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mongiello: «Fondi necessari per le operazioni di risanamento dell’area di Tito e Val basento»
secondo la Consulta di Garanzia statutaria anche se fosse stata ammissibile, referendum impossibile: la Legge è stata cambiata
L’InCOnTrO
Stereotipi, disuguaglianze e violenze di genere
Dopo il primo momento istituzionale, tenutosi presso la Sala A del Consiglio regionale della Basilicata, il percorso continuerà a Matera nell’ambito del convegno “Stereotipi, disuguaglianze e violenze di genere”, in programma il 19 marzo 2026 alle ore 17:00 presso la Camera di Commercio della Basilicata, come da locandina. L’iniziativa, promossa da Anci Basilicata (...)
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Dellapenna a pag 2
CAPITALE
Che tra qualche giorno Matera aprirà ufficialmente i suoi battenti di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo per il 2026 insieme alla bella cittadina di Tetouan del Marocco non può che farci piacere, non per altro per far vedere al mondo intero che la Basilicata non solo ha un suo perché nella storia, ma che la cultura ne è diventata anche un destino di riscatto e di favore. Ora non vogliamo fare i disfattisti a tutti i costi ed affaticare questo bel traguardo che restituisce anche onore e merito ai lucani, ma non si può non immaginare l’accrocco simbolico fin quasi dentro il comico che si respirerà dappertutto nella cerimonia, allineata magicamente pure con la giornata internazionale della felicità. Il cantiere del Teatro Duni rivisitato per le grandi occasioni a celebrare il valore bello e democratico del dialogo coi rappresentanti di Governo italiano, Regione Basilicata, istituzioni europee e mediterranee e poi la seggiola del presidente del consiglio comunale di Matera miseramente vacante da mesi e mesi, per mancato dialogo tra le parti in contesa. Detta così pare davvero la vendetta spietata di Fracchia. Canta Tedua: “Senza dialogoo….”
CAPITALE DEL DIALOGO Tutto pronto per la cerimonia inaugurale. Il Teatro Duni grande protagonista

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san


14
CrOnA-ChI?
Si torna a parlare di Ottavia De Luise la bambina, vittima di una rete di abusi, scomparsa da Montemurro e presto dimenticata
■ Tammariello a pag 10
CrOnACA A Potenza, 2 arresti per spaccio e sequestrati crack, eroina e cocaina mentre la Polizia, cattura il presunto aggressore ai Quartieri Spagnoli
■ Servizi a pag 19 sEnsIbILIzzAzIOnE Oggi alle 17 al BeQuì il Sit-in Coffee per accendere i riflettori sui diritti dei bambini e la bigenitorialità
■ Servizio a pag 12
sPOrT
Finale di andata di Coppa Italia, il Potenza: sconfigge il Latina per tre reti a uno Viviani in visibilio
■ Nigro alle pag 25 e 26

Illegittime e inammissibili le richieste referendarie contro la Legge sui “vitalizi”
Secondo la Consulta di Garanzia Statutaria anche se fosse stata ammissibile, referendum impossibile: la Legge è stata cambiata

I MA SS IM O DEL L A PE NN A
“Non conformi alle norme legislative regionali in tema di referendum oltre che inammissibili, la richiesta di referendum abrogativo del 16 gennaio 2026 acquisita al protocollo consiliare n.266/C del 19 gennaio 2026, avente ad oggetto l’abrogazione degli articoli 16 e 17 della legge Regionale 30 dicembre 2025, n. 57 (Collegato alla legge di stabilità regionale), nonché la Richiesta di referendum abrogativo del 19 gennaio 2026, acquisita al protocollo consiliare n.
314/C del 20 gennaio 2026, avente ad oggetto l’abrogazione degli articoli 16 e 17 della legge Regionale 30 dicembre 2025, n. 57 (Collegato alla legge di stabilità regionale). Peraltro, anche se le richieste di referendum suindicate fossero state legittime e ammissibili, la Consulta avrebbe dovuto bloccare il relativo procedimento referendario a seguito delle modifiche legislative intervenute in virtù della legge regionale n. 3 del 2026, pubblicata sul BUR 25 febbraio 2026 n. 7 (Speciale), entrata in vigore il 12 marzo 2026, con la quale è stato Abrogato
completamente l’articolo 17 della legge regionale n. 57 del 2025 ed è stato modificato l’articolo 16 della medesima legge regionali” Questo il lapidario giudizio della Consulta Garanzia Statutaria, composta dal Prof. Avv. Fulvio Pastore, l’Avv. Francesco Gallipoli e dal Prof. Avv. Donatello Cimadomo, tutti e tre co-redattori, sulla richiesta di referendum presentata dai sindacati e dai partiti di opposizione contro la Legge Regionale che aveva introdotto l’indennità differita per i Consiglieri Regionali.
LA SCONFITTA DELLA DEMAGOGIA
Chi fa politica ha il dovere di essere serio. Non può nascondersi dietro agli umori della gente, soffiare sulle paure e sulle emozioni ignorando totalmente anche le regole del gioco.
Non è moralmente lecito pensare di convocare le persone in piazza per chiedere un referendum senza essersi neanche premurati di verificare se la richiesta referendaria fosse conforme alla Legge, se esistesse una Legge in materia e se le procedure seguite fossero idonee.
Il responso della Consulta, composta interamente da esperti di diritto di altissima levatura e non espressione dei Partiti, infatti si presta a due possibili interpretazioni.
O CGIL, PD, BCC, M5S e altri ignorano totalmente la normativa regionale o, pur conoscendo la normativa, hanno voluto portare la gente in piazza, chiedere il referendum, fare continui appelli per farlo svolgere pur sapendo che il referendum non si poteva fare.
HANNO PRESO IN GIRO GLI ELETTORI
Sia che si voglia prendere in considerazione la prima o la seconda ipotesi il risultato non cambia.
In entrambi i casi hanno fatto la cosa più grave che un politico possa fare: hanno preso in giro gli elettori, hanno ingannato i citta-
dini, hanno lucrato qualche spicciolo di momentanea visibilità con l’inganno. Verso quei cittadini che sono scesi in piazza, che hanno firmato, che hanno invocato il referendum o sindacati e partiti di opposizione si sono comportati come il famoso pifferaio della favola.
ANDATE A STUDIARE E SIATE SERI
All’opposizione politica e sindacale che ogni giorno pontifica contro il governo, che dispensa patenti di serietà e di preparazione diciamo che anche per loro è arrivato il momento di essere seri.
A quelle forze politiche che, a riparo da ogni responsabilità, si ergono a maestri di politica spiegando a tutti cone gli altri siano poco preparati, diciamo che è arrivato il momento di fare un bagno di umiltà, cospargersi il capo di cenere, scendere dal piedistallo e iniziare a studiare almeno le Leggi regionali.
Dopo essere stati sonoramente bocciati dai cittadini alle elezioni, sono stati anche bocciati da una commissione di professori.
Sul libretto neanche un diciotto di stima, meglio riprovarci alla prossima sessione magari dopo aver studiato un po’.
La politica è una cosa seria, non una gara di urla e di ignoranza.


In Terza Commissione l’assessore ricostruisce la trattativa confermando occupazione, salari e attività a Potenza
POTENZA. L’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Francesco Cupparo, informato dal Presidente della Terza Commissione Rocco Leone dell’audizione di una delegazione di rappresentanti sindacali in merito alla vertenza Smart Paper, ha raggiunto la Terza Commissione per aggiornare i consiglieri. Nella comunicazione Cupparo ha ripercorso le varie fasi della vertenza che vedono il Dipartimento impegnato da mesi sino agli ultimi Tavoli ed incontri della settimana scorsa. La Regione – ha detto l’assessore – ha ottenuto tutto quello richiesto insieme ai sindacati, nello specifico il mantenimento dei livelli occupazionali nella totalità impegnati nelle attività Smart Paper, la conferma delle retribuzioni salariali e la sede operativa per i lotti di commessa Accenture a Potenza. Così non è avvenuto per le analoghe vertenze che sono ancora in piedi nel Veneto ed in Abruzzo con il rischio nelle due regioni della perdita di posti di lavoro e le scelte di sede operativa diversa che comportano il trasferimento di lavoratori. La tenace azione di mediazione svolta nei confronti di Enel, Accenture, Data-

contact subentrate a Smart Paper ha consentito che l’inquadramento iniziale dei lavoratori, con il passaggio dal contratto collettivo dal comparto metalmeccanici a quello telecomunicazioni, terrà conto di quello precedente in essere con Smart Paper.
Cupparo ha riferito ai consiglieri della Terza di aver partecipato anche ad un Tavolo tecnico di contrattazione tra aziende e sindacali allo scopo di avere un’informazione completa ed esauriente sugli aspetti retributivi contestati dai sindacati. Ma – ha detto in Terza – sulla materia contrattuale non abbiamo alcun ruolo istituzionale da poter svolgere perché, come hanno riconosciuto gli stessi segre-
tari nazionali dei sindacati confederali delle telecomunicazioni, la concertazione avviene tra le parti sociali ed imprenditoriali. Ciò nonostante Cupparo ha ribadito la volontà di fare tutto il possibile per ristabilire serenità tra i lavoratori specie nell’imminenza dell’invio da parte delle aziende delle lettere di assunzione che segneranno l’avvio della nuova fase produttiva. Come abbiamo recepito la proposta dei sindacati di mediazione trasmessa a Confindustria e che come ci ha staso comunicato non è stata accolta – ha concluso – siamo disponibili ad individuare altri percorsi nell’interesse della salvaguardia dei posti di lavoro e dell’unità produttiva.
CASSA INTEGRAZIONE VERSO LA SCADENZA
Pmc Melfi, i sindacati: «Servono risposte ora»
MELFI. Si alza la tensione tra i lavoratori della PMC di Melfi, al centro di un’assemblea promossa da Fim, Fiom, Uilm e Fismic che ha fatto il punto sulla vertenza in corso e sulle prospettive dello stabilimento. Al centro del confronto, le attività tecniche sugli impianti annunciate dall’azienda e la necessità di tutelare occupazione e produzione.Forte la preoccupazione espressa dai sindacati, anche in vista della scadenza della cassa integrazione fissata per il trenta aprile. «Non è più sostenibile continuare a rinviare – sottolineano le organizzazioni – serve passare dalle parole ai fatti». I lavoratori chiedono certezze sul futuro industriale del sito e sul mantenimento dei livelli occupazionali.Nel corso dell’assemblea è stata ribadita una linea chiara: eventuali operazioni di spostamento di macchinari e robot potranno avvenire solo dopo aver ottenuto risposte concrete sul nuovo soggetto imprenditoriale e sul progetto di riconversione. Parallelamente, i sindacati annunciano un’intensificazione delle iniziative per sollecitare istituzioni e azienda.L’attenzione è ora rivolta al prossimo incontro previsto il primo aprile al Ministero delle imprese e del made in Italy, ritenuto decisivo per il futuro dello stabilimento. «Servono risposte concrete – insistono – su investimenti, prospettive occupazionali e rilancio produttivo».

Cavallo (Cisl) propone organismo permanente per coordinare interventi, prevenire emergenze e guidare la transizione lucana
«Sempre
POTENZA. Il moltiplicarsi delle crisi occupazionali in Basilicata impone un cambio di passo nella gestione delle vertenze. È la posizione espressa dal segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo, che torna a sollecitare la Giunta regionale ad aprire un confronto sulla proposta di istituire una cabina unica sulle crisi industriali. «Il moltiplicarsi delle fonti di crisi occupazionale impone il passaggio da una gestione frammentata delle emergenze a una governance strutturata e lungimirante», afferma Cavallo, sottolineando come il territorio sia attraversato da trasformazioni profonde che mettono a rischio la tenuta sociale ed economica. Tra gli esempi citati, la vertenza Smart Paper, emblematica delle
difficoltà che interessano il sistema produttivo lucano.Secondo la Cisl, non è più sufficiente intervenire caso per caso. «È necessaria l’istituzione immediata di una cabina unica sulle crisi industriali – spiega Cavallo – quale centro nevralgico di una politica industriale capace di affrontare le sfide del presente e del futuro». L’obiettivo è superare la frammentazione degli interventi e costruire una visione strategica condivisa.Nel documento di proposte presentato alla Regione, il sindacato delinea compiti e funzioni del nuovo organismo, che dovrebbe operare come struttura permanente di coordinamento e partecipazione. «Non chiediamo solo un tavolo di confronto – precisa Cavallo – ma una programmazione partecipata, in

cui le parti sociali siano protagoniste nelle scelte su investimenti, incentivi, formazione e ricerca».
La cabina unica, nelle intenzioni
della Cisl, dovrebbe concentrare competenze e risorse in un unico centro decisionale, monitorando i settori strategici e prevenendo le criticità prima che diventino irreversibili. Un tassello fondamentale di una più ampia politica industriale, chiamata ad accompagnare i comparti tradizionali nei processi di trasformazione digitale ed ecologica.Tra le priorità indicate, anche un piano di riqualificazione delle competenze dei lavoratori e il rafforzamento delle sinergie tra imprese e ricerca, per trasformare l’innovazione in occupazione di qualità. «Serve il contributo di tutti –conclude Cavallo – e un confronto reale che sappia leggere le trasformazioni in atto e collocare la Basilicata nello scenario competitivo globale».











Al confronto nazionale sulle politiche territoriali l’assessore rilancia modelli integrati tra investimenti, welfare e residenzialità
POTENZA. Un confronto sulle strategie post Pnrr e sulle politiche territoriali, con particolare attenzione alla casa e alla coesione sociale: è questo il quadro emerso a Roma dall’iniziativa promossa da Cassa depositi e prestiti, Anfir e Conferenza delle Regioni, alla quale ha preso parte l’assessore lucano Cosimo Latronico.Al centro dell’incontro, intitolato «Oggi, per l’Italia del futuro», le sfide legate alla gestione delle risorse pubbliche e alla costruzione di modelli di sviluppo sostenibili e duraturi. «Entriamo in una fase decisiva – ha dichiarato Latronico – in cui è necessario consolidare quanto avviato con il Pnrr e costruire una programmazione capace di rendere strutturali gli investimenti, rafforzando la capacità amministrativa e la qualità della spesa pubblica». L’assessore ha evidenziato la necessità di un approccio integrato, capace di mettere in relazione politiche sanitarie, sociali, abitative ed economiche. «La sfida – ha spiegato – è costruire modelli di sviluppo che tengano insieme crescita economica e coesione sociale, contrastando le disuguaglianze territoriali e sostenendo le comunità, soprattutto nel-

le aree interne».Particolare attenzione è stata riservata al tema dell’abitare, considerato leva strategica per il welfare territoriale. «La casa è il presupposto fondamentale per costruire percorsi di dignità e inclusione – ha sottolineato Latronico –. Senza stabilità abitativa, ogni politica pubblica rischia di essere incompleta». In Basilicata, ha aggiunto, sono in corso interventi che spaziano dalla riqualificazione del patrimonio edilizio ai programmi di edilizia residenziale sociale, fino ai progetti finanziati dal Pnrr e al recupero dei borghi.Non manca uno sguardo all’innovazione, con
sperimentazioni come il cohousing e i modelli intergenerazionali, pensati per rafforzare le relazioni di comunità. «È necessario superare una visione tradizionale dell’edilizia pubblica – ha rimarcato –e costruire veri ecosistemi dell’abitare, integrando risorse pubbliche e private». Infine, il richiamo alle alleanze istituzionali: «In una fase di transizione complessa è fondamentale rafforzare le partnership tra istituzioni, sistema finanziario e territori». Un passaggio ritenuto cruciale anche per contrastare lo spopolamento e rafforzare la coesione sociale in una regione come la Basilicata.
SU ELETTRICITÀ AUMENTI FINO AL 60%
Caro energia,
Matera: «È allarme per le imprese»
MATERA. Il caro energia torna a pesare con forza sul sistema produttivo materano e la Cna lancia un nuovo allarme. Secondo il monitoraggio dell’associazione, l’energia elettrica registra aumenti fino al sessanta per cento, con effetti a catena anche su materie prime come rame, alluminio e ferro.Una situazione che rischia di mettere in difficoltà soprattutto le micro e piccole imprese, prevalenti nel territorio. «Un rincaro di questa portata –spiega il presidente Leo Montemurro –non è solo un aumento dei costi, ma un rischio concreto per la tenuta delle attività e per l’occupazione».Il quadro è aggravato dalla forte volatilità dei prezzi, che cambiano anche nell’arco di ventiquattro ore, rendendo difficile programmare investimenti e produzione. In alcuni comparti manifatturieri, inoltre, il costo dell’energia è diventato la voce principale di spesa.La Cna richiama l’attenzione anche su possibili distorsioni del mercato. «Non è accettabile – sottolinea il direttore Roberto Luongo – che in Italia i costi restino più alti rispetto ad altri Paesi europei. Servono controlli lungo tutta la filiera».Da qui l’appello alle istituzioni per misure strutturali. Senza interventi mirati, avverte l’associazione, il rischio è una progressiva perdita del tessuto imprenditoriale locale, con ricadute sulla coesione sociale del territorio.

