

![]()



CONSIGLIO REGIONALE
INCIDENTI DOMESTICI
Incontri sulla prevenzione a Tursi e Policoro
Si sono svolti a Tursi ed a Policoro, presso le sedi dei Centri di Aggregazione Culturali affiliate alla Rete Nazionale Anziani Italia, gli incontri sulla prevenzione degli incidenti domestici ed hanno registrato la partecipazione di un gran numero di persone adulte, attente e partecipi alla discussione successiva. L’importanza della prevenzione è (...)
■ continua a pag 13

Servizi da pag 3 a 5


GIUSEPPE VERRASTRO
Ci possono essere mille modi per far sindacato, anche accomodarsi nelle stanze dei potenti e far finta di negoziare ed invece con schiena dritta ha saputo dimostrare che vale anche il contrario e che si può stare sull’Aventino e sulla lotta ad oltranza contro soprusi, omissioni e finanche perfidi massoni pur di difendere l’onore del lavoro pubblico ed il valore dei suoi dipendenti, a cui peraltro è affidata la sfida d’innovazione e di cambiamento d’un Paese che vuole far bella figura in Europa. Per questo è un bene per Basilicata e lavoratori che ci sia da segretario d’una grande UIL FP.


MARCELLO PITTELLA
Basterebbe semplicemente la fisiognomica per capire che con disciplina e sano fervore comunitario sarebbe davvero il migliore dei politici in circolazione se almeno si sforzasse d’usare un po’ di più la testa assieme al merito delle questioni ed invece ahinoi a 64 anni suonati rischia di rimanere una promessa mancata, manco fosse dentro una poesia crepuscolare. Ora capiamo la cortesia istituzionale del saluto portato a Rifreddo alla UIL FP, ma sul pubblico pare il meno titolato a parlare visto che, cuore suo, ha trasformato la presidenza del Consiglio Regionale in una sezione d’Azione. #SALISCENDI
“IL BENE COMUNE” Conferenza stampa in Regione. Romaniello (Lfc): «Vero brand ambassador»


Martedì nuova Assise tra i punti all’Ordine del Giorno il disegno di legge sull’istituzione della figura dei sottosegretari
■ Servizio a pag 6 VERTENZA EX TIS E RMI
I lavoratori sul piede di guerra: «Non è finita, la Regione non ha cercato soluzioni alternative nè tantomeno una stabilizzazione vera»
■ Calabrese a pag 7 VAGLIO
Ex Ss, Santopietro al presidente Giordano: «Serve un Tavolo di confronto per la sicurezza della comunità»
■ Calabrese a pag 17
SPORT
Trapani-Potenza con il turn over, De Giorgio: «Gli amaranto sono una buona squadra», per il Picerno esame Siracusa
■ Servizi a pag 23 Teatro Duni stracolmo. Alla cerimonia inaugurale presenti il Commissario Ue Fitto, la ministra Casellati, in collegamento i ministri Tajani e Giuli e i parlamentari lucani

Il Consigliere regionale Ultras su Facebook piange per un nostro articolo
Noi siamo assolutamente neutrali nella contesa interna a Fratelli d’Italia
DI M ASSIMO D ELLAPENNA
Fedez qualche anno fa disse che entro pochi anni gli utenti dell'informazione classica sarebbero stati tutti o vecchi o morti, sulla base di questo enunciato decise di fare un broadcast che parlasse anche di politica e si occupasse di informazione.
L'altro giorno il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata ospite di Fedez con ascolti da record, tutti gli altri esponenti politici si erano rifiutati di accettare l'invito.
Qualche anno fa, noi abbiamo scommesso sul fatto che il giornale all'edicola sarebbe stato sorpassato e inventammo il nuovo format di Cronache che arriva direttamente sui cellulari dei nostri lettori e gira da una chat all’altra. Tutto ciò ha suscitato lo sguardo sdegnato di qualche snob della carta stampata ma ci ha consentito di essere di gran lunga il giornale lucano più letto. Alessandro Galella nel suo post in cui riprende la nostra prima pagina insiste ben due volte nel definirci foglio virtuale, quasi a voler sminuire il nostro valore.
Non ci serve ricordare a Galella cosa dice la legge sulla stampa che non si
iscrizione al Tribunale e di direttore responsabile tra gli obblighi caratterizzanti i giornali, ci basta ricordare che Galella si unisce al coro delle prefiche snob della nostalgia del tempo in cui si andava nelle edicole.
Quello che, però, maggiormente ci preme sottolineare è che Giorgia Meloni vive con la testa nel presente e va da Fedez, Galella come un Travaglio qualsiasi resta ancorato al passato.
Non a caso la Meloni vince le elezioni a Roma mentre FDI le perde a Potenza anche grazie alle intemerate lacrime di Galella.
ESSERE O NON ESSERE ULTRAS
Vogliamo tranquillizzare Alessandro Galella, noi non usiamo il termine ultras come offesa. Abbiamo un grande rispetto per la cultura ultras. Chi vi scrive era allo stadio proprio in gradinata durante la partita contro il Latina. Ci dispiace, però, sottolineare che quando si scrive si evitano le ripetizioni. È una regola che ci hanno insegnato molti anni fa alle scuole elementari. Questa regola ci costringe a cercare sinonimi anche perché, rispettosi delle antiche regole imposte dalla Serao, non avremmo mai potuto met-
tere nel titolo e nel catenaccio le stesse parole e, quindi, se nel titolo sono andati i nomi di Galella e Merra, nel catenaccio avevamo l’obbligo di cercare dei termini che ci consentissero di identificare i protagonisti senza nominarli.
Non troviamo un termine più appropriato di ultras per definire il consigliere regionale di FdI.
Se Galella si vergogna o non gradisce questa definizione potremmo da domani cercare altri sinonimi ripercorrendo la sua carriera da portaborse in Consiglio Regionale.
NON SIAMO NEMICI
L’ex portaborse dell’assessore Rosa soffre di manie di persecuzione che lo portano a cercare una inimicizia tra di noi.
Noi non abbiamo nessun preconcetto negativo contro di lui, lo abbiamo apertamente lodato per il coraggio manifestato nella difesa dell’indennità differita e quando ha fatto altre cose buone, con la stessa decisione lo critichiamo quando secondo noi sbaglia.
Lo diciamo a beneficio di tutti e cogliamo anche l’occasione per ribadirlo, ogni tanto siamo accusati di avere troppa stima o troppa acredine per qualcuno, di essere troppo schiacciati sul centrode-

Il post di Galella
stra o sul centrosinistra, qualsiasi di queste accuse è destituita di fondamento.
Noi non siamo un giornale di partito, scriviamo

La scheda con segni distintivi al centro della disputa per il seggio di FdI in Consiglio regionale. Attesa per il verdetto finale del Consiglio di Stato

sanro Ambrosino e Francesco Buscicchio. A Cronache l’avvocato Buscicchio ha dichiarato: «Oggi si e svolta l'udienza di discussione e la causa è stata trattenuta in decisione e verosimilmente si avrà la sentenza in venti o trenta giorni. La fiducia? Non lo so. Non mi esprimo su questo». Il legale rappresentante di Donatella Merra, Oreste Morcavallo, di Cosenza ha difeso ovviamente l'ex assessore regionale nella sede romana del Consiglio di Stato: «Abbiamo discusso davanti alla quinta sezione del Consiglio di Stato, relatore il consigliere Alberto Urso e abbiamo ribadito le posizioni espresse in primo e in secondo grado. Noi ab-
quello che più ci aggrada ogni volta, criticando o valutando le azioni e non gli uomini. Un’ultima annotazione ci sentiamo di fare al Galella giurista che parla di processo di ricusazione avanti al Consiglio di Stato. La ricusazione è un atto con il quale si contesta il giudice. Quello avanzato dalla Merra è un processo di revisione, almeno si può provare ad imparare i termini.
NOI SIAMO NEUTRALI
Nello scontro giudiziario tra Merra e Galella noi non abbiamo alcun interesse. In passato abbiamo criticato Merra come abbiamo criticato Galella, abbiamo lodato Merra come abbiamo lodato Galella. Chiunque dei due dovesse vincere continueremo ad usare lo stesso parametro. Chi dovrebbe preoccuparsi è, invece, FDI regionale che vede le lotta politiche trasformarsi in lotte giudiziarie e gli affari interni al partito spiattellate sui social da quel Consigliere Regionale che ha alternato militanza ultras e militanza da portaborse. Questo, però, non è affar nostro.
Dalla riapertura del Teatro Duni al gran finale nei Sassi: un viaggio tra passato e futuro per costruire ponti di solidarietà

Ieri pomeriggio Matera ha vissuto una giornata memorabile, destinata a entrare nella storia. In concomitanza con la Giornata Internazionale della Felicità, la cerimonia inaugurale del programma “Terre Immerse” ha dato ufficialmente il via all’anno di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026.
L’evento, ospitato nello storico Teatro Duni, ha visto la partecipazione di numerose autorità italiane, europee e mediterranee, tra cui il vicepresidente del Consiglio dei Ministri Antonio Tajani e il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, collegati in video, e il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea
Raffaele Fitto, il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi e il Sindaco di Matera Antonio Nicoletti, presenti in sala.
La cerimonia, condotta dalla giornalista Rai Valentina Bisti, ha trasformato il Teatro Duni, ancora in fase di ristrutturazione, in un simbolico “cantiere culturale”. Tra impalcature e ponteggi, l’Orchestra Sinfonica di Matera e il Coro della Polifonica Materana Pierluigi da Palestrina hanno eseguito l’Inno Nazionale e l’Inno alla Gioia di Beethoven, riportando la musica dal vivo in un luogo che è metafora di rinascita e dialogo.
UN MEDITERRANEO
DI INCONTRO E RINASCITA
La giornata è stata arric-
chita da interventi istituzionali, performance artistiche e momenti di riflessione. L’architetto Pietro Laureano ha offerto una lectio brevis sul Mediterraneo come luogo di incontro e dialogo, mentre la danza “Anemos. Il soffio del mare”, interpretata da Antonella Albano e Mick Zeni, ha dato vita a una coreografia originale che ha celebrato il respiro del Mediterraneo. Un omaggio speciale è stato dedicato alla città marocchina di Tetouan, anch’essa insignita del titolo di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. L’attrice Eva Danino ha recitato in lingua originale la poesia “Ma patrie est un visage” di Tahar Ben Jelloun, un tributo alla fratellanza tra

le due città simbolo di dialogo e cooperazione.
MATERA, LABORATORIO CULTURALE
A CIELO APERTO
Dalle 18:30, la città si è trasformata in un laboratorio performativo diffuso. Strade, balconi, terrazze e spazi urbani sono diventati palcoscenici per musica e arte. Tra gli eventi più suggestivi, il concerto bandistico verticale sui ponteggi del Palazzo della Prefettura, con la Grande Orchestra di Fiati Città di Grottole, e l’installazione della Sirena Bicaudata, opera dell’artista Vincenzo D’Alba, simbolo di dualità e incontro tra passato e presente.
Il gran finale ha illuminato il Sasso Caveoso con uno spettacolo di luci e musica elettronica dal vivo, accompagnato da scenografie laser e un drone show che ha disegnato fi-
gure tridimensionali nel cielo sopra i Sassi. Un momento di rara bellezza che ha unito tradizione e innovazione, celebrando il Mediterraneo come luogo di dialogo e cultura.
UN FARO ACCESO SUL MEDITERRANEO
Matera e Tetouan, unite dal titolo di Capitali Mediterranee della Cultura e del Dialogo 2026, si fanno portavoce di un messaggio di pace e cooperazione, dimostrando che il Mediterraneo non è solo un luogo di confini e divisioni, ma una fonte di ricchezza culturale e umana. L’inaugurazione di Matera 2026 segna l’inizio di un percorso che trasformerà la città in un centro di dialogo e creatività, dove cultura e solidarietà saranno il cuore pulsante di un Mediterraneo che guarda al futuro con fiducia e speranza.



