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Somma e Bardi visitano gli stand lucani
Il presidente di Confindustria Basilicata, Francesco Somma, ha accompagnato il Presidente della Regione Vito Bardi in visita alle aziende lucane presenti alla 64esima edizione del Salone del Mobile di Milano. Una presenza che celebra la produzione di eccellenza che dalla Basilicata, anche quest’anno, è stata protagonista del più grande evento espositivo internazionale del settore. (...)

■ continua a pag 15 Vito De Filippo Dellapenna a pag 3
Non vogliamo fare l’elogio del petrolio solo per il fatto che ne abbiamo a morire e nemmeno far finta, come ci vogliono far credere le anime belle, che sia diventato ad un tratto cattivo ed inservibile, visto che nello stretto di Hormuz si sta appena combattendo una guerra trumpiana, ma santiddio questa storia che per accelerare la transizione green si debba butterare la faccia bella della nostra Basilicata oltre che arricchire i soliti imprenditori fa accapponare la pelle, atteso anche l’aggravante d’avere il più alto numero d’aerogeneratori. Già perché se la Regione aveva apposto parere contrario, anche per l’inidoneità delle aree ed il patriottico CdM l’ha spernacchiata esprimendo giudizio positivo di compatibilità ambientale su ben 7 progetti, tra eolico e agrivoltaico, allora i cahiers de doléances dell’assessore Mongiello non ci bastano e non solo per l’outing sospetto di far cassa con i ristori alla Regione, ma perché si potrebbe e si dovrebbe impugnare la decisione ministeriale, magari proprio col favor giurisprudenziale dell’avvocato Vito Iorio che di ricorsi alla Regione ormai ne fa a bizzeffe. Canta Ttovi: “Non c’è ricorso, non c’è rimorso…”
L’EVENTO Il presidente Montesano, molto vicino anche al sindaco Bianco: «Rilanciamo il Metapontino»




GENZANO
Fogne al collasso dopo le ultime piogge, intervento provvidenziale di Aql che in sinergia con il Comune e in 24 ore ha salvato la Casa di riposo
■ Servizio a pag 19
ENERGIA
Mongiello: «Nessuna resa, occorre tutelare il paesaggio e trasformare le fonti di energia rinnovabile in vantaggio per i lucani»
■ Servizio a pag 17
MATERA
Anche Paolo Grieco di Periferie per Matera passa alla maggioranza e scoppia la bufera: «Tradita la volontà popolare»
■ Servizio a pag 26
SPORT
Al Viviani, Potenza vs Monopoli finisce 2 a 2: nell’ultimo match stagionale, un pareggio che accontenta tutti
■ Nigro alle pag 32-33



AMMINISTRATIVE A Moliterno, invece Rubino corre senza avversari: sfida solo contro l’astensionismo

Inutile girarci intorno, l'elezione più importante di tutte è quella di Sant’Arcangelo non solo perché è uno dei comuni più grandi in cui si vota ma anche per il peso politico di uno dei candidati e, soprattutto, perché trasferisce il senso di frattura che c’è all'interno del centro sinistra.
Per il resto del territorio regionale, pur essendo importante analizzare alcune sfaccettature, è un florilegio di liste civiche come è normale che sia in una competizione elettorale per Comuni sotto i 15.000 abitanti.
Vito De Filippo come tanti leader come De Mita per esempio , si candida a Sindaco nella sua Sant’Arcangelo. La notizia era nell’aria e merita un commento importante.
De Filippo è stato Assessore Regionale, Presidente della Giunta Regionale per sue volte, Sottosegretario di Stato e Parlamentare ed è sicuramente uno dei grandi protagonisti della politica Dem in Basilicata.
Alla notizia della sua candidatura a Sindaco della sua Sant’Arcangelo subito ci è venuto in mente un importante paragone con due grandi protagonisti della storia politica del mezzogiorno: Ciriaco De Mita e Clemente Mastella. Come De Mita e Mastella, De Filippo è un cattolico democratico che ha fondato il centrosinistra, ha
avuto prestigiosi incarichi di governo e, a un certo punto della carriera, ha deciso di mettere il proprio sapere a disposizione del suo paese candidandosi a Sindaco.
Davanti ad una opzione del genere, nella politica normale tutto il centrosinistra avrebbe dovuto trovare compattezza intorno ad un big che si mette a disposizione del territorio. Ma forse sbagliamo a fare queste valutazioni ?
In Basilicata, però, opera Piero Lacorazza che è da sempre uno dei grandi procuratori di fratture nel PD nella ferma convinzione del dogma della sua assoluta ragione. Siccome a Sant’Arcangelo Lacorazza ha un suo amico in Lagrotta, era evidente che questa opzione di unità intorno ad un grande leader era impraticabile. A Sant’Arcangelo le liste, quindi, saranno tre. Il centrodestra coerentemente compatto intorno al farmacista Giordano, Vito De Filippo con una lista civica e Lagrotta in rappresentanza di Lacorazza. Non sappiamo come finirà ma è chiaro che, fino a quando il PD avrà al suo interno menti litigiose sarà sempre difficile trovare unità.
A FILIANO IN CAMPO PACE
Altro Comune importante per motivi politici è Filiano. Il paese ha dato i natali al Presidente della Regione Bardi.
Conosciamo troppo bene il peso politico è l’autorevo-
lezza di Leonardo Pace per dire che Bardi candida il cugino.
Leonardo Pace è uno dei più importanti avvocati della Basilicata, figlio del compianto Tuccino che fu Consigliere Regionale e Parlamentare oltre che sindaco di Filiano.
La grande novità che sposta gli equilibri è che Leonardo Pace, a differenza del padre, ha costruito una lista che potremmo definire di area moderata o di centrodestra.
È del resto anche questa la plastica dimostrazione che è sempre più difficile per moderati e riformisti stare nel campo largo.
A LAURIA PITTELLA CON ROSSINI
Il più grande comune in cui si vota è Lauria. Si va a elezioni anticipate per le dimissioni di Gianni Pittella.
Lauria è sa sempre un feudo elettorale dei Pittella. Il grande mediatore questa volta è stato Marcello che è riuscito a candidare il socialista Rossini (transitato in Forza Italia) alla guida di una lista che mette insieme tutta la maggioranza Bardi.
Nel centrodestra i mal di pancia li ha avuti soltanto Osnato che ha mostrato la sua rabbia per la sconfitta elettorale alle ultime regionali andando a testa bassa contro tutti.
In un lungo post ha sostanzialmente detto che la strategia di Fratelli d’Italia era quella di ottenere la candidatura di Pici con la benedizione di Pittella, cosa che al fiduciario di Rosa non sarebbe riuscita. A sfidare Rossini una lista del campo largo ed una civica di dissidenti del PD e del M5S.
RUBINO BALLA
DA SOLO
Non ha avversari Antonio Rubino. Il brillante sindaco di Moliterno non ha trovato nessuno che volesse sfidarlo.
Il consenso nei confronti del Sindaco di Italia Viva nel comune valligiano è ampio e trasversale.
Nel suo mandato ha ridato vita e dinamismo al suo Comune, si è inserito nelle dinamiche politiche regionali e ha dato lustro al suo Comune.
Il recente e conclamato gemellaggio con la nunziatella è stato uno dei feno-
meni che hanno manifestato questa capacità. Evidentemente nessuno se l’è sentita di sfidarlo e i suoi avversari dovranno fare il tifo solo per l’assenteismo confidando in un improbabile non raggiungimento del quorum.
PARTITA STRANA A CORLETO
Corleto Perticara, per quanto piccolo è uno dei Comuni strategicamente importanti della nostra Provincia. Insieme a Viggiano è capitale del Petrolio. A concorrere alla carica di Sindaco ci sono tre persone.
Antonio Massari guida una lista civica in cui ci sono
esponenti del centrodestra con in primis il leader di FDI Rocco Magaldi. La cosa da analizzare è che un altro candidato Sindaco è Prospero Mauriello da sempre vicino ad Amedeo Cicala. Non sappiamo se si tratti di una rottura tra i Cicala e Mauriello o l’ennesimo segno di potere che mette in campo il Sindaco di Viggiano verso il suo partito.
Terzo candidato è Ylenia Magaldi, giovanissima e brillantissima esponente di Italia Viva, vicina a Mario Polese e Rubino. Il centrosinistra nella seconda città del Petrolio è assente.
IL CANDIDATO SINDACO VITO DE FILIPPO
«Sant’Arcangelo, il mio impegno per un nuovo modello di paese»

Sono state presentate le liste per le prossime elezioni amministrative che si terranno il 24 e il 25 maggio prossimi. Tra i comuni al voto anche Sant’Arcangelo, paese di origine del già presidente della Regione e già parlamentare Vito De Filippo che all’Ansa ha affermato: «Ho accolto, con emozione, l'appello che mi veniva rivolto da professionisti, imprenditori,artigiani, commercianti, agricoltori, da tanti ragazzi e darappresentanti del mondo della scuola e dell'associazionismo eda tanti cittadini, di guidare una lista per le elezioni comunali a Sant'Arcangelo».
«Da molti mesi, in tanti - aggiunge il dem - abbiamo discusso ed elaborato un programma per il futuro di questo Comune che abbiamo depositato e che sarà la guida della nostra attività. Sant'Arcangelo per me non è solo il paese dove sono nato, i miei primi passi negli studi e nella vita sono segnati proprio dalla conoscenza storica di questo comune del Mezzogiorno».
Secondo De Filippo, «sfide e complessità sedimentate anche inuna straordinaria bellezza pretendono una cura particolare ed uncambio di passo nell'azione amministrativa. Ho modificato conconvinzione i programmi di una vita ed ho deciso di dedicare iprossimi cinque anni totalmente a questo paese. Nascere in un comune non è solo un dato anagrafico. C'è qualcosa di più profondo che ha mosso la mia coscienza. C'è un rapporto identitario con il comune di origine che guiderà questa scelta».
«Ho sempre sostenuto in tanti anni di responsabilità pubblica progetti e programmi che sono stati realizzati in questo comune ora in prima persona mi dedicherò con la mia passione con la mia esperienza e la mia competenza a costruire un modello di paese capace di cogliere le grandi opportunità che ci sono nel futuro», conclude Vito De Filippo















Tramontano le appartenenze tradizionali tra alleanze ibride e derby familiari: il mosaico elettorale rivela una Basilicata in piena transizione
Le liste sono state depositate appena 48 ore fa e già il quadro delle amministrative lucane restituisce un’immagine nitida, non priva di contraddizioni, dello stato di salute della politica regionale. Non tanto per ciò che accadrà nei singoli comuni — dove, come sempre, prevarranno dinamiche personali, storie locali e rapporti consolidati — quanto per i segnali che, tra le pieghe delle candidature, emergono con forza.
Il primo dato, difficilmente ignorabile, è la condizione di Fratelli d’Italia: un partito spaccato a livello regionale, attraversato da tensioni evidenti, ma che in provincia di Matera riesce a esprimere un numero significativo di candidature di genere. Un segnale ambivalente. Da un lato testimonia una vitalità organizzativa che, almeno sui territori, non sembra del tutto compromessa; dall’altro non cancella le crepe politiche che rischiano di riflettersi anche sul piano elettorale, soprattutto laddove le divisioni interne si intrecciano con competizioni civiche sempre più fluide. E proprio la fluidità è la cifra dominante di questa tornata. Emblematico è il caso di Basilicata Casa Comune che in alcuni centri — Tursi e Francavilla in Sinni su tutti — finisce per sovrapporsi o dialogare con il centrodestra, generando un equivoco poli-
tico che rischia di confondere elettori e militanti. L’idea di una "casa comune", per sua natura inclusiva, si scontra con pratiche locali che la trasformano in un contenitore indistinto, dove le appartenenze diventano secondarie rispetto alle convenienze.
Altro tema è quello di Azione. La mancata ricandidatura di tre sindaci — Scattone ad Acerenza, Gianni Pittella a Lauria e Salvatore Cosma a Tursi — pesa come un macigno. Non si tratta solo di fisiologici ricambi, ma di segnali politici che raccontano un'oggettiva difficoltà. Il caso di Acerenza, con Scattone sacrificato sull’altare di una probabile faida interna, è forse il più emblematico: tre liste civiche, schieramenti incrociati e una comunità politica disorientata.
Sul fronte opposto, il Partito Democratico conferma una difficoltà ormai strutturale: l’incapacità di costruire un vero campo largo.
Non ci riesce nei contesti più complessi, ma sorprende che fallisca anche dove le condizioni sembravano favorevoli.
Sant’Arcangelo è il caso simbolo: qui si fronteggiano figure chiaramente riconducibili al perimetro democratico, eppure incapaci di convergere su un nome autorevole come quello del già sottosegretario Vito De Filippo. Una divisione che certifica, ancora una volta, la crisi di una leadership territoriale

capace di sintesi e l’emblema di un partito commissariato che non riesce a trovare, né dentro né fuori di sé, la rotta giusta. In questo scenario frammentato, Italia Viva, forte anche del risultato sorprendente delle provinciali, mantiene un trend positivo, con candidati in tutte le competizioni e, in alcuni casi, anche alla guida delle coalizioni. Ma il dato più interessante è politico: l’asse tra Pittella e Polese, che si concretizza a Lauria e Moliterno, potrebbe rappresentare un segnale decisivo per il futuro della politica lucana. A Lauria, il sostegno congiunto al candidato Rossino, espressione di Forza Italia, segna una sintonia nuova, capace di ridisegnare gli equilibri regionali. A Moliterno, la corsa

