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Cronache del 1 aprile 2026

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Rampoldi incontra il suo pubblico

Romaniello della Lfc: «Promuovere le sale significa promuovere cultura e crescita»

CIFARELLI NEL GRUPPO MISTO

Si tratta di una scelta strategica da regolamento, prossima tappa Area Civica di Macchia-D’Andrea.

L’asinella Nicoletta: simbolo delle proteste

D I VI NC EN Z O MAI DA

Importanti case industriali, movimenti politici, etc.etc., ricorrono agli esperti della comunicazione mass mediale per promuovere i loro prodotti, oppure individuare un marchio che venga facilmente ricordato. Sono i cosiddetti “pubblictari”.

L’asinella Nicoletta, i suoi figli e Vincenzo Castellucci, che se ne prendeva cura, per anni sono (...)

Intanto continuano i dolori del giovane Lacorazza

■ continua a pag 22 La vignetta di M. Bochicchio Dellapenna a pag 2

FACCE DA PERDENTI

Che questo bel referendum sulla giustizia finisse per essere una Caporetto del centrodestra era facile prevederlo, ben sapendo che a mettere mani alla riforma erano stati Nordio e Mantovano, ma nessuno poteva immaginare che riservasse così tante meravigliose sorprese e finanche code politiche anche nella nostra Regione dove tutto è drammaticamente immobile. Ora che la scoppola referendaria sia arrivata sotto forma magnifica e gigantesca del NO è roba nota, meno il fatto che all’occasione abbia mandato lo sfratto ai facinorosi patrioti che con le loro facce si sono buttati incautamente nella pugna referendaria per il perdente SI. Già perché a dirla tutta se Vito Bardi è stato sfiduciato da ben 137 mila lucani (60,03%) che gli hanno scritto meritoriamente NO, non è andata certo meglio al forzista Cupparo che a casa sua, Francavilla in Sinni, ha sfondato, ma al contrario (58,62%) distanziando i fratellini assessori come Cicala alle prese con una Viggiano disobbediente (56,86%) e Latronico con Nova Siri in versione antipatriottica (53,75%). Dulcis in fundo Pasquale Pepe che ha scoperto la sua Tolve sempre meno leghista (56,28%). Canta Marco Masini: “Faccia da perdente…”

OLTRE IL GIARDINO Tra i temi trattati da Napoli (FdI) e Cannizzaro (Noi Moderati) la partecipazione giovanile

Potenza, sul Teatro Stabile botta e risposta tra Galgano e Falotico

ASP

Il dg De Filippis completa la squadra e nomina Valentina Solfrini, direttrice sanitaria e Carlo Esposito, direttore amministrativo

■ Servizio a pag 12

FURTI METAPONTINO

Prese di mira le farmacie dell’area, solidarietà ai titolari da parte dell’assessore Latronico: «Colpiti presìdi fondamentali di salute»

■ Servizio a pag 20

MATERA

In Consiglio comunale non si discute la mozione sul bonus Tari: è bagarre tra i consiglieri Martoccia e Casino e l’opposizione

■ Servizio a pag 19

SPORT

Questa sera a Latina finale di Coppa Italia per il Potenza: l’imperativo è vincere per entrare nella storia

■ Nigro a pag 25

IN CONSIGLIO, AMPIO SPAZ IO ALLE PROPOSTE DE I GIOVANI
foto Mattiacci
Mollica a pag 14
LA CURIOSITÀ
Napoli e Cannizzaro Tammariello a pag 7
Errichetti a pag 8

Cifarelli nel gruppo misto

Prossima tappa è l’approdo in Area Civica. Intanto continuano i dolori del giovane Come avevamo previsto l'ex Dem sceglie le mani libere. Si tratta di una scelta strategica da regolamento

Loavevamo previsto, Cifarelli se ne va nel gruppo misto.

Lo annuncia lo stesso consigliere regionale a mezzo Facebook con un riferimento chiaro alla sua coerenza e correttezza con l'immancabile e rituale ringraziamento a Lacorazza e il chiarimento che non è una decisione contro qualcuno.

PROSSIMA TAPPA

CON MACCHIA

Come abbiamo già avuto modo di dire, la decisione di andare verso il gruppo misto contiene già in sé la futura collocazione.

Uscire dal gruppo del Partito Democratico dopo essere uscito dal Partito era piuttosto scontato, la scelta su dove andare poteva essere varia.

Se avesse voluto virare verso qualcuno dei gruppi già presenti in aula avrebbe potuto farlo subito, avrebbe potuto scegliere anche il gruppo del Candidato Presidente, non lo ha fatto.

Per costituire un gruppo diverso da quelli scaturiti dalle elezioni, regolamento alla mano, avrebbe dovuto trovare almeno un compagno di avventura. È chiaro, quindi, che la sua decisione futura è rivolta ad un movimento che non sia presente in

Consiglio. Escludendo, quindi, M5S, Azione, Italia Viva, BCC e, ovviamente, i partiti di centrodestra, appare chiaro che l’unica strada percorribile è quella dell’Area Civica di Macchia e D’Andrea.

Siamo certi che, se non subito, a brevissimo questa scelta sarà ufficializzata.

I DOLORI DEL GIOVANE LACORAZZA

A completare l’opera di sofferenza del PD o di ciò

Cifarelli verso il gruppo misto

DI MASSIMO

ICifarelli. La cosa divertente, per adesso, è che il Partito Democratico ha eletto tre consiglieri regionali: Lacorazza, Cifarelli e Marrese ed in Consiglio Regionale ha tre gruppi consiliari. Tre consiglieri e tre gruppi sulla strada longa longa di Giti f Lacorazza,

l Partito Democratico in Basilicata non fa in tempo a festeggiare una vittoria che si trova subito a dover fare i conti con una disfatta. Ancora erano in aria i tappi delle bottiglie fatti saltare per la vittoria alle iili di Pt l liste che concorrono alle elezioni regionali elegge un solo consigliere regionale quest’ultimo può essere capogruppo di se stesso. Parimenti può essere capogruppo di se stesso chi rimane solitario con il logo delle elezioni dopo che altri lo hanno lasciato. Chi i li il

che ne resta ci pensa Piero Lacorazza.

Su fb annuncia, prevede o si augura una nuova primavera democratica. Potenza non è Praga, qui fa freddo e la primavera tarda ad arrivare. La cosa veramente fuori da ogni logica è che nello stesso post, il buon Piero da un lato annuncia che parla delle vicende del Partito solo all’interno, dall’altro scrive una avvelenata contro tutti.

Astrattamente quella del gruppo misto è una scelta tecnica, nella realtà svela molto delle intenzioni future di Cifarelli. La scelta di andare nel gruppo misto, infatti, toglie tra le collocazioni future del Consiglieri Regionale materano le ipotesi che possono riguard i titi h h Si rafforza l’ipotesi di una sua prossima collocazione nell’aria civica che fa capo a D’Andrea e Macchia. TRE CONSIGLIERI, TRE CAPOGRUPPO

La scelta presente e futura di Cifarelli complicato e non poco la situazione già articolata del centroiit

Si lamenta che il commissario non ha telefonato a Cifarelli, invita a costruire una nuova stagione e immagina forme innovative di partecipazione.

Dimentica del tempo che inesorabilmente trascorre e si crede una novità, peccato non lo sia. Insomma qualcuno spieghi a Lacorazza che una nuova classe dirigente del PD non è tale se ne fa parte.

Certo il problema politico

esiste. Il frazionismo a sinistra ormai ha superato ogni limite. In quello che era il Partito Democratico ci sono tre consiglieri regionali e tre gruppi consiliari con tre capogruppo e tre gestioni separate dei fondi per i gruppi. Ci sembra un buon risultato per chi quotidianamente si batte contro i costi della politica. Per qualcuno da sempre i buoni propositi e le cattive azioni coesistono.

Cifarelli e l’edizione di Cronache del 27 marzo. Sotto Lacorazza e D’Andrea
DELLAPENNA
Cifarelli

Il capogruppo di Ol-Iv Polese apprezza la designazione alla presidenza e ringrazia Somma per il lavoro svolto

«D’Alema guida autorevole per Confindustria lucana»

POTENZA. «Una scelta di grande autorevolezza per il futuro del tessuto produttivo lucano». Così il capogruppo di Orgoglio Lucano - Italia Viva in Consiglio regionale, Mario Polese, commenta la designazione all’unanimità di Francesco D’Alema alla presidenza di Confindustria Basilicata per il quadriennio 20262030.Secondo Polese, si tratta di una figura capace di coniugare competenza tecnica, solidità imprenditoriale e attenzione al contesto sociale. «Parliamo di un profilo che incarna perfettamente le esigenze di una regione che ha bisogno di stabilità, ma anche di visione e innovazione», afferma, sottolineando il percorso maturato da D’Alema all’interno del sistema associativo e in ambiti strategici come ambiente, energia e turismo.Il consigliere regionale evidenzia come la nuova

guida rappresenti «una garanzia per le imprese lucane», chiamate ad affrontare una fase complessa, ma ricca di opportunità. «Il suo carisma e la capacità di dialogo potranno rafforzare ulteriormente il ruolo di Confindustria come attore centrale nello sviluppo economico regionale», aggiunge.Nel suo intervento, Polese ha rivolto anche un ringraziamento al presidente uscente Francesco Somma. «Un plauso sincero per l’infaticabile lavoro svolto in questi anni, durante i quali ha saputo rappresentare un punto di riferimento autorevole in momenti economici particolarmente delicati», sottolinea.Infine, il capogruppo ribadisce la disponibilità della propria forza politica a collaborare con la nuova presidenza. «Confermiamo un impegno pieno a un confronto aperto e costruttivo con

il presidente designato e la sua futura squadra. La Basilicata ha bisogno di una forte sinergia tra politica e impresa per trasforma-

re le sfide in opportunità concrete di crescita e occupazione, soprattutto per i giovani», conclude Polese.

Intesa con il Governo per 8 master e 31 borse di studio, Quarto (FdI): «Da Roma arriva un investimento strategico»

Ambiente e transizione energetica, patto per la formazione con Unibas

POTENZA. «Un segnale concreto di investimento sul futuro della Basilicata e dei suoi giovani». Così il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Piergiorgio Quarto, commenta l’accordo sottoscritto tra Presidenza del Consiglio dei ministri, ministero dell’Università e della ricerca e Università degli Studi della Basilicata.Al centro dell’intesa ci sono 31 borse triennali per corsi di dottorato e 8 master di primo e secondo livello sui temi dell’ambiente e della transizione energetica. Un pacchetto di misure che, secondo Quarto, rafforza il ruolo dell’ateneo lucano come punto di riferimento scientifico e formativo. «Si tratta di un’iniziativa che mette a sistema competenze, risorse e visione strate-

gica in un ambito decisivo per la competitività dei territori», evidenzia.L’iniziativa è stata promossa dal responsabile del Dipartimento Ambiente ed Energia di Fratelli d’Italia di Potenza, Giovanni Motta, e ha visto il coinvolgimento dei livelli istituzionali del partito, con la partecipazione della vicepresidente del Consiglio regionale Maddalena Fazzari, del capogruppo Michele Napoli e del presidente provinciale Vincenzo Claps. La delegazione ha incontrato il rettore Ignazio M. Mancini, la prorettrice Patrizia Falabella, il direttore generale Giacomo Verde e il prorettore vicario Onofrio M. Di Vincenzo, avviando un confronto sulle prospettive di sviluppo dell’ateneo.Parti-

colare rilievo assume il coinvolgimento del tessuto produttivo e associativo: sette associazioni di categoria, sedici enti, tre cluster e trenta imprese partecipano al progetto. «Si sta costruendo una filiera integrata tra formazione, ricerca e mondo produttivo», sottolinea Quarto, evidenziando come questo modello possa favorire occupazione qualificata e contrastare la fuga di talenti.«Come Fratelli d’Italia continueremo a sostenere ogni percorso che rafforzi la sinergia tra istituzioni, università e imprese», conclude, indicando nella collaborazione tra i diversi attori la chiave per trasformare queste opportunità in sviluppo reale e crescita duratura per il territorio.

CURATELLA: «APRIAMO A POTENZA E MATERA»

«Futuro Nazionale cresce, nascono nuovi comitati»

POTENZA. Dopo il successo registrato a Venosa lo scorso 6 marzo, Futuro Nazionale avvia una nuova fase di crescita in Basilicata. L’iniziativa promossa da Giulio Curatella ha registrato una partecipazione significativa, segnale di un interesse crescente verso il progetto politico. «Quanto accaduto a Venosa non è stato un episodio isolato, ma l’inizio di un percorso più ampio», sottolinea Curatella, evidenziando «una crescente volontà di esserci e uno spazio politico reale che chiede rappresentanza». Da qui la decisione di accelerare la costruzione territoriale del partito.Si apre così la fase due, in vista dell’assemblea costituente nazionale prevista a Roma il 13 e 14 giugno. Sono già state avviate le procedure per la nascita di nuovi comitati a Potenza e Matera, con l’obiettivo di estendere progressivamente la presenza nei principali comuni lucani.«L’obiettivo è arrivare rapidamente a una presenza strutturata su tutto il territorio», aggiunge Curatella, puntando a trasformare l’entusiasmo iniziale in organizzazione stabile.Parallelamente partiranno iniziative pubbliche e momenti di incontro con i cittadini, tra cui gazebo informativi e attività di tesseramento, per rafforzare il radicamento locale e coinvolgere nuove energie nel progetto politico.

Coldiretti Basilicata esulta per la prima quotazione nazionale e per la presenza del lucano Pafundi: «Passo decisivo per una filiera più equa»

Grano duro, debutta la Cun: più trasparenza sui prezzi e valorizzazione della qualità

L’

avvio della Commissione Unica Nazionale (Cun) sul grano duro segna un passaggio storico per il settore cerealicolo italiano. Con la prima quotazione ufficiale, arriva infatti un nuovo strumento pensato per garantire maggiore trasparenza al mercato e riconoscere il reale valore del prodotto nazionale.A sottolinearlo è Coldiretti Basilicata, che evidenzia come il risultato sia frutto delle mobilitazioni degli agricoltori, scesi in piazza anche in Lucania per chiedere regole più chiare e prezzi più equi. Soddisfazione anche per la presenza, all’interno della Commissione, del lucano Rocco Pafundi, referente dell’organizzazione per il comparto cerealicolo.La Cun avrà il compito di definire il prezzo indicativo del grano duro italiano e monitorarne le tendenze di mercato, superando il precedente sistema basato sulle piazze di Foggia e Bologna. Tra le principali novità, l’introduzio-

ne di un listino nazionale differenziato per qualità, articolato in diverse categorie: alto proteico (15%), proteico (14%), fino (13% al Nord e 12% al Sud) e convenzionale (11,5%).Un cambiamento ritenuto fondamentale dall’organizza- zione agricola: «È un’evoluzione significativa, che consente di leggere in maniera più puntuale e realistica il mercato del grano duro, valorizzando le diverse caratteristiche qualitative delle produzioni –evidenzia Coldiretti Basilicata – fino ad oggi, infatti, questa distinzione non trovava un adeguato riscontro nei meccanismi ufficiali di quotazione: mancava una valutazione strutturata e condivisa del contenuto proteico, elemento invece determinante per l’industria di trasformazione. L’introduzione di categorie specifiche colma quindi un vuoto importante, permettendo di riconoscere in modo trasparente e oggettivo ciò che in precedenza restava in larga

parte implicito».I primi dati della Cun mostrano segnali positivi: si registrano rialzi nei listini di Sud, Isole e Centro, mentre restano stabili le quotazioni del Nord, invertendo così la precedente tendenza che riguardava gran parte del mercato nazionale. Il prezzo indicativo è espresso «franco partenza», in linea

con il modello della piazza di Foggia, offrendo maggiore chiarezza rispetto al sistema di Bologna, dove il costo del trasporto veniva incluso nel prezzo finale.«Il prezzo della Cun –conclude Coldiretti Basilicata – deve essere ora il pilastro per i contratti di filiera, a cui agganciare i contributi pubblici, soste-

nendo così una più equa ripartizione del valore».A rafforzare il quadro, l’impegno del Governo a destinare 40 milioni di euro agli aiuti “de minimis” per le filiere del grano duro, riconoscendo il ruolo strategico del comparto e la necessità di sostenere concretamente gli agricoltori italiani.

