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Al Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani si associa il segretario
«Priorità assoluta
Il martedi nero dell’High Tech
D I RO B ERT O L AM AT T I NA
Il crollo della borsa ed, in particolarmodo dei titoli High Tech era già chiara durante la notte sui listini asiatici. Il Nikkei è andato a picco con big del settore tecnologico e dell’intelligenza artificiale del Sol Levante (KyoxiaHoldings e Tokyo Electron in caduta libera con la prima a -15%) che sono stati colpiti da ribassi a doppia cifra.Una situazione (...)

■ continua a pag 4 Sibillani e Gallo

CONSORZIO MATERA Di Sanza e Di Lorenzo non rispondono alle nostre domande su presunti favoritismi ma noi non molliamo




SS7
Interventi sulla MateraFerrandina, Progetto Comune: «Ora la Regione chiarisca tempi e priorità per la realizzazione di un’opera strategica»
■ Servizio a pag 25
CONSIGLIO REGIONALE
L’inversione dell’Odg accende l’Aula, M5S e Bcc abbandonano: «Priorità della maggioranza diverse» il Pd: «Accordi violati»
■ Servizio a pag 10
CAPOLUOGO
Il dg di Aql Cerciello Renna audito in Commissione: «Sì a interventi in materia di fognatura»
■ Servizio a pag 21
L’INIZIATIVA
Potenza premia lo sport: il Comune celebra gli atleti e i tecnici sportivi nella cerimonia di oggi alla palestra Caizzo
■ Servizio a pag 29


A pochi passi dall’Aula, forte la protesta dei sindacati. Adesso il cdx al Governo punta sulla legge elettorale
DI LU C I A S T EFA N IA MA N C O
Ieri l’ok della Camera per il “Piano Casa” del governo Meloni. Il testo ora è atteso al Senato, prima della conversione in legge entro il 6 luglio. A pochi passi dall’Aula la protesta dei sindacati che promettono battaglia. Presenti anche gli assessori alle politiche abitative di alcune regioni del Centro e del Sud.
Intanto, Venerdì prossimo, 26 giugno, a Montecitorio sarà la volta della Legge elettorale, il "bignami bis" come stabilito dalla Conferenza dei capigruppo. È fallito il tentativo di mediazione del presidente dell’Assemblea, Lorenzo Fontana, che aveva chiesto di far slittare la discussione di qualche giorno, al 29, per andare incontro alle richieste dell’opposizione di una calendarizzazione per luglio. Tempi che non coincidono con lo sprint sulla legge elettorale da parte del governo. Accelera, intanto, Matteo Renzi. A L’Aria che Tira, su La 7, l’ex premier e leader di Italia Viva, lancia “Casa Riformista” e avverte il centrosinistra e Giuseppe Conte.
Il disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto del 7 maggio 2026, n.66, recante disposizioni urgenti per il Piano Casa è stato approvato con 165 sì, 117 contrari e 5 astenuti. Anche Futuro nazionale, di Roberto Vannacci, ha votato a favore del provvedimento, dopo, tuttavia, la presentazione di alcuni ordini del giorno che hanno scatenato tensioni in aula. Le parole usate dal deputato di Futuro nazionale, Rossano Sasso: «Nelle nostre case popolari, sui citofoni, non abbiamo più Giuseppe, Maria, Francesco, ma Abdul, Mohammed, …» ha innescato la protesta da parte dell’opposizione. La deputata Kakkali ha anche abbandonato l’aula. L’approccio
di Sasso è stato definito “razzista” da più parti. Contro il piano Casa del governo, a piazza Capranica, ieri al presidio organizzato dai movimenti per la casa (Sunia, Sicet, Uniat e Unione Inquilini), vi erano diversi esponenti parlamentari d’opposizione, da Fratoianni e Bonelli di Avs. Tra gli assessori regionali alle Politiche abitative presenti c’erano Giovanni Paglia (Emilia Romagna) e Alessandra Nardini (Toscana). Per quest’ultima, il piano è «insufficiente, a partire dalle risorse per l’edilizia residenziale pubblica» e «non risponderà ai fabbisogni abitativi dei toscani».
Soddisfazione espressa da parte del centrodestra, dopo il voto alla Camera, soprattutto dalla Lega. Da Forza Italia, queste le parole del ministro degli Esteri, Tajani: «Una buona notizia per il nostro Paese». «Siamo riuscitiha aggiunto, evidenziando un punto voluto dal suo partito - a favorire l’accesso ai finanziamenti Consap per le persone disabili, per facilitare l’acquisto della prima casa». Per Fdi, il Piano Casa «sarà in grado di rispondere all’esigenze abitative», con una governance nuova nel settore. Il commissario straordinario (voluto da Salvini) è stato già nominato. In settimana prossima il testo proseguirà il suo iter al Senato, prima di diventare legge. Questo venerdì, invece, a Montecitorio toccherà al nuovo testo di riforma della legge elettorale. Si punta a modificare l’attuale meccanismo di voto introdotto con il “Rosatellum” e si propone un sistema prevalentemente proporzionale. Il premio di maggioranza verrà assegnato solo se la lista o la coalizione arriverà prima in entrambi i rami del Parlamento. Scatta con il raggiungimento della soglia del 42 per cento, in caso contrario i seggi sa-


ranno ripartiti proporzionalmente. I tempi? Si punterebbe a chiudere proprio a luglio il primo passaggio parlamentare. Sullo sfondo c’è il traguardo delle Politiche del 2027. Sull’altro fronte, proseguono le «prove di campo largo» tra veti e spaccature. Il leader del M5s, Giuseppe Conte, ha posto il “veto” su Renzi, aprendo a Onorato, l’assessore ai Grandi eventi di Roma Capitale e al suo “Progetto civico Italia”. La Segretaria del Pd, Shlein, sarebbe pronta, invece, al dialogo, com-
prendendo il ruolo dei riformisti e del centro. Intanto, Matteo Renzi ha lanciato il nuovo progetto politico “Casa Riformista”. L’obiettivo è provare a riunire i candidati di Italia Viva e altre forze civiche e riformiste per costruire un polo alternativo alle cosiddette coalizioni sovraniste. «So che c’è a sinistra - ha dichiarato su La 7, Renzi - chi vuole fare opposizione a me, facciano pure! Onorato? Io non ho problemi. Casa riformista sarà sulla scheda elettorale e sarà nel campo di centrosinistra. C’è il
proporzionale, non l’hanno ancora capito. Io non devo prendere i voti di quelli che amano Conte. Spieghi perché ha portato Salvini a fare il ministro dell’interno». «La domanda a quelli di sinistra è : volete riconsegnare il Paese a Meloni? Fate pure, io non sarò complice», ha aggiunto. Infine, sulla foto di Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli insieme, ha dichiarato: «hanno riportato divisioni nel centrosinistra, per me è stato un errore. Se vogliono riconsegnare il Paese a Meloni facciano pure».
Crollano sui mercati i titoli legati all'intelligenza artificiale. Fine degli investimenti nell’Ai o scossa di assestamento?
La crisi iniziata negli Stati Uniti d’America si è propagata in Asia per colpire Europa e Italia, travolgendo le borse globali
D I R OBERTO L AMATTINA
Il crollo della borsa ed, in particolarmodo dei titoli High Tech era già chiara durante la notte sui listini asiatici. Il Nikkei è andato a picco con big del settore tecnologico e dell’intelligenza artificiale del Sol Levante (KyoxiaHoldings e Tokyo Electron in caduta libera con la prima a -15%) che sono stati colpiti da ribassi a doppia cifra.Una situazione simile è accaduta in Corea del Sud con il comparto semiconduttori al centro di forti prese di beneficio e le stesse società considerate punti di riferimento per l’intera industria globale colpite da una serie di vendite spropositate. Indicativo il calo di Samsung siperiore ai12 punti percentuali. La crisi del mercato asiatico era stata in realtà in parte anticipata dalla de-
bolezza mostrata dal Nasdaq nella seduta di ieri: diversi titoli tech americani, a partire da SpaceX, avevano evidenziato segnali di stanchezza dopo una fase di euforia quasi ininterrotta.
GLI EFFETTI
IN EUROPA
Nel vecchio continente i ribassi sono generalizzati: STM crolla a Piazza Affari, Infineon sta perdendo oltre il 5%, ASML arretra di circa il 5%, Be Semiconductor scivola vicino al 6%, mentre ASM International registra flessioni ancora più marcate, vendite consistenti colpiscono Technoprobe e PrysmianIl fatto del giorno a Piazza Affari è ol crollo delle azioni STMicroelectronics. La società italo-francese ha subito fortissime vendite gia' all'apertura dei mercati arrivando a metà mattinata a perdere il
7,4%. Un crollo violento che proietta STMicroelectronics in fondo al Ftse Mib
LA FINANZA
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L'INTELLIGENZA
ARTIFICIALE?
La globalità della crisi e il fatto che si sia concentrata soprattutto sulle filiere finanziari legate al mondo dell'alta tecnologia ed in particolare dell'intelligenza artificiale sembra dare l'impressione che il mondo della finanza abbia in qualche modo ridotto le aspettative di profitto legate a questo settore produttivo.In realtà potrebbe trattarsi anche di una semplice mossa di assestamento. Il mercato ha concentrato negli ultimi tempi molte risorse nel campo dell'AI gonfiando a dismisura le valutazioni azionarie.È un processo piuttosto naturale quando un nuovo

settore desta la curiosità e l'interesse di risparmiatori e speculatori con l'inevitabile bolla. Come sempre accaduto, dopo un po', il mercato tende a riassestarsi e a trovare un suo equilibrio nuovo. Verosimilmente è la cosa che è accaduta ieri e che potrebbe proseguire nei prossimi
giorni. Non dimenticando che, anche dopo la crisi ultima, i titoli high tech hanno dato i migliori utili e profitti per gli azionisti nel medio periodo. Se questa è una crisi passeggera o strutturale lo sapremo nelle prossime settimane, per ora meglio mantenere la calma.

Particolare preoccupazione per anziani, bambini e soggetti fragili, esposti a rischi sanitari legati al colpo di calore e alla disidratazione
D
Non è più una parentesi, ma una condizione: per la seconda volta in poche settimane l'Italia e gran parte dell'Europa occidentale si ritrovano sotto una cappa di calore che gli esperti definiscono fra le più significative degli ultimi anni per intensità, estensione geografica e soprattutto durata. Da Roma a Parigi, da Madrid a Londra, milioni di persone fanno i conti con temperature che in molte zone superano di nove-tredici gradi le medie stagionali, trasformando le città in trappole di calore già dalle prime ore del mattino. A preoccupare gli esperti non è soltanto l'intensità dei picchi, quanto la loro persistenza: i bollettini sanitari si moltiplicano, le notti non offrono più sollievo e i sistemi di allerta restano accesi da settimane, in un'estate che si è aperta con quello che molti definiscono un vero e proprio battesimo di fuoco.
L'ITALIA SOTTO L'ANTICICLONE CERBERUS
Da giorni l'Italia fa i conti con un'imponente rimonta anticiclonica subtropicale, alimentata da una fortissima spinta di aria calda proveniente dal Nord Africa. L'anticiclone, ribattezzato Cerberus, ha spinto le temperature massime fino a 38-39°C in modo diffuso sulle pianure italiane, con le punte più critiche concentrate nella Pianura Padana e nelle zone interne del Centro e della Sardegna.Il Ministero della Salute ha innalzato il livello di allerta in numerose città. Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Perugia e Torino hanno toccato il bollino rosso, il livello massimo, mentre altre città — tra cui Roma, Milano, Venezia e Napoli — oscillano tra arancione e giallo. A complicare il quadro non sono solo i picchi diurni, ma le cosiddette notti tropicali: in diverse aree urbane le temperature minime non scendono sotto i 25-26°C, impedendo al corpo e alle abitazioni di recuperare durante le ore di riposo.Secondo le previsioni più recenti, il caldo

intenso dovrebbe accompagnare l'Italia almeno fino al primo fine settimana di luglio. I meteorologi non escludono che la situazione possa ulteriormente aggravarsi a fine giugno, con un possibile arrivo di una nuova bolla di calore capace di portare le temperature fino a 40°C anche nelle zone finora meno colpite.
UN'EUROPA
CHE BRUCIA
DA LISBONA
A LONDRA
Se l'Italia soffre, il resto d'Europa non è da meno. Anzi, secondo diverse analisi meteorologiche l'epicentro di questa seconda ondata si sposta più a ovest, coinvolgendo soprattutto Francia, Spagna, Portogallo e Regno Unito.In Francia la situazione è descritta come particolarmente seria: alcuni meteorologi paragonano questa ondata, per intensità e durata, a quella drammatica dell'agosto 2003. Sono stati raggiunti picchi superiori ai 40°C in diverse città, con Parigi, Lione, Tolosa e Bordeaux tra le aree più esposte. Le autorità francesi hanno adottato misure straordinarie, tra cui il divieto di vendita di alcolici durante eventi pubblici e la chiusura di numerose scuole nelle zone più colpite.In Spagna, l'agenzia meteorologica nazionale Aemet ha segnalato il rischio di temperature fino a 44-45°C in alcune regioni, con un'allerta estesa anche alle Iso-
le Baleari.Nel Regno Unito, il Met Office ha emesso un'allerta rossa per caldo estremo — solo la seconda volta nella storia che il caldo viene classificato come pericolo diretto per la vita delle persone in salute — su ampie zone dell'Inghilterra meridionale e del Galles, con temperature fino a 3840°C. Qui il problema è aggravato da un dato infrastrutturale: solo il 15% delle abitazioni britanniche dispone di aria condizionata, rendendo le case un'insidia più che un riparo durante i picchi di calore.
I RISCHI PER LA SALUTE: CHI È PIÙ
ESPOSTO
Il colpo di calore è la conseguenza più grave dell'esposizione a temperature elevate: la temperatura corporea può salire rapidamente, in pochi minuti, fino a 40-41°C, accompagnata da confusione mentale, pelle calda e arrossata, vomito, vertigini e, nei casi più gravi, perdita di coscienza. È un'emergenza medica che richiede l'intervento immediato dei soccorsi.Gli anziani, soprattutto sopra i 75 anni, restano i più esposti perché il loro organismo regola la temperatura con meno efficienza e la sensazione di sete è spesso ridotta, aumentando il rischio di una disidratazione silenziosa. I bambini molto piccoli, sotto i due anni, dipendono interamente dagli adulti per idrata-
zione e protezione dal caldo. Chi convive con patologie croniche — cardiopatie, malattie respiratorie come BPCO e asma, diabete, insufficienza renale, disturbi neurologici — corre rischi maggiori, così come chi assume farmaci che interferiscono con la termoregolazione, come diuretici, beta-bloccanti, antipsicotici e anticolinergici. Anche le donne in gravidanza e le persone che vivono sole, in case non climatizzate o ai piani alti, dove il calore può accumularsi per ore, rientrano tra i soggetti più a rischio. COME
PROTEGGERSI: I CONSIGLI DEL MINISTERO
DELLA SALUTE
Le autorità sanitarie italiane raccomandano alcune regole pratiche, valide per tutta la popolazione e ancora più importanti per i soggetti fragili. Il primo accorgimento è evitare l'esposizione nelle ore centrali, tra le 11 e le 18, limitando uscite e attività fisica all'aperto. È fondamentale bere regolarmente, almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, anche senza sentire sete — soprattutto gli anziani, nei quali lo stimolo è spesso attenuato — mentre chi soffre di patologie renali, cardiache o epatiche dovrebbe consultare il medico prima di aumentare l'assunzione di liquidi.Sul fronte alimentare, è consigliabile mangiare in modo
leggero, privilegiando frutta e verdura di stagione e riducendo cibi grassi, elaborati e ricchi di sale, moderando al tempo stesso alcol e caffeina, che favoriscono la disidratazione. In casa, schermare le finestre con tende che blocchino la luce ma non l'aria e arieggiare nelle ore più fresche del mattino e della sera aiuta a contenere il caldo negli ambienti domestici. All'aperto, meglio vestirsi con abiti leggeri in fibre naturali e traspiranti, proteggendo capo e occhi quando si esce, e non lasciare mai bambini o animali in auto, nemmeno per pochi minuti.Un ruolo importante lo gioca anche la solidarietà: telefonare o visitare regolarmente anziani che vivono da soli, verificando che abbiano acqua, una casa non troppo calda e che stiano assumendo correttamente le terapie, può fa- re la differenza. È inoltre essenziale riconoscere i segnali d'allarme — debolezza improvvisa, crampi, nausea, confusione, pelle calda e secca o eccessivamente sudata — e contattare subito il medico o i servizi di emergenza in presenza di sintomi importanti, specialmente in anziani e bambini. In attesa dei soccorsi, in caso di sospetto colpo di calore, occorre spostare la persona in un luogo fresco, alleggerire gli abiti, rinfrescare il corpo con panni umidi e offrire piccoli sorsi d'acqua solo se è vigile, senza somministrare farmaci antipiretici: il meccanismo del colpo di calore non è infatti quello di una febbre infettiva comune.
QUANDO FINIRÀ?
Per ora, nessun segnale di svolta imminente. I modelli matematici non mostrano un cedimento netto della struttura anticiclonica prima dei primi giorni di luglio, quando un ciclone atlantico potrebbe finalmente rompere il blocco che da settimane mantiene l'Europa sotto una cupola di calore. Fino ad allora, prudenza, idratazione e attenzione verso le persone più fragili restano le armi più efficaci per affrontare un'estate che si preannuncia tra le più calde mai registrate.
A Cronache parla il sindaco di Minturno e tutore. Ombre e misteri sul sequestro delle sorelline

