
L’architetto:


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L’architetto:


Prevenire i disturbi uditivi: 20 visite gratuite
In occasione della quinta giornata nazionale di sensibilizzazione sulle malattie dell’orecchio e sui disturbi uditivi dal titolo
“Sordità: un problema nascosto”, l’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo organizza un open day dedicato alla prevenzione e alla diagnosi precoce dei disturbi uditivi. Martedì 3 marzo 2026, sono previste 20 visite gratuite, comprensive di esame audiometrico e (...)
■ continua


Che Roberto Speranza, ex enfant prodige della sinistra scassata e dalemiana, sia stato ancora una volta una delle cause della débâcle del centrosinistra è sotto gli occhi di tutti, ma che proprio la sua Basilicata avesse anche la speranza di vita più bassa d’Italia pare davvero una vendetta comica del nomen omen visto che, bontà sua, è stato perfino ministro della salute, carica che ha esercitato nel peggiore dei modi e coi risultati che tristemente conosciamo. Ora non per allargare la platea dei bersagliati e fargli dolce compagnia d’incapacità con Bardi, ma il rapporto della Fondazione per la sussidiarietà presentato l’altro giorno alla Camera dal ministro Schillaci ci ha tolto una delle poche cose positive che pure avevamo come la longevità. Già perché a furia di fare disastri e perpetuare malgoverno la Basilicata ha acchiappato l’ennesima figuraccia con il valore di speranza di vita più basso d’Italia, 52,8 anni, contro una media nazionale di 59,2 anni. Un dato che mostra tutto il livello di criticità della nostra sanità regionale e che finalmente rende giustizia anche dei sorrisetti inconcludenti del solito Latronico. Canta Nemo: “Speranza, bassa speranza…”
MOLITERNO Il sindaco Rubino e il dg Cerciello Renna fanno il punto: «Rete con molte criticità»


SCOPE-RAI
Il segretario dei Radicali lucani Bolognetti domani in sit-in davanti alla sede rai per tutelare il diritto alla conoscenza sul referendum
■ Servizio a pag 5
CRONACA
Stop al rave: posti di blocco in Val d’Agri e ragazzi di Napoli e Avellino intercettati al confine tra Campania e Basilicata
■ Servizio a pag 17
MALASANITÀ
Allarme per infezioni ospedaliere, troppe vittime silenziose in corsia: in Basilicata mancano dati certificati
■ Maida a pag 13
UNIBAS
Calano gli iscritti, -25% in 10 anni, il presidente Confapi Matera De Salvo: «Invertire la tendenza»
■ Servizio a pag 9

Dibattito aperto all'Auditorium Potenza Futura: le Camere Penali lucane e i rappresentanti del CSM a confronto sulla separazione delle carriere
D I F RANCESCO M ENONNA
La campagna referendaria in vista delle elezioni previste per il 22 e 23 marzo prossimo continua a tenere banco tra gli addetti ai lavori, giudici, magistrati e avvocati. Un primo ma importante tavolo di confronto si è svolto ieri pomeriggio presso l'Auditorium Potenza Futura, promosso dalla Camera Penale della Basilicata, dall'Aiga (Associazione Italiana Giovani Avvocati), dall'Ordine degli Avvocati di Potenza e dalla Camera Penale di Lagonegro. La Camera Penale della Basilicata, pur essendo favorevole alla separazione delle carriere voluta dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio, ha inteso discutere del tema che lega le carriere dei magistrati al futuro della giustizia.
Una tavola rotonda apolitica e apartitica quella svolta ieri pomeriggio, dal titolo «Referendum sulla separazione delle carriere, cosa scegliere?», che ha visto la partecipazione di Shara Zolla, Presidente della Camera Penale della Basilicata, Federico Ottati, Presidente Aiga Potenza, Giovanni Leonasi, Presidente della Camera Penale di Lagonegro, Vincenzo Bonafine, Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Lagonegro, Francesco Bonito Oliva, Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Potenza, Ernesto Carbone, Componente del Consiglio Superiore della Magistratura, Francesco Basentini, Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Potenza, e Rinaldo Romanelli, della Segreteria della Giunta Unione Camere Penali Italiane.
Un dibattito teso a far comprendere le ragioni del sì e quelle del no legate al futuro della magistratura, dei distretti, delle corti di assise e di appello; un modo per superare gli steccati del confronto e generare, anzi, una dialettica eccellente sul piano della conoscenza che punta a superare l'ostacolo della comunicazione e della confusione su un tema di scottante attualità che sta dividendo



gli schieramenti politici ogni giorno.
La Camera Penale ha inteso far comprendere il disciplinare giuridico voluto da Nordio mettendo in evidenza i pro e i contro di un referendum che potrebbe cambiare le prospettive della magistratura nei prossimi anni. È stato un confronto interessante, legato ai ruoli diversi dei magistrati, alla lunghezza dei processi, al superamento dell'autonomia dei giudici, alla giustizia che difende tutti i cittadini davanti alla legge, alla battaglia di libertà, al sorteggio dei componenti del CSM che punta sulla tra-
sparenza per ridurre il correntismo, alla presenza di un giudice terzo e alla piena garanzia di libertà. Tutti temi che hanno diviso le parti nel corso della tavola rotonda. Shara Zolla ha parlato della questione referendaria: «Abbiamo deciso di parlare ai cittadini con sincerità, portando le ragioni dell'uno o dell'altro, perché dobbiamo chiarire tutti i dubbi interpretativi che si sono posti, superando le famose fake news o comunque le comunicazioni non corrette. Noi vogliamo che ci sia un dibattito sereno; il cittadino che andrà a votare deve entrare



nell'urna convinto di quello che fa, non perché gli sia stata raccontata una versione piuttosto che l'altra. Io non posso incidere con le mie convinzioni personali, ma questo ci deve consentire di portare avanti un discorso terzo, perché alle urne uno deve essere libero di scegliere consapevolmente e non sulla scorta di notizie errate. Oggi iniziamo questo ciclo di incontri che proseguirà in ogni territorio della nostra regione proprio per stimolare un confronto sulle ragioni del sì e del no, con una comunicazione corretta, in parte tecnica ma che parli al cit-
tadino. Ormai avvertiamo una spinta verso un senso di paura e di sfiducia, e non è quello che vogliamo. La separazione delle carriere è un momento che ci deve mettere tutti a confronto per capire che la giustizia deve funzionare. Questa riforma riguarda il mondo dell'articolo 111 della Costituzione e del giusto processo; dobbiamo prendere atto che quel giudice terzo e imparziale va riportato a un ruolo sostanziale oltre che formale. Quali saranno le decisioni dei cittadini lo rimetto a loro, purché vadano a votare con convinzione e consapevolezza».

Ernesto Carbone ha espresso il suo parere sulla riforma: «Mi preoccupa che sia una 'non riforma'; questa non tocca i veri problemi della magistratura. Non affronta gli errori giudiziari, i processi troppo lunghi o la situazione delle carceri italiane, che è immorale. È una non riforma perché non risolve nulla; basta prendere le parole del Ministro Nordio e della Senatrice Bongiorno, i quali dicono che solo un pazzo può immaginare che questo migliori l'efficienza della giustizia. Affrontano la deriva correntizia con il sorteggio, ma il sorteggio è la mortificazione dello Stato e la sconfitta della politica. Se lo Stato si rende conto che in un organo di rilevanza costituzionale c'è un problema, non deve affidarsi al caso, ma sforzarsi di scrivere leggi per risolverlo. L'astensionismo? Lo scopriremo solo il lunedì alla chiusura dei seggi. Andare a votare è sempre importante, a prescindere dalle proprie scelte».
Francesco Basentini ha ribadito la sua posizione: «L'auspicio è che, qualunque sia il risultato, rimanga ferma l'autonomia e l'indipendenza della magistratura. Bisogna vedere cosa potrebbe succedere dopo il voto qualora prevalesse il sì; questi sono i timori. Non credo che il Capo dello Stato abbia voluto sponsorizzare un risultato elettorale, quanto piuttosto richiamare tutti al rispetto di una comunicazione corretta, dato che il battage referendario stava diventando sconveniente».
Infine, Francesco Bonito Oliva ha concluso: «È importante che i cittadini vengano informati sui quesiti perché questa campagna è caratterizzata da un’assoluta disinformazione. Parlando con le persone ci si rende conto che molti sono convinti di votare per questioni del tutto diverse dalla realtà. Dal punto di vista dell'avvocatura è fondamentale comprendere bene la scelta che si va a compiere».



















