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Cronache del 1 maggio 2026

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Una strada contro l’isolamento

Metterà la Basilicata al centro dei collegamenti del Mezzogiorno. L’infrastruttura è da sempre un pallino di Pepe

DOPO L’APPROVAZIONE DEL BILANCIO, IL SINDACO DI POTENZA STRIGLIA LA REGIONE

«COSÌ A RISCHIO SERVIZI ESSENZIALI»

Telesca: «Il documento certifica la miopia politica nei confronti del Capoluogo. I consiglieri di

MAESTRI DEL LAVORO

Lapenna: «Il lavoro degli ingegneri torni al centro»

In occasione del 1° maggio, Festa del Lavoro, la lista Ingegneri & Comunità, candidata alle elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Potenza, rilancia il primo dei sei pilastri del proprio programma, Ingegneri & Lavoro, attraverso la posizione espressa dal candidato presidente Michele Lapenna. Durante un incontro con numerosi colleghi, Lapenna ha (...)

■ continua a pag 13 La

CICALA DI LOTTA E DI GOVERNO

Non vogliamo farla lunga col solito Cicala, quantomeno per l’urgenza di questioni che interessano più da vicino la Basilicata oltre che per l’ordine d’incapacità che ogni giorno manifestano questi pessimi patrioti, ma nemmeno chiudere gli occhi davanti ai suoi continui piagnistei con cui sta seppellendo quel poco d’onore e credibilità che ancora rimane in groppa a Bardi e soci di giunta. Ora lasciamo stare che l’azione di sabotaggio e vittimismo sia stata così malevola e raffinata da buggerare anche il povero ministro Lollobrigida finito a fare lo sponsor inconsapevole dell’arpa cicaliana come lasciamo perdere che i fratellini viggianesi si sentano ormai i padroni assoluti del partito, peraltro dopo aver fatto il saltello dal leghismo petrolifero alla corte meloniana e nonostante le poltrone d’assessorato e d’autostrade pure immeritatamente acchiappate, ma davvero non si può accettare che Carmine Cicala faccia a suo piacimento il governista e l’oppositore, senza che qualcuno gli chieda conto e soprattutto intimargli una buona volta per tutte di fare la sua scelta definitiva e di coerenza politica. Cantano Elio e le storie Tese: “Di lotta e di governo…”

PREVISIONALE 26-28 Polese (Ol-Iv): «Abbiamo deciso che la Basilicata dei prossimi 3 anni non deve galleggiare»

«Un bilancio di responsabilità»

Confagricoltura

attacca:

«Urge svolta immediata»

Oggi, il Prefetto conferisce le Stelle al Merito a 10 lucani, Nardiello: «Valore simbolico per la comunità»

■ Servizio a pag 14

OLTRE IL GIARDINO

A Cronache Tv, focus su lavoro, Primo Maggio e le tante vertenze aperte con Mega (Cgil), Quaratino (Cisl) e Tortorelli (Uil)

■ Tammariello a pag 12

MATERA

Nuovo Consiglio in vista, Seduta straordinaria convocata per lunedì: elezione del presidente sempre in calendario

■ Servizio a pag 26

NATURE’S CALLING

Domenica concerto del maestro Rizzo al Teatro

Stabile: un viaggio emozionale sulla tutela della natura

■ Servizio a pag 30

«NEL BIL ANCI O IL SETTORE È AI MARGINI , SERVONO PIÙ RIS ORSE»
Servizio a pag 6
PRIMO MAGGIO
Polese e Bardi Servizio a pag 5
Dellapenna a pag 3
vignetta di M. Bochicchio
Servizio a pag 4

Il Ministero della Cultura dà parere favorevole al collegamento Salerno-Potenza-Bari

Una strada contro l’isolamento

La trasversale che da Est a Ovest metterà la Basilicata al centro dei collegamenti del Mezzogiorno da sempre un pallino di Pasquale Pepe. Infrastruttura rispettando ambiente, paesaggio e archeologia

Nel suo intervento durante l'ultimo Consiglio Regionale, Domenico Tataranno, nell'evidenziare i differenti approcci operativi dei singoli assessori faceva un elogio del Vice Presidente della Giunta Pasquale Pepe.

Pepe ha, tra le altre cose, la delega alle opere pubbliche e alle infrastrutture. Tataranno nel suo intervento ha evidenziato la sua capacità di dialogare con Roma. Chi lo conosce bene ci aggiungerebbe anche una certa dose di testardaggine e di determinazione.

Poiché le dichiarazioni devono trovare riscontro nella fattività comprovata negli atti, i fatti dimostrano che le parole di Tataranno non sono soltanto una teoria ma sono diventati fatti.

IL COLLEGAMENTO SALERNO-BARI

Molti conoscono Pepe da quando è diventato senatore e, poi, vicepresidente della Regione. Chi segue la politica con una maggiore attenzione per lavoro come facciamo noi sa che Pepe ha iniziato la sua attività come Sindaco di Tolve.

Una delle sue grandi visioni strategiche da sempre perseguite nei comizi prima e nelle attività amministrative dopo è stata quella di realizzare il collegamento tra Salerno e Bari passando da Pazzano. Un lavoro che riguarda

Tolve ma, congiuntamente, porta con sé una prospettiva di sviluppo e una nuova collocazione per le aree interne appenniniche e, soprattutto, per la zona del Bradano.

Quando abbiamo saputo che finalmente il Ministero della Cultura aveva dato il suo via libera all'ANAS per la realizzazione dei lavori non abbiamo potuto non collegare questo parere con la testarda ed illuminata visione di Pepe. Come sempre facciamo abbiamo provato a capire. Da quanto ne sappiamo possiamo dire che senza l'impegno quotidiano istituzionale e relazionale del vicepresidente Pepe, questa autorizzazione non sarebbe mai arrivata.

L'assessore è stato un autentico mastino ai calcagni degli uffici, ha cercato ed è riuscito a superare le mille difficoltà e lentezze burocratiche. E' stato capace, insomma, di fare il politico a tutto tondo mettendo insieme conoscenza della tecnica amministrativa e fiuto politico.

NEL RISPETTO DEL-

L'AMBIENTE E DEL PAESAGGIO

Leggendo la relazione del Ministero della Cultura si scopre che il progetto riesce in una impresa assolutamente non semplice ad unire lo sviluppo, i collegamenti, il rispetto dell'ambiente e del paesaggio. Non era facile. Per troppe persone e per una retorica che troppo spesso

Tunnel di Pazzano, c’è il via libera

occupa un immeritato spazio di visibilità ogni intervento infrastrutturale è un disastro per ambiente e paesaggio. Per le stesse persone quello dell'isolamento delle aree interne è un destino ineluttabile e non superabile. Il progetto presentato da ANAS e che Pepe ha caldeggiato, tiene insieme la tutela del paesaggio, la difesa dell'ambiente e lo sviluppo territoriale. Si legge benissimo nel Parere del Ministero della Cultura che cita le relazioni delle sovrintendenze. Una dimostrazione pratica della possibilità di met-

tere insieme cose che per troppe persone sono inconciliabili.

UN SINDACO AL SERVIZIO DELLA REGIONE

La verità è che Pasquale Pepe riesce ad unire tre caratteristiche che non si trovano quasi mai nella stessa persona: da un lato ha la capacità di dare una lettura politica alle scelte amministrative, dall'altro la sua esperienza amministrativa da Sindaco lo ha dotato di senso pratico, infine la sua esperienza parlamentare gli consente di far cadere sul territorio i frutti delle sue relazioni

istituzionali. Noi aggiungiamo che ha avuto anche l'intuizione e la forza di volere come Direttore Generale il fidatissimo e capacissimo Nino Altomonte che gli consente di avere un braccio destro di assoluta lealtà e talento.

I risultati di questo connubio sono sotto gli occhi di tutti. La prossima realizzazione del collegamento tra Salerno e Bari che passerà da Tolve mettendo le zone interne della Basilicata al centro e non più ai margini del mezzogiorno né è l’ennesima prova.

DI
Pepe, l’edizione di Cronache del 29 aprile e sotto il tunnel di Pazzano
passo decisivo che sblocca l’iter burocratico di un’infrastruttura attesa da anni
L’assessore Pepe: «Ho sempre creduto in questa grande opera, è un collegamento importante per il nostro capoluogo»

l’approvazione del Previsionale, il sindaco di Potenza attacca la Regione: «Il Capoluogo è completamente ignorato»

Telesca striglia: «È un bilancio miope, così sono a rischio i servizi essenziali»

Con queste parole il sindaco Vincenzo Telesca interviene con fermezza dopo l’approvazione del bilancio di previsione 2026–2028, denunciando la completa assenza di risorse destinate al capoluogo di regione per i servizi essenziali erogati.

«È inaccettabile - dichiara il sindaco - che la città di Potenza, che ogni giorno sostiene il peso di servizi utilizzati dall’intera utenza regionale, venga sistematicamente ignorata. Migliaia di cittadini lucani raggiungono quotidianamente il capoluogo per usufruire di uffici regionali, scuole, servizi socia-

li, infrastrutture e collegamenti. Eppure, nonostante questo ruolo centrale, la Regione continua a voltarsi dall’altra parte. Dall’insediamento della nostra amministrazione di centrosinistra - prosegue Telesca - registriamo un atteggiamento di assoluto disinteresse da parte del governo regionale che invece è stato vicino alla precedente amminsitrazione a guida Lega con trasferimenti di fondi notevoli. Oggi questo disinteresse si traduce in un fatto gravissimo: nessuna previsione di risorse indispensabili per garantire la normale vita amministrativa della città e la conti-

nuità dei servizi essenziali».

Il sindaco lancia quindi l’allarme sulle conseguenze concrete per la comunità.

«Se non arriveranno risposte immediate - sottolinea - già dal primo luglio prossimo non saremo in grado di attuare il programma di trasporto pubblico locale che comporterà, da parte della Miccolis, il licenziamento di personale. A settembre poi toccherà al servizio di trasporto scolastico, alla mensa e al servizio di assistenza all’autonomia, tutti servizi che fino ad oggi, nonostante le difficoltà, abbiamo assicurato alla città. Non aver previsto fondi, dovuti alla città di Potenza, nel bilancio regionale approvato, è un atto gravissimo che chiama la Regione alle proprie responsabilità. Qui non si tratta di elemosinare risorse per la Città di Potenza ma di chiedere con fermezza che si prevedano stanziamenti programmati per un capoluogo che eroga servizi all’intera comunità regionale. Ci fa specie inoltre che l’emendamento proposto dai consiglieri del centro sinistra, primo firmatario il vice presidente del Consiglio Chiorazzo proprio per assegnare a Potenza i fondi necessari per i servizi sovracomunali, si sia dovu-

to ritirare, trasformandolo in un ordine del giorno, nel silenzio assordante dei consiglieri regionali della città di Potenza che non solo non sono intervenuti a favore ma in alcuni casi hanno marcatamente mostrato la loro avversione al capoluogo di regione, reo solo di essere amministrato, ora, da una parte politica a loro invisa». Telesca non risparmia critiche alla maggioranza regionale.

«Trovo poi francamente imbarazzante - affermavedere esponenti del centro destra regionale di Potenza, esultare per l’incremento di contributi destinati alla Parata Storica dei Turchi, evento certamente importante per la nostra identità, e parlare di un bilancio che ha l’ambizione di guidare i processi di sviluppo guardando al futuro, non si capisce di chi a questo punto mentre abbiamo ben compreso quali siano le priorità di chi governa la Regione, priorità nelle quali non c’è certo il capoluogo di regione. Se i consiglieri regionali di Potenza hanno davvero a cuore la loro città, come si affannano a dichiarare a partire dai social, potrebbero a questo punto chiedere che si rimpingui la cosiddetta legge Picerno che prevede misure contributive a favore dei Comuni lucani su cui insisto-

no strutture sovracomunali utilizzate anche da Comuni limitrofi, sia regionali che extraregionali. Una legge importante, che riconosce e sostiene economicamente le comunità che affrontano maggiori spese per l’erogazione di servizi a beneficio di un’utenza più ampia del proprio territorio. Esattamente quello che succede a Potenza e per questo mi auguro che non si tratti solo di una legge in vigore il tempo di un comunicato stampa».

Infine il sindaco richiama il tema dei trasferimenti annunciati e ancora non erogati. «Il Comune di Potenza ha sempre mantenuto un atteggiamento di rispetto istituzionale e collaborazione nei confronti della Regione. Oggi, però, questo rispetto non è stato ricambiato. A tutt’oggi non sono stati ancora trasferiti neppure i 6,5 milioni di euro dovuti alla città, somme indispensabili per garantire la riapertura della scala mobile Prima, fondi annunciati più volte da roboanti comunicati stampa di consiglieri regionali del centro destra e mai trasferiti nelle casse comunali di Potenza. Non consentiremo che Potenza venga penalizzata per logiche politiche miopi. Difendere Potenza significa difendere l’intera Basilicata».

Dopo
Telesca

Basilicata, via libera al bilancio, Latronico: «La sanità resta la priorità». Casino: «Conti in ordine e nessun nuovo debito»

Approvato il bilancio 26–28: Polese: «Investire oggi per crescere domani»

Il Consiglio regionale della Basilicata ha approvato a maggioranza il bilancio di previsione 2026–2028 con 18 voti favorevoli e 3 astensioni. Nella stessa seduta l’Aula ha preso atto della Sessione comunitaria relativa all’attuazione dei programmi cofinanziati dall’Unione europea.Il documento economico-finanziario, predisposto nel rispetto dell’autonomia contabile dell’Assemblea legislativa e delle regole del D.Lgs. 118/2011, garantisce l’equilibrio dei conti e la copertura delle spese istituzionali.Per il 2026 sono previste entrate e spese per circa 17,4 milioni di euro, con prevalenza di trasferimenti regionali e una quota residuale di entrate extratributarie. La spesa è concentrata nella Missione “Servizi istituzionali, generali e di gestione”, con risorse destinate agli organi del Consiglio, al personale, ai sistemi informativi, al Corecom e ai garanti regionali.Gli investimenti in conto capitale, seppur contenuti, riguardano soprattutto digitalizzazione e innovazione tecnologica, mentre il bilancio di cassa supera i 22 milioni di euro.

POLESE: «UNA SCELTA DI CAMPO PER SVILUPPO E PROTEZIONE SOCIALE»

Il capogruppo di Orgoglio lucano – Italia Viva Mario Polese ha definito il bilancio “una scelta di campo netta”, sottolineando la visione politica della manovra.«Abbiamo deciso che la Basilicata dei prossimi tre anni non deve limitarsi a galleggiare, ma deve avere l’ambizione di guidare i processi di sviluppo», ha dichiarato.Polese ha evidenziato la dimensione complessiva del provvedimento, parlando di una manovra “imponente da quasi 4,9 miliardi di euro”, definita come «un’operazione di realismo che prova a mettere in sicurezza le colonne portanti della nostra comunità».Al centro del suo intervento la sanità e le politiche sociali. «Con oltre 1,32 miliardi di euro destinati alla sanità e lo

stanziamento di 54 milioni per coprire il disavanzo 2025, si è messa la salute dei lucani al primo posto», ha spiegato.Sulla rimodulazione delle risorse ha ag- giunto: «È stata una scelta di responsabilità intervenire sul bonus gas per garantire i livelli essenziali di assistenza: la protezione sociale dei cittadini viene prima di ogni slogan».Polese ha poi richiamato il ruolo dei fondi europei e dello sviluppo economico: «Oltre 885 milioni programmati tra FESR e FSE+ e 378 milioni per lo sviluppo economico rappresentano una leva fondamentale, ma la sfida vera sarà la capacità di spesa e di attuazione».E ha concluso: «La modernità non è uno slogan: diventa benessere e occupazione solo se siamo capaci di trasformare le risorse in risultati concreti e rapidi».

LATRONICO: « SANITÀ

PRIORITARIA, SENZA AUMENTI

FISCALI»

L’assessore alla Salute Cosimo Latronico ha evidenziato il ruolo centrale del sistema sanitario nel bilancio regionale.«Nel bilancio regionale da 4,37 miliardi di euro oltre il 70% della spesa corrente è destinato alla sanità: è il dato che più di ogni altro racconta la priorità assegnata alla tutela della salute dei cittadini», ha dichiarato.Latronico ha sottolineato come l’aumento della spesa sanitaria sia stato gestito senza ricadute fiscali sui cittadini. «Le risorse complessive destinate alla sanità si attestano a circa 1,238 miliardi di euro, utilizzate per rafforzare concretamente i servizi», ha spiegato.Tra i risultati citati figurano «oltre 775 nuove unità di personale sanitario, il potenziamento delle prestazioni sociosanitarie e l’incremento della spesa farmaceutica legata alle terapie innovative».Sul piano dei dati, l’assessore ha evidenziato che «la produzione ospedaliera ha raggiunto i 227,4 milioni di euro e i ricoveri sono in aumento, mentre la mobilità sanitaria registra un miglioramento del saldo

negli ultimi due anni».Il tema più delicato resta il disavanzo sanitario, stimato in circa 64 milioni di euro, di cui 54 a carico del bilancio regionale.«Abbiamo scelto di coprirlo senza aumenti fiscali, attraverso una riallocazione selettiva delle risorse e strumenti straordinari», ha affermato Latronico.E ha concluso: «Non coprire quel disavanzo avrebbe significato meno servizi e maggiori disuguaglianze. La sanità è il punto in cui si misura la credibilità delle istituzioni».

