
INDUSTRIA

E OCCUPAZIONE: IL MINISTRO URSO CONFERMA IL SUPPORTO ALLA BASILICATA
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E OCCUPAZIONE: IL MINISTRO URSO CONFERMA IL SUPPORTO ALLA BASILICATA
La Regione punta su incentivi e reindustrializzazione per salvaguardare i posti di lavoro

InCenDIo ConI Antimafia al lavoro no stop, dopo le testimonianze si cerca non senza difficoltà di acquisire immagini
Cdx e Csx non siano d’accordo solo sui privilegi. Si lavori insieme contro la “montagna di merda”
Il Standout Woman & Man Award ad Anna Carone
Un riconoscimento a persone che nell’ordinario si distinguono per azioni straordinarie. Il prestigioso premio internazionale “Standout Woman & Man Award 2026” per il secondo anno consecutivo è stato assegnato a un’eccellenza lucana. Sarà Anna Carone, presidente de “Le Case dell’arcobaleno” di Montalbano Jonico, a ricevere il premio durante la cerimonia che si terrà (...)



DROGA



B■ continua a pag 6 L’edizione di Cronache di lunedì Servizio a pag 7
isogna riconoscere che la cupio dissolvi cioè la forma d’autodistruzione che la politica assume nei suoi deliri d’onnipotenza ha preso la mano anche a questi patrioti di centrodestra se si sono inventati l’indifendibile privilegio di farsi due conti in tasca col vitalizio riorganizzato semanticamente nell’indennità differita manco fosse una supercazzola. Ora non aizzeremo il moralismo peloso se non per dire che un premio magari s’intasca dopo che c’è stato del merito e dei risultati invece che una moltitudine di figuracce e di disastri che nei sei anni di governo Bardi (2019-2025) hanno prodotto il PIL peggiore d’Italia, per non parlare di sanità e d’altro, ma se è vero che il governatore è “garante della trasparenza e della responsabilità della maggioranza” allora per rispetto dei lucani tiri fuori i nomi dei valenti consiglieri che quella norma l’hanno pensata e soprattutto scritta, visto che nella storia del diritto occidentale non esistono emendamenti anonimi e voluti direttamente dalle tenebre. Già perché non vorremmo, come peraltro i rumors raccontano, che oltre ai due patrioti ci sia pure un terzo tra le file indomite dell’opposizione. Cantano i Post Nebbia: “Col favore delle tenebreee…”
A Potenza un flashmob delle associazioni per la bonifica, la salute dei cittadini e una riconversione industriale sostenibile



Raffica di controlli straordinari della Gdf con il supporto delle unità cinofile nel Potentino: nove persone segnalate
■ Servizio a pag 15
CAPOLUOGO
Ponte di via Grippo, oggi si riunisce il tavolo tecnico con l’assessore Giuzio e i referenti di Soprintendenza e Ferrovie dello Stato
■ Mollica a pag 13
ASSALTO BANCOMAT
Scatta l’allerta sicurezza, il prefetto Campanaro convoca riunione: più controlli e gabbie presso gli sportelli
■ Menonna a pag 15
MATERA
Il Festival Duni rischia la chiusura: l’appello del presidente Saverio Vizziello in una lettera aperta alle Istituzioni
■ Servizio a pag 17

Sono interventi destinati all’approvvigionamento delle risorse idriche, Pepe: «Al lavoro per le esigenze del nostro territorio»
Progetti per oltre 700 milioni di euro sono stati candidati per 18 interventi che riguardano gli schemi idrici che interessano la Basilicata nell’ambito del Pniissi – Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico, strumento di pianificazione e finanziamento che fa capo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Un impegno ampio e strutturato, che testimonia una visione strategica della Regione sulla gestione di una risorsa fondamentale per lo sviluppo e la sicurezza dei territori. «La progettazione è stata articolata, complessa e corposa. In questa maniera sono state rappresentate le esigenze del territorio. La gestione dell’acqua non è solo una questione tecnica, ma una scelta politica che misura la capacità di guardare al futuro.

Per questo abbiamo lavorato, d’intesa con il presidente Bardi, con metodo e visione, individuando interventi strategici capaci di incidere davvero sulla resilienza del sistema idrico regionale». È il commento del vicepresidente e assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità, Pasquale Pepe, nel giorno di chiusura della finestra temporale per la candidatura dei progetti. Dal 12
novembre scorso, le Regioni e gli altri soggetti che operano nel comparto idrico, come le Autorità di bacino distrettuali, hanno potuto presentare proposte ritenute strategiche per la messa in sicurezza, l’efficientamento e lo sviluppo delle infrastrutture idriche. La piattaforma nazionale è rimasta attiva fino al 20 gennaio alle ore 12, termine entro il quale i soggetti proponenti
hanno caricato gli interventi corredati da schede tecniche e quadri economici. Per la Basilicata sono stati candidati interventi considerati prioritari per l’infrastrutturazione idrica regionale, in grado di rafforzare l’approvvigionamento, ridurre le perdite e aumentare la capacità di risposta del sistema agli effetti dei cambiamenti climatici. A questi si affiancano progetti che interesseranno comunque il territorio lucano, presentati dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale e dalla Regione Puglia, nell’ambito di una programmazione condivisa. Le opere candidate da altri soggetti sono state concordate con la Regione Basilicata, che ne ha preventivamente valutato e certificato la valenza strategica e l’utilità per il territorio. La riapertura della finestra Pniissi segue una pri-
ma fase che ha già consentito il finanziamento e l’avvio di interventi di grande rilievo, come nel caso della diga del Rendina, per la quale nel 2025 sono stati ufficialmente stanziati oltre 113 milioni di euro. Mentre ulteriori interventi sono già stati finanziati con altre programmazioni e sono in corso di esecuzione sui principali schemi lucani. «Il Pniissi – conclude Pepe – rappresenta un’opportunità concreta per rafforzare un patrimonio infrastrutturale decisivo per la sicurezza idrica e la tutela ambientale. Ringrazio i tecnici e gli uffici che hanno lavorato con grande impegno per questo irrinunciabile appuntamento. La Basilicata si è fatta trovare pronta, con progetti solidi e una strategia chiara, perché sull’acqua si gioca una parte importante del nostro futuro».
LETTERA APERTA DEL COMITATO SPONTANEO: «GARANTIAMO LA SICUREZZA DI TUTTI, MA IN CONDIZIONI ESTREME PER NOI»
è una richiesta di aiuto, è una presa di posizione. Noi, operai dei progetti SAAP, ASA e del comparto Forestazione della Basilicata, abbiamo deciso di rompere il silenzio che da troppo tempo circonda la nostra condizione». Comincia così la lettera aperta del Coordinamento Spontaneo Operai Idraulico-Forestali Basilicata, che continua: «Mentre garantiamo la sicurez-
za del territorio, affrontando ogni giorno condizioni climatiche estreme e precarietà contrattuale, assistiamo al disinteresse di chi dovrebbe rappresentarci. I sindacati confederali sembrano aver smarrito il senso della lotta, preferendo la diplomazia sterile alla difesa concreta dei lavoratori. La mobilitazione dello scorso anno si è rivelata un’occasione mancata. Non per mancanza di forza, ma per
silenzi, complicità e soprusi»

mancanza di volontà. Troppi rappresentanti hanno scelto la comodità del sistema invece della responsabilità verso chi lavora. La precarietà non è solo una
questione economica: è una ferita alla dignità. E noi non accettiamo più di essere trattati come l’ultima ruota del carro. Ai segretari di FLAI, FAI e UILA diciamo: se non siete più in grado di rappresentarci, fate un passo indietro. La Basilicata ha bisogno di sindacati coraggiosi, non di comparse. Non siamo numeri. Siamo uomini e donne che chiedono rispetto, certezze e un futuro».
Laprevenzione sismica passa dalla conoscenza approfondita del territorio. Con questo obiettivo la Direzione generale Infrastrutture della Regione Basilicata ha approvato una determinazione che assegna 1 milione e 231 mila euro di fondi statali della Protezione civile nazionale per la realizzazione di studi di microzonazione sismica di secondo e terzo livello in 54 Comuni lucani. «È un provvedimento che rafforza in modo concreto la capacità dei territori di pianificare il proprio sviluppo tenendo conto del rischio sismico –sottolinea il vicepresidente e assessore regionale al-
le Infrastrutture, Pasquale Pepe –. Non parliamo di interventi emergenziali, ma di prevenzione strutturata, fondata su dati scientifici e su una conoscenza puntuale del territorio». La microzonazione sismica è uno strumento tecnico-scientifico che analizza come un terremoto possa produrre effetti differenti anche all’interno di uno stesso centro abitato, in funzione delle caratteristiche geologiche e geomorfologiche dei terreni. Consente di individuare le aree in cui le onde sismiche possono amplificarsi, dove possono verificarsi instabilità o dove il rischio di danni è maggiore. Gli studi si ar-
ticolano in livelli crescenti di approfondimento Il primo livello (MS1) ha carattere ricognitivo ed è basato su dati già disponibili. Il secondo livello (MS2) introduce indagini geologiche e geofisiche mirate. Il terzo livello (MS3) rappresenta l’analisi più avanzata, fondata su modellazioni numeriche complesse, particolarmente utili per la pianificazione urbanistica e per la gestione delle emergenze. I finanziamenti sono destinati a 40 Comuni che hanno completato la microzonazione di primo livello e a 14 che hanno già sviluppato quella di secondo livello. Questi requisiti erano indispensabili per ac-
cedere alle fasi successive. In totale sono 54 le amministrazioni comunali beneficiarie, con contributi differenziati in base al tipo di studio da realizzare, ma con un obiettivo comune: rafforzare la sicurezza dei territori attraverso una conoscenza scientificamente solida del sottosuolo. La determinazione approva anche un aspetto centrale del percorso: le regole d’ingaggio dei professionisti che saranno incaricati dai Comuni.
I 54 COMUNI: Anzi, Armento, Atella, Avigliano, Balvano, Baragiano, Barile, Brienza, Brindisi Montagna, Calvello, Cal-
vera, Carbone, Castel Saraceno, Castelgrande, Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore, Corleto Perticara, Episcopia, Fardella, Grumento Nova, Laurenzana, Latronico, Lavello, Marsico Nuovo, Moliterno, Montemilone, Montemurro, Paterno, Pescopagano, Picerno, Pignola, Rapolla, Rapone, Rionero in Vulture, Rivello, Rotonda, Ruoti, Ruvo del Monte, San Fele, San Severino Lucano, Sarconi, Sasso di Castalda, Satriano di Lucania, Savoia di Lucania, Spinoso, Teana, Tito, Tramutola, Trecchina, Trivigno, Vaglio di Basilicata, Vietri di Potenza, Viggianello, Viggiano.

