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Somma: «Puntare sul distretto interregionale»
La stagione di criticità che sta vivendo il Mobile Imbottito rende necessaria la massima attenzione istituzionale sul piano delle politiche pubbliche e dei correlati strumenti di intervento da mettere in campo a tutela di un comparto estremamente rilevante per la Basilicata e la Puglia, non solo in termini strettamente economici, ma anche in quanto espressione iconica del Made in Italy (...)

■ continua a pag 7 Cardea
Dellapenna a pag 2
Se la notte porta consiglio allora quella referendaria che s’è abbattuta sulla Meloni deve essere stata di vera passione se finalmente s’è messa in testa di far sbaraccare i patrioti sabotatori dell’onorabilità d’un centrodestra, ormai ridotto ad essere minoranza del Paese e così per fortuna nostra e dell’Italia intera in un sol colpo ci siamo levati di torno i pessimi Delmastro, Bartolozzi, Santanchè. Ora capiamo che la Basilicata patriottica ed il suo governatore Bardi, peraltro giubilato pure lui dalla palingenesi referendaria, non contino un fico secco nella mappa del potere meloniano, pur vivacchiando di selfie ed inchini cerimoniali, ma vivaddio è incredibile come nel cuore d’un referendum sulla giustizia che porta a votare 27 milioni d’italiani salti fuori un deputato di FdI come Aldo Mattia che inciti all’impegno clientelare a sostegno del SI, che si prenda di forza e caricatura, compresa quella meravigliosa di Crozza, le pagine dei giornali d’Italia e che dopo la vittoria strepitosa del NO non senta il dovere morale di dimettersi aiutando il repulisti meloniano contro la fratellanza pasticciona. Canta il rap Morso Bruno: “Dimissioni ogni sera…”
CONSIGLIO COMUNALE Nessuna candidatura a Presidente. Intesa maggioranza-opposizione lontana

Basilicata Open Lab premia 3 aziende: Abnadir, Lucania Funghi e Nutriplant

CRONACA
Blitz della GdF nelle attività del Potentino: sequestrati 161 mila articoli non sicuri tra piccoli elettrodomestici, bigiotteria e altro
■ Servizio a pag 19
PROVINCIA DI POTENZA
Si è insediato il nuovo Consiglio. I membri neoeletti hanno indicato le priorità: viabilità, edilizia scolastica e maggiore ascolto
■ Errichetti a pag 18
CRONA-CHI?
Sulla scomparsa di Mario Allegretti ancora molti dubbi: ne parlano il criminologo Martoccia e la cugina Barozzino
■ Tammariello a pag 11
MADONNA DELLE GRAZIE
Inaugurati nuovi spazi di terapia intensiva: si passa da 8 a 19 posti
Soddisfatti Latronico e il dg Asm Friolo
■ Servizio a pag 14

Il CSM attribuisce le funzioni all'ex procuratore ff di Potenza. In attesa di Falvo le redini dell'ufficio al sostituto più anziano
A pesare nella valutazione complessiva e a far vincere la “competizione” proprio la brillante attività svolta nel capoluogo lucano

Come avevamo previsto qualche settimana fa il dott. Maurizio Cardea si accinge a diventare il Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica di Salerno.
Una scelta che è arrivata dal plenum del CSM all'unanimità nella seduta di ieri dopo la comparazione dei titoli dello stesso Cardea con quelli di una decina di suoi colleghi, alcuni dei quali anche con importanti carriere alle spalle.
Quella di Procuratore Aggiunto, è giusto ricordarlo, viene classificata nella gerarchia delle nomine giudiziarie come una funzione semidirettiva che ha un'importanza centrale nel funzionamento degli uffici soprattutto in una Procura vasta ed articolata come quella di Salerno. Un'analisi e un confronto molto serrato che dà anche l'idea dell'alta qualità del magistrato in servizio, fino ad oggi, alla Procura della Repubblica di Potenza.
UNA VALUTAZIONE
Proprio la qualità dell'attività svolta presso la Procura della Repubblica di Potenza è stata essenziale per l’ottenimento della funzione di Procuratore Aggiunto a Salerno. Come è possibile, infatti, leggere nel verbale del CSM si è tenuto conto proprio della “disamina dei procedimenti trattati dal dott. Cardea nel periodo di servizio prestato come Procuratore Ag-

giunto, prima, e come Procuratore f.f., poi, presso la Procura Potentina non solo mette in evidenza la laboriosità del dott. Cardea dato evidenziato pure dalle statistiche allegate ma anche fornisce importanti indicazioni circa il parametro della capacità, con particolare riguardo alla capacità del dott. Cardea di inquadrare esattamente le fattispecie esaminate con una puntuale qualificazione giuridica dei fatti. Le indagini risultano approfondite ed espletate con le più aggiornate tecniche investigative. Nei ruoli ricoperti presso la Procura potentina il dott. Cardea ha sempre proficuamente collaborato con il Capo dell’Ufficio, con particolare riguardo al contributo fornito per l’organizzazione dell’ufficio e alla gestione del personale che, nel suo ruolo di Procuratore Aggiunto, ha assolto su delega dell’allora Procuratore. In qualità di Procuratore f.f. ha continuato a seguire in prima persona i procedimenti penali più delicati nel contempo occupandosi dei compiti propri del Capo dell’Uffici”.
Un’assegnazione di prestigio, dunque, che è figlia proprio dell'ottima attività svolta nel capoluogo di Regione dove ha potuto mettere in mostra sia le sue doti investigative che quelle giuridiche accanto ad una dedizione che ha unito all'attività d'udienza anche quella di coordinatore dell'ufficio.
UNA CLASSE DI OTTIMI MAGISTRATI
DI MASSIM O DELL APENNA
Nelle motivazioni che Cronache ha potuto leggere nella bozza del verbale che sarà approvato mercoledì, Falvo supera di un soffio l’ottimo
febbraio è arrivato il concerto del Ministro Nordio a favore sia di Maurizio Cardea che di Camillo Falvo. I due erano arrivati appaiati con tre voti ciascuno nella Commissione per il conferimento degli Uffici direttivi del Consiglio Superiore della Magistratu



POTENZA. Si è tenuto ieri il Plenum del Csm che, come anticipato da Cronache lunedì, ha eletto Camillo Falvo nuovo procuratore della Repubblica di Potenza. Falvo, attuale procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, ha ottenuto 14 voti, contro gli 11 di Maurizio Cardea, attuale procuratore facente funzioni nel capoluogo lucano. Cinque, invece, gli astenuti. Falvo prenderà servizio nel capoluogo tra un paio di mesi. Entrato in magistratura nel 1997, in precedenza ha ricoperto il ruolo di sostituto procuratore della Dda di Catanzaro e di sostituto procuratore a Messina. Lo avevamo detto e così è stato, Camillo Falvo ha superato Cardea di un soffio. I due erano arrivati



L’edizione di Cronache del 16 febbraio
appaiati con tre voti ciascuno nella Commissione per il conferimento degli Uffici direttivi del Consiglio Superiore della Magistratura, dopo che è arrivato anche il concerto del ministro Nordio a favore di entrambi. Completata quindi la struttura degli uffici inquirenti in Basilicata.
Non vorremmo causare nessuna polemica né perderci in alcuna forma di adulazione se ci permettiamo di dire che la magistratura inquirente potentina si conferma di altissima qualità.
L'arrivo di Falvo quale prossimo Procuratore è il segnale di un’attenzione sempre crescente del Consiglio Superiore della Magistratura verso gli uffici inquirenti della nostra città. Come già rappresentammo quando fu nominato, tale decisione è stata figlia di una valutazione dello stesso Falvo sia nelle sue capacità investigative che in quelle di coordinamento organizzativo con la capacità di eliminare l'arretrato negli uffici precedentemente diretti.
All'epoca Falvo superò sul fil di cotone proprio Cardea. Una scelta che, alla luce di quanto riportato nella decisione del Consiglio Superiore della Magistratura e dell’importante incarico assegnato proprio a Cardea, da ancora più la misura sia della qualità del nuovo arrivato che delle doti eccezionali di quello che è stato per anni il Procuratore facente funzione.
UN PERIODO DI TRANSIZIONE Adesso negli uffici della Procura di Potenza si apre un periodo di transizione. Nel tempo che trascorrerà fino all'insediamento di Falvo, con l'imminente assegnazione di Cardea all'ufficio semidirettivo di Salerno, a gestire l'ufficio di Procura sarà il Pubblico Ministero più anziano.
Un ruolo delicato ed importante anche alla luce dei notevoli risultati raggiunti dai suoi predecessori e dall'alta qualità di chi dovrà prendere poi le chiavi del comando a Potenza che siamo certi sarà svolto nel migliore dei modi possibili. A conclusione di questa stagione di cambiamenti e di avvicendamenti, di importanti promozioni per tutti i protagonisti più in vista della pubblica accusa potentina, possiamo dire che da un lato si conferma l'importanza dell'ufficio di Procura a Potenza e dall'altro si certifica la qualità dei suoi interpreti.
Una condizione che ci da certezze nel presente, ci fa ben sperare nel futuro dopo averci fatto ben giudicare nel passato.











La Regione eviterebbe la procedura d’infrazione UE. L’AU di Acquedotto Andretta: «Grazie alle sinergie attivate stiamo riducendo i tempi»
DI FR A NC E SC O M E N ONN A
Egrib, Acquedotto Lucano e Regione Basilicata unite nell'ambito della tutela ambientale e dei progetti idrici in Basilicata.
Presso l'Assessorato all'Ambiente della Regione Basilicata, si è svolta una conferenza stampa finalizzata alla verifica dello stato di avanzamento degli interventi sul sistema idrico lucano, alla presenza di Fabio Fatuzzo, referente del Commissario straordinario per la depurazione, che ha fatto il punto sulla situazione regionale.
In generale, la Basilicata potrebbe evitare di pagare sanzioni rilevanti in questo ambito, ancora da determinare e legate alle procedure di infrazione dettate dall'Unione Europea.
Questo grazie al programma illustrato ieri, alla presenza dell'Assessore all'Ambiente e alla Transizione Ecologica Laura Mongiello, che comprende diciotto agglomerati per una popolazione di 197.000 abitanti. Un passaggio necessario e strategicamente rilevante, quello evidenziato nel corso della conferenza stampa, che punta a rafforzare il percorso verso il superamento definitivo della cosiddetta procedura d'infrazione prevista dalla normativa europea.
Il tutto grazie a un modello integrato di intervento legato alle opere e al benessere della comunità lucana.
All'incontro con i giornalisti hanno preso parte, oltre all'assessore Laura Mongiello, il referente del Commissario straordinario Francesco Fatone, il direttore generale della Direzione Ambiente nonché commissario Egrib Canio Santarsiero, l'amministratore unico di Acquedotto Lucano Alfonso Andretta e il direttore generale di Acquedotto Lucano Luigi Cerciello Renna. I risultati sono sostanzialmente positivi: la Basilicata si inserisce in un contesto che punta a mettere al centro istituzioni ed enti, favorendo il benessere pubblico e la qualità ambientale. Il tutto nell'ambito di una collaborazione di rete capace di fornire risposte ai cittadini e alle comunità locali, come nel caso di Pisticci, presa in esame nelle analisi degli esperti del settore. La gestione degli interventi, insieme agli strumenti tecnologicamente avanzati, consente agli esperti di monitorare passo dopo passo lo stato di avanzamento del settore idrico in tutte le sue articolazioni. Per raggiungere questo traguar-
do sono stati investiti 32 milioni di euro, risultati decisivi. Gli impianti interessati sono quelli di Matera, Pisticci, Grassano e Val d'Agri. L'impianto di Grassano è già funzionante.
In buona sostanza, il finanziamento degli interventi punta a garantire priorità fondamentali per l'intero territorio lucano, facendo leva su strutture efficaci e consolidate e su dati certi, con ricadute significative sulla salute e sull'ambiente.
Canio Santarsiero ha illustrato il percorso:«Le attività che stiamo effettuando all'interno della nostra regione per accelerare le procedure di attivazione degli interventi sul territorio evidenziano che quattro interventi sono già usciti dall'infrazione, mentre dodici sono in corso.
Gli interventi si stanno attivando tempestivamente e, per velocizzare ulteriormente, stiamo lavorando alla semplificazione delle procedure, così da ridurre i tempi».
Alfonso Andretta, a nome di Acquedotto Lucano, ha fatto il punto della situazione:«Ovviamente abbiamo un piano industriale che prevede investimenti per circa 400 milioni di euro nei prossimi tre anni, di cui 109 milioni destinati al collettamento e alla depurazione.
In questa cifra rientrano anche i finanziamenti ottenuti grazie al Commissario per uscire dalle procedure di infrazione.
La conferenza stampa di oggi, voluta dal professor Fatuzzo, Commissario per la depurazione, va nella direzione di evidenziare che, grazie alle sinergie attivate, stiamo accelerando: non solo nel reperimento delle risorse, ma anche nell'attivazione di sinergie tecniche che ci consentono di ridurre i tempi rispetto al passato. Siamo partiti nel 2014 e oggi stiamo dando una scossa importante per evitare le penali previste dall'Unione Europea nel caso di mancato raggiungimento degli obiettivi».
Fabio Fatuzzo ha aggiunto:«La Basilicata, in termini di infrazione, risale a dieci anni fa. Abbiamo iniziato ad affrontare la questione nel 2023, accelerando i percorsi con il supporto di Acquedotto Lucano e della Regione Basilicata.
Stiamo raggiungendo risultati importanti: Pisticci sarà contrattualizzata proprio in questi giorni, mentre gli interventi su Matera dovrebbero concludersi entro il primo semestre del 2026. Restano alcune questioni rilevanti, come il caso di Irsina, oltre al tema della riperimetrazione di alcuni agglomerati».




