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E attacca: «Qui il punto non è più solo giuridico: è morale e politico»

Leggo dell’intenzione del Governo di modificare la legge elettorale e avverto l’urgenza di lanciare l’ennesima lettera in una bottiglia a futura memoria. Si parla della necessità di garantire stabilità e di una modifica che potrebbe essere approvata entro fine anno. Non si parla - e la cosa non mi stupisce - del fatto che l’elezione dei (...)

■ continua a pag 3 La vignetta di M. Bochicchio


LUIGI CERCIELLO RENNA
Da quando con squilli di tromba e volteggi d’angelo s’è annunciato l’arrivo miracoloso come DG ad Acquedotto Lucano la faccia dell’AU Andretta è sparita di colpo, tanto da indurre qualche nostalgico fontaniere a segnalare il caso idrico pure alla Sciarelli almeno per dedicargli una puntata televisiva di “Chi l’ha visto” e così finalmente scoprire che fine abbia fatto. Una carriera medagliata tra Sogin e Anac, l’aura di Napoli e, nomen omen della fratellanza lucana, non lo salveranno però se non riuscirà con le sue competenze a far decollare un carrozzone pubblico come AL.


ANTONIO NICOLETTI
Dovrebbe essere davvero imbarazzante per chi fa il sindaco della bellissima Città dei Sassi non avere nemmeno il presidente del consiglio comunale e sopravvivere giorno dopo giorno con demerito e molte acrobazie patriottiche al seguito. Ora capiamo che ha scoperto d’essere un fratellino d’Italia proprio da Donzelli in versione piscoanalista e che il mestiere della politica richieda carattere che peraltro non ha, ma pensare d’affrontare così la bella ed ambiziosa sfida di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo significa di certo sprecarne le opportunità.
BILANCIO In Consiglio comunale approvati il Dup e il previsionale. A Cronache Telesca spiega i tagli

Liquidità “rapida”per le imprese:

CRONACA
Bernalda, Polizia arresta 40enne sulla Basentana: beccato con la droga già divisa in dosi, denunciato 33enne che viaggiava con lui
■ Servizio a pag 18
RETE FERROVIARIA
Lavori sulla tratta che da Battipaglia va a Taranto passando per Potenza: stop ai treni dal primo marzo e fino a giugno
■ Servizio a pag 16
CAPOLUOGO
Ai ragazzi dell’Istituto
Giorgi, l’Ande presenta la legge sul femminicidio e premia un’opera d’arte per sensibilizzare i giovani
■ Menonna a pag 10
SPORT
Domani al Viviani per Potenza-Benevento è previsto il sold out; oggi invece il Picerno sfida l’Altamura al Curcio
■ Servizi a pag 21

Con la nuova legge elettorale la nostra Regione perde rappresentanza
Caiata, Rosa e Mattia: uno è fuori dai giochi. Pepe e Bardi senza possibilità di elezione. Resta la speranza del listone nazionale

Continua in Parlamento e fra le forze politiche la discussione sulla nuova legge elettorale. Come sempre accade, come da canovaccio già visto, l'opposizione accusa la maggioranza di non occuparsi dei problemi reali ma solo di tecnicismi elettorali, mentre la maggioranza va avanti al fine di assicurare una legge che garantisca una seria governabilità nel prossimo Parlamento. Il sistema elettorale immaginato dalla maggioranza, e su cui si fonderà il dibattito nei prossimi mesi, è sostanzialmente un proporzionale con un premio di maggioranza alla coalizione che dovesse superare il 40% e vincere le elezioni. Il premio di maggioranza non sarà su base regionale né attribuito tramite collegi, ma in un grande listino nazionale. Un meccanismo che ricorda da vicino il sistema elettorale denominato “Tatarellum”, che fu introdotto per le prime elezioni regionali in cui si procedette alla elezione diretta del Presidente.La differenza è che in questo caso il premio di maggioranza sarà in un unico grande listone nazionale, composto dai candidati di tutti i partiti che compongono le coalizioni.
LA MELONI TOGLIE LE PREFERENZE PER ACCONTENTARE GLI ALLEATI
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, secondo indiscrezioni, avrebbe voluto introdurre le preferenze, ma su questo sarebbe stata stoppata dagli alleati di Forza Italia e Lega, con il ministro Calderoli che avrebbe detto che se si fosse parlato di preferenze non si sarebbe neanche seduto al tavolo della discussione.
La legge elettorale punta a venire incontro anche alle esigenze delle opposizioni, o comunque di una parte di esse. In particolare, viene preservato il principio del differente sistema elettorale per le regioni con autonomia, per tutelare le minoranze linguistiche, mentre viene spostata la soglia di sbarramento al 3%, che era il desiderio di Calenda, per consentire ad Azione di correre da sola alla prossima tornata elettorale. Sarà comunque battaglia, perché il Partito Democratico è convinto che con l'attuale sistema elettorale il centrosinistra e il centrodestra avrebbero ottenuto una sostanziale parità, con la vittoria di tutti i collegi elettorali al Sud al centrosinistra e la vittoria dei collegi elettorali al Nord al centrodestra.
GLI EFFETTI IN BASILICATA
Non è difficile comprendere che l'elimina-


zione dei collegi e la ripartizione degli eletti sulla base di un’unica grande circoscrizione nazionale cambia, e non poco, gli equilibri politici del territorio, ed in particolar modo della Basilicata.
Come abbiamo già detto nell’articolo di ieri, alle ultime elezioni politiche Fratelli d’Italia elesse tre parlamentari: due alla Camera e uno al Senato. Di questi tre, l’onorevole Caiata fu eletto in un collegio uninominale che, in questo momento, con la nuova legge elettorale non dovrebbe più esistere. Forza Italia, invece, ha eletto un solo parlamentare nel collegio uninominale del Senato.
Non è difficile comprendere che questo cambiamento così come descritto porta ad un autentico stravolgimento non solo della mappa politica attuale ma anche delle aspirazioni degli uscenti e degli eventuali subentranti.
Come abbiamo detto, infatti, uno dei tre parlamentari di Fratelli d’Italia non potrà essere eletto in Basilicata.
Nella migliore delle ipotesi, infatti, Fratelli d’Italia eleggerebbe un parlamentare alla camera ed uno al Senato. Per il terzo degli uscenti resterebbe la possibilità di una candidatura fuori regione o nel listino nazionale che, però, scatterebbe soltanto in caso di vittoria della coalizione.
Va, però, detto che il listino nazionale potrebbe non rispecchiare rigide logiche territoriale ma puntare a premiare dirigenti di partito di lunga fede o persone che possono apportare un contributo all’attività parlamentare al di là e al di fuori di ogni logica locale e localistica.
PEPE E BARDI POSSONO SPERARE


SOLO NEL RECUPERO NAZIONALE È chiaro, quindi, che all’interno del partito di Giorgia Meloni in Basilicata ancora più duri si faranno gli scontri tra le componenti al fine di preservare un proprio seggio. Ancora più problematica la questione per gli alleati più piccoli della coalizione. Lega e Forza Italia non hanno sostanzialmente alcuna possibilità di eleggere parlamentari nelle proprie liste, il distacco intercorrente tra questi due partiti e i più grandi e tale da rendere difficile anche solo immaginare un possibile sorpasso. Lega e Forza Italia avevano come unica possibilità di elezione di parlamentari la speranza di una candidatura nel collegio uninominale, possibilità che è evidentemente sfumata alla luce della nuova legge elettorale.
Tutto ciò evidentemente rende difficilissimo il cammino per Bardi e per Pepe per poter continuare il proprio percorso politico sugli scranni del Parlamento.
In particolare, il governatore secondo le fonti più informate aveva già immaginato legittimamente di concludere il proprio percorso politico con una elezione parlamentar. Con l’eliminazione dei collegi, però, vale per il generale lo stesso discorso che vale per uno dei tre parlamentari uscenti di Fratelli d’Italia. La sua unica possibilità reale di lasciare la regione per eleggere sì in Parlamento passa attraverso la candidatura nel listone bloccato che costituirà il premio di maggioranza. Ciò che è chiaro è che la Regione Basilicata comunque vada e a meno di compensazioni nazionali perderà due parlamentari. Ma questo è un altro discorso.
DI M AURIZIO BOLOGNETTI *
Leggo dell’intenzione del Governo di modificare la legge elettorale e avverto l’urgenza di lanciare l’ennesima lettera in una bottiglia a futura memoria. Si parla della necessità di garantire stabilità e di una modifica che potrebbe essere approvata entro fine anno. Non si parla - e la cosa non mi stupisce -del fatto che l’elezione dei parlamentari allo stato dell’arte, ma temo anche con la legge in cantiere, dipende da ristrette oligarchie, con buona pace dell’art. 67 della vigente Costituzione che recita: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”.

La prima considerazione da fare riguarda i tempi della modifica, che non può esser fatta a meno di un anno dal voto. Nel ricordare a me stesso e a tutti che nel 2022 fummo chiamati alle urne il 25 settembre, gioverà inoltre rammentare al legislatore quanto dispone il testo dell’art. 61 del Dettato costituzionale: “Le elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedenti…”.
Se qualcuno si stesse chiedendo perché la leggi elettorali non andrebbero cambiate a meno di un anno dal voto, è presto detto: il nostro Paese ha sottoscritto nel 2002 il cosiddetto “Codice di buona condotta in materia elettorale”.
Nel sopra citato Codice, alla voce “Livelli normativi e stabilità del diritto elettorale”, è scritto tra l’altro: “Gli elementi fondamentali del diritto elettorale, e in particolare del sistema elettorale propriamente detto, la composizione delle commissioni elettorali e la suddivisione delle circoscrizioni non devono poter essere modificati nell’anno che precede l'elezione, o dovrebbero essere legittimati a livello costituzionale o ad un livello superiore a quello della legge ordinaria”.
Inutile sottolineare che il sopra citato Codice è stato ripetutamente violato dal nostro Paese, dal nostro legislatore, con modifiche di leggi elettorali intervenute anche a pochi giorni dal voto.
Insomma, più che Codice di buona condotta, nel caso dell’Italia del settantennio. si può parlare di zero in condotta. Credo sia inutile spiegare la ratio legis che ha ispirato l’indicazione di cui sopra. Va da sé che gli elettorali hanno il diritto di poter familiarizzare con una nuova legge, così come le forze politiche devono
avere i tempi tecnici necessari a poter raccogliere le firme per presentare le liste. La questione dei “livelli normativi del diritto elettorale” riguarda due cosette di fondamentale importanza, quali l’esercizio del diritto di elettorato attivo e l’esercizio del diritto di elettorato passivo. Stabilità? Ma davvero vogliono di nuovo venderci la favoletta della “stabilità”? Io affermo che non c’è stato nulla di più stabile del sistema Italia anche dopo il disgraziato 1992. Stabilità fondata sulla sistematica violazione della Costituzione scritta, sull’attentato ai diritti politici del cittadino, su uno Stato che è stato ed è Stato criminale sul piano tecnicogiuridico. Abbiamo avuto dal 1948 la stabilità garantita dalla tenia partitocratica, che si scompone e si ricompone, la stabilità dell’italico gattopardismo e di riforme annunciate a cui hanno fatto seguito puntuali controriforme. Sgombrato quindi il campo dalla bufala “stabilità”, gioverà ora concentrarsi su due aspetti seri: il metodo di elezione dei parlamentari e la rappresentanza democratica. Un sistema elettorale che impedisce al cittadino di scegliere i suoi eletti e rappresentanti del territorio è un sistema elettorale oligarchico e anti-democratico. Il cosiddetto “Rosatellum”, da cui abbiamo ereditato l’attuale modalità di elezione di deputati e senatori, è stato tra le maggiori porcate della storia della Res Pubblica. Non peggiore, però, del capolavoro che ha portato quasi un intero Parlamento ad assecondare i desiderata dei venditori di pacchi a 5 stelle e a colpire la rappresentanza democratica attraverso una non necessaria, e anzi perniciosa, riduzione del numero degli eletti. Sempre più le nostre democrazie vanno trasformandosi in oligarchie e democrazie reali e l’Italia da questo punto di vista è un esempio da manuale. Sì, aver convinto gli elettori a buttare a mare il bambino con l’acqua sporca del settantennio partitocratico di metamorfosi del male è stato un capolavoro, quasi un golpe. Un golpe figlio di quell’antipolitica che nulla ha prodotto di positivo in termini di miglioramento della nostra democrazia, ma che in compenso è servita ottimamente da specchietto per le allodole per evitare di parlare della montante antidemocrazia e del montante antistato di diritto. I giovani che oggi scendono in piazza, ai quali hanno fatto il lavaggio del cervello, dovrebbero farsi alcune domande di fon-

