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Cronache del 23 febbraio 2026

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Lago Laudemio, «turisti abbandonati»

A denunciare il cdx locale: «Spettacolo indegno, ci vuole rispetto per i cittadini»

CENTROSINISTRA FA UNA LISTA UNITARIA A TRAZIONE POTENTINA

PROVINCIALI, SI VOTA

Italia Viva va con Progetto Civico, in Fratelli d’Italia è sfida tra Rosa, Caiata e Cicala su Vigilante, Pippa e Gerardi. Nella Lega Pepe contro Fanelli è Russo contro Nardella

CASO SBLENDIDO

Secondo Martin Heidegger la natura non deve essere intesa come qualcosa che sia soltanto sottomano e neppure come forza naturale. Secondo il grande filosofo tedesco “la foresta è forestazione, il monte è cava di pietra, il fiume è energia idrica, il vento è vento in poppa. Col mondo circostante svelato si incontra ad un tempo la (...)

■ continua a pag 10

FILIPPO IN PARADISO

Che il nomen omen dei latini sappia capire più cose dell’anagrafica e riservare per ogni persona un destino certo l’ha capito la patronimia filosofica, con la storia dell’onore e dell’amor fati dei cognomi che s’intestano e che ci fanno pure appassionare alla vita, ma chi l’avrebbe detto che potesse riservare anche felici sorprese di giustizia in un mondo in cui, per grazia di Dio e dei giudici, i calunniatori fanno sempre la manzoniana fine dei polli di Renzo che si beccano a vicenda mentre bollono in pentola, proprio sotto la regia d’un fuochista d’eccezione come la povera vittima diffamata. La storia perciò è di quelle che ci piacciono assai non solo perché uno con quel cognome così altisonante e meritevole con cui ci si guadagna facilmente un posticino, appunto, in Paradiso, non poteva finire male, ma perché restituisce, dopo una montagna di fango, ardite fantasie ed un giochino di specchi narcisi, la verità dei fatti con la condanna a 2 anni e 6 mesi per aver diffamato l’ex funzionario di polizia Filippo Paradiso dell’ex dirigente Eni Vincenzo Armanna, pessima conoscenza anche della Basilicata. Canta Gianluca Grignani: “E tu mi dirai destinazione Paradiso…”

REFERENDUM La Camera Penale lucana promuove un confronto oggi nell’Auditorium Potenza Futura

Matera, «È una crisi politica, non tecnica»

La Procura chiede l’archiviazione della morte di Nunzio, ora tocca la giudice decidere e la famiglia si riserva di valutare l’opposizione

■ Servizio a pag 7 POTENZA

Blitz nel centro storico: 3 arresti dei Carabinieri per spaccio e 40 dosi di droga recuperata nel tombino grazie ai Vigili del Fuoco e Aql

■ Servizio a pag 13

CRONACHE DAL FUTURO

La nuova rubrica di Cronache: l’evoluzione dell’intelligenza artificiale che non sa solo rispondere, ora agisce

■ Servizio a pag 22

IL CORDOGLIO

Ieri i funerali di Isabella, sorella del consigliere dem Piero Marrese: «Grazie a tutti per la vicinanza dimostrata»

■ Servizio a pag 20

LE OPPOSI ZIONI: «SOLIDARIETÀ ALLA SEGRETARI A GEN ERALE»
Un momento del Consiglio comunale Servizio a pag 4
LA REMUDA
Carbone e Basentini
Servizio a pag 6
Servizio a pag 16
Dellapenna a pag 2

Il centrosinistra si presenta con una lista unitaria a trazione potentina

Provinciali, si vota

DI M A S S IM O D EL L AP E N N A

Se non abbiamo sbagliato i nostri calcoli e non ci è sfuggito qualcosa sono ben otto i candidati provenienti dal Consiglio Comunale di Potenza.

Una scelta che è spiegabile con il meccanismo del voto ponderato che attribuisce un maggior peso ai voti delle città più grandi ma che rischia di produrre il famoso detto del “dividi ricchezza, diventa povertà”.

IL CENTROSINISTRA

AL LEONE

Chi ha veramente esagerato è stato il centrosinistra. La coalizione che governa la città ed è opposizione in Regione si presenta senza ‘Progetto Civico” in una lista da campo largo che prende il nome di Provincia Unita. La lista è composta da otto persone, di cui la metà proviene dal Consiglio Comunale di Potenza. Si tratta di Rosa Pietrafesa, Pierluigi Smaldone, Enzo Stella Brienza, Giovanna Rizzo, esponenti ciascuno di una delle forze che compongono il centrosinistra.

Prenderà sicuramente qualche voto di sinistra in città anche il Sindaco di Lagonegro Falabella su cui si misura Piero Lacorazza. Per il resto è la solita capacità della sinistra potentina di non riuscire a trovare sintesi.

Come detto prima, nel listone non c’è Progetto Civico. Il movimento che fa capo alla D’Andrea ha

scelto di correre insieme ad Italia Viva in un’unica lista nella quale c’è comunque un consigliere comunale di Potenza nella persona di Maria Cillo. IL CENTRODESTRA

Il centrodestra corre con tre liste. Anche qui ci sono importanti rappresen-

tanze potentine che, però, sembrano strumenti per un confronto interno agli stessi partiti. Per la Lega dal Palazzo di Città corre Alfonso Nardella, fedelissimo di Francesco Fanelli che dovrà misurarsi con l’assessore picernese Giovanni Russo

che, invece, gode dell’appoggio di Pasquale Pepe. Per Fratelli d’Italia concorre da Potenza Antonio Vigilante che sicuramente non potrà avere il voto della sua collega Carmen Galgano che, invece, potrebbe sostenere Federico Pippa. Lo scontro tra Vi-

gilante e Pippa sarà l’ennesima tappa del confronto tra Rosa e il gruppo Caiara, Sarli, Fazzari mentre sullo sfondo restano i fratelli Cicala che proveranno a misurarsi su Rosita Gerardi.

Azione, invece, corre da sola e anche qui c’è il candidato potentino Pace.

UNA SFIDA TUTTA POLITICA

Le elezioni provinciali non sono un modo per sondare realmente la forza dei partiti nell’opinione pubblica. Sono elezioni di secondo livello che riguardano solo i Consiglieri Comunali. Sono, però, un modo per poter verificare la tenuta dei partiti e la loro capacità di penetrazione tra gli eletti. Abbiamo già raccontato della loro importanza politica e ci torneremo prossimamente. Quello che, però, emerge fino ad ora è che da un lato c’è un sovraffollamento nella Città di Potenza dall’altro sembra essere l’ennesimo confronto tra i big all’interno dei partiti.

Italia Viva va con Progetto Civico, in FDI è sfida tra Rosa, Caiata e Cicala su Vigilante, Pippa e Gerardi. Nella Lega Pepe contro Fanelli e Russo contro Nardella
Rosa Pietrafesa, Pierluigi Smaldone, Enzo Stella Brienza e Giovanna Rizzo
Antonio Vigilante, Fedrico Pippa, Rosita Gerardi e Carmine Pace
Salvatore Falabella, Marica Cillo, Alfonso Nardella e Giovanni Russo

LUNEDÌ

MANI IN CUCINA

A

«È una crisi politica, non tecnica, solidarietà alla Segretaria Generale»

MATERA. Prosegue il dibattito in Consiglio comunale a Matera sulle modalità di elezione del Presidente del Consiglio, una questione che da mesi tiene banco e che, nelle ultime ore, ha visto al centro delle polemiche l’interpretazione della nota prefettizia da parte della Segretaria Generale del Comune, la dott.ssa Virginia Terranova.

I consiglieri comunali di opposizione, Nunzia Antezza, Domenico Bennardi, Roberto Cifarelli, Luca Colucci, Raffaele Cotugno, Paolo Grieco, Angelo Lapolla, Tommaso Perniola, Marina Rizzi, Angelo Rubino, Enzo Santochirico, Domenico Schiavo, Roberto Suriano, Saverio Tarasco, Adrana Violetto., hanno deciso di intervenire con una nota ufficiale per esprimere il loro punto di vista sulla vicenda e manifestare il loro pieno sostegno alla Segretaria Generale, sottolineando come le responsabilità della crisi politica in atto non possano essere attribuite ai funzionari comunali.

«Riteniamo doveroso esprimere pieno sostegno istituzionale e personale alla Segretaria Generale

del Comune, dott.ssa Virginia Terranova – scrivono i consiglieri di opposizione – La nota diffusa dalla Segretaria chiarisce in modo puntuale e documentato come la comunicazione della Prefettura non contenga alcuna smentita del parere espresso dagli uffici comunali, né tantomeno la qualificazione di “errore tecnico” più volte evocata nel dibattito politico e mediatico».

Secondo gli esponenti dell’opposizione, la stessa Prefettura avrebbe chiarito che «l’interpretazione delle norme statutarie

spetta in via autonoma all’Ente» e che «l’eventuale superamento delle criticità riscontrate attiene a una possibile revisione delle disposizioni regolamentari per il futuro». «Appare quindi improprio – proseguono i consiglieri – attribuire alla Segreteria Generale responsabilità che non le competono, soprattutto alla luce del fatto, ricordato dalla stessa dott.ssa Terranova, che il parere del Segretario non è mai vincolante». Nella nota congiunta, i consiglieri sottolineano inoltre come «la posizione della Segretaria Gene-

rale risulti confermata anche dall’Avvocatura comunale, circostanza che rafforza la correttezza dell’interpretazione adottata e smentisce la narrazione di presunti errori o forzature tecniche».

Non manca, infine, una critica diretta al Sindaco, accusato di alimentare il dibattito con dichiarazioni che non aiutano a chiarire la situazione: «Si dissente dalla posizione del Sindaco, che in una dichiarazione ha avallato una lettura della nota prefettizia contrastante con la lineare interpretazione della norma statutaria da-

ta dalla Segretaria Generale e dallo stesso Consiglio comunale». Secondo i consiglieri, le difficoltà che impediscono da mesi l’elezione del Presidente del Consiglio comunale sarebbero da attribuire esclusivamente alla maggioranza: «La crisi in atto è prima di tutto una crisi politica della maggioranza e nulla ha a che vedere con i funzionari dell’Ente, che hanno operato nel rispetto delle norme e con il supporto degli organi legali interni». La nota dei consiglieri di opposizione Nunzia Antezza, Domenico Bennardi, Roberto Cifarelli, Luca Colucci, Raffaele Cotugno, Paolo Grieco, Angelo Lapolla, Tommaso Perniola, Marina Rizzi, Angelo Rubino, Enzo Santochirico, Domenico Schiavo, Roberto Suriano, Saverio Tarasco, Adrana Violetto. si conclude con un messaggio di solidarietà alla Segretaria Generale: «Alla Segretaria Generale va il nostro sostegno per l’imparzialità e la trasparenza con cui ha esercitato le proprie funzioni, a tutela della legalità amministrativa e dell’autonomia dell’istituzione comunale».

