




Direttore Responsabile Rosa MOLLICA




ARRIVA LA PRIMA ENCICLICA DI LEONE XIV “MAGNIFICA HUMANITAS”
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Direttore Responsabile Rosa MOLLICA




ARRIVA LA PRIMA ENCICLICA DI LEONE XIV “MAGNIFICA HUMANITAS”
«Non dobbiamo nè demonizzarla nè idolatrarla. Serva l’umanità e non il potere di pochi»

AMMINISTRATIVE\1 QUASI L’80% PER IL SINDACO DI MOLITERNO AL SUO RINNOVO
IV e Azione determinanti in Provincia di Potenza, FdI in quella di Matera. Renzi si congratula per il risultato a Corleto. A Tursi finisce l’era Cosma. La maggioranza Bardi vince quasi ovunque
L’EDITORIALE
Venezia e Reggio Calabria: il cdx incassa, il csx tiene
D I AL ES S AN D R O SAN S ON I
vero che le elezioni celebrate questo fine settimana erano un test squisitamente locale e non bisogna trarre mai conclusioni affrettate, eppure qualche suggerimento significativo rispetto al quadro politico complessivo del paese possono senz’altro fornircelo. 6 milioni di elettori convocati alle urne in 750 comuni sparsi da nord a sud, (...)

■ continua a pag 3 Rubino
AMMINISTRATIVE
Dellapenna a pag 8
La statistica ha questo di bello rendere le cose in trasparenza senza farle accomodare sulla propaganda facile degli applausi o più ferocemente in quella dei rimproveri. Ora tanto per fare storytelling istituzionale va detto che la Regione sborsa la modica cifra di 14 meuro annui pur di migliorare l’offerta dell’Unibas. Una scelta giusta, ma di certo mal ripagata visto che il 72% dei nostri ragazzi continua ad andare fuori per laurearsi e che l’indice d’attrazione dell’Ateneo lucano è tra i più bassi d’Italia, assieme alle università di Calabria e Sardegna. Naturalmente non vogliamo portare in croce l’accademia, ma non è possibile che nonostante quel -78,0 che campeggia nel Rapporto 2026 dell’Istat sulla situazione del Paese non ci sia proprio nessuno che chieda conto sulla disfatta, magari proprio nel tavolo paritetico Regione-Unibas che guarda caso si dovrebbe occupare del monitoraggio delle azioni finanziate e perfino del trasferimento della ricerca scientifica sul territorio. Tutto questo per dire che ardore patriottico e soldi non servono a far funzionare le cose se poi ognuno pensa ai fatti suoi invece che alla causa comunitaria. Canta J-Ax: “Nessuna attrazione..”
\2 Il centrosinistra conquista solo Castronuovo Sant'Andrea e Sant'Arcangelo


AVVELENATE DA RICINA
La Procura nomina
2 super esperti. Gli inquirenti seguono la pista di una terza persona al di fuori del nucleo familiare
■ Magrì a pag 6
MORTE SCARASCIA
Proseguono le indagini: sequestrati indumenti e telefoni cellulari ad uno dei due sospettati. La svolta potrebbere essere in due giubbini
■ Galgano a pag 25
SAN CHIRICO RAPARO
Il cedimento della strada su Corso Vittorio Emanuele spacca in due il borgo, il sindaco: «La situazione è grave»
■ Calabrese a pag 29
POTENZA
Aspettando San Gerardo con il “Mensa Day”, Summa (Ardsu): «Vogliamo un’Università integrata con la città»
■ Servizio a pag 27


AMMINISTRATIVE Pesa l’affluenza in calo di 5 punti. Quasi 6 milioni di elettori in 750 comuni
DI A L ES S A ND RO S AN S O N I
Èvero che le elezioni celebrate questo fine settimana erano un test squisitamente locale e non bisogna trarre mai conclusioni affrettate, eppure qualche suggerimento significativo rispetto al quadro politico complessivo del paese possono senz’altro fornircelo. 6 milioni di elettori convocati alle urne in 750 comuni sparsi da nord a sud, di cui 18 capoluoghi di provincia, ci consentono, infatti, di percepire il sentiment diffuso nella Penisola.
Pertanto, possiamo affermare abbastanza serenamente che chi immaginava che il risultato del referendum sulla Giustizia rappresentasse un cambio di direzione del vento dovrà oggi ricredersi. La maggioranza sembra avere incassato bene il colpo, dopo i sussulti delle prime settimane successive al voto del 22 e 23 marzo: il suo consenso resta sostanzialmente stabile, mentre la vera partita, quella di Venezia, offre un risultato addirittura al di là delle più rosee aspettative, con una inattesa vittoria al primo turno del 38enne Simone Venturini, che succede a Luigi Brugnaro, di cui era assessore. Un esito niente affatto scontato, su cui fino a qualche settimana fa in pochi avrebbero scommesso. Una sconfitta del centrodestra nella città lagunare, anzi, avrebbe confermato che il clima nel paese era cambiato e che la lunga cavalcata verso le elezioni politiche del prossimo anno si presentava tutta in salita per Giorgia Meloni e i suoi alleati. Certamente avranno pesato dinamiche locali che hanno portato Venturini in trionfo, ma è altrettanto certo che non esiste un trend negativo, a livello di opinione pubblica, che penalizza chi governa l’Italia da 4 anni. E questo nonostante una situazione
economica internazionale non certo rosea che, inevitabilmente, pesa fortemente anche su quella nazionale. Anche la vittoria con percentuali bulgare di Francesco Cannizzaro a Reggio Calabria conferma questa sensazione. Con un corollario: l’attuale coalizione è una squadra che è meglio non modificare e a cui, semmai, possono essere forniti nuovi elementi (vedi Calenda), ma giusto per essere ancora più competitiva. Questo non significa che la maggioranza possa dormire sonni tranquilli, ma certifica che la presa sugli elettori dei partiti di tutti gli schieramenti è stabile e non sta subendo modifiche significative.
Di fatto, viene premiata la continuità più o meno in quasi tutti i comuni principali.
Il centrosinistra, infatti, si conferma vincente nelle sue tradizionali roccaforti, ma con un’indicazione che dovrebbe essere raccolta dall’attuale vertice del PD, che arriva in particolare da Salerno (De Luca) ed Enna (Crisafulli): gli elettori apprezzano le competenze politiche e amministrative dei vecchi quadri democratici e li sostengono anche quando non viene concesso loro il simbolo del partito. Hanno una credibilità personale, che prescinde (pericolosamente) dalla linea politica nazionale.
Probabilmente questo discorso vale anche per le buone performance del Partito Democratico nelle Regioni del Centro Italia, ma è chiaro che non abbiamo la controprova. Tuttavia non pensiamo di essere lontani dalla verità, se affermiamo che gli elettori del centrosinistra non la pensano esattamente come gli attivisti del PD in merito a personaggi di comprovata esperienza bollati spesso, con poco rispetto e gratitudine verso la loro storia, come “cacicchi”.
In un quadro così “stati-


co” per molti aspetti, c’è
solo una tendenza che resta costante e con numeri in consistente aumento e in totale controtendenza rispetto all’esito referendario: è l’astensionismo. L’affluenza alle urne del corpo elettorale testato ieri è scesa di ben 5 punti percentuali rispetto alle analoghe consultazioni precedenti, fermandosi al 60%. Una buona notizia, se si vuole, per il ceto politico, che vede diminuire
il numero di cittadini cui rendere conto delle proprie scelte. E poi, quante volte politologi di chiara fama ci hanno spiegato che le democrazie “mature”, come quella americana, presentano alti tassi di astensionismo? Eppure la rassegnazione dei cittadini e l’assottigliamento della loro fiducia rispetto alla reale possibilità di incidere e determinare il futuro del paese, non possono esse-
re considerati una buona notizia per la Politica che dagli elettori trae la propria legittimazione e la sua forza. In particolare quella che le occorre quando deve confrontarsi con poteri, come quello finanziario, sempre più pervasivi e non assoggettabili, in quanto trans-nazionali, alle decisioni dei governi. Un problema serio, di cui prima o poi i partiti dovranno farsi carico.
Dalle urne emerge un’Italia ancora profondamente divisa tra coalizioni tradizionali, leadership territoriali e nuovi movimenti civici
D I VI TO ER RI CH ET TI
Le elezioni amministrative 2026 ridisegnano la mappa politica italiana e confermano un Paese sempre più diviso tra Nord e Sud, tra grandi coalizioni e avanzata delle liste civiche. Il voto del 24 e 25 maggio, che ha coinvolto quasi 750 comuni italiani e diciotto capoluoghi di provincia, viene letto dai partiti come il primo vero test politico nazionale dell’anno.Il dato più significativo arriva da Venezia e Reggio Calabria, dove il centrodestra ottiene due vittorie considerate strategiche, mentre il centrosinistra riesce a difendere roccaforti storiche come Salerno, Prato e Mantova. A Messina, invece, il voto conferma la frammentazione politica e il peso crescente delle coalizioni territoriali.
VENEZIA: SIMONE
VENTURINI NUOVO SINDACO
La sfida più osservata era quella di Venezia, unico capoluogo di regione chiamato al voto. Dopo settimane di campagna elettorale molto dura, il centrodestra conquista Palazzo Ca’ Farsetti con Simone Venturini, che supera il candidato progressista Andrea Martella. Decisivo il voto della terraferma, soprattutto a Mestre, dove il centrodestra ha costruito il proprio vantaggio grazie ai temi della sicurezza urbana, del turismo e della gestione della mobilità cittadina.La vittoria veneziana viene interpretata dai leader nazionali come un segnale politico importante: il centrodestra conferma infatti la propria forza nelle grandi città del Nord.
REGGIO CALABRIA, FRANCESCO CANNIZZARO
FIRMA LA SVOLTA
STORICA
Altro risultato destinato ad avere conseguenze politiche nazionali è quello di Reggio Calabria. Francesco Cannizzaro porta il centrodestra alla guida della città dopo anni di amministrazioni vicine al centrosinistra. La campagna elettorale si è concentrata soprattutto su sicurezza, infrastrutture e
gestione dei fondi del PNRR, temi che hanno mobilitato un elettorato tradizionalmente difficile per il centrodestra.La vittoria reggina viene considerata una delle svolte politiche più importanti dell’intera tornata amministrativa.
SALERNO, TORNA DE LUCA: L’EX
GOVERNATORE
RIPRENDE
PALAZZO DI CITTÀ
A Salerno il protagonista assoluto è Vincenzo De Luca, che torna sindaco della città dopo l’esperienza alla guida della Regione Campania.Per De Luca si tratta di un ritorno politico simbolico nella città dove aveva costruito la propria carriera amministrativa negli anni Novanta e Duemila. La sua coalizione civica supera il 59% dei voti già al primo turno, confermando Salerno come una delle roccaforti storiche del centrosinistra nel Mezzogiorno.
PRATO RESTA AL CENTROSINISTRA:
MATTEO BIFFONI
VINCE
A Prato è Matteo Biffoni a conquistare la guida della città, riportando il centrosinistra alla vittoria in una delle sfide più osservate della Toscana.Secondo i dati dello scrutinio pubblicati nello speciale elettorale di Repubblica, Biffoni supera il 56% dei voti già al primo turno, staccando nettamente il centrodestra.La città toscana si conferma così uno dei principali laboratori politici del centrosinistra nel Centro Italia, nonostante il forte calo dell’affluenza registrato durante la tornata elettorale.
MANTOVA AL CENTROSINISTRA:
ANDREA MURARI
NUOVO SINDACO
A Mantova il centrosinistra riesce a mantenere il controllo della città con Andrea Murari, candidato sostenuto dalla coalizione progressista.La sfida contro il centrodestra guidato da Raffaele Zancuoghi si è rivelata più combattuta del previsto, confermando però la tenuta storica dell’area progressista nel capoluogo lombardo.Il risultato mo-
stra comunque una crescita del centrodestra nelle periferie urbane e nei quartieri più popolari della città.
MESSINA SCEGLIE FEDERICO BASILE: CONFERMATA LA LINEA CIVICA
A Messina è Federico Basile a confermarsi protagonista della politica cittadina, sostenuto dall’area civica legata all’esperienza amministrativa degli ultimi anni.La città siciliana premia ancora una volta una coalizione fortemente territoriale, capace di superare sia il centrodestra sia il centrosinistra tradizionale.Temi come trasporti, porto e servizi pubblici hanno dominato la campagna elettorale, confermando il peso crescente delle liste civiche nel Mezzogiorno.
AFFLUENZA IN CALO: IL CENTRONORD VOTA PIÙ DEL SUD
Il dato che accompagna queste amministrative 2026 è soprattutto quello dell’affluenza, in calo quasi ovunque rispetto alle precedenti elezioni comunali.Secondo i dati definitivi del Ministero dell’Interno, la partecipazione nazionale si è fermata attorno al 58%, confermando il trend di crescente disaffezione verso il voto locale.La Toscana si conferma tra le regioni più partecipative: Prato supera il 64% di affluenza, uno dei dati più alti della tornata. Buona anche la partecipazione in Lombardia, dove Mantova chiude poco sopra il 60%.In Campania, Salerno registra una partecipazione vicina al 63%, mentre Reggio Calabria si ferma poco sotto il 55%. Ancora più evidente il calo in Sicilia: Messina registra una delle affluenze più basse tra le grandi città al voto, poco sopra il 50%.Nel Veneto, Venezia mantiene invece una partecipazione stabile attorno al 59%. UN TEST POLITICO NAZIONALE
Le amministrative 2026 confermano un’Italia politicamente ancora molto divisa tra centrodestra, centrosinistra e crescita delle liste civiche locali. Il centrodestra conquista città simboliche come Ve-
nezia e Reggio Calabria, rafforzando la propria presenza sia al Nord che nel Sud del Paese e consolidando il peso di Fratelli d’Italia nei grandi centri urbani.Il centrosinistra riesce invece a difendere roccaforti storiche come Salerno, Prato e Mantova, mantenendo una forte tenuta soprattutto nei territori tradizionalmente progressisti e nelle città amministrate da figure molto radicate sul territorio.A Messina, infine, la conferma di Federico Basile evidenzia ancora una vol-



ta il peso crescente delle coalizioni territoriali e delle leadership civiche rispetto ai partiti tradizionali, soprattutto nel Mezzogiorno, dove i movimenti locali continuano ad avere un forte consenso elettorale.Il voto amministrativo viene già interpretato dai partiti come un primo importante test politico nazionale in vista delle prossime sfide regionali e parlamentari, con particolare attenzione agli equilibri interni delle coalizioni e alla crescita delle realtà civiche locali.



