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Cronache del 22 aprile 2026

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Ex Ilva, al via il processo

Masi dei No Triv: «7 anni di attesa e tanti imputati non risponderanno delle loro responsabilità»

ALLA PRESENZA DEL MINISTRO, L’ASSESSORE RICONOSCE L’ERRORE DEL VOTO CONTRARIO IN GIUNTA

LOLLOBRIGIDA METTE PACE

Il bilancio adesso può passare in scioltezza. Il Generale ancora una

L’INCONTRO

Il giornalismo lucano saluta Mutasci

Un’improvvisa e dolorosa notizia ha scosso il mondo dell’informazione sportiva lucana: è morto nella notte il giornalista materano Antonio Mutasci. Avrebbe compiuto 43 anni il prossimo 18 ottobre. Lascia la moglie Nicoletta e una comunità profondamente colpita dalla sua scomparsa. Professionista dello sport per oltre 25 anni, Mutasci era considerato una firma storica (...)

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GENERALE DIETRO LA COLLINA CI STA LA NOTTE…

Bisogna riconoscere che la politica non finisce mai di sorprendere, neanche quando è prossima al rigor mortis come quello a cui è ormai destinato il centrodestra lucano, in virtù d’una bravura a mettere assieme errori ed incapacità. Ora lasciamo stare l’armocromismo di Cicala e Lollobrigida, manco fossero i blues brothers dell’agricoltura e nemmeno che in tempi di crisi il patriota assessore se la spassi dall’Italia al Giappone, ma la video cartolina mandata tra stellate quanto strafottenti degustazioni fragolose rischia di far davvero a pezzi la credibilità e l’autorevolezza che pure Vito Bardi s’era guadagnato grazie alle stellette da generale ed al suo piccato decisionismo. Già perché quando un ministro si mette viralmente in mezzo facendo capire che il patriota Cicala proprio non si tocca, Bardi fa la figuraccia d’essere un governatore obbediente e passacarte e quando lo stesso ministro benedice il niet al bilancio addirittura come segno d’attenzione al mondo agricolo sta accusando Bardi e la truppa d’assessori che di quel mondo non se ne sono fregati niente. Canta il grande Francesco De Gregori: “Generale dietro la collina ci sta la notte…”.

OLTRE IL GIARDINO A Cronache Tv il giornalista de “Il Mattino” Molinari sulle criticità della Basilicata

«Petrolio, opportunità e limite»

Violenza su una ragazza giapponese: 8 anni di carcere per Giuseppe Vigorito

Il Mezzogiorno, la Zes Unica e gli strumenti per crescere: Intesa Sanpaolo e Confindustria incontrano le imprese lucane

■ Servizio a pag 10

BALVANO

L’opposizione denuncia la questione “rifiuti” e area di cava: «10.000 autotreni potrebbero arrivare con materiali dell'alta velocità»

■ Calabrese a pag 16

BERNALDA

Degrado a Metaponto, cittadini e consiglieri denunciano: «Grave ostacolo per il turismo» e chiedono un Tavolo

■ Galgano a pag 19

GOLFO

Il presidente dell’Ince Caiata visita gli Emirati Arabi per esprimere «vicinanza e solidarietà dell’Italia»

■ Servizio a pag 4

CONDANNATO IL FIGLIO DEL CONSIGLIERE COMUNALE DI POLICORO
Servizio a pag 8
IL CORDOGLIO
Molinari
Tammariello a pag 6
Menonna a pag 9
Dellapenna

Alla presenza del Ministro, l'Assessore riconosce l'errore del voto contrario in Giunta

Lollobrigida mette pace

Il bilancio adesso può passare in scioltezza. Il Generale ancora una volta pater familias della coalizione, Cicala costretto alle scuse con Lollo

D I MAS S IM O DEL L AP EN N A

L’incontro chiarificatore con Lollobrigida alla fine ha prodotto la pace tra Cicala e Bardi. La fine della mini fibrillazione che c’è stata nella maggioranza dopo il voto contrario al bilancio dell'assessore all’agricoltura è stato sancito da un video in cui Cicala, alla presenza dello stesso Lollobrigida, ha dichiarato che il voto non era contro le politiche del Governo Regionale ma per chiedere un maggior sostegno per l'agricoltura.

LOLLOBRIGIDA

IL GRANDE MEDIATORE

Francesco Lollobrigida è da sempre il garante di Fratelli d’Italia, insieme a Giovanni Donzelli è l’uomo che rappresenta la Meloni nelle trattative importanti.

È uomo di grande determinazione e di ostinata capacità politica. È chiaro che, come lo stesso ministro ha detto, il voto contrario sul bilancio è stato un errore politico ma si fa salva la buona fede e la determinazione di volere un maggiore impegno nell’agricoltura.

CONTINUIAMO

INSIEME

Il messaggio di Cicala e Lollobrigida contiene anche un presagio per il futuro con il Ministro che riconosce l’impegno che Bardi sta mettendo per affrontare le politiche di governo nella nostra regione. Ed è proprio Bardi che da questa vicenda ne esce rinforzato. Come già accaduto in passato dalla crisi ne esce con una conferma politica, con un abbraccio da parte del Partito di maggioranza relativa e con la possibilità di continuare ad andare avanti per la sua strada.

IL GOVERNO

VA AVANTI

Se qualcuno nell’opposizione sperava di ciurlare nel manico del dissenso, dovrà accontentarsi di qualche dichiarazione e di qualche comunicato stampa. La discussione è il sale della politica, tutte le coalizioni discutono al loro interno e spesso si chiariscono proprio partendo da quella discussione. La sintesi della vicenda, così come fornita dalla spiegazione di Cicala e Lollobrigida è che l’assessore ha compiuto un atto di ingenuità, politicamente non opportuno ma autenticamente rivolto verso

il bene comune.

Bardi ottiene le scuse di Cicala che è riuscito forse anche ad ottenere il sostegno delle organizzazioni agricole.

Tutto volge per il meglio. Come sempre FDI dimostra di essere partito vero e Bardi di essere un governatore capace di fare il buon padre di famiglia. La settimana prossima dovrebbe venire in aula il bilancio, con questo clima tutto andrà per il verso giusto in modo semplice ed agevole.

Come sempre la politica è in continuo divenire ma per adesso torna il sereno.

Lollobrigida e Cicala e Bardi

Il Deputato lucano di FdI, durante la sua visita sul suolo emiratino, ha dato prova di un’amicizia sempre più consolidata con il Golfo

Italia-Eau, Caiata incontra Gobash: «Solidarietà e vicinanza con i fatti»

«Solidarietà e vicinanza del Parlamento italiano è quanto espresso nel mio incontro con il Presidente del Consiglio Nazionale Federale degli Emirati Arabi Uniti, S.E Saqr Gobash, e con l'Ambasciatore Lorenzo Fanara che mi ha accompagnato durante la mia visita sul suolo emiratino, a testimonianza dell’amicizia che intercorre tra i nostri Paesi». Lo dichiara, in una nota, il Presidente dell’intergrup-

po di amicizia con i Paesi del Golfo, On. Salvatore Caiata. «Il Presidente Saqr Gobash - prosegue Caiata - ha sentitamente apprezzato tale gesto, soprattutto in un momento tanto delicato, dopo l’ingiustificato attacco dell’Iran nei confronti degli EAU, la presenza di un rappresentante del parlamento italiano è l’ulteriore riprova di un’amicizia sempre più consolidata tra i nostri parlamenti. Durante l’incontro, si è discus-

so di importanti risultati resi possibili grazie alla preziosa leva della diplomazia parlamentare, come la ratifica, da parte di un ramo del parlamento, dell’accordo di sicurezza con gli EAU e la riunione degli ambasciatori del Golfo che, susseguentemente all’attacco, si è immediatamente tenuta presso la commissione affari esteri. Il Presidente del Parlamento Emiratino ha espresso la sua gratitudine nell’impegno italiano non so-

lo a parole, ma a fatti, concretizzato nell'autorizzazione in aula dell’invio di aiuti di contraerea». «Una visita che fa seguito a quella della Presidente Meloni e precede quella del Ministro Crosetto a testimonianza della vicinanza del popolo italiano nei confronti di un Paese amico, ingiustamente colpito, al quale non faremo mancare il nostro sostegno», conclude il Presidente della UIP Golfo.

Confcommercio Potenza: «Carenza di

personale nel turismo e nei servizi». Oltre il 40% delle

«Assunzioni difficili in Basilicata, un lavoratore su due non si trova»

POTENZA. Nel trimestre aprile-giugno in Basilicata sono previste 14.990 assunzioni, ma ben il 43,5% risulta di difficile reperibi- lità. È un dato che conferma una criticità strutturale del mercato del lavoro, in particolare nei settori del commercio, dei servizi e del turismo.A sottolinearlo è Confcommercio Potenza, alla luce delle evidenze emerse anche da una recente ricerca nazionale realizzata da Confcommercio in collaborazione con l’Università degli Studi Roma Tre. «Da tempo – dichiara il presidente di Confcommercio Potenza, Angelo Lovallo – Federalberghi Potenza segnala la carenza di figure professionali fondamentali: mancano addetti in cucina, camerieri e persino personale per le pulizie. È una situazione che rischia di frenare la crescita del comparto turistico proprio mentre aumentano le opportunità». Secondo lo studio, nel 2026 nel terziario italiano si registreranno fino a 275mila posizioni scoperte, oltre 200mila delle quali nei servizi e nel turismo.

Un numero destinato a crescere fino a 470mila entro il 2035. Si tratta di un fenomeno legato a fattori strutturali come l’andamento demografico, l’innovazione tecnologica e la trasformazione dei consumi.Oggi il mismatch tra domanda e offerta di lavoro dipende per il 70% dalla mancanza di candidati e per il 30% dal gap di competenze, ma nei prossimi

anni quest’ultimo salirà fino a quasi il 45%. Il disallineamento sarà particolarmente elevato per i percorsi universitari, mentre gli Its si confermano il canale più vicino alle esigenze delle imprese. L’Its turismo che la Regione ha deciso di istituire rappresenta una prima risposta importante – aggiunge Lovallo – ma occorre accelerare e fare in

fretta, perché il sistema produttivo non può attendere».Il quadro è reso ancora più complesso dalla crescente instabilità occupazionale: aumentano le cessazioni (+45%), le dimissioni (+65%) e i mancati rientri al lavoro, mentre l’obsolescenza delle competenze rischia di ridurre la produttività fino al 15%. Per affrontare questa

emergenza, Confcommercio individua alcune direttrici fondamentali:rafforzare il sistema degli Itsrendere più coerenti i percorsi universitari con il mercato del lavoropotenziare l’orientamentocostruire una collaborazione stabile tra scuola e imprese.

Alle imprese si chiede inoltre di investire sul capitale umano, riprogettare i ruoli, sviluppare formazione continua e integrare l’intelligenza artificiale nei processi produttivi.Infine, sul piano delle politiche pubbliche, è necessario passare da interventi emergenziali a una programmazione di lungo periodo, capace di accompagnare le trasformazioni del lavoro e sostenere la crescita del terziario.«Il rischio – conclude Lovallo – è che senza interventi tempestivi il divario tra domanda e offerta di lavoro diventi sempre più ampio, penalizzando soprattutto territori come la Basilicata. Serve uno sforzo comune per rendere il lavoro nel turismo e nei servizi più attrattivo, qualificato e stabile».

Il sindaco Luigi De Lorenzo: «Modello di sviluppo per i borghi». Premiato il progetto su giovani, anziani e coesione sociale

Aliano sul podio nazionale con il progetto Albe.com

ALIANO. Il Comune di Aliano si aggiudica il terzo posto assoluto nella graduatoria nazionale del bando Anci “Radici e Futuro”. Il progetto, denominato "ALBE.com - Alchimie di Benessere", è stato presentato ufficialmente nella Sala della Lupa a Palazzo Montecitorio insieme alle altre 13 proposte ammesse a finanziamento, consacrando l'aggregazione tra i Comuni di Aliano (capofila), Accettura, Cirigliano, Gorgoglione e Stigliano come eccellenza italiana nelle politiche di coesione sociale. L’iniziativa punta a trasformare la sfida demografica delle aree interne in un’opportunità di sviluppo, integrando la cura della popolazione anziana con l'occupazione giovanile. Presente a Montecitorio monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita e tra i promotori della Fondazione Età Grande, che ha sottolineato la valenza sociale della misura. Il progetto ALBE.com colpisce al cuore il problema della solitudine. Creare un’alleanza tra giovani e

anziani significa dare radici ai ragazzi e centralità a chi ha costrui- to la nostra storia. È questa la vera forza di sviluppo per le piccole comunità.

Con un finanziamento che premia solo 14 progetti in tutta Italia, ALBE.com mira a generare reddito sostenibile per i giovani under 35 attraverso quattro direttrici: welfare culturale e digitale, laboratori di memoria e abbattimento del digital divide, mobilità solidale con trasporti garantiti per i servizi essenziali e imprenditorialità sociale

attraverso il supporto alla nascita di startup giovanili nei settori della cura e della cultura. «Essere sul podio nazionale premia anni di lavoro sulla coesione territoriale - dichiara il sindaco di Aliano, Luigi De Lorenzo - con ALBE.com non stiamo solo erogando servizi, stiamo costruendo un’economia della ‘restanza’. Trasformiamo una zona considerata critica in un laboratorio sociale d'avanguardia per l'intero Paese». La realizzazione del piano è affidata a una rete di partner tecnici di

alto profilo: la Fondazione Eni Enrico Mattei (Feem) per il supporto scientifico e la misurazione dell'impatto; i Musei Aliano (Mua) per la gestione della memoria digitale; il Cea Stigliano per l’animazione territoriale e il Consorzio Isme per il mentoring e la formazione dei giovani imprenditori. L’iniziativa, sostenuta dal Fondo nazionale per le politiche giovanili, candida ufficialmente la collina materana a diventare "caso studio" nazionale per il rilancio dei borghi italiani.

