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Cronache del 27 marzo 2026

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LA SCELTA PREANNUNCIA IL SUO PASSAGGIO VERSO L'AREA CIVICA DI D'ANDREA E MACCHIA

Cifarelli verso il gruppo misto

Lacorazza, Marrese e Cifarelli, tre consiglieri, tre capogruppo. Il frazionismo all'ennesima potenza

POTENZA, L’ORDINANZA IN TUTTO IL CENTRO STORICO È IN VIGORE FINO AL 31 DICEMBRE

TELESCA: «STOP AI SELF H24»

La misura che vieta le nuove aperture e trasferimenti di negozi automatici, raccoglie le segnalazioni dei residenti e punta a «contrastare il degrado, gli schiamazzi e i problemi di sicurezza urbana»

PICCOLA INDUSTRIA

Gli studenti del Flacco premiati su tecnologia

D I F R AN C ESC O ME NO NN A

Tecnologia, saperi, innovazione e sviluppo. Sono stati questi i punti di forza della cerimonia di premiazione svoltasi ieri mattina nell'Aula Magna Raffaello Antonio Mecca del Liceo Classico Quinto Orazio Flacco di Potenza per volere di Confindustria e in particolar modo della Piccola Industria di Confindustria. Dentro la (...)

IL PIENO DI CARO BENZINA

Che i patrioti di questo sgangherato centrodestra da 7 anni a questa parte abbiano preso alla leggera la causa della Basilicata è tristemente noto ed è anche confermato, ammesso che ce ne fosse pure bisogno, dalla bellissima scoppola referendaria della vittoria del NO che Vito Bardi e pessimi soci hanno acchiappato dai lucani, finalmente incavolati dai loro ghirigori ingloriosi e dalle figuracce rimediate su scena nazionale. Ora ricordate la storia del Texas d’Europa? Della Regione dove si produce l’80 del petrolio nazionale? Quella dove le potenti multinazionali Eni, Shell e Total sono di casa? Ebbene manco ci fosse il ragionier Fracchia a far due conti siamo anche la Regione dove la benzina costa di più che in tutta Italia, ben 1,775 euro al litro contro 1,722, pensate un po’, delle Marche o 1,729 del Veneto. Eppure al netto della strettoia di Hormuz bisogna dire che non è la prima volta che qui c’è il prezzo della benzina alle stelle e su cui dopo la fugace indignazione leghista del solito Pepe non s’è fatto davvero nulla di risolutivo o calmierante, almeno per le tasche vuote dei poveri lucani. Canta Gianfranco Salis: “Il pieno di caro benzinaaa…”

GESTIONE IDRICA A Bari l’incontro tra i due governatori per «affrontare in sinergia le emergenze future»

Bardi-Decaro:

Di Carlo: «Contrari alla manifestazione di interesse per la cava di Balvano»

PROTEZIONE CIVILE

In arrivo ulteriori mezzi e attrezzature per le Organizzazioni, Pepe: «Interventi necessari per i territori e per un sistema più efficiente»

■ Servizio a pag 11

CRONACA \1

A processo la “banda delle rapine”: 14 imputati tutti del foggiano accusati di numerosi colpi tra Melfi, Avigliano e Spinazzola. Prossima udienza a giugno

■ Menonna a pag 10

CRONACA \2

Due lucani indagati per gli appalti della difesa: si tratta di Angelo Gervasio di Venosa e del potentino Pasquale Potenza

■ Servizio a pag 3

CAPOLUOGO

Presentato il film

Don Chisciotte del regista Segatori sostenuto dalla Lucana

Film Commission

■ Errichetti alle pag 12 e 13

A OLTRE IL GIARD INO, IL CONSIGLIER E SPIEGA L E SUE PERPLESSITÀ
Di Carlo
Tammariello a pag 9
Servizio a pag 5
Dellapenna a pag 2

La scelta preannuncia il suo passaggio verso l'area civica di D'Andrea e Macchia

Cifarelli verso il gruppo misto

Lacorazza, Marrese e Cifarelli, tre consiglieri, tre capogruppo. Il frazionismo all'ennesima potenza

Il Partito Democratico in Basilicata non fa in tempo a festeggiare una vittoria che si trova subito a dover fare i conti con una disfatta.

Ancora erano in aria i tappi delle bottiglie fatti saltare per la vittoria alle provinciali di Potenza e al referendum che già si deve fare i conti con la realtà.

ROBERTO

CIFARELLI NEL GRUPPO MISTO

Dopo la fuoriuscita dal Partito il Consigliere Regionale ha lasciato anche il gruppo consiliare del PD.

Non è, dunque, servito e non ha prodotto effetti l'accorato appello di Piero Lacorazza affinché il consigliere restasse almeno nel gruppo.

Il Partito Democratico diventa il gruppo più piccolo tra quelli presenti in Consiglio Regionale e Piero Appennino si riduce ad essere capogruppo di se stesso.

Cifarelli se ne va nel gruppo misto, scelta tecnica ma che apre anche ad una analisi politica. Il regolamento del Consiglio Regionale, infatti, obbliga gli eletti di far parte di un Gruppo Consiliare che, però, può essere costituito da una sola persona solo se è un gruppo nato dalle elezioni regionali. Per capirci, se una delle

liste che concorrono alle elezioni regionali elegge un solo consigliere regionale quest’ultimo può essere capogruppo di se stesso.

Parimenti può essere capogruppo di se stesso chi rimane solitario con il logo delle elezioni dopo che altri lo hanno lasciato.

Chi, invece, lascia il gruppo consiliare nel quale è stato eletto può decidere se iscriversi in un gruppo consiliare già esistente o, in mancanza, deve andare nel gruppo misto.

UNA SCELTA POLITICA

La sceneggiata di Cifarelli

MASS M O DELL APENNA

aremo io e te accussi sarà per sempre Si” canta Sal Da Vinci che trionfa a Sanremo. A Potenza, nel Partito Democratico va di scena il minuetto “vieni qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi”, interprete d'eccezione Roberto Cifarelli che, per l'ennesima volta lascia il suo Partito. Questa volta lo fa con un lunghissimo messaggio social destinato a strappare lacrime che lui se ne resta fuori a “fatica’ per tutti quanti” con il cuore trafitto da spade davanti al Partito mortificato. IL VERTICISMO DELLE LAMENTAZIONI

Come sempre, come già era accaduto qualche mese fa, come sempre succede quando si esce alla ricerca di spazi più comodi, oggetto della lamentazione è il verticismo che la

COLLOCAZIONE

verticista un consigliere regionale che esce dal gruppo consiliare, si candida a Sindaco di un capoluogo di provincia autonomamente e senza

Astrattamente quella del gruppo misto è una scelta tecnica, nella realtà svela molto delle intenzioni future di Cifarelli.

La scelta di andare nel gruppo misto, infatti, toglie tra le collocazioni future del Consiglieri Regionale materano le ipotesi che possono riguardare i partiti che hanno già un riferimento istituzionale in Consiglio. Cifarelli scegliendo di andare nel gruppo misto, ha detto di non voler aderire né a BCC né al Movimento Cinque Stelle né ad Azione o a Italia Viva.

Si rafforza l’ipotesi di una sua prossima collocazione nell’aria civica che fa capo a D’Andrea e Macchia.

TRE CONSIGLIERI, TRE CAPOGRUPPO

La scelta presente e futura di Cifarelli complicato e non poco la situazione già articolata del centrosinistra.

La coalizione dovrà provare a mettere insieme oltre al M5S, al PD anche due forze che appaiono tutt’altro che marginali in Basilicata quali BCC e l’Area Civica di D’Andrea, Macchia e tra un po’

Cifarelli.

La cosa divertente, per adesso, è che il Partito Democratico ha eletto tre consiglieri regionali: Lacorazza, Cifarelli e Marrese ed in Consiglio Regionale ha tre gruppi consiliari.

Tre consiglieri e tre gruppi sulla strada longa longa di Girgenti, per parafrasare una vecchia opera teatrale e cinematografica. Potrebbero mettersi d’accordo almeno per ridurre i costi della politica ma si sa tre capogruppo is meglio che uan.

Cifarelli e l’edizione di Cronache del 4 marzo e sotto Lacorazza e Marrese
Roberto Cifarelli e sotto Lacorazza con Manca e Nicoletti

Due lucani indagati per gli appalti della Difesa

Ilanci di agenzia della giornata di ieri sono stati concentrati sulle perquisizioni che hanno riguardato il Ministero della Difesa e che sono state effettuate dalla Guardia di Finanza su delega della Procura della Repubblica di Roma.

La questione fattuale e giuridica è piuttosto complessa e riguarda sostanzialmente gli affidamenti per i sistemi informatici di alcune società controllate dal Ministero della Difesa e un presunto giro di false fatturazioni finalizzate alla costruzione di fondi neri anche per ipotesi corruttive.

In totale sono quindici i nuovi indagati dalla Procura della Repubblica di Roma che ha delegato il nucleo di polizia economico e finanziaria della Guardia di Finanza.

Le indagini, coordinate dal PM Lorenzo del Giudice su Sogei e sugli appalti informatici riguardano tra gli altri l'ufficiale di Marina Antonio Masala e si ricollegano ad un filone principale che ha portato già nell'ottobre 2024 all'arresto dell'ex DG di Sogei Paolino Iorio.

ANGELO GERVASIO

Le indagini parlano anche un po' lucano o, meglio, sono di origine lucana due

degli indagati con profili e azioni molto diverse tra di loro.

Il primo è Angelo Gervasio, Direttore Generale di Teledife – Direzione informativa telematica e tecnologica avanzata del Ministero della difesa. Secondo gli inquirenti che qualificano la sua condotta come corruzione, lo stesso avrebbe ricevuto una serie di “utilità” da parte di Antonio Spalletta, amministratore di Take

On Innovation e collaboratore di Francesco Dattola amministratore di NSR srl

Le utilità sarebbero consistite da un lato in lauti inviti a cena, dall'altro nella promessa di trovare una collocazione impiegatizia alla figlia Bianca presso l'unicredit.

Angelo Gervasio, originario di Venosa, secondo gli inquirenti avrebbe messo la sua funzione a disposizione di Spalletta. PASQUALE POTENZA

Nell'indagine entra anche Pasquale Potenza, originario del capoluogo lucano, perché in concorso con Antonio Masala (ufficiale di Marina distaccato presso il VI reparto sistemi C41 dello Stato Maggiore della Difesa)

Massimo Rossi (legale rappresentante di l.r. di ITD Solutions spa), Va-

lentina Patrignani (moglie di Masala e amministratrice della società Builidngs Vamp srl) e con il suo collega Gianfranco Marra avrebbero compiuto una serie di azioni corruttive

Pasquale Potenza era il responsabile in Italia di Nutanix Italy per i rapporti con la Pubblica Amministrazione centrale e locale insieme al Marra. Proprio la gara in convenzione Consip per l'acquisto delle licenze software per server Nutanix sarebbe una di quelle attenzionate dalla Guardia

di Finanza e dalla Procura della Repubblica di Roma.

In questo affidamento Consip il ruolo di Potenza sarebbe stato, secondo la Procura della Repubblica di Roma, proprio quello di fare in modo, in concorso con il Masala, che il Rossi inserisse tra ITD Solutions e Nutanix la società Innovery per la forntura dei prodotti informativi di cui all'ordine di acquisto emesso poi da Marintendenza il 14.02.24 per un importo superiore ai 3 milioni di euro.

IL

RAPPORTO CORRUTTIVO DEL POTENZA

Secondo la Procura della Repubblica di Roma emergerebbe un rapporto corruttivo multiraleterae che vede quali parti del patto genetico il pubblico ufficiale Masala da un lato e Marra e Potenza dall'altro.

Il Pubblico Ufficiale, secondo l'accusa, si sarebe adoperato per favorire Innovery che, proprio grazie all'intervento di Potenza viene inserito nella filiera di distribuzione del prodotto Nutanix, diventando così il fornitore del Raggruppamento temporaneo di imprese capeggiato da Rossi per il servizio di manutezione delle licenze Nutanix. Il disturbo di Masala sarebbe stato remunerato da Parente attraverso un flusso di pagamenti che partendo da Innovery e passando attraverso società di comodo giunge fino a Buildings Vampa, società riconducibile ai coniugi Masala-Patrignani. Vale ovviamente per tutti il principio di presunzione di non colpevolezza e gli accusati, compreso i due lucani, avranno il modo di chiarire le rispettive posizioni, quello che è certo è che l'indagine che già aveva portato ad arresti in passato, scopre un mondo articolato e complesso dietro gli appalti informatici.

Il primo, dg di Teledife, avrebbe messo a disposizione la sua funzione per qualche cena e un posto di lavoro per la figlia
Si tratta di Angelo Gervasio di Venosa e del potentino Pasquale Potenza che avrebbe realizzato un accordo corruttivo multilaterale con l'ufficiale di Marina Masala

In Basilicata nuova iniziativa referendaria dopo lo stop della Consulta. Eliminata la retroattività, resta la critica ai privilegi

Vitalizi, nuovo quesito in arrivo Il comitato rilancia la battaglia

POTENZA. «Abbiamo risposto alla Consulta regionale in merito alla dichiarata non ammissibilità del referendum abrogativo sui vitalizi e, nelle prossime settimane, presenteremo un nuovo quesito, opportunamente rimodulato. In particolare, è stata eliminata la retroattività, mantenendo però intatta la sostanza del provvedimento, che continua a rappresentare un onere a carico della collettività per garantire un privilegio ingiustificato». Lo afferma il comitato promotore del referendum per l'abolizione dei vitalizi in Basilicata ai consiglieri regionali.

«Riteniamo inaccettabile – continua il comitato –che la priorità dell’azione politica possa essere quella di tutelare benefici propri, trasformando di fatto la rappresentanza istitu- zionale in una casta. È ancora più grave se si considera che i consiglieri regionali lucani risultano tra i più retribuiti d’Italia.Non possiamo dimenticare la stagione politica che ha

portato all’abolizione dei vitalizi su tutto il territorio nazionale, a partire proprio dalla Basilicata, con l’obiettivo di ricostruire un rapporto di fiducia tra eletti ed elettori. È in questo solco che abbiamo riproposto il quesito referendario, per evitare che risorse pubbliche vengano destinate a privilegi invece che alle reali esigenze dei cittadini, so-

prattutto in un momento in cui strumenti fondamentali come il fondo per le fragilità rischiano di non essere più disponibili. In un contesto segnato da crisi industriali, perdita di salari e occupazione, aumento dei costi energetici e lunghe liste d’attesa nei servizi essenziali, riteniamo prioritario destinare le risorse pubbliche al soste-

gno di famiglie e lavoratori, attraverso l’istituzione di un fondo dedicato alla gestione dell’attuale crisi economica.Resta infine un tema gravissimo e intollerabile: la sospensione di fatto della democrazia. A distanza di due anni dalla nostra richiesta e a dieci anni dall’approvazione del nuovo Statuto regionale, il Consiglio regionale non ha ancora

adottato i regolamenti attuativi necessari per rendere effettivamente esercitabile l’istituto referendario. È altrettanto deludente constatare che forze politiche che hanno fatto della partecipazione democratica un elemento distintivo della propria identità, e che oggi siedono anche nell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, non si siano attivate per garantire questo diritto. Anche la Consulta ha riconosciuto la gravità della situazione, provando a mettere ordine nei rapporti tra lo Statuto e la legge 40, ma invitando con decisione il Consiglio ad approvare una legge di attuazione degli istituti di partecipazione democratica. Il recente referendum sulla giustizia – conclude la nota – ha dimostrato chiaramente come gli italiani siano pronti a partecipare quando sono in gioco temi fondamentali per la democrazia. Proprio per questo, è dovere delle istituzioni garantire strumenti reali e accessibili di partecipazione».