«Non dobbiamo nè demonizzare nè idolatrare gli strumenti tecnologici che devono essere beni universali e sottratti al monopolio di chi detiene le risorse per guidarli»
D I R OBERTO L AMATTINA
Nello scegliere il nome Leone XIV, il Cardinale Prevost non poteva non essere consapevole dell'importanza che nella storia bimillenaria di Santa Romana Chiesa, avevano assunto i Pontefici con quel nome. Da Leone I Magno che fermò Attila e gli Unni soltanto con la sua candida presenza al suo più immediato predecessore Leone XIII che con la Rerum Novarum denunciò non solo la finzione che si nascondeva dietro il Socialismo ma anche il totalitarismo del marxismo senza concedere nulla all'inunamintà del liberalismo.Posto davanti alla crisi della società solidale pre liberale, Leone XIII non chiuse gli occhi raccontando delle magnificenze delle strutture dell'Europa pre illuminsta ma, trovò la forza di raccontare le cose nuove denunciando di pari passo e con pari veemenza i due fratelli siamesi del marxismo e del liberismo facendo nascere la Dottrina Sociale della Chiesa che è stata per anni la vera terza via che ha ispirato coloro i quali non volevano cedere ai totalitarismi sovietici ma non volevano tenere gli occhi chiusi davanti alla crudeltà economicista del liberismo.
L'UOMO DAVANTI
ALL'INTELLIGENZA
ARTIFICIALE
Come è da secolare tradizione Santa Romana Chiesa non chiude gli occhi davanti alle nuove sfide del tempo che viviamo e, non accettando nè di esserne trascinati nè di non vederle, introduce con Leone XIV l'analisi sugli effetti che le nuove tecnologie producono nella società. Il Regnante Pontefice non finge che non esistano, non le bolla come dannate ma ne comprende la portata i rischi e le potenzialità sia nel miglioramento della condizione umana che nella sua definitiva trasformazione e decide di analizzarle compiutamente nella sua prima enciclica "Magnifica
Humanitas". Quella del Pontefice è la prima analisi strutturata, filosofica, economica e logica che si compie sulla rivoluzione della AI nel mondo che viviamo.
L'INTELLIGENZA
ARTIFICIALE NON È MORALMENTE NEUTRA
Leone XIV evidenzia come "non possiamo considerare l'intelligenza artificiale moralmente neutra" ma che "la velocità e la semplicità con cui è possibile ottenere indicazioni, elaborazioni complesse, contenuti mediatici e forme di assistenza concreta semplificano le nostre vite, ma possono anche abituarci a delegare troppo e a cercare risposte pronte, indebolendo il giudizio personale e la creatività. L’impressione di oggettività che le risposte e le proposte di questi sistemi possono suscitare rischia di farci dimenticare che esse riflettono i parametri culturali di chi li ha progettati e addestrati, con tutti i loro pregi e difetti.
L’imitazione artificiale di una comunicazione umana positiva – parole di consiglio, di empatia, di amicizia, di amore – può risultare gratificante e persino utile, ma in utenti poco consapevoli può trarre in inganno e illudere di essere in relazione con un autentico soggetto personale. Quando la parola viene simulata, essa non costruisce una relazione, ma una sua parvenza.
L’imitazione artificiale della relazione di cura o di accompagnamento può diventare pericolosa quando si insinua in un contesto povero di relazioni e di affetti reali: allora il rischio non è tanto che una persona creda di parlare con un’altra persona, ma che perda il desiderio stesso di cercare davvero l’altro."Il Pontefice vede, quindi, chiaramente il rischio che l'apparente neutralità dell'intelligenza artificiale possa costruire un mondo nel quale esista soltanto la moralità della classe dominante e di coloro i quali controllano i mezzi di produzione dell'Intelli-

genza Artificiale ed è, quindi, essenziale "che siano chiare le responsabilità in tutti i passaggi: da chi progetta e addestra i sistemi fino a chi li utilizza e a chi decide di affidare ad essi le scelte concrete. In molti casi, tuttavia, i processi interni che conducono a un risultato possono essere poco trasparenti, e ciò rende più difficile attribuire responsabilità e correggere gli errori".
LA TECNOLOGIA
BENE UNIVERSALE
Senza nascondersi dietro ad un dito il Pontefice denuncia con chiarezza che "il controllo delle piattaforme, delle infrastrutture, dei dati e della capacità di calcolo non è appannaggio degli Stati, ma di grandi attori economici e tecnologici che, di fatto, fissano le condizioni di accesso, le regole della visibilità e le possibilità stesse di partecipazione. Quando un potere di tale portata si concentra in poche mani, tende a farsi opaco e a sfuggire al controllo pubblico, e cresce il rischio di uno sviluppo distorto che genera nuove dipendenze, esclusioni, manipolazioni e disuguaglianze". Richiamando l'antica differenza tra proprietà privata e destinazione universale dei beni che è stata l'essenza della dottrina sociale della Chiesa, Leone XIV specifica che "Oggi, tra i be-
ni che sono universalmente destinati a tutti, dobbiamo annoverare anche le nuove forme di proprietà: brevetti, algoritmi, piattaforme digitali, infrastrutture tecnologiche, dati. In un contesto in cui la ricchezza delle nazioni dipende sempre più da conoscenze e tecnologie, quando questi beni restano concentrati nelle mani di pochi, senza adeguate forme di condivisione e di accesso, si crea un nuovo squilibrio che contraddice la destinazione universale dei beni e alimenta il divario tra inclusi ed esclusi, tra chi può partecipare alla rivoluzione digitale e chi ne rimane ai margini. Inoltre, la cura della Casa comune e la responsabilità verso i poveri e verso le generazioni future chiedono che l’uso dei beni del creato e delle nuove possibilità offerte dalla tecnica sia regolato in modo tale da rispettare l’ambiente, evitare sprechi e nuove forme di saccheggio".
LA DENUNCIA DEL TRANSUMANESIMO
Non è soltanto una questione economica ed occupazione, nè solo sociale e democratica quella che evidenzia il Romano Pontefice che sottolinea anche come "il rischio non è solo che alcune tecnologie siano usate male, ma che il paradigma tecnocratico in cui siamo immersi, potenziato dalla ri-
voluzione digitale e dall’IA, faccia sembrare giusta e normale una visione antiumana, secondo cui la pienezza della vita consisterebbe nell’avere di più, nel ridurre la fragilità, eliminare l’imprevisto, controllare ogni cosa. Quando l’efficienza diventa misura del valore, l’essere umano è tentato di pensarsi come un progetto da ottimizzare più che come una creatura chiamata alla relazione e alla comunione.
“LA RICERCA DELLA VERITA” Il Papa sottolinea come il "primo compito che abbiamo è quello di non demonizzare né idolatrare gli strumenti, ma di governarli a partire da un punto fermo: la verità è un bene comune e non una proprietà di chi ha potere o visibilità". La ricerca della Verità, sottolinea Leone XIV, non può essere demandata ad una macchina nè può essere troppo semplificata e banalizzata, richiede sacrificio e costanza altrimenti diventa inutile e non migliora l'uomo. Questo ulteriore rischio si manifesta a pieno nella facilità con la quale l'intelligenza artificiale da le risposte che comporterebbero studio e sacrificio ma che, per la facilità con la quale vengono ottenute, cancella lo spirito critico che può nascere solo da uno studio autentico.
CASO PIETRACATELLA Gli inquirenti seguono la pista di una terza persona al di fuori del nucleo familiare

D I TI ZI AN A MAG R Ì
Una corsa contro il tempo: la ricina, tanto legale quanto fugace, svanisce progressivamente dagli organi di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, madre e figlia, morte per avvelenamento da ricina il 27 e il 28 dicembre 2025. La «Marcata degradabilità dell’analita nelle matrici biologiche» è la motivazione che ha spinto la procuratrice di Larino, Elvira Antonicelli, a nominare due nuovi consulenti.
Si tratta del professor Carlo Locatelli, direttore del Centro Antiveleni Maugeri, e il professor Daniele Merli, esperto di chimica forense dell’Università di Pavia. Il conferimento ufficiale degli incarichi avverrà giovedì pomeriggio alle 14:30 negli uffici della Questura di Campobasso. Il motivo è urgente: la ricina causa della morte delle due donne, si degrada nei tessuti biologici col tempo, mettendo a rischio l’utilizzabilità delle prove raccolte per un futuro processo. I due professionisti hanno tempo fino al 30 giugno per depositare la relazione scientifica.
Si tratta di una mossa della magistratura che segnala l’ingresso dell’inchiesta in una nuova fase, più tecnica e più stringente. Dove ogni elemento o prova che riconduce alla ricina deve essere blinda-
to.
ORA SERVONO ALTRI ESPERTI
La scelta di allargare il team degli esperti per far luce sulla tragica scomparsa di Antonella e Sara, riportando agli onori della cronaca un modo delittuoso, quello del veleno, il più antico del mondo, è legata a due eventi precisi. Il 23 aprile scorso era stata depositata una prima relazione tossicologica che, pur confermando la presenza di ricina nel sangue delle vittime, lasciava dei margini di interpretazione. Il 30 aprile, il medico legale, Benedetta Pia De Luca, aveva già formalmente chiesto di ampliare il collegio peritale con nuove competenze specializzate. Il punto cruciale è che la ricina, nelle matrici biologiche – sangue, organi, tessuti esaminati durante l’autopsia – si consuma, si scompone molecolarmente, svanisce. Poiché i dati finora raccolti vengono definiti negli atti della Procura ‘orientativi’, vuol dire che indicano una direzione, ma non sono così solidi da essere inattaccabili. Da qui l’urgenza di intervenire con specialisti in grado di effettuare gli accertamenti richiesti, definiti dalla stessa magistratura ‘non ripetibili’.
A Locatelli e Merli viene chiesto di chiarire con precisione scientifica la quantità di ricina presente nei campioni, la sua tossicità,

le modalità con cui è stata assunta e, soprattutto, se la morte delle due donne sia compatibile con l’ingestione della sostanza, togliendo dal campo in questo modo una delle ipotesi: quella della somministrazione tramite endovena.
UNA DONNA NELL’OMBRA
Mentre si lavora sulla scientificità degli elementi di prova, gli investigatori battono a tappeto ogni dubbio su familiari e conoscenti. Nelle ultime ore è emerso che dietro il duplice omicidio ci sarebbe una figura femminile esterna alla famiglia Di Vita. L’avvelenamento da ricina, non è un gesto impulsivo ma pianificato da una ‘mente diabolica’ così come definita dagli inquirenti.
La strada maestra seguita dagli inquirenti èquella della cerchia allargata: non la famiglia stretta ma l’orbita di chi frequentava quella casa, ne conosceva le abitudinie le dinamiche interne, muovendosi con estrema serenità senza destare sospetti. E si fa strada sempre di più l’ipotesi che la ricina non sia stata somministrata tutta in un unico momento, ma a piccole e successive dosi nei giorni di festa. Si tratta di una vera e propria strategia omicida pensata per mascherare il delitto come una disgrazia.
LE TRACCE
NEI TELEFONI
Parallelamente agli esami biologici, la Polizia Scientifica lavora su sette dispositivi digitali sequestrati nell’abitazione della famiglia, quali smartphone, tablet, computer portatile e modem per accertare chi cercasse informazioni su internet riguardo alla ricina. Ma anche per capire cosa scrivesse e chi scrivesse durante i giorni in cui le due donne stavano male.
La procuratrice Antonelli ha lanciato un monito sulla verifica dell’autenticità dei documenti, poiché si corre il rischio che possano essere manomessi attraverso l’intelligenza artificiale.
I MEDICI DEL PRONTO SOCCORSO
NEL MIRINO
C’è un secondo fronte nell’inchiesta che continua a essere seguito. Cinque medici dell’ospedale Cardarelli di Campobasso sono iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. Si ipotizza, che durante i ricoveri delle due donne, siano state commesse delle valutazioni erratesulla gravità della loro condizione. Antonella e Sara arrivano al Cardarelli per ben tre volte. Per tre volte vengono visitate dai sanitari, ma in nessun caso si va oltre la diagnosi di intossicazione alimentare. Rimandate a casa, nonostante l’arrivo d’urgenza. La risposta, oltre a essere nella superficialità da par-
te dei medici, risiede anche nella natura intrinseca del veleno. La ricina,nelle prime fasi, non si distingue da una comune gastroenterite che porta nausea, vomito, dolori addominali e spossatezza. Non esiste un test che faccia rilevare rapidamente la sua presenza. Non compare nei protocolli standard. Se somministrata in dosi piccole e costanti, come successo alle due vittime di Pietracatella, le sostanze danneggiano gli organi gradualmente, portando alla morte.
Con la nomina dei nuovi periti scientifici, Locatelli e Merli, si vuole rispondere alla domanda se quei sintomi fossero riconoscibili? E se i medici avevano gli strumenti per sospettare di più grave e disporre approfondimenti? Se la risposta fosse sì, i cinque medici rischierebbero il processo per omicidio colposo, che in ambito sanitario comporta una pena fino a cinque anni. Se invece gli esperti affermanoche quei sintomi erano oggettivamente irriconoscibili da un’urgenza ordinaria si potrebbe prevedere un’archiviazione per i sanitari. Si attende la data del 30 giungo, giorno in cui la relazione scientifica potrà stringere, con quasi assoluta certezza, il campo di azione delle indagini tanto da sostenere un’accusa in tribunale.













Quasi l'80% per il Sindaco di Moliterno al suo rinnovo
Il csx conquista solo Castronuovo Sant'Andrea e Sant'Arcangelo. IV e Azione determinanti in Provincia di Potenza, Renzi si congratula per Corleto. FdI in quella di Matera. A Tursi finisce l'era Cosma. La maggioranza Bardi vince quasi ovunque
D I MAS S IM O DEL L AP EN N A
Il centrosinistra, il PD e il campo largo ricevono una batosta elettorale che viene ridotta nella sua portata solo per la straordinaria vittoria di Vito De Filippo nella sua Sant'Arcangelo. Sostanzialmente tiene la coalizione Bardi che conquista quasi tutti i centri in cui si vota, determinante il ruolo di Italia Viva che conferma Antonio Rubino a Moliterno con un autentico plebiscito ed elegge a Corleto Perticara Ilenia Magaldi che è vicinissima al partito di Renzi e Polese.
Italia Viva è determinante anche per l'elezione di Lombardi ad Acerenza che ha goduto anche del sostegno di Cicala e Coviello di FDI anche si in aperta rottura con Ianniello.
Vince Leonardo Pace sconfitto a Filiano dove vince Lacerenza sostenuto da Italia Viva mentre il derby familiare tra i Cupparo va all'assessore, a Lauria facile vittoria della maggioranza Bardi con l'elezione di Antonio Rossino sostenuto soprattutto dai fratelli Pittella. In provincia di Matera finisce l'era Cosma a Tursi, il nuovo primo cittadino è Marianglona Adduci di Fratelli d'Italia.
LA RESA DI LA GROTTA A SANT'ARCANGELO
Il primo ad arrendersi è il Sindaco uscente di Sant'Arcangelo, Giovanni La Grotta dopo poche schede scrutinate manda un messaggio nella chat dell'ANCI dicendo di non essere della partita e comunicando agli altri primi cittadini di Basilicata che ormai è un loro ex collega.
Piero Lacorazza perde, quindi, immediatamente la sua roccaforte santarcangiolese mentre lo spoglio costruisce un testa a testa palpitante tra De Filippo e

il candidato di centrodestra Giordano, alla fine la spunta l'ex Presidente della Regione per un centinaio di voti.
In una campagna elettorale che è stata una spietata resa dei conti anche interna alle correnti del Partito Democratico e del centrosinistra, Vito De FIlippo riesce ad imporsi grazie alla sua autorevolezze e alle sue doti politiche. IL PLEBISCITO PER RUBINO
A Moliterno Antonio Rubino era candidato unico, molti si sono chiesti come fosse possibile che in un comune così importante non ci fossero avversari per il Sindaco di Italia Viva.
Il responso delle urne ha dato la spiegazione. Rubino, senza avversari, combatteva solo contro il quorum, l'affulenza ha sfiorato l'80% il che, eliminando dal computo la fisiologica assenza dalle urne, certifica che intorno al Sindaco c'era praticamente l'intero Comune.
Se il risultato per Rubino è plebiscitario non è meno importante il dato che esce dalle urne per il Comune di Corleto Perticara. Nella seconda cittadina petroli-
fera di Basilicata viene eletta sindaco una donna storicamente vicina a Renzi: Ilenia Magaldi che ha doppiato Prospero Mauriello sostenuto da Amedeo e Carmine Cicala.
La notizia viene commentata direttamente da Matteo Renzi nell'analisi dei voti nazionale del suo Partito e di tutte le coalizioni. Evidente che per il leader di Italia Viva Corleto vale quanto Venezia.
FINISCE
L'ERA COSMA
In provincia di Matera fa scalpore la sconfitta di Salvatore Cosma. L'ex sindaco famoso per le sue intemerate sui social non era candidato come capolista ma correva nella lista di Filomena Russo che è stata sconfitta dall'esponente di Fratelli d'Italia Maria Anglona Adduci. Salvatore Cosma non riesce neanche ad essere il più suffragato in termini di preferenze superato da Antonio Di Matteo della lista di Adduci che di Cosma è stato lo storico oppositore.
UN PRIMO
BILANCIO
Aspettando di confrontarci con maggiore attenzione sui dati delle preferenze si può provare a trac-



ciare un primo bilancio di questa tornata elettorale nei Comuni Lucani. Il grande sconfitto è il Partito Democratico che praticamente elegge soltanto il Sindaco di Castro Nuovo Sant'Andrea e Vito De Filippo a Sant'Arcangelo che ha vinto contro il centrodestra di Giordano e ha ridotto all'irrilevanza il Sindaco Lacorazziano uscente. In provincia di Potenza determinante il ruolo di Ita-
lia Viva ed Azione. In particolare il partito di Mario Polese, confermando il risultato delle elezioni provinciali, aumenta il numero degli eletti che sono sempre centrali per la vittoria della coalizione. In provincia di Matera, invece, la centralità la prende Fratelli d'Italia. Il Partito di Giorgia Meloni sottrae a Cosma la piazza di Tursi e si radica con gli ottimi risultati di Maria Pina Cosentino a Grottole.




