

IL presIdenTe soddIsFATTo per I FondI sTAnzIATI dAL cIpess che VAnno A InTegrAre L’Accordo dI coesIone
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IL presIdenTe soddIsFATTo per I FondI sTAnzIATI dAL cIpess che VAnno A InTegrAre L’Accordo dI coesIone
Bardi: «Fiducia e risorse senza precedenti per il nostro territorio, ora tocca a noi»

ATTesA per IL VerdeTTo FInALe deL consIgLIo dI sTATo
A decidere chi prenderà il seggio di FdI in consiglio sarà l’interpretazione di una scheda: chiara intenzione di voto o segni distintivi? I 2 hanno ottenuto lo stesso numero di voti, ma l’ultras era in lista prima della donna
cAro cArBurAnTI
Rosa (FdI): «Al via il taglio delle accise»
«Dalle parole ai fatti, il Governo Meloni ha approvato un decreto contro il caro carburante che immediatamente ed automaticamente farà abbassare il prezzo di benzina e diesel di 25 centesimi al litro attraverso il taglio delle accise. Un pieno, secondo il Codacons, costerà15 euro in meno». A dirlo il senatore Gianni Rosa di FdI che aggiunge: «Oltre al taglio delle accise (...) ■ continua a pag 8



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Non vogliamo stilettare, per merito ed impellenza dei tempi, la decisione della Consulta statuaria sull’inammissibilità referendaria dei vitalizi che questi geni di patrioti si sono autoassegnati in una fiction furbastra, visto il famigerato emendamento fantasma approvato senza nemmeno la decenza d’una firmetta in calce, ma vivaddio almeno a salvare il tono democratico della partecipazione. Ora sappiamo che grazie al blitz televisivo delle Iene qualche morso di coscienza sopraggiunta ha migliorato la leggina vitalizia che rimane però sempre una porcata e su cui l’ultima parola spetterebbe ai lucani, cioè tanto per intenderci, a quelli che pagano non solo i loro stipendi, ma pure i loro errori, manco fossero esperti di cattiva memoria e di disaster strategy. Già perché se il solito Marcello Pittella e soci consiglieri hanno praticamente legificato su tutto lo scibile umano, a partire dall’incauta e democristianissima moltiplicazione delle seggiole dei garanti (con e senza titoli) proprio sulla PDL degli istituti di partecipazione democratica paiono, guarda caso, particolarmente svogliati. Canta Vasco Rossi: “Tra la nebbia e la follia ed in tasca la democrazia…”
VIABILITÁ Pepe: «Superiamo isolamento e fragilità strutturali, con una visione integrata e condivisa»
medio Basento, in arrivo 9,2mln €

dal referendum al caro prezzi: focus di Amendola e simonetti


cronAcA
Nel Potentino controlli della Gdf: beccati 8 lavoratori in nero e violazioni dell’obbligo di esporre i prezzi degli articoli in vendita
■ Servizio a pag 18
Asm
Firmati 65 nuovi contratti Assunti 20 nuovi medici di cui 16 a tempo indeterminato. Il dg Friolo: «Un altro passo concreto»
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I sindacati denunciano: «Oltre il danno, la beffa i lavoratori sono senza cassa integrazione, nonostante gli accordi»
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mATerA
Bike sharing gratis per tutti da oggi e fino a domenica in occasione dell’inaugurazione della Capitale del Dialogo
■ Servizio a pag 20

La scheda con segni distintivi al centro della disputa per il seggio di FdI in Consiglio regionale. Attesa per il verdetto finale del Consiglio di Stato

DI FR AN C ES C O MEN ON NA
POTENZA. Nuovo e ultimo round ieri mattina al Consiglio di Stato in merito alla vicenda elettorale che vede protagonisti Donatella Merra e Alessandro Galella, arrivati appaiati allo stesso numero di un voto alle scorse elezioni regionali del 2024. La decisione in merito al seggio di via Vincenzo Verrastro verrà presa dal Consiglio di Stato nel giro di venti o al massimo un mese. Tutto ruota intorno all’interpretazione di una scheda elettorale (vedi foto in pagina).
Con più segni distintivi. Il Consiglio di Stato dovrà decidere se la volontà dell’elettore era di cancellare tutti gli altri partiti per essere certi che il voto andasse solo alla Merra e a Castaldi o se si tratta di un identificazione del voto. Come è noto con sentenza numero 9474 la struttura giudiziaria romana nella sezione V con il Presidente Stefano Fantini e il suo braccio destro Alberto Urso ha accolto il ricorso in rievocazione presentato dalla Merra disponendo successivamente l'istruttoria relativamente proprio alla tornata elettorale dell'aprile 2024 che ha visto eletto
invece Alessandro Galella.
Donatella Merra dal canto suo con il ricorso al Tar aveva di fatto impugnato l'esito elettorale delle Regionali lucane nel luogo in cui veniva eletto invece l'ex Assessore alla Formazione, Galella, visto che era risultata seconda fra i non eletti alle elezioni regionali, diventata prima dopo la nomina di Galella a consigliere supplente. Nel ricorso la Merra ebbe modo di contestare diversi errori inerenti all'attribuzione dei vari voti ad entrambi i contendenti con ovvie ripercussioni sulla tornata eletto-
rale.
Il giudizio dinanzi al Tar aveva evidenziato invece il pareggio in termini di voti viste le 4056 preferenze acquisite da entrambi i candidati. Tutto questo in soldoni alla base della sottrazione nella sezione numero 5 di Moliterno e in virtù della Legge Regionale numero 20 del 2018 che in caso di pareggio elettorale prevale l'ordine di presentazione delle liste, delle quali Galella era terzo, mentre la Merra occupava l'ottavo posto nella medesima lista. Un vero e proprio rebus, dunque che non vede ancora uscire la luce dal

tunnel. Il Consiglio di Stato si esprimerà in materia nelle prossime due o tre settimane decretando la parola fine a questo contenzioso tra i due pretendenti alla poltrona di consigliere regionale appartenenti a Fratelli d'Italia, partito di Giorgia Meloni. Con la sentenza 9474/2025 il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso per rievocazione presentato dalla Merra rilevando tra l'altro la fondatezza del motivo posto e disponeva l'istruttoria alla Sezione contestata da parte del Prefetto di Potenza. Alessandro Galella è difeso dagli avvocati Ales-
sanro Ambrosino e Francesco Buscicchio. A Cronache l’avvocato Buscicchio ha dichiarato: «Oggi si e svolta l'udienza di discussione e la causa è stata trattenuta in decisione e verosimilmente si avrà la sentenza in venti o trenta giorni. La fiducia? Non lo so. Non mi esprimo su questo».
Il legale rappresentante di Donatella Merra, Oreste Morcavallo, di Cosenza ha difeso ovviamente l'ex assessore regionale nella sede romana del Consiglio di Stato: «Abbiamo discusso davanti alla quinta sezione del Consiglio di Stato, relatore il consigliere Alberto Urso e abbiamo ribadito le posizioni espresse in primo e in secondo grado. Noi abbiamo insistito sulla validità del voto che è emersa dalla scheda rinvenuta dall'istruttoria svolta dal Prefetto di Potenza. Abbiamo sottolineato che la Legge Regionale della Basilicata, da la prevalenza al voto espresso dall'elettore e la validità della scheda che reca l'indicazione della preferenza nominativa senza croce sul simbolo ed anche con segni su altre liste. Ciò che conta è stato detto è la volontà dell'elettore che in questo caso era palese, ed espressa in modo incontrovertibile perché l'elettore aveva indicato i due candidati, Castaldi e Merra di sesso diverso nella lista e nella spazio di appartenenza, cioè Fratelli d'Italia. Restiamo fiduciosi in merito alla sentenza del Consiglio di Stato».

















Bardi soddisfatto per i fondi stanziati dal Cipess: «Fiducia e risorse senza precedenti per il nostro territorio, ora tocca a noi»

IlPresidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, commenta con soddisfazione il via libera del Cipess allo stanziamento di oltre 180 milioni di euro di risorse nazionali complementari che vanno a integrare l’Accordo per la Coesione siglato con la Presidenza del Consiglio a marzo del 2024. «Siamo di fronte a un’iniezione di fiducia e di risorse che non ha precedenti recenti per la nostra terra – sottolinea Bardi -.
Questi 180 milioni vanno a rimpinguare un piano d’azione già solido, portando il totale degli investimenti strategici a sfiorare il miliardo di euro. È il segno tangibile di un governo regionale che programma e di un governo nazionale che risponde con i fatti». Diversi gli interventi previsti che toccano i nervi scoperti del territorio: dall’emergenza idrica alla sicurezza delle scuole. «Abbiamo scelto la strada della concretezza. In-

vestire nell’efficientamento delle reti idriche - aggiunge il Presidente - significa dare risposte a chi vive la terra, agricoltori in primis. Ma guardiamo anche alla sicurezza dei nostri figli con la riqualificazione degli edifici scolastici e alla tutela del paesaggio contro il rischio idraulico e gli incendi». Nel lungo elenco di opere spiccano interventi dal forte valore simbolico e strategico: dal Ponte Musmeci di Potenza (“un’opera d’arte in-
frastrutturale che finalmente riceve l’attenzione che merita per la sua messa in sicurezza e valorizzazione”) al collegamento ferroviario Casal Sabini-Jesce (“che vede la Basilicata dialogare e connettersi con la Puglia in un’ottica di sistema macroregionale”). Sul fronte dello sviluppo economico sono previsti incentivi mirati per le imprese agricole e turistiche, i due polmoni dell’economia lucana: «Ringrazio il governo e tutto il Cipess per
aver compreso la valenza strategica delle nostre proposte. Queste risorse - conclude Bardi - sono il carburante per una Basilicata che vuole correre, che vuole essere moderna, sicura e attrattiva. Stiamo costruendo le fondamenta della regione dei prossimi vent’anni. Ogni euro speso per un’area verde, per una palestra o per una strada sicura è un investimento sul ritorno dei nostri giovani e sulla dignità di chi ha deciso di restare».
«DECISIVA L’AZIONE SVOLTA DALLA LEGA E DAL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI MORELLI»
stati sbloccati per la Regione Basilicata circa 180 milioni di euro di risorse nazionali complementari ai fondi strutturali europei per il periodo 2021-2027, a seguito della seduta del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Strategico (CIPESS) che si è tenuta ieri pomeriggio. Le risorse finanziano l’Atto integrativo all’Accordo per la coesione, sottoscritto il 25 marzo 2024 dal presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, e dal presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi. Il finanziamento riguarda 55 interventi e linee di azione in settori strategici per lo sviluppo del territorio regionale, tra cui: efficientamento delle reti idriche e messa in sicurezza contro il rischio idraulico e gli incendi boschivi; riqualificazione di edifici scolastici e strutture sportive; incentivi per le imprese del settore agricolo e turistico; valorizzazione di infrastrutture culturali e aree verdi; riqualificazione e potenziamento di infrastrutture idriche, viarie e ferroviarie, tra cui l’Acquedotto di Grottole, il Ponte Musmeci e il collegamento ferroviario Casal Sabini-Jesce, in collaborazione con la Regione Puglia. Le risorse si aggiungono agli oltre 800 milioni di euro già assegnati nel