Cgil e Uil: «Accordo tra Regione Basilicata e Apibas, assunzioni dopo un lungo periodo di incertezza per i lavoratori»

«Ex Apea, dopo anni firmati i contratti a Potenza»

POTENZA. È stata raggiunta oggi un’importante intesa tra la Regione Basilicata e Apibas che consente di sbloccare una delle vertenze occupazionali più complesse del territorio potentino. Questa mattina, presso l’Ispettorato territoriale del lavoro di Potenza, i vincitori della procedura concorsuale legata alla vicenda degli ex Apea della Provincia di Potenza hanno sottoscritto il contratto di lavoro e prenderanno servizio a partire dal prossimo 1° aprile.Alla firma hanno preso parte non solo i lavoratori provenienti dalla lunga e travagliata esperienza dell’Apea, ma anche due candidati esterni che hanno partecipato, sostenuto e superato regolarmente la selezione, maturando così pieno titolo all’assunzione. Un passaggio che conferma, secondo le organizzazioni sindacali, la correttezza e la trasparenza dell’intero iter.

La vertenza Apea ha rappresentato per anni una ferita aperta sul piano occupazionale e sociale. I lavoratori coinvolti hanno attraversato la crisi dell’ente, la perdita delle funzioni, lunghi periodi di

sospensione e una prolungata incertezza sul proprio futuro professionale. Il rischio, più volte denunciato, era quello di disperdere competenze e professionalità costruite nel tempo, lasciando senza prospettive decine di famiglie.Determinante, in questo percorso, il ruolo svolto dalle organizzazioni sindacali, che hanno accompagnato la vertenza con un lavoro

costante di confronto istituzionale, interlocuzione con gli uffici competenti, tavoli tecnici e iniziative di pressione, evitando che la questione venisse progressivamente archiviata.«Si chiude una pagina difficile e se ne apre una nuova, fatta di diritti, lavoro e stabilità. La firma dei contratti dei lavoratori ex Apea, insieme ai due candidati esterni che hanno supe-

rato la selezione, è il risultato di una battaglia sindacale seria, tenace e mai interrotta» – dichiarano congiuntamente Rocco Casaletto, segretario generale Filcams Cgil Potenza, e Giuseppe Verra- stro, per la Uil.«È un traguardo atteso da troppo tempo, che restituisce dignità e certezza a lavoratrici e lavoratori che hanno vissuto anni di precarietà e attesa. Un risultato concreto che premia la determinazione delle persone coinvolte e il lavoro portato avanti con continuità dal sindacato».Le organizzazioni sindacali esprimono inoltre un ringraziamento all’assessore Mongiello per il contributo istituzionale che ha consentito di giungere a questa soluzione, sottolineando l’importanza della collaborazione tra istituzioni e parti sociali per la risoluzione delle vertenze complesse.Per i sindacati, l’esito di oggi rappresenta non solo la chiusura positiva di una vertenza lunga e complessa, ma anche la dimostrazione che la rappresentanza, quando è coerente e determinata, può produrre risultati concreti e restituire futuro al lavoro.

Decaro: «La programmazione congiunta è fondamentale per affrontare le emergenze idriche future»

Vito Bardi: «Solo con un lavoro comune possiamo garantire la sicurezza idrica»

Un confronto istituzionale per affrontare in modo coordinato le sfide legate alla gestione della risorsa idrica. Il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha incontrato il Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, per rafforzare la collaborazione tra le due Regioni, in un contesto segnato da crescenti criticità dovute alla scarsità d’acqua e ai cambiamenti climatici che influenzano la disponibilità idrica sul territorio. Durante l’incontro è emersa l’urgenza di aggiornare l’Accordo di Programma esistente, ormai superato dalle mutate condizioni climatiche e dalle

esigenze attuali di gestione sostenibile della risorsa.

Particolare attenzione è stata dedicata alla necessità di definire con chiarezza i rapporti pregressi legati alle tariffe per il prelievo dell’acqua, assicurando trasparenza e equilibrio tra le parti. È stato confermato l’impegno di Acquedotto Pugliese a garantire i pagamenti previsti dal piano di rientro, in modo da assicurare stabilità finanziaria e continuità dei servizi. Il comparto agricolo e zootecnico è stato individuato come prioritario nell’agenda di lavoro.

Le due Regioni hanno convenuto sull’opportuni-

tà di istituire un tavolo tecnico con l’Autorità di distretto, con l’obiettivo di valutare in modo puntuale le disponibilità idriche nei diversi bacini e pianificare gli investimenti necessari. Particolare rilievo è stato dato all’area dell’Alto Bradano, dove una programmazione accurata degli interventi potrebbe garantire maggiore sicurezza idrica alle comunità e alle attività produttive locali. Tra le opere strategiche discusse, anche il completamento della diga di San Giuliano, fondamentale per aumentare la capacità di invaso e migliorare la resilienza com-

plessiva del sistema idrico regionale. «La programmazione congiunta e la condivisione di dati aggiornati rappresentano strumenti fondamentali per prevenire criticità future e garantire una gestione sostenibile della risorsa idrica anche nelle stagioni più siccitose».

«In un contesto di emergenze sempre più frequenti, la collaborazione tra Basilicata e Puglia diventa una chiave per una gestione più efficace delle risorse naturali, che deve coniugare necessità ecologiche e esigenze produttive» – ha aggiunto il Presidente Decaro.«La collaborazione tra Regioni, soprattutto nel Mezzogiorno, è essenziale per affrontare in maniera efficace le sfide comuni legate alla gestione del territorio – ha dichiarato il presidente Decaro –. Questo incontro ci ha permesso di condividere esigenze e obiettivi, confrontandoci su dati concreti relativi all’accumulo di acqua che ci danno maggiore fiducia per i mesi a venire. È anche un’occasione per avviare riflessioni su ulteriori ambiti di collaborazione, come la sanità e il turismo, aree strategiche che beneficiano di una gestione coordinata delle risorse e delle infrastrutture».

Il Presidente Bardi ha sottolineato come il dialogo con la Puglia si inserisca

in un percorso più ampio di collaborazione istituzionale indispensabile per affrontare responsabilmente la gestione dell’ac- qua. «È necessario aggiornare strumenti e accordi, tutelare gli interessi dei nostri territori e garantire prospettive di sviluppo sostenibile, soprattutto per i settori produttivi più esposti – ha spiegato –. Solo con un lavoro comune e coordinato possiamo assicurare una gestione efficace, equa e trasparente della risorsa idrica, cruciale per le nostre comunità».

L’incontro conferma l’importanza di rafforzare i rapporti tra Basilicata e Puglia per costruire strategie comuni sulla gestione idrica, garantire servizi efficienti alle comunità, tutelare le attività produttive e assicurare uno sviluppo sostenibile del territorio.

La collaborazione tra le due Regioni rappresenta dunque un passo significativo per affrontare le sfide legate alla scarsità d’acqua, alla programmazione degli investimenti e alla resilienza dei sistemi idrici, garantendo maggiore sicurezza e prospettive concrete per le comunità locali.

Un futuro più sicuro e resiliente per i nostri territori dipende da azioni concrete e da una continua e proficua collaborazione tra le istituzioni regionali.

OPROL lancia un appello urgente alla Regione Basilicata per interventi straordinari a sostegno del settore

Crisi olivicoltura lucana: costi in aumento e mercato in stallo

Il comparto olivicolo della Basilicata lancia un segnale di forte preoccupazione. Dopo un anno segnato da siccità e difficoltà climatiche, le aziende agricole e i frantoi regionali si trovano ora a fronteggiare una nuova emergenza: costi di produzione in aumento e mercati in crisi, con prospettive sempre più incerte.A lanciare l’allarme è OPROL – Organizzazione Produttori Olivicoli Lucani, che rappresenta centinaia di imprese della regione. I costi di concimi e fertilizzanti sono aumentati di circa il 30%, mentre il gasolio agricolo ha fatto registrare rialzi superiori al 60%. A questo si sommano le ripercussioni del contesto internazionale, tra dazi e tensioni sui mercati esteri, in particolare quello statunitense.Le criticità

strutturali aggravano ulteriormente la situazione: cambiamenti climatici, carenza di manodopera specializzata, rallentamento delle vendite e calo delle quotazioni dovuto all’immissione sul mercato di grandi quantità di olio comunitario ed extracomunitario.

Nonostante ciò, l’olio extravergine italiano di qualità mantiene quotazioni intorno ai 7 euro al litro all’ingrosso. Il rischio di chiusura per molte aziende è concreto e imminente, mettendo in gioco non solo l’economia del settore, ma anche la tutela del territorio e della sovranità alimentare regionale.Per far fronte alla crisi, OPROL ha rivolto un appello urgente alla Regione Basilicata, chiedendo interventi straordinari: sostegni economici diretti alle imprese, semplifica-

zione delle procedure burocratiche per l’accesso al carburante agricolo agevolato (UMA) e istituzione di un tavolo di crisi permanente con le organizzazioni dei produttori.Nonostante le difficoltà, l’olivicoltura lucana guarda al futuro con innovazione, qualità e valorizzazione del territorio. Crescono anche le opportunità legate all’oleoturismo e all’enogastronomia, strumenti utili per generare sviluppo economico e contribuire alla rigenerazione delle aree interne.“Non possiamo permettere che la speculazione e l’aumento incontrollato dei costi mettano in ginocchio un settore fondamentale per la nostra economia e la nostra identità”, dichiara Paolo Colonna, presidente di OPROL. “Servono risposte rapide e concrete per

Le aziende lucane investono in tecnologie 4.0 e 5.0 per modernizzare il settore

Agricoltura lucana, via libera all’uso dei droni sui terreni

L’agricoltura lucana si prepara a un’importante svolta tecnologica. La commissione Agricoltura del Senato ha dato il via libera alla risoluzione sulla proposta di modifica della direttiva Ue che regola l’irrorazione aerea con droni su terreni agricoli, un risultato salutato con entusiasmo da Coldiretti Basilicata. “Si tratta di un importante passo avanti – commenta l’organizzazione agricola lucana – che consentirà di migliorare l’efficienza delle operazioni agricole, razionalizzare l’uso delle risorse e sostenere l’impegno per un’agricoltura sempre più sostenibile”.Parallelamente, Coldiretti evidenzia la necessità di avviare in Italia il perio-

do di sperimentazione dei droni sui terreni agricoli, previsto dalla legge di semplificazione n. 182 del 2025, che punta a snellire la burocrazia per gli operatori che utilizzano prodotti fitosanitari, senza rinunciare alla tutela dell’ambiente e della salute.Secondo il primo Censimento sulla maturità digitale delle aziende agricole, realizzato dal Polo Innovazione Agricoltura Digitale di Coldiretti Next, otto imprese su dieci sono pronte a investire nella digitalizzazione nei prossimi anni. Gli investimenti in tecnologie 4.0 e 5.0 valgono complessivamente circa 2,5 miliardi di euro, e le aree agricole già dotate di strumenti avanzati coprono oltre 1 milione di ettari, pari al 9,5% del totale nazionale.“La digitalizzazione rappresenta una vera rivoluzione – aggiunge Coldiretti Basilicata – e crea nuove opportunità di lavoro, con una nuova generazione di professionisti specializzati”.

L’organizzazione stima che saranno necessarie almeno 5mila nuove figure professionali, tra cui dronisti per operazioni di mappatura dei terreni, concimazione aerea e gestione di tecnologie avanzate.Con queste innovazioni, l’agricoltura lucana punta a rafforzare competitività, sostenibilità e modernizzazione, guardando al futuro con strumenti digitali in grado di trasformare profondamente il settore.

salvaguardare il lavoro di intere generazioni di olivicoltori e costruire un futuro sostenibile per l’olivicoltura lucana”.OPROL resta in attesa di un ri-

scontro dalla Regione e auspica la convocazione urgente di un incontro istituzionale per approfondire le criticità e individuare soluzioni condivise.

EQUITÀ NEI SERVIZI AMBIENTALI LUCANI

Diritti e tutele, attenzione

sui

lavoratori SAAP, ASA e Forestali

Giovedì 2 aprile, alle ore 10.30, nella Sala Di Mauro del Palazzo del Consiglio regionale della Basilicata, il Movimento 5 Stelle terrà una conferenza stampa per riportare al centro dell’attenzione la condizione dei lavoratori SAAP, ASA e Forestali. L’iniziativa punta a denunciare le disparità di trattamento e a chiedere alla Regione interventi concreti per garantire equità, dignità e pari diritti a chi ogni giorno contribuisce alla tutela del territorio e del patrimonio ambientale lucano.Durante l’incontro saranno illustrati i contenuti della mozione presentata il 24 febbraio in Consiglio regionale, ribadendo la necessità di riconoscere il lavoro svolto senza distinzioni tra “lavoratori di serie A e di serie B”. All’iniziativa parteciperanno le consigliere regionali del M5S Alessia Araneo e Viviana Verri.