CANDIDATI CONSIGLIERI
MARIO PASCALE
NICOLA LA GALA
ANTONIO DI BONO
CANIO CIMINO

LUCIANO D'ANDRIA
MARIA CARUSO
FRANCESCA MECCA
UMBERTO SALANDRA
FERNANDO SCATTONE


UNITI PER IL CAMBIAMENTO
CANDIDATI CONSIGLIERI




CANDIDATI CONSIGLIERI
ANGELA C. ADURNO
ANNA ROSARIA CIVIELLO
LUCREZIA ENACHE
LUCIA MANCANIELLO

CANIO MANCANIELLO
GIOVANNI ORLANDO
MARIELLA PELLEGRINO
DONATO PETAGINE
GIUSEPPE TEDESCO
LUCA FORENZA


MARCO MAURO
ROBERTO RUTILO
GIOVANNI IANNIELLO
GIUSEPPE CILLIS

VINCENZO CALITRI
CONCETTA V. CALITRI
VANESSA PIERONI
NOEMI RAGO



VINCENZO MARIO APPELLA
ANTONIO ARLEO
MICHELE D'ARINO
SANTINO DI DIO
ANTONELLA MARIA GRECO
ANNA MARIA G. GUACCI
GIOVANNI MARINO
MARIANTONIETTA NOVELLI
MARIA GIUSEPPA OLIVETI
ANTONIO PESCE

GIUSEPPE COSENTINO
FRANCESCO DI CIANCIA
VINCENZO DI SIRIO
ANDREA DURANTE
LUCA MARTONE
MARIACARMELA
CERENTANO
CHRISTIAN EGIDI
MARIA OLIMPIA GRAZIANO
LOREDANA GRECO
ISIDORO G. MAROTTA
ADAMO MORANO


MARIA ROSARIA MIRANDA
GIUSEPPE MARMO
CARLO SACCO
PAOLO TIERNO
CARMINE GOVERNUCCI
TERESA CASARULO
MAURIZIO GAUDINO




CANDIDATI CONSIGLIERI
ALFONSO AMBROSIO
GIAMBATTISTA BAIONE
NICOLA BARTOLOMEO
EGIDIO CALANDRIELLO

GIUSEPPINA DEMMA
CHRISTIAN LOGIODICE
PARIDE LOGIODICE
LAURA MONTANO
ROCCO POTENZA
CHRISTIAN G. SARLI




ROCCO VICINO
ROCCO MAGALDI
FRANCO SAGARIA
ANGELA DIAMANTE

GIOVANNA LAPENTA
ROSANNA IERARDI
FRANCO DE STEFANO
MARIA MADDALUNO
VANIA DIAMENTE
NICOLA PETROCELLI


NARD
DEBORAH MONTANO
PIETRO VICINO
MARCO GUERRA
FRANCESCA LOMBARDI

ENZO CANOSA
ROCCO DEMMA
SALVATORE MINNELLI
ANTONELLA TOCE
ANDREA SCAVULLO
VINCENZO TOCE



CARMINE CARAFFA
DONATO CARAFFA
CATERINA COLANGELO
LEONARDO GUGLIELMI
ANGELO MECCA
GIUSEPPE MECCA
SILVANA PACE
ANTONELLO ROMANO
GIUSEPPE SANTORO
DOMENICANTONIO VERRASTRO



MICHELE BOCHICCHIO
FLAVIO LACERENZA
GIUSEPPE LOVALLO
BARBARA MECCA
PASQUALE NARDOZZA
ROCCO NOLÈ
ANNA ROMANIELLO
ANGELO ROMANO
ROCCO SABATO
DONATO SUMMA














CALLUORI GIUSEPPE
MARIO CASTRONUOVO
CARMELINA DE BIASE
EMANUELE DONADIO
MARCOS DONADIO
NICOLA FANUELE
IRENE GIORDANO
BIAGIO INTROCASO
MARIA MARZIALE
MARIA OROFINO
VINCENZA VICECONTI CANDIDATI



VINCENZINO FERRAIUOLO
GIOVANNA CARUSO
ANGELINO V. CIMINELLI
VINCENZO R. CIMINELLI
NICOLÒ CUPPARO
MARIA ROSA G. DE PAOLA
CARMINE DI GIACOMO
VINCENZO A. DI NUBILA
GIOVANNI A. DURANTE
FRANCO GIORDANO
MARTINA L'AMICO
BENITO PERRETTA
MARIANGELA PLACANICO


CANDIDATI CONSIGLIERI
GIUSEPPE ARMENTANO
LUCIA CARLOMAGNO
MARIA CHIACCHIO
ANTONIO COZZI
DOMENICA CRESCI
LUCIA GUERRIERO
GIUSEPPINA IELPO
GIOVANNI LABANCA
MARIANO LABANCA




CANDIDATI
GIACOMO AGRELLO
LUCA BALDARI
ANNARITA COSENTINO
MARIA COZZI
PIETRO D'AMICO
VINCENZO DI LASCIO
RIZIERI FERRANTE
PIERANGELO IELPO
ANTONELLA LAMBOGLIA
MAURIZIO G. MASTROIANNI
ANTONIO MESSUTI
GIACOMINA MIRAGLIA
GENNARO NASTI ANIELLO
IVAN ROSSINO
ANTONELLA VICECONTI
DONATO ZACCAGNINO



ROSA PAPALEO
SILVIA PAPALEO
SEVERINO SARUBBI
GIUSY SCALDAFERRI
ANTONIO SCHETTINI
ANTONELLO VICECONTI


ANTONIO ALBANO

MARIA TERESA GALANTE
GIUSEPPE IELPO
SAVERIO LAPADULA
ANNAMARIA LATORRACA
ROCCO LATORRACA
MARIA LAURIA
RAFFAELE PANZARDI
GIUSEPPE ROSSI
ROCCO SCANNONE
ANTONIO VISCONTI ANGELO ZAMBRINO
AURORA ROSA
ANNA DI SIPIO
MARISA ALAGIA
ANTONINO AMATO
RITA CANTISANI
MANUEL CASO
ANNUNZIATA GIOIA
NICOLETTA INTROCASO
DOMENICA MANFREDELLI
ANTONIO PETRAGLIA
MARIA SCALDAFERRI
ANTONIO SCHETTINI






S ALVATO RE L A GRO TTA
AVANT I I NS I E M E
CANDIDATI CONSIGLIERI
ROSARIA BRIAMONTE
NICOLA CAVALLO
TATIANA CRITONE
LUDOVICO M. DE ANGELIS
GIAMBATTISTA FANIA




DOMENICO BIANCO

MARTORANO
FERA
MICHELE ARLEO
MICHELE STIGLIANI
GIUSEPPE LOPEDOTA
GIAMBATTISTA LA GROTTA
CARMEN MARTORANO
GIUSEPPE MARTORANO
CARMINA MILIONE
ANTONIO PARADISO
TERESA MARIA PEPE
NICOLA TITOLO

GIUSEPPE DE MARCO
MARIA PEPE
ANTONELLA PESCE
TERESA LIBERTI
LUCIA SCARDACCIONE
MARGHERITA SCATTONE


CANDIDATI CONSIGLIERI
DOMENICO ALBANO
GIANPIERO DI LASCIO
ROBERTO FORASTIERO
ANTONELLO FORESTIERO
FLAVIO PLESCA
DONATO RADESCA
VALENTINA SBARRA
ARIANNA TEMPONE
ZAIRA VITALE
ANTONELLA ZAMBRINO



MARIATERESA COSENTINO
GIUSEPPE DE LUCA
ROBERTO FANTINI

ANTONIO GALOTTA
SALVATORE GIANNASIO
MARIA LO PONTE
ANTONIO MARTORANO
BERARDINA M.
MASTROSIMONE
GIUSEPPE STELLATO
COSMINA DANA TOBIAS
MARIA F. TOLENTINO

CONSIGLIERI
ALAGIA LUCIANO ALBANO
GIUSEPPE CANTISANI
GIUSEPPINA CARLOMAGNO
GIUSEPPE DALESSANDRI

MERILIVIA D'AMATO
ALESSANDRA GRECO
GIUSEPPE MELILLO
TERESA RADESCA
ANTONIO VITALE






CANDIDATI CONSIGLIERI
ROSA DEFINA
NUNZIO DIMILTA
ROSSELLA GARAGUSO
AURORA LASORSA

GIULIANO MARINO
VITO MINGALONE
PAOLA MOLES
GIULIANO TRIVIGNO
MARIANNA VARVARITO
MARIA VOLPE


CANDIDATI CONSIGLIERI
GRILLO
IULA M. ANTONIETTA LISANTI
GIOVANNI MARZARIO PATRIZIO PUZZUTIELLO



MANTONIETTA SAPONARA GIANFRANCO TUBITO
ROCCO GIULIANO ABBATE
COLUCCI
DEFINA
FANUELE

LABBATE
LOSCALZO
CARMELA ONORATI
GIUSEPPE PELLEGRINO
ALFONSO VESPE
ANNA VOLPE

CANDIDATI CONSIGLIERI
FILOMENA APOLLARO
GIUSEPPE DILEO
WALTER FERRUZZI
SILVIO IACOVINO

PIETRO LISANTI
DONATO MARRAUDINO
MICHELE MARRAUDINO
ROSS. MARIA GIANNINI
GIOVANNI POMARICI
COSTANTINO DI CUNTO





GIUSEPPE AMATO
ROSARIO DE ANGELIS
MICHELE DE SIMMEO
LUCIA RICCIARDI
EMANUELA CAMMAROTA
LOREDANA DE SIMMEO
MICHELE LAMACCHIA
MARIO TURTORA






VINCENZO BIANCO
FRANCESCO CANITANO
FRANCA D'AMATO
GIROLAMO D'ARIA
GIOVANNI DI NAPOLI
GIOVANNI DINARDO
MICAELA LOGRIPPO
GAETANO PEPE
ANNA RAIMONDINO CANDIDATI
PASQUALE RAIMONDI







CANDIDATI CONSIGLIERI
FRANCESCO AGRESTA
MARIO ENRICO AGRESTA
ROCCO ALBISINNI
PASQUALE LABOLLITA
ANTONIO LACANNA

MILENA LIBERATORE
GIUSEPPE MIRAGLIA
MILENA STASI
GIUSEPPE VENTIMIGLIA


CANDIDATI CONSIGLIERI
ANTONIO LASALA
MARIO ADDUCI
ROCCO SILVESTRE
MICHELE VALICENTI
M. CARMELA D'ARINO
PASQUALE DURANTE
ROSANNA CIMINELLI
TERESA TEDESCO






BRUNO CINZIA
CALCIANO SALVATORE
CASTRONUOVO CARMELA
COSMA SALVATORE
CUCCARESE MICHELE
LASALANDRA FEDERICO
NUZZI FRANCESCO
SALERNO GIULIANO
SIMEONE FRANCESCO
VERDE NICOLA
VIVIANO MARIA CARMELA




ALFANO SONIA, BRUNEO FILOMERI, CRISTIANO GIUSEPPE, DE MARCO MICHELE, DI MATTEO ANTONIO, DI NOIA DOMENICA, D’ONOFRIO BIAGIO FRANCESCO, GULFO DOMENICO, MASTROIANNI JACOPO, OLIVIERI MARIA, SANT’AGATA MARIA FRANCESCA, VERDE LEANDRO DOMENICO

CANDIDATI CONSIGLIERI
VINCENZO BAGNULO FELICE CANDIA
ROCCO CAPOGROSSO
ROSARIA DE MARCO
DOMENICO A. DICHIARA
ATTANASIO GALETTA
VITTORIO LACICERCHIA
PROSPERO LACOVARA
GIUSEPPE MONTEMURRO





CANDIDATI
ERASMO CACCIAPAGLI
VINCENZO COPETA
P.ROSENZO GROSSI
AGOSTINO LONGO
BRUNA NICOLETTI
GIUSEPPE RINALDI
M.ANT.AGATA TARGIANI
FRANCO TUZIO


Le consigliere regionali Araneo e Verri dopo la Terza commissione: «Serve accelerare sul bypass e sui lavori più urgenti»
MATERA. «Sulla SS7 non è più tempo di annunci e scontri, il territorio attende i fatti». È la posizione espressa dalle consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Basilicata Alessia Araneo e Viviana Verri dopo l’audizione svolta in Terza commissione consiliare con l’assessore regionale alle Infrastrutture Pasquale Pepe, il responsabile Anas Basilicata Giancarlo Luongo e il direttivo del Circolo culturale materano “La Scaletta”. Le esponenti pentastellate spiegano di aver chiesto il confronto istituzionale per fare chiarezza sui cantieri in corso lungo la Matera-Ferrandina e sullo stato dei progetti futuri, evitando «sterili lotte tra territori» in una regione dove infrastrutture e sanità rappresentano emergenze sempre più evidenti. Nel corso dell’audizione è stato illustrato il quadro degli interventi destinati a proseguire per tutta l’estate. Il principale riguarda il risanamento strutturale del viadotto Basento, nei pressi dello svincolo di Ferrandina, per un investimento superiore ai 7 milioni di euro e con conclusione prevista entro agosto. Parallelamente è in corso un piano da 2 milioni di euro per la sostituzione di 16 chilometri di

barriere di sicurezza: undici chilometri sono già stati installati, mentre i restanti saranno completati entro luglio. Per limitare i disagi ai pendolari, Anas ha inoltre previsto l’apertura dei cantieri mobili dopo le ore 9.Più complesso resta invece il tema del potenziamento dell’intera tratta della Murgia-Pollino. Anas ha confermato lo stanziamento di 30 milioni di euro per realizzare una terza corsia dedicata ai mezzi pesanti e migliorare gli svincoli tra Ferrandina e Miglionico, lavori che dovrebbero essere appaltati entro fine anno. La questione centrale rimane però il bypass di Matera, opera dal valore complessivo di circa 500 milioni di euro. Il progetto di fattibilità tecnicoeconomica risulta fermo
dal 2023 presso la Commissione ministeriale ViaVas perché mancano ancora alcuni pareri degli enti coinvolti. Secondo quanto riferito dall’assessore Pepe durante l’audizione, senza questi passaggi non sarà possibile ottenere il decreto interministeriale necessario al finanziamento dell’opera. Nel dibattito emerso in commissione, spiegano Araneo e Verri, si è convenuto sulla necessità di procedere attraverso lotti funzionali senza modificare il tracciato originario, così da evitare ulteriori rallentamenti amministrativi. Priorità assoluta sarebbe il tratto compreso tra lo svincolo della strada provinciale 3 e Matera, considerato il più critico sotto il profilo della sicurezza stradale.
VIZZIELLO ATTACCA LA GIUNTA: «TUTTO FERMO»
«SS7
MATERA. «L’apertura dei cantieri è l’unico modo concreto con cui la Giunta Bardi può fugare ogni dubbio relativo a un nuovo atto di strabismo territoriale». Lo dichiara il capogruppo di Basilicata Casa Comune in Consiglio regionale, Giovanni Vizziello, intervenendo sul tema della Strada statale 7 Matera-Ferrandina.Secondo Vizziello non è più tempo di «lungaggini burocratiche, sterili contenziosi o continui rimpalli di responsabilità politica». Per l’esponente regionale il raddoppio della MateraFerrandina rappresenta infatti «una priorità strategica» sia per la sicurezza sia per lo sviluppo del territorio.Il consigliere regionale richiama anche le criticità dell’attuale tracciato, caratterizzato da una sola corsia per senso di marcia e da problemi legati al dissesto idrogeologico. «Significa rinunciare a garantire l’incolumità degli utenti e, soprattutto d’estate, tempi biblici di percorrenza», sostiene.Vizziello conclude accusando la Giunta regionale di «doppiopesismo» nei confronti della provincia di Matera, citando sanità, sostegno agli enti locali e valorizzazione delle aree produttive come esempi di scelte penalizzanti per il territorio materano.

