
Soldi


La richiesta per la sala fatta da Mattia che ovviamente ignorava il presunto passaggio di denaro
SOLO 100 PREFERENZE IN PIÙ DI FAZZARI LO RENDONO INTOCCABILE?
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La richiesta per la sala fatta da Mattia che ovviamente ignorava il presunto passaggio di denaro
SOLO 100 PREFERENZE IN PIÙ DI FAZZARI LO RENDONO INTOCCABILE?
I fratellini di Viggiano non riescono a eleggere nemmeno Vigilante alla Provincia e nel loro paese al referendum vince il No. Senza contare i tanti voti presi in abbinata con le donne
CONFINDUSTRIA
A Potenza roadshow su Zes unica
Presso la sede di Confindustria Basilicata a Potenza, domani si terrà una tappa del roadshow nazionale di Confindustria e Intesa Sanpaolo dal titolo: “Investimento, Innovazione, Credito. Il valore del Mezzogiorno e le opportunità della Zes Unica”, con un focus dedicato alla Basilicata. L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di approfondimento sui temi dell’imprenditoria (...)
■ continua a pag 8


Dellapenna a pag 3
Sapevamo che aprile non era certo il mese più indicato per meritarsi un premio al lavoro, complice peraltro la rinascita della bella primavera, ma nemmeno che si celebrasse il mese dell’indolenza patriottica visto l’arretrato che questo pessimo centrodestra s’è portato appresso col suo solito menefreghismo. Ora lasciamo stare che in questi lunghissimi 7 anni non si sia fatto praticamente nulla se non portato ingloriosamente la povera Basilicata al fondo d’ogni statistica nazionale e, naturalmente all’occasione infelice, aumentato pure qualche stipendio di staffisti, ma è davvero incredibile che si stia ancora portando alla lunga l’impeachment a Cicala volato all’occasione nel Sol levante di quel di Hong Kong, magari per riprendersi dal niet agricolo come pure si cicaleggi sull’approvazione del bilancio, già col primato del ritardo e con cui si stanno rastrellando risorse e poste finanziarie in ogni dove pur di ripianare il fosso sanitario già sotto la lente degli ispettori ministeriali. Tutto questo per aver bene in testa cos’è ormai diventato il centrodestra lucano e quale faccia del fallimento abbia. Recita un adagio sempre attuale: “Aprile dolce dormire…”
STATALE 7 Pepe ribadisce l’importanza degli interventi in corso lungo le arterie del Materano

La Basilicata dello Sport, Bardi:
«Orgoglio per il Melfi e il Matera»


CAPOLUOGO
Tracce di idrocarburi nelle acque di scolo di via Viviani e via Nazario Sauro. Il Comune chiude le strade per rimozione delle acque contaminate
■ Servizio a pag 14
PRIMO MAGGIO
A Venosa firmato il protocollo tra 11 Comuni per la tutela del futuro lavorativo del territorio, in vista dell’iniziativa in piazza del 1° Maggio
■ Mollica a pag 17
CAPITALE ITALIANA DEL LIBRO
Presentata a Palazzo la candidatura di 16 Comuni del Bradano con la partecipazione attiva di Potenza
■ Servizio a pag 16
IL LIBRO
A Potenza presentato l’opera di Federico Mussuto “L’Aquila e il Dragone” che analizza le strategie di Cina e Usa
■ Menonna a pag 22



Solo 100 preferenze in più di Fazzari lo rendono intoccabile? Senza contare i tanti voti presi in abbinata con le donne in regione
I fratellini di Viggiano non riescono a eleggere nemmeno Vigilante alla Provincia e nel loro paese al referendum vince il No
M A S S IM O D ELL AP E N N A
Cento preferenze di differenza. Questo è il divario che separa Carmine Cicala da Maddalena Fazzari alle elezioni regionali.
Soltanto 100 preferenze che trasformano Carmine Cicala, non si sa bene perché, in un intoccabile per Fratelli d'Italia.
100 preferenze di differenza che consentono a Cicala di poter essere considerato un campione così alto da non poter essere messo in discussione da nessuno? Siamo sicuro ci sia soltanto questo nel rapporto su cui si fonda la difesa a spada tratta di Via della Scrofa dell'uomo che tutti vogliono sostituire?
UNA CADUTA LIBERA
È come se quelle cento preferenze di differenza fossero cristallizzate e costituissero un macigno sulla testa di qualsiasi equilibrio politico presente e futuro.
Eppure il successivo dato delle elezioni comunali di Viggiano ci parla di una vittoria di Amedeo di stretta misura contro un avversario di caratura molto inferiore.
Eppure il dato del referendum ci fornisce l’idea di una incapacità di aggregare quel consenso personale in voti per il Partito, in sostegno per le posizioni politiche.
Il referendum sulla giustizia era la grande battaglia politica di FDI e del Centrodestra che aveva visto la mobilitazione diretta anche di Giorgia Meloni, a Viggiano il NO alla riforma ha vinto con il 60%, un risultato che ha segnato chiaramente il distacco tra i fratelli Cicala e il loro popolo.
Infine, a segno inequivocabile di una caduta libera, anche il risultato delle elezioni provinciali. Intorno ad Antonio Vigilante si erano riuniti il senatore Rosa e i fratelli Cicala, talmente concentrati su di lui da portare a zero le preferenze di Rosita Gerardi.
In quel caso, come tutti ricorderanno, l’ex vicesindaco di Potenza fu sonoramente sconfitto da un pressoché sconosciuto consigliere comunale di Venosa.
Un risultato che segna plasticamente la distanza tra


gli eletti di Fratelli d’Italia e l’assessore all’agricoltura con i primi che preferiscono sostenere uno sconosciuto rispetto ad un candidato di valore sostenuto da Carmine e Amedeo. IL GRUPPO NON LO VUOLE
Cerchiamo di essere chiari e di uscire dalle dichiarazioni di facciata. Il gruppo consiliare in Regione non è più disposto a tollerare il dispotismo dell’as-
sessore all’agricoltura. Già prima del voto contro sul bilancio i consiglieri regionali di FDI si sono alzati e hanno lasciato l’aula mentre Cicala parlava di agricoltura e di crisi idrica.
Oggi i consiglieri di Fratelli d’Italia hanno mandato subito un comunicato di sostegno a Bardi dopo il voto contro di Cicala in Giunta ma oggi sono costretti a dire che l’assessore ha ragione e che


non va destituito.
PEPE E PITTELLA: O LUI O NOI
Mentre si prepara il vertice romano sulla questione, Pasquale Pepe e Marcello Pitella hanno fatto chiaramente capire che la loro presenza in maggioranza è incompatibile con quella di Carmine Cicala.
Un segnale analogo è arrivato anche da Forza Italia e Azione. In pratica il sostegno dei vertici romani di FDI a Ci-
cala rischia di spaccare il partito sul territorio, di lasciare un segno indelebile nei rapporti di coalizione e forse anche di far cadere il Governo Bardi. Il tutto per la difesa di una persona che ha preso solo 100 preferenze in più della seconda e dal giorno dopo della sua elezione ha inanellato un numero sorprendente di sconfitte. È una posizione che, onestamente, non riusciamo a capire.

«Stiamo adottando misure per minimizzare i rallentamenti e migliorare la viabilità, soprattutto per i pendolari»
Interventi in corso sulle strade statali del materano, in particolare lungo la SS7 "Appia" e la SS7Racc, sono causa di rallentamenti e disagi per automobilisti e pendolari. In risposta, Anas ha rimodulato i lavori per ridurre l'impatto sulla viabilità, mentre l'assessore regionale Pasquale Pepe sottolinea l'importanza di un equilibrio tra le necessità di manutenzione e quelle di traffico.Il traffico lungo le arterie stradali del materano ha subito, negli ultimi giorni, pesanti rallentamenti a causa dei cantieri attivi per lavori di manutenzione sulle strade statali 7 e 7Racc. Questi interventi, finalizzati al miglioramento della sicurezza e della percorribilità delle vie, si inseriscono all'interno di un piano di investimenti da oltre 13 milioni di euro. Nonostante l’importante impatto sulla circolazione, le autorità sono al lavoro per mitigare i disagi e garantire la sicurezza degli utenti.In
particolare, lungo la SS7Racc, in corrispondenza del viadotto Basento, i lavori hanno comportato il restringimento della carreggiata, ma sono previsti interventi di allargamento entro il 25 aprile. L'opera, che ha un valore superiore ai 7 milioni di euro, riguarderà una struttura complessa composta da 20 campate, delle quali metà già interessate dai lavori di impermeabilizzazione e rinforzo della soletta. Oltre a ciò, sono in corso anche lavori di sostituzione delle barriere di sicurezza lungo oltre 15 chilometri di tracciato, per un valore complessivo che supera i 2 milioni di euro.A partire dalla prossima settimana, Anas concentrerà le operazioni su un’unica tratta, con l’obiettivo di ottimizzare i tempi e ridurre i disagi. A tal fine, verranno incrementati i lavoratori presenti, eliminato uno dei semafori precedentemente attivi e introdotto personale aggiuntivo per regolare me-
glio il flusso del traffico. Inoltre, gli orari di intervento saranno rimodulati per evitare che i lavori coincidano con le ore di punta, soprattutto quelle legate agli spostamenti di pendolari e studenti.Oltre ai lavori di manutenzione stradale, il 13 aprile è stato effettuato un intervento sugli impianti tecnologici della galleria Millotta della SS7Racc, con l'attivazione del senso unico alternato. Le prossime attività, già programmate, si svolgeranno in orario notturno per ridurre al minimo i disagi alla circolazione durante le ore di maggiore traffico.Pasquale Pepe, vicepresidente e assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, ha sottolineato l’importanza di bilanciare gli interventi strutturali con le esigenze quotidiane di mobilità dei cittadini e pendolari: «C’è consapevolezza della presenza di disagi, ma è necessario contemperare i lavori indispensabili per migliorare la sicurezza

con le necessità di traffico». Pepe ha aggiunto che il confronto con Anas è continuo per monitorare i progressi e trovare soluzioni efficaci per alleggerire l'impatto sul traffico.L’assessore ha anche ricordato come l'obiettivo sia quello di garantire condizioni di viaggio più sicure e stabili nel tempo, nonostante i disagi temporanei. A tal fine, nelle prossime ore è previsto un monitoraggio della situazione viaria sulla strada Potenza-Melfi.Anche se
i rallentamenti sono destinati a persistere per un certo periodo, le autorità stanno lavorando per migliorare la gestione della viabilità e ridurre l’impatto dei cantieri. Grazie alle misure adottate da Anas, tra cui l'intensificazione degli interventi e una pianificazione ottimizzata, la situazione dovrebbe gradualmente tornare alla normalità, garantendo nel lungo periodo una viabilità più sicura e funzionale per tutti gli utenti.
«La sicurezza dei cittadini e dei pendolari è in pericolo, chiediamo un piano urgente per sbloccare la strada», afferma il Sindacato
La SS 658, arteria fondamentale che collega Potenza a Melfi e all’area Nord della Basilicata, è diventata un incubo quotidiano per chiunque debba percorrerla. Code chilometriche, semafori che sembrano non finire mai e un viadotto bloccato da lavori interminabili. Una situazione di grave disagio che, secondo il segretario generale della Flai Cgil Basilicata, Vincenzo Pellegrino, rischia di trasformarsi in un pericolo ancora maggiore a causa della lentezza dei cantieri e della scarsa sicurezza. «La SS 658 è già di per sé una strada pericolosa, sia per la sua conformazione sia per il traffico pesante che la percorre. Oggi, però, è resa ancora più rischiosa dai cantieri a singhiozzo», ha dichiarato Pellegrino. Il segretario della Flai Cgil ha sottolineato che i lavori stanno procedendo a rilento e che il sistema del senso unico alternato, oltre a creare disagi infiniti, aumenta il rischio di incidenti. «Le frenate improvvise, i sorpassi azzardati
per recuperare il tempo perso e la scarsa visibilità nelle zone di cantiere sono fattori che rendono la situazione insostenibile», ha continuato.Secondo Pellegrino, la Regione Basilicata deve intervenire con urgenza per accelerare i lavori e garantire la sicurezza lungo la strada. «Non basta una semplice dichiarazione da parte dell’assessore regionale ai Trasporti, Pasquale Pepe», ha affermato. «Visto l’importanza strategica della SS 658, la Regione ha il dovere politico di tutelare i cittadini lucani. Anas è l’Ente appaltante, ma la Regione deve fare la sua parte, convocando subito un tavolo con Anas e le imprese per definire un programma serio di lavori e garantire l'assunzione di più operai, possibilmente su turni h24, per ridurre al massimo i tempi di completamento.»Pellegrino ha anche posto l’accento sulle difficoltà che le imprese incontrano a causa di organici insufficienti. «Le imprese non hanno né le risorse né l’organizzazione per lavorare su turni doppi
o tripli, il che rallenta in modo significativo i lavori», ha spiegato. Per questo, il segretario del sindacato ha chiesto che la Regione intervenga per incentivare le aziende con misure concrete, come l’assunzione di più personale e l’attivazione di turni aggiuntivi. «Dove non arrivano le imprese, arrivi la politica», ha insistito Pellegrino, chiedendo soluzioni rapide e concrete per mettere fine a una situazione che rischia di avere gravi conseguenze economiche e sociali. «Non decidere è già una scelta», ha concluso Pellegrino, riferendosi alla mancanza di un piano chiaro e di un impegno deciso da parte delle istituzioni. «Lasciare una delle strade più trafficate e pericolose della Basilicata in perenne sofferenza significa scaricare sui cittadini non solo disagi, ma anche costi economici e rischi per l’incolumità. È il momento di agire. La sicurezza deve venire prima di tutto.»Per questo, il sindacato Flai Cgil Basilicata chiede un incontro urgente tra Re-

gione, Anas e imprese, con l’obiettivo di sbloccare i lavori e garantire la sicurezza dei cittadini. «Non possiamo permetterci che i semafori diventino monumenti all’inerzia, né lapidi dell’incuria», ha concluso Pellegrino, facendo appello a un intervento rapido ed efficace da parte delle autorità locali.
TRIVIGNO «Rappresenta l’unica arteria di transito praticabile per autobus, mezzi pesanti e, cosa ancor più grave, per i mezzi di soccorso»

