Cronache del 27 novembre 2025

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DURIGON

RIVENDICA UNA REGIONE DEL SUD E PRENOTA LA BASILICATA

Pepe per il dopo Bardi

Fratelli

d'Italia ha già espresso la Campania e chiede la

Lombardia

CRISI IdRICA Il sindaco di Moliterno raccoglie e rilancia le sollecitazioni di Cronache sulla gestione di Aql

«Serve un Piano Marshall per l’acqua»

Chiede investimenti urgenti per garantire un servizio essenziale ai cittadini

CONFINDUSTRIA

L’incontro: la scommessa industriale della Basilicata

Adistanza di un anno dall’ultima Assemblea pubblica, abbiamo voluto riprendere il filo della riflessione e della proposta rispetto al futuro della Basilicata al tempo delle transizioni: digitale, ecologica ma anche geopolitica, economi- ca e dunque sociale. È stato un anno difficile. Viviamo una stagione crepuscolare. Con (...)

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SCUSATE IL DISIMPEGNO

Non vogliamo far diventare il dem Roberto Cifarelli il depositario unico della verità, soprattutto in ragione della claque giustizialista a cui si è inaspettatamente unito e che non gli fa certo onore, almeno per la sua storia politica, ma se per caso avesse azzeccato sull’outing cicaliano di rischiare di gettare al vento ben 15,5 milioni di euro del Feasr per i target di spesa 2025 sarebbe davvero grave e pretenderebbe, per forza maggiore e senza accomodamenti, una dura presa di posizione del governatore Bardi a cui è affidata davanti ai lucani innanzitutto la responsabilità politica dell’efficienza della giunta. Ora lasciamo stare il mistero mai svelato d’avere proprio come assessore Carmine Cicala a discapito della sorellina d’Italia Maddalena Fazzari che avrebbe ben più merito e bravura della sua manifesta inadeguatezza e peraltro dopo che per lo Spirito Santo in versione patriottica il fratello Amedeo ha incassato un comodo posto al sole nel CdA d’Autostrade per l’Italia, ma pare la cicalata del secolo quella di dover restituire soldi all’Europa per incapacità di spesa, soprattutto in tempi così amari per l’agricoltura già funestata dalla drammatica crisi idrica. Canta il rapper 21: “Scusate il disimpegno…”

Il segretario dei Radicali Lucani oggi a Oltre il giardino: «Mi batto contro la censura e per la verità»

«La lotta nonviolenta continua»

RONA-CHI? OSPI TI IL SINDACO RUBINO E IL FIGLIO ANTONIO

Due anni fa Rocco Iacovino sparisce nel nulla a Moliterno

BULLISMO

Approvata la nuova legge in Consiglio regionale, Polese, Marrese, Fazzari e Morea: «La Regione è al fianco delle famiglie»

■ Servizio a pag 10

LAGONEGRO Arriva la Partita del Cuore: la Nazionale Cantanti pronta a scendere in campo, ieri Pecchini ha incontrato l’artista Gabriele Piro

■ Servizio a pag 17 POTENZA

Presentato il cartellone di eventi “Natale in città”: 255 appuntamenti e un concerto con un celebre artista internazionale

■ Menonna a pag 15

SPORT

Poker del Potenza all’Audace Cerignola: il Leone passa ai quarti di finale della Coppa Italia con il Crotone

■ Nigro a pag 23

C
Rubino e Iacovino
Servizio a pag 8
Bolognetti a pag 7
Dellapenna a pag 6
Rubino

sindaco di Moliterno, Rubino denuncia la gestione inefficace delle risorse idriche e chiede investimenti urgenti

Crisi Idrica in Basilicata: «Serve un Piano Marshall per l’acqua!»

Antonio Rubino , sindaco di Moliterno, raccoglie e rilancia le nostre sollecitazioni sulla crisi idrica e sulla gestione di Acquedotto Lucano, riportando con decisione il tema al centro dell’agenda pubblica. Il suo intervento, conferma ciò che abbiamo denunciato: la Basilicata non può più permettersi una rete idrica fragile, infrastrutture carenti e un sistema che va in tilt sia quando manca l’acqua sia quando finalmente piove. Mentre le precipitazioni di questi giorni attenuano l’emergenza siccità, emergono con ancora più forza criticità strutturali note da anni: condutture che cedono, serbatoi che non funzionano come dovrebbero e interi territori lasciati senza un servizio primario. Rubino riprende il nostro appello e lo amplifica: serve un grande piano di investimenti, subito, perché l’acqua non può essere ostaggio di interventi tampone, ritardi storici e manutenzioni mai davvero programmate. È il momento di superare la stagione delle polemiche e aprire quella della responsabilità e della programmazione. *****

D I AN T ON IO R UB IN O *

“P

iove, Governo ladro!”. Ormai anche questa frase non ha piú senso in politica, la pioggia tanto attesa é un toccasana per i governi.

Ma, mentre cade la pioggia c'é una prima linea dei governi sul territorio che non dimentica la polvere della strada e il telefono che non smette di squillare perché "manca l'acqua

La crisi idrica che stiamo vivendo è l'immagine nitida di un ritardo storico. Non è tollerabile, nel 2025, assistere senza disappunto ai disagi di anziani soli costretti a vivere senza un bene primario in casa, o famiglie che, pur pagando regolarmente bollette sempre più salate, non ricevono il servizio essenziale.

Poi, magari, i nostri cittadini si trovano senza una goccia d'acqua in cucina, mentre guardano dalla finestra una perdita nella rete idrica pubblica che zampilla per giorni, inondando l'asfalto.È la fotografia di un sistema colabrodo. Il cambiamento climatico va affrontato, non subìto e contemplato come causa ineffabile e malattia incurabile. Oltre agli stili di vita, agli approcci culturali, alle campagne contro lo spreco, occorre un intervento strutturale epocale da parte di chi gestisce questa risorsa vitale e di tutti.

Vediamo serbatoi, in questi giorni, riempiti fino all'orlo che, per logiche di gestione vecchie, buttano l’acqua in strada (facendo anche dei danni) per il “troppo pieno”, mentre a valle le case restano a secco, gli agricoltori in emergenza. Serve un Piano Marshall per l'Acqua!

Abbiamo bisogno di un

La pioggia attenua l'emergenza idrica ma si rompono le condutture

Acqua, fate presto!

È arrivato il momento di un grande piano di investimenti per ammodernare la rete

Abbiamo deciso, mentre il rischio siccità era più evidente, di evitare ogni polemica e anche ogni analisi. Per quanto il vecchio adagio popolare dice che “la politica se vuole fa piovere e nevicare”, siamo consapevoli che si tratta di un iperbole. Se non piove non è colpa del governo, se piove non è merito del governo. Piove governo ladro è lo slogan degli stolti. LE INFRASTRUTTURE CARENTI

Ora che la neve ha imbiancato i monti e piove da qualche giorno, però, è possibile provare a fare un po’ di analisi sulla situazione

però non si può negare è che la balena bianca le opere idrauliche in Basilicata le ha fatte. Il nostro territorio è pieno di grandi dighe, di opere di bonifica, di condutture etc…e quasi tutte sono state realizzate quando il bipolarismo era una chimera, il PCI era destinato all’opposizione e la DC governava. Queste opere avrebbero avuto bisogno di manutenzione. Nessuno se n’è mai occupato. Non se n’è occupato l’EIPLI, non se ne sono occupati i comuni prima e Acquedotto Lucano dopo che hanno avuto in gestione le reti idriche. Il risultato è una rete colabrodo, dighe che lavorano per la metà del loro potenziale e invasi mai col la colpa ad Andretta, a qualche sindaco o ad Acqua del Sud. È una soluzione comoda. La lasciamo agli utilizzatori di telefonini dai marciapiedi. Noi proviamo ad andare un po’ oltre la retorica del lamento. La verità è che per troppo tempo si è sorvolato sulla manutenzione, non si è agito bene, si sono fatti rattoppi e piccoli interventi, si è evitato un piano strutturale di manutenzione. Non è colpa di nessuno. Facile guardare il passato con gli occhi del presente. Semplicemente si è sottovalutato il problema, si è agito con la logica dell’oggi e non con una lettura strategica. A noi i colpevoli interessano poco

piano di investimenti massiccio sulla rete. Non possiamo permetterci di perdere quasi la metà dell'acqua che immettiamo nelle tubature.Ho percorso passo per passo la rete idrica del mio Comune, parlo con cognizione di causa. Serve (al netto degli sforzi degli operatori che stanno sul campo) una nuova gestione delle reti, serve intelligenza nella distribuzione, sensori, valvole intelligenti e una gestione che eviti di buttare l'acqua quando c'è, per poi piangere quando manca. Servono nuovi serbatoi per aumentare la capacità di accumulo e bisogna captare nuove sorgenti. Noi ne abbiamo segnalate decine grazie all’aiuto dei cittadini che conoscono il territorio, ma sembra che la ricerca di nuove fonti di ap-

provvigionamento, per il solo motivo dei tempi e dei lavori lunghi che richiedono, non interessi a chi gestisce questa preziosa risorsa.

Voglio essere chiaro: noi Sindaci non siamo qui per fare polemica.

C'è la massima disponibilità dei Comuni a collaborare. Conosciamo il territorio palmo a palmo, sappiamo dove sono le criticità. Ma i Comuni devono lavorare insieme, superando i campanilismi. L'acqua non ha confini amministrativi. Si valuti di affidare ai Comuni risorse e responsabilità di interventi migliorativi nei vari ambiti, ma non si deve restare fermi e sprecare inutili risorse in altre attività, l’emergenza non attende. Sento di dover fare anche un ultimo appello, in vista

delle prossime riunioni dell'Assemblea di Acquedotto Lucano. Il mio auspicio è perentorio: basta discutere di postazioni, di poltrone o di equilibri di potere.L'ordine del giorno deve essere uno solo: i problemi reali della gente. Si parli di:piani di manutenzione straordinaria, tempi certi per le riparazioni, investimenti tecnologici. Garantire l'acqua corrente, pulita e continua non è un lusso. È l'ABC della civiltà. Un territorio che vuole attrarre turismo, imprese e giovani non può cadere su un servizio così basilare. Un territorio che ha bisogno di investire in agricoltura, così rischia di suicidarsi. È una sfida di modernità che la Basilicata deve vincere ora.

* S INDACODI M OLITERNO

Il
DI MASSIMO DELLAPENNA
Rubino e l’edizione di Cronache di martedì

GIOVEDÌ

Confindustria richiama istituzioni e politica a un’alleanza strategica per rilanciare crescita, innovazione e sviluppo del Mezzogiorno

Basilicata, il futuro si decide ora: industria e competenze al centro della nuova sfida

Adistanza di un anno dall’ultima Assemblea pubblica, abbiamo voluto riprendere il filo della riflessione e della proposta rispetto al futuro della Basilicata al tempo delle transizioni: digitale, ecologica ma anche geopolitica, economica e dunque sociale. E’ stato un anno difficile. Viviamo una stagione crepuscolare. Con un’evoluzione del contesto internazionale in tanti momenti drammatica. E con un quadro di finanza pubblica severo che impone scelte difficili. L’etica della responsabilità chiama a precisi doveri. Siamo di fronte alla più imponente scommessa industriale degli ultimi 40 anni. Se vogliamo vincerla, dobbiamo programmare il come.

Abbiamo voluto, ancora una volta, che la presenza del Presidente Orsini – a conferma della sua grande attenzione a questo territorio – fosse un’occasione per allargare il perimetro dell’analisi. E anche quest’anno abbiamo chiamato a confronto i principali protagonisti della vita istituzionale regionale, nazionale e anche europea per ascoltarli, proseguire il discorso avviato nelle precedenti edizioni, ma anche per raccontare loro la forza della Basilicata e delle sue imprese.

In questa Assemblea, abbiamo scelto di ampliare il confronto ad alcuni esponenti politici che si contraddistinguono non per appartenenza ma per capacità di stare sui temi delle politiche industriali. Siamo convinti che la complessità delle sfide attuali renda necessario favorire la coesione piuttosto che alimentare divisioni.

Saranno, quindi, con noi: il Presidente Bardi, i Senatori Misiani e Calenda, il Sottosegretario Sbarra, il Ministro Urso, il Vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Fitto. E veniamo al contesto. La sfida del Mezzogiorno al resto del Paese mi sembra ormai evidente: essere locomotiva della crescita e rimettere in moto l’economia nazionale. Non è più solo uno slogan da salotto, ma un fenomeno che stiamo osservando con risultati concreti. E al centro di questa dinamica virtuosa c’è l’industria.