Summa (Spi Cgil Basilicata): «Il disagio abitativo non si risolve solo abbassando gli affitti, puntare su co-housing sociale»
POTENZA. «Ridurre il disagio abitativo non significa soltanto affrontare il caro affitti». Lo afferma il segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa, intervenendo sul Piano Casa del Governo, giudicato troppo concentrato sulla costruzione e ristrutturazione di alloggi e poco attento a chi quelle case dovrà abitarle. Per Summa il tema non può essere ridotto a una questione economica. Servono abitazioni sicure, accessibili, adatte alla fragilità e inserite in quartieri dotati di servizi di prossimità, assistenza sociosanitaria e relazioni sociali. «Abitare non è solo pagare un affitto», sostiene il segretario dello Spi Cgil, richiamando soprattutto la condizione degli anziani e delle persone fragili.In Basilicata, ricor-
da il sindacato, oltre il 26 per cento della popolazione ha più di 65 anni. A livello nazionale circa 4 milioni di anziani sono non autosufficienti, 4,3 milioni vivono soli e 2,8 milioni abitano in case non adeguate. Numeri che, secondo Summa, rendono evidente la necessità di superare una visione ormai datata, fondata sull’idea che l’invecchiamento sia quasi esclusivamente un problema sanitario e che la risposta principale debba essere la Rsa.«La qualità dell’abitare è invece la prima infrastruttura della cura e della long term care», sottolinea Summa. Per il segretario dello Spi Cgil Basilicata occorre passare dall’idea della casa come semplice bene economico a quella dell’abitare come servizio integrato, capace di unire

alloggio, domiciliarità, assistenza condivisa, spazi di relazione e quartieri accessibili.Il sindacato evidenzia anche il possibile impatto economico di questo modello: per ogni euro investito nell’adeguamento della domiciliarità si possono generare da 1,5 a 2 euro di risparmio sanitario e assistenziale. Da qui la proposta avanzata al governo regionale sul co-housing sociale e intergenerazionale, pensato per garantire
agli anziani il diritto a invecchiare in salute.Il progetto, ispirato a esperienze già avviate in Europa e in alcune città italiane, prevede piccoli nuclei abitativi per anziani autosufficienti o parzialmente autosufficienti, con spazi comuni, servizi condivisi e assistenza leggera. Tra le ipotesi c’è anche la possibilità per un anziano di ospitare uno studente, favorendo scambio generazionale e contrasto alla solitudine.Per lo Spi Cgil Basilicata la proposta potrebbe inoltre valorizzare il patrimonio pubblico e privato inutilizzato, attraverso la collaborazione tra enti locali, cooperative, associazioni e università. Le risorse potrebbero arrivare da fondi europei, Pnrr, programmazione regionale e partnership pubblico-private.
Perretti, vicepresidente di Confindustria Basilicata: «Il nostro impegno per far emergere i giovani talenti continua»

Si è conclusa nei giorni scorsi a Bormio, nella suggestiva cornice valtellinese del Pentagono, la quattordicesima edizione di “Eureka!Funziona!”, la gara nazionale di costruzioni tecnologiche promossa da Federmeccanica e Confindustria. L’edizione di quest’anno è dedicata al tema “Pneumatica”. In questo scenario di respiro nazionale, la Scuola primaria Don Milani di Vaglio Basilicata ha rappresentato con orgoglio la regione Basilicata, gareggiando accanto a istituti provenienti da ogni angolo d'Italia. La delegazione lucana ha portato a Bormio il prototipo "La na-
ve", un giocattolo realizzato interamente dagli alunni e dotato di un ingegnoso meccanismo pneumatico, frutto del lavoro collettivo della classe e della guida dei docenti. Al progetto è stato assegnato il Premio "Meccanismo Perfetto" per la "Migliore funzionalità tecnica e pratica": un riconoscimento che premia non soltanto l'efficacia del prototipo, ma l'intero percorso didattico e progettuale compiuto dalla scuola, dall'aula al palcoscenico nazionale. «Siamo molto orgogliosi per questo risultato raggiunto dagli studenti lucani – ha commentato la vicepresidente di Confindustria Ba-
silicata, Margherita Perretti - che hanno dimostrato ingegno, abilità tecniche, spirito di squadra, distinguendosi nel panorama nazionale. L’impegno di Confindustria per far emergere i giovanissimi talenti e le attitudini individuali inizia già dei banchi della scuola primaria. Questo progetto è riuscito a coinvolgere migliaia di studenti che, attraverso il meccanismo premiale, sono incentivati a lavorare in gruppo, sviluppare il pensiero logico e creativo, e avvicinano alle materie scientifiche (STEM) e alla cultura dell'imprenditorialità». “Eureka!Funziona!” è un progetto educativo

nazionale rivolto agli alunni delle scuole primarie, concepito per avvicinare le giovani generazioni alla cultura tecnica e scientifica attraverso un approccio ludico e laboratoriale. Ogni anno, grazie alla distribuzione di un semplice kit didattico nelle classi, bambine e bambini sono chiamati a progettare e costruire un prototipo funzionante, sviluppando competenze trasversali quali il pensiero critico, il lavoro di squadra e la creatività applicata. Nella sua quattordicesima edizione, l'iniziativa ha raggiunto un traguardo straordinario: oltre 18.500 bambini coinvolti, 3.500 kit distribuiti in 51 pro-
vince d'Italia. Alla finale di Bormio hanno preso parte circa 400 tra studenti e docenti, provenienti da 13 province italiane, dando vita a una manifestazione entusiasmante. Con questo progetto si conferma l'impegno di Federmeccanica e Confindustria nel costruire un ponte solido tra il mondo della scuola e l'impresa, agendo sin dalla scuola primaria al fine di coltivare la cultura tecnica e le competenze trasversali. In questi quattordici anni si sono raggiunti oltre 180.000 studenti in tutta Italia, alimentando uno spirito imprenditoriale che mette al centro il saper fare e il talento.
Per oltre 100 volontari del Gruppo Lucano di Protezione civile e di altre associazioni, giunti anche dalla Calabria, si è concluso il corso di formazione specialistica promosso dall'apposito Modulo del Coordinamento Nazionale del Gruppo Lucano nell'ambito delle attività di preparazione e potenziamento delle competenze operative del volontariato. La giornata è iniziata a Pergola di Marsico Nuovo, dove ha sede anche la nuova sala operativa del Gruppo Lucano e il Centro di monitoraggio ambientale del Parco Nazionale dell'Appennino Lucano Val d'Agri-Lagonegrese, con un momento di approfondimento teorico che ha visto la partecipazione dei rappresentanti del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, del Servizio Vo-

lontariato, del Servizio Rischio Ambientale, Antropico e da Incendi Boschivi, oltre ai Funzionari della Regione Basilicata e della Regione Calabria, a con-
ferma della valenza istituzionale e interregionale del percorso. Nel pomeriggio di domenica, inoltre, le attività sono proseguite presso la Base Operativa di
Tramutola del Gruppo Lucano, dove i partecipanti hanno preso parte ad attività addestrative pratiche con impiego di moduli e mezzi AIB, operando in gruppi organizzati e simulando procedure operative reali finalizzate al consolidamento delle competenze acquisite durante il percorso formativo. «L'obiettivo del percorso – evidenzia il responsabile nazionale del Modulo Formazione del Gruppo Lucano di Protezione Civile, Giuseppe Muscatello – è quello di fornire ai volontari competenze operative, procedure e strumenti utili per affrontare le attività AIB in sicurezza, promuovendo al tempo stesso capacità di coordinamento, lavoro di squadra e integrazione tra le diverse componenti del sistema di Protezione Civile».
L’assessore allo Sviluppo Economico: «I ragazzi e le ragazze lucani sempre più protagonisti del nostro territorio»
La Regione Basilicata rinnova il proprio impegno a favore della partecipazione delle giovani generazioni alla vita sociale, culturale e po- litica del territorio. È stato infatti pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata (BUR n. 22 del 16 maggio 2026 –Parte I) l’Avviso Pubblico per il rinnovo dell’Assemblea del Forum Regionale dei Giovani, approvato con Deliberazione della Giunta Regionale n. 207 del 29 aprile 2026. Il Forum Regionale dei Giovani, istituito ai sensi della Legge Regionale 22 febbraio 2000 n. 11, rappresenta un importante organismo consultivo di rappresentanza giovanile, finalizzato a favorire il dialogo tra le istituzioni e il mondo associativo dei giovani, promuovendo il confronto, la partecipazione
democratica e la valorizzazione delle idee e delle progettualità espresse dalle nuove generazioni. Possono presentare domanda di iscrizione al Forum associazioni studentesche, associazioni giovanili di volontariato, organizzazioni giovanili di partito e sindacali, associazioni culturali, ambientaliste e sportive, associazioni delle minoranze etniche, associazioni giovanili a carattere religioso, Forum Comunali dei Giovani e altri organismi rappresentativi del mondo giovanile operanti sul territorio regionale e in possesso dei requisiti previsti dall’Avviso. Le candidature dovranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica a partire dalle ore 8.00 del 1° giugno 2026 e fino alle ore 14.00 del 15 luglio 2026. Il commento dell’Assessore allo
Sviluppo Economico, Lavoro e Servizi alla Comunità, Francesco Cupparo: «Con il rinnovo dell’Assemblea del Forum Regionale dei Giovani – dichiara l’assessore – intendiamo rafforzare uno strumento fondamentale di partecipazione democratica e di ascolto delle nuove generazioni. I giovani rappresentano una risorsa strategica per il presente e per il futuro della Basilicata e devono poter contribuire attivamente alla definizione delle politiche che riguardano il loro percorso di crescita, formazione, lavoro e cittadinanza attiva». «Il Forum –prosegue Cupparo – è uno spazio di confronto e di proposta che consente alle diverse realtà associative giovanili di dialogare tra loro e con le istituzioni regionali. In una fase caratterizzata da profondi

cambiamenti sociali ed economici, è indispensabile valorizzare il protagonismo dei giovani, sostenendone la capacità di innovazione, partecipazione e costruzione di comunità». «Invito tutte le associazioni e gli organismi giovanili della Basilicata che possiedono i requisiti
previsti dall’Avviso a cogliere questa opportunità. La Regione continuerà a investire sulle politiche giovanili affinché i ragazzi e le ragazze lucani possano essere sempre più protagonisti dello sviluppo del territorio e delle scelte che ne determinano il futuro».
La Basilicata si conferma una delle realtà più dinamiche, organizzate e partecipate della crescita di Futuro Nazionale in Italia. In appena due mesi sono già stati costituiti 13 Comitati territoriali e molti altri sono in fase di apertura, con un risultato straordinario in termini di adesioni: il movimento punta ora a superare i 1000 iscritti lucani entro l’Assemblea Costituente Nazionale del 13 e 14 giugno a Roma. Numeri eccezionali, soprattutto se rapportati alla popolazione regionale, che confermano come la Basilicata stia diventando uno dei territori più attivi del progetto politico guidato dal Generale Roberto Vannacci. Un vero laboratorio politico per il partito e una avanguardia a livello nazionale. La Basilicata è inoltre la prima regione italiana ad aver concluso la fase costituente territoriale, completando l’elezione dei delegati dei Comitati Costituenti. Nella

giornata di domenica 24 maggio si sono riuniti telematicamente tutti i delegati eletti dai rispettivi comitati territoriali lucani per procedere alla indicazione del rappresentante regionale da proporre al Generale Roberto Vannacci per l’Assemblea Nazionale del partito. Al termine della riunione, Giulio Curatella è stato in-
dicato all’unanimità quale rappresentante lucano da proporre per l’Assemblea Nazionale di Futuro Nazionale. Futuro Nazionale Basilicata sarà presente all’Assemblea Nazionale con una folta e qualificata rappresentanza di delegati provenienti da tutto il territorio regionale. «La Basilicata sarà protagonista del-
l’Assemblea Nazionale di Futuro Nazionale», dichiara Giulio Curatella. «In questi mesi abbiamo costruito una comunità politica fatta di entusiasmo, partecipazione, identità e militanza reale. I numeri raggiunti dimostrano che esiste una enorme voglia di cambiamento anche nella nostra regione. La Basilicata darà il proprio contributo durante l’Assemblea Nazionale anche nella fase programmatica, a partire dalla questione delle royalty su gas e petrolio, che oggi risultano tra le più basse al mondo nonostante il nostro territorio sia uno dei principali poli energetici italiani. È arrivato il momento che la nostra terra venga rispettata e che le sue risorse producano benefici concreti per i lucani». Il percorso organizzativo proseguirà già nei prossimi giorni con nuove iniziative territoriali e con l’organizzazione dell’evento “Basilicata in Tour”, previsto per il 30 maggio.
A Matera una mattinata di informazione e prevenzione sul fenomeno dei bambini scomparsi e della violenza sui minori
Una giornata dedicata alla sensibilizzazione, all’ascolto e alla prevenzione quella promossa ieri dalla Polizia di Stato di Matera in occasione della Giornata Internazionale dei Bambini Scomparsi. Un’iniziativa che ha voluto richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su un fenomeno delicato e purtroppo ancora molto attuale, coinvolgendo direttamente cittadini, famiglie e giovani studenti.Gli operatori della Polizia di Stato hanno allestito punti informativi in Piazza Vittorio Veneto e nelle vicinanze di alcuni istituti scolastici della città, luoghi scelti non a caso perché particolarmente frequentati da giovani e famiglie. Nel corso della mattinata sono state distribuite brochure e materiale divulgativo contenente informazioni utili, consigli pratici e contatti dedicati per chi necessita di supporto o assistenza.L’obiettivo dell’iniziativa è stato quello di pro-

muovere una maggiore consapevolezza sul tema dei minori scomparsi e sull’importanza della prevenzione, attraverso il coinvolgimento diretto della comunità e delle figure educative più vicine ai ragazzi.L’attività della Polizia di Stato si inserisce infatti in un impegno quotidiano che riguarda l’intero territorio nazionale e che vede le forze dell’ordine impegnate nella
prevenzione, nella gestione delle segnalazioni e nel coordinamento delle ricerche, in collaborazione con l’Autorità giudiziaria, enti territoriali, associazioni e organizzazioni impegnate nella tutela dell’infanzia.La campagna rientra inoltre nel progetto internazionale “Home Should Be Safe”, promosso dalla Fondazione Amber Alert Europe, che punta a sensibilizzare genito-
ri, insegnanti e adulti di riferimento sui segnali di disagio che possono interessare i minori. L’iniziativa invita a prestare attenzione a comportamenti improvvisi, isolamento, situazioni familiari problematiche o contesti di violenza domestica che potrebbero rappresentare fattori di rischio.Attraverso la diffusione di materiale informativo e il confronto diretto con i citta-
dini, la Polizia di Stato ha voluto ribadire l’importanza della collaborazione tra istituzioni, scuola e famiglie per prevenire episodi di allontanamento e proteggere i più giovani.La Polizia di Stato aderisce anche alla rete internazionale Global Missing Children’s Network (GMCN), coordinata dall’International Centre for Missing and Exploited Children (ICMEC), che gestisce il portale mondiale dedicato ai bambini scomparsi grazie alla collaborazione con il Servizio Centrale Anticrimine. Durante l’iniziativa è stato dato ampio spazio anche alla promozione dell’applicazione “YouPol”, strumento digitale della Polizia di Stato pensato per facilitare il contatto diretto tra cittadini e forze dell’ordine. L’app consente infatti di inviare segnalazioni, anche in forma anonima, tramite smartphone, tablet o computer, allegando messaggi, fotografie e video in tempo reale.
L’inchiesta coordinata dal pm Vincenzo Montemurro coinvolge il governatore Bardi e quattro componenti della sua prima giunta regionale
Slitta al 22 giugno il processo Sanitopoli. L’udienza in programma ieri è stata aggiornata dal collegio per la mancata comparizione dei testimoni dell’accusa, i carabinieri Marati e Di Nicola. L’assenza dei due militari ha impedito il prosieguo dell’esame testimoniale previsto dal calendario processuale, determinando così un ulteriore slittamento della fase dibattimentale di una delle vicende giudiziarie più delicate degli ultimi anni in Basilicata. Il procedimento, nato dall’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Potenza sulla sanità lucana e su presunte pressioni politiche e amministrative contestate dalla Procura, vede tra gli imputati il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi e quattro componenti della sua prima giunta regionale: Francesco Cupparo, Francesco Fanelli, Rocco Leone e Gianni Rosa. Le accuse contestate, a vario titolo, riguardano il concorso in induzione indebita a dare o promettere utilità. L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Vincenzo Montemurro e avviata nel 2019, emerse pubblicamente nell’ottobre 2022 con perquisizioni e misure cautelari che provocarono forti ripercussioni politiche e istituzionali in Basilicata. Nel corso delle ultime udienze il dibattimento si è concentrato sulle presunte manovre contestate
dalla Procura e sui rapporti tra politica regionale e gestione degli enti pubblici. In aula sono emersi anche riferimenti a presunte pressioni riguardanti altri enti regionali, tra cui Acquedotto Lucano. Un secondo filone dell’inchiesta riguarda invece le elezioni comunali del 2020 a Lagonegro. In questo caso ven-
gono contestati episodi di corruzione e istigazione alla corruzione legati, secondo l’accusa, a promesse e favori in cambio di sostegno elettorale. Tra gli imputati figurano anche l’ex consigliere regionale Francesco Piro e l’ex sindaca Maria Di Lascio. V ITO E RRICHETTI