L’emergenza viabilità, causata dal maltempo ha colpito anche il paese di Trivigno, da dove il Sindaco Marco Guarini ha inviato una missiva al Prefetto di Potenza e alla Provincia, con oggetto «Emergenza viabilità SP16 e isolamento totale del Comune di Trivigno. Richiesta urgente di intervento, sopralluogo tecnico e definizione percorso alternativo». Nel documento il Sindaco «denuncia la situazione di totale isolamento in cui versa il territorio comunale a seguito del cedimento strutturale e della conseguente chiusura al transito della Strada Provinciale 16. Ad oggi, la SP16 rappresenta l’unica arteria di tran-
sito praticabile per autobus, mezzi pesanti e, cosa ancor più grave, per i mezzi di soccorso». La totale interdizione, avvenuta nella giornata di ieri a causa di un parziale cedimento di un tratto della carreggiata, ha determinato «la sospensione del Trasporto Pubblico Locale, interrompendo così il collegamento Trivigno-Potenza. Ciò preclude il diritto allo studio agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado e il diritto alla mobilità dei lavoratori e dei cittadini» scrive il Sindaco. Per quanto concerne ancora i temi sicurezza e soccorso, «l’assenza di un accesso idoneo impedisce il passaggio tempestivo di ambulanze e mezzi dei Vigili del

Fuoco, mettendo a rischio l’incolumità pubblica. La situazione è aggravata dalla impraticabilità della strada comunale di collegamento tra la Basentana e l’abitato di Trivigno, interdetta dall’emissione di una recente ordinanza sindacale a seguito di un significativo cedimento causato dall’emergenza meteorologica dei primi giorni del mese di aprile». Sulla base di tali criticità Guarini chiede, «con massima urgenza un sopralluogo tecnico da parte dei responsabili della Provincia di Potenza per valutare l’entità del danno e l’individuazione di possibili soluzioni immediate che consentano il ripristino della transitabilità; La definizione rapida
di un percorso alternativo che consenta il ripristino, anche parziale, del transito per i mezzi pesanti e di soccorso; L’adozione di misure straordinarie per garantire il servizio di Trasporto Pubblico Locale, onde evitare l'interruzione di un servizio pubblico essenziale, anche mediante l’utilizzo di autobus di dimensioni ridotte. La comunità di Trivigno non può restare prigioniera del proprio territorio -rimarca il Sindaco- Confido in un intervento tempestivo da parte dell’Ente proprietario della strada, per scongiurare ulteriori pericoli e disagi e per rimuovere dal totale isolamento l’intera comunità».

Repubblica, continua la campagna d’odio contro FdI. Ma l’onorevole cosa poteva mai
La richiesta per la sala fatta da Mattia che ovviamente ignorava il presunto passaggio di denaro
Dopo la vicenda del “voto di scambio” un'altra notizia che sfiora lo scandalo lambisce il parlamentare lucano di FDI Aldo Mattia.
Questa volta a far scattare l'antenna delle inchieste giornalistiche di quella che Giorgia Meloni ha chiamato la redazione unica di Repubblica-Fatto Quotidiano- Fan Page è il presunto rapporto tra una No-Profit chiamata Art Global e lo stesso Mattia.
QUELLE PRESENZE ALLA CAMERA
I fatti, così come riportati da “La Repubblica” sarebbero molto semplici nella loro nitidezza.
Art Global ha presentato alcune iniziative alla Camera dei Deputati, nelle sale importanti della stessa.
È un modo come un altro per ottenere visibilità alle proprie iniziative e renderle nobili, un modo anche per far credere agli utenti che si gode di un rapporto privilegiato con i palazzi del potere.
In questo caso l’associazione avrebbe presentato

alla Camera dei Deputati le iniziative di alcuni artisti che, per poter accedere alla sala avrebbero dato dei soldi all’associazione stessa.
L’associazione avrebbe, sempre secondo Repubblica, chiesto ed ottenuto
dei soldi dagli artisti per poter presentare alla Camera.
componente delle due camere.
La prassi che viene utilizzata nelle due Camere è che una qualsiasi associazione si rivolge ad un parlamentare per ottenere quello spazio, il Parlamentare se la ritiene degna di attenzione chiede l’utilizzo della sala.
In questo caso è stato l’On.Mattia a farsi latore dell’iniziativa.
Effettivamente la presentazione di progetti artistici è sicuramente compatibile con le attività delle Camere.
Nel caso di specie, però, l’associazione Art-Global avrebbe chiesto soldi a chi voleva presentare la propria attività alla Camera. Mattia sarebbe estraneo al passaggio di denaro e lo stesso parlamentare ha espressamente detto che chi ha sbagliato dovrà pagare.
Le sale della Camera e del Senato, infatti, possono essere usate solo se la richiesta proviene da un
Cosa c’entra Mattia in questa vicenda? Probabilmente niente. Anche Repubblica certifica che i soldi sarebbero stati dati dagli artisti all’associazione. Mattia si sarebbe limitato soltanto a chiedere l’autorizzazione per l’utilizzo delle sale.
Tanto è bastato, però, alla redazione unica dell’opposizioni per provare ad attaccare ancora una volta Fratelli d’Italia.


La prima in Serie D, l’altra in Eccellenza. Il governatore lucano: «Un segnale di vitalità per tutto il movimento calcistico»
Il Presidente della Regione Basilicata e Coordinatore della Commissione Sport della Conferenza delle Regioni, Vito Bardi, esprime soddisfazione per gli ultimi risultati sportivi che hanno visto protagoniste le compagini lucane, sottolineando il valore sociale e agonistico del movimento regionale.«Accolgo con entusiasmo la notizia della promozione del Melfi che vince il cam-
pionato di Eccellenza e torna meritatamente in Serie D. Dopo dieci anni, dunque, riapproda alla ribalta nazionale, categoria che aveva lasciato nella stagione 2016/2017». «Altrettanto orgoglio esprimo per l’Invicta Matera - aggiunge Bardi - che ha conquistato il torneo di Promozione e il prossimo anno disputerà il torneo di Eccellenza puntando sui giovani, in sintonia con la sua

mission negli ultimi trent’anni».«Vedere piazze così importanti risalire la china - prosegue Bardi - è un segnale di vitalità per tutto il movimento calcistico».Un pensiero particolare è rivolto dal Presidente alla Rinascita Lagonegro, impegnata nei playoff nazionali di pallavolo: «C’è rammarico per l’eliminazione della Rinascita Lagonegro, ma raggiungere i playoff nazionali resta un
risultato di assoluto prestigio che dà lustro alla Basilicata intera. Conosco la serietà di questa società e sono certo che questa sconfitta sarà il seme per una pronta ripartenza il prossimo anno. Il grande volley a Lagonegro è ormai una certezza, non un caso». In qualità di Coordinatore della Commissione Sport della Conferenza delle Regioni, Bardi ha voluto tracciare una sintesi sull’impor-
tanza di questi traguardi: «I successi di queste settimane rappresentano la capacità di resilienza e la passione delle nostre comunità. Lo sport è inclusione, salute e promozione del territorio. Come istituzione continueremo a sostenere le società e gli impianti affinché il 'modello Basilicata' possa continuare a crescere e a competere ai massimi livelli nazionali».

Il riconoscimento intende ricordare la figura dell’allenatore potentino, vincitore di due scudetti e altrettante Coppe Italia proprio a Varese
L'ex Commissario Tecnico sarà premiato dai vertici federali nel corso di una manifestazione in Lombardia
D I FRANCESCO MENONNA
Come da tradizione, anche in questa stagione, il Comitato regionale della Federazione Italiana Pallacanestro organizza il Premio Nico Messina, giunto alla settima edizione. In questa edizione, il Presidente del medesimo Comitato regionale, Giovanni Lamorte, e il Responsabile Squadre Nazionali, Gianfranco Pace hanno inteso promuovere e organizzare la manifestazione a Varese, città che ha dato la possibilità al celebre coach lucano di allenare in serie A/1, di vincere due scudetti e altrettante Coppe Italia con la mitica Ignis. Nico Messina, proprio durante la sua permanenza a Varese, ebbe l'onore e la possibilità di scoprire Dino Meneghin, primo cestista italiano capace di entrare nella Naismith Memorial Basketball Hall of Hame e considerato il miglior giocatore italiano di tutti i tempi. Dino Meneghin ha militato nella Pallacanestro Varese dal 1966 al 1981, nell'Olimpia Milano dal 1981 al
1990, nella Pallacanestro Stefanel Trieste dal 1990 al 1993 prima di chiudere la sua leggendaria carriera a Milano l'anno successivo. Nella carriera dell'indimenticato campione azzurro, vanno rimarcate le 4 Coppe Intercontinentali, le 7 Coppe dei Campioni, il successo nella Coppa Korac, i 2 trionfi nella Coppa delle Coppe, i 12 scudetti e le 6 Coppe Italia, oltre alla medaglia d'argento alle Olimpiadi e l'oro agli Europei. Nico Messina ha avuto il conferimento di cittadino benemerito della Città di Potenza. In questa edizione, il premio sarà conferito a Meo Sacchetti, campione altamurano, ex Commissario Tecnico della Nazionale Italiana di Basket dal 2017 al 2022 e membro, ormai, dell'Italia Basketball Hall of Hame dal 2016. Meo Sacchetti ha avuto tra i suoi compagni di squadra appunto Dino Meneghin, Pierluigi Marzorati, Corney Thompson, Antonello Riva, Roberto Brunamonti, Walter Magnifico, Ario Costa, Cecco Vescovi. Con la nazionale italiana ha giocato 132 partite se-
gnando 932 punti. Giocatore abile in difesa, fu uno dei pochi a tenere sosto scacco cecchini di grande precisione quali, ad esempio,
Oscar Schmidt e Drazen Praja Dalipagic, che ne soffrivano la marcatura asfissiante per 40 minuti durante le partite.