Mega: «Matera non merita questo spettacolo». La replica di Angelino: «Amministrazione credibile, no a interferenze»

La Cgil Basilicata chiede di tornare a votare

MATERA. La crisi politica al Comune accende lo scontro tra sindacato e maggioranza. A intervenire è il segretario generale della Cgil Basilicata e Matera, Fernando Mega, che esprime «molta preoccupazione per l’instabilità politica» definita prevedibile fin dall’insediamento dell’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Nicoletti, nata in una condizione di cosiddetta anatra zoppa.«Richiamiamo tutti a responsabilità, a partire dal sindaco Nicoletti. Se non ci sono più le condizioni per governare in modo dignitoso una città che ha grandi problemi, se ne prenda atto e si ritorni più presto al voto», afferma Mega, sottolineando come Matera, patrimonio Unesco, capitale europea della Cultura 2019 e capitale della cultura Mediterranea e del dialogo 2026, non meriti «un trattamento simile».Il segretario parla di nove mesi segnati da «mercimonio po-

litico» e personalismi che avrebbero mortificato il senso del voto. A suo giudizio la città sarebbe lo specchio di una Basilicata attraversata da trasformismi, crisi in-

dustriale, spopolamento e carenze infrastrutturali. Nel mirino finiscono anche i vitalizi approvati in Consiglio regionale, citati come esempio di perdita di etica pubblica.Mega evidenzia criticità su turismo e servizi. Secondo la lettura dei dati Apt, le presenze medie annue si attesterebbero attorno al quaranta per cento dell’offerta, con picchi concentrati nelle festività. Vengono citate l’assenza di un cartellone strutturato alla vigilia del 2026, la situazione della Cava del Sole, il teatro ancora incompiuto, la riqualificazione di piazza della Visitazione ferma, la strada statale 7 in condizioni difficili e i ritardi sulla tratta Ferrandina Matera. «Non c’è più tempo da perdere», conclude, invocando visione e programmazione.Alle parole del sindacato replica il consigliere comunale Giovanni Angelino di Matera nel cuore, che definisce le dichiarazioni «assurde e fuori luogo».

Angelino contesta che la Cgil possa «decidere le sorti della politica a Matera» e invita il segretario a occuparsi delle vertenze occupazionali regionali. «Non sta scritto da nessuna parte che un segretario di un sindacato possa dettare la linea politica di un’Amministrazione comunale», afferma, difendendo l’operato del sindaco Nicoletti e della giunta.Secondo il consigliere, nonostante le difficoltà iniziali, l’amministrazione avrebbe già prodotto risultati sul piano sociale e intercettato risorse per Matera capitale mediterranea della cultura 2026. «Non si può andare al voto in un momento cruciale come questo», sostiene Angelino, escludendo l’ipotesi di un nuovo commissariamento e rivendicando la credibilità dell’attuale governo cittadino.Lo scontro resta aperto mentre la città si prepara a un anno decisivo per la sua proiezione nazionale e internazionale.

REFERENDUM Promosso un confronto sulle ragioni del “sì” e del “no” presso l’Auditorium Potenza Futura oggi pomeriggio

La Camera Penale della Basilicata: «Sì alla separazione delle carriere»

La Camera Penale di Basilicata promuove, nella campagna per il referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo, le ragioni di una riforma che costituisce un obiettivo storico dei penalisti italiani e sollecita il dibattito pubblico sulla necessità della separazione delle carriere dei magistrati, al fine di realizzare una giustizia moderna, trasparente e democratica, ma anche più giusta e funzionale nell’interesse di tutti i cittadini.

L’associazione presieduta da Shara Zolla è convinta che il confronto paritario, nel rispetto delle diverse posizioni, possa essere un esercizio di maturità collettiva, e per questo ha organizzato a Potenza un incontro aperto a tutti, oggi, alle ore 17:00, all'Auditorium Potenza Futura.

A confrontarsi sulle ragioni del sì e del no: Ernesto Carbone, Componente del CSM, Francesco Basentini, Procuratore Generale

presso la Corte di Appello di Potenza, Francesco Bonito Oliva, Presidente Ordine Avvocati di Potenza, Rinaldo Romanelli, Segretario Giunta Unione Camere Penali Italiane. I saluti saranno affidati a: Shara Zolla, Presidente Camera Penale di Basilicata, Federico Ottati, Presidente Aiga Potenza, Giovanni Leonasi, Presidente Camera Penale di Lagonegro, Vincenzo Bonafine, Presidente Ordine Avvocati di Lagonegro.

Oggi presso la sede del Csv , l’incontro formativo per orientarsi sulla riforma dell’ordinamento giudiziario

Giustizia e democrazia: incontro a Potenza sul referendum con Azione Cattolica e Movimento Ecclesiale Impegno Culturale

In un tempo in cui il dibattito pubblico chiede lucidità, senso critico e partecipazione responsabile, l’Azione Cattolica Italiana dell’Arcidiocesi di PotenzaMuro Lucano-Marsico Nuovo, insieme al Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale (MEIC) di Potenza, promuove un incontro di formazione e informazione sul tema del prossimo referendum relativo alla riforma dell’ordinamento giudiziario.

L’iniziativa, dal titolo “Giustizia e Costituzione. Verso il referendum sulla riforma dell’ordinamento giudiziario”, si terrà oggi pomeriggio alle ore 18.30 presso la sede del CSV Basilicata, in via Sicilia 10 a Potenza.

L’appuntamento nasce dal «senso di responsabilità che da sempre anima l’impegno dell’Azione Cattolica e del MEIC nel contribuire alla formazione delle coscienze e alla maturazione di una cittadinanza attiva e consapevole,

per abitare quanto più profondamente e consapevolmente la città dell’uomo» si legge in una nota. In questi giorni, inoltre, si aprono le celebrazioni per il centenario della nascita di Vittorio Bachelet, figura emblematica di laico cattolico impegnato nella vita civile e istituzionale del Paese: un riferimento ideale che richiama il valore della partecipazione democratica e del voto come atto di responsabilità personale e collettiva.

All’incontro interverranno Luigi D’Andrea, Presidente nazionale del MEIC e Ordinario di Diritto

Costituzionale presso l’Università di Messina e Michele Gilio, Presidente del gruppo MEIC di Potenza e Funzionario dell’Ufficio Legislativo della Regione Basilicata.

Introduzione e moderazione a cura di Vitina Ferrara, Presidente diocesana di Azione Cattolica. L’incontro, «non essendo di na-

tura politica ma formativa, intende offrire strumenti di comprensione e chiavi di lettura per orientarsi nel merito della riforma e del quesito referendario, favorendo un confronto serio, documentato

e rispettoso delle diverse sensibilità. Non un dibattito ideologico, ma un’occasione di approfondimento per esercitare un voto davvero consapevole» concludono gli organizzatori.

Il componente del Csm Carbone, il Procuratore Generale Corte d’Appello Potenza Basentini e il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Potenza Bonito Oliva
Luigi D’Andrea e Michele Gilio

La decisione ora passa al giudice. Conclusa l’inchiesta sulla tragedia di Abriola:

Morte Sblendido, Procura chiede l’archiviazione

POTENZA. Si sono concluse dopo cinque mesi le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Potenza sulla morte di Nunzio Sblendido, il 34enne trovato privo di vita lo scorso 19 settembre nel territorio di Abriola. Il pubblico ministero ha formalizzato la richiesta di archiviazione, ora al vaglio del giudice per le indagini preliminari. Il legale della famiglia, l’avvocato Michele Allamprese, ha presentato istanza di accesso agli atti per esaminare l’intero fascicolo investigativo e valutare l’eventuale opposizione alla richiesta avanzata dalla Procura. «Analizzeremo con attenzione tutta la documentazione – ha dichiarato –prima di assumere qualsiasi decisione. Sarà anche l’occasione per comprendere meglio cosa stesse vivendo Nunzio in quel periodo. Continuiamo a confidare nel lavoro svolto dalla squadra mobile e dall’autorità giudiziaria», ha aggiunto. Il corpo del giovane era stato recuperato in un canale situato a breve distanza dalla vecchia sta-

zione di Sellata, nell’area boschiva di Arioso, frazione di Abriola. Il ritrovamento era avvenuto al termine di quattro giorni di ricerche condotte da forze dell’ordine e volontari della protezione civile. Due giorni prima, gli investigatori avevano rinvenuto l’automobile del 34enne insieme ad alcuni effetti personali, tra cui una maglietta strappata. Il procedimento, aperto contro ignoti con l’ipotesi di “morte come conseguenza di altro delitto”, si era reso necessario per consentire tutti gli accertamenti tecnici, compresi quelli sui telefoni cellulari e sul computer sequestrati. L’esame autoptico ha collocato il decesso con ogni probabilità nel giorno stesso della scomparsa. Dagli accertamenti tossicologici è emersa l’assunzione di cocaina, elemento che il medico legale ha collegato alla causa della morte.

Durante l’intero iter investigativo, i familiari di Sblendido hanno sempre escluso l’ipotesi del suicidio, chiedendo piena luce su quanto accaduto. Ora la decisio-

ne passa al giudice per le indagini preliminari, chiamato a pro-

nunciarsi sulla richiesta di archiviazione.

APPUNTAMENTO A OGGI POMERIGGIO. UNDICI QUADERNI FILOSOFICI IN FORMA POETICA

“Nessuna Filosofia”: al Polo bibliotecario presenta il suo nuovo libro

Oggi

pomeriggio, alle ore 17:00, presso il Polo Bibliotecario di Potenza in via Don Minozzi, si terrà la presentazione del nuovo libro di Roberto Zito intitolato “Nessuna Filosofia se non qualche istintivo dubbio sulla natura del mio respiro”.