Lo dimostrano i numeri della Zes. Ma la Basilicata deve fare di più. Abbiamo voluto arricchire l’analisi di quest’anno con un contributo del Centro Studi di Confindustria che fotograferà alcuni aspetti specifici dell’economia lucana. Ne siamo tutti consapevoli: la qualità del domani di questa regione dipende dalla capacità di incidere su nodi strutturali irrisolti. Nodi che rallentano la crescita. E che rendono potenzialmente letali gli effetti di crisi industriali come quella

che ha colpito la produzione automobilistica lucana. Ma questa presa d’atto non vuole ratificare una sconfitta né indurre alla rassegnazione. Serve invece a capire dove andare. Vanno individuate priorità effettive, nuove opportunità e strumenti per realizzarle. Innovazione, competitività e competenze non sono solo tre parole di moda ma, a nostro avviso, sono le tre grandi direttrici da seguire per agganciare la scommessa industriale del Mezzogiorno. Venerdì a Matera, luogo che

è emblema di sfide coraggiose e scommesse vinte, proveremo a far emergere le nostre priorità, le nostre proposte. A partire da un presupposto che si sembra irrinunciabile: al centro di tutto c’è l’industria. Ce lo dice la nostra storia, nel bene e nel male. Tutte le volte che abbiamo scommesso sull’industria, il Mezzogiorno e la Basilicata hanno vinto. Tutte le volte che i nostri pilastri industriali hanno vacillato, la tenuta della Basilicata è stata a rischio.

E allora è necessario ripartire da qui, per rimettere in moto la nostra economia e provocare “una scossa” sociale in grado di invertire la tendenza al depauperamento di risorse e capitale umano. E’ necessario ripartire da grandi investimenti industriali nelle specializzazioni produttive a più elevato tasso di innovazione, nei settori tradizionali della nostra economia che sono ad alto potenziale di crescita, e in grado di generare lavoro di qualità.

La Basilicata merita una attenzione mirata per grandi investimenti collegati alle risorse di cui largamente dispone.

Ci sono fattori che sono precondizioni di sviluppo: il corollario che integra e favorisce il pieno dispiegamento di tutte le energie vitali di un territorio è un moderno quadro infrastrutturale che risponda alle esigenze di mobilità e di scambio. La prima, importante riflessione atterrà quindi alle infrastrutture: di trasporto, digitali, idriche e anche sociali. Dobbiamo recuperare il forte ritardo accumulato nel settore dell’innovazione. Un’operazione che pretende una strategia integrata che coinvolga molteplici attori e azioni, dalle politiche pubbliche agli investimenti privati, con un focus sulla creazione di un ecosistema favorevole, in cui il mondo della formazione svolge un ruolo cruciale.

Il capitale umano è la più preziosa infrastruttura abilitante di futuro. La questione delle competenze va affrontata con una buona dose di realismo e, soprattutto, capacità di visione.

Il modello della Basilicata che vogliamo va disegnato con la migliore sintonia sia con le istituzioni - governo centrale e regionale e autonomie locali - sia con le forze politiche e sociali. Solo una grande alleanza strategica può supplire a debolezze storiche e insufficienze strutturali ed ancora irrisolte.

Da Matera lanceremo l’appello a definire insieme un’agenda di priorità che ci veda solidali e uniti sui alcuni grandi temi determinanti per la Basilicata da consegnare alle nuove generazioni

L’assessore

Cupparo, il Distretto del mobile:«Ripartire per difendere un comparto strategico»

Per affrontare la crisi che sta investendo il comparto del mobile imbottito del Materano, l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Francesco Cupparo, sottolinea la necessità di ricostituire con urgenza il Comitato di Distretto, il cui ultimo decreto di nomina risale al 21 ottobre 2013. La durata dell’organismo, prevista dalla legge regionale 1/2001, è di tre anni: un motivo in più, osserva l’assessore, per procedere «in tempi brevi» all’avvio delle procedure per il rinnovo.

Nel fare il punto sulla situazione, Cupparo ricorda che finora si è fatto fronte agli ammortizzatori sociali per 267 lavoratori degli stabilimenti di Matera e per gli altri dipendenti lucani di Natuzzi – in totale circa 1.700 – che insieme ai colleghi pugliesi operano negli stabilimenti di Santeramo in Colle, La- terza e Altamura.«È evidente che dobbiamo pensare alla ripresa produttiva che è fortemente segnata dai dazi negli Usa», afferma

l’assessore, richiamando il peso delle esportazioni verso il mercato statunitense, da cui dipende una parte significativa della produzione del Distretto materano-murgiano. In vista del rilancio, Cupparo ritiene indispensabile «un monitoraggio delle aziende presenti nel distretto e del numero degli addetti», passaggio preliminare per mettere in campo azioni di riqualificazione del personale e programmi di investimento orientati alla riconversione e all’innovazione produttiva. La Regione, annuncia l’assessore, «intensificherà le interlocuzioni con i ministeri interessati, in primo luogo Mimit e Ministero degli Esteri, e con la Regione Puglia», coinvolgendo al tempo stesso associazioni imprenditoriali e sindacati. «Siamo disponibili al confronto sulle proposte delle parti datoriali e sindacali. È questo un comparto strategico del “made in Basilicata” e, in generale, del “made in Italy”, che va difeso e tutelato», conclude Cupparo.

Nel percorso “Cloud Architecting on AWS” cresce il coinvolgimento delle aziende lucane: project work, competenze e nuove opportunità per i giovani talenti

Formazione e imprese unite nella sfida del cloud: l’Academy di Matera accelera sull’innovazione

Prosegue il percorso Cloud Architecting on AWS di MT Academy, promosso dall’Assessorato alle Attività produttive, lavoro e formazione – guidato dall’assessore Francesco Cupparo – e dalla Direzione Sviluppo Economico, lavoro e Servizi alla comunità della Regione Basilicata, in collaborazione con Amazon Web Services (AWS) e con il coordinamento di Sviluppo Basilicata.Al centro dell’iniziativa non ci sono solo i partecipanti, ma anche le imprese coinvolte nei project work, veri e propri cantieri formativi in cui vengono sperimentate sul campo le competenze acquisite. Nel programma figurano aziende come Publisys Spa, Nitro Agility, Turismore, Studio Lambda srl, Digimat Spa e la Cooperativa EDP La Traccia, confermando un modello che dialoga in modo diretto con il tessuto produttivo lucano.La collaborazione con le imprese permette ai corsisti di lavorare su problemi reali, confrontandosi con responsabilità, scadenze e obiettivi tipici della vita professionale. Una metodologia che consente di trasformare la teoria in competenze operative, rispondendo alle esigenze sempre più espresse dalle aziende

impegnate nei processi di digitalizzazione.«Intercettare e coinvolgere giovani talenti – spiega Luciano Dell’Acqua, amministratore di Lambda srl – è una leva fondamentale per stimolare l’innovazione interna e sostenere la crescita tecnologica. Quando abbiamo appreso dell’iniziativa di MT Academy – ha aggiunto –abbiamo riconosciuto un’opportunità strategica per allineare le competenze del nostro team ai requisiti del progetto, acquisendo best practice e metodologie cloud coerenti con gli obiettivi di business».A confermare la visione del cloud come fattore abilitante per la competitività è anche la Cooperativa EDP La Traccia, attiva da oltre 45 anni nel settore ICT. «Il cloud –afferma Francesco Salvatore – è una sfida ma anche una grande opportunità. Mandare tutto “nella nuvola” azzera le distanze e rende il mercato realmente globale. I servizi offerti – prosegue – richiedono un costante aggiornamento delle professionalità, e qui assume valore un percorso come quello dell’Academy».Turismore, specializzata in marketing per il settore alberghiero, vede nel cloud un acceleratore strategico. «L’incontro con talenti emergen-

ti – osserva l’amministratore unico Giacinto Marchionna – porta idee fresche e nuove prospettive. La sfida oggi è integrare rapidamente competenze specialistiche mantenendo sicurezza, efficienza e scalabilità. Il percorso di MT Academy, con il supporto di AWS, è un’opportunità concreta per accelerare la crescita tecnologica applicata al revenue management».Per Digimat, azienda lucana attiva nella System Integration e nella consulenza IT, la chiave è la collaborazione territoriale. «L’Academy – sottolinea

l’amministratore delegato Andrea Acito – risponde alle esigenze di recruitment delle aziende tecnologiche e favorisce percorsi integrati con le realtà produttive. La Basilicata deve costruire un quadro comune tra imprese e pubblica amministrazione per accelerare l’innovazione».Anche Publisys punta sul potenziale della formazione cloud. «Abbiamo scelto di partecipare al percorso – spiega Maurizio Argoneto – perché investire in competenze cloud è strategico per contribuire alla crescita di un ecosistema tecnologi-

co regionale più competitivo. Una delle principali sfide – aggiunge – è trovare profili in grado di unire solide competenze tecniche e una visione architetturale matura. Il successo passa dalla capacità di progettare soluzioni scalabili, sicure e integrate con i processi aziendali».Intanto è aperta la manifestazione di interesse rivolta alle imprese che intendono collaborare ai project work, affiancare i giovani talenti e contribuire alla costruzione di un ecosistema innovativo in Basilicata.

Durigon rivendica il diritto della Lega ad una Presidenza al Sud

Pepe per il dopo Bardi

Fratelli d'Italia ha già espresso la Campania e chiede la Lombardia

La politica, com’è noto, non dorme mai. Le diplomazie e gli strateghi già lavorano per preparare il dopo Bardi. Nel centrodestra, infatti, si dovrà necessariamente riaprire la discussione su chi dovrà essere il prossimo candidato alla Presidenza. La legge, infatti, non consente a nessuno di fare più di due mandati alla guida della Regione. Già per questa tornata elettorale c’era stata una rivendicazione per la Presidenza sia da parte di Fratelli d’Italia sia da parte della Lega. La spuntò nuovamente Bardi grazie alla grande credibilità che si era costruito all’interno della coalizione e dei vertici nazionali del centrodestra, oltre che ai sondaggi che lo davano vincente.

LA LEGA IPOTECA

LA PRESIDENZA

Durigon, plenipotenziario della Lega, commentando i risultati elettorali, ha espresso il desiderio di poter indicare un candidato leghista alla guida di una regione meridionale. Considerato che si è appena votato in Campania, Puglia e Calabria, e considerato che la Sicilia è ritenuta una roccaforte intoccabile di Forza Italia, l’unica regione seriamente indiziata per ospitare la

prima candidatura leghista nel Mezzogiorno d’Italia è la Basilicata. La nostra regione è, peraltro, la regione nella quale la Lega esprime la migliore classe dirigente del Sud e ottiene i migliori risultati.

IL CARISMA DI PEPE

Pasquale Pepe, a differenza dei suoi colleghi di altre regioni, ha perfettamente in testa un’idea di partito e di organizzazione ed è consapevole delle esigenze di costruire una struttura pesante per poter affrontare le sfide del territorio. Non è un caso se la Lega in Basilicata conquista sindaci, aggrega eletti ed esprime una posizione politica di tutto ri-

spetto. Lo stesso Pepe, del resto, sta dimostrando come vicepresidente della Giunta regionale una capacità amministrativa superiore a quella dei suoi colleghi di centrodestra. Ci sarebbero, dunque, tutte le condizioni affinché allo scadere del mandato di Bardi la Lega indichi la candidatura dell’attuale vicepresidente alla Presidenza della Giunta regionale.

LA REAZIONE

DEGLI ALLEATI

Resta da vedere la reazione degli alleati ed, in particolar modo, di Fratelli d’Italia che è il primo partito in regione e potrebbe rivendicare la guida della Regione. Ovviamente sa-

rà un gioco tutto nazionale, con Fratelli d’Italia che ha già indicato la candidatura di Edmondo Cirielli alla guida della Regione Campania, che rivendicherà la Regione Abruzzo e che potrebbe chiedere la Regione Lombardia.

È opportuno evidenziare, inoltre, che Fratelli d’Italia non sembra in grado di esprimere una candidatura comune e, soprattutto, che le elezioni regionali si svolgeranno dopo le elezioni politiche, con gli assetti all’interno dei partiti che si saranno ridisegnati anche sulla scorta dei risultati elettorali delle elezioni politiche.

PEPE GESTIRÀ

LA TRANSIZIONE

Quello che appare chiaro per adesso è che la Lega ha aperto le danze e ritiene di poter ottenere la Presidenza della Regione Basilicata: ha l’uomo giusto per poterla conquistare. Per i pochi esperti di sistemi politici, è necessario chiarire che se si votasse subito dopo le elezioni politiche, con un’eventuale elezione di Bardi in Parlamento, Pepe si troverebbe anche a essere il presidente facente funzioni fino alle elezioni regionali. La partita è ovviamente appena iniziata, ma riteniamo che la Lega abbia tutte le carte in regola per poterla vincere.

