Skip to main content

Cronache del 24 settembre 2026

Page 1

GIOvEDì 24 SEttEMbRE 2026 • ANNO XI N. 213

Direttore Responsabile Rosa MOLLICA Direttore Editoriale Alessandro SANSONI • redazione@lecronache.info

IL GEN. A CRONACHE TV PER LA SUA PRIMA APPARIZIONE DA SEGRETARIO REGIONALE DI FORZA ITALIA

Bardi a Oltre il giardino Ospiti di Leporace anche Perri e Orlando per parlare dei risultati di “Fantastico Medioevo”

Dellapenna a pag 9

COTTARELLI A CRONACHE LANCIA LA CAMPAGNA “QUANTO MI COSTA?”

«BASTA PROMESSE DA MARINAIO» Raccolte 90 mila firme per obbligare i partiti a indicare le coperture finanziarie delle promesse elettorali L’economista: «È una gara a chi la spara più grossa. Vorrei invece un dibattito serio, con promesse credibili» _

AUSTRALIA SOTTO PRESSIONE

Meloni cita la circolare di Mattarella sulle quote quando era ministro e fa capire che non intende scontrarsi ma non accetta condizioni

Family First: al bando i Fratelli Musulmani

I

DI HAMZA BOCCOLINI

l partito australiano Family First ha chiesto al governo federale di vietare i Fratelli Musulmani e di aprire un'indagine sulle organizzazioni che, a suo dire, potrebbero essere collegate al movimento islamista. La richiesta è arrivata in un comunicato diffuso il 18 settembre da Lyle Shelton, direttore nazionale del partito e candidato (...) ■ continua a pag 5

_

Cottarelli

Carriero a pag 6

QUESTION TIME Giorgetti anticipa le intenzioni del Governo in vista della legge di bilancio

Conti, tasse e manovra alle porte SÌ DAL SENATO ALLA LEGGE DELEGA

Nucleare sostenibile, Rosa e Caiata: «Svolta storica»

Giorgetti

LIMITI IMMIGRATI A SCUOLA

Serino pag 4

Caiata e Rosa

Servizio a pag 10

■ Lamattina

a pag 3

POTENZA

Sequestrati beni per un valore di 250mila €: nel mirino i conti e le attività riconducibili a Giordano, barbiere, e a presunti prestanome

■ Servizio

a pag 25

_ PIGNOLA

La Regione acquista l’Oasi WWF Pantano, Mongiello: «È una nuova responsabilità, ora è patrimonio pubblico»

■ Servizio

a pag 12

_ I FIGLI DELLA SCIMMIA

Sold out per Scamarcio a Matera. Romaniello di Lfc: «La sala resta il luogo in cui l'opera incontra il pubblico» ■ Servizio

a pag 17


2

giovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info

ăņŎĦł¾ğŎá

ĿáłŎĦΨŎœŎŎăΨăΨ÷ăĦłğă

}łáğĦŎ¾ΨăĘΨŎœĦΨŎ¾ŧĦĘĦΨ¾Ę

̛̜̠Ψ̞̝̜̙̝̠̚ }ĦłŎĦΨÝá÷ĘăΨ ł÷Ħğ¾œŎă ]¾łăğ¾ΨÝăΨ}ăņŎă××ăΨ


3

giovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info

Italia e Mondo Il primo a volere limiti agli immigrati nelle classi è stato l’inquilino del Colle

La circolare Mattarella sulle quote Le parole del Presidente della Repubblica sulla scuola utilizzate dall’opposizione per attaccare Meloni. Il Capo del Governo fa capire che non intende scontrarsi con il Quirinale ma non accetta condizioni

N

DI ROBERTO LAMATTINA

el tempo dell’inganno universale, dire la verità è un fatto rivoluzionario. La Meloni con poche parole ha smascherato l’ipocrisia della sinistra sulle quote di immigrati nelle scuole. Lo ha fatto anche svelando tutta la narrazione con la quale la sinistra aveva provato a tirare il Presidente della Repubblica Mattarella per la giacchetta dando una interpretazione delle sue parole tali da poter essere considerate contro il Governo. Il Presidente della Repubblica, infatti, parlando di scuola aveva voluto ricordare che la scuola è aperta a tutti ed è il principale veicolo per l’inserimento sociale e che, come tale, è considerata dalla Carta Costituzionale. Parole, quelle di Mattarella, che non erano in valore assoluto contrarie alla proposta di Giorgia Meloni sulle quote di immigrati nelle scuole ma che così erano state forzatamente interpretate dalla sinistra nel tentativo di costruire uno scontro istituzionale.

LA CIRCOLARE DI MATTARELLA In realtà la sinistra italiana, quanto era governativa e non gestita come un’assemblea di istituto di un liceo, aveva non solo teorizzato ma messo in pratica il principio delle quote massime di immigrati per istituto. Lo aveva fatto per la prima volta con una iniziativa del Ministro dell’Istruzione Mattarella. Non era una Legge né un decreto Legge ma una circolare. Una circolare nella quale, proprio al fine di favorire l’integrazione, si suggeriva di non mettere più di 5 studenti immigrati per classe cercando anche di evitare che fossero dello stesso gruppo linguistico. Circolari simili erano state fatte anche da Gelmini e anche dei ministri dell’istruzione dei Governi Conte e Letta. Insomma, quello di evitare le classi ghetto era una questione che anche la sinistra aveva in cuore di fare. LA DIFFERENZA TRA IL FARE E L’ANNUNCIARE Trovati con le mani nella marmellata gli esponenti

dell’opposizione hanno iniziato a cercare il pelo nell’uovo che, in realtà, non nasceva da un giudizio della realtà ma da un pregiudizio. In pratica i soliti soloni hanno provato a dire che è vero che anche la sinistra al governo e anche Mattarella lo avevano voluto ma che, mentre la Sinistra lo voleva fare per favorire l’inclusione, la Meloni l’ha immaginato con finalità razziste. Siamo al delitto d’autore. In pratica la stessa cosa è umanitaria se la fa la sinistra, diventa razzista sa la fa la Meloni. La differenza sostanziale, in realtà, tra le circolari di Mattarella e la proposta della Meloni è, come sempre, la differenza che esiste tra l’annunciare e il fare. Le circolari dei Ministeri dell’Istruzione sono rimasti, fino ad oggi, lettera morta. Simili alle grida manzoniane contro i bravi, si sono accumulate nella polvere delle segreterie bloccata dai “se possibile” che da sempre caratterizzano lo stile dello scrivere senza volontà di fare. La Meloni, come è accaduto per il bollo au-

to, non sembra volersi limitare ad annunciare, intende anche fare. La Meloni lo farà e lo farà in maniera tale da non lasciare i “se possibile” alla volontà del caso. LO SCONTRO INESISTENTE CON IL COLLE Sullo sfondo della scena resta il presunto scontro con il colle. Uno scontro che non è avvenuto in questi anni e che oggi nasce solo a causa delle pretese interpretazioni della sinistra del pensiero del Presidente della Repubblica. Noi, ovvia-

mente, non sappiamo se ci sono interlocuzioni. Quello che, però, ci sembra di capire è che il Presidente del Consiglio che fino ad oggi non ha mai neanche lasciato adito alla possibile interpretazione di una frizione con il Quirinale, questa volta ha fatto capire che non intende fermarsi davanti a niente ed andrà fino in fondo. Sulla rottura dei ghetti per gli immigrati nelle periferie Fratelli d’Italia ha fondato una parte del suo programma e della sua identità. Ora è il momento dei fatti.


4

Italia e Mondo

gìovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info

Dal taglio delle imposte al caro carburante: il ministro anticipa le intenzioni in vista della legge di bilancio

Giorgetti al question time: il Governo prepara la manovra tra fisco e salari L

DI LUCIA SERINO

a prossima legge di Bilancio prende forma, ma il quadro finanziario resta ancora da definire. È questo il dato che emerge dal question time di ieri alla Camera con il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Sul tavolo ci sono il taglio delle imposte, il bollo auto, la crescita, i conti pubblici, il caro-carburanti e gli interventi per aumentare le retribuzioni dei giovani.La priorità indicata da Giorgetti è la prosecuzione della riduzione delle imposte sul reddito per il ceto medio. Il ministro ha confermato che la revisione dell’Irpef è tra gli obiettivi del governo, ma ha rinviato la definizione concreta delle misure alle prossime settimane. Prima bisognerà aggiornare il quadro di finanza pubblica, tenendo conto dell’andamento dei

tassi di interesse e dei prezzi delle materie prime.Sul bollo auto Giorgetti ha ribadito la volontà dell’esecutivo di arrivare alla sua eliminazione strutturale nella forma prevista. Anche in questo caso, però, la decisione finale sarà legata alle risorse disponibili e alla costruzione complessiva della manovra.Il passaggio più delicato riguarda i conti pubblici. Dopo i dati sull’andamento del deficit, il ministro ha respinto l’idea che il governo abbia mancato gli obiettivi fissati. «Siamo assolutamente in linea con il preventivato», ha spiegato in Aula. Giorgetti ha però richiamato l’attenzione sull’effetto delle revisioni statistiche e sulle conseguenze che queste possono avere sui parametri europei.Sul fronte della crescita, il ministro ha sottolineato il miglioramento delle previsioni

per l’economia italiana. Una revisione che, nelle sue parole, conferma un quadro meno negativo rispetto alle attese iniziali, pur in presenza di un contesto internazionale ancora caratterizzato da numerose incognite.Il caroenergia resta invece una variabile aperta. Giorgetti ha ricordato che il prezzo dei carburanti dipende soprattutto dall’andamento del petrolio e dalla capacità delle raffinerie. Il governo ha portato il tema anche sul tavolo europeo, mentre a livello nazionale resta da capire quali margini possano essere utilizzati per intervenire sui prezzi.C’è poi il capitolo dei salari e dei giovani. Tra le ipotesi indicate dal ministro c’è un regime fiscale agevolato sugli aumenti salariali riconosciuti dalle imprese ai lavoratori più giovani. L’obiettivo è favorire una crescita delle retribuzioni senza aumentare in misura equivalente il costo fiscale per lavoratori e imprese. Si tratta, per ora, di un’ipo-

_ Giorgetti

tesi che dovrà essere verificata alla luce delle risorse disponibili.Il question time consegna quindi una manovra ancora in costruzione. Il governo conferma l’intenzione di intervenire sulla pressione fiscale e di sostenere redditi e salari, ma deve fare i conti con un quadro finanziario nel quale ogni nuova misura deve trovare una copertura.La partita entra ora nella fase de-

cisiva. Nelle prossime settimane il governo dovrà aggiornare le previsioni economiche, quantificare le risorse disponibili e trasformare gli obiettivi annunciati in misure concrete.Il calendario porta alla legge di Bilancio. E sarà lì, più che nelle dichiarazioni di oggi in Aula, che si capirà quanto delle intenzioni espresse da Giorgetti potrà effettivamente entrare nella manovra.


5

Italia e Mondo

gìovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info

Il direttore nazionale Shelton sollecita Canberra a disporre verifiche dell’intelligence su attività, finanziamenti e possibili collegamenti

Australia al bivio: il Family First chiede la messa al bando dei Fratelli Musulmani I

DI HAMZA BOCCOLINI

l partito australiano Family First ha chiesto al governo federale di vietare i Fratelli Musulmani e di aprire un'indagine sulle organizzazioni che, a suo dire, potrebbero essere collegate al movimento islamista. La richiesta è arrivata in un comunicato diffuso il 18 settembre da Lyle Shelton, direttore nazionale del partito e candidato al Consiglio Legislativo del New South Wales. Shelton ha spiegato che Family First sostiene una proposta avanzata dallo storico britannico Andrew Roberts, Lord Roberts di Belgravia, durante la cena di gala annuale del Centre for Independent Studies (CIS) a Sydney. Secondo il comunicato, Roberts avrebbe esortato il governo australiano a vietare la rete di aziende, organizzazioni benefiche, ONG e testate legate ai Fratelli Musulmani, definiti dallo storico "la più grande organizzazione jihadista del mondo". Roberts avrebbe inoltre chiesto misure decise contro la propaganda estremista, un controllo più stretto sui finanziamenti e le influenze straniere, risposte più se-

vere contro l'istigazione alla violenza, sostegno alle voci musulmane moderate e un'ispezione sui programmi didattici delle scuole islamiche. LA RICHIESTA DI INDAGINE ALL'ASIO Shelton ha chiesto che l'Australian Security Intelligence Organisation (ASIO) e altre agenzie investighino sulle attività della Fratellanza e delle organizzazioni a essa collegate, valutandole secondo le soglie legali australiane. Nel giustificare la richiesta, ha citato l'attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023 e l'attentato sulla spiaggia di Bondi, in cui secondo l'agenzia Australian Associated Press (AAP) sono morte 15 persone e più di 40 sono state ferite.Family First non ha però indicato il nome di alcuna organizzazione australiana come affiliata ai Fratelli Musulmani. Un rapporto pubblicato dal CIS ha citato Hizb ut-Tahrir e i Fratelli Musulmani come esempi di fonti islamiste fondamentaliste di antisemitismo che richiederebbero "identificazione e indagini approfondite".Va sottolineato che i Fratelli Musulmani non fi-

gurano nell'elenco delle organizzazioni terroristiche del governo australiano. Hamas, che secondo il Dipartimento di Stato statunitense si è definito nel proprio statuto del 1988 come un'ala della Fratellanza in Palestina, è invece inserito nella lista australiana dal 4 marzo 2022. IL NUOVO MECCANISMO LEGISLATIVO Il Parlamento australiano ha approvato a gennaio, dopo l'attacco di Bondi, una legge che introduce un meccanismo separato per inserire organizzazioni negli elenchi dei gruppi d'odio proibiti. Lo ha confermato il ministro degli Affari Interni Tony Burke in una conferenza stampa del 15 maggio, precisando che l'inserimento può essere avviato solo dall'ASIO, seguito da una decisione ministeriale con l'approvazione del procuratore generale e la consultazione dell'opposizione.Secondo Burke, la soglia per l'ASIO riguarda il fatto che un'organizzazione abbia adottato comportamenti che aumentano il rischio di violenza, mentre la soglia ministeriale riguarda il fatto che abbia sostenuto o commesso crimini d'odio. Hizb ut-Tahrir è stata la prima organizzazione inserita con i nuovi poteri, secondo quanto riportato dall'ABC

_ Lyle Shelthon

a marzo, seguita il 15 maggio dal National Socialist Network, noto anche come European Australian Movement e White Australia. Sostenere, finanziare, addestrare, reclutare, aderire o dirigere un gruppo inserito nella lista costituisce reato penale, con una pena massima di 15 anni di carcere. UNA TENDENZA GLOBALE Le richieste in Australia si inseriscono in una spinta internazionale più ampia contro le organizzazioni islamiste, che include misure separate degli Stati Uniti nei confronti di rami e individui legati ai Fratelli Musulmani. A gennaio 2026 i Dipartimenti di Stato e del Tesoro statunitensi hanno designato i rami libanese, egiziano e giordano del movimento: quel-

lo libanese come organizzazione terroristica straniera e come "Specially Designated Global Terrorist", quelli egiziano e giordano solo con quest'ultima qualifica, per sostegno materiale a Hamas.Nel marzo 2026 il Dipartimento di Stato ha designato anche i Fratelli Musulmani sudanesi come "Specially Designated Global Terrorist", indicando in particolare il Movimento Islamico Sudanese e la Brigata al-Baraa Bin Malik, accusati di aver fornito combattenti alla guerra in Sudan e di violenze contro civili. Le misure statunitensi si inseriscono in un contesto globale già avviato: l'Egitto ha dichiarato i Fratelli Musulmani organizzazione terroristica nel 2013, seguito da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti nel 2014.


