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Da oggi gli operatori potranno nuovamente accedere alla piattaforma per presentare le istanze
OGGI I FUNERALI NELLA CHIESA MADRE PER IL 35ENNE CHE HA PERSO LA VITA NELL’INCIDENTE VENERDÌ
Il Metapontino
FONDAZIONE ENRICO MATTEI
Sogemi alla scoperta delle produzioni lucane
Nicola Zaffra, Project and Quality Manager di Sogemi, ed Ermanno Tritto, Responsabile delle relazioni istituzionali ed esterne della società, iniziano oggi una tre giorni di visite presso alcune aziende agricole della Basilicata alla scoperta delle migliori eccellenze alimentari del territorio. Con loro è presente anche una delegazione di operatori del mercato composta da Antonio (...)

■ continua a pag 9 Giambattista Mele Calabrese a pag 3
on sappiamo cosa uscirà dal barile raschiato all’occasione per rimettere un po’ d’ordine ai perduti conti della sanità regionale e nemmeno da dove possano arrivare le risorse aggiuntive di cui parla la letterina a forma di supplica che il dg Tripaldi ha rivolto al suo omologo alla programmazione Morvillo, ma già per misurare il pessimo lavoro patriottico e magari farsi un’idea della cassa che si batte basterebbe rileggersi le parole “perdita complessiva”, “disavanzo”,“squilibrio”che tragicamente campeggiano in esegesi al conto economico relativo al quarto trimestre 2025. Ora lasciamo stare la nonchalance surreale con cui l’assessore patriota Latronico cerca di far risplendere anche una marcia funebre, trovando giustificazioni e buone scuse a destra e a manca e finanche nel minimo statistico sanitario, ma gli andrebbe ricordato che un malato grave non si cura con l’aspirina e che non è affatto giusto che i guasti di governance li debbano pagare i lucani di tasca propria, anche con l’ipotesi d’aumento dell’Irpef, pur di rattoppare il buco da 60 milioni d’euro che invece i manager sanitari avrebbero dovuto evitare. Canta Caparezza: “Tanto basta per sentirvi patrioti…”
FRAGOLA EXPO Montesano mette insieme Policoro e Scanzano. Un modello virtuoso per la nostra terra

Viggiano, confronto tra Costanzo e Racano sulle attività estrattive


PROGETTO CIVICO
Si rafforza il movimento di D’Andrea, da Pietrapertosa entra il consigliere Vigna: «Con noi amministratori seri e motivati»
■ Servizio a pag 20 POTENZA
Domani nuova seduta del Consiglio comunale, all’Odg tante mozioni e confronto sul futuro del Cip e tutela degli anziani «soli e fragili»
■ Mollica a pag 18
VERTENZA NATUZZI
Oggi, Urso incontra i presidenti Bardi e Decaro per coordinare un’azione sinergica e dare continuità ai lavoratori
■ Servizio a pag 10
POLICORO
La Polizia Statale ferma un veicolo con a bordo 8 persone e il conducente senza patente e senza assicurazione
■ Servizio a pag 23




Cordoglio per Giambattista Mele dalle Amministrazioni e dagli amici del tMetapontino: oggi i funerali nella Chiesa madre

DI EMANUELA CALABRESE
«Fin quando io vivrò, faremo tutto insieme amore mio». Erano le parole di un papà per il proprio bimbo. Erano le parole di Giambattista Mele, il giovane 35enne che ha perso la vita la sera del 25 aprile a Policoro.
In una giornata di festa, il tragico epilogo con lo scontro tra un’auto, un’Alfa 147 e un furgone Fiat Daily, nei pressi dell’incrocio tra via Lido e via Gorizia che porta al lungomare di Policoro. Il drammatico impatto è avvenuto poco dopo le ore 20:10. Ferito il conducente del furgone, un ragazzo di 33 anni che è stato immediatamente trasportato all’ospedale Giovanni Paolo II di Policoro per tutte le cure necessarie. Immediato l’intervento del personale sanitario del 118 con due ambulanze e degli agenti della Polizia stradale per i rilievi, così come del Commissariato di Policoro che indaga sulla dinamica del tragico sinistro. Sul social network Facebook, che è diventato un po’ per tutti il “diario virtuale” delle nostre vite, Giambattista raccontava anche la sua di vita: tra le passioni più grandi, il figlio di sei anni. Tante immagini spensierate, sorrisi e giochi, e poi momenti a lavoro, che faceva con passione. Tutto finito con un fiore sull’asfalto. Un vuoto incolmabile per il bimbo e la moglie, i genitori, i familiari e gli amici.
PAROLE DI VICINANZA DAI CO-
MUNI DI ROTONDEL-
LA E SCANZANO JONICO
Un giovane uomo conosciuto in tutta l’area del metapontino: aveva difatti lavorato prima a Scanzano Jonico ed ora a Policoro, in una struttura ricettiva turistica. Il padre Franco ha lavorato per anni al Comune di Rotondella, capo dell’Ufficio tecnico. La madre Elvira, è impiegata in un supermercato di Policoro, dove si era trasferita la famiglia ormai da anni. Alcuni zii vivono invece a Nova Siri e Rortondella.
Il Sindaco, Enrico Bianco, a nome dell'intera Amministrazione e della comunità policorese, esprime il più profondo e sentito cordoglio per la tragica scomparsa del giovane concittadino: «In questo momento di immenso dolore, ci stringiamo con affetto infinito alla sua famiglia e ai suoi amici.
La perdita di una vita così giovane in un tragico incidente stradale è una ferita aperta per tutta la città, un dolore che lascia senza parole e rattrista l’intera comunità. Siamo vicini anche alla famiglia del conducente dell’altro mezzo coinvolto nell’incidente, augurandogli di rimettersi presto».
Parole di cordoglio sono giunte anche dai Sindaci di Scanzano Jonico e Rotondella: «La prematura e tragica scomparsa di Giambattista è una notizia che scuote profondamente la nostra comunità -dichiara il Sindaco, Pasquale Cariello che- insieme all'Amministrazione comu-
nale esprimiamo la più sentita vicinanza ai familiari, in questo momento di enorme sofferenza». E così il Sindaco Gianluca Palazzo: «Il più profondo cordoglio per la tragica scomparsa del giovane. In questo momento di grande dolore ci stringiamo alla sua famiglia. La perdita di una vita così giovane colpisce e addolora profondamente l’intera comunità».
LACERANTI LE
PAROLE DEGLI
AMICI, CHE SUI SOCIAL
AFFIDANO I LORO PENSIERI
Indicibile il dolore degli amici, che lo ricordano in lacrime. «Mi hai lasciato pietrificato, ti voglio e ti vorrò sempre bene. Ti porterò con me ovunque. Ciao “cunparù Titta”. Ho stampato dentro di me il tuo sorriso smagliante. Veglia sul tuo adorato piccolo che amavi alla follia e tanto amava lui te», ed ancora «eri una persona veramente umile, buona, semplice e socievole, ti amavano tutti. È una tragedia che ci ha strappato un amico, un padre, un figlio. A tutto ciò non c’è un perché non c’è una risposta». «Addio carissimo e bellissimo Giambattista. Sempre educato e gentile. Non doveva accadere» si legge ancora, «Un bravo ragazzo, proveniente da una famiglia favolosa queste sono notizie che mai vorresti sentire»; «Che destino crudele, hai lasciato troppo presto questa vita e il tuo amato figlioletto, che amavi oltre l'infinito». E così sono centinaia i messaggi giunti per il




giovane Giambattista e i suoi cari. I funerali si terranno oggi pomeriggio alle 16 e 30
presso la Chiesa madre di Policoro tra l’incredulità e il dolore di un’intera comunità.
Montesano a Fragola Expo mette insieme Policoro e Scanzano Jonico
Un modello virtuoso che supera i particolarismi per unire le forze e cambiare la geografia e l'economia della nostra terra

Se un uomo è ciò che mangia, un territorio è ciò che produce. Ogni produzione, infatti, racconta ciò che quel territorio ha saputo produrre e che, nel produrre, ha trasformato il territorio e ciò temporaneamente ha trasformato l'uomo.
POLICORO CAPITALE
Ad unire ed unendo trasformare e raccontare il territorio del Metapontino è, tra le altre cose, l'agricoltura. Nelle tante produzioni dell’agricoltura ha deciso di raccontarsi il Metapontino.
È questa la brillante intuizione di Montesano di “Policoro Capitale” che, con la fragola, ha messo
insieme, superando i particolarismi. Policoro e Scanzano Jonico.
Non è soltanto un messaggio promozionale ma, come ha detto e raccontato lui stesso, un’idea di territorio e di aggregazione dello stesso.
Si tratta di un’idea che ha la potenzialità di trasformare e trasfigurare in positivo la geografia della Basilicata e i suoi equilibri economici e sociali.
LA SFIDA DELLA
VISIONE DI INSIE-
ME
La nostra Regione troppo spesso è stata vittima della frammentazione che caratterizza la nostra mentalità.
Una visione che ha sovente tarpato le ali alle idee migliori non dando-

Montesano e Policoro Capitale insieme per valorizzare il Metapontino
Il 25 aprile 2026 ha segnato una tappa fondamentale nel calendario degli eventi che celebrano l'eccellenza agricola della Basilicata. Con l'inaugurazione della II Edizione della Fragola Expo, il Metapontino si è nuovamente trasformato in un palcoscenico di festa e orgoglio per il territorio, consolidando il suo status di cuore pulsante della produzione di fragole in Italia. La cerimonia di apertura, alle 20.00, è stata caratterizzata dal taglio del nastro dei Sindaci di Scanzano Jonico, Pasquale Cariello, e di Policoro, Enrico Bianco, che hanno simbolicamente dato il via alla manifestazione, unendo le comunità in un progetto di crescita e valorizzazione del prodotto che da anni rappresenta la Basilicata nel panorama nail iil l
UN TERRITORIO
CHE UNISCE Un aspetto distintivo della seconda edizione della Fragola Expo è stato lo spirito di collaborazione tra le amministrazioni di Scanzano Jonico e Policoro, unite per valorizzare la fragola. Nicola Montesano, presidente del comitato Policoro Capitale, ha sottolineato l'importanza di unire le forze per il futuro del territorio: «La Fragola Expo non è solo un evento che celebra la nostra terra, ma un'occasione per rafforzare la collaborazione tra Scanzano Jonico e Policoro, due realtà che insieme possono fare davvero la differenza. La nostra regione ha bisogno di politiche concrete e di impegno costante.»
LA POLITICA CHE
SUPPORTA
IL TERRITORIO
L Fl E i
le la forza per muoversi e volare.
La cronaca politica e sociale è stata anche riempita di convegni che hanno affrontato la questione provando ad ipotizzare e teorizzare soluzioni che, però, sono rimaste solo sulla carta e nelle parole. La grande capacità che sta avendo Montesano è quella di trasformare le idee in azioni.
LA FRAGOLA COME A
GGREGATORE
Non una ridda di teorie alla base dell’azione di Montesano e di Policoro Capitale ma un oggetto concreto, un pregiato frutto della terra come la fragola che racconta ed unisce il metapontino che, per usare le parole dello
stegno dell'agricoltura e dell'economia locale, con il continuo sostegno delle amministrazioni di Policoro e Scanzano Jonico. «Vogliamo una Basilicata protagonista, dove l’agricoltura diventi la leva di crescita e innovazione», ha dichiarato Montesano. UN FUTURO DOLCE COME LA FRAGOLA Concludendo l’evento, il messaggio che emerge con forza è quello di un territorio che non solo produce eccellenze, ma che ha anche il potenziale per crescere e diventare un punto di riferimento a livello nazionale per l’agricoltura e l’innovazione. La fragola è diventata un simbolo di resilienza, di una terra che ha saputo trasformare le difficoltà in opportunità, e che oggi può essere fiera della sua identità. Come ha sottolineato MontesaL fl è l
futuro solido, fatto di sacrifici, ma anche di grandi soddisfazioni. La Basilicata ha dimostrato che l’eccellenza agricola può essere la chiave per il suo sviluppo».Policoro Capitale, con il suo impegno e la sua visione politica, è al fianco degli agricoltori,
pronti a proseguire in questo percorso di sviluppo che ha visto, e vedrà, sempre più protagoniste le eccellenze del nostro territorio. La Fragola Expo è solo l'inizio di una lunga stagione di successi per la Basilicata e il Metapontino.

stesso Montesano «non è solo il prodotto di punta dell’agricoltura lucana, ma rappresenta anche un simbolo di unità e di soddisfazione collettiva. È l’esempio di come una comunità possa costruire un futuro solido, fatto di sacrifici, ma anche di grandi soddisfazioni. La Basilicata ha dimostrato che l’eccellenza agricola può essere la chiave per il suo sviluppo».
FRAGOLA EXPO, ESEMPIO
VIRTUOSO
Siccome a noi piacciono le parole che diventano azioni, ci piace evidenziare che Fragola Expo è stata proprio la trasposizione fattuale delle idee. Non è stata, infatti, solo una esposizione di produ-
zioni ma anche e soprattutto il prodotto della grande collaborazione tra Policoro e Scanzano. Una collaborazione che non si è ridotta al taglio del nastro congiunto dei sindaci Bianco e Cariello ma che si è già mostrata in tutta la sua forza nell’evento e che, soprattutto, può essere un esempio virtuoso per il nostro territorio e per le nostre amministrazioni locali. Montesano ha tracciato una strada, l’ha messa in campo con azioni concrete, da questo si può costruire il futuro come modello e necessità di collaborazione.
Che tutto ciò nasca dalla dolcezza della fragola è un segnale ulteriormente piacevole.