A.Ba.Co. solleva il caso del caro benzina e incalza la Regione: «Qui l’auto è indispensabile, serve chiarezza sulla filiera»

Carburanti alle stelle in Basilicata, esposto

alla Guardia di Finanza: chiesti controlli sui prezzi

Carburanti troppo cari in Basilicata: scatta un esposto alla Guardia di Finanza per fare luce su possibili anomalie nella formazione dei prezzi. A presentarlo è stata A.Ba.Co. Basilicata, che chiede accertamenti senza però anticipare conclusioni, puntando l’attenzione soprattutto sulla dimensione politica del problema.«Non spetta a noi anticipare giudizi, ma una cosa la possiamo dire con chiarezza: quando in una regione come la nostra il costo del carburante resta così alto, il problema è politico prima ancora che tecnico o potenzialmente speculativo», evidenzia l’associazione.Al centro della questione c’è una realtà ben nota ai cittadini lucani: l’auto non è un’opzione, ma una necessità quotidiana. In un territorio dove il trasporto pubblico non rappresenta un’alternativa efficace, spostarsi per lavoro, studio o necessità familiari implica quasi sempre l’uso del mezzo privato. «Il prezzo alla pompa non è una vo-

ce qualsiasi: è una tassa quotidiana sulla vita delle persone», si sottolinea.A rendere ancora più critica la situazione è il dato diffuso dall’Unione Nazionale dei Consumatori, secondo cui la Basilicata risulta attualmente la regione più cara d’Italia per il prezzo della benzina. Un primato negativo che incide pesantemente su famiglie, pendolari e lavoratori di diversi settori, dall’agricoltura all’artigianato, fino al commercio e ai trasporti, già alle prese con stipendi contenuti e inflazione elevata.L’obiettivo, per A.Ba.Co., è fare chiarezza: «A noi interessa un punto molto semplice: capire perché qui il carburante costi così caro. Capire se ci sono distorsioni, ritardi, passaggi opachi, squilibri nella filiera o meccanismi che finiscono per scaricare tutto sui consumatori».Nel mirino anche l’azione della Regione. L’associazione chiede infatti di conoscere quali iniziative intenda intraprendere il presidente Vito Bardi, annun-

ciando la richiesta di un’audizione urgente in terza commissione consiliare del direttore generale per l’amministrazione digitale con delega al settore petrolio, il dottor Busciolano. Una richiesta che nasce anche dal paradosso evidenziato: la Basilicata ospita uno dei principali giacimenti petroliferi terrestri, ma i cittadini continuano a pagare il carburante più degli altri italiani.«Non basta limitarsi a registrare il pro-

blema. Serve una presa di posizione chiara. Servono verifiche, serve trasparenza, serve un’interlocuzione seria con il Governo e con gli organismi competenti», ribadisce A.Ba.Co.La richiesta è netta: risposte concrete per evitare che i lucani continuino a sostenere costi più elevati senza spiegazioni, già gravati dagli impatti sanitari, sociali e ambientali legati alle attività estrattive presenti sul territorio.

Un’iniziativa di Attal Group e Protezione Civile per valorizzare giovani e imprese locali, unendo competenze e sviluppo del territorio

Tito Scalo lancia la scuola dei mestieri: formazione e lavoro per i giovani lucani

Mettere a sistema il comparto industriale di Tito Scalo e l'annessa zona grazie alla manodopera qualificata, creare una vera e propria accademia capace di dare impulso alle industrie legando occupazione e professionalità qualificate nel tempo. Questo il senso del progetto avviato dalla Protezione Civile e l'Attal Group Agenzia per il lavoro e le aziende della zona limitrofa al capoluogo di regione. Tutto questo per dare una risposta concreta e sostanziosa ai progetti che puntano a soddisfare i bisogni del territorio. Tutto questo perché unire la richiesta di manodopera qualificata, che vede nell'associazionismo uno dei punti di forza del programma, rappresenta l'elemento nevralgico di un progetto che lega la valorizzazione del territorio alla lotta costante allo spopolamento.Una richiesta pressante quella che Attal Group Spa e Protezione Civile hanno avanzato ieri mattina durante la conferenza stampa di presentazione di questo innovativo e interessante progetto nella sala B del Consiglio Re-

gionale della Basilicata. La conferenza stampa è stata moderata dal giornalista de La Nuova del Sud, Fabrizio Di Vito, e ha visto la presenza di Luigi Montano, Direttore di Attal Group, la docente Giusy Laurino, il Presidente del Gruppo Lucano della Protezione Civile, Franco Ritrovato della Cooperativa La Mimosa, il docente dell'Unibas Luigi Totaro, e Maria Elena Bencivenga dell’Associazione Insieme.Tale progetto prevede corsi di formazione per falegnami, della durata di 160 ore, destinati ai disoccupati. I contenuti principali riguardano le tecniche base e avanzate di falegnameria, l'utilizzo di strumenti manuali e macchinari, la lavorazione del legno e materiali derivati, la sicurezza sul lavoro e la realizzazione di manufatti. Con tali corsi di formazione i partecipanti hanno la possibilità di inserimento presso le aziende del territorio. Sono previsti corsi per autista e saldatore. Le aziende partecipanti sono Sant'Antonio Trasporti, Cirigliano Trasporti, Pace Trasporti, Attal Group e Bea Service.Un modo per risolvere e mettere a sistema le problematiche delle

aziende industriali di Tito Scalo, e forse dell'intera regione, quello ideato da Attal Group e Protezione Civile, che lega manodopera qualificata e sviluppo sostenibile in un progetto di ampio spessore tecnico e professionale.Giusy Laurino, coordinatore dell'operazione di raccordo per la scuola di arti e mestieri, ha detto la sua in merito al progetto: «Lanciamo questa mattina una nuova scuola di arti e mestieri. Partendo dal fabbisogno del mondo imprenditoriale. Mancano alcune figure, in particolare saldatori, tornitori, autisti e falegnami. Oggi, mettendo insieme la richiesta del mondo imprenditoriale, si prova ad adempiere al miss match tra domanda e offerta che è carente nel tessuto regionale. Ci sono mesi di lavoro naturalmente che sono serviti per interrogare gli imprenditori e chiedere quali sono le figure e le competenze richieste dal loro tessuto produttivo».Maria Elena Bencivenga, Presidente Associazione Insieme ETS, ha dichiarato: «Il nostro è un contributo necessario per lavorare sul reinserimento delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi con una pro-

blematica di dipendenza patologica alla conclusione di un percorso riabilitativo. Diciamo che è un riscoprire una vecchia passione e un vecchio desiderio. All'interno della struttura già vive in pianta stabile un laboratorio di falegnameria e di restauro che però incontra mille difficoltà per creare lavoro. L'idea è proprio che si possa poi, sulla scia di Inciampo, creare posti di lavoro per le nostre ospiti e i nostri ospiti».Pierluigi Martoccia del Gruppo Lucano Protezione Civile ha parlato del percorso: «Noi siamo entrati in questo pro-

getto soprattutto perché abbiamo una colonna mobile costituita da autotreni che vanno condotti, per cui è nata la necessità di trovare nuovi autisti che possono sostituire quelli più anziani. Abbiamo accolto favorevolmente questa opportunità, che ci darà anche la possibilità di creare e di far rimanere i nostri giovani in Basilicata, perché, se continuano ad andare via, si svuotano anche le nostre associazioni. Abbiamo la possibilità di far conseguire patenti a costo zero e di creare opportunità lavorative a costo zero per i giovani».

«Centinaia di lavoratori socialmente utili ancora in precarietà dopo tre anni senza bandi né stabilizzazioni» afferma il sindacato

FP Cgil: «La situazione è insostenibile per i LSU, servono risposte concrete e azioni immediate»

Adistanza di tre anni dagli ultimi bandi, resta ancora aperta e irrisolta in Basilicata la questione dei lavoratori socialmente utili (LSU). Secondo la Fp Cgil, nonostante le ripetute sollecitazioni degli ultimi anni, non sono arrivate risposte concrete e oggi sono ancora circa un centinaio i lavoratori che attendono di essere stabilizzati o di uscire dalla platea.«Questi lavoratori continuano a garantire servizi fondamentali per i nostri comuni – sottolinea il sindacato –spesso svolgendo mansioni tipiche dei dipendenti, ma percependo solo assegni di poche centinaia di euro. Si tratta di una situazione ormai inaccettabile».La Fp Cgil evidenzia come la situazione di precarietà si prolunghi da anni, nonostante le difficoltà che molti enti locali incontrano a causa della carenza di personale e l’importante contributo che gli LSU offrono quotidianamente. «È una contraddizione che penalizza sia i lavoratori

che le amministrazioni», aggiunge il sindacato.Più volte è stato richiesto un incontro urgente con l’Assessorato alle Attività Produttive per mettere in campo tutte le iniziative possibili, sia per la stabilizzazione, sia per accompagnare i lavoratori verso il trattamento pensionistico. «Chiediamo all’assessore Cupparo di prendere in mano la situazione e programmare azioni concrete per lo svuotamento della platea», afferma la Fp Cgil. Il sindacato ribadisce come la stabilizzazione degli LSU non sia solo una questione di tutela dei singoli lavoratori, ma rappresenti «una scelta di responsabilità verso i territori e la qualità dei servizi pubblici. Garantire prospettive stabili a chi ha lavorato per decenni in precarietà significa rafforzare le amministrazioni locali e riconoscere il valore di chi contribuisce al funzionamento delle attività amministrative».

OLTRE IL GIARDINO Tra i temi trattanti la grande partecipazione giovanile. Ospite in studio anche Zipparri per un’importante novità

Referendum e centrodestra: analisi di una sconfitta e le sfide future

Ritorna “Oltre il giardino”, il programma condotto dal giornalista Paride Leporace in onda su Cronache Tv. «Oggi andiamo nelle pieghe del dopo referendum che ha aperto una nuova stagione -anticipa il conduttore-. Questo pensiero politico lo approfondiamo con Michele Napoli, capogruppo di Fratelli d'Italia, principale partito d'Italia e Francesco Cannizzaro, segretario regionale di Noi Moderati. Andiamo ai fatti e partiamo dal dato locale». Napoli ha sottolineato che il risultato del recente referendum ha aperto una riflessione profonda nel centrodestra, soprattutto nei territori del Mezzogiorno come la Basilicata, tradizionalmente favorevoli alla coalizione. Nonostante anni di consenso elettorale, il voto referendario ha mostrato un orientamento opposto rispetto alle indicazioni dei partiti di governo, evidenziando una difficoltà nella mobilitazione dell’elettorato. «Oggi bisogna prendere atto di una sconfitta che c'è stata nelle urne, non perdere l'occasione di rilanciare l'azione del governo, portare avanti il programma che è stato votato dai cittadini e fare tesoro di questa sconfitta» ha aggiunto. Secondo gli esponenti politici intervenuti nel dibattito, il referendum ha assunto una forte connotazione politica, ma è mancata una campagna efficace sul territorio.

Decisiva, invece, la capacità del fronte del “no” di coinvolgere cittadini e giovani, molti dei quali hanno votato in modo consapevole e non per appartenenza politica. Un dato significativo è stato proprio l’aumento dell’affluenza, segnale di una partecipazione attiva su temi come la giustizia. «Trovo francamente ingiustificati -ha spiegato Cannizzaro- i triunfalismi del centro-sinistra che vorrebbe riportare l'esito elettorale alle prossime elezioni politiche, dall'altro lato credo che questo richieda al centro-destra una riflessione seria per incominciare a parlare a quella parte del paese che a noi è molto cara, che ritengo sia quella parte più moderata, più at-

tenta alle dinamiche, che non vota per appartenenza politica. Bisogna ricominciare a parlare a quella parte politica per riconquistare maggiore consenso». Tra le criticità emerse, errori nella comunicazione e una scarsa presenza capillare dei partiti, incapaci di spiegare nel merito i contenuti della riforma. Il centrodestra è chiamato ora a un’analisi seria per recuperare il dialogo con l’elettorato moderato e non ideologizzato. «Stiamo reggendo il colpo, ora bisogna continuare così -ha dichiarato Napoli-. Credo che passerà questo momento così delicato e i cittadini potranno apprezzare lo sforzo, la responsabilità e anche l'impegno che il governo, con in capo la Premier Meloni, sta mettendo in campo».

Parallelamente, si apre il cantiere della legge elettorale, con l’obiettivo di garantire maggiore governabilità. Tuttavia, resta il monito a evitare riforme percepite come strumentali al consenso. «Penso che le campagne referendarie, e lo abbiamo visto, finiscono sempre per avere un connotato politico, ma poi il connotato politico c'è fino a un certo punto -ha spiegato Cannizzaro-. Ho avuto modo negli ultimi giorni post referendum di ascoltare molte interviste che sono state fatte soprattutto a quella fascia di età molto giovane, che avrebbe votato in larga maggioranza no e che è andata a votare in misura importante rispetto al solito. Notavo che non c'era, come spesso ci è sembrato di vedere tra i giovani, un voto di appartenenza politica, ma era un voto consapevole, un voto critico rispetto ad alcuni passaggi che, come dicevo prima, senza lasciare troppo spazio alla propaganda e alla strumentalizzazione del centrosinistra, forse ammettere che qualche passaggio poteva essere fatto meglio oin maniera diversa, non farebbe male. Così come sarà necessario, nelle fasi elettorali, parlare di più con la gente». In Basilicata, intanto, persistono tensioni politiche locali, ma la coalizione rivendica l’impegno su sviluppo, ambiente e crisi industriali. La sfida, ora, è trasformare la sconfitta in occasione di rilancio in vista delle

prossime scadenze elettorali. “Oltre il giardino” prosegue con il sociologo Mauro Armando Tita approfondendo la grande partecipazione giovanile al referendum, un dato che richiama, per certi versi, quanto accadde nel Referendum sul divorzio del 1974, quando una mobilitazione trasversale e spontanea cambiò gli equilibri politici dell’epoca. «Oggi, come allora, il voto ha assunto un valore che va oltre il merito tecnico del quesito, trasformandosi in una difesa percepita dei principi costituzionali». Il “no” ha intercettato questa spinta, anche grazie a una narrazione legata alla tutela della Costituzione e a un più ampio disagio verso la politica tradizionale. Hanno inciso anche movimenti giovanili e istanze pacifiste, spesso sottovalutate dalle classi dirigenti.

