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VITALIZI
Il diritto alla cura oltre le attese infinite
Il recente Rapporto «Sussidiarietà e... salute» fotografa una Basilicata in profonda sofferenza, con una speranza di vita in buona salute di quasi sette anni inferiore alla media nazionale. Salvatore Di Trana lancia l’allarme: dietro i numeri ci sono i volti di chi aspetta un’intera mattinata in un Pronto Soccorso. Un divario che non è solo statistico, ma un’ingiustizia territoriale che mina(...)
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Dellapenna a pag 2
Vi ricordate il dream green che questi patrioti hanno sparso ai quattro venti pur di vestirsi d’anime belle sull’agognata sostenibilità e magari, dall’altra parte della staccionata politica, fregare pure qualche voto alla sinistra ecologica? Ebbene dopo 6 anni di governo, anzi di malgoverno c’è stato il nulla, visto che ovunque si butti l’occhio statistico a rimbalzare è di certo la performance peggiore, peraltro portata all’ennesima potenza negativa grazie all’incapacità di Bardi e soci. Ora come se non bastasse dopo Svimez, Cgia di Mestre, Istat, Gimbe anche Fondazione Symbola e Unioncamere con lo studio “Competitivi perché sostenibili” ci restituiscono l’ennesima figuraccia, questa volta in versione green e nel massimo disvalore nazionale. Già perché se l’Italia si colloca tra i primi 3 Paesi europei per numero di brevetti green e se Lombardia (28,0) Veneto (12,2) e Piemonte (10,9) guidano questa dinamica percentuale, forti della loro tradizione manifatturiera e del loro know-how industriale, la Basilicata, come al solito, rimane ultima e disgraziata mettendo a segno uno 0,1 tanto per celebrare i fasti del disastro. Canta Fedez: “Figuracce, sempre figuracce…”
OLTRE IL GIARDINO A confronto le due posizioni del segretario della Cgil e del segretario provinciale di FI




Gli studenti in piazza a Potenza per manifestare contro la mancata abrogazione della legge: «La politica non è un mestiere»
■ Menonna a pag 7
TRASPORTO
Due nuove corse Fal per unire Laurenzana, Anzi e Potenza, i sindaci Graziadei e Trivigno ringraziano Pepe per l’attenzione al territorio
■ Calabrese a pag 15
PARITÀ DI GENERE
Arriva il modello online obbligatorio per il Rapporto parità, Pipponzi: «Per tutte le aziende con più di 50 dipendenti»
■ Servizio a pag 8
ORGOGLIO LUCANO
Da Sarconi il dottor Lauria rivoluziona la cardiochirurgia: a Nancy sincronizzati due defibrillatori impiantabili
■ Tammariello a pag 11

Nuova legge elettorale, via i collegi e premio di maggioranza nazionale
FdI perde un Parlamentare, improbabile un seggio a FI con Bardi che forse deve rinunciare a correre. Fuori dai giochi anche Azione e Lega
Mentre si parla di referendum si avvicina il tempo delle elezioni. Come era nell'aria la maggioranza intende modificare la Legge elettorale adottando un sistema proporzionale con premio di maggioranza.
Un sistema alquanto complesso ed articolato che non soltanto modifica il quadro complessivo italiano ma che avrà degli effetti a cascata su tutto il territorio nazionale e, quindi, anche in Basilicata.
VIA I COLLEGI
Il sistema elettorale vigente prevede l'elezione dei Parlamentari con un sistema proporzionale il cui premio di maggioranza viene assegnato in collegi maggioritari.
In pratica ogni partito presenta una lista di candidati, il raggruppamento di liste è inserito in una coalizione in ciascun collegio, non esiste il voto disgiunto, chiunque votando la lista vota anche il candidato al maggioritario della coalizione.
Vengono eletti i candidati al proporzionale in proporzione ai voti ottenuti dai singoli consiglieri e i candidati all’uninominale vincenti in ogni collegio. Il testo depositato prevede l’eliminazione dei collegi maggioritari, un proporzionale puro con un premio di maggioranza

che scatta alla coalizione che vince qualora abbia superato il 40%, se due coalizioni arrivano in una forbice tra il 35 e il 40% si procede al ballottaggio. Il premio di maggioranza è attribuito alla coalizione vincente su base nazionale in un’unica ripartizione nazionale. Esiste, poi, una soglia di sbarramento al 3%.
La legge prevede anche l’indicazione esplicita del candidato Presidente.
GLI EFFETTI IN BASILICATA
Non è semplice prevedere quali siano gli effetti della Legge elettorale in Basilicata.
In primis va evidenziato
che, scattando il premio di maggioranza su un listino nazionale, tutte le Regioni e, quindi, anche la Basilicata dovrebbero perdere qualche parlamentare Sicuramente verrebbero meno i collegi uninominali che alle scorse elezioni elessero Caiata di Fratelli d’Italia e Casellati di Forza Italia.
Il primo effetto che viene in mente è che uno dei tre parlamentari di Fratelli d'Italia non potrà essere eletto in Basilicata. L’eliminazione del collegio uninominale consentirà verosimilmente l’elezione di un deputato e di un senatore del partito della Meloni con la possibilità
di un secondo eletto alla Camera in caso di straordinario risultato ma che, per la Legge sull’alternanza di genere, dovrà essere necessariamente una donna.
Per l’altro Parlamentare e per eventuali aspiranti resterebbe la possibilità di un seggio fuori regione o di una candidatura nel listino unico nazionale del premio di maggioranza. Con l’eliminazione del collegio uninominale diventa difficile anche una eventuale elezione di Bardi che dovrebbe candidarsi come capolista di Forza Italia e sperare in una difficilissima partita. Quasi impossibile l’ele-
zione di lucani nelle liste di Azione con Pittella che deve quindi rinunciare a correre per il Parlamento, il partito potrebbe essere in difficoltà a superare il 3% ma, soprattutto, giocherebbe una partita complessa in uno scenario piccolo come quello della Basilicata.
La situazione è ancora più articolata a sinistra. Il PD potrebbe aspirare a un seggio alla Camera e uno al Senato mentre i Cinque Stelle sembrano fuori dai giochi al Senato con la possibilità alquanto remota di entrare in Parlamento alla Camera dei deputati.
Fuori dai giochi anche la Lega.
In sostanza, immaginando che la Basilicata possa perdere almeno un Deputato e forse un Senatore che dovrebbero andare nel premio di maggioranza nazionale sono altamente probabili l’elezione di un deputato e di un senatore per FDI e di un Parlamentare e di un Senatore per il PD con M5S e Forza Italia a combattere per ottenere un posto alla Camera. Questo immaginando che il risultato reale sia conforme ai sondaggi. Si tratta ovviamente solo della prima ipotesi di legge elettorale e di un dato ancora troppo lontano nel tempo ma siamo certi che nelle segreterie di Partito si inizi a ragionare. Siamo certi che ne vedremo delle belle.


OLTRE IL GIARDINO In studio anche il consigliere di opposizione di Matera Colucci e il membro Anci Giovani Traietta
Si scalda il dibattito politico in Basilicata a poche settimane dal voto referendario sulla riforma della giustizia. A Oltre il giardino, talk di approfondimento in onda su Cronache Tv e condotto da Paride Leporace, si sono confrontati il segretario provinciale di Forza Italia, Vincenzo Taddei, e il segretario regionale della Cgil, Fernando Mega, rappresentanti di due posizioni opposte su un tema che ha diviso il Paese e sollevato accesi dibattiti anche a livello nazionale. «La giustizia italiana, così co- m’è oggi, non funziona. È necessario un cambiamento che garantisca una maggiore credibilità delle istituzioni e della magistratura stessa», ha dichiarato Taddei, sostenendo che la riforma sia "il primo passo verso una svolta". Secondo il rappresentante di Forza Italia, il referendum rappresenta un’occasione storica per intervenire su un sistema giudiziario che definisce inefficiente e incapace di garantire una vera giustizia ai cittadini.
Per Taddei, la riforma mira a ristabilire un equilibrio tra i poteri dello Stato, correggendo quelle che ha definito "invasioni di campo" della magistratura nella politica. «Non possiamo continuare con una giustizia che non garan- tisce terzietà e credibilità. È tempo di riformare il sistema per restituire fiducia ai cittadini», ha aggiunto, invitando gli elettori a partecipare e a votare sì.
Di tutt’altro avviso Fernando Mega, che ha ribadito la ferma opposizione della Cgil alla riforma. «Non è una questione tecnica, ma squisitamente politica», ha affermato il segretario regionale, sottolineando come la controriforma alteri gli equilibri tra i poteri sanciti dalla Costituzione. Omega ha criticato il metodo con cui la riforma è stata approvata in Parlamento, senza il necessario consenso dei due terzi, e ha definito il referendum una "resa dei conti tra politica e magistratura".
«La separazione delle carriere è già una realtà di fatto. Questa riforma non risolve i veri problemi della giustizia, come i tempi lunghi dei processi o le carenze strutturali. Al contrario, rischia di minare i principi fondanti della nostra democrazia, mettendo in discussione il patto costituzionale», ha dichiarato Mega, lanciando un appello a votare no per difendere la Carta costituzionale.
A pochi giorni dal voto, la campagna referendaria entra nel vivo. Entrambi gli schieramenti hanno annunciato un fitto calendario di incontri e iniziative sul territorio lucano, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini e motivarli a partecipare.
«Chiediamo ai nostri elettori di
andare a votare e di sostenere con convinzione il sì. Questo referendum è un passo necessario per una giustizia più giusta e più celere», ha dichiarato Taddei.
Di contro, Mega ha ribadito: «Questo referendum non risolve i problemi della giustizia, ma mette a rischio gli equilibri costituzionali. Invitiamo tutti i cittadini a recarsi alle urne e a votare no con convinzione».
Si cambia argomento a Oltre il giardino, in studio arriva il consigliere di opposizione del Comune di Matera Luca Colucci che ha tracciato una lucida analisi sul momento di forte instabilità che vive la politica amministrativa a Matera.
Colucci, già figura chiave nelle primarie che portarono poi alla vittoria del centrodestra e di Antonio Nicoletti, oggi osserva dall’interno le dinamiche politiche della città e non risparmia critiche alla gestione dell’attuale amministrazione. «Il nostro progetto politico ha perso», ammette Colucci, «ma avevo il timore che nella componente vincitrice mancasse una gestione politica adeguata. E questo timore si sta concretizzando». Tra i nodi principali, il consigliere ha evidenziato la mancanza di una visione di lungo termine e di una capacità di gestione politica all’interno della maggioranza. Un deficit che, secondo Colucci, emerge con forza in una situazione già complicata come quella dell’"anatra zoppa", con due consiglieri di maggioranza –Toto e Cerrone – che hanno abbandonato il gruppo. «Nel nostro gruppo politico abbiamo proposto soluzioni, come un accordo programmatico che coinvolgesse tutto il Consiglio fino al 2027, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta», ha affermato. Un tema centrale del dibattito politico è il progetto "Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026", una sfida che dovrebbe rilanciare Matera dopo l’esperienza del 2019 come Capitale Europea della Cultura. Tuttavia, Colucci esprime preoccupazione: «Il 2026 non è il 2019. Allora c’era stato un processo inclusivo che aveva coinvolto tutta la comunità, le istituzioni e il territorio. Oggi manca il dialogo con la comunità, che si sente esclusa». L’assenza di una visione chiara sull’eredità del progetto è un altro aspetto critico. «Non sento parlare di cosa resterà dopo il 2026. Non si tratta solo di creare infrastrutture, ma di lasciare qualcosa di duraturo, anche in termini di strutture culturali e sociali. Altrimenti, si rischia di vivere un anno di luci e passerelle, senza un reale beneficio per la città». Sul fronte politico, Colucci non nasconde le difficoltà del centro-