DI

La lettera aperta di Bolognetti a Rai e commissione parlamentare di Vigilanza. Il segretario dei Radicali lucani, oggi ospite di Oltre il giardino

«La lotta nonviolenta continua: contro la censura e per la verità»

Q uattordici giorni di sciopero della fame e otto giorni di digiuno per richiamare l’attenzione della Rai e della Commissione parlamentare di Vigilanza su ciò che considera una violazione profonda dei principi democratici: il diritto a essere informati e a poter informare. È questa l’essenza dell’azione nonviolenta portata avanti da Maurizio Bolognetti che domani sarà di nuo-

vo ospite nel programma di Cronache Tv Oltre il giardino condotto da Paride Leporace. Riportiamo di seguito la lettera aperta.

DI M AU RI ZI O BO L O GN E T T I*

Sono davvero attonito di fronte alla reiterata indifferenza, cecità, arroganza, tracotanza manifestata da coloro con cui sto provando a dialogare attraverso gli stru-

menti della lotta nonviolenta. Vorrei poter dire a lor signori che la mia è la sola strada percorribile per tentare di rispondere a una oggettiva e ripetuta violenza.

Amici della Rai, onorevoli membri della Commissione di Vigilanza, sto provando a cedervi la forza necessaria affinché comprendiate che democrazia è conoscere per deliberare. Se voglio convincervi? Certo, con-vincere, vincere assieme e non contro.

Nei mesi passati, la Raiè arrivata al punto di censurare anche membri del governo lucano e nazionale,quando essi hanno ritenuto di dover rispondere alle questioni che andavo sollevando. Questioni attinenti al rispetto dei diritti umani.

Oggi, una volta di più, la censura si abbatte sul manifesto-appello a favore della Separazione delle carriere dei magistrati, promosso da Radicali Lucani.

Cosa posso dirvi di fronte al ripetuto, incessante attentato contro i diritti po-

litici del cittadino?Non c’è niente di personale in questa mia azione e spiace che qualcuno pensi che sia in corso un braccio di ferro. Non vogliatemene se a questo punto, dopo oltre 20 giorni di assordante silenzio, affermo che dovrebbero cambiare il nome del nostro servizio pubblico radiotelevisivo in “Rube-Rai”.

Sì, perché si comportano da ladri di democrazia, conoscenza e verità. Tradiscono ogni santo giorno il loro mandato e la loro funzione. “RUBE-RAI”, appunto.

Dopo il 3 dicembre, dopo aver onorato l’invito ricevuto dal circolo di Forza Italia di Moliterno, valuterò, con la prudenza del caso, se passare all'estrema forma di lotta nonviolenta: lo sciopero della sete. Ripeto: non sto ricattando nessuno, perché non può esserci ricatto nella difesa di un diritto umano. La Rai distilla nelle sue redazioni olio di ricino doc e poi distribuisce manganellate tese a cancellare, censurare, rimuovere, negare, nascondere. Insom-

ma, l'armamentario tipico dei regimi totalitari. La morte non è solo quella fisica, ma c'è una morte di gran lunga peggiore: la morte civile. Amici e colleghi della Rai, spiace doverlo constatare, ma una volta di più state assassinando la nonviolenza, il Satyagraha, quarant'anni di lotte e storia politica. Per parte mia,non mi resta che ripetere con convinzione: “per la difesa, con la vita, della vita, del diritto, della legge”. Quanto agli onorevoli componenti della“Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza sui servizi radiotelevisivi”, non me ne vogliano se affermo che stupisce non poco che dopo 8 giorni non sia giunta nemmeno una risposta interlocutoria. Presidente Floridia, autorevoli membri della “Vigilanza”, spero ed auspico che una vostra risposta giunga quanto prima. A tutti, ed anche a me stesso, ricordo quel motto latino che recita: Uniquique suum!

* SE GR ETA RIO DEI R ADI C AL I LU C AN I

Un’iniziativa quadriennale per favorire l’empowerment e il lavoro delle persone detenute, con il supporto di istituzioni locali e associazioni

Reinserimento lavorativo: presentazione del progetto dedicato ai detenuti a Potenza

Favorire il reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute nella provincia di Potenza è l'obiettivo del progetto Stra.d.e. - strategie di empowerment per la ricerca attiva del lavoro, che sarà presentato questa mattina alle ore 9.30 nell’aula Grippo del Tribunale di Potenza.

Finanziato dalla Fondazione “Con il Sud” attraverso il bando “Evado a lavorare”, il progetto ha una durata quadriennale ed è guidato dalla cooperativa sociale Filef, in collaborazione con il Comune di Potenza, le case circondariali di Potenza e Melfi, e altri enti pubblici e privati.

Stra.d.e. mira a creare una rete di supporto per le persone detenute con pene residue fino a quattro anni, offrendo tirocini di inclusione sociale e percorsi di orientamento per rafforzare le competenze. Antonio Sanfrancesco, re-

sponsabile del progetto, sottoline: «La strategia prevede una forte collaborazione tra i diversi attori privati e pubblici, con un ruolo centrale delle strutture penitenziarie che, tramite i cosiddetti punti di accesso, segnaleranno i detenuti da coinvolgere». «Il processo di inclusione è un processo in-out – aggiunge Sanfrancesco – nel senso che le due dimensioni dentro e fuori vengono integrate nell’unico obiettivo dello sviluppo della consapevolezza che è possibile uscire da situazioni di esclusione sociale dal mercato del lavoro».

Un’équipe multidisciplinare svilupperà progetti personalizzati, affrontando aspetti come famiglia, salute e assistenza sociale. Il progetto prevede anche l’utilizzo di una piattaforma web per facilitare l’incontro tra le esigenze delle imprese locali e i profili professionali dei detenuti, integrando

formazione e opportunità lavorative. La presentazione del progetto includerà interventi di esperti del settore penitenziario e giustizia minorile, seguiti da un focus sui benefici del lavoro in-

clusivo per le imprese e la società. L’incontro sarà moderato da Vincenzo Martinelli, concludendo con l’intervento di Cosimo Latronico, assessore regionale alla salute e politiche per la persona.

Bolognetti

CRONA-CHI? Rubino «Continueremo a parlarne». Il figlio: «Ringrazio tutte le persone che si sono impegnate nelle ricerche di nostro padre»

Da due anni non si sa nulla di Rocco Iacovino sparito nel nulla a Moliterno

Moliterno, 19 ottobre 2023. È una tranquilla mattina d'autunno. Rocco Iacovino, 82 anni, si avventura nei boschi tra Contrada Sorgituro e località Papa Nicola. L’anziano conosce bene quei boschi. Qualche ora e sarebbe rientrato a casa. Ma da quel momento di lui si perdono le tracce. Alcune videocamere della zona avrebbero ripreso il passaggio della Fiat Panda con Iacovino alla guida. Ed è questa l'ultima immagine che abbiamo dell'uomo. Su questo caso si concentra la nuova inchiesta di Crona-Chi?, il programma condotto da Fabio Amendolara. Ospiti in studio Antonio Iacovino, figlio dell’anziano scomparso nel nulla, e Antonio Rubino, sindaco della comunità di Moliterno. «Sono ormai due anni che non avete notizie di vostro padre. Come state vivendo questo periodo?» chiede Amendolara a Iacovino. «Non si vive bene, si prova ad andare avanti però il pensiero è ricorrente.

Ci si interroga su che fine abbia fatto nostro padre. Di lui non abbiamo avuto più notizie. Abbiamo sperato che qualcuno lo trovasse, dopo che le ricerche sono state interrotte, però ad oggi nulla». «Quindi non avete neanche informazioni ufficiali da parte dei magistrati? Si indaga ancora oppure adesso è tutto fermo?» chiede il conduttore. «Io sono dell'idea che qualcosa la stiano facendo -spiega Iacovino- però, pur confrontandoci con le forze dell'ordine del paese non si è mai saputo niente».

«Sindaco, tu oltre ad aver fatto sentire la tua vicinanza alla famiglia, poi hai messo in campo delle azioni concrete». «Io ricordo benissimo il giorno in cui Rocco è sparito, ricordo le telefonate dei familiari, dei carabinieri. Io contattai la prefettura per aprire il piano delle persone scomparse. Quello che mi colpì e che mi dava delle speranze nell'immediato

fu il fatto che i soccorsi si attivarono velocemente. Carabinieri e vigili del fuoco erano già sul posto la sera della scomparsa. Ci fu una grande sensibilità anche da parte dei volontari del posto. Quella notte telefonai i pastori della zona, i proprietari delle aziende agricole del posto, qualsiasi persona insomma che conoscesse bene quei boschi. Ecco -sottolinea Rubino- a distanza di diversi anni la cosa che mi colpisce di più è che non c'è stato mai un minimo indizio, un elemento riconducibile a Rocco. È uno dei dolori che mi porto della mia esperienza da sindaco perché quando rappresenti le istituzioni ti comporti da uomo delle istituzioni e fai ciò che devi, però quando sei sindaco sei vicino alle persone, vivi quel dramma. Io in questo momento penso alla moglie di Rocco e penso al suo dolore sempre composto, ai figli ma anche alla nuora Cristina che oggi purtroppo non c'è più. Ricordo che avevamo incontri anche settimanali con lei. Quando scompare una persona non hai neanche un luogo dove far confluire quel dolore per esorcizzarlo». «Ma a tuo avviso -chiede Amendolara- è stato fatto di tutto per cercarlo oppure ci sono delle zone un po' franche?».

«Quella zona -sottolinea il sindaco di Moliterno- è stata battuta palmo a palmo. 503 ettari coperti dalle ricerche, ogni giorno, con 40-50 persone che hanno battuto quei luoghi. Forse la cosa che ancora potrebbe essere utile in questa fase è un'analisi con i droni e con le immagini dall'alto in una stagione diversa, perché quello era un periodo in cui la vegetazione era particolarmente fitta». Nicola Cosentino, ex vigile del Fuoco, ha raccontato come si svolsero le ricerche. «Quando arrivai sul posto c'era già il figlio Giuseppe con dei parenti. Dopo un breve briefing con le squadre impegnate nelle ricerche ci spar-

pagliamo in vari gruppi. C'era la difficoltà del buio, del terreno molto scosceso, pieno di rovi, pietre, canali e tanti altri ostacoli, quindi c'era bisogno di fare tanta attenzione. La notte si alzarono anche i droni dotati di un’applicazione per trovare un segnale telefonico del cellulare della persona scomparsa. Le squadre a piedi hanno iniziato la perlustrazione e chiaramente le ricerche sono continuate nel giorno successivo e poi a seguire». «C'erano tante emozioni contrastanti -afferma l’ex caporeparto dei vigili del fuoco- che però portavano determinazione e apprensione nello stesso modo. Le risorse umane raddoppiarono ma di Rocco nessuna traccia. Abbiamo cercato ovunque, aspirato le acque nei pozzi, perlustrato canali e casolari abbandonati». «Chi è Rocco?» chiede il conduttore. «Una persona che io non ho mai visto litigare con nessuno, neanche con mia madre -spiega il figlio-. Una persona taciturna però con un grande cuore. A mio avviso non aveva nemici, non aveva nessuno che sarebbe arrivato tanto». «Ci troviamo un fascicolo per sequestro di persona. C'erano degli indizi, qualcosa che può aver fatto pensare ai magistrati che si era consumato quel reato?».

«Ma io sono dall'idea che ormai l'abbiamo pensate tutte e di conseguenza potrebbe essere una delle cose successe»afferma Iacovino in studio. Anche le unità cinofile non hanno mai ritrovato nessun elemento riconducibile a Iacovino e il 3 novembre, senza nessun elemento utile, le ricerche verranno sospese. «Io colgo l'occasione per ringraziare tutte le forze dell'ordine, il sindaco e la comunità, tutti molto apprensivi nei nostri confronti -racconta il figlio di Rocco Iacovino-. Io ricordo quando venne il comandante della caserma di Viggiano, mi viene ancora la pelle d'oca adesso, e chiese a mia madre “ma posso abbracciarla signora prima di andare via?”. Sono state delle persone fantastiche, magnifiche. Tutti si sono messi a disposizione e credo che abbiano il possibile ». «Sindaco non può esserci però rassegnazione?». «No, assolutamente. Ci sono 11 mila famiglie in Italia, come la famiglia Iacovino, che attendono un proprio caro scomparso. C'è bisogno di sensibilizzare sul tema e capire cosa fare nelle ore immediatamente successive alla scomparsa, che sono determinanti. Il comune di Moliterno continuerà a fare appelli, continuerà a pubblicare la foto di Rocco e a tenere alta l’attenzione sul caso».

Antonio Rubino, Antonio Iacovino e sotto Fabio Amendolara a Crona-chi?