La UIL denuncia rincari e criticità del servizio: «Servono investimenti e un piano nazionale per ridurre le disuguaglianze»
In Basilicata il costo dell’acqua continua ad aumentare, incidendo in maniera sempre più significativa sui bilanci familiari. A Potenza e Matera, la spesa media annua per il servizio idrico si attesta attualmente intorno ai 416 euro, ma secondo le previsioni per il 2026 salirà fino a 441 euro. Un incremento che si inserisce in un contesto nazionale già segnato da criticità strutturali e forti divari territoriali.In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, il Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali, Mezzogiorno e Immigrazione della UIL, guidato dal segretario confederale Santo Biondo, ha analizzato le tariffe del servizio idrico nei comuni italiani, considerando gli anni 2025 e 2026 per una famiglia tipo composta da tre persone, con un consumo annuo di 180 metri cubi.Dallo studio emerge una spesa media nazionale di circa 500 euro all’anno, ma con differenze marcate tra le diverse aree del Paese. In molti territori, infatti, si registrano aumenti ta-
riffari non accompagnati da un miglioramento della qualità del servizio.L’acqua rappresenta un bene pubblico essenziale e il servizio idrico costituisce un elemento fondamentale per la qualità della vita, con ricadute dirette sul piano sociale, economico e ambientale. Tuttavia, il sistema continua a scontare ritardi strutturali, una gestione frammentata e livelli di investimento ritenuti insufficienti.I dati più recenti del Rapporto annuale di ARERA (Stato dei servizi 2022, relativo al biennio 20202021) evidenziano come le perdite nella rete di distribuzione raggiungano in media il 41,8% a livello nazionale, con punte del 50,8% nel Sud e nelle Isole. Anche sul fronte della continuità del servizio emergono forti squilibri: se nel Nord le interruzioni sono quasi nulle (circa 0,7 ore annue), nel Mezzogiorno possono arrivare fino a 204 ore annue, a fronte di una media nazionale di 54,4 ore.In questo quadro, il tema delle tariffe assume un ruolo centrale, poiché riflette il rapporto tra i costi
sostenuti dai cittadini e la qualità del servizio ricevu- to.«È inaccettabile – ha dichiarato il segretario confederale della UIL, Santo Biondo – che nel 2026 milioni di persone continuino a sostenere costi rilevanti per un servizio idrico che, in troppe realtà, è discontinuo, inefficiente o addirittura assente per periodi prolungati. Le recenti emergenze climatiche hanno messo in luce tutte le fragilità del sistema, ma le criticità sono strutturali e derivano da anni di ritardi e scarsa programmazione».Sulla situazione interviene anche il segretario generale della UIL Basilicata, Vincenzo Tortorelli, che esprime forte preoccupazione per l’aumento dei costi nella regione: «L’aumento dei costi dell’acqua in Basilicata, a fronte di un servizio che presenta ancora troppe criticità, è motivo di forte preoccupazione. L’acqua non può essere trattata come una qualsiasi voce di spesa: è un diritto fondamentale e deve essere garantita in modo equo ed efficiente a tutti i cittadini. È necessario accelerare gli

investimenti per la manutenzione e l’ammodernamento delle reti, ridurre drasticamente le perdite e assicurare continuità nell’erogazione, soprattutto nei territori del Mezzogiorno».«La Basilicata – prosegue Tortorelli – non può continuare a pagare il prezzo di ritardi strutturali e carenze gestionali. Serve un impegno concreto e immediato da parte delle istituzioni nazionali e regionali, a partire da una maggiore trasparenza sull’utilizzo delle risorse del PNRR e da
un rafforzamento delle capacità amministrative degli enti locali».La UIL ribadisce infine la necessità di un piano nazionale straordinario per il sistema idrico, con obiettivi chiari e verificabili di riduzione delle perdite e l’introduzione di standard minimi di servizio uniformi su tutto il territorio nazionale.«L’acqua –conclude Tortorelli – è un bene comune essenziale e un diritto universale: difenderla significa difendere la dignità delle persone e il futuro dei territori».

Stanziati 27 milioni per le bonifiche in Val Basento e Tito, le consigliere vigileranno sull’utilizzo dei fondi e sullo stato delle procedure
Arriva con favore la notizia dello stanziamento di 27 milioni di euro da parte del Ministero dell’Ambiente destinati alla bonifica dei Siti di Interesse Nazionale (SIN) della Basilicata, in particolare delle aree della Val Basento e di Tito. Si tratta di risorse considerate fondamentali per il risanamento ambientale e la tutela della salute dei cittadini, ma il Movimento 5 Stelle lucano sottolinea come questo intervento arrivi dopo un lungo ritardo. «Questi territori attendono risposte concrete da oltre vent’anni», dichiarano le consigliere regionali Viviana Verri e Alessia Araneo. «Le aree inserite nell’elenco nazionale dei siti da bonificare sono rimaste prigioniere di una gestione poco efficace, con la contaminazione di suoli e falde che ha raggiunto livelli allar-
manti, come confermano i dati ISPRA».
Il M5S ricorda il lavoro svolto negli anni, grazie anche al contributo delle associazioni locali, con numerose interrogazioni presentate per denunciare i ritardi e il rischio di perdere ingenti finanziamenti. Ora l’attenzione è concentrata sull’utilizzo dei 27 milioni di euro stanziati, affinché possano davvero contribuire alla bonifica dei SIN di Tito e Val Basento, aree industriali di importanza strategica per la regione, comprese quelle ricadenti nelle Zone Economiche Speciali (ZES).«Riteniamo inoltre fondamentale conoscere lo stato dell’arte delle procedure di bonifica, come previsto dall’Accordo sottoscritto nel 2020 tra Ministero dell’Ambiente e Regione Basilicata», aggiungono Verri e Araneo, annunciando il deposito
di un’interrogazione urgente all’Assessorato all’Ambiente per ottenere chiarimenti. Il tema della bonifica dei siti SIN rimane centrale per lo sviluppo
sostenibile del territorio lucano, con la speranza che i nuovi fondi possano finalmente trasformare in azioni concrete le promesse accumulate per decenni.

Il consigliere di Bd sollecita interventi urgenti a sostegno di famiglie e imprese
L’aumento costante dei prezzi dei carburanti alla pompa rappresenta una criticità crescente per famiglie e imprese della Basilicata, con effetti diretti sul potere d’acquisto e sulla competitività del territorio. A sottolinearlo è il consigliere regionale di Basilicata Democratica, Piero Marrese, che invita il Governo a intervenire con urgenza.«È difficile spiegare ai lucani – afferma Marrese – perché, pur vivendo sopra una delle principali aree estrattive del Paese, si registrino prezzi dei carburanti tra i più elevati d’Italia. Si tratta di una distorsione evidente che penalizza ingiustamente il nostro territorio, alimentando un sentimento diffuso di disparità e di mancato riconoscimento».Secondo Marrese, il rincaro rischia di rallentare ulteriormente la crescita regionale e di aggravare le difficoltà di interi comparti produttivi, in particolare quelli più esposti ai costi energetici. «I cittadini lucani non possono continuare a

subire le conseguenze di dinamiche di mercato e di una fiscalità che non tiene conto delle specificità locali e del contributo della Basilicata al fabbisogno energetico nazionale», aggiunge il consigliere.Marrese sottolinea inoltre come alcune misure finora adottate, come il taglio delle accise per 20 giorni, abbiano effetti limitati e quasi irrilevanti per comparti strategici come l’agricoltura, già soggetta a un regime di
accisa agevolata sul gasolio. «Interventi generalizzati rischiano di essere poco incisivi e non risolutivi rispetto alle reali criticità», osserva.La proposta del consigliere punta a definire un tetto massimo della base imponibile e ad avviare un confronto serio con il Governo nazionale, con interventi mirati capaci di calmierare i prezzi alla pompa per i cittadini lucani e sostenere le imprese del territorio..
Chiorazzo e Vizziello (Bcc): «Prezzo d’asta troppo basso, serve piena chiarezza»
POTENZA – I consiglieri regionali di Basilicata Casa Comune, Angelo Chiorazzo e Giovanni Vizziello, hanno presentato un’interrogazione urgente al Presidente della Giunta regionale sulla procedura d’asta pubblica avviata dall’ALSIA per un immobile in via Torraca a Potenza, sottolineando che «dagli atti emergono elementi che sollevano più di una perplessità, a partire dai criteri utilizzati per la determinazione del valore dell’immobile, poiché risulta applicata la disciplina della Riforma Fondiaria mentre potrebbe trattarsi di beni soggetti a diversa normativa di estimo, e il prezzo base d’asta, poco più di 40 mila euro tra abitazione e garage, appare inferiore rispetto a precedenti stime».«Alla luce dell’imminente scadenza dei termini per la presentazione delle offerte – proseguono Chiorazzo e Vizziello – è necessario fare piena chiarezza per evitare il rischio di una sottovalutazione del bene e quindi di un danno per il patrimonio pubblico».I due consiglieri chiedono inoltre che «si verifichi la correttezza del procedimento e si valutino eventuali atti in autotutela, fino alla sospensione della procedura d’asta».».

Confindustria: priorità a una piattaforma operativa per rilanciare il comparto e rafforzare la competitività
La fase di forte criticità che sta attraversando il comparto del mobile imbottito impone un’attenzione immediata da parte delle istituzioni, chiamate a intervenire con politiche pubbliche e strumenti mirati a tutela di un settore strategico per Basilicata e Puglia. Non si tratta soltanto di un presidio economico, ma anche di un simbolo del Made in Italy legato al «bello e ben fatto».In questo contesto viene giudicata positivamente l’iniziativa della Regione Basilicata, che nelle scorse settimane ha avviato un percorso condiviso per individuare soluzioni a sostegno delle imprese, alle prese con una fase complessa determinata da fattori internazionali, macroeconomici e organizzativi.Confindustria Basilicata, insieme alle altre associazioni datoriali, ha già trasmesso all’Assessorato allo Sviluppo Economico gli esiti di una ricognizione sul comparto, realizzata con il supporto della Camera di Commercio della Basilicata. Parallelamente, l’associazione ha presentato un proprio documento contenente proposte di rilancio articolate su più livelli istituzionali: regionale, nazionale ed euro-

peo.Tra i punti centrali emerge la proposta di costituire il «Distretto interregionale del mobile imbottito Basilicata-Puglia», considerato uno strumento chiave per il rilancio del settore.«Riteniamo – ha dichiarato il presidente della sezione Legno e Arredo di Confindustria Basilicata, Saverio Calia – che si tratti di uno strumento strategico di rilancio del comparto, a condizione che venga concepito come una struttura operativa e orientata ai risultati, capace di offrire servizi concreti alle
imprese e di rafforzarne la competitività sui mercati nazionali e internazionali. La sua funzione non dovrebbe essere quella di un mero e ulteriore contenitore, quanto piuttosto di una piattaforma di filiera, in grado di accompagnare le aziende nei processi di trasformazione commerciale, organizzativa e produttiva».Più cauta, invece, la valutazione su altre iniziative allo studio, come quella relativa alla registrazione dell’Indicazione Geografica Protetta per il mobile imbottito murgiano. «Ritenia-
mo che, seppure opportune e condivisibili, rischino di rivelarsi velleitarie e di alimentare aspettative non realistiche e non pienamente risolutive», viene sottolineato.Sulla stessa linea il presidente di Confindustria Basilicata, Francesco Somma, che indica come priorità la creazione del distretto interregionale. «È arrivare in tempi ravvicinati alla costituzione del Distretto interregionale Basilicata-Puglia. Auspichiamo, pertanto, che su tale qualificante obiettivo possano convergere a breve tutte le
componenti del partenariato economico, sociale ed istituzionale delle due Regioni, atteso che, come già ribadito anche in altre sedi, consideriamo definitivamente conclusa l’esperienza del Distretto Industriale di Matera – Montescaglioso – Mobile Imbottito».Il futuro del comparto passa dunque dalla capacità di fare sistema e di costruire strumenti realmente efficaci, in grado di accompagnare le imprese in una fase di trasformazione profonda e di rilanciarne il ruolo sui mercati.
Nell’ istituto di secondo grado si svolge la seconda edizione dell’iniziativa di Confindustria: riflettori su futuro, professioni e rivoluzione digitale
Si terrà oggi, a partire dalle 9.30, nell’aula magna del Liceo Classico Quinto Orazio Flacco di Potenza, la premiazione del concorso promosso dal Comitato Piccola Industria di Confindustria Basilicata, rivolto agli studenti degli istituti superiori di secondo grado.L’iniziativa, giunta alla sua seconda edizione, è stata lanciata in occasione della Giornata nazionale delle piccole e medie imprese di Confindustria, celebrata lo scorso novembre, e ha coinvolto gli studenti nella realizzazione di elaborati – testuali, grafici o video – sul tema «SCEGLIERE», filo conduttore della sedicesima edizione del Pmi Day 2025.Un invito a riflettere sull’importanza della capacità critica nelle decisioni
che riguardano il proprio futuro, dalla scelta del percorso professionale alla valorizzazione delle proprie inclinazioni e ambizioni.Gli elaborati sono stati valutati da una giuria dedicata e le classi vincitrici riceveranno premi in denaro, destinati a sostenere materiali e progetti didattici ritenuti più idonei.La mattinata sarà aperta dai saluti del dirigente scolastico, Rocco Garramone, e della presidente del Comitato Piccola Industria, Margherita Perretti. A seguire, spazio anche a un momento di approfondimento con il professor Fabio De Felice, docente di Ingegneria all’Università «Parthenope» ed esperto di innovazione tecnologica.Il suo intervento, dal titolo «Dentro la rivoluzione digitale: come tecno-
logia ed AI stanno cambiando il mondo in cui viviamo», offrirà agli studenti uno sguardo sulle trasformazioni in atto e sulle
competenze richieste dal futuro, in un contesto sempre più segnato dall’impatto delle nuove tecnologie.