Ieri si sono svolti a Roma tre incontri presso il Mimit dedicati ad altrettante vertenze industriali e occupazionali che interessano il territorio lucano.
I primi due incontri hanno riguardato le situazioni PMC e Brose, affrontate con percorsi distinti. Per quanto concerne PMC, il confronto è stato incentrato sulle prospettive di reindustrializzazione del sito produttivo. Nel corso della riunione – alla quale per la Regione Basilicata hanno partecipato il Direttore generale del Dipartimento Sviluppo Economico, Giuseppina Lo Vecchio, e il Consigliere
regionale Michele Napoli – è stato confermato che è in corso un dialogo avanzato con potenziali investitori interessati al rilancio industriale del sito.
A sostegno concreto di questa prospettiva, è stata ribadita la piena disponibilità di Stellantis a concedere in forma agevolata lo stabilimento di sua proprietà attualmente utilizzato dalla PMC. «Tale disponibilità – commenta l’Assessore allo Sviluppo Economico Francesco Cupparo, che segue costantemente l’evoluzione delle vertenze mantenendo un dialogo continuo con il Ministero, le parti sociali e le aziende coin-
volte – rappresenta un elemento concreto e determinante per rendere praticabile il percorso di reindustrializzazione e di salvaguardia occupazionale». Per quanto riguarda la vertenza Brose, il confronto è stato finalizzato alla valutazione di nuove strade di ricollocazione dei lavoratori, anche attraverso l’attivazione di strumenti di politica attiva del lavoro e il coinvolgimento di soggetti interessati a investire sul territorio, con l’obiettivo di tutelare i livelli occupazionali e valorizzare le professionalità esistenti.
La Regione Basilicata ha confermato la propria attenzione costante alle criticità occupazionali emerse, sottolineando la necessità di garantire il corretto e tempestivo funzionamento degli strumenti di sostegno al reddito e una maggiore flessibilità procedurale, al fine di assicurare una tutela efficace a tutti i lavoratori coinvolti.
L’auspicio condiviso è che entro i prossimi 30 giorni si possa giungere a una definizione chiara e positiva dei percorsi in atto.
Il terzo incontro ha riguardato Tiberina e ha rappresentato un passag-
gio rilevante: è stato infatti definito che il Ministero convocherà a breve un incontro tra Stellantis e Tiberina, con l’obiettivo di favorire l’inserimento di nuove commesse sul sito produttivo di Melfi. «Anche su questo fronte – sottolinea l’Assessore Cupparo – la Regione ha confermato il proprio impegno a mettere in campo ogni azione utile, comprese misure di incentivazione e agevolazioni, per sostenere la localizzazione di nuove attività produttive e il rafforzamento della presenza industriale sul territorio».
A valle degli incontri, il Direttore generale Lo Vecchio e il Consigliere regionale Napoli hanno avuto un confronto diretto con il Ministro Adolfo Urso, nel corso del quale è stata presentata la risoluzione unitaria del Consiglio regionale e sono stati illustrati gli esiti del tavolo regionale del 16 gennaio scorso, chiedendo un supporto speciale per la Regione Basilicata. In particolare, è stato sollecitato un intervento diretto del Ministero nei confronti di Stellantis per il tema delle commesse sull’indotto e un’azione di accompagna-
mento nei confronti di altri potenziali investitori interessati al territorio lucano.
Il Ministro Urso, che conosce approfonditamente la situazione industriale della Basilicata, ha confermato la massima attenzione del Ministero sulle questioni di propria competenza, evidenziando che non mancherà il supporto istituzionale e che le interlocuzioni con la Regione e i soggetti coinvolti sono costanti.
L’Assessore Cupparo ribadisce infine la strategia messa in campo dalla Regione Basilicata a sostegno dei processi di reindustrializzazione e tutela occupazionale, attraverso un pacchetto di misure e agevolazioni finalizzate alla piena rioccupazione, con particolare attenzione ai lavoratori maggiormente esposti alle difficoltà di reinserimento nel mercato del lavoro. «La Regione –conclude – continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione del confronto istituzionale, mantenendo un dialogo costante con il Ministero, le parti sociali e tutti i soggetti coinvolti, nell’interesse del territorio e della coesione sociale».


Crisi del comparto nell’area murgiana materano-barese, la Regione segue il dossier e guarda al rilancio Natuzzi
La situazione di forte difficoltà che attraversa il settore del mobile imbottito nell’area murgiana materano-barese resta al centro dell’attenzione della Regione. A ribadirlo è l’assessore allo Sviluppo economico Francesco Cupparo, sottolineando come il monitoraggio sia «costante e quotidiano», anche attraverso il confronto con la Regione Puglia e la partecipazione agli incontri in programma a Bari, domani e il 27 del mese, dedicati al progetto di rilancio della Natuzzi.
L’obiettivo dell’amministrazione regionale è quello di individuare, insieme alle organizzazioni sindacali e alle associazioni imprenditoriali, iniziative e azioni concrete, efficaci e attuabili anche nel breve e medio
periodo. «Intendiamo condividere proposte operative – spiega Cupparo – ma in questa fase la convocazione di un nuovo tavolo, come richiesto dal consigliere Cifarelli, non produrrebbe risultati, soprattutto in attesa delle risposte alle richieste avanzate nel corso del tavolo del 5 gennaio scorso, al quale lo stesso Cifarelli ha partecipato».
L’assessore ricorda le sollecitazioni già avanzate agli organismi di rappresentanza del settore. «Abbiamo chiesto al Comitato del Distretto del Mobile Imbottito, che va ricostruito e aggiornato nei suoi compiti, a Confindustria e a Confapi una mappa aggiornata delle aziende attive e del numero dei dipendenti, insieme a proposte specifiche per avviare il rilancio del comparto». Analoga richiesta è stata rivolta anche ai consiglieri di minoranza, chiamati a fornire indicazioni e contributi concreti.«Non abbiamo ancora ricevuto nulla – aggiunge Cupparo – e siamo in atte-

sa di conoscere la loro disponibilità a partecipare al tavolo permanente istituzionale che intendiamo istituire».
Da qui la linea tracciata dall’assessore, che punta a evitare incontri meramente for-
mali: «Non abbiamo alcuna intenzione di trasformare i numerosi tavoli già attivi in Dipartimento in riunioni inutili. Vogliamo concentrare ogni impegno su fatti concreti e risultati tangibili».
La Camera di Commercio sostiene l’iniziativa promossa da Fondirigenti, Federmanager e Confindustria per rafforzare il sistema produttivo
La Camera di Commercio della Basilicata accoglie con favore l’avvio del progetto Basilicata: Reshoring Talents – Il ritorno dei talenti, promosso da Fondirigenti, Federmanager Basilicata e Confindustria Basilicata, riconoscendone il valore strategico per il rafforzamento e la competitività del sistema imprenditoriale regionale.Il tema si inserisce in un contesto complesso, segnato dalla questione demografica, dalla fuga dei giovani qualificati e dalle difficoltà delle piccole e medie imprese ad attrarre e trattenere competenze. A ciò si aggiunge il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, emerso anche dai dati Excelsior 2025 sul mercato del lavoro lucano. In questo scenario, iniziative orientate alla managerializzazione delle PMI, alla valorizzazione del capitale umano e allo sviluppo di modelli organizzativi più innovativi assumono un ruolo centrale per la crescita economica del territorio.
Il progetto Basilicata: Reshoring Talents si muove proprio in questa direzione, con l’obiettivo di analizzare i fabbisogni di competenze, i flussi migratori dei talenti e le condizioni necessarie per rendere le imprese lucane più attrattive per i giovani professionisti. Il percorso prevede attività di ricerca, ascolto e formazione, coinvolgendo imprese, manager, istituzioni e sistema della conoscenza.«La capacità di fare sistema è oggi un fattore decisivo – dichiara Michele Somma, presidente della Camera di Commercio della Basilicata –. Favorire un ecosistema collaborativo tra imprese, istituzioni, università e mondo del lavoro significa creare le condizioni affinché le competenze pos-

sano crescere e rimanere sul territorio, generando valore duraturo».In quest’ottica, la Camera di Commercio lucana conferma la propria disponibilità a collaborare con i promotori del progetto, mettendo a disposizione il proprio ruolo di raccordo istituzionale e di supporto al tessuto imprenditoriale. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di
un ecosistema favorevole all’innovazione, alla crescita manageriale delle PMI e al rientro dei talenti.Un impegno che si inserisce in una più ampia strategia di sostegno alla competitività delle imprese lucane e allo sviluppo sostenibile del capitale umano, considerato una leva fondamentale per il futuro economico e sociale della Basilicata.

il

Un riconoscimento a persone che nell’ordinario si distinguono per azioni straordinarie. Il prestigioso premio internazionale
“Standout Woman & Man Award 2026” per il secondo anno consecutivo è stato assegnato a un’eccellenza lucana. Sarà Anna Carone, presidente de “Le Case dell’arcobaleno” di Montalbano Jonico, a ricevere il premio durante la cerimonia che si terrà
oggi in Parlamento. E, come è già accaduto nel 2025, anche quest’anno la Commissione, composta da figure impegnate a livello nazionale nella promozione della parità di genere, ha accolto tra tutte quelle proposte dalle Regioni, enti e associazioni la segnalazione della Consigliera di parità della Basilicata, Ivana Pipponzi. Il Premio è nato all’interno dell’Expo 2015 presso la Commissione europea,

per un’idea dell’americano Beau Toskich che ha sempre considerato il genere femminile una risorsa fondamentale. Ben presto si è ampliato con la sezione maschile, dando così rilievo a uomini eccellenti e alle Aziende che sviluppano progetti innovativi e di welfare. Giunto alla decima edizione, lo “Standout Woman & Man Award” seleziona per vari settori donne e uomini di alto profilo che si con-
traddistinguono per capacità, competenze, determinazione e sensibilità nel raggiungere elevati e ambiziosi obiettivi. Orgogliosa la consigliera regionale di Parità Pipponzi che ha segnalato la dottoressa Carone e ne ha riconosciuto il prezioso lavoro, ha affermato: «Una donna che, con tanta umanità e generosità, ha creato una Comunità dove sono concrete inclusione, solidarietà e riscatto».
“Le Case dell’arcobaleno” da 25 anni accoglie in una comunità residenziale persone con disabilità, minori e madri in stato di estrema fragilità. Nel 2025 alle attività della cooperativa sociale si è aggiunto il “Centro Iris”, una struttura che mette in primo piano l’idea di un’inclusione “inversa”. Non sono più solo i ragazzi disabili a raggiungere gli spazi esterni, ma sono i ragazzi abili che vengono al centro per condividere il tempo libero e maturare nuove e diverse esperienze di vita.
«Si tratta di un modello positivo per i nostri giovani e un punto di riferimento – dice ancora la Consigliera Pipponzi – in una società che incontra ancora molte difficoltà a integrare il diverso. E’ doveroso, perciò, dare risalto a realtà come quella de “Le Case dell’Arcobaleno”, luoghi nei quali cresce e si sviluppa la cultura della solidarietà e dell’accoglienza».
La Garante per le persone con disabilità: «L’iniziativa si terrà a marzo e vuole essere un segno tangibile di una comunità e di una Chiesa capaci di accogliere tutti»
Si è svolto presso la Cattedrale di Potenza l’incontro tra Marika Padula, Garante per le persone con Disabilità, e S.E. Mons. Davide Carbonaro, Vescovo di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, nel corso del quale la Garante ha proposto al Vescovo l’iniziativa “Tutti figli dello stesso Amore”, un progetto dal forte valore educativo, sociale e pastorale, fondato sui temi dell’inclusione, dell’accoglienza e della fraternità.
L’incontro, caratterizzato da un clima di ascolto e dialogo, ha avuto esito positivo e ha posto le basi per la realizzazione dell’evento, che si svolgerà nel mese di marzo 2026 presso la Cattedrale di Muro Lucano, in una data attualmente in fase di definizione. Il progetto nasce con l’obiettivo di favorire l’incontro tra bambini delle scuole primarie, bambini e ragazzi con disabilità – inclusi giovani ospiti di centri diurni – e l’intero mondo del Terzo Settore che vorrà partecipare, coinvolgendo famiglie e comunità in
un’esperienza realmente condivisa. I momenti musicali dell’evento saranno affidati all’associazione “Dall’Italia alla Basilicata –Non lasciamo indietro nessuno”, che accompagnerà e porterà in scena i bambini che aderiranno all’iniziativa, utilizzando il linguaggio universale della musica come strumento di incontro, inclusione e partecipazione. Accanto ai centri diurni che ospitano bambini e ragazzi con disabilità, l’iniziativa vedrà il coinvolgimento delle realtà associative del territorio. La Garante per le Persone con Disabilità, Marika Padula, si farà promotrice del-

l’invito all’Ufficio Scolastico Regionale affinché estenda la partecipazione alle scuole e alle famiglie, favorendo una presenza ampia e inclusiva. Nel corso dell’evento, S.E. Mons. Davide Carbonaro impartirà la propria benedizione a tutti i partecipanti, come segno di accoglienza e vicinanza della Chiesa ai bambini, alle famiglie e all’intera comunità.
All’iniziativa collaborerà inoltre l’Ordine dei Cavalieri di Malta, che donerà circa 500 completini civili a tutti i bambini e ragazzi presenti, quale gesto concreto di attenzione, dignità e prossimità
verso i più piccoli.
«”Tutti figli dello stesso Amore” – dichiara la Garante Marika Padula – vuole essere un segno tangibile di una comunità e di una Chiesa capaci di accogliere tutti, in particolare i più fragili, riconoscendo nella diversità una ricchezza e non un limite. È fondamentale avvicinare bambini e ragazzi a contesti di aggregazione ecclesiastica, luoghi nei quali ciascuno possa sentirsi accolto, riconosciuto e parte di una comunità. La Chiesa può e deve rappresentare uno spazio educativo e relazionale capace di includere tutti, favorendo legami, partecipazione e crescita condivisa».
L’iniziativa intende rappresentare non solo un evento singolo, ma l’inizio di un percorso stabile di sensibilizzazione e inclusione sul territorio, destinato a crescere nel tempo come appuntamento condiviso tra istituzioni, Chiesa e società civile.
Nei prossimi giorni saranno definiti i dettagli organizzativi e le modalità di partecipazione.