sinistra, sottolineando l’importanza di un rinnovamento reale, partendo dal Partito Democratico. «Se parliamo di un campo di centrosinistra, il PD è imprescindibile. Ma a Matera serve un azzeramento totale, un riconoscimento degli errori e l’umiltà di favorire un nuovo processo politico», ha dichiarato. Secondo il consigliere, il rinnovamento non deve essere solo di facciata: «Non basta una faccia nuova, serve una figura con contenuti e capacità, accompagnata da chi ha esperienza ma sa mettersi da parte. Se questo non accade, non ci sarà alcun cambiamento». Nonostante le difficoltà, Colucci ribadisce il suo impegno e quello della lista civica "Matera Futura" nel portare avanti iniziative di sensibilizzazione e coinvolgimento della cittadinanza. «Crediamo ancora in un progetto politico che metta al centro la partecipazione e il dialogo. Ma per costruire un futuro solido, è necessario iniziare a lavorare ora, creando alleanze politiche durature e credibili». In un momento di crisi e incertezza, Matera sembra trovarsi a un bivio: da un lato, la possibilità di rilanciarsi come modello di cultura e dialogo; dall’altro, il rischio di restare intrappolata in una politica frammentata e autoreferenziale. Il tempo stringe e la città attende risposte. Infine arriva in studio Giulio Traietta, sindaco di Miglionico e rap-


presentante dell’Anci Giovani. Durante l’ultima assemblea regionale dell’Anci Basilicata ha presentato un ambizioso progetto per la rigenerazione giovanile nella regione. La proposta, elaborata con il contributo di amministratori under 35, punta a restituire centralità ai giovani in una regione segnata da spopolamento e isolamento sociale.
Il piano prevede tre fasi principali: la rigenerazione degli spazi pubblici per favorire l’aggregazione, la creazione di politiche condivise tra i comuni e il finanziamento di attività giovanili attraverso la coprogettazione con enti del terzo settore. «Senza spazi adeguati, i giovani non possono incontrarsi e costruire un futuro», ha dichiarato Traietta.
Il progetto mira anche a promuovere un approccio interdipartimentale all’interno della regione, per uniformare le politiche giovanili e garantire una visione strategica a lungo termine. «Non possiamo parlare di politiche giovanili senza ascoltare i ragazzi e i loro bisogni», ha aggiunto il sindaco. Traietta ha sottolineato l’importanza di costruire una rete di cura per combattere l’isolamento sociale e lo spopolamento, due problematiche strettamente connesse. «Gli spazi pubblici devono diventare luoghi in cui i giovani possano sentirsi liberi di esprimersi e crescere, evitando di sentirsi respinti dai piccoli comuni».
SCANZANO JONICO. Sabato 28 febbraio 2026, alle ore 10:45, la Sala Consiliare di Piazza Gramsci a Scanzano Jonico ospiterà l'incontro informativo dal titolo «Perché votare Sì. Per una giustizia efficace, veloce e giusta». L'evento, che vedrà la partecipazione del Vicepresidente della Camera dei Deputati, On.le Fabio Rampelli, mira a stimolare un confronto consapevole sulle riforme del sistema giudiziario proposte attraverso lo strumento referendario.Sull'importanza dell'iniziativa è intervenuto il Senatore Gianni Rosa, che ha sottolineato il valore civile della consultazione: «Il referendum rappresenta un momento fondamentale di partecipazione civica, offrendo ai cittadini la possibilità di esprimersi direttamente su questioni che incidono profondamente sull’equilibrio tra diritti, garanzie e responsabilità del
nostro Paese», ha dichiarato il Senatore Rosa.
Entrando nel merito della proposta politica, il parlamentare ha ribadito l'obiettivo della mobilitazione: «Questa iniziativa nasce con la volontà di promuovere un dibattito informato su un tema centrale per la nostra vita democratica: il funzionamento del sistema giudiziario. Votare Sì significa scegliere una giustizia che sia finalmente efficace, veloce e, soprattutto, giusta per tutti i cittadini», ha affermato il Senatore Gianni Rosa. All'incontro, oltre al Vicepresidente Rampelli e al Senatore Rosa, parteciperanno i principali rappresentanti istituzionali e politici di Fratelli d’Italia: Maria Antonietta Casulli (segretaria cittadina FDI), Michele Giordano (Presidente provinciale FDI Matera), Piergiorgio Quarto (Coordinatore regionale), Rocco Leone (Con-

sigliere regionale), Cosimo Latronico (Assessore regionale alla Sanità), Pasquale Cariello (Sindaco di Scanzano Jonico) e il Deputato Aldo Mattia.
«Capire, non convincere»: la Presidente del CIF Lucia Sasso presenta il dibattito pluralista sulla separazione delle carriere
Le ragioni del Sì e del No» è il tema dell’incontro pubblico organizzato dal CIF- Centro Italiano Femminile di Melfi, questo pomeriggio alle ore ore 17:30 presso la Biblioteca Caritas Diocesana. Un momento di approfondimento dedicato a un tema che, negli ultimi mesi, ha animato il dibattito pubblico e giuridico del nostro Paese: il referendum sulla separazione delle carriere tra magistratura giudicante e magistratura requirente. «Come Centro Italiano Femminile realtà da sempre impegnata nella promozione della cittadi-

nanza attiva, dell’educazione civica e della partecipazione consapevole -racconta a Cronache la Presidente, Avvocato Lucia Sasso- abbiamo ritenuto importante offrire alla comunità uno spazio di confronto sereno, informato e pluralista. Non per sostenere una posizione, ma per contribuire a comprendere meglio le ragioni che hanno portato a questo referendum e i nodi principali della questione, affinché ogni cittadino possa maturare un’opinione libera e consapevole».
Come racconta ancora Sasso, «il senso del nostro incontro non è convincere, ma capire. Non è schierarsi, ma ascoltare. Non è alimentare divisioni, ma favorire una cittadinanza più informata e responsabile. Siamo convinte che la democrazia si nutra di conoscenza e che il confronto civile sia la via migliore per affrontare temi che toccano la vita istituzionale del Paese».
L'evento sarà aperto dai saluti del Sindaco Giuseppe Maglione e dai saluti della Presidente Lions Vulture, Avvocata Rosanna Fundone, ed entreranno nel merito del tema due relatori di grande competenza ed esperienza, la Dottoressa Angela D’Amelio, Consigliere presso la Corte di Appello di Potenza e l’Avvocato Gervasio Cicoria, penalista del Foro di Potenza «ai quali desidero esprimere un sincero ringraziamento – rimarca la Presidente del Cif che modererà l’evento- per la chiarezza, la competenza e
l’equilibrio con cui affronteranno un tema complesso e spesso polarizzante.
Le loro analisi, pur provenendo da prospettive professionali diverse, contribuiranno ad illuminare i nodi giuridici e culturali che stanno alla base del referendum, offrendo strumenti utili per una valutazione consapevole e informata».
Il tema della separazione delle carriere non nasce oggi «è un argomento che attraversa la storia repubblicana da decenni e che periodicamente riemerge, soprattutto nei momenti in cui il rapporto tra poteri dello Stato, il funzionamento della giustizia e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni diventano oggetto di attenzione pubblica -aggiunge Sasso-Si tratta di temi complessi, che richiedono conoscenza tecnica e capacità di distinguere tra ciò che appartiene alla fisiologia del sistema e ciò che invece può rappresentare una criticità da affrontare. Questioni che meritano di essere comprese nella loro complessità, senza semplificazioni e senza contrapposizioni ideologiche.
Ci auguriamo dunque che quanto emergerà dall'incontro possa accompagnarci nelle nostre riflessioni personali e nel nostro ruolo di cittadine e cittadini responsabili».
Vale ricordare che il CIF nasce nel 1944 come federazione formata dalla componente femminile di 26 associazioni di ispirazio-
ne cristiana, per contribuire alla ricostruzione del Paese attraverso la partecipazione democratica, l’impegno di promozione umana e di solidarietà. Tra i pilastri fondanti la valorizzazione del contributo femminile nella società e nella politica, la promozione della famiglia e dei soggetti sociali alla luce dei principi fondamentali della Costituzione. Nel 1970 il CIF si trasforma in Associazione.
La sua azione è stata sempre caratterizzata da un forte radicamento sul territorio e dalla concretezza e capillarità delle attività, che vanno dalle iniziative di assistenza e servizi alla formazione sociale e politica finalizzata alla crescita diffusa della coscienza civile e alle pari opportunità.
Dalle iniziative a livello legislativo e istituzionale su temi come famiglia, lavoro, minori alla formazione professionale passando per le attività culturali. Su questi presupposti la Presidente Sasso conclude con «un grazie particolare alle socie del CIF comunale di Melfi, che con dedizione e spirito di servizio hanno reso possibile l’organizzazione di questo appuntamento. Il nostro impegno, come sempre, è quello di promuovere spazi di confronto aperti, pluralisti e orientati al bene comune, nella convinzione che la partecipazione informata sia uno dei pilastri della democrazia». E MANUELA C ALABRESE
«Porteremo avanti fino in fondo la battaglia in difesa della Costituzione a garanzia dei diritti degli italiani e delle italiane. Se uno dei poteri viene subordinato al potere politico, come vorrebbe questo governo con il Referendum costituzionale del 22 e del 23 marzo, significa scardinare la nostra Costituzione e annullare quel diritto universale dell'articolo 3 per il quale tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge».
Lo ha detto il segretario generale dello Spi Cgil Basilicata all’assemblea generale del sindacato dei pensionati della Cgil lucana che si è svolta ieri a Potenza.
All’ordine del giorno le ragioni del No al referendum sulla riforma della giustizia. «Il Governo Meloni – ha aggiunto Summa – usa il tecnicismo della separazione delle carriere e la modifica organizzativa, con la divisione in due del Consiglio superiore della magistratura e l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare per indebolire la magistratura, dividerla e renderla meno autorevole, in modo da invertire l'equilibrio dei poteri.