Polese, Marrese, Fazzari e Morea guidano la riforma che potenzia strumenti educativi, sostegno

Contro bullismo e cyberbullismo la Basilicata ha una nuova legge

POTENZA. È stata approvata dal Consiglio regionale della Basilicata la legge che rafforza gli strumenti di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo, introducendo modifiche alla normativa del duemiladiciotto. Si tratta di un intervento votato all’unanimità e promosso dal capogruppo di Orgoglio Lucano – Italia Viva, Mario Polese, insieme a consiglieri di diversi gruppi, a conferma del carattere trasversale dell’iniziativa. «Una ottima notizia per la sicurezza dei nostri ragazzi», affermano Polese, Piero Marrese, Maddalena Fazzari e Nicola Morea, salutando l’approvazione come un passaggio decisivo sul piano educativo e sociale.Polese sottolinea come la nuova legge rappresenti un messaggio forte a famiglie, scuole e giovani: «Il fenomeno cambia rapidamente e la politica deve adeguare le norme, rafforzando prevenzione, educazione e tutela». Il testo attribuisce al Comitato Regionale per le Comunicazioni un ruolo centrale, individuandolo come soggetto attuatore delle misure previste, con responsabilità nel coordinamento, nella media education e nella gestione del-

le attività di prevenzione in coerenza con le direttive nazionali.La riforma amplia inoltre il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche, degli enti locali e delle associazioni qualificate e rilancia il ruolo della Consulta regionale sul bullismo prevista dalla legge quarantatré del duemiladiciotto. Nel corso dei lavori della Quarta Commissione sono stati inseriti emendamenti proposti dai consiglieri Fazzari, Morea e Marrese, utili a chiarire competenze e responsabilità e a rendere più efficace l’impianto complessivo. «È la prova della volontà comune di migliorare la legge nell’interesse dei nostri

ragazzi», osserva Polese, che richiama il valore operativo e non simbolico dell’intervento.Morea, esponente di Azione, ricorda l’impegno maturato negli ultimi anni insieme all’associazione materana Giovanni Manicone e a MaBasta, realtà che opera nelle scuole con strumenti educativi mirati. «Oggi compiamo un passo avanti verso una responsabilità collettiva. Per affrontare fenomeni che coinvolgono media, famiglie e comunità educanti occorre partire dalle scuole, dal dialogo quotidiano e da una nuova consapevolezza».La vicepresidente del Consiglio regionale, Maddalena Fazza-

ri, evidenzia come la Basilicata rafforzi in modo concreto gli strumenti di tutela dei minori: «La violenza, online e offline, rischia di normalizzarsi. Questa legge afferma che la nostra regione non tollera prevaricazioni». Fazzari richiama anche l’importanza degli emendamenti approvati, che rendono la norma più applicabile sul territorio e consolidano la funzione del Corecom come regia stabile e capace di monitorare criticità e interventi.Marrese, capogruppo di Basilicata Democratica, sottolinea di avere ritirato la propria proposta di legge per favorire un percorso unitario, trasformandola in contribu-

ti integrativi. Tra gli elementi qualificanti segnala l’introduzione della «Settimana regionale della cittadinanza digitale», da celebrare nella prima settimana di febbraio in concomitanza con il Safer Internet Day, con iniziative rivolte a scuole, enti locali, famiglie e associazioni per diffondere cultura del rispetto e sicurezza in rete.Il provvedimento, che non comporta nuovi oneri finanziari oltre alla dotazione necessaria per le funzioni del Corecom, assume anche un valore simbolico, approdando in Aula in coincidenza con la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. I quattro consiglieri promotori lo ricordano in una nota comune: «La prevenzione parte dall’educazione al rispetto e dalla protezione dei più giovani. Una comunità che rifiuta violenza e discriminazioni deve garantire sicurezza e ascolto». Concludono sottolineando l’importanza del voto unanime: «Quando si parla di protezione dei ragazzi non esistono appartenenze politiche, ma responsabilità condivise. La Basilicata oggi è più forte e più vicina ai suoi giovani».

Mignoli sigla un’intesa con l’Associazione dei tutori volontari per rafforzare la rete regionale e avviare un percorso formativo

Nuovo accordo per tutelare i minori stranieri soli

POTENZA. La Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza ha incontrato Alessandra Noce, presidente dell’Associazione lucana dei tutori volontari di minori stranieri non accompagnati, insieme a una delegazione dell’organizzazione. La riunione, svoltasi presso l’ufficio della Garante, ha rappresentato un passaggio importante nel confronto sulle attività di tutela dei giovani che arrivano in Basilicata dopo percorsi migratori complessi e spesso segnati da traumi e fragilità. Al termine dell’incontro è stata definita un’intesa finalizzata a consolidare la collaborazione tra l’Ufficio della Garante e l’Associazione, con l’obiettivo di rafforzare la rete di protezione e accompagnamento destinata alle ragazze e ai ragazzi privi di riferimenti familiari.La Garante ha annunciato che nei prossimi mesi sarà pubblicato un nuovo bando per la selezione e la formazione di tu-

trici e tutori volontari. La misura consentirà di ampliare il numero delle persone disponibili a svolgere questo ruolo essenziale, assicurando un percorso formativo adeguato e coerente con quanto previsto dalla normativa nazionale. L’Ufficio della Garante opera in dialogo costante con professioni-

ste, professionisti, servizi territoriali, associazioni e con il Tribunale per i Minorenni, in una rete condivisa che mira a garantire risposte tempestive e coordinate.Nel sistema regionale assumono rilievo anche le sinergie con realtà nazionali come il progetto Fami e l’Istituto Don Calabria, impegnati in

programmi dedicati ai minori stranieri non accompagnati e nelle iniziative di monitoraggio della tutela volontaria. Questi contributi, integrati con le attività locali, rafforzano la capacità complessiva degli interventi e permettono di costruire percorsi personalizzati che tengano conto dei bisogni specifici dei giovani coinvolti.La Garante Rossana Mignoli ribadisce che «tutte le bambine, i bambini, le ragazze e i ragazzi hanno diritto alla protezione, alla cura e alle stesse opportunità, senza distinzioni di origine o status giuridico». In particolare, osserva che «le e i minori stranieri non accompagnati, spesso più esposti a vulnerabilità e rischi, devono essere sostenuti con un impegno ancora più determinato. Nessuna e nessuno deve essere lasciato indietro». Una linea di indirizzo che conferma la centralità delle azioni di tutela e il valore del nuovo accordo siglato.

L’assessore Latronico: «La nostra regione ha bisogno di energie nuove e di persone capaci di mettersi al servizio degli altri»

Laurea Scienze infermieristiche, una cerimonia per i nuovi dottori

POTENZA. La cerimonia di proclamazione dei nuovi laureati in Scienze Infermieristiche dell’Università Cattolica, al San Carlo di Potenza, ha rappresentato ieri un momento carico di emozione e significato. L’ingresso di una nuova generazione di infermieri segna infatti un passaggio importante per la sanità lucana.

L’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, ha espresso soddisfazione per il traguardo raggiunto dagli studenti: «Questi giovani professionisti sono pronti a entrare nel cuore del nostro sistema sanitario, in una delle professioni più preziose e difficili che esistano». Secondo l’assessore, il

valore della giornata va oltre la celebrazione accademica: è il segno concreto di un investimento sul futuro e su nuove energie per il territorio. «A ciascuno di loro voglio rivolgere il mio augurio più sincero: portate nella vostra carriera la passione, la competenza e il profondo senso di umanità che avete dimostrato durante questi anni di studio». Il pubblico ha accolto con attenzione anche il riconoscimento rivolto ai docenti e a tutto il personale formativo, che hanno accompagnato gli studenti in un percorso rigoroso e impegnativo.

«Complimenti anche ai docenti che hanno supportato questi ragazzi e ra-

gazze nel loro cammino, garantendo professionalità e vicinanza», ha aggiunto Latronico. Per l’assessore, la Basilicata guarda con fiducia a questa nuova leva di professionisti che andrà a rafforzare la rete dei servizi sanitari regionali: «La nostra regione ha bisogno di energie nuove e di persone capaci di mettersi al servizio degli altri con responsabilità e dedizione. Oggi abbiamo la prova che il futuro della nostra sanità può contare su giovani preparati e motivati».

La giornata si è conclusa in un clima di festa, con la consapevolezza di un passo avanti significativo per l’intero sistema sanitario lucano.

IL TRE DICEMBRE EVENTO A POTENZA

Una giornata regionale contro il gioco d’azzardo

POTENZA. In occasione della Giornata regionale per il contrasto al gioco d’azzardo patologico, il centro sociale di Malvaccaro ospiterà martedì due dicembre, dalle ore dieci alle ore tredici, l’anteprima ufficiale del cortometraggio «A carte scoperte», dedicato alla riflessione su una dipendenza spesso invisibile ma capace di segnare profondamente la vita delle persone. L’iniziativa è promossa dall’associazione «Famiglie fuori gioco» di Potenza, attiva dal 2010 in sostegno, informazione e prevenzione, con il supporto del Fondo Etico della Bcc Basilicata. Protagonista del corto è l’attore Nando Irene, volto noto di fiction Rai e cinema, la cui interpretazione mira a restituire sia il dramma sia la possibilità di riscatto. Alla realizzazione hanno contribuito la sceneggiatrice Katia Troia e il videomaker Giuseppe Troiano, che hanno costruito un linguaggio capace di raccontare fragilità e conseguenze dell’azzardo. Dopo la proiezione è previsto un tavolo tecnico con esperti dei settori psicologico, sociale, legale e della tutela dei minori, oltre al coinvolgimento delle scuole e delle istituzioni, per un confronto aperto alla cittadinanza.

A Lauria il confronto tra istituzioni, sanità e Terzo Settore dopo il progetto nato per rafforzare percorsi inclusivi e continui

“Vivere

insieme”, un modello stabile per l’autismo

LAURIA. Si è concluso a Lauria il progetto “Vivere insieme”, promosso da Aias Lauria Ets con il sostegno della Regione Basilicata e la collaborazione dei servizi sanitari territoriali e della rete del privato sociale. Il percorso ha sperimentato un modello di intervento per persone nello spettro autistico basato sull’inclusione in contesti reali, sul lavoro multidisciplinare e sull’uso di strumenti digitali condivisi. L’iniziativa, avviata grazie all’ammissione all’avviso regionale destinato agli enti del Terzo Settore, ha coinvolto bambini e famiglie attraverso attività condotte in parrocchie, fattorie didattiche, associazioni sportive e culturali, coordinate da professionisti Aias e dalle strutture sanitarie di riferimento. Il progetto si è rivolto a cinque ragazzi e ha impegnato tera-

piste della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, psicologi e analisti del comportamento, insieme all’apparato amministrativo dell’associazione.Nel corso del convegno conclusivo l’assessore alla Salute Cosimo Latronico ha evidenziato la necessità di una cooperazione stabile tra istituzioni e realtà sociali: «L’autismo è un tema prioritario. Solo una rete solida, capace di integrare competenze diverse, può garantire percorsi efficaci e continui». L’esponente regionale ha richiamato l’importanza del rafforzamento dei Piani di Zona e del sostegno a progetti che favoriscano autonomia, inclusione e monitoraggi costanti.Per Luigi Giuseppe Esposito, direttore generale di Aias Lauria e presidente del Consorzio Unerfa, il progetto ha mostrato concretamente il valore del parte-

nariato pubblico, privato e sociale: «Oggi misuriamo l’efficacia di una risposta nata da un bisogno reale. Un uomo ha bisogno e un altro uomo risponde: questa è la vita della comunità». Esposito ha ribadito che la collaborazione non è un’opzione, ma l’unica via per evitare interventi «scoordinati, squilibrati e distorti».La presen-

za dell’Asp di Potenza, rappresentata dal commissario Massimo De Fino, e di numerosi amministratori ha confermato la volontà di trasformare la sperimentazione in un modello stabile, rafforzando il dialogo tra sanità, enti locali e realtà sociali. Il progetto ha permesso di migliorare autonomie personali e competenze relazionali, di generalizzare gli apprendimenti in ambienti naturali e di responsabilizzare famiglie e comunità, elemento particolarmente apprezzato dai partecipanti.Durante l’incontro è stato inoltre presentato l’accordo tra Unitelma Sapienza, Consorzio Unerfa e Aias Lauria, che renderà il territorio sede di sperimentazione e formazione avanzata, con l’obiettivo di consolidare nel tempo il modello costruito e garantire continuità ai percorsi avviati.

