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Rivalutate le tariffe e approvati piani di compensazione. Bardi: «È una responsabilità comune»

La minoranza racconta di un Bardi eterodiretto da Roma ma deve rivolgersi a un napoletano e ad un romagnolo per un'interrogazione. Aspettiamo il Turco pugliese del M5S per mostrare il fallimento totale della classe dirigente di CSX
Una voce che rompe gli schemi
appello rivolto dal Santo Padre ai giovani africani, “non abbandonate la vostra terra per perseguire fini illusori”, si colloca fuori dal coro dominante. In un tempo in cui la mobilità è spesso presentata come unica via di riscatto e la migrazione come destino inevitabile, questa esortazione appare, a prima vista, quasi (...)
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e bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare allora a questi indefessi patrioti di centrodestra va riconosciuta la loro capacità al rialzo disastrato, visto che non c’è giorno che passi della loro inutile esistenza politica che salti fuori una loro specchiata figuraccia, un loro intollerabile ritardo, un loro orrore amministrativo e così, tanto che non bastava aver consegnato file d’anni interi al PIL ed all’export peggiori d’Italia, solo per citare i fondamentali e tanto per non farci mancare la perfezione al contrario, è arrivata pure la mazzata sulla sanità a sciagurare il quadro. Ora buon Dio sono anni che ci spertichiamo di tacchi e d’ironie a buggerare la favoletta dell’assessore patriota Latronico che va dicendo tutto bene madama la marchesa perché mentre ci s’industriava a far venire manager napoletani all’ASP, quelli pugliesi all’ASM e a commissariare l’AOR, la povera sanità regionale è finita dentro un buco di milioni e milioni, a cui si cercherà di ripianare coi soldi, naturalmente, dei lucani e alzando l’IRPEF, come peraltro ha tuonato Angelo Summa della CGIL. Pare sentire il ritocco triste del refrain di Carmen Consoli: “Infelici e tassati…
OLTRE IL GIARDINO A Cronache Tv Tonio Boccia e gli iscritti materani reclamano il congresso



Nicola Romeo, la Basilicata celebra la storia di un mito

CRONACA
A Policoro rapinata una gioielleria del Centro commerciale mentre a Potenza donna ruba la carta di credito e preleva 2500€: denunciata
■ Servizi a pag 11
MATERA
Escalation della crisi del settore del Mobile imbottito, la minoranza chiede Consiglio comunale aperto: «Silenzio inaccettabile»
■ Servizio a pag 24
STELLANTIS
A Melfi annunciati investimenti, i sindacati: «Futuro più stabile per l’indotto lucano, ma strada ancora lunga»
■ Servizio a pag 22
MICHELE PARRELLA
Proiettato il cortometraggio di Zito a Potenza, Falotico: «Eredità culturale, presto un vicolo a lui dedicato»
■ Menonna a pag 28



Il Commissario Regionale del PD insieme all'On. Amendola presentano interrogazione
La minoranza racconta di un Bardi eterodiretto da Roma ma deve rivolgersi a un napoletano e ad un romagnolo per un'interrogazione. Aspettiamo il Turco pugliese del M5S per mostrare il fallimento totale della classe dirigente di CSX

Proprio ieri avevamo invitato il Partito Democratico e alleati vari di Basilicata a guardare la trave nel proprio occhio prima di cercare la trave in quello del centrodestra, lo avevamo fatto commentando l'intervento scomposto di una parte della minoranza che provava a raccontare un Bardi commissariato da Lollobrigida, oggi è arrivata la prova del fatto che questa trave il PD la esibisce ma finge di non vederla. Se qualcuno di voi avesse letto il nostro editoriale di ieri e avesse la buona memoria per ricordarlo, avrà
in mente il fatto che noi evidenziavamo che quelli che parlavano di un Bardi commissariato da Lollobrigida, avevano dimenticato di guardare il proprio armadio pieno di scheletri vacui e di commissariamenti reali determinati da una classe dirigente inesistente, eterodiretta e inconsistente.
MANCA E AMENDOLA
Siccome le nostre previsioni sono fatalmente destinate a diventare fatti proprio mentre siamo in chiusura di giornale arriva la notizia che Manca e Amendola, rispettivamente commissario regionale e parlamentare lucano del
PD, hanno presentato al Governo Nazionale un'interrogazione per conoscere la situazione dei conti del Bilancio della Regione Basilicata. Non confidiamo spesso nelle qualità della nostra memoria né nella sua efficienza e così siamo andati su wikipedia per cercare di capire di quale paese lucano fossero il commissario regionale e il parlamentare eletto in Lucania nelle liste del PD. Wikipedia ci ha restituito la plastica fatalità della totale eterodirezione del PD. Daniele Manca, Commissario Regionale del Partito Democratico è nato a Imola, è

Sull’affaire Cicala, volevano spaccare il cdx e hanno finito per
e i socialisti non firmano il comunicato stampa di una parte di opposizione che, prima di guardare la pagliuzza del centrodestra, dovrebbe pensare alla trave tra commissariamenti e parlamentari di fuori regione




come dei piccoli avvoltoi nella speranza di vedere lo sfascio del centrodestra, la crisi Lollobrigida e di un centrodestra lucano sottomesso a quello lucano, ci basterebbe riportare alla memoria quanto accaduto dalle parti della minoranza nella formazione delle liste per le regionali per cercare di evidenziare l'inadeguatezza del pulpito per tale predica. Siccome a qualcuno vacilla la memoria noi ricordiamo che le indicazioni per le candidature alla Camera e al Senato provepieni poteri per imporre un'alleanza alle elezioni regionali determinando la frattura con Azione e Italia Viva e accettando da Roma i veti dei cinque stelle e di Conte, che furono proprio Taruffi e Baruffi con i loro pieni poteri a togliere a Chiorazzo la possibilità di correre per la presidenza e che l'unico parlamentare del PD è campano, che il commissario regionale non è lucano e che i Cinque Stelle
consigliamo di guardare prima la trave nei propri occhi prima di cercare la pagliuzza in quelli di Bardi. UNA CRISI RISOLTA La verità, più semplice di quanto possa sembrare e più lineare di quanto possa essere raccontata è che Bardi ha usato la Prudenza e la Sapienza. Malgrado qualcuno glielo consigliasse non ha agito di impulso, ha mediato e aspettato, si è mosso quando è crisi è rientrata. Cicala ha chiesto scusa ed ha riconosciuto l'errore e la Giunta Regionale può andare avanti. Fratelli d'Italia voterà il bilancio in Consiglio Regionale e nuovamente il centrodestra dimostrerà di essere in grado di governare. La minoranza che voleva spaccare la maggioranza è riuscita a finire spaccata. È vero che quando non si governa si ha molto tempo libero ed è facile impie-

stato il Sindaco di Dozza e di Imola, è eletto senatore in Emilia Romagna ed è venuto qui a mettere in ordine le ormai dilaniate truppe di quello che fu il potente Partito Regione. Vincenzo Amendola è nato a Napoli, ha fatto il consigliere comunale a Napoli, è diventato Ministro con Conte e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio di Draghi e, poi, a causa del taglio dei Parlamentari voluto dal Movimento Cinque Stelle, non trovando più posto in Campania è stato mandato nella nostra Regione a prendersi l'unico seggio in quota PD. Un napoletano e un romagnolo hanno presentato in Parlamento un'interrogazione per sapere cosa succede nel bilancio regionale della Basilicata.
FATECI IL PIACERE
Il grande Antonio De Curtis direbbe “ma ci faccia il piacere!”. Ci vorrebbe un po' di pudore e di autoconsapevolezza prima di parlare. Gli antichi adagi consigliavano la regola delle P che si riassumeva in un “pensa prima e poi parla perché parole poco pensate portano purtroppo pentimento” e, così, il Partito Democratico di Basilicata e i suoi alleati, mentre cercavano di raccontare un Bardi che prendeva ordini da Lollobrigida sono stati costretti a far fotografare con grande evidenza il fatto che nel loro partito non esiste nessuno che sappia essere classe dirigente. Taruffi e Baruffi hanno fatto le liste per Camera e Senato e, poi, hanno composto la coalizione, Amendola e Manca fanno le in-
terrogazioni al Governo per sapere cosa succede in Basilicata, francamente non riusciamo ad immaginare una politica più eterodiretta.
Magari il prossimo candidato alla Presidenza della Giunta lo vanno a prendere direttamente da un altro continente. Del resto, la prima volta che hanno sfidato Bardi lo hanno preso direttamente dal Movimento Sociale Italiano.
LA POLITICA È UNA COSA SERIA
Aspettiamo nelle prossime ore un'interrogazione anche del Senatore Turco, nato a Taranto ma eletto nel Movimento Cinque Stelle in Basilicata ma probabilmente non arriverà mai.
Turco il concetto del “prendi i voti e scappa” lo ha interpretato totalmente e continua ad occuparsi dal seggio lucano soltanto del Porto di Taranto.
La verità è che la minoranza fratturata e divisa in Basilicata non ha classe dirigente e cerca di nascondere le proprie lacune dietro a polemiche pretestuose.
Il Commissario Regionale del PD è romagnolo, il parlamentare del PD è napoletano, il senatore del M5S è pugliese, il segretario regionale del M5S non esiste e hanno pure il coraggio di vedere un Bardi eterodiretto da Lollobrigida.
La politica è anche polemica, per l'opposizione lucana è solo polemica. La politica, però, resta una cosa seria e questa frammentata minoranza non ci sembra in grado di comprendere neanche il concetto di serietà.

POTENZA. Ieri mattina il Presidente della Regione, Vito Bardi, ha partecipato, in videoconferenza, alla riunione del Comitato di Coordinamento dell’Accordo di Programma tra Stato, Basilicata e Puglia per la gestione condivisa delle risorse idriche. All’incontro hanno preso parte il
Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, On. Tommaso Foti, e il Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro.
«La gestione dell’acqua è una responsabilità comune che richiede un impegno particolare da parte dei territori che, come la Basi-
licata, custodiscono e mettono a disposizione questa risorsa vitale per l’intero Mezzogiorno,» ha detto Bardi in apertura della seduta.
Durante la riunione, il Comitato ha approvato l’aggiornamento della componente ambientale della tariffa dell’acqua all’ingrosso (ERC) per gli anni 2016-2025, rivalutata in base agli indici Istat FOI. È stata inoltre effettuata la presa d’atto dei consuntivi volumetrici delle erogazioni dagli invasi di Monte Cotugno e Pertusillo. Sulla base delle nuove tariffe sono stati definiti i crediti maturati dalla Regione Basilicata nei confronti dei principali soggetti utilizzatori e sono state rinegoziate rate e modalità delle compensazioni ambientali: il debito di Acquedotto Pugliese è stato fissato a circa 52,5 milioni di euro, mentre per Acciaierie d’Italia il credito risulta di 49,4 milioni e per Acquedotto Lucano di 35,3 milioni. Altri 11,1 milioni riguardano il Consorzio di Boni-
fica della Calabria. Per quanto riguarda Acquedotto Pugliese, in particolare, è stato concordato un piano di rateizzazione quinquennale per il debito relativo al triennio 2023-2025, con pagamenti trimestrali a partire dal 30 giugno 2026.
Il Presidente Bardi ha sottolineato la necessità di una revisione complessiva dell’Accordo di Programma, risalente nel suo impianto originario al 1999. A tal fine è stata deliberata la costituzione di un gruppo di lavoro tecnico-scientifico per aggiornare i metodi tariffari, tenendo conto della qualità dei corpi idrici e delle attuali trasformazioni istituzionali. «La Basilicata continuerà a fare la sua parte con senso di responsabilità,» ha concluso Bardi, «assicurando trasparenza nella gestione della risorsa e chiedendo che venga pienamente riconosciuto il valore dell’impegno sostenuto dalla nostra regione per garantire l’approvvigionamento idrico collettivo».


Le consigliere del M5S denunciano la mancanza di una strategia regionale sul modello energetico e chiede maggiore trasparenza
La recente approvazione da parte del Governo di sette nuovi progetti di impianti eolici e agrivoltaici in Basilicata ha suscitato forti reazioni da parte delle consigliere regionali del Movimento 5 Stelle, Alessia Araneo e Viviana Verri. Le due esponenti politiche hanno sollevato preoccupazioni riguardo all’impatto che questi progetti potrebbero avere sul territorio lucano, accusando il Governo di trattare la regione come una semplice "piattaforma energetica" al servizio degli interessi nazionali. Nonostante la necessità di accelerare la transizione ecologica, Araneo e Verri avvertono che la Basilicata non può essere sacrificata in nome di una sostenibilità che rischia di non portare reali benefici per le sue comunità. «La Basilicata continua a subire decisioni dall’alto senza un reale coinvolgimento delle sue popolazioni», dichiarano. Le
consigliere sottolineano che la regione ha già il primato nazionale per numero di aerogeneratori, ma i cittadini lucani non sembrano trarre vantaggio dall’installazione di impianti eolici e agrivoltaici, che rischiano di compromettere ulteriormente il paesaggio e l'uso agricolo del suolo. La preoccupazione principale è che l’espansione delle energie rinnovabili possa trasformarsi in una nuova forma di consumo di suolo agricolo, con conseguente danno all'economia agricola regionale, senza che le comunità locali vedano compensazioni adeguate. «Non possiamo ignorare che una pianificazione territoriale inefficace rischia di rendere irreversibile il danno per il nostro paesaggio e il nostro tessuto economico», aggiungono le due consigliere.Araneo e Verri ritengono che sia urgente una pianificazione territoriale seria e chiara. «Non possiamo permettere che la
Basilicata venga sacrificata in nome di una sostenibilità che rischia di essere solo un’illusione», avvertono. Le due consigliere chiedono l’adozione di un Piano Paesaggistico Regionale che possa bilanciare la produzione di energia con la protezione dell’ambiente e delle risorse agricole. Al momento, la Basilicata è priva di un piano di questo tipo, e questo rende il territorio vulnerabile a interventi invasivi e non coordinati.Le critiche delle consigliere lucane si estendono anche alla giunta regionale guidata da Vito Bardi, accusato di non esercitare una leadership chiara e autonoma in materia di politiche energetiche. «Non basta prendere atto delle decisioni del Governo centrale», affermano. «La Basilicata ha bisogno di una visione autonoma e di una posizione chiara su quale modello energetico voglia perseguire». L’appello delle due consigliere è chiaro: le scelte ri-

guardanti l’energia devono essere fatte con il consenso delle comunità locali, coinvolgendo i cittadini e le amministrazioni in un processo decisionale trasparente. «Serve un modello energetico che non penalizzi i cittadini e che rispetti le peculiarità e le risorse della nostra regione», dichiarano.La Basilicata, secondo Araneo e Verri, ha il potenziale per diventare un esempio di sviluppo sostenibile che
non si limiti a sfruttare le sue risorse naturali per fini energetici, ma che sappia anche tutelare l’ambiente e le attività agricole, garantendo al contempo un futuro migliore per le comunità che vi risiedono. «Solo con una gestione equilibrata e una pianificazione lungimirante, la nostra regione potrà davvero prosperare in armonia con la natura e con il suo tessuto socioeconomico», concludono.
I consiglieri chiedono misure fiscali per abbattere il costo dell’energia per famiglie e imprese lucane
Angelo Chiorazzo, Vice Presidente del Consiglio regionale, e Gianni Vizziello, Capogruppo di Basilicata Casa Comune (BCC), hanno denunciato l'uso inefficace delle risorse derivanti dalle compensazioni ambientali, dalle royalties petrolifere e dalla vendita del gas lucano. In particolare, Chiorazzo ha criticato il Programma Integrato per il Rafforzamento dei Servizi Territoriali, Coesione Sociale e Sviluppo Sostenibile, da 50 milioni di euro, definendolo un progetto privo di obiettivi concreti e misurabili. «Sono stati già avviati milioni di euro per attività di personale e comunicazione, ma non ci sono benefici tangibili per la comunità», ha dichiarato.Un altro progetto contestato è “Basilicata Sostenibile”, che prevede il coinvolgimento di 60 professionisti per attività di ricerca e innovazione nei settori ambiente ed energia. «Non è chiaro come verranno selezionati i professionisti, né se si tratterà di nuove opportunità per i giovani lucani o di
impiego di personale con contratti in scadenza», ha aggiunto Chiorazzo.Vizziello ha poi sottolineato i ritardi nei progetti già annunciati, come il programma Lucas per la sorveglianza sanitaria sulla popolazione lucana. «Sono sta-
ti assorbiti milioni di euro in gestione e comunicazione, ma non ci sono risultati concreti», ha affermato. I consiglieri hanno anche denunciato gravi difficoltà nel Bonus Gas, con circa 15 milioni di euro da recuperare e migliaia