6

Italia e Mondo

giovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info

L'economista lancia la campagna “Quanto mi costa?”, 90mile firme per obbligare i partiti a indicare le coperture

Cottarelli: «Basta promesse da marinaio, dite quanto costano» C

DI ANGELO CARRIERO

on Carlo Cottarelli, docente universitario, Direttore del Dipartimento Affari Fiscali del Fondo Monetario Internazionale dal 2008 al 2013, Commissario di Governo alla revisione della spesa pubblica nel 2013-2014, Presidente del Consiglio incaricato nel 2018, Senatore dall’ottobre 2022 al maggio 2023 e attualmente direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano, promotore della campagna "Quanto mi costa?", che chiede ai partiti di indicare le coperture finanziarie delle promesse elettorali. Come si descriverebbe, in breve, al popolo lucano? «Un tecnico con interesse per la buona gestione dei conti pubblici e dell’economia in generale, e quindi, con un grande interesse per le vicende politiche del nostro Paese, visto che le scelte politiche sono fondamentali per la nostra economia». Ci spiega i motivi della sua ultima battaglia per inserire nei programmi elettorali le coperture finanziarie delle proposte dei partiti, così da evitare promesse irrealizzabili? «Nelle ultime campagne per le politiche (nel 2018 e 2022) i partiti hanno pre-

sentato programmi elettorali con misure che, se attuate, sarebbero costate 100-150 miliardi l’anno, cifre incredibili. Si tratta di “promesse da marinaio” che poi, in gran parte, non sono state realizzate (per esempio, l’abolizione della Legge Fornero). Tutto questo rende il dibattito pre-elettorale una gara a chi la spara più grossa. Mi piacerebbe invece avere un dibattito serio, con promesse credibili tra le quali un cittadino può scegliere. Non si tratta di indicare quali saranno tutte le coperture: un partito può anche proporre di aumentare il debito pubblico per finanziare certe misure. Legittimo farlo, ma se non lo dici esplicitamente devi indicare le coperture». Quando è nata questa idea e cosa l’ha spinta a promuoverla? «In quei pochi mesi che ho passato al Senato, ho presentato un disegno di legge che richiedeva, appunto, ai partiti di indicare chiaramente come le promesse elettorali sarebbero state finanziate. Il disegno di legge è stato assegnato alla Commissione Affari Costituzionali, ma è stato successivamente ignorato. La raccolta firme serve a sostenere la discussione e l’approvazione di questo provvedimento». Al momento quante firme ha raccolto e qual è l’obiettivo che si è posto

di raggiungere? «Siamo a 90mila firme. Abbiamo quindi quasi il doppio di firme necessario per un disegno di legge di iniziativa popolare. Ma più firme ci sono, più sarà difficile per i partiti ignorare la proposta». Crede che tra i motivi principali della bassa affluenza alle urne da parte degli elettori italiani ci sia proprio il discostamento tra quanto viene promesso e quanto viene poi realizzato una volta al governo, oppure ci sono altre motivazioni? «Sì, penso che anche questa sia una causa dell’astensionismo, anche se la questione è molto più ampia. Cominciamo però da qui». La sua è una battaglia che si rivolge a tutti i partiti, indipendentemente dallo schieramento. Pensa che iniziative come “Quanto mi co-

sta?” possano diventare un metodo stabile per rendere la politica più credibile? E, guardando al futuro, esclude un suo ritorno diretto alla politica o lascia aperta questa possibilità? «Spero che sia l’inizio di un nuovo metodo. È importante coinvolgere le persone con proposte che possano essere accettate da tutti i principali schieramenti politici. Spesso, invece, la politica preferisce essere divisiva. Quanto a me, non escludo nulla, anche se al momento non ho nessun piano di rientro». Un’ultima domanda, sempre per rendere ancora più comprensibile ai lucani chi è Carlo Cottarelli. Azzardo un parallelismo calcistico con un altro grande economista, Mario Draghi: se lui, per gli incarichi ricoperti, è l’Ancelotti del-

l’economia italiana, lei come si vede? Un Mancini, un Ranieri, gli attuali “riformatori” del calcio italiano, o, più semplicemente, un riformista che vuole restituire fiducia nella politica attraverso battaglie come “Quanto mi costa?”. Per dirla alla Antonio Conte: testa bassa e pedalare. «A me l’approccio di Conte di “testa bassa e pedalare” è sempre piaciuto. Sempre per ricorrere ai parallelismi calcistici, mi sono sempre sentito un po’ come l’Oriali cantato da Ligabue in “Una vita da mediano”: nato senza i piedi buoni, lavorare sui polmoni. Che poi però è così che si vincono i Mondiali». Per conoscere meglio la campagna “Quanto mi costa?” e partecipare alla raccolta firme: www.fondazioneluigieinaudi.it.


7

Italia e Mondo

giovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info

Bologna, processo per l’omicidio del capotreno Ambrosio. Per il perito della Corte di Assise l’imputato era capace di intendere e di volere

“Narcisismo maligno, nessuna follia” : la lucidità di Jelenic

P

DI TIZIANA MAGRÌ

iù volte è stato trovato con un coltello addosso, senza una fissa dimora, andava di stazione in stazione senza biglietto, da Milano a Bologna, da Udine a Modena. Denunce, sequestri di lame, un ordine di allontanamento ignorato: Marin Jelenic era una violenza in attesa di esplodere. Ieri mattina,davanti ai giudici della Corte d’Assise di Bologna, tutta quella violenza è venuta fuori. Mentre il consulente psichiatrico incaricato riportava le sue conclusioni, l’imputato è scattato in piedi nel box di vetro andando in escandescenza con calci, pugni e offese alla sua avvocata e infine le urla «Mafia italiana». Il presidente Pasquale Liccardo ha ordinato agli agenti della polizia penitenziaria di portarlo via e ricondurlo in carcere. Per Jelenic, quello in corsoè «un processo politico». Jelenic, croato, di 36 anni, risponde di omicidio volontario aggravato da motivi abbietti. La Procura lo accusa di aver colpito alla schiena con un coltello Alessandro Ambrosio, capotreno di 34 anni, originario di Anzola dell’Emilia. La sera del 5 gennaio il giovane capotreno scende dal treno della stazione di Bologna e si incammina verso il parcheggio riservato al personale della stazione. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, un uomo lo insegue fino allo stretto passaggio che porta alle auto. Lo raggiunge alle spalle e lo colpisce una sola volta all’addome. Ambrosio si accascia a terra in una pozza di san-

gue; a dare l’allarme è un collega. All’arrivo dei soccorsi l’uomo è in condizioni gravi e muore poco dopo. L’aggressore è già sparito. Jelenic che tenta la fuga, sale su un diretto verso Milano; lì viene intercettato dalle immagini di videosorveglianza e la caccia all’uomo termina ventisette ore dopo la morte di Ambrosio. Dal fermo di Brescia e poi a quello di Bologna. Chi lo aveva incrociato negli ultimi tempi non ne sarebbe sorpreso. Jelenic è stato denunciato più volte perché girava armato di lame, ma molti fascicoli si sarebbero chiusi con un’archiviazione per lieve entità dei fatti. In tasca ha una sola condanna pronunciata a Vercelli per resistenza a pubblico ufficiale, con la sospensione della pena. A questo si aggiungono le manette a Udine per aver messo a soqquadro un negozio, ma poi è subito tornato in libertà. Il 23 dicembre del 2025 la polizia lo sorprende con un’arma da taglio e il Prefetto gli ordina di lasciare l’Italia entro dieci giorni, con scadenza il 2 gennaio 2026. Il 5 gennaio, il giorno in cui viene ucciso Alessandro Ambrosio, Jelenic è ancora in Italia. La perizia non era scontata. Davanti alla richiesta della difesa la Corte aveva detto no. Il quadro è cambiatoil 17 giugno, quando la nuova legaleha depositato carte ottenute dal consolato croato da dove risulterebbero a carico dell’imputato numerosi ricoveri psichiatrici in patria e la diagnosi di schizofrenia firmata nel 2005 da un ospedale di Zagabria. A quel punto i giudici hanno affidato l’in-

__Alessandro Ambrosio

carico al professor Berardi. Le sue conclusioni vanno nella direzione opposta. Per il perito della Corte, al momento dei fatti, Marin Jelenic era «perfettamente in grado di intendere e di volere», tanto da poter affrontare il processo. Non ha riscontrato psicosi o depressione. Durante i colloqui – ha dichiarato lo psichiatra durante l’udienza – gli è apparso un uomo sveglio e lucido, «freddo». Emotivamente distaccato da ciò di cui è accusato. Berardi ricostruisce, anche nei mesi precedenti, una crescente aggressività verso il personale dei treni, che non attribuisce a una malattia. Sullo sfondo c’è l’abuso di alcol. Secondo alcune indiscrezioni, Berardi, per descrivere l’uomo, avrebbe usato l’espressione «narcisismo maligno». Si tratta di un profilo che arriva anche dall’accusa. La Procura ha

affidato la consulenza a Stefano Ferracuti, ordinario di Psicopatologia forense alla Sapienza di Roma, le cui conclusioni si legano alla relazione del consulente della Corte. Anche per Ferracuti, Jelenic era capace di intendere e di voleree ritiene che nell’imputato vi sia una «dimensione sadica». Sarà la Corte a decidere il destino di Jelevic, che continua a negare ogni responsabilità nonostante le tracce ematiche sulla scarpa e il DNA sull’arma del delitto. A seguito degli insulti rivolti all’avvocata Marcuccio, ieri in aula, quest’ultima avrebbe tentato di rinunciare all’incarico, ma il giudice Liccardo, secondo indiscrezioni, avrebbe negato il consenso. Il dibattimento potrebbe volgere al termine con la possibile condanna all’ergastolo dell’imputato


8

giovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info


giovedi 24 settembre 2026

9

www.lecronache.info

Cronache Lucane Il Gen. a Cronache Tv per la sua prima apparizione da Segretario regionale di Forza Italia

Bardi a Oltre il giardino P

Ospite di Leporace anche Perri ed Orlando per parlare di “Fantastico Medioevo” e dei suoi straordinari risultati

DI MASSIMO DELLAPENNA

aride Leporace è il Bruno Vespa dell’informazione televisiva lucana. “Oltre il Giardino” è il “Porta a porta” delle trasmissioni di approfondimento della Basilicata. Le notizie e i fatti della politica, i racconti e le opinioni, i confronti veri passano dal studio televisivo di Cronache Tv. La qualità degli ospiti e degli argomenti è sopratutto legato all’alto profilo giornalistico di Leporace. Il merito di Cronache Tv e di chi la edita è da ascrivere al fatto di prendere con sé soltanto i migliori. BARDI A OLTRE IL GIARDINO Nel salotto televisivo di Cronache Tv, a partire dalle 17:30, ci sarà il Generale Bardi. Fino ad oggi abbiamo sentito interpretazioni più o meno logiche e molto interessate sul suo futuro, su ciò che accadrà in Regione e su altre cose. Una serie di deduzioni interessate ed interessanti, sicuramente legittime che, però, fino ad ora si fondano sul nulla se non su indiscrezioni e su mezze frasi. La prima uscita in una trasmissione Tv da Segretario Regionale di Forza Italia, il Generale la farà con Paride Leporace ad Oltre il Giardino su Cronache Tv. È l’ennesimo successo della trasmissione di punta della Tv lucana visibile in tutta Italia e non solo, grazie all’app per qualsiasi device, l’ennesimo gioiello dell’informazione che viene sfornata. Chi vuole sapere il pensiero di Bardi e le sue idee dopo essere stato eletto Segretario regionale di FI non ha che da collegarsi e seguire “Oltre il Giardino”. PERRI ED ORLANDO PER IL FUTURO DELLA PROGRAMMAZIONE CULTURALE E, per non farsi mancare nulla, oggi parleremo an-

__Leporace e Bardi, sotto Perri e Orlando

che di cultura e di programmazione delle attività culturali legate a “Fantastico Medioevo”, con Giampiero Perri (capo gabinetto di Bardi) e Rita Orlando (DG Fondazione Matera-Basilicata). Sarà l’occasione per parlare dei risultati di “Fantastico Medioevo”, degli sviluppi e del futuro delle attività culturali e sociali nella nostra Regione.

Su questo punto ed in chiusura di articolo ci sia consentito un piccolo commento. Ogni volta che si parla di attività culturali e di promozione territoriale si alzano le opposizioni per dire che “sono soldi sprecati”. Addirittura abbiamo letto qualche simpatico cercatore di visibilità che si è dedicato a scrivere che è stato necessario mettere il ticket sa-

nitario perché si erano spesi i soldi per le attività di promozione territoriale. Sono frasi ad effetto, di facile interesse per le pance, facili a trasformarsi in acchiappa like ma che non contengono né un principio né un annuncio di verità. Con “Fantastico Medioevo” non solo è stato possibile trasformare la narrazione della Basilica-

ta facendola uscire dalle gabbie del “Cristo si è fermato ad Eboli” per riportarla al tempo in cui era al centro del mondo ma è stato possibile anche avviare attività economiche e infrastrutture reali. Per restare ai fatti, dunque, il confronto con chi, come Perri e Orlando, ha competenza e preparazione è senza dubbio la via più corretta da seguire.