Mentre si parla di referendum si avvicina il tempo delle elezioni. Come era nell'aria la maggioranza intende modificare la Legge elettorale adottando un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Un sistema alquanto complesso ed articolato che non soltanto modifica il quadro complessivo italiano ma che avrà degli effetti a cascata su tutto il territorio nazionale e, quindi, anche in Basilicata. VIA I COLLEGI Il sistema elettorale vigente prevede l'elezione dei Parlamentari con un sistema proporzionale il cui premio di maggioranza viene assegnato in collegi maggioritari. In pratica ogni partito presenta una lista di candidati, il raggruppamento di liste è inserito in una coalizione in ciascun collegio, non esiste il voto disgiunto, chiunque votando la lista vota anche il candidato al maggioritario della coalizione. Vengono eletti i candidati al proporzionale in proporzione ai voti ottenuti dai singoli consiglieri e i candidati all’uninominale vincenti in ogni collegio. Il testo depositato prevede l’eliminazione dei collegi maggioritari, un proporzionale puro con un premio di maggioranza

di un secondo eletto
che scatta alla coalizione che vince qualora abbia superato il 40%, se due coalizioni arrivano in una forbice tra il 35 e il 40% si procede al ballottaggio. Il premio di maggioranza è attribuito alla coalizione vincente su base nazionale in un’unica ripartizione nazionale. Esiste, poi, una soglia di sbarramento al 3%. La legge prevede anche l’indicazione esplicita del candidato Presidente. GLI EFFETTI IN BASILICATA Non è semplice prevedere quali siano gli effetti della Legge elettorale in Basilicata. In primis va evidenziato
che, scattando il premio di maggioranza su un listino nazionale, tutte le Regioni e, quindi, anche la Basilicata dovrebbero perdere qualche parlamentare Sicuramente verrebbero meno i collegi uninominali che alle scorse elezioni elessero Caiata di Fratelli d’Italia e Casellati di Forza Italia. Il primo effetto che viene in mente è che uno dei tre parlamentari di Fratelli d'Italia non potrà essere eletto in Basilicata. L’eliminazione del collegio uninominale consentirà verosimilmente l’elezione di un deputato e di un senatore del partito della Meloni con la possibilità

damentale importanza: che politica vogliamo? Che politica vogliono? Vogliamo una politica riservata ai ricchi e a potenti lobby occulte? Io no, grazie. Se riforma della legge elettorale deve esserci, allora che si faccia una riforma che ridia al popolo la possibilità di scegliere. A mio avviso sono tre le strade percorribili: un ritorno al proporzionale puro con voto di preferenza e possibile premio di maggioranza assegnato alla coalizione vincente; un sistema che riprenda quello francese e cioè un maggioritario a doppio turno con collegi uninominali; un maggioritario uninominale anglosassone. Qualsiasi via si sceglierà di percorrere, ciò che occorre fare è ridare dignità al Parlamento e avere un adeguato bilanciamento dei poteri. Un Parlamento debole, con eletti nominati e un esecutivo forte, non è mai un bene per la democrazia.
Prima ancora di Pannella, che negli anni ’70 parlava di “Parlamento squillo”, Luigi Sturzo il 16 dicembre del 1958 diceva: “Oggi questo nostro Stato è come una torta che i partiti si sono divisi e ognuno di essi crede di godere di ogni immunità nella sua parte. Non c’è più lo Stato al di sopra dei partiti, ma lo stato dei partiti, e di partiti famelici. La spartizione della torta non è avvenuta oggi, ma da tempo, durante la resistenza”.
Lo stesso Sturzo, intervenendo nell’aula del Senato il 18 luglio del 1958, affermava: “Un punto difficile da affrontare subito è quello di ridare al Parlamento la sua indipendenza da estranee ingerenze, specialmente da quelle dei partiti, smantellando la sovrastruttura partitocratica che si è andata formando nelle due precedenti legislature, in modo da paragonarsi a una piovra che poco a poco soffoca e stronca”. Settantasette anni dopo possiamo affermare che la “piovra” ha continuato a stringere e soffocare e a stroncare le istituzioni della Repubblica, la democrazia, lo Stato di diritto democratico. Ultima, ma non ultima, la questione della rappresentanza dei nostri territori. Al sottoscritto appare evidente che la Basilicata rischierebbe di esser ulteriormente penalizzata se dovesse essere approvata una riforma della legge elettorale così come va delineandosi.
L’invito che rivolgo al Governo e a tutte le forze politiche è quello di aprire un dibattito serio sulla legge elettorale e su future architetture istituzionali che potrebbero scaturire da ulteriori riforme della Costituzione. Il tutto avendo sempre ben presente che occorre avere un sistema che ripristini i cosiddetti checks and balances.
A Potenza illustrati pregi e criticità della riforma, invitando il pubblico a informarsi correttamente e a partecipare al voto in modo consapevole
DI F R AN CE SC O MEN O NN A
Due ragioni a confronto, da un lato il si, dall'altro il no, Nel bel mezzo tanti addetti ai lavori e tante eccellenze della giustizia lucana e non solo. Ieri pomeriggio nella Sala Conferenze del Polo Bibliotecario di Potenza si è svolta la tavola rotonda promossa da Agesci e Laboratorio di Educazione alla Pace in merito al prossimo referendum sulla giustizia. Le ragioni del si e del no, questo il tema scelto dalle due associazioni che hanno inteso condividere un momento di alta riflessione su tema legato al referendum del prossimo 22 e 23 marzo. Ha posto i saluti istituzionali il Direttore del Polo Bibliotecario di Potenza, Luigi Catalani. Ha moderato il dibattito la giornalista Mariagrazia Zaccagnino. Da un lato per il si il Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Potenza, Francesco Bonito Oliva e l'Avvocato, membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura nonché ex Sindaco di Matera, Emilio Nicola Buccico, dall'altro per il no Henry John Woodcock, Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e Francesco Curcio, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania che ha lavorato anche nel Palazzo di Giustizia di Potenza. Nel bel mezzo, Alberto
Jannuzzi, già vice presidente vicario della Corte di Appello di Potenza. Un tavolo di riflessione attento, anche questo apolitico e aperto alla discussione legata al prossimo referendum che tiene banco ormai da qualche mese in Italia. La riforma Nordio, il voto alle urne, la separazione delle carriere, l'equità dei processi, la giustizia giusta, la presenza del Capo dello Stato, garante dell'equilibrio e dell'unità della politica. Tanti i temi dibattuti nel corso della tavola rotonda che ha inteso far breccia e rendere sicuramente edotti i votanti e i presenti al convegno. I referendum di marzo costituiscono dunque per il sistema Italia uno spartiacque fondamentale per il futuro della giustizia e i relatori hanno espresso liberamente e senza particolari condizionamenti il proprio parere evidenziando da un lato le note positive e dall'altro le criticità di tale riforma elettorale. Henry John Woodcock ha detto la sua su questo referendum: “Io sono per il no, per il no ma soprattutto sono favorevole affinché la gente venga informata. Io ovviamente, io voterò no, in modo convinto perché penso che questa sia una pessima riforma, ma la cosa che a me più interessa e che la gente e le persone vadano a votare edotte come si suol dire, edotte, cioè comprendendo la ragione per andare a votare. Questa è
la cosa più importante. Non si riducono i poteri del Presidente della Repubblica, si elimina una prerogativa che è quella della presidenza della sezione disciplinare ma questo non è il tema più delicato e avvertito insomma . Il Presidente della Repubblica ha tante altre prerogative quindi da questo punto di vista diciamo sono altre le mie preoccupazioni rispetto a questa riforma se dovesse passare insieme”. Emilio Nicola Buccico ha ribadito il suo parere per il si ai referendum: “Si convinto. Sono favorevolissimo. Ci siamo battuti è un referendum giusto per una causa giusta e per un processo giusto. Non cambia nulla nel rapporto tra il Gup e il Gip con questo referendum”. Francesco Curcio ha parlato del referendum esponendo critiche in merito alle questioni sollevate da Nordio: “Noi siamo naturalmente per il no. Io penso che l'attuale assetto sia l'assetto giusto che garantisce tutti i cittadini. E' un'operazione rischiosa cambiare perché significa fare il primo passo per il pubblico ministero non più indipendente. Il Presidente della Repubblica ha fatto una cosa diversa, cioè ha preso posizione perché erano stati fatti apprezzamenti sul Consiglio Superiore che è un importante istituzione della Repubblica da parte di esponenti del Governo ed è intervenuto a difesa”. Ha chiuso la car-

rellata di pareri, Francesco Bonito Oliva che ha detto la sua sul tema mostrandosi favorevole: “Noi andiamo avanti sulla strada che avevamo tracciato che è una strada volta a informare i cittadini sull'essenza di questa riforma perché è il dibattito pubblico, che si sta svolgendo è un dibattito che spesso mira alla disinformazione e alla suggestione, più che all'informazione. Noi rimaniamo sul punto. Siamo presenti nelle varie sedi per illustrare laicamente la
riforma di modo che ognuno poi sia in grado di fare le proprie scelte ma basandosi su quello che è il testo da riformare e non su discorsi politici che non hanno nulla a che vedere con questa questione. Questo non è un referendum politico è un referendum che ha ad oggetto una riforma costituzionale una impostazione del nostro Stato, delle regole fondamentali di funzionamento della nostra comunità intesa come Stato”



Firmata tra Regione, Sviluppo Basilicata e l’Istituto accelera gli investimenti e riduce i tempi di accesso alle agevolazioni
POTENZA. È operativa l'intesa con Sviluppo Basilicata e Mediocredito Centrale. Presentate in una conferenza stampa le misure che si traducono in vantaggi competitivi, agevolando le aziende che investono sul territorio. Il presidente della Regione, Vito Bardi, parla di “risultati concreti”.Accade spesso che le imprese beneficiarie di finanziamenti pubblici restino al palo perché non hanno la benzina, ovvero il credito, per far partire i motori. Un corto circuito su cui agisce un’intesa che non è solo burocrazia, ma ossigeno puro per il sistema produttivo. A quasi un anno dalla firma del protocollo tra Mediocredito Centrale e Sviluppo Basilicata (26 marzo 2025), la conferenza stampa di stamattina ha messo sul tavolo i fatti: misure operative che si traducono in un supporto per la liquidità e in un vantaggio competitivo per le imprese della Regione. La Basilicata diventa un laboratorio nazionale: Mediocredito Centrale ha deliberato per tutte le aziende lucane che accedono alle agevolazioni regionali uno sconto dell’1% sul tasso applicato alle anticipazioni e ai finanziamenti complementari. Un segnale forte in un momento in cui il costo del denaro morde. L’obiettivo è permettere a chi ha un progetto di investimento di non aspettare i tempi biblici dei rimborsi pubbli-
ci, ma di ricevere subito le risorse per aprire cantieri, acquistare macchinari e creare posti di lavoro.“Oggi dimostriamo che quando le istituzioni scelgono di lavorare insieme e di assumersi responsabilità chiare, i risultati diventano concreti”, ha dichiarato Bardi. “La Basilicata ha fatto una scelta precisa: non limitarsi a programmare risorse, ma creare le condizioni perché quelle risorse producano sviluppo reale. L’accesso al credito non è un tema tecnico per addetti ai lavori. È una leva fondamentale per la crescita di un territorio. Senza credito non ci sono investimenti. Senza investimenti non c’è innovazione. E senza innovazione non c’è lavoro. Troppo spesso le imprese si trovano di fronte a un paradosso: ottengono un sostegno pubblico, ma faticano a trasformarlo rapidamente in operatività. Noi interveniamo esattamente su questo passaggio, rendendo più fluido il rapporto tra politiche pubbliche e sistema del credito. Questo risultato è frutto di una collaborazione strutturata tra Regione Basilicata, Sviluppo Basilicata, la Direzione Politiche di Sviluppo guidata dall’assessore Francesco Cupparo e il sistema bancario. Una collaborazione che non è episodica, ma parte di una strategia più ampia: una Regione che accompagna chi investe riduce gli ostacoli e rende più