L’autore, con grande entusiasmo, invita il pubblico a partecipare a questo evento che si preannuncia come un momento di riflessione profonda e di condivisione letteraria.

L’opera, pubblicata e distribuita dalla casa editrice Universosud Edizioni, è un cofanetto che raccoglie undici Quaderni Filosofici scritti in forma poetica. Un lavoro che si addentra nei temi universali dell’“Uomo”, della sua “Natura” e del suo “Venire a Luce”. Tematiche complesse affrontate con un linguaggio raffinato e destinato, come sottolinea lo stesso autore, «alle sole delicatezze e ai soli brividi dei

raffinati».

L’evento si propone di essere un momento conviviale e leggero, nonostante la profondità e la serietà dei temi affrontati. «I temi trattati hanno certamente una loro corpulenza; eppure l’intento della serata sarà quello di restituirne i canoni della leggiadria e della leggerezza che, strano a dirsi, appartengono a tutte le cose serie», ha aggiunto l’autore.

La serata sarà un’occasione unica per interrogarsi sul senso dell’esistenza umana, sul “cos’è” e sul “perché” della vita, spingendosi verso quell’“oltre” che ci invita a riflettere su ciò che siamo stati e su ciò che potremmo ancora diventare. Un appuntamento imperdibile per gli amanti della filosofia e della poesia, ma anche per chi desidera lasciarsi trasportare in un viaggio intellettuale ed emotivo, alla scoperta di sé stessi e del mondo. L’evento è aperto al pubblico.

Roberto Zito

Proposta alla Regione per un contributo annuale di 350 euro ai pensionati in difficoltà

Pensioni minime, la Uil Pensionati: «Un sussidio

per tutelare la dignità di 27mila anziani lucani»

La richiesta di un segnale di sensibilità sociale rivolto alla Regione e alla politica tutta su quella che riguarda una situazione di emergenza sociale e che è sempre più allarmante: le pensioni minime e troppe persone anziane che in Basilicata vivono un rischio crescente di povertà ed esclusione sociale. Sarà uno degli argomenti al centro del congresso regionale della Uil Pensionati in programma il 17 e 18 aprile.

«Nelle scorse settimane –ricorda Carmine Vaccaro, segretario regionale della Uil Pensionati - abbiamo presentato una proposta concreta alla Regione: l’introduzione di un sussidio economico annuale di 350 euro a favore dei pensionati più fragili. Si tratta di una misura di equità e giustizia sociale, pensata per rafforzare il potere d’acquisto delle pensioni minime e per garantire condizioni di vita più dignitose alle anziane e agli anziani lucani. In Basili-

cata sono oltre 27.000 le pensionate e i pensionati che vivono con un assegno al minimo di poco superiore ai 600 euro, una condizione che non garantisce più una vita dignitosa a causa dell'aumento del costo della vita e delle spese essenziali, a partire da quelle sanitarie. Ma ci sono anche 240 pensionati con un'indennità sino a 300 euro, altri 525 sino a 450 euro e 1.257 sino a 600 euro. Numeri che descrivono una condizione di forte vulnerabilità eco-

nomica, soprattutto in un territorio che registra livelli di reddito e servizi inferiori alla media nazionale».

Il sussidio economico sarebbe destinato ai pensionati residenti in Basilicata titolari di pensioni Inps di vecchiaia, invalidità, reversibilità, pensioni sociali o assegni sociali; con trattamenti pari o inferiori al minimo Inps; in possesso di un Isee non superiore a 15.000 euro. L’erogazione sarebbe prevista in un’unica soluzione annua-

le, con modalità da definire attraverso un regolamento attuativo e una convenzione con l’Inps, al fine di garantire semplicità, trasparenza ed equità. «La proposta – ricorda Vaccaro che nei giorni scorsi ha avviato già alcune interlocuzioni insieme al segretario generale della Uil, Vincenzo Tortorelli, con alcuni consiglieri regionali - si fonda su un principio chiaro: sostenere le pensioni minime significa tutelare la dignità delle persone anziane e dare piena attuazione al principio di uguaglianza sostanziale sancito dalla Costituzione».

«Come spiegheremoconclude - meglio nella due giorni congressuale la possibile copertura finanziaria potrebbe arrivare dalle royalty derivanti dall’estrazione di idrocarburi, da utilizzare come strumento di redistribuzione a beneficio dell’intera comunità regionale. L’inserimento della misura nella Legge di Bilancio regionale 2026–2028, attraverso un apposito capitolo di spesa, rappresenterebbe un segnale politico forte di attenzione verso le pensioni minime e verso le fasce più fragili della popolazione».

A Moliterno il Parco dell’Appennino Lucano presenta ‘La Remuda”

L’appennino come montagna vissuta

Ricostruire l’identità dell'uomo nel suo rapporto autentico con l’ambiente

Secondo Martin Heidegger la natura non deve essere intesa come qualcosa che sia soltanto sottomano e neppure come forza naturale. Secondo il grande filosofo tedesco “la foresta è forestazione, il monte è cava di pietra, il fiume è energia idrica, il vento è vento in poppa. Col mondo circostante svelato si incontra ad un tempo la natura in tal modo svelata.

Un tal modo di svelare la natura lascia ancora coperta la natura come pulsione e desiderio, quella che ci sopraffà e che, come paesaggio, ci affascina. Le piante del botanico non sono fiori di riviera, le sorgenti geograficamente stabilite di un fiume non sono le polle d'acqua nel podere (…) Nelle vie, nelle strade, nei ponti, negli edifici la natura è svelata attraverso il pro-curare, secondo una determinata direzione”.

Il passo di Heidegger ci spiega esattamente il rapporto tra la natura e l'uomo. Un rapporto che si può condensare nell'utilizzo che l'uomo fa della natura sia dal punto di vista sociale ed economico, sia dal punto di vista pulsionale.

Esiste sicuramente una differenza tra le piante del botanico e i fiori di riviera e, per dirla con i temi che a noi interessano, esiste una differenza sostanziale tra una pineta e un bosco. Entrambe le cose, però, esistono nella misura in cui si svelano all'uomo tramite il suo pro-curare che è “via via già così com'è sulla base di una familiarità col mondo. In questa familiarità l'esserci può perdersi in ciò che si incontra nel mondo ed es-

serne preso”.

In questo perdersi ed esserne preso c'è tutto il rapporto antico, ancestrale e potente che l'uomo ha con la natura, con l'ambiente e con il mondo che lo circonda.

“La Remuda”, il cortometraggio che il Parco Nazionale Appennino Lucano ha realizzato con Arya Production con l’importante collaborazione dell’Associazione Persone Down Sezine Vulture Myriam Talucce presentato a Moliternoriprende questo concetto e prova a renderlo fattuale.

Il mondo che ci circonda, la montagna, le tradizioni della transumanza non sono soltanto una fotografia, non sono soltanto un bisogno economico, non sono neanche un racconto, sono anche e soprattutto il contesto nel quale l'uomo realizza se stesso nella sua realtà, nel suo differenziarsi secondo il contesto in cui vive e si muove.

Questo cortometraggio racconta un po' una visione dell'ambiente. Parlando

di ambiente, spesso ci si misura con un pendolo che fino ad ora ha avuto la pericolosa oscillazione tra la natura vista come luogo da sfruttare e la natura come luogo da ammirare a distanza e da non toccare. Io credo che sia necessario riprendere ad unire e superare questi due estremi del pendolo nella consapevolezza che l'uno senza l'altro non esiste e che nel procurare l'uomo si prende cura della natura e lascia che la natura si prenda cura di lui.

È quello che accade alla protagonista del docu-film, una ragazzina con la sindrome di down che vive in montagna con il padre pastore, che dalla montagna vorrebbe fuggire ma che, poi, nella montagna trova non solo le sue radici ma la sua stessa identità. Il docu-film con le sue immagini e le sue fotografie racconta la bellezza dei paesaggi del Sirino ma presenta anche un modo diverso di immaginare la natura e l'ambiente anche come luogo dove è possi-

bile ritrovare se stessi.

Non è soltanto un richiamo retorico né una cartolina da esibire ma una vero e proprio manifesto programmatico per un ambientalismo che non sappia di retorica.

Può e vuole essere l’ asse portante di una strategiache speriamo di iniziare quanto prima partendo dalle scuole, dalle nuove generazioni coinvolgendo anche le associazioni, gli operatori e quanti intendano collaborare con l'Ente per la realizzazione di qualcosa di veramente ambizioso.

Basta aprire le prime pagine dei giornali, seguire la cronaca quotidiana, vedere ciò che accade per le strade per rendersi conto del disordine, dello scoramento e dello spaesamento che vivono le nuove generazioni.

Possiamo dire che le tecnologie, come sempre, hanno cambiato anche l'uomo e lo stanno radicalmente trasformando aumentando la possibilità di fruire di nuove nozioni ma riducendogli l'ordine delle stesse e la capacità di costruire un mondo e, quindi, di essere veramente completi. Il bullismo, le dipendenze, alcuni costumi disordinati non sono il frutto esclusivo di scelte individuali ma nascono anche da una società che ha cancellato le proprie radici che ha smesso di trovarsi nel mondo reale per rifugiarsi nel virtuale.

Per dirla con Heidegger è il luogo in cui la strada, la chiesa, il campanile, il sentiero hanno dato direzione e hanno svelato la natura. Ecco perché l'Appennino ha tutte le capacità per essere il vero nemico delle fragilità, lo strumento con il quale costruire un nuovo rapporto reale tra uomo e natura che non sappia di retorica e non la riduca al solo sfruttamento economico.

La realizzazione e la presentazione di questo docufilm è, quindi, per noi soltanto un primo passo per provare ad immaginare una nuova funzione dell'Appennino come strumento in grado di consentire all'uomo di ritrovare se stesso.

L'obiettivo è quello di immaginare l'Appennino contro ogni dipendenza e contro ogni fragilità partendo dalle scuole e dalle nuove generazioni perché la prossima generazione è l'unica cosa che conta. Un’idea che, partendo dall’Appennino Lucano, può avere l’ambizione di comprendere l'Appennino come colonna verticale della nostra Nazione capace di costruire un’identità viva che non sia solo raccontata e ricordata ma vissuta, modificata e non solo fotografata.

