla sua vera indole, doveva realizzarsi nel mondo sportivo” furono le sue parole. Non gli ho mai saputo dire quanto ero fiero del lavoro in officina – racconta Teoe quanto gli sono grato di tutte le litigate e dei confronti avuti con lui. Nasce così, dal dolore e dall’amore, il progetto del club: era la sua volontà per me che diventava realtà».

«L’INAUGURAZIONE

DELLA NUOVA AREA

RICORDA LUI, MA

ANCHE CHI SONO IO»

Quel rapporto padre figlio, che è fisiologicamente fatto di amore e contrasti, si è poi idealizzato in un desiderio e concretizzato in questo luogo di sport e di passione. E domani «il taglio del nastro nell’area che ricorderà per sempre, non solo lui, ma da dove provengo, chi sono, e perché ogni giorno lavoro così duramente. Non è un traguardo o un punto d’arrivo, ma un tassello di questa vita che tra alti e bassi, ci ricorda sempre da dove veniamo, la vera forza che vive dentro di noi e che ci sprona ad andare avanti, sempre».

Questa palestra fatta d’impegno, volontà e sacrificio ha reso possibile costruire una realtà solida, che dà lavoro e permette di investire e restare in Basilicata, diventando, nel suo ambito, un

simbolo sul territorio. «Ai ragazzi dico fate la gavetta, studiate, credete in voi stessi, rischiate e impegnate il vostro tempo nell’essere la forma migliore di voi. Solo così avrete una vita centrata e di successo e riuscirete a realizzare i vostri progetti. Camminate insieme alle persone che amate, fate squadra con chi vi vuo-

le bene e se cadete, chiedete scusa e rialzatevi, perché la vita è meravigliosa e va vissuta a pieno».

«AVREMO 15 MACCHINARI RARI E UNICI NEL LORO GENERE, COME SOLO LUI ERA»

Questa storia che permea ogni fibra delle “Officine del corpo Galotta”, è divenuta l’animo del luogo, che ha dato vita nel tempo ad una realtà consolidata, «la palestra parte con una dimensione di circa 380 mq su due livelli -racconta ancora Teo, con l’enfasi e una luce negli occhi propria di chi ama ciò che vede- Al piano inferiore vi erano la reception, gli spogliatoi femminili, una piccola zona cardio e una sala corsi e al piano superiore, la zona sala pesi e i macchinari, con gli spogliatoi maschili.

Negli anni la struttura si è completamente trasformata, fino ad arrivare oggi a rico-

prire una superficie di 1260 mq, con al primo piano reception, spogliatoi maschili e femminili, 2 sale corsi e una zona dedicata all’allenamento gambe e al piano superiore la zona cardio, la sala pilates e ginnastica leggera e una sala pesi di circa 580 mq, che oggi diviene un riferimento in Italia per le attrezzature che ospita, pezzi molto rari e provenienti da tutto il mondo. La mia continua ricerca in tale ambito ha fatto sì che il club oggi sia un riferimento italiano per servizi e attrezzature e riceve visite dall’intero territorio italiano -e concludeOggi la palestra in primis offre un luogo calmo, sereno, un ambiente elegante e unico, una professionalità elevata e la nuova zona dedicata a Mastro Canio, ospiterà nel trend della struttura circa 15 macchinari davvero molto rari e unici nel loro genere. Unico come solo lui era».

DI EMANUELA CALABRESE

Augusto Toto chiede chiarimenti al sindaco su scadenze, proroghe e tempi per il nuovo quadro normativo per i Rioni

Sassi, nodo sub concessioni: «Manca ancora regolamento»

MATERA. Il consigliere comunale Augusto Toto ha presentato un’interrogazione al sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, per conoscere lo stato dell’arte del nuovo “Regolamento per l’assegnazione in sub-concessione di immobili ed aree di proprietà dello Stato nei Rioni Sassi” e la gestione delle concessioni scadute o in scadenza.Il quadro normativo di riferimento affonda le sue radici nella legge 771 del 1986, che ha introdotto norme speciali per la conservazione e il recupero dei Rioni Sassi, affidando al Comune la definizione degli interventi attraverso programmi biennali corredati dalle relative risorse finanziarie. In attuazione di tale impianto, tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta sono stati approvati i primi programmi operativi e i regolamenti attuativi, che hanno disciplinato in modo puntuale criteri, modalità e condizioni per l’assegnazione degli immobili pubblici e per l’erogazione dei contributi.Le convenzioni sottoscritte con i sub concessionari prevedono una durata di trent’anni, rinnovabile per un periodo analogo, nel rispetto dei limiti temporali della concessione origi-

naria degli immobili dallo

Stato al Comune. Tuttavia, dagli atti d’ufficio è emerso come numerose concessioni risultino già scadute o prossime alla scadenza, determinando una situazione di incertezza gestionale.Per far fronte a questa fase transitoria, nel maggio 2025 il commissario prefettizio, con i poteri del Consiglio, ha disposto un rinnovo temporaneo delle concessioni, da attivare mediante la sottoscrizione di un’appendice alle convenzioni originarie. Tale proroga è valida fino all’approvazione del nuovo regolamento e comunque non oltre il 30 giugno 2026, prevedendo il rispetto degli obblighi già assunti e l’aggiornamento dei canoni concessori secondo gli indici Istat.Una scadenza ormai prossima che, secondo Toto, espone i sub concessionari a una condizione

di incertezza giuridica ed economica, con il rischio concreto di vuoti normativi capaci di incidere negativamente sulla continuità delle attività e sulla tutela del patrimonio pubblico dei Sassi.Con l’interrogazione, il consigliere chiede di chiarire i motivi tecnico politici del ritardo nella definizione del nuovo regolamento e del relativo schema di convenzione, di fornire il numero esatto delle concessioni scadute e di quelle in scadenza entro il 31 dicembre 2026, nonché di indicare quanti operatori abbiano aderito al rinnovo temporaneo.Infine, viene sollecitata una presa di posizione sull’eventuale rispetto del termine del 30 giugno o sull’adozione di ulteriori misure ponte, necessarie a evitare la decadenza dei titoli e a garantire stabilità e continuità alle attività presenti nei Rioni Sassi.

