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confermata la telefonata dell’allora assessore. nuova udienza il 15 aprile

Sconfitte pesanti anche nelle tradizionali roccaforti. resistono solo le
mArATeALe
Presentato a Roma
“The Man with the hat”
Al Teatro Adriano di Roma, il Marateale, in collaborazione con Cultura Italiae, ha presentato in anteprima europea The Man With The Hat, il documentario che racconta non solo la carriera di uno dei più famosi archeologi contemporanei, ma anche il lato più personale di Zahi Hawass, inserito dalla rivista Time tra le 100 persone più influenti del mondo nel 2006. Il film offre un (...) ■ continua a pag 19




Dellapenna a pag 2
er chi ci conosce e per chi ci legge, magari in felice nom de plume, non è difficile capire da che parte ci siamo posati su giustizia e magistratura e perché non ci sono mai piaciuti tanto i patrioti mariuoli del centrodestra quanto le anime belle della sinistra affarista e pandemica e così con buona pace delle frotte di peccatori ancora purtroppo in giro non possiamo non festeggiare una delle giornate più belle di primavera con cui la democrazia ritorna in spolvero di partecipazione e l’ora legale viene stupendamente anticipata. Ora pensare che questo referendum di salute pubblica e finanche di giustizia riparativa non si riversi come un fiume straripante anche nella parte più politica della contesa significa non capire che l’aria è cambiata e che s’aspettano tempi non facili. Già perché se Meloni e soci hanno malamente perso, non hanno vinto nemmeno Conte e Schlein, visto che il referendum porta le stimmate rigeneratrici della lotta di giovani, sindacati e civismo. Naturalmente la meravigliosa legnata s’è fatta sentire anche qui sul solito Bardi se ben 137 mila lucani (60,03%) gli hanno scritto meritoriamente NO. Canta Guè: “Ritorna l’ora legaleee…”
GIUSTIZIA Il voto boccia la riforma e conferma la centralità di Bardi per tenere unita la coalizione

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Fatuzzo: «Basilicata esempio di un’integrazione operativa»


cronAcA
Due arresti per violenza domestica a Montemurro e nel Vulture Melfese: gli interventi rapidi dei Carabinieri hanno evitato il peggio
■ Servizio a pag 7 poTenZA
Telesca incontra gli studenti di Guadalupe giunti con il progetto Erasmus+: «Biodiversità e ambiente, temi centrali per il futuro dei giovani»
■ Servizio a pag 12 mATerA
Dopo l’incidente in cui è rimasto coinvolto, il consigliere comunale Angelino ringrazia il personale sanitario
■ Servizio a pag 18
L’AperITIvo cULTUrALe Il Centro Studi Danzi celebra la primavera con le riflessioni degli studenti: la letteratura si unisce all’arte
■ Servizio alle pag 19

Resistono solo le piazze di Italia Viva e Cariello. Tra le frasi di Mattia e le assenze di Quarto naufraga FDI
DI M ASSIMO D ELLAPENNA
L’esito referendario rappresenta la prima vera battuta d'arresto della maggioranza Bardi in Basilicata.
Una battuta d’arresto che assume le forme di una Caporetto se si tiene conto che il NO ha vinto anche in tradizionali roccaforti di Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia.
MATERA, MELFI, TOLVE, VIGGIANO
Sonora sconfitta per i fratelli Cicala a Viggiano, per Pasquale Pepe a Tolve, per Nicoletti a Matera e per Maglione a Melfi. Sconfitto anche Tataranno a Bernalda, Zito a Montescaglioso, Gianni Rosa ad Avigliano, Cosimo Latronico a Nova Siri, Franco Cupparo a Francavilla in Sinni.
Sonora sconfitta per il Si anche a Genzano di Lucania, balzata agli onori della cronaca per il comizio che l’On Mattia ha concluso con un maldestro appello al voto clientelare e alle fattezze della Schlein.
Sostanzialmente tutti i dirigenti più in vista del centrodestra hanno visto una sonora sconfitta della propria posizione politica nel Comune nel quale fanno politica.
Fanno eccezione solo Pasquale Cariello che ha vinto a Scanzano Jonico e Giovanni Setaro che, aiutato in questo anche da Mariani, vince a Muro Lucano.
IL SI VINCE DOVE
C’È ITALIA VIVA
Quando qualche settimana fa dicevamo che Polese era ormai strutturato come e più di un partito politico di rilevanza nazionale siamo stati facili profeti.
Il SI vince a Grumento, Maratea, Moliterno e Spinoso comuni nei quali è presente con grande struttura proprio Italia Viva. Perdono clamorosamente anche i fratelli Pittella a Lauria, malgrado i loro voti in questo caso si sommassero a quelli di Fratelli d’Italia, di Forza Italia e della Lega a dimostrazione che è sempre difficile spostare il consenso su battaglie di tipo ideologico culturale.
IL COLLASSO DI UNA CLASSE DIRIGENTE



Quello che emerge con grande ed eccessiva chiarezza è il collasso di una classe dirigente di centrodestra che in Basilicata sembra non riuscire a costruire una struttura ed a legare un sentiment reale con la popolazione oppure che sembra interessata a muoversi soltanto quando si tratta della difesa delle proprie postazioni. TRA SILENZIO E INDECENZA
Noi che osserviamo la campagna elettorale e che avevamo la vaga speranza di una vittoria del Si, non possiamo non notare l’assoluta dannosità ed impalpabilità della campagna elettorale del centrodestra.
Se in Fratelli d’Italia, escludendo la manifestazione organizzata da Caiata con Nordio e da qualche intervento spot, i più attivi sono stati nelle seconde linee come De Nictolis e Motta, è assolutamente evidente che qualcosa non ha funzionato.
Se si è sentito appena l’organizzazione di Rosa o la presenza dei Consiglieri Regionali con Napoli, Galella e Leone che si sono limitati a partecipare a qualche evento nei quali sono stati invitati, se Cicala ha praticamente organizzato soltanto un evento nella sua Viggiano, se di Latronico si sono perse le tracce per tutta la campagna elettorale,

se non si è visto proprio Piergiorgio Quarto e Mattia si è fatto notare soltanto per la sua apologia del voto clientelare, è chiaro che qualcosa non si è mosso.
Se anche persone preparate come Pepe o abitualmente presenti come Fernando Picerno sono stati sostanzialmente invisibili è chiaro che manca totalmente una classe dirigente capace di parlare di politica.
CORREGGERE LA ROTTA
Giorgia Meloni da sola non basta, non può essere presente ovunque, non può coprire ogni falla. Tantomeno a livello territoriale può farlo Bardi né
si può credere che il solo Polese sia in condizioni di riempire i vuoti lasciati dalle classi dirigenti dei partiti più strutturati. Serve provare ad invertire la rotta. Il rischio che il centrodestra lucano corre è quello di svegliarsi minoranza con una coalizione che unisca centrosinistra e civismo. Per farlo è necessario riprendere a fare politica. Devono farlo tutti ma soprattutto Fratelli d’Italia che non può continuare ad essere senza un segretario regionale e senza un partito che sia degno di questo nome. Il referendum è una sveglia. Ora è necessario ascoltarla.
Il voto boccia la riforma e conferma la centralità di Bardi per tenere unita la coalizione
DI G USTAVO L IMONE
Il verdetto delle urne sul referendum costituzionale segna una battuta d’arresto netta per il governo guidato da Giorgia Meloni. La vittoria del No, che boccia la riforma della giustizia, non è soltanto un passaggio tecnico: è un segnale politico chiaro, che attraversa il Paese e trova in Basilicata una declinazione particolarmente significativa.
Qui, più che altrove, emerge un dato che la politica regionale farebbe bene a non sottovalutare: senza Vito Bardi, il centrodestra non regge. Non è una questione di sigle, ma di equilibrio. Solo una leadership capace di attrarre il voto moderato e di tenere insieme sensibilità diverse può rendere competitiva una coalizione che altrimenti rischia di frammentarsi sotto il peso delle proprie contraddizioni.
In questo scenario, le forze di centro tornano ad essere non un accessorio, ma una condizione necessaria. I numeri parlano chiaro: nei territori dove il Sì ha retto meglio, ben quattro comuni su otto so-
no a trazione centrista, in particolare riconducibili all’area di Italia Viva. Un dato che certifica non solo affidabilità elettorale, ma anche un radicamento costruito nel tempo, a partire dal lavoro amministrativo nelle provinciali. Se si guarda dentro la maggioranza regionale, il voto consegna più di un motivo di riflessione. Perdono figure di peso come gli assessori Pepe e Latronico, così come il capogruppo di Forza Italia Aliandro, nei rispettivi territori di Tolve, Nova Siri e Paterno. Ma il dato che più colpisce è un altro: il No supera la media nazionale proprio in roccaforti politiche consolidate, come Francavilla in Sinni dell’assessore Cupparo e Avigliano, recentemente entrata nell’orbita calendiana. Segnali che indicano una disconnessione crescente tra rappresentanza istituzionale e orientamento dell’elettorato.
Anche il campo della minoranza non esce indenne. Chiorazzo non sfonda; il Sì vince a Castelmezzano, suo storico feudo e Si e No a Senise pareggiano. È un campanello d’allarme per il Partito Democrati-

co, soprattutto a Sant’Arcangelo dove prevale il Sì. Tuttavia, il centrosinistra tiene nella città di Potenza e, più in generale, nel Materano, dove il differenziale appare coerente con gli esiti delle ultime regionali, confermando una base elettorale più strutturata. Sul piano nazionale, la sconfitta rappresenta uno schiaffo politico per Gior-
gia Meloni, che ora dovrà gestire non solo l’onda d’urto esterna, ma anche le tensioni interne alla coalizione. Le fibrillazioni che arrivano dall’area berlusconiana e le spinte centrifughe incarnate da figure come Roberto Vannacci rischiano di aprire una fase di instabilità. In Basilicata, la lezione è altrettanto chiara: il centrodestra, nella seconda
parte della legislatura, non può permettersi passi falsi. E soprattutto non può fare a meno di Vito Bardi.
È a lui che spetterà il compito di tenere insieme una maggioranza che oggi appare più fragile, evitando che il vento del referendum si trasformi in una tempesta politica capace di travolgere gli equilibri regionali.

POTENZA. Nella Sala Italia della Prefettura di Potenza la macchina organizzativa in concomitanza con la giornata di spoglio e scrutinio dei referendum è partita sin dalle prime ore. Il successo del no è lampante. In Italia il No si attesta sul 54% e il Si intorno al 46,26%. Un dato che si conferma anche in Basilicata con il Si fermo al 39,97% e il No al 60,03% su 230.593 dei votanti pari al 53,26% dei lucani aventi diritto.
Tutti i funzionari hanno svolto un lavoro certosino e di ottimo livello sempre alla ricerca della migliore ottimizzazione del lavoro.
Ovviamente lo spoglio facilitato dalla singola scheda e dal voto di preferenza sul si o sul no ha agevolato di fatto il lavoro di scrutatori, presidenti di seggio in tutta la Regione. In Basilicata sono stati decisivi i richiamo al voto dei sindacati, delle parti datoriali che si sono espresse per il no. Il voto paese per paese diventa l'emblema della discussione all'interno della Sala Italia che rappresenta il campo centrale dell'analisi elettorale. L'analisi del voto in Prefettura è legato ovviamente alle dinamiche della Basilicata, alle questioni ancora sul tappeto e a quanto questa tornata elettorale potrà incidere verso le prossime tappe elettorali, in primis le elezioni Politiche del 2027.
Il dato di Calvello con il voto in parità rappresenta la chicca di questa tornata elettorale, visti i 331 elettori favorevoli alla riforma e i 331 contrari.
I COMMENTI
Man mano che il “No” si faceva strada verso la vittoria, i tanti suoi sostenitori non hanno perso tempo a commentare. «Ha vinto la Costituzione» ha affermato il segretario generale della Cgil Basilicata, Fernando Mega. «Un grandissimo risultato a livello nazionale e regionale, dove la Basilicata si è contraddistinta tra le regioni del Mezzogiorno con una delle affluenze più alte, 53,2% e una schiacciante vittoria del No al 60,23%.
I lucani hanno capito il vero obiettivo di questo referendum e il pericolo di una deriva autoritaria. Sta adesso al centrosinistra cogliere questo voto espressione di libertà e partecipazione e trasformarlo in politica attiva, per la rinascita di una regione che sta morendo dal punto di vista sociale, economico e industriale». «L’esito del referendum sulla giustizia, con la netta affermazione del No sia in Italia che in Basilicata, rappresenta una scelta netta dei cittadini, maturata con una larga partecipazione e
con uno scarto significativo rispetto al Si ed un segnale politico chiaro» è stato invece il commento del Vice Presidente del Consiglio regionale della Basilicata e Presidente di Basilicata Casa Comune, Angelo Chiorazzo «Il tentativo del centrodestra di trasformare il referendum in una battaglia politica, sostenuto da una narrazione fuorviante alla quale non si sono sottratti neppure esponenti di primo piano del Governo, a partire dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, non solo non ha prodotto i risultati attesi, ma si è rivelato controproducente per chi pur essendo maggioranza in Parlamento non è maggioranza nel Paese». «Come Basilicata Casa Comune abbiamo sostenuto le ragioni del No spiegando che le riforme della giustizia, così come tutte le riforme costituzionali, non si fanno a colpi di maggioranza, ma attraverso una larga condivisione».
«Questo voto va oltre il quesito referendario e racconta una crescente distanza tra il Paese reale e chi governa. Troppo spesso il governo, tanto a livello centrale che qui in Basilicata, è più attento agli slogan che a costruire soluzioni concrete per gli italiani e per i lucani».
«Da qui deve partire una riflessione seria. Spetta ora alle forze riformiste e progressiste raccogliere questo segnale e costruire un’alternativa credibile, seria e responsabile. Da parte nostra continueremo a lavorare con determinazione in questa direzione, mettendo al centro i bisogni delle comunità e il rispetto delle istituzioni».
Il commissario regionale del Pd Basilicata, senatore Daniele Manca , è intervenuto sui risultati del referendum in Basilicata, sottolineando la portata politica del voto: «Il risultato consegna un dato chiaro: il NO si attesta al 60,03%, contro il 39,97% del SI. Si tratta di una scelta consapevole da parte dei cittadini lucani, che hanno voluto difendere l’equilibrio dei poteri, l’indipendenza della magistratura e i principi fondamentali della Costituzione».
Il commissario regionale evidenzia inoltre il ruolo della mobilitazione diffusa: «In queste settimane, circoli, comitati, amministratori e militanti hanno animato il territorio con impegno e responsabilità, contribuendo a costruire un confronto serio e partecipato».
Secondo Manca, il voto rappresenta anche un segnale politico più ampio: «Quando si tenta di intervenire sulla Costituzione senza affrontare i veri problemi