Percorso formativo a Matera per creare competenze avanzate e rafforzare il legame tra giovani talenti e sistema produttivo
MATERA. È partita a Matera, nella sede della Casa delle Tecnologie Emergenti, la prima edizione 2026 della Mt Academy in Cloud Architecting e intelligenza artificiale, realizzata in collaborazione con Aws. Il Welcome Day ha segnato l’avvio ufficiale di un percorso formativo altamente specialistico che, nelle prossime dieci settimane, approfondirà la progettazione di architetture cloud e l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali.Le numerose candidature confermano l’interesse crescente verso un’iniziativa che già lo scorso anno aveva dimostrato la capacità di attrarre profili qualificati e creare un collegamento concreto con il mondo del lavoro. Per questa edizione sono stati selezionati quindici partecipanti, tutti con un soli-
do background tecnico scientifico, in prevalenza laureati in discipline Stem e con competenze maturate nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.In apertura, Gabriella Megale, amministratore unico di Sviluppo Basilicata, ha evidenziato il valore strategico dell’Academy: «Uno strumento capace di creare le condizioni per trattenere e attrarre competenze qualificate, offrendo opportunità professionali sul territorio e rafforzando il legame tra capitale umano e sistema produttivo». Sulla stessa linea Elisa Angi, public policy specialist di Aws, che ha sottolineato come il cloud rappresenti oggi un’infrastruttura abilitante per la crescita delle imprese, sempre più integrata con l’intelligenza artificiale. Il radicamento territoriale resta uno

degli elementi chiave del progetto, anche grazie al contributo dei cluster dell’innovazione. Raffaele Vitulli, presidente di Basilicata Creativa, ha ribadito il ruolo di Matera come polo emergente per la specializzazione tecnologica, capace di attrarre giovani talenti e favorire nuove competenze. Durante il Welcome Day, Patrizia Orofino e Claudia Masi hanno illustrato il programma: trecento ore di attività in presenza, con una for-
te componente laboratoriale e un project work sviluppato a stretto contatto con le imprese.Resta attiva anche la long list regionale che consente alle aziende di interagire con l’Academy e conoscere direttamente i profili formati. Il percorso rientra tra gli interventi finanziati dal Fondo di sviluppo e coesione 2021 2027, nell’ambito della programmazione Cipess, ed è promosso dal Dipartimento Sviluppo economico della Regione Basilicata. «Esperienze come la My Academy dimostrano che è possibile colmare il divario tra domanda e offerta di lavoro – ha dichiarato l’assessore Francesco Cupparo – formando sul territorio figure altamente specialistiche. Il nostro obiettivo è rafforzare questo modello per rendere la Basilicata più competitiva».
L’Assessore Mongiello: «Un passo concreto per tutelare la salute dei cittadini e favorire lo sviluppo green»
La Basilicata compie un passo decisivo nella tutela dell’ambiente e nella riqualificazione delle aree industriali storicamente inquinate. Con la circolare ufficiale del 16 marzo 2026, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha stanziato 26.910.000 euro per i Siti di Interesse Nazionale (SIN) di Tito e della Val Basento, destinati a interventi di bonifica e risanamento.
Le risorse, provenienti dalle economie del Piano Sviluppo e Coesione (PSC), sono state sbloccate grazie al via libera della Cabina di Regia FSC.Per l’assessore regionale all’Ambiente e alla Transizione Energetica, Laura Mongiello, «questo stanziamento rappresenta un passo concreto per restituire sicurezza e dignità produttiva a territori che hanno subito un grave inquinamento storico.
Non si tratta solo di numeri, ma di interventi reali che daranno
impulso alla crescita sostenibile della nostra regione».Negli ultimi mesi, la Regione Basilicata ha lavorato in stretta collaborazione con il viceministro Vannia Gava e il Direttore generale Economia Circolare e Bonifiche del MASE, per sbloccare pratiche ferme da anni e garantire l’attuazione immediata dei cantieri. «Abbiamo creato una Struttura di Missione interna per dialogare costantemente con il Ministero e accelerare le procedure – spiega Mongiello – l’obiettivo è chiaro: bonificare Tito e la Val Basento, tutelare la salute dei cittadini e rendere queste aree attrattive per investimenti industriali green ed ecosostenibili».
Il finanziamento lucano si inserisce in una più ampia manovra nazionale che complessivamente ha destinato oltre 275 milioni di euro alla riprogrammazione delle bonifiche dei SIN.
L’assegnazione sottolinea il ruolo centrale della Basilicata nel settore e conferma l’impegno del-
la Regione nella transizione ambientale e culturale, puntando a cantieri più rapidi e a un futuro più sostenibile.Grazie a questo intervento, la sicurezza ambien-
tale si unisce a nuove opportunità economiche, consolidando la strategia della Regione di coniugare tutela dell’ambiente e sviluppo produttivo.

Fratelli d’Italia esprime grande soddisfazione per l’assegnazione di 27 milioni di euro destinati alle bonifiche dei Siti di Interesse Nazionale (Sin) di Tito e della Val Basento, un risultato che segna una tappa importante nel percorso di riqualificazione ambientale della Basilicata. Il finanziamento, ufficializzato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica con circolare del 16 marzo 2026, proviene dalle economie del Piano di Sviluppo e Coesione (PSC) e segue la positiva interlocuzione tra Regione Basilicata e Ministero, con particolare riferimento alla Cabina di Regia FSC.
sier fermi da anni». L’ufficio di missione istituito ad hoc, composto da professionalità di alto livello, seguirà tutte le fasi tecniche e amministrative per garantire l’immediata at-
tuazione degli interventi.Secondo Fratelli d’Italia, l’intervento ha anche una valenza economica strategica: «Le aree industriali di Tito sono attualmente utilizzate solo par-
zialmente, con un livello di commerciabilità che non attrae investitori. Le bonifiche renderanno i terreni pienamente fruibili, permettendo un utilizzo completo e senza vincoli
urbanistici o edilizi, e aprendo la strada a nuovi investimenti industriali green».Il partito evidenzia inoltre che l’iniziativa potrebbe favorire una futura revisione della perimetrazione delle Zone Economiche Speciali (ZES) in Basilicata, rafforzando la competitività del territorio. «Con questo finanziamento, la Regione Basilicata non solo rafforza la sua capacità di risanare territori storicamente danneggiati dall’inquinamento, ma si prepara a diventare un punto di riferimento per le future politiche ambientali e industriali in Italia.»«Il nostro lavoro dimostra come la politica regionale possa tradursi in azioni concrete a beneficio dei cittadini», conclude il Dipartimento Ambiente ed Energia di Fratelli d’Italia. «Sicurezza ambientale, sviluppo economico e attrattività territoriale sono oggi obiettivi reali grazie a questo finanziamento.» Il
Il Dipartimento Ambiente ed Energia di Fratelli d’Italia sottolinea come «si tratta di un risultato che premia l’impegno concreto dei nostri uffici, che hanno lavorato in sinergia con le strutture ministeriali, sbloccando dos-

Ripacandida capofila del biennio di valorizzazione del territorio lucano, tra turismo, filiere produttive e promozione delle eccellenze agricole
«Quando un riconoscimento come Vulture
Città Italiana del Vino 2026-2027 prende forma concreta, non riguarda solo un territorio ma diventa un’opportunità per tutta la Basilicata, per il suo sistema produttivo, per il turismo e per la sua identità».È quanto dichiara l’Assessore regionale alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Carmine Cicala, in merito all’avvio operativo del progetto che vedrà la sua inaugurazione ufficiale il prossimo 1° maggio 2026. Su indirizzo del Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, è stato disposto il trasferimento di una prima tranche di risorse pari a 70.000 euro al Comune capofila di Ripacandida, per consentire l’avvio delle attività organizzative e la realizzazione dell'evento di lancio Il Sindaco di Ripacandida, Michele Donato Chiarito, esprime «un sentito ringraziamento al Presidente Bardi per aver dato un segnale concreto e tempestivo, mettendo a
disposizione le risorse necessarie ad avviare un percorso così importante, e all’Assessore Cicala per il sostegno costante garantito sin dalle prime fasi di candidatura».«Si sta creando – aggiunge il Sindaco – un entusiasmo crescente attorno a questo riconoscimento che accompagnerà il territorio nel biennio 2026-2027. Sarà fondamentale il coinvolgimento dei Comuni, dei Consorzi, delle imprese, dei GAL, di APT e di tutti gli attori locali, affinché questa opportunità diventi una vetrina per promuovere non solo il Vulture ma l’intera Basilicata».
L’Assessore Cicala sottolinea come «la Regione non poteva non sostenere un’iniziativa tanto importante, capace di mettere in rete istituzioni, filiere produttive e comunità locali. L’indirizzo del Presidente Bardi è chiaro: accompagnare e rafforzare questo percorso attraverso un impegno concreto e progressivo, anche in vista delle ulteriori attività previste per il 2026

e il 2027».
«Il Vulture – conclude Cicala – rappresenta una delle espressioni più riconoscibili della qualità agroalimentare lucana. Questo progetto ci consente di tradurre un riconosci-
mento in sviluppo reale, creando occasioni di crescita economica, attrattività turistica e valorizzazione delle nostre produzioni, con benefici per l’intera comunità regionale».
Imprenditori, tecnici e istituzioni si confrontano sulle pratiche agricole rigenerative e sul ruolo dell’agricoltura nella transizione ambientale
Si terra venerdì 27 marzo, a partire dalle ore 17 presso l’Abbazia Benedettina di San Michele Arcangelo a Montescaglioso si è svolto il convegno «Il Carbon Farming per il settore agricolo – dalla Metodologia di Certificazione al Mercato Volontario dei crediti di Carbonio», promosso dalla Copagri Basilicata, alla presenza di una nutrita rappresentanza di imprenditori agricoli, tecnici e operatori del settore.All’iniziativa hanno partecipato, oltre al presidente della Copagri Basilicata Nicola Minichino, Giuseppe Montanaro (Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Basilicata), Ilaria Falconi (Membro della Commissione Europea sul Carbon Farming) e Carmine Cicala (Assessore Politiche Agricole e Forestali della Regione Basilicata). Moderatrice dell’evento Vitina Marcantonio (VMLAB Visioni Mediterranee).Il carbon farming non è una scorciatoia né una soluzione immediata, ma un terre-
no di confronto necessario in una fase storica in cui all’agricoltura viene chiesto di produrre di più, ridurre l’impatto ambientale e restare economicamente sostenibile.Il carbon farming consiste nell’insieme di pratiche agricole e forestali finalizzate ad aumentare la capacità dei suoli e della biomassa di assorbire e trattenere carbonio, contribuendo alla mitigazione dei cambiamenti climatici e, allo stesso tempo, al miglioramento della fertilità dei terreni e alla resilienza dei sistemi produttivi. Un approccio che si inserisce nel quadro delle politiche europee sul clima e del Green Deal, con l’obiettivo della neutralità carbonica al 2050, ma che oggi è ancora in fase di transizione normativa e operativa, in attesa della piena strutturazione del quadro europeo di certificazione delle rimozioni di carbonio, prevista nei prossimi anni, in coerenza con la nuova programmazione PAC post 2027.L’attenzione del comparto agri-
colo va concentrata sugli aspetti tecnici, sulle pratiche agronomiche e sui sistemi di misurazione e certificazione. La forte variabilità del valore dei crediti di carbonio evidenzia come le quotazioni di mercato possano oscillare indicativamente tra 2 e 35 euro a tonnellata di CO₂, in funzione della qualità del progetto, delle metodologie adottate e dell’affidabilità dei sistemi di monitoraggio. «Il carbon farming non va letto solo come una possibile valorizzazione ambientale, ma come uno strumento in grado di migliorare l’efficienza aziendale e rafforzare la capacità delle imprese agricole di offrire servizi ecosistemici, attraverso pratiche agronomiche già note e consolidate, come la riduzione delle lavorazioni, le colture di copertura, le rotazioni colturali e la valorizzazione della sostanza organica», spiegano gli esperti.Dal punto di vista del credito, «Se un settore è strategico per determinati obiettivi, il suo

ruolo viene riconosciuto anche a livello di politiche e strumenti finanziari, così accade all’agricoltura che sta dimostrando in modo concreto il proprio contributo alla transizione ambientale». Il carbon farming può contribuire a superare una visione del primario come comparto esclusivamente emissivo, rafforzandone invece il ruolo come parte della soluzione ai cambiamenti climatici.Il carbon farming, definito anche come agricoltura «rigenerativa», promuove il ri-
torno a tecniche tradizionali per restituire fertilità ai suoli, integrate con l’innovazione, richiamando a una riflessione più ampia: da un lato il Green Deal europeo che fissa l’obiettivo della neutralità carbonica al 2050, dall’altro la FAO che chiede di produrre di più per rispondere alla crescita della popolazione. Una sfida che obbliga le imprese agricole a coniugare sostenibilità ambientale, tenuta economica e capacità produttiva in una fase di profonda trasformazione.
OLTRE IL GIARDINO Il segretario del PSI e il capogruppo di Basilicata Casa Comune discutono i pro e i contro della riforma
POTENZA. Il referendum sulla giustizia è ormai alle battute finali. Il talk di approfondimento di Cronache Tv condotto da Paride Leporace ha ospitato il confronto tra Livio Valvano, segretario regionale del Partito Socialista sostenitore del “Si” e Giampiero Iudicello capogruppo al Comune di Potenza di Basilicata Casa Comune, favorevole al "No". Per un errore di impaginazione, dall’articolo pubblicato nell’edizione di ieri si evince uno scambio di posizioni, Valvano a sostegno del “No” e Iudicello a favore del “si”. Di questo errore ci scusiamo con gli ospiti interessati e i lettori. In puntata, Valvano ha difeso il "Sì" sostenendo che la riforma rappresenti un passo necessario per migliorare l'organizzazione della magistratura, riducendo l'influenza delle correnti e garantendo mag-

giore autonomia e trasparenza. Ha inoltre sottolineato che la separazione tra le carriere di giudici e pubblici ministeri è coerente con l'evoluzione del sistema accusatorio introdotto dalla riforma Vassalli. Per Valvano, il referendum non deve essere ridotto a un voto politico contro il governo, ma valutato per i benefici che
potrebbe portare al sistema giudiziario. Iudicello, invece, ha espresso la sua contrarietà al referendum, criticando il metodo poco inclusivo e frettoloso con cui la riforma è stata portata avanti. Ha evidenziato le lacune del testo, come l'assenza di chiarezza sui decreti attuativi e i rischi di creare un giudice speciale con

l'Alta Corte Disciplinare, in potenziale contrasto con la Costituzione. Ha inoltre espresso timori per una possibile subordinazione del pubblico ministero all'esecutivo, denunciando un approccio che ritiene più politico che tecnico.Entrambi hanno discusso le recenti dichiarazioni controverse di figure politiche come l'ono-
revole Mattia e il PM Gratteri, criticandone i toni e le implicazioni. In chiusura, i due ospiti hanno invitato i cittadini a partecipare al voto, sottolineando l'importanza di esprimere la propria opinione su una questione che avrà ripercussioni significative sia sul sistema giudiziario che sul panorama politico nazionale.

