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Sul palco dell’Ariston va in scena la parte migliore della nostra
LA RIFLESSIONE
città europea nel cuore del Sud
DI TANINO F IERRO
Questo documento sancisce la volontà di voler affermare Potenza città europea, capace di uscire dalle logiche provinciali e di guardare con coraggio e innovazione al proprio futuro, aprendosi alle sfide globali senza perdere la propria identità. C’è una data che rischia di segnare una li- nea di confine: il 2037. È l’anno in cui, se tutto (...)

■ continua a pag 16 Arisa
Dellapenna a pag 2
Che la politica non fosse il luogo adatto alla felicità, era risaputo, data la sua propensione a fare la guerra, peraltro nella versione barbara di tutti contro tutti, ma che per sua stessa mission dovesse lavorare per dare massima possibilità di felicità ai cittadini è un dovere che svolazza dai tempi almeno di Platone. Ora guardando in precisione la fisiognomica sorridente di questi patrioti destrosi si potrebbe credere che la nostra regione sia finalmente diventata il bengodi ed invece giorno dopo giorno una miriade d’indagini statistiche (Svimez, Cgia di Mestre, Istat, Gimbe, Unioncamere, Crea sanità) conteggia infelicità diffuse e soprattutto svela il bluff di Bardi e soci che hanno reiterato per 6 lunghi anni a discapito dei poveri lucani. Già perché dal PIL alla sanità, passando addirittura per una versione medievale di cultura, è tutto un disastro di governance e di risultati. L’ultimo in odine d’arrivo è quello uscito fuori dal rapporto della Fondazione per la sussidiarietà presentato alla Camera ed in cui, guarda caso, la Basilicata ha il primato di sintomi da depressione (18,8) tragicamente il doppio del dato in Italia (9,4). Canta Dani Male: “Così depressi…”
SANREMO Emittenti selezionate da società privata. I Corecom: «Applicati criteri di esclusione territoriale»



TURISMO
L’Apt alla Btm di Bari rafforza la rete con operatori e territori: per i flussi turistici si punta all’aeroporto di Bari come porta di accesso
■ Servizio a pag 22
CAPOLUOGO
Lavoratori Miccolis a rischio licenziamento incontrano il sindaco
Telesca che rassicura ma avverte: servono fondi dalla Regione
■ Menonna a pag 15
CRONACA
Traffico di droga a Bernalda, Polizia arresta padre e figlio di origine albanese: sequestrati 50mila € e cocaina
■ Servizio a pag 20
SIT-IN
Bolognetti davanti alla sede Rai di Potenza a tutela del diritto alla conoscenza: «Tradisce il servizio pubblico»
■ Servizio a pag 4

Sul palco dell’Ariston va in scena la parte migliore della nostra terra, tra ricordo e nostalgia. Rosalba è tra le favorite, forza!
M A S S IM O D ELL AP E N N A
Chissà di chi sarà stato il primo bacio di Arisa? Noi la immaginiamo a Pignola, a Potenza o, comunque, in Basilicata, a scuola o in una piazza. Chissà che qualcuno dei nostri lettori non si sia identificato in quel racconto come partner nel ricordo di una canzone sul palco dell'Ariston?
Perché è vero che, come scrive Vecchioni ma anche i Musicamanovella, a volte le canzoni non parlano di nessuno ma è anche vero che noi, che viviamo in piccoli contesti, in vite di provincia, siamo abituati a immaginare il mondo dei nostri paesi come la migliore, se non l’unica, realtà possibile. E, così, siamo certi o, comunque, ci piace immaginare che qualcuno in quel verso fantastico di una canzone immaginifica si sia ritrovato e riconosciuto, come la nostalgia dei 14 anni che ciascuno di noi, rinchiuso tra calvizie e canuzie, continua ad avere.
UNA CANZONE STUPENDA
Diciamoci la verità, senza nessuna paura di essere accusati di partigianeria localistica, la canzone di

Arisa è stupenda. Ricostruisce nei versi il crescendo della vita vista dagli occhi della memoria e del ricordo, riporta la musica al tempo del bel canto.
Elegante come Mina, raffinata come una diva di Hollywood, con una voce pulita e senza fronzoli Arisa è l’orgogliosa e straordinaria proposizione innovata della migliore tradizione musicale italiana.
Per noi gente di montagna, per noi suoi concittadini è
un grande orgoglio di raffinatezza e musicalità. Noi speriamo che vinca. Noi crediamo che meriti di vincere, portando il ricordo della madre e del padre, il sapore del primo bacio e della passione che assomiglia al dolore sul podio più alto della musica italiana. Sappiamo che nel suo vissuto c’è tanto di Basilicata e speriamo che quei tratti di vissuto siano anche il nostro vissuto che salga a vincere San Remo.
UNA VITTORIA
AL SUD
Vince il Sud. A Sanremo la grande musica parl meridionale. Se dovessimo scegliere noi la finale sarebbe tra Arisa e Brancale. Siamo certi che sarebbe il podio più giusto, siamo certi che sarebbe l’ennesima dimostrazione che la grande musica italiana, elegante, musicale e vocale passa dal nostro meraviglioso meridione nutrita di sole, di freddo pungente e di sale marino
nelle mille contraddizioni di una terra che è terra di contraddizioni, di rimorso e di rimpianti.
UNA VOCE PER LA BASILICATA
Noi che siamo attenti osservatori di dettagli, non possiamo non osservare che Arisa era alla BIT di Milano accanto a Margherita Sarli.
La direttrice APT ha avuto, anche in questo una brillante intuizione collegando la Basilicata alla voce e al volto della cantante pignolese.
La Basilicata che a noi piace è anche quella che sa ricordare i volti rugosi e le mani callose dei nonni attraverso gli occhi luminosi e le funamboliche elegante dei giovani perché forse Cristo ha superato Eboli e noi dobbiamo avere la forza di farci rappresentare nella e dalla modernità più brillante. Anche in questo c’è tanto di Basilicata a Sanremo, e c’è tanto di intuizione comunicativa della Sarli e dell’Apt.
Ci piace immaginare di andare oltre, ricordando la nostalgia dei nostri 14 anni e dei nostri primi baci, degli abbracci dei padri che mancano e delle madri che si premurano ma con la forza e la determinazione di andare avanti.

Critiche alla decisione di affidare la selezione delle emittenti a una società di sondaggi privata. «Criteri di esclusione territoriale»

IComitati Regionali per le Comunicazioni esprimono «perplessità e preoccupazione per le modalità di individuazione delle emittenti radiofoniche chiamate a comporre la giuria radio del Festival di Sanremo edizione 2026. La scelta nella responsabilità dei Corecom (Ente pubblico) per le precedenti edizioni, quest'anno, è stata affidata ad una società di sondaggi che di fatto ha adottato criteri di esclusione territoriale».
«I Corecom, organi funzionali dell'Autorità delle Garanzie per le Comunicazioni, - sottolinea il Coordinamento dei Presidentigestiscono il ROC, strumento ufficiale che certifica tutti gli operatori del settore radiotelevisivo, garantendo una mappatura aggiornata della copertura radiofo-
nica dell'intero territorio nazionale, elemento sostanziale e rilevante per comporre una giuria radiofonica equa e rappresentativa. Inoltre, i Corecom radicati in ogni regione garantiscono rappresentatività ed equilibrio geografico tra le emittenti radiofoniche».
«Parrebbe di contro, che - conclude il Coordinamento - la società di sondaggi indicata abbia escluso intere rappresentanze radiofoniche territoriali. Opportuno inoltre sottolineare: pare quantomeno strano che Rai, concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, abbia ritenuto più opportuno affidare il servizio ad una società privata a pagamento piuttosto che fruire del servizio qualificato e gratuito dei Corecom».
I PIÙ VOTATI: ARISA, FULMINACCI, DITONELLAPIAGA, SERENA BRANCALE E FEDEZ-MASINI
Lalucana Arisa conquista il pubblico e la sala stampa nella prima serata del Festival di Sanremo 2026, entrando nella Top5 degli artisti più votati dalla giuria composta dai giornalisti presenti in sala stampa. La cantante, originaria di Pignola, è stata selezionata tra i 30 Big che si sono esibiti durante la prima serata della kermesse, condotta con maestria da Carlo Conti, affiancato da Laura Pausini e dall’attore turco Can Yaman nel ruolo di co-conduttore. La serata è stata ricca di emozioni, con un commovente omaggio a due figure storiche del Festival recentemente scomparse: Pippo Baudo, simbolo della televisione italiana e pilastro della manifestazione, e il Maestro Peppe Vessicchio, indimenticabile direttore d’orchestra e punto di riferimento musicale per tanti artisti. Al termine delle esibizioni, Carlo Conti ha svelato i cinque artisti che, in ordine sparso, compongono la Top5 della classifica generale: Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga e il duo FedezMarco Masini. Una lista che promette grandi emozioni per le prossime serate, con una competizione che si preannuncia serrata.
Ad aprire la serata è stato Olly, vincitore della scorsa edizione, che ha riproposto il brano che lo ha portato al trionfo nel 2025. Il momento più atteso, però, è stato senza dubbio l’esibizione di Tiziano Ferro, che ha incantato il pubblico dell’Ariston con una performance carica di emozione e intensità, accolta con applausi scroscianti.
Tra le sorprese, l’intervento della signora Giovanna Pratesi, ex gelataia di 105 anni, che ha emozionato tutti con la sua storia e la sua vitalità.
E ieri sera è andata in onda la seconda se-

rata della krmesse canora che ha visto l’esibizione di 15 dei 30 big in gara. A condurre insieme all’affiatato duo Carlo Conti e Laura Pausini, sono saliti sul palco dell’Ariston Pilar Fogliati, Achille Lauro e Lillo Petrolo. Momenti di grande intensità hanno toccato i duetti tra Pausini e Lauro, che hanno interpretato 16 marzo come omaggio a Gianna Pratesi, e Perdutamente per ricordare le vittime della tragedia di Crans-Montana.
Tra gli ospiti della serata spiccano le campionesse olimpioniche Francesca Lollobrigida e Lisa Vittozzi, che porteranno sul palco tutta la loro grinta e determinazione. Grande attesa anche per l’esibizione di Chiello, il giovane artista venosino che ha cantato il brano Ti penso sempre. Le 15 canzoni in gara sono valutate at-

traverso un sistema misto: il 50% del voto è determinato dal televoto, mentre l’altro 50% è affidato alla giuria delle radio. Per quanto riguarda le Nuove Proposte, presentate da Gianluca Gazzoli, il meccanismo di voto prevede il 34% ponderato dal televoto, il 33% dalla giuria della sala stampa, tv e web, e il restante 33% dalla giuria delle radio. I quattro giovani artisti in gara si sono sfidati in due coppie: Niccolò Filippucci contro il trio Blind, ElMa e Soniko, e Mazzariello contro Angelica Bove. I vincitori delle due sfide dirette accederanno alla terza serata. Sanremo 2026 si conferma, ancora una volta, come il palcoscenico per eccellenza della musica italiana, capace di unire tradizione e innovazione, emozioni e spettacolo, in un mix unico che tiene incollati milioni di telespettatori.
“SCOPE-RAI” Il segretario dei Radicali Lucani “accusa” l’emittente di censura e invoca un’informazione più libera
POTENZA. Si è svolta ieri mattina davanti alla sede locale della Rai una manifestazione promossa da Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali Lucani. L’iniziativa, intitolata “ScopeRai”, vuole denunciare una persistente mancanza di pluralismo e di attenzione verso alcune istanze referendarie e non solo.
Nel corso del presidio, Bolognetti ha rivolto parole dure ai vertici dell’emittente pubblica e alla Commissione parlamentare di vigilanza: «Dottor Cosentino, signori della RAI, della commissione di vigilanza fantasma, sono 102 giorni che aspettiamo una risposta che non arriva. Voi siete servizio pubblico».
Un riferimento esplicito non solo alla sede regionale, ma all’intero assetto dell’azienda radiotelevisiva.
Nel suo intervento, il segretario radicale ha contestato quella che ha definito una contraddizione tra lo sciopero proclamato il 28 novembre scorso «per la libera informazione, per il pluralismo» e la gestione concreta degli spazi informativi. «Mi spiegate esattamente che cosa intendete per pluralismo?», ha incalzato, accusando la Rai di comportamenti censori e di un’informazione non pienamente aperta al confronto.
La manifestazione si è svolta in forma pacifica, con cartelli e striscioni che Bolognetti ha definito

«le armi della nonviolenza gandhiana». «Le armi di chi è disarmato e ha le mani nude di potere», ha aggiunto, parlando di un potere che «corrompe le coscienze» più che violare formalmente la legge. Al centro delle rivendicazioni anche il richiamo al rispetto dell’articolo 294 del codice penale e il ruolo della Commissione parlamentare di vigilanza sui servizi radiotelevisivi, che – secondo Bolognetti – non si riunirebbe da oltre un anno e mezzo. Un passaggio significativo è stato dedicato anche all’imminente appuntamento elettorale: «Tra pochi giorni si vota, noi siamo quelli che voteranno sicuramente sì, non perché siamo contro i magistrati, ma perché vogliamo affermare un

dato di civiltà giuridica attraverso la garanzia dell’equo processo».
Nel mirino del leader radicale anche il sistema di nomina del Consiglio Superiore della Magistratura, con la proposta del sorteggio per superare la logica delle correnti, e l’istituzione di un’Alta Corte di Giustizia. Bolognetti ha inoltre criticato alcune dichiarazioni attribuite al magistrato Nicola Gratteri, ritenute lesive della libertà di stampa e in contrasto con l’articolo 21 della Costituzione.
«Votate sì, non contro qualcosa o qualcuno, ma per allineare l’Italia alle più avanzate e consolidate democrazie del mondo», ha concluso, citando come modello Paesi come la Francia.