POTENZA. Fa tappa a Potenza il roadshow nazionale promosso da Confindustria e Intesa Sanpaolo dedicato ai temi dello sviluppo del Mezzogiorno. L’appuntamento è fissato per domani, a partire dalle ore 14.30, nella sede di Confindustria Basilicata.
L’iniziativa, dal titolo “Investimento, innovazione, credito. Il valore del Mezzogiorno e le opportunità della Zes unica”, propone un focus specifico sulla Basilicata e si inserisce nel nuovo accordo siglato tra Intesa Sanpaolo e Confindustria per il qua-
driennio duemilaventicinque duemilaventotto. L’obiettivo è approfondire le leve di crescita del territorio, con particolare attenzione alle opportunità offerte dalla Zes unica per il sistema produttivo. Ad aprire i lavori saranno il presidente di Confindustria Basilicata Francesco Somma e la direttrice regionale Basilicata, Puglia e Molise di Intesa Sanpaolo Alessandra Modenese. Seguirà l’intervento del direttore generale di Srm Massimo Deandreis, che analizzerà il ruolo della Zes unica nel contesto economico del Mezzogior-
no e della Basilicata.Spazio poi al contributo del direttore commerciale imprese Basilicata, Puglia e Molise di Intesa Sanpaolo Vincenzo De Marino, che illustrerà strumenti e opportunità a disposizione delle imprese.Il programma prevede quindi una tavola rotonda con la partecipazione del capo dipartimento per il Sud Giuseppe Romano e del vicepresidente nazionale di Confindustria Natale Mazzuca, con delega alle politiche strategiche per lo sviluppo del Mezzogiorno.L’incontro rappresenta un momento di confronto tra

istituzioni, sistema bancario e imprese, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della Basilicata nei processi di crescita e innovazione del Sud.
Grippa, assessore a Bella e coordinatore provinciale di Progetto civico Italia: «Servono reti e innovazione per i territori»
POTENZA. Si è conclusa nel capoluogo campano la XV Assemblea nazionale Anci giovani, il forum che ha visto centinaia di amministratori under 35 confrontarsi sulle sfide del governo locale. Tra i protagonisti della delegazione lucana anche Samuele Grippa, assessore al Comune di Bella e coordinatore provinciale di Potenza di Progetto civico Italia, presente ai lavori insieme a un folto gruppo di amministratori della Basilicata.Per Grippa, l’appuntamento partenopeo ha rappresentato un momento di «contaminazione» fondamentale per chi, oggi, si trova a gestire la complessità degli en-

ti locali. «Fare amministrazione e politica oggi significa soprattutto creare reti, con-
dividere buone pratiche e avere il coraggio di innovare», ha dichiarato Grippa a margine dei lavori.I
dati emersi dall’indagine Ipsos Doxa, presentata durante l’assemblea Anci, fotografano una realtà sospesa tra entusiasmo e rassegnazione. Se da un lato l’80 per cento dei giovani dichiara di voler investire tempo e competenze per la propria terra, dall’altro lo spettro della migrazione forzata spaventa quasi 7 giovani su 10.Per il coordinatore provinciale di Progetto civico Italia, il rilancio deve camminare su due binari paralleli: da una parte l’ampliamento dell’offerta formativa universitaria, per evitare che l’eccellenza lucana diventi un «regalo» per gli altri; dall’altra, un sostegno con-
creto all’imprenditoria giovanile e all’occupazione. «Dobbiamo trasformare le aree industriali da solitarie cattedrali a poli moderni capaci di attrarre investimenti internazionali e generare occupazione di qualità», ha sottolineato Grippa, «mentre i nostri borghi devono smettere di essere solo musei del passato per diventare officine creative di imprenditoria giovanile». L’idea è quella di un ecosistema dove l’artigianato di precisione, l’agricoltura multifunzionale e i servizi innovativi possano trovare ossigeno grazie a infrastrutture digitali e fisiche finalmente all’altezza.
Prima udienza a Potenza per la vertenza promossa da Federconsumatori. In attesa della decisione fissata per il 10 luglio
POTENZA. Si è svolta il diciassette aprile duemilaventisei, presso il Giudice di pace di Potenza, la prima udienza sul ricorso presentato da Federconsumatori Basilicata nella vicenda del cosiddetto bonus gas Enel. Un passaggio ritenuto cruciale per migliaia di famiglie lucane che attendono chiarimenti e il riconoscimento dei propri diritti.Al centro del procedimento, secondo l’associazione, vi sarebbero addebiti non dovuti e pratiche commerciali scorrette connesse all’applicazione del bonus gas. Federconsumatori si è costituita in giudizio con l’obiettivo di tutelare gli utenti coinvolti e otte-
nere maggiore trasparenza nella gestione delle bollette.Il giudice ha fissato al dieci luglio duemilaventisei la data in cui la causa sarà trattenuta in decisione, segnando il prossimo snodo della vicenda giudiziaria. Nel frattempo l’associazione annuncia che continuerà a seguire la vertenza «in ogni sede», garantendo aggiornamenti costanti ai cittadini interessati.Federconsumatori invita inoltre tutti gli utenti coinvolti a conservare la documentazione relativa alle forniture, dalle bollette alle comunicazioni ricevute, e a rivolgersi agli sportelli per ricevere assistenza gratuita.La vicenda resta al centro

dell’attenzione, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a bollette più trasparenti e al pieno rispetto dei diritti dei consumatori.















Maestri del Gusto, dall'assessorato: «Lavoriamo per facilitare l’ingresso dei prodotti lucani in Asia»
«Portare la Basilicata a Hong Kong significa rafforzare la presenza delle nostre produzioni nei mercati internazionali e creare nuove opportunità concrete per le imprese e per l’intero territorio regionale». Lo dichiara l’assessore alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Regione Basilicata, Carmine Cicala, in occasione della partecipazione della Regione alla manifestazione enogastronomica Maestri del Gusto, in programma in questi giorni presso il The Peninsula Hong Kong. La Basilicata è presente con una collettiva istituzionale di produttori, unica nel contesto dell’evento, organizzata dalla Direzione Generale Politiche Agricole, all’interno di una manifestazione che riunisce circa 40 espositori italiani e richiama operatori, importatori e una community internazionale di appassionati del settore.
«Non è solo una vetrina –aggiunge Cicala – ma un passaggio strategico: stiamo costruendo relazioni, verificando opportunità commerciali e lavorando per facilitare l’ingresso dei prodotti lucani, insieme alla nostra offerta turistica e culturale, nei mercati asiatici». Tra le eccellenze presentate, spicca per la prima volta in Asia la Fragola della Basilicata IGP, affiancata da produzioni simbolo del territorio come l’Aglianico del Vulture, i vini Matera DOC, l’olio extravergine del Vulture DOP, i Peperoni di Senise IGP, il fico secco di Miglionico, il miele lucano e una selezione di trasformati agroalimentari e prodotti da forno. Accanto alla dimensione istituzionale e commerciale, emerge anche la presenza di una comunità lucana attiva nella promozione della cucina italiana all’estero. In questa direzione si inserisce la partecipazione del ristoratore Pino Bian-

co, che già lo scorso anno aveva preso parte alle iniziative da Berlino e che, in questa occasione, ha contribuito con una masterclass dedicata alla pasta fatta a mano, affiancato dalla madre, offrendo una testimonianza diretta della tradizione gastronomica lucana. La partecipazione lucana si inserisce in un contesto di alto profilo, realizzato con il supporto dell’Agenzia ICE, della
di Commercio Italiana a Hong Kong e Macao e del Consolato Generale d’Italia a Hong Kong, e rappresenta un tassello della strategia regionale di internazionalizzazione del comparto agroalimentare. L’evento, ospitato nella Salisbury Room del Peninsula, si sviluppa in due giornate dedicate a incontri B2B, degustazioni e networking con operatori selezionati, con l’obietti-
vo di consolidare relazioni commerciali e posizionare le produzioni lucane in mercati ad alto potenziale. «La qualità che esprimono le nostre imprese – conclude Cicala –è riconosciuta e competitiva. Il nostro compito è accompagnarla fuori dai confini regionali e nazionali, trasformando questa capacità in sviluppo, lavoro e nuove prospettive per tutta la Basilicata».
Appuntamento per il 25 e il 26 aprile: il Comune lucano è pronto a trasformarsi in un salone a cielo aperto del gusto
Tutto pronto per l’edizione 2026 di Fragola Expo Basilicata, l’evento che il 25 e 26 aprile 2026 farà di Policoro il salone a cielo aperto del gusto, dell’intrattenimento e dell’innovazione agricola. Tra Piazza Segni e Piazza Aldo Moro, il meglio dell'agricoltura della Basilicata, rappresentata dalla Fragola della Basilicata IGP, si mette in mostra su un’area espositiva di circa 20mila metri quadrati, coinvolgendo 100 espositori, aziende leader del settore e visitatori professionali. La Basilicata è il primo produttore italiano di fragole con 1200 ettari, oltre 500mila i quintali prodotti e più di 150 milioni di euro di fatturato complessivo. Stime economiche già in crescita con l’arrivo della certificazione IGP, formalmente ottenuta nell’ottobre del 2025 dopo l’iter avviato dal Comitato promotore presieduto da Salvatore Pecchia e composto dalle Organizzazioni di Produttori. Donato Antonio Sabato, presidente dell’Associazione organizzatrice Fragola Expo Basilicata, lancia la sfi-
da: «Torniamo a Policoro con un format consolidato, Fragola Expo Basilicata oltre ad essere un’esposizione è anche un luogo di incontro fra i player del settore e dell’indotto con il coinvolgimento diretto dei consumatori». Sabato ha
aggiunto: «Sarà anche un eccezionale momento di confronto sui traguardi raggiunti e gli obiettivi futuri che vedranno impegnate le aziende, le Organizzazioni di produttori, le rappresentanze e le istituzioni».

Il taglio del nastro in programma alle 20.00 del 25 aprile, vedrà protagonisti i Sindaci di Policoro e Scanzano Jonico, Enrico Bianco e Pasquale Cariello, insieme all’assessore regionale all’Agricoltura, Carmine Cicala, al presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini, autorità civili e componenti dell’associazione Expo Fragola Basilicata. Il Sindaco di Policoro, Enrico Bianco, ha fatto sapere : «Vi aspettiamo a Fragola Expo Basilicata, vetrina autorevole e qualificata che ha come protagonista assoluta la nostra fragola della Basilicata IGP. Un weekend chiave che apre le porte del litorale jonico e attira i primi turisti, lanciando in anticipo l'estate del Metapontino».Per Pasquale Cariello, Sindaco di Scanzano Jonico: «Questa rassegna rafforza l'identità comune e premia il gioco di squadra tra istituzioni e imprese. È il giusto tributo alla passione dei coltivatori e alla voglia di fare della nostra gente. Uniti, diamo valore a un frutto unico che rende fiera tutta la Basilicata».


Ieri, l’incontro a Pisticci. Per l’assessore alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr: «I volontari rappresentano un presidio di valori insostituibile»
L’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, è intervenuto ieri a Pisticci in occasione dell’assemblea regionale dell’Avis Basilicata. Un appuntamento per fare il punto sul sistema trasfusionale lucano e per ringraziare le migliaia di volontari che, attraverso una rete capillare, garantiscono l'autosufficienza della nostra regione.Avis Regionale Basilicata si conferma una realtà fondamentale: con 111 sedi locali e oltre 19.000 soci donatori, l'associazione rappresenta un pilastro del sistema sanitario. I dati evidenziano una crescita costante: la Basilicata ha raccolto 6.987 kg di plasma nel 2023, 7.562 kg nel 2024 e 3.505 kg nei primi cinque mesi del 2025, con un incremento pro capite a 15,9 kg per 1.000 abitanti.«Essere qui significa rendere omaggio a una delle espressioni più nobili della no-
stra società: il dono», ha detto Latronico. «Un gesto semplice e anonimo, capace di generare un impatto straordinario. Donare sangue è un atto di civiltà, ma la nostra sfida è promuovere una cultura del dono a 360 gradi, che includa con la stessa forza la donazione di organi, tessuti e cellule. Sangue e organi sono espressioni diverse di un unico impegno verso il prossimo: la scelta consapevole di restituire speranza a chi soffre».L’assessore ha sottolineato come la sensibilità dimostrata dai donatori di sangue debba fare da volano per sensibilizzare i cittadini sull'importanza della donazione degli organi, un campo in cui la Basilicata punta a crescere per ridurre le liste d'attesa e salvare sempre più vite.«In un mondo che rischia di smarrire il senso della comunità - ha aggiunto Latronico - i volontari rappresentano un presidio di valori. Non

esiste tecnologia in grado di sostituire la generosità umana. La Basilicata è una terra di valori autentici e il ruolo dell'Avis è fondamentale per trasformare un bisogno sanitario in un grande movimento di solidarietà collettiva».Infine, Latronico ha lanciato un appello affinché la donazione sia percepita come parte integrante della
Durante l’incontro, focus su potenziale cognitivo e benessere psicologico
“Plusdotazione e futuro della scuola”, Latronico: «Andiamo oltre la didattica»