fare impresa”.A dare la dimensione dell'urgenza è stata Gabriella Megale, amministratore unico di Sviluppo Basilicata, con un’analisi spietata dei numeri che fotografano l’isolamento finanziario del territorio: “Oggi siamo qui per dimostrare che agli impegni corrispondono azioni misurabili. In Basilicata il tema del credito è una condizione di sopravvivenza. I numeri ci dicono dove sta il problema: nell’ultimo anno i prestiti in regione sono scesi del 2,5%, mentre nel Sud crescevano dello 0,7%. Il dato sulle piccole imprese è ancora più pesante: -4,4%. Significa meno liquidità, più prudenza forzata negli investimenti e perdita di competitività. Quando una Regione perde terreno sul credito ha il dovere di intervenire.
L’attuazione del protocollo serve a questo: ridurre

gli attriti, accorciare i tempi e rendere accessibile il credito per chi ha già scelto di investire sul territorio, compensando una dinamica meno favorevole rispetto al resto del Mezzogiorno”.Sulla stessa linea Giuseppina Lo Vecchio, Direttore Generale –Direzione Politiche di Sviluppo Economico, Lavoro, Formazione e Servizi alla Comunità: “Il valore di questa intesa risiede nella solidità dell’impianto amministrativo costruito. Come Direzione abbiamo lavorato per integrare strumenti finanziari e procedure regionali, rendendo il sistema più efficiente, più prevedibile e coerente con i tempi delle imprese. Significa rafforzare la capacità di attuazione delle politiche di sviluppo e garantire che le misure programmate si traducano rapidamente in investimenti concreti sul territorio. Il nostro obiettivo è consoli-
dare un modello stabile, capace di accompagnare le imprese lungo tutto il ciclo dell’investimento, dalla concessione alla piena realizzazione”.A chiudere il cerchio è stato Piero Ferettini, Responsabile Commerciale di Mediocredito Centrale: “L’attuazione del protocollo permetterà alle aziende beneficiarie di contributi e incentivi di utilizzare gli strumenti messi a disposizione dalle banche del Gruppo MCC come acceleratori dei propri progetti di investimento, garantendo la piena fruizione delle agevolazioni pubbliche e sostenendo concretamente lo sviluppo del tessuto imprenditoriale lucano. Grazie a questa iniziativa, inoltre, le imprese della Basilicata potranno accedere agli strumenti previsti dall’intesa a condizioni economiche migliorative rispetto a quelle ordinarie.







28 FE 6 EBBRAIO 2 12:00 ANTE MANI IN CUCINA







Lettera al prefetto Campanaro per un vertice urgente dopo l’escalation di colpi tra Vulture, Lavellese e Alto Bradano
POTENZA. «La situazione è ormai gravissima per via dei continui furti nelle aree rurali del Vulture Melfese, Lavellese e Alto Bradano». È l’allarme lanciato dalla federazione provinciale di Coldiretti Potenza in una lettera indirizzata al prefetto Michele Campanaro, con la quale viene chiesto un incontro urgente per affrontare quella che viene definita una vera e propria emergenza sicurezza.Secondo l’organizzazione agricola, la mancanza di sicurezza sta colpendo duramente aziende e famiglie nei territori di Forenza, Acerenza, Tolve, Cancellara e in generale in tutto il comprensorio del Vulture Melfese e del Lavellese. «Ormai da tempo si registra un aumento di fenomeni criminosi che vanno dal furto di trattori e mezzi agricoli d’avanguardia, ma anche di macchine e attrezzature datate, strumenti indispensabili per il lavoro quotidiano e dal valore incommensurabile per un agricoltore».
Non solo mezzi meccanici. Nella missiva si evidenzia anche la sottrazione di scorte alimentari e riserve di formaggi, salumi e altri prodotti custoditi negli annessi agricoli o nelle abita-

zioni rurali. «Questi episodi non rappresentano solo un danno patrimoniale, ma un vero e proprio attacco al cuore della nostra economia e alla dignità di chi, con immensi sacrifici, custodisce il territorio» scrive Coldiretti.Particolarmente grave, viene sottolineato, è il furto di un trattore, che «spesso significa la paralisi operativa di un’intera azienda, mettendo a rischio i raccolti e la sopravvivenza dell’impresa». Il clima che si respira nelle campagne è descritto
come segnato da paura e vulnerabilità. «La frequenza e la precisione dei colpi suggeriscono la presenza di gruppi organizzati che agiscono indisturbati, favoriti dalla vastità del territorio e dall’oscurità». Pur riconoscendo «l’encomiabile impegno delle forze dell’ordine locali», Coldiretti ritiene che gli attuali presidi non siano sufficienti a costituire un deterrente efficace contro una criminalità sempre più spregiudicata. Da qui la richiesta di un «autorevole

intervento per ripristinare la legalità e la serenità necessaria per continuare a lavorare».L’urgenza dell’incontro con il prefetto è rafforzata da quanto accaduto nelle ultime ore. «Anche la scorsa notte un gruppo di malviventi organizzati ha danneggiato numerose strutture e mezzi agricoli, oltre ad aver bivaccato in un agriturismo in fase di inaugurazione». Un episodio che, secondo l’organizzazione, dimostra come la situazione stia degenerando e richieda risposte im-
mediate e coordinate.Coldiretti chiede dunque un confronto istituzionale per definire misure straordinarie di controllo e prevenzione, affinché le aree rurali non diventino terreno fertile per azioni criminali. «Non possiamo lasciare soli gli agricoltori» è il messaggio che accompagna l’appello, con l’obiettivo di riportare sicurezza e fiducia in territori che rappresentano una componente essenziale dell’economia e dell’identità della provincia.
A Sant’Arcangelo corso per bioselettori e bilancio dei primi nove mesi: quasi seimila capi lavorati e nuovi sbocchi economici
SAN BRANCATO DI SANT’ARCANGELO. «Trasformare un problema in opportunità significa assumersi una responsabilità verso l’intera comunità regionale». Con queste parole l’assessore alle Politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Basilicata, Carmine Cicala, ha commentato l’avvio del corso di abilitazione al controllo della specie cinghiale con formazione in materia di biosicurezza, in programma a San Brancato di Sant’Arcangelo, organizzato dall’Ufficio Politiche ittiche venatorie in collaborazione con l’Atc numero tre.La giornata formativa rappresenta un passaggio strategico per il rafforzamento della rete dei bioselettori, i cacciatori autorizzati al controllo della specie durante tutto l’anno. Su circa cinquemilatrecentocinquanta cacciatori residenti autorizzati nella stagione venatoria in corso, ri-

sultano già formati circa millesettecento operatori. Con il nuovo corso, che coinvolge circa centocinquanta cacciatori provenienti da tutta la Basilicata, il numero è destinato a crescere ulteriormente.«Il mondo venatorio è il primo pilastro della filiera regionale del cinghiale. Senza il contributo responsabile dei cacciatori non sarebbe possibile
strutturare un sistema che oggi non si limita al contenimento, ma genera valore economico e tutela ambientale» ha sottolineato Cicala.A nove mesi dall’avvio operativo della filiera, i risultati vengono definiti concreti. Al trentuno gennaio duemilaventisei i capi conferiti sono circa seimila, provenienti dal territorio lucano. Un dato destinato ad aumentare anche dopo la cessazione, nel mese di dicembre, delle principali restrizioni legate alla Peste suina africana in diverse aree regionali, che consente ora interventi sull’intero territorio.La filiera comprende l’abbattimento, i diciassette centri di raccolta attivi, il trasporto, la lavorazione e la trasformazione delle carni presso il centro di Tito. È già partita la produzione e la commercializzazione di prodotti trasformati a marchio lucano, distribuiti anche fuori regione. «La Basi-
licata può governare un’emergenza ambientale e trasformarla in lavoro, sviluppo e sostenibilità» ha ribadito l’assessore.Parallelamente prosegue l’adeguamento normativo con la predisposizione del Piano di controllo per l’installazione di sistemi di cattura nei centri urbani, che sarà sottoposto alla validazione dell’Ispra, e con il servizio di gestione e trasporto delle carcasse derivanti da sinistri stradali.«Questo progetto riguarda la sicurezza dei cittadini, la tutela delle produzioni agricole, l’equilibrio ambientale e nuove opportunità di reddito per le aree interne» ha concluso Cicala, annunciando che a fine primo anno di attività sarà fatto un punto complessivo e sarà definito un protocollo di intesa con parchi, associazioni di categoria e Atc per rendere strutturale il modello lucano.
Ieri mattina, in tutta Italia, i Vigili del Fuoco hanno celebrato l’87° anniversario dell’istituzione del Corpo Nazionale. Una ricorrenza importante, che ha coinvolto le Direzioni Regionali, i Comandi Provinciali e le Sedi Centrali, con l’obiettivo di valorizzare la storia e il ruolo fondamentale di questa istituzione, da sempre al servizio della sicurezza e della solidarietà.
La giornata, ispirata al tema “Lì dove serve”, ha rappresentato un momento di forte significato non solo per il personale in servizio e in quiescenza, ma anche per la cittadinanza, che riconosce nei Vigili del Fuoco un presidio imprescindibile per la tutela della comunità.
Nel corso delle celebrazioni, spazio è stato dato sia al ricordo delle vittime del dovere sia alla condivisione con il pubblico delle attività e dei valori che contraddistinguono il Corpo Nazionale.
LE CELEBRAZIONI
Da 87 anni al fianco dei cittadini, con orgoglio e

spirito di servizio. È questo il messaggio che arriva dal Comando Provinciale di Potenza.
Ogni anno il Comando è impegnato nella gestione di circa 6.000 sinistri, per un totale di quasi 7.000 interventi. Un’attività intensa che vede in prima linea soprattutto le operazioni di spegnimento degli incendi. Il periodo più critico resta l’estate, quando gli uomini e le donne del Corpo sono chiamati a contrastare in particolare i roghi di natura boschiva, fenomeno che mette a dura prova il patrimonio ambientale della provincia. Così come il-


lustra il comandante dei Vigili del Fuoco di Potenza Luca Ponticelli. Negli ultimi mesi, inoltre, i Vigili del Fuoco stanno svolgendo, sotto il coordinamento della Prefettura di Potenza e in raccordo con la Procura della Repubblica di Potenza, una serie di controlli sulle attività di pubblico spettacolo e intrattenimento, a garanzia della sicurezza dei cittadini. L’organico provinciale conta complessivamente 283 unità: una ventina con funzioni amministrative, mentre la restante parte è costituita da personale operativo. Non mancano tuttavia le criticità, soprattutto per quanto riguarda le qualifiche di capisquadra e capireparto, dove si registra una certa carenza. Nonostante ciò, il dispositivo di soccorso è sempre garantito, assicurando tempestività ed efficienza negli interventi.
La ricorrenza rappresenta anche un momento di memoria e raccoglimento. Il Comando ricorda tre vigili del fuoco caduti nell’adempimento del proprio dovere: Leonardo Santarsiero e Felice Lettieri, che persero la vita nel 1943 durante un intervento successivo ai bombardamenti, e Donato Morlino, deceduto il giorno di Natale del 1992


mentre prestava soccorso in un incidente stradale. Un sacrificio che costituisce oggi parte fondamentale dell’identità del Corpo: se il Comando è ciò che è, lo deve anche a chi ha servito fino all’estremo sacrificio.
LE CELEBRAZIONI
A MATERA
La cerimonia è iniziata con un momento solenne presso il monumento ai caduti in via De Robertis, dove è stata deposta una corona d’alloro e inaugurata una targa commemorativa dedicata ai Vigili del Fuoco caduti della Caserma di Matera.
Tra loro, il caposquadra Giuseppe Giglio, scomparso nel 2001, e i giovani Vigili del Fuoco Nicola Lasalata e Giuseppe Martino, deceduti nel 2024. Un tributo sentito per ricordare

chi ha sacrificato la propria vita incarnando i valori più alti del Corpo.
Successivamente, il piazzale della caserma è stato teatro di un saggio professionale, durante il quale i Vigili del Fuoco hanno mostrato al pubblico le loro competenze e il loro addestramento.
La giornata ha visto anche il coinvolgimento di alcune classi del Liceo Artistico “Carlo Levi” di Matera, protagoniste del concorso “Visioni di coraggio”. Durante l’evento è stato premiato il bozzetto vincitore, ideato sotto la guida della docente Paola Siani e realizzato dagli studenti Nadia Acito, Enzo Armento, Raffaella Nicoletti, Chiara Serra e Alessandro Tralli. L’opera diventerà un murales che decorerà la parete della caserma affacciata su via De Robertis, trasformandola in un simbolo visivo di vicinanza alla comunità.
La cerimonia si è conclusa con il saluto del Comandante Provinciale e la consegna delle onorificenze al personale in servizio e in quiescenza. Un riconoscimento all’impegno, alla dedizione e alla lunga carriera di chi, dal 1939 a oggi, continua a operare con professionalità e spirito di servizio, sempre “lì dove serve”.