CASINO: «MANOVRA CHE METTE AL CENTRO I LUCANI» Il capogruppo di Forza Italia Michele Casino ha definito il bilancio “una manovra che mette al sicuro i lucani”, sottolineando la solidità dell’azione di governo regionale.«Con l’approvazione del bilancio di previsione 2026–2028 la Basilicata conferma la coerenza e la solidità dell’azione di governo guidata dal Presidente Vito Bardi», ha dichiarato.Casino ha evidenziato che «non si tratta di un bilancio difensivo, ma di una manovra politica che assume responsabilità precise nell’interesse dei cittadini».Ampio spazio è stato dedicato alle misure per famiglie e imprese. «Le politiche regionali hanno consentito finora un risparmio di 197 milioni di euro sul gas, con un costo medio per i lucani inferiore del 60% rispetto ad altre regioni», ha affermato.Sul fronte economico ha aggiunto: «La domanda di lavoro è cresciuta del 17% nel primo semestre 2026 e gli investimenti attivati sul territorio sono stimati in almeno 1,8 miliardi di euro, grazie a PNRR e fondi europei».Casino ha inoltre rivendicato la solidità finanziaria della Regione: «Per il triennio 2026–2028 non è previsto il ricorso a nuovo debito e i tempi di pagamento risultano migliorati fino a -17 giorni rispetto alle scadenze».E ha concluso: «Il DEFR traccia una visione integrata di sviluppo che mette al centro giovani, territorio e competitività. Ora serve continuità e concre-

tezza»

UNA MANOVRA TRA CONTINUITÀ, RESPONSABILITÀ E CONFRONTO POLITICO

Il bilancio regionale 2026–2028 si configura come una manovra di continuità amministrativa ma anche di forte caratterizzazione politica, incentrata su sanità, sostegno alle famiglie, investimenti pubblici e utilizzo dei fondi europei.Accanto alla convergenza sul voto favorevole alla manovra, emergono infatti imposta-

zioni diverse tra le forze politiche presenti in Consiglio, soprattutto sulle priorità di sviluppo e sulle modalità di gestione delle risorse. Se da un lato la maggioranza rivendica la tenuta dei conti, la centralità della sanità e la capacità di attivare investimenti, dall’altro le opposizioni e alcune posizioni critiche sottolineano la necessità di accelerare la spesa, rafforzare la programmazione e garantire maggiore impatto delle misure sul tessuto sociale ed economico.

Polese, Latronico e Casino

«In Bilancio, l’agricoltura è ai margini. Senza una visione integrata e risorse adeguate il comparto resta isolato e a rischio sviluppo»

Confagricoltura attacca Cicala: «Serve una svolta immediata»

POTENZA. Confagricoltura Basilicata esprime forte preoccupazione per l’attuale programmazione del bilancio regionale, denunciando la marginalizzazione del comparto agroalimentare, considerato un pilastro dell’economia lucana ma privo di una collocazione centrale nelle strategie politiche dell’amministrazione.Secondo l’organizzazione, i documenti contabili e gli indirizzi programmatici non rispecchiano le reali esigenze delle imprese agricole, chiamate a confrontarsi con sfide complesse come i cambiamenti climatici, la volatilità dei mercati e l’aumento dei costi di produzione. Un quadro che rischia di compromettere un settore che garantisce occupazione, presidio del territorio e sicurezza alimentare.L’analisi condotta da Confagricoltura mette in evidenza un preoccupante «isolamento istituzionale» nella gestione assessorile, ritenuta incapace di imprimere una svolta concreta alla valorizzazione della filiera. Si registra, in particolare, uno stallo programmatico, con una gestione considerata distante dalle dinamiche produttive e poco efficace nel trasformare le risorse disponibili in op-

portunità di sviluppo.A questo si aggiunge l’assenza di una visione integrata, con il comparto agricolo trattato come un ambito separato, senza adeguati collegamenti con le politiche energetiche, ambientali e di innovazione tecnologica. Una frammentazione che, secondo l’organizzazione, indebolisce la capacità del sistema di affrontare le trasformazioni in atto.«È tempo che l’agricoltura esca dal cono d’ombra in cui è stata relegata», affermano i vertici di Confagricoltura Basilicata, sottolineando che non è più accettabile un bilancio che non riconosca il valore strategico delle eccel-

lenze agroalimentari. «Chiediamo un’inversione di tendenza che rimetta al centro del dibattito regionale la dignità del lavoro agricolo e la competitività delle imprese». L’organizzazione sollecita quindi un confronto immediato e costruttivo con il governo regionale, finalizzato a definire nuovi percorsi programmatici e a superare quella che viene definita una condizione di «marginalità politica». Valorizzare il comparto agroalimentare, conclude Confagricoltura, non rappresenta un’opzione ma un dovere istituzionale per garantire il futuro economico e sociale della Basilicata.

ARANEO E VERRI (M5S) CONTRO IL BILANCIO

«Solo un atto contabile Manca visione politica»

Il Consiglio regionale della Basilicata ha approvato il bilancio di previsione 2026-2028, ma le consigliere del Movimento Cinque Stelle Alessia Araneo e Viviana Verri hanno espresso voto contrario, denunciando un documento «senza visione» e incapace di dare risposte ai cittadini.«Non è stata solo una votazione contabile, ma la fotografia di una maggioranza senza bussola», affermano, evidenziando divisioni interne e criticità nella gestione politica. Il bilancio, sottolineano, presenta una struttura rigida, con oltre il settanta per cento della spesa corrente destinata alla sanità e margini di intervento limitati.Tra i punti critici indicati figurano il disavanzo sanitario, la riduzione delle entrate legate alle estrazioni e il ricorso a risorse straordinarie per coprire squilibri. «È una toppa, non una cura», osservano, richiamando anche i dati sulla mobilità sanitaria e sulle difficoltà di accesso alle cure.Preoccupazioni riguardano inoltre agricoltura e forestazione, con risorse ritenute insufficienti rispetto ai fabbisogni, e il bonus gas, oggetto di rimodulazioni per sostenere altre voci di spesa.«I lucani meritano chiarezza e scelte coraggiose», concludono le consigliere, chiedendo un cambio di rotta nelle politiche regionali.

Il vicepresidente del Consiglio: «Entrate da petrolio e acqua usate per coprire spesa corrente, senza incidere su sviluppo e occupazione»

Chiorazzo: «Bilancio regionale fragile, manca strategia»

POTENZA. Il bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Basilicata «si regge su un equilibrio formale costruito attraverso operazioni straordinarie, senza affrontare i nodi strutturali della sanità e dello sviluppo regionale». È la posizione del vicepresidente del Consiglio regionale Angelo Chiorazzo, espressa al termine del dibattito in Aula sul documento finanziario.Secondo Chiorazzo, si tratta di una manovra che non convince neppure lo stesso governo regionale, come dimostrerebbe la presa di distanza dell’assessore Cicala. «Nel 2026 la Regione può contare su oltre 230 milioni di euro derivanti dal petrolio e circa 30 milioni dalle risorse idriche, ma queste entrate vengono utilizzate per coprire squilibri e spesa corrente, non per costruire sviluppo e

occupazione», sottolinea.Il disavanzo sanitario, sceso da 95 a circa 54 milioni di euro, viene definito «formalmente in equilibrio ma strutturalmente fragile», frutto di compensazioni ambientali e operazioni contabili che non incidono sulle cause profonde del problema. «Si continua a utilizzare, attraverso progetti fittizi, risorse destinate allo sviluppo per coprire altre esigenze di bilancio», aggiunge, evidenziando come questa impostazione finisca per scaricare difficoltà su Comuni e Province, già alle prese con risorse limitate.Un altro nodo riguarda l’assenza di una strategia energetica. «In una fase in cui l’energia è decisiva per la competitività dei territori, la Basilicata non dispone né di un piano per la transizione energetica né di un modello di autoproduzione pub-

blica», osserva Chiorazzo. Le energie rinnovabili crescono soprattutto grazie a investimenti privati, mentre i progetti regionali restano bloccati, come nel caso degli impianti fotovoltaici a supporto del servizio idrico.In questo contesto, interventi come l’aumento di capitale da 8 milioni di euro per Ac-

quedotto lucano vengono considerati misure tampone, adottate senza una strategia industriale chiara e nonostante le perplessità espresse da diversi Comuni soci sulla legittimità e sull’efficacia del provvedimento.Chiorazzo richiama inoltre il tema del costo dei carburanti, tra i più elevati in Italia, rilanciando la proposta di istituire una «Zona franca energetica» in una regione produttrice di petrolio e gas, come misura di equità e di sostegno al sistema economico locale.«La verità è che questo bilancio non costruisce il futuro, ma gestisce le difficoltà del presente», conclude il vicepresidente del Consiglio regionale, ribadendo la necessità di un cambio di rotta e di una proposta politica alternativa capace di offrire una visione più solida per la Basilicata.

Ok anche al rimborso gasolio per le imprese agricole; dall’Aula, Sì su Tpl gratis per studenti e sul Terzo Settore. Tutti odg presentati dall’opposizione

Calamità naturale nel Metapontino, dalla Regione il Sì a Odg Minoranza

Nelle settimane scorse, il Metapontino ha affrontato diverse calamità naturali, tra cui intense piogge e alluvioni. Le forti precipitazioni hanno causato lo straripamento del fiume Basento, provocando allagamenti e isolando abitazioni e aziende agricole nella zona di Pisticci. Anche altre aree circostanti come Rotondella, Nova Siri e Tursi, sono state colpite dall'esondazione del fiume Agri e da violente grandinate, che hanno danneggiato notevolmente le produzioni agricole.

CALAMITÀ NATURALI NEL

METAPONTINO, SÌ A ODG MINORANZA

A tal proposito, è stato approvato all’unanimità dal Consiglio regionale, nell’ambito della Legge di Stabilità 2026, l’ordine del giorno del Centrosinistra per il “sostegno al comparto agricolo della fascia del Metapontino e per i ristori per la calamità naturale del 30 marzo e dei giorni successivi, iniziative urgenti della Regione Basilicata”. Con l’Odg, la Giunta regionale della Basilicata s’impegna a mettere in campo iniziative urgenti per fronteggiare i danni causati al comparto agricolo dagli eventi meteorologici del 30 marzo e dei giorni successivi nella fascia del Metapontino, nonché ad avviare una ricognizione ufficiale e puntuale dei danni subiti dalle aziende agricole, dalle infrastrutture rurali e dal patrimonio pubblico e privato dei Comuni interessati. Inoltre, con l’atto si impegna la Giunta a richiedere al Governo nazionale il riconoscimento dello stato di calamità ai sensi della nor-

mativa vigente e ad attivare misure di ristoro, indennizzo e/o contributo straordinario a favore delle aziende agricole danneggiate, anche attraverso fondi regionali, nazionali o comunitari. Infine, l’Organo di Governo regionale viene impegnato anche a predisporre un Piano di interventi strutturali per la prevenzione e la mitigazione del rischio idrogeologico e meteorologico nell’area del Metapontino, alla luce della crescente frequenza di eventi estremi che si sono verificati negli ultimi anni. Considerata la rilevanza del comparto agricolo per l’economia regionale, è stata evidenziata la necessità di una rapida ricognizione dei danni e di interventi equi e tempestivi a sostegno delle imprese colpite.

A tal fine, il Governo ha già dichiarato lo stato di emergenza per la Basilicata, stanziando una cifra pari a 5 milioni di euro.

RIMBORSO GASOLIO

AGRICOLO PER IMPRESE,APPROVATO

ODG OPPOSIZIONE

Inoltre, è stato approvato dall’Aula all’unanimità, l’Ordine del giorno della Minoranza alla Legge di Stabilità regionale 2026 che impegna il Presidente e la Giunta regionale a istituire, per il solo esercizio finanziario 2026, un contributo regionale integrativo in favore delle imprese aventi diritto all’assegnazione di carburante agricolo agevolato nell’ambito del sistema Utenti Motori Agricoli (UMA).Il documento impegna la Giunta a disciplinare modalità operative, criteri di calcolo, massimali e controlli, anche attraverso l’utilizzo dei dati relativi alle assegnazioni e ai

prelievi registrati nel sistema UMA, garantendo tracciabilità e monitoraggio dell’intervento. La misura, si legge nell’atto, ha carattere sperimentale ed è limitata all’esercizio finanziario 2026, al fine di consentire una valutazione puntuale degli effetti ed evitare l’introduzione di vincoli permanenti sulla finanza regionale. Il contributo è riconosciuto in forma di rimborso correlato ai quantitativi di gasolio agricolo agevolato effettivamente assegnati e prelevati nell’annualità 2026, nei limiti delle risorse autorizzate dalla legge e secondo i criteri definiti dall’atto attuativo.

L’intervento mira ad attenuare l’incidenza dei costi energetici sulle attività agricole, sostenendo la competitività del settore primario regionale. Gli oneri derivanti dall’ordine del giorno sono quantificati in 1 milione di euro per l’esercizio finanziario 2026.

SÌ DALL’AULA A ODG MINORANZA

SU GRATUITÀ TPL

PER STUDENTI

Semprenell’ambito della

Legge di stabilità 2026, è stato approvato all’unani-

mità dall’Assemblea l’Ordine del giorno a firma della Minoranza “Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2025, n. 52” sul trasporto pubblico gratuito, urbano ed extraurbano, per gli studenti residenti in Basilicata. Con l’atto si impegnano Presidente e Giunta regionale a individuare, nell’ambito del bilancio regionale, le risorse finanziarie necessarie ad attuare politiche strutturali orientate alla gratuità del trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, per gli studenti residenti in Basilicata tra gli 11 e i 26 anni, quale misura concreta di equità sociale e territoriale. Inoltre, si mira a rafforzare in maniera stabile il sostegno a Comuni e Province per garantire servizi di assistenza specialistica agli alunni con disabilità, a promuovere un modello di mobilità sostenibile, pubblica e condivisa, valorizzando il ruolo della Società Energetica Lucana (SEL) nella progettazione e realizzazione di una piattaforma regionale di car-pooling, integrata con il trasporto pubblico locale. Infine, il documento chiede di adottare strumenti di monitoraggio e valutazione dell’impatto sociale delle misure, con particolare riferimento alla permanenza dei giovani sul territorio, all’accesso ai servizi e alla riduzione delle disuguaglianze. La Basilicata, si legge nel provvedimento, è colpita da un forte spopolamento, soprattutto nelle aree interne, aggravato da disuguaglianze e carenza di servizi essenziali, in particolare il trasporto, che incide sull’accesso allo studio e sulla permanenza dei giovani. Garanti-

re mobilità e inclusione, anche per gli studenti con disabilità, è fondamentale per assicurare pari opportunità. In questo quadro, la gratuità del trasporto pubblico e lo sviluppo di soluzioni innovative e sostenibili, a che tramite la SEL, rappresentano strumenti strategici per contrastare l’isolamento e favorire maggiore coesione e sviluppo.

TERZO SETTORE, AULA APPROVA

ODG DEL CENTROSINISTRA Infine, sempre in riferimento alla Legge di Stabilità regionale 2026, a firma dell’opposizione riguardante le “Modifiche alla Legge regionale n. 5/26Norme di sostegno e promozione degli Enti del Terzo Settore lucano”, è stato approvato l’Odg che impegna il Presidente e la Giunta regionale a individuare, nell’ambito del bilancio regionale, le risorse finanziarie necessarie a dare piena attuazione alla Legge regionale citata, nonché ad attivare strumenti di sostegno concreti e accessibili per gli enti del Terzo settore lucani, favorendo la realizzazione di progetti in ambito sociale, assistenziale e comunitario. Nelle premesse dell’atto si afferma che La legge regionale n. 5/2026, recentemente approvato dal Consiglio all’unanimità, riconosce in modo condiviso il ruolo strategico del Terzo settore nello sviluppo e nel rafforzamento del welfare in Basilicata. Gli enti operano quotidianamente per rispondere ai bisogni sociali, soprattutto nelle aree interne, rendendo però necessario accompagnare la normativa con adeguate risorse.

Approvato all’unanimità Odg del centrosinistra per l’erogazione di un contributo straordinario al Comune

Potenza, via libera della Regione a 4,8 milioni per garantire i servizi essenziali

L’Assemblea legislativa della Basilicata ha approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato dal centrosinistra nell’ambito della legge di stabilità 2026, impegnando formalmente la Regione a intervenire con un contributo straordinario a favore del Comune di Potenza. L’obiettivo è garantire la continuità dei servizi pubblici essenziali in una fase di particolare difficoltà per i conti e l’organizzazione amministrativa del capoluogo.Il provvedimento prevede l’erogazione di 4,8 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2026, destinati a sostenere il Comune nel mantenimento dei servizi fondamentali ai cittadini. Si tratta di una misura definita “ponte”, concepita per assicurare stabilità nell’immediato e scongiurare interruzioni o riduzioni nell’erogazione dei servizi, in attesa del pieno finan-

ziamento della legge regionale 8 luglio 2025, n. 35, che disciplina interventi a favore dei Comuni lucani con strutture e funzioni di rilevanza sovracomunale.Alla base dell’intervento vi è una situazione giudicata critica per l’ente, segnata da squilibri di bilancio, riduzione del personale e vincoli imposti dai piani di riequilibrio finanziario. Condizioni che, secondo quanto evidenziato nel dibattito consiliare, hanno inciso sulla capacità del Comune di garantire in modo pieno ed efficiente i servizi essenziali alla cittadinanza.Particolare attenzione è stata posta ai settori considerati più sensibili, come il trasporto pubblico locale, i servizi educativi e scolastici e l’assistenza alle persone con disabilità. Ambiti che, negli ultimi anni, hanno già subito contrazioni e che rappresentano un punto cruciale per la coesione sociale e la qualità della

vita dei residenti.L’ordine del giorno approvato impegna inoltre la Giunta regionale a mettere in campo misure specifiche per evitare ulteriori riduzioni dei servizi pubblici essenziali, rafforzando al tempo stesso la capacità amministra-

tiva del Comune di Potenza. Un’esigenza resa ancora più urgente dalla diminuzione del personale e dalle difficoltà gestionali connesse ai vincoli di bilancio e ai percorsi di risanamento finanziario in corso.