IL PROGETTO “PRETENDIAMO LEGALITÀ”

Gli studenti di 13 scuole a lezione con la Polizia

MATERA. Si è conclusa con successo la prima fase del progetto “PretenDiamo Legalità”, giunto alla nona edizione e promosso dalla Polizia di Stato in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito. L’iniziativa è rivolta agli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado.A partire da febbraio, funzionari e personale specializzato della Polizia di Stato hanno incontrato gli studenti nelle aule degli istituti coinvolti, con l’obiettivo di promuovere la cultura della legalità e favorire una partecipazione consapevole alla vita della comunità, nel rispetto delle regole.Nella provincia di Matera hanno aderito tredici scuole, di cui sei nel capoluogo, coinvolgendo centinaia di bambini e ragazzi. Durante gli incontri sono stati affrontati temi di grande attualità, tra cui sicurezza online, cyberbullismo, uso dell’Intelligenza Artificiale, violenza di genere e sicurezza stradale e ferroviaria.Il progetto entra ora nella fase creativa: gli studenti saranno chiamati a realizzare elaborati ispirati anche alle indagini del Commissario Mascherpa. I lavori saranno valutati da una commissione presieduta dal questore Della Cioppa, con premiazione finale in Questura e accesso alla selezione nazionale.

Domani incontro promosso da Basilicata Casa Comune: focus su spopolamento, servizi e opportunità per i giovani

Borghi, a Montescaglioso confronto sul futuro lucano

MONTESCAGLIOSO. Domani, alle ore 18.00, presso la Sala del Capitolo dell’Abbazia di San Michele Arcangelo a Montescaglioso, Basilicata Casa Comune promuove l’iniziativa dal titolo “Vivere nei borghi. Di cosa abbiamo realmente bisogno per restare in Basilicata?”.

Un momento di confronto pubblico dedicato a uno dei temi più rilevanti per il futuro della regione: contrastare lo spopolamento e creare le condizioni per consentire ai lucani, in particolare ai giovani, di restare, tornare e costruire il proprio futuro nei territori. L’iniziativa nasce dal lavoro di radicamento territoriale e partecipazione promosso dal coordinamento cittadino di Basilicata Casa Comune di Montescaglioso, guidato da Giacomo Leccese, con

il coinvolgimento attivo di amministratori locali e di realtà associative e civiche del territorio. Ad aprire i lavori sarà Giacomo Leccese, coordinatore cittadino BCC. Interverranno Michele Vivilecchia, fondatore del gruppo “I Ritornati”, Lidia Contuzzi dell’associazione “Esperanto”, Lucrezia Lacanfora, presidente “Giovani e Futuro” Regione Basilicata, Luciano Balsebre, docente, e Maria Primavera, consigliera comunale e Domenico Schiavo, Capogruppo BCC del Consiglio Comunale e Provinciale di Matera. Le conclusioni saranno affidate al Vice Presidente del Consiglio regionale Angelo Chiorazzo e al Capogruppo BCC Gianni Vizziello. “Vivere nei borghi - sottolineano da Basilicata Casa Comune - significa affrontare in maniera con-

creta e strutturale questioni fondamentali come lavoro, servizi, sanità territoriale, mobilità e opportunità per i giovani. Non bastano annunci o misure episodiche: serve una visione complessiva e una programmazione capace di mettere al centro i bisogni reali delle comunità”. L’iniziativa rappresenta anche un passaggio importante per rafforzare un percorso progettuale e programmatico a livello locale, fondato sull’ascolto, sul coinvolgimento e sulla costruzione condivisa di proposte.

Un progetto di cittadinanza attiva che ha trasformato gli studenti in “gocce” per raccontare la Città dei Sassi

“Le vie dell’Acqua”, gli alunni materani all’insegna della cultura e sostenibilità

Negli scorsi mesi, la comunità scolastica materana ha vissuto un’esperienza di profonda crescita civile e culturale. Le classi I e II B a Tempo Prolungato della Scuola Secondaria di primo grado “N. Festa” hanno abbracciato con entusiasmo il progetto “Le Vie dell’Acqua”, promosso dall’Inner Wheel Club di Matera. L’evento finale del Progetto ha avuto luogo ieri, presso la sede della Lega Navale, sezione di Matera in Via Fiorentini.

Non si è trattato solo di una lezione fuori dalle mura scolastiche, ma di un vero e proprio esercizio di cittadinanza attiva che ha trasformato la Città di Matera in un’immensa aula a cielo aperto e gli studenti in portavoce del patrimonio storico, artistico e culturale della Città che quest’anno è Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo. Il percorso ha permesso ai nostri studenti di immergersi in un’analisi multidisciplinare senza precedenti. At-

traverso lo studio dei sistemi di gestione idrica, i ragazzi hanno riscoperto la memoria storica e l’ingegno ingegneristico che accomuna il bacino del Mediterraneo. Nello specifico, aspetto storico-geografico: gli alunni hanno ripercorso l’evoluzione delle civiltà, dalle grotte materane ai terrazzamenti greci, fino agli acquedotti romani e ai qanat arabi, comprendendo come l’acqua sia da sempre il filo conduttore che unisce popoli e culture diverse; aspetto scientifico e architettonico: i ragazzi hanno analizzato gli antichi sistemi di raccolta e canalizzazione delle acque negli antichi quartieri dei Sassi, comprendendo la loro straordinaria attualità in un’epoca segnata dai cambiamenti climatici e dalla necessità di una gestione idrica sostenibile. L’obiettivo educativo centrale è stato quello di for-

