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Carleo (Territorio Attivo): «Il sindaco si dimetta, ormai la mala gestione è chiara»
Più votanti al Nord che al Sud. Esclusiva, secondo uno studio autorevole che analizza il territorio, la dinamica temporale e la simulazione probabilistica, vincerebbe il Sì
Fondi dal Mic: la cultura contro lo spopolamento
La Basilicata si conferma al centro dell’attenzione culturale e politica del Paese. A margine della cerimonia di apertura di Matera Capitale del Dialogo e della Cultura del Mediterraneo 2026, il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha annunciato un finanziamento straordinario di 1,1 milioni di euro ciascuno per i progetti culturali di Aliano e Maratea, due borghi simbolo della (...) ■ continua a pag 9


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NVENDICO IL TUO REDDITO
on che per un caso o l’altroci sognassimo che questo centrodestra, pieno di tic nevrotici e del tutto incapace di qualche merito considerevole, potesse mantenere in piedi un po’ delle sue promesse, a partire da quella più grossolana di trasformarela povera Basilicata in una contrada addirittura del Bengodi, ma vivaddio dopo 7 lunghissimi anni di governo, qualcosa di buono si poteva provvedere a fare, almeno per farsi perdonare il vizio d’inerzia e di cattiva volontà ed invece manco a dirlo sin dal primo giorno da quel fatidico e terribile insediamento patriotticodel 2019 le statistiche delle principali agenzie ci hanno praticamente inondato d’ogni benedetta negatività che c’era nel bel Paese. Ora tanto per renderci conto del pessimo lavoro svolto e pure della faccia tosta di non volerlo mai ammettere Unioncamere e Centro Studi Guglielmo Tagliacarne hanno analizzato il reddito disponibile delle famiglie consumatrici dove, guarda caso, la Basilicata ha pagato la variazione percentuale più bassad’Italia (1,50) a fronte perfino d’essere superata da scassatissime regioni come Molise (2,31) e Calabria (3,46). Canta Marracash: “Vendico il tuo reddito…”
CINEMA La stakanovista presidente della Lucana Film Commission, Romaniello promuove le bellezze della Basilicata

Smart Paper, «Stop propaganda, ora servono risposte concrete»

BONIFICHE SIN
Sui fondi, le associazioni firmatarie del Patto per l’ecogiustizia: «Bene le risorse adesso al lavoro per una riconversione sostenibile delle aree»
■ Servizio a pag 7 VAGLIO
Il sindaco Santopietro scrive a Poste: «Bene il progetto Polis ma l’Atm resti attivo anche nel pomeriggio» e si rivolge anche al Prefetto
■ Calabrese a pag 17
ENDOMETRIOSI
Il consigliere regionale di Fdi Napoli: «Non è più tema marginale, il tempo negato alle donne è questione di giustizia sanitaria»
■ Servizio a pag 12
SPORT
A Trapani finisce 2 a 1. Al 95esimo Winkelmann affossa il Potenza e chiude definitivamente i giochi
■ Nigro alle pag 23

Alle 19.00 poco meno del 40% in Italia. In Basilicata poco più del 30%
Più votanti al Nord che al Sud, affluenza molto più alta rispetto al referendum di giugno scorso. Probabile vittoria del SI


Il referendum costituzionale si sta svolgendo nel segno della più ampia partecipazione.
A livello nazionale l'affluenza alle ore 19.00 era intorno al 40%, in Basilicata leggermente più del 30%, con percentuali simili nelle due provincie di Potenza e di Matera.
IL CONFRONTO CON L’ULTIMO REFERENDUM
Il dato che emerge chiaramente, anche dal confronto con l’ultimo referendum, è che la gente sa votare e sa come e quando votare, sceglie se farlo o non farlo con piena avvertenza e deliberato consenso.
Come qualcuno ben saprà, infatti, nel normale referendum abrogativo il raggiungimento o meno del quorum produce effetti politici.
I costituenti, infatti, vollero chiaramente che la validità del referendum fosse raggiunta solo quando fosse andato a votare la metà più uno degli aventi diritto. Il non votare, in questo senso, è un fatto politico che equivale alla bocciatura del quesito referendario.
Nel referendum del giugno scorso, voluto dalla CGIL e dal PD contro il governo, l’affluenza finale fu sostanzialmente più bassa di quanto rivelato alle 19.00 di oggi mentre mancano ancora tutta la serata di domenica e lunedì.
È, dunque, prevedibile che il referendum costituzionale possa segnare un’affluenza pari a quella abituale delle elezioni politiche.
Il confronto con il voto dell’ultimo referendum abrogativo dice chiaramente che la gente sa quando votare e sceglie se farlo o meno.
AL NORD SI VOTA PIÙ CHE AL SUD
L’altro elemento che emerge con chiarezza è che si vota più al Nord che al Sud. Non è una novità ma una costante delle elezioni. La disaffezione al voto figlia anche di una certa visione fatalista della politica, è un dato incontrovertibile al mezzogiorno. Una situazione che andrebbe analizzata e affrontata da tutte le forze politiche ma il cui approfondimento esula dagli spazi di questo articolo.
CHI VINCE E CHI PERDE
Nelle previsioni elettorali il grande assente mediatico era il dato dell’affluenza.
Soprattutto il fronte del NO evidenziava una possibile vittoria prevista da alcuni istituti demoscopici omettendo, però, che questi istituti si riferivano sostanzialmente all’ipotesi di una bassa affluenza elettorale.
L’alta affluenza elettorale, soprattutto per la distribuzione territoriale del voto, potrebbe premiare il SI.
È chiaro che, se il centrodestra è maggioranza e a loro si aggiungono i tanti dell’aria riformista del centrosinistra che votano SI, più è ampia la partecipazione, più alte sono le possibilità di vittoria per la riforma avanzata dalle forze politiche espressione della maggioranza della Nazione.
L’unica vera incognita è
il voto della sinistra non abitualmente votante. Negli ultimi anni si è marcata sempre di più la presenza di una fetta di elettorato ideologicamente di sinistra, soprattutto di sinistra estrema che non vota non riconoscendosi nelle classi dirigenti del cen-
trosinistra. Quell’elettorato sembrerebbe essersi mobilitato in chiave referendaria. Si tratta di una fetta di cittadini che non riesce ad organizzarsi in una proposta politica ma si schiera facilmente in modo antagonista o a difesa dello
status quo. La percezione che si registra, però, è che questa fetta di cittadini sia sempre più assottigliata. Nell’analisi visiva e statistica nei seggi non si registra questa grande presenza né la si vede forte nel paese.



IL VOTO DI OGGI
Tradizionalmente il voto del lunedì è quello meno militante. Si tratta di solito dell’elettore di passaggio che non ha sacrificato la domenica e si reca al seggio prima di andare al lavoro. Un elettorato che sfugge ad ogni dinamica di appartenenza e che vota per convinzione sui te-
mi o sui candidati.
Ovviamente le nostre sono analisi ad urne chiuse, tra qualche ora sapremo come finisce.
Quello che a noi sembra è che l’alta affluenza potrebbe privilegiare il SI, tra un po’sapremo se abbiamo compiuto un’analisi confacente alla realtà perché il Popolo ha sempre ragione.




















Fismic: «Vertenza ancora aperta, salari in calo» Cupparo replica: «Servono relazioni sindacali corrette»
POTENZA. La vertenza Smart Paper resta aperta e continua a produrre effetti rilevanti sul piano sociale ed economico. A ribadirlo sono Fim, Fiom, Uilm e Fismic Basilicata, che respingono con decisione la narrazione di una crisi ormai superata e di posti di lavoro salvaguardati. «Non si può raccontare ai lavoratori che la vertenza sia stata risolta», affermano le organizzazioni metalmeccaniche, sottolineando come la situazione sia ancora «apertissima e pesantissima».Le sigle sindacali chiariscono di non voler alimentare uno scontro con la politica, ma rivendicano il dovere di rappresentare la realtà senza scorciatoie.
«Non è nella nostra essenza cercare alibi o capri espiatori», spiegano, evidenziando come i lavoratori abbiano vissuto giorni di presidio, notti di angoscia e siano ancora oggi chiamati a scegliere in tempi ristretti se accettare condizioni contrattuali peggiorative.
Il punto centrale resta il salario. Secondo Fim, Fiom, Uilm e Fismic, non si tratta di un semplice passaggio occupazionale, ma di una modifica strutturale delle condizioni economiche.
«Non è vero che i lavoratori manterranno lo stesso salario», sostengono, richiamando quanto emerso nei