DI M AURIZIO BOLOGNETTI *
Cento giorni, dico 100, di assordante e fin troppo eloquente silenzio da parte di quella “Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi”, alla quale pure ci eravamo e mi ero rivolto con fiducia per chiedere che intervenisse per garantire il rispetto dell’art. 294 del Codice Penale (Attentati contro i diritti politici del cittadino) e, più in generale, il rispetto di quel diritto umano alla conoscenza che rappresenta il sale di ogni vera, autentica democrazia, che altrimenti non è che un guscio vuoto e un paravento, dietro il quale si nascondono oligarchie e lobby occulte. Cento giorni di omertoso e assordante silenzio da parte innanzitutto della Presidente a 5 stelle, Barbara Floridia, che non ha ritenuto nemmeno per decenza e rispetto del suo ruolo di doverci dare uno straccio di risposta interlocutoria.
Quale sia il rispetto di una importante istituzione, posta in difesa della democrazia e dell’einaudiano conoscere per deliberare, ciascuno potrà valutarlo, anche considerando il fatto che per vergognosi ricatti incrociati la sopra citata Commissione non si riunisce da oltre un anno. Intanto, in prossimità del voto referendario, il rispetto di quel pluralismo di cui in tanti si riempiono la bocca è andato a farsi benedire. Tra i tanti, incredibilmente, anche i giornalisti Rai che il 28 novembre scioperavano anche per una informazione libera e plurale. Verrebbe da ridere, se non ci fosse da piangere, al solo pensiero che la Rai, servizio pubblico, è impegnata a distribuire quotidianamente manganellate e olio di ricino e ad emulare non la Tv di un Paese democratico, ma la CCTV cinese o se volete l’Eiar del ventennio che fu. Invoca il plurali-
smo oggi, dopo decenni di lottizzazione, che hanno avvilito la funzione che la Rai dovrebbe esercitare e negato a buona parte dei giornalisti del sedicente servizio pubblico di svolgere al meglio la loro funzione. In questo scenario a dir poco avvilente, intanto, c’è chi in vista del voto referendario ne approfitta per diffondere su reti televisive pubbliche e private bugie senza che ci sia la possibilità di replicare. Una delle bugie più clamorose, al netto delle panzane del dr. Gratteri, è quella di chi afferma che votare No significa difendere la Costituzione. Ebbene, costoro mentono o per ignoranza o sapendo di mentire. Mentono perché non c’è nessun attacco alla magistratura (vedi incipit del nuovo art. 104 della Costituzione) e mentono perché sanno benissimo che questa riforma onora il Codice Vassalli e l’art. 111 della Costituzione. Mentono perché sanno benissimo, o dovrebbero saperlo, che l’art. 138 della Costituzione prevede che la Costituzione stessa possa essere modificata, eccezione fatta per i principi fondamentali e cioè i primi 12 articoli del Dettato costituzionale. Mentre il popolo italiano viene travolto da una marea di fake news, succede poi che un soggetto politico a tutto tondo venga letteralmente spazzato via dal dibattito in corso e il suo segretario venga confinato e silenziato. Non ci sto!!! Non posso accettare l’inganno, non posso accettare di assistere senza agire all’ennesima partita truccata, alle ennesime purghe e manganellate. Tacere significherebbe rendersi complici di mazzieri e bugiardi patentati. Non ci sto!!! Ed è per questo che dalle ore 23.59 del 21 febbraio ho deciso di tornare a nutrire il mio Satyagraha attraverso il digiuno (assunzione di sola acqua), ma visto il contesto ritengo che la lotta e il dialogo nonviolento vadano ulteriormente rafforzati e quindi dalle

23.59 di ieri alterno un giorno di digiuno (sola acqua) a un giorno di sciopero della sete (niente acqua e ovviamente niente cibo). Questo è quanto devo a me stesso, alla mia coscienza e ai miei interlocutori che non ritengo certo nemici. Inoltre, domani, a partire dalle ore 10.30, terrò un sit-in e un'azione di disobbedienza civile fuori alla sede Rai di Potenza. La manifestazione sì intitolerà Scope-Rai. Nell’affermare che non escludo di passare nuovamente ad uno sciopero della sete ad oltranza, chiudo citando di nuovo e ancora Leonardo Sciascia: “Anche se la giustizia non è nel mondo, è nei nostri cuori. Si deve fare quel che si reputa giusto, non perché la giustizia avrà successo, ma perché l’ingiustizia è per noi ripugnante: consentire a quel che si reputa ingiusto è degradarci ai nostri propri occhi".
*S EGRETARIODEI R ADICALI L UCANI


MATERA 2026 Presentato a Roma il programma di eventi. Nicoletti: «La città diventa laboratorio di innovazione culturale»

ROMA. Si è svolta ieri mattina nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura la presentazione del programma di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. Alla presenza del Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi; del Sindaco di Matera, Antonio Nicoletti; del Consigliere Diplomatico del Ministro Giuli, Clemente Contestabile; e della Direttrice Generale della Fondazione Matera Basilicata 2019, Rita Orlando; è stata tracciata la rotta di “Terre Immerse”: una visione che trasforma il Mezzogiorno da periferia a piattaforma strategica di diplomazia culturale.
«Matera “Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo” accenderà i riflettori sull’appartenenza mediterranea e sulla vocazione culturale delle aree interne del Meridione. È una predisposizione naturale che valorizziamo attraverso le iniziative del “Piano Olivetti”, lanciato dal Ministero della Cultura per irrobustire i presidi culturali dei territori d’Italia. E non è un caso che una delle principali iniziative promosse da Matera Capitale Mediterranea 2026, con il sostegno del Ministero della Cultura, sarà proprio una grande esposizione dedicata al legame tra la città e la figura di Adriano Olivetti. Il sogno di Olivetti era quello di integrare in un intento concorde Stato e società civile, cultura e impresa, segmenti sociali e aree geografiche. Matera incarna oggi quella stessa intuizione: la cultura come motore di innovazione, inclusione e coesione», le parole del messaggio di saluto inviato alla conferenza del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. «La designazione di Matera a Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026 assume una rilevanza strategica per la Basilicata, per l’Italia e per l’intero bacino mediterraneo. È una precisa scelta che conferma il ruolo del nostro Paese come punto di riferimento in una visione fondata sul dialogo, sulla cooperazione e sul-
la diplomazia culturale. Matera e la Basilicata rafforzano quel ruolo avuto nella storia di crocevia di popoli, di istituzioni e di società civili dell’area euro mediterranea, in piena coerenza con l’impostazione dell’azione di governo nel Mediterraneo. Matera 2026 sarà un’occasione per riaffermare la vocazione internazionale dell’Italia e per promuovere una nuova stagione di collaborazione tra i Paesi del Mediterraneo. Per le celebrazioni auspico il pieno coinvolgimento di tutte le istituzioni lucane e degli operatori turistici del territorio», ha dichiarato il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi.
«La città di Matera propone una visione nuova del Mediterraneo: non più un confine liquido, ma trama culturale che penetra nella terraferma e unisce i popoli. È una descrizione che restituisce al Mezzogiorno un ruolo centrale nello spazio euromediterraneo. Matera, in questo contesto, si propone come baricentro di dialogo, laboratorio di cooperazione tra Europa e Africa, piattaforma di diplomazia culturale capace di generare alleanze durature. Investire in cultura significa investire in infrastrutture civili, in relazioni, in futuro. Il programma tiene insieme istituzioni, comunità, giovani, imprese culturali e territori. Guardiamo con entusiasmo alla Cerimonia di Apertura del 20 marzo: sarà un momento simbolico che darà avvio a un anno di iniziative pensate per rafforzare il dialogo tra le sponde del Mediterraneo», ha affermato il Sindaco di Matera, Antonio Nicoletti. «Quando abbiamo scritto “Terre Immerse” prima ancora che ad un palinsesto di eventi, abbiamo provato ad immaginare un radicale capovolgimento geografico, capace di scardinare le storiche dicotomie tra immerso ed emerso, tra aree interne e costiere, tra periferia e centro. All’interno di questa ambiziosa ridefinizione cartografica, la Fondazione consolida e fa evolvere la propria


missione istituzionale: operare come una vera e propria cerniera strutturale tra l’Europa e il Mediterraneo, con il compito di estrarre e raffinare quel “petrolio immateriale” che è la cultura. Forti dell’eredità metodologica acquisita nel 2019 come Capitale Europea, ci poniamo oggi quale nodo attivo e connettore strategico tra le reti delle Capitali della Cultura e il bacino euromediterraneo», le parole della Direttrice Generale della Fondazione Matera Basilicata 2019, Rita Orlando. Il programma di Matera Capitale Mediterranea della Cultura 2026 si articola in quattro grandi temi, le “Immersioni”, che attraversano l’anno trasformando la città in un ponte culturale tra le sponde del Mediterraneo. Si parte con le Stratificazioni (il tempo), dove Matera si fa archivio della memoria mediterranea con mostre come quella di Mimmo Jodice e l’esposizione permanente “Matera nella storia della fotografia”. La sezione include il Festival del Racconto e si chiude con l’evento “Matera Cielo Stellato”. Seguono gli Isolamenti (lo spazio), intesi come risorse di resilienza. Tra gli eventi, la Festa internazionale del Vicinato, letture multilingue del *Cantico delle Creature* e la conferenza sul
cambiamento climatico “Mediterraneo, hub del cambiamento”. Le Contaminazioni (la società) celebrano il dialogo culturale con progetti come “Suoni Mediterranei”, che unisce musicisti di Matera e Tétouan, e l’esposizione “Adriano Olivetti: Matera e il sogno di un’impresa”. Completano la sezione festival dedicati al design, ai giochi di strada e al dialogo interculturale. Infine, le Transumanze (il movimento) esplorano migrazioni e scambi culturali. Tra gli eventi principali, il Summit mediterraneo del cinema “Italian Screens”, performance musicali, mostre digitali e spettacoli come Materadio e la “Porta della Speranza”, un’opera d’arte simbolo di accoglienza e dialogo.
A fare da collante al programma ci sono residenze artistiche multidisciplinari e il Bando Eventi Capitale Mediterranea 2026, che coinvolgerà associazioni e cittadini nella creazione di un palinsesto condiviso.
L’anno si apre il 20 marzo con la Cerimonia inaugurale, che trasformerà Matera in un laboratorio culturale diffuso. Il Teatro Duni ospiterà l’evento istituzionale, mentre la serata vedrà uno spettacolo di droni e luci nei Sassi, simbolo del dialogo tra tradizione e innovazione.