mare cittadini consapevoli. Gli studenti non sono stati spettatori passivi, ma hanno interpretato il sapere antico per immaginare scuole più sostenibili. Questo passaggio dalla teoria alla progettualità ha rappresentato il cuore del modulo di Educazione Civica, stimolando in loro la visione di un futuro in cui la risorsa acqua sia protetta e valorizzata. Il culmine di questo viaggio è stato la creazione del podcast “Sii Goccia - Libera la Goccia che è in Te!”. In

questo lavoro creativo, Matera stessa ha preso voce per raccontare la saggezza dei suoi abitanti. L’aspetto formativo più originale è stato senz’altro la sonorizzazione: i ragazzi hanno esplorato il linguaggio musicale non convenzionale, utilizzando body percussion, materiali di riciclo e strumenti classici per ricreare i suoni della natura. Si sono trasformati essi stessi in “gocce”, dando vita a un paesaggio sonoro che ha accompagnato la narrazione.

Il Direttore Catenazzo: «Internazionalizzazione come priorità strategica per i nostri studenti»

Il Conservatorio Duni di Matera protagonista in Europa: al via masterclass di formazione in Spagna e in Austria

Il Conservatorio Statale di Musica “Egidio Romualdo Duni” di Matera si conferma protagonista nel panorama europeo della formazione musicale grazie al costante e qualificato lavoro del proprio Ufficio Erasmus, coordinato dalla prof.ssa Loredana Paolicelli. Il 2026 si è aperto con una significativa intensificazione delle attività di mobilità internazionale, sia in uscita (outgoing) che in entrata (incoming), attraverso la partecipazione a numerosi Blended Intensive Programmes (BIP) e progetti di cooperazione con istituzioni di alto profilo in Spagna, Austria, Albania e altri Paesi europei. Nel mese di febbraio, il Conservatorio di Matera ha preso parte al BIP dedicato agli strumenti ad arco organizzato dal Conservatorio Superiore di Musica di Castellón de la Plana. A seguito di una selezione interna, gli studenti Grazia Pierro, Vito Coelho, Francesco Malvasi e Alessandro Paolicelli hanno vissuto un’intensa esperienza formativa, partecipando a masterclass internazionali e concerti con importanti interpreti del panorama europeo. Marzo ha visto l’avvio di ulteriori attività di rilievo. Presso la Private Haydn University di Eisenstadt, in

Austria, si è svolto un BIP incentrato sulla musica vocale e strumentale di Joseph Haydn, con particolare riferimento allo Stabat Mater e al Salve Regina. Gli studenti Davide Oliveri e Pietro Fiscini hanno preso parte all’orchestra, mentre Emanuele De Santis e i docenti Anna Scammacca e Luigi Leo hanno contribuito alle attività corali. Il progetto ha coniugato approfondimento storico-musicologico e pratica esecutiva, offrendo un’esperienza formativa completa. Sempre nell’ambito delle mobilità outgoing, sono attualmente impegnati in Spagna, presso il Real Conservatorio Superior de Música di Granada, set-

te studenti del Conservatorio materano - Mattia Di Marco, Andrea Capolupo, Domenico Zingariello, Claudia Crocco, Ester Giannelli, Sandro Vallinoto e Carmen Zaccaria - coinvolti in un progetto BIP dedicato al pianoforte e ad altri strumenti. L’iniziativa, nata da un invito rivolto al docente Alessandro Vena, ha coinvolto un gruppo eterogeneo di allievi provenienti da diversi dipartimenti, a testimonianza della forte integrazione interdisciplinare promossa dall’istituto. Lo stesso Maestro Vena sarà inoltre impegnato ad aprile in una mobilità di teaching presso il Conservatorio Superiore di Musica di Mala-

ga. Di particolare rilievo anche la recente mobilità di insegnamento del M° Leonardo Gramegna presso la Escuela Superior de Música de Madrid, conclusasi con grande successo, così come la prevista partecipazione della prof.ssa Loredana Paolicelli a un progetto di musica da camera presso l’Università Metropolia di Helsinki.«L’attività Erasmus rappresenta oggi uno degli assi portanti della crescita del nostro Conservatorio – ha dichiarato la prof.ssa Loredana Paolicelli, coordinatrice Erasmus e Internazionalizzazione – poiché non si tratta soltanto di mobilità, ma di un vero processo di apertura culturale e artistica, che consente ai nostri studenti e docenti di confrontarsi con realtà europee di alto livello, arricchendo profondamente il loro percorso formativo».«L’internazionalizzazione è una priorità strategica - ha aggiunto il Direttore, Carmine Antonio Catenazzo - per il Conservatorio di Matera. Attraverso il lavoro quotidiano dell’Ufficio Erasmus, il nostro istituto si inserisce sempre più in una rete europea di eccellenza, offrendo ai propri studenti opportunità concrete di crescita artistica e professionale in un contesto internazionale».