Domani al Polo Bibliotecario nuovo incontro per capire le ragioni del “si” e del “no”. Tra gli interventi Curcio e Woodcock

Domani, alle ore 17,30, presso il Polo
Bibliotecario di Potenza, su iniziativa delle associazioni Agesci Basilicata e Laboratorio di educazione alla pace, si terrà un incontro pubblico sul Referendum costituzionale sulla giustizia, nel corso del quale verranno discusse e messe a confronto le ragioni del SI e del NO.
Nel corso dell’incontro interverranno il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania, dr. Francesco Curcio, il sostituto Procuratore della Repubblica presso la Dire-

zione Distrettuale Antimafia di Napoli, dr. Henry John Woodcock, entrambi già in servizio a Potenza, nonché l’avv. Emilio Nicola Buccico, già membro del CSM e Presidente del Consiglio Nazionale forense, e l’avv. Francesco Bonito Oliva, Presidente dell’Ordine degli avvocati di Potenza. L’incontro verrà introdotto dal dr. Alberto Iannuzzi, già Presidente vicario della Corte di appello di Potenza, mentre i saluti saranno affidati al dr. Luigi Catalani, direttore della Biblioteca Nazionale di Potenza. Modererà il dibattito la gior-
nalista Mariagrazia Zaccagnino. L’iniziativa, che cade in un periodo caratterizzato da forti tensioni istituzionali e da un acceso confronto pubblico sui temi della giustizia, nasce dall’esigenza di offrire ai cittadini un’occasione di approfondimento serio, pluralista e rispettoso in merito ad una riforma che incide su principi fondamentali dell’ordinamento democratico, tra cui l’equilibrio tra i poteri dello Stato, l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, il ruolo dell’avvocatura e le garanzie dei diritti fondamentali.
Il dibattito intende rappresentare un momento di confronto tra magistrati e avvocati fondato su argomentazioni giuridiche, esperienze professionali e visioni diverse del sistema giustizia, seppure da prospettive differenti. L’obiettivo è quello di favorire una corretta informazione sui temi del referendum costituzionale e di promuovere una cultura del confronto, che rafforzi la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, anche attraverso il riconoscimento della legittimità delle diverse opinioni. In una fase in cui il dibattito pubblico rischia di polarizzarsi su temi estranei al corretto funzionamento della giustizia, l’evento vuole riaffermare il valore del dialogo tra le componenti istituzionali, come elemento essenziale per la tenuta democratica del Paese.
Incontri promossi da Cgil e Spi di Potenza contro la riforma costituzionale: «A rischio autonomia della magistratura»
POTENZA. Assemblee e incontri pubblici su tutto il territorio provinciale per spiegare le ragioni del No al referendum costituzionale in programma il 22 e 23 marzo. A promuoverli sono la Camera del lavoro Cgil di Potenza e lo Spi Cgil Potenza, che invitano cittadine e cittadini a partecipare al voto su una riforma che modifica sette articoli della Costituzione.Al centro del confronto la cosiddetta riforma Nordio, che prevede l’istituzione di due Consigli superiori della magistratura, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri, in luogo dell’attuale organo unico. La riforma introduce inoltre il sorteggio dei componenti, con modalità differenti tra magistrati e componente politica, e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare per i magistrati ordinari, sottraendo ai Consigli superiori il potere disciplinare. «Una riforma costituzionale che non introduce solo la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, ma fa molto di più», spiegano i segretari generali Vincenzo Esposito per la Cgil Potenza e Michele Sannazzaro per lo Spi Cgil Potenza. «Minaccia l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, cambia il modello co-


stituzionale del Consiglio superiore e non risolve i problemi della giustizia che gravano sui cittadini, moltiplicando i costi».Secondo i due dirigenti sindacali, la riforma è giunta al referendum perché non ha ottenuto l’approvazione dei due terzi del Parlamento. «In assenza di una larga condivisione – sottolineano – il governo ha scelto un procedimento blindato, senza possibilità di emendamenti nelle votazioni successive alla prima. È la prima volta nella
storia della Repubblica che una revisione costituzionale viene approvata in questo modo».Per Cgil e Spi «andare a votare e votare No è essenziale per difendere la Costituzione nata dalla Resistenza e i diritti e le libertà individuali». Mantenere l’indipendenza della magistratura, concludono, «serve a garantire che il potere giudiziario possa limitare quello esecutivo e controllare il rispetto delle leggi, perché la legge sia davvero uguale per tutti».
POTENZA. «Per una giustizia efficace e velo- ce. Perché votare Sì». È il titolo dell’iniziativa promossa dal comitato Si Riforma in programma domani 27 febbraio alle ore 17 nella sala conferenze del Principe di Piemonte. All’incontro parteciperà il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli, presente in Basilicata per la campagna referendaria. Interverranno anche professionisti espressione del Comitato per il Sì della provincia di Potenza, tra cui l’avvocato Clemente Delli Colli, presidente del comitato referendario, l’avvocato Shara Zolla, presidente della Camera penale regionale di Basilicata, l’avvocato Rosita Gerardi, componente del direttivo regionale della Camera penale, e l’avvocato Domenico Salvatore, coordinatore del comitato.L’iniziativa sarà l’occasione per approfondire le ragioni a sostegno della riforma della giustizia. «Ascoltare le tesi di professionisti altamente qualificati sarà utile per chiarire le motivazioni del Sì», si legge nella nota. Fratelli d’Italia, conclude il presidente provinciale Vincenzo Claps, «è pronta a fare la sua parte per una riforma di portata storica».

Sollecitato ancora una volta il via libera ai quesiti su vitalizi, gli organizzatori protestano: «Silenzio inaccettabile delle istituzioni»
POTENZA. Il Consiglio regionale della Basilicata «continua a ignorare le istanze e l’indignazione di migliaia di lucani sulla reintroduzione dei vitalizi». È quanto denuncia il Comitato promotore del referendum abrogativo degli articoli 16 e 17 della legge regionale 30 dicembre 2025, numero 57, collegata alla legge di stabilità regionale 2025.Secondo il Comitato, nella seduta di ieri «nulla è accaduto», come se il Consiglio vivesse «in una torre d’avorio», senza dare seguito alle regole democratiche previste dallo Statuto regionale. Per questo motivo è stata inviata una nota di diffida alla Consulta regionale per le garanzie statutarie e all’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, con l’obiet-
tivo di sbloccare l’iter referendario.Il Comitato ricorda che il quesito è stato presentato il 19 gennaio, a norma dell’articolo 18 dello Statuto regionale e degli articoli 6 e 16 della legge regionale 21 maggio 1980, numero 40. «A distanza di oltre un mese dall’invio della richiesta – si legge nella nota – è pervenuta soltanto la posta elettronica certificata di avvenuta protocollazione». Nel frattempo sono scaduti i termini stabiliti per il giudizio di ammissibilità.Nel corso dell’ultima seduta consiliare, che avrebbe dovuto discutere ed eventualmente approvare la proposta di legge dell’opposizione sulla disciplina di attuazione degli strumenti di partecipazione popolare, non si è registrato alcun passo avanti. Da

qui la decisione di diffidare formalmente la Consulta a esprimersi «ad horas» sull’ammissi-
bilità del quesito e l’Ufficio di presidenza a dare atto dell’avvenuto deposito e dell’avvio del procedimento referendario con il processo verbale previsto dalla normativa vigente o altra idonea attestazione.«In mancanza di riscontro – avverte il Comitato promotore – ci riserviamo di difendere i nostri diritti di partecipazione politica avverso il silenzio dell’amministrazione regionale in ogni sede opportuna, non escluse quelle legali». Il nodo resta la reintroduzione dei vitalizi per i consiglieri regionali, misura che il Comitato definisce in contrasto con il sentimento diffuso nella società lucana e che intende sottoporre al giudizio popolare attraverso lo strumento referendario.


CRONA-CHI? Tra l’ipotesi del suicidio, incongruente con le dinamiche della morte, e le ombre mai chiarite, la famiglia continua a chiedere risposte

DI A NN A TA M M AR IE L L O
Scompare il 26 dicembre 2017 dalla casa di famiglia a Sant’Arcangelo e il suo corpo venne ritrovato il 17 gennaio successivo in un pozzo nelle campagne di località Fosso-Sant’Elia, a oltre due chilometri dalla statale. La morte di Giuseppe Sansanelli, 26 anni, resta ancora oggi un caso senza una verità definitiva. La Procura della Repubblica di Lagonegro non ha mai chiuso il fascicolo, troppi gli interrogativi emersi fin dalle prime ore dopo il ritrovamento. Giuseppe viveva a Bologna con la sua famiglia. Era tornato in Basilicata per le festività natalizie, amava camminare nella natura e spesso si concedeva lunghe passeggiate in solitudine lasciando a casa documenti e cellulari. La mattina del 26 dicembre uscì di casa e non vi fece più ritorno. Le ricerche si protrassero per settimane coinvolgendo anche unità cinofile e carabinieri della stazione locale. Alcuni avvistamenti nella zona del Metapontino si rivelarono infondati. Poi, il 17 gennaio, il tragico epilogo. Il corpo venne trovato all’interno di un pozzo non visibile dall’esterno, in un piccolo ricovero in muratura. Era completamente denudato, a testa in
giù e senza evidenti segni di violenza. Gli esami tossicologici non avrebbero rivelato tracce di droga o alcol. Fin da subito il caso apparve anomalo. Al momento del ritrovamento non c’era traccia dei vestiti. Solo settimane dopo, nello stesso terreno ma a poche centinaia di metri dal pozzo, furono rinvenute prima le scarpe e poi la felpa. Un dettaglio colpì gli investigatori: le suole delle scarpe erano pulite nonostante il clima rigi-
do di gennaio e la permanenza in un terreno di campagna. Anche la maglia si trovava nelle stesse condizioni. Elementi che hanno alimentato dubbi e ipotesi senza però condurre a una conclusione certa. A distanza di otto anni, la morte di Giuseppe Sansanelli resta un mistero che chiede ancora risposte e giustizia.
Questo il nuovo approfondimento di “Crona-Chi?”, il programma condotto dal giornalista Fabio Amen-
dolara. Ospite in studio Filippo D’Agostino, voce ed editore di Basilicata Radio 2. «Tu hai contribuito a non far spegnere i riflettori sulla vicenda del povero Giuseppe. Ma che idea ti sei fatto?» chiede il conduttore. «Ogni mattina, ad inizio trasmissione, ricordo fatti che in Basilicata non sono stati ancora risolti, che parlano di morti strane, caporalato e quant’altro, fra cui Giuseppe Sansanelli -racconta
D’Agostino- . Io conoscevo molto bene i suoi genitori, che abitano a Bologna, ed anche i nonni, e quando lui veniva a Sant’Arcangelo abitava proprio nella casa dei nonni che è vicino alla sede della nostra emittente. Passava ogni tanto, ci salutavamo, ma senza mai approfondire fatti o altro, un semplice “ciao, come stai?”. Era un ragazzo molto stimato, ben voluto, educato, e tutti a Sant’Arcangelo lo rispettavano». «Ma che cosa pensi sia successo?».
«Le ipotesi sono state tante e tanti anche i chiacchiericci che si sono sviluppati intorno a questo fatto. Io ho sempre avuto l’idea che, come credo sia accaduto, sia stato ucciso.
I motivi non li so, perché i fatti che caratterizzano questa vicenda sono molto discordanti da quella
che è la versione del suicidio. Inizialmente si parlò di questo, ma è difficile immaginare che si sia spogliato, abbia raggiunto quel pozzo e si sia buttato completamente nudo. Quel pozzo non si vedeva, sembrava un piccolo rudere di campagna». «La madre ha raccontato che il catenaccio era chiuso dall’esterno quando trovarono Giuseppe. Inoltre i vestiti furono trovati giorni dopo, pulitissimi, nonostante pioggia e fango. Anche la pelle sotto i piedi era pulita, senza graffi. Come avrebbe potuto camminare nudo in campagna senza ferirsi?» incalza Amendolara. «Secondo me qualcuno che conosceva bene quei terreni potrebbe averlo portato lì».
Ma, altro elemento importante che D’Agostino riporta, è quello di una voce che circolò nell’immediatezza dei fatti. «Si parlò di una cena nei dintorni di Sant’Arcangelo, alla quale partecipò il ragazzo insieme a presenze importanti, pseudo- politici che non volevano esporsi. Io mi sono esposto molto su questa vicenda e qualcuno si è infastidito. Ma resta il fatto che ci sono troppi elementi che non tornano. Perché Giuseppe non si è suicidato. Giuseppe è stato ucciso».