In occasione del convegno “La Plusdotazione e il futuro della scuola” tenutosi oggi presso Palazzo Lanfranchi, a Matera, l’assessore alla Salute e alle Politiche della Persona della Regione Basilicata, Cosimo Latronico, è intervenuto per porre l’accento su un tema cruciale: il legame indissolubile tra potenziale cognitivo e benessere psicologico. L’assessore ha evidenziato come la plusdotazione non debba essere confinata a una semplice etichetta educativa, ma va-
da affrontata come una questione di salute nel suo senso più ampio, che abbraccia la sfera emotiva e relazionale. «Quando parliamo di ragazzi con alto potenziale cognitivo - ha detto Latronico - non possiamo limitarci alla sola didattica. Questi studenti vivono spesso la realtà con una sensibilità e un’intensità fuori dal comune; se non adeguatamente compresi dal sistema, rischiano di sviluppare ansia, frustrazione e un profondo senso di isolamento». Proprio per questo, l’inter-
vento ha richiamato la necessità di superare i compartimenti stagni tra le Istituzioni, promuovendo una visione integrata dove il mondo della scuola e quello della sanità collaborino attivamente.
Secondo l’assessore, è fondamentale che insegnanti, psicologi, pediatri e servizi territoriali lavorino insieme per individuare precocemente i bisogni degli studenti plusdotati, offrendo loro percorsi che garantiscano l’espressione del talento in modo sano ed equilibrato. In questa ottica, la prevenzione gioca un ruolo chiave: costruire ambienti educativi inclusivi e riconoscere tempestivamente i segnali di disagio significa promuovere salute a lungo termine per l’intera comunità. In conclusione, Latronico ha ribadito che occuparsi di plusdotazione significa, in ultima analisi, prendersi cura del futuro della nostra società, poiché una scuola attenta al benessere di tutti è una scuola che previene il malessere e valorizza ogni singola potenzialità umana.
vita civile: «Dobbiamo rafforzare la collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini. Ogni donazione, che sia di una sacca di sangue o la scelta di diventare donatori di organi, è un gesto che unisce, che salva e che dà speranza. Grazie per quello che fate: continuiamo a costruire una comunità più giusta e umana».
MATERA, CONVEGNO SUI DISTURBI NEUROPSICHIATRICI
«Lesfide della neuropsichiatria moderna richiedono un nuovo paradigma: non basta curare il sintomo, serve una visione d’insieme che sappia unire rigore scientifico e umanità». Così l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, è intervenuto ieri a Matera in occasione del convegno dedicato ai disturbi da tic, al Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) e alle sindromi PANS/PANDAS. L’evento, svoltosi presso l’Auditorium “G. Moscati” dell’Ospedale Madonna delle Grazie, ha acceso i riflettori su patologie complesse che spesso presentano sintomi sovrapposti, rendendo la diagnosi corretta una vera e propria sfida per i medici. Nel suo intervento, l’assessore ha sottolineato come l’evoluzione della medicina stia portando alla luce nuovi legami, ad esempio tra il sistema immunitario e i disturbi del comportamento. «Siamo di fronte a condizioni cliniche delicate – ha sottolineato Latronico – dove la diagnosi differenziale richiede competenze altissime. Negli ultimi anni, l’attenzione verso i meccanismi immunologici ha aperto prospettive innovative. Oggi più che mai i diversi saperi devono dialogare tra loro per mettere in relazione conoscenze diverse e dare risposte concrete».




Il Comune ha subito mobilitato tutte le risorse disponibili, tra cui la Protezione Civile e ARPAB, per mettere in sicurezza la zona
L'Amministrazione comunale di Potenza ha avviato un intervento urgente nelle aree comprese tra via Viviani e via Nazario Sauro, a seguito del rilevamento di tracce di idrocarburi nelle acque di deflusso. Gli accertamenti tecnici condotti dai soggetti competenti hanno confermato la presenza di composti organici volatili, riconducibili a idrocarburi, e sono attualmente in corso indagini per determinare l'origine del fenomeno.A seguito di questi riscontri, sono state immediatamente attivate le procedure previste dalla normativa ambientale, con l’obiettivo di garantire la sicurezza pubblica e la tutela dell’ambiente. L'area è stata prontamente raggiunta da un intervento coordinato che ha visto la partecipazione di numerosi enti e forze sul campo, tra cui i Vigili del Fuoco, il
Magistrato di turno, le Forze dell'Ordine, l'ASP, l'ARPAB, la Protezione Civile, il Comune di Potenza e la Protezione Locale. L’Amministrazione comunale ha ringraziato sentitamente tutti i soggetti coinvolti per la loro prontezza e competenza nella gestione della situazione, che avrebbe potuto svilupparsi in un pericolo maggiore. In via precauzionale e per contenere l'incidente, è stato affidato alla ditta Garramone Spurghi l’incarico di raccogliere e rimuovere le acque contaminate.Nel frattempo, le autorità competenti stanno effettuando valutazioni per determinare le cause dell’incidente e verificare eventuali responsabilità. È in fase di quantificazione anche l'eventuale danno ambientale causato dall'incidente, e sono state messe in atto le procedure per la messa in sicurezza dell'area, che rimarrà sotto

monitoraggio costante.Al momento, non sono stati riscontrati pericoli immediati per la salute della cittadinanza né per la sicurezza pubblica. Dopo aver completato le verifiche, le condizioni della zona sono state ritenute sicure, e via Nazario Sauro è stata riaperta al traffico senza ulteriori
restrizioni.L’Amministrazione comunale ha rassicurato la cittadinanza che continuerà a monitorare attentamente l’evolversi della situazione e fornirà aggiornamenti tramite comunicati ufficiali nelle prossime ore, mantenendo un flusso costante di informazioni sulla questione.
Una giornata di sport e socializzazione al Tourist Hotel, dove il Subbuteo Club Potenza ha accolto atleti di fama internazionale
Una giornata interamente dedicata al Subbuteo, un torneo dimostrativo che ha avuto il pieno significato dell'accoglienza, della resilienza e della crescita comune. Ieri, dalle 9 alle 19, presso il Tourist Hotel di Potenza, si è svolta l'iniziativa promossa dal Club Subbuteo Potenza, presieduto da Flavio Olita, denominata “The Wonderful Ten”, organizzata di concerto con la Pucceria Assurd, la Tecnica Eliografica, Extreme Words, la BCC Basilicata, il Comune di Potenza, il CSI, l'Opes, la Federazione Calcio Tavolo e la Lega Nazionale Calcio Tavolo. Una giornata bellissima, quella ideata e fortemente voluta da Flavio Olita e dal padre Raffaele, per rafforzare il valore della solidarietà, dell'amicizia e del rispetto delle regole. Presente al Tourist Hotel, l'Assessore alla Cultura del Comune di Potenza, Roberto Falotico. L'evento è stato concepito per riunire nomi di grande fascino della disciplina, segnalando con forza la presenza del calcio da tavolo come elemento di socializzazione.I dieci cam-
pioni presenti sono stati Massimo Bolognino, Ferdinando Gasparini, Mattia Ferrante, Leonardo Giudice, Andrea Ciccarelli, Francesco Manfredelli, Stefano Capossela, Lucio Canicchio, Nicolò Colossi e Luca Battista. Le gare sono state dirette da arbitri di categoria. Tra i principali campioni presenti ieri a Potenza, da segnalare Massimo Bolognino, mito della disciplina e pluricampione del mondo, conosciuto nel-
l'ambiente come il Maradona del Subbuteo. Da notare anche la presenza di Francesco Manfredelli, giovane talento della disciplina che continua a vincere gare a livello giovanile. Entrambi fanno parte della società Eagles Napoli.La splendida cornice del Tourist Hotel ha reso ancora più suggestiva la kermesse, scandita dai cronometri che misuravano il tempo dei match e dalla massiccia presenza di addetti ai lavo-
ri. L'A.S.D. Subbuteo Potenza ha confermato di essere uno dei punti di riferimento del settore del calcio da tavola, e l'evento di ieri ha rappresentato solo il primo passo di un lungo cammino che unisce gioco, svago e divertimento con l'intento di condividere un momento di grande amicizia.Il torneo si è svolto secondo la formula dei gironi, seguita da quarti di finale, semifinali e finali. Flavio Olita, vero e proprio promoto-

re dell'evento, ha parlato della kermesse:“The Wonderful Ten è un torneo che riunisce i migliori giocatori di calcio da tavola, con l'obiettivo di avvicinare più persone a questa disciplina, giovani e persone diversa- mente abili. È stato un lavoro lungo e complesso, ma alla fine siamo riusciti a organizzare un evento di alto livello.”Francesco Manfredelli, campione mondiale da giovane, ha parlato della sua attività:“Ho vinto il mondiale under 16 a Londra nel 2024 e a Gibilterra nel 2023. Ho iniziato a giocare grazie a mio padre. Nei prossimi anni mi piacerebbe entrare nella nazionale italiana assoluta.”Luca Battista, fuoriclasse della disciplina, ha parlato della sua passione:«La mia passione per il Subbuteo nasce da bambino, grazie a mio padre. Oggi sono qui per condividerla. Ricordo con piacere il campionato europeo e mondiale vinti con l'Italia. La federazione sta facendo un ottimo lavoro con i giovani, e il Subbuteo può essere un'alternativa ai videogiochi per i ragazzi». FRANCESCO MENONNA

DI RO S A
A POTENZA. Un simbolo di degrado lungo oltre vent’anni che, da ferita urbana, si trasforma finalmente in occasione di rivalsa. In via Enrico Toti, nel cuore del rione Francioso a Potenza, gli operai del Comune hanno dato il via allo smantellamento del prefabbricato abbandonato che per decenni ha rappresentato incuria, promesse mancate e frustrazione per i residenti. Un
intervento atteso, invocato, rimasto troppo a lungo sulla carta e oggi diventato realtà sotto l’azione dell’amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Telesca. Del fazzoletto di terra su cui sorge il container, Cronache se ne è occupato già nel 2024 quando durante un reportage tra le aree degradate del capoluogo ci siamo imbattuti in questo obbrobrio incastonato tra i palazzi di uno dei quartieri maggiormente saturi

di cemento e con una forte carenza di parcheggi. Abbattere la struttura e distribuire meglio il traffico viario in una strada densamente abitata e stretta, creare se fosse stato possibile, un piccolo parcheggio a servizio è stata una delle proposte avanzate per cinque lunghi anni dal consigliere comunale e presidente del Consiglio pro tempore nella scorsa consiliatura Rocco Bernabei. Idea mai presa realmente in considera-
zione dall’allora amministrazione comunale guidata da Mario Guarente. Oggi invece lo smantellamento del prefabbricato è realtà. Non sappiamo cosa il Comune deciderà di fare di quell’area finalmente liberata da una struttura brutta, fatiscente, inutile, più volte vandalizzata e pericoloso ricettacolo di roditori e altri animaletti ma sappiamo che qualcuno finalmente ha dato ascolto agli abitanti di via Enrico To-
ti. Sabato mattina sono iniziati i lavori di rimozione della struttura alla presenza di un gruppo di residenti che attentamente seguivano le operazioni: «Finalmente sarà rimosso». Un segnale concreto, dunque, che restituisce fiducia a una comunità troppo spesso rimasta inascoltata. La rimozione del prefabbricato non è soltanto un intervento di decoro urbano, ma rappresenta il primo passo verso una possibile riqualificazione dell’intera area, che potrà finalmente essere ripensata in funzione delle reali esigenze del quartiere. I residenti chiedono scelte condivise, affinché quello spazio non torni a essere sinonimo di abbandono. Che si tratti di nuovi parcheggi, di un’area verde o di servizi utili alla collettività, sarà fondamentale non disperdere l’occasione appena conquistata. Dopo oltre vent’anni di attesa, via Enrico Toti merita una visione chiara e interventi all’altezza, capaci di trasformare definitivamente una pagina di degrado in un esempio di buona amministrazione.
POTENZA Ospite l’atleta Nicky Russo nel plesso Bonaventura dell’Ic Torraca-La Vista: «Lo sport unisce e abbatte le barriere»
POTENZA. Una giornata speciale dedicata alla cultura dello sport paralimpico e alla valorizzazione della diversità si è svolta presso il plesso Bonaventura dell’Istituto Comprensivo “Torraca La Vista” di Potenza. L’Open Day del Comitato Italiano Paralimpico (CIP) Basilicata ha rappresentato un momento di grande condivisione e riflessione per studenti, insegnanti e ospiti, trasformando la scuola in un laboratorio di inclusione e crescita sociale. L’evento, organizzato con il prezioso contributo della professoressa Maria Santarsiero e della Dirigente Scolastica, professoressa Marianna Catalano, ha posto al centro i valori dello sport come strumento di integrazione e riscatto sociale, offrendo agli alunni l’opportunità di vivere esperienze pratiche e ascoltare testimonianze dirette di chi ha fatto della diversità un punto di forza.
La giornata è stata pensata per promuovere la cultura paralimpica tra i giovani, sensibilizzandoli ai valori dello sport e alla sua straor-

dinaria capacità di abbattere barriere e costruire ponti. Non solo competizione, ma anche solidarietà, rispetto e crescita personale: questi i temi che hanno animato l’Open Day, trasformandolo in un’occasione di confronto e arricchimento per tutti i partecipanti. Gli alunni hanno potuto vivere in prima persona esperienze pratiche e ascoltare testimonianze di esperti e atleti, tra cui il paralimpico lucano Nicky Russo, simbolo di resilienza

e determinazione. «Lo sport è un linguaggio universale che unisce e abbatte le barriere», ha ricordato Russo, emozionando la platea con il suo racconto. L’iniziativa, che ha visto la partecipazione di figure di spicco del panorama paralimpico regionale, ha lasciato un segno profondo, contribuendo a sensibilizzare i giovani sull’importanza di vedere la diversità come una risorsa e uno strumento di crescita per tutta la società.

