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Cronache del 1 luglio 2026

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Attentato a Ranucci: 4 arresti

Contestata l’aggravante del metodo mafioso. Proseguono le indagini per svelare l'identità dei mandanti

CONTRO IL CAPORALATO, A MATERA IN UNA RIUNIONE IN PREFETTURA

PIANTEDOSI: «IL GOVERNO C’È»

Il Ministro dell’Interno a Palazzo Malvinni-Malvezzi:

In Italia concluso il cronoprogramma

Si e concluso ieri il cronoprogramma italiano per il completamento delle scadenze del PNRR. Non è, però come qualcuno dice, la conclusione del PNRR Gli stati hanno, infatti, tempo fino alla fine di agosto per presentare le ultime richieste di pagamentoSolo da quel momento gli uffici di Bruxelles potranno verificare il raggiungimento (...)

■ continua a pag 4 Piantedosi a Matera

POTENZA Il sistema della vergogna nella scuola degli orrori: genitori minacciati e bambini traumatizzati

drammatico “metodo

Sos Ufficio Postale: il Prefetto scrive a Poste per un confronto

CALDO RECORD

L’Oms parla di 5 morti in Italia in 24 ore , intanto da oggi dovrebbe esserci una tregua lasciando spazio a correnti più fresche

■ Errichetti a pag 3

NUCLEARE

Il fronte del No a prescindere: l’estrema sinistra che protesta per impedire un convegno mostra un pregiudizio pericoloso

■ Dellapenna a pag 9

FESR FSE+ 2021-2027

Bardi al Comitato di sorveglianza: «La governance dei fondi UE è la chiave per il futuro della Basilicata»

■ Servizio a pag 10

MENSA DAY

Da San Gerardo alla Bruna: l’Università si inserisce nelle feste lucane grazie all’Ardsu Basilicata

■ Servizio a pag 27

Servizio alle pag 26
PNRR
Gallo
Positano a pag 11
Direttore Responsabile Rosa MOLLICA

Italia e Mondo

Il numero delle città da bollino rosso sale a 25, mentre l’ondata di calore continua a investire l’Italia con temperature record e forte disagio diffuso

Ondata di caldo senza tregua: ancora vittime da Nord a Sud

DI VITO ERRICHETTI

Mentre l’estate 2026 non è ancora arrivata al giro di boa, l’Europa sta già contando le vittime di quella che gli asperti definiscono una vera emergenza sanitaria.Oggi sono 25 le città italiane da bollino rosso, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità parla di oltre 1300 morti nel continente dal 21 Giugno. Un bilancio destinato, secondo le previsioni, ad aggravarsi ulteriormente prima che il caldo allenti la presa.

L’ITALIA NELLA

MORSA,

DA NORD A SUD

Il picco dell’ondata si è registrato tra il 28 e il 29 Giugno, ma la tregua resta lontana: da oggi sono attese le prime correnti più fresche dal Nord Atlantico. Nel frattempo, il bollettino del ministero della Salute conta 25 capoluoghi a livello 3 (massima allerta), con solo due eccezioni, Messina con bollino giallo e Reggio Calabria in arancione. I decessi legati al caldo si moltiplicano in tutto il Paese. A Genova, due pazienti ricoverati al Policlinico San Martino - un uomo di 86 anni e una donna di 74 - sono morti per le conseguenze dell'ondata di calore, come confermato dalla Asl 3. A Marina di Grosseto un turista romano di 82 anni è deceduto per un malore appena uscito dall'acqua, probabilmente legato alle temperature estreme. Sul lungomare di Giulianova, in provincia di Teramo, un turista marchigiano di 87 anni si è accasciato durante una passeggiata in spiaggia. Particolarmente drammatica la situazione dei lavoratori esposti al sole. A Padova, l’operaio Stefano Tonin, 57 anni, è morto in cantieredurante le ore in cui i lavori erano vietati per ordinanza: la Procura indaga per omocidio colposo. In provincia di Piacenza un uomo di 61 anni è stato tro-

vato senza vita tra i filari di una vigna, mentre a Ospedaletto Lodigiano è stata disposta l'autopsia su un altro 57enne deceduto in un campo. A Napoli un uomo di origini indiane, senza fissa dimora, è stato trovato morto in piazza Municipio.

Il sindacato Fillea Cgil denuncia da giorni che molti cantieri, soprattutto pubblici, restano aperti nonostante le ordinanze regionali che impongono lo stop nelle ore più calde. A dare peso giuridico a questa battaglia è arrivata anche una recente sentenza della Cassazione (n. 14578/2026), che ha stabilito come il colpo di calore non sia un evento imprevedibile ma un rischio tipico dell'edilizia, con piena responsabilità penale per i datori di lavoro che non adottano misure di prevenzione. Secondo i dati Inail-Cnr, in Italia si registrano ogni anno oltre 4mila infortuni sul lavoro legati alle alte temperature.A pesare sul bilancio italiano è anche un fattore strutturale: il Paese ha l'età mediana più alta d'Europa, 49,1 anni secondo Eurostat, il che rende la popolazione particolarmente vulnerabile. Non a caso, secondo l'epidemiologo Fabrizio Pregliasco, nell'estate 2025 l'Italia è stata il Paese europeo più colpito dal caldo, con oltre 4.500 morti attribuibili alle temperature estreme, e Milano la città con il bilancio più pesante: oltre 1.100 decessi nell'intera stagione, di cui più di 300 in un solo episodio di dieci giorni. Per l'estate in corso, Pregliasco ipotizza che tra giugno e luglio il caldo possa causare in Europa un numero di vittime ben superiore alle 10mila, partendo proprio dai 1.300 decessi già certificati dall'OMS nella sola prima settimana. IL BILANCIO

EUROPEO: FRANCIA, SPAGNA, GERMANIA

E REGNO UNITO

Il quadro continentale è al-

trettanto severo. Il direttore generale dell'OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha definito lo stress da calore "il killer silenzioso", ricordando che in questo momento circa 150 milioni di persone in Europa vivono sotto condizioni di caldo estremo e che case, scuole e luoghi di lavoro del continente non sono stati progettati per temperature di questo tipo. Secondo un'analisi pubblicata dall'Economist, soltanto nei tre giorni più critici, tra il 24 e il 26 giugno, il caldo potrebbe aver causato circa 12mila morti in eccesso in tutta Europa. In Francia, l'agenzia sanitaria pubblica Santé publique France ha registrato circa mille decessi in più rispetto alla media dal 24 giugno, con un aumento dei decessi a domicilio del 40% e un'incidenza dell'85% tra gli over 65. Le regioni più colpite sono Ilede-France, Nouvelle-Aquitaine, Bretagna, Centre-Val de Loire, Normandia e Pays de la Loire. A questi si sommano i decessi per annegamento legati alla ricerca disperata di refrigerio in fiumi, laghi e piscine, che nel Paese hanno raggiunto cifre a doppia cifra nelle ultime settimane, coinvolgendo spesso bambini e adolescenti. In Spagna, secondo i dati dell'Istituto di salute Carlos III, sono stati registrati 327 decessi correlati al caldo in

pochi giorni, dopo una sequenza di giornate con temperature record e notti tropicali che non hanno dato tregua alla popolazione più fragile. La Germania ha segnalato oltre 20 morti, molti dei quali per annegamento durante i tentativi di rinfrescarsi in fiumi e laghi. Il Regno Unito ha invece infranto un primato di caldo per il mese di giugno fermo dal 1976, con temperature vicine ai 38°C. Sul fronte dei record assoluti, la Francia ha toccato i 44,3°C a Pissos, nelle Landes - il valore più alto mai registrato nel Paese - mentre Portogallo e Spagna meridionale hanno raggiunto i 42,7°C. A Milano e Torino si sono registrate le notti più calde dal 1753, con temperature che non sono scese sotto i 27 gradi.

IL CONFRONTO CON IL 2003 E LA TENDENZA DI LUNGO PERIODO Il riferimento che ricorre tra gli esperti è l'estate del 2003, la più calda mai registrata in Europa occidentale dal 1540, che causò circa 70mila morti nel continente, di cui 20mila solo in Italia secondo le stime dell'agenzia ONU per i disastri naturali. Il giugno 2026, secondo i climatologi, ha buone possibilità di avvicinarsi a quei livelli.I dati del Lancet Countdown 2026 sulla salute e il cambiamento climatico in Europa — firmato da 65

esperti di 46 istituzioni — confermano che non si tratta di un episodio isolato: nel decennio 2015-2024, rispetto al decennio precedente, l'esposizione alle ondate di calore è aumentata del 254% e le allerte giornaliere per caldo estremo sono cresciute del 318% rispetto agli anni Novanta. Su 823 regioni europee monitorate, il 99,6% mostra un aumento della mortalità attribuibile al caldo, con un incremento medio di 52 morti per milione di abitanti l'anno.

COSA SUCCEDE ADESSO

Da metà settimana l'ondata dovrebbe indebolirsi, lasciando spazio a correnti più fresche provenienti dal Nord Atlantico, anche se il passaggio tra masse d'aria molto calde e aria più fresca porta con sé il rischio di temporali violenti, soprattutto al Nord. Gli esperti, però, non parlano di fine dell'emergenza: secondo le previsioni, una seconda ondata di calore potrebbe arrivare già a luglio e agosto, con un trend simile a quello di giugno. Proprio per questo l'OMS Europa ha pubblicato in questi giorni la seconda edizione della propria guida sui piani caldo-salute, fissando un obiettivo dichiaratamente ambizioso: zero morti da calore. Tra le raccomandazioni più concrete, quella di rompere l'isolamento degli anziani

Si è concluso ieri il cronoprogramma italiano per il completamento delle scadenze del Piano nazionale di ripresa e resilienza

Alla prova del Pnrr

Si è concluso ieri il cronoprogramma italiano per il completamento delle scadenze del PNRR. Non è, però come qualcuno dice, la conclusione del PNRR. Gli stati hanno, infatti, tempo fino alla fine di agosto per presentare le ultime richieste di pagamento. Solo da quel momento gli uffici di Bruxelles potranno verificare il raggiungimento degli obiettivi dichiarati e completare le procedure di erogazione che dovranno concludersi entro la fine del 2026. Inoltre, gli obblighi di monitoraggio e rendicontazione continueranno anche dopo il 2026.

LA SITUAZIONE

ITALIANA

In Italia la maggior parte degli obiettivi non ha particolari criticità: 109 scadenze sono classificate a basso rischio e 36 a difficoltà media. Alcuni obiettivi più strutturali appaiono maggiormente complessi. Al primo posto nella difficoltà sono le misure per la razionalizzazione e la semplificazione degli incentivi alle imprese. Le

modifiche, infatti, hanno sollevato dubbi sulla piena coerenza con quanto concordato con Bruxelles. Un’altra situazione problematica è quella inerente i centri di trasferimento tecnologico per i quali serve l’erogazione di 330 milioni di euro a favore di almeno 45 poli. Su questo fronte le difficoltà riguardano le procedure di controllo necessarie per autorizzare i pagamenti finali.

IL SUD SPENDE

MEGLIO

Come sembra sempre più evidente da un po’ di tempo a questa parte al Sud si spende meglio. A Certificarlo è la Corte dei Conti che nella relazione sul rendiconto generale dello Stato per il 2025 (pubblicata a giugno 2026) ha certificato che «tra le principali evidenze, i progetti si confermano procedere più rapidamente nel Mezzogiorno rispetto alla media nazionale, mentre nel Nord i tempi risultano più lunghi.

L’apparente situazione di vantaggio in cui vengono a trovarsi le Regioni meridionali può dipendere tanto da una minore dimensione finanziaria dei

le

progetti, quanto dalle procedure messe a punto per accelerare le phases di assegnazione e stipula dei lavori».

RECUPERATO

IL GAP

CON LA GERMANIA

Uno degli effetti sicuramente positivi del PNRR lo certifica uno studio della Bocconi secondo il quale tra il 2021 e il 2024 l’Italia ha recuperato il

forte divario che si era accumulato rispetto alla Germania Gli investimenti pubblici sono tornati a livelli che non si registravano dall’inizio degli anni Duemila, raggiungendo il 3,8% del Pil nel 2025 UNA VERIFICA ANCORA

DA COMPIERE

Quello che sembra evidente è che l'Italia in buona sostanza non si è fatta

trovare impreparata all'appuntamento con il Piano ed è stata capace di muoversi nel solco di un'efficienza amministrativa mai vista prima. Tra un poco si potranno tirare le prime somme e vederne soprattutto gli effetti. Per adesso la grande opportunità non è stata persa e questo, soprattutto per il nostro Sud, non è cosa di poco conto.

La Corte dei Conti certifica che il Sud ha speso meglio del Nord. Problematiche alcune riforme strutturali ma c'è ancora tempo per tirare
somme

Ursula Von Der Leyen: «Impatto gestibile, l’ingresso di Podgoriga costerà 3,2 miliardi, meno di 1 euro l’anno per ogni cittadino»

Montenegro verso l’Ue, Bruxelles presenta il pacchetto finanziario

DI LUCIA STEFANIA MANCO

IlMontenegro potrebbe essere il prossimo Stato membro dell’Ue e il primo a farcela tra i sei Paesi dei Balcani occidentali aspiranti. Senza dubbio, il pacchetto «Disposizioni finanziarie e di bilancio» presentato da Bruxelles a Podgoriga è un «altro passo concreto», come evidenziato da Ursula Von der Leyen, capo dell’esecutivo europeo. I costi? «3,2 miliardi, pari a meno di un euro l’anno per ogni cittadino comunitario. Un impatto gestibile», ha detto Bruxelles. La proposta verrà ora esaminata dal Consiglio dell’Unione. Intanto, ieri, Pokret Evropa sad (Movimento Europa Ora!), il partito del premier montenegrino, Milojko Spajicnel, è entrato nella famiglia europea del PPE. Su X i messaggi di benvenuto da parte del segretario nazionale di FI e ministro degli Esteri del governo Meloni, Antonio Tajani, e del vice segretario e responsabile esteri del partito, Deborah Bergamini.Il pacchetto finanziario definisce le disposizioni di bilancio che si applicheranno al Montenegro una volta completato il percorso di adesione all’Ue. Di fatto, per Podgoriga è un bel passo in avanti, anzi quasi una ‘dirittura di arrivo’. I negoziati di adesione sono stati avviati il

29 giugno 2012. Finora sono stati aperti tutti i 33 capitoli negoziali dell'acquis comunitario, di cui 16 sono stati chiusi provvisoriamente. A maggio 2026 il Consiglio dell'Ue ha istituito un gruppo di lavoro incaricato di predisporre il Trattato di adesione, segnando l'ingresso del Paese nella fase conclusiva del processo. Con il pacchetto finanziario si mira a «sostenere la chiusura del capitolo 33 dei negoziati», dedicato, appunto, alle disposizioni finanziarie e di bilancio, «delineando le future assegnazioni per il Montenegro», come spiegato da Bruxelles in una nota. «L’obiettivo - ha evidenziato von der Leyenè garantire una transizione graduale degli strumenti di assistenza preadesione ai

fondi ordinari dell'Ue, evitando interruzioni nei finanziamenti». In sostanza, il pacchetto «consentirà al Montenegro di partecipare pienamente alle politiche e al bilancio dell'Ue, sia come beneficiario sia come contributore, favorendo la convergenza economica, la crescita e una maggiore integrazione nel mercato unico». «Ci stiamo preparando a un’adesione ordinata, mettendo Montenegro, Stati membri e istituzioni europee nelle condizioni di essere pronti», ha rimarcato l’esecutivo Ue.Ma quanto costerà? A fare i conti è la stessa Commissione, che ha affermato: «L’adesione del Montenegro all'Unione europea comporterebbe un costo di 3,2 miliardi di euro per il bilancio comuni-

tario, pari a meno di un euro l’anno per ogni cittadino comunitario. Un impatto gestibile». La stima «è calcolata sulla base delle cifre di cui la Commissione dispone nella proposta di bilancio Ue 2028-34» e dunque «dovrà essere rivalutata». Le risorse? Quasi la metà deriverebbe dai fondi di preadesione, mentre «dopo l’ingresso nell’Ue tutti i finanziamenti sarebbero erogati sotto forma di sovvenzioni e non più in parte come prestiti». Il Montenegro contribuirà al bilancio comunitario «alle stesse condizioni degli altri Stati Membri».Ipotizzando l’adesione di tutti e sei i paesi dei Balcani occidentali (oltre a Montenegro Albania, BosniaErzegovina, Kosovo e Macedonia del Nord), insie-

me a Moldavia, il costo per gli attuali Stati membri Ue sarebbe di «circa 8 miliardi di euro in sette anni, al netto dei fondi di preadesione e dei contributi versati dai nuovi membri al bilancio comunitario».A favore di un’accelerata dell’allargamento dell’Ue ai Paesi in questione è da sempre Antonio Tajani. Ieri, commentando l’ingresso del partito del premier montenegrino nel PPE ha scritto su X: «Benvenuto. Priorità assoluta per un’Ue più forte, unita e sicura». «Saremo più forti per le nostre battaglie di libertà e centralità dell’individuo», queste, invece, le parole di Deborah Bergamini, vice segretario nazionale di FI e responsabile esteri del partito.