Indagano ottimamente DDA e DIA. La cittadinanza si unisca agli appelli di Iannuzzi, Libera e Don Cozzi
del Coni ser ve una risposta corale

della palestra del CONI può essere soltanto un incendio o qualcosa di più inquietante. Sappiamo tutti che il metodo mafioso ha utilizzato gli incendi come strumen-
Arrivano dei momenti nella storia delle comunità, nella cronaca amministrativa in cui è necessario affermare di essere prima di tutto cittadini. Il concetto di cittadinanza è un’invenzione greca. Politica, polemica hanno in sé il senso della guerra e della città.
I greci sapevano che la politica era combattimento, ancora prima della sua codificazione in età moderna erano ben consapevoli che fosse la continuazione della guerra con altri mezzi.
I greci, però, erano a conoscenza del fatto che quando arrivava il nemico esterno si doveva avere il coraggio e la forza di andare insieme. Democratici e aristocrati-


ci, ateniese e spartani trovano unità strategica e uniscono le forze davanti al nemico persiano.
POTENZA
REAGISCA
Davanti all’incendio che si è sviluppato nel cantiere della palestra del Coni a Montereale, che sempre di più assume i contorni di un attentato e non di un incidente, bisogna avere le forza di essere uniti. La politica può litigare sulle scale mobili, può dividersi sui sensi unici, può polemizzare su una decisione del Tar, ha il dovere di stare unita davanti a rischio che la mafia voglia far sentir la sua presenza a Potenza.
Se, come sembrerebbe, la pista dell’attentato diventasse sempre più forte, è chiaro che solo la mafia ha





l’abitudine di incendiare i mezzi di lavoro per condizionare le imprese. Davanti a questo rischio noi ci sentiamo di dire che la città deve essere unita. Unita deve essere la politica, unite devono essere maggioranza ed opposizioni, unite le istituzioni, uniti gli uomini e le donne che hanno capacità di scrittura e di orientare l’opinione pubblica. Tra di noi possiamo litigare e discutere. La mafia deve essere un nemico comune cui fare fronte con tutti gli strumenti politici, sociali e culturali.
PROSEGUONO
LE INDAGINI
Intanto l’Antimafia continua a seguire il filone investigativo che parte dall’incendio. Gli inquirenti, dopo aver sentito le per-
sone direttamente o indirettamente riconducibili al luogo e agli eventi stanno proseguendo cercando di acquisire le immagini delle telecamere di video sorveglianza.
Sul cantiere, infatti, ci sarebbero diverse telecamere che registrano ogni cosa.
Proprio sul versante dell’acquisizione delle immagini e dei filmati ci sarebbero delle difficoltà tecniche ed operative che, però, non stanno scoraggiando gli inquirenti. Questo, però, è un compito che esula il nostro ruolo. Servano queste colonne per stare affianco alle Autorità inquirenti ma, anche e soprattutto, per cercare di stimolare le migliori forze della nostra comunità.
A noi piace la politica e ne riconosciamo il valore delle sue scelte e delle sue fratture.
Vogliamo, però, che la nostra città continui ad essere lontana dal fenomeno malavitoso, fhe diventi il nemico comune di tutti e non lo strumento da usare come clava contro gli avversari.
Facciamo fronte comune, lo facciano tutti, lo faccia la stampa e gli intellettuali, gli operatori e la politica che non deve essere unita solo quando si parla di privilegi. Cerchiamo di scoprire se dietro l’incendio c’è solo un incendio o se c’è altro. Nel primo caso tireremo un sospiro di sollievo, nel secondo cerchiamo di avere la forza per respingere la malapianta.


CRONA-CHI? Calabrese: «Basilicata terra di scomparsi». Amendolara, «Lotteremo affinché certi casi non vengano trattati come casi di serie B»

DI AN N A TAM M ARI EL L O
Da Potenza a Rimini, poi a Losanna e infine Courmayeur. Sono questi gli ultimi spostamenti di Mario Allegretti, il direttore del Caf Acli di Potenza del quale si sono perse le tracce il 15 agosto del 2012. Le indagini, partite nell’immediato, oltre a ricostruire gli ultimi spostamenti di Mario, hanno portato ad un nulla di fatto e nei mesi scorsi la famiglia ha fatto richiesta della morte presunta dell’uomo presso il Tribunale di Potenza.
Si sa che Allegretti prele-
vò, a Como e ad Aosta, 400 euro. Il cellulare, quasi sempre spento, agganciò una cella in territorio francese. Sempre in quei giorni registrò un solo contatto, un sms inviato ad un’amica rumena con un messaggio enigmatico: «Qui ho trovato la pace». Che cosa vorranno dire quelle poche righe? È su questo caso che si concentra la nuova inchiesta di Crona-Chi?.
«Analizziamo questa storia con il criminologo Antonio Calabrese. A distanza di tutto questo tempo c'è modo di poter trovare un appiglio per andare
avanti?» chiede il giornalista Fabio Amendolara. «Tra le storie di scomparsa questa è davvero una tra le più difficili ed enigmatiche –spiega il criminologo-. Quando si tratta di persone scomparse abbiamo sempre a che fare con una serie di problemi che nascono da pregiudizi e preconcetti che caratterizzano queste indagini sin dal primo secondo e che poi portano ad una serie di errori e di conseguenze negative. In questa vicenda il pregiudizio è che ci sia un allontanamento volontario. Da cinquanta anni a questa parte, solo in Basilicata, sono scomparse più di 1100 persone, è una cifra enorme».
«Siamo a Potenza, una città piccola. Si pensa che questo possa favorire in qualche modo l'accesso alle informazioni e invece sembra che tutto diventi ancora più complicato, è così?» incalza il conduttore.
«In effetti, per quella che è la mia esperienza, più la città è piccola e più aumenta il vociare. Per quanto riguarda Mario Allegretti, chiacchiere non ce ne sono state tantissime. Analizzando quello che è successo, il primo dato è che Mario ha raccontato alla famiglia dove andava. Chi si allontana volontariamente, invece, cerca di far perdere le proprie tracce».
«Un viaggio che tocca vari punti tra cui Losanna, dove viveva una sua conoscenza, una persona con cui aveva avuto una relazione sentimentale – spie-

ga Amendolara-. Probabilmente la cerca lì, poi non ci saranno contatti reali tra lui e questa persona. C'è però prova di questo suo passaggio in Svizzera, dopodiché va in Valle d'Aosta e lì si perdono le sue tracce. E da lì riparte a un certo punto l'attività investigativa, anche perché c'è un'insistenza da parte di una parente, una cugina, Loredana Barozzino, che ha fatto un po' da pungolo, diciamo così, agli inquirenti e non ha mollato mai». Nell’intervista mandata in onda durante la puntata, la cugina di Mario denuncerà gravi negligenze nelle indagini.
«Nessuno –afferma- ha mai controllato nell’immediato il pc di mio cugino. Chiunque, nei sei mesi prima delle verifiche, poteva manometterlo e cancellare informazioni utili, cosa che poi è avvenuta. Sono stati ritrovati dei documenti firmati da Mario dopo la sua scomparsa, non sappiamo come sia stato possibile ed infine, non è mai stata perquisita la casa di mio cugino». «L'indagine parte certamente con delle difficoltà –sottolinea il criminologononostante le ricerche siano state effettuate in tutta la zona della scomparsa. Ma mi domando, noi abbiamo la certezza che Mario sia andato in Svizzera?
No, noi abbiamo la certezza che il cellulare di Mario abbia agganciato una cella telefonica francese, ma questo vuol dire tutto. Si sa benissimo che stando al confine il cellu-
lare può agganciare una cella straniera, pur trovandosi in Italia, quindi è chiaro che le zone da attenzionare erano molto estese. Indubbiamente c’è stata una negligenza sul computer, ma le segnalazioni arrivate dopo, da ogni parte d’Italia, sono state adeguatamente verificate. Sicuramente il nuovo protocollo per la ricerca delle persone scomparse, attuato in Italia, è apprezzato da molte nazioni straniere. Abbiamo avuto dei miglioramenti dopo il caso di Elisa Claps. Prima le ricerche partivano anche a distanza di tante ore e non c'era nessun tipo di indagine. In questo caso è stata anche seguita la pista amorosa ed è stata ascoltata la ragazza per la quale Mario era invaghito. Ragazza che abitava in Svizzera e per la quale Mario aveva scritto tante lettere d’amore senza mai spedirle. Questa ragazza ha affermato di non aver sentito il giovane in quei giorni e di non sapere della sua presenza a Losanna, versione confermata dai tabulati telefonici». «Nulla lasciava pensare che volesse togliersi la vita anche perché aveva continuato a sentire i suoi genitori. La nostra battaglia è proprio questa –conclude Amendolara- lottare affinché certi casi non vengano considerati, anche da un punto di vista mediatico, casi di serie B. Dobbiamo superare anche questo scoglio proprio perché siamo in quella che è stata definita, più volte, la terra degli scomparsi».

Si arriva anche a 3000 euro, a fine anno l’assessore Latronico fu chiaro: «Costi più alti dovuti a scelte imprenditoriali, ma agiremo»
DI VIN CENZ O MAI DA
La Basilicata, come è noto, ha una percentuale di popolazione anziana molto alta e che sta crescendo di anno in anno. E se da una parte siamo orgogliosi della frequenza con la quale si susseguono le notizie dei festeggiamenti del secolo di vita che molti corregionali raggiungono, dall’altra dobbiamo interrogarci sulla qualità della vita dei nostri anziani e della relativa assistenza. La notizia che alcune RSA hanno aumentato la retta fino a 3.000 euro al mese, deve rappresentare un momento di riflessione per tutti gli attori sociali e istituzionali interessati. L’intervento sul tema, a fine anno, dell’assessore alla salute e alle politiche della persona Cosimo Latronico, è apparso troppo generico: «Questi aumenti – ha dichiarato-sono dovuti esclusivamente a libere scelte imprenditoriali. Doveroso ribadire che non è corretto trasferire integralmente sui cittadini, e in particolare su chi si trova in condizioni di maggiore fragilità, gli effetti di dinamiche economiche e gestionali aziendali”. La nota poi si conclude con queste parole” L’obiettivo resta quello di tutelare le persone più fragili e garan-

