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Cronache del 25 marzo 2026

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Sopralluoghi a tappeto di Aql

Impegno per monitorare la tenuta delle infrastrutture e dell’acqua

IL SOLITO (NON) VOTO CLIENTELARE

Mattia che con il suo comizio ha distrutto la campagna referendaria non fa mea culpa. Quarto assente e gli altri sconfitti non pagano?

Adesso mi chiamo

Fabrizio, finalmente

è un momento preciso in cui capisci che non puoi più rispondere a un nome che non ti contiene. Non è un capriccio. Non è un gesto estetico. Non è un bisogno di distinguersi. È un punto di verità. Accade quando ti guardi dentro, prima ancora che allo specchio, e senti, con una chiarezza che non lascia spazio a compromessi (...)

■ continua a pag 23 La vignetta di M. Bochicchio Dellapenna a pag 2

REFERENDUM PEPATO

Che questo referendum ed il suo magnifico esito si sarebbero riversati come un fiume in piena anche sulle vicende di bottega lucana lo si era già capito da quando Bardi e soci s’erano fissati d’animare la sfida sulla giustizia con le loro belle facce patriottiche. Ora non vogliamo indagare di chi sia stata la pensata di sbatterli sotto i riflettori, ma vivaddio a destino incerto e coi chiari di luna che ci sono anche qui in Basilicata mica ci voleva il mago Otelma a consigliare di non sfidare la sorte e soprattutto di non stuzzicare i lucani, già troppo incavolati per la rassegna infinita di figuracce e pessimi risultati ed invece manco fossero comparse alle prime battute si sono avventurati nella pugna fino a prendere un bel ceffone che sa tanto anche di sfratto. Già perché se Bardi ha scoperto d’avere contro 137 mila lucani non è andata di certo meglio al suo vicegovernatore Pasquale Pepe ed alla sua genialata di pepare il referendum con la sua solita spocchia, vista la sverniciatura del NO proprio nei comuni del culto leghista come la sua Tolve (56,28%), Oppido Lucano (67%) Cancellara (58,40%) Vaglio (67,62%). Ricanticchiando Talamanca: “Referendum pepatooo…

IL BENE COMUNE In Regione la presentazione del film. Il regista e attore insieme a Romaniello della Lfc

Libonati e Lapenna: analisi sui risultati del Referendum

CONSIGLIO REGIONALE

Approvata la pdl Parchi che aggiorna la normativa regionale, garantendo maggior tutela e trasparenza. Soddisfatto Tataranno

■ Servizio a pag 8

VERTENZA SMARTPAPER

I sindacati al fianco delle 300 famiglie coinvolte, presenti in Consiglio regionale: «La politica scenda in campo e tuteli il futuro dei lavoratori»

■ Servizio a pag 12

CRONACA

A Matera, sorpreso con 9 persone a bordo di un bus senza autorizzazione per il trasporto: Polizia sequestra il mezzo e multa autista

■ Servizio a pag 19

CAPOLUOGO

Raccolta porta a porta, a due mesi e mezzo dall’inizio in 9 contrade, Beneventi: «Un risultato straordinario»

■ Servizio a pag 15

A OLTRE IL GIARDINO I L SEGRE TARI O AVS E L’AVV OCATO
Lapenna e Libonati
Tammariello a pag 5
LA SCELTA DI ESSERE SE STESSI
Romaniello e Papaleo Menonna a pag 11
Servizio a pag 9

Delmastro e Bartolozzi si dimettono dopo la sconfitta. Aldo Mattia non fa

Il solito (non) voto clientelare

Il deputato di FdI con il suo comizio ha distrutto la campagna referendaria. Quarto assente e gli altri sconfitti non pagano?

La sconfitta referendaria inizia a mietere le sue vittime. Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia, si è dimesso e con lui il capo di gabinetto Bartolozzi.

Entrambi sono stati oggetto delle polemiche giornaliste, l'uno per la discussa società di ristorazione, l'altra per le improvvide dichiarazioni sulla dichiarata volontà di liberarsi dei magistrati.

IL SOLITO VOTO

CLIENTELARE

È di tutta evidenza che Andrea Delmastro non ha commesso nessun reato, la sua è stata una leggerezza così come è stata una eccessiva enfasi retorica la frase della Bartolozzi.

Riteniamo che anche quella di Aldo Mattia che in un comizio ha invocato “il solito sistema clientelare” per ottenere qualche voto in più al referendum sia stata una sciocca leggerezza dovuta da enfasi retorica, quasi una insufficiente capacità espressiva Parimenti è innegabile che abbia causato danni di immagine alla causa referendaria.

Su quella frase si è concentrata la polemica politica e giornalistica delle ultime settimane, la vicenda ha superato i confini locali ed è diventata na-

zionale. Aldo Mattia non ha incarichi di governo e, quindi, non può dimettersi da niente. È, però, uno dei protagonisti della strategia agricola del Governo e della maggioranza, portato in Parlamento soprattutto per il suo forte e consolidato rapporto con Coldiretti. È un uomo forte del Partito ed è innegabile che negli ultimi giorni di campagna elettorale sia stato assolutamente periferico. Immaginiamo che sia sta-

to rimproverato ben bene dal presidente Meloni.

In qualche modo è l’effige della mediocre comunicazione di parte della maggioranza.

I NUMERI DEL

DISASTRO DI FDI

Per il centrodestra Lucano il referendum è stata una Caporetto sia nei numeri totali che nella particolarità dei singoli feudi elettorali.

Per Fratelli d’Italia in Basilicata è stata proprio una devastazione totale.

Il partito guida della coa-

lizione non solo non ha guidato ma ha addirittura frenato.

I fratelli Cicala hanno perso a Viggiano, Latronico ha perso nella sua Nova Siri, Rosa ha straperso ad Avigliano ma, soprattutto, non si è vista nessuna mobilitazione politica.

L’unica iniziativa degna di nota è stata quella organizzata da Caiata con il ministro Nordio.

Il segretario regionale Quarto è un non pervenuto se fosse la pagella di un dopo partita avrebbe

un s.v. per non aver proprio visto la palla e il campo.

La stessa cosa si può dire per il Consigliere Galella che non ha organizzato né ha partecipato ad un solo evento referendario. Praticamente il Partito Guida della coalizione si è assentato nel momento dello scontro. Del Mastro ha avuto la dignità di dimettersi. Quarto, Mattia, Rosa, Cicala e gli altri intendono ignorare le proprie responsabilità o avere uno scatto di orgoglio.

Delmastro e Bartolozzi
Quarto e Mattia

«Anche se il risultato non premia il SÌ, la Basilicata dimostra con orgoglio la propria voce e il proprio ruolo nella democrazia»

Il Sindaco Giovanni Setaro sul referendum: «Un segnale chiaro, coraggioso e coerente»

Il sindaco di Muro Lucano, Giovanni Setaro, interviene sul risultato del recente referendum sulla giustizia, sottolineando luci e ombre di una consultazione che, pur non raggiungen- do l’esito sperato dal SÌ, lascia spunti di riflessione per il futuro.«Abbiamo convintamente votato SÌ – afferma Setaro – e anche se il risultato appare una sconfitta, c’è una piccola vittoria: l’orgoglio e la coerenza della nostra comunità, tra le poche in Basilicata a dare un segnale chiaro e coraggioso».Secondo il sindaco, il Paese ha perso un’occasione per modernizzarsi attraverso una riforma essenziale, respinta più per contrapposizione ideologica e tensione politica che per un confronto serio sul merito. «Parlare di giustizia richiede lucidità e visione – spiega – e questo voto mette in luce un nodo cruciale: il rischio di una progressiva politi-

cizzazione di una parte della magistratura, con possibili squilibri tra i poteri».Setaro evidenzia anche un fenomeno più ampio: la crescente sfiducia dei cittadini, soprattutto delle nuove genera-

zioni, verso la politica. «Non è una questione di destra o sinistra, ma di credibilità, partecipazione e futuro. È da qui che dobbiamo ripartire», sottolinea.Il sindaco richiama inoltre l’attenzione sulla

necessità di rafforzare la cultura civica e l’educazione alla legalità, strumenti indispensabili per formare cittadini consapevoli e responsabili. «Solo investendo nella formazione delle nuove generazioni possiamo sperare in un futuro più giusto e democratico», aggiunge.Nonostante il referendum, Setaro ribadisce l’urgenza di riformare la giustizia, rendendola più equa, efficiente e vicina ai cittadini. Allo stesso tempo, è necessario avviare una riflessione seria sul sistema dell’informazione e sull’editoria, pilastri fondamentali per una democrazia libera e consapevole.«Il popolo è sovrano e il risultato va rispettato – conclude Setaro – ma da domani abbiamo il dovere di costruire una visione più alta: un’Italia capace di riformarsi, di ritrovare fiducia in sé stessa e di rimettere al centro il cittadino, i suoi diritti e il suo futuro».

SPI Cgil Basilicata:«Società civile e istituzioni devono dialogare continuamente per trasformare la partecipazione in concretezza»

Referendum costituzionale, Angelo Summa: «Una mobilitazione da trasformare in azione»

La grande partecipazione registrata nel recente referendum costituzionale rappresenta un fatto politico tutt’altro che scontato.

In un periodo segnato da disaffezione e astensionismo, milioni di cittadini hanno scelto di esercitare fino in fondo il proprio diritto di voto, riaffermando un principio fondamentale: la Costituzione repubblicana non è terreno di scambio, ma architrave della convivenza civile.Secondo il segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa, «il risultato emerso dalle urne è straordinario. Il messaggio è chiaro: l’autonomia della magistratura non è un dettaglio tecnico, ma uno dei pilastri dello Stato di diritto. Mettere in discussione questo equilibrio significa indebolire la democrazia stessa».

Il voto assume anche un significato politico più ampio. «I milioni di italiani che si sono espressi hanno lanciato un segnale netto di sfiducia nei con-

fronti del governo guidato da Giorgia Meloni e delle sue politiche – sottolinea Summa – percepito come distante dalle reali priorità del Paese, tra cui la difesa della sanità pubblica, la dignità del lavoro e la tenuta del sistema pensionistico». Il segretario evidenzia che il messaggio non riguarda soltanto la destra. «Interroga anche il centrosinistra, chiamato a non disperdere questa domanda di partecipazione, unità e cambiamento. Non bastano scorciatoie tattiche o operazioni di corto respiro: serve un progetto credibile, fondato su affinità politiche reali e su un programma chiaro».

In questo contesto, il ruolo della CGIL è stato determinante.In tutta Italia, e in particolare in Basilicata, il sindacato ha guidato la campagna referendaria con iniziative capillari, tra cui la grande manifestazione del 10 marzo a Potenza, con centinaia di partecipanti e interventi autorevoli, e oltre cen-

to assemblee sul territorio. «Il risultato ottenuto in Basilicata — tra i migliori a livello nazionale — non è casuale, ma frutto di un lavoro organizzato che ha saputo parlare efficacemente ai cittadini», evidenzia Summa. «Ora si apre una fase nuova. È il momento di avviare una discussione interna al centrosinistra per costruire un “campo largo” coerente, fondato su priorità condivise: crisi industriale, rilancio della sanità pubblica, transizione ecologica, qualità degli appalti e salario minimo». Aggiungendo contesto, Summa sottolinea che «la società civile deve essere coinvolta con maggiore continuità, perché la partecipazione dei cittadini non si esaurisca al momento del voto».

Inoltre, ricorda che «solo attraverso un lavoro costante sul territorio sarà possibile tradurre la mobilitazione democratica in politiche concrete e sostenibili». «È importante – conclude – rafforzare i

collegamenti tra le istituzioni, i sindacati e le organizzazioni sociali per garantire un dialogo continuo e costruttivo». «Questo segnale va rac-

colto: il referendum non può restare solo una vittoria difensiva, ma deve aprire finalmente una nuova fase politica», conclude Summa.