Intervento del consigliere sulla gestione delle risorse pubbliche e sulle politiche regionali

Feste patronali, Giuliani: «Fondamentale una programmazione stabile dei fondi»

«Esprimo profondo rammarico per il tono con cui i consiglieri regionali di maggioranza annunciano il contributo aggiuntivo di 100 mila euro destinato alle feste patronali di Potenza e Matera». Lo afferma in una nota il capogruppo di Potenza Ritorna, Attilio Giuliani.Per il consigliere, le feste patronali «non possono essere considerate una concessione politica», ma rappresentano «l’identità delle comunità lucane e un

patrimonio condiviso di fede, storia e tradizione».Giuliani critica inoltre la narrazione dell’intervento come un risultato politico: «Sorprende che venga presentato come un successo ciò che dovrebbe essere un atto programmato e dovuto».Nel suo intervento richiama anche le priorità del territorio: «I giovani lucani hanno bisogno di investimenti e sviluppo, non di comunicati sulle feste patronali». A suo giudizio, è necessario ripor-

tare al centro del dibattito pubblico i temi legati alla crescita e alla tenuta sociale della regione. Sottolinea inoltre come la programmazione delle risorse pubbliche debba essere coerente e non legata a iniziative estemporanee.Il capogruppo evidenzia poi la necessità di una programmazione stabile e di un sostegno strutturale agli enti locali: «Le feste non si organizzano in pochi giorni e servirebbe uno stanziamento annuale per garantire una pianificazione adeguata».Giuliani richiama infine le difficoltà del Comune di Potenza, che avrebbe già avviato l’organizzazione ricorrendo a risorse proprie a causa di difficoltà economiche e mancati trasferimenti regionali.«Servono programmazione e responsabilità – conclude – senza trasformare ciò che è dovuto in una concessione dell’ultima ora. Solo così si può garantire rispetto reale ai territori e alle loro esigenze. È tempo di superare una logica emergenziale nella gestione dei fondi pubblici».

C’È

L’OK DEL CONSIGLIO REGIONALE

100 mila euro alle associazioni dei consumatori

IlConsiglio regionale della Basilicata approva all’unanimità l’ordine del giorno presentato dalla minoranza nell’ambito della legge di stabilità 2026. Il provvedimento prevede lo stanziamento di 100 mila euro per il prossimo esercizio finanziario a favore delle associazioni dei consumatori e degli utenti iscritte nell’elenco regionale.L’intervento mira a rafforzare il sistema di tutela dei cittadini, sostenendo le realtà associative che operano sul territorio con attività di informazione, assistenza e supporto nella gestione delle utenze e dei servizi. Particolare attenzione è rivolta ai settori energetico e idrico, dove negli ultimi anni si è registrato un aumento della complessità delle pratiche e dei costi per le famiglie.Le associazioni dei consumatori svolgono inoltre un ruolo rilevante nella gestione di misure di sostegno come il bonus gas e nell’assistenza ai cittadini per la risoluzione di criticità legate alle bollette e ai servizi pubblici. L’obiettivo del provvedimento è garantire maggiore stabilità agli interventi regionali, superando la logica dei finanziamenti episodici e assicurando un sostegno strutturato e continuativo.L’iniziativa è finalizzata anche a rafforzare la protezione delle fasce più fragili della popolazione, che risultano maggiormente esposte alle variazioni dei costi dei servizi essenziali.

VENERDÌ

ANTE MANI IN CUCINA UN VULCANO DI ESPERIENZE

RIENZE

Accordo a Roma su Trasnova, Logitech e Teknoservice, Cupparo: «Reindustrializzazione e ammortizzatori

«Intesa su indotto automotive, stop ai licenziamenti»

POTENZA. «L’intesa raggiunta ieri presso il Ministero del Lavoro con il ritiro dei licenziamenti dei lavoratori Trasnova, Logitech e Teknoservice è un buon segnale, specie alla vigilia del Primo Maggio, Festa del Lavoro, che è possibile salvare posti di lavoro anche nel comparto dell’indotto automotive». È il commento dell’assessore allo Sviluppo Economico Francesco Cupparo, per il quale «la Regione continuerà a seguire il processo di reindustrializzazione e, da subito, attraverso gli Uffici del Dipartimento, l’iter che consenta la più rapida erogazione degli ammortizzatori sociali a favore degli oltre 230 lavoratori delle tre imprese. Voglio ricordare che nel 2025 sono stati attivati circa 7 milioni di euro di cassa integrazione per area di crisi complessa, mentre ulteriori 13

milioni di euro sono programmati per il 2026. I nostri Uffici stanno valutando il fabbisogno complessivo. Le quote maggiori di questi ammortizzatori hanno riguardato imprese dell’indotto automotive, insieme al comparto della logistica, a conferma del fatto che la crisi non colpisce un solo anello, ma l’intera filiera».

«Da una parte – aggiunge Cupparo – continuiamo a considerare fondamentale che forniture e lavorazioni legate ai nuovi modelli Stellantis vengano affidate alle imprese dell’area di Melfi e della Basilicata, per consolidare la filiera locale e le ricadute occupazionali e, dall’altra, seguiamo con attenzione la fase di reindustrializzazione e riconversione industriale sempre più necessaria per assicurare futuro a lavoratori e ad unità produttive.

Nello specifico di Trasnova, Logitech e Teknoservice, dopo i numerosi incontri che abbiamo convocato e tenuto al Dipartimento, siamo in attesa di cono-

scere i piani industriali dei titolari di imprese che hanno manifestato l’interessamento all’assorbimento dei lavoratori coinvolti dalla vertenza».

Il consigliere comunale di Matera Bigherati: «La crisi coinvolge centinaia di famiglie, serve un tavolo permanente»

«Natuzzi, rischio emergenza sociale ora necessario un piano di rilancio»

MATERA. La vertenza Natuzzi torna al centro del confronto istituzionale nel corso del Consiglio comunale congiunto tra Matera, Altamura e Santeramo. In aula è intervenuto il consigliere comunale Marco Bigherati, il cui contributo è stato però ridotto per i tempi contingentati della seduta.«Parliamo di una vicenda che non può essere ridotta a una semplice crisi aziendale, ma che coinvolge centinaia di lavoratori, famiglie e l’intero sistema produttivo del territorio, con il rischio concreto di una emergenza sociale», ha dichiarato. Un passaggio che evidenzia la dimensione ampia della crisi, destinata a incidere non solo sull’occupazione ma sull’equilibrio economico dell’intera area.Nel suo intervento Bigherati ha rivolto un ringraziamento alle organizzazioni sindacali per il lavoro svolto in una fase particolarmente delicata, sottolineando come il loro ruolo sia determinante per garantire rappresentanza e tutela effettiva dei lavoratori coinvolti. Allo stesso tempo ha ribadito la necessità di un cambio di passo, perché non basta gestire l’emergenza ma occorre costruire una prospettiva di rilan-

cio del comparto del mobile imbottito.L’obiettivo, secondo il consigliere, deve essere quello di difendere il lavoro esistente e valorizzare le competenze presenti sul territorio, evitando che la crisi si traduca in una progressiva perdita di capacità produttiva. In questo quadro si inserisce anche il tema del distretto interregionale tra Puglia e Basilicata, indicato come opportunità ma da orientare al rafforzamento

del sistema e non alla sua riduzione.Da qui la richiesta di azioni concrete, a partire dall’istituzione di un tavolo permanente che coinvolga Governo, Regioni, azienda e sindacati, accompagnato da un piano industriale serio e sostenibile. «Alla vigilia del Primo Maggio il lavoro non può essere solo celebrato, ma deve essere difeso ogni giorno con responsabilità e coerenza», ha concluso Bigherati.

«CallMat, tavolo al Mimit appuntamento decisivo»

MATERA. La vertenza CallMat arriva a un passaggio decisivo in vista dell’incontro del 26 maggio al Ministero delle imprese e del made in Italy. Ugl Matera e Ugl telecomunicazioni chiedono che il tavolo non sia «meramente ricognitivo», ma definisca impegni concreti per la tutela dei lavoratori della sede di Matera.«Servono verifiche puntuali sugli impegni assunti da Regione e Governo», dichiarano i segretari Mina Saracino e Pino Giordano, sottolineando la necessità di criteri chiari, tempi certi e strumenti di monitoraggio. Al centro del confronto il progetto Ipzs, da circa sei milioni di euro, e il bando regionale per il ricollocamento dei lavoratori, su cui Ugl segnala criticità legate a efficacia e governance.Il sindacato evidenzia come le misure attuali non garantiscano stabilità occupazionale, esponendo i lavoratori a soluzioni temporanee. La crisi si inserisce in un contesto di trasformazione del settore, segnato da automazione e riduzione dei volumi nei call center.«Senza atti vincolanti e risorse certe non potrà essere condiviso alcun percorso», avverte Ugl, chiedendo anche una cabina di regia nazionale e l’applicazione della clausola sociale per tutelare prioritariamente i lavoratori coinvolti.

UGL MATERA: «SERVONO GARANZIE OCCUPAZIONALI»

OLTRE IL GIARDINOIl confronto tra sindacati su occupazione e salari, mentre a Potenza si intrecciano arte, fede e musica

Primo Maggio tra crisi e speranza per il futuro

D I AN N A TA M M AR I EL L O

In vista del Primo Maggio, festa dei lavoratori, il confronto televisivo ad “Oltre il giardino”, il programma di Cronache Tv condotto dal giornalista Paride Leporace, si apre con i rappresentanti regionali di UIL, CISL e CGIL Basilicata sulle principali emergenze economiche e sociali della regione: lavoro, auto motive, salari, aree interne, petrolio e sanità. Il segretario generale della UIL Basilicata, Vincenzo Tortorelli, ha ribadito il valore simbolico e politico della manifestazione unitaria organizzata a Castelluccio Inferiore, nella Valle del Mercure, territorio scelto come emblema delle aree interne e della necessità di rilanciare occupazione, coesione sociale e sviluppo. «Il Primo Maggio non è una data rituale – ha dichiarato – ma un momento per rimettere al centro il lavoro dignitoso e una Basilicata più giusta. Siamo al lavoro per creare le condizioni affinché avanzi un modello di sviluppo, di coesione sociale e di giustizia più equa». Sulla stessa linea Carlo Quaratino della CISL Basilicata, che ha parlato della necessità di “un patto sociale” tra istituzioni, sindacati e imprese per affrontare la desertificazione industriale e demografica della regione. La CISL ha sottolineato l’urgenza di investire in innovazione, ricerca e infrastrutture per affrontare la crisi dell’automotive e la transizione ecologica. Più duro l’intervento di Fernando Mega della CGIL, che ha denunciato la gravità della situazione occupazionale lucana: dalla crisi dello stabilimento Stellantis di Melfi alla perdita di migliaia di posti di lavoro nell’indotto e nel comparto del salotto materano. «La Basilicata vive una

desertificazione industriale e sociale», ha affermato, criticando anche le politiche regionali e nazionali considerate insufficienti. Ampio spazio è stato dedicato proprio alla crisi dell’automotive. I sindacati hanno evidenziato come il calo della produzione e il peso della transizione elettrica stiano mettendo in difficoltà il sistema produttivo italiano e lucano.

Sul fronte salariale, la CISL si è detta favorevole all’idea di “salario giusto” legato alla contrattazione collettiva, mentre la CGIL ha ribadito la necessità di introdurre un salario minimo per contrastare il lavoro povero, fenomeno sempre più diffuso anche in Basilicata.

“Oltre il giardino” si sposta poi sull’argomento della Chiesa di San Giuseppe a Potenza, che torna al centro della vita culturale e spirituale della città con la presentazione del catalogo dedicato alla Cappella della Misericordia, uno scrigno artistico e religioso nato dal legame tra Don Peppino Nolè e padre Tarcisio Manta.

Un evento che intreccia spiritualità, arte, memoria e impegno sociale, promosso dalla Fondazione Madre Teresa di Calcutta. Nel corso della trasmissione televisiva dedicata all’iniziativa, il presidente della Fondazione, Gennaro Giuseppe Curcio, ha ricordato la figura di Don Peppino Nollè come «una persona straordinaria, capace di lasciare un segno profondo nella città di Potenza grazie alla sua costante attenzione ai poveri, ai semplici, agli ultimi. Un sacerdote che trasformò la fede in azione concreta, tanto da definirsi “un imprenditore di Dio” ». Accanto a lui, la figura di padre Tarcisio Manta, frate e artista novantenne, autore delle opere della Cappella della Misericordia. Il giornalista e sculto-

re Antonio Ragone, curatore del catalogo, lo descrive come « una figura carismatica, conosciutissima anche fuori dalla Basilicata. Le sue opere, caratterizzate da colori vivissimi e da una forte spiritualità francescana, trasformano la cappella in un luogo dove arte e misericordia si incontrano. Pensate di avere davanti Andy Warhol? Invece è padre Tarcisio», spiega Ragone, sottolineando come il frate abbia reinterpretato il tema della misericordia con uno stile originale e contemporaneo. Le opere raccontano gli ultimi, i poveri, i migranti, gli emarginati, in sintonia con il messaggio di Papa Francesco e con l’esperienza pastorale di Don Peppino. La cappella, nata durante il Giubileo straordinario della Misericordia del 2015, affronta temi come il perdono, l’accoglienza e la fraternità attraverso lunette, mosaici, vetrate e una Via Crucis realizzata con materiali poveri, persino carta di giornale. « La sua mano è guidata dall’alto», racconta Ragone riferendosi al processo creativo di padre Tarcisio. La Fondazione Madre Teresa di Calcutta continua oggi l’opera sociale avviata da Don Peppino attraverso una mensa per i poveri, attività di inclusione e progetti dedicati ai migranti e alle persone fragili. « La fondazione nasce per essere un luogo di accoglienza», ha spiegato Curcio, ribadendo come l’attenzione agli ultimi resti il cuore dell’esperienza della comunità di San Giuseppe. Un ruolo importante viene riconosciuto anche alla comunità parrocchiale e ai tanti volontari che hanno contribuito alla realizzazione del catalogo e delle iniziative culturali. La Chiesa di San Giuseppe, nata in una “zona di frontiera” della città, viene ricordata come un punto di riferimento non solo

religioso ma anche sociale per l’intera Potenza. Nel corso dell’incontro è stato ricordato anche il compianto Pinuccio Messina, storico animatore della Fondazione e figura profondamente legata all’esperienza di Don Peppino e della comunità di San Giuseppe. L’ultima pagina della trasmissione televisiva è rivolta alla cultura. Nel cuore del Maggio Potentino arriva uno degli appuntamenti culturali più attesi: il “Concerto per la Natura” del maestro Francesco Rizzo, musicista lucano di fama internazionale che si esibirà domenica 3 maggio alle 18.30 al Teatro Francesco Stabile di Potenza. L’evento, gratuito fino a esaurimento posti, è promosso dalla Presidenza del Consiglio regionale della Basilicata, con il sostegno del Comune di Potenza. Ospite della trasmissione televisiva dedicata all’evento, il maestro Rizzo ha raccontato il senso artistico e ambientale del progetto musicale, già portato in prestigiosi teatri italiani ed europei. «È un viaggio sensoriale – ha spiegato –fatto di musica, parole e immagini dedicate alla natura, alla bellezza e alla transizione ecologica». Sul palco verranno eseguiti undici brani originali contenuti nel suo progetto discografico “Calling”, accompagnati da contributi visivi e narrativi. Rizzo ha voluto ringraziare pubblicamente il presidente del Consiglio regionale Marcello Pittella, il Comune di Potenza e l’assessore alla Cultura Roberto Falotico. Nel corso dell’intervista il musicista ha ripercorso alcune tappe della sua lunga carriera, ricordando esibizioni in luoghi simbolo come il Teatro La Fenice di Venezia, il Parco archeologico di Pompei, il Salone del Libro di Torino e il Salone Margherita di Roma. Tra i momenti più

suggestivi anche il concerto al Teatro Romano di Grumentum con un pianoforte completamente trasparente. Particolarmente emozionante, per il maestro, sarà proprio il ritorno a casa, dopo il trasferimento a Potenza avvenuto pochi mesi fa: «Questa città mi ha accolto benissimo e suonare allo Stabile è qualcosa di speciale». Ampio spazio anche ai ricordi legati a Pino Mango, con cui Rizzo collaborò agli inizi della carriera. Il musicista ha raccontato il provino sostenuto a Lagonegro e la nascita del primo gruppo che accompagnava Mango, formato interamente da musicisti lucani. «Era un grande artista ma soprattutto un grande uomo», ha ricordato. Nel confronto tra ieri e oggi, Rizzo ha sottolineato come il mondo musicale sia radicalmente cambiato: «Oggi basta internet per arrivare al pubblico, mentre ai nostri tempi si registrava su cassette a quattro piste e serviva molta più artigianalità». Nonostante le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale, il maestro ha ribadito l’importanza del talento e della formazione. Infine un appello alle istituzioni: «Bisogna sostenere i musicisti lucani, che non hanno nulla in meno rispetto a tanti artisti provenienti da altre realtà». Un invito a valorizzare il patrimonio artistico regionale e a superare il vecchio motto “Nemo profeta in patria”.