solitaria di Rubino certifica una forza organizzativa che non ha bisogno di alleanze forzate. Entrando nel dettaglio dei comuni, emerge un mosaico variegato. A Castronuovo Sant’Andrea il sindaco uscente Bulfaro tenta la riconferma con il sostegno della maggioranza regionale, mentre a Corleto la sfida a tre incrocia esperienze civiche, centriste e meloniane, con l’incognita del peso delle tensioni regionali su figure vicine al governo lucano. A Filiano potrebbe consumarsi una frattura significativa dentro la maggioranza, qualora Azione non considerasse autonome le scelte di suoi esponenti a sostegno del candidato contrapposto a quello del presidente Bardi; d'altronde, Filiano sta a Bardi come Lauria a Pittella. A Francavilla in Sinni, invece, il confronto assume i contorni di un derby familiare che fotografa perfettamente la commistione tra politica e relazioni personali: "Cupparo vs Cupparo" è uno degli imbarazzanti sceneggiati di cui il Sud dovrebbe iniziare a stancarsi. Cersosimo e Sarconi chiudono il quadro della provincia di Potenza con sfide locali in cui rileva il rientro in campo dell’ex sindaco di Sarconi, Cesare Marte, nel tentativo di raccogliere l’eredità del compianto Giovanni Tempone. Al netto di Tursi, i cui paradossi sono già stati citati, in provincia di Matera il quadro è meno rilevante
sul piano politico generale, ma non privo di elementi di interesse. Ad Accettura, Craco e Grottole si ripropongono dinamiche già viste, con il centrodestra e il centrosinistra a contendersi spazi in contesti ridotti ma simbolici. Stesso scontro a Salandra, dove il re dell’economia circolare, Iula, sfida il sindaco uscente e rivale di sempre Soranno, appoggiando la candidata Zaccaro; anche qui, una donna. Resta, infine, una nota stonata che continua a ripetersi e che meriterebbe una riflessione più seria: il fenomeno delle liste di militari nei piccoli comuni. Da Cersosimo a Craco, passando per Grottole e San Giorgio, si assiste ancora a candidature costruite più per ottenere congedi che per una reale partecipazione democratica. Una pratica antipatica, che svilisce il senso stesso delle elezioni e rischia di trasformare momenti di confronto civico in meri adempimenti formali. In definitiva, queste amministrative non rappresentano solo un passaggio locale.
Sono uno specchio fedele di una Basilicata politica in transizione, dove le appartenenze tradizionali si sfaldano, le alleanze si reinventano e i partiti faticano a ritrovare una bussola. Il voto dirà chi avrà interpretato meglio questa fase, ma una cosa è già chiara: il tempo delle certezze, se mai c’è stato, è finito da un pezzo.


CARMEN SALANDRA
CANDIDATA SINDACA
PROGETTO
AMMINISTRAZIONE CONDIVISA
CANDIDATI CONSIGLIERI
MARIO PASCALE
NICOLA LA GALA
ANTONIO DI BONO

CANIO CIMINO
LUCIANO D'ANDRIA
MARIA CARUSO
FRANCESCA MECCA
UMBERTO SALANDRA
FERNANDO SCATTONE



UMBERTO DI MATTEO
CANDIDATO SINDACO
UNITI PER IL
CAMBIAMENTO
CANDIDATI CONSIGLIERI


LUCA LOMBARDI
CANDIDATO SINDACO NOI PER ACERENZA
CANDIDATI CONSIGLIERI
ANGELA C. ADURNO
ANNA ROSARIA CIVIELLO
LUCREZIA ENACHE
LUCIA MANCANIELLO

CANIO MANCANIELLO
GIOVANNI ORLANDO
MARIELLA PELLEGRINO
DONATO PETAGINE
GIUSEPPE TEDESCO
LUCA FORENZA


ANTONIO BULFARO
CANDIDATO SINDACO
IMPEGNO E RISPETTO


CANIO MONTANARO
CANDIDATO SINDACO
ACERENZA INSIEME
CANDIDATI CONSIGLIERI
MARCO MAURO
ROBERTO RUTILO
GIOVANNI IANNIELLO
GIUSEPPE CILLIS

VINCENZO CALITRI
CONCETTA V. CALITRI
VANESSA PIERONI
NOEMI RAGO



MARIA NACAR
CANDIDATA SINDACA
ITALIA DEI DIRITTI
CANDIDATI CONSIGLIERI
LUCA MARTONE
MARIACARMELA
VINCENZO MARIO APPELLA
ANTONIO ARLEO
MICHELE D'ARINO
SANTINO DI DIO
ANTONELLA MARIA GRECO
ANNA MARIA G. GUACCI
GIOVANNI MARINO
MARIANTONIETTA
NOVELLI
MARIA GIUSEPPA OLIVETI
ANTONIO PESCE

CANDIDATI CONSIGLIERI
GIUSY AMENDOLARA
MICHELE BONOMO
GIUSEPPE COSENTINO
FRANCESCO DI CIANCIA
VINCENZO DI SIRIO
ANDREA DURANTE
CERENTANO
CHRISTIAN EGIDI
MARIA ROSARIA MIRANDA
GIUSEPPE MARMO
CARLO SACCO
PAOLO TIERNO
CARMINE GOVERNUCCI
TERESA CASARULO
MAURIZIO GAUDINO

MARIA OLIMPIA GRAZIANO
LOREDANA GRECO
ISIDORO G. MAROTTA
ADAMO MORANO




ILENIA MAGALDI
CANDIDATA SINDACA
CORLETO FUTURA
CANDIDATI CONSIGLIERI
ALFONSO AMBROSIO
GIAMBATTISTA BAIONE
NICOLA BARTOLOMEO
EGIDIO CALANDRIELLO

GIUSEPPINA DEMMA
CHRISTIAN LOGIODICE
PARIDE LOGIODICE
LAURA MONTANO
ROCCO POTENZA
CHRISTIAN G. SARLI



LEONARDO PACE
CANDIDATO SINDACO
RETE CIVICA PER FILIANO


ANTONIO MASSARI
CANDIDATO SINDACO
RADICI E INNOVAZIONE
CONSIGLIERI
ROCCO VICINO
ROCCO MAGALDI
FRANCO SAGARIA
ANGELA DIAMANTE

GIOVANNA LAPENTA
ROSANNA IERARDI
FRANCO DE STEFANO
MARIA MADDALUNO
VANIA DIAMENTE
NICOLA PETROCELLI
CARMINE CARAFFA

DONATO CARAFFA
CATERINA COLANGELO
LEONARDO GUGLIELMI
ANGELO MECCA
GIUSEPPE MECCA
SILVANA PACE
ANTONELLO ROMANO
GIUSEPPE SANTORO
DOMENICANTONIO VERRASTRO


PROSPERO MAURIELLO
CANDIDATO SINDACO
RADICI E FUTURO
CANDIDATI CONSIGLIERI
DEBORAH MONTANO
PIETRO VICINO
MARCO GUERRA
FRANCESCA LOMBARDI
ENZO CANOSA
ROCCO DEMMA
SALVATORE MINNELLI
ANTONELLA TOCE
ANDREA SCAVULLO
VINCENZO TOCE




DOMENICA PAGLIA CANDIDATA SINDACA
CERSOSIMO BENE
CANDIDATI CONSIGLIERI
PIETRO ABITANTE ANGELINA BRANCACCIO ENRICO CALÁ
MILENA CAMODECA
ADOLFO R. CUCCARO
FRANCO DI SANZO
PASQUALE FERRARA
CLELIA LA SALA
GIUSEPPE NATALE
VINCENZO VALICENTI



VINCENZO DIEGO CANDIDATO SINDACO


ANDREA LACERENZA
CANDIDATO SINDACO
INNOVA FILIANO
MICHELE BOCHICCHIO
FLAVIO LACERENZA
GIUSEPPE LOVALLO
BARBARA MECCA
PASQUALE NARDOZZA
ROCCO NOLÈ
ANNA ROMANIELLO
ANGELO ROMANO
ROCCO SABATO
DONATO SUMMA








ROMANO CUPPARO
CANDIDATO SINDACO
INSIEME SI PUÒ
CANDIDATI CONSIGLIERI
CALLUORI GIUSEPPE
MARIO CASTRONUOVO
CARMELINA DE BIASE
EMANUELE DONADIO
MARCOS DONADIO
NICOLA FANUELE


ANTONIO ROSSINO
CANDIDATO SINDACO
LAURIA AL CENTRO
CANDIDATI CONSIGLIERI
GIUSEPPE ARMENTANO
LUCIA CARLOMAGNO
MARIA CHIACCHIO
ANTONIO COZZI
DOMENICA CRESCI
LUCIA GUERRIERO
GIUSEPPINA IELPO
GIOVANNI LABANCA
MARIANO LABANCA
ANTONIO MESSUTI
GIACOMINA MIRAGLIA
VINCENZINO FERRAIUOLO
IRENE GIORDANO
BIAGIO INTROCASO
MARIA MARZIALE
MARIA OROFINO
VINCENZA VICECONTI



PERLUIGI
SCALDAFERRI
CANDIDATO SINDACO


PASQUALE CIANCIA
CANDIDATO SINDACO
COMUNITÁ FUTURA
CANDIDATI CONSIGLIERI
GIOVANNA CARUSO
ANGELINO V. CIMINELLI
VINCENZO R. CIMINELLI
NICOLÒ CUPPARO
MARIA ROSA G. DE PAOLA
CARMINE DI GIACOMO
VINCENZO A. DI NUBILA
GIOVANNI A. DURANTE
FRANCO GIORDANO
MARTINA L'AMICO
BENITO PERRETTA
MARIANGELA PLACANICO




BRUNA GAGLIARDI
CANDIDATA SINDACA
PRIMAVERA DEMOCRATICA
CANDIDATI CONSIGLIERI
AURORA ROSA
MAURIZIO G. MASTROIANNI
GENNARO NASTI ANIELLO
IVAN ROSSINO
ANTONELLA VICECONTI
DONATO ZACCAGNINO




ANTONIO RUBINO
CANDIDATO SINDACO
DI NUOVO MOLITERNO
ANTONIO ALBANO
MARIA TERESA GALANTE
GIUSEPPE IELPO
SAVERIO LAPADULA
ANNAMARIA LATORRACA
ROCCO LATORRACA
MARIA LAURIA
RAFFAELE PANZARDI
GIUSEPPE ROSSI
ROCCO SCANNONE
ANTONIO VISCONTI
ANGELO ZAMBRINO

MUOVIAMO LAURIA
CANDIDATI CONSIGLIERI
GIACOMO AGRELLO
LUCA BALDARI
ANNARITA COSENTINO

MARIA COZZI
PIETRO D'AMICO
VINCENZO DI LASCIO
RIZIERI FERRANTE
PIERANGELO IELPO
ANTONELLA LAMBOGLIA
ROSA PAPALEO
SILVIA PAPALEO
SEVERINO SARUBBI
GIUSY SCALDAFERRI
ANTONIO SCHETTINI
ANTONELLO VICECONTI
ANNA DI SIPIO
MARISA ALAGIA
ANTONINO AMATO
RITA CANTISANI
MANUEL CASO
ANNUNZIATA GIOIA
NICOLETTA INTROCASO
DOMENICA MANFREDELLI
ANTONIO PETRAGLIA
MARIA SCALDAFERRI
ANTONIO SCHETTINI






SALVATORE LA GROTTA
CANDIDATO SINDACO
AVANTI INSIEME
CANDIDATI CONSIGLIERI
ROSARIA BRIAMONTE
NICOLA CAVALLO
TATIANA CRITONE
LUDOVICO M. DE ANGELIS
GIAMBATTISTA FANIA


VITO DE FILIPPOI
CANDIDATO SINDACO
CAMBIA PASSO


NICOLA GIORDANO
CANDIDATO SINDACO
VIVERE S’ANT’ARCANGELO
CANDIDATI CONSIGLIERI
DOMENICO BIANCO
MARIATERESA COSENTINO

CANDIDATI CONSIGLIERI
ANTONIO MARTORANO
VITO DI VIRGILIO
ANDREA FERA
GIAMBATTISTA LA GROTTA
CARMEN MARTORANO
GIUSEPPE MARTORANO
CARMINA MILIONE
ANTONIO PARADISO
TERESA MARIA PEPE
NICOLA TITOLO

MICHELE ARLEO
MICHELE STIGLIANI
GIUSEPPE LOPEDOTA
GIUSEPPE DE MARCO
MARIA PEPE
ANTONELLA PESCE
TERESA LIBERTI
LUCIA SCARDACCIONE
MARGHERITA SCATTONE


CESARE MARTE
CANDIDATO SINDACO
SIAMO ANCORA SARCONI
CANDIDATI CONSIGLIERI
DOMENICO ALBANO
GIANPIERO DI LASCIO
ROBERTO FORASTIERO
ANTONELLO FORESTIERO
FLAVIO PLESCA
DONATO RADESCA
VALENTINA SBARRA
ARIANNA TEMPONE
ZAIRA VITALE
ANTONELLA ZAMBRINO



NICOLA GULFO
CANDIDATO SINDACO
DIREZIONE COMUNE

GIUSEPPE DE LUCA
ROBERTO FANTINI
ANTONIO GALOTTA
SALVATORE GIANNASIO
MARIA LO PONTE
ANTONIO MARTORANO
BERARDINA M.
MASTROSIMONE
GIUSEPPE STELLATO
COSMINA DANA TOBIAS
MARIA F. TOLENTINO