Il punto centrale resta dunque la distanza tra istituzioni e nuove generazioni. I giovani chiedono ascolto, coinvolgimento e opportunità concrete, ma denunciano di essere esclusi dai processi decisionali. In Basilicata, questo si traduce in un progressivo spopolamento: mancano percorsi formativi collegati al lavoro e politiche capaci di trattenere talenti. «Rimane -secondo Tita- il problema del coinvolgimento dei giovani. Non ci sono progetti che possano coinvolgerli, anche con formazioni applicate, di primo, secondo, terzo livello, che creino opportunità e condizioni di occupabilità». Emblematiche le esperienze di molti ragazzi costretti a cercare altrove opportunità di studio e carriera. Il problema, dunque, non è la mancanza di competenze, ma l’assenza di un ecosistema che valorizzi le capacità locali. La lezione del referendum è chiara: senza un reale coinvolgimento delle nuove generazioni, il divario tra politica e società è destinato ad ampliarsi. E con esso, il rischio di perdere definitivamente una parte fondamentale del futuro del Paese. Infine il programma punta l’attenzione su un altro tema di attualità, ovvero Marsicovetere tra le finaliste del premio europeo “Capitali dell’inclusione e della diversità 2026”, promosso dalla

Commissione Europea. Un risultato di grande rilievo: tra le città italiane selezionate figurano solo la cittadina che sorge nel cuore della valle dell’Agri, nella categoria sotto i 50 mila abitanti, e Milano per le grandi città. «Il riconoscimento arriva al termine di un percorso costruito negli anni -spiega il sindaco Marco Zipparri, ospite in studio-. Il comune lucano, capofila di un ambito sociale che coinvolge 19 comuni della Val d’Agri e oltre 40 mila cittadini, si è distinto per politiche concrete di inclusione: supporto a persone con disabilità, integrazione dei migranti, servizi sociali diffusi e iniziative educative innovative. Tra le buone pratiche, corsi di lingua italiana per stranieri organizzati dalla cittadinanza, ma anche progetti con associazioni come AIPD e realtà impegnate sull’autismo, fino alla diffusione della lingua dei segni nelle scuole e nei servizi pubblici. Un modello di “welfare di prossimità” che punta a non lasciare indietro nessuno».

Il risultato assume un valore ancora più simbolico considerando il contesto: la Basilicata, spesso segnata da spopolamento, qui mostra un trend opposto. Marsicovetere, infatti, registra crescita demografica, nuovi residenti e integrazione lavorativa, anche grazie alla presenza di comunità straniere impiegate nel tessuto produttivo locale. Non manca il legame con il distretto energetico della Val d’Agri, che ha contribuito allo sviluppo economico del territorio. Tuttavia, l’amministrazione sottolinea la volontà di affiancare alla dimensione industriale una visione sociale ed europea, investendo su inclusione e coesione. «Quello su cui stiamo investendo tanto è la cultura della cittadinanza europea nei piccoli centri». La finale si terrà a Bruxelles il 21 e 22 aprile.

Oltre al prestigio, il premio apre alla possibilità di scambi internazionali e progetti europei condivisi. Per Marsicovetere, comunque vada, è già una vittoria: quella di aver trasformato un piccolo centro in un laboratorio di cittadinanza attiva e inclusiva.

Napoli, Cannizzaro, Tita e Zipparri a Oltre il giardino

«Promuovere le sale significa promuovere cultura e crescita», spiega Romaniello nell’ambito del progetto Meet us at Cinema

Tra proiezioni e studenti, la Basilicata accoglie il cinema di Ludovica Rampoldi

D I V ITO E RRICHETTI

Un percorso tra cinema, territorio e formazione ha attraversato la Basilicata dal 30 marzo al 1° aprile 2026 con protagonista la sceneggiatrice e regista Ludovica Rampoldi, impegnata a presentare il suo esordio alla regia “Breve storia d’amore” (2025) nell’ambito del progetto Meet us at Cinema, promosso dalla Lucana Film Commission.La giornata centrale del tour, martedì 31 marzo, ha visto la regista protagonista di una serie di proiezioni sul territorio: alle ore 15 a Rionero in Vulture, presso l’auditorium dell’IRCCS CROB, alle 17 al Cineteatro J. Obadiah di Oppido Lucano e alle 18 all’auditorium Fedele Zotta di Genzano di Lucania. Al termine di ciascuna proiezione, Rampoldi ha dialogato con il pubblico, in incontri moderati dalla presidente della Lucana Film Commission Margherita Gina Romaniello. L’iniziativa si inserisce in un più ampio ciclo di appuntamenti pensato per valorizzare le sale cinemato-

grafiche e rilanciare il ruolo del cinema come esperienza collettiva e condivisa. «La sala è un luogo dove ci si ritrova e si costruisce un dialogo», ha sottolineato Romaniello, evidenziando la volontà di rafforzare il legame tra pubblico, opere e territorio.Con questo film Rampoldi inaugura una nuova fase del suo percorso artistico. Tra le sceneggiatrici più autorevoli del panorama italiano, ha firmato opere come Il traditore, Esterno notte, 1992 e Gomorra “La serie”. In “Breve storia d’amore” affronta il tema del triangolo amoroso con uno sguardo personale, mescolando ironia, inquietudine e dramma e riflettendo sulla natura instabile delle relazioni contemporanee.Il film, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, è prodotto da Indigo Film, HT Film e Rai Cinema e distribuito da 01 Distribution. Nel cast Pilar Fogliati, Adriano Giannini, Andrea Carpenzano e Valeria Golino, protagonisti di una fitta rete di relazioni che intreccia due coppie, una più giovane e una più adul-

ta.A chiudere il tour sarà la tappa del 1° aprile a Potenza, alle ore 10.30 presso la Galleria Civica, dove la regista terrà una masterclass dedicata alla scrittura per il cinema, rivolta agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e dell’Università degli Studi della Basilicata.

La mattinata si aprirà con i saluti della presidente Romaniello e di Donato Verrastro, professore associato di Storia contemporanea e prorettore al Public Engagement.«Investire sui giovani e sulla loro formazione significa costruire il futuro del cinema sul nostro territo-

rio», ha dichiarato Romaniello, sottolineando il valore educativo dell’iniziativa. Prima della masterclass è previsto un punto stampa durante il quale i giornalisti avranno l’opportunità di incontrare e

intervistare la regista.Con questo ciclo di appuntamenti, la Basilicata rilancia la centralità delle sale e promuove il cinema come spazio di incontro, confronto e crescita culturale.

Dalla Basilicata alla Luna: omaggio filatelico dedicato a Rocco Petrone

Un omaggio a una figura di rilievo internazionale ma profondamente legata alla Basilicata arriva oggi dal mondo della filatelia. Poste Italiane ha comunicato che il 31 marzo 2026 il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha emesso un francobollo appartenente alla serie tematica “le eccellenze del Patrimonio culturale italiano”, dedicato a Rocco Petrone nel centenario della nascita.

Il francobollo, relativo al valore della tariffa B pari a 1,30 euro, è stato stampato in centottantamila esemplari, organizzati in fogli da quarantacinque unità.

La realizzazione è stata affidata all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che ha utilizzato la tecnica della rotocalcografia su carta bianca patinata neutra autoadesiva con imbiancante ottico.

Il bozzetto è stato curato dalla società Digital Lighthouse e successivamente ottimizzato dal Centro Filatelico dell’Officina Carte Valori e Produzioni Tradizionali.La vignet-

ta raffigura un ritratto dell’ingegnere lucano, noto per aver diretto le operazioni di lancio della storica missione Apollo 11 Moon Landing presso il Kennedy Space Center. Accanto al volto di Petrone compare il razzo del programma Apollo, simbolo di una delle più grandi imprese scientifiche del Novecento,

che nel 1969 portò l’uomo sulla Luna. Completano il francobollo le diciture “rocco petrone”, “direttore programma apollo”, le date “1926 – 2006”, la scritta “Italia” e l’indicazione tariffaria “B”.

L’annullo primo giorno di emissione sarà disponibile presso lo sportello filatelico dell’ufficio postale di Sasso di Castalda, in provincia di Potenza, a sottolineare il legame tra il territorio lucano e una delle sue personalità più illustri.

Il francobollo e i prodotti filatelici correlati –cartoline, tessere e bollettini illustrativi –saranno disponibili presso gli uffici postali dotati di sportello filatelico, negli Spazio Filatelia delle principali città italiane e sul sito ufficiale della filatelia di Poste Italiane. Un’iniziativa che celebra non solo la memoria di Rocco Petrone, ma anche il contributo della Basilicata alla storia dell’esplorazione spaziale, riportando al centro dell’attenzione una figura che ha lasciato un segno indelebile nella conquista della Luna.

Poste Italiane e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy celebrano il centenario dell’ingegnere lucano protagonista della missione Apollo 11

Coinvolti gli studenti della Scuola Secondaria di Primo Grado e, tra gli interventi, operatrici del Centro Gioia di Chiaromonte

Cultura e prevenzione, Marsico Nuovo affronta i disturbi alimentari giovanili

D I E MANUELA C ALABRESE

La sensibilizzazione sui Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) tra i giovani è fondamentale, e marzo la ricorda ogni anno con la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla. Sono circa 3 milioni i giovani colpiti in Italia con un esordio dei disturbi purtroppo sempre più precoce ed un abbassamento dell’età media, causata anche da modelli proposti sui social, seguitissimi dai ragazzi. Le attività principali degli eventi di sensibilizzazione includono incontri nelle scuole, campagne sui social media e promozione dell'accettazione del proprio corpo. In quest’ottica presso Palazzo Pignatelli a Marsico Nuovo, si è svolta una im-

portante giornata di sensibilizzazione sui disturbi del comportamento alimentare, che ha visto la partecipazione attenta e coinvolta degli studenti della Scuola Secon daria di Primo Grado “Benedetto Croce”. «Un momento di confronto e riflessione su temi delicati e sempre più attuali, che richiedono consapevolezza, ascolto e responsabilità da parte di tutta la comunità – asserisce il Sindaco Massimo MacchiaDesidero rivolgere un sentito ringraziamento alla Dirigente scolastica Sonia de Luna per aver voluto e promosso questa iniziativa, alla Prof.ssa Angela Melato e all’Assessore alla Pubblica Istruzione Maria Lucia Cariglia per l’impegno profuso. Un grazie sincero anche alla

Dott.ssa Francesca Lizzadro, Assistente sociale, alla Dott.ssa Lucia Critone, Psicologa, e alla Dott.ssa Mariateresa Tavolaro, Dietista, operatrici del Centro Dca G Gioia di Chiaromonte, per il prezioso contributo professionale e umano offerto durante l’incontro». L'approccio multidisciplinare è difatti fondamentale nel trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare perché queste patologie coinvolgono profondamente mente e corpo, richiedendo un intervento integrato. Un team specializzato garantisce pertanto una informazione accurata ed efficace di aspetti psicologici, nutrizionali e fisici. Ciò accade anche nei percorsi di cura, migliorando significativamente le possibilità

di guarigione. «Come Amministrazione, ribadiamo la nostra piena attenzione e sensibilità verso queste tematiche – si avvia a concludere Macchia- consapevoli dell’importanza di promuovere percorsi educativi e di prevenzione rivolti so-

prattutto alle giovani generazioni. Continueremo a sostenere iniziative come questa, nella convinzione che informazione e dialogo siano strumenti fondamentali per costruire una comunità più consapevole e attenta al benessere di tutti».

UIL FPL: «Dopo il confronto, la Polimedica resta

un presidio sanitario sicuro, licenziamenti evitati»

Licenziamenti evitati e continuità occupazionale garantita per i lavoratori della struttura Polimedica: è questo l’esito dell’incontro tenutosi ieri presso la Prefettura di Potenza, nell’ambito della vertenza che aveva suscitato preoccupazione tra dipendenti e sindacati. Alla riunione ha preso parte la UIL FPL, che ha seguito da vicino l’intero iter della vicenda, sottolineando l’importanza di un dialogo costruttivo tra istituzioni, dirigenza della struttura e rappresentanze sindacali.«Esprimiamo soddisfazione per il risultato raggiunto», affermano i rappresentanti della UIL FPL, «che dimostra come il confronto e la responsabilità reciproca possano produrre soluzioni concrete a tutela dei lavoratori e dei servizi offerti ai cittadini». Il sindacato evidenzia come la vicenda non riguardi solo la salvaguardia dei livelli occupazionali, pur fondamentale, ma abbia anche una rilevante valenza sociale e territoriale.Determinante è stata la collaborazione con l’ASP e con il neo Direttore Generale, che ha mostrato attenzione e disponibilità nel gestire la situazione, dimostrando uno spirito costrutti-

vo che ha contribuito a creare le condizioni per un esito positivo. Un ruolo significativo è stato svolto anche dalla mediazione di dottor Tripaldi, Direttore del Dipartimento Sanità, e di dottor Quaranta della Prefettura, il cui intervento ha permesso di instaurare un clima di dialogo e collaborazione tra le parti.La Polimedica rappresenta un presidio

sanitario strategico per l’area del Vulture-Melfese e, più in generale, per l’intera comunità lucana. La struttura, che offre servizi sanitari essenziali e qualificati, costituisce un punto di riferimento per i cittadini, garantendo continuità assistenziale in un territorio dove la presenza di strutture sanitarie efficienti è fondamentale. La perdita di posti di la-

voro avrebbe avuto ripercussioni non solo sugli addetti, ma anche sulla qualità dei servizi offerti alla popolazione.«La vertenza ha evidenziato come la salvaguardia dei lavoratori vada di pari passo con la tutela della comunità e dei servizi essenziali», sottolinea la UIL FPL. «Garantire la continuità operativa della Polimedica significa rispettare l’impegno di professionisti che quotidianamente contribuiscono al benessere dei cittadini e sostenere un presidio fondamentale per la sanità lucana». Il sindacato conferma la propria intenzione di rimanere attento all’evoluzione della situazione, vigilando affinché gli impegni assunti vengano rispettati e si consolidino condizioni di stabilità lavorativa e continuità dei servizi sanitari. «La tutela dei lavoratori e il diritto dei cittadini a servizi sanitari efficienti e di qualità devono rimanere priorità assolute», conclude la UIL FPL, ribadendo l’impegno a mantenere aperto il dialogo con le istituzioni e con tutti i soggetti coinvolti, per garantire che la Polimedica continui a rappresentare un punto di riferimento per la sanità del territorio lucano.

Continuità dei servizi sanitari assicurata per i cittadini del Vulture-Melfese e per l’intera comunità lucana

Le associazioni rilanciano l’impegno su inclusione, diagnosi precoce e progetto di vita con istituzioni e territori al centro dell’iniziativa

Buone pratiche sull’autismo, dibattito pubblico in Regione

POTENZA. In Basilicata la Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo diventa un’occasione di lavoro e confronto pubblico. Domani 2 aprile, alle ore 11, nella sala 3 del Palazzo del Consiglio regionale, la Stanza blu per l’autismo e le associazioni aderenti alla Fish Basilicata promuovono una conferenza stampa dedicata ai diritti delle persone nello spettro autistico, alle buone pratiche già sperimentate e alle possibilità aperte dalla riforma della disabilità. A firmare il comunicato sono i presidenti delle associazioni coinvolte: Cesina Russo per Ala, Maria Orlando per Anffas Venosa Area Nord Lucania, Giuseppe Tataranno per Anffas Policoro, Giuliana Lordi per Angsa Basilicata e Tonia Orlando per Viviamo insieme. «Non si tratta di una festa, ma di momenti di confronto che garantiscano una crescita della comunità», spiegano i promotori, che anche quest’anno hanno scelto di non limitarsi al gesto simbolico dell’illuminazione in blu dei monumenti, preferendo invece portare all’attenzione delle istituzioni e dei cittadini esperienze concrete e strumenti operativi.Il disturbo dello

spettro autistico si manifesta in età precoce, generalmente tra i 18 e i 36 mesi, ma troppo spesso la diagnosi arriva tardi o viene affrontata con paura. Per questo, sottolineano le associazioni, servono ascolto, sostegno e una rete capace di accompagnare le famiglie. Le più recenti stime dell’Istituto superiore di sanità indicano che in Italia il disturbo riguarda un bambino ogni 77 e, nel complesso, circa 500 mila persone.Il tema scelto per il 2026 guarda al progetto di vita. Dopo l’avvio della sperimentazione del decreto legislativo 62 del 2024 nella provincia di Matera, estesa da marzo anche a Potenza, le associazioni hanno deciso di portare all’attenzione della Basilicata una buona prassi realizzata da

del Comune di Bologna, nell’ambito dei servizi sociali per la disabilità. L’obiettivo è offrire uno spunto agli ambiti socio territoriali, agli ordini professionali e ai decisori pubblici.