2024 per il finanziamento dell’Accordo per la coesione, rafforzando il percorso di sviluppo economico e sociale della Basilicata. «Desidero esprimere un ringraziamento al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, con delega alla programmazione e al coordinamento della politica economica, Alessandro Morelli, esponente della Lega, per l’attenzione e l’impegno istituzionale dimostrati nei confronti della Basilicata», affer-
ma il commissario regionale della Lega Basilicata, Pasquale Pepe. «L’assegnazione di queste risorse rappresenta un passaggio rilevante nell’attuazione delle politiche di coesione e consente di intervenire in maniera concreta su infrastrutture strategiche per il territorio. Reti idriche, collegamenti viari e ferroviari, edilizia scolastica e impiantistica sportiva costituiscono elementi essenziali per garantire servizi efficienti e migliorare la qualità del-

la vita dei cittadini. Il rafforzamento del sistema infrastrutturale regionale - conclude Pepe - è una condizione imprescindibile per sostenere la crescita economica, favorire la competitività delle imprese e contrastare i divari territoriali. In questa direzione, le risorse assegnate rappresentano un’opportunità significativa per consolidare un percorso di sviluppo strutturato e duraturo, a beneficio della Basilicata e delle comunità locali».

Il rapporto di Cittadinanzattiva: spesa media sotto la media nazionale ma dispersione oltre il 60%, con picchi critici nel capoluogo
In vista della Giornata mondiale dell’acqua, arrivano nuovi dati sul servizio idrico integrato che fotografano la situazione in Basilicata tra costi per le famiglie e criticità strutturali. Secondo il XXI Rapporto dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva, nel 2025 la spesa media per la bolletta dell’acqua nella regione si attesta a 459 euro annui, calcolati su un consumo standard di 182 metri cubi per una famiglia di tre persone.Il dato segna un aumento del +2,6% rispetto al 2024, ma resta al di sotto della media nazionale, che raggiunge i 528 euro con un incremento più marcato, pari al +5,4%. A livello italiano, la regione più economica è il Molise, con una spesa media di 274 euro, anche se registra l’aumento più significativo su base annua (+17,5%). All’estremo opposto si colloca la Toscana, con una spesa che arriva a 770 euro e una crescita del +2,9%.Guardando ai capoluoghi di provincia, Frosinone si conferma la città più cara con una spesa media di 973 euro l’anno, mentre Milano resta la più economica con 203 euro. Gli aumenti più consistenti si registrano invece a Reggio Calabria (+19,4%) e Crotone (+19,2%). In Basilicata, invece, non emergono differenze tra i due capoluoghi: sia a Potenza che a Matera la spesa media si attesta sui 459 euro.Accanto al tema dei costi, resta centrale quello della dispersione idrica. Secondo gli ultimi dati Istat disponibili (2022), in Italia si perde il 42,4% dell’acqua immessa nelle reti. In Basilicata la situazione appare più critica, con una dispersione media del 63,3%. Il dato più elevato si registra a Potenza, dove si raggiunge il 71%, mentre Matera si ferma al 55,5%, pur restando su livelli elevati.Il rapporto evidenzia inoltre come i consumi incidano significativamente sulla spesa: riducen-
do il consumo annuo a 150 metri cubi, la media nazionale scenderebbe a 415 euro, con un risparmio di 113 euro. A questo si aggiunge il contributo del bonus sociale idrico, che garantisce un risparmio
medio annuo di circa 115 euro per le famiglie aventi diritto.Un quadro complessivo che, pur mostrando costi relativamente contenuti rispetto ad altre regioni, mette in luce criticità importanti sul
fronte dell’efficienza della rete e della gestione delle risorse idriche, proprio mentre cresce l’attenzione sul valore dell’acqua e sulla necessità di una gestione più sostenibile.




«Via alle accise per un risparmio di 25 centesimi al litro, previsto un credito d’imposta per autotrasportatori e pescatori»

«Dalle parole ai fatti, il Governo Meloni ha approvato un decreto contro il caro carburante che immediatamente ed automaticamente farà abbassare il prezzo di benzina e diesel di 25 centesimi al litro attraverso il taglio delle accise. Un pieno, secondo il Codacons, costerà 15 euro in meno». A dirlo il senatore Gianni Rosa di FdI: «Oltre al taglio delle accise, che costerà allo Stato 417,4 milioni nel
2026 e 6,1 milioni nel 2028, è stato previsto un credito d’imposta da 10 milioni di euro a favore degli autotrasportatori, anche per pescatori, destinato a coprire le spese per l’acquisto del carburante a partire da marzo, aprile e maggio del 2026 nella misura del 20%. In questo decreto, però, il Governo non prevede solo aiuti concreti in favore di famiglie ed imprese ma ha messo in campo anche azioni di prevenzione e controllo con-
tro le speculazioni, attraverso il conferimento di poteri straordinari al Garante per la sorveglianza dei prezzi. Le risorse saranno reperite da tagli ai ministeri e, quindi, non saranno sottratte ad altri programmi o servizi ai cittadini. Questa è la dimostrazione che il lavoro portato avanti, in questi anni, sui conti pubblici dal Governo Meloni è stato efficace nonostante la disastrosa situazione ereditata dai Governi precedenti».
NARDELLA: «DIMOSTRATA ATTENZIONE AD UN PROBLEMA NON PIÙ PROCRASTINABILE». BIGHERATI: «UNA SCELTA COERENTE»
«Carburanti, risposte efficaci per le famiglie dal ministro Salvini»
Ilprezzo del carburante torna al centro dell’attenzione politica con un intervento del consigliere comunale di Potenza della Lega, Alfonso Nardella, che esprime apprezzamento per l’azione del vicepremier Matteo Salvini e per le recenti iniziative del Governo. «L'impegno del vicepremier Matteo Salvini sul caro carburanti - spiega Nardelladimostra l'attenzione e la sensibilità ad un problema non più procrastinabile orientata a dare risposte reali a cittadini, imprese e consumatori che da troppo tempo subiscono gli effetti dei rincari». Il consigliere richiama quindi i contenuti principali del decreto, già firmato dal Presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, sottolineandone l’immediata efficacia. «Il taglio delle accise, seppur inizialmente previsto per un periodo limitato di circa venti giorni,
rappresenta un primo e fondamentale respiro per l’economia nazionale, con effetti immediati». Entrando nel merito delle misure, Nardella evidenzia la riduzione dei prezzi alla pompa. «Parliamo di un abbattimento di 25 centesimi al litro su benzina e diesel, e di circa 12 centesimi per il Gpl: un intervento concreto che incide direttamente sulle spese quotidiane di famiglie e lavoratori». Nel comunicato viene inoltre sottolineato il rafforzamento delle misure contro la specula- zione. «È fondamentale il potenziamento dei controlli per evitare distorsioni lungo la filiera». Nardella conclude esprimendo pieno sostegno all’operato dell’esecutivo e del vicepremier Salvini. «Come consigliere comunale di Potenza, esprimo il mio convinto apprezzamento per un’azione politica che si traduce in risultati tangibili. Un ringra-
FEDERCONSUMATORI: «IL NOSTRO OSSERVATORIO