Al Liceo Classico di Potenza la seconda edizione del PMI Day 2025: economia dei valori, intelligenza artificiale e creatività al centro della premiazione

Studenti protagonisti: premiati progetti innovativi su tecnologia e sostenibilità

DI F R AN CE SO ME NO NN A

Tecnologia, saperi, innovazione e sviluppo: sono stati questi i punti di forza della cerimonia di premiazione svoltasi ieri mattina nell’Aula Magna Raffaello Antonio Mecca del Liceo Classico Quinto Orazio Flacco di Potenza, promossa da Confindustria e in particolare dalla Piccola Industria di Confindustria.«Dentro la rivoluzione digitale, come tecnologia e intelligenza artificiale stanno cambiando il mondo», ha sottolineato Margherita Perretti, responsabile della Piccola Industria di Confindustria che ha promosso il premio. Presenti all’evento il dirigente scolastico Rocco Garramone e il docente Fabio De Felice, che ha intrattenuto gli studenti con una lezione densa di significati e spunti.La prima classificata è stata la classe quarta G dell’Istituto Tecnico Einstein De Lorenzo, con un percorso progettuale dedicato all’economia dei valori legato a un modello integrato di crescita e rigenerazione energetica rivolto alle imprese escluse dal bonus. Secondi classificati

gli studenti del Liceo Classico Quinto Orazio Flacco, che hanno presentato un prototipo di braccio elettronico in PLA. Il terzo premio è andato alle classi quarta B e quinta B dell’Einstein De Lorenzo, per l’elaborazione di un altro prototipo di braccio elettronico in PLA. Un riconoscimento speciale è stato assegnato anche agli alunni della 3 F dell’Einstein De Lorenzo, per la realizzazione di saggi testuali.La cerimonia e l’intero evento, giunto alla seconda edizione grazie al PMI Day 2025, sono stati realizzati con il fondamentale contributo di Banca Mediolanum. L’iniziativa coinvolge le piccole e medie imprese in percorsi legati alla crescita dei giovani nell’ambito dello sviluppo sostenibile, della tecnologia e dell’innovazione.La giuria era composta da rappresentanti dell’associazione degli industriali, dell’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Basilicata e dell’Ufficio Scolastico Regionale. Durante la cerimonia ha suscitato curiosità anche la presenza di Ciro, un cane cibernetico che ha divertito gli studenti.Margherita Perretti

ha illustrato il senso dell’iniziativa: «Siamo ospiti del Liceo Classico ma partecipano più scuole oggi, quindi la premiazione includerà diversi istituti della città. Il tema del concorso è scegliere, per cui i ragazzi si sono cimentati sia con progetti tecnici sia con elaborati scritti. Scegliere è un momento di grande responsabilità e di libertà: i giovani devono scegliere con consapevolezza il proprio futuro. Il grande dramma della nostra regione è che i giovani lasciano la Basilicata e noi vogliamo contribuire a creare consapevolezza in

loro, facendo conoscere anche la nostra economia e le possibilità che offre. Questa è la seconda edizione e rientra nelle attività di education del PMI Day, il grande progetto nazionale di Piccola Industria di Confindustria Basilicata. Sicuramente sarà ripetuta negli anni prossimi».Fabio De Felice, docente alla Facoltà di Ingegneria dell’Università Partenope di Napoli, ha commentato: «Assolutamente da premiare questa iniziativa confindustriale, perché permette ai ragazzi di comprendere che ogni azione che compiono, se

supportata e guidata dalla tecnologia, può accelerare la loro crescita. È un momento in cui scuola e imprese si incontrano, da ripetere e valorizzare. I ragazzi hanno risposto bene: le idee che hanno presentato sono state interessanti, fantasiose e capaci di dare spazio sia alla creatività sia all’interpretazione tecnologica». Un’iniziativa che dimostra come la rivoluzione digitale possa generare nuovi talenti e offrire opportunità concrete agli studenti di Potenza, grazie a una politica di rete attenta alla conoscenza e alla creatività.

Nell’ istituto di secondo grado si svolge la seconda edizione dell’iniziativa di Confindustria: riflettori su futuro, professioni e rivoluzione digitale

Melfi, al via la 26ª edizione del Mediashow: studenti protagonisti della multimedialità

Si è aperta ieri a Melfi la 26ª edizione del Mediashow, le Olimpiadi della multimedialità che confermano il loro ruolo di appuntamento di rilievo per il territorio e per il mondo della scuola. La manifestazione ha visto protagonisti gli studenti del Liceo Scientifico «Federico II di Svevia», insieme a quelli provenienti da numerose scuole italiane e da istituti esteri, consolidando il respiro nazionale e internazionale dell’evento.Riconosciuto come patrimonio immateriale del Comune di Melfi e dell’intera comunità lucana, il Mediashow è stato reso possibile grazie all’impegno del Liceo Scientifico promotore dell’iniziativa, della dirigente scolastica Montanarella e dell’Ufficio Scolastico, cui va un ringraziamento per il supporto istituzionale. «Un riconoscimento particolare – ha sottolineato la Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Rossana Mignoli – va a tutti coloro che quasi trent’anni fa hanno avuto la lungimiranza di creare un contenitore culturale de-

dicato alla multimedialità, una visione oggi quanto mai attuale».«Il digitale rappresenta senza dubbio il presente e il futuro delle nuove generazioni, ma deve essere affrontato con serietà e consapevolezza. È fondamentale accompagnare i ragazzi in questo percorso, affinché sviluppino competenze critiche e responsabili nell’utilizzo delle tecnologie», ha dichiarato Mignoli. «In questa prospettiva –ha aggiunto – è particolarmente importante anche l’investimento nella formazione dei docenti, che svolgono un ruolo centrale nel guidare i giovani verso un uso corretto e consapevole dei media digitali. Il Mediashow si inserisce pienamente in questo percorso educativo».Nel corso dell’inaugurazione è stato inoltre evidenziato «il valore della sinergia tra istituzioni e territorio, grazie anche al contributo dell’Amministrazione comunale di Melfi», rappresentata dal vicesindaco Vincenzo Castaldi.La Garante Mignoli ha infine espresso «apprezzamento per l’impegno di tutti coloro

che contribuiscono alla realizzazione del Mediashow» e ha rivolto «un sincero augurio di buon lavoro e di una proficua Olimpiade della multimedialità a tutte le studentesse e a tutti gli studenti partecipanti».

VENERDÌ

ANTE MANI IN CUCINA UN VULCANO DI ESPER

RIENZE

OLTRE IL

Ospite anche il neo segretario UIL FP Verrastro e l’autrice Gallo

Di Carlo: «Contrari alla manifestazione di interesse per la nuova cava di Balvano»

Ritorna una nuova puntata di “Oltre il giardino”, il programma di Cronache Tv presentato dal giornalista Paride Leporace. Ospite in studio del primo approfondimento Costantino Di Carlo, consigliere di opposizione a Balvano. «Si tratta di un paese molto conosciuto per varie questioni della storia lucana, però ha anche una geografia economica legata alle cave che sono la sussistenza del paese da decenni. Ora in una di queste cave cosa teme che stia accadendo?» chiede il giornalista. «A Balvano è stata pubblicata una manifestazione di interesse per assegnare una nuova area di cava situata tra due cave già esistenti».

Secondo Di Carlo,il documento preliminare presentava diverse criticità. «La prima riguarda il sistema di calcolo del canone: il pagamento al Comune sarebbe basato su quanto dichiarato annualmente dal concessionario riguardo al materiale estratto. Questo, secondo noi, è problematico perché manca una misurazione iniziale e controlli oggettivi (ad esempio tramite rilievi tecnici o droni) che permettano di verificare quantità e modalità di escavazione. La seconda criticità riguarda la possibilità di pagare parte del canone tramite opere pubbliche o interventi compensativi. Questo meccanismo, definito come una sorta di “baratto”, è ritenuto poco trasparente: il concessionario dovrebbe pagare il canone, mentre il Comune dovrebbe affidare separatamente eventuali lavori».

Dopo le proteste dell’opposizione, queste due questioni sono state corrette nel bando definitivo. Rimane invece centrale una terza questione: l’utilizzo di materiali di scarto. Nel bando, una parte rilevante del punteggio premia chi utilizza materiali di recupero per il ripristino ambientale. «Nella manifestazione di interesse c'è scritto che chi partecipa al bando prende 30 punti per la parte economica, altri 70 per l'offerta tecnica. Fra i punteggi dell'offerta tecnica 15 punti vengono dati a chi fa uso circolare di materiali di scarto. Quando noi leggiamo questo -spiega Di Carlo- ci preoccupiamo di che cosa si intenda per materiali di scarto. L'avvocato consulente legale del Comune ha risposto che nelle fasi di ripristino si possono utilizzare, in ragione del terreno vegetale, anche materiali di riciclo. La responsabile dell'ufficio tecnico ha affermato, più o meno testualmente, che si tratta di materiali che fino a poco tempo fa erano considerati rifiuti e che la norma attuale non chiama più così».

L’opposizione teme che ciò possa consentire l’ingresso in cava di materiali provenienti dal-

l’esterno, trasformando di fatto l’area in un sito di conferimento. Per questo è stato proposto in Consiglio Comunale un divieto totale di ingresso di materiali esterni, proposta però respinta dalla maggioranza. «Fino ad oggi, in 50 anni di storia, mai nelle cave di Balvano è entrato materiale dall'esterno. È solo stato estratto il materiale delle cave» racconta Di Carlo. Un ulteriore dubbio riguarda l’utilizzo temporaneo delle cave: se è vietato il deposito definitivo di rifiuti, resta poco chiaro se sia consentito un utilizzo temporaneo. Nel frattempo, è stata presentata un’istanza da parte di un’impresa per modificare le modalità di ripristino, prevedendo l’uso di materiali provenienti dall’esterno, classificati come terre e rocce da scavo. Questo rafforza le preoccupazioni dell’opposizione. Infine, viene sollevata una questione economica: se l’introduzione di questi materiali genera un valore economico maggiore rispetto all’attività estrattiva, si rischia che l’interesse principale diventi il conferimento di materiali piuttosto che l’estrazione. L’opposizione chiede maggiore chiarezza e una posizione netta da parte dell’amministrazione, sottolineando la necessità di tutelare l’interesse pubblico e la comunità locale. È stato richiesto un nuovo Consiglio Comunale per approfondire la questione e valutare eventuali correzioni.

La puntata prosegue poi con Giuseppe Verrastro, nuovo segretario regionale della UIL FP, con il quale il giornalista Leporace approfondisce la questione dell’unione tra UIL Pubblica Amministrazione e UIL FPL in un’unica struttura sindacale territoriale. «Quello che è accaduto il 20 di marzo è stato semplicemente una sinergia fra due categorie - spiega Verrastro - per realizzare un unico sindacato più forte e sempre più vicino ai lavoratori». L’evento ha registrato ampia partecipazione, con oltre 450 delegati e numerosi ospiti istituzionali. Tra questi, anche esponenti politici di diverso orientamento. La presenza del senatore Gianni Rosa è stata letta come un segnale di dialogo istituzionale: il sindacato ribadisce però la propria autonomia dalla politica, sottolineando di operare esclusivamente nell’interesse dei lavoratori. Rilevante anche l’intervento di Marcello Pittella, che ha acceso il dibattito sulla sanità lucana, evidenziando criticità come l’aumento della mobilità passiva e delle liste d’attesa. Tra le proposte, anche l’ipotesi di commissariamento del sistema sanitario. Sul fronte sindacale, la sigla registra una crescita degli iscritti superiore al 10%, dato che viene considerato positivo ma che spinge a fare di più. Tra i temi centrali restano le

condizioni dei lavoratori pubblici, sia sul piano economico che professionale. Particolare attenzione è dedicata al settore della giustizia, dove sono previste stabilizzazioni per migliaia di precari: una misura giudicata positiva ma ancora insufficiente rispetto al fabbisogno complessivo. «Se pensiamo che i precari della giustizia sono 12.000 c'è anche un'altra platea che meriterebbe attenzione, quindi ci sono oltre 3.000 ancora che dovrebbero poi attendere un'ulteriore stabilizzazione. Noi seguiremo passo per passo questi lavoratori». «Adesso che si è chiuso il congresso, la nuova organizzazione è delineata, la sua agenda del 2026 qual è?» chiede il giornalista. «Inizieremo la nostra vera fase operativa che sarà quella di continuare a frequentare i luoghi di lavoro cercando di risolvere quanto più possibile le problematiche» conclude Verrastro. La puntata prosegue con un approfondimento su un articolo di Luciana Gallo, ospite in studio,ispirato al film “Il bene comune” che mette al centro il pino loricato, simbolo del Parco del Pollino. L’autrice racconta il suo legame con questo albero attraverso l’esperienza personale accanto al marito Paolo Moles, ispettore forestale, con cui ha conosciuto il territorio tra Lagonegro e Lauria. Un territorio conosciuto anche attraverso il suo lavoro di insegnante. «Grazie a mio marito ho cominciato ad interessarmi al pino loricato, una pianta che mi ha sempre affascinato. Per cui quando ho saputo che Rocco Papaleo aveva realizzato il suo ultimo lavoro proprio sul parco del Pollino, io mi sono molto incuriosita e quando sono andata a vedere il film ho avuto una sorta di regressione temporale perché ho vissuto insieme ai protagonisti del film una parte della mia storia. Il percorso che queste ragazze fanno insieme a Rocco era lo stesso che io ho fatto insieme a mio marito. Noi dovremmo imparare a vivere come gli alberi, con i piedi nel passato, che sono le radici degli alberi, e la testa nel futuro cioè senza lasciarci troppo ingabbiare dal passato ma trovare dal passato quella spinta che ci svetta, come fanno gli alberi, verso l'alto». Il messaggio complessivo è che, come il pino loricato, anche le persone possono resistere, adattarsi e ritrovare forza nelle proprie radici. «È una storia di riscatto -afferma Gallo-. Ognuno ce la può fare. Ma soprattutto quello che mi ha veramente affascinato è che questa risurrezione di queste donne avviene attraverso il contatto con la natura che metaforicamente rappresenta il contatto con la parte migliore di noi, con la parte che ha meno sovrastrutture, meno fronzoli». ANNA TAMMARIELLO

Di Carlo, Verrastro e Gallo a Oltre il giardino

Indagini partite da una rapina del 2023. Sono tutti pugliesi e accusati di numerosi colpi tra Melfi, Avigliano e Spinazzola

Potenza, processo alla banda delle rapine: in aula 14 imputati

Presso l'Aula Mario Pagano del Tribunale di Potenza si è svolta ieri mattina l'udienza riguardante quattordici imputati indagati a vario titolo per associazione finalizzata ai reati contro il patrimonio. Gli indagati tutti pugliesi, di Cerigno-

la.

L’udienza si è tenuta nel collegio B ed è stata diretta dal Giudice Valentina Rossi. I quattordici indagati sono stati rappresentati in aula dai legali Luigi Maria Sauro, Gianni Quatricelli e Valerio Angelino.

L’udienza è durata due ore e si è svolta in un clima disteso davanti al Pubblico Ministero Gianvito Di Palma. Questi i nomi dei quattordici imputati soggetti ad ordinanza di applicazione di misure cautelari: Alessandro Antonino Barnabbo, Gaeta-

no Caputo, Eduardo Chiaromonte, Giuseppe Antonio D'Amato, Salvatore Di Bisceglia, Giuseppe Dimodugno, Vincenzo Gallo, Vincenzo Longo, Francesco Petronelli, Carmine Pontolillo, Jonatan Sisto, Aldo Strafile e Vincenzo Totaro. Due dei quattordici indagati sono nati a Melfi, si tratta di Carmine Pontolillo e Giuseppe Antonio D'Amato.

A rispondere alle domande del Giudice Valentina Rossi e dello stesso Di Palma è stato il Comandante Costantino Cuciniello che ha coordinato le indagini. Cuciniello durante la fase dibattimentale si è avvalso di documenti legati all'inchiesta partita nel mese di marzo del 2023 a seguito di una rapina presso l'area di servizio di San Nicola di Melfi.

Gli indagati sarebbero gli

autori di diverse rapine e furti in diverse tabaccherie e centri commerciali di Spinazzola, Melfi, Avigliano, Filiano e Genzano di Lucania. Nel centro commerciale Arcobaleno di Melfi i responsabili degli atti criminosi avrebbero prelevato in due giorni differenti tre auto, tre Fiat Panda.

Nel corso degli ultimi mesi sono stati agganciati a diversi cellulari diverse cellette telefoniche. Durante una delle rapine uno degli indagati avrebbe avuto con se una mitraglietta.

La seconda parte dell'udienza che riguarda appunto il Comandante Costantino Cuciniello sarà svolta il prossimo 18 giugno sempre nel Palazzo di Giustizia di Potenza. In quella data ne sapremo di più.