Ursula Von Der Leyen
Milojko Spajicnel

Svolta nell’inchiesta sull’attentato con metodo mafioso ai danni del giornalista Sigfrido Ranucci

“La bomba a gettone”, la Camorra ingannata dai suoi subappaltatori

DI TIZIAN A NIGRI

La sera del 16 ottobre 2025, quando un ordigno a base di gelatina da cava ha fatto saltare in aria due auto e parte del muro dell’abitazione del giornalista d’inchiesta Sigfrido Ranucci a Torvaianica, il mandante “esterno”, pensava o pensavano di aver acquistato il pacchetto perfetto: un’azione sicura in totale “subappalto”. Quattro mercenari assoldati tra Cicciano, Nola e l’avellinese, una Fiat 500x a noleggio per muoversi sulla via Pontina e un obiettivo chiaro da colpire, che potrebbe riguardare la tutela dei milionari flussi finanziari e le nuove rotte del cemento in Campania. Ma il progetto dell’impunità è venuto meno davanti all’inaffidabilità della manovalanza assoldata, che avrebbe finito per tradire la stessa Camorra e che ha costretto la DDA a un blitz d’urgenza, prima che i sospettati scappassero all’estero.

“Il regalo di Pasqua”

L’errore fatale del sistema dei subappalti criminali deriva dalla spacchiosità del-

Tesi dei maxi- bandi nel mirino L’ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), evidenzia una dinamica che smonta la classica narrazione dei commando militari di clan. I quattro indagati non avevano nessun legame o risentimento personale contro il conduttore di Report, si sono mossi come meri esecutori materiali per poche migliaia di euro. Questo trasforma l’attentato a Ranucci in una vera e propria “bomba a gettone”. Le autorità stanno indagando quale inchiesta giornalistica potrebbe delineare con chiarezza la via maestra della minaccia. Il lavoro della redazione di Report, focalizzato sui cantieri campani, riguardava mega interessi economici, probabilmente protetti da figure influenti. Intorno al periodo dell’attentato, le questioni di pubblico interesse sotto la sua attenzione riguardavano: i lotti della tratta ferroviaria AV/AC Napoli-Bari (un’opera da oltre 6 miliardi di euro), i bandi per i nuovi poli dell’edilizia ospedaliera regionale e i maxi-appalti per il dissesto idrogeologico e la rigenerazione urbana finanziata con i fondi PNRR. Potrebbe darsi che chi si sia visto minacciare questi profitti abbia cercato di interrompere la trasmissione quanto prima di eventuali interdittive antimafia da parte degli investigatori.

la manovalanza che di sicuro non può dirsi appartenere agli uomini d’onore. Il 6 aprile 2026, alle ore 00:28, arriva al Pubblico Ministero un’email anonima con l’oggetto “Regalo di Pasqua”. Come si legge testualmente nelle carte dell’ordinanza, la mail conteneva una descrizione millimetrica del commando –su Passariello e su Amatoinformando gli inquirenti che i due esecutori andavano millantando nei circuiti criminali locali di aver agito “per conto del clan Moccia di Afragola” e che Passariello avrebbe lavorato sulla questione Ranucci senza autorizzazioni di altri sodalizi criminali della zona di Nola.

I documenti giudiziari mettono nero su bianco come la soffiata abbia accelerato le indagini. Gli accusati sentendosi, il fiato addosso, stavano preparando una fuga fuori dai confini nazionali, con rotte già pianificate verso la Spagna, il Montenegro e la Bosnia. Per questo ieri, nelle prime ore dell’alba, sono scattati gli arresti per Antonio Passariello (53 anni, di Cicciano), Pellegrino D’Avino (26 anni), Saverio Mutone (43 anni) e Marika De Filippi (22 anni), tutti residenti tra l’agro nolano e l’avellinese.

Il mirino su Ranucci

Il giornalista investigativo, protetto da anni da scorta armata e controlli di primo livello dell’UCIS, rappresenta una minaccia concreta per i colletti bianchi e per la “catena di valore” dei clan, data la sua attività di mappatura delle trasformazioni delle cosche moderne in holding.

Il buco nero delle cave La provenienza geografica degli arrestati mette in luce anche il collegamento con l’approvvigionamento dell’esplosivo a base di nitroglicole, dinitrotoluene, nitrato di ammonio e tetrile, normalmente impiegato nelle attività estrattive e classificato tra gli esplosivi di mina utilizzati nei cantieri minerari autorizzati. Per gli inquirenti non si tratta di un dettaglio secondario. Il fatto che sia finito nelle mani di un soggetto legato, secondo gli atti, allo spaccio tra l’Avellinese e il Napoletano fa pensare ad un canale di approvvigionamento illecito che gli investigatori stanno cercando di ricostruire per arrivare a identificare il “mandante esterno”. L’asse tra Nola, Cicciano e il Valle dI Lauro è il cuore storico del comparto estrattivo campano, territori dove i clan Fabbrocino o i Cava controllano da sempre il ciclo del calcestruzzo e influenzano la gestione degli appalti.

La facilità di accesso a un materiale specialistico e vigilato come la gelatina da cava dimostrerebbe l’esistenza di una fitta rete di coperture all’interno delle estrazioni locali, che potrebbero essere soggette anche a furti. Mentre i rilievi scientifici del R.I.S. confermano che la carica avrebbe potuto sventrare l’intero perimetro dell’abitazione di Sigfrido Ranucci, l’indagine deve ora risalire alla sequenza di valore “aziendale”. Arrestati i quattro esecutori, intercettati attraverso l’analisi incrociata dei sistemi di sorveglianza pubblica e privata e dei tabulati telefonici, equivale a fermare l’ultimo anello di una catena di montaggio messa in atto da chi non vorrebbe le inchieste giornalistiche.

Vaticano, confermata in appello la condanna per Nicola

Giampaolo per calunnia ai danni del cardinale Becciu

La Corte d’Appello vaticana ha confermato, lo scorso 26 giugno, la condanna in primo grado nei confronti del postulatore Nicola Giampaolo, imputato per calunnia ai danni del cardinale Angelo Becciu e del sottosegretario della Congregazione delle Cause dei Santi, padre Turek.La sentenza di primo grado, emessa dal Tribunale vaticano il 29 ottobre 2025, aveva stabilito per Giampaolo una pena di 3 anni e 6 mesi di reclusione, oltre al risarcimento dei danni in favore delle parti civili, tra cui lo stesso Angelo Becciu.Secondo quanto riportato dall’ANSA e dalle dichiarazioni dello stesso imputato, la Corte d’Ap-

pello avrebbe sostanzialmente confermato l’impianto accusatorio del primo grado, basandosi sulle relative motivazioni e risultanze istruttorie. La difesa, tuttavia, contesta la decisione, sostenendo che il giudizio sia stato condotto senza adeguato riscontro probatorio e con un approccio definito “inquisitorio”.Giampaolo ha inoltre criticato la qualificazione giuridica del reato, sostenendo che l’originaria ipotesi di diffamazione — di competenza dei tribunali italiani — sarebbe stata trasformata in calunnia per rientrare nella giurisdizione vaticana.

In attesa del deposito delle motivazioni della sentenza, la difesa

annuncia l’intenzione di ricorrere in ulteriori sedi, anche internazionali, per far valere il principio del giusto processo. Lo stesso imputato ha dichiarato l’intenzione di rendere pubblici gli atti processuali, con l’obiettivo di contestare nel merito l’impostazione adottata nei due gradi di giudizio. Il caso, che continua a suscitare reazioni e polemiche, resta ora in attesa dei prossimi sviluppi giudiziari e dell’eventuale avvio di ulteriori iniziative legali.La vicenda si inserisce in un più ampio contesto di tensioni giudiziarie che negli ultimi anni hanno coinvolto diverse figure interne agli organismi vaticani.

La Corte d’Appello ha respinto il ricorso della difesa, confermando la pena inflitta in primo grado per i fatti contestati nel procedimento giudiziario
Cardinale Angelo Becciu

Cronache Lucane

Il Ministro dell’Interno durante la riunione in Prefettura: «Un fenomeno difficile da contrastare ma noi ci siamo»

A Matera, Piantedosi: «Contro il caporalato il Governo c’è»

Èdurata poco più di un'ora la riunione del Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, convocata a Palazzo Malvinni-Malvezzi di Matera, un incontro caratterizzato dalla significativa presenza del ministro dell' Interno, Matteo Piantedosi, partecipazione tutt' altro che casuale, interpretata come un preciso segnale di attenzione del Governo nei confronti della Basilicata e, in particolare, del territorio del Metapontino, dove negli ultimi mesi il fenomeno del caporalato è tornato con forza al centro del dibattito pubblico. L'incontro, al quale hanno preso parte i rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell' ordine e della magistratura, è servito a fare il punto sulla situazione dell' ordine pubblico nella provincia di Matera e a definire nuove strategie per il contrasto allo sfruttamento del lavoro in agricoltura, fenomeno che continua a rappresentare una delle principali criticità dell' area. Al termine della riunione, il ministro ha tracciato un quadro complessivamente rassicurante, parlando di una situazione "relativamente sotto controllo", pur riconoscendo la particolare complessità del fenomeno del caporalato. «Si tratta di un fenomeno difficile da contrastare», ha sottolineato Piantedosi, assicurando tuttavia il massimo impegno del Governo nel rafforzare ulteriormente le attività di prevenzione e repressione. Un'azione che passerà attraverso l' intensificazione dei controlli sul territorio e il potenziamento degli organici delle forze dell'ordine. Il ministro ha infatti annunciato che, nell'ambito del piano nazionale di rafforzamento, già avviato in tutta Italia, particolare attenzione sarà riservata proprio alla Basilicata.La sua presenza a

Matera, ha spiegato, aveva anche un forte valore simbolico. «Sono venuto qui per dimostrare concretamente che lo Stato e il Governo sono al fianco di questa comunità», è stato il messaggio lanciato dal ministro ribadendo la volontà dell' esecutivo di accompagnare il territorio nella lotta contro ogni forma di criminalità organizzata e di sfruttamento. Nel corso dell' incontro è stato inoltre evidenziato come uno degli elementi maggiormente positivi emersi negli ultimi mesi sia rappresentato dalla stretta collaborazione tra magistratura e forze dell'ordine. Una sinergia definita "vincente" che ha consentito di risolvere numerosi episodi di cronaca in tempi estremamente rapidi, spesso nel giro di pochi giorni. Un lavoro di squadra che il ministro ha voluto sottolineare e valorizzare, considerandolo uno degli strumenti più efficaci nella tutela della sicurezza pubblica. La riunione è partita dall'analisi dei principali fatti di cronaca che hanno segnato gli ultimi tempi, a cominciare dal drammatico omicidio avvenuto ad Amendolara, in provincia di Cosenza, che ha coinvolto lavoratori gravitanti nell'area del Metapontino e che ha inevitabilmente riportato l' attenzione sul te-

ma dello sfruttamento della manodopera agricola.Sul tavolo anche le più recenti operazioni condotte dai Carabinieri nell' ambito delle attività di controllo e repressione del caporalato, interventi che hanno confermato come il monitoraggio del fenomeno rimanga costante e capillare. Accanto agli aspetti legati alla sicurezza, il ministro ha voluto dedicare ampio spazio anche alla città di Matera, esprimendo parole di particolare apprezzamento.«È una città nella quale torno sempre con grande piace- re. È una città bellissima», ha dichiarato Piantedosi. Un giudizio che, secondo il ministro, trova conferma nel percorso di crescita e valorizzazione compiuto dal capoluogo lucano negli ultimi decenni, testimoniato dai numerosi riconoscimenti ottenuti a livello internazionale. Da sito patrimonio dell' UNESCO, fino all' esperienza di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, passando per il recente riconoscimento di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, Matera rappresenta, secondo Piantedosi, uno degli esempi più significativi di rinascita urbana e culturale del Paese.Una città che ha saputo trasformarsi profondamente, lasciandosi alle spalle

l'etichetta di "vergogna nazionale" per diventare oggi una delle mete turistiche più apprezzate d' Italia e d' Europa.Nel suo intervento il ministro ha infine aperto una parentesi più personale, ricordando il forte legame della sua famiglia con la Basilicata. Piantedosi ha infatti raccontato di aver vissuto per un anno ad Accettura, dove il padre svolgeva l' incarico di dirigente scolastico.Un ricordo definito particolarmente nostalgico, rafforzato dal fatto di essere cittadino onorario del comune lucano che continua a considerare un luogo speciale della propria storia personale. Proprio per questo ha assicurato che continuerà a tornare frequente-

mente a Matera e in Basilicata, mantenendo alta l' attenzione del Ministero dell' Interno verso il territorio. Conclusi gli impegni istituzionali a Palazzo Malvinni-Malvezzi, il ministro si è successivamente trasferito presso la Cava del Sole dove ha preso parte al concerto della Banda della Polizia di Stato. All'evento era presente anche il capo della Polizia e direttore generale della Pubblica Sicurezza, Vittorio Pisani, a suggellare una giornata interamente dedicata ai temi della legalità, della vicinanza delle istituzioni al territorio e della valorizzazione del ruolo delle forze dell'ordine nella tutela della sicurezza pubblica.

L’estrema sinistra che protesta per impedire un convegno mostra un pregiudizio pericoloso

Il fronte del No a prescindere

Dopo

Christian Giordano

ipotesi

è il turno di altre organizzazioni sindacali di dire no ad ogni
di studio sul nucleare. La nostra direttrice modererà il convegno contestato

Nucleare in Basilicata, è ora di parlarne

Cgil, Avs, Pd, wwf, Arci, Libera e Comitato per la Pace organizzano un picchetto per impedire lo svolgimento del convegno. Chi ritiene intollerabile la presentazione di un’idea ha chiaramente una vocazione dittatoriale

D MASSIMO DELLAPENNA

Nel 1779 Ned Lud distrusse il primo telaio a vapore. Da quell’azione presero il nome i luddisti. Era un movimento politico che si sviluppò in Inghilterra contro la rivoluzione industriale.

I luddisti sostenevano che il telaio a vapore avrebbe distrutto la società. Fecero parecchio casino, distrussero industrie e sabotarono produzioni. Alla fine il telaio andò avanti, la rivoluzione si fece lo stesso e la rivoluzione industriale creò opportunità e lavoro al punto che oggi non si immagina il lavoro senza

Come tutti i facinorosi si vestono della ammantata libertà. È chiaro che si tratta di una bizzarra idea di libertà se si manifesta con un picchetto davanti alla sala dove si organizza un convegno quasi a voler intimidire e magari schedare i partecipanti. Colpa del convegno? Riunire alcuni esperti per parlare delle opportunità che possono nascere per la Basilicata da un deposito di scorie nucleari a basso impatto. Per capirci non si tratta delle bombe atomiche ma delle radiografie che attualmente sono custodite nei depositi di tutti gli ospedali.

bergo, qualcuno, tramite apposito convegno, provi ancora a spacciare il nucleare e/o lo stoccaggio unico in Basilicata come una grande opportunità di sviluppo».

INTOLLERABILE

CHE SE NE PARLI Avete letto bene per i campioni della democrazia è intollerabile anche che se ne parli, che si affronti il problema, che se ne possa discutere. Si può essere legittimamente contrari o a favore ma ritenere intollerabile anche parlarne è un’aggressione alla libertà di espressione che, considerata la presenza anche di partiti istituzionali co-

immediatamente colto la palla al balzo per dire che si deve difendere la Basilicata dalla speculazione riscoprendo così l’armamentario populista che tanto male ha fatto alla nostra Nazione.

IL DIBATTITO È NECESSARIO

Noi, a differenza degli intolleranti che organizzano il picchetto per impedire che si possa discutere di qualcosa, crediamo che il confronto tra idee diverse sia sempre un valore. Il 4 Luglio al Grande Albergo per parlare delle opportunità che possono scaturire dal deposito di scorie e dalla sicurezza ener-

può essere impedito da chi, evidentemente senza idee, preferisce impedire ad altri di esprimere le sue. MODERA LA NOSTRA

DIRETTRICE

Noi crediamo alla bellezza della pluralità delle idee. Non è un caso se a moderare il convegno c’è la nostra direttrice Rosamaria Mollica. Noi speriamo non sia oggetto di insulti dai picchettatori. Noi siamo certi che il confronto sia l’anima del dibattito e che ritenere intollerabile una discussione su un argomento sia il segno evidente di una forma di totalitarismo

L’edizione di Cronache di ieri e Ugo Gambardella

D I MA SS IM O DEL L APEN NA

Il giudizio si differenzia dal pregiudizio per il fatto che il primo si fonda sulla conoscenza del concetto, il secondo trae fondamento da un preconcetto, ovvero da un'idea che non ha elementi oggettivi di conoscenza ma solo una paura su cui soffia la volontà speculativa. Questo è quello che ci sentiamo di dire all'estrema sinistra di Pd, M5S, Avs, Cgil, Libera etc... che, ancora prima di ascoltare i contenuti di un convegno ha deciso che quelle parole dovessero essere zittite con un picchetto per infastidire i partecipanti.

LE RAGIONI DI GAMBARDELLA

Noi ovviamente non conosciamo quali dati tecnici e quali valutazioni economiche emergeranno dal convegno che si organizza il 4 Luglio al Grande Albergo sul nucleare in Basilicata, quello che sappiamo è che solo gli stolti criticano un'opinione, un'idea o un dettaglio tecnico ancora prima di averla conosciuta. Ha ragione da vendere in questo senso il rappresentante di Ora Basilicata Gambardella quando dice che è veramente assurdo criticare ancora prima di ascoltare.

Noi aggiungiamo che, preso atto della valutazione pregiudiziale di alcune sigle della sinistra radicale (alle quali si uniscono anche il PD e il M5S), qual-

siasi loro valutazione successiva potrà essere incrinata e condizionata da una non piena ed autentica volontà di ascolto.