Nonostante il maltempo, a Tursi due giornate di cultura e partecipazione con gli “Apprendisti Ciceroni” dell’ITSET “M. Capitolo”

Studenti alla Rabatana: successo per le Giornate FAI di Primavera

Nonostante l’inclemenza del tempo, la bellezza della Rabatana di Tursi ha continuato a splendere nelle giornate del 21 e 22 marzo 2026, in occasione delle Giornate FAI di Primavera.Protagonisti dell’iniziativa sono stati gli studenti delle classi VA AFM, VA TUR e IVA CAT dell’ITSET «M. Capitolo», plesso dell’I.I.S. «PolicoroTursi», che hanno vestito con competenza e passione i panni di «Apprendisti Ciceroni».Il progetto ha preso avvio lo scorso 13 marzo con un sopralluogo tecnico guidato dai docenti Leonardo Viggiani e Teresa Crispino, insieme ai volontari del FAI. Un momento fondamentale di preparazione che ha consentito agli studenti di studiare direttamente sul campo ogni dettaglio del percorso «La Via della Spiritualità Mediterranea», sviluppando competenze comunicative e relazionali utili ad accompagnare i visitatori e valorizzare il patrimonio culturale locale.Durante le due giornate, i visitatori sono stati accolti lungo un itinerario ricco di storia e suggestione: dalla Chiesa di Santa Maria Maggiore alla Chiesa di San Filippo, passando per le chiese gentilizie, la Cattedrale Santa Maria Annunziata e la Casa etnografica rabatanese. Gli studenti non si sono limitati a illustrare dati sto-

rici, ma hanno raccontato l’anima del quartiere arabo, trasmettendo un forte legame con le radici del territorio.Numerosi i visitatori giunti anche da fuori regione, in particolare da Puglia e Calabria, oltre che dalle province di Potenza e Matera. Un’affluenza che conferma l’attrattività del patrimonio tursitano e la qualità dell’accoglienza offerta, supportata anche dalla logistica garantita dall’Azienda Bus e Servizi turistici Rabite.Oltre al patrimonio artistico, i partecipanti hanno potuto ammirare il paesaggio dei calanchi, formazioni geologiche di grande valore naturalistico che caratterizzano il territorio. Le spiegazioni dettagliate fornite dagli studenti, unite alla loro capacità di interazione con il pubblico, hanno riscosso ampi consensi.Molti visitatori hanno espresso apprezzamento per l’impegno e la preparazione dei ragazzi, sottolineando il valore educativo di iniziative che coniugano formazione e valorizzazione del patrimonio culturale.Soddisfazione è stata espressa anche dalla dirigente scolastica Maria Carmela Stigliano: «Questa esperienza rappresenta un esempio altissimo di didattica attiva. Partecipare alle Giornate FAI non è solo un esercizio di public speaking, ma un atto di cittadinanza consapevole. Vedere i nostri

alunni appropriarsi della storia locale e saperla restituire alla collettività dimostra il ruolo centrale della scuola nella valorizzazione del bene comune. La valenza formativa di questo percorso risiede proprio nel passaggio dai banchi alla realtà, trasformando la conoscenza in competenza e amore per le proprie radici».Gli studenti tornano così in aula con una nuova consapevolezza del proprio potenziale, dimostrando come entusiasmo e preparazione possano superare anche le difficoltà legate al maltempo.

Dalla formazione a Roma sino alla partecipazione a più stagioni nella fiction: un talentuoso successo in ascesa

La lucana Elenka Briglia conquista il grande schermo con Imma Tataranni

La giovane artista Elenka Biglia parte dalla Val d’Agri con un sogno, quello di fare l’attrice. Poi il viaggio a Roma, la formazione continua, ed ora da tre anni è in prima serata nella fiction di successo “Imma Tataranni”. Già dal primo provino il regista Amato aveva visto in lei del talento, colpito fin da subito dalle sue qualità artistiche e dalla sua naturale presenza scenica. Oggi l’attrice è arrivata alla sua terza esperienza all’interno del progetto, confermando un percorso che va avanti ormai da anni. Prende parte alla fiction “Imma Tataranni”, dove interpreta il ruolo di usciere della procura. Un’esperienza importante che la vede tra le attrici lucane coinvolte nella produzione, contribuendo a rappresentare il territorio anche sul piccolo schermo. Nel corso del tempo, Elenka ha costruito una solida formazione a Roma, dove ha studiato e seguito lezioni con diversi professionisti del settore. Tra questi anche Mario Pizzuti, acting

coach per attori, che ha contribuito alla sua crescita artistica. Ha inoltre frequentato l’Accademia Studio M, una scuola di formazione artistica con sede a Roma, dedicata soprattutto alla recitazione per cinema, teatro e televisione. Attualmente vive nella capitale, pur mantenendo forti le sue radici lu-

cane. Il suo percorso nella fiction si è sviluppato nel tempo: dopo aver preso parte alla terza e quarta stagione, è oggi presente anche nella quinta. Un dettaglio curioso riguarda il suo vero nome, Elenka. Proprio questo nome ha colpito il regista, che ha deciso di mantenerlo anche nella fiction, rendendolo

parte integrante del personaggio. La sua spontaneità e autenticità le hanno permesso di ottenere grande visibilità: il regista l’ha infatti inserita con soddisfazione in numerosi trailer promozionali, trasmessi sia su Rai 1 che su Rai 3, contribuendo a far emergere sempre di più il suo talento.

Con la voce di Rosa Gialdino un omaggio a un personaggio dimenticato troppo presto

Giornata Mondiale della Poesia: a Policoro una lirica in ricordo del mitico Ciccilluzzè