Attraverso le nomine politiche, inoltre, potranno utilizzare tutti gli aspetti disciplinari per punire i magistrati e assoggettarli al potere politico. Avremo quindi una giustizia classista, debole con i forti e forti con i deboli, con i cittadini comuni. Il vero obiettivo di questo governo, l'anima di questa riforma è proprio la rottura di equilibrio dei poteri su cui si fonda la nostra Carta costituzionale e la nostra democrazia.
Questo Governo vuole le mani libere per poter avere più potere e non essere controllato. Un disegno in continuità con l'autonomia differenziata e il premierato».
Da qui l’appello al voto: «Siamo di fronte a una delle riforme più pericolose della storia della nostra Repubblica – ha detto - ed è per questo che il 22 e il 23 marzo dobbiamo recarci alle urne e votare no, perché questa riforma tende a una torsione autoritaria, minando profondamente l'anima della nostra Carta costituzionale: quando il potere esecutivo ritiene di accentrare tutto a se stesso, non riconoscendo nessun altro potere, vuol dire che la Carta costituzionale non esiste più».

Il no è un monito per la politica regionale che discute da tre mesi solo delle indennità differite
Un no maturo, a dispetto della giovane età, una protesta contro la legge sui vitalizi e l'autoreferenzialità della classe politica lucana che di fatto da tre mesi ostacola il programma governativo di Vito Bardi. Sono partiti da Piazza Don Bosco, hanno attraversato via Torino, via Pienza, via Anzio e si sono diretti con bandiere, slogan e tanti colori gli studenti potentini di diverse scolaresche che hanno criticato le ultime vicende regionali e l'applicazione dei vitalizi meglio conosciuta come indennità differita da parte dei consiglieri regionali, Un deciso no, tante critiche prima alla Premier Giorgia Meloni, al Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, a diversi assessori prima di raggiungere via Anzio dove il gruppo di giovani formato da una settantina di elementi ha fatto sentire la propria voce e il proprio dissenso verso i vitalizi che imbavagliano la discussione in consiglio regionale da tre mesi e dell'autoreferenzialità della classe politica regionale, Sono stanchi, delusi dall'andazzo attuale i giovani della rete degli studenti medi, della Consulta Provinciale degli studenti e di tante associazioni che si rifanno al mondo giovanile perché i vitalizi privano la regione Basilicata di validi strumenti di discussione e ovviamente non vanno giù al mondo studentesco che gradirebbe spostare la discussione verso altri scenari e argomenti tesi al benessere dei lucani, alla ri-
cerca, allo studio, al lavoro e alla formazione professionale. Tutto questo in un momento particolarmente critico per la Basilicata che vede tante vertenze in campo e un grado di fiducia e serena convivenza con il mondo politico decisamente in calo. Tutto questo anche in barba alla promessa fatta dalla massima assise istituzionale di abrogare la norma che invece rimane in auge con sommo disappunto della comunità scolastica così contraria all'applicazione della norma. Dunque una presa d'atto con tanti commenti negativi, ironia, satira e quant'altro quella dei giovani studenti potentini che chiedono un cambio di passo alla governance regionale anziché far diventare ricchi i consiglieri regionali in un periodo complicato per la vita della Basilicata. Italo Marsico ha parlato della forma di protesta rimarcando quanto segue; «Si esatto come studenti scendiamo in piazza perché non riteniamo infatti accettabile che da dicembre a questa parte, da ormai tre mesi, il Consiglio Regionale rimanga bloccato per trattare delle pensioni dei consiglieri regionali, Noi presentammo una proposta di legge con la vice presidente del Consiglio prima e adesso con la giunta regionale, proposta di legge la cui discussione, il cui iter legislativo è stato posticipato di mesi a causa di questa discussione sui vitalizi che già di per se sono una norma estremamente discutibile. Se poi bloccano anche


l'attività di un intero apparato regionale diventano la barzelletta della politica.
La via d'uscita? Al momento noi stiamo proponendo un cambio di passo, cambio di passo che è quella dell'appropriazione unanime e veloce delle due proposte di legge che abbiamo presentato così da passare ad una politica autoreferenziale qual'è

stata quella degli ultimi tre mesi, a una politica che realmente si interessa dei giovani. Vogliamo che in questo caso gli studenti siano l'attore protagonista di questo cambiamento che a mio avviso deve avvenire mediante l'approvazione di queste due proposte di legge». Michelangelo Maio, capo dello staff della Consulta ha detto la sua sull'iniziativa «Promuoviamo questa manifestazione con l'organizzazione studentesche, rete degli studenti medi, posizioni studentesche alternative ma in linea di massima con il collettivo di tutti i rappresentanti di istituto della città di Potenza. Noi prima di tutto contro la famosa legge ormai sulla indennità differita benché si chiami in maniera differente altro non è che un vitalizio perché non si corra un rischio di far diventare a politica un mestiere, quando in realtà dovrebbe essere un servizio, un servizio allo Stato, un
servizio alla popolazione, un precetto prettamente di servire e non essere serviti.
Certamente contro l'autoreferenzialità lucana nello specifico perchè per quasi tre mesi tutti i consigli regionali sono stati bloccati per parlare solo e esclusivamente sulla legge delle indennità differita e poche, pochissime, altre mozioni che sono state mosse dai vari consiglieri. Principalmente il consiglio regionale è stato bloccato solo per questa motivazione: La Consulta Provinciale degli Studenti si fa promotrice di questa manifestazione studentesca riunendo il collettivo di tutti i rappresentanti di istituto della città di Potenza tutti gli istituti convengono nei principi di questa manifestazione. Si uniscono a noi le organizzazioni studentesche, opposizioni studentesche e alternativa e rete degli studenti medi»
F RANCESCO M ENONNA

La Consigliera Pipponzi: «Per tutte le aziende con più di 50 dipendenti, facoltativo le altre». Sarà online da domenica
POTENZA A partire dal primo marzo sul portale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nella sezione “Servizi Lavoro”, sarà disponibile il modello telematico per la presentazione del Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile relativa al biennio 2024-2025. Lo rende noto la Consigliera di parità della Regione Basilicata, Ivana Pipponzi. La redazione del rapporto è un obbligo per le aziende, pubbliche e private, che hanno in organico più di 50 dipendenti. Per quelle con un numero inferiore di lavoratori e lavoratrici la presentazione è su base volontaria e comporta vantaggi nella partecipazione a bandi di gara oper ottenere la certificazione di parità. Il programma del Ministero, spiega Pipponzi, permette di aggiornare i dati già inseriti nel Rapporto del precedente biennio. A supporto degli utenti l’URP Online del Ministero ha attivato una sezione dedicata. Il termine per l’invio del Rapporto biennale 2024-2025 scade il 30 aprile 2026. La mancata trasmissione del Rapporto da parte delle aziende con più di 50 dipendenti comporta le sanzioni amministrative previste dall’art. 11 del D.P.R. 19 marzo 1955, n.520, fino alla sospensione dei benefici goduti dall’azienda se l’inosservanza si protrae. In caso di Rapporto non veritiero o incompleto è
prevista una sanzione pecuniaria da 1000 a 5000 euro.
Fino 30 aprile le aziende che intendono partecipare a procedure pubbliche per le quali sia richiesta la presentazione del Rapporto biennale potranno allegare quello del biennio 2022/2023, integrando poi la documentazione con il nuovo Rapporto entro il termine previsto. Le aziende che non hanno completato il caricamento dei dati del biennio scorso hanno tempo fino al 15 marzo 2026 per finire la procedura.

MATERA Si è riunito a Potenza, sotto la guida del suo Presidente, Luigi Scaglione e con un’ampia partecipazione dei suoi componenti, il direttivo regionale della CIM (Confederazione Italiani nel Mondo che riunisce in Italia e nel Mondo oltre 2milioni di italo discendenti attraverso le sue organizzazioni) che ha posto alla base delle sue riflessioni l’analisi del sistema organizzato dell’emigrazione lucana in Italia e nel Mondo e del fenomeno migratorio lucano; le proposteprogetto di iniziative su Migranti e Migrazioni nelle aree interne-gemellaggi; la discussione sul documento programmatico del Consiglio Generale della CIM; la questione del riconoscimento della
MATERA Domani alle 16 nell’hotel San Domenico di Matera, si riunirà il Direttivo regionale della Lega Basilicata per Salvini Premier, aperto a soci, dirigenti e amministratori del movimento. L’incontro, che vedrà la partecipazione del segretario federale della Lega, Matteo Salvini, si svolgerà alla presenza del vicesegretario federale, Claudio Durigon. Nel corso dell’assemblea saranno affrontati i principali temi dell’attualità politica, oltre che alcuni aspetti organizzativi del
cittadinanza italiana con gli aggiornamenti che immaginiamo possano avere un’accelerazione con il giudizio della Corte Suprema contro la legge capestro approvata dal Parlamento Italiano. Una valutazione complessivamente condizionata a livello regionale dai ritardi nell’approvazione dei piani di intervento e sostegno in favore del sistema associativo che stanno limitando le azioni progettuali e gradualmente condizionando la fase operativa nel rilanciare il senso di appartenenza alla Regione Basilicata ed al sistema Paese, nelle declinazioni che riguardano direttamente i progetti promozionali e di incremento turistico attraverso la conoscenza delle potenzialità
partito, quali il tesseramento 2026 e i futuri congressi. In particolare, si discuterà del referendum sulla riforma della giustizia, a proposito del quale darà il suo contributo la senatrice Giulia Bongiorno, che si collegherà da remoto. Sarà dedicato spazio anche alle prossime elezioni amministrative e alle iniziative nazionali, tra cui la manifestazione “pro ponte” del 28 marzo a Messina e la manifestazione dei “Patrioti” in programma il 18 aprile a Milano.

delle produzioni agroalimentari e della conoscenza dei luoghi. Da qui il giudizio sospeso sui progetti del Turismo delle radici per i quali stentano ad arrivare conferme sulle reali opportunità messe in campo ai viaggiatori del territorio lucano indipendentemente dalla loro volontà di ritrovare i luoghi natii dei loro avi. Nel riconfermare i piani di intervento diretto in piena collaborazione con l’UNPLI Basilicata e le sue Pro Loco, come service operativo, la CIM di Basilicata darà piena attuazione e consulenza operativa ai progetti di “gemellaggi” tra le diverse realtà comunali già attive, affidando specifici incarichi per costruire relazioni forti con gli Usa, il Sudamerica e l’Argentina in particolare e costruire occasioni di confronto e conoscenza culturale delle nostre potenzialità nei paesi europei dove si registra un fermento organizzativo di nuove realtà. Definita inoltre la condivisione del progetto di residenza storicoculturale dedicata ai giovani figli di emigranti lucani e italiani per la cono-
scenza della lingua e per completare percorsi di studio universitari con una declinazione alla formazione professionale, messo in campo a Genzano di Lucania dall’imprenditore socio-culturale, Antonio De Felice che sarà sede di alcune eventi promozionali e di conoscenza e studio del fenomeno migratorio in programma nei prossimi mesi. Uno sguardo è stato poi dedicato alle occasioni che speriamo non vengano messe in secondo piano o trascurate, da Matera Capitale della Cultura Mediterranea 2026, nel confronto su Migranti e migrazioni per le quali la CIM attraverso le sue diramazioni locali ha lavorato e continuerà a lavorare di concerto con i progettisti operativi. Seguendo le indicazioni del Consiglio Generale della CIM, riunito la scorsa settimana a Roma, si è deciso infine di aprire l’adesione ufficiale delle associazioni di lucani e quelle che operano nel settore della conoscenza del fenomeno migratorio in Italia, alla stessa Confederazioni con una modifica statutaria che sarà definita nella Conferenza Programmatica della CIM Italia (Roma maggio/Giugno 2026) in vista anche del Congresso Mondiale della Cim (Novembre 2026 in Paraguay).
















