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Cronache del 21 febbraio 2026

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TgR e Pd: è amore

I numeri: dem hanno da soli la stessa presenza della somma di FdI, FI e Lega

«NO AL GOVERNISSIMO»

Manca: «Non partecipiamo a tentativi di intese sottobanco per spartire il potere e nessuno può agire in nome del nostro

RISORSE IDRICHE

Presentazione progetto “Terre Immerse” al Mic

Si terrà lunedì, alle ore 11:30, presso la Sala Spadolini del Ministero della Cultura, la conferenza stampa di presentazione del programma ufficiale di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. Durante l'incontro sarà illustrato il palinsesto del progetto "Terre Immerse", la visione con cui Matera ribalta la narrazione classica del Mare Nostrum. L'idea fondante del (...)

■ continua a pag 4 La vignetta di M. Bochicchio Servizio a pag 3

MATERA

Con buona pace del sindaco Nicoletti, appeso ad un teatrino inguardabile d’infinite mosse, di bassa umanità, di fratellanza tradita e pure di figlioli prodighi, la bellissima città dei Sassi si conferma la quintessenza dello spirito turistico trascinando all’occasione lo star system hollywoodiano. E così a distanza d’oltre vent’anni dal capolavoro cinematografico Mel Gibson avvia il primo ciak di The Resurrection of Christ, con Mariela Garriga e Riccardo Scamarcio nei panni di Maddalena e Ponzio Pilato.

CENTROSINISTRA

Non perché la politica fosse il luogo in cui la coerenza la faceva da padrona, ma nemmeno la più fervida fantasia poteva prevedere una trasmigrazione d’anime così numerosa come quella avvenuta nel consiglio comunale di Potenza, col sindaco Telesca a fare le parti d’un vero e proprio convitato di pietra. Eppure anziché stigmatizzare il saltello osceno da una parte all’altra dei consiglieri transfughi s’assiste invece alla corsa a chi ne imbarca di più, manco fosse un mercato delle vacche, in cui a stramazzare sono merito ed etica. #SALISCENDI

LOGGIA UNGHERIA Nessun coinvolgimento per l’ex 007 lucano. Armanna condannato a 2 anni e mezzo

Referendum, Bolognetti digiuna: «Nonviolenza contro silenzi Rai»

Invasi lucani in ripresa, oltre 100mln di metri cubi in più rispetto al 2025, Coldiretti esulta ma avverte: «Attenzione all’Area Nord»

■ Servizio a pag 9 CRONACA

I Carabinieri intercettano una spedizione di droga sintetica: due arresti nel Pollino e sequestrate dosi di Mpdv destinate al mercato lucano

■ Servizio a pag 16

CITY VISION

Potenza guarda al futuro digitale, ad Andria l’assessora Costanza rilancia una versione della città accessibile

■ Servizio a pag 11

ENI

L’azienda assolta dalla Corte d’Appello di Potenza: nessun illecito nel caso Cova e cadono le accuse ai dirigenti

■ Servizio a pag 6

NU OVO SCIO PER O PER IL SEGR ETA RI O DEI RAD ICALI L UCANI
Bolognetti
Servizio a pag 5
MATERA 2026
Paradiso e Armanna Servizio a pag 7
Dellapenna a pag 2

In Basilicata Chiorazzo il più citato con Pittella. Il cdx presente solo quando parlano le istituzioni

TgR e Pd: è amore

I numeri: dem hanno da soli la stessa presenza della somma di FdI, FI e Lega

“Andando ad analizzare la presenza dei partiti, il PD è “primo” in classifica (31,87%), seguito da Forza Italia (12,66%) e da Fratelli d’Italia (11,85%). Tra i 5 soggetti del governo locale che parlano di più il primo è il Presidente della Regione Vito Bardi (9,34 minuti); il secondo è il sindaco di Matera Antonio Nicoletti (6,58 minuti) e il terzo è l’Assessore regionale di Fratelli d’Italia Cosimo Latronico (5,20 minuti). Tra i 5 soggetti della categoria “altri soggetti” che parlano di più ci sono: Marcello Pittella di Azione, che è il Presidente del Consiglio Regionale (1,50 minuti); Angelo Chiarozzo, che è un Consigliere regionale civico (1,13 minuti); Roberto Cifarelli, che è un Consigliere regionale del PD (1,13). Da notare che in questa seconda classifica 3 soggetti su 5 sono del PD” Basterebbero le conclusioni finali del report trimestrale del TGR Basilicata non solo per eliminare la narrazione di TeleMeloni che qualcuno continua a fare ma addirittura per chiamare il TGR Basilicata TelePD.

LA RAI AL SERVIZIO DEL PD

Quello che emerge dalla scheda di rilevazione delle presenze degli esponenti politici sul telegiornale regionale di Basilicata non lascia adito a dubbi.

La redazione regionale della televisione di Stato è, sostanzialmente, interamente occupata dal Partito Democratico e dall'opposizione.

Il 31% dello spazio informativo del telegiornale regionale di Basilicata è occupato dal Partito Democratico.

In pratica, per raggiungere lo spazio che il PD si prende sul TGR di Basilicata bisogna sommare insieme lo spazio preso da Forza Italia (12,66%) Lega (7,54%) FDI (11,85%).

Tutto il centrodestra, in pratica, occupa lo stesso spazio che occupa il solo

Partito Democratico. Per completezza va detto che il Movimento Cinque Stelle occupa l'8,61% del tempo del telegiornale il che porta il campo largo ad essere presente sulla televisione regionale di Stato per quasi la metà del tempo a disposizione, lasciando soltanto le briciole agli altri e molto poco anche alla coalizione di governo. Una ripartizione degli spazi che poco sa di pluralismo televisivo e dell'informazione e che sembra trasformare la nostra redazione regionale della Rai in una riedizione riveduta, corretta e ridotta di Telekabul, appellativo dato a Rai Tre ai tempi della direzione di Sandro Curzi.

Le uniche due differenze sostanziali sono che Curzi era un raffinato intellettuale e meraviglioso giornalista, qualità che abbiamo difficoltà a riconoscere in Cosentino e, soprattutto, che RAI Tre era ufficialmente affidata al Partito Comunista Italiano ai tempi di una lottizzazione che lasciava in mano alla maggioranza (DC-PSI) le altre due reti Rai.

O TI MANGI QUESTA MINESTRA

In Basilicata il potere di scelta del telecomando non può essere esercitato sulle emittenti Rai.

Il telegionale che arriva nelle case di tutti i lucani e che tutti i lucani contri-

buiscono a sostenere è un prodotto interamente devoluto alle ragioni politiche del Partito Democratico trasformandosi, in pratica, in un braccio comunicativo dell'opposizione a Bardi e al centrodestra.

Per fortuna esistono e resistono scelte editoriali private come la nostra che, con le tante difficoltà della comunicazione nel tempo che viviamo, continuano a garantire il pluralismo televisivo e uno spazio sempre aperto ad ogni persona e ad ogni idea come dimostra il grande numero di ospiti di ogni orientamento politico che partecipano ad “Oltre il Giardino” condotto da Paride Leporace. Sarà anche per questo che a Buongiorno Regione la nostra prima pagina per un periodo è stata completamente oscurata e oggi viene fatta vedere ad intermittenza.

Ovviamente questa condizione non giustifica l'operato della TGR di Basilicata che non può continuare ad essere il megafono quasi esclusivo dell'opposizione.

È forse il caso che i parlamentari lucani inizino a sollevare la questione davanti alla Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI sempre che riescano a trovare un po' di tempo per dedicarsi a qualcosa che non riguardi direttamente le piccole beghe quotidiane.

Il segretario regionale del Pd: «Non partecipiamo a tentativi di intese sottobanco per spartire il potere»

Matera, Manca tuona: «No al Governissimo»

La crisi politica che si è aperta nel centrodestra a Matera impone una riflessione seria e responsabile sul futuro della città. Non si può governare una comunità complessa e strategica come Matera senza un progetto chiaro, senza un programma di mandato condiviso e, soprattutto, senza una maggioranza politica coesa.

Daniele Manca, commissario regionale del Pd Basilicata insieme a Giuseppe Tragni, interviene sulla situazione amministrativa del capoluogo dei

Sassi sottolineando come la città stia vivendo una fase di evidente paralisi politica.

«Non si governa una città senza un progetto e senza un programma di mandato sostenuto dalla maggioranza dei cittadini. Ancora più grave è farlo senza una maggioranza politica stabile: in queste condizioni si producono solo

accordi di potere, del tutto inutili per aiutare famiglie e imprese», afferma Manca.

Per il commissario regionale del Pd, la crisi non nasce oggi ma è frutto di una gestione fragile e pri-

va di visione, esplosa definitivamente all’interno del centrodestra.

«È una crisi che si è aperta nel centrodestra. Il sindaco deve prenderne atto e, nei tempi e nei modi opportuni, riconsegnare ai

cittadini la possibilità di scegliere su programmi e progetti alternativi per il futuro di Matera», prosegue.

Secondo Manca, Matera merita stabilità, credibilità e una prospettiva di svi-

luppo capace di valorizzare uno dei patrimoni culturali più importanti del Paese.

E sull’ipotesi di accordi o intese sottobanco, Manca è chiaro: «Il Partito Democratico è al lavoro per costruire un’alternativa di centrosinistra ad una giunta immobile, piegata dal solo desiderio di comandare, dentro una crisi che non vede soluzioni. Siamo impegnati per restituire solidità e credibilità ad un progetto utile per valorizzare Matera e garantire attenzione concreta ai problemi dei cittadini, delle famiglie e delle imprese, non partecipiamo a tentativi di intese sottobanco per spartire il potere e nessuno può agire in nome e per conto della nostra comunità politica. Al governo della città ci torneremo con il consenso dei cittadini ed all’interno di un’alleanza progressista e di centrosinistra» conclude Manca.

AL MINISTERO DELLA CULTURA LA CONFERENZA SU “TERRE IMMERSE” E LA VISIONE EUROMEDITERRANEA DELLA CITTÀ

Matera 2026, lunedì si presenta il programma a Roma

mATErA. Si terrà lunedì 23 febbraio, alle ore 11:30, presso la Sala Spadolini del ministero della Cultura (Via del Collegio romano, 27 - roma), la conferenza stampa di presentazione del programma ufficiale di matera Capitale mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. Durante l'incontro sarà illustrato il palinsesto del progetto "Terre Immerse", la visione con cui matera ribalta la narrazione classica del mare Nostrum. L'idea fondante del dossier è

svelare un paradosso geologico: il mediterraneo non finisce sulla costa, ma continua solido e profondo nelle "pieghe della ter- raferma". È in questa profondità continentale che il mezzogiorno smette di percepirsi come periferia per affermarsi come baricentro dell'area Euromediterranea: una piattaforma strategica di diplomazia culturale che interpreta la conoscenza non come ornamento, ma come "petrolio immateriale". Una risorsa energetica inesauribile

capace di generare, al pari delle materie prime, sviluppo, stabilità e nuove alleanze strutturali tra Europa e Africa. Saranno inoltre anticipati i dettagli della Cerimonia di Apertura, in programma il 20 marzo 2026 in occasione della Giornata Internazionale della Felicità, che darà il via ufficiale alle attività. Alla conferenza stampa interverranno: il ministro della Cultura, Alessandro Giuli; il Presidente della Giunta regionale della Basilicata, Vito Bardi; il Sin-

daco di matera, Antonio Nicoletti; e il Direttore Generale della Fondazione matera Basilicata 2019, rita Orlando.