DI T I Z IA N A M A GR Ì
Il ritrovamento di Alisya e Sarah Di Giacinto, avvenuto domenica sera in un appartamento di Formia dopo quindici giorni di ricerca, ha messo la parola fine sull’emergenza, ma ha sollevato il velo su scenari complessi.
A fare il punto sulla vicenda, in un’intervista a Le Cronache, è Gerardo Stefanelli, sindaco di Minturno, che in questa vi- cenda ha due ruoli. È il primo cittadino di Minturno, comune del basso Lazio dove vivono entrambe le famiglie delle bambine. È tutore legale di Alisya e Sarah Di Giacinto. Gerardo Stefanelli parla con misura, ma traspare la sua emotività in questa vicenda, pur non sottraendosi alle domande. «Vedremo le bambine nelle prossime ore», ci dice. «Abbiamo dato il tempo di smaltire l’emotività, la stanchezza, tutto quello che è legato a questa vicenda». Ma il sollievo per il ritrovamento non cancella la consapevolezza che questa storia non sia finita.«Nell’ambiente comunale avevamo subito avuto il sentore di come stesse andando la vicenda. Pensavamo che fosse l’ennesimo atto disperato della madre. Però dopo tanti giorni inizi a pensare ad
altro».
«ALTRE PERSONE AVREBBERO DOVUTO FERMARLA»
La domanda più delicata riguarda il perimetro delle indagini. Il decreto di fermo della Procura di Sulmona - dieci pagine di ricostruzione investigativa – si chiude con una formula precisa: gli indagati sono accusati di sequestro di persona in concorso con «altre persone in via di identificazione».
Sulla domanda chi sono? Stefanelli non ha notizie dirette - «e, ovviamente, se le avessi avute non avrei potuto riferirle» - ma le sue dichiarazioni e il contenuto del provvedimento portano già a uno scenario che va oltre i tre fermati.
«Le parole del procuratore sono state molto chiare», dice Stefanelli, «quando ha detto di valutare le condotte di altre persone. Le persone che sono vicine alla mamma delle bambine avrebbero dovuto consigliarla per il meglio. È evidente che questo non è avvenuto». Il cerchio degli indagati potrebbe allargarsi, ora sono in stato di fermo: la madre delle bambine, Valentina D’Acunto, il compagno Vincenzo Esposito, il nonno Marco D’Acunto. Sul rispetto delle sentenze il sindaco è netto:«I giudici come tutti gli uo-
mini possono sbagliare. Le sentenze possono essere rettificate, annullate e ribaltate. Però non è che ci si può prendere la briga di considerarle carta straccia perché non sono quelle che piacciono a noi. Purtroppo, funziona così la giustizia in Italia».
«UN FENOMENO
DIFFUSO. MA QUESTO È UN CASO DIVERSO»
Il sindaco conosce bene le dinamiche del suo territorio, e anche le famiglie: «Gli eventi di alienazione parentale sono all’ordine del giorno. Come Comune di Minturno ne abbiamo diversi in gestione. È un fenomeno diffuso». Quello che rende diverso il caso delle sorelline Di Giacinto e più complesso degli altri, spiega, è la compattezza del fronte familiare a sostegno della madre: «C’è una completa adesione di tutto il “network familiare” alle condotte irrispettose delle decisioni dei tribunali. La mamma, il compagno, il nonno, la zia: tutti. Come se noi fossimo i cattivi e loro i buoni. Così diventa una situazione complessa, più delle altre volte». Una rete che il decreto di fermo dettaglia: dieci SIM acquistate clandestinamente a Napoli con false generalità, tre auto nella notte tra il 6 e il 7 giugno su cui gli investigatori

stanno indagando, una telefonata di sette minuti verso una donna con precedenti di polizia, mai nominata pubblicamente. «C’è una pervicacia ostinata volontà della madre di non fare qualunque percorso di normalizzazione delle relazioni tra figli e genitori», aggiunge il sindaco. «E tutto il contesto familiare, invece di aiutarla, amplifica di più questa volontà negativa».
Sul padre: «Anche lui deve fare un percorso» Il primo cittadino non risparmia neanche il padre delle bambine, Stefano Di Giacinto. «Anche lui in questo percorso ha avuto atteggiamenti di minaccia nei confronti dei servizi sociali e degli operatori del tribunale». Si precisa che il tribunale ha fatto riacquistare la responsabilità genitoriale al papà ma non è stata data la custodia esclusiva. Anche il papà ha il dovere di ristabilire e ricucire il rapporto padre e figlie in modo sano. Sul futuro della madre, e sul futuro sviluppo del benessere delle bambine, il sindaco apre uno spiraglio: «Si può perdere la responsabilità genitoriale, ma la si riacquista con un percorso di correttezza relazionale». «È SEMPRE UN SENTIMENTO MANIFESTATO IN MANIERA ERRATA»
Stefanelli chiude con una riflessione che trascende il caso di Civitella Alfedena e che suona come una chiave di lettura. «I femminicidi nascono dagli amori malati. Non è che un amore, solo perché è amore, può giustificare e rendere giuste tutte le condotte. Questo è un amore malato – e lo ha detto anche il procuratore in conferenza stampa. Ma anche lo stalking e i femminicidi sono amori malati. Non è che il sentimento di una madre verso un figlio è diverso da quello di un uomo verso una donna. È sempre unsentimento manifestato in modo errato». L’ultima battuta la riserva ai giornalisti: «Comprendiamo il lavoro dei mass media e li ringraziamo per aver tenuto alta l’attenzione. Ma adesso abbiamo bisogno di non avere interferenze nella ricostruzione dei percorsi delle ragazze. Ci auguriamo che al più presto non si parli più di loro». Un auspicio comprensibile. Ma il decreto di fermo della Procura di Sulmona – con il suo virgolettato di «altre persone da identificare», le SIM fantasma agganciate a Minturno, le tre auto senza targa e la telefonata nella notte a una donna con precedenti – ci dice che prima di quel silenzio, c’è ancora molto da chiarire.

Di Sanza e Di Lorenzo non rispondono alle nostre domande su alcune procedure e favoritismi
I politici e quanti ricoprono cariche pubbliche sono alle dipendenze dei cittadini, rispondere ai giornali è un dovere. Noi non abbiamo intenzione di mollare la presa.
D I MA S S IM O DE LL A P E NNA
Se Antonio Di Sanza e Pasquale Di Lorenzo pensano di vincere con noi la gara della pazienza e della perseveranza si sbagliano.Se Antonio Di Sanza e Pasquale Di Lorenzo sperano che noi ci stanchiamo di chiedere hanno fatto i conti senza l'oste. Se Antonio Di Sanza e Pasquale Di Lorenzo credono di poterla passare in cavalleria eludendo le nostre domande non hanno capito con chi hanno a che fare. NOI VOGLIAMO SAPERE
Quando nelle redazioni dei giornali arrivano lettere che segnalano qualcosa da evidenziare noi riteniamo sia nostro dovere fare una selezione. Se la lettera è anonima la cestiniamo. Se la lettera è sottoscritta, soprattutto se
viene inviata anche ad altre autorità, noi la prendiamo in carico. Come stile noi non diamo giudizi, non corriamo a facili conclusioni, diamo la possibilità alle persone indicate di chiarire la loro posizione. Così abbiamo fatto anche per Di Sanza e Di Lorenzo quando c'è arrivata una lettera firmata da un avvocato con la quale ci venivano segnalate irregolarità nella gestione del consorzio. Abbiamo comunicato i fatti e abbiamo posto gli interrogativi agli interessati. Attendevamo risposte. Non ne abbiamo avute. Non abbiamo alcuna voglia di fermarci. Forse Di Sanza e Di Lorenzo credono di non dover dar conto all'opinione pubblica. Noi crediamo che ogni carica politica abbia questo dovere. Gli incaricati di pubblici servizi sono nostri
dipendenti, devono darci conto e noi continueremo a credere.
I FATTI SEGNALATI
Proprio come è giusto che faccia un cane da guardia della democrazia noi torniamo a chiedere a Di Sanza e Di Lorenzo se sono vere le cose segnalateci dall'avv.Gigante che si assume la responsabilità delle sue notizie. È vero che all'ASI di Matera è stato assunto un funzionario ingegnere senza le procedure concorsuali?È vero che sono a rischio annullamento alcunj atti da lui fatti? È vero che ci sono stati favoritismi verso alcune imprese?Lo diciamo a beneficio di ogni lettore, nella lettera ci sono anche tutti i nomi. Prima di farli, però, ci piacerebbe che gli amministratori del consorzio industriale ci rispondessero.




POTENZA Dopo l’inchiesta di Cronache sul caso dello studente autistico vessato, la dura presa di posizione del sindacato
POTENZA. Il caso dello studente autistico sospeso all’istituto “Leonardo Sinisgalli” del capoluogo ha assunto oramai i contorni della crisi istituzionale che compromette la tenuta stessa della scuola, la tutela del minore e la credibilità della dirigenza scolastica. Da una parte c’è un minore con un quadro sanitario complesso, dall’altra una scuola che ha sentito di non riuscire più a reggere la situazione, fino alla sospensione e al contenzioso amministrativo.
La vicenda da tempo non è più solo cronaca scolastica ma è diventata un caso nazionale in miniatura in cui anche il Ministero probabilmente ha deciso di vederci chiaro. È una vicenda che mette insieme fragilità clinica, conflitto educativo, una crescente frattura tra istituzioni che avrebbero dovuto lavorare nella stessa direzione ed in cui si inserisce anche uno scontro sindacale con la presa di posizione dell'UGL Istruzione che, per nome del segretario provinciale di Potenza Giuseppe Sibilani, prende le distanze dal modo in cui la dirigente scolastica Giovanna Gallo ha portato avanti la questione.
Dopo il duro intervento del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, arriva anche quello del sindacato, che ora chiama tutto il sistema scolastico lucano al banco di prova e lo fa attraverso un comunicato stampa dai toni forti, in cui alza il livello dello scontro e segna una rottura politica evidente: il sindacato si dissocia dalla linea della dirigente Gallo, chiede di tutelare «l’onorabilità, la dignità e

la professionalità del corpo docente» di quella scuola e invoca un passo indietro temporaneo proprio da parte della preside per riportare serenità nell’istituto. E l'Ugl parla di periodo di congedo volontario o concordato con l'ufficio Scolastico. È una presa di posizione pesante perché non si limita a difendere i docenti, ma mette in discussione la gestione complessiva di un'intero plesso scolastico. Qui il punto non è più soltanto stabilire chi abbia ragione sul piano formale. Il nodo vero è capire come si sia arrivati a questo livello di tensione senza una mediazione capace di evitare che il caso esplodesse in pubblico. Gli atti e le ricostruzioni già emerse mostrano una vicenda che si è sedimentata nel tempo, con passaggi sanitari, scolastici e giudiziari che avrebbero richiesto una regia più salda e meno esposta allo scontro.
L’UGL insiste su un aspetto decisivo: la necessità di proteggere il corpo docente da una delegitti-

istituto comprensivo Leonardo Sinisgalli di Potenza diventa il simbolo di una frattura che va ben oltre la controversia privata. Il caso del tredicenne con disturbo dello spettro autistico sospeso dall’Istituto a seguito di una crisi e poi rientrato con un orario ridotto, ha acceso i riflettori su un sistema scolastico che, secondo la famiglia, non avrebbe protetto il minore ma lo avrebbe progressivamente isolato. E ora la vicenda si arricchisce di un nuovo, decisivo passaggio istituzionale: dopo l’intervista in esclusiva al nostro giornale, il Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Basilicata, Marika Padula, interviene pubblicamente nel giudizio amministrati-
spettato poiché diritto fondamentale tutelato dalla Costituzione, dalla normativa nazionale sull’inclusione scolastica e dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità: “Non basta che un alunno con disabilità sia formalmente iscritto a scuola per poter parlare di inclusione. Inclusione significa partecipazione reale, appartenenza, rispetto, cura educativa, attuazione del Piano educativo individualizzato, collaborazione con la famiglia e responsabilità condivisa dell’intera comunità scolastica. L’inclusione non è una concessione: è un diritto esigibile”. Nel caso di Potenza, la Garante ha richiamato la necessità di affrontare le crisi comportamentali, soprattutto quando riguardano ragazzi con disturbo dello spettro autistico con stru- espresso “viva attenzione e pro-
mazione collettiva. È un passaggio che sposta il baricentro della discussione: non più solo il singolo episodio o la singola misura, ma il clima interno alla scuola e il rischio che un’intera comunità professionale venga trascinata dentro una guerra di responsabilità che la supera. In questo senso, la richiesta di un passo indietro della dirigente non suona come un gesto simbolico, ma come un tentativo di disinnescare una crisi ormai troppo visibile per essere gestita in via ordinaria.
La parte più delicata è che il caso continua a viaggiare su due binari incompatibili ma entrambi reali: da un lato la necessità di tutelare un ragazzo fragile, dall’altro il diritto di docenti, studenti e famiglie a vivere una scuola sicura e credibile. Quando questi due piani si scontrano senza una regia istituzionale forte, il risultato non è l’inclusione: è la paralisi. Ecco perché il caso Sinisgalli va oltre Potenza. Parla di una scuola italiana che spesso si trova a ge-



stire emergenze complesse con strumenti insufficienti, senza una catena di comando chiara e con tempi di risposta troppo lenti rispetto alla gravità delle situazioni. Se la politica e l’amministrazione sxolastica non intervengono ora per ricomporre il conflitto, la vicenda rischia di lasciare una ferita profonda non solo nell’istituto, ma nell’intera comunità scolastica lucana.