La Giornata Mondiale della Poesia, istituita dall’UNESCO, nei giorni scorsi è passata sottotono un po’ in tutta la Basilicata. Eppure, proprio in momenti storici convulsi come quello che stiamo attraversando, la poesia potrebbe rappresentare un momento di riflessione, di consapevolezza, di avvicinamento ai valori essenziali della vita. A Policoro, è stata celebrata dal Presidio del Libro Magna Grecia che, nato nel 2007, fa parte del più ampio network culturale dei “Presìdi del Libro”, nato a Bari nel 2002, grazie all’iniziativa dell’editore Giuseppe Laterza. I Presìdi si dedicano alla promozione della lettura e dei libri attraverso una varietà di attività come gruppi di lettura, incontri con autori, presentazioni, serate tematiche e premi letterari. La sede di Policoro, da sempre attiva, ha organizzato numerosi eventi e manifestazioni, collaborando con enti, istituzioni

scolastiche e altre associazioni per diffondere la cultura del libro e della lettura nel territorio. Nel corso della serata, ha particolarmente colpito la poesia declamata dalla stessa autrice, Rosa Gialdino di Tursi, in dialetto tursitano e dedicata a “Ciccilluzzë”. Ma chi era costui? Tursitano di nascita, la sua esistenza non è passata inosservata in tutti i paesi dell’area metapontina. Magro,

molto basso, con un berretto in testa e un borsello sempre a tracollo, un omino insomma, ovunque arrivasse, davanti ad una scuola o in una piazza, in una spiaggia o all’ombra in un lido a mare, immediatamente intorno a lui si formava un capannello di gente che sapeva intratteneva con la sua vocina infantile e l’arguzia di un adulto. Era amato a benvoluto da tutti e portava, a dispetto delle sue

condizioni fisiche, una ventata di allegria e voglia di vivere. Era una lezione di vita per coloro che hanno tutto, o quasi, e non perdono occasione per lagnarsi alla prima difficoltà esistenziale. “Ciccilluzzë” se n’è andato nel 2007, all’età di 59 anni. Rosa Gialdino, con i suoi versi, ha saputo cogliere questi aspetti dell’esistenza di un vero e proprio personaggio che è stato forse troppo presto di-

menticato. Lei non è nuova alla pratica della poesia con cui si cimenta da diverso tempo con risultati lusinghieri. Il dialetto tursitano ha delle sonorità che favoriscono la forma di espressione poetica ed è piacevole da ascoltare. Impossibile solo immaginare una poesia, ad esempio in dialetto pisticcese o montalbanese. Rosa Gialdino ha degli illustri poeti che l’hanno preceduta. Impossibile non citare, ad esempio, Albino Pierro che ha vissuto a Roma, ma ha composto versi in tursitano ed è stato candidato al Nobel. La sua casa nel quartiere arabo, la Rabatana, è diventata un luogo di promozione culturale ed ospita il Parco Letterario a lui dedicato con Presidente Franco Ottomano. Dispone di un terrazzo da dove si gode di un panorama mozzafiato e su cui d’estate vengono presentati i libri o si svolgono altri eventi culturali.

VINCENZO MAIDA

Lo spettacolo è in programma questa sera, alle ore 21:00, con l’amatissimo attore catanese Enrico Guarnieri

Il Berretto a sonagli di Pirandello in scena al Cineteatro Don Bosco

Nuovo appuntamento per la Sartoria Teatrale del Cineteatro Don Bosco di Potenza:questa sera, alle ore 21:00, Guglielmo Ferro dirige Enrico Guarnieri ne “Il Berretto a Sonagli” di Luigi Pirandello. Al fianco dell’amatissimo attore catanese ci saranno Nadia De Luca, nel ruolo di Beatrice, Alessandra Costanzo, Roberto D’Alessandro, Emanuela Muni, Liborio Natali, Nuccia Mazzarà e Ramona Polizzi. Una commedia “tragica”, ironica e grottesca.

“Il Berretto a sonagli” si conferma un’opera di straordinaria attualità, capace di indagare con lucidità i conflitti interiori dell’uomo e le contraddizioni della società, restituendo al pubblico tutta la forza e la profondità del teatro di Luigi Pirandello. Fulcro dell’opera è la figura di Ciampa, interpretato da Guarnie-

ri: un uomo complesso, profondamente legato alla reputazione e alle apparenze. La commedia ruota, infatti, attorno al conflitto tra essere e apparire, tema centrale della poetica pirandelliana. Nel contesto siciliano, Ciampa è insieme vittima e complice di una mentalità fondata su tradizione e onore. Emblematica è la sua teoria delle tre “corde” dell’animo umano: la corda seria, legata alla razionalità, la corda civile, che regola la convivenza sociale, e la corda pazza, dimensione irrazionale che emerge quando le convenzioni diventano insostenibili. Attraverso Ciampa, Pirandello riflette sulla crisi dell’identità e sul divario tra autenticità e rappresentazione sociale. La tradizione dei pupi siciliani diventa metafora di una società in cui gli individui, come marionette, sono guidati da regole e aspettative im-

poste. Ne deriva il tema della maschera: ogni individuo è costretto a interpretare un ruolo, sacrificando il proprio io autentico per adattarsi allo sguardo degli altri. Le figure femminili, come Beatrice, incarnano tensioni profonde tra verità e convenzione. Moglie tradita in cerca di giustizia, è al tempo stesso vittima di un sistema che impone silenzio e sottomissione. In Pirandello, la donna diventa spesso elemento destabilizzante: portatrice di una verità emotiva che mette in crisi l’equilibrio costruito sulle apparenze. La Sartoria Teatrale è organizzata dei gestori del cineteatro don Bosco di Potenza - Metropolis srls - in collaborazione con il gruppo Opera e con il patrocinio del Comune di Potenza. Prossimo appuntamento sabato 11 aprile con Enzo Iacchetti in Buongiorno Ministro.