Martedi l’Assise discute di Osservatorio immigrazione, partecipazione democratica, distretto del mobile imbottito

Si riunisce il Consiglio regionale, in aula crisi industriale e sanità

POTENZA. Torna a riunirsi martedì 24 febbraio il Consiglio regionale della Basilicata. L’Assemblea è convocata alle ore 15 nell’aula Dinardo del Palazzo della Giunta regionale, in via Verrastro, per una seduta ordinaria con un ordine del giorno articolato che spazia dalle nomine agli interventi normativi, fino ai temi industriali e sanitari. In apertura è prevista la discussione sull’elezione dei componenti dell’Osservatorio regionale sull’Immigrazione, organismo disciplinato dalla legge regionale 6 luglio 2016, numero 13, successivamente modificata nel 2025. A seguire l’esame della proposta di legge numero 34 del 2024, “Di-

sciplina degli istituti di partecipazione democratica regionale”, iniziativa sottoscritta dai consiglieri Verri, Araneo, Chiorazzo, Vizziello, Cifarelli, Lacorazza, Marrese e Bochicchio. L’Aula affronterà quindi la crisi industriale e la situazione

del Distretto del mobile imbottito, comparto strategico per l’economia lucana e da tempo alle prese con difficoltà produttive e occupazionali.Tra i provvedimenti in calendario anche tre ulteriori proposte di legge. La numero 3 del 2024 riguarda

il «Sostegno finanziario al sistema sanitario nazionale a decorrere dall’anno 2024 e misure di incentivo fiscale per personale sanitario e non sanitario», su iniziativa dei consiglieri Lacorazza, Cifarelli e Marrese. La numero 48 del 2025 interviene sulle misure urgenti e straordinarie per il rilancio dell’economia e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, mentre la numero 87 del 2025 propone modifiche alla normativa sul Parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane. All’attenzione del Consiglio anche l’atto amministrativo numero 119 del 2025 relativo al «Programma d’azione 2022-2025 per la protezione delle acque

dall’inquinamento provocato da nitrati di origine agricola nelle zone vulnerabili», con estensione temporale al 2027.Dopo l’eventuale esame di atti licenziati dalle Commissioni consiliari permanenti, l’Assemblea discuterà il disegno di legge numero 20 del 2024, che introduce un’integrazione allo Statuto della Regione Basilicata sull’istituzione della figura dei sottosegretari.Spazio infine alle problematiche del Servizio sanitario regionale, con un focus sulla realizzazione del nuovo ospedale unico per acuti di Lagonegro e sull’attuale assetto organizzativo della struttura, oltre all’analisi di mozioni e attività ispettive.

Incontro tra Cupparo, sindacati e Consorzio di Bonifica: 1.782 lavoratori coinvolti, spesa prevista di circa 30 milioni

Saap e Asa 2026, in Regione confronto su lavoro e risorse

POTENZA. Un confronto sulla programmazione 2026 dei progetti Saap, Servizi agro-ambientali aree produttive, e Asa, Area servizi agro-ambientali, si è svolto in Regione tra l’assessore alle Attività produttive Francesco Cupparo e i dirigenti di Flai-Cgil, FaiCisl e Uila-Uil, con la partecipazione del presidente del Consorzio di Bonifica Basilicata Giuseppe Musacchio, ente al quale è affidata l’esecuzione degli interventi.Nel ripercorrere le azioni attuate nel 2025 con l’impiego delle platee ex Rmi ed ex Tsi, l’assessore ha ricordato che le attività riguardano la manutenzione delle aree a ser-

vizio di attività industriali, artigianali, commerciali e turistico-culturali, la cura della viabilità con priorità alle strade funzionali a tali comparti e la manutenzione del verde urbano e del patrimonio pubblico di interesse ambientale.La platea complessiva è composta da 1.782 lavoratori e per il 2026 è preventivata una spesa di circa 30 milioni di euro. «Con l’impegno diretto del presidente Bardi – ha dichiarato Cupparo – ci siamo posti l’obiettivo di assicurare un lavoro dignitoso a persone che per anni hanno vissuto nella precarietà, garantendo finalmente un contratto adeguato ai lavoratori delle platee

ex Rmi e Tsi».Musacchio ha riferito che si sta lavorando per avviare i cantieri nei primi giorni di maggio, illustrando lo stato degli adempimenti organizzativi e chiedendo la collaborazione delle organizzazioni sindacali.«Ho usato il lin-

guaggio della verità – ha aggiunto l’assessore – perché i sindacati siano pienamente informati delle difficoltà nella definizione del bilancio 2026, dovute anche alla riduzione delle royalties del petrolio. L’impegno prioritario del Dipartimento è reperire le risorse necessarie per garantire la regolarità dei salari e le stesse giornate lavorative del 2025».Per il progetto Asa, considerato la platea più fragile, si stanno valutando nuovi canali finanziari e possibili interventi anche sulla manutenzione delle strade provinciali. «Il traguardo è superare la visione assistenzialistica del passato», ha concluso Cupparo.

Il

segretario dei Radicali Lucani annuncia un nuovo sciopero della fame e disobbedienza civile

Referendum, Bolognetti digiuna: «Nonviolenza contro silenzi Rai»

POTENZA. «Ancora un digiuno, ancora la nonviolenza contro la violenza di regime». Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali Lucani, annuncia una nuova iniziativa di protesta in vista del referendum sulla riforma dell’ordinamento giudiziario. Dalle 23.59 del 21 febbraio inizierà un digiuno ad oltranza, assumendo sola acqua, per chiedere – afferma – «il sacrosanto rispetto del diritto umano alla conoscenza». Bolognetti sostiene che, a pochi giorni dal voto, le ragioni del Sì rischino di essere «travolte da una marea di fake news diffuse ad arte» e da quelle che definisce «armi di distrazione di massa». Nel mirino finisce il servizio pubblico radiotelevisivo, accusato di non garantire un’informazione equilibrata. «Attraverso la sete e la fame ho chiesto ripetutamente che la Rai rispettasse il diritto umano alla conoscenza, evitando censure e manipolazioni», dichiara, ricordando di aver scritto alla Commissione bicamerale di Vigilanza sui servizi radiotelevisivi sen-

za ricevere risposta.Secondo il leader radicale, il vantaggio iniziale del Sì si sarebbe progressivamente assottigliato fino a trasformarsi in un testa a testa, se non addirittura in un lieve vantaggio del No. Una dinamica che attribuisce a una gestione politica inadeguata della campagna referendaria e all’assenza di un argine efficace contro la disinformazione. «Avevo tentato di avvertire già da

ottobre che occorreva rivendicare con forza il principio del conoscere per deliberare», sottolinea, richiamando il pensiero einaudiano. Bolognetti cita anche il precedente del referendum del 2000 sulla separazione delle carriere dei magistrati, evidenziando la distanza tra quel risultato e l’attuale scenario. «Non posso accettare che il servizio pubblico si trasformi in un

megafono o in un manganello da regime», afferma, annunciando nei prossimi giorni una nuova azione di disobbedienza civile davanti alla sede Rai lucana. Non esclude inoltre di tornare allo sciopero della sete come ulteriore forma di pressione nonviolenta.Nel suo intervento richiama Ernesto Rossi e il foglio clandestino “Non mollare”, ribadendo che «volere è agire» e che la giustizia «è nei

nostri cuori». La protesta, spiega, nasce dall’esigenza di impedire che la consultazione referendaria si trasformi in «una partita truccata», con un arbitro non imparziale.

«La mia è fame e sete di verità e democrazia, di giustizia e libertà», conclude Bolognetti, auspicando che istituzioni e organi di informazione garantiscano un confronto trasparente e pluralista. L’obiettivo dichiarato è quello di assicurare ai cittadini gli strumenti necessari per una scelta consapevole alle urne, nel rispetto delle regole democratiche e del diritto fondamentale alla conoscenza. L’azione nonviolenta, precisa il segretario dei Radicali Lucani, non è rivolta contro singole persone ma contro un sistema che, a suo giudizio, avrebbe smarrito il senso del servizio pubblico. «Non prevalebunt», afferma, rilanciando il proprio impegno civile affinché il referendum possa svolgersi in un clima di correttezza, equilibrio e piena informazione.

Assemblea con amministratori e forze sociali per informare sui quesiti; confronto aperto anche sulle ragioni del Sì

Una sede a Montalbano Jonico per il “no” al referendum

DI VINCENZO MAIDA

MONTALBANO JONICO. Montalbano jonico. Nella centralissima via Armando Miele si è costituito a Montalbano Jonico il Comitato cittadino per il “No” alla riforma costituzionale sulla giustizia.L'organismo è nato per informare la cittadinanza sulle criticità dei quesiti referendari per la “Riforma della Giustizia”.La prima riunione operativa ha registrato la partecipazione di diversi esponenti politici e sindacali.Erano infatti presenti il Consigliere Regionale Piero Marrese, il Sindaco di Montalbano Jonico Giuseppe Di Sanzo e una rappresentanza di Consiglieri comunali, che hanno voluto testimoniare «la forte preoccupazione delle istituzioni locali per i cambiamenti strutturali previsti dalla riforma».La mobilitazione ha visto la partecipazione attiva anche di un ampio schieramento di forze sociali e politiche locali, tra cui la Cgil, Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), Movimento 5 Stelle (M5s), Partito Democratico (Pd).«L’obiettivo condiviso –

hanno dichiarato all’unisono - è contrastare una riforma che, dietro lo specchietto per le allodole della “separazione delle carriere”, rischia di alterare profondamente l’equilibrio dei poteri dello Stato e l’autonomia dell’ordine giudiziario».Durante la riunione, i partecipanti hanno sottolineato come la Riforma costituzionale sulla giustizia non affronti i problemi reali dei cittadini – come la durata eccessiva dei processi – ma si concentri su modifiche ordinamentali pericolose. In estrema sintesi: 1. L’Alta Corte: La creazione di un organo disciplinare esterno che potrebbe esporre i magistrati a condizionamenti impropri della politica. 2. Lo smantellamento dell'unicità della magistratura: Un

cambiamento che rischierebbe di allontanare il Pubblico Ministero dalla cultura della prova, avvicinandolo a una logica di tipo "poliziesco" o sotto il controllo dell'Esecutivo. «Non permetteremo che la Costituzione venga riscritta per indebolire i presidi di legalità», hanno dichiarato i rappresentanti del Comitato. «Anche da Montalbano Jonico parte un segnale chiaro: la giustizia deve restare un servizio indipendente al servizio di tutti i cittadini, non un potere fragile di fronte alla politica».Il Comitato di Via Miele resterà aperto come centro di informazione, di ascolto e di distribuzione di materiale informativo.L’assemblea si è conclusa con la nomina all’unanimità dei due referenti del Comitato: Antonio Caporusso e Salvatore Longo.Nelle prossime settimane, hanno fatto sapere- verranno organizzati incontri pubblici con giuristi ed esperti per approfondire il merito della riforma e le ragioni del No, in vista dell’appuntamento referendario.Per una corretta informazione anderebbe però detto che il

fronte del Si al referendum sulla riforma della giustizia, del 22 e 23 marzi, registra tra le sue schiere una significativa testimonianza del mondo riformista e progressista. Soprattutto nella società civile, nel mondo accademico, tra gli intellettuali e tra gli ex esponenti politici che si trovano 'testimonial' di sinistra per Si.Nell'opposizione il Si più netto al referendum arriva dal Psi. Anche Bobo Craxi e Fabrizio Cicchitto sono per il Si. Tra i partiti, più sfumata la posizione di +Europa, che mantiene diverse critiche alla riforma Nordio, mentre Matteo Renzi formalmente ha dato libertà di voto a Iv, riservandosi di prendere una posizione a ridosso dell'urna. Per Azione Carlo Calenda non ha avuto dubbi: «La riforma era nel nostro programma».Per il Si va anche segnalata la posizione dell’europarlamentare del Pd Pina Picierno.Mentre ora i sondaggi oscillano e vengono utilizzati solo a scopo propagandistico, decisivi saranno gli ultimi giorni prima del voto e la parte del leone la farà la comunicazione nazionale.