Mega, Quaratino Tortoreli, Ragone e Curcio e sotto il maestro Rizzo a Oltre il giardino

Le proposte della lista “Ingegneri & Comunità” per rilanciare il ruolo dell’Ordine degli Ingegneri nella vita professionale e territoriale

Lapenna: «Il lavoro è il primo banco di prova della credibilità dell’Ordine»

In occasione del PrimoMaggio, Festa del Lavoro, la lista Ingegneri & Comunità, candidata al rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Potenza, rilancia uno dei punti cardine del proprio programma: il pilastro “Ingegneri & Lavoro”. A illustrarne contenuti e obiettivi è stato il candidato presidente Michele Lapenna, intervenuto durante un incontro con numerosi iscritti.Nel suo intervento, Lapenna ha sottolineato il valore simbolico della ricorrenza, evidenziando la necessità di un cambio di passo per la categoria: «Rimettere al centro la dignità del lavoro professionale e il valore del titolo di ingegnere». Un messaggio che si traduce in una visione chiara del ruolo dell’Ordine, chiamato a essere «autorevole, presente e determinante nella programmazione territoriale regionale», e non più semplice osservatore.Al centro del confronto con i professionisti, i punti operativi del primo pilastro programmatico. Tra questi, la tutela del lavoro degli ingegneri, sia liberi professionisti sia dipendenti, e la piena applicazione della normativa sull’equo compenso, per garantire che «il valore delle competenze non sia più ne-

goziabile». Ampio spazio anche alla valorizzazione della figura dell’ingegnere nella Pubblica Amministrazione, con l’obiettivo di riconoscerne «identità, responsabilità e funzioni tecniche oggi sottostimate».Altro tema rilevante riguarda la definizione delle competenze nei diversi ambiti dell’ingegneria — industriale, informatica, gestionale, elettronica, clinica, biomedica e ambientale — per superare sovrapposizioni e incertezze operative. Tra le proposte, anche l’istituzione di uno Sportello Legale e Fiscale, pensato per offrire supporto concreto agli iscritti su questioni contrattuali, normative e tributarie.Secondo Lapenna, queste misure rappresentano «la base per ricostruire un rapporto di fiducia tra l’Ordine e i suoi iscritti, e per restituire alla categoria il ruolo che merita nei processi decisionali che riguardano il territorio».Nel corso dell’incontro è emersa anche la visione più ampia della lista, che punta a un Ordine capace di trasformarsi in una vera comunità professionale. «Il lavoro è il primo fronte su cui misurare la credibilità di un Ordine professionale», ha ribadito il candidato, sottolineando la necessità di un modello che non si limiti agli

adempimenti formali ma che sappia «accompagnare, tutelare, formare e sostenere gli ingegneri in ogni fase della loro attività».Lo sguardo è rivolto alle sfide che attendono la Basilicata nei prossimi anni — infrastrutture, energia, ambiente e digitalizzazione — ambiti in cui, secondo Lapenna, la categoria deve giocare un ruolo da protagonista: «Gli ingegneri devono essere parte attiva della programmazione regionale, non spet-

tatori».La lista Ingegneri & Comunità annuncia infine la prosecuzione del percorso di confronto con gli iscritti nei prossimi giorni, attraverso una serie di incontri dedicati agli altri cinque pilastri del programma. L’obiettivo dichiarato è costruire «un Ordine che sia davvero degli ingegneri e per gli ingegneri», capace di rappresentare una comunità unita, competente e protagonista dello sviluppo regionale.

Sindacati uniti per rilanciare il lavoro dignitoso e la centralità dei diritti nel nuovo contesto economico e sociale

A Castelluccio Inferiore il Primo Maggio di CGIL, CISL e

Sarà Primo Maggio all’insegna della rivendicazione e della proposta quello organizzato da CGIL, CISL e UIL Basilicata, che hanno scelto Castelluccio Inferiore come luogo simbolico per la manifestazione unitaria del 2026.L’appuntamento è in programma oggi, alle ore 10:00 in Largo G. Marconi, nel cuore del piccolo centro lucano, con al centro il tema “Lavoro dignitoso: contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale”. Una scelta che punta a mettere in evidenza le criticità di un territorio segnato da fragilità economiche e sociali, tra precarietà occupazionale, crisi industriali e spopolamento. In questo contesto, la manifestazione si propone anche come momento di ascolto delle

UIL: focus su diritti e tutele

comunità locali e delle loro esigenze più urgenti. Non a caso, particolare attenzione sarà rivolta anche alle nuove generazioni, spesso costrette a lasciare la regione in cerca di migliori opportunità.Secondo i sindacati, la decisione di organizzare l’iniziativa proprio a Castelluccio In-

feriore rappresenta un segnale concreto di attenzione verso le aree interne, dove la carenza di opportunità lavorative stabili e di servizi essenziali rischia di compromettere le prospettive di sviluppo e coesione sociale. L’obiettivo è quello di riportare questi territori al centro dell’agenda

politica e sindacale, promuovendo interventi strutturali e duraturi. Allo stesso tempo, si intende rafforzare il dialogo con le istituzioni locali per costruire percorsi condivisi di rilancio economico e occupazionale.Nel corso della manifestazione interverranno Fernando Mega, se-

gretario generale CGIL Basilicata, Vincenzo Pernetti, segretario CISL FP Basilicata, e Vincenzo Tortorelli, segretario generale UIL Basilicata.Al centro del dibattito ci saranno temi cruciali per il mondo del lavoro contemporaneo: il contrasto al lavoro povero e irregolare, il rafforzamento delle tutele, la sicurezza nei luoghi di lavoro e il ruolo della contrattazione collettiva in un contesto sempre più influenzato dall’innovazione tecnologica.Per CGIL, CISL e UIL, il Primo Maggio resta un momento fondamentale non solo di mobilitazione, ma anche di proposta. Un’occasione per ribadire la centralità del lavoro e della dignità delle persone, soprattutto in quei territori che più risentono delle disuguaglianze e dei cambiamenti in atto.

Cerimonia al Teatro Stabile di Potenza con la consegna delle onorificenze, Nardiello: «Valore simbolico per la comunità»

Stelle al merito, 10 nuovi maestri del lavoro lucani

POTENZA. Si tiene oggi, nel Teatro Stabile di Potenza, la cerimonia di conferimento delle «Stelle al merito del lavoro», prestigiosa onorificenza concessa con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro del lavoro. A darne notizia è il console regionale dei Maestri del lavoro della Basilicata, Vincenzo Nardiello. Saranno dieci i nuovi Maestri del lavoro della regione, di cui nove riceveranno la decorazione dal prefetto Michele Campanaro, mentre uno, sorteggiato, sarà premiato nel mese di ottobre direttamente al Quirinale insieme ai rappresentanti delle altre regioni italiane. Per la Basilicata è stata estratta Anna Maria La-

penna, impiegata di Pignola in servizio presso Innotec.Tra i premiati figurano Giovanna Vignola, pensionata già quadro Anas; Armando Caputo, operaio di Busitalia Rail Service a Lagonegro; Domenico Coviello, impiegato della Ciesse Tendaggi, cui l’onorificenza sarà conferita alla memoria e ritirata dai figli Flavio e Matteo; Sergio Mario Grano, impiegato di Hitachi Rail a Tito; Antonio Lovallo, impiegato della Lucman Service a Ferrandina; Vito Mecca, operaio del frantoio Fratelli Pace di Pietragalla; Raffaele Viale, pensionato già operaio dell’Acquedotto lucano; Francesco Grazio Mangieri, dirigente di Poste italiane a Matera; Pasquale Ron-

ga, dirigente dell’Acquedotto lucano.Il riconoscimento viene attribuito a lavoratori con almeno venticinque anni di attività che si siano distinti per «laboriosità, perizia e buona condotta morale». I nuovi insigniti entreranno a far parte dei consolati provinciali di Matera e Potenza, contribuendo a valorizzare il ruolo del lavoro nella società.«È una manifestazione di grande valore simbolico –sottolinea Nardiello – che richiama i principi della Costituzione e pone al centro il lavoro». Resta alta, infine, l’attenzione sulle criticità occupazionali della regione, ancora segnata da difficoltà nei settori strategici dell’economia.

«Giovani in fuga e contratti precari Così la Basilicata non avrà futuro»

POTENZA. Il Primo maggio diventa occasione di analisi e denuncia per la condizione del lavoro in Basilicata. Le consigliere regionali del Movimento Cinque Stelle Viviana Verri e Alessia Araneo tracciano un quadro critico, segnato da occupazione in calo, precarietà diffusa e difficoltà strutturali nei principali comparti produttivi. «I dati che abbiamo sotto gli occhi non consentono giri di parole», affermano. Nel duemilaventicinque la regione ha registrato una flessione dell’occupazione con circa duemila unità in meno rispetto all’anno precedente, mentre l’ottantaquattro per cento dei nuovi contratti risulta a termine. Un dato che fotografa una precarietà ormai strutturale e che incide direttamente sulle prospettive di vita di giovani e famiglie, sempre più spesso costretti a rinviare scelte o a lasciare il territorio.

La crisi industriale resta uno dei nodi centrali. «Guardando ai cancelli di Stellantis a Melfi si coglie il segno di una difficoltà più profonda», sottolineano le due esponenti, evidenziando il rischio di uno smantellamento progressivo del polo automobilistico. La transizione ecologica, pur condivisa,

«non può diventare un alibi per tagliare posti di lavoro e lasciare senza prospettive un intero indotto». Migliaia di lavoratrici e lavoratori continuano a vivere nell’incertezza, mentre decisioni strategiche vengono assunte lontano dal territorio.Analoga preoccupazione riguarda il distretto del mobile imbottito, con la vicenda Natuzzi indicata come «una ferita aperta». Anni di ammortizzatori sociali non possono sostituire una politica industriale strut-

turata né rappresentare una risposta duratura a una crisi che coinvolge un’intera filiera produttiva.Il disagio si estende anche ad altri settori. Nel comparto forestale, dai lavoratori storici agli addetti Asa e Saap, si registra una condizione di continua emergenza, nonostante il ruolo essenziale svolto nella tutela ambientale e nella sicurezza del territorio. Anche l’agricoltura attraversa una fase complessa, segnata da crisi idrica, eventi meteorolo-

gici estremi e costi energetici elevati, fattori che riducono i margini economici e mettono in difficoltà aziende e produzioni. A ciò si aggiunge il paradosso di una regione che contribuisce in modo significativo alla produzione energetica nazionale senza che ciò si traduca in benefici diffusi per il territorio. «La Basilicata non può continuare a essere una terra da cui si parte», osservano Verri e Araneo, richiamando anche le criticità nei servizi pubblici,

dalla sanità alla scuola, dove il precariato incide sulla qualità dell’offerta.Particolare attenzione viene posta sul tema della parità di genere, ancora lontana, con il peso della maternità che ricade prevalentemente sulle donne, spesso costrette a uscire dal mercato del lavoro per carenza di servizi adeguati.

Per le consigliere del Movimento Cinque Stelle è necessario «costruire un nuovo modello di sviluppo» che valorizzi territori e competenze, investendo su lavoro qualificato, coesione sociale e innovazione. Tra le prospettive indicate figurano il lavoro agile come leva per contrastare lo spopolamento, l’agricoltura tecnologicamente avanzata, la green economy intesa come filiera produttiva e la cosiddetta silver economy, legata ai servizi per la popolazione anziana.«Il nostro impegno in Consiglio regionale – concludono –è lavorare per una Basilicata che torni a essere terra di opportunità, in cui il lavoro significhi sicurezza, stabilità e futuro». Un messaggio che, nella giornata dedicata ai lavoratori, richiama con forza la necessità di politiche capaci di invertire una tendenza che da troppo tempo penalizza la regione.

Le consigliere M5S Verri e Araneo: «Nel 2025 quasi

Un secolo di progetti e rinvii per un’infrastruttura mai realizzata che racconta limiti e occasioni mancate della Basilicata

Storia di un aeroporto mai nato e di una visione ormai mancata

DI TA NI NO F IE R R O

La storia dell’aeroporto di Potenza non nasce da un’idea recente, ma affonda le sue radici nel 1925, quando nell’ambito della programmazione governativa dei collegamenti aerei nazionali venne avanzata la richiesta di dotare anche il capoluogo lucano di un’infrastruttura aeroportuale. Non era un’utopia isolata, ma parte di una visione che immaginava un’Italia più connessa, in cui anche le aree interne potessero partecipare alla modernità dei trasporti. Eppure quella promessa rimase sospesa per decenni, come se il tempo della Basilicata dovesse sempre arrivare “dopo”.

IL PIANI

DEL MATTINO: IL PROGETTO

CHE PRESE FORMA

Bisogna arrivare alla fine degli anni ’60 per vedere un’idea concreta. Il progetto di un aeroporto ai Piani del Mattino, a pochi chilometri da Potenza, rappresentò il primo vero tentativo di tradurre in realtà quella visione antica. Lo studio tecnico, redatto da figure di alto profilo ingegneristico e approvato dagli enti competenti, prevedeva una pista, infrastrutture moderne e una capacità adeguata ai voli dell’epoca. Il progetto ottenne finanziamenti pubblici e fu persino avviata la costruzione. Per alcuni anni, per la prima volta, Potenza ebbe davvero un aeroporto “in costruzione”. Poi accadde qualcosa di tipico della storia italiana delle infrastrutture incompiute: il progetto si fermò.

LA NARRAZIONE DEL VENTO E LA VERITÀ TECNICA

La motivazione ufficiale della sospensione fu semplice e rassicurante: i venti. Si disse che l’area non fosse idonea per condizioni anemometriche sfavorevoli. Una spiegazione che, all’epoca, risultò credibile ai non addetti ai lavori e che contribuì a trasformare un’opera pubblica in una rinuncia collettiva accettata con rassegnazione. Ma successivamente emerse un elemento decisivo: la vera causa non era il vento. La revisione normativa a livello nazionale, seguita a gravi incidenti dell’aviazione civile, impose nuovi standard di sicurezza e sistemi di atterraggio strumentale più avanzati e costosi. Questo cambiamento tecnico rese il progetto originario economicamente più oneroso e richiese adeguamenti infrastrutturali non previsti inizialmente. Non fu dunque la natura a fermare l’aeroporto, ma un cambio di paradigma tecnologico e politico che trovò il progetto già fragile sul piano delle decisioni strategiche.

IL PIANO

REGIONALE DEI

TRASPORTI:

LA POSSIBILITÀ

CHE RITORNA

Nel 1990 la questione riemerse ufficialmente con il Piano Regionale dei Trasporti. Per la prima volta si ragionò in termini sistemici: costi, benefici, traffico potenziale, sostenibilità. Le analisi indicavano numeri chiari: un aeroporto lucano avrebbe potuto servire decine di migliaia di passeggeri all’anno, con una copertura parziale dei costi e una quota di finanziamento pubblico inevitabile ma comparabile ad altre infrastrutture già esistenti in Italia. Il punto

centrale non era la fattibilità economica assoluta, ma la scelta politica: investire o non investire in un’infrastruttura che avrebbe cambiato radicalmente la connessione della regione. In questa fase emerge un elemento fondamentale: la Basilicata non mancava di studi, ma di decisioni coerenti nel tempo.

IL NODO DELLA

LOCALIZZAZIONE: UNA REGIONE DIVISA TRA LUOGHI E VISIONI Negli anni successivi il dibattito si spostò sulla localizzazione. Potenza, Pisticci, Metaponto, Ferrandina: ogni area portava con sé argomenti tecnici e territoriali. Gli studi di fattibilità del 2002 tentarono una sintesi più moderna, basata su criteri oggettivi: accessibilità, bacino di utenza, integrazione con il sistema dei trasporti e potenziale attrattivo. Ne emerse un quadro chiaro: nessuna soluzione era perfetta, ma diverse erano plausibili. Eppure la scelta finale ricadde su un’altra area, mentre il progetto di Potenza rimaneva ancora una volta sospeso tra valutazioni tecniche e decisioni politiche non sempre allineate. IL 2005: IL PARERE

CHE CHIUDE UN CICLO

Il nuovo progetto per Potenza, più moderno e aggiornato agli standard internazionali, sembrava poter riaprire la partita. Ma nel 2005 arrivò il parere negativo dell’ente nazionale competente. Le motivazioni furono tecniche: condizioni anemometriche non ottimali e sovrastima del traffico previsto. Tuttavia, al di là delle singole valutazioni, quel parere segnò qualcosa di più profondo: la fine di un ciclo decisionale lungo ottant’anni. Non un semplice “no” tecnico, ma la cristallizzazione di una traiettoria storica che aveva

progressivamente allontanato la Basilicata dall’idea di dotarsi di un proprio aeroporto.