10

Primo piano

giovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info

Caiata (FdI): «L'Italia supera decenni di preconcetti e torna protagonista»; Rosa (FdI): «Scelta giusta, dati alla mano»

Nucleare sostenibile, sì dal Senato alla Legge delega: «Svolta storica»

«I

l sì dal Senato alla legge delega sul nucleare sostenibile segna un passaggio storico per il futuro strategico e industriale della nostra Nazione. l’Italia supera così decenni di preconcetti ideologici e torna da protagonista nel panorama energetico globale, puntando su innovazione, sicurezza e sostenibilità». Così, in una nota, l'On. Salvatore Caiata, Deputato di Fratelli d’Italia. «Mentre le nostre imprese e le nostre famiglie hanno pagato a caro prezzo la dipendenza energetica dall'estero, il governo guidato da Giorgia Meloni dimostra con i fatti di saper guardare al futuro. Il nucleare di nuova generazione – sicuro, pulito e tecnologicamente avanzato – rappresenta un pilastro fondamentale per raggiungere una vera indipendenza energetica, abbattere il costo delle bollette e centrare gli obiettivi di decarbonizzazione senza sacrificare la competitività del nostro tessuto produttivo». «Finalmente il nostro Paese torna centrale nel progresso di inno-

vazione e non solo un mero spettatore delle scelte europee. L'Italia può andare avanti a testa alta sulla strada del progresso e dell’interesse nazionale», conclude il Presidente dell'InCE. «L’approvazione del DDL sulla delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile rappresenta una svolta storica per la politica energetica italiana. I dati e le analisi tecniche confermano che si tratta della scelta giusta per il Paese». È quanto dichiara il senatore Gianni Risa (FdI). «L’abbandono del nucleare è stato un fallimento riconosciuto a livello europeo, come ha dichiarato la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen al Nuclear Energy Summit 2026, che ha affermato che la riduzione della quota nucleare in Europa è stata “una scelta strategicamente sbagliata”. I fatti ci hanno dimostrato che gli sforzi finanziari per le rinnovabili nella sola UE, che hanno raggiunto due trilioni di euro (oltre 200 miliardi in Italia), non hanno raggiunto l’obbiettivo

se si pensa che ci troviamo di fronte ad un mix energetico nazionale ancora coperto per l’80% da combustibili fossili». «Inoltre, gli scenari basati su sole energie rinnovabili, elaborati da RSE a supporto del PNIEC, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, mostrano una crescita esponenziale dei costi dell’energia elettrica all’utente finale: oltre 150 euro/MWh quando si raggiunge il 90% di copertura da FER, con punte superiori ai 200 euro/MWh oltre il 95%. Questo vuol dire che il nucleare non è in competizione con le rinnovabili, ma ne è il necessario complemento: ne sostiene lo sviluppo e ne contiene i costi quando superano il 70% della domanda». «Inoltre, secondo l’analisi della Joint Research Partnership Nucleare (POLIMI–AIN), l’opzione nucleare genera un incremento del valore aggiunto per l’Italia superiore del 30% rispetto al mix energetico attuale, contro un calo del 16% delle sole rinnovabili intermittenti, rafforzando filiere na-

zionali, competenze e occupazione qualificata. Non solo, dunque, meno costo dell’energia ma anche sviluppo ed occupazione. Non è un caso che in Europa sono già 14 i reattori in costruzione e circa 49 quelli in fase di sviluppo avanzato, con la capacità nucleare complessiva UE destinata a salire dagli attuali 100 GWe a 150 GWe entro il 2050. L’Italia non può permettersi ritardi: l’approvazione della legge delega sul nucleare significa cogliere un’opportunità industriale e strategica che rischia altrimenti di saturarsi a livello internazionale». «Tra l’altro - conclude Rosa - le nuove generazioni di reattori offrono un salto di qualità in termini di sicurezza intrinseca e passiva, superando le criticità che furono all’origine dell’incidente di Fukushima. L’approvazione della delega al Governo sul nucleare è lo strumento fondamentale per garantire all’Italia decarbonizzazione, sicurezza energetica e prezzi sostenibili per famiglie e imprese».


11

giovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info


12

Primo piano

giovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info

PIGNOLA Concluso il percorso con un atto notarile per acquisire l'area; l’assessore all’Ambiente: «Finalmente, patrimonio pubblico»

La Regione acquista l’Oasi WWF Pantano, Mongiello: «È una nuova responsabilità»

C

on la firma dell’atto notarile avvenuta il 22 settembre, si è concluso definitivamente il percorso per l’acquisizione al patrimonio indisponibile della Regione Basilicata del complesso conosciuto come ‘Oasi WWF’ situato nella Riserva regionale del Lago Pantano di Pignola. Un passaggio che rende effettivo quanto deliberato dalla Giunta regionale lo scorso luglio, quando la Regione aveva formalizzato l’acquisto dell’immobile dal Consorzio Asi, in liquidazione coatta amministrativa, esercitando il diritto di prelazione. L’operazione ha un valore di 298.545 euro e rientra nel progetto strategico ‘Azioni di conservazione e valorizzazione degli ambienti acquatici e ripariali: Zsc Lago Pantano di Pignola’. «Oggi possiamo dire che quel percorso è arrivato al suo compimento. Non si tratta più soltanto di un indirizzo amministrativo o di una volontà politica: con la firma del rogito l’Oasi entra

definitivamente nel patrimonio della Regione Basilicata e, quindi, della comunità lucana», dichiara l’assessore regionale all’Ambiente e alla Transizione energetica, Laura Mongiello. Si chiude così un iter lungo e complesso, segnato da diversi passaggi di carattere tecnico, catastale e amministrativo. Un percorso avviato sin dall’inizio dell’attuale mandato e portato avanti dall’Ufficio Parchi, biodiversità, pianificazione e paesaggio, in collaborazione con l’Ufficio provveditorato, fino alla risoluzione delle criticità che avevano rallentato il perfezionamento dell’acquisizione. «È stato un lavoro lungo, a tratti particolarmente complesso, che abbiamo seguito con determinazione perché conoscevamo perfettamente il valore ambientale, scientifico e simbolico di quest’area. Per questo desidero ringraziare la responsabile dell’Ufficio Parchi, Antonella Logiurato, i funzionari e le strutture regionali che hanno

lavorato senza sosta per arrivare alla firma dell’atto», sottolinea Mongiello. Il Lago Pantano nel Comune di Pignola rappresenta infatti uno dei principali patrimoni naturalistici della Basilicata. L’area è sottoposta a più livelli di tutela ambientale, è inserita nella Rete Natura 2000 come Zona speciale di conservazione e Zona di protezione speciale ed è riconosciuta come zona umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar, nonché Riserva regionale ai sensi della legge 394/91. L’acquisizione apre ora una nuova fase. Dopo gli interventi necessari di recupero e riqualificazione delle strutture, l’obiettivo è restituire l’Oasi alla sua funzione di presidio ambientale, puntando sull’educazione alla sostenibilità, sulle attività di studio e monitoraggio ambientale e sul recupero e la cura della fauna selvatica in difficoltà, anche attraverso la funzione di Cras. Un progetto che dovrà coniu-

gare conservazione della biodiversità, ricerca, divulgazione scientifica e fruizione sostenibile, facendo nuovamente del Pantano un punto di riferimento per il territorio e per l’intera Basilicata. «La firma non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova responsabilità. Abbiamo voluto che questo luogo diventasse definitivamente patrimonio pubblico perché crediamo che tutelare la biodiversità significhi an-

che creare cultura, conoscenza e nuove opportunità per i territori. Siamo già al lavoro attivamente per restituire vita e funzioni all’Oasi, facendone nuovamente un luogo aperto, vivo e riconoscibile, capace di parlare soprattutto alle nuove generazioni. Il Pantano Wwf è un patrimonio della Basilicata e come tale intendiamo custodirlo, valorizzarlo e consegnarlo al futuro», conclude l’assessore Mongiello.

Il coordinatore cittadino IV Pignola: «Saremo al fianco dell’assessore Mongiello e delle strutture regionali per questa stagione di rigenerazione»

Oasi Lago Pantano, Di Lascio: «Una svolta storica per la comunità e per l’intero patrimonio naturalistico lucano»

«L’

acquisizione definitiva dell’Oasi WWF del Lago Pantano al patrimonio indisponibile della Regione Basilicata non è soltanto un atto amministrativo d’eccellenza, ma rappresenta una svolta storica per la comunità di Pignola e per l’intero patrimonio naturalistico lucano». Lo dichiara, Domenico Di Lascio, coordinatore cittadino di Italia Viva Pignola, all’indomani della firma del rogito notarile che ha formalizzato il passaggio della struttura alla Regione per un valore di quasi 300 mila euro. «Per anni - sottolinea Domenico Di Lascio - abbiamo assistito a stalli e incertezze burocratiche che rischiavano di compromettere il futuro di un presidio ambientale e simbolico unico nel suo. Oggi, grazie a una litica, si chiude una stagione di risultato straordinario lo si deve straordinaria azione di coordina- attese e si apre finalmente una fa- anche a Laura Mongiello. Almento e a una ferma volontà po- se di concreto rilancio. Questo l’assessore regionale all’Am-

biente va il plauso e il ringraziamento di tutta la comunità di Pignola per aver seguito personalmente, con determinazione quasi caparbia, un iter complesso, mantenendo la promessa fatta ai cittadini sin dall’inizio del mandato». «Come coordinatore cittadino di Italia Viva guardiamo con enorme entusiasmo alle prospettive che si aprono per il Lago Pantano: il potenziamento delle funzioni del Cras, la didattica con le scuole, la ricerca scientifica e la valorizzazione della Rete Natura 2000 faranno nuovamente di Pignola un punto di riferimento centrale nello scacchiere ambientale regionale e nazionale. Saremo al fianco dell’assessore Mongiello e delle strutture regionali per accompagnare questa nuova stagione di rigenerazione e restituire al Pantano la centralità che merita», conclude Domenico Di Lascio.


13

Basilicata 24 ore

giovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info

Gli industriali lucani apprezzano la proposta di un laboratorio permanente e si dicono pronti a contribuire con idee e progetti

Confindustria: «Con Bardi dialogo su lavoro e imprese» POTENZA. Confindustria Basilicata rivolge gli auguri di buon lavoro al presidente della Regione, Vito Bardi, eletto segretario regionale di Forza Italia nel corso del congresso del partito che si è svolto sabato scorso a Potenza. Nel pieno rispetto dei ruoli e dell’autonomia che caratterizzano la propria azione di rappresentanza, l’associazione degli industriali lucani guarda con interesse all’attenzione riservata dal neo segretario, nel suo intervento programmatico, al mondo produttivo, al lavoro e al confronto con le rappresentanze economiche e professionali. In particolare, Confindustria Basilicata valuta positivamente la proposta di istituire un Laboratorio permanente per il lavoro e l’impresa, concepito come luogo stabile di ascolto e confronto tra aziende, professionisti e associazioni di categoria. La Basilicata sta attraversando una

fase nella quale le profonde trasformazioni industriali, energetiche e tecnologiche impongono scelte importanti. Rafforzare il metodo del dialogo e costruire sedi nelle quali le esigenze del sistema

produttivo possano tradursi in proposte concrete rappresenta, per gli industriali lucani, un approccio pienamente condivisibile. Confindustria Basilicata si dice quindi pronta a offrire il proprio

contributo di idee e proposte, con l’obiettivo di sostenere la competitività delle imprese, favorire la crescita dell’occupazione e contribuire allo sviluppo economico e sociale della regione.

A Villa Nitti il dibattito a venticinque anni dalla riforma del Titolo V: quattro panel su coesione, lavoro, sviluppo e sanità

Le Assemblee regionali alla prova A Maratea il confronto sul futuro

MARATEA. A venticinque anni dalla riforma del Titolo V della Costituzione, rappresentanti del panorama politico e istituzionale italiano si ritroveranno a Maratea per interrogarsi sul futuro delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome. L’appuntamento è in programma il 26 settembre a Villa Nitti, storica residenza estiva dello statista Francesco Saverio Nitti. L’evento è promosso dalla Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, su iniziativa del presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Marcello Pittella. Una giornata di approfondimento sulle prospettive degli organismi legislativi territoriali e sulle principali questioni economiche e sociali del Paese. Il tema scelto per l’iniziativa, A 25 anni dalla riforma del Titolo V della Costituzione: quale futuro per le Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, individua il punto di partenza di un dibattito che toccherà riforme istituzionali, politiche di coesione per il periodo 2028-2034, lavoro,

politiche industriali, bellezze naturali e giacimenti culturali, sanità e territorio. L’appuntamento lucano si inserisce nel percorso avviato con l’Assemblea plenaria di Cagliari e prosegue il confronto sul ruolo delle Assemblee regionali e delle Province autonome e sulle sfide che coinvolgono il sistema delle autonomie territoriali. Il convegno consentirà di mettere a confronto esperienze e proposte, partendo dalla funzione che i Consigli regionali possono svolgere nei processi decisionali e nella rappresentanza delle comunità. I lavori prenderanno il via alle ore 9.15 con gli inter-

venti introduttivi del sindaco di Maratea, Cesare Albanese, del presidente della Giunta regionale della Basilicata e della Conferenza delle Regioni, Vito Bardi, e del vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, Angelo Chiorazzo. Seguirà l’intervento della vicepresidente del Consiglio regionale, Maddalena Fazzari, dedicato alle politiche di coesione per il periodo 2028-2034. Il programma sarà articolato in quattro panel. Il primo, dedicato alle riforme istituzionali, approfondirà il ruolo delle Regioni e delle rispettive Assemblee legislative a un quarto di secolo dalla revisione co-

stituzionale. Il secondo concentrerà l’attenzione sulla presenza delle Assemblee delle Regioni e delle Province autonome nei programmi della politica di coesione 20282034, affrontando il rapporto tra centralizzazione e semplificazione. Il terzo panel unirà i temi del lavoro, delle politiche industriali, delle bellezze naturali e dei giacimenti culturali. Al centro del confronto ci saranno formazione, competitività, innovazione tecnologica e sostegno alle imprese, considerati elementi fondamentali per la costruzione di una politica industriale regionale capace di accompagnare i cambia-

menti economici e produttivi e di valorizzare le risorse dei territori. L’ultima sessione sarà riservata a sanità e territorio. La rinuncia alle cure, la mobilità sanitaria e i vincoli di spesa saranno esaminati alla luce del contributo che le Assemblee regionali possono offrire al rafforzamento della sanità territoriale e domiciliare. Un terreno sul quale le scelte istituzionali hanno ricadute dirette sulla vita dei cittadini e sulla capacità dei territori di garantire servizi adeguati. Marcello Pittella relazionerà nei panel sulle riforme istituzionali e sulla sanità territoriale. Al presidente del Consiglio regionale lucano spetterà dunque il compito di intervenire su due dei passaggi centrali della giornata, collegando la riflessione sull’assetto delle autonomie alle esigenze poste dall’organizzazione dei servizi sanitari. Le conclusioni, previste alle ore 17.30, saranno affidate ad Antonello Aurigemma, coordinatore della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative e presidente del Consiglio regionale del Lazio.


14

giovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info

GIOVEDÌ 24 SETTEMBRE 2026 07:00

CARTOON WORLD

08:10

SERIE CRONACHE

11:00

MOJITO

12:00

TANTE MANI IN CUCINA TA A

13:00

NEWS

14:20

SERIE CRONACHE

15:30

CARTOON WORLD

17:30

OLT TRE IL GIARDINO

20:00

STA ADIUM

20:30

CRONA-CHI?

