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Cronache del 25 maggio 2026

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Responsabile Rosa MOLLICA

Per fermare Modarelli intervenga Casellati

COMUNALI, L’ITALIA ALLE URNE

CASO GUCCI

L’ultimo applauso al padre di Slow Food

Lo hanno salutato senza sfarzo, come avrebbe voluto lui. A Pollenzo, nel cortile dell’Università di Scienze gastronomiche che aveva contribuito a fondare, migliaia di persone si sono raccolte sotto il sole di maggio per dare l’ultimo addio a Carlo Petrini, per tutti semplicemente “Carlin”. Niente funerale di Stato ma una commemorazione pubblica, aperta a studenti, produttori (...)

■ continua a pag 5 Errichetti e Positano alle pag 3 e 16

CHE MISMATCH SANITARIO

Che la situazione della sanità non brillasse certo per efficienza e nemmeno per buona governance lo si era capito dal disavanzo monstre dei 64 milioni d’euro portato in groppa come una croce e, guarda caso, miracolosamente ripianato in fretta e furia per scongiurare l’aumento d’Irpef, grazie peraltro al mitico portafoglio petrolifero. Ora lasciando in campo le responsabilità che magari saranno oggetto continuato dell’azione di Procura della Repubblica e Corte dei Conti la benemerita ISTAT, nel suo Rapporto 2026 sulla situazione del Paese presentato solo qualche giorno fa, ci ha fatto sapere l’indicibile e cioè che il SSN ha destinato per Calabria e Basilicata, rispettivamente 2.167 e 2.190 euro pro capite, cioè il livello più basso di finanziamento, nonostante queste Regioni avessero la quota maggiore di persone con multicronicitàe dunque un bisogno elevato d’assistenza. Tutto questo per far voti augurali che questo benedetto rinsavimento dei patrioti di centrodestra arrivi presto, a partire dal drammatico mismatch sanitariosu cui pur di difendere l’onore della Basilicata già si sarebbero dovuti battere i pugni. Canta Nas: “Mismatch, it’s a mismatch…”

“I FIORI DEL SUD” Il borgo è diventato capitale politica del Mezzogiorno: focus sul futuro delle aree interne

Schlein a San Paolo Albanese

Matera saluta Antonio Elettrico:

«Ha servito la città con passione»

Le ereditiere Gucci contro la sentenza Cedu che archivia il caso. Costrette a risarcire la madre, condannata per l’omicidio del padre

■ Magrì a pag 4

MORTE SCARASCIA

La salma è partita per la Germania per l’ultimo saluto, i familiari: «Coloro che possono aver visto o udito qualcosa parlino con le Forze dell’Ordine»

■ Galgano a pag 17

POTENZA

Convocato per mercoledì il Consiglio comunale: occhi puntati sulla variazione di bilancio e il trasporto pubblico locale

■ Mollica a pag 22

L’INCIDENTE

Finisce fuori strada sulla Ss 93 in territorio di Venosa: centauro 50enne perde la vita, inutile l’intervento del 118

■ Servizio a pag 24

Elettrico
Calabrese a pag 25
CARLO PETRINI
Servizio a pag 15
Dellapenna a pag 9
Direttore

Italia e Mondo

Oltre 6 milioni di italiani chiamati alle urne nei quasi 900 Comuni coinvolti dalla tornata amministrativa

Italia al voto per le comunali: sfide aperte da Venezia a Reggio Calabria

DI VIT O ER R IC H E TTI

Si chiuderanno oggi alle 15 le operazioni di voto per le elezioni amministrative 2026, che coinvolgono oltre 6 milioni di cittadini italiani chiamati a eleggere sindaci e consigli comunali in quasi 750 Comuni e 18 capoluoghi di provincia. Subito dopo la chiusura delle urne prenderà il via lo scrutinio delle schede, mentre cresce l’attesa per i risultati nelle principali città italiane.La tornata elettorale interessa le Regioni a statuto ordinario e alcune Regioni a statuto speciale, tra cui Friuli Venezia Giulia e Sicilia. In Valle d’Aosta il voto si è svolto nella sola giornata di domenica 24 maggio, mentre in Trentino Alto Adige il primo turno si è già tenuto il 17 maggio scorso. In Sardegna, invece, si voterà il 7 e l’8 giugno.Complessivamente sono 895 i Comuni coinvolti nel rinnovo delle amministrazioni comunali. Tra le sfide più osservate figurano quelle di Venezia, unico capoluogo di regione al voto, oltre a Mantova, Lecco, Reggio Calabria, Crotone, Avellino, Salerno, Chieti, Arezzo e Pistoia.

AFFLUENZA IN LIEVE CALO

I primi dati sull’affluenza confermano una leggera diminuzione della partecipazione rispetto alle precedenti amministrative. Alle 12 di domenica aveva votato a livello nazionale il 14,73% degli aventi diritto, contro il 15,75% della tornata precedente.In Campania l’affluenza alle 12 si è attestata al 15,85%, mentre nelle Marche il dato si è fermato al 13,70%. In Lombardia, dove sono 93 i Comuni chiamati al voto, l’affluenza media è stata del 14,78%, con cali registrati nei capoluoghi di Mantova e Lecco. In Friuli Venezia Giulia la partecipazione si è attestata intorno al 14%, mentre in Sicilia il dato è sta-

to del 12,89%.

IL VOTO IN BASILICATA

In Basilicata sono circa 54 mila gli elettori chiamati alle urne nei 16 Comuni interessati dal rinnovo delle amministrazioni comunali. Si tratta di 10 Comuni in provincia di Potenza e 6 in provincia di Matera, tutti con popolazione inferiore ai 15mila abitanti e quindi senza possibilità di ballottaggio.Nel Potentino si vota ad Acerenza, Castronuovo di Sant’Andrea, Cersosimo, Corleto Perticara, Filiano, Francavilla in Sinni, Lauria, Moliterno, Sant’Arcangelo e Sarconi. Nel Materano le consultazioni riguardano invece Accettura, Craco, Grottole, Salandra, San Giorgio Lucano e Tursi.Particolare attenzione è rivolta ai Comuni di Lauria e Sarconi, reduci da commissariamento, mentre a Moliterno il sindaco uscente corre sostenuto da una sola lista. In molti centri lucani predominano liste civiche e candidature legate alle dinamiche territoriali.

LE SFIDE

PRINCIPALI

NEI CAPOLUOGHI

Le amministrative 2026 coinvolgono 18 capoluoghi di provincia e rappresentano un importante banco di prova politico nazionale. Grande attenzione è rivolta a Venezia, unico capoluogo di regione chiamato al voto. Nella città lagunare sono otto i candidati in corsa: Andrea Martella per il centrosinistra, Simone Venturini per il centrodestra, Giovanni Andrea Martini, Pierangelo Del Zotto, Michele Boldrin, Claudio Vernier, Roberto Agirmo e Luigi Corò.In Lombardia riflettori puntati su Mantova e Lecco. A Mantova sono cinque i candidati alla successione del sindaco uscente Mattia Palazzi: Andrea Murari per il centrosinistra, Raffaele Zancuoghi per il centrodestra, Mirko Gra-

gnato sostenuto dal Movimento 5 Stelle, Luca De Marchi ed Emanuele Bellintani. A Lecco il sindaco uscente Mauro Gattinoni cerca la riconferma contro Filippo Boscagli, con in corsa anche Mauro Fumagalli, Francesca Losi e Giovanni Colombo.In Calabria particolare attenzione su Reggio Calabria e Crotone. Nel capoluogo reggino i candidati sono Domenico Battaglia, Francesco Cannizzaro, Saverio Pazzano ed Eduardo Lamberti Castronuovo. A Crotone il sindaco uscente Vincenzo Voce sfida Giuseppe Trocino, Fabrizio Meo e Vito Barresi.In Campania si vota ad Avellino e Salerno. Ad Avellino la sfida principale è tra Nello Pizza e Laura Nargi. A Salerno i candidati sono Vincenzo De Luca, Gherardo Maria Marenghi e Franco Massimo La Nocita.Nelle Marche osservate speciali sono Macerata e Fermo. A Macerata sono in corsa Sandro Parcaroli, Gianluca Tittarelli, Giordano Ripa e Mattia Orioli.In Toscana attenzione puntata su Arezzo, Pistoia e Prato. Ad Arezzo i candidati sono Egiziano Andreani, Vincenzo Ceccarelli, Marcello Comanducci, Marco Donati, Serena Marinelli e Michele Menchetti. A Pistoia il confronto vede Anna Maria Celesti, Giovanni Capecchi e Fabrizio Mancinelli. A Prato si sfidano invece Matteo Biffoni, Gianluca Banchelli, Jonathan Targetti, Claudio Belgiorno, Enrico Zanieri ed Emilio Paradiso.In Abruzzo si vota a Chieti, dove i candidati sono Giovanni Legnini, Cristiano Sicari, Mario Colantonio, Giancarlo Cascini, Alessandro Carbone e Olinto Amoroso.In Sicilia particolare attenzione è rivolta a Messina, dove si sfidano Federico Basile, Marcello Scurria, Antonella Russo, Lillo Valvieri e Gaetano Sciacca.

Candidati sindaci Avellino
Candidati sindaci Reggio Calabria
Candidati sindaci Salerno
Candidati sindaci Venezia
Candidati sindaci Crotone

Studenti, contadini, intellettuali e istituzioni riuniti per l’ultimo saluto a Carlo Petrini, teorico del cibo

Pollenzo saluta Carlin: l’ultimo applauso al padre di Slow Food

Lo hanno salutato senza sfarzo, come avrebbe voluto lui. A Pollenzo, nel cortile dell’Università di Scienze gastronomiche che aveva contribuito a fondare, migliaia di persone si sono raccolte sotto il sole di maggio per dare l’ultimo addio a Carlo Petrini, per tutti semplicemente “Carlin”. Niente funerale di Stato ma una commemorazione pubblica, aperta a studenti, produttori agricoli, amministratori locali, intellettuali, religiosi, imprenditori, contadini. Persino mondi che in vita sembravano lontanissimi tra loro si sono ritrovati a rendergli omaggio. Il feretro è stato accolto da un lungo applauso nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo. Al posto delle corone, l’invito a destinare donazioni agli Orti in Africa e alle borse di studio per gli studenti dell’università che Petrini aveva immaginato come un laboratorio globale del cibo e della biodiversità. Attorno alla bara si sono alternati

amici storici, collaboratori, compagni di strada, da don Luigi Ciotti a Moni Ovadia al Vescovo Dimenico Pompili con cui Petrini fondò la comunità “Laudato Si” fino al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, presenza dal forte valore simbolico. Un paradosso ma non tanto. Carlo Petrini è un uomo cresciuto nella cultura comunista e della sinistra italiana ma celebrato anche da chi oggi usa parole - identità alimentare, filiera, territorio, sovranità - che lui ha praticato decenni prima, quando ancora non appartenevano al lessico della destra di governo. Quando nel 1986 protestò contro l’apertura di un fast food nei pressi di Piazza di Spagna, il gesto sembrò a molti folkloristico, quasi nostalgico. E invece era un’intuizione storica: il cibo sarebbe diventato il terreno decisivo della globalizzazione.

Da lì nacque Slow Food, che nel tempo si trasformò in un movimento internazionale presente in

oltre 160 Paesi, fondato su tre parole semplici ma rivoluzionarie: cibo “buono, pulito e giusto”. La sua vera forza fu avere capito che la gastronomia non riguardava soltanto il piacere della tavola o il lusso delle eccellenze. Era politica economica, paesaggio, agricoltura, giustizia sociale. Difendere un formaggio locale, un grano antico, una pesca tradizionale o un presidio agricolo voleva dire difendere una comunità, un territorio, un sapere collettivo minacciato dall’omologazione industriale. Petrini intuì prima di molti che l’Italia avrebbe perso sé stessa se avesse smesso di riconoscersi nei suoi paesaggi alimentari.Era un militante culturale che parlava di biodiversità quando il termine non era ancora mainstream e denunciava le storture dell’agroindustria quando sembrava un discorso da minoranza radicale. Comunista per formazione, ambientalista per convinzione, localista senza mai essere provin-

ciale, aveva elaborato una forma originale di patriottismo dei territor, non nazionalista, ma identitario. La difesa dei prodotti italiani, delle filiere corte, delle comunità agricole era la sua personale idea di emancipazione collettiva. "Una cosa sola... una cosa sola vi debbo dire, vi ringrazio per quello che fate e vi voglio

un gran bene". È il messaggio, scelto dai familiari, che è risuonato con la sua voce nel corso della cerimonia pubblica. Un breve audio al termine del quale l'intera platea ha dedicato un lungo applauso al fondatore di Slow Food. In tutti i negozi del paese intanto ieri c'era la sua foto, con la scritta: "Ciao Carlo".