Il progetto ‘Le Trame del Bradano’ è promosso da Palazzo San Gervasio e coinvolge 16 comuni lucani, con la partecipazione attiva di Potenza
Il Bradano lancia una sfida ambiziosa per il 2027: candidarsi al titolo di Capitale Italiana del Libro. Giovedì 16 aprile, nella suggestiva cornice del Castello di Palazzo San Gervasio, è stato presentato ufficialmente il progetto “Terre Libere. Antologia di un popolo che (r)esiste con la lettura”, il dossier che segna l’inizio di un cammino culturale e sociale che coinvolge ben 16 comuni lucani. L’aggregazione “Le Trame del Bradano”, capofila del progetto, ha già suscitato ampio interesse e apprezzamento, tanto che la Regione Basilicata ha dichiarato di essere “colpita dalla lungimiranza” della proposta.Il dossier, che non si limita a una semplice candidatura, ma rappresenta un vero e proprio manifesto di cambiamento per il territorio, è il frutto di un lavoro collettivo durato mesi. Sindaci, docenti, professionisti e cittadini si sono uniti con passione per dimostrare che il Bradano non è più una zona marginale, ma un centro di innovazione sociale e culturale. “Un territorio che vuole riscrivere il proprio destino”, come sottolineato dal sindaco di Palazzo San Gervasio, Luca Festino, all’apertura dei lavori. Il valore politico e culturale di questa candidatura è stato ribadito anche dagli interventi di Pasquale Caffio, Sindaco di Banzi, e Michele Beneventi, Assessore del Comune di Potenza, che hanno messo in luce la forza della coesione tra i 16 comuni coinvolti.Il progetto di candidatura è stato curato e co-
ordinato da Nicola Palumbo, che ha descritto come la lettura diventi un’autentica “infrastruttura sociale” per il Bradano. La realizzazione visiva del dossier, a cura di Donato Faruolo, docente all’Università di Foggia, ha dato vita a un logo che richiama la trifora sveva, immaginata come un libro aperto che guarda al futuro.Il valore storico e culturale della candidatura è stato ulteriormente sottolineato dal Prof. Michele Chisena, che ha tracciato un parallelo tra la Costituzione di Melfi e quella repubblicana italiana, rafforzando il legame tra le radici storiche del territorio e i diritti moderni. A confermare il respiro internazionale e la solidità del progetto, sono intervenuti Rita Orlando, Direttrice della Fondazione Matera Basilicata 2019, e Raffaele Vitulli, Presidente del Cluster europeo delle imprese culturali e creative, che hanno evidenziato le enormi potenzialità di sviluppo culturale ed economico legate al mondo del libro.In chiusura, Giampiero Perri, Capo di Gabinetto della Giunta Regionale, ha portato i saluti del Presidente Vito Bardi, dichiarando di essere rimasto profondamente colpito dalla qualità e dalla visione del progetto: “Un progetto che brilla per la sua lungimiranza e che dimostra come la Basilicata sappia essere protagonista di processi culturali di alto profilo”, ha commentato.La candidatura del Bradano si presenta quindi come una sfida che vede un territorio, pur distante dalle grandi
realtà urbane, giocare un ruolo importante nella cultura italiana. Un dossier di qualità, frutto di un lavoro che va oltre la semplice candidatura, e che è già un traguardo straordinario. Un atto di coraggio che dimostra come la Basilicata, attraverso il Bradano, sia pronta a dialogare con le altre regioni d’Italia, contribuendo a un processo di crescita culturale che avrà ricadute positive a livello locale e nazionale.
POTENZA AL FIANCO DEL BRADANO:
UN PATTO PER LA CULTURA
E LA LETTURA
A rafforzare la proposta di candidatura del Bradano, arriva anche l’ufficializzazione del Comune di Potenza come partner istituzionale del progetto. Con l’approvazione da parte della Giunta comunale dello schema di Protocollo d’Intesa, il Comune di Potenza si impegna a sostenere l’aggregazione “Le Trame del Bradano”, promuovendo il titolo di Capitale Italiana del Libro 2027. L’adesione è stata fortemente voluta dagli assessori Federica D’Andrea (Politiche giovanili), Loredana Costanza (Programmazione e digitalizzazione) e Roberto Falotico (Cultura), che hanno sottolineato come questa candidatura rappresenti una straordinaria opportunità per il patrimonio culturale lucano.Per Potenza, questa candidatura non è solo un progetto legato alla cultura, ma anche un’azione strategica per la crescita sociale e civile della comunità. “Investire nella

lettura significa investire nelle nuove generazioni, nella loro crescita culturale e nella costruzione di una comunità consapevole e inclusiva”, ha dichiarato l’assessore D’Andrea. La lettura, infatti, è vista come uno strumento fondamentale di partecipazione e cittadinanza attiva, in particolare per i più giovani.La partecipazione del Comune di Potenza è anche un segno della capacità delle istituzioni lucane di collaborare, mettendo in campo strategie di sviluppo culturale e territoriale che coinvolgono un ampio numero di enti pubblici e privati. “Questa candidatura è un esempio di governance condivisa, che mette al centro innovazione, visione e cooperazione tra enti”, ha sottolineato l’assessore Costanza.Il progetto "Le Trame del Bradano" si pro-
pone come un modello di rigenerazione culturale che non vede il libro come un simbolo astratto, ma come un dispositivo quotidiano che attraversa biblioteche, ospedali, scuole e spazi pubblici. La lettura diventa così un mezzo per costruire relazioni, rafforzare le comunità e generare valore condiviso. Le “Terre Libere” del Bradano sono un patto tra generazioni e comunità, fondato sull’idea che la cultura è un diritto e una responsabilità collettiva.In questo senso, la Città di Potenza si impegna a essere parte attiva di un progetto che mira a costruire una rete forte di biblioteche, scuole, associazioni e operatori culturali, facendo del libro e della lettura le leve fondamentali per un futuro più ricco e consapevole per l’intera regione lucana



VENOSA. Un territorio che si compatta e alza la voce, trasformando una firma in un atto politico dal peso specifico rilevante.
A Venosa, in Piazza Orazio, undici amministrazioni comunali del Vulture Alto Bradano, Venosa, Ripacandida, Ginestra, Maschito, Montemilone, Palazzo San Gervasio, Lavello, Rapolla, Melfi, Barile e Atella, insieme all’Associazione Primo Maggio, hanno sottoscritto il protocollo d’intesa “Primo Maggio Venosa 2026”, lanciando un messaggio chiaro: il futuro industriale e occupazionale dell’area non può più essere deciso senza il coinvolgimento diretto delle comunità locali.La scelta di fare fronte co-
mune arriva in una fase delicata, segnata dalle incertezze che continuano a gravare sullo stabilimento di San Nicola di Melfi e sull’intero indotto. Un contesto che negli ultimi anni ha messo a dura prova centinaia di lavoratori, tra cassa integrazione e prospettive instabili. Da qui la necessità di un’azione condivisa, capace di unire istituzioni, politica, sindacati e imprese. «I giovani devono essere sensibilizzati sulla questione del lavoro – ha dichiarato il sindaco di Venosa, Franco Mollica – e la firma di questo protocollo, in occasione dell’organizzazione del Primo Maggio per la seconda annualità, è il segno di un’attenzio-
ne che non deve mai calare. Rispetto alla vicenda Stellantis, sebbene ci siano segnali che lasciano ben sperare, quello che abbiamo vissuto negli ultimi anni, tra disoccupazione e cassa integrazione, deve restare un monito. Questa iniziativa serve a mantenere alta l’attenzione affinché non si ripetano più situazioni così difficili per i lavoratori».Sulla stessa linea il sindaco di Melfi, Giuseppe Maglione, che ha sottolineato la necessità di una risposta corale in una fase di profonda trasformazione industriale: «Con questa firma ribadiamo quanto sia fondamentale un’azione comune che parta dalle istituzioni e si estenda alla politica, alla Regione, alle parti datoriali e sindacali. Siamo nel pieno di una tempesta perfetta: la transizione verso l’elettrico non deve pesare sulle spalle delle aziende dell’indotto e dei lavoratori. Dobbiamo arrivare a una sostenibilità che sia anche occupazionale. Non si possono sacrificare competenze e professionalità sull’altare della produzione». Accanto alla dimensione politica, c’è anche quella sociale e culturale dell’iniziativa. Il Primo Maggio 2026 a Venosa sarà infatti un momento di confronto e partecipazione, oltre che di musica. «Stiamo lavorando a un grande evento – ha spiegato il
consigliere comunale Antonio Conte – per alleggerire un momento difficile segnato dalla crisi. La mattina ci sarà un talk con i sindaci, i rappresentanti sindacali e il vescovo Ciro Fanelli, mentre dal pomeriggio partirà la musica che accompagnerà la giornata fino a sera. Con questo protocollo sigilliamo il lavoro che gli amministratori stanno portando avanti per cercare soluzioni concrete».Un progetto che guarda anche al futuro e alla costruzione di uno spazio stabile di aggregazione. «L’obiettivo della nostra associazione – ha aggiunto il presidente Giovanni Cordino – è proprio quello di dare vita a un grande Primo Maggio a Venosa, ma anche di creare eventi e momenti di socialità durante tutto l’anno. Vogliamo continuare a parlare di lavoro, dei problemi degli operai e del territorio, mantenendo viva l’attenzione su temi che ci stanno particolarmente a cuore». Quella siglata a Venosa non è dunque una semplice intesa formale, ma un impegno preciso: difendere il lavoro, accompagnare la transizione industriale senza lasciare indietro nessuno e rivendicare un ruolo attivo per il territorio. Un segnale forte, destinato a pesare nel dibattito sul futuro produttivo dell’intera area.
R.M.
Zaccagnino (Rsu Flai Cgil): «Sicurezza a rischio, non aspetteremo un’altra tragedia»
Strade ridotte a percorsi di guerra, viadotti pericolanti, buio pesto e il rischio incendi che bussa alla porta. È questo il quadro desolante dell’area industriale di San Nicola di Melfi denunciato con forza da Vincenzo Zaccagnino, Rsu/Rls della Flai Cgil Basilicata.
«Siamo stanchi di assistere al degrado totale di quello che dovrebbe essere il fiore all’occhiello dell’industria lucana e che invece somiglia sempre più a una terra di nessuno», esordisce Zaccagnino.
Il "caso" del viadotto Barilla
La situazione più allarmante riguarda la viabilità strutturale. In particolare, il viadotto adiacente allo stabilimento Barilla versa in condizioni critiche: «Un giunto del viadotto ha ceduto, abbassandosi di circa 30 centimetri. È un pericolo pubblico imminente per le migliaia di lavoratori che ogni giorno transitano su quel tratto. Cosa si aspetta a intervenire? Che avvenga l' ennesima tragedia?»
Illuminazione: promesse al buio
Il ricordo torna tragicamente alla morte della lavoratrice Rossella Mastromartino, la 36enne, investita alla fine del turno notturno, da un autobus qualche anno fa, proprio a

causa della scarsa visibilità.
«In quell'occasione abbiamo assistito alla solita sfilata di politici pronti a promettere che l'intera area sarebbe stata 'illuminata a giorno'. A distanza di anni, le tenebre regnano ancora sovrane. È inaccettabile che la vita dei lavoratori venga messa a rischio per la mancanza di un lampione, ignorando il sa-
crificio di chi ha già perso la vita su queste strade.»
Emergenza incendi e incuria
Con l’arrivo della stagione estiva, si ripresenta il dramma della vegetazione incolta. L’erba alta ha ormai invaso le carreggiate, trasformando l’area in una polveriera. «Abbiamo già vissuto l’inferno con due grossi incendi che hanno distrutto interi capannoni aziendali. Con l'imminente arrivo dell'estate e l'incuria totale, il rischio che la storia si ripeta è altissimo. Non possiamo permetterci di perdere altri posti di lavoro o, peggio, vite umane a causa della mancata manutenzione ordinaria.»
L'appello alle istituzioni
La FLAI CGIL Basilicata, per mano di Zaccagnino, chiede un intervento immediato e non più differibile agli enti competenti (Consorzio Industriale, Provincia e Regione): «Non ci servono altre passerelle o promesse elettorali. Servono i cantieri. Servono asfalto, luci e sicurezza. La pazienza dei lavoratori è finita: l’area di San Nicola di Melfi non può essere ricordata solo durante i tagli del nastro, ma va curata ogni giorno per chi ci lavora e produce ricchezza per il territorio.»

