

MENTRE PIANGE PER LA DEMOLIZIONE DELL’ABUSO PRESENTA UN’ENNESIMA RICHIESTA DI SANATORIA: CHE PANTOMIMA
![]()


MENTRE PIANGE PER LA DEMOLIZIONE DELL’ABUSO PRESENTA UN’ENNESIMA RICHIESTA DI SANATORIA: CHE PANTOMIMA
Lacrime e comizi per fare pressione sull’ufficio. La doppia morale di Santarsiero&co.

Il sindaco Pandolfo: «Lascia un vuoto incolmabile». Bonito: «Un’altra donna buttata via come un rifiuto»
morte
LA RIFLESSIONE
In Basilicata, la povertà che non si vede
è un tipo di povertà che non disturba.Non occupa marciapiedi, non crea emergenze improvvise, non costringe nessuno a voltarsi di scatto. È una povertà educata, composta, quasi gentile. Si insinua senza fare rumore e, proprio per questo, diven- ta strutturale. È la povertà educativa: quella che non toglie il pane, ma (...) ■ continua a

Che la Basilicata in mano a questi patrioti di centrodestra, a dispetto delle favolette raccontate sulle “magnifiche e progressive sorti”, fosse ferma ed immobile come pietra inanimata s’era capito dalle analisi delle statistiche di mezza Italia che parevano quasi un bollettino geologico, ma che dopo la figuraccia certificata da ISTAT e CGIA di Mestre d’essere stata la più scarsa del tricolore nei famigerati 6 anni bardiani (2019-2025) arrivasse pure il blocco nella bella Europa la dice tutta delle mani sciagurate in cui siamo infelicemente finiti. Ora per la gioia fallimentare dei consiglieri economici, rimpiazzati al gabinetto presidenziale, va detto che Eurostat con l’acronimo inglese di PPS ha scandagliato il PIL delle regioni europee dove, guarda caso, s’è visto l’arretramento della Basilicata a -0,3, come peraltro per diverse regioni. Eppure per buttar via facili alibi così non è stato per il Molise che è avanzato del +2,3 recuperando posizioni importanti nella media europea e sapendo sfruttare l’opportunità delle risorse comunitarie assegnate. Tutto questo per dire che la Basilicata checché ne possano strombazzare Bardi e soci patriottici è miseramente impalata. Canta Marco Mengoni: “E tu ferma ed immobileee…”
Uil e UilP al fianco dei pensionati fragili: presentata pdl in Regione per dare un contributo annuale


PREVENZIONE
Al via lo screening polmonare all’Irccs Crob: presentazione del programma che punta alla diagnosi precoce del tumore
■ Servizio a pag 11
TERRANOVA
Abitazione distrutta dalle fiamme e il paese si stringe attorno a Vito e Maria che ora hanno bisogno dell’aiuto di tutta la comunità
■ Servizio a pag 15
AMMINISTRATIVE
Ad Acerenza prende forma la coalizione “Acerenza guardare oltre”: presentazione del progetto a fine mese
■ Servizio a pag 14
CAPOLUOGO
L’Asd Subbuteo dà vita al progetto “In punta di dito”: una settimana di partite per favorire l’inclusione
■ Menonna a pag 13

Un comitato avvia l’iter per chiedere la cancellazione della norma della Regione Basilicata che reintroduce i sussidi ai politici
POTENZA. I promotori del referendum per l’abrogazione della legge regionale sui vitalizi hanno formalmente avviato l’iter istituzionale per la raccolta delle firme. La richiesta è stata trasmessa all’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Basilicata e alla Consulta regionale per le garanzie statutarie e riguarda l’abrogazione degli articoli 16 e 17 della Legge regionale 30 dicembre 2025, numero 57, con cui sono stati reintrodotti i vitalizi, seppur con la nuova denominazione di indennità di funzione richiesta promotori.Con l’istanza, inviata anche a mezzo posta elettronica certificata, i promotori chiedono l’avvio formale della procedura referendaria prevista dallo Statuto regionale e dalla normativa vigente in materia. In particolare, viene domandato il rilascio del verbale che attesti la presentazione dei promotori, la ricezione della documentazione e l’avvio dell’iter, passaggio necessario per procedere alla successiva fase della raccolta delle sottoscrizioni.Contestualmente è stata richiesta la fornitura dei moduli vidimati per la raccolta delle firme, così come previsto dalla legge regionale del 21 maggio 1980, ancora applicabile

per i referendum regionali. In subordine, i promotori sollecitano la fissazione di un appuntamento immediato per la consegna fisica dei documenti qualora non fosse possibile completare l’iter in via telematica.La richiesta è stata indirizzata anche alla Consulta regionale per le garanzie statutarie, chiamata a esprimersi sull’ammissibilità del quesito referendario, verificandone omogeneità e chiarezza. Il quesito proposto mira a cancellare le disposizioni che hanno modificato la normativa precedente in materia di indennità e assegni spettanti ai consiglieri regionali, riaprendo un tema che negli anni ha alimen-
tato un ampio dibattito pubblico sul contenimento dei costi della politica.Con questo atto prende dunque ufficialmente forma il percorso referendario, che punta a restituire ai cittadini lucani la possibilità di esprimersi direttamente su una scelta legislativa destinata ad avere un forte impatto sul rapporto tra istituzioni e comunità regionale.
I firmatari della richiesta sono Michele Sannazzaro, Paolo Pesacane, Angelo Summa, Rosario Gigliotti, Ascanio Donadio, Eustachio Nicoletti, Giuseppe Ranoia, Giovanna Galeone, Gianni Rondinone, Nunzia Armento e Donato Lettieri.
PICERNO: «GARANTIAMO DIRITTO ALLO STUDIO»
POTENZA. Garantire il diritto allo studio, sostenere le famiglie e valorizzare il merito. È questo l’obiettivo della proposta di legge presentata dal consigliere regionale di Forza Italia Fernando Picerno, che introduce la gratuità del trasporto pubblico locale per gli studenti della Basilicata sulla base di criteri di reddito e di rendimento scolastico.La misura nasce dalla volontà di rimuovere gli ostacoli economici che ancora oggi limitano l’accesso allo studio, soprattutto nelle aree interne e nei contesti più fragili della regione, dove i costi del trasporto incidono in modo rilevante sui bilanci familiari. Allo stesso tempo, la proposta intende rafforzare il principio della meritocrazia come leva per incentivare l’impegno e la qualità dei percorsi formativi.«Il trasporto gratuito non deve essere solo una misura assistenziale, ma uno strumento capace di riconoscere il merito, affiancandolo a criteri di equità sociale legati al reddito», sottolinea Picerno, evidenziando come investire sugli studenti significhi investire sul futuro della Basilicata.L’iniziativa si ispira a modelli già adottati con risultati positivi in altre regioni italiane, dove politiche analoghe hanno contribuito a contrastare la dispersione scolastica e a favorire l’inclusione sociale. «Premiare chi studia con impegno – conclude Picerno – significa affermare un principio di giustizia e costruire una Basilicata più equa e competitiva».

La Cgil Potenza: «Troppi progetti fermi o in ritardo, senza una svolta è concreto il rischio di non rispettare le scadenze del 2026»
«Asili
POTENZA. A quattro anni dall’avvio del Pnrr e a meno di sei mesi dalla scadenza, lo stato di attuazione della Missione 4, in particolare del Piano asili nido e scuole dell’infanzia, presenta criticità preoccupanti. A lanciare l’allarme è il segretario generale della Cgil di Potenza, Vincenzo Esposito, che parla di «troppi progetti che procedono a rilento, con ritardi significativi nell’esecuzione dei lavori o ancora fermi alla fase di progettazione».Secondo Esposito, i ritardi sono concentrati soprattutto nel Mezzogiorno e, sebbene la Basilicata non rientri tra le situazioni più critiche, resta comunque al di sotto della media nazionale. «Anche in Basilicata –sottolinea – le poche opere completate e collaudate e il basso li-
vello delle spese effettuate rispetto ai finanziamenti rendono concreto il rischio di non conseguire gli obiettivi strategici entro le scadenze previste».I dati regionali confermano le difficoltà. In Basilicata risultano completati solo tre progetti su sessantadue relativi ad asili nido e scuole dell’infanzia, pari a circa il quattro per cento del totale, a fronte di una dotazione finanziaria iniziale di oltre sessantuno milioni di euro, di cui più di cinquantasette milioni provenienti dal Pnrr. Le risorse effettivamente spese ammontano a poco più di venticinque milioni di euro, meno della metà del totale disponibile.«In questo scenario – aggiunge Esposito – diventa sempre più difficile credere che si riesca a termina-

re tutti i lavori e collaudare le strutture entro giugno 2026. Senza un energico scatto finale, le rassicurazioni del Governo ri-
schiano di restare prive di fondamento». Per la Cgil il mancato raggiungimento degli obiettivi rappresenterebbe «un fallimento inaccettabile», perché il Pnrr costituisce un’occasione irripetibile per garantire ai bambini e alle bambine il diritto a un percorso educativo di qualità sin dalla prima infanzia.Il segretario richiama infine lo squilibrio nell’attuazione degli investimenti a sfavore dei comuni più piccoli, già segnalato dall’Ufficio parlamentare di bilancio. «La dimensione demografica ha condizionato l’accesso ai bandi – conclude Esposito – favorendo i comuni più grandi e con maggiore capacità progettuale. È l’ennesima conferma di un’Italia a più velocità, che penalizza territori fragili come la Basilicata».



