21:00

OLT TRE IL GIARDINO

22:30

WORK IN PROGRESS

00:00

CINE CRONACHE

02:00

NEWS DELLA NOTTE

DOVE VED DERCI SCARICA L’ L’APP CRONACHE TV


15

Primo piano

giovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info

Il primo Esecutivo regionale apre una nuova fase tra crescita della rappresentanza, contratti e carenze di organico

UIL Fp, crescita e nuove sfide in campo Oltre 600 nuove adesioni in Basilicata

O

ltre 600 nuove adesioni in poco più di un anno. È il dato con cui la UIL FP Potenza e Basilicata si presenta al primo Esecutivo regionale della categoria, in programma oggi, , alle ore 10 nella sede UIL di Potenza, in viale Dante. Un appuntamento che rappresenta un momento di verifica del percorso compiuto e, allo stesso tempo, l’avvio di una nuova fase di attività sindacale, con al centro crescita, contratti, carenze di organico e valorizzazione del personale . L’incontro sarà l’occasione per fare il punto sul rafforzamento della rappresentanza nel pubblico impiego lucano e sulle principali questioni che interessano lavoratrici e lavoratori della Sanità, delle Funzioni Centrali, degli Enti Locali e degli altri comparti rappresentati dalla UIL FP. Tra i temi in agenda figurano i rinnovi contrattuali, la contrattazione decentrata, le carenze di personale, le stabilizzazioni, le progressioni professionali e il riconoscimento delle competenze. «Da luglio dello scorso anno ad oggi abbiamo realizzato oltre 600 nuove adesioni – sottolinea la UIL FP –. È un risultato importante, che di-

mostra la fiducia che sempre più lavoratrici e lavoratori stanno riponendo nella nostra organizzazione». Una crescita che ha interessato l’intera Basilicata e che ha visto un rafforzamento significativo anche nel territorio materano.Alla crescita delle adesioni si è accompagnato un investimento sulla contrattazione, sulla formazione e sulla comunicazione, con l’obiettivo di rafforzare la presenza della categoria nei luoghi di lavoro e di intercettare più efficacemente le esigenze del personale. Particolare attenzione sarà dedicata alla Sanità, ambito nel quale la UIL FP punta a consolidare il proprio ruolo nella contrattazione. Il confronto riguarderà anche le Funzioni Centrali, gli Enti Locali, la Regione Basilicata, la Provincia, ARLAB, ANAS, Polizia Penitenziaria e Vigili del Fuoco.Tra le questioni da affrontare anche la situazione dei precari della Giustizia, le progressioni professionali e la carenza di organici negli Enti Locali. Temi che riportano al centro la necessità di nuove assunzioni, il ricambio generazionale e la valorizzazione del personale già in servizio.Per la UIL FP, la tutela

delle lavoratrici e dei lavoratori è strettamente collegata alla qualità dei servizi pubblici. Organici insufficienti e un mancato riconoscimento professionale possono infatti incidere sulle condizioni di lavoro e sulla capacità della pubblica amministrazione di rispondere alle esigenze dei cittadini e dei territori.Ai lavori dell’Esecutivo, insieme al segretario generale della UIL FPL Giuseppe Verrastro, interverrà il segretario generale della UIL Basilicata, Vincenzo Tortorelli, che affronterà i principali temi di attualità e la situazione politico-sindacale, contribuendo al confronto sulle prospettive del lavoro e dei servizi pubblici regionali.L’appuntamento arriva in una fase di crescita organizzativa per la UIL FP lucana, che punta ora a consolidare il radicamento raggiunto e a tradurre il rafforzamento della rappresentanza in una presenza ancora più costante nei luoghi di lavoro. «Il nostro obiettivo è continuare a rafforzare la categoria, aumentare la nostra presenza nei luoghi di lavoro e costruire una rappresentanza sempre più forte e competente – conclude la UIL FP –. La crescita registrata a Po-

tenza e Matera ci consegna una responsabilità ancora maggiore: continuare a essere dalla parte dei lavoratori e trasformare la rappresentanza in risultati concreti».Il primo Esecutivo regionale si inserisce così nel percorso di rilancio dell’attività della UIL FP Potenza e Basilicata, con il confronto concentrato su lavoro pubblico, contrattazione e diritti.

Il Consiglio generale riunito a Matera affida a Galasso la guida della federazione dopo il mandato di Pino Bollettino

Cisl Fp Basilicata, Galasso nuovo segretario «Rafforzare la presenza nei luoghi di lavoro»

P

ierangelo Galasso è il nuovo segretario generale della Cisl Funzione Pubblica della Basilicata. È stato eletto questa mattina a Matera dal Consiglio generale e subentra a Pino Bollettino. In segreteria Antonia Colangelo, Giuseppina Setaro, Vincenzo Pernetti e Teodoro Mongelli. Presenti il segretario generale nazionale Roberto Chierchia e il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo, che ha presieduto i lavori.Bollettino, nel suo intervento, ha rivendicato la scelta della contrattazione come asse dell’azione sindacale, ricordando l’impegno per il reclutamento nella sanità, le assunzioni di infermieri e Oss e la proroga delle graduatorie. Tra i risultati del mandato anche la proposta di legge regionale sul coworking nella pubblica

amministrazione, pensata per avvicinare il lavoro ai territori e contrastare lo spopolamento.Chierchia ha fatto il punto sui rinnovi contrattuali della pubblica amministrazione e sulle prossime sfide. «La contrattazione è il vero strumento che dà potere di acquisto alle retribuzioni», ha affermato, richiamando anche la situazione della sanità privata e delle Rsa. Sull’intelligenza ar-

tificiale ha sottolineato la necessità che la digitalizzazione mantenga «la persona al centro».Galasso ha indicato tra le priorità del nuovo mandato il rafforzamento della contrattazione, la valorizzazione del personale e la tutela dei lavoratori. Attenzione particolare alla sanità e al rafforzamento degli organici, ma anche a Regione ed enti locali. «Ogni risorsa investita nel raffor-

zamento della pubblica amministrazione è un investimento per tutto il Paese», ha detto.Il neo segretario ha ribadito inoltre la necessità di garantire il ricambio generazionale e nuove opportunità di crescita professionale per il personale. L’obiettivo, ha sottolineato, è rafforzare la presenza della Cisl Fp nei luoghi di lavoro e nei territori.Confermato l’impegno per la

legge regionale sul coworking e contro il ridimensionamento delle sedi territoriali degli enti previdenziali e giudiziari. «Mantenere vivi gli uffici giudiziari e le sedi Inps e Inail è presidio di legalità e vicinanza ai cittadini», ha concluso Galasso. La nuova segreteria sarà ora chiamata a proseguire il lavoro sui principali fronti del pubblico impiego lucano.


16

giovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info


17

Primo Pinao

giovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info

Sold out nelle sale lucane per l'attore e coproduttore dell'opera prima di Tommaso Landucci. Romaniello: «La sala resta il luogo in cui l'opera incontra il pubblico»

Scamarcio incanta Matera: sale piene per "I figli della scimmia"

T

utto esaurito ieri sera a Matera e Montescaglioso per Riccardo Scamarcio, protagonista e coproduttore de «I figli della scimmia», l'opera prima di Tommaso Landucci. L'attore ha presentato la pellicola al cinema Andrisani di Montescaglioso e al cinema Guerrieri di Matera nell’ambito di «Meet us at cinema», il format ideato dalla Lucana Film Commission per riavvicinare il pubblico al grande schermo e sostenere le sale cinematografiche lucane.Presentato in anteprima mondiale all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove ha conquistato il Premio Orizzonti per la migliore sceneggiatura — assegnato a Tommaso Landucci e Damiano Femfert — e il Premio Orizzonti per la migliore interpretazione maschile proprio a Riccardo Scamarcio, il film affronta il tema della genitorialità attraverso la storia di Dario, padre di un bambino con una grave disabilità.«Il film racconta di un genitore che non riesce a decifrare fino in fondo i propri sentimenti e forse nemmeno ad accettare pienamente la sua condizione. Per questo si concentra sul nipote, il figlio adolescente del fratello, e attraverso di lui cerca di vivere tutte quelle esperienze che vorrebbe poter condividere con il proprio figlio, ma che non può vivere. È un film leggero e profondo, delicato, non triste ma commovente», ha dichiarato ieri a margine delle proiezioni Riccardo Scamarcio, coproduttore dell'opera insieme a Maurizio Piazza, Andrea

Calbucci e Andrea Leone.L'artista ha inoltre sottolineato il valore di un cinema che sappia arrivare agli spettatori attraverso la forza autentica delle storie: «Il successo è una conseguenza e fa parte dell'imponderabile. I motivi per cui un film ha successo o meno non ci riguardano: noi, come produttori e come attori, cerchiamo sempre di trovare film ai quali poter dare qualcosa di autentico. “I figli della scimmia” è un film particolarmente riuscito e rappresenta il tipo di cinema che mi piace, quello con cui sono cresciuto. A volte la semplicità è la cosa più difficile».Grande soddisfazione per la straordinaria risposta del pubblico è stata espressa dalla presidente della Lucana Film Commission, Margherita Romaniello: «La magia di ritrovarsi in un luogo come una sala cinematografica non è sostituibile con nient’altro. È proprio per questo che “Meet us at cinema” riparte con “I figli della scimmia” e con Riccardo Scamarcio, che ha voluto regalarci questo importante momento per la riapertura di un percorso che proseguirà fino alla metà di ottobre. “I figli della scimmia” è un film indipendente. E indipendente, nel cinema, significa anche coraggioso».«Il cinema non cambia di per sé, cambia il modo in cui noi ci approcciamo al cinema — ha aggiunto Romaniello —. Ritrovarsi in sala significa amplificare le emozioni. Il nostro augurio, ma anche il nostro invito, è quindi quello di tornare sempre di più nelle sale e di considerare il cinema non

come una spesa, ma come un’esperienza. La sala cinematografica, nonostante tutto, resta il luogo in cui un’opera ritrova dignità e incontra il pubblico».Per Scamarcio si è trattato anche di un caloroso ritorno in una terra con cui mantiene un legame profondo, sia personale che professionale. «Ho bei ricordi della Basilicata e di quando venivo da ragazzino, ho girato diversi film qui e ho tanti amici, quindi tornare qui è come sentirsi a casa», ha raccontato l'attore, che in terra lucana ha interpretato tra gli altri «Il ladro di giorni» di Guido Lombardi e «The Resurrection of the Christ» di Mel Gibson, oltre al docufilm «Meraviglia del mondo» e al cortometraggio «Stupormundi», presentato in anteprima nazionale alla Mostra del Cinema di Venezia lo scorso 6 settembre. Entrambe le opere, dedicate alla figura dell'imperatore Federico II, vantano il prezioso sostegno della Lucana Film Commission.


18

Primo piano

giovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info

Successo per “Stupor mundi”, l’esperienza immersiva tra light art, video mapping e narrazione dedicata all’imperatore

Lagopesole, duemila visitatori per l’installazione su Federico II S

ono stati circa 2000 i visitatori che tra luglio e agosto hanno scelto di vedere al Castello di Lagopesole l'installazione artistica “Federico II - Stupor mundi”, realizzata nell’ambito del progetto “Fantastico Medioevo” promosso dalla Presidenza della Giunta regionale di Basilicata e coordinato dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019. Creata dal team di Fargo produzioni con la regia di Nicola Ragone, i testi di Andrea Di Consoli, le voci di Isabella Ragonese, Fabio Pappacena e Giuseppe Ragone, l'installazione ha unito light art e video mapping sulle facciate del Cortile maggiore del Castello, abbinati ad una ricerca sonora sperimentale diffusa nell'ambiente. Un’esperienza immersiva che ha permesso di fondere narrazione storica e interpretazione poetica, costruendo un racconto su due livelli: da un lato la cronologia degli eventi che segnano la vita di Federico II di Svevia, dall’altro la restituzione di un ritratto intimo, complesso e profondamente contemporaneo

del sovrano. L’età media del pubblico presente alle 12 repliche organizzate è stata sui 44 anni, con un’ampia partecipazione di bambini e ragazzi nella fascia da zero a 19 anni, segnale della presenza di intere famiglie. I visitatori sono arrivati per la gran parte dalla Basilicata, in particolare da Potenza e dintorni, dal Vulture Melfese e Materano, ma tanti sono stati quelli arrivati anche da Puglia, Lazio, Lombardia, Campania, con rappresentanze da tutte le regioni italiane. Le presenze dall’estero si sono registrate da Spagna, Austria, Argentina, Bulgaria, Camerun, Svizzera, Germania Russia, Svezia. «Un risultato importante - sottolinea la direttrice della Fondazione Matera Basilicata 2019, Rita Orlando - che ci da il termometro di come attraverso il progetto Fantastico Medioevo, le comunità si stiano riappropriando di una parte centrale della loro storia e del ricco patrimonio lasciato in eredità sul nostro territorio, resi accessibili attraverso una narrazione

che utilizza i linguaggi creativi della contemporaneità. Un grande plauso va a Nicola Ragone, giovane e talentuoso regista lucano, che insieme alla sua casa di produzione, anch’essa impiantata in Basilicata, ha saputo trovare dei codici narrativi capaci di restituire in maniera appassionante la figura di Federico II. Siamo al lavoro per far si che l'installazione artistica possa essere nuovamente

fruibile la prossima estate, mentre in parallelo stiamo entrando nella fase conclusiva della progettazione degli altri allestimenti polimediali che nel corso del 2027 prenderanno vita nei castelli di Melfi, Palazzo San Gervasio, Monteserico e Lagopesole stesso, così che visitatori e cittadini possano trovare una narrazione unitaria e completa del Fantastico Medioevo della Basilicata».

Il sindaco Michele Chiarito: «Le distanze possono separare i territori, ma non possono cancellare le radici»

Ripacandida e Blue Island, il gemellaggio si rinnova: «Un legame fatto di persone, famiglie e radici comuni»

U

n legame che attraversa l'oceano e che continua a rafforzarsi nel tempo. È quello tra Ripacandida e Blue Island, comunità unite da una storia di emigrazione, famiglie e radici condivise. Martedì, la Casa Comunale di Ripacandida ha ospitato il sindaco e il vicesindaco di Blue Island, insieme a una rappresentanza della comunità della città statunitense. A distanza di due anni dal precedente incontro, le due amministrazioni sono tornate a confrontarsi per rinnovare un rapporto che, al di là del valore istituzionale del gemellaggio, affonda le proprie radici nelle storie personali di tanti cittadini partiti da Ripacandida nel corso degli anni e approdati negli Stati Uniti. «Ho avuto il piacere di incontrare nuovamente il sindaco e il vicesindaco di Blue Island e una rappresentanza della loro comu-

nità», racconta il sindaco di Ripacandida Michele Chiarito. «A distanza di due anni dal nostro precedente incontro, ci siamo ritrovati per rinnovare un legame che va ben oltre un semplice gemellaggio istituzionale». Un rapporto costruito soprattutto attraverso le persone che hanno lasciato la Basilicata per cercare nuove opportunità, mantenendo però un forte legame con il paese d'origine. «È un legame fatto di persone, famiglie, storia e radici comuni», sottolinea Chiarito. «Tanti nostri concittadini, partiti da Ripacandida nel corso degli anni, hanno trovato a Blue Island una nuova casa, portando con sé tradizioni, valori e l'amore per la propria terra». Il gemellaggio diventa così uno strumento per mantenere vivo un rapporto che non è soltanto formale, ma che coinvolge direttamente le comunità e

la memoria di chi ha costruito la propria vita lontano dalla Basilicata. «Per questo il gemellaggio tra le nostre comunità rappresenta qualcosa di speciale: un ponte tra due luoghi lontani, ma uniti da una storia che continua a vivere attraverso le persone», afferma il sindaco di Ripacandida. L'incontro è stato anche l'occasione per guardare al futuro e immaginare nuove iniziative capaci di consolidare ulteriormente il rapporto tra le due comunità, attraverso occasioni di incontro, scambio e collaborazione. «Come Sindaco di Ripacandida sono orgoglioso di poter contribuire a rafforzare questa amicizia e di lavorare affinché questo rapporto possa crescere ancora, soprattutto attraverso nuove occasioni di incontro e di collaborazione», aggiunge Chiarito. Un'amicizia che, nonostante la distanza geogra-

fica, continua dunque a mantenere un forte significato per entrambe le comunità. «Le distanze pos-

sono separare i territori, ma non possono cancellare le radici», conclude il sindaco Michele Chiarito.