Le figlie del noto imprenditore hanno versato 3,9 milioni di euro a Patrizia Reggiani, la madre condannata per aver ordinato l’omicidio del padre

Le ereditiere Gucci contro la Cedu che ha archiviato il loro ricorso

D I TI Z IAN A M AG R Ì

Odio e amore, due sentimenti che hanno segnato e continuano a segnare la famiglia Gucci. Come una doccia fredda arriva la decisione della CEDU che ha dichiarato irricevibile il ricorso di Alessandra e Allegra Gucci contro lo Stato italiano. Non c’è più materia del contendere, quindi il caso si ritiene chiuso. Quel caso è la storia di come Patrizia Reggiani –la donna condannata come mandante dell’omicidio del marito Maurizio Gucci, ucciso a Milano il 27 marzo del 1995 – abbia potuto incassare dalle figlie della sua stessa vittima. Una storia di trent’anni di battaglia, tra aule di tribunali e corti internazionali, si conclude con una decisione del tutto burocratica: validità assoluta dell’accordo privato di mantenimento e separazione raggiunto e firmato tra Gucci e Reggiani un anno e mezzo prima dell’omicidio. Senza tener conto della violenza morale subita: lo ha detto senza mezzi termini sulle sue pagine social Allegra Gucci: “Chi ha ucciso ha incassato. Chi ha perso il padre ha pagato”. Le due sorelle Gucci si sono rivolte alla CEDU per ottenere il riconoscimento dell’“aberrazione che il sistema giudiziario italiano ha prodotto in tutti questi anni”. La CEDU non si è pronunciata, ha archiviato il caso senza decidere applicando l’articolo 37 della Convenzione. La storia dei Gucci, una delle famiglie italiane tra le più note nel jet set internazionale, che dettava le leggi della moda e dello stile di vita, ha vissuto anni d’oro. Per arrivare a capire come si sia giunti a questa fine – due figlie che pagano 3,5 milioni di euro alla madre che ha ordinato l’uccisione del loro padre e già marito della stessa - bisogna tornare indietro.

L’IMPERO GUCCI E LA SUA FINE Crescere nel mito della famiglia Gucci è quello in cui sono cresciute Alessandra e Allegra Gucci. Un logo, un brand, riconosciuto in tutto il mondo: da Parigi a New York, non è solo simbolismo ma è potere, bellezza, esclusività. Il padre Maurizio Gucci è l’erede dell’immenso impero. La madre Patrizia Reggiani, non ha un ruolo sociale al di fuori della famiglia Gucci, ma è la manager ombra del successo dei Gucci, di Maurizio Gucci. Cura le sue pubbliche relazioni, influenza e decide scelte stilistiche. Nella sua ambizione, nell’ambizione di entrambi, Maurizio e Patrizia, c’è anche il controllo assoluto dell’azienda. Tanto tuonò che piovve che si aprì una guerra con zii e cugini.

Nel 1983 Maurizio Gucci eredita dal padre Rodolfo il 50 per cento dell’azienda; la sua diventa una governance pericolosa fatta di debiti su debiti. Acquista palazzi, dimore, yacht, uno stile di vita che supera di gran lunga la resistenza dell’azienda. Nel 1993, è costretto a vendere l’ultima quota dell’azienda a un fondo di investimento del Bahrain, Investcorp, per circa 170 milioni di dollari. La dinastia dei Gucci finisce. Le figlie erediteranno grandi patrimoni immobiliari, ma non il marchio. Non potranno più usare il marchio per aziende aventi ad oggetto la moda. Ora di proprietà della Kering. Alla fine, non erediteranno l’impero Gucci.

L’ACCORDO

CONVALIDATO

DALLA CEDU

Nello stesso 1993, mentre Maurizio Gucci vende l’azienda, lui e Patrizia Reggiani, oramai separati, firmano a Saint Moritz un accordo privato in cui Gucci si impegna a corrispondere all’ex moglie un vitalizio annuo di circa 1,1 milioni di franchi svizzeri. Una firma con cui Patrizia Reggiani ottiene un assegno di somme faraoniche ma che lei ritiene ancora del tutto insoddisfacente dato il tenore di vita della famiglia. Nel frattempo, Maurizio Gucci conobbe la modella Paola Franchi; tra i due nasce un grande amore destinato a durare 15 anni, fino a quando l'imprenditore venne assassinato.

Anni di invidie, rancori, contrasti e potere. Due anni dopo, il 27 marzo 1995, Maurizio Gucci, mentre sale gli scalini per entrare nel suo ufficio in via Palestro 20, a Milano, viene colpito ben tre volte; sarà quello alla tempia a ucciderlo. Autore dell’agguato è Benedetto Ceraulo, sicario individuato da coloro che furono complici di Patrizia Reggiani: Pina Auriemma, la chiromante, e Orazio Cicala. Nel fuoco incrociato resta ferito anche il portiere dello stabile, Giuseppe Onorato, unico testimone oculare. Per ben due anni gli inquirenti seguirono la pista degli affari internazionali e dei debiti, escludendo del tutto la famiglia.

La svolta arriva quando Gabriele Carpanese, cuoco di un albergo, viene a sapere dal portiere dell’hotel, Ivano Savioni - uno dei complici dell’omicidio – di aver partecipato all’uccisione di Gucci ricevendo in cambio 50 milioni di lire. Il cuoco senza perdere tempo, chiama la Criminalpol e tendono un agguato al Savioni, facendosi confessare tutti i nomi delle persone coinvolte fino ad arrivare a Patrizia Reggiani, mandante dell’omicidio, condannata a 26 anni di reclusione, poi ridot-

ti. Ne sconterà 17, tornando libera nel 2016.

IL PARADOSSO DELLA LEGGE ITALIANA

Da questo momento per Alessandra e Allegra Gucci inizia l’essere vittime per ben due volte. Secondo l’articolo 463 del Codice Civile, per la legge italiana chi uccide il “de cuius” perde ogni diritto di ereditarne i beni. Patrizia Reggiani è stata formalmente dichiarata indegna. Quindi non eredita dal testamento. Ma l’accordo di Saint Moritz è un atto privato e secondo il diritto civile i debiti contratti in vita passano agli eredi nel momento in cui questi accettano l’eredità. Accettando il patrimonio del padre nel 1995, le sorelle hanno ereditato anche i debiti. Quel patto stipulato privatamente a Saint Moritz rappresenta un debito, un dovere nei confronti della loro madre, Patrizia Reggiani.

Per diversi anni i legali delle Gucci hanno cercato di annullare quell’accordo privato per indegnità morale. Nel 2020, la Corte Costituzionale con una sentenza ha chiuso ogni speranza. La criminalità della Reggiani precedente all’atto delittuoso non cancellava i crediti nati da accordi privati precedenti al delitto. Con arretrati e pignoramenti e ritardi vari la cifra rivendicata dalla Reggiani aveva raggiunto i 35-43 milioni di euro. Solo attraverso un accordo scritto, è stato riconosciuto alla Reggiani dalle figlie una somma di 3,9 milioni di euro.

L’ACCORDO COSTRETTO

Nel 2023 le sorelle scelgono l’accordo di 3,9 milioni di euro per chiudere ogni pendenza con la Reggiani. Allegra Gucci lo descrive come un riscatto: “Lo Stato ci stava consegnando alla mercè di chi aveva ordinato la morte di nostro padre. Pagare un riscatto non è aver avuto giustizia”. La secondo genita usa un paragone senza mezza termini, e parla di una vittima che deve pagare il rapitore per ottenere la libertà, e poi il tribunale, la legge, dice che non c’è nulla da risolvere perché è stato tutto risolto.

LA LEGGE DEL 2018 Solo nel 2018 il Parlamento italiano ha approvato la Legge n. 4 nata per evitare queste distorsioni come quelle della storia delle Gucci. La riforma ha introdotto la sospensione immediata di ogni diritto successorio al rinvio a giudizio; il blocco automatico alla pensione di reversibilità e delle rendite legate allo status di coniuge; l’automatismo dell’indegnità, viene dichiarata d’ufficio dal giudice penale nella sentenza di condanna. Si tratta di strumenti legislativa che all’epoca non esistevano e che non potevano essere applicati retroattivamente. Oggi le due sorelle Gucci vivono in Svizzera. Allegra ha pubblicato un libro dal titolo ‘Fine dei giochi’ per raccontare la verità, la sua verità, sulla famiglia Gucci. Ma non ci sarà libro, film, sentenza, tale da togliere nella loro vita la macchia dell’uxoricidio. Dell’amore ‘possessivo’ che porta alla morte. Nessuno potrà ridare loro quell’immenso potere del timbro G di Gucci.

Tra propaganda, radicalizzazione e crisi delle democrazie liberali

L’Europa davanti allo specchio di Gaza

D I GI AN FR A N CO BL A SI

Il punto non è negare il dramma di Gaza. Né tantomeno assolvere gli errori del governo israeliano. Sarebbe intellettualmente disonesto. Le immagini delle distruzioni, delle vittime civili e della sofferenza palestinese interrogano chiunque abbia ancora un senso dell’umano. Ed è proprio per questo che alcune scelte dell’esecutivo guidato da Benjamin Netanyahu e soprattutto le posizioni estreme del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir finiscono per produrre un effetto devastante: indeboliscono Israele sul piano morale e diplomatico, isolandolo progressivamente anche presso settori tradizionalmente vicini allo Stato ebraico.

pressione occidentale e tutto ciò che gli si oppone viene automaticamente romanticizzato o assolto.

Basti pensare alla cosiddetta “flottiglia” e al modo in cui gran parte del racconto mediatico la rappresenta.

Quella che è anche una provocazione politica interna al mondo occidentale viene spesso narrata come un gesto eroico e romantico di ribellione morale contro Israele e contro i governi europei. In questo slittamento simbolico il rischio è evidente: la complessità del conflitto scompare e lascia spazio a una narrazione emotiva nella quale esistono soltanto oppressori assoluti e vittime assolute.

Ma c’è un altro fenomeno che l’Europa continua a sottovalutare. Ed è il modo in cui il conflitto israelo-palestinese sta diventando il detonatore di una radicalizzazione culturale e politica dentro le società occidentali.

Le riflessioni proposte da Nicola Porro e Federico Rampini, pur diverse fra loro, colgono un punto reale: attorno alla causa palestinese si sta costruendo, in una parte dell’Occidente, non soltanto una mobilitazione umanitaria, ma una vera identità ideologica. Una lettura binaria nella quale Israele diventa il simbolo assoluto dell’op-

Bisogna guardare a ciò che sta avvenendo, ad esempio, nel Regno Unito. La Gran Bretagna vive oggi una trasformazione significativa di parte della sinistra ambientalista e progressista. In alcuni settori dei Verdi britannici, la questione palestinese non è più soltanto una battaglia internazionale, ma un elemento identitario. Il rischio è che un partito nato attorno ai temi ambientali, civici e democratici scivoli progressivamente verso un movimentismo ideologico nel quale la causa palestinese diventa il prisma attraverso cui reinterpretare ogni conflitto politico e culturale.

Non si tratta di negare il

diritto alla critica verso Israele. Nelle democrazie liberali la critica è doverosa. Ma il problema nasce quando la critica si trasforma in una narrazione assoluta, incapace di distinguere fra il diritto del popolo palestinese a vivere in pace e la legittimazione implicita di gruppi estremisti come Hamas, sostenuti e finanziati dal regime teocratico iraniano. Qui emerge la fragilità europea. Il Vecchio Continente sembra spesso incapace di comprendere che certe propagande non producono soltanto consenso politico momentaneo, ma modificano profondamente il tessuto culturale delle società. Creano comunità emotive contrapposte, alimentano conflitti permanenti tra minoranze e fa-

voriscono l’importazione dentro l’Occidente di tensioni geopolitiche che finiscono per spezzare il linguaggio comune delle democrazie liberali. Il punto più delicato riguarda proprio questo: la rottura culturale. Quando una parte crescente dell’opinione pubblica occidentale smette di riconoscere la complessità e sostituisce il ragionamento con l’appartenenza identitaria, la democrazia liberale entra in sofferenza. Perché la democrazia vive di pluralismo, dubbio, equilibrio, distinzione tra responsabilità diverse. Non di tifoserie assolute. Israele sbaglia quando lascia spazio ai propri estremismi interni. E figure come Ben-Gvir rappresentano oggi uno dei maggiori

problemi politici per la stessa tenuta internazionale dello Stato israeliano. Ma l’Europa sbaglia altrettanto quando sottovaluta la crescita di un attivismo che non cerca più la pace o la convivenza, bensì una nuova polarizzazione ideologica dell’Occidente.

Per questo il tema non riguarda soltanto Gaza. Riguarda noi. Riguarda il futuro culturale dell’Europa, la capacità delle nostre società di restare liberal-democratiche senza cedere né all’estremismo identitario né alla propaganda emotiva. Perché ogni volta che il dolore reale delle vittime viene trasformato in arma ideologica, a perdere non è soltanto la verità. È la democrazia stessa.

C R O N A C H E D A L F U T U R O C R O N A C H E D A L F U T U R O

Strade, dati e algoritmi: il nuovo piano traffico nasce dall’intelligenza artificiale

La strada della vita è sotto casa

«The road is life. »

(Jack Kerouac, On the Road) Fino al medioevo, praticamente ieri, i piani traffico delle città sono stati costruiti con strumenti tradizionali: rilievi sul campo, conteggi manuali, statistiche, osservazioni dei tecnici, pressioni dei residenti, richieste dei commercianti e, non di rado, una buona dose di compromesso politico. Tutto necessario, certo. Ma oggi, davanti a città sempre più complesse, congestionate, abitate in modo disomogeneo e attraversate da flussi imprevedibili, questi strumenti rischiano di non bastare più. È qui che l’intelligenza artificiale può diventare non una moda tecnologica, ma un vero alleato per amministratori, urbanisti e cittadini. Immaginiamo una città che voglia ridisegnare il proprio piano traffico. Il primo passo non sarebbe più partire solo da impressioni generiche del tipo “questa strada è sempre intasata” o “qui non passa nessuno”. Il punto di partenza sarebbe la raccolta ordinata dei dati: numero di abitanti per ogni via, attività commerciali presenti, uffici pubblici e privati, scuole, studi medici, parcheggi, fermate del trasporto pubblico, sensi di marcia, larghezza delle carreggiate, marciapiedi, zone di carico e scarico, incidenti registrati, orari di punta, presenza di persone anziane o con disabilità, aree pedonali e punti critici. Il grande vantaggio dell’intelligenza artificiale è proprio questo: non guarda una strada come un elemento isolato, ma come parte di un sistema. Una via con pochi residenti, ma molti uffici, avrà flussi intensi al mattino e nel tardo pomeriggio. Una strada con molte attività commerciali avrà bisogno di spazi per la sosta breve, carico e scarico merci, attraversamenti pedo-

nali sicuri. Una zona con scuole richiederà particolare attenzione negli orari di ingresso e uscita. Un quartiere molto abitato, ma povero di servizi, produrrà spostamenti quotidiani verso altre aree. Invece di procedere per tentativi, con decisioni spesso contestate solo dopo l’attuazione, l’amministrazione potrebbe simulare gli effetti prima di intervenire. Il piano traffico diventerebbe così uno strumento dinamico, capace di prevedere conseguenze, criticità e benefici.