Del resto, dopo la populistica presa di posizione di Christian Giordano che prontamente dichiarava che la Provincia di Potenza è contraria al nucleare, non poteva mancare la dichiarazione di altre organizazioni sindacali che inseguono a ruota il Presidente della Provincia per dire che la Basilicata deve investire sull'energia alternativa e non sul nucleare. Ovviamente quando nascono i parchi eolici e fotovoltaici sono gli stessi che dicono di no perché rovinano il paesaggio e fanno rumore.

USCIRE DALLA CAVERNA

Platone racconta il mito della caverna. In sostanza il filosofo greco spiega che se vivi in una grotta e vedi solo le ombre pensi che quella sia la realtà ma, soprattutto, ti rifiuti di vedere la realtà al punto di attaccare chiunque porti un'idea diversa rispetto alle ombre. Nel caso specifico troviamo veramente opportuno il paragone. Esiste un fronte del NO che si dimostra un fronte del NO a prescindere. Vuole restare chiuso nella caverna ed evitare ogni possibilità di conoscenza e di confronto. Sostanzialmente il NO si fonda su una convinzione non logicamente sostenuta

ma fedeisticsmente accettata e che, in quanto tale, non ammette nessuna possibilità di confronto.

IL NOSTRO IN BOCCA AL LUPO

A MOLLICA Noi, che difendiamo il diritto di ciascuno di poter esprimere serenamente le proprie idee, facciamo il nostro in bocca al lupo alla direttrice Rosamaria Mollica che modererà il confronto di sabato mattina al Grande Albergo. Fuori troverà la contestazione di chi non conosce il dialogo ed è intollerante al confronto, se ne curi poco. La forza di chi ha idee è quella di non temere il dialogo e di non ritenere mai giusto contrastare un convegno.

La nostra direttrice Mollica modera il dibattito scientifico del 4 Luglio al Grande Albergo

La Commissione europea promuove i progressi compiuti dalla regione nel rafforzamento della governance del Programma FESR FSE+ 2021-2027

Vito Bardi: «La governance dei fondi UE è la chiave per il futuro della Basilicata»

Si è svolto nella cornice del Castello di Melfi il V Comitato di Sorveglianza del Programma Regionale Basilicata FESR FSE+ 20212027, appuntamento dedicato alla verifica dello stato di avanzamento della programmazione europea sul territorio.All’incontro hanno partecipato il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, gli assessori regionali Pasquale Pepe e Laura Mongiello, i rappresentanti della Commissione europea, le Amministrazioni centrali, i componenti del Comitato e il partenariato economico e sociale.Nel corso dei lavori, la Commissione europea e i partner istituzionali hanno espresso un giudizio positivo sul percorso intrapreso dalla Regione Basilicata, con particolare riferimento al rafforzamento della governance del Programma e al miglioramento del Sistema di Gestione e Control-

lo, anche a seguito delle osservazioni emerse dall’audit della DAC.Un riconoscimento è stato rivolto alle azioni correttive messe in campo dall’Autorità di Gestione, considerate efficaci nel consolidare la capacità amministrativa e nel rispondere ai rilievi dei Preliminary Audit Findings.Nel corso della seduta è stato inoltre evidenziato l’avanzamento verso il raggiungimento del target di spesa previsto per il 2026, elemento ritenuto strategico per garantire il pieno utilizzo delle risorse e l’attuazione degli obiettivi di sviluppo.Ampio spazio è stato dedicato alla Revisione di Medio Termine, alle nuove priorità strategiche, allo stato di avanzamento finanziario e procedurale, alle strategie territoriali, al primo rapporto di valutazione, alle iniziative per la parità di genere, alle condizioni abilitanti e alle at-

tività di comunicazione.Aprendo i lavori, il Presidente Bardi ha sottolineato il valore politico e istituzionale del Comitato di Sorveglianza, definendolo un luogo centrale di confronto e responsabilità condivisa.«Il Comitato di Sorveglianza non rappresenta un semplice adempimento previsto dai regolamenti europei, ma il luogo nel quale istituzioni europee, amministrazioni pubbliche e partenariato economico e sociale condividono responsabilità e orientano insieme le scelte future», ha dichiarato Bardi.Il Presidente ha poi evidenziato il percorso di rafforzamento della macchina amministrativa regionale: «L’esperienza maturata in questi mesi ci consegna un Programma più maturo, una governance più solida e una capacità amministrativa rafforzata».Riferendosi all’audit europeo, Bardi ha aggiunto: «Abbiamo scel-

to di interpretare le osservazioni come un’occasione per rafforzare il nostro sistema amministrativo, trasformando i rilievi in un percorso di miglioramento strutturale del Sistema di Gestione e Controllo».In chiusura, il Presidente ha ribadito la centralità della

qualità della governance per il futuro del territorio: «La Basilicata affronta questa nuova fase con la consapevolezza che la qualità della governance rappresenta uno dei più importanti investimenti per lo sviluppo del territorio».

Il sistema della vergogna nella scuola degli orrori: il sintomo diventa una colpa e la diagnosi un'arma di ricatto

Il drammatico “metodo Sinisgalli”: genitori minacciati e bambini isolati

Dal materiale che giornalmente stiamo raccogliendo in quella che è diventata una vera e propria inchiesta giornalistica, le testimonianze e le documentazioni fanno emergere l’esistenza di un drammatico "metodo Sinisgalli" applicato nell’istituto comprensivo di Potenza. Bambini terrorizzati dalle note disciplinari, genitori costretti a fuggire dagli ospedali dopo un intervento per salvare i figli e lo spettro dell'abuso di potere da parte della dirigenza. La ‘Sinisgalli’ apparirebbe, quindi, non più come una scuola ma come un tribunale burocratico della discriminazione e al suo interno, non educatori, ma ingranaggi di un meccanismo spietato che trasformerebbe la fragilità in colpa e lo spettro autistico o i disturbi dell’apprendimento in un'infrazione disciplinare da punire. La nostra inchiesta non è più soltanto il racconto di un gravissimo caso isolato che ha riguardato un alunno con spettro autistico sospeso a seguito di una crisi, ma con l'emergere di testimonianze dirette e agghiaccianti, squarcia quel velo di omertà sulla gestione da parte della dirigente scolastica Giovanna Gallo. Quello che viene alla luce è un vero e proprio ‘modus operandi’ strutturato: una sorta di ‘marchio’ d'infamia e isolamento stampato sulla pelle di bambini anche di prima elementare, utilizzati per coprire le inadempienze didattiche della scuola e, nei casi più inquietanti, per attuare veri e propri ricatti personali.

«MAMMA, PREFERISCO MORIRE»: L'INFERNO A SEI ANNI

I dettagli che emergono dalla conversazione con un genitore costretto a portar via il figlio da quell’istituto sono devastanti: un bambino di prima elementare ritenuto ’sbagliato’ perché poco scolarizzato e affetto da una neurodivergenza successivamente certificata come dislessia e disgrafica, verrebbe travolto da una pioggia quotidiana di note disciplinari sul ‘quaderno rosso’. Un botta e risposta continuo tra genitori disperati e maestre che avrebbero eseguito ciecamente la linea dura della dirigente, pronta a far passare quel bimbo come autistico per isolarlo dal contesto classe e affidarlo ad un docente di sostegno.

Una lettura altatamente patologizzante di un comportamento da utilizzare per finalità presumibilmente poco corrette. La frase ricorrente dei docenti, nei primi due mesi di scuola sarebbe stataci dice il genitore- sempre la stes-

sa: «Il bambino non ascolta, sta sempre in piedi, disturba, dà solo fastidio e noi non lo possiamo tenere». E da qui l’invito più volte ad andarlo a prendere prima della fine delle lezioni, con mamma o papà che segnavano sul foglietto delle uscite anticipate di essere stati chiamati perché il figlio non poteva stare in classe. Siamo difronte alla totale rinuncia al mandato educativo di apparti dello Stato che culmina nel trauma profondo di una creatura di sei anni che arriva a dire alla madre che avrebbe preferito morire più che vivere in questo modo. E non è il solo ad aver espresso un concetto simile: in altri contesti, altri alunni avrebbero manifestato intolleranza verso la scuola e voglia di morire pur di non essere presi in giro dai compagni e maltrattati dai docenti. Il terrore psicologico del bambino di cui raccontiamo oggi per dargli un minimo di giustizia è tale che, a distanza di tempo, la sola parola ‘nota’ pronunciata addirittura in una lezione privata di musica avrebbe provocato crisi di pianto e panico incontrollabile.

IL CINISMO DELLA

BUROCRAZIA

E LA FUGA

DALL'OSPEDALE

Il culmine del cinismo dirigenziale si sarebbe avuto nel momento più drammatico per la famiglia. Mentre il genitore era in ospedale in altra regione per un intervento oncologico, la scuola pur a conoscenza della situazione, avrebbe contattato la famiglia per l'ennesimo allontanamento forzato e per incapacità a gestirlo.

Una situazione che avrebbe costretto il genitore a firmare l’uscita volontaria dall’ospedale pur di tornare a Potenza e sottrarre il figlio a quell'inferno. Qualche giorno dopo, il trasferimento immediato e salvifico in un altro istituto. Dove quel bambino "ingestibile" si rivelerà il primo della classe dimostrando come il problema non fosse la sua mente, ma il metodo oppressivo della Sinisgalli.

IL "METODO" DEI FALSI DISABILI E L'OMBRA DEL RICATTO

Da quanto emerge con le numerose testimonianze, la ‘Sinisgalli’ apparirebbe come una sorta di ‘laboratorio’ in cui creare falsi disabili con un ‘marchio’ applicato a geometrie variabili: etichettare i bambini più vivaci, o non allineati, come affetti da spettro autistico in modo da ottenere ore di insegnanti di sostegno da utilizzare come 'sorveglianti' per isolare fisicamente il bambino e lavarsi le mani dalla didatti-

ca. Oltre che, per precostituire una documentazione amministrativa di ingestibilità per spingere le famiglie alla resa burocratica.

LA COMUNITÀ

ESIGE GIUSTIZIA: LA GALLO VA TRSFERITA

Dopo le denunce dalle nostre colonne e le testimonianze di tante famiglie, il velo è stato sollevato: la ‘Sinisgalli’ sarebbe ora sotto assedio giudiziario e ispettivo. La battaglia aperta è per aver calpestato i diritti costituzionali dei minori, mentre dall’Ufficio Scolastico sarebbero partite ispezioni e audizioni. Resta un nodo decisivo: documenti, verbali, note, comunicazioni e testimonianze devono essere verificati uno per uno ma non si può perdere ulteriore tempo. Intanto, da quanto ci riferiscono le nostre fonti interne al plesso scolastico, nella giornata di ieri la dirigente avrebbe convocato in tarda mattinata un urgente collegio dei docenti, a cui erano presenti tutti gli insegnanti-dalla scuola dell'infanzia alle medie- in cui avrebbe imposto a tutti di firmare documentazione a sua discolpa e una lettera di plauso per il suo operato, da inviare a tutti gli organi competenti e finanche ai sindacati. Una riunione in cui se la sarebbe presa non solo con la giornalista che conduce l'inchiesta, ma anche con la Garante per i diritti delle persone disabili. Un becero tentativo

di discolparsi da accuse di cui, anche i docenti firmatari, dovranno assumersi le proprie responsabilità. D'avanti al grido di dolore di bambini terrorizzati dall’istituzione scolastica, l'unica risposta accettabile è lo smantellamento immediato di questo sistema di potere e la rimozione di chi ha trasformato la scuola pubblica in un luogo di tortura psicologica e di esclusione coatta. Nessuno può essere complice di chi fabbrica disabili pur di non educare per cui, la vicenda ha superato ogni soglia di tollerabilità istituzionale tale da richiedere un intervento immediato e deciso: se entro oggi la dirigente Giovanna Gallo non darà un segnale netto, ritirandosi bonariamente dalla guida della ‘Sinisgalli’ chiedendo il trasferimento o l’immissione in altro incarico come prevede la normativa, il Provveditore dovrà valutare senza esitazioni misure più pesanti. Compreso il trasferimento d’ufficio o la rimozione dall’incarico. Non si tratta di vendetta o capirccio, ma di responsabilità pubblica: quando la credibilità di una scuola è compromessa e le famiglie denunciano un metodo sistematico di esclusione, soprusi e minacce, la permanenza al vertice diventa non solo incompatibile con il regolare funzionamento dell’istituzione scolastica, ma rappresenta un ostacolo al ritorno della serenità e alla tutela degli alunni.

Giovanna Gallo

Dopo il parere della VIA e quello del Ministero della Cultura, per la strada statale 7 registrata un’ulteriore accelerazione. Pepe: «Procedura coerente e trasparente»

Bypass Matera-Ferrandina, nuovo passo avanti nell’iter autorizzativo

Apoco più di una settimana dal Consiglio comunale aperto di Matera, durante il quale era intervenuto il vicepresidente e assessore regionale alle Infrastrutture

Pasquale Pepe, iniziano a concretizzarsi gli sviluppi annunciati in quella sede sull’iter del bypass della strada statale 7 Matera-Ferrandina.Dopo la comunicazione, nel corso dell’assise cittadina, del rilascio del parere tecnico della Commissione per la Valutazione di Impatto Ambientale e la Valutazione

Ambientale Strategica presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, oggi si registra un ulteriore avanzamento del procedimento: il Ministero della Cultura ha infatti trasmesso il proprio parere al Ministero dell’Ambiente.«I fatti –ha dichiarato Pepe – confermano che le azioni sono consequenziali alla programmazione, agli intenti e alle comunicazioni pubbliche che abbiamo sempre reso con trasparenza. Continuiamo a seguire un percorso amministrativo preciso, rispettando ogni pas-

saggio previsto e mantenendo gli impegni assunti davanti ai cittadini e alle istituzioni. Avevamo indicato con chiarezza il percorso e, passo dopo passo, gli sviluppi stanno confermando quanto illustrato pubblicamente».Il nuovo passaggio amministrativo rappresenta un ulteriore avanzamento dell’iter autorizzativo dell’opera. Con il completamento di questa fase si potrà procedere verso il decreto interministeriale e, successivamente, alla fase che porterà alla cantierizzazione, che prevede la conferenza di servizi, le procedure di esproprio e l’individuazione della copertura economica.L’intervento riguarda il bypass della strada statale 7 Matera-Ferrandina, inserito dalla programmazione regionale tra le opere con priorità 4, il livello più elevato previsto. L’opera consentirà di migliorare il collegamento tra Matera e Ferrandina, incrementando la funzionalità della rete viaria e la fluidità della circolazione lungo un’arteria strategica per il territorio. Il costo stimato supera i 500 milioni

di euro.«Avevo espresso l’auspicio – ha aggiunto Pepe – che si arrivasse nel più breve tempo possibile a questo risultato e, a distanza di pochi giorni, registriamo un ulteriore pas- so avanti. È un segnale concreto che conferma come il lavoro amministrati-

vo stia procedendo nella direzione prevista. Continueremo a monitorare ogni fase con la massima attenzione e determinazione, senza arretrare di un passo. Non mi renderò complice di un’anacronistica spaccatura territoriale tra i due capoluoghi. L’antago-

nismo tra questi territori, per me, semplicemente non esiste. Esiste invece un’unica Basilicata che cresce se le sue comunità collaborano e se le grandi infrastrutture vengono considerate un patrimonio comune, nell’interesse di tutti i lucani».