precedente giudiziario sul modello 231 della società

Eni assolta dalla Corte

nessun illecito nel caso

La Corte d’appello di Potenza giovedì, ha assolto l’azienda energetica Eni dall’accusa di traffico illecito di rifiuti nell’ambito del procedimento sullo smaltimento dei reflui derivanti dalle estrazioni petrolifere in Basilicata. Cade così ogni profilo di illecito amministrativo per Eni SpA sul cui modello 231 non grava cosi' alcun precedente giudiziario.

La decisione ribalta la sentenza di primo grado emessa nel marzo 2021, quando la società era stata condannata a una sanzione amministrativa di 700mila euro e alla confisca per equivalente di 44,2 milioni di euro, ritenuti profitto del reato. Il caso riguardava le attività del Centro Olio Val d’Agri (COVA), l’impianto situato a Viggiano in cui Eni tratta il petrolio estratto dai giacimenti lucani. Secondo l’accusa, l’azien-

da avrebbe superato i limiti consentiti in materia di emissioni. L’inchiesta, avviata nel 2016, aveva portato al sequestro di due vasche di stoccaggio e di un pozzo, con la conseguente sospensione per quattro mesi delle attività del Centro Oli.

In primo grado, oltre alla società, erano stati condannati anche alcuni dirigenti e dipendenti del COVA: Ruggero Gheller, Nicola Allegro e Luca Bagatti avevano ricevuto una pena di due anni, mentre a Enrico Trovato, Roberta Angelini e Vincenzo Lisandrelli era stata inflitta una condanna a un anno e quattro mesi. Per tutti era stata disposta la sospensione della pena, senza quindi detenzione o altre restrizioni.

All’ex dirigente della Regione Basilicata, Salvatore Lambiase, erano stati comminati 18 mesi, anch’essi con pena sospesa. La Cor-

te d’appello ha ora assolto tutti gli imputati, facendo cadere ogni profilo di illecito amministrativo contestato a Eni ai sensi del decreto legislativo 231. Già in primo grado alcune per-

sone coinvolte nell’indagine erano state assolte. La società aveva sempre sostenuto di aver operato nel rispetto delle norme e aveva presentato ricorso contro la sentenza del 2021.

Al momento non sono state rese note le motivazioni della decisione di secondo grado, che verranno depositate nelle prossime settimane.

Cadono le accuse di traffico illecito di rifiuti e le condanne ai dirigenti. Nessun

L’ex

non coinvolto nello scandalo dei verbali segreti. L’ex manager Eni invece becca la reclusione per la

Caso Loggia Ungheria, Paradiso calunniato Condannato Armanna a due anni e mezzo

Èstato assolto dal Tribunale di Milano, l’ex legale esterno dell'Eni, Piero Amara, per non aver commesso il fatto dall'accusa di aver sottratto e rivelato, nel gennaio 2020, i verbali segreti della Loggia Ungheria da lui stesso resi ai pubblici ministeri Paolo Storari e Laura Pedio fra 2019 e 2020. Nel dispositivo, la giudice della decima sezione penale, Giovanna Taricco, ha accolto la richiesta dei pubblici ministeri Paolo Filippini e Roberta Amadeo, e ha invece condannato a 2 anni e mezzo di reclusione l'ex manager dell'Eni, Vincenzo Armanna, imputato di calunnia per aver indicato l'ex agente dei servizi segreti, Filippo Paradiso, oggi nel settore privato, come colui che gli avrebbe fornito copia di quei verbali in cambio di 50mila euro attraverso l'applicativo di messaggistica Wick.

La perizia disposta dalla giudice nel corso del processo alla ricerca sull'Iphone di Armanna di prove fotografico-documentali dei verbali e di contatti con l'ex 007 che, va ricordato non si è costi-

tuito parte civile, realizzata senza il "consenso" dell'uomo al centro dei processi Eni-Nigeria e EniComplotto a fornire la "password di sblocco", non ha dato risultati per via degli elevati livelli di "sicurezza e complessità".

L'ingegnere forense incaricato di forzare l’accesso allo smartphone ha messo in atto 8.268 tentativi di indovinare la password alfanumerica attraverso l’apposito software Magnet GreyKey. Fase a cui poi sarebbe seguita l'analisi dei contenuti con le parole-chiave "Piero Amara", loggia "Ungheria", "Filippo Paradiso", "verbale/verbali", "Fpfpfp3", alla ricerca di tracce degli 11 verbali resi da Amara ai pm fra il 18 novembre 2019 e l'11 gennaio 2020, poi consegnati e mostrati in Procura dallo stesso Armanna a febbraio 2020 accusando i magistrati di essere un "colabrodo" e di non "fidarsi più" di loro. La perizia "potrebbe durare anche decenni o secoli" secondo l'informatico forense.

Le motivazioni della sentenza, appellabili dal difensore di Armanna, Massimiliano Fioravanti,

saranno depositate entro 60 giorni. Per Amara invece si tratta della seconda assoluzione nei processi milanesi nati in quegli anni, dopo quella ottenuta nel processo per calunnia con l'ex consigliere del Csm, Marco Mancinetti, in attesa della sentenza di appello.

È ancora in corso per lui invece il processo "Eni complotto" dove risponde di un maxi depistaggio ai danni della magistratura milanese ed è ferma da quasi due anni a Brescia il procedimento per le presunte calunnie della Loggia Ungheria, fascicolo trasferito per competenza.

Paradiso e Armanna

Coldiretti esulta per le piogge abbondanti ma avverte: servono nuove assegnazioni sull’Ofanto e un piano di piccoli bacini per affrontare le future siccità

Invasi lucani in ripresa: oltre 100 milioni di metri cubi d’acqua in più rispetto al 2025

Migliora in maniera significativa la situazione idrica della Basilicata. I sei principali invasi regionali contengono attualmente 337 milioni di metri cubi d’acqua, con un incremento di oltre 104 milioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un dato che lascia ben sperare in vista della prossima stagione irrigua e che dovrebbe consentire agli agricoltori di lavorare con maggiore serenità rispetto alle difficoltà affrontate nei mesi passati.La disponibilità idrica più consistente agevolerà infatti l’irrigazione dei terreni agricoli e, almeno per il momento, dovrebbe ridurre gli sforzi straordinari sostenuti nella scorsa stagione dagli operatori del comparto e dal Consorzio di bonifica della Basilicata per scongiurare danni rilevanti alle colture.«Una buona notizia, conseguenza delle abbondanti precipitazioni che vanno avanti da settimane – spiega Coldiretti Basilicata – ma è necessario continuare a tenere alta l’attenzione soprattutto nell’area Nord della Basili-

cata, ancora condizionata dalle insufficienti assegnazioni di risorsa sullo schema dell’Ofanto, almeno fino a quando entrerà in esercizio la diga del Rendina».L’organizzazione agricola chiede quindi che «si definiscano da subito le assegnazioni sullo schema dell’Ofanto e che si realizzino gli interventi infrastrutturali finalizzati a un incremento della capacità di accumulo delle dighe».Ma il tema non si esaurisce con i dati positivi registrati quest’anno. Con periodi di siccità destinati, secondo le previsioni, a diventare sempre più lunghi, intensi ed estesi, Coldiretti ribadisce la necessità di un piano strutturale, soprattutto nelle aree non servite dal Consorzio di bonifica. L’obiettivo è la realizzazione di una rete di piccoli invasi capaci di assicurare approvvigionamento idrico durante le fasi più critiche.L’intento dichiarato è quello di raddoppiare la capacità di raccolta dell’acqua piovana, rendendola disponibile non solo per l’agricoltura, ma anche per usi civili e per la produzione di energia

idroelettrica pulita.«Parliamo da anni dei bacini di accumulo, ma i passi avanti concreti sono ancora pochi. Oggi tratteniamo mediamente solo l’11% dell’acqua piovana – continua Coldiretti Basilicata – la Spagna ne trattiene più del doppio, la Francia addirittura tre volte tanto. L’acqua sarà fondamentale non solo per l’agricoltura, ma anche per lo sviluppo della tecnologia, dell’innovazione e del-

l’intelligenza artificiale. Perdere questa sfida è un lusso che non possiamo permetterci».Il quadro attuale, dunque, restituisce segnali incoraggianti ma richiama al tempo stesso alla programmazione e agli investimenti: perché la gestione dell’acqua, in una regione a forte vocazione agricola come la Basilicata, resta una delle leve strategiche per lo sviluppo economico e ambientale del territorio.