Il presidente di Confapi Matera: «Rafforzare la sede di Matera e rendere più stringenti i rapporti tra l’ateneo e il sistema imprenditoriale locale»
POTENZA. «L’Università della Basilicata è una ricchezza del territorio, un presidio culturale e formativo da cui non si può prescindere e che, per questo motivo, deve essere preservato e rafforzato, quindi reso più attrattivo».
Massimo De Salvo, Presidente di Confapi Matera e Vicepresidente nazionale di Confapi con delega a Competitività, Ricerca e Sviluppo Sostenibile, commenta così la notizia del calo del 25% degli iscritti all’Unibas negli ultimi dieci anni, dato peggiore sul territorio nazionale.
«A fronte di un vero e proprio boom degli atenei telematici, in tutte le università statali del Mezzogiorno cala il numero degli iscritti nel periodo 20152025, con prospettive ancora peggiori se si considera il crollo demografico. La natalità scende anche altrove, ma più lentamente che da noi, non compensata dai flussi migratori» affema De Salvo. «I bassi tassi di natalità – prosegue De Salvo – unitamente all’aumento dei pensionamenti, avranno gravi implicazioni sul mercato del lavoro. Se anche si invertisse la tendenza oggi, ci vorranno almeno 20 anni per avere nuova disponibilità di lavoratori».
Per questo motivo il Presidente di Confapi Matera ritiene «prioritario invertire la tendenza del calo degli iscritti attraverso un rafforzamento dell’Università della Basilicata che, se da un lato ha un impatto rilevante sul sistema economico regionale e garantisce agli studenti un rapporto diretto e immediato con i docenti, che altri atenei non assicurano,

dall’altro è poco attrattiva per i nostri giovani e per gli studenti delle regioni limitrofe».
«Occorre, dunque, sia rafforzare la sede di Matera dell’Unibas, sia rendere più stringenti i rapporti tra l’ateneo e il sistema imprenditoriale locale, per limitare il fenomeno per cui i nostri ragazzi vanno a studiare fuori regione e nella stragrande maggioranza dei casi non tornano più in Basilicata» continua De Salvo.
«Le imprese lucane faticano a trovare laureati disposti a lavorare in Basilicata e, più in generale, stentano a reperire personale qualificato nelle discipline e nei settori di interesse imprenditoriale. Occorre, pertanto, investire sulla formazione universitaria e sul futuro dei giovani» conclude il presidente di Confapi Massimo De Salvo.
Formazione e strumenti condivisi per migliorare i servizi sociosanitari in Basilicata
Prosegue il percorso formativo sulla valutazione multidimensionale promosso dall’Assessorato alla Salute della Regione Basilicata e da Formez PA nell’ambito del progetto “INPISTA” (INclusione Potenziamento Sistema sociosanitario Regione Basilicata).
Oggi, alle ore 9, presso la Sala Inguscio di Potenza, si svolge la prima delle due giornate conclusive, dedicata ai laboratori pratici sull’utilizzo delle schede SVaMDi, SVaMA e del Piano Assistenziale Individualizzato (PAI), con la partecipazione degli Ambiti Socio-Territoriali della provincia di Potenza. La seconda giornata si terrà il 2 marzo e sarà dedicata agli Ambiti
della provincia di Matera e ad alcuni della provincia di Potenza. Il progetto coinvolge 160 operatori sociosanitari che, con il supporto di esperti, lavorano su casi studio e simulazioni per uniformare l’uso degli strumenti di valutazione. «Investiamo sulle competenze per garantire equità e qualità nei servizi – spiega Cosimo Latronico, as-
sessore alla Salute –. La valutazione multidimensionale è il cuore della presa in carico e consente di assegnare in modo appropriato assegni di cura, voucher e interventi personalizzati».
L’obiettivo del percorso è rafforzare l’integrazione tra ambito sociale e sanitario, costruendo un welfare regionale più equo, trasparente ed efficace.

CANDELA: «UN PERCORSO CONDIVISO»
Giovedì, il Consorzio ConUnibas celebra i suoi primi dieci anni di attività (2015–2025) con un’iniziativa pubblica presso il Comincenter, sede del Consorzio nel Campus di Macchia Romana dell’Università degli Studi della Basilicata. L’evento, intitolato “10 anni di Connessioni”, avrà inizio alle ore 9.30 e rappresenterà un’occasione di restituzione pubblica, riflessione istituzionale e rilancio del ruolo del Consorzio nei processi di sviluppo territoriale. La giornata si aprirà con la presentazione ufficiale del dossier “10 anni di ConUnibas tra Università, comunità e valore pubblico”, un documento che ripercorre il percorso del Consorzio attraverso dati, indicatori e risultati. Il dossier offre una lettura strutturata dell’impatto generato nei primi dieci anni di attività, evidenziando sia le traiettorie di sviluppo che le criticità affrontate. Questo momento rappresenterà il fulcro della prima parte dei lavori, fornendo una base analitica per il successivo dibattito. Prenderà poi, avvio il dibattito “Oltre la Terza Missione: come l’Università governa oggi il rapporto con la società”. L’obiettivo è superare la visione formale della cosiddetta “terza missione” per interrogarsi su come conoscenza, formazione, ricerca e servizi possano tradursi in valore pubblico duraturo.

Tra i partecipanti al confronto istituzionale figurano nomi di spicco del mondo accademico e politico: Ignazio Marcello Mancini Magnifico Rettore; Aurelia Sole Rettrice emerita; Mauro Fiorentino Rettore emerito; Giacomo Giuseppe Verde Direttore Generale; Marco Porzionato già Direttore Generale; Giuseppe Romaniello già Direttore Generale e Lorenzo Bochicchio già Direttore Generale. Interverranno anche: Mariagiulia Colangelo Presidente del Consiglio Studenti; Giuseppe Maria Casino Assessore del Comune di Matera; Federica D’Andrea Assessora del Comune di Potenza e Marcello Pittella Presidente del Consiglio Regionale della Basilicata. Il dibattito sarà moderato da Antonio Candela e Rosanna Salvia.
«Questo Decennale – sottolinea Antonio Candela, Amministratore Unico del Consorzio ConUnibas – non è solo una ricorrenza istituzionale, ma il racconto di un percorso condiviso. In questi dieci anni abbiamo costruito relazioni, servizi, progetti e fiducia. Nulla sarebbe stato possibile senza il contributo di tante persone e realtà che, anche con gesti apparentemente piccoli, hanno fatto parte di questa storia. Oggi sentiamo il dovere di restituire pubblicamente quanto fatto e di rilanciare, con responsabilità e visione, l’impegno del Consorzio per una comunità più coesa, consapevole e capace di futuro».
Il segretario della Uil Fpl Verrastro: «Risultato atteso da anni, ora applicazione rapida in tutti gli enti della Basilicata»
POTENZA. «La firma definitiva del contratto Funzioni locali 2022–2024 è un risultato importante per le lavoratrici e i lavoratori della Basilicata e per tutto il sistema delle autonomie territoriali». Così il segretario generale della Uil Fpl Basilicata, Giuseppe Verrastro, commenta la sottoscrizione conclusiva presso Aran.«Si chiude un confronto complesso – prosegue – che ha rimesso al centro del dibattito politico le specificità degli enti locali, segnati da anni di sottofinanziamento e tagli lineari. Non parliamo soltanto di percentuali, ma di una scelta politica chiara: riconoscere il valore strategico del lavoro pubblico locale».
Il rinnovo contrattuale prevede un aumento complessivo che dovrà attestarsi entro il primo gennaio 2027 all’11,18 per cento, oltre al riconoscimento degli arretrati maturati nel triennio. «Si rendono finalmente esigibili incrementi economici attesi da tempo – sottolinea Verrastro – e si garantisce un percorso certo di crescita retributiva».Secondo il segretario regionale della Uil Fpl, «in Basilicata il contratto interessa migliaia di addetti tra Comuni, Regione, Province ed enti