Corretto il rapporto tra servizi e contenimento della spesa e legittimo l'utilizzo della spesa storica integrato da altri criteri Il Tar
Il Tribunale Amministrativo Regionale di Basilicata torna ad occuparsi di quella che la stessa autorità giudiziaria chiama” vexata quaestio della definizione dei “tetti di spesa” per le strutture accreditate del Sistema sanitario regionale eroganti prestazioni di specialistica ambulatoriale’.
Nel caso di specie la Polimedica s.r.l., struttura sanitaria privata accreditata per l'erogazione di prestazioni di specialistica ambulatoriale in diverse branche specialistiche, aveva presentato ricorso contro “la deliberazione di Giunta regionale n. 473 del 5 agosto 2025, pubblicata nel BUR del 16 agosto 2025, recante "approvazione dei criteri per la determinazione dei budget di spesa per gli anni 20252026 per l'acquisto da privato accreditato di prestazioni di specialistica ambulatoriale ex art. 25 Legge n. 833/1978", nonché i conseguenti atti di riparto adottati dalle Aziende sanitarie locali”.
IL TAR DA RAGIONE
ALLA REGIONE
Alla richiesta pervenuta dalla Polimedica srl si erano contrapposte sia la Regione Basilicata e la ASP, sia altra strutture private convenzionate.
Come è facilmente riscontrabile nella sentenza emessa dal TAR Basilicata la Regione Basilicata e l'Asp concludevano per il rigetto del ricorso per infondatezza “mentre talune strutture convenzionate controinteressate compar-

se in lite, oltre a sostenere l’inconsistenza nel merito del ricorso, ne hanno eccepito l’inammissibilità in rito per carenza di interesse a ricorrere, sostenendo che il budget assegnato alla Polimedica s.r.l. non sarebbe inferiore, bensì addirittura superiore a quanto ricevuto negli anni precedenti, configurando tale circostanza non un pregiudizio, ma anzi un vantaggio per la medesima. In tal senso, occorrerebbe confrontare il budget 2025-2026 non con quello del 2024 (derivante dalla DGR n. 189/2023 oggetto di annullamento da parte di questo Tribunale), ma con l'ultimo provvedimento valido, cioè la DGR n. 482/2022. Infatti, rispetto ai tetti della DGR n. 482/2022 (€ 748.644,00), il nuovo budget di € 783.427,52 costituirebbe un incremento, non già una riduzione.”
La sentenza del TAR ripercorre in modo analitico il bilanciamento dei valori in campo ribadendo che “la determinazione dei tetti di spesa per l'acquisto di prestazioni sanitarie da strutture private accreditate costituisca espressione del potere di programmazione della Regione, caratterizzato da ampia discrezionalità nella previsione del dimensionamento e dei meccanismi di attribuzione delle risorse disponibili. Si tratta di svolgere un delicato bilanciamento tra molteplici e talora contrapposti interessi di rilevanza costituzionale, quali il contenimento della spesa in base alle risorse concretamente disponibili, l'esigenza di assicurare prestazioni sanitarie quantitativamente e qualitativamente adeguate agli assi-
stiti, gli interessi delle strutture private operanti secondo logiche imprenditoriali e quelli delle strutture pubbliche vincolate all'erogazione del servizio nell'osservanza dei principi di efficienza e buon andamento”.
LEGITTIMI I CRITERI
INDIVIDUATI
DALLA REGIONE
La ricorrente, in particolare, contestava la legittimità del criterio della spesa storica come violazione di principi costituzionale.
La teoria non ha convinto il giudice che, al contrario, ha ribadito che “il ricorso al criterio della spesa storica, soprattutto se combinato con altri parametri e non utilizzato in via esclusiva, non è affatto precluso dal quadro disciplinare di riferimento (…) soprattutto in un contesto quale quello locale,
contraddistinto da ripetute caducazioni giudiziali nel corso del tempo degli atti di programmazione regionale”.
Inoltre, chiarisce il TAR che la Regione “non ha utilizzato esclusivamente il contestato criterio della spesa storica, avendo invece introdotto un modello multifattoriale che, pur attribuendo peso preponderante al consuntivo 2022, ha integrato tale parametro con il fabbisogno assistenziale (6%) e con il fattore di finalità (4%), oltre a prevedere un fattore di riequilibrio territoriale” Scelta quest’ultima discrezionale ma “non manifestamente illogica o irragionevole” che ‘risponde all'esigenza di garantire, da un lato, la tutela dell'affidamento delle strutture e la certezza dei rapporti giuridici attraverso il riferimento al dato storico più recente e consolidato, dall'altro, l'introduzione graduale di elementi innovativi volti ad adeguare progressivamente l'offerta ai bisogni della popolazione, nell’ottica di una transizione progressiva verso nuovi criteri di programmazione che eviti repentini stravolgimenti dell'assetto esistente”
LA REGIONE HA OPERATO IN MODO LEGITTIMO
Per quanto detto la Regione Basilicata ha operato in modo legittimo e il TAR ha respinto il ricordo di Polimedica srl.
Siamo certi, però, che la vexata quaestio non terminerà qui.
DOPO LA SENTENZA DEL TAR CHE RIGETTA IL RICORSO CONTRO I TETTI DI SPESA, L’AZIENDA ANNUNCIA BATTAGLIA
LaPolimedica S.r.l. ha annunciato il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza n. 80 del TAR Basilicata, che ha respinto il ricorso contro la DGR n. 473/2025 e i riparti di budget per la specialistica ambulatoriale 2025-2026. L’azienda critica un sistema di programmazione basato su criteri «anacronistici», come la spesa storica del 2014, che non risponde ai bisogni sanitari attuali della popolazione, relegati a solo il 6% della spesa complessiva.
La Polimedica sottolinea che tale impostazione non affronta i problemi strutturali della sanità regionale, come le lunghe liste d'attesa, la difficoltà di accesso alle cure, l’assenza di continuità assistenziale e la crescente mobilità sanitaria passiva.
«La sentenza avalla un sistema che conserva gli assetti esistenti e privilegia interessi economici di operatori preesistenti, piuttosto che rispondere ai bisogni reali dei cittadini», si legge nella nota diffusa dall’azienda. Un aspetto particolarmente critico, secondo Polimedica, riguarda il mancato recepimento delle osservazioni dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM). Quest’ultima, già intervenuta in altre regioni italiane, aveva invitato la Regione Basilicata, nel dicembre 2025, a favorire lo sviluppo delle strutture sanitarie più efficienti e a superare le criticità legate alla cristallizzazione delle risorse sugli operatori storici. Tuttavia, la sentenza del TAR avrebbe ridotto tali osservazioni a una semplice attività di
“moral suasion”, ignorando l’urgenza di riformare il sistema. Nel ricorso, Polimedica chiederà misure per evitare effetti irreversibili sull’offerta sanitaria, come il peggioramento delle liste d’attesa e la riduzione della capacità produttiva. «Le risorse pubbliche devono seguire i bisogni sanitari dei cittadini», conclude l’azienda, ribadendo la disponibilità al confronto istituzionale.

Dalla discrepanza sulla speranza di vita alle lunghe ore nei Pronto Soccorso: Di Trana invita a una profonda riflessione sulla tenuta del
Il recente Rapporto «Sussidiarietà e... salute» fotografa una Basilicata in profonda sofferenza, con una speranza di vita in buona salute di quasi sette anni inferiore alla media nazionale.
Salvatore Di Trana lancia l’allarme: dietro i numeri ci sono i volti di chi aspetta un’intera mattinata in un Pronto Soccorso. Un divario che non è solo statistico, ma un’ingiustizia territoriale che mina il principio di uguaglianza. «I numeri del Rapporto non sono statistiche astratte: trovano conferma ogni giorno nelle esperienze reali delle persone». A denunciarlo è un cittadino lucano alle prese come
tutti con un sistema sanitario traballante,Salvatore Di Trana.
Citando un episodio emblematico: «Stamattina, prima ancora di varcare la porta del Pronto Soccorso di Potenza, una mia amica ha atteso circa sette ore. Sette ore di attesa prima di essere presa in carico. Sette ore che raccontano, da sole, il livello di sofferenza in cui versa il nostro sistema sanitario».Secondo Di Trana, quando la Basilicata registra una speranza di vita in buona salute di 52,8 anni — contro una media nazionale di 59,2 — non siamo semplicemente davanti a un divario numerico. «Siamo davanti a un’ingiustizia
territoriale che incide sulla vita delle persone, sulla loro dignità, sulla loro possibilità di curarsi in tempo», incalza, sottolineando come liste d’attesa, rinuncia alle cure e migrazione sanitaria non siano più sostenibili. «Lo dimostra il fatto che, per un’urgenza, si possa restare ore in un corridoio, in attesa che qualcuno riesca finalmente a occuparsi di te».
L'analisi di Di Trana si sposta poi sulla tenuta del sistema: «È così che si incrina il principio universalistico della sanità pub- blica. È così che si crea una frattura tra chi può permettersi il privato e chi resta intrappolato in un si-
stema che non riesce più a garantire tempi e risposte adeguate». Per Di Trana, la salute non può più essere una questione di ceto sociale o di fortuna geografica.Il monito finale è rivolto alla politica regionale: «Serve una svolta vera, non annunci. Serve il coraggio di riorganizzare la rete ospedaliera, rafforzare la medicina territoriale, trasformare gli investimenti del PNRR in strutture operative e non in promesse sulla carta». Case e ospedali di comunità devono diventare presidi reali e non semplici slogan, perché «la salute non può dipendere dal CAP, né dalla pazienza infinita di chi aspetta ore in
un pronto soccorso. I lucani meritano di più e continueremo a batterci perché il diritto alla cura torni ad essere davvero uguale per tutti»