Il segretario della Provincia di Potenza del partito: «Dopo decenni di attesa, i cittadini possono cambiare il sistema giudiziario»

«S
i tratta di un' opportunità storica, quella offerta dal Referendum del 22 e 23 Marzo, ovvero la possibilità di poter approvare definitivamente la riforma costituzionale sulla giustizia» afferma Vincenzo Claps segretario provinciale di FdI.
«Attesa ed inseguita da decenni in tante stagioni politiche passate, sempre arenata da percorsi legislativi complessi e dai limiti evidenti delle passate classi politiche. - continua il segretario della Provincia di Potenza di FdI- Adesso la palla passa ai cittadini, che potranno concludere definitivamente la Riforma delle Riforme».
«La separazione delle carriere dei pubblici ministeri e dei giudici ed il sorteggio per la designazione dei componenti di due distinti Consigli Superiori della Magistratura rappresentano due capisaldi per garantire l’equilibrio e l’imparzialità di uno dei poteri dello Stato. - prosegue Claps - Sarà nostro compito scendere in campo sul territorio per spiegare al meglio che questa è una riforma che interessa tutti i cittadini».
«Il mio auspicio è che l'occasione offerta dal Referendum sia colta da tutte le forze politiche, anche da quelle che apparentemente si professano contrarie solo ed esclusivamente per partito preso.conclude Vincenzo Claps - Saremo sul territorio, a fianco dei comitati per il Si, per spiegare le ragioni di questa riforma che rafforza ancora di più la democrazia e l'equilibrio tra i poteri della Stato».
Il presidente dell’Associazione Forense pone l’accento sul futuro dei presidi di Melfi e Venosa
«Preoccupati per la paralisi degli uffici»
L’
Associazione
Forense Roberto Maranta esprime la più profonda e forte preoccupazione per il futuro dei presidi giudiziari nel territorio del Vulture-Melfese, con particolare riferimento agli Uffici del Giudice di Pace di Melfi e Venosa.
Ad affermarlo in una nota il presidente dell’associazione, l’avvocato Donato Bellasalma.
«L’attuale situazione dell'Ufficio del Giudice di Pace di Melfi, inattivo da alcuni giorni a causa di disfunzioni amministrative, rappresenta un fatto di inaudita gravità. - conti- nua - È gravissimo e inaccettabile che una disfunzione amministrativa possa determinare la totale interruzione di un servizio pubblico essenziale quale l'amministrazione della giustizia. Non è tollerabile che problematiche organizzative interne si traducano in una vera e propria paralisi dell'attività, an-


dando a ledere in modo diretto il diritto di accesso alla giustizia sancito dalla Costituzione e arrecando un danno incalcolabile ai diritti dei cittadini e all'attività professionale dell'intera classe forense». Il presidente Bellasalma continua: «Questo episodio critico non può essere
considerato un caso isolato, ma è il sintomo di una fragilità sistemica che minaccia la permanenza stessa della giustizia di prossimitàm in un'area già duramente colpita, oltre un decennio fa, dalla soppressione di un presidio altrettanto importante come il Tribunale di Melfi. La
IN
22
referendum sulla riforma della giustizia: c’è l’ufficialità
ufficialmente indetto il referendum popolare confermativo sulla legge costituzionale recante “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” con decreto del Presidente della Repubblica, del 13 gennaio e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 14 gennaio.

La consultazione referendaria si svolgerà domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026. Gli elettori saranno chiamati a decidere se approvare o respingere la legge costituzionale già approvata dal Parlamento.
Il quesito referendario che sarà sottoposto agli elettori è: «Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?».
Le operazioni di voto si svolgeranno: domenica, dalle ore 7.00 alle 23.00; e lunedì, dalle ore 7.00 alle 15.00.
Lo scrutinio inizierà immediatamente dopo la chiusura delle urne e l’accertamento del numero dei votanti.
piena funzionalità degli Uffici del Giudice di Pace di Melfi e Venosa non è negoziabile, rappresentando essi un baluardo di legalità e un servizio di fondamentale importanza per la collettività». «Pertanto, si rivolge un formale e pressante invito al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Potenza, alla Regione Basilicata e a tutte le amministrazioni comunali del Vulture-Melfese affinché mettano in campo, con la massima urgenza, ogni iniziativa utile ed opportuna non solo per ristabilire nell'immediato la piena operatività dell'ufficio melfitano, ma soprattutto per garantire la stabilità e il mantenimento a lungo termine di entrambi i presidi giudiziari di Melfi e Venosa. - incalza Bellasalma - È necessario un
impegno concreto e sinergico per superare le criticità attuali e scongiurare il rischio di un progressivo smantellamento».
«Al contempo, si invita l'intera classe forense del Vulture-Melfese alla mobilitazione. È fondamentale unire le forze e far sentire una voce compatta e decisa. Si esortano tutti i Colleghi a promuovere e partecipare ad ogni opportuna iniziativa a difesa dei nostri presidi giudiziari, a testimonianza del nostro incrollabile impegno per la tutela della giurisdizione e dei diritti dei cittadini che siamo chiamati a rappresentare. La difesa della giustizia sul territorio è una battaglia di civiltà che dobbiamo combattere uniti» conclude il presidente dell’Associazione Forense Roberto Maranta, l’avvocato Donato Bellasalma.
Bonito: «Un’altra donna buttata via come un rifiuto. È l’idea marcia che essa sia una cosa da possedere e distruggere»
DI E M AN U EL A CA L A BRE SE
Federica Torzullo era originaria di Gallicchio, in provincia si Potenza e qui sarebbe voluta tornare col figlio, dopo la separazione dal marito. Un viaggio da Anguillara Sabazia, in provincia di Roma, che però non si è mai compiuto, perché Federica a soli 41 anni è stata uccisa per mano dell’uomo, Claudio Carlomagno. Una morte atroce, finita se possibile, in modo ancor più agghiacciante, con l’occultamento del cadavere.
IL DOLORE E IL CORDOGLIO
DA GALLICCHIO E SANT’ARCANGELO
E da Gallicchio dove l’aspettavano, è giunto il messaggio di cordoglio del Sindaco Francesco Guglielmo Pandolfo, che «si unisce con sincera vicinanza al dolore del Dottor Raffaele Torzullo e dell’intera famiglia per la prematura e tragica scomparsa della nipote Federica, giovane madre la cui vita è stata spezzata da un atto di violenza tanto assurdo quanto inaccettabile -scrive il Sindaco- Un femminicidio che troppo spesso appare lontano dalle nostre comunità, ma che oggi sentiamo drammaticamente vicino anche alla nostra, poiché Federica era solita recarsi a Gallicchio per far visita ai suoi zii e ai suoi cugini. Una perdita che lascia un vuoto incolmabile e un dolore profondo che colpisce l’intera collettività. Ci stringiamo al dolore dei genitori, dei familiari e di tutte le persone che le hanno voluto bene, condividendo il loro immenso lutto».
L’ennesima donna uccisa. L’ennesima madre strappata tragicamente al figlio. L’ennesima figlia, nipote, zia, la cui vita è stata tragicamente spenta da un uomo.
La crudele morte di Federica si lega anche ad un altro paese lucano, Sant’Arcangelo. «Ci sono notizie di cronaca che sembrano appartenere a un altrove lontano, quasi astratto, e invece ci accorgiamo che quei fatti intrecciano volti, storie e comunità che ci sono care - asserisce il Sindaco Salvatore La

Grotta- Il femminicidio di Federica ci colpisce proprio per questo, dietro un nome c’è una giovane vita spezzata e una famiglia travolta da un dolore ingiusto e incomprensibile, ma ci sono anche storie di comunità intrise di ricordi e affetti. Era difatti la nipote del Dottor Torzullo, che da anni esercita con professionalità, dedizione e umanità nella nostra comunità, motivo per cui la ferita che oggi si apre non è solo privata, ma riguarda tutti noi. A nome mio personale e dell’intera comunità, desidero esprimergli la più sincera e profonda vicinanza, come a tutta la sua famiglia. Siamo partecipi del dolore stringendoci idealmente a loro in questo momento di sofferenza indicibile. Che il ricordo di Federica – con-
clude La Grotta- sia per tutti noi un richiamo alla responsabilità, alla cura delle relazioni e all’impegno quotidiano contro ogni forma di violenza, affinché tragedie come questa non siano mai più considerate “lontane”, ma riconosciute come una ferita che riguarda l’intera società».
Parole che si intrecciano a quelle del Primo cittadino di Anguillara: «In questo momento di grande sofferenza, ci stringiamo con rispetto e vicinanza ai familiari di Federica e a tutti coloro che stanno vivendo ore di angoscia e incertezza, assicurando la piena disponibilità delle istituzioni a sostenere chi è colpito da questa tragedia. Anguillara si unisce nel cordoglio e nel silenzio, ribadendo i valori di uma-
nità, giustizia e sicurezza che devono sempre guidare la nostra comunità».
LE DURE PAROLE DI SIMONA BONITO
Si levano poi ferme e tonanti le parole della Consigliera di Parità della Provincia Potenza Simona Bonito: «Un’altra donna buttata via come un rifiuto e un colpevole con già mille giustificazioni pron- te. È l’idea marcia che una donna sia una cosa da possedere e distruggere. Finché chiameremo il femminicidio “tragedia” e non crimine di sistema, il sangue continuerà a scorrere. E il silenzio, ancora una volta, sarà complice».
IL BATTESIMO IN BASILICATA
La tensione ad Anguillara Sabazia, dove viveva la donna, era già salita nei giorni scorsi, quando i familiari si erano allarmati per la sua sparizione. Il 9 gennaio infatti Federica sarebbe dovuta venire in Basilicata per un battesimo in famiglia, ma era scomparsa. Una trama drammatica sembrava paventarsi sin da subito. La sera prima la coppia e il figlio di 10 anni avevano cenato, poi lei l’aveva salutato e il padre l’aveva portato dai nonni, perché Federica sarebbe dovuta appunto partire per il paese lucano. Avrà detto “ciao” al figlio, “ci vediamo presto”, sicuramente “un bacio”, senza sapere che sarebbe stato un addio.
LA SVOLTA NELLE INDAGINI
Il racconto dell’uomo però non ha convinto fin dall’inizio gli investigatori. Le dichiarazioni sui suoi spostamenti e sui rapporti con la moglie sono state giudicate “contraddittorie e illogiche”. A far pensare subito al peggio sarebbero state anche le immagini della telecamera di videosorveglianza che avrebbe ripreso Federica entrare nella villetta di Anguillara senza mai uscirne, oltre alle tracce ematiche rinvenute all’interno dell’abitazione dagli esperti del Ris e dal Nucleo Investigativo di Ostia. Il cellulare della donna inoltre non avrebbe registrato alcun movimento fuori casa e la sua auto era ancora parcheggiata nei pressi dell’abitazione. L’unico a uscire la mattina del 9 gennaio sarebbe stato il marito. L’attenzione degli investigatori si è quindi concentrata sulla sua Azienda di movimento terra.
E proprio qui è stato ritrovato il corpo. Abominio nella tragedia. Federica era sepolta alle spalle dell'azienda dell’uomo, sui cui vestiti erano state già rinvenute tracce di sangue, così come nella sua auto, in casa, in una cava e su un mezzo meccanico. L'uomo, dopo diverse ore di interrogatorio nella caserma dei Carabinieri è stato formalmente posto in stato di fermo con l'accusa di omicidio, aggravato dalla relazione affettiva, contestato anche il reato di occultamento di cadavere.