Firmato l’Addendum all’Accordo No Oil. L’assessore Cupparo: «Trasformiamo le royalties in opportunità lavorative»
Con la sottoscrizione dell’Addendum all’Accordo Progetti di Sviluppo No Oil tra Regione Basilicata e Total, in fase di perfezionamento, sarà possibile trasferire direttamente i fondi No oil non ancora spesi alla Regione e, di conseguenza, semplificare l’attuazione del Progetto CED (Centro Droni) a Stigliano, attraverso un Bando a titolarità della Regione. Lo ha comunicato l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Francesco Cupparo, che ha presieduto insieme al direttore del Dipartimento, Giuseppina Lo Vecchio, un incontro con la partecipazione della Total, dei Sindaci di Gorgoglione, Stigliano, Corleto, Armento, Guardia e di Confindustria.«Il cambiamento che coinvolge tutto il sistema dei Progetti No Oil - ha spiegato Cupparo
- produrrà benefici diretti alle comunità, in questo caso della concessione Tempa Rossa-Gorgoglione. Nello specifico del Progetto CED, sarà un Bando della Regione a definire modalità di utilizzo dei circa 6 milioni di euro previsti velocizzando la realizzazione dello stabilimento.«Il calo di produzione di idrocarburi nel 2025 e, di conseguenza, del gettito delle royalties per la Regione e delle rimesse dirette ai Comuni, già prevista dall’Unmig, ci impone di accelerare le scelte per rendere sempre più produttiva ed efficace la spesa derivante dalle royalties e quella per i progetti nooil. Di intesa con i sindaci dei comprensori petroliferi, oltre Tempa Rossa-Gorgoglione, quello di Viggiano-Val d’Agri, intendiamo realizzare una svolta per perseguire due obiet-
tivi prioritari: la creazione di attività produttive con stabilimenti sul territorio e dando priorità a proposte di investimenti di imprenditori lucani; realizzare nuovi posti lavoro stabili e di profili professionali adeguati secondo impegni delle compagnie che non trovano attuazione. Per raggiungere questi obiettivi il direttore del Dipartimento Lo Vecchio ha lavorato ad una proposta di Addendum all’Accordo Progetti di
Sviluppo che ha ottenuto il parere favorevole di Total». «Questo è il percorso più efficace – ha aggiunto l’assessore – per gestire direttamente le risorse di cosiddetta compensazione ambientale e per poter rispondere alle richieste che ci arrivano da aziende e offrire opportunità occupazionali». Il Centro Droni, al pari di altri progetti in fase di sviluppo, può dunque rappresentare una concreta occasione per tratte-
nere e attrarre giovani competenze, costruire una filiera tecnologica sostenibile e rafforzare il tessuto produttivo regionale».Nell’incontro, i Sindaci hanno espresso condivisione e hanno ribadito l’esigenza di dare celerità all’attuazione del Progetto CED. Da parte di Total, con la conferma della condivisione dell’Addendum è stato comunicato il Progetto di impianto fotovoltaico a Stigliano per 20Mw .


rettamente», conclude il segretario generale della Cgil Basilicata. La situazione è particolarmente critica perché i dati contrattuali mostrano che il corrispettivo riconosciuto dalla Regione raggiungerebbe circa 36 euro per chilometrotreno nel 2026, un valore coerente con un servizio ferroviario pienamente operativo. Tuttavia, i treni non circolano e, al loro posto, operano autobus con costi medi sensibilmente inferiori. Per Mega, se il corrispettivo pubblico non viene adeguato al servizio erogato, si profilerebbe un possibile contrasto con i principi stabiliti dalla sentenza Altmark. Per
«L
a Basilicata vive una condizione strutturale di disagio nel settore dei trasporti: linee ferroviarie chiuse, treni che non circolano e un servizio sostitutivo su gomma che è diventato la norma. I cittadini pagano il prezzo più alto: pendolari con viaggi più lunghi e incerti, lavoratori penalizzati economicamente e territori sempre più isolati». Così il segretario regionale della Cgil Basilicata, Fernando Mega. A detta del segretario lucano della Cgil, la situazione è ancora più controversa perché, nonostante la sospensione del servizio ferroviario, le risorse pubbliche non sembrano
diminuire proporzionatamente. Il contratto di servizio tra la Regione Basilicata e Trenitalia prevede che il trasporto ferroviario possa essere sostituito da autobus solo in casi eccezionali e temporanei, ma nella pratica queste interruzioni sono diventate la norma. «Continuare a trattarle come temporanee significa forzare la natura stessa del servizio»,prosegue Mega. «La Cgil Basilicata ritiene che sia necessario applicare l'art. 34-octies della legge 221 del 2012, che disciplina l'affidamento e la gestione dei servizi automobilistici sostitutivi o integrativi dei servizi ferroviari regionali. Se il servizio sosti-
tutivo diventasse sistematico, dovrebbe essere soggetto a procedure competitive ad evidenza pubblica, con criteri trasparenti e tutele precise. Il rischio è che le esigenze del territorio lucano vengano sistematicamente subordinate ad altre priorità.» Dunque, la Cgil Basilicata chiede una verifica seria e trasparente sulla corretta applicazione del contratto di servizio, sul rispetto delle norme in materia di affidamento e sui meccanismi di calcolo dei corrispettivi pubblici. «Non si tratta solo di treni che non passano, ma di capire se le regole vengono rispettate e se le risorse pubbliche vengono utilizzate cor-

I Giovani Democratici Basilicata avviano il congresso regionale, al centro l’impegno politico giovanile dopo il risultato referendario
POTENZA. Prende il via il percorso congressuale dei Giovani Democratici della Basilicata, chiamati a rinnovare i propri organismi e a rilanciare l’iniziativa politica nel territorio regionale. Un passaggio che arriva dopo una fase definita «lunga e complessa», durante la quale i circoli territoriali hanno continuato a operare mantenendo viva l’organizzazione anche in assenza di una guida regionale.
«Comincia subito il lavoro per dare voce alle ragazze e ai ragazzi che hanno votato per difendere la Costituzione», si legge nella nota, che lega l’avvio del congresso al risultato del recente referendum costituzionale. Un passaggio interpretato come «una domanda di ascolto» da parte delle nuove generazioni, che la politica è chiamata a raccogliere.Il congresso rappresenta dunque un momento di rilancio per l’organizzazione giovanile, che punta a rafforzare la propria presenza nel dibattito pubblico. L’obiettivo è «tornare a incidere in maniera più efficace» sui temi ritenuti centrali per i giovani lucani, a partire dal diritto allo studio, dal lavoro, dalla sanità, dalle aree interne e dalla

partecipazione democratica.Il percorso congressuale si inserisce nella scia del lavoro di ricomposizione politica avviato a livello nazionale lo scorso dicembre. Anche in Basilicata, infatti, si riparte da un accordo unitario, descritto come «una generosità trasversale» capace di restituire all’organizzazione uno spazio condiviso di confronto e proposta. Al centro del nuovo corso vi è il profilo individuato per la segreteria regionale, quello di Marco Di Geronimo. Attorno alla sua candidatura si svilupperà il lavoro politico di un gruppo ampio di ragazze e ragazzi, coinvolti anche negli organismi territoriali che saranno eletti nel corso del congresso.I Giovani Democratici sottolineano come la ri-
partenza avvenga nel solco di una «vittoria simbolica e significativa» rappresentata dall’esito referendario, che avrebbe confermato «la centralità dei principi costituzionali e dell’equilibrio tra i poteri dello Stato». Da qui la volontà di tradurre quel risultato in un percorso politico strutturato.
«È tempo di offrire una rappresentanza politica ai giovani che hanno difeso la Costituzione», prosegue la nota, indicando come priorità la costruzione di una proposta capace di rafforzare diritti e coesione sociale. L’obiettivo dichiarato è coinvolgere le nuove generazioni nella definizione di un’alternativa politica, partendo dai territori e dalle esigenze concrete dei giovani lucani.
«PASSAGGIO IMPORTANTE PER IL PARTITO»
POTENZA. Il commissario regionale del Pd Basilicata, Daniele Manca, interviene sul Congresso regionale dei Giovani Democratici, evidenziandone il valore politico e organizzativo. Secondo Manca, si tratta di un passaggio particolarmente importante per l’intero partito, chiamato ad accompagnare con attenzione e rispetto il percorso dei giovani, al fine di rafforzare la presenza territoriale e la partecipazione. Il commissario sottolinea il ruolo centrale delle giovani generazioni, che hanno dimostrato, anche attraverso il voto a difesa della Costituzione, una forte consapevolezza democratica e la volontà di contrastare derive autoritarie. Il riferimento è anche al contesto internazionale, dove i giovani si stanno distinguendo per l’impegno a favore della pace, del rispetto del diritto internazionale e della difesa dei diritti dei popoli. Il Congresso regionale dei Giovani Democratici viene quindi indicato come una tappa fondamentale per consolidare un percorso unitario, rafforzare l’organizzazione e costruire spazi politici capaci di interpretare i profondi cambiamenti in atto. Manca conclude ribadendo che i giovani rappresentano una componente decisiva per il presente e il futuro della Basilicata.

I giovani azzurri lucani: «Il nostro impegno sulla giustizia continua, rispettiamo il voto, ma una riforma è necessaria»
POTENZA. «Prendiamo atto della sconfitta con senso di responsabilità». Forza Italia Giovani Basilicata commenta così l’esito del referendum sulla giustizia, riconoscendo il risultato delle urne e il messaggio espresso dai cittadini. Una presa d’atto «chiara», che non mette però in discussione l’impegno politico sul tema, considerato centrale per il futuro del Paese e delle comunità locali. Nel documento diffuso dal movimento giovanile azzurro, la vittoria del “No” viene letta come una bocciatura della riforma proposta, ma non come un giudizio sull’operato della maggioranza di governo, né a livello nazionale né regionale. «Ne prendiamo atto con rispetto – si legge – ma continuiamo a ritenere necessa-
rio intervenire su un sistema che ha bisogno di essere reso più equo e più moderno».La giustizia resta dunque una priorità strategica. Un tema già al centro del programma elettorale del 2022, «premiato dagli elettori» e che continua a rappresentare un punto di riferimento per l’azione politica quotidiana. Secondo Forza Italia Giovani Basilicata, si tratta di un ambito che incide direttamente sulla vita di cittadini, famiglie e imprese, oltre che sullo sviluppo dei territori, chiamati a confrontarsi ogni giorno con criticità strutturali.Da qui la volontà di non arretrare. «Non abbasseremo la guardia», sottolineano i giovani azzurri, rilanciando un impegno che si radica anche nella dimensione territoriale. Il lavoro politico, spiegano, prose-

guirà con «la stessa determinazione che ci ha sempre contraddistinto», puntando su ascolto e presenza costante nelle comunità locali.Il risultato referendario viene così interpretato come un passaggio da cui ripartire. «Trasformare una sconfitta in un’occasione di crescita» è l’obiettivo indicato, insieme alla necessità di rafforzare l’attenzione sui temi che riguardano il futuro, a partire dai giovani e dalle sfide regionali.Il messaggio finale è di continuità e rilancio. «Il nostro percorso non si ferma – conclude la nota – anzi da oggi riparte con ancora maggiore convinzione». Una linea che conferma la volontà di mantenere alta l’attenzione sulla riforma della giustizia, anche dopo il pronunciamento degli elettori.












