

![]()


Il dg Arpab Ramunno: «Politiche efficaci e monitoraggio continuo alla base dei successi»

CONFINDUSTRIA
Responsabilità da reato degli Enti: il focus
“L
a responsabilità da reato degli Enti nel Decreto legislativo 231/2001. Dal modello organizzativo all’organismo di vigilanza sino al processo penale, evoluzioni legislative e attuazione pratica del mo- dello”. È stato questo il titolo del convegno promosso, ieri, da Confindustria Basilicata e svoltosi nella sala conferenze (...)

■ continua a pag 4 La vignetta di M. Bochicchio Dellapenna a pag 3
AMMINISTRATIVE Osnato attacca:

25 APRILE



ARANEO & VERRI
Non ci fanno certo impazzire gli schiamazzi pentastellati, molte volte fatti d’approssimazione e soprattutto sempre con la sindrome del nemicoin bocca, ma vivaddio stavolta le passionarie del consiglio regionale sono davvero meritevoli d’elogio, visto che, guarda caso, sono le uniche a prendere posizione sulla decisione surreale e pure un po’ sospetta con cui il Cdm ha espresso giudizio positivo di compatibilità ambientale su ben 7 progetti da realizzare in Basilicata nonostante il niet della Regione e che qui si abbia già il più alto numero di aerogeneratori.


COSIMO LATRONICO
La cosa più detestabile che ha fatto non è stata solo quella d’aver nascosto la polvere sotto il tappeto, ma anche quella d’aver impartito ogni giorno lezioncine d’etica pubblica su come stava cambiando in meglio la sanità. Ora nemmeno la più fervida immaginazione poteva immaginare che il cambiamento contemperasse addirittura un buco da 61 milioni d’euro portato in groppa dalle Aziende sanitarie e traferito tragicamente nelle tasche dei cittadini. Passerà perciò alla storia come il peggior assessore che disgraziatamente ha acchiappato la povera Basilicata. #SALISCENDI
«È un’accozzaglia, lista eterogenea e priva di coerenza politica»



«Infrastrutture, tema centrale per il futuro della Basilicata»




A Potenza i giovani raccontano la libertà con un concorso della Prefettura: 400 i lavori
Cerimonia solenne nel Parco di Montereale
■ Servizi alle pag 10 e 11
GREEN ENERGY DAY
A Vaglio 70 alunni a lezione di energia pulita tra scuola, istituzioni e imprese: giovani protagonisti della transizione
■ Servizio a pag 21
FESTA DELLA NATURA
A Marsicovetere la scuola organizza un evento per la sostenibilità alla presenza del Garante Costanzo e dell’assessora Mongiello
■ Servizio a pag 6
SPORT
Domani al Viviani, il




Al tavolo con il Governo e la Puglia, Bardi chiede di rivedere quanto deciso nel 1999
Non si hanno più notizie di Decollanz. La brillante idea di costituire una società nuova al posto di Eipli mortificata da un interprete mediocre

L’acqua è un bene comune di valore inestimabile.
Se fossimo economisti diremmo chiaramente che il suo valore d'uso è assolutamente superiore al suo valore di scambio.
Del resto, quando l'autunno scorso la risorsa ha iniziato a scarseggiare tutti noi ci siamo resi
conto di quanto fosse importante, rara e soprattutto di quanto fossero essenziali le opere di captazione e di distribuzione che negli anni sono state realizzate. Il compito di custodire l'acqua per quasi tutto il Mezzogiorno spetta alla Basilicata. Le dighe che nutrono il sistema idrico di Puglia e Basilicata hanno

un impatto importante sul territorio, lo hanno avuto in fase di realizzazione e lo hanno quotidianamente nella vita dei lucani.
RIVEDERE GLI ACCORDI
Gli accordi tra Stato, Puglia e Basilicata risalgono nella loro sostanza al 1999. Politicamente un secolo fa, dal punto di vista istituzionale ere geologiche fa.


POTENZA. Ieri mattina il Presidente della Regione, Vito Bardi, ha partecipato, in videoconferenza, alla riunione del Comitato di Coordinamento dell’Accordo di Programma tra Stato, Basilicata e Puglia per la gestione condivisa delle risorse idriche. All’incontro hanno preso parte il
Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, On. Tommaso Foti, e il Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. «La gestione dell’acqua è una responsabilità comune che richiede un impegno particolare da parte dei territori che, come la Basi-
licata, custodiscono e mettono a disposizione questa risorsa vitale per l’intero Mezzogiorno,» ha detto Bardi in apertura della seduta. Durante la riunione, il Comitato ha approvato l’aggiornamento della componente ambientale della tariffa dell’acqua all’ingrosso (ERC) per gli anni 2016-2025, rivalutata in base agli indici Istat FOI. È stata inoltre effettuata la presa d’atto dei consuntivi volumetrici delle erogazioni dagli invasi di Monte Cotugno e Pertusillo. Sulla base delle nuove tariffe sono stati definiti i crediti maturati dalla Regione Basilicata nei confronti dei principali soggetti utilizzatori e sono state rinegoziate rate e modalità delle compensazioni ambientali: il debito di Acquedotto Pugliese è stato fissato a circa 52,5 milioni di euro, mentre per Acciaierie d’Italia il credito risulta di 49,4 milioni e per Acquedotto Lucano di 35,3 milioni. Altri 11,1 milioni riguardano il Consorzio di Boni-
fica della Calabria. Per quanto riguarda Acquedotto Pugliese, in particolare, è stato concordato un piano di rateizzazione quinquennale per il debito relativo al triennio 2023-2025, con pagamenti trimestrali a partire dal 30 giugno 2026. Il Presidente Bardi ha sottolineato la necessità di una revisione complessiva dell’Accordo di Programma, risalente nel suo impianto originario al 1999. A tal fine è stata deliberata la costituzione di un gruppo di lavoro tecnico-scientifico per aggiornare i metodi tariffari, tenendo conto della qualità dei corpi idrici e delle attuali trasformazioni istituzionali. «La Basilicata continuerà a fare la sua parte con senso di responsabilità,» ha concluso Bardi, «assicurando trasparenza nella gestione della risorsa e chiedendo che venga pienamente riconosciuto il valore dell’impegno sostenuto dalla nostra regione per garantire l’approvvigionamento idrico collettivo».

Si affacciava timidamente il concetto di federalismo e non era entrato in Costituzione il forte decentramento amministrativo introdotto dal titolo V. Rivedere quegli accordi è stata la questione strategica che Bardi ha posto al tavolo congiunto con il governatore pugliese De Caro e il ministro Foti. Spesso sull’acqua e sulla sua gestione, sulle compensazioni ambientali e sulle ripartizioni dei benefici si parla troppo. L’opposizione spesso se ne riempie la bocca ma dal 1999 ad oggi, pur avendo la sinistra governato quasi sempre, nulla è stato fatto per rivedere i termini dell’accordo.
Il Generale Bardi per la prima volta dal 1999 ha posto sul tavolo tra Governo e Regioni Puglia e Basilicata la necessità di rivedere questi accordi. Nel frattempo i crediti che la Regione Basilicata ha accomunato nei confronti di Acquedotto Pugliese, Acciaierie d’Italia, consorzio di bonifica e Acquedotto Lucano superano i 150 milioni di euro.
Se, però, quello nei confronti dj AQL e Consorzio di bonifica è un rapporto di crediti e debiti tutto interno al sistema Basilicata, quello nei confronti di Acquedotto Pugliese e Acciaierie d'Italia (per capirci l’ex Ilva) riguarda soldi che devono arrivare da fuori regione e bene ha fatto il Generale Bardi a pretendere il pagamento anche se con rateizzazione.
CHE FINE HA FATTO
Sempre a proposito di gestione dell’acqua ci chiediamo che fine abbia fatto Acque del Sud.
Quando nacque la società noi fummo i primi a darne notizia, salutammo con gioia la decisione del Governo Meloni di risolvere finalmente la questione EIPLI e di costituire una nuova società di capitali di proprietà pubblica. Immaginavamo che sarebbero arrivati cospicui finanziamenti e interventi strutturali importanti. La società, del resto, era nata proprio per questi scopi.
A distanza di qualche anno siamo costretti dire che l’idea di Lollobrigida di costituire una nuova società per la gestione degli invasi era buona, gli interpreti chiamati a realizzare il governo piuttosto mediocri.
Di Decollanz, arrivato con le grandi trombe che si riservano ai grandi manager, non abbiamo più notizie. Gli interventi di sistemazione degli invasi sono stati annunciati e mai fatti oltre la soglia dell’ordinaria amministrazione.
Se quest’anno non avremo problemi di approvvigionamento sarà solo perché è piovuto e nevicato tanto ma anche quest’anno siamo stati costretti a gettare via acqua e non abbiamo approfittato della situazione né per migliorare gli invasi né per pulirli aumentandone la capienza. L’idea di Acqua del Sud era e resta ottima, purtroppo gli interpreti no.

All’incontro hanno aderito avvocati, commercialisti e docenti universitari. Somma: «Maggiore semplificazione del dl 231/2001»
D I F RANCESCO M ENONNA
“La responsabilità da reato degli Enti nel Decreto legislativo 231/2001. Dal modello organizzativo all'organismo di vigilanza sino al processo penale, evoluzioni legislative e attuazione pratica del modello”. È stato questo il titolo del convegno promosso, ieri, da Confindustria Basilicata e svoltosi nella sala conferenze di Via Di Giura alla presenza del Presidente di Confindustria Basilicata, Francesco Somma, del Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Potenza, Francesco Bonito Oliva, della Vicepresidente dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Potenza, Maria Rosaria Coluzzi, del docente Unibas delegato all'attività concernenti le politiche finanziarie e di bilancio, Ferdinando Di Carlo, del Professore dell'Università degli Studi Vanvitelli, Manuela Lucchese, del Pubblico Ministero presso il Tribunale di Potenza, Vincenzo Montemurro, del Gip presso il Tribunale di Potenza, Luigi Setola, del Presidente dell'Organismo di vigilanza, Giampaolo Carretta. Ha chiuso i lavori moderati dalla giornalista Maria Teresa Labanca, Vito Di Nicola, già Presidente della prima e terza sezione della Corte di Cassazione. Dopo più di un ventennio, è stato fatto il punto della situazione sul Decreto legislativo 231 del 2001 che ha introdotto in Italia un principio epocale: fino a quel momento, la responsabilità penale era esclusivamente personale. Si è dunque in-
trodotta la responsabilità da illecito amministrativo derivante dal reato commesso dalla persona fisica nell'interesse e a vantaggio del soggetto giuridico che, a tutti gli effetti, al di là degli espedienti tecnici e dialettici è la responsabilità penale del soggetto giuridico. Il legislatore, per venire incontro alle esigenze del soggetto giuridico, ha introdotto la possibilità non obbligatoria di realizzare un modello organizzativo che possa creare l'esimente penale e quindi che possa consentire la non contestazione della colpa di organizzazione, cioè di relegare la responsabilità penale solo nella condotta del singolo che commette un reato nell'interesse o a vantaggio del soggetto giuridico.
Un modello tutto nuovo quello illustrato ieri pomeriggio nell'ambito dell'incontro di formazione, perché la responsabilità d'impresa oggi non è solo un obbligo normativo, bensì una leva strategica per la tutela e la crescita aziendale. Con queste basi, Confindustria Basilicata ha promosso l'incontro di formazione diventato un'occasione importante e concreta di confronto con accademici, magistrati e professionisti teso ad analizzare il ruolo del modello 231 nella prevenzione dei rischi, le funzioni dell'organismo di vigilanza, le implicazioni sempre attuali del processo penale e le più recenti evoluzioni normative. L'incontro è stato utile per imprenditori, professionisti e addetti ai lavori che hanno inteso conoscere e mettere a sistema rafforzandone la mission, gli strumenti di governan-

ce delle proprie organizzazioni. Una tavola rotonda, quella promossa da Confindustria con l'importante collaborazione di Unibas che ha messo al centro le nuove evoluzioni della responsabilità da reato con il dichiarato intento di prevenirne gli effetti negativi ad esso ascritti. In questa direzione, il Pubblico Ministero presso il Tribunale di Potenza, Vincenzo Montemurro, ha parlato della problematica: «Si tratta di una nuova frontiera del diritto penale, in continua evoluzione. Sono ancora presenti presso il Ministero di Giustizia tre commissioni parlamentari che stanno elaborando le nuove linee evolutive per parametrare la normativa della responsabilità degli Enti e delle imprese ai dettami della Costituzione e ai dettami del diritto penale, in cui questa responsabilità amministrativa si inserisce, Quindi, una continua evoluzione degli strumenti di controllo, una continua evoluzione della normativa

che ci consente anche di fare fronte e aggredire anche la criminalità economica. Pro e contro assolutamente sì, sempre in entrambe le manifestazioni. Non parlerei di pro e contro, ma parlerei di una continua evoluzione al fine dell'affermazione di giustizia». Anche Vito Di Nicola ha parlato del tema in questione: «Diciamo subito che c'è una commissione che è stata nominata per la riforma della 231 e c'è un disegno di legge che è stato presentato alla Camera dei Deputati. In realtà questa è un anomalia che va avanti da 25 anni e ha bisogno di qualche aggiustamento, anche per dare alle imprese maggiore certezze e, soprattutto, un maggiore riparo. Può essere un impatto reputazionale che può derivare dalla responsabilità degli Enti. In realtà, viene rimarcata la funzione preventiva non repressiva della 231 e, quindi, si dà la possibilità agli Enti di avere modelli organizzativi e gestionali più virtuosi, diciamo più in linea per prevenire dal rischio di reati che possono essere commessi dagli apicali o dai sottoposti. Noi, in passato, non abbiamo mai avuto una legge che puniva gli Enti collettivi e ci siamo dovuti adeguare proprio per effetto agli oneri internazionali in forza dei quali è stato fatto un decreto legislativo nel 2001, la 231. Adesso, si discute su quelle che possono essere dei miglioramenti anche sulla base di quelle che sono le esperienze fatte in questi venticinque anni». Giampaolo Carretta ha posto l’attenzioni sui
motivi del convegno: «Questa importante tavola rotonda, che è aperta innanzitutto agli operatori economici, a tutti gli associati di Confindustria, a tutti i colleghi avvocati e commercialisti, vedrà la partecipazione di importanti relatori anche a livello nazionale. Ci sarà, per esempio, il Presidente Vito De Nicola, che è già stato Presidente della Prima e della Terza sezione penale della Corte di Cassazione e che si è occupata dell'illecito della 231, C'è l'Unibas e una platea di rilievo nazionale che fa il punto della situazione sul decreto legislativo, anche alla luce dei lavori che sono stati depositati dalla Commissione istituita presso il Ministero di Grazia e Giustizia per la rivisitazione del decreto». Il Presidente di Confindustria Basilicata, Francesco Somma, ha dichiarato; «Dopo venticinque anni dal decreto legislativo 231 del 2001, credo che si possa fare con questi autorevoli ospiti e relatori il punto su quello che ha funzionato e quello che non ha funzionato bene. Dal punto di vista delle imprese, è necessaria una maggiore semplificazione. Abbiamo colto, sin dall'inizio, la volontà del legislatore di voler stimolare le aziende, di dotarsi di modelli organizzativi che possano prevenire ulteriormente eventuali illeciti. Chiediamo una semplificazione delle norme e che non si espanda a dismisura il catalogo dei reati, presupposto che soprattutto per le piccole e medie imprese genera complessità e anche onerosità».