All’Ipsia Giorgi di Potenza, l’Ande presenta la legge sul femminicidio e premia un’opera d’arte per sensibilizzare gli studenti
Arte, educazione e legalità si sono incontrate ieri mattina nell’Aula Magna dell’Ipsia Giorgi di Potenza, dove si è svolta una giornata dedicata alla sensibilizzazione sul tema del femminicidio. L’evento, organizzato dall’Ande (Associazione Nazionale Donne Elettrici) di Potenza, ha avuto come fulcro la presentazione della legge 2 dicembre 2025, n. 181, che introduce il reato specifico di femminicidio all’articolo 167 bis del codice penale, prevedendo la pena dell’ergastolo per i colpevoli. L’iniziativa è stata concepita come un momento di alto valore educativo e formativo, mirato a promuovere l’inclusione scolastica e la conoscenza delle normative sulla violenza di genere.
Durante l’evento, è stato inoltre donato alla scuola un quadro dell’artista Pasquale Palese, intitolato “Il rispetto”, accolto con una standing ovation dagli studenti presenti, accompagnati dai loro docenti. Alla manifestazione hanno partecipato il dirigente scolastico Michele Nigro, la presidentessa di Ande Potenza Cristiana Coviello, l’artista Pasquale Palese e altri rappresentanti dell’associazione. Gli studenti, coinvolti attivamente, hanno posto domande ai relatori, dimostrando grande interesse per la tematica affrontata. La giornata ha offerto spunti di riflessione sul fenomeno del femminicidio, una piaga sociale che continua a mietere vittime, con donne uccise dai propri compagni o mariti per motivi legati alla prevaricazione e alla violenza di genere.
Tra i momenti più significativi, la consegna del quadro di Pasquale Palese, i cui colori e simboli, ispirati a grandi maestri come Matisse e Le Corbusier, esprimono un messaggio di lotta contro i femminicidi, veicolato attraverso l’arte. Lo stesso artista ha spiegato:

«Con l’associazione Ande stiamo portando avanti una campagna nelle scuole sulla violenza contro le donne. Contribuisco con l’arte per trasmettere questo messaggio in modo più delicato ai ragazzi, utilizzando immagini iconografiche che possano sensibilizzarli senza drammatizzare. Il quadro che dono oggi vuole essere un simbolo di questo impegno». Il dirigente scolastico Michele Nigro ha sottolineato l’importanza di iniziative come questa: «Questo è uno dei tanti incontri che organizziamo per sensibilizzare i giovani sulla violenza contro le donne. Negli anni abbiamo promosso molte attività su questo tema, perché è fondamentale mantenere viva l’attenzione e non abbassare mai la guardia. Oggi, insieme alla donazione del quadro, abbiamo avuto l’opportunità di approfondire la nuova legge con l’avvocata Cristiana Coviello». L’avvocata Coviello ha illustrato i punti salienti della legge, spiegando: «Questa norma introduce il reato di femminicidio, che si configura come l’omicidio di una donna in quan-

to donna, basato sul genere, sull’odio e sulla prevaricazione. Non si tratta di una proposta, ma di una legge già in vigore, che equipara il femminicidio all’omicidio e rafforza il cosiddetto “codice rosso”».
La giornata si è conclusa con gli interventi di Grazia Murgante, tesoriera di Ande Potenza, Maria Assunta Petrone, vicepresidente di Ande Potenza, e Giusy Bollettieri, segretaria dell’associazione. Le riflessioni finali hanno ribadito l’urgenza di sensibilizzare le nuove generazioni: «Questa legge è fondamentale perché finalmente il femminicidio viene punito con l’ergastolo», ha dichiarato Maria Anna Fanelli. «Dobbiamo educare i giovani alla non violenza e diffondere questa legge non solo nelle scuole, ma anche sul territorio». Un evento intenso, che ha saputo unire arte, educazione e sensibilizzazione, con l’obiettivo di combattere una delle problematiche più gravi della nostra società e promuovere una cultura del rispetto e della parità.
F RANCESCO M ENONNA
Il Comitato di Potenza della Croce Rossa Italiana e la Casa Circondariale concludono la prima fase di “RiCRIamo – Reinventarsi per rinascere”

Si è conclusa con successo presso la Casa Circondariale di Potenza la prima fase del progetto "RiCRIamo – Reinventarsi per rinascere", l’innovativa iniziativa nata dalla sinergia con il Co-
mitato di Potenza della Croce Rossa Italiana. Il percorso ha segnato un traguardo fondamentale nel processo di rieducazione e responsabilizzazione, trasformando il tempo della detenzione in un’opportu-
nità di crescita civile. Il progetto ha visto la partecipazione attiva di un folto numero di detenuti che hanno scelto di mettersi in gioco con entusiasmo e dedizione. Non si è trattato di una semplice formazione teorica: grazie al supporto fondamentale dei “Truccatori e Simulatori della Croce Rossa di Potenza” , i partecipanti hanno potuto sperimentare scenari di emergenza realistici, mettendo in pratica immediatamente quanto appreso dai trainers. Vedere i detenuti operare con precisione su scenari simulati ha dimostrato come la competenza tecnica possa diventare un potente motore di autostima e consapevolezza. Il successo di questa prima fase è solo l'inizio di un percorso più ampio. Il progetto "RiCRIamo"
proseguirà infatti con “Corsi BLSD” (Basic Life Support and Defibrillation) per l’abilitazione all'uso del defibrillatore semiautomatico, rivolti sia ai detenuti che ai dipendenti della Casa Circondariale, promuovendo una cultura della sicurezza condivisa e con un nuovo ciclo del corso di “Primo Soccorso” per permettere a un numero sempre maggiore di persone di acquisire competenze salvavita.


A Matera l’assessore rilancia il ruolo di cooperative e welfare di prossimità: «Sviluppo radicato e servizi più equi»
MATERA. «Lo sviluppo della Basilicata non può essere solo economico, deve essere sociale, umano, sostenibile e profondamente radicato nelle nostre comunità». Con queste parole l’assessore regionale alla Salute, al Welfare e al Pnrr, Cosimo Latronico, è intervenuto a Palazzo Lanfranchi di Matera al convegno “Economia sociale: il futuro dei territori passa da qui”, promosso da Confcooperative Basilicata.Davanti a una platea composta da amministratori, rappresentanti del mondo cooperativo, del terzo settore e autorità religiose, Latronico ha delineato una visione integrata del benessere che supera i confini della sanità in senso stretto. «L’economia sociale non è un accessorio, ma il vero motore dei nostri territori» ha affermato, sottolineando come la salute nasca nei contesti di vita quotidiana, dal lavoro alla scuola, fino alla capacità di una comunità di non lasciare indietro nessuno.Secondo l’assessore, fragilità come solitudine, disagio giovanile e depressione affondano le radici in marginalità sociali che solo una rete di prossimità può intercettare e affrontare. In questa prospettiva, cooperative sociali e imprese mu-

tualistiche non svolgono una funzione di supplenza, ma diventano partner strategici in un’alleanza stabile tra istituzioni e cittadini.Un modello ritenuto cruciale soprattutto per le aree interne, dove la qualità dell’ambiente e i ritmi dei borghi lucani possono trasformarsi in risorsa.
L’obiettivo della Regione è costruire un welfare rafforzato che renda i paesi non soltanto luoghi di cura e accoglienza per i più fragili, ma poli di rigenerazione capaci di generare nuove opportunità occupazionali.Sul piano operativo, Latronico ha richiamato la responsabilità legata al Pnrr e al nuovo Pia-
no sanitario regionale. Le risorse disponibili dovranno tradursi in servizi più equi e accessibili, riducendo le distanze geografiche e portando l’assistenza al domicilio dei pazienti. «La sanità del futuro si gioca sul territorio, attraverso prevenzione e presa in carico delle cronicità» ha ribadito.In chiusura, citando Papa Francesco, «Nessuno si salva da solo», l’assessore ha confermato la volontà di proseguire nella co progettazione con il mondo della cooperazione, trasformando la stagione degli investimenti in un cambiamento strutturale per tutte le comunità lucane.
LA UILP BASILICATA ESPRIME SODDISFAZIONE
«Servizio civile anziani è misura interessante»
POTENZA. L’assemblea del Cnel ha approvato il disegno di legge per l’istituzione del servizio civile volontario degli anziani, proposta sostenuta dalla Uil pensionati. Una scelta che, secondo il segretario regionale Uilp Carmine Vaccaro, rappresenta «una risposta a un cambiamento demografico epocale» e punta a trasformare la percezione dell’anziano, non più soggetto da assistere ma risorsa strategica per la società. In Italia sono circa cinque milioni le persone con più di sessantacinque anni impegnate in attività di volontariato, oltre diecimila in Basilicata. Negli ultimi venti anni la loro partecipazione è cresciuta in modo costante, in controtendenza rispetto al calo generale dell’impegno civico. «Promuovere l’invecchiamento attivo significa rafforzare il benessere individuale e contrastare l’isolamento» afferma Vaccaro. Il servizio civile, sottolinea, non è assistenzialismo ma una scelta libera di cittadinanza attiva, capace di valorizzare competenze maturate nel tempo e favorire la coesione intergenerazionale. In un Paese che invecchia rapidamente, la misura viene indicata come risposta strutturale ai nuovi bisogni sociali.

Il Tribunale del Lavoro di Potenza accoglie i ricorsi: pagate le ore svolte dalla Polizia Provinciale durante l’emergenza
POTENZA. È il segretario generale della Uil Fpl Basilicata, Giuseppe Verrastro, a intervenire dopo le sentenze con cui il Tribunale di Potenza, giudice del lavoro, ha riconosciuto il diritto al pagamento delle ore di straordinario svolte dagli agenti della Polizia Provinciale nel periodo più critico della pandemia. I provvedimenti, iscritti ai numeri cinquecentocinquantasei e cinquecentocinquantotto del duemilaventitre, depositati tra il diciotto dicembre duemilaventicinque e il ventiquattro febbraio duemilaventisei, riguardano le attività effettuate tra novembre duemilaventi e maggio duemilaventuno nei controlli sul rispetto delle restrizioni anti Covid, su ordinanze della Questura di Potenza.«È un risultato importante a tutela
dei diritti dei lavoratori che sono stati in prima linea durante l’emergenza sanitaria» afferma Verrastro. Il giudice ha accertato l’effettivo svolgimento delle prestazioni oltre l’orario ordinario, stabilendo che la Provincia di Potenza provveda al pagamento delle somme dovute, oltre interessi e rivalutazione monetaria.Per il segretario della Uil Fpl «le sentenze affermano un principio chiaro: il lavoro effettivamente svolto deve essere sempre riconosciuto e retribuito, anche in assenza di una formale autorizzazione preventiva, quando è reso nell’interesse pubblico e con il consenso dell’Amministrazione». Verrastro sottolinea che «gli agenti hanno garantito controlli, presenza sul territorio e tutela della collettività in condizioni

operative complesse, spesso oltre il normale orario di servi-
zio».Il pronunciamento, secondo il sindacato, «rappresenta una vittoria non solo per i singoli lavoratori coinvolti, ma per tutti coloro che durante la pandemia hanno assicurato il funzionamento dei servizi pubblici con professionalità e senso del dovere». Verrastro ribadisce che «la dignità del lavoro non può essere subordinata a formalismi quando la prestazione è stata richiesta e svolta nell’interesse generale».Infine, il segretario conclude: «Continueremo a vigilare e a batterci affinché nessun lavoratore venga penalizzato per aver adempiuto al proprio dovere al servizio della collettività. Questa decisione restituisce giustizia e riconosce concretamente l’impegno di chi non si è tirato indietro nel momento più difficile».
L’Unione sanità convenzionata interviene sull’appello di Polimedica e invita l’ente a rivedere i criteri di riparto
POTENZA. L’Usc, Unione sanità convenzionata, interviene sull’appello presentato da Polimedica al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar Basilicata che ha respinto il ricorso relativo alla deliberazione di giunta regionale numero quattrocentosettantatre del duemilaventicinque e al conseguente riparto del budget duemilaventicinque duemilaventisei per la specialistica ambulatoriale.Secondo l’Usc, la decisione del Tar segna un passaggio che riguarda l’intero sistema sanitario lucano. La pronuncia, per come motivata, afferma che la Regione, nell’esercizio della propria discrezionalità programmatoria, può adottare criteri di riparto che non assumono come obiettivo vincolante e immediato la piena soddisfazione del fabbisogno sanitario, anche quando questo sia stato misurato e richiamato negli atti, attribuendogli un peso marginale rispetto ad altri parametri, a partire dalla spesa storica.Pur rigettando il ricorso, osserva l’Usc, la sentenza smentirebbe la tesi secondo cui la deliberazione fosse un «atto dovuto» in senso stretto. Il Tar riconosce infatti che la Regione disponeva di un margine di scelta e che ha