19

giovedi 24 settembre 2026

www.lecronache.info


20

Basilicata 24 ore

giovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info

Il rapporto Gimbe assegna 205 punti su 300. Latronico: «Consolidare il percorso potenziando i servizi territoriali e distrettuali»

Lea, la Basilicata torna adempiente Sedici punti in più in un solo anno

POTENZA. La Basilicata rientra tra le regioni adempienti nell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza. A certificarlo sono i dati pubblicati dalla Fondazione Gimbe relativi al 2024, che attribuiscono al sistema sanitario regionale 16 punti in più rispetto all’anno precedente. «Si tratta di un risultato che attesta l’impegno e la tenuta del sistema sanitario regionale e del suo personale, pur nel quadro di un contesto generale che presenta ancora margini di miglioramento», dichiara l’assessore regionale alla Salute, alle Politiche della persona e al Pnrr, Cosimo Latronico. Il monitoraggio indipendente prende in esame un sottoinsieme composto da 27 indicatori core del Nuovo sistema di garanzia. La valutazione riguarda tre macroaree considerate determinanti per misurare la capacità dei sistemi sanitari regionali di assicurare le prestazioni essenziali: la prevenzione collettiva e la sanità pubblica, l’assistenza distrettuale e l’assistenza ospedaliera. Per ciascuno dei tre ambi-

ti viene assegnato un punteggio compreso tra zero e cento, calcolato attraverso la media ponderata degli indicatori riferiti alla singola area. Il raggiungimento della soglia di adempimento non dipende soltanto dal risultato complessivo: per essere considerata adempiente, infatti, una regione deve ottenere almeno 60 punti in ognuna delle tre

macroaree sottoposte a valutazione. Nel quadro nazionale, la Basilicata si colloca al diciottesimo posto tra le 21 regioni e province autonome valutate, con un punteggio complessivo pari a 205 sui 300 disponibili. Il dato consente alla regione di superare la soglia prevista, ma conferma anche la presenza di aspetti sui quali concentrare l’azione di

rafforzamento del sistema sanitario. Analizzando le singole aree, la Basilicata occupa il quindicesimo posto sia nella prevenzione collettiva e nella sanità pubblica sia nell’assistenza ospedaliera. Più arretrata è la posizione relativa all’assistenza distrettuale, ambito nel quale la regione si colloca al diciannovesimo posto. È proprio

sul versante dei servizi territoriali e distrettuali che l’amministrazione regionale intende indirizzare una parte rilevante del proprio impegno. «Il superamento della soglia di adempimento – spiega Latronico – indica che le misure intraprese stanno progressivamente stabilizzando l’erogazione delle prestazioni essenziali». Per l’assessore, il risultato raggiunto costituisce dunque un passaggio positivo, ma non un punto di arrivo, alla luce delle differenze che continuano a emergere tra i diversi settori dell’assistenza. «L’obiettivo dell’amministrazione regionale resta quello di consolidare questo percorso, concentrando l’attenzione sul potenziamento dei servizi territoriali e distrettuali, per ridurre i divari ancora esistenti e garantire una risposta assistenziale omogenea», conclude Latronico. La priorità indicata dalla Regione è quindi trasformare il rientro tra i territori adempienti in un risultato stabile, intervenendo sulle aree che nel monitoraggio mostrano i maggiori margini di miglioramento.

Due milioni per la diagnostica negli studi dei medici di famiglia e nelle Case di comunità, 90 giorni per il piano

Liste d’attesa, Vizziello (Bcc) incalza Latronico POTENZA. «La pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto del 27 luglio 2026, con cui il ministero della Salute ha sbloccato i 235 milioni di euro destinati a fornire ai medici di famiglia e alle Case di comunità apparecchiature per la diagnostica di primo livello, rappresenta una nuova importante occasione per le regioni per ridurre i tempi di erogazione di molte prestazioni sanitarie. L’assessore Latronico non si lasci sfuggire l’ennesima opportunità di accorciare le liste d’attesa, vera e propria barriera per l’accesso dei cittadini ai servizi sanitari». È quanto afferma, in una nota, il capogruppo di Basilicata Casa Comune in Consiglio regionale, Giovanni Vizziello. «Fare un’ecografia, un elettrocardiogramma o una spirometria nello studio del proprio medico di famiglia è un modo concreto con cui ridurre le liste d’attesa,

decongestionando, al contempo, le strutture pubbliche e private accreditate che erogano esami di laboratorio», spiega Vizziello, «particolarmente nelle aree interne della nostra regione, dove è difficile rendere effettivo il principio della prossimità delle

cure, a causa delle caratteristiche orografiche e demografiche del nostro territorio». «Il decreto del ministero della Salute», ricorda Vizziello, «prevede che ogni regione destini fino a un massimo del 50 per cento delle risorse di cui è destinataria al-

l’acquisto di attrezzature per le Case di comunità, destinando le risorse residue al finanziamento delle apparecchiature di diagnostica di primo livello acquistate dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta». «L’assessore Latronico ha 90 giorni di tempo dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto per mettere a valore i due milioni di euro stanziati per la Basilicata, trasmettendo al ministero della Salute i fabbisogni regionali delle Case di comunità e presentando il piano pluriennale relativo alle apparecchiature destinate agli studi dei medici di famiglia», conclude l’esponente di Basilicata Casa Comune, «un termine di tempo non lunghissimo e che pretende una programmazione tempestiva da parte dell’assessore Latronico, per non vanificare l’ennesima opportunità di contenere il problema delle liste d’attesa».


21

Basilicata 24 ore

giovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info

Il segretario della Uil Pensionati di Basilicata richiama i dati Istat: caro vita, spese sanitarie e ticket pesano sugli anziani lucani

Pensionati, redditi ancora in calo Vaccaro: «Serve subito un patto»

POTENZA. «Le parole del segretario generale della Uil Pensionati, Carmelo Barbagallo, sulla pressione fiscale e sulla necessità di restituire potere d’acquisto ai pensionati riguardano da vicino anche la Basilicata. La condizione economica di una parte significativa della popolazione anziana lucana continua a essere segnata da redditi contenuti, dall’aumento del costo della vita e dalla difficoltà di sostenere le spese essenziali, a partire da sanità, farmaci e servizi. Non ultimo, l’aumento dei ticket sanitari». È quanto dichiara Carmine Vaccaro, segretario della Uil Pensionati di Basilicata, rilanciando l’allarme della Uilp nazionale sul dato della pressione fiscale e sulla necessità di intervenire a sostegno dei redditi da pensione. «Gli indicatori Istat restituiscono una fotografia che non possiamo ignorare – sottolinea Vaccaro –. In Basilicata l’importo medio annuo pro capite dei redditi pensionistici continua a essere inferiore rispetto alla media nazionale. Sono numeri che raccontano una condizione di fragilità economica che deve essere affrontata con

politiche mirate. Non possiamo limitarci – prosegue il segretario della Uil Pensionati di Basilicata – a discutere di pensioni e fisco soltanto quando arriva una nuova legge di bilancio. La questione riguarda la qualità della vita di migliaia di persone e, indirettamente, l’intera economia regionale. Una pensione più ade-

guata significa maggiore capacità di acquistare beni e servizi, ma anche maggiore possibilità di sostenere le famiglie e contribuire alla tenuta delle comunità locali». Secondo Vaccaro, la situazione lucana va affrontata considerando anche il quadro più generale delineato dagli indicatori ter-

ritoriali dell’Istat. Nell’ultimo rapporto BesT, infatti, la Basilicata presenta una prevalenza di indicatori di benessere collocati al di sotto della media nazionale, con criticità che riguardano anche il benessere economico. «Per questo chiediamo al governo regionale di aprire un confronto perma-

nente con le organizzazioni sindacali dei pensionati – afferma Vaccaro – e di costruire un vero Patto regionale per la popolazione anziana, con obiettivi e risorse precise». «Chiediamo alla Regione – conclude Vaccaro – di considerare gli anziani non come una voce di spesa, ma come una parte fondamentale della nostra società. In Basilicata migliaia di pensionati sostengono quotidianamente le proprie famiglie e le comunità nelle quali vivono. Difendere il loro potere d’acquisto, garantire servizi accessibili e rafforzare la sanità pubblica significa difendere la coesione sociale dell’intera regione. E proprio sulla sanità – aggiunge Vaccaro – non possiamo accettare che le difficoltà economiche spingano le persone a rinunciare alle cure. La Uil Pensionati nazionale ha chiesto che il finanziamento del Servizio sanitario nazionale torni a essere una priorità. Anche in Basilicata dobbiamo mettere al centro una sanità pubblica capace di garantire realmente il diritto alla salute, soprattutto alle persone anziane e più fragili».

Coldiretti Basilicata sostiene la misura: «pagamenti agricoli tracciabili, meno burocrazia e maggiori tutele contro lo sfruttamento»

«Conti correnti più accessibili ai lavoratori stranieri» POTENZA. Garantire ai lavoratori stranieri regolarmente presenti sul nostro territorio un accesso più semplice ai conti correnti significa rafforzare legalità, trasparenza e correttezza nei rapporti di lavoro agricolo. È la posizione di Coldiretti Basilicata, che valuta positivamente l’indirizzo espresso dalla Banca d’Italia per agevolare l’apertura dei conti correnti di base. Per il comparto agricolo lucano si tratta di un tema particolarmente rilevante, perché la disponibilità di strumenti bancari accessibili facilita la tracciabilità dei pagamenti e riduce gli ostacoli burocratici che possono creare difficoltà sia ai lavoratori sia alle aziende. Per Coldiretti Basilicata, tuttavia, la semplificazione amministrativa deve procedere insieme a un rafforzamento della prevenzione e dei controlli contro il lavoro irregolare e ogni forma di sfruttamento. Difendere la legalità signi-

fica tutelare prima di tutto chi lavora nei campi, ma anche le imprese che rispettano contratti, norme e obblighi contributivi e che non possono essere penalizzate dalla concorrenza sleale. Accanto al tema dei pagamenti resta cen-

trale quello dell’accoglienza dei lavoratori stagionali. In questa direzione assume particolare rilievo il piano straordinario pluriennale per la realizzazione e il recupero di alloggi dignitosi destinati alla manodopera agricola. Per la Basilica-

ta si tratta di un’opportunità che deve tradursi rapidamente in interventi concreti, puntando sul recupero del patrimonio rurale inutilizzato e su soluzioni abitative temporanee adeguate alle esigenze delle campagne e ai picchi stagionali di lavoro. Secondo Coldiretti Basilicata, la risposta al fabbisogno di manodopera in agricoltura deve essere costruita su tre pilastri: legalità, dignità del lavoro e semplificazione per le imprese. È su questi fronti che occorre concentrare le politiche dei prossimi mesi, coinvolgendo maggiormente anche le organizzazioni agricole nella programmazione dei flussi e nell’organizzazione dell’accoglienza. Contrastare caporalato e sfruttamento non significa soltanto aumentare le sanzioni, ma creare condizioni che rendano il lavoro regolare più semplice, accessibile e trasparente per tutti gli attori della filiera.


22

giovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info


23

Potenza

giovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info

POTENZA L’assessore Giuzio audito in VI Commissione per illustrare il nuovo strumento a disposizione degli utenti

Tpl, «Con la nuova web app un altro passo verso una mobilità moderna e sostenibile» POTENZA. Nel corso della seduta della VI Commissione Consiliare Permanente, presieduta dal consigliere Giammarco Guidetti, è stato audito l’assessore alla Mobilità e Viabilità Francesco Giuzio, che ha illustrato ai componenti della Commissione la nuova web app dedicata al servizio di trasporto pubblico urbano. Il nuovo strumento consentirà agli utenti, attraverso un accesso libero e senza necessità di registrazione o di scaricare applicazioni, di consultare direttamente da smartphone la rete del TPL cittadino, visualizzando su una mappa i percorsi delle diverse linee e la posizione dei bus in tempo reale, oltre a poter pianificare il proprio spostamento individuando il collegamento più adatto alle proprie esigenze. «Si tratta di un servizio importante – sottolinea il presidente della VI Commissione Giammarco Guidetti – perché rende il trasporto pubblico più semplice da utilizzare e soprattutto più vicino

alle esigenze quotidiane dei cittadini. Sapere dove si trova il proprio autobus, conoscere il percorso delle diverse linee e poter pianificare rapidamente uno spostamento significa rendere il TPL più accessibile e attrattivo». L'introduzione della web app si affianca inoltre all'installazione delle paline informative alle fer-

mate, con l'indicazione degli orari e delle linee, rafforzando così sia l'informazione fisica sul territorio sia quella digitale. «L'obiettivo - aggiunge l'assessore Francesco Giuzio - deve essere quello di accompagnare progressivamente Potenza verso un modello di mobilità più moderno e sostenibile. La tecnologia, in

questo senso, non rappresenta un fine, ma uno strumento per facilitare l'utilizzo del trasporto pubblico e offrire ai cittadini servizi più efficienti e immediati. È una direzione coerente con gli obiettivi del PUMS e con il percorso che l'Amministrazione sta portando avanti sul fronte della mobilità urbana». La nuova piattaforma rappresenta quindi un ulteriore passo nel processo di innovazione del sistema di trasporto cittadino: una città capoluogo deve essere in grado di offrire servizi al passo con i tempi, sfruttando le nuove tecnologie per rendere gli spostamenti più semplici e favorire progressivamente alternative all'utilizzo dell'auto privata. «Vogliamo una Potenza sempre più sostenibile, connessa e accessibile – conclude Guidetti – nella quale il trasporto pubblico possa diventare sempre più una scelta concreta e semplice per gli spostamenti quotidiani. La nuova web app va esattamente in questa direzione».

In occasione della Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, il Comune prolunga l’orario per facilitare l’accesso al centro storico

SuperScienceMe, l’impianto di scale mobili Santa Lucia aperto fino all’1 di notte

I

n occasione di “SuperScienceMe – Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori”, in programma nel centro storico di Potenza oggi, il Comune di Potenza ha disposto il prolungamento dell’orario di esercizio dell’impianto meccanizzato “Santa Lucia”, sul lato Viale dell’Unicef–Via Mazzini, fino all’1:00 di notte. La misura, richiesta dall’Amministrazione Comunale, consentirà a cittadini, studenti e visitatori di raggiungere più agevolmente il centro storico e di utilizzare l’impianto anche al termine delle iniziative previste durante la serata. «Anche in occasione di questo importante appuntamento – dichiara l’Assessore Giuzio – vogliamo accompagnare gli eventi che animano il centro storico con servizi di mobilità adeguati. Prolungare fino all’1:00 l’apertura dell’impianto di Santa Lucia significa offrire un’alternativa concreta all’utilizzo dell’automobile privata e rendere più semplice l’accesso al centro della città, soprattutto in una serata che vedrà la partecipazione di tanti giovani e studenti. Continuiamo a lavorare affinché gli impianti meccanizzati non siano soltanto un’infrastruttura per gli spostamenti quotidiani, ma uno strumento sempre più integrato con la vita della città e con i suoi principali appuntamenti». L’apertura straordinaria riguarda esclusivamente l’impianto meccanizzato Santa Lucia, dal parcheggio di Viale dell’Unicef–Via Mazzini, che nella notte tra il 24 e il 25 settem-

bre resterà quindi in esercizio fino alle ore 1:00. La manifestazione prenderà il via in piazza 11 Settembre, nei pressi del Municipio, si svolgerà un torneo misto di pallavolo 4x4, al quale parteciperanno studentesse e studenti degli istituti secondari di secondo grado della città e dell’Università degli Studi della Basilicata. All’iniziativa è prevista la partecipazione straordinaria del campione azzurro Valerio Vermiglio. Contemporaneamente, in piazza Giacomo Matteotti, saranno allestiti gli stand espositi-

vi e informativi dell’Università degli Studi della Basilicata, del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), dell’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario (ARDSU), del Centro universitario sportivo (CUS) e del POLIS Unibas. Nel pomeriggio e in serata il centro storico sarà animato dalla musica dal vivo di studentesse, studenti e docenti dell’Ateneo, che si esibiranno presso il Totem OpenStage di piazza Mario Pagano. Il programma sarà accompagnato da un percorso enogastronomico tra i locali della città.