tavoli tecnici. L’assorbimento di quote salariali determinerebbe infatti un peggioramento complessivo del trattamento economico. L’analisi proposta dai sindacati si basa su dati concreti. L’età media dei lavoratori coinvolti è di circa quarantacinque anni, mentre l’età pensionabile si attesta intorno ai sessantotto. Ciò significa che restano oltre venti anni di attività lavorativa. In questo scenario, una riduzione media di trecentocinquanta euro mensili si tradurrebbe, nel tempo, in una perdita complessiva di circa novantaseimila euro per ciascun lavoratore. «Non è un sacrificio temporaneo, ma un taglio strutturale», ribadiscono. A queste cifre si ag-
giungono le conseguenze indirette: minori contributi versati, riduzione del trattamento di fine rapporto e una pensione futura più bassa. «Parliamo della vita delle persone e del futuro economico delle famiglie», sottolineano le organizzazioni sindacali, che chiedono alla politica lucana un’assunzione di responsabilità piena.L’appello è rivolto al presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, all’assessore allo Sviluppo economico, Francesco Cupparo, al prefetto e a tutte le istituzioni coinvolte, affinché venga riconvocato Enel a un tavolo in presenza. «Una mediazione vera va cercata fino all’ultimo», affermano, ricordando di aver già avan-
zato una proposta che prevedeva sacrifici, ma ritenuta oggi insufficiente rispetto alle condizioni attuali. Secondo i sindacati, i lavoratori non hanno alcuna responsabilità nella vicenda e stanno pagando il prezzo di un impianto industriale costruito in modo inadeguato, con una sottostima del costo del lavoro. «Oggi il conto si vuole far pagare a chi lavora», denunciano, ribadendo che la loro non è «una battaglia di bandiera», ma una questione di «giustizia sociale».Alla presa di posizione di Fim, Fiom, Uilm e Fismic ha replicato l’assessore Cupparo, che ha espresso «profonda amarezza» per le parole utilizzate nei suoi confronti. «Ho sempre avuto un rapporto
corretto, leale e trasparente, senza nascondere le difficoltà», ha dichiarato, ricordando di essersi spinto oltre le proprie prerogative istituzionali per tutelare i lavoratori.Cupparo ha inoltre sottolineato come i tavoli convocati al Dipartimento siano stati «sempre seri» e caratterizzati da impegno e attenzione. Ha evidenziato il riconoscimento ricevuto a livello nazionale dalle organizzazioni sindacali, lamentando però l’assenza dello stesso riscontro a livello locale. «Non posso accettare che si metta in discussione la serietà del confronto», ha aggiunto. Per l’assessore, ristabilire corrette relazioni sindacali rappresenta una condizione irrinunciabile per proseguire il dialogo. «La dignità dei lavoratori è un valore che ho sempre difeso», ha concluso, respingendo ogni accusa di superficialità nella gestione della vertenza.Il confronto resta dunque aperto, con una distanza ancora significativa tra le parti. I sindacati attendono nelle prossime ore un segnale concreto, a partire dalla convocazione di un incontro in presenza con Enel. In assenza di risposte, avvertono, non si esclude il ritorno alla mobilitazione, con nuove iniziative di protesta a tutela del lavoro e del reddito.
Il segretario Filca Cisl Basilicata chiede un piano industriale e il confronto con i sindacati per tutelare lavoro e produzione
POTENZA. «La crisi del Gruppo Natuzzi si configura a pieno titolo come una vertenza di rilevanza nazionale e, necessita di tutti gli sforzi e gli strumenti necessari a scongiurare risvolti negativi sui livelli occupazionali e produttivi che rischiano di riverberasi su migliaia di lavoratori lucani e pugliesi dell'azienda del distretto del mobile imbottito della Murgia». Lo sostiene in una nota Angelo Casorelli, segretario generale della Filca Cisl Basilicata che sottolinea «l'impegno costante delle organizzazioni sindacali nel ricercare una soluzione che possa rilanciare gli stabilimenti del Gruppo attraverso un adeguato piano industriale. Posizione - prosegue Casorelli - che è stata ribadita, prima e dopo l'incontro al Mimit, il ministero delle Imprese
e del Made in Italy dello scorso 16 marzo, auspicando quindi una ripresa del confronto dell'azienda con le segreterie nazionali di Filca Cisl, Fillea Cgil, Feneal Uil e Fisascat Cisl, Filcams Cgil, Uiltucs, insieme alle Rsu del Gruppo Natuzzi. L'obiettivo delle parti sociali – dichiara Casorelli - resta quello di tutelare l'occupazione e il futuro produttivo del gruppo in Italia che costituisce, di fatto, uno degli asset strategici dell'intero comparto in Italia. La Filca Cisl segue con grande attenzione gli sviluppi della vertenza che interessa da vicino i territori della Basilicata e della Puglia insieme alle maestranze ed alle loro famiglie. La presenza della segretaria generale nazionale della Cisl all'incontro in programma oggi alle ore

9.30 al Teatro Mercadante di Altamura, nell'ambito di un confronto sul futuro del distretto del mobile imbottito della Murgia, con la partecipazione del segretario generale della Filca Cisl nazionale, Ottavio De Luca e del segretario generale Filca Cisl Bari, Luigi Sideri, è la dimostrazioneconclude il segretario Casorelliche il nostro sindacato è in prima linea per delineare un orizzonte di rilancio concreto della Natuzzi, un obiettivo che ha bisogno anche del pieno sostegno di tutte le istituzioni».

TITO. «La notizia dello stanziamento di ventisette milioni di euro da parte del Ministero dell’Ambiente per la bonifica dei Sin di Tito e Val Basento rappresenta un risultato positivo». Le associazioni firmatarie del Patto di Comunità per l’ecogiustizia nel Sin di Tito accolgono con favore il finanziamento, ma chiedono con forza che si passi finalmente dalle intenzioni ai fatti, dopo oltre venti anni segnati da ritardi e promesse disattese. «È importante che queste risorse si aggiungano a quelle già stanziate negli anni scorsi per la messa in sicurezza e la bonifica», sottolineano le realtà associative, evidenziando anche «il valore dell’intervento destinato a fermare all’origine la contaminazione della falda idrica nell’area ex Daramic», più volte sollecitato nel tempo.Tuttavia, il nodo resta quello dei tempi. «Ora è necessario garantire tempi certi», affermano, ricordando come il sito di interesse nazionale di Tito rappresenti «una delle principali emergenze ambientali e sanitarie della Basilicata». Da qui la richiesta di accelerare e completare tutte le fasi ancora

aperte, dalla caratterizzazione alla messa in sicurezza fino alla bonifica definitiva dell’area.
Le associazioni insistono anche sulla necessità di assicurare «trasparenza e monitoraggio ambientale e sanitario continuo», insieme al coinvolgimento attivo delle comunità locali. «Occorre rafforzare la prevenzione e la sorveglianza sanitaria attraverso programmi di screening e informazione pubblica», aggiungono, indicando come prioritaria la tutela della salute
dei cittadini.Parallelamente, il Patto di Comunità richiama l’urgenza di una riconversione industriale del sito. «Si tratta di una scelta strategica non più rinviabile», si legge nel documento, che invita a superare un modello produttivo considerato insostenibile per orientarsi verso produzioni pulite, sicure e innovative. «La riconversione deve puntare sull’economia circolare, sulle energie rinnovabili e su tecnologie a basso impatto ambientale», proseguono le associazioni,
indicando alcuni ambiti ritenuti strategici come la meccatronica, l’automazione industriale, la componentistica per la mobilità sostenibile e i settori della ricerca e dell’innovazione. Un percorso che, secondo i firmatari, può favorire l’insediamento di nuove imprese e generare occupazione qualificata. Il tema del lavoro è infatti centrale. «Le bonifiche e i nuovi investimenti devono diventare occasioni concrete di occupazione», affermano, proponendo l’attiva-
zione di piani di formazione e riqualificazione dei lavoratori, insieme all’introduzione di clausole sociali vincolanti e al sostegno a imprese responsabili e cooperative. «Nel Sin di Tito la transizione ecologica deve essere anche una transizione sociale», ribadiscono, sottolineando la necessità di coniugare tutela ambientale, dignità del lavoro e prospettive di sviluppo per il territorio. L’obiettivo è costruire un modello capace di tenere insieme sostenibilità e crescita economica.Secondo le associazioni, «solo attraverso una visione condivisa e tempi certi di attuazione sarà possibile trasformare il sito in un esempio di riconversione industriale sostenibile», in grado di generare sviluppo, occupazione di qualità e salvaguardia dell’ambiente.I firmatari del Patto di Comunità per l’ecogiustizia assicurano infine che continueranno a vigilare sull’attuazione degli impegni. «Monitoreremo passo dopo passo le azioni delle istituzioni», concludono, ribadendo la volontà di mantenere alta l’attenzione su una vertenza considerata cruciale per il futuro della Basilicata.
Produzioni a rischio anche in Basilicata per rincari fino al 30%. L’associazione chiede nterventi Ue e controlli contro speculazioni
POTENZA. L’aumento dei costi di produzione fino al trenta per cento, legato alle tensioni internazionali e alla guerra in Iran, mette a rischio anche le produzioni agricole in Basilicata. A lanciare l’allarme è Coldiretti Basilicata, che evidenzia rincari a doppia cifra per fertilizzanti e materie plastiche, chiedendo misure urgenti di sostegno a livello europeo per tutelare le coltivazioni e la tenuta del comparto. «Tra energetici, fertilizzanti e antiparassitari i costi per le aziende agricole salgono fino al trenta per cento», sottolinea l’organizzazione, evidenziando come le realtà più meccanizzate siano le più esposte all’impatto dell’aumento dei prezzi. In particolare, i fertilizzanti registrano incrementi significativi: «L’urea ha segnato rincari di circa il trentacinque per cento rispetto al periodo precedente al conflitto, con aumenti superiori ai duecento euro a tonnellata», sulla base dei dati delle Camere di commercio.Una
tendenza che coinvolge l’intero comparto, dal nitrato ammonico al solfato ammonico, e che, secondo Coldiretti, conferma «la vulnerabilità di un’Europa che ha scelto di delocalizzare la produzione di fertilizzanti». Da qui la richiesta di una svolta, con una maggiore valorizzazione dei concimi naturali come il digestato e la cancellazione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, ritenuto penalizzante per le imprese agricole.
Sul fronte dei prezzi, l’organizzazione agricola denuncia uno squilibrio crescente lungo la filiera. «I rincari sui prodotti al consumo non si trasferiscono sui prezzi pagati agli agricoltori», che restano tra i soggetti più penalizzati insieme ai consumatori. L’analisi dei listini
Ismea della seconda settimana di marzo evidenzia infatti andamenti differenziati: calano le fragole, mentre mele e pere restano stabili e i kiwi registrano un lieve aumento. In flessione anche carcio-