SENATORE DI FDI: «AL LAVORO AFFINCHÈ QUESTA NOMINA SI TRADUCA IN OPPORTUNITÀ STRUTTURALI PER
Presso la sala delle Conferenze internazionali del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, è stato presentato ufficialmente il programma di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, «un riconoscimento che ne consolida il ruolo storico di ponte tra popoli, tradizioni e civiltà del bacino mediterraneo» così commenta il senatore Gianni Rosa di Fratelli d’Italia.
«La designazione rappresenta un traguardo di grande rilievo istituzionale e culturale, che proietta la città al centro di una nuova stagione di cooperazione internazionale fondata su dialogo interculturale, inclusione e sviluppo sostenibile. Forte dell’esperienza maturata nel 2019 come Capitale Europea della Cultura, Matera si conferma laboratorio permanente di innovazione culturale» prosegue Rosa.
«Il programma ‘Terre Immerse’ prevede un calendario articolato di eventi, forum, rassegne artistiche, incontri tra giovani, studiosi e rappresentanti istituzionali dei Paesi del Mediterraneo, con l’obiettivo di rafforzare le reti di collaborazione e promuovere la cultura come strumento di pace. - dichiara il senatore FdI - Il riconoscimento valorizza ulteriormente il patrimonio storico e paesaggistico della città, già dichiarato Patrimonio Mondiale dall’Unesco, e rafforza il ruolo strategico del Mezzogiorno nel dialogo tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente. Rappresenta un motivo di profondo orgoglio per l’intera Basilicata e per il Paese. Si tratta di un riconoscimento che premia una comunità capace di trasformare la propria storia millenaria in visione contemporanea, facendo della cultura uno strumento concreto di cooperazione e sviluppo».

«Come rappresentante della Basilicata in Senato, assicuro il mio impegno affinché questa nomina si traduca in opportunità strutturali per il territorio, in investimenti duraturi e in un programma capace di coinvolgere giovani, istituzioni, università e imprese. La cultura non è solo identità: è futuro, innovazione e responsabilità comune.» conclude Rosa.
La nuova realtà sindacale nasce dalla fusione tra Uil Fpl e Uil Pa. Tra i temi un occhio particolare alla sanità

La Uilfpl materana, nel primo congresso del nuovo soggetto sindacale che nasce dalla fusione dei diversi sindacati di categoria Uil dei comparti, sanità, delle funzioni locali, delle funzioni centrali, del terzo settore e degli organi costituzionali, ha indicato un percorso virtuoso per migliorare i servizi socio-sanitari-assistenziali e in generale quelli della Pubblica Amministrazione in provincia di Matera valorizzando i lavoratori dei comparti. Il principio guida : “si muove l’assistenza, non il paziente”, attraverso una presa in carico integrata, la continuità assistenziale e la collaborazione tra strutture e professionisti, stabilizzando i lavoratori precari e valorizzando le professionalità.
Per Antonio Guglielmi della segreteria regionale e coordinatore Uil per Matera «la Uil Funzione Pubblica, che unisce Uil fpl, Ul Pa, Uil Oo.Cc. è un passaggio sto-
rico che segna l’inizio di un percorso, frutto di una scelta politica, culturale e valoriale della Uil che guarda al futuro di questi lavoratori e del Paese».
Il segretario territoriale Uil Fpl Matera, Angelo Coppola, ha evidenziato una fase di «inversione di tendenza» nell’Asm, riconoscendo alla nuova direzione un cambio di passo dopo anni segnati da carenze di personale e instabilità organizzativa. Nuove assunzioni, investimenti tecnologici e maggiore attività stanno restituendo centralità all’ASM Matera e all’Ospedale Madonna delle Grazie, che torna progressivamente punto di riferimento del territorio. Restano tuttavia criticità: organici ancora insufficienti, in particolare nelle sale operatorie, piena attuazione del nuovo Atto Aziendale e necessità di un reale potenziamento dei servizi territoriali. Alla Regione si chiede programmazione stabile, investimen-
ti strutturali e una visione capace di rendere la sanità lucana sostenibile e attrattiva. Nel corso dei lavori sono intervenuti, tra gli altri, il segretario generale territoriale Uilpa Matera Bruno Cifarelli, il coordinatore regionale Uilpa Gennaro Rosa, la responsabile Salute e Sicurezza Uilpa Grazia Maria Delicio, il coordinatore Enti Locali Uil Fpl Matera Franco Coppola il segretario regionale Uil fpl Giuseppe Verrastro ha espresso «piena soddisfazione per l’emanazione dei bandi da parte delle Aziende sanitarie regionali (San Carlo, Asp, Asm, IRCCS Crob) finalizzati alla stabilizzazione del personale precario, che interesseranno complessivamente circa 70 lavoratori tra dirigenti medici e personale del comparto sanità». «Il modello che abbiamo riproposto al congresso di Matera – ha detto - è dunque quello di una “sanità di comunità e di prossimità”, che superi la frammentazione e riporti la salute nei territori, nelle case e nelle relazioni sociali. Un sistema capace di garantire equità, continuità e partecipazione, in cui ogni cittadino lucano possa trovare risposte adeguate vicino a sé, senza dover migrare per curarsi. Il nuovo modello territoriale deve inoltre valorizzare la figura dell’infermiere di comunità e del medico di prossimità, come professionisti chiave di una sanità più umana, partecipata e integrata». Vincenzo Tortorelli, segretario generale Uil: «Nella nostra piattaforma “Curarsi in Basilicata” ab-
biamo indicato la rotta per adeguare la sanità a Matera e nel Materano. Intanto, l’Ospedale di Matera deve valorizzare fino in fondo il suo ruolo di DEA di I livello rafforzato, oltre a svolgere funzioni di guida nel riassetto dei servizi dell’area materana, insieme al presidio di Policoro, riassestando e migliorando le funzioni territoriali degli altri presidi in una logica di cooperazione interospedaliera, assicurando la continuità assistenziale. Grande attenzione ai servizi socio-assistenziali delle aree interne e della Montagna Materana. Nel percorso Uil On The Way 131 abbiamo incontrato sindaci e comunità di quest’area materana che ci chiedono di accrescere ogni sforzo perché ospedali e case di comunità previsti dal Pnrr sono ancora sulla carta, mancano medici di famiglia, ai malati cronici e più fragili e alle persone anziane non si riescono a dare risposte in termini di cura e prevenzione». La rete ospedaliera della Basilicata necessita oggi di una riforma strutturale, che unisca efficienza, qualità clinica, prossimità e integrazione con il territorio. Occorre disegnare una nuova architettura sanitaria regionale, fondata su una rete equilibrata e funzionale, in cui ogni presidio operi secondo una mission chiara, complementare e riconoscibile. L’obiettivo generale del sindacato delle persone che è al centro del nostro congresso regionale del 28 e 29 aprile prossimi è quello di porre la persona al centro del sistema di cura.
Situazione delicata per il giovane 26enne colpito anche alla colonna vertebrale, mentre è in ripresa il padre
So no ancora ricoverati in ospedale Leonardo e Carmine Merlo, padre e figlio di 50 e 26 anni, originari di Scanzano Jonico, feriti da colpi di pistola a Brugherio, in provincia di Monza – Brianza.
I fatti si sono svolti il 13 febbraio scorso, in una cascina, intorno alle sei del pomeriggio, quando i due lucani si sono trovati coinvolti in una lite tra vicini di casa, o meglio, nel fuoco aperto da un uomo di 57 anni, Carmelo Truscello, che ha sparato contro i due e contro la proprietaria dell’abitazione, intenta in alcuni lavori nel cortile.
8 colpi di pistola. La paura. Minuti sospesi tra vita e morte. L’elicottero dei soccorsi e la corsa in codice rosso in ospedale.
I due feriti sono apparsi fin da subito gravissimi. Se il padre sarebbe stato colpito alla gamba e allo stomaco e trasferito all'ospedale di Varese, dove avrebbe subito un intervento all’intestino, il figlio invece presenterebbe una situazione clinica più complessa: i colpi, partiti dall'arma automatica, lo avrebbero
ferito alla colonna vertebrale e al braccio sinistro, e sarebbe stato ricoverato presso l'Ospedale San Gerardo di Monza, in prognosi riservata. Da lì poi la necessità di tre interventi.
Il giovane sarebbe ancora in prognosi riservata.
Leonardo e Carmine sono residenti nel pavese, ma hanno sempre mantenuto i legami con le loro origini scanzanesi, dove vivono i familiari, in apprensione dal primo momento in cui hanno ricevuto la notizia.
Il giovane Carmine ora combatte per tornare anche dalla moglie e dai figli. Tutti pregano e auspicano che esca presto dalla terapia intensiva.
Le immagini delle telecamere di sorveglianza – ora agli atti dell’inchiesta– ricostruiscono la sequenza: si vede l’aggressore sparare i numerosi colpi di pistola contro Carmine e Leonardo, per questo sarebbe accusato di tentato duplice omicidio.
Il tutto si sarebbe consumato anche alla presenza della moglie dell’uomo con l’arma in pugno, per questo sarebbe indagata per
concorso morale nel duplice tentato omicidio, con la misura cautelare del divieto di dimora a Brugherio.
I Carabinieri, durante i sopralluoghi, hanno inoltre rinvenuto, all’interno dell’abitazione di Carmelo Truscello, altri 50 colpi calibro 9, illecitamente detenuti.
L’uomo risulterebbe avere a carico anche altri reati contro la persona. L’arma utilizzata era stata invece gettata in una siepe all’esterno della corte e lì rinvenuta e posta sotto sequestro.