della giustizia e senza costruire un consenso largo, i cittadini rispondono. E lo fanno con chiarezza».
Infine, l’appello: «Dalla Basilicata arriva un messaggio preciso: serve rispetto per la Costituzione e serve equilibrio nelle riforme. Ora si apra una riflessione seria nel Paese, puntando su interventi concreti che migliorino il funzionamento della giustizia senza alterare l’equilibrio istituzionale».
Il consigliere regionale Piero Marrese ha dichiarato: «Esprimo grande soddisfazione per il successo del NO, un risultato importante che ha visto una partecipazione significativa e consa- pevole da parte dei cittadini. È un esito che conferma la maturità e il senso di responsabilità delle nostre comunità e che premia un lavoro condiviso, fatto di ascolto, confronto e presenza costante sui territori. La Basilicata ha dato un contributo importante a questo risultato, dimostrando ancora una volta la propria capacità di incidere nelle scelte fondamentali».
«Nella stragrande maggioranza dei comuni lucani, compresa la “mia” Montalbano Jonico, si è registrato un forte successo del NO, a conferma che quando si costruisce un rapporto autentico con i cittadini, basato sulla fiducia e sulla partecipazione, si possono raggiungere traguardi importanti. Questo esito rappresenta per me non un punto di arrivo, ma uno stimolo a proseguire con ancora maggiore impegno nel lavoro istituzionale, sempre al servizio della Basilicata e dei suoi cittadini. Un grande "grazie" va ai tantissimi cittadini e alle variegate organizzazioni del comitato del No per aver animato una campagna referendaria di chiamata a raccolta della consapevolezza civica e democratica» con-
clude Marrese.
Infine Alessia Araneo e Vivivana Verri del Movimento 5 Stelle hanno affermato: «Ha vinto il No. Ha vinto in modo chiaro. E con il No ha vinto anche un’idea precisa di democrazia, di equilibrio istituzionale, di rispetto della Costituzione». «Le italiane e gli italiani hanno respinto una riforma sbagliata, costruita male e raccontata peggio. Una proposta presentata come decisiva per risolvere i problemi della giustizia, ma che in realtà non avrebbe migliorato la vita dei cittadini, non avrebbe reso più rapidi i processi, non avrebbe ridotto i disservizi. Sarebbe servita soprattutto al Governo, alla sua propaganda e alla sua volontà di mettere bandierine politiche su un terreno delicatissimo come quello della magistratura. - continuano -Non era un tema semplice. Anzi. Era una materia tecnica, complessa, che qualcuno ha provato a semplificare in modo brutale, quasi ingannevole, pur di trascinare il Paese dentro uno scontro ideologico. Ma le cittadine e i cittadini non si sono fatti prendere in giro. Hanno capito. Hanno approfondito. E alla fine hanno scelto di difendere ciò che conta davvero».
«In questo risultato c’è un dato che pesa più di ogni altro: la partecipazione consapevole di tanti giovani. - continuano -Non è stata una reazione di pancia. Non è stata una mobilitazione improvvisata. È stata una risposta lucida, forte, matura. Ed è proprio questo il punto politico che oggi il Governo non può far finta di non vedere: il Paese ha bocciato non solo una proposta, ma anche un metodo. Ha detto No a una riforma inutile e divisiva. Ha detto No a un modo arrogante di affrontare i temi istituzionali» concludono le pentastellate.
SANITOPOLI Ascoltata anche Marinella Acquaviva che conferma il taglio di 10mila € al San Carlo a guida Barresi. Nuova udienza il 15 aprile

DI FRANCESCO MENONNA
Presso l'Aula Mario Pagano del Tribunale di Potenza si è svolta ieri pomeriggio l'udienza relativa alla gestione della sanità in Basilicata e alle questioni clientelari ad essa collegate. Al centro delle indagini si trovano il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, e gli assessori dell’allora Giunta, Francesco Fanelli, Franco Cupparo, Rocco Leone e Gianni Rosa. L’udienza ha rappresentato un nuovo capitolo della cosiddetta “sanitopoli lucana”, con particolare attenzione alla gestione del San Carlo e del dipendente Ospedale di Lagonegro. Durante la requisitoria del Pubblico Ministero Vincenzo Montemurro, davanti al Tribunale in composizione collegiale, Presidente il dott. Rotondi, è stato ascoltato Mario Araneo, all'epoca capo della segreteria di Bardi. A itit dl ll

riguardato il suo ruolo nell'ufficio di Bardi, una nomina personale e non frutto di concorso, e le sue responsabilità nelle relazioni istituzionali e nell'agenda relativa all'accordo Stato-Regione. Araneo ha ammesso di aver conosciuto Massimo Barresi, durante la degenza del padre presso l'Ospedal S Cl di Pt di
terne, definendo questa difesa "falsa". Ha inoltre parlato di un presunto escamotage da 12 milioni di euro legato al taglio della posizione organizzativa di Barresi al San Carlo, che avrebbe avuto l'obiettivo di delegittimarne il ruolo di Direttore Generale. Al centro dell'udienza sono emerse anh l lii ititili li
L’edizione di Cronache del 16 febbraio e il pm Montemurro
D I FRA N C E S C O M EN ON N A
Si torna in aula il prossimo 15 aprile nell'ambito del Processo Sanitopoli che ieri pomeriggio all'ora di pranzo ha vissuto un nuovo round della fase dibattimentale. L'udienza si è svolta alla presenza del Presidente della Sezione Penale del Tribunale di Potenza, Marcello Rotondi e del Pubblico Ministero, Vincenzo Montemurro. Nel mese scorso era
toccato a Mario Araneo rispondere alle domande dei giudici in merito alla posizione del Direttore Generale del San Carlo Massimo Barresi. Ebbene ieri mattina si sono presentate nell'aula Pagano, Patrizia Vinci e Marinella Acquaviva che hanno risposto alle domande evidenziando tutte le sfaccettature del processo Sanitopoli. L'udienza di ieri rientra nel filone legato al mandato dell'ex direttore generale del-

e delle pressioni politiche ricevute per rimuoverlo dal suo incarico. Nel corso del 2025, le opposizioni, in particolare la Consigliera Regionale del Movimento Cinque Stelle Alessia Araneo, avevano sollevato dubbi sulla gestione del San Carlo e sugli appalti, aprend i i Dt l'di
l'azienda ospedaliera San Carlo di Potenza, Massimo Barresi. In buona sostanza il filone ha riguardato il rapporto tra lo stesso Barresi e l'ex Assessore alla Sanità Regione Basilicata. Barresi è stato difeso dal legale Clemente Delli Colli. Altri avvocati hanno preso parte al processo. Nel processo è stato prosciolto nel corso dell'udienza preliminare Giuseppe Spera, attuale direttore generale dell'Azienda

Sanitaria San Carlo di Potenza. Marinella Acquaviva ha confermato i rapporti piuttosto tesi tra il direttore Barresi e la Giunta Regionale e che poi venne a sapere del taglio di circa diecimila euro delle risorse a carico del San Carlo rimanendo stupita del fatto che tale taglio di emolumenti all'Azienda Sanitaria San Carlo è avvenuta durante il tragico periodo della pandemia di coronavirus. Patrizia Vinci ha parlato
della telefonata rivolta dall'Assessore Leone a Barresi, lei ha risposto alla chiamata e Leone disse di non nominare Angelo Sigillito bensì il dottor Giuseppe Falcone. L’udienza dunque si è conclusa nel giro di sessanta minuti. Il dibattimento riprenderà il prossimo 15 aprile e verranno ascoltati Luca Galli, Giandomenico Marchese e Valerio Di Giacomo, che fa parte dell'ufficio legale della Regione Basilicata.

Firmato il programma per migliorare collegamenti e sicurezza nelle aree interne: coinvolti otto Comuni, Irsina capofila
Oltre 9 milioni di euro per rafforzare la rete stradale e ridurre l’isolamento delle aree interne della Basilicata. È stato sottoscritto il primo Accordo di Programma sulla viabilità del Medio Basento, un intervento che punta a migliorare collegamenti e sicurezza in un territorio storicamente segnato da criticità infrastrutturali.A commentare il risultato è il consigliere regionale Nicola Morea (Azione), che sottolinea la portata dell’iniziativa: «Esprimo grande soddisfazione e un profondo orgoglio per un risultato di straordinaria importanza per la Basilicata e, in particolare, per le nostre aree interne, troppo spesso penalizzate da ritardi infrastrutturali e carenze nei collegamenti. Da Sindaco ho voluto fortemente la costituzione dell’Area Interna Medio Basento con Irsina capofila, promuovendo un percorso ambizioso e condiviso che ci ha portato, in soli tre mesi, a definire una strategia chiara, concreta e immediatamente cantierabile. Un lavoro intenso, costruito giorno dopo giorno insieme ai territori, che oggi trova un riconoscimento tangibile».Secondo Morea, l’accordo rappresenta un cambio di passo nella pianificazione della mobilità regionale: «Con questo accordo la Regione Basilicata guarda a una mobilità più sicura, moderna ed efficiente. Par-
liamo di oltre 9 milioni di euro destinati a interventi fondamentali per migliorare la rete stradale secondaria, affrontare criticità storiche e ridurre i disagi che per anni hanno inciso sulla quotidianità di cittadini, imprese e amministrazioni locali. Si tratta di opere che garantiranno migliori collegamenti a circa 30 mila cittadini, contribuendo a rafforzare la coesione territoriale e a ridurre l’isolamento delle comunità interne».L’intervento, evidenzia il consigliere, nasce da una visione più ampia: «Questo risultato deriva da una visione che mette al centro i territori, valorizza il dialogo tra istituzioni e costruisce risposte più efficaci e durature. Investire sulla viabilità non significa solo migliorare le strade, ma incidere concretamente sulla qualità della vita delle persone, sulla sicurezza degli spostamenti e sulle opportunità di sviluppo economico e sociale delle nostre comunità».Un ruolo chiave è stato svolto dal Comune di Irsina, capofila del progetto: «Il Comune di Irsina, in qualità di capofila, ha svolto un ruolo centrale e determinante, lavorando in piena sinergia con gli altri sette Comuni coinvolti. Un lavoro portato avanti egregiamente dall'attuale Amministrazione Comunale, guidata da Giuseppe Candela. Questa collaborazione virtuosa ha consentito all’Area Interna Medio Ba-
sento di essere la prima in Basilicata ad ottenere l’approvazione dell’accordo relativo alle infrastrutture. Un risultato che dimostra come la capacità amministrativa, quando accompagnata da visione e spirito di squadra, possa fare davvero la differenza».Nel dettaglio, il piano prevede un ampio programma di adeguamento, manutenzione e messa in sicurezza della viabilità esistente. Tra gli interventi principali figurano i lavori sulla strada comunale Murgecchia–Serra del Grillo, per il collegamento alla SP4 Cavonica, e su arterie provinciali come la SP 94 (Molino) e la SP 95 (Giardini), con opere di sistemazione, bonifica e manutenzione. Previsti anche interventi lungo la direttrice Salandra–Armatella–Cavonica, oltre che sulle tratte Calciano–Garaguso e Calciano–Scalo Grassano.Particolare attenzione sarà dedicata anche ad altri collegamenti strategici, tra cui la Ferrandina–Salandra, la Irsina–Bradanica e la Pomarico–Manferrara, infrastrutture ritenute cruciali per garantire continuità territoriale e migliorare l’accessibilità complessiva dell’area. Tra le opere in programma anche la Trasversale Alta, destinata a ricevere un finanziamento completo.«Si tratta, dunque, di un insieme coordinato di interventi che punta non solo a risolvere criticità esistenti, ma a costruire