strumentali. È un passaggio fondamentale per valorizzare il lavoro pubblico territoriale e rafforzare i servizi rivolti ai cittadini».Il contratto introduce anche innovazioni su diritti, conciliazione tra vita e lavoro, formazione professionale e benessere organizzativo. «Assumono particolare rilievo – evidenzia – le misure sulla tutela legale e assicurativa, il rafforzamento delle progressioni di carriera e le nuove opportunità di flessibilità organizzativa, elementi che modernizzano la pubblica amministrazione locale».Con la firma definitiva si apre ora la fase della contrattazione de-
centrata. «Dovrà garantire una piena applicazione degli istituti contrattuali e una distribuzione equa delle risorse disponibili. Questo rinnovo è un punto di partenza, non di arrivo. È già necessario avviare con determinazione il confronto per il triennio 2025–2027, per recuperare potere d’acquisto e rendere il lavoro negli enti locali più attrattivo».«Vigileremo –conclude Verrastro – affinché aumenti e arretrati vengano erogati nel più breve tempo possibile e affinché in tutti gli enti della Basilicata si apra rapidamente il confronto decentrato a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori».
ACCORDO IN PREFETTURA A POTENZA
POTENZA. Sarà sottoscrittodomani alle ore 12, nella Sala Italia del Palazzo del Governo, il nuovo «Protocollo d’Intesa regionale con l’Associazione Bancaria Italiana per la prevenzione della criminalità ai danni delle banche e della clientela». L’iniziativa si inserisce nel quadro delle strategie di rafforzamento delle attività di prevenzione e contrasto al crimine bancario promosse sul territorio lucano. A firmare l’intesa saranno i prefetti di Potenza e Matera, Michele Campanaro e Maria Carolina Ippolito, insieme al coordinatore nazionale di Ossif Abi, Marco Iaconis. La sottoscrizione avverrà nel corso della Conferenza regionale delle Autorità di Pubblica Sicurezza, momento di confronto tra istituzioni e rappresentanti del sistema creditizio.All’incontro prenderanno parte i vertici regionali e provinciali delle Forze di polizia di Potenza e Matera, i presidenti delle Province, i sindaci dei due capoluoghi, la presidente e il segretario della Commissione regionale Abi di Basilicata, il direttore regionale della Banca d’Italia e i referenti degli istituti bancari aderenti. L’obiettivo è consolidare la cooperazione tra apparati dello Stato e sistema bancario, rafforzando strumenti condivisi di prevenzione e tutela della clientela.

Il presidente Larocca a Potenza rilancia il ruolo della formazione per amministratori e tecnici: confronto operativo sulle novità finanziarie
POTENZA. Un momento di confronto tecnico per aiutare i Comuni lucani a orientarsi tra le novità della manovra e rafforzare la capacità amministrativa degli enti. È questo l’obiettivo del seminario «Legge di Bilancio 2026 e le novità per i Comuni», in programma il 24 febbraio alle ore 9,30 a Potenza, nella Sala A del Consiglio regionale della Basilicata.L’iniziativa rientra nella strategia avviata dal presidente di Anci Basilicata, Gerardo Larocca, che ha posto la formazione al centro del mandato. «Sin dall’inizio – dichiara – ho voluto imprimere una direzione chiara: l’associazione deve essere la casa delle competenze. Governare la complessità normativa e finanziaria richiede preparazione
costante e strumenti adeguati».Per Larocca non si tratta soltanto di aggiornamento tecnico, ma di un investimento strutturale. «Organizzare eventi di questa portata comporta un impegno logistico e finanziario significativo, ma rappresenta una scelta necessaria. Il corretto funzionamento dei nostri enti passa dalla capacità di interpretare le norme e di programmare con responsabilità le risorse».Il seminario sarà dedicato ai contenuti della Legge di Bilancio 2026, agli equilibri finanziari, al Fondo crediti di dubbia esigibilità e agli emendamenti presentati da Anci al decreto Mille Proroghe. Temi che incidono direttamente sulla gestione quotidiana degli enti locali e sulle scelte di programma-

zione.«Non può esserci una buona politica senza una struttura tecnica solida – prosegue Larocca –. Sindaci e assessori devono poter contare su dirigenti e funzionari preparati, in grado di tradurre le decisioni in atti concreti e sostenibili». Da qui la scelta di promuovere un confronto che
metta allo stesso tavolo amministratori e struttura organizzativa.Particolare attenzione sarà riservata anche all’attuazione del Pnrr e alla gestione degli avanzi vincolati, questioni centrali per la stabilità dei bilanci comunali. «Solo un dialogo costante tra parte politica e apparato tecnico –conclude il presidente – può garantire servizi efficienti e una gestione trasparente delle risorse pubbliche».L’appuntamento rappresenta una tappa del percorso con cui Anci Basilicata intende rafforzare il proprio ruolo di supporto ai Comuni della regione, offrendo strumenti operativi per affrontare una fase caratterizzata da norme complesse e da responsabilità amministrative sempre più stringenti.


Venti visite specialistiche e test audiometrici il 3 marzo a Potenza in occasione della giornata nazionale sulla sordità 2026
POTENZA. In occasione della quinta giornata nazionale di sensibilizzazione sulle malattie dell’orecchio e sui disturbi uditivi, dal titolo «Sordità: un problema nascosto», l’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo promuove un open day dedicato alla prevenzione e alla diagnosi precoce. L’appuntamento è fissato per martedì 3 marzo 2026, con venti visite gratuite comprensive di esame audiometrico e impedenzometrico, in programma dalle ore otto e trenta alle ore tredici e trenta nell’ambulatorio di Otorinolaringoiatria, padiglione B, secondo piano, dell’ospedale San Carlo di Potenza.A darne notizia è il direttore generale dell’Aor San Carlo, Giuseppe Spera, che sottolinea come «la prevenzione rappresenta uno degli strumenti più efficaci per tutelare la salute dei cittadini. Aderire a questa importante giornata nazionale significa confermare l’impegno dell’Azienda nella diagnosi precoce e nella presa in carico tempestiva dei disturbi uditivi, troppo spesso trascurati o riconosciuti tardivamente». Il direttore generale rivolge inoltre un ringraziamento allo staff dell’otorinolaringoiatria guidata dal dottor Aurelio

d’Ecclesia. L’iniziativa è promossa dalla Società Italiana di Otorinolaringologia e Chirurgia Cervico Facciale e dalla Società Italiana di Audiologia e Foniatria, con il sostegno delle associazioni di pazienti e familiari di soggetti ipoacusici, e si svolge in concomitanza con la Giornata Mondiale dell’Udito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Le patologie dell’orecchio e i disturbi dell’udito interessano oltre un miliardo e mezzo di persone nel mondo e più di tredici milioni di italiani, con effetti rilevanti sullo sviluppo dei bambini, sulla produttività degli adulti e sulla qualità dell’invecchiamento. L’impatto sui sistemi sanitari è significativo, ma la consapevolezza resta an-
cora limitata.Il dottor d’Ecclesia evidenzia che «la perdita dell’udito può incidere profondamente sulla qualità della vita, sulle relazioni sociali e sull’autonomia. Attraverso visite specialistiche e test mirati è possibile individuare precocemente eventuali problematiche e avviare percorsi di cura e riabilitazione personalizzati. Intervenire tempestivamente significa ridurre in modo efficace e sostenibile le conseguenze invalidanti».
Per partecipare è necessario prenotarsi online sul sito dell’ospedale dalle ore sette alle ore diciotto del 26 febbraio 2026. In caso di richieste superiori ai posti disponibili, farà fede l’ordine cronologico di adesione.
MATERA. Proseguono con risultati confortanti le aperture straordinarie domenicali all’Ospedale Madonna delle Grazie. Nella giornata del 22 febbraio sono state erogate complessivamente quarantanove prestazioni tra visite specialistiche ed esami diagnostici, confermando l’efficacia dell’iniziativa nel potenziare l’offerta sanitaria e nel ridurre i tempi di attesa. L’attività ha interessato in particolare l’area cardiologica con sedici visite, alle quali si aggiungono sette biopsie. Sul fronte della diagnostica sono state effettuate quindici risonanze magnetiche nucleari, mentre l’endoscopia digestiva ha registrato undici esami. Numeri che testimoniano l’impegno organizzativo e professionale garantito anche nei giorni festivi grazie alla disponibilità del personale sanitario e tecnico.«Le aperture straordinarie domenicali rappresentano una risposta concreta e misurabile ai bisogni di salute dei cittadini», ha dichiarato il direttore generale Maurizio Friolo, sottolineando che i risultati confermano «la bontà della strategia adottata volta ad ampliare le fasce di erogazione delle prestazioni».Sulla stessa linea l’assessore alla Salute, Politiche per la Persona e Pnrr, Cosimo Latronico, secondo cui l’estensione delle attività nei festivi rientra in una programmazione mirata a rendere il sistema sanitario regionale più accessibile ed efficiente, intervenendo in modo strutturale sulle liste di attesa.