Firmata l'intesa tra Prefetture e banche per blindare gli sportelli lucani e fermare le incursioni esterne
POTENZA. Si stringono le maglie della sicurezza attorno al sistema bancario della Basilicata per rispondere con una strategia unitaria a un’escalation di reati che non accenna a fermarsi.
Nella mattinata di oggi, la Sala Italia del Palazzo di Governo ha fatto da cornice alla XVII^ Conferenza regionale delle Autorità di Pubblica Sicurezza, durante la quale è stato ufficialmente sottoscritto il nuovo Protocollo d’Intesa regionale con l’Associazione Bancaria Italiana per la prevenzione della criminalità ai danni delle banche e della clientela.
Il documento è stato siglato dai Prefetti di Potenza e Matera, Michele Campanaro e Maria Carolina Ippolito, insieme al Coordinatore nazionale di OSSIF Marco Iaconis, alla presenza dei massimi vertici delle Forze di Polizia, della Banca d'Italia e dei rappresentanti degli istituti di credito lucani.Il passaggio dalla dimensione provinciale a quella regionale, come sottolineato dal Prefetto Campanaro, nasce dall’esigenza di fornire una risposta coordinata a fenomeni che superano i confini territoriali.
L’obiettivo dichiarato è quello di lanciare un segnale inequivocabile alle organizzazioni criminali provenienti dalle regioni limitrofe, chiarendo che la Basilicata non sarà più un terreno agevole per incursioni e razzie.
La necessità di questo nuovo modello operativo è confermata dai dati preoccupanti emersi durante l'incontro: nel 2025 gli assalti agli sportelli ATM sul territorio regionale sono balzati a 20 episodi rispetto ai 12 dell'anno precedente, facendo registrare un incremento del 66,7%. Anche i primi due me-
si del 2026 confermano il trend con 3 nuovi episodi già rilevati.
Dall'analisi territoriale emerge una pressione maggiore sulla provincia di Potenza, che nel 2025 ha concentrato ben 15 dei 20 assalti totali, mentre il Materano, pur con numeri inferiori, ha visto comunque quintuplicare gli episodi rispetto al 2024.
Il nuovo Protocollo recepisce i principi dell’Accordo nazionale siglato nel dicembre scorso tra il Ministero dell’Interno e l’ABI, ma li declina in una formula definita smart, capace di adattarsi velocemente all'evoluzione tecnologica delle minacce criminali. Non si tratta di una semplice conferma delle precedenti intese locali, ma di un’evoluzione strutturale volta a elevare la capacità preventiva del sistema, garantendo una maggiore
protezione sia per gli operatori del settore sia per i cittadini, rafforzando così la percezione di sicurezza nell'intera comunità lucana.



POTENZA. Il Polo Bibliotecario di Potenza si è trasformato, per una sera, in un pensatoio a cielo aperto, un luogo dove il tempo sembra essersi dilatato per lasciare spazio a una riflessione profonda e necessaria.
L’occasione è stata la presentazione di «Nessuna filosofia», l’ultima fatica letteraria di Roberto Zito, un’opera che sfugge alle etichette di genere per farsi confessione, diario e bussola esistenziale.
Non è stata la consueta passerella editoriale, ma un confronto polifonico che ha saputo riconciliare i presenti con il senso più autentico dello stare in-
sieme, interrogandosi sul mistero della nostra presenza nel mondo.
A tessere le fila del dibattito, con il consueto equilibrio, è stato Antonio Candela (Universo Sud), che ha coordinato un tavolo di relatori capace di offrire sguardi diversi e complementari sulla complessità dell’umano: dal pragmatismo economico di Giorgio Costantino (BCC), alla sensibilità culturale di Santino Bonsera (Presidente della Fondazione Premio Letterario Basilicata), passando per il rigore scientifico di Nicola Cavallo (Professore ordinario di fisica all’Unibas) e concludendo

con le visioni tecnologiche di Manuela Stefanelli (esperta d’intelligenza artificiale).
Davanti a una platea gremita di studiosi, politici, giornalisti e semplici cittadini, il libro di Zito è diventato il pretesto per spingersi verso quell’oltre che permette di riflettere su ciò che siamo stati e su ciò che potremmo ancora divenire.
Lo stesso autore, visibilmente emozionato, ha tenuto a precisare che questo lavoro non nasce da un’ambizione accademica, ma da un cammino lungo trent’anni. Si tratta di un compendio dell’anima distillato da quaderni personali che hanno accompagnato la sua vita, trasfigurando i grandi temi del pensiero filosofico in una forma poetica e accessibile.
Al centro dell’indagine c’è l’uomo, il miracolo del venire alla luce e quella domanda che scotta: cosa rende la vita degna di essere vissuta?
Zito non offre ricette preconfezionate, ma suggeri-

sce: «Mantenere la giusta distanza dalle cose per non farsi travolgere dalla banalità del quotidiano». Il messaggio che emerge dalla serata potentina è un invito alla calma e alla meraviglia.
In un’epoca dominata dalla velocità e dal rumore, il segreto risiederebbe nel trovare un equilibrio armonioso con noi stessi, con i nostri simili e con tutto ciò che ci circonda. «Aprire gli occhi la mattina con lo stesso stupore di chi vive un’esperienza straordinaria», ha spiega-
to l’autore, è l’antidoto più potente contro l’indifferenza.
Non si tratta di una rincorsa affannosa alla felicità, concetto spesso abusato e sfuggente, ma della ricerca di una serenità consapevole, uno stato di quiete che permetta di cogliere la magnificenza della vita nella sua espressione più semplice. Un passaggio particolarmente incisivo ha riguardato il tema della finitudine. Contro ogni illusione di immortalità che spesso caratterizza l’uomo moderno, Zito ha ricordato che siamo materia destinata a finire. Eppure, paradossalmente, è proprio in questo limite invalicabile che risiede la bellezza e l’eccezionalità del nostro passaggio terreno.
La vita è preziosa proprio perché non è infinita. In ultima analisi, lo scopo della vita non è un traguardo lontano da raggiungere, ma l’atto stesso di abitarla pienamente, qui e ora.
V ITO E RRICHETTI
















L’Asp
tutti.
POTENZA. Biagio
Schettino, 65 anni, dirigente dell’Asp ha perso ieri mattina la vita a causa di un incidente stradale sulla statale 585 “Fondovalle del Noce” tra Rivello e Molingiuolo di Lagonegro. Un'altra persona è stata trasportata, in codice rosso, con l'eliambulanza all'ospedale San Carlo di Potenza. Appena appresa la notizia, sono stati tanti i messaggi di cordoglio per il professionista e l’uomo stimato da tutti.
L'ASP Basilicata esprime «profondo cordoglio per l’improvvisa e tragica scomparsa del dott. Biagio Schettino, stimato dirigente medico e dipendente di lunga data dell'azienda, rimasto coinvolto in un incidente stradale che gli è costato la vita».
Direttore dell’U.O.C. Medicina del Lavoro e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro, colonna portante della sanità pubblica lucana, il dott. Schettino ha segnato con la sua passione e competenza trentennale l’intera traiettoria dell’ASP Basilicata, guidando con visione innovativa e rigore scientifico il Dipartimento di Prevenzione Collettiva Salute Umana, tutelando la salute dei lavoratori ed elevando gli standard di sicurezza in cantieri ed imprese in tutta la provincia di Potenza. Figura carismatica ed instancabile innovatore, ha formato generazioni di professionisti, lasciando un’eredità indelebile di eccellenza e capacità. «La sua scomparsa- ha evidenziato il Direttore Generale della Asp Basilicata Giuseppe De Filippis- lascia un vuoto incolmabile tra i colleghi. Ho avuto modo di apprezzarne le qualità professionali e umane e tale perdita- ha aggiunto il Dg- lascia sgomenti. Sono vicino personalmente, e con l'intera Azienda, alla moglie e al figlio sostenendoli in questo momento di grande dolore».
Anche il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi ha espresso vicinanza alla famiglia: «Apprendo con commozione e sgomento la tragica notizia dell’incidente in cui ha perso la vita il dottor Biagio Schettino. È un mo-

mento di grande dolore per tutta la Basilicata: perdiamo un uomo di valore e un medico che per anni è stato un punto di riferimento fondamentale per l’Asp e per l’intera comunità lucana».
Il Presidente della Regione, Vito Bardi aggiunge: «Biagio Schettino non era solo un dirigente stimato per la sua professionalità, ma una persona che interpretava la missione medica con una rara carica di umanità. Alla sua famiglia, ai colleghi e a tutti coloro che lo hanno conosciuto e amato va il mio abbraccio più stretto e il cordoglio dell’intera amministrazione regionale.In queste ore di lutto, il mio pensiero e le mie preghiere sono rivolti anche alla persona rimasta gravemente ferita nello scontro. Seguiamo con apprensione l'evolversi delle sue condizioni - conclude Bardi - sperando con tutto il cuore che possa superare questo momento critico».
l Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Marcello Pittella, «esprime cordoglio per la tragica scomparsa del dott. Biagio Schettino, professionista che ha operato a lungo nella sanità lucana distinguendosi per com-
petenza e senso di responsabilità».
«La sua scomparsa – conclude il Presidente del Consiglio – rappresenta una grave perdita per la comunità professionale e per l’intero sistema sanitario della Basilicata. Alla famiglia e ai colleghi rivolgo, a nome dell’Assemblea consiliare, un pensiero di vicinanza in questo momento di dolore».
L’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, ha voluto esprimere il proprio dolore per la perdita di un professionista che ha dedicato la propria esistenza alla cura del prossimo. «Con la scomparsa di Biagio perdiamo un medico di grande competenza e un uomo che ha incarnato con dignità e spirito di servizio i valori della nostra sanità territoriale. È una notizia che addolora profondamente: un tragico incidente stradale interrompe bruscamente un percorso fatto di dedizione e umanità. In questo momento di immenso dolore – continua l’assessore – voglio far pervenire il mio più sincero abbraccio alla famiglia di Biagio, ai suoi colleghi dell’Asp e a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incrociare
il suo cammino professionale e umano. Biagio era una figura di riferimento nell’area sud della provincia di Potenza, noto per la sua disponibilità e per quel tratto gentile che, per un medico, è spesso la prima forma di cura».
Il consigliere regionale di Orgoglio Lucano-Italia Viva Mario Polese afferma: «La tragica e improvvisa scomparsa di Biagio Schettino mi lascia sgomento e addolorato. In questo momento di indicibile sofferenza, il mio primo pensiero e l’abbraccio più affettuoso vanno alla moglie, al figlio e a tutta la sua famiglia. Per me, parlare di Biagio significa parlare di una parte importante della nostra Maratea. Biagio non era solo un illustre medico, stimato in tutta la regione come direttore dell’Uoc Medicina del lavoro dell’Asp di Basilicata, ma era un figlio della nostra terra che ne incarnava i valori migliori: la dedizione, il rigore e una profonda umanità. Da sempre vicino alla comunità marateota, so bene quanto Biagio fosse un punto di riferimento non solo professionale, ma umano per tutti noi. Biagio ha saputo unire la competenza scientifica a
una visione innovativa lasciando un segno indelebile nella sanità lucana. Il suo esempio di vita e di servizio rimarrà una bussola per tutti noi che crediamo in una Basilicata fondata sul merito e sulla cura del prossimo». Il consigliere regionale Gianuario Aliandro esprime «profondo cordoglio per la tragica scomparsa del dott. Biagio Schettino, dirigente medico dell’Asp Basilicata, venuto a mancare a seguito di un incidente stradale che gli è costato la vita». «La notizia della sua improvvisa scomparsa - dichiara Aliandro - lascia sgomenti e addolorati. Con il dottor Schettino la comunità perde un professionista serio e competente, ma soprattutto un uomo di grande umanità e dedizione al proprio lavoro. Nel corso degli anni ha rappresentato un punto di riferimento per colleghi e pazienti, svolgendo il proprio ruolo con responsabilità, passione e spirito di servizio». «In momenti come questi prosegue il consigliere, le parole non riescono ad alleviare il dolore, ma è doveroso esprimere la più sincera vicinanza alla famiglia, ai colleghi e a quanti hanno avuto modo di conoscerlo e stimarlo. La sua perdita rappresenta un grave lutto per l’intera comunità lucana».
Il Sindaco di Potenza Vincenzo Telesca e l’assessore alla Sicurezza negli ambienti di lavoro Gerardo Nardiello esprimono il proprio cordoglio e quello dell’intera Amministrazione comunale per la morte del dottor Biagio Schettino, direttore del Dipartimento della Salute umana dell’Asp. «Persona estremamente preparata, sempre dedita al lavoro, –scrivono il Sindaco e l’assessore Nardiello – in prima persona era impegnato nelle vicende che richiedevano maggiore attenzione, interpretando con grande professionalità e responsabilità il delicato ruolo che ricopriva all’interno dell’Asp. La nostra vicinanza alla famiglia del dottor Schettino e a quanti a lui erano legati da rapporti di parentela e amicizia».
Il segretario della Uil Fpl Basilicata Verrastro soddisfatto per i bandi di San Carlo, Asp, Asm e Irccs Crob. «Risposta attesa da
POTENZA. La Uil Fpl
Basilicata esprime «piena soddisfazione» per l’emanazione dei bandi da parte delle Aziende sanitarie regionali finalizzati alla stabilizzazione del personale precario. I provvedimenti riguardano l’Azienda ospedaliera regionale San Carlo, l’Asp, l’Asm e l’Irccs Crob e interesseranno complessivamente circa settanta lavoratori tra dirigenti medici e personale del comparto sanità. Per il sindacato si tratta di «un risultato importante, atteso da tempo», che rappresenta una risposta concreta alle legittime aspettative di professionisti che negli anni hanno garantito continuità assistenziale e qualità dei servizi ai cittadini lucani. Un traguardo reso possibile anche grazie all’approvazione della legge regionale numero 44 del 22 dicembre 2025, fortemente sostenuta dalla stessa organizzazione sindacale e recepita integralmente insieme alle disposizioni riguardanti il personale con contratti di collaborazione coordinata e continuativa e gli interinali.La norma, sot-