Mentre piange per la demolizione dell'abuso presenta un ennesima richiesta di sanatoria: che pantomima
Lacrime e comizi per fare pressione sull'ufficio. La doppia morale di Santarsiero&co.
LAGONEGRO Dopo la manifestazione di solidarietà del csx, dura condanna: «Spettacolo
«Due pesi e due misure, l’abuso è reato solo se non sei sindaco»
LAGONEGRO. «Quello a cui abbiamo assistito nel viale principale della nostra città è stato uno spettacolo indecente, patetico e al limite del grottesco. In perfetta sintonia con il centrosinistra nazionale – quello che difende terroristi, dittatori e regimi autoritari in nome di un presunto “antifascismo” selettivo – il centrosinistra lucano si schiera oggi con chi ha commesso abusi edilizi, ha mentito ai cittadini e ha cercato di usare l’amministrazione pubblica per tutelare interessi personali e familiari» affermano i segretari locali dei partiti di centrodestra.
«Il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle e Alleanza VerdiSinistra si presentano a pontificare sulla legalità, solidarizzando con un sindaco che – secondo le carte ufficiali del suo stesso
Comune – ha costruito ampliamenti non autorizzati in zona agricola, ha tentato una sanatoria respinta, ha lasciato scadere i ter-

sione psicologica nei confronti dei tecnici del Comune.
cano? Dov’erano M5S e AVS?




video strappalacrime, definendola “scelta sofferta” ma restando saldamente in sella al suo posto» incalzano le greterie locali di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Udc.
gate con sacrificio dai cittadini perbene – mentre lui le ha evase sistematicamentele. Altro che eroe: un sindaco che ha coperto Lagonegro di ridicolo! E i suoi supporters? Ridicoli anche loro,
L’edizione di Cronache di ieri e sotto un momento della manifestazione
Ci sono bugie con le gambe corte, bugie con il naso lungo e bugie con la ruspa inesistente. Si vabbe’ lo sappiamo che questa categoria non è molto diffusa. Ha, però, un forte radicamento a Lagonegro, non in tutta la città ma specificatamente nel Municipio.
A Lagonegro le bugie con la ruspa ferma indossano la fascia tricolore, fanno video e comizi.
LA CASA ANCORA IN PIEDI
Ve lo ricordate il video in stile Ferragni del Sindaco Falabella? Quel cappellino che si toglie, gli abiti bigi, il gioco di ombre proiettare sulla parete bianca?
Ve le ricordate le lacrimevoli parole del Sindaco: “sto demolendo la casa di mia madre”?
Erano tutte cazzate. Si lo sappiamo che non si dovrebbe usare un linguaggio simile in un editoriale e ci scusiamo con il lettore che dovesse sentirsi offeso.
Non troviamo, però, termini migliori né sostituti efficaci.
La casa è ancora in piedi. Dopo essere stata usata come set cinematografico è stata lasciata là.
La lottizzazione abusiva del Sindaco Falabella non accenna a cadere.
L’ULTIMO TENTATI-
VO
Ve le ricordate le parole accorate degli interpreti della morale a doppia faccia che appellavano quella del Sindaco come deci-
sione di legalità?
Ve le ricordate le parole di Santarsiero che lodava Falebella e accusava di mafiosita’ chi aveva fatto una battaglia di legalità chiedendo la demolizione di una casa abusiva?
Non sappiamo se gli interpreti della nuova versione della doppia morale fossero a conoscenza che, mentre preparava il suo video strappalacrime e il suo comizio trascinava applausi, il Sindaco Falabella ha provato a fare un ennesimo ed ulteriore tentativo di sanatoria della sua lottizzazione abusiva.
Con protocollo del 12 Gennaio al Comune di Lagonegro è arrivata, infatti, un’ennesima richiesta di
Quando altri cittadini demolivano? Quei cittadini non meritavano solidarietà perché non ricoprivano il ruolo di sindaco? Perché le loro case non erano state ereditate da genitori deceduti? O semplicemente perché non facevano comodo politicamente?» «Il messaggio che passa è chiaro e devastante: due pesi e due misure. Abusivismo edilizio per tutti tranne quando tocca a un sindaco del centrosinistra, che diventa improvvisamente “vittima” e “esempio di legalità”. Una vergogna inaudita per la nostra comunità! Salvatore Falabella ha trascinato Lagonegro nel fango insieme ai suoi alleati politici. La città merita rispetto, coerenza e amministratori che applichino le regole a se stessi prima che agli altri» aggiungono le segreterie locali dei partiti di centrodestra «Dimissioni immediate del sindaco Falabella! - concludonoPer ridare dignità e credibilità a
revisione del procedimento. Un ennesimo tentativo di modificare la realtà e salvare l’abuso.
Chi chiediamo perché il Sindaco abbia fatto questa recitazione teatrale e abbia convocato i suoi amici per ottenere solidarietà se aveva già deciso di non abbattere e di chiedere un’ulteriore revisione?
Le risposte possono essere le più svariate. Immaginando che il comportamento degli uomini sia razionale ci arriva però soltanto una possibile soluzione.
Falabella ha fatto il video per commuovere e ha convocato i suoi amici per avere solidarietà al solo fine di esercitare una pres-
L'ufficio tecnico del Comune ha avuto già una forte determinazione ed un grande senso dello Stato nell’emettere l’ordinanza di demolizione e farla rispettare.
Oggi a questo senso dello Stato e delle istituzioni dovrà aggiungere anche la determinazione e la volontà di sfidare la stampa di sinistra, l’ex Sindaco di Potenza ed ex Presidente della Provincia di Potenza e del Consiglio Regionale Santarsiero, le ire funeste di Basilicata24. Una pressione psicologica che il Sindaco attore ha costruito con sapienza e tecnica.
Neanche l’Antonio di Shakespeare sul cadavere di Cesare ha avuto una così forte capacità di persuasione.
LA MAFIA A SPROPOSITO
Da domani l’ufficio tecnico, davanti alla richiesta di revisione di Falabella non dovrà soltanto far rispettare la Legge, non dovrà soltanto assumere su di sé l’onere di demolire la casa dei ricordi che il Sindaco trent’enne ha ereditato dalla defunta madre. Da domani l’ufficio tecnico del Comune di Lagonegro, nel far rispettare la Legge, dovrà difendersi anche dall’accusa di complicità in mafiosità. Coinvolto nella tenzone verbale e affascinato dalla possibilità di tornare a dire qualcosa, infatti, l’au-
torevole pulpito di Santarsiero ha lasciato intendere che il rispetto della Legge, qualora applicato ad un Sindaco di Sinistra, si trasformi immediatamente in una sorta di metodo mafioso.
Uno strano mondo alla rovescia nel quale l’abuso edilizio del Sindaco di sinistra è presidio di legalità mentre chi demolisce l’abuso è mafioso.
Siamo al paradosso della totale mancanza di logica. O, forse, più banalmente siamo al tempo in cui la doppia morale diventa un cardine dell’agire della sinistra moralista.
Avremmo un elenco lunghissimo di persone costrette alle dimissioni per indagini e denunce poi rivelatesi infondate, avremmo un elenco lunghissimo di persone linciate dalla sinistra per accuse che alla prova del dibattimento si sono rivolte false.
Non vogliamo, per adesso, farle. Non vogliamo far riemergere ferite dolorose.
Quello che ci preme evidenziare è che una falsa accusa ad un amministratore di centrodestra giustifica per i moralisti a tanto al chilo la richiesta di dimissioni. Un abuso edilizio accertato qualora commesso da un sindaco di Sinistra diventa un presidio di legalità e chi lo combatte diventa un oscuro manovratore, quasi un mafioso.
Siamo alla follia. Siamo nel mondo al contrario.

Un
DI F RA N CE S C O ME N ON N A
POTENZA. Un contributo di 350 annuali per una platea di 28000 pensionati in Regione. Questa la proposta avanzata dalla Uil di Basilicata, presentata ieri mattina nella sala Gregorio Inguscio della Regione Basilicata. Presenti il Segretario Regionale della Uil, Vincenzo Tortorelli, il Segretario Regionale della Uil Pensionati, Carmine Vaccaro e i responsabili del patronato, Giuseppe Pietrantonio e Rocco Langone. La proposta presentata ieri ha una valenza interpretativa di ampio spessore, considerate le difficoltà dei pensionati che percepiscono una pensione mensile pari a 600 euro e che con quella pensione devono fare i conti con le spese sanitarie, la spesa quotidiana e il pagamento delle bollette per sopravvivere. Come ricavare l'introito? Mediante l’utilizzo delle Royalties del petrolio della Val d'Agri o mediante il Fondo di Coesione della Regione, derivante dal PNRR. La proposta presentata ieri mattina dinanzi al Consigliere Regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Antonio Bochicchio e al Gruppo Consiliare di Basilicata Casa Comune verrà presentata a stretto giro davanti al Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi. Una proposta che punta a dare ai pensionati, dignità e nuova linfa in coerenza

con i principi costituzionali di uguaglianza sostanziale. Uno strumento di giustizia sociale, insomma, capace di alleviare i costi quotidiani dei pensionati. Possono usufruire del beneficio i pensionati titolari di una qualsiasi forma di pensione inferiore o pari a 15000 euro per il triennio 20262028 inserita in un nuovo capitolo di spesa d'assistenza economica. Tutto questo grazie al primo ma importante caso di genere, messo in campo dalla Regione Friuli Venezia Giulia che ha già avviato tali politiche di welfare per i pensionati.
La Basilicata ha una popolazione sempre più vecchia e dunque non in grado di sostenere le spese mediche, di bollette e alimentari e dunque incapa-
ci di dare vita a nuove forme di ricchezza “interna”. Tale contributo legato al dialogo con la Regione Basilicata può costituire un volano indispensabile per i rappresentanti della terza età che in Basilicata crescono a dismisura. Tutto questo per dare a quella fascia di popolazione esposta ad erosivi e rapidi cambiamenti che acuiscono le disparità sociali una forma di sostegno essenziale e di grande impatto economico.
Carmine Vaccaro, Segretario Regionale UIL Pensionati ha parlato del sostegno: «Più che guardare al futuro è un passo in avanti per mettere le persone che vivono con 600 euro e sono 27700 le persone che vivono in Basilicata, nella proiezione in cui questa regione invec-

chia sempre di più ci dobbiamo mettere in condizione che le persone possono vivere meglio. Cominciare a riconoscere un bonus annuale attraverso una convenzione con l’Inps in modo che i soldi arrivano direttamente sulla pensione, mettiamo nella condizione di fare un piccolo passo in avanti e io credo che facciamo bene a strutturare una legge di buon senso, una proposta di legge di buon senso che guarda nella direzione che i pensionati, le persone che non riescono ad arrivare alla fine del mese, sfido chiunque con 600 euro al mese a pensare cosa si può fare, o i decide di pagare le bollette, o si decide di curarsi o si decide di mangiare. Noi queste cose le vogliamo migliorare e le miglioriamo nella direzione in cui ci sono ancora, esistono ancora politici che in questa regione si vogliono misurare come dire con il buon senso, essere soggetti dignitosi che sanno guardare alle persone che vivono male».
Vincenzo Tortorelli, Segretario Regionale della Uil ha parlato della proposta avanzata dal sindacato: «È una proposta per dare dignità ai pensionati e alle pensionate lucane. Noi oggi lo abbiamo detto in questa conferenza stampa in un contesto regionale segnato da una profonda crisi economica, l'invecchiamento della popolazione, le difficoltà dei
pensionati ogni giorno sono segnate dall'aumento del costo della vita, alle difficoltà. Abbiamo fatto un indagine con il nostro ufficio che guarda a 27000 pensionati studi che vivono al minimo con una pensione al minimo. Noi lo abbiamo costruito, da mesi stiamo lavorando su questa proposta, oggi la renderemo pubblica e la consegneremo alla Giunta Regionale, ai consiglieri regionali e al Presidente della Regione Basilicata che guarda a una legge strutturale non a un bonus di 350 euro ai pensionati al minimo. È una legge di giustizia sociale come abbiamo detto che guarda ai bisogni dei lucani, che guarda e anticipa alcune scelte, alle priorità perché noi consideriamo le scelte politiche di un governo regionale attraverso quelle che possono essere le priorità e per noi oggi le priorità sono chi oggi sta in grande sofferenza. E nel progetto della Uil On the way che stiamo facendo nei comuni abbiamo toccato con mano tocchiamo con mano nelle varie comunità, nei vari comuni noi parliamo con i sindaci dell'importanza e dell'attenzione verso le persone anziane che voglio ricordare hanno dato tanto alla nostra regione, hanno contribuito alla storia economica e sociale della nostra regione e che oggi meritano una risposta. Una risposta che guarda anche in maniera innovativa».