Sindacati e istituzioni locali chiedono una svolta al tavolo ministeriale del 29 luglio, ritenuto decisivo per garantire continuità occupazionale nello stabilimento

Vertenza CallMat in stallo: aumenta la preoccupazione per 350 lavoratori

Cresce la preoccupazione per il futuro dei lavoratori di CallMat. Le segreterie regionali di SLC CGIL, Fistel CISL, UIL FPL e UGL Telecomunicazioni lanciano un nuovo allarme sulla vertenza che coinvolge il contact center materano, dove sono a rischio oltre 350 posti di lavoro, con pesanti ricadute economiche e sociali sull'intero territorio.L'allarme è stato rilanciato al termine dell'audizione svoltasi presso la II Commissione Consiliare Permanente della Regione Basilicata, competente in materia di Bilancio e Programmazione Economica, convocata per fare il punto sulla crisi aziendale.Secondo le organizzazioni sindacali, desta forte preoccupazione la lentezza con cui il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) sta affrontando una vertenza aperta ormai dal marzo 2024 e che, a distanza di oltre un anno, non ha ancora prodotto risultati concreti.Ad oggi, sottolineano i sindacati, l'unico impegno realmente portato a termine è stato il bando promosso

dalla Regione Basilicata per favorire il reinserimento occupazionale dei lavoratori fuoriusciti da CallMat. Diversamente, il tavolo ministeriale del 10 giugno scorso non avrebbe fatto registrare alcun passo avanti sostanziale. Dal MIMIT sarebbero arrivate soltanto rassicurazioni verbali su un progetto ancora privo di contenuti definiti, tempi certi e prospettive concrete.Ancora in sospeso anche il bando del Poligrafico e Zecca dello Stato, ritenuto fondamentale per consentire l'utilizzo degli ulteriori quattro milioni di euro stanziati dalla Regione Basilicata a sostegno del reimpiego dei lavoratori.L'attenzione è ora rivolta al prossimo incontro fissato per il 29 luglio presso il Ministero a Roma. Le organizzazioni sindacali chiedono che da quel tavolo arrivino finalmente decisioni operative, considerato che il tempo a disposizione si sta rapidamente esaurendo.A rendere ancora più delicata la situazione è la posizione di TIM, principale committente di CallMat, che ha garantito il manteni-

mento degli attuali volumi di lavoro soltanto fino al 30 settembre. Oltre quella data, spiegano i sindacati, regna la totale incertezza e il rischio concreto è che entro la fine dell'anno lo stabilimento di Matera possa cessare definitivamente l'attività, come prospettato più volte dal committente.Nel corso dell'audizione regionale, tutti i consiglieri presenti hanno condiviso le preoccupazioni espresse dalle organizzazioni sindacali, impegnandosi a sollecitare il MIMIT affinché acceleri la definizione della vertenza. È stato inoltre annunciato il coinvolgimento dell'assessore regionale allo Sviluppo Economico, Francesco Cupparo, per verificare lo stato di attuazione degli impegni già assunti.Tra le priorità indicate figura la rapida pubblicazione del bando del Poligrafico e Zecca dello Stato e la definizione di criteri chiari e trasparenti per il bando regionale finanziato con sei milioni di euro, con l'obiettivo di garantire il riassorbimento dei lavoratori interessati.Le sigle sindacali ac-

colgono positivamente l'impegno assunto dalla Seconda Commissione consiliare a portare la vertenza nelle sedi istituzionali competenti, ma ribadiscono che non c'è più tempo per ulteriori rinvii."Le lavoratrici e i lavoratori di CallMat, insieme alle loro famiglie, attendono risposte e non nuove promesse", evidenziano i rappresentanti sindacali, chiedendo al Governo e a tutte le istituzioni di assumere decisioni immediate per salvaguardare occupazione, reddito e continuità produttiva di una realtà con-

siderata strategica per il tessuto economico materano.Le organizzazioni sindacali confermano infine lo stato di agitazione dei lavoratori e annunciano che, in assenza di risposte concrete, non escludono nuove iniziative di mobilitazione e protesta. L'obiettivo, ribadiscono, resta quello di individuare una soluzione stabile e definitiva che garantisca il diritto al lavoro, la tutela della dignità dei dipendenti e la salvaguardia di un presidio produttivo fondamentale per Matera e per l'intera Basilicata.

Per le consigliere regionali il nuovo rinvio in Commissione conferma il mancato interesse della maggioranza verso la riforma sulla partecipazione democratica

Araneo e Verri (M5S): «Nessuna ragione per fermare la nostra proposta di legge»

Nuovo stop in Commissione per la proposta di legge sulla disciplina degli istituti di partecipazione democratica regionale, depositata il 5 dicembre 2024 da tutte le forze di opposizione. A denunciare l'ennesimo rinvio sono le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle, Alessia Araneo e Viviana Verri, che parlano di una precisa volontà della maggioranza di rallentare l'iter del provvedimento.«Dopo il rinvio della scorsa settimana, causato dalla mancanza del numero legale, anche oggi la Commissione si è svolta con una maggioranza non al com- pleto. È un atteggiamento che dimostra scarso interesse verso una riforma importante per la Basilicata e per il rafforzamento della partecipazione democratica», dichiarano.La proposta di legge nasce con l'obiettivo di disciplinare in modo organico gli strumenti di

partecipazione previsti dall'ordinamento regionale, tra cui il diritto di petizione, le leggi di iniziativa popolare e degli enti locali, i referendum abrogativi, approvativi e consultivi e l'istruttoria pubblica, offrendo ai cittadini stru-

menti più efficaci per partecipare ai processi decisionali.«Il testo è stato già esaminato due volte dalla Consulta di Garanzia Statutaria della Regione Basilicata, che ne ha confermato la piena coerenza con lo Statuto. Non esistono quindi ragioni tecniche o giuridiche che possano giustificare questo stallo», sottolineano le consigliere.Secondo Araneo e Verri, il protrarsi dei rinvii rischia di alimentare la sfiducia dei cittadini verso le istituzioni, proprio mentre cresce la richiesta di un maggiore coinvolgimento nella vita pubblica. «La recente presentazione di una nuova richiesta referendaria conferma quanto sia necessario dotare la Regione di un quadro normativo chiaro e aggiornato per disciplinare gli strumenti di partecipazione popolare.»Le due esponenti del Movimento 5 Stelle chiedono infine alla maggioranza «un'assunzione di responsabilità», affinché la proposta venga finalmente discussa, emendata e votata, senza ulteriori rinvii, «nell'interesse della comunità lucana e del rafforzamento della democrazia regionale».

OLTRE IL GIARDINO In studio il rettore dell’Unibas, il segretario regionale PSI Libero Valvano e il giornalista Rocco Catalano

Caccavale: «Serve un ateneo più aperto ai giovani e ai talenti da fuori regione»

Ritorna “Oltre il giardino”, il programma di Cronache Tv condotto dal giornalista Paride Leporace. Focus della puntata l’Università della Basilicata, che deve puntare su unità, attrattività e innovazione. È questa la linea indicata dal rettore eletto Fabrizio Caccavale, che entrerà in carica il prossimo 1° ottobre, nel corso della sua prima intervista dopo l'elezione. Sul clima che ha caratterizzato la competizione elettorale, Caccavale ha sottolineato come negli atenei prevalga la collaborazione rispetto alla contrapposizione: «Nei piccoli Atenei si lavora insieme su progetti trasversali. È naturale convergere verso l'unità, perché le sfide sono troppo complesse per immaginare una logica di maggioranza e opposizione». Parlando della Basilicata, il rettore eletto ha espresso un forte legame con il territorio: «È una terra bellissima, con persone sincere e grandi potenzialità. Qui ho trovato il terreno ideale per fare ricerca e costruire un laboratorio di robotica che oggi rappresenta un fiore all'occhiello a livello nazionale».Tra le priorità del mandato c'è l'aumento dell'attrattività dell'Ateneo. «Dobbiamo diventare un'alternativa anche per studenti provenienti da altre regioni, ma allo stesso tempo trattenere più giovani lucani. Servono servizi migliori nei campus e un riesame dell'offerta formativa per rispondere ai nuovi bisogni della società». Caccavale ha indicato anche la necessità di rafforzare il rapporto tra Università e territorio: «Università, Comuni, Azienda per il diritto allo studio e associazioni devono lavorare insieme. Potenza ha tutte le potenzialità per essere una vera città universitaria, mentre Matera rappresenta una straordinaria occasione per l'internazionalizzazione». Sul fronte della ricerca il neo rettore ha evidenziato il ruolo strategico dell'Ateneo nello sviluppo regionale: «L'innovazione richiede investimenti di medio e lungo periodo. Dobbiamo continuare a sostenere imprese e territorio, valorizzando tutte le nostre competenze,

dalle discipline umanistiche all'alta tecnologia». Pur riconoscendo l'importanza del contributo regionale, ha ribadito che l'Università deve continuare a crescere attraverso ricerca competitiva e finanziamenti nazionali ed europei: «Non possiamo adagiarci. I risultati ottenuti nella valutazione della ricerca e i progetti PNRR dimostrano che siamo in grado di competere». Dunque il traguardo dei prossimi sei anni è chiaro: «Vorrei un'Università cresciuta, più forte e soprattutto più riconosciuta dai lucani come un grande polo di cultura, ricerca e innovazione. Spesso siamo più apprezzati fuori dalla Basilicata che nella nostra regione». La trasmissione prosegue poi con un’intervista a Libero Valvano, segretario regionale PSI, sulla bocciatura della mozione per revocare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini da parte del Consiglio comunale di Venosa che continua ad alimentare il dibattito politico. Il segretario regionale del Partito Socialista e direttore editoriale dell'Avanti! ha spiegato le ragioni della conferenza stampa organizzata dal centrosinistra senza la partecipazione del Partito Democratico. «Nei fatti non mancava solo il Pd, ma anche Azione. La vicenda di Venosa va oltre la mozione su Mussolini e riguarda il funzionamento della democrazia nelle istituzioni locali», ha affermato, denunciando quella che definisce una compressione dei diritti del consigliere socialista Felice Lioi. «Al consigliere socialista viene impedito perfino di presentare mozioni come gruppo e gli è stato contestato persino l'utilizzo del simbolo del Partito Socialista. Se si arriva a limitare così i diritti politici di un consigliere comunale, non ci si può stupire della bocciatura della revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini», ha dichiarato. Secondo il segretario socialista, la motivazione della maggioranza «la storia non si cancella» non regge: «Nel 1924 quella cittadinanza fu conferita da un commissario prefettizio. Vent'anni dopo il fascismo è stato sconfitto. Riconoscere oggi che quella scelta fu un errore significa fare i

conti con la storia, non cancellarla». Valvano ha ipotizzato anche una lettura politica del voto: «Mi immagino che qualcuno possa aver voluto accattivarsi il consenso degli amministratori di centrodestra in vista delle elezioni provinciali. È una possibile spiegazione», aggiungendo che nelle amministrazioni locali il sindaco concentra spesso un forte potere decisionale. Per il leader socialista il tema dell'antifascismo resta attuale: «Non risolve da solo i problemi dei cittadini, ma riguarda la cultura delle istituzioni. Una gestione opportunista del potere porta a comprimere il confronto democratico; una cultura riformista mette al centro l'interesse pubblico». Sul tema del congresso regionale del Pd, annunciato nelle scorse settimane, Valvano ha espresso un giudizio positi- vo: «È un fatto importante per l'area riformista e progressista. Il Pd in Basilicata ha bisogno di recuperare una propria dimensione politica». Infine, un passaggio sulla riforma elettorale nazionale: «Una legge senza preferenze sarebbe una legge-truffa. Con la riduzione dei parlamentari la Basilicata pesa già molto meno a Roma e rischia di perdere ulteriormente rappresentanza». L’ultimo blocco della trasmissione è un viaggio nella cultura del cibo e del vino, ma soprattutto nel modo in cui vengono raccontati. È questo il filo conduttore di "Sulle orme di Veronelli", l'ultimo libro del giornalista e scrittore Rocco Catalano, presentato al Salone del Libro di Torino e in programma a Potenza, al Polo Bibliotecario, il 1° luglio. Catalano ha raccontato come il cibo rappresenti prima di tutto uno strumento di relazione. «Il cibo e il vino sono gli strumenti attraverso i quali una comunità si incontra e costruisce relazioni culturali, artistiche e umane», spiega, collegando questa visione anche alla scelta di aprire un nuovo locale nel centro di Potenza: «La mia urgenza è trovare luoghi in cui le persone possano incontrarsi e confrontarsi». Il volume prende ispirazione dalla figura di Luigi Veronelli, considerato il padre della critica enogastronomica italiana. «Mi ha sem-

pre affascinato il suo linguaggio potentissimo e il suo modo anarchico di vivere e raccontare le cose. Prima ancora di essere un critico del vino e del cibo, Veronelli raccontava le comunità, difendeva i contadini e la loro cultura», ha affermato Catalano. Nel libro convivono esperienze molto diverse, dal Circolo Anarchico di Reggio Emilia fino al ristorante Don Alfonso in Costiera Amalfitana. «La grandezza di Veronelli era saper stare sia nella cucina dei popoli sia nell'alta ristorazione, mantenendo sempre la stessa capacità di leggere il valore umano del cibo». Ampio spazio anche a una riflessione sul giornalismo contemporaneo. «I nuovi strumenti hanno democratizzato il linguaggio, ma abbiamo perso la capacità dell'approfondimento. Oggi è più facile che a raccontare un territorio sia un influencer piuttosto che chi conosce davvero la storia di un contadino, di un oste o di

un vignaiolo». Catalano nel corso dell’intervista ha dedicato un passaggio alla Basilicata e alle sue potenzialità enogastronomiche. «Negli ultimi anni la qualità è cresciuta molto, soprattutto grazie alle nuove generazioni. Tuttavia restiamo troppo autoreferenziali e facciamo ancora fatica a costruire una narrazione comune». Sul vino lucano ha aggiunto: «L'Aglianico ha conquistato un posizionamento importante, ma non stiamo sfruttando pienamente questa opportunità. Il problema non è produrre poco, ma fare rete e trovare una cifra condivisa nel racconto del territorio». Infine uno sguardo a Matera: «Pur convivendo con il turismo di massa, mantiene un'offerta gastro- nomica di buon livello. È una città internazionale che riesce ancora a conservare una qualità media elevata, anche grazie alle sue produzioni identitarie come il pane e lo street food locale».

Caccavalle, Catalano e Valvano

Analisi su criminalità, lavoro irregolare e prevenzione: istituzioni a confronto sul rafforzamento degli strumenti di contrasto in Basilicata

Osservatorio legalità, il bilancio 2025-2026 in Consiglio regionale

L’attività svolta nel 2025 e nel primo semestre del 2026, insieme all’analisi dei principali fenomeni legati alla legalità e al contrasto alla criminalità organizzata in Basilicata, è stata al centro della conferenza stampa convocata questa mattina dal presidente dell’Osservatorio regionale sulla legalità e sulla criminalità organizzata di stampo mafioso, Luigi Gay.All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Prima Commissione consiliare Francesco Fanelli, il direttore generale della Presidenza della Giunta e Programmazione strategica Donato Del Corso, il direttore generale del Consiglio regionale Gerardo Travaglio ed Emanuele Desina della Presidenza del Consiglio regionale.Aprendo i lavori, il vicepresidente del Consiglio regionale Angelo Chiorazzo ha sottolineato come «l’Osservatorio sia tornato a essere uno strumento pienamente operativo grazie a un percorso condiviso dal Consiglio regionale della Basilicata, restituendo centralità a un organismo che la Basilicata ha avuto il merito di istituire tra le prime regioni italiane». Chiorazzo ha evidenziato il lavoro di ascolto e approfondimento svolto nel primo anno, con il coinvolgimento di magi-

stratura, forze dell’ordine, istituzioni, parti sociali ed esperti, richiamando l’attenzione in particolare sul fenomeno del caporalato e sulla necessità di interventi strutturali.Il vicepresidente ha inoltre ringraziato il presidente Luigi Gay e i componenti dell’Osservatorio, definendo il lavoro svolto «una base solida per orientare le future iniziative legislative e amministrative a tutela della legalità».Nel suo intervento, il presidente dell’Osservatorio Luigi Gay ha tracciato un primo bilancio dell’attività, definendola un percorso di analisi, ascolto e confronto con istituzioni e mondo accademico. «La relazione presentata oggi rappresenta il primo esito di questo percorso di monitoraggio», ha spiegato Gay, evidenziando come in Basilicata non si registrino situazioni paragonabili ad altre regioni del Mezzogiorno, ma emergano comunque criticità nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia e del lavoro irregolare.Particolare attenzione è stata dedicata al rischio di infiltrazioni attraverso subappalti e società di comodo, oltre al ruolo degli strumenti di prevenzione come le interdittive antimafia. Gay ha poi richiamato l’attenzione sul caporalato, definendolo un fenomeno che richiede un approccio integrato tra repressione e

misure sociali, con interventi su trasporti, accoglienza e condizioni di lavoro.La relazione affronta anche i temi dell’usura e della ludopatia, oltre al ruolo della formazione e della scuola come strumenti fondamentali per la diffusione della cultura della legalità.«Questo primo anno segna l’avvio di un percorso strutturato», ha precisato Gay, sottolineando come il lavoro non si limiti a fotografare la realtà ma individui criticità e possibili linee di intervento. Il presidente ha inoltre ringraziato i componenti dell’Osservatorio e le funzionarie Manuela Rago e Marina Paterna per

il supporto alle attività.In chiusura, Gay ha riconosciuto al presidente del Consiglio regionale Marcello Pittella il merito di aver garantito una durata quinquennale all’organismo, assicurando continuità e programmazione.Le conclusioni sono state affidate proprio a Pittella, che ha definito il lavoro dell’Osservatorio «un patrimonio di conoscenze e analisi che deve tradursi in azioni concrete per rafforzare la cultura della legalità e rendere più efficaci le politiche di prevenzione e contrasto alla criminalità».Il presidente del Consiglio regionale ha richiamato in particolare il

tema del caporalato e quello del consumo di sostanze stupefacenti, definendoli fenomeni che incidono profondamente sul tessuto sociale e sulle nuove generazioni. «Non bastano la sola repressione o le norme se non accompagnate da prevenzione, formazione e crescita culturale», ha affermato Pittella, sottolineando la necessità di un’alleanza stabile con il mondo della scuola e con le realtà educative del territorio.Alla conferenza stampa hanno preso parte anche diversi componenti dell’Osservatorio regionale sulla legalità e sulla criminalità organizzata di stampo mafioso.