opta-
to per un assetto nel quale i fabbisogni possono restare subordinati ad altri criteri. La delibera, dunque, resta valida non perché inevitabile, ma perché ritenuta consentita tra più opzioni possibili.Ed è su questo passaggio che, per l’Usc, il tema si sposta dal piano della legittimità a quello della responsabilità politica e morale. «Il bisogno sanitario non è un’opinione: è un fatto clinico e umano» sottolinea l’Unione, richiamando l’impatto concreto su liste d’attesa, diagnosi rinviate, terapie rimodulate e mobilità sanitaria.L’Usc precisa di non contestare la necessità di governare i vincoli economici, ma respinge l’idea che il vincolo possa
giustificare la marginalizzazione della domanda reale. Se la programmazione non è orientata ai bisogni, si rischia di rendere strutturale l’attesa e di trasformare il diritto alla cura in un percorso ad ostacoli.L’appello di Polimedica, evidenzia l’Unione, mira a valorizzare profili ritenuti decisivi, dalla coerenza tra strumenti di rilevazione del fabbisogno e criteri adottati, alla trasparenza delle scelte e all’impatto sull’offerta territoriale. «Il giuridicamente possibile non coincide con il politicamente sostenibile» conclude l’Usc, chiedendo che la Regione assuma una responsabilità pubblica chiara sulle proprie opzioni di programmazione sanitaria.
ARANEO E VERRI: «SCELTA IMPORTANTE»


POTENZA. La discussione in Quarta Commissione sulla preservazione della fertilità e sul cosiddetto Social Freezing ha posto al centro una scelta che le consigliere regionali Alessia Araneo e Viviana Verri del Movimento cinque stelle definiscono «politica e non tecnica». Per le esponenti lucane la proposta rappresenta innanzitutto uno strumento di libertà personale, capace di consentire alle donne di non sacrificare studio, lavoro e stabilità economica a un tempo biologico che non coincide con quello sociale.«In Basilicata molte giovani sono biologicamente fertili ma socialmente bloccate» affermano, richiamando precarietà, redditi insufficienti e carichi di cura non condivisi. La preservazione preventiva della fertilità, sostenuta con criteri equi e risorse sostenibili, viene indicata come risposta concreta alla complessità contemporanea e come misura di reale autodeterminazione.Secondo Araneo e Verri il Social Freezing va letto anche come politica demografica innovativa. «Non possiamo denunciare il crollo delle nascite senza offrire strumenti che mettano le donne nelle condizioni di scegliere davvero». In una Regione segnata da spopolamento e invecchiamento, la misura amplierebbe le possibilità senza imporre modelli. «La Basilicata può essere tra le prime a introdurla in modo strutturato e responsabile» concludono.
Indagine Sio evidenzia squilibri territoriali: meno centri, Pdta limitati e farmaci costosi nonostante il riconoscimento nei Lea
POTENZA. «L’obesità rappresenta una vera e propria piaga socio sanitaria nel Sud Italia». A sostenerlo è il capogruppo in Consiglio regionale di Basilicata Casa comune, Giovanni Vizziello, che commenta i dati diffusi dalla Sio, Società italiana dell’obesità, sulle disuguaglianze territoriali nella presa in carico di una patologia che interessa circa sei milioni di italiani.Secondo Vizziello, nel Mezzogiorno a un numero più elevato di malati corrisponde una minore presenza di centri di cura rispetto al Nord e un accesso più difficile a prestazioni come i Pdta e ai farmaci innovativi. Una disparità che l’esponente regionale definisce «inaccettabile», soprattutto dopo l’approvazione della
legge che riconosce l’obesità come malattia cronica e la inserisce nei Lea, con l’obiettivo di garantire cure omogenee su tutto il territorio nazionale.I numeri richiamati dall’indagine parlano di un tasso di obesità più alto nel Sud, dove una persona su due è in sovrappeso, a fronte di una media del quarantadue per cento nell’area settentrionale. Eppure, dei centosessanta centri di cura del diabete, il cinquantadue per cento si trova al Nord e solo il trenta per cento al Sud. Analoga disparità riguarda i Pdta, previsti soltanto da sei Regioni, di cui tre settentrionali, una del Centro e appena due meridionali.«Lo squilibrio si rinnova anche con riguardo all’accesso ai farmaci innovativi» aggiunge Vizziello,

sottolineando come, in assenza di diagnosi di diabete, tali terapie restino a carico dei pazienti, con costi che possono arrivare a circa trecento euro al mese. Una
spesa difficile da sostenere, soprattutto nelle aree economicamente più fragili.L’obesità, ricorda il capogruppo, incide profondamente sullo stato di salute, essendo spesso associata a diabete mellito, ipertensione arteriosa, cardiopatia ischemica e rappresentando un rilevante fattore di rischio oncologico.Infine, Vizziello richiama le risorse previste dalla Legge di bilancio duemilaventicinque, che ha istituito un fondo presso il Ministero della salute per finanziare misure di prevenzione e cura dell’obesità. «L’assessore Latronico deve utilizzare al meglio queste dotazioni per garantire ai lucani le stesse opportunità di cura e benessere di chi vive in altri contesti territoriali» conclude.



POTENZA. Un Consiglio comunale fiume e fortemente dibattuto è stato quello di ieri pomeriggio sull’approvazione del Documento unico di programmazione e del bilancio di previsione per il triennio 2026-2028 del Comune di Potenza.
Un bilancio “di sacrifici”, necessario per garantire l’equilibrio dei conti ma inevitabilmente segnato da tagli pesanti. È questo il quadro tracciato a Cronache Lucane dal sindaco, Vincenzo Telesca, intervenuto per spiegare le scelte dell’amministrazione comunale.
«Il bilancio è la parte fondamentale di un Comune, è l’atto politico per eccellenza – ha dichiarato – ma in questo caso di politico c’è poco. Nel previsionale si assestano le somme per dare risposte alla città. Stavolta le risposte arrivano stringendo la cinghia».
Il riferimento è ai 4 milioni e 800 mila euro di risorse mancanti, cifra che l’amministrazione aveva chiesto alla Regione. «Sono i 5 milioni che avevamo richiesto –ha spiegato il primo cittadino – e che non sono stati finanziati. Abbiamo dovuto spalmare questa carenza su tutti i capitoli, operando tagli diffusi».
Le riduzioni hanno interessato diversi settori: dagli interventi infrastrutturali sugli immobili al trasporto pubblico locale, dalla mensa scolastica all’assistenza per l’autonomia delle persone con disabilità, fino alle spese per le utenze. «Abbiamo tagliato anche sulle bollette pur di chiudere un bilancio in pareggio», ha sottolineato Telesca.
A pesare sui conti comunali è anche il piano di riequilibrio finanziario, che accompagnerà il Comune nei prossimi anni. «Lo stiamo rispettando e continueremo a farlo – ha assicurato Telesca – ma una parte importante delle entrate tributarie serve a coprire un disavanzo storico che ammonta a circa 80 milioni di euro».
Un’eredità pesante che limita la capacità di investimento e rende ancora più complessa la gestione ordinaria. «Se non arriva un aiu-
to concreto – ha continuato il sindaco – diventa difficile far ripartire e far crescere la città. Le lotte politiche non servono: rischiano solo di affamare una comunità e i suoi cittadini».
E qui il primo cittadino ribadisce l’importanza del riconoscimento da parte della Regione Basilicata del ruolo di Potenza come città che eroga servizi: «Offriamo servizi sovracomunali e non possiamo sostenerli solo con le tasse dei nostri residenti. Per continuare a garantire questi servizi serve un riconoscimento economico».
Una richiesta già avanzata nei mesi scorsi al presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi. «Il presidente aveva accolto la nostra istanza nell’estate 2025. Mi auguro che nel bilancio regionale possano essere previsti e appostati i 5 milioni di euro necessari affinché Potenza continui a svolgere il proprio ruolo».
Senza quelle risorse, avverte il sindaco, l’unica strada resta quella dei tagli. «Noi continueremo a fare il nostro dovere, ma potremo farlo solo riducendo servizi. Non è una scelta politica di questa amministrazione: è un problema oggettivo, atavico della città». IL DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE
Ma andando ai lavori dell’Assise si parte con l’assessore al Bilancio Roberto Falotico che illustra il Documento Unico di Previsione: «È bene ricordare che il DUP è lo strumento fondamentale per la guida strategica e operativa degli enti locali e costituisce presupposto necessario per tutti gli altri documenti di programmazione, garantendo che ogni previsione contabile sia supportata da una specifica scelta programmatica. La nuova visione amministrativa mette al centro la persona e il bene comune, seguendo i principi di sussidiarietà verticale e orizzontale per rendere il cittadino protagonista attivo e non solo utente passivo. Inclusione, accoglienza, operosità, vivacità, cultura, prestigio, efficienza, pulizia, decoro, cura, modernità, attenzione alle esigenze dei suoi cittadini: questi gli ingredienti per attivare un

cambiamento partendo da idee semplici e concretamente realizzabili».
Le linee strategiche individuate nel DUP vanno dalla riorganizzazione del Trasporto pubblico locale, al decoro urbano, al potenziamento della sicurezza in città, alla trasformazione di Potenza un una "Città Universitaria" di fatto, con la creazione di un'Università diffusa fino ad arrivare all’attenzione per i più giovani con politiche adeguate. Insomma un documento che «si conferma come uno strumento di programmazione, prudente ma propositivo, volto a consolidare il percorso di risanamento dell’Ente senza rinunciare alla pianificazione degli investimenti necessari per lo sviluppo della città» come dichiara Falotico e che è stato tanto lodato e apprezzato da parte dei consiglieri di maggioranza intervenuti quanto “criticato” da parte degli esponenti dell’opposizione. Il consigliere di Fratelli d’Italia Antonio Vigilante chiede “dove siano le azioni concrete indirizzate al sostegno delle famiglie. Come mai si indicano alcuni tipi di interventi dimenticando ciò che era stato fatto prima e che ha consentito che quegli stessi interventi si potessero portare avanti». Dopo un proficuo confronto il documento è stato approvato a maggioranza dei presenti e il voto contrario dell’opposizione presente in Aula.
IL BILANCIO
DI PREVISIONE
Torna la parola all'assessore al Bilancio Roberto Falotico che ha illustrato nei particolari il Bilancio di previsione. Il documento prevede un pareggio tra entrate e spese complessive pari a 152.712.419,18 euro, con un equilibrio di parte corrente stimato a 72.590.863,41 euro. Secondo l'assessore, il bilancio è stato elaborato seguendo una rigorosa gestione del piano di rientro e mantenendo gli equilibri di cassa e competenza, nonostante il peso del disavanzo pregresso. Per garantire l'equilibrio del bilancio, il Comune ha previsto tagli mirati in vari settori:
Trasporti e mobilità: riduzione di 626.600 euro per il trasporto pubblico urbano, 145.000 euro per il trasporto scolastico e 29.000 euro per spese generali di mobilità. Istruzione e servizi sociali: tagli per 360.000 euro alla gestione dei servizi scolastici integrati, 75.000 euro per le mense scolastiche e 30.000 euro per i libri di testo. Ambiente e territorio: riduzioni di 190.000 euro per la bonifica delle discariche, 50.000 euro per la disinfestazione e 20.000 euro per il randagismo.
Cultura e sport: tagli di 33.700 euro alle attività culturali, 40.000 euro al vestiario della polizia locale e 7.000 euro agli interventi sportivi.
Proposti emendamenti da parte dei consiglieri id opposizione Bruno Saponara che ha proposto di modificare la tassa di soggiorno, proponendone un aumento per allinearla alla media nazionale e incrementare gli introiti da 77.000 a 114.000 euro e Carmen Galgano, che ha invece proposto di riaprire la strada Cozzale, chiusa da oltre vent’anni, chiedendo un incremento di 100.000 euro per completare i lavori necessari.
Il consigliere Vigilante ha criticato la scelta di intervenire su voci di spesa che colpiscono le famiglie, come le rette scolastiche, sostenendo che si sarebbero potuti effettuare risparmi su altre spese meno essenziali.
Il consigliere Bonomo ha invece evidenziato la necessità di affrontare con attenzione le priorità del bilancio, senza penalizzare le aree rurali, mentre il capogruppo di Potenza Prima, Enzo Stella Brienza, ha richiamato l'importanza di rispettare gli obblighi del Piano di Riequilibrio per evitare il rischio di dissesto finanziario. Infine, il consigliere Rocco Pergola ha sottolineato la rigidità del bilancio comunale dovuta alla forte dipendenza dai trasferimenti statali e alla necessità di rispettare gli obblighi di spesa, evidenziando tuttavia i risultati positivi ottenuti nella gestione dei rifiuti. Anche questo provvedimento è stato approvato a maggioranza dei presenti.
Ogni città ha una superficie visibile e una dimensione più profonda. La superficie è fatta di architetture, strade, servizi, dati economici, interventi amministrativi. È la parte che si misura, che si fotografa, che si racconta con i numeri. Ma esiste una realtà meno evidente e tuttavia decisiva: la percezione collettiva.
bale in cui tutto si muove rapidamente. Le informazioni sono continue. Le trasformazioni tecnologiche sono costanti. Le dinamiche economiche si intrecciano oltre i confini.