Sul filone dell’attualità, il programma condotto da Leporace ha approfondito il cinema e il teatro lucano

A Oltre il giardino Libonati e Lapenna analizzano i risultati del referendum

Ritorna l’appuntamento con “Oltre il giardino”, il programma di Cronache Tv presentato dal giornalista Paride Leporace. Analisi sui dati del referendum costituzionale e, rimanendo sull’attualità, approfondimento sul cinema lucano. Il primo blocco si apre con un’introduzione sul referendum. «L’affluenza, intorno al 60%, è stata superiore alle attese e rappresenta un segnale positivo in un contesto di crescente astensionismo -evidenzia Leporace-. Abbiamo approfondito la questione da novembre, riteniamo quindi di aver contribuito al dibattito pubblico, favorendo la partecipazione al voto».

Il risultato ha visto prevalere il “no”, aprendo una riflessione politica e culturale sul significato di questo esito. Il confronto coinvolge due protagonisti della campagna referendaria: l’avvocato Sergio Lapenna, sostenitore del “sì”, e il segretario provinciale AVS Potenza Lucio Libonati, schierato per il “no”. Libonati ha evidenziato come il dato più importante sia stato rappresentato proprio dall’affluenza, considerata «significativa rispetto agli standard recenti. Ma, tuttavia, resta molto da fare per rafforzare la partecipazione democratica». Ha inoltre rivendicato l’impegno del proprio schieramento nella campagna referendaria. «Il voto è stato un messaggio chiaro dei cittadini, però naturalmente non va tutto bene nella giustizia. Un punto da cui secondo me bisognerebbe partire è il contrasto tra PM e giornali, perché se io vengo a sapere tramite un giornale che sono indagato, vuole dire che qualcosa non funziona». Lapenna, pur riconoscendo la sconfitta, invita a rispettare il risultato e a trarne insegnamenti. «La riforma proposta non avrebbe inciso sui tempi della giustizia, ma su aspetti ordinamentali».Ha sottolineato inoltre le difficoltà politiche nel raggiungere accordi ampi, soprattutto in vista delle prossime elezioni. Ampio spazio viene dedicato al contesto lucano: in Basilicata il “no” ha prevalso nettamente, in linea con il dato nazionale, nonostante l’orientamento politico regionale.

«Siamo già in campagna elettorale, fra un anno si vota, quindi io penso che sarà complicato trovare accordi tra diverse forze politiche per riformare la giustizia, dobbiamo aspettare il prossimo governo, se sarà di centrosinistra, io mi auguro di no, e vedremo come il Parlamento di centrosinistra che ha governato questo paese dal 2013 al 2022, riuscirà a fare le riforme, staremo lì e aspetteremo» ha affermato Lapenna. Libonati ha concordato sull’im-

portanza del metodo: una riforma costituzionale dovrebbe nascere da un confronto ampio in Parlamento e non da iniziative calate dall’esecutivo. Ha criticato quindi l’impostazione della riforma e sottolineato come molte proposte dell’opposizione siano state respinte, alimentando diffidenza. Nel dibattito emerge anche un’analisi sociopolitica del voto: determinante sarebbe stata la partecipazione giovanile e quella del Mezzogiorno, dove ha prevalso un atteggiamento di cautela e diffidenza verso la riforma. Secondo Libonati, ha inciso la percezione che la politica volesse esercitare un controllo sulla magistratura; secondo Lapenna, invece, il voto è stato in larga parte “contro” più che “per”, frutto di una scarsa conoscenza dei contenuti.

Entrambi hanno infine concordato sulla necessità di riportare al centro una politica più solida e condivisa, capace di affrontare seriamente i problemi della giustizia, in particolare la durata eccessiva dei processi. Senza un confronto costruttivo tra le forze politiche, il rischio è quello di perpetuare divisioni sterili senza risolvere le criticità strutturali del sistema.

La trasmissione prosegue poi sul filo dell’attualità, raccontando il grande successo del cinema lucano. Ospite della puntata l’attore e regista Rocco Papaleo, impegnato nel tour di promozione del film “Il Bene comune”, girato tra la Basilicata e la Calabria, in particolare nel Parco del Pollino. Papaleo ha raccontato l’accoglienza positiva del film, sottolineando come il pubblico reagisca con emozione e partecipazione. «Ha toccato il cuore delle persone e almeno questo è quello che mi riportano -ha spiegato Papaleo- e anche in questi incontri che sto facendo nelle varie sale cinematografiche in tutta Italia, alla fine della proiezione incontramo un pubblico commosso e divertito che era un po' la mia ambizione, ovvero quella di offrire un intrattenimento complesso che andasse anche oltre la commedia e che potesse in qualche modo toccare tutte le corde». Il film si distingue per una narrazione corale e per una forte presenza femminile, scelta che riflette il crescente ruolo delle donne nella società. Rispetto ai lavori precedenti, Papaleo ha evidenziato un’ambizione maggiore: meno centrato sul singolo protagonista e più sul racconto di gruppo. Nel cast Claudia Pandolfi, Teresa Saponangelo, Rocco Papaleo, Andrea Fuorto, Rosanna Sparapano, Livia Ferri, Max Mazzotta, Pietro Ragusa e Vanessa Scalera. Ed è proprio sulla collaborazione arti-

stica con l’attrice Scalera che si concentra l’intervista. «Ci siamo conosciuti qualche anno fa e c'è stata subito una connessione, forse perché veniamo tutte e due da un paese del sud -spiega l’attore. Già in passato ho provato ad immaginarla per un ruolo in un mio film ed anche io ero stato individuato per partecipare ad Imma Tataranni, però per impegni reciproci non avevamo mai potuto coronare questo sogno artistico che ora si è invece coronato». Grande rilievo viene dato anche all’aspetto paesaggistico: il Parco del Pollino rappresenta non solo lo sfondo della narrazione de “Il bene comune” ma un elemento identitario e simbolico del film. Pur non concependo il cinema come strumento diretto di promozione territoriale, Papaleo riconosce che opere come questa possono contribuire naturalmente a valorizzare il territorio, come già avvenuto con Basilicata Coast to Coast.

La trasmissione prosegue con lo spazio dedicato allo spettacolo, ospitando il regista Nicola Ragone, impegnato in Basilicata con il nuovo progetto teatrale “Il Prato falciato”. Lo spettacolo, in ante-

prima nazionale al Teatro Francesco Stabile di Potenza, è scritto e interpretato da Ilaria Gaffio, con co-regia della stessa Gaffio e di Ragone. «È una scrittura davvero molto potente, a mio avviso, estremamente intima» racconta il regista. Il monologo affronta «un percorso intimo tra presente e passato, intrecciando ricordi personali, rapporto con il padre e momenti di crescita di Ilaria segnati anche da esperienze traumatiche, poi rielaborate nel racconto». Ragone ha evidenziato anche altri importanti riconoscimenti nella sua carriera : «quest'anno per la prima volta presente al B-Fest, che ha aperto una sezione che si chiama “Fuori BFest”, quindi una sezione di approfondimento con contenuti, mostre, proiezioni, talk. Ci saranno due momenti, il primo dedicato a tre miei cortometraggi, “ Soffio”, “Son del Commando” e “Marcia a piedi” e il secondo dedicato aldocumentario “Vado verso dove vengo”». Infine, il regista ha celebrato ed anticipato la nuova edizione del festival “Storie Parallele”, svelando un omaggio a Ettore Scola.

NNA TAMMARIELLO

Lapenna e Libonati a Oltre il giardino
Papaleo e Ragone a Oltre il giardino

Il report dell’Osservatorio in Prefettura fotografa un quadro stabile per il 2025, mentre emergono criticità nel commercio di prossimità e nel settore carburanti

Prezzi sotto osservazione a Potenza: inflazione contenuta, ma crescono gli alimentari locali

Si è riunito questa mattina, presso la Sala Italia del Palazzo del Governo, l’Osservatorio speciale per il monitoraggio dei prezzi al consumo, presieduto dal prefetto di Potenza Michele Campanaro. Al centro dell’incontro la presentazione del report bimestrale novembre-dicembre 2025, con i dati territoriali elaborati dal Garante per la sorveglianza dei prezzi sui principali mercati al dettaglio.Alla riunione hanno partecipato, tra gli altri, il comandante provinciale della Guardia di Finanza Tibollo, i rappresentanti della Camera di Commercio della Basilicata, dell’Ispettorato territoriale Casa del Made in Italy, dell’Istat, del Comune di Potenza, delle associazioni dei consumatori, delle organizzazioni sindacali e delle categorie produttive.In apertura, il prefetto Campanaro ha ripercorso le tappe del progetto sperimentale avviato nel 2024 per rafforzare la tutela del potere d’acquisto delle famiglie, dalla sottoscrizione del protocollo tra Ministero dell’Interno e Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla costituzione dell’Osservatorio presso la Prefettura di Po-

tenza, fino all’avvio operativo delle attività di monitoraggio.Particolare attenzione è stata dedicata al lavoro dei rilevatori delle associazioni dei consumatori, impegnati settimanalmente nei mercati rionali di via Milano e via Nitti nel controllo di un paniere di 49 prodotti alimentari e agroalimentari. I dati raccolti sono stati trasmessi alla Camera di Commercio e condivisi con il Garante, che ha curato l’elaborazione dei report.Dall’analisi emerge un quadro complessivamente stabile per la città di Potenza: l’inflazione generale si attesta su un valore tendenziale del +0,6%, in linea con il dato regionale e inferiore a quello nazionale (+1,1%), mentre la variazione congiunturale resta ferma allo 0,0%. Diversa la dinamica nel comparto alimentare, dove si registra un’inflazione del +2,1%, superiore al dato nazionale (+1,7%), con un incremento dello 0,3% rispetto al bimestre precedente.Nel corso della riunione è stata inoltre approfondita la struttura del commercio alimentare locale, analizzando distribuzione territoriale, tipologie merceologiche e caratteristiche degli ope-

ratori. Un quadro arricchito dal contributo dell’Istat, che ha evidenziato un trend in crescita delle grandi strutture di vendita a fronte della progressiva riduzione dei piccoli esercizi di prossimità, con fenomeni di desertificazione commerciale soprattutto nelle aree periferiche e nei centri minori.«Quella dell’Osservatorio, ed in particolare dei rilevatori, è un’attività silenziosa ma estremamente preziosa, perché consente di comprendere tempestivamente le dinamiche del mercato e di intercettare eventuali anomalie o fenomeni speculativi. L’analisi dei dati conferma, inoltre, l’importanza di monitorare le trasformazioni del tessuto commerciale, che incidono in modo significativo sulla qualità della vita delle famiglie. Sono soddisfatto del lavoro puntuale e capillare svolto finora e rivolgo un sincero ringraziamento a tutti coloro si stanno spendendo in questa direzione», ha dichiarato il prefetto Campanaro.Nel corso dell’incontro l’attenzione si è spostata anche sul settore dei carburanti, con la presentazione delle attività di controllo svolte dalla Guardia di Finanza. Le

verifiche hanno riguardato autorizzazioni, correttezza nell’esposizione dei prezzi, comunicazioni obbligatorie e quantità erogate. Sono state riscontrate quattro violazioni relative all’omessa comunicazione dei prezzi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.Il prefetto ha infine richiamato le novità introdotte dal decreto-legge 18 marzo 2026, n. 33, che rafforza gli strumenti di monitoraggio lungo l’intera filiera dei carburanti, consentendo analisi

più approfondite sulla formazione dei prezzi, dalla produzione fino alla vendita al dettaglio.«L’attenzione sul settore dei carburanti resta particolarmente alta. Ai controlli ordinari già in atto si affiancano oggi strumenti ulteriori che consentono di rafforzare il monitoraggio anche sui meccanismi di formazione dei prezzi, a tutela della trasparenza del mercato e del potere d’acquisto delle famiglie», ha concluso Campanaro.

Fim Fiom, Uil e Fismic al fianco delle 300 famiglie

«Lavoratori Smartp@per Politica scenda in campo»

POTENZA Nel pomeriggio di ieri in concomitanza con il Consiglio Regionale convocato per le ore 15 i segretari di Fim Fiom Uilm Fismic sono stati presenti per chiedere con forza che i componenti del Consiglio mettano al primo posto nella propria agenda il tema del lavoro.