OLTRE IL GIARDINO Dalla crisi lucana alla lezione di inclusione, la storia di Sant’angelo e il futuro dei giovani

Molinari: «In Basilicata il petrolio genera entrate ma pochi benefici strutturali»

“Oltre il giardino”, il programma di Cronache Tv condotto dal giornalista Paride Leporace, apre la puntata con un ricordo commosso del giornalista Antonio Mutasci, morto improvvisamente a 43 anni per infarto. «Un professionista serio, appassionato e molto legato alla sua comunità» così lo descrive Leporace. Ospite in studio Gianni Molinari, giornalista de “Il Mattino “. Primo approfondimento della puntata la crisi politica lucana, il petrolio e le auto in Basilicata. Sull’attuale caso della politica locale, la situazione viene definita come “non banale”: il caso dell’assessore Cicala che non firma il bilancio ma resta in carica è visto come sintomo di una crisi profonda, con partiti deboli, frammentati e guidati da logiche nazionali più che territoriali. Si critica il trasformismo politico e la mancanza di coerenza, paragonando il sistema a “feudi medievali”. «Io non credo che la partita siano i fondi all'agricoltura, io penso che ci sia anche dell'altro, perché i fondi all'agricoltura sono secondo me l'escamotage per farsaltare il banco -afferma Molinari- . Non è mai avvenuto che unassessore abbia votato contro il bilancio della sua giunta senza trarre le conclusioni. Cicala invece prima è andato al Vinitali e poi è andato a Hong Kong. Ma lui e quelli del Vinitalidovrebbero dirci quante bottiglie di vino vendono in Italia e nel mondo. In Europa le bottiglie lucane non le trovi, così come non trovi iprodotti lucani, non li trovi né nella grande distribuzione di fascia media, né in quella bassa, nénelle cosiddette gastronomie». Ampio spazio è dedicato dunque all’economia regionale, in particolare all’agricoltura e all’export: si sottolinea come i prodotti lucani siano poco presenti nei mercati europei nonostante la qualità, segno di strategie inefficaci. Le iniziative promozionali all’estero vengono giudicate più simboliche che concrete. Sul piano internazionale emerge preoccupazione per il post-PNRR, la guerra e le conseguenze energetiche. In questo contesto, il petrolio lucano rappresenta un’opportunità ma anche un limite: genera entrate (royalties), ma con una produzione in calo e scarsa autonomia decisionale locale, essendo le risorse gestite dallo Stato. Si propone di utilizzare meglio questi fondi, ad esempio creando un fondo sovrano per investimenti strutturali. «La Basilicata beneficia dell’aumento del prezzo del petrolio (legato al Brent), che fa crescere le royalties, ma la produzione è in calo perché i giacimenti si stanno esaurendo:

oggi il sito di Tempa Rossa supera la Val d’Agri -spiega Molinari.Il problema principale è strutturale: le risorse del sottosuolo sono controllate dallo Stato, quindi la Regione ha margini limitati e rischia di ottenere meno benefici. Le compagnie, operando in regime di mercato, possono vendere il petrolio liberamente, mentre la produzione locale (circa 60 mila barili al giorno, pari a circa il 7% del fabbisogno italiano) resta piccola rispetto agli equilibri globali, influenzati anche dalle decisioni dell’OPEC. In conclusione: senza una trattativa più forte con lo Stato per avere maggiore controllo o voce sulle risorse, il territorio continuerà a ricavare meno di quanto potrebbe, con benefici frammentati e non strutturali». Si affronta anche il tema delle rinnovabili, evidenziando inefficienze (molte pale eoliche ma produzione relativamente bassa) e la necessità di bilanciare sviluppo e tutela del paesaggio. Infine, sul settore automotive si registra un cauto ottimismo: il ridimensionamento del “full electric” a favore dell’ibrido riapre prospettive industriali. Tuttavia, pesano errori strategici europei e disparità territoriali negli incentivi. La conclusione è realistica: la Basilicata può farcela, ma solo con visione chiara, competenze adeguate e scelte mirate, accettando che non tutto potrà essere salvato. La puntata prosegue con l’ospite Tanino Fierro, politico e intellettuale, sul tema del viaggio del Papa in Africa e sulla permanenza dei giovani sul territorio. Il dialogo parte dal significato del recente viaggio del pontefice , interpretato non solo come missione religiosa ma anche come atto geopolitico. Il continente africano, con oltre un miliardo e mezzo di abitanti e una crescente presenza cristiana, viene descritto come «centrale per il futuro globale, sia per le risorse naturali sia per il peso demografico. Il Papa richiama l’attenzione dell’Occidente su questa realtà spesso trascurata, sottolineandone il ruolo strategico. Il punto più rilevante del suo messaggio riguarda i giovani africani: invece di emigrare verso Europa o America inseguendo illusioni, sono invitati a restare nella propria terra e contribuire al suo sviluppo. Questo segna una differenza rispetto all’approccio più aperto e accogliente di Papa Francesco, che aveva enfatizzato l’accoglienza e la mobilità. Il nuovo orientamento è più legato alla responsabilità locale e a una visione culturale influenzata da Sant’Agostino, simbolicamente connesso all’Africa». Il discorso viene poi collegato alla Basilicata: anche qui il problema dello spopolamento giovanile è grave, con un calo demografico

costante. L’invito a restare assume quindi un valore universale, ma richiede politiche concrete: uso efficace dei fondi pubblici, creazione di lavoro e programmazione seria. Un focus è dedicato all’università lucana, nata dopo il terremoto, che però non sempre riesce a trattenere studenti per mancanza di offerta formativa adeguata. Si propone di ampliare i corsi, come giurisprudenza, e creare sinergie con altri atenei per attrarre studenti e risorse. «Perché non trasferire 1.000, 2.000, 3.000 studenti delle grandi università, sovraffollate, dalle nostre parti?» chiede Fierro. «Questi numeri darebbero un contributo economico significativo all'università, che non sarebbe più costretta a rivolgersi alla Regione peravere quei contributi essenziali per poter sopravvivere, ma nello stesso tempo avrebbe unadisponibilità finanziaria diversa che aiuterebbe non soltanto a gestire le attività accademiche in maniera più proficua, ma anche più produttiva. Questi sono tutti problemi legati ad una visione politica, mi siconsente di dirlo, estremamente carente». Infine, si torna alla dimensione globale: l’Europa sottovaluta l’Africa, mentre potenze come Cina e Russia ne riconoscono il valore strategico. Il sostegno allo sviluppo africano è visto come chiave per ridurre l’emigrazione e i problemi sociali nelle città europee.In chiusura, Papa Francesco viene ricordato come figura importante ma spesso isolata, mentre il nuovo Papa appare più razionale e destinato a segnare una discontinuità nel modo di interpretare il ruolo della Chiesa nel mondo. Nell’ultimo blocco della puntata si parla del conferimento riconosciuto da Mattarella ad una scuola di Potenza. Ospiti in studio Rosanna Parente, assistente Don Milani Leopardi, Micae-

la Sant’Angelo, VA Don Milani Leopardi e Rosa Ierardi, madre di Micaela, ospite della puntata. Si parte dalla storia di Micaela Santangelo, studentessa della scuola Don Milani di Potenza, premiata con una targa speciale tra gli “Alfieri della Repubblica” dal Presidente Sergio Mattarella per un progetto di inclusione. Micaela è affetta da ipoacusia profonda di origine neurologica. La diagnosi è arrivata dopo i primi anni di vita, quando la famiglia ha notato difficoltà nella comunicazione. Da quel momento è iniziato un percorso complesso, affrontato grazie al supporto della scuola, della famiglia e di figure specializzate. Fondamentale è stato il ruolo dell’assistente alla comunicazione Rosanna Parente e della dirigente scolastica, che hanno costruito un lavoro di squadra con insegnanti e compagni. L’intera classe ha imparato la LIS (Lingua dei Segni Italiana), integrando naturalmente questo linguaggio nella didattica quotidiana. Micaela oggi utilizza un approccio “bimodale”: comunica sia con la lingua parlata (grazie all’impianto cocleare) sia con i segni. Il progetto non è stato solo educativo ma anche umano: ha reso i compagni consapevoli della disabilità, trasformandola da limite a occasione di crescita collettiva. Proprio questo spirito di inclusione ha portato al riconoscimento istituzionale. La testimonianza evidenzia anche criticità del sistema, come la discontinuità degli insegnanti di sostegno e la scarsa diffusione della conoscenza sulla sordità. Tuttavia, l’esperienza di Micaela dimostra che con collaborazione, sensibilità e competenze è possibile creare un ambiente davvero inclusivo. Il messaggio finale è chiaro: questa storia dovrebbe diventare normalità, non eccezione.

Fierro, Molinari, Parente, Sant’Angelo e Ierardi a Oltre il giardino

Un incontro che nasce a seguito del riconoscimento conferito dal Presidente Mattarella: «Questa classe è un esempio di cittadinanza attiva»

Inclusione, la Garante Padula a tu per tu con gli alunni dell’Istituto “Don Milani-Leopardi”

Domani, alle ore 10.00, presso la Sala Ester Scardaccione del Consiglio regionale della Basilicata, la Garante regionale per i diritti delle persone con disabilità, Marika Padula, riceverà la classe V A dell’Istituto comprensivo “Don Milani-Leopardi” di Potenza, plesso della scuola primaria “A. Grippo”, protagonista di una significativa esperienza di inclusione, amicizia e condivisione. L’incontro nasce dalla volontà della Garante di rendere omaggio agli alunni, alla bambina che ha ispirato questo speciale percorso, alla dirigente scolastica Marcella Marsico, ai docenti e all’intera comunità scolastica, a seguito del prestigioso riconoscimento

conferito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’ambito dell’iniziativa “I nuovi Alfieri della Repubblica”. Nel corso della cerimonia, la Garante conferirà una pergamena individuale a ciascun bambino, quale segno di apprezzamento per il valore umano, educativo e civile di un percorso che ha saputo trasformare la Lingua dei Segni Italiana in strumento di amicizia, partecipazione e autentica inclusione. La cerimonia sarà anche occasione per un dialogo aperto e diretto con i bambini, durante il quale la Garante rivolgerà loro alcune domande per ascoltare, dalla loro voce, cosa abbia rappresentato questo percorso, quali emozioni abbiano vissuto e in

che modo l’esperienza della Lingua dei Segni Italiana abbia contribuito a rafforzare il senso di comunità, vicinanza e rispetto reciproco all’interno della classe. «Questa classe - dichiara la Garante Marika Padula - ha offerto alla Basilicata e all’intero Paese un esempio luminoso di sensibilità, rispetto e cittadinanza attiva. Riceverli in Consiglio regionale significa riconoscere il valore di una esperienza che dimostra come l’inclusione possa diventare pratica quotidiana, concreta e condivisa. Sarà per me particolarmente importante ascoltare direttamente i bambini, dialogare con loro e comprendere, attraverso le loro parole, la profondità di un percorso

che ha saputo trasformare la comunicazione in un ponte di amicizia e partecipazione». L’iniziativa rappresenta un momento istituzionale di incontro e riconoscenza nei confronti di una comunità scola-

stica che ha portato alto il nome della città di Potenza e della Regione Basilicata, testimoniando che la scuola è il primo luogo in cui si costruiscono cultura dei diritti, accoglienza e partecipazione.

POTENZA La squadra ha affrontato la competizione con tanto impegno, determinazione e spirito di collaborazione

I Grifoni di Canossa brillano alle Olimpiadi di Problem Solving

Grande entusiasmo per gli alunni della classe quinta della Scuola Primaria Canossiana di Potenza, che hanno partecipato alla fase regionale delle Olimpiadi di Problem Solving, valida per l’accesso alle fasi nazionali.La squadra, composta da Salvatore Sabia, Donato Pace, Luca Gastone e Vincenzo Carlone, ha affrontato la competizione con impegno, determinazione e spirito di collaborazione. I ragazzi si sono cimentati nelle prove proposte, caratterizzate da esercitazioni anche piuttosto “problematiche”, dimostrando notevoli capa-

cità di ragionamento e una buona abilità nell’orientarsi nella ricerca delle soluzioni. Con grande concentrazione, hanno lavorato sui 13 quesiti previsti, mettendo in campo competenze logiche, intuizione e lavoro di squadra, riuscendo ad affrontare con maturità ogni sfida proposta.In attesa dei risultati, resta la soddisfazione per aver vissuto un’esperienza significativa e stimolante, confrontandosi con coetanei provenienti da diverse scuole della regione. Un traguardo importante che rappresenta già un motivo di orgoglio per tutta la comunità scolastica.

POLICORO

Il

Tribunale

di

Matera

riconosce colpevole il figlio del consigliere comunale Mario Vigorito per i fatti del luglio 2023

Violenza su una ragazza giapponese: 8 anni di carcere per Giuseppe Vigorito

MATERA. Il Tribunale di Matera ha condannato a otto anni di reclusione il giovane, Giuseppe Vigorito figlio del più noto consigliere comunale e responsabile della Lega Policoro Mario, riconosciuto colpevole di violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni ai danni di una ragazza

giapponese. La sentenza è stata pronunciata dal giudice monocratico Rosa Bia al termine del processo celebrato con rito abbreviato.

I fatti risalgono alla sera del 3 luglio 2023, nel centro della città jonica, dove la vittima, all’epoca diciottenne e in Italia per un pro-

gramma di scambio culturale, fu aggredita. L’episodio aveva suscitato forte allarme sociale nella comunità locale, anche per la giovane età della ragazza e per la gravità delle accuse.

La pena inflitta risulta superiore rispetto alla richiesta avanzata

dalla pubblica accusa, che aveva indicato una condanna a cinque anni e otto mesi. Il giudice ha già applicato la riduzione di un terzo prevista dalla legge per la scelta del rito abbreviato da parte della difesa.

Nel procedimento si è costituita parte civile la vittima, assistita dal proprio legale. La decisione del Tribunale è stata accolta con favore dalla difesa della giovane, che ha sottolineato il riconoscimento delle responsabilità per un episodio ritenuto particolarmente grave e dalle conseguenze profonde per la vittima.