Sabato

dell’ASL di Matera nei Punti Vaccinali di Matera e Policoro

Flu Day ASM: una giornata ad accesso libero per vaccinarsi contro i virus

In vista dell’aumento della circolazione dei virus respiratori registrato a livello europeo e nazionale, l’Azienda Sanitaria Locale di Matera organizza per sabato 29 novembre 2025 il Flu Day ASM, un Open Day vaccinale ad accesso diretto, senza necessità di prenotazione. L’iniziativa si svolgerà dalle 9 alle 13 nei Punti Vaccinali Territoriali di Matera, in via Montescaglioso, e di Policoro, in via Moncenisio.L’ASL richiama l’attenzione sull’importanza della vaccinazione soprattutto per le categorie più a rischio: persone over 65, soggetti con patologie croniche, donne in gravidanza, residenti in strutture assistenziali e operatori sanitari. Accanto alla prevenzione vaccinale, l’azienda sanitaria ricorda anche le basilari norme igieniche – lavarsi spesso le mani, coprirsi bocca e naso quando si tossisce o starnuti-

sce, restare a casa in caso di sintomi – fondamentali per contenere la diffusione dei virus respiratori e proteggere le persone più

vulnerabili. Inoltre, viene sottolineato che vaccinare i più piccoli contribuisce indirettamente a tutelare la salute degli anziani.«Con il Flu Day ASM – dichiara Carlo Annona, direttore dell’Unità di Igiene e Sanità Pubblica – vogliamo offrire un’occasione in più per vaccinarsi contro l’influenza e gli altri virus respiratori».Rimangono comunque attive le modalità ordinarie di somministrazione delle vaccinazioni raccomandate, che richiedono prenotazione e possono essere effettuate presso i Punti Vaccinali Territoriali, il Medico di Medicina Generale o il Pediatra di Libera Scelta.Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il PVT di Matera allo 0835 253 569 o via email all’indirizzo ambulatoriovaccinalematera@asmbasilicata.it; per il PVT di Policoro è invece disponibile il recapito 0835 986 384.

Affollato incontro al San Carlo di Potenza: il sindacato illustra le ragioni della mancata firma e rilancia il confronto

UIL FPL prosegue le assemblee:

«Chiarezza sul contratto e tutela dei lavoratori»

La UIL FPL Basilicata continua il ciclo di assemblee nei luoghi di lavoro per spiegare in modo «chiaro e trasparente» le motivazioni che hanno portato alla mancata firma del nuovo contratto della Sanità. Tra gli appuntamenti più partecipati, quello tenutosi presso l’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza, alla presenza del segretario organizzativo regionale Gerardo Sarli, del segretario aziendale Francesco Gamma e delle RSU aziendali. Altri incontri sono già in programma nei presìdi ospedalieri di Villa d’Agri, Melfi, Lagonegro e Pescopagano.Durante l’assemblea sono state presentate slide con simulazioni delle buste paga, utili a mostrare concretamente gli aumenti previsti per questo mese. Il sindacato ha però precisato che gli importi potrebbero risultare fuorvianti poiché comprendono anche la produttività 2024: una sovrapposizione che rischia di oscurare i reali effetti degli incrementi contrattuali.Ampio spazio è stato dedicato anche alla parte normativa, illustrata attraverso slide che hanno evidenziato gli aspetti considerati più penalizzanti. Il confronto è stato l’occasione per ribadire ai lavoratori che, nonostante la mancata firma,

la UIL FPL continuerà a essere «presente e determinante» nella contrattazione. Il sindacato ha infatti contestato gli slogan diffusi da alcuni secondo cui il mancato accordo lo escluderebbe dal tavolo negoziale, rivendicando invece il ruolo essenziale delle proprie RSU nel mantenere piena operatività e capacità di incidere.Nel corso dell’incontro è stato inoltre chiarito il funzionamento dei fondi contrattuali, sottolineando che, in assenza di adeguati finanziamenti centrali, diventa impossibile distribuire i DEP a tutti e raggiungere la soglia del 50%.L’assemblea è proseguita con un aggiornamento sulla contrattazione decentrata del San Carlo e sui DEP 2025, che dovranno essere chiusi entro la fine dell’anno. Il rinvio del negoziato richiesto da una sigla autonoma firmataria del CCNL 2022/2024, che ha scelto di non proseguire il confronto, non è stato ritenuto accettabile: secondo la UIL FPL, la grande maggioranza dei lavoratori ha dato mandato a chiudere i DEP 2025.Il sindacato fa ora sapere che l’azienda ha convocato un incontro per il 1° dicembre, con all’ordine del giorno proprio i DEP 2025, probabilmente anche a seguito della partecipatissima assemblea. La UIL

FPL auspica che l’appuntamento possa rappresentare l’occasione per chiudere definitivamente la vertenza.Tra i nodi emersi durante il confronto, anche la carenza di personale, che –sottolinea il sindacato – de-

ve essere colmata al più presto. Dopo le numerose richieste avanzate a livello regionale sulle linee guida per le stabilizzazioni, la UIL FPL accoglie positivamente la convocazione del 12 dicembre presso l’Assessorato.Il sindacato conferma infine il proprio impegno: continuerà a essere «al fianco dei lavoratori», garantendo assemblee, presenza costante e momenti di confronto in tutti i luoghi di lavoro.

Il progetto coinvolge 8 comuni. Il sindaco Telesca: «La condivisione dal basso è essenziale per sviluppare azioni propulsive per l’area»

Area urbana di Potenza: nel capoluogo l’incontro per valorizzare il territorio

Nel pomeriggio di ieri, presso la sala dell’Arco del Comune di Potenza, si è svolto un importante incontro di ascolto e partecipazione. Attraverso un laboratorio di co-progettazione, cittadini, associazioni e istituzioni hanno collaborato

per la realizzazione dell’Area Urbana di Potenza, un progetto che coinvolge otto comuni, con Potenza come capofila, verso una Destinazione Ospitale Sostenibile.

Durante le attività laboratoriali, coordinate dal team di Smartland,

sono emerse molteplici idee dai cittadini per migliorare la qualità della vita nel territorio. Il Sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, ha espresso il suo apprezzamento per questa iniziativa di coinvolgimento: «Esiste un dato oggettivo nuovo che è quello della condivisione dal basso, cioè far partecipare la popolazione a una scelta amministrativa pensando a un raggio più ampio, facendo comunità con altri paesi. L’obiettivo è quello di sviluppare un’azione propulsiva futura tale da consentire a tutto il territorio più ampio di poter vivere meglio con le risorse in arrivo. Noi Sindaci ci siamo seduti al tavolo mettendo da parte le ideologie con un unico comune denominatore, cioè quello di portare benessere a una comunità più ampia». Il ciclo di incontri “Area Urbana Potenza, Destinazione Ospitale Sostenibile” è parte di un’azione di progettazione partecipata che porterà alla redazione della Stra-

tegia Area Urbana Potenza. Questo progetto si inserisce nell’ambito delle politiche regionali per la coesione territoriale della Regione Basilicata, mirate a sostenere e promuovere lo sviluppo del territorio attraverso strategie integrate.

Dal 14 al 28 novembre, i comuni di Picerno, Vaglio Basilicata, Brindisi Montagna, Avigliano, Tito, Pignola, Potenza e Pietragalla ospiteranno otto appuntamenti dedicati alla riscoperta del patrimonio culturale, alla valorizzazione delle risorse locali e alla costruzione di una rete territoriale capace di generare sviluppo sostenibile e inclusivo.

L’ultima tappa del tour di ascolto si terrà domani a Pietragalla, con un incontro fissato per le ore 17.00 presso la sala consiliare del Comune. Questo ciclo di incontri rappresenta un passo significativo verso la creazione di una comunità coesa e prospera nel cuore della Basilicata.

Domani la cerimonia di consegna della pergamena nella Sala dell’Arco per celebrare l’impegno sociale e culturale di vere e proprie eccellenze

Benemerenze a Potenza: riconoscimenti

a 4 cittadini per meriti straordinari

Saranno consegnate nella Sala dell’Arco del Palazzo di Città, in piazza Matteotti, domani alle ore 18, quattro Benemerenze ai familiari di altrettanti cittadini illustri del capoluogo di regione, particolarmente distintisi in diversi ambiti della vita sociale, civile, politica, artistica.

La cerimonia fa seguito alle relative delibere approvate all’unanimità dal Consiglio comunale durante la seduta del 14 ottobre scorso. Alla presenza del Sindaco di Potenza Vincenzo Telesca, dell’assessore alla Cultura Roberto Falotico, del Presidente del Consiglio comunale Pierluigi Smaldone, di rappresentanti della Giunta e del Consiglio comunale e dei familiari dei destinatari dell’onoreficenza, si procederà alla consegna delle pergamene agli insigniti Gerardo Arcieri, Michele Smaldone, Nicola Messina e Roberto Coviello. LE MOTIVAZIONI

Conferimento del titolo di ‘Cittadino Benemerito’ al signor Michele Smaldone, perchè “esempio straordinario nei ruoli rivestiti sia in ambito militare, sia in ambito civile, sia in ambito volontaristico e religioso, in Italia e all’estero, in particolare in Lituania. Ha mantenuto un forte legame con Potenza, sua città natale”.

Conferimento del titolo di ‘Cittadino Benemerito’ al signor Gerardo Arcieri, in virtù dei suoi eccezionali meriti in nel settore commer-

ciale, in quello civile e politico, impegno nella federazione dei Maestri del lavoro

Conferimento del titolo di ‘Cittadino Benemerito’ al signor Nicola Messina (detto Nico), che ha avuto meriti eccezionali in campo sportivo, in particolare nel settore del basket, vincitore di trofei nazionali in qualità di allenatore, ruolo nel quale ha guidato alcune delle principali squadre italiane, scopritore di ta-

lenti, tra gli altri di Dino Meneghin. Conferimento del titolo di ‘Cittadino Benemerito’ al maestro Roberto Coviello, distintosi per i suoi meriti nel campo musicale, in particolare in quello lirico, diretto tra l’altro, come cantante, dal maestro Muti. Si è esibito sui principali palcoscenici italiani e internazionali ed è stato più volte protagonista di master class.

Presentato il cartellone “Natale in Città 2025”: musica, arte, mercatini, spettacoli e iniziative diffuse dal 6 dicembre al 6 gennaio

Un Natale da 255 eventi: Potenza accende la festa nel cuore della città

DI FR A NC ES C O MEN ON NA

Danza, magia, cultura, mercatini, la Casa di Babbo Natale e molto altro: è il ricco ventaglio di appuntamenti del cartellone Natale in Città 2025, presentato ieri mattina nella Sala dell’Arco di Palazzo di Città dal sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, e dall’assessore alla Cultura, Roberto Falotico, alla presenza delle numerose associazioni che hanno aderito al progetto. Oltre ottanta eventi per un totale di 255 appuntamenti, con il tradizionale Capodanno in piazza, le iniziative del Natale e della Befana, compongono un programma inserito nel PIC – Piani Integrati per la Cultura –che accompagnerà la città dal 6 dicembre, con l’accensione dell’albero in piazza Mario Pagano, fino al 6 gennaio.Un percorso diffuso che interesserà la Galleria Civica, piazza Mario Pagano, il teatro Stabile, il Palazzo della Cultura, le scale mobili di via Armellini, le parrocchie e i rioni cittadini. L’obiettivo, spiegano amministrazione e associazioni, è offrire ai potentini un Natale ricco, caloroso e partecipato, grazie a una progettualità costruita nel tempo e capace di rispondere ai gusti di un pubblico eterogeneo. Scuole, centri culturali e realtà associative saranno protagonisti di un programma che avrà nel Concerto di Capodanno in piazza uno dei suoi momenti clou.La rassegna si lega anche alla recente collaborazione con il Comune di Avigliano nell’ambito del progetto “Scale dell’Altrove, strade dell’incanto”, presentato due giorni fa: un’ulteriore occasione per attrarre visitatori e turisti dalle regioni vicine, con iniziative che intrecciano cultura e solidarietà.Il sindaco Telesca ha espresso grande soddisfazione per il cartellone appena svelato, sottolineando: «Natale in città parte dal cuore del centro storico e ci saranno sicuramente attività anche in altre zone della città, però è normale che, come in tutti i centri storici, Potenza vivrà il suo Natale. Lo vivrà

dal 6 dicembre al 6 gennaio con tantissime manifestazioni». Il primo cittadino ha poi rimarcato l’eccezionalità del numero degli appuntamenti: «Ho letto un cartellone da 255 eventi: questo significa che ci saranno più iniziative nelle stesse giornate e che i cittadini, soprattutto i bambini, potranno non annoiarsi. Il punto finale sarà il Concerto di Capodanno e un altro concerto tra Capodanno e la Befana, per rendere la città quanto più viva possibile».Telesca ha ringraziato l’assessore Falotico per l’«instancabile lavoro» svolto nel costruire un programma capace di «dare lustro, movimento, passione e cultura» e ha ribadito l’importanza del centro storico: «Ripartire dal Centro Storico significa avere una città viva nel suo cuore, affinché tutti possano sentirsi parte di quella che è sempre stata la Via Pretoria».Dal canto suo, l’assessore Falotico ha illustrato i numeri e la filosofia del nuovo cartellone: «Partiamo da oltre 80 eventi per 255 appuntamenti: un lavoro che nasce dal mondo culturale cittadino e dal sistema associativo, che insieme al Comune garantiscono un Natale effervescente. Un Natale per i bambini, con tantissima animazione, e un Centro Storico rivitalizzato da momenti spettacola-

ri, musica e arte».Falotico ha annunciato anche l’apertura, il 1° dicembre, della scala mobile di via Armellini, trasformata in un luogo espositivo grazie alla collaborazione con i ragazzi del Gropius e con la mostra di Cardone: «Ci sarà anche un pianoforte che ci accompagnerà per oltre 24 giorni di musica». Ricchissimo anche il calendario del teatro Stabile, tra vernacolo e danza.Le luminarie saranno protagoniste, con molte installazioni 3D diffuse lungo le principali vie della città. Quanto all’artista internazionale del Capodanno, l’assessore ha chiarito: «Non è questa la giornata per annunciarlo. Prepareremo una nuova conferenza stampa».