«Le priorità di questa maggioranza sono diverse», «Accordi violati» sono le accuse dell’opposizione e la maggioranza approva i bilanci di
POTENZA. Seduta turbolenta nel Consiglio regionale della Basilicata, presieduto da Maddalena Fazzari. Tensioni procedurali e dissensi politici hanno caratterizzato i lavori dell'Assemblea, con la minoranza che ha contestato sia le modalità di svolgimento della seduta che le scelte organizzative della maggioranza.
LO SCONTRO
SULLA GESTIONE
DELL'ORDINE
DEL GIORNO
In apertura dei lavori, il consigliere Napoli ha chiesto l'anticipazione di alcuni punti iscritti all'ordine del giorno. La richiesta ha immediatamente scatenato le proteste del consigliere Lacorazza, che ha ricordato come, sulla base di precedenti accordi, fosse stato stabilito che la proposta di legge sul sostegno finanziario al Servizio sanitario nazionale – collocata al primo punto dell'ordine del giorno – sarebbe stata esaminata nella prima seduta utile.
«La maggioranza continua a modificare gli accordi», ha sottolineato Lacorazza, evidenziando l'incoerenza della gestione amministrativa rispetto ai patti precedentemente sottoscritti.
L'ABBANDONO DELL'AULA DA PARTE
DEL M5S E BASILICATA CASA COMUNE
A seguito delle decisioni assunte sull'organizzazione dei lavori e del prolungato tempo di attesa registrato prima dell'avvio della seduta – con oltre due ore di ritardo – i consiglieri dei gruppi M5S e Basilicata Casa Comune, Alessia Araneo, Angelo Chiorazzo e Giovanni Vizziello, hanno abbandonato l'Aula in segno di protesta.
«Di fronte alle numerose criticità vissute dai lucani, la maggioranza utilizza il Consiglio regionale per approvare atti di ca-
rattere amministrativo», hanno dichiarato i tre consiglieri, evidenziando come tali atti, «seppur importanti, vengono anteposti al confronto e alla discussione politica su temi socialmente più sensibili come la sanità».
Una scelta che rappresenta un chiaro segnale di dissenso verso le priorità politiche della Giunta e della maggioranza consiliare.
L'altra componente della minoranza, composta dai consiglieri Lacorazza, Cifarelli e Marrese, ha manifestato contrarietà rispetto alle modalità di svolgimento della seduta, sottolineando il ritardo di oltre due ore nell'avvio dei lavori e criticando la gestione complessiva dell'Assemblea.
Nel corso della discussione hanno preso la parola anche i consiglieri Morea, Polese, Galella, Casino, Marrese e Tataranno, contribuendo al dibattito su questioni procedurali e politiche.
GLI ATTI
APPROVATI:
BILANCI SANITARI E AMBIENTALI
Nonostante le tensioni, il Consiglio ha approvato una serie di atti amministrativi di rilievo, tutti con il voto della maggioranza. Approvato il Disegno di legge n. 64/2025 relativo al “Rendiconto generale per l'esercizio finanziario 2024 del Parco Naturale Regionale del Vulture”. Hanno votato a favore i consiglieri Bardi, Casino, Fanelli, Fazzari, Galella, Leone, Morea, Napoli, Picerno, Polese, Tataranno, mentre Marrese e Cifarelli si sono astenuti. Sul tema hanno preso la parola i consiglieri Cifarelli e Lacorazza. Passa a maggioranza il Disegno di legge n.74/2026 sul “Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2026-2028 dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Basilicata (Arpab)”. La Giunta regiona-


le è autorizzata a trasferire all'ARPAB fondi per un importo massimo di 7.550.000 euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2026, 2027 e 2028. Hanno votato a favore i consiglieri della maggioranza; contrari Lacorazza, Cifarelli e Marrese. Approvato il Disegno di legge n. 75/2026 sul “Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2026-2028 dell'Agenzia lucana di sviluppo ed innovazione in agricoltura (ALSIA)”. Voti favorevo-
li dalla maggioranza; contrari i consiglieri Cifarelli, Lacorazza e Marrese. L'Assemblea ha approvato anche una serie di atti amministrativi relativi ai bilanci delle aziende sanitarie regionali: Atto n. 136/2026: Bilancio di previsione 2026 e triennale 2026-2028 dell'Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza; Atto n. 137/2026: Bilancio di previsione 2026 e pluriennale 2026-2028 dell'IRCCS Crob di Rionero in Vulture; Atto n. 155/2026: Bilancio economico di pre-
visione anno 2026 e triennale 2026/2028 dell'Azienda Sanitaria Locale di Potenza (ASP) Atto n. 156/2026: Bilancio economico preventivo 2026 e triennale 20262028 dell'Azienda sanitaria locale di Matera Tutti gli atti sono stati approvati a maggioranza, con i voti contrari della minoranza. Sui bilanci sanitari sono intervenuti i consiglieri Lacorazza e Cifarelli, sottolineando ancora una volta le criticità del sistema sanitario regionale.
Il Comitato per la Sicignano-Lagonegro contesta le scelte di Trenitalia e denuncia disagi, emissioni e criticità per l’utilizzo dei bus
POTENZA. Cinquantanove milioni di euro investiti attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza per ammodernare la tratta ferroviaria Battipaglia-Potenza, ma dal prossimo 1° luglio gli utenti continueranno a viaggiare, almeno in parte, sugli autobus sostitutivi. È la denuncia lanciata dal Comitato per la riattivazione della ferrovia SicignanoLagonegro, che contesta le scelte previste da Trenitalia una volta conclusi i lavori infrastrutturali.
Secondo il presidente del Comitato, Rocco Panetta, il termine degli interventi non coinciderà con il pieno ripristino del servizio ferroviario. La Regione Basilicata continuerà infatti a finanziare ogni giorno diverse corse sostitutive su gomma tra Potenza, Salerno e Napoli, mentre la Regione Campania sosterrà il costo di ulteriori collegamenti tra Buccino, Sicignano, Eboli e Salerno. Una situazione che, secondo il Comitato, contraddice gli obiettivi ambientali alla base degli investimenti del Pnrr.
Nel documento si sottolinea come il trasporto su autobus determini emissioni di anidride carbonica superiori rispetto al treno, con effetti negativi sull'ambiente. Per questo mo-

tivo viene definito «paradossale» che, dopo un investimento così rilevante, si continui a fare affidamento su servizi sostitutivi anziché sul pieno utilizzo dell'infrastruttura ferroviaria. Tra le criticità evidenziate vi è anche quella relativa ai diritti delle persone con disabilità e a ridotta mobilità. Il Comitato ricorda che l'assistenza a bordo è garantita dalla normativa europea per i viaggi ferroviari, mentre sugli autobus è prevista soltanto per percorrenze superiori a 250 chilometri. Una differenza che, secondo Panetta, rischia di penalizzare una fascia importante di utenti. Ulteriori perplessità riguardano le modalità di fermata dei bus sostitutivi
a Sicignano. Trenitalia, denuncia il Comitato, avrebbe previsto l'utilizzo dell'area di servizio «Il Camionista», situata a circa due chilometri dalla stazione ferroviaria, con un successivo collegamento navetta. Una scelta contestata anche sotto il profilo normativo, poiché gli autobus sostitutivi dovrebbero effettuare fermata nei piazzali esterni delle stazioni ferroviarie e non nelle aree di servizio autostradali. Per il Comitato, la conclusione dei lavori dovrebbe rappresentare l'occasione per restituire piena centralità al trasporto ferroviario e garantire collegamenti più efficienti, sostenibili e accessibili per i cittadini di Basilicata e Campania.
SULLA TRATTA TARANTO-POTENZA-MILANO
POTENZA. Il ripristino del Frecciarossa Taranto-Potenza-Milano è una notizia positiva, ma non può nascondere le criticità del sistema ferroviario lucano. È la posizione della Fit Cisl Basilicata espressa dal segretario generale Sebastiano Colucci, che chiede collegamenti più frequenti per pendolari, studenti e lavoratori e sostiene la battaglia della Regione sul finanziamento del servizio. Secondo il sindacato, il nodo principale riguarda i costi. Il Frecciarossa pesa infatti per circa 3 milioni di euro all'anno sulle casse regionali pur avendo capolinea e ricovero notturno a Taranto. Per Colucci è quindi legittima la richiesta della Basilicata di ottenere una compartecipazione economica dalla Puglia, che beneficia anch'essa del collegamento. La Fit Cisl propone che Bari contribuisca alle spese in proporzione ai chilometri percorsi sul territorio pugliese. In alternativa, suggerisce di realizzare a Metaponto un impianto di ricovero e manutenzione del treno, così da mantenere in Basilicata le ricadute economiche del servizio. Per il sindacato, l'Alta Velocità rappresenta solo una parte della soluzione. La vera sfida resta il potenziamento dei treni regionali, che devono essere più frequenti ed efficienti per garantire il diritto alla mobilità e contrastare l'isolamento della Basilicata.

Il segretario della Cisl Basilicata invita Puglia e Basilicata a superare lo scontro sui costi del collegamento
POTENZA. Il ritorno alla piena circolazione ferroviaria sulla rete lucana dal prossimo 1° luglio rappresenta una buona notizia per pendolari e viaggiatori, ma non deve essere oscurato dalle tensioni istituzionali che rischiano di compromettere il futuro del Frecciarossa tra Taranto e Torino. È la posizione espressa dal segretario generale della Cisl Basilicata, Vincenzo Cavallo, che interviene nel dibattito aperto tra Basilicata e Puglia sul finanziamento del collegamento ad Alta Velocità.
«Dopo l'ennesimo stop per i lavori di ammodernamento della rete –afferma Cavallo – i cittadini potranno finalmente tornare a contare su un sistema ferroviario che si spera più efficiente, anche alla luce dei sacrifici sopportati negli ultimi anni a causa delle continue so-
spensioni del servizio». Per il leader sindacale, tuttavia, il confronto tra le due Regioni non deve trasformarsi in una contrapposizione politica capace di mettere a rischio un servizio che ha registrato un elevato gradimento da parte dell'utenza.
Secondo Cavallo, la posizione della Regione Puglia appare difficile da comprendere, considerando che il Frecciarossa serve un importante bacino di viaggiatori pugliesi. «La mobilità non è un costo da ripartire, ma un diritto da garantire», sottolinea il segretario della Cisl, invitando le istituzioni a non subordinare le scelte sui trasporti agli equilibri politici o alle convenienze del momento.
Per il sindacato occorre costruire una soluzione condivisa, stabile e duratura, in grado di assicurare

continuità al collegamento ferroviario e di offrire certezze ai cittadini e alle imprese dei due territori. La stessa impostazione, aggiunge Cavallo, dovrebbe guidare
anche il rafforzamento dei servizi regionali e degli Intercity, utilizzati quotidianamente da migliaia di persone per raggiungere luoghi di lavoro, scuole, università e strutture sanitarie.
L'Alta Velocità, osserva ancora il segretario della Cisl Basilicata, rappresenta molto più di un semplice collegamento ferroviario. In una regione che continua a fare i conti con una storica carenza infrastrutturale, il Frecciarossa costituisce uno strumento di coesione territoriale e di apertura verso il resto del Paese. Da qui l'appello alle istituzioni affinché prevalga il senso di responsabilità. «Il vero tema – conclude Cavallo – non è stabilire chi debba pagare oggi il servizio, ma quale futuro vogliamo garantire alla mobilità e alla competitività dell'intero Mezzogiorno».
Romaniello: «Favorire produzioni che rispettano l'ambiente vuol dire elevare il posizionamento e l'immagine contemporanea del territorio»
Trasformare la Basilicata in un set cinematografico d’avanguardia, dove la magia della settima arte coesiste in perfetto equilibrio con la tutela di un patrimonio naturale unico al mondo. È questo l’ambizioso obiettivo del Protocollo d’intesa ‘Il Cinema Sostenibile in Basilicata’, registrato questa mattina presso il Dipartimento regionale all’Ambiente e Territorio. L’iniziativa, nata su proposta della Fondazione Lucana Film Commission della presidente Margherita Gina Ro-
maniello, è stata accolta con immediato entusiasmo dalla Regione Basilicata nella persona dell’assessore all’Ambiente e alla Transizione energetica, Laura Mongiello. «Con questo accordo - ha sottolineato la presidente Romaniello - la nostra Film Commission rafforza concretamente il proprio impegno sul fronte della sostenibilità. Vogliamo mettere a sistema le competenze del territorio adottando uno strumento consolidato in Europa. Favorire produzioni che rispettano l'ambiente non signi-
fica solo limitare l'impatto di mezzi, energia o scenografie su ecosistemi fragili, ma vuol dire soprattutto elevare il posizionamento e l'immagine contemporanea della Basilicata sul mercato globale dell'audiovisivo. Essere una terra attrattiva oggi significa anche essere una terra responsabile. Questo protocollo ci inserisce in un circuito virtuoso internazionale, garantendo alle produzioni procedure chiare e strumenti operativi moderni». Il protocollo si tradurrà immediatamente in un’azione strutturata at-
POTENZA L’iniziativa intende offrire una visione concreta e accessibile dell’intelligenza artificiale
“L’AI in azienda”: 6 casi pratici di vantaggio competitivo in Basilicata

Parlare di intelligenza artificiale partendo dalla realtà delle imprese e dai risultati concreti ottenuti sul campo, con la consapevolezza che l’AI non rappresenta soltanto una tecnologia emergente ma una leva strategica per accrescere competitività, produttività e capacità di innovazione, contribuendo allo sviluppo del territorio: è questo l’obiettivo del workshop “L’AI in azienda - 6 casi pratici di vantaggio competitivo in Basilicata”, in programma domani, dalle 10.00, nella Sala Economia della Camera di Commercio della Basilicata, a Potenza. L’iniziativa, promossa dalla Camera di Commercio della Basilicata, dal PID Punto Impresa Digitale Basilicata e da Asset Basilicata, intende offrire una visione concreta e ac-
cessibile dell’intelligenza artificiale, mettendo al centro le esperienze di aziende che hanno già introdotto strumenti e soluzioni innovative nei propri processi produttivi e organizzativi. I lavori prenderanno il via con i saluti istituzionali del presidente dell’Ente camerale, Michele Somma; sarà poi Vito Santarcangelo di Iinformatica a introdurre il workshop con una riflessione sul tema “L’AI come opportunità di crescita del territorio”. Cuore dell’iniziativa sarà quindi la presentazione di sei esperienze aziendali che dimostrano come l’intelligenza artificiale possa generare valore in settori diversi: Brecav, con applicazioni AI nel comparto automotive; Cantine del Notaio, che utilizza l’intelligenza artificiale nel settore vitivini-
colo attraverso processi di gamification; Centro RHAM, con soluzioni per screening, prevenzione e miglioramento della salute; Erreffe Progetti, che applica l’AI all’ingegneria; MYAV, con applicazioni di robotica nella grande distribuzione organizzata per migliorare efficienza operativa e soddisfazione del cliente; Applica, con sistemi di agentica finalizzati all’efficientamento delle linee produttive Stellantis. Accanto ai case history sarà allestita una poster session dedicata ad altre esperienze aziendali lucane che stanno sperimentando l’intelligenza artificiale: Altrafo Srl, Caldarola Srl, Centro Servizi Srl, De.Ra.Do. Srl, Ecosud Srl, Ineletec Srl, L’Antincendio Srl, Prefabbricati Rubino Tommaso Srl e Studio Risorse Srl.