Di diverso tenore la posizione della difesa dell’imputato, che ha espresso dissenso rispetto all’esito del processo e ha annunciato l’intenzione di attendere il deposito delle motivazioni per valutare il ricorso in appello, ribadendo la propria linea difensiva. La vicenda giudiziaria proseguirà dunque nei prossimi gradi di giudizio, mentre resta il segno di un caso che ha colpito profondamente l’opinione pubblica locale.

POTENZA Masi dei No Triv: «Sette anni di attesa e tanti imputati non risponderanno delle loro

Ilva, il processo “Ambiente svenduto” riparte davanti al tribunale sit-in degli ambientalisti

POTENZA. Giornata calda e non solo sul piano climatico per il Processo Ilva che vede ventuno indagati, tra cui l'ex Presidente della Regione Puglia, Niki Vendola, gli ex proprietari del petrolchimico tarantino Fabio e Nicola Riva e l'ex direttore dello stabilimento ionico Luigi Capogrosso. Un processo trasferito a Potenza e Milano che ieri ha visto dentro e fuori tanta animazione con la presenza di diverse associazioni ambientali, pronte a scendere in piazza e difendere l'ambiente e l'habitat da questo processo denominato “Ambiente Svenduto”. Un processo che ieri ha visto la presenza nell'Aula Mario Pagano di avvocati dell'accusa e della difesa sotto la direzione del Giudice Rosario Paglioni, del

Pubblico Ministero, Vincenzo Montemurro, del Giudice a Latere, Valentina Rossi e del Procuratore di Potenza, entrato in servizio lunedì Camillo Falvo. Sono ben 350 le richieste di costituzione di parte civile. Presente un folto pool di avvocati composto da Pasquale Annicchiarico, Vincenzo Basso, Pasquale Lisco, Guido Camera, Vito Ippedico, Armando Basanisi, Savino Murro, Daniele Convertino, Mattia Daniele, Carmine Urso, Carlo Raffa, Angelo Loreto, Leonardo Pace, Carlo Grieco per gli imputati mentre per le associazioni e l'accusa hanno presenziato i legali Rosario Orlando, Gianluca Vitale, Antonietta Ricci, Luigi Esposito, Giuseppe Vendegna, Vincenzo Rienzi, Cosimo Antonicelli, Francesco Scogna-

miglio, Lorenzo Della Papa, Daniele De Angelis, Sebastiano Flore, Catapano Felicetti Minotti. Si è trattato di un udienza interlocutoria sono state raccolte le richieste dei difensori per l'esclusione di parte civile già ammesse dal Gup. Il collegio deciderà nel corso della prossima udienza fissata per l'otto maggio.

Le parti civili sono persone fisiche, sindacati, enti e che fanno parte del processo in corso. In sostanza nel corso del dibattimento in programma appunto l'otto maggio verranno chiarite le posizioni degli imputati. Dunque dentro il primo round, fuori invece la polemica e la presa di posizione di associazioni a difesa dell'ambiente che hanno fatto sentire la propria voce in merito a questo processo. Hanno manifestato dinanzi al can-

cello a valle dell'Unibas gli esponenti delle associazioni No Triv, Potere al Popolo, Slai Cobas e altre sigle a sostegno dell'ambiente e del territorio intaccato dall'inquinamento di Ilva. Antonietta Ricci, difensore di parte civile ha detto la sua: «Dovrebbe essere prescritto il reato di Nichi Vendola. Tra gli imputati, il reato a lui attribuito risulta ormai prescritto. Uno degli effetti negativi dello spostamento del processo a Potenza è proprio questo: per alcuni imputati, il procedimento e la condanna sono caduti in prescrizione e, di conseguenza, non risponderanno più per quanto hanno commesso. Purtroppo è stata sollevata una formale eccezione e ci siamo dovuti adeguare alla decisione presa dalla Corte d'Assise e d'Appello. Va precisato

che la Corte non è entrata nel merito dei fatti: la sentenza di secondo grado non ha stabilito che i fatti non siano stati commessi, ma ha rilevato un vizio formale nel processo, motivo per cui si è deciso di ripartire». Francesco Masi dell'Associazione No Triv ha detto la sua su questo processo: «Il processo Ilva che si avvia a Potenza rappresenta, di per sé, una vergogna sotto ogni aspetto. In sette anni di tempo si è arrivati alla scadenza di una serie di prescrizioni, con il risultato che molti imputati, oggi ventitré, non saranno più chiamati a rispondere delle loro azioni. La maggior parte di loro è ormai assente. Un processo che deve ripartire da zero ha visto, nel corso degli anni, il progressivo abbandono di molte associazioni e cittadini inizialmente motivati. Questo genera una grande delusione nei confronti dei tempi e dei modi della giustizia. È questa la questione di fondo. Nel frattempo, i nostri fratelli e sorelle di Taranto continuano a vivere una realtà di costante attacco al lavoro. Abbiamo già registrato morti tra i lavoratori di due società legate alla filiera dell'Ilva. E c'è ancora tanta gente che soffre».

Il consigliere regionale auspica una collaborazione istituzionale improntata alla responsabilità e al rispetto delle regole

Aliandro

(FI) saluta il Procuratore Falvo: «Incarico cruciale per il nostro territorio»

POTENZA. All’indomani della cerimonia di insediamento del nuovo Procuratore di Potenza Camillo Falvo, il consigliere regionale di Forza Italia Gianuario Aliandro ha commentato: «Rivolgo un saluto istituzionale e i migliori auguri di buon lavoro al nuovo Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Potenza, Camillo Falvo. L’avvio del suo incarico rappresenta un passaggio significativo per il presidio della legalità nel nostro territorio». Il forzista aggiunge: «Le sue prime parole evidenziano un’impostazione fondata su rigore, equilibrio e senso delle istituzioni, elementi essenziali per rafforzare la fiducia dei cittadini. La Basilicata ha bisogno di istituzioni credibili e di un sistema giudiziario capace di garantire trasparenza, tutela dei diritti e rispetto delle regole».

«In questo contesto – prosegue Aliandro - il ruolo della magistratura resta centrale per accompagnare i processi di crescita e coesione sociale. Nel pieno rispetto delle competenze, auspico un’interlocuzione istituzionale improntata alla collaborazione e alla responsa-

bilità, sempre nell’interesse della comunità». «Al Procuratore Falvo – conclude il consigliere Aliandro - rinnovo gli auguri di buon lavoro, con la certezza che saprà svolgere il proprio incarico con autorevolezza e spirito di servizio».

Due miliardi per il sistema produttivo lucano e nuove strategie per il Mezzogiorno: confronto tra istituzioni, imprese e credito sul futuro

ZES Unica e fondi, la Basilicata punta su imprese e sviluppo

Un confronto a più voci per delineare il futuro economico della Basilicata e del Mezzogiorno, puntando su investimenti, innovazione e sostenibilità. Al centro dell’iniziativa, l’imprenditoria meridionale e le leve di sviluppo attivabili grazie alla ZES Unica e all’accordo tra Intesa Sanpaolo e Confindustria per il quadriennio 2025-2028, già presentato nel corso dell’incontro territoriale svoltosi lo scorso giugno a Matera.L’intesa ha messo a disposizione delle imprese lucane 2 miliardi di euro con l’obiettivo di rilanciare il sistema produttivo attraverso nuovi investimenti. Un’attenzione particolare è stata dedicata alle opportunità offerte dalla Zona Economica Speciale Unica del Mezzogiorno, considerata uno strumento chiave per rafforzare la competitività e la connettività del territorio.Ad aprire i lavori sono stati Francesco Somma, presidente di Confindustria Basilicata, e Alessandra Modenese, direttrice regionale Basilicata, Puglia e Molise di Intesa Sanpaolo. A seguire, Massimo Deandreis, direttore generale di SRM, ha illustrato lo scenario macroeconomico del Mezzogiorno e della Basilicata, mentre Vincenzo De Marino, direttore commerciale imprese per Basilicata, Puglia e Molise di Intesa Sanpaolo, ha presentato gli strumenti messi a disposizione dal gruppo bancario per sostenere gli investimenti nella ZES.Nel corso della tavola rotonda, il coordinatore della Struttura di Missione ZES, Giuseppe Romano, ha evidenziato le peculiarità delle misure a supporto dei nuovi insediamenti produttivi, tracciando anche un bilancio dei risultati raggiunti finora. A intervenire anche Natale Mazzuca, vicepresidente di Confindustria per le Politiche strategiche per lo sviluppo del Mezzogiorno.«Il Mezzogiorno ha registrato negli ultimi anni una crescita superiore alla media nazionale, trainata dagli investimenti: un segnale positivo che però non colma ancora i divari storici. Il PNRR, le politiche di coesione e alcuni

strumenti di incentivazione hanno avuto un ruolo decisivo, ma ora si apre la fase più delicata: il dopo PNRR, che richiede continuità, certezza delle regole e visione di lungo periodo. La priorità ora è capire come trasformare questa fase favorevole in sviluppo strutturale. Serve una politica industriale capace di creare ecosistemi e non interventi isolati, per attrarre investimenti (locali ed esteri) e farli diventare sistema. La ZES Unica ha funzionato e va difesa, nel contesto di una sfida che oggi è anche qualitativa: ancora più solidità nei progetti, maggiore equilibrio territoriale e sostegno del sistema creditizio, come l’occasione odierna dimostra. Non dobbiamo sprecare questa occasione», ha dichiarato Mazzuca.Sulla stessa linea Alessandra Modenese: «L’incontro odierno ci ha consentito di rinnovare il nostro concreto sostegno all’intero sistema economico lucano, al quale nel corso del 2025 abbiamo erogato, tra famiglie e imprese, oltre 250 milioni di euro. Le realtà imprenditoriali del territorio hanno dimostrato una straordinaria capacità di adattarsi ai continui cambiamenti di contesto, sviluppando il proprio business attraverso una gestione attenta delle transizioni sostenibile e digitale. Intesa Sanpaolo punta a valorizzare ulteriormente le potenzialità delle Pmi locali, sostenendone lo sviluppo attraverso due leve strategiche: investimenti nella ZES, che offre procedure burocrati-

che rapide e significativi vantaggi fiscali, e supporto alla crescita grazie agli strumenti di finanza straordinaria, capaci di accelerare la crescita dimensionale delle imprese locali e la loro competitività anche su nuovi mercati».A sottolineare il valore strategico della ZES Unica anche il presidente di Confindustria Basilicata, Francesco Somma: «La ZES Unica si dimostra una leva strategica per lo stimolo agli investimenti e all’occupazione anche in Basilicata. Complessivamente funziona la formula del mix tra semplificazione amministrativa e incentivi, ma i numeri ci dicono anche che lo sforzo aggiuntivo da compiere è superare l’eccessiva concentrazione territoriale di autorizzazioni uniche. A questo scopo, è fondamentale garantire uguali condizioni di partenza a regioni che presentano gap competiti-

vi come la Basilicata, penalizzata sia dalla sottodotazione infrastrutturale sia dalla inferiore percentuale di agevolazione».Dall’analisi di SRM – centro studi collegato a Intesa Sanpaolo – emerge un quadro in chiaroscuro ma con segnali di crescita. Le stime per il 2026 indicano un aumento del Pil dello 0,7% sia per il Mezzogiorno sia per la Basilicata, superiore alla media nazionale (+0,6%), anche se fortemente condizionato dalle dinamiche geopolitiche e dal possibile protrarsi dei conflitti internazionali.La Basilicata rappresenta circa il 3% del valore aggiunto del Mezzogiorno, pari a quasi 13,5 miliardi di euro, con una struttura produttiva caratterizzata da un peso rilevante di agricoltura e industria. La manifattura conta 2.648 imprese, 13.700 occupati e 1,1 miliardi di euro di export.Tra i settori trainanti

spiccano agroalimentare e automotive, che insieme rappresentano oltre la metà della manifattura regionale. Cresce anche il turismo, con oltre 2,8 milioni di presenze nel 2025, trainate soprattutto dalla componente internazionale. Sul fronte dell’innovazione, si registrano 507 imprese innovative e un aumento significativo delle Pmi del settore, mentre sul piano energetico la regione si distingue per una forte produzione da fonti rinnovabili, che supera il 90% del totale.In questo scenario, la ZES Unica si conferma uno strumento centrale per trasformare il tessuto produttivo lucano e favorire uno sviluppo più competitivo e sostenibile. La sfida, ora, sarà quella di rafforzare l’ecosistema territoriale e cogliere pienamente le opportunità offerte, evitando dispersioni e puntando su una crescita strutturale di lungo periodo.