tire che l’assistenza agli anziani continui a essere un servizio accessibile e improntato alla dignità della persona. Insieme al Presidente Vito Bardi, pertanto, proseguiremo il lavoro con senso di responsabilità per offrire risposte concrete e restituire maggiore serenità alle famiglie e ai loro cari». Ad oggi non è dato conoscere quali siano queste risposte, che riteniamo debbano essere più articolate. In primo luogo va resa effettiva l’ADI con l’integrazione della risposta sociale e di quella sanitaria. Nei paesi industriali del mondo occidentale, è noto che gli anziani rappresentano un peso per le famiglie, di cui liberarsi confinandoli nelle RSA
(residenze sanitarie assistenziali), oppure, nei casi in cui il fisico è compromesso in modo grave, nelle Lungodegenze ospedalieri. In passato timidi tentativi per far rimanere l’anziano nel proprio domicilio, furono compiuti dalle Province, poi le competenze passarono alle Aziende Sanitarie ed infine, con i comuni l’assistenza domiciliare integrata (sociale e sanitaria) è praticamente scomparsa. Il sogno di ogni anziano è quello di rimanere a vivere, gli ultimi anni della sua vita, nel proprio domicilio e nel proprio ambiente, ma pochi riescono a realizzarlo. Spesso subentrano complicazioni, come l’inizio della demenza, che è una grave affezione
degenerativa del Sistema Nervoso Centrale, le cui cause non sono a tutt’oggi conosciute. L’incidenza della demenza nei paesi industrializzati è di circa dell’8% per gli ultrasessantacinquenni e sale ad oltre il 20% dopo gli ottanta anni. Secondo alcune proiezioni, i casi di demenza potrebbero triplicarsi nei prossimi 30 anni nei paesi occidentali. È noto che tenere il cervello allenato insieme al fisico, rappresenta un modo concreto per evitare o ritardare le demenze, ma nelle società industriali, l’uomo quando smette di lavorare è considerato un peso e non una risorsa. L’Italia è uno dei paesi europei con più anziani (età uguale o superiore a 65 anni) e quasi il 17% della popolazione, per un totale di 9,5 milioni, ha superato i 65 anni di età. Sono pertanto in aumento tutte le malattie croniche, in quanto legate all’età, e tra queste le demenze. Il progressivo incremento della popolazione anziana comporterà un ulteriore e consistente aumento della prevalenza dei pazienti affetti da demenza. In Italia, il numero totale dei pazienti con demenza è stimato in oltre un milione (di cui circa 600.000 con demenza di Alzheimer) e circa 3 milioni sono le persone direttamen-
te o indirettamente coinvolte nell’assistenza dei loro cari. Esse risiedono soprattutto nel Sud Italia, dove la presenza di un anziano spesso è una risorsa economica per i familiari disoccupati. Le demenze si distinguono in base alla loro progressione in reversibili e irreversibili. Servirebbe un Piano di intervento a livello nazionale, modulato sulla base delle diverse realtà, che tenga quindi conto del contesto sociale ed economico dei comuni di residenza. Abbiamo appreso da alcune famiglie albanesi residenti in Italia da molti anni, che è loro consuetudine farsi carico dei genitori anziani e vivere con loro nella stessa casa, per tante ragioni da noi sarebbe impossibile, ma l’obiettivo dovrebbe essere quello non solo di favorire il più possibile la permanenza dell’anziano nel suo contesto sociofamiliare, ma anche il suo utilizzo in progetti di utilità sociale, come quella del nonno-vigile davanti alle scuole elementari, quelli per l’infanzia, etc. Qualche timido tentativo in questo senso lo stanno facendo alcuni comuni, ma sono tanti i settori in cui l’anziano potrebbe impiegare il tempo utilmente e da un peso per la società trasformarsi in risorsa, con benefici per tutti.
Protezione Civile della Regione Basilica ta c on fe rm a i l p rop ri o i m p eg n o n el la t u te la d el le ca te go ri e fr ag il i, o rg an iz za n do u n a gi or n at a fo rm at iv a ri vo lt a al le p er so ne c on s pe ci fi ch e nece ss it à. L ’i nc on tr o s i te rr à dom an i ve n er d ì 23 g en n ai o 20 26 , dalle ore 10:00 alle 12:30, a Potenza presso la sala Inguscio della Regione Basilicata in via Vincenzo Verrastro. L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che, in situazioni di emergenza, le persone con disabilità fisiche, sensoriali o sociali possono trovarsi in condizioni di maggiore vulnerabilità. Per questo, la Protezione Civile regionale promuove attività di formazione, informazione e addestramento volte a garantire un accesso inclusivo ai servizi di emergenza e a rafforzare la cap ac it à d i ri sp os ta . D u ra nt e la giornata sarà illustrato il funzionamento del Numero Unico Euro p eo p er l e E m er g en ze ( N U E 112), punto di riferimento per richieste urgenti di soccorso sanitario, tecnico e di sicurezza. Sarà inoltre presentata l’applicazione
“Where Are U”, che consente la geolocalizzazione del chiamante e la comunicazione tramite messaggi testuali, una funzione particolarmente utile per le persone co n d is ab il it à u d it iv e e n on . L’evento si inserisce nel quadro del Protocollo d’Intesa recentemente sottoscritto con l'Associazione “Emergenza Sordi APS”, impegnata nella tutela dei diritti e d el la s ic u re zz a d el le p er so n e sorde e ipoacusiche. La presenza del Presidente Luca Rotondi testimonia l’importanza della collaborazione tra istituzioni e realtà associative per garantire accessibilità e inclusione nei servizi d i em er ge n za . A p ri ra n n o la giornata i saluti dell’assessore alle Infrastrutture e Mobilità, Pasquale Pepe, e del direttore generale del Dipartimento, Antonio Altomonte. Seguirà l’intervento della garante delle Persone con Disabilità, Marika Padula , ch e h a es p re ss o ap pr ez zamento per l’iniziativa, sottolineandone l’importanza per la tutela e l’inclusione delle persone con disabilità e delle altre categorie fragili. Ha evidenziato il valore

di strumenti come l’app “Where Are U” e della collaborazione con Emergenza Sordi APS, considerate buone pratiche da rafforzare. Interverrà anche il Commissa ri o S tr a or di n ar io N U E d el la Regione Puglia, Salvatore Refolo, con un contributo tecnico sul sistema NUE 112 e sulle strategie per renderlo sempre più accessibile. Dichiarazione del Dirige n te U ff ic io P ro te zi o ne C iv il e de ll a R eg io n e B as il ic at a, G iovanni Di Bello. «La sicurezza non è un privilegio, ma un diritto universale. Le emergenze non fanno distinzioni, ma noi dobbiamo far-
le quando si tratta di garantire protezione alle persone più vuln er ab il i. C on q u es ta g io rn a ta formativa vogliamo fornire strumenti concreti e conoscenze pratiche, affinché chi ha specifiche necessità possa affrontare situazioni critiche con maggiore auto n om ia e s er en it à . È u n p as so importante verso una Protezione C iv il e re al m en te i n cl u si va , ch e ascolta e risponde alle esigenze di tutti». Dichiarazione l’Assessore alle Infrastrutture e Protezione Civile, Pasquale Pepe: «La mob il it à e l ’a cc es si b il it à n on r iguardano solo le infrastrutture fisiche, ma anche la capacità di garantire servizi essenziali in modo equo. Investire in formazione significa costruire una rete di sicurezza che abbraccia ogni citta d in o, s en za l as ci ar e in d ie tr o n es su n o. L a co ll ab or az io n e tr a istituzioni, associazioni e comunità è la chiave per trasformare i principi di inclusione in azioni concrete. Questa iniziativa è un esempio virtuoso di come la Basilicata stia lavorando per essere una regione più sicura e solidale».
«Eseguita per la prima volta in Basilicata l’ablazione della fibrillazione atriale mediante elettroporazione»
Eseguita per la prima volta in Basilicata, nella Cardiologia dell’ospedale San Carlo di Potenza, una procedura di ablazione della fibrillazione atriale mediante elettroporazione, una tecnica di ultima generazione per il trattamento delle aritmie cardiache. «Questo risultato è il frutto di una programmazione strategica orientata al potenziamento dell’offerta assistenziale, che passa attraverso investimenti mirati in tecnologie avanzate, nel reclutamento di professionisti altamente qualificati e nella valorizzazione delle competenze interne», dichiara il direttore generale dell'Aor San Carlo, Giuseppe Spera. «L’introduzione di metodiche all’avanguardia come l’elettroporazioneprosegue il Dg Spera - consente non solo di migliorare l’efficacia clinica e la sicurezza delle procedure, ma anche di rafforzare il ruolo

dell’Aor San Carlo come punto di riferimento nel
Mezzogiorno per la cardiologia interventistica, come evidenziato dal Piano Nazionale Esiti di Agenas. Continueremo a lavorare con determinazione per assicurare standard di cura sempre più elevati, in linea con i migliori centri nazionali». «Questo intervento rappresenta un ulteriore passo in avanti nel percorso di crescita della sanità lucana e testimonia la capacità del sistema regionale di offrire cure di elevata complessità sul proprio territorio. L’Aor San Carlo si conferma una struttura di riferimento nel
Mezzogiorno, grazie a un patrimonio di competenze professionali, organizzative e tecnologiche che consente di competere con i migliori centri nazionali. Desidero esprimere un sincero ringraziamento a tutta l’équipe coinvolta: medici, anestesisti, infermieri e tecnici che, con professionalità, dedizione e spirito di squadra, rendono possibili risultati di questo livello. In Basilicata abbiamo professionisti capaci ed eccellenze che vanno sostenute e valorizzate, perché rappresentano la vera forza del nostro servizio sanitario pubblico», dichiara l’assessore alla Salute,
Politiche per la Persona e Pnrr, Cosimo Latronico. La fibrillazione atriale rappresenta l’aritmia cardiaca più frequente ed è caratterizzata da una contrazione irregolare e disorganizzata degli atri, con conseguente riduzione dell’efficienza della funzione di pompa del cuore. La patologia può manifestarsi con sintomi quali palpitazioni, affaticamento, debolezza, vertigini, sincope, dolore toracico e difficoltà respiratoria, ed è associata a un significativo aumento del rischio di ictus e di scompenso cardiaco. La sua incidenza è elevata non solo nei pazienti affetti da cardiopatie, ma anche in presenza di ipertensione, insufficienza respiratoria o ipertiroidismo. Il trattamento prevede inizialmente la gestione farmacologica dei fattori predisponenti e delle complicanze, nonché l’impiego di farmaci antiaritmici. Nei casi in cui la terapia
IL DG FRIOLO: «UN PASSO FONDAMENTALE PER L’INTRODUZIONE DELLA CHIRURGIA ROBOTICA»
Comeda programma, lunedì 19 gennaio sono stati eseguiti i primi due interventi chirurgici con la nuova piattaforma robotica HUGO, recentemente acquisita dall’ASM. Gli interventi, entrambi per tumore alla prostata, sono stati effettuati dall’équipe di Urologia diretta da Giuseppe Disabato. Alla consolle del robot ha operato Pietro Mastrangelo, coadiuvato al tavolo operatorio dal Italo Veneziano e dagli strumentisti Lorenzo Martinelli e Anna Risimini. Han-
no preso parte agli interventi anche gli anestesisti Angela Gaudiano e Marco Oliveto Rotondo, sotto la direzione di Francesco Romito, Direttore dell’Unità di Anestesia e Rianimazione. Gli interventi hanno riguardato due pazienti, uno proveniente dalla provincia di Bari e l’altro dalla provincia di Matera, rispettivamente di 62 e 69 anni, entrambi affetti da tumore prostatico. A distanza di 24 ore dall’operazione si sono alzati dal letto e hanno ripreso ad alimentarsi. Nella se-
conda giornata post-operatoria sono stati dimessi. Questo risultato dimostra come la tecnologia messa al servizio dei pazienti consenta di affrontare con maggiore sicurezza interventi che fino a pochi anni fa comportavano importanti perdite di sangue e tempi di degenza decisamente più lunghi. «L’introduzione della piattaforma HUGO rappresenta un passo fondamentale nel percorso di innovazione tecnologica della nostra Azienda. Investire in strumentazioni di ultima genera-
seguito all’incontro tenutosi in Regione in data 29 dicembre 2025, alla presenza dell’Assessore alla Sanità Cosimo Latronico, della dirigenza dell’Azienda Sanitaria e del nuovo Direttore Generale Giuseppe De Filippis, si è svolto presso la sede dell’Unione Lucana del Lagonegrese un incontro programmatorio alla presenza dei Sindaci dei Comuni aderenti. Nel corso della riunione sono state nuovamente affrontate le gravi criticità già denunciate e rappresentate in sede regionale, che interes-
sano i medici di medicina generale (medici di base) e il servizio di continuità assistenziale (ex guardia medica). Una condizione che nel territorio del Lagonegrese ha assunto i caratteri di una emergenza strutturale, con effetti concreti e quotidiani sull’accesso alle cure e sulla tutela del diritto alla salute, in particolare nelle aree interne. Accanto alla carenza di personale medico, i Sindaci hanno posto con determinazione l’attenzione sulla assenza di piste di atterraggio notturno per l’elisoccorso, infrastrutture strategiche
per la gestione dell’emergenza-urgenza. In particolare, è stata evidenziata la situazione dell’elisuperficie di Lagonegro, destinata a servire il presidio ospedaliero locale: si rende necessaria l’approvazione del progetto preliminare dell’opera da parte dell’ASP, propedeutica all’avvio delle successive fasi operative. Tale condizione sta ritardando la realizzazione dell’opera e incide gravemente sulla possibilità di garantire interventi tempestivi nei casi gravi e urgenti, compromettendo il rapido trasferimento dei
farmacologica risulti inefficace o non tollerata, o in presenza di scompenso cardiaco, è indicato il ricorso a procedure interventistiche di ablazione. «In questi casi l’ablazione endovascolare consente di interrompere i segnali elettrici anomali responsabili dell’aritmia e di ripristinare il normale ritmo cardiaco», spiega il professor Eugenio Stabile, ordinario di Cardiologia all’Università degli Studi della Basilicata e direttore della unità operativa complessa di Cardiologia dell’ospedale San Carlo di Potenza. La procedura è stata eseguita nei giorni scorsi dal dottor Giovanni Donnici, responsabile per il trattamento endovascolare delle tachicardie nella stessa unità operativa di Cardiologia del San Carlo, con il supporto anestesiologico del dottor Angelo Covino e dell’équipe infermieristica e tecnica del Laboratorio.