Oggi alle ore 17:00, presso il Grande Albergo di Potenza, Forza Italia Basilicata chiuderà la campagna referendaria per il Sì al prossimo referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. Sarà un momento di confronto e di approfondimento sulle ragioni di una riforma che il Paese attende da decenni e che finalmente potrà garantire ai cittadini un processo giusto, un giudice terzo e imparziale e la fine del correntismo e dei troppi casi di malagiustizia.
vedrà la partecipazione del Ministro per le Riforme istituzionali, nonché Segretario Regionale di Forza Italia Basilicata, Maria Elisabetta Alberti Casellati, oltre che di tutta la classe dirigente regionali.

sti per il Sì”, Gianluca Modarelli, Segretario Provinciale Forza Italia Matera, Rocco Buccico, Vice Sindaco di Matera. Presenti, inoltre, i Consiglieri Regionali di Forza Italia, Michele Casino, Gianuario Aliandro e Fernando Picerno, l’Assessore Regionale alle Attività produttive, Francesco Cupparo, e il Presidente della Giunta regionale, Vito Bardi.
del dipartimento Giustizia di Forza Italia, avv. Matteo Restaino, e la Presidente delle Camere Penali della Basilicata, Avv. Shara Zolla.
L’evento, che sarà moderato dal Segretario Provinciale di Forza Italia Potenza, Vincenzo Taddei,
L’incontro di giovedì, che chiuderà una campagna referendaria svolta capillarmente da Forza Italia su tutti i territori lucani, rappresenterà una grande occasione per entrare nel merito di una riforma trasversale che inciderà positivamente nella vita di tutti i nostri concittadini. È arrivato il momento di rendere la giustizia più equa e moderna e al passo con le altre democrazie europee. A Potenza appuntamento con Casellati e i rappresentanti regionali per discutere la riforma Nordio
Interverranno, infatti, per i saluti istituzionali, Simone Pierro, Segretario Regionale di Forza Italia Giovani Basilicata, Lucia Pangaro, Coordinatrice Regionale di Azzurro Donna Basilicata, Donato Carriero, Coordinatore Regionale Forza Italia Seniores Basilicata, Roberta Taddei, Componente del Direttivo del Comitato “Giovani Garanti-
Approfondiranno le ragioni del Sì, dal punto di vista tecnico e giuridico, il Presidente del “Comitato per il Sì”, avv. Sergio Lapenna, l’avvocato Giuseppe Mariani, il Responsabile Regionale

CRONA-CHI? Vittima di una rete di abusi da parte degli anziani della comunità di Montemurro, poca fu la collaborazione nelle indagini
DI A NN A TA M M AR IE L L O
Era una giornata di primavera a Montemurro. Dopo una leggera pioggia il sole illuminava il borgo e i bambini si affrettavano a riempire le strade. Anche Ottavia De Luise e sua cugina Anna Rotundo quel pomeriggio uscirono di casa e si incontrarono in Piazza Albini. Ma quel 12 maggio del 1975 fu probabilmente l’ultimo giorno di vita della piccola Ottavia. Il motivo della scomparsa è probabilmente riconducibile alla rete di abusi della quale la bambina era vittima. Non una, ma molte persone coinvolte. Il primo nome ad emergere fu quello di Giuseppe Alberti, detto “il Viggianese”.
Dalla testimonianza della cugina di Ottavia, messa a verbale, la bambina doveva incontrarsi con lui quel pomeriggio. L’uomo le doveva del denaro, soldi che la ragazzina riceveva dopo abusi da parte dell’anziano. Interrogato, Alberti negò tutto, riuscendo a garantirsi un alibi grazie alla testimonianza di familiari.
L’ispezione corporale, effettuata dieci giorni dopo la scomparsa di Ottavia, mostrò segni ed ecchimo-

si sul corpo dell’uomo, compatibili con una colluttazione. Ma quello era un vaso di Pandora da scoperchiare: la bambina, in cambio di denaro, veniva abusata da altri anziani del paese. Una rete di pedofili che vedevano in Ottavia la vittima ideale. Nel 2010, poi, una falsa pista: una lettera anonima indirizzata alla famiglia De Luise accusava Andrea Rotundo, parente della cugina Anna Lucia, intima amica di Ottavia, come l’assassino della bambina. Iniziarono scavi e perquisizioni nella casa di Rotundo: giorni lunghi e interminabili per la famiglia di Ottavia, che
non portarono a nulla. Dove si trova allora il corpo della bambina? E perché non si scavò mai nella campagna del Viggianese, dove si recò la ragazzina quel 12 maggio del 1975? L’uomo è ormai morto, portando con sé la verità e i segreti sul rapporto che aveva con Ottavia. Questo il nuovo approfondimento del programma “Crona-Chi?”. «Torniamo a occuparci del caso della piccola Ottavia: non lo lasciamo perché restano ancora molti quesiti aperti -spiega il conduttore Fabio Amendolara- ma anche perché siamo convinti che questo caso debba insegnarci qualcosa. È


una vicenda quanto mai attuale, segnata da pregiudizi di genere, da una cultura patriarcale e dall’assenza di una rete sociale e finito da troppo tempo in un cassetto. Il suo paese d’origine l’ha completamente dimenticata. Non le hanno dedicato una strada, una biblioteca, non è mai stata organizzata una fiaccolata. Per questo è importante tornare a parlarne».
Ospiti delle puntata Rossana Mignoli, garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Basilicata e Emanuela Taschini, ex inviata di “Chi l’ha visto?”.
«Parlare di questa storiaspiega la garante Mignoliporta a riflettere sul tema della tutela dei minori. Il caso di Ottavia è emblematico, un modello purtroppo negativo di negazione del diritto all’infanzia e all’innocenza. Mantenere viva la memoria di questo caso significa responsabilizzare ancora oggi sul diritto dei ragazzi a vivere la propria età. Nei casi di disagio c’è ancora la tendenza a non intervenire. Le aree interne e le piccole comunità soffrono ancora di marginalità: mancano centri di aggregazione, opportunità, servizi sociali adeguati. I ragazzi vivono spesso in contesti isolati, con una rete sociale debole».
«Emanuela, che situazione hai trovato nel 2010 a Montemurro?» chiede il giornalista.
«Una situazione complicata, segnata dalla reticenza dei compaesanispiega l’autrice della Rai. C’era chiusura, difficoltà ad affrontare questo
dramma. Più che fastidio, direi imbarazzo. Non è facile accettare che in un piccolo paese, dove tutti si conoscono, il vicino possa essere un mostro. Molti ricordavano Ottavia, ma ne parlavano poco e malvolentieri. Su di lei gravava un forte pregiudizio, tipico di un contesto chiuso e segnato dal pettegolezzo. Questo ha inciso sia sull’atteggiamento della comunità sia sulle indagini».
Il caso De Luise è un caso emblematico di vittimizzazione secondaria: si tende a colpevolizzare la vittima. «È sconvolgente pensare che una bambina possa essere considerata “di cattiva reputazione”, invece di essere riconosciuta come vittima di abusi. In questa storiasottolinea l’ex inviata di “Chi l’ha visto”- è mancata la possibilità di ottenere informazioni sugli ultimi momenti di vita della bambina. Poche tracce, poche testimonianze. Un vero e proprio muro impenetrabile». «In conclusione, come si può riscattare questa mancanza?» chiede il conduttore. «Bisogna agire culturalmente -sottolinea la Garante-. Non è un problema solo di Montemurro, ma diffuso: l’atteggiamento del “farsi gli affari propri” è ancora molto radicato. Oggi abbiamo più strumenti rispetto al passato, ma dobbiamo usarli. Serve più coraggio nel denunciare e una coscienza civica più forte. I ragazzi spesso vivono inascoltati: la famiglia e la comunità devono imparare ad ascoltarli di più».
A Matera il convegno “Stereotipi, disuguaglianze e violenze di genere” coinvolge amministratori e istituzioni locali per promuovere prevenzione e consapevolezza
Prosegue il cammino di ANCI per la presentazione della campagna nazionale e del Rapporto dedicato al contrasto della violenza maschile contro le donne. Dopo il primo momento istituzionale, tenutosi presso la Sala A del Consiglio regionale della Basilicata, il percorso continuerà a Matera con il convegno «Stereotipi, disuguaglianze e violenze di genere», in programma il 19 marzo 2026 alle ore 17:00 presso la Camera di Commercio della Basilicata.L’iniziativa, promossa da ANCI Basilicata insieme alle Consigliere di parità, è rivolta ad amministratori e amministratrici locali, comunicatori, uffici stampa e social media manager dei Comuni, con l’obiettivo di diffondere i contenuti della campagna di comunicazione nazionale promossa da ANCI, in collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.La campagna, dal titolo «Contro la violenza sulle donne: mai bandiera bianca», punta a rafforzare il ruolo delle istituzioni locali nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere, valorizzando l’impegno dei Comuni come

presìdi istituzionali di prossimità e attori strategici nella battaglia culturale, sociale e quotidiana contro ogni forma di violenza.Elemento simbolico dell’iniziativa sarà una bandiera da esporre nei Comuni, quale segno visibile di identità, presenza e impegno pubblico. Ai Sindaci sarà chiesto di aderire formalmente alla campagna, esponendo la bandiera e coinvolgendo influencer e figure pubbliche locali come ambassador del messaggio, in particolare tra i giovani, anche attraverso i canali social, per garantire una diffusio-
ne capillare e multicanale.Durante l’incontro saranno illustrati gli strumenti messi a disposizione dei Comuni e le linee guida per un utilizzo efficace della campagna sui canali istituzionali, insieme al quadro delle politiche e delle iniziative nazionali per il contrasto alla violenza di genere, con un focus sul ruolo strategico degli enti locali.Sarà inoltre presentato il Rapporto ANCI «Contro la violenza sulle donne: mai bandiera bianca», che offre un’analisi aggiornata del fenomeno e valorizza le buone pratiche e l’impegno dei

Comuni nella prevenzione e nel contrasto alla violenza maschile contro le donne.L’iniziativa rappresenta un momento di confronto istituzionale di alto valore, volto a consolidare una re-
te territoriale sempre più coesa e determinata nel contrasto alla violenza di genere, riaffermando con chiarezza che su questo tema non può esserci alcuna resa: mai bandiera bianca.
Dopo la sparatoria contro l’ex compagna, Tiziana Silletti sottolinea la necessità di rafforzare reti territoriali di prevenzione e supporto alle persone fragili
«Un episodio che richiama all’urgenza
Il grave episodio avvenuto a Genzano di Lucania, dove un uomo ha sparato all’ex compagna ferendola, ha suscitato profonda preoccupazione. «Ci scuote profondamente e ci richiama a una responsabilità che non può più essere rimandata. Esprimo sincera e partecipe vicinanza alla vittima che, sulla base delle informazioni acquisite, non versa in pericolo di vita. Una notizia che solleva, ma che non può e non deve farci abbassare la guardia», dichiara Tiziana Silletti, Garante regionale delle vittime di reato.«Dietro ogni gesto di violenza – prosegue Silletti – c’è quasi sempre una storia che ha chiesto ascolto, aiuto, protezione. E troppo spesso quei segnali re- stano inascoltati, sottovalutati, lasciati soli. È lì che è fondamentale intervenire. Prima. In modo deciso. La violenza nelle relazioni affettive non è mai un fatto improvviso: cresce nel silenzio, nelle fragilità, nelle crepe che una rete assente o non sufficientemente forte non
riesce a contenere. Per questo oggi più che mai è indispensabile rafforzare una rete territoriale viva, presente, capace di intercettare il disagio e accompagnare le persone nei momenti più delicati della loro vita».«Come Garante dei detenuti e delle vittime di reato della Regione Basilicata – sottolinea – ribadisco che la tutela delle persone fragili non può essere affidata all’emergenza o alla casualità degli eventi. Deve essere una scelta quotidiana, concreta, condivisa tra istituzioni, servizi, operatori e comunità. Servono ascolto, competenza, presenza. Serve una rete che non lasci indietro nessuno. Che sappia proteggere, ma anche prevenire».«Questo episodio – conclude Silletti – non è solo cronaca. È un richiamo forte, umano, urgente. È il segno che c’è ancora tanto da fare. E che farlo insieme non è un’opzione, ma una necessità. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Nessun territorio è immune»