Delegazione turca in visita a Potenza per il progetto STAR-T: focus su sostenibilità, agroalimentare e innovazione per le PMI

Basilicata e Turchia, alleanza su turismo e imprese: al via il confronto internazionale

Una delegazione turca in visita in Basilicata per rafforzare la cooperazione internazionale e costruire nuove opportunità di sviluppo nei settori strategici del turismo, dell’agroalimentare e della transizione verde e digitale. È questo il cuore della study visit promossa nell’ambito del progetto «STAR-T – Sustainable Tourism, Agrifood and Regional Transition», finanziato dal programma «TEBD II – Turkey–EU Business Dialogue».L’iniziativa coinvolge come partner istituzionali la Tekirdağ Chamber of Commerce and Industry, capofila del progetto e rap-

presentata dal presidente Cengiz Günay, la Camera di commercio della Basilicata, in qualità di co-applicant, e la Malatya Chamber of Commerce and Industry, con una delegazione guidata dal presidente Oguzhan Ata Sadikoglu. L’obiettivo è costruire una cooperazione strutturata tra Basilicata e Turchia, favorendo lo scambio di buone pratiche e il rafforzamento delle competenze nei settori del turismo, dei trasporti e dell’agrifood.La visita studio, in programma dal 19 al 22 aprile 2026, rappresenta una delle azioni centrali del progetto per consolidare i rapporti tra i territori e promuovere mo-

delli di sviluppo condivisi.Momento chiave della visita è stato l’incontro istituzionale tenutosi presso la sede della Camera di commercio della Basilicata a Potenza, dedicato ai temi della cooperazione territoriale, della crescita economica locale e della valorizzazione delle eccellenze produttive. Un’occasione di confronto per condividere strategie e approcci orientati alla sostenibilità e all’innovazione.«Abbiamo riscontrato molte similarità tra i due territori – ha commentato il presidente dell’ente camerale lucano, Michele Somma – e crediamo che la capacità della Basilicata di ospitare un tu-

rismo lento, sostenibile e autentico, insieme alla sua offerta agroalimentare, possa rappresentare una chiave di lettura interessante per la Turchia. Abbiamo voglia di creare delle sinergie che vadano ben oltre la conclusione del progetto STAR-T per favorire un contatto continuo e reciprocamente produttivo».Il programma della delegazione turca prevede anche una serie di visite aziendali e territoriali nel Potentino e nell’area del Vulture, con tappe a Venosa, Melfi e ai Laghi di Monticchio. Un percorso pensato per far conoscere da vicino alcune delle realtà più rappresentative del

territorio, tra produzioni locali e patrimonio culturale e paesaggistico.Particolare attenzione è riservata alle strategie «Farm-to-Fork», orientate a rafforzare il legame tra produzioni locali, turismo enogastronomico e sostenibilità, promuovendo modelli di crescita capaci di coniugare competitività, identità territoriale e tutela ambientale.Con questa iniziativa, la Camera di commercio della Basilicata conferma il proprio impegno nel sostenere imprese e territori attraverso progetti di respiro europeo e internazionale, capaci di generare nuove opportunità di collaborazione, innovazione e sviluppo condiviso.

La garante Silletti in visita al laboratorio di Patologia clinica: «Struttura strategica, innovazione e servizi avanzati per i cittadini»

«Sanità, Policoro è eccellenza presidio chiave per area sud»

POLICORO. Visita istituzionale al Laboratorio di Patologia clinica del presidio ospedaliero Giovanni Paolo II di Policoro per la Garante regionale per il diritto alla salute, Tiziana Silletti, accompagnata dal dottor Domenico Dell’Edera. Un sopralluogo volto a verificare da vicino l’organizzazione, le attività e il livello dei servizi offerti, in una struttura che si conferma riferimento per l’intera area sud della Basilicata. «È stata un’esperienza che va oltre l’aspetto tecnico: un incontro con una realtà sanitaria concreta, viva e in continua evoluzione per tutto il territorio», ha dichiarato Silletti, sottolineando come il laboratorio riesca a coniugare competenze professionali, innovazione tecnologica e qualità organizzativa, garantendo prestazioni di alto livello e risposte efficaci ai bisogni dei cittadini.

Nel corso della visita è stato evidenziato il valore dell’attività di autoimmunità, erogata esclusivamente presso la sede di Policoro, elemento che rende il laboratorio un presidio unico nel panorama regionale. A questo si affianca il contributo del Bertello, che arricchisce ulteriormente il profilo

diagnostico, mentre tra le innovazioni si segnala il servizio Nurex, in grado di rendere i processi diagnostici più rapidi, efficienti e integrati.«Ciò che emerge con forza è il ruolo strategico di Policoro», ha aggiunto la Garante. «Non è soltanto un servizio sanitario locale, ma un presidio che consente di ridurre le distanze, evitare la mobilità passiva e offrire risposte diagnostiche avanzate direttamente sul territorio».

Nel corso dell’incontro, il dottor Dell’Edera ha illustrato i risultati raggiunti.

«Da circa un anno e mezzo il laboratorio di Patologia clinica di PolicoroTinchi si è rivitalizzato.

L’attività riferita al 2025

è di circa due milioni di euro ed è in continua crescita grazie all’introduzione di nuove metodiche», ha spiegato, evidenziando in particolare gli sviluppi legati allo studio degli analiti utili alla stratificazione del rischio trombotico e cardiovascolare. Un percorso di crescita che ha importanti ricadute sulla prevenzione e sulla salute pubblica. «Rafforzare Policoro significa rafforzare l’intero sistema sanitario territoriale», ha concluso Silletti, «investendo su un presidio capace di rispondere ai bisogni attuali e di anticipare quelli futuri con una visione moderna, integrata e radicata nella tutela del diritto alla salute».

MAMMOGRAFIE IN PIAZZA SAN FRANCESCO

Carovana rosa a Matera con

gli screening gratis

MATERA. Fa tappa questa mattina in piazza San Francesco d’Assisi la carovana rosa di Pam Italia con un Pink Day dedicato alla prevenzione, offrendo mammografie gratuite alle donne. L’iniziativa è pensata per promuovere la diagnosi precoce e sensibilizzare sull’importanza dei controlli, portando i servizi sanitari direttamente sul territorio.La giornata di screening è realizzata con il patrocinio del Comune di Matera e grazie al sostegno di numerose realtà locali, tra cui Gruppo Festa, Santantonio Trasporti, Dt Sas di Traetta Mariana, Autocity Matera, Ineltec, Latte Rugiada, Elettromeccanica, Lucana Utensili, Antezza, Caffè Lisurici, Tabacchi Sabino Maria, Ettore De Palo e Giuseppe Fabrizio, Edilclima.La Carovana rosa di Pam Italia prosegue così il suo viaggio nei territori italiani con un obiettivo chiaro: portare la prevenzione vicino alle persone e offrire un servizio concreto e gratuito alle donne, in particolare a quelle che restano fuori dai programmi di screening pubblico.«L’iniziativa rappresenta un’opportunità importante per prendersi cura della propria salute», evidenziano i promotori, sottolineando il valore sociale e sanitario dell’appuntamento.Per partecipare è necessario prenotarsi attraverso il portale dedicato di Pam Italia.

La cooperativa Auxilium rivendica le segnalazioni: «Irregolarità evidenti e ignorate». Al centro la tutela dei pazienti fragili

Nas chiedono la chiusura di una struttura psichiatrica

MATERA. I Nas chiedono la chiusura immediata di una delle strutture residenziali psichiatriche in Basilicata, nelle quali erano stati trasferiti alcuni pazienti a seguito di un appalto già oggetto di polemiche. A renderlo noto è la cooperativa Auxilium, che rivendica la fondatezza della propria denuncia pubblica, avanzata nei mesi scorsi. «Avevamo definito quell’appalto prima sbagliato e poi illegale», sottolinea Auxilium, evidenziando come le criticità segnalate siano oggi confermate dagli accertamenti. «Le anomalie erano e restano evidenti ed è incredibile come in tanti, dalle amministrazioni alla politica, abbiano fatto finta di niente».La richiesta dei Nas rappresenta un passaggio rilevante in una vicenda che riguar-

da l’assistenza a pazienti particolarmente vulnerabili. Al centro delle contestazioni vi sarebbero le condizioni della struttura ispezionata e le modalità con cui è stato gestito il trasferimento degli utenti.«Continuiamo a chiedere che siano ristabilite legittimità e legalità», ribadisce la cooperativa, ponendo l’accento sulla tutela della cosiddetta utenza fragile. «Sono proprio queste persone le vere vittime di una situazione che riteniamo inaccettabile». Il caso riporta al centro del dibattito la gestione dei servizi residenziali psichiatrici in Basilicata e il sistema degli affidamenti, con l’attenzione ora rivolta agli sviluppi delle verifiche e ai provvedimenti che saranno adottati dalle autorità competenti.

MERCOLEDÌ

Via Toti, via prefabbricato ora i residenti chiedono interventi

POTENZA. Sono passati pochi giorni dallo smantellamento del prefabbricato abbandonato in via Enrico Toti, nel rione Francioso che abbiamo raccontato da queste colonne. E da sabato scorso non si placa il dibattito tra i residenti della zona. Un dibattito che sui social è sempre molto acceso. Se da un lato l’intervento segna la fine di una lunga stagione di degrado, dall’altro emergono interrogativi sul futuro dell’area appena liberata.

Tra le voci del quartiere, c’è chi sottolinea come la rimozione della struttura, inutilizzata da decenni, rappresenti solo un primo passo. Il timore principale riguarda la possibilità che lo spazio venga la-

sciato in stato di abbandono, senza un progetto concreto di riqualificazione, con il rischio di trasformarsi nuovamente in un punto critico per il territorio. I residenti evidenziano inoltre problematiche irrisolte che da anni incidono sulla vivibilità della zona, in particolare la gestione della viabilità e dei parcheggi. La presenza di auto in sosta irregolare lungo una strada stretta e densamente abitata continua a creare disagi e situazioni di pericolo, soprattutto per chi si immette sulla carreggiata. Va ricordato che una proposta di realizzazione di un piccolo parcheggio è stata avanzata negli anni scorsi dall’allora consigliere comunale Rocco Bernabei. Propoasta mai presa veramente in considerazione dall’allora Am-

Francioso, in via Toti

il container del degrado

ministrazione comunale guidata da Mario Guarentee rimasta lettera morta per anni. Tocca ora all’Amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Telesca e all’assessore al ramo Francesco Giuzio dare nuova vita allo spazio finalmente liberato. Non meno rilevanti le difficoltà segnalate per il passaggio dei mezzi di raccolta dei rifiuti. Il disagio, secondo quanto riferito da chi vive quotidianamente l’area, si inserisce in un contesto più ampio di criticità che interessa tutta la zona intorno alla chiesa dei Santi Pietro e Paolo, dove si registrano da tempo problemi legati a degrado urbano, gestione dei rifiuti e carenza di spazi adeguati per la sosta.

Da qui l’appello rivolto all’amministrazione comunale affinché

l’intervento non resti isolato, ma si traduca in un progetto organico capace di rispondere alle esigenze del quartiere. La richiesta è quella di azioni rapide e concrete, sia sul fronte della riqualificazione dell’area sia su quello della regolamentazione del traffico e della sosta.

La rimozione del prefabbricato, accolta inizialmente come un segnale positivo, viene dunque interpretata da parte dei cittadini come un’opportunità da non sprecare.

Il futuro di via Enrico Toti, secondo i residenti, dipenderà ora dalla capacità dell’amministrazione di trasformare un intervento atteso da anni in una soluzione definitiva per le criticità del popoloso rione Francioso a ridosso del cuore del capoluogo.

Operazione della Polizia di Stato per contrastare l’illegalità e garantire legalità nelle zone più frequentate del capoluogo

Sicurezza a Potenza: controlli straordinari

nel centro cittadino e sequestri di droga

POTENZA. Nell’ambito degli interventi per la tutela della sicurezza urbana, sono stati messi in atto servizi straordinari di controllo del territorio nel centro cittadino di Potenza, disposti dal Prefetto e pianificati dal Questore di Potenza.

L’attività, finalizzata al contrasto dei fenomeni di illegalità diffusa e al rafforzamento della percezione di sicurezza, ha visto l’impiego di personale della Polizia di Stato, con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine e delle unità cinofile.

I controlli si sono concentrati nelle aree caratterizzate da maggiore affluenza e aggregazione, con particolare attenzione ai luoghi di ritrovo giovanile.

Nel corso del servizio sono state identificate

87 persone, 17 delle quali con precedenti di polizia e sono stati controllati 32 veicoli. Durante le operazioni, due cittadini extracomunitari sono stati trovati in possesso di una modica quantità di sostanza stupefacente del tipo hashish, successivamente sottoposta a sequestro amministrativo. I soggetti sono stati segnalati alla competente Autorità Prefettizia. Ulteriori accertamenti hanno consentito di individuare situazioni di irregolarità e soggetti sottoposti a misure di prevenzione, nei cui confronti sono stati adottati i provvedimenti previsti dalla normativa vigente.

I servizi rientrano in un più ampio piano di controllo del territorio volto a garantire sicurezza e legalità, con particolare attenzione alle zone centrali della città.

DI RO S A MA R IA M O LLI C A
L’area smantellata e l’edizione di Cronache del 20 aprile
POTENZA Intervento atteso da anni. L’amministrazione Telesca rimuove la struttura abbandonata. I residenti: «Finalmente»

Interventi strutturali su passerelle, segnaletica e punti di sosta per rendere più accessibile l’area delle cascate

Cascate di San Fele, un nuovo volto per i percorsi immersi nella natura

Sono in fase di realizzazione gli interventi di ripristino e messa in sicurezza dei sentieri che conducono alle cascate di San Fele U uattënniérë, uno dei luoghi naturalistici più visitati del Vulture-Melfese. I lavori sono promossi dal Parco del Vulture nell’ambito del progetto per lo “sviluppo degli itinerari turistici e ricreativi attraverso il ripristino e la manutenzione della Rete Escursionistica Regionale”, e interessano diversi percorsi all’interno del perimetro dell’area protetta.Le opere riguardano in particolare la

sostituzione delle strutture esistenti con la realizzazione di nuove palificate lungo l’intero tracciato che collega U vurton, cascata U uattënniérë, cascata degli Innamorati e fontana Acquafredda. Previsti anche il ripristino di passerelle e scalini, il livellamento del piano di camminamento e l’installazione di nuova segnaletica verticale e tematica, in conformità con la normativa regionale (L.R. 51/2000).Il progetto comprende inoltre tabelle segnavia, picchetti, bacheche informative, cartelli direzionali e pannelli dedicati alla sicurezza, tra

cui avvisi di allerta per piena del fiume e divieti di accesso in condizioni di rischio. Lungo il percorso saranno collocate anche panchine, fioriere e aree di sosta, oltre alla creazione di uno spazio didattico per i visitatori.Gli interventi del Parco si integrano con quelli già avviati dal Comune di San Fele, che sta procedendo alla ricostruzione dei ponticelli sui torrenti Corbola (U vurton) e Malonga. Un insieme di lavori considerati strategici per migliorare l’accessibilità e la sicurezza dell’area. L’obiettivo è quello di garantire ai

numerosi turisti che ogni anno raggiungono le cascate la possibilità di percorrere i sentieri in condizioni di maggiore sicurezza, soprattutto in vista della stagione turistica 2026.Le cascate di San Fele, originate dal torrente Bradano che scende dall’Appennino Lucano, sono tra le attrazioni naturalistiche più caratteristiche della Basilicata. Il corso d’acqua, attraversando il territorio comunale, genera una serie di salti di quota che danno vita a scenari suggestivi e percorsi naturalistici di grande valore ambientale.