ziamento al ministro Salvini capace di ascoltare i bisogni reali del Paese e di intervenire con determinazione per dare risposte immediate ed efficaci». Il tema del caro carburanti torna al centro del dibattito pubblico e politico. Sul punto interviene Marco Bigherati, referente cittadino della Lega Matera, che esprime apprezzamento per le recenti misure adottate dal Governo e per l’azione del Vicepremier Matteo Salvini. «Il taglio delle accise rappresenta una risposta concreta a un problema che da tempo pesa
sulle famiglie e sulle imprese. È una scelta coerente con un impegno che la Lega porta avanti da mesi, con l’obiettivo di alleggerire il carico fiscale e contrastare gli effetti dei rincari», dichiara Bigherati. Secondo il referente cittadino della Lega, il provvedimento segna un passaggio importante anche sul piano politico. «Quando c’è volontà politica, le soluzioni arrivano. L’intervento del Governo dimostra che è possibile incidere realmente su dinamiche che troppo spesso penalizzano cittadini e operatori economici». Nel suo intervento, Bigherati sottolinea anche l’importanza di garantire maggiore trasparenza nel settore. «Non si tratta soltanto di intervenire sul prezzo alla pompa, ma di ristabilire equità e chiarezza in un comparto dove i meccanismi di formazione dei prezzi risultano spesso poco comprensibili».
«Ma in Basilicata vediamo soltanto prezzi in aumento»
IlGoverno ha finalmente deciso di intervenire sui rincari dei carburanti con un taglio delle accise – una misura che come Federconsumatori chiediamo da mesi –per contenere i prezzi alla pompa e prevenire ulteriori ricadute sui beni di largo consumo, già messi sotto pressione dall’instabilità internazionale e dal nuovo fronte di crisi in Medio Oriente. «Il provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri prevede una riduzione di 25 centesimi al litro per benzina e diesel e di 12 centesimi per il GPL, per una durata di soli 20 giorni. Un beneficio che, tradotto, vale circa 14,60 euro
per automobilista nell’arco di questo periodo. Una misura utile, certo, ma decisamente insufficiente se rapportata all’extra gettito che lo Stato continua a incassare da IVA e accise, gonfiato dall’impennata dei prezzi. Risorse che avrebbero consentito un intervento più robusto e soprattutto più duraturo, almeno doppio rispetto ai 20 giorni previsti. Accogliamo positivamente l’estensione dei poteri di controllo contro le speculazioni affidati a “Mr. Prezzi”. Tuttavia, riteniamo che tali verifiche non possano limitarsi al settore carburanti: è necessario monitorare con rigore anche i prezzi dei beni e
dei servizi essenziali, dove pure si registrano dinamiche anomale. Resta però un nodo critico: i controlli non sono retroattivi. E infatti, anche in Basilicata, come segnalato da diversi cittadini, alcuni distributori avrebbero ritoccato al rialzo i listini proprio alla vigilia del Consiglio dei Ministri, vanificando di fatto parte del beneficio atteso. Su tutto il territorio nazionale i nostri osservatori regionali hanno rilevato anche in Basilicata che i prezzi non risultano ancora adeguati al taglio delle accise. In alcune aree, addirittura, si registrano aumenti rispetto alle rilevazioni dei giorni precedenti. Una si-
tuazione inaccettabile che alimenta sfiducia. Il Decreto presenta inoltre criticità sul fronte della logistica: le agevolazioni previste riguardano solo il trasporto pesante, che rappresenta una quota limitata del parco mezzi impiegato nella distribuzione dei beni di largo consumo. Un limite che rischia di tradursi in ulteriori rincari a valle della filiera. Come Federconsumatori Basilicata constatiamo che, nonostante gli annunci, la riduzione di 25 centesimi al litro non è ancora percepita dai cittadini lucani. I prezzi medi restano elevati e, in alcuni casi, addirittura superiori a quelli registrati prima
del provvedimento. Per questo ribadiamo l’urgenza di: un’attività di vigilanza costante e capillare su tutta la filiera della distribuzione;controlli severi e sanzioni reali contro ogni forma di speculazione; un confronto immediato con il Governo, insieme alle altre Associazioni dei Consumatori, per affrontare la sommatoria dei rincari che sta travolgendo le famiglie: carburanti, energia, beni di prima necessità. Il potere d’acquisto delle famiglie lucane – già eroso da anni di aumenti, stagnazione dei redditi e dinamiche speculative – rischia di subire un nuovo colpo durissimo».


Pepe: «Superiamo isolamento e fragilità strutturali delle aree interne, con una visione integrata condivisa con i territori»

La Regione Basilicata ha sottoscritto il primo Accordo di Programma in materia di viabilità delle aree interne lucane. L’intesa, formalizzata presso la Direzione Infrastrutture a Potenza, riguarda comuni del Medio Basento e consentirà di attivare interventi per 9,2 milioni di euro destinati al miglioramento della sicurezza, dell’accessibilità e della resilienza della rete stradale secondaria, con ricadute dirette su un territorio di circa 30 mila abitanti.
«Questo accordo segna un cambio di passo nell’affrontare il tema della mobilità nelle aree interne. Intendiamo proporre un metodo che metta da parte l’azione frammentaria o emergenziale, ma e adotti una visione integrata, costruita insieme ai territori, che mette al centro le esigenze di mobilità dei cittadini. È un investimento sulla qualità della vita delle comunità locali e sulla loro capacità di restare competitive, superando isolamento e fragilità strutturali». Così il vicepresidente e assessore regionale alle Infrastrutture, Pasquale Pepe, a margine della sottoscrizione dell’intesa con i sindaci di Irsina (capofila), Calciano, Ferrandina, Garaguso, Grassano, Pomarico,
Salandra e Tricarico, e con il presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini. L’accordo si inserisce nel quadro del Programma Regionale Basilicata FESR FSE+ 2021/2027, Priorità 5 “Basilicata connessa”, che destina complessivamente 40 milioni di euro alla riqualificazione degli archi stradali a servizio delle aree interne. In particolare, l’Obiettivo specifico 3.2 mira a rafforzare una mobilità intelligente, intermodale e sostenibile, migliorando l’accesso alle principali direttrici infrastrutturali, inclusa la rete TEN-T (reti di trasporto trans-europee), e aumentando la resilienza ai cambiamenti climatici. Gli interventi previsti riguardano la rete viaria secondaria, in particolare strade provinciali e comunali, spesso caratterizzate da criticità legate a dissesto idrogeologico, vulnerabilità sismica e condizioni di sicurezza non adeguate. La strategia adottata si fonda sullo strumento dell’Investimento Territoriale Integrato (ITI), che consente di definire opere coerenti con le esigenze specifiche di ciascuna area attraverso un percorso negoziale tra Regione e territori. Nel caso del Medio Basento, l’area interessata ha un’estensione complessiva di 733 chilometri quadrati. L’accordo finanzia sette interventi già individuati con deliberazione della Giunta regionale. Cinque di questi sono affidati alla Provincia di Matera: adeguamento e miglioramento funzionale della strada provinciale ex ss277 tra il centro abitato di Garaguso e lo Scalo di Garaguso-Grassano-Tricarico per 1,8 milioni di euro; sistemazione tratti stradali e risanamento opere d’arte della SP 94 (Giardini) per 1,5 milioni di euro; lavori di adeguamento della strada provinciale Calciano-Scalo Grassano per 400mila euro; lavori di adeguamento e messa in sicurezza della strada provinciale Ferrandina-Salandra per 500mila euro; lavori di messa in sicurezza del collegamento Irsina centro abitato-SS 96 bis per un milione di euro.
Le altre due azioni sono in capo al Comune di Salandra, con i lavori di messa in sicurezza e adeguamento della strada comunale Salandra-Armatella-Cavonica per 1,6 milioni di euro, e al Comune di Pomarico, con i lavori di adeguamento della strada comunale Pomarico-Manferrara per 900mila euro. Infine, a questi 7,7 milioni di euro stanziati subito e oltre 1,4 milioni da destinare successivamente su un asse viario già concordato tra i sindaci, di cui va individuato il tratto prioritario su cui intervenire.
L’obiettivo è rimuovere criticità puntuali che oggi compromettono la percorribilità in sicurezza delle strade, intervenendo su frane, cedimenti e tratti a rischio, e al tempo stesso migliorare l’efficienza complessiva del sistema viario locale.
L’attività negoziale che ha portato alla sottoscrizione dell’accordo è stata avviata alla fine del 2024 e coinvolge tutte e sette le Aree interne individuate nella programmazione regionale: Alto Bradano, Marmo Platano Melandro, Mercure-Alto Sinni-Val Sarmento, Montagna Materana, Medio Agri, Medio Basento, Vulture. Il Medio Basento rappresenta il primo caso di attuazione concreta, aprendo la strada agli accordi successivi. Con la sottoscrizione, i soggetti beneficiari possono ora avviare le attività di progettazione e realizzazione degli interventi, entrando nella fase operativa del programma.
«Il nostro impegno – ha concluso Pepe – sarà anche quello di accompagnare i territori non solo nella realizzazione degli interventi, ma anche nel monitoraggio della loro efficacia, perché ogni euro investito produca un miglioramento concreto e percepibile. Questo finanziamento rientra in un quadro di investimenti per oltre 150 milioni di euro che abbiamo destinato alle reti provinciali, comunali e alle aree interne. Vogliamo un sistema viario sicuro e affidabile, capace di sostenere sviluppo, servizi e qualità della vita».
REFERENDUM VITALIZI «Giudicato inammissibile il nostro quesito. Avanzeremo l’istanza in coerenza con le modificate apportate»
«La Consulta regionale per le garanzie statutarie, in riferimento alla legge regionale 40 del 1980, ha dichiarato percorribile la strada del referendum, nonostante il Consiglio regionale della Basilicata non abbia mai ottemperato a completare le leggi e i regolamenti attuativi del nuovo Statuto approvato 10 anni fa. Tuttavia ha giudicato il nostro quesito inammissibile per effetto delle modifiche apportate alla stessa legge». Lo annunciano i promotori del referendum per l'abrogazione della legge regionale sui vitalizi ai consiglieri regionali della Basilicata.
«La Consulta - proseguono - dice che i referendum regionali si possono fare: abbiamo infranto il blocco della democrazia voluto dal Consiglio regionale. Non concordiamo con l'inammissibilità ma è solo questione di tempo: ci prendiamo qualche giorno per valutare un nuovo quesito e rilanciare la mobilitazione contro i vitalizi». «È inaccettabile la condizione di democrazia sospesa nella quale ci tiene il Consiglio regionale. Lo abbiamo sempre sostenuto: non si può fare finta che quella legge non ci sia, perché significherebbe rendere inesigibile il diritto di voto dei lucani. Non condividiamo il
ragionamento che poi ha portato la Consulta a dichiarare inammissibile il nostro quesito, ma preferiamo attenerci alle sue indicazioni perché vogliamo arrivare alla soppressione del privilegio: ci prendiamo qualche giorno per valutare la presentazione di un nuovo quesito secondo le indicazioni della Consulta. In ogni caso continua il nostro impegno per costringere la politica regionale ad abbandonare le sue posizioni di privilegio e a occuparsi dei problemi delle persone normali. È solo questione di tempo ma dovranno ascoltarci» continuano. «Quindi andremo avanti e avanzeremo l’istanza del