tolinea la Uil Fpl, consente di superare situazioni di precarietà storiche e di rafforzare in modo strutturale gli organici del sistema sanitario regionale. Il sindacato riconosce il lavoro svolto dal direttore e dal dirigente del Dipartimento Salute della Regione Basilicata, dall’assessore competente, dal Consiglio regionale e dal capogruppo Napoli,
che «con determinazione hanno contribuito all’approvazione della norma regionale per la stabilizzazione». «È questa la politica che ci piace - evidenzia la Uil Fpl Basilicata - quella che mantiene gli impegni e costruisce percorsi condivisi per rafforzare il servizio sanitario pubblico, valorizzando le professionalità esistenti e offrendo
prospettive di stabilità occupazionale». Secondo il sindacato, la sinergia tra istituzioni e organizzazioni dei lavoratori dimostra come il confronto possa produrre risultati concreti nell’interesse della collettività.La Uil Fpl informa inoltre di aver già scritto formalmente all’Azienda sanitaria locale di Potenza e al Dipartimento regionale competente, in
merito alla graduatoria ancora vigente relativa alla stabilizzazione degli operatori socio sanitari. «Secondo quanto previsto dal protocollo - precisa il sindacato - la graduatoria deve essere condivisa fino al suo completo utilizzo». È stato inoltre chiesto di chiarire che il personale già idoneo non debba presentare ulteriori istanze, in attesa di un riscontro ufficiale.Restano da completare ulteriori passaggi, in particolare l’emanazione dei bandi relativi alle mobilità per le assegnazioni temporanee, che ad oggi risultano non ancora applicati soltanto presso l’Ospedale San Carlo di Potenza. Su questo punto la Uil Fpl assicura «la massima attenzione e vigilanza», affinché anche tale misura venga rapidamente attuata nel rispetto delle norme e degli accordi sottoscritti.Il sindacato continuerà a monitorare l’intero percorso di stabilizzazione, sostenendo ogni iniziativa utile a garantire diritti, dignità lavorativa e qualità dei servizi sanitari per i cittadini della Basilicata.
Luigi D’Alessandro, originario di Tursi, selezionato per i Giochi. Un esempio di professionisti che scelgono di restare in Basilicata
DI GIUSEPPE DOMENICO NIGRO

POLICORO . Tra le giovani leve della medicina lucana, come lampada che sopra il lucerniere, illumina la nostra realtà, vi è il podologo Luigi D’Alessandro. Reca alta la bandiera della nostra Lucania: è stato chiamato anche per le olimpiadi in Lombardia. «Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può essere nascosta, e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa». Eccome che risplendono le nostre luci e risplendono nelle ombre che spesso la nostra regione produce. Bisogna ammirare queste giovani leve che hanno sfidato i tempi e hanno scelto di restare in mezzo a noi, per alleviare le nostre sofferenze. Quale missione più alta,
più sublime di questa? Il dottor Luigi D’Alessandro, originario di Tursi, è stato selezionato, ai Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, su un bando del giugno 2025. Il nostro ha un efficiente studio a Policoro: città antica e polo importante della Basilicata d’oggigiorno, snodo di comunicazioni e capofila del meta pontino, zona ancora attiva economicamente, socialmente. Come annotava Gino Strada: «La sanità italiana era tra le migliori ma adesso è in crisi per colpa della politica che ha inserito il profitto. Gli ospedali sono diventate delle aziende. Oggi il medico viene rimborsato a prestazione, che è una follia razionale, scientifica ed etica. Si mette il medico in condizioni di dover fare o di ambire a fare più prestazioni perché così
guadagna e quindi si inventano nuove malattie e cure, oppure si fanno interventi chirurgici inutili. L'obiettivo non è più la salute, ma il fatturato. Il profitto va abolito dalla sanità, perché abolendolo e rendendo una sanità gratuita a tutti coloro che sono sul territorio italiano, si avrebbero 30 miliardi di euro da investire ogni anno». Ed è vero. Noi crediamo che sono i giovani che possono salvare la nostra sanità, i giovani, con la loro preparazione, la loro forza, le loro idee. Sono giovani come il dottor D’Alessandro Luigi che possono salvare la nostra sanità ed alleviare le infermità di tanti che hanno bisogno. Ci sentiamo in dovere di ringraziare questi giovani, grazie a loro che possiamo dire ancor oggi che siamo umani.











Rassicurazioni dal Sindaco Telesca, ma servono fondi regionali per evitare tagli e salvare i posti di lavoro

DI F RANCESCO MENONNA
POTENZA. Poco più di un'ora di assemblea, una discussione serena e costruttiva, con la piena disponibilità del Sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, a risolvere i problemi dei lavoratori della Miccolis, messi in difficoltà dalla chiusura dell'impianto attrezzato di viale Marconi. La situazione ha portato a un duro confronto con l'azienda e alla minaccia di licenziamenti.
Ieri pomeriggio, nella Sala dell'Arco di Palazzo di Città, sindacati e primo cittadino hanno affrontato i temi legati al possibile licenziamento dei lavoratori della ditta Miccolis, che gestisce il trasporto pubblico locale, dopo la chiusura dell'impianto di viale Marconi-Piazza XVIII Agosto. Durante l'incontro si è discusso dell'organiz-
zazione di futuri tavoli di confronto e dell'avvio di ulteriori richieste a via Verrastro, con l'obiettivo di sbloccare nuovi finanziamenti. Il tavolo di lavoro, coordinato dal Sindaco Telesca, ha avuto un tono riflessivo e si è concentrato sulla cronistoria della vicenda, partendo dal 2024 fino ai giorni nostri. Il Sindaco ha ricordato anche altri finanziamenti approvati dal Comune, come quello destinato alla Piscina Comunale, rimasto inutilizzato per il mancato avvio dei lavori da parte del suo predecessore, Mario Guarente. La discussione ha affrontato temi cruciali, come i tagli consistenti al servizio e la procedura di raffreddamento con l'azienda, conclusasi martedì scorso con esito negativo. Miccolis ha annunciato licenziamenti di massa, ma la procedura di licenzia-

Nella seduta della V Commissione, presieduta da Attilio Giuliani, l’Assessora alla Programmazione Costanza e la Dott.ssa Maria Lucia Camardelli del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) hanno illustrato il progetto 'Gemello Digitale Urbano'.
Il Comune di Potenza ha infatti avviato, attraverso la sottoscrizione di una manifestazione di intenti, un percorso di collaborazione con il CISC – Centro Interdipartimentale per la Scienza delle Città del CNR, finalizzato alla realizzazione di un’infrastruttura digitale strategica a supporto della governance territoriale. L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che le città contemporanee siano sistemi complessi,
mento collettivo non sarebbe ancora stata formalmente avviata. I tagli economici ammontano a circa un milione e duecentomila euro, una cifra che ha generato forte preoccupazione tra i responsabili aziendali e i rappresentanti sindacali, allarmati per il futuro dei lavoratori. La chiusura dell'impianto e la mancanza di fondi sembrano inserirsi in un quadro più ampio di difficoltà economiche. I lavoratori hanno chiesto garanzie al Sindaco Telesca, in merito al futuro occupazionale e alle conseguenze che potrebbero colpire le loro famiglie. La Regione Basilicata ha previsto uno stanziamento pari a sei milioni e cinquecentomila euro, ma il contributo non è ancora arrivato nelle casse comunali. L'approvazione del bilancio comunale, prevista per il 27 febbraio, potrebbe portare novità significative. Da un lato, la preoccupazione dei lavoratori; dall'altro, la piena disponibilità del Sindaco Telesca a recepire e accogliere le istanze dei dipendenti Miccolis, impegnati in una trattativa sindacale delicata per salvaguardare i livelli occupazionali. Il tavolo di confronto si è concluso con un primo segnale positivo da parte del Sindaco.
Rocco Pace, in rappresentanza dei lavoratori, ha dichiarato: «Oggi c'è stato il
primo confronto, nato da un sit-in spontaneo dei lavoratori. Abbiamo avuto interlocuzioni con il Sindaco di Potenza e con il Comune. Sicuramente la situazione è molto difficile, soprattutto dopo che l'azienda ci ha comunicato, a valle dell'incontro tenuto ieri nei locali aziendali, che avvierà le procedure di licenziamento collettivo. Questo è dovuto al fatto che mancano i fondi previsti dal bando di gara. I tagli comunali, legati all'approvazione del bilancio, hanno intaccato il trasporto pubblico locale». Il Sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, ha rassicurato i rappresentanti sindacali, dichiarando: «Comprendo lo sconforto, soprattutto dopo che tutti hanno potuto leggere il bilancio che sarà approvato il 27 febbraio. Un bilancio che prevede quattro milioni e ottocentomila euro di tagli trasversali, che incideranno su diversi ambiti: dalle scuole alle mense, fino al trasporto pubblico scolastico. Oggi ho incontrato i dipendenti per affrontare questa problematica, che deve essere eliminata quanto prima possibile. La Regione Basilicata deve comprendere che la città di Potenza non può essere lasciata senza risorse. Non si tratta di un aiuto al Sindaco Telesca, ma di un sostegno necessario per una cittadinanza che offre
servizi sovracomunali. Ogni giorno, 40.000 persone transitano nella nostra città, oltre ai 65.000 residenti che pagano le tasse. Con queste entrate dobbiamo far fronte anche alle esigenze di chi viene da fuori.
Il problema è oggettivo, e la Regione deve intervenire. Non stiamo parlando di una battaglia politica, ma di una questione istituzionale che incide profondamente sulla città di Potenza. Da parte mia, continuerò a lavorare per modificare alcuni regolamenti e recuperare i soldi non percepiti dal Comune, come le tasse arretrate. Quando mi sono insediato, ho trovato un debito di 21 milioni di euro da parte di Acta e 20 milioni di euro di tasse non corrisposte. Stiamo cercando di recuperare queste risorse, ma le procedure sono lente e complesse. Potenza è capoluogo di regione non solo sulla mappa geografica, ma deve esserlo anche nei fatti».
Il Sindaco Telesca ha ribadito la sua disponibilità nei confronti dei dipendenti Miccolis e ha lanciato un appello alla Regione Basilicata per un intervento immediato. La vicenda, che potrebbe avere gravi ripercussioni sul piano occupazionale, resta aperta, con la speranza che il bilancio comunale e i fondi regionali possano offrire una soluzione concreta.
POTENZA Strategico per monitorare ambiente, mobilità e sicurezza urbana
nei quali dinamiche sociali, ambientali, abitative e infrastrutturali risultano strettamente interconnesse e richiedono strumenti di analisi integrati. Nel corso dell’incontro è stato illustrato il modello dei Gemelli Digitali Urbani, già adottato in diverse realtà italiane, tra cui Catania, Matera e Milano.
Il Gemello Digitale rappresenta una replica virtuale e dinamica della città, alimentata da dati reali e costantemente aggiornata, capace di simulare scenari futuri e supportare in modo scientifico le decisioni dell’Amministrazione. «Si tratta di un’infrastruttura strategica –ha spiegato la dottoressa Camardelli – che integra dati urbanistici, ambientali, sociali e di mobilità, consentendo di anticipare trasformazioni, valutare l’impatto delle scelte e programmare interventi in maniera più efficace e consapevole».
Attraverso simulazioni su traffico, mobilità so-
stenibile, qualità dell’aria, verde urbano, rischio idrogeologico e patrimonio edilizio, il sistema permetterà di orientare le politiche pubbliche sulla base di evidenze oggettive, superando la frammentazione delle informazioni. Il progetto rappresenta un’opportunità rilevante per la pianificazione urbana, il monitoraggio ambientale, la sicurezza e la gestione del patrimonio comunale. Centrale sarà anche la dimensione partecipativa, con l’implementazione di un modello di amministrazione condivisa che favorisca il coinvolgimento della comunità nella raccolta dei dati e nei processi decisionali.
«Il Gemello Digitale – ha dichiarato l’assessore Costanza – non sostituisce la politica, ma la rafforza, rendendola più informata e orientata ai risultati. Significa scegliere di governare l’innovazione e costruire le basi di una città più resiliente, efficiente e moderna».
Un piano strategico tra università, cultura e innovazione per invertire la rotta e scongiurare lo spopolamento entro il 2037
C’e negli ultimi