IL TEMA VERO: UNA REGIONE

SENZA INFRASTRUTTURA STRATEGICA

Oggi la Basilicata resta l’unica regione italiana senza aeroporto operativo. Questo dato, da solo, non è solo statistico: è politico, economico e culturale. Significa dipendenza sistemica da altri territori per la mobilità aerea. Significa tempi più lunghi, costi maggiori, minore attrattività per investimenti e turismo. Ma soprattutto significa una cosa più sottile e più profonda: la progressiva interiorizzazione dell’idea che alcune infrastrutture “non siano per noi”.

LA RESPONSABILITÀ

DELLA VISIONE MANCATA

Dire che l’aeroporto “si poteva fare” non significa ignorare i vincoli tecnici o economici. Significa riconoscere che, nei diversi momenti storici in cui la scelta era ancora aperta, mancò una continuità di visione. Ogni fase progettuale ha avuto una sua razionalità, ma nessuna è stata sostenuta con la determinazione necessaria a trasformarla in realtà. E così, nel tempo, le condizioni favorevoli si sono trasformate in alternative, e le alternative in rinunce. Non per un singolo errore, ma per una somma di esitazioni.

OLTRE IL CASO

POTENZA: UNA LEZIONE PIÙ AMPIA

La storia dell’aeroporto lucano non è solo una vicenda locale. È un caso emblematico di come le infrastrutture strategiche nelle aree interne del Paese siano spesso sospese tra progettazione e realizzazione, tra studio e decisione, tra possibilità e attuazione. Il problema non è mai stato soltanto tecnico. È stato il tempo decisionale: troppo lungo, troppo frammentato, troppo condizionato da cambiamenti continui di priorità.

CIÒ CHE NON VOLA RESTA FERMO

Un aeroporto non è solo un’opera pubblica. È una dichiarazione di posizione nel mondo. Quando una regione non ha un aeroporto, non è soltanto più distante: è meno connessa alle opportunità, ai flussi, alle trasformazioni. La storia di Potenza racconta questo con chiarezza: non l’impossibilità, ma la sospensione. E forse è proprio qui il punto più scomodo e più onesto da riconoscere: non tutto ciò che non si realizza è stato davvero impossibile. A volte non è mancata la tecnica. Non è mancata l’economia. È mancata la continuità della scelta. E ciò che non decolla, nel tempo, smette anche di essere immaginato in volo.

AMMINISTRATIVE
candidata della lista “Corleto Futura” si racconta a Cronache: «La mia determinazione al servizio della comunità»

Corleto, Magaldi: «Scendo in campo per costruire il futuro della mia terra»

Le elezioni comunali si avvicinano. Il prossimo 24 e 25 maggio, 16 comuni lucani, 10 del Potentino e 6 del Materano, rinnoveranno il Consiglio comunale ed elegeranno il sindaco. A Cronache Lucane si racconta la candidata sindaca di Corleto Perticara, Ilenia Magaldi della lista “Corleto Futura”.

Cosa l’ha spinta a candidarsi come sindaca di Corleto?

« Ho scelto di restare in questa terra, di crederci e di mettermi in gioco perché nutro un profondo senso di responsabilità verso le mie radici e verso chi verrà dopo di noi. Vedo ogni giorno la fatica dei nostri lavoratori, la dignità dei nostri anziani, l’intraprendenza della mia generazione e il potenziale inespresso dei nostri luoghi. Voglio mettere la mia determinazione, la sensibilità della nostra squadra e di Corleto Futura al servizio di questo paese. »

Nella vostra visione cosa rappresenta la Fly Line nel Bosco della Pietra Iaccata?

« Corleto dispone di una risorsa naturale di straordinario valore: il Bosco della Pietra Iaccata. L’obiettivo è quello di trasformarlo nel cuore pulsante di una nuova economia. La Fly Line è la nostra scommessa per passare dalla semplice conservazione, che pure è un dovere civile e sociale, alla valorizzazione attiva. Non è un’attività estrema, ma un’esperienza dolce, lenta, sicura ed ecocompatibile, che permetterebbe di attraversare il bosco sospesi su cavi di acciaio e carrelli. Perché nel programma la definiamo macro-attrattore? Perché è un’opera fortemente immersiva, potrei dire instagrammabile per usare un linguaggio moderno, capace di generare una grande curiosità in grado di scavalcare i confini regionali e nazionali, intercettando varie categorie di pubblico che oggi cerca l’unicità, le esperienze e le emozioni. Attorno alla Fly Line può essere sviluppato un indotto turistico di pregevole qualità: dai percorsi di trekking

agli itinerari enogastronomici vista l’eccellenza dei prodotti locali. Questo significa creare servizi ed opportunità di lavoro, un valore aggiunto alla nostra terra. La Fly Line deve generare economia concreta per il paese: abbiamo pensato a un indotto turistico che parte proprio dal centro di Corleto, affinché il visitatore viva il paese, lo attraversi e contribuisca direttamente alla sua economia. Vogliamo che il turista non sia solo di passaggio, ma che trovi a Corleto una base logistica per scoprire l’intera zona. » Questo approccio “creativo” si scontra, però, con una realtà economica legata all’estrazione petrolifera. Questi due mondi sono conciliabili?

« Il nostro slogan è chiaro: “Dalla terra che estrae alla terra che crea”. Sappiamo bene che oggi conviviamo con una realtà economica legata all’estrazione petrolifera: una fase storica che va gestita con equilibrio, rigore e responsabilità istituzionale. Per questo garantiremo controlli stringenti, un monitoraggio ambientale continuo e piena trasparenza verso i cittadini rafforzando la collabora-

zione con ARPAB. Ma la politica ha il dovere di guardare oltre l’oggi. Il petrolio non può essere il nostro destino. Le risorse che derivano da questa fase devono essere investite per costruire, fin da subito, un modello economico diverso, alternativo, autonomo e sostenibile. La nostra strategia è chiara: rafforzare i settori identitari, a partire dall’agricoltura, intervenendo in modo deciso sulla tutela e il potenziamento delle filiere produttive, il potenziamento delle reti idriche — perché ci sono ancora zone del paese che non dispongono adeguatamente dell’acqua — e la messa in sicurezza della viabilità rurale. Allo stesso tempo, intendiamo potenziare il SISCO per renderlo uno strumento efficace di progettazione e accesso ai finanziamenti, intercettando in modo sistematico bandi nazionali ed europei, come quelli legati alla transizione ecologica e all’innovazione rurale e bandi nazionali dedicati alla rigenerazione dei borghi e al turismo sostenibile. In questa visione si inseriscono la Fly Line e il polo culturale del Risorgimento: non semplici opere, ma leve di sviluppo

capaci di diversificare l’economia, rafforzare l’attrattività turistica e creare nuove opportunità di lavoro. Puntiamo inoltre a strumenti di premialità per chi decide di rilevare attività a rischio chiusura e a finalizzare e completare l’iter relativo alla zona industriale attuale, rendendola pienamente operativa e funzionale, e ad avviarne subito uno nuovo per la creazione di un polo industriale più ampio e moderno, capace di attrarre investimenti e rafforzare la competitività del territorio. »

Perché i cittadini dovrebbero credere che questa volta sarà diverso?

« La fiducia non viene chiesta sulla parola, ma costruita passo dopo passo, con impegni chiari e azioni misurabili. Un obiettivo può essere raggiunto ma può anche non essere raggiunto: ciò che fa la differenza è dimostrare di aver fatto il massimo per rispettarlo, con trasparenza, responsabilità su eventuali errori e la capacità di correggere il percorso. Solo così le promesse diventano credibili nel tempo. »

Perché la parola “royalties” fa paura o crea imbarazzo?

« Non è tanto la parola in sé, quanto ciò che richiama essendo un beneficio economico legato allo sfruttamento di risorse naturali, tema delicato soprattutto per l’impatto ambientale. Ritengo che a tal riguardo l’unica vera bussola sia quella della trasparenza e dell’interesse della comunità al di sopra di tutto. » C’è molta attenzione nel vostro programma alla “quotidianità”. È questa la Corleto “a misura di famiglia” che sognate?

« Sì, perché il futuro si costruisce curando il presente. Il servizio sanitario mobile di proprietà comunale è una risposta concreta alle emergenze e alla nostra posizione geografica. C’è forte attenzione all’accessibilità con l’abbattimento delle barriere architettoniche, agli spazi di aggregazione e al mondo dell’associazionismo rafforzando i servizi educativi e di supporto al-

lo studio. Ma anche misure concrete a favore delle giovani coppie con agevolazioni e incentivi alla residenza. Abbiamo tante idee che saranno ben illustrate nel corso di questa campagna elettorale, C’è entusiasmo. Corleto deve tornare a essere “casa”: un luogo dove è bello crescere i propri figli. » Tralasciando progetti e programmi. Qual è l’approccio umano con cui si pone davanti ai cittadini?

« Con una parola che per me è un valore cardine: l’umiltà. Mi pongo davanti ai corletani non come chi ha le verità assolute in tasca, ma come chi si mette a disposizione della propria comunità con spirito di servizio. L’umiltà, per “Corleto Futura”, significa innanzitutto saper ascoltare ma anche e soprattutto saper imparare. Essere umili significa riconoscere che il futuro di Corleto non è il progetto di una sola persona, ma il frutto di un lavoro di squadra. Abbiamo costituito un gruppo che unisce energia ed esperienza, proprio perché sappiamo che nessuno basta a se stesso. » Il vostro simbolo mostra una bambina che cammina accanto ad un adulto. Se quella bambina le chiedesse “cosa mi aspetta domani?”, lei cosa risponderebbe? « Come ho avuto modo di sottolineare quella bambina rappresenta Corleto e la figura paterna rappresenta la comunità. Le risponderei: “Ti aspetta un cammino in cui non sarai trascinata, ma accompagnata con dolcezza”. Corleto è una comunità resiliente, fatta di persone oneste, generose e di grandi lavoratori che amano profondamente la propria terra. Eppure, sento che da un po’ di tempo si è persa l’abitudine di sognare. A quella bambina direi che il domani non è qualcosa da subire, ma una scelta da costruire insieme. Le prometterei un paese dinamico, capace di guardare attentamente a tutte le sue risorse. Noi siamo pronti a camminarle accanto, per restituire a lei e a tutti noi il diritto di sognare in grande. »

Ilenia Magaldi

Il presidente Mancini: «È fondamentale promuovere consapevolezza, prevenzione e strumenti di tutela efficaci»

Stalking e femminicidio, la Provincia di Matera contro la violenza di genere

L’Ente Provincia e il suo presidente Francesco Mancini hanno organizzato un convegno su stalking e femmicidio con la partecipazione di professionisti del settore. L’incontro è stato aperto alla partecipazione di tutti. Si è trattato di un momento di approfondimento e confronto su fenomeni che continuano a segnare in modo drammatico il tessuto sociale e che richiedono un impegno corale da parte delle Istituzioni e della comunità. L’evento si è svolto nella sala del Consiglio provinciale ed ha riguardato gli aspetti sostanziali, giuridici e psicologici dei due fenomeni che sono diversi, ma l’uno prelude all’altro. Dopo i saluti istituzionali del presidente della Provincia, Francesco Mancini, ci sono state le relazioni di Bartolo Danzi, criminologo forense dell’Ordine Europeo dei Criminologi di Bruxelles, che

ha offerto una lettura tecnico-scientifica delle dinamiche persecutorie e dei comportamenti che possono sfociare in atti di violenza estrema; Giovanni Dipaola, psicologo e psicoterapeuta, che ha approfondito gli aspetti psicologici legati alle vittime e agli autori di reato, evidenziando i segnali da riconoscere e i percorsi di supporto possibili; Antonio Maria La Scala, avvocato specializzato in diritto penale, che ha illustrato il contesto normativo e le principali criticità nell’applicazione delle misure di protezione. «È fondamentale promuovere consapevolezza, prevenzione e strumenti di tutela efficaci - ha spiegato il presidente Mancini - perché la violenza di genere può essere contrastata solo attraverso un approccio realmente condiviso, capace di mettere in rete competenze, responsabilità e sensibilità diverse. Con questa iniziativa, la Provincia di Matera conferma il proprio impegno

nel sostenere percorsi di informazione e sensibilizzazione, consapevole che la protezione delle vittime passa dalla conoscenza, dall’ascolto e dalla collaborazione tra Istituzioni, professionisti e comunità». In Basilicata, i dati relativi a stalking e violenza di genere indicano una situazione che richiede attenzione, con un’incidenza dei reati che, in alcuni casi, si avvicina alla media nazionale. Nel

2023, la regione ha mostrato un’incidenza di atti persecutori (stalking) di 32,68 casi ogni 100mila abitanti, a fronte di una media italiana di 30,86. La maggior parte dei casi di stalking vede come autore un ex partner, confermando la natura prevalentemente relazionale del fenomeno. Ovviamente, non è un convegno a risolvere o ad alleggerire il problema: esso serve per conoscere meglio il feno-

meno e offrire agli operatori del settore gli strumenti per una efficace azione di prevenzione. Gli attori coinvolti sono tanti, dalle Forze dell’Ordine alla Polizia municipale che, nei piccoli comuni, conoscono bene le realtà familiari. Dagli assistenti sociali agli amministratori della cosa pubblica, agli stessi medici di base: nessuno può estraniarsi da un fenomeno, purtroppo, in crescita anche da noi.

Dal Sindacato: «Chiediamo all’assessore Pepe una convocazione urgente per un confronto costruttivo su tutte le questioni evidenziate»

UIL FP Basilicata: «In Regione contrattazione immediata, scorrimento graduatorie e valorizzazione del personale»

La UIL FP Basilicata, a seguito dell’approvazione da parte del Consiglio Regionale del bilancio per l’anno 2025, accoglie positivamente questo importante passaggio istituzionale. «Tuttavia. - si legge nella nota -riteniamo che tale atto debba tradursi tempestivamente in azioni concrete e immediate a favore del personale regionale. Per questo motivo, chiediamo con forza che la Regione Basilicata avvii senza ulteriori ritardi la contrattazione per l’anno 2026, al fine di fornire risposte certe ai lavoratori, che attendono da tempo il riconoscimento e l’applicazione di diversi istituti contrattuali fondamentali per la loro valorizzazione professionale ed economica». «Un punto centrale - prosegue la nota - riguarda lo scorrimento delle graduatorie per il personale idoneo ancora in attesa di assunzione. In tal senso, rivendichiamo con determinazione che, grazie al nostro intervento, la scadenza delle graduatorie è stata prorogata fino al 31 dicembre

2026. Si tratta di un risultato importante che non può rimanere sulla carta: è necessario utilizzare appieno questo strumento per rafforzare gli organici dell’Ente. Per questo chiediamo che si proceda rapidamente anche a un aggiornamento del PIAO 2026–2028, così da programmare in maniera efficace le assunzioni e

garantire il pieno utilizzo delle graduatorie vigenti.Parallelamente, segnaliamo con preoccupazione il fenomeno crescente delle dimissioni del personale regionale, dovute in molti casi alla vincita di concorsi presso altre amministrazioni. Questo comporta un progressivo impoverimento delle competenze interne

e un indebolimento della macchina amministrativa regionale. Tali vuoti devono essere colmati con urgenza, attraverso nuove assunzioni e una programmazione seria e lungimirante del fabbisogno di personale». «Particolare attenzione merita il personale della Protezione Civile, che negli ultimi anni e, in particolare, negli ultimi mesi ha dimostrato grande professionalità, dedizione e spirito di servizio nella gestione delle numerose emergenze che hanno interessato il territorio regio- nale. È indispensabile riconoscere concretamente questo impegno, individuando soluzioni che ne valorizzino il ruolo, migliorino le condizioni di lavoro e garantiscano adeguate prospettive professionali. Alla luce di queste considerazioni, chiederemo all’Assessore Pepe una convocazione immediata per aprire un confronto serio e costruttivo su tutte le questioni evidenziate, con l’obiettivo di individuare soluzioni rapide ed efficaci», conclude la nota sindacale.

POTENZA L’assessore alla viabilità mostra i dati della comparazione tra il prima e il dopo dell’adozione

Giuzio: «Sensi unici in centro, meno infrazioni e più parcheggi»

POTENZA. «Come Amministrazione comunale,scrive in una nota Francesco C. Giuzio, assessore alla mobilità e viabilità del Comune di Potenza -. giunti quasi alla scadenza della sperimentazione relativa ai nuovi sensi di marcia in Corso Umberto e Corso Garibaldi, riteniamo doveroso riportare il dibattito su un piano di concretezza e dati oggettivi, evitando rappresentazioni che rischiano di alimentare un clima di incertezza non supportato dai fatti. La fase di sperimen-

tazione sulla viabilità nel centro cittadino non è affatto sospesa in un limbo, ma è oggetto di monitoraggio costante da parte degli uffici competenti e della Polizia locale, i cui rilievi restituiscono un quadro incoraggiante, soprattutto sotto il profilo della sicurezza e del rispetto delle regole». «Entrando nel merito dei dati, - continua Giuziosu corso Umberto, nel periodo gennaio – marzo 2025 si registravano 40 sanzioni, di cui ben 39 per sosta vietata. Nello stesso

periodo del 2026 (fino al 5 marzo), non risultano sanzioni elevate. Questo dato evidenzia una riduzione sostanziale delle infrazioni, segno di un miglioramento concreto dell’ordine e della disciplina della circolazione. Sul piano della sicurezza, non si registrano sinistri né nel 2025 né nel 2026, a conferma della stabilità delle condizioni di sicurezza. Su Corso Garibaldi, si passa da 43 sanzioni elevate nel periodo gennaio - marzo 2025 a 27 sanzioni relative allo stesso periodo del 2026: una riduzione significativa».