L’Assemblea passerà, poi, alla seduta straordinaria con una comunicazione del Presidente Bardi sulla situazione amministrativa e programmatica
Il Consiglio regionale della Basilicata si riunirà martedì 28 aprile 2026, alle ore 15.00, presso l'Aula Dinardo del Palazzo della Giunta regionale. L'ordine del giorno prevede la comunicazione del Presidente del Consiglio regionale, Marcello Pittella, sulla revisione della disciplina sull'origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari.I lavori proseguiranno con l'esame di disegni di legge e proposte di legge, tra cui:modifiche alla Legge regionale sull'espropriazione per pubblica utilità; Rendiconto generale del Parco Naturale Regionale del Vulture; Misure urgenti per il rilancio dell'economia e la
riqualificazione del patrimonio edilizio; elezione dei componenti dell'Osservatorio regionale sull'Immigrazione; sostegno finanziario al Sistema Sanitario nazionale; misure di sostegno per la promozione della parità di genere; istituzione dell'Osservatorio Regionale Risorse Idriche; integrazione allo Statuto della Regione Basilicata per l'istituzione della figura dei sottosegretari. Al termine dei lavori ordinari, l’Assemblea passerà alla seduta straordinaria così come richiesto dai consiglieri Araneo, Bochicchio, Chiorazzo, Cifarelli, Lacorazza, Marrese, Verri e Vizziello. Nel corso dell’Assemblea, il Presi-

dente della Giunta regionale terrà una comunicazione sulla situazione politica, amministrativa
Per l’assessore allo Sviluppo Economico: «È un Piano strategico tra industria, lavoro ed energia»
e programmatica della Regione Basilicata, cui seguirà il relativo dibattito.
«NON È UN PARADOSSO, È IL PIANO STELLANTIS»
è un segnale di ripresa»
«Il nuovo modello Jeep

«L
a Basilicata, in stretta sintonia con le altre Regioni in cui hanno sede i principali poli produttivi della filiera automotive, hanno chiesto misure straordinarie immediate (sulla base dell’esperienza realizzata nella fase storica della pandemia), moratorie sui prestiti, ammortizzatori sociali, interventi strutturali quali la ricollocazione da parte delle aziende della produzione o delle attività di fornitura nel proprio Paese d'origine, dopo averle precedentemente delocalizzate all'estero, politiche energetiche e riconversione delle competenze dei lavoratori del comparto automotive». Lo riferisce una nota del Dipartimento Sviluppo Economico che con l’Assessore Francesco Cupparo e il direttore generale del Dipartimento
ing. Giuseppina Lo Vecchio, in remoto, ha partecipato al Tavolo di ieri presieduto dal Ministro Urso. Al Tavolo è e stata espressa unanime e forte preoccupazione per aumento dei costi energetici e delle materie prime; instabilità geopolitica; rischio di perdita produttiva e occupazionale. Il Ministro ha evidenziato i primi risultati del Piano Italia su Stellantis: nessuna chiusura di stabilimenti; nessun licenziamento previsto; segnali di ripresa produttiva nel 2025-2026 . E’ stata presentata la programmazione del Fondo Automotive fino al 2030 (circa 1,6 miliardi euro) con priorità per innovazione e ricerca; investimenti produttivi, rafforzamento della filiera. Il Governo ha aperto un confronto con le Regioni per attuazione territoriale delle misure che saranno
approfondite in ogni aspetto dalla Regione Basilicata già da tempo impegnata suglistessi aspetti. Richiesta centrale delle Regioni: evitare il “precipizio” per PMI e lavoratori dell’ indotto. L’incontro conferma tre punti chiave: emergenza reale sulla tenuta del settore automotive;ruolo centrale di Stellantis e delle politiche industriali nazionali; necessità di modificare le regole europee. Per l’assessore Cupparo: «In attesa della presentazione ufficiale e nel dettaglio del Piano Stellantis il 21 maggio, l’annuncio avvenuto nell’incontro Stellantis-Sindacati del quinto modello a Melfi con la nuova Jeep Compass, la DS8, a cui si aggiungeranno Ds7 e Lancia Gamma è un segnale atteso di una ripresa che dobbiamo consolidare. Il confronto con il Governo e con Stellantis proseguirà. La Regione Basilicata sta costruendo una pianificazione strategica che tenga insieme industria, lavoro, infrastrutture ed energia. Non un elenco di misure, ma una direzione condivisa. Solo con una visione condivisa tra istituzioni, imprese e lavoratori possiamo trasformare le sfide di oggi nelle opportunità di domani».
Araneo e Verri (M5S): «Circa 425 posti di lavoro a rischio»
«Nella giornata di ieri, Stellantis ha comunicato ai Sindacati due cose insieme: l'accordo per 425 uscite incentivate su base volontaria dallo stabilimento di Melfi e l'annuncio di un quinto modello sulla piattaforma multienergy STLA Medium, che si aggiungerà ai quattro già previsti - Jeep Compass, DS8, DS7, Lancia Gamma. Ora, se un'azienda aggiunge un modello produttivo e contemporaneamente paga centinaia di lavoratrici e lavoratori per andarsene, significa che il rilancio della produzione e il rilancio dell'occupazione sono due traiettorie che Stellantis ha deliberatamente separato. Si produce di più, con meno persone. Il quinto modello non è una garanzia occupazionale, ma, in questo modo, si trasforma tragicamente nella conferma che lo svuotamento prosegue anche quando arrivano nuove piattaforme». Lo dichiarano, in una nota, Alessia Araneo e Viviana Verri, consigliere regionali (M5S). «Chiediamo al Governo nazionale - proseguono - che il piano industriale del 21 maggio sia preceduto da un confronto reale, sito per sito, con i Sindacati e con i territori, e che includa impegni verificabili sull'occupazione complessiva, diretta e indiretta». «Chiediamo al Governo regionale di smettere di gestire questa crisi con postura passiva:serve una posizione negoziale della Basilicata che metta sul tavolo il peso reale di ciò che è in gioco», concludono le due consigliere regionali.


Donato Ramunno (Direttore Generale ARPA Basilicata): «Politiche efficaci e monitoraggio
continuo alla base dei successi»
Idati preliminari diffusi dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) relativi al 2025 confermano un quadro positivo per la qualità dell’aria in Italia, con valori generalmente stabili o in miglioramento per i principali inquinanti atmosferici. A livello nazionale, i limiti annuali per il particolato (PM10 e PM2.5) e per il biossido di azoto (NO₂) sono stati rispettati, ma persistono criticità locali legate ai superamenti di PM10 e alle concentrazioni di ozono (O₃) nei mesi estivi, che continuano a rappresentare una sfida per molte aree del Paese. Questi dati, sebbene incoraggianti, evidenziano anche la necessità di rimanere vigili e reattivi nel rispondere ai cambiamenti climatici e alle variabili che influenzano la qualità dell’aria. La capacità di adattarsi alle nuove sfide e di implementare soluzioni innovative diventa sempre più cruciale per mantenere e migliorare gli standard di qualità dell'aria nel tempo. Anche il rafforzamento delle politiche di prevenzione a livello locale può contribuire in modo significativo a ridurre le criticità residue.In que-

sto contesto, la Basilicata emerge come una delle regioni più virtuose, rispettando pienamente i limiti europei per i principali inquinanti senza rilevare criticità significative. «Le caratteristiche del nostro territorio, con bassa densità abitativa e minore concentrazione industriale, hanno contribuito a mantenere bassi i livelli
di inquinamento», afferma Donato Ramunno, Direttore Generale di ARPA Basilicata. «Tuttavia, è fondamentale anche l’efficacia delle politiche ambientali, mirate alla riduzione delle emissioni e al monitoraggio costante.» Il successo della Basilicata è anche il frutto di un approccio integrato che vede il coinvolgimento del-
le istituzioni locali, delle agenzie ambientali e dei cittadini nella promozione di comportamenti sostenibili. In questo modo, la regione ha saputo adattarsi alle sfide ambientali, dimostrando che l’impegno a livello locale può tradursi in risultati concreti e misurabili.Le politiche regionali, che promuovono la mobilità sostenibile, l’efficienza energetica e la gestione delle risorse, hanno contribuito al mantenimento di buoni livelli di qualità dell’aria. «Siamo soddisfatti dei risultati, ma dobbiamo continuare a monitorare e migliorare le politiche per evitare che, soprattutto nei mesi estivi, si ripresentino criticità», conclude Ramunno. La Basilicata rappresenta un esempio positivo di come politiche ambientali efficaci possano portare a risultati concreti per la salute e l’ambiente, dimostrando che è possibile ottenere un equilibrio tra sviluppo economico e sostenibilità ambientale. In questo scenario, il continuo impegno e il rafforzamento delle politiche ambientali sono essenziali per garantire una qualità dell’aria sempre più sana, non solo per la regione, ma per l’intero Paese.
L'Istituto Omnicomprensivo di Marsicovetere organizza lunedi alle ore 10:00 l'evento "Festa della Natura: Amore, Rispetto e Cura", che si terrà presso l'Azienda Agraria della scuola, in linea con il Goal 15 dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che promuove la protezione della biodiversità e la salvaguardia degli ecosistemi. L'iniziativa ha l'obiettivo di sensibilizzare la comunità locale e scolastica verso l'importanza della sostenibilità ambientale, celebrando la bellezza naturale del territorio e favorendo la consapevolezza ecologica. In questo modo, la scuola intende anche educare le nuove generazioni sull'importanza di un comportamento responsabile verso l'ambiente e le risorse naturali.Il programma dell'evento prevede attività didatti-
che, tour interattivi e laboratori pratici, con un focus sulla valorizzazione della Val d'Agri, un'area ricca di biodiversità e tradizioni culturali. Gli studenti e i partecipanti avranno la possibilità di approfondire i temi della conservazione ambientale, acquisendo conoscenze pratiche e teoriche sull'importanza di preservare gli ecosistemi locali. I tour guidati all'interno dell’Azienda Agraria offriranno un'opportunità unica per osservare da vicino le buone pratiche agricole ed ecologiche messe in atto dalla scuola.Un momento significativo dell'evento sarà la partecipazione di Biagio Costanzo, Garante della Natura della Regione Basilicata, e Laura Mongiello, Assessore all'Ambiente. La loro presenza testimonia l'importanza della collaborazione tra le istituzioni locali e le scuole nel pro-

muovere la sostenibilità. Il coinvolgimento di queste figure istituzionali sottolinea anche l'impegno della Regione Basilicata nel sostenere politiche a favore della tutela dell'ambiente, portando maggiore visibilità e valore all'iniziativa. L'iniziativa rappresenta anche un'opportunità per riflettere sull'importanza di
adottare comportamenti responsabili e sostenibili, che possano avere un impatto positivo non solo sull'ambiente, ma anche sulla qualità della vita della comunità. L'Istituto Omnicomprensivo di Marsicovetere spera che questo evento diventi un appuntamento annuale, un momento di condivisione e impegno collet-
tivo per sensibilizzare studenti, famiglie e cittadini sulla necessità di prendersi cura della natura.Concludendo, l'Istituto vuole che la "Festa della Natura" non sia solo un evento celebrativo, ma un'opportunità concreta per creare un cambiamento duraturo nella mentalità delle persone riguardo alla sostenibilità.
Il Governo autorizza nuovi progetti, mentre Legambiente avverte: «Accelerare la transizione e superare la dipendenza dalle fonti fossili»
Il Consiglio dei Ministri ha dato nei giorni scorsi parere favorevole alla realizzazione di sei nuovi impianti da fonti rinnovabili in Basilicata, segnando un passo avanti nel percorso di transizione energetica. Si tratta di un impianto eolico da 36 MW nel comune di Grottole e di cinque impianti agrivoltaici distribuiti tra Ferrandina, Salandra, Garaguso, Montemilone e Craco, per una potenza complessiva di circa 100 MW.Nella stessa seduta, però, il Governo ha deciso di rinviare l’esame di altri 17 progetti tra Basilicata e Puglia «al fine di consentire le necessarie interlocuzioni istituzionali con le Regioni interessate».Per Antonio Lanorte, presidente di Legambiente Basilicata, si tratta di «un altro piccolo passo verso l'indipendenza energetica e la decarbonizzazione del sistema elettrico nazionale». Il provvedimento, sottolinea, nasce anche grazie alle semplificazioni introdotte dal Decreto Aiuti del maggio 2022, che hanno contribuito a sbloccare un settore rimasto a lungo frenato da ostacoli burocratici.«Anche grazie a quel decreto in Italia siamo passati da 1,4 GW nuovi di rinnovabili installati nel 2021 ai 7,2 GW del 2025», evidenzia Lanorte, ricordando però che questi numeri restano
ancora lontani dagli obiettivi fissati dal Piano nazionale energia e clima, che richiede installazioni tra i 10 e i 12 GW annui fino al 2030.Secondo Legambiente, la strada da percorrere è chiara: accanto alla diffusione degli impianti di piccola taglia e allo sviluppo delle comunità energetiche, è necessario puntare con decisione su grandi impianti industriali, oltre che su investimenti in reti e sistemi di accumulo. «Solo così riusciremo ad arrivare al 100% di elettricità da rinnovabili al 2035», afferma Lanorte.La Basilicata, tuttavia, sconta ancora un ritardo rispetto agli obiettivi: «Al momento è in ritardo rispetto al 2030, avendo installato meno del 30% della nuova potenza prevista», osserva il presidente regionale di Legambiente. Un paradosso per una regione considerata tra le più attrattive nel settore, grazie alla disponibilità di sole e vento e all’elevato numero di progetti in attesa di autorizzazione.«Le performance regionali sull'avanzamento dei procedimenti autorizzativi sono ancora troppo lente», aggiunge Lanorte, sottolineando la necessità di snellire gli iter e accelerare su più fronti: grandi impianti, ammodernamento dell’eolico esistente, sviluppo dell’agrivoltaico compatibile con l’agricol-

tura e diffusione del fotovoltaico nelle aree industriali e degradate. A questi interventi si affiancano gli investimenti su reti, accumuli, comunità energetiche e produzione di biometano.Ma il quadro non è privo di contraddizioni. Accanto al via libera per le rinnovabili, il Consiglio dei Ministri ha infatti espresso parere positivo anche sulla proroga del decreto di compatibilità ambientale rilasciato nel 2015 alla ENI per l’area Cluster Sant’Elia 1-Cerro Falcone 7, nel territorio di Marsicovetere. Un segnale che riapre la prospettiva di nuove attività estrattive in Basilicata.Restano inoltre sul tavolo altri progetti legati agli idrocarburi, tra cui la possibile messa in pro-
duzione del pozzo Pergola 1 e nuove iniziative nella concessione «Gorgoglione», oltre al ripristino di vecchi permessi di ricerca.«Un quadro non certo rassicurante per chi ritiene necessario superare la stagione petrolifera», commenta Lanorte, che rilancia il tema della riconversione industriale del comparto oil&gas.«Occorre accelerare gli investimenti e costruire filiere nei campi dell’innovazione industriale ed energetica, riqualificando al contempo le competenze dei lavoratori», spiega, evidenziando l’urgenza di una strategia regionale condivisa che metta al centro sostenibilità e occupazione.Un passaggio tanto più urgente se si considera la scadenza,
tra poco più di tre anni, della concessione Eni/Shell in Val d’Agri. «Temi che purtroppo non sono ancora centrali nel dibattito politico-istituzionale», sottolinea.Infine, l’appello: «Per superare la dipendenza dalle fonti fossili è necessario costruire scenari di riconversione produttiva oltre il petrolio. Serve una grande iniziativa economica e culturale, guidata dalla Regione Basilicata e condivisa con imprese, sindacati, enti locali e mondo della ricerca».Un equilibrio ancora fragile, dunque, tra sviluppo delle rinnovabili e persistenza delle fonti fossili, che pone la Basilicata di fronte a scelte decisive per il proprio futuro energetico ed economico.