traverso l’istituzione di un Tavolo tecnico permanente che avrà il compito di accompagnare passo dopo passo i produttori audiovisivi, monitorare i piani di sostenibilità sul campo e
individuare preventivamente ogni potenziale criticità ambientale prima dell'allestimento dei set, fornendo al contempo servizi qualificati e risposte snelle.
IL SEGRETARIO CGIL: «DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA»
Povertà ed emigrazione giovani, Mega: «Salari bassi, no futuro»
Caritas sulla povertà e quelli del Sole 24 Ore sull’emigrazione giovanile in Basilicata sono due facce della stessa medaglia. Numeri che mettono a nudo il fallimento delle politiche del lavoro e del welfare in regione e nel Mezzogiorno» Così il segretario generale Cgil Basilicata, Fernando Mega, che aggiunge: «Alla base c’è il lavoro povero e sottopagato. I salari lucani restano tra i più bassi d’Italia: 27.232 euro lordi annui contro i 31.856 della media nazionale, -14,5%. Lavoratori che non riescono a pagarsi neanche le cure, denuncia Caritas. A questo si aggiunge la fuga dei giovani: nel Mezzogiorno i residenti 18-35 anni sono scesi da 4,1 milioni nel 2019 a 3,8 milioni nel 2026, -313mila persone. Potenza è tra i capoluoghi con la perdita maggiore, -12%.Ma né governo nazionale né Regione prevedono misure per trattenerli: niente aumenti salariali, niente stabilizzazioni, niente sostegno al potere d’acquisto. I giovani se ne vanno perché altrove trovano contratti stabili, retribuzioni dignitose e servizi. La fuga dei cervelli è fuga dal lavoro senza diritti. Serve una svolta: investire su salari, stabilità, ricerca, università e carriere. E puntare su politiche abitative e asili nido. Senza questi interventi, ogni incentivo è solo un pannicello caldo».




DI FRANCESCO MENONNA
POTENZA. Una scelta sbagliata, contraria alle logiche della trasparenza e della democrazia. Sono scesi in campo ieri mattina i consiglieri di minoranza in seno al Consiglio regionale della Basilicata per contestare la decisione del presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, e dell’assessore alla Salute, Cosimo Latronico, di presenziare il 2 aprile scorso alla conferenza di servizio legata alla questione dell’autonomia differenziata. Una netta levata di scudi, quella dell’opposizione, che ieri mattina ha tenuto una conferenza stampa per contestare una scelta che, a loro giudizio, priva la comunità regionale delle necessarie forme di partecipazione, democrazia e conoscenza capaci di arricchire il percorso della Basilicata. Lo hanno fatto i consiglieri di Basilicata Casa Comune, Giovanni Vizziello e Angelo Chiorazzo, e il consigliere regionale del Partito Democratico, Piero Marrese. Un secco no, anche se va precisato che Basilicata Casa Comune non è contraria in assoluto all’autonomia differenziata, ma contesta apertamente una decisione assunta senza un confronto pubblico e senza quelle necessarie forme di

partecipazione democratica che, in una regione come la Basilicata, dovrebbero sempre essere al centro dell’agenda politica. Secondo i consiglieri, la scelta del centrodestra di dare corso all’autonomia differenziata rischia di nuocere gravemente al sistema sanitario lucano, di accentuare le divisioni nel Paese e di produrre conseguenze pesanti per i cittadini lucani.
I consiglieri hanno richiamato la mozione presentata l’11 aprile 2023 e successivamente respinta. Tra i rischi che tale riforma potrebbe determinare per la Basilicata vi sarebbe quello di un regionalismo ideologico. Secondo l’opposizione, se la riforma Calderoli dovesse diventare realtà, non farebbe altro che ampliare il divario tra Nord e Sud, incidendo su
settori fondamentali come la scuola, l’istruzione, l’assistenza e la sanità.
Proprio sul fronte sanitario si concentra gran parte delle critiche. Per i consiglieri di minoranza, le politiche sanitarie devono continuare a essere guidate dal Ministero della Salute, non soltanto attraverso funzioni di indirizzo e di distribuzione delle risorse, ma anche mediante un sistema capace di sostenere le regioni in difficoltà e valorizzare quelle più efficienti. Nel mirino dell’opposizione ci sono le preintese approvate il 2 aprile scorso nel corso della Conferenza Unificata, che ha espresso a maggioranza parere favorevole sulle intese tra il Governo e le Regioni Liguria, Piemonte, Veneto e Lombardia. Intese già approvate dal
Consiglio dei ministri il 18 febbraio e finalizzate all’attribuzione di maggiori competenze regionali ai sensi dell’articolo 116 della Costituzione e della legge Calderoli. Contestate anche le preintese relative a materie considerate particolarmente delicate, come scuola e istruzione. Una riforma che, secondo Chiorazzo, Vizziello e Marrese, rischierebbe di creare profonde disuguaglianze e di mettere in crisi il sistema di welfare nazionale. Giovanni Vizziello ha ribadito la propria contrarietà: «Io, nel solco di quanto ho portato avanti nel corso della precedente consiliatura, già nel 2023 invitavo Bardi a fare marcia indietro su una decisione che ritenevo sbagliata. Ancora una volta, il 2 aprile, Bardi ha dato l’assenso all’intesa con quattro regioni del Nord che intendono rendersi autonome sulla sanità. Questo significa continuare a penalizzare il Mezzogiorno e in particolare la Basilicata, perché le risorse rischiano di essere concentrate nelle regioni più forti. Le liste d’attesa, la mobilità passiva e la fuga dei pazienti potrebbero subire ulteriori contraccolpi».
Sulla stessa linea Piero Marrese: «Contestiamo anzitutto il fatto che non ci
sia stata una discussione all’interno del Consiglio regionale. Un tema così importante riguarda la vita dei lucani e non può essere affrontato senza confronto. Per questo sottoscriverò, insieme agli altri consiglieri, la richiesta di un Consiglio regionale dedicato, affinché si possa discutere in modo trasparente e aperto di quanto è stato fatto e di quale direzione la Regione intenda seguire. Chiediamo una discussione nell’interesse dei lucani».
Duro anche Angelo Chiorazzo: «Un governo regionale che soffre di comunicazione selettiva si è dimenticato di informare i cittadini che il 2 aprile la Regione Basilicata ha votato a favore delle preintese sull’autonomia differenziata. Riteniamo che sia un fatto gravissimo. Abbiamo presentato tre interrogazioni senza ricevere risposta e Bardi aveva assicurato che sarebbe venuto in aula a riferire. Chiediamo che venga subito in Consiglio regionale a spiegare perché è stato espresso quel voto favorevole e chi rappresentava la Regione in quella sede. È una decisione destinata ad avere un impatto rilevante sui lucani e non può essere assunta senza un confronto ampio con la società regionale».
La Uil Fp Basilicata sollecita nuove progressioni economiche, assunzioni e risposte per gli operatori della Protezione civile
POTENZA. Via libera al Fondo del personale della Regione Basilicata. La Uil Fp Basilicata, guidata dal segretario generale regionale Giuseppe Verrastro, esprime soddisfazione per l'approvazione avvenuta durante la riunione della Delegazione trattante e per l'incremento delle risorse previsto dall'accordo. Il sindacato valuta positivamente l'aumento dello 0,22 per cento del Fondo e l'ulteriore incremento dello 0,14 per cento del monte salari 2021 previsto dal contratto nazionale e riconosciuto con decorrenza dal 1° gennaio 2024. Per la Uil Fp si tratta di un risultato importante che dovrà ora tradursi in benefici concreti per i lavoratori regionali. Nel corso dell'incontro l'organizzazione sindacale ha chiesto di
avviare rapidamente la contrattazione sulla redistribuzione delle risorse, manifestando disponibilità a destinare ulteriori fondi alle specifiche responsabilità per offrire risposte al personale neoassunto. Attenzione anche alle Elevate Qualificazioni, per le quali la Uil Fp ha chiesto un corretto equilibrio nella distribuzione delle risorse, con l'obiettivo di ampliare la platea dei beneficiari.
Sul fronte delle progressioni economiche il sindacato ha sollecitato una revisione dei criteri adottati nelle procedure precedenti, ritenendo necessario prevedere adeguate risorse per una nuova procedura nel corso del 2026. Parere favorevole è stato inoltre espresso sul regolamento riguardante il personale della struttura
tributaria, con la richiesta di corrispondere rapidamente le somme spettanti ai lavoratori interessati.
La Uil Fp ha poi chiesto lo scorrimento dei posti previsti dal Piano integrato di attività e organizzazione e l'eventuale conversione di posti tecnici in posti amministrativi per consentire ulteriori assunzioni attraverso le graduatorie vigenti. Particolare attenzione è stata riservata anche al personale della Protezione civile, per il quale il sindacato sollecita l'approvazione urgente del progettoobiettivo illustrato dalla dirigenza. In assenza di risposte concrete, avverte la Uil Fp, saranno valutate tutte le iniziative necessarie a tutela dei lavoratori, soprattutto in vista dell'avvio della campagna antincendio del 1° luglio.

La delegazione trattante tornerà a riunirsi il prossimo 14 luglio. Nel frattempo il sindacato continuerà a seguire il confronto su welfare integrativo, produttività e valorizzazione del personale regionale.












GIARDINO
D I E MANUELA C ALABRESE
Nel nuovo appuntamento di “Oltre il Giardino”, il programma Tv di Cronache Lucane condotto dal giornalista Paride Leporace, arriva in studio Giulio Curatella di Futuro Nazionale. A Roma si è tenuta in questo mese di giugno la storica Assemblea Costituente di Futuro Nazionale, il movimento guidato dal Generale Vannacci. La Basilicata ha partecipato ai lavori con una delegazione composta da 14 delegati. Sebbene lo Statuto prevedesse per la Basilicata l'elezione di 1 solo rappresentante nell'Assemblea Nazionale, i delegati lucani sono riusciti ad ottenerne ben 3, tra questi proprio Curatella, storico sostenitore di Vannacci, Segretario Nazionale del Movimento Il Mondo al Contrario e referente territoriale tra i promotori della crescita del movimento in Basilicata. Insieme a lui Rocco Tauro, figura storica della destra lucana e Rossella Quinto, Avvocato, Insegnante, già Sindaco di Acerenza, con una lunga militanza politica iniziata nel Fronte della Gioventù e proseguita in Alleanza Nazionale, Lega e oggi in Futuro Nazionale. Sul tema della puntata “Tik Tok: Fortemente Vannacci” Curatella asserisce: «Per quanto riguarda i social c'è da dire che il successo di Futuro Nazionale è trasversale. Vannacci è seguitissimo tra i giovani. Futuro Nazionale di per sé è l'unica vera novità politica degli ultimi 15 anni, ma ciò che dà entusiasmo, fiducia e speranza per il futuro è che i giovani siano i protagonisti di questo tsunami, pertanto sui social noi siamo molto presenti. Un giorno ho realizzato una canzone sulla remigrazione, quella che poi è diventata virale. Era un gioco, l’ho caricata sui social senza nessuna struttura, nessuna sponsorizzazione, pensando che sarebbe stata ignorata e invece è diventata un tormentone virale, ne hanno parlato anche a “8 e mezzo”, ne ha parlato la Gruber, ne ha parlato Cruciani a “La Zanzara”, ma
la cosa è che è un argomento tabù e censurato sia arrivato fra i giovani diventando virale. Abbiamo reso pop il concetto di remigrazione e questo spontaneismo è proprio una caratteristica di tutto il fenomeno Vannacci che si sta diffondendo in Basilicata e in tutta Italia». Voltando pagina, ma restando sempre in ambito politico, prosegue la ricognizione già avviata sull’accordo strategico sottoscritto da 10 Comuni del Metapontino per politiche operative, raccolta di finanziamenti e investimenti comuni su un'area decisiva. Ospiti della puntata i Sindaci Antonio Mele di Nova Siri, Maria Anglona Adduci di Tursi e Gaetano Celano di Valsinni. «Nova Siri è forse unica nel suo genere perché ha la parte della marina e la parte collinare, scontando le problematiche del sovraffollamento d'estate e dello spopolamento, temi che accomunano i nostri altri amici Comuni -spiega Mele- L'obiettivo di questo patto sta nel metterci insieme con una strategia di sviluppo unica, tenendo in considerazione le particolarità del territorio. Nova Siri, dalla sua, porta la grande esperienza del turismo di qualità». Per la Sindaca Adduci, «Tursi ha avuto dei cambiamenti in questi anni tra potenzialità e criticità ed è per questo che cogliamo l'occasione di fare rete con altri paesi che possono aiutarci e ai quali noi offriamo le nostre eccellenze: penso del comparto agricolo, ad Albino Pierro, alla Rabatana, al Convento di San Francesco, al borgo di Panevino molto vicino al comune di Policoro. Abbiamo in visione di incrementare le opportunità di crescita, però da soli non possiamo farlo». A Valsinni, dove i dipendenti comunali sono passati da 2 a ben 9, il Sindaco Celano sottolinea che «tenere un apparato amministrativo efficiente significa creare sviluppo per tutta la comunità» e sul Patto del Metapontino aggiunge: «Per noi è veramente importante stare in rete, ci crediamo molto in questo Patto perché vogliamo creare degli stimo-
li agli operatori turistici, affinché quei pochi di oggi possano diventare tanti e affinché i giovani possano fermarsi e investire nei nostri territori perché lo stimolo a fare bene può dare facilità di crescita e di investimento. Penso ad esempio al parco letterario, il Touring Lab dove vogliamo creare questo turismo esperienziale e stimolare i giovani a investire».
Restando in Basilicata, ma cambiando argomento, Leporace accoglie in studio Stefano Rosa, il primo culturista italiano ad essere nominato Cavaliere della Repubblica. «Una sorpresa che non mi aspettavo. Il sindaco di Pignola, De Luca, mi ha chiamato dicendo che dal Prefetto di Potenza dovevano comunicare una cosa importante, invece volevano dire che ero anche il primo sportivo in Basilicata a prendere questa nomina, in assoluto, ed è stato un motivo di orgoglio grande. Ho poi avuto i complimenti dal federativo, dal mio maestro Alfani, Presidente europeo della mia Federazione. Non capita tutti i giorni una onorificenza così e non certamente in giovane età, pertanto posso incorrere anche in cariche maggiori perché fino al 2023 mi hanno riconosciuto questo, ma dopo ho vinto due Ori Mondiali, e dieci giorni fa l'ultimo Mister Universo e non solo. Ma in occasione delle celebrazioni dell’80°anniversario della Repubblica il 2 giugno, sono stati Insigniti dell'Onorificenza anche altri due pignolesi: Arisa per il suo percorso artistico che porta la Basilicata nel mondo e la Professoressa Antonietta Pellettieri, Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per il prezioso contributo alla ricerca scientifica e alla crescita del Paese. Infine Rosa conclude «porteremo un messaggio importante ai ragazzi delle scuole con la mia biografia “Ultima ripetizione. Ogni limite è una scelta” e il Presidente Pittella che l'ha letta vuole promuoverla come sinonimo di educazione. A settembre faremo la presentazione in Regione».