All’incontro prenderanno parte il presidente del Consiglio regionale, assessori della giunta, il garante per la disabilità, il garante per l’infanzia, consiglieri regionali, rappresentanti degli ambiti socio territoriali e degli ordini professionali. Alle ore 12 è previsto anche un collegamento da remoto con il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli. «L’obiettivo è porre sempre più al centro la persona», ribadiscono Russo, Orlando, Tataranno, Lordi e Orlando.

ALL’OSPEDALE MADONNA DELLE GRAZIE

Giornata mondiale autismo,

a Matera incontro dell’Asm

MATERA. In occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, l’Azienda sanitaria locale di Matera promuove un incontro dedicato all’inclusione e alla condivisione delle esperienze maturate in ambito clinico e assistenziale. L’appuntamento è fissato per domani, alle ore 14, nell’auditorium dell’ospedale Madonna delle Grazie. L’iniziativa punta a sensibilizzare la cittadinanza sul disturbo dello spettro autistico e a rafforzare percorsi di assistenza integrata a sostegno delle persone e delle loro famiglie. Spazio anche al tema delle strategie educative, con particolare attenzione all’integrazione tra contesti scolastici e familiari.Ad aprire i lavori sarà la direttrice della Neuropsichiatria infantile, Raffaella Devescovi, mentre è prevista la partecipazione dell’assessore regionale alla Salute e Politiche per la persona, Cosimo Latronico. Nel corso dell’incontro saranno illustrate le attività sviluppate all’interno dell’Unità operativa complessa, con focus sulle esperienze realizzate in reparto e sui progetti dedicati all’autismo finanziati dal Ministero.L’invito è rivolto a famiglie, associazioni, insegnanti ed educatori, oltre a tutti i cittadini interessati ad approfondire il tema e a conoscere i servizi presenti sul territorio.

Appello alla comunità per sangue e plasma durante le festività: sabato raccolta al Kiris Hotel dalle 7.30 alle 11.30

Avis Marsicovetere, donazioni anche a Pasqua

MARSICOVETERE. Marsicovetere si prepara a vivere la Pasqua nel segno della solidarietà. L’Avis comunale rilancia l’appello alla donazione di sangue e plasma, ricordando come anche nei giorni di festa resti alta la necessità di trasfusioni e supporto per il sistema sanitario. «Ogni goccia conta» è il messaggio che accompagna l’iniziativa, invitando cittadini e in particolare studenti e studentesse rientrati in paese per le festività a compiere un gesto concreto di attenzione verso gli altri.Donare sangue non è soltanto un atto sanitario, ma una forma di cittadinanza attiva. Significa contribuire al benessere della comunità e trasformare un gesto individuale in un aiuto collettivo. «È un gesto semplice, sicuro e veloce che può fare dav-

vero la differenza», sottolinea l’associazione, ribadendo l’importanza di mantenere alta la partecipazione anche nei periodi festivi.In Italia, il sistema trasfusionale si regge anche sull’impegno delle associazioni di volontariato, che affiancano i servizi ospedalieri nella raccolta. I requisiti per donare sono chiari: età compresa tra i 18 e i 60 anni, estendibile fino a 70 con valutazione medica, peso superiore ai 50 chilogrammi e uno stile di vita sano. Il percorso prevede la compilazione di un questionario, un colloquio con il medico e, in caso di idoneità, la donazione immediata.Tra le modalità più diffuse c’è quella di sangue intero, della durata di circa 15 minuti, mentre la plasmaferesi consente di donare plasma attraverso un

processo che separa i componenti del sangue, con tempi di circa 50 minuti. Dopo il prelievo, è previsto un breve periodo di riposo e un ristoro per favorire il recupero.L’appuntamento con la solidarietà è fissato per sabato 4

aprile, presso il punto di raccolta allestito al Kiris Hotel, dalle ore 7.30 alle 11.30. Un’occasione per trasformare il clima pasquale in un segno concreto di speranza e vicinanza verso chi ha bisogno.

Francesco Crisafulli

Si tratta di Valentina Solferini e Carlo Esposito. Il Dg De Filippis: «Un valore aggiunto inestimabile per la nostra squadra»

Nominati Direttore sanitario e Direttore amministrativo Asp

Una donna guiderà la Direzione Sanitaria della Asp Basilicata. Si insedierà oggi, 1° aprile, Valentina Solfrini nominata dal direttore generale De Filippis che, con due delibere dello scorso 30 marzo completa la struttura di vertice. Accanto alla Solfrini, il Direttore Amministrativo sarà Carlo Esposito. Le nomine puntano su profili di alte competenze scientifico-gestionali, capaci di coniugare l'efficienza amministrativa con l'innovazione dei percorsi clinici. La scelta della bolognese Solfrini risponde alla volontà dell'Azienda di puntare su una figura con una forte proiezione verso la sicurezza delle cure e l'innovazione dei modelli assistenziali territoriali. Con una solida esperienza maturata in contesti nazionali, come l'IRCCS di Aviano e l'AUSL Romagna, il Direttore Sanitario è esperto in politiche del farmaco, linee guida e appropriatezza prescrittiva. Inoltre, il suo profilo si distingue per la capacità di coordinare strutture complesse e per

l’impegno in progetti di empowerment del cittadino, elementi chiave per la missione dell'ASP di rafforzare la medicina del territorio e la prevenzione. Tra l’altro, Solfrini è anche esperta di gestione del territorio e di attività distrettuali per cui la sua figura si innesta perfettamente con quelli che sono gli obiettivi della dire-

zione generale sull’applicazione del Dm77. Carlo Esposito è stato individuato per la sua comprovata solidità manageriale e la profonda conoscenza della macchina burocratica e contabile del Servizio Sanitario Nazionale oltre che per l’esperienza decennale nel ruolo di direttore amministrativo che ha ricoperto in im-

portanti realtà campane come la ASL Benevento e l’Azienda ospedaliera universitaria "Luigi Vanvitelli". Esposito vanta una carriera dedicata alla gestione del personale, del bilancio e delle procedure negoziali complesse. La sua attività di docenza in Master di II livello testimonia una competenza non solo pratica ma anche teorica nell’organizzazione dei flussi amministrativi, fondamentale per garantire l'equilibrio economico-finanziario dell'ASP. «L'integrazione di Valentina Solfrini e Carlo Esposito nella nostra squadra- dichiara il Direttore Generale della Asp Basilicata, Giuseppe De Filippis- rappresenta un valore aggiunto inestimabile. La scelta è ricaduta su Solfrini ed Esposito per la loro esperienza ed in funzione delle priorità del mio mandato, quindi su appropriatezza prescrittiva, medicina di prossimità e governo amministrativo e gestionale dell’azienda. Ringraziandoli per aver accettato l’incarico, auguro a loro buon lavoro».

L’assessore alla Salute e Politiche della Persona ha espresso piena soddisfazione per i risultati raggiunti

SSR, Latronico:

«Programmazione coerente con quadro nazionale»

L’assessore alla Salute, Politiche per la Persona e PNRR, Cosimo Latronico, ha fatto il punto sullo stato del Sistema Sanitario lucano, alla luce dei principali indicatori economici e delle azioni in corso. «L’incremento dei costi del SSR, in linea con quello registrato nelle regioni limitrofe, è dovuto principal-

mente ad un aumento dell’offerta sanitaria. In particolare, nel 2025, è stato avviato un significativo rafforzamento del personale, sia nel comparto sanitario sia nell’apparato amministrativo, attraverso quasi 800 assunzioni che hanno interessato tutto il territorio e tutte le aziende del sistema sanitario regionale, con l’obiettivo di sostene-

re i servizi e migliorare la capacità operativa delle strutture. La Regione Basilicata sta portando avanti azioni mirate di razionalizzazione e contenimento della spesa, affiancate da strumenti di efficientamento e da accordi interregionali, tra cui quello con la Centrale di Committenza del Piemonte, finalizzati a ottimizzare l’utilizzo delle risorse e migliorare la sostenibilità complessiva del sistema. Parallelamente, è stato avviato un percorso strutturato di rafforzamento della governance sanitaria, attraverso il completamento delle principali nomine strategiche, tra cui quella del Direttore generale dell’Azienda Sanitaria Locale di Potenza, e il consolidamento degli assetti organizzativi anche nell’area di Matera, con effetti già evidenti in termini di funzionalità e capacità gestionale. Particolare attenzione è stata dedicata alla riduzione delle liste d’attesa, attraverso l’attivazione sistematica di aperture straordinarie, anche nei giorni festivi, nelle

aziende sanitarie di Matera e Potenza. Le attività aggiuntive hanno consentito il recupero di un numero significativo di prestazioni: nelle sole giornate straordinarie sono state erogate decine di visite ed esami diagnostici per singola sessione, con punte di oltre 90 prestazioni giornaliere tra attività ambulatoriali, diagnostiche e interventi specialistici, contribuendo concretamente alla riduzione dei tempi di accesso alle cure; su 117 prestazioni monitorate, ben il 92% (107 prestazioni) è oggi accessibile con un tempo di attesa minimo entro il benchmark di 120 giorni, limite massimo stabilito per le classi di priorità P (programmabile). Sul piano della programmazione, risultano attivati gli strumenti di governo del sistema, a partire dall’implementazione del sistema informatico centralizzato sulla gestione economica aziendale e dall’approvazione in Giunta del Piano sanitario regionale, attualmente all’attenzione del Consiglio Regionale, che

definirà in maniera organica gli obiettivi di salute, gli strumenti di monitoraggio e le azioni attuative. Prosegue, infine, l’attuazione degli interventi previsti dal PNRR per il rafforzamento della medicina territoriale. Sono in corso investimenti in infrastrutture, tecnologie e personale, con l’obiettivo di rendere operative, entro i prossimi mesi, le Case e gli Ospedali di comunità. Contestualmente, sono state avviate le procedure per il reclutamento di circa 200 infermieri di comunità e sono stati definiti accordi con i medici di medicina generale per sostenere la riorganizzazione della rete territoriale, anche attraverso modelli aggregativi e strumenti contrattuali orientati alla medicina di prossimità. L’azione regionale si sviluppa lungo una direttrice di equilibrio, responsabilità istituzionale e rafforzamento strutturale del sistema, con un approccio fondato su dati oggettivi e su una programmazione coerente con il quadro nazionale».

Consiglio comunale, sul Teatro Stabile botta e risposta tra Galgano e Falotico

POTENZA. È stato il trasferimento degli uffici della Cultura presso il Teatro Stabile ad accendere il confronto durante il Consiglio comunale di Potenza che si è tenuto ieri pomeriggio presos la Sala consiliare di via Nazario Sauro.

Ma nadiamo con ordine, il primo punto ad essere trattato è stato quello riguardante l’avvicendamento tra i banchi della maggioranza.

Il Consiglio, infatti, ha deliberato la surroga del professor Giuseppe Vincenzo Biscaglia con il neo consigliere Raffaele Messina. Dopo il ringraziamento istituzionale per il lavoro svolto da Biscaglia, il presidente Perluigi Smaldone ha passato la parola al neo consigliere Raffaele Messina che visibilmente emozionato, ha affermato:

«Entrare in questo Consiglio comunale non rappresenta per me soltanto l’assunzione di un ruolo istituzionale, ma un impegno personale», sottolineando il proprio percorso nel terzo settore e l’attenzione alle fragilità sociali.

Parole di stima trasversali sono giunte dai consiglieri intervenuti, che hanno ricordato il contributo culturale e umano del professor Biscaglia, definito una figura «sobria, rigorosa e profondamente legata ai bisogni della città».

IL NODO POLITICO:

GLI UFFICI

CULTURA AL TEATRO STABILE

Il clima istituzionale ha lasciato spazio a toni più accesi con l’interrogazione sul trasferimento degli uffici del settore cultura presso il Teatro Stabile, scelta definita dalla consigliera di Fratelli d’Italia Carmen Galgano «grave e potenzialmente lesiva dell’identità culturale».

Nell’intervento della meloniana è emersa con forza la centralità storica dell’edificio. Il Teatro Stabile, riconosciuto come palazzo storico e simbolo della produzione artistica cittadina, rappresenta da oltre un secolo un presidio culturale fondamentale. La sua storia affonda le radici nell’Ottocento, quando fu inaugurato alla presen-

za del re Umberto I e della regina Margherita, diventando negli anni punto di riferimento per la lirica e le arti performative in Basilicata.

Da un lato, la critica dell’opposizione: collocare uffici amministrativi in un luogo simbolico rischierebbe di «trasformare un presidio culturale in un contenitore burocratico», sottraendo spazi alle attività artistiche e snaturandone la funzione originaria.

Dall’altro, la replica dell’assessore alla cultura Roberto Falotico, che ha strenuamente difeso la scelta come parte di una strategia più ampia di rilancio del centro storico: «Non sottrarremo neanche un centimetro agli spazi artistici. Utilizziamo locali mai destinati alla produzione culturale, per riportare servizi e vita nel cuore della città».

Falotico ha inoltre sottolineato come il teatro sia già parzialmente sede di attività amministrative e ha rivendicato una maggiore attenzione alla gestione e alla fruizione quotidiana della struttura.

IDENTITÀ

CULTURALE O FUNZIONALITÀ AMMINISTRATIVA?

Il confronto ha messo in luce una questione più ampia: quale debba essere il ruolo dei luoghi simbolo della cultura nelle politiche urbane contemporanee. Da una parte la tutela dell’identità storica e artistica, dall’altra l’esigenza di rendere funzionali e vivi gli spazi pubblici. Il dibattito resta aperto e destinato a proseguire, mentre il Consiglio ha poi proseguito i lavori con l’approvazione a maggioranza dei presenti dei riconoscimenti dei diversi debiti fuori bilancio presentati dall’assessore al Bilancio Falotico e del provvedimento di “Cessione in proprietà di terreni e costituzione di servitù perpetua sugli immobili per apparecchiature in favore di enel distribuzione”. In una seduta iniziata con un passaggio di testimone, è stata proprio la storia –quella del Teatro Stabile –a diventare terreno di scontro politico, simbolo di una città chiamata a scegliere tra conservazione e trasformazione.

COMUNALE DEI RAGAZZI

L’Assise poi si è sciolta per dare spazio agli argomenti proposti dal Consiglio comunale dei ragazzi.

Si è tenuta una Seduta congiunta. Quì l’Amministrazione comunale dei giovani ha spiegato il lavoro svolto durante il loro insediamento che è durato poco più di un anno e ha sottoposto all’Amministrazione Telesca delle proposte che realmente possano migliorare la qualità della vita del capoluogo. L’Assise si è conclusa con l’approvazione unanime delle quattro proposte. Nel corso della seduta, aperta dai saluti istituzionali e dall’appello dei consiglieri, è stato sottolineato il valore educativo dell’iniziativa: un progetto capace non solo di coinvolgere i più giovani, ma anche di offrire spunti all’amministrazione “senior”. «Abbiamo imparato ad ascoltare la città attraverso i loro occhi», è stato ribadito dagli amministratori, evidenziando come il confronto con i ragazzi abbia rappresentato un’occasione di crescita reciproca.

A guidare i lavori la presidente del Consiglio dei Ragazzi, Beatrice Tarsia, affiancata dalla sindaca dei giovani, Vittoria Roccanova, che ha ricordato il senso profondo dell’esperienza: «Dare voce ai bisogni e ai sogni dei ragazzi, costruendo una città più

inclusiva e a misura di futuro».