Fratelli d’Italia propone una collaborazione tra enti pubblici e privati per accelerare i lavori infrastrutturali e stimolare la crescita regionale
La Basilicata, cuore pulsante del Mezzogiorno, continua a guardare al potenziamento delle sue infrastrutture come leva fondamentale per il proprio sviluppo economico e sociale. Su questo tema si è concentrato l'intervento di Piergiorgio Quarto, (Coordinatore regionale di Fratelli d’Italia), durante un incontro con l’ANAS che si è svolto oggi nel capoluogo lucano. Secondo Quarto, le infrastrutture sono «un tema centrale per la Basilicata», non solo per il miglioramento delle condizioni di vita delle comunità locali e dei piccoli paesi, ma anche per il rafforzamento delle attività produttive regionali. Il Coordinatore ha sottolineato l’importanza di un confronto diretto con gli enti nazionali, come l’ANAS, per delineare strategie concrete che possano rispondere alle esigenze di un territorio in forte crescita, ma anche alle criticità che ancora ne ostacolano lo sviluppo.«Fratelli d’Italia sta proseguendo il suo percorso di ascolto e confronto con le realtà strategiche, come quella dell’ANAS, per sviluppare soluzioni reali per la Basilicata», ha dichiarato Quarto. «Oggi ci troviamo in un incontro che fa parte di un progetto ampio già delineato dal nostro partito, attra-
verso le proposte avanzate sia al presidente che all’assessore regionale alle Infrastrutture.»L'incontro, che ha visto la partecipazione del direttore generale dell'ANAS, si è concentrato sulla presentazione dei principali progetti infrastrutturali in fase di sviluppo in Basilicata, ma anche sulle difficoltà legate alla tempistica dei lavori e agli impatti sul territorio. Quarto ha parlato della necessità di creare un «partenariato pubblico-privato» per far convergere le risorse economiche provenienti sia dai Fondi Straordinari per le Catastrofi (FSC), sia da investimenti privati. «Una sinergia che è fondamentale per accelerare i tempi di realizzazione dei progetti infrastrutturali, migliorando così la competitività regionale. L’obiettivo è creare un circolo virtuoso che permetta di mettere insieme le energie economiche per finanziare progetti che rispondano alle priorità del nostro territorio», ha spiegato Quarto. «Solo così potremo dare risposte concrete in termini di sicurezza, opportunità di lavoro e sostenibilità delle attività produttive locali». Nel suo intervento, Quarto ha affrontato anche il delicato tema delle condizioni delle infrastrutture esistenti, come ponti e viadotti, che in Basilicata sono numerosi e in molti casi necessitano di urgenti inter-


venti di manutenzione e messa in sicurezza. «A livello nazionale c’è una strategia di verifica e controllo dei ponti, ma in Basilicata la situazione è particolarmente delicata, e siamo al lavoro per trovare soluzioni tempestive», ha aggiunto il Coordinatore regionale di Fratelli d’Italia. «Ogni intervento dovrà essere pianificato con attenzione, stabilendo tempi certi per evitare blocchi delle attività e per garantire la continuità del traffico nelle arterie alternative». L'incontro con l'ANAS si inserisce quindi in un percorso di sensibilizzazione e progettazione che mira a rispondere alle necessità urgenti della regione, ma che guarda anche a un fu-
turo di crescita sostenibile, dove le infrastrutture siano un pilastro fondamentale. Quarto ha concluso il suo intervento con un auspicio: «Lavoriamo per fare in modo che, nel più breve tempo possibile, possano essere realizzati progetti in grado di rispondere alle necessità delle comunità e delle imprese lucane». Fratelli d’Italia, dunque, si propone come interlocutore attivo nelle scelte strategiche per lo sviluppo delle infrastrutture, consapevole che solo attraverso una pianificazione efficiente e una gestione integrata delle risorse si potranno raggiungere gli obiettivi di crescita economica, sicurezza e competitività per la Basilicata.

















POTENZA. La Festa della Liberazione si racconta attraverso lo sguardo delle nuove generazioni e trasforma il Palazzo del Governo in uno spazio attraversato da colori, parole e immagini. Sono oltre quattrocento gli elaborati realizzati dagli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado della città e della provincia che hanno partecipato alla quinta edizione del concorso di idee promosso dalla Prefettura di Potenza, in collaborazione con gli uffici scolastici regionale e provinciale, in occasione dell’81° anniversario del 25 aprile.Un risultato che segna l’edizione più partecipata e conferma la capacità dell’iniziativa di coinvolgere il mondo della scuola in un percorso condiviso di memoria e attualizzazione dei valori fondanti della Repubblica. Disegni, fumetti, testi e immagini compongono un racconto collettivo nel quale trovano spazio simboli della Resistenza, ma anche interpretazioni personali e contemporanee del significato di libertà. Un linguaggio diretto, immediato, capace di unire creatività e consapevolezza, restituendo uno spaccato autentico della sensibilità

delle nuove generazioni.Nei lavori emergono con forza partigiane e partigiani, tricolori, piazze gremite e scene di vita quotidiana, accanto a colombe, farfalle e catene spezzate, immagini che restituiscono il desiderio di pace e di riscatto. Tra i simboli più ricorrenti compare il papavero rosso, mentre parole come pace, democrazia, memoria, coraggio e forza accompagnano molti degli elaborati, spesso arricchiti da messaggi espliciti contro la guerra. Non mancano riflessioni
più articolate, nelle quali i ragazzi dimostrano una notevole capacità di lettura del contesto storico e sociale. «Il 25 aprile è il giorno in cui l’Italia ricorda il coraggio di chi ha lottato per la libertà», si legge in uno dei contributi, sintesi efficace di un pensiero diffuso tra gli studenti, capace di cogliere l’essenza della ricorrenza e di proiettarla nel presente. Particolarmente significativo è il legame che molti elaborati stabiliscono tra passato e presente. I ragazzi mettono in relazione i valori della Li-
berazione con le attuali vicende internazionali, restituendo una percezione concreta dei conflitti in corso e una sensibilità attenta ai temi della convivenza civile, della pace e della responsabilità collettiva. Un approccio che evidenzia come la memoria non sia un esercizio statico, ma un processo dinamico capace di dialogare con l’attualità.
Il progetto ha coinvolto dieci istituti scolastici, articolati in ventitré plessi e distribuiti in tredici comuni della provincia, compreso il capoluogo,
rafforzando il ruolo della scuola come presidio di educazione civica e partecipazione. Un lavoro corale che ha visto il contributo di docenti e dirigenti scolastici, impegnati nel promuovere percorsi di approfondimento e riflessione sui valori della Costituzione.«Questa è, in assoluto, l’edizione più partecipata e questo dato restituisce il senso di una consapevolezza sempre più diffusa tra i più giovani rispetto ai valori della libertà e della democrazia», ha dichiarato il prefetto Michele Campanaro, sottolineando di essere rimasto «profondamente colpito e sinceramente commosso» dalla qualità e dalla profondità degli elaborati, capaci di leggere il presente alla luce della memoria. Il prefetto ha inoltre evidenziato come proprio da questa sensibilità sia possibile costruire una cultura della pace fondata sulla responsabilità condivisa.Gli elaborati, raccolti in cinquantadue pannelli, saranno pubblicati sul sito istituzionale della Prefettura di Potenza in concomitanza con le celebrazioni del 25 aprile, offrendo alla comunità un patrimonio condiviso di riflessione, partecipazione e impegno civile.
A Potenza il 25 aprile tra memoria storica e attualità: richiamo ai valori della Resistenza e al sacrificio per la democrazia
POTENZA. Il 25 aprile come momento di memoria ma anche di riflessione sulle sfide del presente. È il senso del messaggio del sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, in occasione dell’anniversario della Liberazione, che invita a leggere la ricorrenza alla luce dei cambiamenti e delle tensioni dello scenario internazionale.«Il 25 aprile torna a essere non solo una celebrazione, ma anche un terreno di confronto su guerre, diritti e scenari globali, tra richiami unitari e divisioni», afferma il primo cittadino, sottolineando come la ricorrenza assuma oggi un significato che va oltre la dimensione storica.Nel suo intervento, Telesca richiama il valore fondante della Liberazione, conquistata «dopo venti anni di dittatura, di privazione delle libertà fondamentali, di oppressione e di persecuzioni». Un passaggio cruciale per la storia del
Paese, che resta un punto di riferimento imprescindibile per la democrazia italiana.«Abbiamo il dovere di ricordare, rivivere e difendere una liberazione», prosegue il sindaco, evidenziando come la memoria non debba essere intesa come un esercizio formale, ma come un impegno concreto e quotidiano.Il 25 aprile viene così descritto come «un giorno fondamentale per la storia italiana, simbolo della lotta partigiana e della battaglia di tutte le donne e uomini che hanno dato la loro vita per la Repubblica e la libertà», un patrimonio condiviso che continua a parlare anche alle nuove generazioni.Nel suo messaggio, il sindaco lega il significato della ricorrenza alla dimensione locale, ricordando come la città di Potenza, a ottant’anni dall’emanazione del decreto legislativo luogotenenziale che istituì la festività, continui a celebrare e a

riconoscere il valore della Liberazione.«La città di Potenza ricorda, celebra e rivive la storia, riconoscendo l’importanza di tale data e del messaggio di libertà e demo-
crazia di cui è intrisa», conclude Telesca, ribadendo la necessità di custodire e rinnovare nel tempo i valori che hanno fondato la Repubblica.
POTENZA. «Il 25 aprile rappresenta il fondamento della nostra Repubblica e richiama il valore permanente della libertà riconquistata e della democrazia costruita nella Costituzione». Lo dichiara il Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Marcello Pittella, in occasione della Festa della Liberazione.«La memoria della Liberazione dal nazifascismo non appartiene a una parte del Paese, ma alla sua in- tera comunità nazionale. È il patrimonio civile che donne e uomini hanno costruito a prez-
zo altissimo e che si rinnova nella difesa quotidiana dei principi costituzionali, dell’uguaglianza e della dignità della persona».«Come ha ricordato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la Liberazione rappresenta il riscatto morale e civile di un popolo e i valori che ne scaturirono non appartengono a una stagione storica conclusa: sono il fondamento della nostra convivenza civile e della presenza dell’Italia nel contesto internazionale».«La storia torna a fare domande che credevamo già
risolte. Assistiamo, con preoccupazione, ai conflitti che insanguinano intere regioni del mondo, all’appannarsi dei confini tra democrazie e regimi autoritari, alla crescita di populismi e nazionalismi, alle torsioni autoritarie che minacciano i valori sui quali l’Europa democratica è stata costruita, a revisionismi che tradiscono la memoria di chi ha dato la vita per la libertà. Davanti a questo, il 25 aprile non è soltanto memoria: è la risposta che l’Italia ha già saputo dare e che vale ancora».

Il consigliere di Fi in occasione del 25 Aprile parla del «contrasto allo spopolamento per dare concretezza alla libertà»

POTENZA. «Celebrare la Liberazione oggi non può ridursi a un mero esercizio di memoria. Significa, al contrario, dare gambe ai valori di allora attraverso un impegno politico presente e costante. La libertà che abbiamo ereditato dai nostri padri è un bene prezioso che va nutrito ogni giorno con il lavoro, la sicurezza sociale e la possibilità concreta per i nostri giovani di costruire un futuro nella propria terra»In occasione dell’81° anniversario della Liberazione d’Italia, il consigliere regionale Fernando Picerno rivolge un messaggio alla comunità, sottolineando il legame indissolubile tra i valori della Resistenza e le sfide che il territorio lucano affronta
quotidianamente. «Celebrare la Liberazione oggi non può ridursi a un mero esercizio di memoria», esordisce Picerno. «Significa, al contrario, dare gambe ai valori di allora attraverso un impegno politico presente e costante. La libertà che abbiamo ereditato dai nostri padri è un bene prezioso che va nutrito ogni giorno con il lavoro, la sicurezza sociale e la possibilità concreta per i nostri giovani di costruire un futuro nella propria terra».Il consigliere pone l’accento sulla dimensione sociale del 25 aprile: «Non esiste vera libertà dove c’è precarietà, dove manca il diritto alla salute o dove lo spopolamento svuota i nostri centri. In questo giorno di festa, il mio pensie-
ro va a tutte le famiglie che si misurano quotidianamente con pesanti incertezze economiche e che troppo spesso non riescono a soddisfare le proprie esigenze essenziali. La lezione dei partigiani e di chi ha lottato per la democrazia ci insegna che nessun traguardo è impossibile se si agisce con coraggio, visione e spirito di comunità».«Il 25 Aprile è dunque una chiamata alla responsabilità per tutti noi che sediamo nelle istituzioni», conclude il consigliere regionale. «Il nostro compito è onorare quella lotta garantendo dignità a ogni cittadino. Solo così la parola ‘Libertà’ continuerà a essere il motore del nostro progresso. Viva l’Italia, viva la Basilicata libera».
Lo Spi Cgil promuove l’incontro sulla Resistenza con interventi e lo spettacolo di Ulderico Pesce dedicato al petrolio lucano
VILLA D’AGRI. Sarà lo spettacolo di Ulderico Pesce a chiudere l’incontro “Resistenza ieri e oggi”, promosso dallo Spi Cgil al Centro sociale di Villa d’Agri, in programma domani 25 aprile alle ore 17.30, in occasione della Festa della Liberazione dal nazifascismo.Un appuntamento che unisce riflessione civile e racconto teatrale, con l’obiettivo di riportare al centro i valori della Resistenza e la loro attualità. «Mai come in questo momento storico, in Basilicata, c’è bisogno di recupe-
rare lo spirito che ha animato chi ha operato per liberare l’Italia dal nazifascismo. Le battaglie da fare sono molte», afferma Angelo Summa, segretario generale Spi Cgil Basilicata, che interverrà all’incontro.A seguire, la scena sarà affidata a “Il trattore di Leo e il petrolio lucano”, una storia ambientata ai giorni nostri che affronta il tema dell’inquinamento petrolifero. Protagonista è Leo, contadino di 72 anni di Corleto Perticara, la cui vicenda si intreccia con le attività estrattive presenti sul
territorio.Attraverso un racconto che mette in luce contraddizioni e criticità, lo spettacolo evidenzia il peso delle responsabilità e le difficoltà che possono ricadere sui cittadini, fino alla richiesta di sostenere costi elevati per verifiche e bonifiche ambientali.Il lavoro teatrale sarà poi portato in scena anche in altri contesti nazionali, con repliche previste a Roma, Milano e in diversi festival italiani, confermando il valore di un racconto che lega memoria, attualità e impegno civile.