Il nuovo Codice della Strada sta dando qualche timido risultato anche in Basilicata con un calo dei feriti rispetto agli anni precedenti

Con la stagione estiva aumentano notevolmente gli incidenti stradali

D I V IN C EN Z O M A IDA

In Basilicata si registrano circa 1.000 incidenti stradali con 30 vittime ogni anno e oltre 1.500 feriti. Sono anni che le statistiche forniscono dati impietosi sugli incidenti: essi sono la prima causa di morte tra i giovani dai 18 ai 29 anni. Solo in Italia si contano circa 3.000 vittime under 30 all’anno, con tragiche impennate nei fine settimana che coinvolgono spesso minorenni e neopatentati. Soprattutto d’estate non passa giorno senza una tragica notizia collegata agli incidenti stradali e sembra che sia subentrata l’assuefazione. Quando è stata abbassata la soglia della maggiore età da 21 a 18 anni, non ci si è resi conto di una evidenza fondamentale: prima si maturava presto, è sufficiente osservare la foto di un diciottenne di cinquant’anni addietro e di uno di oggi per rendersene conto. Quindi prima si diventava realmente adulti prima, ma si diventava maggio-

renni a 21 anni, oggi si matura più tardi ma si diventa maggiorenni a 18 anni. Con il nuovo codice della strada si è ritornati ai 21 anni, ma soltanto per la guida delle auto di grossa cilindrata. Nel 2022 c’è stato un aumento degli incidenti stradali di oltre il 7% (65.852 nel 2021, 70.554 nel 2022). I morti sono stati circa 3.000 e i feriti oltre 200.000. Le norme del Codice della Strada, prima dell’attuale aggiornamento, risalgono al decreto legislativo del 30 aprile 1992, n. 285. Tutti gli “scienziati” che in circa trent’anni hanno popolato il parlamento, possibile che non si siano resi conto che quelle norme erano assolutamente inadeguate ad assicurare un minimo di sicurezza a chi si mette alla guida di un’auto? Ma cosa prevede il nuovo Codice della strada che non sembra stia dando qualche timido risultato? I cambiamenti più importanti riguardano: l’inasprimento delle sanzioni per chi guida in stato di ebbrezza, una modi-

fica in senso restrittivo per chi si mette al volante dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti, maggiori poteri agli organi di polizia quando si rendono conto di avere a che fare con un guidatore non in possesso delle piene facoltà mentali, per i soggetti già condannati si potrà installare un dispositivo sulla loro auto che le impedisce di avviarsi se registra un livello di alcool superiore a zero, etc, etc, Sono cambiate anche le norme per i monopattini e le biciclette, così come è stata aggiornata la normativa per i casi dei bambini dimenticati in auto. E occhio ai monopattini stanno arrivando anche nelle nostre realtà periferiche: sono degli strumenti di trasporto pericolosissimi per i giovani. Ne ho visto circolare qualcuno sia a Policoro che a Montalbano J.Ci sveglieremo alla prima tragedia. Con il nuovo codice non si è trattato di una rivoluzione, ma i dati ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e della

Polizia Stradale mostrano: un calo degli incidenti e del numero dei feriti rispetto agli anni precedenti e meno infrazioni per alcol: Le contravvenzioni per guida in stato di ebbrezza hanno subito una decisa diminuzione. Multe e ritiro patenti: elevato il numero di sospensioni e sanzioni, in particolar modo per l’utilizzo del cellulare alla guida e per il mancato rispetto delle regole In futuro, quando la sbornia della modernità sarà passata, quella dei morti sulle strade apparirà come una delle tante as-

surdità della società in cui ci siamo trovati a vivere: si spendono fior di quattrini in ricerca o nelle strutture sanitarie per salvare un corpo umano malato e poi per oltre si assiste impotenti e senza fare nulla alla fine atroce di tante vite umane sane. Ed ancora, il limite di velocità massimo consentito è di 150 km all’ora su alcune autostrade, ma si permette la produzione di auto che quel limite lo superano di gran lunga e poi ci si meraviglia se un’auto si va a schiantare a oltre i 200 all’ora.

«Il completamento di questo intervento conferma che il confronto continuo tra istituzioni e soggetti attuatori funziona»

Riapertura

integrale viadotti Cerro e Tirone, Pepe:

restituiamo ai cittadini

Èstata riaperta integralmente al traffico la nuova carreggiata sud dei viadotti Cerro e Tirone lungo il Raccordo Autostradale 5 “Sicignano-Potenza”. A partire dalla mattinata di ieri, Anas ha completato la messa in esercizio dell’infrastruttura con l’apertura della seconda corsia, consentendo la piena percorribilità del nuovo tratto e riattivando contestualmente lo svincolo TitoBrienza, precedentemente chiuso in direzione sud per consentire le ultime lavorazioni. «Restituire ai cittadini un’infrastruttura completamente rinnovata significa dare concretezza a un impegno seguito con attenzione in ogni sua fase. Il completamento di questo intervento conferma che il confronto continuo tra istituzioni e soggetti attuatori consente di accompagnare i cantieri fino al raggiungimento dei risultati, con benefici tangibili per chi ogni giorno percorre questa arteria», dichiara il vicepresidente e assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, Pasquale Pepe. L’intervento rappresenta il completamento delle attività avviate nei giorni scorsi, quando era stata aperta al traffico una

prima porzione della nuova carreggiata. Come comunica Anas, da oggi è operativa l’intera carreggiata sud dei due viadotti, per circa 850 metri complessivi di nuova infrastruttura realizzata attraverso la demolizione e la ricostruzione delle opere esistenti. Contestualmente è stato riaperto anche lo svincolo Tito-Brienza, chiuso temporaneamente in direzione sud per consentire la rimozione del bypass provvisorio utilizzato durante l’esecuzione dei lavori. L’opera si inserisce nel più ampio programma di ammodernamento della rete stradale lucana e contribuisce a migliorare le condizioni di sicurezza e la fluidità della circolazione lungo uno dei principali collegamenti tra Basilicata e Campania, garantendo standard più elevati di funzionalità e affidabilità. «Ringrazio Anas – conclude Pepe – perché mostra attenzione alla richiesta di dare impulso ai tempi di esecuzione. Su questo aspetto, il confronto con la Direzione Infrastrutture della Regione Basilicata è costante e orientato a seguire l’avanzamento delle opere con spirito di cooperazione. Continuare a lavorare con

questo metodo significa offrire risposte concrete ai territori e accelerare il completamento degli interventi attesi dalle comunità».

Latronico illustra il

piano regionale:

assunzioni, infermieri di famiglia, telemedicina

«Riforma della medicina territoriale Puntiamo ad un welfare efficiente»

POTENZA. Una svolta strutturale che punta a una reale presa in carico glo- bale della persona. È questo il centro della riforma della medicina territoriale illustrata oggi a Potenza dall’assessore regionale alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr, Cosimo Latronico, nel corso del convegno Per una nuova sanità territoriale promosso dalla Cisl.

«L’integrazione tra l’assistenza sanitaria e quella sociale – ha dichiarato l’assessore – è un obiettivo che vogliamo raggiungere affinché i nostri paesi e le nostre comunità diventino i luoghi centrali della cura, capaci di prendere in carico i cittadini direttamente nel proprio tessuto sociale e umano». «La nostra strategia – ha proseguito Latronico – si fonda su un binomio inscindibile: l’hardware delle infrastrutture fisiche e digitali e il software del capitale umano. Per scongiurare il rischio di “scatole vuote” abbiamo proceduto con l’assunzione di quasi 800 unità di personale in tutte le aziende del

sistema sanitario lucano. Entro i prossimi sei mesi completeremo la formazione di 500 Infermieri di Famiglia e Comunità con l’inserimento immediato di 263 unità operative nelle Case e negli Ospedali di Comunità. Inoltre, il bando per gli infermieri ha registrato 1.316 domande

presentate e conferma il pregio di un progetto del tutto inedito che integra i fondi europei con la programmazione Pnrr». La nuova rete assistenziale regionale è strutturata in conformità al Decreto Ministeriale 77 del 2022, alla Dgr numero 948 del 2022, approvata con deli-

bera del Consiglio regionale numero 506/2023, e alla Dgr numero 600 del 2024. Prevede la presa in carico della popolazione su tre livelli di complessità assistenziale, suddivisi in: senza patologie croniche, gestito principalmente dalle Case della Comunità; cronicità semplice,

presa in carico dalle Case della Comunità, dagli Ospedali di Comunità e dall’Assistenza Domiciliare Integrata; cronicità complessa, affidata alle cure domiciliari di secondo e terzo livello, alle cure palliative e agli hospice. Centrale anche l’utilizzo della tecnologia, dove la Basilicata si posiziona all’ottavo posto nazionale e al terzo nel Centro-Sud nella graduatoria Agenas per i progetti di sanità preventiva e telemedicina dedicati a 477 ultraottantenni cronici nell’ambito della sperimentazione Pnrr Grandi Anziani.

«La prima fase è completata – ha concluso Latronico – stiamo per avviare la prima revisione del modello per la specialistica e i Pat. Entro fine anno il piano si integrerà con la Salute Mentale, la Prevenzione, la Farmacia dei Servizi e il Terzo Settore. Continueremo a lavorare con serietà e attraverso il confronto con le forze sociali, per dare alla Basilicata un welfare territoriale efficiente e inclusivo».

La Uil Fp Basilicata chiede misure urgenti per proteggere il personale impegnato nei soccorsi tra incendi, alte temperature e stress termico

Caldo estremo, la Uil: «Più tutele per i Vigili del Fuoco»

POTENZA. L'ondata di calore che sta investendo anche la Basilicata rende ancora più gravose le condizioni di lavoro dei Vigili del Fuoco, chiamati ogni giorno a fronteggiare incendi di vegetazione ed emergenze legate alle alte temperature. Per questo la Uil Fp Potenza e Basilicata, insieme al Settore regionale Uil Fp Vigili del Fuoco Basilicata, rilancia l'appello della segreteria nazionale del sindacato affinché vengano adottate con urgenza misure di tutela per il personale operativo.

Il sindacato evidenzia come anche sul territorio lucano, nelle ultime settimane, si sia registrato un sensibile incremento degli interventi, con gli operatori costretti a lavorare in condizioni ambientali particolarmente difficili. Temperature elevate, turni prolungati e l'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, che aumentano ulteriormente lo stress termico e il dispendio fisico, rappresentano fattori di rischio che richiedono risposte immediate da parte dell'Amministrazione.

La Uil Fp condivide integralmente le richieste avanzate a livello nazionale, a partire dalla definizione di specifiche linee guida operative per prevenire i rischi connessi allo stress da calore. Tra le misure indicate figurano una corretta idratazione del personale, la disponibilità di integratori salini, il monitoraggio costante delle condizioni fisiche degli operatori e percorsi di formazione mirati al riconoscimento tempestivo di patologie gravi, come la rabdomiolisi.

Secondo il sindacato è inoltre indispensabile destinare risorse economiche specifiche affinché tutti i Comandi possano essere dotati dei presidi e delle attrezzature necessarie a garantire la sicurezza del personale impegnato nei soccorsi.

«La sicurezza dei cittadini passa inevitabilmente attraverso quella di chi ogni giorno interviene per proteggerli», sottolinea la Uil Fp, che rinnova l'appello ai vertici del Dipartimento e del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco affinché le richieste avanzate trovino im-

mediata attuazione.

Per il sindacato, tutelare la salute delle donne e degli uomini del Corpo significa assicurare un servizio di soccorso pubblico efficiente proprio nel momento in cui l'emergenza climatica rende gli

interventi sempre più frequenti, complessi e rischiosi. Una sfida che riguarda non solo gli operatori, ma l'intero sistema di protezione civile chiamato a rispondere agli effetti di eventi meteorologici sempre più estremi.

Il Moto Club Polizia di Stato dona carrozzina all’ospedale San Carlo

POTENZA. Un dono che testimonia l'impegno della Polizia di Stato nei confronti delle persone in difficoltà, un momento di alta condivisione e speranza per le persone che quotidianamente si recano nell'Ospedale San Carlo e per i pazienti con disabilità in generale.

Nella giornata di ieri l'atrio del Palazzo di Vetro dell'Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza ha ospitato la consegna di una carrozzina donata dall'Asd. Moto Club Polizia di Stato al nosocomio potentino, d'intesa con la Garante per la Disabilità della Regione Basilicata, Marika Padula, e con i responsabili del San Carlo, in primis il caposala del Pronto Soccorso Donato Summa, Angela Pia Bellettieri, direttore aziendale sanitario del San Carlo, il Questore di Potenza Raffaele Gargiulo e Antonio Tufanisco, presidente dell'Asd Moto Club Polizia di Stato.

Con 800 euro raccolti tramite donazioni private è stato possibile realizzare un sogno per i pazienti in difficoltà, un contributo di alto valore umano, sociale, etico e morale che conferma l'impegno della Polizia di Stato nell'ambito delle politiche e delle procedure di welfare sociale e sanitario, di concerto con il San Carlo.

della carrozzella hanno preso parte anche gli associati della Polizia di Stato di Reggio Calabria.

Una giornata bellissima, condita dagli interventi ufficiali di Marika Padula, del Questore Raffaele Gargiulo e dei responsabili del San Carlo. Azzurra, come i colori della Polizia di Stato, la sedia a rotelle sarà l'emblema di un percorso avviato da tempo tra la sede di viale Marconi e la Garante per la Disabilità della Regione Basilicata, Marika Padula, con il dichiarato intento di alleviare le sofferenze delle persone in difficoltà.

sono riguardare, in questo momento, soprattutto le persone un po' più deboli e fragili».

Il Questore Raffaele Gargiulo ha sottolineato l'importanza di questa donazione: «Insomma, mi sembra una giornata significativa, nel senso che un'associazione che comunque fa parte della grande famiglia della Polizia di Stato persegue con successo un'iniziativa di carattere sociale.

C'è stato già sabato scorso un primo incontro con un villaggio della solidarietà e oggi proseguiamo con una cerimonia significativa, che è appunto quella della donazione di una carrozzella al Pronto Soccorso dell'Ospedale San Carlo. Quindi io non posso far altro che ringraziare l'associazione a nome della Polizia di Stato della provincia di Potenza e sono sinceramente contento di essere qui questa mattina in occasione di questa iniziativa.»

ai più fragili. Siamo qui nell'Ospedale San Carlo, dove più volte abbiamo effettuato donazioni, donazioni che arrivano dal mondo civile, che arrivano dalle associazioni, che arrivano da coloro che vogliono rimanere vicini alla comunità e a tutte le esigenze delle persone più fragili. Poi, in particolare, sappiamo che quando si tratta di questi dispositivi spesso vengono utilizzati da persone con disabilità. Non sempre le aziende ospedaliere riescono a fronteggiare le esigenze dei vari reparti. Questa ne è la testimonianza lampante. Abbiamo questa carrozzina che verrà donata al Pronto Soccorso dell'Ospedale San Carlo perché, purtroppo, sappiamo che sono sempre di meno e ne servono tante». Antonio Tufanisco ha chiuso la carrellata di pareri: «Il Moto Club della Polizia di Stato è costituito da circa trenta delegazioni provinciali su tutto il territorio nazionale. Noi, come delegazione di Potenza, siamo nati nel 2023 e abbiamo voluto fare questa iniziativa per testimoniare la vicinanza e il sostegno, per manifestare la nostra vicinanza e il nostro sostegno alle persone con disabilità, che può essere temporanea o permanente, in considerazione del fatto che comunque c'è la carenza di questi presidi nel nostro ospedale». Acquistata

Alla cerimonia di consegna

Una giornata davvero speciale per tutta la comunità, che ora dispone di uno strumento di fondamentale importanza per il trasporto dei pazienti, grazie alla politica di rete, accorta e mirata, della Polizia di Stato, dell'Ospedale San Carlo e del-

la Garante per la Disabilità. In questo contesto Angela Pia Bellettieri ha detto la sua su questa splendida iniziativa: «Tutti i doni sono preziosi, questo in particolare perché va a prendere una fascia di persone che ovviamente è già nella difficoltà di un problema di emergenza e quindi in un'area di pronto soccorso. Essere agevolati nel percorso con ausili che possono agevolarla ancora di più è sicuramente un valore aggiunto. L'azienda non può che essere felice di avere questa collaborazione con tutte le associazioni, in particolare con questa che dona questo bellissimo presidio. Il mio direttore generale, pur essendo assente in questo momento, partecipa al ringraziamento di tutti coloro che condividono quotidianamente con noi le difficoltà di natura sanitaria, unite ai disagi che pos-

Marika Padula ha detto la sua su questo dono particolare: «Innanzitutto il tributo va a loro, va al Moto Club della Polizia di Stato che ha ideato questa iniziativa. Poi, una volta che è stata portata alla mia attenzione, non ho potuto che patrocinarla, come tutte le volte che si parla di porre attenzione al sociale. In questo caso questa iniziativa parla proprio di questo, parla di attenzione, parla di attenzione rivolta

Diabete, nuove tecnologie per migliorare le cure

RIVELLO. Le nuove tecnologie, la prevenzione e l'educazione terapeutica come strumenti per migliorare la qualità della vita delle persone con diabete. Sono stati i temi al centro del convegno «Dalla rivoluzione terapeutica alla rivoluzione tecnologica per migliorare la qualità della vita», ospitato nel Convento di Sant'Antonio di Rivello e preceduto da uno screening sanitario gratuito aperto alla cittadinanza.L'iniziativa, promossa dall'Associazione Tre Valli NoceMercure-Sinni, aderente a Fand, ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, medici e professionisti del settore sanitario. Ad aprire i lavori è stato il

presidente dell'associazione, Silvano Papaleo, seguito dai saluti dell'assessore comunale Biagio Ruggiero e della presidente del Cif di Rivello, Mimma Grillo. Le relazioni scientifiche sono state affidate al diabetologo Enzo Caruso e al biologo nutrizionista Francesco Manfredelli, che hanno approfondito rispettivamente gli aspetti terapeutici della malattia e l'importanza di corretti stili di vita per prevenirla e gestirla.Il confronto con il pubblico, moderato dal vicepresidente dell'associazione Mario Michele De Clemente e concluso dal presidente onorario Alad Fand Basilicata Antonio Papaleo, ha posto l'attenzione soprattutto sulle op-

portunità offerte dalla digitalizzazione nella gestione della patologia. In particolare è stata evidenziata la necessità di accompagnare, soprattutto gli anziani e i residenti delle aree interne, nel-

l'utilizzo degli strumenti tecnologici che consentono il monitoraggio e la gestione a distanza del diabete.Nel corso dell'incontro è emersa anche l'esigenza di rafforzare la rete diabetologica territoriale attraverso la piena applicazione della legge regionale e il potenziamento dei centri specializzati con équipe dedicate. Accanto all'innovazione tecnologica e ai nuovi farmaci, i relatori hanno ribadito il valore dell'educazione terapeutica e della prevenzione, richiamando l'importanza della Dieta Mediterranea e di uno stile di vita sano, sintetizzato dall'associazione nel principio delle «4 M»: «Muoversi Molto, Mangiare Meglio».