24

Potenza

giovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info

Da venerdì in Piazza Mario Pagano il ritorno del salone con degustazioni, laboratori per famiglie e iniziative di solidarietà

A Potenza tre giorni di fiera dedicati alla dolcezza del cioccolato artigianale P

DI FRANCESCO MENONNA

otenza città del beverage, del gusto, della dolcezza. Dopo l'organizzazione della Festa della Birra e dell'Oktoberfest, ora tocca alla tre giorni di Choco Italia, la fiera del cioccolato artigianale presentata ieri mattina nella Sala dell'Arco di Palazzo di Città nel corso di una conferenza stampa. All'incontro erano presenti il sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca; l'assessora alle Attività Produttive del Comune, Federica D'Andrea; e il presidente di Italia Eventi, Giuseppe Lupo. Dopo tre anni il salone della dolcezza, della bontà e del cioccolato sbarca nuovamente in città, confidando nella scioglievolezza e nel gusto tipico di questo prodotto.Arte sana, legata all'artigianato e agli antichi mestieri, per la cioccolata e per l'evento in programma dal 25 al 27 settembre in Piazza Mario Pagano, che offrirà ai visitatori una grande partecipazione con degustazioni e laboratori del gusto che vedranno impegnati anche i nonni e i bambini, nel segno tangibile della questione intergenerazionale e della socializzazione. Tre le proposte principali programmate dagli organizzatori: la storia e le origini del cacao con la produzione dalla fava alla tavoletta; il laboratorio dedicato ai più piccoli e agli alunni degli istituti scolastici (aperto a tutti per l'intera giornata) intitolato «Diventa cioccolatiere per un giorno», una full immersion e una guida pratica sulle fasi di lavorazione del cacao fino alla creazione di una tavoletta personalizzata; e infine l'evento «Nonni e nipotini», un percorso con attività po-

meridiane dalle 17:00 alle 18:00 ideato per rafforzare i legami familiari attraverso la lavorazione del cioccolato.Come dire, ce n'è per tutti i gusti e per tutte le età. La versatilità del cioccolato diventa anche elemento di congiunzione per iniziative collaterali, come il teatro dei burattini di Mauro Apicella, che proporrà a tutti ogni giorno dalle 10:00 alle 22:00 uno spettacolo con Pulcinella dedicato ai bambini e aperto alle famiglie. Da segnalare inoltre l'iniziativa denominata «La Sana Merenda», che accompagnerà i visitatori grazie alla produzione di cioccolato IGP, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza a un'associazione di volontariato. Oltre al cioccolato faranno bella mostra di sé altri prodotti tipici, come la mozzarella di bufala campana, i macarons della tradizione molisana, frutta disidratata, mandorle, noci caramellate e cremini dalla Campania. Saranno presenti anche espositori piemontesi e umbri con cioccolate di vario genere, la celebre cioccolata di Modica dalla Sicilia e la liquirizia dalla Calabria. Insomma, per tre giorni glicemia e trigliceridi saranno messi al bando per dare spazio alla dolcezza in tutte le sue tipologie e gradazioni.L'assessora Federica D'Andrea ha parlato della tre giorni sottolineando quanto segue: «Terminiamo questo fine settimana in dolcezza, se mi fate passare la metafora. Che poi è reale, perché avremo i maestri cioccolatieri che proporranno tanti tipi di cioccolata e prodotti dolciari. Sette regioni d'Italia esporranno qui in Basilicata: dal cioccolato di Modica alle dolcezze campane, passando per Molise e Piemonte. Avremo una manifestazio-

ne che non parlerà solo di cioccolato ma anche di solidarietà, perché la vendita della crema spalmabile di Giffoni consentirà di devolvere una parte del ricavato in beneficenza. Ci saranno attività per i bambini, un teatrino per i più piccoli, il coinvolgimento delle scuole con la sana merenda e momenti intergenerazionali con i laboratori che mettono insieme i più piccoli e i nonni. Vi aspettiamo in Piazza Mario Pagano».Dal canto suo, il sindaco Vincenzo Telesca ha evidenziato il valore dell'appuntamento: «Passiamo dalla cioccolata alla birra, in un mix perfetto: di giorno potremo gustare la cioccolata e la sera prenderci una birra. Il cioccolato ritorna a Potenza dopo l'ultima edizione del 2023, e siamo onorati di ricevere nuovamente questa bellissima organizzazione. Io sono molto affezionato al mondo del cioccolato perché ho studiato a Perugia, vivendo quel periodo in cui la città veniva invasa da turisti e visitatori per il celebre festival. Riproporla a Potenza per noi è

un orgoglio grande. Avremo una settimana piena di manifestazioni, dalla festa della cioccolata nel centro storico al legame con l'Università e lo sport, per poi finire con la festa della birra a valle, nei pressi della Regione Basilicata, per festeggiare insieme alle famiglie. È un fine settimana da vivere con passione, partecipazione e con lo spirito di appartenenza a una città che si muove e che ringrazia chi si adopera per renderla più bella e attrattiva».Giuseppe Lupo, organizzatore dell'evento, ha concluso: «Diciamo che dopo tre anni ritorniamo nella città di Potenza, in Piazza Mario Pagano. Ci siamo fermati per un periodo di pausa prima di ripartire con il nostro format itinerante, il Choccolate Tour, la fiera del cioccolato artigianale. Qui ci saranno quindici maestri cioccolatieri provenienti da tutta Italia che porteranno le loro eccellenze e la loro professionalità, perché ognuno di loro produce cioccolato artigianale di altissima qualità».


25

Potenza e provincia

giovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info

POTENZA Nel mirino l’imprenditore 36enne Giordano. Sigilli alla barberia di via del Gallitello ritenuta il luogo utilizzato per lo spaccio

Sequestrati beni per 250 mila euro: al vaglio della Polizia conti e attività

POTENZA. Un patrimonio del valore complessivo di 250mila euro circa è stato sottoposto a sequestro a Enzo Giordano, imprenditore 36enne di Potenza già coinvolto in diverse indagini legate al traffico e allo spaccio di

sostanze stupefacenti. Il Tribunale di Potenza, Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Questura e della Procura Distrettuale, ha emesso un provvedimento di sequestro di prevenzione di beni immobili, di mobili regi-

strati, di una attività commerciale e di conti correnti bancari ai fini della successiva confisca nella disponibilità diretta e indiretta di Giordano. Il provvedimento è stato emesso a seguito dell'attività di prevenzione e repressione dei patrimoni illecitamente accumulati svolta dalla Procura della Repubblica di Potenza e dalla locale Questura. Gli accertamenti effettuati hanno permesso di formulare una proposta di misura di prevenzione patrimoniale e personale a firma congiunta del Procuratore della Repubblica Falvo e del Questore Gargiulo, la cui esecuzione è stata affidata e curata dalla Questura di Potenza che martedì ha eseguito il sequestro. «Le indagini patrimoniali e gli accertamenti, esperiti da oltre un anno dalla Sezione Misure di Preven-

zione della Divisione Anticrimine della Questura, hanno evidenziato un quadro indiziario e di disponibilità patrimoniale complessiva in capo al soggetto ed ai suoi prestanome, superiore a quella che sarebbe stata consentita dal reddito dichiarato e dall’attività economica svolta, la cui dismisura, accertata anche a mezzo di incrocio di dati, di verifiche dei flussi finanziari, di verifiche delle dichiarazioni dei redditi e di accertamenti sul posto, ammonta a circa 250.000 euro» si legge nella nota. Tra i beni sequestrati vi è una barberia ubicata nei pressi di via del Gallitello, «ritenuta, a livello di gravità indiziaria, anche luogo utilizzato per lo spaccio di sostanze stupefacenti. Infatti, il destinatario del provvedimento di sequestro patrimoniale, è anche

gravemente indiziato in un procedimento penale relativo ad indagini sul traffico di sostanze stupefacenti ed è, tuttora, sottoposto alla misura restrittiva degli arresti domiciliari». E proprio la barberia è stata sequestrata nel 2021 nell'ambito dell'operazione “Black and White”, poi tornata nella disponibilità di Giordano nel 2022. Giordano, poi, è stato raggiunto anche da una seconda ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’operazione “Lucania Felix”. «Tutti i beni sequestrati (immobile, attività commerciale, beni mobili registrati, conti correnti e oggetti preziosi), sono stati affidati in custodia ad un custode giudiziario il quale riferirà al Tribunale per le successive valutazioni tese alla confisca» conclude la nota della Questura.

«L'iniziativa del Cif è occasione per riflettere sul ruolo che città, associazioni e cittadini possono svolgere nel rafforzare il progetto europeo»

A Melfi sguardo sul futuro dell’Europa partendo dalle comunità locali: «Una nuova Europa nasce dai territori»

I

l CIF Comunale di Melfi, presieduto dall'Avvocata Lucia Sasso, promuove un incontro aperto al pubblico dal titolo "Una nuova Europa nasce dai territori – Un percorso di riflessione, partecipazione e responsabilità condivisa", sabato 26 settembre, alle ore 17:00, presso la Sala Spinelli del Palazzo Vescovile di Melfi. «L'iniziativa si inserisce nel percorso culturale e civile promosso dal CIF Nazionale, che da anni sostiene la partecipazione democratica, la formazione della cittadinanza attiva e il protagonismo delle donne nella costruzione del bene comune, ponendo particolare attenzione alle grandi sfide che interessano l'Europa e i territori» asserisce la Presidente Sasso, che introdurrà i lavori. All’incontro prenderanno parte Antonella Viceconti, Presidente CIF Basilicata, Giuseppe Brescia, già Senatore della Repubblica e Sindaco di Melfi e l’Avvocato Gaetano Araneo, Presidente del MEIC della Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa. «L'appuntamento – prosegue Sasso- vuole offrire uno spazio di dialogo aperto alla cittadinanza sul futuro dell'Europa, partendo da una convinzione semplice ma fondamentale: il processo di integrazione europea può ritrovare forza solo se alimentato dall'impegno delle comunità locali, delle associazioni, delle istituzioni e dei cittadini. L'incontro prende ispirazione dal documento "Un Codice per una Nuova Europa", un testo elaborato da un ampio gruppo di studiosi, amministratori,

rappresentanti del mondo ecclesiale e della società civile, promosso dall'Associazione Nuova Camaldoli su impulso di un percorso avviato nel 2024 -prosegue a spiegare la Presidente Cif- Il documento, presentato ufficialmente nel 2025 presso il Monastero di Camaldoli, raccoglie il contributo di oltre cento personalità provenienti da diverse esperienze culturali e associative e propone una riflessione sui valori, sulle istituzioni e sulle politiche necessarie per rilanciare il progetto europeo nel XXI secolo». Il riferimento ideale è il celebre Codice di Camaldoli del 1943, elaborato da un gruppo di intellettuali cattolici durante gli anni più difficili della Seconda guerra mondiale. Quel testo contribuì in modo significativo alla maturazione del pensiero sociale e democratico che avrebbe poi ispirato molti principi della Costituzione italiana. Oggi, a oltre ottant'anni di distanza, il nuovo "Codice" intende proporre una visione dell'Europa fondata sulla pace, sulla dignità della persona, sulla solidarietà, sulla sussidiarietà, sulla partecipazione democratica e sulla responsabilità condivisa. Alla luce di ciò il CIF Comunale di Melfi rinnova l'invito alla cittadinanza, alle associazioni, al mondo della scuola, alle istituzioni e alle realtà ecclesiali a partecipare a questo importante momento di confronto, nella consapevolezza che una nuova Europa può nascere solo dalla responsabilità condivisa dei suoi territori e delle persone che li abitano.

«In questo contesto il CIF di Melfi sceglie di portare il dibattito nel territorio, convinto che la costruzione dell'Europa non sia soltanto una questione di istituzioni sovranazionali, ma un processo che coinvolge direttamente le comunità locali, chiamate ad essere protagoniste nella promozione della coesione sociale, della cultura della pace, della partecipazione dei giovani e della valorizzazione delle differenze -conclude l’Avvocata SassoL'iniziativa rappresenta dunque un'occasione per riflettere insieme sul ruolo che città, associazioni e cittadini possono svolgere nel rafforzare il progetto europeo, trasformando le sfide del presente in opportunità di crescita civile e democratica». EMANUELA CALABRESE


26

Provincia

giovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info

L’Amministrazione Mollica: «Assicuriamo vicinanza, affetto e partecipazione sincera in questo momento di immenso dolore»

Tragica morte in agro di Venosa: il trattore si ribalta e Vito, 67enne, muore nel suo terreno

A

DI EMANUELA CALABRESE

ncora un incidente sul lavoro, stavolta avvenuto nei campi. Vito Bochicchio, 67 anni di Venosa, è morto in agro della contrada San Giorgio. L'uomo, nella serata di martedì 22 settembre, intorno alle 21:30, stava lavorando nel terreno su un trattore, quando per cause ancora da accertare, il mezzo agricolo si è ribaltato, travolgendoloe schiacciandolo. Neppure il pronto intervento dei sanitari del 118 Basilicata Soccorso è valso a salvargli la vita, mentre i Vigili del Fuoco hanno proceduto alle operazioni di recupero: per il 67enne non c'è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri. La dinamica dell’incidente è al vaglio dei militari dell’Arma, co-

ordinati dalla Procura della Repubblica di Potenza. Gli accertamenti dovranno chiarire le cause del ribaltamento del trattore e ricostruire con precisione quanto accaduto. L’uomo lascia la mo-

glie, i figli, i congiunti e quanti lo conoscevano, affranti nel dolore di una morte sopraggiunta così improvvisamente e dolorosamente. Venuta a conoscenza della di-

sgrazia, l’Amministrazione comunale di Venosa ha espresso «profondo cordoglio per la tragica scomparsa di Vito Bochicchio, nostro concittadino, venuto a mancare in un drammatico incidente. Una perdita improvvisa che lascia sgomenta e addolorata l’intera comunità. Di fronte a un dolore così grande, le parole non bastano a colmare il vuoto lasciato nei familiari, negli amici e in quanti gli hanno voluto bene. A nome dell’Amministrazione Comunale e di tutta la Città di Venosa, il Sindaco -Francesco Mollica- e la Giunta esprimono le più sentite condoglianze alla famiglia Bochicchio, assicurando vicinanza, affetto e partecipazione sincera in questo momento di immenso dolore. Venosa si stringe attorno ai suoi cari in un abbraccio silenzioso e commosso».