CANDIDATI CONSIGLIERI
SALVATORE ALAGIA
LUCIANO ALBANO
GIUSEPPE CANTISANI
GIUSEPPINA CARLOMAGNO
GIUSEPPE DALESSANDRI

MERILIVIA D'AMATO
ALESSANDRA GRECO
GIUSEPPE MELILLO
TERESA RADESCA
ANTONIO VITALE





GIULIANO BARBARITO
CANDIDATO SINDACO
UNITI PER CAMBIARE
CANDIDATI CONSIGLIERI
ROSA DEFINA
NUNZIO DIMILTA
ROSSELLA GARAGUSO
AURORA LASORSA

GIULIANO MARINO
VITO MINGALONE
PAOLA MOLES
GIULIANO TRIVIGNO
MARIANNA VARVARITO
MARIA VOLPE


PIETRO VARVARITO
CANDIDATO SINDACO
DESTINAZIONE ACCETTURA


ANTONIETTA ZACCARO
CANDIDATA SINDACA
SALANDRA RINASCE
CANDIDATI CONSIGLIERI
MARIO DANZI
ROSANNA DIRAGO
ANGELO GRILLO
NICOLA IULA
M. ANTONIETTA LISANTI
GIOVANNI MARZARIO
PATRIZIO PUZZUTIELLO
CANDIDATI CONSIGLIERI
ROCCO GIULIANO ABBATE
SARA COLUCCI
DONATO DEFINA
MARCELLA FANUELE

ANTONELLO LABBATE
MARIKA LOSCALZO
CARMELA ONORATI
GIUSEPPE PELLEGRINO
ALFONSO VESPE
ANNA VOLPE



GIUSEPPE AMATO
CANDIDATO SINDACO PER GROTTOLE


ANGELO DE VITO
CANDIDATO SINDACO
GROTTOLE DEMOCRATICA



GIUSEPPE SORANNO CANDIDATO SINDACO
CANDIDATI CONSIGLIERI
FILOMENA APOLLARO
GIUSEPPE DILEO
WALTER FERRUZZI
SILVIO IACOVINO
PIETRO LISANTI
DONATO MARRAUDINO
MICHELE MARRAUDINO
ROSS. MARIA GIANNINI
MANTONIETTA SAPONARA
GIANFRANCO TUBITO
MIMMA ZIZZAMIA
CANDIDATI CONSIGLIERI
GIUSEPPE AMATO
ROSARIO DE ANGELIS
MICHELE DE SIMMEO
LUCIA RICCIARDI
EMANUELA CAMMAROTA
LOREDANA DE SIMMEO
MICHELE LAMACCHIA
MARIO TURTORA

CANDIDATI CONSIGLIERI
GIUSEPPE ALLEGRETTI
GIOVANNI BRUNO
INSIEME PER SALANDRA

GIOVANNI POMARICI
COSTANTINO DI CUNTO



MARIAPINA
COSENTINO
CANDIDATA SINDACA
INSIEME PER CRESCERE
CANDIDATI CONSIGLIERI
VINCENZO BIANCO
FRANCESCO CANITANO
FRANCA D'AMATO
GIROLAMO D'ARIA
GIOVANNI DI NAPOLI
GIOVANNI DINARDO
MICAELA LOGRIPPO
GAETANO PEPE
PASQUALE RAIMONDI
ANNA RAIMONDINO


FRANCESCO CAPOBIANCO
ANTONIO DE SIMONE
MICHELE DONA
ROCCO DONA
GIANPAOLO MANGIONE
CARLA MELLONE
ANNA PISTONE
ANNAMARIA RICCHIUTI


FILIPPO CARRETTA
CANDIDATO SINDACO
INSIEME PER GROTTOLE
CANDIDATI CONSIGLIERI
GIUSEPPE ADDONE
ROSALBA BALDASSARRE
GIOVANNI CAPOBIANCO
ANNA MARIA CARBONE
GIUSEPPE FANELLI
BATTISTA FIORE
GIOVANNI LOPERGOLO
NAZARIO MELCHIONDA
ELISABETTA PINTO
GIOVANNI RECCHIA





GIUSEPPE ANTONIO ESPOSITO
CANDIDATO SINDACO
APPARTENENZA E TERRITORIO
CANDIDATI CONSIGLIERI
FRANCESCO AGRESTA
MARIO ENRICO AGRESTA
ROCCO ALBISINNI
PASQUALE LABOLLITA
ANTONIO LACANNA
MILENA LIBERATORE
GIUSEPPE MIRAGLIA
MILENA STASI
GIUSEPPE VENTIMIGLIA



FILOMENA RUSSO CANDIDATA SINDACA
VISIONE COMUNE
CANDIDATI CONSIGLIERI
BRUNO CINZIA
CALCIANO SALVATORE


GIUSEPPE VENTIMIGLIA
CANDIDATO SINDACO
I VOLENTEROSI
CANDIDATI CONSIGLIERI
ANTONIO LASALA
MARIO ADDUCI
ROCCO SILVESTRE
MICHELE VALICENTI

M. CARMELA D'ARINO
PASQUALE DURANTE
ROSANNA CIMINELLI
TERESA TEDESCO



VINCENZO LACOPETA CANDIDATO SINDACO
CRACO PER NOI


ANTONIO MARROCCOLO
CANDIDATO SINDACO
PROGETTO POPOLARE
CASTRONUOVO CARMELA
COSMA SALVATORE
CUCCARESE MICHELE
LASALANDRA FEDERICO
NUZZI FRANCESCO
SALERNO GIULIANO
SIMEONE FRANCESCO VERDE NICOLA
VIVIANO MARIA CARMELA



MARIA ANGLONA ADDUCI
CANDIDATA SINDACA
CAMBIAMO TURSI
CANDIDATI CONSIGLIERI

ALFANO SONIA, BRUNEO FILOMERI, CRISTIANO GIUSEPPE, DE MARCO MICHELE, DI MATTEO ANTONIO, DI NOIA DOMENICA, D’ONOFRIO BIAGIO FRANCESCO, GULFO DOMENICO, MASTROIANNI JACOPO, OLIVIERI MARIA, SANT’AGATA MARIA FRANCESCA, VERDE LEANDRO DOMENICO

CANDIDATI CONSIGLIERI
VINCENZO BAGNULO FELICE CANDIA
ROCCO CAPOGROSSO
ROSARIA DE MARCO
DOMENICO A. DICHIARA
ATTANASIO GALETTA
VITTORIO LACICERCHIA
PROSPERO LACOVARA
GIUSEPPE MONTEMURRO



MARIA ANTONIETTA RINALDI
CANDIDATA SINDACA
RINASCITA CRACO


FNICOLA MARTONE
CANDIDATO SINDACO
ITALIA DEI DIRITTI
CANDIDATI CONSIGLIERI
ERASMO CACCIAPAGLI
VINCENZO COPETA
P.ROSENZO GROSSI
AGOSTINO LONGO
BRUNA NICOLETTI
GIUSEPPE RINALDI
M.ANT.AGATA TARGIANI
FRANCO TUZIO



Montesano e Policoro Capitale insieme per valorizzare il Metapontino alla Fragola Expo 2026, tra politica e innovazione agricola
Il 25 aprile 2026 ha segnato una tappa fondamentale nel calendario degli eventi che celebrano l'eccellenza agricola della Basilicata. Con l'inaugurazione della II Edizione della Fragola Expo, il Metapontino si è nuovamente trasformato in un palcoscenico di festa e orgoglio per il territorio, consolidando il suo status di cuore pulsante della produzione di fragole in Italia. La cerimonia di apertura, alle 20.00, è stata caratterizzata dal taglio del nastro dei Sindaci di Scanzano Jonico, Pasquale Cariello, e di Policoro, Enrico Bianco, che hanno simbolicamente dato il via alla manifestazione, unendo le comunità in un progetto di crescita e valorizzazione del prodotto che da anni rappresenta la Basilicata nel panorama nazionale e internazionale: la fragola.
LA FRAGOLA COME MOTORE
Da oltre un decennio, la fragola lucana è sinonimo di eccellenza e di un’economia agricola che ha saputo investire in innovazione, qualità e sostenibilità. La Fragola IGP è un sigillo di qualità che la colloca tra le varietà più pregiate del panorama internazionale. La manifestazione ha omaggiato il lavoro instancabile degli agricoltori locali. Nel corso della giornata, gli stand espositivi hanno aperto alle 16.00, arricchiti da esibizioni musicali della Conturband e dallo spettacolo comico di Nello Iorio, concludendosi con il concorso di bellezza e lo show di Dino Paradiso.
CHE UNISCE
Un aspetto distintivo della seconda edizione della Fragola Expo è stato lo spirito di collaborazione tra le amministrazioni di Scanzano Jonico e Policoro, unite per valorizzare la fragola. Nicola Montesano, presidente del comitato Policoro Capitale, ha sottolineato l'importanza di unire le forze per il futuro del territorio: «La Fragola Expo non è solo un evento che celebra la nostra terra, ma un'occasione per rafforzare la collaborazione tra Scanzano Jonico e Policoro, due realtà che insieme possono fare davvero la differenza. La nostra regione ha bisogno di politiche concrete e di impegno costante.»
LA POLITICA CHE
SUPPORTA
IL TERRITORIO
La Fragola Expo testimonia come l'impegno politico possa tradursi in risultati concreti per il territorio. Montesano e il movimento Policoro Capitale hanno evidenziato l'importanza di politiche a so-
stegno dell'agricoltura e dell'economia locale, con il continuo sostegno delle amministrazioni di Policoro e Scanzano Jonico. «Vogliamo una Basilicata protagonista, dove l’agricoltura diventi la leva di crescita e innovazione», ha dichiarato Montesano.
UN FUTURO DOLCE
COME LA FRAGOLA
Concludendo l’evento, il messaggio che emerge con forza è quello di un territorio che non solo produce eccellenze, ma che ha anche il potenziale per crescere e diventare un punto di riferimento a livello nazionale per l’agricoltura e l’innovazione. La fragola è diventata un simbolo di resilienza, di una terra che ha saputo trasformare le difficoltà in opportunità, e che oggi può essere fiera della sua identità. Come ha sottolineato Montesano,«La fragola non è solo il prodotto di punta dell’agricoltura lucana, ma rappresenta anche un simbolo di unità e di soddisfazione collettiva. È l’esempio di come una comunità possa costruire un


futuro solido, fatto di sacrifici, ma anche di grandi soddisfazioni. La Basilicata ha dimostrato che l’eccellenza agricola può essere la chiave per il suo sviluppo».Policoro Capitale, con il suo impegno e la sua visione politica, è al fianco degli agricoltori,
pronti a proseguire in questo percorso di sviluppo che ha visto, e vedrà, sempre più protagoniste le eccellenze del nostro territorio. La Fragola Expo è solo l'inizio di una lunga stagione di successi per la Basilicata e il Metapontino.





Vicinanza ad un comparto con livelli significativi di export che conferma forte attenzione da parte dei buyers internazionali e buoni numeri
Il presidente di Confindustria
Basilicata, Francesco Somma, ha accompagnato il Presidente della Regione Vito Bardi in visita alle aziende lucane presenti alla 64esima edizione del Salone del Mobile di Milano.
Una presenza che celebra la produzione di eccellenza che dalla Basilicata, anche quest’anno, è stata protagonista del più grande evento espositivo internazionale del settore. E allo stesso tempo ha anche un valore simbolico di vicinanza alle aziende di un comparto con livelli significativi di export e quindi molto esposto alle tensioni geopolitiche e commerciali internazionali.
Nonostante i numerosi fattori concomitanti che stanno generando instabilità dei mercati, un primo bilancio delle aziende lucane del Salone 2026 conferma forte attenzione da parte dei buyers internazionali e buoni numeri.
«Questo - ha commentato il presidente Somma - testimonia ancora una volta la capacità di resilienza e reazione di un settore strategico per l’economia lucana,
non solo per i rilevanti numeri relativi a produzioni e posti di lavoro ma perché si colloca tra le più alte espressioni del nostro Made in Italy. L’apertura a nuovi sbocchi commerciali quali Mercosur e India, fortemente sostenuti da Confindustria, ha contribuito ad attutire l’impatto della contrazione della domanda legati alle politiche neoprotezionistiche degli USA. Ma sono soprattutto gli elevati standard di qualità, innovazione, creatività e unicità a determinarne capacità di tenuta e di penetrazione di nuovi mercati. La sua crescita, dunque, va accompagnata e adeguatamente sostenuta con strumenti concreti, con il coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali, che consentano di aumentarne la competitività, attraverso interventi selettivi, rapidi e orientati ai risultati». Confindustria Basilicata esprime le imprese lucane più significative del settore – Calia Italia Spa, Ciesse Tendaggi Srl, Incanto –Creation Italia Srl, Egoitaliano Srl, Lagala Home, Novaluna Srl, G. Nicoletti Trade Srl e Natuzzi

S.p.A. – che hanno portato in fiera una proposta che interpreta al meglio le nuove traiettorie del design contemporaneo, coniugando comfort, innovazione tecnologica, ricerca sui materiali e forte identità manifatturiera. In linea con i principali trend dell’edizione 2026, orientati verso sostenibilità, modularità e nuove forme dell’abitare, le aziende del settore si distinguono per la capacità di sviluppare soluzioni flessibili e personalizzabili, capaci di rispondere a mercati globali sempre più evoluti. Dalle collezioni
caratterizzate da un uso creativo del colore e da uno stile dinamico e riconoscibile, fino ai sistemi di seduta progettati per garantire benessere, ergonomia e versatilità, l’offerta lucana si conferma tra le più competitive del panorama internazionale.
Il Polo del Mobile Imbottito lucano si conferma così ambasciatore del “made in Basilicata” nel mondo, protagonista di una filiera integrata che continua a investire in sostenibilità, digitalizzazione e sviluppo di nuovi linguaggi del design.