Dal documentario per Geo&Geo al turismo lento: l’Agenzia rafforza la promozione tra pubblico nazionale e stampa internazionale
L’APT Basilicata rafforza la propria strategia di promozione turistica con due press trip programmati tra il 23 e il 31 maggio 2026, rivolti a pubblici e mercati differenti. Il primo guarda al pubblico televisivo nazionale attraverso Rai 3, mentre il secondo si rivolge al mercato di lingua tedesca tramite la stampa specializzata nei settori travel e lifestyle. «Entrambi i tour — dichiara il direttore generale di APT, Margherita Sarli — rientrano nel piano di comunicazione 2026 dell’Agenzia, che punta a diversificare i canali e i mercati di riferimento per la promozione turistica della regione». Dal 23 al 28 maggio, la redazione di MASTERFILM è in Basilicata per la realizzazione del video-documentario Basilicata Tra Due Mari, in uscita su Geo&Geo, il programma di Rai 3 dedicato alla natura e alle tradizioni italiane. Il tour parte da Matera e attraversa la regione lungo un asse nordsud, toccando i parchi e le Dolomiti Lucane, il paesaggio della Murgia materana con la storia del pane IGP e della crapiata — piatto della tradizione contadina materana —, l’area ionica con l’Oasi WWF di
Policoro e la produzione artigianale a Pisticci. A ciascuna tappa sono stati abbinati laboratori e visite dirette sul territorio, con l’obiettivo di restituire al documentario una dimensione esperienziale, oltre che paesaggistica. Dal 28 al 31 maggio spazio invece a Basilicata Coast to Coast, con le giornaliste tedesche Claudia Thomas e Anke Sademann, che percorreranno la regione da costa a costa, da Maratea sul Tirreno fino a Policoro sullo Ionio, con una tappa intermedia a Latronico, nell’entroterra del Parco Nazionale del Pollino. Una parte dell’itinerario sarà percorsa in bicicletta, in linea con la crescente domanda di turismo lento e attivo da parte del pubblico germanico. Il tour avrà un focus specifico sulla componente imprenditoriale femminile nel settore turistico ed enogastronomico locale, con incontri con donne che gestiscono attività ricettive, produttive e artigianali del territorio. I servizi e i contenuti prodotti da Thomas e Sademann saranno destinati a testate del mercato tedesco, considerato uno dei principali bacini di riferimento per lo sviluppo dei flussi turistici internazionali verso la Basilicata.



L’attore e regista ha presentato La Salita, suo esordio dietro la macchina da presa, nelle sale lucane con Meet Us at Cinema, format della Lucana Film Commission
«Non so se tornerò in Basilicata per Imma Tataranni, ma di certo vorrei tornarci da regista». Con queste parole Massimiliano Gallo ha salutato il pubblico lucano durante la presentazione del suo esordio alla regia, La Salita, protagonista il 23 e 24 maggio di un tour nelle sale di Potenza, Tito, Matera e Lavello nell’ambito del format Meet Us at Cinema, promosso dalla Lucana Film Commission per sostenere le sale cinematografiche della regione. Attraversando la Basilicata da nord a sud, Gallo ha avuto modo di scoprire una regione sorprendentemente varia dal punto di vista paesaggistico, ben oltre l’immagine ormai consolidata di Matera. L’attore e regista ne ha riconosciuto le potenzialità come set naturale, capace di accogliere produzioni molto diverse tra loro, esprimendo già la volontà di girare una parte del suo prossimo progetto proprio in Basilicata. Grande partecipazione e un’accoglienza calorosa hanno accompagnato tutte le tappe del tour, dal Cinema Il Piccolo di Matera al Cineteatro Don Bosco di Potenza, fino al Cineteatro San Mauro di Lavello, confermando il forte legame tra il pubblico lucano e l’attore napoletano. La Salita, opera prima di Massimiliano Gallo regista, è un racconto intenso e corale ambientato nella Napoli del 1983. Dopo la chiusura del carcere femminile di Pozzuoli a causa del bradisismo, alcune detenute vengono trasferite temporaneamente nel carcere minorile maschile di Nisida. Negli stessi anni Eduardo De Filippo, appena nominato senatore a vita, avvia proprio a Nisida un importante progetto teatrale per i giovani detenuti. Da queste due storie vere, e dall’incontro tra un giovane di Nisida e una detenuta del femminile di Pozzuoli, nasce un film che mescola realtà e fantasia, personaggi reali e inventati, costruendo un affresco di sentimenti e passioni ambientato in una Napoli di quarant’anni fa, lontana e diversa ma, in
fondo, ancora simile a quella di oggi. Prodotto da F.A.N., Panamafilm e Rai Cinema, il film racconta una storia di speranza, crescita e riscatto attraverso il potere terapeutico del teatro. Il cast riunisce Roberta Caronia, Alfredo Francesco Cossu, Antonio Milo, Shalana Santana, Gianfelice Imparato, Maurizio Casagrande, Mariano Rigillo e lo stesso Massimiliano Gallo. Le musiche originali sono firmate da Enzo Avitabile, mentre la distribuzione è affidata a Fandango. «È un film sincero. È una storia che rende omaggio al teatro e al suo potere salvifico. È una storia che in pochi conoscono e per questo andava raccontata», ha spiegato Gallo. L’attore e regista ha poi sottolineato il ruolo della Lucana Film Commission: «Penso che la Lucana Film Commission stia facendo un lavoro strepitoso sul territorio, perché non bisogna dimenticare l’impatto dell’audiovisivo sul turismo. Un film o una serie tv possono trasmettere emozioni con una forza comunicativa unica». Soddisfazione è stata espressa anche da Margherita Romaniello, presidente della Lucana Film Commission. «Come Lucana Film Commission ci riteniamo molto soddisfatti, soprattutto per la capacità delle sale di aderire pienamente al nostro format, comprendendone lo spirito e gli obiettivi — ha dichiarato —. Ogni iniziativa promossa da Meet Us at Cinema è infatti pensata principalmente per sostenere gli esercenti e per valorizzare la sala cinematografica come luogo di incontro e diffusione culturale: uno spazio capace di accogliere non solo film distribuiti in Italia, ma anche opere dalla circuitazione più limitata che possono essere viste in tutta la Basilicata». La settimana di attività promosse dalla Fondazione si era aperta con la presentazione del film Don Chisciotte, alla presenza del regista Fabio Segatori, della produttrice e cosceneggiatrice Paola Columba e dell’attrice Gabriella Bagnasco. Liberamente ispirato

al Don Quijote de la Mancha di Miguel de Cervantes, il film è scritto, prodotto e distribuito da Fabio Segatori e Paola Columba per Baby Films, in collaborazione con Rai Cinema e con il sostegno del MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, della Calabria Film Commission e della Lucana Film Commission. L’opera propone un viaggio cinematografico nell’Alto Ionio, tra Basilicata e Calabria, in un territorio sospeso tra realtà, memoria e leggenda.


POLICORO. Informazione, prevenzione, presa in carico multidisciplinare e innovazione terapeutica. Sono stati questi i temi al centro del convegno “Tumori ovarici: un percorso multidisciplinare –Salute, Prevenzione e Territorio”, ospitato nella sala consiliare del Comune di Policoro e dedicato al confronto tra medici, istituzioni, associazioni e cittadini sui percorsi di diagnosi e cura delle pazienti oncologiche. L’iniziativa ha riunito professionisti della sanità, rappresentanti istituzionali e realtà associative del territorio in una mattinata caratterizzata da interventi scientifici e momenti di confronto con il pubblico, confermando l’importanza di una rete integrata tra ospedale, territorio e prevenzione.Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali dell’assessore comunale Cinzia Mastronardi, dell’assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico, del direttore sanitario dell’Asm Matera Andrea Gigliobianco e del consigliere regionale Piero Marrese. Nel suo intervento Gigliobianco ha annunciato l’imminente attivazione del servizio di radioterapia all’ospedale Madonna delle Grazie di Matera, definendolo «un passaggio fondamentale

nei percorsi di cura dei pazienti oncologici». «Finalmente – ha aggiunto –la provincia di Matera potrà contare su una struttura moderna e dotata di tecnologie avanzate, capace di garantire un livello più alto di assistenza sanitaria». Latronico ha invece posto l’attenzione sul rafforzamento della collaborazione tra il presidio ospedaliero di Matera e il Crob di Rionero, annunciando la volontà di sviluppare anche la chirurgia senologica nel capoluogo dei Sassi. «Stiamo costruendo un percorso importante di integrazione sanitaria per offrire ai cit-
tadini servizi sempre più completi e vicini al territorio», ha dichiarato. Ampio spazio è stato dedicato al ruolo della genetica nella prevenzione e nella diagnosi oncologica grazie all’intervento del dottor Domenico Dell’Edera, responsabile della Uod di Genetica medica dell’ospedale Madonna delle Grazie. Il medico ha spiegato come il tumore sia una patologia complessa nella quale incidono predisposizione genetica, ambiente e stili di vita. «Tutti i tumori derivano da alterazioni del Dna e in alcuni casi esiste una predisposizione ereditaria
che può essere individuata attraverso specifici test genetici», ha evidenziato. Particolarmente apprezzato anche l’intervento della dottoressa Emilia Tallarico dell’Unità operativa di Anatomia patologica dell’ospedale di Matera, che ha richiamato l’attenzione sul ruolo centrale dell’anatomopatologo nei percorsi oncologici e sull’importanza della diagnosi precoce nei tumori ovarici, spesso individuati in fase avanzata per la presenza di sintomi poco specifici.
Sul tema della presa in carico multidisciplinare è intervenuto il direttore della
Uoc di Ginecologia e Ostetricia Giuseppe Trojano, che ha sottolineato la necessità di costruire percorsi clinici integrati tra screening, chirurgia oncologica, genetica e terapie personalizzate. «Una donna non può trovarsi sola davanti a una diagnosi oncologica senza sapere quale strada seguire. È necessario costruire percorsi chiari e condivisi all’interno di una vera rete oncologica regionale», ha affermato. La dottoressa Immacolata Brucoli della Uosd di Oncologia medica ha invece evidenziato il peso degli stili di vita e delle cure personalizzate. «Ogni paziente ha caratteristiche differenti e proprio per questo le cure devono essere sempre più mirate», ha spiegato.A chiudere gli interventi scientifici è stata la dottoressa Grazia Lazzari, direttore della Struttura complessa interaziendale di Radioterapia, che ha illustrato le nuove tecnologie capaci di garantire trattamenti più precisi e meno invasivi. Numerosi gli interventi del pubblico, in particolare delle donne dell’associazione “Una Stanza per un Sorriso” di Policoro, protagoniste del dibattito sui temi della prevenzione e del supporto alle pazienti oncologiche.
Il consigliere regionale commenta l’accordo tra Asp e Asm sul personale con limitazioni e rilancia la proposta di legge
POTENZA. «Un segnale importante per tanti operatori che continuano a mettere a disposizione competenze ed esperienza al servizio della sanità lucana». Così il consigliere regionale Nicola Morea commenta l’accordo raggiunto tra Asp e Asm per il personale del 118 con limitazioni, definendolo una risposta attesa da tempo ma anche un punto di partenza per affrontare in modo strutturale le criticità del sistema dell’emergenza-urgenza regionale.Secondo Morea, il protocollo recentemente siglato tra le due aziende sanitarie dimostra che una soluzione organizzativa è possibile, ma non può rappresentare l’unico strumento per affrontare problematiche che riguardano decine di operatori sanitari. «Non possiamo pensare –
afferma il consigliere regionale – che questioni così delicate vengano affrontate ogni volta attraverso accordi episodici o protocolli costruiti caso per caso. Il rischio è lasciare il personale in una condizione di incertezza continua, senza una prospettiva stabile e senza una visione organizzativa complessiva».Il tema, secondo l’esponente regionale, va inserito all’interno di una più ampia revisione del Centro Emergenza Urgenza 118 lucano. Una riorganizzazione che, nelle intenzioni di Morea, dovrebbe consentire di superare le attuali difficoltà e garantire strumenti permanenti per i lavoratori che, pur avendo limitazioni sopravvenute, possono continuare a svolgere un ruolo prezioso all’interno del sistema sanitario regiona-

le.«Da tempo sostengo che sia necessario intervenire con una riorganizzazione vera del sistema del Centro Emergenza Urgenza 118 – spiega –. In attesa di questo percorso, però, bisogna garantire strumenti certi e permanenti per il personale con li- mitazioni. È esattamente il senso della proposta di legge che ho depositato insieme al presidente del Consiglio regionale Marcello Pittella e che ora è all’esame
della commissione competente».La proposta normativa punta infatti a rendere stabile la possibilità di passaggi e mobilità tra Asp e Asm per il personale del 118 con limitazioni, superando la logica degli interventi occasionali e costruendo un meccanismo ordinario e continuativo. Un intervento legislativo che nasce con l’obiettivo di colmare le criticità organizzative e superare la frammentarietà degli strumenti oggi disponibili.Per Morea il personale del 118 rappresenta «una risorsa strategica» per la sanità lucana e deve essere tutelato attraverso una programmazione stabile e non più emergenziale. «Bene l’accordo raggiunto – conclude – ma ora trasformiamolo in una soluzione definitiva e strutturale».
Il convegno nazionale promosso da Amcli Basilicata il 29 maggio a Potenza tra sanità, ambiente e ricerca scientifica
POTENZA. L’antimicrobico-resistenza come emergenza sanitaria globale e la necessità di affrontarla attraverso una strategia condivisa tra medicina, ambiente e veterinaria. Saranno questi i temi al centro del convegno nazionale “La sorveglianza e il contrasto all’antimicrobico-resistenza: importanza dell’approccio One Health”, promosso da Amcli Basilicata e organizzato dall’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza il prossimo 29 maggio nell’auditorium dell’ospedale.
L’iniziativa, diretta scientificamente dalla dottoressa Teresa Lopizzo, responsabile della Uos di Microbiologia e Virologia del laboratorio Cedia, riunirà medici, veterinari, biologi, ricercatori universitari ed esperti di sanità pubblica per affrontare una delle minacce più rilevanti per la salute mondiale. L’approccio “One Health”, riconosciuto dall’Organizzazione mondiale della sanità e recepito dal Piano nazionale di contrasto all’antibioticoresistenza, considera infatti la salute umana, animale e ambientale come parti di un unico ecosistema. Secondo i dati epidemiologici richiamati dagli organizzatori, in Europa si

registrano ogni anno oltre 35mila morti causate da infezioni resistenti ai farmaci tradizionali. Le stime indicano inoltre che, senza interventi efficaci, entro il 2050 la resistenza agli antibiotici potrebbe diventare la prima causa di morte al mondo. «Ospitare un evento di questa portata scientifica conferma il ruolo di primo piano che la nostra struttura e il Cedia ricoprono nel panorama sanitario nazionale», ha dichiarato il direttore generale dell’Aor San Carlo, Giuseppe Spera, sottolineando l’importanza di rafforzare diagnostica avanzata e cultura del corretto utilizzo dei farmaci.Il programma dei lavori sarà articolato in due sessioni. In mattinata si parlerà di gestione dei pazienti ospedalizzati,
analisi epidemiologica, nuovi strumenti terapeutici e ruolo dei laboratori di microbiologia. Nel pomeriggio l’attenzione si sposterà invece sull’impatto ambientale e veterinario, con la presentazione di dati relativi a un progetto pilota sul monitoraggio dei batteri resistenti nelle acque reflue. Protagonista del percorso scientifico sarà anche il Cedia diretto dal dottor Vito Pafundi, laboratorio di riferimento regionale per la microbiologia clinica, operativo nella rete ospedaliera di Potenza, Melfi, Villa d’Agri, Pescopagano e Lagonegro. «Le scelte terapeutiche che facciamo oggi condizioneranno la disponibilità di antibiotici efficaci per i pazienti di domani», ha spiegato Pafundi.
MANIERI RELATORE AL CONGRESSO NAZIONALE
POTENZA. La Pediatria dell’Aor San Carlo di Potenza protagonista all’81° Congresso nazionale della Società italiana di pediatria, in programma a Padova dal 26 al 29 maggio. Il direttore della Uoc di Pediatria, Sergio Manieri, è stato incaricato di tenere una relazione sull’assistenza ospedaliera pediatrica in Italia, tema centrale nel confronto sul futuro del Servizio sanitario nazionale.Manieri, past president della Sip Basilicata e coordinatore nazionale della Commissione Assistenza Sip, porterà all’attenzione del congresso l’esperienza maturata nel capoluogo lucano, inserendola nel dibattito su modelli organizzativi, criticità e prospettive della rete pediatrica italiana.Per il reparto potentino arriva anche un ulteriore riconoscimento scientifico. Due abstract prodotti dalla Uoc di Pediatria sono stati infatti selezionati come comunicazioni orali nell’ambito del congresso nazionale, confermando la qualità dell’attività clinica e progettuale sviluppata negli ultimi anni.«Essere chiamati a discutere dell’assistenza ospedaliera pediatrica italiana è motivo di grande responsabilità», ha sottolineato Manieri, evidenziando il contributo che anche realtà territoriali di dimensioni intermedie possono offrire al panorama scientifico nazionale.