di cittadini coinvolti in ricorsi legali. Chiorazzo e Vizziello hanno ribadito che le risorse provenienti dal petrolio non sono state utilizzate in modo strategico e che la regione ha bisogno di un piano di sviluppo concreto. «La priorità deve essere quella di avviare un vero piano di sviluppo che sfrutti il potenziale delle risorse naturali», hanno dichiarato, sottolineando l’importanza di creare una zona franca energetica in Basilicata. «La Basilicata produce l’85% del petrolio e il 30% del gas in Italia. È il momento di chiedere allo Stato un sistema di agevolazioni fiscali e strutturali che riduca il costo dell’energia per famiglie e imprese», hanno aggiunto.Infine, i consiglieri di BCC hanno sollecitato i parlamentari lucani a garantire il corretto utilizzo delle risorse derivanti dalle compensazioni ambientali, in linea con la normativa nazionale. «Le risorse ci sono, ma devono essere utilizzate in modo efficace e trasparente», hanno concluso.
Confartigianato lancia l’allarme tra crisi energetica e rallentamento economico, ma punta su giovani e innovazione per il rilancio del settore
Nel primo trimestre del 2026 la Basilicata registra un saldo negativo di 118 imprese artigiane. Il dato emerge dal monitoraggio di Confartigianato Basilicata, che evidenzia 64 cessazioni in provincia di Potenza e 54 in quella di Matera. Al 30 marzo, il numero complessivo delle imprese attive si attesta a 9.314 unità: 6.170 nel Potentino e 3.136 nel Materano. A fronte di 229 cessazioni, le nuove iscrizioni si fermano a 111, insufficienti a compensare le chiusure.Sul piano settoriale, il comparto dei servizi si conferma il più rappresentato con 4.052 imprese, seguito dalle costruzioni (3.058), dall’industria (2.008), dal commercio (128) e dall’agricoltura (127).A commentare i dati è Rosa Gentile, dirigente nazionale e regionale di Confartigianato Basilicata: «Nonostante i turbolenti venti di crisi l’artigianato continua a rappresentare un pilastro fondamentale della nostra economia e della vita quotidiana. Tutto ciò che utilizziamo ogni giorno è frutto del lavoro degli artigiani: un settore che unisce creatività, qualità, personalizzazione e grande attenzione al dettaglio».Gentile sottolinea anche la capacità del comparto di guardare al futuro: «Si tratta di un settore capace di coniugare tradizione e innovazione, anche grazie all’impiego delle nuove tecnologie. Un elemento che lo rende particolarmente attrattivo per le giovani generazioni, chiamate a raccogliere un’eredità strategica per il futuro del Made in Italy».Proprio ai giovani si rivolge l’appello dell’associazione, che vede nell’artigianato un ambito ricco di opportu-
nità professionali ed economiche, con ampi spazi per valorizzare talento e creatività. In questa direzione si inserisce anche un’iniziativa annunciata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, finalizzata al rilancio del comparto.Il quadro economico generale, tuttavia, resta complesso. Il Documento di finanza pubblica 2026, approvato dal Consiglio dei Ministri, segnala una revisione al ribasso delle stime di crescita in un contesto segnato da forte instabilità internazionale.A preoccupare è soprattutto il nuovo shock energetico legato alla crisi nell’area del Golfo e alle tensioni sullo Stretto di Hormuz. Il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, parla di una vera e propria «gelata di primavera» sulla ripresa: «Tra marzo e aprile il prezzo del gas è aumentato del 41,7% rispetto a febbraio, mentre l’energia elettrica all’ingrosso segna un +17,7%. Ancora più marcata la crescita dei carburanti: il prezzo industriale del gasolio è salito del 74,6%, con effetti diretti sui costi dell’autotrasporto e sull’intero sistema produttivo».Granelli evidenzia inoltre come le imprese italiane affrontino questa nuova fase critica senza aver ancora superato gli effetti della crisi precedente: «Le imprese italiane affrontano questa nuova crisi senza aver ancora riassorbito gli effetti di quella del 2022: nel 2025 i prezzi di elettricità e gas restano superiori del 45,5% rispetto al 2021 e il costo del credito continua a essere elevato».In questo scenario, Confartigianato ribadisce l’urgenza di interventi incisivi per contenere i costi energetici e del-

le materie prime, chiedendo una risposta coordinata a livello europeo. «Serve maggiore flessibilità nelle regole di bilancio per affrontare una fase straordinaria», sottolinea Granelli.Sul piano nazionale, l’invito al Governo è di concentrare le risorse su misure in grado di sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e rafforzare la competitività delle imprese. Centrale anche il tema della semplificazione amministrativa: «Occorre accelerare verso uno “Stato semplice”, riducendo burocrazia e oneri che frenano l’attività d’impresa».Confartigianato guarda con attenzione agli orientamenti dell’Esecutivo, auspicando un confronto strutturato con le parti sociali. «Con regole europee rigide e spazi di bilancio limitati è indispensabile trovare un equilibrio tra disciplina fiscale e crescita. Senza sviluppo non può esserci stabilità», conclude Granelli.L’as-
sociazione richiama infine l’attenzione sul ruolo strategico delle micro e piccole imprese, che rappresentano il 99,8% del tessuto produttivo europeo. Tra le priorità indicate figurano la riduzione degli oneri amministrativi, un quadro normativo più stabile, un accesso più equo ai fondi europei e un futuro bilancio pluriennale 2028-2034 più inclusivo e orientato alla competitività.Preoccupazione anche per un possibile ridimensionamento della politica di coesione, mentre resta centrale l’investimento in formazione professionale, apprendistato e politiche attive del lavoro, strumenti fondamentali per ridurre il divario tra domanda e offerta. In questo contesto, Confartigianato sollecita anche una revisione più inclusiva della Politica agricola comune, capace di valorizzare il ruolo delle imprese artigiane nelle filiere agroalimentari locali.
A Matera presentato il protocollo 2026: finanziamenti, pagamenti digitali e formazione gratuita per accompagnare la crescita delle Pmi del terziario
Accesso al credito, gestione dei flussi finanziari e supporto alla trasformazione digitale e sostenibile: sono questi i pilastri dell’accordo rinnovato nel 2026 tra UniCredit e Confcommercio Basilicata, presentato a Matera nel corso di un incontro con le imprese del territorio.L’intesa punta a rafforzare la capacità di investimento e la competitività delle piccole e medie imprese del commercio e dei servizi, mettendo a disposizione strumenti finanziari dedicati. Tra questi, finanziamenti a medio-lungo termine destinati a investimenti produttivi, operazioni immobiliari e acquisto di beni strumentali.Accanto al
credito, il protocollo prevede soluzioni integrate per i pagamenti digitali e la gestione della liquidità, con l’obiettivo di rispondere in modo concreto alle esigenze operative delle aziende del terziario.Particolare attenzione è riservata anche alla transizione sostenibile, con iniziative orientate all’efficienza energetica e alla riduzione delle emissioni. Un ambito sempre più centrale per le imprese, chiamate a coniugare crescita economica e responsabilità ambientale.Un ulteriore punto qualificante dell’accordo riguarda la formazione: grazie alla Banking Academy di UniCredit, saranno attivati percorsi gratuiti su gestione finanziaria, ac-
cesso al credito, digitalizzazione e sviluppo d’impresa, con l’obiettivo di rafforzare le competenze manageriali degli imprenditori.L’iniziativa rappresenta una delle prime applicazioni territoriali dell’intesa nazionale e mira ad adattare strumenti e servizi alle specifiche esigenze del tessuto produttivo locale. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, Massimiliano Pane, referente stakeholder territorial development Sud UniCredit, e Francesco Bucci e Fabrizio Stella, rispettivamente area manager e vice area manager Retail Puglia Centro e Basilicata.A sottolineare il valore strategico dell’accordo è Ferdinando Natali, regional manager Sud

UniCredit: «Ogni impresa ha un momento in cui le scelte diventano più complesse e la qualità della consulenza conta almeno quanto le risorse finanziarie necessarie. In quel passaggio si misura il valore di un partner: nel-
la capacità di accompagnare decisioni che devono trovare equilibrio tra crescita, innovazione e sostenibilità. È su questo terreno, concreto ma spesso poco visibile, che abbiamo scelto di concentrarci».

Nonostante il primato nella produzione di fragole e ortaggi, la regione rischia di perdere competitività a causa di una grave crisi occupazionale
L'ortofrutta lucana continua a rappresentare un elemento fondamentale dell'economia regionale, con una produzione annuale di circa 1,5 milioni di tonnellate e un valore complessivo che oscilla tra i 330 e i 350 milioni di euro. In particolare, la Basilicata è il primo produttore nazionale di fragole, con circa 1.200 ettari coltivati e una produzione che supera i 500.000 quintali all’anno. L’export gioca un ruolo cruciale nel successo del settore, con un valore che si attesta tra i 120 e i 180 milioni di euro, destinati principalmente ai mercati europei, tra cui Germania, Francia, Austria e Svizzera.Tuttavia, nonostante questi risultati positivi, il settore ortofrutticolo lucano si trova ad affrontare una crescente difficoltà legata alla carenza di manodo-
pera, un problema che sta diventando sempre più critico. La mancanza di oltre 120.000 lavoratori stagionali e qualificati a livello nazionale sta minando la capacità produttiva delle aziende agricole, mettendo a rischio la competitività dell’intero comparto. Questo fenomeno, che colpisce anche la Basilicata, si inserisce in un contesto più ampio di aumento dei costi di produzione, con incrementi significativi per energia, fertilizzanti e manodopera, che comprimono i margini di guadagno, in particolare per le piccole aziende.
In risposta a queste sfide, la Cia-Agricoltori Italiani ha avanzato una serie di proposte concrete per sostenere il settore. Una delle principali riguarda la semplificazione delle procedure di assunzione, favorendo l'ingresso di la-
voratori stagionali, anche attraverso strumenti digitali.
Inoltre, l’organizzazione chiede una riforma del decreto flussi che consenta un accesso più rapido e pianificato di lavoratori stranieri, evitando il sistema emergenziale del "click day" e adottando una programmazione pluriennale in base ai fabbisogni reali delle aziende.
Tra le altre proposte, c'è la razionalizzazione dei controlli burocratici e la revisione delle normative sul caporalato, con l’introduzione di uno sportello digitale unico per le aziende agricole, che semplifichi l’accesso ai servizi e alla rete del lavoro agricolo di qualità.L’export lucano, che rappresenta una parte rilevante della produzione, rischia di non essere sostenibile a lungo termine senza interventi strutturali adeguati.

La crescente difficoltà nel reperire manodopera e l'aumento dei costi di produzione minacciano di compromettere la competitività delle aziende ortofrutticole lucane. In un contesto globale sempre più competitivo, con la crescente concorrenza di Paesi come Marocco ed
Egitto, che godono di costi di produzione più bassi, la Basilicata deve affrontare una sfida cruciale: garantire la sostenibilità e la crescita di un settore che ha dimostrato un grande potenziale ma che, senza politiche mirate, rischia di vedere vanificati i risultati ottenuti finora.
Una mobilitazione storica per chiedere un cambio di rotta nelle politiche agricole, con leggi più severe per combattere la contraffazione
Lunedì 27 aprile, a partire dalle ore 9, il Brennero diventerà il cuore pulsante della protesta agricola, con migliaia di agricoltori provenienti da tutta Italia che si raduneranno per una grande manifestazione organizzata da Coldiretti. Tra i partecipanti, non mancheranno anche gli agricoltori lucani, pronti a scendere in campo per portare in piazza le loro richieste."Abbiamo bisogno della pace" è il messaggio centrale di questa mobilitazione, che vuole portare l’attenzione sulla difficile situazione in cui si trovano gli agricoltori italiani. La guerra in Medio Oriente, le tensioni nello stretto di Hormuz e l’aumento vertiginoso dei costi di produzione legati a energia, carburanti e fertilizzanti stanno mettendo in ginocchio un settore già gravato dalle difficoltà post-pandemia. Ma la manifestazione al Brennero non è solo una risposta alle difficoltà economiche: è anche un grido di allarme contro i fenomeni di contraffazione e la crescente invasione di prodotti esteri che vengono spacciati per italiani.A preoccupare Coldiretti e gli agricoltori italiani non sono
solo gli aumenti dei costi, ma anche l’ingresso nel mercato di prodotti alimentari stranieri, presentati come italiani pur non essendolo. Questa prassi, che sfrutta il principio dell'“ultima trasformazione” per fare passare per italiani prodotti non locali, sta creando una distorsione nel mercato, danneggiando la competitività dei produttori italiani e confondendo i consumatori.La manifestazione al Brennero, dunque, avrà un significato simbolico molto forte: si terrà nel punto di ingresso delle merci straniere in Italia, proprio per difendere il reddito degli agricoltori e il diritto dei consumatori a mangiare cibo sano, sicuro e genuino. Un tema che sta particolarmente a cuore agli agricoltori, che chiedono una legge più rigida e trasparente per garantire la tracciabilità e l’origine chiara degli alimenti.Al centro delle richieste di Coldiretti c’è la necessità di una maggiore trasparenza nell’etichettatura dei prodotti alimentari. Le etichette, secondo l’organizzazione, devono indicare senza equivoci l’origine dei cibi, evitando che alimenti trasformati in Italia, ma originari di altri Paesi, vengano

etichettati come prodotti italiani. Inoltre, Coldiretti invoca una modifica al codice doganale per eliminare il cosiddetto principio dell'“ultima trasformazione”, che consente a un prodotto straniero di essere etichettato come italiano dopo una lavorazione nel nostro Paese. Questa battaglia non si limita solo alla questione dell’etichettatura e dei prodotti esteri. L’evento del 27 aprile sarà anche l’occasione per celebrare un risultato storico per il settore agricolo: l’approvazione della legge
sui reati agroalimentari, ispirata alla “Legge Caselli”, un passo fondamentale nella lotta contro le agromafie, che da anni minacciano l’intera filiera agroalimentare italiana.La manifestazione al Brennero è un'opportunità per rilanciare la difesa dell’agricoltura italiana, della qualità dei suoi prodotti e della sua sostenibilità. È una chiamata a gran voce per proteggere il reddito dei contadini e garantire ai consumatori un'alimentazione sicura, sana e trasparente.
















OLTRE IL GIARDINO In studio oltre all’ex presidente della Regione e i due dem Ferrara e Falcone anche il regista Greco
A“Oltre il giardino, il programma di Cronache Tv condotto dal giornalista Paride Leporace, il dibattito politico in Basilicata torna al centro dell’attenzione con l’intervento di Tonio Boccia, figura storica del Partito Democratico, che ha acceso i riflettori sulla crisi dell’opposizione regionale e, in particolare, sullo stato del PD. Secondo Boccia, il nodo principale è l’assenza di una guida politica autorevole. Il partito, attualmente commissariato, appare incapace di esprimere una visione strategica e di costruire un’alternativa credibile al centrodestra. Una condizione che, a suo avviso, «blocca non solo il PD ma l’intera coalizione di centrosinistra, lasciando scoperto il campo dell’opposizione proprio in una fase in cui la Basilicata avrebbe bisogno di proposte e direzione».
L’ex presidente della Regione Basilicata evidenzia come il problema non sia contingente ma strutturale: manca una «prospettiva di lungo periodo, un progetto capace di indicare con chiarezza obiettivi e priorità». In questo contesto, il commissariamento viene visto come un limite, poiché una guida esterna difficilmente può sostituire una leadership radicata sul territorio e in grado di interpretarne bisogni e dinamiche. «Questo commissario è di Imola -spiega Boccia- e non possiamo pretendere che venga ogni giorno qui». Il politico richiama infatti la necessità di una politica vissuta “a tempo pieno”, fatta di presenza costante, ascolto e conoscenza diretta delle comunità locali. «Senza questo legame -sostienediventa impossibile costruire un progetto credibile per la regione». Non manca la critica al funzionamento complessivo del sistema politico, sempre più influenzato da dinamiche nazionali che finiscono per comprimere l’autonomia dei territori. Una deriva che, secondo Boccia, indebolisce la qualità della classe dirigente e rende più difficile affrontare le sfide locali. Il messaggio è chiaro: per rilan-