F RANCESCO M ENONNA

POTENZA Focus con Angelo Festa e Giuseppe Amatulli su legalità, gioco d’azzardo e strumenti di supporto

Sovraindebitamento e nuove povertà: confronto presso la Cisl Pensionati

Oggi alle ore 11,30, nel salone della Cisl Pensionati di Potenza, in Via Isca del Pioppo n. 92 B, a conclusione del Consigli Generale, vi sarà un confronto con il Presidente dell’Associazione Antiusura “Famiglia e Sussidiarietà ETS” Angelo Festa sul tema “il sovraindebitamento e le nuove forme di povertà”.

L’iniziativa è stata sollecitata dal

Segretario Generale della FNP Cisl di Basilicata, Giuseppe Amatulli, per parlare di sovraindebitamento, legalità e gioco d’azzardo e per conoscere i servizi presenti sul territorio a supporto di chi vive situazioni di difficoltà economica. «Vi sono strumenti e reti sul territorio – ha sottolineato Giuseppe Amatulli – messi a disposizione dalla Regione Basilicata, at-

traverso la Legge 21/2015, e dallo Stato con la Legge 108/96 e la Legge 3/2012 che occorre far conoscere per uscire dal sovraindebitamento». «Il sovraindebitamento – ha dichiarato Angelo Festa - in Italia colpisce oltre 7 milioni di persone, con un debito medio superiore a 29.000 euro, spinto da alto costo della vita, tassi d'interesse elevati e spese impreviste. Que-

sta crisi, che espone al rischio di criminalità organizzata, coinvolge consumatori e piccole imprese ed è possibile uscirne anche grazie all’esdebitazione prevista dal Codice della Crisi». Il dibattito offrirà, quindi, una visione completa sulle cause e le conseguenze del sovraindebitamento e le possibili strategie di prevenzione, accompagnamento e tutela.

In arrivo ulteriori mezzi e attrezzature per le Organizzazioni: un significativo intervento economico per migliorare ancora le dotazioni operative delle Associazioni

Protezione Civile, sì a investimenti su Odv

Pepe: «Interventi necessari per i territori»

Prosegue il percorso di potenziamento delle Organizzazioni di Volontariato (ODV) impegnate nella protezione civile regionale. Dopo la consegna degli 11 Pickup attrezzati con moduli antincendio, l’Ufficio Protezione Civile annuncia un nuovo e significativo intervento economico per

migliorare ulteriormente le dotazioni operative delle associazioni presenti sul territorio. Le nuove risorse permetteranno alle ODV di procedere al rafforzamento delle attrezzature e dei mezzi già in uso, con l’obiettivo di aumentare l’efficacia nella prevenzione e nella lotta attiva agli incendi boschivi,

oltre che nelle diverse attività di emergenza e supporto alla popolazione. Contestualmente, l’Ufficio ha avviato le procedure per l’acquisto di altri 4 mezzi destinati alla colonna mobile regionale, un investimento mirato anche a rafforzare la capacità logistica e operativa in vista dell’imminente campagna AIB.

«Questi interventi - sottolinea l’assessore alla Protezione Civile, Pasquale Pepe - sono frutto di un lavoro quotidiano svolto in stretta collaborazione con le associazioni di volontariato»

«Il loro contributo - prosegue Pepe - è essenziale per garantire un sistema di protezione civile pronto, efficiente e vicino ai territori».

«Con questo nuovo pacchetto di interventi, l’Amministrazione conferma

l’impegno nel consolidare e rafforzare la rete del volontariato, riconoscendone il ruolo centrale nella prevenzione, nel soccorso e nella gestione delle emergenze sul territorio regionale», conclude l’assessore Pepe. Il dirigente dell’Ufficio Protezione Civile, Giovanni Di Bello, evidenzia l’importan-

za della programmazione in atto: «Il potenziamento delle ODV non è un’azione episodica, ma un percorso continuo. Fornire mezzi e attrezzature adeguate significa rendere più solido e reattivo l’intero sistema, soprattutto in considerazione delle emergenze sempre più frequenti e complesse».

Ieri il via libera della IV Commissione consiliare. Focus anche sulla Pdl di riforma del 118 che coinvolge il Terzo Settore

La Pet Therapy entra nel Piano Sanitario Regionale Picerno: «Passo importante verso cure più umane»

«Ieri, in IV Commissione consiliare, si è discusso del Piano Sanitario Regionale 2026-2030. Particolare attenzione è stata riservata al ruolo degli interventi assistiti con gli animali (IAA) nei percorsi terapeutici e riabilitativi, soprattutto in ambiti quali la disabilità, la salute mentale, l’assistenza agli anziani e il supporto ai minori. È emersa una convergenza sull’importanza di definire linee guida regionali chiare, che garantiscano qualità, sicurezza e uniformità nell’erogazione dei servizi».

È quanto afferma il consigliere regionale di Forza Italia, Fernando Picerno. «Nel corso dell’incontro- prosegue Picerno - è intervenuto il Direttore del Dipartimento di prevenzione sanità e benessere animale SBA dell’Asp Basilicata, Vito Bochicchio, il quale ha condiviso la proposta sulla Pet Therapy, con l’obiettivo di promuovere un approccio integrato alle cure con gli animali al fine di migliorare il benessere psicofisico dei pazienti». «L’integrazione della Pet therapy –evidenzia Picerno - rappresenta

un passo importante verso una sanità più umana e attenta ai bisogni complessivi della persona. Per questo è necessario rafforzare la collaborazione tra strutture sanitarie, enti del terzo settore e realtà specializzate, favorendo la diffusione di buone pratiche già sperimentate con risultati positivi in diversi contesti. La Commissione ha condiviso anche l’opportunità di proseguire il percorso di approfondimento, attraverso audizioni mirate, al fine di giungere ad una proposta concreta da inserire nel prossimo ag-

giornamento del Piano Sanitario Regionale».

«Infine – conclude Picernougualmente sulla proposta di riforma del 118 che sta seguendo il suo iter nel Parlamentino, con il coinvolgimento del Terzo settore, come da Pdl da me sottoscritta insieme ad altri colleghi Consiglieri, i rappresentanti degli ordini dei Medici hanno espresso condivisione nella direzione di fornire mezzi adeguati e un numero sufficiente di autisti per il miglioramento del servizio».

Il regista Fabio Segatori: «La Basilicata non è solo scenografia, ma il terzo protagonista del film»

Don Chisciotte a Potenza, Romaniello: «Un film che valorizza la Basilicata»

D I V ITO E RRICHETTI

Potenza accoglie il fascino senza tempo di Don Chisciotte, il nuovo film diretto da Fabio Segatori e interpretato da Alessio Boni, presentato nel capoluogo lucano dopo la partecipazione al B-Fest. L’evento è stato reso possibile grazie alla Lucana Film Commission, guidata dalla presidente Margherita Romaniello.

Prima della proiezione, il pubblico ha potuto incontrare i protagonisti della pellicola: oltre a Boni, presenti l’attrice lucana Gabriella Bagnasco e la coproduttrice Paola Columba.

Un’occasione per raccontare un progetto che unisce cinema, territorio e identità culturale. Come sottolineato dalla presidente Romaniello, il film colma una lacuna nella cinematografia regionale: «Mancava un’opera ambientata nel 1570».La Basilicata, già set di numerose produzioni, si arricchisce così di un racconto in costume filologicamente accurato, capace di valorizzare scenari unici come i Calanchi e il borgo di Craco. Ambientazioni che restituiscono un paesaggio quasi lunare, perfetto per accompagnare il viaggio dell’hidalgo nato dalla penna di Miguel de Cervantes.Per il regista Segatori, la scelta del territorio non è casuale: «La Basilicata e il nord della Calabria rappresentano un paesaggio mentale, interiore».

Un luogo che va oltre la semplice scenografia, fino a diventare, nelle sue parole, «il terzo protagonista del film», accanto a Don Chisciotte e Sancho. I Calanchi, con la loro conformazione argillosa modellata dal vento e dal tempo, offrono una dimensione quasi metafisica, capace di riflettere il percorso interiore dei personaggi.

Un’esperienza intensa anche per Gabriella Bagnasco, che nel film interpreta Dulcinea.L’attrice ha raccontato il forte coinvolgimento emotivo vissuto durante le riprese: «Il personaggio mi ha aiutato

a entrare in contatto con la parte più intima di me stessa».Originaria di Melfi, ha inoltre sottolineato l’emozione di presentare il lavoro nella propria terra: «È un grande onore, ma anche una responsabilità».Alessio Boni ha invece offerto una lettura profonda e attuale del protagonista: «Don Chisciotte è un simbolo universale, un uomo che sceglie di aiutare gli altri in un mondo dominato dalla competizione».

Un personaggio che, nonostante venga spesso deriso e sconfitto, incarna valori di umanità e altruismo ancora oggi rivoluzionari. L’attore ha poi evidenziato il valore del rapporto tra Don Chisciotte e Sancho Panza, descritto come un percorso di reciproca trasformazione: due mondi inizialmente lontani che finiscono per contaminarsi, fino a condividere visione ed etica.

Le riprese nei Calanchi hanno rappresentato una sfida anche fisica per il cast: caldo, polvere e fatica hanno reso il viaggio scenico autentico e tangibile. «Dopo ore sotto il sole – ha raccontato Boni –la stanchezza era reale e si rifletteva negli sguardi».

Un elemento che ha contribuito a dare maggiore verità al racconto.Don Chisciotte si conferma così non solo un’opera cinematografica, ma un viaggio simbolico e visivo che valorizza la Basilicata come terra di narrazione e bellezza.

Il progetto si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione culturale promosso dalla Lucana Film Commission, sempre più attiva nel sostenere produzioni capaci di raccontare il territorio.In questo senso, Don Chisciotte rappresenta anche un ponte tra tradizione letteraria e linguaggio cinematografico contemporaneo, capace di parlare a pubblici diversi e generazioni lontane.

Un progetto ambizioso che rafforza il ruolo del territorio lucano nel panorama audiovisivo nazionale, trasformando il paesaggio in un potente strumento di racconto.

Il cinema d’autore in viaggio per la Basilicata: una rassegna che arricchisce la scena culturale regionale

Romaniello: «Il tour di Ludovica Rampoldi

è un'opportunità per la cultura lucana»

Dal 30 marzo al 1° aprile 2026, la Basilicata ospiterà un ciclo di incontri con LudovicaRampoldi,sceneggiatrice e regista di grande esperienza, che quest’anno ha debuttato dietro la macchina da presa conBrevestoriad’amore. Ilprogetto,promossodalla Lucana Film Commission,miraasostenereeincentivare le sale cinematografiche regionali, portando il cinema italiano direttamente a contatto con il pubblico lucano.Margherita Gina Romaniello, presidente della Lucana Film Commission, ha spiegato: «Abbiamo scelto di inaugurare questa iniziativa con Ludovica Rampoldi, una delle sceneggiatrici più rispettate in Italia. Il suodebuttoallaregiacon Brevestoriad’amorerappresentaunagrandeoccasione di crescita per il cinema lucano. Durante il tour, Ludovica incontrerà ilpubblicoeterràunamasterclass per gli studenti, un momento di confronto chearricchiràilpanorama culturale della nostra regione».L’incontro con la regista avrà inizio il 30 marzo a Matera, presso il

cinema Guerrieri, alle 19, con la proiezione di Breve storia d’amore, seguita da un dibattito con il pubblico. Il tour proseguirà il 31 marzo, con tre appuntamenti in provincia di Potenza: alle 15, a Rionero in Vulture, presso l’auditorium dell’IRCCS CROB; alle 17, al Cineteatro J. Obadiah di Oppido Lucano; e alle 18, all’auditorium Fedele Zotta di Genzano di Lucania. Il 1° aprile, Ludovica Rampoldi terrà una masterclass alle 10.30 alla Galleria Civica di Potenza, rivolta agli studenti delle scuole superiori e dell’Università della Basilicata.Breve storia d’amore è stato presentato in anteprima alla 20ª edizione della Festa del Cinema di Roma, nella sezione Grand Public. Il film, prodotto da Indigo Film, HT Film e Rai Cinema e distribuito da 01 Distribution, racconta le vicende di due coppie: Lea e Andrea, trentenni, e Rocco e Cecilia, cinquantenni. Quando Lea incontra Rocco in un bar e inizia con lui una relazione clandestina, le vite di tutti e quattro i protagonisti si intrecciano in un turbinio di emozioni, tradi-

menti e scelte difficili.Rampoldi, nelle note di regia, racconta di come Breve storia d’amore nasca da un soggetto scritto anni prima: «Quando ho ripescato quel vecchio soggetto, mi sono trovata davanti le stesse domande da cui ero partita: cos’è una coppia? Come funziona? Cosa la tiene insieme e cosa la fa naufragare? Solo che, con il passare del tempo, le risposte non erano più così perentorie, anzi, la coppia mi è sembrata sempre più misteriosa e impenetrabile», scrive la regista. «Eppure, proprio ciò che è misterioso merita di essere esplorato, da qui l’idea di raccontare una storia sul tema più logoro del mondo: lei, lui, l’altro e l’altra».Ludovica Rampoldi è una delle sceneggiatrici più talentuose del panorama cinematografico e televisivo italiano, con una carriera che vanta collaborazioni con registi del calibro di Marco Bellocchio (per Il traditore e Esterno notte), Gabriele Salvatores (per Il ragazzo invisibile), e Bernardo Bertolucci (per The Eco Chamber). Ha firmato sceneggiature per alcune

delle serie più amate, tra cui Gomorra e 1992/1993/1994. Il suo debutto alla regia con Breve storia d’amore segna l’inizio di un nuovo capitolo della sua carriera.Insieme al suo lavoro cinematografico, Ludovica Rampoldi ha anche creato la miniserie Nemesi, che uscirà su Netflix nel 2026, con Pierfrancesco Favino e Barbara Ronchi.

La regista è anche nota per il suo approccio innovativo alla scrittura, che ha portato a successi internazionali come il film La doppia ora, e per il suo

contributo al panorama delle serie televisive, dove ha saputo creare storie forti e complesse.Questo tour rappresenta un’opportunità unica per il pubblico lucano di entrare in contatto con una delle voci più importanti del cinema italiano contemporaneo, nonché di riflettere sui temi universali dell’amore, dei tradimenti e delle relazioni umane, raccontati attraverso gli occhi di una regista che, con il suo primo film, è pronta a lasciare un segno indelebile nel panorama cinematografico nazionale.

Dal 31 marzo al 13 maggio, una serie di film all’Irccs Crob per stimolare riflessione e condividere emozioni tra pazienti e familiari

Il cinema come terapia: parte la rassegna "Schermi – Visioni Condivise" a Rionero

Parte martedì 31 marzo 2026, alle 15:00, la rassegna Schermi – Visioni Condivise, un progetto che porta il cinema all’interno dell’Irccs Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata. Promosso dal Comune di Rionero in Vulture, dall’Irccs Crob e dalla Lucana Film Commission, con il supporto di Rai Cinema, l’iniziativa mira a offrire ai pazienti, familiari e operatori sanitari un’occasione di riflessione e condivisione attraverso la visione collettiva di film.Il film che aprirà la rassegna è Breve storia d’amore, diretto da Ludovica Rampoldi, che sarà presente per incontrare il pubblico. La pellicola, presentata in anteprima alla 20ª Festa del Cinema di Roma, esplora le dinamiche complesse delle relazioni amorose e dei tradimenti attraverso quattro protagonisti le cui vite si intrecciano.