quesito abrogativo dei vitalizi in coerenza con le modificate apportate.concludono - Allo stesso tempo sollecitiamo il Consiglio regionale ad attivarsi affinché gli istituti di partecipazione democratica siano effettivamente esigibili. Non vor-
remmo che il tutto si blocchi in una logica da casta e da sospensione della de- mocrazia. È fondamentale approvare da subito tutte le leggi e tutti i regolamenti attuativi per rendere esigibile tale diritto democratico affinché i lucani possano esprimersi».
In studio Leporace dialoga con Amendola e Simonetti del PD, indaga l’informazione con Bolognetti e riscopre i territori con Salvia
Il talk di approfondimento di CronacheTv, condotto da Paride Leporace, questa settimana ha avuto ospiti Enzo Amendola, Deputato Lucano e Luigi Simonetti del Partito Democratico, neo eletto al Consiglio Provinciale, ma anche Maurizio Bolognetti, leader dei Radicali Lucani e ed infine Caterina Salvia, Presidente del GAL.
Amendola è autore anche del giallo “L’imam deve morire”, Mondadori, che ci ricollega alla situazione del Medio Oriente, di una guerra che purtroppo è un'escala- tion continua. «È una vicenda che dovrebbe interrogare tutto l'Occidente -commenta Simonetti- i cittadini, la sinistra e il PD in particolare, per cui il tema della guerra e di questa visione dei rapporti di forza -parlamentare, finanziaria, di tecnologie- mette fuori parti importanti che si pensano minoritarie ma che in realtà rappresentano la pluralità del mondo e a questa pluralità non possiamo rinunciare, partendo dalla Basilicata per arrivare alle vicende mediorientali, all'Europa. Ed è quella la direzione rispetto alla quale dovremmo orientare anche il nostro dibattito pubblico. Paride ti ringrazio di questa opportunità –sottolinea Simonetti- perché penso che il tuo lavoro sia importante anche per contribuire ad allargare l'orizzonte della nostra discussione. È questo il nostro compito, favorire in questo momento difficile, il dibattito pubblico che si sta perdendo». Altro tema dibattuto riguarda gli aumenti che colpiscono le famiglie a vario livello, ma soprattutto sui trasporti e sulla benzina. Nell’ultimo Consiglio dei Ministri si è decisa una diminuzione dell’accisa per 20 giorni, che in molti leggono come una “mancetta referendaria”. «La guerra che sta sconquassando il Medio Oriente, alla fine la pagheremo noi, la pagheranno i cittadinispiega Amendola- Noi come PD proprio per difendere i cittadini, abbiamo chiesto di intervenire subito, abbassando il livello di contributo fiscale che si paga facendo benzina, ma all'improvviso dopo 20 giorni, forse per l'aria referendaria che non va tanto bene per il Sì, è arrivato questo Decreto che modifica e taglia le accise». Per quanto riguarda l’imminente Referendum, il tema principale è il diritto dei cittadini ad avere una giustizia «che funzioni e noi già con il governo Draghi, senza cambiare la Costituzione, ci eravamo messi a lavorare. Il Ministro Cartabia per esempio aveva separato le carriere. Qui stiamo parlando di un'altra cosa, l'obiettivo è far saltare un equilibrio che c'è in Costituzione. Ma la Costi-
tuzione è la Carta che ci unisce. Questo non è un referendum che renda efficiente la macchina, come dice Meloni proprio nell'ultima settimana di televendita, ma è un referendum che viene da lontano, da un'impostazione ideologica».
Non dimentichiamo poi che il più grande partito dell'opposizione in Basilicata è commissariato, ma «le elezioni provinciali a Potenza hanno dimostrato con Luigi e con il PD, che se il lavoro di ricostruzione dopo dure sconfitte e casi eclatanti come quello di Matera partono dal territorio, la fase di commissariamento potrebbe durare molto meno del previsto. Vedremo dopo il referendum quale sarà il percorso e si deciderà a livello nazionale». «Una delle ragioni per cui questa volta, diversamente che in altre circostanze ho accettato di essere candidato – conclude Simonetti- è stata la verifica sul campo, su tutta la provincia, non solo sul Vulture Melfese, c'è la necessità di una riorganizzazione, di una nuova tensione politica di partecipazione soprattutto degli amministratori che in questi anni si sono sentiti persi, si sono sentiti soli». Restando in ambito referendario, per il Sì Maurizio Bolognetti, leader dei Radicali Lucani. «In Basilicata abbiamo registrato l'On. Mattia che ha invitato a usare come d'abitudine il clientelismo per far votare Sì. La imbarazza questo tipo di appello?» chiede Leporace. «Un po' sì, ma voglio sperare che sia solo espresso infelicemente. In generale non ci sto che si raccontino agli elettori delle panzane perché non è vero che la Costituzione non possa essere modificata, basterebbe leggere l'articolo 138 che è fin troppo esplicito: la Costituzione si può cambiare anche a maggioranza semplice. Io non ho un pregiudizio contro, per me non è un referendum contro i magistrati, è un referendum contro un sistema che non garantisce il giusto equilibrio in un'aula di giustizia». Tra le altre cose, un tema caro a Bolognetti è l'informazione, «avendo denunciato disparità con battaglie molto segnanti in particolar modo nei confronti della RAI» incalza Leporace. «Vorrei dire agli amici del Sì che c'è chi ha subìto censure violente, ho chiesto l'intervento dell'Agcom che mi ha risposto che l'associazione Radicali Lucani può nello svolgimento della propria attività politica partecipare ai programmi di informazione politico elettorale sulla tematica referendaria, in quanto la correttezza, l'equilibrio e l'imparzialità dell'informazione devono essere assicurati nella diffusione delle prese di posizione



assunte da qualunque soggetto in relazione al quesito referendario. Poi però per me non è servito perché la RAI mi censurava e ha continuato imperterrita». Perché votare e perché votare Sì? chiede Leporace a Bologentti. «Votare Sì perché è una riforma di civiltà giuridica, per far sì che il nostro Paese faccia parte delle più consolidate e autentiche liberal democrazie del mondo».
Dalla politica al territorio, il talk spazia ancora una volta spostandosi a Savoia di Lucania, dove è nato il forno di comunità, realizzato grazie a un bando del GAL Percorsi, la cui Presidente è Caterina Salvia.
«Il GAL è un gruppo di azione locale, un'istituzione di tipo europeo che da una risposta alle questioni del territorio e facilita i percorsi. In questo caso il bando a cui ha partecipato la cooperativa “Verde Spina” di Savoia è unico in Basilicata, fortemente voluto sia dal GAL, ma anche dalla Regione, degli uffici, dell'autorità di gestione, ma anche dell'Assesso-

re perché noi lavoriamo in stretta sinergia con l'Assessorato all'agricoltura. Il Comune ha un ruolo fondamentale nell'attivazione dei processi di partecipazione delle comunità alla formazione delle cooperative di comunità».
Anche Muro Lucano ha presentato un progetto molto interessante di agricoltura sociale, senza spoilerare niente perché ancora devono partire, «ufficialmente, però il progetto è molto interessante, a Brindisi Montagna è nata la cooperativa, così come a Bella, Pescopagano, Avigliano, Vaglio e Campo Maggiore che si sono uniti. Il GAL che mi onoro di presiedere ha 33 Comuni. Il nostro compito è di sperimentare anche e soprattutto sui territori, perché chiaramente gli interventi importanti li fa la Regione Basilicata, eppure abbiamo accompagnato tante aziende agricole nella scorsa programmazione, vedendo nel GAL un mezzo anche più semplice per poter agire».
SCANZANO Al Palazzo Baronale il sindaco e gli avvocati Labriola e D’Errico spiegano le ragioni della riforma

Sala gremita presso il Palazzo Baronale di Scanzano Jonico che ieri sera ha accolto un importante incontro per dibat-
tere e approfondire le ragioni del Sì in vista del referendum del 21 e 22 marzo. Tra i promotori di una riforma
della giustizia più equa, c’è il Sindaco scanzanese Pasquale Cariello, che ha avuto il piacere di invitare illustri ospiti per spiegare
al meglio la questione referendaria e le motivazioni confermative: l’Avvocato Giuseppe Labriola e l’Avvocato Maria Antonietta D’Errico.
«La prima cosa che voglio fare, in qualità di Sindaco, è ricordare a tutti i miei cittadini che votare è un diritto ma anche un dovere civico che ci permette di partecipare direttamente e attivamente alle scelte che riguardano il futuro del nostro Paese e quindi di noi stessi - ha affermato il CarielloPoi voglio ribadire che sia io che la mia maggioranza siamo a favore del Sì, siamo a favore della separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri perché, come ho letto molto spesso in questi giorni, abbiamo bisogno di una giustizia più giusta, un pensiero che condivido e che faccio mio».
«Questa - conclude il Sindaconon è una riforma contro la magistratura, piuttosto è una riforma per migliorare il sistema, nell’interesse dei cittadini e delle istituzioni».



Focus su ergonomia, stress e condizioni femminili: istituzioni e professionisti insieme per migliorare la qualità della vita lavorativa
Un’iniziativa concreta per promuovere la salute e il benessere nei luoghi di lavoro. In continuità con le attività legate alla Giornata Internazionale della Donna, la Consigliera di Parità della Provincia di Potenza, Simona Bonito, ha organizzato, in collaborazione con l’Ordine dei Fisioterapisti, un momento di sensibilizzazione rivolto alle dipendenti dell’ente.Al centro dell’incontro, il tema del benessere lavorativo, oggi considerato una leva strategica non solo per migliorare la qualità della vita professionale, ma anche per favorire ambienti organizzativi più inclusivi e produttivi. Particolare attenzione è stata riservata alla prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici e alla gestione dello stress lavoro-correlato, fattori sempre più diffusi nei contesti professionali contemporanei.Posture scorrette, sedentarietà, uso prolungato dei dispositivi digitali e carichi di lavoro elevati rappresentano infatti alcune delle principali cause di affaticamento fisico e mentale. La diffusione di buone pratiche legate all’ergonomia e alla salute psicologica può contri-
buire in modo significativo a ridurre assenteismo e rischi per la salute, incidendo positivamente anche sull’efficienza complessiva delle organizzazioni.Uno spazio specifico è stato dedicato alla condizione lavorativa femminile, spesso caratterizzata dalla necessità di conciliare impegni professionali e responsabilità familiari. Una situazione che può aumentare i livelli di stress e rendere ancora più urgente la promozione di strumenti di prevenzione e cura di sé.L’incontro si è articolato in due momenti principali. Il primo, di taglio tecnico-pratico, è stato dedicato all’ergonomia e alla prevenzione: i fisioterapisti Claudia Pignatari e Tiziano Lacapra hanno illustrato le corrette posture da adottare sul posto di lavoro, evidenziando i principali fattori di rischio e proponendo esercizi semplici da integrare nella routine quotidiana.Il secondo momento ha invece affrontato il tema della gestione dello stress attraverso tecniche di mindfulness. Le partecipanti sono state coinvolte in esercizi di respirazione e consapevolezza, utili per recuperare concentrazione, energia e benesse-