La percezione è il modo in cui una comunità si sente dentro il proprio spazio. È l’atmosfera che si respira nei luoghi pub- blici. È la qualità delle relazioni quotidiane. È il grado di fiducia che un territorio riesce a generare al proprio interno.Potenza non può essere compresa solo attraverso ciò che mostra. Va interpretata attraverso ciò che produce in termini di energia sociale. Una città non è soltanto ciò che costruisce, ma ciò che fa sentire alle persone. Quando la percezione è solida, anche le difficoltà diventano affrontabili. Quando è fragile, persino le potenzialità sembrano ridotte. La dimensione invisibile è il vero motore
IL MONDO ACCELERATO E LA PROFONDITÀ NECESSARIA
Viviamo in un tempo glo-
In questo scenario, le realtà locali non possono limitarsi a reagire. Devono sviluppare capacità di orientamento. Devono costruire visione. Devono rafforzare la qualità del pensiero collettivo.
La velocità non è un valore assoluto. Senza profondità, la velocità diventa dispersione. Una città che investe nella continuità, nella coerenza e nella pianificazione costruisce stabilità nel tempo. Non serve inseguire il cambiamento. Serve comprenderlo e guidarlo. Il progresso non è un evento improvviso. È un processo. E i processi richiedono disciplina.
COME ARCHITETTU-
RA SOCIALE
Una comunità si rafforza quando i suoi membri assumono responsabilità. Non responsabilità astratta, ma concreta: nel modo di comunicare, nel modo di collaborare, nel modo di contribuire. Ogni gesto individuale incide sul clima collettivo. Ogni parola nello spazio pubblico
contribuisce alla percezione generale. Ogni scelta coerente costruisce fiducia. La qualità di una città dipende dalla qualità dei comportamenti che la abitano.La responsabilità non limita. Libera. Perché permette di trasformare l’energia individuale in forza condivisa. Quando le persone scelgono di essere parte attiva, la città cambia atmosfera. E l’atmosfera è decisiva.
L’ENERGIA LATENTE DI POTENZA
Ogni territorio possiede una forza interna che spesso non viene pienamente riconosciuta. Non è assenza di capacità. È potenziale non ancora completamente coordinato. Potenza dispone di competenze professionali, giovani preparati, esperienze consolidate, sensibilità culturali, intelligenze diffuse. Questa ricchezza esiste già. La sfida non è crear- la. È metterla in relazione. La frammentazione riduce l’impatto. La sinergia lo moltiplica.Quando le energie dialogano, la città acquista slancio. Quando lavorano in modo isolato, il risultato è inferiore alla somma delle parti. La vera trasformazione nasce dall’integrazione.
LA CONTINUITÀ COME PRINCIPIO DI VITTORIA
Il pensiero che ispira questa riflessione indica un
principio fondamentale: la vittoria nasce dalla continuità dell’impegno. Non è l’eccezione che cambia la realtà. È la ripetizione coerente di azioni responsabili. Ogni giorno è un’occasione per avanzare. Anche un passo minimo, se mantenuto nel tempo, produce trasformazione. La continuità crea stabilità. La stabilità genera fiducia.
La fiducia alimenta sviluppo. Questo processo non è rumoroso. È silenzioso. Ma è potente. Le città che comprendono questo principio costruiscono risultati duraturi
CAMBIARE PERCEZIONE PER ATTIVARE FUTURO
La percezione influenza la realtà urbana. Quando una comunità inizia a riconoscere il proprio valore, si rafforza. Quando valorizza le competenze esistenti, cresce.
Quando sceglie il dialogo, migliora.
Cambiare percezione non significa ignorare le difficoltà. Significa affrontarle con lucidità, senza perdere fiducia nelle proprie capacità.
Potenza può scegliere di raccontarsi per ciò che è realmente: una realtà con storia, con talento, con possibilità concrete di sviluppo.
La realtà evolve quando cambia la consapevolezza collettiva.
Il futuro richiede equilibrio tra innovazione e identità. Richiede metodo nella gestione. Richiede programmazione. Richiede continuità nelle scelte. Non è una questione di velocità, ma di direzione. Una città cresce quando integra generazioni, competenze e sensibilità in un progetto coerente. Quando supera le divisioni inutili. Quando mette al centro l’interesse comune. La qualità della governance incide direttamente sulla qualità della vita urbana.
L’ENERGIA
Potenza non è una città ferma. È una città con energia da attivare. La sua forza non è solo visibile. È presente nelle persone, nelle competenze, nella storia, nella capacità di adattamento. Il futuro non dipende da un singolo evento. Dipende dalla continuità delle scelte quotidiane. Se si sceglie coerenza, si costruisce stabilità. Se si sceglie collaborazione, si costruisce crescita. Se si sceglie visione, si costruisce futuro. Il tempo della nuova pagina non arriverà automaticamente. Deve essere scritto con consapevolezza. E Potenza possiede tutto ciò che serve per farlo. Adesso.
D INO Q UARATINO

Interventi infrastrutturali e tecnologici: modifiche alla circolazione dal primo marzo e Frecciarossa limitato a Salerno
POTENZA. A partire dal primo marzo sulla tratta Battipaglia-Potenza-Taranto, Rete ferroviaria italiana (Gruppo Fs) «effettuerà lavori di potenziamento infrastrutturale e tecnologico, nell’ambito dell’ampio insieme di investimenti in corso e finanziati con risorse Pnrr, che si concluderanno il prossimo 30 giugno 2026».
Lo ha reso noto l’ufficio stampa del gruppo Fs, specificando che, di conseguenza, «dal primo marzo al 30 giugno 2026, per interventi di manutenzione straordinaria e di potenziamento infrastrutturale e tecnologico sulla linea Taranto-Potenza-Battipaglia, tutti i treni programmati saranno interessati da modifiche alla circolazione. Durante questo periodo, la coppia di collegamenti Frecciarossa Torino/Milano-Salerno-Taranto sarà limitata a Salerno». Nella nota è inoltre messo in evidenza

che «gli interventi programmati – che seguono quelli già realizzati negli anni precedenti – sono necessari per garantire e migliorare gli standard di affidabilità dell’infrastruttura e assicurare una maggiore regolarità del servizio ferroviario e un incremento della capacità della rete, con benefici in termini di puntualità e, a regime, un’ottimizzazione dei tempi di viaggio».
Interventi di manutenzione e aree attrezzate per rilanciare il luogo turistico

Avviati i lavori per la messa in sicurezza dei sentieri che portano alle cascate di San Fele, “U uattenniere”, da parte del Parco del Vulture, facenti parte del progetto per lo Sviluppo degli itinerari turistici e ricreativi attraverso il ripristino e la manutenzione della Rete Escursionistica Regionale, distribuiti all'interno del perimetro del Parco.
Gli interventi previsti riguardano: lavori di realizzazione di tutta la palificata lungo tutto il percorso «U vurton – cascata U uattenniere – cascata
degli Innamorati – fontana Acquafredda», ripristino delle passerelle e dei scalini, pareggiamento del piano stradale. È inoltre prevista l'apposizione di segnaletica verticale, tabelle tematiche, tabelle segnavia, picchetti segnavia, secondo i dettami della L.R. 51/2000 –Manuale per la realizzazione dei sentieri, tabelle località (Mulino e Gualchiera), bacheche, cartelli direzionali, fioriere, pannelli informativi (allerta fiume in piena, vietato accesso), panche e panchine per la sosta dei visitatori lungo l’intero
percorso, deviatori del flusso dell’acqua sulle strade di accesso, oltre alla realizzazione di un’area didattica.
Questi lavori si vanno ad aggiungere a quelli che, a breve, saranno realizzati dal Comune di San Fele con la ricostruzione dei nuovi ponticelli sui torrenti Corbola (U vurton) e Malonga, e consentiranno alle migliaia di turisti di percorrere in piena sicurezza i sentieri che portano alle cascate di San Fele.

LAVELLO. L’associazione culturale denominata “Sorelle Unite”, da poco costituita nella cittadina dauna, retta da Viviana Gallicchio, con il patrocinio del comune di Lavello, nell’ambito delle iniziative di marzo, mese della festa della donna, organizza un incontro avente come oggetto “La forza di una mamma” e la storia di sua figlia Maria Lucia, il coraggio di andare oltre la normalità.
Donatella Ungaro definita madre coraggio, ma non è altro che una madre che ama i suoi figli Katia e Angela Lucia, proiettata con la sua azione e presenza verso gli altri.
Appuntamento domenica primo marzo, alle ore 18, presso il centro sociale “M. Di Gilio” di Lavello, per ascoltare la storia di Angela Lucia.
Intervento di Donatella Ungaro, madre e presidente dell’associazione che racconterà “Il cammino di Angela Lucia”.
Modera Viviana Gallicchio, presidente dell’associazione “Sorelle Unite”, presenterà il direttivo, gli scopi benefici dell’associazione che intende promuovere e le prossime iniziative.
Intervento della socia Maria Pia Carnicella, con i saluti finali di Don Danilo Marino, parroco della parocchia di San Mauro.

A Cronache, «Commenti anonimi, battute fuori luogo, attacchi continui. Nessuna proposta, nessuna alternativa, solo il tentativo di screditare una comunità
Sono ben 16 i cantieri sul territorio di Marsico Nuovo, che il Sindaco Massimo Macchia snocciola uno per uno, elencando ai concittadini l’impegno dell’Amministrazione e lo stato dell’arte delle opere. Tra questi rientrano i lavori già terminati, ovvero «la realizzazione di camminamenti e riqualificazione giardino Salone San Francesco e illuminazione monumenti, la riqualificazione della strada comunale e la costruzione del marciapiede e i lavori di riqualificazione del sentiero tratto fontana delle BreccePiana del lago».
E poi ci sono i lavori a «Palazzo Boccia e la manutenzione straordinaria dei cimiteri, il cantiere in Vie dell'Acqua e le opere dell’asilo nido, ed ancora si va dall’isola ecologica alla messa in sicurezza del centro storico che presenta rischio idraulico. Poi ancora la manutenzione straordinaria delle strade comunali, il rifacimento di parte della strada Provinciale, la manutenzione straordinaria della palestra del Liceo Peano, l’efficientamento di edifici di proprietà comunale e i lavori di realizzazione per l’area di sgambamento dei cani».
Tra le opere di riqualificazione invece il Primo cittadino annovera: «l’area antistante chiesa di Santa
Maria di Costantinopoli, piscina comunale, piazza Brassens, ed il 16esimo cantiere che riguarda i lavori di via San Donato, con un intervento che riguarda l’area sotto il campo sportivo Antonio Incerto fino all’intersezione con la strada Provinciale Lama – Sellata – spiega il Sindaco- In sintesi, è previsto il recupero dell’area attualmente adibita a parcheggio, la realizzazione di un marciapiede e la risagomatura della rotonda. Verranno poi posizionati 2 attraversamenti pedonali rialzati».
L’intervento consentirà di ottenere «oltre 30 stalli di sosta e, più in generale, di migliorare le condizioni di sicurezza della circolazione, sia veicolare che pedonale. I lavori sono finanziati con fondi del P.O.
Val d’Agri, risorse che l’Amministrazione ha saputo tradurre in opere concrete, dimostrando una gestione efficace e responsabile delle opportunità messe a disposizione per lo sviluppo del territorio». Proseguono altresì i lavori in viale Regina Margherita, «dove è in corso il rifacimento del manto stradale dopo gli interventi di canalizzazione delle acque.
Si tratta di un’opera fondamentale, attesa da anni, che interviene in maniera strutturale sulla sicurezza del centro storico, riducendo concretamente il rischio idraulico» spiega in questo caso Macchia.