Per l’assessore regionale all’Ambiente e Transizione energetica: «Occorre tutelare il paesaggio e trasformare le Fer in vantaggio per i lucani»
«Il dibattito di questi giorni sulla diffusione degli impianti da fonti rinnovabili (Fer) merita un’operazione di verità che sgomberi il campo da ricostruzioni parziali o fuorvianti. La Regione Basilicata non assiste inerme a una presunta ‘invasione’, ma agisce con estremo rigore all’interno di un quadro normativo europeo e nazionale che impone sfide e vincoli precisi». Lo dichiara l’assessore regionale all’Ambiente e alla Transizione energetica, Laura Mongiello, ribadendo la piena unità d’intenti con la linea espressa dal presidente Vito Bardi. «È bene chiarire ai cittadinispiega l’assessore - che il Testo unico sulle Rinnovabili stabilisce un principio gerarchico chiaro: la massima diffusione degli impianti Fer è considerata di interesse pubblico prevalente. Questo significa che la pubblica amministrazione non può opporre divieti aprioristici o automatici,
ma deve operare un bilanciamento caso per caso tra la necessità della transizione energetica e la tutela del paesaggio».Mongiello interviene poi sul concetto di aree non idonee: «Esiste un principio di legge al quale non si può derogare: la qualificazione di un’area come non idonea, secondo la norma, non puó rappresentare, purtroppo, un divieto assoluto. Significa, invece, che in quelle zone il rigore della valutazione deve essere massimo. La Regione esercita questo rigore con determinazione: i recenti pareri contrari su impianti eolici in aree simbolo come Irsina e Genzano - Monteserico dimostrano che, laddove l’impatto visivo e identitario non è mitigabile, la nostra risposta è un ‘NO’ fermo e tecnicamente motivato». L’assessore, poi, parla del Piano Paesaggistico Regionale (Ppr): «È’ uno strumento fondamentale a cui stiamo lavorando alacremente, ma per legge non può contenere di-

vieti assoluti che scavalchino la normativa nazionale. Anche con il Piano approvato, il regime autorizzativo resterà basato sul bilanciamento degli interessi». Per l’assessore c’è quindi un punto a favore che risiede nella strategia del vantaggio territoriale. «Fino ad oggi - sottolinea Mongiello - le compensazioni ambientali sono andate, in maniera sacrosanta, solo ai Comuni. Come assessorato, in piena sinto-
nia con il presidente Bardi, stiamo predisponendo una legge regionale per riconoscere ristori anche alla Regione. L’obiettivo è ambizioso e concreto: trasformare la presenza degli impianti in un beneficio diretto per i lucani. Vogliamo utilizzare queste risorse per abbattere i costi energetici delle famiglie, rendere le nostre imprese più competitive grazie a tariffe agevolate e attrarre nuovi investimenti che portino oc-
cupazione stabile». «La transizione energeticaconclude l’assessore - è un impegno internazionale non opzionale, ma non permetteremo che avvenga a scapito dell’anima del nostro territorio. La Basilicata non è e non sarà una terra di conquista, ma una regione che vuole governare il proprio futuro energetico con intelligenza, coraggio e, soprattutto, con i piedi ben piantati nella tutela della propria identità».
iamo agricoltori lucani. Imprenditori. Gente che rischia i propri soldi, si alza prima dell’alba, costruisce qualcosa di reale ogni giorno. Non abbiamo mai chiesto nulla e non è retorica. È semplicemente come funzioniamo. Il 1° aprile il maltempo ha cambiato tutto. Piogge torrenziali e grandine. Pesche, ciliegie, albicocche, susine, quelle a terra, marce. Quelle sugli alberi, ammaccate, invendibili. Le drupacee non si raccolgono due volte. Dodici mesi senza reddito. Dodici mesi di costi, bollette, famiglie che non sanno come andare avanti. I numeri sono questi. Semplici. Brutali. Reali». Così il Coordinamento Agricoltori di Basilicata, che aggiunge: «Venticinque giorni dopo siamo ancora qui. Soli. Con un portale, un form e una scadenza. Ci avevano promesso che nessuno sarebbe rimasto solo e tecnicamente hanno mantenuto la promessa. Eravamo soli, ma avevamo il link. Complimenti. Nel frattempo, il 10 aprile l’assessore all’Agricoltura votava contro la sua stessa mag-
gioranza. Poi, a Roma, ha parlato. Lollobrigida che ha ammonito. Cicala si è seduto. Pace fatta e riconciliazione finale compresa, mancava solo la sigla. Una domanda sola. Cosa hanno ottenuto gli agricoltori lucani da questa pace? Cifre? No. Scadenze? No. Risarcimenti? No. La poltrona è salva. I campi no. Dettaglio. Le associazioni di categoria, quelle dei tavoli istituzionali, delle slide con frecce animate e qualche errore di for-
mattazione impercettibile ai più. Se ne erano accorti? Noi sì. Venticinque giorni. Nessuna parola. Forse correggevano le presentazioni. Forse certi tavoli si proteggono tacendo. Noi prendiamo nota. Buona fortuna con la prossima slide». «Detto questo - prosegue il Coordinamento Agricoltori di Basilicata - qualcuno ha avuto il coraggio di esserci. Pochissimi. Qualche assessore e consigliere regionale che non ha girato la testa. Qualche sin-

daco e consigliere comunale che ha scelto la parte giusta quando era scomodo. A loro va il nostro rispetto genuino. In un deserto di silenzio anche una voce conta. Domani, 28 aprile, il Consiglio regionale si riunirà. Primo Consiglio dopo il maltempo. Prima occasione ufficiale per dimostrare di esserci. E l’emergenza agricola non è all’ordine del giorno. Questa non è distrazione. È una scelta. E le scelte si giudicano. Assessore Cicala. Misure straordinarie per un evento straordinario. Cifre. Scadenze. Impegni firmati. Se non ce la fa, lo dica. Con la stessa chiarezza con cui il 10 aprile ha votato contro la sua maggioranza. Gli agricoltori lucani sanno gestire la verità. Il silenzio no. Presidente Bardi. La crisi agricola è sul suo tavolo dal 1° aprile. Non dal 10. Dal 1°. la storia non giudica chi arriva dopo. Giudica chi c’era e non ha deciso. Il 28 aprile è la sua occasione. L’unica rimasta. Presidente Pittella. Lei sa, meglio di chiunque in quest’aula, che una maggioranza si regge anche sul suo appoggio».

Rete in tilt dopo le piogge, Acquedotto lucano risolve in 24 ore la criticità alla casa di riposo con il Comune
GENZANO. L’attenzione al territorio e la capacità di risposta nelle situazioni di emergenza trovano conferma nell’ultimo intervento messo in campo da Acquedotto Lucano a Genzano di Lucania, dove è stata messa in sicurezza la casa di riposo “Maria Santissima delle Grazie”, compromessa dalle conseguenze delle recenti precipitazioni.Le piogge particolarmente abbondanti della scorsa settimana avevano infatti provocato un grave intasamento del tratto della rete delle acque miste, meteoriche e fognarie, a servizio della struttura. Una criticità rilevante, considerando il ruolo sociale e assistenziale della casa di riposo, inserita stabilmente nella rete dei servizi territoriali.Di fronte ai rischi connessi alla situazione, il direttore generale di Acquedotto Lucano, Luigi Cerciello Renna, ha disposto l’attivazione immediata di una procedura operativa d’urgenza. Sono stati così mobilitati i tecnici di zona e gli operatori del servizio idrico integrato di Genzano, in un’azione coordinata con gli uffici della sede di Potenza e con la Direzione generale.Fondamentale, in questa fase, il raccordo continuo con

l’amministrazione comunale, rappresentata dall’assessore all’ambiente e al territorio Angela Ertico. Una sinergia istituzionale che ha consentito di accelerare tempi e modalità dell’intervento, riducendo al minimo l’impatto sull’attività della struttura.I tecnici hanno operato seguendo un modello già adottato in altri interventi regionali, puntando innanzitutto a ridurre al massimo l’intervallo tra la fase di ispezione e quella di manutenzione straordinaria. Contestualmente, per evitare nuovi sovraccarichi della rete, è stata realizzata una deviazione delle acque pluviali verso
un tronco alternativo, ritenuto tecnicamente idoneo a sostenere i carichi meteorici.Dalla prima segnalazione, risalente al 22 aprile, la messa in salvaguardia della casa di riposo è stata completata nell’arco di ventiquattro ore. Un risultato che evidenzia l’efficacia del coordinamento tra i diversi livelli operativi e istituzionali.Il monitoraggio della rete è proseguito senza interruzioni anche nei giorni successivi, fino al termine del fine settimana, per verificare il corretto funzionamento idraulico del sistema, tenendo conto anche della vetustà delle infrastrutture interessate.
«Vitalizi, il centrodestra ostacola il referendum»
POTENZA. Il centrodestra «vuole bloccare il referendum contro i vitalizi e ogni altro refe- rendum». È la denuncia del comitato promotore per l’abolizione dei vitalizi dei consiglieri regionali della Basilicata, che accusa la maggioranza di voler limitare gli strumenti di partecipazione democratica.Nel mirino ci sono oltre cinquanta emendamenti alla proposta di legge sugli istituti di partecipazione, giudicati un «accanimento» finalizzato a cancellare diritti politici. Il vitalizio viene definito un «privilegio inaccettabile», con un costo di circa duemila euro al mese per ogni consigliere, sottratto al bilancio del Consiglio regionale.Il primo quesito referendario è stato dichiarato inammissibile dalla Consulta regionale per le garanzie statutarie dopo una modifica normativa intervenuta in Consiglio. Tuttavia, lo stesso organismo ha indicato la possibilità di procedere con un referendum abrogativo.Il comitato ha quindi presentato un nuovo quesito e chiesto chiarimenti sulla procedura. Secondo i promotori, però, l’obiettivo del centrodestra sarebbe approvare una nuova legge prima del pronunciamento della Consulta per impedire il voto.«Un atto gravissimo e senza precedenti», afferma Angelo Summa, annunciando mobilitazioni a difesa del diritto di voto dei cittadini.

Domani apre Tortorelli, chiude Bombardieri. Al centro lavoro, sanità e territori: «Sindacato vicino alle persone»
RIFREDDO. «Siamo il vento che muove le persone. Verso il sindacato di comunità». È il claim del terzo congresso regionale della Uil Basilicata, in programma domani e mercoledì 29 aprile al Giubileo Hotel di Rifreddo. Un appuntamento che segna un passaggio cruciale per l’organizzazione sindacale lucana, chiamata a tracciare un bilancio e a definire le prospettive future. L’apertura dei lavori, martedì alle ore quindici e trenta, sarà affidata alla relazione del segretario regionale Vincenzo Tortorelli. Dopo i saluti delle istituzioni e degli invitati, la giornata si concluderà con l’intervento del segretario generale nazionale PierPaolo Bombardieri. La mattinata di mercoledì sarà invece dedicata al dibattito, agli adempimenti statutari e
all’elezione degli organismi dirigenti, con le conclusioni affidate al segretario organizzativo nazionale Emanuele Ronzoni.Nella sua relazione Tortorelli traccerà il bilancio dell’attività svolta dal 2022, anno in cui ha assunto la guida della Uil lucana, indicando una direzione precisa: un sindacato più vicino alle persone, più presente nei territori e capace di affrontare le crisi con proposte concrete, in linea con la scelta nazionale di essere «il sindacato delle persone». Ampio spazio sarà dedicato anche a «On The Way 131», il percorso che ha portato il sindacato ad attraversare tutti i comuni della Basilicata, incontrando sindaci e comunità locali. Un viaggio iniziato l’11 luglio 2025 da Brindisi di Montagna e concluso il 23 marzo scorso a Poten-
za, dopo mesi di incontri e confronto diretto con i territori.Tra i temi al centro del congresso la situazione economica e sociale della Basilicata, le crisi industriali e le vertenze aperte, il rafforzamento delle eccellenze produttive, il rilancio delle aree interne e il tema della nuova abitabilità. Attenzione anche alla sanità, alla sicurezza sul lavoro, alle pari opportunità e al nodo infrastrutturale, considerato strategico per superare l’isolamento della regione.Non mancherà un focus sulle prospettive di sviluppo, a partire dalle ipotesi di reshoring, dal ruolo delle royalties del petrolio e dalla necessità di una nuova governance del territorio. Un confronto che si inserisce nel rapporto con il governo regionale e nel percorso di costruzione di una Uil
sempre più radicata nelle comunità.«Come il vento attraversa le strade senza chiedere permesso, così la Uil si muove tra le persone – sottolinea Tortorelli – dà voce a ciò che spesso resta inascoltato e accompagna il cambiamento». Una visione che sintetizza l’obiettivo del congresso: trasformare il respiro delle comunità in forza condivisa.