L’Usc: «Serve responsabilità per evitare licenziamenti e garantire le cure nel Vulture Melfese Alto Bradano»
MELFI. Il caso Polimedica riapproda in Prefettura e assume il valore di una vertenza che supera i confini aziendali per investire l’equilibrio sanitario del Vulture Melfese Alto Bradano. Oggi, 24 febbraio alle ore undici, è in programma un incontro che rappresenta il punto di arrivo di un percorso istituzionale già avviato nelle scorse settimane.Il 17 febbraio, nella sede della struttura, si è svolta una riunione con i dipendenti, la Uil Fpl Basilicata e l’amministratore della società. Dal verbale è emersa una situazione resa critica anche per il 2026 dalla drastica riduzione del budget assegnato alla macroarea Apr. Una questione tutt’altro che teorica, dal momento che stanno per scadere i termini di preavviso per cessazioni dei rapporti di lavoro con de-
correnza dal primo marzo.Successivamente si sono tenuti incontri con consiglieri comunali di Melfi fino alla convocazione urgente della quarta Commissione consiliare, con richiesta di confronto immediato con l’Asp. La Prefettura diventa ora il luogo del tentativo finale di ricomposizione, in attesa che il nodo dei fabbisogni e dell’assegnazione delle risorse venga affrontato in modo strutturale.Polimedica è una struttura accreditata inserita nel Servizio sanitario nazionale. Negli anni ha contribuito alla riduzione delle liste di attesa e al contenimento della mobilità sanitaria passiva. «Quando si riducono le risorse destinate a una struttura di questo tipo non si riduce un saldo contabile, ma lavoro e offerta sanitaria», sottolinea l’Usc, eviden-

ziando che meno lavoratori significano inevitabilmente meno pre-
stazioni per i pazienti.In un territorio già segnato da liste di attesa crescenti e da cittadini costretti a curarsi fuori regione, ogni riduzione della capacità produttiva si traduce in visite rinviate ed esami non eseguiti. L’Usc propone, nel rispetto dei tetti annuali assegnati e in attesa degli sviluppi giurisdizionali, una soluzione tecnica immediatamente praticabile: eliminare la mensilizzazione del tetto annuale senza modificarne l’importo complessivo, così da evitare i licenziamenti e garantire la continuità delle prestazioni.«Il momento è delicato ma non irreversibile», afferma l’Unione Sanità Convenzionata, auspicando un confronto responsabile. In gioco non vi sono solo rapporti contrattuali, ma posti di lavoro e diritto alla salute.
In
DI VINCENZO MAIDA
POTENZA. Vogliono conservare l’anonimato, nessuno restituirà il loro caro deceduto dopo una lunga permanenza in ospedale, ma sentono il dovere di portare all’attenzione dell’opinione pubblica un problema che sembra ignorato da tutti: quello delle infezioni ospedaliere che mietono vittime in Basilicata come nel resto d’Italia.Quel loro familiare era stato operato in un ospedale lucano per un problema serio, l’intervento era andato benissimo, ma era morto per setticemia a causa di un’infezione.
Durante la fase acuta in cui il Covid-19 dilagava e i tuttologi imperversavano sui canali televisivi, l’unico a parlarne e a lanciare l’allarme fu il vice ministro alla Salute Pierpaolo Sileri, in quota 5 Stelle, poi degradato a sottosegretario con il governo Draghi e infine scomparso dalla scena politica per riprendere a dedicarsi alla chirurgia, la sua professione, come primario dell’Unità di Chirurgia colonproctologica e Malattie infiammatorie croniche intestinali dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano.«Attenzione, disse inascoltato nel corso di una trasmissione televisiva, c’è un problema molto serio che ogni anno provoca migliaia di morti: quello delle

infezioni ospedaliere».Un batterio, tra l’altro antibiotico resistente, lo si può contrarre anche in uno dei luoghi che dovrebbero essere più asettici e sicuri: le sale operatorie, la Rianimazione e l’Utic.
Il 21 luglio del 2022 l’agenzia Ansa lanciava questa notizia che non ha scosso chi di competenza ed è stata quasi ignorata dai media: «Allarme rosso per la mortalità causata dalle infezioni ospedaliere: si è passati dai 18.668 decessi del 2003 a 49.301 del 2016.L’Italia conta il 30% di tutte le morti per sepsi nei 28 Paesi Ue. Il dato, impressionante, emerge dal Rapporto Osservasalute 2018 presentato a Roma. C’è una strage in corso, migliaia di persone muoiono ogni giorno per infezioni ospedaliere, ma il fenomeno viene sottovalutato, si è diffusa l’idea che
si tratti di un fatto ineluttabile», ha detto Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio nazionale sulla salute. In 13 anni, dal 2003 al 2016, il tasso di mortalità per infezioni contratte in ospedale è raddoppiato sia per gli uomini sia per le donne. L’aumento del fenomeno è stato osservato in tutte le fasce d’età, ma in particolar modo per gli individui dai 75 anni in su. I tassi regionali, spiega il rapporto Osservasalute, presentano un’alta variabilità geografica, con valori più elevati nel Centro e nel Nord e valori più bassi nelle regioni meridionali. Nel 2016 per gli uomini i valori più alti sono stati registrati in Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia, i più bassi in Campania e Sicilia. Per quanto riguarda le donne, i più alti sono in Emilia-Romagna e Liguria e li-
velli minori in Campania e Sicilia come per gli uomini. Il gap territoriale può in parte essere legato alla maggiore attenzione da parte delle strutture ospedaliere nel riportare le cause di morte nel certificato». Durante la fase acuta dell’imperversare del Covid19, molti che avevano contratto l’infezione ed erano finiti in Rianimazione, non sono morti a causa di questo virus, ma appunto per infezione ospedaliera. Il batterio antibiotico resistente che hanno contratto ha trovato terreno fertile in un corpo debilitato e con le difese immunitarie abbassate.Tra le misure che la letteratura scientifica indica per contrastare le infezioni ospedaliere ci sono: il lavaggio corretto delle mani (che rimane una delle più importanti ed efficaci), la riduzione delle procedure
diagnostiche e terapeutiche non necessarie, il corretto uso degli antibiotici e dei disinfettanti, la sterilizzazione dei presìdi, il rispetto dell’asepsi nelle procedure.In Basilicata non abbiamo un dato certo sulle morti per infezioni ospedaliere. Sappiamo soltanto che sono tante e l’Azienda Sanitaria Locale di Matera, durante la presidenza di Sabrina Pulverenti, quindi parliamo di qualche anno fa, ha ricevuto ufficialmente il bollino che certifica l’impegno dell’Azienda al rispetto delle buone prassi elencate nella «Carta della qualità e sicurezza delle cure» promossa da Cittadinanzattiva e da Fiaso per la prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza e delle resistenze batteriche. L’Asm ha adottato una delibera in linea con la propria mission e con la programmazione di misure efficaci nel contenimento del rischio infettivo correlato all’assistenza: dieci punti chiave e quarantasette azioni concrete per migliorare la qualità e la sicurezza delle cure in ospedale con impegni che coinvolgevano le aziende socio-sanitarie, i cittadini e le istituzioni. Furono oltre 50 le Aziende sanitarie e ospedaliere associate a Fiaso che aderirono al documento. Da allora non si è saputo più nulla. E intanto di infezioni ospedaliere si continua a morire.
Vizziello: «Liste d’attesa e riforme sbagliate stanno penalizzando i cittadini più fragili e mettendo a rischio il diritto alle cure»
POTENZA. «La lunghezza della vita e soprattutto la qualità della vita dipendono sempre più dalla regione dove si nasce o si vive». È quanto sostiene la Fondazione per la Sussidiarietà nell’analisi dei sistemi sanitari regionali contenuta nel Rapporto “Sussidiarietà e… salute”, presentato alla Camera dei Deputati. Secondo lo studio, in Basilicata la speranza di vita in buona salute si ferma a 52,8 anni, il dato più basso d’Italia, inferiore alla media nazionale di 59,2 anni e distante dai 66,5 anni registrati nella Provincia autonoma di Bolzano.Numeri che, secondo il capogruppo di Basilicata Casa Comune in Consiglio regionale, Giovanni Vizziello, «testimoniano la condizione di grave affaticamento che vive oggi il sistema sanita-

rio lucano». In una nota, l’esponente politico sottolinea come il quadro emerso dall’indagine confermi criticità strutturali ormai evidenti.«Il rinvio o addirittura la rinuncia alle cure a causa delle li-
ste d’attesa incompatibili con le urgenze cliniche, l’elevata emigrazione sanitaria e la difficoltà di accesso a servizi sanitari di qualità sono le principali criticità della sanità lucana», afferma Vizziello. Secondo il capogruppo, tali condizioni «mettono a rischio il sistema universalistico delle cure previsto dalla Costituzione, escludendo dalle prestazioni sanitarie le fasce più deboli della popolazione come anziani non autosufficienti, residenti delle aree interne e famiglie a basso reddito, che non possono ricorrere alla sanità privata per aggirare le attese del pubblico».Per Vizziello è necessario un cambio di rotta deciso. «Occorre una profonda revisione del nostro sistema sanitario regionale», conclude, indicando tra le
priorità la cancellazione della riforma del 2017 sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, che a suo giudizio avrebbe «svuotato gli ospedali lucani di servizi e posti letto».
L’esponente di Basilicata Casa Comune richiama inoltre l’esigenza di rafforzare la medicina territoriale attraverso l’attuazione degli investimenti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, ritenuti «perfettamente rispondenti alle esigenze demografiche ed epidemiologiche della nostra comunità». Una sfida che, alla luce dei dati, appare centrale per ridurre le diseguaglianze e garantire ai cittadini lucani non solo una maggiore aspettativa di vita, ma soprattutto più anni vissuti in buona salute.