La nomina rientra nel percorso di radicamento sul territorio promosso dai vertici provinciali e regionali del partito
La Lega Basilicata rafforza la sua presenza sul territorio con una nuova guida per una delle zone strategiche della regione. Mariangela Giorgio è stata ufficialmente nominata coordinatrice d’area per il VultureMelfese. La designazione, firmata dalla segretaria provinciale di Potenza, Stefania Polese, è il risultato di un percorso condiviso in sintonia con la segreteria regionale del partito. «La nomina di Mariangela Giorgio - afferma Polesesi inserisce nel percorso di costante crescita e radicamento della Lega sul territorio. Il Vulture-Melfese rappresenta un motore economico e produttivo fondamentale per l'intera Ba-
silicata e la scelta di Mariangela risponde alla volontà di garantire a questa comunità un punto di riferimento attento, presente e capace di ascolto. Con questo nuovo coordinamento intendiamo valorizzare il dialogo tra i cittadini, le realtà produttive e le istituzioni, consolidando una filiera politica efficiente e vicina alle reali esigenze della zona. Sono certa - conclude Polese - che Mariangela, grazie alle sue qualità e al suo entusiasmo, saprà svolgere un ottimo lavoro». Sulla nomina interviene anche il coordinatore regionale, Pasquale Pepe, che evidenzia il percorso di crescita della classe dirigente del partito e il contributo delle donne all'interno del-
la Lega lucana.
«Con la nomina di Mariangela Giorgio - sostiene Pepe - si arricchisce ulteriormente una squadra che, a tutti i livelli, sta contribuendo alla crescita della Lega in Basilicata. Le donne all'interno del nostro partito stanno dimostrando una efficace capacità di fare squadra, di mediare e di declinare la politica in traguardi pratici. Il loro impegno rappresenta un valore aggiunto per il consolidamento della nostra presenza sul territorio e per il raggiungimento degli obiettivi che ci siamo prefissati. Auguro a Mariangela - termina Pepe - buon lavoro, certo che saprà offrire un contributo importante in questo percorso».

Conclusa la prima fase del percorso formativo del movimento giovanile azzurro per la formazione della nuova classe dirigente
Si è conclusa con un’ampia partecipazione la prima fase della Scuola di Politica di Forza Italia Giovani Basilicata, il progetto formativo promosso dal movimento giovanile azzurro con l’obiettivo di costruire una nuova generazione di amministratori, dirigenti e militanti attraverso lo studio delle principali tematiche politiche e istituzionali.Il percorso, articolato in una serie di incontri svolti nella provincia di Potenza, ha affrontato argomenti centrali come public speaking, comunicazione politica, enti locali, storia della politica italiana e politica nazionale, coinvolgendo giovani provenienti da diverse realtà del territorio lucano.«Quando abbiamo lanciato questa iniziativa – ha dichiarato Filippo Solimando, responsabile regionale della Formazione di Forza Italia Giovani Basilicata – ci siamo posti un obiettivo chiaro: investire sulla competenza per costruire una classe dirigente credibile e preparata. Il bilancio di questa prima fase è estremamente positivo e dimostra quanto sia forte, tra i giovani, la voglia di approfondire, formarsi e partecipare alla vita politica».Nel corso dei mesi sono intervenuti anche diversi esponenti istituzionali e del partito, tra cui gli onorevoli Alberto Barachini, Simone Baldelli, Pino Bicchielli, Giuseppe Molinari e Vincenzo
Taddei, che hanno contribuito ad arricchire il percorso con le loro esperienze politiche e istituzionali.Solimando ha inoltre rivolto un ringraziamento a Livia Bonacini, responsabile nazionale della Formazione di Forza Italia Giovani, e al ministro per le Riforme Istituzionali e la Semplificazione Normativa, Maria Elisabetta Alberti Casellati, per il sostegno all’iniziativa e la partecipazione alla conferenza stampa di presentazione.Un riconoscimento è stato esteso anche al partito e ai rappresentanti istituzionali locali, tra cui il consigliere regionale Fernando Picerno e gli altri consiglieri regionali di Forza Italia Basilicata, oltre a tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione del progetto.La Scuola di Politica riprenderà dopo l’estate nella provincia di Matera con una seconda fase già programmata, che proseguirà il percorso di formazione e confronto avviato nei mesi scorsi.«Questo progetto rappresenta solo l’inizio di un percorso più ampio. In un momento storico in cui tanti giovani si allontanano dalla politica, la nostra risposta è la formazione. Vogliamo continuare a creare occasioni di confronto e crescita, perché solo attraverso la conoscenza si possono costruire partecipazione, credibilità e futuro per la Basilicata», ha concluso Solimando.


Il marito di Laura Pastore sollecita spiegazioni sulla chiusura del presidio nato nel ricordo della volontaria scomparsa nel 2022
ROTONDELLA A oltre
tre anni dalla nascita della sede AGATA di Rotondella dedicata alla memoria di Laura Pastore, la sua chiusura continua a far discutere. A chiedere pubblicamente chiarimenti sulle motivazioni della decisione è Antonio Ripoli, marito della volontaria scomparsa il 4 dicembre 2022 e già componente del direttivo dell'associazione
"AGATA Volontari Contro il Cancro".In una nota diffusa in occasione di quello che sarebbe stato il compleanno della moglie, Ripoli ripercorre le tappe che hanno portato alla nascita del presidio territoriale e contesta le modalità con cui sarebbe stata disposta la cessazione delle attività della sede. «Ci sono storie in cui il dolore privato si trasforma in impegno collettivo e in energia al servizio della comunità», scrive Ripoli ricordando il lavoro svolto da Laura fino agli ultimi giorni della sua vita per promuovere sul territorio il sostegno ai malati oncologici. Secondo quanto riferito dal marito, dopo la scomparsa della volontaria la comunità locale si mobilitò per trasformare quel progetto in una realtà concreta. Grazie alla
collaborazione tra familiari, cittadini, volontari, Amministrazione comunale e FIDAS, il 28 dicembre 2022 venne inaugurata la sede AGATA di Rotondella, alla quale fu dedicata anche la targa "La stanza di Laura".Ripoli sottolinea come il presidio fosse operativo senza costi di locazione o utenze per l'associazione, grazie al supporto del Comune e della comunità locale. Nel tempo, aggiunge, donazioni dedicate e contributi derivanti dal 5x1000 avrebbero contribuito all'acquisto di un mezzo destinato al trasporto dei pazienti oncologici dell'area jonica.La vicenda che oggi solleva interrogativi riguarda la chiusura del presidio, comunicata il 13 maggio 2026.Secondo la ricostruzione fornita da Ripoli, la decisione sarebbe stata trasmessa ai volontari attraverso una comunicazione interna con cui veniva disposta la cessazione delle attività della sede e la rimozione dei loghi associativi e della targa dedicata a Laura.«La decisione è stata motivata in termini generali con riferimento a una riorganizzazione dei servizi, senza un confronto preventivo con i referenti locali né con la famiglia di
Laura», afferma.Il marito della volontaria sostiene inoltre di aver successivamente tentato di ottenere spiegazioni attraverso i canali social dell'associazione.«In assenza di un canale di confronto diretto sulle ragioni della decisione, ho ritenuto opportuno sollecitare pubblicamente un riscontro», spiega. «Ho inserito una richiesta di chiarimenti sotto un contenuto pubblico condiviso online dalla fondatrice e figura di riferimento dell'associazione, in un contesto dedicato alla celebrazione dell'operato di AGATA».Secondo quanto riferito da Ripoli, il commento sarebbe stato rimosso e successivamente i profili social suo e della figlia sarebbero stati bloccati.«Fa male constatare che di fronte a una richiesta di dialogo su un percorso condiviso, l'unica reazione riscontrabile sia stata la rimozione dei commenti e il blocco virtuale, anziché la via del confronto aperto e del rispetto per il passato», dichiara.Da qui la decisione di rivolgersi pubblicamente alla cittadinanza, ai sostenitori dell'associazione e agli organi di informazione.«Questa assenza di risposte mi spinge oggi a rivolgermi direttamente alla

pubblica opinione, alla stampa e, soprattutto, a tutti i sostenitori che offrono il proprio contributo economico e morale alle attività dell'associazione. Chi dona ha il diritto di conoscere i criteri di gestione dei presidi territoriali e di ricevere chiarimenti quando un servizio viene interrotto in modo così repentino».Nella parte finale della nota, Ripoli richiama i valori che, a suo avviso, dovrebbero guidare l'azione associativa.«La solidarietà, l'ascolto e l'attenzione al territorio non possono essere concetti validi solo per la retorica dei post online; devono tradursi in rispetto e trasparenza nelle azioni
concrete. La dignità del ricordo di Laura e l'impegno della comunità di Rotondella non possono essere archiviati da una decisione d'ufficio o dalla moderazione di un contenuto sui social».L'appello conclusivo è rivolto direttamente al direttivo dell'associazione: «Chiediamo pubblicamente che AGATA accolga questo invito al dialogo e chiarisca le proprie decisioni davanti ai cittadini e ai sostenitori che hanno creduto e investito in questo progetto».Al momento non risultano dichiarazioni pubbliche dell'associazione AGATA in merito alle questioni sollevate da Antonio Ripoli.
Dieci anni di impegno, solidarietà e partecipazione attiva della comunità. La sezione Fidas di Laurenzana festeggia il suo decimo anniversario con un importante traguardo: il raggiungimento della sacca di sangue numero 2000, raccolta durante la giornata di donazione svoltasi domenica scorsa.«Ogni anno organizziamo dieci giornate di raccolta e riusciamo a raccogliere mediamente circa 200 sacche di sangue», ha spiegato Lorenzo Pavese, presidente della Fidas Laurenzana sin dalla fondazione della sezione. «Sono particolarmente orgoglioso dei risultati raggiunti. A tagliare questo traguardo simbolico è stato un nostro giovane donatore periodico, Sabiniano Nigro, testimonianza concreta di come le nuove generazioni stiano raccogliendo il
testimone della cultura del dono».Nel corso del decennio, la sezione ha promosso numerose iniziative di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza. Tra queste spicca la tradizionale “Giornata del Donatore”, una passeggiata ecologica che si svolge ogni anno all’inizio di agosto e che unisce la promozione della salute, il rispetto dell’ambiente e la diffusione di corretti stili di vita.Fondamentale anche la collaborazione instaurata con le istituzioni e con il tessuto associativo locale. «Lavoriamo costantemente con le altre realtà del territorio – aggiunge Pavese – per favorire il coinvolgimento dei giovani e rafforzare il senso di comunità».Negli ultimi anni, la Fidas Laurenzana ha inoltre assunto un ruolo di rilievo all’interno delle iniziative regionali e nazionali del-
l’associazione. La scorsa estate il paese ha ospitato la tappa inaugurale lucana del tour nazionale “Metti in Moto il Dono”, promosso da Fidas Nazionale per sensibilizzare sull’importanza della donazione di sangue e plasma.Particolarmente significativa è stata anche l’esperienza avviata nel 2022 con il Liceo “Pasolini” di Laurenzana attraverso i percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO). In tre anni sono stati coinvolti oltre venti studenti, che hanno partecipato attivamente all’organizzazione delle giornate di raccolta. Alcuni di loro sono oggi volontari e donatori attivi della sezione.Nonostante le dimensioni contenute del paese, la Fidas Laurenzana continua a offrire un contributo importante alla raccolta di sangue e plasma in Basilica-

ta. Dieci anni, duemila sacche raccolte e una rete di volontari sempre più forte: numeri che raccontano una storia di impegno e solidarietà destinata a proseguire nel tempo. Dal 2016 a oggi raccolte mediamente
Nelle nuove strutture saranno presenti un Assistente Sociale, gli Infermieri di famiglia e gli OSS
DI VINCENZO MAIDA
IMedici di Medicina
Generale e i Pediatri del territorio di competenza della Casa di Comunità assicureranno la presenza nelle strutture per sei ore la mattina e sei pomeriggio, in questo mondo integrati con le Guardie Mediche ci sarà la presenza costante del medico nelle 24 ore. Guadagneranno 40 euro lorde all’ora, pulite 38, quindi circa 800 euro al mese, che si andranno ad aggiungere a quello che già prendono per i propri assistiti del loro studio privato. Originariamente, ricordiamolo, dovevano chiudere i loro studi, essere assorbiti dal pubblico, concentrati nelle Case di Comunità dovevano assicurare la presenza h24 sia in quelle strutture che sul territorio. Nelle nuove strutture dovrebbe essere anche presente un Assistente Sociale, gli Infermieri di famiglia e gli OSS. Sono previste 19 Case della Comunità e presa in carico della persona, 6 COT (Centrale Operativa Territoriale) e 5 Ospedali di Comunità in tutta la Regione, così suddivise: 13 case della Comunità e presa in carico
della persona in provincia di Potenza e 6 in Provincia di Matera, 4 COT (Centrali Operative Territoriali) in provincia di Potenza e 2 in provincia di Matera, 3 Ospedali di Comunità in provincia di Potenza e 2 in provincia di Matera. Più specificatamente le Case della Comunità sono nei comuni di: Sant’Arcangelo, Corleto Perticara, Anzi, Lagonegro, Potenza, Maratea, Vietri di Potenza, Senise, Viggianello, San Fele, Genzano di Lucania, Lavello e Avigliano, per quanto riguarda la provincia di Potenza; Ferrandina, Irsina, Garaguso, Tursi, Montalbano Jonico e Montescaglioso, in provincia di Matera. Le Centrali Operative Territoriali saranno invece realizzate nei comuni di Marsicovetere, Venosa, Potenza e Lagonegro per la provincia di Potenza, Policoro e Matera per la provincia di Matera. Gli Ospedali di Comunità sono previsti nei comuni di Muro lucano, Maratea e Venosa nella provincia di Potenza, Pisticci e Stigliano in quel- la di Matera. Ѐ stato altresì affermato che tali strutture sono da aggiungersi a quelle già esistenti: POD di
Chiaromonte, POD di Lauria, POD di Venosa, Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus di Acerenza, Universo Salute Basilicata di Potenza, AOR San Carlo Stabilimento 1 di Potenza, AOR San Carlo Stabilimento 2 di Pescopagano, AOR San Carlo Stabilimento 3 di Melfi, AOR San Carlo Stabilimento 4 di Villa D’Agri, AOR San Carlo Stabilimento 5 di Lagonegro, IRCCS CROB di Rionero in Vulture e PO di Matera, PO di Policoro, POD di Stigliano, POD di Tricarico. Di fatto le novità sarebbero queste: 1) gli Ospedali Distrettuali di Tinchi e Stigliano diventando Ospedali di Comunità dovrebbero avere anche dei posti letto per ricoveri brevi di pazienti che hanno bisogno di interventi sanitari a bassa intensità clinica; 2) i Distretti Sanitari di I livello come Tursi, Montalbano Jonico, Irsina, Garaguso, Ferrandina e Montescaglioso cambieranno nome e si chiameranno Case della Comunità con un medico h24, un infermiere h12, un assistente sociale, alcuni specialisti ambulatoriali, un Punto Prelievi e un riferimento di raccordo con il