La rassegna proseguirà con una serie di appuntamenti, tutti alle 15:00 nell’auditorium dell’Irccs Crob: l'8 aprile Io e te dobbiamo parlare di Alessandro Siani, il 22 aprile Fol-

lemente di Paolo Genovese, il 6 maggio La vita da grandi di Greta Scarano e il 13 maggio Itaca. Il ritorno di Uberto Pasolini. L'iniziativa si inserisce nel protocollo d’intesatraIrccsCrobeComunediRionero,con l’intento di usare il cinema come strumento disollievopsicologicoperipazienti.«Schermi – Visioni Condivise» vuole stimolare il pensierocriticoepromuoverelacultura,creando un dialogo tra il linguaggio cinematograficoeibisogniemergentideicontestisanitariesociali»,hadichiaratoMargheritaGinaRomaniello,presidentedellaLucanaFilm Commission.Questarassegnasiproponeanchedimigliorareilbenesserepsicologicodei pazientioncologici,riducendol’isolamentoe favorendolasocializzazioneattraversolacultura.

Ilcinema,infatti,diventaunostrumentoimportante per alleviare il peso emotivo delle lunghe degenze, stimolare la memoria e offrireoccasionidiriflessioneeincontroinun ambiente terapeutico.

Nuovi fisioterapisti a Pescopagano e due ematologi al San Carlo: la Regione punta su organici e servizi più efficienti

«Sanità, ecco nuove assunzioni per rendere assistenza efficace»

POTENZA. «Queste assunzioni rappresentano un tassello fondamentale nel progetto di consolidamento dei servizi erogati presso il Centro di Alta Riabilitazione di Pescopagano». Così il direttore generale dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo, Giuseppe Spera, commenta l’ingresso di cinque fisioterapisti nell’ospedale San Francesco da Paola.«L’arrivo di nuovi fisioterapisti permetterà di fornire una risposta più rapida ed efficace a una domanda di riabilitazione in costante crescita, valorizzando la missione specifica dell’ospedale di Pescopagano e immaginando la prossima attivazione di nuovi codici», aggiunge il direttore generale.Nel dettaglio, il potenziamento dell’organico consentirà di incrementare le prestazioni riabilitative rivolte a pazienti post-operatori, traumatologici e affetti da patologie croniche, favorendo un recupero più rapido della qualità della vita e riducendo il ricorso alla mobilità passiva verso altre strutture. L’ospedale di Pescopagano si conferma così un polo di riferimento regionale, grazie anche a dotazioni tecnologiche avanzate, palestre multifunzionali e alla piscina per la riabilitazione in acqua, elementi che permet-

tono percorsi personalizzati orientati al recupero della piena autonomia neuromotoria.Nella stessa giornata sono stati sottoscritti anche due contratti con specialisti ematologi destinati al reparto di Ematologia dell’ospedale San Carlo di Potenza. «Il potenziamento dell’Ematologia e del suo Centro trapianti conferma la massima attenzione verso le patologie oncologiche e del sangue. La Direzione strategica è costantemente impegnata nel garantire percorsi di cura completi, supportati da elevate competenze professionali in tutte le strutture aziendali», sottolinea Spera.Soddisfazione anche da parte dell’assessore regio-

nale alla Salute, Cosimo Latronico: «Il potenziamento del personale è la risposta più concreta che possiamo dare alle necessità dei pazienti. Investire sul capitale umano in tutti gli ospedali vuol dire ridurre le liste d’attesa e migliorare l’accessibilità alle prestazioni, in questo caso oncoematologiche e riabilitative».«Rafforzare servizi d’eccellenza come la fisiatria significa consolidare il centro di riabilitazione di Pescopagano, riferimento a livello regionale, implementando l’offerta del sistema sanitario lucano e garantendo una sanità pubblica moderna, efficiente e vicina ai bisogni dei cittadini», conclude Latronico.

IMPIANTO DI PROTESI SU UN 73ENNE

Insufficienza mitralica, a Matera primo Mitraclip

MATERA. All’ospedale Madonna delle Grazie di Matera è stato eseguito con successo il primo intervento per la correzione dell’insufficienza mitralica mediante impianto di protesi MitraClip. La procedura ha riguardato un paziente di 73 anni affetto da linfoma e da una grave cardiomiopatia dilatativa, con insufficienza mitralica severa che impediva l’avvio delle terapie oncologiche.L’intervento mini-invasivo ha consentito di ridurre in modo significativo il rigurgito mitralico, rendendo così possibile l’inizio dei trattamenti necessari per la patologia neoplastica. Determinante è stata la collaborazione multidisciplinare tra cardiologia e anestesia, con il coinvolgimento dei direttori Giandomenico Tarsia e Francesco Romito e dell’intero staff sanitario.La procedura, eseguita in anestesia generale sotto guida ecocardiografica e angiografica, è durata circa due ore. Al termine il paziente è stato risvegliato con parametri nella norma e dimesso in buone condizioni.«Questo risultato rappresenta un traguardo significativo per la nostra azienda sanitaria», ha dichiarato il direttore generale, sottolineando come «l’introduzione di procedure ad alta complessità testimoni l’impegno nell’innovazione e nel miglioramento della qualità delle cure».Soddisfazione anche dall’assessore alla Salute Cosimo Latronico: «L’avvio di questa tipologia di interventi conferma il percorso di crescita della sanità lucana e contribuisce a ridurre la mobilità sanitaria passiva».

«Nessuna Casa o Ospedale di Comunità attivi: i sindacati denunciano criticità e chiedono interventi urgenti sul Pnrr»

Sanità territoriale, Uil attacca: «Basilicata in ritardo»

POTENZA. La Basilicata registra un significativo ritardo nell’attuazione della riforma dell’assistenza territoriale prevista dal Decreto ministeriale 77 del 2022, pilastro della riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale sostenuta anche dalle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. A evidenziarlo sono i segretari generali regionali della Uil Vincenzo Tortorelli e della Uilfpl Giuseppe Verrastro, sulla base dei dati del monitoraggio relativo al secondo semestre del 2025.«La situazione è particolarmente critica e rischia di compromettere il raggiungimento degli obiettivi fissati a livello nazionale ed europeo», sottolineano. A fronte di 19 Case della Comunità programmate, in Basilicata «non risulta attiva alcuna struttura, neppure con servizi

minimi». Ancora più preoccupante il dato sugli Ospedali di Comunità: «dei cinque previsti, nessuno è attualmente operativo».Secondo i sindacati, si tratta di numeri che collocano la regione tra le ultime in Italia per stato di avanzamento della riforma, evidenziando «un blocco quasi totale nella realizzazione delle infrastrutture fondamentali per il nuovo modello di assistenza».«Le Case e gli Ospedali di Comunità rappresentano elementi centrali della sanità territoriale, pensati per garantire una presa in carico più vicina ai cittadini, ridurre il ricorso agli ospedali e migliorare l’integrazione tra servizi sanitari e sociali», spiegano Tortorelli e Verrastro. La loro assenza rischia dunque di compromettere l’efficacia complessiva della riforma, soprattutto in una re-

gione caratterizzata da ampie aree interne e da una popolazione diffusa sul territorio.L’unico dato positivo riguarda le Centrali operative territoriali, tutte attivate e funzionanti secondo gli standard previsti. «Tuttavia, la loro piena efficacia risulta limitata senza una rete territoriale completa e operativa». Parallelamente, la Basilicata mostra buoni risultati nell’assistenza domiciliare e nelle cure pal-

liative, segno di «una base organizzativa solida che però non si traduce ancora in un sistema integrato».Il quadro che emerge è quello di una sanità territoriale incompleta e squilibrata. «Questo ritardo rischia di produrre effetti negativi sulla qualità dell’assistenza, aumentando le difficoltà di accesso ai servizi e ampliando il divario rispetto alle regioni più avanzate».Per questo, concludono i sindacati, «è necessario un intervento urgente per accelerare l’attuazione della riforma, recuperare il tempo perduto, completare le strutture previste, rafforzare il personale sanitario e garantire un’effettiva integrazione dei servizi». Solo così sarà possibile «assicurare ai cittadini lucani un sistema sanitario territoriale moderno, efficiente ed equo».

L’assessore chiarisce sul report: «Strutture in linea con i tempi, ma il nodo resta il personale per garantire servizi operativi»

«Finanziamenti Pnrr su Sanità, i dati Agenas non aggiornati»

POTENZA. «I dati richiamati fanno riferimento a uno stato di avanzamento che, nel caso della nostra Regione, non riflette la fase effettiva di completamento infrastrutturale e organizzativo in corso, né tiene conto delle indicazioni operative fornite dalla Cabina di Regia nazionale». Così l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, interviene sull’ultimo report Agenas relativo alla riforma della sanità territoriale finanziata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.«Per quanto riguarda le Case della Comunità, la programmazione regionale prevede 19 strutture, di cui 17 rientrano nel target del Piano nazionale di ripresa e resilienza. A seguito delle verifiche effettuate con gli enti attuatori e dei chiarimenti intervenuti, è stato definito un percorso che consente di completare e rendere fruibili gli spazi minimi necessari alla certificazione entro i termini previsti, con entrata in esercizio delle 17 strutture entro maggio 2026».L’assessore sottolinea come il nodo principale non sia la realizzazione delle opere: «Il tema principale non riguarda la costruzione delle strutture, ma la piena operatività dei servizi,

strettamente connessa alla disponibilità di personale sanitario». Su questo fronte, aggiunge, «la Regione ha già attivato misure temporanee di riallocazione del personale e sta procedendo al rafforzamento degli organici».Analogo quadro per gli Ospedali di Comunità: «La Basilicata ha in programmazione cinque strutture e sarà possibile certificare l’entrata in esercizio di quattro entro maggio 2026, mentre per la restante il completamento è previsto entro giugno 2026».Sulla rete ospedaliera, «il raggiungimento dei target è in corso di riallineamento attraverso interlocuzioni con la Cabina di Regia e i ministeri competenti, anche mediante rimodulazioni progettuali già formalmente proposte».«Il dato riportato nel report Agenas rappresenta pertanto una rilevazione

non aggiornata rispetto agli sviluppi più recenti e alle soluzioni operative già condivise a livello nazionale», precisa Latronico.«La Regione Basilicata è pienamente impegnata nel conseguimento degli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e sta operando per completare le infrastrutture, attivare i servizi e garantire ai cittadini una sanità territoriale più accessibile, integrata ed efficiente».«Diverse strutture, tra cui gli Ospedali di Comunità di Venosa e Muro Lucano, hanno già concluso i lavori strutturali e saranno a breve rese fruibili». Infine, «a differenza di molte altre regioni, la Basilicata non disponeva di strutture immediatamente operative e ha dovuto procedere all’adeguamento di quelle individuate, in alcuni casi realizzandole ex novo».

«RITARDI GRAVI SU SANITÀ TERRITORIALE»

Vizziello: «Dati Agenas certificano fallimento»

POTENZA. «Nessun Ospedale di Comunità operativo dei cinque previsti e nessuna Casa di Comunità attiva delle 19 programmate». È la denuncia del capogruppo di Basilicata Casa Comune, Vincenzo Vizziello, che commenta i dati del report Agenas sull’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza in sanità.«A soli tre mesi dal termine per la rendicontazione, non si è riusciti a mettere a terra gli investimenti sulla medicina del territorio», afferma, parlando di «flop dell’assessore Latronico» e di mancate risposte «alle esigenze di anziani fragili e malati cronici».Il confronto con il dato nazionale, secondo Vizziello, è netto: «In Italia risultano operative circa il 45 per cento delle Case di Comunità e quasi il 30 per cento degli Ospedali di Comunità previsti, mentre la Basilicata registra zero aperture». «Più volte abbiamo denunciato i ritardi della Giunta regionale e proposto un piano straordinario per accelerare gli interventi, anche con il ricorso a professionalità esterne», ricorda.Per il consigliere, «le risultanze del monitoraggio Agenas confermano le nostre preoccupazioni» e mostrano «un governo regionale sordo alle sollecitazioni del Consiglio e dei cittadini lucani», costretti «a rivolgersi ai pronto soccorso o alle strutture private per ricevere assistenza».

Il Csv Basilicata lancia il programma “Galassie 2026”: candidature al via con il prossimo bando nazionale in uscita a marzo

«Servizio civile, 166 posti per i giovani lucani»

POTENZA. Sono 166 i posti disponibili per i giovani lucani che vorranno candidarsi come operatori volontari del Servizio civile universale nell’ambito del programma “Galassie: energie a sistema 2026”, promosso dal Centro di servizi per il volontariato della Basilicata. Il progetto è stato ammesso al finanziamento del Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale e sarà inserito nel prossimo bando nazionale in uscita a marzo.Come evidenziato dal ministro per lo Sport e i Giovani con delega al Servizio civile, Andrea Abodi, l’avviso «sarà il secondo di sempre per numero di volontari, ben 66.769, offrendo migliaia di opportunità di impegno e di formazione, civica e professionale».Rivolto a giovani tra i 18 e i

28 anni, il Servizio civile universale consente di dedicare 12 mesi ad attività a favore della comunità, in ambiti come assistenza, protezione civile, ambiente, cultura e cooperazione, ricevendo un contributo economico mensile e acquisendo competenze utili per il futuro.Il programma del Csv Basilicata prevede sei progetti su tematiche di interesse generale, tra cui povertà, disabilità, accoglienza e inclusione sociale, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dei giovani nel tessuto sociale regionale.«Si apre una nuova occasione per i giovani lucani di candidarsi nell’ambito del nostro programma – spiega il presidente del Csv Basilicata, Giannino Romaniello –. Il bando è in uscita entro il mese di marzo e le istruzioni saranno fornite al momento della

pubblicazione».«L’approvazione dei progetti da parte del ministero –aggiunge – conferma che la nostra struttura è riconosciuta come

ente di supporto al mondo del volontariato, con competenze e capacità in grado di offrire opportunità concrete ai giovani lucani».

La prima di tre puntate sul saggio di Carlucci, von Forstner e Pittella che analizzano le “molteplici forme del silenzio”

IA generativa e linguaggio umano: il silenzio che sfugge agli algoritmi

Il saggio inedito di Angela Maria Carlucci, Michael von Forstner e Gianni Pittella, che pubblichiamo in tre puntate, è dedicato a una trasformazione profonda del nostro tempo: l’impatto dell’intelligenza artificiale generativa sul modo in cui comprendiamo il linguaggio, prendiamo decisioni e costruiamo fiducia.

Attraverso un’analisi che intreccia comunicazione strategica, pratica clinica e dinamiche democratiche, gli autori mostrano come il silenzio non sia un’assenza di informazione, ma una dimensione attiva e decisiva. Dalla comunicazione interculturale, dove il non detto varia radicalmente da contesto a contesto, alla medicina, in cui un’esitazione può avere valore diagnostico, fino alla politica, dove il silenzio collettivo può esprimere consenso, dissenso o sfiducia, emerge un filo comune: ciò che non è quantificabile continua a essere fondamentale.

Di seguito la prima parte di Angela Maria Carlucci.