Appuntamento alle 17 al BeQuì-Smart Cafè per un evento promosso da Sodano e dedicato ai diritti dei figli
POTENZA. Questo pomeriggio presso il BeQuìSmart Cafè in via del Gallitello a Potenza si terrà il Sit-in Coffee “Tutti figli, tutti padri” in occasione della Festa del Papà. L’iniziativa si terrà dalle 17 alle 19 e parte da unn’idea semplice: insieme, in silenzio, con una tazzina di caffè tra le mani e un cartoncino scritto a penna.
È un momento di presenza civile aperto a tutti: madri, padri (separati e non), nonni e cittadini. Nessun palco, nessuno slogan, nessuna bandiera: solo persone che scelgono di esserci, condividendo uno spazio pubblico con rispetto e discrezione. A promuovere l’evento è Enrico Sodano, referente regionale dell’associazione Papà Separati APS:
«La bigenitorialità non si divide, si condivide».
L’iniziativa non nasce come forma di protesta, ma come invito al dialogo e all’ascolto. Ogni partecipante avrà con sé un cartoncino con una frase essenziale: “Per mio figlio sono qui”, “Per mia figlia sono qui”, “Per i miei figli sono qui”, oppure “Per la bigenitorialità sono qui”. Parole semplici, che raccontano storie personali ma convergono su un punto comune: anche quando una coppia si separa, il ruolo genitoriale continua.
Il Sit-in Coffee si ispira a una visione culturale che mette al centro la persona e la famiglia, senza però contrapporre categorie. Non si tratta di padri contro madri o famiglie unite contro separate: il focus
resta sui figli e sul loro diritto a mantenere relazioni equilibrate con entrambi i genitori e con la famiglia allargata.
Un principio riconosciuto anche dalla legge italiana: l’articolo 337-ter del Codice civile italiano stabilisce infatti il diritto del minore a un rapporto continuativo con entrambi i genitori.
La scelta del caffè non è casuale. In Italia rappresenta molto più di una semplice bevanda: è incontro, pausa, dialogo. È uno spazio informale in cui si condividono esperienze e si costruiscono relazioni.
Il Sit-in Coffee valorizza proprio questo simbolo. L’evento è completamente autofinanziato: ogni partecipante paga il proprio caffè, senza sponsor

né finanziamenti esterni. Una scelta che gli organizzatori interpretano come garanzia di autenticità e indipendenza.
Il Sit-in Coffee è, in definitiva, un invito alla città: dedicare un’ora al silenzio, alla presenza e all’ascolto reciproco. Nes-
suna appartenenza da rivendicare, nessuna contrapposizione. Solo persone. E forse, proprio da una semplice tazzina di caffè condivisa, può nascere quella pausa di dialogo che spesso manca nel rumore delle divisioni.
Il presidente della Rete Ente Pro Loco Basilicata Aps Franciosa: «Un segno di gratitudine per l’impegno delle Pro Loco e dei volontari»

Si è svolta a Roma nella prestigiosa sala della Lupa di Palazzo Montecitorio Camera dei Deputati la cerimonia di consegna dei marchi di qualità promossa dalla Rete Associativa di Terzo Settore Ente Pro Loco Italiane Aps guidata da Pasquale Ciurleo su iniziativa dell'Onorevole Grazia Di Maggio.
La Basilicata protagonista con quattro marchi di qualità consegnati ad altrettanti eventi lucani dai forti contenuti storici e culturali promossi dalle Pro Loco affiliate alla Rete Ente Pro Loco Basilicata Aps presieduta da Rocco Franciosa il quale ha sottolineato «siamo particolarmente onorati ed orgogliosi dei marchi di qualitá che la Rete Epli ha conferito alle manifestazioni storico-culturali ed
enogastronomiche lucane. Eventi di animazione turistica - continua Franciosa - che rappresentano dei momenti di esaltazione della nostra identità dall'alto valore promozionale che gratificano gli sforzi di centinaia di volontari a cui rivolgiamo un plauso per tutta l'attivitá di custodia e valorizzazione del patrimonio culturale portata avanti grazie al sostegno di Regione, Apt Basilicata e Comuni». A ricevere il marchio di qualità: ad honorem "Pietá, Tradizione e Culto Popolare" la Festa della Bruna promossa dall' Associazione Maria Santissima della Bruna rappresentata da Don Francesco Di Marzio delegato arcivescovile e vice presidente, con i componenti del comitato Nicoletti Antonio, Matteo Marchitelli eNicola Spa-
gnuolo, la Carta Nazionale Palii, Cortei e Rievocazioni Storiche alla Pentecoste di Melfi promossa dalla Pro Loco Federico II Melfi accompagnata dal Sindaco di Melfi Giuseppe Maglione con il Presidente della Pro Loco Bonacaro Marco Aurelio Agostino, dal vicepresidente Lamorte Vincenzo e dai dirigenti Basso Mauro e Gala Annarita, il marchio Sagra d' Eccellenza alla Sagra dell' Involtino di Gorgoglione promossa dalla Pro Loco Gorgoglione accompagnata dal Sindaco di Gorgoglione Carmine Nigro con il Presidente della Pro Loco Lauria Giacomo e la consigliera Nicoletta Gagliardi, il marchio Sagra d'Eccellenza al Festival delle Tradizioni e della Musica Popolare promosso dalla Pro Loco Le Torri di Chiaromonte rap-
presentata da Francesco Scalera Presidente Pro Loco "Le Torri" di Chiaromonte, Luca Ferraiuolo Vicepresidente eda Gianpio Arcomano Assessore Comunale Delegato dal Sindaco di Chiaromonte e Vincenzo De Salvo Presidente del Consiglio Comunale di Chiaromonte. Nel corso della cerimonia consegnata la benemerenza per i sessant'anni dalla costituzione alla Pro Loco Barile rappresentata dal Presidente Rocco Franciosa e dal vicepresidente Daniele Bracuto ed alla Pro Loco Pisticci presieduta da Maria Teresa Romeo. Un importante momento è stato dedicato alla Sezione Cucina Italiana Patrimonio UNESCO con i prestigiosi interventi di Rocco Pozzulo Presidente FIC-Federazione Italiana Cuochi e Nino Sutera Coordinatore della Rete Genius Loci D. E.C.O. con i quali Enti è stato firmato un Protocollo d’Intesa che mira a professionalizzare il settore delle sagre e della promozione dell’enogastronomia nei Comuni Italiani. Testimonial d’eccezione durante l’assegnazione dei Marchi Sagre d’Eccellenza alle Pro Loco sono stati la Chef Lucia Tellone e Alessandro Circiello Ospite del Programma RAI “Buongiorno Benessere” e co-conduttore RADIO 2 “In forma”.
Congresso straordinario tra riforme, diritti e unità sindacale per affrontare le trasformazioni del settore pubblico
La UIL FP Basilicata si prepara a celebrare il suo Congresso straordinario, un appuntamento di rilievo politico e sociale destinato a incidere sul futuro del lavoro pubblico nella regione e, più in generale, nel Paese. Non un semplice passaggio formale, ma un momento di confronto e di decisione, in cui verranno delineate le scelte strategiche per rafforzare la rappresentanza dei lavoratori e costruire un sindacato più coeso, autorevole e vicino alle persone.Ai lavori prenderanno parte anche il segretario nazionale Simone Selveggio e la segretaria nazionale Rita Longobardi, a conferma dell’importanza dell’iniziativa e della centralità del percorso di rafforzamento e unità della UIL FP nei territori.Negli ultimi anni il lavoro pubblico ha dovuto affrontare sfide senza precedenti. Dalla crisi economica alla pandemia, fino all’inflazione e alle profonde tra-
sformazioni digitali ed ecologiche, senza dimenticare le nuove emergenze sociali: fattori che hanno messo sotto pressione i servizi pubblici, troppo spesso considerati un costo anziché un investimento strategico. In questo contesto, la UIL FP ha rivendicato il proprio ruolo al fianco dei lavoratori, difendendone diritti, dignità e professionalità e promuovendo soluzioni concrete per la loro valorizzazione.Il Congresso rappresenterà un’occasione per analizzare le trasformazioni del lavoro pubblico, dalla sanità agli enti locali, dai ministeri alle strutture di sicurezza. Al centro del dibattito, la necessità di garantire condizioni di lavoro dignitose, contratti equi e percorsi di carriera chiari per tutte le lavoratrici e i lavoratori. Spazio anche alle sfide future: l’integrazione dei lavoratori migranti, l’invecchiamento della popolazione, l’impatto delle nuove tecnologie e la costruzione
di un welfare moderno e sostenibile.Tema guida dell’appuntamento sarà «Il lavoro pubblico che cambia, la UIL FP che unisce», una formula che sintetizza sia la fotografia della realtà sia una precisa dichiarazione di intenti. Il lavoro pubblico è profondamente mutato e il sindacato punta a evolversi con esso, senza rinunciare ai propri valori fondanti. In questa direzione si inserisce anche il processo di unificazione tra UIL FPL e UIL PA, nato dalla consapevolezza che l’unità rafforza la rappresentanza, valorizza le competenze e consente di affrontare con maggiore efficacia le sfide dei territori.Il messaggio che guiderà i lavori è chiaro: «Il lavoro pubblico cambia, ma la UIL FP resta in piedi, pronta a difendere i diritti e la dignità di chi lavora, a unire le energie dei lavoratori e a costruire un futuro di partecipazione, equità e solidarietà».Un impegno che va oltre la dimensione con-

gressuale e si traduce in una prospettiva concreta: contribuire alla costruzione di una società più giusta, in cui il sindacato continua a rappresentare un punto di riferimento per il cambiamento e la tutela dei diritti.
Potenza partecipa al laboratorio per rendere le politiche pubbliche più orientate alle nuove generazioni
Il Comune di Potenza ha partecipato a Reggio Calabria al IV Laboratorio territoriale ANCI dedicato alla Valutazione di Impatto Generazionale (VIG) del DUP comunale, ospitato nei locali di Palazzo San Giorgio.All’iniziativa hanno preso parte, per l’Amministrazione comunale, l’assessore Federica D’Andrea, il dirigente Giuseppe Romaniello e la consigliera comunale Micaela Triunfo, in un momento di confronto con amministratori e tecnici provenienti da diverse realtà italiane, finalizzato ad approfondire strumenti e metodi per valutare in modo strutturato l’impatto delle politiche pubbliche sulle giovani e sulle future generazioni.Il Laboratorio rientra in un ciclo di appuntamenti promossi da ANCI, con la partecipazione dell’Associazione a livello nazionale e territoriale, ed è realizzato con il supporto tecnicoscientifico della Fondazione RiES, con la direzione scientifica del professor Luciano Monti.All’incontro erano presenti anche i Co-
muni che hanno già avviato questo percorso e che hanno contribuito alla sperimentazione della VIG, tra cui Parma, Bologna e Piacenza, oltre al Comune di Reggio Calabria che ha ospitato i lavori come primo Comune del Mezzogiorno ad adottare la Valutazione di Impatto Generazionale sul DUP.La partecipazione di Potenza si inserisce nel percorso avviato in città dopo l’approvazione in Consiglio comunale dell’ordine del giorno che introduce la VIG anche a Potenza, con l’obiettivo di rafforzare strumenti di programmazione e valutazione capaci di orientare in modo più mirato scelte, investimenti e priorità a favore delle nuove generazioni.«Siamo molto soddisfatte del percorso intrapreso e della possibilità di confrontarci con ANCI e con le amministrazioni che hanno già avviato la VIG. Portare anche a Potenza questo approccio significa dotarsi di uno strumento concreto per rendere le politiche pubbliche più lungimiranti, misurabili e orientate al futuro.
È un impegno che intendiamo proseguire con serietà e continuità, perché prendersi cura delle opportunità delle nuove generazioni è parte essenziale del buon governo della città», dichiarano l’assessore D’Andrea e la consigliera Triunfo.Il Comune di Potenza proseguirà il lavoro con il supporto di ANCI e della Fondazione RiES, valorizzando quanto emerso nel laboratorio per rendere l’azione amministrativa sempre più efficace, misurabile e orientata al futuro.


Il Tribunale di Potenza riconosce la responsabilità dei due nosocomi per un errore diagnostico durato oltre cinque anni

POTENZA. Il Tribunale di Potenza, con sentenza del 17 febbraio 2026, ha condannato l’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza e l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico - Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata (IRCCSCROB) al risarcimento di oltre 283.000 euro in fa-
Strutture
vore di una paziente, assistita dall’Avv. Luciano Trofa del Foro di Avellino, a causa di un grave ritardo diagnostico durato oltre cinque anni. La vicenda giudiziaria trae origine dalla mancata diagnosi di una recidiva di meningioma. Tra il 2011 e il 2016, la paziente si era sottoposta a una serie di risonanze magnetiche
presso le due strutture sanitarie resistenti, i cui referti escludevano sistematicamente la presenza di recidive della patologia tumorale per cui era stata operata in passato. Solo un esame eseguito nel 2016 presso un'altra struttura sanitaria rivelava la presenza di una formazione tumorale che, nel frattempo, era cresciuta a tal punto da diventare inoperabile, causando alla donna gravissimi danni permanenti, tra cui la perdita totale del gusto e dell'olfatto e una significativa riduzione della vista e dell'udito. La sentenza ha accolto pienamente le tesi della ricorrente, riconoscendo la responsabilità contrattuale delle due strutture sanitarie per l'operato dei propri medici. Il Giudice, la dottoressa Rossella Magarelli, ba-
sandosi anche sulle conclusioni della consulenza tecnica d'ufficio espletata prima del giudizio, ha accertato che l'operato dei radiologi è stato caratterizzato da «imperizia, negligenza e imprudenza». Secondo il Tribunale, una corretta e tempestiva interpretazione degli esami strumentali già dal 2011 avrebbe permesso di diagnosticare la recidiva e di intraprendere «le più adeguate misure terapeutiche», come la resezione chirurgica, che avrebbero evitato o limitato le drammatiche conseguenze subite dalla paziente. «Questa sentenza è un importante riconoscimento per la nostra assistita, che per anni ha subito le devastanti conseguenze di un errore che poteva e doveva essere evitato. – ha dichiarato l’avvocato Luciano Trofa – Il Tribuna-
le ha riaffermato un principio cruciale: la diligenza nell'attività diagnostica è un obbligo inderogabile e la sua omissione, che priva il paziente di preziose chance terapeutiche, configura una grave responsabilità che deve essere integralmente risarcita».
Il Tribunale ha condannato in solido le due strutture sanitarie al pagamento di un risaracimento quantificato in euro 283.236,00 a titolo di "danno iatrogeno differenziale", corrispondente al peggioramento delle condizioni di salute direttamente imputabile all'errore medico, oltre agli interessi e alla rivalutazione monetaria. La decisione ha inoltre posto a carico dei resistenti tutte le spese legali del giudizio e della precedente fase di accertamento tecnico preventive.
«Ritardi