Galgano e De Nicola: «Il petrolio della Val d’Agri interessa a molti. La vita e la sicurezza dei lavoratori, invece, interessa a qualcuno?»

Ennesimo incidente sulla fondovalle Val d’Agri: UIL/UILM e CGIL/FIOM chiedono più sicurezza

U

n nuovo incidente nell’area industriale di Viggiano-Grumento riaccende l’attenzione sulle condizioni di sicurezza della viabilità nel principale distretto petrolifero della Basilicata. A denunciarlo sono le organizzazioni sindacali, che chiedono interventi immediati da parte delle istituzioni e degli enti competenti. In una nota congiunta Giovanni Galgano di Uil/Uilm Basilicata ed Emanuele De Nicola di Cgil/Fiom Basilicata, chiedono risposte agli Enti competenti e interventi concreti sulle criticità più volte

segnalate nell’area industriale. «L’ennesimo incidente stradale verificatosi nell’area industriale di Viggiano–Grumento conferma una realtà ormai inaccettabile: quando si parla di estrazione petrolifera, royalties e sfruttamento delle risorse della Basilicata sono tutti presenti; quando bisogna garantire concretamente la sicurezza dei lavoratori, invece, non sembra interessare più a nessuno dichiarano senza mezzi termini Galgano e De NicolaQuesta è la dura realtà del distretto industriale Eni più importante della regione:

centinaia di lavoratori, automobili, mezzi aziendali e veicoli pesanti percorrono ogni giorno strade pericolose e incroci con scarsa visibilità, mentre istituzioni ed enti competenti continuano a rimanere immobili. Da Api-Bas e dalle istituzioni: zero risposte e zero interventi concreti. Si riempiono pagine di giornale con parole come sviluppo, investimenti, transizione e futuro della Basilicata. Ma quale sviluppo può esistere se un lavoratore deve mettere a rischio la propria vita anche solo per raggiungere il posto di lavoro? -E incalzano-

La Val d’Agri viene considerata strategica quando bisogna estrarre petrolio e sfruttarne le risorse. Diventa improvvisamente periferica e dimenticata quando si chiedono strade sicure, illuminazione adeguata, segnaletica, manutenzione e interventi sugli incroci più pericolosi». Alla luce di ciò il Sindacato chiosa: «Non vogliamo più ascoltare giustificazioni, promesse o dichiarazioni di circostanza dopo ogni incidente. Chiediamo un sopralluogo immediato, un piano complessivo per la viabilità del distretto industriale e inter-

venti urgenti e verificabili. Se dovesse accadere qualcosa di ancora più grave, nessuno potrà dire di non sapere. La situazione è conosciuta, i pericoli sono evidenti e le segnalazioni sono state fatte. La sicurezza non può fermarsi davanti ai cancelli delle aziende. Chi governa il territorio e chi amministra l’area industriale deve assumersi finalmente le proprie responsabilità. Il petrolio della Val d’Agri interessa a molti. Della vita e della sicurezza dei lavoratori, invece, interessa davvero a qualcuno?». EMANUELA CALABRESE


27

Provincia

giovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info

Tisci ringrazia Forestali e Protezione Civile: «Così si tutela davvero la biodiversità; ora potenziamo il piano per i prossimi anni»

Parco Nazionale Appennino Lucano chiude l’estate 2026 a incendi zero

L’

estate 2026 sarà ricordata come l’estate dei grandi incendi. I roghi hanno funestato tutta l’Italia e anche la Basilicata. Oggi finisce ufficialmente l’estate e possiamo dire che il territorio del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, con un pizzico di fortuna e tanto lavoro, è stato ad “incendi zero” per l’intera stagione estiva. Il risultato ottenuto non nasce dal caso ma è stato il frutto di un preciso piano combinato voluto e gestito dal Parco Nazionale che ha messo insieme il grande operato quotidiano dei Carabinieri Forestali del Parco con le associazioni di Protezione Civile. Già l’anno scorso il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano aveva inaugurato a Pergola di Marsico una sede operativa dotata di telecamere che, grazie ai volontari della Gruppo Lucano della Protezione Civile, ha moni-

N

torato continuamente il patrimonio boschivo del Parco. Quest’anno si è aggiunta l’attività dell’associazione “primavio” con la quale è stata stipulata una convenzione per l’attività di avvistamento incendi e tutela ambientale con velivoli ultraleggeri. «Molti parlano di tutela dell’ambiente e stracciano le vesti della retorica per la difesa dei singoli alberi, noi abbiamo deciso di intervenire in modo preventivo per evitare gli incendi, anche quest’anno ci siamo riusciti», ha dichiarato Anonio Tisci, Commissario Straordinario del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano. «Il mio ringraziamento – ha proseguito il rappresentante legale del Parco – va in primis al tenente colonnello Marchese e ai Carabinieri Forestali del Parco che quotidianamente percorrono i boschi del parco per controllare il territorio. Insieme ai Carabinieri Fore-

stali del Parco non posso che rivolgere un ringraziamento a Pierluigi Martoccia e a tutti i ragazzi del Gruppo Lucano della Protezione Civile per l’impegno quotidiano che essi profondono nella gestione del centro di controllo di Pergola di Marsico, infine, all’associazione Primavio che ha messo a disposizione i velivoli ultraleggeri con i quali è stato possibile prevenire ogni rischio di incendio ancora prima che potesse nascere». «Proprio l’utilizzo dei velivoli ultraleggeri che hanno pattugliato i cieli del Parco per tutta l’estate e continueranno a farlo nei prossimi mesi è stata la grande novità di quest’anno che si è aggiunta al lavoro degli altri agenti della prevenzione». «La lotta agli incendi è una priorità per chi deve preservare la biodiversità – ha aggiunto Tisci – noi abbiamo deciso di renderla operativa e centrale nelle nostre strate-

gie e devo dire che, grazie alle campagne preventive siamo riusciti a difendere il territorio. A chi crede che un Parco Nazionale sia inutile o addirittura dannoso per un territorio e per il suo sviluppo noi rispondiamo con i fatti senza grandi clamori ma a consuntivo di una stagione estiva nella quale siamo riusciti a preservare il territorio da ogni danno da incendio». «Non è nostra intenzione fermarci qui – ha concluso Tisci –

insieme al Direttore del Parco Giuseppe Luzzi stiamo lavorando ad implementare il piano anti incendi boschivi per gli anni prossimi in modo da riuscire a garantire sempre una migliore e maggiore protezione del territorio lavorando all’insegna della prevenzione e del pronto intervento nella consapevolezza che evitare che un incendio nasca o fare in modo che non si sviluppi è il miglior modo per preservare il territorio».

Grande successo in Piazza Roma per la serata dedicata al libro pietra miliare del prof. Castronuovo

San Chirico Raparo celebra i 50 anni di “A chilli tienbi” ella serata del 17 agosto scorso in Piazza Roma a San Chirico Raparo, su iniziativa della Pro Loco Sanchirichese, si è svolta una manifestazione culturale legata al libro “A chilli tienbi” (A quei tempi) del Prof. Vito Castronuovo. Quest'anno ricorre il cinquantenario della sua pubblicazione (19762026). Il Prof. Castronuovo fu prima docente di Lettere a Roma, poi direttore didattico a Gaeta, dove diede vita al suo progetto educativo denominato “Scuola della Verità”, infine ispettore scolastico a Lagonegro in Basilicata. Era un pedagogista e grande uomo di cultura, nato a San Chirico Raparo. L'amore per il proprio luogo di nascita e la passione per la ricerca lo indussero a studiare in modo approfondito il patrimonio culturale e le tradizioni popolari di San Chirico. Decise quindi di scrivere in dialetto il bellissimo libro suddetto, giustamente considerato la pietra miliare della cultura sanchirichese da cinquant'anni a questa parte. La manifestazione è nata da un'idea del Dott. Giuseppe Prestera, della Segreteria organizzativa della Pro Loco e di Salvatore Durante. Si sono ispirati allo Sceneggiato Teatrale di fine anno scolastico 1981/1982 delle insegnanti Maria Cocchiarale e Tonina Martorano. Lo stesso Salvatore, cantautore ed ex Assessore alla Cultura dell'Amministrazione del Dott. Carlo Carlucci, si è occupato dei canti e delle musiche. D'altronde, è un ottimo chitarrista. La narrazione, la trascrizione delle poesie, dei canti, l'analisi linguistica e fonetica del testo sono state curate, con impareggiabile precisione, dalla bravissima Dott.ssa Francesca Caputo, studiosa di dialettologia. Le simpaticissime attrici Miriana Borneo, Antonella D'Orrio e Sinforosa

Durante hanno interpretato, con efficacia teatrale, tre persone che godono ancora adesso di ampia popolarità all'interno della comunità locale. Salvatore Durante ha presentato l'evento, che ha richiesto la preparazione di diversi mesi, e ha ringraziato di cuore per il loro impegno tutti i partecipanti. Ha sottolineato la disponibilità dimostrata dai ragazzi, dalle ragazze e da un bambino, in particolare. Subito dopo è intervenuto il Dott. Giuseppe Prestera, Presidente della Pro Loco Sanchirichese, che ha ringraziato tutti per la partecipazione. Ha poi evidenziato l'importanza del libro del Prof. Vito Castronuovo, tratteggiando la figura dell'eminente autore, vanto di San Chirico. In rappresentanza della famiglia è intervenuto il Dott. Giuseppe Ferrara, il quale ha ricordato con affetto suo zio Vito e ha parlato della sua infanzia, rievocando alcuni momenti di particolare vicinanza familiare. Si è soffermato anche sull'amore dello zio per la scuola, che cosiderava “maestra di vita”. L'evento, intitolato “Alla riscoperta della cultura popolare di un paese che fu – Percorso emozionale attraverso racconti di Quadretti di vita Paesana”, ha dato lustro all'Estate insieme, XXXIII Edizione 2026. Esso è stato caratterizzato, a livello scenografico, da un grosso pannello con una splendida immagine raffigurante la Piazza e il Corso di San Chirico di tanti anni fa. Un gruppo numeroso di ragazzi, ragazze e signore, alternandosi, ha letto le bellissime poesie dialettali tratte dal citato libro “A chilli tienbi” del Prof. Castronuovo. Esse hanno riguardato tanti aspetti della vita sociale tradizionale fra cui possiam menzionare: l'elettricità, l'educazione, le malattie, i medici, le medicine, il nonno, Carnevale, il venditore

ambulante, mastro Andrea e mastro Gerardo, l'orazione, Santa Sinforosa, oh che bell'aria e così via. Sono stati letti esattamente diciotto brani poetici, tutti rigorosamente in dialetto. Io ho avuto il piacere di leggere la stupenda poesia dedicata a Santa Sinforosa, l'amata Protettrice del nostro paese. Davvero emozionante è stato l'intervento del piccolo Amos Raffaele, che ha recitato la bellissima poesia “Oh cchi bell'aria” (Oh che bell'aria!). Il pubblico che gremiva Piazza Roma lo ha applaudito calorosamente. Va sottolineata la bravura di tutti i protagonisti dell'evento proposto. Occorre riconoscere che i ragazzi e le ragazze hanno imparato a leggere bene le poesie in dialetto, il che non è per niente semplice. È stato ammirevole il loro impegno. Ritengo che questa esperienza abbia avuto per loro un alto valore educativo e abbia favorito la socializzazione. A fine serata tutti i partecipanti all'evento sono stati applauditi, a dimostrazione del grande successo riscosso dalla manifestazione culturale promossa dalla Pro Loco Sanchirichese. GIUSEPPE ALOISIO DOCENTE


28

giovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info


29

Matera e provincia

giovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info

Il consigliere Giovanni Angelino rivendica i primi quindici mesi di governo e affida al primo cittadino le scelte sulla maggioranza

Matera nel cuore con Nicoletti «Piena fiducia, prima la città»

MATERA. Il consigliere comunale Giovanni Angelino, esponente di Matera nel cuore, conferma il sostegno al sindaco Antonio Nicoletti e respinge ogni tentativo di destabilizzare l’amministrazione comunale per ottenere nuovi incarichi. Angelino interviene dopo le dichiarazioni dei consiglieri di opposizione e ribadisce di aver lasciato al primo cittadino piena autonomia nelle decisioni necessarie a dare continuità all’azione di governo. «Matera nel cuore è un’associazione nata con un solo obiettivo: lavorare nell’esclusivo interesse della nostra città. Finora abbiamo dimostrato di avere davvero a cuore le sorti di Matera», sottolinea il consigliere comunale, invitando a non alimentare polemiche e ad attendere le scelte che il sindaco potrà ufficializzare. Angelino traccia anche un bilancio dei primi quindici mesi di governo cittadino. Secondo il consigliere, l’amministrazione si è insediata con il compito di rilanciare una città segnata dalla precedente gestione e ha lavorato senza clamore per restituire centralità al nome di Matera, oltre la sola dimensione turistica. Un percorso che,

INCIDENTE LUNGO LA MATERA-GRASSANO

Scontro fra 2 auto feriti i conducenti

a suo giudizio, richiede competenza, sacrificio e una visione capace di tenere insieme le esigenze della comunità. «Il sindaco Nicoletti sta dimostrando di avere le carte in regola per guidare la città dei Sassi», afferma Angelino. Il consigliere richiama quindi la disponibilità espressa dal primo cittadino in Consiglio comunale a dialogare con tutte le forze politiche per favorire una ripartenza e assicurare stabilità all’azione amministrativa. Un’apertura considerata utile, purché il confronto sia orientato agli interessi della città e non alla conquista di posizioni personali. Da qui la decisione di non entrare nello scontro con

le opposizioni. «Abbiamo dato carta bianca al sindaco e non è il caso di fare polemiche. Matera viene prima di tutto», ribadisce Angelino, precisando che la fiducia riguarda Nicoletti e l’intera giunta. Il messaggio conclusivo è rivolto a quanti, secondo il consigliere comunale, tenterebbero di mettere in discussione il governo cittadino per guadagnare una poltrona. Matera nel cuore continuerà a sostenere il lavoro del sindaco e dell’esecutivo, giudicato encomiabile, mantenendo come unico criterio l’interesse della comunità. «Sosteniamo Nicoletti perché amiamo Matera», conclude Angelino, affidando al primo cittadino le prossime decisioni.

MATERA. Scontro frontale tra due automobili lungo la strada provinciale 8 Matera-Grassano. L’incidente si è verificato intorno alle 10.45, all’altezza del chilometro 11+600, e ha coinvolto una Jeep Renegade e un’Audi A3. Nell’impatto sono rimasti feriti entrambi i conducenti dei veicoli. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno assistito i due automobilisti e li hanno trasferiti all’ospedale di Matera. Il comunicato non fornisce ulteriori informazioni sulle loro condizioni. Per i rilievi e la gestione della viabilità sono giunte due pattuglie della Polizia locale e una pattuglia dei Carabinieri forestali. La presenza dei veicoli sulla carreggiata e le operazioni di soccorso hanno reso necessaria la temporanea chiusura della strada provinciale. Il traffico lungo la Matera-Grassano è stato interrotto per circa un’ora, con disagi per gli automobilisti in transito. Gli operatori hanno lavorato per mettere in sicurezza il tratto interessato, consentire l’assistenza ai feriti ed effettuare gli accertamenti utili a ricostruire la dinamica dello scontro. Al termine degli interventi è stato possibile ripristinare la circolazione lungo la provinciale.