L’intelligenza artificiale potrebbe anche aiutare a superare una delle grandi debolezze della pianificazione urbana: la frammentazione. Spesso il commerciante chiede più parcheggi davanti alla propria attività, il residente chiede meno traffico sotto casa, l’automobilista chiede strade più scorrevoli, il pedone chiede sicurezza, il trasporto pubblico chiede corsie libere, il ciclista chiede percorsi protetti. Tutte richieste legittime, ma difficili da tenere insieme. Facciamo un esempio concreto. Se in una via vivono molti residenti, so-

no presenti diversi uffici e ci sono anche negozi al piano terra, l’AI potrebbe suggerire una sosta regolamentata per fasce orarie, spazi riservati al carico e scarico in determinati momenti della giornata, attraversamenti pedonali rialzati, limiti di velocità più bassi e un senso unico capace di alleggerire l’incrocio più vicino. Se invece una strada è larga, poco abitata e collega due aree strategiche, potrebbe essere destinata a un flusso veicolare più importante o al passaggio preferenziale degli autobus. Le città non sono uguali a tutte le ore. La stessa via può essere vuota alle 11 del mattino, congestionata alle 8, pericolosa alle 13, piena di auto in seconda fila alle 18 e quasi deserta di notte. L’AI può lavorare su fasce orarie, giorni della settimana, stagionalità, eventi, mercati, manifestazioni, aperture straordinarie.

La città, però, non è un foglio Excel: è fatta di abitudini, fragilità, interessi, paure, diritti, storia e identità. L’AI può elaborare, simulare, suggerire, prevedere. Ma la decisione finale deve restare umana, trasparente e motivata.

C’è poi un tema fondamentale: la qualità dei dati. Se i dati inseriti sono incompleti, vecchi o sbagliati, anche il risultato sarà debole. Sapere quanti abitanti vivono in una via non basta, se non si conosce l’età media, la presenza di persone non autosufficienti, il numero reale di auto, le attività effettivamente aperte, gli orari degli uffici, i flussi turistici, la disponibilità di parcheggi privati. Per questo un piano traffico basato sull’AI dovrebbe partire da una grande operazione di censimento urbano digitale. Il vantaggio, però, sarebbe enorme. Una città potrebbe finalmente passare da interventi episodici a una pianificazione continua. Non più modifiche fatte solo dopo proteste o emergenze, ma un sistema capace di aggiornarsi nel tempo. Se apre un nuovo ufficio pubblico, se nasce un centro commerciale, se chiude una scuola, se cambia la popolazione di un quartiere, il modello può essere aggiornato e il piano ricalcolato. Il traffico non verrebbe più considerato un problema statico, ma un organismo vivo.

Se usata bene può rappresentare una svolta. Può aiutare le città medie e piccole, spesso prive di grandi strutture tecniche, a ragionare con strumenti avanzati. Può ridurre errori, anticipare problemi, ascoltare indirettamente i bisogni reali dei quartieri attraverso i dati. Soprattutto può ricordarci che il traffico non è solo una questione di automobili, ma di qualità della vita. Dietro ogni incrocio ci sono persone che vanno al lavoro, bambini che entrano a scuola, anziani che attraversano la strada, commercianti che aspettano clienti, autobus che devono arrivare puntuali. L’intelligenza artificiale non renderà le città perfette. Ma può renderle più leggibili. E una città più leggibile è anche una città più governabile. Il vero piano traffico del futuro non sarà quello scritto dalla macchina, ma quello costruito da amministratori capaci di usare la macchina per capire meglio la città e restituirla, finalmente, a chi la vive ogni giorno. « Leave what you’ve lost, leave what’s grown old .» (Bruce Springsteen, Thunder Road)

LUNEDÌ

ANTE MANI IN CUCINA

Cronache Lucane

Il Segretario Provinciale di Forza Italia Matera ironizza sulle sue responabilità e gioca sui social

Per fermare Modarelli intervenga la Casellati

Gli atteggiamenti infantili del leader del secondo partito della coalizione mettono a rischio la possibilità per il centrodestra di vincere le prossime elezioni provinciali e mettono in imbarazzo tutti

DI MA S S I MO D E LL AP EN NA

Noi amiamo la politica. Non apparteniamo a quella deprecabile schiera che la ritene un'attività poco nobile. Come Max Weber crediamo che la politica sia una professione anche quando non dà un reddito. Siamo cioè convinti che vada svolta con professionalità anche quando si è dilettanti. Si può vivere di politica o si può vivere per la politica ma se la politica non coincide con la vita non si è politici. Questo è ben chiaro nella nostra mente. Sicuramente Modarelli non ha letto Max Weber, non avrà letto neanche Pareto e non gliene facciamo una colpa, appartiene a quella diletta schiera che crede che si possa far politica anche senza saperne niente, quasi che sia possibile fare il medico senza conoscere il corpo umano.

MODARELLI FA IL

BUFFONE

E, così, nel mezzo del cammin della sua vita decide di rispondere alle nostre critiche circa la sua mancanza di serietà mostrando sui social la totale veridicità della nostra asserzione e fornendo in

evidenza pubblica le prove di questa sua assoluta inadeguatezza.

Pubblica su facebook una fotina nella quale alcuni amici lo fermano e la commenta dicendo «hanno detto di fermarmi, i miei amici lo stanno facendo».

Una forma di comunicazione che sarebbe degna di un influencer ma non certo di un politico.

Lo sappiamo che siamo nel tempo dell'informazione liquida, della velocità di comunicazione, della banalità del comunicare ma qui si rasenta la mancanza totale di senso della responsabilità. Modarelli non è un cittadino qualsiasi, non è neanche un oscuro consigliere comunale di un qualsiasi paese della Basilicata. Modarelli è il segretario provinciale di Forza Italia di Matera. È il segretario provinciale di un Partito che esprime il Presidente della Regione, un Ministro, un assessore regionale e svariati amministratori locali. Se per lui tutto ciò è un gioco forse è necessario che si provveda a bucargli il pallone. A noi non interessa granchè del destino politico di Modarelli. Tutti passano,

passerà anche lui. Quello che vorremmo far comprendere a Forza Italia è che così si perde credibilità.

Il Partito del Presidente della Regione che attacca il Sindaco della sua coalizione a Policoro è una cosa che non si può neanche immaginare. Un Segretario Provinciale del secondo partito della coalizine di governo che si permette il lusso di esibirsi come un qualsiasi ragazzino e di comportarsi come un amministratore di provincia privilegiando le questioni locali alle visioni strategiche è un danno per l'intera coalizione e per la serietà stessa della politica lucana.

IL NODO

CONGRESSI

Nei partiti di solito ci sono le commissioni di garanzia, le commissioni congressuali, si fanno i congressi, la politica impedisce che alcune cose accadono. Questa cosa non può avvenire allo stato attuale di Forza Italia o, quanto meno, è molto difficile.

La famiglia Berlusconi si sta riprendendo il Partito in mano. Lo sta facendo sostituendo i vari Gasparri con persone del calibro di Stefania Craxi e, so-

prattutto, togliendo lentamente il controllo a quelli che credavano di fare la scalata al partito diventando i signori delle tessere.

Tajani aveva annunciato la stagione dei congressi, i maggiorenti del Partito avevano iniziato a farle, la famiglia Berlusconi ha ricordato al mondo che non è quella la ragione sociale del movimento fondato da Silvio e che, quindi, i congressi si fanno solo laddove ci sia l'unanimità.

In attesa che a Matera l'unanimità si raggiunga, Modarelli si crede in diritto di imperversare sfasciando la coalizione ovunque si muova e facendosi le fotine sui social.

INTERVENGA LA CASELLATI

A questo punto l'unica persona che può intervenire è il MInistro Casellati che di Forza Italia Basilicata è il segretario regionale. Si avvicinano le elezioni al Comune di Policoro che non è uno dei tanti paesi della Basilicata, è il terzo Comune della Regione per abitanti e, soprattutto, è uno di quelli strategicamente più importanti ed economica-

mente più dinamici.

Il Segretario Provinciale di Forza Italia intende per l'ennesima volta candidarsi contro il centrodestra inseguendo i suoi umori personali o vuole assumersi gli oneri e la responsabilità che nascono dalla carica e dalla funzione?

Quando si svolgeranno le elezioni per il Presidente della Provincia di Matera dove votano solo Sindaci e Consiglieri Comunali, qualora la coalizione di centrodestra dovesse optare per Bianco o per Cariello alla carica di Presidente, Modarelli farebbe prevalere le sue paturnie mettendo Forza Italia con il centrosinistra magari coronando la scelta con un post su facebook o avrebbe il senso di responsabilità che la carica di Segretario Provinciale del Partito richiede?

Interrogativi che gravano sulla tenuta del centrodestra e che non possono essere rinviati. Il Ministro Casellati è stata già sollecitata ad intervenire da molti.

In Provincia di Matera ci sono tanti giovani dirigenti capaci. Forse è il caso di iniziare a trovarne uno che prenda il posto del compagno Modarelli.

La foto pubblicata sui social da Modarelli e l’edizione di Cronache del 22 maggio

MATTIA (FDI):

«Straordinaria attenzione da parte del Governo Meloni»

POTENZA «Dal Governo Meloni arriva una nuova conferma, l’ennesima, della straordinaria attenzione destinata al mondo agricolo sin dall’inizio della legislatura. Lo stanziamento deciso dal Consiglio dei ministri di 100 milioni di euro di crediti di imposta su fertilizzanti e gasolio ne

è la dimostrazione». Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia, Aldo Mattia, responsabile nazionale del Dipartimento Agricoltura del partito. «Risorse , fortemente volute dal ministro Lollobrigida, che rafforzano la risposta dell'esecutivo all'aumento dei prezzi del gasolio agricolo finan-

ziando il credito di imposta del 20%, già riconosciuto a marzo. Siamo certi- conclude Mattia-che non mancheranno ulteriori interventi nei prossimi mesi per rilanciare un comparto considerato strategico dal Governo e che ha dovuto far fronte in questi mesi a gravi difficoltà».

«Cento milioni per l’agricoltura Risposta tempestiva del Governo»

POTENZA «Ancora una volta il Governo Meloni dimostra con atti concreti di considerare l’agricoltura un settore strategico per l’economia nazionale, la sicurezza alimentare e la tutela del lavoro nelle aree rurali». È quanto dichiarano congiuntamente gli assessori regionali alle Politiche agricole di Fratelli d’Italia Dario Bond (Veneto), Alessandro Beduschi (Lombardia), Paolo Bongioanni (Piemonte), Giancarlo Righini (Lazio), Salvatore Micone (Molise) e Carmine Cicala (Basilicata), commentando il provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell’Agricoltura, della So-

vranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, che prevede ulteriori 100 milioni di euro a sostegno del comparto agricolo attraverso crediti d’imposta per l’acquisto di fertilizzanti e gasolio agricolo. «Si tratta di una risposta tempestiva e concreta –spiegano gli assessori – rispetto alle difficoltà causate dall’aumento dei costi energetici e delle materie prime, aggravati negli ultimi mesi dalle tensioni internazionali e dagli effetti sul mercato dei fertilizzanti e del carburante agricolo. Il Governo interviene sostenendo direttamente la competitività delle imprese e difenden-

ARANEO E VERRI (M5S):

«Stellantis,

MELFI «Siamo state ai cancelli della PMC e della Tiberina. Abbiamo ascoltato le lavoratrici e i lavoratori di Trasnova, Logitech e Teknoservice quando settantasei di loro venivano lasciati a casa e dall'unico tavolo al Mimit usciva soltanto il silenzio. Abbiamo detto allora, e lo ripetiamo oggi, che dietro le cifre ci sono persone, famiglie, vite legate a una fabbrica e a un territorio che ha dato decenni di lavoro all'industria italiana senza ricevere in cambio la certezza del futuro». È quanto scrivono Alessia Araneo, e Viviana Verri, consigliere regionali Movimento 5 Stelle Basilicata. «Il piano FaSTLAne 2030 presentato ieri da Antonio Filosa ad Auburn Hills

do la capacità produttiva del settore primario italiano».

Il decreto prevede un credito d’imposta del 30% per l’acquisto di fertilizzanti, finanziato con 40 milioni di euro, e il rafforzamento del credito d’imposta sul gasolio agricolo con ulteriori 60 milioni di euro per i mesi di marzo, aprile e maggio.