Montescaglioso: La Settimana Santa tra Tradizione, Spiritualità e Comunità

Montescaglioso vive la Settimana Santa con una tradizione religiosa e culturale che si rinnova ogni anno, mantenendo intatto il legame con il passato. La notte di Carnevale segna l'inizio della Quaresima, con il suono di quaranta rintocchi di campana e l'esposizione di sette pupazze nere e una bianca, ognuna delle quali rappresenta una settimana di penitenza. La più grande simboleggia la prima settimana, mentre l'ultima pupazza bianca segna l'arrivo della Pasqua. Questo rito rappresenta il passaggio simbolico dalla festa alla riflessione, dando avvio a un periodo di preparazione spirituale.Il Giovedì Santo è il momento della visita ai "Sepolcri", con altari decorati e l’ostia esposta in teche dorate, simbolo di vita e rinnovamento. La serata prosegue con la distribuzione del pane, simbolo dell'Ultima Cena. Il Venerdì Santo, invece, è il giorno della suggestiva Processione dei Misteri. Le statue della Passione, tra cui quella della Madonna Addolorata, Gesù Crocifisso e la Pietà, vengono portate a spalla dai confratelli attraverso

le strade del paese. Il corteo si ferma nelle chiese di Santa Lucia e della Chiesa Madre, dove le statue vengono esposte a venerazione. Il suono della "trozzola" accompagna il cammino, sostituendo il suono delle campane, e ogni pas-

so dei devoti diventa una testimonianza di fede e di tradizione che si perpetua nel tempo.Le confraternite storiche di Montescaglioso, come la Confraternita del Purgatorio, la Confraternita di Maria SS. Addolorata e la Confraternita del Santissimo Sacra-

mento, sono protagoniste di questi riti, che celebrano la fede e rappresentano un elemento centrale dell’identità culturale del paese. I loro membri, con abiti tradizionali, guidano i fedeli nei momenti più solenni, mantenendo viva una tradizione che si tramanda da generazioni. Queste celebrazioni esprimono un legame profondo con la fede e con la storia di Montescaglioso. Ogni rito, come la benedizione dei rami di ulivo nella Domenica delle Palme o la celebrazione del Giovedì Santo, celebra l'identità religiosa e comunitaria del paese. La Settimana Santa rappresenta per Montescaglioso un momento di profonda unione, un’occasione per riscoprire le radici della fede e dell’appartenenza.A chiudere questo intenso percorso religioso, il Sabato Santo porta con sé il rito della "caduta dei Giudei", che simula il terremoto della resurrezione e sancisce l’attesa della gioia pasquale. Un intero paese si raccoglie nei luoghi di culto, dove la spiritualità popolare e la bellezza delle tradizioni si intrecciano, creando un'atmosfera unica che avvolge Montescaglioso.

Il Giovedì Santo e la visita ai "Sepolcri", mentre il Venerdì Santo si anima con la tradizionale Processione dei Misteri

LA RUBRICA DI CRONACHE

Appunti di realtà 28 marzo Standby esistenziale silenzioso

DI FABRIZIO QUARATINO

C’è una frase che oggi domina più di qualsiasi crisi economica, più di qualsiasi cambiamento climatico, più di qualsiasi algoritmo: “Sto bene così.” La ripetiamo come un mantra moderno. La usiamo per giustificare, per rimandare, per non guardarci dentro. “Sto bene così” è diventata la forma più elegante di resa. Perché diciamoci la verità, quella scomoda, quella che non fa like: se stessimo davvero bene, non avremmo bisogno di dirlo così spesso. Non avremmo bisogno di convincere gli altri. E soprattutto, non avremmo bisogno di convincere noi stessi. Viviamo nell’epoca della connessione totale. Siamo sempre online, sempre aggiornati, sempre informati. Ma quando si tratta di guardarci davvero, continuiamo a non essere raggiungibili. Scrolliamo vite perfette mentre la nostra resta in sospeso. Consumiamo contenuti motivazionali come fossero snack, salvo poi tornare esattamente dove eravamo prima. È qui che si nasconde il grande inganno del nostro tempo: credere che essere stimolati equivalga a cambiare.

raggio. E allora ecco la metafora che nessuno vuole ammettere:

VIVIAMO IN MODALITÀ STANDBY.

Come un dispositivo acceso, ma inutilizzato. Consuma energia, resta caldo, dà l’illusione di essere attivo… ma non sta andando da nessuna parte. E qui arriva il punto che brucia davvero: non sei stanco della vita che fai. Sei stanco della vita che rimandi. E no, non è colpa del mondo. Non è colpa dei social. Non è colpa del sistema. Perché mentre tutto accelera, c’è una cosa che resta ferma: la tua decisione di agire. Aspettiamo condizioni perfette che non arriveranno mai. Aspettiamo di sentirci pronti, quando la verità è che la prontezza non è una condizione, è una scelta. E allora ci adattiamo. Ci raccontiamo che “va bene così”. Che “non è il momento”. Che “tanto fanno tutti uguale”.

SPOILER

NUMERO DUE: “TUTTI UGUALE” È ESATTAMENTE IL PROBLEMA.

SPOILER: NON È COSÌ. Siamo diventati bravissimi a sentirci in movimento… senza muoverci davvero. Ci basta l’illusione, perché la verità richiede co-

C’è una forma di autoinganno molto raffinata oggi: migliorarsi senza cambiare davvero. Seguire cento contenuti, salvare frasi, fare riflessioni profonde… ma senza mai compiere quel gesto concreto che sposta la linea della propria vita. È come avere una mappa dettagliata… e restare fermi. La ve-

Matera tra cultura e politica:

Sarà un parterre d’eccezione quello che parteciperà sabato 28 marzo, alle 17.30, al MH Hotel Matera di Venusio, alla presentazione del nuovo libro di Vincenzo Santochirico «Le passioni di un decennio. Politica e cultura a Matera».Ad aprire

l’incontro saranno i saluti istituzionali dei vertici degli enti locali e regionali. È prevista, infatti, la presenza del presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, del presidente della Provincia di Matera Francesco Mancini e del sindaco di Matera Antonio Nicoletti.Il volume ripercorre il decennio 2015-2025, un periodo particolarmente intenso per la città dei Sassi, segnato da profondi cambiamenti politici e da importanti riconoscimenti culturali. Tra questi spicca il titolo di Capitale Europea della Cultura 2019, risultato di un percorso ampio e partecipato che ha rafforzato la visibilità internazionale di Matera e favorito una significativa cre-

rità, quella inattaccabile, è semplice: ogni vita cambia nel momento esatto in cui una persona smette di cercare alibi e inizia a prendere posizione. Non domani. Non quando “andrà meglio”. Adesso. Adesso, anche se non è perfetto. Adesso, anche se hai paura. Adesso, anche se non ti senti pronto. Perché ogni rinvio è una scelta. Ogni scusa è una direzione. Ogni “sto bene così” è un piccolo tradimento di ciò che potresti essere. E attenzione: non si tratta di stravolgere tutto in una notte. Non serve diventare qualcun altro. Serve diventare finalmente se stessi, senza sconti. Con disciplina. Con coerenza. Con quella forza silenziosa che non ha bisogno di essere esibita, ma che cambia tutto. Il mondo non ha bisogno di altre persone in standby. Ha bisogno di persone che decidono di accendersi davvero. E sì, fa paura. Fa paura perché cambiare significa perdere qualcosa: abitudini,

certezze, identità comode. Ma sai cos’è più pericoloso della paura? RESTARE IN STANDBY

TUTTA LA VITA. Spegnersi lentamente, senza mai essersi davvero accesi. Quindi la domanda non è più: “Sto bene così?” La vera domanda è: “Sto vivendo o sto solo restando acceso?” Se la risposta è anche solo un millimetro sotto il “sì”, allora c’è qualcosa da fare. Non da pensare. Non da analizzare. Da fare. Adesso. Perché il cambiamento non premia chi capisce di più. Premia chi agisce, anche quando trema. E forse è proprio questo il punto che oggi va detto, senza filtri: non è più il tempo di migliorarsi lenta- mente. È il tempo di uscire dalla modalità standby. O con la versione comoda di te stesso. O con quella vera. Il resto… sono solo vite lasciate in pausa, con la batteria che si consuma mentre fai finta di essere acceso.

un decennio raccontato da Santochirico

scita turistica. Un percorso che conduce fino al 2026, anno in cui la città assume il ruolo di Capitale Mediterranea della cultura e del dialogo.In questo contesto di sviluppo, l’autore ha collaborato con istituzioni e realtà culturali di rilievo. Le testimonianze saranno affidate a Elisabetta Sgarbi, direttrice della casa editrice La nave di Teseo, al regista Roland Sejko di Cinecittà, al professor Giancarlo Chielli, già direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Bari, e all’attore lucano Dino Paradiso.Non solo cultura. Il libro mette in luce anche il ruolo di Matera come laboratorio politico, caratterizzato da nuove forme di civismo, dalla crisi della centralità

del Partito Democratico e da tentativi di ridefinizione degli equilibri nel centrosinistra. Tra risultati elettorali sorprendenti e assetti in continua evoluzione, emerge una politica spesso incapace di ricomporre il rapporto con una società civile dinamica e in crescita autonoma, evocata dall’autore attraverso la metafora dell’aragosta.Su questi temi dialogheranno con Santochirico l’assessore regionale Cosimo Latronico, il commissario regionale del PD, senatore Daniele Manca, il segretario regionale della CGIL Fernando Mega e il presidente della Camera di commercio della Basilicata e della Fondazione MateraBasilicata Michele Som-

ma.Il libro raccoglie interventi, interviste, dichiarazioni e discorsi pubblici degli ultimi dieci anni, offrendo uno sguardo autonomo e critico sui cambiamenti che hanno attraversato la città. Pur lontano dall’impegno politico diretto fino al 2025, Santochirico ha continuato a osservare e interpretare le trasformazioni della realtà materana con attenzione e indipendenza.Non solo memoria, dunque, ma anche chiave di lettura del presente e strumento per immaginare il futuro sociale, culturale e politico della città.La presentazione si terrà sabato 28 marzo 2026 alle ore 17.30 presso Unahotels MH Matera, a Borgo Venusio.

Al MH Hotel la presentazione del volume che ripercorre gli anni cruciali della città, tra svolte istituzionali, fermento culturale e trasformazioni politiche

Quintultima di campionato. De Giorgio vuole rimanere attaccato ai play off. Nessun turn-over

In duemila a Latina per la finale ma prima testa alla Salernitana

DI ROCCO NIGR O

POTENZA. Mancano cinque gare al termine del campionato ed un Potenza con la testa alla finale di ritorno della Coppa Italia Regionale che si disputerà al “Francioni” di Latina mercoledì prossimo, aspetta oggi pomeriggio al “Viviani”, inizio ore 14:30, la “blasonata” Salernitana che da tre partite a questa parte ha sostituito l’ex Peppe Raffaele con Serse Cosmi. Intanto, nel capoluogo di regione la finale è vista come un vero e proprio appuntamento con la storia. Non appena il botteghino ha aperto i battenti, 1500 biglietti sono stati letteralmente polverizzati. E non solo, visto che coloro che non sono riusciti a prendere il tagliando, si parla di altri 500, hanno dirottato la loro presenza nella tribuna laterale dove sono stati venduti altri 500 biglietti. Dunque, a conti fatti al “Francioni” di Latina saranno presenti non meno di 2000 tifosi provenienti da Potenza. Per ritornare invece alla gara contro i viciniori della Salernitana, anche questa non sarà una partita semplice perché la compagine di Pietro De Giorgio oggi si trova a vivere il “limbo” della zona play-off ed una ulteriore sconfitta potrebbe compromettere l’obiettivo stagionale. “Affrontiamo una squadra forte, una delle più attrezzate del campionato - ha detto il tecnico rosso-