Dopo un inverno più piovoso, il Consiglio regionale richiama la Giunta agli impegni su accordi istituzionali, riduzione delle perdite e sicurezza per il comparto agricolo

Invasi in ripresa, ma resta l’allerta: «Servono programmazione e manutenzione»

Dopo diverse stagioni segnate dalla siccità, l’inverno appena trascorso ha restituito ossigeno — anzi acqua — agli invasi lucani. I livelli registrano un incremento di circa il 25% rispetto allo stesso periodo del 2025, un dato che consente di guardare con maggiore fiducia alla prossima estate.L’ottimismo, tuttavia, non cancella le criticità emerse negli ultimi anni. Le crisi idriche che hanno colpito la Basilicata impongono prudenza e una strategia di lungo periodo. I provvedimenti emergenziali adottati finora, come il prelievo di acqua dal fiume Basento, vengono considerati soluzioni tampone che non possono sostituire una programmazione strutturale nella distribuzione delle risorse e negli interventi di manutenzione straordinaria degli invasi.Il Consiglio regionale si è riunito più volte sul tema, su impulso della minoranza, approvando all’unanimità una risoluzio-

ne che impegna il governo regionale ad assumere un ruolo più incisivo nel confronto con gli enti coinvolti nella gestione dell’acqua, da AQL ad Acque del Sud, fino al Consorzio di Bonifica. Centrale anche il rapporto con la Regione Puglia, con la quale si chiede di definire un accordo istituzionale in grado di garantire maggiore certezza sui flussi idrici, riequilibrio tariffario e una giusta compensazione per i territori fornitori.Sul fronte infrastrutturale, la risoluzione punta alla predisposizione di un piano di verifica e riduzione delle perdite idriche, a un censimento aggiornato delle sorgenti e a un progetto di interconnessione tra gli schemi idrici. È stata inoltre richiesta la trasmissione annuale al Consiglio di una relazione dettagliata sullo stato delle risorse.Due, in particolare, gli aspetti ritenuti prioritari per evitare nuove emergenze, soprattutto a danno dell’agricoltura: una pro-

grammazione attenta della distribuzione della risorsa idrica, che consenta agli agricoltori di pianificare le coltivazioni senza il rischio di limitazioni alle prenotazioni irrigue come accaduto nell’ultimo anno, e un piano di manutenzione straordinaria delle infrastrutture, in sinergia con gli enti gestori, per ottimizzare la capacità di ac-

cumulo e affrontare i cambiamenti climatici.«Su questi aspetti e sugli impegni assunti in Consiglio regionale abbiamo promesso di vigilare», sottolineano i consiglieri, spiegando di aver sollecitato l’assessore Cicala — già ascoltato in terza commissione — a riferire in aula sullo stato della distribuzione della risorsa idrica

per l’agricoltura e di aver chiesto l’audizione dell’assessore Pepe per fare il punto sull’avanzamento dei lavori di ammodernamento degli invasi.L’invito è chiaro: mantenere alta la guardia per tutelare uno dei settori trainanti dell’economia lucana, l’agricoltura, la cui qualità produttiva è riconosciuta a livello internazionale.

A Matera al Campus si chiude l’iniziativa di orientamento. L’Ardsu

richiama la necessità di integrare servizi e tutele per renderla una scelta competitiva

Open Week 2026, il gran finale: l’Unibas rilancia la sfida contro la fuga dei giovani

Si è conclusa oggi, al Campus di via Lanera a Matera, l’Open Week 2026, l’iniziativa di orientamento promossa dall’Università degli Studi della Basilicata e rivolta agli studenti chiamati a scegliere il proprio percorso accademico.Dopo il successo registrato a Potenza, nei poli universitari di Macchia Romana e del Francioso, l’appuntamento è approdato nella Città dei Sassi, ponendo al centro una questione strategica per il territorio: contrastare la fuga dei giovani lucani verso atenei fuori regione.I numeri parlano chiaro: il 78% degli

studenti lucani decide ancora oggi di proseguire gli studi lontano dalla Basilicata. Un dato che impone una riflessione e, soprattutto, un cambio di passo. L’obiettivo dichiarato è rendere l’offerta formativa regionale sempre più accessibile, attrattiva e competitiva, capace di trattenere talenti e costruire opportunità sul territorio.Nel corso dell’evento è intervenuto anche il Direttore Generale dell’Ardsu, che ha ribadito l’urgenza di «mettere a sistema» tutti i servizi e le tutele legate al diritto allo studio. «L’obiettivo è chiaro: far sì che i nostri

ragazzi non debbano faticare per trovare in Basilicata la qualità che cercano, ma possano contare su un sistema integrato e funzionale che li sostenga nella scelta di restare. Solo coordinando le eccellenze di Potenza e Matera possiamo trasformare la nostra regione in una scelta di serie A per il futuro delle nuove generazioni».Un messaggio netto, che richiama istituzioni e mondo accademico a un’azione condivisa: fare rete tra le realtà universitarie di Potenza e Matera per costruire un modello capace di offrire non solo percorsi di studio qualifi-

cati, ma anche servizi efficienti e tutele concrete.L’Open Week si chiude così con un bilancio positivo in termini di parteci-

pazione e con una prospettiva chiara: investire sull’università come leva strategica per il futuro della Basilicata.

Dalla migrazione al cloud al Gemello Digitale Urbano sviluppato con il CNR, l’intervento rilancia una visione integrata tra innovazione, governance e qualità della vita

Pot en z a gu ar d a al f ut u ro d ig it a le : l’a ss es so re

Costanza protagonista a City Vision Andria 2026

Il Comune di Potenza accelera sulla trasformazione digitale e lo fa portando la propria esperienza a City Vision Andria 2026, l’evento dedicato ai processi di innovazione urbana e alla capacità dei territori di «muovere verso il futuro».L’assessore alla Digitalizzazione, Costanza, è intervenuta come relatrice nell’incontro che ha posto al centro il tema del “muovere” in senso ampio: non solo mobilità e accessibilità, ma anche attivazione di trasformazioni intelligenti attraverso scelte di governo, infrastrutture fisiche e digitali, transizione energetica e collaborazione tra istituzioni, imprese e cittadini.«Le città che stiamo costruendo oggi sono il modo in cui scegliamo di abitare il futuro. Non è una questione tecnologica: è una questione di visione», ha affermato l’assessore, sottolineando come il principio del «Digital First» rappresenti «un nuovo patto tra istituzioni e cittadini, basato su accessibilità, trasparenza ed equità».Digitalizzare, ha spiegato, significa «ridurre distanze, semplificare i processi, rendere i servizi pubblici più vicini alla vita reale delle persone». In questa direzione, il Comune di Potenza ha partecipato agli avvisi nazionali sulla transizione digitale, ottenendo risorse per costruire un ecosistema integrato di servizi.Tra i progetti avviati figurano la migrazione al cloud, lo Sportello Digitale del Cittadino integrato con SPID, CIE, PagoPA e App IO, l’interoperabilità delle banche dati e la digita-

lizzazione dei servizi demografici. «Strumenti concreti di una visione che punta a un Comune capace di dialogare con i cittadini in modo semplice, sicuro e immediato», ha evidenziato Costanza.Particolare attenzione è riservata alla cybersicurezza, considerata «un pilastro fondamentale per garantire fiducia e continuità dei servizi» in una società sempre più connessa. Parallelamente, l’amministrazione ha avviato campagne informative per accompagnare i cittadini nell’utilizzo delle nuove piattaforme e ha aderito al progetto regionale «Facilitatori Digitali», con l’obiettivo di ridurre il divario tecnologico e promuovere l’inclusione attraverso percorsi formativi aperti a tutta la cittadinanza.La trasformazione digitale, tuttavia, non si limita all’adozione di nuove tecnologie. «Significa ripensare i processi organizzativi per renderli più rapidi, efficaci e accessibili», ha precisato l’assessore. In quest’ottica sono stati attivati programmi di formazione per il personale con il progetto PerForma e ottenuto un finanziamento PNRR per l’aggiornamento del Sistema Informativo di Gestione del Personale, in dialogo con il progetto Minerva (HRM Toolkit) del Dipartimento della Funzione Pubblica.Al centro della strategia c’è anche il progetto del Gemello Digitale Urbano, sviluppato con il CNR, Consiglio nazionale delle ricerche. Uno strumento che consente di leggere la città come un sistema complesso, mettendo in relazione mobilità,

ambiente, servizi e politiche sociali. «Simulare scenari e valutare impatti significa prendere decisioni più consapevoli, orientate alla sostenibilità e all’equità», ha spiegato Costanza.Il messaggio finale è chiaro: «Il nostro compito non è inseguire l’innovazione, ma darle una direzione. Perché il vero pro-

gresso non si misura dalla tecnologia che adottiamo, ma dalla qualità della vita che riusciamo a garantire».Una visione che lega tecnologia e governance, e che punta a fare della trasformazione digitale non un fine, ma uno strumento per costruire una città più inclusiva, efficiente e sostenibile.

POTENZA Iniziato l’intervento di messa in sicurezza dell’infrastruttura. La ditta esecutrice è Edilcostruzioni srl

Via Grippo: partiti i lavori di ripristino

Presto tornerà fruibile il ponticello

DI ROSAMARIA MOLLICA

POTENZA. Sono iniziati i lavori sul ponticello di via Grippo a Potenza.

Un intervento di messa in sicurezza tampone e il ripristino del manto stradale e l’installazione delle barriere laterali per permettere quanto prima la riapertura dell’infrastruttura strategica per rione Lucania e non solo. Solo qualche giorno fa da queste colonne, abbiamo annunciato l’affidamento dei lavori, ebbene all’indomani della pubblicazione della determina, è partito il cantiere che ha tranquillizzato i proprietari delle attività commerciali che hanno subito modeste perdite di incasso nelle settimane in cui il ponte è stato interdetto al traffico pedonale e veicolare.Nelle scorse settimane infatti sono state diverse le interlocuzioni tra i referenti del Comitato di quartiere e l’Amministrazione comunale per velocizzare il ripristino del ponte. I lavori sono stati affidati alla ditta Edilcostru-

zioni srl di Brienza per un totale di circa 35 mila euro di lavori più iva e altri oneri. Due le fasi previste: una prima di messa in sicurezza necessaria alla tutela della pubblica incolumità con il ricollocamento dei conci

in pietra dalla chiave e la rimozione della ringhiera ormai divelta presente sul ponte; la seconda previa autorizzazione rilasciata dalla stessa Soprintendenza inerenti i lavori di realizzazione nuovo cordolo, posi-

zionamento della nuova barriera laterale e risagomatura del manto stradale con interventi di fresatura e ripavimentazione. Oggi chi passa da rione Lucania e in particolare davanti al ponticello di via Grippo, vede una transenna che delimita sì il cantiere ma che rappresenta anche la speranza per i residenti che ben presto potranno tornare ad attraversarlo e a “riconnettersi” con la città capoluogo.

L’INTERVISTA A CRONACHE RACCONTA: «UN LAVORO FATICOSO, MA SE LO AMI DIVENTA IL PIÙ BELLO»

Pulizia e passione: l’autolavaggio di Potito Capezzera a Potenza

Gestire un autolavaggio, lavorare ogni giorno per la pulizia, l'igiene e la perfetta gestione delle macchine che gli automobilisti usano quotidianamente per recarsi al lavoro e per le utilità quotidiane. Il lavoro in una struttura di autolavaggio è sicuramente enorme, tanta è la richiesta da parte degli automobilisti. Un lavoro bello perchè produce una fitta relazione di clienti che si recano negli autolavaggi con il dichiarato intento di abbellire le propria auto e di avere una macchina degna di tal nome. Ovviamente la concorrenza genera quella sana rivalità tipica del mestiere in questione.

Lo sciacquo, la pulizia delle macchine e soprattuttto una sana attività di sanificazione

rappresentano l'emblema del lavoro costante e quotidiano degli addetti di auto lavaggio. Anche a Potenza le micro imprese del settore pullulano e hanno tanto lavoro da sbrogliare.

A via Isca del Pioppo opera con passione l'impresa diretta da Potito Capezzera. Capezzera vive la sua attività professionale con impegno e professionalità sempre al servizio dei clienti. Potito Capezzera è nato a Potenza l'8 aprile 1978 e ha aperto la struttura dal febbraio 2001.

Ci sono state difficoltà?

« All'inizio si, ce ne sono state tante, poi piano piano ci siamo messi in linea ».

I clienti come sono cambiati in questi anni?