le basi per uno sviluppo più equilibrato e sostenibile dell’intero comprensorio», prosegue Morea.Infine, il consigliere rimarca il valore del lavoro condiviso: «Questo è il risultato di un autentico lavoro di squadra, che dimostra come, quando istituzioni e territori camminano nella stessa direzione, sia possibile raggiungere traguardi importanti e aprire nuove prospettive per il futuro della Basilicata».Non manca un ringraziamento agli uffici regionali coinvolti: «Ringraziamo gli uffici regionali del Dipartimento Infrastrutture guidato dall'Assessore Pasquale Pepe e dell’Autorità di Gestione per il lavoro svolto, la competenza dimostrata e il supporto costante garantito in tutte le fasi del percorso».
Ad Anzi confronto tra dirigenti e iscritti: crescono le adesioni e torna centrale il ruolo del cacciatore nella gestione ambientale
Si è svolta ad Anzi, nella sala congressi del ristorante «Agri Sarli», l’assemblea provinciale di Federcaccia Potenza, appuntamento statutario dedicato all’approvazione del bilancio consuntivo e preventivo e al confronto sulle prospettive del mondo venatorio.L’incontro ha registrato una buona partecipazione di presidenti e delegati delle sezioni comunali, confermando il ruolo dell’assise come momento centrale della vita associativa. L’organizzazione dell’evento è stata curata nei dettagli dai titolari della struttura, insieme al presidente provinciale Antonio Romaniello, al vicepresidente Gerardo Carmine Scaleia e al segretario Rosario Nolè.Tra gli elementi più significativi emersi durante i lavori, il ritorno in Federcaccia di numerosi cacciatori che in passato avevano aderito ad altre associazioni venatorie. Un segnale interpretato come indicativo di una fase di rinnovamento e di ritrovata fiducia. Il rientro degli iscritti viene letto infatti come testimonianza di «una nuova stagione all’insegna della massima trasparenza e della volontà di riprendere il ruolo guida nelle politiche faunistico-venatorie».Nel corso dell’assemblea è stato anche ricordato il ruolo storico della Federazione, che in passato – quando la caccia era riconosciuta come disciplina sportiva – rappresentava una delle principali realtà del CONI, con importanti compiti istituziona-
li nella gestione del patrimonio faunistico e ambientale.Nonostante il calo dei praticanti a livello nazionale, Federcaccia mantiene una posizione di leadership nel panorama associativo. A sottolinearlo è stato Sandrino Cafaro: «Federcaccia conserva la sua leadership del mondo associazionistico venatorio. Tocca ora ai nostri rappresentanti regionali, provinciali e dirigenti di sezione comunale dare vita ad una politica associazionistica capace di rilanciare la figura del cacciatore come tutore, produttore e gestore dell’ambiente e della fauna».Nel suo intervento è stato inoltre evidenziato il valore di una gestione sostenibile: «Solo per quanto riguarda le specie selvatiche non in difficoltà, un corretto prelievo consente di salvaguardare il capitale di ogni singola popolazione faunistica».Diversi i contributi nel dibattito. Il vicepresidente regionale Rocco La Torre ha portato il saluto del presidente Michele Perito, assente per impegni, mentre il vicepresidente provinciale Filippo Rautiis ha richiamato l’attenzione sulle norme in materia di sicurezza pubblica introdotte dal Decreto Legge 24 febbraio 2026 n. 23: «Oggi il titolo di polizia del porto d’armi è difficile da conseguire e molto facile da perdere», ha ricordato, invitando a mantenere comportamenti sempre responsabili.Sono intervenuti anche Rocco Coviello e Domenico Ricciardella, componenti dell’Ambito territo-
riale di caccia, mentre Luciano Accetta ha posto l’accento sull’importanza del rapporto con il mondo della scuola: «È fondamentale entrare nelle scuole, soprattutto dell’obbligo, per trasmettere il valore ambientale e culturale dell’attività venatoria». Un’esperienza già realizzata nel suo comune, ha spiegato, ha riscosso grande attenzione da parte di studenti e insegnanti.Tra le note finali dell’assemblea, la nomina della segretaria dei lavori nella persona della cacciatrice Erica Priore, segnale di una partecipazione sempre più ampia e inclusiva all’interno dell’associazione.

Operazioni dei Carabinieri tra Val d’Agri e Vulture-Melfese: interventi rapidi, misure cautelari e appello a denunciare ogni abuso
POTENZA. Prosegue con intensità nel Potentino l’azione di contrasto alla violenza di genere da parte dei Carabinieri, che nelle ultime ore hanno eseguito due arresti in applicazione delle procedure previste dal cosiddetto Codice rosso. Si tratta di interventi distinti, ma accomunati dalla tempestività operativa e dalla gravità dei comportamenti contestati, che confermano l’attenzione costante dell’Arma nel presidio del territorio e nella tutela delle vittime di abusi e maltrattamenti.Il primo episodio si è verificato in Val d’Agri, dove i militari della Stazione di Montemurro sono intervenuti nel tardo pomeriggio a seguito di una segnalazione giunta al Numero unico di emergenza 112. Una richiesta di aiuto che ha consentito ai Carabinieri di raggiungere rapidamente l’abitazione interessata e di soccorrere una donna, vittima di un’aggressione fisica da parte del figlio, maturata al culmine di un litigio per motivi futili.Le condizioni della donna, pur non gravi, hanno richiesto il trasferimento presso il presidio ospedaliero San Pio da Pietrelcina di Villa d’Agri, dove i sanitari hanno riscontrato un trauma al volto, giudicato guaribile in pochi giorni. La prontezza dell’intervento ha consentito di bloccare l’ag-

gressore in flagranza di reato. Il giovane è stato quindi sottoposto agli arresti domiciliari, misura adottata al termine delle formalità di rito, mentre sono stati avviati gli ulteriori accertamenti da parte dell’autorità giudiziaria. Il secondo intervento ha interessato invece l’area del Vulture-Melfese, dove i Carabinieri della Compagnia di Melfi hanno arrestato un uomo ritenuto responsabile di atti persecutori nei confronti dell’ex convivente. Anche in questo caso l’allarme è scattato a seguito di una segnalazione al 112 nella tarda serata, quando l’uomo avrebbe forzato il cancello dell’abitazione della donna tentando di introdursi con un pretesto, con l’obiettivo
di riallacciare una relazione ormai conclusa da tempo.L’arrivo imminente dei militari ha impedito il contatto diretto con la vittima, inducendo l’uomo ad allontanarsi. Le ricerche sono state immediatamente attivate e coordinate sul territorio, coinvolgendo le Stazioni di Barile e Rapolla, con il supporto del Nucleo operativo e radiomobile. L’attività investigativa si è sviluppata senza soluzione di continuità, attraverso il monitoraggio degli spostamenti del soggetto e la ricostruzione dei suoi movimenti tra i comuni limitrofi.Nella mattinata successiva, l’uomo è stato individuato a Melfi. Sottoposto a perquisizione personale, è stato trovato in possesso di un coltello di ge-
nere vietato, immediatamente sequestrato. Gli accertamenti svolti hanno inoltre consentito di collocare l’episodio in un contesto più ampio di comportamenti reiterati nei confronti della stessa vittima, configurando un quadro di persecuzione continuata. L’uomo è stato quindi arrestato e trasferito presso la casa circondariale di Melfi, a disposizione dell’autorità giudiziaria.Per entrambi gli indagati, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Potenza ha convalidato gli arresti, disponendo specifiche misure cautelari. Nel caso dell’aggressione in ambito familiare è stato applicato il divieto di avvicinamento alla persona offesa, con l’ausilio del braccialetto elet-
tronico, mentre per il secondo arrestato è stata confermata la custodia cautelare in carcere. Resta, come previsto dalla normativa, il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.L’operazione conferma l’impegno costante del Comando provinciale dei Carabinieri di Potenza nel contrasto ai reati di violenza domestica e di genere, un fenomeno che richiede interventi tempestivi e un’azione coordinata tra forze dell’ordine e autorità giudiziaria. I vertici dell’Arma ribadiscono l’importanza di denunciare ogni episodio di violenza o situazione di pericolo, invitando i cittadini a contattare senza indugio il Numero unico di emergenza 112 o a rivolgersi alle Stazioni Carabinieri presenti sul territorio.All’interno delle caserme, sottolineano i militari, operano personale formato e specializzato in grado di garantire ascolto, supporto e interventi mirati, con l’obiettivo di interrompere sul nascere ogni forma di violenza e di offrire protezione concreta a chi si trova in condizioni di vulnerabilità. Un presidio capillare e una risposta immediata rappresentano, in questo contesto, strumenti fondamentali per prevenire escalation e salvaguardare le vittime.
Rotunno presenta la proposta della Commissione pari opportunità: «Nuove regole per sostenere autonomia e sicurezza»
POTENZA. Una proposta di legge per intervenire sul sistema degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e offrire nuove tutele a donne vittime di violenza domestica e nuclei monogenitoriali. È questo il tema al centro della conferenza stampa convocata dalla Commissione regionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna della Regione Basilicata, in programma martedì 24 marzo alle ore 15 presso la Sala Ester Scardaccione del Consiglio regionale.L’iniziativa servirà a illustrare nel dettaglio la proposta di modifica della legge regionale numero 24 del 2007, che disciplina assegnazione, gestione e determinazione dei canoni di locazione degli alloggi pubblici. Primo firmatario del provvedimento è il consigliere regionale Pittella,
mentre la presentazione alla stampa sarà affidata alla presidente della Commissione, Vittoria Rotunno.
L’obiettivo dichiarato è quello di intervenire su un vuoto normativo che, allo stato attuale, non consente di garantire adeguate risposte abitative a categorie particolarmente esposte a condizioni di fragilità sociale. Donne che hanno subito violenza e genitori single, infatti, spesso non rientrano nei requisiti previsti dalle normative vigenti e si trovano in difficoltà nel reperire soluzioni abitative sicure e stabili.«La proposta – spiega Rotunno – nasce con l’obiettivo di colmare un evidente vuoto normativo che oggi determina gravi difficoltà abitative per le donne vittime di violenza domestica e per genitori single che
non rientrano nelle fattispecie già regolamentate dalla normativa vigente».L’intervento normativo mira dunque a introdurre criteri più inclusivi e strumenti capaci di favorire percorsi di autonomia. «Con la proposta di legge – aggiunge la presidente – intendiamo introdurre una soluzione che garantisca a queste donne e ai nuclei monogenitoriali condizioni concrete di sicurezza, autonomia e libertà nel percorso di costruzione della propria vita».La conferenza stampa rappresenterà un momento di confronto istituzionale su un tema che incrocia politiche abitative e diritti sociali, con l’obiettivo di rafforzare le misure di sostegno a favore delle persone più vulnerabili e promuovere una maggiore equità nell’accesso agli alloggi pubblici.