Dalle commissioni tematiche sono emerse proposte articolate e concrete: dalla creazione di un giornale scolastico e strumenti digitali per migliorare la comunicazione, fino a progetti ambientali e sociali. Tra questi, un concorso fotografico per valorizzare il territorio, la realizzazione di murales urbani per promuovere valori civici, e la nascita di un giardino didattico dedicato all’educazione ambientale. Particolare attenzione è stata data anche ai temi dello sport, degli spazi di aggregazione e del benessere giovanile, con richieste di strutture adeguate e iniziative capaci di favorire l’incontro tra coetanei. Nel dibattito finale, consiglieri e rappresentanti istituzionali hanno ribadito l’importanza della partecipazione giovanile alla vita pubblica, invitando i ragazzi a considerare la politica come uno strumento di servizio e crescita collettiva. Al termine della seduta, tutte le proposte del Consiglio dei Ragazzi sono state recepite ufficialmente dal Consiglio comunale, che si è impegnato a trasformarle in azioni concrete.

Alcuni momenti del Consiglio comunale e sotto dell’Assise congiunta con i ragazzi (foto Mattiacci)

Capogruppo di Orgoglio Lucano – Italia Viva sottolinea il valore sociale e inclusivo della storica sede di via Verona

«Non restino senza casa», Polese sul Comitato Italiano Paralimpico

«Esprimo forte preoccupazione e vivo rammarico per la comunicazione di recesso anticipato dal contratto di concessione della sede del Comitato Italiano Paralimpico (CIP) di via Verona a Potenza», dichiara il Capogruppo regionale di Orgoglio Lucano –Italia Viva, Mario Polese. Secondo Polese, la decisione rischia di indebolire «un presidio fondamentale di inclusione e dignità, proprio in un momento in cui lo sport paralimpico sta dimostrando di essere una delle eccellenze più luminose del nostro Paese».Il politico sottolinea come gli atleti paralimpici, protagonisti dei Giochi di Milano-Cortina 2026, abbiano «riempito l’Italia di orgoglio, dimostrando con i loro successi che il limite è solo un punto di partenza», e che per garantire la continuità di questi risultati sia fondamentale «che le

istituzioni territoriali garantiscano basi solide e stabili a chi coordina questo immenso lavoro sociale e sportivo».Polese evidenzia il valore della sede di via Verona, definendola «il cuore pulsante di una comunità, il risultato di anni di impegno civile e di battaglie condotte con lungimiranza». Smantellare questa realtà con un preavviso di soli trenta giorni significherebbe «ignorare non solo una storia di riscatto, ma anche le necessità operative di un ente che offre servizi e speranza a centinaia di cittadini lucani».Per questo, il Capogruppo regionale chiede «all’amministrazione comunale di Potenza e al sindaco Telesca di sospendere il provvedimento e di aprire immediatamente un tavolo di confronto». Polese sottolinea che «esistono soluzioni logistiche alternative che permettano al Comune di riorganizzarsi senza pri-

vare lo sport paralimpico della sua storica sede».Infine, l’esponente di Italia Viva ribadisce l’importanza della continuità operativa del CIP: «Garantire la continuità operativa significa rispettare l’impegno di quegli atleti che

portano in alto il nome della nostra terra e dell’Italia intera. Non possiamo permettere che restino senza casa. L’auspicio è che ci sia un ripensamento che metta al centro la sensibilità e il buonsenso».

Due giorni di laboratori, giochi e attività creative nella sede di Rione Murate con la partecipazione di circa quaranta bambini e venti adulti

A Potenza la 6°edizione de “La Pasqua dei Bambini”:

solidarietà, inclusione e laboratori per grandi e piccoli

«Q

uest’anno la Pasqua l’abbiamo vissuta tutti insieme, grandi e piccoli, imparando che includere significa diventare una comunità». Così la presidente dell’Associazione Dalla Basilicata all’Italia – Non lasciamo indietro nessuno, Rita Marsico, ha sintetizzato lo spirito della sesta edizione de “La Pasqua dei Bambini”, iniziativa ormai consolidata sul territorio lucano e che si conferma ogni anno un momento di festa, condivisione e riflessione. Nella sede di Rione Murate circa quaranta bambini e venti adulti hanno preso parte a due giornate di attività, trasformando il progetto in un vero e proprio laboratorio di umanità. Laboratori creativi, giochi di gruppo, momenti di ascolto e confronto hanno animato le giornate, creando

occasioni concrete per favorire l’inclusione e la socializzazione. Per l’associazione, includere significa andare oltre l’accoglienza della disabilità o del disagio, abbattendo ogni barriera fisica o culturale, e costruire un senso di comunità condivisa dove ciascuno possa sentirsi parte attiva e protagonista.Marsico ha aggiunto: «Insieme abbiamo scritto pensieri, condiviso riflessioni profonde e costruito cestini che, oltre agli ovetti di cioccolato, custodiscono un seme prezioso, quello della solidarietà. La pace nasce proprio da qui, dalla condivisione, dal rispetto reciproco e dal capire che siamo tutti tasselli fondamentali dello stesso mosaico».L’edizione 2026 è stata ulteriormente arricchita dalla partecipazione di Vincenzo Giuliano, già Garante regionale

dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che ha scelto di vivere in prima persona l’esperienza, affiancando bambini e volontari nelle attività e condividendo la propria esperienza professionale e umana. Giuliano ha ascoltato con attenzione le voci dei più piccoli, guidandoli nella preparazione dei cestini pasquali

e ribadendo l’importanza di riconoscere nei bambini non solo il futuro della società, ma anche il presente su cui costruire un domani di pace e solidarietà.“La Pasqua dei Bambini” si conferma così un momento di rinascita collettiva, capace di trasmettere valori di amore, solidarietà e inclusione. L’ini-

ziativa dimostra come un territorio possa rafforzarsi attraverso piccoli gesti di comunità, momenti di ascolto e attenzione reciproca, e rappresenta un esempio concreto di come cultura, educazione e impegno civico possano unirsi per costruire una società più coesa e partecipativa.

Procedura concorsuale e ampliamento dell’organico: nuove opportunità e continuità dei servizi per gli addetti alle pulizie del Comune di Potenza

Intesa tra ACTA e sindacati: stabilità e premi per gli addetti alle pulizie

APotenza, le Organizzazioni Sindacali Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTrasporti hanno raggiunto un importante accordo con ACTA S.p.A., società in house del Comune che gestisce le pulizie degli uffici comunali. L’intesa, frutto di settimane di confronto costruttivo, rappresenta un significativo passo avanti per la stabilità contrattuale e il riconoscimento economico delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.«Questo accordo – sottolinea Rocco Casaletto, Segretario Generale della Filcams CGIL – è il frutto di un lavoro costante sul territorio. Abbiamo ascoltato i bisogni dei lavoratori, tra-

ducendoli in una piattaforma chiara e concreta. Ottenere risultati veri significa migliorare concretamente la vita delle persone».Il dialogo con l’azienda, guidata dal Presidente Ignazio Petrone, ha portato al consolidamento del monte ore, all’istituzione di un premio aggiuntivo di fine anno per tutti gli addetti alle pulizie e all’introduzione di un’indennità specifica per chi opera nella manutenzione della piscina comunale, riconoscendo le competenze e le professionalità maturate negli anni.«La nostra azione sindacale – evidenzia Emanuela Sardone, Segretaria della Fisascat CISL – ha permesso di

rafforzare diritti, tutele e riconoscimenti economici. Questo dimostra che un confronto serio e proposte solide producono risultati concreti».Un altro punto qualificante dell’accordo è l’impegno dell’azienda ad avviare una procedura concorsuale pubblica per ampliare l’organico e sostituire il personale andato in pensione. La misura garantirà continuità ai servizi e valorizzerà nuove professionalità.«Le lavoratrici e i lavoratori meritavano un segnale forte –aggiunge Gerardo Ligrani, Segretario Generale UILTrasporti – e oggi lo otteniamo grazie a una battaglia condotta in modo unitario, determinato e responsabile. Questo accor-

do è un passo avanti, non un punto di arrivo».Le tre sigle sindacali rivendicano con orgoglio il risultato, sottolineando come dialogo, contrattazione e

unità sindacale rappresentino il percorso più efficace per tutelare chi ogni giorno garantisce servizi essenziali per la città di Potenza.

Iniziativa UIL nelle scuole di Potenza per confrontarsi con studenti su diritti, sicurezza e parità di genere nel mondo del lavoro

Studenti protagonisti dell’iniziativa “EssereInSicuri”

Tortorelli:

«La parità non può restare solo una parola»

Diritti, dignità e sicurezza sul lavoro: questi i temi affrontati oggi dalla UIL Basilicata durante un incontro con studentesse e studenti dell’IPSIA “G. Giorgi” e del Liceo “G. Galilei” di Potenza. L’iniziativa, organizzata nell’ambito del progetto “EssereInSicuri”, ha visto la partecipazione dei dirigenti scolastici Michele Nigro e Lucia Girolamo, del segretario generale UIL Basilicata Vincenzo Tortorelli, della coordinatrice Raffaella Triunfo della UIL Pari Opportunità e della Consigliera di Parità della Provincia di Potenza, Simona Bonito.A dare ulteriore rilievo all’incontro, la presenza di Ivana Veronese, Segretaria Confederale UIL Nazionale, che ha illustrato i dati sul gender gap nel mercato del lavoro lucano: per le donne, il tasso di occupazione è al 42%, mentre quello di inattività raggiunge il 63,4%. Il lavoro parttime, spesso scelto come unica alternativa, coinvolge il 39% delle lavoratrici. Persistono inoltre difficoltà nel riconoscimento delle competenze e nelle opportunità di carriera, con una differenza retributiva che può arrivare fino al 20% rispetto agli uomini, e punte del 40% in alcuni settori.Veronese ha sottolineato anche l’incongruenza tra formazione e lavoro: «Il 69,4% delle donne laureate magistrali a ciclo unico resta inat-

tivo o impiegato in ruoli parziali. Questo spreco di competenze non possiamo permettercelo».La Consigliera di Parità, Simona Bonito, ha messo l’accento sulle nuove forme di insicurezza digitale per le donne, tra cui molestie, mobbing e pressioni attraverso social, mail e WhatsApp, e ha proposto la certificazione di genere per le aziende come strumento di tutela.La coordinatrice UIL Pari Opportunità, Raffaella Triunfo, ha evidenziato l’importanza di strumenti concreti per le giovani donne, come la capacità di leggere il contratto di lavoro e la busta paga, le campagne di informazione e la “stanza di ascolto” presso la sede UIL regionale.«Non è stata una giornata qualsiasi – ha commentato Tortorelli – ma un momento di confronto vero e diretto su diritti, sicurezza e dignità nel lavoro. I giovani non sono solo il futuro: sono già il presente. Ascoltarli significa comprendere la loro richiesta di giustizia, libertà e rispetto».Con il progetto “EssereInSicuri”, la UIL Basilicata ribadisce il suo impegno nelle scuole, costruendo consapevolezza e promuovendo la cultura della parità di genere. «Non ci sarà vero sviluppo né vero lavoro se la parità resterà solo una parola – ha concluso Tortorelli – la parità deve diventare cultura, rispetto e giustizia quotidiana».

Il Sindaco Mecca: «Il contributo comunale ammonta a 34 mila euro ed è funzionale per poter garantire lo spirito di solidarietà e inclusione verso i meno abbienti»

Avigliano, la Casa di Riposo si amplia: trenta posti disponibili e nuovi servizi

«Dopo un anno di acceso dibattito che ha caratterizzato la Casa di Riposo Comunale, stiamo apprezzando il lavoro che il nuovo Consiglio Direttivo sta portando avanti con una significativa novità, che è l'ampliamento dei posti disponibili, portato da 25 a 30».

Con queste parole il Sindaco di Avigliano, Giuseppe Mecca, ragguaglia sulla struttura per anziani, «Ovviamente l'ampliamento dei posti disponibili significa maggiori servizi e anche maggiori entrate per la Casa di Riposo che potrà così raggiungere gli altri obiettivi programmatici che sono stati condivisi con il Presidente, la Dottoressa Sabia e con il Consiglio Direttivo -spiega- Tra questi, quello su cui dobbiamo sicuramente lavorare ancora è l'apertura del Centro Diurno dedicato alle persone anziane e dedicarci anche alla vicenda che interessa i lavoratori, che sicuramente nei prossimi mesi potranno tenere adeguamento e mi-

glioramento delle loro condizioni salariali.

A fronte del contributo economico erogato dal Comune di Avigliano in favore della Casa di Riposo, stiamo ragionando sulla possibilità di prevedere un posto jolly che possa guardare ad esigenze particolari di indigenza, di vulnerabilità o di ricovero temporaneo».

Raggiunto da Cronache il Sindaco entra nel dettaglio: «L’ampliamento dei posti disponibili, ora 30, oltre ad essere importante nello scorrimento delle liste di attesa in favore degli utenti che hanno bisogno di questo servizio, risulta fondamentale per assicurare alla struttura maggiori guadagni, che a loro volta sono fondamentali per cogliere un altro obiettivo: migliorare le condizioni economiche dei lavoratori all’interno della struttura.

Il contributo comunale ammonta ad euro 34mila ed è funzionale a poter garantire lo spirito di solidarietà inclusione e aiuto verso i meno abbienti che sempre ha caratterizzato l’operato caritatevole della Casa di ri-

poso comunale». C’è anche un altro tema di cui si è discusso ad Avigliano in questi giorni, quello della salute, di medici di medicina generale e continuità assistenziale, la cosiddetta guardia medica, il potenziamento del distretto poli ambulatoriale di via Guido Rossa e l'avvio della Casa di comunità.

«Sono dei pilastri che tengono insieme la medicina del territorio, un tema che abbiamo portato all'attenzione della regione Basilicata e dell'ASP negli scorsi mesi e di cui si è parlato alla presenza del Consigliere regionale Nicola Morea, nonché Presidente della Quarta commissione regionale che si occupa di sanità». Anche su questo aspetto il Sindaco a Cronache spiega: «Negli ultimi mesi alcune questioni relative alla medicina del territorio hanno impegnato il dibattito politico e richiamato l’attenzione della Amministrazione Comunale.

In modo particolare la mancanza di alcuni medici di medicina generale, i problemi legati all’organizza-

zione della guardia medica e l’attesa relativa di apertura della Casa di comunità di Lagopesole, mentre sul centro cittadino il potenziamento del distretto ASP di Via Guido Rossa». Questi quattro temi, tutti relativi alla medicina del territorio, «Sono stati affrontati all’interno di un Consiglio comunale aperto che si è tenuto già nel mese di novembre con la partecipazione di Asp e di alcuni medici del territorio. Dal consiglio sono emerse alcune idee e alcuni spunti che hanno dato vita ad una proposta da parte del Comune, esposta in seno alla Quarta commissione regionale, alla presenza di Morea. In corrispondenza con il dibattito legato al piano sanitario regionale, abbiamo promosso anche un incontro presso la locale sezione di Azione in Avigliano, alla presenza dell’Assessore Fabiola Tortorelli e appun- to del Presidente Morea. È in corso un confronto con ASP, che impegna anche ANCI, sul territorio della provincia. Il tema del diritto alla salu-

te è prioritario e preliminare rispetto a tutti gli altri argomenti, ed il coinvolgimento delle Amministrazioni locali è essenziale per cogliere anche idee innovative che provengono dal territorio -incalza il SindacoIl confronto con giovani medici aviglianesi, infatti, ha dato la possibilità di comprendere per davvero quali sono le condizioni al verificarsi delle quali la Basilicata potrebbe trattenere in loco giovani medici lucani – e conclude- I servizi, ed in testa quelli legati alla salute, sono una carta fondamentale che le nostre comunità potranno giocarsi laddove dovesse verificarsi un contro esodo dalle grandi città, ormai invivibili, verso i piccoli centri e verso le aree interne.