La donna è tornata a camminare dopo cinque giorni. L’esperienza dell’Ortopedia tra cure e riabilitazione precoce
LAGONEGRO. A 102 anni è tornata a camminare con il girello appena cinque giorni dopo l’intervento chirurgico per una frattura del collo del femore. Continua all’ospedale di Lagonegro l’esperienza dell’Unità operativa complessa di Ortopedia e Traumatologia nel trattamento dei pazienti ultra centenari, un’attività sempre più frequente a causa dell’aumento dell’età media della popolazione.L’ultimo caso riguarda la signora Maria, classe 1924, originaria di Viggianello e residente a Francavilla in Sinni con la figlia e il genero. La donna è caduta nella propria abitazione mentre si muoveva con il girello. Il rapido intervento dei soccorsi, il trasferimento in pronto soccorso e l’operazione ese-
guita entro 48 ore hanno consentito un recupero precoce e la riduzione delle complicanze post operatorie.Nel reparto diretto dal dottor Alagia, direttore della Uoc di Ortopedia e Traumatologia e dell’Area dipartimentale chirurgica, la riabilitazione inizia subito dopo l’intervento. Un approccio che ha permesso alla paziente di tornare in piedi e riprendere la deambulazione già prima della dimissione. La signora Maria, che ancora oggi lavora all’uncinetto, ha voluto ringraziare il personale ospedaliero donando alcuni lavori realizzati a mano.L’esperienza maturata dall’equipe di Lagonegro nel trattamento delle fratture da fragilità parte da lontano. Già nel 2016 il reparto aveva trattato con buoni risultati una paziente di 103 anni

che era poi tornata a camminare con l’ausilio di supporti.Il progressivo invecchiamento della popolazione rende sempre più frequenti questi casi. In Italia, secondo i dati epidemiologici riferiti all’inizio del 2026, si contano oltre 2 milioni e mezzo di per-
sone ultra 85enni e circa 24mila ultra centenari. Una realtà che si riflette anche nei ricoveri dell’ospedale lucano, dove attualmente sono assistiti altri pazienti ultra novantenni sottoposti a interventi chirurgici per frattura del femore e già avviati alla ripresa motoria.Il reparto di Ortopedia e Traumatologia di Lagonegro si sta specializzando sempre di più nella gestione dei grandi anziani grazie a un lavoro multidisciplinare che coinvolge ortopedici, fisiatri, fisioterapisti, infermieri e operatori socio-sanitari. Secondo il team sanitario, il tema richiede attenzione crescente anche da parte delle aziende sanitarie e delle istituzioni, considerando che nei prossimi anni la popolazione anziana continuerà ad aumentare sensibilmente.
Proseguono le indagini sulla morte dell’autotrasportatore 52enne ritrovato cadavere lo scorso 12 maggio; la svolta potrebbere essere in due giubbini e un cappello
DI M IRI AM GA LGA N O
Procedono, senza sosta e con il massimo riserbo, le indagini degli inquirenti sulla morte di Nicola Scarascia, il 52enne originario di Scanzano Jonico ritrovato cadavere a pochi giorni dalla sua scomparsa, risalente all’8 maggio scorso.
INDAGINI
SENZA SOSTA
A oggi, il lavoro degli investigatori si sta focalizzando sulla ricostruzione delle ultime ore di vita dell’autotrasportatore attraverso esami scientifici approfonditi sugli indumenti, esami istologici sui tes-
suti, e un’analisi accurata delle immagini delle telecamere di videosorveglianza cittadine che potrebbero aver ripreso l’uomo mentre saliva a bordo di un’automobile bianca, appartenente al presunto killer, indirizzando così le ricerche sul tragitto percorso dal mezzo. Resta centrale il nodo del movente, legato a un prelievo in banca effettuato pochi minuti prima di svanire nel nulla. Tuttavia, chi conosceva Nicola lo descrive come una persona molto tranquilla e lontana da contesti criminali.Gli inquirenti ipotizzano che la vittima sia stata attirata in
auto, portata altrove, immobilizzata e strangolata, prima di essere gettata nel canale per occultarne il cadavere.
I sospetti, al momento, si concentrano su due persone, una delle quali sarebbe già stata ascoltata dal pm Annunziata Cazzetta, che coordina le indagini. Al sospetatto. sono stati sequestrati due giubbotti, un cappello e i telefoni cellulari. Elementi, questi, che potrebbero determinare una svolta nelle indagini. Non ci sono, tuttavia, ancora iscrizioni ufficiali nel registro degli indagati.


In Sesta Commissione illustrati gli interventi finanziati dal Ministero dell’Interno per la messa in sicurezza di viabilità e aree vulnerabili del territorio comunale
La Sesta Commissione consiliare permanente del Comune di Potenza, presieduta dal consigliere comunale Gianmarco Guidetti, ha audito nei giorni scorsi l’assessore all’Ambiente Michele Beneventi e la dirigente dell’U.D. Ambiente, ingegnera Angela Laurino, sugli importanti finanziamenti ottenuti dall’amministrazione comunale per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e messa in sicurezza della viabilità cittadina. Al centro della seduta, le risorse nazionali assegnate dal Ministero dell’Interno, per un importo complessivo di quasi 5 milioni di euro, destinate ad alcune aree considerate strategiche e particolarmente vulnerabili del territorio comunale. «Durante la seduta — scrive in una nota Gianmarco Guidetti — sono stati illustrati gli interventi finanziati attraverso fondi nazionali del Ministero dell’Interno, per un importo complessi-
vo di quasi 5 milioni di euro, destinati ad alcune aree strategiche e particolarmente vulnerabili del territorio comunale, tra cui
Avigliano Scalo, via Costa della Gaveta, via San Cono, via Rifreddo e vari tratti di via Serre». Nel corso dell’audizione, la dirigente dell’U.D. Ambiente, ingegnera Angela Laurino, ha illustrato la documentazione tecnica relativa agli interventi ammessi a finanziamento, evidenziando il lavoro tecnico-amministrativo svolto dagli uffici comunali per consentire al Comune di Potenza di accedere alle risorse nazionali stanziate. L’assessore Beneventi e gli uffici tecnici hanno sottolineato come le opere previste rappresentino un passaggio fondamentale nella strategia di prevenzione e tutela della pubblica incolumità. L’obiettivo è intervenire su criticità storiche legate alla stabilità dei versanti, alla sicurezza stradale e alla capacità del territorio di
resistere agli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici. Durante i lavori della Commissione, diversi interventi dei commissari hanno espresso apprezzamento e congratulazioni agli uffici comunali e all’U.D. Ambiente per il lavoro svolto. Un’attività che ha permesso al Comune di Potenza di intercettare importanti risorse nazionali grazie a una programmazione puntuale e a una progettazione sviluppata in tempi rapidi ed efficaci. «Dalla discussione — ha ribadito Guidetti — è emersa con forza la necessità di rafforzare sempre di più una visione strategica sul dissesto idrogeologico, puntando sulla prevenzione e sulla pianificazione, senza limitarsi a rincorrere le emergenze. È stato sottolineato come sia fondamentale individuare e monitorare costantemente le aree maggiormente esposte a criticità, così da consentire all’amministrazione di programmare in-

terventi mirati e tempestivi prima che le situazioni di rischio possano aggravarsi». Particolare attenzione è stata posta anche al tema dei cambiamenti climatici, ormai centrale nelle politiche di governo del territorio. Per Guidetti, la gestione del dissesto idrogeologico deve passare attraverso una programmazione preventiva, capace di individuare per tempo le aree più fragili e pianificare interventi effi- caci. «È necessario individuare e monitorare per
La legalità come pratica quotidiana, da coltivare a scuola e nella vita di comunità. È questo il messaggio al centro del Premio Legalità in memoria del maresciallo Agatino Di Matteo, Vittima del Dovere e insignito della Medaglia di Bronzo al Valore dell’Arma dei Carabinieri. L’iniziativa si terrà mercoledì 27 maggio 2026, alle ore 9.30, presso il Centro sociale di Malvaccaro, a Potenza, e nasce dalla collaborazione tra l’Istituto comprensivo «Don Milani-Leopardi» e l’associazione APS-ETS «Testimonianze di Valore», fondata in memoria dei servitori dello Stato Agatino Di Matteo e Giambattista Rosa. L’evento gode del patrocinio del Comune di Potenza, attraverso l’assessorato alla Cultura, della Regione Basilicata e di ANCI Basilicata. Al centro della giornata ci saranno la memoria, il senso del dovere e il ruolo educativo della scuola. L’Istituto «Don MilaniLeopardi» ha infatti accompagna-
to gli alunni in un percorso dedicato alla legalità, con l’obiettivo di trasformare il ricordo in cittadinanza attiva. Gli studenti saranno protagonisti della manifestazione anche attraverso l’esposizione dei lavori realizzati nell’ambito del progetto, testimonianza del modo in cui le nuove generazioni interpretano i valori del rispetto delle regole, della responsabilità e della convivenza civile. Il momento principale sarà la premiazione del concorso intitolato «Il sacrificio del Maresciallo Agatino Di Matteo è un esempio di legalità e senso del dovere, valori che guidano gli uomini e le donne di tutte le istituzioni che ogni giorno lottano sul territorio per la legalità». Ricordare il maresciallo Di Matteo e Giambattista Rosa significa, nelle intenzioni degli organizzatori, consegnare ai più giovani il testimone della giustizia e far comprendere loro che le istituzioni sono composte da donne e uomini che, con co-
raggio e spirito di servizio, operano ogni giorno per difendere la collettività. Alla cerimonia prenderanno parte Franca Lorati, vedova del maresciallo Di Matteo, e la figlia Valeria Di Matteo, presente sia come familiare sia in qualità di presidente dell’associazione «Testimonianze di Valore». Sarà proprio Valeria Di Matteo, insieme alle massime autorità istituzionali civili e militari presenti, a consegnare i premi agli studenti: buoni acquisto da utilizzare in negozi di elettronica e informatica. Gli elaborati del concorso sono stati valutati da una giuria di qualità, arricchita dalla presenza delle artiste Rocchina Lepore e Ida Tricarico, a conferma del ruolo dell’arte e della cultura come strumenti capaci di veicolare messaggi di legalità, memoria e riscatto sociale. La giornata sarà segnata anche da un importante debutto artistico e istituzionale. Gli alunni dell’Istituto comprensivo «Don Milani-Leopardi» eseguiranno per
tempo le aree più critiche del territorio, così da pianificare gli interventi in maniera tempestiva ed efficace, anche alla luce dei cambiamenti climatici», ha concluso Guidetti. Gli interventi finanziati rappresentano quindi un tassello rilevante nella più ampia strategia di messa in sicurezza del territorio comunale, con particolare attenzione alla prevenzione, alla tutela dei cittadini e alla salvaguardia delle infrastrutture viarie nelle zone più esposte al rischio.

la prima volta un canto scelto dall’associazione come inno ufficiale. Titolo, testo e note resteranno riservati fino al giorno della manifestazione, ma dalle prime anticipazioni emerge il profilo di un’opera dal forte valore civile, pensata per unire il ricordo dei due servitori dello Stato ai quali è dedicata l’associazione e un tributo solenne a tutte le Vittime del Dovere del Paese. L’invito a partecipare è rivolto alla cittadinanza e agli organi di informazione, per condividere un momento di alto valore civile, educativo e umano.
L’iniziativa promossa dall’ARDSU Basilicata. Summa : «Vogliamo un’Università sempre più integrata con la città»
Un pranzo speciale per unire studenti, istituzioni e territorio nel segno della tradizione lucana. Domani, a partire dalle ore 13, la mensa universitaria del Campus di Macchia Romana ospiterà il “Mensa Day – Aspettando San Gerardo”, iniziativa promossa dall’ARDSU Basilicata in collaborazione con i Portatori del Santo, la Regione Basilicata e il Comune di Potenza.L’evento nasce con l’obiettivo di avvicinare il mondo universitario alle tradizioni popolari e culturali della città, in uno dei momenti più sentiti dalla comunità potentina: le celebrazioni dedicate a San Gerardo, patrono del capoluogo lucano. Per l’occasione, agli studenti sarà proposto un menù arricchito con piatti tipici della tradizione locale, trasformando la mensa in uno spazio di incontro, condivisione e parteci-
pazione. L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso avviato dall’ARDSU Basilicata per valorizzare non solo i servizi legati al diritto allo studio, ma anche le occasioni di aggregazione e crescita culturale all’interno della comunità universitaria. Il “Mensa Day” punta infatti a rafforzare il senso di appartenenza degli studenti, creando un legame sempre più stretto tra Università e città attraverso il linguaggio universale del cibo e delle tradizioni.“Vivi la tradizione. Condividi la comunità” è il messaggio scelto per accompagnare la giornata, pensata come un momento simbolico di dialogo tra studenti, istituzioni e territorio.A sottolineare il valore dell’iniziativa è il presidente dell’ARDSU Basilicata, Enzo Summa: «L’Ardsu apre le porte dell’Università alle istituzioni, avvicinando gli
studenti al capoluogo proprio da uno dei luoghi più rappresentativi della vita universitaria: la mensa. Da anni si parla della necessità di integrare l’Università con la città e l’Ardsu, grazie al lavoro del management dell’Ente, dal prossimo anno accademico potrà contare su oltre 170 posti negli studentati del centro storico di Potenza, confermando la volontà di riportare i giovani nel cuore della città».Alla giornata prenderanno parte anche il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, il sindaco di Potenza Vincenzo Telesca, l’assessore comunale alla Cultura Roberto Falotico, l’onorevole Salvatore Caiata, oltre a numerosi assessori e consiglieri regionali e comunali.Secondo Summa, l’evento rappresenta l’inizio di un percorso condiviso «verso il benessere degli studenti e verso tutte quelle
attività capaci di creare relazioni, inclusione e integrazione nel tessuto sociale e culturale della città capoluogo».