ciare il centrosinistra serve ripartire dal territorio, eleggere una leadership forte e costruire una visione politica capace di guardare oltre l’emergenza. Senza questi elementi, il rischio è quello di un’opposizione marginale e di una regione priva di una reale alternativa di governo. «Continuiamo questa ricognizione sul principale partito d’opposizione in Basilicata e in Italia -spiega Leporace-. Dopo il padre nobile, la base. Una base che si mobilita, aggiungo finalmente, nel punto di caduta di questa crisi verticale che attraversa il PD lucano, a Matera. Venti militanti hanno fatto quella che è una regola base della politica: hanno scritto un documento in cui hanno espresso le loro ragioni su una rifondazione del Partito Democratico. Queste iniziative dal basso vanno sempre incoraggiate, perché sono elemento di democrazia».
Ospiti in studio due portavoce del Pd di Matera, Domenico Ferrara e Giuseppe Falcone. «Siamo un gruppo di circa 25 militanti ed abbiamo promosso un documento per rilanciare il Partito Democratico a Matera, con l’obiettivo di allargare la partecipazione e sfruttare la fase congressuale come occasione di
svolta anche a livello regionale» spiega Falcone . La situazione locale appare però molto critica: al momento in città non esiste nemmeno una sezione attiva del partito. Una mancanza che, secondo i promotori, riflette lo stato di crisi organizzativa e politica, ma che dovrebbe essere superata con la ricostruzione degli organismi e il ritorno a spazi di confronto e attività sul territorio. «Quale è la vostra richiesta politica?» chiede Leporace a Ferrara. « Rilanciare il confronto e la partecipazione, riportando il dibattito pubblico nei luoghi della politica e coinvolgendo cittadini, iscritti e nuove energie per rifondare il Partito Democratico». Ferrara e Falcone denunciano una fase di forte crisi, aggravata dall’assenza di risposte del commissario e da una gestione elettorale segnata da errori e disorganizzazione, che hanno allontanato gli elettori e indebolito il partito a Matera. L’uscita di Roberto Cifarelli dal Partito Democratico è considerata un ulteriore segnale di debolezza, insieme alla mancata presentazione del simbolo alle elezioni, che ha spinto molti militanti a riattivarsi. A livello nazionale si evidenzia la necessità di ricostruire identità e alle-


anze, mentre localmente pesa la perdita di radicamento: il partito, diventato “degli eletti”, ha mostrato fragilità soprattutto dopo la perdita del governo. Nonostante tutto, resta fiducia nella possibilità di rilancio, a patto di aprire il partito alla partecipazione e avviare una nuova fase basata su unità, radicamento e coinvolgimento. Dunque sia Tonio Boccia e che gli iscritti materani reclamano fortemente il congresso. Dalla politica alla cultura, la “terza pagina” si apre con una storia che va controcorrente rispetto alla narrazione dello spopolamento. È quella di Vincenzo Greco, regista lucano che, dopo oltre quindici anni di lavoro a Torino nel settore degli effetti visivi per il cinema e la pubblicità, ha scelto di tornare in Basilicata. Formatosi all’Istituto Europeo di Design, Greco ha lavorato con grandi aziende e in un contesto dinamico e internazionale.
La svolta arriva con la nascita del primo figlio: insieme alla moglie, la psicologa e sceneggiatrice Rosalia Bitante, decide di rientrare per costruire un progetto di vita e di lavoro legato al territorio. Una scelta personale, ma anche culturale. Da qui nasce un percorso artistico che di-
mostra come sia possibile fare cinema anche lontano dai grandi centri produttivi. Il loro ultimo lavoro, “Dove cadono le stelle”, è un lungometraggio girato interamente in Basilicata, con attori e professionisti locali e il coinvolgimento diretto delle comunità. Un vero esempio di “cinema di comunità”, realizzato con risorse limitate, circa 8mila euro, ma con grande partecipazione collettiva. Il film, in bianco e nero e ambientato ai giorni nostri, racconta la nascita di un culto in una piccola comunità, intrecciando elementi religiosi e suggestioni contemporanee. Un’opera ambiziosa, ora pronta ad affrontare la fase più complessa: la distribuzione. Greco guarda ai festival e ai contatti con i distributori, consapevole delle difficoltà di un cinema indipendente, ma fiducioso nella forza del progetto. Accanto all’attività cinematografica, continua a lavorare nel campo della valorizzazione culturale, collaborando con enti e territori. La sua storia dimostra che il ritorno può essere una scelta produttiva e innovativa. E che anche nelle aree interne, grazie a passione e collaborazione, è possibile costruire nuove opportunità culturali e professionali.

Colpo al Centro Commerciale Heraclea, allarme dell’Ugl: «Sicurezza e lavoro a rischio, così si frenano sviluppo e investimenti»
«Furti e rapine, non c’è pace a Policoro: colpo a mano armata ieri attorno alle 9.30, alla gioielleria “Bluespirit” del centro commerciale Heraclea, sulla statale 106 Jonica. Quattro uomini, armati di pistola e incappucciati, secondo alcuni testimoni di nazionalità non italiana, sono entrati nella struttura, aperta dalle ore 9, dirigendosi subito verso la gioielleria e intimando ai presenti di restare fermi. Dopo aver infranto le vetrine e razziato monili e altri oggetti preziosi, si sono dati alla fuga a bordo di un’auto, dove li attendeva un complice alla guida. Un’azione durata pochi minuti, sotto gli occhi terrorizzati dei presenti. Fortunatamente non si registrano feriti. Sul posto sono immediatamente intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Policoro, guidati e coordinati dal maggiore Roberto Rampino. L’auto utilizzata per la fuga è stata data alle fiamme a circa un chilometro dal centro, lungo la complanare. Sono in
VIA LA BORSETTA
corso le operazioni delle forze dell’ordine. In pochi istanti i malviventi hanno distrutto le vetrine, impossessandosi di numerosi preziosi sotto gli occhi increduli di clienti e personale. Un colpo rapido e ben organizzato, portato a termine in pochi minuti. Gli inquirenti non escludono che si tratti di un gruppo di professionisti, vista la precisione e la rapidità dell’azione. Sono in corso rilievi e acquisizioni delle immagini dei sistemi di videosorveglianza per ricostruire l’esatta dinamica e individuare i responsabili. Non siamo più padroni nemmeno delle nostre attività e del nostro futuro». Lo riferisce il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano, per il quale «a Policoro e in tutta la fascia del Metapontino si vive come prigionieri di un incubo, come se l’area fosse il Far West: si ruba in ogni abitazione e in ogni negozio. Ma oggi il tema non è solo la sicurezza: è anche il futuro occupazionale del territorio. In una zona con enormi po-

tenzialità di sviluppo lavorativo, dal commercio al turismo fino ai servizi, il clima di insicurezza rischia di allontanare investimenti e scoraggiare chi vuole fare impresa. Le attività commerciali e produttive non sono più un punto di forza, ma diventano bersagli. Questo genera un effetto a catena: meno investimenti, meno nuove imprese, meno lavo- ro. È un danno concreto al-
l’economia locale – prosegue Giordano – che si somma alla crescente sfiducia nelle istituzioni. Si diffonde la convinzione che denunciare significhi soltanto perdere tempo, senza risultati concreti. Per l’Ugl, il sindaco della città, avv. Enrico Bianco, deve farsi portavoce presso tutte le istituzioni e coinvolgere anche il Prefetto, affinché si rafforzi la presenza dello Stato sul ter-
ritorio con più uomini e mezzi per Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, oltre a un potenziamento del corpo dei Vigili urbani. È però doveroso sottolineare il grande impegno delle forze dell’ordine di Policoro che, pur con organici ridotti, riescono quotidianamente a garantire un presidio fondamentale di legalità e sicurezza. La sicurezza è una condizione indispensabile non solo per la serenità dei cittadini, ma anche per attrarre investimenti e creare occupazione. Non scopriamo certo “l’acqua calda” –aggiunge Giordano – ma le criticità peggiorano ogni giorno: è necessario reagire con azioni concrete. Policoro e il Metapontino non possono permettersi di perdere opportunità di crescita. Questo territorio ha tutte le carte in regola per svilupparsi e generare lavoro, e per questo l’Ugl rivolge un appello agli imprenditori affinché continuino a investire nell’area, senza lasciarsi scoraggiare da episodi criminali».
LaPolizia di Stato di Potenza nella serata di mercoledì 22 aprile ha denunciato in stato di libertà una donna per furto e indebito utilizzo di carta di credito, restituendo l’intera somma sottratta alla vittima e individuando in breve tempo la responsabile. Le indagini hanno preso il via a seguito di una denuncia da parte di una cittadina alla quale era stata rubata la borsa con all’interno le carte di credito e i documenti. Le pattuglie della Squadra Volante sono intervenute immediatamente avviando mirati accertamenti sul territorio. L’attività investigati-
va, sviluppata in tempo reale, grazie alla sinergia tra Ufficio Denunce e Sala Operativa, ha permesso di ricostruire con precisione gli spostamenti dell’autrice del furto e di individuare un esercizio commerciale dove era stata effettuata l’ultima transazione illecita. Grazie al rapido scambio informativo e alla conoscenza del territorio, gli operatori sono riusciti in pochi minuti a rintracciare la persona sospettata, fermata mentre si trovava a bordo di un veicolo insieme ad un’altra individuo. Nel corso degli accertamenti, la stessa ha ammesso le proprie responsabilità, confes-
sando di aver effettuato più operazioni di prelievo e acquisti mediante l’utilizzo indebito della carta sottratta poco prima. L’intervento si è concluso con il recupero della carta bancomat, del denaro contante e degli effetti personali asportati, prontamente restituiti alla legittima proprietaria. Al termine delle attività, la responsabile è stata denunciata in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per furto e indebito utilizzo di carta di credito. L’operazione ha confermato ancora una volta l’efficacia del dispositivo di controllo del territorio e la costante attenzione della

Polizia di Stato nella tutela dei cittadini e nella repressione dei reati predatori.
LeFiamme Gialle del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Potenza hanno intensificato l’azione di “controllo economico del territorio”, rilevando e contestando, attraverso un approccio operativo “trasversale”, numerose violazioni alla normativa fiscale, lavoristica e in materia di trasparenza dei
prezzi al consumo. Nel dettaglio, nella città capoluogo e in diversi Comuni della provincia, i Finanzieri hanno accertato numerose infrazioni agli obblighi di memorizzazione e di invio dei “corrispettivi telematici” nonché di installazione e di revisione periodica del misuratore fiscale. Interessati dalle violazioni: saloni di bellezza, frutti-
vendoli, panifici, bar e ristoranti. In questo settore di intervento, a seguito della rilevazione di n.4 violazioni agli obblighi di memorizzazione e di invio dei corrispettivi telematici nell’ultimo quinquennio, la Compagnia di Rionero ha inoltre dato attuazione nei confronti del titolare di una ditta individuale operante nel settore del commercio di
tessuti a un provvedimento di sospensione all’esercizio dell’attività commerciale. Sul fronte del contrasto al “lavoro nero”, invece, la Compagnia di Lauria ha individuato all’interno di una panetteria n.2 lavoratori impiegati in assenza delle prescritte comunicazioni di instaurazione del rapporto di lavoro. Altrettanto incisiva è stata
l’azione di controllo sulla trasparenza dei prezzi al consumo. Nello specifico, i Finanzieri della Tenenza di Maratea, nel corso di un controllo condotto nei confronti di un minimarket, hanno riscontrato e contestato al titolare dell’esercizio commerciale la violazione dell’obbligo di esposizione dei prezzi degli articoli in vendita.

Con l’intervento di esperti, il convegno offrirà approfondimenti sulle strategie per tutelare le aziende dalla responsabilità penale
Oggi, 24 aprile, Confindustria Basilicata ospita un evento di grande rilevanza per tutte le imprese lucane. A partire dalle 15.30, presso la sede dell'associazione a Potenza, si terrà un convegno dal titolo "La responsabilità da reato degli enti nel D.Lgs. 231/2001: dal modello organizzativo all’Organismo di Vigilanza, sino al processo penale. Evoluzioni legislative e attuazione pratica del modello". L'incontro si concentrerà sul Decreto Legislativo 231/2001, che ha introdotto la responsabilità penale degli enti e l'obbligo per le imprese di adottare modelli organizzativi per prevenire reati.Il convegno è stato organizzato per fornire alle aziende gli strumenti necessari per comprendere e applicare correttamente il Modello 231, un importante strumento non solo per garantire la legalità, ma anche per migliorare la governance e ridur-
re i rischi legali. La responsabilità da reato degli enti è oggi uno dei temi più rilevanti per le imprese, che devono essere preparate a gestire i rischi legati a comportamenti illeciti all'interno delle loro strutture.L'evento si aprirà con i saluti istituzionali di Francesco Somma, presidente di Confindustria Basilicata, Francesco Bonito Oliva, presidente dell'Ordine degli Avvocati di Potenza, Fabio Santarcangelo, presidente dell'Ordine dei Commercialisti ed Esperti contabili di Potenza, e Ferdinando Di Carlo, docente delegato alle Politiche finanziarie e al Bilancio dell'Università degli Studi di Basilicata. Successivamente, si alterneranno gli interventi di esperti e professionisti che forniranno approfondimenti pratici e teorici sul tema.Parteciperanno Manuela Lucchese, professore dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, che discuterà degli
aspetti normativi e delle evoluzioni legate al Modello 231. Vincenzo Montemurro, Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica di Potenza, offrirà una panoramica sul ruolo della magistratura nella responsabilità penale degli enti. Luigi Setola, Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Potenza, approfondirà le prassi giuridiche relative al modello 231. Infine, Giampaolo Carretta D’Onofrio, presidente dell'Organismo di Vigilanza, e Vito Di Nicola, già presidente della I e III Sezione della Suprema Corte di Cassazione, concluderanno il convegno con una riflessione sulle applicazioni pratiche e giuridiche del modello.Il convegno è realizzato in collaborazione con l'Università degli Studi della Basilicata (Unibas) e con gli Ordini professionali degli Avvocati e dei Commercialisti di Potenza. Inoltre, l'evento è valido per il rilascio di credi-
Condannata la Vultur Security srl, la Corte d’Appello dà ragione a Cignarale: va reintegrato

La Corte d’Appello di Potenza ha accolto il reclamo di Luigi Cignarale, dirigente iscritto a Filcom ConfSal Basilicata, contro Vultur Security Srl, dichiarando illegittimo il suo licenziamento del 2 ottobre 2023. Con la sentenza n. 22/2026, pubblicata il 5 marzo, la corte ha ordinato la reintegrazione immediata di Cignarale nel suo posto di lavoro e il pagamento di un risarcimento pari a 10 mensilità della sua ultima retribuzione globale di fatto, oltre ai contributi previden-
ziali e assistenziali per il periodo tra il licenziamento e la reintegrazione. L’azienda è stata anche condannata a rimborsare le spese legali per entrambi i gradi di giudizio.Il segretario generale regionale di Filcom ConfSal Basilicata, Donato Rosa, ha commentato: «Questa sentenza è una vittoria della legalità e della dignità del lavoro». Rosa ha poi sottolineato che Filcom ha sostenuto Cignarale in ogni fase del procedimento, convinta che le ragioni del diritto avrebbero prevalso. «Ora
pretendiamo che la sentenza venga eseguita senza indugi: la reintegrazione non è un’opzione, è un obbligo di legge», ha aggiunto.Filcom ha anche rimarcato come questa vittoria dimostri che il sindacato non si limita a firmare contratti, ma li impugna e li contesta quando diventano strumenti di ingiustizia. Nonostante sia una realtà più piccola rispetto ad altri sindacati, Filcom ha evidenziato le proprie alte competenze e capacità di difendere concretamente i diritti dei lavoratori.La federazione ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dagli avvocati Paolo Pagano e Pasquale Lopardi, la cui competenza ha contribuito al successo del caso. Filcom ha inoltre annunciato che seguirà con attenzione l’adempimento completo della sentenza da parte di Vultur Security Srl, riservandosi di intraprendere ulteriori azioni sindacali e legali per garantire il rispetto dei diritti del lavoratore.

ti formativi per avvocati e commercialisti, rappresentando così un'opportunità di aggiornamento professionale per tutti i partecipanti.Confindustria Basilicata invita tutte le imprese, i professionisti e i manager ad approfittare di questa occasione per aggiornarsi sulle normative vigenti e acquisire competenze fondamentali per la corretta applicazione del Modello 231, che continua a essere un presidio di legalità e una garanzia contro i rischi penali per le aziende.
CANDIDATURE ENTRO IL 29 APRILE
L'EsercitoItaliano prosegue la sua serie di attività informative e di orientamento per i giovani diplomandi, offrendo loro l'opportunità di conoscere i percorsi di carriera e le possibilità professionali nell'ambito delle Forze Armate. Gli incontri, promossi dal Comando Militare Esercito "Basilicata", stanno coinvolgendo le scuole della regione per informare i ragazzi sulle opportunità di arruolamento. Uno degli aspetti più rilevanti di queste iniziative è il concorso pubblico per l'ammissione al 29° corso biennale di 140 Allievi Marescialli, con scadenza il 29 aprile. Il concorso è destinato ai giovani tra i 17 e i 26 anni, diplomati o prossimi alla laurea, e offre l'opportunità di conseguire una laurea di 1° livello in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, mentre si apprendono competenze fondamentali per diventare comandanti di plotone.Gli interessati possono presentare la loro domanda esclusivamente tramite il portale concorsi.difesa.it, utilizzando SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE). Per maggiori dettagli sul bando, è possibile consultare il personale del Comando Militare Esercito "Basilicata" o interagire con i due avatar virtuali dell'Esercito, Atena ed Ettore. Un’iniziativa che si inserisce nel programma più ampio dell’Esercito per favorire un dialogo diretto con le nuove generazioni e offrire loro scelte professionali consapevoli.