Naturalmente tutti questi lavori sul territorio sono stati anche occasione per sollevare critiche all’Amministrazione, che però il Primo cittadino prontamente smorza: «Sappiamo bene che i cantieri comportano disagi. Per questo va riconosciuto il senso di responsabilità dimostrato dalla stragrande maggioranza dei cittadini, che comprende l’importanza di questi interventi per il futuro della comunità.
Diversamente, non può passare inosservato l’atteggiamento di chi sceglie sistematicamente la polemica sterile e la denigrazione, spesso attraverso canali anonimi. È una modalità che non costruisce alternative, non propone soluzioni e non rende un servizio alla città. Il confronto è sempre legittimo, ma deve essere serio, trasparente e orientato all’interesse generale. Questa Amministrazione rivendica con chiarezza il lavoro svolto: in questi an-

ni sono stati avviati e realizzati interventi concreti, e molti altri sono già programmati. I cantieri non sono un problema - incalza macchia- ma il segno di una comunità che si muove, investe e guarda avanti.
A chi ironizza o prova a sminuire questo percorso, rispondiamo con i fatti: il lavoro continuerà, con determinazione. I disagi ci sono e non li neghiamo.
Ma chi amministra sa che per risolvere i problemi bisogna affrontarli, non aggirarli. La maggioranza dei cittadini lo ha capito e sta dimostrando senso civico. A loro va il nostro rispetto».
E non usa mezzi termini il Sindaco che aggiunge: «Fanno quindi “rumore” quei pochi che preferiscono la denigrazione alla responsabilità: commenti
anonimi, battute fuori luogo, attacchi continui. Nessuna proposta, nessuna alternativa, solo il tentativo di screditare una comunità intera. È bene dirlo chiaramente, questo modo di fare non serve alla comunità. Noi scegliamo i cantieri, non i post. Scegliamo gli interventi strutturali, non la ricerca del consenso facile. Scegliamo di assumerci responsabilità, anche quando è più scomodo. In quasi quattro anni sono state fatte scelte, aperti cantieri, avviati percorsi che altri hanno lasciato fermi oppure chiuso. E il lavoro non si ferma qui: i prossimi interventi sono già pronti a partire. A chi continua a ironizzare o a remare contro, diciamo una cosa semplice: rassegnatevi. Il cambiamento è in atto e andrà avanti».

BERNALDA. La Polizia di Stato di Matera ha arrestato un 40enne per detenzione di sostanza stupefacente a fini di spaccio e ha deferito, a piede libero, un 33enne per lo stesso reato.
Nell’ambito di servizi di prevenzione e repressione dei reati in materia di sostanze stupefacenti, gli agenti del Commissariato di Pisticci notavano, lungo la SS 407 Basentana, in direzione Potenza, un’auto che procedeva a velocità elevata. Imme-
diatamente, i poliziotti, insospettiti dall’andatura del mezzo, decidevano di seguirlo per sottoporlo a controllo. L’autovettura veniva fermata al km 99 +800 della SS 407 Basentana, nei pressi di un’area di sosta ricadente nel territorio di Bernalda. I due uomini a bordo, alla vista degli agenti, provavano, in un primo momento, ad accampare scuse per non essere sottoposti al controllo e, subito dopo, mostravano agitazione e insofferenza.
Pertanto, gli operanti, decidevano di perquisire i due uomini e il veicolo, con esito positivo. Difatti, all’interno di un sacchetto di plastica nella disponibilità del 40enne, veniva rinvenuta sostanza stupefacente di diversa tipologia (gr. 50 hashish; gr. 4 eroina; gr. 12 cocaina) anche suddivisa in dosi da destinare subito allo spaccio. Il 40enne veniva dichiarato in arresto e, su disposizione del magistrato di turno, veniva sottoposto alla misura precautela-

re degli arresti domiciliari mentre il 33enne veniva denunciato a piede libero.
Al Cinema Hollywood studenti in un percorso tra arte e ambiente. La dirigente Stigliano: «Esperienza educativa e coinvolgente»
POLICORO. Al Cinema Hollywood di Policoro è andato in scena lo spettacolo «Tra le mie onde», promosso dall’Orchestra Saverio Mercadante e interpretato con intensa partecipazione dall’attore e narratore Sergio Muñiz, con la regia di Michele Mirabella e l’accompagnamento musicale del Trio Unisono. Un appuntamento che ha unito teatro e musica in una proposta culturale rivolta in modo particolare al mondo della scuola.In platea erano presenti gli studenti dell’Istituto Comprensivo 2 di Policoro e dell’Istituto di Istruzione Superiore Pitagora, coinvolti in un’esperienza artistica e formativa centrata sul tema della tutela dell’am-

biente. Il mare, filo conduttore della narrazione, è diventato metafora della vita e della responsabilità collettiva nei confronti del pianeta, attraverso un linguaggio accessibile e capace di parlare direttamente alle giovani generazioni.
Lo spettacolo è stato pensato proprio per favorire nei ragazzi una maggiore consapevolezza ecologica, stimolando riflessioni sul rispetto della natura e sull’impegno individuale e collettivo necessario per preservarla. Il pubblico più giovane ha seguito
con attenzione e partecipazione, dimostrando sensibilità verso i contenuti proposti e maturità nell’accogliere un messaggio che intreccia emozione e responsabilità.Particolarmente significativo il momento conclusivo, quando molti bambini si sono avvicinati a Sergio Muñiz per chiedere un autografo. Un gesto semplice ma eloquente, che testimonia l’impatto positivo dello spettacolo e la capacità dell’artista di entrare in sintonia con il pubblico. Soddisfazione è stata espressa dalla dirigente scolastica Maria Carmela Stigliano, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa: «Lo spettacolo si è rivelato estremamente adatto al contesto scola-
stico, risultando altamente educativo e coinvolgente. Sergio Muñiz è stato superbo, capace di trasmettere ai nostri studenti un messaggio importante sulla tutela dell’ambiente e sul valore della consapevolezza. Esperienze come questa contribuiscono a educare i giovani ad essere cittadini attivi, responsabili e sensibili verso il futuro del nostro pianeta». L’evento conferma l’importanza della collaborazione tra istituzioni scolastiche e realtà culturali del territorio, promuovendo percorsi che attraverso l’arte favoriscono la crescita personale degli studenti e rafforzano il senso di cittadinanza attiva.
Definite le linee guida per la costituzione del Tavolo tecnico scientifico, stanziati 50mila euro dalla Regione Basilicata
MATERA. Un nuovo passo nel percorso di valorizzazione internazionale della Festa della Bruna è stato compiuto mercoledì venticinque febbraio presso la Fabbrica del Carro Trionfale, dove sono state definite le linee guida per la costituzione del Tavolo tecnico scientifico finalizzato alla candidatura della storica celebrazione materana a Patrimonio immateriale dell’Unesco.Si tratta dell’avvio della fase operativa di un progetto già ipotizzato all’indomani di Matera Capitale europea della cultura duemiladiciannove e oggi rilanciato attraverso una rinnovata sinergia tra istituzioni religiose, ci-
vili e accademiche. La riunione è stata presieduta dal presidente dell’Associazione Maria Santissima della Bruna, Bruno Caiella, alla presenza dell’arcivescovo di Matera Irsina, monsignor Benoni Ambarus, del presidente dell’Ente Parco della Murgia Materana Giovanni Mianulli e di rappresentanti della Regione Basilicata, della Provincia di Matera, dell’Università degli Studi della Basilicata e della Fondazione Matera Basilicata duemiladiciannove.Una convergenza ampia attorno a un obiettivo di rilievo nazionale e internazionale, resa possibile anche dallo stanziamento di cinquantamila euro di-

sposto dalla Regione in sede di assestamento di bilancio, risorsa destinata a sostenere il complesso iter tecnico amministrativo richiesto dal processo di candidatura.Al centro del percorso vi è il riconoscimento del valore comunitario della Festa della Bruna, espressione di una religiosità popolare tramandata da oltre sei secoli e profonda-
mente radicata nella memoria collettiva cittadina. Non solo celebrazione, ma patrimonio condiviso fatto di riti, saperi artigianali e partecipazione intergenerazionale.Se Matera è già conosciuta nel mondo per il patrimonio materiale dei Sassi, riconosciuto dall’Unesco, la candidatura mira ora a valorizzare la dimensione immateriale, proiettando la città tra le realtà capaci di coniugare patrimonio tangibile e cultura vivente. Nei prossimi mesi ciascun ente nominerà i propri esperti, dando avvio ai lavori per la redazione del dossier di candidatura, passaggio decisivo verso il riconoscimento internazionale.


Ecco il testo con gli spazi e gli a capo inutili rimossi, reso fluido e continuo:Oggi la vera forza non si misura nelle parole, ma nella capacità di restare saldi quando tutto intorno cambia. La forza autentica non è visibile in modo eclatante. Non è ostentazione. È equilibrio. È la capacità di restare centra- ti mentre tutto cambia. È una determinazione che non si esaurisce con l’entusiasmo del momento, ma si rinnova.La vittoria non nasce dal caso ma dall’impegno costante. Non da eventi straordinari, non da circostanze favorevoli, ma dalla disciplina quotidiana. Ogni giorno rappresenta un’occasione concreta per avanzare, anche di un solo passo.Il valore di una giornata non dipende da

ciò che accade intorno a noi, ma da come scegliamo di viverla. Possiamo affrontarla in modo passivo oppure trasformarla in crescita. Possiamo reagire agli eventi oppure guidare le nostre scelte con consapevolezza. La differenza nasce da una decisione interiore, spesso silenziosa, ma decisiva.La vita contemporanea tende a premiare l’immediatezza. Si cercano risultati rapidi, risposte istantanee, gratificazioni veloci. Ma ciò che dura nel tempo richiede metodo, coerenza e perseveranza. La stabilità non nasce per caso: si costruisce. Si consolida attraverso azioni ripetute, attraverso scelte coerenti, attraverso un impegno che non si interrompe nei giorni ordinari.Essere forti oggi significa proteggere la propria concentrazione. Significa orientare le energie verso ciò che
conta davvero. Significa non disperdere attenzione in ciò che non contribuisce alla crescita personale. Ogni pensiero costruttivo rafforza la direzione. Ogni gesto coerente alimenta la fiducia. Ogni decisione responsabile crea solidità.Il futuro non è un’entità lontana: è il risultato delle azioni che compiamo adesso. Se oggi agiamo con determinazione, domani troveremo stabilità. Se oggi manteniamo costanza, domani raccoglieremo risultati. Se oggi scegliamo disciplina, domani avremo maggiore sicurezza. Non esiste trasformazione improvvisa. Esiste un processo continuo di miglioramento. La vera evoluzione nasce dalla ripetizione consapevole. Non è necessario cambiare tutto in un giorno: è necessario non fermarsi. Non rinunciare. Continuare ad avanzare.In un’epoca dominata dalla velocità, la concentrazione è una scelta potente. In un tempo che invita alla
reazione immediata, la riflessione è un atto di maturità. In una realtà che spinge alla frammentazione, la coerenza diventa un punto di forza.Chi continua a impegnarsi anche quando l’entusiasmo iniziale si attenua sta costruendo qualcosa di stabile. La vittoria non è un picco isolato, ma una tra- iettoria. È il risultato di una direzione mantenuta nel tempo.La felicità duratura non dipende dall’assenza di difficoltà, ma dalla capacità di attraversarle senza perdere orientamento. Il successo autentico non è un evento fortuito, ma l’effetto della perseveranza. Ogni giorno offre un’opportunità concreta: migliorare di un passo. Non servono gesti straordinari. Servono gesti coerenti.La forza non dipende dal contesto esterno, ma dalla determinazione con cui scegliamo di vivere. Oggi è il punto da cui si costruisce il domani. Non con grandi dichiarazioni, ma