POTENZA Il sindaco a Cronache Tv ha parlato della decisione di prorgare il contratto di due mesi alla Miccolis

Trasporto pubblico urbano, Telesca: «Proroga necessaria per aprire il confronto con Regione»

POTENZA. Il contratto di servizio per il trasporto pubblico urbano a Potenza è scaduto ieri. L’Amministrazione, insieme a Regione e azienda che gestisce il servizio Miccolis, così come abbiamo già anticipato sulle nostre colonne ha deciso di prorogare il contratto in essere per due mesi.

Una decisione , così come afferma il sindaco Vincenzo Telesca a Cronache Tv,

considerata necessaria per aprire un confronto con la Regione Basilicata e individuare una soluzione strutturale alle difficoltà finanziarie che gravano sul servizio, non solo nell’immediato, ma anche negli anni successivi.

Alla base della decisione vi è la necessità di reperire le risorse economiche necessarie a garantire la sostenibilità del contratto di gestione del trasporto

pubblico locale. Il nodo principale riguarda la carenza di fondi destinati a un servizio che, pur essendo comunale, svolge una funzione di interesse sovracomunale. Il trasporto pubblico di Potenza, infatti, serve quotidianamente non solo i residenti del capoluogo, ma anche numerosi cittadini provenienti dall’intera Basilicata che raggiungono la città per motivi di lavoro, studio o

per usufruire dei principali servizi. Telesca ricorda di aver chiesto fin dal proprio insediamento un maggiore sostegno economico alla Regione, in continuità con quanto avvenuto negli anni precedenti. Al centro della richiesta resta il cofinanziamento regionale da cinque milioni di euro, ritenuto indispensabile per assicurare l’equilibrio dei conti comunali. La mancanza di

queste risorse ha costretto l’Amministrazione comunale ad una riduzione della spesa pari a circa 4 milioni e 850 mila euro in bilancio.

Il riconoscimento del contributo consentirebbe di procedere alla sottoscrizione del contratto di servizio con adeguate garanzie finanziarie. Diversamente, bisognerà individuare soluzioni condivise con la Regione e con l’operatore economico che ha presentato l’offerta tecnica, valutando una possibile rimodulazione del servizio nell’arco dei nove anni previsti dall’affidamento. L’obiettivo chiaramente è quello di evitare qualsiasi ripercussione sui cittadini e sui lavoratori del settore. «Non possiamo permettere che il trasporto pubblico venga meno, né che i dipendenti perdano il posto di lavoro o che i servizi vengano ridotti», afferma Telesca. ROMOL

POTENZA La consigliera del Gruppo Misto Tancredi: «Ho presentato un’interrogazione per verificare il corso intrapreso dall’Amministrazione»

Peba e accessibilità, «Il percorso verso una città realmente inclusiva deve continuare»

«Nel corso del Consiglio comunale ho presentato un’interrogazione sullo stato di attuazione del Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), con l’obiettivo di verificare il percorso intrapreso dall’Amministrazione e mantenere alta l’attenzione su un tema che riguarda la qualità della vita di tutta la comunità» ha affermato la consi-

gliera comunale del Gruppo Misto Antonella Tancredi. «L’accessibilità non riguarda soltanto le persone con disabilità, ma anche gli anziani, le famiglie con passeggini, chi vive una temporanea difficoltà motoria e tutti quei cittadini che hanno il diritto di muoversi e usufruire degli spazi pubblici in condizioni di sicurezza e autonomia. - prosegue - La risposta fornita in Consiglio ha il-

lustrato gli interventi già realizzati e quelli programmati. Il senso della mia interrogazione, però, era quello di comprendere quale sarà il percorso futuro e verificare che il PEBA continui a tradursi in interventi concreti e costanti». «L’esperienza maturata ogni giorno accanto alle persone più fragili mi consente di ascoltare da vicino le difficoltà che molti cittadini affrontano. Da questo contatto diretto nascono le numerose segnalazioni che ho ritenuto doveroso portare in Consiglio comunale, perché ritengo che le istituzioni debbano partire dall’ascolto dei bisogni reali. - prosegue - Tra le criticità che continuano ad emergere vi sono la necessità di procedere, ove necessario, alla rimarcatura degli stalli riservati alle persone con disabilità affinché siano sempre ben visibili; la presenza di percorsi pedonali e marciapiedi che necessitano di ulteriori interventi; ostacoli che rendono più difficile l’accesso ad alcuni edifici e servizi pubblici; e situazioni che, durante eventi e manifestazioni, possono limitare temporaneamente la piena fruibilità degli spazi destinati alle per-

sone con disabilità». «Spesso non servono grandi opere, ma interventi puntuali, manutenzione costante e una programmazione attenta, capaci di migliorare concretamente la quotidianità delle persone. - dichiara Tancredi - Per questo continuerò a raccogliere le segnalazioni dei cittadini e a portarle nelle sedi istituzionali, affinché il PEBA non resti soltanto uno strumento di programmazione, ma continui a tradursi in azioni concrete, verificabili e capaci di rispondere alle reali esigenze della comunità». «Le risposte fornite in Aula rappresentano certamente un momento importante del confronto istituzionale. Tuttavia, il parametro più significativo resta ciò che i cittadini vivono ogni giorno. Saranno proprio le loro esperienze a dirci quando Potenza potrà dirsi davvero una città pienamente accessibile e inclusiva. - concludeCon questo spirito continuerò a svolgere il mio mandato: ascoltare le persone, raccogliere le loro istanze e trasformarle in iniziative istituzionali, perché una città cresce davvero quando nessuno viene lasciato indietro».

L'accreditamento con il Comune, l'impegno costante sul territorio, questa la mission della struttura di Becce

“Nasce un sorriso”: vent’anni di assistenza domiciliare a Potenza tra legalità e welfare

Una missione da portare come modello di vita, come identità sociale e relazionale, una programmazione legata all'assistenza domiciliare. Così, a Potenza la Cooperativa Sociale “Nasce un Sorriso” presieduta da Nicola Becce punta a vivacizzare il settore facendo leva su una programmazione di ampio spessore e capace di arricchire il panorama della terza età, e non solo con una forza e uno spirito di gruppo degna di tal nome. Accreditata con il Comune di Potenza per l'erogazione di servizi di assistenza domiciliare di tipo socio-assistenziale ed educativo, il servizio di assistenza domiciliare svolto dai responsabili che attualmente lavorano nella sede di via del Gallitello promuove interventi di aiuto alla persona, prevalentemente nel proprio ambito territoriale e sociale per favorire l'autonomia, il benessere nella vita giornaliera. È rivolto ai minori con disabilità dai 0 ai 18 anni, gli adulti con disabilità dai 19 ai 64 anni e agli anziani non autosufficienti. La cooperativa ha ricevuto da parte dell'Autorità Garante della Concorrenza del mercato il rating di legalità con il punteggio massimo di tre stellette, un successo di non poco conto che conferma il binomio tra welfare e assistenza. Il riconoscimento è indicativo dell'attenzione di “Nasce un Sorriso” nella gestione eti-

ca del proprio lavoro, secondo i principi della legalità, della trasparenza e della responsabilità sociale, confermandosi come cooperativa virtuosa. L'assistenza domiciliare di tipo socio-assistenziale ed educativa prevede interventi di aiuto alla persona nel proprio ambito familiare e sociale. Fondamentale e determinante, in tal senso, l'accreditamento con il Comune di Potenza per l'erogazione di servizi di assistenza domiciliare di tipo socio-assistenziale ed educativa in favore di minori, anziani e disabili. La Cooperativa ha un solo obiettivo, quello di migliorare la qualità della vita delle persone assistite che ha precisi valori etici di riferimento, come appunto la gestione di adulti, disabili e minori. Angelica Santoro, assistente sociale della Cooperativa Sociale “Nasce un Sorriso” parla delle tante iniziative della struttura di welfare di Potenza. Perché avete dato il nome “Nasce un Sorriso” alla Cooperativa?

« La storia di “Nasce un sorriso” nasce ormai circa 20 anni fa. Ricordo che il presidente raccontava di questa giornata in un centro commerciale e di questo volantino vicino la promozione c'era scritto Nasce un Sorriso. Lui racconta proprio così, che rimase colpito da questo slogan e aveva immaginato di creare questo mondo, questa cooperativa proprio con questo nome in modo tale che dalle difficoltà dei disagi e dalle divergenze

culturali potesse sorgere proprio un sorriso con il nostro aiuto e la nostra collaborazione».

Avete cambiato tante sedi, dove siete stati impegnati finora con la struttura?

«Siamo stati nella zona del Centro Galassia, nel Centro Storico prima di giungere qui in via del Gallitello ».

Chi forma il Consiglio direttivo?

« Abbiamo cominciato nel 2002. Il Consiglio d'amministrazione è formato dal presidente Nicola Becce, vi è poi la dottoressa e psicologa, psicoterapeuta Concetta Antonia Palese, Carmen Stolfi che si occupa di risorse umane, assetto del personale e organizzativo, la dottoressa Carmela Sgaramella, psicologa, Teresa Falivene che è la moglie del presidente».

Le vostre attività dove e come sono state incentrate?

«Occupiamo un pò tutto il territorio nazionale italiano. Partiamo dal nord fino a giungere al sud comprese le isole. Ci siamo concentrati sull'assistenza scolastica specialistica ad alunni disabili, servizi ad assistenza domiciliare ad anziani, minori e disabili, asili nido, ovviamente, centri rieducativi, socio educativi, di riabilitazione a disabili meno gravi». Quali sono le prospettive e i progetti futuri?

« Sicuramente quello di mantenere questo profilo, un profilo importante noto che risponde comunque alle esigenze, alle difficoltà,

all'ascolto e all'empatia, questo è quello che ci ripromettiamo sempre di mantenere sempre questo rating elevato su tutto il territorio nazionale e sicuramente quello di arrivare un po' a quello che è l'assistenza domiciliare integrata, conosciuta come Adi. Questo è l'obiettivo prossimo». Il rapporto con il Comune e la Regione Basilicata come procede?

«È un rapporto di collaborazione molto stretta, di fiducia e stima un rapporto che si è formato con il tempo. Riconoscono entrambi il noto profilo. Noi riconosciamo la portata dell'Amministrazione Comunale perché senza di essa noi non saremo nemmeno dove siamo oggi e loro riconoscono il nostro come ruolo un ruolo incentrato sull'attenzione costante al cittadino anche perché il più delle volte è il cittadino che magari viene da noi

anche perché non sa come fare una domanda qualsiasi. Spieghiamo, il centralino serve anche a questo da noi, spieghiamo un po' quella che è la procedura e cerchiamo anche qui di mediare con l'Amministrazione perché immagino che l'Amministrazione ha tanti impegni e richieste, cerchiamo di agganciarci con l'Amministrazione. È un rapporto comunque stabile e duraturo». Il sogno nel cassetto? « Sicuramente, ce ne sono tanti. Non mollare questa tenacia e questa forza che abbiamo mantenere sempre questa grinta laddove comunque il Presidente dovesse abbandonare un pò questo ruolo presidenziale, l'età c'è pur essendo giovane. Chi subentrerà al posto suo mantenga fede all'impegno con il cuore e la passione e andiamo anche noi verso l'Adi, Ci manca qualcosa ma ci siamo».

POTENZA Con i fondi ricavati potranno essere forniti, ad esempio, i kit “School in a Box” per oltre 1.300 studenti e 33 insegnanti

Successo per la 2ª lotteria Unicef per le bambine in Yemen

La raccolta fondi effettuata con la lotteria 2026 del Comitato Provinciale di Potenza per l’Unicef è stata dedicata al sostegno dell’istruzione per le bambine in Yemen, in linea con le altre analoghe iniziative svoltesi in Italia. Lo Yemen continua ad affrontare una delle crisi umanitarie più grandi al mondo Più di 3,2 milioni di bambini in età scolare non hanno accesso alla scuola, soprattutto bambine e ragazze, che sono più

esposti ad alti rischi di violenza di genere. Sono stati venduti tutti i 2.000 biglietti per un valore di € 5.000,00, grazie all’impegno dei nostri volontari presenti nel territorio provinciale. Un grazie, dal profondo del nostro cuore, va anche a tutte le persone che hanno donato i 42 premi messi in palio e a tutte quelle che hanno condiviso le finalità della lotteria ed hanno acquistato i biglietti. Ieri, alla presenza del funzionario del Comune di Potenza

Angelo Saltarelli, del Presidente del Comitato Provinciale di Potenza Giuseppe Sabia, dei volontari Annamaria, Letizia, Carla e Benedetta si è svolta l’estrazione dei 42 biglietti vincenti per mano del piccolo Luca che ha voluto dedicare parte del suo tempo in aiuto di bambine meno fortunate. Con i fondi ricavati potranno essere forniti ad esempio i kit “School in a Box” per oltre 1.300 studenti e 33 insegnanti.

PIGNOLA Campanaro «In attesa di urgenti notizie per la risoluzione, anche in merito alla convocazione di un ulteriore confronto con l'Amministrazione»

Il Prefetto scrive a Poste accogliendo la richiesta di intervento del Sindaco

Non si è fatta attendere la risposta del Prefetto di Potenza, Michele Campanaro, in merito alla situazione delle Poste nel centro storico di Pignola. Il Sindaco, Antonio De Luca, aveva difatti richiesto l'intervento e il coinvolgimento del Prefetto, «confidando nella sua sensibilità istituzionale affinché possa favorire un ulteriore confronto con Poste Italiane e individuare una soluzione che consenta di mantenere l’Ufficio Postale nell’attuale sede, tutelando un servizio essenziale per l’intera comunità di Pignola». Così, dalla Prefettura è partita la missiva indirizzata a Poste, in cui Campanaro si dice in «attesa di urgenti notizie in meri-

to agli interventi di competenza che potranno essere assunti per la risoluzione delle questioni concernenti l’Ufficio postale, anche con riferimento alla convocazione di un ulteriore momento di confronto con l'Amministrazione». Il Sindaco di Pignola aveva posto all'attenzione «la questione concernente il paventato trasferimento dell'Ufficio Postale dall'attuale sede, nel centro storico, a quella che sarebbe stata individuata di recente da Poste, lungo la SP 5, chiedendo un intervento istituzionale volto alla tutela della permanenza del presidio nell'odierna collocazione – scrive il Prefetto- Lo stesso Sindaco, nel confermare la volontà dell'Amministrazione, manifestata nel corso di varie interlocuzioni te-

nutesi con gli Uffici, di intervenire direttamente sull'immobile di Via Umberto I, attraverso un importante programma di riqualificazione, ha altresì riferito che la nuova sede sarebbe costituita da un locale di dimensioni inferiori rispetto all'attuale, circostanza che potrebbe comportare un ridimensionamento del servizio prestato all'utenza». Il Sindaco difatti era stato chiaro: «Il Comune ha messo in campo ogni iniziativa utile per evitare il trasferimento, programmando un investimento iniziale di circa 50.000 euro per la riqualificazione dell’immobile e manifestando la disponibilità ad aggiornare il contratto di locazione, nell’ottica di valorizzare ulteriormente anche il Progetto Polis. Abbiamo partecipato a tutti gli in-

contri e dialogato con Poste –spiega il Primo cittadino- abbiamo proposto soluzioni concrete per migliorare i servizi e gli spazi, insomma, abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità. Riteniamo che la sede dell’Ufficio Postale debba rimanere nel centro storico – incalza il Sindaco– Si tratta di un presidio fondamentale per la nostra comunità, facilmente raggiungibile soprattutto dagli anziani e dalle persone più fragili. Il trasferimento in un locale di dimensioni inferiori rischia di ridurre la qualità del servizio e, ad oggi, non abbiamo ancora ricevuto garanzie sul mantenimento degli attuali livelli di operatività, degli orari di apertura e del servizio ATM- Postamat».