Dopo la morte di Giambattista Mele, il sindacato sollecita un cambiamento radicale nelle politiche di sicurezza stradale
La comunità di Policoro è stata scossa dalla tragica morte di Giambattista Mele, un giovane di 35 anni che ha perso la vita in un incidente stradale avvenuto nella serata di ieri lungo il viale che conduce al lido del comune jonico, all'incrocio tra via Gorizia e via Trento. L'evento ha colpito l'intero territorio metapontino, dove Mele era molto conosciuto e rispettato, con radici familiari anche nei comuni limitrofi di Rotondella e Nova Siri.L'incidente ha visto coinvolti due veicoli. Purtroppo, nonostante l'immediato intervento del personale sanitario del 118, per Giambattista Mele non c’è stato nulla da fare, a causa delle gravi ferite riportate. L’altro conducente è stato trasportato all’ospedale “Giovanni Paolo II” di Policoro per gli accertamenti del caso.Pino Giordano, Segretario Provinciale dell'UGL Matera, ha espresso il suo
cordoglio per la tragedia, ma ha anche sollevato una questione urgente: quella della sicurezza stradale.«Non possiamo limitarci solo al cordoglio», ha dichiarato Giordano. «Di fronte all'ennesima vita spezzata, è necessario aprire una riflessione concreta e responsabile sul tema della sicurezza stradale. Le nostre strade continuano a rappresentare un pericolo reale e quotidiano: infrastrutture spesso inadeguate, controlli insufficienti e comportamenti non sempre corretti creano un ambiente ad alto rischio. Le vittime più frequenti sono i giovani, che pagano il prezzo di una situazione che non può più essere tollerata.»Giordano ha poi sottolineato l'importanza di un impegno congiunto da parte delle istituzioni locali, delle forze sociali e delle autorità competenti. «Come organizzazione sindacale, riteniamo indispensabile un impegno stra-
ordinario e non più rinviabile. È necessario investire nella manutenzione delle strade, potenziare i controlli e promuovere una cultura della prevenzione e della responsabilità alla guida.»L’UGL Matera ha espresso vicinanza alla famiglia di Giambattista Mele e a tutte le famiglie che, come la sua, sono state colpite da lutti simili. Giordano ha rivolto anche un pensiero a chi è rimasto ferito nell’incidente. «Siamo vicini alla persona attualmente ricoverata e auguriamo una pronta guarigione.»In conclusione, l'UGL Matera ha ribadito il suo impegno a portare avanti le istanze per migliorare la sicurezza stradale, affinché tragedie come quella di ieri non si ripetano più. «La tutela della vita deve essere una priorità assoluta. Oggi è il tempo del silenzio e del rispetto, ma è anche il momento di agire», ha concluso Giordano.
Il nuovo decreto Sicurezza firmato dalla Lega prevede interventi contro il degrado urbano

Èstato approvato definitivamente il nuovo decreto Sicurezza, una misura fortemente voluta dalla Lega, che mira a rafforzare la legalità e la sicurezza dei cittadini, con azioni concrete contro la criminalità e il degrado. Il commissario regionale della Lega Basilicata, Pasquale Pepe, ha commentato il provvedimento, sottolineando l'importanza delle nuove disposizioni per la tutela delle famiglie e per un maggiore controllo del territorio.Il decreto Sicurezza rappre-
senta un traguardo fondamentale per la legalità e la convivenza civile nel Paese e in Basilicata.
Il provvedimento, frutto di un forte impegno da parte del partito, giunge al termine di un lungo iter legislativo, segnato da quello che Pepe definisce «il reiterato ostruzionismo della sinistra», che, secondo il commissario, non avrebbe dato il giusto peso alle difficoltà quotidiane legate alla criminalità e al degrado urbano.Le disposizioni approvate introducono misure concrete contro fenomeni sociali intollerabili.
Il decreto prevede il contrasto alle baby gang e allo spaccio di sostanze stupefacenti, inasprendo le pene per i pusher e vietando la vendita di armi da punta e da taglio ai minori.
Il provvedimento prevede inoltre pene severe contro i reati di violenza nelle piazze, i furti nelle abitazioni e i borseggi, che colpiscono direttamente la serenità delle famiglie.Il decreto prevede il potenziamento della videosorveglianza nei comuni e il
rafforzamento della polizia locale. Inoltre, il provvedimento prevede tutele legali e processuali più robuste per le Forze dell'Ordine, per garantire loro una maggiore protezione nell'esercizio delle loro funzioni. Con questo decreto, la Lega punta a rafforzare la sicurezza cittadina e a garantire una risposta concreta e tempestiva alle sfide legate alla criminalità e al degrado sociale. In questo modo, si intende restituire ai cittadini un senso di sicurezza e fiducia nelle istituzioni, contribuendo a costruire un ambiente più sereno e protetto per le future generazioni.Sul fronte dell'immigrazione, il decreto segna una svolta importante: chi non ha diritto di permanere in Italia deve essere rimpatriato con procedure rapide e certe. Non è più accettabile che situazioni di irregolarità alimentino insicurezza nelle strade, evidenziando la necessità di una gestione più rigorosa dell'immigrazione per contrastare fenomeni di illegalità.


RICORDO DI UN POLITICO CHE HA SEGNATO LA STORIA
Il21 aprile, la Sala della Regina a Montecitorio ha ospitato un evento speciale in onore di Carlo Casini, figura di spicco nel panorama politico italiano e fondatore del Movimento per la Vita. Durante l’incontro, è stato presentato il volume “Carlo Casini - Discorsi politici e parlamentari”, un’occasione per riflettere sull’eredità di un uomo che ha dedicato la sua vita alla difesa dei valori umani e cristiani nelle istituzioni.A partecipare all'evento è stata anche la Dott.ssa Carmela Iannella, Dirigente Nazionale dell'UDC e rappresentante per la Basilicata, che ha sottolineato l'importanza di ricordare l'impegno di Casini. «La sua figura è stata descritta come un esempio di coerenza morale e di un laicato cattolico impegnato in politica con un forte senso di responsabilità etica». «L’On. Carlo Casini», a dichiarato inoltre « noto per il suo stile sobrio e dialogante, ha sempre cercato di esprimere il giusto, anche quando sembrava una battaglia perduta». Il Presidente Nazionale dell'UDC, On. Lorenzo Cesa, ha ricordato Casini come un politico-testimone, il cui impegno politico era radicato in una visione etica e morale che non ammetteva compromessi sui valori «non negoziabili». La sua idea di politica era quella di rimanere fedeli alla verità, indipendentemente dal risultato elettorale. La Senatrice Paola Binetti, che ha curato il volume insieme all’On. Luisa Capitanio Santolini, ha concluso il suo intervento con una riflessione significativa: «Anche la politica ha i suoi Santi».




Per il segretario della Uil Pensionati di Basilicata: «Le persone anziane e fragili hanno diritto a una sanità di prossimità»
La Uil Pensionati Basilicata esprime pieno sostegno alla posizione assunta dai Sindaci del Distretto in merito al processo di riorganizzazione della sanità territoriale ed in particolare la valorizzazione dei Pod di Lauria, Chiaromonte con i centri specialistici annessi e il poliambulatorio di Rotonda, condividendone preoccupazioni, proposte e richieste avanzate nell’interesse esclusivo delle comunità locali. Il riferimento è alle Case di comunità e all'ipotesi di ridimensionamento dei poliambulatori che continuano ad essere punti di riferimento importanti. «La salute dei cittadini, in particolare delle persone anziane, fragili, non autosufficienti e di quanti vivono nelle aree interne - spiega il segretario Carmine Vaccaro - non può essere oggetto di scelte calate dall’alto né di decisioni assunte sen-
za un confronto reale con i territori. Ogni intervento di riorganizzazione sanitaria deve necessariamente nascere dal dialogo, dall’ascolto e dalla condivisione con i sindaci, che rappresentano le istanze delle comunità, e con le popolazioni interessate, che quotidianamente vivono le difficoltà di accesso ai servizi sanitari. È fondamentale che la nascita di nuove strutture e nuovi modelli organizzativi non determini arretramenti nei servizi esistenti né penalizzi alcun territorio. Al contrario, deve rappresentare un’occasione concreta per rafforzare la sanità di prossimità, valorizzare i presidi già presenti, ampliare l’offerta sanitaria e garantire a tutti i cittadini pari dignità di accesso alle cure, indipendentemente dal Comune di residenza. Per questo, chiediamo alla Regione Basilicata e all’Asp di aprire un confron-

to permanente con le amministrazioni locali, con le organizzazioni sociali e sindacali e con i cittadini, affinché si costruisca una sanità territoriale più vicina alle persone, più efficiente e più giusta,
Il segretario generale Spi Cgil Basilicata in prima linea per l’assistenza locale partita da Senise

Lo Spi Cgil di Basilicata sostiene la mobilitazione sul futuro delle Case di comunità e dell’assistenza locale partita da Senise. «Una mobilitazione giusta del territorio a difesa e tutela del proprio diritto alla salute», afferma il segretario generale Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa, che aggiunge: «Un confronto che riguarda da vicino cittadini, famiglie e aree interne, su un tema centrale per il presente e
il futuro della sanità territoriale. Non si può privare il territorio di servizi importanti a tutela della propria salute». «Resta incomprensibile la scelta di riconoscere al territorio di Senise la casa di comunità hub, presidio fondamentale per garantire servizi unitamente al rilancio dell’ospedale di Chiaromonte. Sosterremo con la nostra mobilitazione una sanità uguale per tutti i lucani», conclude il segretario generale Spi Cgil.

senza creare disuguaglianze e senza danneggiare nessuno. La sanità pubblica è un diritto universale e va difesa con scelte condivise, equilibrate e capaci di guardare al bene comune».
i risultati raggiunti dal Centro Servizio al Volontariato (Csv) di Basilicata lo scorso anno. A certificarlo, il bilancio 2025 approvato dai soci riuniti a Potenza in assemblea. Nel documento, presente anche il resoconto delle attività già realizzate nel 2025 e il programma di quelle relative al 2026 . «I dati ci dicono che, rispetto al 2024, c’è stata un’efficace capacità di spesa in relazione alle risorse attribuite», ha spiegato Giannino Romaniello, presidente del Csv Basilicata. «Il Csv opera in regione da 25 anni, siamo ormai un punto di riferimento per il mondo del volontariato, dell’associazionismo e del Terzo Settore», ha detto Gianleo Iosca, direttore del Csv Basilicata. «Nel 2025, - ha proseguito - abbiamo implementato numerose attività pensate per rispondere alle istanze del territorio, come la promozione del volontariato tra i giovani, la consulenza rivolta agli Ets, la progettazione, la formazione sempre più specialistica dei volontari, la promozione delle reti, in sostanza iniziative che mirano a sostenere e rafforzare l'impegno delle associazioni e contribuiscono ad accrescere il benessere della comunità. Continueremo a costruire un mondo più giusto e più inclusivo».




I residenti denunciano lo stato di marciapiedi, attraversamenti e dissuasori, evidenziandone la pericolosità
D I EM A NU EL A C AL A B R ES E
Torniamo nuovamente nel quartiere Santa Croce a Potenza, dove i residenti hanno sollevato una situazione che perdura da tempo e che sta creando sempre più disagi e problemi, ovvero la condizione dei marciapiedi e delle strade.
La zona in oggetto è quella che dalla Questura su Viale Marconi, scende per Via Francesco Torraca. Un quartiere molto popoloso, abitato da persone anziane ma anche da famiglie con bambini che escono a piedi per le commissioni vicino casa e che si ritrovano a fare un vero e proprio slalom tra buche, marciapiedi interrotti, dissuasori a arco inclinati verso la parte del camminamento, strisce pedonali che finiscono contro ostacoli.
«LE STRADE DOVE OGNI GIORNO CAMMINIAMO SONO VERE E PROPRIE TRAPPOLE»
Le immagini scattate sul posto immortalano una situazione davvero critica: subito dopo il marciapiede dell’Asp, si comincia con mattonelle saltate dalla pavimentazione, rotte o mancanti che «rappresentano una grave insidia causando inciampi e cadute -ci racconta un residente- Queste condizioni, dovute alla mancanza di manutenzione, trasformano le strade in cui ogni giorno camminiamo, in vere e proprie trappole. Dobbiamo ricordarci che qui vivono persone anziane, che avrebbero bisogno di uscire anche solo per una passeggiata. La vecchiaia è lunga, così come l’inverno potentino e poter uscire alle prime giornate di sole rappresenta un sollievo. Pensiamo a chi

ha difficoltà visive, a chi ha necessità di sostenersi ad un bastone».
Ma non solo anziani, anche persone con disabilità e in sedia a rotelle, o famiglie con bambini piccoli, soprattutto nei passeggini, e difatti, proseguono a raccontarci: «Sono costretti a camminare fuori dal marciapiedi, a bordo strada, con tutti i pericoli che derivano da una via come questa molto trafficata, ancor più adesso che, col cambiamento della circolazione in città, sono aumentati i pullman che salgono e scendono per Via Torraca ad ogni ora».
I RESIDENTI FANNO APPELLO ALL’ AMMINISTRAZIONE
Sulla questione traffico era intervenuto Piero Calò, commissario cittadino di Azione e membro dell’Associazione Santa Croce in Movimento, nonché già Consigliere comunale, che oggi torna a sottolineare «il passaggio di circa 200 pullman giornalieri, anche a velocità sostenute. Naturalmente come hanno spiegato i residenti, questo è un quartiere dove molti escono a piedi, sia per la spesa che per qualche commissione e la situazione è ormai insostenibile. Per non parlare dei parcheggi». Altro tema caldo: «Molti sono riservati ai disabili e, al contrario, non è contemplato neppure un parcheggio rosa» asseriscono i cittadini del quartiere.
Naturalmente la situazione è questa su entrambi i lati della strada e anche proseguendo a scendere dalla Questura verso Viale Marconi. I residenti chiedono, alla luce di tutto ciò, «la sistemazione dei marciapiedi, delle parti sconnesse e pericolose, dei dissuasori e ogni situazione di pericolosità,

oltre che di decoro. Siamo a ridosso della Questura, dell’Asp, una strada di passaggio verso San Rocco e siamo limitrofi al centro storico. Questo quartiere, come altri della città, non merita tanta incuria».
«ATTRAVERSAMENTI CHE TERMINANO SU DISSUASORI AD ARCO E RATTOPPI D’ASFALTO PERICOLOSI»
Non si salvano neppure le strisce pedonali che sono ostacolate in un punto da dissuasori a arco, rappresentando una grave carenza nella progettazione stradale. Questi dissuasori dovrebbero essere posizionati proprio per evitare che le auto dal parcheggino sul marciapiede o in prossimità delle strisce pedonali o per proteggere le aree di passaggio dei pedoni, «non per ostacolare l'uscita da un attraversamento. Il discorso è sempre quello: la sicurezza. Per un anziano non è facile muoversi agilmente e per chi è in carrozzina, o con un passeggino, è una ulteriore “manovra”, una vera e pro-
pria prova di forza, non potendo terminare l’attraversamento sul marciapiedi, ma dovendolo salire ancora una volta, per scendere pochi metri dopo e risalirlo ancora. Il tutto in una strada che non è neanche in piano». Altro tema che purtroppo accomuna la città è la situazione delle strade e delle buche presenti: Anche in questo caso i residenti di Santa Croce segnalano «una situazione di estremo disagio. Se vengono a chiudere queste voragini, sono lavori superficiali, che dopo una pioggia o allo stesso passaggio delle auto, tornano come prima. Sarebbe inutile ripetere la pericolosità per le auto che rischiano il danneggiamento, quanto per chi azzarda ad uscire a piedi, invece siamo costretti a ripeterci ancora. Così come siamo costretti a ripeterci sulla necessità di ripulire la zona della serra universitaria, che ormai è diventata un bosco, ricettacolo di sporcizia ed animali, ma questo merita un capitolo a parte, di cui parleremo a breve».