L’appuntamento annuale di Udine offre alle imprese della Basilicata una piattaforma per entrare in contatto con buyer internazionali
La Camera di Commercio della Basilicata ha annunciato la partecipazione delle imprese lucane al Mirabilia 2026, evento che si terrà a Udine il 16 e 17 giugno 2026. Questo appuntamento annuale, giunto alla sua XIV edizione, è una delle principali fiere italiane dedicate alla promozione internazionale del turismo culturale e delle produzioni agroalimentari di qualità. Organizzato dall’ISNART in collaborazione con le Camere di Commercio italiane, tra cui quella lucana, e altre istituzioni come ICE Agenzia, IEG Spa e Assocamerestero, il Mirabilia rappresenta un'importante occasione di incontro tra le imprese italiane e i buyer provenien-
ti da tutto il mondo.Per la Basilicata, sono stati riservati 16 posti: 8 per le aziende del settore turistico e 8 per quelle del comparto agroalimentare (food & drink). Le aziende selezionate avranno l'opportunità di entrare in contatto con circa 50 buyer internazionali provenienti da Stati Uniti, Canada, Europa ed extra Europa, partecipando a incontri B2B e sessioni di networking. L’obiettivo è promuovere l’offerta turistica e agroalimentare della regione, valorizzando le destinazioni e le produzioni di qualità, con un focus particolare sul legame tra il patrimonio culturale e lo sviluppo economico.Questa partecipazione non solo offre visibilità alle imprese lucane, ma si
inserisce anche in un contesto di crescente interesse per le regioni meno conosciute, come la Basilicata, che possiedono un immenso potenziale ancora da esplorare. Inoltre, le aziende avranno l’opportunità di costruire relazioni durevoli con buyer esteri, favorendo l'espansione dei loro mercati e l'internazionalizzazione dei prodotti lucani.La partecipazione è riservata alle imprese lucane regolarmente iscritte al Registro delle Imprese, in regola con il pagamento del diritto camerale e con la quota di adesione di 200 euro più IVA. Le domande di partecipazione devono essere presentate entro l'11 maggio 2026, utilizzando il modulo disponibile sulla piattaforma

Mirabilia. Le aziende saranno selezionate in base all’ordine cronologico di arrivo delle richieste complete.Questa partecipazione rappresenta una grande opportunità per le imprese lucane di espandere la loro presenza sui mercati internazionali, promuovendo le bellezze na-
turali e culturali della Basilicata e le sue produzioni agroalimentari di eccellenza. In un contesto globale sempre più competitivo, il Mirabilia 2026 si configura come una piattaforma ideale per ampliare le proprie reti commerciali e consolidare nuove collaborazioni.
La Fragola della Basilicata IGP è diventata uno dei simboli di eccellenza agroalimentare della regione, come ha sottolineato l’Assessore alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Regione Basilicata, Carmine Cicala, durante Fragola Expo Basilicata 2026. L’evento, che si è tenuto il 25 e 26 aprile a Policoro, ha visto la partecipazione di esperti del settore e istituzioni locali con l’obiettivo di valorizzare questa pregiata varietà di fragola.La certificazione IGP, secondo l’Assessore, rappresenta molto di più di un semplice marchio di qualità: «La certificazione non è soltanto un riconoscimento, ma una leva di protezione per le nostre produzioni e un motore di sviluppo per l'intero territorio». Cicala ha sottolineato come la Fragola della Basilicata IGP non solo rispecchi la qualità del prodotto, ma sia anche un punto di forza per le imprese locali e per l'intera Basilicata, rafforzando la competitività e la reputazione delle produzioni locali.Nel corso del talk show conclusivo dell’evento, dal titolo "Fragola della Basilicata IGP: Certificazione, tutela e nuove opportunità per il territorio", sono stati approfonditi temi cruciali come il percorso della certificazione, il ruolo del Con-
sorzio e le opportunità di mercato per la filiera. «Ogni prodotto certificato diventa un ambasciatore della nostra regione. Racconta origine, tracciabilità, competenza e affidabilità», ha aggiunto Cicala, enfatizzando l’importanza di questo marchio per proteggere non solo il prodotto, ma anche il lavoro degli agricoltori.Un altro aspetto fondamentale trattato durante l’incontro è stato il sostegno continuo del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF). «La presenza del MASAF conferma l’attenzione del Ministero verso le produzioni certificate e verso le filiere territoriali di qualità», ha dichiarato
l’Assessore. «Il Ministro Francesco Lollobrigida ha sempre sostenuto politiche di tutela dell’origine, valorizzazione del lavoro agricolo e promozione del Made in Italy».La Fragola della Basilicata IGP ha trovato anche spazio sui mercati internazionali, dove ha suscitato crescente interesse. Cicala ha ricordato l’importanza delle fiere internazionali, come Fruit Logistica a Berlino e Vinitaly, per la promozione del prodotto. «A Fruit Logistica la Fragola della Basilicata IGP ha suscitato grande attenzione tra operatori e buyer internazionali. A Vinitaly abbiamo proposto un modello di promozione integrata, accostando i vini di qualità della Basilicata al-

la fragola IGP, per raccontare un’identità agroalimentare lucana», ha aggiunto. La promozione della fragola ha trovato riscontri positivi anche a Hong Kong, dove i mercati più dinamici hanno premiato le produzioni che coniugano qualità, origine certificata e capacità di fare sistema.«Il nostro obiettivo – ha continuato Cicala – è accompagnare le imprese in un percorso che trasformi la qualità in reputazione stabile, la certificazione in forza commerciale e la promozione in nuove opportunità. La Fragola della Basilicata IGP è un patrimonio della nostra agricoltura, ma anche una leva di sviluppo per il Metapontino e per l’intera comunità regionale». Secondo l’Assessore, la certificazione deve ora diventare parte di una strategia stabile di crescita che rafforzi il comparto fragolicolo, creando opportunità economiche, occupazionali e di sviluppo territoriale.Infine, Cicala ha concluso il suo intervento sottolineando l’importanza di continuare a puntare sulla qualità come fattore di competitività: «La sfida è fare in modo che questo riconoscimento diventi sempre più un fattore di competitività, capace di generare valore economico, occupazione e nuove prospettive per il territorio».

Un evento che ha coinvolto famiglie, studenti e autorità locali in un percorso di sostenibilità e benessere collettivo con attività pratiche
L’istituto Omnicomprensivo di Marsicovetere ha celebrato ieri la "Festa della Natura: Amore, Rispetto e Cura", un evento speciale che ha unito il mondo della scuola con il territorio circostante, focalizzandosi sulla promozione della sostenibilità e della conservazione della biodiversità. L’iniziativa si inserisce nel contesto del Goal 15 dell'Agenda 2030 dell'ONU, che mira a proteggere la vita sulla Terra e a promuovere pratiche ecologiche responsabili.L'evento si è svolto presso l’Azienda Agraria della scuola, una realtà che da anni integra la didattica con esperienze pratiche, creando uno stretto legame tra la comunità scolastica e il territorio della Val d'Agri, ricca di risorse naturali e tradizioni. Un’occasione importante non solo per sensibilizzare sulla tutela dell’ambiente, ma anche per rafforzare il senso di appartenenza e di responsabilità collettiva, coinvolgendo studenti, famiglie e autorità locali.La giornata è stata caratterizzata da attività didattiche, laboratori interattivi e momenti
di riflessione condivisa, con tour all'interno dell'azienda agraria della scuola, che ha permesso di scoprire le pratiche agricole sostenibili adottate dall'istituto. Un’esperienza che ha coinvolto direttamente gli studenti e la comunità locale, stimolando una maggiore consapevolezza sull’importanza di proteggere gli ecosistemi e la biodiversità, fondamentali per il benessere dell’intero pianeta.Un altro elemento che ha reso unica questa giornata è stata la Pet Therapy, ovvero gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA), che hanno arricchito l’esperienza educativa e terapeutica dei partecipanti. Gli animali, come asini, cani e cavalli, sono stati protagonisti di un programma che ha avuto il duplice obiettivo di portare benessere psicofisico e favorire la socializzazione tra i partecipanti.Le sessioni di Pet Therapy hanno avuto un impatto positivo, in particolare su persone con disabilità, grazie alla capacità degli animali di ridurre lo stress e l’ansia, stimolando allo stesso tempo le capacità motorie e cognitive dei


partecipanti. L’interazione con gli animali ha anche favorito il miglioramento dell’autostima e l’autonomia, creando un ambiente di apprendimento in cui i partecipanti si sono sentiti accolti e stimolati a superare le difficoltà individuali. La partecipazione del Garante della Natura della Regione Basilicata, Dott. Biagio Costanzo, ha dato un ulteriore valore all’iniziativa, sottolineando l'importanza di azioni concrete per la protezione dell’ambiente e l'integrazione delle politiche ecologiche a livello locale.
Il Dott. Costanzo ha apprezzato l'impegno dell'Istituto nell'adottare un approccio integrato, che combina la sensibilizzazione ambientale con la promozione di pratiche educative inclusive e sostenibili.La Dirigente Scolastica, Marinella Giordano, ha espresso soddisfazione per il successo dell'evento, sottolineando come l'inclusione delle attività ecologiche e terapeutiche nel programma educativo della scuola rappresenti un passo importante verso la costruzione di una comunità più
consapevole e rispettosa dell’ambiente. «Questo evento non è solo una celebrazione della natura, ma un’opportunità per insegnare ai nostri studenti l’importanza di prendersi cura del pianeta e di promuovere un’educazione che rispetti tutte le diversità, stimolando una cultura di solidarietà e responsabilità condivisa», ha dichiarato la Dirigente.In conclusione, la "Festa della Natura" è stata una giornata ricca di significato, che ha messo in luce il ruolo centrale della scuola nel promuovere una cultura ecologica e inclusiva. Grazie anche alla Pet Therapy, l'evento ha dimostrato che educazione, sostenibilità e benessere psicofisico possono essere perfettamente integrati, contribuendo a formare una generazione più attenta alle sfide ambientali e più sensibile verso le diversità. L’Istituto Omnicomprensivo di Marsicovetere ha quindi confermato il suo impegno verso un modello educativo innovativo, che coinvolge la comunità locale nella costruzione di un futuro più sostenibile e inclusivo per tutti.



POTENZA. Un confronto istituzionale sulla tutela ambientale e sugli equilibri tra attività produttive e salvaguardia del territorio. Si terrà domani, alle ore 10, a Viggiano, l’incontro tra il Garante regionale alla natura Biagio Costanzo e il referente per il Sud Italia di Eni, Emiliano Racano. Al centro del confronto i protocolli in materia di tutela naturale e ambientale nel Valdagrino, area interessata da attività estrattive e da tempo al centro del dibattito pubblico sulle ricadute ambientali. L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle prerogative del
Garante e del Consiglio regionale, previste dalla legge 13 del 2025, e punta a rafforzare il dialogo tra istituzioni e operatori industriali su temi sensibili per il territorio. L’incontro rappresenta anche un’occasione per analizzare il contesto internazionale legato alla carenza di greggio, determinata dalle tensioni in Medio Oriente, e le possibili conseguenze sugli impianti lucani. Un quadro complesso che richiede, secondo quanto emerge, una valutazione attenta delle dinamiche globali e delle ricadute locali, in termini sia economici sia ambientali. Il Valdagrino, in-
fatti, resta un’area strategica per il settore energetico, ma al tempo stesso fragile dal punto di vista ambientale, con la necessità di garantire standard elevati di sicurezza e monitoraggio. In questo senso, il confronto tra le parti mira a verificare l’efficacia dei protocolli esistenti e a individuare eventuali margini di miglioramento.A margine dell’appuntamento, il Garante ha annunciato un ulteriore incontro con Total, sempre sui siti produttivi presenti in Basilicata, con accesso diretto agli impianti. L’obiettivo è costruire un percorso di verifica e confronto

continuo, che consenta di coniugare sviluppo industriale e tutela dell’ambiente in un territorio particolarmente esposto a entrambe le esigenze.
Il presidente Antonio Pessolani: «Modificare la norma sull’ultima trasformazione per tutelare redditi e Made in Italy»
POTENZA. Almeno 20 miliardi di euro potrebbero essere recuperati dagli agricoltori se venisse modificata la norma dell’ultima trasformazione sostanziale nell’attuale codice doganale, che in questa difficile fase potrebbe contribuire a mitigare l’effetto dei rincari dei costi di produzione e combattere gli aumenti dei prezzi al consumo. A causa della guerra in Iran, energia, gasolio e concimi sono andati alle stelle ed è complicato anche l’approvvigionamento, mettendo a rischio le semine e la produzione alimentare e aprendo le porte a un incremento della presenza di alimenti ultra- trasformati. È l’analisi della Coldiretti al Brennero in occasione della mobilitazione di diecimila agricoltori italiani, molti arrivati dalla Basilicata, assieme ai vertici, insieme al presidente Ettore Prandini e al segretario generale Vincenzo Gesmundo. «La Coldiretti Basilicata è presente al Brennero insieme alla confederazione nazionale per lottare contro un codice doganale distorto –evidenzia Antonio Pessolani, presidente di Coldiretti Basilicata – è fondamentale modificare l’ultima trasformazione sostanziale e anche l’articolato che consentirà solo a chi produce cibi in Italia

e li trasforma a livello finale in uno stabilimento italiano di vendere quei cibi col marchio Made in Italy. È una questione di dignità, è una questione sociale, ma è soprattutto una questione di reddito per i nostri agricoltori perché la domanda di prodotti italiani aumenterà sicuramente e potrà essere venduta al giusto prezzo». Per il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo «con il Brennero prosegue un percorso di mobilitazione che ha coinvolto quasi 100mila agricoltori in tutta Italia, uniti nel rivendicare un cambiamento non più rinviabile. Al centro c’è la madre di tutte le battaglie sindacali: la revisione della normativa sull’ultima trasformazione sostanziale nel codice doganale, un
meccanismo che penalizza il lavoro agricolo nazionale e altera profondamente la trasparenza del mercato. Una distorsione che indebolisce il sistema produttivo e inganna i consumatori. Una battaglia per l’origine che è da sempre una priorità sindacale per Coldiretti e che pochi giorni fa ha visto anche un risultato storico con l’approvazione della legge sui reati agroalimentari, ispirata alla cosiddetta legge Caselli, ottenuta dopo oltre un decennio di impegno e fondamentale per rafforzare la lotta alle agromafie e garantire maggiore chiarezza lungo tutta la filiera. Il cibo è una componente strategica della sicurezza nazionale e il tema dell’origine incide direttamente sulla sovrani-
tà economica del Paese. Difendere il valore della produzione agricola –prosegue – significa quindi tutelare un interesse collettivo e garantire autonomia in un settore essenziale. In questo quadro si inserisce anche il tema della pace. I conflitti in corso stanno già producendo effetti concreti sulle filiere agricole, sui costi di produzione e sul potere d’acquisto delle famiglie. Ancora una volta a pagare sono agricoltori e consumatori – conclude –la stabilità internazionale è una condizione indispensabile per difendere la sovranità alimentare ed economica: dire no alla guerra è una scelta etica e morale che si ripercuote nella politica e incide direttamente sulla tenuta economica delle imprese e sulla sicurezza del Paese». «L’agroalimentare rappresenta una filiera strategica per il Paese, che vale 707 miliardi di euro e garantisce 4 milioni di posti di lavoro, ed è proprio per difendere questo patrimonio che siamo qui oggi – spiega il presidente Ettore Prandini – non si tratta solo di contributo al Pil, ma di presidio economico, sociale e occupazionale sui territori, che non può più essere esposto agli effetti distorsivi del codice doganale. Oggi assistiamo a meccanismi che alterano la con-
correnza, comprimono il reddito degli agricoltori e compromettono l’immagine del vero Made in Italy. Per questo è fondamentale rafforzare strumenti come i contratti di filiera, che rappresentano una risposta concreta per garantire equità lungo tutta la catena del valore, dando stabilità alle imprese agricole e costruendo un rapporto più equilibrato con il mondo della trasformazione. Servono accordi chiari e trasparenti che valorizzino la materia prima agricola e consentano di redistribuire correttamente il valore. Per questo chiediamo con forza un intervento a livello europeo che consenta di superare le attuali distorsioni e di restituire agli Stati membri la possibilità di definire con chiarezza l’origine dei prodotti a partire dalla materia prima agricola. Non si tratta di penalizzare l’industria di trasformazione, ma di ristabilire regole eque e trasparenti lungo tutta la filiera. Giovedì a Roma porteremo queste richieste direttamente al Commissario europeo alla Salute, Olivér Várhelyi, perché si arrivi a decisioni concrete e non più rinviabili», conclude Prandini. La mobilitazione è sostenuta dalla campagna #nofakeinitaly sui canali social ufficiali di Coldiretti.