CRONA-CHI? In studio il criminologo Martoccia e la cugina Barozzino. «Troppe lacune nelle indagini»
DI A NN A TA M M AR IE L L O
La scomparsa di Mario Allegretti, avvenuta il 15 agosto 2012, resta ancora oggi una vicenda piena di interrogativi. Nonostante le indagini e la successiva dichiarazione di morte presunta da parte del tribunale, molti elementi continuano a non trovare una spiegazione chiara.
Gli investigatori riuscirono a ricostruire parte degli ultimi spostamenti dell’uomo. Da Potenza si sarebbe diretto verso Rimini, poi fino a Losanna, per arrivare infine a Courmayeur.
Un itinerario lungo e apparentemente privo di una logica evidente, difficile da spiegare per un uomo che, fino a pochi giorni prima, conduceva una vita regolare e aveva già fissato diversi appuntamenti di lavoro al suo rientro. Dunque inverosimile che l’uomo abbia voluto far perdere le tracce di sé. Tra gli elementi che rendono il quadro ancora più complesso c’è il computer di Allegretti, analizzato soltanto sei mesi dopo la scomparsa. Quando gli investigatori lo esaminarono, la cronologia delle ricerche su internet era ormai andata perduta, cancellando una possibile fonte di informazioni sugli ultimi interessi o contatti dell’uomo nei giorni precedenti alla sparizione. Secondo alcuni familiari, inoltre, alcune piste inve-

stigative non sarebbero state approfondite fino in fondo, in particolare quelle legate all’ambiente di lavoro. Allegretti era direttore del CAF delle ACLI di Potenza e, stando ad alcuni racconti , negli ultimi tempi non sarebbero mancati momenti di tensione con qualche collega.
Un altro aspetto riguarda la gestione delle pratiche per i permessi di soggiorno destinate ai cittadini stranieri. Il CAF si occupava infatti di assistere molti utenti extracomunitari nella preparazione e nella presentazione della documentazione necessaria. Alcuni fascicoli finirono sotto la lente della magistratura.
A suscitare ulteriori perplessità è anche la gestione delle prime fasi delle indagini. Le due abitazio-
ni riconducibili ad Allegretti — quella in cui viveva con la famiglia e un’altra di sua proprietà — non vennero infatti sottoposte a vere e proprie ispezioni investigative. Secondo quanto riferito dai familiari, sarebbe stato chiesto proprio a loro di verificare se all’interno delle case ci fossero elementi utili alle indagini. Un dettaglio che ha alimentato dubbi, perché proprio gli ambienti domestici rappresentano spesso uno dei primi luoghi in cui gli investigatori cercano indizi, documenti o oggetti utili per ricostruire gli ultimi giorni di una persona scomparsa. A distanza di anni, tra piste rimaste in sospeso e verifiche considerate incomplete dalla famiglia, la scomparsa di Mario Allegretti continua a essere se-


gnata da numerose zone d’ombra. E mentre il caso sembra essersi fermato sul piano giudiziario, è necessario conoscere fino in fondo la verità su ciò che è accaduto. “Crona-Chi?” il programma di Cronache-Tv condotto dal giornalista Fabio Amendolara ritorna ad occuparsi del caso. «Proprio quando questi casi finiscono in una situazione paludata o in una fase di stallo siamo convinti che si debba alzare l'asticella» spiega il giornalista. Ospiti della puntata Pierluigi Martoccia, criminologo e Loredana Barozzino, giornalista e cugina di Mario Allegretti. «Nelle prime fasi delle indagini, ovvero quando mio zio fece denuncia e poi quando si scoprì l'auto in Valle D’Aosta, gli inquirenti dissero a mio zio di dare un'occhiata in casa e segnalare eventuali elementi utili. Questo delegare le ricerche in un luogo così importante come la casa dei propri familiari mi ha sempre lasciata molto perplessa -sottolinea Barozzino- . Che io sappia non ci fu nessuna ricerca all'interno della casa, né quella dei miei zii, né quella a Potenza dove mio cugino aveva un appartamento, da parte degli inquirenti. E neanche in ufficio. La cosa che mi fece impazzire per mesi fu proprio il mancato approfondimento sul computer del quale disponeva mio cugino sul posto di lavoro». Il pc verrà analizzato solo dopo diversi mesi dopo, con tracce scomparse per sempre. «Successivamen-
te emerse anche la presenza di documenti firmati dopo la scomparsa di mio cugino, a suo nome, segno che qualcuno poteva avere accesso alla sua firma». Il criminologo ha evidenziato come «uno degli errori più comuni sia il ritardo nelle ricerche. Le prime ore sono fondamentali, soprattutto per l'utilizzo dei cani molecolari, che con il passare del tempo perdono efficacia a causa della degradazione delle tracce. Nel caso specifico, le ricerche sarebbero iniziate troppo tardi, compromettendo l'efficacia degli strumenti investigativi». Secondo quanto ricostruito, gli spostamenti di Allegretti furono tracciati attraverso celle telefoniche e movimenti bancari. Tuttavia, emergono criticità nella comunicazione tra le diverse stazioni dei carabinieri. All'epoca, inoltre, mancava un sistema informativo condiviso che permettesse di identificare rapidamente una persona scomparsa su tutto il territorio nazionale.
«Oggi -spiega Martocciala situazione è migliorata grazie a nuovi strumenti e database interforze, anche se non sempre accessibili al pubblico». Resta però il nodo principale: per riaprire un caso come questo servono nuovi elementi concreti. Senza nuove prove o testimonianze, il rischio è che la vicenda resti bloccata. La speranza è che, prima o poi, emerga qualcosa in grado di fare luce definitiva su una storia che, ancora oggi, non ha trovato una risposta.
Abnadir, Lucania Funghi e Nutriplant ottengono 20mila euro e un percorso di crescita per sviluppare progetti innovativi
Sono Abnadir, Lucania Funghi e Nutriplant le aziende vincitrici dell’Entrepreneurship Award promosso nell’ambito della Call4Innovation di Basilicata Open LAB. Le tre realtà si sono aggiudicate un grant del valore di 20mila euro ciascuna, insieme all’accesso a un programma di supporto della durata di cinque mesi con mentor e coach di PoliHub, oggi TEF Bridge, e Joule, la scuola di Eni per l’impresa.La premiazione si è svolta ieri presso UNA Hotels MH a Matera, nel corso di un evento che ha visto sei aziende finaliste presentare i propri progetti attraverso sessioni di pitch. Oltre alle vincitrici, hanno partecipato anche Masseria Contangelo, Caronte Consulting e Azienda Agricola Vincenzo Urana.Le realtà selezionate operano nei settori dell’edilizia, della mobilità, dell’energia e dell’agricoltura, ambiti strategici per la transizione ecologica e digitale della regione. I progetti premiati si distinguono per l’elevato contenuto tecnologico e per una forte attenzione alla sostenibilità.Abnadir s.r.l., attiva nella lavorazione e commercializzazione di marmi e
materiali lapidei, ha presentato «abNadir – Innovazioni nella filiera del marmo», un sistema di processi e prodotti brevettati pensati per migliorare l’efficienza e la sostenibilità del comparto.Lucania Funghi, specializzata nella produzione di funghi carboncelli coltivati con metodo innovativo in vertical farm senza terriccio, ha proposto «MyCoBee – Biomateriali da scarti di funghi», un progetto che punta a trasformare gli scarti di coltivazione in biomateriali per la realizzazione di arnie ecosostenibili.Nutriplant, azienda impegnata nello sviluppo di fertilizzanti speciali e soluzioni nutrizionali ad alto valore tecnologico, ha invece presentato un «Sistema intelligente di cattura insetti alieni», basato su trappole selettive integrate con sensori e sistemi di analisi dati per il monitoraggio delle specie invasive nelle colture mediterranee.Basilicata Open LAB è un’iniziativa promossa da Eni con il supporto di Shell Italia E&P, attraverso Joule, con l’obiettivo di rafforzare l’ecosistema dell’innovazione e dell’imprenditorialità lucana. Il programma mira a sostenere svilup-

po sostenibile, competitività e collaborazione tra imprese, startup e giovani talenti del territorio.Le attività si concentrano su quattro aree strategiche: Agritech, Mobilità sostenibile, Bioenergy e Sviluppo locale. La Call4Innovation si articola in due percorsi: il Co-Innovation Award, rivolto a startup nazionali interessate a sviluppare progetti con aziende lucane, e l’Entrepreneurship Award, dedicato alle imprese del territorio con proposte innovative, assegnato proprio a Matera.


POTENZA. La segretaria generale della Fp Cgil di Potenza, Giuliana Scarano, esprime una netta bocciatura della proposta di riorganizzazione degli uffici del Consiglio regionale della Basilicata, attualmente al centro del confronto sindacale. Una riforma che, secondo il sindacato, rischia di incidere in modo significativo sugli equilibri amministrativi senza apportare reali benefici in termini di efficienza.
«Pur non variando il numero degli uffici – afferma Scarano – si introducono modifiche, ridistribuzioni e accorpamenti di funzioni che comprometterebbero non solo la gestione del personale ma il funzionamento dell’intera macchina amministrativa». Un giudizio netto che mette in discussione l’impianto complessivo della proposta organizzativa. Nel mirino della Fp Cgil vi sono in particolare l’istituzione della figura del Capo di Gabinetto del Presidente del Consiglio e la creazione di un nuovo Ufficio di indirizzo, programmazione e controllo. Due interventi che, secondo il sindacato, non chiariscono adeguatamente né le finalità né le ricadute operative.Il nodo centrale resta quello della separazione tra politica e amministrazione. «La commistione tra funzioni

politiche e funzioni tecniche e di gestione è per noi inammissibile», sottolinea la segretaria, ricordando come si tratti di «un copione già visto in Giunta regionale e a suo tempo ampiamente contestato». Il timore è che si produca una sovrapposizione di ruoli capace di alterare il corretto funzionamento della struttura amministrativa.Particolari criticità vengono evidenziate sulla previsione dell’Ufficio Segreteria dell’Ufficio di Presidenza –Gabinetto del Presidente del Consiglio regionale. «Si metterebbero in capo a una figura squisitamente politica e di tipo fiduciario funzioni gestionali e di controllo», osserva Scarano, parlando di una scelta «in aperta contraddizione con la dichiarata esclusione di compiti o interferenze ge-
stionali». A ciò si aggiunge «l’assenza di elementi informativi sui costi», che impedisce una valutazione trasparente dell’impatto economico della nuova struttura. Dubbi rilevanti riguardano anche il costituendo Ufficio di indirizzo, controllo e monitoraggio. «Si configura una duplicazione di funzioni e compiti già attribuiti ad altre strutture», evidenzia la segretaria, sottolineando come l’ufficio finirebbe per limitarsi «a offrire supporto e consulenza». Una impostazione che, secondo la Fp Cgil, non apporta valore aggiunto ma rischia di generare sovrapposizioni e inefficienze.Non manca poi una critica di merito sull’impianto normativo. «Si rileva una certa forzatura nella lettura delle previsio-
ni statutarie, piegate al reale intento di legittimare improprie ingerenze nelle funzioni della Giunta», afferma Scarano, parlando di una «confusione di ruoli e ambiti di competenza» che potrebbe avere ricadute sull’equilibrio istituzionale. Ulteriori perplessità emergono in relazione al Piano strategico regionale. «Non si comprende quali siano gli uffici del Consiglio competenti per materia, né a chi l’istituendo ufficio debba prestare assistenza e supporto», osserva la segretaria, ricordando che «lo Statuto regionale disciplina già la predisposizione del piano ad opera della Giunta e il procedimento di approvazione con legge regionale». Allo stesso modo, «non risulta chiaro a chi debba fornire consulenza, considerando che esistono
già sedi deputate, come le Commissioni permanenti, tra cui una con funzioni di vigilanza e controllo».La Fp Cgil chiede quindi chiarimenti anche sull’ancoraggio normativo e sui compiti effettivi dell’Ufficio Segreteria del Gabinetto del Presidente. «Non è chiaro quali siano i reali compiti riconducibili all’incarico», sottolinea Scarano, evidenziando il rischio che «non si tratti di un ruolo di supporto meramente politico ma che includa funzioni amministrative e gestionali, anche con riferimento al personale».
Infine, il sindacato segnala criticità nella ridefinizione dei compiti della Direzione generale. «Si registra un forte accentramento che arriva a includere anche il controllo di legittimità dei provvedimenti amministrativi, compresi quelli emanati dalla stessa Direzione», evidenzia la segretaria, parlando di una «sovrapposizione di ruoli in spregio al principio di terzietà».«Si tratta di decisioni che richiedono chiarezza – conclude Scarano – perché non rispondono alle reali esigenze del personale né ai principi di efficienza ed efficacia della governance regionale». Una posizione netta che apre un confronto destinato a proseguire nelle prossime fasi del negoziato sindacale.
Vaccaro (Uil Pensionati): «Stanziati 72,3 milioni, alla Basilicata 665 mila euro.Servono più risorse e tempi certi per l’utilizzo»
POTENZA. Le risorse stanziate per il 2024 nell’ambito del Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare rappresentano «un segnale positivo, ma ancora insufficiente rispetto ai bisogni reali dei territori e delle famiglie». A dirlo è il segretario della Uil Pensionati, Carmine Vaccaro, commentando la ripartizione nazionale dei fondi, pari complessivamente a 72,3 milioni di euro.Il criterio di distribuzione prevede che l’ottanta per cento delle risorse venga assegnato alle Regioni sulla base della popolazione compresa tra i diciotto e i sessantaquattro anni, mentre il restante venti per cento è attribuito in relazione al numero di persone con disabilità grave nella stessa fascia di età che vivono in famiglia, da sole oppure in strut-
ture. Successivamente, le Regioni dovranno trasferire le somme agli Ambiti territoriali entro sessanta giorni dal versamento da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.Per la Basilicata, come evidenzia Vaccaro, lo stanziamento ammonta a 665.114 euro. «Una cifra che, pur importante, appare limitata se rapportata alle esigenze crescenti di una regione caratterizzata da fragilità sociali, spopolamento e invecchiamento della popolazione», sottolinea il segretario, ribadendo la necessità di un rafforzamento degli stanziamenti.«Parliamo di misure fondamentali – prosegue – che riguardano il diritto alla dignità, all’autonomia e all’inclusione sociale delle persone con disabilità grave, soprattutto quando viene meno il sostegno familiare». Secondo la Uil