A Potenza, il Commissario Unico insieme a Regione e Aql per fare il punto sugli interventi ambientali e di sostenibilità

Si terrà domani, in Basilicata, la visita istituzionale del Commissario Straordinario Unico per la Depurazione, prof. Fabio Fatuzzo, per verificare lo stato di avanzamento degli interventi sul territorio regionale.
La visita rappresenta un passaggio strategico per consolidare il percorso verso il superamento definitivo delle infrazioni europee,
attraverso un modello integrato e un avanzamento concreto delle opere a beneficio dell’ambiente e dei cittadini.
Alle ore 11.30 nell’assessorato regionale all’Ambiente, è in programma una conferenza stampa a cui parteciperanno l’assessore all’Ambiente e alla Transizione Energetica della Regione Basilicata, Laura Mongiello, il referen-
te del Commissario per la Regione Basilicata, Francesco Fatone, l’Amministratore Unico ed il Direttore Generale di Acquedotto Lucano, Alfonso Andretta e Luigi Cerciello Rega, i dirigenti di EGRIB, insieme ai tecnici e ai RUP degli interventi.
La Basilicata si distingue oggi per un modello operativo integrato che mette a sistema istituzioni e gestore del servizio idrico: collaborazione strutturata tra Commissario Straordinario Unico e Acquedotto Lucano; coordinamento continuo con Regione Basilicata ed EGRIB e il coinvolgimento diretto di strutture tecniche e RUP.
«Questo approccio consente una gestione unitaria e accelerata degli interventi, dalla programmazione alla realizzazione, supportata da strumenti avanzati di analisi dei dati e da un forte presidio operativo sul territorio» si legge in una nota del Commissario Fatuzzo.
Il programma degli interventi è complessivamente in avanzamento: completata la gara per il depuratore di Pisticci, con avvio lavori previsto nel 2026; lavori in
fase avanzata a Matera – loc. Sarra, con conclusione entro il 2026; interventi quasi ultimati nella Valle dell’Agri; impianti già funzionanti, tra cui Matera Pantano e Grassano e ulteriori progettualità in corso su scala regionale. Il finanziamento degli interventi in infrazione è sempre nelle priorità sia nazionali che regionali, tutti gli interventi in esecuzione o in avanzato stato di progettazione risultano coperti da finanziamenti.
Gli interventi riguardano il superamento delle procedure di infrazione relative alla Direttiva 91/271/CEE. In Basilicata il perimetro iniziale comprendeva complessivamente 18 agglomerati per circa 197 mila abitanti equivalenti , oggi oggetto di una revisione più puntuale grazie a metodologie basate su dati reali. «Il modello lucano rappresenta un esempio efficace di integrazione tra livelli istituzionali e operativi - afferma Fabio Fatuzzo - ed i risultati confermano che la collaborazione è la chiave per accelerare il superamento delle infrazioni, garantendo complementarietà di risorse».

Nonostante l’emergenza giovanile in molte città italiane, la Basilicata mantiene un ambiente scolastico e sociale più stabile e sicuro
Si leggono notizie di incontri scolastici sul fenomeno dell’autolesionismo tra i giovani, fino al suicidio. Bisogna dire con chiarezza che la Basilicata tiene ancora meglio di altre zone d’Italia. I dati più preoccupanti si registrano soprattutto nella capitale, a Roma, e amplificare il fenomeno in una regione e in un ambiente scolastico ancora sano può essere anche controproducente.Infatti, la notizia di un suicidio o di un tentato suicidio, giornalisticamente, si tenta il più possibile di oscurarla. È noto infatti che ragioni di opportunità e di deontologia professionale lo impongono: potrebbero esserci, come ci sono stati in passato, casi di emulazione.Piuttosto, la prevenzione va fatta a monte e il tema in generale merita di essere trattato in altre sedi, perché rappresenta comunque il sensore del malessere profondo di una società che non riesce più a trasmettere neanche il valore più importante nell’esistenza di un uomo, ancor di più di un giovane: quello dell’unicità dell’esistenza, che merita di essere sempre vissuta.Intanto, va avanti il processo di destrutturazione
«Non
della famiglia e del legame con “Dio”, racchiudendo in quest’ultima espressione il legame con la religione, con il sacro, con l’insegnamento che la vita è un dono prezioso, e con l’appartenenza a una comunità di destini.La società liberata dal legame con questi valori ha imposto un libertarismo vuoto, privo di contenuti, e i primi a farne le spese sono i giovani, spesso i giovanissimi.Ma vediamo i dati. Negli ultimi tre anni i tentativi di suicidio sono aumentati del 75%. In Italia, ogni 16 ore una persona si toglie la vita. Un’altra prova a farlo ogni 14 ore. Il dato è tragico se si guarda solo ai giovanissimi, tra i quali si verifica un caso di tentato suicidio al giorno.La provincia, soprattutto quella meridionale, fa registrare meno casi. Con tutte le difficoltà e nonostante il cambiamento incomba, la famiglia è ancora strutturata con ruoli definiti e le tradizioni un po’ reggono ancora.Preoccupante la situazione nella Capitale, più di Napoli e di Caivano. Ha reso noto l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma che c’è “un aumento esponenziale negli ultimi 10 anni degli accessi al pronto soccorso per comportamenti suicidari da parte di giovanissimi. I numeri sono
esplosi nei due anni di pandemia, arrivando a un più 75% rispetto al biennio precedente per i suicidi, ideati o tentati, e a un più 60% se si tiene conto anche degli atti di autolesionismo. Oltre l’80% dei tentativi di suicidio è messo in atto da bambine e ragazze: l’età media è di circa 15 anni.Le misure restrittive durante la pandemia di Covid hanno avuto un impatto importante sui giovani e giovanissimi, portando a un aumento delle richieste di aiuto. Nel biennio precedente, gli accessi al pronto soccorso per ideazione suicidaria, tentativo di suicidio e autolesionismo erano stati 464. Nel biennio successivo sono diventati 752, con un aumento di oltre il 60%. Se si considera solo il suicidio, ideato o tentato, l’incremento dei casi rispetto al biennio precedente supera il 75%”.Ci sembra di poter affermare che le restrizioni delle misure anti-Covid, per quanto a volte assurde e sbagliate, abbiano messo i giovani di fronte alla loro esistenza, ma non siano state la causa della loro crisi esistenziale. Per le passate generazioni, marinare la scuola era una festa, la possibilità di vivere qualche giorno in assoluta libertà e di trasgredire le regole.I giovani e i

giovanissimi di oggi, invece, sottratti alla routine quotidiana, si sono trovati di fronte al vuoto, al non senso di un’esistenza priva di valori e di regole.Negli ultimi 10 anni, ha spiegato tempo fa Stefano Vicari, ordinario di Neuropsichiatria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Direttore della UO di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Bambino Gesù, l’ansia e la depressione sono aumentate notevolmente anche tra bambini e adolescenti.
In riferimento al comunicato diffuso dalla Direzione dell’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo, sento il dovere di offrire alcune precisazioni, nel rispetto dei fatti e delle persone. Non dovrebbe sorprendere la mia decisione di rendere pubblica la vicenda. Prima di farlo, infatti, ho ritenuto corretto rivolgermi direttamente alla struttura attraverso una comunicazione privata, nella quale ho espresso, con toni pacati, il mio rammarico per quanto accaduto. A quella comunicazione, però, non è seguito alcun ri- scontro. È proprio da questo silenzio che nasce la mia scelta di condividere pubblicamente l’episodio.Ho semplicemente riportato quanto mi è stato riferito, rimanendo sinceramente colpito, e, per cer-
ti aspetti, basito, dalle motivazioni ricevute. A questo si aggiunge un elemento tutt’altro che secondario: per sottopormi alla prestazione programmata, ho dovuto sospendere per una settimana una terapia anticoagulante a base di Coumadin, con i rischi ben noti che una tale interruzione comporta. È evidente che un rinvio, in queste condizioni, non rappresenta soltanto un disagio organizzativo, ma espone il paziente a una situazione di concreta vulnerabilità che merita la massima attenzione. Il mio intervento non nasce da spirito polemico né da volontà di screditare alcuno. La mia esperienza personale dimostra esattamente il contrario. L’8 marzo 2020, in pieno lockdown, sono stato sottoposto a un delicato in-
tervento a cuore aperto nello stesso ospedale e, in quella circostanza, non ho esitato a riconoscere pubblicamente la straordinaria professionalità, competenza e umanità del personale sanitario.Proprio per questo ritengo che la credibilità passi dalla capacità di guardare ai fatti nella loro interezza: riconoscere ciò che funziona e, allo stesso tempo, non ignorare ciò che può e deve essere migliorato. Segnalare una criticità non è un attacco, ma un atto di responsabilità.
L’auspicio è che ogni episodio possa diventare un’occasione di ascolto e crescita, perché la fiducia si costruisce non nel silenzio, ma nel confronto trasparente e nella volontà sincera di mettere sempre al centro la persona.


AMBULATORI APERTI E SERVIZI
MATERA. Prosegue con determinazione l’impegno dell’Azienda Sanitaria Locale di Matera nell’abbattimento delle liste di attesa. Anche nella giornata di ieri, l’Ospedale Madonna delle Grazie ha garantito l’apertura straordinaria degli ambulatori per visite ed esami diagnostici.Nel corso della giornata sono state complessivamente erogate 69 prestazioni, così suddivise: 28 visite cardiologiche, 12 risonanze magnetiche, 8 esami di anatomia patologica con operazioni di biopsia, 8 prestazioni di endoscopia digestiva e 13 esami
Doppler erogati dall’unità operativa di Medicina.«Grazie alla disponibilità e al senso di responsabilità di medici, personale sanitario e amministrativo – dichiara il direttore generale dell’Asm, Maurizio Friolo – le aperture straordinarie si stanno rivelando uno strumento fondamentale per garantire risposte tempestive ai cittadini e ridurre concretamente i tempi di attesa. L’apprezzamento dei pazienti per l’iniziativa conferma l’efficacia del lavoro messo in campo e la piena collaborazione tra tutte le professionalità coinvolte».

Il movimento chiede la riapertura del reparto al Madonna delle Grazie: accuse ai vertici sanitari e richiesta di atti concreti
MATERA. È una mobilitazione ampia e determinata quella che si è sviluppata a Matera attorno alla richiesta di riapertura della Chirurgia senologica dell’ospedale Madonna delle Grazie. A sostenerla sono oltre undicimila firme raccolte in meno di due settimane, espressione di un movimento che riunisce pazienti e cittadini e che chiede con forza il ripristino del servizio.
La petizione nasce in seguito alla chiusura del reparto, una decisione definita «incomprensibile» dalle promotrici, che sottolineano come negli anni si sia costruito un percorso di cura fondato su competenze e relazioni consolidate. Il gruppo, già attivo e coeso, ha scelto di

reagire trasformando l’esperienza condivisa della malattia in un’azione collettiva, portando all’attenzione pubblica storie personali e criticità del sistema.
Accanto al sostegno della comunità, testimoniato dalle firme e da numerosi
messaggi di solidarietà, viene evidenziata una distanza rispetto alle istituzioni sanitarie, accusate di aver liquidato la protesta come strumentale o disinformata. Le promotrici contestano in particolare le motivazioni legate ai criteri di sicurezza e ai da-
ti sull’attività del reparto, ritenendo che i numeri recenti siano stati penalizzati da fattori contingenti, come la sospensione degli ambulatori durante l’emergenza sanitaria e la mancata sostituzione di figure professionali chiave.Secondo quanto riportato, l’unità operativa avrebbe registrato in passato circa cento interventi l’anno, prima di subire un progressivo ridimensionamento. Viene inoltre criticata la scelta di non rafforzare l’organico, in particolare con la mancata assunzione di un chirurgo plastico, e di esternalizzare parte delle attività di screening, indirizzando le pazienti verso altre strutture.Tra i punti sollevati anche il tema delle Breast Unit, indica-
te come modello organizzativo più sicuro. Le promotrici respingono questa impostazione, sostenendo che all’interno dell’ospedale di Matera operi già da tempo un team multidisciplinare in grado di garantire standard adeguati di diagnosi e cura. La richiesta finale è netta: ritiro della delibera regionale che ha portato alla chiusura del reparto, riapertura della Chirurgia senologica e rafforzamento dell’intero percorso diagnostico e terapeutico dedicato al carcinoma della mammella. «Non ci accontenteremo di dichiarazioni con belle promesse», affermano le promotrici, che chiedono impegni formali e interventi concreti a tutela delle pazienti presenti e future.
Latronico e Friolo inaugurano i nuovi spazi, posti letto più che raddoppiati e tecnologie avanzate per rafforzare l’assistenza
MATERA. Un significativo potenziamento dell’assistenza ospedaliera per la provincia di Matera passa dall’ampliamento della Terapia intensiva generale dell’ospedale Madonna delle Grazie. Mercoledì 25 marzo, alle ore 10.30, saranno inaugurati i nuovi spazi del reparto, oggetto di un intervento di riorganizzazione e ammodernamento che consente un rilevante incremento della capacità ricettiva e delle dotazioni tecnologiche.Il numero dei posti letto passerà infatti dagli attuali otto a diciannove, con un aumento di undici unità. Si tratta di un ampliamento si-

gnificativo, accompagnato dall’introduzione di attrezzature e sistemi di ultima generazione, pensati per garantire standard più elevati
nella gestione dei pazienti critici e nelle attività di monitoraggio e trattamento intensivo.L’inaugurazione rappresenta un momento importante per il sistema sanitario locale, segnando un passo avanti nella risposta ai bisogni di cura del territorio e nel rafforzamento della rete ospedaliera. La nuova configurazione del reparto consentirà una maggiore capacità di accoglienza e una migliore organizzazione delle attività assistenziali, in linea con le esigenze emerse negli ultimi anni.Alla conferenza stampa di presentazione interverranno l’assessore regionale alla Salute e
Politiche della persona, Cosimo Latronico, il direttore generale dell’Azienda sanitaria locale di Matera, Maurizio Friolo, il direttore sanitario Andrea Gigliobianco e il direttore amministrativo Antonio Conoci.Saranno inoltre presenti Rossella Bisceglie, direttore dell’unità operativa complessa Innovazioni tecnologiche e attività informatiche dell’Asm e responsabile unico del procedimento, il direttore medico dell’ospedale di Matera, Livio Melpignano, e il direttore della struttura complessa di Anestesia e rianimazione, Francesco Massimo Romito.

