Nancy, record mondiale in cardiochirurgia: per la prima volta sincronizzati due defibrillatori impiantabili
Una storia di eccellenza che parte dalla Basilicata e arriva fino alla Francia, passando per una delle più importanti riviste scientifiche internazionali. C’è anche la firma del cardiochirurgo Giuseppe Lauria, originario di Sarconi, in un intervento innovativo pubblicato sulla prestigiosa rivista HeartRhythm Case Reports. L’operazione è stata eseguita al Centro Ospedaliero Regionale Universitario di Nancy, in Francia, dove un’équipe multidisciplinare ha messo a punto una soluzione mai sperimentata prima per salvare un paziente di 71 anni affetto da un grave problema al defibrillatore cardiaco impiantato.
L’uomo era portatore di un dispositivo che svolgeva sia la funzione di pacemaker sia quella di defibrillatore, fondamentale per prevenire arresti cardiaci improvvisi. Tuttavia, una componente del sistema aveva iniziato a dare segni di malfunzionamento, con il rischio concreto di scariche elettriche inappropriate o inefficaci. Una situazione delicata, che avrebbe potuto comportare un intervento complesso di rimozione e sostituzione dell’intero impianto, con rischi non trascurabili. Il team medico, guidato dall’elettrofisiologo Mathieu Echivard insieme al cardiologo Luc Freysz e al cardiochirurgo Giuseppe Lauria, ha scelto una strada alternativa: mantenere il
dispositivo già presente per la funzione di stimolazione cardiaca e affiancargli un secondo defibrillatore, perfettamente sincronizzato con il primo. Una procedura mai documentata prima in questi termini, che ha permesso di evitare l’espianto completo, ridurre i rischi operatori e garantire al paziente una protezione efficace contro la morte cardiaca improvvisa. «L’intervento è riuscito con successo e il paziente sta bene - spiega il dottore Lauria-. La tecnica adottata potrebbe ora aprire nuove prospettive nel trattamento di casi simili a livello internazionale. L’intervento realizzato al CHRU de Nancy dimostra quanto il lavoro di squadra e l’integrazione tra competenze diverse possano trasformare una situazione ad alto rischio in una soluzione innovativa e di sicurezza per il paziente». «In questo caso, l’approccio multidisciplinare tra elettrofisiologia,
cardiologia clinica e cardiochirurgia ci ha permesso di evitare un’estrazione complessa e potenzialmente pericolosa, offrendo una strategia personalizzata e meno invasiva. Il futuro della medicina, a mio avviso, sarà sempre più diretto verso una personalizzazione terapeutica». «Come lucano -conclude il dottore- considero motivo di orgoglio poter contribuire, insieme ai colleghi, allo sviluppo di soluzioni innovative in ambito cardiovascolare. La mia terra mi ha insegnato il valore della serietà, della responsabilità e dell’umiltà : principi che porto ogni giorno nel mio lavoro». Per la comunità di Sarconi e per l’intera Basilicata questo traguardo innovativo nel campo della cardiochirurgia, al quale ha contribuito il dottore, è motivo di grande orgoglio. Giuseppe Lauria rappresenta una delle tante professionalità lucane che si affermano nel

mondo, contribuendo concretamente al progresso della medicina e della ricerca scientifica. Un risultato che dimostra come talento, formazione e collaborazione internazionale possano trasformarsi in innovazione capace di salvare vite umane. Ma questo risultato ci conduce anche ad un’altra riflessione: la Basilicata continua a distinguersi per la qualità delle sue menti, professionisti formati in un contesto culturale solido, spesso costruito con sacrificio e determinazione. Eppure, troppo spesso, queste eccellenze sono costrette a lasciare la propria terra per trovare opportunità adeguate alle loro competenze. Non una fuga romantica, ma una scelta dettata da esigenze professionali. Il paradosso è evidente: la regione sa formare eccellenze, ma fatica a creare un ecosistema capace di trattenerle. Mancano investimenti strutturati, reti professionali solide e opportunità di crescita in grado di valorizzare pienamente il capitale umano locale. Esportare talenti è motivo di orgoglio, ma anche spunto di riflessione. La vera sfida non è impedire le partenze, bensì costruire le condizioni perché il ritorno diventi una possibilità concreta. La Basilicata, in conclusione, non manca di competenze, ma ha bisogno di occasioni all’altezza per trasformare il potenziale in futuro.
A NNA TAMMARIELLO

Approvato il contratto tra l'Azienda Sanitaria e Cliniche della Basilicata per abbattere la mobilità passiva
POTENZA La Asp Basilicata ha sottoscritto il contratto per l’acquisto di prestazioni sanitarie ospedaliere in regime di ricovero mediante la convenzione con la struttura privata accreditata "Policura Hospital" del gruppo ’Cliniche della Basilicata s.r.l.’ La firma dell’accordo è avvenuta alla presenza del Direttore Generale Asp Basilicata Giuseppe De Filippis, del Direttore Sanitario dell’ospedale privato Rocco Maglietta e dell’Amministratore Delegato di “Cliniche della Basilicata” Adriano Trupo.
Policura Hospital opererà in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale e Regionale per quel che riguarda le acuzie e quindi verranno garantite le attività chirurgiche di chirurgia generale e di chirurgia ortopedica mettendo a disposizione le sale operatorie della propria strut-
tura e 60 posti letto equamente suddivisi tra le due aree. La convenzione scaturisce dalla volontà dell’Azienda Sanitaria di Potenza-e della Regione Basilicata- di arginare il fenomeno della mobilità passiva, consentendo così ai pazienti lucani di usufruire di prestazioni chirurgiche in loco senza dover emigrare in altre regioni per sottoporsi ad interventi specialistici. L’Ad di “Cliniche della Basilicata” Adriano Trupo, soddisfatto per il traguardo raggiunto, ha sottolineato come tale convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale si pone come «momento fondamentale nel percorso di crescita di Policura Hospital rappresentando non solo un riconoscimento della qualità degli standard clinici, organizzativi e tecnologici, ma soprattutto un impegno concreto verso la comunità lucana». Ai cittadini verrà garantito-aggiunge Trupo- un accesso più ampio e tempestivo a prestazioni sanitarie di elevato livello, contribuendo a ridurre le liste d’attesa e a rafforzare l’offerta territoriale».


Policura Hospital si inserisce in una logica di piena complementarità rispetto al sistema sanitario regionale, per affiancarlo e rafforzarlo.
Per il Direttore Generale dell’Asp Basilicata Giuseppe De Filippis «la contrattualizzazione della neonata struttura di cura rafforza l’offerta sanitaria regionale con l’obiettivo di ridurre la mobilità passiva verso altre Regioni».
CHIAROMONTE A partire dal prossimo 5 marzo, saranno attivi tre nuovi ambulatori specialistici presso il Presidio Ospedaliero Distrettuale di Chiaromonte grazie all’intesa siglata con l’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo. L’ospedale dell’area sud lucana potrà contare sull’attivazione degli ambulatori di Cardiologia, Urologia e Gastroenterologia con visite già prenotabili attraverso i CUP regionali. Le prestazioni in ciascun ambulatorio si svolgeranno due volte al mese, il primo e il quarto giovedì, per nove ore per seduta. Con l’attivazione di questi ambulatori, la Asp Basilicata garantisce servizi a quella platea di cittadini affetti da patologie croniche che possono trovare nel Pod di Chiaromonte una risposta alle proprie necessità di cura e di salute.
POTENZA Poco meno di due settimane sono bastate all’Anci di Basilicata per istituire la Conferenza dei Sindaci, così come richiesto dal Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Locale di Potenza nell’incontro dello scorso 7 febbraio. L’Anci ha quindi rispettato il cronoprogramma dettato da Asp ed ha proceduto all’istituzione della ‘Conferenza dei Sindaci’ nominando alla presidenza, ed all’unanimità il primo cittadino del capoluogo, Vincenzo Telesca. Approvato anche il regolamento della Conferenza e dettati i criteri per l’ufficio di rappresentanza in cui rientrano il Presidente di Anci o un suo delegato ed un rappresentante per ognuno dei quattro Ambiti distrettuali ed i cui nominativi verranno indicati nella prossima set-
timana a seguito di incontri del Presidente Anci Gerardo Larocca con tutti i sindaci delle varie aree distrettuali. Nel regolamento di funzionamento viene indicato il compito precipuo della “Conferenza dei Sindaci” che va nella direzione di una partecipazione attiva rispetto alla programmazione sociosanitaria, con l’obiettivo di dare risposte ai cittadini utenti in materia di salute pubblica e servizi territoriali. Il Presidente dell’Associazione dei Comuni lucani Larocca, si è detto soddisfatto per la collaborazione che si è instaurata in maniera fattiva con l’Azienda Sanitaria poiché «è tempo di guardare alla sanità del futuro coinvolgendo tutti gli stakeholder presenti sul territorio lucano, ed in particolare del potentino, per po-
ter garantire risposte ai cittadini che credono in un sistema sanitario univoco che non fa differenze geografiche e che prenda in carico tutte le esigenze della popolazione. La celerità con cui Anci si è mossa su quest’ambitoconclude Larocca - è sintomatica della necessità che i comuni ed i suoi rappresentanti, avevano nel rendersi protagonisti degli ambiti di cura per garantire una sanità territoriale di elevati livelli». Il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria, Giuseppe De Filippis, ha espresso soddisfazione per la costituzione della Conferenza dei Sindaci del po- tentino. «È un organismo fondamentale per l'integrazione tra gli Enti, in grado di aumentare la fiducia tra cittadini, medici ed istituzioni mediante tutte quelle

azioni utili al potenziamento delle risposte ai bisogni di salute della gente». Dopo aver ringraziato il Presidente Larocca, De Filippis ha ribadito che «la prima sfida che la conferenza dovrà affrontare con l’ASP sarà quella di co-progettare e co-programmare la medicina di prossimità con la partenza delle case di comunità e degli ospedali di comunità, per assicurare ad ogni cittadino delle quattro aree distrettuali servizi adeguati e competitivi».