«A partire dalla vertenza che coinvolge oltre 300 famiglie della Smart Paper - si legge nella notariteniamo che non sia più rinviabile un intervento concreto della politica. Piuttosto che soffermarsi su questioni marginali, come quella delle bandiere o dello striscione rimosso – peraltro su ri-

chiesta del Presidente Bardi – riteniamo sia necessario interloquire attivamente con la politica, affinché si assumano responsabilità chiare e immediate. Crediamo sia un dovere morale, etico e civile che le istituzioni regionali svolgano fino in fondo il proprio ruolo, convocando Enel e richiamandola alle proprie responsabilità».

«L’obiettivo deve essere uno solo: tutelare concretamente gli interessi della comunità del lavoro e delle lavoratrici e dei lavoratori della Smart Paper, che oggi vivono una fase di forte incertezza. Per questo motivo chiediamo di essere ricevuti e ascoltati

nel corso del Consiglio Regionale, affinché venga data la giusta attenzio-

ne a una crisi ed ad un ricatto salariale che sta mettendo a rischio il futuro e

la serenità di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie».

COSTI DELLE MATERIE PRIME ALLE STELLE A CAUSA DELLE TENSIONI IN MEDIO ORIENTE: CHIESTO UN CONFRONTO

Confcommercio, tavolo regionale sugli appalti pubblici

POTENZA La Confcommercio di Potenza ha richiamato l’attenzione delle istituzioni nazionali e regionali sull’impatto crescente dell’attuale contesto economico e geopolitico sulle imprese della filiera delle costruzioni impegnate negli appalti pubblici. Le tensioni internazionali, acuite con i recenti conflitti in Medio Oriente, stanno determinando una nuova ondata di rincari dei materiali da costruzione, con effetti diretti sui cantieri pubblici. A inizio 2026 si registrano aumenti significativi per materiali strategici quali ferro (fino al +20%) e conglomerato bituminoso (fino al +18-20%), con un incremento complessivo dei costi generali stimato intorno al +20%. A partire dalle prime ore successive all’inizio della crisi geopolitica, la Confcommercio ha ricevuto numerose segnalazioni da parte delle imprese lucane: inizialmente sporadiche, sono rapidamente diventate sempre più numerose , evidenziando rincari diffusi non solo sui prodotti petrolchimici, ma anche su acciaio e materiali legati alla logistica e ai trasporti. Criticità emergenti per le imprese. Accanto all’aumento dei prezzi, si registrano ulteriori elementi di forte preoccupazione per il tessuto imprenditoriale: Revisione dei prezzi insufficiente o tardiva; l’incremento dei costi delle materie prime sta rendendo sempre più complessa l’esecuzione dei con-

tratti in essere, con meccanismi di revisione che, pur previsti dalla normativa, non sempre riescono a compensare integralmente o tempestivamente gli extracosti sostenuti dalle imprese; rischio di rescissione dei contratti; in numerosi casi, l’eccessiva onerosità sopravvenuta sta determinando tensioni nei rapporti con le stazioni appaltanti, fino al rischio concreto di risoluzione contrattuale, con conseguente blocco o rinvio di opere pubbliche strategiche per il territorio. Difficoltà di approvvigionamento: si registra una crescente difficoltà nel reperire materiali e prodotti indispensabili per la prosecuzione dei lavori. L’incertezza sulla disponibilità delle forniture condiziona pesantemente la programmazione delle attività, generando ritardi e discontinuità nei cantieri. Impatto sulla pianificazione dei lavori: la volatilità dei mercati e l’instabilità delle forniture rendono estremamente complessa la gestione operativa delle commesse pubbliche,

con effetti a catena su tempi, costi e qualità delle opere.

Tale situazione assume particolare gravità nella fase attuale, in cui è prioritario garantire il completamento degli interventi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che coinvolgono direttamente la Pubblica Amministrazione, la Regione, i Comuni e le comunità locali. Eventuali rallentamenti o interruzioni rischiano di compromettere il rispetto delle scadenze e la piena realizzazione degli obiettivi di sviluppo territoriale. Pur apprezzando l’attenzione del Governo e le iniziative promosse dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, anche in raccordo con le istituzioni europee, Confcommercio ritiene che gli interventi attualmente focalizzati su carburanti ed energia non siano sufficienti. È necessario introdurre misure specifiche anche per i materiali da costruzione non soggetti ad accise, al fine di evitare effetti distorsivi e speculativi lungo tutta la filiera.

In questo contesto, Confcommercio chiede agli assessori allo Sviluppo Economico Francesco Cupparo e alle Infrastrutture-Lavori Pubblici Pasquale Pepe, ciascuno per le proprie competenze istituzionali, l’istituzione di un tavolo permanente presso la Regione Basilicata, in sintonia con l’Osservatorio Lavori Pubblici già insediato dal Dipartimento In-

frastrutture, con il coinvolgimento della Camera di Commercio Basilicata, delle istituzioni competenti, le stazioni appaltanti e le rappresentanze imprenditoriali, con l’obiettivo di: monitorare l’andamento dei prezzi dei materiali; individuare strumenti di sostegno mirati per le imprese; garantire la continuità dei cantieri pubblici, in particolare quelli legati al PNRR; prevenire blocchi operativi, rescissioni contrattuali e contenziosi.

Alla luce del quadro normativo vigente del Codice Appalti – tra cui il D.Lgs. 36/2023 e le disposizioni di revisione prezzi introdotte negli ultimi anni – si ribadisce che le stazioni appaltanti sono tenute ad applicare meccanismi di compensazione obbligatori, sostenuti anche dalle risorse stanziate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Per gli assessori Cupparo e Pepe – che stanno svolgendo un’azione proficua a favore delle imprese, il primo attraverso Avvisi Pubblici e misure specifiche per i comparti attività produttive, commercio ed artigianato, il secondo nel monitoraggio dei progetti di opere pubbliche – è un’occasione che, siamo certi, coglieranno per proseguire questo impegno in una fase molto complicata per la vita delle imprese, al punto da metterne a rischio il futuro. Da Confcommercio indicazioni operative per le imprese.

L’Ok alla pdl Parchi che aggiorna la normativa regionale, garantendo maggior tutela e trasparenza. Soddisfatti Tataranno e Fanelli

Gallipoli Cognato, il Consiglio approva più rappresentanza e regole chiare per il Parco

Il Consiglio regionale della Basilicata si è riunito ieri pomeriggio sotto la presidenza della vicepresidente Maddalena Fazzari, approvando una serie di provvedimenti volti a migliorare la gestione dei Parchi naturali regionali e a promuovere nuove politiche di inclusione abitativa.

Tra i punti all’ordine del giorno, il via libera unanime alla Proposta di legge n. 87/2025, presentata dai consiglieri Tataranno e Fanelli, che introduce significative modifiche alla normativa regionale riguardante l’Ente Parco Naturale Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane. Le modifiche principali riguardano la perimetrazione dell’area protetta, la governance dell’Ente e la durata degli organi.

In particolare, il nuovo testo recepisce la perimetrazione aggiornata del Parco, approvata nel 2019, che prevede l’esclusione di circa 270 ettari nel territorio di Castelmezzano e l’inclusione di 72 ettari nel Comune di Cirigliano, in linea con le misure di tutela ambientale. Cambia anche il sistema di nomina del Presidente dell’Ente Parco, che sarà scelto

dal Consiglio regionale tra cinque nominativi proposti dalla Comunità del Parco, garantendo così maggiore rappresentanza territoriale. Inoltre, viene stabilita una durata uniforme di cinque anni per gli organi dell’Ente, in linea con gli altri Parchi regionali lucani.

«Come consigliere regionale, insieme al collega Fanelli, ho proposto e sostenuto questa proposta di legge necessaria. Nel tempo si sono sovrapposte norme diverse. Il risultato era una legge poco chiara e difficile da applicare. Serviva ordine”. Lo dichiara il capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Domenico Raffaele Tataranno, che aggiunge: «L’aggiornamento tecnico della norma consente di eliminare i riferimenti a enti non più esistenti, quali le ex Comunità montane, e le norme non più in vigore. Il Testo diventa pertanto più semplice e applicabile, senza costi aggiuntivi.

L’obiettivo è garantire maggiore chiarezza, più efficienza, più rispetto per le comunità locali che vivono e custodiscono queste straordinarie aree protette».

«La Basilicata – conclude

Tataranno - merita leggi all’altezza del suo patrimonio naturale e della sua bellezza. Oggi restituiamo valore a questi territori. Rafforziamo strumenti concreti di tutela e sviluppo. Diamo voce alle comunità che ogni giorno li vivono e li difendono». Il Consiglio ha anche preso atto delle dimissioni di Francesca Di Lucchio, già Presidente del Parco Naturale Regionale del Vulture. Con l’approvazione dell’Atto amministrativo n. 144/2026, il Consiglio ha sancito lo scioglimento del Consiglio Direttivo

dell’Ente, nominando un Commissario straordinario che guiderà il Parco fino alla ricostituzione dei nuovi organi.

Nel corso della seduta, il capogruppo del Partito Democratico, Piero Lacorazza, ha presentato una mozione per la promozione di politiche di housing sociale e inclusione abitativa per la popolazione anziana e le categorie più vulnerabili. L’obiettivo è quello di avviare percorsi di co-programmazione e co-progettazione con il coinvolgimento degli enti del Terzo Settore e delle

organizzazioni economiche e sociali regionali, al fine di riprogrammare i fondi europei del PR FESR 2021-2027 verso iniziative di housing sociale.

La mozione si propone di favorire l’accesso alla casa per famiglie a basso reddito, anziani non autosufficienti, persone con disabilità, giovani e studenti universitari fuori sede, promuovendo un modello di inclusione abitativa che possa rispondere alle esigenze di chi vive situazioni di vulnerabilità o esclusione sociale.

Tataranno e alcuni momenti del Consiglio

Renna guida la task force nelle verifiche tecniche sul posto

Acquedotto, sopralluoghi e analisi per risolvere le criticità a Ferrandina

Continua l’impegno assunto da Acquedotto Lucano lo scorso 6 marzo con l’istituzione di una task force interna dedicata alle criticità del territorio di Ferrandina.

Ieri, il Direttore Generale Luigi Cerciello Renna si è unito al personale specializzato del Gestore idrico

e ai tecnici del competente Centro Operativo recandosi direttamente sul posto per guidare personalmente un nuovo sopralluogo operativo tenutosi sia nell’area di Via Santa Lucia che nella zona industriale Macchia, cui è stato esteso il regime delle attivitàstraordinarie avviate giorni fa.

In concomitanza con l’arrivo del Direttore Generale, Acquedotto Lucano ha dato vita ad una serie di campionamenti idrici a tappeto. Le operazioni si sono svolte in piena sinergia con l’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Carmine Lisanti, che ha partecipato ai sopralluoghi di Acquedot-

to Lucano con propri tecnici. L’obiettivo comune, rinnovatosi stamane in modo significativo e sul campo, si sta sostanziando nell’impegno congiunto, multilivello, per effettuare verifiche puntuali sulla tenuta delle infrastrutture e sulla qualità della risorsa idrica, con-

ducendo un’analisi scientifica e rigorosa che integri competenze ingegneristiche e geologiche. L’iniziativa - messa in campo da Acquedotto Lucano al fianco della cittadinanza ferrandinese - proseguirà nei prossimi giorni con ulteriori verifiche della task force.