Nel suggestivo scenario del Teatro Duni, trasformato in un simbolico cantiere di rinascita, istituzioni italiane ed europee, artisti e cittadini si sono riuniti per celebrare un progetto che punta a fare di Matera il cuore pulsante di una nuova stagione di solidarietà, cultura e cooperazione internazionale.
IL MESSAGGIO DI TAJANI
Tante le Istituzioni presenti tra cui in collegamento Antonio Tajani, Ministro degli Esteri che ha esordito, affermando: «Il percorso che inizia oggi a Matera è una importante occasione anche per rilanciare un messaggio forte di pace e dialogo.Proprio nei momenti di crisi è fondamentale trasformare le sfide in opportunità e guardare al futuro con fiducia e voglia di fare. Dobbiamo cogliere l'opportunità di Matera 2026 per lanciare nuovi percorsi di pace, dialogo e collaborazione nel Mediterraneo». Tajani ha sottolineato che «la crisi in Iran e nel Golfo sta scuotendo il Medio Oriente, il Mediterraneo e gli equilibri globali. Siamo impegnati a Bruxelles, nel G7 e alle Nazioni Unite per favorire la de-escalation ed evitare l'allargamento del conflitto. Questa crisi - ha proseguito il vicepresidente del Consiglio dei ministri - mostra la sempre più profonda in-
terconnessione tra gli scenari di crisi e gli effetti sulle nostre economie. Penso soprattutto al tema delle risorse energetiche. La nostra priorità è aiutare le imprese e le famiglie italiane. Il Governo è al loro fianco. Abbiamo già varato un primo pacchetto di misure sul prezzo dell'energia. Stiamo lavorando a un pacchetto di misure per le nostre imprese esportatrici, con il sostegno di Ice, Sace, Simest e Cdp».
«Abbiamo ribadito - ha aggiunto Tajani - la centralità della sicurezza e della libertà di navigazione, nel Mar Rosso e nel Mediterraneo. L'Italia è già in prima linea in tutte le missioni navali Ue nell'area».
IL MESSAGGIO DI GIULI
Sempre in collegamento da remoto, ci ha tenuto a dare il proprio saluto anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli. «Èun giorno di gioia per Matera e per l'Italia.La nostra amata città dei Sassi, patrimonio Unesco, diventa Capitale della diplomazia culturale e centro del Mediterraneo».
«Dai suoi antichi rioni, dal cuore dei Sassi - ha aggiunto il ministro - Matera offre la sua meravigliosa storia per trasformare il mare in una comunità. Ringrazio chi ha creduto in questa straordinaria città come faro di dialogo. È una giornata storica».
«Colgo l'occasione - ha sottolineato - per annunciare che abbiamo appena individuato importanti risorse finanziarie per sostenere sei borghi, tra cui le realtà lucane di Aliano e Maratea" che sono state candidate a Capitali italiane della Cultura. I fondi saranno stanziati grazie ai residui del Fondo di Sviluppo e Coesione della linea "Rigenerazione culturale e sociale dei borghi storici”».
«La Basilicata - ha concluso Giuli - è sempre più al centro delle dinamiche culturali: a Matera auguro tutto il successo che merita».
IL MESSAGGIO
DI FITTO
«La Capitale mediterranea della Cultura e del Dialogo rappresenta un ponte ideale, particolarmente adatto alla stagione che, purtroppo, stiamo vivendo. Il tema del dialogo è
fondamentale» ha detto, invece, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea e commissario alla Politica regionale, Raffaele Fitto, a margine della cerimonia di inaugurazione di Matera 2026, nel 'Cantiere' del Teatro Duni.
«Le città - ha aggiuntosvolgono un ruolo decisivo in questa direzione, così come la Commissione europea, che assume una posizione molto importante. Ecco perché sono felice di essere in questa città, che esprime un messaggio culturale potente a livello internazionale, come dimostra tutta la sua storia. Questo deve costituire un punto di riferimento anche per l'ampliamento del dialogo. Tra Europa e Italia favoriremo sinergie importanti in questa prospettiva», ha concluso Fitto.
IL MESSAGGIO DI CASELLATI
La Ministra Elisabetta Casellati, intervenuta alla cerimonia inaugurale di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, ha definito questo riconoscimento «il frutto di una visione e di un impegno tenace da parte delle istituzioni, dei cittadini e di chi ha creduto nel potenziale di questo luogo iconico».
«La contaminazione reciproca costituisce la cifra della civiltà mediterranea; ha favorito uno scambio incessante di stimoli e ha forgiato un sincretismo di idee, espressioni culturali e manifestazioni artistiche che continua ancora oggi», ha dichiarato Casellati, sottolineando come i Sassi di Matera siano la testimonianza visibile di
secoli di incontri e convivenze tra culture diverse. La Ministra ha poi evidenziato l’importanza di promuovere la cultura come strumento di pace e il dialogo come antidoto alle tensioni globali: «La cultura non è un lusso per i tempi di pace: è essa stessa uno strumento di pace. Il dialogo non è una concessione: è una necessità. E Matera, con la sua storia, con la sua capacità di trasformare la marginalità in risorsa, è una voce credibile ed autorevole per portare questo messaggio nel Mediterraneo e oltre». In un momento storico segnato da crisi geopolitiche e difficoltà economiche, Casellati ha ribadito che Matera 2026 rappresenta anche un’importante occasione per il Sud Italia. «Matera ci ricorda che il Sud è una risorsa, un luogo dove la nostra vocazione mediterranea si fa concreta. Questo titolo è un investimento nel futuro del Mezzogiorno, un’opportunità per lo sviluppo economico, l’attrattività turistica e il protagonismo internazionale di una regione che lo merita pienamente.»
Ha infine concluso il suo intervento con un messaggio di sostegno e speranza: «L'augurio è per Matera e per i suoi cittadini: che questo anno sia all'altezza della vostra storia, della vostra tenacia, della vostra straordinaria capacità di sorprendere. La promessa è quella del Governo: saremo al vostro fianco». «Perché Matera non è soltanto una città che celebra il passato, ma che costruisce, ogni giorno, il futuro di tutta l’Italia».

CAPITALE DEL DIALOGO Al presidente della Basilicata si è unito il sindaco Nicoletti: «Un messaggio di pace e comunità per i giovani»
Afare gli onori di casa in un Teatro Duni stracolmo di gente il presidente della Regione Vito Bardi.
IL MESSAGGIO
DI BARDI
«Non celebriamo soltanto un titolo, ma inauguriamo una visione» ha esordito il governatore della Basilicata.
«È, ha aggiunto, la visione di un Mediterraneo che imbraccia la cultura come arma potente di costruzione. il mare, che per secoli è stato teatro di scambi e conflitti, ha conosciuto la sua grandezza quando ha scelto la via della conoscenza. Un mare che unisce l'Europa e l'Africa, le coste e le terre interne, i porti e le città di pietra, i popoli che nei secoli hanno lasciato qui i loro linguaggi, le loro memorie, le loro forme di vita. È in questa stratificazione che oggi riconosciamo un nuovo inizio che trova in Matera, già Capitale europea della cultura, il suo centro simbolico».
«Il Mediterraneo sia - ha proseguito il presidente della Giunta lucana - un manifesto di identità condivisa, una metafora potente che parla di radici, di memoria, di energia vitale, un luogo dell'anima più che uno spazio geografico. A lui si sono ispirati cantori e poeti descrivendolo come un mondo ricco di storia, di fascino e di bellezza. Mediterraneo da scoprire, cantava uno degli artisti più rappresentativi della nostra terra, Pino Mango, che a questo mare dedicò una delle sue più belle canzoni. Matera 2026 sarà dun-
que un anno ricco di grandi opportunità, in cui i nostri giovani potranno trovare percorsi formativi e rigenerativi nei progetti euro mediterranei. La Basilicata è pronta a fare la sua parte. Matera è pronta a guidare questo percorso. E insieme, Italia e Marocco (l'altra Capitale med 2026 è Tétouan), possiamo costruire un Mediterraneo più unito, più consapevole, più capace di generare pace, sviluppo e opportunità».
IL MESSAGGIO DI NICOLETTI
Il sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, ha aperto il suo intervento alla cerimonia inaugurale di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026 con un sentito ringraziamento alle autorità presenti e ai cittadini, sottolineando il ruolo cruciale delle giovani generazioni. «Saluto con particolare affetto la rappresentanza scolastica, le ragazze e i ragazzi che sono il presente e il futuro del mondo», ha dichiarato. Nel suo discorso, Nicoletti ha riflettuto sul significato del Mediterraneo, definendolo «non solo un’area geografica, ma un luogo di incontro e scambio tra culture, lingue, scienze e tradizioni, molto più ricco dei conflitti e delle sofferenze che lo hanno attraversato». Ha ricordato le radici storiche e culturali di Matera, che si intrecciano con quelle del Mediterraneo, e ha sottolineato il valore simbolico dei Sassi come testimonianza di una stratificazione di civiltà e di convivenza.



«Il messaggio di Matera Capitale della Cultura e del Dialogo, in questo tempo, è proprio questo: un messaggio di pace, solidarietà, comunità e amore. Parole così forti, che a volte sembrano spaventarci», ha affermato il sindaco, evidenziando la necessità di superare le divisioni e costruire ponti tra i popoli.
Nicoletti ha inoltre ricordato l’importanza della giornata inaugurale, coincidente con la Giornata Internazionale della Felicità e con l’inizio della primavera, simbolo di rinascita e speranza. «La felicità non è semplice e facile: è una lotta. Felicità può voler dire impegnarsi, con ostinazione e tenacia, a cercare la bellezza,

a scacciare le paure che ci limitano». Il sindaco ha poi reso omaggio alla storia del Teatro Duni, inaugurato nel 1949 e oggi simbolo della capacità di Matera di resistere e rinascere. «Non ci siamo fermati, e abbiamo trasformato il cantiere, come testimonianza dell’operosità italiana, capace di creare bellezza e armonia, e di non fermarsi di fronte agli ostacoli, con volontà, professionalità e coraggio.»
Infine, Nicoletti ha lanciato un messaggio di fiducia e impegno per il futuro: «Con tenacia e ostinazione scopriremo e parleremo di un Mediterraneo nuovo, definito non per i suoi “confini”, che oggi sono troppo spesso “divisioni”, ma per ciò che ci fa sentire più vicini, per ciò che ci arricchisce l’un l’altro.»
Ha concluso il suo intervento con un augurio: «Auguri Matera, e buon nuovo inizio a tutti noi!»
All’ordine del giorno revisione norme agricole, elezione osservatorio immigrazione e sanità con focus su ospedale di Lagonegro
POTENZA. Il Consiglio regionale della Basilicata è convocato in seduta ordinaria per martedì 24 marzo 2026 alle ore quindici nell’aula Dinardo del Palazzo della Giunta regionale, in via Verrastro a Potenza. L’apertura dei lavori sarà affidata alla comunicazione del presidente del Consiglio, Marcello Pittella, che interverrà sulla revisione della disciplina relativa all’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari, tema di particolare rilevanza per il comparto produttivo lucano. Successivamente l’Assemblea sarà chiamata a discutere l’elezione dei componenti dell’Osservatorio regionale sull’immigrazione, previsto dalla normativa regionale e recentemente aggiornato. Si tratta di un passaggio istituzionale significativo per il monitoraggio dei fenomeni migratori e per l’elaborazione di politiche di integrazione sul territorio. L’ordine del giorno prevede poi l’esame di diverse proposte di legge. Tra queste, gli interventi a sostegno del sistema sanitario nazionale con misure di incentivo fiscale per il personale, le modifiche alla normativa sul rilancio dell’economia e sulla riqualificazione del patrimonio

edilizio, nonché le disposizioni riguardanti il Parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane. All’attenzione dell’Aula anche le misure dedicate al sostegno delle famiglie lucane e quelle per il contenimento della spesa farmaceutica, oltre alla proposta sulla gratuità del trasporto pubblico regionale per il personale dei comparti difesa e sicurezza.
I lavori proseguiranno con l’esame dell’atto amministrativo relativo all’istituzione del Parco naturale regionale del Vulture e del relativo ente di gestione. In
calendario anche il disegno di legge sull’integrazione dello Statuto regionale con l’introduzione della figura dei sottosegretari, provvedimento che nelle ultime settimane ha suscitato numerose polemiche nel dibattito politico regionale. Particolare attenzione sarà riservata alle questioni sanitarie, con il confronto sull’ospedale unico per acuti di Lagonegro e sull’attuale organizzazione del servizio sanitario regionale. La seduta si concluderà con la discussione di mozioni e con l’attività ispettiva dei consiglieri.
«QUATTRO ANNI SENZA RISORSE REGIONALI»
Quattro anni senza un euro dalla Regione Basilicata per i convitti: è quanto emerso in audizione alla Quarta Commissione consiliare su richiesta del M5s. Una situazione definita grave dalle consigliere Alessia Araneo e Viviana Verri, che parlano di abbandono di un presidio educativo essenziale per centinaia di famiglie.I dati illustrati dai dirigenti scolastici evidenziano criticità rilevanti. Il convitto di Matera, trasferito in una sede periferica priva di collegamenti adeguati, ha registrato un crollo delle iscrizioni, passando da circa ottanta convittori a sedici previsti per il prossimo anno. Il sistema dei rimborsi alle famiglie risulta di fatto bloccato e solo una quota limitata riesce ad accedere ai contributi.Secondo il M5s, circa quattrocentomila euro destinati alle annualità arretrate risultano ancora fermi negli uffici regionali. «Chiudere un convitto non è una razionalizzazione, ma una scelta con un costo sociale altissimo», sottolineano le consigliere, evidenziando il rischio concreto di chiusura di alcune strutture.I convitti, ricordano, rappresentano una rete di sostegno per studenti provenienti da aree interne e contesti fragili, oltre ad attrarre giovani anche da regioni vicine. Da qui la richiesta alla Giunta di sbloccare le risorse, rivedere la normativa e avviare un confronto con le istituzioni locali. «Servono risposte concrete, non rassicurazioni», concludono.