Da oggi, gli operatori potranno nuovamente accedere alla piattaforma per presentare le istanze

La Direzione Generale dell’Ambiente, del Territorio e dell’Energia della Regione Basilicata informa che, a partire dalle ore 8 oggi, gli operatori potranno nuovamente accedere alla piattaforma telematica per presentare le domande relative ai contributi a fondo perduto per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili. Questa riapertura, formalizzata con la Determi-
nazione dirigenziale numero 539, è il risultato di un’attenta attività di preistruttoria condotta dagli uffici sulle 1.372 domande presentate fino al 22 aprile scorso. Dal controllo tecnico è emerso che 92 istanze non sono risultate procedibili per vizi di forma o mancanze documentali; l’annullamento d’ufficio di queste pratiche ha permesso di recuperare immediatamente risorse per un to-
tale di 659.504,00 euro, che vengono ora rimesse a disposizione della collettività. Per quanto riguarda i dettagli tecnici, la finestra temporale per il caricamento delle nuove istanze resterà attiva da domani mattina fino al prossimo 30 aprile. Le risorse sbloccate rientrano nella programmazione del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2021-2027, uno strumento fondamentale per

garantire l’efficienza energetica e sostenere l’economia verde nel nostro territorio. Dall’analisi delle domande già pervenute, si registra inoltre che 1.152 istanze sono state giudicate procedibili, mentre per altre 128 è stato attivato il cosiddetto “soccorso istruttorio”: una procedura che consente agli utenti di integrare o correggere la documentazione inviata senza perdere la propria posizio-
ne. La Direzione Generale tiene a precisare che, per garantire la massima trasparenza e parità di trattamento, farà fede esclusivamente la data e l’ora della protocollazione telematica rilasciata dal sistema. Si raccomanda dunque di seguire scrupolosamente le procedure indicate sulla piattaforma “Centrale Bandi” della Regione Basilicata per assicurarsi la corretta ricezione della domanda.
Il consigliere regionale: «Necessario garantire mobilità sicura a un territorio che merita infrastrutture all’altezza delle proprie potenzialità»

«L
a SS7 Matera-Ferrandina è un’arteria fondamentale per il traffico veicolare ed è una delle strade più trafficate dell’intera regione. Ancora oggi però è limitata a due corsie e caratterizzata da una carreggiata stretta, registra da anni un numero elevato di incidenti e criticità che mettono quotidianamente a rischio la sicurezza degli automobilisti». Lo dichiara il consigliere regionale, Piero Marrese, che aggiunge:«Da tempo cittadini, amministratori locali, imprese e associazioni chiedono con
forza il raddoppio della SS7, considerato un intervento strategico non solo per migliorare la sicurezza stradale, ma anche per garantire collegamenti più rapidi tra Matera, Ferrandina e l’intera dorsale jonica, mettendo in collegamento quattro aree industriali e favorendo così sviluppo economico, turistico e produttivo. Oggi, di fronte a un peggioramento evidente della situazione, non è più rinviabile un’azione decisa da parte della Regione Basilicata. È necessario che la Giunta regionale apra immediatamente un con-

fronto con il Governo nazionale e con ANAS, affinché il raddoppio della SS7, in tutti e tre i suoi lotti, venga inserito tra le priorità infrastrutturali prioritarie e finanziato con tempi certi e procedure accelerate. A tal proposito, registriamo che, nonostante gli annunci, l’iter per la realizzazione del bypass di Matera sembra essere ancora in una fase preliminare e lontano dalla cantierizzazione». «La Basilicata non può permettersi di lasciare irrisolta una criticità che incide sulla sicurezza dei cittadini, sulla competitivi-
tà delle imprese e sulla qualità della vita di migliaia di pendolari. Il raddoppio della Matera–Ferrandina non è più rinviabile: è un intervento indispensabile per garantire mobilità moderna, sicura ed efficiente a un territorio che merita infrastrutture all’altezza delle proprie potenzialità. Chiediamo quindi alla Regione Basilicata di assumere un ruolo attivo e determinato, promuovendo tutte le iniziative necessarie per ottenere l’avvio del progetto e la sua realizzazione in tempi rapidi», conclude il consigliere regionale.
Visite e confronti sul territorio per rafforzare le filiere locali e ampliare le opportunità di accesso ai mercati nazionali e internazionali
Prende il via oggi una tre giorni di visite in Basilicata dedicata alla scoperta delle eccellenze agroalimentari del territorio. Protagonisti dell’iniziativa Nicola Zaffra, Project and Quality Manager di Sogemi, ed Ermanno Tritto, responsabile delle relazioni istituzionali ed esterne della società, affiancati da una delegazione di operatori del mercato composta da Antonio Catalano di ACMO e New Gala Fruit, Nunzio Andrisani di Fruttitalia e rappresentante del Consorzio Produttori Ortofrutticoli, e Gianfranco Gentile di Frutteto Casagrande e Orto di Jack.Il tour è stato organizzato dalla Direzione Generale per le politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Basilicata e dalla Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM), nell’ambito del Protocollo d’Intesa sottoscritto a dicembre 2023. L’obiettivo è rafforzare la conoscenza reciproca tra i soggetti coinvolti e avviare un dialogo più strutturato per incentivare l’ingres-
so delle produzioni lucane nei mercati nazionali.«Questa visita rappresenta un passo concreto nell’attuazione del protocollo siglato con Regione Basilicata e Sogemi, confermando l’impegno di FEEM nei termini di una rigenerazione territoriale sostenibile che parta dalle eccellenze locali. Mettere in connessione diretta le aziende agricole lucane con una realtà d’avanguardia come il Foody di Milano significa non solo valorizzare la qualità delle produzioni lucane, ma anche costruire nuovi modelli di sviluppo sostenibile capaci di generare valore duraturo per l’intero territorio», ha dichiarato Cristiano Re, responsabile progetti territorio FEEM.Il programma prevede tappe presso diverse realtà produttive lucane: Agrivanda a Viggiano, Primo Sole a Montescaglioso, Dimitra a Bernalda, Uccelli e Pennella a Senise, fino alla Società Agricola Di Stasi a Lavel- lo. È previsto inoltre un incontro con i produttori a Sarconi, dove si svolgerà

anche una degustazione del fagiolo locale IGP, prodotto simbolo del territorio.«Siamo felici di poter dare attuazione al protocollo d’intesa con iniziative come questa che rappresentano un passo decisivo verso la trasformazione del Mercato nel più importante hub dell’alimentazione in Italia», ha dichiarato Cesare Ferrero, presidente di Sogemi. «La sinergia tra Sogemi e la Regione è essenziale per
costruire un ponte solido con le realtà produttive della Basilicata e siamo al lavoro per estendere questo modello virtuoso ad altri territori».Sulla stessa linea l’assessore regionale all’Agricoltura Carmine Cicala, che ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa per il sistema produttivo locale: «Per le aziende lucane questa iniziativa rappresenta un’opportunità strategica: stare su mercati più evoluti si-
gnifica confrontarsi con standard qualitativi sempre più elevati, migliorare l’organizzazione dell’offerta e rafforzare la propria competitività. Il dialogo diretto con una realtà come il Foody di Milano consente ai nostri produttori di acquisire nuove competenze commerciali e di posizionarsi in maniera più efficace sui circuiti nazionali e internazionali, valorizzando al meglio le eccellenze della Basilicata».


La crisi mette d’accordo i Comuni di Santeramo, Altamura e Matera con un Consiglio congiunto, fissato per giovedì 30 aprile

Oggi, alle ore 10.00, a Palazzo Piacentini, si terrà l’incontro promosso e presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al quale sono stati invitati i presidenti delle Regioni Puglia e Basilicata, territori in cui sono ubicati gli stabilimenti produttivi del Gruppo Natuzzi con l’obiettivo di coordinare un’azione
sinergica delle istituzioni, in accordo con la proprietà e i sindacati, per dare continuità e prospettive a questa importante azienda del Made in Italy. Al confronto seguirà, domani 29 aprile, una riunione tecnica presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in preparazione del aTavolo di prossima convocazione, con l’azienda e le organizza-
zioni sindacali, che avrà l’obiettivo di affrontare il rinnovo della cassa integrazione e le questioni occupazionali connesse, aspetti propedeutici a ogni possibile soluzione. Giovedì 30 aprile, i Comuni di Santeramo in Colle, Altamura e Matera si riuniranno in seduta congiunta prossimo per discutere proprio della vertenza Natuzzi, una questione che

riguarda l'economia locale, l'occupazione e la coesione sociale.La riunione, convocata in via d'urgenza, si terrà alle ore 9:00 presso il teatro "Il Saltimbanco" dell'Istituto Salesiano di Santeramo in Colle. L'ordine del giorno prevede la discussione di iniziative urgenti per tutelare l'economia locale e l'occupazione, in un momento di grande incertez-
za per la comunità. La vertenza Natuzzi è una questione complessa che ha già sollevato molte preoccupazioni tra gli abitanti della zona. I Sindaci dei tre Comuni hanno deciso di unire le forze per cercare una soluzione congiunta e trovare una via d'uscita dalla crisi.La seduta sarà pubblica e aperta a tutti i cittadini interessati.
iduzione degli organici e cambiamenti nella tipologia con- trattuale. È questa la situazione del personale nei Comuni della Basilicata che emerge dagli ultimi dati disponibili. Nel 2024 i dipendenti comunali in Basilicata sono pari a 2.647 unità, a cui si aggiungono 19 dirigenti e 36 segretari comunali, per un totale complessivo di 2.702 addetti. Sono numeri che descrivono un sistema amministrativo sottodimensionato, con un’evidente carenza di figure apicali necessarie per garantire coordinamento, efficienza e capacità decisionale». È quanto si apprende in una nota della Fp Cgil. «Preoccupante è sicuramente l’evoluzione dell’organico nei piccoli Comuni: tra il 2013 ed il 2024 il personale stabile è crollato da 1.803 a 1.094 unità, segnando una riduzione del 39,3%. Un vero e proprio svuotamento che colpisce in particolare le realtà più fragili del nostro territorio. A questa contrazione si accompagna una crescita si-

gnificativa del lavoro part-time, passato dall’11,9% al 30,4%. Un aumento che non rappresenta una scelta organizzativa irreprensibile, ma piuttosto il segnale di una gestione emergenziale delle risorse umane che rischia di compromettere la continuità e la qualità dei servizi pubblici. D’altronde, nel rapporto dipendenti comunali - abitanti, la Basilicata si colloca nella parte bassa della classifica, al quart’ultimo posto,
con 5 dipendenti ogni 1.000 abitanti. Un dato per tutti: nei comuni della Valle d’Aosta questo valore è prossimo alle 10 unità. Anche la composizione contrattuale evidenzia un sistema in affanno: per i dipendenti, accanto ad una base di lavoratori a tempo indeterminato pari a 2.405, cresce il ricorso a rapporti di lavoro flessibile (nello specifico 233), sinonimo dunque di una difficoltà cronica nel program-
mare e stabilizzare il personale. Per i dirigenti invece sono 12 i contratti a tempo indeterminato e ben 7 a tempo determinato». «Per noi della Fp Cgil - prosegue la nota - il quadro che emerge è chiaro: i Comuni della Basilicata stanno perdendo capacità amministrativa: meno personale, meno stabilità e meno dirigenti significano inevitabilmente servizi più deboli per cittadini ed imprese. I dati dimostrano che non siamo davanti ad una fase temporanea, ma ad un progressivo indebolimento strutturale dove i nostri Comuni si trovano a gestire funzioni sempre più complesse con risorse umane insufficienti e sempre più frammentate. Il rischio concreto è quello di un ulteriore deterioramento dei servizi pubblici e di un allontanamento delle istituzioni dai cittadini. Per questo chiediamo con urgenza un cambio di rotta: investire nel personale degli enti locali non è una spesa, ma una condizione essenziale per la tenuta sociale ed economica della Basilicata».














AMMINISTRATIVE Il segretario provinciale del partito Claps rivolge un «sincero in bocca al lupo a tutti i candidati»

Entra nel vivo la campagna elettorale per le amministrative del prossimo 24 e 25 maggio che vede in Basilicata 16 comuni rinnovare la propria amministrazione. «Rivolgo un sincero in bocca al lupo a tutti i candidati impegnati in questa
tornata amministrativa. La loro disponibilità è il segno più autentico di una democrazia viva e di comunità e territori che vogliono continuare a crescere» afferma Vincenzo Claps segretario provinciale del Potentino di Fratelli d’Italia. «Un augurio particolare va

ai candidati di Fratelli d’Italia: donne e uomini che, con coraggio e senso di appartenenza, hanno scelto di rappresentare il nostro progetto politico in ogni territorio. - continua - Un ringraziamento sentito ai coordinatori cittadini e a tutti coloro che hanno lavorato alla costruzione
delle liste: un lavoro complesso, portato avanti con determinazione e che ha consentito non solo di tenere unito il centrodestra, ma di rafforzarlo e ampliarlo».
«Fratelli d’Italia si conferma una forza politica centrale e trainante, capace di aggregare e di assumersi
responsabilità. Non siamo una forza chiusa o autoreferenziale: siamo il perno di una coalizione che cresce e si consolida. Infatti, in molti, Comuni abbiamo lavorato per riproporre lo schema politico che governa la Regione» sottolinea Claps.
«La nostra bussola è chiara: prima i cittadini lucani, sempre. Non ci appartengono giochi di palazzo, egoismi o tatticismi. Ci appartengono invece la lealtà, la coerenza e la responsabilità di chi vuole governare per dare risposte concrete».
«Questa è la sfida: consolidare una classe dirigente all’altezza, rafforzare la presenza sui territori e costruire amministrazioni capaci di decidere e di fare» conclude Vincenzo Claps.

Dal 24 maggio al via le elezioni comunali. La campagna elettorale entra nel vivo in Basilicata
Il prossimo 24 e 25 maggio i comuni lucani di Acerenza, Castronuovo di Sant’Andrea, Cersosismo, Corleto Perticara, Filiano, Francavilla in Sinni, Lauria, Moliterno, Sant’Arcangelo e Sarconi, in Provincia di Potenza, e Accettura, Craco, Grottole, Salandra, San Giorgio Lucano e Tursi, in provincia di Matera si recheranno alle urne per eleggere il nuovo Consiglio comunale e il novo sindaco. Le liste sono state ufficialmente presentate ed è ufficialmente iniziata la campagna elettorale.
Per un errore tecnico nella fase di impaginazione, abbiamo pubblicato, nell’edizione di ieri, due fotografie non corrispondenti ai candidati sindaci impegnati nelle elezioni. Si tratta dei candidati Nicola Gulfo di Sarconi e Giuseppe Amato di Grottole. È stato un errore, involontario ma pur sempre un errore e ci scusiamo con i diretti interessati e con i lettori. Cogliamo l’occasione anche per pubblicare la lista “Disegniamo insieme nuovi orizzonti” a sostegno del candidato Vincenzo Diego a Cersosimo.