POTENZA I negozianti: «Clienti sempre più attenti al risparmio, ma il mercato è in

DI FR AN C ES C O M EN O N N A
POTENZA. All'inizio di gennaio sono partiti in città i saldi invernali. Lo shopping post natalizio si sa fa sempre gola tra i tanti clienti e i commercianti. A tenere banco ancora una volta sono i ribassi che gli esercenti svolgono per attirare la clientela fatta di gente adulta, donne, bambini e via discorrendo. Le percentuali di sconto e saldi spesso variano da negozio a negozio e ovviamente condizionano non poco le modalità d'acquisto dei prodotti da parte dei consumatori. Nel corso degli ultimi anni e anche a seguito della pandemia il mercato del saldo è stato davvero interessante

perché ha riguardato tutte le generazioni, pur essendo il mercato in leggero ribasso.
A Potenza, soprattutto in via Pretoria, gli esercenti fanno i conti con le problematiche, derivanti da un calo negli affari e in alcuni casi da problemi logistici tra cui l'assenza dei parcheggi. I commercianti intervistati hanno espresso pareri diversi ma non sono stati certo a guardare e a dispetto della crisi hanno lavorato per superare il momento fatto di mancanza di risorse e incentivi per il commercio.
Roberto Panni ha parlato del periodo di sconto sottolineando: «Per quanto riguarda i saldi, come ogni

anno non ci possiamo lamentare, perché comunque i clienti aspettano questo momento per acquistare qualche cosa, qualche capo di abbigliamento come nel mio caso, che magari avevano già visto nei mesi precedenti e che con la scontistica possono acquistare ad un prezzo inferiore, adesso la clientela è sempre più attenta al risparmio. Secondo me andrebbe però rivista la tempistica relativa al periodo dei saldi. Oggi abbiamo praticamente i saldi tutto l’anno, invece prima c’erano i saldi di fine stagione ed erano sicuramente più importanti per noi commercianti e più attesi dal cliente. Oggi questo un po’ si è perso».

Andrea Zippo ha parlato del periodo di saldi: «I saldi sono partiti bene e poi sono andati scemando. Uno dei problemi del commercio attuale è la possibilità di acquistare online, ci sono molti siti internet e le aziende sono i nostri primi competitor». Dal canto suo Amalia Coluzzi ha rimarcato l'andamento positivo dei saldi: «Da me i saldi sono andati bene. Non mi posso lamentare.La qualità è sempre ottima».
Naomi Cozzolino è felice per l'andamento dei saldi invernali: «I saldi sempre bene come ogni anno. In realtà abbiamo anche terminato tutto, abbiamo venduto quasi tutto e ora abbiamo esposto la nuova

collezione. Le tendenze? Il commercio è sempre molto particolare è sempre un mondo in evoluzione, noi cerchiamo sempre di fare il nostro meglio e la clientela risponde molto bene. Le prospettive sono molto buone». Ha chiuso la carrellata di pareri Annamaria Sabia che ha parlato di aspetti differenti legati alla vendita nel periodo dei saldi: «I saldi da me vanno discretamente. Ci si aspettava qualcosa in più ma non ci possiamo lamentare. Le condizioni climatiche hanno inciso e poi ci sono i pigroni, quelli che non trovano parcheggio e in realtà vano posto, salire in centro è piuttosto difficile».
Dopo l’adesione di “Insieme per Potenza” a “Progetto civico”, il capogruppo Pepe: «Per rispondere ai bisogni dei cittadini»
Nel Consiglio comunale di Potenza nasce l’intergruppo civico formato da Area Civica e Insieme per Potenza. L’iniziativa rappresenta un ulteriore passo nel percorso di rafforzamento del centro civico cittadino, in continuità con il lavoro amministrativo portato avanti in questi mesi e con l’impegno rivolto al miglioramento della qualità della vita dei cittadini.
La scelta di unire le forze nasce dalla convinzione che una maggiore coesione consenta di rendere più efficace l’azione istituzionale, aumentando la capacità di incidere su temi centrali come sviluppo urbano, servizi, rigenerazione dei quartieri, politiche sociali e innovazione.
L’intergruppo conferma il proprio sostegno all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Telesca, riconoscendo l’importanza di garantire stabilità e continuità al-
le attività in corso, mantenendo un ruolo attento, propositivo e orientato al confronto costruttivo.
L’obiettivo è lavorare con responsabilità affinché progetti, investimenti e interventi già avviati possano proseguire con efficacia, contribuendo a una crescita equilibrata della città e offrendo risposte concrete alle esigenze della comunità. Con la costituzione dell’intergruppo, il centro civico si presenta come una componente più coesa e determinata nel contribuire al futuro della città. Rocco Pepe, nominato portavoce dell’intergruppo e rappresentante di Area Civica, afferma: «La nascita dell’intergruppo civico è un passo significativo nel segno della responsabilità verso la città. Mettere in comune energie e competenze ci consentirà di lavorare in maniera più coordinata e incisiva. Continueremo a collaborare all’interno dell’ammini-

strazione, mantenendo un approccio concreto e attento ai bisogni dei cittadini». Francesco Flore, in rappresentanza di Insieme per Potenza, dichiara: «Questa scelta nasce dalla consapevolezza che collaborazione e unità sono elementi es-
senziali per affrontare le sfide che attendono la città. L’intergruppo valorizzerà il lavoro svolto finora e potenzierà il nostro contributo allo sviluppo e alla modernizzazione del territorio. Opereremo con spirito costruttivo e orientamento ai risultati».
Rubino: «Ho apprezzato il gesto di attenzione di Cerciello Renna, la nostra rete ha mostrato fragilità strutturali per troppo tempo»
Presso il Comune di Moliterno si è tenuto un proficuo incontro che ha visto il Direttore Generale di Acquedotto Lucano, Luigi Cerciello Renna, ospite del Sindaco Antonio Rubino, per fare il punto su criticità e pianificazione sul territorio comunale.
«Il DG di Acquedotto ha risposto alle nostre istanze venendo direttamente a Moliterno, per analizzare i problemi di una rete che per troppo tempo ha mostrato fragilità strutturali» asserisce il Primo cittadino che a Cronache entra nel dettaglio.
«Le principali problematiche riguardavano la crisi idrica degli ultimi anni, perché Moliterno ha le sorgenti sul suo territorio ed è approvvigionata solo da quelle sorgenti, quindi la preminente questione sottoposta è stata quella della necessità di individuare delle nuove captazioni che il Comune ha già segnalato e Acquedotto deve valutare con gli appositi sopralluoghi. In secondo luogo, abbiamo segnalato il proble-
ma delle dispersioni e delle perdite, con un approfondimento di tutto lo schema idrico del Comune di Moliterno, con la possibilità di fare ispezioni mirate in alcuni punti anche impervi del nostro vasto territorio, che è di circa 100 chilometri quadrati» prosegue il Sindaco.
«Inoltre si è fatto presente come spesso la tempestività rispetto alla segnalazione delle perdite non è il massimo, e che i cittadini ravvisano la necessità di avere una maggiore rapidità di risposta. Questi in sostanza sono stati i tre principali temi affrontati nell’incontro, ma molte altre sono le questioni approfondite anche rispetto alla gestione dell'intera rete e della rete delle fognature, soprattutto in alcune aree rurali» si avvia a concludere Rubino anche se ci si è concentrati soprattutto sulla possibilità di far fronte all'emergenza con nuove captazioni e una gestione più accurata della risorsa, rispetto alla gestione dei serbatoi, della rete idrica e delle perdite»

In quest’ottica il Comune ha spiegato che «sono già in corso lavori su nuovi tratti di condotta in località Sciaviola per limitare le
perdite, ma abbiamo presentato al Dg tutti i problemi che i cittadini vivono sul territorio, non solo guasti e perdite, ma anche contatori e gestione dell'intera rete. Non si tratta di interventi tampone -sottolinea il Sindaco- ma di un lavoro di lungo periodo, fatto di pianificazione, investimenti e collaborazione istituzionale. In questo periodo di piogge abbondanti non abbassiamo la guardia rispetto al problema dell'emergenza idrica».Infine, sull’incontro presso la Casa comunale aggiunge Rubino: «Ho apprezzato molto il gesto di attenzione del Direttore Generale Renna, che ha voluto condividere una mattinata di lavoro sul territorio, venire da noi in segno di una volontà concreta di condivisione, ascoltando esigenze e valutando soluzioni direttamente sul campo. La presenza conta, soprattutto quando si affrontano questioni strategiche come quella dell’acqua. Grazie per questo gesto concreto di vicinanza».
E MANUELA C ALABRESE
Presentata la terza edizione al Liceo Galilei: l'obiettivo è formare i lavoratori di domani e spingere per una nuova Legge Regionale sulla sicurezza
POTENZA : La sicurezza si costruisce partendo dalle aule scolastiche, passando per la conoscenza dei rischi che non riguardano solo i contesti professionali, ma anche i luoghi del tempo libero e del divertimento. È questo il messaggio centrale che ha dato il via alla nuova edizione di “EssereInsicuri”, il progetto
promosso dalla UIL Basilicata con il supporto di UIL Artigianato e UIL Scuola RUA, in collaborazione con il Liceo Scientifico “G. Galilei” e l’Istituto Professionale “G. Giorgi” di Potenza. La presentazione della terza edizione si è tenuta presso il Liceo Galilei alla presenza di rappresentanti sindacali, dirigenti scola-