Bardi parla di dialogo con Prefettura mentre le organizzazioni denunciano ricatto salariale e chiedono un tavolo
POTENZA. Si inasprisce il confronto sulla vertenza Smart Paper in Basilicata, con posizioni sempre più distanti tra istituzioni regionali e organizzazioni sindacali. Il presidente della Regione, Vito Bardi, in una nota diffusa al termine di un incontro con il Prefetto, ha ribadito la vicinanza ai lavoratori coinvolti e alle loro famiglie, sottolineando la necessità di giungere rapidamente a una soluzione condivisa. «Esprimo vicinanza ai lavoratori e auspico che aziende e organizzazioni sindacali possano giungere rapidamente a un accordo», ha dichiarato, assicurando che la Regione continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione della vicenda.Di tutt’altro tenore la replica delle sigle Fim, Fiom, Uilm e Fismic Basilicata, che parlano apertamente di «ver-
gogna istituzionale» e denunciano l’assenza di un confronto concreto. Secondo i sindacati, la comunicazione del presidente risulterebbe «vuota e offensiva» rispetto alle aspettative di oltre trecento lavoratori coinvolti nella vertenza, che chiedono un intervento immediato e strutturato da parte delle istituzioni.Al centro della protesta vi è la riduzione salariale prevista, che comporterebbe una perdita mensile superiore ai trecentocinquanta euro per lavoratori che percepiscono stipendi compresi tra circa milleduecento e milletrecento euro. Una condizione definita «ricatto occupazionale», con la prospettiva di dover scegliere tra l’accettazione delle nuove condizioni economiche o la perdita del posto di lavoro.Le organizzazioni sindacali puntano il dito anche

contro il sistema degli appalti e il ruolo delle aziende coinvolte, evidenziando come il costo dell’operazione venga scaricato interamente sui lavoratori. In questo contesto viene sollecitato un intervento diretto della Regione nei confronti della committenza, con particolare riferimento a Enel, affinché vengano assunte responsabilità chiare.Pur riconoscendo
l’impegno dell’assessore alle Attività produttive, Francesco Cupparo, i sindacati respingono la narrazione secondo cui la salvaguardia dei livelli occupazionali rappresenterebbe un risultato sufficiente. «Non basta salvare i posti di lavoro se non si tutela la dignità dei lavoratori», sottolineano, evidenziando come la riduzione salariale rappresenti una perdita strutturale destinata a incidere nel lungo periodo.La richiesta resta quella di una convocazione urgente di un tavolo istituzionale con tutti i soggetti coinvolti, Prefettura compresa, per affrontare in maniera organica una vertenza che coinvolge circa trecentoventi famiglie e che, secondo i sindacati, rischia di diventare un precedente pericoloso per l’intero sistema produttivo regionale.

«La Regione non ha cercato soluzioni normative per l'applicazione dei diritti fondamentali né per una stabilizzazione vera»

D I EM ANUELA CALAB R ES E
Proseguono le rimostranze dei lavoratori ex Tirocini di Inclusione Sociale e Reddito Minimo di Inserimento, già protagonisti di un sit-in permanente presso viale Verrastro, e di molteplici manifestazioni che negli anni sono state espressione del loro grido di giustizia. «Attualmente i lavoratori non transitati nel progetto ASA-Area Servizi AgroAmbientali, sono 646 secondo le stime dell’Agenzia Regionale Lavoro e Apprendimento Basilicata, e sono occupati in progetti di pubblica utilità. Legalmente i lavori di pubblica utilità sono utilizzati o qua-
le pena sostitutiva o per i lavoratori in costanza di rapporto di lavoro -asseriscono gli Rmi e Tis in una nota- impegnati per meno del 50% nelle normali attività lavorative. Per questi ultimi i diritti fondamentali, malattia, contributi, maternità, sono già applicati e previsti dalle norme relative al rapporto di lavoro o agli ammortizzatori sociali riconosciuti (cassa integrazione ecc)».
Però, «non rientra in questa casistica l'utilizzo che viene fatto attualmente dei lavoratori della platea Rmi e Tis. La regione Basilicata – proseguono a spiegare- nonostante le denunce e richieste fatte dalla nostra OS non si è ripiegata a cer-
Unimportante passo avanti per i lavoratori della commessa “Supporto alla Programmazione, Attuazione, Monitoraggio, Controllo e Funzione Contabile del PR Basilicata FESR FSE+ 2021–2027” è stato compiuto con l’approvazione unanime del Contratto Integrativo Aziendale, accordo, sottoscritto lo scorso 13 marzo.
L’intesa, promossa dal RTI Ecoter-Iniziativa Cube e sostenuta dalla Filcom Confsal Basilicata e dalla Filcams CGIL di Potenza, rappresenta un risultato significativo per il miglioramento delle condizioni economiche e normative del personale, sia a tempo determinato che indeterminato. Uno dei punti più innovativi dell’accordo riguarda l’introduzione di un modello avanzato di flessibilità oraria. I lavoratori potranno ora scegliere di anticipare l’ingresso a partire dalle 7:30 o posticiparlo fino alle 9:30, con la possibilità di ridurre la pausa pranzo a soli 15 minuti. Questo modello punta a migliorare l’equilibrio tra vita e lavoro, consentendo una gestione più autonoma degli impegni familiari e riducendo lo stress legato al pendolarismo. Sul piano economico, l’accordo pre-
care le soluzioni normative per l'applicazione dei sopra richiamati diritti fondamentali all'interno dei progetti di inclusione attualmente in essere né tantomeno per una stabilizzazione vera dei lavoratori: non è stata data priorità e conseguenza agli impegni presi dal presidente Bardi di aprire una interlocuzione col governo per poter applicare anche in Basilicata la normativa prevista per i tirocinanti calabresi, assunzione al di fuori dalle piante organiche e senza i vincoli assunzionali, che sono i veri vincoli che impediscono ai comuni l'assunzione dei lavoratori che da quasi 20 anni lavorano in nero per assicurare anche servizi essenziali». Già nella nota del 13 settembre 2024 la USB chiedeva che fosse «riconosciuto anche per i lavoratori rimasti nella platea un importo annuale pro capite pari al costo di un lavoratore transitato nel progetto ASA per finanziare la stabilizzazione presso gli enti ,anche partendo da un progetto di inclusione lavorativa con contratti a tempo determinato nelle
more dell'approvazione della normativa nazionale».
In più oggi, aggiungono, «potrebbe esserci la possibilità, a normativa invariata, di ricorrere a selezione riservata, come già avvenuto in alcuni comuni, soprattutto nei 34 sui 100 interessati, che hanno al massimo in carico 1 o 2 lavoratori tra TIS e RMI». Nella stessa nota veniva richiesto «il finanziamento per il riconoscimento di un indennizzo che costituisse in qualche modo una sorta di liquidazione per i lavoratori che a 67 anni fuoriescono dalla platea senza contributi e avendo al limite diritto all'assegno sociale o per i familiari dei lavoratori deceduti, compresa la possibilità di una sostituzione nella platea con il coniuge sopravvissuto o un figlio maggiorenne». Alcuni lavoratori, «rispetto all'assenza completa di iniziative all'interno dei comuni, stanno ripensando alla possibilità di aderire al progetto ASA, ma il bando per la riassunzione per il 2026, a differenza degli impegni verbali, non ha previsto che potesse esse-
vede un Premio di Risultato di 300 euro annui pro capite, buoni pasto del valore di 7 euro per ogni giornata lavorativa e un sistema di welfare aziendale pari a 1.000 euro annui per ogni dipendente. Tra le innovazioni normative, spiccano la regolamentazione del lavoro agile, l’introduzione della Banca Ore Solidale e il potenziamento dei diritti sindacali con 14 ore annue di assemblea retribuita. Determinante è stato il contributo delle rappresentanze sindacali, con la Filcom Confsal Basilicata e la Filcams CGIL di Potenza in prima linea. La RSU Domenico Telesca, il dirigente sindacale Domenico Onorato e il Segretario Generale Regionale Donato Rosa hanno seguito con competenza ogni fase della trattativa, ottenendo un accordo che risponde alle esigenze dei lavoratori.
Anche la Filcams CGIL, con le RSU Giuliana Gentile e Adele D’Agostino, ha espresso piena soddisfazione per il risultato ottenuto. «Questo accordo valorizza il ruolo e il contributo professionale dei lavoratori, migliorando concretamente le loro condizioni», ha dichiarato il segretario generale Rocco Casaletto.
re esteso a tutti i componenti della Platea ,ma solo ai lavoratori che avessero già aderito al progetto stesso – e incalzano- Non solo le nostre richieste aggiuntive ma anche gli accordi già raggiunti e riportati nella scheda 2MC non hanno trovato finanziamento né alcun ambito di discussione. Si impone a questo punto un questionario generalizzato tra i lavoratori per capire, rispetto alle ipotesi già previste, dove ritengono di poter essere collocati, tra “interesse ad una stabilizzazione presso gli enti”, “stabilizzazione presso aziende private o terzo settore”, “interessati alla fuoriuscita volontaria” o “interessati alla permanenza nei progetti di inclusione come accompagnamento alla età pensionabile”. La USB – concludono i lavoratori- programmerà una serie di assemblee nei Comuni, partendo da quelli in cui sono impegnati più lavoratori, chiedendo anche un confronto con i sindaci interessati, per capire la reale situazione e volontà dei lavoratori e organizzare una ripresa dell'iniziativa».

L’approvazione dell’accordo è stata accolta con entusiasmo dai lavoratori, che hanno riconosciuto la validità delle misure introdotte.
L’obiettivo è garantire equità di trattamento e condizioni di lavoro uniformi per tutti i lavoratori dell’assistenza tecnica, indipendentemente dall’azienda affidataria. «La partecipazione dei lavoratori è il fondamento di ogni avanzamento», ha concluso Casaletto, ribadendo l’impegno a proseguire il confronto per il miglioramento delle condizioni lavorative in tutta la regione.


21 M MARZ











Cia chiede interventi urgenti su carburanti e fertilizzanti: aziende sotto pressione tra rincari e tensioni internazionali
Non basta la riduzione temporanea delle accise sui carburanti a rassicurare il mondo agricolo. Il comparto, infatti, resta ancora una volta escluso da misure specifiche e dedicate, a differenza di quanto previsto per altri settori come l’autotrasporto e la pesca.A lanciare l’allarme è la CiaAgricoltori Italiani, con il presidente nazionale Cristiano Fini che evidenzia la forte esposizione dell’agricoltura alle crisi geopolitiche ed energetiche. Da qui la richiesta di introdurre con urgenza un credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo nei prossimi mesi, affiancato da una strategia strutturale di lungo periodo a livello europeo.Il quadro economico aggrava ulteriormente la situazione. Negli ultimi an-
ni, infatti, i costi energetici per le imprese agricole sono aumentati in modo significativo, con un aggravio complessivo superiore ai 6,5 miliardi di euro rispetto al decennio precedente. A pesare sono anche il caro energia, l’aumento dei prezzi dei fertilizzanti, le difficoltà di approvvigionamento e le tensioni internazionali, fattori che mettono a rischio la continuità delle aziende, soprattutto nelle aree rurali più fragili.«Le imprese agricole stanno affrontando rincari insostenibili proprio nel momento cruciale delle lavorazioni primaverili», sottolinea la direttrice di Cia Potenza, Giovanna Perruolo. «L’aumento del costo del gasolio agricolo, che in alcuni casi supera il 30%, sta comprimendo ulteriormente i margini già