CESARE MARTE
CANDIDATO SINDACO
SIAMO ANCORA SARCONI



DOMENICA PAGLIA
CANDIDATA SINDACA
CERSOSIMO BENE COMUNE
CANDIDATI CONSIGLIERI
PIETRO ABITANTE
ANGELINA BRANCACCIO
ENRICO CALÁ
MILENA CAMODECA
ADOLFO R. CUCCARO
FRANCO DI SANZO
PASQUALE FERRARA
CLELIA LA SALA
GIUSEPPE NATALE
VINCENZO VALICENTI

CANDIDATI CONSIGLIERI
DOMENICO ALBANO
GIANPIERO DI LASCIO
ROBERTO FORASTIERO
ANTONELLO FORESTIERO

FLAVIO PLESCA
DONATO RADESCA
VALENTINA SBARRA
ARIANNA TEMPONE
ZAIRA VITALE
ANTONELLA ZAMBRINO


CORRADO SALVATORE FELLA
CANDIDATO SINDACO
ITALIA DEI DIRITTI


VINCENZO DIEGO
CANDIDATO SINDACO
DISEGNIAMO INSIEME
NUOVI ORIZZONTI
CANDIDATI CONSIGLIERI
CUCCARO MARIO DI GIORGIO LEONARDO
GULMI' PIETRO
HABIBI MANAL
LUZZI VINCENZO
RUBOLINO GIOVANNA
VAZZA PASQUALE
VENEZIANO
FRANCA MARIA
VITARELLI PIETRO


NICOLA GULFO
CANDIDATO SINDACO
DIREZIONE COMUNE




GIUSEPPE AMATO
CANDIDATO SINDACO PER GROTTOLE


ANGELO DE VITO CANDIDATO SINDACO
CANDIDATI CONSIGLIERI

GIUSEPPE AMATO
ROSARIO DE ANGELIS
MICHELE DE SIMMEO
LUCIA RICCIARDI
EMANUELA CAMMAROTA
LOREDANA DE SIMMEO
MICHELE LAMACCHIA
MARIO TURTORA
CANDIDATI CONSIGLIERI
GIUSEPPE ALLEGRETTI
GIOVANNI BRUNO
FRANCESCO CAPOBIANCO
ANTONIO DE SIMONE
MICHELE DONA
ROCCO DONA
GIANPAOLO MANGIONE
CARLA MELLONE
ANNA PISTONE
ANNAMARIA RICCHIUTI



MARIAPINA COSENTINO
CANDIDATA SINDACA
INSIEME PER CRESCERE


FILIPPO CARRETTA
CANDIDATO SINDACO
INSIEME PER GROTTOLE
CANDIDATI CONSIGLIERI
SALVATORE ALAGIA
LUCIANO ALBANO
GIUSEPPE CANTISANI
GIUSEPPINA CARLOMAGNO
GIUSEPPE DALESSANDRI
MERILIVIA D'AMATO
ALESSANDRA GRECO
GIUSEPPE MELILLO
TERESA RADESCA
ANTONIO VITALE


CANDIDATI CONSIGLIERI
VINCENZO BIANCO
FRANCESCO CANITANO
FRANCA D'AMATO
GIROLAMO D'ARIA
GIOVANNI DI NAPOLI
GIOVANNI DINARDO
MICAELA LOGRIPPO
GAETANO PEPE
PASQUALE RAIMONDI
ANNA RAIMONDINO

CANDIDATI CONSIGLIERI
GIUSEPPE ADDONE
ROSALBA BALDASSARRE
GIOVANNI CAPOBIANCO
ANNA MARIA CARBONE
GIUSEPPE FANELLI
BATTISTA FIORE
GIOVANNI LOPERGOLO
NAZARIO MELCHIONDA
ELISABETTA PINTO
GIOVANNI RECCHIA


La Basilicata accelera con un +7% di prestazioni entro i 120 giorni. L’assessore alla Salute: «Macchina organizzativa in piena attività»
Una sanità che accelera, produce di più e regge l’urto di una domanda di salute crescente. È questo il quadro emerso dal Tavolo di monitoraggio sulle liste d’attesa ambulatoriali al 31 marzo 2026, a cui ha preso parte l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico. Il dato centrale della ricognizione trimestrale è l’aumento del 7% dei volumi mensili delle prestazioni erogate dalle Aziende sanitarie, un incremento che testimonia l’efficacia degli investimenti in capitale umano e tecnologie. L’assessore Latronico ha sottolineato come «la macchina organizzativa sia in piena attività: nonostante il tempo medio ponderato (TMP) sia salito a 88,9 giorni, il sistema resta ampiamente sotto la soglia critica dei 120 giorni. Questo slittamento è il risultato di una scelta precisa, vale a dire aprire le agende e accogliere una quo-
ta maggiore di bisogni, facendo emergere la domanda latente per curare i cittadini nel proprio territorio e ridurre la mobilità passiva». Il monitoraggio evidenzia aree di assoluta efficienza, come la radiologia tradizionale, che garantisce esami mediamente entro 20 giorni. Buoni risultati si registrano anche per le prime visite oncologiche, nefrologiche e gastroenterologiche, con risposte quasi immediate, oltre ai significativi recuperi registrati in neurologia. «Ad oggi -ha aggiunto Latronico - tre quarti delle prestazioni monitorate dispongono di almeno un punto di erogazione sul territorio che garantisce l’accesso entro i limiti di legge. Restano aperte le sfide sulla diagnostica pesante, in particolare per TC, risonanze magnetiche e prestazioni strumentali come colon-gastroscopie ed elettromiografie». «Su questo fronte-ha as-

sicurato l’assessore - l’impegno dei prossimi mesi sarà duplice: da un lato il potenziamento dell’offerta e dall’altro una verifica rigorosa dell’appropriatezza prescrittiva, per garantire che le risorse siano destinate prioritariamente a chi ne ha reale necessità». Latronico ha ribadito che la sanità re-
Il direttore De Fino: «Un ruolo attivo nella fase di governance»

Un importante traguardo internazionale per l’Irccs Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata. L’Istituto è stato ufficialmente ammesso come membro nell’Interim Network Assembly (INA) della rete europea dei Comprehensive Cancer Centres (EU Network of CCC). La conferma è arrivata direttamente dal presidente dell’Interim Membership Committee, Paolo De Paoli, a seguito della validazione da parte del comitato dei membri ad interim. Questo riconoscimento inserisce ufficialmente il polo oncologico lucano nel cuore della collaborazione
europea per la lotta contro il cancro. L’accettazione ufficiale, formalizzata in data 24 aprile 2026, riconosce al Crob il possesso dei requisiti previsti dagli standard europei (Milestone 48) e lo inserisce in un’élite di centri impegnati a ridefinire i confini della lotta contro il cancro a livello europeo. «Siamo orgogliosi di far parte di questa neocostituita assemblea europea» commenta il direttore generale, Massimo De Fino, che prosegue :«Questo inserimento garantisce all'Istituto lucano un ruolo attivo nella fase di governance della Rete UE per contribuire direttamente allo svi-

luppo del sistema sanitario europeo». L’European Network of Comprehensive Cancer Centres è una joint action cofinanziata dall'Unione europea nell'ambito del programma EU4Health. La rete coinvolge 163 partner in 31 paesi e mira a ridurre le disuguaglianze nell'accesso alle cure, armonizzare i criteri di accreditamento per i centri oncologici e accelerare la diffusione dell'innovazione scientifica e clinica. L'Italia ricopre un ruolo di primo piano attraverso l'associazione Alleanza Contro il Cancro (ACC), che guida le aree relative alla formazione e alla governance.
gionale sta completando la trasformazione verso un sistema integrato, con l’obiettivo di superare i gap territoriali. «La crescita della produzione - ha concluso - è la prova tangibile che il traguardo di ricondurre tutte le prestazioni sotto i 120 giorni è raggiungibile a breve termine»
SCUOLA, FAMIGLIE, ESPERTI ED ISTITUZIONI A CONFRONTO

Oggi,alle
ore 16:00, presso la Sala Conferenze del Polo Bibliotecario di Potenza, si terrà l’incontro “Autismo e Inclusione. Nessuno escluso: conoscere per intervenire”, organizzato dal Lions International, nell’ambito dell’anno sociale 2025/2026. L’evento vede la collaborazione del Polo Bibliotecario di Potenza, a testimonianza di come la cultura dell'inclusione debba partire dai luoghi della conoscenza. Il service ha come scopo quello di riunire allo stesso Tavolo esperti, scuola, famiglie e vertici istituzionali, con l’obiettivo di tracciare un percorso comune che possa andare nella direzione di un’inclusione sostanziale e quotidiana.

POTENZA. «Tra le principali cause del deficit sanitario reso pubblico venerdì scorso dall’assessore Latronico figurano senza dubbio la spesa farmaceutica, che appare sempre più fuori controllo, e l’inerzia dello stesso Latronico nell’adottare provvedimenti atti a ricondurre questa voce di spesa del bilancio sanitario entro dinamiche di sostenibilità». A dichiararlo, in una nota, è il capogruppo in Consiglio regionale di Basilicata Casa Comune Giovanni Vizziello.
«L’acquisto dei farmaci è una voce di spesa che pesa ormai da anni in maniera significativa sul bilancio del servizio sanitario regionale – spiega Vizziello – con la Basilicata che fa registrare un costante sforamento dei tetti di spesa, quantificato dall’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) in 43 milioni di euro nell’anno 2024 e che, sempre secondo Aifa, è già stato eguagliato dalla nostra Regione nei primi nove mesi del 2025, con un

trend letteralmente fuori controllo che potrebbe portare la Basilicata a chiudere il 2025 con un rosso superiore a 50 milioni di euro».
«Numeri che sono un’enormità per una regione come la Basilicata, che fa registrare poco più
di mezzo milione di residenti – sottolinea Vizziello – e che chiamano direttamente in causa l’inerzia dell’assessore Latronico, che ha più volte annunciato correttivi, mai effettivamente adottati».
«I report Aifa ci dicono che il rosso della spesa far-
maceutica riguarda soprattutto la cosiddetta spesa diretta, cioè gli acquisti fatti dalle aziende sanitarie e ospedaliere lucane –prosegue Vizziello – piuttosto che la spesa convenzionata, cioè i medicinali acquistati dai cittadini in farmacia, dietro prescri-
zione. Una circostanza che aggrava le responsabilità dell’assessore Latronico».«Una criticità strutturale della sanità lucana –aggiunge Vizziello – e pensare che il campanello di allarme era scattato proprio su iniziativa di Basilicata Casa Comune, che a settembre dello scorso anno ha presentato una proposta di legge che prevede misure concrete di contenimento della spesa per l’acquisto dei farmaci, come quella di mandare a casa i direttori generali di ospedali e Asl che non rispettano i tetti di spesa stabiliti dalla legge, un più ampio ricorso ai farmaci generici e biosimilari e una maggiore centralizzazione degli acquisti di farmaci e dispositivi medici».«Una proposta di legge che giace nei cassetti della quarta Commissione del Consiglio regionale – conclude Vizziello – non ancora discussa e mai presa in considerazione da chi, come l’assessore Latronico, continua a fingere che tutto vada bene, madama la marchesa».
Il segretario Giuseppe Costanzo: «Personale ridotto e ferie, rischio per cure e progetto estivo. Avviato lo stato di agitazione»
LAURIA. L’estate alle porte mette sotto pressione la Dialisi di Lauria-Maratea, dove la combinazione tra carenza di personale, ferie da garantire e avvio del progetto estivo apre una fase definita critica dal sindacato. La Fials Potenza ha proclamato lo stato di agitazione e ha chiesto l’attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione, portando la vertenza all’attenzione della Prefettura. «Senza rinforzi immediati è esposto il diritto alla salute di pazienti e territorio», afferma il segretario provinciale Giuseppe Costanzo, ricordando come il tema fosse già stato segnalato alla direzione generale dell’Azienda sanitaria di Potenza nelle settimane scorse. «Avevamo scritto più volte, ora servono scelte immediate per proteggere pazienti, lavoratori e comunità», aggiunge.Il quadro delineato evidenzia una riduzione dell’organico infermieristico dovuta a pensionamenti e trasferimenti non compensati, a cui si affianca la necessità di rafforzare la copertura medica e garantire la continuità dei trattamenti. In un servizio salvavita come la dialisi, ogni turno è es-
senziale e ogni criticità organizzativa si riflette direttamente su pazienti e famiglie.A complicare ulteriormente la situazione è la programmazione estiva. L’azienda deve assicurare il diritto alle ferie, ma al tempo stesso mantenere standard elevati di assistenza in un contesto che richiede competenze specialistiche e pianificazione puntuale. In questo scenario si inserisce il progetto Dialisi estiva, attivo nei mesi di giugno, luglio e agosto presso la sede di Maratea, che consente a pazienti provenienti da altre regioni o dall’estero di effettuare le terapie durante il soggiorno sulla costa lucana. Un’iniziativa considerata strategica per il territorio, ma che, secondo il sindacato, necessita di risorse adeguate per non compromettere la qualità dell’assistenza. «La traiettoria è diventata una criticità concreta, visibile nella costruzione dei turni e nella pressione sugli operatori», sottolinea Costanzo, evidenziando il rischio che l’intera organizzazione estiva venga messa in discussione. La Fials richiama anche l’attenzione sulla complessità del lavoro in dialisi, dove ogni nuovo inseri-

mento richiede tempo, formazione e affiancamento per garantire sicurezza e qualità delle cure. Interventi tardivi, a ridosso dell’estate, rischiano quindi di tradursi in una programmazione fragile proprio nel momento di maggiore richiesta. Da qui la richiesta all’Azienda sanitaria di Potenza e alla Regione Basilicata di rafforzare immediatamente l’organico infer-
mieristico, assicurare una copertura medica stabile e programmata, mettere in sicurezza la pianificazione estiva e sostenere il progetto con risorse coerenti. «La dialisi è vita: dove tiene la dialisi, tiene anche il diritto alla salute», conclude Costanzo, sollecitando una risposta «all’altezza del valore sanitario e umano» del presidio di Lauria e Maratea.
La
POTENZA. A poco più di un mese dall’insediamento del nuovo direttivo, l’Associazione di Genitori e di Giovani Diabetici della Basilicata rilancia la propria azione sul territorio, muovendosi su più fronti per affrontare le criticità legate al diabete di tipo 1. In cima alle priorità, il confronto con le istituzioni regionali e sanitarie: è stata infatti inviata una richiesta di incontro ai direttori delle aziende sanitarie di Potenza e Matera, all’assessore alle Politiche della persona Cosimo Latronico e al presidente della Regione Vito Bardi.
Nel frattempo, l’associazione ha avviato un dialogo con i medici specialisti del territorio, promuovendo un incontro online dedicato al diabete di tipo 1, sia in età pediatrica che adulta. L’obiettivo è presentare le attività e i progetti in corso, a partire dal “Progetto Esordi”, pensato per accompagnare le famiglie nel momento della diagnosi, considerato par- ticolarmente delicato. «È