«Diciamo che i clienti sono qua-

si sempre gli stessi, il modo di interagire è sempre lo stesso ».

Ecco dal covid ai giorni nostri cosa è cambiato?

« Si lavora molto di più ». Il momento più bello e quello più complicato?

« I momenti belli quando lavori ce ne sono pochi, i momenti complicati sono tutti i giorni ».

Ci racconta un fatto curioso?

« Innanzitutto il lavoro ti deve piacere, quindi inizi per passione e poi diventa un lavoro. Se ti piace il lavoro che fai hai già vinto ».

Secondo lei è un lavoro adatto ai giovani?

«Beh, sicuramente si è faticoso, ai giovani in primis ».

Risposte chiare, concretezza e tanta passione. Questo il diktat di Potito Capezzera che da via Isca del Pioppo lavora con

serenità per dare il meglio di se ai clienti e a quanti si recano da lui per lavare l'auto tutti i giorni.

Dalla frammentazione delle categorie economiche alla costruzione di un patto sociale capace di invertire la rotta dello spopolamento

Potenza: rinascere insieme conviene

DI DINO QUARATINO

Vetrine chiuse, piazze silenziose, associazioni che litigano: chi salverà il centro storico di Potenza? Forse solo se cittadini, commercianti e politica smettono di puntare il dito e iniziano a collaborare.”Non sono un commerciante. Non sono un amministratore. Non rappresento alcuna sigla. Sono solo un libero cittadino che ha a cuore le sorti della città. E il centro storico non è una porzione separata: è parte integrante della città, è il suo cuore simbolico, la sua memoria viva, la sua identità. Ieri pomeriggio ho assistito, in rispettoso silenzio, all’ennesima riunione tra commercianti del centro storico e amministrazione comunale. Erano presenti il sindaco Vincenzo Telesca, l’assessore Francesco Giuzio e l’assessore Federica D’Andrea, insieme a una ventina di commercianti. Il tema era uno solo, ricorrente da oltre vent’anni: la crisi economica del centro storico. Una frase è risuonata, ancora una volta, come un mantra stanco: “Il commercio è alla canna del gas”.È vero. Lo è da tempo. Forse oggi più che mai. Ma quando una crisi dura vent’anni, smette di essere emergenza e diventa sistema. E quando diventa sistema, non basta più denunciarla: bisogna ripensarla.

ramente si è parlato di progetto collettivo. Mi sarei aspettato una richiesta chiara: “Sindaco, presentateci una visione organica di rigenerazione del centro storico”.

Invece il confronto si è concentrato su soluzioni immediate e parziali.

Ed è qui che la politica vince. Non per superiorità strategica, ma perché di fronte a un fronte diviso qualunque risposta diventa sufficiente.

L’ILLUSIONE DEL RITORNO AGLI ANNI OTTANTA

LA DOMANDA SCOMODA

La crisi del centro storico è solo responsabilità politica? O è anche responsabilità di chi lo abita, lo vive, lo attraversa ogni giorno con la propria attività commerciale? La risposta più onesta è: una responsabilità condivisa. È troppo semplice attribuire tutto all’amministrazione. Certo, la politica ha compiti precisi: pianificare, investire, programmare, creare condizioni. Ma una comunità commerciale divisa, frammentata, incapace di esprimere una visione unitaria, finisce per indebolire se stessa prima ancora di essere indebolita dall’esterno.Durante la riunione ho percepito una forte disunità. Ognuno giustamente difende la propria attività, il proprio sacrificio, il proprio investimento. Ma ra-

Dalla discussione è emersa un’idea dominante: servono nuovi parcheggi (oggi difficilmente realizzabili) e il ritorno degli uffici comunali in centro. È un progetto a medio-lungo termine e viene percepito da molti come la soluzione primaria. È vero: riportare gli uffici genererebbe flusso. Più dipendenti, più cittadini, più movimento. Ma pensare che questo basti significa immaginare che l’era degli anni Ottanta possa tornare. Non tornerà. Il commercio è cambiato radicalmente.Oggi viviamo nell’epoca dell’e-commerce con consegna in 24 ore, dei marketplace globali che comprimono prezzi e margini, del social commerce che trasforma un post in una vetrina, degli acquisti omnicanale, dove si guarda online e si compra offline, o viceversa. Le community contano più della semplice transazione. Il cliente non sceglie più solo per prossimità geografica. Sceglie per esperienza, identità, qualità, relazione. Portare gli uffici in centro può aiutare, ma senza un progetto serio di mobilità pubblica efficiente, senza una visione innovativa e rigenerante, senza un piano di ripopolamento e di varietà dell’offerta commerciale, rischia di essere una soluzione parziale. Più persone a mezzogiorno, lo stesso silenzio la sera RIGENERARE NON È RESTAURARE

Rigenerare il centro storico non significa riportarlo indietro. Significa farlo evolvere. Servono scelte chiare:Trasporto pubblico integrato e intelligente. Navette frequenti, parcheggi scambiatori reali, connessioni semplici. Il centro deve essere accessibile senza che l’auto privata sia l’uni-

ca opzione.Piano di ripopolamento residenziale. Agevolazioni per giovani coppie, studenti, professionisti in smart working. Incentivi per chi ristruttura e affitta stabilmente. Un centro abitato è un centro vivo.Mix merceologico programmato. Non solo bar e abbigliamento. Spazi culturali, artigianato innovativo, coworking, librerie indipendenti, botteghe di qualità, servizi utili ai residenti. La varietà è resilienza.Identità narrativa condivisa. Eventi coordinati, calendario unico, un brand riconoscibile. Non iniziative isolate, ma un progetto culturale permanente.Digitale come alleato. Una piattaforma comune dei commercianti del centro: vetrina online condivisa, promozioni coordinate, logistica di prossimità. Se il cliente vive online, anche il centro deve esserci. INCENTIVI PER APRIRE ATTIVITÀ COMMERCIALI

Per rendere concreto il rilancio, cittadini e amministrazioni possono offrire incentivi chiari: contributi economici diretti per l’avvio di nuove attività, soprattutto di vicinato o artigianali; sgravi fiscali e agevolazioni tributarie per i primi anni di attività (riduzioni IMU, TARI, imposte comunali); canoni di locazione calmierati per locali sfitti, con eventuali fondi di supporto dalla Regione o dal Comune; finanziamenti per ristrutturazione e riqualificazione di immobili storici, con attenzione all’identità architettonica; incentivi per trasferire attività dalla periferia al centro, così da attrarre imprenditori già attivi sul mercato; programmi integrati di marketing e promozione: eventi culturali, piattaforme digitali comuni, turismo enogastronomico, valorizzazione dei prodotti locali

IL BENE COMUNE

CONVIENE

C’è una verità semplice: nel bene comune ci sono gli interessi personali. Se il centro cresce, crescono le attività. Se aumenta la qualità urbana, aumentano i fatturati. Se migliora l’immagine, cresce l’attrattività. Ma il bene comune richiede maturità. Richiede di uscire dalla logica del “prima io” per entrare nella logica del “insieme noi”. Ho avuto la sensazione che esistano più associazioni di commercianti che attività

commerciali e residenziali. Ogni nuova aggregazione nasce con le migliori intenzioni. Ma se non converge in una sintesi condivisa, rischia di diventare frammentazione organizzata. Meno protagonismo personale. Più integrazione. Meno sigle. Più comunità. L’unità non è uniformità. È convergenza sugli obiettivi

DAL LAMENTO ALLA CORRESPONSABILITÀ

La prossima riunione potrebbe iniziare in modo diverso. Non con l’elenco delle mancanze, ma con un documento unitario: cinque priorità condivise, tempi definiti, disponibilità alla corresponsabilità. Un patto pubblico tra commercianti e amministrazione. Con verifiche periodiche. Con trasparenza. La trasformazione urbana non nasce solo da un atto amministrativo. Nasce da una decisione interiore collettiva: smettere di attendere soluzioni esterne e iniziare a costruire insieme. Quando una comunità sceglie di collaborare, cambia il clima. E quando cambia il clima, cambiano anche i risultati.

IL RUOLO DEI RESIDENTI: PIÙ CITTADINI

CHE SPETTATORI

Finché si parla di parcheggi, incentivi o ritorno degli uffici comunali, il rischio è sempre lo stesso: trasformare il centro storico in un elenco di problemi ammi-

nistrativi. Tutti pronti a indicare cosa devono fare gli altri, mentre chi vive davvero il centro rimane spettatore della scena. Ma un centro storico non è un museo: è una comunità. E una comunità si costruisce, prima ancora che con le politiche, con i comportamenti delle persone che la abitano ogni giorno. Chi abita nel centro storico dovrebbe essere il primo promotore della sua vitalità. Non soltanto per questioni di interesse personale — certo, un centro vivo è anche casa tua più bella e più sicura — ma perché la vita urbana si nutre di partecipazione, senso di appartenenza, cura dello spazio comune.Forse il vero problema non è la mancanza di parcheggi. Non è nemmeno la crisi economica. Forse il vero problema è la mancanza di una decisione collettiva di crescere. Un centro storico non si salva con un ritorno nostalgico al passato. Si salva con una visione nuova, condivisa, coraggiosa. La prossima volta che ci riuniremo, proviamo a lasciare fuori dalla porta l’ego e portare dentro una proposta comune. Perché se continuiamo a difendere solo il nostro piccolo perimetro, perderemo tutti il perimetro più grande. E allora sì, la politica continuerà a vincere. Non perché è più forte. Ma perché noi abbiamo scelto di restare divisi.

Aggressione nel carcere di Melfi, allarme sugli organici

MELFI. Un agente della Polizia penitenziaria in servizio alla Casa circondariale di Melfi è stato aggredito nella serata di martedì scorso da un detenuto pugliese che contestava alcune regole della vita carceraria. L’assistente capo, colpito con schiaffi e pugni, è stato dimesso con sette giorni di prognosi.L’episodio riaccende l’attenzione sulle condizioni operative all’interno dell’istituto. Alla base dei numerosi casi di violenza registrati negli ultimi mesi, secondo Fp Cgil,

vi è la cronica carenza di personale. A Melfi risultano in servizio 85 agenti su 119 previsti e 8 ispettori su 13, con una scopertura che si aggira intorno al 30 per cento per gli agenti e quasi al 40 per cento per gli ispettori.Per garantire i livelli minimi di sicurezza è stato prolungato il turno giornaliero fino a dodici ore continuative, dalle 8 alle 20, concentrando il maggior numero di unità nelle fasce orarie più critiche. «Non è più accettabile sostenere tali ritmi di lavo-

ro», denuncia il coordinatore regionale Fp Cgil Polizia penitenziaria Rocco Morlino, che esprime solidarietà all’agente ferito e sottolinea come la situazione incida sulla salute e sulla sicurezza del personale e dei detenuti.Il sindacato sollecita l’amministrazione centrale a disporre l’assegnazione urgente di nuove risorse per porre fine a «una pericolosa emergenza ormai strutturale», che espone a rischi costanti gli operatori penitenziari.