Un progetto di comunità nella Casa Circondariale di Matera, alla presentazione anche la Garante regionale per i detenuti

«N
ella Sala Convegni della Caritas Diocesana Matera-Irsina, si è svolta la presentazione del volume ‘Coltivare umanità. Manuale involontario di botanica umana’ di Ilaria De Vanna, che è diventata anche occasione di condivisione di un’esperienza che va oltre il libro. Le testimonianze dei partecipanti hanno restituito il senso più autentico di questo cammino: la difficoltà di guardarsi dentro, il coraggio di riconoscere i propri errori, ma anche la possibilità concreta di cambiare».
Lo dichiara la Garante per i detenuti, Tiziana Silletti, che aggiunge: «Per la prima volta, in una Casa Circondariale della Re-
gione Basilicata, è stato realizzato un progetto di pratica riparativa di comunità. Un’esperienza che segna un passaggio importante, perché rimette al centro il vero significato della pena: non solo sanzione, ma rieducazione. Le pratiche riparative di comunità vanno proprio in questa direzione. Creano spazi di ascolto e di responsabilità, in cui le persone possono comprendere l’impatto delle proprie azioni e ricostruire un legame con la comunità. Non si tratta di dimenticare, ma di trasformare. Non di escludere, ma di accompagnare».
«Per le persone detenute – evidenzia Silletti - questo tipo di percorsi è importante perché rompe l’isolamento e restituisce

un senso di appartenenza che la detenzione inevitabilmente tende a spezzare. Le pratiche riparative di comunità consentono di non essere identificati solo con il reato commesso, ma di essere riconosciuti nella propria complessità di persone, con una storia, delle responsabilità, ma anche con la possibilità concreta di cambiamento. Sono percorsi che favoriscono la consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni e permettono di ricostruire un legame con la comunità, attraverso il dialogo e l’ascolto».
«In questo senso – sottolinea la Garante - la rieducazione non resta un principio astratto, ma diventa un’esperienza concreta, che può aprire la strada a un reinse-
Macchia: «Coppa Italia, occasione per promuovere i valori della Basilicata»

Proseguono le visite istituzionali del Potenza Calcio dopo la conquista della Coppa Italia Regionale Trenitalia. Il club rossoblù ha fatto tappa presso l’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata, partner
presente sulla felpa ufficiale indossata dalla squadra guidata da mister De Giorgio in occasione della doppia finale contro il Latina. All’incontro con la Direttrice APT Margherita Sarli hanno preso parte il Pre-
sidente del Potenza Calcio Donato Macchia, il difensore Yuri Rocchetti, il centrocampista Bilal Erradi e l’attaccante Luca Mazzeo.
«Abbiamo fortemente voluto il logo dell’APT sulla nostra felpa, consapevoli dell’importanza di promuovere a livello nazionale non solo il brand Potenza Calcio, ma anche i valori della nostra regione».
È quanto ha dichiarato il Presidente Donato Macchia che ha aggiunto: «Ringrazio la Direttrice Sarli per l’ospitalità e per aver condiviso con noi questo percorso. La vittoria della Coppa Italia Regionale Trenitalia è stato un bellissimo momento di promozione per il club e per l’intero territorio».
rimento reale e dignitoso nella società. Ciò che abbiamo vissuto ieri non è solo un momento da ricordare, ma un impegno da portare avanti. Dare senso alla pena significa renderla capace di trasformare, di aprire prospettive, di restituire valore alla persona». «Se la rieducazione è il fine, allora percorsi come questo non sono un’eccezione, ma una strada necessaria. Una strada che parla di responsabilità, ma anche di fiducia. Perché investire nella persona detenuta – conclude Silletti - significa investire nella possibilità concreta di un nuovo inizio, dentro e fuori dal carcere, e nella costruzione di un percorso reale di reinserimento nella comunità».


Il Presidente del Consiglio regionale e la Garante per la disabilità hanno premiato i bambini della VA dell’Istituto “Don Milani-Leopardi”
Ieri, presso la sala E. Scardaccione del Palazzo del Consiglio regionale, il presidente del Consiglio, Marcello Pittella, e la Garante regionale per la disabilità, Marika Padula, hanno incontrato la classe V A dell’Istituto comprensivo “Don Milani-Leopardi” di Potenza, protagonista di un progetto di inclusione sociale unico ed esemplare, dopo il prestigioso riconoscimento conferito alla stessa classe dal Presidente della Repubblica nell’ambito dell’iniziativa
“I nuovi Alfieri della Repubblica”. All’evento erano presenti la dirigente scolastica dell’istituto, Marcella Marsico, Rosanna Parente, assistente alla comunicazione e interprete LIS, la prof.ssa Antonella Oddone, la dott.ssa Flavia Panatelo, Raffaela Biscione dell’AIAS e i genitori delle ragazze e dei ragazzi. L’incontro è stato voluto dalla Garante con l’obiettivo di segnalare e riconoscere un percorso di alto valore sociale che ha visto protagonista un’intera comunità scolastica, capace di trasformare la Lingua dei Segni Italiana in strumento di amicizia, partecipazione e autentica inclusione.
Tutti gli alunni hanno infatti imparato il linguaggio dei segni per comunicare con una loro compagna affetta da sordità. «La disabilità - ha affermato Pittella - o meglio il divario legato alla non autosufficienza, è una questione che non possiamo continuare ad ignorare. Anche iniziative simboliche, come la consegna di una pergamena, assumono un valore significativo di riconoscimento istituzionale. Si tratta di un impegno che qualifica l’azione della Regione, chiamata a guardare alla disabilità con grande attenzione e responsabilità. Questa scelta è tanto più urgente in una società che procede a velocità diverse e che registra livelli di povertà non soltanto economica, ma anche educativa, incidendo profondamente sulla piena garanzia dei di- ritti della persona. È una condizione che non può non essere oggetto di attenzione da parte dell’istituzione. In questo senso, l’azione della Garante è particolarmente preziosa, perché contribuisce ad avvicinare le distanze e a ridurre le disuguaglianze, per salvaguardare i diritti di chi oggi ne ha meno, o in alcuni

casi ne è del tutto privo». Per Marika Padula è «stata una giornata storica. La Regione Basilicata ha portato avanti un progetto di reale inclusione, partendo dalla prima agenzia formativa, la scuola. Questi bambini - ha evidenziato - ci hanno insegnato cosa significhi la vera amicizia e come sia possibile comunicare anche con una persona con disabilità sensoriale. Lo hanno fatto attraverso la lingua LIS, guidati dalle loro insegnanti, dimostrando che questo progetto può di-

ventare un modello replicabile, auspicabilmente in tutte le scuole. Hanno messo in atto un esempio concreto di collaborazione e di sostegno nei confronti di una compagna che necessitava di essere accompagnata in un percorso di piena inclusione. Prima ancora di arrivare a questi traguardi, è però fondamentale creare le condizioni per una comunicazione autentica e inclusiva e questo progetto è andato nella direzione migliore». In conclusione, la dirigente scolastica,
Marcella Marsico, ha voluto sottolineare che la scuola, insieme alle ragazze e ai ragazzi, ha realizzato «qualcosa di straordinario che, in realtà, dovrebbe rappresentare la normalità. La vera inclusione è questa, quando un’intera classe, un’intera scuola, sostiene e accompagna una di loro. Tutti hanno compreso il valore dell’aiuto, hanno interiorizzato che siamo tutti uguali nella dignità, pur nelle nostre differenze, ciascuno unico e irripetibile».


Lavecchia (Pilota Alfa Romeo): «Un onore celebrare il simbolo dell'automobilismo». Tisci: «Questa iniziativa valorizza il nostro territorio»
D I V ITO E RRICHETTI
La sala 3 al piano terra del Consiglio regionale della Basilicata a Potenza è stata il palcoscenico di una conferenza stampa molto attesa. Il progetto "Le strade delle contraddizioni, sensi, radici e passioni" è stato ufficialmente presentato al pubblico, dando il via a un percorso culturale che, dal 26 al 28 aprile, animerà i territori lucani di Montalbano Ionico e Montemurro, in provincia di Matera e Potenza. L’iniziativa, che celebra il centocinquantesimo anniversario della nascita di Nicola Romeo – fondatore del marchio Alfa Romeo e figura di spicco nel panorama industriale italiano del Novecento –rappresenta un omaggio a uno dei protagonisti più significativi della storia della Basilicata e dell'industria automobilistica.
TRE GIORNI DI EVENTI
TRA CULTURA E TERRITORIO
Donata Manzolillo, responsabile comunicazione della Fondazione Super SudManzolillo: "Abbiamo organizzato eventi che esplorano la storia, i sensi e le passioni legate a questo grande nome dell’industria italiana.", ha introdotto il programma delle tre giornate, sottolineando la centralità del territorio lucano: «Tre giorni, una storia, un territorio protagonista: la Lucania. Saranno tre declinazioni del turismo che esploreranno il territorio da prospettive diverse: turismo dei sensi, delle radici e delle passioni.» L’evento è organizzato dalla Fondazione Super Sud, con il patrocinio di enti prestigiosi come il Parco Appennino Lucano Val D’Agri Lagonegrese, il Consiglio Regionale della Basilicata e la Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM) .«Ci aspettano tre giornate impegnative, volte principalmente alla valorizzazione dei territori di Montalbano Ionico e Montemurro,» ha aggiunto Manzolillo, evidenziando come questi due comuni divente-
ranno i veri protagonisti dell'evento.
IL PROGRAMMA
DEGLI EVENTI
Il 26 aprile, il viaggio culturale prenderà il via con il turismo dei sensi. La giornata si concentrerà sulla figura di Nicola Romeo attraverso un salotto letterario curato dal giornalista Fabio Mendolara, durante il quale i sensi saranno al centro dell’attenzione. Tra gli ospiti, Elisabetta Cozzi, fondatrice del Museo Cozzi di Cultura Alfa, che non solo riceverà un riconoscimento per il suo impegno nella valorizzazione della cultura Alfa Romeo, ma condividerà anche la sua esperienza contro la violenza di genere.Il 27 aprile, il focus si sposterà su Montemurro e il turismo delle radici, con una tavola rotonda incentrata sulla gestione e valorizzazione del patrimonio storico e culturale del territorio. Infine, il 28 aprile, l’evento si concluderà con una cerimonia che celebrerà il 150° anniversario della nascita di Nicola Romeo. Tra le iniziative in programma, spicca un annullo filatelico e un raduno di auto storiche, organizzato dalla Scuderia Abruzzia, che porterà a Montemurro appassionati di motori da tutta Italia. Non mancheranno gli appassionati alfisti, che apriranno la giornata del 26 aprile con un incontro a cura dell’associazione Cinema Alfa, dando il via ai festeggiamenti dedicati al marchio che ha fatto la storia dell'automobilismo.
IL TERRITORIO COME
PROTAGONISTA
Antonio Tisci, Presidente del Parco Appennino Lucano Val D’Agri Lagonerese, ha espresso l’importanza dell’evento come parte delle iniziative per la valorizzazione del territorio lucano: «Questa iniziativa ci consente di far conoscere una parte fondamentale del nostro territorio, legata a una figura storica come Nicola Romeo, che ha avuto un ruolo determinante anche nel parco attraverso

la collaborazione con Alfa Romeo. Raccontare il nostro territorio significa anche parlare delle intelligenze che vi sono nate.»
UN OMAGGIO
A NICOLA ROMEO E ALLA TRADIZIONE SPORTIVA
Antonino Lavecchia, pilota Alfa Romeo e già campione italiano, ha condiviso la sua emozione riguardo l'evento, che celebra una figura a lui molto cara: «Essere parte di questa celebrazione, a 150 anni dalla nascita di Nicola Romeo, è un onore. Romeo non è solo un simbolo dell'industria automobilistica, ma anche un eroe lucano, essendo oriundo di questa terra. Questo evento ci riporta alla memoria il valore del marchio Alfa Romeo e la sua tradizione sportiva, che mi ha dato l’oppor-
tunità di vivere il mio sogno di carriera.»
UN TRIBUTO ALLA STORIA E AL FUTURO DELLA BASILICATA
Il progetto "Le strade delle contraddizioni, sensi, radici e passioni" si preannuncia come un evento ricco di significato, non solo per la comunità lucana, ma anche per tutti gli appassionati di motori e cultura. Con il centocinquantesimo anniversario della nascita di Nicola Romeo come punto di partenza, l’iniziativa si propone di valorizzare non solo il patrimonio storico e industriale della Basilicata, ma anche di rafforzare l’identità culturale di un territorio che ha dato i natali a una delle figure più importanti della storia dell’automobilismo.




Muro Lucano ha accolto il Cardinale Feroci, l’Arcivescovo Carbonaro e le Istituzioni civili e miliari giunte per il Patrono della Basilicata
D I E MANUELA C ALABRESE
Ieri pomeriggio un abbraccio corale ha unito la Basilicata con tutte le città italiane ed estere nel mondo, nel nome di San Gerardo Majella, dando ufficialmente avvio all’Anno Giubilare Gerardino.L'Arcivescovo Metropolita Davide Carbonaro, Presidente della Conferenza Episcopale di Basilicata, aveva difatti chiesto al Santo Padre Leone XIV di indire lo speciale anno, le cui celebrazioni hanno avuto inizio proprio ieri 23 aprile, giorno del Battesimo del Santo. Il Battistero di Muro Lucano, dove nacque il Patrono della Basilicata, ha accolto il Cardinale Enrico Feroci -che nel corso della sua carriera ha dimostrato dedizione alla cura pastorale, al lavoro caritatevole e alla leadership all’interno della Chiesa cattolica- e l'Arcivescovo Carbonaro, per la benedizione dell'Acqua Lustrale e il trasferimento processionale in Cattedrale con la solenne Concelebrazione Eucaristica alla presenza del clero e delle autorità religiose, civili e militari per celebrare il 300° anniversario della nascita di San Gerardo Majella e l'apertura dell'Anno Giubilare Gerardino, «dando ufficialmente avvio a un tempo di grazia, memoria e rinnovamento spirituale per l’intera regione. Inoltre il 21 aprile del 1994, Giovanni Paolo II proclamava San Gerardo
Majella Patrono della Basilicata» ricorda l’Arcidiocesi di Potenza- Muro Lucano-Marsiconuovo.Secondo la liturgia, il Cardinale ha "bussato" con il bastone pastorale aprendo e attraversando poi la Por- ta Santa. È un atto simbolico di fede, che rappresenta il passaggio dal peccato alla grazia e l'inizio di un percorso di conversione.Monsignor Carbonaro nei giorni scorsi aveva sottolineato come «la biografia di questo Santo sia segnata da percorsi interiori, rivelazioni mistiche e azioni taumaturgiche, che affascinano e attraggono ancora oggi il popolo di Dio rendendolo disponibile alla vita della Grazia. San Gerardo che ebbe a cuore la volontà di Dio come amorosa ricerca della felicità, aiuti i giovani a scoprire la gioia e la gratitudine che scaturiscono da un cuore semplice e la capacità, di donarsi agli altri senza riserve». A Muro Lucano dove il Santo visse per 23 anni, sono ancora custoditi, con profonda devozione e affetto, i luoghi che videro la sua nascita, gli inizi della fede, la profonda devozione mariana e la sua vocazione alla vita consacrata.Anche Padre Thomas, che guida la comunità di fedeli a Muro Lucano, ha espresso profonde parole di emozione: «Sarà bello, in questo anno speciale, riscoprire la vita meravigliosa del nostro Santo e lasciarci guidare dal suo

esempio. La sua testimonianza ci ricorda che la santità nasce dalle cose semplici e nella fiducia quotidiana in Dio. Grazie a Papa Leone XIV° vivremo un Anno Giubilare Gerardino ricco di appuntamenti di studio, momenti di approfondimento spirituale e storico, iniziative di devozione e opere di carità per conoscere più da vicino il messaggio del Santo e tradurlo nella vita concreta. Per la Basilicata e per Muro Lucano è un evento di grande importanza, in questa terra che riconosce in lui un Patrono e un segno luminoso di fede. San Gerardo è un riferimento essenziale per i

giovani lucani perché anche lui era un giovane ragazzo dalla vita umile, e dalla fede semplice. Proprio per questo continua ancora oggi a parlare al cuore delle giovani generazioni».Accanto alla dimensione liturgica, il programma delle celebrazioni si svilupperà attraverso una serie di incontri culturali e civili finalizzati a promuovere l’identità regionale. I prossimi appuntamenti saranno con la festa patronale del 2 settembre, la memoria del 16 ottobre e la chiusura solenne dell’Anno Gerardino. Nel mentre, accanto agli eventi religiosi, spazio anche a un ampio ca-
lendario culturale: mostre, convegni, percorsi dedicati ai Luoghi Gerardini –dalla casa natale, alla Cattedrale – e iniziative rivolte alle scuole, con concorsi e attività formative. Previsti anche strumenti per i pellegrini, come un vademecum dedicato e una guida turistica digitale. Non mancheranno interventi concreti sul patrimonio cittadino, con opere di restauro e valorizzazione, e iniziative di carattere sociale in collaborazione con la Caritas, rivolte in particolare a famiglie, madri e bambini, nel solco della tradizione che vede San Gerardo come loro protettore.