Il potenziamento della sanità territoriale, per questo, rappresenta un elemento che ci mantiene ancora legati ad un futuro possibile per i nostri territori, che oggi resistono rispetto ai grandi fenomeni demografici ma che non smettono di guardare con ottimismo al futuro».

Un confronto su Amministrazione condivisa e Terzo Settore aperto a cittadini, Enti e Associazioni

A Rapolla l’evento “Partecipare per innovare”

Continuano gli incontri promossi sul territorio dal Centro Servizio Volontariato di Basilicata per sensibilizzare le Istituzioni locali al tema dell’amministrazione condivisa con gli enti del Terzo Settore. Dopo la tappa di Avigliano, sarà Rapolla ad ospitare, oggi 1° aprile, l’incontro “Partecipare per innovare: idee e visioni verso un’amministrazione condivisa”. L’evento, organizzato da Csv e i Comuni di Rapolla e Barile, prenderà il via alle ore 17:30

nella Sala consiliare. Ad aprire i lavori saranno i saluti dei Sindaci Biagio Cristofaro e Antonio Murano. L’introduzione sarà affidata a Gianleo Iosca, direttore del Csv Basilicata. Tra gli interventi in programma, quello di Renata Coviello, consulente del Terzo Settore, che approfondirà strumenti e opportunità legati all’Amministrazione condivisa, e quello di Michele Pianta, dirigente del Comune di Rapolla, dedicato al ruolo degli Enti locali nelle politiche di par-

tecipazione. Le conclusioni saranno affidate a Giannino Romaniello, presidente del Csv, che illustrerà il contributo del Centro Servizio Volontariato nel supporto alle reti e nei percorsi di crescita condivisa. «Il Csv continua a essere presente nei territori – sottolineano gli organizzatori – per costruire insieme alle comunità nuovi modelli di collaborazione tra pubblico e privato sociale, capaci di generare valore e rispondere in modo efficace ai bisogni dei cittadini».

MERCOLEDÌ

Martoccia

e Casino sotto accusa: la minoranza lascia l’aula dopo il no agli

Bonus Tari in Consiglio a Matera è bagarre: cade il numero legale

MATERA. È scontro politico in Consiglio comunale sulla mozione per il rafforzamento delle agevolazioni Tari, misura pensata per sostenere le famiglie in difficoltà economica attraverso un alleggerimento della tassa sui rifiuti. La proposta, presentata dai consiglieri Fortunato Martoccia e Nicola Casino, è finita al centro di un duro confronto dopo che la seduta è stata dichiarata deserta per la mancanza del numero legale.Secondo i due esponenti di Matera 2030, quanto accaduto rappresenta «l’ennesimo episodio di sciacallaggio politico», con la minoranza accusata di essersi sottratta al momento del voto nonostante un precedente orientamento favorevole. «È gravissimo e inaccettabile che chi si dice vicino ai cittadini si sottragga a una misura concreta», affermano, sottolineando come la mozione fosse finalizzata a offrire «un aiuto reale alle famiglie costrette a scegliere tra beni essenziali e il pagamento di una tassa sempre più onerosa».Martoccia e Casino evidenziano inoltre come la mancata votazione abbia penalizzato soprattutto le fasce più fragili della popolazione, parlando di un comportamento che «mortifica le aspettative

dei cittadini» e che «trasforma un tema sociale in uno scontro politico privo di responsabilità». Di segno opposto la posizione dei sedici consiglieri di opposizione, che respingono con fermezza le accuse e replicano con una nota congiunta. «Mistificano la realtà per coprire la propria fragilità numerica», sostengono, ribadendo che la minoranza era pronta a votare il provvedimento ma che la maggioranza ha scelto di respingere ogni proposta migliorativa.Gli emendamenti presentati dall’op-

posizione puntavano a rafforzare concretamente la misura, introducendo interventi strutturali come la riduzione della Tari attraverso l’utilizzo di una quota della tassa di soggiorno e l’introduzione della tariffa puntuale. Quest’ultima, già adottata in numerosi comuni, consentirebbe di rendere il sistema più equo, facendo pagare di più a chi produce più rifiuti e meno alle famiglie con redditi più bassi.

«Non ci siamo sottratti al confronto, anzi abbiamo cercato di elevare la qua-

lità del provvedimento», spiegano i consiglieri, denunciando però «una chiusura totale al dialogo» da parte della maggioranza. Da qui la decisione di abbandonare l’aula. «Una scelta politica chiara e trasparente, per non avallare un atto utile ma svuotato di reale efficacia sociale», aggiungono.L’opposizione sottolinea inoltre come la gestione dell’aula sia responsabilità della maggio- ranza. «È chi governa che deve garantire il numero legale», affermano, evidenziando come alcune assenze tra i consiglieri di

maggioranza abbiano inciso in modo determinante sull’esito della seduta. Nel mirino finisce anche la posizione del consigliere Casino, indicato tra gli assenti durante la votazione.I consiglieri di minoranza rivendicano di aver dimostrato apertura, arrivando persino a sottoscrivere la mozione, nel tentativo di costruire un percorso condiviso. «Abbiamo offerto un contributo tecnico e politico per migliorare il provvedimento», ribadiscono, invitando la maggioranza «a una narrazione più aderente alla realtà e a un maggiore rispetto del lavoro svolto dai banchi dell’opposizione».

Dal canto loro, Martoccia e Casino confermano la volontà di riproporre la misura e di portare avanti iniziative a sostegno delle famiglie, ribadendo il proprio impegno politico e istituzionale.La mozione tornerà in aula nella seduta di seconda convocazione già fissata per il 2 aprile. Il confronto resta aperto, ma il clima politico in Consiglio comunale appare fortemente segnato da tensioni, accuse reciproche e una distanza ancora evidente tra maggioranza e opposizione, sia sul merito delle misure sia sul metodo di gestione del confronto istituzionale.

Lettera al sindaco di Matera Nicoletti: «Calo incassi fino al 90% e attività a rischio chiusura per lavori in piazza Matteotti»

Edicolante denuncia: «Cantiere infinito in centro»

MATERA. «Sono in procinto di chiudere l’edicola». È l’allarme lanciato da Giuseppe Mazzone, titolare della storica edicola di piazza Matteotti, in una lettera aperta indirizzata al sindaco Antonio Nicoletti. Al centro della denuncia, la gestione dei lavori di riqualificazione dell’area, che secondo il commerciante starebbe mettendo in ginocchio la sua attività.Mazzone parla di una situazione «diventata gravissima», spiegando come la progressiva riduzione dell’utenza, dovuta alle difficoltà di accesso e visibilità, abbia inciso pesantemente sugli incassi. «Da quando sono iniziati i lavori, nel 2023, i ricavi si sono ridotti prima del dieci, poi del venti per cento, fino a un crollo dell’ottanta e novanta per cento negli ultimi mesi», afferma, sottolineando come

i dati siano documentabili.Secondo il titolare, la chiusura della piazza alla viabilità e la presenza di strutture temporanee collocate davanti all’edicola avrebbero di fatto «eclissato» l’attività, rendendo difficile per i clienti raggiungerla. «L’utenza non viene più a comprare», scrive, evidenziando come la situazione si inserisca in un contesto già segnato dalla crisi del settore della stampa.Nella lettera, Mazzone chiarisce di non chiedere sussidi, ma interventi concreti sul fronte della vigilanza e dell’organizzazione del cantiere. «La gestione appare approssimativa», denuncia, interrogandosi sui tempi di realizza- zione e sui controlli: «È possibile che lavori di milioni di euro procedano con pochi operai e senza adeguata vigilanza?».Il commer-

ciante richiama anche il valore simbolico della città, ricordando Matera come Capitale europea della cultura 2019 e Capitale mediterranea della cultura e del dialogo 2026, e chiedendo un «cambio di passo» alla nuova amministrazione. «Ho creduto e credo nel vostro progetto», afferma, riba-

dendo però la necessità di attenzione verso le attività economiche coinvolte.Tra i passaggi più critici, anche la delibera relativa alla passerella, definita «uno spreco di denaro pubblico» da circa 24 mila euro, ritenuta inutile per sostenere i commercianti dell’area.Mazzone segnala infine anche disagi sul piano della sicurezza, raccontando un recente intervento sanitario reso complicato dalla viabilità: «L’ambulanza ha dovuto percorrere una strada in retromarcia», riferisce.La lettera si chiude con un appello all’amministrazione affinché si accelerino i lavori e si tenga conto delle realtà commerciali e culturali della zona, prima che la crisi diventi irreversibile. «La mia non è una lamentela, ma la denuncia di una chiusura indotta», conclude.

Il consigliere comunale di Matera ringrazia sanitari e cittadini dopo il ricovero e difende la qualità delle cure ricevute nella sua città

Angelino lascia l’ospedale: «La Sanità lucana funziona»

MATERA. «La sanità materana funziona». Con queste parole il consigliere comunale Giovanni Angelino annuncia le dimissioni dall’ospedale Madonna delle Grazie, dove è stato ricoverato per 18 giorni dopo l’incidente stradale avvenuto il 7 marzo sulla strada statale 7.Angelino, coinvolto nel sinistro insieme alla moglie, ha voluto esprimere un sentito ringraziamento al personale sanitario che lo ha assistito durante il ricovero. «Ringrazio medici, infermieri, operatori socio sanitari e tutti gli operatori per le cure ricevute e il sostegno dimostrato in questo periodo difficile», afferma, citando in particolare i dottori Sangiovanni, Romito e Compagnoni.

Un pensiero è stato rivolto anche ai cittadini. «Grazie ai tanti materani e ai lucani che mi hanno fatto visita o inviato messaggi di affetto», aggiunge, sottolineando la vicinanza ricevuta durante la degenza.Nel suo intervento, il consigliere respinge le critiche rivolte alla struttura ospedaliera. «Ai finti politici dico di smetterla di parlare male dell’ospedale di Matera: posso testimoniare la qualità e la professionalità di chi vi lavora», dichiara, eviden-

ziando come non esistano «pazienti di serie A e di serie B», ma un’assistenza garantita a tutti con la stessa attenzione.Angelino ha inoltre voluto riconoscere il lavoro delle istituzioni regionali. «Va sottolineato l’impegno dell’assessore alla Salute Cosimo Latronico e del direttore generale dell’Azienda sanitaria locale di Matera Maurizio Friolo», afferma, collegando i risultati ottenuti al percorso di rafforzamento del

sistema sanitario.Tra gli interventi recenti, il consigliere richiama l’inaugurazione dei nuovi spazi della Terapia intensiva generale, avvenuta il 25 marzo, con l’aumento dei posti letto da otto a diciannove unità, dotate di tecnologie di ultima generazione.«I fatti parlano chiaro: la sanità materana continua a migliorare grazie al lavoro di chi opera ogni giorno per garantire il diritto alla salute», conclude Angelino.

LA SOLIDARIETÀ DELL’ASSESSORE LATRONICO

Furti nel Metapontino, allarme per le farmacie

POLICORO. «Esprimo piena solidarietà ai titolari e agli operatori delle farmacie del Metapontino colpite nelle ultime ore da una sequenza di furti che ha interessato più territori, episodi gravi che colpiscono presìdi fondamentali per la tutela della salute dei cittadini». Lo ha dichiarato Cosimo Latronico, assessore alla Salute, Politiche per la Persona e Pnrr della Regione Basilicata. «Le farmacie - ha aggiunto - rappresentano un presidio sanitario di prossimità sempre più centrale nel sistema territoriale, non solo per la dispensazione dei farmaci ma anche per l’erogazione di servizi qualificati, dalla prevenzione alla diagnostica di primo livello, fino al supporto continuo ai pazienti. Colpire una farmacia - ha proseguito - significa incidere su un punto di riferimento essenziale per le comunità locali, soprattutto in aree dove la presenza di servizi sanitari diffusi è un elemento strategico. Rivolgo un messaggio di vicinanza all’Ordine dei farmacisti e a tutti i professionisti coinvolti, che ogni giorno garantiscono con competenza e responsabilità un servizio indispensabile. Sono certo che il lavoro delle forze dell’ordine – ha concluso Latronico - consentirà di fare piena luce su quanto accaduto e di rafforzare le condizioni di sicurezza a tutela degli operatori e dei cittadini».

All’Istituto Policoro-Tursi incontro formativo con il Comando di Matera per promuovere prevenzione e cultura dell’autoprotezione

Sicurezza, studenti a lezione con Vigili del Fuoco

TURSI. Una mattinata all’insegna della prevenzione e della consapevolezza per gli studenti delle classi quarte dell’Istituto di istruzione superiore “PolicoroTursi”, protagonisti di un incontro con i Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Matera nell’ambito del progetto “Scuola Sicura”. L’iniziativa, inserita nel percorso di educazione civica, ha puntato a rafforzare nei giovani la cultura della sicurezza e dell’autoprotezione.Non una semplice lezione teorica, ma un momento di confronto diretto su comportamenti, rischi e responsabilità. Gli studenti hanno partecipato attivamente, ponendo domande e mostrando interesse verso tematiche spesso percepite come lontane, ma che incidono concretamente sulla vita quo-

tidiana. Il dialogo con i Vigili del Fuoco si è trasformato in un’occasione di riflessione condivisa, capace di coinvolgere e sensibilizzare.Particolarmente significativo il momento dedicato alla visione di un video sul tragico incendio della notte di Capodanno, evento che ha provocato 41 vittime e 115 feriti. Un passaggio che ha suscitato forte impatto emotivo e che ha consentito di comprendere quanto siano determinanti la prevenzione e la tempestività nelle situazioni di emergenza.A sottolineare il valore dell’iniziativa è stata la dirigente scolastica Maria Carmela Stigliano. «Con il progetto trasversale “Cultura è… Protezione Civile” vogliamo trasmettere ai ragazzi un principio fondamentale: essere colti significa anche saper

leggere la realtà per prevenire i pericoli», ha dichiarato, evidenziando l’importanza di formare cittadini consapevoli e attivi.La

dirigente ha inoltre espresso apprezzamento per la maturità dimostrata dagli studenti. «Vedere i nostri giovani così coinvolti e riflessivi davanti a temi tanto complessi ci conferma che siamo sulla strada giusta», ha aggiunto, ribadendo il ruolo della scuola nel fornire strumenti utili a proteggere sé stessi e gli altri.Grazie alla collaborazione con il Comando dei Vigili del Fuoco di Matera, il progetto ha rappresentato un ulteriore passo nel percorso educativo dell’istituto, che si conferma presidio di legalità e sicurezza sul territorio. Un’esperienza che ha trasformato l’aula in un laboratorio di cittadinanza attiva, dove la cultura diventa strumento concreto per affrontare i rischi del presente e del futuro.