Il candidato sindaco è Rossino. Osnato attacca: «È un’accozzaglia, una lista eterogenea e priva di coerenza


Con riferimento a quella che avrebbe dovuto essere la mia coalizione di Centrodestra per le consultazioni comunali di Lauria del 2026, alternativa ad un sistema vecchio e consolidato negli anni, nonché logoro e commissariato, ho constatato con dispiacere che l'agognata alternativa è sfumata e di centrodestra è presente il minimo sindacale per non dire niente.
La spiegazione di ciò è dovuta a trasversalità, ad accordi saltati, spartizioni e trasformismi che vengono da lontano.
Il boicottaggio da me subito alle elezioni regionali di Basilicata 2024 fin dalla proposta di candidatura, proseguito poi con il Congresso cittadino per la carica di segretario comunale di Fratelli d'Italia, ad opera dal Senatore meloniano Gianni Rosa per il tramite di Mariano Pici, è stato l'antefatto per togliere di mezzo un argine a trasversalita`, spartizioni, giochi di potere e candidature a cui oggi, se fossi stato presente a pieno titolo al tavolo delle trattative, non ne avrei consentito l'attuazione mai e poi mai. In primis avrei concorso ad elaborare un programma essenziale, sobrio e attuabile da mettere a disposizione della lista per cercare con molta umiltà di governare le sfide difficili che riguarderanno Lauria nel prossimo futuro, il che non è stato fatto sia da Fratelli d'Italia e sia da Forza Italia, mi sarei attivato a coinvolgere e ad elaborare una lista di coalizione di centro destra ben attrezzata a tutti i livelli e funzionale a garantire la giusta forza contrattuale per un probabile tavolo con Marcello Pittella, il che non è stata fatto sia da Fratelli d'Italia e sia da Forza Italia, dopo di che e nel più breve tempo possibile avrei impegnato lo stesso Pittella, in quanto Presidente del Consiglio regionale del Centrodestra luca-
no, di confermare o meno ufficialmente la sua adesione a partecipare alle consultazioni elettorali comunali con la lista del Centrodestra, condividendone programma elettorale e obiettivi, il che è avvenuto soltanto a ridosso delle elezioni, alle condizioni e al programma unicamente di Pittella. Le scelte ed i fatti si sono svolti diversamente per mancanza di acume strategico, di superficialità nel non costruire un progetto politico subito all'indomani del commissariamento del Comune di Lauria e a causa di sotterfugi consumati su più tavoli da parte di chi ha mosso le fila dietro i più o meno ignari Segretari comuna-
li di Centrodestra. Con questi presupposti Marcello Pittella ha preso la palla al balzo per costruire una lista ed un programma organizzativo ed elettorale all'ultimo momento tramite i suoi collaboratori, scavalcando le Segreterie di Fratelli D'Italia e Forza Italia, nonché di trattare direttamente con il candidato Sindaco della lista Antonio Rossino, ex assessore socialista, oggi Forza Italia.
In buona sostanza, Pittella ha sfruttato il fatto che tutti gli aspiranti Sindaci delle varie liste che si stavano formando aspettavano di essere battezzati da lui ed avere il suo supporto, li ha fatti cuocere a dovere e poi ha girato le carte sul tavolo all'ultimo momento, riducendo i tempi per accordi e alleanze alle fazioni contrapposte.
Il direttivo di Fratelli d'Italia di Lauria non è stato convocato dall'inizio di Dicembre da parte del Segretario Gallo, il che è impensabile, non corretto ed antidemocratico.
La funzione del direttivo di qualsiasi Partito non è formale ma sostanziale, sia per risolvere problemi, analizzare istanze, elaborare strategie e proporre candidature, sia per coinvolgere i propri membri nell'evoluzione delle trattative con gli alleati storici ed altri potenziali e sia per votare democraticamente le scelte da mettere in campo con la dovuta assunzione di responsabilità.
La regia di Pici e la sua ingerenza sul Segretario comunale di Fratelli d'Italia Gallo, da lui sponsorizzato e fatto eleggere, con il benestare del Segretario provinciale Claps e del Senatore Rosa, pone i suddetti signori nella condizione di essere per Fratelli d'Italia i veri responsabili di come sono state condotte le operazioni pre elettorali ed i risultati che verranno post elezioni.
In tutto questo, il Presidente del Consiglio regionale di Azione Marcello Pittella, non solo ha inserito il numero maggiore di candidati che fanno capo a lui, ma ha coinvolto e favorito direttamente l'inserimento in lista di componenti di Italia Viva e del Partito Socialista, dando alla coalizione una connotazione non alternativa a chi ha da sempre governato Lauria e quanto meno di centrodestra.
Diversi sono stati in questi mesi i miei messaggi e consigli rivolti ai rispettivi segretari di Lauria del Centrodestra, Domenica Cresci e Luigi Gallo, in linea con quello che sarebbe stato il mio modus operandi se al tavolo fossi stato presente.
Purtroppo i Segretari menzionati non hanno tenuto in considerazione ed attuato quanto consigliato, presumibilmente per la mancanza di forza e di esperienza o perché consigliati in modo erroneo o volutamente divergente da chi ha lavorato dietro le quinte al loro posto.

Se i partiti di Centrodestra avessero agito nella direzione da me consigliata vi sarebbe stata discontinuità pur con la presenza di un partner ingombrante che in passato ha avuto una storia politica di Sinistra e che oggi siede nella coalizione di Centrodestra. Pici, utilizzando strumentalmente Luigi Gallo come Segretario di Fratelli d'Italia, si è nascosto dietro un disegno che gli è sfuggito di mano, il cui intento era quello di ottenere la candidatura a Sindaco con il benestare di Marcello Pittella. L'intendo di Pici è venuto meno perché gli accordi con Antonio Rossino sono saltati e presumibilmente anche per l'ingerenza dell'Assessore regionale Franco Cupparo, il quale anni fa interruppe i rapporti con Pici. Il Risultato di tutto ciò è che oggi si è persa l'occasione per avere una alternativa "vera" di Centrodestra al sistema Lauria e per converso si è consegnata su un piatto d'argento a Marcello Pittella la lista di ciò che avrebbe dovuto essere il Centrodestra a Lauria, la cui finalità dal principio è stata quella di ottenere una maggioranza di componenti eletti riconducibili a partners vicini a lui. Fratelli d'Italia e Forza Italia sono i soci minoritari di una lista fortemente eterogenea in cui sono presenti partiti come Azione, la cui collocazione è ondivaga ( oggi in Regione Basilicata con il Centrodestra, alle comunali di Matera con il candidato Sindaco Cifarelli di Centrosinistra, fino a ieri a Lauria con il Centrosinistra, oggi alle comunali di Lauria con il Centrodestra) e Partiti come Italia Viva, i cui membri fino a ieri hanno militato a sinistra ed il Partito Socialista, la cui collocazio-

ne è a sinistra.
Giova ricordare che Azione ed il Partito Socialista sono i partiti che hanno svolto un ruolo chiave nell'
Amministrazione lauriota di sinistra capitanata da Gianni Pittella, fratello di Marcello, dunque sono solidalmente responsabili per il suo commissariamento. Questa lista eterogenea e partecipata da tutti questi Partiti, voluta da Marcello Pittella, se da un lato è funzionale a vincere le prossime elezioni comunali di Lauria e dall'altro funzionale a svolgere il lavoro di comitato elettorale trasversale per la sua candidatura alle prossime elezioni politiche del 2027, pone una riflessione e possibili dubbi sulla tenuta per cinque anni di Consiliatura.
Una buona dose di responsabilità di quanto descritto è ascrivibile alla assente classe dirigente di Fratelli d'Italia di Basilicata, la
quale, dal Segretario provinciale Claps ai Parlamentari lucani, non ha svolto il ruolo di guida partecipando alla contrattazione ed alla elaborazione della lista di Centrodestra, ha lasciato campo libero unicamente al Presidente del Consiglio regionale Marcello Pittella ed al suo amico Assessore regionale Franco Cupparo. Oltre al grave disinteresse della dirigenza di Fratelli d'Italia lucana nell'impartire direttive e guidare le elezioni comunali - dimostrato non solo da quanto evidenziato ma anche dai risultati di Fratelli d'Italia poco edificanti e scarni nelle varie consultazioni comunali lucane, che a cascata hanno portato una magra presenza di Consiglieri nell'Amministrazione provinciale - altrettanto grave è il tacito accordo per preservare gli equilibri, secondo il quale ogni politico, in base al luogo in cui ha ottenuto il mag-
gior consenso, si ritaglia il proprio orticello senza che altri colleghi e dirigenti di partito ingeriscano e mettano bocca. Lauria, cittadina strategica nel panorama lucano, in quanto uno dei primi quattro Comuni più popolosi dei centouno Comuni della Provincia di Potenza, con rappresentanze politiche di rilievo, avrebbe dovuto essere attenzionata con maggiore riguardo, quella attenzione e quella disamina delle responsabilità che chiederò alla dirigenza romana del partito di Fratelli d'Italia. Nel concludere, era doveroso da parte mia mettere a conoscenza dei laurioti e non solo le dinamiche per le quali non parteciperò con entusiasmo a questa tornata elettorale, il cui esito probabilmente sarà quello del solito piatto riciclato, riscaldato e commissariato.
*G IÀ C ONSIGLIERECOMUNALE

è aperta ufficialmente la stagione delle amministrative in Basilicata, dove sedici Comuni si preparano al rinnovo dei rispettivi consigli comunali. L’appuntamento con le urne è fissato per il 24 e 25 maggio, ma il primo banco di prova per candidati e schieramenti è già in corso: dalle 8 di ieri e fino alle 12 di oggi è infatti possibile depositare le liste pres-
so gli uffici comunali. La tornata elettorale coinvolge complessivamente 48.518 elettori, distribuiti tra la provincia di Potenza, con 35.767 aventi diritto, e quella di Matera, che conta 12.751 cittadini chiamati al voto. Si tratta esclusivamente di centri con meno di 15 mila abitanti: una caratteristica che esclude, salvo rare eccezioni di parità, il ricor-
so al ballottaggio.
Nel Potentino saranno dieci i Comuni interessati: Acerenza, Castronuovo di Sant’Andrea, Cersosimo, Corleto Perticara, Filiano, Francavilla in Sinni, Lauria, Moliterno, Sant’Arcangelo e Sarconi. Sei invece i centri del Materano coinvolti: Accettura, Craco, Grottole, Salandra, San Giorgio Lucano e Tursi.
Per la maggior parte delle amministrazioni si tratta di un passaggio ordinario, legato alla scadenza naturale dei mandati.
Fanno eccezione Lauria e Sarconi, dove si tornerà alle urne in anticipo: nel primo caso dopo le dimissioni del sindaco, nel secondo a seguito della scomparsa del primo cittadino avvenuta lo scorso anno. Il clima politico appare già in fermento. Come spesso accade nei piccoli centri, si prevede una competizione dominata da liste civiche, con un ruolo meno visibile per i simboli dei partiti tradizionali.
L’esito del voto rappresenterà un indicatore significativo per gli equilibri locali, offrendo una fotografia aggiornata delle dinamiche politiche e del consenso nei territori lucani.


POTENZA. Il Pubblico Ministero Chiara Picardi ha chiesto la prescrizione del processo a carico di Antonio Palermo,Vito Palermo e Pasquale Palermo, accusati di minacce nei confronti di Vito Palermo, un parente nell'ambito della questione relativa a un terreno sito nel comune di Palazzo San Gervasio. I fatti risalgono al 2018 e
precisamente ai mesi di marzo e aprile, mentre il processo vero e proprio è partito nel mese di luglio con lo svolgimento di sei udienze. Ieri mattina dunque si è svolto l'ultimo atto di questo processo nell'aula Andrea Ferrara del Palazzo di Giustizia di Potenza. La contesa su un terreno avrebbe provocato contra-
sti e un alterco con ingiurie, offese e minacce da parte dei tre nei confronti di Vito Palermo che invece dal canto suo rivendicava il possesso di tale terreno. Dunque il processo termina e con esso vengono estinti i reati dei tre implicati nella fase processuale.
I quattro protagonisti sono tutti agricoltori. Ieri

mattina appunto il Pubblico Ministero Chiara Picardi, nell'ambito dell'udienza diretta dal Giudice Michele Di Jesu ha chiesto la prescrizione del processo che ha visto sul banco degli imputati i personaggi sopra ascritti. La richiesta è stata accolta favorevolmente dal legale Mario Romanelli, presente in aula in rappresentan-
za dei tre imputati mentre ieri in aula non ha presenziato la legale di parte civile, Teodora Cancellara che rappresentava Vito Palermo, oggetto di minacce. Si chiude dunque un processo lungo otto anni che ha visto la comunità di Palazzo San Gervasio discutere di questi fatti per tanto tempo.
F RANCESCO M ENONNA
D’Andrea: «La Basilicata merita una rete di protezione efficace contro la criminalità»
«Il nostro Paese è la nostra casa e ogni cittadino ha il diritto fondamentale di sentirsi sicuro tra le mura domestiche, nelle strade e sul posto di lavoro. Gli ultimi gravi episodi di cronaca che hanno colpito la Basilicata non possono lasciarci indifferenti». Inizia così la nota congiunta di Federica D’Andrea, coordinatrice regionale di Progetto Civico Italia, insieme ai coordinatori provinciali di Potenza e Matera, Samuele Grippa e Angelo Rubino.
Dalla violenta rapina a mano armata nel centro commerciale di Policoro all’assalto nell'area industriale La Martella di Matera, fino ai ripetuti attacchi ai bancomat che stanno colpendo diversi comuni della regione: la sequenza di eventi criminali sta generando un clima di forte apprensione tra i cittadini e gli operatori economici lucani.
«La nostra Carta dei Valori è chia-
ra – sottolinea Federica D’Andrea –: essere aperti non significa essere deboli. Proteggere la comunità, garantire decoro e sicurezza è il primo dovere della politica. Non possiamo permettere che la percezione di insicurezza diventi rassegnazione. La bellezza della nostra terra va difesa anche attraverso una rete di protezione efficace».
Sulla stessa linea i coordinatori provinciali Angelo Rubino (Matera) e Samuele Grippa (Potenza), che pongono l’accento sulla necessità di risorse concrete: «Siamo grati alle Forze dell’Ordine per il lavoro incessante che svolgono quotidianamente con i mezzi a disposizione, ma è evidente che il territorio ha bisogno di un segnale forte dallo Stato. Chiediamo con urgenza un potenziamento degli organici e una maggiore presenza di pattuglie sul territorio, specialmente nelle aree industriali e nei centri nevralgici