«Per quanto riguarda l’infortunistica, si registra un passaggio da 2 sinistri nel 2025 a 1 solo sinistro nel 2026, con una diminuzione del 50%. - aggiunge - A questi dati si aggiunge un elemento spesso trascurato ma estremamente rilevante: l’istituzione dei due sensi unici di marcia ha consentito la creazione di circa 100 nuovi parcheggi, oggi a disposizione di residenti e utenti del centro storico. Un risultato con-

creto che migliora la fruibilità dell’area e risponde a una delle principali esigenze espresse da cittadini e operatori economici». «Inoltre, la scelta dei sensi unici non è stata casuale né improvvisata. Numerosi studi in materia di pianificazione urbana e sicurezza stradale evidenziano come le strade a senso unico contribuiscono a ridurre i punti di conflitto tra veicoli, semplificare le manovre e migliorare la visibilità, con effetti positivi sulla sicurezza complessiva. I dati locali raccolti in questi mesi vanno esattamente in questa direzione, confermando una tendenza al miglioramento sia delle infrazioni sia degli incidenti. - dichiara l’assessore alla viabilitàAppare quindi evidente come non si sia in presenza di una fase indefinita o priva di elementi di valutazione. Al contrario, i dati esistono, sono chiari e indicano che la sperimentazione sta producendo risultati positivi. Attendiamo l'invio degli ultimi dati relativi al mese di Apri-

le 2026, per confrontarli con il mese di Aprile 2025 e tirare quindi le somme». «L’Amministrazione è pienamente consapevole dell’importanza di giungere a una sintesi definitiva e lo fa sulla base di evidenze tecniche solide, non di percezioni o semplificazioni.

Allo stesso tempo, restiamo pienamente disponibili ad apportare ulteriori migliorie, sulla base di interlocuzioni concrete, trasparenti e fondate su elementi oggettivi con cittadini e operatori. Il confronto è uno strumento fondamentale, purché si sviluppi in un clima costruttivo, libero da pregiudizi e condizionamenti, e orientato esclusivamente all’interesse della comunità». «Ciò che oggi emerge con chiarezza - conclude l'assessore - è che gli indicatori disponibili mostrano un miglioramento complessivo, smentendo nei fatti una narrazione che descrive una situazione di insicurezza e confermando la validità delle scelte adottate».

POTENZA Mozione bocciata, la consigliera del Gruppo Misto: « Dire che i contatti esistono già significa non cogliere le di ficoltà concrete di tanti»

Numero dedicato ad anziani e fragili, Tancredi: «I servizi sono inaccessibili»

Nel corso del Consiglio Comunale di Potenza è stata respinta la mozione presentata dalla consigliera Antonella Tancredi (Gruppo Misto), condivisa dai gruppi di centrodestra, che proponeva l’istituzione di un numero comunale dedicato agli anziani soli e alle persone fragili.

Una proposta semplice e concreta, pensata per migliorare l’accesso ai servizi esistenti, che la maggioranza ha scelto di non accogliere, sostenendo nel dibattito la presenza di diversi recapiti e riferimenti già attivi.

«Ed è proprio questo il punto –dichiara la consigliera Tancredi – esistono molti numeri, molti uffici, molte competenze. Ma ciò che manca è un accesso chiaro e immediato. Per chi è giovane può sembrare semplice orientarsi, ma per un anziano solo o una persona fragile spesso non lo è affat-

to».

La proposta mirava infatti a superare la frammentazione del sistema, creando un unico punto di contatto capace di ascoltare, orientare e indirizzare i cittadini senza costringerli a districarsi tra competenze diverse e percorsi poco intuitivi.

«Non si trattava di duplicare servizi – prosegue Tancredi – ma di renderli realmente fruibili. Dire che i numeri già esistono significa non cogliere la difficoltà concreta di tante persone che, di fronte alla complessità, finiscono per rinunciare persino a chiedere aiuto».

«Prendo atto del voto contrario –conclude Tancredi – ma resta un dato politico chiaro: si è scelta la strada più comoda, quella di lasciare le cose come stanno, invece di semplificare davvero la vita ai cittadini più fragili. Continuerò a portare in Aula proposte

concrete, perché una città che vuole dirsi attenta non può limitarsi ad avere servizi sulla carta,

ti, a partire da chi ha

ma deve renderli accessibili a tut-
più difficoltà».

SODDISFAZIONE DELL’ASSESSORA PER L'AFFIDAMENTO

Commissariamento Sin di Tito, Mongiello: «Passo decisivo»

«La Basilicata compie un passo decisivo verso la riconquista della sua integrità territoriale. Il commissariamento del Sito di interesse nazionale di Tito, affidato alla guida autorevole del Generale Vadalà giunge a coronamento di una precisa e determinata strategia politica che questo assessorato e l’intero Governo regionale hanno sollecitato con forza ai vertici del Ministero per l’Ambiente e la sicurezza energetica (Mase)» dichiara l’assessore all’Ambiente e alla Transizione energetica della Regione Basilicata, Laura Mongiello, commentando il nuovo assetto di governance per le bonifiche nel territorio di Tito. Una sinergia strutturale tra Regione e Stato «Siamo di fronte a una svolta che i cittadini lucani attendevano da decenni. Non parlia-

mo più di interventi sporadici o di una gestione frammentaria, ma di una visione corale e strutturale. Il ruolo centrale in questo processo non agirà isolato, ma avrà a sostegno la ‘Struttura di missione’ regionale, nata a luglio proprio con l’obiettivo di dotare la Basilicata di un braccio operativo specializzato, autonomo e dedicato esclusivamente ai Siti di Interesse Nazionale. Con questo sistema di governance istituzionale, inoltre, sarà possibile recuperare tempo prezioso sulle opere di bonifiche grazie a procedure più celeri». Per l’assessore Mongiello, questo modello di cooperazione tra i massimi vertici nazionali e la competenza territoriale regionale rappresenta la massima garanzia di efficacia: «Abbiamo costruito un ponte solido tra Potenza e Roma. La Regio-

ne, nel suo ruolo di soggetto attuatore, ha finalmente ottenuto quel cambio di passo necessario per superare le secche burocratiche del passato». «L’ambiente è il bene comune

per eccellenza e le ferite del Sin di Tito, per troppo tempo rimaste aperte, rappresentavano un debito verso la salute e la dignità delle nostre comunità», conclude Mongiello.

BALVANO Duro attacco dell’ex assessore dopo il post social di Ezio Di Carlo. «La verità è pubblicata all’Albo Pretorio»

Luongo: «Il sindaco accusa la stampa, ma i verbali di Seduta lo smentiscono»

Balvano, Consiglio senza numeri: maggioranza appesa a un filo

Più che Rivivere, a Balvano i consiglieri di maggioranza preferiscono andarsene

Si dimette l’ennesimo consigliere comunale

All’Odg l’approvazione del bilancio consuntivo. Assente la vicesindaca e la seduta è rinviata ad oggi. Amministrazione Di Carlo in difficoltà D d

DI ROSAMAR A MOLLICA BALVANO. Doveva essere una seduta importante, quella che si è tenuta lunedì pomeriggio a Balvano, all’Ordine del giorno c’era l’approvazione del rendiconto di gestione. E invece si è trasformata nell’ennesima fotografia

Tmaggioranza evaporata e Consiglio comunale dichiarato deserto. All’appello nominale risultavano presenti il sindaco Ezio Di Carlo e alcuni consiglieri, ma i numeri, quelli che contano davvero, non c’erano. Cinque esponenti della maggioranza sindaco compre per garantire il numero legale fissato a sei. A quel punto, la minoranza, rappresentata da Costantino Di Carlo, Domenico Teta e Antonia Scarfiglieri, ha fatto ciò che la matematica politica impone: constatata l’assenza della maggioranza, ha abbandonato l’aula, mettendo fine ai giochi. Senza numero legale, il presidente non ha potuto far altro che dichiarare la seduta non validamente costituita. Un epilogo che non è solo formale, ma profondamente politico. Perché tra i punti all’ordine del giorno figurava l’approvazione del consuntivo, atto fondamentale per la vita amministrativa dell’ente. Un passaggio che richiede serietà, presenza e soprattutto una maggioranza capace di garantire i numeri. Elementi che, evidentemente, al sindaco Ezio Di Carlo mancano. E non è un dettaglio la contemporanea assenza della vicesindaca Angela

orniamo a Balvano dove il confronto tra maggioranza e opposizione è sempre molto acceso non solo tra i banchi del Consiglio comunale ma anche sui social. All’indomani del nostro articolo che raccontava la Seduta andata deserta in prima convocazione lunedì scorso perchè la maggioranza non ha garantito

strativa che sembra sempre più fragile. Il dato politico è chiaro: la maggioranza non riesce più a reggersi in piedi nemmeno nei momenti decisivi Il rinvio alla seconda convocazione, fissata per oggi pomeriggio alle ore 17:00, rappresenta una sorta di “ancora di salvezza” procedurale. In quella sede, infatti, il numero legale si abbassa e la seduta potrà essere validamente costituita anche con una presenza ridotta. Ma il problema resta tutto politico: governare contando sulle seconde convocazioni non è esattamente il segnale di un’amministrazione solida. La maggioranza a Balvano è appesa ad un filo già da diverso tempo. I lettori più attenti ricorderanno che, da queste colonne, abbiamo “denunciato” la questione delle surroghe. Ad inizio 2026 la situazione dell’Amministrazione Di Carlo era così: due consiglieri dimessi, Antonio Le Caldare surrogato due hanno formalmente rifiutato la carica di consigliere, Massimo Zarrillo e Pasquale Bovino, ed infine l’ex assessore Giuseppe Luongo che ha abbandonato la maggioranza. Il gruppo di maggioranza “Rivivere” non ha più consiglieri disponibili a subentrare e l’Assise è monca perchè di fatto mancano alcuni componenti, ecco perchè quella andata in scena lunedì non è solo una seduta deserta. È il simbolo di una maggioranza che non c’è, di equilibri saltati e di una macchina amministrativa che procede per inerzia. E mentre i cittadini attendono risposte, la politica locale sembra incapace persino di garantire la presenza in aula. La “seconda convocazione” diventa l’ennesimo espediente per tirare avanti. Ma governare un Comune non può ridursi a questo: servono numeri, certo, ma prima ancora serve responsabilità. E quella al momento sem

numeri in Aula, il sindaco Ezio Di Carlo ha replicato con un post social, accusando la stampa di «diffondere “bugie”» e pubblicando la foto di un brogliaccio consiliare privo, però, della data. Dalla foto pubblicata da Di Carlo si evince la presenza della vicesindaca Angela Teta ad un, non meglio definito, Consiglio comunale. A questa versione dei fatti «fuorviante» risponde direttamente l’ex assessore del Comune di Balvano Giuseppe Luongo. «Il Sindaco di Balvano con un post sui social dice che la stampa riporta notizie false (bugie), allegando allo stesso una foto del brogliaccio del Consiglio comunale che, stranamente, non riporta la data» scrive in una nota Luongo.

«La foto pubblicata dal Sindaco si riferisce con ogni probabilità al Consiglio comunale tenuto in seconda convocazione mercoledì 29 aprile 2026. - prosegue - L’articolo della stampa, contestato dal sindaco, parla della seduta di prima convocazione del consiglio comunale di lunedì 27 aprile (due giorni prima), quando appunto, non si è potuto tenere

il Consiglio per mancanza di numero legale. La Maggioranza non aveva i numeri!»

«Che lunedì scorso la seduta consiliare sia andata deserta, non lo sostiene il sottoscritto o la stampa, ma è rilevabile dalla lettura del “Verbale di seduta consiliare” pubblicata all’Albo Pretorio dallo stesso comune di Balvano e che tutti possono leggere. Quindi, chi dice le bugie, il sottoscritto, la stampa o il Sindaco?» conclude l’ex assessore Giuseppe Luongo che ha abbandonato, va ricordato, la maggioranza per l’«insofferenza verso alcune decisione prese dal sindaco».

La vicenda, al di là del botta e risposta, lascia sul tavolo una questione politica difficilmente aggirabile: la tenuta della maggioranza. Perché al netto delle versioni contrapposte e delle polemiche social, restano gli atti ufficiali e soprattutto resta un dato: un Consiglio comunale che, in prima convocazione, non ha raggiunto il numero legale su un passaggio cruciale per l’Ente.

Gravi difficoltà negli spostamenti quotidiani tra Venosa, Forenza e Maschito per scuole, lavoro e servizi sanitari

Frane nel Vulture-Melfese, Cgil incontra la Provincia: «Servono interventi urgenti»

Si è svolto un incontro tra le Camere del lavoro della Cgil di Potenza, Forenza e Venosa e il presidente della Provincia di Potenza, Christian Giordano, per affrontare l’emergenza viabilità causata dalle recenti frane che stanno interessando l’area del Vulture-Melfese, in particolare tra Venosa, Forenza e Maschito.Al centro del confronto i gravi disagi segnalati per i cittadini, costretti a fare i conti con difficoltà negli spostamenti quotidiani verso i luoghi di lavoro, le scuole e i presidi sanitari, oltre a criticità rilevanti per la logistica e il trasporto delle merci. Una situazione che sta generando ripercussioni anche sulle attività produttive del territorio, con rallentamenti e, in alcuni casi, veri e propri blocchi nei collegamenti.La Cgil ha evidenziato come le problematiche riguardino in particolare i collegamenti con le scuole di Genzano, Palazzo

San Gervasio e Melfi, gli spostamenti verso l’area industriale di Melfi e i trasferimenti dei pazienti oncologici diretti al Crob di Rionero in Vulture, che risultano particolarmente penalizzati dalle condizioni della rete stradale e dalle interruzioni.Il presidente della Provincia, Christian Giordano, ha riferito di aver già effettuato una mappatura delle criticità dell’area, inserite tra le priorità insieme ad altre zone colpite da fenomeni franosi. Nel corso dell’incontro sono stati illustrati alcuni interventi programmati sulle principali arterie provinciali, tra cui la SP8 in direzione Rionero in Vulture, attualmente interdetta, la SP10 venosina verso Maschito e la SP168 di accesso a Venosa. Gli interventi saranno realizzati attraverso fondi per la gestione delle calamità e risorse di programmazione provinciale, con ulteriori lavori previsti anche su un tratto della Venosina e sulla rete viaria com-

plessiva.«Le criticità dell’area sono state già mappate e inserite tra le priorità insieme ad altre zone colpite da frane», ha riferito il presidente della Provincia Christian Giordano, sottolineando che è già in corso una programmazione degli interventi sulle infrastrutture viarie più compromesse.È stato inoltre richiamato il completamento dei lavori sull’ultimo tronco della Forenza–Potenza–Melfi, per il quale si attende il collaudo a seguito della conclusione delle opere, elemento ritenuto strategico per migliorare i collegamenti dell’area.La Cgil ha avanzato anche alcune proposte per fronteggiare l’emergenza nell’immediato, tra cui la sperimentazione di navette dedicate verso le principali strutture sanitarie e per il collegamento con gli accessi a Venosa, oltre a una rimodulazione temporanea dei percorsi delle linee di trasporto pubblico già attive, come misura tampo-

ne per ridurre i disagi alla popolazione e garantire la mobilità essenziale.Il sindacato ha infine sottolineato la necessità di un impegno coordinato e condiviso tra tutte le istituzioni coinvolte per accelerare la realizzazione degli interventi programma-

ti e garantire risposte concrete ai cittadini, ribadendo che studenti, lavoratori e residenti dell’area interessata necessitano di soluzioni rapide, efficaci e soprattutto strutturali per fronteggiare una situazione ormai divenuta emergenziale.

Manutenzione strada provinciale Paterno–Padula: soddisfazione dell’ex consigliere provinciale Restaino

Restaino: «Arteria fondamentale per i collegamenti del nostro territorio e per la sicurezza dei cittadini»

Il vicesindaco di Paterno, nonché ex consigliere provinciale della Provincia di Potenza, esprime soddisfazione per l’intervento di manutenzione recentemente eseguito lungo la strada provinciale Paterno–Padula. «Accogliamo con estremo piacere la notizia dell’ultimo intervento realizzato sulla Paterno–Padula – dichiara il vicesindaco – un’arteria fondamentale per i collegamenti

del nostro territorio e per la sicurezza dei cittadini». I lavori hanno riguardato interventi di manutenzione ordinaria e il ripristino della segnaletica stradale, opere richieste più volte dall’amministrazione comunale di Paterno negli ultimi anni al fine di migliorare le condizioni di percorribilità e sicurezza della strada. «Già negli anni passati il sindaco di Paterno, Tania Gioia, aveva sollecitato con

forza questi interventi – prosegue Restaino – e personalmente ho avuto una diretta interlocuzione con l’ufficio tecnico della Provincia di Potenza, nello specifico con l’ingegnere Cappa, affinché si potesse dare seguito alle esigenze manifestate dal territorio ». L’amministrazione comunale ringrazia quindi la Provincia di Potenza, nella figura del Presidente Giordano ed anche l’ingegnere Spera ,

per aver accolto e portato avanti le ripetute richieste avanzate negli ultimi mesi. «Si tratta di un segnale importante di attenzione verso la nostra comunità – conclude il vicesindaco Restaino – e auspichiamo che possa continuare la collaborazione istituzionale per ulteriori interventi utili alla viabilità e alla sicurezza del comprensorio ».