re durante la giornata lavorativa.Ad aprire l’iniziativa i saluti istituzionali della Direttrice Generale della Provincia di Potenza, Marica Panetta, che ha sottolineato: «Investire nel benessere delle lavoratrici e dei lavoratori significa investire nella qualità dei servizi pubblici. Iniziative come questa rappresentano un passo concreto verso un’amministrazione sempre più attenta alle persone, capace di promuovere ambienti di lavoro sani, inclusivi e sostenibili».L’evento si inserisce nel più ampio impegno
della Consigliera di Parità, attiva nella promozione delle pari opportunità e nella prevenzione delle discriminazioni, con particolare attenzione alla dimensione di genere e al miglioramento delle condizioni lavorative.Un’occasione di confronto e crescita che ha contribuito a rafforzare la consapevolezza sull’importanza della prevenzione, offrendo strumenti pratici per migliorare il benessere fisico e mentale nei contesti professionali, con uno sguardo sempre più attento alle esigenze delle donne.
All’Istituto Comprensivo «Sinisgalli» esperti dell’Asp Basilicata spiegano il valore degli animali tra responsabilità, benessere e prevenzione
Il cane come mediatore emozionale e facilitatore delle relazioni sociali. È questo il tema al centro di un incontro promosso dal Dipartimento di Matematica dell’Istituto Comprensivo «Sinisgalli» del capoluogo, che ha visto la partecipazione dell’Asp Basilicata con il Direttore Generale Giuseppe De Filippis, il Direttore del Dipartimento Sanità e Benessere Animale Vito Bochicchio e il dirigente medico veterinario dell’Area A Nico Di Chiara.Nel corso dell’iniziativa, rivolta agli alunni della scuola secondaria di primo grado, è stato illustrato il ruolo del cane all’interno del contesto familiare. Agli studenti è stato spiegato come l’animale non debba essere considerato un giocattolo né eccessivamente umanizzato, ma rispettato nella sua natura. La presenza di un cane in casa comporta responsabilità precise: condivisione
degli spazi, rispetto dei ruoli e attenzione costante alla salute e al benessere dell’animale, sia esso cucciolo o adulto.«L’iniziativa dell’Istituto Comprensivo “Sinigalli” è nata dalla volontà di sensibilizzare i ragazzi alla corretta relazione con l’animale – ha dichiarato la referente del Dipartimento di Matematica, Titti Pilogallo – per favorire una consapevolezza profonda sulle esigenze e le responsabilità che la convivenza comporta».Durante l’incontro si è parlato anche dei comportamenti corretti da adottare nei confronti dei cani, sia conosciuti che sconosciuti, per migliorare il rapporto uomo-animale ed evitare episodi di aggressi- vità o morsicature. «È fondamentale – ha spiegato Nico Di Chiara – saper leggere i segnali che l’animale emette mentre lo avviciniamo. Occorre osservare attentamente coda, orecchie, testa, occhi e postura. Mai
essere aggressivi o avvicinarsi con movimenti bruschi».Il cane, è stato sottolineato, può diventare un importante mediatore emozionale. «Diventa mediatore emozionale – ha ricordato il direttore del Dipartimento Sanità e Benessere Animale della Asp Basilicata, Vito Bochicchio – ma per esserlo è necessario che il proprietario abbia le conoscenze adeguate per relazionarsi correttamente con lui». Bochicchio ha inoltre evidenziato come l’Azienda sanitaria operi attraverso protocolli e procedure specifiche, nel rispetto della normativa nazionale, per garantire il benessere animale sia negli allevamenti sia negli animali da compagnia.A chiudere l’incontro l’intervento del Direttore Generale Giuseppe De Filippis, che ha ribadito il ruolo educativo dell’Asp: «Tra i compiti dell’Azienda Sanitaria di Potenza rientra l’educazione sanitaria in
campo animale rivolta a giovani e anziani. È nostro interesse promuovere un rapporto emozionale ed educativo tra uomo e animale, in linea anche con i principi della pet therapy».L’iniziativa si è rivela-
ta un’importante occasione formativa per gli studenti, contribuendo a diffondere una maggiore consapevolezza sul rispetto degli animali e sulla costruzione di relazioni sane e responsabili.

Ieri le firme, ci sono anche 20 nuovi medici di cui 16 con contratti a tempo indeterminato. Friolo: «Un altro passo concreto»

Sono 65 le nuove figure professionali assunte dell’Azienda Sanitaria Locale di Matera che ieri hanno firmato il contratto di lavoro nella sede dell’ASM. Le nuove unità che lavoreranno all'Ospedale di Matera ma anche negli altri presidi territoriali dell'ASM, riguardano medici, personale infermieristico, personale riabilitativo, operatori socio-sanitari e personale amministrativo. La quasi totalità delle assunzioni è a tempo indeterminato, a conferma dell’impegno dell’Azienda nel garantire stabilità occupazionale e continuità nei servizi sanitari offerti ai cittadini. In particolare sono stati assunti 20 dirigenti medici di varie specialità: Pediatria 2, Otorinolaringoiatria 1, Oculistica 1,
Geriatria 3, Anestesia e Rianimazione 1, Fisiatria 1, Cardiologia 3, Chirurgia Generale 2, Ostetricia e Ginecologia 1, Gastroenterologia 2, Emergenza urgenza 1, Farmacia 2. Tra i medici 16 sono assunti a tempo indeterminato e 4 a tempo determinato. Entreranno in servizio 37 unità a tempo indeterminato tra infermieri, terapisti della riabilitazione, logopedisti, tecnici di laboratorio biomedico, operatori socio sanitari. Infine 8 unità assunte a tempo indeterminato rafforzeranno gli uffici amministrativi. All’incontro sono intervenuti l’Assessore Regionale alla Salute e Politiche della Persona, Cosimo Latronico, il Direttore Generale dell’ASM, Maurizio Friolo, il Direttore Sanitario, Andrea Giglio-
bianco, il Direttore Amministrativo, Antonio Conoci e il Direttore del Personale Eustachio Marcosano. «Queste assunzioni rappresentano - ha dichiarato il Direttore Generale dell’ASM, Maurizio Friolo -un passo concreto verso il potenziamento della nostra rete sanitaria e il miglioramento della qualità dell’assistenza. Stiamo investendo sulle persone, perché sono il vero motore del sistema sanitario. Rafforzare gli organici significa ridurre i carichi di lavoro, migliorare i servizi e rispondere in maniera più efficace ai bisogni di salute della comunità». L’Azienda Sanitaria Locale di Matera prosegue così nel percorso di rafforzamento strutturale e organizzativo, con l’obiettivo di garantire servizi sem-


pre più efficienti, accessibili e di qualità su tutto il territorio. «Con queste nuove assunzioni - sottolinea l’Assessore Regionale alla Salute e Politiche della Persona, Cosimo Latronico - continuiamo a dare risposte concrete al fabbisogno di per-
sonale del sistema sanitario regionale. Si tratta di un investimento strategico che punta a rafforzare i servizi, valorizzare le professionalità e garantire ai cittadini un’assistenza sempre più efficiente e di qualità su tutto il territorio lucano».
NOMINA UFFICIALE PER L’AZIENDA SANITARIA: «CONTINUERÒ A LAVORARE CON IMPEGNO PER LA SALUTE DEI PIÙ PICCOLI
Sanitaria Locale di Matera ha nominato Carmela Montemurro Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria e Neonatologia. Carmela Montemurro, 63 anni, vanta un lungo e qualificato percorso professionale e formativo: laureata nel 1988 e specializzata in Pediatria presso l’Università di Bari, ha conseguito perfezionamenti in Neonatologia, Adolescentologia e Psicopatologia dell’età evolutiva. Ha inoltre maturato significativa esperienza nella clinica pediatrica di Bari. «Ringrazio la Direzione ASM e l’Assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico– ha dichiarato Montemurro- per l’incarico affidatomi; continuerò a lavorare con impegno
e dedizione per rispondere ai bisogni dei bambini e delle loro famiglie, in collaborazione con i dirigenti medici e con tutto il personale della Pediatria e del Dipartimento Materno Infantile». Assunta come dirigente medico nel 1990, nel corso della sua carriera ha ricoperto numerosi incarichi di rilievo, tra cui componente dell’Unità di crisi per l’abuso all’infanzia, responsabile dell’Ambulatorio di obesità e adolescentologia, nonchè responsabile della Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Pediatria di Policoro e, più recentemente, Direttore facente funzione della Pediatria ASM. «Questa nomina rappresenta una scelta di continuità e valorizzazione delle competenze interne. Il percorso pro-

fessionale della dottoressa Montemurro - sostiene il Direttore Generale dell’ASM, Maurizio Friolo - unito all’esperienza maturata sul campo, costituisce una
garanzia per il rafforzamento e lo sviluppo dei servizi pediatrici e neonatologici dell’ASM. A lei vanno i migliori auguri di buon lavoro».