Potenza previsto un laboratorio di pasta per i bambini e tanto divertimento. Mario Garramone presenterà il suo volume Paninarum
Quattro serate di divertimento, animazione, degustazione e intrattenimento nel segno della festa. Così l'Associazione Il Borgo dei Sapori ha inteso promuovere l'evento che avrà luogo interamente in piazza XI Settembre a Potenza a fianco al Palazzo di Città, cuore pulsante della vita civile e istituzionale del capoluogo. Tutto questo grazie al patrocinio del Comune di Potenza, della Regione Basilicata nell'ambito delle iniziative del Maggio Potentino. Da oggi fino al 30 Piazza XI Settembre sarà teatro di iniziative di gastronomia, cultura, musica e intrattenimento grazie alla presenza della Possidente Animation, di Antonio Santaarsiero, di Magic Man Show e tanto altro. La musica, la presentazione del volume scritto da Mario Garramone dal titolo inequivocabile “Paninarum” costituiranno l'emblema della quattro giorni di iniziative collaterali ma non per questo meno importanti legate alle festività del Santo Patrono a Potenza. La struttura associativa potentina ha presentato ieri mattina il cartellone proprio in Piazza

XI Settembre alla presenza dell'assessore alla Cultura, Roberto Falotico, del presidente Italo Marsico e della vicepresidente Maria Vittoria Pinto. Il lavoro per sviluppare e mettere a sistema il cartellone è stato davvero incessante e proprio per questo i promotori hanno deciso di dare vita ad una kermesse semplice ma dall'alto valore aggregativo puntando su semplici momenti di svago per rendere bella e accattivante la festa di San Gerardo. La dodicesima edizione del Borgo dei Sapori si avvale del fondamentale contributo degli sponsor che hanno garantito un sostegno sia in termini finanziari che orga-
nizzativi mettendo a sistema una rete fitta e collaudata di partner capaci di dare vita e forma alla quattro giorni di festa. Da segnalare lo svolgimento del laboratorio di pasta per bambini e dello show cooking che rappresentano alcuni dei momenti più interessanti della quattro giorni. Ovvio e scontato l'ausilio e il contributo del Comune di Potenza rappresentato ieri mattina durante l'incontro con i giornalisti dall'assessore alla Cultura, Roberto Falotico che ha inteso fare il punto su questa iniziativa sottolineandone gli aspetti salienti; “Il Borgo dei Sapori è alla dodicesima edizione. Quindi dal 26 maggio al
30 avremo di nuovo un momento in centro storico, di gradimento per l'editoria, la gastronomia, la musica e anche di un concetto di centro storico che ha diverse iniziative diffuse e quindi con la capacità di essere a tutto tondo comunità. Ci sono le condizioni oggi per dire che il volontariato e il sistema associativo sono in grado di dare risposte puntuali. Innanzitutto dobbiamo essere comunità, senza avere la possibilità di sentirci comunità tutte le altre battaglie sono sostanzialmente nulle, ecco perché dobbiamo lavorare tutti assieme”. Il presidente dell'Associazione Il Borgo dei Sapori, Italo Marsico ha par-
lato del cartellone: “Ci sarà una manifestazione il 26 dedicata ai bambini alle 19 per proseguire poi con musica live. Il 27 avremo la presentazione del libro “Paninarum” e lo show cooking con la preparazione dei panini, il 28 sempre musica live, il 29 avremo la nostra Parata dei Turchi quindi il Borgo dei Sapori aspetta solo i visitatori, il 30 invece avremo una partecipazione con Piacere Lucania dove andremo a fare un laboratorio di pasta proprio per i più piccoli, quindi faremo mettere le mani in pasta ai bambini dove faremo uno show cooking e quindi far assaggiare i prodotti della nostra terra”. Maria Vittoria Pinto ha detto la sua sulla dodicesima edizione de Il Borgo dei Sapori: “È un grande sforzo soprattutto in questo periodo dell'anno ma se pensiamo al primo anno in cui abbiamo cominciato l'entusiasmo e la partecipazione sono sempre gli stessi. Abbiamo pensato ad un momento durante la Festa di San Gerardo in cui ci si poteva fermare con le famiglie oppure anche solo per chiacchierare. Vi aspettiamo al Borgo”
F RANCESCO M ENONNA
L’iniziativa, nata dalla co-progettazione con Differenza Donna e sostenuta dalla Regione Basilicata, sarà presentata domani a Tolve
Al via gli incontri di sensibilizzazione nei Comuni dell’Ambito Socio-Territoriale Alto Basento grazie al Progetto AlBA, nato dalla co-progettazione dell’Ambito Socio-Territoriale n. 1 con l’Associazione Differenza Donna Aps-Ong e sostenuto dal contributo della Regione Basilicata. L’iniziativa è finalizzata a diffondere conoscenze e strumenti sulle azioni di prevenzione e contrasto della violenza maschile contro le donne, promuovendo un percorso di informazione rivolto alla comunità e agli attori del territorio.
All’incontro di Tolve che si terrà alle ore 18:00 presso Casa della cura e delle associazioni, prenderanno parte, con i rispettivi saluti, i rappresentanti delle istituzioni coinvolte nel percorso del Progetto AlBA. Apriranno la partecipazione il sindaco Renato Martucci e l’assessora alle politiche sociali del Co-
mune di Tolve Margherita Buchicchio, che introdurranno l’iniziativa e il valore dell’impegno sul territorio.
Porteranno quindi i loro contributi anche i rappresentanti della Regione Basilicata.
L’assessore Cosimo Latronico interverrà sulle politiche legate alla salute, alle persone e alle misure previste nell’ambito del PNRR, mentre il vice presidente Pasquale Pepe sottolineerà l’attenzione strategica che la Regione riserva alle azioni di prevenzione e contrasto della violenza maschile contro le donne.
Nel corso dell’evento interverranno anche le figure dedicate alle pari opportunità e alle politiche di genere: Ivana Pipponzi, consigliera di parità della Regione Basilicata, Simona Bonito, consigliera di parità della Provincia di Potenza, e Vittoria Tiziana Rotunno, presidente della Commissione Regio-

nale Pari Opportunità (CRPO), che richiameranno l’importanza di percorsi di sensibilizzazione capaci di rafforzare consapevolezza e diritti.
A seguire prenderanno la parola i referenti dell’Ambito socio-territoriale e dell’associazione promo-
trice. Anna Ventura, coordinatrice dell’UDP dell’Ambito socio-territoriale Alto Basento, Comune capofila Pietragalla, racconterà il ruolo dell’ente nell’ambito della co-progettazione. Caterina Pafundi, responsabile del Progetto AlBa per Diffe-
renza Donna, illustrerà finalità e linee di intervento, mentre Palmira Valentina Gasaro, avvocata dell’ufficio legale di Differenza Donna, approfondirà il taglio giuridico e l’importanza di conoscere diritti, tutele e percorsi di supporto.

Il Sindaco a Cronache: «Eravamo preparati e monitoravamo la strada, ma la situazione è grave. Ora è attivo il Coc e il taxi solidale»

Il cedimento della sede stradale in Corso Vittorio Emanuele, lungo la S.P.7, non ha trovato impreparata l’Amministrazione comunale di San Chirico Raparo, guidata dal Sindaco Vincenzo Cirigliano. Raggiunto da Cronache infatti, il Primo cittadino ci spiega che «era una strada già monitorata. La situazione è grave, e per fortuna eravamo mobilitati sul problema or-
mai da alcuni giorni, allertati da diverse crepe nell'asfalto, pertanto abbiamo monitorato costantemente con l'Ufficio tecnico, i Consiglieri comunali, la Giunta, insieme ai Carabinieri, Vigili del Fuoco e chiunque poteva dare il suo contributo. Anche con la Provincia abbiamo fatto due sopralluoghi, e poi la situazione è andata via via aggravandosi fino a quando abbiamo dovuto emanare Ordinanza di chiusura di una delle corsie per senso di marcia, quella più esterna.
L’Ordinanza è stata lungimirante e provvidenziale, difatti dopo 5-6 ore la strada è crollata. Abbiamo dunque scongiurato il peggio, evitando che al momento del crollo vi fossero veicoli in transito. Ora bisognerà capire a cosa è dovuto il cedimento». Il Sindaco ci spiega anche che le vie d’accesso al centro abitato sono diverse, «il problema però è che
la spaccatura è proprio in mezzo al paese». Il crollo di un muro di sostegno che ha fatto cedere parte della carreggiata, ha reso necessario, a scopo precauzionale, allontanare dalle proprie abitazioni due famiglie che vivono nei pressi dello smottamento.
COMUNE E CROCE ROSSA PREDISPONGONO UN “TAXI SOLIDALE”
L’Amministrazione intanto si è attivata anche per venire incontro alle fasce più deboli della popolazione residente, come ci racconta ancora Cirigliano: «Per dare un po' di aiuto ai cittadini abbiamo predisposto insieme alla Croce Rossa locale due “taxi solidali” quindi metteremo una macchina a monte della frana e una macchina a valle visto che in mezzo non si può passare. In questo modo anziani, persone con disabilità, cittadini con difficol-
tà negli spostamenti e chiunque abbia necessità di supporto per raggiungere servizi essenziali come il Medico o la Guardia medica, piuttosto che attività commerciali o altre aree del paese, potranno usufruire di questo servizio»
IERI SCUOLE CHIUSE PER CONSENTIRE
LAVORI SUI
SERVIZI IDRICI, FOGNARI E ELETTRICI.
ATTIVATO IL COC
Il crollo ha interessato l'intera sede stradale e la situazione è ancora in continua evoluzione. Il Sindaco già nella giornata di domenica aveva emesso Ordinanza di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado sul territorio comunale, in quanto il movimento franoso avrebbe potuto causare l'interruzione dei servizi idrici, fognanti e elettrici. Ieri dunque la zona è stata interessata da
«lavori, dai rispettivi gestori al fine di by-passare e mettere in sicurezza il loro idoneo funzionamento».
Per quanto riguarda il Centro Operativo Comunale conclude il Sindaco, «si è reso necessario attivarlo per coordinare l'impiego del Volontariato di Protezione Civile e per la gestione dei mezzi e delle risorse materiali occorrenti per fronteggiare qualunque tipo di emergenza dovesse verificarsi».

A oltre un mese dalla frana provocata dal maltempo, cittadini e amministratori denunciano ritardi e collegamenti sempre più difficili
Un cronoprogramma dettagliato degli interventi e l’anticipazione delle risorse già previste per il ripristino della viabilità tra Venosa e Forenza. È quanto chiedono alla Provincia di Potenza la Cgil di Potenza, le Camere del lavoro di Forenza e Venosa e il comitato civico sull’emergenza viaria, riuniti in una partecipata assemblea pubblica dedicata alla grave situazione infrastrutturale dell’area.All’incontro hanno preso parte il presidente della Provincia di Potenza, Christian Giordano, alcuni consiglieri provinciali e i sindaci di Venosa e Forenza. Assenti invece i rappresentanti della Regione Basilicata, che hanno comunque fatto sapere di aver stanziato 278 mila euro per la manutenzione delle strade interessate dall’emergenza. Una somma che dovrebbe aggiungersi agli oltre 5 milioni di euro già programmati dalla Provincia, ma non ancora trasferiti dalla Regione nell’ambito della programmazione 2021-2027.A oltre un mese dalla frana causata dal maltempo, i disagi continuano a pesare sui cittadini dei comuni

coinvolti, in particolare Venosa, Forenza, Maschito e Palazzo San Gervasio. I tempi di percorrenza si sono notevolmente allungati, con conseguenze pesanti per lavoratori e studenti che ogni giorno devono raggiungere scuole e luoghi di lavoro.Forte preoccupazione è stata espressa anche per le difficoltà legate all’accesso ai servizi sanitari. In caso di emergenze, infatti, raggiungere i presidi ospedalieri diventa sempre più complicato, così come restano critiche le condizioni per i pa-

zienti oncologici diretti al Crob di Rionero.Nel corso dell’assemblea è stato evidenziato il rischio concreto che il comune di Forenza possa trovarsi in una situazione di quasi totale isolamento, con gravi ripercussioni sul diritto alla mobilità dei cittadini. Da qui la richiesta di misure immediate, almeno per garantire collegamenti efficienti verso gli ospedali e il capoluogo di regione.Per fronteggiare l’emergenza, la Cgil ha già avanzato alla Provincia la proposta di attivare un servizio na-
vetta attraverso il trasporto pubblico extraurbano, come soluzione temporanea in attesa dell’avvio dei lavori annunciati. Una misura che dovrà essere condivisa anche con la Regione Basilicata.Al termine dell’incontro, Cgil e comitato civico hanno preso atto della disponibilità della Provincia ad anticipare le somme necessarie per gli interventi, chiedendo però alla Regione di fare altrettanto e di accelerare il trasferimento dei fondi indispensabili per superare l’emergenza.

Approvati
MATERA. Si è conclusa con un esito di piena convergenza la seduta del Consiglio provinciale di Matera del 27 maggio. Tutte le proposte iscritte all’ordine del giorno sono state infatti approvate all’unanimità dai consiglieri provinciali presenti, confermando un quadro di forte coesione amministrativa.Nel corso dei lavori sono stati esaminati e approvati i riconoscimenti di debiti fuori bilancio relativi a interventi di somma urgenza conseguenti a eventi meteorologici e franosi verificatisi sul territorio provinciale, nonché quelli derivanti da recenti pronunce della Corte d’Appello di Potenza e della Corte d’Appello di Napoli. L’assemblea ha inoltre adottato il provvedimento ricognitivo concernente l’uso pubblico di alcune aree stradali e ha approvato una variazione al bilancio di previsione 2026/2028, atto ne-
cessario per l’aggiornamento della programmazione economicofinanziaria dell’Ente.Il presidente della Provincia, Francesco Mancini, ha espresso «grande soddisfazione per l’esito della seduta. Quando l’obiettivo comune è il bene del territorio, le differenze diventano risorse e il confronto si traduce in un contributo costruttivo».«L’approvazione unanime di tutti i punti all’ordine del giorno è un segnale di maturità istituzionale, senso di responsabilità e capacità di collaborazione da parte dei consiglieri provinciali e conferma il valore del lavoro da loro svolto con dedizione, competenza e spirito di servizio. Tutte qualità che dimostrano come i consiglieri sappiano interpretare al meglio il ruolo loro affidato».In conclusione, il presidente ha esaltato «la capacità di analisi, la disponibilità al

dialogo e la volontà di costruire soluzioni condivise dei componenti il Consiglio, che rappresentano un patrimonio prezioso per
l’intera comunità provinciale. Ringrazio ciascun consigliere per l’impegno e per l’importante senso di responsabilità dimostrato».
La visita guidata e il laboratorio di turismo industriale nell’ambito delle attività di orientamento e formazione scuola-lavoro
PISTICCI. Una scuola sempre più aperta al territorio, capace di intrecciare formazione, orientamento e cultura d’impresa. È questo il senso della giornata vissuta il 15 maggio dagli studenti dell’Itset “M. Capitolo” di Tursi, plesso dell’Iis “PolicoroTursi”, protagonisti di una visita guidata e di un laboratorio dedicato al tema «Cultura d’impresa e turismo industriale» ospitati al Museo Essenza Amaro Lucano di Pisticci Scalo. L’iniziativa ha coinvolto gli alunni delle classi terze e quinte degli indirizzi Amministrazione, Finanza e Marketing, Turismo e Informatica, nell’ambito delle attività previste dal decreto ministeriale 328 del 2022 sull’orientamento e dei percorsi di formazione scuola-lavoro. Durante la giornata gli studenti hanno partecipato a workshop tecnici dedicati alla gestione aziendale e al marketing territoriale, guidati dal dottor Gianluca Gariuolo, oltre a un percorso immersivo tra i murales di Antonio Poe, il giardino delle essenze, gli spazi museali della famiglia Vena e la “Cantineria”, accompagnati dalla dottoressa Nicla Masiello. L’esperienza è stata anche

occasione di riflessione sul ruolo della scuola nella società contemporanea. La dirigente scolastica dell’Iis “Policoro-Tursi”, Maria Carmela Stigliano, ha sottolineato come la didattica moderna debba superare il modello tradizionale legato esclusivamente ai libri di testo per trasformarsi in «un laboratorio vivo, capace di dialogare costantemente con le eccellenze produttive e culturali del territorio».Secondo la dirigente, il confronto diretto con una realtà aziendale di rilievo internazionale come Amaro Lucano ha permesso agli studenti di comprendere concretamente il legame tra digitalizzazione, commercio elettronico, gestione dei processi produttivi e valorizzazione turistica del territorio. «Non stiamo solo trasmettendo nozioni, stia-
mo costruendo competenze orientative», ha evidenziato Stigliano, spiegando come queste esperienze aiutino i giovani a individuare attitudini e percorsi professionali direttamente sul campo.La dirigente ha inoltre ribadito il valore strategico del turismo industriale e della cultura d’impresa per l’economia lucana, sottolineando l’importanza di mostrare ai ragazzi che «si può fare innovazione e impresa globale partendo dalla Basilicata».Al termine dell’iniziativa, l’istituto ha rivolto un ringraziamento al management del Museo Essenza Amaro Lucano per l’accoglienza e per la qualità delle attività proposte, confermando la volontà di continuare a investire in una visione di scuola aperta e interconnessa con il territorio.
MATERA. Nell’aula magna dell’istituto “Pentasuglia” di Matera si è svolta la cerimonia di consegna delle tre borse di studio dedicate al luogotenente dell’Aeronautica militare Francesco Antonio Guglielmucci, ex studente della scuola e già in servizio presso il 36° Stormo Caccia di Gioia del Colle, scomparso il 5 giugno 2024 in un incidente stradale a Grosseto durante una missione. L’iniziativa, promossa dall’associazione Gian Franco Lupo e dalla famiglia Guglielmucci in collaborazione con il “Pentasuglia”, ha ricordato anche il figlio Vincenzo, atleta e studente brillante, morto il 4 agosto scorso dopo una grave malattia affrontata con coraggio e dignità.Le borse di studio sono state assegnate agli studenti che si sono distinti non soltanto per il rendimento scolastico, ma anche per l’impegno nell’atletica leggera, nel segno dei valori che hanno caratterizzato la vita di Francesco Antonio Guglielmucci, tecnico, allenatore e dirigente della Polisportiva Rocco Scotellaro.Il primo premio da 300 euro è andato a Nicolò Allegretti, il secondo da 200 euro a Michele Acquasanta e il terzo da 100 euro a Davide Barbaro.Alla cerimonia hanno partecipato autorità civili, militari e religiose, rappresentanti del volontariato, del mondo sportivo e culturale, oltre ai docenti dell’istituto materano.