Il miglioramento è anche il risultato degli sforzi compiuti dalle Amministrazioni locali e dagli Enti gestori dell'approvvigionamento idrico

Osservatorio permanente su utilizzi idrici: in Basilicata si registrano segnali positivi

Si registra un complessivo e significativo miglioramento della disponibilità idrica a livello distrettuale, rispetto alle precedenti rilevazioni anni 2024/2025, per il comparto idropotabile e per il comparto irriguo. Anche se permangono contenute criticità localizzate e l’esigenza, non solo per tali aree, di un monitoraggio costante delle disponibilità idriche, garantito anche dall’incessante lavoro dei Tavoli Tecnici, coordinati dall’Autorità di Bacino Distrettuale, nelle attività attuate dall’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici. È quanto emerso lo scorso 30 marzo 2026, durante la seduta dell’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici (OPUI) dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionalepresieduto dal Segretario Generale, dottoressa Vera Corbelli. SCENARIO DI CRITICITÀ

IDRICA DEI TERRITORI

DISTRETTUALI

Il grado di severità idrica nei diversi comparti ha subito nel complesso un significativo decremento. Per quanto riguarda il comparto potabile, i territori che presentano uno stato di “severità idrica media” sono: il Lazio e la provincia di Chieti (Abruzzo), mentre per il restante territorio del Distretto si rileva uno stato di “severità idrica media”, sebbene permanga lo stato di emergenza per le province di Crotone e Reggio Calabria e per lo schema Basento-Camastra-Agri di prossima scadenza. Anche il comparto irriguo beneficia di un miglioramento delle condizioni di disponibilità: sono caratterizzati da condizioni di “severità idrica media” i comprensori irrigui serviti dagli schemi del Fortore e dell’Ofanto, mentre tutto il resto del territorio distrettuale è in condizioni di “severità idrica bassa”. CONDIZIONI DI CRITICITÀ NEGLI INVASI E NEGLI SCHEMI IDRICI

Dalle analisi sui principali sistemi idrici emergono le seguenti si-

tuazioni: Basilicata – Sistema Acque del Sud (Monte Cotugno e Pertusillo): buon recupero di risorsa, con una disponibilità al 27/03/2026 di circa 352 Mm³ ed una situazione di surplus, pari a ca. 150 Mm³ rispetto al periodo omologo del 2025. Basilicata e Campania – Puglia Schema Ofanto (Conza della Campania, Saetta, San Pietro Osento, Marana Capacciotti e Locone): disponibilità attuale di circa 120 Mm³, con un surplus di circa 40 Mm³ rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Permane una condizione di contenuta criticità per gli invasi di Marana Capacciotti e S. Pietro. Schema Sele–Calore (Sorgente Sanità e Gruppo Cassano Irpino): i dati acquisiti consentono di rilevare un deficit di portata rispetto alla media storica di ca. 280 l/s, per le sorgenti di Cassano Irpino e di circa 400 l/s per la sorgente Sanità di Caposele, con valori della media di marzo non molto lontani da quelli del 2017, anno particolarmente siccitoso. Le portate medie disponibili, aggiornate al 19 marzo, si attestano a 3131 l/s per la Sorgente Sanità, con un surplus di 150 l/s, rispetto al periodo omologo dello scorso anno, e a 2709 l/s per il gruppo di Cassano Irpino, con un surplus di 967 l/s rispetto al periodo omologo dello scorso anno. Nel dettaglio, la Basilicata registra un miglioramento della disponibilità idrica, con un significativo decremento della severità idrica nei comparti potabile e irriguo. Secondo i dati dell'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Meridionale, la regione presenta una condizione di "severità idrica bassa", ad eccezione dello schema Basento-Camastra, che permane in stato di emergenza.La diga del Camastra, in particolare, mostra un surplus di risorsa rispetto allo stesso periodo del 2025, con una disponibilità al 27 marzo 2026 di 11,92 Mm³. Anche gli schemi idrici lucani registrano un complessivo recupero di disponibilità, grazie

agli interventi realizzati dal Commissario Straordinario di Governo.Il Segretario Generale dell'Autorità, dottoressa Vera Corbelli, ha sottolineato l'importanza del monitoraggio costante delle risorse idriche, anche attraverso il potenziamento delle reti regionali di monitoraggio delle acque sotterranee.La Basilicata è una delle regioni italiane più esposte alle criticità idriche, ma il miglioramento registrato negli ultimi mesi è un segnale positivo. Tuttavia, è necessario continuare a lavorare per garantire la sostenibilità della risorsa idrica e prevenire future crisi.L'Autorità di Bacino Distrettuale continuerà a lavorare in sinergia con le Regioni e gli Enti Gestori dell'approvvigionamento idrico per implementare le misure necessarie a garantire la disponibilità idrica e proteggere l'ambiente. Successivamente alla Comunicazione sullo stato di severità, l’Autorità di Bacino Distrettuale, tra le altre azioni, nell’ambito delle attività attuate per la Governance delle risorse idriche, ha posto l’attenzione sul tema del monitoraggio delle acque sotterranee, quale strumento essenziale per rilevare ed analizzare i regimi idrogeologici e le relative variazioni, nell’ ottica della sostenibilità della risorsa nonché nella previsione di potenziali scenari futuri della severità idrica. Per tale ragione, nell’ambito delle misure non strutturali, poste in essere per l’aggiornamento del Piano di Gestione Acque, particolare rilievo è stato dato al potenziamento delle reti regionali di monitoraggio delle acque sotterranee, attraverso articolate attività volte: i) a verificare lo stato di attuazione dei programmi regionali, ii) la consistenza delle reti di monitoraggio utilizzate) la rilevazione delle criticità connesse al monitoraggio, iv) la definizione di un quadro delle necessità per efficientare e potenziare la rete monitoraggio: dalla progettazione e realizzazione di pozzi/piezome-

tri integrativi. Questa attività è attuata dall’Autorità di Bacino Distrettuale attraverso un’azione sinergica con le Regioni, con le relative Agenzie Regionali di Protezione Ambientale e con gli Enti Gestori dell’approvvigionamento idrico regionale, attraverso un continuo confronto tecnico anche nell’ambito di specifici tavoli di confronto e l’esecuzione congiunta di numerose verifiche. Nel corso della seduta dell’ultimo Osservatorio del 30 marzo 2026 sono state, tra gli altri, illustrati: gli esiti dei sopralluoghi e verifiche svolte negli ultimi due anni su tutte le reti di monitoraggio e delle sorgenti a livello distrettuale e del confronto continuo, con le Regioni onde poter pervenire ad una configurazione integrata ed unitaria della progettazione e realizzazione della rete integrativa; solo attraverso la quale si potranno acquisire quelle indispensabili informazione sugli acquiferi e disponibilità di risorsa che, integrati coni l Bilancio idrologico, gli usi ( potabili, irrigui, industriali) , i fabbisogni ed il rispetto del Deflusso ecologico ( tutte azioni in corso di attuazione) si sarà in grado di aggiornare il Bilancio idrico.

Il Segretario Generale dell’Autorità dottoressa Vera Corbelli ha confermato altresì che il “Rapporto sull’evento di Crisi idrica 2024/2025”: i) è stato condiviso con i componenti dell’Osservatorio, ii) inviato a tutti gli Enti competenti interessati, iii) pubblicato sul sito istituzionale dell’Autorità; l’Osservatorio, quale organo dell’Autorità di Bacino ai sensi dell’art. 63-bis del D. Lgs. 152/06, formalmente costituito con l’emanazione del Decreto del Ministro dell’Ambiente n. 448 del 15 novembre 2025, ha raggiunto la piena operatività anche con l’ultimo Decreto del Capo Dipartimento Sviluppo Sostenibile del Ministero dell’Ambiente n. 34 del 10 marzo 2026, che ha nominato i membri esperti dell’OPUI.

Ancora mistero sulla morte:da quando non c’è più, non ci sono neanche più proteste e cortei

La scomparsa dell’asinella Nicoletta, un simbolo di lotta e rivendicazione

Importanti case industriali, movimenti politici, etc. etc., ricorrono agli esperti della comunicazione mass mediale per promuovere i loro prodotti oppure individuare un marchio che venga facilmente ricordato. Sono i cosiddetti “pubblicitari”. L’asinella Nicoletta, i suoi figli e Vincenzo Castellucci, che se ne prendeva cura, per anni sono stati il simbolo delle lotte, delle proteste, delle rivendicazioni di diverse categorie sociali lucane ma, in primo luogo, del mondo agricolo sempre in sofferenza, soprattutto a causa delle politiche nazionali di settore, assiepate su quelle europee. Tutti ricordano la protesta nel 2003 contro l’idea del Governo Berlusconi di realizzare a Terzo Cavone il Sito Unico Nazionale per il seppellimento delle scorie radioattive. Anche in quell’occasione, Nicoletta era in prima linea. Si può dire che quell’asinella e chi la guidava abbiano applicato spontaneamente una forma pubblicitaria per promuovere sacrosante proteste e rivendicazioni. Non poteva un simbolo più appropriato di quello di un’asina. In un mondo soggetto a rapidi cambiamenti, essa testimoniava la continuità con il passato, con la tradizione, con le fatiche del mondo contadino, con un mondo che, per secoli, è stato sempre

uguale a sé stesso, nel bene come nel male. I manuali pubblicitari ci informano che: “La pubblicità è una delle più tipiche forme di comunicazione persuasiva che mirano, cioè, deliberatamente a influenzare conoscenze, valutazioni, atteggiamenti, comportamenti in determinate aree dell’attività umana. Il suo principale campo di applicazione è sempre stato quello commerciale, al quale generalmente ci si riferisce quando il termine non viene seguito da alcuna specificazione. Tuttavia, da tempo si sono notevolmente sviluppate anche varie forme di pubblicità non commerciale: sociale, pubblica, politica, religiosa. Strettamente connesso alla sua natura persuasiva è il linguaggio che essa adotta fatto di messaggi brevi, semplici, sinte-

tici, attraenti, suggestivi, enfatici, eufemici ed euforici, destinati a una ripetizione sistematica. Diffusi a pagamento attraverso tutti i canali utilizzabili, tali messaggi non mirano a suscitare dubbi, ma a creare certezze, rivolgendosi non tanto alla sfera razionale degli individui, quanto a quella emotiva”. L’analisi del manuale pubblicitario ignora, però, che già alla fine del 1800, Gustav Le Bon pubblicò un libro “La psicologia delle folle”, che ispirò l’azione di diversi esponenti politici. Nicoletta, la cui stalla è alle porte di Montalbano Jonico, per i lucani ha rappresentato per molti anni un simbolo, senza che ci fosse stato a monte uno studio, ma soltanto una spontanea adesione a tutto quello che in tema di rivendicazione si muoveva nel cor-

po sociale e politico lucano. Dalla sua dimora, lei e chi se ne prendeva cura potevano ammirare tutto l’arco jonico, i monti lucani e calabri e lo sconfinato tramonto verso Potenza, come a voler vigilare su un territorio che ha conosciuto varie dominazioni, la luce della civiltà magno-greca, con la presenza illuminata di Pitagora di Samo, l’arrivo dei Normanni prima e dei Saraceni dopo. Nicoletta si era, in modo silenzioso, conquistata una notorietà anche sulla carta stampata e questo può aver determinato qualche invidia che l’ha resa oggetto di azioni impensabili al suo esordio nelle manifestazioni di protesta o nel corso di avvenimenti importanti. Su di esse aleggiano misteri che non sono stati ancora svelati e chissà se mai lo saranno: chi è perché una notte l’ha rubata? Chi e perché un’altra notte le ha dato fuoco, ipotesi più che probabile, insieme ai suoi figli, mentre riposava nella sua stalla? I responsabili sono stati soltanto di balordi invidiosi o c’è dell’altro? Forse, non avremo mai una risposta esaustiva, ma è certo che sarà stato una pura casualità. Da quando Nicoletta non c’è più, non si registrano proteste significative del popolo lucano. Eppure, non è che non vi siano motivi per scendere in piazza, tutt’altro. Sembra che, ancora una volta, simbolo e realtà si siano uniti in modo indissolubile.

La Sindaca Gioia: «Un traguardo importante e motivo di grande orgoglio per il nostro territorio»

Il Comune di Paterno promuove la poesia: al via 5ª edizione del Concorso nazionale

Amministrazione comunale di Paterno, nell’ambito della programmazione relativa alle Politiche per la cultura, organizza, indice e bandisce la Quinta edizione del Concorso nazionale di poesia Comune di Paterno.

Dopo le fortunate edizioni degli anni passati, con centinaia di componimenti giunti da tutta Italia, l’Amministrazione comunale ha voluto riproporre questo felice appuntamento letterario che rappresenta un’iniziativa culturale finalizzata a promuovere la lettura, la scrittura e l’espressione creativa.

Il concorso, riservato esclusivamente a chi abbia dai 18 anni in su, non prevede costi di partecipazione e si articolerà su un’unica sezione a tema libero.

Ai primi tre classificati verrà corrisposto un premio in denaro. Il termine ultimo per la presentazione delle domande e per la candidatura delle liriche è fissato per il 15/05/2026. Sul sito istituzionale del Comune di Paterno è possibile consultare e scaricare sia il ban-

do integrale sia lo schema di domanda. «La realizzazione della Quinta edizione del Concorso Nazionale di Poesia – fa sapere la Sindaca, Tania Gioia - rappresenta per il Comune di Paterno un traguardo importante e motivo di grande orgoglio».

«Non è semplice, infatti,- prosegue Gioiaper un piccolo paese portare avanti con continuità un’iniziativa culturale di respiro nazionale, capace di coinvolgere autori e appassionati provenienti da tutta Italia».

«Questo risultato - conclude la Sindaca - dimostra quanto la cultura possa essere un motore di crescita e identità anche nei contesti più piccoli. La poesia, in particolare, riesce a creare connessioni profonde, dando voce a emozioni e pensieri che uniscono le persone oltre ogni distanza».

Per maggiori info, è possibile consultare il sito istituzionale del Comune di Paterno: (https://www.comune.paterno.pz.it.

Qui, è possibile consultare e scaricare sia il bando integrale sia lo schema di domanda.

Un ricco programma di eventi religiosi, culturali e sociali per celebrare il terzo centenario di San Gerardo Maiella: coinvolte istituzioni, associazioni e cittadini

Anno Gerardino, Muro Lucano si prepara al Giubileo: fede, cultura e comunità

Un anno speciale per riscoprire la figura e il messaggio di San Gerardo Maiella, tra fede, tradizione e impegno sociale. Muro Lucano si prepara a vivere l’Anno Gerardino, un percorso articolato e condiviso che accompagnerà la comunità lungo un intero anno pastorale, culturale e civile.Le basi dell’iniziativa affondano nella vita, nell’esperienza umana e spirituale e nell’eredità del Santo lucano. Un cammino che prende forma attraverso strumenti di riflessione come la cronologia della sua vita e una sintesi della sua spiritualità, elementi considerati fondamentali per orientare tutte le scelte organizzative, pastorali e culturali legate agli eventi in programma.Il calendario si svilupperà a partire dalle tappe storiche più significative dell’esistenza di San Gerardo, nato il 6 aprile 1726 e battezzato il 23 aprile dello stesso anno nella chiesa di Santa Lucia. Dalla cresima nel 1740 fino all’incontro decisivo con i Redentoristi nel 1748, passando per l’ingresso nella Congregazione del Santissimo Redentore nel 1749 e la professione religiosa nel 1752, fino alla morte il 16 ottobre 1755: un percorso che diventa guida per la costruzione dell’intero Anno Gerardino.Figura profondamente radicata nella quotidianità, San Gerardo viene ricordato come il Santo del lavoro, della carità concreta, dell’umiltà e dell’obbedienza, ma anche della devozione mariana e della tutela della vita nascente, essendo tradizionalmente invocato come protettore delle madri e dei bambini.L’Anno Gerardino si aprirà il 23 aprile, in coincidenza con la data del battesimo del Santo, e si concluderà il 26 aprile 2027, abbracciando così un intero anno di iniziative. Un’occasione considerata straordinaria per rafforzare la fede, valorizzare l’identità culturale del territorio e lasciare un’eredità concreta per il futuro.Per la realizzazione del progetto è stato costituito un Comitato ufficiale cittadino, promosso dall’Associazione Murese di Volontariato San Gerardo Maiel-

la insieme al parroco, al sindaco, all’Azione Cattolica e alla Caritas. Dopo mesi di lavoro, il Comitato ha nominato presidente il dottor Antonio Mennonna e ha già definito un primo calendario, che include, tra gli appuntamenti principali, la permanenza delle reliquie del Santo a Muro Lucano dal 19 al 25 aprile.Il programma complessivo, già condiviso con l’arcivescovo mons. Davide Carbonaro, sarà presto reso pubblico e potrà essere ulteriormente arricchito. Lo stesso presule ha avanzato al Santo Padre Leone XIV la richiesta di indire ufficialmente «l’Anno Gerardino», che sarà scandito da celebrazioni liturgiche, processioni, veglie di preghiera e momenti di approfondimento.Tra gli eventi più significativi figurano la festa cittadina del 2 settembre, preceduta dal tradizionale novenario, la commemorazione del transito del Santo il 16 ottobre e la solenne chiusura dell’anno giubilare. Ampio spazio sarà dato anche al-

la catechesi sulla santità quotidiana e alla valorizzazione della devozione eucaristica e mariana, con particolare attenzione al celebre «miracolo del panino bianco» nella chiesa della Madonna delle Grazie di Capodigiano.Non mancheranno iniziative culturali e civili, con mostre, convegni, pubblicazioni e percorsi dedicati ai luoghi gerardini, dalla casa natale alla bottega del Santo, fino alla creazione di un itinerario urbano tematico. Previsti anche strumenti per i pellegrini, come un vademecum dedicato e una guida turistica digitale.L’Anno Gerardino lascerà inoltre segni concreti sul territorio: dal ripristino del trono del Santo nella cattedrale al restauro del monumento in bronzo in piazza, fino al recupero di opere artistiche e alla riqualificazione di percorsi devozionali come la Via Crucis in contrada Cappuccini.Grande attenzione sarà riservata anche al sociale, con iniziative di carità in collaborazione

con la Caritas diocesana, sostegno alle famiglie e momenti dedicati alla vita e alla maternità. Tra le proposte, incontri per coppie, attività per bambini e gesti simbolici come la consegna del fazzoletto alle partorienti nei reparti di maternità della Basilicata.Un programma ambizioso,

dunque, che punta a coinvolgere l’intera comunità e le istituzioni, nella convinzione che la riscoperta della figura di San Gerardo possa rappresentare non solo un momento celebrativo, ma un’occasione concreta di crescita spirituale, culturale e sociale per tutto il territorio.