Presentate le “Cassette sicure” per segnalazioni anonime e il regolamento per il supporto integrato

POTENZA. Sono circa venti le Istituzioni, organizzazioni e gli Enti che hanno espresso l'adesione a quanto posto in essere dal tavolo tematico sul c ontrasto alla violenza di genere riunitosi nell’ambito del progetto SOSteniamo, realizzato dall’assessorato alle Pari opportunità del Comune di
Potenza in collaborazione con le Politiche sociali e l’unità di direzione dei Servizi alla persona, in partenariato con Telefono Donna, Eldaifp e Formamentis. Nello specifico è stato presentato il protocollo di adesione alla rete di prevenzione e contrasto alla violenza di genere e il regolamento per
la gestione delle ‘Cassette sicure’. Il protocollo, della durata di 24 mesi, con possibilità di proroga o rinnovo, prevede la costruzione di una rete stabile, multidisciplinare e sostenibile per la prevenzione, protezione e reinserimento sociale ed economico delle donne vittime di violenza e dei loro figli.
Si fonda su una governance multilivello che integra istituzioni pubbliche, servizi sociali, enti del terzo settore, organismi di formazione, aziende sanitarie e altri soggetti del sociosanitario. Agli aderenti è richiesta la partecipazione ai tavoli di coordinamento, il supporto alle campagne di sensibilizzazione, la collaborazione con le scuole e nelle attività educative, la disponibilità all’installazione di ‘Cassette Sicure’ nelle rispettive sedi, il supporto alla diffusione delll’istituendo numero verde. I sottoscrittori del documento perseguono obiettivi quali la prevenzione e il contrasto alla violenza
di genere, l’emersione del sommerso attraverso strumenti sicuri e accessibili, accoglienza, ascolto e protezione integrata delle vittime, promozione dell’autonomia personale, sociale e lavorativa, rafforzamento della governance territoriale e della cooperazione inter-istituzionale, costruzione di un modello operativo replicabile. Prevista, tra l’altro, la messa a disposizione di spazi per attività di ascolto, l’attivazione di tirocini formativi, il supporto all’autoimpresa, la partecipazione ad attività di job matching.
Riguardo alle ‘Casette sicure’, si tratta di uno strumento di ascolto protetto, anonimo e riservato, volto a consentire alle donne la possibilità di lasciare segnalazioni o entrare in contatto con i servizi di supporto, in condizioni di sicurezza e senza esposizione diretta. Le ‘Cassette sicure’ saranno realizzate in due modalità: fisiche o virtuali, entrambe finalizzate a garantire l’accesso ai servizi di aiuto.
Un itinerario tra arte, storia e tradizioni con gli apprendisti ciceroni e le performance di “Les Arts”
In occasione delle “Giornate FAI di Primavera” di domani e domenica, la sede della Prefettura di Potenza, nel cuore del capoluogo, sul lato nord dell’ottocentesca piazza Mario Pagano, apre alla cittadinanza. Il Palazzo del Governo potentino occupa l’ala occidentale dell’ex Convento di San Francesco del 1265. In seguito alla soppressione dell’ordine monastico, nel 1807, il compendio venne trasferito al Demanio dello Stato, con l’insediamento, nel 1810, degli Uffici dell’Intendenza e del Tribunale. Reso inagibile dal terremoto del 1857, il Palazzo fu ricostruito ed ampliato per ospitare, nel 1860, il primo Prefetto della provincia di Basilicata, Giulio De Rolland, con i suoi Uffici.
«L’apertura - ha sottolineato il Prefetto Michele Campanaro, che ha convintamente dato corso all’iniziativa, ringraziando per questo la delegazione FAI di Potenza - non ha soltanto un valore culturale, ma è soprattutto un segno di vicinanza delle Istituzioni al territorio ed alla comunità, che potrà ammirare il pregio architettonico del Palazzo e, soprattutto, scoprire cosa ospita al suo interno e cogliere il ruolo dell’istituto prefettizio, in assoluto uno dei più longevi del nostro Paese».
La visita consentirà di accedere ai luoghi nevralgici della Prefettura, a cominciare dalla stanza di lavoro del Prefetto, dove sarà possibile ammirare l’opera datata 1903 realizza-

ta dal pittore macchiaiolo Michele Tedesco, originario di Moliterno, dipinto di una straordinaria valenza per la Basilicata che raffigura la storica visita in terra lucana, a settembre del 1902, del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Zanardelli.
La visita al Palazzo si soffermerà nei saloni di rappresentanza, solitamente inaccessibili, tra dipinti e mobili d’epoca, oltre ad una selezione di tappeti antichi provenienti dalla collezione privata del Prefetto Campanaro, tra cui spicca un importante tappeto anatolico del XVIII secolo, conosciuto come tappeto “Ghirlandaio” dal nome dall’artista rinascimentale fiorentino Domenico Bigordi, detto il Ghirlandaio, nei cui dipinti sono stati riprodotti alcuni tappeti con analogo disegno, a cominciare dalla pala d’altare “Madre in trono con il bambino, gli arcangeli Michele e Raffaele e i santi San Giusto e San Zenobio” del 1486, oggi esposta negli Uffizi a Firenze.
Inoltre, danzatrici e danzatori dell’Associazione culturale di Potenza “Les Arts” daranno vita ad una performance dal titolo “Il tappeto delle storie: trame, fili e destini”, che accompagnerà i visitatori nei momenti salienti del percorso.
Alle ore 9,30 di domani la visita inaugurale, in presenza del Prefetto di Potenza Michele Campanaro, della Presidente regionale del FAI Rosalba Demetrio e delle Autorità della provincia, con gli apprendisti ciceroni del Liceo Classico “Quinto Orazio Flacco” di Potenza e l’accoglienza da parte degli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Di Pasca - Fortunato” di Potenza.
Dai controlli accertate anche violazioni dell'obbligo di esporre i prezzi degli articoli in vendita ed evasione fiscale

Nei giorni scorsi le Fiamme Gialle del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Potenza hanno intensificato l’azione di “controllo economico del
territorio” rilevando e contestando, attraverso un approccio operativo “trasversale”, numerose violazioni alla normativa fiscale, lavoristica e in materia di trasparenza dei prezzi al consumo.
Nel dettaglio, nella città capoluogo, a Rionero in Vulture, Avigliano, Lauria, Lagonegro, Chiaromonte, Oppido Lucano, Atella, Tramutola, Trec-
A denuciare la situazione sono Uilm e Fismic
«Dopo mesi di incertezze e sacrifici, per i lavoratori della FDM arriva anche la beffa» a denunciarlo sono le organizzazioni sindacali Uilm e Fismic.
Ad oggi, infatti, i lavoratori non hanno ancora percepito la Cassa Integrazione Guadagni, - così come affermano i sindacati - nonostante le richieste siano state regolarmente presentate sin dai primi di febbraio 2026 e nonostante gli accordi sottoscritti in sede istituzionale tra Regione Basilicata e Confindustria Basilicata. «Una situazione gravissima e inaccettabile. - proseguono dalla Uilm e Fismic - Il Ministero del Lavoro, a oggi, non ha ancora provveduto a convocare le parti per definire la domanda relativa al primo semestre 2026, lasciando centinaia di lavoratori e le loro famiglie senza alcuna forma di sostegno econo-
mico».
«Parliamo di persone che già vivono una condizione di estrema difficoltà, senza certezze sul proprio futuro occupazionale e che ora si ritrovano addirittura senza salario. - affermano - Questa non è solo burocrazia: questa è negligenza che pesa sulla pelle dei lavoratori.
I lavoratori FDM sono allo stremo». «Non è tollerabile che chi è già in una situazione di crisi venga ulteriormente penalizzato da ritardi e inefficienze istituzionali.proseguono le segreterie di Uilm e Fismic - Chiediamo con urgenza al Ministero del Lavoro: la convocazione immediata del tavolo; lo sblocco della procedura; il pagamento tempestivo delle spettanze dovute». Infine i sindacati concludono: «Non c’è più tempo da perdere. Serve una risposta immediata. I lavoratori non possono aspettare».

china, Filiano e Marsicovetere, i Finanzieri hanno accertato diverse infrazioni all’obbligo di installazione del misuratore fiscale e di memorizzazione/invio dei “corrispettivi telematici”.
Interessati dalle violazioni: parrucchieri, panifici, bar e ristoranti.
Inoltre, specifici controlli condotti dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e dal Gruppo di Potenza nonché dalla Tenenza di Maratea, finalizzati a verificare la regolare instaurazione dei rapporti di lavoro, hanno portato all’individuazione di nr. 8 lavoratori “in nero” impiegati illecitamente presso ristoranti, empori e rivendite di pneumatici. Altrettanto incisiva è stata
l’azione di controllo sulla trasparenza dei prezzi al consumo nei confronti di alcuni negozi di abbigliamento.
Nello specifico, a Maratea, Venosa e Barile, i Finanzieri della Compagnia di Rionero in Vulture e della Tenenza di Maratea, all’esito degli accertamenti svolti, hanno riscontrato e contestato la violazione dell’obbligo di esposizione dei prezzi degli articoli posti in vendita. L’evasione fiscale, il “lavoro irregolare” e le violazioni in materia di trasparenza dei prezzi al consumo arrecano gravi danni al sistema economico, alterando la leale concorrenza e penalizzando i consumatori e gli operatori onesti.
Laboratori per bambini e tavola rotonda all’Osservatorio
Domani, Castelgrande diventerà il cuore pulsante dell’astronomia culturale e delle tradizioni locali con l’evento “Equinozio… evento sommamente favorevole”. L’iniziativa, patrocinata da Regione Basilicata, GAL Percorsi, Comune di Castelgrande e Pro Loco Castelgrande, si inserisce nel programma regionale per la valorizzazione dei “beni intangibili”. La giornata avrà inizio alle ore 10:00 presso la Ludoteca comunale, dove bambini e ragazzi potranno partecipare a laboratori ludico-didattici dedicati ai fenomeni astronomici e alle tradizioni popolari. Il momento clou si terrà nel pomeriggio, alle ore 16:30, presso l’Osservatorio astronomico amatoriale “Annibale de Gasparis” in Contrada Campestre. Dopo i saluti istituzionali del sindaco Francesco Cianci e del vicesindaco di Pescopagano, Francesco Gonnella, il dott. Vincenzo Masi coordinerà i lavori della tavola rotonda. Tra i relatori, Antonio Zazzerini e Stefania Satriano approfondiranno le tradizioni locali della “Passata” e del rito della “Spina” di Baragiano, mentre il prof. Luciano Garramone offrirà un’analisi interdisciplinare dell’equinozio di primavera, intrecciando scienza, arte e letteratura.
Le conclusioni saranno affidate a Ferdinando De Micco dell’Unione Astrofili Italiani e a Leonardo Lozito dei Gruppi Archeologici d’Italia, che evidenzieranno le potenzialità del patrimonio archeoastronomico lucano nel contesto nazionale e internazionale.
L’evento rappresenta un’importante occasione per riscoprire e valorizzare il legame tra scienza, cultura e tradizioni, puntando a rilanciare Castelgrande come centro di attrazione culturale e turistica attraverso il recupero dell’Osservatorio “Annibale de Gasparis” e il potenziamento del museo interattivo Astrodomus. Un appuntamento imperdibile per chi ama guardare al cielo senza dimenticare le proprie radici.