C’è una data che rischia di segnare una linea di confine: il 2037. È l’anno in cui, se tutto resterà così com’è, Matera supererà Potenza nel numero di residenti. Non perché Matera esploderà demograficamente, ma perché entrambe le città continueranno a perdere popolazione, e Potenza scivolerà più velocemente. Le proiezioni dell’Istat, riportate da Gianni Molinari, parlano chiaro: -22% per Potenza entro il 2037, contro un -8% di Matera. Numeri che fanno male, ma che devono farci reagire. La Basilicata oggi conta 533.233 abitanti, in calo dello 0,8% rispetto al 2022.
La provincia di Potenza, con un’età media di 47,7 anni, è la più anziana e fragile. Le scuole si svuotano, i treni portano via i ragazzi e raramente li riportano indietro. Eppure Potenza non è condannata. Può scegliere di vivere. Può diventare una città che non solo trattiene ma attrae.
Una città che non esiste solo negli orari d’ufficio, ma che pulsa di vita di giorno e di notte, nei vicoli del centro storico, nei quartieri, nelle piazze, nei laboratori, nei teatri, nei parchi urbani. Questa non è un’illusione: è un progetto concreto, fatto di leve precise, investimenti sostenibili e obiettivi misurabili. Il primo obiettivo è riabitare e rivitalizzare il centro storico. Oggi molti edifici e locali sono chiusi e abbandonati, ma non si possono semplicemente “prendere”: sono proprietà privata. Serve un piano che coinvolga i proprietari e renda conveniente riportare vita nelle case e nei negozi vuoti. Il Comune facilita l’incontro tra domanda e offerta tramite un registro delle abitazioni e dei locali disponibili, prevedendo incentivi fiscali e contributi a fondo perduto per attività che creano lavoro e socialità, la cessione in gestione temporanea a Comune o fondazioni per studentati e housing sociale, e un fondo pubblico-privato di ristrutturazione concertato con investitori a fronte di concessioni d’uso durature. Si sperimenterà cohousing
urbano intergenerazionale, promuovendo modelli di abitare condiviso. Gli obiettivi prevedono 150 nuovi posti letto l’anno fino a 1.800 entro il 2037, almeno 30 locali commerciali riaperti nei primi 5 anni e l’azzeramento delle chiusure per abbandono. Ripopolare Potenza significa renderla facile da vivere e raggiungere attraverso una stazione intermodale come hub culturale, navette elettriche tra i punti nevralgici, piste ciclabili sicure, scale mobili funzionanti e collegamenti ferroviari rapidi con le grandi metropoli.
Parallelamente, verrà sviluppata la digitalizzazione completa dei servizi (anagrafici, urbanistici, scolastici) accessibili online anche via smartphone. L’università è il motore di una città giovane e a Potenza va ripensata radicalmente con l’istituzione di una facoltà di Giurisprudenza focalizzata sulla pubblica amministrazione digitale e del DAMS integrato con il Teatro Stabile e il sistema dell’audiovisivo. Obiettivo: 2.200 studenti in 5 anni (1.200 DAMS, 1.000 Giurisprudenza), con il centro storico che diventa campus diffuso. Accanto all’università, verranno coinvolti gli istituti superiori e tecnici locali in alternanza scuola-lavoro e laboratori tematici collegati ai settori PublicTech, audiovisivo e green economy. Il piano prevede un programma triennale per l’attrazione di visiting professors e ricercatori, con voucher dedicati anche ai lucani all’estero. Verrà attivata una Scuola Lucana di Alta Formazione Amministrativa, in partnership con Formez e università nazionali. Inoltre, nell’ottica di un’innovazione integrata e all’avanguardia, si propone la creazione di un Hub per l’Intelligenza Artificiale e le tecnologie emergenti, che diventi un polo di riferimento per il Mezzogiorno. L’hub sarà collegato all’Università della Basilicata, al CNR e alle imprese locali, favorendo la formazione specialistica, la ricerca applicata e la creazione di startup tecnologiche, con particolare attenzione alle applica-
zioni per la pubblica amministrazione, la sanità, l’ambiente e l’agroalimentare. Sarà inoltre aperto a partnership con scuole superiori e centri di formazione per diffondere competenze digitali avanzate nella comunità e contrastare il digital divide. La cultura non è solo intrattenimento: è identità e sviluppo.
Il Teatro Francesco Stabile diventa centro nazionale di produzione con residenze artistiche, bottega delle professioni e tournée europee, mentre festival e rassegne permanenti animano piazze, biblioteche e spazi urbani. Laboratori e coworking culturali diffusi per musica, arti visive, gaming ed editoria indipendente creano un vero ecosistema culturale che genera turismo, economia e opportunità per giovani creativi. Per ripopolare serve lavoro stabile e di qualità, per questo si punta su un distretto PublicTech per startup e imprese che digitalizzano la pubblica amministrazione, sulla Green Economy con comunità energetiche e sviluppo dell’idrogeno, e sull'economia creativa che spazia dall'audiovisivo al design fino allo sviluppo di videogiochi. Potenza diventa motore dell’innovazione regionale con centri di ricerca avanzata, incubatori e laboratori legati a Stellantis, al turismo outdoor e all’agroalimentare di qualità. Nascono Comunità di Sviluppo Locale (CSL) per gestire formazione, tirocini e bandi insieme a imprese e università, men-
tre annualmente si svolgeranno due fiere nazionali su PublicTech e Industria Creativa. Restare a Potenza deve essere conveniente, sicuro e desiderabile, garantendo nidi e infanzia gratuiti o agevolati, voucher baby-sitting, doposcuola, mutui agevolati per under-40 e parchi con impianti sportivi per bambini. Un Piano di Sicurezza Urbana Integrata prevede nuove illuminazioni a LED, videosorveglianza smart, polizia di prossimità e patti civici con le comunità locali. Se il centro è il cuore, i quartieri sono le gambe: rigenerazione diffusa con arredo urbano, piste ciclabili, riapertura di scuole locali, centri civici e navette elettriche progettate con i residenti, affinché ogni rione abbia un suo presidio culturale e di partecipazione. Potenza valorizza il suo patrimonio naturale unico attraverso un parco urbano diffuso che unisce sentieri e aree verdi, promuovendo il turismo outdoor come ciclovie e trekking in sinergia con le Dolomiti Lucane, l’Appennino e il Vulture, integrando l’educazione ambientale nelle scuole.
La città deve aprirsi a tutti con sportelli multilingue, corsi di cittadinanza attiva, reti di accoglienza, borse di studio “Lucania Fellows” per ricercatori stranieri e la piattaforma “Lucani nel mondo” per favorire mentoraggio e rientri temporanei. Attrarre persone significa offrire convenienza tramite esenzioni fiscali (IMU,
TARI) per i nuovi residenti per i primi 5 anni, voucher rientro fino a 5.000 euro per i lucani emigrati, il bando “Vieni a vivere a Potenza” per smart workers e credito d’imposta per le imprese. Il progetto si articola in tre fasi: l'avvio (2025–2027) con l'istituzione di Giurisprudenza e DAMS, il recupero di 300 posti letto e l'inizio del distretto tecnologico; il consolidamento (2028–2032) con il campus-quartiere a regime e il pareggio del saldo migratorio; l'espansione (2033–2037) con il riconoscimento definitivo come città universitaria del Sud e 1.800 posti letto attivi.
Ogni azione sarà monitorata dall'Osservatorio annuale Potenza 2037 e da una Cabina di Regia con rendicontazione trimestrale, puntando a indicatori chiari: +3.000 residenti under-40 e saldo migratorio giovanile positivo entro il 2032. Cara Potenza, ti hanno definita verticale e difficile, ma qui c’è ancora fiato per immaginare un futuro diverso. Potenza 2037 è una proposta aperta per restare, tornare e scegliere la città come luogo dell’identità e del futuro. Note di metodo: le proiezioni si basano su dati ISTAT e Unioncamere, gli incentivi rispettano le regole UE e i finanziamenti provengono da FESR, PNRR e fondi statali, con un monitoraggio costante per garantire trasparenza nel percorso di rinascita collettiva.



Il gruppo civico accelera il confronto con la comunità ponendo al centro le idee e i progetti futuri
Prosegue, in modo costante e partecipato, il percorso di approfondimento politicoamministrativo avviato negli ultimi mesi dal laboratorio civico “Moliterno 2026», che ha visto il coinvolgimento di un gruppo crescente di cittadini interessati al futuro del paese.
«In questa prima fase,afferma il gruppo - il lavoro si è concentrato principalmente sull’ascolto del territorio e sulla condivisione di idee e prospettive, ponendo al centro non le singole candidature, ma le priorità e le azioni necessarie per rilanciare Moliterno e riportarlo al centro dell’at-
tenzione territoriale». «Attraverso un’attività continua il laboratorio promuove momenti di confronto diffuso con cittadini, realtà sociali e sensibilità diverse, con l’obiettivo di comprendere bisogni, aspettative e
criticità della comunità locale. – prosegue - Da gennaio sono stati attivati due spazi di lavoro dedicati rispettivamente alle zone rurali e al centro abitato, affiancati da una serie di incontri partecipati che hanno registrato un cre-
scente coinvolgimento della cittadinanza. In particolare, l’appuntamento pubblico svoltosi presso Il Vecchio Ponte ha rappresentato un significativo momento di confronto aperto, con una presenza ampia e trasversale di cit-

tadini, simpatizzanti e nuovi partecipanti al percorso».- concludendo«Gli incontri svolti finora hanno consentito di raccogliere contributi, proposte e riflessioni utili alla costruzione di una visione condivisa per Moliterno, confermando l’esistenza di un forte bisogno di partecipazione e di rinnovata attenzione verso i temi dello sviluppo locale.
Si tratta di un percorso impegnativo ma carico di entusiasmo, che continua a rafforzarsi giorno dopo giorno e che lascia intravedere le condizioni per una nuova fase di partecipazione e rinnovamento per Moliterno».
Il Sindaco fa il punto sui lavori, dalla riqualificazione della piazza all’area Lago, passando per scuola, forestazione e fognature
DI EM AN UELA CALABRES E
Dopo le parole espresse dal Sindaco di Pignola nel giorno di San Valentino, che suonavano come una lettera d’amore al territorio e alla comunità che amministra, oggi Antonio De Luca torna a raccontare l’impegno del Comune, e comincia dal cambio look di Piazza Risorgimento, che sarà al centro di un incontro pubblico il prossimo venerdì 27 febbraio, insieme al progettista, Architetto Antonio Maroscia. «La piazzetta davanti alla Chiesa di San Rocco è uno dei luoghi più delicati e simboli- ci del nostro paese – spiega - È la porta del centro storico, il sagrato della Chiesa, il collegamento naturale tra Largo Fontana e Piazza Nuova. È uno spazio che tutti attraversiamo ogni giorno. Eppure oggi quell’area non esprime pienamente il valore che rappresenta. Nel tempo si è intervenuti per risolvere criticità puntuali, ma è mancato un disegno organico capace di restituire qualità e identità a questo spazio centrale. A ciò si sono aggiunti problemi strutturali legati alla pre-
senza di acqua nel sottosuolo, che negli anni hanno generato infiltrazioni e disagi. Da qui nasce il progetto di riqualificazione - incalza De Luca - inserito in un percorso amministrativo avviato negli anni scorsi e che abbiamo approfondito e ridefinito nella visione urbana e nelle scelte tecniche, rendendolo più coerente con l’idea di piazza che vogliamo costruire per il futuro di Pignola». L’intervento prevede una riqualificazione di pregio, con nuova pavimentazione in pietra naturale e una riorganizzazione complessiva degli spazi oggi frammentati. Saranno predisposti punti elettrici per eventi e manifestazioni. L’area sarà completamente accessibile, senza barriere architettoniche. La presenza di acqua sorgiva ha rappresentato nel tempo una criticità per la piazza, per la Chiesa e per gli edifici circostanti, per questo il progetto interviene in modo definitivo con un sistema di drenaggio profondo e continuo, un nuovo profilo altimetrico per il corretto deflusso delle acque e una nuova pavimentazione progettata per garantire du-