LA RUBRICA DI CRONACHE Pensieri e considerazioni su come evolvono

Appunti di realtà 1 aprile Amare: ciò che non trattiene

DI FABRIZIO QUARATINO

La parola “amare” viene dal latino amare, legata a amor. Ma se si scava più a fondo, si incontra una radice ancora più antica, primitiva: “am-”, il suono originario della cura, del nutrimento, della vita che viene accolta e fatta crescere. È lo stesso suono che affiora spontaneamente all’inizio dell’esistenza, quando ancora non sappiamo parlare ma sappiamo già… sentire. Eppure, nel tempo, qualcosa si è distorto. Abbiamo trasformato l’amore in bisogno, in attesa, in misura, in paura di perdere. Abbiamo imparato a chiamare “amare” ciò che, in realtà, spesso è solo un modo più elegante di trattenere. Ma amare, nella sua radice più autentica, non ha nulla a che fare con il possesso. Non nasce dalla mancanza. Non si nutre di controllo. Amare è un atto origi- nario. È generare spazio, non occuparlo. È permettere, non dirigere. È esserci senza invadere. Quando ami davvero, non chiedi

all’altro di colmare ciò che ti manca. Non lo stringi per paura che vada via. Non lo modelli perché diventi ciò che ti rassicura. Quando ami davvero, fai qualcosa di molto più raro: lasci esistere. E questo, oggi, è rivoluzionario. Perché viviamo in un tempo in cui tutto tende a essere definito, trattenuto, controllato. Anche i sentimenti. Ma ciò che è vivo non si controlla. Si incontra. E amare è esattamente questo incontro: due presenze che non si annullano, non si fondono per perdersi, ma restano intere… scegliendo di esserci. C’è una forza enorme in questo, una forza silenziosa ma incrollabile. Perché amare davvero significa smettere di avere paura. Non perché non si possa perdere, ma perché non si ha più bisogno di trattenere. E allora cambia tutto. Cambia il modo in cui guardi, cambia il modo in cui resti, cambia il modo in cui lasci andare. Perché non è distanza, non è freddezza: è libertà consapevole. E nella libertà, paradossalmente, ciò che è vero re-

sta. Non perché deve, ma perché vuole. Amare non è dire “sei mio”. Non è nemmeno dire “senza di te non sono niente”. Amare è poter sentire, senza bisogno di dirlo: “IO CI SONO. INTERO. E TI LASCIO LO SPAZIO PER ESSERLO ANCHE TU.” E quando arrivi lì, lo riconosci. Perché non c’è più tensione, non c’è più trattenere, non c’è più paura mascherata da sentimento. C’è

presenza. C’è verità. C’è vita che scorre senza essere forzata. E a quel punto non hai bisogno di convincere nessuno, non hai bisogno di spiegare. Perché chi incrocia qualcosa di così… lo sente. E quando questo accade tra due persone, non si crea dipendenza… si crea qualcosa di molto più raro: una presenza che non ha bisogno di trattenere per restare.

Dodici posti disponibili per un percorso formativo tra tradizione e inclusione sociale nell’ambito di “Ri-Generazioni”

Potenza, corso gratuito di tessitura: al via il progetto per riscoprire gli antichi mestieri

Prenderà il via nel mese di aprile a Potenza un corso gratuito di tessitura e realizzazione di tappeti su telaio, promosso nell’ambito del progetto “Ri-Generazioni: reti solidali per il riscatto dalla povertà”. L’iniziativa punta a favorire inclusione sociale, formazione e recupero degli antichi mestieri artigianali, valorizzando le tradizioni del territorio lucano.Il corso si svolgerà presso i locali messi a disposizione dal CSV Basilicata e sarà rivolto a un massimo di 12 partecipanti. Le lezioni si terranno due giorni a settimana, secondo un calendario che copre i mesi di aprile e maggio: appuntamenti fissati il 14, 16, 21, 23, 28 e 30 aprile e il 5, 7, 12, 14, 19 e 21 maggio. Ogni incontro avrà una durata di due ore, dalle 10:00 alle 12:00.A guidare il percor-

so formativo saranno le maestre d’arte Anna Maria Restaino, Maria Rosa Troilo e Maria Misuriello, che accompagneranno i partecipanti in un viaggio alla scoperta delle tecniche tradizionali di tessitura. Dopo una prima fase dedicata alla conoscenza dei telai, il corso entrerà nel vivo con le prove pratiche di lavorazione.Gli organizzatori sottolineano il valore culturale dell’iniziativa: «La presente iniziativa è volta a promuovere il recupero degli antichi mestieri – evidenziano – la Basilicata è una terra ricca di tradizioni legate all’artigianato e alla manualità».Il progetto vede come soggetto capofila il Movimento Nazionale per i Diritti Umani, in collaborazione con le associazioni Inclusion Go e «Dalla Basilicata all’Italia: non lasciamo indietro nessuno», con il supporto del-

l’associazione Telaio 26

APS.Per partecipare è necessario inviare una richiesta di iscrizione al-

l’indirizzo email movimentonazionalediritttiumani@gmail.com. Un’opportunità concreta per ac-

quisire competenze artigianali e riscoprire saperi antichi, in un’ottica di inclusione e crescita sociale.

Alle 20:30 finale di andata di Coppa Italia. Il “Viviani” è tutto sold out. Da Latina circa 400 tifosi . Sulla maglia del Potenza il logo della Regione Basilicata

Vincere la coppa per entrare nella storia

POTENZA. In oltre cento anni di storia del Potenza, la società rosso-blù non ha mai alzato al cielo un trofeo nelle competizioni sportive. Il massimo traguardo raggiunto a più di sessant’anni di distanza appartiene alla permanenza di cinque anni di serie B. Poi soltanto serie C con qualche brutta pagina di retrocessione e ripartenza dai campionato dilettantistici. Questa sera alle 20:30 in un “Viviani” tutto strapieno, la squadra della famiglia Macchia proverà ad ipotecare contro il Latina la vittoria nella gara di andata della Coppa Italia Trenitalia Regionale. Da quando i rosso-blù hanno avuto accesso alla finale battendo la Ternana ai rigori, in città tra la tifoseria si respira un clima di grande festa. Facendo passare quasi in secondo piano i risultati altalenanti che la squadra raggiunge in campionato. Già perché per la società della famiglia Macchia vincere questo ambito trofeo, per l’occasione fatto arrivare in città dalla Lega Pro già da qualche giorno ed esposto per coloro che vogliono immortalare l’evento nella giornata di oggi, condizioni climatiche permettendo, dalle ore 10:00 allle 17:00 nella centralissima piazza Mario Pagano, significa accedere direttamente agli ottavi di finale alla fase nazionale dei playoff, saltando automaticamente i turni di qualificazione tra le squadre dello stesso girone. Donato Macchia presidente della società da quattro anni non nasconde la sua soddisfazione: “È la prima volta che il Potenza disputa una finale: si può sempre fare meglio, ma ora proviamo a vincere questa competizione. Ci abbiamo messo il cuore e le risorse: siamo il settimo club per conto economico, ma non sempre il campo dà ragione a chi spende di più. Noi ci proveremo." Chiaramente questa sera la palla si sposta al centro del “Viviani” e nelle mani del tecnico Pietro De Giorgio che dovrà schierare in campo gli elementi più informa per battere i pontini. In campionato Potenza e Latina si sono già affrontate. I rosso-blù hanno vinto a Latina per uno a zero, i pontini sono usciti dal “Vivani” con un pareggio. Ad eccezione di Loiacono ,affetto da un problema muscolare , gli altri elementi sono tutti abili e arruolabili. Anche se dato la pressione che c’è su questa gara resta top secret sia l’undici da schierare

dal primo minuto che gli aspetti di natura tattica. De Giorgio nel pre-gara ha parlato che: Disputare la finale di Coppa Italia rappresenta una grande emozione. Lo spogliatoio ha voglia di fare bene perché rappresenta la prima finale per tutti, fatta eccezione per due calciatori della rosa. Dalla città arriva grande entusiasmo, stiamo percependo aria di festa per una partita storica. Questa è una di quelle gare che si preparano da sole, vincere questa competizione vorrebbe dire partire dal terzo turno playoff. -Saranno 180’ in due partite da vincere entrambe senza fare calcoli . Abbiamo la necessità di dare in casa il massimo per andare a Latina e fare lo stesso risultato. Ho detto ai ragazzi di osare e di non risparmiarsi.”. E per questa doppia finale anche la Regione Basilicata ha voluto dare il suo contributo. Infatti, il Potenza giocherà con una maglia speciale che avrà il logo della Regione Basilicata. Il Presidente dell’ente, Vito Bardi, ha voluto rivolgere un ringraziamento alla società rossoblù per la scelta: “Vedere il nome della nostra terra sulla maglia dei calciatori in una vetrina così prestigiosa è un gesto di grande sensibilità e attaccamento alle radici. Voglio ringraziare personalmente la società, e in particolare il Presidente Donato Macchia, per aver voluto trasformare questa finale in un’occasione di promozione e di orgoglio per tutta la Basilicata. Ai ragazzi che disputeranno la partita - conclude Bardi - va il mio più grande in bocca al lupo” . Intanto, questa sera la tribuna centrale sarà occupata da numerose personalità del mondo dello sport. Ad iniziare dal presidente della Lega Pro Marani e per finire a moltissimi presidenti di club della serie C.Infine, come sempre diamo notizia della direzione arbi-

trale affidata a Simone Gauzolino della sezione di Torino. Ad assistere l’arbitro saranno Federico Linari della sezione di Firenze e Michele Decorato della sezione di Cosenza. Il ruolo di quarto ufficiale sarà invece ricoperto da Francesco Burlando della sezione di Genova. In questa gara non sarà presente il monitor l’FVS bensì il Var con otto telecamere a bordo campo.

LA COPPA VISTA DA LATINA Dopo tredici anni Latina ed il Latina tornano a respirare l’aria del grande appuntamento. Domani scatterà l’ora del primo round della finale di Coppa Italia di Serie C in casa del Potenza e per i nerazzurri ci sarà anche il grande apporto del popolo pontino. Sono ben 370 i biglietti che fino a ieri sono stati venduti per il settore ospiti dello stadio Viviani, dove il calcio di inizio sarà dato alle 20.30. Quasi tutto esaurito insomma, visto che il club lucano aveva messo a disposizione 500 tagliandi per i tifosi di fede neroblu. Insomma, visto l’orario ed il giorno infrasettimanale, la risposta è stata davvero di quelle importanti e servirà a far scattare la scintilla - se ce ne fosse bisogno - negli animi dei calciatori di mister Gennaro Volpe. Corroborati dalla vittoria fondamentale con il Siracusa di sabato in campionato, i pontini si presentano all’appuntamento con l’entusiasmo di chi, attraverso il successo della Coppa Italia (se vinta darebbe accesso diretto ai playoff nazionali) potrebbe dare una svolta inaspettata ad una stagione a cui servirebbe uno sprint finale per potersi considerare positiva.Quello sprint è proprio il trofeo che a Latina manca dallo storico 2013, quando il team di Sanderra strappò il trofeo in aprile al Viareggio, con grande festa finale al Francioni. Lo stadio di casa sarà anche stavolta la cornice del secondo round in programma il 1 aprile e ,proprio in ottica dei secondi novanta minuti, mister Volpe (squalificato per l’occasione) potrebbe valutare di tenere fuori qualche giocatore titolare che è tra i diffidati come Marenco e Riccardi, mentre dovrà fare a meno degli squalificati Ercolano e Calabrese. Insomma, un rebus da risolvere in queste ore che mancano da qui all’inizio dei primi novanta minuti di questa sfida sicuramente non banale. Insomma, sarà una doppia sfida tutta da vivere (fonte Latina oggi) .

Dopo lo 0-0 con il Monopoli e la protesta dei tifosi, il presidente dagli Stati Uniti rilancia: squadra ancora viva e obiettivo da conquistare insieme

Dopo il pareggio di domenica sera contro il Monopoli per zero a zero, che ha ulteriormente scatenato la contestazione dei tifosi melandrini, ieri pomeriggio è sceso in campo il presidente dell’AZ Picerno, Donato Curcio, che ha parlato a cuore aperto del momento della squadra e delle prospettive future della società.Il patron italo-americano ha espresso la sua vicinanza alla squadra in un momento particolarmente delicato della stagione: «Sono lontano, ma vi assicuro che il mio cuore è sempre lì, al Curcio, con voi. So che è un momento

difficile. Lo vedo, lo sento. E mi fa male non essere lì, vicino alla squadra e alla mia gente. Questa squadra però è ancora viva. Mancano quattro partite, quattro battaglie vere. E noi abbiamo il dovere di provarci fino alla fine. Insieme. Io a Picerno non ho mai fatto mancare niente, perché questo per me non è solo cal- cio. È casa».Una dichiarazione d’amore dagli States che lascia ben intendere come la Leonessa non abbia alcuna intenzione di abdicare in fretta. Il patron continua nella sua riflessione: «Il Picerno è appartenenza. Adesso è il momento di stringerci tutti, ognuno nel

proprio ruolo. Società, squadra e tifosi. Tutti dobbiamo portare questa nave in porto. Dobbiamo prenderci questa salvezza».Il presidente si sofferma poi sulle prossime quattro partite, tutte decisive: «Mancano quattro partite. Quattro finali, due nel nostro stadio. E dobbiamo giocarcele insieme, fino all’ultimo. Poi, a bocce ferme, ognuno sarà libero di dire quello che pensa. È giusto così. Ma adesso no. Adesso è il momento di essere uniti. È nei momenti difficili che si vede chi siamo davvero. Io ci credo ancora: so che, se restiamo uniti, possiamo giocarci tutto fino all’ulti-

suonano come un messaggio chiaro: unità nello spogliatoio e compattezza generale, perché le prossime quattro partite rappresenta-

salvezza è un tesoro troppo grande per una piazza come Picerno,

piccola ma con un cuore enorme.

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