LA RIFLESSIONE In Basilicata una povertà silenziosa riduce le possibilità dei più giovani senza fare rumore
DI D INO Q UARATINO
C’
è un tipo di povertà che non disturba. Non occupa marciapiedi, non crea emergenze improvvise, non costringe nessuno a voltarsi di scatto. È una povertà educata, composta, quasi gentile. Si insinua senza fare rumore e, proprio per questo, diventa strutturale. È la povertà educativa: quella che non toglie il pane, ma riduce il futuro; che non spezza le ossa, ma accorcia l’orizzonte.

Non umilia, non schiaccia, non ferisce apertamente. Riduce. Limita. Addestra all’adattamento.
È una pedagogia silenziosa che insegna a stare al proprio posto senza mai dirlo esplicitamente. Non produce rabbia, produce equilibrio. Un equilibrio fragile ma stabile, in cui tutto sembra funzionare e nulla cresce davvero. È qui che diventa pericolosa, perché non genera allarme. E ciò che non allarma, non cambia.
In Basilicata questa povertà è ovunque e da nessuna parte. Non si presenta come tragedia, ma come normalità. Vive nelle case ordinate dove si fa attenzione a tutto, tranne che ai sogni. Nei discorsi prudenti, nei consigli ragionevoli, nelle frasi dette “per il tuo bene” che, sommate negli anni, insegnano una sola cosa: non spingerti troppo oltre.
LA NORMALITÀ
CHE RESTRINGE
La povertà educativa non ha bisogno di colpire duro. Le basta agire piano.
POTENZA, CITTÀ VERTICALE
A Potenza, città verticale per definizione, si sale e si scende continuamente. Non solo per le strade, ma nella percezione di ciò che è possibile. Ci sono quartieri collegati da scale mobili che funzionano e altri collegati solo dalla resistenza quotidiana delle famiglie. Qui la distanza non è geografica: è esperienziale.Crescere in questa città significa imparare presto che tutto richiede uno sforzo in più. Ma significa anche capire che
non tutti partono dallo stesso punto. Alcuni salgono accompagnati, altri spingendo da soli.
RAGAZZI ADATTATI
La povertà educativa non produce ragazzi “difficili”. Produce ragazzi adattati. Bambini che non smettono di studiare, ma smettono di desiderare. Adolescenti che non si ribellano perché hanno già capito come funziona. Non fanno rumore, non disturbano, non falliscono platealmente. Semplicemente, si restringono. All’inizio non si nota. Poi, un giorno, ti accorgi che qualcosa non cresce più come dovrebbe.Il contesto che educa più delle parole. In una regione piccola, apparentemente tranquilla, dove “tutti si conoscono”, il contesto pesa più delle parole. Nessuno dice apertamente a un ragazzo che non può arrivare lontano. È il contesto stesso a suggerirglielo. Poche occasioni strutturate, pochi stimoli continui, poca esposizione al diverso. Qui il talento esiste, ma resta fermo. Non perché manchi la capacità, ma perché manca la spinta.
EDUCARE ALLA PRUDENZA
L’educazione implicita è spesso questa: proteggiti. Non esporsi troppo è una virtù. Non illudersi è una forma di intelligenza. Studiare sì, ma senza esagerare con le aspettative. È una pedagogia della prudenza che nasce dall’esperienza degli adulti, dalle loro fatiche, dalle loro delusioni. Non è cattiveria. È sopravvivenza. Ma quando la prudenza diventa sistema educativo, il prezzo lo paganoi più giovani.
SCUOLE EROICHE, TERRITORIO FRAGILE
Le scuole lucane fanno spesso molto più di quanto dovrebbero. Insegnanti che suppliscono, che tengono acceso qualcosa anche quando fuori tutto tende a spegnersi. Ma la scuola, da sola, non può compensare un territorio che offre poche occasioni di continuità. Un progetto ogni tanto non basta. Una gita non basta. La crescita ha bisogno di tempo. E il tempo, qui, è spesso solo resistenza.
Micro-apertura ottimista: “Eppure, proprio in questo contesto, esistono esperienze che dimostrano che il limite non è una

condanna, ma una soglia.” Piccole comunità, grandi confini. Nei piccoli comuni il fenomeno è ancora più sottile. La comunità protegge, ma delimita. Tutti sanno chi sei, da dove vieni, cosa puoi permetterti. La mobilità sociale non è bloccata per legge, ma per inerzia culturale. Chi emerge spesso deve andarsene. Chi resta impara ad adattarsi.
IL NODO ETICO
Il punto, allora, non è cosa manca ai ragazzi, ma cosa manca al contesto che li cresce. Perché ogni vita nasce con un potenziale enorme, ma quel potenziale fiorisce solo se incontra le condizioni giuste. Non servono miracoli. Servono contesti. Qui la questione non è economica. È etica. È una responsabilità condivisa che riguarda chi amministra, chi educa, chi progetta e anche chi accetta che “tanto è sempre stato così”. Una comunità che si pensa più piccola. La povertà educativa lucana non nega il futuro apertamente. Lo ridimensiona. Lo rende compatibile con ciò che già esiste. E quando una comunità accetta questa versione ridotta di sé, non perde solo i suoi ragazzi migliori. Perde la capacità di immaginarsi diversa. Il futuro non è un lusso. La povertà educativa non fa rumore. Non chiede aiuto. Non crea emergenze improvvise. Fa qualcosa di più grave: abitua una comunità a pensarsi più piccola di quello che è. Quando un bambino smette di immaginare, non perde solo lui. Perde il territorio. Perde la città. Perde il futuro che avrebbe potuto nascere da quella possibilità non coltivata. Il futuro non si costruisce solo con bandi, eventi e parole giuste. Si costruisce creando condizioni in cui ogni vita possa esprimere ciò che contiene. Non per generosità. Per giustizia. “Ed è proprio perché non manca nulla di essenziale che questa terra può ancora scegliere di non accontentarsi.” E una comunità che non ha il coraggio di farlo, prima o poi, scopre di essere povera anche quando non le manca nulla.


Dopo anni di proteste e mobilitazioni nasce lo strumento per contrastare speculazioni e crollo delle quotazioni
«Un risultato atteso da molti anni, frutto di una straordinaria mobilitazione in tutta Italia che ha visto protagonisti anche migliaia di agricoltori della Basilicata, scesi in piazza per tutelare il loro reddito e la salute dei cittadini consumatori». Con queste parole la Coldiretti della Basilicata commenta l’istituzione della Commissione Unica Nazionale (Cun) del grano duro, voluta dal ministro dell’Agricoltura per rendere più trasparente il mercato cerealicolo e contrastare le distorsioni provocate dalle speculazioni.La nascita della Cun rientra in una piattaforma di proposte condivise per arginare il crollo dei prezzi del grano, insieme alla pubblicazione dei costi
medi di produzione Ismea, distinti tra Sud e CentroNord. La Commissione avrà il compito di individuare un prezzo indicativo del grano duro di produzione nazionale e di monitorarne le tendenze di mercato, offrendo un riferimento chiaro e attendibile agli operatori del settore.Secondo Coldiretti, si tratta di uno strumento decisivo per contrastare il fenomeno del crollo periodico delle quotazioni riconosciute agli agricoltori, spesso alimentato dall’arrivo di prodotto dall’estero e dalle dinamiche delle borse merci. Una situazione che mette a rischio la sopravvivenza di quasi 140 mila aziende agricole, molte delle quali operano in aree interne prive di alternative produttive e quindi partico-
larmente esposte al rischio di abbandono e desertificazione, soprattutto nel Mezzogiorno.In Italia la superficie coltivata a grano duro si estende su circa 1,2 milioni di ettari. I dati Ismea evidenziano che «produrre un quintale di grano duro per la pasta costa in media 31,8 euro al Sud e 30,3 euro al Centro-Nord». Numeri che, secondo l’organizzazione agricola, mettono in luce l’impatto delle manovre speculative: negli ultimi quattro anni, le quotazioni riconosciute agli agricoltori sono diminuite tra il 35 e il 40 per cento. «In questo modo – sottolinea la Coldiretti della Basilicata – i ricavi non coprono più le spese, mettendo a rischio le semine future e la tenuta economica delle aziende».Ora l’obietti-

vo è rafforzare il ruolo della Cun, difendendola da eventuali tentativi di svuotarne l’efficacia, e puntare con decisione sui contratti di filiera, considerati lo strumento più efficace per garantire redditività e prospettive di lungo periodo agli agricoltori. Contratti che permettono di tutelare il lavoro nei campi dalle speculazioni, assicurando un giusto prezzo e favorendo al tem-
po stesso investimenti in innovazione ambientale, tecnologica e nella gestione dei dati.Proprio sulla scia della mobilitazione promossa da Coldiretti, il Governo ha assunto l’impegno a destinare 40 milioni di euro a sostegno di questo percorso, con l’obiettivo di rafforzare la filiera del grano duro e restituire stabilità a uno dei comparti chiave dell’agricoltura italiana.
Cia Potenza e Matera analizza l’intesa tra Unione europea e Paesi sudamericani: carne, grano e miele i settori più esposti
Ci sono comparti agricoli e zootecnici della Basilicata ad alta esposizione rispetto agli effetti dell’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur. A lanciare l’allarme è la Cia-Agricoltori Potenza e Matera, che in un’analisi dettagliata evidenzia le criticità per alcune produzioni chiave del territorio regionale.Il primo fronte sensibile riguarda la carne bovina. I Paesi del Mercosur, in particolare Brasile e Argentina, risultano estremamente competitivi grazie a costi di produzione nettamente inferiori rispetto agli standard europei. Anche in presenza di quote di importazione limitate, la maggiore offerta rischia di esercitare una pressione al ribasso sui prezzi, colpendo soprattutto i piccoli allevamenti lucani e le aziende localizzate nelle aree interne e marginali. Il rischio principale, secondo Cia, è una riduzione dei prezzi all’origine e della redditività.Preoccupazioni emergono anche per il comparto cerealicolo. I Paesi sudamericani sono grandi esportatori di cereali a basso costo e la Basilicata è una delle regioni italiane più vocate alla produzione di grano duro. Sebbene il mercato europeo non sia completamente liberalizzato, i prezzi internazionali restano un riferimento determinante: basta un aumento dell’offerta globale per deprimere il
mercato. A soffrirne maggiormente potrebbero essere le aziende non orientate alla qualità certificata.Altro settore fragile è quello dell’apicoltura. Il miele sudamericano entra già oggi nell’Unione europea a prezzi molto bassi e l’accordo potrebbe intensificare la concorrenza, con il rischio di creare confusione per i consumatori in assenza di un’etichettatura chiara. Una dinamica che rischia di penalizzare ulteriormente la piccola apicoltura lucana, già strutturalmente debole.Secondo la Cia, l’accordo Ue-Mercosur tende a penalizzare l’agricoltura di tipo “commodity”, basata su grandi volumi e bassi prezzi, mentre risulta più favorevole alle produzioni identitarie e di qualità. Il vero punto critico resta la tenuta delle piccole aziende non differenziate, mentre chi investe in certificazioni, trasformazione locale e valore aggiunto appare più tutelato.Sul piano nazionale, il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, ribadisce una posizione di cautela: «La qualità del nostro Made in Italy agroalimentare non si baratta. Per questo, sebbene soddisfatti per la soglia di salvaguardia scesa al 5% come da noi richiesto, continuiamo a legare il nostro sì all’accordo Ue-Mercosur solo a parità di regole e condizioni, e a controlli serratissimi, davvero all’al-
tezza degli standard produttivi e sanitari europei».Fini avverte che il tema della reciprocità resta ancora incerto: «Tutta la partita sulla reciprocità è ancora un elenco di promesse e di proposte annunciate, arrivate dall’ultimo Agrifish in risposta alle nostre pressioni». Per la Cia non bastano le intenzioni e l’Italia deve continuare a presidiare l’accordo, mantenendolo separato da dinamiche geopolitiche che potrebbero indebolire l’Europa.Tra le richieste dell’organizzazione agricola figurano un regolamento stringente e dettagliato, l’attivazione automatica della clausola di salvaguardia al superamento della soglia del 5% di variazione prezzo-volume, controlli sulle importazioni ben oltre il 50% dei prodotti e un allineamento rigoroso agli standard produttivi e fitosanitari, fino allo «zero tecnico» dei residui per alcune categorie, come la frutta.«Sull’import di carne e riso non possiamo permetterci di abbassare la guardia – sottolinea Fini –. Non è accettabile che nei nostri mercati entrino prodotti coltivati o allevati con sostanze e metodi vietati in Europa, in quantità tali da danneggiare il mercato interno. Ne va della salute dei cittadini e della sopravvivenza delle nostre aziende».Pur riconoscendo che il Mercosur rappresenti un’opportunità per alcuni settori di punta dell’ex-