Pensionati, non è possibile che interventi di questa portata restino «parziali o discontinui», soprattutto in contesti territoriali già segnati da criticità strutturali. Da qui la richiesta di una programmazione stabile e di lungo periodo. «La Basilicata ha bisogno di valorizzare strumenti come il dopo di noi, il sostegno alla domiciliarità e i percorsi di autonomia abitativa e lavorativa», afferma Vaccaro, sottolineando come tali misure debba-
no essere integrate in una strategia organica capace di garantire continuità e qualità dei servizi.Altro punto centrale riguarda i tempi di utilizzo delle risorse. «È fondamentale che i fondi vengano spesi in tempi certi, evitando ritardi burocratici che rischiano di vanificare gli interventi», evidenzia il segretario, richiamando l’attenzione sull’efficacia concreta delle politiche pubbliche.La Uil Pensionati chiede quindi «maggiore attenzione per i territori più fragili, più trasparenza nella gestione dei fondi e un monitoraggio costante sull’efficacia delle misure adottate», affinché ogni euro stanziato si traduca in servizi realmente accessibili. I temi saranno al centro del secondo congresso dell’organizzazione, in programma il 17 e 18 aprile a Rifreddo.
Latronico: «Più capacità assistenziale e cure moderne grazie agli investimenti del Pnrr e al miglioramento dell’ospedale»
MATERA. Sono stati inaugurati questa mattina all’ospedale Madonna delle Grazie di Matera i nuovi spazi della Terapia Intensiva Generale, nell’ambito degli interventi di potenziamento del sistema sanitario finanziati dal Decreto Rilancio e sostenuti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Un traguardo significativo per la sanità lucana, che vede aumentare in modo concreto la capacità assistenziale della struttura ospedaliera materana L’intervento ha consentito di portare i posti letto dagli attuali otto a diciannove, con un incremento complessivo di undici unità, tutte dotate di attrezzature e tecnologie di ultima generazione. I lavori hanno riguardato sia gli aspetti edilizi sia quelli impiantistici, con adeguamenti alle normative antincendio e un generale ammodernamento degli spazi, in linea con gli standard più avanzati di sicurezza e funzionalità. L’investimento complessivo supera un milione e mezzo di euro e rientra in un più ampio programma di rafforzamento della rete ospedaliera regionale, avviato anche alla luce delle criticità emerse durante la pandemia da Covid-19. Alla conferenza stampa di inaugurazione hanno partecipato, tra gli altri, l’as-

sessore regionale alla Salute e Politiche della Persona Cosimo Latronico, il direttore generale dell’Azienda sanitaria locale di Matera Maurizio Friolo, il direttore sanitario Andrea Gigliobianco, il direttore amministrativo Antonio Conoci, il responsabile unico del procedimento Rossella Bisceglie, il direttore medico Livio Melpignano e il direttore della struttura complessa di Anestesia e Rianimazione Francesco Massimo Romito. Presente anche il consigliere regionale Nicola Morea, mentre la benedizione dei nuovi locali è stata affidata a fra Sergio Tagliente, direttore dell’ufficio di Pastorale della salute.
«Questo importante traguardo rappresenta un passo concreto verso il rafforzamento della nostra


capacità assistenziale – ha dichiarato Friolo – e testimonia l’impegno nel garantire ai cittadini cure sempre più sicure, moderne ed efficienti. L’investimento sulla Terapia Intensiva è strategico non solo per affrontare le emergenze e le urgenze, ma anche per migliorare la qualità dei servizi sanitari, compreso il post operatorio».
Sulla stessa linea l’asses-
sore Latronico, che ha sottolineato come l’incremento dei posti letto e l’introduzione di tecnologie avanzate consentano di «potenziare in modo concreto la capacità di risposta alle emergenze e migliorare la qualità dell’assistenza». Per l’esponente della giunta regionale si tratta di «un investimento strategico che conferma l’impegno della Regione Basilicata nel costruire una
sanità più moderna, resiliente e sempre più vicina ai bisogni dei cittadini». L’ampliamento della Terapia Intensiva si inserisce dunque in una strategia complessiva volta a rendere più solida ed efficiente la rete sanitaria lucana, con l’obiettivo di garantire una risposta tempestiva ed efficace sia nelle situazioni di emergenza sia nella gestione ordinaria dei pazienti più complessi.
L’assessore regionale alla Sanità: «Restiamo pienamente disponibili ad accogliere contributi e integrazioni costruttive»
«Piano
POTENZA. Con la trasmissione al Consiglio regionale del Piano Regionale Integrato della Salute e dei Servizi alla Persona e alla Comunità 2026–2030 si apre la fase di esame del principale strumento di programmazione sanitaria e sociosanitaria della Basilicata. «L’approvazione in Giunta ha avviato il percorso istituzionale che entra ora nel vivo –dichiara l’assessore alla Salute, Politiche per la Persona e PNRR, Cosimo Latronico – Il Piano è stato illustrato nei suoi contenuti e sarà oggetto di ulteriore confronto nelle sedi consiliari, rispetto al quale restiamo pienamente disponibili ad accogliere contributi e integrazioni costruttive. Il Piano, per essere valutato compiutamente, richiede un adeguato approfondimento e confi-
diamo nel lavoro che sarà svolto in Commissione». Il documento definisce un quadro strategico fondato su obiettivi chiari e misurabili, coerenti con i bisogni di salute della popolazione. Non interviene sugli assetti organizzativi, ma individua priorità e risultati attesi, demandando alle sedi competenti le valutazioni e le scelte conseguenti.
L’elaborazione del Piano è stata accompagnata da un confronto articolato, con il coinvolgimento di numerosi soggetti istituzionali e del sistema sanitario e sociale regionale, oltre 200 contributi, che hanno contribuito alla definizione dei contenuti. Il Piano si articola in cinque ambiti strategici: prevenzione e promozione della salute; accesso ai servizi e rafforzamento dell’assistenza ter-

ritoriale; qualità ed efficienza delle prestazioni; innovazione e sviluppo delle eccellenze; governance e sistemi informativi. Tra le priorità: potenziamento della
prevenzione, sviluppo della telemedicina, rafforzamento della sanità territoriale e riduzione delle disuguaglianze nell’accesso alle cure. L’attuazione è affidata alle Aziende del Servizio sanitario regionale, attraverso strumenti programmatori coerenti con gli indirizzi regionali e un sistema strutturato di monitoraggio per la verifica degli obiettivi. «Il Piano – conclude Latronico – rappresenta una base operativa per rafforzare la capacità del sistema sanitario regionale di rispondere ai bisogni dei cittadini. Non introduce indirizzi calati dall’alto, ma si fonda su una programmazione integrata e orientata ai risultati. In questo quadro, confermiamo la piena apertura al confronto e alla condivisione di proposte migliorative».
«È indispensabile un intervento immediato per rispettare gli impegni presi e tutelare lavoratori e cittadini», sottolinea Cataldi
La vertenza Polimedica entra in una fase critica. Nella stessa giornata, due distinte iniziative hanno sottolineato l’urgenza della situazione: da un lato, Polimedica e UIL FPL, dall’altro il Sindaco di Melfi, hanno inviato alla Prefettura di Potenza richieste formali per la riconvocazione del tavolo prefettizio originariamente fissato il 3 marzo.Il motivo è chiaro e grave: l’ASP Basilicata non ha ancora convocato l’incontro tecnico che, secondo gli accordi prefettizi, avrebbe dovuto tenersi entro il 10 marzo.
Questo ritardo rischia di trasformare un semplice disguido amministrativo in un problema politico e istituzionale di rilievo.“Non è più una questione di Polimedica soltanto, ma di rispetto delle istituzioni – si legge nella PEC congiunta di Polimedica e UIL FPL – quanto concordato davanti alla
Prefettura non può essere ignorato senza conseguenze”. Nella stessa comunicazione si chiede un’immediata riconvocazione del tavolo per dare seguito agli impegni presi.Anche il Sindaco di Melfi, attraverso una nota formale, sollecita la Prefettura a convocare nuovamente il tavolo istituzionale, evidenziando come il passaggio tecnico concordato sia ancora incompiuto e fondamentale per la tutela dei lavoratori e per garantire la continuità delle prestazioni sanitarie ai cittadini.
Le due iniziative, pur distinte, parlano con un’unica voce: “Non si può più perdere tempo”.Nel frattempo, la situazione sul campo peggiora.
Il 24 marzo il Comitato di medici e dipendenti di Polimedica ha denunciato pubblicamente che l’incontro tecnico previsto non si è mai svolto, e nel frattempo si sono già verificati i primi licenzia-

menti, con sette posti di lavoro persi. Il Comitato ha inoltre annunciato un sit-in davanti alla sede dell’ASP di Potenza.Secondo le organizzazioni sindacali e i rappresentanti istituzionali, il
tempo trascorso senza interventi concreti ha trasformato una possibile soluzione in un danno tangibile, facendo emergere responsabilità precise.
Ora la palla passa alla Prefettura, che è chiamata a
garantire il rispetto degli impegni assunti: ignorare gli accordi non significherebbe soltanto un fallimento della vertenza, ma rappresenterebbe un precedente pericoloso per tutte le vertenze future.
Un ambiente accogliente e funzionale per ascolto, orientamento e condivisione, frutto del progetto del Rotary Distretto 2120
Prende vita oggi “La Stanza Lilla”, l’ambiente dedicato all’accoglienza e al sostegno delle famiglie dei pazienti del Centro regionale per la Cura dei disturbi del comportamento alimentare di Chiaromonte. L’inaugurazione si terrà oggi alle 16.30 presso la struttura lucana e vedrà la partecipazione di Antonio Bellisario Braia, Governatore Rotary Distretto 2120 Puglia e Basilicata, Lucia Fiorentino, ideatrice del service distrettuale e moglie del Governatore, Rosa Trabace, responsabile del Centro “G. Gioia”, Cosimo Latronico, Assessore regionale alla Salute, e S.E. Michele Campanaro, Prefetto di Potenza. Il progetto nasce come spazio accogliente e funzionale, pensato per offrire ascolto, orientamento e condivisione alle famiglie dei pazienti, in risposta a un bisogno sempre più urgente, soprattutto considerando il progressivo abbassamento dell’età dei pazienti in carico. Il colore lilla richiama simbolicamente la Giornata internazionale dedicata ai disturbi del comporta-
mento alimentare. L’iniziativa è stata resa possibile grazie al supporto del Distretto Rotary 2120, che ha trasformato in realtà il protocollo d’intesa siglato lo scorso ottobre tra Azienda Sanitaria locale di Potenza e Rotary.«Nel Distretto Puglia e Basilicata siamo 2.500 rotariani» – dichiara Anto-
nio Braia – «Mettiamo a valore le nostre competenze, conoscenze e connessioni, costruendo progetti come questo. È questo il senso del nostro anno rotariano: Uniti per fare del Bene – WeAreOne». «Quando siamo uno, diventiamo forza e generiamo un impatto reale sui bisogni delle persone e del-
le comunità».
Con l’inaugurazione di oggi, il progetto passa ufficialmente dalla fase di protocollo all’azione, offrendo alle famiglie un punto di riferimento concreto per supporto, orientamento e condivisione durante il percorso di cura dei propri cari.




entrato in funzione la nuova organizzazione della linea “Circolare Prima”,
pensata per sostituire l’impianto delle Scale
Mobili “Prima” attualmente chiuse, migliorare i collegamenti nel centro storico e rispondere alle esigenze di residenti, lavoratori e frequentatori della zona. Il provvedimento più rilevante riguarda l’orario dell’ultima corsa: il capolinea di Piazza XVIII Agosto vedrà partire l’ultima navetta alle ore 21.00, sia nei giorni feriali che nei festivi.
Una modifica attesa da tempo, che punta a rendere più accessibile il centro anche nelle ore serali, favorendo la vivibilità e la fruizione degli spazi ur-
bani. Il percorso della linea resta strategico per il collegamento delle principali arterie cittadine: da Piazza XVIII Agosto si snoda lungo via Vaccaro, viale Dante, via Verdi e viale Marconi, fino a raggiungere la Stazione Centrale, garantendo un servizio capillare e continuo. Soddisfazione è stata espressa dall’assessore alla viabilità Francesco Giuzio, che sottolinea come l’intervento nasca da un confronto diretto con la cittadinanza: «Si tratta di una risposta concreta alle richieste che ci sono arrivate negli ultimi mesi. Abbiamo ascoltato le esigenze di chi vive e lavora
nel centro storico e abbiamo ritenuto necessario intervenire per estendere il servizio nelle ore serali, migliorando così la qualità della vita e la fruizione della città».
L’assessore ha inoltre evidenziato il lavoro sinergico con il sindaco Vincenzo Telesca e l’intera amministrazione: «Questa modifica conferma la nostra volontà di essere un’amministrazione attenta e disponibile all’ascolto. Il potenziamento della circolare rappresenta un primo passo verso un sistema di trasporto pubblico sempre più efficiente e vicino ai cittadini».
Formazione, consapevolezza e impegno: 44 studenti del Da Vinci-Nitti, Torraca e “Satriano-Brienza” pronti a supportare i compagni in difficoltà