Inaugurato nella Villa comunale Baden Powell il monumento al maggiore che nel 2013 sacrificò la vita per proteggere i commilitoni

Montescaglioso ricorda l’eroe Giuseppe La Rosa

MONTESCAGLIOSO. Un monumento per mantenere vivo il ricordo del maggiore dei Bersaglieri Giuseppe La Rosa, Medaglia d’oro al Valor militare alla memoria. L’opera è stata inaugurata nei giorni scorsi nella Villa comunale Baden Powell di Montescaglioso, nel corso di una cerimonia coordinata dal Comando militare Esercito Basilicata e promossa con il Comune e l’Associazione nazionale Bersaglieri di Matera. All’iniziativa hanno partecipato il sindaco di Montescaglioso, Vincenzo Zito, il capo di Stato maggiore del Comando militare Esercito Basilicata, colonnello Giuseppe Amato, e il comandante del 7° Reggimento Bersaglieri di Altamura, colonnello Vito Gargiulo. Presenti anche Melangela Scolaro, il sindaco di Barcellona

Pozzo di Gotto, città natale del maggiore La Rosa, i familiari del militare, le autorità civili, militari e religiose, le associazioni d’Arma e numerosi cittadini. A scandire i diversi momenti della commemorazione sono state le musiche della Fanfara del 7° Reggimento Bersaglieri di Altamura. Alla cerimonia ha preso parte anche una rappresentanza del Comando militare Esercito Basili-

cata. L’inaugurazione ha offerto l’occasione per ripercorrere la storia e il sacrificio di Giuseppe La Rosa. Dopo aver frequentato il 183° corso dell’Accademia militare di Modena, il maggiore aveva prestato servizio nel 7° e nel 3° Reggimento Bersaglieri. L’8 giugno 2013, durante la missione Isaf a Farah, in Afghanistan, La Rosa perse la vita facen-

do scudo con il proprio corpo ai commilitoni colpiti dall’esplosione di un ordigno. Un gesto di coraggio e altruismo per il quale gli è stata conferita la Medaglia d’oro al Valor militare alla memoria. Il monumento collocato nella Villa comunale di Montescaglioso consegna ora alla comunità un luogo nel quale custodire e tramandare il ricordo del suo estremo sacrificio.


30

Periscopio

giovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info

Prezzi, forniture e tensioni internazionali rendono l’energia una variabile da gestire prima dell’emergenza

Energia e geopolitica: il nuovo rischio operativo per le imprese P

er molte imprese l’energia è stata a lungo considerata soprattutto una voce di costo: una bolletta da negoziare, un contratto da rinnovare, una spesa da contenere. Negli ultimi anni, però, lo scenario è cambiato. Le molteplici tensioni geopolitiche hanno mostrato quanto gas e petrolio siano collegati a equilibri internazionali, infrastrutture critiche, rotte commerciali, sanzioni, decisioni regolatorie e sicurezza degli approvvigionamenti. La crisi energetica seguita all’invasione russa dell’Ucraina ha reso evidente questo passaggio. La Commissione europea ricorda che la quota di gas russo importato dall’Unione è scesa dal 45% al 19% grazie al piano REPowerEU, avviato proprio per ridurre la dipendenza energetica e rafforzare la sicurezza delle forniture. Per un’impresa, questo significa che il rischio energia non riguarda solo quanto si paga, ma anche quanto il proprio modello operativo dipenda da forniture stabili, prezzi prevedibili e continuità del sistema energetico. PERCHÉ LA GEOPOLITICA ENTRA NEI CONTI AZIENDALI Il rischio geopolitico di-

venta concreto quando un evento esterno si traduce in effetti interni all’azienda: aumento dei prezzi, contratti meno sostenibili, difficoltà di approvvigionamento, ritardi logistici, riduzione dei margini o necessità di rivedere i piani industriali. L’International Energy Agency ha evidenziato che l’interruzione del transito del gas russo attraverso l’Ucraina dal 1° gennaio 2025 non ha creato un rischio immediato per la sicurezza delle forniture europee, ma potrebbe aumentare il fabbisogno di GNL e rendere più teso l’equilibrio del mercato. Allo stesso modo, le tensioni in Medio Oriente dal febbraio scorso hanno confermato il peso delle rotte e delle infrastrutture energetiche globali. La Commissione europea, nella Spring Economic Forecast 2026, ha collegato il nuovo shock energetico al rallentamento della crescita e alla ripresa delle pressioni inflazionistiche. Anche quando l’impresa non opera direttamente nel settore energetico, l’impatto può arrivare attraverso costi di produzione più alti, trasporti più onerosi, fornitori sotto pressione o clienti meno disponibili ad assorbire aumenti. L’ESPOSIZIONE NON È UGUALE

PER TUTTI Non tutte le aziende sono esposte allo stesso modo. Un’impresa manifatturiera energivora, un operatore logistico, una catena retail con molti punti vendita, una struttura sanitaria o un’azienda alimentare hanno esigenze operative molto diverse, ma condividono una vulnerabilità comune: la dipendenza da forniture energetiche continue, accessibili e prevedibili. Quando l’energia diventa più costosa, meno disponibile o più instabile, non è solo il margine economico a risentirne; può essere

compromessa la capacità stessa dell’impresa di produrre, servire i clienti, rispettare le consegne e mantenere continuità nelle relazioni commerciali. Il problema, quindi, non riguarda soltanto i picchi di prezzo, ma la capacità dell’organizzazione di assorbirne gli effetti senza interrompere attività, servizi o catene di fornitura. In un sistema energetico sempre più interconnesso e volatile, anche le dinamiche internazionali del gas naturale liquefatto e dei mercati globali possono riflettersi sui prezzi europei e, di conseguenza, sui costi sostenuti dalle imprese. Per questo la gestione del rischio energia richiede una lettura più ampia, che tenga insieme forniture, contratti, continuità operativa, sostenibilità economica e capacità di reazione. IL RUOLO DI CONSULBROKERS: LEGGERE IL RISCHIO PRIMA CHE DIVENTI PERDITA In un contesto segnato da incertezza geopolitica, volatilità dei mercati energetici e possibili tensioni sulle forniture, il ruolo di un broker specializzato diventa ancora più rilevante. Per le imprese non si tratta solo di individuare una co-

pertura assicurativa, ma di comprendere in che modo eventuali shock esterni possano incidere su continuità operativa, margini, contratti, responsabilità e rapporti con clienti e fornitori. È su questo terreno che Consulbrokers può rappresentare un interlocutore strategico. L’approccio di CB parte dalla mappatura dei potenziali rischi e dalla costruzione di un profilo di esposizione completo, capace di collegare le variabili energetiche e geopolitiche agli effetti concreti sull’attività aziendale. Applicato al rischio geopolitico ed energetico, questo significa aiutare l’impresa a leggere prima le aree di vulnerabilità: quanto pesa l’energia sui costi complessivi, quali processi dipendono da forniture stabili, quali contratti potrebbero diventare più onerosi in caso di volatilità, quali conseguenze avrebbe un’interruzione o un rincaro improvviso. In questa prospettiva, Consulbrokers supporta le aziende nel distinguere i rischi da prevenire con scelte organizzative e gestionali da quelli che possono essere trasferiti, almeno in parte, al mercato assicurativo. L’obiettivo è trasformare un contesto instabile in un quadro decisionale più chiaro, prima che l’incertezza si traduca in perdita economica.


31

Periscopio

giovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info

Il linguaggio delle piccole cose

Non tutto ciò che si muove fa rumore

C

DI FABRIZIO QUARATINO

i sono mattine che cominciano senza chiedere permesso. Il caffè è sempre quello. Il mondo continua a girare con la consueta indifferenza. Le persone corrono, i telefoni squillano e qualcuno, da qualche parte, sta certamente spiegando agli altri come dovrebbero vivere. Un servizio pubblico gratuito, naturalmente. Poi accade qualcosa. Niente di clamoroso. Nessuna dichiarazione solenne, nessuna orchestra, nessun annuncio capace di interrompere il traffico. Un piccolo gesto. Uno di quelli che, osservati dall’esterno, potrebbero sembrare insignificanti. Eppure, dentro di noi, qualcosa si muove. Non necessariamente perché quel gesto contenga una risposta. Forse perché ci ricorda che la vita possiede un linguaggio molto più ricco delle parole. E talvolta siamo noi a essere cambiati, non necessariamente ciò che ci circonda. Forse ieri avremmo preteso spiegazioni. Oggi riusciamo semplicemente a sorridere. IL TRIBUNALE DELLE INTERPRETAZIONI Noi esseri umani abbiamo un talento straordinario. Riusciamo a trasformare un dettaglio in un romanzo, un silenzio in una sentenza e un gesto inatteso in una conferenza internazionale sulle intenzioni altrui. Con tanto di traduzione simultanea. Peccato che,

molto spesso, l’interprete siamo noi. E traduciamo secondo ciò che temiamo, desideriamo oppure crediamo di sapere. Qualcuno ci sorride e immaginiamo di avergli cambiato la giornata. Qualcuno non risponde e abbiamo già scritto, diretto e interpretato il film della nostra definitiva sconfitta sentimentale. Naturalmente senza aver letto la sceneggiatura. E soprattutto senza aver chiesto all’altro se avesse intenzione di partecipare alle riprese. Ma esiste una possibilità meno spettacolare e infinitamente più liberatoria. Accogliere ciò che accade senza pretendere di conoscerne immediatamente il significato. Un gesto può essere bello anche quando non sappiamo spiegare perché sia arrivato. Una parola può scaldarci senza diventare una promessa. Un silenzio può lasciare spazio alla vita senza trasformarsi necessariamente in un abbandono. Non dobbiamo sempre pronunciare una sentenza. Talvolta possiamo semplicemente vivere. LA FORZA DI NON POSSEDERE LE RISPOSTE Per molto tempo ho pensato che comprendere significasse trovare una spiegazione. Oggi comincio a sospettare che comprendere significhi anche riconoscere ciò che ancora non sappiamo. E non è una resa. È una forma di libertà. Quando smettiamo di pretendere che ogni avvenimento

confermi le nostre aspettative, restituiamo agli altri il diritto di essere diversi da come li immaginiamo. E restituiamo a noi stessi la possibilità di sorprenderci. Non siamo obbligati a indovinare ciò che qualcuno pensa. Non dobbiamo trasformare ogni incontro in un esame, ogni parola in un indizio, ogni emozione in una previsione. Possiamo ascoltare. Possiamo persino sbagliare interpretazione senza sentirci sconfitti. La vita non ci chiede di diventare investigatori dei sentimenti. Ci chiede qualcosa di molto più impegnativo. Essere presenti. Non posso decidere ciò che gli altri proveranno, comprenderanno o sceglieranno. Ma posso decidere chi essere davanti a ciò che accade. Posso continuare ad amare senza rinunciare alla mia dignità. Posso accogliere una possibilità senza trasformarla nell’unica ragione della mia felicità. E posso continuare a costruire la mia vita senza aspettare che qualcun altro decida quale posto desidera occupare al suo interno. Perché la mia vita non è una sala d’attesa. E io non sono venuto al mondo per restare seduto, con il numeretto in mano, aspettando che qualcuno chiami il mio turno. IL CORAGGIO DI ESSERE AUTENTICI C’è una differenza enorme tra voler bene a qualcuno e cercare continuamente di compiacerlo. La prima cosa può farci crescere. La seconda rischia di farci scomparire. A forza di scegliere parole che non di-

sturbano, opinioni che non contraddicono e comportamenti che non deludono, possiamo diventare persone impeccabili. Talmente impeccabili da non somigliare più a noi stessi. Un capolavoro. Abbiamo salvato la tranquillità del rapporto sacrificando proprio la persona che avrebbe dovuto viverlo. E allora impariamo qualcosa di diverso. Possiamo sostenere qualcuno senza approvare necessariamente ogni sua decisione. Possiamo esprimere un’opinione differente senza trasformarla in una condanna. Possiamo dire ciò che pensiamo senza pretendere che venga condiviso. La sincerità non ha bisogno di alzare la voce. E l’amore, quando è autentico, non dovrebbe chiedere a nessuno di diventare più piccolo per trovare posto nella vita dell’altro. Possiamo offrire la nostra presenza senza trasformarla in una richiesta. E possiamo desiderare reciprocità senza pretendere che qualcuno ce la conceda. Non significa che ogni confronto sarà semplice. Significa che possiamo attraversarlo senza rinunciare al rispetto. Per gli altri. E per noi stessi. IL MIRACOLO SENZA EFFETTI SPECIALI Forse il cambiamento comincia proprio così. Non quando qualcuno diventa improvvisamente ciò che desideravamo. Ma quando impariamo a incontrarlo senza pretendere che corrisponda alle nostre aspettative. Quando riusciamo a riconoscere un piccolo segnale di attenzione senza

trasformarlo in un contratto sul futuro. Quando un gesto inatteso ci regala un sorriso e noi gli permettiamo di essere semplicemente questo. Un sorriso. Non è poco. E se qualche volta non ci riusciamo, se un piccolo gesto ci fa sperare più di quanto vorremmo, non dobbiamo vergognarcene. Siamo esseri umani. Abbiamo conosciuto assenze che ci hanno fatto male, parole che non sono arrivate e attese che sembravano non finire mai. E qualche volta abbiamo persino avuto paura di essere felici, perché dopo certe delusioni anche una piccola gioia può sembrarci qualcosa da cui difenderci. Eppure siamo ancora capaci di emozionarci. Forse non è debolezza. Forse è la parte più coraggiosa di noi che, nonostante tutto, si rifiuta di diventare indifferente. La rivoluzione più importante non consiste necessariamente nel cambiare ciò che ci circonda. Comincia dal modo in cui scegliamo di stare davanti alla realtà. Possiamo trasformare ogni esperienza in un’occasione per diventare più liberi, più consapevoli, più capaci di amare. Anche quando la vita non segue il copione che avevamo preparato. Soprattutto allora. QUELLO CHE RESTA Stamattina ho sorriso. Non perché qualcuno mi abbia consegnato una risposta. Ma perché ho scoperto che posso accogliere qualcosa di bello senza chiedergli di diventare necessariamente ciò che desidero. Posso emozionarmi senza perdere la mia libertà. Posso credere nelle persone senza rinunciare a credere in me stesso. E posso continuare a costruire la mia felicità senza aspettare che qualcuno mi autorizzi a farlo. Perché la vita non ci chiede di indovinare ciò che accadrà. Ci chiede di avere il coraggio di esserci. Con tutta la nostra umanità. Con tutte le nostre fragilità. Con tutta la nostra straordinaria capacità di ricominciare a sorridere. E se domani qualcosa cambierà, non voglio essere così occupato a prevederlo da dimenticarmi di vivere oggi. Perché la cosa più bella che può accadermi non è scoprire che la vita ha finalmente deciso di seguire i miei desideri. È scoprire che, qualunque cosa accada, io non ho mai smesso di scegliere la vita.


32

giovedì 24 settembre 2026

www.lecronache.info


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Cronache del 24 settembre 2026 by Cronache - Issuu