Alcuni momenti del sopralluogo

Innalzare il limite di invaso della diga di San Giuliano, riempire il bacino di “Girifalco” e le vasche lungo il canale

Spreco idrico in Basilicata Il piano della Cia Due Mari

MATERA Paratoia ancora aperta alla diga di San Giuliano: dal 18 marzo scorso, per fronteggiare il rischio idrogeologico e idraulico, vengono sversati in mare circa 50 metri cubi di acqua al secondo. Dopo la denuncia della Cia però qualcosa è cambiato: la Regione, infatti, ha immediatamente convocato una cabina di regia tra gli assessorati all’Agricoltura e alle Risorse idriche, il consorzio di bonifica Centro Sud Puglia e Acquedotto Pugliese, con l’obiettivo di chiedere al Ministero delle Infrastrutture insieme alla Regione Basilicata di innalzare il limite di invaso della diga, permettendo così di trattenere una maggiore quantità di risorsa idrica rispetto ai livelli attuali. «Ringraziamo il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e l’assessore all'Agricoltura Francesco Paolicelli per aver prontamente raccolto la nostra segnalazione. L’obiettivo comune è scongiurare ogni spreco d'acqua nel pieno rispetto delle norme di

sicurezza. Sebbene le ordinanze di Protezione civile impongano lo scarico a mare per prevenire rischi idrogeologici a valle, riteniamo si debba lavorare per trattenere quanta più risorsa possibile senza compromettere l'incolumità delle popolazioni. Purtroppo – ha però ammesso la Cia - conosciamo bene i tempi della burocrazia che a volte si scontrano con la buona volontà di risolvere i problemi, e per questo, in attesa che quella proposta diventi operativa, proponiamo alla politica e al consorzio Centro Sud Puglia alcune valide al-

ternative di immediata applicazione.

La prima è quella di aprire e riempire la condotta a uso irriguo verso la Puglia che da località “San Marco”, in Basilicata, porta l’acqua della diga di San Giuliano nelle campagne del Tarantino (lo fa tramite il canale adduttore che viaggia a cielo aperto per 35 chilometri, dalla Lucania a Palagianello, passando dai territori di Ginosa e Castellaneta). La seconda proposta, invece, è quella di riempire il bacino di “Girifalco”, in agro di Ginosa, la terza infine, è quella di riempire le vasche presenti

lungo tutto il canale adduttore. Evitiamo altri sprechi – ha sottolineato la Cia – e non dimentichiamo che durante la stagione irrigua l’acqua che parte dalla diga di San Giuliano impiega circa una settimana per giungere a Palagianello». Soluzioni concrete, insomma, che consentirebbero di trasformare l’emergenza in riserva nei campi: «Anziché buttarla a mare, per veicolare immediatamente l’acqua basterebbe una semplice manovra: dalla diga di San Giuliano, passando dal partitore di San Marco tramite le condotte utilizzate dal consor-

zio Centro Sud durante la stagione irrigua, immetterla direttamente nella rete che giunge fino a Palagianello. «Attivare queste manovre – ha sottolineato la Cia – significherebbe alimentare con immediata efficacia le reti irrigue che, già nei prossimi giorni, saranno indispensabili per la fertirrigazione delle colture protette e dei frutteti. Si tratta di un'azione di lungimiranza strategica che permetterebbe di farsi trovare pronti, con le condotte già in esercizio, all'appuntamento con una stagione irrigua ormai imminente».

I quattro Parchi Nazionali e Regionali nel Cluster

POTENZA Il Consiglio Direttivo del Cluster Lucano di Bioeconomia ha deliberato ufficialmente l’ingresso, in qualità di soci, dei quattro pilastri ambientali del territorio: il Parco Nazionale del Pollino, il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, il Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane e il Parco Regionale della Murgia Materana. Questa operazione strategica, fortemente sostenuta dal Dipartimento Ambiente ed Energia della Regione Basilicata e dall’impegno dell’Assessore Laura Mongiello, segna una svolta decisiva per il posizionamento della Basilicata come hub d'eccellenza nell'economia rigenerativa. L'ingresso dei Parchi nel Cluster non è solo un atto formale, ma il punto di partenza per una collabo-

razione volta a trasformare il patrimonio naturale in un motore di sviluppo sostenibile. L'obiettivo è duplice Promuovere la Bioeconomia e l'Economia Circolare: Trasformare le risorse biologiche e gli scarti in nuove opportunità di valore Valorizzare l’Economia dei Parchi: Implementare progetti innovativi ed ecosostenibili che proteggano la biodiversità creando, al contempo, occupazione e crescita per le comunità locali Grazie a questa sinergia, la Regione Basilicata consolida il suo ruolo di "laboratorio a cielo aperto", dove la tutela ambientale si sposa con la ricerca scientifica e l'impresa verde. Il Presidente del Cluster Lucano di Bioeconomia, Domenico Lazazzera, ha espresso profonda soddisfazione per il risultato raggiunto: «L'ingresso dei quattro

Parchi nel nostro Cluster rappresenta un momento storico. Siamo convinti che la vera sfida della bioeconomia si giochi sulla capacità di connettere il sapere scientifico con il valore intrinseco dei nostri territori protetti. Con questa nuova compagine, il Cluster diventa uno strumento ancora

più potente per intercettare investimenti e sviluppare progetti che facciano della sostenibilità non solo una bandiera, ma una reale leva di sviluppo economico. Ringrazio la Regione Basilicata e l’Assessore Mongiello per la visione e il supporto costante in questo percorso di crescita».

Il film vede tra i protagonisti Andrea Fuorto di Lauria. In conferenza stampa Romaniello della Lfc che ha collaborato alla pellicola

Papaleo: «Questo ruolo mi onora, io cerco di meritarmelo» alla prima de “Il bene comune»

DI

La Sala Inguscio della Regione Basilicata ha ospitato ieri pomeriggio la presentazione del film di Rocco Papaleo dal titolo “Il bene comune”, che vede tra gli interpreti, oltre allo stesso Papaleo, Vanessa Scalera, Claudia Pandolfi, Teresa Saponangelo, Andrea Fuorto, Rosanna Sparapano, Livia Ferri, Max Mazzotta e Pietro Ragusa.Alla conferenza stampa di presentazione, moderata dal giornalista Massimo Brancati, hanno preso parte, oltre all'attore e regista lucano Rocco Papaleo, la Direttrice della Lucana Film Commission, Margherita Romaniello, e l'attore di origini lauriote Andrea Fuorto. La collaborazione sinergica tra la Lucana Film Commission e Rocco Papaleo ha reso possibile questa pellicola, già in programmazione in diverse sale cinematografiche della Regione Basilicata, con il dichiarato intento di divulgare la cultura della nostra regione attraverso il mezzo cinematografico.Il film, della durata di 103 minuti, vede la sceneggiatura curata dallo stesso Rocco Papaleo, la produzione affidata a Roberto Sessa, Walter Lupo e Simona Paralovo, con il lavoro di produttore esecutivo di Linda Vianello, la distribuzione in Italia affidata a Piper Film e Picomedia Edizione, la fotografia di Diego Indraccolo, le musiche di Michele Braga, il montaggio di Mirko Platania, la scenografia di Sonia Peng e i costumi curati da Sara Fanelli.Durante la conferenza stampa sono state messe in luce tutte le caratteristiche del film, gli sforzi delle case produttrici e il lavoro di un cast che ha sviluppato questa trama confidando nella professionalità di attori e addetti ai lavori. Oltre a Papaleo, figura nel cast il giovane e brillante attore di origini lucane di Lauria, Andrea Fuorto, che rafforza la presenza della Basilicata in questo film dedicato. La conferenza stampa si è svolta in un clima di grande sobrietà e partecipazione.La trama è sem-

plice, lineare e senza fronzoli: una guida turistica e un'attrice di insuccesso accompagnano quattro detenute sul Massiccio del Pollino alla ricerca del Pino Loricato, vero e proprio simbolo di resilienza.Ieri la pellicola è andata in onda presso il Multicinema Ranieri di Tito Scalo alle 17:30 e alle 19:30; successivamente, gli artisti sono stati a Potenza, al Cinema Due Torri, alle 21 per la proiezione. Oggi invece il cast sarà di scena a Marconia di Pisticci presso il Cineteatro Rinascente alle 19; successivamente a Montescaglioso, presso il Cine Teatro Andrisani alle 19; e domani a Lagonegro alle 18:30, presso il Cinema Iris di via Napoli.Il percorso diventa presto un viaggio di cambiamento, fatto di incontri e trasformazioni continue, scandito da una musica che prende forma passo dopo passo, fino a diventare una voce collettiva capace di tenere insieme corpi, emozioni e storie diverse. La trama si inserisce in una natura dura e bellissima, attraversata da una solidarietà inusuale e inattesa, dove emergono chiaramente frammenti di vite complesse, ferite aperte e il bisogno profondo di essere viste e ascoltate.La trama è leggera perché parlare, cantare e dare un nome a ciò che è realmente vissuto in un panorama entusiasmante e superlativo diventa un modo per sciogliere tensioni e ritrovare il senso di appartenenza, almeno fino a quando un evento improvviso non rimette tutto in discussione. Il racconto diventa l'elemento fondamentale per coniugare riflessione, cultura e condivisione del bene comune, ovvero quella natura incontaminata che solo una regione come la Basilicata può offrire al visitatore, che osserva ammirato le bellezze del luogo.Rocco Papaleo ha parlato del film sottolineandone gli aspetti fondamentali e il suo ruolo di ambasciatore della Basilicata:«Beh, diciamo che questo ruolo che mi viene attribuito naturalmente mi onora, anche se il mio obiettivo è fare il mio lavoro, e se il mio la-

voro poi ha una ricaduta promozionale mi fa molto piacere. Grazie se mi considerate ambasciatore, io cerco di meritarmelo. Diciamo che vado passo dopo passo: adesso questo film è ancora vivissimo, è nelle sale in questo periodo, lo sto seguendo, sto andando in giro a incontrare il pubblico, quindi ancora non ho un’idea successiva. In realtà c'è un progetto, ma ci sarà il tempo giusto per raccontarlo, sempre qui in Basilicata ovviamente. Per quanto riguarda il film, sono due settimane che è già fuori e ha riscosso tanto, tantissimo entusiasmo dal pubblico; sono chiaramente contento e orgoglioso. Sembra che sia il mio miglior film. Questo mi sembra sufficiente, diciamo.»

Spettacoli, arte e partecipazione per l’inaugurazione: la città dei Sassi si presenta come crocevia di dialogo tra popoli e tradizioni

Matera accende il 2026: tre giorni di eventi per la Capitale mediterranea della cultura

Èpartita con un lungo fine settimana di eventi l’avventura di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, titolo conferito dall’Unione per il Mediterraneo e dalla Fondazione Anna Lindh alla città dei Sassi insieme alla marocchina Tetouan. Dal 20 al 22 marzo, Matera ha mostrato la propria capacità di essere al tempo stesso palcoscenico, laboratorio e comunità, tra cerimonie istituzionali, iniziative culturali e momenti di partecipazione diffusa.L’apertura ufficiale si è svolta il 20 marzo, in coincidenza con la Giornata Internazionale della Felicità, con una cerimonia ospitata nel cantiere del Teatro Duni, restituito per l’occasione alla musica dal vivo dopo anni di silenzio. A condurre l’evento la giornalista Rai Valentina Bisti. Le note di «Mediterraneo» di Pino Mango hanno accompagnato il video diretto da Alessandro Rak e prodotto per il Matera International Film Festival, offrendo una visione evocativa del Mediterraneo come spazio di connessione e memoria condivisa.Sui ponteggi trasformati in palcoscenico verticale si sono esibiti l’Orchestra Sinfonica di Matera, diretta dal maestro Saverio Vizziello, e il Coro della Polifonica Materana Pierluigi da Palestrina, guidato dal maestro Carmine Antonio Catenazzo, con l’Inno Nazionale e l’Inno alla Gioia di Beethoven. L’architetto Pietro Laureano ha proposto una riflessione sul Mediterraneo «di pietra e d’acqua», mentre la danza ha trovato spazio con il passo a due «Anemos. Il soffio del mare», interpretato da Antonella Albano e Mick Zeni su musica originale di Mattia Vlad Morleo.Suggestivo anche l’intervento dell’attrice Eva Danino, che ha portato in scena «Ma patrie est un visage» del poeta marocchino Tahar Ben Jelloun, in omaggio alla città gemella Tetouan. A chiudere la cerimonia, le esibizioni di Eugenio Bennato con «Che il Mediterraneo sia» e «Ninna Nanna