CUP per le prenotazioni delle visite; 3) i Distretti Sanitari di II livello diventerebbero una Centrale Operativa Territoriale con funzioni di coordinamento della medicina di prossimità. Siccome di queste ultime strutture ne sono previste una ogni centomila abitanti, verrebbero istituite a Policoro e Matera. Ora prendiamo come esempio la prevista Casa di Comunità a Montalbano Jonico. Vi è già la Guardia Medica feriale e festiva, quindi si tratterà di coprire i turni nei giorni feriali dalle 8.00 alle 20.00, cioè due turni 8.00-14.00 e 14-20.00. A Montalbano Jonico, Distretto di I livello, vi era un minimo di medicina specialistica (chirurgia e orto-
pedia) ed è stata soppressa per carenza di medici, vi erano tre Assistenti Sociali e non sono stati sostituiti dopo il pensionamento, vi era l’infermiere che coadiuvava l’Ufficiale Sanitario e non è stato sostituito dopo il pensionamento. Alla fine di fatto hanno vinto i medici di famiglie e i pediatri che, come era apparso chiaro sin dall’inizio, hanno voluto conservare il privilegio del loro studietto privato. Per quanto riguarda gli Ospedali di Comunità, è ovvio che per qualsiasi esame diagnostico i pazienti andranno spostati nell’Ospedale più vicino, con il rischio di appesantire anziché alleggerire il lavoro delle strutture ospedaliere.
POTENZA Medici, pazienti e Istituzioni a confronto su linee guida, farmaci innovativi e tecnologia
Sabato 20 giugno, l’Hotel La Primula di Potenza ha ospitato “ENDOCRINOLOGIA EXPRESS 2026 – Scenari e prospettive in Endocrinologia e Diabetologia”, convegno promosso dallo staff medico del Reparto di Endocrinologia e Diabetologia dell’Azienda Ospedaliera San Carlo. Un appuntamento che ha riunito endocrinologi e diabetologi da Basilicata, Calabria, Campania e Puglia per fare il punto su aggiornamenti scientifici e criticità assistenziali del Mezzogiorno. Tra i protagonisti il dott. Andrea Frasoldati, presidente nazionale AME - Associazione Medici Endocrinologi, e il prof. Dario Iafusco, presidente eletto SIEDP - Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica. Con loro, specialisti, internisti, medici di medicina generale e rappresentanti delle associazioni di pazienti.La segreteria scientifica, presieduta da Feliciano Lo Pomo e coordinata dalla

responsabile scientifica Antonia Elefante con Antonia Elefante, Pina Lardo, Marisa Licchelli e Nicola Morea, ha costruito un programma denso di temi clinici e organizzativi. Sul Tavolo le novità terapeutiche più rilevanti: aggiornamenti sull’ipoparatiroidismo dell’adulto, gestione dei carcinomi corticosurrenalici, osteoporosi secondarie e follow-up dell’adulto con tumori differenziati della ti-
roide. Spazio poi al rischio cardiorenale nei pazienti con malattie metaboliche, con l’arrivo di nuovi farmaci “organo-protettivi”.Ampio focus sul diabete: corretto controllo glicemico, terapia insulinica nel diabete tipo 2, strategie di prevenzione e nuove opzioni per il diabete tipo 1. Tra le innovazioni, il corretto uso dei microinfusori e le tecnologie per il monitoraggio glicemico, sempre più integrate
con l’intelligenza artificiale. Momento centrale il confronto “Cosa vorrei per la diabetologia lucana: l’endocrinologo e il medico di medicina generale a confronto”, con ALAD FAND Basilicata - rappresentata dalla presidente Maria Luigia Giordano e dal presidente onorario Antonio Papaleo - e AGGD con Angela Possidente.Le associazioni hanno lanciato un appello chiaro alle istituzioni: il diabete non può essere trattato come una condizione cronica “gestibile”, ma va riconosciuto come malattia severa, causa di complicanze gravi e di un impatto sociale ed economico crescente sulla spesa sanitaria. Richiesta anche una collaborazione più stretta tra medici di medicina generale e Centri di Diabetologia, soprattutto sull’accesso ai farmaci innovativi e alle nuove tecnologie. Obiettivo: rendere effettivi quei percorsi integrati di cura che oggi restano solo parzialmente implementati.

«Necessario programmare a livello congiunto, tra Ente Gestore e Amministrazione comunale, azioni mirate per contrastare i prelievi abusivi di acqua»
Il Direttore generale di Acquedotto Lucano Luigi Cerciello Renna è stato ascoltato nel corso dell’ultima seduta della Prima Commissione consiliare permanente, convocata per approfondire l’attuale stato gestionale dell’azienda, le prospettive di sviluppo del servizio idrico integrato e le strategie messe in campo dalla nuova tecnostruttura. All’incontro hanno partecipato la vicesindaco Federica D’Andrea e l’assessore all’Ambiente Michele Beneventi. Ad aprire i lavori il presidente della Prima Commissione Carmine Davide Pace che, nel richiamare il ruolo strategico di Acquedotto Lucano per la Basilicata, ha evidenziato il valore della collaborazione con i vertici societari per rafforzare efficienza, trasparenza e qualità del servizio idrico a beneficio dei cittadini lucani. A seguire, il Presidente del Consiglio comunale Pierluigi Smaldone ha rivolto il saluto istituzionale dell’Assise cittadina, sottolineando la rilevanza del confronto istituzionale su temi che impattano sulla qualità della vita dei cittadini e sullo svi-
luppo dei territori. Il Direttore generale Cerciello Renna, accompagnato dai responsabili degli Affari Pubblici e del Governo del Territorio di Aquedotto Lucano, rispettivamente Pasquale Ronga e Maurilio Basciano, ha illustrato con chiarezza e visione strategica il percorso avviato nei primi sei mesi di mandato. Dalle sue parole è emersa la volontà di imprimere ad Acquedotto Lucano una forte accelerazione sul piano gestionale, attraverso una riorganizzazione definita dallo stesso Direttore come una delle più significative nella storia dell’azienda. La Commissione ha preso atto con interesse delle azioni già messe in campo per valorizzare le professionalità interne, rafforzare la cultura del risultato, migliorare l’efficienza operativa e consolidare il rapporto con i territori e con i Comuni soci. Un approccio innovativo che punta a superare logiche burocratiche e frammentazioni organizzative, mettendo al centro la capacità di risposta ai bisogni reali delle comunità lucane. Di particolare rilievo è apparso il forte richiamo

alla presenza sul territorio e alla vicinanza ai cittadini. Il Direttore Generale ha infatti ribadito la necessità di una gestione che conosca direttamente le problematiche delle comunità servite, favorendo un rapporto costante con Sindaci, amministratori e utenti. Una visione che la Commissione ha condiviso, riconoscendone il valore in termini di efficacia amministrativa e qualità del servizio. Nel corso dell’audizione è emerso anche il ruolo sempre più significativo che Acquedotto Lucano sta assumendo nel panorama nazionale del ser-
vizio idrico integrato. La capacità dell’azienda di affrontare le complessità infrastrutturali e territoriali della Basilicata, unite alle recenti iniziative di riorganizzazione e innovazione, stanno contribuendo a rafforzarne il prestigio e la credibilità anche fuori dai confini regionali, dove cresce l’attenzione verso una realtà che, pur operando in un contesto complesso, sta dimostrando capacità di innovazione, competenza e visione strategica». La Commissione ha espresso apprezzamento per il lavoro avviato dalla nuova direzione aziendale e per la
volontà manifestata di affrontare con determinazione le criticità storiche del settore, promuovendo al contempo una gestione moderna, efficiente e sempre più orientata al servizio dei cittadini. L’incontro si è concluso in un clima di piena collaborazione istituzionale, con l’impegno comune di mantenere aperto un confronto costante tra Aql, amministrazioni locali e organismi consiliari, nella consapevolezza che la tutela e la valorizzazione della risorsa idrica rappresentano una delle principali sfide per il futuro della Basilicata.
D’Oro: «Abbiamo chiesto chiarimenti, ma ancora nessuna risposta; ora siamo pronti a protestare davanti alla sede Aql»
Sono oltre 160 le famiglie che, in un'area abitata da circa 500 nuclei familiari, attendono ancora la realizzazione di un breve tratto di rete fognaria indispensabile per il collegamento alla rete principale. Una vicenda che si trascina dal 2019 e che oggi rischia di sfociare in forme di protesta pubblica. Tutto ebbe inizio sette anni fa, quando furono avviate le interlocuzioni con Acquedotto Lucano per verificare la possibilità di estendere la rete fognaria esistente. In quella fase emersero alcuni ostacoli tecnici e autorizzativi: per realizzare il collegamento era necessario ottenere il permesso di attraversare sia la linea ferroviaria sia un'infrastruttura stradale di competenza ANAS. Per anni proprio queste autorizzazioni sono state indicate come il principale impedimento alla realizzazione dell'opera. Tuttavia, tra il 2021 e il 2022, sia Ferrovie dello Stato sia ANAS hanno rilasciato i necessa-

ri nulla osta, eliminando di fatto gli ostacoli che avevano bloccato il progetto. Da allora, però, la situazione è rimasta immutata. Secondo quanto riferiscono i residenti, con a capo l'associazione Poggio D'oro, che rappresenta i residenti, in più occasioni sarebbe stato comunicato che l'intervento era ormai prossimo e che sarebbe stato possibile procedere con le domande di allaccio alla rete fognaria. Domande che, una volta presentate, si so-
no però concluse con esito negativo proprio perché l'infrastruttura necessaria non risulta ancora realizzata. Una situazione che ha alimentato malcontento e disorientamento tra i cittadini, i quali lamentano anni di attese senza informazioni certe sui tempi di esecuzione dei lavori. Negli ultimi mesi sono state inviate diverse richieste ufficiali tramite PEC per ottenere un incontro e conoscere lo stato dell'iter amministrativo. Ri-
chieste che, secondo i promotori dell'iniziativa, non avrebbero ricevuto alcuna risposta. «Non stiamo chiedendo opere straordinarie –spiegano i cittadini – ma un servizio essenziale che attendiamo da anni. Dopo tanto tempo abbiamo il diritto di sapere se e quando verrà realizzato l'intervento». Ora il clima si fa più teso. In assenza di un confronto pubblico e di un cronoprogramma chiaro, i residenti stanno valutando iniziative più incisive per richiamare l'attenzione sulla vicenda. Tra le ipotesi sul tavolo vi è l'organizzazione di un presidio di protesta davanti alla sede di Acquedotto Lucano, con l'obiettivo di ottenere finalmente risposte certe e tempi definiti. Dopo sette anni di attesa, la richiesta dei cittadini è semplice: conoscere il futuro di un'opera ritenuta fondamentale per il territorio e vedere finalmente passare dalle parole ai fatti un intervento annunciato da troppo tempo.
Due linee di intervento su welfare e sviluppo territoriale per misurare l’impatto delle politiche pubbliche e contrastare lo spopolamento
POTENZA. Il Comune di Potenza punta sull’innovazione sociale e sulla valutazione dei risultati delle politiche pubbliche. L’amministrazione comunale ha infatti aderito all’Avviso pubblico nazionale promosso dal Dipartimento della Funzione Pubblica e da Formez Pa, iniziativa che mette a disposizione, a livello nazionale, risorse per 10 milioni di euro e un percorso di accompagnamento specialistico rivolto ai Comuni capoluogo.
L’obiettivo è rafforzare le competenze e la capacità amministrativa degli enti locali, dotandoli di strumenti e metodologie in grado di misurare con maggiore efficacia i risultati delle politiche pubbliche e il loro impatto concreto sulla comunità. L’iniziativa è sostenuta dagli assessori Loredana Costanza, Federica D’Andrea e Anna Grieco.
La candidatura del Comune di Potenza si articola in due linee di intervento. La prima riguarda il welfare e la valutazione dell’impatto sociale e si inserisce nel percorso di attuazione del Piano Sociale di Zona e del Programma Nazionale Metro Plus 2021-2027. Come primo ambito di sperimentazione è stato individuato il progetto Housing First, già operativo sul territorio e rivolto alle persone in condizioni di grave disagio abitativo. L’intenzione è costruire un sistema capace di valutare concretamente gli effetti degli interventi sociali, collegandoli agli standard nazionali dei servizi e coinvolgendo gli enti del Terzo Settore e il Distretto dell’Inclusione.
La seconda linea di intervento guarda invece allo sviluppo territoriale. Il progetto coinvolge Potenza e i Comuni di Avigliano, Pietragalla, Vaglio Basilicata, Brindisi di Montagna, Pignola, Tito e Picerno e punta alla costruzione di un modello condiviso nell’ambito della pro-

gettazione dell’Area Urbana Destinazione Ospitale Sostenibile. L’obiettivo è contrastare lo spopolamento e valorizzare il patrimonio culturale, turistico ed economico dell’area attraverso una strategia comune capace di rendere il territorio più attrattivo per residenti, visitatori e investitori.
Per sostenere il percorso, il Comune ha avviato una collaborazione con il Cluster Basilicata Creativa, che riunisce l’Università degli Studi della Basilicata, centri di ricerca nazionali come Cnr ed Enea e numerose imprese attive nei settori della cultura, del turismo e dell’innovazione digitale.
«Con questa candidatura – spiegano gli assessori Costanza, D’Andrea e Grieco – compiamo un passo significativo verso una Pubblica Amministrazione sempre più orientata ai risultati e alla qualità dei servizi offerti ai cittadini». Le assessore sottolineano che l’obiettivo non è soltanto ottenere finanziamenti, ma verificare in modo concreto gli effetti degli investimenti pubblici sulla qualità della vita, sulla crescita economica e sul contrasto allo spopolamento, costruendo un nuovo modello di sviluppo fondato su accoglienza, sostenibilità, cultura e turismo.
SPETTACOLI, MUSICA E ARTE DI STRADA
POTENZA. L’11 e il 12 luglio torna lo St.Art Green Fest Potenza, il festival organizzato dall’Associazione La Macchia Verde Aps che animerà il Parco di Sant’Antonio La Macchia con spettacoli, arte di strada, musica e momenti di aggregazione dedicati a cittadini, famiglie e visitatori.L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Potenza e dal Consiglio regionale della Basilicata, punta a valorizzare uno dei luoghi simbolo della città attraverso la cultura e la partecipazione. Per due giornate il parco si trasformerà in uno spazio di incontro e condivisione, ospitando artisti provenienti da diverse realtà e proposte pensate per coinvolgere persone di tutte le età.Nel programma figurano Circo Crusco, Cala Street Band, Mr. Big Circus, Elide Lorusso, Sisma, The Legendary Straniero, Giuliano e Sputacchio e Gianni Mercury.Lo St.Art Green Fest rappresenta uno dei principali appuntamenti promossi da La Macchia Verde Aps, associazione impegnata nella tutela e nella valorizzazione del parco. L’edizione 2026 potrà contare anche sul sostegno di numerosi partner territoriali, tra cui Bcc Basilicata e Bcm Srl. L’appuntamento è per sabato 11 e domenica 12 luglio, dalle ore 18, nel Parco di Sant’Antonio La Macchia.