In arrivo linee serali e più collegamenti strategici. L’assesosre Giuzio: «Puntiamo su un sistema più sostenibile»
POTENZA. Il capoluogo si prepara a cambiare volto sul fronte della mobilità urbana. Il nuovo Piano di esercizio del trasporto pubblico al vaglio dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Vincenzo Telesca, è stato anticipato dall’assessore alla moobilità Francesco Giuzio e punta a rendere il servizio più efficiente, accessibile e vicino alle esigenze dei cittadini, mantenendo al centro un approccio partecipativo.
Le mappe dettagliate delle nuove linee e dei percorsi allo studio sono già disponibili e rappresentano, nelle parole dell’assessore, «uno strumento concreto per comprendere le novità in fase di definizione».
Un piano ancora aperto al contributo della cittadinanza: in questi giorni sono già arrivate osservazioni e proposte che gli uffici comunali stanno analizzando per trovare il miglior equilibrio tra bisogni e risorse.
Al centro c’è una riorganizzazione complessiva della rete, che sarà strut-
turata attorno a nodi di interscambio strategici. Le linee saranno più regolari, con tempi di attesa ridotti: si passa da una frequenza media di 60 minuti a circa 40 minuti. Prevista anche un’ottimizzazione dei percorsi per migliorare la copertura del servizio, con attenzione ai nuovi quartieri in espansione, come l’area di via dei Molinari. Nessuna modifica, invece, per le linee rurali, che resteranno invariate nella loro struttura di base.
Tra le novità più rilevanti figura la creazione di una linea circolare dedicata al centro storico, con capolinea in piazza Mario Pagano, pensata per migliorare l’accessibilità dell’area e favorire la mobilità interna.
Rafforzati anche i collegamenti con i principali poli cittadini: università, ospedale e stazione saranno meglio connessi grazie a un potenziamento delle linee esistenti, in particolare nelle ore di punta.
Torna inoltre la linea 102 per Rifreddo, una richiesta attesa da tempo, così
come evidenzia Giuzio. Uno degli elementi più innovativi del piano riguarda l’introduzione di tre nuove linee circolari serali – Nord, Est e Ovest –che collegheranno i quartieri periferici al centro storico. L’obiettivo è rendere la città più viva e accessibile anche nelle ore notturne, incentivando l’uso del trasporto pubblico oltre le fasce tradizionali.
Confermate e rafforzate le linee scolastiche, con una migliore organizzazione delle corse dedicate. Per i pendolari, invece, è prevista una riorganizzazione delle linee rurali per aree, con coincidenze più efficienti e una maggiore integrazione con la rete urbana. Un ruolo centrale sarà svolto dai poli di interscambio, in particolare Macchia Romana – snodo strategico per università e ospedale – e il Terminal Fal di Gallitello. Qui si concentreranno le connessioni tra autobus e rete ferroviaria delle Ferrovie Appulo Lucane, favorendo l’intermodalità e riducendo i tempi di spostamento.
il sindaco

L’amministrazione comunale punta molto sul coinvolgimento diretto dei cittadini. «Il contributo di ciascuno è fondamentale», ha ribadito Giuzio, invitando a inviare suggerimenti e segnalazioni per migliorare ulteriormente il piano. Nei prossimi giorni saranno presentati nel dettaglio anche i percorsi delle nuo-

ve linee serali, mentre gli uffici continueranno il lavoro di analisi delle proposte ricevute. L’obiettivo è ambizioso: l’Amministrazione Telesca vuole costruire un sistema di trasporto pubblico moderno, sostenibile e realmente rispondente alle esigenze di una città in evoluzione.
POTENZA Telesca ha illustrato il territorio comunale alla delegazione del liceo “Rosa-Gianturco”

Il Sindaco di Potenza Vincenzo Telesca ha incontrato una delegazione di docenti e studenti del Liceo ‘Rosa-Gianturco’ di Potenza, provenienti dagli indirizzi socio-economico, scienze umane base e scienze umane –progetto sportivo, insieme ai loro omologhi del Lycée générale et technologique ‘Yves Leborgne’ di Sainte-Anne, in Guada-
lupe, che rimarranno dal 21 al 28 marzo in Italia, nell’ambito del progetto, Erasmus + intitolato ‘La transizione energetica per affrontare il cambiamento globale’. Il Sindaco, nel corso dell’incontro ha avuto modo di illustrare le caratteristiche principali della città e del territorio comunale, soprattutto dal punto di vista ambientale, confrontandosi con i

giovani ospiti sul tema della transizione ecologica, ascoltando anche alcuni interventi dei partecipanti, che si sono soffermati sulle realtà della Guadalupe e della Basilicata, in un dialogo molto interessante tra il territorio caraibico e quello mediterraneo. «Gli scambi culturali – ha sottolineato il Sindaco Telesca – sono sempre fonte di crescita cul-
turale e sociale, ancora di più quando avvengono tra le giovani generazioni, su temi quali quelli della biodiversità e di tutto quanto riguarda l’ambiente nel quale viviamo. Ringrazio i ragazzi potentini e francesi per il lavoro prezioso che stanno compiendo e per l’impegno che profondono su questioni di grande attualità».
L’iniziativa punta a valorizzare le potenzialità dei territori lucani e a costruire azioni concrete per il futuro

Nella Sala dell’Arco del Palazzo di Città di Potenza, il sindaco Vincenzo Telesca ha ospitato l’ultima tappa del progetto On the Way 131, l’iniziativa promossa dalla Uil per ascoltare le comunità lucane e trasformare le esigenze dei territori in proposte concrete. Dal luglio scorso, il sindacato ha raccolto bisogni e criticità in tutti i comuni della regione, con l’obiettivo di stimolare la partecipazione civica e promuovere sviluppo, lavoro e investimenti infrastrutturali, co-
me ha spiegato il segretario generale Vincenzo Tortorelli, presente insieme ai delegati di categoria, al presidente dell’Anci Basilicata Gerardo Larocca e al presidente della Provincia di Potenza Christian Giordano.«Un plauso alla Uil per il merito e per il metodo adottato, coinvolgendo territori e istituzioni in un dialogo costruttivo», ha sottolineato il sindaco Telesca. «La Basilicata ha un territorio ampio e distante; per questo le infrastrutture e la loro manutenzione restano una

priorità assoluta. Occorre guardare al territorio in modo organico, affinché i servizi siano pensati e realizzati per la crescita dell’intera regione. Potenza, in quanto capoluogo, deve poter garantire servizi sovracomunali e ricevere il giusto riconoscimento dei costi quotidiani che sostiene».Il sindaco ha poi invitato a non concentrarsi solo sui dati negativi, ma anche sulle opportunità: dall’invecchiamento della popolazione, che richiede nuovi servizi, alla gestione dei boschi come ri-
sorsa economica, fino alla realizzazione di ferrovie che colleghino Potenza e la Basilicata alle principali direttrici nazionali e internazionali. «Come amministratori non possiamo arrenderci alle criticità», ha concluso Telesca, «e questo percorso di consultazione dal basso, che coinvolge i 131 comuni lucani, resta la via privilegiata per costruire proposte concrete e azioni politiche in grado di guardare con fiducia al futuro della nostra regione e dei nostri figli»
Debutterà il 25 marzo alle ore 21 al Teatro Stabile di Potenza il monologo “Il prato è stato falciato”, scritto e interpretato da Ilaria Caffio, con la regia di Nicola Ragone e della stessa autrice.
Per questa speciale anteprima l’ingresso sarà gratuito, un gesto del Comune di Potenza rivolto ai cittadini, con l’intento di promuovere la cultura teatrale e favorire la partecipazione della comunità locale a eventi artistici di qualità.
Lo spettacolo, prodotto da fargo produzioni all’interno del progetto i love the bronx, in collaborazione con onirica srl e
blumagma factory, affronta temi profondi e universali: attraverso la memoria e il ricordo, una donna ripercorre la propria infanzia e il desiderio mai sopito di conoscere il padre assente. il sogno di quell’incontro, tuttavia, si trasforma improvvisamente in un’esperienza oscura e incomprensibile, segnando un percorso emotivo intenso che esplora il rapporto tra assenza, perdita e ricerca di sé.
la scelta di offrire l’ingresso gratuito sottolinea la volontà di avvicinare un pubblico più ampio, permettendo a chiunque voglia partecipare di vivere un’esperienza teatra-
le significativa senza barriere economiche. Per prenotare il posto, è possibile scrivere a produzioni.fargo@gmail.com oppure contattare il numero 328 4548902. Il monologo si inserisce in un contesto più ampio di iniziative culturali a Potenza, che mirano a valorizzare nuovi talenti e a creare occasioni di riflessione sul rapporto tra memoria, identità e comunità. Una serata che si preannuncia emozionante, capace di toccare le corde intime dello spettatore, tra introspezione e racconto universale, confermando la vitalità del teatro lucano contemporaneo.

Sindacati e istituzioni a confronto per attivare ammortizzatori sociali e scongiurare licenziamenti
Un vertice cruciale sulla vertenza dei lavoratori delle aziende Logitech e Teknoservice si è svolto ieri presso la sede della Regione Basilicata, con la partecipazione di istituzioni, rappresentanti delle imprese e organizzazioni sindacali. L’incontro si inserisce nel quadro delle iniziative promosse dalla Regione per monitorare da vicino le crisi aziendali e sostenere il tessuto produttivo locale.Le Organizzazioni Sindacali – FIOM CGIL, UILM UIL, UILTrasporti, FISMIC e FAILMS –hanno ribadito con forza la necessità di attivare strumenti straordinari di sostegno al reddito, in particolare la cassa integrazione guadagni (CIG) in deroga. Una misura considerata fondamentale per tutelare immediatamente i lavoratori e creare le condizioni per il ritiro dei
licenziamenti annunciati. Nel corso dell’incontro, la Regione ha comunicato di aver avviato interlocuzioni con il Ministero del Lavoro, per superare i vincoli normativi segnalati dalle aziende e rendere possibile l’attivazione degli ammortizzatori sociali richiesti. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra esigenze aziendali e diritti dei lavoratori, evitando tensioni sociali e possibili ricadute occupazionali negative.Per le OO.SS. è fondamentale arrivare al prossimo incontro del 9 aprile con soluzioni concrete: “I lavoratori non possono più attendere”, hanno sottolineato i sindacati. L’obiettivo resta unico: scongiurare la perdita dei posti di lavoro attraverso il ritiro dei licenziamenti e trovare una soluzione condivisa che garantisca continuità occupazionale.

Sitiene oggi, alle ore 11:00, nella Sala Italia della Prefettura di Potenza, la riunione dell’Osservatorio speciale per il monitoraggio dei prezzi al consumo, presieduta dal Prefetto Michele Campanaro, con la partecipazione di istituzioni, forze dell’ordine e rappresentanti del sistema economico locale.Al centro dell’incontro la presentazione del report bimestrale novembre-dicembre 2025 e un approfondimento sul decreto “carburanti”, con particolare attenzione alle misure di prevenzione e contrasto alle possibili speculazioni sui prezzi nei mercati al dettaglio.Presenti, tra gli altri, Guardia di Finanza, ISTAT, Camera di Commercio, Comune, associazioni dei consumatori, sindacati e categorie produttive, con l’obiettivo di rafforzare il monitoraggio e la tutela dei cittadini in una fase economica ancora segnata dall’instabilità dei costi energetici.