Curatella: «Stiamo dando vita a una classe dirigente radicata nei territori, composta da amministratori e cittadini che credono in un progetto politico serio»

Rapone, il consigliere Cristiano aderisce a Futuro Nazionale

Il movimento Futuro

Nazionale prosegue il proprio percorso di radicamento in Basilicata con l'adesione del consigliere comunale di Rapone, Gianluigi Cristiano, primo degli eletti tra le fila dell'opposizione alle ultime elezioni amministrative, che ha ufficializzato il proprio ingresso nel progetto politico ispirato ai valori del Generale Roberto Vannacci. L'adesione del consigliere Cristiano rappresenta un ulteriore passo nel percorso di crescita del movimento in Basilicata e testimonia il crescente interesse di amministratori locali e cittadini nei confronti di una proposta politica sempre

più presente e organizzata sul territorio. Grande soddisfazione è stata espressa da Jacopo Gargano, referente di Futuro Nazionale per la città di Melfi: «L'adesione del consigliere Gianluigi Cristiano rappresenta un valore aggiunto per il nostro progetto. La sua esperienza amministrativa e il suo impegno sul territorio saranno fondamentali per rafforzare la presenza di Futuro Nazionale nell'area del Vulture-Melfese. Continuiamo a crescere coinvolgendo amministratori e cittadini che condividono i nostri principi e la volontà di costruire un futuro fondato su merito, identità, sicurezza e buon

governo». Soddisfazione anche da parte di Giulio Curatella, responsabile regionale di Futuro Nazionale in Basilicata: «L'adesione del consigliere Cristiano, primo degli eletti tra i banchi dell'opposizione a Rapone, rappresenta un segnale importante e conferma che il lavoro di costruzione del movimento in Basilicata sta procedendo nella giusta direzione. Stiamo dando vita a una classe dirigente radicata nei territori, composta da amministratori e cittadini che credono in un progetto politico serio, coerente e vicino alle esigenze delle comunità locali. Futuro Nazionale continua a cresce-

re con entusiasmo e determinazione, ponendo solide basi per affrontare le prossime sfide politiche e amministrative». Anche il consigliere Gianluigi Cristiano ha espresso entusiasmo per questa nuova esperienza politica: «Ho scelto di aderire a Futuro Nazionale perché credo in un progetto serio, concreto e vicino ai territori. Intendo mettere la mia esperienza amministrativa al servizio di un movimento che punta a valorizzare le comunità locali e a dare risposte reali ai cittadini». Con questa nuova adesione, Futuro Nazionale consolida ulteriormente la propria presenza in Basilicata, proseguendo il per-

corso di organizzazione e crescita in vista dei prossimi appuntamenti politici e amministrativi, a partire dagli eventi già in programma il 5 luglio ad Acerenza e il 6 luglio a Lavello.

Dopo il successo a Potenza, ARDSU Basilicata ha replicato a Matera con l’Associazione Maria SS. della Bruna

“Mensa Day”, da San Gerardo alla Bruna: l’Università si inserisce nelle feste lucane

Dopo il successo del Mensa Day di Potenza-Aspettando San Gerardo, ARDSU Basilicata ha portato il format anche a Matera con Aspettando la Bruna–Racconto di 600 anni di storia. La seconda tappa del progetto, ospitata dalla Mensa ARDSU dell'Istituto Sant’Anna lunedì, ha confermato la volontà di trasformare le mense universitarie in luoghi di incontro, cultura e valorizzazione delle tradizioni lucane, creando un ponte tra il mondo universitario e le principali feste

identitarie della regione. All'iniziativa, in partnership con l'Associazione Maria Santissima della Bruna e in sinergia con Giovedì universitario, hanno partecipato l'onorevole Salvatore Caiata, il sindaco di Matera Antonio Nicoletti e la vicedirettrice del Dipartimento per l'Innovazione umanistica, scientifica e sociale, Francesca Soglia, intervenuta in rappresentanza del rettore Unibas. L’incontro, che ha consentito agli studenti universitari di approfondire la storia e il signi-

ficato della Festa della Bruna, tramite il racconto degli organizzatori, si è poi concluso con la visita al Carro Trionfale, straordinaria espressione di arte, fede e tradizione popolare. L'iniziativa rientra nel percorso avviato da ARDSU Basilicata per affiancare ai servizi per il diritto allo studio occasioni di crescita culturale e di conoscenza del territorio. «Abbiamo ideato, come ARDSU, il brand Mensa Day in relazione alla festa di San Gerardo a Potenza e della Bruna a Matera», afferma

il presidente di ARDSU Basilicata, Vincenzo Summa, aggiungendo: «Per essere stata la prima edizione e un'attività completamente nuova possiamo ritenerci soddisfatti. Il nostro intento, così come è stato compreso dagli studenti e dalle istituzioni, è stato quello di far entrare il mondo dell'università all'interno delle tradizioni dei due capoluoghi. L'iniziativa ha trovato fin da subito la collaborazione dei Comuni e delle associazioni che promuovono i due grandi eventi, creando

una sorta di trait d'union tra Potenza e Matera, tra i Portatori del Santo e l'Associazione Maria Santissima della Bruna e tra i sindaci Telesca e Nicoletti. L'esperimento è stato positivo. L'università è della Basilicata e possiamo immaginare già dal prossimo anno una collaborazione ancora più stretta tra tutti gli attori di queste due manifestazioni per superare i confini territoriali e portare nelle due sedi universitarie le testimonianze delle attività che animano entrambi i capoluoghi».

Festa della Bruna, press area al Palazzo dell’Annunziata

MATERA. Sarà allestita a Palazzo dell'Annunziata, in piazza Vittorio Veneto, la Press Area dedicata ai giornalisti e agli operatori dell'informazione accreditati per la Festa della Bruna 2026. L'apertura straordinaria dello spazio sarà possibile grazie alla collaborazione tra l'Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata e l'Associazione Maria Santissima della Bruna.A darne notizia è la direttrice generale dell'Apt Basilicata, Margherita Sarli,

che annuncia la disponibilità dei locali del Palazzo dell'Annunziata nelle giornate dell'1 e del 2 luglio per garantire un punto di riferimento operativo ai professionisti impegnati nella copertura della manifestazione.Mercoledì 1° luglio la Press Area sarà aperta negli stessi orari del pubblico, dalle ore 9.30 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 19.30. Giovedì 2 luglio, giornata centrale dei festeggiamenti in onore di Maria Santissima della Bruna, lo spazio resterà invece aper-

to con orario continuato dalle ore 9 fino a mezzanotte.All'interno della struttura gli addetti dell'Associazione Maria Santissima della Bruna provvederanno alla consegna dei pass ai giornalisti e agli operatori accreditati, consentendo l'accesso alle aree riservate della festa. Sarà inoltre garantita l'assistenza necessaria per agevolare il lavoro della stampa e assicurare la migliore copertura delle celebrazioni e degli appuntamenti in programma.

Dopo la prova della Cavalcata dei Cavalieri, inaugurate le installazioni artistiche che accompagneranno la città fino al 6 luglio

Accese le luminarie a Matera, comincia la festa della Bruna

MATERA. La città entra nel clima della Festa della Bruna. Dopo le prove della tradizionale Cavalcata dei Cavalieri di Maria Santissima della Bruna, in serata piazza Vittorio Veneto ha ospitato uno degli appuntamenti più attesi del programma: l'accensione delle luminarie della 637ª edizione della festa patronale della diocesi di Matera-Irsina.

La giornata si è aperta con la sfilata dei Cavalieri, partita e conclusa in piazza Giovanni XXIII, nel rione Spine Bianche. I cavalieri hanno effettuato le prove tecniche in vista della Cavalcata del 2 luglio attraversando numerose strade cittadine, tra cui via Petrarca, viale Parini, via Manzoni, via Nazionale, via Annunziatella, via XX Settembre, via Lucana e via Roma, lungo un percorso che ha richiamato l'attenzione di cittadini e visitatori. Al calare della sera, gli occhi si sono spostati in piazza Vittorio Veneto per il momento simbolico che inaugura ufficialmente i festeggiamenti: l'accensione delle luminarie. Le installazioni artistiche illumineranno il centro storico fino al 6 luglio, trasformando le principali

vie cittadine in un suggestivo percorso di luci, colori e richiami alla tradizione. Per questa edizione la realizzazione delle luminarie è stata affidata alla Blasi Group di Grottolella, in provincia di Avellino, azienda specializzata nel settore e conosciuta a livello nazionale per la capacità di coniugare la tradizione delle luminarie artistiche con scenografie dal gusto contemporaneo. L'accensione è stata accompagnata da uno spettacolo di luci sincronizzato con la musica, preceduto dall'esibizione di un ensemble formato dall'Associazione corale «Cantori Materani», dal chitarrista Filippo Ambrosino, dal fisarmonici-

sta Giuseppe Mattia Larato e dal tamburellista Alberico Larato. Alla serata hanno preso parte anche monsignor Benoni Ambarus, il sindaco di Matera Antonio Nicoletti e il vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, Pasquale Pepe, che hanno assistito allo spettacolo dalla terrazza allestita per l'occasione. Il programma è poi proseguito sulla Cassa armonica con il concerto dell'orchestra dell'Istituto comprensivo Semeria-Minozzi-Festa, composta dai giovani musicisti dei diversi plessi scolastici e diretta dal professore Raffaele Esposto. A chiudere la serata è stata l'animazione affidata a Lorenzo Zicaro di Lepole

Tv, seguita da una selezione di grandi successi dance italiani e internazionali. Le luminarie resteranno accese ogni sera, fino al 6 luglio, dalle ore 20 alle 00.30, accompagnando Matera nel conto alla rovescia verso il 2 luglio, giorno dedicato alla Festa della Bruna, uno degli appuntamenti religiosi e popolari più sentiti della Basilicata.

Il Consiglio comunale approva la definizione agevolata per i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione: domande al via dal 16 settembre

Pisticci, adottata la rottamazione quinquies per i tributi comunali

IlComune di Pisticci aderisce alla rottamazione quinquies. Il Consiglio comunale, nella seduta del 25 giugno scorso, ha infatti approvato la definizione agevolata che consentirà a cittadini, famiglie e imprese di regolarizzare i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.La misura riguarda i debiti tributari e patrimoniali affidati dal Comune nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 e prevede la cancellazione di sanzioni, interessi e aggio. I contribuenti che aderiranno dovranno versare esclusivamente le somme principali dovute, oltre alle eventuali spese per le procedure esecutive e ai diritti di notifica.«Con l’adesione alla rottamazione quinquies offriamo a cittadini, famiglie e imprese una possibilità concreta per regolarizzare situazioni debitorie pregresse in modo più sostenibile – dichiara l’assessore al Bilancio Antonio De Sensi –. È una misura che alleggerisce il peso di sanzioni, interessi e aggio e consente a chi vuole mettersi in regola di farlo con condizioni più favorevoli. Allo stesso tempo, rappresenta

uno strumento utile per favorire una maggiore capacità di riscossione dell’Ente».Dal 15 settembre 2026 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione renderà disponibili, nell’area riservata del proprio sito istituzionale, tutte le informazioni necessarie per verificare i debiti che potranno rientrare nella definizione agevolata.Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online dal 16 settembre al 31 ottobre 2026. Al momento della richiesta sarà possibile scegliere se effettuare il pagamento in un’unica soluzione oppure optare per la rateizzazione.Entro il 31 dicembre 2026 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione comunicherà ai richiedenti l’importo complessivo da versare e, in caso di pagamento dilazionato, il piano delle rate con le relative scadenze. Il saldo potrà avvenire in un’unica soluzione entro il 31 gennaio 2027 oppure attraverso un piano fino a un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo.«Questa scelta si inserisce in un’idea di amministrazione attenta alle difficoltà reali della comunità – afferma il sindaco Domenico Albano –. In questi anni molte famiglie e molte attività economiche hanno dovuto affrontare situazioni complesse. Dare la possibilità di chiudere posizioni pregresse in condizioni più favorevoli significa costruire un rapporto più equilibrato tra Ente e cittadini, con l’obiettivo di rafforzare la fiducia e garantire nuove risorse per i servizi del territorio».Per ulteriori informazioni i contribuenti potranno rivolgersi agli uffici comunali, mentre eventuali aggiornamenti saranno pubblicati attraverso i canali istituzionali del Comune di Pisticci.

118 realtà innovative che stanno trasformando la filiera alimentare

Il cibo del futuro: Cariplo Factory presenta il report Next-Gen Food

L’alimentazione si conferma uno dei temi centrali per il futuro del Paese. Una filiera strategica per l’economia, il mercato del lavoro e la salute dei cittadini che oggi è chiamata a confrontarsi con sfide sempre più complesse: dalla riduzione delle superfici coltivabili al consumo di suolo, dalle tensioni geopolitiche alle pressioni inflazionistiche, fino al problema ancora irrisolto dello spreco alimentare.In questo scenario cambiano anche le modalità di produzione, distribuzione e consumo del cibo. Sicurezza, salute e sostenibilità diventano re-

quisiti imprescindibili per le imprese del settore e per consumatori sempre più attenti, mentre il cibo assume un ruolo che va oltre la semplice nutrizione, diventando uno strumento di benessere fisico, psicologico e sociale.Da queste premesse nasce “NextGen Food | Il futuro del cibo, il cibo del futuro”, il quinto report realizzato da Cariplo Factory, tra i principali hub italiani dell’innovazione specializzati in digital transformation e circular economy. Lo studio raccoglie 118 esperienze di startup, spin-off e piccole e medie imprese impegnate nello sviluppo di soluzioni innovative

lungo l’intera filiera alimentare, dall’agritech agli alimenti alternativi, dalla trasformazione industriale fino alla distribuzione.Il report ha ottenuto il patrocinio della Commissione europea e di Fondazione Cariplo, oltre al contributo scientifico dell’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio del Gruppo San Donato. Numerosi anche i partner industriali coinvolti, tra cui Bayer, Elior, Nestlé e Pasta Garofalo, insieme a una rete di soggetti impegnati nell’innovazione e nel trasferimento tecnologico.«Il food è oggi uno dei terreni in cui si misurano le grandi transizioni del nostro

MUSICA, INCONTRI E SPETTACOLI PER CELEBRARE IL TRAGUARDO

Marconia in festa per la Bandiera Blu

LaCittà di Pisticci celebra il riconoscimento della Bandiera Blu 2026 con una serata di eventi in programma venerdì 3 luglio in Piazza Elettra, a Marconia. Un appuntamento pensato per valorizzare il mare, la costa jonica e il percorso di crescita del territorio nel segno dell'accoglienza, della promozione turistica e dell'identità locale.Il programma prenderà il via alle ore 18 con attività di animazione dedicate ai bambini, seguite da momenti di confronto pubblico, teatro e musica.Alle 20 spazio al talk territoriale «L’evoluzione del racconto: da My name is Pisticci a Pisticci mare is more», un momento di riflessione dedicato alle strategie di promozione e comunicazione del territorio. A seguire andrà in scena il reading teatrale «Voci dal Mare», interpretato da Manola Rotunno.La serata proseguirà dalle 22 con il concerto degli Stereo 8 Band, mentre dalla mezzanotte sarà la volta del Disco Paradise on Tour, che chiuderà i festeggiamenti con musica e intrattenimento.L'iniziativa rappresenta un'occasione per raccontare il percorso di valorizzazione avviato negli ultimi anni, che ha saputo mettere in rete la Marina di Pisticci con i calanchi, il borgo storico e l'entroterra, rafforzando l'immagine del territorio come destinazione turistica sempre più attrattiva.

tempo: dalla sostenibilità ambientale alla salute, dalla digitalizzazione alla re- silienza industriale. È in questo contesto che va ridefinendosi il modo in cui produciamo, distribuiamo e consumiamo il cibo» ha dichiarato Riccardo Porro, Chief Operations Officer di Cariplo Factory.«Le 118 realtà mappate da Next-Gen Food dimostrano che in Italia esiste già un ecosistema imprenditoriale capace di innovare i principali nodi della filiera, dall’agritech alle nuove proteine, dalla tracciabilità alla nutrizione personalizzata. Come Cariplo Factory vogliamo contribuire a far emergere e connettere questo potenziale, perché solo creando ponti tra innovazione, impresa e mercato queste soluzioni possono scalare e generare impatto reale», ha concluso Porro.

Illustrate

Summa critica le politiche energetiche del Governo e denuncia l'assenza sulle rinnovabili: «No al deposito di scorie»

Nucleare, lo Spi Cgil: «La Basilicata ha già dato»

POTENZA. «La Basilicata ha già dato e sta dando dal punto di vista energetico, mentre non sta ricevendo alcun investimento sulla transizione ecologica e sulle energie rinnovabili». È la posizione espressa dal segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa, che interviene nel dibattito di questi giorni sul ritorno al nucleare e sulla possibile realizzazione di un deposito di scorie radioattive nella regione. Secondo Summa, mentre Eni continua a investire «molti miliardi nelle rinnovabili in altre parti del Paese e del mondo», la Basilicata resta esclusa da un percorso di sviluppo legato alla transizione energetica. Per questo, lo Spi Cgil ribadisce la propria contrarietà sia al nucleare sia a qualsiasi ipotesi di deposito di rifiuti radioattivi sul territorio lucano.

Il sindacato punta inoltre il dito contro le scelte del Governo nazionale in materia energetica. «La crisi attuale del settore e la posizione pericolosa del Governo, che vuole espandere i progetti e le infrastrutture fossili, rinviare l'uscita dal carbone al 2038 e contrastare le politiche europee per il clima, aprono scenari ancora più complessi», afferma Summa.

Secondo il segretario dello Spi Cgil Basilicata, queste decisioni contribuiscono ad aggravare i cambiamenti climatici e alimentano una dipendenza dalle fonti fossili che produce instabilità, prezzi dell'energia elevati, perdita di competitività del sistema produttivo, crescita della povertà energetica e aumento dell'inflazione dovuto al rincaro dei beni e dei servizi. Da qui l'appello

a non arretrare sul fronte della sostenibilità. «È importante, oggi più che mai, per il presente e il futuro della nostra regione, soprattutto per le nuove generazio-

ni, non fare passi indietro rispetto a un modello di sviluppo sostenibile, fondato sulle fonti energetiche alternative», conclude Summa.