fi, bieta, finocchi, indivia e lattuga, mentre crescono carote, cipolle, cavolfiori e cavoli broccoli. Per Coldiretti Basilicata, «le prime risposte del Governo italiano non sono sufficienti». Gli interventi messi in campo, come il taglio delle accise e i crediti di imposta per trasportatori e pescatori, vengono considerati un primo segnale, ma non risolutivo. «Servono risorse europee per garantire risposte concrete agli agricoltori e ai cittadini», ribadisce l’organizza-
zione.Preoccupa anche il rischio di fenomeni speculativi lungo la filiera agroalimentare. «Si registra un calo dei prezzi riconosciuti agli agricoltori, mentre sugli scaffali i prezzi continuano a salire», denuncia Coldiretti, chiedendo un intervento immediato di monitoraggio e controllo da parte del Gover- no. «È indispensabile evitare che, in una fase così delicata, qualcuno possa speculare sulle spalle di chi produce e di chi acquista», conclude l’organizzazione agricola.


La Basilicata si conferma al centro dell’attenzione culturale e politica del Paese. A margine della cerimonia di apertura di Matera Capitale del Dialogo e della Cultura del Mediterraneo 2026, il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha annunciato un finanziamento straordinario di 1,1 milioni di euro ciascuno per i progetti culturali di Aliano e Maratea, due borghi simbolo della resilienza e della capacità di valorizzare il territorio attraverso la cultura.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito di una strategia più ampia rivolta ai piccoli comuni del Mezzogiorno, con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, che si sono distinti per la qualità dei loro progetti culturali, in particolare quelli candidati al titolo di Capitale italiana della Cultura o selezionati nell’ambito dell’Investimento 2.1 “Attrattività dei Bor-
ghi” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
«L’annuncio del Ministro Giuli rappresenta uno straordinario riconoscimento per la Basilicata», ha dichiarato Cosimo Latronico, Assessore alla Salute, Politiche per la Persona e PNRR della Regione Basilicata. «Questi fondi certificano l’eccellente capacità progettuale dei nostri Comuni, che hanno saputo cogliere l’importanza della cultura come motore per costruire comunità più coese, resilienti e inclusive. Aliano e Maratea sono esempi concreti di come la cultura possa diventare un volano per lo sviluppo territoriale e la valorizzazione del nostro patrimonio storico e naturalistico».
I due progetti finanziati – “Terra dell’Altrove” per Aliano e “Il futuro parte da un viaggio millenario” per Maratea – rappresentano due percorsi distinti, ma accomu-

nati dalla volontà di trasformare la cultura in un’opportunità di crescita e rigenerazione per i territori. Il sostegno del Ministero della Cultura si inserisce in un quadro più ampio di interventi a favore delle aree interne e dei piccoli borghi, già avviato dalla Regione Basilicata con un programma di finanziamenti da 18,2 milioni di euro, a cui si aggiungeranno ulteriori 47 milioni di euro destinati alla rigenerazione economica, sociale e culturale.
LA CULTURA COME MOTORE DI SVILUPPO
La rigenerazione dei borghi lucani si propone di contrastare lo spopolamento e rilanciare l’attrattività turistica e territoriale. Come sottolineato dall’Assessore Latronico, il programma di Matera 2026, intitolato “Terre immerse”, è dedicato proprio alle aree interne e mira a trasformare i territori marginali in laboratori di innovazione e coesione sociale.
Anche il Presidente Provinciale di Fratelli d’Italia Potenza, Vincenzo Claps, ha sottolineato l’importanza del risultato ottenuto: «La candidatura di Aliano e Maratea a Capitale della Cultura è il frutto di un’efficace programmazione e di un confronto costante con il Ministro Giuli. I progetti presentati da queste comunità dimostrano come la cultura possa essere un motore di sviluppo per il nostro territorio. Esprimo profonda gratitudine al Governo Meloni e al Ministro Giuli per l’attenzione dimostrata verso la Basilicata, e ai parlamentari lucani di Fratelli d’Italia per il loro impegno nel raggiungere questo importante traguardo».
MARATEA E ALIANO: BORGHI SIMBOLO DI RIGENERAZIONE E CULTU-
RA
Il coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia di Maratea ha accolto con soddisfazione la notizia dello stanziamento di risorse per i due borghi lucani: «Il sostegno del Governo nazionale ai piccoli borghi dimostra la volontà di investire nelle eccellenze italiane, rafforzando il ruolo strategico di Maratea nel panorama culturale e turistico della Basilicata. Questi fondi rappresentano un’opportunità unica per trasformare la visione strategica di Maratea in benefici tangibili per la comunità». In questo contesto, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS) ha approvato un ulteriore finanziamento di 180 milioni di euro per la Basilicata, destinati a 55 progetti che spaziano dall’efficientamento energetico al miglioramento delle reti idriche e al sostegno del comparto agricolo.
UN FUTURO DI COESIONE E SOSTENIBILITÀ
L’attenzione del Governo e delle istituzioni locali verso le aree interne e i piccoli borghi si traduce in opportunità concrete per contrastare lo spopolamento e valorizzare le risorse locali. Come ha sottolineato l’Assessore Latronico, «la cura della persona e la valorizzazione del patrimonio diventano un’unica infrastruttura sociale, capace di generare valore economico e restituire ai territori una nuova e duratura dimensione di benessere».
Con il programma Matera 2026 e i finanziamenti straordinari per Aliano e Maratea, la Basilicata si prepara a scrivere un nuovo capitolo della sua storia, puntando sulla cultura come motore di sviluppo e di rinascita per tutte le sue comunità.

Da “Don Chisciotte” a “Imma Tataranni”, passando per il tour di Rocco Papaleo: una settimana ricca di appuntamenti

Al via per la Lucana Film Commission una settimana densa di prime visioni e programmazione in tv ed al cinema, iniziando dall’anteprima assoluta del film “Don Chisciotte” con Alessio Boni, in concorso al BiFest e in sala al Cinema Galleria di Bari. Girato fra i Calanchi lucani e sostenuto da Lucana Film Commission (oltre che da Calabria Film Commission), il film sarà proiettato a Melfi (cineteatro Ruggieri appena riaperto) domani, a Potenza ( cineteatro Don Bosco) e a Matera ( Cinema Piccolo) alla presenza di Alessio Boni, dell’attrice lucana Gabriella Bagnasco e del regista Fabio Segatori.
Ieri c’è stata la messa in onda della terza puntata della serie “Imma Tataranni - Sostituto Procuratore” ambientato nel Parco Archeologico e Complesso dell’Incompiuta di Venosa.
Da oggi e fino a giovedì 26 ci sarà poi un tour in sette sale cine-
matografiche lucane del film “Il bene comune” di e con Rocco Papaleo che sarà presente insiemeall’attore Andrea Fuorto. Sempre oggi verrà proiettato per la prima volta in sala il documentario “Devozioni”, il primo dei due i vincitori del bando LUCANA DOC della Lucana Film Commission, emanato nel 2024 grazie ad un fondo speciale concesso da Regione Basilicata.
Ogni proiezione in sala sarà accompagnata dalla presenza della Presidente della Lucana Film Commission, Margherita Gina Romaniello che afferma: «Film, documentari e serie tv che vedremo a partire da oggi raccontano con linguaggi simili la ricchezza e la bellezza della Basilicata. Ricordiamo che il cinema come la tv amplificano la narrazione di un territorio e gli permettono di dialogare in maniera universale a tutto il mondo con la forza delle immagini e delle emozioni capaci di suscitare».