fondamentale garantire un supporto immediato, fatto di ascolto e condivisione», viene sottolineato, anche attraverso iniziative simboliche come la consegna del peluche “Lino”, segno concreto di vicinanza.Parallelamente, Aggd Basilicata ha riattivato il progetto dedicato alla scuola, coordinato dalla vicepre-
sidente Nadia Errichetti, con l’obiettivo di favorire l’inclusione degli studenti con diabete e sostenere le famiglie nelle difficoltà quotidiane. Rendere gli ambienti scolastici più sicuri e consapevoli resta un passaggio cruciale per garantire pari opportunità.La presidente Angela Possidente ha inoltre preso par-
te ai lavori della Commissione regionale diabete, dove ha avanzato la proposta di rinnovare il protocollo per la somministrazione dei farmaci a scuola, in scadenza a giugno, introducendo miglioramenti basati sull’esperienza diretta delle famiglie. Nel corso dell’incontro è stata evidenziata
anche la necessità di fare chiarezza sulle attività di screening, rafforzate dalla recente nomina di due consigliere dedicate, Teresa Buchicchio e Loredana Spera.L’obiettivo è duplice: avviare concretamente lo screening in Basilicata e individuare centri in grado di seguire le famiglie a rischio. In questo quadro, l’associazione richiama con forza anche la necessità di ripristinare un centro diabetologico pediatrico regionale, attualmente assente, nonostante le previsioni normative.«Abbiamo fortemente voluto dare un nuovo volto alla nostra associazione perché i nostri bambini, i ragazzi ma anche gli adulti lucani affetti da diabete di tipo 1 non possono più aspettare», afferma Possidente, ribadendo l’urgenza di risposte concrete e tempestive. L’impegno dell’associazione prosegue dunque con l’obiettivo di costruire una rete più efficiente e vicina ai bisogni delle persone, a partire dai più giovani.
La presidente Rotunno: «Sostegno a crioconservazione e screening, ma servono informazione corretta e protocolli aggiornati»
POTENZA. La Commissione regionale Parità e Pari Opportunità della Basilicata interviene nel dibattito sulla salute riproduttiva femminile, esprimendo apprezzamento per l’attenzione mostrata dal Consiglio regionale su temi come la crioconservazione degli ovociti e lo screening della riserva ovarica. In una nota, la presidente Vittoria Rotunno, insieme alle commissarie, sottolinea come si tratti di «proposte diverse ma accomunate dalla volontà di rafforzare gli strumenti a disposizione delle donne per una scelta libera, consapevole e informata».Secondo la Commissione, interventi orientati alla prevenzione e all’accesso alle tecnologie sanitarie rappresentano «un tassello fondamentale per costruire politiche pubbliche più eque ed efficaci», in linea con una visione di medicina di genere che metta al centro il benessere e l’autodeter-
minazione femminile. Tuttavia, viene ribadita la necessità di evitare letture semplificate o aspettative distorte. «Nessuna di queste proposte deve generare illusioni», si legge, evidenziando l’importanza di accompagnare ogni innovazione con dati clinici e scientifici solidi.La crioconservazione e gli strumenti di screening, prosegue la nota, devono essere sostenuti da «una corretta informazione scientifica» capace di restituire un quadro realistico di possibilità e limiti, senza trasformarsi in pressioni sociali. La libertà di scelta, infatti, «si fonda prima di tutto sulla verità dei dati e sulla trasparenza delle informazioni». Accanto a questo, la Commissione richiama anche la responsabilità individuale, sottolineando come gli screening siano efficaci solo se inseriti in percorsi tempestivi e consapevoli. Nel documento trova spazio anche
il tema dell’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica. La Commissione invita ad aggiornare e rendere pienamente operativo il protocollo regionale, in linea con gli indirizzi ministeriali del 2020, già adottati in diverse regioni italiane. Modelli organizzativi innovativi consentono infatti «l’accesso senza obbligo di ricovero ospedaliero», con presa in carico sanitaria e possibilità di completare il trattamento a domicilio, migliorando al tempo stesso tutela della salute ed efficienza del sistema.
L’obiettivo indicato è quello di una visione integrata delle politiche sanitarie di genere, dalla prevenzione alla procreazione fino al diritto di scelta. «Ogni intervento deve essere costruito nel rispetto della dignità, della libertà e della consapevolezza delle donne», conclude la Commissione, ribadendo l’im-
pegno a promuovere un confronto basato su evidenze scientifiche e orientato a garantire diritti reali e sostenibili per tutte le donne lucane.


POTENZA Domani nuova seduta. Tra i temi da discutere anche la tutela del consenso nella normativa sulla violenza sessuale

D I R O S AM AR IA M OLL IC A POTENZA. Nuova Seduta del Consiglio comunale di Potenza convocata per domani in prima convocazione alle 8:30.
Tanti gli argomenti all’Ordine del giorno che vanno da temi di carattere nazionale e internazionale a questioni che riguardano più da vicino i cittadini del capoluogo.
Una sola l’interrogazione prevista, quella sul recesso anticipato della con-
cessione dell’immobile di via Verona al Comitato Italiano Paralimpico regionale. Un’interrogazione a prima firma della consigliera di Forza Italia Antonella Vaccaro e che i consiglieri di opposizione ritengono «una decisione grave e politicamente inaccettabile».
«Non si tratta di un atto meramente amministrativo, ma di una scelta che colpisce direttamente il tessuto sociale della città. Il CIP è un presidio fon-
damentale per l’inclusione e per centinaia di cittadini che trovano nello sport un percorso di dignità e partecipazione» tuonano dall’opposizione. Spazio sarà poi dedicato al confronto politico su diverse mozioni. Tra i temi in discussione figurano la richiesta di vietare l’utilizzo di candele pirotecniche e fiamme libere nei locali aperti al pubblico, la dichiarazione dello stato di emergenza climatica e ambientale. Tra le mozioni da discutere spicca quella della consigliera del Gruppo Misto Antonella Tancredi condivisa con tutti i consiglieri di opposizione che impegna Sindaco e Giunta ad attivare un numero telefonico comunale dedicato agli anziani soli e fragili. «In una città come Potenza, dove l’invecchiamento della popolazione è un dato evidente e crescente, non è più accettabile che
gli anziani e le persone fragili debbano orientarsi da soli tra servizi frammentati e spesso difficili da individuare. Oggi manca un punto di riferimento chiaro, semplice e immediato», dichiarano i consiglieri. La mozione sottolinea come l’assenza di un punto di accesso unico renda meno efficace l’intero sistema di assistenza, nonostante la presenza di servizi sociali e di una rete attiva del terzo settore.
Si passa poi a diversi ordini del giorno che passano dalla richiesta di iniziative diplomatiche per la de-escalation del conflitto in Medio Oriente, alla proposta di realizzare una “Panchina Europea” in città, fino alla discussione sulla soppressione del Tribunale di Lagonegro e alla tutela del consenso nella normativa sulla violenza sessuale di cui è prima firmataria la consigliera
Angela Blasi che afferma: «Il consenso è riconoscimento della libertà femminile come limite e come scelta libera e incondizionata, non come concessione. Nella realtà dei tribunali le donne, già sono spesso costrette a spiegare perché non hanno gridato, resistito, perché non si sono opposte. Noi vogliamo un consenso libero ed attuale, l'esigenza della prova dell'uso della violenza è frutto di una cultura patriarcale e maschilista». Si passa poi all’approvazione di debiti fuori bilancio per diverse migliaia di euro e l’approvazione delle modifiche al regolamento per la gestione partecipata del servizio di mensa scolastica. Insomma tanti argomenti che vedranno, come sempre, un proficuo confronto tra maggioranza e opposizione per il bene della città.
POTENZA Confronto in IV e VI Commissione con gli studenti, presenti anche gli assessore Giuzio e D’Andrea
«Il
nascere
POTENZA. Si è svolta nei giorni scorsi la seduta congiunta della Sesta e della Quarta Commissione consiliare del Comune di Potenza, presiedute da Giammarco Guidetti e Angela Blasi, dedicata all’audizione sul nuovo Piano di Mobilità Urbana, con particolare attenzione alle esigenze del mondo studentesco.
Alla riunione hanno preso parte l’Assessore alla Mobilità Francesco Giuzio, l’Assessora alla Pubblica Istruzione e Università Federica D’Andrea, una delegazione del Consiglio degli Studenti dell’Università degli Studi della Basilicata e i rappresentanti della Consulta degli studenti delle scuole superiori.
Nel corso dell’incontro è stato ribadito il valore del coinvolgimento diretto degli studenti, principali fruitori del trasporto pubblico locale, nella costruzione di un sistema più efficiente e vicino ai bisogni reali della città.
La Presidente Blasi ha evidenziato il lavoro svolto dalla VI Commissione e dall’Amministrazione comunale nell’ascolto delle esigenze emerse, sottolineando la necessità di rafforzare i collegamenti con i poli universitari, le residenze studentesche e i principali luo-
ghi di aggregazione cittadina. Guidetti ha inoltre evidenziato l’opportunità di costruire forme di collaborazione con il mondo studentesco per consentire, in occasione di eventi, iniziative culturali, attività associative o appuntamenti calendarizzati durante l’anno, l’organizzazione di servizi di mobilità dedicati o straordinari. Una programmazione anticipata degli eventi, infatti, consentirebbe al Comune di valutare per tempo soluzioni adeguate e rispondere in maniera concreta alle esigenze dei giovani. Tra le proposte richiamate anche l’introduzione di strumenti dedicati, come una card studenti. L’Assessore Giuzio ha illustrato le principali novità del nuovo Piano: maggiore frequenza delle linee urbane, nuove circolari serali, potenziamento del collegamento tra stazione centrale e centro città, rafforzamento dei nodi di interscambio e sperimentazione del trasporto a chiamata nelle aree rurali.
Nel dibattito, gli studenti hanno posto l’attenzione soprattutto sul potenziamento del servizio nelle fasce serali, sul miglioramento delle coincidenze con il trasporto extraurbano e sulla necessità di strumenti digitali più aggiornati e

facilmente consultabili. L’Assessore Giuzio ha confermato che i nuovi autobus saranno dotati di sistemi di geolocalizzazione e che è in fase di sviluppo una piattaforma informativa in tempo reale per conoscere posizione dei mezzi e tempi di arrivo.
L’Assessora D’Andrea ha invece sottolineato l’importanza della collaborazione con il mondo giovanile e universitario, richiamando la recente riattivazione del comitato Unitown e il lavoro in corso per ampliare spazi e opportunità dedicate agli studenti. Al termine dell’incontro, i Presi-
denti Guidetti e Blasi hanno ringraziato i partecipanti, assicurando che ci saranno ulteriori occasioni per discutere e confrontarsi nelle sedi competenti.
«L’ascolto degli studenti rappresenta un passaggio fondamentale – hanno dichiarato – perché il nuovo Piano di Mobilità Urbana deve nascere dal confronto con chi vive quotidianamente scuole, università e trasporto pubblico. L'Amministrazione comunale intende valorizzare il ruolo degli studenti e di chi organizza attività che quotidianamente animano la città di Potenza».

Potenza, sciopero dei lavoratori Miccolis: i sindacati chiedono impegni concreti per il futuro del settore
Il prossimo 8 maggio, i lavoratori dell'azienda di trasporto pubblico urbano Miccolis di Potenza incroceranno le braccia per un sciopero di 4 ore, proclamato dalla Filt Cgil e dalle altre sigle sindacali di categoria. La decisione di scioperare arriva in seguito all’annuncio di licenziamenti collettivi da parte dell’azienda, qualora non venga sottoscritto il contratto di affidamento per il servizio, previsto per il 1° luglio.La situazione si è aggravata dopo che lo scorso febbraio non si è raggiunto alcun accordo durante la procedura di raffreddamento. Inoltre, durante un incontro del 9 aprile in Prefettura, alla presenza del sindaco di Potenza Vincenzo Telesca e dell’assessore regionale alla Mobilità Pasquale Pepe, è emersa la necessità di un chiarimento urgente tra il Comune di Potenza e la Regione Basilicata riguardo
alla ripartizione dei costi per l’affidamento della gara all’azienda Miccolis. Il Comune, infatti, ha dichiarato di non essere in grado di garantire la copertura economica per il servizio, sostenendo che tale impegno verbale sarebbe dovuto provenire dalla Regione.Rocco Pace, rappresentante della Filt Cgil, ha spiegato: «Dopo l'incontro in Prefettura, non abbiamo ricevuto alcuna convocazione, nonostante le nostre continue sollecitazioni. A rischio non c’è solo il futuro del trasporto pubblico a Potenza, ma anche quello degli oltre cento lavoratori che, nonostante l’incertezza, hanno garantito il servizio pubblico in questi mesi. Ad oggi, senza riscontri concreti e con i tempi stretti per il cambio d’appalto, non possiamo più garantire la continuità del servizio, per cui i lavoratori sciopereranno chiedendo risposte certe.»Nel frattempo,

l'azienda Miccolis non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alla situazione, lasciando la comunità e i lavoratori in attesa di sviluppi concreti. La questione resta dunque aperta, e l’ 8 maggio diventa un momento cruciale per capire se la protesta avrà effetti sul

Potenza si prepara a celebrare per il quarto anno consecutivo l’International Jazz Day, la Giornata Mondiale del Jazz istituita dall’UNESCO, un evento che unisce oltre 190 Paesi in una festa globale della musica e della cultura. La città lucana ospiterà un concerto straordinario nella Galleria Civica del centro storico, dove il pubblico avrà l’opportunità di assistere a un’esibizione di altissimo profilo artistico.L’iniziativa, che avrà inizio oggi, alle ore 21, è promossa dal Comune di Potenza, in collaborazio-
ne con il Jazz Club Potenza, ed è destinata a essere un evento di grande rilevanza per il territorio, nel segno del dialogo culturale e della promozione della libertà espressiva attraverso la musica jazz.Il concerto di quest’anno vedrà protagonisti tre leggende del jazz italiano contemporaneo: Danilo Rea, uno dei pianisti più apprezzati a livello europeo, Dario Deidda, bassista di fama internazionale, e Giovanni Scasciamacchia, batterista di grande esperienza. Questo trio di artisti rappresenta l'eccellenza del jazz italiano, con una performance che promette di essere un viaggio unico nell’improvvisazione e nella grande tradizione jazzistica.Danilo Rea, noto per la sua capacità di fondere l’improvvisazione pura con la musica tradizionale italiana e il jazz, è considerato uno dei pianisti più lirici e visionari della scena europea. Al suo fianco, Dario Deidda, bassista virtuoso che ha collaborato con alcuni dei più grandi nomi del panorama musicale internazionale,
porterà la sua tecnica impeccabile e la sua profondità musicale. Infine, Giovanni Scasciamacchia, batterista di grande sensibilità e dinamismo, arricchirà la serata con la sua capacità di sostenere e dialogare con eleganza all’interno delle formazioni jazzistiche più raffinate.Tony De Giorgi, presidente e fondatore del Jazz Club Potenza, ha aggiunto: «Grazie all’impegno del Comune di Potenza, che ha fortemente voluto questo prestigioso evento, e al sostegno di partner sensibili come BCC Basilicata e La Gala SRL, possiamo offrire alla nostra città un momento musicale imperdibile. Potenza si conferma così tra le città italiane che celebrano il jazz come linguaggio universale, capace di unire generazioni e di creare ponti tra culture diverse.» L’iniziativa, che gode anche del sostegno di BCC Basilicata e La Gala SRL, partner che condividono l’importanza della valorizzazione culturale del territorio, rappresenta una vetrina di eccellenza per la città di Potenza
futuro del servizio di trasporto pubblico a Potenza.Il sindacato Filt Cgil e le altre sigle sindacali chiedono un intervento immediato delle istituzioni per evitare il ridimensionamento del servizio e la perdita di posti di lavoro, con conseguenti licenziamenti.
CONFERMATE LE ADESIONI PER IL PERIODO 26/27
IlComune di Potenza ha pubblicato l'esito delle domande di conferma iscrizione agli asili nido comunali per l’anno educativo 2026/2027. Complessivamente sono pervenute 88 richieste: 86 sono state presentate entro i termini fissati (entro il 18 marzo 2026), mentre 2 istanze sono arrivate oltre la scadenza.Tutte le domande regolarmente inviate entro la data limite sono state ammesse. Tuttavia, l’ammissione definitiva resta condizionata alla verifica della regolarità dei pagamenti delle rette per il periodo aprile-luglio 2026. In caso di mancato pagamento o di rinuncia al servizio prima della conclusione dell’anno educativo in corso, l’iscrizione sarà automaticamente annullata.L’avviso, che ha valore di notifica ufficiale, sottolinea l’importanza di mantenere la regolarità nei pagamenti per evitare la decadenza dell’iscrizione. Per ulteriori informazioni, è possibile consultare il link ufficiale dell’avviso sul sito del Comune di Potenza