stici e autorità regionali del settore lavoro.Il segretario generale della Uil Basilicata, Vincenzo Tortorelli, ha spiegato come l’iniziativa si inserisca nella campagna nazionale “Zero morti sul lavoro”, con l’obiettivo di trasformare la sicurezza in una priorità assoluta attraverso un profondo cambiamento culturale. Rivolgendosi ai futuri lavoratori e datori di lavoro, Tortorelli ha sottolineato che parlare di sicurezza non significa limitarsi a illustrare normative, ma raccontare le storie di chi, ogni giorno, non fa ritorno a casa. Un richiamo forte è stato fatto anche alla recente tragedia in un locale svizzero, evidenziando la necessità di fornire ai giovani gli strumenti per individuare i pericoli anche in discoteca, nei pub o a teatro.I dirigenti scolastici Lucia Girolamo e Michele Carmine Nigro hanno evidenziato il valore formativo delle attività che coinvolgeranno due classi dei rispettivi istituti nell’ambito dei programmi
di Formazione scuola lavoro. Tuttavia, hanno sollevato una questione critica: la necessità di una maggiore collaborazione istituzionale nella scelta dei luoghi dove portare i ragazzi in stage, affinché gli ambienti di lavoro siano garantiti e sicuri.A inquadrare la gravità della situazione regionale sono stati i dati forniti da Lucia Carmen Angiolillo, direttrice regionale Inail. Con 15 decessi e 3.871 incidenti registrati in Basilicata nel 2025, la regione si trova in “zona rossa” per l’alta incidentalità rispetto al numero di occupati. Angiolillo ha inoltre annunciato la pubblicazione di un bando per le classi IV e V finalizzato a premiare progetti per il miglioramento della sicurezza scolastica. Sulla stessa linea, Michele Lorusso dell’Ispettorato del Lavoro e Giovanna Ottaviano dell’Ufficio Scolastico Provinciale hanno ribadito l'importanza di fare rete, evidenziando come la consapevolezza del rischio
debba ormai integrare la preparazione culturale e professionale di ogni studente.Il progetto mira ora a estendersi ad altri istituti, forte della partecipazione attiva mostrata dagli studenti. In coda all'incontro, il segretario Tortorelli ha ricordato la recente scomparsa dell’operaio di Lauria, Diego Palladino, avvenuta vicino Roma, definendola l’ennesimo segnale d’urgenza per l’approvazione di una Legge Regionale sulla Sicurezza sul Lavoro. La proposta sindacale punta su quattro pilastri: potenziamento della vigilanza nei cantieri e nei campi, trasporti sicuri per i lavoratori stagionali, l'istituzione di un Osservatorio Regionale Permanente e una rete di prevenzione integrata che coinvolga istituzioni e imprese. La sicurezza, è stato ribadito in chiusura, deve smettere di essere percepita come un costo per diventare un investimento indispensabile per lo sviluppo del territorio.
VAL D’AGRI (PZ): Nell’ambito del costante monitoraggio del territorio coordinato dal Comando Provinciale di Potenza, i Carabinieri della Compagnia di Viggiano hanno attuato un incisivo dispositivo di prevenzione che ha permesso di intercettare numerosi soggetti diretti a un raduno non autorizzato (“rave party”), in fase di organizzazione presso l’ex Polveriera di Padula (SA), sito di rilievo storico al confine con la provincia lucana.
Nel corso della notte, le pattuglie in servizio hanno rilevato un anomalo afflusso di autovetture, prevalentemente provenienti dalle province di Napoli e Avellino, che percorrevano arterie secondarie nei comuni di Marsico Nuovo e Paterno nel tentativo di eludere i controlli lungo le direttrici principali e raggiungere l’area del salernitano.Compresa tempestivamente la natura del fenomeno, l’Arma di Viggiano ha attivato i colleghi della Compagnia di Sala Consilina (SA) per gli interventi di competenza sull’area del-
l’evento, disponendo contestualmente un rigoroso filtro lungo i confini regionali. L’efficacia dei posti di blocco ha consentito di identificare vari giovani e di procedere a sequestri mirati.
A Marsico Nuovo, i Carabinieri della locale Stazione hanno intercettato due napoletani; uno di essi è stato trovato in possesso di ecstasy (5 pasticche), MDMA (8 grammi) e hashish. Contemporaneamente, a Paterno, i militari della Stazione di Gallicchio hanno fermato un veicolo con cinque ragazzi provenienti dall’avellinese, rinvenendo nello zaino di un passeggero 40 grammi di hashish.
I due giovani, rispettivamente di 22 e 20 anni, sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Potenza.L’attività dell’Arma di Viggiano ha confermato quanto la vigilanza attiva sulle “vie d’accesso” sia determinante per scoraggiare l’afflusso di partecipanti e per neutralizzare la diffusione di sostanze stupefa-

centi in contesti illegali. La perfetta sinergia informativa tra i Comandi limitrofi ha permesso di tutelare la sicurezza di un’area di alto pregio naturalistico, riaffermando la presenza dello Stato a presidio della legalità. Si precisa che, per ognuno degli
indagati vige la presunzione di non colpevolezza e che gli accertamenti investigativi sono stati sviluppati nella fase delle indagini preliminari in attesa di passare al vaglio giurisdizionale durante il processo, in contraddittorio con la difesa.
Fermata l’escalation di violenza nel Vulture Melfese. I Carabinieri: «Fondamentale denunciare subito per attivare la rete di protezione»
IlComando Provinciale Carabinieri di Potenza, attraverso le sue articolazioni territoriali, prosegue senza sosta nell’opera di costante vigilanza e prevenzione, finalizzata a garantire la sicurezza dei cittadini e il rispetto della legalità in ogni area della provincia. Una presenza capillare e attenta che si traduce in una risposta immediata ed efficace, specialmente a tutela delle fasce deboli e nel contrasto ai reati che minano l’integrità della persona e della famiglia. In questo solco di costante presidio del territorio, i Carabinieri hanno tratto in arresto un uomo del luogo, ritenuto responsabile di reiterate aggressioni, minacce e soprusi nei confronti dell’ex convivente, culminati in un violento episodio verificatosi alla presenza della figlia minore della coppia.I fatti hanno avuto origine nel pomeriggio del 17 febbraio quando, presso un’attività commerciale della zona, l'uomo ha aggredito fisicamente l’ex compagna al

culmine di una lite scaturita per futili motivi. All'azione delittuosa, per quanto emerso, avrebbe partecipato attivamente anche la madre dell’aggressore, la quale avrebbe a sua volta colpito più volte la vittima. Solo il tempestivo intervento dei Carabinieri, allertati tramite chiamata d'emergenza al "112", ha consentito di interrompere
la condotta violenta, scongiurando conseguenze ulteriormente gravi e ponendo in immediata sicurezza la donna e la minore. I rigorosi accertamenti investigativi, esperiti sin dal loro sopraggiungere, hanno permesso agli investigatori di ricostruire i fatti delineando un mosaico di persecuzioni protrattosi nel tempo e procedendo, perciò, al-
l’arresto dell’uomo.La madre dell’arrestato, di contro, è stata deferita in stato di libertà per il concorso nelle lesioni, mentre l’uomo, dopo le formalità di rito, è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari su disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente. In data odierna, il GIP del Tribunale di Potenza ha convalidato l’arresto operato
dai Carabinieri disponendo a carico dell’indagato, per il quale si precisa vigere il principio costituzionale della presunzione di innocenza sino a sentenza definitiva di condanna, la misura cautelare degli arresti domiciliari con apposizione del braccialetto elettronico. L’operazione odierna ribadisce l'importanza cruciale di rivolgersi con fiducia alle Istituzioni.
Il Comando Provinciale di Potenza sottolinea la necessità di segnalare tempestivamente ogni episodio di violenza o minaccia attraverso il Numero Unico di Emergenza 112, ricordando che i Carabinieri sono a completa disposizione della cittadinanza e che presso ogni presidio territoriale dell’Arma, le vittime possono trovare ascolto e supporto da parte di personale specificamente formato per gestire con la massima sensibilità e professionalità queste delicate evenienze, garantendo una rete di protezione immediata e costante.