«Sono passati ormai 5 mesi da quando sembrava fosse pronto il taglio del nastro per gli asili aziendali di Regione Basilicata, azienda ospedaliera regionale San Carlo e Università della Basilicata, tutti ubicati nel capoluogo di regione. Era il mese di settembre quando, l’annuncio dell’ultimo tassello autorizzativo da parte del Comune di Potenza, pareva averci fornito un orizzonte temporale di breve durata per la partenza di un servizio basilare, che da un lato permetterà ai genitori che lavorano nei 3 tra i più grandi enti pubblici del capoluogo di conciliare più agevolmente i tempi di vita e di lavoro, dall’altro ai più piccoli di poter usufruire di servizi educativi considerati essenziali per combattere la povertà educativa e al centro delle politiche del PNRR» hanno affermato Giuliana Pia Scarano e Sandra Guglielmi della Fp Cgil Potenza .
La Fp Cgil di Potenza, unitamente alle RSU della Regione Basilicata, «considerati i persistenti ritardi nell’attivazione degli asili nido aziendali, ha chiesto al presidente della Regione Vito Bardi, al capo di Gabinetto, all’assessore alle Attività produttive Francesco Cupparo, al direttore generale Risorse umane, al direttore generale Programmazione e alla direttrice generale della Direzione Sviluppo economico, un incontro istituzionale urgente finalizzato a chiarire le motivazioni per le quali il servizio non sia ancora partito, nonostante gli spazi risultino già allestiti e arredati e benché l’intero iter amministrativo sia stato più volte dichiarato in fase conclusiva, al fine di comprendere e affrontare congiuntamente le eventuali criticità ancora presenti, individuando una soluzione rapida, efficace e condivisa».
«Ci chiediamo quali siano gli ostacoli tecnico amministrativi che impediscano l’immediata apertura e quali passaggi risultano ancora da completare. Riteniamo necessaria la definizione di una tempistica chiara e definitiva per la piena operatività degli asili nido aziendali, che rappresentano su un territorio come quello lucano, con un’offerta di servizi all’infanzia tra le più basse in Italia, una necessaria risposta attraverso il potenziamento dell’offerta di servizi educativi nella fascia 0 – 3» continuano.
«I tre nuovi asili nido aziendali metteranno a disposizione dei dipendenti oltre 30 posti per l’azienda ospedaliera San Carlo, con l’accoglienza di bambini da 3 a 36 mesi, mentre per Regione e Università una ventina a struttura
per la fascia di età da 12 a 36 mesi. L’orario mattutino delle 7,30 sarà anticipato alle 6,45 per gli operatori dell’azienda ospedaliera San Carlo, considerato che molti turnisti prendono servizio alle 7 la mattina; l’orario si prolungherà sino alle 18, con possibilità di ulteriori servizi integrativi a richiesta e apertura il sabato» proseguono Scarano e Guglielmi. «Una risposta concreta che non può più tardare. È risaputo come la cronica carenza di asili nido continua a rappresentare uno dei principali ostacoli alla piena partecipazione delle donne al mercato del lavoro, spesso costrette a richiedere il part time o ad abbandonare l’occupazione. Senza tralasciare che la Basilicata è terza per i ritardi del Pnrr nei progetti convalidati nei Piani asili nido e scuole per l’infanzia» prosegue. «È notorio che l’offerta sia assolutamente insufficiente rispetto al potenziale bacino di utenza, ben al di sotto di quel 33% che l’Europa si era data come obiettivo da raggiungere entro il 2010 (e che l’Italia ha indicato come livello minimo da garantire entro il 2027) e molto lontana dal nuovo obiettivo europeo del 45% da raggiungere entro il 2030. Su un territorio caratterizzato da una carenza strutturale di servizi e lavoro, iniziative come quella degli asili nido aziendali non possono che essere accolte positivamente, in quanto risposta ai bisogni dei più piccoli e delle loro famiglie, ma anche nell’ottica di nuovi posti di lavoro. Auspichiamo, pertanto, di essere celermente convocati dalla Regione Basilicata per ricevere le dovute risposte» concludono Gugliemi e Scarano.
Cronaca di un diritto che non può essere rimandato e un sistema che mostra tutte le sue falle
Ci sono attese che pesano più dei giorni sul calendario. Attese che non si possono rimandare. Attese che si costruiscono dentro, con fiducia e disciplina. Quando un intervento chirurgico viene programmato, il paziente si affida a un medico, a una struttura, a un sistema che dovrebbe proteggere la vita. Si organizza, si segue ogni indicazione, si fida delle persone coinvolte, aspettandosi che tutto proceda secondo il piano concordato.
Un mese di programmazione. Un percorso lineare. Una fiducia piena.
UN’ORA PRIMA:
IL CROLLO DELL’ARTE
DELL’IMPREVISTO PROGRAMMATO
Poi arriva la perfezione della disorganizzazione. Una telefonata. Un’ora prima del ricovero. Il ricovero è annullato. L’intervento è annullato. Motivazione: mancanza di personale
QUANDO IL PROBLEMA NON È IL PERSONALE, MA
LE SCELTE
Perché quella “mancanza di personale” ha una causa ben precisa. Non si tratta di un’improvvisa indisponibilità. Non è un’assenza dell’ultimo minuto. È qualcosa di più strutturale: la mancanza di fondi ha impedito al responsabile dell’azienda ospedalie-
ra di mettere a disposizione del dott. Giardina, primario del reparto della terapia del dolore, il personale necessario per garantire l’intervento programmato.
A quel punto non siamo più davanti a un imprevisto. Siamo davanti a una scelta. Una scelta economica. Una scelta organizzativa. Una scelta che ha avuto una conseguenza diretta e immediata: fermare un intervento già programmato.
NON È SOLO UN RINVIO
Qualcuno potrebbe ancora dire: “Si rifarà.” Ma nel frattempo c’è un paziente cardiopatico che ha sospeso per una settimana il Coumadin. Non per leggerezza. Non per iniziativa personale. Ma seguendo indicazioni mediche precise, proprio in funzione di quell’intervento. La medicina non funziona a interruttore. Non è “oggi sì, domani vediamo”. È equilibrio È precisione È responsabilità
Quando quell’equilibrio viene spezzato all’ultimo momento, il paziente non resta semplicemente in attesa. Resta esposto. IL VOLTO DELLA
BUROCRAZIA
(QUANDO DECIDE
DI NON ESPORSI)
A chiamare non è stato chi ha preso la decisione. Non è stato chi ha gestito le risorse. Non è stato il responsabile dell’azienda

ospedaliera. Ha chiamato il dott. Giardina. Con dignità, mortificato, umano, autentico. Chi ha fatto il proprio dovere si scusa. Chi avrebbe dovuto prendere le decisioni rimane in silenzio. Il paradosso è chiaro.
IL PARADOSSO PERFETTO
Il medico si espone. Il bu- rocrate si sottrae. È normale che un primario debba mortificarsi per decisioni che non gli appar- tengono? È normale che chi ha costruito il percorso debba anche gestire le conseguenze di scelte altrui? Una telefonata, una spiegazione, un’assunzio-

ne di responsabilità da parte di chi decide… sarebbe bastato questo. E invece no.
LA DIGNITÀ NON È NEGOZIABILE
Quando un intervento viene annullato un’ora prima per motivazioni economiche e organizzative, non si tratta solo di un rinvio. Si dice, implicitamente, che il percorso del paziente può essere subordinato ad altro.
Ma la salute non è una voce di bilancio. Non può diventarlo. Nel momento in cui accade, si perde il senso stesso del servizio sanitario.
TRASFORMARE
L’AMAREZZA IN FORZA
Eppure, dentro questa esperienza, non c’è solo amarezza. C’è una scelta.
Quella di non accettare passivamente.
Di trasformare un fatto personale in una riflessione che riguarda tutti. Non per creare scontro, ma per creare consapevolezza. Perché è proprio nei momenti in cui qualcosa non funziona che emerge la possibilità di rimettere ordine.
UNA RESPONSABILITÀ CHE RIGUARDA TUTTI
Ogni cittadino si affida al sistema sanitario.
Ogni cittadino ha diritto a farlo con fiducia. Una fiducia che non può essere messa in discussione da decisioni prese lontano dalla realtà delle persone. Ogni episodio come questo è un segnale.
E i segnali, quando sono così chiari, non possono
essere ignorati. E allora resta una domanda che non può essere evitata: Ma davvero la mancanza di fondi può giustificare tutto questo? Davvero può giustificare un intervento annullato un’ora prima, un paziente esposto a un rischio e un medico costretto a scusarsi per decisioni che non ha preso? Perché qui non si tratta solo di risorse. Si tratta di responsabilità Di presenza Di trasparenza Di rispetto E proprio nel rispetto delle istituzioni, prima ancora di raccontare questa vicenda, ho scelto la strada più corretta: Ho scritto. Una mail all’Assessore alla Sanità della Regione Basilicata. Una mail alla Direzione Sanitaria dell’Azienda Ospedaliera San Carlo. Due comunicazioni formali, chiare, circostanziate. Ad oggi, nessuna risposta. Un silenzio che, più delle parole, racconta una distanza. Non solo organizzativa. Ma anche istituzionale. Io oggi non racconto solo ciò che è accaduto. Racconto ciò che non dovrebbe accadere. Perché la salute non è un favore. Non è una concessione. È un diritto E un diritto non può essere annullato per mancanza di fondi. Men che meno un’ora prima. E c’è un ultimo dettaglio, forse il più semplice, ma anche il più importante: Quel paziente non è un numero, non è una pratica, non è una voce da spostare. Quel paziente sono io. DINO Q UARATINO
Il reparto del San Carlo tra i protagonisti del documento nazionale con un contributo alla
«Alla redazione di questo documento, elaborato nel corso del 2025 nell’ambito di un articolato lavoro multidisciplinare coordinato dalla Società scientifica, ha contribuito anche l’unità operativa di Malattie Infettive, diretta dalla dottoressa Mariolina Frontuto, con la partecipazione del dottor Michele Gilio in qualità di coautore, a conferma del ruolo attivo della struttura nei processi di innovazione clinico-organizzativa in ambito infettivologico». È quanto dichiara il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo, Giuseppe Spera, evidenziando come «la somministrazione della terapia antibiotica infusiva sul territorio (Opat) rappresenta un modello organizzativo coerente con le strategie di deospedalizzazione, appropriatezza clinica, continuità assistenziale e
sostenibilità: obiettivi centrali della programmazione sanitaria nazionale e regionale». Il Position Paper rappresenta lo strumento di rinnovamento del modello di assistenza per le malattie infettive: punta a ridurre i ricoveri ospedalieri, definisce i nuovi standard per garantire cure domiciliari sicure, efficaci e tecnicamente avanzate. L’obiettivo è ottimizzare l’uso delle risorse e migliorare la qualità di vita dei pazienti.
«L’Outpatient Parenteral Antimicrobial Therapy - spiegano la dottoressa Frontuto e il dottor Gilio - costituisce uno strumento fondamentale nella gestione delle infezioni complesse. Attraverso percorsi strutturati, criteri di selezione rigorosi e un attento monitoraggio clinico, è possibile garantire sicurezza, efficacia terapeutica e qualità di vita ai pa-

zienti, riducendo al contempo la pressione sui posti letto ospedalieri. Il Position Paper Simit rappresenta un passo decisivo verso l’armonizzazione dei modelli Opat sul territorio nazionale e verso la definizione di standard condivisi». Il documento è stato ufficialmente presentato in occasione dell’ultimo Congresso Nazionale Simit, a seguito di un pro-
cesso di revisione tra pari (peer review), e rappresenta il punto di avvio di un percorso volto al riconoscimento formale da parte di Aifa e del Ministero della Salute. Tale iter prevede la conduzione di una revisione sistematica della letteratura, finalizzata all’elaborazione di linee guida nazionali fondate su un consenso condiviso.
Convegno a Rionero su patologie complesse, focus su diagnosi precoce, tecniche e percorsi multidisciplinari per i pazienti
RIONERO IN VULTURE. Domani a partire dalle ore nove nell’auditorium dell’Irccs Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata si terrà un incontro scientifico su una delle sfide più complesse della medicina moderna: le malattie e i tumori rari. L’evento è organizzato in collaborazione con la Fondazione Alessandra Bisceglia ViVa Ale Ets, dedicata alla memoria della giornalista lucana scomparsa prematuramente a causa di una malformazione vascolare rara. Il convegno si aprirà con i saluti istituzionali del direttore generale Irccs Crob Massimo De Fino, del presidente dell’Omceo di Potenza Rocco Paternò e dell’assessore alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr della Regione Basilicata Cosimo Latronico. Responsabile scientifico del corso è Rocco Calabrese, direttore sanitario Irccs Crob. L’evento rientra nell’ambito delle attività di divulgazione medico scientifica previste dalla convenzione sottoscritta tra Irccs Crob e Fondazione Viva Ale, con l’obiettivo principale di potenziare le attività di diagnostica avanzata e terapia medico chirurgica delle malformazioni vascolari. Le malformazioni vascolari sono mattie rare caratterizzate da alterazioni strutturali o funzionali dei vasi sanguigni (arterie, vene, capillari) o linfatici. Come per tutte le malattie rare la diagnosi è spesso complessa e richiede un approccio multidisciplinare. La giornata è articolata in tre sessioni tematiche che affronteranno il problema da diverse prospettive a partire da: un focus sulla definizione di malattie e tumori rari e sulla risoluzione Oms che definisce queste patologie una priorità di salute globale; un approfondimento sulle moderne possibilità diagnostiche, le tecniche strumentali

ed interventistiche e il ruolo del terzo settore nel supporto ai pazienti; infine spazio al percorso diagnostico terapeutico per i pazienti con anomalie vascolari e al momento di ascolto "Rari ma non soli: la voce dei pazienti", con testimonianze dirette. «Le anomalie vascolari non sono solo un problema estetico, ma possono compromettere seriamente la funzionalità degli organi e la qualità della vita dei pazienti – spiega Raffaella Restaino responsabile dei rapporti istituzionali della Fondazione – Attraverso il protocollo d'intesa con l’Irccs Crob vogliamo promuovere l'accesso a trattamenti all'avanguardia, come l’elettrochemioterapia». «Mettere a disposizione le eccellenze cliniche e le tecnologie d’avanguardia del Crob per lo studio delle malattie rare, e in particolare delle malformazioni vascolari che spesso evolvono in tumori, significa non solo fare ricerca di alto livello, ma soprattutto mettere la persona al centro, offrendo cure specialistiche d’eccellenza restando sul proprio territorio – aggiunge Massimo De Fino – Il nostro obiettivo è abbattere l’isolamento che queste malattie spesso portano con sé, coniugando il rigore scientifico con una profonda umanizzazione delle cure».
SERVIRANNO A MIGLIORARE I SERVIZI A MATERA
MATERA. Saranno firmati oggi, alle 10.30, i contratti per sessantaquattro nuove assunzioni all’interno dell’Azienda sanitaria locale di Matera. L’appuntamento è fissato nella sede della Direzione strategica in via Montescaglioso e rappresenta un passaggio significativo per il rafforzamento dell’organico sanitario e amministrativo. Le nuove figure professionali riguardano medici, personale infermieristico, operatori socio sanitari e personale amministrativo. La quasi totalità delle assunzioni avverrà a tempo indeterminato, con l’obiettivo di garantire stabilità lavorativa e continuità nei servizi offerti ai cittadini.Alla firma dei contratti prenderanno parte l’assessore regionale alla Salute e politiche della persona Cosimo Latronico, il direttore generale dell’Asm Maurizio Friolo, il direttore sanitario Andrea Gigliobianco e il direttore amministrativo Antonio Conoci. L’iniziativa si inserisce nel percorso di potenziamento del sistema sanitario regionale, con particolare attenzione al fabbisogno di personale e al miglioramento della qualità dell’assistenza. L’ingresso delle nuove risorse consentirà di rafforzare le strutture e di rispondere in modo più efficace alle esigenze del territorio, in una fase in cui la sanità pubblica è chiamata a garantire servizi sempre più efficienti e accessibili.