Il monitoraggio nei mercati rionali di Potenza evidenzia forti rincari per ortaggi, carni e alcuni prodotti ittici
POTENZA. Melanzane, zucchine, carne bovina e cozze tra i prodotti che hanno registrato gli aumenti più consistenti nei mercati rionali di Potenza. È quanto emerge dal report sui mesi di marzo e aprile 2026 del progetto sperimentale di monitoraggio dei prezzi al consumo promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dal Ministero dell’Interno e dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, con il supporto tecnico di Unioncamere, Bmti e Ismea. I dati hanno spinto Federconsumatori Basilicata a esprimere forte preoccupazione per gli effetti che tali rincari continuano ad avere sui bilanci delle famiglie lucane. Secondo l’associazione, accanto a riduzioni registrate per alcuni prodotti, permane una forte
volatilità che rende più difficile la gestione della spesa quotidiana. Nel comparto ortofrutticolo spiccano gli aumenti delle melanzane, che ad aprile raggiungono un prezzo medio di 3,22 euro al chilogrammo, e delle zucchine, con incrementi tendenziali superiori al 44 per cento. In controtendenza le fragole, che registrano una consistente diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre crescono arance e kiwi.Particolarmente rilevante l’andamento delle carni. La carne macinata di bovino adulto supera i 15 euro al chilogrammo, con aumenti superiori al 23 per cento, mentre le fettine di scamone di vitello fanno segnare rincari che superano il 30 per cento. In crescita anche il petto di tacchino.Nel settore ittico aumentano sensibil-
mente le cozze allevate in Italia, mentre il salmone norvegese fresco registra una diminuzione rispetto al 2025. Tra i latticini restano stabili mozzarella di bufala e fiordilatte, mentre si rilevano aumenti per Parmigiano Reggiano e Pecorino Romano.Per Federconsumatori Basilicata la spesa alimentare continua a rappresentare una delle principali fonti di pressione economica per le famiglie. L’associazione chiede quindi maggiori controlli sulla formazione dei prezzi, più trasparenza lungo la filiera e misure di sostegno per tutelare il potere d’acquisto dei consumatori. Federconsumatori annuncia inoltre che proseguirà l’attività di monitoraggio e il confronto con le istituzioni affinché il mercato resti equo e accessibile a tutti.

Il responsabile provinciale FdI commenta l’annuncio del quinto modello Alfa Romeo e le incognite sul fronte occupazionale
L’annuncio del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e di Stellantis sull’assegnazione di un quinto modello Alfa Romeo allo stabilimento di San Nicola di Melfi viene accolto con favore, ma anche con forte preoccupazione per le prospettive occupazionali. È quanto sostiene Piergiorgio Laguardia, responsabile provinciale di Fratelli d’Italia per il settore Lavoro e Crisi aziendali.Secondo Laguardia, la decisione della holding automobilistica di ampliare la produzione nello stabilimento lucano rappresenta senza dubbio un segnale positivo per il sito produttivo, destinato a ospitare entro due anni un nuovo modello Alfa Romeo che si aggiungerà a quelli già previsti dal piano industriale.Tuttavia, l’esponente di FdI evidenzia come il quadro complessivo con-
tinui a destare preoccupazione. «Il mercato automobilistico sta attraversando una fase particolarmente difficile, caratterizzata da un calo delle vendite e da una forte incertezza», sottolinea. A ciò si aggiungono le notizie, riportate da diverse fonti di stampa, relative a un piano di riduzione del personale che potrebbe interessare circa il 10% dei lavoratori dello stabilimento di Melfi.Sul fronte occupazionale, permane inoltre il nodo degli ammortizzatori sociali. Nei giorni scorsi è stata infatti disposta una nuova proroga, di un ulteriore mese, dei contratti di solidarietà per gli operai, una misura che secondo Laguardia rappresenta soltanto «un tampone temporaneo» e non una soluzione strutturale alle difficoltà del comparto.Pur riconoscendo alcuni segnali di ripresa nelle vendite di determinati modelli, Fratelli d’Ita-
lia ritiene che la situazione resti complessivamente critica. Per questo motivo, il partito chiede che ogni investimento produttivo sia accompagnato da precise garanzie sulla tutela dei lavoratori e sul mantenimento dei livelli occupazionali.Nel mirino finiscono anche alcune scelte strategiche di Stellantis. «Non possiamo ritenerci soddisfatti delle delocalizzazioni produttive verso i Paesi dell’Est Europa, favorite da condizioni di dumping salariale e fiscale», afferma Laguardia, evidenziando come tali decisioni non abbiano prodotto, a suo giudizio, i risultati sperati nemmeno per l’azienda.Si inserisce in questo contesto una fase di generale incertezza per l’intero settore automobilistico europeo, che incide sulle strategie industriali dei grandi gruppi. L’esponente di Fratelli d’Italia aggiunge inoltre che il
Incontro istituzionale tra la Garante per l’Infanzia e l’Amministrazione comunale di Tito

Rafforzare il dialogo istituzionale e consolidare la rete territoriale a sostegno dei diritti dei bambini e degli adolescenti. È questo l’obiettivo dell’incontro tra la Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Rossana Mignoli, e l’Amministrazione comunale di Tito, inserito in un percorso di collaborazione volto a potenziare le politiche a tutela dei minori.L’iniziativa nasce da un invito dell’Amministrazione comunale, che ha voluto evidenziare la propria attenzione verso le tematiche dell’infanzia, dell’adolescenza e del be-
nessere sociale. Nel corso del confronto sono stati approfonditi diversi aspetti legati alla condizione dei minori sul territorio, con l’obiettivo di individuare strategie condivise e rafforzare gli interventi a sostegno delle giovani generazioni e delle loro famiglie.La Garante ha dichiarato: «La tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti richiede un impegno costante e una forte sinergia tra istituzioni, servizi e comunità locali», ringraziando l’Amministrazione comunale per la sensibilità dimostrata e per la volontà di costruire una collaborazione stabile con
l’Ufficio della Garante.Un ringraziamento è stato rivolto al sindaco di Tito e agli amministratori Gerardo Laurenzana e Dora Figliulo per l’accoglienza e la disponibilità manifestata durante l’incontro.La visita ha rappresentato anche un’importante occasione di confronto con l’assistente sociale del Comune, durante la quale sono state analizzate le principali criticità che interessano bambini e adolescenti del territorio, insieme ai possibili percorsi di supporto e presa in carico.L’incontro si inserisce in un percorso più ampio di sensibilizzazione e prevenzione, finalizzato al rafforzamento delle politiche sociali rivolte alle fasce più giovani della popolazione.L’Ufficio della Garante ha infine ribadito l’impegno a rafforzare la rete tra istituzioni e realtà locali, nella convinzione che ascolto, collaborazione e condivisione delle responsabilità rappresentino strumenti fondamentali per garantire una tutela effettiva dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
rilancio produttivo dello stabilimento di Melfi deve essere accompagnato da una strategia industriale chiara e di lungo periodo, capace di mettere al centro stabilità occupazionale e investimenti strutturali.

LOTTA ALL’INCIVILTÀ AMBIENTALE LOCALE
Nemoli: appello del sindaco contro l’abbandono dei rifiuti
torna alta l’attenzione sul fenomeno dell’abbandono dei rifiuti. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Domenico Carlomagno, rilancia un appello alla cittadinanza e alle forze dell’ordine per contrastare comportamenti incivili ancora presenti sul territorio.«Come Amministrazione Comunale, dobbiamo purtroppo constatare con rammarico il persistere di un fenomeno incivile che sta interessando diverse aree del nostro territorio», afferma il primo cittadino.«Questa pratica, oltre a deturpare il decoro del nostro paese, rappresenta una grave mancanza di rispetto verso l’intera comunità. Vogliamo ricordare a tutti che l’abbandono di rifiuti costituisce un reato grave e, come tale, chiediamo sia perseguito secondo le norme vigenti».Il sindaco prosegue: «Per contrastare tale deplorevole fenomeno, auspichiamo un maggiore impegno degli organi preposti al controllo, tramite monitoraggio e sorveglianza del territorio, anche mediante appostamenti e impiego di apparati di videosorveglianza che consentano l’individuazione e la punizione dei responsabili».Ancora un passaggio sul ruolo collettivo: «Il nostro Comune è la casa di tutti. L’Amministrazione può mettere in campo una maggiore sensibilizzazione, ma il vero cambiamento parte dal senso civico di ogni singolo cittadino e da un maggiore controllo delle forze dell’ordine».Infine l’appello finale: «Vi chiediamo di collaborare: segnalate comportamenti anomali e, soprattutto, date l’esempio. Proteggere il nostro territorio è un dovere che dobbiamo assolvere tutti insieme».


mozione:
MATERA. Durante la seduta dello scorso 22 giugno, il Consiglio comunale di Matera ha approvato all’unanimità una mozione presentata dal capogruppo di Fratelli d’Italia Mario Morelli, integrata e condivisa con i consiglieri di minoranza.«Una battaglia che portiamo avanti da tempo, non da oggi –ricorda Morelli – già nel luglio 2025 sono stato il primo firmatario della proposta di emendamento alle Linee programmatiche di mandato 2025-2030, con la quale il gruppo di Fratelli d’Italia Matera chiedeva di inserire, nel capitolo “Un Comune efficiente e responsabile”, l’impegno dell’Amministrazione ad avviare una pianificazione condivisa e strategica con gli enti competenti per realizzare il raddoppio della SS7 Matera-Ferrandina e della Provinciale 3 Matera-Metaponto».
«Questa Amministrazione e questo Consiglio – continua Morelli – hanno la responsabilità di trasformare un impegno scritto

nelle Linee programmatiche in un risultato concreto. Oggi siamo chiamati a fare un passo in quella direzione. Oggi un risultato c’è, ma non basta. Va riconosciuto con onestà che negli ultimi mesi qualcosa si è mosso: il completamento dell’iter dei pareri
necessari».«È un passaggio importante, che – prosegue Morelli – va riconosciuto a chi lo ha sollecitato e che la Regione stessa ha confermato, ribadendo che il tratto relativo al bypass di Matera resta classificato tra le infrastrutture viarie a priori-
tà 4, il massimo livello previsto dalla programmazione regionale. Ma il completamento dell’iter dei pareri non è la fine del percorso: è la condizione per l’avvio della fase attuativa».Nel dettaglio, alcuni punti della mozione approvata impegnano il
sindaco e la Giunta a richiedere formalmente alla Regione Basilicata e ad Anas l'accesso e l'illustrazione puntuale del tracciato progettuale candidato al finanziamento per il raddoppio della SS7 MateraFerrandina, comprese le soluzioni previste per il bypass di Matera, così come richiesto nell'ordine del giorno che ha originato questa seduta; a richiedere l'individuazione formale, da parte della Regione Basilicata e del Ministero competente, della copertura finanziaria del primo lotto funzionale dell'opera, sollecitandone l'inserimento nei prossimi strumenti di programmazione e finanziamento nazionale (Fsc, Pnrr o fondi ordinari), con comunicazione ufficiale e dettagliata agli organi elettivi della città.«Il raddoppio della SS7 Matera-Ferrandina – conclude Morelli – non è più rinviabile. Lo dobbiamo ai cittadini che la percorrono ogni giorno e lo dobbiamo, soprattutto, alla memoria di chi su quella strada ha perso la vita».
Il movimento chiede indicazioni certe su finanziamento e realizzazione dell’opera strategica per la mobilità regionale
«Statale
MATERA. Il Consiglio comunale di Matera ha unitariamente invitato la Regione Basilicata ad accelerare il percorso per il raddoppio della Statale 7, considerata un’infrastruttura strategica per l’intero territorio regionale. A sottolinearlo è Progetto Comune Matera, che torna a chiedere chiarezza sui tempi di finanziamento e di realizzazione dell’opera.Secondo il movimento, la Statale 7 rappresenta ormai un collegamento vitale non solo tra Matera e la Basentana, ma anche un nodo decisivo della rete infrastrutturale del Mezzogiorno. Se considerata insieme alla Matera-Metaponto e alla Bradanica, infatti, costituisce uno snodo fondamentale sia per il trasporto delle merci sia per la mobilità delle persone lungo direttrici che collegano Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia. Un sistema di collegamenti che interessa assi di sviluppo strategici, dall’Adriatico allo Ionio e dalle direttrici estovest a quelle nord-sud.Per Progetto Comune Matera il completamento dell’iter autorizzativo

rappresenta certamente un passaggio positivo e un risultato da riconoscere.
Tuttavia, il movimento evidenzia come resti ancora irrisolta la questione del finanziamento dell’opera, elemento indispensabile per passare dalla fase progettuale a quella realizzativa.Da qui la
richiesta rivolta alla Regione Basilicata di definire un quadro chiaro e preciso delle infrastrutture considerate prioritarie. Secondo Progetto Comune, infatti, è necessario che le scelte vengano compiute sulla base di valutazioni razionali e strategiche, evitando che possano essere in-
fluenzate da logiche municipalistiche o di fazione.Il movimento richiama inoltre il ruolo che Matera riveste nell’economia regionale e sottolinea come la città debba ricevere l’attenzione che merita all’interno della programmazione infrastrutturale della Basilicata. La centralità del territorio materano, evidenzia Progetto Comune, impone una visione complessiva capace di tenere conto delle esigenze di collegamento della città e dell’intera area.Per queste ragioni viene giudicato importante il pronunciamento unitario del Consiglio comunale, che ha invitato la Regione a indicare con chiarezza non solo le priorità infrastrutturali, ma anche i tempi necessari per il reperimento delle risorse e per la successiva realizzazione dell’intervento. Un passaggio ritenuto essenziale per dare certezze ai cittadini, agli operatori economici e ai territori interessati da un’opera considerata strategica per il futuro della mobilità e dello sviluppo della Basilicata.
Via libera del Consiglio comunale alla definizione agevolata dei debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione: obiettivo recuperare oltre 3 milioni di euro
Il Consiglio comunale di Policoro ha approvato all’unanimità l’adesione alla rottamazione quinquies, il provvedimento che consentirà ai contribuenti di regolarizzare le proprie posizioni debitorie relative ai tributi iscritti a ruolo presso l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (Ader), beneficiando dell’azzeramento di sanzioni, interessi di mora e aggio.L’ammontare complessivo dei carichi affidati all’agente della riscossione supera gli 11 milioni di euro. L’amministrazione comunale stima prudenzialmente un’adesione pari al 30 per cento del valore complessivo dei debiti interessati, con un possibile recupero di almeno 3,3 milioni di euro per le casse comunali.La misura riguarda tutti i debiti tributari e patrimoniali affidati dal Comune ad Ader tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, con l’esclusione di quelli derivanti da condanne della Corte dei conti. Potranno essere ricompresi anche i carichi già oggetto delle precedenti rottamazioni decadute a causa del mancato o tardivo pagamento delle rate previste.Ader renderà disponibili dal 15 settembre 2026, attraverso l’area riservata del proprio portale, i dati necessari per individuare i carichi definibili. I contribuenti interessati potranno presentare la domanda di adesione esclusiva-