port, come vini e formaggi, in particolare Dop e Igp, Cia ricorda che in gioco per l’Europa c’è un valore potenziale vicino ai 5 miliardi di euro, con una crescita del Made in Italy agroalimentare superiore al mezzo miliardo.«Su questo fronte possiamo e dobbiamo alzare ulteriormente l’asticella della protezione e della promozione – conclude Fini –. È strategico intervenire ora sul giusto prezzo da riconoscere ai produttori, investire sulla cultura del cibo buono e sano e dimostrare che gli accordi commerciali funzionano solo se creano efficienza, competitività e vantaggi reciproci». La partita, sottolinea Cia, si gioca ora nel confronto con il Parlamento europeo e i 27 governi nazionali. Ed è su questo terreno che l’organizzazione concentra la propria mobilitazione.
PRESENTAZIONE A POTENZA DELL’INIZIATIVA
POTENZA. Rafforzare la prevenzione e anticipare la diagnosi delle patologie neoplastiche è l’obiettivo del nuovo programma di screening polmonare promosso dalla Regione Basilicata, che sarà presentato ufficialmente giovedì 22 gennaio 2026, alle 10.30, nella Sala Inguscio di Potenza. L’iniziativa è coordinata dall’Irccs Crob di Rionero in Vulture e si avvale di un finanziamento di 490.000 euro annui del Fondo sanitario regionale, destinato all’attuazione di obiettivi di piano prioritari di rilievo na-
zionale.Il programma è rivolto a una platea potenziale di circa 195.572 cittadini lucani nella fascia di età compresa tra cinquanta e settantaquattro anni. L’esame cardine dello screening è la tc del torace a basso dosaggio, considerata uno strumento fondamentale per individuare eventuali lesioni neoplastiche in fase precoce, aumentando così le possibilità di intervento tempestivo ed efficace.Nel corso della conferenza stampa saranno illustrati i dettagli operativi del progetto, le modalità di accesso per i cit-
tadini e il valore strategico della prevenzione, sintetizzato nel claim della campagna di comunicazione «Perché non farlo?».Dopo i saluti istituzionali dell’assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico e del direttore generale per la Salute e le Politiche della Persona Domenico Tripaldi, è prevista la presentazione tecnica e scientifica affidata a Massimo De Fino, direttore generale dell’Irccs Crob, e a Maria Imma Lancellotti, coordinatrice scientifica dello screening polmonare. Concluderà l’incontro l’inter-

vento di Dino Paradiso, attore e testimonial della campagna, che illustrerà l’importanza della sensibilizzazione attraverso il linguaggio della cultura e dello spettacolo.
Latronico: «Così miglioriamo l’assistenza ai pazienti cronici e rafforziamo in modo concreto la sanità del Metapontino»
POLICORO. L’assessore alla Salute, Politiche per la Persona e Pnrr, Cosimo Latronico, ha partecipato ieri mattina alle cerimonie di inaugurazione del nuovo servizio di dialisi presso l’Ospedale Giovanni Paolo II di Policoro e alla riapertura della farmacia dell’Ospedale di Tinchi, due interventi che contribuiscono in modo concreto al rafforzamento dell’offerta sanitaria nel Metapontino.
«Si tratta – ha dichiarato Latronico – di servizi essenziali che incidono direttamente sulla qualità dell’assistenza, in particolare per i pazienti cronici e per le persone più fragili. La riapertura della farmacia di Tinchi e l’attivazione della dialisi a Policoro rispondono a esigenze reali del territorio e migliorano l’organizzazione complessiva delle cure». La farmacia ospedaliera di Tinchi torna operativa dopo un periodo di sospensione, ripristi-
nando un presidio fondamentale per la distribuzione dei farmaci e il supporto ai percorsi terapeutici. In questa prima fase il servizio sarà attivo il lunedì dalle ore 9.00 alle ore 13.00, con la possibilità di un ampliamento progressivo degli orari in base ai bisogni dell’utenza. «Il ripristino della farmacia – ha aggiunto l’assessore – consente di semplificare l’accesso ai farmaci ospedalieri e di ridurre il carico su altre strutture. È il risultato di un lavoro coordinato tra Regione, Azienda Sanitaria di Matera e amministrazioni locali, orientato a garantire continuità e appropriatezza delle cure». Contestualmente, l’avvio del nuovo servizio di dialisi presso l’Ospedale Giovanni Paolo II di Policoro amplia l’offerta di cure specialistiche nel territorio, assicurando elevati standard assistenziali grazie a spazi adeguati, tecnologie idonee e personale sa-

nitario qualificato.
«Rafforzare i presìdi territoriali – ha concluso Latronico – significa rendere il sistema sanitario più equo ed efficiente. È una linea di lavoro che portiamo avan-
ti con determinazione, anche attraverso un utilizzo mirato delle risorse, per consolidare una rete di servizi capace di rispondere in modo stabile ai bisogni di salute dei cittadini».
Il dg Friolo: «Nuove vite che portano speranza e futuro, orgoglio per l’Asm e per il lavoro quotidiano di tutto il personale»
MATERA. Un piccolo boom di gioia per la comunità materana. Tra il 15 e il 16 gennaio, all’ospedale Madonna delle Grazie di Matera, in appena ventiquattro ore sono state registrate otto nascite, un dato nettamente superiore alla media e particolarmente significativo per una regione come la Basilicata, che da anni fa i conti con il fenomeno dello spopolamento.La notizia è stata diffusa dalla pagina informativa dell’Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia, impegnata nella promozione dei servizi e delle attivi-
tà assistenziali dedicate alle donne e ai neonati. Il reparto garantisce un accompagnamento completo alle future mamme, dalla gravidanza al parto, fino alla delicata fase del post-parto, con un’attenzione costante al benessere delle famiglie. Grande soddisfazione è stata espressa dal direttore generale dell’Azienda Sanitaria di Matera, Maurizio Friolo. «Una giornata davvero speciale per la nostra comunità: otto nuove vite che arrivano a portare speranza e futuro», ha dichiarato, sottolineando come il risultato sia

motivo di orgoglio per l’Asm e per tutto il personale sanitario.
«Ogni giorno medici, ostetriche, infermieri e operatori lavorano con dedizione, professionalità e passione, assicurando alle famiglie un supporto costante in uno dei momenti più importanti della vita».Un evento che, oltre al valore simbolico, richiama l’attenzione sull’importanza di investire nella sanità pubblica e nei servizi alla maternità come leva fondamentale per il futuro del territorio. Ai genitori e ai piccoli arrivati in queste ore, l’augurio di un percorso sereno e ricco di nuove opportunità.


Durante l’Assemblea confronto del sindacato con i lavoratori. Verrastro: «Dipendenti in affanno, servono interventi»
La Uil Fpl prosegue il ciclo di assemblee sui luoghi di lavoro, confermando ancora una volta l’importanza del confronto diretto con le lavoratrici e i lavoratori del Comune di Potenza.
«Gli incontri hanno rappresentato un momento fondamentale di ascolto e di condivisione, utile a fare il punto sulle numerose criticità che da tempo gravano sull’Ente. - afferma il segretario Verrastro - Al centro del dibattito sono stati posti i lavoratori comunali, che quotidianamente garantiscono servizi essenziali alla collettività con spirito di sacrificio, abnegazione e grande senso di responsabilità, nonostante una cronica e ormai insostenibile carenza di personale. Una condizione che costringe il personale in servizio a sopperire alle mancanze strutturali dell’organico, con un conseguente aumento dei carichi di lavoro e delle responsabilità».
«Nel corso delle assemblee è stata inoltre illustrata la contrattazione decentrata relativa all’anno 2025, con particolare riferimento alle progressioni economiche e al riconoscimento delle specifiche responsabilità, stru-

menti indispensabili per valorizzare l’impegno, la professionalità e le competenze dei dipendenti dell’Ente. Nel confronto con i lavoratori è stato presentato anche il nuovo modello organizzativo, che rappresenta un primo passo verso una diversa e più funzionale distribuzione dei compiti. L’Amministrazione ha già provveduto a sgravare la Polizia Lo-
cale da alcune incombenze, riconoscendo implicitamente il sovraccarico di funzioni cui gli operatori sono sottoposti da tempo» prosegue Verrastro.
Tuttavia, per la Uil Fpl tali interventi non sono sufficienti: «occorre fare di più, attraverso ulteriori azioni concrete che riducano i carichi di lavoro e migliorino le condizioni operative.Ampio spazio è stato dedicato alla situazione della Polizia Locale, presidio fondamentale di legalità, sicurezza e prossimità sul territorio. Gli operatori continuano a lavorare in una condizione di carenza di personale. La Uil Fpl ribadisce che non è più rinviabile un intervento strutturale sul rafforzamento del personale e sull’organizzazione del lavoro. I lavoratori dell’Ente, e in particolare quelli della Polizia Locale, non possono continuare a sopperire alle carenze con il solo senso del dovere. La Uil Fpl continuerà a stare al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, sostenendo ogni iniziativa utile a tutelare la dignità del lavoro pubblico, la sicurezza degli operatori e la qualità dei servizi offerti alla cittadinanza» conclude Verrastro.
Una settimana di socializzazione tra una partita e l’altra grazie anche al supporto della Bcc Basilicata