Il servizio fondamentale per la città è messo a dura prova dalle condizioni della struttura. Servono interventi immediati
D
Le scale mobili di Santa Lucia, le più lunghe d’Europa, sono da sempre un punto di riferimento per la città di Potenza, simbolo di modernità e di una città al passo coi tempi. Tuttavia, negli ultimi mesi, l’infrastuttura sembra soffrire per una serie di problemi legati alla manutenzione, sollevando preoccupazioni tra i cittadini che ogni giorno si trovano ad affrontare le difficoltà legate al loro utilizzo.
L’immagine che emerge dalla segnalazione di un residente è quella di una struttura che, seppur affascinante e utile, ha bisogno di un intervento urgente per restare funzionale e sicura.
Le scale, infatti, presentano segni evidenti di usura: pareti umide e macchiate dalla muffa, infiltrazioni d’acqua che rischiano di compromettere ulteriolmente l’integrità
della struttura .
L’uomo, che quotidianamente utilizza le scale, racconta anche di trovarsi costretto a percorrere tratti a piedi su gradini di marmo scivolosi, un percorso che diventa ancora più pericoloso durante le giornate di pioggia. «La domanda sorge spontanea: perché dobbiamo pagare 50 centesimi sia a salire che a scendere, quando il servizio non è più all'altezza?», si chiede, evidenziando la frustrazione di un servizio che non sembra rispettare le aspettative dei cittadini. «Un percorso che, oltre a non essere comodo, aumenta i rischi di incidente, soprattutto durante i periodi di pioggia».
La manutenzione, purtroppo, sembra essere diventata un aspetto secondario.
Nonostante l’importanza di questo servizio, che offre un collegamento fondamentale tra diverse zone della città, l’infrastrut-
tura sembra non ricevere le attenzioni necessarie per garantire il suo corretto funzionamento.
Questo stato di abbandono non è un fenomeno isolato, ma una realtà che va avanti da diversi mesi. Se da una parte la frustrazione dei cittadini è comprensibile, dall’altra non si può ignorare la difficoltà che le amministrazioni locali potrebbero incontrare nel far fronte a tutte le necessità di manutenzione, soprattutto considerando l'entità e la complessità della struttura. In conclusione, la situazione non è irrecuperabile, ma richiede un intervento tempestivo per mantenere la funzionalità delle scale mobili e la sicurezza dei cittadini. È un impegno che deve essere preso con serietà, per preservare un patrimonio che rappresenta non solo un simbolo di modernità, ma anche una risorsa irrinunciabile per la città di Potenza.



La Galleria Civica di Potenza ha ospitato il convegno “Sono cresciuta libera”, un evento che ha celebrato la figura di Maria Padula (1915-1987), pittrice e scrittrice lucana di rilevanza nazionale.
La manifestazione, arricchita da una mostra delle sue opere, ha visto una partecipazione numerosa di pubblico e personalità istituzionali.
L'incontro è stato aperto da Palmarosa Fuccella, che ha sottoli-
neato l’impegno di Padula nelle battaglie sociali per i diritti delle donne, nonché il suo ruolo di docente negli Istituti d’Arte di Potenza e Napoli.
L’assessore alla Cultura, Roberto Falotico, ha ringraziato la famiglia Padula per l’organizzazione dell’evento, ricordando come Padula e Giuseppe Antonello Leone siano stati protagonisti di un’importante stagione culturale a Potenza.Patrizia Macrifugi, presidente della Fidapa, ha lodato

l’impegno di Padula nell’emancipazione femminile, definendola un esempio di donna che ha contribuito a rendere Potenza un luogo di crescita e libertà. Gli interventi di Anna Mollica, Mariadelaide Cuozzo e Mariolina Robilotta hanno ripercorso la vita e la carriera dell’artista, mettendo in luce la sua capacità di unire arte e impegno sociale.Rosa Maria Leone, figlia di Maria Padula, ha parlato dell’archivio familiare, una vasta raccolta di lettere e ope-
re messe a disposizione degli studiosi.
La mostra, con ritratti significativi tra cui un autoritratto giovanile, ha dato al pubblico l’opportunità di apprezzare la poetica e la visione di Padula, fatta di libertà, coraggio e amore per la sua terra lucana. L’evento ha offerto una nuova occasione per celebrare la figura di un’importante artista come Maria Padula, il cui impegno continua a ispirare le nuove generazioni.
Un controllo di routine si è trasformato in un intervento decisivo: sequestrati eroina, crack, cocaina e marijuana
Un controllo di routine dei Carabinieri si è trasformato sabato pomeriggio in un’operazione di rilievo a Potenza. Nella zona di Parco Aurora, due persone – un 25enne di origine nigeriana e una 33enne residente in città, già noti alle forze dell’ordine – sono state arrestate in flagranza di reato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.I militari della Sezione Radiomobile della Compagnia di Potenza, impegnati nella vigilanza di un parcheggio pubblico, hanno subito notato l’atteggiamento sospetto dei due occupanti di un’auto in sosta. Agitati e nervosi, i due hanno tentato di eludere il controllo, attirando immediatamente l’attenzione dei Carabinieri e dando il via a un intervento rapido e mirato.La
successiva perquisizione personale e veicolare ha permesso di rinvenire un vero e proprio “assortimento” di droghe già suddivise in dosi pronte per lo spaccio: circa 16 grammi di eroina, oltre 15 grammi di crack suddivisi in 46 involucri, cocaina e marijuana. Oltre allo stupefacente, sono stati sequestrati materiali per il taglio e il confezionamento delle dosi e una somma di denaro in contanti, considerata provento dell’attività illecita.Le sostanze saranno sottoposte ad analisi nei laboratori specializzati dell’Arma per determinarne il grado di purezza e la capacità psicotropa.Al termine delle formalità di rito, il 25enne è stato condotto presso la Casa Circondariale di Potenza, mentre la 33enne è stata sottoposta agli arresti domiciliari, secondo
quanto disposto dall’Autorità Giudiziaria. Successivamente, il GIP del Tribunale di Potenza ha convalidato gli arresti, confermando la custodia cautelare in carcere per l’uomo e gli arresti domiciliari per la donna. Si ricorda che entrambi restano presunti innocenti fino a sentenza definitiva.L’operazione dei Carabinieri mette in evidenza la costante attenzione dell’Arma nel monitorare le aree più frequentate della città, con l’obiettivo di prevenire e reprimere la diffusione di sostanze stupefacenti. Interventi come questo, sottolineano i militari, sono fondamentali per garantire la sicurezza pubblica e tutelare la legalità, scoraggiando il fenomeno dello spaccio nei luoghi di aggregazione.Inoltre, la vicenda evidenzia come il contributo dei cittadini,

segnalando comportamenti sospetti, sia prezioso per le forze dell’ordine, permettendo di inter-
venire rapidamente e ridurre i rischi legati alla diffusione di droghe e sostanze psicotrope.

La vicenda della violenta aggressione avvenuta ai Quartieri Spagnoli di Napoli nel weekend scorso si è conclusa a Potenza, dove la Polizia di Stato ha arrestato il presunto
autore dell’episodio.
La vittima, un trentunenne di Caserta, era stata ferita con più colpi di coltello e trasportata in codice rosso all’Ospedale Pellegrini di Napoli, in pericolo di vita.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Napoli e dal Commissariato Montecalvario, hanno permesso di identificare l’autore della rissa e dell’aggressione, grazie alla visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e alle testimonianze dei presenti.
L’uomo, di nazionalità egiziana, irregolare sul territorio italiano e senza fissa dimora, è indiziato del reato di tentato omicidio.Secondo quanto ricostruito, la lite è iniziata all’interno di un locale notturno tra un gruppo di giovani italiani e uno di extracomunitari, per motivi futili, e si è poi spostata nella piazzetta Montecalvario, dove l’aggressore ha inferto diversi fendenti, tra cui uno particolarmente grave che ha causato lesioni importanti alla vittima. Dopo aver lasciato Napoli nel tentativo di sottrarsi alla giustizia, l’uomo è stato rintracciato
nella provincia di Potenza. Con il supporto della Squadra Mobile locale, è stato fermato e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria del capoluogo lucano. Il P.M. di turno presso la Procura di Potenza ha disposto il trasferimento dell’indagato presso la casa circondariale di Potenza, dove rimarrà in attesa della convalida del fermo da parte del GIP. L’operazione sottolinea il ruolo centrale di Potenza non solo come punto di esecuzione dell’arresto, ma anche come hub di coordinamento tra le forze dell’ordine su territori diversi.
La collaborazione tra le articolazioni della Polizia di Stato di Napoli e il capoluogo della Basilicata, Potenza, ha infatti permesso un intervento rapido ed efficace, garantendo la sicurezza pubblica e il contrasto alla criminalità anche oltre i confini regionali.
L’Amministrazione volerà a Bruxelles grazie ai progetti virtuosi messi in campo per favorire l'integrazione sociale


Il Comune di Marsicovetere entra ufficialmente l'élite delle amministrazioni europee.
L’Ente è stato selezionato come finalista per il prestigioso “European Capitals of Inclusion and Diversity Award 2026”, nella categoria riservata alle autorità locali con meno di 50.000 abitanti.
Il premio "Capitali europee dell'inclusione e della diversità" riconosce, valorizza e mette in luce il lavoro svolto da una città (o regione) che può essere fonte di ispirazione per altre città europee nella creazione di ambienti più diversificati, privi di discriminazioni e inclusivi per i propri cittadini. Il premio riconosce le mi-
gliori pratiche che promuovono la diversità (in termini di sesso, età, disabilità, identità LGBTIQ, religione o credo e origine razziale o etnica) come fonte di ricchezza e innovazione, contribuiscono a politiche e sistemi inclusivi e favoriscono un senso di appartenenza per tutti i cittadini. Il premio è uno dei risultati attesi dal piano d'azione dell'Unione Europea contro il razzismo e dalla strategia per l'uguaglianza e dimostra come l'azione a tutti i livelli sia essenziale se si vuole davvero invertire la tendenza e costruire un'unione basata sull'uguaglianza. A darne notizia è il sindaco Marco Zipparri, che spiega: «Essere tra i finalisti a Bruxelles è un onore immenso che ripaga il lavoro quotidiano
della nostra comunità. Questo riconoscimento dimostra che anche i piccoli comuni possono guidare il cambiamento sociale su scala europea. Portiamo con orgoglio il nome di Marsicovetere e della Basilicata nel cuore dell'Europa» Il Primo cittadino ha spiegato come il premio, promosso dalla Commissione Europea, riconosce il lavoro eccezionale svolto dalle amministrazioni locali nel promuovere l'inclusione e nel costruire società più eque, libere da discriminazioni. La delegazione del Comune volerà pertanto a Bruxelles il prossimo 21 aprile 2026 per partecipare alla cerimonia di premiazione ufficiale, durante la quale verranno proclamati i vincitori delle diverse categorie alla pre-
senza dei massimi rappresentanti delle istituzioni europee. «La selezione come finalista –aggiunge Zipparri- conferma la validità dei progetti messi in campo dall'Amministrazione per favorire l'integrazione sociale e la valorizzazione delle diversità, ponendo Marsicovetere come modello virtuoso non solo per la Basilicata, ma per l'intera Unione Europea. L'impegno di Marsicovetere proseguirà anche il 22 aprile con un evento di networking strategico per un confronto con i firmatari delle "Diversity Charters", leader del mondo business e organizzazioni della società civile, per scambiare buone pratiche e avviare nuove collaborazioni internazionali sui temi dell'inclusione».
Forze dell’Ordine e amministrazioni locali uniscono le forze per tutelare l’economia agricola lucana e prevenire i furti nelle campagne
Il Prefetto di Potenza, Michele Campanaro, ha presieduto una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, focalizzandosi sulla recrudescenza di azioni predatorie nelle zone rurali del Vulture-Melfese e dell’Alto Bradano. Alla riunione hanno partecipato anche i vertici delle Forze dell’Ordine, il Sindaco di Potenza Vincenzo Telesca e i rappresentanti delle principali organizzazioni agricole. Campanaro ha risposto all'allarme lanciato dalle associazioni di categoria, che avevano segnalato un aumento degli episodi di furto ai danni delle aziende agricole. Ha illustrato i dati sui reati predatori, notando un incremento nel 2026, dopo
una flessione nel 2025. L'analisi ha evidenziato anche un aumento di tentativi di furto, che preoccupano le comunità locali. In risposta, ha deciso un rafforzamento dei controlli da parte delle Forze dell’Ordine, con pattugliamenti e posti di controllo nelle zone più vulnerabili, in particolare quelle isolate, per garantire un intervento tempestivo in caso di necessità.Il Prefetto ha anche proposto di potenziare le Polizie locali, estendendo gli orari di servizio, e di introdurre il sistema di "Controllo di vicinato" nelle aree rurali, coinvolgendo i titolari delle aziende agricole. Ha invitato le associazioni a sensibilizzare i propri membri sull’importanza di
adottare sistemi di difesa passiva, come videosorveglianza e vigilanza privata. «Il contrasto ai reati predatori nelle aree rurali rappresenta una priorità, anche per la tutela delle attività produttive e del tessuto economico locale», ha dichiarato Campanaro.Campanaro ha inoltre sottolineato che la sicurezza delle aziende agricole è cruciale per l’economia lucana, che dipende in gran parte dall’agricoltura. Ha infine annunciato un tavolo tecnico in Questura per pianificare i servizi straordinari di sicurezza e rivedere le misure di protezione nelle aree rurali. «L’obiettivo strategico di garantire sicurezza nelle aree rurali deve essere perseguito efficacemente attraverso
una collaborazione costante tra Forze di Polizia, Amministrazioni locali e comunità territoriali», ha concluso il Prefetto, ri-
mandando al tavolo tecnico in Questura le modalità operative di pianificazione dei servizi straordinari.

dei Sassi si prepara alla grande apertura all’insegna della Cultura e del Dialogo