Il movimento del Subbuteo lucano vivrà un momento destinato a entrare nella sua storia sportiva e sociale.
A Potenza, in via Manzoni (nell’area dell’ex Mercato Coperto, Parcheggio 3), sarà inaugurata la nuova sede ufficiale dell’ASD Subbuteo Club Basilicata e del club satellite Lions Rosso Blu. Non una semplice apertura, ma la nascita della “Casa del Subbuteo”, una struttura unica in Basilicata: ben dieci campi professionali che fanno del centro un vero punto di riferimento per il calcio tavolo e il Subbuteo tradizionale.
Il progetto, realizzato grazie all’impegno dei soci e al sostegno del territorio attraverso sponsor locali, si propone come un luogo di aggregazione intergenerazio-
nale.
L’obiettivo è duplice: offrire ai più giovani uno spazio sano dove avvicinarsi allo sport e garantire agli appassionati storici un ambiente in cui continuare a coltivare la propria passione. Il club potentino, primo nella storia lucana ad affiliarsi alla FISCT (Federazione Italiana Subbuteo Calcio Tavolo), ha già iniziato a raccogliere risultati importanti. Lo scorso 15 marzo, a Paola, Tommaso Mazzoni ha conquistato il primo trofeo federale vincendo il Torneo Cadetti.
A questi si aggiunge il successo del giovane Vincenzo Buonansegna, laureatosi campione Under 12 nel torneo regionale Puglia-Basilicata disputato il 21 marzo a Bari.
L’attenzione ora si sposta sul
prossimo grande appuntamento agonistico: il Campionato di Serie D, in programma il 25 e 26 aprile a Bitritto.
Per il Subbuteo Club Basilicata sarà la seconda partecipazione, arricchita dall’esordio del club satellite Lions Rosso Blu. L’inaugurazione del 28 marzo sarà accompagnata da una dimostrazione tecnica e da un momento conviviale, alla presenza delle istituzioni cittadine, tra cui il sindaco, il parroco del quartiere e altre personalità locali. Un evento che segna non solo la crescita di una realtà sportiva giovane, ma anche l’ambizione di portare il nome della Basilicata sempre più in alto, in Italia e in Europa, con entusiasmo e orgoglio diffuso tra tutti i partecipanti..
Al taglio del nastro la Garante Mignoli, il politico De Filippo, Sindaci dell’area e la comunità in festa
D
Un grande pannello con la scritta “scuola”, una parola semplice ma ricca di significato, una di quelle parole che i bambini iniziano da subito a conoscere, campeggia sulla facciata del nuovo edificio di San Cataldo di Bella, demolito, ricostruito e inaugurato domenica tra istituzioni, cittadini e naturalmente bambini, insegnanti e personale scolastico. La Santa messa presso la Chiesa del Villaggio ha avviato le celebrazioni, prima del taglio del nastro davanti al plesso in piazza Gianturco. Grande soddisfazione è stata espressa dal Sindaco Leonardo Sabato, che l’ha dichiarata «una giornata memorabile, fatta di orgoglio, comunità e bellezza. Una grande emozione mia e di tutti voi», dedicando così un applauso alla comunità di San Cataldo. Per la Vicesindaco Angela Carlucci «questa scuola è stata una conquista, il risultato di un lavoro quotidiano di responsabilità, è il risultato di un lavoro silenzioso ma costante, portato avanti nel tempo. È importante ed è giusto riconoscere il ruolo e l’impegno di chi per primo ha creduto in questa scuola, come investimento per il futuro di questa comunità, ovvero il nostro Sindaco».
E poi l’Assessore Carmine Ferrone, che aggiunge: «Non abbiamo inaugurato solo un edificio, ma un luogo di futuro. Questa
scuola sarà casa di sogni, crescita e nuove opportunità per tutta la comunità di San Cataldo. Che sia sempre uno spazio vivo, aperto e capace di accendere curiosità, talento e speranza nelle nuove generazioni».E a proposito di nuove generazioni, non ha voluto mancare a questo appuntamento importante la Garante regionale dell'infanzia e dell'adolescenza, Rossana Mignoli, che ha dichiarato: «Ho voluto essere presente a San Cataldo di Bella non semplicemente per tagliare un nastro, ma per dimostrare la presenza sul territorio al fianco delle comunità dell'ufficio del Garante per l'infanzia che da qualche tempo mi onoro di rappresentare». Una vicinanza con-
creta dunque, testimoniata con passione e presenza. Da sempre la scuola è ambiente educativo, sociale e relazionale fondamentale, che promuove l'autonomia, la creatività e lo sviluppo cognitivo ed emotivo. Non è solo istruzione, ma uno spazio protetto per sperimentare, giocare, stringere amicizie e imparare a convivere, preparando il terreno per la crescita dei cittadini di domani.I lavori per la realizzazione della nuova scuola di San Cataldo, subirono un periodo di fermo, per poi proseguire incessantemente fino al completamento. Un investimento importante di «oltre 1 milione di Euro, fondi del MIUR ai quali si sono aggiunti 160mila euro di fondi del PO FESR Basi-

licata e circa 80mila di fondi PR 2021/2027 – asseriva durante i lavori l’Amministrazione comunale- per il nuovo edificio costruito su isolatori sismici, con modernità e nuovi spazi destinati agli studenti della frazione». Conosce da vicino l’iter per la realizzazione del plesso Vito De Filippo, politico di lungo corso, già Deputato del Partito democratico e Presidente della Regione, presente nella giornata inaugurale ha asserito: «Ho partecipato con grande emozione all’inaugurazione di questa nuova scuola. Un momento bellissimo, condiviso con tanti bambini, docenti e cittadini, che testimonia quanto la scuola sia il cuore vivo di una comunità. Questo risultato nasce anche da un percorso avviato anni fa, quando, da sottosegretario al Ministero dell’Istruzione (allora MIUR, oggi MIM), lavorammo insieme all’Amministrazione comunale per inserire questo intervento nel Programma nazionale delle scuole sicure, ottenendo un finanziamento di circa 1.200.000 euro. Ringrazio il sindaco Sabato per aver voluto ricordare quel lavoro comune e per aver portato a compimento un progetto così importante: una scuola nuova, sicura, funzionale e anche bella, pensata per accogliere al meglio le nuove generazioni. Vedere oggi questo edificio vivere, riempirsi di voci e di futuro, è la soddisfazione più grande».
Attraverso la videosorveglianza si sta lavorando per individuare i responsabili, perché chi danneggia il bene pubblico deve risponderne
Ancora una volta, dalle nostre colonne, diamo voce ad amministrazioni che denunciano atti di inciviltà, incuria o vero e proprio vandalismo. Questa volta siamo a Balvano, dove è stato perpetrato un «ennesimo atto di vandalismo alla palestra comunale –spiegano dal Comune- Ci chiediamo il motivo di questi comportamenti inaccettabili. La palestra viene sistemata, ma puntualmente viene di nuovo devastata. Questi gesti non sono più tollerabili, pertanto attraverso il sistema di videosorveglianza si sta
lavorando per individuare i responsabili, perché chi danneggia il bene pubblico deve risponderne. Balvano è di tutti e rispettarlo è un dovere». Le immagini parlano chiaro: si vede il vetro di una porta infranto e le guarnizioni strappate. Come già asserivano gli Amministratori, non si tratta di un episodio isolato. Purtroppo già altre volte l’edificio è stato preso di mira, eppure si tratta di uno dei luoghi pulsanti della comunità, essendo molte le persone che nel tempo hanno utilizzato l’edificio: scuole, Croce
Rossa, Pro Loco, Comitato Feste e Associazioni sportive. Ma non è l’unico bersaglio sul territorio, nel tempo difatti anche la scuola è stata vittima di gesti sconsiderati, imbrattata da scritte, così come altri luoghi del paese; fu presa di mira anche la segnaletica stradale, atti che non solo deturpano il decoro urbano, ma comportano costi e lavoro extra per il ripristino. I balvanesi, dal canto loro, chiedono più controlli e che i malfattori paghino per il ripristino dei luoghi. EMANUELA C ALABRESE

Iniziativa Plastic Free con cittadini e giovani del progetto Sai Msna: raccolti centocinquanta chilogrammi
MARATEA. Ambiente, inclusione e partecipazione: sono questi gli elementi che hanno caratterizzato l’iniziativa di sensibilizzazione ambientale e clean up promossa da Plastic Free Onlus, svoltasi domenica 22 marzo a Maratea. Una giornata che ha visto insieme cittadini, associazioni e i giovani del progetto Sai Msna, diventando un esempio concreto di integrazione e collaborazione e dimostrando come la tutela del territorio possa essere un potente strumento di coesione sociale e di cittadinanza attiva.All’iniziativa, realizzata in collaborazione con le associazioni locali e con il sostegno di istituzioni e realtà del territorio, hanno preso parte trenta volontari, insieme a famiglie, bambini e realtà sportive, contribuendo alla rimozione di circa centocinquanta chilogrammi di rifiuti dall’area interessata. Un risultato significativo che testimonia non solo l’impegno dei partecipanti, ma anche la necessità di continuare a promuovere azioni concrete a tutela dell’ambiente.
L’attività ha rappresentato anche un momento di condivisione e partecipazione, con l’obiettivo comune di prendersi cura del territorio, restituire decoro agli spazi pubblici e rafforzare il senso di comunità attra-

verso gesti semplici ma concreti.«Queste iniziative nascono con uno spirito inclusivo: aperte a tutti, senza barriere, senza appartenenze, ma con la volontà comune di costruire insieme qualcosa di positivo –ha dichiarato Ada Scatola, referente di Plastic Free –. L’ambiente è di tutti e solo unendo le forze possiamo difenderlo davvero».Particolarmente significativa la presenza dei giovani del progetto Sai Msna del Comune di Rivello, gestito da Arci Basilicata, accompagnati dagli operatori sociali Pietro Di Lascio e Gelsomina Ferrari. La loro partecipazione ha rappresentato un forte segnale di integra-
zione e collaborazione, contribuendo a rendere la giornata un momento autentico di incontro tra persone e culture diverse.Spazio anche ai più piccoli, coinvolti in attività di educazione ambientale pensate per sensibilizzare fin dall’infanzia al rispetto del territorio. Tra loro, Noè Licasale, di appena sei anni, il volontario più giovane della giornata, simbolo di come la cultura ambientale possa nascere presto e diventare un valore condiviso.«Giornate come questa dimostrano che la tutela dell’ambiente è una responsabilità condivisa, che non conosce divisioni – ha aggiunto Ada Scatola –. So-


lo attraverso la partecipazione attiva e l’impegno collettivo possiamo co-
struire comunità più consapevoli e attente alla salvaguardia del territorio».
Al monastero di Sant’Antonio il via al programma del Gal La Cittadella del Sapere per promuovere territorio, produzioni e turismo
RIVELLO. Sarà presentato domani, alle ore 10.30, presso il monastero di Sant’Antonio, il progetto “Cibo Senza Frontiere: conoscersi attraverso i sapori”, iniziativa guidata dal Gal La Cittadella del Sapere in qualità di capofila. L’obiettivo è valorizzare l’area Lagonegrese – Alto Sinni –Val Sarmento – Mercure – Pollino attraverso la costruzione di una rete stabile tra produttori locali e partner internazionali.Il progetto intende promuovere l’integrazione culturale attraverso cibo, musica e tradizioni, puntando su uno sviluppo economico sostenibile e su una maggiore visibilità delle produzioni locali anche a livello europeo. Tra i risultati attesi figurano l’incremento delle opportunità per le imprese del territorio, il rafforzamento del Made in Ita-

ly in sinergia con la candidatura della cucina italiana a patrimonio
Unesco e la creazione di modelli utili alla destagionalizzazione dei flussi turistici, valorizzando la cosiddetta slow economy.Le attività si svolgeranno nella Casa internazionale della Dieta Mediter-
ranea, all’interno del complesso del monastero. L’incontro inaugurale sarà aperto dai saluti del sindaco di Rivello, Franco Altieri, e del presidente del Gal, Franco Muscolino. Seguiranno gli interventi tecnici di Giuseppe Paternò, per Forcopim, e di Tiziana
Fedele e Rosa Messuti per il Gal promotore.Il cronoprogramma prevede azioni mirate alla promozione del territorio, tra cui un educational rivolto a giornalisti, blogger e influencer nazionali e internazionali, la partecipazione a fiere di settore, l’organizzazione di study visit presso i partner esteri e la realizzazione di strumenti digitali come sito web, mappe interattive e campagne di social media marketing.Prevista la presenza di venti rappresentanti dei Gal partner provenienti da Portogallo, Slovenia, Croazia, Lettonia e Romania, a conferma della dimensione transnazionale del progetto. L’iniziativa è stata già presentata con successo all’Exchange of Experiences “Leader Cooperation”, svoltosi il 3 e 4 marzo a Segovia, in Spagna.


MATERA. Il consigliere comunale di Matera Giovanni Angelino, esponente di Matera nel cuore, rimasto ferito insieme alla moglie nell’incidente avvenuto sabato 7 marzo sulla strada statale 7, ha voluto ringraziare pubblicamente il personale sanitario dell’ospedale Madonna delle Grazie.«Ringrazio tutto il reparto di terapia intensiva – ha dichiarato – e in particolare i primari, dottor Francesco Romito e dottor Alessandro Sangiovanni, per la dedizione con cui hanno curato me e mia moglie e per la professionalità con
cui svolgono ogni giorno il loro lavoro». Un pensiero è stato rivolto anche allo staff di infermieri e operatori socio-sanitari della terapia intensiva e del reparto di ortopedia, definiti «reparti di eccellenza e fiore all’occhiello della sanità lucana». Angelino ha inoltre espresso gratitudine verso le istituzioni: «Ringrazio tutti gli amministratori della Basilicata per i messaggi di conforto, in particolare il presidente della Regione Vito Bardi, l’assessore Cosimo Latronico, il direttore generale dell’Asm Maurizio Friolo e
il sindaco di Matera Antonio Nicoletti, che mi è stato sempre vicino, oltre a tutti i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione». Il consigliere ha annunciato un miglioramento delle proprie condizioni: «Oggi è una giornata importante per me e per mia moglie, perché sono stato trasferito dalla terapia intensiva al reparto di ortopedia. Darò il massimo per recuperare in fretta e tornare al mio lavoro e al mio impegno politico». Infine, una testimonianza diretta sulla qualità dell’assistenza ricevuta: «Posso garantire che in questo ospedale tutti i pazienti vengono trattati con cura e attenzione. La sanità materana ha raggiunto livelli di eccellenza».