con azioni continue. Non con promesse, ma con impegno costante. Non con attesa passiva, ma con responsabilità attiva.Se vinciamo oggi, nelle nostre scelte quotidiane, nella disciplina che manteniamo, nella coerenza con i nostri valori, stiamo già preparando un futuro solido. La vera vittoria è questa: non interrompere il proprio cammino. Continuare a crescere. Continuare a migliorare. Continuare ad avanzare, con determinazione e lucidità.Il futuro luminoso non si costruisce domani. Si costruisce ora. E ogni giornata è il primo mattone della nostra vittoria.
A Taranto la quarta tappa del Demo Day del Cluster Lucano Automotive su intelligenza artificiale
Ha fatto tappa questa mattina a Taranto, presso il CTE Calliope del Parco della Musica, il quarto Demo Day sull’intelligenza artificiale realizzato dal Cluster Lucano Automotive “Fabbrica Intelligente”, nell’ambito del progetto EDIH Heritage Smart Lab (HSL) finanziato dalla Commissione Europea e dal Mimit, con la finalità di promuovere la transizione digitale nelle imprese e nelle pubbliche amministrazioni.
Dopo Policoro, Melfi e Salerno, il nuovo appuntamento nella città pugliese è stato realizzato in collaborazione con Confindustria Taranto e Confindustria Basilicata, per un approfondimento sull’impatto, l’uso e le applicazioni dell’innovazione di ultima generazione all’interno delle PMI, con uno sguardo pratico alle opportunità per una mobilità più sostenibile e servizi più efficienti. Nel corso del seminario sono stati presentati case history di particolare rilievo che si sono contraddistinte nell’utilizzo pratico dell’IA nei processi aziendali.
Tra questi, il progetto tutto lucano di mobilità sostenibile - Mobas 4.0 - che è stato illustrato da
una delle aziende partner del progetto, Plasticform. Il Cluster sta portando sui territori le best practice nel mondo imprenditoriale per dimostrare in maniera diretta quali possono essere i campi di applicazione e i vantaggi in termini di efficientamento dei processi, qualità dei prodotti, riduzione dei costi ed efficientamento energetico.
Ospite d’onore, Massimo Chiriatti, chief technical & innovation officer di Lenovo, che grazie alla sua autorevole esperienza nel panorama nazionale e internazionale ha curato un talk di scenario sul rapporto tra IA e la costruzione delle strategie aziendali.
Per il presidente del Cluster Lucano Automotive, Antonio Braia: «Si tratta di momenti di confronto molto importanti perché favoriscono la collaborazione tra imprese, centri di ricerca e istituzioni e lo scambio di buone prassi anche tra territori limitrofi. Gli attori dell’innovazione si incontrano per condividere e trasferire conoscenze e competenze, al fine di accelerare l’introduzione di tecnologie di ultima generazione e metterne a frutto i vantaggi per aumentare la competitività del nostro sistema produttivo.
Una certa resistenza culturale rispetto ai vantaggi derivanti dall’utilizzo dell’intelligenza artifi-

ciale e la carenza di competenze specializzate rappresentano ancora due dei principali ostacoli a una diffusione più sostenuta della AI nelle nostre PMI. Di qui la necessità di un’azione più pervasiva per sensibilizzare ai vantaggi».
La vicepresidente della sezione Informatica, servizi innovativi e tecnologici di Confindustria Basilicata, Laura Tosto ha illustrato le numerose iniziative che la sezione sta portando avanti sui temi dell’intelligenza artificiale, dall’IOT alla cybersecurity. L’AI non è solo tecnologia ma una leva di politica industriale che va azionata per spingere la crescita soprattutto nei territori, come la Basilicata, che presentano altri gap di competitività.
Le nostre aziende hanno già fatto importanti passi in avanti con investimenti in competenze e tecnologie e sono pronte a supportare le imprese nei processi di innovazione e implementazione delle soluzioni AI nei processi produttivi. Sviluppare logiche di rete con i partners di altri territori è un passaggio fondamentale per offrire servizi sempre più qualificati
De Giorgio: «Proveremo a fermare il Benevento». Tra i rosso-blù rientra Rocchetti. Fuori Kirwan ed Errati per squalifica. Turn-over per il Benevento
DI R O CCO NIG R O
POTENZA. Per la gara di domenica mattina alle ore 12:30 al “Viviani” tra il Potenza e la capolista Benevento si prevede il sold out. I cinquecento tagliandi messi a disposizione della tifoseria della “strega” si sono polverizzati in un batter d’occhio. Disponibili invece i biglietti nei 3500 posti dei settori a disposizione dei supporter rosso-blù. Le previsioni fanno ipotizzare il tutto esaurito, anche perché in casa del “leone” il morale è abbastanza buono dopo la seconda vittoria esterna stagionale ottenuta a Latina. De Giorgio ci tiene molto a fermare la capolista per arrivare a quota 40 punti in classifica. In un
momento in cui, a differenza dei mesi scorsi quando l’infermeria era strapiena, il tecnico di Verbicara ha l’imbarazzo della scelta, a parte Kirwan in difesa ed Erradi, entrambi squalificati dopo i gialli presi a Latina. Per il resto tutti abili e arruolati, dall’esterno difensivo sinistro, l’ex Cremonese Rocchetti, che rientra dopo i tre turni di squalifica, fino a Murano e Felippe, quest’ultimo lasciato appositamente dal tecnico nella trasferta pontina. Sulla corsia di destra, vista l’assenza del neozelandese, non è certa la presenza dell’ex Sassuolo e Ascoli Adjapong, alle prese con un problema alla caviglia che lo staff medico sta monitorando. Al suo

posto dovrebbe essere impiegato Riggio, anche se non nella posizione ideale per il centrale ex Taranto. Al centro della difesa non ci dovrebbero essere dubbi sulla coppia LoiaconoCamigliano. A centrocampo ci sarà il rientro di Felippe, mentre per gli altri due posti in lizza ci sono le maglie di Siatounis, De Marco, Maisto e Castorani. In attacco dovrebbe esserci il rientro del “Samuray” dal primo minuto affiancato da Petrungaro e D’Auria. Schimmenti in questa settimana è stato affetto da un virus intestinale e non si è allenato. Queste sono in sostanza le ipotesi di schieramento in campo per De Giorgio, che nel corso del pre-gara ha sostenuto: “Proveremo a fermare il Benevento, una squadra che sta facendo cose importanti, prima in classifica, fatta di giocatori importanti, organizzata, con un’identità di gioco e molto completa in tutti i reparti. Da parte nostra mi piacerebbe tanto difendere l’imbattibilità in casa, che per noi sarebbe un risultato importante. Insomma, per tutti affrontare il Potenza al Viviani non è stato semplice e deve essere lo stesso anche per il fortissimo Benevento”.
QUI BENEVENTO.Con
5 punti di vantaggio sul Catania e 14 sulla Salernitana, il Benevento del patron Vigorito ha tutte le carte in regola per tornare in serie B. Decisivi per il salto nel campionato cadetto saranno i tre incontri della prossima settimana: domani mattina alle 12:30 al “Viviani” contro il Potenza, giovedì nella gara infrasettimanale in casa contro il Catania e domenica prossima sempre al “Viviani” contro il Sorrento. Da qui la necessità per il tecnico Floro Flores di optare per una sorta di turn-over almeno per tre o quattro elementi. In particolare dovrebbe esserci il riposo forzato per capitan Maita, diffidato e a rischio squalifica, al cui posto dal primo minuto dovrebbe giocare Angelo Talia. Diffidati nel Benevento anche Prisco e Ceresoli, sui quali è poco ipotizzabile che il tecnico fermi entrambi i titolari del reparto mediano. Per preservare entrambi, l’allenatore potrebbe optare per l’inedito tandem TaliaKouan, considerato che Mehic non sarà disponibile per la prossima gara per problemi infiammatori nella zona pubica. L’ex Udinese, Sassuolo e Genoa, solo per citare alcune squadre di Serie A dove ha militato il tecnico napole-
tano, potrebbe avere in mente altri avvicendamenti. In difesa Caldirola dovrebbe accomodarsi in panchina, con Saio che riprenderebbe il posto da titolare dopo il turno di riposo concesso ad Altamura. Nessun dubbio sulla presenza di Pierozzi e Scognamillo, confermabili o sostituibili da Romano o dall’ultimo arrivato Celia. In attacco, nel ruolo finora scoperto, Floro Flores dovrebbe premiare Della Morte, che ha destato buona impressione da subentrato al “Tonino D’Angelo”. Scontata la scelta di Lamesta e Tumminello tra fascia destra e zona centrale della linea dei rifinitori. In attacco è testa a testa tra Salvemini e Mignani, con quest’ultimo possibile sorpresa del match di domenica mattina. Floro Flores potrebbe far rifiatare il bomber ex Cerignola e Giugliano, preferendogli l’ex Pianese. La decisione finale sarà presa il giorno prima della gara. Infine, la partita tra Potenza e Benevento sarà diretta da Cristiano Ursini di Pescara, coadiuvato da Vincenzo Andreano di Foggia e da Daniele De Chirico di Molfetta. Quarto ufficiale sarà Giorgio Di Cicco di Lanciano ed al monitor FVS Steven La Regina di Battipaglia.
Picerno punta a rafforzare la propria posizione di classifica. Bertotto ha tutti gli atleti a sua disposizione
Derby appulo-lucano nella decima giornata di ritorno della Lega Pro Serie C Now di calcio. Questo pomeriggio alle 17:30 si affrontano al Donato Curcio di Picerno l'AZ Picerno e la Team Altamura. Due squadre uscite sconfitte con il medesimo risultato di due a uno nel turno precedente si affrontano per migliorare la propria posizione di classifica. Lucani reduci dalla sconfitta del Pinto di Caserta contro la Casertana per due a uno, murgiani invece battuti in casa, al Tonino D'Angelo sempre per due a uno contro la capolista Benevento al termine di una partita che continua a far discutere per gli errori arbitrali. L'Altamura in caso di successo al Curcio ipotecherebbe anche matematicamente la salvezza, mentre il Picerno in caso di vittoria allungherebbe decisamente il passo in classifica alla vigilia del secondo incontro consecutivo tra le mura amiche contro l'Atalanta Next Gen previsto per giovedì prossimo alle 20:30.
Melandrini e murgiani affrontano questa gara senza assilli legati a squalifiche. Le formazioni di Valerio Bertotto e Devis Mangia puntano a disputare un match d'attacco per ottenere punti preziosi in chiave salvezza. La penalizzazione di sei punti inflitta in settimana al Siracusa ha costituito un motivo in più per guardare con fiducia al prosieguo del campionato per i lucani. Ne deriva che in casa Picerno c'è tutta l'intenzione di migliorare le recenti prestazio-
ni fatte registrare nel corso delle ultime battute e di tenere inviolato il Curcio nel 2026. Impresa non facile visto che l'Altamura si è spesso confermata squadra da trasferta visto il gioco espresso dai murgiani nel corso delle partite esterne La formazione di Bertotto scende in campo al gran completo. Umore e spirito di gruppo sono quelli dei giorni migliori e in casa rossoblù c'è tutta l'intenzione di vincere questa gara e lasciare indietro le dirette concor-

renti alla salvezza. Nelle ultime gare il team di Valerio Bertotto ha mostrato decisi e confortanti segnali di miglioramento in termini di crescita e temperamento. Elementi questi che hanno consentito insieme all'enorme lavoro svolto dalla dirigenza in campagna acquisti di far tesoro e cassa in classifica dando una conformazione differente alla graduatoria dell'undici lucano. L'Altamura dal canto suo è reduce dai passi falsi contro Potenza e Benevento ma si trova ormai a un passo dalla salvezza che dista tre punti, tutti vicini e da conquistare nelle prossime dieci giornate evitando sofferenze alla tifoseria del D'Angelo. La gara dello Stadio Donato Curcio sarà diretta dal signor Jules Roland Andeng Toma Mbei di Cuneo, coadiuvato da Umberto Galasso di Torino e Simone Ambrosino di Nichelino. Quarto uomo il signor Giuseppe Vingo di Pisa. Operatore FVS Steven La Regina di Battipaglia”.