Si arricchisce di nuovi dettagli il programma della Cerimonia inaugurale di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, in programma il 20 marzo in coincidenza con la Giornata Internazionale della Felicità. L'evento si articola in quattro momenti, dal centro della città fino al cuore antico dei rioni Sassi.Alle 17:00 il cantiere dello storico Teatro Duni si trasforma in uno spazio sospeso tra costruzione e immaginazione. Qui impalcature e strutture provvisorie diventano immagine della città che si ricostruisce, metafora del Mediterraneo stesso: un grande cantiere di acqua, pietra, luce e tempo. La cerimonia si apre sulle note di Mediterraneo del cantautore lucano Pino Mango con un video diretto da Alessandro Rak e prodotto da Riva Dei Ginepri Production e Mad Entertainment Spa per MaTiFF – Matera International Film Festival. Un racconto visivo che restituisce l'essenza di un Mediterraneo che unisce, custodisce tracce e ricompone memorie in nuovi immaginari. La cerimonia istituzionale è condotta dalla giornalista RAI Valentina Bisti. Sui ponteggi del teatro, come su un palcoscenico verticale, l'Orchestra Sinfonica di Matera, diretta dal maestro Saverio Vizziello, e il Coro della Polifonica
Materana Pierluigi da Palestrina eseguiranno l'Inno Nazionale e l'Inno alla Gioia di Beethoven, restituendo per la prima volta, dopo anni di silenzio, il suono della musica dal vivo in questo teatro. Il cantiere diventa così metafora di un Mediterraneo in continuo divenire: luogo di incontro, di dialogo, di rinascita. L'architetto Pietro Laureano terrà la lectio brevis "Matera e il Mediterraneo dai mille volti di pietra, di acqua, di luce". La performance di danza "Anemos. Il soffio del mare" prenderà poi la forma di un passo a due con Antonella Albano, Prima ballerina del Teatro alla Scala di Milano, e Mick Zeni, già Primo ballerino del Teatro alla Scala di Milano, su un brano originale composto da Mattia Vlad Morleo che traduce in movimento il respiro del Mediterraneo. Previsto un omaggio in poesia alla città di Tetouan: l'attrice Eva Danino porterà in scena in lingua originale "Ma patrie est un visage" del poeta marocchino Tahar Ben Jelloun.Interverranno alla cerimonia il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri Antonio Tajani, il Vice Presidente esecutivo della Commissione europea e Commissario europeo per la politica regionale Raffaele Fitto, il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, la Ministra per le Riforme istituzionali e la sem-
plificazione normativa Elisabetta Casellati, la Commissaria europea per il Mediterraneo Dubravka Suica, il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, il Sindaco di Matera Antonio Nicoletti. Saranno presenti anche la Deputy Secretary General dell'Unione per il Mediterraneo Petra Kezman, il Direttore esecutivo della Fondazione Anna Lindh Josep Ferrè, e la Direttrice della Fondazione Matera Basilicata 2019 Rita Orlando.A chiudere la cerimonia è Eugenio Bennato, tra i maggiori interpreti e innovatori della musica popolare del Sud Italia e del Mediterraneo. La sua musica riempie il cantiere: è il momento in cui Matera smette di prepararsi e comincia, apre il suo anno da Capitale del Mediterraneo, della cultura e del dialogo. Il tema del cantiere si prolunga oltre il Teatro Duni: sulla facciata di Palazzo della Prefettura campeggia l'installazione "Sirena bicaudata" dell'artista Vincenzo D'Alba, che convoca una delle iconografie più enigmatiche del mondo antico, la stessa che veglia sulla facciata del Duomo di Matera. Mentre sui ponteggi, come in una scenografia verticale, si esibisce la Grande Orchestra di Fiati Città di Grottole, 48 elementi diretti dal Maestro Filippo Carretta.Alle 19:00 dalle vie del centro fino ai Sassi, prende vita
Strada Evento, un'azione diffusa di musica, danza e spettacolo attraversa via del Corso e via Ridola, animando balconi, finestre, terrazze e vetrine in un'unica partitura urbana condivisa. Trentasei ballerini di Oltredanza ASD, Breathing e Danzatori di Ginosa prendono possesso degli spazi, affiancati da 38 musicisti dell'Onyx Jazz Club e del Conservatorio di Musica E.R. Duni di Matera, e dalle performance artistiche di Stefano Siggillino e della Compagnia del Trifone. La Grande Orchestra di Fiati Città di Grottole e la Compagnia del Trifone guidano il corteo fino a Piazza San Pietro Caveoso, dove la città e la sua storia si incontrano nel silenzio antico dei Sassi. Il format Cantiereevento® di Cantiere Teatro Duni, Cantiere Prefettura e Strada Evento sono a cura di Fondazione Gianfranco Dioguardi / Dioguardi Lab. Il gran finale è alle 20:45 prende forma dal Sasso Caveoso. I suoni degli strumenti della cultura popolare dell'Italia meridionale e dell'intero bacino mediterraneo, oggetto della ricerca e dello studio di Pino Basile, vengono riprodotti dal vivo dallo sperone roccioso del Monterrone (Santa Maria de Idris), masterizzati e ibridati con l'elettronica in tempo reale da Daniele Antezza, e trasformati in algoritmi che disegnano
sulla Murgia flussi laser dal vivo, curati da Ultravioletto, in un universo sinestetico di colore e movimento. L'ideazione e la direzione creativa sono a cura di Studio Antani.A chiudere la notte, in un crescendo di meraviglia e stupore, il cielo sopra il Parco della Murgia Materana si trasforma in una tela dinamica animata da centinaia di droni che danno vita a complesse e maestose architetture luminose, sotto la regia di Nicola Di Meo - Drone&Lights Show Designer. Lo spettacolo sarà visibile da Via Madonna delle Virtù, Porta Pistola e dai principali affacci dei Sassi nel centro storico di Matera. La Fondazione Matera Basilicata 2019 trasmetterà il gran finale in diretta sul proprio canale YouTube; la cerimonia istituzionale delle ore 17:00 potrà essere seguita in diretta integrale anche attraverso il maxischermo posizionato in Piazza Vittorio Veneto. La TGR Basilicata trasmetterà la diretta televisiva della cerimonia istituzionale dalle 17:30 alle 18:00, proseguendo con una diretta streaming sul proprio sito dalle 18:15 alle 19:15, con approfondimenti nel corso delle varie edizioni del telegiornale. A supporto di tutte le iniziative saranno presenti i volontari dell'Associazione Open Culture 2019, vale a dire CNGEI e AGESCI.
Il consigliere di Azione Policoro chiede chiarimenti su sede e modalità dell’annuncio e propone di ripetere l’evento sul territorio
POLICORO. «Non si comprende la scelta di presentare a Potenza la scoperta del teatro antico di Herakleia, che riguarda direttamente Policoro e il suo territorio». È quanto dichiara il consigliere comunale di Azione Policoro, Vincenzo Ligorio, intervenendo sulla decisione di annunciare nel capoluogo lucano un ritrovamento che insiste nell’area jonica.Secondo Ligorio, si tratta di una scoperta che «appartiene innanzitutto a un territorio preciso, a una comunità che ne custodisce storia, identità e memoria». Il consigliere precisa di non voler alimentare contrapposizioni tra città, ma richiama «un principio basilare di rispetto istituzionale e coerenza», sottolineando come Policoro «non possa essere relegata a semplice sfondo di annunci fatti altrove», ma debba rappresentare «il centro naturale
e simbolico di ogni iniziativa legata a questa scoperta».Nel merito, l’esponente di Azione evidenzia come scegliere Policoro avrebbe consentito «di coinvolgere realmente i cittadini, valorizzare il territorio e rafforzare il legame tra patrimonio e comunità». Un’occasione mancata, a suo avviso, anche sul piano educativo: «Si sarebbero potute coinvolgere le scuole di Policoro, favorendo un’esperienza diretta sul territorio e stimolando nei più giovani interesse e consapevolezza storica». Una possibilità che, secondo Ligorio, si è indebolita con la scelta di Potenza, «lasciando spazio a una narrazione più distante e meno partecipata».Da qui la richiesta di chiarimenti istituzionali: «È legittimo chiedere cosa ne pensino il sindaco e l’assessore competente e quali valutazioni abbiano

espresso rispetto a una decisione che incide sulla centralità del territorio».Infine, la proposta: «Appare opportuno ripetere l’evento direttamente a Policoro, restituendo centralità al luogo della scoperta e consentendo alla co-
munità locale, in particolare agli studenti, di essere pienamente coinvolti». Per Ligorio, infatti, «la valorizzazione del patrimonio culturale passa anche dal rispetto dei luoghi e delle comunità che ne sono parte integrante».
Ambito Metapontino Collina Materana, iniziativa finanziata dal Ministero per intercettare adolescenti e valorizzarne le competenze
POLICORO. La voglia di essere parte di una identità collettiva e la valorizzazione dei desideri del mondo adolescenziale cominciano dalla strada, dalle periferie e dai luoghi tipici di aggregazione del mondo giovanile.
È partita ieri l’“Educativa di strada” del progetto “DesTeeNazione – Desideri in azione”, l’importante progetto del Comune di Policoro, Capofila dell’Ambito Metapontino Collina Materana, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la collaborazione dell’Istituto degli Innocenti di Firenze.
L’educativa di strada, un intervento che avvicina ragazzi e ragazze nel modo più informale possibile nei luoghi dove questi ultimi spesso costruiscono rapporti sociali e legami importanti con coetanei e con adulti, sarà nelle piazze e nei centri dei Comuni afferenti all’Ats che, oltre Policoro, comprende anche i Comuni di Accettura, Aliano, Cirigliano, Colobraro, Craco, Gorgoglione, Montalbano Jonico, Nova Siri, Pisticci, Rotondella, San Giorgio Lucano, San Mauro Forte, Scanzano, Stiglia-

no, Tursi e Valsinni. «Una delle azioni più coinvolgenti dell’intero progetto, suddiviso in più azioni – dichiarano il Sindaco, Enrico Bianco e l’Assessore alle Politiche Sociali Cinzia Mastronardi – riguarda proprio l’idea di andare fuori, di intercettare gli adolescenti, di incentivare le loro potenzialità e i loro desideri. L’intento è quello di entrare in contatto per ascoltarli, comprendere la natura e le dinamiche interne dei gruppi, con lo scopo di coinvolgerli in azioni di valorizzazione delle loro competenze». Ieri mattina, una equipe di educatori dell’Agenzia
Formativa Ulisse costituita in associazione con altri enti e in co-progettazione con l’Ambito Metapontino Collina Materana, coadiuvati dal personale dell’Ufficio di Piano e dai Coordinatori del progetto, hanno avviato l’Educativa di Strada facendo una prima tappa al Comune Capofila per salutare l’Amministrazione Comunale, per poi “partire” alla ricerca di adolescenti pronti a scoprire questo importante progetto che prevede, tra l’altro, anche la realizzazione di uno spazio multifunzionale di esperienza dedicato in corso di ultimazione a Marconia di Pisticci.
MATERA. Le organizzazioni sindacali territoriali dei Vigili del fuoco esprimono apprezzamento per l’Amministrazione comunale di Matera per la disponibilità settimanale dell’impianto sportivo PalaSassi, destinato alle attività di addestramento natatorio degli operatori della Colonna mobile regionale della Basilicata.L’iniziativa, sottolineano Conapo, Uilpa Vigili del fuoco, Cgil Vigili del fuoco, Confsal e Federdistat Vigili del fuoco, rientra in un percorso di collaborazione istituzionale volto a rafforzare il dispositivo di soccorso del Comando di Matera, in un contesto segnato da frequenti eventi alluvionali e criticità legate al dissesto idrogeologico.«Si tratta di un’attività fondamentale per mantenere elevati standard operativi», evidenziano le sigle, richiamando la necessità di una preparazione costante e mirata per affrontare scenari complessi.Particolare riconoscimento viene rivolto all’assessore Giuliano Paterino per «l’attenzione e la disponibilità» dimostrate nel sostenere iniziative che contribuiscono al miglioramento delle capacità operative e alla diffusione della cultura sportiva come fattore di crescita per la comunità e per le istituzioni.

Ci sono giorni in cui il mondo sembra avere fretta. Tutti corrono, tutti parlano, tutti giudicano, tutti aspettano. E poi arriva un evento, piccolo o grande, e il tempo si ferma. Non perché il mondo si fermi davvero, ma perché tu ti accorgi di ciò che conta. Oggi voglio parlare di questa pausa improvvisa. Non di catastrofi globali, né di guerre o pandemie: parlo di ciò che ci sfugge ogni giorno, delle piccole crepe nei sistemi in cui confidiamo, delle piccole ingiustizie che non fanno notizia ma che colpiscono il cuore. Pensate alla vita come a un grande treno in corsa. Tutto è programmato, tutto è previsto, tutti hanno il loro posto. Ma a volte, senza preavviso, il treno rallenta, si ferma, e tu sei lì, seduto nel tuo vagone, a chiederti perché. Non c’è alcun inganno: il treno non si è fermato per te, ma il mondo ti costringe a fermarti. E allora scopri due cose. La prima: sei più forte di quanto credi. La seconda: il mondo non può decidere quanto vali. Viviamo in un’epoca che ama definire tutto: nu-

meri, statistiche, percentuali, bilanci, algoritmi. Eppure, ogni tanto, la vita ci ricorda che non siamo numeri, non siamo statistiche, non siamo algoritmi. Siamo esseri umani. Con il cuore che batte, con i sogni, con la forza di rialzarsi. Ironia della sorte: spesso il sistema che dovrebbe proteggerci è quello che ci ferma. E non lo fa di proposito. Lo fa perché è imperfetto, perché è gestito da esseri umani che pensano più alle regole che alle persone. E qui entra in gioco la magia della nostra resilienza: possiamo arrabbiarci, possiamo lamentarci, possiamo stancarcene… oppure possiamo scegliere di trasformare quel rallentamento in slancio. C’è chi vede il problema e si piega. C’è chi vede il problema e si lamenta. E poi ci sei tu: che vedi il problema e pensi: “Ok, va bene. Ma io vado avanti lo stesso.” E questa scelta non è banale. Non è un gesto eroico da rac- contare nei giornali. È un atto di libertà. È il riconoscimento che, anche quando i sistemi falliscono, la tua forza interiore non può essere cancellata. La vita moderna ci spinge a cercare certezze, sicurezza, con-
ferme. Eppure, la vera saggezza emerge nel caos, nella sospensione, nell’imprevisto. In quei momenti capisci che non è la realtà esterna a definire il tuo valore, ma il modo in cui rispondi a ciò che accade. E allora sì, puoi ridere della situazione, con ironia e sarcasmo, perché se non lo fai tu, qualcun altro lo farà al tuo posto. Puoi guardare chi ti ha deluso con un sorriso: non per accettare l’ingiustizia, ma per ricordarti che non sei loro, sei te stesso.Il mondo rallenta? Benissimo. Allora accelera dentro di te. Riempi quel vuoto di coraggio, di gioia, di intenzione positiva. Riempi quel vuoto con azioni che contano, con pensieri che contano, con parole che contano. E qui arriva la lezione più sottile, quella che pochi colgono: la vera potenza non è nella velocità con cui il mondo si muove, ma nella capacità di restare centrati, lucidi e positivi quando tutto intorno sembra fuori controllo. Perché ogni crisi, ogni rallentamento, ogni imprevisto, è un’opportu- nità mascherata. È il momento in cui puoi vedere chi sei davvero. È il momento in cui puoi scegliere di essere più forte di pri- ma. È il momento in cui puoi trasformare la frustrazione in energia pura, la