ridotti delle aziende. È indispensabile un intervento immediato attraverso il credito d’imposta e misure strutturali che garantiscano stabilità e sostenibilità al settore».L’organizzazione ribadisce inoltre alcune priorità: contrastare le speculazioni sui carburanti anche nelle forniture all’in-
grosso per l’agricoltura; intervenire a livello europeo sulla disponibilità dei fertilizzanti, valutando anche la sospensione del meccanismo CBAM; rafforzare il sostegno al reddito degli agricoltori; tutelare l’export agroalimentare italiano, oggi minacciato da nuove tensioni commer-
ciali internazionali. «L’agricoltura non può continuare a essere l’anello debole nelle crisi globali», conclude Perruolo. «Serve un cambio di passo che riconosca il ruolo strategico del settore primario per l’economia, l’ambiente e la sicurezza alimentare del Paese».
Eletto Rocco Casella alla presidenza comunale: focus su rincari, sicurezza nelle campagne e rilancio del territorio
Si rafforza la presenza della Cia-Agricoltori Italiani a Venosa e nell’area del VultureAlto Bradano con il rinnovo degli organismi locali e un rinnovato impegno a tutela del comparto agricolo.L’assemblea cittadina, ospitata nella sala riunioni della Cantina di Venosa, ha eletto Rocco Casella nuovo presidente comunale, affiancato dal direttivo che guiderà l’organizzazione nei prossimi anni. Un appuntamento partecipato, alla presenza del presidente provinciale Cia Potenza Giannino Lorusso, del coordinatore nazionale del Gruppo di Interesse Economico cerealicolo Leonardo Moscaritolo, del presidente comunale ANP Tonino Minutiello e di rappresentanti istituzionali locali.Nel corso dell’incontro, la presidente del Consiglio comunale Mirella Digrisolo, portando i saluti del sindaco, ha evidenziato il ruolo fondamentale delle organizzazioni agricole nel sostenere le comunità locali, sottolineando l’importanza della coesione del comparto.In apertura, il presidente della Cantina di Venosa ha richiamato i risultati ottenuti negli ultimi anni, con un incremento delle vendite e un ampliamento della gamma dei prodotti, elementi che hanno contribuito a rafforzare la competitività
dell’azienda vitivinicola.Nel dibattito, Moscaritolo e Lorusso hanno posto l’attenzione sulle difficoltà che stanno attraversando le imprese agricole, aggravate dai cambiamenti climatici e dalle conseguenze dei conflitti internazionali, che hanno alimentato forti speculazioni sui costi delle materie prime. Emblematici i rincari: il carburante agricolo è passato da circa 0,80 euro a 1,40 euro, mentre i fertilizzanti sono saliti da 40 a 75 euro, a fronte di un prezzo del grano fermo intorno ai 28 euro al quintale.Lorusso ha inoltre riferito sugli incontri recenti in Regione Basilicata, nel corso dei quali la Cia ha avanzato richieste precise: ristori più equi, attivazione di tavoli permanenti contro le speculazioni, controlli lungo tutta la filiera, sostegni economici alle aziende in difficoltà e interventi straordinari da parte del Governo e dell’Unione Europea.«In una regione come la Basilicata, dove l’agricoltura rappresenta un pilastro economico e sociale – ha sottolineato Lorusso – l’aumento dei costi si traduce in una doppia pressione su produttori e consumatori. Serve un patto di responsabilità per garantire equilibrio dal campo alla tavola».Spazio anche al tema della sicurezza nelle campagne. Il presidente della Cia
di Potenza ha illustrato gli esiti dell’incontro con il prefetto, le organizzazioni agricole e le forze dell’ordine, evidenziando la crescente preoccupazione per i furti nelle aziende agricole, in particolare nell’area del Vulture-Alto Bradano, e riconoscendo l’impegno delle istituzioni nel rafforzare controlli e prevenzione.L’elezione di Rocco Casella segna un passaggio importante per consolidare la presenza dell’organizzazione sul territorio e
rilanciare l’azione sindacale, con l’obiettivo di rispondere in modo concreto alle esigenze degli agricoltori e sostenere lo sviluppo dell’intero comprensorio.La serata si è conclusa con un momento particolarmente significativo: la consegna di una targa a Raffaele Caggiano, 93 anni, storico associato, da sempre presente alle iniziative della Cia, simbolo della continuità e dei valori del mondo agricolo locale.

segretario regionale Giuseppe Verrastro
La UIL lucana rinnova il proprio impegno per il lavoro nel settore pubblico e privato. Un momento di coesione per il sindacato guidato in Basilicata da Vincenzo Tortorelli si è svolto ieri mattina al Giubileo Hotel di Rifreddo, durante il congresso «Il lavoro pubblico che cambia, la UIL FP che unisce», che ha visto la partecipazione di aderenti, tesserati, responsabili sindacali, rappresentanti delle parti datoriali, istituzioni e cittadini interessati.L’iniziativa ha rappresentato un passaggio formale e politico di rilievo per il sindacato confederale, impegnato a discutere le principali questioni relative al lavoro pubblico nazionale e regionale. L’obiettivo della UIL è contare di più, unendo le forze attraverso condivisione, coesione e progettazione a beneficio dei lavoratori della funzione pubblica.La platea ha seguito con interesse il dibattito, animato anche dall’esibizione di Mario Ierace, componente del Gruppo «La Ricotta». Durante il congresso sono state gettate le basi per l’unificazione della UIL FP e UIL PA di Potenza e Matera, con la partecipazione in videoconferenza di Rita Longobardi, Segretaria Nazionale UIL FP, e dello stesso Tortorelli.Tutto questo avviene in un contesto nazionale complesso, con servizi pubblici sotto pressione, sanità pubblica e privata che lega il diritto alla cura al lavoro, enti locali considerati il fronte avanzato dello Stato, ministeri con professionalità essenziali, e settori strategici come vigili del fuoco, polizia penitenziaria, Anas e infrastrutture. La UIL punta a mettere a disposizione tutta l’esperienza necessaria per sostenere i comparti in questione attraverso azioni mirate, in un periodo segnato da guerre e problemi sociali di grande portata.Tortorelli e Longobardi hanno richiamato l’attenzione sul superamento delle barriere sociali, sul miglioramento strutturale del sistema paese e sulla crescita della funzione pubblica.Tra gli ospiti presenti, l’onorevole Gian-

ni Rosa di Fratelli d’Italia, il Presidente del Consiglio Regionale di Basilicata Marcello Pittella e i consiglieri regionali Antonio Bochicchio (Alleanza Verdi e Sinistra) e rappresentanti di Fratelli d’Italia hanno analizzato le criticità del comparto pubblico. Temi come povertà, terre rare, tecnologia e intelligenza artificiale sono stati indicati come sfide da affrontare per garantire la sostenibilità del lavoro pubblico.Giuseppe Verrastro, Segretario Regionale UIL FP Basilicata, ha sottolineato: «Noi affrontiamo questi temi fondamentali per il lavoro pubblico di oggi. Oggi è una giornata storica perché andiamo ad unire due categorie importanti, la UIL Pubblica Amministrazione e la UIL Federazioni Poteri Locali, insieme più forti per affrontare meglio le questioni qui in Basilicata. Ci sono ancora tante vertenze aperte, vedo i tanti precari della sanità, le liste d’attesa, insomma tantissime questioni che cercheremo di affrontare e, soprattutto, noi ci concentriamo sui temi dei lavoratori e non facciamo assolutamente politica».Simone Selvaggio, Segretario Nazionale UIL FPL, ha aggiunto: «Oggi è una giornata importante per la nostra organizzazione sindacale. Nasce il primo congresso della UIL FP in Basilicata, quindi partiamo da qui. I nostri obiettivi so-
no l’aumento dell’attrattività per chi lavora nel settore pubblico. Negli anni abbiamo riscontrato enormi criticità tra i lavoratori della funzione pubblica e quindi gli obiettivi principali sono: aumento delle risorse, valorizzazione, assunzioni. Mettere al centro la persona e il lavoro pubblico significa dare maggiori risorse e maggiore credibilità al settore. Il lavoro pubblico e privato sono entrambi importanti sul territorio e a livello nazionale. Le criticità che riscontriamo nel pubblico le osserviamo anche nel privato. Per noi è fondamentale gestire queste problematiche, aumentare il lavoro in generale e affrontare tutte le criticità per risolverle al meglio».
IL COMMENTO
DI GIANNI ROSA
«Con molto piacere ho partecipato al congresso regionale della UIL – Funzione Pubblica, tenutosi a Pignola, durante il quale ho ricordato come il sindacato fu protagonista, con l’allora primo Governo regionale di centrodestra, della stagione dei concorsi» afferma il senatore di Fratelli d’Italia Gianni Rosa. «Nel 2019 andammo al governo della Regione con l’idea di sbloccare, dopo 15 anni di totale inerzia, stabilizzazioni e concorsi per dare nuova linfa agli Uffici regionali e per riconoscere l’apporto che in tanti anni di

precariato, giovani e meno giovani, avevano reso alla Pubblica Amministrazione. –prosegue – Da allora, tra stabilizzazione e nuove assunzioni, la Regione Basilicata ha assunto circa 200 unità. Così come ho ricordato gli oltre 20 miliardi di euro che il Governo di Giorgia Meloni ha messo a disposizione per i rinnovi contrattuali, dando nuovo slancio alla contrattazione collettiva e chiudendo anche i contratti 2019/2021, lasciati aperti dai Governi precedenti».«Per il centrodestra, del resto, il lavoro è un diritto di tutti i cittadini. E i dipendenti pubblici sono il motore della Pubblica Amministrazione. Per questo è importante valorizzare il merito e la professionalità. – conclude il senatore di FdI - Ed è in questa direzione che va il Disegno di legge del Ministro Zangrillo che si fonda sulla valorizzazione del merito e delle capacità professionali. In questo modo, il lavoro alle dipendenze delle Pubbliche Amministrazioni non sarà più visto come un punto di arrivo, il famoso ‘posto fisso’, ma un punto di partenza e di crescita professionale per il lavoratore e di opportunità per la P.A. di acquisire figure che possano offrire efficienza alla sua azione».

Saràlunedì a Matera, nella Multisala Red Carpet e poi al Cineteatro Guerrieri, la prima tappa in Basilicata il tour di quattro giorni del film “Il Bene comune” che sarà proiettato in sette cinema lucani. Promossa ed organizzata dalla Lucana Film Commission in collaborazione con Piper Distribuzione, la campagna di promozione del nuovo film di e con Rocco Papaleo arriverà a Tito, al cinema multisala Ranieri, e Potenza, nel cineteatro Due Torri martedì per proseguire poi nei cinema Stella di Pisticci, Andrisani di Montescaglioso e Iris di Lagonegro. Per raccontare la nascita di questo nuovo lavoro di Rocco Papaleo, e la sua ambien-
tazione nel Parco Nazionale del Pollino, la Lucana Film Commission, che ha sostenuto il film, e la Regione Basilicata hanno organizzato una conferenza stampa che si svolgerà martedì alle 16 nella Sala Verrastro della Regione.
Accanto al Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, e alla Presidente della Lucana Film Commission, Margherita Gina Romaniello, saranno presenti Rocco Papaleo, autore (assieme a Walter Lupo), regista e interprete de “Il Bene comune”, e l’attore Andrea Fuorto.
«Rocco Papaleo è il vero brand ambassador della nostra regione al cinema - afferma Margherita Gina Romaniello - ed an-

che in questo nuovo film la Basilicata viene raccontata come un luogo autentico, capace di emozionare, ma anche un territorio dove la vita conosce e riconosce infiniti volti di una stessa medaglia che è l’essere umano».
DI LUCIANA GALLO *
Da lucana, non di origine, ma di adozione, non ho potuto esimermi dal vedere, come tanti, il film “Il bene comune” di Rocco Papaleo.
Forse per deviazione professionale, forse perché mi sono sentita emotivamente coinvolta, uscendo dal cinema hanno continuato a rimbombami nella mente le parole che Ezio Zucconi Mazzini dice nel suo libro Malattia del potere. La nostra visione del mondo è fortemente influenzata dal vissuto personale. La percezione visiva diventa il riflesso di un mondo interiore complesso e dinamico. Uno stesso oggetto può essere interpretato in modo diverso, a seconda delle esperienze di chi lo guarda e ne coglie le emozioni e i sentimenti.
Sarà per questo che le immagini del Pollino e del Pino Loricato hanno continuato a turbinare nella mia mente. Ho avuto come la sensazione che insieme a Biagino, e a tutta la sua allegra brigata, ci fossi anch’io in quel viaggio. Era come se una moviola si fosse azionata lentamente, montando a proprio piacimento squarci di vita, scegliendo per essa i punti di taglio più interessanti. Quando si comincia un viaggio a ritroso nel tempo e si cercano di riannodare i fili spezzati della memoria, riemergono, dalle pieghe più nascoste della nostra mente e del nostro cuore, ricordi, eventi a cui, nel momento in cui si sono verificati, non abbiamo prestato la giusta attenzione, ma che poi assumono un’importanza diversa, per quella sorta di amarcord che ci prende con il trascorrere del tempo e che colora di atmosfere più belle e sfocate anche ciò che sembrava banale e insignificante. Il film “Il bene comune” ha ridato senso a un’esperienza vissuta permettendo di ampliarne focus e prospettiva. Come Samanta del film anch’io mi sono sentita “vento”, e perciò con la possibilità spostare e cambiare direzione. Una direzione retrospettiva che mi ha riportato negli anni ’80. Ho co-