LE ISTITUZIONI SI UNISCONO ALLE CELEBRAZIONI
A rendere omaggio al Patrono della regione, le massime autorità civili e militari. «Rendiamo omaggio al nostro Patrono – ha asserito il Presidente della Regione Vito Bardi– una figura che incarna l’essenza stessa della Basilicata. San Gerardo è un punto di riferimento per i fedeli, ma costituisce anche un elemento cardine del nostro patrimonio storico e culturale, riconosciuto a livello universale. Questo “Anno Gerardino” offre l’opportunità di riscoprire i valori di coesione e appartenenza che uniscono le nostre comunità». Con queste parole Bardi, ha sottolineato il significato profondo di questa ricorrenza per tutto il popolo lucano.
Per il Primo cittadino di Muro, Giovanni Setaro, «Sono stati giorni estremamente intimi per la nostra comunità e il suo concittadino più importante. Giorni di raccoglimento, in cui abbiamo ritrovato una sintonia profonda con la nostra comunità ripercorrendo le strade del Santo, che poi sono anche le nostre: fatte di gesti semplici, di tradizioni, di legami che resistono al tempo. E dopo questo tempo intimo, ieri invece è stato il giorno in cui la Basilicata si è aperta al mondo, tramite la città di Muro e il suo Santo Patrono. Sarà un anno storico anche per l’indulgenza plenaria concessa dal Papa per chi farà visita alle chiese di Muro, e in altri luoghi gerardini, ma anche a chi si recherà presso la casa di
San Gerardo che custodiamo qui a Muro. E questo è un fatto storico perché per la prima volta si potrà ricevere l’indulgenza, visitando secondo specifici dettami, un'abitazione. Siamo pronti ad accogliere i molti pellegrini che giungeranno, parteciperemo a celebrazioni religiose ma anche civili, organizzate, queste, in onore del suo "fiore più bello”. Attività che verranno sviluppate e cresceranno e diverranno anche banco di prova per far sì che questo Anno Giubilare Gerardino possa essere una ripartenza che dia onore al Santo, maggior lustro a questa parte della Basilicata nord occidentale e a Muro Lucano, perno centrale di questo anno religioso e non solo».
Gonfaloni di molti paesi, Sindaci in fascia, Assessori, Consiglieri, l’Arma dei Carabinieri in alta uniforme, la Polizia locale, le Associazioni, hanno affollato la Cattedrale di Muro Lucano. Tra i banchi, religiosi e laici, fedeli di ogni età: adulti e ragazzi, anziani e giovanissimi e poi tante mamme con i bambini, di cui San Gerardo è Protettore nel mondo.
INDULGENZA
PLENARIA FINO AL 23 APRILE 2027 PER CHI VISITERA' I
LUOGHI GERARDINI E LA CASA
DEL SANTO
“Vado a farmi santo” scrisse Gerardo alla madre su un biglietto, lasciando la casa natale per entrare come fratello laico tra i Redentoristi, la congregazione fondata da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. «La testi-

monianza di San Gerardo ci ricorda che la santità nasce dalle cose semplici e dalla fiducia quotidiana in Dio» ha sottolineato il parroco Don Thomas.
Le strade che Gerardo attraversava da bambino sono state addobbate a festa, i luoghi in cui si manifestarono i primi miracoli sembravano risplendere di una luce nuova. Nelle Chiese che in questi giorni hanno accolto le sue spoglie, e che le accoglieranno fino al 25 aprile, si respira un sentimento di famiglia: quell’amore e quella stessa pace che si vivono in una casa quando un fratello torna a far visita. San Gerardo è tornato dalla sua famiglia di Muro, ma è tornato per tutti i lucani e per tutti i fedeli nel mondo. In occasione del 300° anniversario della sua nascita (1726-2026), Papa Leone XIV ha concesso l'indulgenza plenaria a Muro Lucano durante tutto l’anno
e fino al 23 aprile 2027, e in alcune date specifiche indicate nella lettera pastorale scritta da Mons. Carbonaro, nelle Cattedrali delle sei diocesi lucane e in diverse chiese lucane intitolate al Santo, tra cui la parrocchia di San Gerardo Maiella in Marconia di Pisticci.
L’obiettivo dell’Anno Gerardino è riscoprire e attualizzare la figura del Santo lucano, valorizzandone il messaggio di santità quotidiana, fatto di umiltà, lavoro, carità concreta e profonda devozione mariana. Un percorso che punta non solo alla celebrazione, ma anche al rafforzamento dell’identità spirituale e culturale del territorio. Il programma, condiviso con l’Arcivescovo Davide Carbonaro, è stato elaborato dal Comitato cittadino promosso dall’Associazione Murese di Volontariato San Gerardo Maiella, insieme alla Parrocchia, all’Ammi-
nistrazione comunale, Azione Cattolica e Caritas. Domani venerdì 24, la Cattedrale di Muro ospiterà una veglia dei giovani guidata dal cantautore don Piero Nestola. Infine sabato 25, Festa di San Marco, le reliquie saranno nella Chiesa di Piazza Umberto I° dove si terrà la Santa Messa e poi il passaggio delle spoglie del Santo nella Chiesa di Santa Maria del Soccorso da dove partirà alla volta di Vietri di Potenza, dove il Convento dei Cappuccini, che custodisce il Crocifisso da lui scolpito, sarà meta quest’anno di pellegrinaggio per tutte le comunità diocesane lucane. Ma, come ricorda Mons. Carbonaro, «il pellegrinaggio più bello che Gerardo ci chiede è quello del cuore, dove apprendiamo a rimettere in sintonia le nostre scelte con il Vangelo, imparando a servire come lui ha fatto il Signore e i fratelli».
Progetto tutto al femminile con età media di 35 anni finanziato con 270mila euro: «Gran segnale di vitalità

Irccs Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata accoglie con profonda soddisfazione il risultato ottenuto da un team di giovani ricercatrici, tutte lucane, che ha ottenuto un finanziamento di 270 mila euro dal ministero della Salute nell’ambito della ricerca finalizzata, posizionandosi ai vertici della graduatoria nazionale. L'eccezionalità del risultato è confermata dai numeri. Il progetto, ottenendo l’altissimo punteggio di 9,50, si è classificato
(AZIONE):
«Chirurgia
Inal nono posto su 340 proposte presentate da ricercatori di tutta Italia, di cui solo 80 sono state ammesse a finanziamento. Un successo che riporta il Crob ai vertici della ricerca ministeriale dopo circa quindici anni di assenza da questa tipologia di finanziamenti. Il cuore di questo traguardo è un gruppo di professioniste composto dalla dott.ssa Luciana Valvano, responsabile scientifico del progetto, dalla dott.ssa Rocchina Vilella, co-responsabile scientifico e dalle collaboratrici dotto-
ressa Marisabel Mecca e dottoressa Marzia Sichetti. Un gruppo coeso, tutto al femminile, con un'età media di 35 anni, che dimostra come la ricerca del Crob sia terreno fertile per un’intelligenza scientifica competitiva e di altissimo profilo. Il finanziamento sosterrà uno studio d’avanguardia nel campo della ricerca traslazionale oncologica ed emato-oncologica. L'obiettivo è approfondire il ruolo di specifiche sottopopolazioni di linfociti T nei meccanismi di risposta immunitaria per

due patologie complesse: il linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) e il mieloma multiplo (MM). Si tratta di una sfida scientifica che punta a migliorare concretamente le prospettive di cura per i pazienti. «Questo risultato è un segno tangibile della rinnovata vitalità del nostro Istituto e della sua capacità di competere in contesti nazionali estremamente selettivi - sottolinea il direttore generale Irccs Crob Massimo De Fino che prosegue - Veder premiata una progettualità nata e svilup-
pata interamente da giovani donne del nostro territorio è motivo di profondo orgo- glio. È la dimostrazione che dal Mezzogiorno e dalla Basilicata può emergere una ricerca capace di competere con l'innovazione scientifica nazionale». Il Crob esprime il più vivo compiacimento alle ricercatrici, il cui lavoro non solo onora l'Istituto, ma rappresenta uno stimolo a proseguire con determinazione sulla strada dell’eccellenza e del servizio alla comunità scientifica e ai pazienti.
merito al dibattito apertosi negli ultimi mesi sulla sospensione dell’attività di chirurgia senologica presso l’Ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera, e alla presa di posizione dell’Ordine dei Medici della Provincia di Matera, il Consigliere regionale Nicola Morea interviene per ribadire la necessità di una soluzione immediata, concreta e già tecnicamente definita. «La preoccupazione espressa dall’Ordine dei Medici – dichiara Morea intercetta un disagio reale vissuto dalle pazienti e dalle professionalità del territorio materano. Proprio per questo, nelle scorse settimane abbiamo avanzato una proposta chiara e pienamente coerente con il quadro normativo nazionale e regionale. La proposta, formalmente trasmessa agli organi competenti, prevede una riorganizzazione dell’attività chirurgica senologica in Basilicata attraverso un modello di rete evoluto, basato sulla collaborazione tra le Breast Unit regionali (in particolare quella del CROB di Rionero) e il presi-
dio ospedaliero di Matera, le cui professionalità possono e devono essere ricomprese in una Breast Unit piu ampia. «In linea con le migliori esperienze nazionali –prosegue Morea – non si tratta di creare nuovi centri, ma di valorizzare le strutture esistenti, attraverso sedute operatorie programmate svolte dalle équipe specialistiche di cui devono fare parte i professionisti locali. Un modello che garantisce prossimità delle cure e riduzione della mobilità passiva». «Il punto centrale – sottolinea Morea – è che le Breast Unit moderne non sono strutture rigide e centralizzate, ma reti cliniche integrate. È esattamente questa la direzione indicata anche da modelli avanzati come quello dell’Emilia Romagna: portare le équipe verso le pazienti, non il contrario, valorizzando le professionalità presenti in loco». Secondo il Consigliere regionale, l’attuale assetto derivante dalla DGR n. 691/2025, pur nato per garantire il rispetto dei LEA, ha prodotto effetti critici nel territorio materano:
aumento dei disagi per le pazienti, aggravio dei costi per la Regione a causa del sicuro incremento della mobilità passiva e mancata valorizzazione di professionalità e infrastrutture già presenti e operative. «Matera dispone di competenze, tecnologie ed è in una fase di rilancio che non può essere ridimensionata. Il bunker di radioterapia, la dignità di struttura complessa dell’Anatomia Patologica, il robot chirurgico sono segnali evidenti degli investimenti fatti. A ciò deve necessariamente aggiungersi il rafforzamento dell’oncologia medica e della senologia, anche per quanto concerne lo screening mammografico, e la ripresa dell’attività di chirurgia senologica. Tornando alla chirurgia senologica, auspichiamo un immediato riscontro positivo rispetto alla proposta di Breast Unit Rionero - Matera e ai successivi protocolli operativi, relativi alle procuedure amministrative ed economico-finanziarie necessarie per regolare i rapporti tra l’Asm e l’Irccs Crob». Infine, il Consi-
gliere accoglie positivamente la richiesta dell’Ordine dei Medici di aprire un confronto istituzionale: «Il dialogo è fondamentale, ma deve tradursi rapidamente in decisioni operative che garantiscano il diritto alla salute dei cittadini. Il che non significa fare tutto dappertutto, ma mettere a punto modelli e percorsi che siano in grado di garantire una concreta attuazione su tutto il territorio».

L’iniziativa punta a costruire un elenco di soggetti qualificati, disponibili a svolgere il servizio di accompagnamento dei pazienti

Garantire un servizio essenziale e continuo a favore dei pa- zienti più fragili. È questo l’obiettivo dell’Azienda Sanitaria Locale di Matera (ASM), che ha pubblicato un avviso di manifestazione di interesse rivolto agli Enti del Terzo Settore per il trasporto dei pazienti sottoposti a trattamento di emodialisi non autosufficienti. L’iniziativa punta a costruire un elenco di soggetti qualificati disponibili a svolgere il servizio di accompagnamento verso i
centri dialisi della provincia, destinato agli assistiti le cui condizioni di salute –certificate dai centri specialistici – non consentono l’utilizzo di mezzi pubblici o privati. Il servizio interesserà i principali presidi sanitari del territorio: l’ospedale Madonna delle Grazie di Matera, il presidio distrettuale di Tinchi di Pisticci e l’ospedale Giovanni Paolo II di Policoro. Per una gestione più efficiente, la provincia è stata suddivisa in quattro ambiti territoriali: Distretto di Ma-
tera, Alto Basento, Collina Materana e Fascia Jonica. Gli enti potranno candidarsi per uno o più ambiti, a condizione di garantire la copertura completa dei comuni interessati L’elenco avrà validità triennale, con possibilità di proroga, e consentirà eventualmente all’ASM di attivare convenzioni nel rispetto del Codice del Terzo Settore. Le domande dovranno essere inviate entro il 3 maggio 2026 alle ore 23:59 all’indirizzo PEC asmbasilicata@cert.ruparbasilicata.it.
due interventi di chirurgia robotica per l’asportazione di tumori del retto all’Unità Operativa di Chirurgia Generale dell’Ospedale Madonna delle Grazie. Un risultato che segna un ulteriore passo avanti nell’innovazione tecnologica e nell’offerta sanitaria dell’ospedale materano. I due interventi, entrambi finalizzati all’asportazione di tumori del retto, sono stati portati a termine con successo e senza complicazioni. Regolare il decorso postoperatorio per entrambi i pazienti. Gli interventi sono stati eseguiti da Giancarlo Pacifico, con la collaborazione di Annamaria Squicciarino e Fabio Asta, oltre al contributo determinante degli anestesisti e del personale infermieristico di sala operatoria per la preparazione della piattaforma robotica. La chirur-
gia robotica consente di intervenire attraverso piccole incisioni di uno o due centimetri, sfruttando una visione tridimensionale e strumenti ad alta precisione che permettono di operare con maggiore accuratezza anche in aree anatomiche complesse come la regione pelvica. Tra i vantaggi per i pazienti figurano minore dolore post-operatorio, riduzione dei tempi di degenza, minor rischio di infezioni e un recupero più rapido. «Questo risultato conferma il percorso di crescita tecnologica e professionale dell’Azienda Sanitaria e testimonia l’impegno nel garantire ai cittadini cure sempre più avanzate e meno invasive», ha dichiarato il Direttore Generale, Maurizio Friolo. «L’introduzione della chirurgia robotica rappresenta un investimento importante sulla qualità dell’assi-

stenza e sulla capacità del nostro ospedale di rispondere con standard elevati ai bisogni di salute del territorio». «L’avvio di questo percorso rappresenta un importante valore aggiunto per l’intera rete ospedaliera aziendale», ha aggiunto il Direttore Sanitario Andrea Gigliobianco. «L’obiettivo è continuare a po-

tenziare tecnologie e competenze per offrire ai pazienti trattamenti sempre più efficaci, sicuri e innovativi». Il reparto di Chirurgia Generale continuerà ora a puntare sullo sviluppo della chirurgia robotica colo-rettale, estendendone progressivamente l’applicazione anche ad altri ambiti della patologia addominale.
MOMENTO DI COMINCIARE A SCORRERE LE GRADUATORIE PER MIGLIORARE L’ASSISTENZA»
«LaUIL FP esprime preoccupazione in merito alle mancate assunzioni di infermieri e operatori socio-sanitari (OSS) presso l’AOR San Carlo. Ad oggi, infatti, pur essendo possibile attingere all’avviso pubblico a tempo determinato dell’ASM di Matera, non si registrano sviluppi nelle procedure di reclutamento. Tale situazione rischia di incidere ulteriormente sulle già complesse dinamiche organizzative delle unità operative, con un conseguente aumento del carico di lavoro per il personale in servizio». «La UIL FP – dichiarano
il Segretario Generale UIL FP Potenza e Basilicata Verrastro Giuseppe, il Segretario Regionale Organizzativo UIL FP
Gerardo Sarli e il Segretario Aziendale UIL FP
Gamma Francesco –esprime forte preoccupazione per il perdurare della mancata attivazione delle assunzioni, nonostante la disponibilità di graduatorie e procedure già attive, e ribadisce la necessità di una programmazione puntuale dei fabbisogni». Il sindacato, anche alla luce delle dichiarazioni rilasciate dall’Assessore Latronico in merito allo scorrimento delle graduatorie degli OSS,
sottolinea di aver sempre sostenuto che tale scorrimento debba avvenire attraverso una corretta programmazione dei fabbisogni. «In tal senso chiediamo che si proceda nei limiti dei piani dei fabbisogni approvati dalle Aziende Sanitarie per il triennio 2026–2028, ferma restando la possibilità di aggiornare i fabbisogni nel corso dell’anno per prevedere ulteriori posti». Particolare attenzione viene posta alla situazione degli OSS già convocati, anche per la visita medica propedeutica all’assunzione, ma ancora in attesa della sottoscrizione del contratto. Secondo la UIL FP si
tratta di professionalità indispensabili per alleggerire il carico di lavoro del personale in servizio. «Questa situazione – dichiarano ancora Verrastro, Sarli e Gamma – genera incertezza tra i lavoratori interessati e impedisce all’Azienda di utilizzare risorse già selezionate e immediatamente disponibili». Alla luce di quanto rappresentato, la UIL FP ha trasmesso una nota ufficiale alla Direzione dell’AOR San Carlo, sollecitando la firma dei contratti degli OSS e chiedendo inoltre l’utilizzo della graduatoria dell’avviso pubblico a tempo determinato. Il sindacato ri-
chiama infine l’attenzione sulla situazione del Centro Regionale per la fibrosi cistica presso l’Ospedale San Carlo di Potenza. Il Centro, punto di riferimento regionale, opera infatti in un contesto di carenza di personale infermieristico, con l’assistenza garantita grazie al supporto del personale della Pediatria, già forte- mente impegnato. «È necessario procedere con urgenza a un rafforzamento dell’organico attraverso le assunzioni di infermieri e OSS, anche in vista dell’imminente periodo estivo, per garantire continuità e qualità dell’assistenza».
L’appello del Santo Padre ai giovani africani: una visione che sfiora la statura dello Statista
L’appello rivolto dal Santo Padre ai giovani africani, “non abbandonate la vostra terra per perseguire fini illusori”, si colloca fuori dal coro dominante. In un tempo in cui la mobilità è spesso presentata come unica via di riscatto e la migrazione come destino inevitabile, questa esortazione appare, a prima vista, quasi dissonante. Eppure, proprio in questa apparente dissonanza si annida la sua forza.