Al dg Spera si aggiunge il Responsabile Giardina: «Critiche inaspettate, ma garantiamo sempre la presa in carico dei pazienti»


decisioni rimane in silenzio. Il paradosso è chiaro. IL PARADOSSO PERFETTO Il medico si espone. Il burocrate si sottrae. È normale che un primario debbifii di ne di responsabilità da parte di chi decide… sarebbe bastato questo. E invece no. LA DIGNITÀ NON È NEGOZIABILE Quando un intervento viene annullato un’ora prima
Giovedì scorso da queste colonne, Dino Quaratino ha espresso il suo disappunto circa un intervento nel reparto di Terapia del Do-
lore, annullato.
L’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo ha inteso fornire chiarimenti in merito. «È opportuno ricordare
che gli ambulatori di Terapia del Dolore — attivi dal settembre 2021 e dotati di un'area per le prestazioni interventistiche — sono nati per ferma volontà della Direzione Strategica. La Direzione, infatti, ha sempre considerato fondamentale garantire il trattamento del dolore acuto e cronico all'interno dei percorsi di cura. La missione dell'Azienda è promuovere il diritto a non soffrire inutilmente, offrendo una risposta qualificata e uniforme in tutti gli ospedali. Si tratta di un servizio che, nonostante le normative fossero vigenti da tempo, non era mai stato implementato prima» affermano dal San Carlo. «Negli ultimi anni, l'AOR ha costantemente potenziato la rete della Terapia
del Dolore. I numeri confermano l'efficacia di questo percorso: quasi tremila interventi chirurgici eseguiti dimostrano come l'Azienda stia rispondendo a un bisogno assistenziale rimasto insoddisfatto per troppo tempo. L’uso di tecniche terapeutiche innovative e onerose ha permesso di migliorare sensibilmente la qualità della vita di tanti pazienti» continua l’Azienda Ospedaliera regionale. Il Direttore Generale, Giuseppe Spera, dichiara: «Dispiace che, nonostante l’offerta di prestazioni di alto livello garantite da tecnologie moderne e sofisticate, si sollevi un caso per un raro episodio di rinvio delle attività. Si è trattato di uno spostamento temporale dovuto a problematiche contingenti,
che nulla ha a che vedere con presunte ragioni economiche».
Il Responsabile della Terapia del Dolore, Antonio Giardina, tiene poi a precisare che «il rinvio per motivi organizzativi di prestazioni già programmate è un evento eccezionale, a seguito del quale assicuriamo una rapida presa in carico dei pazienti coinvolti. Sebbene il disagio lamentato sia comprensibile, la critica diffusa attraverso i media ci sorprende, considerando l'impegno quotidiano profuso dalla nostra struttura. Grazie al supporto costante della Direzione aziendale, il nostro obiettivo resta quello di accogliere le esigenze di salute dei pazienti e restituire loro la serenità nelle attività di ogni giorno».
Il capogruppo in Regione di FdI: «Il tempo negato alle donne è una questione di giustizia sanitaria»

’endometriosi non può più essere considerata un tema marginale né relegata alla sfera privata. È una vera questione di sanità pubblica e di giustizia» dichiara Michele Napoli, Capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale della Basilicata, intervenuto all’Ospedale San Carlo nel corso di un incontro dedicato alla patologia.
«Per anni – afferma Napoli – troppe donne si sono sentite dire che il loro dolore era normale. Non è così. Quelle parole hanno prodotto ritardi nelle diagnosi e nelle cure, con conseguenze pesanti sulla qualità della vita». Al centro della riflessione, il fattore tempo: «Il vero problema oggi non è sapere che l’endometriosi esiste, ma ridurre il tempo che intercorre tra i primi sintomi e la

diagnosi. È lì che si misura l’efficacia del sistema sanitario». Secondo il Capogruppo di FdI, «il ritardo diagnostico genera anche disuguaglianze: Chi ha più strumenti arriva prima alla risposta giusta. Gli altri restano intrappolati in percorsi frammentati. Quando la cura dipende dalla fortuna, non è più un diritto».
Da qui la richiesta «di un cambio di passo: Servono percorsi chiari,
tempi certi, presa in carico reale. Nessuna donna deve essere lasciata sola ad orientarsi nella complessità».
«La politica – conclude il capogruppo Napoli – deve garantire che la competenza clinica sia accessibile a tutte. Perché una società civile si riconosce dal fatto che una donna non debba lottare prima per essere creduta e solo dopo per essere curata».


Gli studenti della “Domenico Savio” senza palestra, ma con una nuova opportunità all’aperto. Approvato lo schema di concessione

POTENZA. A Potenza l’educazione fisica cambia campo, in tutti i sensi. Senza una palestra, gli studenti dell’Istituto Comprensivo “Domenico Savio” faranno lezione all’aperto, sui campi da tennis comunali di via Angilla Vecchia. Una soluzione concreta, ma anche sim-
bolica, che accende i riflettori sulle carenze strutturali delle scuole e sulla necessità di reinventare gli spazi educativi per garantire un diritto fondamentale: quello allo sport. La richiesta, formalizzata al Comune dalla scuola lo scorso settembre, ha trovato accoglimento nel-
l’ambito di una collaborazione tra enti pubblici che punta a perseguire finalità di interesse collettivo. L’utilizzo riguarderà, nello specifico, i campi per un totale di 26 ore settimanali, dal lunedì al sabato, nella fascia oraria mattutina. La concessione sarà gratuita, proprio in vir-
tù della funzione educativa e sociale dell’attività. Nello schema di Atto di Concessione approvato dall’Amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Telesca, restano esclusi il campo in terra rossa, le tribune e soprattutto i locali interni – spogliatoi, docce e servizi igienici – attual-
mente non accessibili perché bisognosi di interventi di manutenzione straordinaria. Per questo, gli studenti faranno riferimento ai servizi del plesso scolastico vicino. Particolare attenzione è stata riservata agli aspetti della sicurezza. Previsto un sopralluogo prima dell’avvio dell’attività per verificare lo stato dei luoghi, mentre la responsabilità della vigilanza sugli alunni resterà in capo al personale docente. La scuola dovrà inoltre garantire la presenza di operatori formati all’uso del defibrillatore e coperture assicurative adeguate. L’accordo rappresenta una soluzione concreta a una criticità strutturale, ma anche un segnale di apertura verso un utilizzo più flessibile e condiviso degli spazi pubblici. In attesa di interventi sulle palestre scolastiche, a Potenza lo sport entra in campo, letteralmente, per restare parte integrante del percorso educativo.
POTENZA I racconti illustrati degli studenti della 3B saranno pubblicati a livello internazionale. La prof.ssa Santamaria: «Un grande orgoglio»
Un importante riconoscimento internazionale accende i riflettori sull’Istituto Comprensivo Torraca-Bonaventura-La Vista di Potenza. Otto studenti della classe 3B del plesso Bonaventura si sono aggiudicati il prestigioso concorso “Contes illustrés” nell’ambito della Settimana della lingua francese e della Francofonia 2026. Il concorso, promosso dalla Rete Francese ANILS (Associazione Nazionale Insegnanti Lingue Straniere), ha sfidato i partecipanti a rielaborare in modo creativo racconti ispirati alle dieci parole chiave dell’anno, tra cui alunir (allunare), humanoïde e sidéral. Un compito che i giovani potentini hanno affrontato con entusiasmo e originalità, conquistando il podio e portando il nome della Basilicata a un livello internazionale.
A guidare i ragazzi in questo percorso di eccellenza è stata la prof.ssa Rosanna Santamaria, insegnante di lingua francese, che ha accolto con grande orgoglio il
“Contes illustrés”

risultato: «Sono orgogliosa dei miei ragazzi. Hanno dimostrato un impegno e una motivazione straordinari per raggiungere questo traguardo».
L’iniziativa è stata coordinata a livello regionale dalla prof.ssa Luisa Vivolo, referente ANILS per la lingua francese, e dalla prof.ssa Matilde Misseri, Presidente di ANILS Basilicata. Entrambe hanno sottolineato l’im-
portanza di eventi come questo per promuovere lo studio delle lingue straniere e i valori della Francofonia, che celebra la diversità culturale e la solidarietà tra i popoli.
Il successo degli studenti della Torraca-Bonaventura-La Vista non è un caso isolato. Già nel 2022, l’istituto aveva ricevuto dall’Alliance Française di Basilicata il logo “Mon école en Français”
come riconoscimento per l’impegno costante nello studio della lingua francese. La scuola si distingue per l’alto livello di preparazione linguistica dei suoi alunni, frutto del lavoro appassionato delle insegnanti e delle numerose certificazioni linguistiche conseguite negli anni.
I racconti illustrati vincitori saranno ora pubblicati sui canali nazionali dell’ANILS e inviati alla Fédération Internationale des Professeurs de Français (FIPF), un’ulteriore occasione per dare visibilità al talento e alla creatività dei giovani potentini.
Un plauso speciale va agli studenti della 3B, alla loro insegnante e alla Dirigente Scolastica, la prof.ssa Marianna Catalano, per aver portato la Basilicata e la città di Potenza sul palcoscenico internazionale della cultura e della lingua francese.
Un traguardo che dimostra come l’educazione linguistica possa essere un ponte verso il mondo, valorizzando al contempo le eccellenze locali.
Potenza è una di quelle città che tutti pensano di aver capito. “È ferma.”
“Non offre nulla.”. “Qui non cambia mai niente.” Frasi rapide, comode, pronte all’uso. Come vestiti presi dall’armadio senza nemmeno guardarli: li indossi e vai, tanto stanno bene su tutto. Il problema è che non spiegano nulla. Rassicurano, semplificano, ma non raccontano la verità. Perché la verità è meno elegante e molto più scomoda: Potenza non è una città facile. Non si concede al primo sguardo, non si vende bene, non fa marketing di sé stessa. Non è una metropoli che ti abbaglia o ti travolge con luci e rumore. Non è una città che urla la sua esistenza. Potenza è una città che, se vuoi capirla, devi attraversarla davvero. E non solo con i piedi. Potenza pullula di iniziative culturali e di intrattenimento, organizzate dalle associazioni locali: festival, concerti, laboratori, spettacoli teatrali. Sono preziose, animano la città, costruiscono relazioni e mantengono viva l’identità culturale del territorio.