rabilità e stabilità nel tempo. Ma il luogo è anche “ricordo”, per questo il Sindaco sottolinea: «Sappiamo bene che la piazzetta è parte della memoria collettiva di molte generazioni. Per questo l’intervento è stato calibrato con attenzione. In due anni l’Amministrazione ha già messo a dimora circa 100 nuovi alberi, confermando una linea chiara di tutela e rafforzamento del patrimonio verde. In questo intervento saranno realizzate nuove piantumazioni perché l’obiettivo non è aggiungere cemento. Si tratta di un investimento strategico, finanziato nell’ambito delle azioni di compensazione e mitigazione ambientale della Regione Basilicata».
Al di là del centro urbano, ci sono poi i lavori sul territorio, a cominciare da Contrada Tora, «un’area importante del territorio, dove sono presenti famiglie, bambini e una scuola dell’infanzia, e che merita servizi adeguati – incalza il Primo cittadinoProprio per questo motivo l’Amministrazione grazie al finanziamento regionale di 298.846 mila euro realizzeremo un intervento organico approvato dalla Giunta comunale ad aprile 2025 che prevede un’area attrezzata dedicata a bambini e famiglie ed uno spazio, nell’area Lago, per attività sportive e aggregative, con sistemazione a verde del percorso di collegamento al Lago di Pignola.
Non si tratta quindi di un’ipotesi futura, ma di un progetto già fi- nanziato. È stata espletata la gara per l’esecuzione dei lavori e
l’avvio del cantiere è previsto per la primavera».
Sempre in Contrada Tora sono già stati realizzati lavori di manutenzione sulla scuola. Gara già espletata anche per l’estensione della rete di metanizzazione, con avvio dei lavori in primavera. Nella scorsa stagione sono stati effettuati interventi di forestazione e cura del verde. È programmato un intervento di manutenzione su via Sammueta, aggiunge De Luca. Sbloccati gli interventi di Acquedotto lucano per la realizzazione di quattro nuovi tronchi fognari, di cui due a Tora. Abbiamo inoltre più volte sollecitato il Consorzio per la sistemazione della strada del canale Fugatore. «Tutto questo conferma una linea amministrativa chiara – si avvia a concludere il Sindaco - riequilibrare e valorizzare l’intero territorio comunale, superando logiche di aree privilegiate o trascurate. La nostra strategia è complessiva: interventi programmati nelle contrade e nel centro urbano, risorse distribuite secondo criteri di equità e priorità oggettive, con una visione organica dello sviluppo del territorio». Infine, per quanto riguarda il bando regionale “Un parco in ogni Comune”, l’Amministrazione sta valutando attentamente le opportunità. «La nostra impostazione è programmazione, equità e investimenti mirati dove vi è maggiore necessità, lavorando con responsabilità e concretezza per garantire servizi, infrastrutture e qualità della vita all’intera comunità di Pignola», chiosa De Luca.


Arrestati padre e figlio di origine albanese e un terzo condannato, sequestrati oltre 50mila euro e 20 grammi di cocaina
MATERA. La Polizia di Stato di Matera ha eseguito tre ordini di carcerazione nei confronti di soggetti condannati per reati in materia di traffico di sostanze stupefacenti, commessi negli anni 2019-2020.
Tra i destinatari di detti provvedimenti figurano due cittadini di origine albanese, padre e figlio, rispettivamente di 60 e 32 anni, ritenuti risposabili del reato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e di plurime violazioni in materia di spaccio.
Nel corso delle operazioni, personale della Squadra Mobile ha eseguito diverse perquisizioni personali e domiciliari, rinvenendo, presso l’abitazione dei due soggetti albanesi, denaro contante per una somma pari a 47.710 euro, sottoposto a sequestro in quanto ritenuto provento
di attività illecita. Indosso al 32enne veniva, inoltre, rinvenuto ulteriore contante pari a circa 2.680 euro, anch’esso sequestrato. L’attività di polizia giudiziaria è proseguita con un’ulteriore perquisizione presso un immobile in uso a uno dei due arrestati, ove è stata rinvenuta e sequestrata sostanza stupefacente di tipo cocaina per un peso complessivo di 20 grammi circa, nonché materiale per il confezionamento e pesatura della droga.
All’interno di quest’ultimo appartamento veniva identificato anche un cittadino italiano di 19 anni, estraneo ai provvedimenti restrittivi in esecuzione. Dagli accertamenti svolti nell’immediatezza sono emersi, tuttavia, elementi che lo collegavano, unitamente al 32enne albanese, all’attività di spaccio. Nella sua di-

sponibilità veniva rinvenuta la somma di 3.400 euro in contanti. Pertanto, il 19enne è stato denunciato per detenzione ai fini di
spaccio di sostanza stupefacente. I due albanesi, invece, sono stati associati alla locale Casa Circondariale.
Matera Democratica sollecita la convocazione urgente su lavoro e ammortizzatori sociali: «Non si può rinviare oltre»
MATERA . «A oltre un mese dalla richiesta formale di convocazione urgente di un Consiglio comunale straordinario e aperto dedicato al rilancio del Distretto del Mobile Imbottito di Matera e Montescaglioso, la città attende ancora una risposta». È quanto afferma Matera Democratica, richiamando l’attenzione sulla situazione di uno dei principali pilastri economici e occupazionali del territorio.La richiesta, avanzata dai consiglieri comunali di opposizione, nasce dalla necessità di affrontare «in modo pubblico e trasparente la crisi che sta investendo» il comparto, aggravata dalla scadenza degli ammortizzatori sociali e dalle difficoltà che interessano imprese e lavoratori dell’area murgiana. Preoccupazioni che, viene ricordato, sono state esplicitate anche dalle organizzazioni datoriali, che hanno sollecitato strumenti di accompagnamento e politiche industriali adeguate a una fase definita «particolarmente delicata».
Il tema si intreccia con il quadro politico amministrativo cittadino. Le opposizioni sottolineano che la domanda di convocazione si inserisce in «un

contesto già segnato da un’ulteriore richiesta di Consiglio urgente», finalizzata a discutere la crisi politica in atto e a ottenere chiarimenti dal sindaco Nicoletti. «Ad oggi, invece, la gestione delle sedute consiliari è stata impostata esclusivamente attorno al tentativo di definire l’elezione del Presidente del Consiglio comunale», passaggio che, secondo il documento, non ha prodotto alcuna stabilizzazione dell’assetto politico.Nel frattempo, mentre in Consiglio regionale della Basilicata si è avviato un confronto sul futuro del Distretto, il Comune di Matera «continua a non esercitare il proprio ruolo di indirizzo politico e di rappresentanza degli interessi della comunità locale». Per
Matera Democratica, il Consiglio comunale avrebbe dovuto essere «il luogo naturale di confronto tra istituzioni, imprese, organizzazioni sindacali e associazioni di categoria» per costruire una posizione chiara della città.«Il rilancio del Distretto del Mobile Imbottito non è una questione settoriale, ma riguarda il modello di sviluppo di Matera e la tenuta sociale di un intero territorio», si legge ancora nella nota. Da qui la conclusione: «Non è più rinviabile la convocazione del Consiglio comunale straordinario richiesto», affinché la città possa discutere «in modo trasparente e responsabile tanto della crisi politica in atto quanto delle prospettive del proprio sistema produttivo».
«Sette emendamenti al Bilancio
SCANZANO JONICO. Sette emendamenti al Bilancio di Previsione 2026-2028 con l’obiettivo di delineare «un progetto di comunità diverso». A presentarli sono i consiglieri comunali Felicetta Salerno, Claudio Scarnato e Nicola Mangialardi, che propongono un’idea di governo fondata su tre pilastri: lavoro, tutela delle fasce deboli e turismo attivo tutto l’anno.«Il nostro obiettivo non è solo correggere dei numeri, ma offrire ai cittadini un progetto di comunità diverso», dichiarano. «Vogliamo spostare le risorse dai costi di gestione generale verso servizi che creino opportunità e benessere per tutti». Tra le misure, un fondo per la formazione da centomila euro per finanziare tirocini e borse di studio destinati ad adulti disoccupati, oltre a quarantamila euro per sostenere microimprese giovanili e femminili tramite bandi pubblici. Previsti anche trentamila euro per potenziare l’assistenza domiciliare, cinquantamila euro per il diritto allo studio degli studenti fuori sede e risorse per uno sportello di mediazione sociale e una sala prove comunale.Sul turismo, i consiglieri propongono un piano strategico per la destagionalizzazione da quarantacinquemila euro. Le coperture, precisano, deriverebbero dalla riduzione di consulenze esterne e spese di rappresentanza, «senza aumentare le tasse».


Per i flussi turistici si punta sull’aeroporto di Bari come porta d’accesso. L’agenzia rafforza la rete con operatori e territori
POTENZA . L'Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata è presente con qualificata delegazione alla Btm 2026 – Borsa del Turismo Mediterraneo di Bari, confermando la manifestazione pugliese come appuntamento strategico nel calendario promozionale della destinazione lucana. Una presenza che non è casuale: l'Aeroporto Internazionale di Bari "Karol Wojtyła" rappresenta oggi uno dei principali hub di accesso alla Basilicata, collegando la regione con i grandi mercati nazionali e internazionali e svolgendo un ruolo sempre più decisivo nello sviluppo dei flussi turistici verso il territorio lucano. La vicinanza geografica e la crescita delle rotte disponibili fanno dello scalo barese una por-
L’INTERVENTO

ta d'ingresso privilegiata per chi sceglie la Basilicata come meta di viaggio. In questa cornice, venti operatori del settore turistico lucano sono protagonisti dell'area B2B, dove si svolgono incontri con buyers italiani e internazionali alla ricerca di nuove proposte e itinerari nel
cuore del Mezzogiorno. Allo stand istituzionale dell'Apt è presente anche una rappresentanza di operatori e istituzioni del territorio – Vultueyes e il Comune di Rionero in Vulture, il GAL Start 2020 e il Comune di Viggiano – a riprova di come la promozione della Basilicata si costruisca attraverso una rete coesa di soggetti pubblici e privati capaci di valorizzare le specificità locali.
Ieri, il direttore generale dell'Apt Basilicata, Margherita Sarli,sarà ospite di due panel nella Main Arena della Fiera. Nel primo, "Italea: quando il turismo delle radici rigenera il turismo globale" (ore 14:30–15:30), il dibattito ha esplorato il turismo delle radici come potente strumento di rigenerazione culturale, so-
ciale ed economica. Attraverso i risultati del progetto Italea – che ha coinvolto attivamente anche la Basilicata – e il dialogo tra istituzioni, territori e testimonianze dirette, l'incontro ha messo in luce come le storie autentiche possano generare nuove connessioni internazionali e contribuire a un turismo più consapevole e sostenibile. Al panel hanno partecipato, tra gli altri, Giovanni Maria De Vita del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, la coordinatrice del programma Marina Gabrieli e l'assessore al turismo della Regione Puglia Graziamaria Starace. A seguire, nel panel "Belle e Possibili" (ore 15:45–16:30), moderato dal giornalista e caporedattore di
RAI Puglia Giancarlo Fiume, Sarli è stata al tavolo con i rappresentanti di Piemonte, Puglia, Abruzzo e Campania per raccontare come ricchezza storico-culturale, enogastronomia, diversità paesaggistica e varietà di esperienze rendano alcune destinazioni italiane tra le più desiderate al mondo.
La partecipazione alla Btm 2026 si inserisce in un rapporto di collaborazione de- stinato a rafforzarsi. È stato siglato un accordo di partnership tra la Borsa del Turismo Mediterraneo e la Basilicata: all'inizio di maggio la manifestazione farà tappa a Maratea, sul Tirreno lucano, portando per la prima volta nella regione operatori, istituzioni e stakeholder del turismo nazionale e internazionale.
DI VINCENZO MAIDA
MONTALBANO JONICO.
Non è il primo anno che il comune jonico partecipa alla Bit. Ora, a bocce ferme e senza pregiudizi di sorta, è opportuno porsi qualche domanda.Ammesso che i vari incontri e la presentazione delle risorse turistiche locali abbiano suscitato l’interesse di qualche agenzia e che questa estate, o anche prima, giungano frotte di turisti o anche qualche centinaio: dove li mettono a soggiornare? Le uniche strutture esistenti sono tre o quattro bed and breakfast che, tra montalbanesi di ritorno e qualche isolato visitatore, già lavorano per conto loro, per cui alla fine, come è già successo lo scorso anno con un centinaio di amanti di auto d’epoca arrivati da tutto il mondo, soggiorneranno nelle strutture ricettive della fascia costiera.
Per Montalbano Jonico, quindi, sarebbe il solito mordi e fuggi, totalmente ininfluente per la sua economia e per contrastare lo spopolamento in atto e l’abbandono del Centro Storico.I circa cento amanti di auto d’epoca lo scorso anno, infatti, non hanno consumato neanche un caffè: sono arrivati, hanno ammirato i calanchi, hanno visitato parte del Centro Storico e l’esterno dell’abitazione della famiglia Guida Romeo, dove hanno vissuto il nonno e il padre del fondatore dell’Alfa Romeo, e sono andati a pranzare e a