blù nel corso del pre-gara. Il Potenza arriva carico a questa sfida perché in prospettiva abbiamo la finale di Coppa Italia a meno di una settimana e vogliamo arrivarci nel migliore dei modi. Da Trapani ci sono state delle buone indicazioni ma le abbiamo alternate alle nostre solite disattenzioni. Serve maggiore attenzione per non subire gol evitabili. Nelle partite importanti abbiamo sempre reagito bene ed è per questo che non temo cali di concentrazione per i prossimi impegni. Al momento restiamo concentrati sulla Salernitana per poi dedicarci totalmente alla sfida di Latina dove avremo un vantaggio importante di due gol di scarto. Questo è un punto fondamentale della stagione dove sono certo che l’attenzione sarà massima. Daremo tutto per regalare delle soddisfazioni ai nostri tifosi”. Dunque, massima attenzione richiede De Giorgio per evitare quello che è successo domenica scorsa al “provinciale” di Trapani, dove come è noto, il Potenza ha subito al 95’ la rete della sconfitta. Contro gli amaranto campani, condizioni climatiche a parte, mr. De Giorgio non dovrebbe essere tanto legato al turn-over. Anche perché a molti elementi serve mettere “benzina” nelle gambe per arrivare dopo tre giorni pronti e con una condizione atletica ottimale al match contro il Latina. Questo per quel che riguarda il Potenza. Per quel

che concerne la Salernitana, partita con obiettivi decisamente diversi, oggi deve proseguire il percorso per arrivare al terzo posto in zona play-off. Come dicevamo, da tre gare capitanata la squadra è stata affidata a Serse Cosmi che ha già ottenuto tre vittorie. Da qui l’idea di proseguire su questa strada e di schierare a Potenza gli uomini che gli danno maggiori garanzie. Le assenze di Golemic, Arena e Berra potranno portare il tecnico umbro a schierare in difesa Cabianca in linea con Matino e Anastasio, con Capomaggio pronto a dare una mano al reparto difensivo. Il centrocampo invece, dovrebbe essere tutto da ridisegnare per il tecnico ex Genoa e Lecce, solo per citare le

società più importanti dove il vulcanico allenatore ha militato. La società del presidente Iervolino ha presentato presso la Corte federale d’appello un ricorso per ottenere lo sconto della squalifica di Carriero. In attacco l’ex Bari e Cerignola, il giovane Achick dovrebbe essere sostituito da Ferraris in coppia con l’ex bomber rosso-blù Facundo Lescano. Infine, diamo notizia di una decisione della Procura Federale che ha inflitto altri 5 punti di penalizzazione al Siracusa. Con questa decisione il Siracusa precipita all’ultimo posto in classifica. Aspettando l’esito dell’udienza alla Corte federale che si dovrebbe pronunciare per l’esclusione dal campionato del Trapani.

Claudio De Luca ha tutti gli effettivi a disposizione. Serve carattere per superare i pugliesi di Colombo

Sfida casalinga per il Picerno, al Curcio in notturna i lucani affrontano il Monopoli

Gara delicata per l'AZ Picerno nella quindicesima giornata di ritorno della Lega Pro Serie C. I lucani domani sera, alle 20:30, affronteranno allo Stadio Donato Curcio il Monopoli, attestato a quota 44 in classifica e protagonista finora di un campionato positivo. La sfida contro i biancoverdi pugliesi, ora più che mai, diventa un test da superare per evitare di complicare il cammino verso la salvezza.La sconfitta patita domenica pomeriggio per 2-1 allo Stadio Nicola De Simone di Siracusa ha reso cupo l'ambiente melandrino, che già contro il Trapani due settimane fa aveva deluso notevolmente i tifosi. La gara contro il

Siracusa ha avuto ripercussioni solo sul piano disciplinare, visto che è costata cara al Direttore Generale Vincenzo Greco, che ha ricevuto l'espulsione al De Simone e l'inibizione fino al 7 aprile prossimo.Per il tecnico Claudio De Luca, la gara contro l'undici dell'ex trainer del Potenza, Alberto Colombo, diventa decisiva ai fini del percorso salvezza. Una vittoria riaprirebbe le porte verso altri traguardi, mentre un risultato negativo potrebbe aggravare la crisi di classifica. Questo nonostante i venti punti di penalizzazione inflitti al Trapani e gli undici al Siracusa, che rischiano di uscire l'anno prossimo dalla mappa calcistica nazionale.Per quan-

to riguarda la formazione, il tecnico Claudio De Luca ha l'imbarazzo della scelta e punta sullo stesso modulo visto all'opera contro il Siracusa domenica scorsa. Il clima intorno alla squadra, ovviamente, non è dei migliori. La squadra è chiamata a riprendere il cammino interrotto da qualche giornata, puntando sulle motivazioni e sul carattere, che in certe occasioni sono venuti meno. Da questa gara, tutto l'ambiente si aspetta una reazione d'orgoglio e grinta, ma il Monopoli non vestirà i panni di sparring partner e punterà a mettere seriamente il bastone tra le ruote a Baldassin e compagni.La tensione nel clan lucano è palpabile, ma ci sono tutti gli in-

gredienti per assistere a una partita di ottimo livello, confidando nella voglia di far risultato dei melandrini. Il match dello Stadio Donato Curcio sarà diretto dal signor Francesco Zago di Conegliano Veneto, coadiuvato da Antonio Aletta di Avellino e Gianluca Li Vigni di Seregno. Quarto

uomo Dario Acquafredda di Molfetta, operatore FVS Stefano Vito Martinelli di Potenza.Al triplice fischio, ne sapremo di più, ma è certo che gli atleti lucani sono chiamati a vincere, perché la vittoria è l'unico risultato utile al novantesimo. FRA. MEN.

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