L’Amministrazione incontra i residenti della Cittadella per illustrare nel dettaglio l’Avviso: «Non lasciamo indietro nessuno»

POTENZA. A febbraio il Comune di Potenza ha pubblicato il bando per l’assegnazione di tutti gli alloggi di edilizia sovvenzionata di nuova costruzione, di quelli recuperati o che si dovessero rendere disponibili (alloggi di risulta).
Una grande opportunità per le famiglie in difficoltà del capoluogo e soprattutto per gli abitanti del quartiere di Bucaletto costretti a vivere in case di legno, i prefabbricati fatiscenti del post terremoto al limite della vivibilità dopo tanti anni di scarsa se non assente manutenzione.
Per dare maggiori informazioni e per aiutare le famiglie a presentare la domanda in modo corretto, l’associazione di quartiere La Nuova Cittadella ha organizzato un incontro aperto con l’Amministrazione.
Nemmeno a dirlo la sala della Chiesa Santa Maria della Speran-

za è stato molto partecipato a conferma di quanto il tema della casa sia centrale e urgente per l’intera comunità ma soprattutto per i residenti di Bucaletto.
Le famiglie, giovani coppie e anziani hanno affollato la sala per comprendere nel dettaglio modalità e requisiti del bando. Il bisogno di un alloggio non è più una questione rinviabile, ma una necessità concreta che incide profondamente sulla dignità e sulla serenità delle persone. La volontà di partecipare al bando è diffusa: i residenti hanno preso parte all’incontro con l’obiettivo di evitare errori formali che possano compromettere la possibilità di ottenere finalmente una casa.
Il primo traguardo, ritenuto fondamentale dall’associazione, è rappresentato dall’individuazione di alloggi dedicati al quartiere: «un risultato significativo, frutto di un
lavoro portato avanti nel tempo a più livelli istituzionali e che oggi giunge a un passaggio decisivo». All’incontro hanno preso parte il sindaco di Potenza, che ha voluto portare il proprio saluto alla cittadinanza, l’assessore a Bucaletto Giuzio e l’assessora alle politiche sociali Grieco, che hanno risposto alle domande e alle criticità emerse, e i funzionari comunali, il dottor Romaniello e la signora Rizzitelli, che hanno fornito chiarimenti puntuali su aspetti tecnici particolarmente sentiti.
Non sono mancati momenti di confronto dai toni accesi. Tuttavia, come è stato sottolineato nel corso dell’assemblea, il dialogo rappresenta sempre un’occasione di crescita. Proprio dal confronto, anche quando animato, possono nascere nuove idee e soluzioni condivise. Tra le criticità evidenziate, parti-
colare attenzione è stata posta sulla cosiddetta “fascia di mezzo”: famiglie che rischiano di restare escluse dall’edilizia sociale per il superamento, di poche migliaia di euro, della soglia reddituale prevista dal bando. Una differenza minima che, secondo diversi interventi, non corrisponde a una reale capacità di sostenere i costi del mercato privato e che potrebbe lasciare senza risposta una parte significativa della comunità. Su questo punto si è aperta una riflessione ritenuta prioritaria. L’associazione ha annunciato l’intenzione di avviare una fase di ascolto strutturata, incontrando le famiglie a rischio esclusione per raccogliere dati e comprendere nel dettaglio le esigenze. L’obiettivo è costruire un quadro chiaro da sottoporre agli interlocutori istituzionali, per individuare soluzioni sostenibili e inclusive.
«Il bando attuale, è stato ribadito, non rappresenta un punto di arrivo definitivo, ma una base di partenza: un processo in evoluzione che dovrà essere monitorato, migliorato e, se necessario, integrato». “Non lasciare indietro nessuno” è la linea condivisa al termine dell’assemblea.
Con il contributo di istituzioni, associazioni e cittadini, la comunità punta a colmare i divari ancora esistenti e a costruire strumenti più equi ed efficaci.
R.M.
Ideato, scritto e realizzato dagli studenti dell’istituto sarà proiettato al pubblico sabato nell’Aula Magna

Il percorso cinematografico Potenza Social Cinema – Cinema, Giovani e Agenda 2030, realizzato dall’Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato “G. Giorgi” di Potenza con la guida artistica e formativa di Noeltan Arts, giunge al suo momento conclusivo: la proiezione pubblica del cortometraggio “Il Futuro Siamo Noi”, ideato, scritto e realizzato dagli studenti dell’istituto.
L’evento finale si terrà sabato alle ore 10, presso l’Aula Magna del Giorgi. Il progetto, sviluppato nell’ambito del programma nazionale Per Chi Crea, promosso dal Ministero della Cultura e gestito da SIAE, ha coinvolto circa settanta studenti in un percorso intensivo di educazione all’immagine, alla narrazione e alla produzione audiovisiva. Un laboratorio di video partecipativo che ha unito creatività, competenze tecniche e riflessione sociale, con un focus dedicato al tema del lavoro in relazione all’Obiettivo 8 dell’Agenda 2030.
Sotto la guida e supervisione del regista Antonello Faretta, della produttrice Adriana Bruno e della sceneggiatrice Annamaria Sorbo, gli studenti hanno attraversato tutte le fasi della realizzazione cinematografica: dall’ideazione alla scrittura, dalle riprese alla post‑produzione. Il percorso è stato accompagnato dal-
le docenti Angela Natrone, Giulia Pietrafesa e Tiziana Cione, insieme a Paola Guglielmi come assistente di produzione e alle riprese e Davide Monticelli per il montaggio. Il progetto ha visto inoltre la partecipazione attiva dei partner UIL Basilicata e Consigliera di Parità della Provincia di Potenza, che hanno contribuito con due masterclass dedicate al mondo del lavoro, ai diritti e alle pari opportunità, offrendo agli studenti un confronto diretto con figure di riferimento del territorio. Il cortometraggio “Il Futuro Siamo Noi” rappresenta l’esito creativo di questo percorso: un racconto corale che restituisce lo sguardo dei ragazzi sul presente e sulle sfide che li attendono, tra aspirazioni, incertezze e desiderio di costruire un futuro più consapevole. Al termine della proiezione sarà consegnato agli studenti l’attestato ufficiale di partecipazione al progetto.
I Sindaci Trivigno e Graziadei ringraziano l’Assessore Pepe e Fal «per l’attenzione dimostrata alle esigenze delle nostre comunità»
Con soddisfazione i Sindaci di Anzi e di Laurenzana comunicano ai concittadini la «nuova corsa FAL Laurenzana –Anzi – Potenza e ritorno, che rappresenta un passo avanti contro l’isolamento dei nostri territori». Il servizio partirà da giovedì 11 giugno, e «sarà attivato in via sperimentale con una nuova coppia di corse. È un risultato importante, frutto di un lavoro portato avanti con determinazione e in piena sinergia dalle Amministrazioni comunali di Laurenzana e di Anzi per contrastare l’isolamento delle aree interne e garantire maggiori opportunità di mobilità ai cittadini che hanno deciso di vivere stabilmente in questi comuni» asseriscono Filomena Graziadei e Giuseppe Trivigno. «Desideriamo ringraziare Pasquale Pepe, Assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Basilicata, e Ferrovie Appulo Lucane, per l’attenzione dimostrata verso le esigenze delle nostre comunità – proseguono- per il sostegno determinante nell’iter amministrativo e per aver reso possibile l’istituzione di queste corse sperimentali. Continueremo a monitorare con attenzione i dati di utilizzo, perché una buona risposta dell’utenza sarà fondamentale per rendere questa opportunità stabile e duratura».
I collegamenti tra i paesi e il capoluogo, in questo caso Potenza, rappresentano un caposaldo affinché i piccoli centri non si svuotino. Consentire infatti di raggiungere agevolmente i servizi e le attività presenti in città, fa sì che anche la qualità della vita nei paesi, sia apprezzata da chi decide di restare. Le due nuove corse avranno i seguenti orari: partenza da Laurenzana, Piazza Urga alle ore 13:30, Serrapotamo Ponte ore 13:36, Camastra Calvello ore 13:41, Anzi, bivio S. Donato ore 13:54, Potenza Inferiore ore 14:25, Potenza San Rocco ore 14:35, Potenza Santa Maria

ore 14:40, Potenza Ospedale San Carlo ore 14:45, Potenza Via Anzio (Regione) ore 14:50 e Potenza Deposito FAL ore 15:00. Per il ritorno invece, partenza da Potenza Deposito FAL ore 20:00, Potenza, Via Anzio ore 20:05, Potenza Ospedale San Carlo ore 20:15, Potenza Santa Maria (Provincia) ore 20:18, Potenza Piazza 18 Agosto ore 20:25, Potenza Inferiore ore 20:30, Anzi bivio S. Donato ore 21:05, Ponte Camastra ore 21:15 e arrivo a Laurenzana, Piazza Urga alle ore 21:30. Il raggiungimento di questo risultato affonda radici nel lavoro costante e duraturo nel tempo delle due Amministrazioni: già nel marzo 2022 dall’Ufficio del Sindaco di Anzi partì una nota nella quale Graziadei faceva riferimento alla necessità delle nuove corse, chiedendo una «riorganizzazione del servizio di trasporto pubblico». Alla stessa erano allegate diverse petizioni cittadine che hanno raccolto in totale centinaia di firme. A settembre 2023 un nuovo documento congiunto dei Primi cittadini di Anzi e Laurenzana era stato inviato al responsabile Servizio trasporto, Uf-

ficio Produzione Bus Potenza, servizio trasporto Ferrovie Appulo Lucane e al Capo unità organizzativa tecnica -Ufficio Produzione Bus Pz, servizio trasporto Ferrovie Appulo Lucane. E poi nel luglio 2024, quando in un ulteriore documento congiunto i Sindaci si facevano portavoce delle «continue richieste pervenute dai concittadini circa la necessità di istituire una nuova coppia di corse pomeridiane, poiché le attuali corse verso il Capoluogo vengono effettuate in prevalenza nelle sole ore mattutine e certamente non coprono le esigenze della stragrande maggioranza degli utenti che, per motivi di studio, lavoro, esigenze sanitarie e sociali, ha la necessità di raggiungere la città di Potenza anche nelle ore pomeridiane» e per questo Graziadei e Trivigno chiedevano di «valutare l’istituzione di una nuova corsa andata e ritorno, da Laurenzana, fermata intermedia a S.Donato di Anzi a Potenza alle ore 13:30 e da Potenza (di ritorno) a percorso inverso alle ore 20:00». Proprio questa fascia oraria sarà dunque coperta dalle due corse sperimentali.
L’Amministrazione comunale chiarisce: «Gestione rigorosa e sostegno alle famiglie, una scelta politica chiara per i più fragili»
MELFI. L’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Maglione interviene sulla questione delle tariffe, «chiudendo definitivamente ogni ambiguità o strumentalizzazione».
«In un contesto economico segnato da inflazione elevata e dall’aumento generalizzato dei costi, la Giunta ha scelto fin dall’inizio di non trasferire sui cittadini gli oneri crescenti a carico dell’Ente, assorbendoli attraverso una gestione rigorosa, responsabile e prudente delle risorse pubbliche. Questa linea di indirizzo non è mai stata messa in discussione» sottolinea l’Amministrazione.
La Giunta ha confermato che «anche per tutto il 2026, e dunque per l’intero anno scolastico 2026-2027, non è previsto alcun aumento delle tariffe dell’asilo nido, né del trasporto scolastico,
ad eccezione dell’allineamento dello scaglione ISEE centrale da 9 a 10 euro mensili, necessario per uniformarlo alla nuova card studenti. Non ci sarà alcun aumento della tariffa mensa per i primi due scaglioni ISEE, con conferma dell’esenzione totale per il primo. Per gli scaglioni successivi è previsto un lieve adeguamento a partire da settembre, nel rispetto del principio di progressività e in considerazione di un dato oggettivo: i pasti serviti sono aumentati di oltre il 30%, raggiungendo quota 90.000 l’anno».
«Non ci sarà alcun aumento dei servizi sociali di assistenza domiciliare per anziani e persone con disabilità, che saranno oggetto di una revisione complessiva su basi nuove, più efficaci e aperte a livello sovracomunale» aggiunge il Comune.
«È doveroso rappresentare con trasparenza il quadro finanziario: il costo del solo servizio di asilo nido è aumentato di oltre il 25%, superando i 900 euro mensili per bambino a carico del Comune. Nonostante ciò, a Melfi il servizio continua a essere gratuito. Anche gli altri servizi comunali sono notevolmente aumentati a carico del Comune, ma restano erogati a tariffe che, in molti casi, sono inferiori di oltre la metà rispetto a quelle applicate nei comuni limitrofi» afferma l’Amministrazione.
«Si tratta di una scelta sociale forte e consapevole, che comporta inevitabilmente la riduzione di spese su altre attività non essenziali dell’Ente. Fin dall’insediamento, attraverso la decisione di dare priorità agli investimenti PNRR di natura sociale ed educativa, questa Ammini-

strazione ha compiuto una scelta politica chiara: stare dalla parte delle famiglie e dei soggetti più fragili».
«Il futuro presenta sfide complesse e richiederà equilibri sempre più delicati, ma i valori che guidano l’azione amministrativa restano saldi e coerenti. Con buona pace di polemiche inutili e strumentali, i fatti e le decisioni assunte parlano con chiarezza» conclude l’Amministrazione.