zione significa offrire ai cittadini cure sempre più sicure, efficaci e meno invasive. Desidero inoltre ringraziare tutto il personale infermieristico e gli operatori socio-sanitari della sala operatoria che hanno collaborato, in particolare i tecnici Medtronic, presenti in sala per ogni necessità», afferma il Direttore Generale dell’ASM, Maurizio Friolo.
pazienti verso l’Ospedale San Carlo di Potenza, struttura di riferimento dotata dei reparti specialistici necessari ai trattamenti salvavita. Nel corso dell’incontro, pur tenendo conto del recente insediamento del nuovo Direttore Generale, avvenuto da meno di un mese, i Sindaci hanno espresso apprezzamento per la disponibilità manifestata al dialogo. È stato tuttavia evidenziato come in passato la comunicazione tra dirigenti sanitari e amministrazioni comunali sia risultata spesso disorganica e frammentata, gene-
rando confusione tra i cittadini rispetto a turnazioni, aperture e servizi effettivamente disponibili. Per tale ragione, in piena condivisione con il Direttore Generale, è stato stabilito che i calendari mensili dei presìdi sanitari territoriali saranno coordinati, redatti e condivisi tra Azienda Sanitaria e Comuni, così da programmare le turnazioni sulla base dell’effettiva disponibilità dei medici e della vicinanza geografica tra i Comuni, garantendo un’organizzazione più razionale, trasparente ed efficiente.
Vizziello (Bcc):
«La Corte
dei Conti non promuove la Basilicata, ad oggi abbiamo un passivo di circa mezzo miliardo»
«La Corte dei Conti, nella annuale relazione al Parlamento sulla gestione dei sistemi sanitari regionali, ha sonoramente bocciato la Basilicata che nel decennio 2014-2024 ha fatto registrare un rosso superiore a mezzo miliardo di euro e l’Assessore Latronico piuttosto che adoperarsi per rendere più attrattivi gli ospedali lucani si mette a fare il prestigiatore sostenendo che la nostra regione ha generato attraverso la mobilità attiva oltre mezzo miliardo di euro, non considerando, evidentemente, che la magistratura contabile nella sua istanta-

nea sull’emigrazione sanitaria parla di saldo di mobilità negativo per la Basilicata di oltre mezzo miliardo di
euro. Ma davvero l’Assessore Latronico pensa di gestire un settore così importante come la sanità con que-
ha formalmente richiesto un incontro istituzionale urgente con la Direzione Strategica dell’ASP Basilicata, indirizzando la comunicazione al Direttore Generale, Giuseppe De Filippis, da poco insediato. La richiesta è inviata anche per conoscenza al Sindaco del Comune di Melfi e all’Amministrazione comunale, nonché a una delegazione rappresentativa dei medici e dei dipendenti della struttura. La vertenza che coinvolge Polimedica –
con ricadute dirette sui cittadini del territorio di Melfi e del Vulture–Alto Bradano – non può essere compressa in dichiarazioni generiche o in comunicati “rassicuranti”: è necessario, al contrario, un confronto formale, trasparente e operativo, in grado di affrontare e risolvere in modo immediato le principali criticità che stanno incidendo sulla continuità assistenziale e sulla tenuta organizzativa e occupazionale della struttura. Tre sono i temi considerati prioritari e non più
IL SINDACATO: «ABBIAMO BISOGNO
LaUil Fpl Basilicata richiama la politica regionale a un atto di responsabilità sul futuro del Servizio Sanitario Pubblico. «Continuare a indicare la sanità come una priorità senza accompagnare tali affermazioni con scelte normative e finanziarie coerenti rischia di svuotare di significato il diritto alla cura e di compromettere la tenuta del sistema, soprattutto in territori fragili come la Basilicata. La condizione del personale sanitario è ormai critica. Carenze strutturali di organico, carichi di lavoro sempre più pesanti, retribuzioni non competitive e condizioni organizzative spesso inadeguate stanno producendo effetti evidenti sulla qualità dell’assistenza e sulla capacità del servizio pubblico di rispondere ai bisogni dei cittadini. Sen-
sti trucchetti?». È quanto afferma, in una nota, il Capogruppo in Consiglio regionale di Basilicata Casa Comune Giovanni Vizziello. «Saldo, in italiano, significa differenza e la Corte dei Conti ha messo nero su bianco che la Basilicata in dieci anni tra il dare e l’avere, cioè tra l’ammontare della mobilità passiva e quella attiva, ha fatto registrare un deficit negativo pari a 539 milioni di euro”-spiega Vizziello-“ una enormità per una regione che conta poco più di 500 mila residenti e che pretende atteggiamenti responsabili piuttosto che giochi di prestigio attraverso i quali pro-
rinviabili: la questione contrattuale dell’annualità 2026 per cui Polimedica chiede un confronto puntuale sui contenuti proposti, sulle tempistiche e sulle condizioni di sottoscrizione degli accordi contrattuali. Poi le agende CUP e trasparenza della prenotazione, un punto decisivo riguarda il funzionamento delle agende CUP: occorre definire immediatamente modalità operative certe per l’alimentazione e la visibilità delle disponibilità, risolvendo le criticità già segna-
vare a gettare fumo negli occhi dei cittadini». «L’unica cosa vera e giusta l’Assessore Latronico l’ha detta con riferimento alle professionalità e alle competenze presenti in molti ospedali lucani -sottolinea Vizziello - è che occorre valorizzare, caro Assessore Latronico, attraverso scelte improntate alla meritocrazia, oltre che con l’adozione di modelli gestionali come la rete oncologica o quella delle patologie tempo-dipendenti, in grado di fermare la fuga dei lucani dagli ospedali regionali per patologie come tumori, ictus e malattie cardiovascolari».
late e garantendo che le prestazioni rese da Polimedica siano realmente prenotabili senza distorsioni informative. Infine la programmazione e gestione dei volumi assistenziali, un chiarimento sugli strumenti di programmazione 2026 e sulle ricadute operative sulle discipline a maggiore impatto per il territorio, con l’obiettivo di definire un percorso condiviso che eviti interruzioni, compressioni improprie dell’offerta e conseguenze sulle liste d’attesa.
za un intervento strutturale sul lavoro sanitario, il rischio è quello di un progressivo indebolimento del sistema e di una perdita irreversibile di professionalità. In questo contesto, la UIL FPL Basilicata ha inviato una lettera formale all’Assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, contenente una serie articolata di osservazioni e proposte che il sindacato ritiene non più rinviabili. L’obiettivo è chiaro: chiedere alla Regione Basilicata di farsi carico di tali istanze e di rappresentarle al tavolo della Conferenza Stato–Regioni, in vista degli atti di indirizzo propedeutici all’avvio della contrattazione nazionale 2025–2027. Le proposte avanzate dalla UIL FPL Basilicata puntano innanzitutto a superare l’immobilismo retributivo che
penalizza il comparto sanitario rispetto al resto d’Europa, attraverso lo sblocco dei fondi per il trattamento accessorio ancora vincolati a tetti di spesa fermi al 2016–2017 e l’introduzione di una reale defiscalizzazione delle indennità e dei compensi del pubblico impiego, estendendo tali misure anche al trattamento economico fondamentale. Al tempo stesso, la UIL FPL ribadisce la propria netta contrarietà a qualsiasi ipotesi di differenziazione territoriale delle retribuzioni, che produrrebbe squilibri insostenibili tra regioni e alimenterebbe una fuga di personale incompatibile con i principi di equità e universalità del Servizio Sanitario Nazionale. Un altro nodo centrale riguarda la valorizzazione delle professioni sanitarie. Per

rendere attrattive le carriere e garantire continuità assistenziale è necessario superare definitivamente il sistema delle proroghe, riconoscendo in modo strutturale la libera professione per infermieri, ostetriche e professionisti sanitari e istituendo una specifica indennità di esclusività anche per il personale del comparto. È inoltre indispensabile costruire percorsi di carrie-
ra che attribuiscano pari dignità alle funzioni assistenziali e gestionali e sanare il divario economico che oggi penalizza la dirigenza delle professioni sanitarie. La UIL FPL Basilicata sottolinea infine come la qualità dei servizi e la dignità del lavoro passino anche dal benessere organizzativo. Per questo chiede l’introduzione di un welfare contrattuale obbligatorio, con risorse minime garantite in tutte le aziende sanitarie, e il riconoscimento effettivo e uniforme del diritto alla mensa o al buono pasto sostitutivo, nei notturni e nei festivi superando le attuali disparità territoriali l’inquadramento dell’autista soccorritore in categoria C e la valorizzazione del 118 prevedendo più fondi per l’applicazione di un ‘indennità specifica anche per tale servizio».











L’assessore alla viabilità incontrerà i referenti di Soprintendenza e Ferrovie dello Stato. Il Comitato di quartiere: «Attendiamo risposte concrete»

Sono passati dieci giorni da quando il ponticello di via Grippo che collega rione Lucania all’area dell’Ufficio postale è stato chiuso «al transito veicolare e pedonale a causa della caduta di alcuni conci in pietra della chiave di volta della struttura».

curezza del ponticello di via Grippo che collega il popoloso quartiere Lucania all’area dell’Ufficio postale.
commercianti come si intende procedere» affermano i referenti del Comitato.
Una chiusura necessaria che però sta arrecando notevoli disagi ai residenti e più in generale a tutti coloro che si recano nel rione per i più svariati motivi. Disagi che non sono passati inosservati introiti» e ricordano quanto sia opportuna una risposta concreta da parte delle Istituzioni preposte. L’opera ferroviaria, va ricordato, è stata realizzata nei primi del ‘900 e per questo è sottoposta a vincolo dei Beni culturali.
D I RO S AM A RI A MO L L I CA
POTENZA. È stato convocato per questa mattina alle ore 12:30 il tavolo tecnico tra l’assessore alla
Soprintendenza, Ferrovie e Amministrazione comunale dovranno quindi collaborare per arrivare alla messa in sicurezza del ponticello strategico per la comunità. A tal proposito nei prossimi
viabilità del Comune di Potenza Francesco Giuzio e i responsabili della Soprintendenza e Ferrovie dello Stato per discutere dei lavori di messa in si-
L’incontro, annunciato da Cronache qualche giorno fa, si terrà presso la sede dell’Ufficio viabilità del Comune ed é molto atteso dai residenti del quartiere che da oltre dieci giorni fanno i conti con i disagi che la chiusura di una infrastruttura strategica come il ponte di via Grippo può provocare. Il Comitato di quartiere promette una dura battaglia per far valere i diritti di residenti e commercianti. «Attendiamo questo incontro fiduciosi, auspichiamo che tutte le parti in causa si rendano conto dell’importanza dell’infrastruttura e si mettano al lavoro per renderla nuovamente fruibile quanto prima. Dopo questo primo tavolo, convocheremo l’assessore Giuzio presso la sede del nostro Comitato per spiegare a residenti e soprattutto
E sono proprio dei commercianti le preoccupazioni maggiori, così come abbiamo racconto da queste colonne. Le attività del quartiere infatti hanno subito un calo di introiti non indifferente e chiedono interventi concreti e soprattutto tempestivi. «La chiusura ha già provocato effetti negativi sul commercio locale. Si parla di un calo di introiti di circa il 40%. È una perdita che non possiamo permetterci. Per questo come Comitato stiamo attenzioni do la situazione e faremo tutto ciò che è possibile per far riaprire quanto prima. Noi non ci fermiamo» concludono i referenti.
Il ponte, va ricordato, è sottoposto a vincolo dei beni culturali in quanto é un’opera ferroviaria dei primi anni del ‘900 per cui ogni intervento deve essere concordato e studiato
insieme alla Soprintendenza. Da anni i residenti e il Comitato di quartiere denunciano i problemi di sicurezza senza che mai nessuna delle Istituzioni preposte, si sia presa la briga di intervenire fino a quando si è resa necessaria la chiusura. Ora la parola passa alle istituzioni. Il tavolo tecnico di oggi rappresenta un banco di prova decisivo non solo per la messa in sicurezza di un’opera storica, ma per la tutela della vita quotidiana di un intero quartiere. Via Grippo non è un semplice ponticello: è un collegamento vitale, economico e sociale che non può restare ostaggio di ritardi e rimpalli di competenze. I residenti e i commercianti attendono risposte concrete, tempi certi e soluzioni immediate. Perché la sicurezza è fondamentale, ma lo è altrettanto il diritto di un quartiere a non essere isolato e penalizzato oltre misura. Ora servono fatti.
Al centro del progetto le “cassette sicure” e una rete stabile per prevenire e contrastare il fenomeno
Si è tenuto nel Palazzo della Cultura l’incontro di lavoro dedicato al progetto “S.O.S. TENIAMO”, promosso dal Comune di Potenza, finalizzato a rafforzare la rete cittadina di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. Dopo il primo momento di presentazione pubblica, che ha avuto luogo lo scorso 25 novembre, l’appuntramento ha segnato l’ingresso nella fase operativa del progetto. Nel corso dei lavori, attraverso specifiche slide tecniche, sono state illustrate le attività da avviare nell’immediato e le responsabilità dei soggetti coinvolti. Tra le azioni prioritarie è stata presentata l’attivazione delle ‘cassette sicure’, strumenti di segnalazione protetta che saranno progressivamente posizionati e ospitati sul territorio cittadino in luoghi facilmente accessibili: scuole, farmacie, luoghi di lavoro, esercizi commerciali, uffici pubblici e, più in generale, presso qualsiasi realtà disponibile ad aderire ospitando un presidio del progetto. Ampia e qualificata la partecipazione all’incontro, con rappresentanti di istituzioni, enti, organizzazioni, cooperative, terzo settore, parti sociali, ordini professionali e Università, che hanno manifestato la volontà di costituire la rete S.O.S. TENIAMO. Nel confronto, i partecipanti han-