*P RESIDENTE E NTE PARCO N AZIONALE DELL’A PPENNINO L UCANO

Nulla è più reale della montagna. Nessuna montagna è più reale dell'Appennino. L'Appennino non è la montagna lontana e misteriosa, non ha le difficoltà delle Alpi né tantomeno il fascino della sfida delle grandi vette Himalayane. L'Appennino è il luogo della montagna vissuta.

Su delega del Procuratore Cardea, intensificati i controlli. Non a norma una “torre americana” di tre metri

Strutture non a norma, l’Asp blocca evento scolastico nel Vulture Melfese

Dopo i fatti di Crans Montana, anche in Basilicata si intensificano i controlli sulla si-

curezza nei luoghi pubblici ed in particolare là dove si svolgono eventi che chiamano a raccolta nu-

merosi giovani.

L'Unità Operativa Complessa di Medicina del Lavoro e sicurezza degli am-

bienti di lavoro della Asp Basilicata, diretta da Biagio Schettino, è intervenuta ieri nel Vulture-Melfese in un luogo in cui si sarebbe dovuto svolgere un evento con centinaia di studenti delle scuole superiori.

Da controlli effettuati, è stata rilevata la presenza di una 'torre americana', per un'altezza complessiva di tre metri, dotata di impianto elettrico per l'alimentazione del service luci e audio che è risultata non essere a norma per mancanza di documentazione attestante il corretto montaggio e l'adeguata installazione. Carente la documentazione sia per la parte elettrica che per i carichi sospesi.

Le attività in corso sono state bloccate, provveden-

do all'annullamento dell'evento a cui era atteso un artista neomelodico partenopeo.

Il nucleo ha operato in stretto raccordo con la Procura della Repubblica potentina e su delega del Procuratore Cardea nel rispetto della circolare ministeriale voluta dal Ministro Piantedosi che ha chiesto la collaborazione delle Prefettura e delle forze dell'ordine, in questo caso presenti con il Comando Provinciale Carabinieri di Potenza. Dall'azienda sanitaria di Potenza si rileva l'importanza di «un'azione preventiva che ha evitato eventuali problemi di sicurezza e che è stata posta in essere solo per una tutela dell'incolumità pubblica».

LATRONICO: «UNA SANITÀ CHE VA INCONTRO AL CITTADINO, SUPERANDO LA VISIONE OSPEDALE-CENTRICA»

Sanità lucana, il paziente al centro: accordi storici e riforme territoriali

Rimettere

il paziente al centro, non solo come destinatario di prestazioni, ma come persona inserita nel proprio contesto sociale e familiare. È questo l’obiettivo cardine illustrato dall’assessore regionale alla Salute e Politiche della Persona, Cosimo Latronico, in merito all’avanzamento degli interventi della Missione 6 del PNRR.

L’assessore ha sottolineato come la vera sfida della sanità moderna consista nel superamento della visione “ospedale-centrica”, promuovendo una rete capillare di assistenza che arrivi fin dentro le case dei lucani.

Questo percorso di rinnovamento poggia su basi solide grazie a un traguardo storico: la firma degli Accordi Integrativi Regionali, attesi da ben 17 anni, che ridefiniscono il ruolo dei Medici di Medicina Generale, dei Pediatri di Libera Scelta e dei Medici Specialisti Ambulatoriali (Sumaisti).

«Senza il protagonismo dei medici e degli specialisti, ogni riforma strutturale rimarrebbe una scatola vuota», ha detto Latronico. «Dopo quasi quattro lustri di attesa, abbiamo sottoscritto intese fondamentali che valorizzano la professionalità di chi opera in prima linea. Grazie a questi accordi, i medici di famiglia, i pediatri e i sumaiisti diventano i pilastri delle nuove Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT). Queste aggregazioni permetteranno ai professionisti di lavorare in rete, garantendo una presa in carico globale del paziente, una maggiore continuità assistenziale e una condivisione dei

percorsi di cura che ridurrà sensibilmente i tempi di attesa e i disagi per i cittadini».

Accanto alla riorganizzazione medica, la Regione Basilicata mette in campo un massiccio piano di potenziamento del per- sonale sanitario. È in corso il reclutamento di 400 nuovi infermieri, di cui 200 saranno specificamente destinati al ruolo di Infermieri di Famiglia e di Comunità. «Queste figure rappresentano la ‘sentinella’ del territorio», ha proseguito l’assessore. «Saranno loro a garantire l’assistenza domiciliare e a gestire le cronicità direttamente nelle abitazioni, collaborando strettamente con i medici delle AFT. L’obiettivo è far viaggiare i dati e

le competenze, non i pazienti, sfruttando anche le potenzialità della telemedicina per abbattere le barriere geografiche della nostra regione».

La Missione 6 del PNRR, integrata con gli Accordi Integrativi e il piano assunzionale, rappresenta per la Basilicata l’occasione storica per colmare il divario tra aree urbane e aree interne. “La salute non deve dipendere dal codice postale di residenza”, ha concluso Latronico. «Stiamo trasformando le risorse del PNRR in servizi reali, efficienti e soprattutto umani, costruendo una sanità che non aspetta il cittadino in ospedale, ma gli va incontro sul territorio, offrendo risposte concrete alle fragilità e alle famiglie lucane».

Blitz nel centro storico: 3 arresti per spaccio e droga nel tombino

POTENZA. È stato un sabato mattina ad “alta tensione” quello trascorso nel centro storico di Potenza. Intorno alle 11 i Carabinieri hanno arrestato tre persone straniere trovate in possesso di droga. Durante un normale servizio di controllo del territorio, i militari dell’Arma hanno notato i tre aggirarsi con fare sospetto nei pressi di via Pretoria. Secondo quanto appreso, alla richiesta di fornire i documenti due dei tre uomini avrebbero opposto resistenza cercando di dileguarsi. Ne è scaturita una colluttazione che ha richiesto l’intervento di altro personale dei carabinieri.

I tre sono stati raggiunti e portati in caserma con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti. Nei prossimi giorni i tre dovranno presentarsi davanti al gip del tribunale di Potenza per l’udienza di convalida del fermo. Sul posto sono giunti anche i Vigili del Fuoco e personale dell’Acquedotto Lucano per recuperare gli ovuli di droga in un tombino.

Su richiesta delle forze dell'ordine, infatti, il personale tecnico di Acquedotto Lucano è intervenuto per consentire l'accesso e l'ispezione dei pozzetti della rete fognaria nelle immediate vicinanze dell'immobile oggetto del controllo. Tale supporto si è reso necessario dopo che i carabinieri, durante una perquisizione

nell'appartamento in cui risiedevano i tre fermati, avevano accertato il tentativo di disfarsi delle sostanze stupefacenti detenute attraverso gli scarichi idraulici. Per consentire il recupero del materiale, era stato precedentemente versato un tracciante nelle condotte.

«La conoscenza capillare delle infrastrutture da parte dei tecnici di Acquedotto Lucano ha permes-

so di individuare con precisione i punti di accesso alla rete, rendendo possibile l'intervento diretto dei vigili del fuoco all'interno delle condotte per il recupero fisico della droga» ha affermato la società che gestisce la rete idrica in una nota.

L'operazione ha consentito di sequestrare circa 40 dosi di sostanza stupefacente, in un quantitativo ritenuto dalle forze del-

l'ordine incompatibile con il solo uso personale. I tre giovani sono stati quindi arrestati con l'accusa di spaccio e condotti in caserma per le formalità di rito.

Il vertice della Società esprime apprezzamento per la prova di alta qualificazione professionale mostrata nella circostanza dai propri tecnici.

«La vicenda testimonia e conferma una delle im-

pronte del nuovo corso avviato dalla Direzione Generale volto a favorire e rafforzare le attività di collaborazione e le sinergie con le istituzioni, nel convincimento che gli addetti alla gestione del servizio idrico possano dare un efficace contributo anche alla tutela della sicurezza pubblica e dell’integrità dei territori» conclude Acquedotto Lucano nella nota.

POTENZA Carabinieri, Vigili del Fuoco e tecnici di Acquedotto Lucano collaborano
Gli arrestati
(foto Mattiacci)

Potenza ricorda De Stefano, il politico che amava le campagne e la sua città

DI P E P P IN O M OL I N A RI *

POTENZA. Se ne è andato un pezzo della Dc popolare della città di Potenza, Michele De Stefano. Segretario della sezione centro, cittadino,consigliere comunale dal 1975 al 1990 ,assessore comunale con delega alle campagne,presidente della comunità montana dell’Alto Basento,consigliere provinciale e vicepresidente dell’istituto autonomo case popolari.Michele De Stefano ha rappresentato nella Dc potentina quell’anima che legava la sua azione alla dottrina sociale della chiesa per cui era fortemente impegnato a seguire i ceti più deboli della società ed in particolare con Antonio Potenza le campagne dí Potenza.

Decisivo e determinante fu il suo impegno ed il suo apporto per crescita e lo sviluppo delle aree rurali della città di Potenza.Persona perbene con grande

senso di onestà che in politica ha significato correttezza amministrativa,b uon governo e disinteresse nella gestione del potere.

Michelino,come veniva chiamato dai suoi tanti amici ha occupato la sce-

na politica a Potenza con stile, discrezione e se n’è andato in punta di piedi così come oltre 10 anni fa aveva smesso il suo impegno politico. I funerali si sono tenuti ieri mattina nella chiesa di San Rocco.