POTENZA. Il subbuteo come elemento di condivisione, un percorso nato per dare spazio ai diversamente abili grazie alla collaborazione con la BCC. Si chiama “In punta di dito” il percorso presentato ieri pomeriggio presso la Sala Conferenze della BCC di Potenza. Presenti il direttore generale della BCC, Giorgio Costantino e il Presidente dell’A.S.D. Subbuteo Club Potenza, Flavio Olita, l'Assessore all'Ambiente, Michele Beneventi e il consigliere comunale Mirko Giordano oltre ai responsabili delle associazioni coinvolte nel progetto. Un tavolo verde, una passione smisurata per il subbuteo ed ecco qui la nuova frontiera per aggregare associazioni del terzo settore che fanno del sostegno ai diversamente abili il punto di forza per unire e dare corpo a nuovi per-

corsi legati all'integrazione. Destrezza, abilità manuali, classe e talento saranno gli ingredienti delle partite che si terranno da oggi e fino al 26 gennaio. Rispetto dell'avversario, partecipazione, determinazione, concentrazione e tattiche originali possono favorire il divertimento sano all'insegna di una passione nata da bambino che grazie al tavolo verde del subbuteo insegna lo spirito di inclusione con poche parole e una gestualità autentica.
Le associazioni coinvolte in questo percorso sono Aism, Dopo di Noi, Duchenne Parent Project, Aipd, Ala e Angsa. I veri protagonisti saranno loro, i ragazzi che vivono in condizioni difficili e sono alle prese con distrofia muscolare, sindrome di down, autismo e sclerosi multipla. Un gol, una parata, un passaggio filtran-
te, il senso di emulazione dei campioni del calcio, da Dembelè a Cristiano Ronaldo, da Lautaro Martinez a Gigio Donnarumma, da Yldiz a Lewandosky faranno da sfondo ad una settimana di grande interesse e passione. Ieri è stata la volta di Parent Project, oggi di Dopo di Noi e Aism, domani di Angsa, giovedì di Ala e il 26 dell'AIPD esibirsi nella sede dell'istituto di credito potentino con orari dalle 17 alle 19. Per l’Asd Subbuteo Club presenti anche il Vice Presidente, Raffaele Olita, e i componenti Walter Trivigno, Stefano Imbrogno, Rocco Lofrano e Brian Molinari. Flavio Olita ha parlato di questa significativa iniziativa che lega aggregazione e voglia di divertirsi nonostante le disabilità: «L’inclusione è l’obiettivo della nostra associazione, da qui l’idea di or-
ganizzare queste giornate in cui parteciperanno diverse associazioni che si occupano di disabilità per far provare il gioco. L’iniziativa nasce grazie al sostegno del fondo etico della BCC Basilicata. È una grande occasione di aggregazione per aggiungere più persone e fare in modo che il club cresca e sempre più persone si avvicinino a questo sport».
Ha fatto gli onori di casa il Direttore Generale della BCC Basilicata, Giorgio Costantino che ha parlato dell’iniziativa sottolineandone gli aspetti salienti: «L'obiettivo è favorire l'inclusione e il subbuteo si presta perfettamente a questo perché è un mezzo di aggregazione. Si può giocare a qualsiasi livello, possono giocare persone che sono normodotate e possono giocare per- sone che hanno una disabilità. È un gioco divertente, socievole, fa aggregare e quindi l'obiettivo principale è veramente l'incontro, lo scambio. Tutti gli studi neurologici e neuropsichiatrici dimostrano che lo scambio, l'interazione tra persone favorisce il miglioramento nelle capacità neuronali e neuromotorie. Per cui l'obiettivo è questo. E noi ci siamo per questo, poi per fare una battuta da ex giocatore di subbuteo non potevo non appassionarmi a questo evento ma in realtà noi siamo qui per far stare insieme le persone».
Il sindaco: «Il Comune non ha in essere alcun accordo, convenzione o intesa con la società né con altri soggetti privati»
DI E MANUELA C ALABRESE
RUOTI. Sono giunte dai cittadini numerose richieste di chiarimento in questi giorni al Comune di Ruoti, relativamente a comunicazioni ricevute in merito all’Istanza di Autorizzazione Unica per la realizzazione del progetto “Impianto Mandra Moretta” di accumulo idroelettrico mediante pompaggio e relative opere connesse”.
L’Amministrazione di Ruoti pertanto ha ritenuto opportuno «informare la cittadinanza che il Comune non ha in essere alcun accordo, convenzione o intesa con la società Ruoti Energia S.r.l. né con altri soggetti privati in merito a espropri o utilizzo di terreni comunali o privati e precisa ancora che- non risultano disposti espropri a carico di cittadini del territorio comunale». «L’Amministrazione è consapevole delle preoccupazioni manifestate da diversi cittadini e rimane pienamente disponibile a fornire chiarimenti e a garantire la massima trasparenza su ogni sviluppo che riguardi il territorio». Raggiunto da Cronache il Sindaco Franco Gentilesca entra nel dettaglio: «Nel 2010 una società promotrice presenta un'idea progettuale per una stazione di pompaggio, una centrale idroelettrica. L’al-

lora sindaco Salinardi, sottoscrive un contratto con questa ditta, con una penale in capo al comune, là dove non si andasse a realizzare, di 5 milioni. Un contratto che lui non poteva sottoscrivere in qualità di Sindaco, doveva farlo l'Ufficio e non è stato mai regolarizzato. La mia Amministrazione- prosegue Gentilesca- ha fatto adesso una delibera di Giunta per annullare quella convenzione in essere, però intanto l'iter procedurale per la realizzazione di questo impianto è andato avanti. La società, nel mentre ha avuto anche alcune autorizzazioni importanti e quindi de-

vono fare dei sondaggi. Gli abbiamo chiesto di discutere la situazione e di annullare la procedura vecchia in modo da non lasciare strascichi e poter ragionare sulla reale possibilità di realizzazione di questo impianto e in secondo luogo abbiamo chiesto un incontro pubblico, che pure abbiamo fatto un anno e mezzo fa, ma al quale non sono seguiti gli atti dovuti, come la regolarizzazione nei confronti dei cittadini per andare a fare i sondaggi come stanno chiedendo adesso, piuttosto che il versamento in capo al Comune di Ruoti di alcune somme, visto che
Il Pd attacca l’amministrazione comunale: «Aumenti anche su nidi»
«Melfi,
MELFI. Il 2026 si è aperto all’insegna dei rincari per le famiglie di Melfi. A denunciarlo è il Partito Democratico, che punta il dito contro le scelte del sindaco e della maggioranza, accusate di scaricare sui cittadini il peso di decisioni che incidono in modo diretto sul costo della vita quotidiana.Secondo quanto evidenziato, gli aumenti più pesanti riguardano i servizi educativi. Le tariffe degli asili nido avrebbero registrato incrementi dal duecento al cinquecento per cento a famiglia, rendendo di fatto l’accesso impossibile per molti genitori. Non meno gravosi gli aumenti del servizio di mensa scolastica, con rincari che vanno dal trenta al trecento per cento, definiti tra i più penalizzanti per i bilanci familiari. Negli ultimi anni, sottolinea il Pd, anche la Tari è cresciuta del venticinque per cento. A questo si aggiungono i costi per l’utilizzo di spazi pubblici come l’Aula consiliare, Palazzo Donadoni e il Centro culturale Nitti, passati da centocinquanta a due-

centocinquanta euro, rendendo più onerosa la partecipazione ad attività associative e culturali.Le ricadute interessano anche sport e tempo libero. L’uso delle palestre comunali ha subito aumenti medi del cinquanta per cento, così come i campi da tennis sulle tariffe massime, mentre per i campi da calcio l’incremento arriva al cento per cento, sia per lo stadio Arturo Valerio sia per le strutture delle frazioni. Criticità vengono segnalate anche sul fronte dei parcheggi, con l’estensione delle aree a pagamento, comprese zone strategiche come la stazione ferroviaria, punto di riferimento per lavoratori e studenti pendolari. Aumenti medi del trenta per cento si registrano infine nei servizi di assistenza ad anziani e persone con disabilità.«Governare significa tutelare la comunità, non impoverirla», afferma il Pd, ribadendo l’impegno a stare al fianco delle famiglie e contro politiche che, a suo giudizio, accrescono le disuguaglianze e colpiscono i soggetti più fragili.
in 15 anni non abbiamo avuto nulla e ci troviamo con dei terreni bloccati senza poter fare altre attività, terreni sui quali insiste anche il Lago Scuro e terreni nei quali abbiamo appena investito 500 mila Euro e ne siamo pronti a investirne altri 400 mila dal punto di vista turistico per la sistemazione sia del Lago e dei percorsi che collegano tutta la parte naturalistica, a partire dal Varco del Torno fino al Lago Scuro. Aspettiamo di capire che intenzioni abbiano» chiosa il Sindaco.
Questo per quanto riguardava il pubblico, per quanto concerne il privato, invece, spiega Gentilesca, «poiché da parte dell'Ente abbiamo respinto le richieste di accesso ai terreni per una serie di carenze documentali ma anche di interesse e poiché che non hanno voluto sottoscrivere ancora nulla, si sono rivolti a tutti i cittadini privati proprietari dei terreni vicini a quelli comunali, piuttosto che già di interesse del progetto. Alcuni ruotesi ci hanno chiesto informazioni, pertanto ho ritenuto di metterli in guardia e di fare le dovute comunicazioni per l'accesso ai terreni. Alcuni cittadini stanno già rispondendo, anche dopo essersi confrontati con noi Amministratori».
“Acerenza guardare oltre”, coalizione per le elezioni
ACERENZA. Prende ufficialmente forma la coalizione che si presenterà alle prossime elezioni amministrative con l’obiettivo di garantire una guida solida alla comunità acheruntina.A seguito di un percorso di confronto condiviso, le forze politiche di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega annunciano la nascita del progetto civico-politico «Acerenza, guardare oltre». Un’intesa che sancisce la volontà di costruire una lista forte e coesa, ma al tempo stesso aperta alle migliori energie del territorio e della società civile.«Il progetto “Acerenza, guardare oltre” – dichiarano congiuntamente i rappresentanti della coalizione – dimostra la nostra ferma volontà di unire le forze attorno a un programma non solo ambizioso, ma anche concreto e serio, per garantire un futuro alla nostra Acerenza».Le linee guida programmatiche e i dettagli dell’iniziativa saranno illustrati ufficialmente nel corso di un incontro pubblico in programma ad Acerenza il prossimo 30 gennaio. All’evento prenderanno parte i referenti politici provinciali e regionali dei partiti della coalizione, a testimonianza della solidità dell’intesa e dell’importanza attribuita al progetto per l’intero territorio. Giovanni Ianniello, segretario cittadino Fratelli d’Italia Acerenza Marco Mauro, segretario cittadino Forza ItaliaRoberto Rutilo, segretario cittadino Lega.