Momento dell’incontro foto (A. Mattiacci)

Operazione antidroga della Finanza in provincia di Potenza

MATERA. Negli ultimi giorni i Finanzieri del Comando provinciale di Potenza hanno eseguito, nell’intero territorio provinciale, una serie di interventi finalizzati al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti. I controlli hanno interessato, nei diversi orari della giornata, i centri di Potenza, Rionero, Lauria e Tito.Grazie all’infallibile fiuto dei cani pastori Ginger, Air, Lary e Kiril, in dotazione al Gruppo del-

la Guardia di Finanza di Matera, sono state rinvenute sostanze stupefacenti occultate sulla persona, tra gli effetti personali e all’interno delle autovetture in uso ai detentori.All’esito delle operazioni le Fiamme Gialle lucane hanno sottoposto a sequestro, in particolare, funghi allucinogeni e bulbi di papavero da oppio, nonché diverse dosi di hashish, marijuana e cocaina, segnalando alla competente Autorità prefet-

tizia otto assuntori. Le indagini proseguono al fine di identificare e denunciare i responsabili dello spaccio delle sostanze stupefacenti. I controlli sono stati svolti nell’ambito di un più ampio dispositivo di contrasto ai traffici illeciti attuato dalle Fiamme Gialle potentine nell’intero territorio provinciale, per prevenire e reprimere il grave fenomeno del consumo di stupefacenti, soprattutto tra i più giovani.

Alla primaria di Baragiano Scalo una mongolfiera simbolica introduce una giornata di musica, letture e riflessioni dedicate alla crescita

Mongolfiera di sogni e diritti a scuola tra canti e racconti

BARAGIANO. L’auditorium della scuola primaria di Baragiano Scalo accoglie genitori, nonni e zii con una mongolfiera colorata, alla quale sono appesi i biglietti con i desideri delle bambine e dei bambini per i loro coetanei nel mondo: pace, salute, istruzione, ascolto, gioco, sorrisi, amore, cura. A ciascun invitato viene consegnato un biglietto da attaccare alla mongolfiera con un desiderio personale.Ha così inizio lo spettacolo dedicato alla “Convenzione internazionale dei diritti dei bambini”, approvata dall’Assemblea dell’Onu il 20 novembre 1989, che riconosce i minori come titolari di diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici, impegnando gli Stati a garantirne protezione, sopravvivenza, sviluppo e partecipazione.La celebrazione prosegue con i canti “Amico albero”, “Diventa un albero”, “Voglio un mondo diritto” e “Un bambino è un bambino”, insieme a poesie, acrostici e riflessioni in cui i piccoli raccontano il bisogno di essere ascoltati, curati e amati per crescere in modo armonioso.Gli

alunni di quinta presentano poi, attraverso pannelli ricchi di disegni originali, “La storia del pianeta blu”, libro di Andri Snaar Magnason. Il “Pianeta blu”, in equilibrio tra natura, bellezza e amicizia, è abitato da bambini “selvaggi” che non invecchiano mai. L’arrivo del venditore “Gaio Fracasso”, che offre la possibilità di volare grazie alla polvere di ali di farfalla, sconvolge quell’armonia: immobilizza il sole, metà pianeta resta al buio, i bambini che volano perdono la loro eterna giovinezza e scoppia una guerra. Il lieto fine invita a non distruggere la terra e a preservarne le risorse, perché le future generazioni hanno diritto ad aria pulita, acqua potabile e natura incontaminata. «Se gli adulti conservassero un cuore bambino, il mondo sarebbe perfetto», ricordano gli insegnanti, prima dei canti “Viva i diritti dei bambini”, “Voglio un mondo diritto”, “Un bambino è un bambino” e “Credo negli esseri umani”.Mario Coviello, volontario Unicef, con un video propone la canzone sui diritti dei bambini dell’“Or-

chestra Maldestra”, inviata alle scuole da Barbara Coviello, presidente regionale Unicef Basilicata. Una scatola blu passa tra il pubblico per raccogliere offerte contro la malnutrizione infantile,

mentre Coviello ricorda che «ogni bambino conta e va protetto» in Sudan, a Gaza, in Ucraina, ovunque. Grandi applausi agli alunni e alle maestre chiudono la manifestazione.

Domani al San Mauro si apre la stagione con uno spettacolo diretto dall’attore e regista napoletano Alessandro Siani

A Lavello arriva la commedia “Benvenuto in casa Esposito”

LAVELLO Il 28 novembre, sbarca sulle tavole del teatro S. Mauro di Lavello, Giovanni Esposito con la commedia “Benvenuti in casa Esposito” sipario ore 21. Inizia così la stagione teatrale , nella cittadina dauna, con una storia esilarante, piena di risate, ironia e autentico cuore napoletano.

Una serata tutta da ridere, spettacolo diretto da Alessandro Siani con Giovanni Esposito e la sua compagnia. La commedia è un insieme di dialoghi irresistibile, colpi di scena e messaggi di grande valore etico, riporta

gli aspetti piu’ cafoni e ridicolo della criminalità, rispolvera le grande tradizione comiche napoletane, fa ridere e fa riflettere.

Un modo nuovo di raccontare e denunciare la malavita. La commedia, da due atti, conferma anche a teatro il successo cinematografico, pellicola 2021. In scena Giovanni Esposito con Nunzia Schiano, Susy Giudice, Salvatore Misticone, Gennaro Silvestro, Carmen Pommella, Giampiero Schiano, Aurora Benitozzi con la regia di Alessandro Siani.

DONATO MASIELLO

Verso la sottoscrizione del Contratto di Fiume: l’impegno delle comunità per l’ambiente

Dopo una fase pilota che ha suscitato grande interesse e rinnovata vivacità nei territori e nelle comunità, il “Contratto di Fiume delle Valli del Noce e del Sinni” è pronto per essere sottoscritto. Questo importante strumento di governance, sostenuto dalla futura Strategia e dal relativo Programma di Azione, rap-

presenta un'opportunità unica per garantire la partecipazione attiva e il confronto collettivo interterritoriale e interistituzionale sul futuro delle risorse idriche. Gli appuntamenti del 27 e 28 novembre si configurano come momenti cruciali di approfondimento e condivisione, mirati a promuovere un patto di responsabili-

tà per la tutela della risorsa idrica, la valorizzazione del paesaggio e la crescita delle economie locali. In linea con le indicazioni del Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume e con le politiche regionali, il CdF Noce-Sinni si propone di integrare competenze, prevenire conflitti e attrarre risorse, orientando le politiche territoriali verso una transizione ecologica. Il progetto si articola attorno a quattro ambiti tematici: Ambiente, Paesaggio Fluviale, Identità e Sviluppo Locale. Questi ambiti saranno tradotti in azioni concrete che coniugano soluzioni basate sulla natura, servizi ecosistemici e tutela del patrimonio culturale, promuovendo nuove economie locali.

Le sessioni tematiche previste daranno spazio ai contributi dei consulenti scientifici e favoriranno un dialogo aperto con gli stakeholder, permettendo di integrare osservazioni e priorità locali. La tavola rotonda finale offrirà un quadro di sintesi sul ruolo dei Contratti di

Il premio è stato consegnato dalla Ministra del Turismo durante un evento a Pescara

Rotonda è Capitale Rurale Italiana 2025

ÈRotonda, borgo nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, la nuova Capitale Rurale Italiana. Il progetto, giunto quest’anno alla seconda edizione, è promosso da Feries - società leader in Italia nella ricettività rurale proprietaria dei portali Agriturismo.it e CaseVacanza.it – con l’obiettivo di dare visibilità ai comuni con meno di 15.000 abitanti e celebrare chi investe nella valorizzazione delle proprie radici, delle tradizioni locali, dell’agricoltura e dell’accoglienza diffusa.

Il premio è stato consegnato dal Ministro del Turismo Daniela Santanché al primo cittadino di Rotonda Rocco Bruno nel corso della seconda edizione degli Stati Generali del Turismo dei Territori organizzati da Feries e Regione Abruzzo, che si sono tenuti ieri a Pescara.

Il comune lucano è stato scelto dalla comunità dei viaggiatori dei due portali, che hanno votato la loro destinazione preferita tra le 20 località in short list, selezionate dal team di Feries tra le numerose candidature pervenute da tutta Italia. Quest'anno Rotonda è stato il borgo che più di ogni altro ha saputo rappresentare il valore autentico della ruralità italiana e il ruolo centrale dei territori nel futuro del turismo del Paese, superando la concorrenza delle altre località con una candidatura che è un vero modello di racconto territoriale.

«Il titolo di Capitale Rurale Italiana 2025 è stato conferito a Rotonda per aver sa-

puto valorizzare con passione il proprio patrimonio naturale, culturale ed enogastronomico, unendo tradizione, sostenibilità e un forte senso di comunità. L’identità, l’orgoglio e l’impegno della comunità locale hanno reso Rotonda un esempio virtuoso di accoglienza, capace di offrire esperienze autentiche e di promuovere il turismo dei territori come motore di sviluppo responsabile» ha commentato Fabrizio Begossi, AD di Feries. Rocco Bruno, Sindaco di Rotonda, ha dichiarato: «Questo riconoscimento ci riempie di orgoglio e responsabilità. Rotonda, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, rappresenta l’identità autentica del territorio e il suo valore culturale e naturale. Essere eletti Capitale Rurale Italiana 2025 significa rappresentare tutto il Pollino e promuovere un modello di ruralità sostenibile. Questo premio è dedicato alla comunità di Rotonda e ai paesi del Pollino, poiché solo insieme si costruisce un'eccellenza rurale».

Fiume nella pianificazione territoriale.

Il Presidente ha sottolineato che il Contratto di Fiume è pronto per diventare uno strumento concreto di partecipazione e responsabilità condivisa, invitando a un impegno collettivo per la tutela delle risorse comuni, a partire dall'acqua. Ha anche evidenziato l'importanza di affrontare le dinamiche socioeconomiche per contrastare marginalità e abbandono, affermando che i fiumi possono tornare a essere motori di unione e benessere sociale.

In conclusione, il “Contratto di Fiume delle Valli del Noce e del Sinni” rappresenta un passo fondamentale verso uno sviluppo sostenibile e inclusivo, mirando a rigenerare i territori e promuovere una convivenza attiva e consapevole delle popolazioni. La sottoscrizione di questo contratto segnerà l'inizio di un percorso condiviso per il futuro delle comunità fluviali della Basilicata. L’iniziativa punta a integrare competenze e promuovere un dialogo attivo tra le comunità per la tutela dell’ambiente e delle economie locali

Arrivato in città, Pecchini ha incontrato l’artista Piro

Lagonegro, grande evento di solidarietà con la Nazionale cantanti

Lagonegro si accende per un appuntamento speciale: un evento di solidarietà che promette di richiamare pubblico, entusiasmo e partecipazione da tutta la regione.

Ieri mattina è arrivato in città Gianluca Pecchini, figura di riferimento della Nazionale Cantanti, per definire gli ultimi dettagli di quella che si preannuncia come una giornata davvero unica. Accanto a lui anche Gabriele Piro, l’artista indicato come uno dei possibili futuri convocati.

L’incontro con gli organizzatori locali ha confermato la volontà comune: portare a Lagonegro un evento di grande valore umano, capace di unire sport, musica e beneficenza. Le prossime ore saranno decisive per la definizione del programma ufficiale, ma una cosa è certa: Lagonegro sarà protagonista di un’iniziativa di solidarietà che lascerà il segno.