ANNA TAMMARIELLO

“Uniti Per Savoia” pungola il Comune sul mega eolico: «Silenzio

l Dipartimento

Ambiente della Regione Basilicata ha dato il via libera al progetto di mega-eolico che coinvolge Vietri di Potenza (3 torri) e Savoia di Lucania (4 torri), con cavidotti che passano anche da Picerno e Tito. In totale, un impianto da 30 MW -spiegano i Consiglieri- Se ne discute da più di dieci anni. Nel frattempo ne abbiamo sentite di tutti i colori: in passato siamo stati definiti “usurpatori” o “speculatori” da minoranze e comitati vari. Oggi però lo scenario è cambiato, almeno a livello amministrativo, e ci si aspettava

una posizione chiara. Invece, niente. Un silenzio che, volendo, dice già qualcosa». Il Gruppo consiliare incalza: «L’Amministrazione Mastroberti è favorevole o contraria

L’Assessore Festa ha cambiato idea? E, se sì, perché? Perché se la posizione è contraria, non dirlo apertamente? Perché non affiancare, ad esempio, le iniziative del Sindaco di Vietri? E i comitati che fine hanno fatto? Nel frattempo, Savoia resta un po’ alla finestra, mentre altrove ci si espone di più». Parole a cui Festa risponde prontamente: «Dal momento in cui nel 2014 ho deciso apertamente di non sostenere più alcuna lista capeggiata dal già sinda-

co Ricciardi, attualmente Capogruppo di "Uniti per Savoia", nei miei confronti è iniziata una vera e propria persecuzione. Molti ricorderanno quanto accaduto durante la campagna elettorale del 2019: attacchi personali, ripicche e addirittura screenshot di miei post, pubblicati oggi sulla loro pagina risalenti a oltre 10 anni fa».

LE AREE

COINVOLTE

RIENTRANO IN ZONE SIC E ZPS

I Consiglieri di Minoranza spostano poi il discorso sul piano “naturalistico” del territorio: «Un punto che spesso passa in secondo piano ma che invece è centrale: le aree coinvolte rientrano nella rete Natura 2000 (SIC/ZSC). Non solo. La ZPS (Zona di Protezione Speciale) e la ZSC (Zona Speciale di Conservazione), come si vede chiaramente dalle planimetrie, ricadono interamente nel territorio comunale di Savoia di Lucania. Non è un dettaglio trascurabile. È il risultato di un lavoro lungo, portato avanti dalle amministrazioni Ricciardi per tutelare e valorizzare queste zone. Mentre in tanti parlavano di turismo naturalistico, qui si facevano atti concreti per costruirlo davvero. Nono-

stante tutto, la nostra linea, alla fine, non è cambiata: valorizzare le aree protette e cercare di limitare l’impatto di interventi troppo invasivi».

LA QUESTIONE

ROYALTIES TRA

PRO E CONTRO

Aggiunge ancora il Gruppo consiliare: «Ciò che i Sindaci, omettono di dire è che nel progetto megaeolico sono previste royalties per i comuni coinvolti. Parliamo di compensazioni economiche che il territorio riceve in cambio dell’impianto. Non c’è uno schema fisso: molto dipende da quanto un'amministrazione riesce a negoziare. Considerando la capacità di incidere dell’attuale amministrazione, qualche dubbio bisogna porselo. Sintetizzando con chiarezza, un progetto eolico di queste dimensioni può portare "benefit" in canoni annui fissi per ogni turbina o per MW installato; compensazioni legate all’energia prodotta; contributi per opere pubbliche (strade, illuminazione, efficientamento energetico, servizi); accordi per energia a prezzo agevolato per Comune e cittadini; entrate fiscali locali, come IMU e altre imposte. La precedente Amministrazione aveva anche avviato un percorso per ottenere benefici ener-

getici diretti per la comunità e oggi, con i costi dell’energia che conosciamo, sarebbe stato molto vantaggioso per la cittadinanza». Ma c’è anche un rovescio della medaglia che il Gruppo d’Opposizione evidenzia: «Gli aspetti negativi potremmo sintetizzali in benefici non uguali per tutti e che dipendono molto dalla capacità negoziale di chi amministra; gli impatti sul paesaggio esistono, inutile negarlo; la distribuzione dei vantaggi può creare discussioni e invidie. Il punto è capire a quali condizioni un progetto del genere può (o non può) stare in piedi, considerando anche i ritorni reali per la comunità. Perché il rischio, altrimenti, è di restare fermi mentre le decisioni si prendono comunque altrove. In definitiva, le royalties possono essere un’opportunità. Ma solo se gestite con una certa lucidità e con una linea chiara. Oggi questa linea – si avvia a concludere “Uniti per Savoia” sinceramente, non si vede e non si sente. E mentre qualcuno ripete che “la terra non è in vendita”, a Savoia si ha la sensazione che tutto stia andando avanti senza un vero confronto. Noi continueremo a fare domande. Le risposte, prima o poi, dovranno arrivare».

«Via libera dal Dipartimento Ambiente della Regione al progetto che coinvolge Vietri (3 torri) e Savoia (4 torri) con cavidotti anche su Picerno e Tito»

A Matera seduta straordinaria il 4 maggio con seconda convocazione il 7. In aula elezione del presidente e dossier su servizi e sicurezza

Consiglio comunale, nodo vertici Agenda fitta su sicurezza e città

MATERA. Il Consiglio comunale di Matera torna a riunirsi in seduta straordinaria con una doppia convocazione fissata per lunedì 4 maggio alle ore 16 e, in seconda convocazione, per giovedì 7 maggio alla stessa ora. L’assemblea si terrà nella Sala Pasolini di via Sallustio e si annuncia particolarmente rilevante per la quantità e la delicatezza dei temi iscritti all’ordine del giorno. Al centro dei lavori figura innanzitutto l’elezione del presidente e dei vicepresidenti del Consiglio, passaggio istituzionale atteso e destinato a incidere sugli equilibri dell’aula. Subito dopo spazio alle interrogazioni, tra cui quelle presentate dal consigliere Toto su diversi nodi amministrativi ancora aperti, dalla gestione degli Ipogei di piazza Vittorio Veneto al futuro degli immobili destinati a servizi nel Boschetto di via Gramsci, fino alla situazione del compendio di piazza Marconi, oggetto di gestione senza titolo dal giugno duemilaventuno. Il dibattito proseguirà con una serie di mozioni che affrontano questioni strategiche per la città. Tra queste, la proposta di potenziamento del Corpo di polizia locale attraverso le

nuove facoltà assunzionali e finanziarie previste dal cosiddetto «Pacchetto sicurezza», e la richiesta di un finanziamento regionale straordinario per il miglioramento della sicurezza stradale nell’anno in cui Matera è Capitale mediterranea della cultura e del dialogo duemilaventisei.In discussione anche l’atto di indirizzo per la concessione di un’area comunale ai Vigili del fuoco, destinata alla realizzazione di un campo macerie permanente per l’addestramento delle unità cinofile, con l’obiettivo di rafforzare la capacità operativa e la sicurezza collettiva.

Non mancano temi sociali e di organizzazione urbana, come la richiesta di

un tavolo di confronto per i venditori nei Sassi, la proposta di una rete cittadina per la prevenzione del suicidio e l’adesione alla campagna nazionale «Mai bandiera bianca» contro la violenza sulle donne.

Tra gli altri punti all’esame dell’aula figurano l’istituzione della Stroke unit e il potenziamento dell’elisoccorso attivo ventiquattro ore su ventiquattro presso l’ospedale Madonna delle Grazie, oltre alle azioni di tutela del Comune nella procedura di affidamento del trasporto pubblico locale. Chiude l’ordine del giorno l’aggiornamento del regolamento per la tutela e il benessere degli animali.

Accordo per la sicurezza tra Provincia e Questura

MATERA. Accordo operativo per rafforzare i controlli e la sicurezza nell’area jonica-metapontina. Nella seduta del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunito in Prefettura a Matera, il presidente della Provincia Francesco Mancini ha sottoscritto con il questore Davide Della Cioppa un protocollo d’intesa per la trasmissione dei dati al Sistema di controllo nazionale targhe e transiti. L’intesa consente di collegare in un’unica rete informativa i sistemi di lettura targhe attivi nei comuni di Bernalda, Pisticci, Montalbano Jonico, Scanzano Jonico, Policoro, Rotondella e Nova Siri, garantendo un flusso continuo e sicuro verso la piattaforma nazionale. Un passaggio ritenuto strategico per potenziare le attività di prevenzione e contrasto alla criminalità, oltre che per migliorare la sicurezza stradale e il presidio del territorio. «La firma di questo protocollo rappresenta un risultato importante per il nostro territorio», ha dichiarato Mancini, sottolineando come l’integrazione dei sistemi renda più efficace l’azio- ne delle forze dell’ordine. «È un esempio concreto di collaborazione istituzionale che produce benefici immediati per le comunità», ha aggiunto.

Nicoletti e Buccico: «Rimossi 1.080 quintali di detriti, intervento atteso da anni che riduce il rischio allagamenti»

Manutenzione, a Matera ripulite 1.800 caditoie stradali

MATERA. Il Sindaco Antonio Nicoletti e l’Assessore Rocco Buccico informano la cittadinanza che è stato portato a termine un importante intervento, atteso da anni, di manutenzione straordinaria finalizzato alla pulizia e disostruzione delle caditoie stradali su gran parte del territorio comunale.

L’operazione ha interessato complessivamente circa 1.800 caditoie, con la rimozione di ben 1.080 quintali di materiale derivante dagli scavi e dalle attività di pulizia, evidenziando il significativo accumulo che nel tempo aveva compromesso la funzionalità della rete di drenaggio urbano. Si è trattato di un intervento che questa amministrazione ha ritenuto necessario e non più rinvia-

bile, anche alla luce degli innumerevoli episodi di allagamento che negli anni passati hanno interessato diverse arterie cittadine, causando disagi alla circolazione e ai residenti. L’azione realizzata ha contribuito a mitigare concretamente il rischio idraulico, migliorando la capacità di deflusso delle acque meteoriche. «Abbiamo portato a compimento –dichiara l’Assessore all'Ambiente Rocco Buccico – un programma di interventi strutturati e progressivi in linea con gli impegni assunti con la città. La manutenzione delle infrastrutture esistenti, troppo spesso dimenticata, rappresenta invece una priorità per garantire sicurezza, decoro urbano e qualità della vita”. L’Amministrazione sottolinea che le attività sono state esegui-

te secondo una pianificazione graduale e razionale, con l’obiettivo di coprire in maniera capillare tutte le zone del territorio,

intervenendo sulle situazioni più critiche. “Questo intervento –commenta il Sindaco Antonio Nicoletti – rientra in una strategia più ampia orientata alla prevenzione e mitigazione di situazioni emergenziali, per garantire una gestione più efficiente e sostenibile del sistema urbano: interventi simili, troppo spesso sottovalutati, riducono il rischio di fenomeni di allagamento e la formazione di situazioni estreme, che spesso abbiamo osservato negli scorsi anni anche sui notiziari nazionali. Lavoriamo per rendere Matera una città migliore, a partire da iniziative come questa, di cura ed attenzione».

L’Amministrazione comunale continuerà a informare la cittadinanza sugli ulteriori interventi programmati.

Siglata una collaborazione strategica per il programma “Terre Immerse” in vista di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026

Patrimonio lucano e mediterraneo: accordo tra Fondazione Matera 2019 e FAI Basilicata

Ilpatrimonio culturale lucano come strumento di dialogo, inclusione e cittadinanza attiva. È questa la visione al centro del programma “Terre Immerse”, che ieri, 29 aprile, ha visto la Fondazione Matera Basilicata 2019 e la Presidenza Regionale FAI Basilicata siglare un accordo di collaborazione strategica in vista di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026.A sottoscrivere l’intesa sono state Rita Orlando, direttrice generale della Fondazione Matera Basilicata 2019, e Rosalba Demetrio, presidente regionale FAI Basilicata.La collaborazione tra le due realtà si inserisce in un percorso già consolidato. Tra le esperienze più significative figura il progetto “FAI Ponte tra culture”, presentato lo scorso 30 gennaio, che ha puntato alla formazione di mediatori artistico-culturali di diversa provenienza e al coinvolgimento attivo dei cittadini stranieri residenti a Matera, con l’obiettivo di trasformare le differenze in risorsa sociale e culturale.Un legame raf-

forzato anche dalle recenti Giornate FAI di Primavera, durante le quali le aperture straordinarie curate dalle delegazioni lucane hanno restituito una vera mappa culturale del Mediterraneo in Basilicata. I luoghi coinvolti non sono stati semplici siti monumentali, ma testimonianze vive dei temi centrali del dossier “Terre Immerse”, inserendosi nel programma di eventi che ha aperto ufficialmente l’anno di Matera Capitale della Cultura e del Dialogo tra il 20 e il 22 marzo.Con l’accordo biennale appena firmato, le due istituzioni si impegnano a consolidare e strutturare ulteriormente questa collaborazione. Tra gli obiettivi principali figurano l’integrazione delle Giornate FAI di Primavera e d’Autunno nel programma ufficiale di Matera 2026, la promozione della cosiddetta “pedagogia della scoperta” e un investimento mirato sulle nuove generazioni attraverso il progetto “Apprendisti Ciceroni”, dedicato all’educazione alla tutela del patrimonio comune.«Per la Fondazione Mate-

ra Basilicata 2019 la collaborazione con reti autorevoli come il FAI è di assoluta importanza nel percorso di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026» ha sottolineato Rita Orlando. «Il progetto “FAI Ponte tra culture” dimostra che il patrimonio va oltre i beni fisici: è fatto di persone, storie e appartenenze, in piena sintonia con gli obiettivi del programma. Questa intesa ci consente di applicare concretamente il metodo di Terre Immerse: fare della cultura un’infrastruttura di comunità, unendo identità locale e apertura internazionale per costruire una cittadinanza culturale euromediterranea».Sulla stessa linea Rosalba Demetrio, presidente regionale FAI Basilicata: «L’accordo di collaborazione tra Presidenza FAI Basilicata e Fondazione Matera Basilicata 2019 conferma una condivisione di intenti e un impegno attivo ormai da circa un decennio. Insieme ci proponiamo di promuovere progetti culturali capaci di raccontare la storia di Matera e della Ba-

silicata come ponti verso il Mediterraneo. Le Giornate FAI di Primavera e d’Autunno rappresentano occasioni privilegiate per questo percorso, insieme ai progetti delle delegazioni, dei gruppi giovani e del programma “FAI Ponte tra culture”. Il patrimonio, materiale e immateriale, può diventare un potente strumento di dialogo interculturale e inclusione sociale, pienamente coerente con Matera 2026».

In località Serra Rifusa un nuovo polmone verde tra ambiente, cittadinanza e memoria delle migrazioni

Matera nasce il bosco della memoria: 3.600 piante per Betty Williams e le vittime del Mediterraneo

Sarà inaugurato il 4 maggio alle ore 12.30 a Matera il “Bosco in memoria di Betty Williams, Premio Nobel per la Pace, e dei rifugiati scomparsi nel Mediterraneo”. L’area, realizzata in località Serra Rifusa, ospita 3.600 piante forestali tra specie arboree e arbustive autoctone, dando vita a un nuovo spazio verde destinato alla città.Alla cerimonia prenderanno parte il sindaco di Matera Antonio Nicoletti, l’assessore all’Ambiente, Igiene e Parchi urbani Rocco Buccico, la rappresentante della società benefit Arbolia Marta Pettena e Vincenzo Cursio per la Fondazione Città della Pace per i Bambini Basilicata.L’iniziativa dà attuazione al protocollo d’intesa firmato il 29 giugno 2021 tra Comune di Matera, Arbolia e Fondazione Città della Pace per i Bambini Basilicata. Dopo un lungo iter tecnico e amministrativo, la piantumazione del bosco è stata completata entro la fine del 2025. Il nuovo ecosistema, in crescita, sarà in grado di assorbire circa 340.000 chilogrammi di CO₂ nei prossimi vent’anni, diventando un patrimonio ambientale rilevante per la città.Il bosco è dedicato alla memoria di Betty Williams, fondatrice della Città della Pace e figura profondamente legata a Matera, a cinquant’anni dal conferimento del Premio Nobel per la Pace. L’intervento vuole rappresentare un segno concreto di come l’accoglienza possa trasformarsi in crescita collettiva.Allo stesso tempo, l’area verde ricorderà anche le vittime delle migrazioni nel Mediterraneo. Secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, ogni anno oltre 2.000 per-

sone perdono la vita lungo la rotta mediterranea, tra cui centinaia di bambini.«Non è facile accogliere persone provenienti da altri Paesi con altre culture e altre lingue, ma se vogliamo sopravvivere su questo pianeta, che ci mette davanti tante sfide, bisogna imparare a vivere insieme. Quello che si sta facendo qui in Basilicata è un esempio meraviglioso» ha dichiarato Jody Williams, Premio Nobel per la Pace e presidente della Fondazione Città della Pace, in un messaggio inviato dal Vermont, impossibilitata a partecipare alla cerimonia.Il progetto si inserisce anche nel più ampio impegno della Fondazione sul fronte dei cambiamenti climatici, indicati dall’UNHCR come una delle principali cause delle migrazioni attuali e future.Sul piano istituzionale, il sindaco Antonio Nicoletti ha sottolineato il valore strategico dell’intervento: «L’intervento di Serra Rifusa dà attuazione a un indirizzo pianificatorio che il Comune di Matera persegue sin dagli anni ’80. La realizzazione del bosco urbano rappresenta un’azione concreta di forestazione orientata alla sostenibilità ambientale, alla mitigazione dei cambiamenti climatici e al miglioramento della qualità urbana. Non si tratta soltanto di piantare alberi, ma di avviare e gestire nel tempo un ecosistema urbano ad alta biodiversità».Sulla stessa linea l’assessore Rocco Buccico, che ha evidenziato il ruolo del verde urbano nelle politiche cittadine: «Il rafforzamento e la valorizzazione del verde urbano rappresentano un obiettivo strategico di questa amministrazione, sia per migliorare la qualità della vita dei cittadini sia per rendere la città più resiliente alle sfide ambientali future. Il rispetto dell’ambiente è una responsabilità condivisa: invitiamo tutti i cittadini a contribuire attivamente alla tutela e alla cura di questo patrimonio comune adottando comportamenti sostenibili nella vita quotidiana».