A Matera 9 accertamenti in diversi settori: sanzioni amministrative, una licenza revocata e 4 denunce per vigilanza abusiva
MATERA. La Polizia di Stato di Matera, nel corso di una mirata attività svolta dalla Squadra di Polizia Amministrativa, ha effettuato 9 controlli amministrativi nei settori della raccolta scommesse e delle sale Video Lottery Terminal, del commercio di oggetti preziosi, dei pubblici esercizi di somministrazione, dei circoli privati, degli istituti di vigilanza e delle guardie particolari giurate.
Nei pubblici esercizi, gli accertamenti hanno riguardato la corrispondenza tra le attività svolte e quelle autorizzate in licenza, con particolare riferimento a ballo, musica dal vivo, tutela della quiete pubblica e divieto di

ne dei controlli, sono stati elevati verbali di accertamento e contestazione di violazioni amministrative, con procedimenti ancora in corso.
Verifiche specifiche hanno interessato anche gli esercizi di commercio di oggetti preziosi, per controllare la regolarità dell’attività e la corretta tenuta dei registri delle operazioni giornaliere. All’esito degli accertamenti è stata revocata una licenza commerciale per violazione della normativa di settore.
Sul fronte del contrasto alla vigilanza privata abusiva, l’attività ha portato alla segnalazione di quattro
persone all’Autorità Giudiziaria per esercizio dell’attività in assenza delle necessarie autorizzazioni. Ulteriori controlli sono stati eseguiti presso istituti di vigilanza, anche in provincia, per verificare il comportamento delle guardie particolari giurate, la regolarità delle autorizzazioni e l’uso dei mezzi e dei materiali in dotazione. Nelle attività di raccolta scommesse e nelle sale con apparecchi VLT, i controlli hanno, infine, riguardato il rispetto delle prescrizioni di licenza e la prevenzione dell’accesso al gioco da parte dei minori.
All’Auditorium Gervasio l’orchestra del Duni protagonista con gli allievi direttori e un programma tra Mozart e Novecento
MATERA. Sarà l’Auditorium «R. Gervasio» ad accogliere, domani alle ore 19.30, il Concerto di Primavera dell’Orchestra Sinfonica del Conservatorio «Egidio Romualdo Duni», appuntamento ormai consolidato nella programmazione artistica dell’istituzione cittadina.L’evento rappresenta un momento di restituzione pubblica del lavoro svolto dagli studenti e un’importante occasione di incontro tra formazione e produzione artistica, nel segno della qualità e della valorizzazione dei giovani talenti. Protagonisti della serata saranno infatti gli allievi della classe di Direzione d’orchestra del
maestro Mattia Rondelli – Gianluigi Borrelli, Nicola Curzio, Graziano Leserri e Ottavio Omerino –impegnati alla guida dell’Orchestra Sinfonica del Conservatorio.Il programma propone un percorso musicale tra Otto e Novecento, con composizioni di Wolfgang Amadeus Mozart, Giuseppe Martucci, Marco Enrico Bossi e Ferruccio Busoni, autori che restituiscono un quadro articolato della tradizione europea, tra classicismo, romanticismo e aperture verso la modernità.«Questo concerto – sottolinea il direttore del Conservatorio, maestro Carmine Antonio Catenazzo –rappresenta un momento fonda-

mentale nel percorso di alta formazione dei nostri studenti. La direzione d’orchestra è disciplina complessa, che richiede competenze tecniche, consapevolezza analitica e maturità interpretativa».Accanto alla dimensione di-
dattica, l’iniziativa assume anche un valore istituzionale per la città. «Questo appuntamento – evidenzia il presidente del Conservatorio, Michele Niglio – coincide con l’avvio dell’anno che vede Matera Capitale del Mediterraneo per la Cultura e per il Dialogo, contesto nel quale il Conservatorio rinnova il proprio impegno nella promozione della cultura musicale».Il Concerto di Primavera si conferma così un evento capace di coniugare didattica e produzione artistica, offrendo al pubblico un’esperienza di alto profilo. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Il festival Marateale, in collaborazione con Cultura Italiae, ha proposto l’anteprima europea del documentario
AlTeatro Adriano di Roma, il Marateale, in collaborazione con Cultura Italiae, ha presentato in anteprima europea The Man With The Hat, il documentario che racconta non solo la carriera di uno dei più famosi archeologi contemporanei, ma anche il lato più personale di Zahi Hawass, inserito dalla rivista Time tra le 100 persone più influenti del mondo nel 2006.
Il film offre un ritratto articolato dell’egittologo egiziano, celebre per il suo iconico cappello a tesa larga e per il carisma che lo ha reso noto al grande pubblico, ma soprattutto per il ruolo fondamentale nella valorizzazione e nella tutela del patrimonio archeologico del suo Paese. Grazie a materiali inediti e riprese in siti di grande rilevanza spesso inaccessibili, il documentario intreccia la biografia personale di Hawass con la storia millenaria dell’antico Egitto.Durante l’incontro con il regista Jeffrey Roth e Guido Talarico, di-
rettore di Inside Art, è emersa la chiave interpretativa del film: andare oltre l’immagine pubblica per mostrare la persona dietro il personaggio, il suo legame profondo con l’Egitto e con la divulgazione culturale. “Tutto quello che io vi dico mi viene dal cuore”, ha spiegato Hawass, raccontando il suo approccio all’archeologia come linguaggio capace di raggiungere tutti.“Una serata straordinaria per un festival – hanno commentato il direttore del Marateale, Nicola Timpone, e la presidente Antonella Caramia – che conferma il nostro evento come appuntamento sempre più internazionale”, chiudendo un momento che ha unito cinema, cultura e divulgazione archeologica.
L’anteprima europea di The Man With The Hat ha così dimostrato come il cinema possa essere uno strumento potente per raccontare la storia, la cultura e le grandi personalità che contribuiscono a preservare il patrimonio dell’umanità.


Presso la Scuola del Centro Studi e la sede del Centro Studi Danzi, si è svolto, il consueto appuntamento con l’aperitivo culturale, tradizione ormai consolidata e molto amata dagli studenti.
L’iniziativa rappresenta un momento atteso nella vita della comunità scolastica, capace di coniugare cultura, creatività e convivialità.
L’evento, promosso con cadenza mensile, offre agli allievi la possibilità di scegliere un tema e sviluppare riflessioni di carattere letterario, storico, poetico, artistico e musicale, prima di dare spazio a momenti di festa e socializzazione.
Il tema dell’incontro odierno è stato la primavera, stagione che simboleggia rinascita

e rinnovamento.
La giornata è iniziata con un intervento del direttore, Prof. Rocco Galasso, che ha guidato gli studenti in una riflessione sul valore simbolico della primavera, legandola idealmente alla giovinezza, alla crescita personale e alla riscoperta del percorso scolastico. A seguire, gli studenti hanno condiviso esperienze personali e riflessioni sul tema della giornata, con particolare attenzione all’arte, attraverso l’analisi della Primavera di Botticelli e l’ascolto della composizione musicale La Primavera da Le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi.Non sono mancati riferimenti alla grande poesia italiana, con versi di Leopardi, Quasimodo e Pascoli, che hanno per-
messo di intrecciare sensibilità, memoria e bellezza, trasformando la giornata in un vero e proprio laboratorio culturale. Dopo i momenti di approfondimento, l’aperitivo culturale ha lasciato spazio alla festa: musica, aperitivo e momenti di socialità hanno animato gli spazi del Centro Studi. Oltre agli studenti, erano presenti ex allievi e ospiti provenienti da altre scuole, approfittando della sospensione delle lezioni per le elezioni.
L’incontro ha così incarnato pienamente lo spirito del Centro Studi Danzi, confermando la scuola come luogo di crescita, incontro e condivisione, dove cultura e convivialità si incontrano per costruire esperienze significative e partecipative.
C’è un tema di cui si parla sottovoce, quando si parla.Un tema scomodo, che attraversa ogni ambiente, lavoro, istituzioni, relazioni, e che troppo spesso viene aggirato con eleganza, oppure coperto da un silenzio che sa di convenienza.È il tema del coraggio che non conviene.Non quello celebrato nei discorsi pubblici, nelle ricorrenze, nei post ben confezionati. Ma quello vero. Quello che espone. Quello che presenta il conto.Perché diciamolo chiaramente: nella realtà quotidiana, il coraggio autentico non è quasi mai premiato. Anzi, spesso viene isolato, ridimensionato, quando non apertamente ostacolato.Chi parla quando dovrebbe tacere, disturba. Chi segnala ciò che non funziona, crea imbarazzo. Chi si assume la responsabilità di dire “questo non va”, rompe un equilibrio che, per quanto fragile o in-

giusto, fa comodo a molti.E allora si costruisce un sistema silenzioso ma efficace: non si affronta il problema, si mette in discussione chi lo solleva.È più semplice. È più comodo. È tremendamente umano.Così, lentamente, prende forma una regola non scritta: meglio adattarsi che esporsi. Meglio restare dentro che rischiare di restare soli.Ma a quale prezzo?Il prezzo è alto, anche quando non si vede subito. È la rinuncia alla propria voce. È una dignità che, poco alla volta, si abitua a negoziare sé stessa. È una società che smette di correggersi, perché chi potrebbe farlo sceglie, o viene spinto, a non farlo.Il punto non è essere eroi. Il punto è non diventare complici del silenzio.Perché ogni volta che scegliamo di non dire, di non vedere, di non intervenire, pur potendo farlo, contribuiamo a rendere normale ciò che normale non è.E quando la normalità si piega alla convenienza, diventa il ter-

reno più fertile per ogni forma di ingiustizia.Il vero nodo, allora, non è capire se il coraggio convenga.
La domanda è un’altra, molto più scomoda:quanto siamo disposti a perdere di noi stessi pur di non pagare il prezzo del coraggio?Perché il rischio più
grande non è essere esclusi, criticati o fraintesi. Il rischio più grande è abituarsi a scegliere la strada più facile proprio quando sarebbe necessario scegliere quella giusta.E da quella consapevolezza non si torna indietro.Perché ci sono silenzi che proteggono gli altri, ma condannano noi stessi.

Iniziativa Fidapa nella settimana dei diritti delle donne: focus sul ruolo femminile e sul cinema come leva di sviluppo locale
Cinema, turismo e valorizzazione dei territori al centro dell’incontro promosso a Lavello dalla Fidapa BPW Italy – Sezione locale, nell’ambito delle iniziative dedicate alla Giornata dei Diritti della Donna. L’evento, ospitato presso «Il Poggio Villa Agrituristica» e patrocinato dal Comune, ha rappresentato un momento di riflessione sul contributo femminile alla crescita culturale e allo sviluppo delle comunità.Alla serata hanno preso parte rappresentanti istituzionali e del mondo associativo, tra cui il vicesindaco Alessandro Colonna e l’assessore alle Politiche sociali e Pari opportunità Patrizia Lauredana Paparella.Ad aprire i lavori è stata la presidente della sezione Fidapa di Lavello, Monica Zeccola, che ha sottolineato come l’iniziativa si inserisca pienamente negli indirizzi nazionali dell’associazione: «Il tema scelto è perfettamente in linea con gli obiettivi di BPW Italy – Fidapa, che in questo biennio punta sulla valorizzazione culturale dei territori, sul turismo sostenibile e sulla trasformazione delle comunità attraverso la cultura». Un impegno che, ha aggiunto, rafforza la visione comune della rete Fidapa e il ruolo delle donne nei processi di sviluppo sociale ed economico.A moderare l’incontro è stata Anna Maria Gallo, consigliera Fidapa Lavello, che ha guidato il dialogo tra gli ospiti. Protagonista della serata la scrittrice Anna Giammetta, giornalista pubblicista e collaboratrice dell’Ufficio Cinema del Comune di Matera, autrice del volume «Come in un film – Viaggio nell’Italia ispirata al cinema».Nel corso dell’intervista, l’autrice ha raccontato il suo progetto editoriale, un viaggio attraverso i luoghi italiani diventati set cinematografici: «Il libro nasce dall’idea di scoprire e raccontare i territori attraverso il cinema, intrecciando storie, curiosità e paesaggi che hanno fatto da sfondo a grandi produzioni». Un racconto che diventa anche strumento di promozione turistica.Sul tema si è soffermata la stessa Gallo, evidenziando come «il turista contemporaneo