no condiviso i rispettivi ambiti di intervento e l’impegno che intendono assumere, “nella consapevolezza che solo attraverso una rete stabile, integrata e corresponsabile è possibile affrontare e arginare in modo efficace la violenza di genere” è stato sottolineato. Il progetto vede un partenariato
articolato, così come illustrato nel materiale presentato: Comune di Potenza – capofila e coordinatore della governance, responsabile della direzione generale, rete interistituzionale, cabina di regia, monitoraggio e rendicontazione finale; ELDAIFP; Associazione Telefono Donna; Formamentis e Tempor.
L’assessore alle Pari Opportunità, Angela Lavalle, ha ringraziato tutte le realtà presenti per l’adesione e la disponibilità, sottolineando come «la fase operativa rappresenti il passaggio decisivo: dalla sensibilizzazione alla costruzione di strumenti concreti e diffusi sul territorio, capaci di intercettare il bisogno, attivare segnalazioni protette e rafforzare risposte integrate». Il Comune di Potenza proseguirà nelle prossime settimane con le attività previste dal progetto e con il consolidamento della rete, favorendo l’adesione di ulteriori soggetti e la diffusione delle azioni di prossimità, prevenzione e supporto.

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POTENZA. L’area industriale di Tito Scalo va bonificata e valorizzata con interventi tesi al miglioramento ambientale. È questa la richiesta avanzata da varie associazioni nel corso di un flashmob svoltosi ieri mattina in Piazza Mario Pagano, nonostante le inclementi condizioni climatiche e la pioggia. Sono scese in campo per difendere l'area industriale di Tito Scalo, Agesci, Arci, Libera, Legambiente, Azione Cattolica e per denunciare lo stato in cui versa la zona industriale di Tito Scalo chiedendone immediatamente la bonifica e la rimessa a nuovo di una zona, vero e proprio patrimonio della Basilicata. Il flashmob partito in Italia da diverse settimane ha fatto tappa a Potenza e ha preso il nome di Ecogiustizia. Un simbolo, un modo per dare voce e vita alle esigenze ambientali dei responsabili ambientalisti della nostra regione che nel pomeriggio si sono seduti intorno a un tavolo presso il Centro della Creatività Cecilia di Tito Scalo per siglare il Patto di Comunità inteso come bene comune, come valorizzazione di un patrimonio quello ambientale spesso dimenticato e costellato da tanta in-

curia e preoccupazione da parte delle associazioni scese in piazza ieri. Tutto questo perché l'area vicina al capoluogo di Regione fa parte del Sin ovvero dei siti di interesse nazionale e va assolutamente tutelata con azioni e una politica di concertazione di ampio spessore e respiro, capace di dare luce e forma a un vero e proprio polmone verde della Basilicata. Una giornata importante che segue quella svoltasi lo scorso 26 novembre in Toscana. Muniti di slogan, manifesti e tanto interesse per l'ambiente i volontari e gli addetti ai lavori nel settore ambientale hanno detto la loro su un problema ancora irrisolto che continua a turbare la comunità lucana.
All'evento ha preso parte anche il Presidente Nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani che ha parlato della campagna di sensibilizzazione e giustizia ambientale sottolineando quanto segue: «Questa campagna è partita un anno e mezzo fa e mette insieme sei grandi associazioni nazionali che hanno lavorato sui temi della giustizia sociale e che hanno deciso di accendere i riflettori su quei 42 siti di interesse nazionale da bonificare che purtroppo scontano ritardi pluridecennali sul risanamento ambientale. In queste aree vive il 10% della po-
polazione del Paese, ci sono sei milioni di persone che vivono in territori inquinati in attesa di bonifica su cui non si sono neanche fatti gli interventi sulla transizione ecologica. Quindi bisogna dare una svegliata al Paese, alle istituzioni per far si che intervengano. Gli inquinatori magari continuano a stare li. Inquinamento vuol dire degrado e vuol dire impatto davvero importante sulla salute».
Michele Muscio di Acli Terra ha parlato della giornata di sensibilizzazione: «È una giornata davvero importante anche perché queste aree devono essere bonificate definitivamente e essere da volano più che altro per un economia più verde, aree più utilizzate diciamo nell'ambito sociale, per le persone e essere vivibili insomma, Si tratta di un sostegno all'ambiente che è il primo soggetto che dobbiamo pensare sia nell'ambito ambientale che in quello agricolo».
Anche Antonio Lanorte, Presidente Regionale di Legambiente ha parlato della giornata di sensibilizzazione: «Oggi c'è la firma di un patto, un alleanza tra soggetti civici per chiedere la bonifica immediata del sito di interesse nazionale di Tito Scalo. È una problematica naturalmente vecchia che abbiamo sul territorio da quasi 25 anni. I cittadini si organizzano per chiedere e per sollecitare la bonifica e per monitorare lo stato della bonifica. Quindi l'obiettivo di questa manifestazione è questo stamattina faremo un sit-in, un flashmob, azione simbolica e oggi pomeriggio faremo l'assemblea pubblica a Tito per chiedere di raggiungere questo obiettivo e di firmare un patto di comunità tra istituzioni e cittadini. Come tutti i lucani sanno il sito di interesse di Tito è una delle aree più inquinate d'Italia, è l'azione di bonifica su quell'area purtroppo tarda ad arrivare. Nessuna delle azioni che devono essere messe in campo è stata completata in un quarto di secolo ed è necessario accelerare le operazioni».
Dopo Brienza ladri in azione, nonostante i due edifici scolastici siano in centro
Ancora una volta i ladri sono entrati in azione in una scuola lucana. La comunità scolastica, e non solo, di Tito, ha avuto difatti un terribile risveglio ieri mattina, quando all’apertura dell’Istituto Comprensivo in via San Vito, si è resa conto dell’accaduto.
A darne notizia il Sindaco Fabio Laurino: «Ci siamo risvegliati con la notizia di un furto presso l’Istituto scolastico. I ladri sono riusciti a portare via computer portatili e altri strumenti multimediali, con le medesime modalità registrate in altri territori circostanti, con conseguenti danni su porte e arredamenti forzati». Sebbene l’Istituto scolastico sia in pieno centro abitato, i ladri sarebbero riusciti ad entrare dal piano terra ed avrebbero forzato porte d’emergenza e arredi, lasciando dietro di sé una scia di danni materiali. Bottino del furto, circa 150 pezzi, di cui 70 portatili (32 nuovissimi) e circa 50 tablet, oltre a 3 visori 3d. Ad ac-
corgersi dell’accaduto sarebbe stata «la cuoca della mensa scolastica, arrivata alle ore 7:15 per iniziare le preparazioni, che aprendo si sarebbe accorta che la finestra della mensa era stata aperta e le porte erano state forzate, così come il cancello di sotto – spiegano da Tito- Subito ha dato l’allarme e poco dopo sono arrivate anche le collaboratrici scolastiche all'ingresso principale che era intatto, accorgendosi dopo che tutti gli armadietti erano stati aperti e alcuni scassinati. Così sono stati allertati i Carabinieri, Preside, Vicepreside ed il Comune». Sul posto si sono prontamente recati gli Amministratori, il Responsabile tecnico e amministrativo e sono giunti gli uomini dell’Arma che hanno eseguito tutti gli accertamenti del caso per avviare le dovute indagini.«Un gesto vigliacco» lo ha definito il Sindaco senza mezzi termini, quello di entrare in una scuola e privare i ragazzi dei mezzi necessari allo svolgimento di le-
zioni e all’acquisizione di competenze. È minare quelli che sono gli adulti del domani, il futuro che li attende. A maggior ragione furti del genere rappresentano una ferita sociale e culturale. Fortunatamente «le lezioni si sono avviate regolarmente, sebbene con un leggero ritardo dovuto alle necessarie verifiche» precisa Laurino. I locali cucina e le derrate alimentari non sono state intaccate, pertanto anche il servizio mensa è stato erogato come di consueto. Solo pochi giorni fa un furto analogo era stato messo a segno a Brienza, presso l’Istituto Comprensivo “Cataldo Iannelli”, e in particolare il plesso che ospita la scuola secondaria di primo grado situata in Corso Umberto I°. Nonostante l’edificio scolastico si trovi nel centro urbano, i malviventi hanno agito indisturbati, portando via oltre 50 computer portatili, materiale didattico acquistato grazie a fondi pubblici. Qui i ladri hanno fatto irruzione nella sala mul-

timediale entrando attraverso la palestra, facendo poi razzia sia nella Scuola Primaria che in quella Secondaria.
Le indagini sono portate avanti dai Carabinieri della Stazione di Brienza e della Compagnia di Viggiano. L'edificio in questo caso purtroppo non è dotato di allarmi o videosorveglianza tramite telecamere. La scuola intanto era stata regolarmente aperta per le attività, mentre proseguono le indagini dei Carabinieri per risalire agli autori del furto.

Operazioni della Guardia di Finanza in diversi centri della provincia con il supporto delle unità cinofile
Negli ultimi giorni i Finanzieri del Comando Provinciale di Potenza hanno intensificato i controlli sul territorio per contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti, mettendo in campo una serie di interventi mirati in diversi comuni della provincia.Le attività hanno interessato, in varie fasce orarie della giornata, i centri urbani di Potenza, Lauria, Melfi, Senise e Ripacandida, nell’ambito di un’azione capillare volta a presidiare le aree più sensibili e a prevenire i traffi-
ci illeciti.Determinante si è rivelato il supporto delle unità cinofile del Gruppo della Guardia di Finanza di Matera. Grazie all’infallibile fiuto dei cani pastore «Ginger», «Air», «Lary» e «Kiril», i militari hanno individuato sostanze stupefacenti nascoste sulla persona dei detentori, tra gli effetti personali e all’interno delle autovetture in uso.Al termine delle operazioni, le Fiamme Gialle lucane hanno sequestrato numerose dosi di hashish, marijuana e cocaina, oltre a materia-
le utilizzato per il confezionamento e denaro contante ritenuto provento dell’attività di spaccio. Nove persone sono state segnalate alle competenti autorità.I controlli antidroga rientrano in un più ampio e articolato dispositivo di contrasto ai traffici illeciti attuato dalla Guardia di Finanza su tutto il territorio provinciale, con l’obiettivo di prevenire e reprimere un fenomeno particolarmente grave, soprattutto per le ricadute sul consumo di sostanze stupefacenti tra i più giovani.