«Il lavoro portato avanti dal Ministro Lollobrigida in sede nazionale ed europea – aggiungono – sta consentendo all’Italia di difendere concretamente il proprio sistema agricolo in una fase complessa. La sospensione dei dazi sui fertilizzanti decisa a Bruxelles e le misure appro-

vate dal Governo rappresentano un segnale chiaro di attenzione verso agricoltori, imprese e famiglie italiane». «L’agricoltura italiana – concludono gli assessori regionali di Fratelli d’Italia – ha bisogno di stabilità, visione e stru-

menti concreti. Questa è la strada intrapresa dal Governo Meloni: meno annunci e più risposte operative a sostegno di chi produce qualità, tutela il territorio e garantisce approvvigionamenti alimentari al Paese».

porta elementi che registriamo: la conferma di Melfi come hub produttivo e l'annuncio di un quinto modello Alfa Romeo sono notizie che il territorio aspettava. Ma un piano presentato a una platea di investitori americani non chiude nessuna delle vertenze che abbiamo seguito in questi anni. Brose ha avviato per-

corsi di riqualificazione ma non ha ancora un futuro produttivo definito. Tiberina Melfi lavora con carichi che coprono meno di un terzo della sua forza lavoro. Trasnova, Logitech e Teknoservice hanno già consumato ogni margine di attesa. Per la PMC il percorso è ancora più tormentato. I lavoratori presidiano i cancelli da oltre duecento giorni. Al tavolo del primo aprile al Mimit è stato presentato un potenziale investitore — Costruzioni Srl — con un piano che prevede la riconversione del sito verso un impianto di bitume e una piattaforma di recupero rifiuti, con disponibilità di principio ad assorbire in ventiquattro mesi il per- sonale di PMC e Brose. È un

segnale, ma non è ancora una risposta definitiva: il piano di riconversione non è stato visionato né dai lavoratori né dai sindacati e il prossimo incontro decisivo è fissato all'8 giugno. Chi è in presidio da sette mesi ha tutto il diritto di chiedere certezze, non principi di disponibilità. La distanza tra un annuncio industriale e un posto di lavoro garantito è esattamente quella distanza che la Regione Basilicata deve provare a colmare. Il presidente Bardi e l'assessore Cupparo non possono continuare a presentarsi con dichiarazioni di apprezzamento ogni volta che Stellantis annuncia qualcosa, e poi sparire quando si tratta di accompagnare l'indotto attra-

Gli assessori regionali alle Politiche agricole (Fdi): «L’Esecutivo sostiene la competività delle nostre imprese»
Aldo Mattia (Fdi)
Araneo e Verri (M5S)

Il segretario della Cgil Basilicata si congratula con il neo vicepresidente nazionale di Confindustria e richiama l’attenzione sulla crisi industriale

Confindustria, Somma ai vertici nazionali

Mega: «Ora attenzione alla crisi lucana»

La nomina di Francesco Somma a vicepresidente nazionale di Confindustria apre una nuova fase anche per il confronto sulle emergenze economiche e industriali della Basilicata. A sottolinearlo è il segretario generale della CGIL Basilicata, Fernando Mega, che in una nota ha espresso congratulazioni per l’incarico affidato all’ex presidente di Confindustria Basilicata, lanciando al tempo stesso un appello affinché la nuova rappresentanza lucana in ambito nazionale possa tradursi in un’attenzione concreta verso le difficoltà della regione.Secondo Mega, la presenza di Somma ai vertici nazionali dell’associazione degli industriali rappresenta «non solo motivo di orgoglio», ma anche «un’occasione per portare al governo nazionale le istanze di un territorio le cui vertenze hanno ormai valicato i confi-

ni regionali, coinvolgendo i più grandi player nazionali e internazionali».Nel suo intervento, il segretario della Cgil lucana richiama quella che definisce una vera e propria “grande vertenza Basilicata”, facendo riferimento alle profonde difficoltà che stanno attraversando il sistema produttivo regionale e il mondo del lavoro. Mega auspica che Somma possa «cogliere il grido di allarme» lanciato in più occasioni dal sindacato e portare le questioni lucane all’attenzione della Confindustria nazionale e del Governo guidato da Giorgia Meloni. Secondo la Cgil, la Basilicata starebbe vivendo «uno dei momenti congiunturali peggiori della sua storia», aggravato da una serie di fattori internazionali e nazionali che stanno incidendo pesantemente sul tessuto economico regionale. Tra questi, la crisi del comparto automotive,

gli effetti dei conflitti internazionali, la crisi energetica e il rallentamento produttivo che coinvolge numerosi settori industriali.Nel documento diffuso dalla Cgil Basilicata emerge una forte preoccupazione per quella che viene definita una progressiva “desertificazione industriale”, fenomeno che secondo Mega starebbe alimentando anche una desertificazione sociale ed economica. Il sindacato evidenzia infatti il rischio di un ulteriore aumento dello spopolamento e della fuga di giovani dal territorio lucano, in un contesto segnato dalla riduzione delle opportunità occupazionali e dalla crescente difficoltà nel mantenere competitivi i principali poli produttivi regionali.Per questo la Cgil Basilicata si dice disponibile «fin da subito» ad aprire un’interlocuzione diretta con il nuovo vicepresidente nazionale di

Confindustria, nella convinzione che soltanto attraverso una collaborazione tra istituzioni, politica e parti sociali sia possibile costruire una strategia di rilancio per la regione. Mega conclude ribadendo la necessità di una «forte sinergia» tra tutti gli attori coinvolti, considerata indispensabile per salvaguardare i siti produttivi

lucani e difendere i livelli occupazionali. L’auspicio della Cgil è che la nomina di Somma possa trasformarsi in un’opportunità concreta per riportare la questione Basilicata al centro del confronto nazionale, in una fase che il sindacato definisce decisiva per il futuro produttivo e industriale della regione.

Donne e impresa, l’appello di Confartigianato: «Più strumenti per sostenere le imprenditrici»

Ottant’anni di voto alle donne e ottant’anni di Confartigianato Imprese: due anniversari simbolici che hanno fatto da cornice alla Convention nazionale di Donne Impresa Confartigianato, ospitata nella sede confederale di Roma. Un appuntamento dedicato al ruolo dell’imprenditoria femminile nello sviluppo economico e sociale del Paese, tra innovazione, welfare e sfide occupazionali.Ad aprire i lavori è stato il presidente Marco Granelli, che ha evidenziato il valore del modello artigiano italiano, capace di produrre non solo ricchezza economica ma anche un importante “Pil sociale”, rafforzando il legame tra imprese, famiglie e territori. Granelli ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di accompagnare le imprese nella transizione digitale e green, sottolineando come l’Intelligenza Artificiale debba restare «al servizio dell’Intelligenza Artigiana».Nel corso della Convention, la presidente di Donne Impresa Confartigianato, Maria Grazia Bonsignore, ha ribadito il valore strategico dell’emancipazione femminile e

della conciliazione tra lavoro e famiglia, definendole «leve fondamentali per la crescita collettiva e per il futuro del sistema produttivo».Un messaggio è arrivato anche dalla ministra Eugenia Roccella, che ha sottolineato il contributo delle donne allo sviluppo sociale ed economico del Paese, confermando l’impegno del Governo sui temi del welfare e delle politiche di sostegno alla famiglia.Du-

rante i lavori sono stati presentati i dati del rapporto “Donne risorsa strategica dell’economia: imprese, lavoro e welfare”, elaborato dall’Ufficio Studi di Confartigianato. In Italia le imprenditrici e lavoratrici autonome sono 1 milione e 574 mila e tra il 2021 e il 2025 l’occupazione indipendente femminile è cresciuta del 9,8%, un dato superiore alla media europea del 6,6%.Il report evidenzia però an-

che alcune criticità: oltre 43 mila imprese femminili risultano esposte ai rincari nei comparti manifatturieri, alimentari, trasporti e logistica, mentre quasi una figura professionale su due richiesta dalle imprese è di difficile reperimento. Restano inoltre forti le difficoltà legate alla conciliazione tra vita e lavoro e alla carenza di servizi per l’infanzia.In Basilicata le imprese artigiane guidate da donne sono circa 1.800, pari al 18,6% del totale regionale. Le imprese femminili complessive superano invece quota 15 mila, con circa 1.200 attività in provincia di Potenza e 600 in provincia di Matera.«I dati confermano che le donne rappresentano una componente strutturale e imprescindibile del nostro sistema economico», ha dichiarato Rosa Gentile. «Dietro questi numeri ci sono competenze, innovazione e un forte senso di responsabilità. Tuttavia il recente calo del numero delle imprenditrici dimostra che servono strumenti concreti per sostenere chi fa impresa, investire nella formazione e rafforzare le reti di supporto, soprattutto nel Mezzogiorno».

Nel piccolo borgo lucano arrivano Elly Schlein, Antonio Decaro ed Enzo Maraio per l’iniziativa “I

San Paolo Albanese: per un giorno capitale politica del Mezzogiorno

Per un giorno San Paolo Albanese ha smesso di essere soltanto il comune meno popoloso della Basilicata per trasformarsi nel simbolo di un Sud che prova a rialzare la testa e a rimettere al centro del dibattito nazionale il destino delle aree interne. Nel piccolo borgo arbëreshë del Potentino, ieri, si è svolta l’iniziativa “I Fiori del Sud – L’Azione Civica del Mezzogiorno”, promossa dalla Rete Civica Meridionale e dal sindaco Mosè Antonio Troiano, appuntamento che ha richiamato esponenti della politica nazionale, amministratori locali, associazioni e cittadini provenienti da diverse realtà del Mezzogiorno.Una giornata dal forte valore simbolico e politico, costruita attorno a un messaggio preciso: i piccoli comuni e le aree interne non possono essere considerati territori marginali o destinati inevitabilmente al declino, ma rappresentano una risorsa strategica per il futuro del Paese. La presenza della segretaria nazionale del Partito Democratico Elly Schlein, del segretario nazionale del PSI Enzo Maraio e del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha conferito all’evento una dimensione nazionale, riportando l’attenzione politica sul tema del divario tra aree forti e aree fragili del Paese.

DALLA PEONIA PEREGRINA ALLA

POLITICA NAZIONALE: UNA GIORNATA

TRA IDENTITÀ E RIVENDICAZIONE

La manifestazione si è aperta in mattinata con la quinta edizione della passeggiata ecologica “Banxhurna ka Karnara”, il percorso naturalistico dedicato alla scoperta della Peonia Peregrina che cresce spontaneamente sul Monte Carnara, simbolo identitario del territorio e metafora di una bellezza fragile ma resistente.Non una semplice iniziativa ambientale, ma il modo scelto dagli organizzatori per legare il tema della tutela del territorio a quello della sopravvivenza delle comunità interne del Mezzogiorno. Un filo condutto-

re che ha accompagnato l’intera giornata e che nel pomeriggio si è tradotto nel confronto politico ospitato nel centro lucano.San Paolo Albanese è diventato così il luogo da cui rilanciare una riflessione più ampia sulla tenuta sociale ed economica delle aree interne italiane: territori che continuano a perdere popolazione, servizi essenziali, giovani e opportunità, ma che allo stesso tempo custodiscono patrimonio culturale, identità, tradizioni e coesione sociale.Durante gli interventi è emersa con forza la richiesta di un cambio di paradigma nelle politiche nazionali verso il Sud. Gli amministratori e i rappresentanti politici intervenuti hanno ribadito che il Mezzogiorno non può continuare a essere affrontato con logiche emergenziali o assistenziali, ma necessita di investimenti strutturali, infrastrutture moderne, servizi sanitari efficienti, scuole, trasporti e politiche capaci di garantire condizioni di vita dignitose a chi sceglie di restare nei piccoli comuni.

MARRESE: «DA SAN PAOLO ALBANESE UN MESSAGGIO

FORTE PER IL SUD E LE AREE INTERNE»

Uno dei concetti più ricorrenti emersi nel corso della giornata è stato quello della pari dignità tra territori. Da San Paolo Albanese è partito infatti un messaggio politico chiaro: non esistono aree di serie

A e aree di serie B.A sottolinearlo, nelle ore precedenti all’iniziativa, era stato anche il presidente della Provincia di Matera, Piero Marrese, che aveva dichiarato: «La presenza della segretaria nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein, rappresenta un segnale politico forte e significativo: riportare al centro dell’agenda nazionale la questione del Sud e delle aree interne significa riconoscere che non esistono territori di serie B e che il futuro del Paese passa anche dalla capacità di garantire diritti, opportunità e dignità a chi vive nei piccoli comuni».Secondo Marrese, le aree interne della Basilicata e del Mezzogiorno

non chiedono assistenza, ma opportunità concrete: infrastrutture, lavoro, sanità, scuola e condizioni che permettano ai giovani di restare o tornare nei propri territori. Ed è proprio questo il senso politico più profondo della giornata vissuta oggi a San Paolo Albanese: trasformare il piccolo borgo arbëreshë in un laboratorio nazionale di idee, proposte e rivendicazioni per il Mezzogiorno.

CHIORAZZO: «LE AREE INTERNE NON POSSONO ESSERE CONDANNATE AL DECLINO»

Al centro del dibattito anche la battaglia avviata proprio dal sindaco Troiano e dalla Rete Civica Meridionale sull’accesso agli atti dei Conti Pubblici Territoriali dello Stato, iniziativa nata per verificare se il Mezzogiorno stia realmente ricevendo le risorse necessarie e se venga rispettato il vincolo del 40% dei fondi destinati al Sud.Una questione che, nelle ultime settimane, ha trovato il sostegno di diversi esponenti istituzionali lucani. Il vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, Angelo Chiorazzo, alla vigilia dell’evento aveva sottolineato: «Le aree interne non possono essere condannate al declino. Dal Sud deve ripartire una nuova idea di Paese».Chiorazzo aveva inoltre definito quella promossa dal sindaco Troiano «una battaglia giusta, coraggiosa e necessaria», ponendo l’accento soprattutto sulla crisi della sanità territoriale e sulla necessità di costruire politiche differenziate per i piccoli comuni del Mezzogiorno.Secondo il vicepresidente del Consiglio regionale, oggi più che mai è necessario ripensare il ruolo delle aree interne all’interno delle politiche nazionali e regionali, superando anni di assenza di una visione strategica e investendo realmente sui territori più fragili.“I Fiori del Sud” ha voluto proprio raccontare questa resistenza civile e sociale: quella di comunità che non accettano di essere considerate marginali e che chiedono di essere

protagoniste di una nuova stagione di sviluppo per il Mezzogiorno.Tra i vicoli del borgo arbëreshë e i colori della Peonia Peregrina, oggi è stato lanciato un appello alla politica nazionale affinché il futuro del Paese venga costruito

partendo anche dalle sue aree più fragili. Perché, come emerso nel corso della manifestazione, difendere i piccoli comuni significa difendere identità, diritti, comunità e una parte fondamentale della storia italiana.