Il corso di formazione è aperto a disoccupati o inoccupati tra i 16 e i 64 anni iscritti al Centro per l'Impiego

D I E MA N U EL A C A LA BR ES E
Le mani abili delle ricamatrici di Anzi sono celebri per la realizzazione di ricami e tessili di pregiata fattura. E se la Basilicata e non solo, le conosce per la loro maestria, forse a livello internazionale sono state davvero conosciute quando hanno realizzato, nel 2021, una
versione esclusiva della Fendi Baguette per il progetto "Hand in Hand". Questa collaborazione ha valorizzato l'antica tradizione tessile lucana, unendo artigianato locale e alta moda. Le opere sono spesso esposte in mostre locali, come nel Palazzo Comunale, per preservare e tramandare questo sapere alle nuove generazioni. Ma l'Amministrazione Comuna-

le non perde occasione per sostenere e valorizzare le antiche arti e tradizioni artigianali locali, ritenendole vere e proprie opportunità di crescita e sviluppo economico per la nostra comunità.
E così, dopo aver sostenuto la realizzazione della baguette rappresentativa della Basilicata, interamente ricamata a mano dalle
Il Sindaco Chiarito celebra il giovane calciatore con la ricezione della maglia ufficiale del Real Madrid

Nella giornata di ieri, il Sindaco Michele Chiarito e l’Amministrazione comunale di Ripacandida hanno avuto l’opportunità di accogliere con grande orgoglio il papà e il nonno di Franco Mastantuono, giovane talento
del Real Madrid. Durante l'incontro, il Sindaco ha ricevuto una maglia ufficiale del celebre club spagnolo, firmata dallo stesso Franco, accompagnata da una dedica speciale per tutta la comunità ripacandese. Un gesto semplice, ma carico di significato, che testimonia l’affetto e il legame profondo che il giovane calciatore nutre per le sue radici lucane.Il Sindaco Chiarito ha sottolineato quanto questo momento rappresenti una grande emozione per l’intera comunità, che si sente orgogliosa di vedere uno dei suoi figli emergere sulla scena internazionale. Un esempio di determinazione, passione e sacrificio, che dimostra come, con impegno
e dedizione, i sogni possano davvero diventare realtà. Il percorso di Franco Mastantuono è visto come un faro di speranza per i più giovani, che possono trarre ispirazione dalla sua storia per perseguire i propri obiettivi.L’Amministrazione comunale ha voluto esprimere a Franco i più sinceri auguri per un futuro ricco di successi, sia sul campo che nella vita, confermando l’orgoglio di Ripacandida per il suo straordinario talento. La comunità di Ripacandida si sente fiera di vedere uno dei suoi giovani rappresentare con onore il paese a livello mondiale, un segno che il talento, anche nelle piccole realtà, può farsi strada nel grande mondo dello sport.
ricamatrici anzesi, l’impegno dell’Amministrazione Graziadei prosegue con l'abito tricolore per Miss Italia 2025 che «sarà realizzato a mano dalle sarte e ricamatrici di Anzi e sarà indossato dalla concittadina Katia Buchicchio, Miss Italia in carica, in eventi e attività promozionali –spiegano dalla casa comunaleL'Amministrazione favorisce anche corsi di formazione per qualificare gli operatori nel ricamo e nella sartoria, incentivando così nuove attività economiche».Il corso di formazione "Finitura del capo di abbigliamento " finanziato dal programma Gol della regione Basilicata e gestito dall’ente di formazione 3MService&Consulting è aperto a disoccupati o inoccupati tra i 16 e i 64 anni iscritti al Centro per l'Impiego. «Invitiamo tutti gli interessati ad aderire al programma» concludono il Sindaco Filomena Graziadei e l’Amministrazione comunale.
L’eccellenza del ricamo anzese dunque è ormai nota e lo scorso anno, una mostra, curata dalla Pro Loco locale, ne ha celebrato la bellezza nella storia, esibendo con orgoglio vere e proprie opere di arte artigianale, alcune che superavano il secolo di vita. Anche in quell’occasione Madrina dell’evento è stata la Miss Italia di Anzi, appassionata di cucito e ricamo.



Oltre trenta milioni per trasformare l’area industriale dismessa in polo su energia e formazione. Ugl: «Occasione storica»
POLICORO. L’ex zuccherificio Eridania di Policoro si prepara a una nuova vita dopo anni di abbandono. L’area industriale, estesa per circa trenta ettari, sarà al centro del progetto “Si fa – Società & energia: il futuro della Basilicata”, iniziativa che punta a restituire al Metapontino un ruolo strategico attraverso lavoro, innovazione e ricerca. Per decenni, tra il 1955 e il 1991, lo stabilimento ha rappresentato un punto di riferimento economico e sociale per il territorio, garantendo occupazione e stabilità a centinaia di famiglie. Poi la chiusura e il progressivo declino, con un vuoto rimasto a lungo irrisolto. Oggi, secondo l’Ugl Matera, si apre una fase diversa, segnata da investimenti e prospettive concrete. «Finalmente il cuore del Metapontino torna a battere – afferma il segretario provinciale Pino Giordano –. Policoro non è più simbolo di perdita, ma di rinascita e ambizione». Il sindacato sottolinea il ruolo della Regione Basilicata, che agirà come soggetto attuatore e stazione appaltante, garantendo tempi e gestione del progetto. L’intervento prevede un investimento superiore a trenta milioni di euro e la

realizzazione di un centro di ricerca e innovazione dedicato alla povertà energetica. Il partenariato coinvolge realtà nazionali e locali, tra cui Enea, Università di Salerno, Società energetica lucana, Ater Matera, Comune di Policoro e altri soggetti del mondo della formazione e del terzo settore. Secondo l’Ugl, la riqualificazione non ha solo una dimensione urbanistica, ma rappresenta una scelta strategica capace di incidere sul futuro dell’intero territorio. «È il momento di lavoro concreto, sviluppo e innovazione», prosegue Giordano, evidenziando come il progetto possa generare occupazione già nella fase dei
cantieri e successivamente nei servizi collegati.Il segretario richiama anche una prospettiva più ampia per il territorio: «Possiamo credere che il Metapontino giochi la sua carta e diventi la terza provincia della Basilicata». Un obiettivo che passa, secondo il sindacato, dalla capacità di trasformare investimenti e competenze in crescita stabile.Il progetto, sostenuto anche dall’assessore regionale Cosimo Latronico e dal sindaco di Policoro Enrico Bianco, viene indicato come modello di sviluppo fondato su persone, territori e conoscenza. «Il tempo delle parole è finito –conclude Giordano –. Ora contano i fatti».
LA DENUNCIA DEL CONSIGLIERE SCHIAVO
«Pochi servizi igienici nel centro di Matera»
MATERA. Servizi igienici insufficienti nel centro storico, con un solo punto attivo a fronte di un flusso turistico sempre più consistente. È la denuncia del consigliere comunale Domenico Schiavo, esponente di Basilicata casa comune, che richiama l’attenzione su una criticità ormai strutturale.Attualmente risultano aperti soltanto i bagni di piazza Vittorio Veneto, mentre quelli di piazza San Francesco restano chiusi, aggravando la carenza di un servizio essenziale. Una situazione che, secondo Schiavo, non è più sostenibile né per i visitatori né per i cittadini.«Non è accettabile che una città come Matera disponga di un solo punto di servizi igienici funzionante nel centro storico», afferma il consigliere, sottolineando come il problema incida anche sull’immagine complessiva della città.A farsi carico delle esigenze quotidiane sono spesso le attività commerciali, con bar e ristoranti costretti a supplire alle mancanze del servi- zio pubblico, sostenendo costi e disagi. «È necessario un intervento immediato – aggiunge Schiavo – per riaprire i bagni di piazza San Francesco e pianificare una presenza adeguata e diffusa».Per il consigliere, garantire servizi adeguati significa tutelare il decoro urbano e sostenere l’accoglienza in una città a forte vocazione turistica.

Percorso formativo tra cinema, laboratori e creatività per studenti con il coinvolgimento di partner nazionali e realtà locali
MATERA. Il Parco della Murgia Materana consolida il proprio ruolo di presidio educativo e culturale, configurandosi sempre più come spazio strategico di produzione culturale e laboratorio di innovazione rivolto alle nuove generazioni. Nelle scorse settimane venticinque studenti hanno partecipato a un’esperienza immersiva tra linguaggi audiovisivi, formazione e attività laboratoriali.«Il Parco della Murgia Materana consolida il proprio ruolo come presidio educativo e culturale», si legge nella nota diffusa dall’Ente, che evidenzia la volontà di rafforzare un modello fondato sull’integrazione tra patrimonio, conoscenza e partecipazione attiva.Le attività si sono sviluppate tra videoproiezioni e masterclass con ospiti e percorsi
dedicati alla formazione, attraverso workshop e momenti di produzione creativa, con l’obiettivo di accrescere competenze digitali, critiche ed espressive. L’iniziativa è stata promossa dall’associazione culturale Cinecreando, in collaborazione con il cine teatro “N. Andrisani” e la Fondazione cineteca Giffoni, con il contributo di partner locali e il sostegno dell’Ente Parco e del Comune di Montescaglioso.Il percorso si è concluso con la serata finale del Cinecreando festival, durante la quale sono state presentate le opere realizzate dagli studenti. «Il Parco non è soltanto un luogo di valore paesaggistico e storico, ma uno spazio educativo aperto», afferma il presidente Giovanni Mianulli.Secondo l’Ente, il progetto raffor-

za il posizionamento del Parco come hub culturale e piattaforma di sviluppo territoriale, capace di dialogare con i processi di tra-
sformazione e di rendere i giovani protagonisti attivi nella costruzione di nuove narrazioni legate al territorio.

Quest’anno, ricorrono 150 anni dalla nascita dell’uomo che fece la storia con la creazione dell’Alfa Romeo
D I VI N C EN Z O M AI DA
Ricorrono, quest’anno, i 150 anni dalla nascita di Nicola Romeo (Sant’Antimo 28 aprile 1876 - Magreglio 15 agosto 1938). Nel Comune campano, infatti, è stato costituito un Comitato per le celebrazioni, presieduto da Maria Puca. Il fondatore dell’Alfa Romeo era, dunque, nato a Sant’Antimo da Consiglia Tagliatela, anche lei nata nel popoloso Comune alle porte di Napoli, e dal maestro elementare Maurizio Romeo che, a 29 anni, orfano di entrambi i genitori dall’età di 6 anni, si era trasferito nella cittadina napoletana per insegnare. Primo di otto figli, una sua sorella di chiamava Giulietta, nome che diede ad una delle sue auto, si laureò prima in Ingegneria Meccanica a Napoli e poi, all’età di 23 anni, in Ingegneria Elettrotecnica a Liegi, in Belgio. Tutta la storia della famiglia Romeo, prima del trasferimento a Sant’Antimo di Maurizio, l’ho ricostruita in un libro “Nicola Romeo da Cirigliano a Montalbano J., da Sant’Antimo a Milano”. All’interno dell’opera, narro anche della mia scoperta che il nonno omonimo era originario di Cirigliano e per i ciriglianesi è stata una assoluta novità. I primi soldi importanti che guadagnò li donò per la costruzione di un orfanotrofio a Napoli: questo gesto che gli valse la cittadinanza onoraria. Il nonno Nicola Romeo, figlio di Leonardo, era venuto da Cirigliano a Montalbano
per sposare Lucia Guida. Qualche anno prima, un suo fratello aveva sposato una montalbanese ed era, però, tornato a vivere nel piccolo Comune della provincia di Matera. Nicola, invece, si stabilì a Montalbano J. E, con Lucia Guida, generarono due figli: Maurizio, appunto, e Antonia Maria. Lucia morì quando la bambina aveva solo pochi mesi, mentre Maurizio ne aveva quattro. Due anni dopo, morì anche Nicola e i due bambini crebbero con una zia zitella. I Comuni di Montalbano Jonico e Cirigliano preannunciano un gemellaggio e un Consiglio comunale congiunto in nome della famiglia Romeo, mentre sono in corso di programmazione alcune iniziative per ricordare il fondatore dell’Alfa Romeo. Consilia Tagliatela mise in vendita la casa che aveva ereditato dai suoceri, vale a dire il palazzo della famiglia Guida che, dopo tanti anni, avrebbe avuto un altro proprietario. La notizia che quel palazzo fosse in vendita si diffuse in un attimo per tutto il paese. Dalla Puglia, esattamente da Bitonto, alle porte di Bari, alcuni anni prima era arrivato un intraprendente commerciante di stoffe, intelligente, dinamico. Dalla vendita porta a porta, in poco tempo, era riuscito ad aprire due negozi e gli affari andavano a gonfie vele. Aveva conosciuto una ragazza del posto, Rosa Giannittelli, e si era sposato con lei. Salvatore Stoia già pensava ad una famiglia numerosa, voleva tanti figli e una ca-