Nuovi impianti fotovoltaici in diversi stabilimenti per aumentare la capacità di autoproduzione e ridurre la dipendenza da fonti tradizionali

Energia rinnovabile e filiera sostenibile: Barilla investe 168 milioni nella transizione ecologica

Barilla accelera la propria strategia di sostenibilità ambientale puntando con decisione sull’espansione degli impianti fotovoltaici e sull’agricoltura rigenerativa lungo tutta la filiera produttiva. Il gruppo alimentare italiano ha annunciato nuovi interventi nei siti industriali nazionali con l’obiettivo di aumentare l’autoproduzione di energia rinnovabile e ridurre l’impatto ambientale delle attività.Il piano prevede l’installazione, entro il 2026, di nuovi impianti fotovoltaici nelle fornerie di Melfi, Ascoli e Cremona e nel pastificio di Foggia. L’operazione consentirà di portare la potenza complessiva installata a circa 9 MWp, con un obiettivo di lungo periodo fissato a 24 MW entro il 2030. L’iniziativa rientra nell’Energy & Water Plan del gruppo,

un programma di investimenti da 168 milioni di euro avviato nel 2024, che punta a rafforzare la produzione di energia da fonti rinnovabili e a migliorare l’efficienza nell’utilizzo delle risorse idriche.A livello globale, il 48% del fabbisogno elettrico del

gruppo proviene già da fonti rinnovabili. In Italia, marchi come Mulino Bianco, Pan di Stelle, GranCereale e i Sughi Barilla utilizzano già esclusivamente energia elettrica rinnovabile, segnando un importante avanzamento nel percorso di decarbonizza-

zione.Accanto alla transizione energetica, Barilla prosegue anche il lavoro sulla trasformazione della filiera agricola attraverso la “Carta del Mulino”, un disciplinare sviluppato dal 2019 in collaborazione con realtà scientifiche e ambientali come WWF Italia,

l’Università di Bologna, l’Università della Tuscia, il CNR-IBE e OpenFields. Il progetto guida gli agricoltori verso pratiche di agricoltura rigenerativa basate su dieci principi che uniscono sostenibilità ambientale, qualità delle produzioni e sostegno alle comunità rurali.Un esempio concreto di questo approccio è il biscotto “Buongrano”, realizzato con farina di grano tenero da agricoltura rigenerativa. L’obiettivo del gruppo è estendere progressivamente questo modello produttivo fino a coprire l’intera gamma Mulino Bianco entro il 2030.La strategia complessiva integra quindi investimenti energetici, innovazione agricola e collaborazione con l’intera filiera, con l’obiettivo di rendere il sistema produttivo sempre più sostenibile e resiliente.

Provincia

BALVANO Il Gruppo consiliare snocciola la questione “rifiuti” e area di cava, tra premialità, caratterizzazione e voti contrari

Materiali di scavo dell’Alta Velocità: potrebbero arrivare 10.000 autotreni

DI EMANUELA CALABR ESE

Tornano sul tema delle cave di Balvano i Consiglieri comunali di Opposizione Costantino Di Carlo, già Sindaco, Domenico Teta e Antonia Scarfiglieri. Questa volta però la questione riguarda i depositi di materiali di scavo dei cantieri dell’Alta Velocità della linea Battipaglia – Cosenza.

IL FATTO: MATERIALI DI SCARTO POTREBBERO

RAGGIUNGERE LE CAVE DI BALVANO

«10.000 autotreni carichi di materiali provenienti da “Italfer” potrebbero giungere a Balvano per ricolmare un fosso di cava. Era attuale la discussione sollecitata dalla stampa su dove depositare i materiali di scavo dei cantieri dell’Alta Velocità della linea Battipaglia – Cosenza, con un titolo che poco lascia all’immaginazione, “Alta velocità: Alla Basilicata niente treni, solo rifiuti”» asseriscono i Consiglieri che riepilogano quanto accaduto. «Il 17 dicembre 2025 il Comune di Balvano pubblica una manifestazione di interesse per concedere terreni comunali destinati all’attività estrattiva, prevedendo di assegnare una premialità per “l’utilizzo di tecniche e processi green” nella proposta progettuale -incalza il Gruppo consiliare- Così presentato, il criterio sembrerebbe premiare una maggiore tutela dell’ambiente in area di cava, e invece, leggendo il dettaglio

previsto dalla griglia dei punteggi, si evince che i punti andranno a chi propone, fra l’altro, la “gestione circolare di materiali di scarto”».

I DUBBI DEI CONSI-

GLIERI E IL VOTO CONTRARIO DELLA

MAGGIORANZA

Ciò solleva dubbi ai Consiglieri che, anche nell’umore dei cittadini colgono perplessità, così a metà febbraio 2026, Di Carlo, Teta e Scalfiglieri chiedono «la discussione nell’Assise comunale e propongono di votare una proposta che vieti l’ingresso di qualsiasi materiale dall’esterno, proprio per evitare che le cave di Balvano, note per l’estrazione di materiale inerte, potessero in qualche modo, e con la scusa del ripristino ambientale, trasformarsi in sito di deposito di questi o altri materiali. Peccato che il Sindaco Ezio Di Carlo e il Gruppo di maggioranza votino contro, aprendo di fatto al potenziale arrivo di materiali da fuori nelle aree di cava». Sorgono ulteriori dubbi ai Consiglieri, «quando nel mese di febbraio, poi ripresentata il 9 marzo, un’azienda operante a Balvano nelle aree di cava propone alla Regione Basilicata una variante per poter riempire un fosso di cava, sostituendo i materiali inerti interni previsti per il riempimento, con materiali provenienti da cantieri, “principalmente Italfer”». IL COMUNE È CHIAMATO AD ESPRIMERSI SUL PROCEDIMENTO DI

SCREENING DELLA

REGIONE

Cosa accade? «Il Sindaco e il Gruppo di maggioranza, che solo tre mesi prima avevano voluto i 15 punti di premialità per “la gestione circolare dei materiali di scarto”, chiamato ad esprimersi nel procedimento di screening in corso presso la Regione Basilicata sulla domanda di portare questi materiali in cava, ha “manifestato contrarietà all’introduzione nelle aree di cava, di materiali riconducibili alla nozione di rifiuto”. Peccato che quel materiale non si chiami “rifiuto” -incalzano Di Carlo, Teta e Scarfiglieri- È come dire che si vieta molto, eccetto alcune cose. E la domanda è proprio su quelle “alcune cose”». Ribadisce allora il Gruppo consiliare: «Noi abbiamo chiesto che cosa si intenda per uso circolare di scarti e per scarti, e la risposta della responsabile dell'Ufficio è stata che si tratta di materiali che fino a poco fa dalla legge erano considerati rifiuti e che con l'aggiornamento della norma non si chiamano più così – spiegano- Che cosa ci preoccupa o ci fa riflettere? Che uno dei siti individuati per portare i materiali dell’alta velocità, era Cancellara, ma che poi non fosse più disponibile. Anche alla luce di ciò, nel Consiglio Comunale proponemmo di votare il divieto assoluto d'ingresso alle cave di qualsiasi materiale proveniente dall'esterno, proprio a scongiurare che potessero giungere materiali che non fos-

sero strettamente terreno vegetale. Ci chiediamo allora il Comune che vantaggio ne trae? Ai cittadini che ne torna? I materiali che l'azienda ha proposto di portare in cava si attestano a 200 mila metri cubi, se così fosse sarebbero 10.000 autotreni carichi, non parliamo di poca roba». LA DOMANDA È PER 200.000 METRI CUBI, UN’AREA COME UN CAMPO SPORTIVO MA ALTA 33 METRI, E POTREBBE

AUMENTARE

«Il Bando del Comune per la concessione delle aree di cava, prevede che si paghi per metro cubo di inerte estratto in area di cava. Nulla sembrerebbe incassare il Comune per ciò che potenzialmente, proveniente dall’esterno, verrebbe depositato – proseguono i Consiglieri con documenti alla mano- dunque, detto fuori dai denti: chi farebbe portare a casa sua tali materiali senza avere alcun ritorno, neppure economico?». Ed ancora: «Italfer scrive ai Comuni e parla di un totale di decine di milioni di metri cubi e che questi ma-

teriali ovviamente prima di arrivare devono essere caratterizzati per verificare se i valori siano sotto soglia, altrimenti non possono arrivare. Parliamo da cittadini: potrebbe essere che non siano per forza materiali a impatto zero, cioè semplicemente che se la soglia è 100, 101 non può arrivare, ma 99 sì. Allora Balvano perché dovrebbe prendersi, sempre “potenzialmente”, materiali di questo tipo? Avranno un impatto? Noi non lo sappiamo, ma anche se l'avessero minimale perché dobbiamo prenderceli? Il vantaggio qual è? E questo potrebbe essere solo l’inizio - si avviano a concludere- perché la domanda attuale è per 200.000 metri cubi, un’area grande quanto un campo sportivo e alta 33 metri, ma nella nota inviata ai Sindaci, Italfer stima i materiali prodotti e da produrre “in decine di milioni di metri cubi”. Tradotto: 100, 200, 300 volte, i volumi che potenzialmente potrebbero arrivare a Balvano e per cui si sta completando l’iter amministrativo in questi giorni» chiosano i Consiglieri.

Simulazioni operative di sinistri stradali e rilievi planimetrici dettagliati svolti sul campo, con il supporto di droni e strumenti satellitari

Incidenti stradali, a Paterno due giorni di formazione per la Polizia Locale

Si è concluso con esito positivo a Paterno il secondo evento formativo tecnico-pratico dedicato al rilievo degli incidenti stradali, organizzato dal comandante della Polizia Locale, dott. Alfredo Toscano, in collaborazione con la Polizia Stradale di Potenza. L’iniziativa, svoltasi in modalità onsite, ha rappresentato un’importante occasione di aggiornamento professionale per gli operatori del settore, con l’obiettivo di rafforzare competenze operative e capacità di intervento in scenari emergenziali.Ad aprire i lavori sono sta-

ti i saluti istituzionali del sindaco di Paterno, prof.ssa Tania Gioia, che ha sottolineato il valore strategico della formazione per garantire maggiore sicurezza sulle strade e una gestione più efficace delle criticità.Nel corso delle due giornate formative, coordinate dal vice ispettore Giovanni Turturiello e dal sovrintendente Donato Potenza, con approfondimenti normativi curati dall’ispettore Donato D’Elia, gli agenti si sono cimentati in simulazioni di incidenti stradali e rilievi planimetrici, successivamente confrontati con dati ot-

tenuti tramite droni e strumentazioni satellitari.L’attività ha permesso ai partecipanti di approfondire metodologie di misurazione, tecniche di cristallizzazione delle prove e l’impiego delle tecnologie più avanzate nella ricostruzione della dinamica dei sinistri.Soddisfazione è stata espressa dal comandante Toscano, che ha evidenziato come il rilievo degli incidenti stradali richieda elevata precisione e competenze specifiche, sottolineando l’importanza del confronto con la Polizia Stradale per la crescita professionale del perso-

nale.Il comandante ha infine ringraziato formatori, partecipanti, Amministrazione comunale e sindaco per il supporto organizzativo e logistico, in particolare per la messa a disposizione di spazi e attrezzature tecnologiche.

La segnalazione di un vicino e le immagini video decisive. Recuperati gioielli e attrezzi da scasso, i sospetti bloccati in ascensore

Furto in casa sventato, arrestati due uomini a Matera

MATERA. La Polizia di Stato ha arrestato in flagranza due cittadini georgiani, residenti nel cosentino, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di furto aggravato in abitazione ai danni di una donna. Determinante l’intervento tempestivo degli agenti delle Volanti e della Squadra Mobile, allertati dalla segnalazione di un vicino che aveva notato i due introdursi nell’appartamento della dirimpettaia e uscire poco dopo, dirigendosi verso l’ascensore.Gli operatori, giunti sul posto in pochi minuti, hanno intercettato i sospetti proprio all’apertura delle porte dell’ascensore, bloccandoli. All’interno del vano sono stati rinvenuti diversi monili in oro, risultati provento del furto, insieme ad attrezzi utilizzati per l’effrazio-

ne.Le successive indagini della Squadra Mobile hanno rafforzato il quadro accusatorio. Dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza è emerso che i due avrebbero aperto la porta dell’abitazione utilizzando chiavi appositamente predisposte. Un contributo decisivo è arrivato anche dal figlio della vittima, che è riuscito a salvare un frame delle registrazioni prima che l’impianto venisse disattivato.La donna ha riconosciuto come propri i preziosi recuperati, mentre il vicino ha identificato senza esitazioni i due fermati come autori del furto. Sulla base degli elementi raccolti, i due uomini sono stati arrestati e, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, trasferiti nella Casa circondariale di Matera.