Fiori del Sud”

Lauria è il centro più popoloso. A Filiano voti fermi già a oltre il 63%. Si vota fino alle 15 di oggi e poi inizierà lo scrutinio che decreterà i nuovi sindaci

In Basilicata, l’affluenza sfiora il 50%: 16 i comuni alle urne

DI E L I AN A P O SI TAN O

La domenica con temperature estive non ha tenuto lontani gli elettori dai seggi: l'affluenza alle urne in Basilicata nella prima giornata di voto si è attestata al 48,87%.I dati, scoraggianti nelle proiezioni di mezzogiorno con più del 12% di voti raccolti e delle 19.00 con poco più del 34%, hanno avuto un'impennata a chiusura seggi. Alle 23.00 l'ultima proiezione per le 68 sezioni dislocate nei comuni chiamati al voto, ha fatto registrare una percentuale identica a quella delle ultime elezioni amministrative comunali quando, alla stessa ora, andò al voto il 48,86% degli aventi diritto. In Basilicata sono 16 i comuni chiamati al voto: con 3 candidati per comune, i cittadini devono scegliere il sindaco ed amministrazione comunale di Acerenza, Castronuovo Sant’Andrea, Cersosimo,

Corleto Perticara, Sant’Arcangelo. Si vota anche a Lauria, comune più popoloso tra quelli lucani, dove si va alle urne per le dimissioni di Gianni Pittella. Due candidati per Filiano, Francavilla in Sinni, Sarconi chiamata al voto per la prematura scomparsa del sindaco Giovanni Tempone.

A Moliterno un solo candidato in lizza che potrà indossare la fascia di sindaco se otterrà almeno il 50% dei voti validi ed un’affluenza pari ad almeno il 40% degli iscritti alle liste elettorali. Nel materano i comuni al voto con 2 candidati in corsa sono Accettura, San Giorgio Lucano, Salandra e Tursi dove la sfida è tutta al femminile, rappresentando un raro dato politico in un contesto in cui la presenza femminile alla guida delle liste è da sempre minoritaria. Poker di candidati invece a Craco e Grottole.

Nel potentino, l’affluenza

è stata del 47,01%, quella più bassa proprio a Moliterno con il 39,63% mentre nel materano la percentuale è stata del 52,42 con meno votanti ad Accettura dove ha votato il

43,44% degli aventi diritto. Sempre nel potentino, a Sant'Arcangelo ha votato il 51,19% degli elettori e a Lauria il 48,48%. Percentuale più alta di votanti ad Filiano con il

63,67%Le urne restano aperte fino alle ore 15.00 di oggi, subito dopo inizia lo spoglio che decreterà i nuovi sindaci lucani e i consiglieri comunali eletti.

SCANZANO I familiari: «Coloro che possono aver visto, udito o appreso elementi utili alla ricostruzione dei fatti collaborino con le Forze dell’Ordine»

Giallo Scarascia, la salma in Germania per l’ultimo saluto

La salma di Nicola Scarascia, il 52enne originario di Scanzano Jonico ritrovato senza vita il 12 maggio scorso, ha lasciato la Basilicata per essere trasferita in Germania, dove l’autotrasportatore era residente da alcuni anni e dove si terranno i funerali. La famiglia ha voluto mantenere la riservatezza sulla partenza della salma, che è stata accompagnata da un clima di dolore e silenzio. La Procura di Matera e il Comando provinciale dei Carabinieri continuano le indagini per scoprire le

cause della morte di Scarascia. La famiglia ha annunciato di voler celebrare una messa in ricordo di Nicola a Scanzano Jonico, con la partecipazione della comunità. Giorno, orario e luogo della funzione saranno comunicati nei prossimi giorni. I parenti del 52enne hanno, inoltre, rinnovato l'appello a collaborare con le Forze dell'Ordine. Una richiesta, questa, rivolta a chiunque possa aver visto, udito o appreso elementi utili alla ricostruzione dei fatti. «Come cittadini, - fanno sapere i familiari - abbiamo il dovere morale di contribuire alla ricerca del-

la verità e all'affermazione della giustizia».

COSA È SUCCESSO AL 52ENNE?

Gli inquirenti stanno cercando di capire a chi fosse destinata la somma di denaro prelevata da Nicola Scarascia la sera dell'8 maggio, poco prima di sparire. Il 52enne è stato trovato senza vita nel canale Fosso Valle, a Scanzano Jonico, dopo quattro giorni di ricerche. Scarascia viveva da tempo in Germania con la moglie e i figli, ma era rientrato nel Materano per aiutare una parente nella ristrutturazione di una casa di famiglia. Chi lo conosceva, lo

descrive come una persona tranquilla, lontana da ambienti criminali o frequentazioni pericolose. Le indagini si stanno concentrando su due figure chiave, identificate dai Carabinieri della Compagnia di Policoro e dalla Procura di Matera. L'autopsia effettuata dalla dottoressa Sara Sablone ha confermato la morte per asfissia, compatibile con strangolamento o soffocamento. Il cadavere è stato trovato in una zona nascosta dalla vegetazione, alle spalle della linea ferroviaria jonica, in un punto difficile da raggiungere persino a piedi. Gli investigatori ipotizza-

no che Scarascia sia stato ucciso altrove e poi trasportato o trascinato fino al canale Fosso Valle, nel tentativo di occultarne il corpo. Le ricerche con i cani molecolari hanno portato a un'interruzione brusca delle tracce del 52enne, a poche decine di metri dal portone di casa. Gli inquirenti stanno visionando i filmati di tutte le telecamere di sorveglianza nella zona di Scanzano, a caccia di dettagli o passaggi di mezzi sospetti. Si cercano, inoltre, tracce biologiche e i tabulati delle ultime chiamate per fare luce su un delitto che non può restare impunito.

MATERA Immediato l’intervento sul posto dei Caschi Rossi assieme ai sanitari del 118 e ai Carabinieri per i rilievi di rito

Rogo in un’abitazione di via Pergolesi: stimati danni ingenti, ma nessun ferito

Nella mattinata del 23maggio, intorno alle ore 10:50, la prima partenza dei Vigili del Fuoco della Sede Centrale di Matera è intervenuta in via Giovanbattista Pergolesi per un incendio divampato all’interno di un appartamento situato al piano rialzato di una palazzina. Grazie alla rapidità delle operazioni di soccorso, il personale VVF. è riuscito a circoscrivere tempestivamente il rogo, impedendo che le fiamme potessero propagarsi alle altre unità abitative dello stabile o all'esterno. I danni, sebbene ingenti, sono rimasti confinati esclusivamente all'interno dell'appartamento interessato dal sinistro. Non si registrano feriti tra i residenti. Una persona, colta da malore a causa dell'accaduto, è stata immediatamente presa in carico e soccorsa dal personale sanitario del 118, giunto prontamente sul posto. Per i rilievi di rito, sono intervenuti sul luogo dell'evento anche i Carabinieri e la Polizia Locale.

DI

Nigri: «Solo comprendendo sé stessi e rispettando gli altri possiamo costruire relazioni sane e

Affettività e valori: il progetto che educa alla relazione con il mondo

D I F R AN C ES C O ME N ON N A

Un progetto che lega l’affettività ai valori dei sentimenti, delle relazioni umane e della conoscenza reciproca. Un’occasione per stare insieme, conoscersi e vivere esperienze significative basate sull’amore e sul rispetto. Sono queste le chiavi di lettura del progetto “In My Shoes, In Your World – Educazione all’affettività: abitare se stessi per incontrare gli altri”, promosso dal Liceo Scientifico Galileo Galilei, dai Lions Club Potenza Host e dal Comune di Potenza. L’iniziativa è stata presentata ieri pomeriggio al Teatro Francesco Stabile, nell’ambito del Maggio Potentino. All’evento erano presenti Roberto Falotico, assessore alla Cultura del Comune di Potenza, Maria Antonietta Nigri, responsabile New Voices per la Basilicata Lions Club Potenza Host, Lucia Girolamo, dirigente scolastico del Liceo Galileo Galilei, Alessandra Gigliotti, psicologa dell’età adolescenziale e referente del progetto, Anna Gloria Piccininni, procuratore presso il Tribunale per i minorenni di Potenza, Marcello Rizzuti, vice questore aggiunto della Polizia di Stato di Potenza, e Assunta Mitidieri, presidente del Corecom Basilicata. Il dibattito è stato moderato dal giornalista Paride Leporace e si è concluso con l’intervento di Massimo Molinari, presidente della

VIII Circoscrizione Lions Club Potenza Host.

Due classi del Liceo Galileo Galilei, la seconda A e la seconda M, hanno animato la serata con un significativo flash mob, frutto del lavoro coordinato dai docenti Maria Anna Cannarizzi e Angelo Summa. Inoltre, il Corecom, rappresentato da Assunta Mitidieri, ha consegnato il patentino digitale agli studenti delle classi seconda B, seconda G e seconda M. Per i ragazzi, l’iniziativa ha rappresentato un momento di grande fermento didattico, avviato già nei mesi scorsi con una prima tappa presso il Polo Bibliotecario di Potenza.

Il progetto, che coniuga affettività, valori e relazioni umane, si è sviluppato attraverso moduli formativi curati da psicologi, esperti della Polizia di Stato e magistrati, offrendo agli studenti strumenti per affrontare le insidie del web e promuovere una cultura del rispetto e della solidarietà. «Questo percorso – ha spiegato Maria Antonietta Nigri a nome dei Lions Club Potenza Host – rappresenta il secondo step, quello conclusivo, di un progetto avviato il 10 febbraio scorso. L’obiettivo è fornire una risposta a un’emergenza educativa che riguarda i nostri ragazzi, aiutandoli a prendere coscienza delle proprie emozioni e a elaborare il rispetto di sé e degli altri. Solo così è possibile costruire una sana relazione con il mondo esterno».

Lucia Girolamo, dirigente scolastico del Liceo Galileo Galilei, ha sottolineato: «Si conclude un progetto avviato nella seconda parte dell’anno scolastico, in collaborazione con i Lions. Abbiamo lavorato sulla grammatica delle emozioni, sulla cura e sul rispetto dell’altro, affrontando temi psicologici e giuridici, come le insidie del web, grazie al contributo di esperti come la dottoressa Piccininni e il vice questore Rizzuti. Voglio ringraziare i Lions, i docenti e gli studenti che hanno realizzato un percorso formativo di grande valore. La sinergia tra territorio e scuola ha permesso di superare ogni difficoltà organizzativa, portandoci oggi qui, al Teatro Stabile».

Assunta Mitidieri, presidente del Corecom Basilicata, ha aggiunto: «Sono onorata di partecipare a questo brillante evento, che ben si inserisce nel progetto “Online on Life” del patentino digitale. L’iniziativa si sposa perfettamente con il percorso educativo messo in campo dai Lions di Potenza e dal Liceo Galileo Galilei, offrendo ai ragazzi strumenti concreti per affrontare il mondo digitale con consapevolezza e responsabilità».

Un progetto che ha saputo coniugare affettività, educazione e innovazione, confermando il ruolo centrale delle istituzioni scolastiche e culturali nel promuovere valori autentici e relazioni umane solide.

L’assessore

Latronico all’istituto dei Padri Trinitari: «Nostro obiettivo è valorizzare queste competenze»

«Riabilitazione neurologica sfida complessa da vincere»

BERNALDA L’assessore regionale alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr della Regione Basilicata, Cosimo Latronico, è intervenuto a Bernalda al convegno scientifico promosso dall’Istituto di Riabilitazione dei Padri Trinitari, focalizzato sui percorsi diagnostici e terapeutici in neurologia. «La riabilitazione neurologica e l’assistenza alle persone con gravi patologie del sistema nervoso centrale – ha dichiarato

Latronico – rappresentano una sfida complessa che possiamo affrontare mettendo al centro la dignità del paziente, la qualità delle cure e l’alleanza con le strutture del territorio». L’incontro ha visto la partecipazione di esperti del settore per fare il punto sulle nuove frontiere terapeutiche e sui modelli organizzativi per la presa in carico dei pazienti affetti da patologie neurologiche croniche e acute.