Volo inaugurale New York-Bari, gli influncer statunitensi alla scoperta del territorio lucano. Dall’Apt Basilicata: «L'aeroporto pugliese è la nostra porta»

Apt e Puglia Promozione accolgono i content creator americani. Sarli: «Segnale fiducioso»

In occasione del volo inaugurale New York–Bari del 1° maggio 2026, l’Agenzia di promozione territoriale (Apt) della Basilicata e Puglia Promozione, con il supporto di ENIT New York, accoglieranno una delegazione di content creator e media americani in un esclusivo press trip tra Puglia e Ba-

silicata. La delegazione sarà composta da: Christine Le, influencer con un pubblico combinato di 720.000 follower su Instagram e TikTok; Fiona Chen, creatrice di contenuti con 252.000 follower su Instagram e autrice di un video in partnership con United Airlines, che ha raggiunto oltre 6 milioni di

visualizzazioni, e Nathan Ziebarth, senior designer, United Airlines brand marketing team - influencer United rep. Il programma lucano, con partenza il 4 maggio, prevede una prima tappa a Metaponto con una visita guidata alle Tavole Palatine, straordinaria testimonianza dell'antica Magna Grecia. Il viaggio

proseguirà verso la campagna materana, la visita alla suggestiva Cripta del Peccato Originale, capolavoro dell'arte rupestre lucana e a seguire la scoperta di Matera. «Abbiamo voluto agganciarci al volo inaugurale di United Airlines New York-Bari con il press trip, in quanto, come ripetiamo sempre, l’ae-

roporto pugliese è nostra porta privilegiata d’accesso - dichiara il Direttore generale di Apt, Margherita Sarli - e inoltre, in questo momento di complessità geopolitica, rappresenta un forte segnale di fiducia per le nostre destinazioni che, nel mercato statunitense, hanno un punto di riferimento».

A Potenza il concerto del maestro Francesco Rizzo: un viaggio tra note e immagini per riscoprire il legame con la natura

“Nature’s Calling”, musica e tutela ambientale in scena al Teatro Stabile

Sarà il maestro Francesco Rizzo il protagonista dell’appuntamento in programma domenica 3 maggio alle ore 18:30 al Teatro “Stabile” di Potenza, dove andrà in scena “Nature’s Calling”, un concerto che unisce musica, immagini e sensibilità ambientale. L’evento è sostenuto dalla Presidenza del Consiglio Regionale della Basilicata con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura del Comune di Potenza.Al centro dell’esibizione, un tema quanto mai attuale: la natura e la sua salvaguardia. Le composizioni proposte sono pensate per richiamare l’attenzione del pubblico sulle questioni ambientali, promuovendo una maggiore consapevolezza sull’importanza dell’ecologia e della tutela del pianeta.Non si tratta di un

semplice concerto, ma di un’esperienza immersiva. La forza evocativa della musica, accompagnata da immagini suggestive, guiderà gli spettatori in un percorso emozionale capace di stimolare una riflessione profonda sul rapporto tra uomo e natura. Un invito a riscoprire un legame autentico con l’ambiente e a interrogarsi sul proprio ruolo nella sua conservazione.Francesco Rizzo, pianista e compositore, vanta una carriera artistica di rilievo che lo ha portato a esibirsi su palcoscenici prestigiosi. Tra i momenti più significativi figura l’esibizione al Teatro “La Fenice” di Venezia, dove ha presentato una delle sue opere più apprezzate, ottenendo ampi consensi.Ulteriore riconoscimento è arrivato in occasione della Festa della

Musica, iniziativa promossa dal Ministero della Cultura insieme alla Commissione Europea, al Dipartimento per le Politiche Giovanili e al Servizio Civile Universale. In quell’ambito, l’Associazione

italiana per la Promozione della Festa della Musica ha scelto come inno ufficiale «Il Suono del Mare», una sua composizione capace di esprimere una profonda intensità artistica.Con “Nature’s Cal-

ling”, il maestro Rizzo porta sul palco un messaggio chiaro: la musica può diventare strumento di consapevolezza e cambiamento, capace di parlare al cuore e alla coscienza del pubblico.

Un progetto dell’ITCG Loperfido-Olivetti di Matera, sostenuto da UPI Basilicata, porta la memoria a diventare cittadinanza attiva fino a Montecitorio e al Salone del Libro

Dalle aule alla storia: gli studenti raccontano le Costituenti

Un viaggio nella storia nato tra i banchi di scuola e capace di arrivare fino alle istituzioni nazionali. È il percorso che ha dato vita al volume Le ragazze che fecero la nostra storia – Dialoghi con le Costituenti (Zaccara Editore), frutto della collaborazione tra l’Unione delle Province della Basilicata (UPI) e l’ITCG Loperfido-Olivetti di Matera.Il progetto, avviato nell’ottobre 2025, si distingue per un approccio narrativo che parte da storie personali per raccontare eventi epocali. Al centro del lavoro, quattro delle 21 donne che contribuirono alla stesura della Costituzione italiana: Teresa Mattei, Teresa Noce, Nilde Iotti e Lina Merlin.La pubblicazione è stata presentata nella sede della Provincia di Matera alla presenza, tra gli altri, del presidente di UPI Basilicata Christian Giordano, del presidente della Provincia Francesco Mancini, del direttore di UPI Basilicata Pasquale Salerno, della dirigente scolastica Antonella Salerno, degli studenti autori e dei docenti che li hanno guidati, Maria Carmela Tralli ed Emilio Salierno.Gli studenti hanno costruito il volume immaginando un viaggio nel tempo fino al se-

condo dopoguerra. Attraverso dialoghi ambientati a Milano, Torino, Roma e Padova, hanno “incontrato” le protagoniste della Costituente, ponendo loro domande e ricostruendone il pensiero. Un espediente narrativo che ha permesso di avvicinare il presente alle radici della democrazia italiana, con particolare attenzione al ruolo delle donne nel processo di emancipazione.Il lavoro ha già ottenuto importanti riconoscimenti: è stato selezionato nell’ambito di un concorso promosso dalla Camera dei Deputati e dal Ministero dell’Istruzione. Gli studenti e i docenti saranno ricevuti a Montecitorio il 5 e 6 maggio, mentre il 17 maggio presenteranno il volume al Salone Internazionale del Libro di Torino.Il presidente di UPI Basilicata, Christian Giordano, ha sottolineato come il progetto rappresenti «un esempio concreto di collaborazione virtuosa tra istituzioni e scuola, capace di trasformare un percorso didattico in un’esperienza di cittadinanza attiva. L’iniziativa ha un grande valore educativo perché avvicina gli studenti alla storia repubblicana attraverso la ricerca, la scrittura e il confronto con figure femminili che hanno segnato la nascita della democrazia italiana. Per UPI Basilicata è prioritario sostenere attività che rafforzano la cultura costituzionale e la partecipazione delle nuove generazioni».Sulla stessa linea il presidente della Provincia, Francesco Mancini, che ha definito l’iniziativa «laboratorio di memoria, creatività e responsabilità civica. Non è un caso che la presentazione del volume sia avvenuta nella sede della Provincia, luogo istituzionale che custodisce la storia del territorio e che oggi si apre alle nuove generazioni. È importante sottolineare la forza narrativa del libro, che utilizza confronti immaginari come

espediente narrativo per avvicinare gli studenti alle protagoniste della Costituente, rendendo attuali temi e battaglie che hanno segnato la nascita della Repubblica. Iniziative di questo tipo riportano al centro il contributo delle donne alla costruzione della democrazia e confermano la vitalità della Costituzione come riferimento per la comunità e per le istituzioni locali».La dirigente scolastica Antonella Salerno ha invece evidenziato il «valore formativo e umano del progetto: questo lavoro rappresenta una delle espressioni più alte della didattica quando riesce a coniugare studio, creatività e consapevolezza civica. Gli studenti hanno saputo trasformare una ricerca storica in un racconto vivo, capace di parlare al presente e di restituire voce a donne che hanno segnato la storia repubblicana. La scuola ha il compito di educare alla cittadinanza attiva, e iniziative come questa dimostrano quanto i nostri ragazzi siano pronti a raccogliere questa sfida. Il dialogo immaginario con le Costituenti non è solo un esercizio narrativo, ma un modo per comprendere più a fondo i valori della Costituzione e il ruolo fondamentale che le donne hanno avuto nella sua elaborazione».Infine, le parole degli studenti autori del libro: «Il nostro è un piccolo riconoscimento per il coraggio, lo spirito di sacrificio e la lungimiranza che hanno avuto quelle donne nel creare un’Italia diversa, democratica, repubblicana e pluralista, capace di guardare con fiducia alle nuove generazioni. Quando, nel discorso di fine anno, il Presidente della Repubblica ha richiamato il valore sempre attuale della Costituzione e il ruolo delle donne e dei giovani, ci siamo resi conto di essere in sintonia con quel messaggio».

LA RUBRICA DI CRONACHE Pensieri

Appunti di realtà 1 maggio Il punto in cui nessuno ti vede

DI FABRIZIO QUARATINO

Esiste un momento nella vita che quasi nessuno racconta davvero. Non il fallimento. Non la rinascita. Non la vittoria. Quello che nessuno racconta è il punto esatto in cui una persona continua a resistere senza che nessuno se ne accorga. È lì che si gioca tutto. Perché siamo abituati a vedere solo ciò che esplode: chi ce l’ha fatta, chi cade, chi cambia vita, chi urla il proprio dolore, chi mostra il proprio successo. Ma esiste una parte invisibile dell’essere umano che non fa rumore. Ed è probabilmente la parte più importante. È quel padre che esce di casa con il peso addosso e sorride comunque. È quella donna che ogni giorno combatte una stanchezza che nessuno immagina. È quel ragazzo che continua a provarci anche dopo essere stato deluso cento volte. È chi si sente solo ma continua a restare gentile. È chi avrebbe mille motivi per diventare duro… e invece sceglie di non farlo. La vera forza raramente fa spettacolo. Molte persone credono che il cambiamento avvenga nei grandi momenti. Io penso il contrario. Credo che il destino di una per-

sona cambi nei minuti silenziosi. Quando nessuno applaude. Quando nessuno incoraggia. Quando nessuno vede. Perché è lì che emerge la direzione profonda di un essere umano. Ci sono persone che, nel silenzio, iniziano a spegnersi. E altre che, proprio lì dentro, iniziano a costruire una luce. La differenza non è nella fortuna. Non è nell’età. Non è nemmeno nelle possibilità iniziali. La differenza è nella decisione invisibile che una persona prende dentro se stessa. Continuare oppure no. E spesso chi oggi appare forte, un tempo era semplicemente qualcuno che ha deciso di non cedere nel momento più buio. Viviamo in un’epoca in cui tutti mostrano il risultato finale. Ma quasi nessuno racconta il tratto più importante del viaggio:

LA RESISTENZA INTERIORE

Quella vera. Non quella fatta di frasi motivazionali. Non quella che si scrive sui social. Ma quella concreta. Quella che ti fa alzare anche quando non ne hai voglia. Quella che ti fa parlare con rispetto anche quando sei ferito. Quella che ti impedisce di diventare peggiore per colpa di ciò che hai subito. Perché

Tra vino e memoria,

Dil punto non è evitare le ferite. Il punto è non permettere alle ferite di decidere chi diventerai. E questa è una battaglia enorme. Molto più enorme di quanto si pensi. Ci sono persone che lentamente si lasciano trascinare dal cinismo. Dalla rabbia. Dalla convinzione che ormai nulla abbia più senso. E poi ce ne sono altre che, pur attraversando lo stesso dolore, continuano a proteggere qualcosa dentro. Una dignità. Una speranza. Una direzione. Io credo che la vita osservi proprio quel punto lì. Non quanto sei perfetto. Non quanto sei ammirato. Non quanto sei avanti rispetto agli altri. Ma cosa scegli di alimentare dentro di te quando nessuno ti vede. Perché tutti possono brillare quando ricevono amore. Quando vengono sostenuti. Quando si sentono compresi. Ma la vera rivoluzione interiore nasce quando una persona riesce a non spegnersi anche nel freddo. Ed è una cosa potentissima. Molto più potente del talento. Molto più potente dell’immagine. Molto più potente delle circostanze. Ci sono esseri umani che cambiano l’energia di una stanza semplicemente perché hanno smesso di combattere contro la vita e hanno iniziato a costruire sé stessi dall’interno. Li ricono-

sci subito. Non hanno bisogno di imporsi. Non hanno bisogno di convincere tutti. Non hanno bisogno di sembrare invincibili. Trasmettono qualcosa di raro: presenza. Perché hanno attraversato tempeste senza perdere completamente il cuore. E oggi forse dovremmo iniziare a guardare le persone in modo diverso. Perché non sappiamo quante battaglie silenziose stanno affrontando. Non sappiamo quanto stanno resistendo. Non sappiamo quanto coraggio serva, a volte, semplicemente per arrivare a sera senza mollare. Ci sono persone che non stanno chiedendo miracoli. Stanno solo cercando un motivo per continuare a credere nella propria luce. Ed è per questo che ogni parola può salvare oppure di-

struggere. Ogni gesto può alleggerire oppure affondare qualcuno. Sottovalutiamo troppo spesso l’effetto umano della presenza. A volte una persona non ha bisogno di soluzioni. Ha bisogno di sentire che non è invisibile. Perché il dolore più profondo non è soffrire. È avere la sensazione che la propria sofferenza non esista per nessuno. E allora forse il vero compito di un essere umano non è diventare perfetto. Forse il vero compito è questo: continuare a generare valore umano anche nei giorni difficili. Continuare a restare vivi dentro. Continuare a non tradire la parte migliore di sé. Perché ci sono persone che stanno vincendo battaglie gigantesche senza che il mondo se ne accorga. E meritano rispetto. Sempre.

a Rionero la narrazione di Leonardo Pianoforte

opo la presentazione ufficiale a Maschito, il nuovo libro di Leonardo Pianoforte ha fatto tappa a Rionero in Vulture, accolto nella suggestiva cornice delle Cantine del Notaio. Un appuntamento che ha unito letteratura e territorio, arricchito da una degustazione finale dei prodotti dell’azienda ospitante, alla presenza del titolare Gerardo Giuratrabocchetti.L’iniziativa si inserisce nel cartellone della rassegna “Cultura in movimento”, promossa dal mensile di informazione e cultura “Info Vulture - A tutta pagina”, registrando una buona partecipazione di pubblico nell’atmosfera accogliente e coerente con i temi del libro.A condurre l’incontro è stato Antonio Petrino. Tra gli interventi, quelli del sindaco di Maschito Luigi Rafti, del coordinatore di redazione Pasquale Di Lonardo, dell’editore Giovanni Marino (Photo Travel Editions) e dell’artista e scrittore Ivan Larotonda. A impreziosire l’evento anche due opere pittoriche di Giuseppe Cesta, che ha declamato in vernaco-

lo una composizione dedicata al “nettare degli dei”.Il volume si sviluppa come un viaggio tra ricordi, suggestioni e invenzione narrativa, nato anche dagli appunti ricevuti nel 2007 dall’amico Cornelio Gasparini. Ambientato tra il Vulture e Maschito, il racconto segue il ritmo lento del vino e della memoria, intrecciando storie vere e fantasia, tradizioni antiche e leggenda.Ne emerge il ritratto di un mondo rurale in cui ogni gesto custodisce un significato, ogni sapore diventa racconto e ogni bicchiere di vino si trasforma in una dichiarazione d’amore alla vita. Dalle nascite assistite dalle “mammane” ai lunghi matrimoni, fino ai proverbi in dialetto arbëreshë, l’autore ricostruisce un universo che conserva saldamente le proprie radici.Accanto alla dimensione storica e popolare, prende forma anche un immaginario fantastico: «gli scienziati del Fregayussen», la «Brigata del Mosto», «Alia Cuzzarun», «Mario Fiattaron» e «nonna Filomena» popolano una narrazione che fonde realismo e tradizione ora-

le.Nel racconto, quando l’Aglianico viene proclamato «elisir nutraceutico», il borgo diventa simbolo di una resistenza gentile alla modernità, capace di custodire e tramandare un patrimonio culturale alle future generazioni.Il libro si fa così portavoce di «l’orgoglio di una terra che non si arrende», dove il vino non è solo da bere, ma da ascoltare, celebrare e tramandare. Perché, come ricorda lo stesso autore, «Il vino di Maschito non è un segreto da scoprire, ma una storia da vivere».

Alle Cantine del Notaio un viaggio tra tradizione, fantasia e identità lucana nella rassegna “Cultura in movimento”

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