dello shopping, obiettivi sensibili per la criminalità organizzata e per i professionisti del crimine.» Progetto Civico Italia ribadisce che la sicurezza è la precondizione per lo sviluppo economico e sociale. «Senza sicurezza non c’è libertà, né crescita. Chiediamo al Prefetto e al Ministero dell’Inter-
no un intervento mirato affinché la Basilicata non venga considerata una ‘zona franca’ o un territorio di conquista. La responsabilità che chiediamo ai cittadini deve essere accompagnata dalla garanzia, da parte delle istituzioni, di una presenza costante e visibile dello Stato.»
L’assessore
Si è svolta ieri, presso il Parlamentino del Consiglio regionale, una seduta congiunta delle Commissioni consiliari, durante la quale l’assessore alla Salute, Politiche per la Persona e PNRR, Cosimo Latronico, ha tracciato un quadro della sanità regionale, evidenziando criticità strutturali ma anche segnali di miglioramento. «La salute è il principale diritto costituzionale e va tenuta al riparo da ogni forma di strumentalizzazione», ha dichiarato Latronico, sottolineando la necessità di affrontare le sfide con responsabilità istituzionale. L’assessore ha evidenziato lo squilibrio tra l’aumento della spesa sanitaria (+3,64%) e la crescita del fondo sanitario (+1,86%), una disparità che incide sui bilanci regionali, soprattutto in territori con bassa densità abitativa e forte dispersio-
ne. «Stiamo lavorando con il Governo per far riconoscere il peso della dispersione territoriale, che rende più oneroso garantire i servizi», ha aggiunto. Il disavanzo sanitario, pari a 64 milioni di euro nel quarto trimestre 2025, dovrebbe ridursi significativamente con l’approvazione dei consuntivi. «Siamo fiduciosi che la partita si chiuda su livelli fisiologici, evitando misure straordinarie come il commissariamento», ha spiegato. Tra le principali criticità, l’assessore ha indicato l’aumento della spesa farmaceutica, cresciuta di 20 milioni di euro, trainata dai farmaci innovativi e oncologici, che rappresentano oltre il 20% del bilancio sanitario. «Stiamo intervenendo con azioni di monitoraggio e contenimento», ha assicurato. Altre voci di spesa in crescita riguardano i dispositivi medici, il
potenziamento dei servizi territoriali e gli investimenti sul personale. Proprio sul personale, Latronico ha sottolineato un saldo positivo nel turnover: nel 2025 sono stati assunti 775 operatori, a fronte di 541 cessazioni, con un incremento di 230 unità. «È un dato importante che dimostra il rafforzamento del sistema», ha detto.
Segnali positivi arrivano anche dalla produzione sanitaria, che nel 2025 ha raggiunto i 227,4 milioni di euro, registrando un aumento del 3% rispetto al 2024 e del 9% rispetto al 2023. In miglioramento anche la mobilità passiva, scesa da 84 milioni nel 2022 a 78 milioni nel 2024. «Con l’aumento della produzione interna, siamo fiduciosi che questo dato possa ridursi ulteriormente», ha aggiunto l’assessore.

Infine, sul fronte degli investimenti, Latronico ha confermato il rispetto degli obiettivi del PNRR, con il completamento delle strutture territoriali, il potenziamento tecnologico e l’acquisto di 53 grandi apparecchiature. Annunciato anche un concorso per 200 infermieri di comunità, fi-
gura chiave per il rafforzamento dell’assistenza territoriale. «Garantire la sostenibilità del sistema e migliorare l’offerta per i cittadini è una sfida complessa, ma stiamo mettendo in campo tutte le azioni necessarie», ha concluso l’assessore Latronico.

ROTONDELLA. Saranno inaugurati lunedì 27 aprile alle ore 18.30, nel quartiere Rotondella Due, due gruppi appartamento destinati a persone con disabilità, nell’ambito del progetto “Palestra delle Autonomie”. L’iniziativa rientra nei finanziamenti del Pnrr ed è gestita dall’Ambito territoriale sociale “Metapontino Collina Materana”, con il Comune di Policoro capofila.Le strutture, realizzate in via Leonardo da Vinci, sono state pensate per favorire percorsi di autonomia e inclusione sociale attraverso
esperienze di vita indipendente in modalità residenziale. I due appartamenti, adiacenti e dotati di spazi funzionali, potranno ospitare complessivamente dodici persone, offrendo ambienti attrezzati con cucina, sala da pranzo, camere da letto e aree dedicate ad attività culturali e ludiche.Il progetto punta a costruire un modello innovativo di presa in carico, centrato sull’accompagnamento graduale verso l’autonomia personale e relazionale dei beneficiari. Nella fase iniziale, e fino alla conclusione del program-
ma, la gestione sarà affidata alla cooperativa sociale “Occupazione e Solidarietà” di Bari, coinvolta nella co-progettazione con l’ente capofila.Alla cerimonia inaugurale prenderanno parte, oltre all’amministrazione comunale di Rotondella, i ragazzi destinatari del progetto, i rappresentanti dei Comuni dell’ambito territoriale, nonché autorità provinciali e regionali. Un momento che segna l’avvio concreto di un percorso orientato all’inclusione e alla piena partecipazione sociale delle persone con disabilità.

Nuovo ambulatorio di neuropsichiatria infantile autorizzato dalla Regione Basilicata: percorsi integrati e multidisciplinari per famiglie
POTENZA. Apre ufficialmente le porte a Potenza il Centro clinico Noraa – ambulatorio per la neuropsichiatria infantile, una nuova realtà sanitaria dedicata alla presa in carico globale di bambini e adolescenti con bisogni neuroevolutivi. Il Centro, gestito dalla cooperativa Noraa aderente a Legacoop Basilicata, è il primo di questa tipologia a essere autorizzato dalla Regione Basilicata e nasce con l’obiettivo di offrire un servizio qualificato, integrato e basato su evidenze scientifiche, ponendo al centro il bambino e la sua famiglia attraverso percorsi personalizzati e multidisciplinari. All’interno dell’ambulatorio saranno erogati servizi specialistici che comprendono visite di neuropsichiatria infantile, valutazioni psicologiche e percorsi di psicoterapia, logopedia, neuropsicomotricità, interventi educativi e trattamento Aba con supervisione costante. Il direttore sanitario è il dottor Domenico Bove, neuropsichiatra infantile, figura di riferimento clinico che garantisce la qualità e la supervisione sanitaria dei percorsi diagnostici e terapeutici. Nel corso dell’iniziativa di inaugurazione, che si è tenuta giovedì 23 aprile, è stato presentato il modello di presa in carico del Centro, orientato alla continuità assistenziale e alla collaborazione tra professioni-
motricità, con il coinvolgimento attivo di genitori e caregiver, ai quali offriamo strumenti concreti e supporto continuo per favorire la generalizzazione delle competenze nella quotidianità». «Noraa dimostra come la cooperazione, anche nel settore sanitario, possa affiancare il pubblico e svolgere un ruolo nell’integrazione dei servizi esistenti – evidenzia il presidente di Legacoop Basilicata Innocenzo Guidotti –per intercettare esigenze, offrire percorsi di cura, costruire reti di sostegno e rafforzare così un modello di sanità più inclusivo». «L’apertura del centro clinico Noraa rappresenta un valore aggiunto per il territorio, andando a integrare e rafforzare la presa in carico dei piccoli pazienti», dichiara infine Angela Lavalle, assessora alle pari opportunità e ai rapporti con la sanità del Comune di Potenza. «La neuropsichiatria – aggiunge – è una branca particolarmente delicata che richiede competenze specifiche: un approccio specialistico e multidisciplinare consente di valorizzare il lavoro in rete e offrire risposte più tempestive ed efficaci ai bisogni delle famiglie».Noraa si propone dunque come un punto di riferimento per il territorio, capace di coniugare rigore scientifico, qualità dell’intervento e attenzione alla dimensione umana della cura. APRE


sti, famiglie e contesti di vita del minore, con particolare attenzione alla generalizzazione degli apprendimenti. «Operiamo attraverso un’équipe multidisciplinare, costruendo percorsi personalizzati che tengano conto delle carat-

teristiche individuali e dei diversi contesti di vita del bambino, in un’ottica di presa in carico globale», sottolinea Debora Benatti, presidente della cooperativa Noraa. «Il nostro approccio si fonda su evidenze scientifiche e sul-
l’integrazione tra competenze professionali. In particolare, proponiamo interventi comportamentali, tra cui il trattamento Aba con supervisione costante, in sinergia con psicologi, logopedisti e terapisti della neuro e psico-

La storia del professionista lucano, esempio di solidarietà e dedizione: «Vengo in Africa da 13 anni, è una missione bellissima»
DI VINCENZO MAIDA
Esistono eccellenze in campo medico in Basilicata che operano in Italia e nel mondo senza molto clamore e, spesso, anche nell’indifferenza delle Istituzioni competenti che pur avrebbero l’obbligo di documentarsi e di conoscere. Si potrebbero citare diversi professionisti a cui ricorrono fuori Regione i lucani, che sono “stranamente” più documentati di chi ricopre ruoli istituzionali. Uno di questi casi è rappresentato dal dr. Pietro Venezia, di Montescaglioso,72 anni, fondatore e Presidente della “East African Laparoendoscopic Surgical School” che, da diversi anni, opera in Africa (Etiopia, Sudan, Yemen e Somalia). Una famiglia di medici, con il padre Paolo che a Montescaglioso, come medico condotto, è stato per molti anni un’autentica istituzione. Pietro è andato in
pensione qualche anno fa, dopo aver lavorato come medico chirurgo specialista in oncologia e medicina dell’urgenza presso il Policlinico di Bari. Proprio nel capoluogo pugliese, un evento drammatico interessò un suo familiare: suo figlio Paolo era in moto quando fu investito da un’auto pirata e perse una gamba che, inutilmente, tentò di ricucirgli. Ma il giovane sopravvisse e prese in mano la sua esistenza. Per il professionista lucano quell’episodio rappresentò un segno del destino e decise di sdebitarsi con l’umanità e il Padreterno ponendo la sua esperienza e le sue qualità di medico chirurgo e oncologo al servizio dei più deboli. Da oltre dieci anni, agisce come collegamento tra la Basilicata e l’Africa, sostenendo esigenze sanitarie, educative e alimentari. In Etiopia, ha fondato una Scuola di chirurgia endolaparoscopica, molto
seguita dai giovani chirurghi tigrini. Si è distinto per aver salvato e curato bambini in Kenya. A febbraio di quest’anno, è stato coinvolto in una situazione di emergenza, fuggendo dalla Guerra in Etiopia insieme a un gruppo di italiani. Tre giorni in fuga nel deserto e una missione umanitaria interrotta. Sorpresi da una guerra scoppiata nella regione del Tigrè, un gruppo di 40 persone, tutti volontari, dopo una fuga rocambolesca nel deserto, scortati da militari armati si sono imbarcati alla spicciolata sui voli per raggiungere l’Italia. Il dottor Pietro Venezia, quindi, dopo essersi rifugiato a Semera, la Capitale della regione Afar, ha raggiunto Addis Abeba ed è riuscito a imbarcarsi per Roma, amareggiato per aver dovuto lasciare il suo lavoro al Kidane Mehret hospital di Suor Laura Girotto ad Adua, in un villaggio costruito da italia-
ni. «Vengo in Africa da 13 anni, questa era una missione bellissima – ha raccontato dall’hotel dove l’Ambasciata era riuscita a bloccare i letti per gli italiani in fuga –. La scuola ha avuto il battesimo il 1° settembre scorso con il supporto di otto università nel telementoring, ossia la formazione in video a distanza, a cui hanno partecipato tutti i chirurghi del Tigrai. Il 27 gennaio sono partito, arrivato ad Addis Abeba e poi ad Axum. Dopo due giorni, sarebbe dovuta partire la seconda fase di formazione». La storia di questo professionista l’abbiamo sintetizzata, ma è molto più articolata e affascinante e merita di essere conosciuta e fatta conoscere, soprattutto a livello scolastico, perché può essere un modello per il futuro dei giovani studenti. Leggiamo di incontri che vengono promossi nelle scuole e pubblicizzati con molta enfasi, si tratta di
eventi molto discutibili. La deontologia professionale giornalistica impone, ad esempio, di non divulgare notizie di suicidi, tranne che non si tratti di eventi che interessino note personalità pubbliche che rivestono un importante ruolo istituzionale. Questo perché si potrebbe innescare un fenomeno di emulazione. Gli incontri, invece, con professionisti come il dr. Venezia potrebbero avere davvero un alto valore educativo.

Il consigliere comunale plaude ai professionisti che lo hanno aiutato durante il ricovero: «La Sanità funziona grazie a Latronico e Friolo»

«Ringrazio i medici, infermieri e oss dell’Ospedale di Matera per le cure ricevute durante l’ultimo ricovero per un intervento chirurgico. La Sanità nel Materano funziona grazie a Latronico e Friolo». Lo dichiara, in una nota, il consigliere comunale Giovanni Angelino (Matera nel cuore), che aggiunge:
«Mi sono recato nei giorni scorsi nuovamente all’ospedale di Matera per sottopormi ad un intervento chirurgico. Voglio ringraziare pubblicamente il primario del reparto di Chirurgia, Alessandro Pacifico, una delle eccellenze della Sanità italiana e i dottori Giuseppe Nicoletti e Michele Antonio Clemente per il prezioso lavoro che svolgono ogni

giorno all’Ospedale di Matera, impegno professionale di alto livello che ho avuto modo di constatare di persona. Queste professionalità confermano che la Sanità del Materano è al servizio dei cittadini, ai quali viene garantita la massima assistenza». «I progressi registrati in questo periodo, garantiti anche attraverso l’ingresso di nuovi strumenti
sanitari, confermano l’impegno garantito ogni giorno dall’assessore regionale, Cosimo Latronico, e dal direttore generale dell’Asm, Maurizio Friolo. Entrambi, hanno rilanciato la Sanità nel Materano e la conferma dell’ottimo lavoro è stata constatata dal sottoscritto in occasione dei due ricoveri all’Ospedale di Matera», conclude Angelino.