nosciuto il Parco del Pollino, attraverso lo sguardo attento e gli studi che ha fatto mio marito, Paolo Moles, capo del distretto dell’Agricoltura e Foreste di Lagonegro. Era questa, allora, la denominazione del Ministero. Sue sono le notazioni tecnico- scientifiche riportate. Sua, tra i primi, l’idea che il Pino Loricato non fosse una specie in estinzione. La mente umana funziona come una macchina fotografica e registra tutte le immagini comprese in un certo spazio, in certe condizioni, in un certo ambiente. Questi fotogrammi, sommandosi e integrandosi, determinano un dato paesaggio. Uno dei paesaggi più belli, che il film di Papaleo ha evidenziato in tutta la sua eccezionalità, è quello del massiccio del Pollino e del suo simbolo: Il Pino Loricato. È una montagna selvaggia, ricca di foreste, dei pascoli, di sorgenti, di ruscelli, di animali selvatici. In questo ambiente incontaminato si può incontrare ancora il lupo, l’aquila reale, il picchio nero, il falco. Ciò che, però, sorprende il visitatore è il silenzio, la pace che da esso si trasfonde. Un silenzio che sembra attraversare tutte le sequenze del film. Qui, a duemila metri di quota è lontana, quasi irreale la città con i suoi mille rumori, sono lontane le inquietudini, le ansie che sempre più attanagliano l’uomo moderno. Tutto è rimasto incontaminato, ecologicamente puro: l’ambiente, il paesaggio, la vita stessa dell’uomo an-
corata a valori semplici ma eterni. Elemento essenziale di questo scenario è il bosco e con esso il pino loricato. Un fossile vivente, testimone silenzioso del trascorrere del tempo, di secoli di solitudine e di lotte per l’esistenza. Un albero maestoso che dà tono al paesaggio e che porta tra i suoi fusti contorti, tra le ferite del tronco e dei rami, il segno dei fulmini, delle valanghe, dei venti. In una parola della storia. Mi inerpico, insieme al gruppo del film, lungo il sentiero che porta alla cima del Dolcedorme. L’aspetto che più colpisce è la vista di piante a terra o secche in piedi. Si ha l’idea di un paesaggio dantesco, apocalittico, di un cimitero di piante che resistono al freddo e al gelo nonostante la vec- chiaia. È la resilienza ciò che, con linguaggio il metaforico, penso che Rocco Papaleo abbia inteso attribuire al Pino Loricato. La capacità di resistere come il pino, alle intemperie della vita. Un “parco tradizionale” avremmo potuto scegliere, esclama Gudrun (Teresa Saponaro) sofferente per la fatica della salita. Questa montagna, però, bisogna guadagnarsela con passi lenti, con il sudore, ma anche con la gioia della scoperta. Perché questa pianta così unica e speciale, risale niente di meno che all’epoca quaternaria. Tanti anni fa, dove adesso ci sono i paesi mediterranei e i loro mari, l’Italia, i Balcani, la Grecia e l’Adriatico erano uniti in un’unica grande terra:
l’Egeide. Più tardi ci fu un grande cataclisma, le terre alte si inarcarono e andarono alla deriva sulla groppa delle onde, dando luogo agli scogli e alle penisole. Di questa meravigliosa avventura, in Italia, è rimasta una pianta e una montagna: Il Pollino e Il Pino Loricato. Allo stato attuale è possibile rinvenire esemplari di pino in Dalmazia e in Grecia, mentre in Basilicata vegeta oltre che sul Pollino, su Monte la Spina, nei pressi di Lauria. È una specie veramente in estinzione? Fin dagli anni Ottanta è stato dimostrato, attraverso studi particolari e approfonditi (Vedi Paolo Moles, Osservazioni sulla diffusione e rinnovazione del Pino Loricato) che il motivo per cui, sul Pollino, il pino loricato non germina più è dovuto al fatto che il terreno è fortemente compresso, continuo, laddove l’altitudine lo consente, il calpestio degli animali e notevole la sterilità del suolo. Diversa invece è la situazione di Monte La Spina. Qui, infatti, le condizioni climatiche sono migliori e il Pino Loricato è in ottimo stato vegetativo. Alla luce di tali osservazioni, si è proceduto, con una sperimentazione, alla tecnica di allevamento dei semi in vivaio, raccogliendoli dalle piante migliori presenti su Monte la Spina. Dopo circa due anni, con interventi di tipo tecnico-scientifico si è assistito a una piena germinazione e a un rigoglioso sviluppo delle piantine. Questa è la storia che, avvolta nella polvere della memoria, mi ha fatto riscoprire il film di Rocco Papaleo. Con esso ho rivissuto un tempo nuovo, un tempo lento. Il tempo delle storie. Storie universali perché diventano racconti di vita, che trascendono la finzione cinematografica. Raccontarle significa fermarsi ad ascoltarle, guardarle dentro, accogliere le visioni che regalano. Narrare storie è un modo di andare a un ritmo diverso, un ritmo che è quello della parola. Perché raccontare, come ci suggerisce Rocco, significa contribuire al Bene comune!

Al BeQuì
di Potenza l’Aps Padri Separati con il presidente Sodano ha promosso una riflessione sulla bigenitorialità
D I RO S AM AR IA M OL L I CA
POTENZA. Un gesto semplice, quotidiano, quasi familiare: condividere un caffè. Ma dietro il “Sitin coffee” promosso dall’associazione Padri Separati Aps e dal suo referente Enrico Sodano, in occasione del 19 marzo, si nasconde un significato molto più profondo.Nella giornata dedicata alla Festa del papà, l’iniziativa ha voluto trasformare un momento conviviale in uno spazio di ascolto e condivisione, dove storie spesso silenziose hanno trovato voce. Perché dietro ogni separazione ci sono persone, emozioni, legami che non si spezzano, soprattutto quando ci sono dei figli.
«Il caffè è l’invito più autentico che possiamo fare – ha raccontato Sodano ai microfoni di Cronache Tv – è quel gesto che dice “entra”, “sentiti a casa”. E oggi vogliamo proprio questo: far sentire la bigenitorialità qualcosa di familiare, di possibile, di umano».
L’appuntamento al BeQuìSmart Cafè a Potenza in via del Gallitello ha trasformato il gesto simbolico di bere una tazzina di caffè in un’occasione per costruire relazioni, per parlare di un tema delicato e ristabilire equilibri. Tanti i messaggi di apprezzamento per un’iniziativa fose inusuale, ma carica di significato.
«Grazie per aver pensato ad una parte sottaciuta e che fa soffrire molto l’uomo, padre costretto a non
vivere i propri figli con il contagocce. Spesso si pensa che la sofferenza sia una prerogativa solo femminile e invece segna molto il cuore di un papà»; «Bella iniziativa, resta il fatto che solo chi ci passa può comprendere realmente», questi sono solo alcuni dei messaggi di apprezzamento per un’iniziativa che vuole toccare le coscienze, scuotere gli animi, sensibilizzare. E d Enrico Sodano con il Sitin Coffee ha centrato perfettamente l’obiettivo. Anche il richiamo al 19 marzo non è casuale. Alla Festa del papà si affianca la figura di San Giuseppe, simbolo di una paternità discreta ma fondamentale. «Giuseppe riceve il dono di dare il nome, Maria quello di dare la vita. È nell’incontro di questi due doni che nasce la famiglia – ha spiegatoSodano – e questo ci ricorda che la bigenitorialità non appartiene a un genere, ma a un valore condiviso: prendersi cura insieme dei figli». Ed è proprio sui figli che si concentra il messaggio più forte.
Il “sit-in coffee” diventa così un modo per riportare al centro ciò che davvero conta: il loro benessere, il loro diritto a sentirsi amati da entrambi i genitori, anche quando la coppia si rompe. Ma accanto alla speranza, emerge anche la fatica. «Ci sono tanti papà e tante mamme che vivono la separazione in silenzio, con dolore – ha sottolineato Sodano – e spesso senza sentirsi ascoltati. Per questo oggi


non parliamo solo di padri separati, ma di genitori separati: è una questione di dignità, di presenza, di esserci sempre per i propri figli».
Parole che toccano anche il delicato rapporto con la legge e con le dinamiche che si creano nelle separazioni. «A volte i figli rischiano di diventare il centro di una contesa – ha osservato – invece di restare ciò che sono: il dono più grande. Non possiamo

chiedere a un ragazzo di essere adulto prima del tempo, né di scegliere tra due affetti».
L’iniziativa ha trovato accoglienza e sensibilità in un luogo, il BeQui, che, per una giornata, si è trasformato in qualcosa di più di uno spazio fisico: un punto d’incontro tra esperienze diverse, unite dallo stesso desiderio di comprensione. «Non è scontato trovare chi ti apre le porte con il cuore – ha concluso Sodano – e oggi è successo. Questo ci dà fiducia».
In fondo, il messaggio è semplice quanto potente: sedersi insieme, parlare, ascoltarsi. Come davanti a un caffè. Perché anche nelle fratture più difficili può esistere uno spazio di umanità, dove ricostruire, passo dopo passo, il senso più profondo dell’essere famiglia.
DI V INCENZO M AIDA
TURSI. Si sono svolti a Tursi e a Policoro, presso le sedi dei Centri di Aggregazione Culturale affiliati alla Rete Nazionale Anziani Italia, gli incontri sulla prevenzione degli incidenti domestici ed hanno registrato la partecipazione di un gran numero di persone adulte, attente e partecipi alla discussione successiva. L’importanza della prevenzione è stata apprezzata e anche il sindaco di Tursi Salvatore Cosma, durante il suo saluto istituzionale, ha ribadito l’importanza della prevenzione e dell’approccio scelto per parlarne. Gli incidenti domestici, per molti aspetti, rappresentano davvero un’emergenza dal punto di vista sanitario. Sottovalutati da sempre, hanno notevole incidenza sia dal punto di vista economico che della salute. L’“assicurazione casalinghe” è rimasta obbligatoria nel 2026 per chi lavora in casa in modo abituale, esclusivo e gratuito. Il premio di 24 euro andava versato entro il 31 gennaio per chi aveva tra 18 e 67 anni, salvo nei casi di esonero per basso reddito.Sappiamo però che la cosa migliore è prevenire, anche perché le vittime degli incidenti

considerano alta o molto alta la possibilità di avere un incidente in casa, facendo riferimento a loro stessi o ai propri familiari. Questa consapevolezza resta relativamente bassa in tutti i gruppi della popolazione, ma è leggermente maggiore in età adulta, con l’8 per cento dopo i 50 anni contro il 5,7 per cento prima dei 35 anni, fra le donne, con il 9 per cento contro il 6 per cento fra gli uomini, tra le persone con maggiori difficoltà economiche, con il 12 per cento contro il 7 per cento di chi riferisce di non averne, e tra chi vive con anziani o con minori di 14 anni, pari all’8 per cento. Si osservano differenze anche significative fra alcune regioni, ma senza una grande variabilità né un chiaro gradiente geografico. L’andamento temporale della consapevolezza del rischio di infortunio registra prima una diminuzione a livello nazionale fino al 2012-2013 e poi un aumento che, nelle regioni del Sud, è più pronunciato e raggiunge valori più elevati di quelli di inizio periodo.Il prossimo incontro si svolgerà a Villa d’Agri presso la sala consiliare del Comune domenica 22 marzo 2026 con avvio alle ore 16,00, alla presenza delle istituzioni locali. Appuntamenti a Tursi e Policoro con Anziani Italia: partecipazione
domestici non sono soltanto le casalinghe.Così come le malattie, anche gli incidenti domestici possono essere prevenuti. Diverse sono le iniziative di prevenzione a livello istituzionale. Le più efficaci sembrano essere quelle che considerano approcci multipli: campagne di informazione e di educazione verso anziani, bambini e genitori. A questa modalità di approccio si è ispirata Anziani Italia Rete Associativa che, in collaborazio-
ne con l’Inail e la Federcasalinghe, sta organizzando anche in Calabria e Basilicata incontri mirati a suggerire alle persone, ed in particolare alle persone adulte, quali sono i comportamenti corretti da adottare per prevenire gli incidenti domestici ed eventualmente come comportarsi in caso di incidente per poter chiedere aiuto e soccorso.Sono suggerimenti semplici che a volte possono sembrare banali, ma la maggior parte degli incidenti è causa-
ta da disattenzione e dalla quotidiana ripetizione dei movimenti che ci fa sentire sicuri e ci porta a sottovalutare il rischio.Il maggior numero di incidenti domestici si verifica in cucina e in bagno. Di seguito alcuni dati pubblicati dall’Istituto Superiore della Sanità sulla sicurezza domestica.Nella popolazione adulta residente in Italia la consapevolezza del rischio di infortunio domestico è scarsa: nel biennio 2023-2024 solo 7 intervistati su 100
La Garante visita il centro e valorizza attività e percorsi dedicati alle persone con disabilità, tra educazione e integrazione sociale
MELFI. Ieri mattina la Garante per i diritti delle persone con disabilità della Regione Basilicata ha fatto visita alla sede AIAS di Melfi, dove ha potuto conoscere da vicino le attività, i servizi e i percorsi di inclusione portati avanti all’interno della struttura. La visita si è aperta con una calorosa e coinvolgente accoglienza: i ragazzi ospiti del centro hanno infatti realizzato per l’occasione un emozionante spettacolo e una sfilata in costume, offrendo un momento di grande intensità, partecipazione e bellezza, che ha testimoniato il valore del lavoro educativo svolto quotidianamente.
Nel corso della mattinata, la Garante ha visitato i laboratori e il maneggio, dove si svolgono attività di riabilitazione assistita con
l’animale, riscontrando una realtà organizzata, dinamica e fortemente orientata alla centralità della persona. «Quanto visto oggi – sottolinea Marika Padula - rappresenta un esempio concreto di attenzione, professionalità e umanità. L’Aiasdi Melfi è una realtà preziosa per il territorio, capace di coniugare assistenza, percorsi educativi e inclusione sociale, valorizzando le potenzialità di ogni persona». Un sentito ringraziamento è stato rivolto a Francesca Verrastro, Responsabile Aias Melfi-Matera, allo staff degli educatori e al Direttore sanitario, per l’accoglienza ricevuta e per il lavoro che ogni giorno svolgono con competenza, sensibilità e dedizione a favore degli ospiti della struttura.