mente in modalità telematica tra il 16 settembre e il 31 ottobre 2026, con possibilità di integrazione entro la stessa data.Chi aderirà alla definizione agevolata dovrà versare esclusivamente le somme dovute a titolo di capitale e le spese sostenute per le procedure esecutive e le notifiche, senza il pagamento di sanzioni, interessi e oneri aggiuntivi.Il saldo potrà avvenire in un’unica soluzione entro il 31 gennaio 2027 oppure attraverso un piano di rateizzazione fino a un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo. In caso di pagamento dilazionato sarà applicato un inte-
resse annuo del 3 per cento a partire dal 1° febbraio 2027.Entro il 31 dicembre 2026 l’agente della riscossione comunicherà ai contribuenti che avranno aderito l’ammontare complessivo delle somme dovute e il relativo piano di pagamento. La definizione agevolata decadrà in caso di mancato versamento di due rate, anche non consecutive, oppure dell’ultima rata prevista, salvo una tolleranza massima di cinque giorni.Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Enrico Bianco, che sottolinea la portata dell’iniziativa per cittadini e amministrazione.«Con la rottama-
zione quinquies offriamo un’ulteriore opportunità ai cittadini di regolarizzare le posizioni debitorie più complesse perché già affidate all’Ader. Insieme al patto di pacificazione fiscale per l’altra tranche debitoria non iscritta a ruolo, i cittadini risparmieranno interessi e sanzioni, consentendo al Comune di recuperare buona parte dei crediti che si tradurranno in beni e servizi a vantaggio di tutta la comunità», ha dichiarato il primo cittadino.Sul tema è intervenuto anche l’assessore al Bilancio, Massimiliano Scarcia, ricordando che resta aperta fino al prossimo 13 luglio la possibilità di aderire al regolamento di definizione agevolata delle entrate tributarie comunali, ribattezzato «patto di pace fiscale».Si tratta di una misura destinata a cittadini e imprese che consente di azzerare interessi e sanzioni sui tributi non ancora iscritti a ruolo presso Ader, permettendo ai contribuenti di tornare in regola con il Comune attraverso un piano annuale di rateizzazione.Con l’approvazione della rottamazione quinquies e il contestuale percorso di pacificazione fiscale, l’amministrazione comunale punta dunque a favorire il recupero dell’evasione, offrendo al tempo stesso strumenti concreti per agevolare i contribuenti nella regolarizzazione delle proprie posizioni.
chiede verifiche più incisive durante la stagione estiva
più controlli per tutelare lavoratori e imprese»
Apprezzamento per l’attività delle forze dell’ordine impegnate nel contrasto al caporalato e al lavoro nero, ma anche la richiesta di intensificare i controlli soprattutto durante la stagione estiva. È quanto sostiene il segretario provinciale dell’UGL Matera, Pino Giordano, commentando l’esito dell’operazione «Alto Impatto» svolta nel Metapontino dalla Polizia di Stato in collaborazione con l’Ispettorato Territoriale del Lavoro e l’ASM di Matera.«Lavoro nero, caporalato, sfruttamento e mancato rispetto delle norme sulla sicurezza continuano a rappresentare una delle emergenze più gravi della provincia di
Matera e dell’intera fascia jonica lucana», afferma Giordano, esprimendo il proprio ringraziamento al Questore di Matera, Davide Della Cioppa, al Commissario di Policoro Salvatore Catapano e al Prefetto Maria Carolina Ippolito per l’impegno profuso nel contrasto al fenomeno.Secondo il sindacalista, i controlli hanno dimostrato l’efficacia dell’azione delle forze dell’ordine, ma restano ancora numerose criticità. In particolare, l’UGL denuncia il mancato rispetto delle disposizioni regionali che vietano il lavoro nelle ore più calde della giornata.«Non è accettabile che continuino a emergere situazioni in cui lavoratori vengono impiegati
in condizioni di rischio per la salute. Accade nei campi, nei cantieri e anche nelle strutture turistiche durante il periodo estivo», sottolinea Giordano.L’UGL chiede quindi un rafforzamento delle verifiche e maggiori tutele per i lavoratori stagionali
impiegati nei villaggi turistici, nei campeggi, negli stabilimenti balneari e nelle strutture ricettive della costa jonica.Il sindacato richiama inoltre l’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro e delle morti bianche, chiedendo di essere
coinvolto stabilmente nei tavoli istituzionali dedicati alla legalità e alla tutela dei lavoratori.«La difesa del lavoro, della sicurezza e della dignità delle persone è una responsabilità condivisa che non può conoscere esclusioni», conclude Giordano.


DI FABRIZIO Q UARATINO
Viviamo in un tempo curioso.
Tutti sembrano impegnati a lasciare un segno, a farsi notare, a dimostrare qualcosa. C’è chi parla più forte per essere ascoltato, chi corre più veloce per essere visto, chi si agita continuamente per convincersi di essere indispensabile. È una specie di gara invisibile in cui molti consumano energie preziose nel tentativo di occupare il centro della scena. Eppure, osservando la vita con un po’ di attenzione, si scopre una verità sorprendente. Le persone che ci cambiano davvero non sono quasi mai quelle che occupano più spazio. Sono quelle che sanno esserci. Sembra poco. In realtà è una delle cose più difficili del mondo. Essere presenti senza invadere. Sostenere senza controllare. Amare senza possedere. Incoraggiare sen-

za pretendere riconoscenza. Restare senza chiedere nulla in cambio. La società premia chi fa clamore. La vita, invece, premia chi costruisce valore. Pensiamoci un attimo. Il sole non bussa alla porta ogni mattina per ricordarci che esiste.
L’aria non pubblicizza il proprio lavoro. Le radici di un albero non chiedono applausi. Eppure sono proprio loro a rendere possibile tutto il resto. Forse anche le persone che lasciano il segno più profondo funzionano così. Non cercano continuamente il centro dell’attenzione. Non sentono il bisogno di dimostrare il proprio valore ogni cinque minuti. Non trasformano ogni gesto in una richiesta di approvazione. Scelgono semplicemente di essere una presenza affidabile. Quando arriva la tempesta diventano un porto. Quando qualcuno cade diventano una mano. Quando qualcuno si per-
de diventano una luce. Senza proclami. Con una semplicità quasi disarmante. C’è una forza immensa nelle persone che non cercano di occupare la vita degli altri ma cercano, piuttosto, di arricchirla. Una forza silenziosa che non impone. Non rincorre. Non trattiene. Non pretende. Resta. E quel restare, a volte, vale più di mille discorsi. Perché tutti, prima o poi, attraversiamo stagioni complicate. Momenti in cui le certezze vacillano, i progetti cambiano forma, le strade sembrano meno chiare del previsto e persino ciò che appariva sicuro comincia a traballare. In quei momenti non abbiamo bisogno di qualcuno che ci spieghi la vita. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci faccia ricordare che dentro di noi esiste già la forza per affrontarla. La vera presenza non sostituisce. Non salva. Non risolve. Risveglia. Fa emergere il coraggio che avevamo dimenticato. La dignità che avevamo nascosto. La

speranza che avevamo messo in pausa. La fiducia che credevamo perduta. E c’è qualcosa di ancora più straordinario. Chi dona forza agli altri finisce quasi sempre per diventare più forte lui stesso. Perché la vita possiede una strana forma di giustizia: ciò che incoraggiamo negli altri cresce anche dentro di noi. Forse la vera grandezza non consiste nel lasciare impronte ovunque. Forse consiste nel passare nella vita delle persone lasciando loro più coraggio, più fiducia e più speranza
di quanta ne avessero prima. Il resto è soltanto apparenza. La vita ha una memoria straordinaria. Dimentica quasi sempre chi voleva apparire. Ma non dimentica mai chi, anche solo per un istante, ha aiutato un altro essere umano a rialzarsi, a credere di nuovo in se stesso e a riprendere il cammino. Perché, alla fine, non sono quelli che occupano più spazio a cambiare il mondo. Sono quelli che, con la loro presenza, aiutano gli altri a scoprire la grandezza che avevano già dentro.
Una serata di spettacolo e partecipazione dedicata agli artisti emergenti lucani e alla promozione culturale del territorio
Una piazza Elettra gremita e partecipe ha fatto da cornice all’evento regionale della Festa della Musica 2026, «La Voce dei Luoghi», una serata che ha saputo coniugare spettacolo, cultura e promozione del territorio, regalando al pubblico emozioni e momenti di grande coinvolgimento.La manifestazione, moderata da Carmela Lambo, è stata realizzata grazie alla direzione artistica di Vincenzo Sanchirico di Events 4 You Italia e al supporto organizzativo dei giovani volontari della Pro Loco, Alessia, Roberta e Vincenzo. Determinante anche il contributo della giuria composta da Valentina Grieco, Rosanna Astengo, Marcello Iannuzziello, Armando Albano e Salvo Schiano.Ad alternarsi sul palco sono stati numerosi artisti che hanno animato la serata con le loro performance: Vittoria Ferrara (Vera), Giambattista Bruno, Marisabel Mormando, Mario Narciso Dj,
Angelica Pagliei, Michela Di Taranto, Giuseppe Baldari, il duo El Dipita, Gianvito Di Marsico e la Coolfunk Band.Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente regionale dell’Ente Pro Loco Basilicata, Rocco Franciosa, e dal presidente della Pro Loco Marconia, Paolo Giannasio, che hanno evidenziato l’importanza di offrire ai giovani talenti musicali lucani occasioni concrete per esprimere le proprie capacità artistiche in un contesto di condivisione e valorizzazione culturale, musicale e turistica.Ospite d’onore della serata è stata Michela Salluce, giovane cantante di Pomarico conosciuta dal grande pubblico per la sua partecipazione a The Voice Kids e per le sue apparizioni sulle reti Rai, accolta con entusiasmo dagli spettatori presenti.Momento particolarmente atteso è stato quello dedicato alle premiazioni del contest musicale. A conquistare il primo posto è stato Giuseppe Bal-
dari, interprete del genere melodico italiano, che ha proposto i classici «Voglio vivere così» e «Un amore così grande», convincendo la giuria e il pubblico con una performance intensa e coinvolgente.Seconda posizione per Gianvito Di Marsico che, accompagnato dalla sua chitarra e dal figlio Antonio, ha emozionato la platea con una suggestiva versione acustica dei suoi brani inediti «Stelle marine» e «Spiegamelo tu».Sul terzo gradino del podio si è classificata la Coolfunk Band, formazione nata nel 2023 con l’obiettivo di portare sul palco tutta l’energia della musica funky. Il gruppo ha proposto un coinvolgente medley dei The Kolors, arricchito da successi internazionali come «Get Lucky» e «Freed from Desire».Ai vincitori sono stati assegnati importanti riconoscimenti economici: mille euro al primo classificato, cinquecento euro al secondo e trecento euro al terzo.Alla manife-


stazione hanno preso parte anche il sindaco di Pisticci, Domenico Albano, il consigliere regionale dell’Ente Pro Loco Basilicata, Franco Tornese, e la presidente della Pro Loco Pisticci, Maria Teresa Romeo, a testimonianza dell’attenzione delle istituzioni verso iniziative capaci di promuovere il talento giovanile e rafforzare l’identità culturale del territorio.La serata si è conclusa tra applausi e soddisfazione generale, confermando ancora una volta il valore della Festa della Musica come occasione di incontro, crescita e valorizzazione delle eccellenze artistiche lucane.
Prevista una sezione dedicata ai premi speciali, destinati a storie e percorsi che testimoniano come lo sport sia anche inclusione e sacrificio
L’Amministrazione Comunale di Potenza organizza “Potenza premia lo sport”, una manifestazione dedicata agli atleti, ai tecnici e alle realtà sportive cittadine che si sono distinti nel corso della stagione sportiva 2025/2026, portando in alto il nome della città e contribuendo alla crescita del movimento sportivo locale. L'evento si terrà alle ore 17.30 presso la Palestra "E. Caizzo" di Via Pasquale Grippo e rappresenterà un momento di riconoscimento e valorizzazione dell'impegno, dei risultati e dei valori che ogni giorno animano il mondo dello sport potentino.
Nel corso della cerimonia saranno premiati atleti e tecnici che hanno conseguito importanti risultati nelle rispettive discipline a livello regionale, nazionale e internazionale. Accanto ai riconoscimenti per i meriti sportivi, sarà prevista una sezione dedicata ai premi speciali, destinati a storie, esperienze e percorsi che testimoniano come lo sport sia
anche inclusione, sacrificio, passione, impegno sociale, educazione e senso di comunità.
L'iniziativa nasce dalla volontà dell'Amministrazione Comunale di riconoscere pubblicamente il ruolo fondamentale che lo sport svolge nella crescita della città, non solo sul piano agonistico, ma anche come strumento di formazione, aggregazione e promozione di valori positivi, soprattutto tra le giovani generazioni.
"Potenza premia lo sport" vuole essere inoltre l'occasione per ringraziare tutte le società sportive, i dirigenti, i volontari, le famiglie e gli operatori che, spesso lontano dai riflettori, contribuiscono quotidianamente alla crescita del movimento sportivo cittadino. L'obiettivo è quello di costruire un appuntamento stabile e riconoscibile, capace di raccontare ogni anno le eccellenze sportive della città e di valorizzare il contributo che lo sport offre alla comunità potentina.

L’iniziativa rappresenta un importante momento di incontro, formazione e condivisione per i praticanti della Regione

Si terrà presso l’Agriturismo
Sala Ricevimenti “Il Sigillo”, in località San Basilio a Marconia di Pisticci, il primo Shōchū Geiko JKA Basilicata, stage tecnico di Karate Tradizionale Shotokan promosso dalla rete dei dojo lucani affiliati alla Japan Karate Association (JKA) attraverso US ACLI. La Japan Karate Association (JKA), fondata in Giappone nel 1949, è una delle più autorevoli organizzazioni mondiali per la diffusione e l’insegnamento del Karate Tradizionale Shotokan, presente oggi in oltre 100 Paesi.
L’iniziativa rappresenta un importante momento di incontro, formazione e condivisione per i
praticanti della regione e nasce dalla collaborazione tra i dojo che hanno dato vita a JKA Basilicata, coordinamento territoriale impegnato nella diffusione del karate tradizionale secondo gli insegnamenti della JKA e i valori educativi del Budō. Il termine giapponese Shōchū Geiko ( 暑中稽古 ) indica la pratica svolta nel periodo più caldo dell’anno. Nella tradizione del Budō rappresenta un momento particolarmente significativo di allenamento e crescita personale, durante il quale il praticante è chiamato a rafforzare disciplina, perseveranza, spirito di sacrificio e determinazione, affrontando la pratica con impegno

e consapevolezza. Lo stage sarà guidato dai Maestri Domenico Lacerenza, Vito Cirone e Dario Di Bono e rappresenterà un’importante occasione per approfondire lo studio del Karate Shotokan, confrontarsi con altri dojo del territorio e vivere un’esperienza autentica di formazione tecnica e umana. Saranno presenti il Presidente JKA Basilicata Donato Fabbrizio e la Coordinatrice Simona Summa, a testimonianza dell’impegno della rete regionale nella promozione e nello sviluppo del karate tradizionale sul territorio lucano. Al termine delle attività si svolgeranno inoltre gli esami per il passaggio di cintura e le verifi-
che tecniche kyu. «Lo Shōchū Geiko rappresenta molto più di un semplice stage tecnico. È un’occasione per rafforzare i legami tra praticanti, istruttori e maestri, condividendo una stessa visione del karate fondata sul rispetto, sulla crescita personale, sul miglioramento continuo e sulla pratica sincera». L’iniziativa segna un passaggio importante nel percorso di consolidamento di JKA Basilicata, realtà nata dalla volontà di creare una rete regionale capace di valorizzare il karate tradizionale come strumento educativo, culturale e formativo per le nuove generazioni e per l’intera comunità.