La Polizia Locale informa che l'ordinanza che sospende il controllo della velocità potrebbe essere modificata in base a nuove disposizioni
Il Comando della Polizia Locale del Comune di Potenza ha reso noto che, in riferimento alla postazione autovelox installata sulla SS7 VAR B in contrada Varco D’Izzo, la sospensione dell’attività di rilevamento automatico della velocità viene ulteriormente prorogata fino alle ore 24:00 del 15 maggio 2026. Il provvedimento si basa sull’ordinanza n. 150/2026/PZ, che aggiorna e integra la precedente ordinanza n. 119/2026/PZ, emanata da Anas S.p.A. con protocollo CDG-0276632-U del 29 marzo 2026. La proroga si rende necessaria in seguito al completamento dei lavori di riqualificazione della piattaforma stradale lungo la tratta compresa tra il km 466+550 e il km 468+300, relativa al primo stralcio dell’intervento infrastrutturale. Nel frattempo, resta prioritaria la verifica delle condizioni di sicurezza
dell’intero tratto prima della piena riattivazione dei dispositivi di controllo. Il completamento di questi interventi è essenziale per garantire una maggiore sicurezza stradale e una circolazione più fluida in una zona particolarmente trafficata. Gli interventi, già conclusi nel tratto interessato, rientrano in un più ampio piano di manutenzione e messa in sicurezza dell’arteria stradale, finalizzato a migliorare le condizioni di percorribilità e a garantire standard più elevati di sicurezza per la circolazione veicolare. Durante il periodo di sospensione, il sistema di rilevamento automatico della velocità resterà dunque inattivo, in attesa del completamento delle ulteriori fasi organizzative e tecniche previste. Il Comando della Polizia Locale precisa che la misura potrà subire modifiche qualora dovessero intervenire diverse disposi-

zioni da parte di Anas S.p.A., ente gestore della rete stradale interessata. La proroga rappresenta quindi una misura temporanea le-
I beneficiari con documentazione incompleta hanno tempo fino al 28 aprile

Sono stati approvati con Determinazione RCG n. 806/2026 del 22 aprile 2026 gli esiti relativi al contributo per i libri di testo destinato agli studenti per l’anno scolastico 2025/2026. L’atto definisce anche le modalità e i termini per la regolarizzazione delle domande incomplete o per l’eventuale integrazione della documentazione da parte dei beneficiari.I cittadini che risultano con documentazione incom-
pleta potranno sanare la propria posizione entro le ore 12:00 del 28 aprile 2026. Nello stesso termine, anche i soggetti già ammessi avranno la possibilità di integrare la domanda qualora necessario, così da garantire la corretta valutazione delle istanze presentate.Per il contributo DSA relativo alla strumentazione non libraria, è richiesto l’inserimento del Piano Didattico Personalizzato (PDP) rilasciato dalla scuola in
data antecedente alla presentazione dell’istanza. Per l’acquisto dei libri, dovranno essere allegati eventuali giustificativi di spesa non caricati inizialmente, completi del dettaglio fornito dalla libreria e dell’elenco dei testi prenotati. È inoltre possibile integrare ulteriori spese secondo quanto previsto nelle “Note” dell’Allegato 1.La documentazione dovrà essere trasmessa esclusivamente tramite la piattaforma cittadino.omnibussolution.it/ login/potenza, accedendo al servizio “Buoni libro integrazione” per l’anno scolastico 2025/2026. L’accesso è consentito unicamente attraverso SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE).Il Comune invita gli interessati a rispettare la scadenza indicata per consentire la corretta definizione delle pratiche e l’erogazione dei contributi nei tempi previsti. L’amministrazione precisa inoltre che oltre il termine stabilito non saranno prese in considerazione ulteriori integrazioni.
gata esclusivamente alle esigenze tecniche connesse alla piena conclusione degli interventi in corso.
TRIBUTO SPECIALE A NICOLA
Weekend di motori e memoria
9° Trofeo “Città di Potenza”
Il9° Trofeo “Città di Potenza”, in programma il 25 e 26 aprile, promette un weekend ricco di emozioni per gli appassionati di motorsport. La gara, terza tappa del Campionato Italiano Formula Challenge, vedrà sfidarsi ottanta piloti, tra cui il vincitore delle ultime due edizioni, Carmine Coviello, che cercherà il tris con la sua Osella PA 21 Suzuki.Il percorso cittadin o di circa 7 km, che quest’anno è stato rivisitato, offrirà uno spettacolo unico, trasformando viale Unicef in una vera e propria Montecarlo lucana. Tra i partecipanti anche nomi noti del motorsport, come Giovanni Giuliano e Paola Pepe, campioni italiani in carica.La gara non sarà solo un appuntamento per il Campionato Italiano, ma anche una competizione valida per il 23° Campionato Interregionale CPB 2026. Il programma prevede le verifiche sportive e tecniche sabato mattina, mentre domenica saranno le tre manches di gara a entrare nel vivo della competizione.Il trofeo, giunto alla terza edizione, è dedicato alla memoria di Nicola Maitilasso, pilota locale scomparso anni fa. L’evento è organizzato dalla Scuderia Basilicata Motorsport con il patrocinio del Comune di Potenza e dell’Automobile Club di Potenza.L'accesso al pubblico è gratuito e le postazioni di osservazione sono facilmente raggiungibili. Un appuntamento da non perdere per gli amanti dei motori e per tutti i cittadini potentini.

Formazione, gioco e sostenibilità: settanta alunni a lezione di energia pulita tra scuola, istituzioni e imprese
Vaglio Basilicata si tinge di verde e diventa laboratorio di sostenibilità in occasione del Green Energy Day. Lo scorso 23 aprile, il piccolo centro potentino ha ospitato una giornata interamente dedicata all’energia pulita, coinvolgendo circa 70 alunni della scuola primaria e secondaria dell’Istituto comprensivo Don Milani-Leopardi.L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Italia Solare — associazione nazionale impegnata nella promozione del fotovoltaico e delle tecnologie per la gestione intelligente dell’energia — ha unito momenti formativi ad attività pratiche, con l’obiettivo di sensibilizzare le nuove generazioni sui temi ambientali.«È stata una giornata speciale per Vaglio», ha dichiarato il sindaco Francesco Santopietro, sottolineando come l’evento abbia portato la transizione energetica «fuori dagli uffici e dentro le classi», offrendo agli studenti un’opportunità concreta per comprendere il valore delle fonti rinnovabili. «I giovani hanno una sensibilità naturale verso l’ambiente. Se imparano oggi cosa significa non sprecare energia, domani saranno cittadini consapevoli. La transizione ecologica parte dai piccoli comuni come il nostro», ha aggiunto.La scuola ha vissuto l’esperienza come un vero e proprio laboratorio immersivo. L’istituto, diretto da Marcella Marsico e già attivo sul fronte ambientale grazie alla presenza di un impianto fotovoltaico, ha visto il coinvolgimento diretto delle docenti Azzurra Giacomino e Maria Telesca, che hanno evidenziato il valore dell’apprendimento esperienziale.«I bambini sono spugne: vedere un pannello solare da vicino o capire come il sole possa accendere una lampadina rende tutto più reale. Oggi abbiamo piantato semi di consapevolezza ambientale che i ragazzi porteranno a casa, diventando piccoli ambasciatori del cambiamento», hanno spiegato.Momento centrale della giornata è stato l’intervento di Rocco Dimasi, della DR Impianti di Grassano, azienda attiva da anni nel settore delle
energie rinnovabili. Dimasi ha illustrato agli studenti, con un linguaggio semplice e diretto, come nasce un impianto solare, quali tecnologie vengono impiegate e perché il fotovoltaico rappresenti oggi una scelta strategica per famiglie e imprese.Un contributo che ha permesso ai ragazzi di collegare teoria e pratica, dimostrando come anche in Basilicata esistano competenze e realtà imprenditoriali capaci di guidare il cambiamento.Presente anche Italia Solare, che ha portato a Vaglio la propria esperienza nazionale nel settore. Il rappresentante regionale Domenico Bisaccia ha sottolineato il valore simbolico della partecipazione dei più giovani: «Per chi ha creduto nel solare 18 anni fa, vedere ragazzi che allora non erano ancora nati considerare il fotovoltaico come una scelta naturale è una grande soddisfazione. Significa che il cambiamento è in atto e che gli sforzi stanno dando frutti».Bisaccia ha inoltre ricordato il percorso della Basilicata verso la sostenibilità: «La Regione sta facendo passi importanti verso una transizione verde che non è solo ambientale, ma anche una nuova opportunità economica per un territorio resiliente».Il Green Energy Day si è concluso con entusiasmo e partecipazione, confermando l’importanza della sinergia tra istituzioni, scuola, imprese e associazioni. Un esempio concreto di come anche nei piccoli centri la cultura dell’energia pulita possa diventare patrimonio condiviso e investimento sul futuro.





L’uomo sarebbe stato intento in alcuni lavori e l’animale, nelle vicinanze, si sarebbe scagliato su di lui

Una notizia ha scosso la comunità di Muro Lucano ieri, quando un giovane di 37 anni è rimasto coinvolto in un grave incidente mentre era a lavoro nei suoi terreni. Si tratta di un allevatore aggredito da un toro in contrada San Pietro Pialgaro. Il luogo, in territorio agreste di Muro, vede diverse case sparse, mol-
te che fiancheggiano la strada, ed una chiesetta dedicata a S. Pietro a Paigari. Dalle prime notizie apprese pare che l’uomo stesse facendo dei lavori in un terreno dov’era anche il suo toro, quando l’animale, o per non averlo riconosciuto, o per rumori, o per spavento, ha caricato verso l’uomo, ferendolo. Sul posto sono prontamente intervenuti i soccorritori del 118 che hanno trasportato l’alle-

vatore, in codice rosso, all’Ospedale San Carlo di Potenza, per tutti gli accertamenti del caso. Sul posto sono intervenuti anche i militari dell’Arma dei Carabinieri della locale Stazione, che hanno avviato gli accertamenti per chiarire la dinamica dell’accaduto. Purtroppo quello di ieri riporta alla mente un precedente, avvenuto lo scorso 5 marzo, sempre in Basilicata, quando un imprenditore agri-
colo di 57 anni ha purtroppo perso la vita dopo essere stato caricato da un toro. Il triste epilogo ebbe luogo a Filiano mentre l'uomo stava facendo rientrare il toro. In quel caso gli operatori sanitari del 118 però non poterono far altro che constatarne la morte. La comunità di Muro Lucano si stringe ora con affetto intorno al 37enne concittadino, augurandogli una celere guarigione.
Pgione Basilicata, che coinvolge i comuni di Rotonda, Nova Siri, Latronico, Chiaromonte e San Severino Lucano. L’iniziativa punta a promuovere il benessere delle comunità attraverso percorsi che combinano natura, cultura e gastronomia, rafforzando il legame tra le aree interne e la costa e valorizzando il territorio tra Pollino e Ionio. Il
rende il via oggi, a Rotonda la due giorni “Orti, Viaggi e Tradizioni”, evento organizzato dal Comune capofila del progetto “Sentieri del Benessere”. L’iniziativa ha l’obiettivo di valorizzare il territorio, offrendo esperienze autentiche che coinvolgeranno sia i visitatori che la comunità locale, rafforzando il legame tra le tradizioni locali e la cultura contemporanea.Il programma si apre stasera alle 21:00 presso il CineTeatro Selene con lo spettacolo teatrale “Cunti di casa” di Egidia Bruno, un racconto che intreccia memoria e identità. Seguirà il talk “Restanza e tradi-
zioni”, condotto da Silvestro Maradei, che esplorerà il tema della permanenza nelle tradizioni locali e il legame con il territorio. Domani, 26 aprile, le attività si sposteranno al Museo Geo-Paleontologico e Archeologico (MUGEPA). La giornata inizierà alle 10:00 con il laboratorio e la lettura “Viaggio intorno al pomodoro”, un’iniziativa dedicata ai bambini dai 3 anni, che tratterà i temi della stagionalità e dell’alimentazione consapevole. In parallelo, nella sala conferenze del museo, si terrà la presentazione del libro “Viaggio intorno al pomodoro”, destinata a un pubblico adulto. Interver-
ranno Ilario Giuliano, fondatore della casa editrice Coccole Books, e la nutrizionista Miriana Paladino, che approfondiranno il ruolo del cibo negli stili di vita sani. Il talk sarà moderato da Silvestro Maradei. L’iniziativa non si limita alla sola promozione del territorio, ma offre anche un'opportunità di riflessione su come la cultura gastronomica e le tradizioni possano contribuire al benessere individuale e collettivo, sensibilizzando i partecipanti sull'importanza di scelte alimentari consapevoli.Il progetto “Sentieri del Benessere” è un’iniziativa di rigenerazione urbana e sociale, sostenuta dalla Re-



MATERA. Il Consiglio comunale di Matera è convocato in seduta ordinaria per martedì 28 aprile 2026 alle ore 16 nella Sala Pasolini di via Sallustio. In caso di mancanza del numero legale, la seconda convocazione è fissata per giovedì 30 aprile, alla stessa ora e nella medesima sede.La decisione fa seguito a quanto stabilito nella Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari riunitasi l’8 aprile e suc-
cessivamente confermato nella seduta del 20 aprile. Due i punti iscritti all’ordine del giorno, entrambi di rilievo per l’assetto istituzionale e per la gestione amministrativa dell’ente.In apertura è prevista l’elezione del presidente del Consiglio comunale e dei vicepresidenti, come stabilito dallo Statuto e dal regolamento dell’assemblea. Si tratta di un passaggio chiave per la piena operatività dell’aula,
chiamata a garantire il corretto funzionamento dei lavori consiliari.A seguire, l’assemblea sarà chiamata ad approvare il rendiconto della gestione 2025, documento contabile che fotografa l’attività finanziaria dell’ente e ne certifica gli equilibri di bilancio. Un atto fondamentale per la programmazione futura e per la verifica della sostenibilità delle politiche adottate dall’amministrazione comunale.