2002».La serata è proseguita con installazioni e spettacoli diffusi: dalla «Sirena Bicaudata» di Vincenzo D’Alba sulla facciata della Prefettura, fino alla «Strada Evento» che ha animato il centro cittadino con decine di artisti tra balconi, terrazze e piazze. Gran finale nei Sassi con uno spettacolo tra suoni, laser e 850 droni che hanno disegnato nel cielo scenografie luminose, attirando migliaia di spettatori tra residenti e visitatori.Il programma è proseguito nel fine settimana con le Giornate FAI di Primavera, che hanno aperto al pubblico il cantiere del Teatro Duni e numerosi luoghi simbolici della città, tra cui la chiesa rupestre di Santa Barbara e San Rocco di Casalnuovo e il Museo del Pane. Spazio anche al confronto culturale con il talk «Il futuro del passato», dedicato al rapporto tra arte contemporanea e memoria.Importante il contributo dell’Università degli Studi della Basilicata con le iniziative di «Università Svelate», tra esplorazioni urbane e momenti accademi-

ci, tra cui la lectio di Alfonsina Russo. Suggestiva, infine, l’immagine della mongolfiera brandizzata Matera 2026, che all’alba di domenica ha sorvolato il Parco del Castello accompagnata dalle note del pianista Rocco Claudio.Determinante per la riuscita dell’evento è stata la collaborazione tra istituzioni e realtà del territorio: Regio-

e numerose associazioni, insieme al supporto delle Forze dell’Ordine e dei volontari.Un avvio partecipato e spettacolare che segna l’inizio di un percorso lungo un anno, in cui Matera si candida a essere punto di riferimento per il dialogo culturale nel Mediterraneo.

ne Basilicata, Provincia di Matera, Prefettura, Musei Nazionali, APT Basilicata

«Manca visione e coraggio», sottolineano Chiorazzo e Vizziello, evidenziando criticità nell’emergenza-urgenza, nella rete oncologica e nei servizi territoriali

PSR, Bcc: «Un Piano di buoni auspici e poca concretezza»

In Basilicata, mentre il sistema sanitario affronta sfide crescenti, dalla mobilità passiva dei pazienti alla carenza di personale qualificato, Bcc prende posizione con un’analisi critica del nuovo Piano sanitario regionale. Lo hanno fatto Chiorazzo e Vizziello durante la conferenza stampa presso la sede del Consiglio regionale, evidenziando le lacune del documento e proponendo soluzioni concrete per migliorare l’accesso alle cure e la qualità dei servizi.Il capogruppo di Bcc, Giovanni Vizziello, ha dichiarato: «Forti perplessità sul metodo e sui contenuti con cui si è giunti all’elaborazione del Piano. Non risultano pienamente rispettati i passaggi di confronto, né appare credibile il reale coinvolgimento di parti sociali, sindacati, stakeholder e rappresentanti delle professioni sanitarie. Il Piano appare calato dall’alto, con un’impostazione accademica, più che come sintesi delle esigenze espresse dal territorio. A preoccupare è anche l’impostazione iniziale del documento, che esclude interventi diretti sull’assetto organizzativo dell’offerta sanitaria e si limita a richiamare norme già esistenti, come la legge regionale 2/2017 e il DM 70/2015. Ne deriva un approccio prudente e poco innovativo».«Eppure i dati sono allarmanti – ha aggiunto Vizziello –. Lo scorso anno 60.000 lucani hanno rinunciato a curarsi e oltre 21.000 si sono rivolti a strutture fuori regione. L’indice di gradimento del sistema sanitario regionale è tra i più bassi d’Italia, con la Basilicata penultima, segno evidente di una qualità percepita insufficiente. Negli ultimi anni è mancata anche la capacità di attrarre e reclutare professionalità qualificate. Il sistema sanitario si articola su tre macroaree – territorio, ospedale e prevenzione – ma il modello delle reti ospedaliere, fondamentale per una regione con criticità geografiche e demografiche come la Basilicata, risulta poco valorizzato. Questo modello, basato su centri di eccel-

lenza collegati a strutture periferiche, garantirebbe uniformità di accesso alle cure, ma nel Piano attuale è marginale. Le principali criticità riguardano soprattutto la rete dell’emergenza-urgenza e quella oncologica, con dati che collocano la Basilicata nelle ultime posizioni a livello nazionale. In particolare, nella rete dell’emergenza-urgenza i tempi di accesso al pronto soccorso sono tra i peggiori, con il 37,8% dei cittadini che non riesce a raggiungere una struttura entro 30 minuti, mentre anche i tempi di intervento del 118 superano i limiti previsti».«Analoghe criticità – ha sottolineato Vizziello – si registrano nella rete oncologica, dove le prestazioni ambulatoriali risultano insufficienti e la provincia di Matera appare particolarmente penalizzata, con meno del 25% dei pazienti che riesce ad accedere alle cure in tempi e distanze adeguate. Le conseguenze sono evidenti: un’elevata mobilità sanitaria e un disavanzo economico che negli ultimi dieci anni sfiora i 540 milioni di euro. Preoccupano anche i dati relativi alle patologie oncologiche e cardiovascolari, con alta mobilità passiva e tassi di mortalità superiori alla media nazionale».«Sul PNRR la Basilicata appare in forte ritardo – ha proseguito Vizziello –. La realizzazione di case e ospedali di comunità è ancora ferma, mentre le centrali operative territoriali, pur attivate, rischiano di restare strumenti incompleti senza il supporto delle altre strutture. Permangono criticità anche sul fronte della prevenzione, con screening in calo e indicatori sanitari negativi, tra cui bassa speranza di vita in buona salute, elevata mortalità evitabile e un progressivo invecchiamento della popolazione. Sul piano organizzativo pesa il limite dei piccoli ospedali, mentre la mancanza di una breast unit pienamente operativa a Matera incide direttamente sulla qualità delle cure, con circa il 40% delle pazienti costrette a curarsi fuori regione».Il vicepresidente del Consiglio re-

gionale, Angelo Chiorazzo, ha evidenziato come molte proposte avanzate da Bcc siano rimaste inascoltate, tra cui quella sugli incentivi ai medici di base per le aree interne. «Il giudizio sul Piano sanitario regionale è fortemente negativo – ha dichiarato Chiorazzo –. Manca visione e coraggio, non interviene sulla legge 2/2017 e non prevede una vera riorganizzazione del sistema, risultando di fatto distante dalla realtà.

Nel frattempo la gestione della sanità appare confusa e frammentata».Chiorazzo ha poi criticato gli sprechi di risorse, come i 50 milioni del progetto One Health, e ha ribadito la necessità di interventi concreti: «Serve potenziare la telemedicina, estendere gli screening, rafforzare la prevenzione e aumentare gli investimenti nei servizi territoriali e nelle vaccinazioni, soprattutto per la popolazione anziana.

Occorre inoltre riequilibrare l’accesso alle prestazioni, ridurre il ricorso all’intramoenia e rafforzare assistenza, salute mentale e supporto sociale».«Il Piano – ha concluso Chiorazzo – resta ricco di enunciazioni, ma senza una reale capacità di attuazione rischia di non incidere concretamente sui problemi della sanità lucana. La sanità è in questo momento la ferita più grande che grava sulla pelle dei lucani».

MERCOLEDÌ

A due mesi e mezzo dall’avvio del servizio porta a porta, i dati confermano l’82,2% di raccolta differenziata

«Un risultato stratosferico», Beneventi celebra

il boom della raccolta differenziata a Potenza

«U

n risultato che possiamo definire senza esitazioni stratosferico». Così l’Assessore all’Ambiente del Comune di Potenza, Michele Beneventi, commenta i dati relativi al servizio di raccolta differenziata porta a porta attivo in nove contrade della città.A circa due mesi e mezzo dall’inizio dell’iniziativa, i numeri confermano il successo del progetto: 14 postazioni di raccolta sono state eliminate, un chiaro segnale di transizione verso un sistema più efficiente, sostenibile e decoroso.Il dato più significativo riguarda la percentuale di raccolta differenziata, che a metà marzo ha raggiunto l’82,2%. Attualmente sono 1.700 le utenze servite su un totale di 1.936 presenti nelle contrade interessate. Una parte di queste abitazioni è costituita

da seconde case o immobili non occupati, mentre una quota residuale riguarda cittadini che non hanno ancora ritirato i bidoni, probabilmente a causa di questioni legate alla regolarità della posizione Tari.Dal punto di vista quantitativo, il totale dei rifiuti raccolti ammonta a 117,21 tonnellate, così suddivise: organico 43,73%, plastica 16,07%, vetro 11,84% e carta 10,31%. L’indifferenziato rappresenta invece il 18%, un dato particolarmente rilevante se confrontato con il passato. Il confronto con lo stesso periodo del 2025 evidenzia una riduzione dell’indifferenziato pari a 65 tonnellate, un miglioramento che comporta benefici sia ambientali sia economici per la gestione del servizio.«Questi numeri dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta –

prosegue Beneventi –. La collaborazione dei cittadini è stata fondamentale e continueremo a lavorare per estendere e migliorare ulteriormente il servizio, con l’obiettivo di rendere Potenza sempre più sostenibile e virtuosa. Ringrazio gli operatori dell’Acta per l’instancabile lavoro, l’Amministratore unico Ignazio Petrone e il sindaco Vincenzo Telesca per l’impegno e l’attenzione verso la promozione di politiche ambientali efficaci e nel rafforzare il dialogo con la cittadinanza, elemento chiave per il successo della raccolta differenziata».

L’iniziativa, sottolinea Beneventi, non si limita a migliorare la gestione dei rifiuti, ma contribuisce anche a sensibilizzare la popolazione sulle buone pratiche ambientali.

Il progetto prevede già nei prossimi mesi l’estensio-

ne del servizio ad altre contrade della città, per garantire una copertura ancora più ampia ed efficace.

Infine, gli operatori continueranno a monitorare i

dati e fornire indicazioni puntuali ai cittadini, affinché il trend positivo possa consolidarsi nel tempo e Potenza diventi un esempio virtuoso a livello regionale.

Potenza, al via il corso di arte presepiale

Prenderà

il via presso i locali della chiesa di Sant’Antonio La Macchia, nel cuore dell’omonimo parco a Potenza, il corso teorico-pratico di arte presepiale promosso dall’associazione La Macchia Verde APS. A guidare il percorso sarà il maestro presepista Dino Gallicchio, artista con oltre trent’anni di esperienza nella realizzazione di presepi e diorami in stile orientale.

Le sue opere si distinguono per l’accuratezza dei dettagli e la capacità di ricreare ambientazioni ispirate ai villaggi palestinesi dell’epoca della nascita di Gesù, con un’attenzione particolare al riutilizzo creativo dei materiali.Il corso si inserisce in una tradizione che affonda le proprie radici da oltre 800 anni, a partire dalla prima rappresentazione del presepe ad opera di San Francesco d’Assisi, e si propone di trasmettere competenze tecniche e valori culturali legati a questa forma d’arte, favorendone la diffusione all’interno delle famiglie e delle comunità locali. Uno degli elementi distintivi dell’iniziativa è l’attenzione alla sostenibilità: i partecipanti

potranno realizzare le proprie opere anche utilizzando materiali naturali e di recupero, creando così un connubio tra creatività, tradizione e rispetto per l’ambiente. Il progetto nasce dall’esperienza della mostra presepiale organizzata annualmente dall’associazione nel periodo natalizio e ne rappresenta una na-

turale evoluzione: i lavori realizzati durante il corso saranno infatti esposti nella prossima edizione della mostra, prevista per il giorno dell’Immacolata. Saranno inoltre organizzati momenti di confronto tra i partecipanti, per condividere tecniche e suggerimenti creativi. L’iniziativa prevede anche laboratori pratici aperti alle fa-

miglie, con l’obiettivo di coinvolgere grandi e piccoli in un’esperienza educativa e coinvolgente. A sottolineare il valore dell’iniziativa è il presidente dell’associazione, Davide Larocca: «Questo corso rappresenta un’importante opportunità per valorizzare una tradizione profondamente radicata nella nostra cultura e, allo stesso tempo, per restituire centralità al Parco di Sant’Antonio La Macchia come luogo di aggregazione. Un ringraziamento va a Padre Francesco della Parrocchia della Beata Vergine del Rosario per la disponibilità dimostrata, che ha reso possibile la realizzazione di questa iniziativa».