Il sindaco: «Definiti i prossimi passaggi operativi». Critiche dell’opposizione su tempi, contenuti e coinvolgimento della città

Matera 2026, scontro in Consiglio

«C’è accordo col Mic da 4 milioni»

MATERA. Si è aperto con un’ora di ritardo, alle ore 17, il Consiglio comunale di Matera, segnato in avvio dal ricordo della tragedia che ha colpito il 18 aprile la città di Tétouan, dove il crollo parziale di un edificio nella Medina ha causato la morte di due bambini. L’assemblea ha osservato un minuto di silenzio in segno di vicinanza alla comunità marocchina, che condivide con Matera il titolo di capitale mediterranea della cultura e del dialogo 2026.La seduta è proseguita con il rinvio del primo punto all’ordine del giorno per l’assenza di candidature alla presidenza e vicepresidenza del Consiglio, quindi con l’esame delle interrogazioni. Il consigliere Toto ha chiesto il rinvio delle prime tre, le cui risposte erano pervenute solo nella giornata.Il dibattito si è concentrato sul tema di Matera 2026, anticipato su proposta del consigliere Bennardi approvata con 25 voti favorevoli. Il sindaco Antonio Nicoletti ha riferito sull’esito del recente viaggio a Tétouan e sugli sviluppi del programma, mostrando la targa ricevuta dall’amministrazione marocchina e annunciando nuovi eventi

congiunti tra le due città.«Oggi il progetto è in un momento cruciale perché la scorsa settimana abbiamo ricevuto dal Ministero della Cultura l’accordo controfirmato per utilizzare i quattro milioni di euro destinati al programma di Matera 2026», ha dichiarato Nicoletti. «Stiamo lavorando a uno schema operativo con i soggetti ministeriali per definire tempi e modalità di attuazione secondo il calendario già formalizzato».Nel corso della seduta è intervenuta anche Rita Orlando, direttrice della Fonda-

zione Matera Basilicata 2019, che ha illustrato le linee progettuali, a partire dal bando per le residenze artistiche, previsto in due fasi per favorire la coprogettazione con gli operatori locali. «Sono previste dieci residenze artistiche e una manifestazione di interesse per gli organizzatori culturali», ha spiegato.Ampio il programma delineato, che comprende un bando eventi, progetti musicali con Tétouan, iniziative per famiglie, rassegne musicali e letterarie, conferenze su Mediterraneo, clima e cooperazione

internazionale, oltre a manifestazioni come Materadio, il festival del design e un summit audiovisivo mediterraneo. Tra gli appuntamenti principali anche la mostra di Mimmo Iodice a luglio e quella dedicata ad Adriano Olivetti a novembre, insieme a progetti di arte digitale e installazioni site specific.Dure le critiche del consigliere Santochirico, che ha contestato la portata del programma. «Il programma prevede solo residenze artistiche? Non sappiamo cosa si farà, quando e con chi», ha affermato, denun-

ciando una scarsa condivisione con la città.Il sindaco ha replicato respingendo le accuse: «Non voglio cadere nelle provocazioni. È stato fornito un aggiornamento puntuale dopo gli incontri con il Ministero». La direttrice Orlando ha quindi precisato che molte scelte derivano da richieste del tessuto culturale locale.Anche i consiglieri Bennardi e Cifarelli hanno espresso perplessità sul coinvolgimento della società civile, sottolineando la necessità di un cambio di metodo. Il consigliere Casino ha invece difeso l’impostazione adottata, dando vita a un confronto acceso che ha segnato la seduta.La discussione è proseguita con ulteriori interventi dei consiglieri e con le interrogazioni su diversi temi cittadini, tra cui scuola, impianti sportivi e patrimonio immobiliare. In particolare, aggiornamenti sono stati forniti sui lavori allo stadio XXI Settembre e sulla gestione dell’ex asilo nei Sassi.Il Consiglio si è concluso confermando come il dossier Matera 2026 resti al centro del confronto politico, tra avanzamento operativo e richieste di maggiore partecipazione e chiarezza sul programma.

Dopo l’incendio dello scorso 9 luglio 2025, nessun intervento concreto. Chiesto Tavolo tecnico permanente con Enti e Autorità competenti

Degrado a Metaponto, cittadini e consiglieri denunciano: «Grave ostacolo per il turismo»

D I M IR IA M GA LG A N O

«Metaponto non può più aspettare.

Dopo il grave incendio del 9 luglio 2025, abbiamo chiesto subito attenzione e interventi concreti per il nostro territorio. Lo abbiamo fatto in ogni modo: con la richiesta di un Consiglio comunale straordinario, con interrogazioni consiliari, negli incontri pubblici e attraverso i comunicati stampa». Lo dichiarano, in una nota, i consiglieri comunali Maria Rosaria Carbone, Gabriella Galli e Saverio Sarubbo. «Ad oggi - proseguono i consiglieri - nulla è cambiato. È passato quasi un anno da luglio scorso e l’estate è ormai alle porte, senza che sia stato mosso un passo. Nessuna risposta, nessuna azione concreta da parte dell’Amministrazione. Una situazione che rende ancora più difficile affrontare le tante criticità presenti a Metaponto».«Per questo - concludono i consiglieri - abbiamo deciso di fare un passo ulteriore, chiedendo al Prefetto di Matera un intervento urgente per istituire un Tavolo tecnico permanente, coinvolgendo tutte le Istituzioni, gli Enti e le Autorità competenti». Accanto alle proposte di un adeguato piano di interventi a breve, medio e lungo termine, i cittadini di Metaponto continuano a manifestare tutto il loro dissenso nei confronti di un’Amministrazione definita incurante, se non addirittura assente. «Abbiamo bisogno di un commissario straordinario!»; «Servirebbe un referendum per togliere Metaponto dalla gestione del Comune di Bernalda. Metaponto deve avere un proprio Sindaco e una sua gestione comunale indipendente»; «Dovrebbero ritornare le bancarelle sul lungomare che davano un po' di sana allegria con le loro lucine»: sono solo alcuni dei molteplici commenti che imperversano sui social network, a conferma della situazione allarmante in cui versa il Comune di Metaponto. Appare evidente, dunque, rintracciare quel sentimento di affezione verso il proprio territorio per restituirne una nuova versione, più autentica e genuina, più vicina ai bisogni di coloro che ci vivono da anni, e ai tanti turisti che desiderano farvi sosta per le vacanze estive, e non solo. Metaponto è un gioiello lucano che me-

rita di risplendere attraverso la giusta combinazione di storia, cultura e natura. Qualora situazioni d’incuria e di degrado costringessero Metaponto a rivendicare la propria autonomia, molti cittadini non sarebbero così tanto delusi o contratrariati: «Rivogliamo la nostra Metaponto, Il Comune di Bernalda è indegno di rappresentare il nome di questo territorio. Titolari di concessioni balneari, ristoratori e albergatori, ti-

tolari di campeggi e strutture varie. Uniamoci e combattiamo insieme questo scempio!».Probabilmente, la protagonista Dorothy ne “Il mago di Oz” c’aveva proprio azzeccato: nessun posto è come casa propria. Metaponto, in tal senso. è sempre stata una grande abitazione, pronta ad accogliere chiunque. Un rifugio emotivo, ancora, in cui risiedono radici e si costruiscono ricordi. Un luogo di appartenenza sincera do-

ve gli ospiti non vengono trattati come tali, ma finiscono col diventare un tutt’uno con quella realtà tipicamente lucana che emana calore senza fine. E se per ricostruire questa “abitazione senza tempo” servisse solo “cambiare la serratura?”. La speranza, alla fine, è che il Comune di Metaponto possa tornare a riappropriarsi della sua identità, mai dimenticata, momentaneamente accantonata.

Matera e provincia

Il presidente Barberino: «Le nostre ambasciatrici rappresentano storia e identità

del territorio in un’esperienza

Dall’Occse di Metaponto 4 ragazze “portano” la Basilicata in Bulgaria

BERNALDA. L’Associazione Occse Magna Grecia di Metaponto è una delle organizzazioni più attive della fascia jonica. Sotto la guida infaticabile e ricca di idee di Giuseppe Barberino è altresì capace di coinvolgere i giovani in un impegno positivo per loro stessi e per il territorio.Quattro ragazze, le Naiadi, aderenti all’associazione, da Metaponto hanno spiccato il volo per il centro dell'Europa: con la Magna Grecia nel cuore!Ha dichiarato Barberino: «Oggi è un giorno di grande orgoglio: le nostre quattro ambasciatrici - Sibora, Lory, Ale e Francesca - sono in partenza per un’esperienza internazionale di 8 giorni in Bulgaria! Queste giovani donne rappresentano le Naiadi di Metapontion, simboliche protettrici del Tempio di Hera, già celebre Cattedra di Pitagora. Un legame profondo con la nostra storia millenaria che oggi varca nuovamente i confini nazionali. Questo progetto, reso possibile dalla nostra associazione, in sinergia con i nostri fantastici partner, si ripete anche quest’anno in piena continuità con le edizioni passate, confermando il

nostro impegno costante nel tempo. Come sempre, l'opportunità per i nostri giovani è offerta senza alcuna spesa a loro carico». L’ultima iniziativa dell’Occse si è tenuta solo pochi giorni addietro con l’edizione 2026 di Primavera in Magna Grecia expo, l’evento che ha trasformato il Castello di Torremare nel cuore pulsante dell’eccellenza italiana in occasione della Giornata nazionale del Made in Italy. I visitatori hanno risposto alla chiamata dell'autenticità, immergendosi in un’esperienza sensoriale che ha celebrato l'artigianalità millenaria e le visioni avanguardistiche del nostro territorio. Il connubio

tra la maestria dei talenti creativi che hanno esposto, la presenza della madrina Francesca Cascione, le note travolgenti dei Sang’ Amaru e il sapore del vino di Magna Grecia ha confermato come la qualità e l'anima di un territorio siano la nostra vera forza globale.L'iniziativa, inserita nel calendario ufficiale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e nel cartellone storico Metapontion di Pitagora, ha dimostrato che il saper fare italiano è un’eredità viva e inarrestabile.Il successo organizzativo e i ringraziamenti, in particolare ai giovani studenti dell’Istituto comprensivo Pitagora che hanno presentato i la-

vori da loro predisposti con cui si sono candidati al concorso nazionale Eplibriamoci, con la fervente passione delle loro insegnanti. La riuscita della manifestazione è stata resa possibile grazie a una sinergia impeccabile tra scuola e partner privati.Un ringraziamento particolare per la preziosa collaborazione è stato rivolto al Comando dell’Arma dei Carabinieri, alla Polizia di Stato e alla Polizia locale, che hanno consentito e garantito il regolare svolgimento dell'evento e la sicurezza dei partecipanti con professionalità e costante presenza.«Abbiamo dimostrato che l'eccellenza non è solo un traguar-

do, ma un valore condiviso che affonda le radici nella nostra identità», ha affermato il presidente Giuseppe Barberino. «Il successo di ieri è la voce di un territorio che sceglie la qualità assoluta e sa andare oltre le difficoltà, superando anche la mancanza di talune auspicabili collaborazioni. Un grazie sincero a chi ha reso possibile tutto questo: dalle istituzioni alle forze dell'ordine, a ogni singolo espositore».L'organizzazione altresì ha manifestato la propria gratitudine al Ministero del Made in Italy, alla Provincia di Matera, all'Epli Basilicata, all'Istituto comprensivo Pitagora di BernaldaMetaponto e a tutti i partner tecnici e commerciali che hanno sostenuto la visione di Made in Italy 2026 nelle terre di Magna Grecia.A Metaponto visse gli ultimi venti anni di vita Pitagora e, secondo Joseph Carter, un agroarcheologo statunitense che ha vissuto molti anni a Metaponto, qui sono le radici della civiltà occidentale. Egli infatti concluse i suoi studi e la sua esperienza in Magna Grecia con una voluminosa pubblicazione pressoché, purtroppo, ignorata in Basilicata.

Franciosa: «Innovazione e turismo per valorizzare il territorio». 16 aziende presentano brevetti e prototipi al Caldarola Lab di Matera

Modelli resilienti, le imprese lucane in vetrina

MATERA. Si è tenuto ieri presso il Caldarola Lab di Matera in via della scienza la mostra evento ‘Modelli di business resilienti made in Basilicata’ . L’evento rientra nelle giornate ufficiali del Made In Italy e rappresenta un momento scientifico organizzato dall’Ente Pro Loco Basilicata in sinergia con il centro di ricerca iinformatica, con il coinvolgimento di 16 imprese del territorio lucano che hanno presentato case study brevettati di innovazione sostenibile e resilienza attraverso una mostra dei brevetti e dei prototipi sviluppati. L’evento si e’ aperto con un convegno sul focus del turismo resiliente a cura dell’Ente Pro Loco Basilicata presieduto da Rocco Franciosa, consigliere nazionale della Rete Associativa Terzo Settore Ente Pro Loco Italiane, con la presentazione di diverse novità lucane in ambito turistico (fra cui il

Metaverso Gis case study della Erreffe Progetti e Inbraccio soluzione di stampa 4D per gli eventi a cura di Centro Servizi) nell’ambito della valorizzazione turistica a cui ha fatto seguito il workshop dei prototipi (Lastwatt de L’Antincendio, Calid della Caldarola e Pixtru de La Lucana) e la poster session delle imprese e dei progetti ministeriali Sentinel-Grid e Gretacarbon. Presente all'evento che ha celebrato la "Giornata Nazionale del Made in Italy" promossa dall'Ente Pro Loco Basilicata e dal centro ricerca iinformatica, in rappresentanza del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Francesco Gallo, Funzionario tecnico, Ispettorato territoriale (Casa del Made in Italy) di Puglia, Basilicata e Molise. Un momento per coniugare valorizzazione territoriale e sviluppo sperimentale scientifico delle imprese del territorio.

La politica lucana e l’amministrazione comunale di Potenza in lutto: Polese e Nardiello ricordano Michele Ligrani

Potenza piange Ligrani, Telesca: «Esempio di passione e dedizione»

APotenza, è venuto a mancare all’età di 75 anni Michele Ligrani, storico dirigente della pallavolo lucana e presidente della PM Volley Potenza. La notizia ha scosso profondamente la città e l'intera comunità sportiva della Basilicata, che piange la perdita di un uomo che ha dedicato oltre quarant'anni della sua vita alla crescita dello sport nella regione. I funerali si terranno oggi, alle ore 15.30, nella Chiesa di Santa Chiara, nel rione Macchia Giocoli del capoluogo lucano, dove amici, familiari e tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo si riuniranno per dare l'ultimo saluto.Michele Ligrani è stato un pilastro per la pallavolo lucana, fondatore della PM Volley nel lontano 1982 e per decenni presidente e guida di una società che ha saputo conquistare il cuore dei potenti e dei giovani talenti. La sua dedizione ha trasformato la PM Volley in una delle realtà più importanti della pallavolo regionale, capace di arrivare anche a competere su palcoscenici nazionali e internazionali. Oggi, Potenza e tutta

la Basilicata si fermano per ricordare e onorare la sua memoria.