si fonda su territori vivi, dinamici, capaci di trattenere e valorizzare il proprio capitale umano. In questo senso, l’appello non riguarda solo l’Africa. Interroga l’intero sistema globale, chiamando in causa responsabilità politiche, economiche e cul- turali. È una visione che chiede coerenza: non basta accogliere, bisogna anche contribuire a creare le condizioni affinché partire non sia una necessità.
TRA INTERIORITÀ
E RESPONSABILITÀ:
Non è un invito a chiudersi, né tantomeno una negazione della libertà individuale di scegliere il proprio cammino. È piuttosto un richiamo alla consapevolezza: partire non è sempre sinonimo di emancipazione, così come restare non è necessariamente segno di rassegnazione. In un mondo che tende a semplificare, questa voce restituisce complessità, e con essa dignità.
CONTROCORRENTE
RISPETTO AI LUOGHI COMUNI
Il pensiero dominante, soprattutto nelle società occidentali, ha costruito negli anni una narrazione lineare: altrove si vive meglio, altrove si trovano opportunità, altrove si realizza il proprio futuro. Questa visione, pur non priva di elementi di verità, rischia però di diventare un luogo comune che impoverisce lo sguardo. L’appello del Pontefice smonta questa narrazione senza negarla del tutto. Suggerisce, piuttosto, che esistono risorse, energie e possibilità anche nei contesti da cui molti fuggono. E qui emerge un punto cruciale: la responsabilità collettiva nel riconoscere e valorizzare queste energie. Non si tratta di romanticizzare le difficoltà né di ignorare le criticità strutturali di molti Paesi africani. Sarebbe intellettualmente disonesto. Si tratta, invece, di affermare che il cambiamento duraturo non può essere delegato esclusivamente all’esterno. Deve nascere, in primo luogo, dall’interno.
UNA VISIONE
CHE SFIORA LA STATURA
DELLO STATISTA
Attribuire a questo pensiero una dimensione “statista” non è un’esagerazione retorica, ma il riconoscimento di una prospettiva ampia, capace di guardare oltre l’immediato. In un’epoca segnata da crisi migratorie, squilibri economici e tensioni geopolitiche, invitare a costruire il futuro nei propri luoghi d’origine significa proporre una visione di equilibrio globale. Un mondo in cui interi continenti si svuotano delle proprie energie migliori è un mondo destinato a rimanere fragile e diseguale. Al contrario, un ordine internazionale più giusto
UN’IMPRONTA AGOSTINIANA
Il riferimento a Sant’Agostino non è casuale. La sua riflessione sulla ricerca interiore, sulla verità come percorso personale e non imposto, trova una risonanza profonda in questo messaggio. Invitare a restare non significa imporre, ma sollecitare una scelta consapevole, radicata in una conoscenza autentica di sé e del proprio contesto. In un mondo dominato dalla velocità e dall’esteriorità, questa dimensione interiore appare quasi controculturale. Eppure è proprio da qui che può nascere una trasformazione reale. Senza una consapevolezza profonda, ogni scelta, partire o restare, rischia di essere dettata da illusioni, paure o condizionamenti. L’approccio agostiniano, in questo senso, non si oppone alla modernità scientifica, ma la completa. Ricorda che il progresso materiale, se non accompagnato da una crescita interiore, resta incompiuto.
UNA DISTINZIONE
NECESSARIA: OLTRE
IL FRANCESCANESIMO
Il confronto con il francescanesimo, che ha fatto della povertà e dell’accoglienza i suoi pilastri, aiuta a chiarire ulteriormente la natura di questo messaggio. Non si tratta di contrapporre due visioni, ma di riconoscerne le differenze. L’accoglienza resta un valore imprescindibile, così come l’attenzione agli ultimi. Tuttavia, limitarsi a questo livello rischia di affrontare le conseguenze senza incidere sulle cause. L’invito a restare e costruire agisce, invece, a monte: mira a ridurre le condizioni che costringono alla partenza. È una prospettiva più esigente, perché implica responsabilità diffuse e cambiamenti strutturali. Non basta aprire le porte; occorre contribuire a rendere abitabili le case di partenza.
IL RISCHIO
DELLE
INTERPRETAZIONI
SEMPLICISTICHE
Un messaggio di questa portata non è immune da fraintendimenti. Può essere strumentalizzato per giustificare politiche di chiusura o per scaricare sui singoli in-

dividui responsabilità che sono invece sistemiche. È qui che entra in gioco l’onestà intellettuale. Riconoscere la validità dell’appello non significa ignorare le condizioni reali che spingono milioni di persone a partire: conflitti, povertà, instabilità politica, cambiamenti climatici. Sarebbe una semplificazione pericolosa. Allo stesso tempo, però, è necessario evitare l’errore opposto: considerare la migrazione come unica risposta possibile. Tra questi due estremi si colloca uno spazio di riflessione più maturo, che tiene insieme diritti individuali e responsabilità collettive.
NOBEL DELLA PACE: SUGGESTIONE O POSSIBILITÀ?
L’idea che un simile messaggio possa meritare il Premio Nobel per la Pace è, al tempo stesso, suggestiva e provocatoria. Non tanto per la figura in sé, quanto per ciò che rappresenta: un tentativo di spostare il discorso dalla gestione delle emergenze alla prevenzione dei conflitti. La pace, infatti, non è solo assenza di guerra. È anche equilibrio sociale, giustizia economica, possibilità di vivere dignitosamente nel proprio contesto. In questo senso, invitare a costruire il futuro nei luoghi d’origine significa lavorare alle radici della pace. Resta però una domanda aperta: il riconoscimento simbolico è sufficiente a sostenere una visione così ambiziosa? Probabilmente no. Senza azioni concrete, rischia di restare un’idea nobile ma isolata.
UNA RESPONSABILITÀ CONDIVISA
Il cuore del messaggio, in definitiva, non riguarda solo chi parte o chi resta. Riguarda tutti. I Paesi di origine, chiamati a valorizzare le proprie risorse. I Paesi di destinazione, chiamati a interrogarsi sul proprio ruolo nel mantenere o ridurre le disuguaglianze. Le istituzioni internazionali, spes-
so lente e inefficaci. E anche i singoli cittadini, chiamati a superare stereotipi e semplificazioni. È una responsabilità che non può essere delegata. Richiede uno sforzo collettivo, una visione di lungo periodo e, soprattutto, la capacità di andare oltre gli interessi immediati.
RESTARE COME ATTO DI CORAGGIO
In questo quadro, restare assume un significato nuovo. Non è più sinonimo di immobilità, ma può diventare un atto di coraggio. Significa scegliere di investire nel proprio contesto, di affrontarne le difficoltà, di contribuire al cambiamento. Allo stesso tempo, anche partire può essere un atto di coraggio. Le due dimensioni non si escludono a vicenda. Ciò che cambia è lo sguardo: non più una contrapposizione, ma una complementarità. Il vero punto, allora, non è stabilire cosa sia giusto in assoluto, ma creare le condizioni affinché ogni scelta sia realmente libera e consapevole.
OLTRE LE ILLUSIONI Il messaggio che emerge da questa riflessione è semplice solo in apparenza: non esistono scorciatoie. Né per chi parte, né per chi resta, né per chi osserva da lontano. Le “illusioni” di cui parla il Santo Padre non sono solo quelle di un altrove idealizzato, ma anche quelle di un cambiamento facile, immediato, privo di responsabilità. Costruire un mondo più giusto e più sicuro richiede tempo, impegno e una visione condivisa. Richiede, soprattutto, la capacità di riconoscere il valore dei luoghi e delle persone, ovunque si trovino. Se questo appello riuscirà a generare anche solo una parte di questa consapevolezza, allora avrà già prodotto un cambiamento reale. Non spettacolare, non immediato, ma profondo. E forse è proprio questo il tipo di cambiamento di cui abbiamo più bisogno.
POTENZA La presidente Guglielmi: «Chiediamo una verifica puntuale e azioni concrete per garantire sicurezza e salubrità»

POTENZA. L’Associazione di Base dei Consumatori Basilicata (A.Ba.Co. Basilicata) ha richiesto un incontro urgente al sindaco di Potenza Vincenzo Telesca per fare chiarezza sul preoccupante episodio di sversamento di idrocarburi nel sottosuolo verificatosi nei giorni scorsi in via Viviani, nei pressi del distributore di benzina Q8. La contaminazione, che ha interessato anche l’area adiacente al Tribunale di via Nazario Sauro, ha destato forte preoccupazione tra i residenti della zona e le istituzioni locali. Secondo quanto riportato dalla presidente di A.Ba.Co. Basilicata, Rosalba Guglielmi, l’associa-
zione si è attivata su segnalazione dei cittadini della zona, profondamente preoccupati per la sicurezza e la salubrità dell’area. «Il nostro obiettivo è tutelare i diritti dei cittadini, in particolare il diritto alla salute e alla sicurezza. Per questo abbiamo ritenuto necessario sollecitare un confronto diretto con l’amministrazione comunale», ha dichiarato la presidente.
La situazione è stata prontamente segnalata al Comune di Potenza e agli enti competenti anche da parte del Tribunale, che ha riscontrato una diffusa contaminazione superficiale, visibile e fonte di allarme per la comunità lo-

«Chiediamo al sindaco di Potenza una puntuale verifica di quanto accaduto e delle azioni già intraprese dall’amministrazione per affrontare questa emergenza ambientale. È fondamentale sapere come si intenda procedere per scongiurare ogni rischio per la salute pubblica e la sicurezza dei cittadini», ha aggiunto Guglielmi.
L’associazione ha inoltre sottolineato la necessità di un raccordo tra il Comune e gli enti già intervenuti per garantire un’azione coordinata ed efficace. «La nostra richiesta vuole essere un contributo costruttivo per assicurare che la situazione venga gestita nel
modo più trasparente e tempestivo possibile, nell’interesse della cittadinanza», ha concluso la presidente.
L’episodio ha acceso i riflettori sulla necessità di una maggiore attenzione alla sicurezza ambientale e alla prevenzione di rischi per la salute, temi che, secondo A.Ba.Co. Basilicata, devono essere prioritari nell’agenda delle amministrazioni locali. In attesa di risposte concrete, i residenti della zona continuano a manifestare preoccupazione per le conseguenze dello sversamento e si appellano alle istituzioni per una rapida risoluzione del problema.
POTENZA La finale del Campionato regionale si è tenuto nella palestra La Vista tra la squadra di casa Murate e la Rinascita Lagonegro vincitrice
POTENZA. «Una bella competizione, una qualità elevata, molti degli atleti con la possibilità di proseguire inseguendo e ottenendo risultati sempre più prestigiosi. Tutto questo ci ha offerto la finale del campionato regionale maschile di volley Under 17, che ha visto prevalere la squadra di Lagonegro contro la compagine potentina di Murate».
Così si è pronunciato l’assessore allo Sport Gerardo Nardiello all’indomani della partita decisiva del Campionato Regionale Allievi, che si è svolta nella palestra Luigi La Vista di Potenza.
Con lui, presente all’appuntamento, il presidente della Fipav Basilicata Antonio Lopardo e la vice-

sindaco e assessore alle Politiche Giovanili Federica D’Andrea che ha sottolineato come «anche in questa occasione abbiamo potuto apprezzare l’importanza della pratica
sportiva per i nostri giovani. Rispetto dei valori, opportunità di aggregazione, attività salutare, capacità di vivere lo spirito di uno sport di squadra, sono solo alcuni degli aspetti che

la pallavolo, così come molti altri sport sanno mettere in luce».
«I complimenti alla Rinascita Lagonegro per il prestigioso risultato ottenuto, complimenti anche ai gio-
vani pallavolisti del Murate per l’impegno profuso e a tutti per l’ottimo livello di gioco espresso» hanno concluso gli assessori Gerardo Nardiello e Federica D’Andrea.

Fim, Uilm, Fismic e Uglm: « La strada resta ancora lunga e complessa. Siamo in attesa del 21 maggio quando verrà presentato il piano strategico»
Ierisi è tenuto l’incontro sindacale con Stellantis presso lo stabilimento di Melfi. Nel corso del confronto, è stato ribadito che per lo stabilimento di Melfi è già in atto un percorso industriale che prevede la realizzazione di nuovi modelli sulla piattaforma multienergy STLA Medium. In questo quadro, è stato annunciato che, oltre ai quattro modelli già previsti, sarà aggiunto un quinto modello, rafforzando ulteriormente la missione produttiva del sito e le sue prospettive industriali. Questo elemento rappresenta un segnale importante in una fase di transizione complessa per il settore automotive. In tale contesto, le parti hanno condiviso la necessità di monitorare attentamente l’andamento produttivo e la salita dei nuovi modelli, anche in relazione alla scadenza dell’attuale contratto di solidarietà prevista per il 26 giugno 2026, con
l’obiettivo di arrivare progressivamente al superamento degli ammortizzatori sociali e con possibili sviluppi occupazionali futuri. In questo quadro complessivo, è stato inoltre definito un accordo che prevede uscite incentivate su base volontaria, quale strumento di gestione non traumatica della fase attuale, nel rispetto delle esigenze produttive e organizzative del sito. Fim, Uilm, Fismic e Uglm hanno dichiarato: «Siamo consapevoli che la strada resta ancora lunga e complessa, ma questo rappresenta un primo passo significativo. Un passaggio importante sarà il prossimo 21 maggio, quando verrà presentato il piano strategico: in quella sede ci aspettiamo indicazioni chiare per l’Italia, a partire dal tema delle motorizzazioni, oggi vero problema per lo stabilimento di Melfi. Allo stesso tempo, riteniamo indispensabile continuare a esercitare

tutte le pressioni necessarie affinché l’Europa definisca una strategia industriale chiara, a partire dal tema delle multe e delle politiche legate alla transizione». «Questa intesa - proseguono le sigle sindacali - rappresenta il segnale che su Melfi si sta provando a mettere in campo ogni azione utile: dall’asse-
«Un trend che conferma il lavoro portato avanti sul fronte della promozione dell’offerta»

«S
egnali incoraggianti per il comparto turistico in vista dei ponti primaverili». A evidenziarlo è l’assessore al Turismo del Comune di Maratea, Mariastella Gambardella, che parla di «indicazioni positive» emerse dall’analisi dei dati disponibili, con una buona occupazione delle strutture ricettive già in occasione del 25 aprile e prospettive di ottime performances anche per il ponte del 1° maggio. Un trend che, sottolinea l’assessore, «conferma la capacità attrattiva del ter-
ritorio e il lavoro portato avanti sul fronte della promozione e della qualificazione dell’offerta, anche grazie alla sinergia con gli operatori del settore». Sul piano internazionale, non si registrano criticità: «La risposta del mercato è incoraggiante - aggiunge- e non emergono effetti negativi legati al conflitto in Medio Oriente. I principali mercati esteri di riferimento restano sostanzialmente stabili». A rafforzare ulteriormente il posizionamento della destinazione contribuisce il ritorno, dal prossimo 27 apri-
le, della sosta del treno La Dolce Vita Orient Express, elemento che certifica ulteriormente l’attrattività di Maratea e ne consolida il ruolo tra le mete di rilievo. «L’amministrazione comunale - conclude l'assessore Gambardella - intende proseguire nel sostegno allo sviluppo del settore attraverso un’azione coordinata, puntando su qualità dell’offerta e consolidamento dei mercati, con un’attenzione crescente a un turismo sempre più sostenibile e orientato ad esperienze autentiche ed immersive».
gnazione di nuovi modelli agli strumenti di gestione della fase attuale, con l’obiettivo di rilanciare il sito produttivo. Resta centrale, inoltre, affrontare le difficoltà delle aziende dell’indotto, oltre a una revisione delle politiche che riguardano la logistica e l’intero sistema produttivo collegato a San Nicola».
«COLTIVATE SEMPRE SOLIDARIETÀ E AMORE »
Mons.Davide Carbonaro, Arcivescovo Metropolita dell’Arcidiocesi di Potenza–Muro Lucano-Marsico Nuovo, ha visitato gli Istituti scolastici di Tramutola, dedicando due giornate agli studenti. Entrambe le giornate hanno visto la partecipazione attiva degli studenti, che hanno dialogato con l’Arcivescovo salutandolo con canti di pace e speranza. L’Arcivescovo ha sottolineato che la Chiesa è universale, aperta a tutti i popoli, e che la vera ricchezza nasce dall’incontro tra le culture. Il messaggio trasmesso ai bambini durante la visita è stato quello dellapace, intesa non come semplice assenza di conflitto, ma come valore profondo incarnato in Gesù. Infine, ha rivolto un invito a compiere un “viaggio nel cuore”, sviluppando empatia verso i bambini meno fortunati, soprattutto quelli che vivono situazioni difficili come la guerra: «Bambini, coltivate sempre solidarietà e amore», ha detto Monsignor Carbonaro. «Voglio portarvi il saluto di una persona che ha a cuore la gioventù delmondo intero: Papa Leone. Ho incontrato il Pontefice mercoledì scorso e gli ho detto: Santità, le porto il saluto di tutti i ragazzi e le ragazze della Basilicata. Lui ha sorriso e mi ha chiesto di ricambiare».