che ogni giorno tengono in piedi una normalità che non finirà mai su Instagram. Non è spettacolare. È reale. E il reale, si sa, oggi ha meno follower.
L’IRONIA DI CHI
ASPETTA CHE CAMBI TUTTO… SENZA MUOVERSI
C’è una scena che si ripete ovunque. Bar, piazze, social. “Qui non succede niente.” “Bisognerebbe fare qualcosa.” “Questa città è morta.”
Poi chiedi: “Tu cosa fai?”
Silenzio. O peggio: scroll di spalle. È qui che l’ironia diventa inevitabile. Pretendiamo che una città si trasformi mentre noi restiamo immobili, spettatori critici di un film che non vogliamo nemmeno provare a riscrivere. Aspettiamo eventi, iniziative, cambiamenti…come se dovessero arrivare dall’esterno, confezionati, pronti all’uso.
Ma una città non è un servizio clienti. Non esiste un numero verde da chiamare per ordinare il futuro. E forse la domanda giusta non è più: “Perché Potenza non cambia?”
Ma: “Perché io non sto cambiando nulla, nemmeno nel mio raggio d’azione?”
RESTARE O PARTI-
Ma, a oggi, non ci sono attività di rilievo nazionale in grado di far fare davvero alla città un salto di qualità.
Quella di chi non aspetta condizioni ideali,ma le costruisce, un passo alla volta. Quella di chi, anche in una realtà difficile, sceglie di non abbassare mai il proprio valore. Perché alla fine è tutto lì. Non è Potenza che deve dimostrare qualcosa. Siamo noi. E nel momento in cui smettiamo di aspettare che qualcuno o qualcosa cambi il mondo, e iniziamo a diventare noi stessi la trasformazione che vogliamo vedere, accade l’impossibile: la città comincia a respirare con noi, ogni angolo apparentemente immobile si muove, ogni passo che facciamo crea una direzione concreta, inarrestabile, viva. Immagina: cinque anni da oggi, un quartiere rimesso a nuovo da chi ci ha creduto davvero, iniziative culturali locali e nazionali che diventano punti di riferimento, giovani che restano e costruiscono… tutto possibile, se smetti di aspettare e inizi a fare. E allora sì, il cambiamento non è più un’ipotesi. Non è più lontano. Non è più una promessa. È qui. È dentro di noi. È inevitabile.E chiunque abbia il coraggio di guardarsi negli occhi e dire: “Ora muovo io”, sente improvvisamente il mondo che vibra sotto i propri piedi. Perché quando smetti di subire e inizi a generare, non esistono più limiti. Solo direzione. Solo vita. Solo Potenza. D INO Q UARATINO Restare
L’EQUIVOCO PIÙ
GRANDE: SCAMBIARE IL SILENZIO PER ASSENZA Viviamo in un tempo in cui tutto deve fare rumore. Se non si vede, non esiste. Se non si impone, non conta.
E allora Potenza diventa il bersaglio perfetto: non urla, non si mette in mostra, non rincorre le mode.E quindi? Quindi viene etichettata. “Vuota.” “Spenta.” “Finita.” Ma siamo sicuri che il silenzio sia davvero vuoto? O siamo noi che abbiamo perso la capacità di ascoltare? Perché sotto quella superficie discreta, Potenza è piena di movimenti invisibili: persone che resistono, che costruiscono,
RE: LA SCELTA VERA (CHE NESSUNO RACCONTA FINO IN FONDO)
Andare via non è un tradimento. Restare non è un
fallimento. Chi parte cerca possibilità. Chi resta, spesso, sceglie una strada più complessa: costruire dove è più difficile farlo. Entrambe sono scelte rispettabili. Ma nessuna delle due è neutra. Il pun- to non è dove sei. È come ci sei. Puoi vivere in una grande città ed essere completamente spento. Puoi restare a Potenza ed essere una forza che genera valore ogni giorno. Il problema non è la geo- grafia. È la posizione interiore con cui abiti la tua vita. E questa, spiace dirlo, non si cambia comprando un biglietto di sola andata.
LA VERITÀ CHE
NON FA COMODO:
LE CITTÀ SONO LO
SPECCHIO DI CHI
LE VIVE
Le città non sono entità astratte. Non hanno una volontà autonoma.Non decidono da sole di essere vive o morte. Le città siamo noi. Sono la somma delle nostre scelte quotidiane, delle nostre rinunce, del nostro coraggio (o della sua assenza). Dire “Potenza è ferma” è facile. Dire “forse anche io, in qualcosa, mi sono fermato” è molto meno popolare. Ed è qui che si misura la differenza tra chi lamenta e chi crea.
IL MOVIMENTO
CHE NON SI VEDE
(MA CAMBIA TUTTO)
C’è un tipo di cambiamento che non fa notizia. Non finisce sui giornali, non genera applausi im-
mediati.È lento. Quasi invisibile. Ma è quello che conta davvero. Ogni festival, laboratorio o spettacolo organizzato dalle associazioni locali è un seme che attraversa la città.
Da soli non bastano a farle compiere un vero salto di qualità, che oggi richiederebbe anche iniziative di livello nazionale. Tuttavia, se queste energie locali venissero collegate tra loro, sostenute con continuità e integrate con la vita quotidiana dei cittadini, si creerebbe un movimento collettivo in grado di amplificare l’impatto positivo e preparare la città a crescere davvero.”
POTENZA NON È FERMA
E allora diciamolo chiaramente: Potenza non è ferma. È in attesa. Non di un miracolo. Di una decisione. La decisione di chi la vive di smettere di raccontarla come un limite e iniziare a trattarla come una possibilità.
Non sarà immediato. Non sarà perfetto. Non sarà facile. Ma sarà reale. Perché ogni volta che qualcuno smette di aspettare e inizia a generare, qualcosa si muove. E quando abbastanza persone iniziano a farlo,la città, inevitabilmente, cambia.
LA DIREZIONE
Non servono slogan. Non servono illusioni. Serve una direzione. Quella di chi ha capito che non esiste un luogo perfetto, ma esiste un modo potente di stare nei luoghi.


VAGLIO Il sindaco scrive all’azienda e al Prefetto per evidenziare il disagio di lavoratori, attività commerciali e anziani