* G IÀPARLAMENTARE

Cgil e Spi Cgil: «Recinzioni “abusive”, cittadini privati di un diritto inalienabile»

Paletti e catene a Palazzo Pietrafesa, i sindacati: «Il Comune intervenga»

POTENZA. «La vicenda del piazzale di "Palazzo Pietrafesa" in via del Gallitello, a Potenza, sta assumendo contorni grotteschi e inaccettabili. A distanza di mesi dal blitz che ha visto l'installazione di paletti e catene, e nonostante le rassicurazioni istituzionali, centinaia di lavoratori, residenti e utenti si trovano ancora privati di un diritto essenziale, ostaggio dei "capricci" di un privato» affermano i segretari generali di Cgil Potenza e Spi Cgil Basilicata, Vincenzo Esposito e Angelo Summa. «La situazione - spiegano - è la seguente: sebbene la proprietà del suolo sia formalmente della società ASIA S.r.l., ai condomini e ai proprietari degli immobili spettano inalienabili diritti di "uso e godimento" su quell'area, in quanto il piazzale non è una proprietà privata libera, ma è vincolato come standard urbanistico al fabbricato (ex art. 41-sexies L. 1150/42). Di conseguenza, è stato stabilito che ASIA S.r.l. non ha la "titolarità esclusiva" necessaria per presentare pratiche edilizie (SCIA) o per recintare l'area senza l'assenso del Condominio. Resta da chiedersi: se il Comune ammette che ASIA S.r.l. non aveva titolo esclusivo per agire, perché le recinzioni, i paletti e le catene installati il 3 dicembre 2025 sono ancora lì? Siamo di fronte a un paradosso inammissibile: la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) presentata da

Michelino De Stefano, il volto semplice e umano della politica di Potenza

Pernoi giovani democristiani avviati alla politica nelle sezioni di quartiere, lui era sempre e solo Michelino.Michele De Stefano, storico assessore alle campagne che ci aveva introdotto in un mondo distante dalle asfaltate e pulite strade di città, aveva mantenuto sempre forte quel legame che altri due leader potentini avevano costruito in anni ed anni di contatto umano: Antonio Potenza e Imperio Napolitano. La sua sagacia, il suo essere semplice fino all’inverosimile, il suo essere al servizio della gente più disagiata, lo aveva portato ad essere sempre tra i primi eletti al Comune di Potenza prima ed alla Provincia Di Potenza poi ed un rapido passaggio alla Comunità Montana Alto Basento oltre che all’ECA e alle Case Popolari. Lui era e restava per tutti Michelino, il giovane segretario della Sezione Centro ed a lui vada il nostro ringraziamento per quello che ha fatto insieme a Tanino Fierro, Antonio Triani, Rocco Sampogna, in anni di impegno politico ed alla sua bella famiglia il nostro affettuoso abbraccio.

ASIA S.r.l. a dicembre è stata oggetto di provvedimento di inibizione da parte dell’Ufficio Tecnico Comunale in data 5 dicembre 2025; i lavori sono giuridicamente e materialmente fermi (mai avviati, e non avviabili, per assenza di titolarità esclusiva di ASIA S.r.l». «Tuttavia - proseguono - le recinzioni, i paletti metallici e le catene installati sulla base di quel titolo inefficace non sono stati rimossi. Attualmente, l'area risulta sottratta all'uso le-

gittimo dei condomini e della collettività sulla base di una recinzione che non ha più alcuna funzione di "cantiere" (dato che non vi è cantiere attivo), configurando di fatto un'occupazione priva di titolo abilitativo valido. Non possiamo accettare che il riconoscimento del diritto d'uso rimanga una vittoria teorica, mentre nei fatti i cittadini subiscono uno spoglio violento, nell’indifferenza della pubblica amministrazione».

Per Esposito e Summa «siamo di fronte ad un ricatto dell’impresa che abusivamente ha messo una recinzione per costringere i condomini e i titolari delle attività commerciali ad acquistare le aree comuni su un assunto di proprietà inesistente, essendo le stesse di godimento di tutti o condomini. A distanza di oltre tre mesi il Comune non ha fatto ciò che avrebbe dovuto: rimuovere la recinzione, che nega ai legittimi condomini di poter utilizzare tale aree comuni con il grave rischio per l'incolumità di tutti i condomini e gli stessi cittadini, atteso che lì gravitano molte attività commerciali».

«Chiediamo al sindaco Vincenzo Telescaconcludono - di attivare da subito ogni iniziativa ad assicurare la legittima fruizione degli spazi e soprattutto a garantire la sicurezza pubblica in caso di emergenze, tenuto conto che allo stato attuale non potrebbero neanche intervenire i vigili del fuoco».

IL RICORDO DI LUIGI SCAGLIONE
DI LU IG I SC A G LI O

Finto allarme sul nipote per farsi consegnare contanti e gioielli: decisiva la chiamata al 112 e l’intervento dei Carabinieri

Tentata truffa a un’anziana, preso 34enne a Barile

BARILE. Nell’ambito dell’azione di contrasto ai reati predatori e a tutela delle fasce vulnerabili, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Melfi, unitamente ai militari della Stazione di Barile, hanno tratto in arresto un 34enne originario del napoletano, ritenuto responsabile di un odioso tentativo di estorsione ai danni di un'anziana donna del luogo.

L’intervento è scattato immediatamente dopo una segnalazione al Numero Unico di Emergenza 112, che ha attivato il dispositivo di pronto intervento dell'Arma. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il malfattore aveva raggirato telefonicamente la vittima prospettandole un grave pericolo per l'incolumità del nipote, riuscendo quasi a farsi conse-

gnare contanti e gioielli per un valore di circa 10.000 euro. Solo il provvidenziale sopraggiungere del figlio della donna ha messo in fuga l'uomo che ha abbandonato il bottino già preparato dalla signora per la consegna.

Il fuggitivo è stato intercettato lungo le vie del centro da personale della Polizia Locale e immediatamente affidato ai Carabinieri per l'espletamento delle attività di polizia giudiziaria.

Le investigazioni dei militari dell’Arma, sviluppate sotto la direzione della Procura della Repubblica di Potenza, hanno permesso di cristallizzare in tempi rapidissimi gli indizi e definire il quadro probatorio necessario a procedere all’arresto in flagranza. L’uomo, al termine delle formalità di rito, è stato ristretto

presso la Casa Circondariale di Potenza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

In data odierna, il GIP del Tribunale di Potenza ha convalida-

to l’arresto operato dai Carabinieri e disponendo nei confronti dell’uomo, per il quale si ricorda vigere il principio costituzionale della presunzione di innocenza sino a sentenza definitiva di condanna, la misura degli arresti domiciliari.

L’episodio conferma l’importanza cruciale della prontezza dei cittadini nel segnalare situazioni sospette e la costante vigilanza operata dall'Arma dei Carabinieri, impegnata quotidianamente non solo nella repressione, ma anche nella sensibilizzazione contro queste forme di sciacallaggio che colpiscono gli affetti più cari. Si rinnova l’invito a dubitare di chiunque richieda denaro o oggetti preziosi telefonicamente, sollecitando il contatto immediato con le Forze dell’Ordine tramite il 112.

Gli ultimi due arresti a Terranova del Pollino, ma fa paura il possibile arrivo del Fentalyn che in Usa fa tantissime vittime

Il mercato delle droghe sintetiche cresce sempre di più in Basilicata

DI V INCENZO M AIDA TERRANOVA DEL POLLINO. A Terranova del Pollino, i Carabinieri della Compagnia di Senise hanno arrestato due uomini sorpresi mentre ricevevano una fornitura di droga sintetica, attraverso il corriere espresso di un circuito postale. Nel pacco, i militari , che stavano monitorando uno dei due uomini, hanno scoperto sei grammi di Mdpv (Metilenediossipirovalerone), sostanza sintetica già ripartita in dosi e pronta per essere immessa sul mercato locale. La sostanza, conosciuta come “Droga del Cannibale” o “Sali da bagno”, è estremamente pericolosa e il suo consumo – ha fatto sapere il Comando provinciale di Potenza - è associato a effetti devastanti e imprevedibili sul sistema nervoso centrale, con una potenza d'azione di gran lunga superiore alle droghe tradizionali. Per i due uomini sono scattati gli arresti domiciliari.

Non se ne parla e i media nazionali sono impegnati in altre vicende, spesso di gossip insignificante sugli affari privati di personaggi del mondo dello spettacolo o dello sport, ma il fenomeno dell’uso della

droga ha raggiunto livelli davvero preoccupanti.. Ѐ sufficiente sfogliare un qualsiasi giornale locale o nazionale, magari nella pagine più marginali, per imbattersi in notizie di retate, arresti per droga, fatti di cronaca nera nei quali gli stupefacenti sono presenti. Il fenomeno non risparmia neanche i paesi più marginali con pochi abitanti.

L’azione di contrasto è stata fino ad ora insufficiente e le istituzioni dovrebbero porre in essere azioni su più fronti: quello della prevenzione nella scuole con azioni mirate e ore dedicate, quello del rafforzamento delle comunità di recupero, dei servizi di prevenzione nelle Asl i Serd (Servizio di

Prevenzione delle Dipendenze), dovrebbero attivare un uso mirato alla prevenzione dei media e dei social network, porre in essere una repressione spietata dello spaccio e della criminalità che si dedica a questa fruttuosa attività con l’inasprimento delle pene, al fine di renderla svantaggiosa. Intendiamoci, qualcosa, come vedremo, si sta facendo, ma il tema è troppo importante perché non venga affrontato con più forza. Secondo i dati resi pubblici nel 2022 dal rapporto dell’Agenzia europea delle droghe: “L’Italia è il terzo Paese in Ue per uso di cannabis e il quarto per uso di cocaina. La cannabis resta la sostanza ille-

cita più diffusamente consumata in Europa. Nell’ultimo anno ne hanno fatto uso 24 milioni di adulti, e il 20,7% di giovani (15-34 anni) in Italia, percentuale superata solo da quella della Francia (21,5%). Se si considera il tasso di consumo nell’arco della vita, l’Italia è terza con il 33,1%, dopo Francia (41,4%) e Danimarca (38,4%). La cocaina è invece stata consumata da 3,5 milioni di europei nel 2017. L’uso è molto alto nei giovani britannici (4%), danesi (3,9%) e olandesi (3,7%).

In Italia l’1,9% dei giovani ne ha fatto uso nell’ultimo anno, ma se si guarda al tasso nell’arco della vita si sale al 6,8%, il quarto dato più elevato dopo Regno Unito (9,7%), Spagna (9,1%) e Irlanda (7,1%). Per quanto riguarda l’ecstasy, nell’ultimo anno è stata assunta da 2,6 milioni di persone.

In Italia il fenomeno riguarda il 2,8% della popolazione, tasso molto basso se si considerano il 9,2% di Irlanda e Olanda, il 9% del Regno Unito, il 7,1% della Repubblica Ceca, il 4,2% della Francia.”