Tra i protagonisti della vita politica del paese si distinguono, Domenico Grieco, Felice Sausto, Emilio Colombo e Biagio Giammaria
DI PEPPINO MOLINARI *
La prima sezione della Dc fu aperta a Vietri di Potenza nel 1945 e fu fondata da Massimo De Dovitiis e Antonio Adduino che ne fu il primo segretario. Furono anni non facili di lotte e battaglie politiche con difficoltà organizzative ma non mancarono entusiasmo, tenacia ed impegno dei giovani. Segretari di sezione della Dc vietrese furono Domenico Grieco, Giuseppe Pucciariello, Giannino Accongiagioco, Giuseppe Spremolla, Biagio Giammaria, Felice Pascaretta, Luigi Cirone ed Alessandro De Laurentis. Dal 1946 al 1952 sindaco fu eletto Don Salvatore Vignola con una lista civica “Mani Giunte” che prese 799 voti e la Dc 509 voti. Domenico Grieco, insegnante della scuola elementare e primo segretario sezionale fu il primo sindaco dc eletto nel 1952. Nel 1954 Grieco si dimise perché si trasferì a Torre del Greco e subentrò Felice Sausto che restò sindaco fino al 1960. Felice Sausto milito’ nella Dc fino al 1956 quando lasciò il partito per presentarsi nella lista della “Monarchia “che aveva come capolista un giovane medico locale Giovanni Guercio. Vinte le elezioni i consiglieri comunali alla prima seduta invece di votare il giovane professionista preferirono Felice Sausto. Tutto ciò avvenne
a causa di un vero e proprio complotto ordito a danno del Grieco dall’avvocato monarchico Ettore Taglianetti nel suo palazzo successivamente indicato come il palazzo della congiura. Dal 1960 fino al 1990 la Dc restò all’opposizione tra difficoltà e divisioni ma non perse mai il suo radicamento sul territorio e la sua forza di opposizione al sindaco comunista Ciro Grande, segretario anche della camera del lavoro, persona molto popolare e stimata dai vietresi. La vicenda della Dc dí Vietri fu più volte oggetto di analisi e di intervento della direzione provinciale. Alle elezioni politiche e regionali raccoglieva la maggioranza assoluta dei voti salvo poi essere sconfitta alle amministrative. Alla fine degli anni 60 fu nominato commissario il giovane Tonio Boccia futuro segretario provinciale, regionale e presidente della regione. Boccia si dedicò dí buona lena alla riorganizzazione del partito facendo aderire con incontri, convegni e corsi di formazione un bel gruppo di giovani.
Da Alfonso Jovine a Vincenzo e Dori Stella De Orsi, a Pasquale Zirpoli, Nicola De Orsi, Vito Carleo, Domenico Di Carlo, Carmine Macellaro, Carmine Manzella, Giacinto Grieco, Luigi Cirone, Sandro De Laurentis, Felice Pascaretta ed Emilio Navarra. Tuttavia i rapporti con il sindaco Grande al di là della
dialettica e forte contrapposizione politica furono improntati sempre al confronto ed al rispetto. La prova fu quando Emilio Colombo nominato nell’agosto del 1970 Presidente del consiglio in occasione della sua prima visita ufficiale in Basilicata si fermò nel primo comune della regione a Vietri e a dare il saluto fu proprio il sindaco Ciro Grande. La Dc riconquistò il comune nel 1990 eleggendo sindaco prima Pasquale Romaniello e poi Tonino Pucciarelli. La Dc ebbe sempre grande attenzione per quella vietrese. Colombo non mancò mai di tenere affollati comizi, il sen Decio Scardaccione nel 1968 la prima volta candidato al senato nel collegio di’ Corleto Perticara condusse una campagna elettorale innovativa aggregando molti giovani. Il territorio di Vietri venne percorso in lungo e largo, dalle contrada Cugni a quella dí Pantone, dalla Montagna al Mosileo Visitò masserie -come scrive Emilio Navarra- e casolari, riuscì a comunicare con tutti con semplicità. Biagio Giammaria Ascoltava i loro problemi, visitava i contadini nelle loro aziende, consigliava e nuove tecnologie agrarie. Biagio Giammaria Con Colombo suscitò grande entusiasmo fra la popolazione raccogliendo un largo consenso. Il comune di Vietri e’ attraversato dalla superstrada del raccordo auto-

stradale con Sicignano ed i dirigenti Dc non solo furono coinvolti nelle scelte del percorso ma anche partecipi e presenti alle inaugurazioni dei vari tratti come il ponte che unisce la Basilicata alla Campania all’inizio degli anni 70 alla presenza di Colombo e del presidente della regione Vincenzo Verrastro. La storia politica di Vietri ed in particolare della Dc e’ stata una storia plurale, spesso tormentata ma ricca di passione forte e di qualificate personalità. Ricordo Biagio Gianmaria consigliere regionale esperto di problemi agricoli e della cooperazione, il prof Ludovico Di Stasi affermato medico e consigliere ed assessore provinciale negli anni 90 oltre a tante persone umili, semplici, molti dei quali non ci sono più, che hanno contribuito alla crescita sociale del paese. Erano le loro esperienze vissute con pas-
sione, coerenza in nome dei valori e degli ideali della dottrina sociale della chiesa. Il loro obiettivo era l’ascesa sociale dei ceti popolari favorendo un interclassismo di servizio che permise anche a chi viveva in condizioni di miseria di affrancarsi e di affrancare i propri figli. Questo è stato e resta il grande merito storico della Dc non solo a Vietri di Potenza ma in tutti i nostri piccoli comuni. Un ringraziamento particolare lo devo ad Emilio Navarra amante e custode dell’archivio nella sua pagina online “Vietri Storica”. Con lui e grazie alle sue notizie ho potuto ricostruire la storia della Dc. Questo lo dedico a lui che ci ha lasciato prematuramente l’ottobre scorso perché dove si trova ora sarà sicuramente felice di leggere del suo paese e dei suoi abitanti che ha amato profondamente. *ONOREVOLE
Un invito a tutti gli artisti e scrittori a contribuire con opere che sfidano l’odio, il razzismo e l’individualismo
L’
Associazione artisticoletteraria "Engel von Bergeiche" ha ufficialmente aperto il bando per la 15ª edizione del suo concorso internazionale, che quest’anno porta come tema centrale la poesia "Lasciatemi sognare" di Angelo Calderone, pseudonimo Engel von Bergeiche. Il concorso, ispirato alla figura del poeta e scrittore di origini lucane, è un'opportunità per riflettere e reagire agli attuali dilemmi sociali, politici ed economici che affliggono la nostra epoca.Nel solco della precedente edizione di grande successo, l’associazione presieduta da Rossella Calderone (in arte RosCal) invita i
partecipanti a confrontarsi con una tematica profonda e urgente: l'odio, il razzismo, l'individualismo e l'omofobia che dominano il panorama globale. La poesia di Calderone, pubblicata nel 1988 nella silloge L’obiettivo dalla Seledizioni di Bologna, fornisce il quadro di riferimento per una riflessione sull'attuale scenario di disuguaglianza e disumanizzazione, esortando alla costruzione di un mondo migliore, dove l’empatia e la solidarietà prevalgano sull'ignoranza e la barbarie.Le parole della poesia, in particolare il verso "Per questo vi imploro di lasciarmi sognare, illudendomi di vivere in un mondo migliore", diventano
il grido di chi si oppone all'ingiustizia e alla violenza che ancora oggi minano i fondamenti della nostra società. Il concorso vuole raccogliere questo appello, invitando gli artisti e i letterati a dar voce a una nuova visione di umanità, ispirata dai valori di giustizia, uguaglianza e rispetto reciproco.L'invito è rivolto a tutti coloro che vogliono contribuire con opere inedite, che possano esprimere la necessità di un cambiamento radicale verso un futuro più inclusivo e umano. La partecipazione al concorso è gratuita, e le opere selezionate saranno premiate in una cerimonia ufficiale.Il regolamento completo per partecipare è dispo-
nibile sul sito ufficiale dell'Associazione "Engel von Bergeiche". Non resta che accogliere l’invito a sognare insieme e, attraverso l’arte e la letteratura, lanciare un messaggio di speranza per il futuro.

Il consigliere: «Scelta per la città». Moliterni e Cotugno attaccano: «Tradita la volontà popolare,
MATERA. Nuovi equilibri e tensioni crescenti nel Consiglio comunale dopo la scelta del consigliere Paolo Grieco di sostenere la giunta guidata dal sindaco Antonio Nicoletti. L’annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa all’Hotel Mosaico, nella zona industriale di La Martella, alla presenza dello stesso primo cittadino, di rappresentanti istituzionali e di esponenti del territorio. Grieco, eletto nella lista «Periferie per Matera», ha rivendicato la propria autonomia politica, sottolineando di non appartenere ad alcun partito e di aver maturato la decisione dopo «un’attenta valutazione» legata al mandato ricevuto dai cittadini. La scelta di sostenere la maggioranza, ha spiegato, si fonda su un patto programmatico che individua alcune priorità ritenute decisive per la città.Tra i punti indicati figurano la gestione della discarica e dell’impianto biogas, la necessità di aprire un presidio sanitario nella periferia nord, la definizione di un piano antenna e la valorizzazione turistica delle aree periferiche. Obiettivi che, nelle intenzioni del consigliere, devono contribuire a ridurre il divario tra centro