Bus scolastici a Policoro: «Competenza della Regione»

POLICORO. «Le affermazioni del sindaco di Policoro, Enrico Bianco, sono non solo infondate, ma anche fuorvianti rispetto alla reale distribuzione delle competenze in materia di trasporto scolastico».Così il presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini, ha risposto alle accuse del sindaco di Policoro sulla stampa locale in merito ai disagi nel trasporto degli studenti del liceo di Nova Si- ri diretti a Policoro. «È sorprendente che un amministratore locale non sappia che la Provincia non ha alcun potere decisionale sull’organizzazione

delle corse, né sulla modifica degli orari. Il ruolo della Provincia è limitato alla vigilanza e alla segnalazione, come previsto dalla normativa vigente. Dopo aver ricevuto le segnalazioni da parte dei genitori e della dirigente scolastica dell’Istituto Enrico Fermi – ricorda Mancini –l’ufficio competente della Provincia ha immediatamente trasmesso le istanze ricevute all’unico ente titolato ad intervenire: la Regione Basilicata. Quest’ultima, che detiene la piena competenza e il potere decisionale in materia, ha già risposto evidenziando l’impossibilità di

apportare modifiche alle corse per motivi economici e organizzativi». «Parlare di inerzia da parte della Provincia è falso e ingiustificato – prosegue Mancini – Gli atti dimostrano chiaramente che abbiamo svolto il nostro ruolo con tempestività e responsabilità. Le accuse del sindaco Bianco appaiono come un tentativo di scaricare responsabilità terze su un ente che non ha gli strumenti per intervenire direttamente».Il presidente conclude con un invito alla collaborazione istituzionale: «In un momento in cui servirebbe coesione e dialogo tra enti, è grave assistere a polemiche sterili e infondate. La Provincia continuerà a vigilare e a segnalare le criticità, ma è necessario che ciascun amministratore conosca e rispetti le competenze proprie e altrui».

Il consigliere Carlo Ruben Stigliano denuncia immobilismo e chiede una nuova guida capace di scelte strategiche e unire territori

«Matera non può essere periferia è necessaria una Provincia forte»

MATERA. «La Provincia di Matera ha bisogno di accrescere la propria dignità istituzionale nel contesto territoriale, se si vuole evitare che diventi una periferia di Bari, con la sola eccezione della bellezza di Matera e del Metapontino, che brillano di luce propria». È l’appello del consigliere provinciale Carlo Ruben Stigliano di Insieme per la Provincia di Matera, che invita a leggere queste parole non come una provocazione, ma come «la fotografia cruda di ciò che ci aspetta».«Se non ritroviamo le ragioni per tenere insieme i nostri territori, il futuro sarà uno solo: Matera periferia di Bari e il resto della Basilicata condannato a diventare periferia della periferia». Da esponente del centrodestra, Stigliano sollecita anche l’attuale governo regionale, che definisce «distante e chiuso nelle vecchie logiche potentine»,

mentre il territorio materano «resta senza una difesa politica adeguata».Il consigliere denuncia «dieci anni di rinunce e mancanza di visione», accusando la Provincia di essere stata guidata da amministratori «più intenti a coltivare consenso e ambizioni personali che a costruire una strategia condivisa». Nessuna grande opera, nessuna progettualità unitaria, nessuna idea capace di tenere insieme istituzioni e comunità: un vuoto che, secondo Stigliano, «ha favorito l’avanzare di altri territori pronti a decidere al posto nostro».Tra le ipotesi di sviluppo rimaste senza seguito cita, ad esempio, l’ampliamento della strada provinciale 3: «Immagino cosa potrebbe diventare il Materano se avessimo una arteria a quattro corsie capace di collegare la città capoluogo all’entroterra e al Metapontino. Ma sembra non interessare a nessu-

no».Da qui il monito: «O la Provincia di Matera torna a essere il motore politico e istituzionale del territorio, capace di unire, programmare e guidare, oppure saremo travolti».Stigliano invita tutte le forze politiche, sia di centrosinistra sia di centrodestra, a «selezionare candidature competenti» in vista della probabile consultazione provinciale di gen-

naio, superando personalismi e vecchie logiche. «Nel mio piccolo ho provato a creare connessioni anche senza risorse: case cantoniere, università agraria, auto a noleggio. Idee semplici e concrete. Dov’è il resto? Dove sono le idee su cui far camminare questa Provincia?».Secondo Stigliano, servono coordinamento tra Comuni, una mobilità integrata, una strategia turistica unica, un Tavolo permanente su sviluppo e lavoro, progetti per trattenere i giovani e una gestione associata dei servizi. Un ruolo decisivo, conclude, potrebbe essere giocato «dalla manodopera intellettuale dell’Agenzia provinciale per l’energia e l’ambiente, oggi sottoutilizzata», capace di incidere su «due temi cruciali: ambiente ed energia».«È il momento del coraggio, della visione e delle scelte nette. Il resto è solo una resa».

Gli agenti di Pisticci ha effettuato un intervento mirato lungo la SS 106, rinvenendo la sostanza stupefacente nascosta dal giovane

Marconia di Pisticci: 25enne arrestato dalla Polizia di Stato

La Polizia di Stato ha arrestato, il 12 novembre scorso, un giovane di anni 25, per detenzione di sostanza stupefacente.

Nell’ambito di attività di controllo del territorio, finalizzate alla prevenzione e repressione dei reati in materia di sostanze stupefacenti, gli agenti del Commissariato di Pisticci notavano, lungo la SS 106 Jonica, proveniente da nord, un'auto di

grossa cilindrata che procedeva a velocità elevata. Attraverso l’intervento coordinato di più equipaggi presenti sul territorio, il mezzo veniva fermato nei pressi dello svincolo che porta a Marconia di Pisticci. Il giovane, che viaggiava da solo, alla vista dei poliziotti, manifestava, al contempo, agitazione ed insofferenza. Pertanto, gli operanti decidevano di approfondire il controllo con una perquisizione

personale, estesa poi al veicolo. Sotto i pantaloni, nastrati a regola d’arte lungo le gambe, venivano rinvenuti 3 panetti di sostanza stupefacente che, dal test speditivo, effettuato nell’immediatezza, risultava essere hashish, per un peso complessivo di circa 300 grammi. Su disposizione del magistrato di turno, l’uomo è stato sottoposto alla misura precautelare degli arresti domiciliari.

IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA MANCINI REPLICA ALLE ACCUSE

Tante le iniziative nei comuni lucani, come Cancellara dove S.Caterina guida il cammino contro la violenza

Presentati gli sportelli di ascolto e supporto a Muro Lucano e Nova Siri

Nella settimana dedicata al contrasto alle violenze, da quella contro le donne a tutte le altre forme di maltrattamento o abuso, in molti comuni lucani si stanno succedendo iniziative che testimoniano l’impegno di Amministrazioni, Associazioni, Chiesa ed Istituzioni, sensibili al tema.

A Muro Lucano il Convegno “Riconoscere la violenza per fermarla”, ha visto anche la firma del protocollo d’intesa per l’apertura dello “Sportello di ascolto per la famiglia”. Ad entrare nel merito è la Vicesindaco Rosalba Zaccardo: «In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne la mia Amministrazione ha firmato insieme alla presidente dell'ANFI-Associazione Nazionale Familiaristi Italiani, un protocollo d'intesa per offrire uno sportello d'ascolto a titolo gratuito e riservato, con la finalità di garantire i diritti della famiglia, delle donne e dei minori mediante supporto psicologico e legale».

Un segnale importantissimo, ma soprattutto un valido aiuto. «È con immenso affetto e stima che ringraziamo tutti i professionisti e tutte le persone che sono state presenti al convegno – sottolinea Anfi Basilicata nella persona della Presidente Rosanna FaraoneIstituzioni, Forze dell’ordine e Professionisti hanno dimostrato quanto può essere importante e salvifico fare rete per fronteggiare il dilagante aumento delle vittime di violenza».

Nello specifico il Comune e l'ANFI si impegnano a dare attuazione allo Sportello tramite «locali presso gli Uffici socio assistenziali di proprietà dell'Ente comunale e saranno a carico del Comune tutte le spese di gestione e pubblicità dello Sportello, mentre dal canto suo l'ANFI si impe-

gna a gestire per un intero anno, prorogabile a richiesta del Comune, l'attività e offrire servizi di informazione, risorse e opportunità, istituzionali e informali, che il territorio offre ai minori e famiglie, con particolare attenzione alle esigenze informative e di orientamento delle famiglie monoparentali, immigrate e con figli disabili; servizi e iniziative di supporto ai genitori; iniziative di promozione del volontariato familiare, dell'affido e dell'adozione, in collaborazione con le altre associazioni; un iter di formazione specifica sulle tematiche del diritto di famiglia e minorile rivolto agli operatori pubblici e privati; un percorso di consulenza legale o psicologica con incontri attraverso i quali, i genitori possono approfondire norme e diritti che regolano la vita familiare quali congedi parentali, adozione, affido, separazione, divorzio ecc». Un momento particolarmente incisivo è stato la testimonianza di una donna che con coraggio e determinazione, ha raccontato il suo vissuto.

Anche Nova Siri ha presentato il nuovo Centro di Ascolto “La Libellula”, «uno spazio sicuro dedicato a supporto, ascolto e tutela delle donne che vivono situazioni di fragilità o violenza».

A Cancellara la Giornata internazionale è invece un impegno costruito nel tempo: «Un percorso iniziato nel 2016 con un flashmob, diventato negli anni un appuntamento sempre più partecipato e condiviso dall’intera comunità -spiega l’Amministrazione Genzano- Oggi quell’iniziativa è cresciuta fino a trasformarsi in un programma articolato in tre giornate, realizzato grazie alla collaborazione tra la Parrocchia Beata Vergine del Carmelo con la partecipazione dell’Arcivescovo di Acerenza Mons. Sirufo, il

Comune e la Pro Loco». La presenza della chiesa medievale dedicata a S.Caterina rende ancora più profondo il legame tra la comunità e la memoria liturgica del 25 novembre. «L’iniziativa attuale è stata curata con particolare attenzione da Marianna Lancellotti, delegata parrocchiale per la valorizzazione dei beni culturali. Le tre giornate si inseriscono nell’ambito del progetto avviato con la candidatura della Chiesa a “I luoghi del cuore” promossa dal FAI -proseguono dal Comune- La prima iniziativa si è svolta il 22 con un incontro “I generi dell’italiano. Il sessismo linguistico nella società di oggi”. Insieme alla Prof.ssa Patrizia Del

Puente, docente di Glottologia e Linguistica dell’Unibas; La seconda gioranata, a carattere storico-artistico, si è svolta il 23 con l’apertura straordinaria della Chiesa di S.Caterina d’Alessandria, con la Storica dell’arte Merisabell Calitri e la terza, di carattere religioso, ha avuto luogo il 25, quando Mons. Sirufo durante la Santa Messa ha offerto un momento di preghiera, memoria e riflessione condivisa. Importante anche il contributo dei ragazzi del Servizio Civile, che hanno realizzato un’installazione e un video dedicato al tema della giornata, portando il messaggio di sensibilizzazione negli spazi quotidiani del paese. Quello di Cancellara è un cammino che continua – conclude il Sindacoun esempio concreto di come una comunità possa trasformare una ricorrenza in un impegno vivo, capace di unire cultura, memoria, spiritualità e responsabilità civile».

Ed ancora a Tricarico dopo un convegno sul tema è stato proiettato il film “C’è ancora domani”; grande sensibilità è stata dimostrata dai plessi scolastici dell'IC e dalle Associazioni sportive di Brienza, fino all’ospitata dell’Associazione culturale "Universum Basilicata" con libro “Resilienze- La poetica al di là della nebbia”; A Pietrapertosa l’incontro ha visto la presenza tra gli altri dell'Associazione Telefono Donna- Centro Antiviolenza; Ancora a Pieragalla una fiaccolata ha illuminato il buio del dolore.

Tra memoria, contraddizioni e creatività compressa, un viaggio dentro l’identità di una terra che sembra lenta ma prepara il futuro un passo alla volta

La forza silenziosa: il paradosso che non smette mai di rialzarsi

DI DINO QUARATINO

La Lucania è un paradosso vivente. Una regione che sembra sempre un passo indietro e un passo avanti nello stesso momento, come se camminasse in diagonale. Una terra che a volte appare lenta, a volte velocissima, molte volte ostinatamente ferma: ma mai davvero immobile. Perché qui non esiste pace come rassegnazione, ma solo una calma che prepara al movimento. E chi la conosce sa che la Lucania non dorme: accumula, custodisce, osserva. È come un vecchio guerriero che si riposa prima di lanciare un nuovo attacco, oppure un contadino che prepara il terreno prima di un raccolto che durerà anni. Siamo una regione che ha fatto della tenacia una forma d’arte, dell’ostinazione una virtù e della sopravvivenza un talento. E se a volte sembriamo scoraggiati, è solo perché la storia ci ha insegnato a non fidarci delle prime luci: meglio osservare l’alba fino a quando non diventa davvero giorno. Eppure, nonostante le spine, la Lucania resta un giardino: un giardino strano, irregolare, fatto di pietra, curve, vento e scorci che mozzano il fiato. Proprio lì, tra il caos e la bellezza, si trova la nostra forza.