sa adeguata per farli crescere. Quando seppe che quel palazzo era in vendita non ci pensò due volte e decise di acquistarlo. Dopo la permanenza all’Estero, Nicola Romeo tornato in Patria, esperì alcuni tentativi per trovare lavoro presso varie grandi imprese, ma gli venne offerto solo un posto di capostazione a Tivoli che rifiutò. Fu durante una delle trasferte per i colloqui che conobbe casualmente, in treno, un dirigente della “Robert Blackwell & Co”, Società inglese che operava in campo ferroviario e dell’impiantistica elettrica, intenzionata ad aprire una filiale in Italia. Nicola Romeo venne assunto e diresse la filiale italiana per alcuni anni, con il compito di promuovere e sovrintendere la costruzione di tranvie elettriche, acquisendo esperienza e sufficienti sostanze per dare vita a un’impresa autonoma. Nel 1906, con altri investitori, fondò la società “Ing. Nicola Romeo & Co.” che ebbe un grande successo commerciando i materiali rotabili dell’azienda siderurgica inglese “Hadfield di Sheffield” e, soprattutto, i macchinari per la produzione di aria compressa dell’americana “IngersollRand”. Nel 1911, fondò la “Società in accomandita semplice Ing. Nicola Romeo e Co.” per la produzione di macchinari per le attività estrattive. L’azienda si specializzò, ben presto, nella produzione di rotabili ferroviari, cogliendo anche le opportunità offerte dall’emergente tecnologia dei motori termi-

ci per produrre su licenza alcune fra le prime automotrici italiane. Nel 1909, gli stabilimenti di Portello presso Milano della “Società italiana di automobili Darracq” furono rilevati da un gruppo di imprenditori che avevano fondato “l’Anonima Lombarda Fabbrica Automobili” (A.L.F.A.), e nel 1915 da Nicola Romeo, che li riconvertì alla produzione bellica. Con l’aiuto dei suoi potenti impianti di aria compressa, Nicola Romeo approntò nel 1916 la famosa esplosione del Col di Lana. Terminata la guerra, iniziò l’avventura dell’Alfa Romeo, un marchio ormai conosciuto in tutto il mondo. Si racconta che, negli anni ‘30 in
Germania, quando per strada passava un’auto Alfa Romeo, i meccanici uscivano fuori dalla loro officina per ammirarla e la riconoscevano subito dal caratteristico rombo del suo motore. Nicola Romeo voleva togliere il simbolo del Biscione, ma la vecchia proprietà glielo impedì, minacciando di far saltare il contratto di acquisto. Al suo posto, voleva metterci il simbolo del Venusio: questo dimostra quanto lui si sentisse napoletano a tutti gli effetti. I tentativi di qualche organizzazione di mettergli in testa il cappello della lucanità, in occasione dei 150 anni dalla sua nascita, sono semplicemente ridicoli.


Tra ideologie contrastanti e strategie di soft power: un'analisi approfondita di come la Cina e gli Stati Uniti utilizzano il cinema e la propaganda
DI FR AN CESC O MEN ONN A
Pechino e Washington, Teheran e Islamabad: nel bel mezzo, la crisi dello stretto di Hormuz. I recenti fatti di cronaca internazionale e il conflitto che insanguina il Medio Oriente sono all'ordine del giorno e proprio per questo Federico Mussuto, scrittore, anima il cuore pulsante di un conflitto legato alla diplomazia culturale e al soft power sulla scena della guerra cino-americana. Ieri pomeriggio, l'autore ha presentato il suo volume dal titolo L'Aquila e il dragone nella sala conferenze del Polo Bibliotecario di Potenza. La presentazione di questo volume è stata organizzata dall'AGUA, dal Mibact e dal Polo Bibliotecario di Potenza. Oltre all'autore, erano presenti il direttore del Polo Bibliotecario di Potenza, Luigi Catalani, che ha salutato i convenuti, il Presidente dell'Agua (Associazione Generazione Umana Attiva), Davide Dolce, in video conferenza, Solange Manfredi, giurista e specializzata in intelligence legale e comunicazione strategica, il giudice Giuseppe Santomassimo, il professore di diritto costituzionale presso l'Università degli Studi di Perugia, Nicola Pettinari. Ha moderato il dibattito la giornalista Virginia Corte-
se.Un conflitto sempre attuale, quello tra le due superpotenze, Stati Uniti e Cina, unite da una diversa visione del colonialismo e dell'imperialismo: quello americano di stampo globale, quello cinese legato al potere del comunismo e delle ideologie. Un mercato spesso in conflitto e dunque incapace di confrontarsi su temi veri, scottanti come la povertà, ma sempre al centro di interessi. Ebbene, oltre alla tecnologia e all'economia, la terza arma per questa guerra si chiama soft power.Tutto questo perché, dall'inizio del Novecento, gli Stati Uniti hanno plasmato e messo a sistema un collettivo immaginario fatto di scene di film, sviluppando trame da set cinematografici in stile Hollywood, facendo della tecnologia e dei fumetti, in particolar modo, un punto di riferimento per la crescita economica e del digitale. Dal canto suo, il colosso cinese si è rilanciato dopo il 2008, mettendo a profitto la sua economia e dando uno slancio al suo modus operandi dopo aver ospitato le Olimpiadi a Pechino nel 2008. Un modo importante di crescere e garantire la sostenibilità della propria crescita, ispirato dall'adagio cinese secondo cui per condurre una vita significativa bisogna costruire la fiducia negli altri.Due paradigmi così
diversi tra loro che nel volume di Mussuto trovano ampio riscontro e sintesi perfetta, mettendo a sistema relazioni difficili e impervie, ma capaci di generare in tutto il mondo il dibattito sulle relazioni istituzionali tra i due colossi dell'economia mondiale.Davide Dolce ha parlato del volume presentato ieri pomeriggio: «Siamo qui questa sera per discutere di questo libro molto interessante. Ci dovrebbe dare una prospettiva di quello che è il conflitto non solo oggi, ma anche nel futuro. Il conflitto Cina e America, ovvero Aquila e Dragone. Non sappiamo come finirà questo conflitto, speriamo che Federico ci illumini su quello che è il futuro della guerra. Non ho idea di come finirà.» L'autore Federico Mussuto ha presentato la sua opera, mettendone in eviden-
za tutte le sfaccettature: «Questo volume racconta come questo conflitto possa evolversi nel corso del tempo, non solo attraverso il modo d'intendere il conflitto in maniera convenzionale, cioè dal punto di vista militare, ma anche attraverso altre strategie: quelle più sottili, quelle della manipolazione cognitiva, quella culturale, quella dell'informazione, quella della propaganda e il ruolo della disinformazione. L'idea di scrivere questo volume è nata a seguito del percorso di scienze politiche e relazioni internazionali con la discussione della tesi in diplomazia culturale e soft power, un ambito estremamente delicato. È nato in Italia nel periodo del fascismo e successivamente è stato utilizzato dagli Stati Uniti e da altre potenze per affermarsi. Sono frutti
di diversi anni di studio. Ci sono voluti circa nove mesi per chiudere il percorso di cinque anni di laurea e allo stesso tempo nove mesi per mettere insieme i pezzi del mondo del cinema, dell'informazione e delle relazioni internazionali.»Nicola Pettinari ha chiuso la carrellata di pareri: «Sono tornato in questa terra che, per certi versi, è molto simile alla mia e mi sento in parte a casa. È un piacere, un onore essere qui presente per parlare di un libro frutto del lavoro di un giovane autore che però non deficita di una notevole originalità. È un lavoro coraggioso, originale, che oltrepassa i limiti a volte aridi dell'analisi dei rapporti tra stati per integrarla nelle analisi e nelle rappresentazioni. È un dato estremamente importante per comprendere il presente.»


Alla vigilia delle celebrazioni, presentato il libro della storica Ponte realizzato con eccezionali documenti d’archivio

San Gerardo Majella è tornato nella sua Muro Lucano.
Ieri mattina le spoglie del Patrono della Basilicata sono state accolte dalla comunità murese in un tripudio di gioia unito ad una fede profonda, ìnsita in ogni cuore. Ad aprire gli eventi celebrativi del 300° anno dalla nascita del Santo, protettore nel mondo delle donne gestanti e dei bambini, un libro unico nel suo genere, “San Gerardo Majella tra storia e tradizione popolare”, della scrittrice e storica di Muro Lucano, Chiara Ponte.
GERARDO, UOMO UMILE E CARITATEVOLE, IMMERSO NEL CONTESTO SOCIO-ECONOMICO DEL SETTECENTO
Utilizzando un approccio storicocritico, il libro si pone come un tributo necessario a uno dei santi più amati dell'Italia meridionale, venerato anche in diverse nazioni del mondo.
«La ricerca nasce dalla necessità di distinguere la sua storia reale dall'immagine leggendaria costruita nel tempo, risultato di racconti e miracoli spesso nati per il grande entusiasmo della devozione popolare – spiega l’autriceAttraverso gli scritti autografi del santo, le prime biografie dei contemporanei, i documenti d'archivio e le testimonianze raccolte durante i processi di canonizzazione, prende forma un racconto vivo e corale, intrecciando le voci di famiglie, religiosi e comunità che lo conobbero o che tramandarono episodi straordinari. Ne risulta un uomo umile e caritatevole, immerso nel contesto socio-economico del Settecento, capace di vivere un'intensa esperienza mistica».
Il libro invita a riscoprire San Gerardo, padre dei poveri, protettore delle mamme e dei bambini e Patrono della Basilicata non solo come un'icona, ma soprattutto come un compagno di viaggio che ancora oggi continua a parlare al cuore di chi cerca conforto e spe-
ranza. All’evento hanno preso parte le giornaliste di Cronache Lucane, Maria De Carlo scrittrice e docente che ha relazionato sulla spiritualità di San Gerardo e la religiosità del Settecento ed Emanuela Calabrese in qualità di coordinatrice, insieme al parroco di Muro Lucano, Don Thomas e al Primo cittadino Giovanni Setaro, ospitati nella storica cornice della Società Operaia, presieduta da Enzo Fusco. La serata è stata organizzata da Unitre Muro Lucano, guidata da Milena Nigro. Si tratta del quinto libro della dottoressa Ponte, che ha dato alla luce “Muro Lucano- storia arte cultura”, seguito da due volumi sulla regina Giovanna, assassinata nel castello di Muro e un romanzo storico al femminile diviso in 7 episodi, ambientati a Muro Lucano in diverse epoche storiche. UN SANTO AMATO
E VENERATO IN TUTTO IL MONDO
A concludere la serata, il videomessaggio dalle Filippine del Redentorista Padre Pietro Chyla. Originario della Polonia, Coordinatore della Conferenza Europea dei Redentoristi che fino alla scorsa estate, in qualità di Direttore del Centro di Spiritualità della Congregazione del SS. Redentore, è venuto per anni in visita a Muro accompagnando gruppi di redentoristi da tutto il mondo. Per questa occasione ha scritto le conclusioni del libro, mentre si trovava in missione in Africa. Ed ancora un brano musicale in inglese realizzato appositamente per i 300 anni di San Gerardo, in cui da oltreoceano cantano l’amore per il Santo lucano, invocandone la protezione, a testimonianza internazionalismo di San Gerardo, che ha trovato radici nei cuori di tutto il mondo.
Lo ricordiamo, Papa Leone XIII lo dichiarò beato il 29 gennaio 1893, fu poi canonizzato da papa Pio X l'11 dicembre 1904. Il 21 aprile del 1994 venne proclamato Patrono della Basilicata e nel


mese di marzo di quest’anno Papa Leone XIV ha concesso alle Chiese di Basilicata l'Anno Giubilare Gerardino (per i 300 anni dalla nascita 6 aprile 1726- 6 aprile 2026) e ha benedetto una nuova icona di San Gerardo durante l'udienza generale dell'8 aprile. Per l'occasione, il Santo Padre ha concesso una speciale indulgenza plenaria per i fedeli che visiteranno i luoghi legati a San Gerardo e le cattedrali della Basilicata, secondo specifiche condizioni.
LE SPOGLIE DEL PATRONO DELLA
BASILICATA A MURO
FINO AL 25 APRILE
Intanto ieri le spoglie del Patrono della Basilicata sono tornate nel suo paese natio e nei prossimi giorni ripercorreranno le vie e le chiese che frequentava sin da piccolo. Gerardo ritroverà i suoi compaesani e i luoghi dei miracoli e i muresi, e tutti coloro che giungeranno a Muro, potranno in-
contrare con viva fede questo Santo speciale, morto giovanissimo, ma già nato in odore di Santità.
Le celebrazioni proseguiranno con un ricco calendario quotidiano fino al 25 aprile, incontrando i giovani delle scuole, gli infermi, le mamme (di cui è protettore), i ragazzi dell’Aias e tutti i giovani con il cantautore Don Piero Nestola, ed ancora fiaccolate, veglie e processioni, fino al culmine nella giornata del 23 aprile, quando il Cardinale Enrico Feroci prelato che ha dedicato gran parte della sua vita ecclesiastica alla cura pastorale e all’aiuto dei poveri e dei bisognosi e l’Arcivescovo Davide Carbonaro, Metropolita e Presidente della CEB, presiederanno la Santa Messa alla presenza del Clero e delle autorità religiose, civili e militari per celebrare il 300esimo dalla nascita del Santo e dare solennemente avvio all’Anno Giubilare Gerardino.