preventivo per interventi ritenuti non a norma
POTENZA I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Matera hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Matera, su richiesta della locale Procura della Repubblica, avente ad oggetto un complesso edilizio sito in Piazza Bianco, nel Comune di Matera. Il provvedimento cautelare reale si inserisce nell’ambito di un procedimento penale che ipotizza, a vario titolo, reati in materia urbanistica ed edilizia, con particolare riferimento alla realizzazione di opere in assenza dei necessari titoli abilitativi e in difformità rispetto agli strumenti urbanistici vigenti.
Le indagini, condotte dalle Fiamme Gialle, avrebbero consentito di accertare la realizzazione di interventi edilizi ritenuti abusivi, con conseguente trasformazione urbanisti-
ca ed edilizia del territorio in violazione delle normative di settore.
Il sequestro preventivo è finalizzato a impedire la prosecuzione delle condotte illecite e ad evitare l’aggravamento delle conseguenze del reato, nelle more dell’accertamento definitivo delle responsabilità.
Il Gip nel disporre il sequestro ha ritenuto sussistenti elementi sufficienti dei reati potizzati e ha valorizzato, sotto il profilo del rischio di aggravamento delle conseguenze delle condotte contetastate, il fatto che il complesso edilizio non risulti ancora completato, dato che risultano ancora lavori in corso. Il decreto evidenzia come la libera disponibiità del bene possa aggravare o protrarre le conseguenze delle condotte contestate, anche in relazione alla possibile prosecuzione delle opere che potrebbero ulteriormente

compromettere l’assetto urbanictico-ambientale della zona. Si precisa che il procedi-
mento penale verte attualmente nella fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per tutti gli in-
dagati vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva di condanna.
Dopo i furti ad una tabaccheria a Montalbano Jonico, ad una bar tabacchi a Pisticci, entrambi gli esercizi commerciali in pieno centro abitato, un tentato furto ad un’altra rivendita di tabacchi sempre a Montalbano J. che ha registrato anche un altro tentato furto all’abitazione con magazzino di due fratelli commercianti, un tentato furto ad un appartamento a Scanzano Jonico, la notte scorsa a Policoro è stata attaccata una gioielleria. La notizia è stata data già in prima mattinata da RaiNews24: “Furto con scasso la notte scorsa presso la gioielleria “Le Gemelle”, in viale Salerno, a Policoro. Intorno alle 2.00, i malviventi - almeno in cinque - hanno scardinato la saracinesca introducendosi all’interno del negozio. Il pronto intervento di una volante del Commissariato della cittadina ionica, arrivata sul posto ha però costretto i ladri alla fuga, a bordo di una Porsche, diretta verso la località di Terzo Cavone Inseguita, l’auto è riuscita a far perdere le sue tracce. Ora le
indagini sono in corso per risalire all’identità dei cinque malviventi e quantificare il bottino. Le Gemelle, storica gioielleria di Policoro, era già stata presa di mira nel lontano 1989 quando, durante una rapina, il proprietario e sua cognata furono presi in ostaggio dai banditi che si diedero alla fuga dopo uno scontro a fuoco con i Carabinieri.” Nel mese di dicembre del 2024 furono prese di mira altre due gioielleria, una a Policoro e l’altra a Scanzano Jonico. Il primo furto avvenne a Policoro e prese di mira un’attività di “Compro Oro” in via Longarone. La banda entrò in azione intorno alle 2.30 e dopo essersi introdotta nell’esercizio portò via un ingente quantitativo di preziosi, manomettendo anche la cassaforte, in cui erano custoditi. Dopo l’azione lampo i malviventi si diedero alla fuga. Circa mezz’ora più tardi, un secondo colpo prese di mira una gioielleria in via Zanardelli a Scanzano Jonico, dove le telecamere ripresero quattro persone che, dopo aver forzato saracinesca e porta di ingresso, entrarono

nell’esercizio e fecero razzia di oro e argento, sradicando anche una cassaforte. Da qualche tempo, dopo le azioni delle forze dell’ordine, sembra che i malviventi abbiano abbandonato le azioni criminali nella florida campagna del metapontino per “dedicarsi” ai centro abitati. A Scanzano Jonico proseguono intanto i lavori per ultimare
quella che dovrebbe la caserma dei Carabinieri di cui il centro jonico è sprovvista. L’auspicio dei cittadini e delle istituzioni è che i criminali, anche con l’ausilio delle video camere, vengano assicurati alla giustizia e che le pene sia adeguate per scoraggiare un’attività illecita che rende la vita delle persone oneste difficile.

Quarto (Fdi) sul
«Per il lavoro che sta portando avanti e per i risultati che stanno emergendo»
MATERA «Nicoletti è l’orgoglio della città di Matera. Lo è per il lavoro che sta portando avanti e per i risultati che stanno emergendo in maniera concreta e strabiliante».
È quanto dichiara Piergiorgio Quarto, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Basilicata. «Le giornate del 23 e 24 febbraio a Roma – prosegue Quarto - prima al Ministero della Cultura e poi alla Farnesina, hanno rappresentato un passaggio istituzionale significativo. La pre-
sentazione del programma di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026 ha collocato Matera in un contesto nazionale e internazionale di primo piano. Non si è trattato – sottolinea - di una semplice vetrina. Il confronto con i Ministeri e l’inserimento del progetto nell’ambito dell’Unione per il Mediterraneo dimostrano che la città sta consolidando un percorso credibile e strutturato. Il sindaco ha rappresentato Matera con estrema
competenza, serietà e senso delle istituzioni. I risultati – aggiunge Quarto - si misurano nella qualità delle interlocuzioni avviate e nell’attenzione ottenuta a livello centrale. Questo è un elemento oggettivo. Ora la sfida – conclude Piergiorgio Quarto - è trasformare il riconoscimento in opportunità concrete per il territorio. Matera ha le condizioni per farlo e l’amministrazione sta dimostrando di voler lavorare in questa direzione».

MATERA La Polizia di Stato di Matera ha denunciato, in stato di libertà, un 37enne, originario del capoluogo, per il reato di furto di una bici elettrica, perpetrato ai danni di un 23enne di nazionalità bengalese.
L’episodio si è verificato nei giorni scorsi, quando la vittima aveva da pochi minuti ricevuto, presso il suo domicilio, un pacco contenente la bicicletta elettrica ordinata online. Un amico, dopo aver ritirato il collo, lo aveva momentaneamente lasciato nell’androne del condominio, per organizzare il trasporto all’interno dell’abitazione.
Un lasso di tempo brevissimo che, però, è bastato al 37enne per impossessarsi del pacco e allontanarsi. La segnalazione è stata immediatamente raccolta da-

gli agenti delle Volanti, impegnati nei servizi di controllo del territorio e transitati proprio nei pressi dell’abitazione. Personale della Squadra Mobile ha,
quindi, sviluppato l’attività investigativa, che ha portato, in breve tempo, all’individuazione dell’autore del furto. Fondamentale la sinergia tra gli uffici
MATERA La Provincia di Matera informa che, su indicazione del gestore del trasporto, dal 25 febbraio 2026 la fermata dei bus per il collegamento Matera-Aeroporto di Bari Palese ha subito una variazione logistica sia per le corse in arrivo che in partenza. Per ottimizzare l’organizzazione dei flussi e garantire una migliore accessibilità ai passeggeri, infatti, tutti i
mezzi in arrivo e in partenza effettueranno la sosta esclusivamente negli stalli posizionati sulla destra, immediatamente all’uscita del terminal “Arrivi”. Si raccomanda, pertanto, a tutti i viaggiatori di prestare attenzione alla nuova segnaletica e di considerare questa modifica nella pianificazione dei propri spostamenti da e per lo scalo aeroportuale.
operativi, che ha consentito di recuperare la refurtiva e di restituirla al legittimo proprietario, ponendo fine, in poche ore, a una spiacevole vicenda.



Dall’attesa
C’è una frase che, detta con un mezzo sorriso, sembra innocua. Quasi simpatica. Di quelle che si usano per non drammatizzare. «Adda’ passa’ ‘o futuro.» Suona come una promessa automatica. Come se il futuro fosse un treno regionale che, prima o poi, deve fermarsi anche qui. Come se avesse un biglietto già pagato. Come se fosse obbligato a transitare. Ma il futuro non ha obblighi. Non timbra il cartellino. Non risponde agli annunci. Non si presenta con preavviso. E soprattutto: non passa da solo. La frase è bella perché è semplice. Ma è pericolosa se diventa mentalità. Perché se il futuro deve «passare», allora noi cosa stiamo facendo nel frattempo? Aspettiamo? Osserviamo? Commentiamo? Oppure viviamo?Potenza è una città che conosce la fatica. La conosce nei suoi saliscendi, nelle sue giornate lente, nel suo ritmo che non è mai frenetico ma è sempre profondo. È una città che non ama i rumori inutili. Preferisce la sostanza. Preferisce il silenzio operativo. Eppure il silenzio, quando dura troppo, rischia di diventare immobilità.