Il pluripremiato autore italiano incontra gli studenti su iniziativa dell’Istituto Comprensivo “Montalbano J.-Scanzano J.”
D I V I N C EN Z O M AI DA
Oggi, 26 maggio, l’Istituto Comprensivo “Montalbano J.-Scanzano J.”, ospiterà alle ore 10.00 nell’aula magna della Scuola Secondaria di Primo grado N. Fiorentino di Montalbano J., Daniele Mencarelli, il pluripremiato autore italiano, noto per aver vinto il Premio Strega Giovani 2020 con “Tutto chiede salvezza”.
Ne ha dato notizia la Dirigente dello stesso Istituto, Ines Nesi, che ha fatto altresi sapere che questa iniziativa fa parte del programma “Incontro con l’autore”. Mencarelli è anche vincitore del Premio Campiello Junior 2026 (11-14 anni) con “Adelmo che voleva essere settimo”, ed è proprio questo il libro che presenterà a Montalbano.Egli ha ottenuto anche il Premio Volponi, il Premio Opera Prima Severino Cesari e il Premio Flaiano con Sempre tornare. L’elenco di tutti i premi sarebbe davvero lungo, ma bastano quelli citati per dare un’idea del livello del poeta e narratore nato a Roma
nel 1974. “Adelmo che voleva essere Settimo” (pubblicato nel 2025) è un romanzo di formazione e d’avventura, pensato anche per ragazzi, e racconta la storia di Adelmo, un bambino che cerca il suo posto nel mondo e l’accettazione da parte dei suoi sei fratelli maggiori. Egli è il settimo figlio di una famiglia, ma a differenza dei fratelli chiamati Primo, Secondo, Terzo, Quarto, Quinto e Sesto, sua madre Evelina decide di chiamarlo Adelmo. Questo nome, nato dall’amore, diventa però causa di esclusione, facendolo sentire diverso. A seguito di una grave crisi familiare, i sei fratelli partono in cerca di fortuna e Adelmo rimane solo con la madre malata. Quando lei gli chiede di ritrovare i fratelli, Adelmo intraprende un viaggio avventuroso, affrontando prove, pericoli e mondi fantastici per riabbracciarli. Il testo esplora la solitudine, il bisogno di appartenenza, la crescita, la fratellanza e il coraggio di affrontare le proprie paure. Adelmo usa la sua intelligenza, la bontà d’animo e una speciale
sintonia con gli animali per superare le sfide. Contiene insomma tanti spunti di riflessione per i ragazzi, ma che possono interessare anche gli adulti per comprendere meglio il mondo e l’età che hanno vissuto e forse dimenticato. Sono previsti gli interventi ed i saluti della stessa Dirigente Scolastica
Ines Nesi, di Anna Dell’Aquila, Direttrice Generale USR Basilicata, di Luigi Catalani, Direttore Biblioteca Nazionale di Potenza, di Piero Marrese Consigliere regionale Basilicata. Moderano Lucia Santarcangelo, docente Scuola Secondaria di Montalbano, Michele Borraccia , docente Scuola Secondaria di Scanzano. Partecipano gli studenti e i docenti della Scuola Secondaria di Primo Grado. Sarà dunque la grande narrativa contemporanea ad aprire ufficialmente il percorso del progetto “Adotta uno scrittore”, che vede protagonista l’Istituto Comprensivo ScanzanoMontalbano. L’evento segna l’avvio di un percorso educativo e culturale che accompagnerà gli alunni nei prossimi mesi,

offrendo loro l’opportunità di confrontarsi direttamente con un autore e di scoprire la lettura come strumento di crescita personale. L’obiettivo di rendere la scuola uno spazio vivo di dialogo e condivisione. Gli studenti potranno porre domande, riflettere sui temi del libro e avvicinarsi alla letteratura in modo autentico e coinvolgente. L’amore per i libri, la narrazione, la poesia, nasce sin dal primo percorso scolastico e poi ci accompagna per tutta la
vita. L’iniziativa rientra nel progetto nazionale promosso dal Salone Internazionale del Libro di Torino, che mira a creare un ponte diretto tra autori e giovani lettori, stimolando curiosità, spirito critico e passione per i libri. La Dirigente scolastica, Ines Anna Irene Nesi, giustamente soddisfatta, ha sottolineato il valore formativo dell’iniziativa e l’importanza di offrire agli studenti occasioni di incontro con autori di rilievo.
Al via l’edizione XI di Amabili Confini 2026, un labirinto di voci e storie nel cuore della Città dei Sassi
La XI edizione Amabili Confini fa tappa questa volta nel quartiere di San Pardo, pronto ad accogliere il terzo ospite in programma: la scrittrice e consulente editoriale Liliana Rampello. In apertura dell’incontro, che si terrà in Vico G. Bruno, verrà premiato il racconto vincitore del concorso di scrittura per le scuole superiori “I colori dell’immaginazione”, per la sezione “Rosa” (romance, commedia). Subito dopo si darà voce agli autori dei testi selezionati tra tutti quelli pervenuti dai quartieri Granulari, San Giacomo e San Pardo di Matera. La seconda parte dell’incontro sarà dedicata, invece, alla presentazione del libro Un anno con Jane Austen di Liliana Rampello. Un viaggio in 365 giorni attraverso i sei romanzi di Jane Austen: matrimoni, balli, paesaggi, personaggi indimenticabili. Un libro che esplora il mistero di come Miss Austen, dal salotto di un piccolo rettorato inglese di fine Settecento, abbia saputo dar vita a un universo di relazioni ed emozioni che dopo oltre due secoli ci parla ancora. «L’intenzione è di far venire il travolgente desiderio di leggere e rileggere Jane Austen. Con la leggerezza e il divertimento che
lei avrebbe di sicuro apprezzato». Liliana Rampello vive e lavora a Milano come consulente editoriale. Nata ad Agrigento nel 1949, dal 1972 al 2007 è stata docente di Estetica all’Università di Bologna e ha pubblicato importanti studi sull’opera di Marcel Proust (La grande ricerca) e Virginia Woolf (Il canto del mondo reale), della quale ha anche curato nel 2012 l’edizione completa dei saggi (Voltando pagina). Dal 2001 al 2008 ha firmato la rubrica “Ai libri non si resiste” della rivista Via Dogana, edita dalla Libreria delle Donne di Milano; ha inoltre collaborato con Il Verri, Rinascita, Studi di Estetica, la Nuova Informazione Bibliografica e Il filo di perle. Introdurrà la serata Marianna Busiello. Con l’autrice converseranno Arianna e Nadia Manicone. In caso di maltempo l’incontro si terrà presso Alvino Relais a Matera in Via Marconi 28. Amabili Confini proseguirà con cadenza settimanale fino al 16 giugno, con altri quattro appuntamenti nei quartieri e nel centro della città. Il progetto, patrocinato dal Comune di Matera, non usufruisce di finanziamenti pubblici ma si avvale del sostegno di partner privati.

DI FABRIZIO QUARATINO
Esiste una forma di stanchezza che non nasce dal troppo fare. Nasce dal troppo trattenersi. Dal continuo limarsi per risultare compatibili, gestibili, accettabili. Ed è una stanchezza subdola, perché all’inizio sembra persino maturità. “Evito discussioni.” “Mi adatto.” “Non pretendo.” “Passerà.” Certo. Come passa un treno sopra un’aiuola. La verità è che molte persone non stanno vivendo: stanno amministrando i danni. Si muovono con la delicatezza di chi ha paura di disturbare perfino il proprio destino. E nel frattempo diventano educatissimi cadaveri

emotivi. Sorridono. Rispondono. Lavorano. Pubblicano frasi motivazionali mentre dentro hanno l’entusiasmo di una stampante senza carta. Il problema è che il mondo premia tantissimo questa forma di anestesia elegante. Se sei troppo vivo, dai fastidio. Se fai domande vere, sei complicato. Se dici che qualcosa ti manca davvero, ti guardano come si guarda uno che ha appena bestemmiato durante una lezione di yoga. Così la gente impara il trucco: abbassare lentamente il volume della propria anima fino a non sentirla più. E lo chiama equilibrio. Ma c’è una cosa curiosa che nessuno dice abbastanza: la vita non smet-
te mai di bussare. Anche quando fai finta di niente. Bussa attraverso una stanchezza improvvisa. Attraverso un vuoto inspiegabile. Attraverso quella malinconia assurda che arriva perfino nei giorni “giusti”. Perché dentro ogni essere umano esiste una parte che non accetta di essere ridotta a sopravvivenza. Una parte che continua a dire: “Non sei nato per diventare piccolo.” E infatti il vero cambiamento non comincia quando trovi una soluzione. Comincia quando smetti di mentirti con eleganza. Quando hai il coraggio di guardare in faccia ciò che senti davvero, senza trucco, senza filosofia da supermercato, senza quelle frasi tossiche tipo: “Bisogna accontentarsi.” Accontentarsi? Certo. Come mettere una
pianta in uno sgabuzzinoe poi accusarla di non fare fiori. No. L’essere umano non è fatto per spegnersi lentamente. È fatto per espandersi. Per trasformare perfino il dolore in una forma nuova di luce. E la cosa più straordinaria è che non serve diventare perfetti per ricominciare a vivere davvero. Serve solo un momento di verità. Un istante preciso in cui smetti di chiederti quanto sei stato ferito e ricominci a chiederti quanta vita hai ancora il coraggio di far passare attraverso di te. Perché a volte basta questo per cambiare tutto. Una decisione silenziosa. Un respiro più profondo. La scelta di non abbandonarsi più. E chi riesce a fare questo non diventa superiore agli altri. Diventa semplicemente vero. Ed è incredibile quanto una

persona vera possa salvare silenziosamente la vita di chi le sta accanto. Perché in un mondo pieno di gente che recita benissimo,chi ha ancora il coraggio di essere autentico non illumina solo se stesso. Diventa il promemoria vivente che anche gli altri, nonostante tutto, possono ancora tornare a fiorire.
Grande partecipazione alla prima edizione promossa dal Comune: oltre 30 espositori, confronto istituzionale e attenzione al futuro delle aree interne
Si è chiusa con un bilancio ampiamente positivo la prima edizione della Festa dell’Agricoltura, promossa dal Comune di Irsina. La manifestazione, ospitata negli spazi dell’ex consorzio, ha richiamato cittadini, operatori del settore, istituzioni e visitatori, trasformandosi in una giornata di valorizzazione dell’identità agricola del territorio e di confronto sulle prospettive di sviluppo del comparto. Fin dal suo esordio, l’iniziativa ha mostrato la capacità di unire tradizione, innovazione e partecipazione comunitaria. Oltre 30 espositori, tra produttori, aziende agricole e rivenditori di mezzi e attrezzature, hanno animato l’area espositiva con trattori, macchine agricole, tecnologie per il lavoro nei campi e strumenti legati alla tradizione rurale, offrendo una rappresentazione concreta della vitalità del tessuto produttivo locale. Particolare attenzione è stata riservata al tavolo tecnico dedicato al futuro delle aree interne e allo sviluppo del settore agricolo, con la partecipazione di Luigi Giuseppe Decollanz, presidente di Acque del Sud S.p.A., e di Vittorio Restaino, dirigente del Dipartimento
Agricoltura della Regione Basilicata. Il confronto ha rappresentato un’occasione di approfondimento sulle sfide dei territori interni e sul ruolo strategico dell’agricoltura nella crescita economica e sociale delle comunità. Alla giornata hanno preso parte anche la senatrice Maria Nocco, il vicepresidente della Regione Basilicata Pasquale Pepe, il consigliere regionale Nicola Morea, l’assessora del Comune di Gravina Antonella Lorusso, delegata alla storica Fiera di San Giorgio, e il presidente della Provincia di Matera Francesco Mancini. Una presenza istituzionale significativa, a conferma dell’attenzione verso un’iniziativa che punta a diventare un riferimento stabile per il territorio. Accanto ai momenti di confronto e agli spazi espositivi, la Festa dell’Agricoltura ha proposto occasioni di aggregazione e intrattenimento, con aree food & beverage, dj set e attività di animazione per bambini, assumendo anche il carattere di una festa popolare vissuta da famiglie, operatori e cittadini di tutte le età. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Irsina, Giuseppe Candela, che ha sottolineato il valore strategico del-

l’appuntamento: «La straordinaria partecipazione registrata in questa prima edizione della Festa dell’Agricoltura ci restituisce il senso autentico di ciò che questa manifestazione rappresenta per Irsina. Non è stata soltanto una giornata celebrativa, ma un momento concreto di valorizzazione della nostra identità e delle nostre radici produttive. L’agricoltura continua a essere uno degli elementi fondanti della nostra comunità e iniziative come questa ci consentono di raccontarne il valore, creando al tempo stesso occasioni di confronto e di sviluppo. Questo successo rappresenta per noi un punto di partenza e ci incoraggia a dare continuità a un appuntamento che vogliamo far crescere negli anni». Positivo anche il bilancio tracciato dall’assessora all’Agricoltura, Maria Maddalena Papangelo: «Questa prima edizione ha superato ogni aspettativa e ci restituisce una grande soddisfazione. Da assessora all’Agricoltura e da imprenditrice
agricola considero questo risultato particolarmente significativo, perché dimostra quanto il nostro territorio sentisse il bisogno di un appuntamento dedicato al settore e alle realtà che ogni giorno lo rendono vivo. Dopo tanti anni, Irsina è tornata a celebrare la propria vocazione agricola con una manifestazione che ha saputo coinvolgere istituzioni, impre- se, produttori e cittadini. È un punto di partenza importante per valorizzare il lavoro delle aziende agricole e produttive e per continuare a costruire occasioni di crescita e promozione del territorio». La riuscita dell’evento è stata resa possibile grazie al lavoro dell’amministrazione comunale, dell’assessore Michele Mazzone, di Tonino Coletta e degli uffici comunali. La prima Festa dell’Agricoltura di Irsina si conclude dunque con un risultato positivo e con l’obiettivo di diventare, negli anni, un appuntamento stabile per la promozione delle eccellenze agricole e produttive del territorio irsinese.