Per Gravela e Zaccara servono informazione, trasparenza e scelte fondate sui dati per affrontare il tema della transizione energetica

Energia, Partito Liberaldemocratico: «Basilicata merita confronto vero»

POTENZA. «Sul nucleare e sul Deposito Nazionale si continua ad alimentare una confusione che non aiuta i cittadini a comprendere i fatti». Parte da questa considerazione l'intervento del Partito Liberaldemocratico nel dibattito che, anche in Basilicata, si è riacceso sul futuro dell'energia nucleare e sull'ipotesi del deposito unico dei rifiuti radioattivi. Una presa di posizione che punta a distinguere nettamente due questioni spesso affrontate insieme nel confronto pubblico: la produzione di energia attraverso il nucleare civile e la realizzazione di un'infrastruttura destinata esclusivamente allo stoccaggio dei rifiuti radioattivi a bassa e media attività.

Per Giuseppe Gravela, componente della segreteria nazionale del Pld con delega a Energia e Ambiente, le due infrastrutture hanno finalità completamente diverse, pur condividendo gli stessi elevati standard di sicurezza. «Una centrale nucleare produce energia; il Deposito Nazionale serve esclusivamente a custodire in sicurezza i rifiuti radioattivi a bassa e media attività. Sono opere profondamente diverse per scopi e funzionamento», spiega.

Gravela ricorda inoltre che quei rifiuti vengono già prodotti quotidianamente in Italia attraverso la medicina nucleare, la ricerca scientifica e numerose attività industriali. Attualmente sono conservati in diversi depositi temporanei distribuiti sul territorio nazionale, Basilicata compresa. Per il dirigente del Pld la scelta non riguarda quindi la presenza o meno dei rifiuti radioattivi, ma il modo più sicuro per gestirli. «La vera scelta è se continuare a lasciarli sparsi oppure custodirli in un'unica infrastruttura progettata secondo i più rigorosi standard internazionali», afferma.

Il Partito Liberaldemocratico ribadisce inoltre il proprio sostegno al ritorno del nucleare civile come componente di un sistema energetico moderno nel quale l'energia atomica e le fonti rinnovabili possano integrarsi. Gravela invita anche a ridimensionare il ruolo attribuito alle Comunità Energetiche Rinnovabili. Pur riconoscendone l'utilità come strumento di autoconsumo e di partecipazione dei cittadini alla produzione di energia, ritiene irrealistico immaginare che possano sostenere da sole il fabbisogno della rete nazionale. «Pensare che possano bilanciare il carico della re-

te di trasmissione nazionale è come pensare di alimentare un'acciaieria con le dinamo delle biciclette», osserva. Sul tema della sicurezza territoriale, Gravela respinge anche le obiezioni legate alla fragilità geomorfologica della Basilicata. Il dissesto idrogeologico, sottolinea, rappresenta certamente un problema reale per molte aree della regione, ma proprio per questo la normativa esclude preventivamente tutti i territori caratterizzati da rischi geologici, idrogeologici o sismici. «La politica ha il dovere di informare, non di alimentare paure», conclude.

Sulla stessa linea interviene Nicola Zaccara, segretario regionale del Pld Basilicata, che chiede un confronto pubblico basato su dati scientifici e valutazioni tecniche. «La Basilicata merita un dibattito serio, trasparente e fondato sui dati. Assistiamo invece, ancora una volta, a una discussione nella quale si mescolano deposito nazionale, nucleare, eolico, agricoltura e paesaggio come se fossero un unico tema». Secondo Zaccara questa impostazione finisce per alimentare un approccio di rifiuto verso qualsiasi infrastruttura, anche quando risulta necessaria per accompagnare la transizione energetica. Il segretario regionale sostiene che il deposito unico debba essere considerato un presidio di sicurezza, trasparenza e innovazione tecnologica, piuttosto che un elemento da temere. Da qui la posizione conclusiva del Partito Liberaldemocratico: «Sì al nucleare, sì alle energie rinnovabili, sì all'innovazione e alla ricerca. La Basilicata ha bisogno di una politica che abbia il coraggio di decidere e di spiegare ai cittadini la complessità delle scelte, non di rincorrere il consenso attraverso gli slogan».

LA RUBRICA DI CRONACHE Pensieri e

Appunti di realtà 1 luglio La quiete che non si lascia piegare

C’è una forma di forza che non ha bisogno di farsi notare per esistere. Non si misura nei risultati immediati, non si lascia intimidire dai cambi di scena, e soprattutto non si scompone davanti all’urgenza moderna di dare un’etichetta a ogni cosa. È una forza che non chiede permesso: semplicemente regge. Viviamo in un tempo che ha sviluppato una singolare ossessione per l’interpretazione. Ogni gesto deve diventare un segnale, ogni silenzio una risposta, ogni incontro una prova. Come se la realtà non bastasse mai nella sua semplicità e dovesse essere continuamente corretta, completata, spiegata. E così, senza accorgercene, finiamo per confondere la vita con la nostra lettura della vita. I saggi antichi, dai filosofi della misura e del logos fino a chi ha osservato la mente umana come campo di disciplina interiore, lo avevano intuito bene: chi

rincorre spiegazioni infinite perde la sostanza dell’esperienza. Non perché il mondo sia privo di senso, ma perché il senso non si lascia mai catturare da chi ha fretta di possederlo. E mentre la mente costruisce architetture sempre più sofisticate di significato, la realtà continua a fare ciò che ha sempre fatto: accadere, senza chiedere autorizzazione. E, in fondo, fa quasi sorridere quanto l’essere umano riesca a trasformare un frammento di realtà in una possibile trama assoluta, come se ogni cosa dovesse per forza portare a qualcosa. A volte non porta da nessuna parte: accade e basta. Ed è proprio questa semplicità a disarmare chi pretende sempre un significato in più. C’è qualcosa di quasi comico, se osservato con distacco, nel modo in cui l’essere umano trasforma il minimo movimento esterno in un possibile destino. Come se la vita fosse una serie di indizi da decifrare e non un flus-

so da attraversare. E più si cerca un filo invisibile che colleghi tutto, più si rischia di restare impigliati nella rete delle proprie interpretazioni. Il paradosso è semplice: si cerca ordine per sentirsi al sicuro, ma si finisce per perdere proprio il contatto con ciò che è reale. La vera quiete non è assenza di movimento. È la capacità di non essere trascinati da ogni movi- mento. È restare presenti anche quando le persone si avvicinano e poi si allontanano, anche quando ciò che sembra chiaro si sfuma, anche quando la direzione non è ancora scritta. Non perché nulla abbia valore, ma perché il valore non dipende dalla continuità esterna. E qui si gioca una delle prove più sottili della coscienza: non trasformare la vicinanza in promessa, né la distanza in perdita. In questo spazio intermedio, che i Greci avrebbero forse chiamato misura, e i pensatori della disciplina interiore avrebbero definito dominio della mente su se stessa, si rivela la differenza tra chi reagisce e chi osserva. Fa quasi sorridere, con una

leggerezza un po’ irriverente, quanto spesso si cerchi un significato definitivo proprio dove esiste solo un passaggio. Come se ogni incontro dovesse diventare una traiettoria e ogni emozione una dichiarazione permanente. E invece alcune cose sono ciò che sono: momenti pieni, non sentenze. Episodi che non chiedono di essere trasformati in struttura. E allora la forza vera non è nel trattenere, ma nel restare interi mentre tutto si muove. Nel non farsi riscrivere dagli eventi, nel non consegnare la propria stabilità al comportamento altrui, nel non perdere il centro mentre il resto cambia forma. È una stabilità che non è distanza, ma presenza che non dipende. Chi riesce a custodire questo spazio interiore scopre una cosa semplice e insieme disarmante: non tutto ciò che si muove fuori deve muoversi dentro. E non tutto ciò che cambia fuori deve cambiare il modo in cui si è. È una lezione antica quanto l’uomo, eppure sempre scandalosamente difficile da mantenere. E forse il punto più sco-

modo è proprio questo: non tutto ciò che colpisce emotivamente merita una direzione, e non tutto ciò che sembra significativo è destinato a diventare struttura. Alla fine, la quiete più forte non è quella che evita il mondo, ma quella che lo attraversa senza esserne posseduta. E forse è proprio lì, in quel punto invisibile ma saldo, che la vita smette di essere interpretata e torna semplicemente a essere vissuta, senza bisogno di essere continuamente spiegata per poter esistere. E chi riesce a restare in quel punto, non ha bisogno di capire tutto per non perdere se stesso.

Alla Terrazza Lanfranchi il concerto «Symphonic Flamenco» tra tradizione spagnola e musica sinfonica

Il flamenco incontra la sinfonica: Carlos Piñana protagonista del Matera Festival

La forza espressiva del flamenco e l'eleganza della musica sinfonica si incontrano a Matera in un concerto che promette di attraversare culture, emozioni e tradizioni del Mediterraneo. Venerdì 3 luglio, alle 20.30, la Terrazza Lanfranchi ospiterà «Symphonic Flamenco», nuovo appuntamento della IX edizione del Matera Festival – Museo in Sinfonia, rassegna promossa da Basilicata Circuito Musicale in collaborazione con l'Orchestra ICO Magna Grecia.Protagonista della serata sarà il chitarrista spagnolo Carlos Piñana, considerato tra i più autorevoli interpreti del flamenco contemporaneo. Sul palco sarà affiancato dall'Orchestra ICO Magna Grecia, diretta dal maestro Paolo Ponziano Ciardi, e dal percussionista Miguel Ángel Orengo, in un progetto che propone una rilettura sinfonica di una delle più

rappresentative espressioni artistiche della cultura spagnola.«Symphonic Flamenco» si sviluppa come un percorso musicale che indaga l'essenza del flamenco attraverso i suoi grandi contrasti: gioia e tristezza, amore e odio, vita e morte. Un dialogo costante tra materia e spirito, corpo e anima, in cui la musica diventa il filo conduttore di un racconto capace di superare confini geografici e culturali.Lo spettacolo propone una visione contemporanea del flamenco senza rinunciare alla sua identità più autentica. Musica, ritmo, gesto e sentimento si fondono in un linguaggio universale che racconta la complessità dell'esperienza umana attraverso una continua alternanza di tensioni ed emozioni.Al centro della scena ci sarà la chitarra di Carlos Piñana, interprete di uno stile personale e fortemente espressivo, mentre le

percussioni di Miguel Ángel Orengo contribuiranno ad arricchire la trama sonora, valorizzando l'intensità e la vitalità di una tradizione musicale che trova nella contaminazione nuove possibilità espressive.Con questo appuntamento il Matera Festival conferma la propria vocazione internazionale, proponendo artisti capaci di mettere in dialogo linguaggi musicali e culture differenti nel segno della qualità artistica e della sperimentazione.La IX edizione del Matera Festival – Museo in Sinfonia è realizzata da Basilicata Circuito Musicale in collaborazione con l'Orchestra ICO Magna Grecia, con il sostegno del Comune di Matera, del Ministero della Cultura, della Regione Basilicata, dei Musei nazionali di Matera – Palazzo Lanfranchi e delle attività economiche del territorio: Grieco Abbigliamento, De Angelis Bus,

Farmacia D'Aria, IP Fratelli Gaudiano, Heidelberg Materials, Bottega Optica e Il Falco Grillaio.

Mercato in uscita: Schimmenti ufficializzato dal Benevento. In partenza pure Siatounis, Felippe, Erradi e Castorani. In entrata Nicolò Verza dal Carpi

De Giorgio saluta Potenza Tisci prenderà il suo posto

POTENZA. Dopo quattro anni le strade del Potenza calcio e quella di Pietro De Giorgio si separano. Nel tardo pomeriggio di ieri, la notizia che era nell’aria da diverse settimane si è concretizzata. La società del presidente Donato Macchia ha comunicato di aver raggiunto l’accordo per la risoluzione consensuale del contratto. Naturalmente, come è nel rituale, il club rosso-blù ha ringraziato il tecnico di Verbicara per l’impegno profuso nel corso della sua esperienza in rossoblù, impreziosita dalla conquista del primo storico trofeo professionistico del Potenza Calcio, la Coppa Italia Regionale Trenitalia di Serie C. Dopo questo atto, per l’ex Empoli e Crotone si aprono le porte del “Menti”, dove nella prossima stagione allenerà la Juve Stabia in Serie B. Al “Viviani” invece, anche qui manca solo l’ufficialità arriverà Ivan Tisci,

classe 1974 con alle spalle una lunga carriera nel calcio italiano, prima come centrocampista e successivamente come dirigente e allenatore. Il tecnico genovese, ma abruzzese di adozione è reduce da due settimi posti consecutivi con il Pineto. Molto probabilmente insieme a Tisci ci saranno anche il vice allenatore Daniele De Vezze, il collaboratore tecnico Matteo Pizii e il preparatore atletico Lorenzo Mastropietro, mentre troverà come preparatore dei portieri Antonio Macrì. Intanto, da un mercato praticamente in stand-by corrono voci dell’arrivo in rosso-blù di un esterno classe 2005. Si tratta di Nicolò Verza dal Carpi, che ha chiuso la stagione in crescendo con 26 presenze e 4 assist. Ora spetta al ds Giuseppe Di Bari valutare la transazione. Come pure per le uscite. Nella rosa del Potenza calcio ci sarebbero non meno di otto uscite da rimpiazzare. Si tratta di giocatori in scadenza di contratto op-

pure in prestito. Poi, ci sono i giocatori “gettonati”. In primis Schimmenti ufficializzato già in serie B dal Benevento, il greco Siuatounis anche lui in odore di “strega”, Erradi oggetto del desiderio di molte squadre di serie B ed i due fedelissimi centrocapisti di De Giorgio, Felippe e Casto-

rani in odore di cambiare casacca proprio con la Juve Stabia. Insomma, tanta carne sul fuoco per il direttore sportivo Di Bari che, in questi giorni e prima del ritiro dovrà attrezzare la squadra che andrà in ritiro e che disputerà da agosto in poi il prossimo campionato di serie C.

Santopietro: «Ci confermiamo parte integrante del network nazionale delle città e dei borghi che scelgono la sostenibilità»

Vaglio è un “comune ciclabile” per la sesta volta consecutiva

Per il sesto anno consecutivo il Comune di Vaglio Basilicata ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di "ComuneCiclabile", assegnato da FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta durante la 9ª edizione dell'iniziativa, presentata nel contesto di Velo-city 2026 a Rimini. Si tratta di un risultato tangibile del lavoro dell’Amministrazione Santopietro volto a rinnovare l’impegno a favore della mobilità sostenibile.

Il Primo cittadino -a nome dell’Ente comunale- si dichiara a tal proposito «orgoglioso di aver ricevuto per il sesto anno consecutivo la bandiera gialla di ComuniCiclabili. Questo riconoscimento premia il lavoro costante della nostra Amministrazione e di tutta la comunità nel promuovere una cultura della mobilità dolce che guardi al futuro. Continueremo con impegno consapevoli che la sostenibilità è la chiave per rendere il nostro territorio sempre più attrattivo e vivibile per i cittadini e per chi ci visita».

“Velo-city” è il luogo in cui

sostenitori, città, decisori politici, ricercatori e leader del settore si incontrano per dare forma al futuro del ciclismo e dello sviluppo urbano sostenibile. La città di Rimini ha ospitato la Conferenza, segnando il suo ritorno in Italia per la prima volta dal 1991. FIAB, Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, è invece la più grande organizzazione no-profit che promuove la mobilità ciclabile in Italia, ed è sostenuta dalle sue 160 associazioni locali. FIAB svolge un ruolo di primo piano nell’edizione di Velo-city Rimini

in qualità di Direttore del Programma, mettendo a frutto i suoi 30 anni di esperienza.

La valutazione FIAB per Vaglio Basilicata vede una “Pagella” che «analizza il percorso intrapreso dal Comune, evidenziando in particolare l'ottimo lavoro svolto nell'ambito della comunicazione. L’Amministrazione ha dimostrato una crescita costante nella cura dei canali istituzionali e nella promozione attiva delle campagne FIAB. Il giudizio tecnico della 9ª edizione incoraggia il Comune a proseguire con de-

terminazione su questa strada. Il raggiungimento di questo sesto riconoscimento consecutivo rappresenta un incentivo per il Comune di Vaglio Basilicata a continuare a investire con visione strategica nella mobilità attiva, in linea con gli standard europei più avanzati discussi durante il summit internazionale di Velocity 2026». Un traguardo costante per la mobilità dolce in Basilicata. «Questo importante risultato conferma la dedizione costante dell'Amministrazione nella promozione di politiche a favore della bici-

cletta -spiega SantopietroVaglio si conferma parte integrante del network nazionale delle città e dei borghi che scelgono la sostenibilità come leva per migliorare la qualità urbana e la vivibilità del territorio». Il Sindaco aggiunge: «Questo risultato testimonia l'attenzione dedicata alla promozione del mezzo bicicletta, nonché l'impegno nel coinvolgere la comunità in iniziative legate alla ciclabilità. Questo ennesimo riconoscimento, è motivo di soddisfazione e ci spinge a continuare ad investire nella mobilità ciclabile per migliorare la qualità della vita dei cittadini e rendere Vaglio Basilicata un comune sempre più vivibile e sostenibile. La Bandiera Gialla di FIAB – conclude il Primo cittadino- rappresenta un importante incentivo per l'Amministrazione comunale a proseguire sulla strada intrapresa, con l'obiettivo di incentivare sempre più l'uso della bici». Le bandiere gialle FIAB infatti, non sono mere decorazioni urbane, ma simboli di un cambiamento che coinvolge modalità di spostamento, turismo e stili di vita.

Ivan Tisci
Pietro De Giorgio

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