manutentore che ripara, aggiusta, risolve? Il futuro non ripara. Il futuro amplifica. Se trova energia, la moltiplica. Se trova immobilità, la consolida. Non è un giudice. È uno specchio.E allora la frase cambia significato. «Adda’ passa’ ‘o futuro.» Forse sì. Ma non nel senso dell’attesa. Nel senso del passaggio consapevole. Perché il futuro non attraversa la città come una nuvola che decide dove piovere. È la città che decide come attraversarlo. E qui non c’è polemica. C’è responsabilità. La crisi del nostro Paese non è un incidente isolato. È una fase complessa, strutturale, che richiede maturità. Non basta lamentarsi del contesto. Il contesto esiste. Ma esiste anche la capacità di reagire interiormente. E la reazione più potente non è gridare. È cambiare mentalità. Se una comunità si convince di essere marginale, comincerà a comportarsi come tale. Se invece si riconosce capace, inizierà a muoversi con più fiducia. La fiducia è invisibile. Non si misura facilmente.
Ma è l’ossigeno di ogni crescita. Quando diminuisce, tutto rallenta. Quando cresce, tutto si riattiva.«Adda’ passa’ ‘o futuro.» Ma il futuro non è un evento da calendario. Non ha un giorno segnato in rosso. Non arriva con una cerimonia. Non è un ospi- te istituzionale. È il risultato delle scelte quotidia- ne. È l’insieme dei comportamenti individuali che diventano energia collettiva. Non serve retorica. Serve presenza. Non serve aspettare condizioni perfette. Serve agire con ciò che esiste. La forza non sta nell’impazienza. Sta nella stabilità interiore. Una città può attraversare un periodo difficile senza perdere dignità. Può riconoscere la complessità senza trasformarla in rassegnazione. Può guardare i problemi senza drammatizzarli. L’ironia, in questo, aiuta. Perché dire «adda’ passa’ ‘o futuro» con leggerezza è quasi un modo per non prendersi troppo sul serio. Ma se lo diciamo davvero come filosofia di vita, allora stiamo delegando il nostro domani. E il domani non ama essere delegato.Ogni generazione ha la propria responsabilità.
Non quella di risolvere tutto. Ma quella di non spegnere ciò che può crescere. Se aspettiamo che il futuro faccia il lavoro al posto nostro, stiamo invertendo il rapporto. Il futuro non è il soggetto. Siamo noi. E questa consapevolezza non ha bisogno di rabbia. Ha bisogno di centratura. Perché la vera forza è restare equilibrati mentre si osserva la realtà senza filtri. Non c’è bisogno di slogan. Non c’è bisogno di toni accesi. Non c’è bisogno di nemici. Serve lucidità.
La frase iniziale, allora, diventa un punto di partenza. Non un rifugio.«Adda’ passa’ ‘o futuro.» Sì. Ma il futuro passa solo se trova qualcuno disposto ad attraversarlo. Se trova passività, rallenta. Se trova energia, accelera. Non è magia. È dinamica. La crisi che viviamo nel territorio e nel Paese non è una condanna. È una fase storica che richiede consapevolezza. Le difficoltà economiche esistono. Le trasformazioni sociali esistono. Le tensioni culturali esistono. Negarle sarebbe ingenuo. Ma trasformarle in alibi sarebbe ancora più rischioso.
La crisi che attraversiamo non è teatrale. Non è uno spettacolo. Non ha un uni- co volto. È diffusa. Economica, certo. Sociale, inevitabilmente. Culturale, perché quando si riduce l’energia collettiva si restringe anche l’immaginazione. Politica, perché ogni comunità riflette il proprio clima interiore. Non è una crisi che esplo- de. È una crisi che consuma. Lenta. Costante. Quasi educata. E proprio per questo rischia di non essere percepita fino in fondo.In questo contesto, la frase torna a risuonare. «Adda’ passa’ ‘o futuro.» È quasi consolatoria. È un modo per dire: non preoccupiamoci troppo, andrà come deve andare. Ma il futuro non ha un destino già scritto. Il futuro non è una fatalità. È una costruzione. E qui nasce l’ironia. Perché davvero immaginiamo il futuro come una persona che, con pazienza infinita, deve sistemare ciò che noi lasciamo in sospeso? Come un tecnico

Una comunità che non si sente protagonista perde gradualmente il proprio slancio. Una comunità che si riconosce responsabile ritrova direzione. E la direzione non nasce dal caso. Nasce da uno sguardo. Uno sguardo che non si lamenta. Uno sguardo che osserva. Uno sguardo che comprende. La frase «Adda’ passa’ ‘o futuro» può continuare a vivere nel linguaggio popolare come espressione di ironia. Ma non può diventare un’attitudine collettiva. Perché il futuro non passa. Si costruisce attraversando il presente con coscienza. E quando una comunità decide di non aspettare più, qualcosa cambia in modo silenzioso ma profondo. Non immediatamente visibile. Non spettacolare. Ma reale. La forza vera non è nel rumore. È nella continuità. Non è nell’ansia di dimostrare. È nella determinazione tranquilla. Potenza ha risorse. Ha intelligenze. Ha competenze. Ha dignità. Ha storia. Ha resilienza. Non le manca il potenziale. Le serve solo la consapevolezza che il futuro non deve essere atteso. Deve essere abitato.E allora la frase diventa quasi un monito gentile. «Adda’ passa’ ‘o futuro.» Sì, ma non senza di noi. Non sopra di noi. Non altrove.
Il futuro non è un vento che decide la direzione. È una vela che si tende se c’è qualcuno disposto a orientarla. E qui sta la differenza. Aspettare è facile. Costruire è più impegnativo. Ma è l’unico modo per non restare spettatori. Non serve alzare i toni per dirlo. Basta dirlo con chiarezza. Il futuro non passerà come una stagione. Si farà.
E la differenza non la farà il tempo. La farà la mentalità. Quando una comunità cambia mentalità, cambia traiettoria. E quando cambia traiettoria, il futuro non deve più passare. È già dentro il presente.
E questo, più di ogni altra cosa, è il segno di una forza autentica: non aspettare che qualcosa accada, ma decidere di essere parte di ciò che accade. «Adda’ passa’ ‘o futuro.» Forse sì.
Ma solo se iniziamo a camminargli incontro.
D INO Q UARATINO
Ogni epoca ha le sue parole chiave. La nostra, forse senza accorgercene, sta progressivamente rimuovendone una fondamentale: il limite. Non è un tema ideologico. È un tema culturale. E la cultura determina il modo in cui una società reagisce alle difficoltà. Viviamo nel tempo dell’illimitato. Informazioni illimitate, possibilità illimitate, accesso immediato a tutto. Se qualcosa non è istantaneo, diventa un problema. Se un processo richiede attesa, viene percepito come inefficienza. Se una risposta non è immediata, viene interpretata come mancanza. Abbiamo interiorizzato l’idea che tutto debba essere rapido, disponibile, adattabile ai nostri tempi. Ma la realtà non funziona secondo le nostre aspettative. L’essere umano è un processo, non un clic. Il limite non è un errore del sistema. È la struttura del sistema. Il corpo ha limiti biologici. Il tempo ha limiti oggettivi. Le risorse economiche hanno limiti

concreti. Le competenze hanno limiti evolutivi. Le istituzioni hanno limiti strutturali. Le comunità hanno limiti organizzativi. Negare questi confini non li supera: li rende solo più evidenti nel momento in cui si manifestano.
Quando il limite scompare dal discorso pubblico, aumenta l’aspettativa che tutto sia dovuto. E quando l’aspettativa supera la realtà, si genera frustrazione diffusa. Non è una questione di colpa. È una questione di equilibrio. Il dibattito contemporaneo ne è un esempio evidente: polarizzazione crescente, riduzione delle sfumature, difficoltà di confronto. La sfumatura richiede tempo. Richiede ascolto. Richiede disponibilità a non avere risposte immediate. Ma senza sfumature non esiste costruzione condivisa, esiste solo contrapposizione. Una società che non riconosce i propri limiti diventa emotivamente instabile. Perché alla prima difficoltà strutturale non dispone di strumenti culturali per affrontarla.Il limite, invece, educa. Educa alla disciplina. Educa alla competenza. Edu-
ca alla responsabilità. Non è un freno alla libertà. È ciò che le dà forma. La libertà senza struttura si trasforma in dispersione. La libertà dentro un confine diventa capacità. Un fiume senza argini non è più potente: è incontrollato. Gli argini non ne riducono la forza, la orientano. Allo stesso modo, la misura non limita l’essere umano: ne valorizza le potenzialità.
Il passaggio decisivo per il nostro tempo non è eliminare ogni ostacolo, ma rafforzare le competenze per affrontarlo. Non moltiplicare le pretese, ma consolidare le capacità. Non vivere nell’illusione dell’assenza di limiti, ma sviluppare maturità nel gestirli. Accettare il limite significa partire dalla realtà, non negarla. Significa riconoscere la situazione per poterla migliorare.Chi nega il limite si espone alla delusione. Chi lo riconosce può trasformarlo in punto di partenza. La vera rassicurazione non nasce dall’idea che tutto sia possibile. Nasce dalla consapevolezza che dentro ogni condizione esiste uno spazio di azione. Sempre. Non possiamo controllare ogni variabile. Non possiamo eliminare ogni difficoltà.
Non possiamo vivere senza confini. Ma possiamo rafforzare la nostra preparazione. Possiamo scegliere la responsabilità. Possiamo coltivare la misura. Il limite non è il contrario della crescita. È la sua condizione. Una società che riscopre il valore del limite non perde libertà. La rende più solida, più consapevole, più duratura.
Perché non è l’assenza di confini a rendere grande una comuni- tà. È la capacità di riconoscerli, rispettarli e trasformarli in occasione di maturità.

Dalla Basilicata allo streaming, il nuovo singolo invita a farsi attraversare dall’energia di voce ed emozioni
Mario Fania è un artista per cui la musica non è soltanto una passione, ma un linguaggio essenziale, il mezzo più autentico attraverso cui esprimere emozioni, pensieri e visioni interiori. Cresciuto in Basilicata, terra di silenzi intensi e paesaggi carichi di suggestione, trova proprio nelle atmosfere della sua regione una fonte costante di ispirazione. I contrasti, la profondità e l’identità forte del territorio diventano parte integrante della sua cifra stilistica. Il suo percorso artistico da DJ si è sviluppato in parallelo alla sua crescita personale, trasformando esperienze e stati d’ani-

mo in vibrazioni sonore. La sua musica non cerca solo di essere ascoltata, ma di essere sentita: un’energia capace di arrivare alle persone e lasciare un segno. Grande novità l’uscita del suo singolo “Cantare”, già disponibile in streaming sulle principali piattaforme digitali, che nasce da un’esigenza profonda: trasformare un’emozione universale in suono. “Cantare” non è soltanto un brano, ma un atto di liberazione. È la celebrazione della voce come espressione pura, spontanea, libera da filtri. La traccia racconta quell’energia che emerge quando si smette di trattenere ciò che si sente, dando spazio al movimento interiore e alle vibrazioni più autentiche. Parallelamente alla produzione musicale, Mario Fania porta avanti il format “White Music Experience”, fondato insieme all’artista Beatrice Summa. “White Music Experience” è un contenitore creativo in cui musica, spettacolo ed energia si fondono in eventi immersivi, capaci di coinvolgere pubblico e performer in un’unica esperienza dinamica. Ballerini, artisti e collaboratori contribuiscono a rendere ogni appuntamento unico e vibrante. Oggi Mario Fania è impegnato nella produzione di nuova musica e contenuti visivi, convinto che l’arte contemporanea sia un’esperienza completa fatta di suono, immagine ed emozione. Il suo obiettivo
è continuare a crescere, sperimentare e condividere la propria visione artistica con un pubblico sempre più ampio, restando fedele alle sue radici. Perché ogni brano che nasce porta con sé una parte di lui.