Escalation della crisi del settore a Matera, la minoranza chiede una seduta straordinaria per affrontare l’emergenza industriale
Di fronte alla drammatica escalation della crisi che sta colpendo il distretto del mobile imbottito appulo-lucano e all’assenza di risposte concrete da parte dell’Amministrazione comunale, i consiglieri di minoranza del Comune di Matera tornano a chiedere con forza la convocazione immediata di un Consiglio Comunale aperto alle forze sociali. «Da mesi abbiamo depositato la richiesta per un confronto pubblico e partecipato – dichiarano i consiglieri comunali di minoranza del Comune di Matera Cifarelli Roberto, Antezza Nunzia, Lapolla Angelo, Perniola Tommaso, Rubino Angelo, Tarasco Saverio, Bennardi Domenico, Violetto Adriana, Suriano Ro-
berto, Toto Augusto, Cerrone Domenique, Colucci Luca, Cotugno Raffaele, Santochirico Vincenzo, Rizzi Marina e Schiavo Domenico – mentre in Regione Basilicata è stato istituito un tavolo tecnico che ha già prodotto una mappatura del settore e un documento strategico, a Matera il Sindaco e il Presidente del Consiglio continuano a restare immobili. Questo silenzio è inaccettabile e rappresenta un grave danno per il territorio». I consiglieri esprimono inoltre piena e incondizionata solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori del Gruppo Natuzzi e di tutte le aziende del polo del salotto. «Siamo al fianco dei dipendenti che in queste ore stanno presidiando gli stabili-

menti di La Martella, Santeramo e Altamura dopo il mancato accordo al Ministero – proseguono i consiglieri –. La loro lotta è la lotta di un intero territorio che non può permettersi di perdere il proprio patrimonio
industriale e sociale. Esprimiamo parimenti vicinanza alle organizzazioni sindacali impegnate nella trattativa e a quegli imprenditori che, nonostante le difficoltà globali, continuano a credere e a investire nel nostro di-
stretto». La minoranza sottolinea come la crisi del mobile imbottito non possa essere affrontata con interventi frammentati, ma richieda una visione d’insieme e una strategia condivisa. «Chiediamo formalmente – concludono i consiglieri – che il Sindaco di Matera si faccia promotore di un tavolo di confronto permanente che coinvolga non solo le Regioni Puglia e Basilicata, ma anche le amministrazioni e i sindaci di tutta l’area murgiana. Solo un’azione corale e una pressione unitaria verso il Governo nazionale possono scongiurare il declino del distretto. Matera non può restare a guardare mentre il cuore produttivo della sua terra rischia di fermarsi».
Confapi: «Rapina armata a La Martella, siamo pronti a collaborare»
Ilgravissimo episodio criminoso verificatosi qualche sera fa ai danni di un imprenditore nell’area industriale La Martella riaccende i riflettori sulla questione della criminalità negli agglomerati produttivi di Matera. «Una rapina a mano armata – dichiara il Presidente di Confapi Matera, Massimo De Salvo –assume una rilevanza maggiore rispetto ai furti ai danni delle aziende, che in questi anni abbiamo sempre denunciato. Siamo pronti a collaborare con le Forze dell’Ordine per segnalare ogni episodio malavitoso e a coadiuvare il Consorzio per lo Svi-
luppo Industriale per addivenire a una chiusura totale dell’area o, in subordine, a un sistema di sicurezza che consenta alle imprese di lavorare in tranquillità». «Se siamo passati dai furti di beni e automezzi alla rapina a mano armata – prosegue De Salvo – significa che il livello di criminalità ha fatto un salto in avanti. Per le nostre aziende non è tollerabile lavorare in un clima di intimidazione e paura. Il Programma Nazionale Sicurezza per la Legalità 2021-2027 sostiene il contrasto alla criminalità organizzata e la sicurezza urbana nelle regioni meno sviluppate come
la Basilicata. Ci auguriamo che possa servire a migliorare il livello di sicurezza nelle aree industriali, soprattutto a La Martella che si conferma zona preferita dai malviventi. Gli eventi notturni, tuttavia, sono difficilmente monitorabili con le telecamere, per cui auspichiamo una presenza capillare delle Forze dell’Ordine e chiediamo alle autorità di pubblica sicurezza di aumentare la sorveglianza in dette aree. Dove c’è un alto rischio di criminalità è facile incrinare la fiducia degli operatori economici e ridurre l’attrattività degli investimenti».

IlComune di Pisticci compie un passo decisivo nel consolidamento della propria immagine sui mercati internazionali. Nell’ambito dell’attuazione del Piano di Sviluppo Turistico promosso dall’Assessorato al Turismo, il territorio si prepara ad accogliere, dal 26 al 28 aprile 2026, una nutrita delegazione di buyer internazionali provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Austria, Francia, Belgio, Spagna, Svizzera e Romania. L’iniziativa mira a intercettare una domanda turistica di fascia media-alta, interessata a un’offerta che sappia coniugare
qualità, servizi d’eccellenza e autenticità. Il tour rappresenta un’immersione totale nella bellezza del territorio: gli operatori visiteranno i rioni storici Dirupo e Terravecchia, scoprendo l’arte della ceramica e della pasticceria artigianale, per poi spostarsi verso la costa tra il Porto degli Argonauti e il Castello di San Basilio. Lungo il percorso, gli ospiti potranno ammirare il fascino paesaggistico dei Calanchi, anche come set di grandi produzioni internazionali e godere dell’ospitalità d’eccellenza offerta dalle masserie locali. Il momento clou della manife-
stazione si terrà nel pomeriggio del 27 aprile, a partire dalle 17:30, presso il Museo Essenza Lucano a Pisticci Scalo. Sotto il titolo “Basilicata e Pisticci: un viaggio nell’anima del Mediterraneo”, l’evento si aprirà con la proiezione del fortunato spot “My Name is Pisticci”, un’immersione nelle eccellenze del territorio tra mare, cultura, natura ed eventi. Durante la presentazione verrà illustrato il fascino di una destinazione dalle due anime: quella di Pisticci borgo autentico e green e quella di Marina di Pisticci glamour e friendly. Ad arricchire la visione
strategica interverrà il Direttore di APT Basilicata, Margherita Sarli, con un focus su Pisticci e la Costa Jonica all’interno della Destinazione Basilicata. La giornata si concluderà con un momento di incontro informale tra buyer e seller: un’occasione per tessere nuove relazioni e opportunità commerciali. Pisticci è oggi la seconda destinazione in Basilicata per numero di pernottamenti stranieri. I numeri parlano di un incremento di oltre il 90% rispetto al 2019 — l’anno record del turismo regionale — e di una performance nel 2025 superiore del 10,8%
rispetto all’anno precedente. «La presenza di buyer provenienti da Stati Uniti e Europa – ha evidenziato l’Assessore al Turismo Francecsa Colacicco – conferma che il brand Pisticci Mare gode di un interessante appeal internazionale. Questo Educational Tour non è un evento isolato, ma parte di una strategia precisa che vuole intercettare nuovi target e mercati. Vogliamo che grandi player turistici scoprano la qualità della nostra offerta, affinché la crescita dei flussi continui a generare valore e nuove opportunità per tutta la nostra comunità».

Appuntamento domani e domenica. Gli organizzatori: «Strumento in più per rafforzare il posizionamento del prodotto e valorizzare l’origine territoriale»
D I V I N C EN ZO M A IDA
La seconda edizione della “Fragola della Basilicata IGP” propone un programma che richiamerà, sicuramente, molta più gente delle preannunciate manifestazioni politiche, che per loro stessa natura sono divisive. Sulla storia e la politica si possono, infatti, avere legittimamente idee differenti e, se si vuol guardare al futuro, bisognerebbe trovare i punti che uniscono e non accentuare quelli che dividono. Di seguito, il programma. Sabato 25, alle ore 16.00, saranno aperti gli stand; alle 19.30, inizieranno le incursioni musicali della ContourBand, poi il taglio del nastro in programma alle ore 20.00. Seguirà, alle 21.00, l’esibizione del comico Nello Iorio e, poi, ancora musica lungo le vie dell’Expo. Il 26 aprile, il pomeriggio si aprirà con il concorso di bellezza nazionale “Miss Reginetta d’Italia” e prima edizione di “Miss Fragola Expo Basilicata”. A seguire, spazio all’intrattenimento con gli Artisti di Strada; alle ore 22.00 lo spettacolo con la partecipazione straordinaria del comico Dino Paradiso. Fra
i momenti di approfondimento, il 26 aprile, alle ore 20.00, Fragola Expo Basilicata ospiterà il panel dal titolo “Certificazione, tutela e nuove opportunità per il territorio”, dedicato alla Fragola della Basilicata IGP. I lavori saranno introdotti dai saluti dei Sindaci di Policoro e Scanzano Jonico, Bianco e Cariello, e dal presidente del comitato promotore Fragola della Basilicata IGP, Salvatore Pecchia. Sarà data, poi, la parola ai relatori: Alberto Albertini, responsabile ricerca e sviluppo CCPB; Alberto Improda, amministratore delegato di Improda Studio; Eleonora Iacovoni, direttore generale per la promozione della qualità del Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le conclusioni istituzionali saranno affidate a Carmine Cicala, assessore alle Politiche Agricole e Forestali della Regione Basilicata. “L’evento di quest’anno - hanno dichiarato gli organizzatori - coincide con il riconoscimento IGP che offre alla filiera uno strumento in più per rafforzare il posizionamento del prodotto, valorizzare l’origine territoriale e aprire nuove opportunità, sia

sul piano commerciale sia su quello della promozione istituzionale.” In questo contesto, la manifestazione di Policoro si propone come una vetrina strategica per raccontare non solo i risultati di una produzione leader a livello nazionale, ma anche la capacità del territorio di fare sistema attorno a una delle sue produzioni simbolo. Tra esposizione, momenti di confronto e appuntamenti di spettacolo, Fragola Expo Basilicata conferma così la propria ambizione: essere non soltanto una festa de-
dicata alla fragola, ma anche un luogo in cui agricoltura, identità territoriale e prospettive di sviluppo si incontrano davanti a operatori, Istituzioni e consumatori. Sulla problematica relativa al consumo sicuro dei prodotti della terra, di cui si discute da anni, e quindi anche della fragola, al netto dei trattamenti con i pesticidi che risultano essere nella norma, sarebbe stato utile riservare uno spazio alle accortezze da adottare per un consumo sicuro. Come sanno meglio di tutti le casalinghe, per
consumare le fragole, la cui bontà al palato nessuno discute, sono sufficienti alcuni accorgimenti. Per lavarle dai pesticidi, immergerle per 5-10 minuti in una soluzione di acqua fredda con bicarbonato di sodio (1 cucchiaio per litro) o aceto (bianco o di mele, 1 parte di aceto in 4 dell’acqua). Sciacquare bene sotto acqua corrente, mantenendo il picciolo per evitare che assorbano troppa acqua. In questo modo, saranno eliminati non solo i pesticidi ma anche eventuali batteri.
Un’occasione concreta di dialogo e valorizzazione del lavoro degli agricoltori, per sostenere una filiera fondata su sostenibilità e legame con il territorio
Coldiretti Matera sarà presente alla Fragola Expo Basilicata, in programma sabato 25 e domenica 26 aprile in piazza Moro e piazza Segni, a Policoro. Si tratta uno degli appuntamenti più significativi per la valorizzazione delle eccellenze
agricole del territorio. La partecipazione rappresenta un momento importante per rafforzare l’impegno di Coldiretti nella promozione della fragola di Policoro, simbolo di qualità e distintività del Made in Italy, e per sostenere una filiera agricola fon-

data su sostenibilità, tracciabilità e legame con il territorio. Nel corso delle due giornate, l’evento, che vede anche il sostegno della Camera di Commercio della Basilicata, offrirà l’opportunità di confrontarsi direttamente con i produttori, promuovere un
consumo consapevole, attento alla stagionalità e al km zero, e ribadire l’importanza di modelli agricoli che tutelano biodiversità, ambiente e reddito delle imprese locali. Un’occasione concreta di dialogo e valorizzazione del lavoro degli agricoltori.



All’Auditorium Casa Bcc Basilicata la cerimonia del concorso nazionale “Eplibriamoci”: studenti protagonisti tra creatività e impegno civile

In occasione della Giornata mondiale Unesco del Libro e del Diritto d’Autore, l’Ente Pro Loco Basilicata ha premiato a Potenza gli studenti lucani distintisi nel concorso nazionale “Eplibriamoci”, promosso dall’Ente Pro Loco Italiane con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco. La cerimonia regionale si è svolta presso l’Auditorium
Casa Bcc Basilicata, alla presenza di rappresentanti istituzionali, del mondo scolastico e del terzo settore.All’iniziativa hanno preso parte, tra gli altri, Maria Rosaria Costa, vice direttrice vicaria della Bcc Basilicata, Rocco Franciosa, presidente dell’Ente Pro Loco Basilicata Aps, Gerardo Larocca, presidente Anci Basilicata, Nino Cutro, presidente dell’associazione «Il cielo nella stanza», Maria Teresa Romeo, vice presidente Ente Pro Loco Basilicata Aps, Assunta Mitidieri, presidente Corecom Basilicata, e Mario Polese, consigliere della Regione Basilicata.Protagonisti della giornata gli studenti vincitori dell’edizione 2026 del concorso, dedicata al tema «Lotta al bullismo e cyberbullismo». Per la sezione Under 14 si è imposto Salvatore Calabrese dell’Istituto Comprensivo «Ferrara - Marottoli» di Melfi, mentre per la sezione Opera Inedita ha vinto Francesca Caputo di San Chirico Raparo. I due rappresenteranno la Basilicata alla premiazione finale in programma il 7 maggio a Roma, presso il Senato della Repubblica. Per la sezione scuola elementare, il rico-
noscimento è andato a Miriana Di Stasi dell’Istituto Comprensivo «Pitagora» di Bernalda.Nel corso della cerimonia, promossa con il sostegno del fondo etico della Bcc Basilicata e il patrocinio di Regione Basilicata, Apt Basilicata, Corecom Basilicata e Anci Basilicata, è stata presentata anche l’opera «Libertà», realizzata dall’artista Maria Teresa Romeo, in arte Oemor, ispirata al tema del concorso.Nel suo intervento, il presidente regionale dell’Ente Pro Loco Basilicata, Rocco Franciosa, ha ringraziato dirigenti scolastici e insegnanti per la partecipazione, rivolgendo un plauso agli studenti: «La partecipazione delle istituzioni, del mondo della scuola e del terzo settore, unitamente al sostegno della Bcc Basilicata, rappresenta la via da seguire per lavorare sinergicamente offrendo un contributo a debellare il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, anche nelle nostre comunità, attraverso iniziative di sensibilizzazione come quella promossa dalla Rete Epli».Ai partecipanti e ai vincitori sono giunti anche i complimenti degli altri relatori intervenuti. Tra questi, il consigliere regionale Mario Polese, primo firmatario della legge regionale n. 43 del 2018 sul contrasto al bullismo e al cyberbullismo, ha sottolineato il valore degli elaborati presentati: «Con i loro lavori gli studenti hanno dato sostanza ai commi della legge, dimostrando che la Basilicata non è solo una terra di tradizioni antiche, ma un laboratorio di modernità civile».