Si è conclusa con successo la fase formativa del progetto #OnlifeGuardians – Una rete integrata per la Rete, che ha coinvolto 44 studenti tra i 12 e i 17 anni di tre istituti scolastici di Potenza e provincia. Il progetto, nato per contrastare il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, ha l’obiettivo di formare giovani capaci di riconoscere situazioni di disagio, supportare i compagni in difficoltà e attivare le corrette reti di aiuto.
I Digital Guardians sono ragazzi con una formazione specifica che li rende punti di riferimento per i loro coetanei. Provengono dall’IIS “L. Da Vinci-Nitti”, 15 studenti, dall’IC “F. Torraca - L. La Vista”,19 e dall’IC “Satriano-
Brienza” 10 studenti. La loro missione è quella di essere presenti nei momenti di difficoltà, sia tra i banchi di scuola che online, per offrire ascolto e orientamento.
«Si tratta di una risposta concreta alle esigenze dei ragazzi, che in caso di difficoltà si rivolgono spesso ai pari», spiegano i promotori. Secondo i dati della piattaforma ELISA, infatti, il 41% degli studenti preferisce confidarsi con i coetanei piuttosto che con gli adulti.
Il progetto è stato inaugurato il 20 gennaio 2026, in occasione della Giornata del Rispetto, con un evento presso l’Aula Magna dell’IIS “L. Da Vinci-Nitti”, scuola capofila della rete. L’in-
contro ha visto la partecipazione di studenti, famiglie, docenti e istituzioni, con un focus sulle dinamiche del bullismo, le sue conseguenze e le strategie di contrasto.
Tra febbraio e marzo, i Digital Guardians hanno partecipato a cinque incontri formativi con esperti di diversi ambiti: Dottoressa Olga Stigliano, psicologa, ha lavorato su empatia, identità digitale e ascolto attivo; Dottor Marcello Rizzuti, Polizia Postale, ha approfondito reati digitali e strumenti di segnalazione come l'app YouPol; Dottoressa Anna Gloria Piccininni, Procuratrice del Tribunale per i Minorenni di Potenza, ha trattato temi legati all’imputabilità minorile e alla responsabilità legale; Mirko Cazzato, presidente dell’Associazione MaBasta, ha spiegato il ruolo degli spettatori come agenti di cambiamento.
Grazie alla formazione, i ragazzi hanno imparato a riconoscere i segnali di disagio, come isolamento o cambiamenti d’umore, e a distinguere i ruoli nelle dinamiche di bullismo. Hanno acquisito conoscenze legali sui comportamenti online e imparato a utilizzare strumenti di segnalazione.
Alcuni di loro hanno condiviso le proprie riflessioni: «Ho capito che bisogna parlare: è molto importante il dialogo.»; «Ho capito come comportarmi durante episodi di bullismo, e a non essere
indifferente.» e «Riconoscere il senso di pericolosità di un gesto che può sembrare banale: questa è la competenza che ho sviluppato di più.»
Ciò che emerge con forza dalle parole degli studenti è la volontà di agire e fare la differenza: «Lottiamo per diventare come il movimento MaBasta. Lottiamo per salvare delle vite. Impegniamoci a far sentire le nostre voci.»; «Mi ha aiutato ad acquisire il coraggio necessario per parlare. La vergogna passa in secondo piano quando capisci che è molto più importante salvare delle vite.»
I ragazzi auspicano di collaborare tra le scuole della rete per organizzare campagne di sensibilizzazione, attività didattiche e momenti di confronto.
Ora i Digital Guardians si preparano a entrare nella fase operativa. Nei prossimi mesi saranno coinvolti nei Laboratori Creativi, dove realizzeranno video, podcast e campagne social per promuovere la cultura del rispetto. In autunno, il progetto prevede il coinvolgimento delle famiglie e l’attivazione di nuovi strumenti di supporto tra pari. Il progetto #OnlifeGuardians, promosso dall’IIS “L. Da Vinci-Nitti” di Potenza, si conferma un modello innovativo di educazione alla cittadinanza attiva, puntando a rendere i giovani protagonisti del cambiamento sociale e della lotta al bullismo.
I neo consiglieri indicano le priorità: viabilità, edilizia scolastica e maggiore ascolto delle comunità locali per rispondere alle criticità del territorio
Si è insediato il nuovo Consiglio provinciale di Potenza, con i neo consiglieri che hanno tracciato le prime linee programmatiche dell’azione amministrativa. Dai diversi interventi è emersa una visione condivisa: attenzione alle criticità storiche dell’ente, centralità del rapporto con i territori e priorità agli interventi su viabilità ed edilizia scolastica.Ad aprire gli interventi è stato Enzo Stella (Brienza), che ha richiamato il bagaglio di esperienza maturato sia nell’attuale consigliatura sia nella precedente, anche all’interno del Consiglio comunale del capoluogo. Un percorso che, ha spiegato, potrà essere messo a disposizione dell’ente provinciale, pur nella consapevolezza del contesto complesso in cui si trova ad operare. Stella ha definito la condizione della Provincia come una fase di “limbo” che si protrae dal 2016, sottolineando come da circa dieci anni l’ente viva una situazione ambigua, segnata da difficoltà strutturali. Nonostante questo quadro, ha ribadito la volontà di proseguire con determinazione, spinto dall’attaccamento al territorio, descritto come fragile ma allo stesso tempo ricco di valore.A seguire, Alfonso Nardella ha posto l’accento sul ruolo di raccordo tra amministratori locali e istituzione provinciale. Il consigliere ha evidenziato la necessità di farsi carico delle istanze che arriveranno dai sindaci e dagli altri rappresentanti del territorio, sottoli-
neando l’importanza di trasformarle in azioni concrete. Tra i principali ambiti di intervento indicati figurano la viabilità e le strutture scolastiche, settori nei quali il Consiglio è chiamato a fornire risposte operative.Nel suo intervento, Marica Cillo ha espresso l’emozione per l’ingresso nel Consiglio provinciale, definendo l’ente come uno spazio di sintesi e di condivisione tra le diverse realtà del territorio. Un luogo, dunque, in cui costruire un confronto costruttivo e contribuire in maniera attiva alla definizione delle politiche provinciali. La consigliera ha ribadito la propria disponibilità a partecipare a questo percorso con spirito collaborativo.Un passaggio particolarmente significativo è arrivato da Gianmarco Guidetti, che ha concentrato il proprio intervento sul metodo di lavoro. Alla sua prima esperienza in questo contesto, ha sottolineato l’importanza di un approccio diretto e vicino ai territori, evidenziando come le comunità locali abbiano sempre più bisogno di essere ascoltate. Ha richiamato la necessità di analizzare in modo puntuale le problematiche e di adottare una metodologia efficace per affrontare le istanze provenienti dai comuni della provincia. In questa prospettiva, ha ribadito anche il ruolo dei consiglieri nel portare all’attenzione dell’ente le diverse questioni e nel contribuire alla loro valutazione all’interno delle commissioni e del Consiglio.Nel merito delle criticità più urgenti è entrato
Giovanni Russo, che ha evidenziato l’esigenza di garantire rappresentanza a tutto il territorio provinciale. Un impegno che deriva anche dal consenso ricevuto in fase elettorale e che si traduce nella volontà di dare voce alle diverse realtà locali. Russo ha individuato nelle condizioni della viabilità e delle infrastrutture scolastiche i principali nodi da affrontare, parlando della necessità di intervenire per colmare le lacune presenti sia sulla rete stradale provinciale sia negli istituti scolastici secondari. Ha inoltre sottolineato l’intenzione, insieme al gruppo consiliare, di avviare un lavoro di conoscenza approfondita delle criticità presenti su tutto il territorio, con l’obiettivo di fornire risposte concrete.A chiudere il giro di interventi è stata Vitina Claps, che ha posto l’accento sulla volontà di mettere a disposizione dell’ente l’esperienza maturata fino ad oggi, estendendo il proprio impegno a un ambito territoriale più ampio rispetto a quello comunale. La consigliera ha evidenziato l’importanza di raccogliere le istanze dei cittadini e di portarle all’attenzione del Consiglio provinciale, con l’obiettivo di individuare soluzioni o avviare percorsi utili alla loro risoluzione.Dagli interventi è emerso un quadro chiaro delle priorità: infrastrutture, scuole e rapporto diretto con i territori rappresentano i punti centrali dell’azione amministrativa che il nuovo Consiglio sarà chiamato a sviluppare nei prossimi mesi. In un contesto ancora se-

gnato da incertezze istituzionali, l’obiettivo condiviso resta quello di rafforzare il ruolo della Provin-
cia e di renderla sempre più capace di rispondere alle esigenze delle comunità locali.




POTENZA. Negli ultimi giorni le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Potenza hanno eseguito presso alcune aziende ed esercizi commerciali di Potenza, Lauria, Lagonegro, Viggianello, Francavilla in Sinni, Senise e Marsicovetere una serie di controlli finalizzati al contrasto all’illecita commercializzazione di prodotti potenzialmente dannosi per la salute pubblica. Le ispezioni, eseguite dai Finanzieri del Gruppo di Potenza, della Compagnia di Lauria e delle Tenenze di Viggiano e di Maratea, hanno permesso di individuare e di sottoporre a sequestro amministrativo oltre 161 mila prodotti po-
tenzialmente pericolosi per la salute pubblica, perché non rispondenti agli standard di sicurezza previsti dalla normativa di settore.
Tra questi, piccoli elettrodomestici, bigiotteria, lampadine a led, articoli di bricolage e di ferramenta privi delle informazioni e delle avvertenze d’uso previste dal “Codice del Consumo”.
Tale provvedimento normativo stabilisce difatti che i prodotti destinati al consumatore, commercializzati sul territorio nazionale, debbano riportare le indicazioni relative alla denominazione legale o merceologica del prodotto, all’identità del produt-

tore, all’eventuale presenza di sostanze potenzialmente dannose per la salute nonché ai materiali impiegati e ai metodi di lavorazione. Al termine dei controlli sono stati segnalati alla competente Autorità amministrativa i titolari di 8 delle rivendi-
te ispezionate. L'attenzione dei militari è ora focalizzata sulla ricostruzione della “filiera illecita” per l'individuazione dei canali di approvvigionamento dei prodotti e dei centri di distribuzione all'ingrosso e per la segnalazione alla compe-
tente Autorità degli altri soggetti responsabili. Dall’inizio dell’anno ammonta a oltre 2,4 milioni il numero degli articoli non sicuri sottoposti a sequestro dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Potenza, con la segnalazione alla Camera di Commercio della Basilicata di 27 responsabili. Contrastare la diffusione di prodotti non conformi rispetto agli standard di sicurezza significa contribuire a garantire una protezione efficace dei consumatori e un mercato competitivo, nel quale gli operatori economici onesti possano beneficiare di condizioni di leale concorrenza.
Per i residenti con requisiti di legge, i supporti economici alle famiglie rappresentano un pilastro per una società sana e stabile

Il Comune di San Chirico Nuovo è vicino alle famiglie in modo concreto, attraverso iniziative economiche di sostegno e supporto. Il primo passo in questa direzione è l'assegno di maternità, la misura che va incontro alle madri disoccupate, casalinghe o in situazioni economiche svantaggiate, che non percepiscono altre indennità previ-
denziali, e che garantisce tutela economica nei primi 5 mesi di vita del bambino, con una somma versata mensilmente. L'avviso è on line e il contributo «è riconosciuto per ogni figlio nato, adottato o in affidamento preadottivo nel corso dell’anno 2026. L’importo dell’assegno, se spettante in misura intera, è pari a 413,10 euro mensili per cinque mensilità, per un totale complessivo di 2.065,50 euro – spiega l’Ammi-
nistrazione Baldassarre- Possono presentare domanda le donne residenti a San Chirico Nuovo, cittadine italiane, comunitarie o in possesso di regolare permesso di soggiorno. Il requisito economico prevede un valore ISEE non superiore a 20.668,26 euro». Le domande dovranno essere presentate entro sei mesi dalla nascita del figlio o dall’ingresso del minore nel nucleo familiare, mediante consegna all’Ufficio Protocollo o tramite posta elettronica certificata, ma per qualsiasi informazione, e per il ritiro dei moduli, ci si può recare presso l’Ufficio Servizi Sociali. L’altra misura messa in campo dall’Amministrazione comunale, guidata da Rossella Baldassarre, è il Bonus sociale sui rifiuti (TARI), un’importante misura di sostegno destinata alle famiglie in condizioni di disagio economico. «L’agevolazione, introdotta dalla normativa nazionale e regolata da recenti disposizioni, prevede una riduzione del 25% della Tassa sui Rifiuti a partire dall’anno 2025 per i nuclei familiari aventi diritto ma da applicare alla TARI 2026 – spiegano- Possono beneficiare del bonus i cit-
tadini con un ISEE in corso di validità non superiore a 9.530 euro, soglia che sale fino a 20.000 euro per le famiglie con almeno quattro figli a carico. A decorrere dal 1° gennaio 2026, il limite ISEE ordinario sarà aggiornato a 9.796 euro». Per questo Bonus, non è necessario presentare alcuna domanda, in quanto per accedere al beneficio è sufficiente compilare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ai fini ISEE presso l’INPS, e sarà la stessa INPS a trasmettere i dati ai Comuni, consentendo l’individuazione automatica dei beneficiari. «Il bonus verrà applicato all’utenza domestica relativa all’abitazione di residenza e sarà riconosciuto nell’anno successivo alla presentazione della DSU».
Gli aiuti economici alle famiglie sono fondamentali per sostenere il reddito, prevenire disagi sociali e garantire il benessere dei minori, rappresentando un pilastro per una società sana e stabile. Queste misure, inoltre, contrastano la povertà, l’inflazione e l'inverno demografico, aiutando le famiglie a coprire le spese essenziali.
Viabilità, parcheggi e presidi di controllo al centro del Comitato per l’ordine pubblico in Prefettura
Ieri mattina, presso la Sala Italia del Palazzo del Governo, il Prefetto di Potenza Michele Campanaro ha presieduto il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con l’obiettivo di pianificare i servizi di vigilanza e controllo in vista dell’aumento dei flussi turistici legati alle festività pasquali e ai prossimi ponti di primavera. Al centro dell’incontro, due delle principali mete turistiche della provincia: i Laghi di Monticchio e le Cascate di San Fele, entrambe situate nell’area del Parco Naturale Regionale del Vulture.
«Ci prepariamo al periodo delle festività pasquali e ai “ponti” dei prossimi mesi procedendo, come di consueto, alla pianifica-
zione dei servizi di controllo e vigilanza del territorio, con particolare attenzione ai siti di maggiore afflusso turistico, come i Laghi di Monticchio e le Cascate di San Fele», ha dichiarato il Prefetto Campanaro. «È necessario creare le condizioni per garantire ai tanti turisti che scelgono le nostre più belle località la possibilità di trascorrere momenti di svago in una cornice di piena sicurezza». La riunione ha evidenziato alcune criticità comuni ai due siti, come la gestione della viabilità, la regolazione della sosta e la limitata disponibilità di parcheggi adeguati, che spesso causano congestione del traffico e possibili problemi per i mezzi di emergenza. Si è quindi
deciso di adottare una serie di misure per migliorare l’organizzazione e la sicurezza durante i giorni di maggiore afflusso, come Pasqua, Pasquetta e i ponti del 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno. Per i Laghi di Monticchio, il piano prevede l’istituzione del senso unico su alcune strade provinciali, con parcheggi limitati a un solo lato della carreggiata, postazioni informative e servizi di navetta per raggiungere i laghi. Saranno inoltre garantiti presidi fissi e mobili delle Forze dell’Ordine, un presidio sanitario della Croce Rossa e la collaborazione della Protezione Civile per supportare le attività di accoglienza e controllo. Misure analoghe saranno adottate per