In occasione dell’inaugurazione di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, il Comune di Matera e VAIMOO annunciano una collaborazione per supportare la mobilità urbana durante le giornate di apertura. Nei giorni di oggi, domani e domenica, il servizio di bike sharing VAIMOO sarà gratuito per cittadini e visitatori, con 60 minuti di utilizzo gratuiti al giorno per utente, facilitando gli spostamenti in città in un contesto di elevata affluenza e limitazioni al traffico nel centro urbano. Già operativo sul territorio, VAIMOO offre un servizio di mobilità caratterizzato da

da parte dei cittadini. Per usufruire del servizio gratuito, sarà sufficiente utilizzare l’app VAIMOO. Gli utenti già registrati potranno accedere direttamente all’iniziativa attivando il BikePass “Capitale Mediterranea 2026” all’interno dell’app, nella sezione BikePass per la città di Matera. Chi non è ancora registrato potrà creare un profilo completo di dati di pagamento e di contatto in pochi passaggi e attivare il BikePass. Il servizio prevede fino a 60 minuti di utilizzo gratuiti al giorno per utente. Al termine del tempo gratuito, verrà applicata la tariffa standard pari a dieci centesimi al minuto. Da oggi a domenica in occasione dell’inaugurazione di
sostenibilità, accessibilità e reale utilizzo da parte dei cittadini. Questa collaborazione rappresenta un esempio concreto di sinergia tra
pubblico e privato, finalizzata a promuovere modelli di mobilità innovativi e a supportare eventi di rilevanza internazionale per il
territorio. Già operativo sul territorio, VAIMOO offre un servizio di mobilità caratterizzato da sostenibilità, accessibilità e reale utilizzo
Ilsindaco di Matera Antonio Nicoletti e l’assessore allo sport Giuliano Paterino hanno ricevuto nella Sala Mandela del Palazzo Municipale le squadre maschile e femminile della Roller Matera, fresche vincitrici della Coppa Italia di serie A e A2. Nel corso dell’incontro, l’amministrazione comunale ha voluto esprimere, a nome dell’intera città, le più vive congratulazioni ai pattinatori e alle pattinatrici biancazzurri, ai dirigenti e ai tecnici della società per gli straordinari risultati raggiunti a livello nazionale, che contribuiscono a dare lustro a Matera nel panorama sportivo italiano. Presenti anche i rappresentanti della società, guidati dalla presidente Mariella Perai, dall’allenatore Valerio Antezza e dai dirigenti Franco Bel-
fiore e Fortunato Spurio, che hanno ringraziato l’amministrazione per la vicinanza e il sostegno dimostrato. «Tutta la comunità materana è lieta di vedere i nostri atleti raggiungere traguardi così importanti - ha dichiarato il sindaco Antonio Nicoletti -. Questi successi sono il frutto di passione, sacrificio e lavoro di squadra. A nome della città, rinnovo i complimenti alla Roller Matera e auguro a tutti loro di proseguire su questa strada, facendosi valere anche in campionato». «Le vittorie della Coppa Italia maschile e femminile sono un risultato straordinario che premia un movimento sportivo in costante crescita – ha aggiunto l’assessore Paterino -. Continueremo a sostenere realtà come la Roller Matera, che rappresentano un esempio posi-

tivo per i giovani. L’augurio che rivolgiamo alle squadre è di continuare a far sognare i tanti tifosi e appassionati verso successi ancora più grandi». L’incon-
tro si è concluso in un clima di entusiasmo e con l’auspicio condiviso di continuare a portare in alto il nome di Matera attraverso lo sport.
Prosegue a Policoro il percorso di “Sicuri Insieme”, promosso da Cittadinanzattiva e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza delle comunità locali sui rischi di origine naturale e antropica e di favorire una partecipazione informata ai processi di prevenzione e tutela. La tappa territoriale rappresenta un momento di restituzione pubblica e confronto tra cittadini e Amministrazione comunale
sul Piano di Protezione Civile, a partire dai contenuti della “Mappa dei Rischi” elaborata attraverso le indicazioni raccolte dalla comunità locale. Nel territorio di Policoro i principali rischi naturali segnalati dalla comunità riguardano fenomeni di natura idraulica e idrogeologica, legati alle caratteristiche geomorfologiche della piana del Metapontino e alla presenza di numerosi corsi d’acqua. La posizione pianeggiante del territorio espone infatti l’area al ri-
schio di alluvioni ed esondazioni, soprattutto in occasione di precipitazioni intense e concentrate. Tra le criticità più rilevanti viene segnalato il rischio di esondazione del Fosso Valle, nel tratto compreso tra i territori di Montalbano Jonico e Scanzano Jonico, fenomeno che in passato ha provocato disagi significativi alla viabilità locale. Episodi analoghi sono legati anche ai fiumi Agri e Sinni, che nel 1959 esondarono occupando l’intera piana del Metapontino causando
undici vittime nella zona di Madonnella. Ulteriori elementi di vulnerabilità sono connessi al bacino irriguo di Monte Cotugno, una diga in terra battuta considerata un’infrastruttura strategica per l’approvvigionamento idrico dell’area. Secondo i cittadini, in caso di eventi sismici o criticità strutturali, il danneggiamento dell’opera potrebbe determinare conseguenze particolarmente gravi per il territorio circostante. Il territorio della fascia ionica lucana è inoltre inte-
ressato da fenomeni di dissesto idrogeologico che hanno storicamente colpito diversi centri limitrofi, come dimostrano eventi franosi di grande entità quali la frana di Pisticci del 1688 e quella di Montescaglioso del 2013. Accanto ai rischi naturali emergono criticità di origine antropica, in particolare legate all’inquinamento dei suoli e delle acque. Tra queste viene segnalato l’impianto ITREC di Rotondella, dove sono stati rilevati contaminanti nell’ambiente.

IL SUO ESSERE DONNA
rassegna “Lo scrittore, il libro, il lettore” D
MATERA. Quando uno scrittore dà vita al suo libro, si crea inevitabilmente un filo invisibile ma potentissimo che lo lega alla sua opera e a chi la legge. Questo legame che resta indissolubile è stato raccontato, per il secondo anno, nell’arco della rassegna letteraria “Lo scrittore, il libro, il lettore” a Palazzo Viceconte a Matera, dalla FUIS-Federazione Unitaria Italiana Scrittori, con il patrocinio di Regione Basilicata, Provincia e Comune di Matera. Un appuntamento ormai stabile nel panorama culturale lucano. Nel ricco ventaglio di scrittori e di componimenti il primo volume ad essere presentato è stato il saggio storico di Chiara Ponte, dedicato a Giovanna I d’Angiò. Accanto alla giovane e talentuosa scrittrice e Storica di Muro Lucano, il Professor Natale Antonio Rossi, Co-presidente FUIS e Domenico Faniello, Presidente dell’autorevole progetto culturale “La casa del Menestrello”.
L’INCONTRO DI PONTE CON LA SOVRANA DEL REGNO DI NAPOLI, PRIGIONIERA NEL CASTELLO DI MURO LUCANO
La dottoressa Ponte si fa “ambasciatrice” ancora una volta della storia e del paese di Muro Lucano, raccontando a Cronache il suo incontro letterario con la Regina, frutto di una serie di casualità: «Se non fosse stata imprigionata e assassinata nel castello del mio paese, Muro Lucano, probabilmente non avrei mai sentito parlare di lei poiché purtroppo, nonostante la sua rilevanza storica, non è un personaggio inserito nei programmi didattici delle scuole e delle università. Negli anni, documentandomi, ho letto numerose pubblicazioni e aneddoti su questa regina» decidendo attraverso i suoi scritti di tributarle la legittima rilevanza. Giovanna I d'Angiò difatti fu regina regnante di Napoli dal 1343 al 1381. Nipote di Roberto d'Angiò, governò per circa 40anni, in un periodo turbolento, segnato dall'assassinio del primo marito Andrea d'Ungheria, la peste nera, scismi religiosi e conflitti dinastici. Fu una figura colta, protettrice delle arti, ma il suo regno terminò tragicamente con la deposizione e l'assassinio, a Muro Lucano, per mano di Carlo di Durazzo.
UNA REGINA CONTINUAMENTE OSTEGGIATA PER