Falotico: «La sua poesia è un modo di vedere la vita, presto un vicolo a lui dedicato»
D I FR A N C ES C O M E N O N N A
Roma, Laurenzana e Potenza, tre piazze unite nel nome e nel ricordo di Michele Parrella, autore, saggista, letterato che ha dato tanto alla cultura lucana e che non ha mai dimenticato le sue origini laurenzanesi. Ieri pomeriggio, nella Galleria Civica di Potenza, si è svolta l’iniziativa dal titolo “Chi ha mangiato il cuore delle allodole –parabola tra vita e sogno di un poeta”, inserita nell’ambito della serata “Per noi la patria ha più larghi confini, perché sappiamo cos’è una siepe”. L’evento, promosso dal Comune di Potenza e dal Fondo Etico della BCC Basilicata, ha celebrato il grande artista lucano a trent’anni dalla sua scomparsa, mantenendo viva la memoria di un uomo che ha saputo coniugare poesia, cultura e amore per la sua terra. Alla serata hanno partecipato numerosi rappresentanti istituzionali e culturali: l’Assessore alla Cultura del Comune di Potenza, Roberto Falotico; il nipote di Michele Parrella, Andrea Parrella; il Sindaco di Laurenzana, Giuseppe Trivigno; la Direttrice della BCC Basilicata, Giorgio Costantino; Franca Nigro, Presidente del Parco Letterario Laurenziana; lo scrittore Paolo Albano; la Garante per la disabilità della Regione
Basilicata, Marika Padula; e Roberto Zito, autore del documentario presentato durante l’incontro.
Michele Parrella è stato un artista capace di tradurre in poesia il profondo legame con la sua terra e la fragilità dell’animo umano. La sua opera ha saputo cogliere e trasmettere sentimenti universali, intrecciando valori etici e relazionali con una visione sempre attuale. Da Roma a Potenza, fino alla sua amata Laurenzana, Parrella ha costruito un percorso di vita e arte che ha lasciato un’eredità culturale preziosa, un filo rosso che unisce la Basilicata al resto del mondo. La poesia di Parrella, come ha sottolineato l’Assessore Roberto Falotico, «non è solo espressione artistica, ma un modo di vedere la vita, di raccontarla con intimità e profondità». Proprio per questo, ha annunciato l’intitolazione di un vicolo del centro storico di Potenza al poeta lucano, un gesto simbolico che riconosce il valore della sua opera e della sua figura.
Andrea Parrella, nipote di Michele Parrella, ha condiviso il proprio vissuto e le emozioni legate al ricordo dello zio: «Oggi è una grande emozione. Ringrazio tutte le autorità e Roberto Zito. Michele, nostro zio, aveva un viscerale attaccamento a Laurenzana, la sua terra.


Appena poteva, tornava lì.
Per lui il territorio era vita, lo raccontava nelle sue poesie. Questa iniziativa è una sintesi perfetta, un’occasione meravigliosa per ricordarlo e per portare
avanti la sua memoria».
Anche il Sindaco di Laurenzana, Giuseppe Trivigno, ha sottolineato l’importanza dell’omaggio a Parrella: «Laurenzana, Potenza e la Basilicata pa-

gano un debito di riconoscenza verso un grande poeta e uomo illuminato. L’intitolazione di una strada è un gesto significativo, perché permette a chiunque di avvicinarsi alla sua opera e ai suoi versi».
La serata ha rappresentato un momento di riflessione sulla memoria e sull’eredità culturale di Michele Parrella, un lucano che ha saputo coniugare il suo amore per la Basilicata con una visione universale. «Dare senso alla memoria significa renderla viva e capace di trasformare», ha concluso Roberto Falotico, ribadendo l’importanza di celebrare figure come Parrella, che hanno saputo unire arte, territorio e valori umani. La serata, dedicata a un poeta che ha saputo guardare oltre i confini della sua terra, ha confermato il ruolo fondamentale della cultura come strumento di dialogo e di crescita per la comunità lucana e per l’intero Mezzogiorno.



di coerenza morale e impegno civile
DI E MANUELA CALABRESE
Insegnare la legalità e la giustizia ai giovani significa formare cittadini responsabili attraverso l'educazione al rispetto delle regole, la corresponsabilità e la partecipazione attiva. È un percorso continuo che si basa sulla scuola, la famiglia e le istituzioni.
BALDASSARRE: «LA LEGALITÀ NON È UNA MATERIA DI STUDIO MA UNA SCELTA CHE SI FA OGNI GIORNO»
In quest’ottica la sindaca di San Chirico Nuovo, Rossella Baldassarre, racconta l’ultimo appuntamento in ordine di tempo, svoltosi a Roma, con i ragazzi delle scuole di S. Chirico. «Sono tornata da Roma con il cuore pieno. Pieno di orgoglio per i nostri ragazzi dell’I.C. “F. Giannone” e per i loro docenti. Sei anni fa, anche noi, abbiamo scommesso su questo progetto, “La Giustizia incontra la Scuola”, e dal 2021 l'I.C.F.Giannone porta il nome della Basilicata a Roma con la Fondazione Occorsio. Non è un viaggio premio. È un viaggio di responsabilità -sottolinea la Prima cittadina- Vittorio Occorsio, Giancarlo Siani, Lea Garofalo: nomi che pesano. Persone uccise perché difendevano una cosa semplice che a volte diamo per scontata, il diritto. Non il diritto del più forte, ma la forza del diritto, come ci hanno ricordato nell’Aula Magna della Cassazione». Baldassarre rivolge un pensiero agli studenti: «Avete camminato nei luoghi dove si decide la giustizia di un Paese. Avete toccato le carte che raccontano il sacrificio di chi ha scelto da che parte stare. Ora quel testimone è vostro. La legalità non è una materia di stu- dio. È una scelta che si fa ogni giorno, anche quando nessuno vi
guarda». E poi parole sentite anche per la Dirigente Tedesco, i professori Occhionero e Iannuzzi, la Dott.ssa Petti e il Dott. D’Alterio, «voi non fate solo lezione, voi costruite cittadini. E in un paese piccolo come San Chirico Nuovo, questo vale doppio. Come Amministrazione – prosegue la Sindaca- vi saremo sempre accanto in questo percorso. Perché una comunità cresce solo se cresce il senso di giustizia dei suoi ragazzi. A 80 anni dalla nascita della Repubblica, ricordare Occorsio significa ricordare perché siamo liberi. E difendere quella libertà è compito di tutti – e conclude- Grazie per averci permesso, come Amministrazione, di sostenere questo progetto e grazie per avermi permesso di accompagnarvi in questo viaggio, è stato per me un piacere ed un grande onore».
Vittorio Occorsio è stato un magistrato italiano, vittima del terrorismo di estrema destra durante gli anni di piombo. Aveva partecipato al processo per la strage di piazza Fontana e ai processi al movimento terroristico di ispirazione neofascista Ordine Nuovo. Nel 1973 Vittorio Occorsio è il pubblico ministero nel processo per i dirigenti del movimento Ordine Nuovo, invocando l’applicazione della Legge Scelba contro la ricostruzione del partito fascista. Fu ucciso la mattina del 10 luglio 1976, con trentadue colpi di mitra, mentre si recava in ufficio con la sua auto, a poche decine di metri da casa sua a Roma. Sarebbe partito per le ferie tre giorni dopo, aspettando il rientro del collega Imposimato.
MASTROPIETRO: «QUE-
STO FIGLIO DELLA NOSTRA COMUNITÀ È TRA
LE ESPRESSIONI PIÙ ALTE
D’IMPEGNO CIVILE»
C’è anche un’altra comunità che

celebra la giustizia, ed è Carbone, che ha reso partecipi i cittadini di un’importante iniziativa di approfondimento storico e civile promossa da ANPI Napoli e dalla Procura Generale di Napoli, dedicata al ruolo della magistratura tra fascismo e antifascismo. Al centro dell’incontro, la figura di Nicola Panevino, giudice partigiano, nato a Carbone, «la cui storia rappresenta una delle espressioni più alte di impegno civile e coerenza morale. La figura di Panevino, nostro concittadino – spiega il Sindaco Mariano Mastropietro- ci insegna che la memori non è celebrazione vuota, ma responsabilità concreta da tradurre ogni giorno in scelte giuste e coraggiose. Per le nuove generazioni rappresenta un esempio autentico di coerenza e impegno civile, fondato sui valori della libertà e della democrazia. Come amministratori, abbiamo il dovere di rendere vivi questi principi nelle azioni quotidiane, andando oltre le parole e dimostrando con i fatti il senso più profondo delle istituzioni. Ieri si è tenuto un momento di riflessione che intreccia diritto, storia e valori costituzionali – sottolinea Mastropietro- con uno sguardo attento alle vicende di chi, anche attraverso la propria funzione, ha contribuito alla difesa della libertà e della democrazia. Per il giudice carbonese sarà, simbolicamente, un ritorno alle origini: proprio dal Tribunale di Napoli, allora situato presso Palazzo Capuano, ebbe inizio il suo percorso nella magistratura». A delineare il profilo umano e professionale saranno Emilio Chiorazzo, giornalista e autore del testo dedicato al Giudice partigiano Panevino, dal titolo “���������������� ������������������”, e Gabriella Panevino, figlia del Giudice, in un racconto che restituisce memoria viva e consapevolezza collettiva.
«Un’occasione preziosa per riscoprire una pagina significativa della nostra storia e per rinnovare, soprattutto tra le giovani generazioni, il valore della memoria come fondamento di cittadinanza attiva – conclude il Sindaco- Un momento che rafforza il senso di appartenenza e di identità della nostra comunità, custodendo e trasmettendo una memoria che rappresenta motivo di orgoglio per Carbone».
Nato a Carbone il 13 luglio 1910, fucilato a Cravasco di Campomorone (Genova) il 23 marzo 1945, magistrato, Medaglia d'argento al valor militare alla memoria, Nicola Panevino era uno dei magistrati del Tribunale di Savona, dove era arrivato nel 1942, dopo aver assolto le sue funzioni di giudice presso il tribunale minorile di Napoli. Si era iscritto al Partito d'Azione clandestino e, subito dopo l'armistizio, sposato e in attesa di una bambina, si impegnò nell'organizzazione delle prime formazioni partigiane che si stavano costituendo nella zona. Col nome di copertura di "Silva", il Giudice diede vita alla Brigata GL "Savona". Fu poi arrestato nella sua casa, mentre tornava da una riunione, da quattro militi della GNR, Panevino fu prima rinchiuso nella prigione di S. Agostino e poi, a metà gennaio del 1945, in una cella di Marassi, a Genova. Sottoposto più volte a tortura nella Casa dello Studente, sede del Comando delle SS, il magistrato fu prelevato dal carcere all'alba del 23 marzo 1945, quando i tedeschi decisero l'eliminazione per rappresaglia di venti patrioti che vi erano detenuti. Panevino fu massacrato presso il cimitero di Cravasco. Dopo l'uccisione del suo fondatore, la Brigata partigiana Giustizia e Libertà "Savona", si chiamò Brigata "Nicola Panevino".

DI FABRIZIO Q UARATINO
Ci sono momenti in cui la vita non ti chiede di capire. Ti chiede di restare. Restare quando sarebbe più semplice scappare. Restare quando il corpo rallenta, quando la mente vacilla, quando tutto sembra andare nella direzione opposta a quella che avevi immaginato. È lì che si gioca una partita silenziosa. Non fuori. Dentro. Perché il punto non è quello che accade. Il punto è chi diventi mentre accade. C’è una verità che non tutti accettano, perché è scomoda: non esiste un’esistenza senza urti. Non esiste un percorso senza crepe. Ma esiste un modo di attraversarli che cambia tutto. Puoi lasciarti schiacciare… oppure trasformarli in direzione. Puoi viverli come una condanna… oppure come un’occasione per portare alla luce una forza che, finché tutto va bene, resta nascosta. La differenza non è nella situazione. È nello stato vitale con cui la affronti. E que-

sto stato non si improvvisa. Si costruisce. Ogni giorno. Nel modo in cui pensi. Nel modo in cui parli. Nel modo in cui reagisci quando nessuno ti guarda. Perché la coerenza non è un concetto morale. È una direzione. Quando ciò che senti, ciò che dici e ciò che fai iniziano a muoversi insieme, succede qualcosa di potente: smetti di disperdere energia. E quella energia torna a te. Si compatta. Diventa forza. Non una forza rumorosa. Non quella che ha bisogno di dimostrare. Una forza stabile. Che regge. Che non si spezza. E allora anche ciò che fa male cambia funzione. Non perché smette di essere duro. Ma perché smette di essere inutile. Diventa materia. Diventa carburante. Diventa possibilità. Possibilità di diventare più profondo. Più vero. Più libero. Perché la vera prigione non è ciò che ti accade. È vivere diviso. Dire una cosa e farne un’altra. Credere solo quando conviene. Essere forti finché non arriva il

primo scossone. Quella non è fragilità. È dispersione. E la dispersione, nel tempo, svuota. E quando sei vuoto, qualsiasi tempesta ti porta via. Al contrario, quando smetti di contraddirti, anche la difficoltà più grande trova un senso. Non perché la cerchi. Ma perché la trasformi. E questa trasformazione non resta chiusa dentro di te. Si vede. Si sente. Arriva. Arriva a chi ti sta accanto. A chi os-
serva in silenzio. A chi, magari senza dirlo, ha bisogno di un esempio reale, non perfetto. Perché una persona che resta in piedi quando tutto trema non è solo una persona forte. È un punto di riferimento. E lascia qualcosa che non si consuma. Non oggetti. Non parole. Ma una traccia viva. Qualcosa che continua anche quando il rumore finisce. Alla fine, tutto si riduce a questo: non puoi decidere quanto
durerà il viaggio. Ma puoi decidere come attraversarlo. Se trascinarlo… o sostenerlo. Se arrivare svuotato… o arrivare pieno. Pieno di ciò che hai costruito dentro. Pieno di una dignità che non dipende dalle circostanze. Pieno di una forza che nessuno può portarti via. Quella è la vera vittoria. Non è evitare le tempeste che ti salva. È attraversarle senza perderti. Fino in fondo.

Sde il Comitato delle celebrazioni, e il giornalista del Corriere della Sera Antonio Carioti, autore di un profilo dedicato allo statista, pubblicato da Laterza e presentato nel corso dell’evento».Sull’attualità del ricordo interviene anche Patrizia Nitti, presidente dell’Associazione melfitana «Francesco Saverio Nitti»: «Ci fu un’Italia in cui per certe persone non si aveva timore di parlare di “eroi”. Non avere bisogno di eroi è stato forse un pensiero prudente nell’Italia tornata alla democrazia. E tuttavia oggi, per come evolve il mondo e per la crescente distanza dei cittadini dalla politica, ricordare quelle poche ma significative figure per cui si è spesa la definizione di “eroi” torna a essere importante, sfidante e ammaestrante».L’iniziativa di Melfi si inserisce nel programma nazionale delle celebrazioni per il centenario della morte di Giovanni Amendola, figura centrale dell’opposizione al fascismo e simbolo dell’antifascismo liberale italiano. All’auditorium
abato 25 aprile, alle ore 17.30, l’auditorium del Centro culturale Nitti di Melfi (vico San Pietro snc) ospiterà l’evento culturale «A cento anni dalla morte di Giovanni Amendola (1882-1926). Ricordare i fatti. Capire l’Aventino. Condannare la violenza fascista». L’iniziativa è organizzata dalla Fondazione e dall’Associazione «Francesco Saverio Nitti», con il patrocinio del Comune di Melfi e del Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della morte di Giovanni Amendola.Dopo i saluti introduttivi del sindaco di Melfi, Giuseppe Maglione, e del presidente della Fondazione Nitti, Stefano Rolando, interverranno Giovanni Amendola, presidente del Comitato nazionale per il centenario e nipote dello statista, Donato Verrastro, prorettore e docente di Storia contemporanea all’Università degli Studi della Basilicata, e Antonio Carioti, giornalista del «Corriere della Sera» e autore del volume «L’uomo che sfidò Musso-
lini - Giovanni Amendola, antifascista liberale» (Laterza, 2026).«L’approccio tematico al 25 aprile a Melfi – afferma Stefano Rolando, presidente della Fondazione “Francesco Saverio Nitti” –ci ha permesso in tanti anni di eludere la retorica delle celebrazioni, cercando ogni volta di individuare uno dei mille segmenti della lunga, drammatica e alla fine risolutiva battaglia degli italiani per ricostruire pace, libertà e democrazia. Giovanni Amendola – nel centenario della sua aggressione fatale da parte degli squadristi fascisti – viene ricordato come il più irriducibile antifascista dell’area politica liberale; come il degno successore di Matteotti come capo dell’opposizione parlamentare; come l’ispiratore dell’astensione totale per protesta dalle funzioni parlamentari dell’opposizione stessa, argomento di una sfida tanto lodata quanto criticata. Su questi e altri temi saranno nostri ospiti il nipote di Giovanni Amendola, che porta il suo stesso nome e presie-