DI E MANUELA C ALABRESE
VAGLIO. Mentre molti istituti bancari hanno chiuso le proprie filiali sul territorio, Poste ha scelto di investire con il Progetto “Polis”, volto a trasformare gli uffici postali in hub di servizi digitali avanzati per le aree interne. Nella lettera inviata dal Sindaco
di Vaglio, Francesco Santopietro a Poste, il primo cittadino ha voluto innanzitutto «riconoscere il valore sociale di Poste Italiane, ringraziando l’azienda per non aver abbandonato i piccoli centri» ma non ha potuto che scrivere anche una nota ufficiale ai vertici di Poste Italiane e al Prefetto di Potenza, Michele Campanaro,
«per denunciare la drastica riduzione d'orario dello sportello ATM Postamat del proprio comune. Questa importante opera di ammodernamento rischia di essere vanificata da una gestione dell'ATM che penalizza fortemente la cittadinanza». Il Primo cittadino fa notare che nonostante le comunicazioni ufficiali fornite dall'Azienda il 3 ottobre 2025, «che prevedevano la chiusura dei bancomat solo nelle ore notturne per motivi di sicurezza in diversi comuni della provincia di Potenza e Matera, e il comune di Vaglio Basilicata non era compreso, vediamo con rammarico che alla riapertura a seguito dei lavori di ammodernamento, a Vaglio il servizio viene interrotto sistematicamente alle ore 13:30, in coincidenza con la chiusura dell’ufficio. Apprezziamo enormemente l’impegno di Poste Italiane nel mantenere i presidi nei piccoli comuni attraverso il Progetto Polis -prosegue Santopietro- Proprio per questo, però, riteniamo inaccettabile che un cittadino non possa prelevare
contante o effettuare operazioni nel pomeriggio o nei festivi. La sicurezza delle strutture è fondamentale, ma non può tradursi in un ritorno al passato, privando la comunità di un servizio essenziale proprio quando le banche private sono ormai assenti». Il Sindaco ha chiesto con fermezza il rispetto della fascia oraria garantita (dalle 08:30 alle 19:00), evidenziando come la chiusura anticipata rappresenti un paradosso tecnologico e sociale: Un ufficio "Polis" moderno e digitale non può avere un bancomat spento per metà giornata. Il disagio colpisce in particolare i lavoratori che rientrano nel pomeriggio, le attività commerciali e gli anziani.
«Chiediamo a Poste Italiane di essere coerente con la sua missione di vicinanza ai territori - conclude il Sindaco- L’Amministrazione Comunale continuerà a farsi portavoce di questo disagio presso tutte le sedi competenti finché non verrà ripristinato un servizio dignitoso e adeguato alle reali esigenze di Vaglio Basilicata».
Tra le eccellenze del Sud Italia nella mobilità sostenibile. Grande soddisfazione per la Val d’Agri
Dalla Basilicata alla ribalta nazionale: l’IPS di Tramutola si afferma come una delle realtà più promettenti nel campo della mobilità sostenibile, distinguendosi alla Gara Nazionale SEL3C4RS, svoltasi presso Rimini Fiera.
L’istituto, plesso distaccato dell’I.I.S.S. “F. Petruccelli – G. Parisi” di Moliterno (PZ), ha rappresentato con orgoglio la Val d’Agri in una competizione che ha coinvolto 250 studenti, 50 docenti e 25 squadre provenienti da istituti tecnici, professionali e ITS di tutta Italia. L’istituto, inoltre, era l’unica delegazione lucana, composta da 17 studenti ed ha partecipato con due prototipi di veicoli elettrici radiocomandati interamente progettati e realizzati nei laboratori scolastici: “Fulmine Lucano”, caratterizzato da una carrozzeria stampata in 3D e da un design originale, e “Car Racing Tramutola”, con struttura in alluminio ispirata alla Fiat Panda di prima generazione. Dietro questi progetti c’è il lavoro sinergico di docenti e studenti, guidati dal professor Vito Antonio D’Onofrio, con il supporto del professor Andrea Sportiello per l’elettronica e la programmazione e del professor Antonio La Sala per la meccanica, l’assemblaggio e le lavorazioni CNC. Un percorso formativo che ha saputo coniugare teoria e pratica, portando i ragazzi a confrontarsi con sfide concrete.
Nel corso delle tre giornate di gara, gli studenti hanno affrontato verifiche tecniche sui prototipi, prove in pista e momenti di confronto con esperti della green economy, oltre ad attività di networking e percorsi FSL (ex PCTO) insieme ad altre scuole italiane. La competizione si è trasformata in un vero e pro-

prio laboratorio di problem solving: i partecipanti hanno gestito riparazioni, regolazioni elettroniche e interventi meccanici in tempi rapidi, simulando l’organizzazione dei box professionali.
Nonostante si trattasse della prima partecipazione assoluta alla competizione, l’IPS di Tramutola ha ottenuto risultati di grande rilievo. Le due squadre si sono classificate al 5° e all’8° posto nelle prime tre gare, distinguendosi tra i team in gara, e hanno poi concluso rispettivamente al 10° e all’11° posto nella classifica finale, penalizzate anche da alcuni tamponamenti non imputabili ai piloti. Un esordio che certifica l’elevata qualità delle progettazioni e la preparazione tecnica degli studenti, oltre all’efficacia di una didattica fortemente orientata ai laboratori e alle competenze pratiche. Al di là dei risultati sportivi,

l’esperienza ha rappresentato un’importante occasione di crescita: gli studenti sono rientrati a Tramutola con un bagaglio arricchito di competenze tecniche, organizzative e relazionali, fondamentali per il loro futuro professionale. La partecipazione alla SEL3C4RS conferma la vocazione dell’istituto a investire in innovazione tecnologica, mobilità sostenibile, attività laboratoriali avanzate e percorsi di orientamento. Un impegno che sta già dando risultati concreti: anche quest’anno si registra un significativo aumento delle iscrizioni, segno della fiducia crescente delle famiglie e della solidità dell’offerta formativa. L’IPS di Tramutola si conferma così una scuola che cresce, innova e guarda lontano, portando il talento della Val d’Agri sempre più al centro del panorama nazionale.
A NNA TAMMARIELLO

VIETRI. «Ormai la mala gestione politica e programmatica dei 5 stelle e soprattutto del Sindaco di Vietri di Potenza nonchè Presidente della Provincia di Potenza è ben chiara, è arrivata al capolinea» è ciò che afferma il presidente di Territorio Attivo Rocco Carleo.
Il 19 marzo scorso con sentenza N. 00132/2026 REG.PROV.COLL. N. 00406/2025 REG.RIC il TAR Basilicata condanna il Comune di Vietri di Potenza al Pagamento delle spese di liti a Favore della ditta Sinergia Gp9 S.r.l., la quale ha avuto la meglio sul Comune per la realizzazione di un impianto fotovoltaico di 12,227 MW giusta delibera di Giunta Regionale n. 434 del 23.07.2025, comunicata con nota dell’Ufficio Compatibilità Ambientale prot. n. 0175685 del 25.07.2025 e pubblicata sul BUR Basilicata n. 42 del 01.08.2025, recante Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) ex art 27-bis D.lgs. n. 152/2006 per
l’istanza avanzata in data 31.08.2020 dalla soc. Sinergia GP9 s.r.l. di realizzazione di un Impianto Fotovoltaico di 12,227 MW in loc. Guardiola del Comune di Vietri di Potenza, da ubicarsi in località Guardiola del territorio del Comune di Vietri di Potenza ricorrente. «Ma la domanda qui veramente nasce spontanea. - prosegue Carleo - Il Dott. Avv. Christian Giordano capo dell’Amministrazione, Sindaco e Presidente della Provincia e facente parte del Movimento 5 stelle ha realmente adempiuto ai principi che il movimento 5 stelle mette in evidenza e precisamente il rispetto dell'Ambiente nonché il rispetto delle tradizione locali e le bellezze naturalistiche? Da quello che narra la sentenza nel “fatto e diritto”, il Comune ha partecipato solo alla prima seduta della conferenza di servizi, senza esprimere affatto (come erroneamente esposto in sede ricorsuale) una posizione definitivamente contraria alla realizzazione del progetto, essendosi limitato, in quella sede, a sollevare rilievi sul fronte della compatibilità paesaggistica dell’impianto e dell’incidenza sulle aree agricole, successivamente ribaditi con nota del 16/10/2023; seduta della conferenza di servizi del 26/6/2024».
«Il Comune, - incalza Carleo - malgrado rituale convocazione, non ha partecipato (oltre che alla seconda seduta, neppure) alla terza seduta della conferenza di servizi, senza, dunque, esprimere nella dedicata sede, come sarebbe stato suo onere, alcuna ulteriore obiezione o contrarietà rispetto tanto alle integrazioni istruttorie fornite dalla società in merito ai rilievi iniziali, quanto, più in generale, all’assentibilità del progetto; ciò neppure successivamente alla trasmissione del verbale di detta ultima seduta, nel quale emergeva con sufficiente chiarezza l’intenzione dell’Amministrazione procedente di concludere i lavori conferenziali nel senso dell’autorizzabilità del progetto, tale essendo il significato univocamente attribuibile all’espressione, ivi rinvenibile, il TAR continua e mette in evi-
denza il comportamento tenuto dal Comune di Vietri di Potenza e recita “a tale ultimo riguardo, non può non evidenziarsi che, soltanto in data 25/3/2025, il Comune ricorrente ha infranto il contegno silente così lungamente serbato, formulando all’indirizzo della Regione Basilicata una richiesta di riapertura della conferenza di servizi, da considerarsi evidentemente tardiva rispetto alla scansione degli stringenti termini regolanti lo svolgimento del modulo conferenziale (come delineati dall’art. 14-bis della L. n. 241/1990) e, pertanto, inaccoglibile (come correttamente ritenuto dalla Regione); a tale contegno assume indubbia rilevanza ai sensi dell’art. 14ter, comma 7, della L. n. 241/1990, secondo cui “Si considera acquisito l'assenso senza condizioni delle amministrazioni il cui rappresentante non abbia partecipato alle riunioni ovvero, pur partecipandovi, non abbia espresso ai sensi del comma 3 la propria posizione, ovvero abbia espresso un dissenso non motivato o riferito a questioni che non costituiscono oggetto della conferenza”». Carleo conclude: «Allora dopo che il TAR Basilicata ha giustamente evidenziato le manchevolezze avute da parte di chi doveva garantire salvaguardare l'ambiente, le tradizione locali e le bellezze naturalistiche tutte esistenti in quella località “Guardiola” dove ormai sorgerà il mega impianto fotovoltaico di 12,227 MW, non resta che chiedere le dimissioni per il suo non interessamento Politico ed istituzionale al Dott. Avv. Christian Giordano capo della Amministrazione Sindaco e Presidente della Provincia e facente parte del Movimento 5 Stelle perché ha tradito la Comunità Vietrese e non ha saputo salvaguardare l'ambiente, le tradizione locali e le bellezze naturalistiche tutte esistenti in quella località “Guardiola” forse nelle date indette per le conferenze di servizio dalla Regione Basilicata era impegnato a dare atti di indirizzi per i concorsi che si sono tenuti a Vietri di Potenza e alla Provincia di Potenza».
San Fele Futura: «Errore politico senza la Provincia». Sperduto (Pd): «Non possiamo permetterci di perdere il finanziamento»
La strada San Fele-Rapone torna al centro del dibattito politico, tra accuse di miopia amministrativa e repliche infuocate. Al centro della polemica, la Proposta di Consiglio n. 14 del 20 marzo 2026, che prevede un progetto da 4 milioni di euro per l’adeguamento e la messa in sicurezza dell’arteria montana. Il gruppo consiliare San Fele Futura non ha risparmiato critiche all’amministrazione Sperduto, definendo la decisione di approvare lo schema di accordo di programma con l’EIPLI e il Comune di Rapone «un capolavoro di miopia amministrativa». Secondo i consiglieri Giusy Di Giacomo e Carmine Carnevale, l’assenza della Provincia di Potenza tra i firmatari dell’accordo rappresenta un grave errore strategico. «Senza il coinvolgimento della Provincia sin dalla fase iniziale – dichiarano
– non c’è alcuna garanzia che la strada venga provincializzata una volta completata. Questo significa che la gestione e la manutenzione di 10 chilometri di strada montana, di cui 8 di competenza del Comune di San Fele, ricadranno inevitabilmente sulle spalle del nostro bilancio comunale». I consiglieri di minoranza avevano richiesto un rinvio di pochi giorni per permettere di formalizzare il coinvolgimento della Provincia, ma la proposta è stata respinta. «Ci è stato detto che avremmo rischiato di perdere il finanziamento, ma si tratta di un’affermazione priva di fondamento», prosegue il gruppo, che teme che i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria della strada ricadranno sui cittadini. «Non è coraggio, è azzardo sulla pelle e sulle tasche dei sanfelesi», concludono.
Di tutt’altro avviso Michele Sperduto, consigliere del gruppo PdDemocrazia Solidale, che difende l’atto approvato in Consiglio e accusa San Fele Futura di «irresponsabilità» per essersi astenuti. «Lo schema di accordo approvato risponde alla necessità di dare continuità amministrativa alla Delibera Regionale n. 209 del 2025, che ha permesso di candidare il progetto a finanziamento», sottolinea Sperduto. «La convenzione approvata garantisce che gli interventi saranno realizzati secondo i parametri provinciali e che la strada sarà trasferita alla Provincia solo dopo il collaudo tecnico e amministrativo». Sperduto ricorda inoltre che la Provincia di Potenza ha già espresso formalmente la volontà di acquisire la strada una volta completati i lavori. «L’astensione di San Fele Futura è un voto con-
tro la sistemazione di una strada fondamentale per i cittadini e per il collegamento con luoghi di interesse come le cascate di San Fele e l’Ospedale di Pescopagano», conclude il consigliere. Mentre le posizioni restano distanti, l’auspicio è che il progetto possa proseguire senza ulteriori ostacoli, garantendo finalmente un’infrastruttura sicura e moderna per la comunità.