IL CORDOGLIO

DEL SINDACO

DI POTENZA, VINCENZO TELESCA

Il sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, ha espresso il proprio profondo cordoglio per la morte di Michele Ligrani, ricordando la figura di un uomo che ha contribuito in modo significativo alla crescita dello sport nella città e nella regione. «Apprendo con profondo dolore della scomparsa di Michele Ligrani. A nome mio e dell’intera amministrazione comunale, esprimo le più sentite condoglianze alla sua famiglia e a tutta la comunità rossoblù della PM Volley Potenza», ha dichiarato il primo cittadino.Telesca ha poi ricordato la lunga carriera di Ligrani, che nel 1982 fu tra i fondatori della PM Volley, un progetto che partì da zero grazie all’impegno di un gruppo di agenti della Polizia Municipale. "Da quel giorno, Michele non ha mai smesso di lavorare con passione e determinazione per costruire una realtà sportiva che è di-

ventata un’istituzione per Potenza e per l’intera Basilicata", ha aggiunto il sindaco. Nel suo messaggio, Telesca ha anche sottolineato l’impatto che Ligrani ha avuto sulla formazione di centinaia di atlete. «Ha formato decine di migliaia di atlete — un numero che da solo racconta la portata del suo lascito. Ha portato la PM Volley a disputare circa 25 campionati nazionali tra Serie B1 e B2, ha organizzato eventi di rilievo come l'All Star Game e una tappa del Campionato Italiano di Beach Volley a Maratea. Ha conquistato un torneo internazionale a San Pietroburgo nel 2004», ha ricordato il sindaco.Infine, Telesca ha evidenziato come Ligrani abbia sempre creduto nel valore dello sport come strumento di crescita e integrazione sociale. «Potenza gli deve molto. Michele resterà nella memoria di questa città», ha concluso il sindaco, esprimendo vicinanza alla famiglia e all’intera comunità della PM Volley.

IL RICORDO DI MARIO POLESE, CAPOGRUPPO REGIONALE DI OL - IV

Anche Mario Polese, capogruppo regionale di OL - IV, ha voluto ricordare Michele Ligrani, definendolo una figura di riferimento non solo per lo sport, ma per l'intera comunità lucana. «La notizia della scomparsa di Michele Ligrani è uno di quei dolori che colpiscono al cuore non solo la città di Potenza, ma l'intera comunità sportiva e civile della Basilicata. Con lui se ne va un uomo straordinario, un visionario che ha dedicato quasi sessant’anni della sua vita alla costruzione di un sogno chiamato PM Volley», ha affermato Polese. Il capogruppo ha poi sottolineato l'importanza di Ligrani non solo come dirigente, ma come educatore. «Michele non è stato soltanto uno

storico allenatore o un presidente stimato. È stato, prima di tutto, un educatore e una guida sicura per intere generazioni di atlete. Ha interpretato lo sport come la più alta forma di ‘infrastruttura sociale’», ha detto Polese, mettendo in luce come Ligrani abbia sempre visto nello sport una risorsa fondamentale per la crescita delle persone e delle comunità.«Desidero stringermi con un abbraccio sincero alla sua famiglia e a tutto il mondo della PM Volley. Riposa in pace, caro Michele: la tua Potenza non dimenticherà il tuo esempio», ha concluso Polese, estendendo le sue più sentite condoglianze alla famiglia Ligrani e a tutti i suoi cari.

IL CORDOGLIO DELL’ASSESSORE ALLO SPORT, GERARDO NARDIELLO

Anche l’assessore allo Sport del Comune di Potenza, Gerardo Nardiello, ha voluto esprimere il proprio cordoglio per la scomparsa di Michele Ligrani, sottolineandone le qualità umane e professionali.«Potenza perde una bella persona che, sia come dipendente pubblico, nel corpo della Polizia locale, sia come dirigente sportivo, nell’ambito del volley, ha saputo esprimere quei valori e quell’impegno che hanno sempre contraddistinto la sua vita», ha dichiarato Nardiello.L’assessore ha inoltre ricordato il rapporto personale costruito negli anni con Ligrani: «Unisco al cordoglio espresso dal Sindaco e dall’Amministrazione il mio personale, avendo avuto la fortuna di conoscere Michele Ligrani e di condividere con lui momenti di confronto e di programmazione in ambito sportivo».Un messaggio che si aggiunge a quello delle istituzioni e dell’intera comunità, a testimonianza dell’impronta profonda lasciata da Ligrani nel mondo sportivo e sociale della città.

Vincenzo Telesca
Mario Polese
Michele Ligrani
Gerardo Nardiello

Malore nella notte per la voce materana dello sport. Il cordoglio dall’Odg di Basilicata, Assostampa, Ussi e mondo politico: «Una firma talentuosa»

Lutto nel giornalismo sportivo lucano: addio al professionista Antonio Mutasci

Un’improvvisa e dolorosa notizia ha scosso il mondo dell’informazione sportiva lucana: è morto nella notte il giornalista materano Antonio Mutasci. avrebbe compiuto 43 anni il prossimo 18 ottobre. Lascia la moglie Nicoletta e una comunità profondamente colpita dalla sua scomparsa.Professionista dello sport per oltre 25 anni, Mutasci era considerato una firma storica del panorama giornalistico della Basilicata. Aveva iniziato giovanissimo, seguendo le orme del compianto Renato Carpentieri, con cui era cresciuto nelle redazioni de La Nuova del Sud e de Il Quotidiano del Sud, costruendo nel tempo una carriera solida, basata su passione, competenza e rigore.Negli ultimi anni aveva dato vita e curato due progetti editoriali online dedicati allo sport materano, The Mag e Sport on fire, diventando un punto di riferimento per appassionati e addetti ai lavori. Da oltre un decennio era anche la voce delle telecronache del calcio cittadino, accompagnando con professionalità e coinvolgimento le vicende sportive locali. Solo domenica scorsa aveva concluso la sua esperienza come addetto stampa e telecronista dell’Invicta Matera, fresca di promozione in Eccellenza.La salma è vegliata presso la casa funeraria Giasi Emanuele, in via Lucana 241 a Matera. I funerali si terranno mercoledì 22 aprile alle ore

10.30 nella chiesa di Maria Santissima Annunziata, al rione Piccianello.Numerosi i messaggi di cordoglio giunti in queste ore da colleghi, istituzioni e associazioni di categoria, a testimonianza della stima e dell’affetto costruiti nel corso degli anni.La presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Basilicata, Sissi Ruggi, ha espresso profondo dolore per la perdita di “un collega stimato e appassionato, profondamente legato alla sua terra”, sottolineando come Mutasci abbia saputo raccontare lo sport lucano con equilibrio, correttezza e grande senso di responsabilità. «La sua scomparsa rappresenta una grave perdita per la comunità giornalistica», ha dichiarato, ricordandone anche le qualità umane e il rapporto personale di stima e amicizia.Anche l’Associazione della Stampa di Basilicata ha voluto ricordarlo come “un serio e validissimo collega”, evidenziando il suo impegno nel sindacato e nei ruoli istituzionali: vicepresidente dell’Ussi Basilicata, consigliere nazionale della Fnsi e componente del direttivo dell’associazione. Un professionista che, fin da giovanissimo, aveva scelto il giornalismo sportivo come vocazione, raccontando con passione le storie del territorio.Parole di grande commozione arrivano anche dall’Ussi Basilicata, che ha sottolineato come la sua scomparsa rappresenti «una perdita enorme non solo per il

giornalismo, ma per tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo».Anche il consigliere regionale Giovanni Vizziello ha voluto esprimere la sua vicinanza: «Apprendo con profondo dolore la notizia della prematura scomparsa di Antonio Mutasci. Una perdita che mi colpisce anche sul piano personale, per la stima che ho sempre nutrito nei suoi confronti e per rapporti personali che mi legavano ad Antonio. Profondo conoscitore di ogni aspetto della vita di Matera, Antonio era mosso da una profonda passione per lo sport, cui ha dedicato gran parte della sua attività professionale, il suo operato lascia un se-

gno indelebile nella città di Matera e nell’intera comunità regionale». Infine, il Sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, insieme all’intera Amministrazione comunale, esprime profondo cordoglio per la scomparsa improvvisa del giornalista materano: «Con Antonio Mutasci, la città perde un professionista serio e appassionato, un punto di riferimento nel racconto dello sport materano. La sua competenza, unita a una naturale capacità comunicativa, lo rendeva una voce autorevole e al tempo stesso vicina alla comunità. Da sempre grande appassionato di sport, Mutasci ha saputo raccontare il calcio e le altre discipline con

entusiasmo e dedizione, mantenendo sempre uno stile improntato alla pacatezza e all’equilibrio. Alla sua riconosciuta professionalità affiancava qualità umane rare come disponibilità, cortesia e un sorriso che accompagnava ogni incontro, sia nel lavoro che nella vita quotidiana. Mancheranno la sua presenza discreta ma incisiva, la sua capacità di narrare lo sport con passione autentica e il suo modo gentile di relazionarsi con tutti. Alla moglie Nicoletta, alla sua famiglia, ai colleghi e agli amici, e a quanti gli hanno voluto bene, giungano le più sentite condoglianze mie personali e dell’intera comunità materana».

Con il progetto GameCat rilievi sul campo, tecnologie avanzate e lavoro di squadra per trasformare il cortile in uno spazio condiviso

Studenti progettisti per il futuro: a Matera nasce la nuova area della scuola Fermi

Il progetto GameCat entra nel vivo e coinvolge direttamente gli studenti in un’esperienza concreta di progettazione e rilievo tecnico. Nei giorni scorsi, gli alunni dell’Istituto Comprensivo «Enrico Fermi» e dell’Istituto Tecnico Costruzione Ambiente e Territorio (C.A.T.) «Loperfido-Olivetti» di Matera hanno completato il rilievo del cortile esterno della scuola Fermi, primo passo fondamentale per la riqualificazione dell’area.L’iniziativa, coadiuvata dal Collegio dei Geometri di Matera, nasce con l’obiettivo di offrire agli studenti un’esperienza professionale autentica, capace di andare oltre la didattica tradizionale. Il percorso, infatti, non si limita

alla teoria, ma punta a rafforzare le competenze digitali e lo sviluppo dei processi progettuali, promuovendo al tempo stesso il lavoro di squadra e una maggiore conoscenza del territorio.Durante le attività sul campo, i ragazzi hanno avuto modo di osservare da vicino l’evoluzione della professione del geometra, utilizzando sia strumenti tradizionali sia tecnologie avanzate. Divisi in gruppi di lavoro, hanno operato con la rotella metrica per le misurazioni dirette e con strumentazioni più sofisticate come la stazione totale, i ricevitori satellitari GPS e il drone.In questa fase, gli studenti del C.A.T. hanno svolto un ruolo centrale: oltre a gestire i rilievi

topografici con le attrezzature in dotazione alla scuola, hanno affiancato i compagni più giovani della Fermi in qualità di tutor, guidandoli nell’acquisizione dei dati tecnici e favorendo uno scambio di competenze tra pari.Il progetto si è ora spostato nei laboratori informatici per la fase di elaborazione. Gli studenti della scuola Fermi utilizzano «Minecraft Education Edition» per visualizzare e modellare le proprie idee in un ambiente ludico-educativo, mentre quelli dell’Istituto C.A.T. lavorano alla restituzione tecnica professionale attraverso software CAD.Promosso dal Collegio dei Geometri di Matera, GameCat rappresenta un esempio di collaborazione

tra istituti scolastici e mondo professionale, unendo l’Istituto Comprensivo «E. Fermi» e l’IT C.A.T. «Loperfido-Olivetti» in un’esperienza innovativa di progettazione partecipata.Il geometra Giuseppe Tragni, responsabile del progetto, ha dichiarato: «Voglio rin-

graziare i Dirigenti scolastici e i professori che hanno aderito con entusiasmo. Hanno compreso subito il valore di questa iniziativa, che mette in rete gli istituti permettendo agli alunni di confrontarsi e vivere un’esperienza formativa stimolante, diversa».

Tre giornate di eventi tra incontri, tavole rotonde e approfondimenti sul patrimonio industriale italiano

“Le strade delle contraddizioni”, parte da Potenza il progetto su Nicola Romeo

Si terrà giovedì 23 aprile 2026, alle ore 10:30, a Potenza, la conferenza stampa di presentazione del progetto culturale “Le strade delle contraddizioni: sensi, radici e passioni”, iniziativa promossa in occasione del 150° anniversario della nascita di Nicola Romeo, ingegnere, imprenditore e fondatore del marchio automobilistico Alfa Romeo, figura di riferimento nella storia industriale italiana del Novecento. L’incontro si svolgerà presso la Sala 3, al piano terra del Consiglio Regionale della Basilicata e segnerà l’avvio ufficiale di un percorso culturale che si svilupperà dal 26 al 28 aprile nei comuni di Montalbano Jonico, in provincia di Matera, e Montemurro, in provincia di Potenza.Il progetto si presenta come un’iniziativa di ampio respiro che mira a coniugare memoria storica, valorizzazione del patrimonio culturale e riflessione sulle dinamiche dello sviluppo contemporaneo. Al centro del percorso vi è la figura di Nicola Romeo, riletta come simbolo del dialogo tra identità locale e processi di modernizzazione. Nel corso della conferenza stampa verranno illustrati obiettivi, struttura e linee di sviluppo dell’iniziativa, caratterizzata da un approccio interdisciplinare che intreccia storia dell’industria, cultura materiale e patrimonio automobilistico. Saran-

no inoltre presentate alcune delle collaborazioni previste con istituti di ricerca e realtà culturali nazionali, chiamate a contribuire all’impianto scientifico del progetto.Particolare attenzione sarà dedicata ai tre assi tematici — “sensi, radici e passioni” — che guideranno il programma delle attività, comprendente eventi istituzionali, tavole rotonde, incontri pubblici e approfondimenti scientifici.