Il corso si propone dunque come un’esperienza che unisce formazione, tradizione e valorizzazione del territorio, con l’obiettivo di diventare un appuntamento stabile per la comunità.

Le testate interessate sono invitate a partecipare all’avvio del corso presso i locali della Chiesa di Sant’Antonio La Macchia a Potenza, con possibilità di realizzare riprese e contenuti sull’iniziativa.

INIZIA OGGI NELLA CHIESA DI SANT’ANTONIO LA MACCHIA CON IL MAESTRO PRESEPISTA DINO GALLICCHIO
L’assessore Michele Beneventi

Con l’insediamento prende il via un percorso che vedrà il Consiglio impegnato nella gestione del territorio e nella cooperazione con i Comuni

Nuovo Consiglio provinciale entra in funzione a Potenza

La seduta di insediamento del nuovo Consiglio provinciale della Provincia di Potenza, eletto lo scorso 8 marzo, rappresenta un momento istituzionale importante, che segna l’inizio ufficiale della nuova legislatura e l’avvio delle attività amministrative per il territorio. L’evento si terrà oggi, 25 marzo, nella Sala consiliare dell’ente, e sarà anche l’occasione per rafforzare il dialogo tra le diverse forze politiche e consolidare la cooperazione istituzionale sul territorio provinciale.Il nuovo Consiglio provinciale si presenta con una composizione politica articolata, che riflette la pluralità delle forze presenti nella provincia. Per la lista “Provincia UnitaCentro Sinistra Unito” entreranno in aula Luigi Simonetti, Giammarco Guidetti, Enzo Stella Brienza, Salvatore Falabella e

Vitina Claps, mentre “Casa Riformista - Italia Viva - Progetto Civico Italia” sarà rappresentata da Filippo Sinisgalli e Maria Cillo.Completano l’assemblea Giovanni Russo e Alfonso Nardella per “La Provincia dei 100 Comuni”, Carminedavide Pace per “Azione con Calenda”, Giovanna Di Sanzo per “Forza Italia Berlusconi” e Federico Pippa in rappresentanza di “Fratelli d’Italia”.

La seduta di insediamento sarà l’occasione per la definizione degli assetti organizzativi del Consiglio e per delineare le prime linee programmatiche.

I neoeletti avranno l’opportunità di presentare le proprie priorità e iniziative, avviando così il confronto politico necessario per affrontare le sfide amministrative dei prossimi anni.

Con l’insediamento del nuovo

Consiglio provinciale prende ufficialmente il via un percorso che vedrà l’ente impegnato nella gestione e nello sviluppo del territorio, con particolare attenzione alla collaborazione con i Comu-

9 aprile al Palazzo della Cultura una giornata informativa su diritti, bandi e progettazione

Potenza incontra l’Europa: il programma CERV Italia

Una giornata informativa dedicata alle interessanti e concrete opportunità offerte dall’Unione europea in tema di diritti, partecipazione e inclusione si terrà il prossimo 9 aprile a Potenza, nel Palazzo della Cultura.L’iniziativa, in programma dalle 10 alle 13, sarà incentrata sull’illustrazione del Programma europeo CERV (Cittadini, Uguaglianza, Diritti e Valori), sviluppato nell’ambito del progetto “Europe Direct Basilicata 2026”.Il programma CERV, finanziato dalla Direzione generale Justi-

ce and Consumers della Commissione europea, mira a proteggere e promuovere i diritti e i valori sanciti dai trattati dell’Unione europea, dalla Carta dei diritti fondamentali e dalle principali convenzioni internazionali in materia di diritti umani.

L’obiettivo è quello di sostenere la crescita di società aperte, democratiche, eque e inclusive, fondate sul rispetto dello Stato di diritto.L’incontro sarà rivolto in particolare a enti pubblici, amministrazioni, organizzazioni e soggetti privati interessati a presentare proposte progettuali nell’ambito dei bandi europei.Il programma della mattinata prevede, dopo la registrazione dei partecipanti, i saluti istituzionali della vicesindaco di Potenza Federica D’Andrea e del sindaco di Baragiano Giuseppe Galizia. Seguirà l’introduzione del dirigente comunale Giuseppe Romaniello.A illustrare le attività del centro sarà Antonino Imbesi, direttore di Europe Direct Basi-

licata, mentre l’approfondimento sul programma CERV, sui bandi attivi e sulle modalità di partecipazione sarà affidato a Manuela Marsano, responsabile del Contact Point CERV Italia. Spazio anche a un esempio concreto di progettazione europea con l’intervento di Clelia Spera, project manager di ASCAE. Al termine degli interventi è previsto un momento di confronto diretto e partecipativo con il pubblico, con domande e risposte, prima delle conclusioni.Nel pomeriggio, dalle 15 alle 17, gli interessati avranno inoltre la possibilità di partecipare a brevi incontri individuali di orientamento progettuale (“Project Scoping Meeting”) con la responsabile di CERV Italia.Gli appuntamenti si svolgeranno nella nuova sede del centro Europe Direct Basilicata, in via Atene 6B, offrendo un’opportunità concreta, immediata e pratica di approfondimento e supporto per la presentazione di idee progettuali.

ni e al supporto alle comunità locali.

L’assemblea si appresta dunque a diventare il punto di riferimento istituzionale per la Provincia di Potenza nei prossimi anni.

ATTESTAZIONE DA INVIARE ENTRO TERMINE

Scuolabus 2026: seconda rata e modalità di pagamento

Le famiglie che usufruiscono dello scuolabus per il periodo 7 gennaio – 10 giugno 2026 devono versare la seconda e ultima rata tra il 24 marzo e il 10 aprile 2026. L’importo varia in base all’ISEE: esenzione fino a 5.000 €, massimo 345,40 € oltre 12.000 €. Riduzioni del 50% in caso di sola tratta, secondo figlio o utilizzo limitato a 3-5 giorni/settimana.Il pagamento può essere effettuato tramite conto corrente postale o bonifico istantaneo intestato al Comune di Potenza, con causale completa (nome alunno, numero domanda, Istituto Comprensivo, linea scuolabus). Per più figli, i pagamenti devono essere separati.L’attestazione in PDF va inviata a trasportoscolastico@comune.potenza.it entro il 10 aprile. Mancata comunicazione = mancato pagamento, con sospensione immediata dal servizio e possibili conseguenze per l’anno successivo.la sospensione immediata dal servizio, fino alla regolarizzazione della posizione, senza diritto a rimborsi. Le eventuali morosità comporteranno anche l’esclusione dallo scuolabus nell’anno scolastico successivo e il recupero coattivo delle somme dovute.Per ulteriori informazioni e dettagli sulle modalità di pagamento, è disponibile il link ufficiale del Comune di Potenza.

Il

Oggi riunione in Prefettura per prevenire criticità e garantire ordine pubblico nelle aree turistiche

Monticchio e San Fele, al via il piano sicurezza per Pasqua

Le festività pasquali sono alle porte e come ogni anno, luoghi come i laghi di Monticchio e le Cascate di San Fele sono presi d’assalto dai turisti mordi e fuggi e da tutto quello che ne consegue in termini di sicurezza e ordine pubblico.

Il Prefetto Michele Campanaro ha convocato per oggi alle 11 la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocata dal Prefetto Michele Campanaro. Al centro dell’incontro, la pianificazione dei servizi di vigilanza e controllo in vista delle prossime festività, con particolare attenzione alle aree a maggiore afflusso turistico della provincia. Tra queste, i laghi di Monticchio e le cascate di San Fele, mete naturalistiche che, soprattutto nei periodi festivi, registrano una significativa presenza di visitatori.

L’obiettivo della riunione sarà quello di definire un dispositivo coordinato tra le diverse istituzioni e le forze dell’ordine, volto a garantire sicurezza, ordine pubblico e una fruizione ordinata dei siti, prevenendo eventuali criticità legate all’aumento dei flussi. Al tavolo del Comitato sono stati invitati, ol-

tre al Sindaco di Potenza e al Presidente della Provincia, anche i vertici provinciali delle Forze di Polizia. Parteciperanno inoltre i sindaci dei comuni direttamente interessati –Atella, Rionero in Vulture e San Fele – insieme al Commissario dell’Ente Parco del Vulture.

All’Osservatorio un evento per scoprire il legame tra cielo e antichi rituali

Astronomia e riti popolari: l’equinozio spiegato tra scienza e tradizione

L’astronomia come chiave di lettura di antichi riti popolari. È quanto emerso dalla tavola rotonda “Evento sommamente favorevole”, svoltasi il 21 marzo 2026 presso l’Osservatorio amatoriale “Annibale de Gasparis”, con il patrocinio di Regione, Comune, Pro Loco e GAL Percorsi.

Ad aprire i lavori è stato il sindaco Francesco Cianci, che ha sottolineato l’impegno dell’amministrazione nel valorizzare il turismo astronomico. A seguire, Stefania Satriano, presidente dell’associazione culturale “La Spina” di Baragiano, ha illustrato il rito della Spina, praticato nel giorno di Pasquetta, mentre il vicesindaco di Pescopagano, Francesco Gonnella, ne ha descritto la variante locale, evidenziando il crescente coinvolgimento della popolazione. L’approfondimento scientifico è stato introdotto da uno sketch dedicato a Dante, in omaggio al Dantedì del 25 marzo: attraverso versi del Paradiso è stato richiamato il valore simbolico dell’equinozio. Il moderatore Vincenzo Masi ha evidenziato il significato dell’iniziativa. Il prof. Luciano Garramone (ASI Matera) ha quindi illustrato la geometria celeste degli equinozi, spiegando l’intersezione tra orizzonte,

equatore, eclittica e coluro equinoziale, con riferimenti anche all’arte e alla musica legate alla primavera.

Il prof. Lucio Saggese, astrofisico e socio della Società Italiana di Archeoastronomia, ha proposto un’interpretazione innovativa: i riti della Passata e della Spina rappresenterebbero una riproduzione simbolica della configurazione celeste dell’equinozio. Come il Sole attraversa l’equatore portando luce e calore, così il passaggio del bambino sotto un arco diventa augurio di salute e benessere. Anche la scelta delle date, tra Annunziata e lunedì di Pasqua, e il movimento antiorario richiamerebbero il moto solare. Riti antichissimi, dunque, destinati ai bambini maschi, per ricreare una condizione ritenuta favorevole.

Le conclusioni sono state affidate a Ferdinando De Micco (Unione Astrofili Italiani) e Leonardo Lozito (Gruppi Archeologici d’Italia), che hanno inserito questi esempi nel più ampio filone di studi sui legami tra cultura e osservazione del cielo. Lozito ha richiamato pratiche analoghe, mentre De Micco ha sottolineato le potenzialità dell’astronomia come leva di sviluppo culturale e turistico del territorio.

La riunione rappresenta un momento di coordinamento fondamentale per assicurare un’adeguata gestione del territorio in un periodo particolarmente delicato, in cui la valorizzazione delle risorse naturali deve necessariamente coniugarsi con la tutela della sicurezza pubblica.