Crescono i colpi con il metodo della “marmotta”: riunito in Prefettura il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica
Otto rapine ai bancomat, tra tentativi e colpi andati a segno, nell’ultimo mese, con l’episodio più recente registrato a Rapolla il 12 gennaio. Quattro, invece, gli assalti agli uffici postali negli ultimi due anni, l’ultimo dei quali sventato a Tito. Numeri che hanno fatto scattare il grido d’allarme e portato alla convocazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunitosi in Prefettura a Potenza su iniziativa del prefetto Michele Campanaro.Al tavolo hanno partecipato il presidente della Provincia di Potenza Christian Giordano, il questore Raffaele Gargiulo, il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Potenza Maurizio Cardea, l’assessore al Bilancio del Comune di Potenza Roberto Falotico e il comandante provinciale dei Carabinieri Luca D’Amore. Al centro del confronto, la necessità di intensificare i controlli davanti agli sportelli bancari e postali per garantire maggiore sicurezza ai cittadini e ai dipendenti.I numerosi episodi verificatisi in diverse aree del territorio provinciale destano forte preoccupazione tra le Forze dell’ordine e rappresentano un rischio sociale che richiede un’azione di contrasto decisa. Al termine del tavolo operativo, cittadini, istituzioni, operatori del settore e forze di polizia sono stati richiamati a una maggiore attenzione e a un presidio più capillare del territorio, duramente colpito da episodi di microcriminalità messi a segno quasi esclusivamente con il cosiddetto me-
todo della “marmotta”.Un fenomeno che continua a generare allarme e che è stato analizzato nel dettaglio durante l’incontro, finalizzato a fare il punto sulla situazione e sulle possibili contromisure. In questo contesto, il sostituto procuratore Maurizio Cardea ha sottolineato la gravità degli episodi: «Ci sono stati fatti abbastanza seri. Parlare di allarme sicurezza è una valutazione che spetta ad altri, ma certamente verranno adottate delle misure. Decideremo il da farsi. Gli episodi ci sono stati, credo cinque o sei dal 10 dicembre agli ultimi giorni. O c’è qualcuno che sta attuando una vera e propria razzia sul territorio oppure si tratta di saccheggi. Siamo in una situazione di carenza d’organico, ma le Forze dell’ordine fanno e faranno tutto il possibile. La mia maggiore preoccupazione riguarda l’uso di materiali altamente pericolosi per la sicurezza pubblica: l’impiego sconsiderato di esplosivi potrebbe determinare conseguenze ancora più gravi. Questo è il problema essenziale».Sull’allarme sociale è intervenuto anche il prefetto Michele Campanaro: «Non amo parlare solo di numeri, ma qualche dato è necessario. Nel 2024 e nel 2025 i valori sono tendenzialmente in linea: 15 episodi nel 2024 e 16 nel 2025 tra attacchi a postamat e bancomat, con un lieve incremento nel mese di dicembre, come già accaduto nello stesso periodo dell’anno precedente. Questo ci porta a ritenere che si tratti anche di un fenomeno stagionale».Il prefetto ha quin-

di illustrato le strategie messe in campo: «Abbiamo già avviato nei mesi scorsi un confronto con Poste Italiane e con Abi per incrementare le misure di sicurezza, soprattutto quelle passive, in sinergia con le Forze di polizia. Nelle ultime ore ci siamo nuovamente confrontati con i vertici aziendali, in particolare con Abi, dal momento che gli ultimi episodi hanno riguardato soprattutto gli sportelli bancari. L’obiettivo è rafforzare i sistemi di protezione dei bancomat, attraverso strutture e tecnologie più avanzate, come gabbie e dispositivi di sicurezza, in linea con le migliori pratiche internazionali, per impedire l’uso di metodologie violente e di esplosivi, come nel caso della “marmotta”».


Campanaro ha infine evidenziato come gli elementi raccolti facciano pensare all’azione di «bande criminali organizzate, con modalità operative di tipo paramilitare, che si muovono su scala nazionale». Un dato che emerge anche dall’analisi degli episodi: nel 2024 prevalevano i colpi andati a segno, mentre nel 2025 è cresciuto il numero dei tentativi, segno di
CALVELLO «L’iniziativa, da 5€ fino a 50€, promuove attività volte al sostegno delle famiglie e dell’economia»
DI EMA NU EL A CA LA B RE SE
CALVELLO. Il Comune di Calvello promuove una manifestazione di interesse rivolta agli operatori economici locali finalizzata all’adesione all’accettazione dei buoni spesa cartacei erogati ai cittadini residenti. I buoni, del valore di 5€, 10€, 20€ o 50€, sono difatti spendibili presso le attività locali aderenti e per qualsiasi bene o servizio.
L’iniziativa rientra «nell’ambito delle politiche di compensazione ambientale e promuove attività volte al sostegno delle famiglie e dell’economia locale mediante l’erogazione di buoni spesa cartacei in favore dei cittadini residenti il cui

valore varia a seconda delle iniziative messe in campo -spiegano dal ComuneTali buoni sono assegnati ai beneficiari o come premialità (concorso carnevale creativo, tombolata calvellese delle radici) oppure come contributo econo-
mico dedicato alle famiglie (buono spesa famiglia).
Questi buoni spesa sono utilizzabili esclusivamente presso operatori economici locali aderenti all’iniziativa».

Ancora, proseguono gli Amministratori, «i buoni spesa famiglia dovranno essere utilizzati entro e non oltre il 30 novembre di quest’anno,mentre gli altri buoni spesa (Bonus figlio, premialità ecc.) dovranno essere utilizzati entro i termini previsti di volta in volta dai rispettivi atti dirigen-
ziali. Decorso il termine previsto, i buoni non saranno più validi né rimborsabili».
L’iniziativa rientra nelle politiche comunali di «sostegno economico e di valorizzazione del commercio di prossimità».
MELFI Resa totalmente accessibile grazie a nuove strutture inclusive installate dall’Asd Nettuno
La piscina “Mauro Tartaglia” ora è per tutti:
«Un
MELFI. Un'importante novità ha preso forma questa mattina presso la Piscina Comunale Mauro Tartaglia di Melfi, che si distingue ora come l'unica piscina della Regione Basilicata ad avere una dotazione completamente accessibile a tutti. Grazie all'intervento dell'A.S.D. Nettuno, la piscina ha superato barriere architettoniche, consentendo un accesso facilitato a persone di tutte le età e abilità.L'ASD Nettuno ha dimostrato una particolare sensibilità verso le questioni di accessibilità e inclusione, riconoscendo l'importanza di garantire a tutti la possibilità di praticare attività natatoria.
Questo intervento ha visto l'installazione di una nuova scaletta removibile, progettata specificamente per facilitare l'ingresso in acqua di anziani e disabili, un passo significativo verso una piscina realmente inclusiva.Oltre alla scaletta, è stato installato un ponte carica persone, un ulteriore elemento che contribuisce a rendere la piscina di Melfi un ambiente accogliente e sicuro per tutti gli utenti.
Queste migliorie non solo migliorano l'accessibilità, ma riflet-

tono anche un cambiamento culturale nella percezione dello sport come diritto di tutti.Il lavoro svolto dalla ditta è stato fondamentale per la realizzazione di queste importanti opere, contribuendo a creare un'infrastruttura che possa servire come modello di riferimento per altre strutture in tutta la regione. «Un ringraziamento particolareannuncia la dirigenza - bisogna
farlo all'amministrazione comunale di Melfi nelle persone del sindaco Maglione ed il vice sindaco Castaldi, ed all'assessore regionale Francesco Cupparo che fin dall'inizio si è mostrato sensibile alla causa». L'Asd Nettuno, con il suo impegno costante, si pone come faro di inclusione e di promozione del benessere attraverso lo sport. La piscina di Melfi non è solo un luogo di svago e
attività fisica, ma ora rappresenta anche un esempio di come le strutture pubbliche possano e debbano adattarsi alle necessità di tutti i cittadini.Grazie a queste innovazioni, la Piscina Comunale "Mauro Tartaglia" si prepara a diventare un punto di riferimento per l'attività natatoria in Basilicata, aprendo le porte a una nuova stagione di inclusione e partecipazione.
Dalla cronaca di un incontro riuscito alla riflessione sulle politiche per le aree interne e sul futuro che resta sospeso
DI D INO Q UARATINO
L’articolo pubblica-

to ieri sulla Gazzetta del Mezzogiorno racconta l’iniziativa “Yeep Event: trasmettere, creare, rigenerare”, svoltasi a Castelsaraceno presso il Museo della Pastorizia. Un incontro ben organizzato, denso di contenuti, che mette al centro temi cruciali per le aree interne: cultura, identità, giovani, comunità, strumenti amministrativi, rigenerazione. È una cronaca corretta, puntuale, istituzionale. Ed è proprio per questo che merita una riflessione che vada oltre il resoconto. Perché se le parole utilizzate sono quelle giuste, la questione decisiva riguarda ciò che accade dopo. Cosa resta quando l’evento finisce, quando le sedie vengono riposte, quando i relatori tornano ai rispettivi ruoli?
DELLE DIAGNOSI
In Basilicata, incontri come quello descritto dalla Gazzetta del Mezzogiorno non rappresentano un’eccezione. Non si ripetono di anno in anno, ma quasi ciclicamente. Cambiano i titoli, ruotano i protagonisti, si aggiornano i riferimenti teorici, ma l’impianto resta sorprendentemente simile. Si analizzano le criticità delle aree in-
terne, si parla di spopolamento, si riconoscono fragilità strutturali e potenzialità inespresse. È una diagnosi lucida, condivisa, ormai acquisita. Ma una diagnosi, per quanto precisa, non è una cura. E quando la cura non arriva, la diagnosi rischia di trasformarsi in un esercizio autoreferenziale. Le comunità non hanno più bisogno di sentirsi spiegare cosa non funziona. Lo sanno già. Hanno bisogno che qualcuno trasformi l’analisi in direzione operativa.
GIOVANI EVOCATI, FUTURO SOSPESO
I giovani sono sempre al centro del discorso pubblico, e anche l’articolo lo conferma. Under 35 chiamati a essere protagonisti, risorsa, motore del cambiamento. È un passaggio inevitabile, ma spesso resta incompleto.
Restare non è una scelta romantica. È una decisione che si fonda su condizioni materiali: accesso a strumenti reali, tempi amministrativi certi, accompagnamento continuo, non episodico. Quando tutto questo manca, la narrazione del “restare” diventa una richiesta implicita di sacrificio. Nessuna generazione può costruire il proprio futuro basandosi solo sulla resilienza. Chie-
dere ai giovani di restare senza modificare il contesto equivale a chiedere loro di adattarsi a una precarietà strutturale. E alla lunga, quasi sempre, vincono i treni che partono.
EVOCATA, MA NON STRUTTURATA
Nel racconto dell’incontro, la cultura viene indicata come leva strategica di sviluppo, come possibile antidoto allo spopolamento. È vero, ma solo se la cultura viene trattata come sistema produttivo e non come ornamento narrativo. In Basilicata si parla molto di identità, tradizioni, ritualità. Meno spesso si costruiscono filiere culturali stabili, capaci di generare lavoro, reddito, continuità. Gli eventi abbondano, i percorsi professionali duraturi molto meno. La cultura produce sviluppo solo quando entra nelle politiche di bilancio, quando viene sostenuta nel tempo, quando smette di essere episodica. Altrimenti resta una bella storia da raccontare, utile per i convegni, fragile nella vita reale.
IL NODO
CHE MANCA: DAL “COSA” AL “COME” Uno dei limiti più evidenti delle politiche territoriali, e che emerge anche tra le righe dell’articolo della Gazzetta del Mezzogiorno, è l’assenza di un passaggio chiave: il “come”. Si dice cosa fare. Si
spiega perché farlo. Raramente si entra nel merito di come renderlo possibile in modo sistemico. Chi accompagna un giovane che vuole avviare un’impresa culturale? Quale ufficio lo segue dall’inizio alla fine? Quali tempi, quali costi, quali garanzie? Senza risposte operative, la visione resta sospesa. E ciò che resta sospeso, in territori fragili, tende a cadere.
LE MANCANZE
STRUTTURALI
DELLE POLITICHE
REGIONALI
Qui il discorso si allarga inevitabilmente. Le criticità non sono episodiche, ma strutturali. Le politiche culturali e imprenditoriali regionali soffrono di frammentazione cronica: bandi discontinui, sperimentazioni non capitalizzate, progetti che non diventano sistema.Ogni iniziativa sembra nascere come se fosse la prima, senza una vera sedimentazione. Questo produce dispersione di risorse, ma soprattutto di fiducia. Chi prova a investire sul territorio lo fa spesso in solitudine, navigando tra norme complesse e supporti intermittenti. Non è una questione di volontà, ma di architettura delle politiche pubbliche. INDICARE
LA DIREZIONE NON BASTA
Indicare una direzione è importante. Creare le condizioni per percorrerla lo

è di più. Le istituzioni non possono limitarsi a fornire visioni e indicazioni. Devono assumersi la responsabilità della continuità, della verifica, della correzione degli errori. Dire “trasmettere, creare, rigenerare” ha senso solo se a queste parole corrispondono strumenti accessibili, risorse certe, tempi chiari. Altrimenti il rischio è che la rigenerazione resti una promessa ricorrente, sempre evocata e mai compiuta.
QUANDO LE PAROLE DIVENTANO CAUSA Il cambiamento avviene solo quando le parole diventano causa e la causa produce effetti reali. Non basta dichiarare di credere nei territori: bisogna renderli luoghi dove sia possibile vivere e lavorare senza dover eroicizzare ogni scelta. La trasformazione non può essere demandata esclusivamente alla buona volontà delle comunità. Serve un’alleanza reale tra cittadini e istituzioni, fondata su responsabilità condivise. Ogni parola pronunciata pubblicamente dovrebbe trovare riscontro in un atto concreto, verificabile.
OLTRE L’EVENTO L’articolo della Gazzetta del Mezzogiorno fotografa un momento significativo di riflessione collettiva. Ma i territori non vivono di fotografie. Vivono di processi, di coerenza, di scelte reiterate nel tempo.Le iniziative come quella di Castelsaraceno non devono cessare. Devono evolvere. Devono smettere di essere il punto di arrivo di buone intenzioni e diventare l’inizio di percorsi misurabili. Perché le cose a metà, in una terra fragile, non bastano a trattenere i giovani, non bastano a costruire fiducia, non bastano a invertire la rotta. La vera rigenerazione comincerà quando, accanto alle parole giuste, ci saranno strumenti concreti. Quando, accanto alle visioni, ci saranno responsabilità assunte fino in fondo. Solo allora la Basilicata potrà smettere di raccontare perché si va via e iniziare, finalmente, a costruire le condizioni reali per restare.