MATERA. Una mongolfiera ancorata e brandizzata con il logo di Matera Capitale Mediterranea Cultura e Dialogo 2026 per un’esperienza unica da ammirare. È questa una delle iniziative collaterali organizzate per celebrare l’avvio degli eventi di Matera 2026.
È la sorpresa riservata a chi, ieri mattina voleva raggiungere il Parco del Castello: fino alle ore 11 sul prato del parco è ancorata una mongolfiera brandizzata Matera 2026 a cura del Consorzio Landing on South Italy – Mongolfiere al Sud Italia.
L’installazione ha carattere puramente dimostrativo, scenografico e promozionale e contribuisce a segnare simbolicamente l’avvio della giornata, offrendo un elemento visivo suggestivo nelle prime ore del mattino.
Non è prevista, infatti, alcuna attività di volo con passeggeri.
Nei prossimi mesi la mongolfiera sarà presente in diverse città italiane, nell’ambito di festival ed eventi, per promuovere Matera 2026.
Il maestro Rocco Claudio accompagna l’evento con un’esibizione al piano, creando un’atmosfera magica e coinvolgente.
La mostra collettiva internazionale a Casa Cava celebra la trasformazione come energia creativa

Inaugurata nel pomeriggio di sabato a Casa Cava nei Sassi di Matera la mostra d’arte internazionale “New Horizons –Authenticity, Resilience and Renewal”.
Sarà possibile visitare la mostra collettiva fino a venerdì 27 marzo 2026, tutti i giorni dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00. La mostra è organizzata e curata dalla storica dell’arte Carmela Loiacono, con il patrocinio della Città di Matera.
L’esposizione riunisce 21 artisti provenienti da diversi Paesi del mondo, invitati a riflettere sui temi dell’autenticità, della resilienza e del rinnovamento attraverso
linguaggi espressivi differenti. Attraverso pittura, fotografia e video, il percorso espositivo esplora la capacità dell’essere umano di trasformarsi, ricostruire sé stesso e ridefinire la propria identità oltre i confini del visibile. Le opere indagano il limite non come barriera, ma come punto di partenza per nuovi percorsi di consapevolezza, rinascita e apertura verso prospettive inedite. In un tempo caratterizzato da profondi cambiamenti sociali e culturali, “New Horizons – Authenticity, Resilience and Renewal” si propone come uno spazio di riflessione e connessione, in cui l’arte diventa linguaggio capace

di dare forma alle fragilità e alle trasformazioni dell’esperienza umana.
Ogni lavoro esposto rappresenta un gesto di autenticità e di coraggio creativo, affermando il valore della pluralità delle visioni e della libertà espressiva. Il progetto riunisce artisti nazionali e internazionali che, attraverso linguaggi differenti, condividono una riflessione comune: la possibilità di attraversare i limiti per aprire nuovi orizzonti, trasformando vulnerabilità e cambiamento in energia creativa. Gli ambienti suggestivi di Casa Cava dialogano con le opere amplificandone la dimensione emo-
tiva e sensoriale, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva tra arte contemporanea e memoria del luogo.
Il percorso espositivo si inserisce nel contesto culturale di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, dialogando con la città e contribuendo alla sua vocazione di luogo di incontro tra culture, comunità e visioni artistiche internazionali. Matera stessa rappresenta un orizzonte da attraversare: una città sospesa tra storia millenaria e luce contemporanea, dove pietra e cielo si incontrano e dove l’arte continua a generare nuove prospettive di dialogo e ricerca.


C R O N A C H E D A L F U T U R O C R O N A C H E D A L F U T U R O

Smart city: la città del futuro non si misura in sensori, ma in qualità della vita