All’istituto Flacco-Battaglini il progetto “Nuova Vita alla Plastica” promosso dal Comune con Regione e docenti

Venosa, educazione ambientale

Studenti protagonisti del riciclo

VENOSA. Educare al rispetto dell’ambiente partendo dai più giovani. Con questo obiettivo si è svolto il 19 febbraio, nell’aula magna Battaglini dell’istituto di istruzione superiore Flacco-Battaglini, l’incontro «Nuova Vita alla Plastica – Diventa Guardiano del Pianeta», iniziativa promossa dall’Amministrazione comunale di Venosa e rivolta agli alunni dell’istituto comprensivo Carlo Gesualdo da Venosa.L’appuntamento ha rappresentato un momento centrale nel percorso di sensibilizzazione ambientale avviato sul territorio. All’evento hanno preso parte il dirigente scolastico Claudio Martino, la consigliera all’Istruzione Cristiana Caglia, l’assessore

all’Ambiente Giuseppe Buompensiere, il sindaco Francesco Mollica e la funzionaria regionale della Direzione Ambiente Samantha Scarpa, a testimonianza di un lavoro sinergico tra scuola, Comune e Regione Basilicata. L’incontro è stato scandito

da un percorso visivo e informativo di forte impatto. Oltre alla proiezione del video istituzionale della Regione, che ha unito con un linguaggio immediato le buone pratiche di raccolta differenziata alla valorizzazione dei parchi e dei paesaggi lucani, gli stu-

denti hanno seguito due approfondimenti specifici. Il primo ha illustrato il ciclo del riciclo della plastica, mostrando come un rifiuto possa diventare risorsa e generare nuove opportunità economiche e ambientali. Il secondo ha affrontato il problema della plastica

nei mari, evidenziando le conseguenze globali di comportamenti quotidiani spesso sottovalutati.Particolare apprezzamento è stato espresso per il coinvolgimento del corpo docente, che ha favorito un dialogo attivo con i ragazzi sui temi della Green economy e della sostenibilità. A suggellare l’impegno assunto, ogni studente ha ricevuto una borraccia donata dalla ditta Ladisa, simbolo concreto della lotta allo spreco e strumento per ridurre l’utilizzo della plastica monouso.Un gesto semplice ma significativo, che traduce in pratica quotidiana il messaggio dell’iniziativa e rafforza la consapevolezza di una cittadinanza più attenta e responsabile.

Edizione 2026 verso il gran finale con quindici carri, festini, timballo tipico e migliaia di presenze da tutta la Basilicata

Carnevale a Lavello, “Rosso Domino” tra carri e tradizioni

LAVELLO. La tradizione del carnevale lavellese continua, l’edizione 2026 volge a termine, protagonista il “Rosso Domino”, i festini danzanti del sabato sera con maschere e conduttore, la sfilata di maschere, la pentolaccia, il tipico timballo lavellese e i suoi carri allegorici con musica e balli: “Il Paese che Balla”. Il carnevale lavellese ha radici storiche profondo nella tradizione locale, inizia il 17 gennaio e termina la prima domenica di quaresima, dopo settimane di festini del sabato sera, con la pentolaccia, sfilate di maschera,

carri allegorici e tanta musica canti e balli e perchè no brindando e degustando il tipico timballo lavellese.

Il carnevale di Lavello. Passato e Presente è uno spaccato di cultura, folklore e tradizioni a cui partecipa non solo la comunità lavellese . ma anche i comuni vicini regionale, ma anche dalle regioni limitrofe. Tantissime persone accorrono per festeggiare il carnevale lavellese “Rosso Domino” e la tradizione continua. Riconosciuta, anche quest’anno, tra le iniziative di valorizzazione e promozione del Patrimonio Culturale Intangibile della Basilicata da sostenere, tute-

lare e tramandarsi nel tempo senza perdere le origini. Un riconoscimento che conferma il valore storico e simbolico di una manifesta-

zione profondamente legata alla comunità e alla sua memoria collettiva. L’evento affidato al comune in co-progettazione con la locale Pro-Loco, retta da Gaetano Vitale, la presenza dei gruppi mascherati, degli organizzatori dei festini e delle associazioni locali. Quest’anno sono stati allestiti circa 12 festini, sparsi per il paese per 6 sabati registrando un botto di presenze e per domenica 22 febbraio ore 10 tutti al centro storico con varie iniziative, sipario ore 15.30: 15 carri allegorici, gruppi mascherati, musica e balli con Mauro Vulpio e la sua Band, Agostino Gerardi e Niky Fox.

Il

monitoraggio

delle spedizioni porta

al sequestro di dosi di MDPV destinate al mercato

L’Arma intercetta droga sintetica ad alto

indice di tossicità: due arresti nel Pollino

Nell’ambito delle attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, i Carabinieri della Compagnia di Senise hanno messo a segno un importante colpo contro la diffusione delle Nuove Sostanze Psicoattive nel cuore del Pollino.

L’operazione, condotta a Terranova di Pollino, ha portato all’arresto di due uomini sorpresi a ricevere un carico di droga sintetica attraverso il circuito postale ordinario. L’intervento è scattato dopo un attento monitoraggio dei movimenti sospetti nel centro abitato.

I militari dell’Aliquota Operativa avevano infatti notato uno dei due soggetti attendere con palese nervosismo la consegna di un

plico da parte di un corriere espresso. Al momento del ritiro, i Carabinieri sono intervenuti ispezionando il pacco: all'interno sono stati rinvenuti 6 grammi di MDPV (Metilenediossipirovalerone), una sostanza sintetica già ripartita in dosi e pronta per essere spacciata sul mercato locale.Il sequestro dell'MDPV, spesso indicata gergalmente come "droga del cannibale" o falsamente etichettata come "sali da bagno", desta particolare allarme tra le forze dell'ordine. Questa sostanza appartiene alla famiglia dei catinoni sintetici ed è nota per la sua estrema pericolosità; il suo consumo provoca effetti devastanti e imprevedibili sul sistema nervoso centrale, con una potenza

d'azione nettamente superiore rispetto alle droghe tradizionali.Le indagini successive hanno permesso di chiarire la dinamica dell'acquisto: uno degli arrestati fungeva da finanziatore e destinatario reale, mentre l'altro era stato incaricato del ritiro materiale del pacco nel tentativo di eludere i controlli. La diffusione di questi composti, facilitata dall'acquisto sui canali telematici, rappresenta una sfida complessa per la sicurezza pubblica a causa delle modalità di trasporto insidiose e dei gravissimi rischi tossicologici per chi ne fa uso. Dopo le formalità di rito, la droga è stata sequestrata per le analisi di laboratorio, mentre i due uomini sono stati posti agli arresti do-

miciliari su disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Lagonegro.Il GIP ha successivamente convalidato la misura, ricordando comunque il principio della presunzione di innocenza fino a condanna definitiva. L’operazione conferma la capacità dell’Arma di intercettare le nuove rotte del crimine che tentano di far penetrare droghe di nuova generazione anche nelle aree più interne, ribadendo l'invito ai cittadini a segnalare al 112 ogni movimento sospetto.

MARATEA Incontro tra Regione, Comune e Vigili del Fuoco per coordinare il monitoraggio geologico e strutturale

Pepe

accelera su Fiumicello:

tavolo

tecnico per la messa in sicurezza del parcheggio

Si è tenuto nel pomeriggio di ieri, presso il Dipartimento Infrastrutture della Regione Basilicata, un vertice d'urgenza convocato dall'assessore Pasquale Pepe per fare luce sulle condizioni di stabilità del parcheggio interrato situato presso la spiaggia di Fiumicello, a Maratea.

L’incontro è scaturito dalla necessità di analizzare i dati raccolti durante il sopralluogo dello scorso 5 febbraio, un’ispezione che aveva sollevato diversi interrogativi sulla tenuta dell’area.Ebbene, la riunione ha visto la partecipazione di una fitta rete di enti e istituzioni: dagli uffici regionali della Difesa del Suolo e del Demanio Marittimo all'Agenzia del Demanio, passando per il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, la Prefettura di Potenza, la Capitaneria di Porto e il Soggetto Attuatore per il dissesto idrogeologico. Insomma, un tavolo di alto profilo tecnico per blindare la sicurezza di un'infrastruttura fondamentale per l'economia turistica locale. Il dato più significativo emerso dal confronto riguarda lo studio aggiorna-

to sulla vulnerabilità sismica presentato dal Comune di Maratea. Secondo le risultanze tecniche, a conti fatti, non sussistono pericoli imminenti per la pubblica incolumità. Sia chiaro, l'assenza di un rischio immediato non ha frenato la volontà di intervenire in modo strutturale.

Al contrario, i partecipanti hanno condiviso l'urgenza di avviare un piano di monitoraggio geologico, geotecnico e strutturale costante. Si tratta di un passaggio propedeutico indispensabile per la futura messa in sicurezza definitiva di un'opera considerata vitale per il territorio.Il Sindaco di Maratea, dal canto suo, ha espresso soddisfazione per la tempestiva attivazione degli uffici regionali, rivolgendo un particolare ringraziamento ai Vigili del Fuoco. Il loro intervento e le criticità sollevate hanno infatti permesso di riaccendere i riflettori sulla struttura, ponendo le basi per un intervento coordinato e risolutivo. Dopotutto, la priorità dell'amministrazione resta quella di non lasciare zone d'ombra sulla gestione dei siti

pubblici affollati.In attesa dei prossimi passi, il Comune provvederà all'invio della documentazione tecnica a tutti i soggetti coinvolti per definire i futuri adempimenti. In definitiva, la posizione della Regione resta ferma sulla linea della prudenza operativa: «La tutela della pubblica e privata incolumità è la nostra priorità assoluta», ha dichiarato l’assessore Pepe. In altre parole, l'obiettivo è garantire il massimo livello di sicurezza senza compromettere l'equilibrio del tessuto turistico e imprenditoriale di Maratea.

21 FE 6 EBBRAIO 2 12:00 ANTE MANI IN CUCINA 2

Fabbisogno stimato di 314 alloggi, 226 Buoni Casa in attesa e nuove aree per evitare la perdita di finanziamenti regionali

Coop edilizie incontrano sindaco per il rilancio dei Peep a Matera

MATERA. Prosegue il dialogo tra l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Nicoletti e il mondo della cooperazione edilizia. Nei giorni scorsi, a Palazzo municipale, si è tenuto il secondo incontro operativo tra l’assessore all’Urbanistica e alle Politiche abitative Giuseppe Sicolo e i rappresentanti di cooperative e consorzi locali, con l’obiettivo di sbloccare i Piani di edilizia economica e popolare e dare una risposta concreta al caro casa.La riunione si è aperta con la sottoscrizione del verbale del precedente confronto del 28 gennaio e ha confermato la volontà di individuare nuove aree edificabili per superare la scarsità di suoli disponibili, ritenuta tra le cause principali dell’aumento dei prezzi. Nel corso dell’incontro le cooperative hanno stimato un fabbisogno abitativo pari a 314 alloggi.