Che nessun evento, per quanto duro, è definitivo.

Che chi cade può rialzarsi, se ha qualcuno accanto.

Che il futuro non si aspetta: si costruisce. Siamo cresciuti così: con i piedi nella terra e lo sguardo ostinatamente rivolto oltre la collina.

Abbiamo imparato che le radici non servono solo a nutrire, ma anche a dare stabilità quando il vento della storia soffia più forte del previsto. Senza di esse, non saremmo nulla: radici profonde come quelle dei nostri ulivi millenari, resilienti come i muri a secco che sfidano i secoli.

IL CARATTERE

LUCANO: IRONIA, DIGNITÀ

E QUELLA STRANA

MALINCONIA CREATIVA

Se c’è una cosa che ci distingue dagli altri italiani è la capacità di trasformare qualsiasi conversazione in un trattato di filosofia popolare.

Non siamo brillanti per caso: lo siamo per necessità.

La nostra ironia non è mai cattiva: è una difesa. Il nostro sarcasmo non è mai distruttivo: è un modo per sopravvivere alla realtà senza farsene schiacciare.

LE RADICI: QUELLO CHE CI HA FORMATI Qui non siamo gente che dimentica facilmente. La memoria, da noi, è un muscolo allenato: ricordiamo tutto, anche ciò che conviene ricordare solo a metà. E forse è proprio questo a salvarci. Abbiamo attraversato secoli di povertà, emigrazione, calamità naturali e violenze storiche, eppure non abbiamo mai perso il senso del sacro: la casa, la famiglia, la dignità. Abbiamo retto a terremoti, quelli della terra e quelli dell’anima, e ogni volta abbiamo trovato un modo per ricominciare. Magari brontolando, magari con lentezza, ma sempre ripartendo. Perché in fondo la Lucania ha sempre saputo tre cose fondamentali:

A volte sembriamo pessimisti, ma non lo siamo. Siamo prudenti. Chi nasce in una terra dove il sole può bruciarti e la pioggia può isolarti, impara presto che il destino non va sfidato: va accompagnato.

Eppure, dietro questa prudenza, c’è una violenza creativa. Sì, violenza. Perché la voglia di fare dei lucani non è calma: è compressa. È un’energia che spinge, che scalpita, che aspetta il momento giusto per esplodere in idee, iniziative, visioni, imprese.

LE

CONTRADDIZIONI:

QUELLE CHE TUTTI

VEDONO E NESSUNO

RIESCE A SPIEGARE

DAVVERO

Diciamolo chiaramente: siamo pieni di contraddizioni.

E per fortuna. Siamo la regione con il petrolio ma

senza ricchezza diffusa. Con borghi splendidi ma vuoti. Con giovani che se ne vanno e altri che tornano più lucani di prima. Con strade che non finiscono mai, e storie che non finiscono nemmeno loro. Con amministrazioni lente e cittadini velocissimi. Con tradizioni antiche e antenne 5G piazzate tra case in pietra.

La Lucania è uno di quei luoghi dove puoi trovare nello stesso metro quadrato: la nonna che impasta come nel 1800 il nipote che studia ingegneria aerospaziale il padre che impreca contro la politica il fratello che difende la politica e il gatto che osserva tutti e sembra il più lucido della casa. Eppure, nonostante questa buffa complessità, la Lucania resta un mondo coerente. Perché ciò che ci tiene insieme non è ciò che facciamo, ma ciò che sentiamo.

IL PRESENTE: QUI E ORA, CON TUTTI I SUOI DIFETTI

Oggi viviamo in un momento strano.

La regione non è ferma, ma non corre ancora abbastanza.

Non è piena, ma non è vuota del tutto. Non è arretrata, ma non è moderna quanto meriterebbe.

È un cantiere aperto. Un luogo dove i problemi sono evidenti ma anche le soluzioni. Dove il potenziale è enorme, ma serve il coraggio di muoverlo.

Abbiamo: paesi che possono morire, ma possono rinascere in un attimo, giovani che vogliono restare, ma trovano ancora troppi ostacoli, eccellenze culturali che nessuno racconta, imprese che resistono come querce e un popolo che, nonostante tutto, ha ancora la forza di indignarsi.

E un territorio che, se fosse in Francia, in Spagna o in Germania, sarebbe raccontato come un paradiso.

Da noi è ancora percepito come “qualcosa da aggiustare”. Ma si può aggiustare. E si può farlo bene.

IL FUTURO: L’UNICA

COSA CHE CI

ASPETTA DAVVERO

La Lucania non è mai stata una terra per rassegnati. Lo sembra, ma è solo una difesa: chi guarda bene vede che la nostra storia è pie-

na di rivoluzioni silenziose. Il futuro ci aspetta in tre direzioni: LA CULTURA

Il nostro passato, il dialetto, la musica, la cucina, la nostra identità: tutto questo non va musealizzato, ma reinventato. La Lucania può diventare un laboratorio di creatività: teatro, cinema, letteratura, turismo narrativo, festival che raccontano il territorio senza incatenarlo.

LE PERSONE

Il futuro lucano non passa per i progetti: passa per chi li fa.

Per i giovani che tornano, per chi resta, per chi arriva da fuori, per chi apre un’impresa, per chi insegna, per chi cura, per chi governa con onestà e chi critica con intelligenza. Il capitale umano è il nostro vero petrolio.

LA CURA

La cura del territorio, delle relazioni, delle comunità. Non come assistenzialismo, ma come presenza attiva: prevenzione, educazione, qualità dei servizi, sviluppo sostenibile. Non serve fare rumore: serve fare bene. E soprattutto serve eliminare un errore culturale che ancora ci condiziona: l’idea che il futuro arriverà da solo. Non arriverà. Lo costruiremo noi. Magari un po’ alla volta, magari sbagliando, ma avanzando. Senza clamori, senza pose, senza selfie con lo sfondo dei calanchi.

PERCHÉ CREDERE NELLA LUCANIA?

Perché è ancora una terra

dove la gente ti guarda negli occhi. Dove le parole hanno un peso. Dove la bellezza non è un lusso ma un’abitudine. Dove ogni collina sembra dire: “Prova ancora”.

Dove il vento non porta via: spinge avanti. La Lucania non ha bisogno di miracoli. Ha bisogno di consapevolezza. E forse il vero cambiamento inizia quando smettiamo di vedere questa regione come un luogo da cui andare via e cominciamo a considerarla un luogo da cui partire.

Partire non vuol dire fuggire. Vuol dire spingere più lontano quello che qui si è imparato.

LA MORALE

LUCANA, MORDACE E INEVITABILE E allora sì, forse è proprio questa la verità più lucana di tutte: che la nostra debolezza è la nostra forza. Che la nostra lentezza è il nostro ritmo.

Che la nostra ironia è il nostro scudo. Che la nostra storia è il nostro trampolino. E che il futuro, quando arriverà, ci troverà pronti. Magari un po’ storti, magari un po’ diffidenti, magari senza far troppo rumore. Ma pronti.

E se qualcuno pensa di insegnarci come si vive qui, sappia solo che la Lucania ride sotto i baffi, si rialza più forte e scuote la testa: “Grazie per il consiglio, ma noi lo sappiamo fare da soli… anche se con un po’ di ritardo e tanto caffè amaro.”

COPPA ITALIA Poker del Leone all’Audace Cerignola. Ad andare in rete Selleri, doppietta di Mazzeo e Adjapong

Potenza e Crotone ai quarti di finale

POTENZA (4-3-3): Alastra 6; Adjapong 6,5 , Bachini 6, Bura 6, Balzano 6; De Marco 6,5 (all’89 Gabriele s.v.) , Felippe 6 (al 76’Siatounis), Maisto 6, Bruschi 6 (al 76’Petrungaro), Selleri 6,5 (al 65’Schimmenti), Mazzeo 7 (all’89’Ragone s.v.).

A disp.: Cucchietti, Guiotto, Landi, Rocchetti, Sciacca, Castorani, Riggio,Camigliano, Ragone, Schimmenti, Petrungaro, Siatounis, Novella, Ghisolfi, Gabriele. All. De Giorgio.

AUDACE CERIGNOLA (3-5-2): Iliev 5; Spaltro 5, Cocorocchio 5, Giuliodori 5 (al 70’D’Orazio 5) , Parlato 5, Sainz Maza 5 (al 65’Vitale 5), Moreso 4,5 (al 65’Cretella 5), Zac 5, Ballabile 5,5 (al 58’ Russo 5), Emmausso 5,5, Cuppone 6 (al 58’Gambale 5).

A disp.: Rizzuto, Fares, Todisco, Russo, Vitale, Martinelli, Ntampizas, Gambale, Paolucci, Gasbarro, D’Orazio, Cretella, Ianzano. All.: Maiuri

ARBITRO: Sig. Mattia Maresca di Napoli

ASSISTENTI: Sigg. Giampaolo Jorgji di Albano Laziale; Alessandro Rastelli di Ostia Lido IV Ufficiale: Sig. Giuseppe Vingo

MARCATORI: Al 16’ Selleri; 38’e 68’ Mazzeo; al 43’ e 49’ st Emmauso; al 75’Adjapong.

RECUPERO: 2’ pt e 5’ st

NOTE: Spettatori : 517 per un totale di 4.899 euro

Ammoniti: (Pz) Coccoricchio (Ac) Angoli 3 – 3

POTENZA. Il Potenza cala il poker sull’Audace Cerignola e si garantisce un posto ai

quarti di finale in programma con molta probabilità il 9 dicembre prossimo. Incontrerà al “Viviani “ il Crotone. Come era nelle previsioni, i positivi impegni di domenica scorsa contro Salernitana e Crotone hanno caratterizzato un forte impiego di energie, quindi come era prevedibile nell’impegno di Coppa per il passaggio ai quarti di finale, De Giorgio e Maiuri scelgono di schierare in campo le seconde linee. Eccezion fatta per Felippe titolare inamovibile tra i rossoblù e per Cuppone e Emmausso per i quali parlare di seconde linee diventa improprio. La gara inizia in una serata fredda al “Viviani” e con la presenza di pochissimo pubblico, circa 600 spettatori. A partire meglio è la formazione dauna con un tiro sbilenco al 9’di Ballabile. Poi, il pallino del gioco passa nei piedi dei rosso-blù con con Bruschi servito da

Selleri. I ritmi di gioco non solo elevati. Al 13’ Selleri impegna Iliev in una facile parata. 3’ dopo l’estremo difensore pugliese non puo far nulla sulla rete di Selleri servito da Mazzeo. I rosso-blù affondano con azioni velocissime. Al 24’ Bruschi serve sulla fascia Balzano che mette un buon cross per Mazzeo, il giovane attaccante spara alto sopra la porta del portiere Bulgaro. Alla mezz’ora si rivede il Cerignola con un errore di Felippe ed il tiro di Spaltro. Alastra evita la rete del pareggio. Al 36’ ancora una palla rete per il Cerignola. Alastra si allunga sul tiro di Giuliodori, e sulla ribattuta Balzano salva sul tiro di Ballabile.

Su capovolgimento di fronte, con un centrocampo praticamente scoperto il Potenza raddoppia con il giovane Mazzeo servito da Maisto. Quattro minuti dopo il direttore di gara concede un penalty per atterramento di Cuppone da parte di Alastra. Dal dischetto Emmanusso accorcia le distanze. La prima frazione di gioco si chiude con il Potenza in vantaggio. La ripresa si apre con i 22 del primo tempo. Dopo soli 9’ di gioco il bomber Cuppone si fa male alla spalla. Maiuri lo richiama per precauzione in panchina. Al suo posto entra Gambale. Nel frattempo entra pure il giovane Luca Russo al posto di Ballabile. Al 65’arrivano i primi cambi anche per De Giorgio che manda in campo Schimmenti per Selleri. Nel frattempo Maiuri si gioca la carta Vitale e Cretella per Saiz Maza e Morese.

Neppure il tempo dei cambi ed ecco il Potenza allungare le distanze con la prima doppietta personale del giovane Luca Mazzeo. Due minuti dopo ancora un cambio per Maiuri. Fuori Giuliodori per D’Orazio. Ma è sempre la squadra di casa a rendersi pericolosa tanto che al 75’ su azione di calcio d’angolo Balzano colpisce di testa, la palla viene respinta di Gambale con Adjapong pronto ad infilarla in rete. De Giorgio manda in campo Siatounis e Petrungaro per Felippe e Bruschi.

A 3’ dalla fine della gara c’è pure l’esordio per due giovanissimi. Gabrielle classe 2007 e Ragone 2006. Nei minuto di extra time arriva la seconda rete dell’Adace Cerignola di Emmausso che firma la prima doppietta stagionale.

MomentI della partita

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