L«'insieme di tutti gli insiemi che non appartengono a sé stessi appartiene a sé stesso se e solo se non appartiene a sé stesso .» (Paradosso di Russel)
Per anni abbiamo immaginato la città del futuro come un intreccio di sensori, schermi, semafori intelligenti e servizi digitali. Ma una smart city non è davvero tale perché ha più tecnologia: lo diventa quando usa l’innovazione per risolvere problemi concreti e quando quella tecnologia diventi “potabile” per ogni cittadino. Traffico, burocrazia, sprechi energetici, attese negli ospedali, turismo disordinato, scarsa accessibilità: è qui che si misura l’intelligenza di una città. Non nella quantità di dispositivi installati, ma nella qualità della vita che riesce a generare. Il primo banco di prova è la pubblica amministrazione. In molte città, ancora oggi, ottenere un certificato, prenotare un servizio o presentare una richiesta significa perdere tempo tra sportelli, moduli e procedure poco chiare. In una città smart tutto questo dovrebbe diventare più semplice: piattaforme digitali intuitive, pagamenti online, notifiche automatiche, servizi accessibili da smartphone, tempi più rapidi e maggiore trasparenza. Ma la vera innovazione non consiste nel mettere su internet la vecchia burocrazia: consiste nel ripensarla, toglien-
do passaggi inutili e rendendo il rapporto tra cittadino e istituzioni più diretto e umano.
Un altro pilastro decisivo è la mobilità. Una città intelligente non deve soltanto far circolare meglio le auto, ma aiutare le persone a spostarsi in modo più semplice, sicuro e sostenibile. Qui l’intelligenza artificiale può avere un ruolo importante: analizzando in tempo reale i flussi di traffico, può regolare i semafori, segnalare criticità, suggerire percorsi alternativi e migliorare la puntualità del trasporto pubblico. Autobus connessi, parcheggi intelligenti, piste ciclabili integrate, sharing mobility e colonnine di ricarica possono ridurre il caos e rendere gli spostamenti meno stressanti. La vera smart city, però, è quella in cui mezzi pubblici, biciclette, pedoni e veicoli elettrici dialogano in un unico sistema. Allora si che arriveremo ai livelli di Mr Wolf in Pulp Fiction: “… ci vogliono trenta minuti… ma grazie all’AI ce ne metterò 10”
Anche l’illuminazione pubblica può diventare una infrastruttura strategica. I lampioni intelligenti possono modulare la luce in base alla presenza di persone o veicoli, riducendo consumi e sprechi. Possono inoltre ospitare sensori ambientali, strumenti di monitoraggio e connettività urbana. Un semplice punto luce può così trasformarsi in un nodo capace di migliorare si-
curezza, efficienza energetica e gestione del territorio.
Una città smart si riconosce anche dal rapporto con l’ambiente. Sensori distribuiti sul territorio possono monitorare qualità dell’aria, rumore, perdite idriche, raccolta dei rifiuti e consumi degli edifici pubblici. I cassonetti intelligenti possono segnalare quando sono pieni, evitando percorsi inutili ai mezzi di raccolta. L’irrigazione del verde urbano può adattarsi al meteo e all’umidità del suolo. Tutto questo significa meno sprechi, meno costi e una città più sana.
Dentro questa visione rientrano anche sanità e ospedali. Una città non può definirsi intelligente se non migliora anche il modo in cui ci si cura. Prenotazioni online, re-
ferti digitali, fascicoli sanitari elettronici, sistemi di orientamento nelle strutture ospedaliere e monitoraggio a distanza dei pazienti possono semplificare la vita dei cittadini. Negli ospedali, l’uso dei dati può aiutare a gestire meglio i flussi nei pronto soccorso, ottimizzare tempi di attesa, posti letto e risorse. La tecnologia, però, ha senso solo se alleggerisce le inefficienze e restituisce centralità alla cura.
Anche il turismo deve entrare in questa idea di città intelligente. Una smart city non migliora soltanto la vita dei residenti, ma sa anche accogliere meglio chi arriva da fuori. Mappe interattive, servizi multilingue, totem informativi, bigliettazione digitale e informazioni in tempo reale su trasporti, eventi e luoghi culturali possono rendere l’esperienza del visitatore più semplice e ordinata. Ancora più importante è la possibilità di distribuire i flussi turistici, evitando il sovraffollamento di alcune aree e valorizzando luoghi meno conosciuti. In questo modo il turismo diventa più sostenibile e produce valore senza soffocare la città. C’è poi il tema della sicurezza urbana. Anche qui una smart city non deve limitarsi a controllare di più, ma deve soprattutto prevenire meglio. Sensori
e piattaforme integrate possono segnalare guasti, blackout, incendi, allagamenti o criticità stradali in tempo reale, consentendo interventi più rapidi. Allo stesso tempo, i cittadini possono partecipare con applicazioni semplici per inviare segnalazioni e contribuire alla cura dello spazio pubblico. Resta però una condizione decisiva: una città smart deve essere inclusiva. Se i servizi digitali sono complicati, se anziani e fragili restano esclusi, se le persone con disabilità incontrano nuove barriere, allora la tecnologia rischia di creare altra disuguaglianza. L’intelligenza urbana si misura dalla capacità di non lasciare indietro nessuno. In conclusione, rendere una città smart significa costruire un ecosistema in cui pubblica amministrazione, mobilità, ambiente, sanità, turismo e sicurezza lavorano insieme per migliorare la vita delle persone. Non è una sfida soltanto tecnologica, ma culturale e organizzativa. Le città del futuro non saranno quelle con più schermi o più sensori, ma quelle che sapranno usare la tecnologia per essere più vivibili, più accessibili e più umane. In fondo, « il cuore non è una scatola da riempire: si espande quanto più si ama » (Her).

SERIE C Termina 2-1 Trapani-Potenza. In vantaggio gli isolani con Celeghin pareggia il Potenza con Mazzeo. Winkelmann chiude i giochi
TRAPANI: Galeotti 7, Vimercati 6, Ortisi 6, Celeghin 6,5, Matos 6 (68' Winkelmann 7), Aronica 6,5, Cozzoli 6, Pirrello 6, Benedetti 6 (78' Nina 6), Stauciuc 6 (68' Battimelli 6), Balla 5,5 (78' Napolitano 6,5).
A disp: Ujkaj, Salamone, Perri, La Sorsa, Motoc, Nicoli, Quiroz, Knezovic.
All: Salvatore Aronica..
POTENZA: Cucchietti 5,5, Adjapong 5, Bura 5,5, Camigliano 5(78' Ghisolfi 5), Balzano 6, De Marco 6 (88' D'Auria s.v), Erradi 5, Maisto 5, Delle Monache 5 (59' Mazzeo 6,5) Selleri 5,5 (59' Murano 5) Petrungaro 5 (59' Schimmenti 5).
A disp: Franchi, Guiotto, Rocchetti, Felippe, Castorani, Riggio, Kirwan, Siatounis. All.: Pietro De Giorgio.
ARBITRO: Sig. Giuseppe Rispoli di Locri
ASSISTENTI: Sigg. Davide Gigliotti di Lamezia Terme - Angelo Mazza di Reggio Calabria
IV Ufficiale: Sig. Dario Madonia di Palermo
FVS: Lorenzo Chillemi di Barcellona Pozzo di Gotto
MARCATORI: al 47’Celeghin (r); 87’ Mazzeo, 95’ Winkelmann
RECUPERO: 5’ pt e 5’ st
NOTE: Ammoniti: (Pz), Galeotti , Matos, Vimercati (TP)
Angoli: 8- 5 per il Trapani
POTENZA. In pieno recupero e ad 1’ dalla fine, Winkelmann sbroglia una mischia in area di rigore ed affossa un Potenza il quale, nonostante la rete del pareggio siglata dal neo entrato Mazzeo non ha espresso al meglio quella condizione vista nei 90’ in Coppa con-

tro il Latina. Colpa del turn-over e dei 9/11 schierati da De Giorgio dirà qualcuno. Alla fine però il pareggio poteva starci. Anche perché la posta in palio per il Trapani era troppo alta per tirare i remi in barca ed Aronica, dopo il punto conquistato in quel di Picerno ha necessità di uscire dal penultimo posto. Indipendentemente dalle questioni societarie. Dall’altro un Potenza, come dicevamo, reduce dalla grandissima vittoria nella gara di andata di Coppa Italia contro il Latina che non vuole abbandonare la zona play off. E per andare in cronaca della gara, parte meglio la formazione isolana che si affida ad un pressing con raddoppi di marcatura. Ma andare vicini alla rete è il Potenza.
Al 18’ Petrungaro a tu per tu con Galeotti a botta sicura si vede deviare col piede. I ritmi di gioco non sono altissimi. La compagine di De Giorgio è più presente in area avversaria.

Al 23’ sugli sviluppi di un angolo, Selleri stacca di testa e trova la risposta di Galeotti. Sul tap in Erradi non ci arriva per pochissimo. Tre minuti dopo una velocissima transizione ancora Petrungaro poco lucido a infilare Galeotti. Al 31’ si fa vedere il Trapani con Ortisi che su azione di contropiede mette Cucchietti in condizione di mandare la palla sotto la traversa. Poi al 33’Galeotti tiene in vita il Trapani con una parata su Selleri. Dal 37’ in poi entra in azione l’FVS su un possibile calcio di rigore in favore dei rosso-blù lucani per un tocco di mano di Ortisi.
L’arbitro gli nega il penalty. Non il solo, visto che al 45’mr.Aronica chiama la card per un tocco di mano di Adjapong. Questa volta Rispoli di Locri concede il calcio di rigore. Dal dischetto Celeghin spiazza Cucchietti con un mancino rasoterra. Si va negli spogliatoi con il risultato in vantaggio per gli amaranto del Trapani. La ripresa si apre con i 22 della prima frazione di gioco. Il Trapani entra con maggiore determinazione ed al 51’ Pirrello sfiora il palo di controbalzo sugli sviluppi di un calcio di punizione.
De Giorgio intuisce dalla panchina che in attacco occorrono forze fresche. Al 60’ richiama in panchina Selleri, Delle Monache e Petrungaro per Murano, Mazzeo e Schimmenti. Ma è De Marco 4’dopo con un’azione personale ad impensierire Galeotti. Mr.Aronica capisce il pericolo che corre ed al 68’ richiama Stauciuc per Battimelli e Matos per Winkelmann. Dieci minuti dopo De Giorgio richiama Camigliano per Ghisolfi.
La girandola dei cambi continua. Nel Trapani fuori Benedetti per Nina, esce Balla per Napolitano. La formazione ospite si affida a Schimmenti e De Marco per le imbucate. La trova all’87’ con Mazzeo. Il classe 2005 si defila e batte Galeotti con un tiro rasoterra che finisce sotto le sue gambe. Il pareggio potrebbe star bene ad entrambe la compagini. Mr.Aronica ad un minuto dal termine richiama suo figlio Giovanni Aronica per La Sorsa. Al 90’ il direttore di gara concede 5’di extra time. E qui accada quello che la formazione di De Giorgio non si sarebbe mai aspettato. Al 95’ sugli sviluppi di calcio d'angolo, Winkelmann risolve una mischia con un tiro che finisce alla spalle dell’incolpevole Cucchietti.
In attesa della partita di questa sera gra Salernitana e Team Altamura con questa sconfitta il Potenza rischia di uscire provvisoriamente dalla zona play off.