STIGLIANO. Una lettera aperta all’Amministrazione comunale di Stigliano e, per conoscenza, alla Sovrintendenza della Basilicata riporta al centro del dibattito il progetto di installazione di un numero consistente di pale eoliche a poca distanza dal paese, sul terreno antistante la Chiazza, il nucleo originario medievale. A firmarla è l’architetto Pier Giulio Montano, che invita l’ente a una riflessione approfondita prima del parere definitivo favorevole. «Prima che si dia inizio alla costruzione di un numero consistente di pale eoliche a poca distanza da Stigliano sul terreno antistante la Chiazza, il nucleo originario, medievale del paese, bisognerebbe che l’Amministrazione rifletta a fondo su alcuni aspetti importanti della questione e soppesi i valori che sono in gioco», scrive Montano. Il timore è che un paesaggio «visibile da varie parti del paese» venga «invaso da una moltitudine di pale eoliche gigantesche», perdendo quel richiamo visivo capace di destare «meraviglia e incanto» in abitanti e visitatori.
Dal versante della Chiaz-

za, sottolinea la lettera, si domina un territorio vastissimo che si estende oltre Matera fino a Taranto, distante 86 chilometri in linea d’aria, con vista sul mar Ionio. «L’angolo visuale, dalla piazza principale, si estende da nord ovest a sud est, da Irsina a Marina Rocca Imperiale». I punti privilegiati sono la piazza antistante la Chiesa Madre, il sagrato, gli slarghi verso palazzo Vitale e la Cravatta, la Villa Marina e, un tempo, il Castello. Anche Monte
Serra offriva «una vista panoramica spettacolare a 360 gradi», oggi in parte impedita dalla vegetazione. «Complessivamente, il panorama delle vedute dal paese e da Monte Serra è una ricchezza, un dono della natura che solo Stigliano ha il privilegio di possedere così vasto e magnifico», afferma Montano, invitando il Comune a investire nella valorizzazione di questo patrimonio, ad esempio con terrazze panoramiche e pro-
getti mirati.Particolare rilievo viene dato ai Calanchi, definiti «un paesaggio pregevole per unicità e omogeneità», con le caratteristiche di un vero «bene paesaggistico». Paesaggio e punti di vista, prosegue l’architetto, «formano un’unità inscindibile»: la Chiazza, la Chiesa Madre e la piazza «non si possono disgiungere dal contorno paesaggistico». Alterarlo significherebbe arrecare un danno ai beni storici e monumentali.Le torri previste,
alte fino a 250 metri alla massima estensione delle pale, arriverebbero «quasi alla quota degli occhi di un osservatore stante nella piazza principale». «La loro forma del tutto aliena al territorio e il colore bianco risalterebbero stridenti» su coltivazioni, vegetazione brulla e Calanchi. L’impatto riguarderebbe anche il palazzo Santo Spirito, masseria monumentale già segnata da insediamenti esistenti. «Quello che non si comprende è come, dietro al progetto delle pale, ci possa essere una volontà così insensibile verso un patrimonio millenario che appartiene al paese e non a una amministrazione pro tempore», si legge ancora. Montano richiama la contrarietà di molti Stiglianesi, residenti ed emigrati, e si chiede perché, in un territorio comunale tra i più estesi della Lucania, le strutture debbano sorgere proprio di fronte al centro antico.La conclusione è un appello diretto: «La speranza è che l’Amministrazione si ravveda dell’errore che sta per compiere e torni indietro sui suoi passi. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico».
Cna Matera, Cam e Martulli Viaggi presentano a Bari un modello di filiera integrata che unisce ospitalità, servizi ed esperienze
MATERA. Matera si racconta come esperienza integrata e lo fa a Btm Italia, la manifestazione dedicata al turismo in corso a Bari, dove Cna Matera, Cam – Consorzio Albergatori Matera e Martulli Viaggi condividono uno spazio espositivo di tre metri per tre, stand 17A, dando forma a una visione comune di sviluppo per la città e l’intera Basilicata.Lo stand si presenta con una grafica unitaria e fortemente identitaria, sintetizzata dal messaggio «Matera welcomes you. We craft the experience». Un claim che esplicita un approccio preciso: non la somma di singoli servizi, ma un’esperienza costruita e coordinata, dall’arrivo alla partenza. L’allestimento racconta visivamente un’offerta integrata che unisce ospitalità, servizi di trasporto e transfer, esperienze turistiche e artigianato locale, delineando un vero modello di fi-

liera. «One network. One experience» è la sintesi di un sistema di operatori coordinati che consente al cliente finale di avere un unico punto di riferimento, grazie a una regia condivisa capace di garantire qualità, continuità e
semplicità.Il progetto nasce dal lavoro congiunto delle associazioni e dal contributo delle imprese aderenti, che mettono a disposizione competenze, strutture e servizi per rispondere a un mercato sempre più orientato alla personalizzazione e all’affidabilità. Una filiera che valorizza Matera come destinazione simbolo, ma che guarda all’intero territorio lucano come sistema integrato, capace di offrire accoglienza, contenuti ed esperienze autentiche.La scelta di partecipare a Btm Italia viene definita strategica. Bari rappresenta infatti la principale porta di ingresso per il turismo diretto a Matera e alla Basilicata, grazie al ruolo centrale dell’aeroporto del capoluogo pugliese. I flussi, in costante crescita, confermano come gran parte dei visitatori, internazionali e nazionali, transiti da qui. «From Bari Airport to the heart
of Basilicata» diventa così una direttrice concreta, con Btm quale contesto naturale per raccontare questa visione e incontrare buyer, operatori e stakeholder del settore.La collocazione dello stand, nell’area espositiva A, postazione 17A, è inoltre in prossimità di importanti realtà del turismo pugliese, tra cui Borgo Egnazia, elemento che rafforza il dialogo tra territori, modelli di eccellenza e strategie condivise nel Mezzogiorno.Il tema di Btm, «Ri-genera: due volti, un’unica visione», trova nel progetto promosso da Cna Matera una declinazione concreta: tre soggetti, tre competenze, un solo volto verso il mercato. Un volto che è quello dell’accoglienza, elemento centrale dell’esperienza turistica contemporanea, capace di unire imprese, servizi e territorio in una proposta coerente, credibile e orientata alla qualità.

: Il valore della coerenza: perché le difficoltà sono la vera prova del fuoco delle nostre
Ci sono momenti in cui la vita sembra mettere alla prova ogni nostra convinzione. Arrivano ostacoli, incomprensioni, pressioni esterne o interne.

E può affiorare un pensiero sottile: “Sto sbagliando strada?”. Ma è proprio qui che si riconosce la qualità della scelta. Un fuoco vero non si spegne quando arriva il vento: si alza.
Le difficoltà non sono il segno che stiamo fallendo; spesso sono la conferma che stiamo incidendo davvero.
Ogni volta che decidiamo di non arretrare, di non cedere al cinismo, di non reagire con rabbia ma con responsabilità, stiamo alimentando la nostra trasformazione.
La pratica non è un rifugio comodo.
È una decisione quotidiana.
È scegliere di continuare anche quando sarebbe più facile fermarsi.
È credere nella dignità della propria vita anche quando nessuno la riconosce.
È restare saldi non per orgoglio, ma per coerenza.
Le tempeste non definiscono chi siamo. Rivelano quanto è profonda la nostra radice.
Il vento può piegare i rami, ma non può spegnere ciò che arde nel cuore di chi ha deciso di vivere con consapevolezza e responsabilità.
Ogni ostacolo superato diventa prova di maturità interiore.
Ogni difficoltà attraversata rafforza la determinazione.
Non chiediamoci se il vento è forte. Chiediamoci se il nostro fuoco è vivo. E se lo è, allora continuiamo. Con fiducia. Con

coraggio. Con la certezza che ogni passo compiuto nella coerenza costruisce una vita più grande di qualsiasi tempesta.
«Il vento può soffiare contro. Ma chi decide di non arretrare scopre che la propria vita è più grande di qualsiasi tempesta.»
Il 26 febbraio a Matera e il 28 a Pomarico l’adattamento di Emilio Andrisani che trasforma il tempo in riflessione esistenziale
“Tik, l’inesorabile tak”, l’opera
Il ticchettio del tempo smette di essere un rumore di fondo per farsi protagonista assoluto della scena.
Prosegue la rassegna teatrale…ai Monologhi”, giunta alla V edizione e promossa da MetaTeatro e dal Circolo Culturale La Scaletta.
Il prossimo appuntamento è fissato per giovedì 26 febbraio 2026 nella sede del Circolo La Scaletta di Matera (Via Sette Dolori, 10) e sabato 28 febbraio nella sala consiliare del Comune di Pomarico, con ingresso alle ore 19.30 e sipario alle 20.
In scena il monologo “Tik, l’inesorabile tak”, adattamento teatrale a cura di Emilio Andrisani dell’omonimo racconto di Dino Buzzati, affidato all’interpretazione di Monica Ambrosecchia.
Il testo prende le mosse da una delle suggestioni più potenti della narrativa buzzatiana: il tempo che scorre, inesorabile, scandito dal ticchettio di un orologio che si trasforma progressivamente in presenza ossessiva.
Quel “tik” e “tak” diventa battito implacabile, misura invisibile dell’esistenza, fino a occupare interamente lo spazio interiore della

protagonista.
Ne emerge un crescendo psicologico sottile ma intenso, in cui il suono si fa metafora del-
la fragilità umana di fronte al destino e alla finitezza.
Nella versione teatrale, Andrisani costruisce una drammaturgia essenziale e incisiva, dove il ritmo sonoro diventa struttura narrativa e tensione scenica. Il pubblico è chiamato a un ascolto vigile, quasi fisico, coinvolto in un’esperienza che interroga sul senso dell’attesa, sul peso delle scelte, sulla fragilità dell’esistenza.
Sul palco, sola, Monica Ambrosecchia dà voce a un dramma interiore universale, trasformando un gesto quotidiano in un’esperienza esistenziale capace di interrogare lo spettatore sul valore – e sul peso – del tempo.Attrice attiva sulla scena materana da oltre un decennio, Ambrosecchia ha maturato esperienze con il TeatroPovero di Matera e, dal 2021, è tra i soci fondatori di MetaTeatro, partecipando a numerose produzi oni come interprete e co-regista. Parallelamente ha portato avanti un percorso dedicato ai monologhi contemporanei, distinguendosi per intensità interpretativa e cura del lavoro sul testo