«L’Istituto dei Padri Trinitari di Bernalda – ha sottolineato Latronico –costituisce un punto di riferimento. Strutture come questa incarnano perfettamente il principio del prendersi cura della persona a livello globale, con una profonda vocazione umana. Il nostro obiettivo istituzionale è valorizzare e integrare queste competenze all’interno della nuova rete di assistenza sanitaria territoriale. La presa in carico delle cro-

nicità neurologiche richiede percorsi continui, che non si interrompano

dopo la fase acuta in ospedale. Attraverso l’attivazione delle Case di Comunità, delle Centrali Operative Territoriali e il potenziamento dell’assistenza domiciliare – ha concluso l’assessore – vogliamo garantire che il paziente e la sua famiglia siano costantemente supportati. La telemedicina e la digitalizzazione dei percorsi clinici, sono gli strumenti chiave per connettere i centri di eccellenza riabilitativa direttamente

Particolarmente importante appare inoltre il percorso relativo al corso-concorso regionale per infermieri. Dopo un’attenta analisi del bando e della delibera regionale, che richiama l’articolo 35 del Decreto Legislativo n. 165/2001, emerge chiaramente un progetto innovativo e strategico che potrebbe rappresentare una vera svolta per il futuro della sanità lucana». Il corsoconcorso regionale non rappresenta soltanto una procedura di reclutamento, ma una scelta di visione e programmazione. L’obiettivo di assumere 263 professionisti e, parallelamente, garantire una formazione mirata a circa 500 infermieri costituisce un passaggio storico che guarda al futuro del sistema sanitario regionale. «Assunzioni

POTENZA «La Uil Fp da tempo sostiene con forza la necessità di un piano straordinario di assunzioni nella sanità lucana, ponendo al centro della propria azione sindacale il rafforzamento degli organici e il potenziamento dell’Asp». Si legge nella nota a firma del segretario regionale Giuseppe Verrastro. «Da anni denunciamo carenze strutturali, carichi di lavoro eccessivi e la necessità di garantire ai cittadini servizi sanitari sempre più efficienti e vicini ai territori. Per questo motivo riteniamo che il recente percorso avviato dall’Asp rappresenti un segnale importante, concreto e soprattutto atteso da tempo. Attraverso diverse delibere e grazie a un lavoro accurato, rapido e scrupoloso svolto dal-

lo staff dell’U.O. Personale, si è riusciti a dare risposte significative al fabbisogno di personale. L’Asp ha infatti proceduto all’assunzione di 24 infermieri e 30 OSS, di cui una parte proveniente dalla graduatoria di stabilizzazione e un’altra attraverso lo scorrimento della graduatoria vigente, possibile grazie a una norma regionale fortemente sostenuta dalla UIL FP. A

GRANDE SUCCESSO DI PUBBLICO ALL’INIZIATIVA

CHIAROMONTE Grande partecipazione di pubblico e forte interesse per il convegno informativo sul Papilloma Virus umano (HPV) rivolto a ragazzi e genitori, tenutosi a Chiaromonte. L’evento è stato promosso e organizzato da Polis Chiaromonte, associazione in prima linea nel sostenere iniziative in ambito sanitario volte alla prevenzione e alla crescita della consapevolezza sui temi della salute pubblica. L’incontro ha offerto una panoramica multidisciplinare sul virus, affrontando l'argomento sotto il profilo scienti-

fico, clinico e psicologico grazie al contributo di esperti del settore.

Ad aprire la sessione di interventi è stato il Dr. Pasquale Lista, biologo, che ha illustrato con chiarezza i meccanismi di trasmissione

queste assunzioni si aggiungono inoltre 14 autisti, 2 fisioterapisti e la stabilizzazione dei lavoratori rientranti nei cosiddetti “42 bis”. Si tratta di atti amministrativi che non rappresentano semplici numeri, ma persone, professionalità e risposte concrete ai bisogni della sanità territoriale. Dietro ogni assunzione vi è un servizio che potrà essere garantito con maggiore efficienza e una risposta più adeguata alle esigenze dei cittadini lucani. La Uil Fp accoglie queste decisioni con grande favore, riconoscendo soprattutto l’importante investimento di risorse comunitarie e il lavoro svolto da quanti hanno operato con responsabilità e competenza per accelerare procedure che per troppo tempo hanno subito rallentamenti.

del virus dell’HPV nell'organismo e la sintomatologia correlata. Il dott. Lista ha fornito un quadro dettagliato sull’efficacia del vaccino come scudo preventivo fondamentale per ridurre drasticamente il rischio di insorgenza del tumore della cervice uterina. Successivamente, la Dr.ssa Sanseverino, ginecologa responsabile e coordinatrice dello screening regionale presso il CROB di Rionero in Vulture, ha focalizzato l’attenzione sull’importanza strategica della prevenzione secondaria. Nel suo intervento ha rimarcato co-

me la sinergia tra la vaccinazione precoce e l’adesione costante ai programmi di screening sul territorio rappresenti l’arma più potente per sconfiggere la patologia. Infine, l’aspetto relazionale e familiare è stato trattato dalla Dr.ssa De Noia, psicoterapeuta, che ha relazionato sulla necessità di rompere i tabù legati a questa infezione. La dottoressa ha sottolineato l'importanza vitale di un dialogo aperto, informato e condiviso tra genitori e figli, indispensabile per guidare i giovani verso scelte di salute consapevoli e senza paure.

L’assessore Latronico
Giuseppe Verrastro

POTENZA Convocato per mercoledì. In discussione anche una sfilza di debiti fuori bilancio e diversi regolamenti

Consiglio comunale: occhi puntati su variazione di bilancio e trasporti

D I ROS AM A R IA MO L LI CA

POTENZA. Mercoledì si terrà una nuova seduta del Consiglio comunale di Potenza.

Sono 26 i punti all’Ordine del Giorno che saranno discussi dall’Assise del capoluogo, tra questi anche il nuovo Programma di esercizio del Trasporto Pubblico Locale su gomma e la ratifica della prima variazione al Bilancio di previsione 2026-2028.

Come spesso abbiamo sottolineato su queste colonne, l’Amministrazione guidata dal sindaco Telesca è stretta tra esigenze di rilancio amministrativo, obblighi di riequilibrio finanziario e necessità di garantire servizi essenziali alla cittadinanza.

Al centro del confronto politico ci sarà inevitabilmente la questione economico-finanziaria. La ratifica relativa alla prima variazione del bilancio triennale 20262028, darà sicuramente modo a maggioranza e opposizione di confrontarsi sull’importante provvedimento.

Tra gli interventi previsti nella variazione figurano la rimodulazione delle spese per la pubblica illuminazione, l’incremento degli

stanziamenti per il personale comunale e per nuove assunzioni, risorse per il comparto sportivo e fondi destinati al Potenza Folk Festival, in programma dal 26 al 28 maggio durante la festa patronale di San Gerardo. Previsto inoltre l’inserimento del saldo dei contributi regionali relativi alle eccezionali avversità atmosferiche del gennaio 2017.

La maggioranza rivendica un’operazione di “manutenzione amministrativa” indispensabile per garantire efficienza agli uffici e rispettare i cronoprogrammi degli interventi.

Non mancano i debiti fuori bilancio. Al vaglio dell’Assise infatti ci sono una raffica di riconoscimenti derivanti da sentenze esecutive del Giudice di Pace, del Tribunale civile e della Corte d’Appello di Potenza, per importi complessivi significativi.

Attesa anche per il punto relativo all’approvazione del nuovo Programma di esercizio del Trasporto Pubblico Locale su gomma. Un dossier strategico per la mobilità cittadina, chiamato a rispondere alle richieste di maggiore efficienza del servizio, soprattutto nelle periferie e nelle aree meno

collegate. Il trasporto pubblico resta infatti uno dei temi più sentiti dai cittadini, tra proteste per corse insufficienti, disagi quotidiani e necessità di una mobilità più sostenibile.

Accanto ai temi finanziari e infrastrutturali, il Consiglio affronterà anche questioni di carattere sociale e istituzionale. Tra queste spiccano l’ordine del giorno con-

tro la soppressione del Tribunale di Lagonegro e quello sul caro carburanti in Basilicata, con richieste di verifiche all’Antitrust e misure regionali per sostenere cittadini e transizione ecologica. Spazio inoltre alle modifiche dei regolamenti relativi alla mensa scolastica, al trasporto scolastico e alla disciplina della pubblicità e delle installazioni pubblicitarie.

POTENZA Smaldone: «Sotto la sua guida, rafforzato il ruolo dell’Istituto». Pipponzi: «Una professionista dalla pregevole esperienza accademica»

Maria Sarli alla guida del Conservatorio: una visione di innovazione e tradizione

Èstata eletta Direttrice del Conservatorio di musica “Gesualdo da Venosa” di Potenza per il triennio 20262029, la Professoressa Maria Sarli, pianista, referente di dipartimento e già più volte vicedirettrice. «Assumere la guida del

Conservatorio dove sono nata e cresciuta musicalmente è un onore immenso e, al contempo, una grande responsabilità. - ha dichiarato maria Sarli - Il mio impegno sarà totale e condiviso, volto a valorizzare l’eccellenza della nostra offerta formativa e a

rendere il Carlo Gesualdo da Venosa un luogo di innovazione, inclusione e grandezza artistiche».

A congratularsi con la professoressa Sarli, il presidente del Consiglio comunale di Potenza Pierluigi Smaldone che ha affermato: «L’elezione della Prof.ssa Maria Sarli rappresenta motivo di orgoglio per l’intera comunità cittadina e per il mondo culturale lucano. La sua lunga esperienza accademica, il suo straordinario percorso artistico e il forte legame con il Conservatorio costituiscono il segno di una scelta autorevole, capace di garantire continuità, qualità e visione per il futuro dell’istituzione».

«Il Conservatorio Gesualdo da Venosa - ha dichiarato Smaldone - è uno dei presìdi culturali più importanti della nostra città e dell’intera Basilicata, luogo di formazione, talento

e crescita umana per centinaia di giovani musicisti. Sono certo che, sotto la guida della Prof.ssa Sarli, saprà rafforzare ulteriormente il proprio ruolo nel panorama nazionale e internazionale, promuovendo nuove opportunità di collaborazione, innovazione e valorizzazione delle eccellenze artistiche del territorio.»

«Particolarmente significativi appaiono gli obiettivi indicati dalla neo Direttrice, dalla centralità degli studenti al rafforzamento del legame con il territorio, fino all’apertura verso esperienze e partnership internazionali. Una visione moderna e inclusiva che guarda al futuro senza perdere il valore della tradizione culturale che il Conservatorio rappresenta da decenni.» ha sottolineato il presidente Smaldone.

«A nome mio personale e dell’intero Consiglio co-

munale di Potenza – ha concluso il Presidente – rivolgo alla Prof.ssa Maria Sarli i migliori auguri di buon lavoro, con l’auspicio che il suo mandato possa essere ricco di risultati, soddisfazioni e nuovi traguardi per il Conservatorio, per gli studenti e per tutta la comunità lucana». A congratularsi con la professoressa Sarli anche la Consigliera regionale di Parità Ivana Pipponzi che dal suo profilo social ha affermato: «I più vivi complimenti e congratulazioni a Maria Sarli neo Direttrice del Conservatorio di Musica “Gesualdo da Venosa” di Potenza per il triennio 2026-2029. Una professionista dalla lunga e pregevole esperienza accademica, insignita nel 2024 del Premio alla Carriera ed Eccellenza Lucana dal mio Ufficio di Consigliera Regionale di Parità della Basilicata».

Gargiulo: «Vogliamo rendere sempre più efficace e capillare l’azione di presidio e prevenzione, e garantire una più incisiva tutela della legalità territoriale»

Potenza, in Questura incontro con le Polizie Locali per parlare di sicurezza

Lo scorso 22 maggio, si è tenuta nella Sala riunioni

“Giambattista Rosa” della Questura di Potenza una riunione tecnico-operativa con i Comandanti delle Polizie Locali dei comuni della provincia di Potenza. Nel corso dell’incontro sono stati esaminati gli aspetti di interesse riguardanti le misure di prevenzione, nell’ottica di una sempre maggiore collaborazione da parte delle Polizie Locali in merito all’individuazione di persone e/o situazioni di degrado che possono essere oggetto di tali misure, così come è stato richiesto un attivo coinvolgimento in occasione dell’effettuazione delle operazioni OSCAR, finalizzate al rimpatrio dei cittadini stranieri irregolari sul territorio nazionale.

Parimenti sono stati esaminati gli aspetti salienti dei servizi di vigilanza e controllo degli esercizi pubblici e delle attività soggette ad autorizzazioni di polizia, con specifico riguardo alla verifica del rispetto delle normative in materia di sicurezza, somministrazione di alimenti e bevande, trattenimenti pubblici e osservanza delle prescrizioni. Particolare attenzione è stata dedicata infine alla pianificazione ed attuazione dei servizi a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, nonché alle modalità di verifica dell’osservanza dei piani di safety e security. «L’incontro – ha sottolineato il Questore Raffaele Gargiulo - rappresenta un momento di confronto sulle procedure operative e sulle modalità di

coordinamento tra le Forze di polizia e le Polizie Locali, al fine di rendere sempre più efficace e capillare l’azione di presidio e pre-

venzione e garantire una più incisiva tutela della legalità e delle sicurezza dei cittadini a livello territoriale».

L’auspicio dei promotori: «Manifestazioni del genere anche in futuro per continuare a valorizzare le ricchezze storiche del Vulture»

A Melfi successo per l’evento “Federico II di Svevia: visione, territorio e sostenibilità”

Una serata di successo di pubblico e partecipazione di altissimo profilo culturale, capace di unire storia, sostenibilità, innovazione, arte e formazione in uno dei luoghi simbolo della cultura federiciana: il Castello di Melfi. Manifestazione svoltasi il 20 maggio nella prestigiosa cornice del Castello Federiciano, alla presenza di autorevoli rappresentanti del mondo accademico, istituzionale, culturale e sociale. La serata è stata aperta da Giulia Distasi, ideatrice e coordinatrice dell’iniziativa, che ha illustrato con precisione e passione il progetto culturale dedicato alla figura di Federico II di Svevia e al concetto moderno di sostenibilità declinato nei suoi molteplici aspetti: ambientale, sociale, culturale e tecnologico. Ivana Pipponzi, presidente del Lions Club di Melfi e Consigliera di Parità della Regione Basilicata, ha affrontato il tema dell’importanza delle donne nella costruzione di un futuro sostenibile, sottolineando il valore dell’inclusione, della partecipa-

zione e della parità di genere come pilastri fondamentali per una società moderna e responsabile. Angelica Carretta ha invece guidato il pubblico in un affascinante excursus storico sulle celebri Costituzioni di Melfi emanate proprio nel castello da Federico II di Svevia. Molto apprezzato l’intervento di Fernanda Galgano, docente di Tecnologia Alimentare presso l’Università della Basilicata di Potenza, che ha sviluppato una riflessione sulla sostenibilità agroalimentare e sull’importanza della tutela delle produzioni locali e di un rapporto equilibrato tra uomo, territorio e risorse naturali. Di grande interesse il contributo della Colonnello Maria Gabriella Martino, comandante del Corpo Carabinieri Forestale della Regione Basilicata, che ha illustrato il quadro normativo e le leggi poste a tutela dell’ambiente e del patrimonio naturalistico, ribadendo la necessità di una coscienza ambientale condivisa.