Il percorso sarà accompagnato anche da iniziative divulgative pensate per coinvolgere un pubblico ampio, con particolare attenzione alle nuove generazioni. La conferenza sarà anche l’occasione per presentare il partenariato istituzionale e scientifico che sostiene il progetto, rete di collaborazione che valorizza il territorio lucano come spazio di elaborazione culturale.In questa prospettiva, la Basilicata viene interpretata come laboratorio di idee capace di proporre nuove narrazioni sul rapporto tra industria, cultura e innovazione.“Le strade delle contraddizioni: sensi, radici e passioni” si configura dunque come un percorso di divulgazione e ricerca volto a coinvolgere istituzioni, studiosi e cittadini, con l’obiettivo di restituire centralità al Mezzogiorno nel dibattito contemporaneo e rileggere l’eredità di Nicola Romeo in chiave attuale.

L’Orchestra Maldestra lancia la rassegna “Camera Futura”

L’

Orchestra Maldestra inaugura

Camera Futura, nuova rassegna dedicata

alla musica da camera articolata in tre appuntamenti che porteranno il pubblico in una dimensio-

ne d’ascolto più intima e raccolta. Il primo concerto è in programma giovedì 24 aprile 2026 alle ore 20:00 presso l’Auditorium

Potenza Futura, spazio culturale ospitato dalla Fondazione Potenza Futura.La rassegna nasce dall’esigenza dell’ensemble di avvicinare ulteriormente gli ascoltatori alla musica, superando la tradizionale distanza tra palco e platea tipica dei grandi concerti. La musica da camera, per sua natura, favorisce infatti un rapporto diretto e immediato tra musicisti e pubblico, trasformando ogni esibizione in un vero e proprio dialogo condiviso.Protagonista della serata inaugurale sarà il fisarmonici-

sta Emanuele Viti, originario di Anagni (Lazio). Musicista precocemente talentuoso, Viti ha iniziato lo studio della fisarmonica a soli undici anni, raggiungendo appena cinque anni dopo il titolo di campione mondiale dello strumento. Un percorso che testimonia una formazione solida e un talento già pienamente maturato, nonostante la giovane età.La sua presenza a Potenza rappresenta per l’Orchestra Maldestra un’occasione significativa per valorizzare la fisarmonica in un contesto di musica colta, restituendole un ruolo da protagonista grazie alle sue potenzialità espressive spesso poco esplorate.

Primo concerto il 24 aprile all’Auditorium Potenza Futura, con il fisarmonicista Emanuele Viti

LA RUBRICA DI CRONACHE Pensieri e considerazioni su come evolvono le idee e le convinzioni nel tempo

Appunti di realtà 22 aprile Il punto che genera direzione

C’è un punto dentro ogni essere umano che non si limita a resistere. È il punto da cui si genera direzione. Non è visibile, non si impone, ma è l’unico spazio da cui una vita può iniziare davvero a incidere. La maggior parte delle persone non lo utilizza in modo consapevole. Non perché non lo possieda, ma perché continua a muoversi in risposta a ciò che accade, inseguendo segnali, adattandosi a ciò che cambia, cercando stabilità dove stabilità non può esserci. E così la direzione si perde. Non per mancanza di capacità, ma per dispersione. Attivare quel punto significa interrompere questo meccanismo. Significa smettere di vivere per reazione e iniziare a vivere per generazione. Non è un passaggio teorico. È estremamente concreto. Vuol dire che ogni parola che scegli non nasce più da un impulso, ma da una posizione. Vuol dire che ogni decisione non è più condizionata dal contesto, ma orientata da una visione interna chiara. Vuol dire che anche quando tutto si muove in direzioni confuse, tu non perdi asse. E quando questo accade davvero, la realtà intorno inizia a

rispondere in modo diverso. Non immediatamente. Non sempre in modo lineare. Ma inevitabilmente. Perché una vita che genera direzione non resta senza effetto. Le relazioni si ridefiniscono. Le dinamiche si riorganizzano. Le distanze, i tempi, le risposte iniziano a prendere una forma diversa. Non per controllo, ma per coerenza profonda. È qui che si apre una distinzione netta. C’è chi continua a cercare conferme all’esterno e resta legato a ciò che accade. E c’è chi inizia a generare uno stato interno così stabile da non dover più inseguire nulla. Da lì cambia tutto. Non perché si ottenga subito ciò che si desidera, ma perché si diventa il punto da cui le cose possono evolvere. E questo ha un impatto reale. Perché una condizione vitale forte non resta confinata dentro. Si trasmette. Si riflette. Si manifesta. Arriva agli altri, anche senza spiegazioni. Arriva nelle situazioni, anche senza forzature. E a quel punto succede qualcosa di preciso: le persone iniziano a percepire una differenza. Alcuni si avvicinano per comprenderla. Altri si interrogano. Altri ancora restano spiazzati. Ma nessuno resta indifferente. Perché quando qualcuno smette di adat-

tarsi e inizia a generare direzione, sta introducendo una qualità diversa nella realtà. Una qualità che non chiede, non rincorre, non si disperde. Una qualità che costruisce. E questa non è una possibilità riservata a pochi. È una responsabilità accessibile a chiunque scelga di assumerla. Non serve aspettare condizioni migliori. Non serve che tutto sia chiaro. Non serve che gli altri cambino. Serve una decisione precisa, concreta: iniziare a vivere da quel punto, ogni giorno,

nelle scelte reali. Chi lo fa con continuità non solo cambia il proprio modo di stare nelle cose, ma modifica concretamente il modo in cui le cose prendono forma. E questo, nel tempo, diventa evidente. A chi osserva. A chi incontra. A chi è pronto a fare lo stesso passaggio. Perché la differenza tra subire la realtà e trasformarla non è fuori. È tutta in quel punto. E quando viene attivato davvero, non resta teoria. Diventa esperienza. Diventa risultato. Diventa direzione.

Prosegue a Genzano di Lucania la rassegna cinematografica dedicata ai paesaggi umani e alle comunità dei territori

Visioni volontarie e storie per chi abita e chi ritorna

Prosegue a Genzano di Lucania il percorso cinematografico di «Visioni Volontarie – Storie per chi abita e chi ritorna», la rassegna dedicata ai paesaggi umani, alla memoria dei territori e alle comunità che scelgono di restare o di tornare ad abitare i luoghi.Un ciclo di proiezioni organizzato in collaborazione con Zer0971 ETS, partner di progetto, che attraverso il linguaggio del cinema documentario invita a riflettere sui legami tra persone, paesaggio e comunità, trasformando il cinema in uno spazio di incontro, confronto e partecipazione.Il secondo appuntamento è in programma giovedì 23 aprile al Cinema Auditorium F. Zotta di Genzano di Lucania, con la proiezione del documentario «C’era una volta la terra», diretto da Ilaria Jovine e Roberto Mariotti (Italia, 2018 – 74 minu-

ti).Ispirato agli articoli pubblicati negli anni Quaranta dallo scrittore e saggista

Francesco Jovine, dedicati alla civiltà contadina meridionale, il film si muove tra passato e presente per interrogare il rapporto profondo che da sempre lega l’uomo alla terra. A partire da quelle pagine, il documentario attraversa paesaggi rurali e storie contemporanee, dando voce a

persone diverse per età, provenienza ed esperienza, ma unite da una relazione quotidiana con il lavoro agricolo e con il territorio.Ne emerge una narrazione fatta di incontri e di sguardi: un giovane coltivatore che sceglie di restare, un professore di geografia che osserva e racconta i cambiamenti del paesaggio, due fratelli indiani impegnati nel lavoro

nei campi e alcuni ragazzi afghani accolti in un centro di prima accoglienza nato all’interno di un’azienda agricola.Tra memoria e presente, il film restituisce la complessità del mondo rurale contemporaneo e invita a riflettere sul significato culturale e sociale del rapporto tra comunità e territorio.La rassegna si concluderà mercoledì 29 aprile con la proiezione del

film «Varvilla» di Valerio Gnesini, dedicato all’esperienza della cooperativa di comunità nata nel borgo appenninico di Succiso, esempio concreto di come collaborazione e partecipazione possano contribuire alla rinascita dei piccoli centri.L’iniziativa si inserisce nel quadro del progetto «Paesaggi Volontari – Il Museo del Paesaggio di Monteserico», sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD nell’ambito del Bando Volontariato 2024 e promosso dall’A.P.S. Spaziogiovani Genzano ETS, in partenariato con il Comune di Genzano di Lucania insieme a una rete ampia e attiva di realtà del terzo settore impegnate nella valorizzazione del paesaggio, della cultura e della partecipazione civica.Tutte le proiezioni si tengono presso il Cinema Auditorium F. Zotta, in Piazza Roma a Genzano di Lucania.

Un’operazione che

Consulbrokers, la svolta con J.C. Flowers: il nuovo volto del brokeraggio italiano

Nel panorama del brokeraggio assicurativo italiano, pochi possono vantare un percorso di crescita e consolidamento paragonabile a quello di Consulbrokers

S.p.A.. Fondata nel 1988 dall’iniziativa imprenditoriale di Alfredo Amato, Antonio Perretti, Maurizio Fiore ed Egidio Comodo, la società si è affermata nel tempo come uno dei principali broker assicurativi indipendenti del Paese, costruendo la propria identità su una forte specializzazione nella gestione dei rischi per la Pubblica Amministrazione, le piccole e medie imprese e i grandi gruppi corporate.

In oltre 35 anni di esperienza, il gruppo ha sviluppato un modello consulenziale distintivo, caratterizzato da un approccio sartoriale nella costruzione delle coperture assicurative e da una presenza territoriale capillare. Un posizionamento che ha aperto una nuova fase di sviluppo con l’ingresso di J.C. Flowers & Co., tra i più noti fondi internazionali di private equity specializzati nei servizi finanziari.

L’operazione, realizzata tramite la holding OneItalia Alliance, ha rappresentato un vero spartiacque per la società: non solo un rafforzamento patrimoniale, ma l’avvio di una nuova stagione industriale che punta a trasformare Consulbrokers in un campione nazionale del brokeraggio.

LE RADICI

DI UN PLAYER

INDIPENDENTE

Fin dalle origini, il gruppo si è distinto per la capacità di operare in segmenti complessi e altamente regolamentati, con una leadership storica nella Pubblica Amministrazione e una presenza crescente in comparti specialistici ad alto valore aggiunto.

Tra le aree di eccellenza figurano la sanità e la medical malpractice, il fine arts, il settore nautico, quello sportivo e l’automotive, oltre ai rischi emergenti come cybersecurity e responsabilità civile specialistica.

Il modello di business si fonda su una struttura organizzativa inclusiva e federale, capace di integrare partner e realtà territoriali mantenendone identità, relazioni commerciali e

competenze distintive. Un approccio che ha consentito al gruppo di crescere senza sacrificare la prossimità al cliente, elemento sempre più rilevante in un mercato caratterizzato da operatori plurimandatari.

L’INGRESSO DI J.C. FLOWERS E LA NASCITA DI UNA PIATTAFORMA INDUSTRIALE

L’operazione con J.C. Flowers ha segnato un vero cambio di scala. L’acquisizione di una quota di maggioranza, accompagnata da una successiva delibera di aumento di capitale, ha dato al gruppo le risorse necessarie per accelerare un ambizioso piano di sviluppo.

Il razionale industriale è chiaro: costruire in Italia una piattaforma aggrega-

trice capace di unire eccellenze locali e specializzazioni verticali sotto un’unica regia manageriale e finanziaria. In questo senso, l’operazione assume una valenza strategica che va oltre la singola azienda.

Il mercato italiano del brokeraggio è tradizionalmente caratterizzato da una forte frammentazione, con una moltitudine di realtà locali spesso eccellenti ma prive della massa critica necessaria per competere su scala più ampia. Il progetto promosso da J.C. Flowers mira proprio a colmare questo gap, introducendo un modello di roll-up industriale già sperimentato in altri mercati maturi.

La trasformazione di Consulbrokers si inserisce quindi in una più ampia dinamica di consolidamento del brokeraggio italiano, con una prospettiva di crescita duplice: organica e per acquisizioni, e un progressivo ampliamento dell’offerta verso PMI, grandi aziende, insurtech e personal line.

LA STRATEGIA

DI CRESCITA PER ACQUISIZIONI

La fase successiva all’ingresso del fondo è stata caratterizzata da una rapida esecuzione della strategia

M&A. In pochi mesi il gruppo ha integrato numerose realtà specializzate, tra cui GB Intermediazioni, Etisicura, Intermedia I.B., ProBroker, Insurance Gold Brokers ed Exe Insu-

rance Broker. Sono acquisizioni non solo dimensionali, ma complementari sotto il profilo delle competenze e dei mercati presidiati. La logica è quella di costruire un ecosistema in cui ogni realtà apporti una specializzazione distintiva: dalla sanità ai rischi professionali, dal cyber al comparto nautico, fino a segmenti di nicchia ad alta marginalità.

In questo si fa attenzioneal modello di allineamento industriale e finanziario con gli imprenditori delle società acquisite. In alcuni casi, infatti, i soci hanno scelto di reinvestire parte dei proventi direttamente nella holding, rafforzando il commitment di lungo periodo e condividendo il progetto di crescita. Questa architettura, tipica delle migliori operazioni di private equity industriale, consente di coniugare disciplina finanziaria e spirito imprenditoriale. Il caso Consulbrokers rappresenta così il segnale di una maturazione del mercato italiano: da sistema di eccellenze locali a ecosistema industriale più integrato, capitalizzato e competitivo.

È qui che si misura il significato strategico dell’operazione con J.C. Flowers: non semplicemente un deal finanziario, ma la costruzione di una piattaforma destinata a ridefinire gli equilibri del brokeraggio nazionale nei prossimi anni.

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