DI A NGELA M ARIA C ARLUCCI

L’era dell'IA generativa ha innescato una rottura ontologica. Mentre i sistemi algoritmici eccellono nell'elaborazione di informazioni codificate, essi rimangono fondamentalmente ciechi davanti ai meta-livelli del silenzio –le pause, le esitazioni e le omissioni deliberate che costituiscono il cuore del giudizio umano, della diagnostica clinica e della fiducia democratica. Integrando Comunicazione Strategica, Medicina Clinica e Politiche Democratiche, gli autori sostengono che proteggere l'in-

quantificabile sia una necessità funzionale per la sopravvivenza delle istituzioni incentrate sull'uomo.

I META-LIVELLI

DEL LINGUAGGIO

Il linguaggio viene misurato. Trascritto. Analizzato. Ottimizzato. In un mondo di comunicazione algoritmica, conta solo ciò che è manifesto – ciò che può essere quantificato, elaborato e riprodotto. Ma il linguaggio non inizia con le parole. Inizia con il silenzio. Il silenzio non è assenza di comunicazione. Ne è il livello più profondo: un meta-livello che dà forma, contesto e a volte smentisce ciò che viene detto. Chi non sa leggere il silenzio comprende il linguaggio solo a metà. ppure, nell'era dell'IA, il silenzio è proprio ciò che va perduto. Ogni sistema è addestrato sulla parola: su ciò che è stato detto, scritto o registrato. Il nondetto, il taciuto, ciò che è rimasto sospeso tra due persone in una stanza: tutto questo non esiste nel dataset. Questo articolo esplora tale scarto attraverso tre prospettive distinte e complementari: la strategia della comunicazione interculturale, dove il silenzio è un segnale che nessun algoritmo può decodificare con certezza; la medicina e la sicurezza del paziente, dove l’esitazione prima di una risposta è spesso più diagnostica della risposta stessa; e la politica, dove il silenzio delle istituzioni e dei cittadini è una delle forme di espressione più cariche di conseguenze – e più spesso fraintese.

Tre discipline. Un’unica tesi: il silenzio non è un vuoto d’informazione. È il luogo in cui vive il significato.

IL SILENZIO NELLA

COMUNICAZIONE –

UNA DIMENSIONE

CULTURALE

Il lavoro all'intersezione tra strategia, cultura e diversi paesaggi linguistici rivela ciò che nessun algoritmo può replicare: il silenzio che porta significato. Una comunicazione efficace inizia molto prima che un post venga scritto o un annuncio venga condiviso. Inizia con la presenza, l'ascolto attento e una profonda comprensione del destinatario. Nella comunicazione, proprio come nella musica, se il ritmo è sbagliato, la melodia più bella è inutile. C'est le ton qui fait la musica. Nella comunicazione interculturale, il silenzio non è mai neutro. Esso veicola tropi culturalimodelli di significato codificati culturalmente che deviano dalla norma attesa. Laddove il Codice rappresenta la Regola, il Tropo è l'eccezione significativa. Nelle culture mediterranee, il silenzio può significare disapprovazione – o sopraffazione emotiva, o il deliberato diniego del consenso. Nelle culture nordiche e scandinave, lo stesso silenzio segnala riflessione, rispetto e attenta considerazione. Ciò che a Stoccolma viene letto come pazienza, a Roma viene letto come indifferenza. Il silenzio dipende dal contesto, è situazionale e irriducibilmente locale.

Il Tropo non può essere standardizzato. Il Codice algoritmico non può decodificare il Tropo. L'esperienza pratica nella mediazione tra partner eterogenei – come un attore internazionale dai ritmi serrati e un'istituzione locale profondamente radicata – dimostra che la lingua è raramente l'ostacolo principale. Anche in presenza di un vocabolario comune, i progetti spesso si bloccano, rivelando che la cultura del lavoro non si trova in un dizionario. Ciò che ha creato un vuoto comunicativo quasi fatale non è stata una parola mancante. È stata una mancata interpretazione del silenzio. Per un partner, l'assenza di notizie significava caos o disinteresse - il silenzio veniva letto come rifiuto. Per l'altro, lo stesso silenzio significava semplicemente: tutto procede regolarmente, non c'è bisogno di preoccuparsi. Il silenzio non è un fallimento. È un segnale. Segna il confine tra informazione e fiducia, tra ciò che viene detto e ciò che si intende.

Questo è il 'vuoto comunicativo' – lo spazio in cui il silenzio viene interpretato erroneamente attraverso i confini culturali, dove l'assenza di un segnale diventa il segnale

più pericoloso di tutti. Nella comunicazione strategica, l'istinto per il 'giusto silenzio' è una delle competenze più rare e preziose. Quando restare in silenzio in una negoziazione? In una conversazione conflittuale? In una riunione in cui un leader parla – e il silenzio dei presenti dice più di ogni altro contributo? Come Cultural Broker, il vero lavoro inizia proprio dove finisce la lingua –non come traduttore di parole, ma come mediatore di aspettative.

Nello spazio tra le parole si formano i segnali decisivi. L'IA può generare testi, adattare tonalità e tradurre in pochi secondi. Ma non conosce la storia dietro il silenzio. Non sa se un'esitazione segnali incertezza, vergogna, resistenza - o semplice riflessione.

Non percepisce quando un messaggio è culturalmente mal calibrato - prima che il danno sia fatto. Non sa quando parlare. E quando tacere. L'IA sente le frequenze. Ma non sente il silenzio tra di esse. La vera comunicazione non è solo informazione. È presenza. Giudizio. L'istinto per il tono giusto al momento giusto – nella cultura giusta. Non è questione di dati. È esperienza vissuta.

POTENZA

Telesca dice stop a nuovi self h24 in centro storico

Stop ai “self h24” nel cuore di Potenza. Con un’ordinanza immediatamente esecuti-

va, il sindaco Vincenzo Telesca ha disposto il divieto temporaneo di nuove aperture e trasferimen-

ti di negozi automatici nel centro storico, accogliendo le segnalazioni dei residenti su schiamazzi not-

turni, degrado e problemi di sicurezza. Una misura straordinaria che punta a restituire vivibilità e decoro all’area urbana più sensibile della città. L’ordinanza riguarda l’area comrendente: piazza Vittorio Emanuele II, corso 18 Agosto 1860, via Beato Bonaventura, via Vescovado, via Due Torri, via 20 Settembre, via Fratelli Cairoli, via Alianelli , piazza Mario Pagano, via Rosica, via 4 Novembre, via Mazzini, corso Umberto I. «Il divieto resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026, salvo revoca anticipata. Il mancato rispetto del provvedimento comporterà l'applicazione del-

l'art. 650 del c.p., fatta salva l'applicazione delle sanzioni previste dalla normativa di settore» fanno sapere dal Comune. «Il mancato rispetto, inoltre, sarà punito con sanzioni amministrative pecuniarie fino a 500 euro. La decisione è stata assunta per “prevenire, con efficacia e immediatezza, l’implemento di situazioni di pericolo per la sicurezza urbana, viste anche le ripetute segnalazioni da parte dei cittadini residenti, dirette a denunciare, in prossimità dei c.d esercizi h 24, schiamazzi nelle ore notturne…..disturbo alla quiete pubblica…... situazione di degrado…”» conclude.

Grazie ai fondi del Pnrr, il Comune raggiunge il 99,3% degli obiettivi: focus su innovazione e sicurezza digitale

Costanza:

«La digitalizzazione è il nostro impegno per una Potenza più moderna»

Il Comune di Potenza conferma il proprio impegno nel percorso di trasformazione digitale della macchina amministrativa, grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), per un valore complessivo di 2.541.110 euro. A fare il punto sullo stato di avanzamento è l’assessore alla Digitalizzazione, Loredana Costanza, che sottolinea come “la digitalizzazione non rappresenti solo un processo tecnologico, ma una leva strategica per migliorare la qualità dei servizi, semplificare il rapporto con i cittadini e rendere l’Amministrazione più efficiente, trasparente e sicura. «Uno degli interventi più significativi – continua – ha riguardato la migrazione al cloud dei principali servizi comunali, tra cui anagrafe, stato civile, protocollo, contabilità e sistemi di sicurezza urbana. Un passaggio fondamentale che consente maggiore affidabilità, continuità operativa e protezione dei dati, incidendo trasversalmente su tutti i settori dell’Ente. Il completo rifacimento dei servizi digitali, secondo gli standard nazionali Designers Italia, ha migliorato in modo sostanziale l’esperienza utente. I cittadini possono oggi accedere a informazioni e servizi in modo più semplice, uniforme e accessibile, nel pieno rispetto delle normative europee e nazionali. L’introduzione delle notifiche digitali e l’integrazione con la piattaforma PagoPA e l’App IO rappresentano un cambio di paradigma nella gestione dei procedimenti amministrativi: co-

municazioni ufficiali, pagamenti e interazioni con l’Ente avvengono ora in modalità digitale, riducendo tempi, costi e complessità. Grazie all’adesione alla Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), il Comune di Potenza è oggi in grado di dialogare in modo sicuro ed efficiente con le altre amministrazioni. Questo consente una significativa ridu-

zione della burocrazia e una maggiore rapidità nell’erogazione dei servizi, con benefici diretti per cittadini e imprese».

«La digitalizzazione degli atti di stato civile attraverso l’integrazione con l’ANPR – spiega l’assessore Costanza – rappresenta un passo decisivo verso la completa dematerializzazione documentale, semplificando la gestione interna e migliorando l’erogazione di certificati e servizi anagrafici. Particolare rilievo assume il progetto di cybersecurity, del valore di oltre 1,4 milioni di euro, finalizzato al rafforzamento delle difese informatiche dell’Ente. L’intervento interessa infrastrutture, processi e competenze, garantendo una maggiore resilienza rispetto alle minacce digitali e una protezione avanzata dei dati pubblici».

«A oggi abbiamo raggiunto un livello di avanzamento complessivo pari al 99,3 per cento dei progetti finanziati. Si tratta di un risultato importante che dimostra la capacità del Comune di Potenza di programmare, attuare e portare a compimento interventi complessi nei tempi previsti. La sfida – conclude l’assessore alal Digitalizzazione e ai Servizi informatici – è ora quella di consolidare questi risultati, promuovendo una cultura digitale diffusa all’interno dell’Amministrazione e continuare a investire in innovazione per offrire servizi sempre più semplici, sicuri e vicini ai cittadini, rendendo Potenza una vera smart city».

Con una delibera approvata il 24 marzo, l’Amministrazione comunale copre l’intero costo dei libri di testo

Santopietro: «Nessuno resterà senza supporto per i libri di scuola a Vaglio»

Anche per l’anno scolastico in corso, l’Amministrazione

Comunale di Vaglio Basilicata rinnova il proprio impegno concreto a sostegno delle famiglie e del diritto allo studio. Con la delibera di Giunta del 24 marzo, il Comune «ha approvato l’integrazione dei fondi regionali destinati all’acquisto dei libri di testo, garantendo la copertura totale della spesa sostenuta – dichiara il Sindaco Francesco Santopietro- In un contesto economico segnato da un sensibile aumento dei costi del corredo scolastico, l’Amministrazione ha deciso di intervenire con fondi di bilancio propri per colma-

re il divario tra il contributo regionale e la spesa effettiva. Mentre la Regione copre il 78,93% della spesa, il Comune di Vaglio interviene per la restante parte, assicurando alle famiglie un rimborso pari al 100%». Nello scorso 2025 il caro vita ha pesato notevolmente sui bilanci familiari italiani, con una spesa media per libri e corredo scolastico che oscilla tra i 500 e oltre 700 euro a studente, spinta da nuovi testi e inflazione. Nonostante i tetti di spesa ministeriali, i costi reali risultano spesso superati, rendendo necessarie strategie di risparmio come l'acquisto di libri usati o la richiesta di bonus ad hoc. «Sostenere concretamen-

te il diritto allo studio dei nostri ragazzi è una priorità assoluta – incalza il Primo cittadino- Siamo consapevoli dei rincari che stanno colpendo le famiglie, con aumenti che superano il 15-18% rispetto agli anni passati tra libri e materiale didattico. Per questo motivo, abbiamo ritenuto fondamentale confermare questa misura di integrazione, affinché nessuna famiglia debba affrontare da sola il peso economico della formazione dei propri figli. Il provvedimento riguarda tutte le famiglie che hanno regolarmente presentato domanda, confermando la continuità di un’azione amministrativa attenta alle esigenze reali dei nostri concittadini».

Potenza celebra Alcide De Gasperi: riflessioni sul padre della Repubblica e sull’Europa di oggi

La figura di Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori della Repubblica italiana, sarà al centro di un approfondimento storico e culturale a Potenza. Il prossimo 28 marzo 2026, a partire dalle ore 10.00, il Polo Bibliotecario della città ospiterà l’incontro intitolato “Alcide De Gasperi. Interviste dal 1944 al 1954”, promosso dalla Fondazione De Gasperi in collaborazione con l’Associazione degli ex parlamentari e consiglieri regionali di Basilicata e con il Polo Bibliotecario. L’evento offrirà spunti di riflessione importanti per tutti presenti.

L’iniziativa rappresenta un’occasione unica per ripercorrere il percorso umano e politico di De Gasperi, protagonista della ricostruzione democratica dell’Italia nel secondo dopoguerra e tra i principali artefici del progetto europeo.

Attraverso l’analisi delle interviste rilasciate tra il 1944 e il 1954, emergeranno la visione politica, la tensione morale e la capacità di coniugare realismo e principi democratici di uno statista che ha segnato profondamente la storia italiana.

L’evento vuole inoltre stimolare un confronto tra studiosi, cittadini e giovani, per avvicinare le

nuove generazioni alla conoscenza della storia politica italiana. Sarà un momento per riflettere anche sul ruolo della memoria storica nella formazione dei cittadini di oggi.

Dopo i saluti istituzionali di Lui-

gi Catalani, direttore della Biblioteca Nazionale, e di Aldo Michele Radice, presidente dell’Associazione ex Consiglieri regionali e parlamentari di Basilicata, gli interventi entreranno nel vivo con Luigi Ballini, che ap-

profondirà l’azione governativa di De Gasperi; Antonio Boccia, che analizzerà la figura politica del leader democristiano; e Gianni Pittella, che ne metterà in luce il ruolo nell’integrazione europea.

Il giornalista Giovanni Fasanella offrirà inoltre una lettura critica del contesto storico attraverso il suo lavoro di ricerca.

L’incontro non sarà solo un momento di approfondimento storico, ma anche uno spazio di riflessione sull’attualità del pensiero degasperiano: il rapporto tra etica e politica, la costruzione di istituzioni solide, il ruolo dell’Europa e la responsabilità delle classi dirigenti. La partecipazione del pubblico sarà incoraggiata attraverso domande e interventi.

La giornata si concluderà con un dibattito aperto al pubblico e con le considerazioni finali dell’on. Giampaolo D’Andrea. L’evento sarà coordinato e moderato dall’on. Gianfranco Blasi.In un contesto europeo segnato da profonde trasformazioni e nuove sfide democratiche, la figura di De Gasperi resta un punto di riferimento imprescindibile per comprendere le radici della Repubblica italiana e riflettere sul futuro dell’Europa.