Il comitato scrive al Comune: «Nessuna stazione nel quartiere nonostante le richieste, serve confronto e intervento immediato»
MATERA. Il quartiere
Agna Le Piane resta fuori dalla rete del bike sharing cittadino e il comitato di quartiere torna a sollecitare l’amministrazione comunale chiedendo spiegazioni e interventi concreti. In una nota indirizzata al sindaco e all’assessore alla mobilità, con copia alla società che gestisce il servizio, i residenti denunciano l’esclusione da un progetto ritenuto strategico per la mobilità sostenibile.Il servizio di bike sharing è stato avviato il 20 dicembre 2024 ed è gestito da Vaimoo su incarico delle Ferrovie Appulo Lucane, in collaborazione con Regione Basilicata e Comune di Matera. Il sistema conta numerose biciclette elettriche distribuite in ventidue stazioni presenti sul territorio urbano. Un progetto che, almeno nel-

le intenzioni iniziali, avrebbe dovuto coinvolgere l’intera città.Il comitato ricorda di essere stato invitato alla presenta-
zione ufficiale del servizio, tenutasi il 27 giugno 2025 a Palazzo Malvinni Malvezzi, circostanza che aveva fatto ritenere im-
minente un coinvolgimento anche per Agna Le Piane. Tuttavia, a distanza di mesi, il quartiere risulta ancora privo di stazioni e quindi escluso dalla fruizione diretta del servizio.«Si tratta di una zona densamente abitata e attiva sul piano sociale e ambientale», sottolineano i rappresentanti del comitato, evidenziando come già dal primo maggio 2025 fosse stata presentata una richiesta formale al Comune per avviare una sperimentazione. A questa si sono aggiunte ulteriori sollecitazioni per l’individuazione di postazioni, accompagnate da rassicurazioni su una possibile soluzione che, però, non si è mai concretizzata.Da qui la richiesta di chiarimenti sulle motivazioni dell’esclusione e la proposta di installare una o più stazioni attraverso il
trasferimento di parte dei mezzi già presenti in altri punti della città, senza incidere sui costi complessivi del progetto. Il comitato chiede inoltre l’apertura di un confronto diretto con l’amministrazione per individuare soluzioni condivise.La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di criticità segnalate nel quartiere, dove i residenti lamentano carenze nei servizi, nella manutenzione e nel decoro urbano. «Alle parole non seguono i fatti», osservano, evidenziando una distanza percepita tra cittadini e amministrazione.Per i residenti, l’estensione del bike sharing rappresenterebbe un primo segnale concreto di attenzione verso un’area che da tempo attende interventi e maggiore integrazione nelle politiche urbane.
De Salvo (Confapi): «Apertura Bcc segnale positivo per le imprese», ma nei piccoli comuni prosegue la chiusura delle filiali
MATERA. «Il fenomeno della desertificazione degli sportelli bancari danneggia l’economia e impoverisce il territorio. Per questo motivo l’apertura di uno sportello di un nuovo istituto di credito a Matera, in evidente controtendenza, è un segnale positivo per le nostre imprese». Con queste parole il Presidente di Confapi Matera, Massimo De Salvo, commenta favorevolmente l’arrivo in città della Bcc dell’Alta Murgia. «Il problema, ovviamente, resta, per i piccoli Comuni – dichiara De Salvo – che vivono una situazione di pro-
gressiva chiusura degli sportelli, chiusure che dipendono dal taglio dei costi e non – come qualcuno sostiene dalla diffusione del digitale, visto che l’internet banking è poco diffuso». «Per questo motivo l’arrivo a Matera di una Banca di Credito Cooperativo, proveniente dalla vicina Altamura, quindi per sua natura radicata sul territorio, fa ben sperare per quell’anelito di prossimità cui le nostre imprese aspirano. Rapporto diretto con le imprese e conoscenza del territorio sono due aspetti fondamentali per il sistema economi-
co locale». La Presidente della Banca, Mariangela Tragni, dichiara: «Teniamo molto alla filiale di Matera perché opererà in un contesto di vivacità imprenditoriale e poi perché le interessenze tra Matera e Altamura, entrambe città murgiane, narrano di un territorio che presenta molte analogie». «Le Banche di Credito Cooperativo – conclude la Presidente Tragni rappresentano un’eccezione al fenomeno della desertificazione bancaria e confermano il loro ruolo sociale fondamentale nella nostra economia».


«Si attivi con urgenza lo stato di calamità e si accelerino i tempi di liquidazione dei ristori: non ancora compensati i danni del 2 luglio 2024»
DI EMANUELA CALABRESE
Il Comune di Rotondella nei giorni scorsi ha invitato gli agricoltori e tutti gli interessati a partecipare ad un incontro pubblico riguardante i recenti eventi calamitosi. Dopo questo incontro, dalla scrivania del Sindaco Gianluca Palazzo è partita una nota alla Regione Basilicata, per chiedere «l’immediata dichiarazione dello stato di calamità». Nella comunicazione «si sollecitano maggiori risorse regionali per il settore agricolo, l’apertura di un tavolo di confronto con gli agricoltori e la valutazione di una possibile rimodulazione dei fondi europei a favore delle aziende colpite. Viene inoltre richiesto di accelerare i tempi di liquidazione dei ristori, considerando anche i danni dell’evento del 2 luglio 2024 ancora non compensa- ti». «È notorio -scrive il Primo cittadino- che il territorio di Rotondella, in seguito agli eventi calamitosi eccezionali e straordinariavvenuti tra il 28 marzo e il 2 aprile- ha subito danni consistenti, tanto alle produzioni agricole quanto alle infrastrutture. Si tratta di un territorio vocato all'agricoltura ed è il maggior produttore regionale di drupacee, nella specie di albicocche». Nell'immediatezza dei fatti il Comune ha rappresentato la situazione calamitosa venutasi a determinare: «Lo stesso 2 aprile la Giunta comunale, ha deliberato «la richiesta di dichiarazione dello sta-
to di calamità naturale, da parte della Regione Basilicata, in favore del mondo produttivo agricolo e con ordinanza sindacale è stato istituito il C.O.C. mentre con quella successiva è stata disposta l'interdizione al traffico di alcune strade comunali per cedimenti delle rispettive sedi». Palazzo ricorda anche che il 9 aprile «il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo stato di emergenza anche per la regione Basilicata, rappresentando, ex multis, che "la situazione di emergenza, per intensità ed estensione, non è fronteggiabile con mezzi e poteri ordinari". La situazione del settore primario - da tempo già di per sé difficoltosa - con l'ultima calamità si è ulteriormente, e non di poco aggravata, tale da rendersi necessaria ed indispensabile l'adozione di idonee e concrete misure». Dal canto suo, l'Amministrazione comunale, recependo le istanze degli agricoltori «terrà fede agli impegni assunti nei confronti della comunità agricola, impegnandosi nel predisporre la manutenzione preventiva dei canali e della viabilità in generale di propria competenza, ragione per la quale è stata emanata apposita direttiva, anche in ordine alla manutenzione da parte degli altri Enti competenti e preposti».
Alla luce di tutto ciò il Comune attraverso la nota chiede «che la Regione Basilicata, in modo particolare l'Assessorato ed il Dipartimento alle Politiche agricole si attivi con urgenza per la dichiara-
zione dello stato di calamità, prevedendo nel bilancio regionale maggiori risorse per il mondo agricolo, aprendo un tavolo di concertazione circa le reali e concrete esigenze che saranno avanzate dagli agricoltori, valutando - infine - la possibilità di rimodulare, sempre ove possibile ed ammissibile, i fondi europei in dotazione destinan-

doli agli agricoltori colpiti dagli eventi calamitosi. Infine chiede che la Regione incida significativamente circa i tempi di liquidazione dei ristori spettanti, che devono essere decisamente più celeri, atteso che la calamità di cui oggi si parla, si sovrappone con quella precedente del 02/07/2024 non ancora ristorata».


I rappresentanti sindacali esprimono la loro preoccupazione per l’incidente alla Sogemont RAEE e chiedono un intervento immediato
(Fim Cisl): «Urgente rafforzare la cultura della sicurezza»
Il 23 aprile un grave incidente sul lavoro ha avuto luogo presso la Sogemont RAEE di Pisticci Scalo, in Valbasento, coinvolgendo un lavoratore della società. In seguito a quanto accaduto, Gerardo Evangelista, Segretario Generale della Fim Cisl Basilicata, e Francesco Carella, Coordinatore Cisl di Matera, hanno espresso la loro piena vicinanza al lavoratore coinvolto e alla sua famiglia, augurando una pronta guarigione.Nel comunicato ufficiale, Evangelista e Carella hanno ribadito con forza l’importanza di rafforzare la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, chiedendo interventi urgenti e misure più rigide di prevenzione. I due sindacalisti hanno sottolineato che, pur nel rispetto della buona fede dell’azienda, la sicurezza deve esse-
re considerata una priorità assoluta: “È imprescindibile porre la sicurezza al primo posto in ogni azienda, con l’obiettivo di garantire condizioni di lavoro sempre più sicure e ridurre drasticamente il rischio di infortuni”, hanno dichiarato.Secondo Evangelista e Carella, è necessario un impegno costante da parte delle imprese, delle istituzioni e dei sindacati per rafforzare le pratiche di sicurezza. «L’incidente di ieri è un campanello d’allarme che non possiamo ignorare. È fondamentale che le aziende investano con maggiore decisione nella formazione dei lavoratori e nella sicurezza dei luoghi di lavoro», hanno aggiunto.I sindacalisti hanno poi evidenziato l'importanza di un confronto continuo con i lavoratori e le rappresentanze sindacali, in particolare
con i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza Aziendale (RLSA) e le Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU). «Solo un dialogo costante e strutturato tra azienda e sindacato può contribuire a creare ambienti di lavoro più sicuri e protetti», hanno affermato.La Fim Cisl Basilicata, insieme al rappresentante della sicurezza aziendale Michele Montefinese, al componente della segreteria Vittorio Agnese e al responsabile regionale per la sicurezza Mimmo Ricci, ha quindi ribadito che la sicurezza sul lavoro deve essere una priorità per tutti. «Non possiamo permetterci che la sicurezza sia trattata come un aspetto secondario. La vita e la salute dei lavoratori vengono prima di tutto», hanno concluso i sindacalisti.Infine, è stato lanciato un appello alle isti-
tuzioni competenti affinché vengano rafforzati i controlli e le misure di prevenzione per evitare che incidenti simili possano ripetersi, garantendo così la sicurezza di tutti i lavoratori in Valbasento e nel resto della regione.




Tra

C’è un passaggio dell’articolo “La politica che non sa parlare” di Ernesto Galli della Loggia, pubblicato sul Corriere della Sera, che non concede vie di fuga: la democrazia italiana è diventata incapace di parlare. Non è una provocazione da salotto. È una diagnosi chirurgica. E le diagnosi vere hanno una caratteristica precisa: non si discutono per simpatia, ma per evidenza. Perché parlare, in politica, non è riempire un tempo televisivo. Non è infilare parole una dietro l’altra con la velocità di chi teme il silenzio più della menzogna. Parlare significa esporsi, assumersi il peso di ciò che si dice, accettare che qualcuno possa misurarti non per quanto parli, ma per quello che realmente stai dicendo. Ed è qui che il meccanismo si inceppa. Il rumore che scambia sé stesso per contenuto. Oggi la politica parla continuamente. Parla ovunque. Parla sempre. Ma dentro questo flusso incessante si nasconde una verità scomoda: è un rumore che si autoalimenta. Frasi pronte. Lessico standardizzato. Concetti intercambiabili come prodotti in serie. Una lingua senza radici. Winston Churchill riuscì a “mandare in battaglia la lingua inglese”. Non perché fosse più brillante degli altri, ma perché sapeva che la parola, quando è autentica, non accompagna la realtà: la orienta. Oggi, invece, la parola politica sembra avere un altro obiettivo: sopravvivere al turno di parola. Due minuti. Tre, se sei fortunato. E in quei minuti si condensa tutto: visione, programma, identità. Il risultato è inevitabile: la compressione produce banalità. È come voler spiegare un’esistenza in uno slogan.

ALIBI PERFETTO
Si dice spesso: è colpa della televisione. Troppo facile. La televisione amplifica, ma non crea il vuoto. Il vuoto, se c’è, esiste già. E allora assistiamo ogni sera allo stesso copione: – chi parla a macchinetta senza dire nulla – chi viene interrotto prima di arrivare a un punto – chi alza la voce come se il volume fosse un argomento. Un teatro senza testo. E la cosa più paradossale è che manca proprio ciò che dovrebbe essere il cuore del confronto: la domanda vera. “Come lo fai?” “Con quali risorse?” “A quale costo?” Domande semplici. Quasi imbarazzanti, per quanto sono dirette. E proprio per questo rarissime.
Il Parlamento che legge invece di parlare. Il cattivo esempio, come spesso accade, arriva dall’alto. Un Parlamento che dovrebbe essere il luogo della parola viva è diventato il luogo della parola letta. E spesso letta male. Testi infilati uno dietro l’altro, recitati con l’urgenza di finire prima del tempo assegnato. Poche pause. Pochi sguardi. Quasi nessun contatto reale con chi ascolta. Ma se chi rappresenta non riesce a parlare, come può rappresentare davvero? La parola, in democrazia, non è un accessorio. È sostanza. Perché è lì che si misura una cosa semplice e decisiva: ci credi davvero in quello che stai dicendo?
L’incapacità di parlare è incapacità di decidere. Galli della Loggia va oltre e tocca un punto che molti evitano: l’incapacità di parla-
re è figlia dell’incapacità di decidere. Perché decidere significa scegliere. E scegliere significa escludere. E escludere significa assumersi una responsabilità. E la responsabilità, oggi, è la cosa meno frequentata. Meglio restare nel vago. Meglio promettere tutto. Meglio non scontentare nessuno. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una politica che parla tanto proprio perché non decide nulla di davvero incisivo. Una politica che riempie il tempo perché non riesce a cambiare la realtà.
Scendendo nei territori: il caso Basilicata. Se ci spostiamo dai palazzi romani ai territori, il quadro non migliora. Si chiarisce. Prendiamo la Basilicata. Una terra che non ha bisogno di essere raccontata con enfasi, ma con verità. Una terra dove le parole pesano, perché la distanza tra ciò che si dice e ciò che accade è visibile. Qui la politica parla. Eccome se parla. Annuncia. Presenta. Inaugura. Ma poi? Quante di quelle parole diventano cantieri? Quante diventano lavoro? Quante diventano opportunità reali per chi resta e per chi vorrebbe restare? Il punto non è accusare. Il punto è osservare. E l’osservazione è semplice: spesso si comunica prima ancora di aver costruito. Si racconta ciò che potrebbe essere, mentre ciò che è resta fermo. E allora succede qualcosa di sottile ma devastante: le parole perdono credibilità. Non perché siano false. Ma perché restano sospese. E una parola sospesa, nel tempo, diventa una parola vuota.
Anche chi ascolta ha una responsabilità. Sarebbe troppo comodo fermarsi qui e puntare il dito solo contro la politica. La verità, quella che non fa sconti, è un’altra: anche chi ascolta ha una responsabilità. Perché abbiamo abbassato l’asticella. Ci accontentiamo. Confondiamo la sicurezza nel tono con la profondità del contenuto. Scambiamo la velocità per competenza. E così finiamo per premiare chi parla meglio… anche quando dice meno. Alzare la voce non è avere ragione. Usare parole difficili non è pensare meglio. Ma se nessuno lo contesta, tutto questo diventa normalità. La verità che passa dal corpo, non dal foglio. C’è però un elemento che resiste a tutto questo: l’autenticità. Quando una persona parla senza rifugiarsi nel testo scritto, quando regge uno sguardo, quando accetta una pausa… succede qualcosa. Si crea una connessione. Perché la parola ve- ra non è solo contenuto. È presenza. E la presenza non si può fingere a lungo. Si può imitare, certo. Per qualche minuto. Ma poi emerge tutto: la distanza, l’incertezza, la mancanza di sostanza. E i cittadini lo sentono. Magari non lo spiegano. Ma lo percepiscono. Ed è da lì che nasce quella forma di sfiducia più pericolosa: quella silenziosa. Non rabbiosa. Non gridata. Semplicemente… disillusa.
Tornare a parole che costano. Forse il punto non è che la politica non sa parlare. Forse il punto è che ha smesso di cercare parole
vere. Perché le parole vere costano. Costano studio. Costano tempo. Costano anche solitudine. Perché chi dice qualcosa di autentico non sempre viene applaudito. A volte viene ignorato. A volte disturbato. Ma è proprio lì che si misura la qualità. Nella capacità di restare su ciò che si è detto. Nella capacità di sostenerlo nel tempo. Nella capacità di spiegarlo senza urlarlo.
UNA DOMANDA CHE RESTA
La politica italiana non ha bisogno di parlare di più. Ha bisogno di parlare meglio. E forse, ogni tanto, ha bisogno anche di tacere. Non per assenza. Ma per rispetto. Perché ci sono silenzi che preparano parole necessarie. E parole che nascono solo per coprire il vuoto. Le prime costruiscono. Le seconde consumano. E allora la domanda finale, quella che non si può aggirare, è una sola: quello che sto dicendo serve davvero a qualcuno, oppure serve solo a dimostrare che esisto?
IL PUNTO IN CUI LE PAROLE FINISCONO
Perché se la politica continua a usare parole in affitto e a vendere silenzi travestiti da decisioni, il problema non sarà più solo la qualità del linguaggio. Sarà la qualità della democrazia. E a quel punto non basterà più alzare la voce per farsi sentire. Perché quando le parole perdono valore, anche chi le ascolta smette di crederci. E una democrazia in cui nessuno crede più alle parole è una democrazia che ha già iniziato a svuotarsi.
DI FABRIZIO Q UARATINO
C’’è una forma di libertà di cui nessuno parla.Non è quella che si celebra. Non è quella che si conquista fuori. È quella che ti resta addosso quando smetti di raccontarti scuse. Perché la verità è più scomoda di quanto si dica: molti vogliono essere liberi… ma pochi sono disposti a reggere il peso della libertà.Essere liberi davvero significa non avere più alibi. Non puoi più dare la colpa alle circostanze, alle persone, al passato, alla sfortuna. Non puoi più nasconderti. Nemmeno a te stesso.E quando entri davvero in questa libertà, cambia anche il modo in cui stai con qualcuno. Perché una relazione non regge sulla libertà dichiarata, ma su quella praticata.Libertà è dire la verità anche quando esporsi costa. Libertà è non nascondersi dietro silenzi comodi o parole costruite per non disturbare. Libertà è scegliere la trasparenza invece della protezione.E questo pesa. Perché essere liberi in due significa non potersi più mentire. Nemmeno nelle cose piccole. E questa è una soglia che spaventa davvero.Perché