cerchi esperienze autentiche e immersive: non vuole solo visitare un luogo, ma viverlo attraverso le emozioni e le narrazioni che lo caratterizzano». In questo contesto, il cinema si conferma «una potente leva di marketing territoriale, capace di trasformare i luoghi in destinazioni di turismo esperienziale».Ampio spazio è stato dedicato alla Basilicata, sempre più presente nel panorama cinematografico internazionale. I Sassi di Ma-
tera, insieme a scenari suggestivi come Craco e la Val d’Agri, sono stati negli anni scelti come set da importanti produzioni, contribuendo a rendere questi territori riconoscibili a livello globale. Matera, in particolare, rappresenta oggi un esempio concreto di come la narrazione culturale possa trasformare un territorio in un vero brand turistico.Molto articolato anche l’intervento della Young Fidapa Angelica Carretta, che ha proposto una rifles-
sione sull’evoluzione del ruolo femminile nel cinema: «Il cinema non è stato solo uno specchio della società, ma uno strumento capace di incidere sull’immaginario collettivo e accompagnare i cambiamenti culturali, contribuendo a ridefinire la figura della donna».A chiudere l’incontro è stata la consigliera e socia onoraria Rosanna Cardone, che ha richiamato il valore dell’impegno associativo: «Incontri come questo non devono restare
momenti di confronto fine a se stessi, ma possono rappresentare l’inizio di percorsi concreti». L’auspicio è che dal dialogo possano nascere progetti legati al cinema e alla valorizzazione del territorio, coinvolgendo istituzioni e scuole.Un invito, dunque, a trasformare le idee in azioni, affinché la collaborazione tra associazioni, enti locali e cittadini possa tradursi in nuove opportunità culturali e turistiche per il territorio.
Nello storico Palazzo dell’Orologio riconoscimenti ai soci e omaggio ai fondatori: «Sessant’anni di impegno per cultura e turismo»
Sessant’anni di storia, tradizioni e promozione del territorio. La Pro Loco Barile Aps ha celebrato il suo anniversario nella sede sociale «Antonio Paternoster», all’interno dello storico Palazzo dell’Orologio in Piazza Dalla Chiesa, nel cuore del centro arbereshe del Vulture.Fondata nel 1966 per volontà di Don Domenico Telesca, l’associazione rappresenta oggi una delle realtà più longeve della Basilicata. Le celebrazioni si sono svolte in occasione dell’assemblea dei soci, presieduta da Rocco Franciosa, alla presenza dell’assessore regionale all’Ambiente Laura Mongiello, del sindaco di Barile Antonio Murano e della vicepresidente regionale dell’Ente Pro Loco Basilicata Maria Teresa Romeo.Durante l’incontro sono state consegnate benemerenze ai presidenti, ai soci attivi e alla memoria dei fondatori, riconoscendo il contributo offerto nel corso dei decenni alla crescita sociale, culturale e turistica della comunità.Nel corso dell’assemblea è stato inoltre approvato all’unanimità il bilancio consuntivo, illustrato dal tesoriere Nicola Grimolizzi insieme al vicepresidente Daniele Bracuto e al segretario Renato Paternoster, con un resoconto delle attività realizzate nell’ultimo anno.Momento significativo è stata anche la nomina per acclamazione di Lorenzo Gagliardi a presidente onorario della Pro Loco Barile Aps, su proposta del presidente Franciosa e dell’intero direttivo, «per l’amore, l’impegno e la passione nel custodire e valorizzare il patrimonio culturale barilese».Nel suo intervento, Franciosa ha voluto ringraziare istituzioni e volontari: «Un pensiero di gratitudine va ai soci fondatori e a tutti coloro che in sessant’anni hanno contribuito a far conoscere Barile, la sua storia, le tradizioni e le sue bellezze, diventando veri ambasciatori della cultura locale».Parole di apprezzamento sono arrivate anche dal sindaco Murano e dall’assessore Mongiello, che hanno evidenziato «l’importante attività di animazione, accoglienza e promozione turistica svolta dalla Pro Loco sul territorio»,

sottolineando il ruolo dei volontari nella tutela delle tradizioni e nella valorizzazione dell’enogastronomia e del patrimonio culturale e ambientale.Nel corso della cerimonia, la vicepresidente regionale Maria Teresa Romeo ha consegnato, a nome del presidente nazionale della Rete Epli Pasquale Ciurleo, una targa celebrativa per il sessantesimo anniversario, riconoscendo la Pro Loco Barile tra i sodalizi più longevi del sistema italiano.Spazio anche alla formazione e ai giovani. Il presidente Franciosa, insieme all’assessore Mongiello, ha consegnato gli attestati di qualifica professionale ai partecipanti al programma Gol della Regione Basilicata, realizzato con New Form Potenza per la figura di operatore della promozione e accoglienza turistica. Riconoscimenti anche ai volontari del Servizio Civile Universale impegnati nelle attività della Pro Loco.Le celebrazioni, patrocinate dalla Regione Basilicata e dall’Apt Basilicata, si sono concluse con un momento particolarmente sentito per la comunità: la celebrazione eucaristica nella chiesa madre, presieduta da don Davide Endimione in memoria del fondatore Don Domenico Telesca, seguita dal pranzo sociale al Grand Hotel Garden di Barile, accompagnato da musica dal vivo e momenti di intrattenimento.Un anniversario che non rappresenta solo una ricorrenza, ma il segno di una lunga storia di impegno condiviso e di una comunità che continua a investire nella propria identità culturale e nel futuro del territorio.





Continua il nostro percorso dialogico avviato nelle 131 agorà della nostra terra lucana. In questa seconda edizione lo facciamo attraverso una visione duale e della differenza (maschile-femminile). Il modello resta sempre quello socratico, di ricerca e di indagine “critica”, per un confronto e dialogo costruttivo sulle questioni e sui problemi, senza sopraffazioni e forme di dominio. La differenza esperita apre a percorsi di alterità e di rispetto delle diversità influenzando positivamente l’intero tessuto sociale. Nessuno “scimmiottamento”. Differenti identità per costruire qualcosa di buono nei luoghi dove si vive, “un mondo nuovo e migliore”, come direbbe Virginia Woolf.
DI MARIA DE CARLO*
Apasso svelto, sguardo intenso e sempre con il sorriso sulle labbra: Suor Liliana Baraldi non ha bisogno di pre- sentazioni. È conosciuta sul territorio potentino e lucano per il suo impegno, fin dal lontano 1974, all’Istituto provinciale per l’infanzia, poi “Centro Natascia” e dopo con l’inaugurazione dell’associazione Casa-famiglia “Stella del Mattino” a Potenza, creata con le famiglie adottive e affidatarie nel 1998, “nei giorni della Settimana Santa”, lo ricorda con tanta emozione suor Liliana citando i collaboratori e amici di allora e l’attuale equipe.Conosco suor Liliana Baraldi da circa 40 anni. E ogni volta che parlo con lei, trovo sempre una sua forza e un dinamismo vitale evangelico della prima ora. Il 2026 saluta i suoi 51 anni di presenza in Basilicata. Da Mantova, con la vocazione di entrare a far parte delle Piccole Figlie SS Cuori Gesù e Maria e con il desiderio missionario in Africa, all’obbedienza, dopo aver fatto un passaggio in Svizzera come Caposala, di venire a Potenza. “Nell’Ordine avevo colto quella mitezza, umiltà e bontà accanto ad ogni persona che soffre e poi la Ma-

dre superiora aveva notato la mia propensione verso i bambini malati e così mi ha indicato la terra lucana come la mia Africa”. Un servizio svolto a servizio della vita e all’accompagnamento delle ragazze madri e delle donne in difficoltà a Potenza. Il binomio madre-figlia/o nell’espressione autentica della vita da accogliere nonostante tut- to. È come se il suo sogno da bambina di avere una famiglia numerosa Dio l’ha restituito facendola diventare madre di tante giovani donne e di tanti bambini che in questi cinquant’anni ha incontrato, aiutato, supportato, formato e “liberati alla vita bella”. Con gioia ho ritrovato suor Liliana in una chiacchierata telefonica; il suo garbo, la sua dolcezza, la sua umiltà e la stessa passione mi sono arrivate al cuore, come sempre del resto. Nella Comunità “Stella del mattino”, con lei suor Giuliana e un andirivieni, a seconda delle necessità dell’Ordine, di giovani suore provenienti da ogni dove per vivere un periodo di esperienza e formazione. La Casa-famiglia “Stella del mattino” è il luogo accogliente di mamme con i rispettivi figli, o di minori e donne in difficoltà a causa di relazioni conflittuali con i partner. E se nei primi anni di attività suor Liliana ha dovuto far fronte a genitori che non accettavano la maternità delle giovani figlie “oggi prevale la presenza di mamme e donne che sono a rischio nella propria realtà coniugale, con minori da tutelare”, racconta suor Liliana dan-
do anche una lettura di quanto sta accadendo: “C’è una superficialità oggi nell’approccio ad una vita insieme, sia di convivenza che matrimoniale, il tutto con l’assenza di un percorso di conoscenza reciproca profondo, a questo si aggiunge anche la facilità di incontri, tramite i social, e con una relazione spesso interculturale a cui non si è preparati”. Per suor Liliana a quell’attrazione o innamoramento iniziale non segue un percorso di crescita umana, prima ancora che cristiana, e così le coppie “scoppiano” e molte si trovano a scoprire un patriarcato che ormai non appartiene più alla propria cultura. “Se da una parte vediamo la positività di un’integrazione interculturale attraverso l’accoglienza dell’altro veicolato dall’innamoramento, al contempo non ci sono gli strumenti e percorsi di conoscenza. Culture che – afferma suor Liliana – si incontrano e al contempo si scontrano, e così avvengono incomprensioni, incompatibilità, non accettazione dei fallimenti da parte del partner che sovente non accetta che la donna possa fare un percorso di autonomia”. Suor Liliana denuncia la povertà di una formazione “umana”, una “povertà culturale-umanistica”. Mentre nel passato “c’era un supporto formativo anche di tipo evangelico e valoriale, oggi si arriva alla convivenza in un clima di povertà di amore autentico e di fragilità. Tutto questo viene assorbito dai figli, che a loro volta crescono in situazione di

fragilità e assenza di gestione delle emozioni, e così rispecchiano quella violenza che assorbono e ricevono”. E dai tempi in cui suor Liliana ricorda una maggiore povertà economica oggi, si registra una povertà umana “un istinto violento senza controllo e soprattutto noto – dice –che manca e si brucia la tappa dell’amicizia, e forse anche l’uso di stupefacenti e droghe sintetiche fanno la loro parte”. Nelle sue parole c’è tanto desiderio di missione, un appello lo rivolge a tutte quelle associazioni e movimenti ecclesiali, ma anche alle parrocchie, affinché si promuova una “pastorale di strada” dove è più facile incontrare e “stare e sostare” con i ragazzi e i giovani “per stare loro affianco e per accompagnarli. Ci deve essere una creatività e inventiva evangelica per immettersi dentro le povertà dei nostri ragazzi. Urge una missionarietà nei nostri luoghi”. Un richiamo anche alla responsabilità delle famiglie che sono pronte a portare i figli nelle svariate attività ma “quello che manca ed è fondamentale è una presenza-relazione formativa”. Sono situazioni che suor Liliana vive con passione “il Signore mi mette dentro il Vangelo e oggi vivo la missione più con la preghiera e l’offerta”, dice, a causa dell’età del cuore. Ma tanti sono i ricordi che si affollano nella sua mente e non basta certo questo piccolo spazio. Di come si è trovata ad essere minacciata “per difendere le donne dai loro compagni vio-
lenti e di come una volta mi hanno bruciato la macchina – dice – e poi di quante volte di notte sono andata all’Ospedale San Carlo per accompagnare le ragazze e ancora degli insulti, soprattutto nei primi tempi per aver accolto e aiutato sieropositive e di come il nostro Centro veniva identificato come “prostitute del rione” solo perché abbiamo aperto la porta all’accoglienza di coloro che avevano il coraggio di generare alla vita. E poi ancora – continua – della grande collaborazione con la parrocchia aperta e in movimento di san Giuseppe e della solidarietà negli anni del Terremoto”. E nei ricordi anche i matrimoni “funzionanti”, puntualizza, fatti all’interno della Casa grazie anche all’accompagnamento spirituale di don Gerardo Messina. E ancora “l’amicizia con le donne di allora e i loro figli oggi cresciuti e legati nella stima”. E se suor Liliana tornasse indietro? “Farei qualcosa di più – dice -, forse ho fatto poco”. Una risposta sincera propria dei seguaci di Gesù.Vi invito a visitare Suor Liliana e la sua Casafamiglia “Stella del mattino” (in Via Poggio delle Macine, 34 -zona Piani del Mattino – tel 0971.55341). Ci sono stata nel passato in visita con un gruppo di studenti. Ma si può andare anche per contribuire e sostenere la loro piccola Comunità donando materiale e/o beni di prima necessità. Non perdete l’occasione di conoscere una piccola, grande donna: suor Liliana Baraldi.
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