e quartieri e a rafforzare la qualità dei servizi.Grieco ha inoltre precisato di non ambire ad alcun incarico politico, evidenziando la volontà di sostenere l’azione amministrativa senza contropartite personali. Una posizione che punta a rafforzare l’idea di un impegno civico orientato esclusivamente ai bisogni del territorio, ma che ha immediatamente innescato una dura reazione sul piano politico. Dal fronte dell’area progressista arriva infatti una lettura opposta. «Si tratta dell’ennesimo atto di incoerenza politica e di tradimento della volontà popolare», si legge nella nota diffusa da Espedito Moliterni, che denuncia un clima da «calciomercato» all’interno dell’assemblea cittadina. Nel mirino il passaggio di consiglieri
eletti nel centrosinistra verso la maggioranza di centrodestra, interpretato come una distorsione del risultato elettorale.Secondo Moliterni, il richiamo al «bene della città», utilizzato per giustificare tali scelte, finisce per svuotare di significato il ruolo delle opposizioni e il rispetto degli elettori. «Come se chi resta coerente nella coalizione in cui è stato eletto non perseguisse lo stesso obiettivo», osserva, denunciando una progressiva perdita di credibilità della politica.Le critiche investono anche il metodo seguito dal sindaco Nicoletti, accusato di aver accantonato il confronto politico aperto per privilegiare accordi individuali con singoli consiglieri. Una strategia che, secondo l’esponente dell’area di centrosinistra,
espone l’amministrazione a una instabilità strutturale, con una maggioranza «mutevole» e priva di una visione condivisa.In questo contesto, viene rilanciata la richiesta di un ritorno alle urne. «Serve coraggio e coerenza», sottolinea Moliterni, invitando il sindaco a dimettersi dopo l’approvazione del bilancio e a ripresentarsi al giudizio degli elettori. Un passaggio ritenuto necessario per restituire legittimità politica all’amministrazione e ricostruire un quadro più chiaro.
Sulla stessa linea il consigliere Angelo Raffaele Cotugno del Gruppo misto, che parla di «transumanze infinite» e denuncia l’assenza di una progettualità definita. «Il rischio è che la nave affondi», afferma, sottolineando come la città non possa essere guida-
ta da una maggioranza «multicolore», nata da accordi contingenti e priva di un programma condiviso.Cotugno richiama anche le criticità ancora aperte sul piano amministrativo, dalla viabilità urbana al terminal bus, dalla gestione dei rifiuti al trasporto pubblico locale, fino ai temi delle infrastrutture e della sanità. Questioni che, a suo avviso, richiederebbero una interlocuzione più forte con la Regione e una strategia di sviluppo capace di valorizzare il ruolo di Matera.Il dibattito si inserisce in una fase delicata per la città, chiamata ad affrontare sfide importanti sul piano economico e sociale. Le opposizioni parlano di cittadini sempre più distanti dalla politica e chiedono un cambio di passo immediato.Intanto, la maggioranza si rafforza numericamente, mentre resta aperto il confronto sulla tenuta politica dell’amministrazione e sulle prospettive di governo. Tra nuove adesioni e accuse incrociate, il quadro resta fluido e segnato da una crescente polarizzazione, con il nodo della legittimazione politica destinato a restare al centro del dibattito nelle prossime settimane.
Adesione del consigliere di Pisticci. Rubino, Desantis e D’Andrea: «Radicamento e partecipazione dai territori»
PISTICCI. Prosegue il percorso di crescita e radicamento territoriale di Progetto Civico Italia in Basilicata, nel segno di una visione politica che punta a rafforzare il legame tra istituzioni e comunità locali. Un progetto che si fonda sulla partecipazione attiva dei cittadini e sulla valorizzazione dei territori come motore di sviluppo.
Ad annunciare un nuovo passo in questa direzione sono il coordinatore della provincia di Matera Angelo Rubino, consigliere comunale del capoluogo, e il portavoce provinciale Giovanni Desantis, consigliere comunale di Rotondella. Al centro dell’aggiornamento politico l’adesione del consigliere comunale di Pisticci Andrea Badursi, che entra a far parte del movimento condividendone impostazione e obiettivi.Una scelta che, secondo i
promotori, rafforza la rete di amministratori locali impegnati nella costruzione di un modello di governo vicino ai cittadini. «L’ingresso di Andrea rappresenta un passo significativo – sottolineano Rubino e Desantis – nel consolidamento di una rete che crede in una politica capace di ascoltare, decidere e agire con responsabilità». Un impegno che guarda a comunità «più inclusive, sicure e coese», valorizzando le specificità territoriali e promuovendo innovazione e qualità della di Badursi si inserisce in un percorso più ampio che punta a rafforzare la presenza del movimento in Basilicata, attraverso il coinvolgimento diretto degli amministratori e delle realtà locali. Un modello che privilegia prossimità, trasparenza, autonomia e sviluppo sostenibile, come ele-
menti cardine dell’azione politica.Sulla stessa linea la coordinatrice regionale Federica D’Andrea, che evidenzia il significato politico dell’ingresso del consigliere di Pisticci. «L’adesione di Badursi conferma il percorso di radicamento del progetto in Basilicata – afferma – e sostiene un’idea di politica fondata su competenze, esperienza e responsabilità, con l’obiettivo di generare valore pubblico e futuro per le comunità locali». Il rafforzamento della presenza territoriale viene dunque interpretato come un passaggio strategico per consolidare un modello civico alternativo, capace di rispondere alle esigenze dei cittadini e di costruire percorsi condivisi di sviluppo. L’obiettivo dichiarato è rendere ogni territorio protagonista del cambiamento, trasformando le comunità locali
in veri e propri laboratori di innovazione politica e sociale.In questa prospettiva, Progetto Civico Italia continua a investire sul radicamento e sulla partecipazione, puntando a costruire una rete sempre più ampia e strutturata di amministratori e cittadini. Un percorso che guarda al futuro della Basilicata con l’ambizione di rafforzare il senso di appartenenza e promuovere una nuova stagione di impegno civico.



Esiste un punto nella vita dell’essere umano che non coincide con ciò che accade fuori. Non è il risultato degli eventi. Non è la somma delle esperienze. Non è ciò che gli altri vedono o giudicano. Non è nemmeno ciò che riesci a spiegare quando provi a dare ordine a ciò che vivi. È un luogo più profondo, invisibile, in cui la realtà viene generata prima ancora di manifestarsi.Ogni persona vive convinta che il mondo sia “lì fuori”, che arrivi già formato, già deciso, già scritto, e che lei debba soltanto attraversarlo. Ma la verità è più radicale: il mondo che ciascuno sperimenta è sempre la proiezione di uno stato interno. Non come teoria. Ma come dinamica viva, continua, inevitabile, che agisce anche senza essere vista.E forse è proprio questo il passaggio più difficile da accogliere: non esiste una separazione così netta tra ciò che siamo e ciò che incon-

triamo. E allora la domanda si ribalta. Non più: “Perché mi succede questo?” ma: “Da quale profondità dentro di me sta nascendo ciò che sto vivendo?”In questo passaggio cambia tutto. Perché non sei più spettatore della tua esistenza. Non sei più qualcuno che subisce ciò che arriva, come spesso accade nei momenti in cui si cerca un senso dentro ciò che si sta attraversando. Inizi a sentirti punto di origine. E nel punto di origine non c’è vittimismo, non c’è delega, non c’è attesa. C’è responsabilità pura. Non come peso che schiaccia, ma come potere interiore che restituisce direzione. La possibilità concreta, e a volte anche faticosa da sostenere, di intervenire alla radice della propria vita.E qui accade qualcosa che la mente ordinaria fatica ad accettare: anche quando il contesto non cambia subito, tu cambi la qualità con cui lo attraversi. E questo non è secondario. Perché modifica la direzione degli eventi, prima anco-

ra che gli eventi si modifichino visibilmente. Trasforma ciò che sopporti. Trasforma ciò che interrompi. Trasforma ciò che non accetti più di essere.Perché ciò che chiamiamo “realtà” non è mai neutra. Risponde. Sempre. Non al caso. Ma a ciò che si muove dentro. Per questo la vera battaglia non è fuori. È nel punto invisibile in cui decidi se essere travolto orestare integro, se reagire o creare, se disperderti o ricentrarti.Ed è qualcosa che, nella propria vita,
nessuno può davvero fare al posto tuo. Non è una scelta una tantum. È un allenamento continuo. Silenzioso. Profondo. Invisibile agli occhi degli altri. Ma decisivo. Perché è lì che una vita cambia direzione senza rumore. Non quando tutto migliora. Ma quando tu smetti di essere trascinato. E inizi a generare.E da quel momento non stai più aspettando la vita come prima: sei tu che hai iniziato a determinare il modo in cui la vita ti attraversa.
Un viaggio tra libri e paesaggi lucani: una crociera che unisce cultura, letteratura e comunità in un’esperienza unica
Quest’anno protagonista dell’evento
“Una nave di libri”, una crociera letteraria che anticipa il Maggio dei Libri, è il Salotto “Donata Doni” di Lagonegro con la sua Presidente Agnese, insieme all’A.G.R.A.* e ad un’ampia rete di soci, artisti e scrittori che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa. Il Maggio dei Libri, che seguirà tale evento, è la campagna nazionale di promozione della lettura. Una nave di libri ha portato in mare aperto un messaggio chiaro: i libri uniscono, creano ponti, sconfiggono l’isolamento e La Basilicata dialoga con il mondo. Il cuore pulsante del progetto è stato lucano. Gli scrittori della Basilicata sono stati in prima linea, con le loro opere e le loro voci, pronti a interfacciarsi con autori provenienti da tutto il mondo. È stata un’occasione storica: per la prima volta un intero territorio si è raccontato in na-
vigazione, trasformando la nave in un salotto letterario itinerante dove dialetti, paesaggi e storie del Sud hanno incontrano le grandi narrazioni internazionali. «È il frutto di sinergie costruite negli anni», ha commentato Agnese Belardi. «Insieme ai miei soci abbiamo tessuto relazioni in tutta Italia. Oggi vediamo i risultati: la Basilicata esce dai suoi confini e diventa ambasciatrice di cultura. I libri che abbiamo raccontato a bordo, tra grandi vip e personalità del mondo editoriale, sono il nostro biglietto da visita più autentico». A bordo anche le scuole: leggere e scrivere per cambiare Non solo adulti e autori. A vivere l’esperienza di “Una nave di libri” sono state anche molte scuole e moltissimi studenti. Ragazzi e ragazze hanno condiviso letture, laboratori di scrittura creativa e momenti di confronto diretto con gli scrit- tori. È stata la parte più vi-
va del progetto: portare la parola dove serve davvero. La scrittura non è solo esercizio di stile. È strumento di salvezza. Mettere nero su bianco ciò che si prova, raccontare la propria storia, dare nome alle emozioni: è il primo passo per debellare la violenza, rompere l’isolamento, disinnescare il bullismo e allontanare l’infelicità. Un ragazzo che scrive non alza le mani. Un ragazzo che legge si sente meno solo. Su questa nave, studenti da tutta Italia hanno sperimentato proprio questo: la parola come antidoto, il libro come rifugio e come arma pacifica. Il programma a bordo è stato fitto: presentazioni di libri, laboratori di scrittura per gli studenti, reading poetici all’alba e al tramonto, dibattiti sul ruolo della parola contro ogni forma di marginalità. La nave è diventata agorà, dove autori affermati, voci emergenti e intere classi scolastiche hanno condividono lo stes-
so spazio, senza barriere. Il momento clou è stato il 23 aprile, data simbolica: è la Giornata Mondiale del Libro e la festa di Sant Jordi, patrono della Catalogna. Per l’occasione, la delegazione è sbarcata a Barcellona, sulla Rambla, per un evento aperto alla città. Qui artisti lucani, internazionali si sono confrontati in un reading pubblicoOltre il folklore: una strategia culturale ed educativa. L’operazione non è stata solo celebrativa. Portare la Basili-
cata sulla Rambla il 23 aprile ha significato inserirsi nel più grande mercato del libro a cielo aperto d’Europa. Quel giorno Barcellona si è trasformata: per tradizione, uomini regalano una rosa alle donne e le donne ricambiano con un libro. Migliaia di stand, milioni di volumi venduti. Coordinatore, accompagnatore, regia del libraio è stato Mimmo Sparno e l'ideatore Sergio Auricchio AGRA.
VINCENZO MAIDA


Presenti autorità civili e militari, scuole, associazioni combattentistiche e d’arma che hanno ricordato il valore della Libertà: «Un diritto inalienabile»
Il sole, il valore della libertà, della pace, della costruzione di un mondo migliore che superi gli steccati delle guerre e della tensione internazionale. Sono stati questi gli ingredienti della Festa della Liberazione, celebrata a Potenza nel Parco di Montereale sabato mattina, alla presenza di autorità civili, militari, politiche e delle associazioni combattentistiche d'arma. Presenti alla celebrazione il Prefetto di Potenza, Michele Campanaro, la Vicesindaca di Potenza, Federica D'Andrea, il Presidente del Consiglio comunale di Potenza, Pierluigi Smaldone, il Presidente della Consulta studentesca di Potenza, Italo Marsico, il Presidente della Provincia di Potenza, Christian Giordano, il Presidente dell'Anci di Basilicata, Gerardo Larocca, il Questore di Potenza, Raffaele Gargiulo, l'Assessore alla Salute della Regione Basilicata, Cosimo Latronico, i consiglieri regionali Angelo Chiorazzo e Maddalena Fazzari, il direttore del Polo Bibliotecario di Potenza, Luigi Catalani, i rappresentanti del Liceo Coreutico e Musicale Walter Gropius, del Liceo Classico Quinto Orazio Flacco di Potenza, dell'Istituto Nicola Chiacchio di Nemoli. Gli alunni di questa scuola hanno consegnato un calendario istituzionale al Prefetto in segno di riconoscenza della meritoria azione che Michele Campanaro svolge sul territorio nell'ambito della legalità e della sicurezza pubblica. Presenti re-
sponsabili della Croce Rossa, dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, della Polizia Penitenziaria e i volontari dell'Unicef. Una cerimonia che ha toccato i temi attuali, quelli evocati dalle parole di Papa Leone XIV che ha parlato, sin dall'inizio, di una pace disarmata e disarmante. Un messaggio forte che, ancora oggi, fa suonare il proprio allarme viste le guerre in atto, soprattutto nel Medio Oriente e in Africa che turbano le coscienze e non consentono di vivere serenamente nel segno della pace e della speranza. La liberazione dal nazifascismo rappresenta per tutti un modo per dare voce alle speranze di pace, di libertà e di coesione sociale; un modo per concepire una società diversa che parta dai fondamentali valori della scuola per far convergere elementi di pace e solidarietà. I colori dei ragazzi, gli slogan, le frasi di pace sono stati l'elemento caratterizzante di questa giornata condita dall'Alza Bandiera e dalla deposizione di una Corona d'alloro vicino al Monumento ai Caduti. Una mattinata bella, arricchita dai canti e dalle speranze di una tregua in Medio Oriente, di un mondo capace di fare della beneficenza e della spiritualità, i principali motti per dare un segno tangibile di un forte cambiamento che parte dai giovani, protagonisti del futuro e già impegnati corposamente nella precedente campagna elettorale referendaria. Tanti temi, tante questioni sul tappeto nella Giornata della Liberazione che segna

un punto cruciale per lo Stato Italiano. La cacciata del fascismo, i tanti eroi lucani che hanno combattuto il regime nazifascista sono stati ricordati nel discorso del Prefetto Michele Campanaro che ha inteso evidenziare aspetti salienti del 25 aprile: «Il testimone che consegniamo oggi ai giovani e ai ragazzi valorizza innanzitutto un impegno che responsabilizza attraverso un atto di fiducia importante le generazioni più giovani, Lo ha ricordato appena due giorni fa il nostro Capo dello Stato. Avrò modo di dirlo tra qualche minuto, abbiamo degli esempi di giovani lucani che in un collegamento ideale riportano ai giovani lucani del 1945 che, magari, non qui al Meridione ma nella lotta di liberazione al nord, hanno dato un contributo impor-

tante alla liberazione del Paese e, in un collegamento ideale, a quei giovani associo quelli di oggi che si impegnano nel campo del volontariato e che, per me, sono un riferimento importante, una dimostrazione del fatto che questa terra è piena di tesori importanti che vanno valorizzati e vanno coinvolti con tanta fiducia. C'è un passaggio significativo di un discorso di oltre 50 anni fa, a 30 anni dalla liberazione di Aldo Moro che diceva esattamente questo: quella che oggi ricordiamo e commemoriamo è un patrimonio della Nazione, ma è un patrimonio della Nazione che va consegnato, Lo diceva 50 anni fa responsabilizzando i giovani, perché sono quelli che hanno goduto del privilegio di respirare l'aria della libertà e che, in queste condizioni,
sono veramente capaci di fornire e di dare a noi la certezza di un futuro». Dal canto suo, Cosimo Latronico, a nome della Regione Basilicata ha inteso evidenziare l'importanza della Festa del 25 aprile sottolineando quanto segue: «È una giornata importante per il Paese. Vengono alla mente le parole del Presidente Alcide De Gasperi. È una giornata di responsabilità, cosa possiamo fare per rinnovare la Repubblica. È una giornata in cui dobbiamo costruire sempre più l'Unità Nazionale che è stata divisa dalla guerra. È' una giornata in cui dobbiamo riflettere sul ruolo che l'Europa può realizzare e costruire per la pace nel mondo. Come dice sempre Alcide De Gasperi, la libertà e la pace non si acquisiscono una volta per tutte».