nel momento in cui smetti di reagire automaticamente e inizi a scegliere consapevolmente, tutto cambia. Non cambia il mondo. Cambi tu dentro al mondo. Ed è lì che accade qualcosa di potente.Perché scopri che anche nel punto più stretto, anche nel momento più duro, anche quando tutto sembra già scritto… esiste sempre uno spazio invisibile in cui puoi decidere chi essere. Non cosa fare. Chi essere.E quella scelta non te la può togliere nessuno. È lì che nasce una forza che non dipende da niente fuori. Non è rabbia. Non è orgoglio. Non è resistenza cie- ca.È una lucidità profonda che ti rimette in piedi anche quando ca- di. È una direzione interiore che non ha bisogno di conferme. È una dignità silenziosa che non chiede permesso.Ma attenzione: questa libertà non consola. Ti mette davanti a te stesso senza filtri. E ti chiede una cosa precisa: “Adesso che lo sai… cosa scegli davvero?”Perché puoi continuare a vivere in automatico, ripetendo schemi, giustificando tutto, aspettando che qualcosa cambi fuori. Oppure puoi fare un passo diverso. Uno solo. Ma reale.E

quel passo non ha bisogno di condizioni perfette. Ha bisogno di una decisione netta. Senza rinvii. Dentro.Da lì in poi non diventi invincibile. Diventi responsabile. E questa è la vera svolta.Perché quando smetti di cercare libertà fuori e inizi a costruirla dentro, succede qualcosa che gli altri percepiscono anche senza capire. La tua presenza cambia. Le tue parole pesano di più. Il tuo modo di stare nelle cose diventa un riferimento.Non perché sei migliore. Ma perché sei allineato.E oggi, più che mai, il mondo non ha bi-
sogno di persone perfette. Ha bisogno di persone libere davvero. Libere di scegliere il coraggio quando sarebbe più facile tirarsi indietro. Libere di restare integre anche quando conviene piegarsi. Libere di trasformare ogni situazione in un punto di partenza e non in una condanna.Questa libertà non si insegna. Si conquista. Un passo alla volta. Una scelta alla volta. Un momento alla volta.E quando inizi a viverla, te ne accorgi subito. Perché smetti di aspettare e inizi a creare. E da lì non torni più indietro.
All’auditorium del Centro culturale Nitti un incontro per riflettere sull’antifascismo liberale e sull’eredità politica dell’Aventino
Sarà presentato lunedì 27 aprile 2027 alle ore 17:30, presso il Polo Bibliotecario di Potenza in via Don Minozzi, il saggio Lo spettatore inquieto – critica della ragione visionaria di Armando Lostaglio, pubblicato da EditricErmes (160 pagine).L’iniziativa è promossa dalla casa editrice insieme al Polo Bibliotecario di Potenza, con la collaborazione della Società Dante Alighieri, del Premio Letterario Basilicata e del CineClub «Vittorio De Sica» Cinit. All’incontro prenderanno parte, oltre all’autore, la presidente potentina della Società Dante Alighieri, Maria Raffaella Pennacchia, e il presidente dell’Università Popolare Nitti, Michele Masciale. A introdurre l’appuntamento saranno il direttore del Polo Bibliotecario, Luigi Catalani, e l’editore Lucio At-
torre. Hanno inoltre aderito il Cinit – Cineforum Italiano, con sede a Venezia, e il Cinecircolo Pier Paolo Pasolini.Il volume ha già conosciuto diverse occasioni di confronto pubblico. Un’anteprima si è svolta con gli studenti del Montecatini International Short Film Festival, diretto da Marcello Zeppi, alla presenza anche di partecipanti spagnoli e armeni. Successivamente, il libro è stato presentato a Roma nell’ambito del festival «Corti da mare», diretto da Virginia Barrett. Il testo è stato inoltre adottato da alcune classi del liceo artistico Alfieri di Asti, in collaborazione con il regista e docente Giuseppe Varlotta. Di recente, la seconda edizione è stata protagonista anche di un incontro lucano nel salotto letterario delle Cantine del Notaio a Rionero in
Vulture.Nel saggio, Lostaglio propone un’interpretazione originale del cinema d’autore, ponendo al centro il ruolo dello spettatore. Non più figura passiva, ma presenza partecipe, capace di condividere e rielaborare l’esperienza filmica. L’opera riflette sullo sguardo come elemento che segna e interpreta l’esistenza, trasformando la visione in un evento culturale condiviso e solidale, riconoscendo al cinema il valore di bene collettivo.Il testo si presenta come una raccolta di appunti e riflessioni rivolta a un pubblico critico e consapevole, interessato non solo alla narrazione cinematografica ma anche alla ricerca di significati più profondi. Il cinema viene così inteso come laboratorio di idee, capace di attraversare il tempo, i linguaggi e i mezzi produttivi.A

completare il volume, una serie di contributi che includono recensioni, versi, immagini ed esperienze recenti di diffusione della cultura cinematografica in contesti diversi, dalle università popolari agli istituti penali, fino alle scuole dell’obbligo. Non manca inoltre un «Pantheon» di personalità che hanno accompa-
gnato il percorso culturale dell’autore.Alla base del lavoro di Lostaglio resta una visione chiara: «Cinema ovunque, come impegno civile, come memoria da custodire. E dubbi da coltivare». Un invito a vivere il cinema non solo come intrattenimento, ma come spazio di crescita, confronto e consapevolezza.
Domani alle 18, al “Viviani”, ultimo match di Campionato. La squadra di De Giorgio si prepara per i play off. Loiacono ha ripreso gli allenamenti
DI R OCCO NIGRO
POTENZA Con Potenza - Monopoli di domani sera, alle 18:00, si chiude la regular session del Campionato di serie C edizione 2025-2026. La classifica, a meno di stravolgimenti dell’ultima ora, per quel che riguarda i posti in zona play off sembra ormai definita. Resta, invece, qualche match “infuocato” per evitare lo scontro play out in zona retrocessione. La squadra di De Giorgio, dopo il buonissimo test in casa del Catania è concentrato per le gare del 10 e 13 maggio prossimo quando, se tutto dovessere restare così, i leoni rosso-blù dovranno affrontare prima all’Arechi” e poi al “Viviani” la Salernitana di Serse Cosmi. In questo momento, De Giorgio ed il tuo staff stanno organizzando il lavoro sia dal punto di vista fisico che mentale. La posta in palio è molto ghiotta ed i play off spesso sono stati un terno a lotto per un posto in serie B. Lo stanno facendo con sedute di allenamento piuttosto intense, cercando nel contempo di recuperare anche qualche assenza impor-

tante. Uno su tutti il centrale ex Ternana Loiacono che, da qualche giorno, ha messo piede sul sintetico cittadino proprio con l’intenzione di trovarsi pronto al primo match play off. L’edema al polpaccio che lo ha tenuto fuori per diverse settimane sembra essersi assorbito ed ora si tratterà soltanto di forzare i tempi per il recupero funzionale. Intanto, viste la situazione di classifica orami definita per ritornare alla gara di domani se-
ra contro i “gabbiani” del Monopoli, il tecnico di Verbicara potrebbe giocarsi la carta turn over proprio per evitare che i pezzi migliori della squadra possono incorrere in infortuni pesanti ed anche in squalifiche. In difesa ipotizziamo l’impiego dei giovani Bura e Balzano con Adjapong a destra e come è successo nella parte finale di Catania Rocchetti al centro area. Camigliano dopo la botta alla spalla rimediata al Mas-
simino dovrebbe restare fuori. Come pure Riggio diffidato e in odore di squalifica. A centrocampo, ci dovrebbe essere il ritorno di Felippe nella mediana con Siatounis ed uno tra Maisto e Ghisolfi. In attacco fuori il tridente D’Auria-Murano- Schimmenti per Petrungaro-Selleri ed uno tra Mazzeo e Delle Monache. Questo per quel che riguarda il Potenza. Per quel che concerne i bianco-verdi del Monopoli dell’ex Alberto
Colombo, l’obiettivo è ottenere il settimo posto della zona play off. Il capitano Cristian Battocchio, ha suonato la carica: «Siamo concentrati, ci aspetta una partita importante e vogliamo prenderci i tre punti». Il centrocampista ha poi analizzato l’avversario, sottolineandone il valore: «Il Potenza è una grande squadra che giocherà senza pressioni, essendo già qualificata ai playoff nazionali. Proprio per questo sarà ancora più difficile affrontarla, perché senza pressione si gioca meglio». Intanto, anche per questa ultima gara di Campionato il Prefetto della Provincia di Potenza ha disposto il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Bari. Infine, come sempre, diamo notizia della direzione arbitrale affidata ad in fischietto donna toscana. Si tratta di Deborah Bianchi della sezione di Prato, coadiuvata da Badreddine Mamouni di Tolmezzo e da Andrea Cocomero di Nichelino. Quarto ufficiale sarà Giuseppe Maria Manzo di Torre Annunziata e, al monitor Fvs, ci sarà Nicola Monaco di Sala Consilina.
Domani sarà una partita diversa dal solito. I lucani sono già salvi, tocca agli ospiti fare risultato per salvarsi
Una festa dopo una stagione tribolata, una partita che serve solo per la statistica. Domani pomeriggio, alle 18, l'AZ Picerno affronta il Sorrento nell'ultima giornata della Lega Pro Serie C Now. I lucani sono salvi e festeggeranno la premanenza nella terza serie nazionale giocando al Curcio contro il Sorrento che, invece, cerca punti utili per allontanare lo spettro della retrocessione e dei play-out. Il Picerno scende in campo, domani pomeriggio, senza gli squalificati Maselli, appiedato per due turni dal giudice sportivo, Del Fabro e Franco, invece, sono stati squalificati per una giornata. Ma questa volta non importa perché dinanzi alla gente che ama la Leonessa la gara segna la fine di un Campionato tribolato, segnato da tre cambi di allenatore, da un mercato fatto in due fasi e da una rimonta davvero imponente che ha consentito alla formazione lucana di risalire la china. Dopo la sfida di domani, sarà tempo di tuffarsi nel mercato e, soprattutto, di parlare con il tecnico Claudio De Luca di una possibile confer-

ma come allenatore anche per la prossima stagione. La sfida contro i cilentani dello squalificato Serpini rappresenta, dunque, l'epilogo felice di un Campionato durissimo, reso ancor più complicato dai numerosi infortuni e squalifiche che hanno condizionato il corso del torneo. Una partita diversa dal solito dove, finalmente, la squadra avrà la possibilità di giocare con la mente sgombra da assilli di classifica e
potrà mettere in campo tutta la serenità necessaria per superare il team cilentano. I tifosi sono pronti a far festa e, anche in questa settimana, dopo una stagione rovente fatta di contestazioni alla squadra, prese di posizioni e commenti di vario genere, possono tributare il giusto omaggio all'undici del presidente Donato Curcio, vero e proprio mentore di una formazione che grazie ai suoi investimenti e alla campagna ac-
quisti svolta dal tandem formato da Vincenzo Greco e Roberto Franzese ha potuto dare alla formazione lucana quella salvezza che ora diventa un fondamentale punto di partenza per sviluppare e mettere in campo progetti di ampio spessore. Ovviamente, nella gara contro il Sorrento potrebbero esserci tante novità sia sul piano della formazione che del modulo e in campo, sul sintetico del Curcio potrebbero rivedersi anche giocatori poco utilizzati durante la stagione. In primis, il portiere Summa che non calca il terreno di gioco dal lontano mese di ottobre, vista la scelta rivelatasi azzeccata da parte della Società di affidare il ruolo di portiere titolare a Richard Marcone, tra i protagonisti della risalita in classifica della Leonessa. Dirigerà la gara dell'ultimo turno il signor Mattia Nigro di Prato, coadiuvato da Giovanni Celestino di Reggio Calabria e Alberto Callovi di San Donà di Piave. Quarto uomo è Gabriele Totaro di Lecce, mentre l'operatore FVS è Steven La Regina di Battipaglia. FRA. MEN.