PIETRAPERTOSA D'Andrea: «Il nostro movimento continua a crescere grazie all'adesione di amministratori seri e motivati come Vigna»
Vincenzo Vigna, consigliere comunale di Pietrapertosa, ha ufficializzato la sua adesione a Progetto Civico Italia, un movimento politico che sta guadagnando terreno nel Mezzogiorno con l’obiettivo di valorizzare la partecipazione degli amministratori locali e rafforzare la presenza nei piccoli comuni. L'ingresso di Vigna rafforza ulteriormente la rete del movimento nelle aree interne della Basilicata, dove Progetto Civico Italia si sta impegnando per affrontare sfide cruciali come lo spopolamento, lo sviluppo sostenibile e il miglioramento dei servizi locali.La decisione di Vigna di aderire al movimento è vista come un passo importante per il consolidamento della sua presenza nelle zone interne lucane, un territorio segnato da problematiche demografiche e sociali

complesse. Il movimento punta a costruire una rete di amministratori locali impegnati a rispondere a queste sfide con politiche concrete e mirate.Samuele Grippa, coordinatore provinciale di
Potenza per Progetto Civico Italia, ha commentato l’adesione dicendo: «L’arrivo di Vincenzo Vigna arricchisce il nostro percorso civico. Il suo impegno e la sua esperienza amministrativa rap-
presentano un valore aggiunto per il progetto e per la nostra visione di politica concreta e vicina ai territori».Anche Federica D’Andrea, coordinatrice regionale del movimento, ha espresso soddisfazione per l’ingresso di Vigna: «Il nostro movimento continua a crescere grazie all’adesione di amministratori seri e motivati. Vigna porta con sé competenza e radicamento, elementi fondamentali per rafforzare la nostra presenza nei comuni lucani e affrontare sfide cruciali come quella dello spopolamento».L'adesione di Vigna segna una nuova fase per Progetto Civico Italia, che si prepara a rafforzare ulteriormente il proprio impegno per il rilancio delle aree interne della Basilicata e per favorire uno sviluppo equilibrato e duraturo nelle piccole comunità della regione.
Una quarantina i partecipanti all'evento e alla Messa celebrata da don Antonio Laurita e don Giovanni De Palma
Nell'ambito della festa di San Giorgio, Santo Protettore dello Scoutismo si è svolta sabato pomeriggio nella parrocchia dei Santi Anna e Gioacchino una festa, legata alla memoria di don Francesco Colucci, ex parroco della Chiesa di Rione Libertà e fondatore dello scoutismo in Basilicata. La cerimonia ha inteso ricordare tutti gli scout che sono morti nel corso degli ultimi anni grazie alla lettura dei nomi svolta da Paolo Donadio durante la cerimonia religiosa. Alla cerimonia sono stati presenti alcuni componenti del Masci, associazione italiana con sede anche in Basilicata anche a Potenza con il gruppo Potenza 1 sito nel Parco Baden Powell. Il Masci ha sede anche nel centro di Valsinni, All'evento hanno preso parte una quarantina di partecipanti, legati all'Agesci, il Movimento non Violento al Masci, l'Asci, Pax Christi, Comunità Laudato Si e il Laboratorio di educazione alla pace che hanno promosso l'evento. Dunque un momento di riflessione, di
preghiera ricordare tutti gli scout del mondo e in particolar modo quelli che ancora oggi si trovano in carcere e quelli uccisi nei luoghi di guerra perché hanno rifiutato di impugnare le armi, di uccidere, e fare guerra ad altri esseri umani. Una serata bellissima dunque che ha inteso evocare i valori veri della coesione, della solidarietà e dell'amore reciproco quella promossa dai gruppi scout nella parrocchia di Sant'Anna e Gioacchino. Le bamdiere, gli slogan di pace, giustizia sociale e verità hanno fatto il resto rendendo bella e suggestiva questa cerimonia. La celebrazione della Santa Messa, officiata dal parroco di Sant'Anna e Gioacchino, don Antonio Laurita ha fatto da preludio all'evento, promosso di concerto con don Giovanni De Palma, nato a Barile ed è assistente ecclesiastico all'interno degli scout per Asci e Masci in ambito regionale e nazionale. Tutti hanno preso l'Eucarestia nel segno della passione, della fede e della comune vocazione per l'Agesci.
Dopo la Messa i partecipanti hanno svolto un agape conviviale che ha di fatto chiuso la giornata di partecipazione e incontro. Il conviviale si è svolto nella sala della Biblioteca e ha fatto da sfondo ad una serata di grande ricordo e aggregazione. E' stato sostanzialmente un momento conviviale condito dall'interscambio culturale, sociale, relazionale che vede Asci, Agesci, Masci, Pax Christi impegnati nell'ambito della promozione della pace, della solidarietà, della giustizia sociale, ambientale, etica e religiosa puntando tutto su una società più giusta. Tutto questo perché gli organizzatori, grazie alla preghiera, la fede, la religione può diventare un punto di riferimento, un volano per mettere fine alle guerre e alla sfida della globalizzazione, intesa come armi e conflitti. Chi fa parte delle associazioni vede nella natura un momento di pace e di aiuto divino. In tanti aiutano i gruppi per aiutare il prossimo nell'ambito delle iniziative e anche in sostanza della benefi-

cenza e della solidarietà dando una mano alle associazioni che possono avere limiti organizzativi. La parola chiave delle associazioni è quella del servizio, nello scoutismo, vero e proprio fulcro, fare le cose in maniera disinteressata evitando smanie egoistiche, dando una mano a chi soffre, questo il senso delle iniziative degli scout che spesso accompagnano i malati a Lourdes e Fatima, nei due santuari internazionali anche in gruppi sui treni con i classici foulard bianchi, facendo del servizio per i malati, portandoli a messa, a fare i servizi

quotidiani, come la spesa, le esigenze sanitarie e burocratiche. Negli intenti degli organizzatori, con in testa Paolo Donadio e Roberto Rossini sono previste altre iniziative e momenti di partecipazione alta, aperte al pubblico con i campi organizzati per studiare lo scoutismo, per fare la cosiddetta promessa “semel scout, semper scout” e quindi quelli amanti della giustizia, della pace, della legalità, della verità che in nome della fratellanza hanno inteso prendere parte a questo evento.
F RANCESCO M ENONNA

TITO Con 1.705 partecipanti nei primi cinque concerti, si è affermata come una delle rassegne musicali più apprezzate della regione

La rassegna "Suoni e Segni" ha registrato 1.705 presenze nei cinque concerti finora realizzati presso il Centro per la Creatività Cecilia di Tito, confermando l’interesse crescente per l'iniziativa promossa dall'Accademia Musicale Lucana, sotto la direzione artistica del Maestro Francesco Fabrizio e la vice direzione di Alice Muro. L’evento ha attratto pubblico non solo da Potenza e Matera, ma anche dalla Campania, superando i confini locali e affermandosi come un punto di riferimento culturale in espansione.La proposta musicale della rassegna ha spaziato tra diversi generi e periodi storici, offrendo concerti che hanno emozionato e coinvolto. Dal tributo a Fabrizio De André dei Sidùn, all’esperienza immersiva di
Rhodan che ha mescolato suoni contemporanei e visioni artistiche, fino all’omaggio a Lucio Dalla di Alis WALL e alle celebri colonne sonore del cinema con l’Orchestra Filarmonica Experia. Ogni serata ha saputo unire tradizione e innovazione, creando un legame profondo con il pubblico.Un elemento chiave del successo di "Suoni e Segni" è stato il coinvolgimento delle associazioni locali di Tito, che ha favorito una partecipazione attiva e ha contribuito a radicare l'evento nel territorio. Ogni concerto non è stato solo uno spettacolo, ma un'occasione di condivisione e crescita culturale per la comunità. Il festival ha anche saputo attrarre un pubblico variegato, da oltre i confini regionali, facendo di "Suoni e Segni" una propo-

sta culturale di qualità riconosciuta.Quest’edizione della rassegna assume un valore aggiunto, in quanto si inserisce nel venticinquesimo anniversario dell'Accademia Musicale Lucana. Fondata dal Maestro Francesco Fabrizio, l’Accademia è un punto di riferimento per la formazione musicale nella regione e, in questi anni, ha contribuito significativamente alla crescita culturale del territorio. L'anniversario rappresenta un'occasione per riflettere sui risultati raggiunti e guardare al futuro con nuove prospettive."Suoni e Segni" si distingue per la capacità di unire tradizione e sperimentazione, come suggerisce il nome stesso della rassegna: "suoni" rappresentano la tradizione musicale, mentre "segni" si riferisco-
no alla contemporaneità e alla ricerca musicale. Questo dialogo tra passato e futuro ha reso il festival un progetto che unisce generazioni e sensibilità artistiche diverse, contribuendo alla crescita culturale della regione.Con sette concerti ancora in programma, la rassegna continua a riscuotere consensi e ad attrarre pubblico, promettendo nuove esperienze coinvolgenti. "Suoni e Segni" si conferma come un'importante opportunità per il territorio lucano di confrontarsi con la musica di alta qualità e di arricchire la propria offerta culturale. Il suo successo va oltre i numeri, perché ha saputo stimolare un dialogo tra tradizione e innovazione, coinvolgendo la comunità in un'esperienza culturale condivisa.
Tecnologie solari e sostenibilità: una giornata di scoperta su come il sole può trasformare la nostra vita quotidiana
Il 2 e 3 maggio 2026, l’Astrodomus di Castelgrande ospiterà la Giornata del Sole, un evento che mira a sensibilizzare il pubblico sull’importanza della luce solare per l’ecosistema e per il nostro benessere, nonché sul potenziale dell’energia solare come risorsa rinnovabile e sostenibile. L’iniziativa si inserisce in un programma di divulgazione scientifica che l’Astrodomus promuove da tempo, dopo il successo della Giornata della Madre Terra, che ha coinvolto la comunità in attività ecologiche.La Giornata del Sole, istituita nel 1978 dal presidente
statunitense Jimmy Carter e promossa nel 1994 a livello internazionale, sottolinea il ruolo centrale del sole nel mantenere gli equilibri ecologici del pianeta e promuovere l’uso dell’energia solare. In un contesto di crescente attenzione verso le energie rinnovabili, questo evento invita i partecipanti a riflettere sul futuro sostenibile della nostra società, offrendo uno spunto per un cambiamento positivo e consapevole. Un'opportunità imperdibile per chi desidera avvicinarsi a tematiche ambientali e scoprire le potenzialità delle risorse naturali.Durante l'evento, i visitatori po-
tranno partecipare a percorsi interattivi con installazioni, esperimenti scientifici e giochi educativi. Sarà possibile osservare il sole in diretta, comprendere come sfruttarlo in modo sicuro e sostenibile, e scoprire l’importanza della luce solare per la produzione di vitamina D, essenziale per la salute. Le visite guidate si terranno alle 10:00 e alle 16:30, con esperti pronti a spiegare come la natura e gli esseri umani possano fare un uso migliore dell’energia solare.La Giornata del Sole all'Astrodomus rappresenta un'opportunità unica per conoscere il sole da una nuova prospettiva, sti-
molare la riflessione sul nostro rapporto con l’ambiente e imparare come le
energie rinnovabili possano fare la differenza per il futuro del nostro pianeta.



Il consigliere comunale Augusto Toto sollecita chiarimenti su bando e fondazione: «Struttura ultimata, ma ancora chiusa al pubblico»
MATERA. A oltre due anni dalla conclusione dei lavori, il Mudeam il Museo demoetnoantropologico di Matera, resta ancora chiuso e al centro di un’interrogazione consiliare che punta a chiarire ritardi e responsabilità amministrative. A sollevare il caso è il consigliere comunale Augusto Toto, che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta e orale indirizzata al sindaco e al segretario generale. Il progetto del Parco della storia dell’uomo – Civiltà contadina, finanziato nell’ambito del Contratto istituzionale di sviluppo per Matera 2019 con un investimento di circa sette milioni di euro, ha visto l’avvio dei lavori nel febbraio 2021 e la loro conclusione certificata il 9 novembre 2023. A seguire, il 2 ottobre 2024, è stato emesso il certificato di collaudo tecnico-amministrativo, successivamente approvato da Invitalia.Nonostante il completamento dell’opera, la struttura non è mai stata aperta al pubblico. Un passaggio chiave risale al marzo 2022, quando la giunta comunale deliberò la costituzione di una fondazione per la gestione del museo, coinvolgendo Ministero dei Beni culturali e Comune di Matera, con pos-

sibile partecipazione di soggetti privati. Tuttavia, già nel gennaio 2024, una riunione tecnica aveva evidenziato tempi lunghi per la realizzazione della fondazione, sottolineando l’urgenza di garantire almeno i servizi essenziali come alimentazione elettrica, climatizzazione e videosorveglianza per la tutela degli allestimenti.Pochi giorni dopo, con una nuova delibera, l’amministrazione optò per una soluzione temporanea, prevedendo l’affidamento sperimentale della gestione a un operatore privato. Un indirizzo rimasto però senza seguito anche a causa della fine anticipata dell’amministrazione Bennardi. Successivamente, la gestione commissariale aveva indicato una strada semplificata per l’apertu-
ra immediata del museo, con la delibera numero 294 del 2025.Secondo Toto, oggi «esiste una palese discrepanza tra l’urgenza più volte dichiarata e lo stallo tecnico-amministrativo che mantiene la struttura chiusa», con ricadute negative sull’offerta culturale e turistica della città. L’interrogazione chiede di chiarire le ragioni del mancato affidamento, lo stato delle procedure di gara, l’avanzamento dell’iter per la fondazione e le misure adottate per la conservazione degli impianti.Al centro anche la richiesta di una tempistica certa per l’apertura del museo, per evitare che un investimento rilevante si trasformi in un caso di spreco di risorse pubbliche e in un’occasione mancata per Matera.
POLICORO. Prosegue l’attività di controllo della Polizia di Stato lungo la fascia jonica-metapontina, con un intervento mirato al contrasto delle irregolarità nel settore agricolo. Gli agenti del Distaccamento Polizia Stradale di Policoro hanno fermato un’autovettura a sette posti con a bordo otto persone di nazionalità indiana, afghana e pakistana. Durante le verifiche è emerso che il veicolo era privo di copertura assicurativa e che il conducente non era titolare di patente di guida. Per queste ragioni, l’auto è stata sottoposta a sequestro e a fermo amministrativo per tre mesi. Inoltre, gli operatori hanno proceduto al ritiro della carta di circolazione, poiché il mezzo presentava modifiche alle caratteristiche tecniche. L’operazione rientra nei servizi disposti per il controllo del territorio in vista dell’avvio della stagione agricola. «Si tratta di attività fondamentali per prevenire fenomeni di lavoro irregolare», evidenziano fonti della Polizia, sottolineando l’attenzione verso le aree più esposte allo sfruttamento.