Il Sistema nazionale di allerta rapida per le droghe (News-D) coordinato dal Dipartimento per le poli-

tiche antidroga (Dpa) ha diffuso un’ allerta per la presenza di Fentanyl riscontrata, tramite verifiche svolte dall’Istituto Superiore di Sanità, come sostanza da taglio in una dose di eroina sequestrata nella zona di Perugia. È la prima volta che questo si accerta in Italia. Si tratta di una sostanza pericolosissima che già imperversa negli USA. Costa poco ed ha effetti mostruosi. In raccordo con il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Alfredo Mantovano, è stato già dal mese di marzo dello scorso anno, quindi, attivato il Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di Fentanyl e di altri oppioidi sintetici che prevede l’invio dell’allerta a tutte le forze di polizia e a tutte le amministrazioni competenti, affinché sia rafforzata la rete di monitoraggio territoriale e aumentata l’attenzione in tutti i settori potenzialmente esposti. Va riconosciuto che l’Italia è la prima nazione che approva un piano di prevenzione Fentanyl. Un primo passo, ma la strada è ancora lunga. La città più vicina a noi dove è stato ritrovato il Fentanyl è Taranto.

LAGONEGRO Bagni chiusi e pericoli sotto la seggiovia: «Serve rispetto per cittadini e visitatori»

Degrado al Lago Laudemio, cdx all’attacco: «Turisti abbandonati»

Migliaia di persone ieri hanno raggiunto il Lago Laudemio, uno dei luoghi più belli e suggestivi del territorio di Lagonegro.

«Famiglie, turisti, bambini: un fiume umano attratto dalla natura, dalla neve e da un patrimonio che dovrebbe essere motivo di orgoglio.E invece, ancora una volta, lo spettacolo è stato indegno» esordiscono i partiti di centrodestra di Lagonegro.

tatori. - denuncia il cdx - Una situazione incivile, intollerabile, che si ripete da tre anni senza che nessuno abbia mosso un dito per risolverla».

«Bagni chiusi. Tutti. Nessun servizio igienico disponibile, nonostante l’afflusso enorme di visi-

«Il bar, ristrutturato con soldi pubblici, resta inutilizzabile. - incalzano gli esponenti del centro-

destra di Lagonegro - Una struttura fantasma, simbolo perfetto di promesse, annunci e inaugurazioni che non hanno mai portato a un servizio reale per i cittadini. Ma la cosa più grave è un’altra. Sotto l’imbarco della seggiovia è presente un grande pericolo a cielo aperto. Una situazione evidente, visibile a tutti, che rappresenta un rischio concreto per l’incolumità delle persone. Migliaia di visitatori passano lì accanto, inconsapevoli». «Serve forse aspettare che qualcuno si faccia male? Questo non è solo degrado. È abbandono. È menefreghismo. È l’ennesima dimostrazione di una gestione incapace di garantire persino i servizi essenziali in uno dei luoghi simbolo del nostro territorio. Il Lago Laudemio merita rispetto. I cittadini meritano rispetto. I visitatori meritano rispetto. Il silenzio e l’immobilismo, invece, non sono più accettabili» concludono i partiti del centrodestra locale.

CALVELLO Scontro via social tra la sindaca e l’ex consigliere comunale sul tema affrontato già nel 2022, quando fu ammodernato l'impianto audio-video della sala

Diretta dei Consigli comunali, è querelle tra Cantisani e Tempone

CALVELLO. Il tema della trasmissione on line dei Consigli comunali, in verità dibattuto in molti comuni lucani, è stato oggetto di discussione tra l’ex Consigliere comunale di Calvello Roberto Tempone e la Sindaca in carica Anna Cantisani.

«Nel 2022 -scrive Tempone riferendosi a quando era nella Maggioranza con la precedente Sindaca- - su mia proposta, l'allora Amministrazione Comunale ha provveduto all'ammodernamento dell'impianto audio-video della sala consiliare, dotandola di un sistema di ultima generazione, pensato non solo per migliorare la qualità dell'audio in aula, ma anche per garantire riprese video professionali e dirette social all'altezza di una comunicazione moderna e trasparente. Un investimento importante per assicurare ai cittadini la possibilità di seguire i lavori del Consiglio comunale in modo chiaro, continuo e senza interruzioni. Eppure – arriva sul punto l’ex amministratore- a distanza di quattro anni, assistiamo ancora a dirette effettuate con un semplice telefonino, che puntualmente si bloccano, hanno problemi di audio o risultano di qualità inadeguata. Una situazione che mortifica il lavoro svolto, ma soprattutto non rende un buon servizio alla comunità. Ho già chiesto personalmente chiarimenti su questa situazione ma non ho ricevuto spiegazioni concrete. Per quale motivo, nonostante la presenza di un impianto moderno e già installato, si continua a utilizzare strumenti improvvisati per le riprese? – e conclude- I cittadini hanno diritto a una comunicazione istituzionale efficiente, trasparente e all'altezza dei tempi». Prontamente giunge la risposta della Sindaca Cantisani, che ritiene opportuno «precisare alcuni elementi oggettivi, proprio per la chiarezza e la trasparenza che si deve ai cittadini. Le dirette vengono effettuate tramite telefono cellulare poiché l’impianto audiovideo della sala consiliare, seppur presente e funzionante, non consente di effettuare dirette dalla pagina Facebook istituzionale del Comune, richiedendo invece un profilo personale, software dedicati e personale formato al loro utilizzo. È quanto emerge dalle “istruzioni” – incalza Cantisani- come dovrebbe essere noto agli acquirenti della precedente Amministrazione. Ringrazio del consiglio di leggere il manuale, che evidentemente, non è stato da loro consultato,visto che le dirette venivano fatte, anche nel loro caso, da cellulare».

E su questo punto la Prima cittadina spiega ancora: «La diretta da cellulare, poi, non infinita (ma nessuna diretta lo è) implica che qualcuno la faccia, come accaduto anche in passato. E invece di ringraziare per la disponibilità, purtroppo è diventata prassi davvero discutibile e scorretta puntualizzare, o addirittura biasimare e mettere in discussione la correttezza di chi invece dovrebbe essere apprezzato. E questo è sotto gli occhi di tutti, consiglieri compresi. Ricordo, infine, che è vero che la trasmissione in diretta delle sedute è prevista dal regolamento comunale, ma è altrettanto vero che di fatto è una scelta precisa di questa Amministrazione continuare a garantirla, assicurando ai cittadini la possibilità di seguire i lavori consiliari».

Non contento della spiegazione l’ex Consigliere aggiunge: «La sua risposta non affronta il punto vero e il tono utilizzato non aiuta certo a fare chiarezza. Come al solito, e come già faceva in minoranza, la cosa che sembra riuscirle meglio è cercare di distorcere la realtà dei fatti invece di assumersi responsabilità concrete. Nel febbraio 2022 abbiamo installato e collaudato un impianto audiovideo moderno proprio per fare dirette istituzionali di qualità dalla pagina ufficiale del Comune. Questo è un fatto. Sono passati quasi quattro anni, più che sufficienti per attivare software, organizzare le credenziali e formare il personale. Se oggi si dice che quell'impianto non consente di fare dirette dalla pagina istituzionale, è bene chiarire che le dirette Facebook si possono fare regolarmente da una pagina, senza alcun profilo per-

sonale, anche utilizzando software collegati a un impianto professionale, serve solo la configurazione adeguata. Quindi il problema non è tecnico ma organizzativo. E non può essere scaricato su chi ha concluso il mandato pochi mesi dopo l'installazione. Inoltre, come già accaduto in altre occasioni, questo dimostra ulteriormente che non è capace di valorizzare quanto lasciato dalle precedenti amministrazioni (Omissis). Non solo non ha consultato il “libretto delle istruzioni”, ma non ha nemmeno cercato di ricevere indicazioni o supporto».

Ed aggiunge ancora Tempone: «Più volte mi sono proposto a lei e ai suoi Consiglieri per fornire chiarimenti, informazioni o suggerimenti su progetti già avviati e seguiti da me durante il mio mandato, ma nessuno ha ritenuto di contattarmi, credo che sia fondamentale il confronto cosa che purtroppo a lei non piace e vede in ogni cittadino che fa un commento, una proposta o chiede semplicemente qualcosa una minaccia. Al paese ci teniamo tutti (anche chi vive fuori, forse anche di più di noi) e bisogna apprezzare chi si espone e chiede chiarimenti o fa emergere una criticità. Continuare a trasmettere con un cellulare, quando esiste un impianto dedicato già funzionante, non è una necessità ma una scelta. Una scelta che non valorizza un investimento fatto».

La discussione si è svolta via social, e a qualche commento l’ex Consigliere risponde: «La polemica lagnosa, come qualcuno ha scritto, non è stata affatto sterile almeno ha spinto a verificare o almeno cercare di capire qualcosa cosa che non è stata fatta in tutti questi anni, per questo il confronto è importante e non deve essere visto sempre come un attacco. A me sinceramente poco interessa attaccare, interessa capire e mettere a conoscenza i cittadini in maniera trasparente le cose fatte negli anni precedenti e che direttamente mi riguardano. Se una domanda legittima dà fastidio, forse il problema non è la domanda. E poi rispondere con questi toni impedisce il confronto. In questo modo la nostra comunità si divide ancora di più e le responsabilità non possono essere attribuite ad altri, ma ricadono interamente su lei e sul suo atteggiamento. Non si dimentichi che è il primo cittadino di tutti e i cittadini vanno ascoltati e rispettati».

A ciò Cantisani chiosa: «Tempone, per il confronto costruttivo passato e presente, il tuo tono è già una risposta».

D I EM A NU E L A CA L A BR E SE

Si terrà mercoledì il primo congresso della Uil Fpl del Materano. I temi da trattare: rafforzare i servizi pubblici e tutelare i lavoratori

Matera, l’unione tra Uilpa e Uilfpl per una PA più forte

MATERA. Mercoledì alle 9,30 nella sede di Alvino Relais in via Marconi a Matera è in programma il 1° congresso Uil Fpl della provincia di Matera sul tema “La Sanità e la Pubblica Amministrazione al centro dello sviluppo economico e sociale”. Un appuntamento storico che sancirà la fusione della Uilpa (funzioni centrali) e la Uil Fpl (funzioni poteri locali) dando vita ad un unico comparto della Pubblica Amministrazione.