DI FABRIZIO
C’è una forma di schiavitù contemporanea che non ha catene, non ha guardiani e soprattutto non ha bisogno di imporre nulla con la forza. È elegante, silenziosa, e ha il sorriso gentile delle notifiche che si accendono sullo schermo del telefono. Si chiama urgenza artificiale. È quella sensazione sottile ma insistente per cui tutto sembra richiedere una risposta immediata: un messaggio, una provocazione, un’opinione, una notizia, un giudizio. Se non rispondi in tempo reale, quasi stai “perdendo qualcosa”. E se non reagisci, peggio ancora: stai “sparendo”. La cosa ironica, e qui il sistema ha un senso dell’umorismo davvero raffinato, è che più si corre dietro a tutto, meno si è presenti a sé stessi. È come partecipare a una gara dove il premio è… non sapere più perché si sta correndo. Eppure c’è un punto in cui tutto questo si incrina. Un istante semplice, quasi banale, ma potentissimo: quando qualcuno decide di non reagire subito. Non per strategia. Non per manipolazione. Ma perché dentro di sé ha capito che la propria energia non è un servizio pubblico. Questa scelta, oggi, è rivoluzionaria. Viviamo in un tempo in cui la reazione è diventata virtù e la riflessione viene scambiata per lentezza mentale.

Se non rispondi subito, sei “strano”. Se non ti schieri immediatamente, sei “ambiguo”. Se non alimenti il flusso, sei “assente”. In realtà, è esattamente il contrario: più si reagisce automaticamente, più si è prevedibili. E più si è prevedibili, meno si è liberi. C’è una forza che non fa rumore, e proprio per questo destabilizza chi vive solo di rumore: la capacità di restare centrati mentre tutto intorno tenta di trascinarti dentro una danza di impulsi. È una forma di disciplina interiore che non ha bisogno di essere mostrata, spiegata o difesa. Si manifesta semplicemente nel tempo che si prende tra uno stimolo e una risposta. Uno spazio minuscolo, ma sufficiente a cambiare completamente il significato di ciò che accade. In quello spazio, accade qualcosa di scomodo per il mondo moderno: si torna padroni della propria direzione. E qui arriva la parte più ironica: chi vive di reazioni immediate spesso interpreta questa calma come disinteresse. Come freddezza. Come distanza. In realtà è solo un rifiuto elegante di diventare un riflesso condizionato. Non tutto merita una risposta. Non tutto merita energia. E soprattutto: non tutto merita di entrare nel tempio della nostra mente come se avesse diritto di residenza permanente. C’è una forma di intelligenza più alta della rea-

zione: la capacità di trasformare ogni impulso in scelta. Questa non è teoria. È pratica quotidiana. Succede quando il telefono vibra e non si corre a guardarlo come se fosse un segnale di sopravvivenza. Succede quando una parola pungente non diventa immediatamente una guerra. Succede quando si comprende che il silenzio, a volte, non è assenza ma struttura. Ed è proprio in questa struttura che si rivela qualcosa di profondo: la libertà non è fare tutto ciò che si sente nell’istante, ma non essere obbligati a farlo. La mente, lasciata senza freni, tende a diventare una piazza affollata dove tutti parlano contemporaneamente. Ma la vita, quella vera, richiede un’altra architettura: uno spazio interiore dove non tutto entra e non tutto resta. E qui, con un pizzico di ironia, si potrebbe dire che il mondo moderno ha creato
una nuova forma di eroismo: quello di non rispondere subito. Non è passività. È lucidità. Non è distacco. È selezione. Non è fuga. È governo di sé. Chi riesce in questo piccolo grande gesto scopre una cosa sorprendente: la realtà non crolla se non si reagisce immediatamente. Anzi, spesso si rivela molto più chiara. E allora la domanda si ribalta: quanta parte della nostra vita è davvero una scelta… e quanta è solo una risposta automatica ben mascherata? Forse il vero punto non è aggiungere nuove risposte, ma imparare a riconoscere quali domande non meritano fretta. Se questo ti ha fatto anche solo rallentare un secondo, allora ha già fatto il suo lavoro. Ora la parte interessante è un’altra: cosa succede dentro di te quando non reagisci subito? Sono curioso di leggere le tue risposte.
Uno spettacolo che attraversa tre secoli di musica sacra, con un programma che spazia da Mozart a Frisina, in una serata di riflessione
Il Liceo Musicale
“Walter Gropius” di Potenza presenta la terza edizione del concerto “Le note dell’anima”, in programma il 22 aprile presso la Cattedrale di San Gerardo. L’evento vedrà protagonista l’orchestra e il coro dell’istituto, diretti dal Maestro Simone Genuini, e si conferma come uno degli appuntamenti più rilevanti della stagione culturale cittadina.La manifestazione propone un percorso interamente dedicato alla musica sacra, articolato in un programma che attraversa tre secoli di storia musicale. In scaletta sono previsti bra-
ni di Wolfgang Amadeus Mozart, Gioachino Rossini, Antonio Vivaldi e Giovanni Battista Pergolesi, accanto alle composizioni contemporanee di Marco Frisina, tra i principali autori italiani di musica liturgica. L’edizione 2026 è dedicata alla memoria di Rocco De Carolis, in un momento di partecipazione che coinvolge l’intera comunità scolastica. Il concerto si inserisce inoltre nel calendario delle iniziative legate al Giubileo Francescano, contribuendo al programma con una proposta artistica incentrata sui temi della spiritualità e della condivi-
sione.Alla guida dell’ensemble, il Maestro Simone Genuini, allievo di Carlo Maria Giulini e attuale direttore della JuniOrchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. La sua presenza rappresenta un elemento di rilievo per l’iniziativa, offrendo agli studenti l’opportunità di confrontarsi con una figura di alto profilo del panorama musicale italiano.Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Liceo Musicale “Walter Gropius”, il Comune di Potenza e diverse realtà associative del territorio, tra cui SMAC Lucania Classica e l’Associazione
R. Leoncavallo. L’organizzazione coinvolge attivamente studenti, docenti ed ex alunni, a testimonianza di un lavoro didattico e artistico condiviso. L’appuntamento del 22 aprile si propone non solo come esibizione musicale, ma anche come occasione di valorizzazione del percorso formativo degli studenti e del ruolo delle istituzioni culturali locali. L’ingresso al concerto è aperto al pubblico.


C R O N A C H E D A L F U T U R O C R O N A C H E D A L F U T U R O a cura di CRISTIANO SAMPOGNA e LORENZO CARBONE

Dal tubo catodico al touchscreen: come la tv italiana ha raccontato l’innovazione

La televisione italiana, più che anticipare l’innovazione, l’ha quasi sempre inseguita. Non è stata il luogo in cui il futuro nasceva, ma quello in cui veniva reso presentabile al grande pubblico: addolcito, spiegato, nor- malizzato. È una differenza decisiva. In altri contesti la tecnologia è stata spesso narrata come rottura, in Italia la tv l’ha trattata soprattutto come mediazione culturale. Il computer, il videogioco, internet, Apple: prima ancora che oggetti tecnici, sono stati problemi di traduzione nazionale. Negli anni Ottanta si fissano già due modelli opposti. Da una parte c’è Quark, che debutta il 18 marzo (giorni memorabili) 1981 con Piero Angela e porta la scienza e la tecnologia dentro una forma televisiva rigorosa, chiara, quasi illuminista. Dall’altra c’è Mister Fantasy, anch’esso del 1981, con Carlo Massarini: un programma che usa la musica, il videoclip e la modernità visiva per dire che il futuro non è solo da capire, ma anche da guardare. È una dicotomia rivelatrice. La tv italiana, davanti all’innovazione, oscilla da allora tra due tentazioni: spiegarla come materia seria o spettacolarizzarla come promessa estetica. In mezzo resta poco spazio per raccontarla come sistema industriale, economico e sociale.
I personal computer entrano davvero nell’immaginario televisivo italiano solo quando smettono di sembrare macchine da specialisti e diventano un tema di alfabetizzazione. È il passaggio cruciale degli anni Novanta. MediaMente, sempre con il geniale Massarini, rappresenta uno dei tentativi più coerenti di portare internet, multimedialità e cultura digitale fuori dalla nicchia tecnica e dentro un discorso pubblico più largo. Il fatto che nel 1995 vi compaia perfino Umberto Eco a riflettere sui “nuovi media” dice molto: il pc non è più solo un oggetto, è già un problema culturale. Ma anche qui il tono prevalente resta quello della lezione civile. La tv italiana parla di digitale soprattutto quando avverte che il Paese rischia di restare indietro. Dentro questa storia, Apple occupa un posto singolare. In Italia, prima ancora che come azienda, è stata spesso raccontata come simbolo. Lo dimostra bene il servizio del Tg2 del 21 giugno 1985, in cui Steve Jobs appare a Roma davanti a industriali scettici illustrare la sua visione dei media e della new economy. Col senno di poi, quella scena sembra quasi un’allegoria nazionale: da una parte chi intuisce che il computer diventerà prodotto di massa e linguaggio quotidiano, dall’altra un establishment che lo considera ancora
una curiosità. Non sorprende allora che la tv italiana abbia spesso usato Apple più come mito narrativo del genio creativo che come occasione per discutere davvero di filiere, standard, interfacce, ecosistemi e rapporti di potere nell’industria tecnologica. I Duemilasono un decennio ambiguo. Cresce l’ottimismo digitale, aumenta la presenza di internet nella vita quotidiana, ma il racconto televisivo resta spesso periferico. Screensaver, in onda su Rai 3 dal 2002 al 2008, intercetta la creatività digitale e il protagonismo giovanile, segnalando che la tecnologia non è più soltanto competenza da acquisire ma ambiente in cui esprimersi. Il prezzo di questa apertura è anche una certa marginalizzazione: il digitale viene spesso confinato nei programmi “per giovani”, “di servizio” o di nicchia culturale, come se non riguardasse ancora il cuore del Paese adulto. La tv capisce che il mondo sta cambiando, ma non sempre trova il coraggio di metterlo davvero al centro del racconto generalista. Il gaming rivela forse meglio di ogni altro campo questo ritardo. Per anni il videogioco è stato trattato dalla tv italiana come passatempo adolescenziale, stranezza generazionale o tema da costume, più che come industria culturale e tecnologica di prima grandezza.
Solo più tardi arrivano segnali di maturazione: Rob-O-Cod nel 2019 porta coding e robotica in un game show per ragazzi; Touch dedica nel 2023 la sua prima puntata al gaming, tra e-sport, retrogaming e realtà virtuale; Altri Mondi, dal 2025, presenta i videogiochi come “il più grande settore dell’intrattenimento di oggi”. Si può leggere questa successione in due modi: come progresso, certo, ma anche come ammissione tardiva. La televisione italiana riconosce il peso del gaming solo quando esso è ormai economicamente e culturalmente impossibile da ignorare. Negli ultimi anni il discorso si è fatto più consapevole. Digital World prova a spiegare come le tecnologie ci abbiano resi “creature fatte anche di bit”, mentre Memex - CambiaMenti affronta il rapporto tra presente e futuro attraverso la lente della ricerca scientifica e tecnologica. Sono programmi importanti, perché mostrano una televisione meno intimidita dal lessico dell’innovazione. Ma c’è anche un elemento critico da non ignorare: questi format trovano spesso casa su Rai Cultura, Rai Scuola, RaiPlay o in spazi tematici, non nel baricentro emotivo della tv generalista. In altre parole, l’innovazione viene oggi raccontata meglio di ieri, ma continua a occupare una posizione laterale rispetto ai grandi rituali nazionali dell’intrattenimento. La tv italiana non ha mai smesso di parlare di tecnologia, ma raramente l’ha trattata come struttura profonda della vita contemporanea. L’ha presentata come meraviglia, come alfabetizzazione, come costume, come racconto motivazionale; più raramente come conflitto industriale, potere culturale, trasformazione del lavoro, ridefinizione delle relazioni sociali. Per questo la storia del pc, del gaming, di Apple e del digitale in televisione coincide solo in parte con la storia dell’innovazione: coincide soprattutto con la storia delle esitazioni italiane davanti al nuovo. E forse proprio qui sta il suo interesse critico maggiore: guardando come la tv ha raccontato la tecnologia, si capisce meno che cosa siano le macchine e molto di più che cosa sia stato, e in parte sia ancora, il nostro rapporto nazionale con il futuro.