Sergio Cardone, presidente dell’Istituto Italiano dei Castelli d’Italia, ha sottolineato il ruolo stra-

tegico degli eventi culturali organizzati nei castelli italiani, strumenti fondamentali per valorizzare un patrimonio storico immenso e promuovere il turismo culturale attraverso percorsi esperienziali e identitari.

Maria Antonietta Di Corato, medico psichiatra, ha affrontato il tema della sostenibilità sociale parlando di inclusione, fragilità e relazioni umane con grande sensibilità e profondità. A chiudere gli interventi è stata la professoressa Gloria Coppola, che ha proposto una riflessione innovativa dal titolo: “Federico II di Svevia e le intelligenze artificiali” I saluti istituzionali sono stati portati dal

sindaco di Melfi, Giuseppe Maglione, e dalla dirigente del Liceo Scientifico Federico II di Svevia di Melfi Prof.ssa Rina Montanarella. Momento particolarmente suggestivo è stato l’intervento simbolico dello stesso Federico II di Svevia attraverso un avatar digitale realizzato dagli studenti del liceo, esempio concreto di creatività, innovazione e utilizzo intelligente delle nuove tecnologie.

La manifestazione, è stata arricchita da intermezzi musicali della band del liceo, che si è esibita in brani dedicati alla pace nel mondo e dalla esibizione dei due tersicorei della scuola di danza

Dance & Fitness, che hanno interpretato un intenso passo a due, dal gruppo Falconieri di Melfi che ha creato l’atmosfera federiciana e, Ciliegina sulla torta, i dipinti esposti dal pittore e poeta Alberto Barra. La serata si è conclusa con la consegna di attestati e riconoscimenti a tutti i partecipanti, in un clima di grande soddisfazione e condivisione. L’auspicio condiviso dai promotori è quello di poter organizzare nuovi eventi di questo livello, capaci di promuovere percorsi turistici, culturali e archeologici per riscoprire e valorizzare sempre di più le immense ricchezze storiche del territorio del Vulture.

Immediato l’intervento sul posto dell’eliambulanza del 118 e dei Carabinieri; putroppo, per l’uomo non c’è stato nulla da fare

Venosa, incidente mortale sulla SS93: perde la vita un 50enne

Ancora una vittima sulle strade lucane. Nella tarda mattinata di ieri, domenica 24 maggio, un incidente mortale si è verificato lungo la SS93, nel territorio di Venosa. A perdere la vita un uomo di 50 anni che viaggiava in sella alla sua moto e che, per cause ancora in fase di accertamento, sarebbe finito fuori strada. Violentissimo l’impatto, che non gli ha lasciato scampo. Immediato l’intervento dei sanitari del 118 che hanno tentato per circa un’ora di rianimare il motociclista. Sul posto, è intervenuta

anche l’eliambulanza del 118 Basilicata, oltre ai Carabinieri della Compagnia di Venosa, impegnati nei rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Secondo le prime informazioni, non sarebbero coinvolti altri mezzi. Si tratta del secondo incidente stra-

dale che coinvolge motociclisti registrato nella giornata di ieri nel Potentino. Poco prima, infatti, un altro sinistro si era verificato lungo la SS92, nel territorio di Missanello, dove una donna è rimasta ferita mentre l’uomo alla guida della moto è uscito illeso.

Belardi: «Un progetto che nasce per insegnare la gentilezza e l’educazione ai sentimenti, valori fondamentali per una società più inclusiva»

A Lagonegro grande successo per il “Giardino dei cuori felici”

Un pomeriggio intenso, ricco di emozioni e di significati profondi, quello vissuto qualche giorno addietro nel Centro Sociale di Lagonegro con la rappresentazione teatrale “Il giardino dei cuori felici”, promossa dal Salotto Letterario “Donata Doni” insieme all’Istituto Comprensivo, con il patrocinio del Comune di Lagonegro e del CIF di Rivello. Teatro sold out. Per i piccoli attori è stato un grande successo. Protagonisti assoluti dell’evento sono stati, infatti, 24 bambini, coordinati dai maestri Walter Guida e Angelica Cestari e guidati dalla regia di Agnese Belardi, presidente del Salotto Letterario “Donata Doni”. Fondamentale il lavoro sperimentale su un fenomeno delicato quale il bullismo, di valenza didattico educativo svolto con passione e pazienza in una classe primaria e su piccoli attori che sono stati seguiti con competenza e aiutati durante i tre mesi di preparazione dello spettacolo.

Un team affiatato composto da Agnese Belardi, Mimma Grillo, Angelica

Cestari e Walter Guida ha lavorato incessantemente dal mese di marzo fino alla data della rappresentazione, con grande dedizione, per trasmettere ai bambini valori importanti come il rispetto, la solidarietà e la gentilezza. Attraverso una coinvolgente rappresentazione teatrale, i piccoli attori hanno dato vita a un giardino immaginario dove regnano felicità, parole gentili e forza dell’amore.

Il messaggio lanciato è stato chiaro e potente: un cuore che ama può contrastare il bullismo e cambiare il mondo. I bambini hanno ricordato a tutti che la gentilezza e il rispetto sono strumenti fondamentali per debellare ogni forma di violenza e che ciascuno può diventare “un giardino di parole gentili”. Per l’occasione hanno indossato magliette con il simbolo della non violenza, rendendo ancora più forte il significato dell’iniziativa. Momento particolarmente emozionante è stato quello finale, quando tutti insieme hanno cantato “Per fare un prato” e “Felicità” accompagnati dal suono

dell’organetto eseguito da tre piccoli musicisti, creando un’atmosfera di gioia, unione e speranza. Alla presenza dei docenti, del vicesindaco Daniela Citera, dei genitori e dei familiari, lo spettacolo si è trasformato in un vero momento educativo di grande impatto emotivo e sociale.

I bambini, autentici insegnanti per un giorno, hanno alzato simbolicamente un fiore ripetendo insieme: “Un fiore che sboccia può sconfiggere il bullismo una volta per tutte”. Importante anche l’intervento del pediatra dottor Carlo Parente, che ha sottolineato come il bullismo possa essere combattuto soprattutto attraverso una maggiore presenza educativa da parte delle famiglie. Il medico ha evidenziato l’importanza di dedicare più tempo ai figli, invitando i genitori a non sostituire il dialogo e l’ascolto con l’uso eccessivo dei cellulari.

Nel loro “giardino”, i bambini hanno spiegato che si è amici, ci si aiuta e si rispetta ogni cuore speciale. “Insieme siamo più forti, con il sorriso e la mano tesa verso chi ha

bisogno”, hanno detto, ricordando agli adulti che un mondo migliore nasce dall’esempio quotidiano di amore e rispetto. Grande soddisfazione è stata espressa dalla presidente Agnese Belardi, che insieme agli associati ha fortemente voluto questo progetto, non soltanto come momento artistico e

poetico, ma soprattutto come esperienza didattica ed educativa dedicata ai più piccoli. «Il progetto – ha sottolineato – nasce proprio per insegnare la gentilezza e l’educazione ai sentimenti, valori fondamentali per costruire una società più umana e inclusiva». V. M .

La notizia della morte del Consigliere comunale ha sollevato un’onda trasversale di stima ed affetto

Matera, l’ultimo saluto ad Antonio Elettrico, «Ha servito la città con passione e umanità»

Il mondo politico e civile si è unito al cordoglio per la prematura e improvvisa scomparsa del Consigliere comunale di Matera Antonio Elettrico, Funzionario dell’Agenzia delle Entrate, eletto nella lista civica "Io Sud", alle scorse amministrative a sostegno del Sindaco Antonio Nicoletti.

È proprio il Primo cittadino della Città dei Sassi, insieme all’Amministrazione Comunale, a comunicare «la notizia che rattrista profondamente l’intera comunità cittadina, che perde una persona solare, generosa e sempre propositiva, capace di offrire con passione e dedizione il proprio contributo alla crescita della città. Antonio è stato un amministratore attento e partecipe, vicino ai giovani, alle loro esigenze e alle dinamiche sociali e politiche del territorio, distinguendosi per entusiasmo, disponibilità e spirito di servizio. Oltre al suo impegno istituzionale – proseguono dalla Casa comunale- lascia il ricordo di un uomo dai grandi valori umani: un padre dolce e un marito esemplare, un professionista stimato e un punto di riferimento per quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo e collaborare con lui. In questo momento di immenso dolore, il Sindaco, la Giunta, il Consiglio Comunale e l’intera Amministrazione si stringono con affetto alla famiglia, condividendone il dolore e rivolgendo le più sentite condoglianze. Il ricordo di Antonio resterà vivo nella memoria della comunità e nel segno del suo impegno al servizio della città». Elettrico lascia la moglie e la figlia Nancy, giovane cantautrice materana. La salma è vegliata nella casa funeraria Tataranni, mentre l’ultimo saluto con i funerali, si terrà la mattina di martedì 26 maggio nella chiesa Santa Famiglia in via Mattei a Matera.

IL CORDOGLIO E IL RICORDO DI «UN UOMO PRONTO AD AIUTARE CHIUNQUE CHIEDESSE AIUTO» È trasversale l’onda di affetto e di afflizione che sta abbracciando la famiglia Elettrico. Rappresentanti Istituzionali, Sindaci e Amministratori, ricordano non solo il politico, ma la persona, tratteggiandone un ritratto delicato.

Il gruppo “Io Sud”, tra gli altri con Pasquale Di Lorenzo, Domenico Palombella, l’Assessore comunale Fragasso e la fondatrice del movimento Adriana Poli Bortone scrivono: «In quest’anno da amministratore della nostra

città ha dimostrato passione e dedizione e ha sostenuto con forza le sue idee e quelle del gruppo. La determinazione nel difendere l’interesse pubblico e la propensione ad aiutare chiunque gli chiedesse un aiuto mancheranno a tutti noi. Antonio non è stato solo un ottimo riferimento in Consiglio ma, prima di tutto, un amico, una persona buona con il quale passare dei momenti di confronto e di comunità con la serenità e il sorriso che spesso mostrava in pubblico. Ci stringiamo con affetto alla famiglia». I Consiglieri comunali della lista “Nicoletti Sindaco – Per Matera Capitale”, Marco Bigherati, Donato Braia, Angelo Montemurro e Giuseppe Nicoletti, si uniscono al cordoglio: «Antonio ha rappresentato il ruolo istituzionale con passione, disponibilità e sincero attaccamento alla comunità. Al di là delle appartenenze politiche, Matera perde un uomo perbene, una persona stimata e un collega che ha sempre vissuto l’impegno pubblico con serietà e umanità».

Rosa Mastrosimone, con i candidati della lista “La Scelta GiustaNicoletti Sindaco” lo ricordano così: «Ci lascia una persona autentica, capace di farsi voler bene per la sua umanità, il suo garbo e il rispetto con cui ha sempre

affrontato ogni rapporto umano e istituzionale. Antonio ha rappresentato un punto di riferimento sincero per tanti cittadini, vivendo il proprio impegno con dedizione, equilibrio e grande senso di responsabilità». Il coordinatore cittadino di FdI Matera, Stefano Melodia, il Presidente Provinciale Michele Giordano e il Coordinatore regionale FdI Basilicata Piergiorgio Quarto così asseriscono: «Con la scomparsa di Antonio Elettrico, Matera perde una persona perbene, un uomo che ha vissuto l’impegno pubblico con passione autentica, semplicità e grande rispetto delle istituzioni e delle persone. Antonio è stato per tutti noi un amico e un alleato affidabile, una persona corretta e profondamente legata alla sua città.

Di lui resteranno il tratto umano, la cordialità, la disponibilità verso gli altri e quella capacità di vivere la politica con genuinità e senza arroganza, qualità oggi sempre più rare e preziose». Il Gruppo consiliare Matera 2030, nelle persone dei consiglieri Nicola Casino e Fortunato Martoccia, unitamente all’assessore Giuseppe Maria Casino, scrivono: «La nostra comunità perde un uomo perbene, un padre amorevole e un amministratore

appassionato, che ha saputo dedicarsi con generosità e senso di responsabilità al servizio della città. La passione che lo animava resterà esempio di sano impegno politico e di amore verso la comunità».

Ed ancora gli Assessori e i Consiglieri comunali di Forza Italia lo hanno ricordato come «un uomo buono, appassionato e cordiale», esprimendo vicinanza alla famiglia. Così come il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale di Basilicata, Michele Casino: «La sua attività amministrativa è stata contraddistinta da serietà, senso delle istituzioni e un’attenzione costante alla comunità. Elettrico ha interpretato il ruolo pubblico con misura e dedizione» ha dichiarato. Esprime cordoglio anche il Gruppo consiliare “Matera nel cuore”, rappresentato dal capogruppo Giovanni Angelino e dal consigliere Gianni De Mola, e dal gruppo “Matera in Azione” con i consiglieri Adriana Violetto, Angelo Lapolla e Roberto Suriano. Il Gruppo consiliare “Unione di Centro – Acito”, rappresentato dal capogruppo Saverio Acito e dall’assessora Lucia Gaudiano, si stringe al dolore della famiglia ricordandolo, come «un uomo dedito al bene comune e di grande umanità» e a loro si uniscono anche la dirigente nazionale Carmela Iannella e l’intero gruppo UDC Basilicata.

Il Consigliere Domenico Bennardi con il Movimento 5 Stelle di Matera scrivono: «Di lui ricorderemo la straordinaria gentilezza, la costante disponibilità e il sincero impegno politico e civile profuso per la sua amata città, così come la sua attiva partecipazione al mondo dell’associazionismo. Con Antonio se ne va un uomo allegro e affabile, ma anche un collega consigliere leale, corretto e sempre attento ai bisogni dei cittadini».