Con una lettera aperta indirizzata alle istituzioni, agli operatori culturali e ai cittadini, Saverio Vizziello, presidente dell’Associazione Musicale Ensemble Gabrieli, ha lanciato un grido d’allarme: il Festival Duni di Matera, punto di riferimento internazionale per la musica antica, rischia di chiudere: «Dopo oltre un quarto di secolo di attività ininterrotta, riconosciuta per il suo profilo artistico e culturale, il futuro del Festival è oggi appeso a un filo». Fondato nel 1999, il Festival Duni si è affermato come una delle principali rassegne europee di musi-
ca antica, sostenuto dal Ministero della Cultura tramite i fondi FUS e inserito tra le manifestazioni storiche del Comune di Matera. Tuttavia, secondo quanto denunciato da Vizziello, «la continuità della manifestazione è messa a rischio dai ritardi cronici e dai tagli ai finanziamenti della Regione Basilicata».
In particolare, il presidente dell’Associazione ha puntato il dito contro il drastico taglio, pari all’80%, dei fondi regionali promessi per il biennio 2024-2025, nonostante gli impegni già assunti e i progetti regolarmente svolti. Una decisione che,
come sottolineato nella lettera, è stata giustificata dall’applicazione della Legge Regionale sullo Spettacolo dal Vivo n. 37/2014 e dalla Determina regionale n. 525 del 22 dicembre 2025. «Questi ritardi e questi tagli ingiustificati non mettono a rischio soltanto il Festival Duni – scrive Vizziello –ma stanno compromettendo la regolarità e la credibilità dei contributi triennali ministeriali, con ricadute gravi sull’intero sistema culturale regionale».
Il Festival Duni, che trae origine dalle esperienze del “Luglio materano”, è una realtà unica nel Sud Italia. Dal 2018 è membro del prestigioso REMA –Réseau Européen de Musique Ancienne di Parigi, e si è distinto a livello europeo per la qualità artistica, l’originalità dei programmi e il rigore storico-musicologico.
Tra i suoi meriti, il Festival ha riportato alla luce e valorizzato compositori lucani come Egidio Romualdo Duni, Antonio Duni, Donato Ricchezza, Giovanni Maria Trabaci e Carlo Gesualdo, promuovendo concerti, pubblica-
zioni e registrazioni. Inoltre, ha ospitato alcuni tra i più importanti interpreti ed ensemble di musica antica a livello mondiale, offrendo anche opportunità professionali ai giovani musicisti formati nei conservatori della Basilicata e delle regioni limitrofe. Oltre al suo valore artistico, il Festival Duni ha avuto un impatto significativo sull’economia locale, generando un indotto che ha coinvolto tecnici, grafici, strutture ricettive, ristorazione, professionisti della comunicazione e del turismo culturale. Le sue attività hanno contribuito a rafforzare il tessuto sociale e a promuovere l’identità culturale del territorio, rendendo Matera un punto di riferimento per la musica antica a livello internazionale.
Nel 2026, anno in cui Matera è Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, la possibile chiusura del Festival Duni appare ancora più grave. Vizziello sottolinea l’assenza di scelte politiche chiare e di un Assessore alla Cultura in Regione, evidenziando come questa mancanza rappresenti un
segnale di disattenzione verso un settore strategico per lo sviluppo economico e sociale del territorio. «Non è accettabile che una realtà culturale solida, riconosciuta a livello internazionale, che per oltre un quarto di secolo ha rappresentato un patrimonio per Matera e per l’intera Basilicata, venga lasciata morire nel silenzio generale», scrive Vizziello. Conclude quindi con un appello accorato: «Chiedo rispetto per il lavoro svolto, per gli artisti, per i giovani, per la città e per una comunità culturale che non può e non deve essere abbandonata».
Mentre si attendono risposte dalle istituzioni, il rischio di perdere il Festival Duni rappresenta una ferita per Matera e per l’intera Basilicata, privandole di un’eccellenza culturale che ha contribuito a costruire l’identità e la reputazione internazionale della città.
La speranza è che l’appello di Vizziello non resti inascoltato e che il Festival Duni possa continuare a essere un faro della cultura musicale antica, unendo tradizione, innovazione e inclusione sociale.
Uno spazio educativo per i bimbi dai 24 ai 36 mesi, un supporto alle famiglie e ai genitori che lavorano
Ferrandina compie un passo significativo nel potenziamento dei servizi educativi dedicati alla prima infanzia. È stata ufficialmente inaugurata dall’Amministrazione comunale, presso la Scuola dell’InfanziaPlesso “Kindu”, la nuova Sezione Primavera, un servizio educativo dedicato ai bambini di età compresa tra i 24 e i 36 mesi, per accompagnarli con gradualità e serenità nella loro prima esperienza scolastica.
La nuova sezione rappresenta un ambiente protetto, ricco di stimoli e attività, progettato per favorire lo sviluppo emotivo, cognitivo, motorio e relazionale dei più piccoli. Un luogo in cui la crescita avviene nel rispetto dei tempi individuali, attraverso una relazione educativa attenta, sensibile e intenzionale.
Particolare attenzione è stata posta al tema della continuità educativa: il passaggio dalla Sezione Primavera alla Scuola dell’Infan-
zia non è solo un momento di transizione, ma un percorso costruito per garantire coerenza pedagogica e armonia tra le diverse esperienze del bambino.
L’attivazione di questo servizio “intermedio” tra nido e scuola dell’infanzia rappresenta inoltre un’importante opportunità per le famiglie, favorendo una genitorialità più consapevole e aperta alla socialità, oltre a costituire un supporto concreto all’emancipazione lavorativa delle donne. Il sindaco di Ferrandina, Carmine Lisanti, ha espresso grande soddisfazione per il traguardo raggiunto: «L’apertura della Sezione Primavera è un investimento sul futuro della nostra comunità. Offrire ai bambini un ambiente educativo di qualità significa costruire le basi per una crescita armoniosa e inclusiva. È un risultato che testimonia l’impegno dell’Amministrazione nel rafforzare i servizi alle famiglie e nel promuovere pari opportunità per tutti.»
L’assessora ai Servizi Sociali, Maria Murante, ha sottolineato il valore sociale dell’iniziativa: «Questo nuovo servizio risponde a un bisogno reale del territorio e rappresenta un sostegno concreto ai genitori, in particolare alle donne che spesso si trovano a dover conciliare lavoro e cura familiare. La Sezione Primavera non è solo un luogo educativo, ma un presidio
di comunità che favorisce relazioni, inclusione e crescita condivisa.» Per l’Amministrazione comunale di Ferrandina, l’inaugurazione della Sezione Primavera segna l’inizio di un percorso che guarda con attenzione ai più piccoli e alle loro famiglie, con l’obiettivo di costruire una città sempre più accogliente, educativa e solidale.



Continua la rubrica di Cronache che esplora le piccole verità della vita quotidiana, invitando a riflettere su come affrontare le difficoltà

Il piccolo io non dorme mai. Scorre, commenta, anticipa. Ha fretta anche quando non sa dove andare. Vive di notifiche emotive: attese, silenzi interpretati, segnali letti tre volte. È sempre un passo avanti. Quasi sempre nel posto sbagliato. Il piccolo io misura tutto. Chi ha fatto cosa. Chi ha risposto. Chi è sparito. E mentre misura, si consuma.Il grande Io non misura. Non perché sia ingenuo, ma perché ha capito il costo delle bilance. Resta fermo abbastanza da non perdersi. Non insegue. Non trattiene. Non fa scene madri. Il piccolo io vuole capire subito. Il grande Io aspetta che le cose si rivelino. E nel frattempo lavora. C’è chi scambia questa postura per immobilità. È un errore

comprensibile. Il grande Io non è passivo: è profondo. Scava mentre gli altri urlano.Costruisce mentre gli altri commentano. Viviamo tempi che premiano la reazione e puniscono la trasformazione. Essere centrati sembra quasi un atto sovversivo. Non reagire su-
bito è visto come debolezza.In realtà è selezione. Il piccolo io si agita per avere ragione. Il grande Io si muove per creare causa. Una causa che non fa notizia, ma fa strada. Quando il baricentro cambia, cambia tutto. I gesti diventano più sobri. Le parole pesa-
no di più. Le relazioni smettono di essere campi di battaglia.Non è un per- corso eroico. È quotidiano. A volte scomodo. Ma funziona. Il grande Io non promette svolte spettacolari. Promette continuità. E la continuità, nel tempo, fa quello che la frenesia non
sa fare: trasforma la vita.Se questa riflessione disturba, va bene così. Se provoca una reazione concreta, un silenzio scelto, un gesto pulito, un passo non forzato, significa che ha colpito nel punto giusto.” Perché il cambiamento vero non fa rumore. Fa radici.
A Casa Cava il think tank itinerante Travel Hashtag riunisce istituzioni e operatori per ripensare il turismo culturale
Il 19 febbraio Matera diventa crocevia di idee, visioni e strategie sul turismo culturale contemporaneo. Nella suggestiva cornice di Casa Cava va in scena From Heritage to Hype: Il Turismo Culturale che parla al mondo, nuova tappa italiana di Travel Hashtag, il think tank itinerante che analizza le trasformazioni del settore attraverso il confronto tra istituzioni, imprese e stakeholder.
La città dei Sassi, riconosciuta a livello internazionale come modello di valorizzazione del patrimonio, ospiterà un momento di riflessione sulle dinamiche che stanno ridisegnando il turismo culturale: dall’attrattività dell’offerta italiana sui mercati esteri alle strategie per coinvolgere le nuove generazioni nelle professioni del turismo, fino al ruolo sempre più centrale del comparto congressuale ed esperienziale come leva di sviluppo territoriale.«Con questa nuova edizione nazionale – spiega Nicola Romanelli, founder di Travel Hashtag Advisory – Matera si conferma piattaforma strategica per
il dibattito sul futuro del turismo: un luogo in cui il patrimonio millenario dialoga con l’innovazione, con i nuovi linguaggi della domanda internazionale e con le sfide di un mercato globale in continua evoluzione».Alla visione del think tank si affianca quella dell’Amministrazione comunale, che sottolinea il valore strategico dell’iniziativa per la città. «Siamo lieti di accogliere Travel Hashtag nella nostra città – afferma il sindaco Antonio Nicoletti –. Matera ha dimostrato di saper trasformare la propria storia in una risorsa. La città vuole essere un laboratorio nazionale di politiche culturali e turistiche, aperto alla collaborazione e alla costruzione di nuove visioni condivise. Dal confronto non possiamo che crescere e migliorare». Un ulteriore contributo arriva dall’assessora comunale al Turismo, Simona Orsi, che evidenzia il ruolo di eventi come questo nel rafforzare il profilo internazionale della destinazione. «Eventi come Travel Hashtag rappresentano un’opportunità per rafforzare il posizionamento di Matera

come destinazione culturale internazionale – aggiunge l’assessora Orsi –. Il confronto tra istituzioni, imprese e professionisti del settore è fondamentale per costruire un modello di turismo so-
stenibile, in grado di generare valore per il territorio, creare nuove competenze e dialogare con i mercati globali, con l’obiettivo di dare a Matera una visione di sviluppo di lungo periodo».