Sicolo ha illustrato la strategia dell’amministrazione, che punta all’armonizzazione del Regolamento urbanistico del 2021 con la Variante Vep del 1996, al fine di attivare procedure aperte e trasparenti ed evitare contenziosi come avvenuto in passato. «Venire incontro alle necessità dei cittadini

è il primo motivo di esistere di questa amministrazione – dichiara il sindaco Nicoletti –. Il problema dell’accesso alla casa è centrale nel nostro programma di governo».Particolare attenzione è stata riservata alla tutela delle risorse già disponibili. Sono circa 226 i Buoni Casa in attesa di erogazione e sono stati segnalati finanziamenti regionali già concessi che potrebbero andare perduti in assenza dell’individuazione delle aree. «Perdere finanziamenti pub-

blici per mancanza di programmazione sarebbe un fatto grave che vogliamo scongiurare», ha sottolineato l’assessore Sicolo.I rappresentanti delle cooperative hanno espresso soddisfazione per il metodo di ascolto adottato e per la discontinuità rispetto al passato, auspicando che il percorso condiviso produca risultati concreti in tempi rapidi. Il tavolo permanente di confronto si riunirà nuovamente il 3 marzo alle ore 9.30 per un terzo incontro operativo.

AL COMANDO PROVINCIALE DI MATERA

L’Arcivescovo Ambarus in visita ai carabinieri

MATERA. Giovedì 19 febbraio, monsignor Benoni Ambarus, arcivescovo di Matera-Irsina e vescovo di Tricarico, ha svolto una visita di cortesia presso la Caserma Medaglia d’Oro al Valor Militare “Magg. Rocco Lazazzera”, sede del Comando Provinciale Carabinieri di Matera. L’Arcivescovo è stato accolto dal Comandante Provinciale, Giovanni Russo, ed ha preso atto dei servizi svolti dai vari reparti dell’Arma nella Provincia nonché conoscenza delle dotazioni tecnico –scientifiche dell’Arma. Successivamente, l’alto prelato si è intrattenuto con una folta rappresentanza del personale della sede, Ufficiali, Marescialli, Brigadieri, Appuntati e Carabinieri. Al termine della visita, prima di lasciare la sede del Comando Provinciale, è stato donato all’autorità ecclesiastica il “Crest” del Comando Provinciale riproducente la “Cattedrale che sovrasta i Sassi di Matera e la Fiamma simbolo dell’Arma”, mentre l’Arcivescovo ha donato al Comandante Provinciale una raffigurazione in pietra della Madonna della Bruna, protettrice della città di Matera. L’Arcivescovo ha avuto parole d’apprezzamento per il quotidiano ed instancabile impegno dei militari della fedelissima per assicurare l’ordine e la sicurezza pubblica in tutto il territorio materano e ha ringraziato l’Arma soprattutto per il servizio di prossimità verso i cittadini.

Tre giorni tra riti, maschere cornute, laboratori, musica e sfilate nel segno della tradizione e della comunità lucana

Aliano, al via il Carnevale Apotropaico 2026

ALIANO. Prende il via oggi ad Aliano la tre giorni del Carnevale Apotropaico, appuntamento che intreccia tradizione, arte e senso di comunità in un percorso identitario che guarda al presente. Madrina dell’edizione 2026 è la conduttrice Rai Bianca Luna Santoro, presenza simbolica dell’intero programma. La direzione artistica è affidata a Peppone Calabrese, con la collaborazione di Franco Arminio, direttore artistico de “La luna ai calanchi”. Cuore dell’iniziativa è la maschera cornuta, patrimonio culturale lucano che dialoga con musica, gusto e narrazione. La giornata inaugurale si apre a Palazzo Scardaccione con un laboratorio di cucina tradizionale dedicato ai bambini tra pane, dolci rituali, pasta fatta a mano e raccon-

ti sui riti apotropaici. Nel pomeriggio, al Laboratorio Balzano, prende forma la costruzione delle maschere, mentre alle ore 18, all’Auditorium dei Calanchi, è prevista l’inaugurazione ufficiale con gli interventi di Peppone Calabrese, Luigi De Lorenzo e Franco Arminio, presentati da Bianca Luna Santoro. A seguire concerto di Musicamanovella e Agostino Gerardi e lo spettacolo teatrale «La Frase – Commedia improvvisata».Domani il centro storico ospiterà il laboratorio di musica popolare e ritmi rituali a cura di Pino Gala e Tiziana Miniati. Dopo il momento conviviale a Palazzo Scardaccione, spazio al completamento delle maschere e alla sfilata. In serata conferenza “Le feste del popolo” e concerto in piazza San Luigi

Gonzaga con Gli Amarimai.Domenica si aprirà con la vestizione collettiva e la grande sfilata del Carnevale storico di Aliano. Nel pomeriggio conferenza “Maschere, dalle comunità patrimoniali locali alla dimensione europea” con Antonella D’Auria, seguita dallo spettacolo “Cin Cin incontro con il vino, da Noè a Giacomo Tachis”

di e con Antonio Petrocelli. Gran finale in piazza con la «Festa del petrosello» e la tradizionale rottura delle pignatte. “Il Carnevale di Aliano non è solo una festa, ma un rito collettivo che ci unisce”, afferma il sindaco Luigi De Lorenzo, sottolineando l’orgoglio della comunità per un evento che valorizza identità e tradizione.

Medaglia di Bronzo per il murese, trapiantato in Francia, Pierluigi Corleto, che delizia i palati dei giudici

Medaglia d’oro per gli chef lucani ai campionati della cucina italiana

D I E M AN U E LA C AL AB RE S E

La Basilicata vince l’Oro nella categoria “Cucina calda-Squadre”, ai Campionati della Cucina Italiana, organizzati dalla Federazione Italiana Cuochi nell’ambito di Beer&Food Attraction, presso la Fiera di Rimini. «Tutto il direttivo dei Cuochi Lucani è soddisfatto per il lavoro svolto essendo stato il primo team, da tempo voluto, che rappresentasse tutti i territori lucani, Vulture, Matera e Potenza -spiega a Cronache Antonio Zazzerini, Presidente dell’Unione Regionale Cuochi Lucani- Hanno gareggiato insieme per la prima volta e la loro voglia di fare e l’entusiasmo che li ha contraddistinti, ha travolto anche la Giuria».

LA BASILICATA VINCE

L’ORO COI SUOI PRODOTTI TIPICI

La Basilicata ha partecipato alla prima serata di apertura con un buffet degustazione di prodotti tipici lucani, «tutto voluto dal nostro presidente nazionale Rocco Pozzuolo, anche lui lucano. Dunque – prosegue Zazzerini- l'apertura dei Campionati italiani si è svolto con il buffet di prodotti tipici lucani, alla presenza anche del dottor Brucker, dell'assessore Cicala e di una delegazione lucana.

Il team Basilicata, composto da 9 persone, ha conquistato questa medaglia d'Oro molto molto ambita, un lavoro veramente duro, faticoso, con alle spalle un mese di preparazione, tantissimo allenamento. Ci sono state un paio di serate di degustazione e di prova con il numero dei pasti da servire, e poi è arrivata la giornata di gara, piena di tensione, perché

basta poco per sbagliare, perché la cucina di gara è qualcosa di diverso dalla cucina quotidiana, ed occorre veramente tanta tanta attenzione, poiché viene guardato tutto e si rischia di essere penalizzati su tutto».Ecco allora i piatti serviti, a cominciare dall’Amuse bouche con fillo tartelletta, tartare di orata all'arancia di Tursi, insalatina croccante di finocchio e carota con suo dressing, fragola Igp di Basilicata in osmosi al gin mare; Primo piatto: linguina Barilla alla pasta di rosa canina, vellutata di pollo con vongole veraci e cozze, olio alla rucola, alici di Maratea e mollica di pane di Matera. Main course: corba rossa, la sua mousseline alla zucca e muschio croccante; salsa ostrica e mandorla, polenta, spinacino, carciofo fondente e olio alle erbette.

E per finire il dessert, con mousse di mascarpone di bufala lucana, sfoglia di grano arso e gelato all'aglio nero, cake alle nocciole e lime, curd al limone con salsa

mou alla feijoa e pera pochè. A deliziare i palati dei giurati, i medagliati con l’Oro del Team Basilicata: Francesco Paolo Fiore, Team Manager, Carmine Bacino, Capo Team, insieme a Tiziano Cianci, Enzo Contini, Antonio D'Agrosa, Valeria Muccilli e Raffaella Nigro. Gli Helper sono Andrea Nocito, Maria Claps e Romeo Tarcisio Palumbo, con il Presidente Cuochi Lucani, Antonio Zazzerini. Hanno invece conquistato la medaglia di Bronzo Nicola Paolo Ierinò “K1 cucina calda- singolo”, Silvia Quarta “Lady chef” e Luciano Verta “Miglior Allievo degli Istituti Alberghieri”. E poi il Team del Vulture composto da Franco Nastasia, Daniele Bracuto e Teodoro Barbetta “Cucina da Fast Food”, medaglie di Bronzo. I Campionati della Cucina Italiana rappresentano l’evento più importante sul fronte delle competizioni culinarie nazionali, con tante novità e contest sono una straordinaria vetrina per la ristorazione nazionale.

CORLETO, DA MURO LUCANO ALLA MEDAGLIA DI BRONZO

Oltre 1000 Chef e tanti team in gara a Rimini, tra questi anche l'Associazione Cuochi Italiani in Francia (ACIF) che promuove la cucina del Bel Paese, organizza eventi enogastronomici, show cooking e forma giovani chef. L'Associazione mira a valorizzare il "Made in Italy" di qualità, collaborando con istituzioni e organizzando eventi come i Campionati del Mondo della Cucina Italiana. Sempre nell’ambito della Competizione di Rimini, Pierluigi Corleto, di Muro Lucano, con il piatto "Une balade a la mere" ha conquistato la medaglia di Bronzo nella categoria "Cucina Calda, k1- Senior" singoli. Sebbene per ragioni lavorative Corleto faccia parte del Team Francia, e da 5 anni partecipi con loro alla Competizione, racconta che «gli Chef sono tutti italiani, ed in particolare del Sud Italia, e questo è un grande orgoglio. Siamo iscritti sempre alla Federazione Italiana Cuochi, però con un nostro distaccamento che si chiama Aci Francia con a capo il Presidente Agostino Coppola».Filetto di rombo, granella di nocciole, millefoglie, carciofo, sono solo alcuni degli ingredienti che hanno conquistato il palato dei giudici, portando lo Chef lucano alla medaglia di Bronzo. Anche se ormai da 12 anni vive e lavora in Francia a Cagnes Sur Mer, Corleto non perde occasione per tornare a Muro Lucano, nella sua Basilicata, dove ritrova affetti e amici di un tempo. Un'altra grande soddisfazione per Muro Lucano che vede molti talenti affermarmi in panorami nazionali ed internazionali.