La Garante ha inoltre ribadito la volontà di proseguire su un percorso di collaborazione concreta con realtà come quella dell’Aias, promuovendo progetti condivisi
e iniziative capaci di rafforzare i servizi, sostenere le famiglie e favorire una piena inclusione delle persone con disabilità nel tessuto sociale della comunità lucana.
In Basilicata successo per il forum nazionale con oltre 100 partecipanti e 50 relatori tra formazione, ricerca e confronto scientifico
VILLA D’AGRI. Si è conclusa con grande entusiasmo la prima edizione del Forum dei giovani appassionati di ecocardiografia, ospitato all’ospedale San Pio da Pietralcina, che per due giornate è diventato punto di riferimento per la formazione cardiologica nazionale. L’iniziativa, promossa dal comitato scientifico composto dai dottori Magnesa, Mazzeo, Carluccio, Bufano e Corbo, ha visto la collaborazione dei presidenti del congresso, il professore Stabile e la dottoressa Bochicchio. L’evento ha riunito giovani cardiologi provenienti da tutta Italia, con una significativa presenza di specializzandi del Sud, offrendo uno spazio aperto al confronto e alla crescita professionale. I numeri confermano il successo del forum, con oltre cinquanta relatori e più di cento partecipanti, a testimonianza di un interesse crescente verso l’ecocardiografia e le sue applicazioni cliniche. «Abbiamo sentito l’esigenza di costruire un luogo di condivisione per giovani cardiologi, anche non necessariamente esperti di imaging, ma animati da un forte interesse per questa metodica», ha dichiarato Raffaele Carluccio. «Met-

tere a disposizione il nostro network nazionale e internazionale è stato un valore aggiunto». Nel corso delle due giornate si sono svolte sei sessioni scientifiche caratterizzate da un alto livello qualitativo, con la partecipazione di relatori provenienti da diverse realtà italiane. Tra gli interventi più significativi quello del professore Matteo Cameli, vicepresidente della European Association of Cardiovascular Imaging, che ha contribuito ad arricchire il dibattito scientifico.«Le aspettative iniziali sono state ampiamente superate», ha commentato Pietro Mazzeo. «Abbiamo registrato un’attenzione costante fino alle ultime sessioni, segno di un reale coinvolgi-
mento. È motivo di orgoglio dimostrare che anche in aree interne si possono organizzare eventi di rilievo nazionale». Grande partecipazione e confronto attivo hanno caratterizzato tutte le sessioni, confermando la necessità di iniziative dedicate ai professionisti in formazione. «Il bilancio è estremamente positivo», ha sottolineato Michele Magnesa. «L’obiettivo è rendere questo appuntamento ricorrente e potenzialmente itinerante».Gli organizzatori hanno già annunciato l’intenzione di riproporre il forum il prossimo anno, con l’ambizione di consolidare una rete sempre più ampia e dinamica di giovani cardiologi impegnati nello sviluppo dell’ecocardiografia.
IL CICLO DI EVENTI PER IL 2026
RIONERO IN VULTURE. La musica torna a farsi strumento di cura e conforto nei reparti dell’Irccs Centro di riferimento oncologico della Basilicata. Lunedì 23 marzo prende il via la seconda edizione di «Musica in corsia», il ciclo di concerti realizzato in collaborazione con il Conservatorio Carlo Gesualdo da Venosa di Potenza.Cinque appuntamenti, tra marzo e aprile, animeranno il piano terra dell’istituto con l’obiettivo di offrire ai pazienti, ai familiari e al personale momenti di sollievo durante il percorso di cura. «Rinnoviamo il nostro impegno nel considerare il benessere del paziente a trecentosessanta gradi», ha spiegato il direttore generale Massimo De Fino, sottolineando il valore della musica nel ridurre lo stress e favorire serenità.Soddisfazione anche da parte del direttore del Conservatorio, Felice Cavaliere: «È un’importante occasione formativa per i nostri allievi e un segno concreto di attenzione al territorio».Il programma propone un percorso musicale variegato, dal repertorio classico al jazz fino al melodramma, con il coinvolgimento di docenti e studenti. I concerti sono aperti anche alla cittadinanza, confermando il Crob come luogo di cura ma anche di incontro e condivisione.

Primi quattordici pazienti operati nella struttura convenzionata con il Servizio sanitario nazionale, arrivano tutti dalla Puglia
POTENZA. Sono pugliesi i primi 14 pazienti sottoposti ad intervento chirurgico di ortopedia presso la neonata struttura sanitaria lucana Policura Hospital che si inserisce a pieno titolo nelle prestazioni convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale. Il lancio delle attività operatorie mira a segnare il passo nel contesto locale, posizionandosi come polo di attrazione non solo per l'utenza regionale, ma anche extraregionale. Gli interventi, che hanno interessato ginocchio, anca e spalla, sono avvenuti parallelamente nelle due sale operatorie della clinica e sono stati eseguiti con tecnologie all'avanguardia da un team di specialisti di alto livello- guidato dai medici Luciano Limongiello, Michele Rendina, Fabiano Fantasia e l’anestesista Lucio Cavaliere-
coprendo un'ampia gamma di procedure chirurgiche ortopediche e standard di cura elevati.
Per il Direttore Sanitario Rocco Maglietta, aver dato avvio alla fase interventistica in una struttura che da pochi giorni ha stipulato una convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, ‹‹è sintomatico della volontà di affermarsi nel panorama clinico e specialistico per contribuire a rendere la Basilicata attrattiva per l'utenza sia interna che esterna, supportando le strutture pubbliche esistenti, riducendo i tempi di accesso alle cure e restituendo fiducia all'utente in riferimento alle tempistiche di risoluzione delle proprie problematiche cliniche››.
Adriano Trupo, Amministratore Delegato di Cliniche della Basilicata, di cui Policura Hospital è

un'appendice, sottolinea il ruolo che si vuole dare alla struttura lucana ‹‹nel contribuire a contrastare la piaga dell'emigrazione sanitaria: la Basilicata registra un saldo negativo di mobilità sanitaria con i lucani che, sempre in numero maggiore, optano per ospedali delle regioni centrosettentrionali soprattutto per la parte interventi-
stica. La nostra clinica è ben strutturata da un punto di vista tecnologico e prestazionale, oltre ad avere in organico professionisti di grande competenza ed esperienza››. Aver dato lo start agli interventi con pazienti provenienti dalle regioni contermini- ha concluso Trupo- ‹‹significa impegnarsi con la Basilicata per invertire il trend negativo, trasformando la spesa sanitaria ‘passiva’ in spesa ‘attiva’, lasciando che il sistema di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale rappresenti un 'milestone' per Policura Hospital che, in pochi mesi di attività, ha dato prova di poter conquistare la fiducia dei pazienti come pilastro fondamentale e complementare del servizio Sanitario Regionale, a garanzia di un’offerta assistenziale di eccellenza››.

POTENZA. Dalle parti di via Nicola Vaccaro è propio il caso di dire...e luce fu, finalmente. Da oggi e per i prossimi 5 giorni almeno, la City Green Light, società che gestisce il servizio di pubblica illuminazione a Potenza effettuerà i lavori di ripristino della linea elettrica nell’arteria ritenuta centrale per la città.
Finalmente diranno i residenti. Erano diversi giorni che lamentavano l’assenza di illuminazione e soprattutto l’assenza di interventi nonostante la segnalazione.
Via Vaccaro è una zona molto frequentata da veicoli e da pedoni e dunque molto pericolosa per la sicurezza soprattutto di questi ultimi.
A partire da questa mattina prenderanno il via i lavori di ripristino dell’illuminazione pubblica nell’arteria e precisamente all’altezza del terminal bus. Un intervento di “somma urgenza”, che comporterà inevitabili modifiche alla viabilità. In particolare, è stata disposta un’ordinanza dirigenziale che preve-

de il restringimento della carreggiata, regolato da apposita segnaletica, attiva dalle ore 7:00 del 21 marzo e per almeno cinque giorni successivi. La durata dei lavori potrà comunque subire variazioni in base alle condizioni meteorologiche o a eventuali esigenze tecniche. «L’intervento rientra nell’ambito della commessa “Servizio Luce 4 – Con-
sip” per il Comune di Potenza e sarà eseguito direttamente dalla società incaricata, con l’obiettivo di ripristinare condizioni adeguate di illuminazione e sicurezza in una delle arterie cittadine più frequentate» così come si legge nel documento del Comune di Potenza.
Dal Comune fanno sapere inoltre che il provvedimento si è reso necessario

per consentire l’esecuzione dei lavori in condizioni di massima sicurezza, sia per gli operatori che per gli utenti della strada.
Particolare attenzione sarà rivolta alla visibilità del personale impegnato nel cantiere, così come al ripristino dello stato dei luoghi al termine dell’intervento, che dovrà avvenire “a perfetta regola d’arte”. Si tratta di un intervento
atteso, volto a risolvere criticità segnalate dai cittadini e a migliorare la sicurezza urbana, soprattutto nelle ore serali. Tuttavia, nei prossimi giorni, automobilisti e pedoni dovranno fare i conti con qualche rallentamento in più lungo uno snodo importante della viabilità cittadina del capoluogo.
R.M.
Il progetto “Dodai-Semi di comunità” vuole rafforzare i legami della comunità locale partendo dai giovani

Martedì 31 marzo, alle ore 16, l’Istituto Sinisgalli ospiterà un incontro pubblico di grande rilevanza per il tessuto sociale locale: la presentazione ufficiale della Banca del Tempo e della Biblioteca degli Oggetti all’interno del progetto DODAI – Semi di Comunità, iniziativa finanziata dal Fondo Politiche della Famiglia e promossa dal Comune di Potenza, progetto dei Servizi sociali comunali, nell’ambito dell’Avviso ‘Comunità di cura - Centro Famiglie e Banca del Tempo’ realizzato attraverso una co-progettazione tra il Comune di Potenza e il partenariato composto dalla cooperativa Il Salone dei Rifiutati (capofila), l’associazione
La Luna al guinzaglio’, la cooperativa Centostrade e l’associazione Latte Amore e Fantasia ETS. L’iniziativa nasce con l'obiettivo di abbattere i muri tra istituzione scolastica e cittadinanza, creando un ponte fatto di solidarietà, scambio di competenze e sostenibilità. Non si tratta solo di servizi, ma di un nuovo modo di intendere la vicinanza tra persone, spiegano gli organizzatori. Si tratta di due realtà ritenute dei veri e propri pilastri per la comunità. La Banca del Tempo: un sistema nel quale i cittadini, le famiglie e gli insegnanti possono scambiarsi attività, servizi e saperi, usando il tempo come unità di misura. Un modo per riscoprire il va-
lore dell'aiuto reciproco. La Biblioteca degli Oggetti: un’area dedicata alla condivisione di beni materiali (attrezzi, piccoli elettrodomestici, strumenti) che spesso restano inutilizzati nelle nostre case, promuovendo il riuso e la riduzione degli sprechi. «Il cuore del progetto è la straordinaria compartecipazione della Scuola Sinisgalli, – proseguono gli organizzatori – che ha accolto con entusiasmo l'iniziativa, mettendo a disposizione non solo i propri spazi, ma anche la propria visione educativa. La scuola smette di essere solo un luogo di didattica per diventare un vero e proprio laboratorio di cittadinanza, motore di cambiamento per l'intero quartiere e per la città».
VAGLIO Accorato appello del sindaco al presidente della Provincia: «Non è un atto accusa ma un’istanza a nome della comunità»


Torna a scrivere alla Provincia di Potenza, il Sindaco di Vaglio Basilicata Francesco Santopietro, che ha inviato una nuova comunicazione al Pre-
sidente Giordano in merito alle criticità che interessano il tratto della ex SS7 Appia. L’obiettivo è riaccendere l’attenzione su un’arteria vitale per il ter-
ritorio, «sollecitando un intervento che non è più differibile. Consapevole delle complessità gestionali e dei carichi di lavoro dell’Ente provinciale, a distanza di diversi mesi dalle prime interlocuzioni, purtroppo la situazione della strada presenta ancora profonde difficoltà, aggravate dalla chiusura di un tratto per un ponte pericolante – asserisce il Primo cittadino- Il mio non è un atto di accusa, ma un appello accorato a nome di un’intera comunità. Siamo certi che la Provincia di Potenza condivida la nostra preoccupazione per la sicurezza dei cittadini e per i disagi che la chiusura di quel tratto sta arrecando alla circolazione quotidiana». Dal canto suo l’Amministrazione Comunale «riconosce l’importanza di un lavoro sinergico tra gli Enti e, proprio per questo, chiede un segnale concreto per dare risposte a chi ogni giorno percorre
A Potenza, il Centro Studi Emilio Colombo presenta il libro di Donato Antonio Loscalzo
“Il rintocco mancato”: il racconto breve che indaga
Domani alle ore 17
nella Biblioteca
Mauri zio Leggeri – Centro di Geomorfologia Integrata per l’Area del Mediterraneo- Palazzo Confindustria in via Di Giura a Potenza è in programma la presentazione del libro “Il rintocco mancato”, un racconto di Donato Antonio Loscalzo”.
L’evento è organizzato dal Centro Studi Internazionali Emilio Colombo. Coordina Rosario Angelo Avigliano, Animatore culturale e scrittore (in realtà si definisce “Conta fatt”). Relazione introduttiva Donato Verrastro Docente Unibas, Direttore del Centro Studi Internazionali Emilio Colombo. Ne