A Terranova di Pollino: abitazione distrutta dalle fiamme, scatta la macchina dei soccorsi e la solidarietà della comunità
Un grave incendio ha distrutto l’abitazione di un noto e stimato concittadino a Terranova di Pollino, riducendola completamente in cenere. Un episodio che ha scosso profondamente l’intera comunità e che ha richiesto un intervento tempestivo e coordinato dei soccorsi.Determinante l’azione dei Vigili del Fuoco di Terranova, di Lauria e del Comando provinciale di Potenza, il cui intervento rapido e coraggioso ha permesso di mettere in sicurezza l’area e circoscrivere le fiamme, evitando conseguenze ancora più gravi. Ancora una volta, l’emergenza ha evidenziato l’importanza strategica di un presidio locale dei Vigili del Fuoco, capace di intervenire con immediatezza in situazioni di pericolo.Accanto ai pompieri, hanno operato le forze dell’ordine, gli operatori del 118, la guardia medica, il personale dell’Enel, le associazioni di volontariato e il parroco del paese, accorso fin dai primi mo-
menti. Un ringraziamento particolare va anche ai cittadini che, con grande senso civico e solidarietà, hanno offerto supporto e vicinanza, dimostrando ancora una volta la forza del tessuto sociale del paese.Una casa non è solo un edificio, ma il luogo in cui si custodiscono ricordi, sacrifici e affetti. La perdita improvvisa di tutto questo rappresenta un colpo durissimo. Nonostante la sofferenza, Vito e Maria mostrano una determinazione salda, ma per ricominciare hanno ora bisogno del sostegno concreto della comunità.L’Amministrazione comunale sta valutando le modalità per avviare una raccolta fondi a favore della famiglia colpita dall’incendio. Ogni contributo, anche il più piccolo, potrà aiutare a ricostruire una quotidianità e a trovare una nuova abitazione. La solidarietà collettiva può diventare una luce capace di alleviare un momento di profonda difficoltà.Il sindaco e l’Amministrazione seguono con attenzione

l’evolversi della situazione, mantenendo un contatto costante con il Comando dei Vigili del Fuoco e con le Forze dell’Ordine. Nel frattempo, i cittadini sono invitati a tenersi lontani dall’area interessata dall’incendio, per non intralciare le operazioni di emergenza, e a rispettare scrupolosamente le indicazioni delle autorità.Ulteriori aggiornamenti saranno diffusi non appena disponibili attraverso i canali istituzionali del Comune.


La Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza incontra gli studenti dell’IIS Miraglia di Lauria
Si è svolta venerdì 16 gennaio, presso l’Istituto di Istruzione Superiore «Miraglia» di Lauria, la visita istituzionale della Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza della Basilicata, Rossana Mignoli. L’incontro ha rappresentato un momento di dialogo diretto con gli studenti e con l’intera comunità scolastica sui temi dei diritti dei minori, della legalità e della cittadinanza attiva.L’iniziativa, promossa su invito del dirigente scolastico, professor Lorenzo Santandrea, è stata organizzata e coordinata dall’avvocata Anna Paola Di Stefano, favorendo una partecipazione attiva e una riflessione condivisa sui valori fondanti della vita democratica.Nel corso dell’incontro, la Garante ha ribadito il valore del contatto diretto con i giovani come strumento essenziale di educazione civica e crescita democratica. «Entrare nelle scuole significa ri-
conoscere ai ragazzi un ruolo centrale nella società. Promuovere la conoscenza dei loro diritti e favorire l’ascolto è un dovere delle istituzioni e una responsabilità condivisa», ha sottolineato Mignoli, rivolgendosi agli studenti.La visita è stata definita «un’opportunità significativa per rafforzare il dialogo tra istituzioni e mondo della scuola, valorizzando il protagonismo degli studenti e la loro capacità di partecipare in modo consapevole alla vita civile». In questa prospettiva, il dirigente scolastico ha evidenziato come momenti di confronto di questo tipo contribuiscano a consolidare un percorso formativo attento ai valori della legalità, del rispetto reciproco e della responsabilità.Al termine dell’incontro, l’Ufficio della Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza ha rinnovato «il proprio impegno a promuovere iniziative di ascolto, informazio-

ne e tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti, riconoscendo nella scuola un presidio fondamentale di crescita culturale e
sociale». Un impegno che trova nella collaborazione con gli istituti scolastici uno dei suoi principali punti di forza.


A Matera un progetto socio-assistenziale che coinvolge scuole, famiglie e territorio contro bullismo e abusi digitali
MATERA. Matera punta sulla prevenzione e sulla costruzione di una rete educativa contro bullismo, cyberbullismo e uso improprio dei social media.
La Giunta comunale ha approvato la proposta progettuale “Offside to Bullying”, dando mandato al sindaco Antonio Nicoletti di presentare la domanda di finanziamento sul Fondo Lire Unrra 2025, promosso dal Ministero dell’Interno per il sostegno a programmi socio-assistenziali.
Il progetto, elaborato dal Servizio Politiche sociali in risposta all’avviso pubblico Unrra 2025, nasce con l’obiettivo di contrastare fenomeni in forte crescita soprattutto tra i ragazzi di età compresa tra gli undici e i tredici anni. Un’azione mirata che guarda non solo agli episodi di prevaricazione, ma anche alle dinamiche digitali che spesso amplificano il disagio giovanile.“Offside to Bullying” avrà una durata di dodici mesi e prevede un budget di 40.000 euro.
Il programma si fonda su un sistema integrato di interventi che coinvolge l’intera comunità educante: laboratori negli istituti scolastici, percorsi di formazione specialistica per i docenti, incontri dedica-

ti ai genitori, l’attivazione di uno sportello psicologico e di un helpdesk digitale, oltre a una campagna di sensibilizzazione rivolta al territorio.Alla base dell’iniziativa vi è l’analisi del contesto locale, che segnala un aumento delle richieste di supporto psicologico per i minori, difficoltà diffuse delle famiglie nella gestione dei dispositivi digitali e una maggiore esposizione dei ragazzi a contenuti inappropriati e a forme di prevaricazione online. Con la delibera approvata, la Giunta ha inoltre demandato al dirigente del Servizio Politiche sociali, Paolo Milillo, l’adozione di tutti gli atti gestionali conseguenti.«La tutela dei
minori e il loro benessere sono una priorità assoluta per questa Amministrazione – dichiara il sindaco Antonio Nicoletti –. Con questo progetto vogliamo dare una risposta concreta a un disagio sempre più diffuso, rafforzando la rete tra istituzioni, scuole e famiglie».Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessora alle Politiche sociali Angela Braia, che parla di «un modello integrato di prevenzione che unisce educazione digitale, supporto psicologico e sensibilizzazione collettiva», sottolineando come investire oggi sulla consapevolezza dei più giovani significhi costruire una comunità più inclusiva e responsabile.
RITA ORLANDO: «TORNIAMO CAPITALE»
«Cultura e dialogo, nel 2026 nuova occasione per Matera»
MATERA. Matera torna protagonista sulla scena internazionale come centro di cultura e dialogo nel bacino mediterraneo. La città dei Sassi rappresenterà nel 2026, insieme a Tetouan in Marocco, la Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, riconoscimento promosso dall’Unione per il Mediterraneo e curato dalla Fondazione Anna Lindh.A tracciare le linee guida del percorso è Rita Orlando, nuova direttrice della Fondazione Matera-Basilicata 2019 dal primo gennaio. Il 2026 viene indicato come un passaggio strategico per il futuro della comunità. «Questo percorso si avvia in un anno fondamentale per la Fondazione Matera Basilicata 2019, impegnata di nuovo in prima linea su un progetto di rilevanza internazionale», afferma Orlando, sottolineando il ritorno di Matera al centro dell’attenzione nazionale.Accanto al valore simbolico del titolo, il programma punta alla continuità dei progetti già avviati e al rafforzamento del sistema culturale regionale. «Proseguiremo nello sviluppo di Fantastico Medioevo e nelle attività di formazione dedicate alla scena culturale e creativa locale», aggiunge la direttrice. Il riconoscimento si inserisce in un percorso di lungo periodo che affonda le radici nell’esperienza di Capitale Europea della Cultura 2019. «Ripartiamo dall’eredità di quel cammino – conclude Orlando – per aprire nuove prospettive di crescita del territorio attraverso la cultura».

Accoglienza, confronto e dimensione europea al centro dell’incontro che ha coinvolto studenti, docenti e personale dell’istituto
BERNALDA. Un’esperienza di confronto internazionale all’insegna della collaborazione e della crescita condivisa. L’IIS Bernalda ha accolto Valentín e Miguel, docenti dell’Istituto Alto Turia di Valencia, in visita alla scuola lucana nell’ambito del progetto Erasmus+, rafforzando così il percorso di apertura europea e di scambio culturale già avviato dall’istituto.Durante il soggiorno, i due insegnanti spagnoli hanno avuto modo di conoscere da vicino la realtà dell’IIS Bernalda, incontrando studenti e docenti con i quali prenderà forma un articolato scambio culturale e professionale. La visita ha rappresentato un’occasione preziosa per osservare le attività didattiche, ma anche per approfondire l’organizzazione complessiva della
scuola e il suo funzionamento quotidiano.Come sottolineato dall’istituto, l’esperienza «ha interessato non solo gli spazi scolastici e le attività didattiche, ma anche l’organizzazione complessiva della scuola, compresa la fondamentale dimensione amministrativo-contabile». Un aspetto che ha suscitato particolare interesse da parte degli ospiti, offrendo spunti di riflessione e confronto su modelli organizzativi e buone pratiche.Valentín e Miguel hanno espresso entusiasmo per la realtà incontrata, definendo l’IIS Bernalda una scuola accogliente, attenta alla crescita culturale e umana degli studenti, aperta al territorio e fortemente orientata al benessere dell’intera comunità scolastica. Un riconoscimento che valorizza il lavoro quotidiano

svolto da dirigenti, docenti e personale, e che conferma la validità del percorso intrapreso.Un ringraziamento sentito è stato rivolto a tutte le persone che, con impegno e spirito di collaborazione, stanno rendendo possibile la realizzazione del progetto Erasmus con l’Istituto Alto Turia di Valencia. In particolare, l’istituto ha
voluto esprimere gratitudine al dirigente scolastico Giosuè Ferruzzi, alla direttrice dei servizi generali e amministrativi Chiara Maranghino, alle professoresse Imma Gallitelli, Loredana Russo, Rosalba Putignano, Francesca De Pace e Domenica Mormando della sede di Ferrandina, al professor Alex Leone e a tutto il personale Ata, per la dedizione e la sinergia dimostrate.Parole di apprezzamento anche per chi ha accolto con disponibilità e cordialità i docenti spagnoli, contribuendo a rendere la scuola un luogo aperto, ospitale e ricco di umanità. Il progetto Erasmus viene così confermato come il frutto di un autentico lavoro di squadra, capace di valorizzare competenze, relazioni e una visione europea condivisa.