In questo ultimo lavoro dato alle stampe, “Giovanna I^ d’AngiòGloria delle donne e dei re”, la scrittrice murese, già autrice di diversi altri saggi storici, ripercorre, «a 700 anni dalla nascita della prima sovrana regnante del Regno di Napoli, la parabola di una delle donne più potenti, discusse e affascinanti del Medioevo. Una regina colta e determinata, devota e generosa, che visse una vita segnata da intrighi, tragedie e passioni, sfidando i limiti del potere femminile e le convenzioni della sua epoca -spiega l’Autrice- Una sovrana descritta ingiustamente per secoli come una donna dissoluta, debole e incapace di governare, ma che al contrario regnò con intelligenza e umanità, riuscendo a conservare il potere e la pace per quasi quarant'anni, continuamente osteggiata dai pontefici, dai propri mariti, da innumerevoli nemici e da maldicenze alimentate dal suo essere donna». Dalle origini dinastiche al dramma della sua fine, la vicenda di Giovanna I d'Angiò «rivive attraverso un'indagine storica multidisciplinare basata principalmente su fonti documentarie, letterarie e iconografiche, che vuole restituire dignità e luce al personaggio. Oltre alla narrazione delle vicende private e politiche di Giovanna I, questo saggio delinea il suo ritratto con curiosità relative al suo stile di vita; indaga i misteri relativi alla sua morte e alla sua sepoltura; esplora i temi della regalità femminile, della religiosità e delle fondazioni religiose da lei patrocinate; il suo rapporto con i pontefici e con importanti personaggi del Medioevo - Petrarca, Boccaccio, S. Caterina da Siena, S. Brigida di Svezia. Infine, i giudizi storici e l'immagine della regina Giovanna tramandata nei secoli attraverso l'arte, la letteratura e il folclore».
RIVIVE NEL LIBRO DI
PONTE LA MONARCA CHE SCRISSE UNA PAGINA INDELEBILE NELLA STORIA
D'EUROPA
La Dottoressa Ponte è già autrice di altri volumi, come la monografia “Muro Lucano, storia, arte, cultura. Dalle origini al XXI secolo” che ricostruisce e ripercorre la storia di Muro, un libro diffuso in Italia e all’estero e inserito nelle principali biblioteche; “Cronache di un borgo e delle sue donne”, nel quale la storia del popolo di un borgo del Sud Italia è narrata dal punto di vista femminile, donne che hanno contribuito o partecipato agli eventi di natura locale o a vicende di portata nazionale, tutte animate da ideali e da profondi sentimenti. Ancora “Storia di una regina” un precedente saggio che prende in esame la figura di Giovanna d'Angiò analizzando la vicenda storica e umana di una delle donne più potenti del medioevo. Riportando documenti dell'epoca, interpretazioni storiografiche e testimonianze indirette, Ponte fornisce maggiori dettagli e dà risposta ai numerosi interrogativi che ruotano intorno alla morte di questa sovrana tanto discussa. A rendere innovativo il testo è anche la disamina del personaggio nell'arte, nella letteratura, nei racconti popolari e nelle leggende di cui è protagonista.
L’opera di Ponte presenta al pubblico la storia di una donna originale rispetto a quelle della sua epoca e restituire ai lettori un'immagine oggettiva di una sovrana che per secoli è stata esecrata e dimenticata.
Nel suo ultimo lavoro letterario, il lettore affronta infine «un viaggio tra le pieghe del potere e nell'anima di Giovanna d’Angiò, una donna che affrontando con coraggio il suo destino di sovrana, scrisse con fermezza e grazia una pagina indelebile nella Storia d'Europa».

Dalle pagine di Carlo Levi alle testimonianze locali: il racconto di un confino che solleva interrogativi e invita a fare chiarezza sulla storia lucana

D I VI NC E NZ O MA I DA
Carlo Levi è noto a tutti grazie al suo riuscito romanzo “Cristo si è fermato ad Eboli”.
Una superlativa costruzione letteraria che è stata scambiata come una testimonianza storica. Successivamente altri hanno ridato dignità ad alcuni personaggi leviani.
Il Podestà, ad esempio, era un’ottima persona, benvoluta e stimata da tutti e non un tirannello di provincia.
Anche l’immagine dei lucani che viene fuori dal romanzo, sembra quella di una tribù arretrata e incolta. La provincia torinese non era molto diversa.
La stessa cosa è successo con Camilla Ravera, fondatrice insieme ad Antonio Gramsci del Partito Comunista Italiano, confinata a Montalbano Jonico, che in una intervista disse che nel comune jonico impartiva lezioni private ai figli di pastori, perché non c’erano scuole.
Montalbano J. non solo non è mai stato un paese di pastori, ma di piccoli proprietari terrieri, ma le scuole sono presenti da ancor prima dell’Unità d’Italia.
Nel mese di ottobre del 1936 Camilla Ravera (1889–1988) alloggiò nella locanda Roma della famiglia Carlucci ( allora proprietaria anche del bar Roma, tutt’ora attivo ) a Montalbano Jonico.I più anziani la ricordavano perché si faceva accompa-


gnare in calesse a mare per respirare aria salubre o a spasso per le stradine del centro storico.
Ma lei, che aveva problemi polmonari, ha sostenuto che il fascismo anziché inviarla in un paese dall’aria buona, l’aveva mandata a Montalbano J. che era un paese malarico. Cosa assolutamente non vera. Dopo cinque anni di carcere in cella fu mandata al confino nel comune Jonico dal governo fascista, perché vi era aria salubre e avrebbe potuto meglio curarsi alcuni problemi polmonari che l’affliggevano.
Podestà era stato nominato Antonio Montesano. Secondo la sua versione fu accusata di impartire lezioni private ad alcuni figli di contadini per indottrinarli politicamente e venne trasferita a San Giorgio Lucano (MT). Camilla Ravera tornò a rivedere Montalbano Jonico nel 1953, in occasione di una competizione elettorale, poi nel 1973, su invito del preside materano del locale Istituto Magistrale, Raffaele Giuralongo, storico e parlamentare del PCI. Nel 1976 Camilla Ravera tornò nuovamente nell’aula magna delle


scuole elementari in occasione di un importante convegno su Francesco Lomonaco.Aveva collaborato nel 1919 a “L’Ordine Nuovo” di Gramsci, Togliatti, Tasca e Terracini. Era stata tra i fondatori del PCI nel 1921, nel 1922 andò a Mosca in qualità di delegata al IV Congresso dell’Internazionale Comunista, dove conobbe Lenin e Stalin. Dopo l’arresto di Gramsci, divenne segretaria del PCI dal 1927 al 1930. Nel 1939 prese posizione contro il Patto Molotov-Ribbentrop e venne espulsa dal PCI assieme a Umberto Terra-
cini; riammessa nel partito nel 1945, venne eletta al consiglio comunale di Torino l'anno seguente. Dirigente dell'Unione Donne Italiane, rappresentò il Partito Comunista Italiano alla Camera dei Deputati in due legislature (1948-1958). Nel 1982 Camilla Ravera fu nominata, prima donna nella storia repubblicana, Senatrice a vita dal Presidente Pertini. A ricordare il suo soggiorno a Montalbano Jonico non è stata ancora messa una targa e organizzato un convegno, anche per ristabilire la verità storica.
Ci siamo abituati a troppe cose che normali non sono. Ci siamo abituati a lavori che non permettono di vivere, ma solo di sopravvivere. A giovani costretti a partire non per scelta, ma per necessità. A famiglie che fanno i conti con l’essenziale, mentre qualcuno continua a parlare di crescita come se fosse un dato astratto, distante dalla vita reale. Ci siamo abituati. Ed è proprio qui che inizia la sconfitta. Perché quando l’ingiustizia diventa consuetudine, smette di indignare. Quando la fatica diventa quotidiana, smette di essere raccontata. Quando la dignità viene compressa giorno dopo giorno, il rischio più grande è non accorgersene più. E invece dovremmo fermarci. Guardare. Dire le cose come stanno. Non è vero che basta impegnarsi per farcela. Non è vero che chi resta indietro non ha fatto abbastanza. Non è vero che il sacrificio, da solo, garantisce un futuro. Queste non sono verità. Sono narrazioni comode. Servono a semplificare una realtà che è molto più com-

plessa e, a tratti, profondamente ingiusta. Ci sono meccanismi che non funzionano. Ci sono sistemi che logorano. Ci sono equilibri che premiano pochi e chiedono a molti di adattarsi, sempre. E no, non possiamo più permetterci di far finta di niente. Ma attenzione: riconoscere tutto questo non significa arrendersi. Significa, al contrario, recuperare lucidità. Perché la vera forza non nasce dal negare la realtà, ma dal guardarla senza filtri. E dentro questa realtà, anche quando è dura, esiste ancora uno spazio che nessuno può occupare al posto nostro: quello della dignità. Non è una paro- la vuota. È una scelta concreta. È nel modo in cui continui a fare bene il tuo lavoro, anche quando non viene riconosciuto. È nel rifiuto di piegarti a ciò che sai essere sbagliato. È nella capacità di non diventare cinico, anche quando sarebbe la strada più facile. Non cambia il sistema dall’oggi al domani. Ma cambia il modo in cui tu stai dentro quel sistema. E questo conta. Conta più di quanto ci raccontano. Perché ogni volta che una per-

sona smette di accettare passivamente ciò che la svilisce, si crea una frattura. Piccola, forse invisibile. Ma reale. È da lì che iniziano tutte le trasformazioni vere. Non dagli slogan, non dalle promesse, ma da una presa di coscienza che non torna più indietro. Non
dobbiamo abituarci a sopravvivere. Non dobbiamo convincerci che questo sia il massimo possibile. Possiamo attraversare tempi difficili senza perdere noi stessi. Possiamo riconoscere ciò che non va senza smettere di credere che qualcosa possa cambiare. E
soprattutto, possiamo smettere di chiamare “normale” ciò che normale non è. Perché la normalità, quando è costruita sull’ingiustizia, non è equilibrio. È UNA MENZOGNA E continuare a viverla in silenzio ha un prezzo troppo alto.

Nasce da un’idea di Antoine Gervasio, volto noto nel mondo dello spettacolo, il «Gran Galà dello Spettacolo», in programma venerdì 3 aprile a Rionero in Vulture, presso la Sala Ricevimenti La Pergola, a partire dalle 20.30.Si preannuncia una serata ricca e variegata, costruita come una vera e propria cena spettacolo, durante la quale si alterneranno artisti e protagonisti del panorama televisivo, musicale e della moda.
A catalizzare l’attenzione sarà soprattutto la presenza di Lele Mora, tra i più noti manager dei Vip della televisione italiana, protagonista assoluto dell’even-
to in terra lucana.
Sarà proprio Mora a presentare in esclusiva il disco tour del dj Malvi «Mora», uno dei momenti più attesi della serata. Accanto a lui, un parterre di ospiti che contribuiranno a rendere l’evento ancora più prestigioso: le presentatrici Mariangela Sgaramella e Yris Porro dell’agenzia Luxury and Style Event, la stilista e conduttrice televisiva Barbara Zito con le sue modelle, il cantautore Vincenzo Cipriani.
Ad accompagnare la serata, la musica del dj e speaker radiofonico Tony Delta, che contribuirà a creare un’atmosfera dinamica e coinvolgente per il pubblico
presente.
L’iniziativa rappresenta anche un’importante occasione di visibilità per giovani artisti del territorio, ai quali verrà offerta una significativa vetrina non solo in Basilicata, ma anche nelle successive tappe previste nelle regioni limitrofe.
Le prenotazioni restano aperte per chi desidera partecipare a una serata che si preannuncia intensa e ricca di spettacolo, tra buona cucina, musica e intrattenimento.
Un appuntamento pensato per chi vuole vivere da vicino il mondo dello spettacolo, in tutte le sue sfumature.
Un evento da non perdere.