Melfi ospita l’annuale del Corpo di Polizia Penitenziaria

La città di Melfi sarà il centro delle celebrazioni per l’annuale del Corpo di Polizia Penitenziaria, un evento di grande rilevanza istituzionale organizzato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) e dal Provveditorato Regionale per l’Amministrazione Penitenziaria di Puglia e Basilicata. La scelta di Melfi come sede della manifestazione non è casuale: quest’anno, infatti, ricorrono i 950 anni dalla fondazione della Cattedrale cittadina, nell’ambito dell’iniziativa regionale “Fantastico Medioevo”. La manifestazione si terrà giovedì presso il Castello dalle ore 10 e 30 in poi. La giornata si articolerà in due momenti principali: una cerimonia istituzionale presso il Castello Federiciano, simbolo storico di Melfi, e un evento artistico-culturale nel Salone degli Stemmi della Curia Vescovile, con il concerto dell’Orchestra a Plettro Domenico Manfredi di Avigliano, unica nel suo genere in Basilicata. L’iniziativa rappresenta un’occasione per valorizzare il legame tra il Corpo di Polizia Penitenziaria e il patrimonio storico e culturale della città federiciana, con la collaborazione del Comune di Melfi e della Diocesi di Melfi Rapolla e Venosa. Alla celebrazione parteciperanno le autorità religiose, civili e militari, i familiari dei caduti lucani, le associazioni delle forze dell’ordine e di volontariato, e le sezioni ANPPE del personale in pensione.

Laghi di Monticchio e Cascate di San Fele

SORPRESO CON NOVE

Trasporta turisti senza autorizzazione, bus sequestrato

MATERA Nel corso dei servizi straordinari di controllo del territorio, effettuati nel capoluogo con il prezioso supporto del Reparto Prevenzione Crimine Basilicata, un equipaggio di quest'ultimo Reparto ha proceduto al controllo di un furgone omologato per nove posti, ma con dieci persone a bordo. Tra loro figurava l'autista, ammi-

nistratore di una società operante nel settore del noleggio con conducente. Gli accertamenti hanno, tuttavia, evidenziato che il veicolo non era autorizzato a effettuare la predetta attività, pur essendo stato utilizzato per un servizio di noleggio, prenotato online dai passeggeri per visitare la città dei Sassi. Nel corso del controllo

sono stati, inoltre, riscontrati il superamento del numero massimo di persone trasportabili e l'assenza della revisione periodica obbligatoria. A seguito delle irregolarità, il furgone è stato sottoposto a sequestro amministrativo finalizzato alla confisca e sono state contestate al conducente le relative violazioni del Codice della Strada.

Messa in sicurezza a Matera chiusa via Annibale di Francia

MATERA Il Comune di Matera rende noto che, per consentire interventi di messa in sicurezza e l’abbattimento di un albero ad alto fusto, sarà disposta la chiusura temporanea al traffico veicolare di Via Annibale Maria di Francia. Il provvedimento sarà in vigore nei giorni 26, 27 e 28 marzo 2026, nella fascia oraria dalle 8:30 alle 17:30, e interesserà il tratto compreso tra via Passarelli e la bretella di collegamento con via Ca-

stello. L’intervento rientra nell’ambito dei lavori di miglioramento della rete di corridoi ecologici e delle aree verdi del territorio comunale, finanziati attraverso le misure regionali di compensazione e mitigazione ambientale. Le operazioni prevedono l’utilizzo di mezzi speciali che richiedono l’occupazione dell’intera carreggiata, rendendo necessaria la sospensione temporanea della circolazione. Durante i lavori, sarà garantita

MATERA Una tassa per l’ingresso a Matera di autobus tu- ristici, camper e roulotte. È la richiesta che proviene dagli operatori aderenti a Confapi Matera, così come accade in molte città a vocazione turistica. «Nei giorni scorsi, presso il Comune di Matera, si è tenuta una riunione del tavolo Turismo con le Associazioni di categoria per discutere circa l’utilizzo della tassa di soggiorno per l’anno 2026 – dichiara il Presidente della Sezione Turismo e Cultura, Francesco Ruggieri. Abbiamo apprezzato il metodo del confronto costante con l’Amministrazione Comunale e la propensione all’ascolto delle esigenze degli operatori turistici e culturali. L’Amministrazione ha illustrato il quadro economico di ripartizione

del traffico, verranno predisposti percorsi alternativi per veicoli e pedoni e sarà assicurato l’accesso alle proprietà private. Le aziende di trasporto pubblico locale potranno adottare eventuali modifiche temporanee ai percorsi e alle fermate. L’Amministrazione comunale invita i cittadini a prestare attenzione alla segnaletica presente in loco e a programmare per tempo eventuali spostamenti, al fine di ridurre i disagi.

della previsione di spesa della tassa di soggiorno per il 2026, tra cui figurano il bando evento per Matera 2026, la partecipazione alle fiere di settore, il potenziamento dei servizi igienici e di manutenzione urbana, il Piano Strategico sul Turismo. Al termine dell’incontro – prosegue Ruggieri –abbiamo accettato la proposta dell’Amministrazione di un piccolo aumento della tassa di

soggiorno, a patto però che venga introdotta la Tassa di Ingresso per gli autobus turistici, sull’esempio di tante città turistiche, che servirà come compensazione per il traffico e l’inquinamento atmosferico che ne deriva. A fronte del pagamento della tassa di ingresso i turisti beneficeranno del miglioramento dei servizi in città. Questo è il momento giusto per introdurre la tassa di ingresso. Quest’anno, infatti, nella città dei Sassi si prevede un aumento dei flussi turistici per la concomitanza di due eventi, l’uno positivo, l’altro negativo, ma che paradossalmente ci favoriscono entrambi. Mi riferisco, da un lato, all’anno di Matera capitale mediterranea della cultura e del dialogo, che dovrebbe richiamare turisti in città; dall’altro,

alla guerra in Medio Oriente, evento nefasto che tuttavia potrebbe portare in Basilicata turisti italiani e stranieri, che si terranno lontani dalle zone a rischio. La tassa di ingresso, inoltre, porterà innegabili vantaggi; innanzitutto, per la gestione del traffico urbano, riducendo la congestione nei centri storici, quindi riducendo il traffico e l’inquinamento. I proventi, poi, potrebbero essere reinvestiti nel trasporto pubblico urbano, per migliorare i servizi di accoglienza e per monitorare i flussi turistici. Ci auguriamo che l’Amministrazione Comunale – conclude il Presidente Ruggieri –superi la crisi politico/istituzionale di queste settimane, sia per l’evento Matera capitale mediterranea della cultura e del dialogo».

una adeguata segnaletica di cantiere, saranno presenti gli operatori per la regolazione
Provvedimento da domani a sabato per il miglioramento dei corridoi ecologici e delle aree verdi comunali
Francesco Ruggieri (Confapi)

«Passaggio decisivo per rafforzare il ruolo del nostro comune e di quello dei comunin dell’area»

Stigliano firma l’accordo per la strategia dell’area interna “Montagna Materana”

D I EM A NU E LA CA L A B RE SE

Il Comune di Stigliano, in qualità di Ente Capofila della SNAIStrategia Nazionale per le Aree Interne – Programmazione 2021-2027, ha sottoscritto l’Accordo di Programma per l’attuazione della Strategia dell’Area Interna “Montagna Materana”, i cui comuni interessati sono Accettura, Aliano, Cirigliano, Craco, Gorgoglione, Oliveto Lucano, San Mauro Forte e Stigliano.

«La sottoscrizione dell’Accordo di Programma rappresenta un passaggio decisivo per rafforzare il ruolo di Stigliano e degli altri comuni come guida per attivare importanti investimenti strutturali e socioeconomici e promuovere una nuova fase di competitività, cooperazione e sviluppo territoriale condiviso – spiega il Sindaco Francesco Micucci- La Strategia indi-

vidua interventi mirati al miglioramento della capacità amministrativa, al potenziamento dei servizi essenziali e allo sviluppo locale, prevedendo investimenti nei settori culturale, infrastrutturale, ambientale ed economico».

Il quadro degli interventi è articolato in 27 schede, revisionate al termine del percorso istruttorio.

Tra questi, gli interventi per Stigliano, dove «il Comune ha candidato e ottenuto finanziamenti significativi, tra cui: Recupero e valorizzazione del Palazzo di Santo Spirito, per € 780.000. Il progetto include interventi di recupero, restauro, ristrutturazione e rifunzionalizzazione dell’immobile, con l’obiettivo di valorizzarne il ruolo culturale e sociale e restituirlo alla comunità come spazio funzionale e rigenerato».

Poi ci sono gli interventi sulla viabilità che com-

prendono «la messa in sicurezza del collegamento Stigliano – Saurina per € 225.000 e la messa in sicurezza della strada comunale Stigliano –SP103, per € 100.000. Entrambi gli interventi sono volti a migliorare sicurezza, accessibilità e funzionalità della rete viaria comunale, riducendo criticità e favorendo mobilità e servizi».

All’interno della Strategia assumono particolare importanza anche interventi sovracomunali, dichiara ancora il Primo cittadino, quali «la Ciclovia della sostenibilità, per promuovere un nuovo modello di mobilità lenta e valorizzare paesaggi e borghi attraverso percorsi intercomunali dedicati a cicloturismo e attività outdoor e il sostegno al lavoro autonomo e all’avvio d’impresa, finalizzato a incentivare nuova imprenditorialità, microimpresa e iniziative innovative per

contrastare spopolamento e rafforzare il tessuto economico locale». La Strategia Nazionale per le Aree Interne 2021-2027 mira difatti a contrastare lo spopolamento e promuovere lo sviluppo sostenibile dei territori distanti dai servizi essenziali. Il ciclo 2021-2027 consolida l'approccio integrato,

finanziato da fondi europei (FESR, FSE+, FEASR) e nazionali, confermando le aree 2014-2020 e aggiungendo 56 nuove aree (per circa 764 comuni). Con uno sguardo sul panorama nazionale, complessivamente si tratta di 124 Aree di progetto, che coinvolgono 1.904 Comuni, in cui vivono 4.570.731 abitanti.

L’associazione universitaria, già attiva a Potenza, apre oggi nel campus di via Lanera per creare sinergie tra studenti

Next inaugura la sede di Matera e rafforza la presenza universitaria nei poli lucani

L’associazione universitaria Next inaugurerà la sua nuova sede nel campus di via Lanera a Matera. Dopo l’apertura della sede di Potenza, Next diventa così l’unica associazione universitaria presente in entrambi i poli dell’Università degli studi della Basilicata. A fare gli onori di casa sarà la vicepresidente Antonella Pellegrino, che insieme ai soci accoglierà gli studenti materani per un evento che segna una tappa fondamentale nella crescita dell’associazione. “La giornata rappresenta un momento cruciale per il nostro percorso di crescita – commenta il presidente di Next, dott. Luca Smaldore –. A Matera contiamo già oltre 70 iscritti su un totale di 170, numeri in costante aumento. L’apertura della sede materana, a un anno dall’avvio di quella di Potenza, ci permette di raggiungere uno dei nostri obiettivi principali: unire le energie studentesche dei due poli lucani per creare sinergie proficue e migliorare la qualità delle nostre

proposte a beneficio degli studenti e dell’università.”Oggi, alle 10:30, si svolgerà l’inaugurazione ufficiale della sede con gli associati, seguita alle 10:45 dal trasferimento presso i locali del Comincenter di Matera, dove gli studenti NEXT saranno accolti dall’amministratore del consorzio ConUnibas, ing. Antonio Candela. In quell’occasione sarà presentato l’accordo di co-progettazione e utilizzo degli spazi tra NEXT e ConUnibas. La nuova sede offrirà inoltre agli studenti l’opportunità di partecipare a laboratori, workshop e attività culturali che favoriscono lo sviluppo personale e professionale.

L’iniziativa ha suscitato grande entusiasmo tra gli studenti materani, desiderosi di contribuire attivamente alla vita associativa.Antonella Pellegrino sottolinea l’importanza della nuova sede per i soci: “È un motivo di grande orgoglio per tutti i tesserati NEXT. Ringrazio ciascuno di loro per l’impegno quotidiano

nella crescita della comunità. Abbiamo già numerose attività in cantiere, seguendo lo stesso spirito che ci ha permesso di organizzare, lo scorso novembre, un importante seminario sul linguaggio del benessere psicologico con oltre 300 partecipanti.” A seguire, si terrà la prima assemblea dei soci in terra matera-

na, durante la quale saranno definiti i percorsi progettuali che permetteranno agli studenti di trasformare le loro idee in iniziative concrete.

L’evento si concluderà con un momento conviviale per celebrare questo importante traguardo per la comunità studentesca lucana.