le Cascate di San Fele.
«La pianificazione rappresenta la chiave per garantire uno sviluppo sano, ordinato e sicuro del turismo in questo territorio, che può contare su un patrimonio naturalistico e paesaggistico straordinario», ha concluso il Prefetto Campanaro.
«Luoghi come i Laghi di Monticchio e le Cascate di San Fele meritano di essere sempre più valorizzati attraverso un impegno condiviso tra tutte le Istituzioni, per elevare gli standard di accoglienza e sicurezza e soddisfare le aspettative dei visitatori».
Insediato il Consiglio comunale dei giovani e conferito il premio “Cittadino Modello” alla giovane Mariavittoria Caldarola
MASCHITO. Avvicinare i giovani alle Istituzioni, partecipare attivamente al processo democratico e formare cittadini consapevoli e attivi. Sono questi gli ingredienti del progetto del Comune di Maschito in sinergia con l’Istituto Comprensivo San Giovanni Bosco giunto alla seconda edizione,“Sindaco per un giorno” concluso ieri mattina.
I ragazzi della scuola media insieme agli alunni della quinta elementare sono stati protagonisti di un’emozionante e stimolante campagna elettorale che ha visto vincere la lista “Comunità in crescita” ed eleggere Diego Lorusso, frequentante la terza media, sindaco dei ragazzi.
Ieri mattina nella Sala consiliare si è insediato il Consiglio comunale dei ragazzi e dopo il guramento, Diego Lorusso ha nominato la sua Giunta e ha dato il via al suo “mandato”. L’iniziativa ha rappresentato un momento significativo di crescita per i giovani partecipanti, chiamati a confrontarsi con i meccanismi della vita amministrativa e con i valori della cittadinanza attiva. Non è mancato un gesto simbolico di grande valore: ai ragazzi di terza media è stata donata una copia della Costituzione italiana, strumento fondamentale per comprendere diritti e doveri di ogni cittadino.
Dopo aver illustrato il punti del programma, il Consiglio dei ragazzi ha consegnato al primo cittadino Luigi Rafti una lista di interventi «essenziali per migliorare la qualità della vita del nostro paese». Suggerimenti accolti con favore dal sindaco.
Il primo atto del sindaco dei ragazzi Diego Lorusso è stato il conferimento del premio “Cittadino modello” a Mariavittoria Caldarola, una ragazza che ha dimostrato grande

senso civico e rispetto per l’ambiente. Nella motivazione si sottolinea come il suo comportamento rappresenti «un esempio virtuoso di alto senso civico, rispetto delle regole e cura della comunità», evidenziando il valore di azioni quotidiane capaci di incidere positivamente sul bene comune. L’iniziativa si conferma così non solo come un’occasione formativa, ma anche come un momento di riflessione collettiva sull’importanza dell’impegno civico, soprattutto tra le nuove generazioni, chiamate a diventare cittadini consapevoli e responsabili. Presenti all’insediamento la dirigente scolastica Carmela Vaccaro che si è detta favorevole «ad iniziative di questo genere che danno modo au ragazi di avvicinarsi alle Istituzioni»; i docenti che hanno accompagnato i ragazzi in un «percorso formativo entusiasmante che ha permesso agli studenti di vi-

vere in prima persona tutte le fasi di una reale tornata elettorale: dalla formazione delle squadre alla presentazione delle liste, fino a una vivace e corretta campagna elettorale fatta di proposte, dibattiti e sogni per il futuro del paese». «Il fermento democratico - continuano i professori - ha visto scendere in campo ben quattro formazioni, ognuna portatrice di un messaggio chiaro di impegno e appartenenza: Lista numero 1 "Comunità in crescita"; Lista numero 2 "Radici nuove per il paese"; Lista numero 3 "Uniti si vince" e la Lista numero 4: "Miglioriamo insieme la nostra comunità"».
Al termine del confronto con i ragazzi, il sin- daco Luigi Rafti ha chiosato: «È stato un bel momento di partecipazione. Vedere i ragazzi sedere tra i banchi del Consiglio, confrontarsi e assumersi responsabilità anche simboliche, è motivo di grande orgoglio per tutta la comunità. Noi dobbiamo investire nei giovani, sono loro il nostro futuro e ai ragazzi dico: siate sempre curiosi, partecipi e attenti. Il futuro di Maschito è anche nelle vostre mani». R OSAMARIA M OLLICA

Si è tenuto ieri pomeriggio il Consiglio comunale di Matera che conferma, come se ce ne fosse bisogno, lo stallo politico che da mesi blocca l’elezione del nuovo presidente e dei vice presidenti del Consiglio. Da quando il consigliere Augusto Toto ha ritirato la sua candidatura, nessun altro consigliere si è fatto avanti.
Il presidente facente funzioni, Donato Braia, ha avviato i lavori esprimendo vicinanza al consigliere comunale Giovanni Angelino e a sua moglie, coinvolti in un grave incidente stradale il 7 marzo scorso sulla strada statale 7, nel territorio di Matera. Braia ha rivolto loro gli auguri di pronta guarigione, ricordando con cordoglio la vittima dell’incidente, un cittadino materano originario di Miglionico.
Nonostante l’apertura dei lavori con questo toccante ricordo, il primo punto all’ordine del giorno, relativo all’elezione del presidente e dei vice presidenti del Consiglio comunale, è stato nuovamente rinviato per mancanza di candidature. La maggioranza non è ancora riuscita a trovare un accordo, e il dialogo con l’opposizione sembra in una fase di stallo, lasciando l’organo privo di una guida stabile.
Con il rinvio del punto principale, i lavori sono andati avanti con la discussione di sei interroga-
zioni, che hanno toccato temi rilevanti per la città, ma senza portare a soluzioni concrete.
La prima interrogazione è stata presentata dal consigliere Domenico Bennardi e riguardava lo stato del riconoscimento del tratto materano della Via Appia come Patrimonio dell’Umanità Unesco. Alla domanda ha risposto il sindaco Antonio Nicoletti, spiegando le ragioni del rigetto della richiesta da parte dell’Unesco e fornendo chiarimenti sulle tempistiche delle iniziative intraprese. Tuttavia, le spiegazioni non hanno soddisfatto il consigliere Bennardi, che ha espresso il suo disappunto.
Successivamente, è stata discussa un’interrogazione firmata dai consiglieri Violetto, Lapolla e Suriano, relativa alla delocalizzazione dell’impianto della società Calcestruzzi situato in contrada Alvino, lungo la strada provinciale Matera-Ginosa. La consigliera Violetto ha letto il testo dell’interrogazione, mentre la risposta è stata affidata all’assessore Sicolo.
Il consigliere Bennardi è poi intervenuto nuovamente con un’interrogazione sulla chiusura della Tensostruttura comunale e sulle prospettive di gestione degli impianti sportivi cittadini. In questo caso, la risposta dell’asses-
sore Paterino è stata ritenuta soddisfacente.
Un’altra interrogazione ha riguardato la ricognizione dei locali comunali adibiti all’erogazione di servizi pubblici e la regolarità contrattuale, urbanistica e catastale. Il consigliere Domenico Schiavo, firmatario dell’interrogazione, ha espresso insoddisfazione per le spiegazioni fornite dall’assessore Gaudiano.
L’interrogazione successiva, presentata dal consigliere Toto, ha riguardato le tempistiche delle procedure di gara per l’assegnazione delle quattro licenze per il trasporto turistico con bus scoperti. Anche in questo caso, la ri-
sposta dell’assessore Fragasso non ha convinto il consigliere.
Infine, è stata discussa un’altra interrogazione del consigliere Bennardi, questa volta incentrata sul cambio di gestore del Trasporto Pubblico Locale e sulle possibili ripercussioni sulla qualità del servizio urbano. Anche in questa occasione, la risposta dell’assessore Fragasso non ha soddisfatto il consigliere.
La seduta si è chiusa senza lasciando in sospeso questioni cruciali per il futuro della città, prima fra tutte l’elezione del presidente del Consiglio comunale.
La situazione di stallo politico continua a rallentare i lavori dell’assemblea, con una maggioranza che fatica a trovare un’intesa interna e un’opposizione che non sembra disposta a collaborare.
Nel frattempo, i cittadini restano in attesa di risposte concrete sui temi affrontati in aula, dalla sicurezza stradale al trasporto pubblico, passando per la gestione degli impianti sportivi e la valorizzazione del patrimonio culturale.
La speranza è che nelle prossime settimane si possa finalmente giungere a una soluzione condivisa per garantire la piena operatività del Consiglio comunale e affrontare le sfide che attendono la città di Matera.

A Matera workshop europeo con Confimi e Cueim per accompagnare le Pmi verso modelli sostenibili, competitivi e circolari
MATERA. Transizione sostenibile e innovazione per il manifatturiero: si è discusso di questo a Matera nel corso di un workshop, parte del progetto europeo «Greensmartmed – Interreg Euro-Med», promosso da Confimi Industria Basilicata e Cueim, il Consorzio universitario di Economia industriale e manageriale, con il supporto di Exeo Lab, società potentina specializzata in sviluppo territoriale e progettazione europea.
L’incontro è stato occasione per illustrare i risultati del progetto, ideato per diffondere una metodologia già testata in cinque Paesi europei (Italia, Spagna, Francia, Grecia e Bulgaria), con l’obiettivo di accompagnare le Pmi verso modelli produttivi più sostenibili, competitivi, innovativi e circolari.Nel corso del workshop non sono mancati momenti
di approfondimento e confronto che hanno consentito ai rappresentanti delle imprese locali, molte delle quali già attive nei settori del recupero e della valorizzazione delle risorse, di condividere bisogni, criticità e opportunità legate alla transizione green.«Per essere efficace, la sostenibilità deve tradursi in azioni concrete e strumenti operativi – ha spiegato Nicola Fontanarosa, presidente di Confimi Industria Basilicata – diventando un fattore di innovazione, efficienza e competitività per le aziende».
«Iniziative come questa dimostrano come i progetti europei possano diventare strumenti concreti per lo sviluppo locale», è il messaggio emerso nel corso dell’incontro, cui hanno preso parte anche Fabiana Pirola dell’Università di Bergamo, Valentina

Oliviero del Cueim, Carlo Mondani di Afil, Alessio Di Palma di Gruppo Ife e Benedetto Aracri di Enea.Dopo il confronto, sarà fondamentale passare alla reale applicazione sul territorio delle linee guida della progettazione in-
ternazionale. In questo passaggio si inserisce l’attività di Confimi Industria Basilicata, «capace di tradurre reti internazionali e innovazione in opportunità concrete e accessibili per le imprese».
Bennardi attacca Nicoletti: «Lavori necessari ma tempi errati, stop al parco nel pieno della stagione turistica e festiva»
MATERA. La riqualificazione ambientale e la messa in sicurezza della Villa Comunale dell’Unità d’Italia a Matera rappresentano un intervento atteso e necessario, ma aprono un nuovo fronte di polemica politica sul metodo e sulla tempistica scelta dall’amministrazione guidata dal sindaco Nicoletti. A sollevare le criticità è il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle Domenico Bennardi, che pur riconoscendo il valore degli interventi contesta la decisione di chiudere completamente il parco proprio alla vigilia delle festività pasquali e dei ponti primaverili.
«Parliamo di lavori sollecitati anche dall’opposizione, in particolare per il ripristino delle aree gioco – osserva Bennardi – ma è inaccettabile che un polmone verde così vitale venga sbarrato proprio nel momento in cui cittadini e famiglie hanno maggiore bisogno di spazi all’aperto». Secondo il consigliere, la scelta di programmare la chiusura per almeno un mese all’inizio della bella stagione evidenzia una «preoccupante mancanza di visione e coordinamento», soprattutto in una fase di ripre-

sa dei flussi turistici.Bennardi sottolinea come una gestione più attenta avrebbe dovuto collocare l’apertura del cantiere nei mesi invernali, tra gennaio e febbraio, periodi tradizionalmente meno frequentati. In questo modo, sostiene, sarebbe stato possibile restituire la Villa alla città in tempo per gli appuntamenti primaverili e per la proclamazione di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. Non si tratta, secondo l’esponente pentastellato, di un caso isolato. «Anche per i lavori del Palazzo della Prefettura si poteva intervenire con una diversa programmazione, evitando di penalizzare la fruizione della piazza du-
rante le festività natalizie», evidenzia. Il nodo centrale resta dunque la capacità di pianificazione. «Il compito della politica non è subire i tempi della burocrazia, ma governare i processi», rimarca Bennardi, che accusa l’amministrazione di centrodestra di una «cronica assenza di programmazione temporale».
Per il consigliere, la chiusura della Villa in questo periodo significa sottrarre un servizio essenziale alla cittadinanza e un elemento di attrattività ai visitatori, proprio in un anno strategico per l’immagine della città. Una scelta che, conclude, «conferma un approccio approssimativo che Matera non può permettersi».
MATERA. È stata inaugurata ieri mattina, nel polo materano dell’Università degli Studi della Basilicata, la sede dell’associazione universitaria Next. Con l’apertura nel campus di via Lanera, dopo quella già attiva da circa un anno a Potenza, l’associazione diventa l’unica realtà studentesca presente su entrambi i poli lucani. A fare gli onori di casa è stata la vicepresidente Antonella Pellegrino.Il presidente Luca Smaldore ha sottolineato il valore dell’iniziativa: «La giornata del 25 marzo rappresenta una tappa fondamentale nel nostro percorso di crescita. A Matera contiamo oltre settanta iscritti su centosettanta totali, numeri in aumento. L’apertura della sede consente di unire le energie dei due poli e migliorare la qualità delle proposte per gli studenti e per l’Università».Soddisfazione anche nelle parole di Pellegrino: «È motivo di orgoglio per i tesserati Next. Abbiamo già diverse attività in cantiere, nel solco di esperienze come il seminario sul benessere psicologico che ha registrato oltre trecento presenze».Dopo l’inaugurazione, gli associati si sono trasferiti al Comincenter, dove è stato presentato l’accordo con ConUnibas per la coprogettazione e l’utilizzo degli spazi. A seguire si è svolta la prima assemblea dei soci a Matera, con la definizione dei percorsi futuri, e un momento conviviale conclusivo.