discutono Giampiero Perri Esperto di programmazione socio – economica e di politiche culturali e turistiche; Paolo Albano Scrittore, Presidente Letti di Sera. Dialoga con l’autore Gianfranco Blasi Giornalista e scrittore. Il racconto di Loscalzo (classicista all’Università di Perugia) muove nelle strettole di Accettura, all’indomani dell’unità d’italia, esattemante il 21 dicembre del 1864, e tra superstizioni antiche, messe di morti e problematiche postunitarie, innesca nel lettore una serie di interrogativi sulle vicende dell’Italia unita e sulla società meridionale ma anche sui rapporti della Chiesa, sempre in bilico tra il potere e il popolo. E lo fa in sole 48 pagine –da leggere in mezz’ora. Confezionato in formato più che tascabile, graficamente curato e stampato su carta di qualità, inaugura la neonata collana di racconti brevi Trentaminuti delle Edizioni Transumanti, casa editrice lucana.
la ex SS7 per lavoro, studio o necessità sanitarie».
Le priorità evidenziate dal Sindaco riguardano il ripristino del manto stradale dell'intero tratto viario, per garantire standard minimi di sicurezza; Soluzioni per il ponte chiuso, comprendendone i tempi tecnici per la riapertura o per un intervento di consolidamento e infine dialogo costante per stabilire un cronoprogramma certo che rassicuri la cittadinanza.
«Confido nella sensibilità del Presidente e degli Uffici tecnici provinciali -conclude SantopietroSiamo pronti a sederci a un tavolo e a collaborare in ogni modo possibile affinché i lavori sulla ex SS7 possano partire al più presto. La nostra comunità ha bisogno di sapere che le istituzioni stanno lavorando insieme per risolvere questo annoso problema». E MA C AL
Per aver valorizzato il patrimonio archeologico locale
Oggi, alle ore 17:30, nell’aula consiliare “Pio Carmine Remollino” di Baragiano, l’amministrazione comunale conferirà la cittadinanza onoraria ad Alfonsina Russo, dirigente del Ministero della Cultura e rinomata archeologa.
«La dottoressa Russo ha contribuito in modo diretto alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio archeologico di Baragiano – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Galizia – instaurando un solido rapporto scientifico, professionale e culturale con il nostro territorio».
Tra il 1999 e il 2009, Alfonsina Russo ha operato in Basilicata come funzionaria archeologa della Soprintendenza Archeologica della Basilicata, curando progetti di ricerca, scavi e pubblicazioni che hanno permesso di valorizzare il patrimonio storico di Baragiano. Tra i suoi contributi principali spiccano il Museo Archeologico Virtuale “La terra di Eracle” e la carta archeologica del territorio comunale.
Con questa onorificenza, il Comune intende celebrare il legame profondo tra l’archeologa e la comunità baragianese, riconoscendone l’impegno nella tutela e promozione dell’identità culturale locale.

Il Sindaco di Marsico Nuovo replica alle parole della Consigliera, che attacca l’operato su un’area dedicata ai bambini

MARSICO NUOVO.
Dopo il dibattito acceso a Marsico Nuovo tra Opposizione e Maggioranza a proposito del Centro anziani, questa volta la querelle si accende sul “Cantiere 16”.
Ad avviare la discussione la ex Sindaca e oggi Consigliera di Minoranza Gelsomina Sassano: «Uno dei versanti più suggestivi della collina principale della nostra città, con la piantu-

mazione degli ulivi, era stato da noi trasformato in un piccolo Getsemani, con l'idea condivisa con Don Michele, di realizzarvi la "Via Crucis Vivente". La scelta di realizzare l'area di "sgambettamento" (che non è un errore grammaticale, è una scelta terminologica) nelle immediate vicinanze della Chiesa di San Gianuario e del Museo d'Arte Sacra è, a dir poco, inopportuna.
Il Sindaco Massimo Macchia prontamente replica: «Leggo il post dell’ex Sindaco, oggi capogruppo di una parte della Minoranza, e confesso un momento di smarrimento, per un attimo ho pensato di aver lavorato in un’altra città. La descrizione di un’area “suggestiva”, addirittura trasformata in un “Getsemani”, meriterebbe quasi una candidatura letteraria. Peccato che le fotografie precedenti agli interventiparliamo del 2019- raccontino una storia decisamente meno poetica: degrado e abbandono, maturati proprio sotto chi oggi prova a reinterpretarli -incalza Macchia- L’area veniva ereditata da Domenico Vita (che l’aveva realizzata) e poi abbandonata, come tante altre. Capitolo “area di sgambamento”: definirla un "orinatoio" è un’immagine efficace, se l’obiettivo è abbassare il livello della discus-
sione. Se invece si vuole restare ai fatti, si tratta di uno spazio attrezzato e regolamentato, come quelli che stanno nascendo ovunque. Insomma, più che un intervento politico, sembra un esercizio di memoria selettiva».
Sassano però prosegue: «In quell'area erano stati allocati, dall'Amministrazione Vita, dei giochi per i bambini e realizzati dei camminamenti, ora invece sarà trasformato in orinatoio per cani. Immaginate d’estate durante le manifestazioni ed in occasione della festa patronale, quando le persone scendono a piedi dalla Civita, che miasmi».
A tali parole Macchia, nella sua risposta, obietta: «Nella realtà, ulivi e giochi per bambini non sono scomparsi. Sono ancora lì. La differenza è che oggi l’area è stata migliorata, non lasciata a sé stessa. Così come sono stati valo-
rizzati altri luoghi della città, comprese le chiese di San Gianuario e San Michele, finalmente illuminate. Sull’estetica, poi, viene quasi da rassicurarsi: il progetto è stato approvato dalla Soprintendenza. Evidentemente, tra chi studia e lavora su questi temi e chi si cimenta in valutazioni estemporanee, qualche differenza c’è». «In ogni caso sarà mia cura portare "certe" rimostranze a chi di dovere -e conclude il Sindaco con una riflessione- Ma anche questo, in fondo, è un segnale: si avvicinano le elezioni. Il confronto è sempre utile. Purché si abbia il coraggio di farlo sui fatti: quelli veri, non quelli che fa comodo raccontare quando si ha bisogno di recuperare una credibilità persa a causa dell'incapacità amministrativa dimostrata nel periodo 20172022».
E MANUELA C ALABRESE
Lunedì a Viggiano, “Primavera in Fiore” celebra la natura e promuove lo sviluppo sostenibile

Natura, giovani e sviluppo locale al centro di “Primavera in Fiore - Festa dei tulipani in Val d’Agri”, in programma lunedì alle ore 10 presso il Campus Agrivanda di Viggiano. L’iniziativa vedrà protagonisti gli studenti dell’Istituto Omnicomprensivo di Marsicovetere, coinvolti in un momento di confronto con la Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM) e il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. Obiettivo dell’incontro è stimolare una riflessione condivisa sulle opportunità di cre-
scita del territorio, a partire dalla valorizzazione delle risorse naturali e delle filiere locali. Dopo i saluti istituzionali di Antonio Tisci, presidente del Parco, di Cristiano Re, responsabile Progetti Territorio FEEM e di Emiliano Racano, responsabile Eni DIME, la giornata entrerà nel vivo con l’intervento dell’agronomo Davide Amato (FEEM), che parlerà di “Coltivare bellezza e idee per il territorio”.
«L’accordo sottoscritto con FEEM rappresenta un passaggio strategico per il nostro territorio - dichiara il presidente del Parco, Antonio Tisci - perché ci consente di rafforzare il legame tra tutela ambientale, ricerca e sviluppo locale. Investire nei giovani significa costruire le basi per una Val d’Agri più consapevole, innovativa e capace di valorizzare le proprie risorse in modo sostenibile».
«Con questa collaborazione vogliamo mettere a disposizione competenze, ricerca e strumenti concreti per accompagnare i territori nei percorsi di sviluppo sostenibile - sottolinea Cristiano Re, responsabile Progetti Territorio FEEM».
«Il coinvolgimento diretto degli studenticontinua Re - è fondamentale: ascoltare le
nuove generazioni e lavorare insieme a loro significa costruire progettualità più efficaci e durature, capaci di generare valore per le comunità locali».
Seguirà una discussione aperta con gli studenti, pensata come spazio di dialogo diretto per condividere idee, esperienze e prospettive future. In programma anche la visita al Campus Agrivanda e al CASF. L’appuntamento si inserisce tra le iniziative dedicate alla promozione della Val d’Agri, con particolare attenzione al coinvolgimento delle nuove generazioni nei processi di sviluppo sostenibile del territorio.



A quasi un anno dalle elezioni torna in aula la questione della guida del’assemblea, insieme a interrogazioni su Appia, impianti e servizi
MATERA. A quasi un anno dalle elezioni amministrative dello scorso maggio, il Consiglio comunale di Matera torna a riunirsi con l’ennesimo tentativo di eleggere il presidente dell’assemblea cittadina. La seduta straordinaria è convocata per mercoledì 25 marzo 2026 alle ore sedici nella sala Pasolini, con seconda convocazione prevista per venerdì 27 marzo alla stessa ora.L’elezione del presidente e dei vicepresidenti del Consiglio comunale, prevista dallo statuto e dal regolamento dell’ente, rappresenta ancora una volta il punto centrale dei lavori, segno di una situazione istituzionale che non ha ancora trovato un assetto definitivo a distanza di mesi dall’insediamento.
Accanto a questo passaggio politico, l’ordine del giorno prevede una serie di interrogazioni consi-
liari su temi di rilievo per la città. Tra queste, quella del consigliere Domenico Bennardi sullo stato dell’arte del riconoscimento del tratto materano della Via Appia nel patrimonio Unesco, un dossier strategico per la valorizzazione culturale e turistica del territorio. All’attenzione dell’aula anche l’interrogazione del consigliere Domenico Schiavo sulla ricognizione dei locali comunali destinati ai servizi pubblici, con particolare riferimento alla regolarità contrattuale, urbanistica e catastale.Spazio poi al tema della delocalizzazione dell’impianto della società Calcestruzzi in contrada Alvino, località San Vito, oggetto dell’interrogazione presentata dai consiglieri Violetto, Lapolla e Suriano, e alla questione della chiusura della tensostruttura comunale e delle prospettive di gestione de-

gli impianti sportivi cittadini, sollevata ancora da Bennardi. Una seduta che, oltre ai contenuti amministrativi, assume un forte va-
lore politico, chiamando ancora una volta la maggioranza a trovare un’intesa sulla guida del Consiglio comunale.
Nel Parco Gioia un nuovo spazio urbano dedicato alla memoria dello specialista nato a Pisticci e protagonista nella ricerca ortopedica
ROMA. Un riconoscimento pubblico e duraturo per una figura che ha lasciato un segno profondo nella medicina e nella cultura del Novecento. Questa mattina, nella Capitale, è stato intitolato un viale all’interno del Parco Gioia al dottor Ettore Luigi Lapadula, originario di Pisticci, in provincia di Matera.
La cerimonia si è svolta nei pressi dell’ingresso del nuovo percorso che attraversa l’area verde attrezzata ed ha visto la partecipazione di numerosi cittadini e rappresentanti istituzionali. Presente il presidente del Municipio Roma XI Arvalia Portuense, Gianluca Lanzi, insieme al figlio Ettore Lapadula junior, che ha ricordato la figura del padre, sottolineandone il profilo umano e professionale.Nato nel 1919 a Pisticci e trasferitosi a Roma, Lapadula si affermò come medico ortopedico di rilievo internazionale, distinguendosi in particolare per la cura della scoliosi. A lui si deve l’introduzione di una innovativa fisioterapia ortopedica e la realizzazione del celebre «corsetto Lapadula», un busto modellato sulla figura del paziente, ancora oggi utilizzato nel trat-

tamento di specifiche patologie. Il sindaco di Pisticci, Domenico Alessandro Albano, ha voluto far giungere un messaggio di vicinanza ai familiari e ai presenti: «Un evento che rappresenta un atto di riconoscenza pubblica e duratura, non solo formale, ma volto a preservare la memoria di chi ha saputo incarnare i valori fondanti della nostra comunità». Il primo cittadino ha poi aggiunto: «Che questo viale diventi un luogo di passaggio ma anche di riflessione, segno tangibile di ciò che una vita può donare alla propria comunità».Lapadula non fu soltanto medico. Critico d’arte, giornalista pubbli-
cista e autore di saggi, trasformò il suo studio nei pressi di Piazza del Popolo in un punto di incontro per artisti e intellettuali della seconda metà del Novecento. Tra le frequentazioni, figure di primo piano come Elsa Morante e Pier Paolo Pasolini.Per il suo impegno culturale e scientifico fu invitato a far parte del Gruppo dei Romanisti, storico cenacolo di studiosi dell’Urbe. Già nel 2018 la città di Pisticci gli aveva dedicato una loggia, insieme ai fratelli Ernesto e Attilio, anch’essi architetti, a testimonianza di una famiglia che ha contribuito in modo significativo alla crescita culturale del territorio.
INCONTRO
Matera, seminario su lavoro norme e sicurezza aziende
MATERA. Un focus operativo sulle nuove di- sposizioni in materia di sicurezza sul lavoro. È in programma per il 23 marzo 2026, dalle ore quattordici e trenta alle ore diciotto, presso l’Hotel del Campo, un seminario promosso da Confapi e dall’Ispettorato territoriale del lavoro.L’iniziativa è dedicata alle novità introdotte dal decreto sicurezza sul lavoro, convertito nella legge 198 del 2025, entrata in vigore dal primo gennaio 2026. L’obiettivo è approfondire gli aspetti normativi e applicativi per favorire un adeguamento consapevole da parte di imprese e professionisti. Il seminario vedrà la partecipazione di funzionari dell’Ispettorato territoriale del lavoro di Potenza e Matera, con interventi del direttore Michele Lorusso e di tecnici impegnati nella vigilanza su salute e sicurezza. Previsti anche contributi degli ordini professionali e delle associazioni di categoria del territorio.Tra i temi al centro dell’incontro figurano la sicurezza nei cantieri, l’introduzione del badge digitale e della patente a crediti, le nuove regole su formazione e sorveglianza sanitaria, oltre alle misure per l’inclusione e agli incentivi per le imprese che investono in sicurezza.L’evento è rivolto a operatori del settore, consulenti e aziende, con il riconoscimento di crediti formativi secondo le normative vigenti.