Il 28 marzo al Polo Bibliotecario, studiosi e cittadini analizzeranno le interviste di De Gasperi

L’assessore ai Lavori pubblici Mastro: «La nostra politica del fare mantiene fede agli impegni assunti con la cittadinanza»

Il centro antico di Palazzo si rifà il look: approvato il progetto di riqualificazione

La Giunta comunale di Palazzo San Gervasio, nella seduta dello scorso 25 marzo, ha approvato il progetto esecutivo dei lavori di “Riqualificazione e recupero di Corso Manfredi e vie del Centro Antico”, per un importo di 450mila euro. A darne contezza l’Amministrazione comunale presieduta dal Sindaco Luca Festino, insieme all’assessore ai Lavori pubblici Michele Mastro. Ed è proprio l’assessore al ramo ad entrare nel merito del progetto, la cui approvazione «consentirà di avviare celermente le procedure di gara finalizzate all’espletamento degli interventi ed in particolare il rifacimento e riammodernamento di Corso Manfredi, Via Vittorio Veneto e Via Console Marcello». Si tratta di un intervento che, prosegue Mastro, «è fondamentale ed atteso da anni, in quanto interviene in maniera strutturale sulla sicurezza e fruibilità dell’abitato sto-

rico urbano. Sappiamo bene che i cantieri comportano disagi, per questo va riconosciuto il senso di responsabilità dimostrato dalla stragrande maggioranza dei cittadini, che comprende l’importanza di questi interventi per il futuro della comunità. Questa amministrazione, insieme a quelle passate, rivendica con chiarezza il lavoro svolto, con la

realizzazione, il completamento e l’avvio di interventi concreti, e molti altri sono già stati programmati. I cantieri non sono un problema, ma il segno di una comunità che si muove, investe e guarda avanti e il lavoro non si ferma qui: i prossimi interventi sono già pronti a partire».

L’assessore conclude con una nota di «soddisfazione, non solo per

il valore dell’intervento che insieme a quelli in corso e ad altri da appaltare, darà nuovo lustro a Palazzo San Gervasio, dimostrazione che la nostra inarrestabile "politica del fare" continua ininterrotta mantenendo fede agli impegni assunti con la cittadinanza che ci onoriamo di rappresentare».

A questo punto, dunque, si procederà con la gara per l’affidamento dei lavori. Intanto, come riferito da Mastro, procedono le altre opere in cantiere sul territorio comunale, come quelle del nuovo asilo nido, per un importo di 576mila euro, che «vedono in corso di realizzazione le terre armate per la formazione del piazzale antistante che ospiterà le attività ludiche all’aperto e l’installazione di una pensilina frangisole esterna, sulla quale saranno fissati pannelli fotovoltaici ad alto efficientamento energetico finalizzati ad ottimizzare l'uso delle risorse diminuendo gli sprechi, senza ridurre il comfort abitativo».

Un viaggio attraverso la memoria che ripercorre i cambiamenti sociali e culturali dal Dopoguerra a oggi, tra comicità e ironia

Enrico Montesano ha “Ottanta voglia di stare con voi”: a Lavello tutto pronto per lo spettacolo di questa sera

LAVELLO Questa sera, alle ore 21:00, presso il Teatro "S. Mauro" di Lavello, andrà in scena "Ottanta voglia di stare con voi", uno spettacolo unico e irripetibile che promette di emozionare il pubblico con un mix di comicità, ironia e riflessioni sulla memoria. Enrico Montesano, uno degli attori più amati e rispettati del teatro italiano, sarà protagonista di questa serata speciale, che rappresenta l'unica tappa in Basilicata di un tour che lo porterà a celebrare il traguardo degli 80 anni.

Con "Ottanta voglia di stare con voi", Montesano non solo celebra la sua lunga e illu-

stre carriera, ma rinnova anche il suo patto d'affetto con il pubblico, che lo ha sempre sostenuto e amato.

Lo spettacolo è un viaggio attraverso la memoria, un percorso che ripercorre i cambiamenti sociali e culturali dal Dopoguerra a oggi, con uno sguardo acuto e attento che fa riflettere e sorridere.

Montesano, con la sua ironia e la sua comicità, ci porta in un mondo di ricordi e di emozioni, dove il passato e il presente si incontrano e si confondono.

Lo spettacolo è un omaggio alla vita, alla carriera e all'amore per il teatro di un artista che

ha dedicato la sua vita a far ridere e a far riflettere il pubblico.

La stagione teatrale lavellese, che si sta rivelando un grande successo, continua con altri due appuntamenti importanti: il 10 aprile con Enzo Iacchetti e Carlotta Proietti con "Buongiorno Ministro", e il 22 aprile con Biagio Izzo e "L'arte della truffa".

Ma non è tutto: Vidio Carbone e Francesco Cicolella, gli artefici della stagione teatrale lavellese, stanno lavorando a uno spettacolo a sorpresa che verrà annunciato prossimamente.

D ONATO M ASIELLO

L’assessore regionale Cupparo rilancia su incentivi, area Pip e servizi di supporto: «Serve più informazione per cogliere le opportunità»

Francavilla, confronto con le imprese: sviluppo e fondi al centro del dibattito

Un confronto diretto con il tessuto produttivo locale per fare il punto su opportunità, criticità e prospettive di sviluppo. Su invito del candidato sindaco Pasquale Ciancia, l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Basilicata Francesco Cupparo ha partecipato a Francavilla in Sinni a un incontro molto partecipato con commercianti, artigiani, liberi professionisti e operatori economici del territorio.L’appuntamento ha rappresentato l’occasione per illustrare le misure e gli Avvisi pubblici messi in campo dal Dipartimento regionale negli ultimi mesi, insieme agli interventi specifici destinati al Comune, in particolare sul fronte delle infrastrutture e dei servizi. Strumenti pensati per favorire la crescita del-

le imprese, lo sviluppo economico e l’occupazione.Nel corso del suo intervento, Cupparo ha evidenziato una criticità rilevante: la scarsa partecipazione degli operatori locali ai bandi regionali, così come una limitata adesione da parte dell’amministrazione comunale. «La motiva-

zione principale – ha spiegato – è la scarsa informazione, a cui si aggiungono le difficoltà delle categorie economiche nella predisposizione delle domande di partecipazione».Da qui la proposta di rafforzare i servizi di supporto sul territorio, attraverso il potenziamento di uffici di

consulenza e assistenza, il rilancio del ruolo delle associazioni di categoria e l’attivazione di uno sportello informativo comunale capace di orientare cittadini e imprese.Altro nodo affrontato è stato quello dei ritardi legati all’ampliamento dell’area Pip. «Nonostante i pareri favo-

revoli della Regione – ha sottolineato l’assessore –il progetto è fermo al 2019». Un’infrastruttura ritenuta strategica per il territorio, in quanto destinata a ospitare attività artigianali e produttive con un forte potenziale di crescita e attrattività anche per i comuni limitrofi.Il confronto si è svolto in un clima definito costruttivo, segnale di una volontà condivisa di rilanciare i principali comparti economici locali. «Sono particolarmente soddisfatto – ha concluso Cupparo – perché ho verificato un forte attaccamento al territorio e una concreta volontà di contribuire allo sviluppo e all’occupazione, arginando la fuga dei giovani e rafforzando il ruolo di Francavilla come punto di riferimento per l’intero comprensorio».

Visita guidata e incontri formativi con Pittella, Fazzari e Mitidieri per avvicinare le nuove generazioni alla politica e al progetto europeo

Giovani e istituzioni: a Lauria il Consiglio regionale apre le porte agli studenti

«Avvicinare i giovani al mondo delle istituzioni è fondamentale. Spesso percepito come lontano dalla vita quotidiana, questo mondo dovrebbe essere invece uno spazio accessibile, aperto e vicino alle nuove generazioni. Gli incontri con gli studenti rappresentano preziose occasioni di confronto, in cui emergono idee, proposte e suggerimenti. I veri protagonisti del futuro sono i ragazzi, e spetta a noi impegnarci affinché si sentano parte attiva della vita istituzionale».Lo ha affermato il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Marcello Pittella, ricevendo una delegazione di studenti dell’Istituto di istruzione superiore «N. Miraglia» di Lauria, accompagnata dal dirigente scolastico Lorenzo Santandrea e da alcuni docenti.«Per questo – ha aggiunto Pittella – è importante continuare a promuovere percorsi costruiti anche attorno a tematiche di attualità capaci di rafforzare il legame tra scuola e istituzioni. Tra queste, assume un ruolo centrale il tema dell’Europa: in una fase di profondi cambiamenti globali, è fondamentale confrontarsi sui valori che essa rappresenta. L’Europa non è soltanto un’unione monetaria, ma un progetto politico e culturale fondato su principi condivisi, che ci rende cittadini europei oltre che italiani».Gli studenti hanno visitato i luoghi simbolo del Consiglio regionale, iniziando da una sala in cui è stato proiettato un video sul funzionamento dell’Assemblea. Accolti da Pierluigi Maulella Barrese, coordinatore della Struttura di Informazione, Comunicazione ed Eventi, hanno seguito Andrea Mer-

curio, funzionario dell’Ufficio segreteria dell’Assemblea, che li ha guidati alla scoperta della macchina amministrativa e politica.La visita è poi proseguita nella sala dedicata ai lavori delle Commissioni, dove i ragazzi, accolti dal presidente della Quarta Commissione consiliare, Nicola Morea, hanno potuto osservare l’ambiente e ricevere spiegazioni sul funzionamento delle attività legislative. Il percorso si è concluso nella sala dell’ufficio di presidenza e nell’Aula consiliare, dove la vicepresidente Maddalena Fazzari, dal tavolo della presidenza, ha ringraziato docenti e dirigente scolastico, sottolineando l’importanza del loro ruolo nel trasmettere ai giovani interesse, responsabilità e partecipazione alla vita pubblica.«Vedere ragazzi rispettosi e attenti mi riempie di soddisfazione – ha dichiarato la vicepresidente Fazzari –. Qui, in quest’Aula che rappresenta il cuore dell’attività istituzionale e democratica, si incontrano posizioni diverse, si sviluppa il confronto tra maggioranza e opposizione su temi di grande rilevanza: dalla sanità ai trasporti, dallo sviluppo economico alla tutela dell’ambiente, fino alle politiche sociali e culturali. È il luogo dove le proposte di legge, spesso elaborate nelle Commissioni, vengono approvate dall’Assemblea, diventando strumenti concreti di governo del territorio».«Il futuro, cari ragazzi, non accade da solo – ha aggiunto Fazzari –. Lo costruiamo insieme, come scuola, come società, come comunità. Ogni idea, ogni contributo dei giovani ha un valore reale. Investire nella vostra partecipazione significa investire nel futuro del-

la nostra regione e della nostra democrazia. Il mio auspicio è che sempre più giovani possano sentirsi motivati a portare energia, idee e partecipazione nella vita pubblica, diventando protagonisti attivi della società in cui viviamo».La presidente del Corecom, Assunta Mitidieri, dopo aver dato il benvenuto ai ragazzi, ai docenti e al dirigente scolastico, ha presentato l’iniziativa «Festa dell’Europa», che si terrà l’8 maggio a Roma, in piazza della Costituzione. «Il Corecom – ha affermato –è stato coinvolto nell’organizzazione dell’iniziativa che vedrà la partecipazione di circa settecento ragazzi. Stiamo lavorando affinché possano essere presenti anche i giovani della Basilicata, perché credo sia un’occasione davvero storica. Nell’ambito dell’evento sarà organizzato anche un contest dal titolo ‘Come pensiamo l’Europa’, che darà agli studenti la possibilità di esprimere il loro punto di vista: quali temi li appassionano di più riguardo all’Europa e in che modo, secondo loro, l’Europa ha contribuito a migliorare i nostri territori».A portare i saluti agli studenti, ai docenti e al dirigente scolastico dell’Istituto «N. Miraglia» di Lauria, è intervenuto anche il Garante della Natura, Ambiente e Territorio della Basilicata, Biagio Costanzo.

Trasporto abusivo turisti a Matera, la Cna: «Bene i controlli»

MATERA. La Cna della provincia di Matera plaude ai controlli della Polizia di Stato che, la scorsa settimana, hanno portato al sequestro di un furgone privo dei titoli autorizzativi per il trasporto di persone e della revisione annuale del veicolo.Verifiche effettuate con finalità anticrimine, in occasione dell’inaugurazione di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, ma che hanno comunque fatto emergere una situazione che l’associa-

zione denuncia da tempo.«Quotidianamente – evidenzia la Cna –operano soggetti che, senza alcun titolo autorizzativo, effettuano corse come fossero taxi». Una condizione che, secondo l’associazione, risulta ulteriormente aggravata dall’arrivo in città, negli ultimi mesi, di una piattaforma straniera attraverso la quale alcuni operatori Ncc non sostano in rimessa, svolgendo di fatto un servizio assimilabile a quello taxi.Con l’avvio della stagione turistica, inol-

tre, si registra l’arrivo di altri operatori irregolari provenienti dalla provincia e da fuori regione, con un aumento dell’offerta abusiva proprio nei periodi di maggiore afflusso.La Cna sottolinea anche l’importanza della scelta del locale comando di Polizia di dotarsi di un dirigente della polizia amministrativa, auspicando che possa essere messo rapidamente nelle condizioni di operare.«Auspichiamo – conclude l’associazione – una cadenza regolare e si-

controlli, a tutela dell’utenza, sia turistica che residente, ma anche di quei tassisti e operatori Ncc che svolgono quotidianamente la propria attività nel rispetto delle regole».

Interrogazione in Consiglio dopo segnalazioni di posti non più utilizzati a Matera: «Molti altri cittadini ne hanno bisogno» Matera

Rubino: «Censire stalli disabili, servono equità e trasparenza»

MATERA. «È stata presentata un’interrogazione al sindaco e all’assessore competente per chiedere l’avvio di un censimento aggiornato degli stalli di parcheggio riservati alle persone con disabilità presenti sul territorio comunale». Così il consigliere comunale Angelo Rubino, di Matera Democratica, interviene sul tema della gestione degli spazi dedicati alla sosta.«Gli stalli dedicati rappresentano un presidio fondamentale per garantire il diritto alla mobilità, all’autonomia e all’inclusione delle persone con disabilità. Tuttavia, nel corso degli anni si sono verificati cambiamen-

ti nelle condizioni dei beneficiari, come trasferimenti, variazioni dello stato di salute o decessi, che rendono alcuni stalli non più utilizzati».Rubino

richiama anche le segnalazioni arrivate dai cittadini: «A seguito di diverse segnalazioni è emersa la presenza di posti riservati ormai non più occu-

pati, una situazione che rischia di generare inefficienze e, soprattutto, di negare opportunità a chi oggi ne avrebbe realmente bisogno».Nel dettaglio, l’interrogazione punta a chiarire diversi aspetti: «Si chiede se l’amministrazione abbia effettuato negli ultimi anni un censimento aggiornato, se esista un sistema di monitoraggio periodico sull’utilizzo degli stalli, se si intenda procedere a una verifica complessiva su tutto il territorio comunale e quali azioni si intendano adottare per la revoca o l’assegnazione degli stalli non più necessari».«Viene inoltre richie-

sta trasparenza sui tempi di avvio e conclusione del censimento, oltre alla pubblicazione aggiornata dei dati relativi agli stalli disponibili e assegnati».Il consigliere ribadisce il senso dell’iniziativa: «Garantire un uso corretto e dinamico degli stalli per disabili significa tutelare un diritto fondamentale. Non si tratta solo di organizzazione degli spazi, ma di rispetto, equità e attenzione verso le persone più fragili della nostra comunità». «L’obiettivo è costruire una gestione più efficiente, equa e trasparente, capace di rispondere concretamente ai bisogni reali dei cittadini».