dormire a Policoro Mare.Montalbano Jonico ha tanto da offrire in termini di conoscenza ambientale del territorio, di risorse storico culturali, di salubrità dell’aria che d’estate è sicuramente migliore di quella della costa, ma servono le strutture. Capiamo che si tratta di un problema di non facile soluzione, che riguarda tutti i comuni collinari o dell’interno della nostra regione, perché una struttura alberghiera, per sopravvivere, deve poter lavorare tutto l’anno e, per realizzare il cosiddetto “albergo diffuso”, serve un sostanzioso investimento e un impegno notevole. Ma qualcosa bisogna pur inventarsi, altrimenti è inutile proporsi a quegli eventi nazionali.
Montalbano, ad esempio, dispone di un’area di circa cinquecento ettari collocati tra il centro abitato e il mare, nel cuore del Metapontino, di cui circa centosessanta di fossi e macchia mediter-
ranea e trecentoquaranta, di cui sessanta ettari disboscati, con la presenza di una fattoria greco romana di grande valore e significato archeologico, storico e culturale. Un po’ di anni addietro un’amministrazione di segno politico opposto a quello attuale, vale a dire di centrodestra per autodefinizione, ideò un progetto per la realizzazione di un resort all’interno di quell’area che prevedeva un investimento notevole da parte di imprenditori o società private. Come era prevedibile non rispose nessuno all’appello e, alla fine, furono spesi dalle casse comunali oltre centomila euro per il progetto redatto da un professionista napoletano. Furono davvero soldi buttati, sottratti alle casse comunali e senza alcun beneficio per la comunità.
La Basilicata quest’anno, tramite il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi e la presidente dell’Apt Margherita Sarli, ha potuto dire che lo scorso anno il turismo in Basilicata ha registrato un successo mai visto prima, con oltre un milione di presenze, ma il dato si riferisce alle strutture già esistenti e ha usufruito di un trend nazionale.
Il Ministero del Turismo ha fatto sapere che «nel 2025 il turismo in Italia ha registrato una crescita record, confermandosi leader in Europa per tasso di saturazione. Il Veneto si conferma la prima regione per presenze turistiche, seguito da Toscana, Puglia, Sicilia,
Sardegna e Campania. Le mete balneari dominano le preferenze, ma cresce l’interesse per la montagna e i borghi».Il turismo mordi e fuggi, come è noto, non produce effetti sull’economia dei luoghi interessati. Dobbiamo registrare che la maggior parte delle strutture turistiche è localizzata nelle regioni del Nord, con il quarantasei virgola due per cento, il ventotto virgola nove per cento nel Centro e il ventiquattro virgola nove per cento nel Mezzogiorno.Il turismo è uno dei principali fattori che influenzano l’economia. Quando aumenta può portare benefici in termini di occupazione per la popolazione locale e reddito per gli imprenditori e per il Paese nel suo insieme.Per il 2026 si prevede che ancora una volta al primo posto la regione che vedrà un aumento maggiore in ambito turistico sarà il Trentino Alto Adige, scelto da tantissimi viaggiatori che vogliono perdersi nella natura incontaminata delle Dolomiti.La città con più turisti in Italia si confermerà Roma, forse il centro urbano con il maggior numero di visitatori al mondo.Tra le prime otto regioni figurano quelle del Nord e del Centro. Bisogna scendere al settimo e all’ottavo posto per trovare Campania e Sicilia. La Basilicata figura tra le ultime e, nonostante l’indubbio incremento, uno dei motivi è proprio la carenza di strutture nelle aree interne e in quelle collinari.
In un tempo segnato da equilibri internazionali fragili e tensioni persistenti, il mondo sembra interrogarsi sul significato reale della forza. Le notizie che arrivano dall’Ucraina e dalla Russia raccontano un conflitto che, dopo anni di dolore e contrapposizione, appare oggi attraversare una fase in cui ancora non si intravede la possibilità di un’evoluzione positiva. Le relazioni tra Iran e Stati Uniti restano segnate da una tensione costante, tra equilibri delicati, dichiarazioni politiche e scenari che richiedono prudenza e responsabilità. In altre aree del mondo, come in Messico, le dinamiche legate alla criminalità organizzata continuano a produrre instabilità, dimostrando quanto la sicurezza globale sia un sistema complesso e interdipendente. Ogni crisi ha radici profonde e responsabilità articolate. Ma al di là delle analisi geopolitiche, emerge una domanda che riguarda la visione stessa con cui leggiamo il mondo: che cosa
significa davvero vincere?

Nel linguaggio contemporaneo, la vittoria viene spesso associata alla superiorità strategica, alla dimostrazione di potenza, alla capacità di imporre la propria linea. Tuttavia la storia dimostra che le vittorie costruite esclusivamente sulla forza rischiano di generare nuove fragilità. Un conflitto può chiudersi sul piano militare, ma lasciare dietro di sé ferite sociali, economiche e morali che durano generazioni. La stabilità autentica non si misura solo in termini di equilibrio delle forze, ma nella qualità della pace che ne deriva. La sicurezza reale non nasce dalla paura, ma dalla fiducia. Non si fonda sull’umiliazione dell’altro, ma sul riconoscimento della dignità umana come valore universale. Quando la forza non è guidata da una visione ampia e lungimirante, diventa reazione. Quando invece è accompagnata da responsabilità e saggezza, si trasforma in protezione e costruzione. Il nostro tempo richiede lucidità. Richiede la capacità di distinguere tra ciò che tu-
tela legittimamente un popolo e ciò che rischia di alimentare ulteriormente la spirale della contrapposizione. Difendere i propri valori è un diritto; farlo mantenendo aperto lo spazio del dialogo è segno di maturità politica. Ogni conflitto nasce prima di tutto da una mentalità che considera l’altro come minaccia assoluta. Per questo la trasformazione più profonda non è soltanto diplomatica o militare: è culturale. Riguarda il modo in cui concepiamo il potere, la leadership e la responsabilità. Non si tratta di ingenuità. La realtà internazionale è complessa e richiede fermezza. Ma la fermezza autentica non è rigi- dità. È stabilità interiore. È capacità di rimanere centrati anche sotto pressione. È la forza che non ha bisogno di esibizione, perché si fonda sulla consapevolezza. In un mondo interconnesso, ogni scelta produce effetti che superano i confini nazionali. Le crisi non sono eventi isolati: sono segnali di un equilibrio globale che necessita di visione a lungo termine. Per questo la responsabilità oggi non è solo dei governi, ma dell’intera comunità internazionale. La pace non
è un punto di arrivo improvviso. È un processo che richiede determinazione, dialogo, pazienza e coraggio. Coraggio di scegliere il confronto quando sarebbe più semplice irrigidirsi. Coraggio di ascoltare quando l’istinto suggerirebbe di rispondere con forza immediata. Coraggio di pensare alle generazioni future prima ancora che agli equilibri presenti. La vera grandezza di una nazione non si misura soltanto nella capacità di difendersi, ma nella capacità di contribuire a un ordine più stabile e umano. La vera leadership non consiste nel prevalere, ma nel creare condizioni in cui il conflitto non sia l’unica opzione. Quando la forza è guidata dalla saggezza, diventa stabilità. Quando è guidata dall’orgoglio, diventa con-
flitto. La differenza non risiede negli strumenti, ma nella visione che li orienta. Oggi più che mai, il mondo ha bisogno di una mentalità capace di superare la logica della contrapposizione permanente e di investire nella costruzione di fiducia reciproca. Non per idealismo, ma per realismo: perché la pace duratura è l’unica forma di sicurezza davvero sostenibile. La forza che non fa rumore è quella che cambia le cose nel tempo. È la forza della responsabilità, della lucidità e della coerenza. È la forza che sceglie di costruire anche quando il contesto sembra spingere verso la divisione. La vera grandezza non sta nel vincere i conflitti, ma nel saper costruire le condizioni perché non nascano.

Un artista vero, autentico, talentuoso, che non ha certo bisogno di eccessive presentazioni, protagonista di numerose piazze e locali in regione e non, dopo una larga esperienza maturata nel tempo, dopo l'inevitabile gavetta e le affermazioni e i riconoscimenti che sono seguiti con pieno merito.Per Carlo Di Pinto, eccelso chitarrista originario di Lavello, l'anno appena passato si è chiuso con il botto per davvero, con una chiamata da uno dei big della musica italiana, a cui non puoi rinunciare per coronare sogni, ambizioni e speranze, soprattutto per uscire dai confini regionali in maniera preponderante e per un salto di qualità auspicato e magari sognato da tempo.Fornire la propria disponibilità ed entrare nel cast di musicisti dell'orchestra di Amedeo Minghi per il protagonista in essere è stata una vera consacrazione e un raggiungimento di un obiettivo importante, con l'onore e l'orgoglio di cimentarsi in ambito live con uno dei più apprezzati autori del panorama musicale italiano.L'atteso de-

butto lo scorso 10 dicembre al Teatro Acacia di Napoli, a seguire il 30 dicembre all’Auditorium della Conciliazione di Roma.Tra la discografia di canzoni tra cui «La vita mia», «I ricordi del cuore», «1950», «L’Immenso», «Vattene Amore», con gli indimenticabili successi di questo unico e originale autore, con canzoni che sono state la colonna sonora di intere generazioni per oltre mezzo secolo, con il 2026 che vede lo stesso Minghi festeggiare i 60 anni di carriera.Carlo Di Pinto fin da giovanissimo dimostra doti sviluppate per il
mondo della musica. A sedici anni consegue il diploma di Chitarra Pop nella prestigiosa Saint Louis College di Roma. A Edimburgo, in Scozia, si laurea in Bachelor Music of Art alla UWS University of West of Scotland, con master in Tecnologie Musicali.Prosegue il perfezionamento in Italia al Conservatorio Luisa D’Annunzio di Pescara, dove si laurea a pieni voti in composizione con il Maestro Angelo Valori.Il suo lavoro da turnista al servizio di varie band e artisti lo porta in molte città europee: Budapest, Zurigo, Monaco, Sofia. Poi la chiamata recente, come già accennato, del maestro Giandomenico Anellino dell'orchestra Minghi e l'esperienza indimenticabile di queste settimane in giro per l'Italia, con i vari concerti ad Ascoli Piceno e a seguire Pescara, Martina Franca, Foggia e Salerno, ma sicuramente si aggiungeranno altre esibizioni.Complimenti al chitarrista lucano, augurando le migliori soddisfazioni e affermazioni per il prossimo futuro! A