Il Congresso sarà presieduto dal Coordinatore Uil di Matera Antonio Guglielmi e l’apertura dei lavori sarà curata dal Segretario Generale Regionale Uilfpl Giuseppe Verrastro. Dopo il saluto delle autorità, le relazioni introduttive dei lavori saranno tenute dal Segretario Gene-

rale Territoriale Uilfpl di Matera Angelo Coppola e dal Segretario Generale Territoriale Uilpa di Matera Bruno Cifarelli.

Al congresso interverranno il Segretario Generale Uil Basilicata Vincenzo Tortorelli, il Coordinatore Regionale Uilpa Gennaro Rosa, la Responsabile Dipartimento Salute e Sicu-

rezza del lavoro benessere organizzativo Uilpa Grazia Maria Delicio e il Coordinatore degli Enti Locali Uilfpl Matera Franco Coppola. Un appuntamento storico che sancirà la fusione della Uilpa (funzioni centrali) e la Uilfpl (funzioni poteri locali) dando vita ad un unico comparto della Pub-

blica Amministrazione.

Al congresso parteciperanno i cento delegati eletti nelle numerose assemblee di base, che si sono svolte nel corso di questi mesi, dirigenti sindacali, Segretari di categoria e rappresentanti istituzionali.

Sarà un importante momento di confronto e partecipazione e di dibattito. Al centro dei lavori del congresso le tematiche legate al rafforzamento dei servizi pubblici locali, le funzioni centrali, alla tutela dei lavoratori della sanità, degli enti locali e del Terzo Settore, nonché alla valorizzazione delle professionalità in un contesto di crescente complessità normativa ed economica.

Saranno poi i dibattiti i temi cruciali quali i rinnovi contrattuali, il fabbisogno

di personale, la sicurezza sui luoghi di lavoro e il miglioramento delle condizioni organizzative nei servizi pubblici. «È fondamentale rafforzare il ruolo del Sindacato come punto di riferimento per i lavoratori e come interlocutore credibile delle istituzioni – ha dichiarato Angelo Coppola, Segretario Provinciale della Uilfpl di Matera – Dobbiamo, continuare a lavorare per garantire diritti, dignità e prospettive concrete di crescita professionale». «Il congresso definirà le linee programmatiche future, con particolare attenzione al territorio materano – ha concluso Coppola - Al termine dei lavori si procederà alla elezione dei nuovi Organismi Statutari e dei dirigenti chiamati a guidare la nascente Uilfp materana».

La Preside Gallipoli: «Attività come questa sono fondamentali per il benessere dei ragazzi»

Kickboxing a scuola: gli studenti

dell’Alberghiero di Matera si mettono in gioco

Giovedì scorso presso l’Istituto Alberghiero di Matera “I.I.S. A. Turri –I. Morra” si è svolta una particolare lezione di Kickboxing dedicata agli studenti.

Grazie all’iniziativa della docente di Educazione Fisica, Stefania Di Lena, che ha deciso di offrire ai ragazzi della classe II A un’esperienza diversa dal solito durante le due ore di assemblea di classe, è stata organizzata una sessione dimostrativa di questo sport. Per rendere possibile questa esperienza, la Prof.ssa Di Lena ha contattato il Presidente Regionale della Federkombat, il Maestro Biagio Tralli, che ha accolto con grande entusiasmo l’invito. Insieme ai Maestri Gino Clemente (insegnante a Montescaglioso), Danilo Andrulli (a Putignano) e Damiano Andrisani (a Irsina), sono intervenuti presso l’istituto in via Biagio Matrazzo per guidare gli studenti in questa lezione speciale.

Tutti i ragazzi hanno partecipato con grande entusiasmo, mostrando curiosità e interesse, soprattutto perché molti di loro non conoscevano ancora questa disciplina. La lezione, della durata di due ore, è stata molto apprezzata e ha suscitato numerose doman-

de sullo sport, contribuendo così a far conoscere questa disciplina anche a chi era alla prima esperienza. La Preside dell’istituto, Prof.ssa Carmelina Gallipoli, a accolto i vari maestri e ha espresso il suo entusiasmo per questa iniziativa, sottolineando l’importanza di proporre attività sportive alternative e coinvolgenti per i

giovani. Il Presidente Regionale Biagio Tralli ha commentato: «Sono molto soddisfatto di questa iniziativa promossa dalla Prof.ssa Stefania in collaborazione con i suoi studenti. È fondamentale stimolare i ragazzi a trovare uno sport che li appassioni e che li aiuti a fare attività fisica. Inizia-

tive come questa sono preziose perché permettono ai giovani di sperimentare diverse discipline sportive, aiutandoli a scoprire quella che può diventare una loro passione. In questo modo possiamo contribuire a combattere la sedentarietà, che oggi colpisce sempre più i giovani, che praticano sempre meno sport».

Commozione per l’addio a Isabella Marrese

MONTALBANO. Ieri si

sono tenuti i funerali della sorella del consigliere regionale di Basilicata democratica Piero Marrese, Isabella scomparsa prematuramente.

Una cerimonia quella che si è tenuta presso il Tempio dello Spirito Santo, molto partecipata ed emozionante al termine della quale proprio il consigliere Marrese ha affermato: «È stato un momento di grande ed intenso dolore. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno partecipato al nostro lutto, uno per uno, anche se non riuscirò mai a farlo abbastanza. Grazie a chi era presente in chiesa, a chi ha percorso chilometri per esserci, a chi ha mandato un messaggio, a chi ha trovato le parole giuste e a chi semplicemente c'era, in silenzio, accanto a me. Un ringraziamento sentito e riconoscente va ai rappresentanti istituzionali che hanno voluto essere presenti per rendere omaggio a Isabella: la vostra partecipazione ha onorato la sua memoria e ha rappresentato per me e per la mia famiglia un gesto di grande umanità che non dimenticherò. Isabella è andata via troppo presto. Ma oggi ho visto quanto fosse amata, e quanto io sia fortunato ad avere persone così vicino a me. Grazie, di cuore a tutti». Nelle scorse ore tanti sono stati i messaggi di cordoglio e vicinanza al consigliere e alla sua famiglia. Il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha espresso dolore e senso di vicinanza al consigliere regionale Piero Marrese. «In questo triste momento desidero rivolgere a Piero, alla sua famiglia e a tutti i suoi cari i sentimenti del mio più sincero e commosso cordoglio. A nome personale e dell’intera Giunta regionale mi stringo attorno al collega Marrese, condividendo il peso di una perdita così grave che colpisce i suoi affetti più intimi. A lui – conclude Bardi – va il nostro abbraccio più affettuoso e il sostegno della comunità istituzionale che rappresentiamo». Al messaggio di Bardi si è unico anche il presidente del Consiglio regionale

Marcello Pittella che ha affermato: «A nome dell’intero Consiglio regionale rivolgo al collega Piero Marrese e alla sua famiglia un pensiero di vicinanza e affetto in questo momento di profondo dolore».

L’assessore regionale alla Salute e alle Politiche della Persona, Cosimo Latronico, esprime il proprio cordoglio per la scomparsa della sorella del consigliere regionale Piero Marrese. «In questo momento di dolore – dice l’assessore Latronico – desidero rivolgere un pensiero di sincera vicinanza al collega Piero Marrese e a tutta la sua famiglia. La perdita di una persona cara, in particolar modo di una sorella, rappresenta una ferita che tocca il cuore di tutti noi. A nome mio personale e del dipartimento che rappresentoconclude Latronico - giungano al consigliere Marrese le più sentite condoglianze e un abbraccio fraterno, con la speranza che la forza degli affetti possa lenire, per quanto possibi-

le, questo momento di estrema sofferenza». Il gruppo consiliare Lega Basilicata per Salvini premier, a nome dei consiglieri regionali Domenico Tataranno e Francesco Fanelli, nonché di tutte le donne e gli uomini che vi collaborano, esprime le più sincere e profonde condoglianze al collega Piero Marrese, per il gravissimo lutto familiare che lo ha colpito. Al cordoglio si unisce il vicepresidente della giunta regionale Pasquale Pepe. Lacorazza, Cifarelli e i collaboratori del Consiglio si «stringono alla famiglia Marrese e a Piero con profonda vicinanza e affetto». Il Gruppo Pd esprime «profonda vicinanza umana a Piero, nel tentativo di fargli sentire tutto il calore della comunità democratica, in questo momento di grande sofferenza».

Il Vice Presidente del Consiglio regionale della Basilicata e Presidente di Basilicata Casa Comune, Angelo Chiorazzo , e il Capogruppo di Basilicata

Casa Comune in Consiglio regionale, Gianni Vizziello, esprimono profondo e sincero cordoglio per la tragica scomparsa di Isabella Marrese, sorella del collega consigliere regionale Piero Marrese.

«In momenti come questi le parole non riescono a colmare un dolore così grande».

«Ci stringiamo con affetto a Piero e alla sua famiglia, partecipando con sincera commozione a una perdita che colpisce nel profondo e lascia un vuoto incolmabile».

«Alla sua famiglia giungano la nostra vicinanza e la nostra solidarietà. A nome dell’intera comunità politica di Basilicata Casa Comune condividiamo questo momento di grande tristezza, con rispetto e partecipazione al grande dolore che ha colpito Piero Marrese e i suoi cari».

Il Presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini , unitamente al Consiglio provinciale e a tutto il personale dell’Ente, esprime il più profondo cordoglio e si stringe

con affetto a Piero Marrese, Consigliere regionale e già Presidente della Provincia, per il grave lutto familiare che lo ha colpito.

«In questo momento di profondo dolore – ha dichiarato il Presidente Mancini - voglio testimoniare la vicinanza dell’intera istituzione e della comunità provinciale all’amico e collega».

«Ci sono occasioni in cui gli impegni istituzionali passano in secondo piano lasciando spazio esclusivamente ai sentimenti e alla vicinanza umana – ha dichiarato Mancini. In questa triste circostanza, desidero far sentire a Piero e alla sua famiglia tutto il supporto e la sincera solidarietà miei personali e della comunità che rappresento».

«Non ci sono parole capaci di colmare un vuoto così profondo, ma resta l’abbraccio forte e affettuoso di un territorio che lo ha visto impegnarsi con dedizione e passione per tanti anni. Forza Piero, la tua comunità e i tuoi amici ti sono vicini» conclude Mancini.