RIFLESSIONE Tradizioni, sacrifici e un’idea di famiglia che oggi sembra lontana anni luce
DI V INCENZO
LM AIDA

a generazione che ha fatto in tempo a vedere gli strascichi del vecchio mondo, rimasto immobile per secoli, entrare nei costumi liquidi del nuovo, potrebbe raccontare molte cose ai giovani di oggi.
Le donne vestivano gonne lunghe fino alle caviglie e corpetti che si modellavano in base all'abbondanza dei seni. Il collo restava scoperto anche d'inverno ed esposto alle intemperie climatiche, diventava viola scuro e la pelle dura come la pietra.
Molte donne d'estate non portavano le mutande e non era raro vederle, mentre discorrevano con qualche amica o vicina di casa, allargare le gambe e inondare il terreno, l'asfalto era ancora un lusso, di pioggia dorata. Facevano, insomma, la pipì in piedi per strada.
D’inverno, come gli uomini, sotto i pantaloni, portavano una specie di pigiama e la doccia era inesistente, nei bagni i più fortunati avevano solo il vaso. Nella migliore delle ipotesi, si lavavano a pez-
zi, nella peggiore aspettavano l'estate per un bagno in una tinozza, ma non conoscevano il refrigerio di una doccia.
L’acqua nelle case è arrivata soltanto negli anni ’30 con il più giovane Ministro dei Lavori Pubblici della storia d’Italia, l’ ing. Araldo di Crollalanza che creò l’Acquedotto Pugliese. Fu lui a costruire anche i lungomari di Bari e Taranto, l’Ateneo e il Policlinico a Bari e ad inventarsi la Fiera del Levante.
I rapporti sessuali si limitavano all'essenziale e l'igiene orale era affidata unicamente a qualche ortaggio o frutto, come il sedano o le mele. Il modesto risultato é facile immaginarlo.
Le estetiste non esistevano e i peli avevano campo libero anche tra le donne e. non era raro incontrare donne anziane con tanto di baffi, pizzetto e basettoni.
Si racconta che agli inizi del ‘900, ai tempi della pubblicazione dell’inchiesta Zanardelli sulla Basilicata, che segui alla visita dell’allora Presidente del Consiglio, l’apposita Com-
missione si rifiutò di entrare in alcune case nei Sassi di Matera, a causa del tanfo insopportabile che fuoriusciva da esse. Il bagno, infatti, consisteva in una buca superficiale posta dietro al letto e un canaletto che portava gli escrementi fuori dalle abitazioni.
Di bambini ne nascevano tanti, ma la mortalità infantile aveva percentuali incredibili. Tanti morivano in tenera età a causa delle infezioni che contraevano proprio per le scarse condizioni igieniche, l’antibiotico era ancora sconosciuto, e la mortalità mieteva vittime anche tra le puerpere.
I matrimoni non solo era combinati dalle famiglie o comunque il loro assenso era indispensabile, ma veniva stilato un vero e proprio contratto, con il quale si metteva nero su bianco la dote degli sposi. Oggisi scelgono loro, ma spesso l’unione dura il tempo dei festeggiamenti!
Il motivo è che prima l’obiettivo era la famiglia e la sua unità, oggi è il soddisfacimento delle pulsioni personali che per loro natura non sono stabili.
La casa, per i ceti meno abbienti, cioè la stragrande maggioranza della po-

polazione, consisteva in una sola stanza a pian terreno, spesso senza finestre. I nostalgici dei bei tempi
andati, per farli ricredere andrebbero catapultati per qualche settimana nel vecchio mondo.
Un traguardo storico per la sola associazione della provincia di Matera che accede ai Fondi Europei
L’associazione Occse Magna Grecia è stata l’unica organizzazione culturale della provincia il cui progetto è stato meritevole di accoglimento per accedere ai fondi europei “Un ponte sulla storia”. Il suo progetto è stato accolto da approvazione di una Bruxelles –Erasmus+ az. KA 182. OCSE Magna Grecia perseguiva tale obiettivo da diversi anni ed in questa direzione si era rivolta buona parte della sua attività, attraverso spettacoli ed incontri pubblici, Nel tempo è stato anche creato un ponte non solo con il passato, Pitagora, che a Metaponto visse gli ultimi vent’anni della sua vita, ma anche con alcune scolaresche greche di oggi. L’approvazione di un progetto da parte di Bruxelles, servirà a consolidare tali rapporti. «Ora - ha dichiarato il presidente

dell’associazione Giuseppe Barberino - abbiamo finalmente conquistato un grande traguardo: la connessione storica tra il luogo di nascita e il luogo di fine vita del-
l’Illuminato di Samo, Pitagora. Grazie a questo, presto un consistente gruppo di giovani samioti dimorerà, oggi comeallora, a Metaponto, la gloriosa Metapon-
tion!».
L’attività, che rientra nel programma “Metapontion di Pitagora – Armonie e Culture del Mediterraneo in Magna Grecia”, vedrà pure il coinvolgimento di altre nazioni che siaffacciano sulle sponde del nostro mare Jonio.
«Questo momento- ha continuato il presidente - per noi e per tutta la comunità di Magna Grecia, è di rilevanza storica!L’Unione Europea ha creduto in noi, nella nostra idea, nella nostra follia! Noi pensiamo che, continuando a coltivare storia, raccoglieremo sempre più futuro.»
Tra le tante iniziative previste per l’estate prossima, si sta lavorando anche alla realizzazione di una rappresentazione teatrale dal titolo: “Teorema dell’essenza”, dedicato a Pitagora e ai suoi rapporti con gli allievi.
V.M.

Continua la rubrica di Cronache che esplora le piccole verità della vita quotidiana, invitando a riflettere su come affrontare le difficoltà
C’è un momen-
to, prima o poi, in cui la vita smette di bussare educatamente e decide di entrare senza permesso.

Non lo fa con il fragore delle tragedie da prima pagina, ma con colpi più subdoli: una stanchezza che non passa, una delusione che si ripresenta con nomi diversi, una voce esterna, o peggio interna, che inizia a suggerirti di abbassare l’asticella, di adattarti, di “non essere esagerato”. È lì che si gioca la partita vera. Viviamo in un tempo che ci invita alla resa morbida. Nessuno ti dice più “arrenditi”, sarebbe scortese.
Ti dicono “sii realistico”, “non pretendere troppo”, “va bene così”. E mentre ti sorridono, ti accompagnano piano piano fuori da te stesso, come si fa con un ospite che inizia a dare fastidio. Il punto è che la dignità non fa rumore. Non urla, non minaccia, non po-
sta storie motivazionali.
La dignità è una scelta silenziosa e ostinata: restare fedeli a ciò che senti giusto anche quando non conviene, anche quando nessuno applaude, soprattutto quando sarebbe più facile diventare cinici e dire che “tanto sono tutti uguali”. No, non sono tutti uguali. E tu non sei “uno qualunque”.
Lo so, sembra una frase da biglietto dei Baci Perugina, ma la differenza sta nel prezzo che sei disposto a pagare per non tradirti. Perché ogni volta che scegli la scorciatoia, che ti pieghi per quieto vivere, che accetti un compromesso che ti fa vergognare un po’, stai firmando un debito. E quel debito prima o poi si presenta, con gli interessi, sotto forma di rabbia, vuoto o stanchezza esistenziale. C’è una forza che non dipende dalle circostanze. Non nasce quando tutto va bene, nasce quando tutto va storto e tu decidi comunque

di non diventare piccolo. È una forza che non elimina il dolore, ma gli impedisce di comandare.Che non ti rende invincibile, ma ti rende libero. Ironia della sorte: il mondo rispetta solo chi non lo supplica. Ti testa, ti provoca, ti schiaccia un po’, giusto per vedere se molli. E quando non molli, quando resti dritto senza fare la vittima né il carnefice, cambia tono. Non perché diventi improvvisamente buono, ma perché riconosce chi ha una spina dorsa-
le.Questa non è una riflessione consolatoria. È una presa di posizione. Non tutto si risolve, non tutto passa, non tutto ha senso subito. Ma tutto può diventare terreno fertile se smetti di chiederti “perché a me” e inizi a domandarti “chi sto diventando attraverso questo”.Chi legge queste righe forse è stanco. Forse è deluso. Forse sta combattendo una battaglia che nessuno vede e per questo fa ancora più male. A te dico una cosa sempli-
ce, e per questo difficile: non cedere alla tentazione di spegnerti per sopravvivere. Meglio vivere con fatica che esistere in modalità risparmio energetico. Il mondo non ha bisogno di persone perfette. Ha bisogno di persone integre. Di esseri umani che, anche feriti, scelgono di non smettere di credere nella propria forza interiore. E se oggi ti sembra di essere in ginocchio, ricorda: da lì non si guarda il cielo per caso.
Dal 27 gennaio all’8 febbraio, nella Cappella dei Celestini, un percorso civile ed educativo promosso dal Comune e dalla Fondazione Museo della Shoah
In occasione della Giornata della Memoria 2026, il Comune di Potenza rinnova il proprio impegno nella promozione della memoria storica e della consapevolezza civile. Attraverso l’assessorato alle Pari Opportunità e l’assessorato al Turismo, l’amministrazione comunale porta in città la mostra itinerante «Dall’Italia ad Auschwitz», prodotta dalla Fondazione Museo della Shoah di Roma, che sarà visitabile dal 27 gennaio all’8 febbraio 2026 nella suggestiva cornice della Cappella dei Celestini, in largo Duomo.L’esposizione propone una ricostruzione rigorosa e al tempo stesso accessibile della deportazione dall’Italia verso il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Al centro del racconto vi sono i convogli ferroviari, i luoghi di partenza e le traiettorie che, da diverse città e regioni italiane, condussero migliaia di persone verso la morte. Un percorso che intreccia documenti, immagini e narrazioni, restituendo volto e identità a uomini, donne e bambini travolti dalla macchina persecutoria nazifascista.La mostra non si limita a ricordare le vittime, ma ricostruisce anche i

meccanismi che resero possibile la deportazione: dalle leggi razziali alle responsabilità istituzionali, dal clima di consenso e indifferenza alle scelte individuali che segnarono il destino di intere famiglie. Un racconto che mette in dialogo numeri e storie personali, per restituire alla memoria la sua dimensione umana e collettiva.Curata da Sara Berger e Mar-
cello Pezzetti, «Dall’Italia ad Auschwitz» si inserisce nel più ampio lavoro di divulgazione e didattica portato avanti dalla Fondazione Museo della Shoah su scala nazionale, con l’obiettivo di trasformare la memoria storica in uno strumento vivo di conoscenza e responsabilità, in particolare per le giovani generazioni.Rivolta all’intera cittadinanza e alle istitu-
zioni scolastiche del territorio, l’iniziativa rappresenta un’occasione di riflessione sui meccanismi dell’esclusione, dell’odio e dell’indifferenza, e ribadisce il valore della memoria come argine contro antisemitismo, razzismo e ogni forma di discriminazione. L’ingresso alla mostra è libero, per favorire la più ampia partecipazione.