All’Ipseoa di Marconia debutta il format promosso da Enzo Dell’Isola: studenti protagonisti tra solidarietà, inclusione e cittadinanza attiva
PISTICCI. Dalla scuola alla radio, con l’obiettivo di costruire cittadinanza attiva e diffondere una cultura della solidarietà. È partita il 22 aprile, negli studi dell’Istituto alberghiero di Marconia dell’Istituto di istruzione superiore Pisticci-Montalbano, l’esperienza de “La Squadra: Insieme si può”, un format radiofonico ideato da Enzo Dell’Isola e trasmesso in diretta su Radio Carina.Non un semplice progetto scolastico, ma un percorso strutturato che punta a trasformare gli studenti in protagonisti attivi del territorio. «Non è solo una trasmissione, ma una vera Accademia del Terzo Settore», è il senso dell’iniziativa sostenuta dalla Fondazione con il Sud, che mira a rafforzare le cosiddette infrastrutture sociali nel Mezzogiorno.Al centro del progetto c’è la Squadra,
un gruppo di giovani studenti selezionati per diventare “ambasciatori della solidarietà”. Nella prima puntata si sono presentati raccontando i propri «superpoteri», dall’empatia alla creatività, dall’ascolto alla determinazione, elementi che costituiranno la base di un percorso di quindici appuntamenti radiofonici dedicati a temi come disabilità, ambiente, cultura, sport e innovazione digitale.Guidati dalla docente Dolly Troiano, i ragazzi hanno spiegato come la radio possa diventare uno strumento per accorciare le distanze tra giovani e istituzioni, portando nelle case degli ascoltatori storie, esperienze e buone pratiche. Il progetto prevede anche attività sul territorio, con interviste alle realtà del volontariato locale, tra cui Angsa, Anffas, l’associazione Agata e
l’Oasi del Sorriso, partner dell’iniziativa.Durante la trasmissione sono intervenute la dirigente scolastica Cristalla Mezzapesa e la docente Antonella Laviola, che hanno evidenziato il valore educativo del progetto, capace di collegare scuola e mondo reale. «Un percorso accolto con entusiasmo che può coinvolgere sempre più studenti», è stato sottolineato nel corso della diretta.Tra gli ospiti della prima puntata anche il comico Dino Paradiso, che affiancherà i ragazzi nella campagna social “Ridiamo a… volontà”, dimostrando come l’umorismo possa diventare veicolo di messaggi profondi e inclusivi. L’iniziativa guarda anche al benessere emotivo degli studenti, grazie allo sportello di ascolto curato dalla dottoressa Grazia Rita Puglisi, pensato per affrontare an-
sie e difficoltà relazionali. Il percorso si concluderà con la realizzazione di un film documentario che racconterà l’esperienza, portando nelle scuole del territorio una testimonianza concreta di impegno civico.




La storia di una donna che, con coraggio e libertà, sfidò il potere. Nel Comune lucano le è stata intitolata una piazzetta
D I V I N C EN ZO M A IDA
La pubblicistica corrente ci ha fatto credere che il ruolo della donna nel nostro passato fosse esclusivamente quello di moglie sottomessa ai voleri del coniuge e di madre. In tutto questo c’è ovviamente del vero: in passato, le pulsioni individuali erano sacrificate sull’altare dell’unità familiare, ma sbaglia chi pensa che la donna al Sud fosse una vittima. Nelle case, chi comandava e prendeva le decisioni era quasi sempre la donna e non erano rari i casi di uomini totalmente soggiogati e sottomessi al volere delle mogli. Le donne impegnate pubblicamente erano rare, ma quando accadeva non rappresentavano uno scandalo. Fu questo il caso di Rachele Cassano, la cui casa è ancora in piedi nel borgo antico di Montalbano Jonico: con una lunga scalinata esterna e ringhiere
in ferro battuto, si accede all’abitazione su tre livelli dove lei visse una parte della sua vita. Rachele aveva 19 anni nel 1799 quando prese parte attiva ai moti per l’instaurazione della Repubblica Partenopea e la cacciata, momentanea, dei Borboni. Trasformò la sua casa in una sala patriottica e diffuse “Il Monitore Napoletano di Eleonora de Pimental Fonseca” anche nei paesi vicini. Capeggiò la rivolta quando, il 2 febbraio del 1799, vennero distrutti gli stemmi regi e, in Piazza Rondinelli, innalzato l’albero della libertà. Fallito il tentativo repubblicano in pochi mesi, con la restaurazione borbonica, a differenza di altri illustri montalbanesi, esuli o passati di capestro in piazza del Mercato a Napoli, Rachele riuscì a scampare alla vendetta borbonica solo grazie alla sua avvenenza e all’ intercessione del cognato Carlo Troyli, borbonico
convinto, e, non ultimo, al fatto che il capitano Pensabene dell’esercito sanfedista del cardinale Fabrizio Ruffo, venuto in paese per arrestarla, se ne innamorò perdutamente e le consentì di stare nascosta in casa fino alla emanazione dei decreti regi di grazia per i rivoluzionari. Rachele si trasferì, poi, a Rotondella, dopo essere andata in sposa a Francesco Antonio Asprella. La tradizione orale la vuole perdutamente innamorata di Felice Mastrangelo, passato di capestro borbonico in piazza del Mercato a Napoli a soli 26 anni. Con lui programmò e capeggiò la rivolta nel suo comune e il loro amore si consumò nella più assoluta segretezza, poiché il giovane medico era già sposato a Napoli e, per i costumi dell’epoca, la loro relazione sarebbe stata uno scandalo inaudito. Lei era la seconda delle due uniche figlie di don Gennaro Cassano e donna
Fortunata Mariello. Era nata il 25 settembre del 1779. La famiglia Cassano apparteneva a quella borghesia terriera che, emancipatasi da una condizione di sudditanza alla nobiltà, aveva accumulato consistenti proprietà. Don Gennaro aveva studiato legge a Napoli, ma non aveva mai aspirato ad altre attività che non fossero quelle legate alla terra. Le due sorelle avevano un’indole molto diversa: calma, riflessiva, indifferente a tutto quello che avveniva in paese. Irene era volitiva, attenta ad ogni cosa, interessata ad ogni vicenda; era tutta impegnata ad apprendere i segreti della buona cucina e quelli per preparare dolci, conserve ed insaccati. Si addestrava a diventare un’ottima moglie e madre. Rachele, invece, non aveva grande interesse per le faccende domestiche. Quelle rare volte che era stata costretta a cimentarsi con esse, aveva apposi-
tamente combinato qualche disastro, nella speranza che in tal modo avrebbe scoraggiato la madre dall’insistere. Le piaceva studiare, leggere, scrivere poesie e amava il canto. Questa sua indole la portò all’impegno politico e a rischiare il capestro. Dopo il matrimonio la sua esistenza si normalizzò, rientrò nel ruolo di madre e di moglie, così come imponevano i costumi dell’epoca. Qualche anno addietro, su iniziativa dell’assessore Ines Nesi, le è stata intitolata una piazzetta.

Giovanni Amendola, lo stesso nome e cognome del nonno, presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni della morte (causata da violenta aggressione degli squadristi) del capo dell’ultima opposizione parlamentare a Mussolini, ha marciato domenica 25 aprile in prima fila per le vie e le piazze di Melfi, accanto al Sindaco Giuseppe Maglione, al presidente della Fondazione Nitti Stefano Rolando, alla presidente dell’Anpi territoriale Anna Martino e al direttore della melfitana Associazione Nitti Gianluca Tartaglia, per rendere omaggio ai grandi nomi che costellano il rapporto scolpito nelle pietre e nei monumenti, degli antifascisti italiani e la città delle Costituzioni di Federico II, ma anche la città natale di Nitti e la città di tanti confinati dal regime (tra cui Eugenio Colorni e Manlio Rossi Doria). Ha svolto poi la sua relazione introduttiva al convegno promosso nel pomeriggio al Centro culturale Nitti per raccontare nel dettaglio l’aggressione dello squadrismo fascista toscano, il disperato tentativo dei medici di sal-

vargli la vita (a Parigi si prodigò anche Federico Nitti, figlio di Francesco Saverio, anche lui esule e ricercatore dell’Institut Pasteur, che aveva avuto nelle braccia morente anche Piero Gobetti) e per raccontare la tessitura di un’opposizione che Amendola guidò fino a svolgere la sfida dell’Aventino, ritirando l’opposizione dai banchi di Montecitorio nella speranza – poi delusa – che,
soprattutto dopo l’omicidio riconosciuto da Mussolini di Giacomo Matteotti, ritirasse l’incarico al primo ministro così come suo padre il re Umberto I° aveva fatto ai primi del ‘900 con il presidente Pelloux dopo le proteste e, appunto, lo stesso ritiro dei parlamentari di opposizione per la strage di popolo a Milano compiuta dai soldati regi del generale Bava Beccaris. Una storia
complessa in cui centrale era stata l’evoluzione politica e istituzionale di Amendola eletto nel 1919 tra i liberali a Salerno e legato politicamente a Francesco Saverio Nitti di cui fu sottosegretario alle Finanze prima di diventare ministro del governo Facta. Un rapporto di reciproca fiducia e amicizia, continuato tra i figli, che durante il convegno a Melfi ha visto produrre documenti inediti e importanti testimonianze. Aperta dall’assessore Alessandro Panico, sul significato del permanente impegno della città “in una storia di resistenza nella quale fu parte in modo articolato anche il Mezzogiorno d’Italia”, la tavola rotonda ha avuto nel presidente della Fondazione Nitti, il prof. Stefano Rolando, un inquadramento del concetto stesso di Amendola della “resistenza lunga” senza la quale l’Italia avrebbe avuto la stessa umiliazione imposta dagli americani a Germania e Giappone di vedere imposta una Costituzione per la discontinuità, mentre all’Italia fu riconosciuto il diritto di una libera Costituente e di una libera Costituzione.

La progettualità delle istituzioni non può esaurirsi nell’immediato. Su questo principio, almeno in linea teorica, è difficile non essere d’accordo. Una politica che rinuncia alla dimensione del futuro rinuncia, di fatto, alla sua stessa funzione originaria. Eppure, proprio mentre si afferma questa necessità di visione ampia, si apre una questione più sottile e meno dichiarata: quella del rapporto tra la narrazione del futuro e la sua effettiva costruzione. Viviamo in un tempo in cui la politica tende sempre più spesso a raccontare ciò che potrebbe essere, piuttosto che ciò che è in grado di diventare nei tempi reali dell’amministrazione pubblica. E questa differenza, apparentemente minima, produce in realtà una distanza sostanziale tra linguaggio e realtà. Perché immaginare il futuro è necessario, ma viverlo attraverso le istituzioni richiede un’altra cosa: sostenibilità, continuità e soprattutto compatibilità con i vincoli reali della macchina pubblica. E senza per questo sminuire la complessità dell’azione amministrativa, è proprio in questa distanza che si gioca una parte importante della credibilità della politica contemporanea.
LA DISTANZA TRA PROGETTO E REALIZZAZIONE
Ogni idea politica, per quanto valida, deve attraversare un percorso complesso prima di diventare realtà. Un percorso che non è mai lineare e che raramente risponde alla velocità con cui le idee vengono comunicate. Procedure amministrative, vincoli normativi, disponibilità finanziarie, equilibri istituzionali: sono questi gli elementi che determinano il tempo reale della politica, molto più delle intenzioni