Cinque tappe tra borghi, grotte millenarie e siti archeologici: aperte le iscrizioni per la giuria popolare del festival per vivere il cinema
Tra cinema e paesaggi mozzafiato, la Basilicata si prepara a vivere un’esperienza unica con le cinepassaggiate di primavera del Lucania Film Festival 2026. L’iniziativa apre ufficialmente le iscrizioni per la giuria popolare, offrendo agli appassionati la possibilità di esplorare grotte millenarie, borghi storici e siti archeologici mentre scoprono il cinema in maniera immersiva e partecipata. Le cinepassaggiate trasformano ogni tappa del percorso in un racconto audiovisivo ispirato a grandi film del cinema internazionale, con la guida di mentor e professionisti del settore, tra cui lo sceneggiatore e scrittore Roberto Moliterni, la sceneggiatrice e autrice televisiva Annalisa Elba e l’archeologa Francesca Sogliani,
che accompagneranno i partecipanti offrendo chiavi di lettura tra cinema, narrazione e patrimonio culturale. Ogni tappa delle cinepassaggiate permette di scoprire non solo il territorio, ma anche le storie e le tradizioni che lo rendono unico, aggiungono gli organizzatori. Il calendario del percorso prevede cinque tappe principali: si parte il 12 aprile a San Giorgio Lucano con un’esperienza ispirata a “Tomb Raider”, si prosegue il 26 aprile a San Chirico Raparo con “Mission”, il 17 maggio a Tito presso il sito archeologico di Torre di Satriano con “Il racconto dei racconti”, il 31 maggio nella Casbah di Pisticci con “La battaglia di Algeri” e si chiude il 7 giugno a Marconia di Pisticci, al CineParco Tilt, con la miniserie

“Portobello”. L’esperienza vuole stimolare curiosità e creatività, incoraggiando il pubblico a riflettere sul rapporto tra cinema e paesaggio, sottolineano i mentor del festival. Ogni incontro rappresenta anche un’occasione per costruire una comunità di appassionati e creare legami tra spettatori, autori e territorio. Il percorso vuole mostrare come il cinema possa diventare strumento di conoscenza, memoria e valorizzazione culturale del patrimonio lucano.«Le cinepassaggiate rappresentano un modo nuovo di vivere il cinema, non più soltanto come visione, ma come esperienza condivisa e radicata nei luoghi», spiegano gli organizzatori del festival. Grazie a questo percorso, i partecipanti avranno anche l’opportunità di
formarsi come giurati popolari, acquisendo uno sguardo consapevole sul cinema prima delle proiezioni ufficiali previste ad agosto.
Le iscrizioni sono aperte fino al 4 aprile 2026 e sono rivolte a tutti gli appassionati e curiosi che desiderano partecipare attivamente alla vita del festival. L’iniziativa è realizzata con la collaborazione del FAI Basilicata e con il patrocinio di Lucana Film Commission, APT Basilicata, Parco Nazionale del Pollino e Pro Loco Basilicata.Il Lucania Film Festival è una manifestazione internazionale dedicata al cinema indipendente che ogni anno coinvolge autori, spettatori e territorio, promuovendo nuove forme di partecipazione e racconto audiovisivo.

Continua il tour promozionale e di sensibilizzazione sociale del cortometraggio “Vite da salvare”, dedicato alla sicurezza stradale e all’uso improprio del telefonino alla guida. Presentato in prima nazionale lo scorso anno a Candela (FG) e successivamente in numerose località pugliesi e lucane, il film sta girando l’Italia, partecipando a rassegne e concorsi tematici, con incontri e dibattiti in eventi pubblici e istituti scolastici.Il cortometraggio ha ricevuto un riconoscimento per meriti artistici e valore sociale in Campania, nella provincia
di Salerno, presso l’hotel San Luca, durante l’evento spettacolo “Battipaglia Fashion Awards”, organizzato da Liliana Esposito dell’agenzia di moda K2 Gizzi e Mirko Signoriello. Tra gli ospiti, anche il celebre stilista Alviero Martini e il giornalista e opinionista tv Biagio
D’Anelli.Presenti per il cast il direttore di produzione Michele Letizia, anche consigliere comunale di Candela, che ha patrocinato e ospitato la troupe durante le riprese, l’ideatore e co-sceneggiatore Carmine Muscio, il regista Antonio Petrino e l’aspirante attrice Alessia Si-
moncini.L’iniziativa ha raccolto consensi e apprezzamento per il costante impegno nel sensibilizzare il pubblico su un tema di grande attualità e importanza sociale. Il cortometraggio vuole essere uno strumento educativo concreto per salvare vite e modificare comportamenti a rischio sulla strada.Nelle prossime settimane sono previste ulteriori presentazioni in varie località e istituti scolastici, con l’obiettivo di ridurre comportamenti pericolosi alla guida e promuovere maggiore consapevolezza e senso di responsabilità tra i cittadini

Ci sono parole che non diciamo. Non perché non esistano. Non perché non siano importanti. Ma perché… costano. Costano chiarezza. Costano verità. Costano conseguenze. E allora le tratteniamo. Le limiamo. Le rimandiamo. Le sostituiamo con versioni più morbide, più accettabili, più comode. Più innocue. Viviamo circondati da conversazioni piene… e relazioni vuote. Parliamo tanto. Spieghiamo. Commentiamo. Ma diciamo sempre meno ciò che conta davvero. Perché dire la verità, quella autentica, non è mai neutrale. Sposta equilibri. Rompe illusioni. Crea distanza… o crea verità. E la verità, spesso, fa paura più della distanza. Così impariamo una forma raffinata di silenzio. Non quello dell’assenza. Ma quello della sostituzione. Diciamo ciò che è accettabile. Evitiamo ciò che è necessario. E nel farlo, crediamo di proteggere gli altri. In realtà, stiamo proteggendo noi stessi. Dal disagio. Dal confronto. Dal rischio di essere davvero visti. Ma ogni parola non detta… resta. Non scompare. Si deposita. Si accumula. Si trasforma. Diventa distanza nelle relazioni. Diventa tensione nei silenzi. Diventa incomprensione nei

gesti. E soprattutto… diventa peso dentro. C’è un punto in cui il problema non è più quello che succede fuori. È quello che non abbiamo avuto il coraggio di dire. Perché la verità non detta non sparisce. Si sposta. E spesso torna fuori nel modo sbagliato, nel momento sbagliato, con la forza di tutto ciò che è stato trattenuto. Dire la verità non significa essere duri. Non significa ferire. Non significa imporsi. Significa essere puliti. E la pulizia interiore è una forma di rispetto. Per sé stessi. Per gli altri. Per la vita che stiamo vivendo. C’è una forza enorme nelle parole dette con sincerità. Anche quando tremano. Anche quando non sono perfette. Anche quando espongono. Perché sono vere. E la verità ha una caratteristica precisa: libera. Non sempre subito. Non sempre senza effetti. Ma libera. Il contrario non è la menzogna. È la reticenza. Quel continuo aggiustare, evitare, rimandare. Quel dire “non è il momento”. Quel dire “non serve”. Quel dire “tanto si capisce lo stesso”. No. Non si capisce. Le relazioni non si nutrono di intuizioni. Si nutrono di chiarezza. E allora succede qualcosa di paradossale. Temiamo che dire la verità rovini i rapporti. Ma è proprio il non dirla… che li consuma lentamente.

Senza rumore. Senza scena. Senza nemmeno accorgercene subito. C’è una domanda semplice, ma scomoda: quante cose importanti stai evitando di dire? Non per strategia. Non per rispetto. Ma per paura. E ancora più scomoda: quanto di quello che vivi oggi è il risultato di ciò che non hai detto ieri? Non si tratta di dire tutto. Si tratta di dire ciò che è vero. Con rispetto. Con misura. Con responsabilità. Ma dirlo. Perché ogni verità detta nel modo giusto costruisce. Ogni verità evitata… logora. Non serve essere perfetti comunicatori. Serve essere onesti. Non serve avere sempre le parole giuste. Serve avere il coraggio di cercarle. E forse il punto non è nemmeno “dire agli altri”. Forse il punto, prima ancora, è un altro. Essere sinceri con sé stessi. Perché la prima grande parola non detta… è quella che evitiamo dentro. E fin-
ché evitiamo quella, tutte le altre saranno sempre a metà. Allora forse oggi non serve cambiare tutto. Forse basta iniziare da una conversazione. Una sola. Quella che stai rimandando da tempo. Quella che sai. Quella che senti. Quella che continui a spostare in avanti, aspettando il momento giusto. Il momento giusto non arriva. Si sceglie. E quando scegli di dire ciò che è vero, accade qualcosa di potente. Non controlli più tutto. Non gestisci più ogni reazione. Ma finalmente… sei allineato. E da lì, tutto cambia. Non perché il mondo diventa più facile. Ma perché smette di essere falso. E vivere nella verità, anche quando è scomoda, è sempre più leggero che vivere nella finzione, anche quando sembra comoda. Perché alla fine, il peso più grande non è quello che af- frontiamo. È quello che evitiamo. E prima o poi… si fa sentire.
al Castello Baronale un format più interattivo e partecipato: al centro il tema delle scelte nell’era degli algoritmi
Il TEDx raddoppia la sua proposta nella città jonica. Accanto al consueto appuntamento estivo, giunto alla quarta edizione, debutta quest’anno il TEDxPolicoroSalon, in programma il 27 marzo alle ore 19 nella Sala Lambda del Castello Baronale.Il TEDxSalon si presenta come un format più informale e dinamico rispetto al «main event», con un’impostazione che punta sull’approfondimento di temi specifici e su un’interazione più diretta con il pubblico. Il nome richiama infatti i salotti culturali dell’Ottocento delle grandi capitali europee, in particolare Parigi, luoghi di incontro tra intellettuali e artisti per discutere di idee, arte, filosofia e politica.A differenza degli eventi principali, il numero degli speaker sarà
più contenuto: una scelta pensata per favorire non solo l’ascolto, ma anche il coinvolgimento attivo dell’audience, chiamata a partecipare con domande e riflessioni. Il Salon rappresenta così una modalità agile per promuovere la condivisione delle «idee che meritano di essere diffuse», lo slogan del TED, offrendo al contempo continuità al percorso di riflessione avviato con l’evento principale.Il titolo scelto per questa prima edizione è «Io decido», un invito a interrogarsi sui processi che guidano le scelte individuali: quali dinamiche, razionali ed emotive, entrano in gioco nel momento in cui si prende una decisione?«In un tempo in cui tutto sembra già prestabilito, dagli algoritmi, dalle aspettative, dai modelli che anticipano,
tracciano o suggeriscono i nostri comportamenti –spiega la licensee Susy Benevento – decidere diviene un atto di coraggio, un invito a riprendersi la responsabilità delle proprie scelte, a smettere di delegare, a esporsi in prima persona».Ad accompagnare il pubblico in questo percorso saranno Nausica Montemurro, consulente in foresight strategico e co-founder del network Fractals; Carla Petrocelli, docente di «Storia della rivoluzione digitale» all’Università Aldo Moro di Bari; Dino Amenduni, docente di Comunicazione politica ed elettorale all’Università di Perugia e strategic planner dell’agenzia «Proforma»; Michele Vivilecchia e Luca Tamburrino, co-founder della community «I Ritornati».A condurre la serata
sarà il giovane studente Pierpaolo Cirigliano, scelta che conferma la vocazione dell’iniziativa a coinvolgere e stimolare le nuo-


ve generazioni del territorio.I biglietti sono disponibili online, con una riduzione del 10% riservata agli studenti.