Un percorso intimo di trasformazione e consapevolezza, in cui il cambiamento diventa un atto necessario per restare fedeli a sé stessi

Fabrizio: la scelta di essere me stesso, senza compromessi

C’è un momen-

to preciso in cui capisci che non puoi più rispondere a un nome che non ti contiene. Non è un capriccio. Non è un gesto estetico. Non è un bisogno di di- stinguersi. È un punto di verità. Accade quando ti guardi dentro, prima ancora che allo specchio, e senti, con una chiarezza che non lascia spazio a compromessi, che ciò che sei diventato non entra più nella forma con cui sei stato chiamato per anni.Per molto tempo sono stato Gerardo. Per molti, Dino. Nomi affettuosi, familiari, rassicuranti. Portano con sé volti, ricordi, momenti vissuti. Non li rinnego. Non li combatto. Ma a un certo punto quella familiarità ha iniziato a suonare stretta. Non sbagliata. Insufficiente. Come un abito che ti ha accompagnato a lungo, ma che non riesce più a contenere ciò che sei diventato. Perché dentro, nel tempo, era già accaduto altro.

IL LAVORO

INVISIBILE

I cambiamenti veri non fanno rumore. Non si annunciano, non cercano testimoni. Si costruiscono nel silenzio. Nella disciplina quotidiana. Nelle domande che non puoi più evitare. Nelle ore in cui smetti di raccontarti e inizi a guardarti davvero, senza filtri, senza giustificazioni. Ci sono passaggi che nessuno vede: la fatica di restare, il coraggio di mettersi in discussione, la pazienza di ricostruirsi. È lì che qualcosa si allinea. È lì che ciò che invochi, studi e coltivi dentro di te, anche nella tua fede, inizia a prendere forma con- creta. Non è un’idea. È trasformazione. E quando quella trasformazione diventa reale, non puoi più continuare a presentarti con una forma che non la rappresenta.

IL NOME

CHE C’ERA GIÀ Fabrizio non è nato adesso. C’era già. Discreto. Laterale. Quasi in attesa. Lo usavano in pochi. Chi

sentiva, prima ancora di capire. Chi, forse, aveva colto una parte di me che io stesso non avevo ancora pienamente riconosciuto. Non era un’alternativa. Era una verità silenziosa. Di quelle che non forzano. Che non chiedono spazio, ma restano finché non sei pronto ad accoglierle.

LA SCELTA CHE NON È SOLO

SCELTA

Diventare Fabrizio non è stato un gesto verso l’esterno. È stato un atto di coerenza interiore. Non per distinguermi. Non per attirare attenzione. Ma per colmare una distanza: quella tra ciò che ero diventato e ciò che continuavo a dichiarare. Perché arriva un punto in cui quella distanza pesa e smette di essere sostenibile. Un nome non è solo un suono. È una direzione. È un richiamo. È, in qualche modo, una forma di energia che ti rappresenta. E quando è allineato, lo sen-

ti: non chiede permesso, risuona. È lì che comprendi che non stai cambiando nome. Stai rendendo visibile qualcosa che era già avvenuto dentro.

LE RESISTENZE

Quando cambi qualcosa di visibile, il mondo reagisce. Messaggi. Osservazioni. Domande, a volte leggere, a volte più insistenti. Qualcuno sorride. Qualcuno minimizza. Qualcuno prova, inconsapevolmente, a riportarti dove eri. È umano. Chi guarda da fuori vede un cambio. Chi lo vive sa che è una trasformazione. E le trasformazioni non si spiegano fino in fondo. Si attraversano. Con rispetto. Anche per chi non comprende.

LA COERENZA

HA UN COSTO

Essere autentici non è comodo. È più semplice restare riconoscibili che essere veri. Più facile adattarsi che restare centrati. Tornare indietro sarebbe stato più lineare. Più accettabile. Più “tranquillo”. Ma non sarebbe stato vero. E quando lo sai, quan-

do lo senti con chiarezza, non puoi più ignorarlo.

CI SONO SCELTE

CHE NON SONO NEGOZIABILI.

Non per rigidità, ma per rispetto. Rispetto verso il percorso fatto. Verso le cadute, le risalite, le consapevolezze conquistate. Verso quella parte di te che ha avuto il coraggio di cambiare davvero.

FABRIZIO

Fabrizio è questo punto. Non aggiunge. Toglie il superfluo. Non costruisce un’immagine. Rende visi- bile una verità. È il nome che oggi riesce a contenere ciò che sono diventato: più consapevole, più presente, più responsabile. Non perfetto. Ma finalmente allineato. E in questo allineamento c’è una forma di pace che non ha bisogno di essere spiegata.

LA DICHIARAZIONE

SILENZIOSA

Firmare “Fabrizio Quaratino” non è un dettaglio formale. È una presa di posizione. È dire, senza alzare la voce: QUESTA È LA MIA

FORMA.

È il risultato di un percorso fatto di silenzio, studio, confronto e fede. Di momenti in cui sarebbe stato più facile restare uguali, non esporsi, non cambiare. E invece no. Diventa quasi una preghiera concreta: sono qui, intero, presente. Non per dimostrare qualcosa a qualcuno, ma per non sottrarmi più a ciò che sono. E chi sa leggere oltre le parole, chi ha vissuto passaggi simili, non ha bisogno di spiegazioni.

QUELLO CHE RESTA

Alla fine, non è il nome il punto. È la verità che sei disposto a sostenere. È il momento in cui smetti di adattarti e inizi a essere. Davvero. Con tutto ciò che comporta. E da lì non torni indietro.

NON CHIAMATEMI PIÙ DINO.

Non per rinnegare ciò che è stato, ma perché non basta più a dire ciò che è. Io sono FABRIZIO E questa volta non è solo un nome. È il punto in cui ho smesso di nascondermi, anche a me stesso.

DI FA BR IZ I O Q UA RAT I N O

LA

RUBRICA DI CRONACHE Pensieri e considerazioni

Appunti di realtà 25 marzo Quando scendi dal cavallo

DI FABRIZIO QUARATINO

Spesso crediamo che il coraggio sia solo affrontare gli altri. Ma a volte il coraggio più grande è saper lasciare andare ciò che ci impedisce di vedere chiaramente. Saper scendere dal cavallo, fare un passo indietro e osservare con occhi nuovi ciò che ci circonda e noi stessi.C’è una frase che gira da tempo, senza firma, ma con un peso che si sente subito: “La statura di un uomo si misura quando scende dal cavallo.” E forse è giusto così. Perché certe verità non hanno bisogno di un autore, hanno bisogno di essere riconosciute.Siamo abituati a guardare le persone quando sono “in sella”: quando hanno una posizione, quando decidono, quando parlano e gli altri stanno ad ascoltare. Ma lì è facile. È facile essere si-

curi quando hai il controllo. È facile essere rispettati quando hai un ruolo. È facile sembrare solidi quando qualcosa, o qualcuno, ti tiene in alto.Il punto è un altro: il punto è quando scendi, quando finisce il ruolo, quando il titolo smette di pesare, quando non c’è più niente a sostenerti se non quello che sei davvero.È lì che cambia tutto. Perché è lì che si vede come stai, come guardi gli altri, come ti muovi quando nessuno ti deve più riconoscere niente. E lì non puoi costruire, non puoi appoggiarti a quello che eri, non puoi pretendere uno spazio, non puoi forzare uno sguardo. Puoi solo esserci.Ed è qui che molti si fermano: gente che continua a vivere come se fosse ancora in sella, che si porta dietro un ruolo che non esiste più, che ha bisogno di sentirsi qualcuno anche

quando non lo è più.Non è arroganza. È paura. Paura di restare senza forma, paura di scoprire che, tolto tutto, non sanno ancora chi sono.Ma la realtà è semplice e non fa sconti. Quando scendi, resti tu, solo tu. Senza struttura, senza protezioni, senza scenografie.E lì non puoi mentire, non agli altri ma nemmeno a te stesso. E lì non puoi più nasconderti dietro niente, nemmeno dietro l’idea che avevi di te stesso.Ed è esattamente lì che si misura la statura: non quando sei in alto, ma quando tocchi terra. Non quando vieni riconosciuto, ma quando potresti non esserlo più. Non quando conti qualcosa, ma quando, apparentemente, non conti niente.Perché è lì che molti si perdono.E allora la domanda non è: “Quanto valgo quando sono in sella?”La domanda vera, quella che non puoi aggirare, è un’altra: “Chi sono quando nessuno ha più bisogno di vedermi su quel

cavallo e io devo restare in piedi da solo?”Perché alla fine non si tratta di perdere qualcosa, si tratta di vedere cosa resta. E se quando tocchi terra non crolli, non reciti, non cerchi appigli ma resti, allora non hai perso un ruolo: hai trovato te stesso.E lì, senza rumore, senza scena, senza bisogno di essere visto, accade qualcosa che pochi conoscono davvero: non hai più bisogno di

salire.Perché hai capito che la vera altezza non è stare sopra gli altri, ma restare interi anche quando sei a terra. COME INTUIVA PITAGORA, LA MISURA NON È CIÒ CHE APPARE, MA CIÒ CHE REGGE E ciò che regge, quando tutto il resto cade, non ha bisogno di dimostrare niente. Sta in piedi. E basta.

Accordo triennale per valorizzare territori e artigianato: eventi in tutta Italia e iniziative anche a Matera

Protocollo tra Mimit ed EPLI: alle Pro Loco il rilancio del Made in Italy

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) e la Rete Associativa di Terzo Settore Ente Pro Loco Italiane Aps (Epli) hanno siglato un protocollo di intesa finalizzato alla promozione, valorizzazione e tutela del Made in Italy. L’accordo, della durata di tre anni, punta a rafforzare la collaborazione con il sistema delle Pro Loco, che anche quest’anno saranno protagoniste attive nella Giornata Nazionale del Made in Italy.In questo quadro, particolare rilievo sarà dato alla sensibilizzazione sulle opportunità offerte dalle Case del Made in Italy, diffuse su tutto il territorio nazionale e considerate hub strategici capaci di generare sinergie tra istituzioni, comunità locali e realtà produttive. Tra gli obiettivi dell’intesa figura anche l’avvio di un inventario del patrimonio culturale immateriale legato alle professioni artigianali, strumento ritenuto fondamentale per la tutela e la trasmissione dei saperi.Soddisfazione è stata espressa dal presidente regionale dell’Ente Pro Loco Basilicata Aps, Rocco Franciosa, che sottolinea: «Si tratta di un segno tangibile di un riconoscimento nazionale, da parte di un ministero importante, del ruolo significativo che svolgono le Pro Loco sul territorio italiano e premia l’egregio

lavoro che la Rete Pro Loco EPLI, ben rappresentata dal presidente nazionale Pasquale Ciurleo, sta svolgendo in tutta Italia».Sull’accordo interviene anche il presidente nazionale dell’Ente Pro Loco Italiane, Pasquale Ciurleo: «La Rete Associativa EPLI ha inteso celebrare questo accordo con due eventi nazionali nell’ambito della Giornata del Made in Italy, che si aggiungono alle ulteriori 125 iniziative organizzate su tutto il territorio nazionale da altrettante Pro Loco: una a Lagnasco, in provincia di Cuneo, in occasione della Fiera internazionale sulla frutticoltura “Fruttinfiore”, in programma dal 27 al 29 marzo, e un’altra il 18 aprile a Carovigno, in provincia di Brindisi, con la collaborazione della Pro Loco Ostuni Marina e della Pro Loco Carovigno».Per quanto riguarda la Basilicata, l’evento regionale dedicato alla Giornata nazionale del Made in Italy si terrà a Matera il prossimo 21 aprile 2026, a partire dalle ore 10. L’iniziativa è promossa dall’Ente Pro Loco Basilicata Aps e dalla PMI “iInformatica srl”, ideatrice del progetto “Lucanum – Il Gioco della Basilicata”, e si svolgerà presso la sede aziendale lucana, con il patrocinio del Mimit e della Rete Associativa di Terzo Settore Ente Pro Loco Italiane Aps.

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