«Ci stringiamo con sincera partecipazione al dolore che ha colpito il consigliere regionale Piero Marrese per la scomparsa della cara sorella», dichiara il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Basilicata, Piergiorgio Quarto. «A nome di Fratelli d’Italia Basilicata, dei coordinamenti provinciali di Potenza e Matera, dei parlamentari lucani, degli assessori, dei consiglieri regionali e di tutti gli amministratori e dirigenti del partito, esprimo al consigliere Marrese e alla sua famiglia il più profondo e sentito cordoglio. Tutta la nostra comunità politica si unisce con rispetto e partecipazione a questo momento di grande dolore», conclude Quarto. Il c oordinamento regionale e tutta la comunità del Movimento 5 Stelle Basilicata esprime «profondo cordoglio e vicinanza al consigliere regionale Piero Marrese per la scomparsa della cara sorella e si stringe alla sua famiglia in questo momento di grave lutto».

Tanti i messaggi di cordoglio, il fratello e consigliere regionale Piero: «Grazie a tutti per la vicinanza e il sostegno»

C R O N A C H E D A L F U T U R O C R O N A C H E D A L F U T U R O

Dall’assistente digitale agli agenti autonomi: l’intelligenza artificiale non risponde più soltanto, ora agisce

Il postulato del futuro e l’eccitamento del siamo pronti

« Ehi

Doc, dove siamo? »

« Ragazzo, la domanda esatta è: quando siamo? » Quando siamo, dunque? Per anni abbiamo parlato di intelligenza artificiale come di uno strumento capace di rispondere a domande, scrivere testi, generare immagini. Un assistente evoluto, utile ma ancora sotto il controllo costante dell’essere umano. Oggi, però, qualcosa sta cambiando. L’AI non si limita più a reagire: comincia ad agire.

La differenza può sembrare sottile, ma è sostanziale. Un chatbot risponde a una richiesta. Un agente intelligente riceve un obiettivo e decide autonomamente come raggiungerlo, suddividendo il compito in azioni, utilizzando strumenti digitali, verificando risultati e correggendo il percorso. È il passaggio da “dimmi cosa fare” a “occupatene tu”. Qualche tempo fa, sempre a proposito di tempo, è andata in onda una serie tv chiamata “Person of Interest” il cui protagonista aveva creato un’AI talmente evoluta che, grazie alla costante sorveglianza di ogni persona attraverso ogni tipo di dispositivo elettronico, riusciva a pre-

vedere attacchi terroristici e a scartare crimini minori. Osservava, prevedeva e discerneva. Siamo lontani da tutto ciò? Probabilmente no. Le piattaforme più note stanno già integrando questa logica. Sistemi come OpenAI, Google e Microsoft stanno sviluppando soluzioni capaci non solo di generare contenuti, ma di interagire con software, database e servizi online. Infatti, è notizia fresca il fatto che Sam Altman, il CEO di OpenaAI (chatgpt) ha assunto tale Steinberger, un austriaco, creatore di un’intelligenza artificiale in grado di svolgere compiti concreti tramite agenti digitali. Da tale AI hanno addirittura sviluppato un social network, Moltbook, per soli chatbot, l’uomo è difatti escluso.

In ambito aziendale, il passaggio all’occupatene tu significa automatizzare interi flussi di lavoro: analisi di mercato, reportistica, assistenza clienti, gestione documentale.Immaginiamo un ufficio marketing. Fino a ieri un professionista chiedeva all’AI di scrivere una bozza di newsletter, le tanto odiate. Oggi può affidarle un obiettivo più ampio: analizzare i dati delle

campagne precedenti, segmentare il pubblico, proporre un piano editoriale e predisporre i contenuti. Il controllo umano resta, ma l’operatività si riduce drasticamente.

Il cambiamento non riguarda solo le grandi imprese. Le piccole e medie aziende, tradizionalmente meno strutturate sul piano tecnologico, potrebbero essere le vere beneficiarie di questa trasformazione. Gli agenti intelligenti permettono di accedere a competenze e capacità operative che prima richiedevano team numerosi o consulenze costose. In altre parole, l’AI sta diventando una leva di competitività con un minore impatto sulla perdita occupazionale e con una maggiore incidenza e rilevanza sulla crescita aziendale.

Naturalmente non mancano le criticità. Delegare processi decisionali a sistemi automatici solleva interrogativi etici e normativi. In Europa il dibattito è acceso, soprattutto dopo l’approvazione dell’Artificial Intelligence Act, che introduce regole più stringenti sull’uso dell’intelligenza artificiale. La sfida sarà trovare un equilibrio tra innovazione e tutela, evitando che l’ec-

cesso di regolamentazione rallenti lo sviluppo senza garantire reale sicurezza.

C’è poi un aspetto culturale. Se l’AI non è più solo uno strumento ma un soggetto operativo, cambia il modo in cui concepiamo il lavoro. Non si tratta semplicemente di sostituire mansioni ripetitive: l’impatto riguarda attività cognitive, organizzative e decisionali. Le competenze richieste evolvono. Cresce il valore di chi sa definire obiettivi chiari, interpretare risultati, supervisionare processi automatizzati.

La vera domanda non è se gli agenti intelligenti diventeranno centrali, ma con quale velocità. Le sperimentazioni in corso mostrano risultati già concreti: riduzione dei tempi, maggiore efficienza, capacità di operare 24 ore su 24. Allo stesso tempo emergono limiti, errori, necessità di controllo umano. È una fase di transizione, ma la direzione è evidente.

Come spesso accade nelle rivoluzioni tecnologiche, il rischio maggiore non è l’adozione prematura, bensì l’immobilismo.

Ignorare il fenomeno significa trovarsi, nel giro di pochi anni, a compete-

re con organizzazioni più snelle, automatizzate e capaci di adattarsi rapidamente.

Come sempre, come la storia ci insegna, il progresso non può essere in alcun modo arrestato. Se non svilupperà l’Italia, ci penserà la Cina e così via. La giostra è avviata, sta a noi salirci sopra e farlo nel più breve tempo possibile e nel miglior modo possibile. Dobbiamo evitare un futuro dispotico che ci domini, una specie de “L’uomo nell’Alto Castello”, dobbiamo noi controllare e prevedere i processi. L’era dei chatbot è stata solo l’inizio. Quella degli agenti intelligenti segna un salto di paradigma: dall’assistenza all’azione, dalla risposta all’iniziativa. Non è fantascienza, ma un processo già in corso. E comprenderlo oggi significa prepararsi al lavoro e all’economia di domani.

Chissà se Doc di Ritorno al Futuro nel suo navigare nel tempo abbia trovato, in un qualche futuro, uno skynet alla Terminator o un paradiso ideale in cui l’uomo si occupa del bello e le macchine del lavoro…

« Doc, e ora che fai? Ritorni al futuro? »

« No, ci sono già stato! »

LA RUBRICA DI CRONACHE

: Esplora le piccole verità della vita quotidiana, invitando a riflettere su come affrontare le difficoltà

Appunti di realtà del 23 febbraio Il tempo delle scelte e non delle scuse

DI D INO Q UARATINO

C’è un’abitudine che sta diventando pericolosa: spiegare tutto, ma non assumersi nulla. Viviamo in un’epoca in cui ogni problema ha un colpevole immediato.

Se qualcosa non funziona, la responsabilità è sempre altrove. Il sistema. La politica. La società. Gli algoritmi. Gli altri. Ma raramente ci chiediamo: qual è il mio ruolo in tutto questo? Non per colpevolizzarci. Ma per renderci consapevoli.

Perché la qualità di una comunità non nasce solo dalle decisioni istituzionali. Nasce dal comportamento quotidiano delle persone che la abitano. E questo significa una cosa semplice e potente: ognuno conta. Viviamo immersi in un rumore continuo.

Opinioni gridate, reazioni immediate, conflitti amplificati. Sui social il tono alto viene premiato. La polarizzazione genera attenzione. L’eccesso diventa visibilità. Ma attenzione non significa verità. Visibilità non significa valore. Rumore non significa forza. Spaccare il dibattito non vuol dire distruggere. Vuol dire elevarlo. Vuol dire riportare il

confronto su un piano di rispetto.

Vuol dire non accettare che l’aggressività diventi linguaggio normale. Vuol dire scegliere la lucidità quando l’ambiente spinge all’istinto.

La vera forza non è reagire a tutto. È decidere a cosa dare energia. Non tutto merita indignazione. Non tutto merita condivisione. Non tutto merita il nostro tempo. Ogni gesto digitale è una scelta reale. Ogni commento contribuisce a costruire il clima collettivo. Ogni parola può alzare il livello oppure abbassarlo. E qui non si tratta di moralismo.

Si tratta di responsabilità. Una società cresce quando cresce la qualità delle sue relazioni.

Quando il dissenso resta confronto e non diventa odio. Quando si discute senza demolire. Possiamo non essere d’accordo su tutto. Ma possiamo restare rispettosi. Possiamo difendere le nostre idee. Ma senza perdere la nostra dignità.

La maturità di una comunità si misura nella qualità del suo dialogo. Se il dialogo diventa urlo, si indebolisce tutto. Se il dialogo resta confronto, si rafforza tutto. Non servono eroi. Servono persone coerenti.

Il professionista che lavora con integrità. Il cittadino che critica ma propone. Il genitore che educa con fermezza e rispetto. Il giovane che non confonde visibilità con valore. Non possiamo controllare il mondo intero. Ma possiamo controllare il nostro contributo al mondo. E questo è un potere reale. Oggi la vera ri- voluzione non è alzare la voce. È alzare il livello. È scegliere la lucidità invece dell’impulso. La responsabilità invece dello scarico di colpa. La costruzione invece della distruzione. Il 23 febbraio può restare una data qualunque. Oppure può diventare il giorno in cui decidiamo di non ali-

mentare più il rumore. Di non partecipare alla polarizzazione sterile. Di non cercare consenso a ogni costo. Di non contribuire a un clima che impoverisce tutti. La differenza non nasce fuori. Nasce da noi. E quando abbastanza persone scelgono coerenza, rispetto e responsabilità, il dibattito cambia davvero.

Non perché qualcuno lo impone. Ma perché qualcuno inizia. E quel qualcuno può essere ognuno di noi. Perché ogni volta che alziamo il livello, non stiamo cambiando solo il dibattito. Stiamo cambiando il modo in cui viviamo insieme.

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