Dalle burle online alla propaganda: come i deepfake stanno cambiando la disinformazione

J«ust ’cause you feel it doesn’t mean it’s there.» (Radiohead – ThereThere)
Per anni abbiamo pensato che vedere fosse credere. Poi è arrivata l’intelligenza artificiale a spiegarci, con una certa brutalità, che anche gli occhi possono essere presi in giro. Il deepfake nasce così: non come grande congiura geopolitica, ma come sottoprodotto tossico della cultura digitale. Il termine si afferma nel 2017, quando su Reddit compaiono video manipolati che sovrappongono i volti di celebrità a corpi altrui, soprattutto in contenuti pornografi- ci non consensuali. È un’origine sordida, poco eroica, e proprio per questo istruttiva: molte tecnologie non cominciano nei laboratori del bene comune, ma nei bassifondi dell’attenzione online. All’inizio, il deepfake sembra quasi una burla da smanettoni: meme, parodie, video goliardici, il piacere infantile del “guarda, sembra vero”. In questa fase c’è perfino un’illusione rassicurante: trattandosi di scherzi, pensiamo che lo scherzo resti confinato lì. E invece no. Nel 2018 Jordan Peele realizzò con BuzzFeed il celebre falso video di Barack Obama: non per ingannare, ma per mostrare quanto fosse facile farlo. Quel filmato è rimasto come un cartello sulla strada del nostro tempo: attenzione, da qui in poi
non fidatevi più automaticamente di ciò che vi somiglia al reale. Da quel momento il deepfake ha smesso di essere solo una carnevalata digitale ed è diventato uno strumento. Prima di tutto politico. Non serve neppure che sia perfetto: basta che circoli nel momento giusto, nel luogo giusto, davanti al pubblico giusto. Nel gennaio 2024, negli Stati Uniti, una voce artificiale imitò Joe Biden in una robocall che invitava gli elettori del New Hampshire a non andare a votare alle primarie. Il caso fu abbastanza serio da produrre indagini, sanzioni e un intervento della FCC contro l’uso di voci AI nei robocall. Qui il deepfake non punta a divertire: punta a spostare comportamenti, a sporcare il processo democratico, a insinuare il dubbio prima ancora che arrivi la smentita.
Poi c’è il livello della propaganda e del conflitto. Nel marzo 2022 circolò il falso video di Volodymyr Zelensky che invitava gli ucraini ad arrendersi. Era rozzo, e proprio per questo quasi didattico: anche un deepfake mediocre, se inserito in un contesto di guerra, può avere un impatto psicologico enorme. La NATO ha da tempo segnalato il rischio che i deepfake entrino nelle campagne di disinformazione per erodere fiducia, alterare percezioni e offrire vantaggi strategici. In guerra, del resto, la verità non viene solo
nascosta: viene attivamente sabotata.
A volte non serve nemmeno un video sofisticato. Può bastare un’immagine plausibile e una piattaforma abbastanza veloce da trasformare una sciocchezza in un allarme. Nel maggio 2023 una falsa immagine di un’esplosione vicino al Pentagono fece il giro dei social; il Dipartimento della Difesa statunitense dovette smentire. È un aneddoto quasi grottesco, ma utile: il deepfake, o più in generale il contenuto sintetico ingannevole, funziona perché si appoggia a tre debolezze umane antiche quanto il mondo — paura, fretta, tribalismo — e le moltiplica con la velocità delle piattaforme.
Naturalmente gli strumenti per contrastarlo esistono. Esistono sistemi di rilevazione, filigrane digitali, verifiche di provenienza, standard come i Content Credentials del C2PA, e linee guida tecniche sempre più raffinate. Il NIST, però, invita a non farsi illusioni: watermarking, provenance e detection sono utili, ma non sono bacchette magiche. I metadati possono essere rimossi, i marcatori possono non essere letti dalle piattaforme, i rilevatori sbagliano, e perfino gli esseri umani chiamati a “riconoscere a occhio” il falso si rivelano spesso fallibili. La tecnologia serve, eccome. Ma da sola non basta.
Il problema, anzi, si allarga. Europol segnala l’uso crescente dei voice deepfake nelle truffe, mentre l’FBI ha avvertito che attori malevoli hanno usato messaggi e voci artificiali per impersonare alti funzionari statunitensi. Tradotto: il deepfake non è più solo il falso video del politico o la foto assurda condivisa per farsi due risate. È un attrezzo duttile, buono per umiliare, estorcere, manipolare, frodare, polarizzare. Cambia il contesto, non cambia il principio: costruire una realtà abbastanza credibile da spingerti a reagire prima di pensare.
Ed è qui che si arriva all’unico vero antidoto, che non è romantico ma tremendamente concreto: la cultura.
Non la cultura come ornamento, ma come addestramento civile. UNESCO, OCSE e programmi europei sulla media literacy insistono tutti sullo stesso punto: per affrontare disinformazione, manipolazioni e contenuti sintetici servono cittadini capaci di verificare fonti, riconoscere contesti, capire interessi, sospendere il giudizio, accettare la fatica del controllo. In altre parole, serve formare persone che non clicchino con il riflesso del ginocchio. E bisogna partire dai ragazzi, nelle scuole, quando il rapporto con schermi, immagini e autorità informative è ancora in costruzione.
Perché il punto finale è questo: il deepfake perfetto forse arriverà, forse no. Ma il cittadino ingenuo esiste già, ed è il suo habitat ideale. Possiamo riempire il web di etichette, algoritmi e bollini di autenticità; faremo bene a farlo. Però il vero firewall resta umano. Un ragazzo abituato a chiedersi “chi parla?”, “da dove viene?”, “perché proprio adesso?”, “chi guadagna se ci credo?” vale più di cento software di rilevazione usati male. La battaglia contro i deepfake non si vince soltanto nei laboratori o nei tribunali. Si vince soprattutto in aula, in famiglia, nelle redazioni, nelle conversazioni quotidiane. Insomma: meno fede cieca nello schermo, più educazione al dubbio. Non sarà spettacolare come un video virale. Ma è molto più rivoluzionario. « Is this the real life? Is this just fantasy? » (Queen – Bohemian Rhapsody)
SERIE C Nell’ultimo match della regular session. Fall sbaglia il rigore. Falliscono pure Murano e Delle Monache
POTENZA (4-3-3): Cucchietti 7; Adjapong 6,5, Rocchetti 5, Bura 5, Kirwan, Felippe, Erradi 7 (al 46’Selleri), Maisto 6,5 (82’Siatounis s.v.), D’Auria 6 (al 53’Petrungaro), Murano 5,5 (al 46’ Ghisolfi), Mazzeo 6 (al 62’Delle Monache). Franchi, Guiotto, Delle Monache, Castorani, Riggio, Camigliano, Balzano, Schimmenti, De Marco, Petrungaro, Siatounis, Selleri, Ghisolfi
All. Pietro De Giorgio
BENEVENTO (4-2-3-1): Albertazzi 6; Manzi 6, Ronco 6, Piccinini 6, Valenti 6 (al 72’Angileri 5,5) , Calcagni 6 (al 62’Greco 6), Fedel 5,5, Battocchio 6 (all’84’ Bordo s.v.) ,Oyewale 5,5 (al 84’Antoni s.v.); Fall 6,5, Scipioni 5,5 (al 62’ Vinciguerra 6) All. . Piana, Gagliano, Bove, Angilieri, Vinciguerra, Greco, Paukstys, Cascella, Antoni, Bordo, Bagatti, Spano.
All. Antonio Floro Flores
ARBITRO: Sig.ra Deborah Bianchi (Prato) ASSISTENTI: Sig. Mamouni di Tolmezzo Sig. Cocomero di Nichelino.
IV Ufficiale: Sig. Giuseppe Maria Manzo di Torre Annunziata.
FVS: Nicola Monaco di Sala Consilina
MARCATORI: 3’Fall; al 13’Erradi; 42’Maisto; al 48’ aut.Rocchetti;
NOTE: 2.336 per un incasso di 23.500 euro Ammoniti: (Mo) Mazzeo (Pz) Espulsioni: 0 Angoli 3 – 3 Recupero: pt 4’; st.3 ’
POTENZA. Nell’ultimo atto della regolar session, termina con un pareggio che acconta entrambe le squadre la sfida tra Potenza e Monopoli. Alla fine il Potenza resta al decimo posto nella zona play off, anche se la conquista della Coppa Italia gli da diritto di en-

trare al primo turno dei play off nazionali; il Monopoli resta settimo nella classifica play off. Per il resto quattro reti, un rigore sbagliato dalla formazione pugliese e tantissime occasioni sbagliate da entrambe le parti. In campo pochissimi stravolgimenti. Alla vigilia De Giorgio aveva fatto intendere anche cambi in attacco, invece tranne per Riggio, Camigliano e Schimmenti, tutto come previsto. Anche da parte del tecnico lombardo quattro cambi tra cui i due attaccanti Fall e Scipioni, Fedel al posto di Greco a centrocampo e Ronco in sostituzione di Bove in difesa. La serata sul “Viviani” è piacevole e sugli spalti ci sono non meno di 2.300 supporter’s potentini. Parte meglio la formazione ospite che al 3’passa in vantaggio con Fall, il ragazzo italo senegalese servito sulla fa-

scia sinistra da Battocchio. La risposta del Potenza arriva al 5’ ed all’8’ con due occasioni di Murano, il primo viene neutralizzato da Albertazzi; il secondo termina di poco al lato la porta dei gabbiani. E’ solo il preambolo della rete del pareggio al 13’ di Erradi su un velo di D’Auria. La partita è ricca di emozioni. Dopo soli 2’ la formazione ospite va vicino alla rete del vantaggio con un colpo di testa di Oyewale. La palla scheggia la traversa. Al 21’ un’altra clamorosa occasione sciupata dal giovane Fall servito da Ronco. A tu per tu con Cucchietti si fa deviare la palla dall’estremo difensore rosso-blù. I “gabbiani” si portano in attacco. Al 33’ Rocchetti stende in area Valenti. Nessun dubbio per la signora Bianchi di Prato è penalty. Dal dischetto Fall si fa parare il rigore da Cucchietti. Goal mancato rete subita. E’ la legge del calcio. Al 42’ suì azione di calcio d’angolo di Felippe Maisto tocca la palla che finisce alle spalla di Albertazzi. La prima frazione di gioco si chiude con il vantaggio dei padroni di casa. La ripresa si apre con i cambi di Murano ed Erradi per Ghisolfi e Selleri. Neppure il tempo di battere il calcio diripresa ed ecco il Monopoli pareggiare i conti al 48’con un autorete di Rocchetti su tiro di Scipioni. Al 53’ De Giorgio richiama in panchina D’Auria per Petrungaro. Intanto al 58’arriva il grandissimo tiro dalla distanza di Felippe che colpisce la traversa. Mr.Colombo opta per i primi cambi. Fuori Scipioni e Calcagni per Vinciguerra e Greco. Anche De Giorgio richiama in panchina Mazzeo per Delle Monache. Ed è proprio il giocatore del Lecce a divorsarsi al 68’ a due passi da Albertazzi una palla precisa di Petrungaro. Passano i minuti e De Giorgio manda in campo Siatounis al posto di un buon Maisto. Anche il tecnico ex Potenza manda in campo gli ultimi cambi. Fuori Oyewale e Battocchio per Antoni e Bordo. Il risultato resta fermo sul 2 pari. Al 90’la gara termina in parità ed i 3’ di recupero concessi dalla signora Bianchi non cambiano l’andamento di una gara piena di occasioni da rete non sfruttuti meglio. R OCCO N IGRO