«Svincolo

Marconia, via al cantiere sulla

PISTICCI. «Con grande soddisfazione annunciamo la ripresa dei lavori per la realizzazione dello svincolo di Marconia sulla strada statale Basentana, un intervento strategico e atteso da decenni che segna un passo decisivo per lo sviluppo del nostro territorio». Così Fratelli d’Italia Pisticci comunica l’avvio del cantiere.«Lunedì 30 marzo 2026 prenderanno il via le operazioni di bonifica da ordigni bellici, seguite dall’avvio dei lavori per la realizzazione della rotatoria provvisoria, propedeutica al progetto definitivo del nuovo svincolo a livelli sfalsati di Marconia, previsto su entrambi i lati della carreggiata».«Il risultato odierno è frutto di un impegno costante e di una seria azione politica e istitu-

zionale, portata avanti dalla segreteria cittadina di Fratelli d’Italia Pisticci con il supporto di Camilla Iannuzziello, responsabile organizzazione del partito per la provincia di Matera».«Negli ultimi mesi si sono susseguiti importanti momenti di confronto con Anas per garantire l’avanzamento del progetto», spiegano dal partito, ricordando «l’incontro a Roma nel luglio 2025 con l’amministratore delegato Claudio Andrea Gemme» e «il tavolo tecnico a Potenza nel novembre 2025 alla presenza del capo compartimentale di Basilicata, Giancarlo Luongo».«Grazie a questo costante dialogo è stato possibile monitorare e consolidare il cronoprogramma dei lavori, assicurando anche l’avvio della mes-

sa a norma degli accessi poderali lungo la Basentana».«La partenza del cantiere, inizialmente fissata per gennaio 2026, è stata posticipata a marzo per ragioni tecnicoamministrative legate all’acquisizione dei terreni, mentre la Confe-

renza di Servizi relativa al progetto esecutivo si è regolarmente conclusa con esito positivo presso il Comune di Pisticci».«Ringraziamo Anas per la sensibilità e l’attenzione dimostrate verso il territorio e rinnoviamo l’impegno a seguire, passo dopo passo, la realizzazione dell’opera fino al completamento della soluzione infrastrutturale definitiva».«Questo importante risultato conferma che, senza clamore ma con serietà, determinazione e coerenza, si possono ottenere risultati concreti e storici per una comunità che per troppo tempo è stata dimenticata. Pisticci e Marconia tornano finalmente al centro dell’attenzione e della pianificazione infrastrutturale regionale».

Dall’incontro con i buyer internazionali al cicloturismo esperienziale, l’APT punta su promozione integrata e reti territoriali

Basilicata in vetrina tra Liguria e Veneto: doppia strategia per il turismo sostenibile

Dal 26 al 29 marzo la Basilicata si presenta compatta su due dei principali palcoscenici nazionali del turismo, con una strategia che unisce promozione internazionale e valorizzazione dell’offerta esperienziale. L’APT Basilicata è infatti protagonista, in contemporanea, al workshop B2B Discover Italy di Sestri Levante e alla Fiera del Cicloturismo di Padova.Quattro giorni, due delegazioni e un unico obiettivo: rafforzare il posizionamento della regione lavorando su due fronti paralleli, quello del trade internazionale e quello della domanda diretta legata al turismo attivo e sostenibile.A Sestri Levante, il 26 e 27 marzo, l’appuntamento è interamente dedicato al business. Discover Italy si conferma come uno dei momenti più qualificati per l’incontro tra domanda e offerta turistica, grazie a un sistema di matching che organizza incontri bilaterali mirati tra operatori. La delegazione lucana, composta da quattro operatori, potrà contare su 40 appuntamenti prefissati ciascuno, all’interno di un contesto che riunisce fino a 150 seller e circa cento buyer provenienti da Europa, Americhe, Medio Oriente e mercati emergenti.Il dato più significativo è rappresentato dal turn-over del 70% di nuovi interlocutori rispetto all’edizione precedente, elemento che rende il workshop un’opportunità concreta per intercettare nuovi mercati e consolidare la presenza della Basilicata sui circuiti internazionali.Parallelamente, dal 27 al 29 marzo, Padova ospita la Fiera del Cicloturismo, dove la seconda delegazione lucana porta in evidenza un segmento in forte crescita: quello del turismo lento e sostenibile. Presenti cinque associazioni e operatori specializzati, insieme ai rappresentanti del Parco nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese e del Parco regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane.Momento centrale sarà il talk in pro-

gramma sabato 28 marzo alle ore 11 sul Palco Vie della Fiera, dal titolo «Ciclovia ed Ippovia: porte del turismo slow nei Parchi lucani», che vedrà gli interventi del direttore generale dell’APT Basilicata, Margherita Sarli, e del direttore del Parco regionale, Marco Delorenzo. Un confronto dedicato al posizionamento della regione nel mercato cicloturistico e allo sviluppo delle infrastrutture dedicate.La presenza a Padova si inserisce nel solco del lavoro di rete avviato negli ultimi anni, con l’obiettivo di rafforzare un’offerta integrata e sempre più strutturata. Attualmente, la Basilicata può contare su oltre venti itinerari cicloturistici, per un totale di più di 1.700 chilometri, mappati anche attraverso l’app «Basilicata Free to Move», disponibile in quattro lingue.Un sistema articolato che comprende 124 punti di interesse tra paesaggi naturali, borghi storici e siti culturali, dal litorale tirrenico e ionico fino alle aree interne e

montane. A definire l’identità dell’offerta sono tre grandi tracciati: l’Anello dei Parchi Lucani, un percorso di 725 chilometri in 15 tappe da Maratea ai Sassi di Matera; la Ciclovia Meridiana, lunga 308 chilometri, che recupera il tracciato dell’ex ferrovia Calabro-Lucana; e il 2mulozer0, itinerario in mountain bike di 75 chilometri che dal Monte Sirino conduce fino alla costa di Maratea.Tre esperienze differenti — strada, gravel e mountain bike — supportate da servizi dedicati come tracce GPS, ciclofficine, bike hotel e punti d’acqua georeferenziati, a conferma di un’offerta sempre più orientata alla qualità e all’accessibilità.

La doppia presenza a Sestri Levante e Padova conferma così la volontà dell’APT Basilicata di puntare su una promozione integrata, capace di intercettare mercati internazionali e, al tempo stesso, rispondere alla crescente domanda di turismo esperienziale e sostenibile.

Dalla prigionia alla gloria: il coraggio di un uomo che si mise al servizio della Patria e della libertà

La storia di Vincenzo De Leo, medico patriota lucano che lottò per l’Unità

Vincenzo De Leo è stato un medico e un patriota ignorato dai Lucani, un personaggio notevole per coraggio e determinazione nel perseguire l’Unità Nazionale, anche se a obbiettivo raggiunto rimase per molti aspetti deluso. Pagò duramente per le sue idee: per lui fu richiesta la condanna a morte e 19 anni di carcere. Fu medico da campo nell’ultima battaglia decisiva tra Garibaldi e l’esercito borbonico: quella sul Volturno, accolse a Ponza Carlo Pisacane e i suoi “300 giovani e forti”.

Vincenzo De Leo nacque a Policoro il 25 marzo del 1823, in contrada Troyli, e fu registrato nel Comune di Tursi il 1° aprile dello stesso anno. Policoro era allora conteso dai Co-

muni di Montalbano e Tursi e, solo dal 1° marzo del 1871, divenne frazione di Montalbano. La famiglia De Leo, composta da sette figli, dal padre Filippo e dalla madre Maria Corino, entrambi montalbanesi, andò poi a risiedere nel palazzo che era stato dei marchesi La Greca, nell’attuale via Lomonaco, a Montalbano Jonico. Vincenzo De Leo usufruì delle ricche librerie dei Lomonaco e dei Santagata, ma della sua formazione si occupò il sacerdote Don Saverio Bonagiunta. Proseguì, poi, gli studi a Teana e Roccanova in provincia di Potenza e ancora a Cirigliano, sull’alta collina materana. Successivamente, si recò a Napoli per studiare Medicina e Chirurgia, laureandosi nel 1845, e tornò a Montalbano per iniziare la sua attività di medico. Ini-

ziò quasi subito un’intensa attività antiborbonica che, dopo la sollevazione contro i Borboni del 1848, lo condusse al processo davanti alla Gran Corte criminale di Potenza e al carcere. Dopo la richiesta della pena capitale da parte del Pubblico Ministero fu, infatti, condannato a 19 anni di carcere. Per cinque anni, De Leo scontò il carcere duro sull’isola di Procida. Fu poi trasferito nel carcere di Ventotene e, dopo circa quattro anni, gli fu offerto di esercitare fuori dal regime carcerario la professione medica sull’isola di Ponza. Negli ultimi giorni del mese di giugno del 1857,, a Ponza, egli incontrò Carlo Pisacane che era appena sbarcato con un manipolo di giovani. Dopo averlo aiutato ad arruolare circa 400 volontari, una delle

principali accuse a suo carico era una lettera firmata da lui e dal presidente del circolo costituzionale di Pisticci Nicola Rogges, in data 18 agosto del 1848, con la quale si dichiarava tiranno il Re e si prometteva aiuto al movimento insurrezionale della Calabria.

Vincenzo De Leo scagionò il Rogges assumendosi la paternità di quella lettera e dichiarando di averla firmata a sua insaputa. Una domenica del mese di giugno dello stesso anno, egli intervenne per sedare un tumulto vicino al municipio di Montalbano, scoppiato perché il popolo chiedeva la suddivisione delle terre demaniali. Il De Leo riuscì a calmare tutti, promettendo che si sarebbe impegnato per quella causa. Ottenne, infatti, la venuta a Montalbano del consigliere d’in-

tendenza Berni per i lavori preliminari che portarono all’auspicata quotizzazione di alcuni terreni demaniali. Vincenzo De Leo cessò di vivere a 66 anni, il 2 agosto del 1889, nel suo palazzo in via Lomonaco, a Montalbano Jonico. Si era operato da solo, davanti allo specchio, un ascesso sul collo e, con ogni probabilità, era poi morto per setticemia.

“Il Vangelo secondo Matteo”: appuntamento questa sera, alle ore 20:30, presso la Biblioteca “N. Ramagli” del Comune

Sarconi, il cinema di Pasolini al centro della 17esima edizione di “Frammenti autoriali”

SARCONI Sarà “Il Vangelo nello sguardo di Pasolini” il tema al centro del terzo appuntamento della 17esima edizione di “Frammenti autoriali”, promossa da Gal-Cittadella del Sapere, Festival Internazionale Marateale, Associazione Culturale Ca.tali.te., e in programma questa sera, alle ore 20:30, presso la biblioteca “N. Ramagli” di Sarconi. “Il Vangelo secondo Matteo” di Pasolini è uno di quei film che, nella collana del cinema Cristologico, rimane un capolavoro e, forse, quello più riuscito dal lato estetico-artistico e non spettacolare. Il contenitore sulle nuove cinematografie d’autore e sul movieclassico, ideato da Mimmo Mastrangelo e Nicola Timpone, è pronto a mettere in luce più l’umanità che la divinità di Cristo. Dedicata “alla cara, lieta, familiare memoria di Papa Giovanni XXIII”, la pellicola riporta fedelmente sullo schermo il testo di Matteo e restituisce tutta la bellezza della parola di Cristo, anche se poi c’è da far notare che la dimensione più religiosa e sacrale viene rimarcata in quei passaggi dove le scene sono dominate dal silenzio. La parola è sempre storica, il silenzio è fuori dalla storia nell’assolutezza delle

immagini. “Il Vangelo secondo Matteo” vinse tre nastri d’argento e, al Festival di Venezia, conquistò il Gran Premio della Giuria. Nelle sale, il successo fu internazionale, ma in Italia il regista venne contestato da ambienti conservatori vicini alla Chiesa, oltre a essere preso di mira da frange fasciste. Per il ruolo di Gesù, fu scelto Enrique Irazoqui, uno studente spagnolo che venne a Roma per conoscere Pasolini dopo aver scritto una tesi sul romanzo “Ragazzi di Vita”. Nel film sono, inoltre, presenti la madre Susanna nei panni della Madonna, e gli amici letterati.

lucano

LA RUBRICA DI CRONACHE Pensieri e considerazioni su come evolvono le

Appunti di realtà 27 marzo Tra verità e approvazione

DI FABRIZIO QUARATINO

Viviamo in un tempo in cui non basta più dire ciò che si pensa. Occorre anche prevedere come ogni parola verrà interpretata, misurata, valutata. Si afferma così, senza proclami e quasi impercettibilmente, una pratica diffusa: l’autocorrezione preventiva.Non si tratta di mentire apertamente, ma di operare sottili aggiustamenti. Le verità si «limano», gli angoli si smussano, i concetti si addolciscono. Le idee vengono rese più digeribili, come se la realtà dovesse essere costantemente pre-masticata

per non urtare la sensibilità altrui.Il risultato è una forma elegante di adattamento sociale: tutti parlano, ma pochi si espongono davvero per ciò che sono. Si insinua così un’ironia sottile: si è liberi di esprimersi, purché non si ecceda con la libertà. In questo contesto, la compatibilità diventa una raffinata forma di selezione invisibile.Prende forma una nuova abitudine: non dire ciò che è vero, ma ciò che «regge»; non ciò che si sente, ma ciò che «funziona»; non ciò che nasce dentro, ma ciò che può attraversare indenne lo sguardo degli altri senza di-

sturbare il sistema.Senza quasi accorgersene, si diventa esperti di versioni ridotte di sé stessi. Ma ciò che viene compresso non scompare: si accumula. E ciò che si accumula, prima o poi, reclama spazio.Il paradosso è evidente: la società celebra l’espressione, ma educa, con discrezione, alla moderazione emotiva di ciò che si esprime. Si parla molto di autenticità, ma si premia spesso la sua versione più «gestibile».Poi accade qualcosa di semplice, quasi silenzioso: una stanchezza lucida. Non rabbia né rottura, ma una forma di chiarezza improvvisa. In quella lucidità si apre una possibilità diversa: smettere di negoziare continuamente la propria verità.

Non per provocazione, ma per rispetto verso ciò che si è.Emerge allora una consapevolezza sorprendente: non è il mondo a respingere la verità, quanto piuttosto la paura del proprio riflesso a renderla difficile da pronunciare.Da quel

momento, non cambia il mondo, ma il punto di vista. Si smette di chiedere permesso per esistere. E questo, oggi, non è soltanto un atto di libertà: è un gesto silenzioso capace di incrinare ogni equilibrio costruito sull’apparenza.

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Cronache del 27 marzo 2026 by Cronache - Issuu