Ci i sono fasi della vita che non chiedono permesso. Arrivano, si impongono e mettono in discussione tutto: certezze, direzioni, perfino l’immagine che avevi di te stesso. È lì che questa frase smette di essere solo qualcosa di bello da leggere e diventa una sfida personale: ci credi davvero, anche adesso?Perché dirlo quando tutto scorre è semplice. Ripeterlo quando le cose funzionano è quasi naturale. Ma quando la realtà si fa dura, quando il tempo sembra non muoversi, quando ogni risposta tarda ad arrivare… lì si misura la verità della tua convinzione.E allora non basta più sperare. Non basta più resistere.

La decisione di non considerare ciò che stai vivendo come una pausa sterile, ma come il punto esatto in cui la tua vita ti sta chiedendo di fare un salto. Non verso fuori. Verso dentro.Perché è lì che si gioca tutto: nel modo in cui scegli di stare dentro ciò che accade, nel modo in cui continui ad avanzare anche quando nessuno se ne accorge, nel modo in cui smetti di aspettare condizioni migliori e inizi a diventare tu la condizione che cambia le cose.È una posizione scomoda, ma è anche l’unica che restituisce potere. Ogni attesa diventa allenamento. Ogni ostacolo diventa struttura. Ogni giorno apparentemente uguale diventa accumulo invisibile di forza.
E POI SUCCEDE
SERVE
UNA DECISIONE
Non all’improvviso per caso, ma perché qualcosa dentro di te ha raggiunto

un punto di non ritorno. Non sei più quello di prima. Non reagisci più allo stesso modo. Non guardi più la realtà con gli stessi occhi. E a quel punto, inevitabilmente, cambia tut-
to.«L’inverno si trasforma sempre in primavera». Non è una frase da ricordare. È una verità da incarnare. E quando arrivi a viverla davvero, fino in fondo, non esiste più tem-
po fermo, non esiste più attesa vuota, non esiste più paura che tenga. Esiste solo una direzione.
E QUELLA DIREZIONE, ORMAI, SEI TU.
Ampia partecipazione all’incontro sul passaggio del 1963: studenti e istituzioni a confronto tra cinema, spiritualità e identità locale
Una sala gremita e partecipe ha fatto da cornice al convegno «Autunno 1963. Pier Paolo Pasolini a Barile», svoltosi ieri, 19 marzo 2026, presso l’Auditorium «P.P. Pasolini» del centro lucano. Un appuntamento che ha saputo unire memoria storica e attualità, trasformandosi in un momento di riflessione culturale e civile, con una significativa presenza di studenti e rappresentanti delle istituzioni.Ad aprire i lavori sono stati i saluti del sindaco Antonio Murano e delle autorità presenti. In rappresentanza della Regione Basilicata è intervenuto il vicepresidente della Giunta regionale, Pasquale Pepe, che ha sottolineato il valore di iniziative capaci di rafforzare il senso di appartenenza e il legame identitario tra comunità e territorio.Apprezzato anche l’intervento del consigliere regionale Michele Napoli, che ha evidenziato la forza della cultura nei piccoli borghi, definiti un patrimonio fondamentale per l’intero territorio. Napoli ha ribadito la necessità di costruire reti e relazioni non solo a livello locale ma anche nazionale, per valorizzare le esperienze culturali e creare nuove opportunità di sviluppo.Particolar-

mente intenso il contributo di mons. Ciro Fanelli, vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa, che ha richiamato il valore della «lentezza», tema profondamente legato anche al pensiero pasoliniano. Rivolgendosi soprattutto ai giovani, ha invitato a rallentare e a prendere le distanze dal ritmo frenetico imposto dalle connessioni digitali, per riscoprire un tempo più umano e restituire centralità alle relazioni e alla vita quotidiana. Un’esortazione a vivere il presente con maggiore consapevolezza, dando spazio alle emozioni e profondità allo
sguardo.Determinante per la riuscita dell’iniziativa è stato anche il contributo delle associazioni del terzo settore coinvolte nell’organizzazione, in particolare il CineClub Pasolini e il CineClub «De Sica – Cinit», realtà che si confermano presìdi culturali attivi e dinamici. Il loro impegno testimonia l’importanza del tessuto associativo nel promuovere iniziative capaci di rafforzare il senso di comunità e valorizzare il territorio, anche attraverso una collaborazione concreta con le istituzioni.Al centro del convegno il tema «Il Cristo di Pa-
solini ne Il Vangelo secondo Matteo», che ha offerto spunti di riflessione tra cinema, spiritualità e impegno civile. Tra gli ospiti attesi, Dante Ferretti – scenografo e costumista premio Oscar – non ha potuto partecipare, ma ha comunque fatto pervenire un messaggio di saluto.Tra i relatori, David Miliozzi, scrittore, sceneggiatore e critico d’arte, ha proposto una lettura intensa e originale dell’opera pasoliniana, mentre Armando Lostaglio, nel ruolo di coordinatore, ha guidato il confronto con competenza, favorendo un dialogo ricco e coinvolgente.La presenza numerosa delle scuole e dei giovani ha rappresentato uno degli elementi più significativi dell’incontro, segno evidente di come la figura di Pasolini continui a parlare alle nuove generazioni.Nel corso della giornata è emerso con forza il tema del senso di comunità, vero filo conduttore dell’evento. Il convegno si è così confermato come un’occasione di partecipazione collettiva, in cui cultura, scuola, istituzioni e associazionismo si sono intrecciati, dimostrando come il ricordo di Pasolini possa ancora oggi rappresentare un potente strumento di crescita culturale e coesione sociale.
Ipotecato il primo match di Coppa Italia, la testa resta al ritorno di Latina e alla gara interna contro la Salernitana. De Giorgio: «Gli amaranto sono una buona squadra»
DI R O C CO NI G RO
POTENZA . Come era prevedibile, la gara di andata della finale di Coppa Italia Regionale che si è svolta mercoledì sera nella splendida cornice del “Viviani” ha sottratto molte emergie sia fisiche che mentali agli undici che sono scesi in campo dal primo minuto. E neppure il tempo di rifiatare ed ecco che la “carovana” rossoblù è pronta per attraversare lo “Stretto”. Domani pomeriggio alle 14:30 incontrerà al “proviciale” il Trapani del presidente Valerio Antonini. Anche questa lunga trasferta di campionato non sarà semplice per un Potenza ormai inulte negarlo con la testa alla finalissima di Coppa Italia che si terrà a Latina il primo aprile prossimo. De Giorgio per far si che l’undici che ha giocato mercoledì sera nel primo match di finale di Coppa possa recuperare da quella fortissima scarica di adrenalina, vuole optare per una sorta di turn-over. Insomma, vuole dare spazio ai vari De Marco, Bura, Balzano ed altri che hanno una buonissima condizione fisica ma han-

no giocato poco. C’è da considerare che a parte l’incontro contro il Trapani, il Potenza dovrà affrontare a distanza di dieci giorni due incontri importanti: sabato 28 al “Viviani” la Salernitana ed il primo aprile il match di ritorno della finale di Coppa Italia al “Francioni” di Latina. Quindi dosare le energie in questo momento particolare della stagione diventa più che mai obligatorio. Il Potenza della famiglia Macchia vuole entrare nella storia dello sport della città capoluogo di regione e vuole
anzitutto tornare da Latina con la Coppa che tra l’altro, gli consentirà di accedere da testa di serie ai play off nazionali. Anche rinunciando a qualche punto nella classifica del campionato. La formazione del presidente Antonini, lo ricordiamo, da qualche mese vive una particolare condizione di crisi. Non tanto di risultati perché se gli amaranto non avessero subito i venti punti di penalizzazione ora si troverebbero attestati in piena zona play off. Invece, si ritrova a dover lottare al penultimo
posto in classifica e per di più con il macigno della giustizia sportiva dietro la porta. Secondo quanto riportato dalla stampa nazionale anche le casse della società sarebbero state pignorate e si è in attesa di altre sentenze che potrebbero addirittura escludere la squadra dal campionato. Per ritornare ai rossoblù inutile negare il clima positivo che si respira nello spogliatoio. Il 3 -1 inflitto ad un Latina che al “Viviani” ha dimostrato essere la brutta copia di quello visto in campionato, ha fatto capire all’inte-
ra tifoseria che se è vero che in campionato c’è stato qualche disattenzione che ha portato risultati altalenanti, ma quando c’è concentrazione e determinazione i risultati arrivano. In conferenza pre-gara di Trapani De Giorgio ha detto: “Se questa squadra vuole essere considerata forte occorre da parte nostra trovare un equilibrio che non abbiamo avuto in passato. Mi aspetto anche da chi a giocato meno una risposta forte”. E per quanto riguarda l’impressione sul Trapani? “ E’ una buona squadra – ha concluso il tecnico di Verbicara – ha due esterni che hanno una buona gamba ed anche l’ultimo acquisto è un elemento su cui bisognerà stare molto attenti”. Infine, come sempre diamo notizia della terna arbitrale che dirigerà Trapani-Potenza. Si tratta di Giuseppe Rispoli d Locri coadiuvato dagli assistenti Davide Gigliotti di Lamezia Terme e Angelo Mazza di Reggio Calabria. Quarto ufficiale sarà Dario Madonia di Palermo. Al Monitoror FVS è stato designato Lorenzo Chillemi di Barcellona Pozzo di Gotto.
Sfida delicata al “De Simone” tra due squadre in difficoltà: i rossoblù cercano una svolta dopo settimane complicate
Una partita da non fallire, una gara che potrebbe avere un peso enorme nella stagione dell’AZ Picerno. Domani pomeriggio alle 14:30, allo stadio Nicola De Simone di Siracusa, gli atleti di Claudio De Luca affrontano gli aretusei nella sfida valida per il quattordicesimo turno di ritorno del campionato di Lega Pro Serie C Now 20252026.Serve una scossa ai rossoblù, attesi da un impegno contro un Siracusa in chiaro affanno e in difficoltà tecnica, societaria e di classifica. Entrambe le squadre dovranno fare i conti con le squalifiche: il Giudice Sportivo ha infatti appiedato per un turno Bianchi del Picerno e Riccardi del Siracusa. Due assenze pesanti, che potrebbero incidere su formazioni relegate nei bassifondi della classifica e fortemente intenzionate a risalire la china.In dubbio, tra i lucani, Gemignani e Guadagni, mentre De Luca potrebbe confermare l’assetto tattico e l’undici sceso in campo sabato

stato la prestazione a fine gara di Bassoli e compagni, chiedendo alla squadra di «cacciare gli artigli» e di fornire risposte concrete in ottica permanenza.Un aspetto da non trascurare, perché la gara contro i siciliani rappresenta un test fondamentale per le ambizioni di classifica della forma-
totto e il ritorno di De Luca, deve offrire una motivazione ulteriore per invertire la rotta e riprendere il cammino interrotto dalla pessima prova di Cava de’ Tirreni e dalla prestazione incerta contro il Trapani.Ne consegue che la sfida contro i siciliani rappresenta un banco di prova da non
fallire, per evitare pericolosi contraccolpi tecnici, psicologici e di classifica. In settimana il team melandrino ha svolto regolarmente la preparazione in vista della trasferta di Siracusa, lunga e complessa, che dovrà fornire indicazioni importanti in termini di carattere, personalità e impegno.Se con Bertotto la squadra aveva ritrovato risultati grazie alle ripartenze, ora è necessario cambiare pelle e acquisire maggiore continuità, provando, ove possibile, a fare la partita e a mostrare quella personalità venuta meno contro il Trapani e nelle gare interne con Team Altamura e Atalanta Next Gen, entrambe pareggiate al Donato Curcio.Arbitro del match sarà il signor Mattia Maresca di Napoli, coadiuvato da Christian Robilotta di Sala Consilina e Tommaso Tagliaferro di Caserta. Quarto uomo Giuseppe Maria Manzo di Torre Annunziata. Operatore FVS Giuseppe Minutoli di Messina. F RA . M EN.