Per Matera Democratica, «scompare una persona che ha vissuto con impegno e senso delle istituzioni il proprio ruolo pubblico al servizio della città».

Un messaggio di vicinanza è arrivato anche da Basilicata Casa Comune, che ha ricordato Elettrico «per la sua umanità e disponibilità. Uomo per bene, persona generosa e sempre disponibile verso il prossimo»

L’Aps Basilicata Today porge le più sentite condoglianze alla famiglia Elettrico per la prematura scomparsa dell’amico Antonio. Al Comune di Matera ora gli succederebbe Giovanni Tortorelli, della lista “Io Sud” e già Consigliere di "Alleanza Materana", lista civica storica di area moderata.

L’assessore alle Infrastrutture: «Il confronto politico è sempre legittimo, ma non può trasformarsi in una campagna fondata su mistificazioni»

Bypass SS7 Matera-Ferrandina, Pepe: «Massimo livello di priorità previsto»

In relazione alle ricostruzioni diffuse nelle ultime ore sulla strada statale 7 Matera-Ferrandina e ai contenuti offensivi comparsi sui social network, l’assessore regionale alle Infrastrutture Pasquale Pepe fa sapere che la SS7, nel tratto relativo al bypass di Matera, rientra e continuerà a rientrare nella programmazione regionale tra le infrastrutture viarie classificate con priorità 4, ovvero il massimo livello di priorità previsto. Si tratta di un dato amministrativo chiaro, inequivocabile e incompatibile con le narrazioni che

parlano di opera “derubricata”, “scippi” territoriali o presunti definanziamenti. L’iter autorizzativo dinanzi alla Commissione VIA/VAS è stato avviato nell’ottobre 2023. Dopo le integrazioni prodotte da Anas nel 2024, ulteriori approfondimenti sono stati richiesti agli enti competenti. Il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata ha trasmesso il proprio parere nel marzo 2026, la Provincia di Matera e l’Ente Parco della Murgia nell’aprile 2026. Si sta lavorando per acquisire gli ulteriori pareri necessari alla conclusione del

procedimento. Non corrisponde inoltre al vero l’affermazione secondo cui sarebbero stati “dirottati” 580 milioni di euro dalla SS7 verso altre opere. Non esistono somme sottratte all’intervento e, peraltro, non risultano ancora simili finanziamenti assegnati e disponibili. Tutto ciò, tra l’alto, è stato asserito dallo stesso assessore Pepe durante un’audizione dinanzi alla III Commissione consiliare permanente cui ha voluto prender parte personalmente il 21 maggio scorso, durante la quale sono stati espresso apprezzamenti unanimi sulla

puntualità nella illustrazione, sull’impegno profuso e sulla prospettiva futura. L’assessore Pepe evidenzia come la diffusione di contenuti costruiti su fake news, informazioni inesatte accompagnate da violenza verbale ed espressioni aggressive rischi di alimentare una pericolosa contrapposizione territoriale tra comunità lucane, danneggiando il dibattito pubblico e la corretta informazione dei cittadini. Nel ribadire la priorità e strategicità della SS7, si segnala che il confronto politico è sempre legittimo, ma non può trasfor-

marsi in una campagna fondata su mistificazioni, insinuazioni e contenuti privi di riscontro documentale. Qualora dovessero continuare a essere diffuse notizie prive di continenza verbale e verità sostanziale dei fatti, alimentando un clima di violenza verbale con possibili profili diffamatori nei confronti dell’istituzione regionale, la parte lesa sarà purtroppo costretta valutate le opportune iniziative nelle sedi competenti. Di certo, il lavoro virtuoso intrapreso non subirà alcun condizionamento da simili condotte.

POLICORO Il Sindaco Bianco e l’assessore Mastronardi: «Non solo assistenzialismo, ma senso di responsabilità civica»

Al via i “Progetti Utili alla Collettività dell’Assegno di Inclusione”

Si chiamano “Progetti Utili alla Collettività”, noti come Puc, le iniziative di volontariato e impegno sociale obbligatorie per i percettori di Misure di sostegno nazionali, come l'Assegno di inclusione, da svolgersi nel proprio comune di residenza per almeno 8 ore settimanali, incrementabili fino a 16. Anche Policoro ha avviato i progetti, prevedendo un sostegno operativo alla squadra di operai comunali per la pulizia degli spazi verdi e il decoro urbano, attraverso l’apporto degli attuali beneficiari delle nuove misure di sostegno al reddito Adi e Sfl (Supporto formazione lavoro). Le attività sono coordinate dagli uffici dell’Ambito territoriale sociale “Metapontino Collina materana” nel Patto di inclusione sociale (Pais) con le équipe multidisciplinari territoriali, e del Patto di servizio con il Centro per l'impiego, attraverso

l’acquisto di strumenti da lavoro e dispositivi di protezione individuale. Soddisfatto il sindaco, En-

rico Bianco: «È un’iniziativa di grande valenza sociale -ha commentato - perché da un lato si dà

un aiuto concreto a persone bisognose, dall’altro si rende utile per la comunità una misura di sostegno al reddito». «Oltre a un obbligo per il mantenimento dei requisiti – spiega l’assessore alle Politiche sociali, Cinzia Mastronardi - i Puc rappresentano un'occasione di crescita per i beneficiari e la collettività. I progetti, infatti, non si riducono a una semplice condizione per mantenere il sussidio economico, ma diventano autentica opportunità, per rafforzare il senso di responsabilità civica e di appartenenza al proprio territorio, offrendo al contempo la possibilità di rimettersi in gioco attraverso un servizio concreto alla comunità. Un ringraziamento particolare –conclude Mastronardi– va ai beneficiari, agli operai dell’ente e agli uffici, che a vario titolo contribuiscono alla buona riuscita dell’iniziativa».

LA RUBRICA DI CRONACHE

Appunti di realtà 25 maggio L’invisibile che prende decisioni

C’è un errore che l’essere umano continua a ripetere con una certa eleganza teatrale: pensare che la realtà si muova per eventi visibili. Guerre, crisi, successi, fallimenti, svolte improvvise. Tutto molto scenografico. E tutto molto incompleto.Perché ciò che davvero dirige la direzione della vita, individuale e collettiva, non è quasi mai ciò che si vede. È ciò che si accumula senza far rumore. Pensieri non detti. Reazioni trattenute. Abitudini minime ripetute con costanza. Interpretazioni che diventano convinzioni senza essere mai state discusse. È qui che accade la parte interessante. E anche quella più sottovalutata.

sione costa troppo.Sembra nulla. E invece costruisce tutto.

IL TEATRO DELLA COERENZA APPARENTE

Il mondo moderno ha sviluppato una forma raffinata di incoerenza: la coerenza dichiarata. Tutti sono coerenti a parole. Il problema è che la realtà non ascolta le dichiarazioni. La realtà osserva i comportamenti. E non giudica. Registra. Con una precisione quasi imbarazzante.Così accade che molte vite sembrano ordinate mentre si stanno lentamente disallineando da se stesse. Non c’è un crollo improvviso. C’è una deviazione millimetrica continua. Il risultato finale sembra un destino. Ma è solo la somma di piccole concessioni.

de. Nessuno la contesta. Nessuno la vota. Ed è proprio per questo che è autentica.È la responsabilità del proprio stato interno. Non quello emotivo passeggero. Ma quello più profondo: la direzione mentale con cui si interpreta il mondo.Non è una forma di controllo magico della realtà. È qualcosa di più concreto e meno poetico: il modo in cui si costruisce continuità dentro il caos.Chi la ignora pensa di subire la vita. Chi la riconosce scopre di parteciparvi.

IRONIA DELLA SORTE: LA REALTÀ NON È IMPRESSIONABILE

IL PARADOSSO FINALE

LA FISICA EMOTIVA DELLE PICCOLE CAUSE

Ogni persona vive convinta che siano le grandi decisioni a determinare il proprio destino. In realtà, le grandi decisioni sono spesso solo la firma finale di processi già avvenuti da tempo.È come se la vita preparasse tutto in silenzio e noi arrivassimo all’ultimo atto convinti di essere gli autori della scena principale. Un po’ romantico. Un po’ illusorio. Molto umano.La verità è più scomoda e quindi meno raccontata: la direzione di una vita si modifica attraverso micro-scelte ripetute. Una parola non detta quando andava detta. Una rinuncia apparentemente innocente. Un compromesso che “non cambia nulla”. Una convinzione accettata perché metterla in discus-

LA RIVOLUZIONE CHE NESSUNO PUBBLICIZZA

C’è un tipo di trasformazione che non farà mai notizia. Non produce applausi. Non genera slogan. Non crea schieramenti. E proprio per questo funziona.È la trasformazione interna del modo in cui si risponde alla vita. Non agli eventi. Alla vita.La differenza è sottile ma decisiva. Due persone possono vivere la stessa situazione. Una si compatta. L’altra si disperde. Una interpreta la difficoltà come identità. L’altra come passaggio. Una si irrigidisce. L’altra si riorganizza.E da fuori, spesso, non si vede nulla. Ma dentro cambia tutto.

IL PRINCIPIO SCOMODO

DELLA RESPONSABILITÀ INVISIBILE

Esiste una responsabilità che non ha testimoni. Nessuno la applau-

Dal 29 maggio al 2 giugno 2026 il Castello “Pirro del Balzo” di Venosa ospiterà la sesta edizione di Borgo d’Autore, il festival del libro promosso da Artistica Management con il sostegno del Comune. In programma 49 appuntamenti tra presentazioni di libri, incontri culturali, mostre, laboratori per bambini e iniziative dedicate alla promozione della lettura.Tra gli ospiti principali figurano Enrico Letta, la politologa Daniela Piana, il giornalista Domenico Iannacone, la critica letteraria Antonina Nocera e la giornalista Floriana Bulfon.L’inaugurazione è prevista venerdì 29 maggio alle 18. In apertura il poeta Marco Cardetta presenterà “…dal mare – Nero di Odessa –”, seguito dall’incontro con Daniela Piana sul libro “Noi, domani”.Sabato 30 maggio sarà inaugurata la fiera del libro nel cortile del castello con la partecipazione di editori indipendenti provenienti da diverse regioni italiane. In serata Domenico Iannacone sarà pro-

La realtà ha una caratteristica piuttosto scomoda: non si lascia convincere dalle intenzioni. Puoi avere le migliori intenzioni del mondo. E produrre comunque risultati disordinati. Puoi sentirti confuso. E generare comunque effetti coerenti.La realtà non è emotiva. È consequenziale. E questo la rende estremamente onesta. A volte, anche troppo.Perché restituisce sempre ciò che viene immesso, non ciò che viene dichiarato.

IL PUNTO DI SVOLTA (QUELLO VERO)

Il vero cambiamento non avviene quando si decide di cambiare vita. Avviene quando si smette di negoziare con se stessi. Quando si smette di giustificare le piccole incoerenze come se fossero inevitabili. Quando si inizia a osservare senza scappare.Non con rigidità. Non con auto-giudizio. Ma con lu- cidità stabile.È una forma di disciplina che non ha bisogno di diventare dura per essere efficace. Anzi, più è stabile, meno ha bisogno di rumore.

tagonista dell’incontro “Il racconto del reale”, dedicato alle fragilità e alle contraddizioni della società contemporanea.Domenica 31 maggio Enrico Letta presenterà “Molto più di un

Più si cerca di cambiare tutto insieme, meno cambia davvero. Più si interviene sul dettaglio invisibile, più l’insieme si riallinea.Sembra controintuitivo. E infatti lo è. Ma funziona così: la struttura generale segue la qualità delle cause minime ripetute. Non c’è mistero. Solo coerenza prolungata. LA COSA PIÙ SEMPLICE E PIÙ DIFFICILE

Alla fine, tutto si riduce a una domanda molto poco poetica e molto concreta: che tipo di mente sto allenando quando nessuno mi vede? Perché è lì, in quel territorio senza pubblico, che si decide la direzione reale di una vita. Non negli eventi straordinari. Non nei momenti solenni. Ma nelle ripetizioni silenziose.E forse la vera rivoluzione non è diventare qualcun altro. È smettere di tradire, anche solo un po’, ciò che si è già intuito essere giusto. Senza clamore. Senza pose. E, possibilmente, senza prendersi troppo sul serio.Perché la vita, quando finalmente “capisce che fai sul serio”, non si offende. Si riallinea.

mercato”, volume dedicato ai cambiamenti economici e sociali dell’Europa. In programma anche la “Live painting experience” dell’associazione Artea e la conversazione “Da Dostoevskij a Sciascia” con Antonina Nocera.Il 1° giugno spazio a Borgo Junior con attività per bambini, famiglie e scuole tra laboratori, letture animate e teatro kamishibai. Previsti inoltre incontri su fotografia, matematica divulgativa, poesia e cultura internazionale, con focus anche sull’Ucraina e sull’Iran.La giornata conclusiva del 2 giugno si aprirà con la visita guidata “A spasso nel Borgo” e con il “Trovalibri”, iniziativa dedicata ai più piccoli. Nel pomeriggio spazio al fumetto con incontri dedicati a Nathan Never, Martin Mystère e Tex Willer. In serata sarà assegnato il Premio “Carpe Diem” per la narrativa inedita, realizzato con la casa editrice Divergenze Editore, mentre la chiusura del festival sarà affidata a Floriana Bulfon con il libro “Macro Mafia”.

Dal 29 maggio al 2 giugno il Castello Pirro del Balzo proporrà incontri con autori, giornalisti e protagonisti del panorama letterario italiano

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Cronache del 25 maggio 2026 by Cronache - Issuu