dichiarate. Eppure, nella comunicazione pubblica, questo tempo viene spesso compresso, accelerato, semplificato. Il risultato è una percezione distorta: quella di processi già avviati o quasi compiuti, quando in realtà ci si trova ancora nella fase preliminare, fatta di studi, ipotesi e verifiche. Non si tratta di un errore intenzionale, ma di una tendenza comunicativa sempre più diffusa: quella di anticipare il futuro per renderlo più vicino, più concreto, più immediatamente percepibile.
LA NARRAZIONE DEL TERRITORIO E IL RISCHIO
DELL’ASPETTATIVA
In territori complessi e fragili, come quelli del Mezzogiorno, la narrazione politica assume un peso ancora maggiore. Parlare di rigenerazione urbana, di riqualificazione di aree dismesse, di nuovi poli funzionali o di connessioni strategiche tra spazi cittadini significa toccare corde profonde della vita collettiva. Sono temi reali, urgenti, spesso non più rinviabili. Ma proprio per questo, la loro esposizione pubblica deve essere accompagnata da una particolare attenzione: quella di non trasformare la visione in aspettativa immediata. Perché la cittadinanza, di fronte a scenari ampi e ben strutturati, tende naturalmente a leggerli come traiettorie già in movimento, mentre spesso si tratta ancora di ipotesi progettuali. E qui si apre un nodo delicato: la distanza tra ciò che
la politica immagina e ciò che l’amministrazione è effettivamente in grado di realizzare nei tempi disponibili. Una distanza che, se non gestita con equilibrio, rischia di produrre più attese che risultati concreti. ENERGIA POLITICA E COMPLESSITÀ AMMINISTRATIVA
Non si può negare che una parte della politica contemporanea, soprattutto quella più giovane, porti con sé una spinta progettuale significativa. Un’energia che, in molti contesti, rappresenta una risorsa preziosa rispetto a stagioni di immobilismo e inerzia. Tuttavia, questa energia deve confrontarsi con una realtà che non si lascia accelerare facilmente. La macchina amministrativa non è neutra rispetto alle intenzioni: ha tempi propri, rigidità strutturali e soprattutto vincoli economici che oggi, più che in passato, incidono profondamente sulla possibilità di attuare grandi trasformazioni. Gli enti locali vivono una condizione di equilibrio fragile, in cui ogni scelta deve essere valutata non solo per il suo valore strategico, ma anche per la sua sostenibilità concreta. Ignorare questo dato non significa essere visionari, ma rischiare di costruire una narrazione più veloce della realtà che intende descrivere.
COMUNICAZIONE
POLITICA
E PERCEZIONE
PUBBLICA
Un altro elemento centrale riguarda il modo in cui la
comunicazione politica viene recepita. Quando si descrivono interventi complessi e articolati sul territorio, si genera inevitabilmente una rappresentazione mentale del cambiamento, una sorta di futuro già disegnato che però non sempre corrisponde allo stato reale dei processi amministrativi. In questo scarto si colloca uno dei punti più delicati della politica contemporanea: la gestione della percezione. Perché la percezione, una volta attivata, tende a consolidarsi più rapidamente della realtà stessa. E quando la realtà arriva con i suoi tempi più lunghi e complessi, il rischio è quello di generare frustrazione, incomprensione o disillusione. Per questo la comunicazione istituzionale dovrebbe sempre mantenere un equilibrio sottile: quello tra la forza della visione e la misura del possibile.Il rapporto tra intenzione e responsabilità Ogni visione politica nasce da un’intenzione. Ma non ogni intenzione si traduce automaticamente in una responsabilità sostenibile. Ed è proprio qui che si misura la qualità di un percorso pubblico: nella capacità di non confondere l’orizzonte con il cammino reale. La buona politica non è quella che promette di più, ma quella che riesce a mantenere coerenza tra ciò che immagina e ciò che può effettivamente attivare. In questo senso, la responsabilità non riguarda solo il contenuto delle idee, ma anche il ritmo con cui ven-
gono comunicate. Perché anticipare troppo la realtà significa, a volte, chiedere alla realtà stessa di inseguire una narrazione che non è ancora pronta a sostenere. E allo stesso tempo, è giusto riconoscere che ogni visione nasce da una sincera volontà di miglioramento, che merita rispetto anche quando deve essere accompagnata da maggiore prudenza.
LA MISURA DELLA POLITICA POSSIBILE
Alla fine, ciò che emerge non è una critica alla visione politica in sé, ma una riflessione sulla sua misura. La politica ha bisogno di immaginazione, senza dubbio. Ma ha bisogno anche di un radicamento forte nella realtà amministrativa e nei suoi limiti strutturali. Non si tratta di ridurre l’ambizione, ma di renderla credibile nel tempo. Perché la credibilità non nasce dalla quantità di idee espresse, ma dalla loro capacità di attraversare il tempo reale delle istituzioni senza perdere coerenza. E forse oggi, più che immaginare continuamente il futuro, la sfida più seria è imparare a raccontarlo con un passo più vicino alla sua effettiva possibilità di esistere.
LA MISURA POSSIBILE
La politica non si misura dalla velocità con cui disegna il futuro. Si misura dalla capacità di renderlo possibile senza tradire il presente. Tutto il resto, per quanto affascinante, resta soltanto una promessa in attesa della realtà.


DI FABRIZIO QUARATINO
La vita non cambia quasi mai nei momenti che fanno rumore.Non nei gesti eclatanti. Non nelle decisioni raccontate. Non nei passaggi che gli altri osservano. Cambia altrove. In uno spazio più silenzioso, più quotidiano, più invisibile. Cambia nelle scelte che nessuno registra, in ciò che decidi quando sei solo con te stesso, in ciò che scegli di tollerare quando potresti interrompere, in ciò che rimandi anche quando dentro sai già la direzione. Sono decisioni piccole, quasi impercettibili dall’esterno. Eppure sono quelle che costruiscono, giorno dopo giorno, la traiettoria reale

di una vita. Perché non è mai una singola scelta a determinare tutto: è la ripetizione di ciò che scegli quando nessuno ti guarda. E spesso non ce ne accorgiamo, perché tendiamo a pensare che il cambiamento debba essere evidente, riconoscibile, raccontabile. Ma la verità è più discreta: la direzione si forma prima del risultato e quasi mai coincide con ciò che raccontiamo a noi stessi. A volte ce ne accorgiamo solo dopo, quando tutto è già in movimento. Nasce molto prima. E nasce in silenzio.Per questo non sono mai le grandi rivoluzioni a definire chi siamo davvero, ma le coerenze invisibili, i piccoli allineamenti che, mes-

si insieme, diventano identità. E allora il punto non è cosa dichiari di volere, ma cosa stai già scegliendo ogni giorno, senza accorgertene. Perché la vita non risponde alle intenzioni dichiarate: risponde alle direzioni praticate. E quando questa consapevolezza diventa chiara, non serve cambiare tutto. Serve solo diventare più attenti a non tradirsi nei dettagli.Perché è lì, nei dettagli, che una vita si allonta-
na o si avvicina a sé stessa. Non è una teoria sulla vita. È qualcosa che passa dentro le giornate di tutti, in modo più umano di quanto sembri. E il resto, spesso, è solo rumore che copre le scelte.
Due appuntamenti a ingresso libero con l’Orchestra di Fiati e i giovani talenti del territorio: musica, formazione e memoria al centro
Doppio appuntamento con la musica e i giovani talenti: il 29 aprile alle ore 18.45 nell’Auditorium «R. Gervasio» di Matera e il 30 aprile alle ore 18.00 nel Chiostro dell’Abbazia di Montescaglioso, l’Orchestra di Fiati del Conservatorio di Musica «Egidio Romualdo Duni» sarà protagonista di due concerti a ingresso libero.L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Liceo Musicale «Stigliani» di Matera, il Liceo Musicale «Pitagora» di Montalbano Jonico e l’Istituto Comprensivo «Semeria – Minozzi – Festa», punta a valorizzare i giovani musicisti e a rafforzare il legame tra formazione e produzione artistica.Sul palco un organico ricco e dinamico, capace di esprimere tutta la varietà timbrica del repertorio per orchestra di fiati. Accanto all’ensemble si esibiranno solisti di rilievo: Vincenza Ferri e Maria Tafuno (soprano), Maria Cardascia (mezzosoprano), Bernardino Amenta (tenore), insieme agli strumentisti Luca Tonolli (clarinetto), Giulio Difonzo (sassofono) e Giuseppe Gattullo (tromba).La direzione sarà affidata ai maestri Giovanni Minafra e Giovanni Pompeo, che guideranno l’orchestra — coordinata dai maestri Giampaolo Progresso e Nunzio Locantore — in un programma capace di coniugare rigore interpretativo e coinvolgimento emotivo. La presentazione sarà curata da Ester Giannel-

li.«Questi concerti rappresentano pienamente la missione del nostro Conservatorio — dichiara il direttore Carmine Antonio Catenazzo — che è quella di essere un laboratorio vivo di produzione culturale, oltre che un luogo di alta formazione. La partecipazione attiva dei nostri studenti, accanto a docenti e professionisti, testimonia la qualità del percorso formativo e la vivacità artistica che anima quotidianamente la nostra istituzione».Sulla stessa linea il presidente Michele Niglio: «Il Conservatorio di Matera continua a distinguersi
come punto di riferimento culturale per il territorio e per le nuove generazioni. Investire sui giovani significa costruire il futuro della musica e della società, creando occasioni concrete di crescita, confronto e condivisione».L’istituzione ricorda inoltre che sono aperte le ammissioni al nuovo anno accademico, con scadenza fissata al 30 aprile: un’opportunità per i giovani interessati a intraprendere un percorso di alta formazione musicale in un contesto dinamico.I due concerti avranno anche un significato particolarmente intenso: saranno de-
dicati alla memoria di Simone Latte, giovane studente del Conservatorio prematuramente scomparso. Un momento di raccoglimento e condivisione, in cui la musica diventa linguaggio universale di ricordo e affetto.Con questi appuntamenti, il Conservatorio «Duni» conferma la propria vocazione a essere non solo centro di eccellenza didattica, ma anche motore culturale capace di dialogare con il territorio e di mettere al centro le nuove generazioni, nel segno della musica come esperienza viva e condivisa.
Dalle sconfitte iniziali alla rimonta decisiva: mercato, scelte dirigenziali e spirito di gruppo rilanciano i lucani nel momento più difficile
DI FR ANCESCO MENONNA
Isacrifici, alla fine, pagano sempre. La salvezza dell’AZ Picerno è giunta con novanta minuti d’anticipo e la società, insieme ai giocatori e ai tifosi, può tirare un sospiro di sollievo al termine di un campionato nato sotto i peggiori auspici: tante sconfitte, un rendimento decisamente al di sotto delle più logiche aspettative e alcuni giocatori apparsi non in grado di tenere il passo delle formazioni avversarie.Una stagione complicata, resa ancor più difficile dai numerosi infortuni e dalle squalifiche che hanno caratterizzato il cammino della formazione lucana. Il punto più basso è stato sicuramente la sconfitta patita contro il Siracusa, in deciso affanno e con una squadra che non aveva ancora percepito le mensilità. A questo ko va aggiunto il pesante cappotto subito a Caravaggio contro l’Atalanta Next Gen per 6-2.Da quel momento, in casa AZ Picerno, è scattata la scintilla. Il direttore generale Vincenzo Greco ha avviato una corposa campagna acquisti, prima con giocatori svincolati e successivamente con il rafforzamento nel mese di gennaio. Marcone, Del Fabro, Gemignani, Guadagni, Baldassin, Bellodi, Bassoli e Rillo hanno aumentato il livello della squadra, dando vita a una rimonta insperata nonostante le contestazioni di una piazza stanca di vedere una squadra molle e sulle gambe, incapace di tenere il passo con le

rivali.I gol decisivi di Abreu hanno fatto il resto. Il successo di Monopoli, giunto in un momento particolarmente complicato della stagione, ha consentito all’undici allenato da Valerio Bertotto di intravedere maggiore serenità. Il cammino dei lucani è stato caratterizzato, nel complesso, da buone prestazioni, alternate però a gare poco convincenti per la dirigenza, come quelle casalinghe consecutive contro Team Altamura e Atalanta Next Gen, nelle quali la formazione rossoblù è apparsa timorosa e compassata.In questa direzione, il lavoro della società — grazie anche al contributo economico del presidente Donato Curcio, che da Buffalo, negli Stati Uniti, ha fatto spesso sentire la sua voce — è stato determinante. I cambi operati dalla dirigenza, ivi compreso quello del portiere — da Summa, incerto nei rinvii, a Marcone, una vera garanzia tra i
pali e anche para-rigori — hanno fatto il resto, mettendo il Picerno nelle condizioni di risalire la china con un percorso lento ma inesorabile, agevolato, va detto, anche dalle vicende legate a Trapani e Siracusa, che hanno condizionato l’intero campionato.Due mesi fa, la società e il direttore generale Vincenzo Greco, stanchi di subire ulteriori contestazioni, hanno deciso di sollevare dall’incarico Valerio Bertotto, riaffidando la panchina — con una decisione dolorosa e coraggiosa al tempo stesso — a Claudio De Luca, che ha avuto il merito non indifferente di rimettersi in discussione e dare alla squadra i meccanismi necessari per migliorare la classifica e risalire la corrente.Il capolavoro finale, con i sei punti conquistati contro Cosenza e Catania, ha fatto il resto, regalando alla squadra la certezza della salvezza. Va sottolineato che il Pi-
cerno, in questa stagione, è stata l’unica squadra a violare il «Massimino» e l’impresa contro Caturano e compagni rappresenta l’emblema di un cammino finalmente positivo, segnato da ventisei punti decisivi nell’ultima parte del torneo.Ora, dopo i primi giorni di riposo, sarà necessario rimettersi al lavoro, sperando nella conferma di Vincenzo Greco e Roberto Franzese, abili interpreti di un percorso complicato, affascinante e suggestivo che ha portato alla salvezza. Un cammino figlio della spending review, del minutaggio, dei finanziamenti dettati dalla legge Melandri e, soprattutto, del sostegno — tutt’altro che marginale — di Donato Curcio, padre-padrone di una squadra che ha fatto sognare anche quest’anno i propri tifosi al «Curcio», nonostante qualche sofferenza.Ora bisogna ripartire daccapo e mettersi al lavoro per allestire una squadra competitiva, nella speranza che Vincenzo Greco e Roberto Franzese possano rimanere in sella e regalare ancora soddisfazioni alla piazza lucana. Tutto questo dipenderà dalle motivazioni dei due dirigenti, che potrebbero — si auspica — rimettersi in gioco per la società, impegnata anche il prossimo anno nella terza serie nazionale.Questo è stato, senza dubbio, il campionato più complicato, ma anche il più bello e affascinante che il Picerno abbia «vinto», grazie a una salvezza conquistata con tanti sforzi e un cuore grande così.
Ottanta piloti in gara nel circuito di viale dell’Unicef: pubblico numeroso e omaggio a Nicola Maitilasso nel segno della passione per i motori
Una ottantina di piloti hanno preso parte alla terza tappa del Campionato Italiano ACI Sport di specialità, il 9° Trofeo «Città di Potenza» – Memorial Nicola Maitilasso, andato in scena nel fine settimana sul circuito cittadino ricavato nella zona di viale dell’Unicef.Una partecipazione significativa che ha richiamato nel capoluogo lucano centinaia di appassionati, offrendo spettacolo ed emozioni anche ai tanti cittadini presenti lungo il tracciato. «Una nutrita partecipazione – ha sottolineato il sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca –che ha portato a Potenza centinaia di appassionati e fatto vivere un giorno di divertimento ed emozioni
anche a tantissimi nostri concittadini».Il primo cittadino ha poi evidenziato il valore organizzativo dell’evento: «Molte le categorie, le specialità, i veicoli che si sono sfidati in una cornice di pubblico e d’ambiente che ha mostrato la bellezza del capoluogo di regione, grazie allo sforzo congiunto degli assessori allo Sport, Gerardo Nardiello, all’Ambiente Michele Beneventi e alla Viabilità Francesco Giuzio che, ognuno per quanto di competenza, hanno saputo assicurare che tutto si svolgesse al meglio. Un grazie anche agli uffici comunali, in particolare Sport, Ambiente, Viabilità e Polizia locale, che hanno garantito i diversi aspetti necessari per far vi-
vere a tutti un appuntamento bello e organizzativamente complesso come questo, in maniera serena e in totale sicurezza».Il programma della manifestazione ha preso il via sabato con le verifiche sportive e tecniche, per poi entrare nel vivo domenica con il briefing dei piloti convocati dal direttore di gara Capezzera e lo svolgimento delle tre manches di gara, precedute dalla manche cronometrata di ricognizione.L’evento, nato dalla volontà di un gruppo di piloti di rendere omaggio all’amico Nicola Maitilasso, driver locale scomparso alcuni anni fa, è stato organizzato dalla Scuderia Basilicata Motorsport con il patrocinio e il sostegno del Comune e
dell’Automobile Club di Potenza.La competizione, oltre a rappresentare la terza prova del tricolore di specialità, è stata valida anche per il Campionato interregionale «23° CPB 2026», promosso da Basilicata Motorsport, e per il 37° Campionato interre-
gionale ACI Sport di Abruzzo, Basilicata, Molise e Puglia.Tra i riconoscimenti assegnati, anche la Targa «Francesco Solimena», dedicata all’ex presidente dell’Automobile Club Potenza e per molti anni protagonista del motorismo lucano.