LA RUBRICA

DI CRONACHE: Esplora le piccole verità della vita quotidiana, invitando a riflettere su come affrontare le difficoltà

Appunti di realtà: 21 febbraio Non restare immobile: vivi

DI DINO QUARATINO

Aprire gli occhi al mattino e percepire che il mondo sembra girare senza di te è una sensazione comune. Le istituzioni promettono, ma spesso deludono. Le regole cambiano, i progetti restano a metà, le responsabilità sembrano sempre di qualcun altro. È facile lasciarsi andare, arrendersi al peso dell’inerzia collettiva. Eppure, proprio in quel senso di disincanto si nasconde una verità che molti ignorano: la responsabilità è dentro di noi, non fuori. La frustrazione non deve essere paralisi, ma motore. Non serve lamentarsi dell’inefficienza o del disinteresse altrui. Serve riconoscere che solo agendo con integrità, costanza e lucidità possiamo incidere davvero.Ogni giorno è un banco di prova. Quante volte ci sentiamo impotenti davanti a ingiustizie, inefficienze, opportunità perse? La tentazione è affidarsi a scorciatoie, rinunciare, seguire la massa. Ma chi sceglie la via del coraggio interiore, chi decide di agire con consapevolezza e coerenza, scopre che anche il più piccolo gesto

produce effetti reali. La società moderna è veloce, confusa, frammentata. Informazioni e opinioni si rincorrono senza filtro, e la superficie sembra tutto ciò che conta. In questo scenario, proteggere la propria energia, essere lucidi, scegliere dove concentrare le proprie forze non è egoismo: è prepararsi a costruire, a trasformare l’impotenza in azione concreta.Non servono proclami, grandi discorsi o rivoluzioni spettacolari. Serve esercitare la propria influenza, anche minima, con disciplina, attenzione e responsabilità. Parlare quando serve, ascoltare quando è necessario, agire quando si può. La somma di queste azioni crea un movimento che, lentamente ma inesorabilmente, trasforma la realtà. Il rischio è rimanere spettatori, alimentando l’apatia collettiva. La scelta è semplice: restare polvere al vento o accendere la propria luce. Ogni azione consapevole, ogni decisione presa con coraggio, ogni gesto volto a proteggere ciò che è giusto diventa onda che si propaga.Non serve aspettare che altri cambino: il cambiamento parte da

chi ha il coraggio di prendere posizione, da chi coltiva la propria forza interiore e la traduce in azione concreta. La disillusione, se osservata con chiarezza, non è un ostacolo: è un campanello d’allarme. Invita a smettere di delegare, a riconoscere che nessuno agirà al nostro posto per ciò che ci sta a cuore. È un invito a vivere con lucidità, determinazione e responsabilità. Non è cinismo. Non è distacco. È cura di sé e del mondo insieme, consapevolezza che la vera influenza nasce dalla propria integrità. La rivoluzione che conta non è quella degli altri:

è la rivoluzione silenziosa e potente dentro ciascuno di noi.Chi sceglie di restare passivo rimane travolto. Chi decide di accendere la propria luce scopre che anche il più piccolo gesto ha il potere di cambiare ciò che appare immobile. E così, mentre il mondo sembra scorrere senza chiedere permesso, chi agisce con forza interiore, coerenza e determinazione inizia a guidare il corso degli eventi. Non con clamore, ma con efficacia. Non aspettando che altri risolvano, ma assumendo pienamente la responsabilità di ciò che può fare, qui e ora.

Il 24 febbraio Paolo Caiazzo e Maria Bolignano portano nella cittadina dauna una commedia brillante tra equivoci familiari e omaggi alla tradizione partenopea

Risate e segreti al Teatro S. Mauro: in scena “I Promessi Suoceri”

Il teatro S. Mauro, della cittadina dauna, si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più atteso del cartellone 20252026, “I Promessi Suoceri” con Paolo Caiazzo e Maria Bolignano, in scena il 24 febbraio, sipario ore 21. Evento inserito nell’ambito del ricco e variegato cartellone che accontenta i gusti di tutti e fortemente voluto dal direttore Vidio Carbone e Francesco Ciccolella, manager di cinema e teatro.

“I Promessi Suoceri” è il sesto appuntamento, tutti con il botto, sulle tavole del San Mauro.

Una commedia travolgente tra famiglie agli antipodi, segreti inconfessabili e colpi di scena irresistibili. Da “Papà” a “Suocero” il passo è breve ma può diventare esilarante.

Una commedia esplosiva , due ore spensierate, tra

equivoci e risate.

“I Promessi Suoceri” non è solo una commedia divertente, ma anche una riflessione sulla società contemporanea. La trama è un concentrato

di situazioni comiche e imprevisti: Antonio, un padre alle prese con l’imminente matrimonio della figlia, si trova catapultato in un incubo quando incontra i genitori del futuro genero.

Tra vecchi rancori e segreti inconfessabili, la promessa di matrimonio rischia di saltare in aria.

Paolo Caiazzo, con il suo capolavoro, ha voluto dare omaggio alla commedia al-

l’italiana che alterna risate e sentimenti e al teatro classico partenopeo strizzando l’occhio a “Miseria e Nobiltà” di Eduardo Scarpetta.

DONATO MASIELLO

Alle 14:30 di oggi la ventottesima di campionato: il Potenza di De Giorgio scende al Francioni Latina. Obiettivo interrompere il digiuno di risultati in trasferta

Antipasto Latina: al Potenza servono punti

POTENZA .La gara di oggi pomeriggio tra Latina e Potenza secondo alcuni rappresenta una sorta di “antipasto” dei due scontri validi per la finale di Coppa Italia Regionale che si disputerrano il primo al “Viviani” il 18 marzo; il secondo al “Francioni” il 1 aprile prossimo. Anche se, stando alla situazione attuale di classifica al Potenza servono i tre punti per poter rientrare nella classifica playo off. All’andata, la formazione pontina è uscita dal catino potentino a reti inviolate disputando tra l’altro una gara attenta, concentrata e aricigna. Sfruttando in pieno quella che è appunto la caratteristica primordiale che contraddistingue la squadra allenata da mr.Gennaro Volpe. Nelle ultime sei gare i nero-azzurri laziali hanno collezionato tre pareggi, due sconfitte ed una vittoria, quella allo Zaccheria contro il Foggia. Inoltre, sabato scorso al “Vigorito” contro la capolista Benevento hanno ottenuto buon pareggio. Ecco perché con una squadra che fa dell’aspetto difensivo la sua arma migliore non è facile per nessuno pensare di portare a casa i tre punti. A maggior ragione se si ha la testa già indirizzata verso la gara di Coppa Italia e per la quale il il tecnico calabrese non vuol sentir parlare. In questo momento

pretende dalla squadra massima attenzione alla classifica del campionato e soprattutto al rendimento in trasferta. Nella conferenza stampa pre-partita ha detto: “Quella con il Latina è una partita importantissima, ci teniamo a dare continuità di risultati e migliorare il nostro rendimento fuori casa. Conquistare i tre punti significherebbe arrivare anche alla finale di Coppa Italia con il morale più al-

to. Oggi sono più sereno grazie al recupero di diversi elementi, siamo finalmente ritornati a regime e poter allenare tutti mi regala la possibilità di effettuare scelte diverse. Il Latina è una squadra di categoria che dispone di giocatori esperti, su tutti Parigi che attualmente è in una condizione incredibile. Dobbiamo porci l’obiettivo di migliorare il rendimento esterno e replicare la buona prestazione fatta a

Bergamo. In questo senso, sarà fondamentale non incassare gol e dare continuità all’ottima gara disputata in casa contro l’Altamura. Sono contento di quanto fatto dalla squadra in queste settimane perché ho visto ottimi movimenti e buone trame di gioco“. Già il rendimento esterno, il vero cruccio del Potenza edizione 2025-2026. I numeri sono impressionanti. Soltanto una vittoria, quattro pareggi e nove sconfitte. Da qui la necessità per la compagine potentina di invertire il trend di iniziare a portare a casa qualche vittoria. Senza più scuse per gli infortunati, visto che ad oggi restano nell’infermeria soltanto Ghisolfi e Bruschi ed mr. De Giorgio ha l’intera rosa a disposizione per fare le scelte. Che, diversamente dalla gara vinta sabato scorso contro l’Altamura ,soprattutto nella zona di attacco ritrova Murano e Petrungaro dal primo minuto. Infine ,chiudiamo con la direzione arbitrale affidata ad fischietto veneto. Si tratta di Roberto Lovison di Padova. Primo assistente sarà Paolo Tomasi di Schio, il secondo Andrea Recupero di Lecce. Quarto ufficiale Domenico Castellone di Napoli.Al monitor FVS Nirintsalama T. Andriambelo di Roma 1. Anche al “Francioni” di Latina non mancherà il supporto di un discreto numero di supporter’s rosso-blù

Rinfrancata dal successo sul Crotone, la squadra di Bertotto cerca continuità contro i falchetti di Coppitelli per guadagnare terreno nella corsa alla permanenza

Picerno a Caserta per il rilancio: al Pinto sfida chiave in ottica salvezza

Turno esterno, il nono di ritorno del campionato di Lega Pro Serie C Now 20252026, per l’AZ Picerno, impegnato questo pomeriggio allo stadio Alberto Pinto di Caserta. Gara prevista per le 17:30, con direzione affidata al signor Mattia Drigo di Portogruaro, coadiuvato da Simone Della Mea di Udine e Alessandro Gennuso di Caltanissetta. Quarto ufficiale Maria Marotta di Sapri; operatore FVS Christian Robilotta di Sala Consilina.Rinfrancato dal successo colto sabato scorso contro il Crotone, il Picerno affronta i falchetti, a quota ventinove in classifica, con l’intenzione di dare sostanza e vigore ai programmi di salvezza della società. Mister Valerio Bertotto comincia a vedere i frutti del lavoro svolto congiuntamente con la dirigenza a partire dal suo arrivo e, per questa partita, ha tutta la squadra

a sua disposizione.Nel team lucano l’attenzione per la sfida ai falchetti casertani è massima, perché un risultato positivo, unito alle concomitanti battute d’arresto delle concorrenti per la permanenza, potrebbe consentire una notevole spinta in classifica. Tutti disponibili e grande intensità nel corso della settimana di allenamenti. Al Donato Curcio le facce dei calciatori e degli addetti ai lavori sono finalmente distese.Se il Picerno è al gran completo, nella formazione di mister Coppitelli manca lo squalificato Viscardi, appiedato per un turno dal giudice sportivo. Contro gli atleti della Reggia servirà una prova muscolare per avere la meglio di un team che, fino a questo momento, ha esaudito alla perfezione le richieste della società campana, mettendo a segno risultati di ottimo profilo che hanno consentito ai rossoblù di confermarsi

nei quartieri alti della classifica. Tutto questo nonostante l’ultima battuta d’arresto patita dalla squadra di Coppitelli nel turno precedente, con il 3-2 allo stadio Giuseppe Capozza contro il Casarano.La squadra di Valerio Bertotto è partita alla volta del capoluogo campano con la

ferma intenzione di vendere cara la pelle. Il gruppo visto all’opera recentemente lascia all’ambiente lucano ampi margini di fiducia, considerato che il lavoro e la campagna acquisti svolta dalla società, insieme ai dirigenti Vincenzo Greco e Roberto Franzese, testimoniano co-

me l’impianto tattico a disposizione dell’ex terzino di Udinese e Nazionale stia offrendo garanzie di solidità e rendimento.Anche al Pinto sarà confermato lo schema 4-3-3 che sta dando ottime indicazioni al tecnico della Leonessa.

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