rabbia in chiarezza, l’amarezza in determinazione. E se vuoi, puoi farlo con un sorriso ironico. Puoi farlo con un sarcasmo leggero. Puoi farlo con quella leggerezza che confonde chi ti vorrebbe piegare. Perché la leggerezza non è superficialità: è saggezza, è libertà, è forza. Allora oggi, quando il mondo ti rallenta, non lasciarti fermare. Non lasciare che i sistemi decidano chi sei. Non lasciare che le regole o le difficoltà spengano la tua luce. Sii tu a scegliere la velocità della tua vita, la profondità dei tuoi pensieri, l’intensità delle tue azioni. E ricordalo: anche quando tutto sembra ostacolare il tuo percorso, la vera vittoria è dentro di te, invisibile agli occhi degli altri, silenziosa, potente, inattaccabile. Quella vittoria è il tuo cuore che batte, la tua mente che pensa, la tua forza che
Da Rionero parte il progetto per trattenere i giovani e ridisegnare il futuro tra energia, logistica e cooperazione territoriale
Si è tenuta ieri la conferenza stampa che segna, nelle intenzioni dei promotori, un punto di non ritorno per il Sud Italia, immaginato come baricentro di un nuovo scacchiere geopolitico. Al centro dell’incontro, la nascita della Macroregione Sud, presentata come un’urgenza storica: unire regioni, comuni, università, imprese e società civile in un unico organismo.L’obiettivo dichiarato è superare la frammentazione territoriale per costruire uno spazio condiviso e competitivo. Il richiamo alla storia è esplicito: come il Regno, da Ruggero II a Federico e Manfredi, fino a Carlo e Ferdinando II di Borbone, fu un punto di riferimento culturale e commerciale, così oggi la Macroregione viene indicata come risposta alle sfide globali. Il Sud, è stato ribadito, non
chiede assistenza ma rivendica un ruolo di leadership nel Mediterraneo, puntando su investimenti e una nuova visione economica.«Giovani che prendono la valigia costretti ad andare via – ha esordito Mauro Tucciariello, presidente del Consiglio comunale di Rionero e coordinatore regionale Città del Vino –diverranno antiche cartoline di un tempo quando si riteneva che chi facesse da sé facesse per tre. Le condizioni per non farli più partire, anzi per farli tornare, ci sono tutte. La strategia è semplice e complessa insieme: trasformare il Mezzogiorno nella porta d’ingresso energetica e logistica del Mediterraneo. In un mondo che guarda a Sud per gas, idrogeno e scambi marittimi, l’isolamento è il suicidio. La cooperazione tra presidi scolastici, sanitari e associazioni serve
a creare quel tessuto connettivo indispensabile per trattenere i talenti e attrarre capitali».Un passaggio centrale del suo intervento ha riguardato proprio il tema della cooperazione come leva strategica: «Dobbiamo smettere di ritenerci regioni distinte che non si guardano intorno e diventare un unico spazio vitale attraverso uso e pratica della cooperazione; è qui il collante che ci lega in un unico disegno e già lavoriamo in questa direzione come associazione Città del Vino. Difatti abbiamo ottenuto straordinari riconoscimenti».La conferenza stampa è stata introdotta da Donato Mazzeo, che ha presentato al pubblico il primo numero dei Quaderni di Studi Mediterranei, anticipando i contenuti degli interventi che vedranno protagonisti venti relatori. L’appuntamento è fissato a
non si piega. Il mondo può fermarsi, rallentare, incepparsi. Tu no. Tu puoi trasformare ogni pausa, ogni rallentamento, in un’onda di forza interiore, in una lezione di vita, in un messaggio che ispira chi legge, che sostiene chi dubita, che dà positività a chi si sente perso. Ecco perché oggi, il rallentamento non è una punizione. È un invito a vedere, sentire, agire, amare. È un invito a scegliere la tua vita, la tua forza, la tua luce. È un invito a ricordare a tutti: nessuna struttura, nessuna regola, nessun ostacolo può fermare chi sceglie di camminare con cuore, ironia e determinazione. Perché la vita non è la burocrazia, non è il sistema, non è ciò che gli altri decidono per noi. La vita è ciò che facciamo con ciò che ci capita. E la tua potenza interiore non ha limiti.

Rionero per sabato 21 marzo, presso il Centro Sociale «Pasquale Sacco», nel corso di un’intera giornata di lavori.L’iniziativa si propone come l’avvio di un percorso strutturato: dai richiami storici che legittimano la visione proposta, fino alle sfide della contemporaneità che richiedono analisi e risposte non più rinviabili. Un confronto che si preannuncia di alto profilo, sia per i temi trattati sia per il livello dei relatori coinvolti.











COPPA ITALIA Nel match di andata della finale il Potenza sconfigge il Latina per 3 reti a 1. In goal Murano, Schimmenti e Felippe. Per il Latina Silla
POTENZA (4-3-3): Cucchietti 6, Kirvan 6,5, Riggio 6 ,Camigliano 6 , Rocchetti 6,5, Castorani 6 (al 58’ Erradi 6), Felippe 6,5 , Siatounis 6, Schimmenti 7 (al 70’Delle Monache 6) , Murano 7 (al 70’ Selleri 6), D’Auria 6 (al 58’Petrungaro 6).
A disp. Franchi, Guiotto, Landi, Delle Monache,Mazzeo, Balzano, De Marco,Erradi, Maisto, Petrungaro, Bura, Selleri,Ghisolfi, Adjapong.
All. De Giorgio 6,5
LATINA CALCIO 1932 (3-5-2): Mastrantonio 5; Marenco 4,5 , Parodi 5, Dutu 5 (al 58 Porro 5), Tommaselli 5 (al 46’ Scravaglieri 5), Hergheligiu 5 (al 79’ D’Angelo) , De Ciancio 5, Pellittieri 5 (al 74’Fasan), Pace, Parigi 5 (sl 58’ Silla 6,5), Cioffi 5.
A disp.: Basti, Iosa,Porro, Scravaglieri,Sylla, Di Giovannantonio, Fasan, D’Angelo, De Marchi, Vona, Quieto.
All.: Guida 5( in sost. dello squalificato Volpe)
ARBITRO: Sig. Simone Gauzolino (Torino) ASSISTENTI: Sigg. Federico Linari (Firenze) e Michele Decorato (Cosenza) IV Ufficiale: Sig. Francesco Burlando (Genova)
VAR: Camplone di Lanciano
MARCATORI: al 5 ’Murano; al 32’Schimmenti; al 50’Felippe (r), all’86’ Silla RECUPERO: 2’ pt e 4’ st SUPPLEMENTARI
RECUPERO: pt.1’; st 7’
NOTE:
Spettatori 4.857 per un incasso di 63 .400 €
Ammoniti: Hergheligiu, Silla, De Ciancio, Cioffi (LT) Schimmenti, Castorani (PZ) Espulsioni: all’88 Cioffi ; Fine gara Adjapong Angoli 5 – 4 per il Potenza
POTENZA. È stata una bella serata da “leoni” quella disputata dal Potenza di De Giorgio che in un “Viviani” praticamente soldout ha sconfitto per tre reti ad uno un Latina poco incisivo se non nella parte finale della gara. Con la vittoria il Potenza ipoteca la se-

ria possibilità di vincere la Coppa Italia Regionale Trenitalia.
Un evento tutto nuovo per il calcio di Basilicata che non mai scritto una pagina di storia così importante. Ma andiamo in cronaca. La cornice di pubblico è spettacolare. Nella curva ovest uno striscione degli ultras rosso-blù inneggia “ Tutto il mio amore vive perché quest’ora possa splendere”. Per questo match di andata tra Potenza e Latina il “Viviani” è diventato una bolgia, sono stati staccati oltre 5000 tagliandi di cui 400 i supporter giunti dalla città laziale. L’emozione è palpabile perché a Potenza non si era mai visto una cornice di pubblico di questa portata. Così come previsto alla vigilia in campo i due tecnici scelgono moduli diversi ma sostanzialmente gli undici visti nelle precedenti competizioni. De Giorgio cambia soltanto D’Auria al posto di Petrungaro. Guida in sostituzione dello squalificato Volpe schiera Pellittieri al posto dell’infortunato ex Roma Riccardi e Tommaselli al posto dello squalificato Ercolano. Il Potenza parte subito aggressivo ed in attacco. Il primo corner è degli ospiti, la palla termina fuori.

Al 5’ il Potenza passa in vantaggio con il “Samuray” che raccoglie una rasoiata di Rocchetti sporcata da Marenco. A rete subita il Latina prova a reagire con un pressing asfissiante. La formazione di De Giorgio si difende bene nel reparto difensivo che propone spesso giro palla sulle corsie laterale. Al 21’su calcio di punizione dal limite l’ex Pace impegna Cucchietti ad uscire con i pugni. Il Potenza insiste ed al 32’ un imbucata precisa di Felippe per Schimmenti consente l’attaccante siculo di mettere la palla alle spalle di MAstrantonio.
Il “Viviani” si infiamma. Il restante dei minuti che portano al 45’ soltanto scambi a centrocampo. Al 46’ si va negli spogliatoi con il doppio vantaggio dei rosso-blù di De Giorgio. La ripresa si apre con il primo cambio nelle fila dei pontini. Fuori Tomaselli dentro Scravaglieri. Neppure il tempo di battere il calcio di inizio della ripresa che il direttore di gara assegna un calcio di rigore per una un tocco di mano di Marenco. Dal dischetto al 50’ Felippe sigla la terza rete. 6’ dopo sfiora il poker con un colpo di testa di kirvan su azione di calcio d’angolo. La palla termina di poco fuori. Al 58’ secondo cambio per il Latina. Esce Parigi e Dutu per Porro e Silla. Nel Potenza fuori D’Auria e Castorani per Petrungaro ed Erradi. Non è il solo per De Giorgio che al 70’ fa entrare in campo Delle Monache e Selleri per gli autori delle reti Jacopo Murano e Emanuele Schimmenti. Il tutto mentre 3’ dopo Cioffi su sponda di Silla con un tiro a giro scheggia la traversa di Cucchietti. Anche Guida opta per il quarto cambio. Fuori Pellittieri per Fasan. Poi a 10’ dalla fine esce pure Hergheligiu per un altro ex rosso-blù Sonny D’Angelo. Ma mentre tutto sembrava essersi chiuso sul tre a zero a 4’ dal 90’ su calcio di punizione di Scravaglieri Silla di testa mette la palla alle spalle di Cucchietti. Nel 2’ di extra time il direttore ritiene tutto regolare l’intervento di Silla su Petrungaro in area di rigore. Termina con il risultato di 3 reti ad 1 il primo match tra Potenza e Latina. Con questo risultato il Potenza di De Giorgio ipoteca una seria possibilità di adare il primo aprile prossimo al “Francioni” di Latina e portarsi a casa la Coppa Italia Regionale che gli consentirà di approdare ai play off nazionali. Il “Viviani” diventa una festa.









Sabato 18 aprile, con il Patrocinio del Comune di Montalbano Jonico e l’inserimento nel calendario del Campionato interregionale Calabria, Basilicata e Sicilia, a partire dalle ore 14 per le prove, e domenica 19 aprile dalle ore 9.00 per la gara, a Montalbano Jonico si terrà un evento unico nel suo genere. Gli interessati possono iscriversi chiamando al Policoro Village (0835/910168) oppure recandosi nella sua sede, che si trova sulla strada che collega Policoro al Lido. L’organizzazione è a cura della Scuderia Policoro Corse e con il supporto logistico/ricettivo di Polico- ro Village. Ѐ la prima volta in Basilicata che viene organizzata una gara di Gravity car. Un "gravity car o gravity racer" è un veicolo senza motore che gareggia contro il tempo su una strada in discesa. I veicoli si muovono unicamente perché spinti in discesa dalla forza di gravità e, pertanto, sono costruiti per essere il più aerodinamici possibile, al fine di ridurre la resistenza dell’aria ed ot-
timizzare la distribuzione di massa e peso per ottenere la massima velocità. In origine le macchine da corsa a gravità, erano costruite con casse di legno opiccoli pianali sempre in legno e le ruote, quasi sempre, erano dei cuscinetti a sfera recuperati dalle officine meccaniche. Normalmente i veicoli erano a tre ruote, con la parte anteriore che portava un solo "cuscinetto/ruota" ed il timone anteriore serviva da sterzo. Ora, invece, un kart da corsa a " gravità " è solitamente realizzato in acciaio ed ha 4 ruote disposte con un asse posteriore fisso ed un asse anteriore sterzante. Quasi tutti i modelli impiegano una carrozzeria leggerissima ed il posto guida è per il solo pilota. La gara del 18/19 Aprile prossimo, si svolgerà sulla famosa e conosciutissima discesa del "Turnichetto" che dalla periferia di Montalbano Jonico porta alla Statale Val d'Agri. Si tratta di una strada tutta curva che si incunea tra una parte dei i calanchi montalbanesi ed offre un panorama suggestivo: il mare Jonio sulla si-
nistra e le cime del Pollino sulla destra, avendo di fronte la collina sui fiumi Agri e Sinni, dove, secondo Strabone, si sarebbe svolta la famosa battaglia di Pirro contro i Romani, quest’ultimi messi in fuga dai barriti di 20 elefanti, animali a loro sconosciuti. I Romani fuggirono inseguiti da Pirro e si riorganizzarono nei pressi di Benevento, dove inflissero una dura sconfitta all’alleato dei tarantini. Quindi avanzarono di nuovo e al-
cuni lucani temendone la vendetta, si rifugiarono sul colle montalbanese, dove edificarono il castello e per ingraziarsi le simpatie dei Romani, dipinsero sulla porta di ingresso l’immagine di Giano Bifronte. Dio protettore delle porte e adorato in tempo tra pace e guerra. Per molto tempo quei tornanti sono stati percorsi dai montalbanesi per recarsi ai giardini, lungo il fiume Agri, che hanno rappresentato la ricchezza del paese.
Lì si produceva ogni tipo di frutta e di verdura e si allevavano gli animali. Ora è in disuso perché da diversi anni è stata resa percorribile un’altra strada più rettilinea che porta sulla Statale Val d’Agri. L’evento ha un valore multiplo, perché oltre a far misurare i piloti sulle loro capacità di guida, rappresenta un’ottima occasione per promuovere anche il suggestivo paesaggio montalbanese.
V INCENZO M AIDA

Domenica 22 marzo, alle ore 18, presso il PalaCalafiore (Pentimele) di Reggio Calabria la “Virtus Matera” sfiderà i padroni di casa della “Viola Reggio Calabria”, in un confronto diretto che vale la vetta per la 26esima giornata del Campionato di Serie B Interregionale di Basket. La classifica racconta un equilibrio perfetto: Virtus Matera e Viola Reggio Calabria condividono il primo posto a quota 34 punti, con la formazione calabrese che, però, ha una partita in meno. Subito dietro, la Virtus Ragusa resta in scia a 32 punti, mentre la Dinamo Brindisi segue a 30. Un quadro compatto, in cui ogni gara può incidere in maniera decisiva. La squadra materana arriva all’appuntamento dopo un percorso di grande continuità, che le ha permesso non solo di raggiungere la vetta, ma anche di conquistare matematicamente l’accesso ai playoff. Un traguardo importante,

raggiunto con anticipo, che certifica la qualità del lavoro svolto lungo tutta la stagione. All’andata, al PalaSassi, fu proprio la Virtus Matera ad avere la meglio sulla Viola, imponendosi con il punteggio di 75-71 al termine di una gara equilibrata. Un precedente che aggiunge ulteriore interesse a una sfida che si preannuncia intensa ma giocata sul piano tecnico
e mentale. La Società ospitante ha, inoltre, istituito la “Giornata neroarancio”, a testimonianza del valore attribuito all’incontro e della volontà di coinvolgere il proprio pubblico in una serata di grande partecipazione. Siamo entrati nella fase conclusiva della stagione regolare, dove ogni possesso pesa e ogni dettaglio può fare la differenza. Per la Virtus, sarà fonda-
mentale mantenere lucidità e compattezza, continuando a esprimere quel gioco solido che l’ha portata fino in cima alla classifica.Fondamentale sarà anche l’approccio mentale: mantenere lucidità nei momenti di pressione, gestire i ritmi della gara e limitare le disattenzioni saranno aspetti decisivi per provare a espugnare un campo difficile come quello di Reggio Calabria. Allo stesso tempo, la squadra lucana dovrà essere pronta ad adattarsi alle diverse fasi dell’incontro, sfruttando al meglio le proprie rotazioni e la profondità del roster. La sfida del PalaCalafiore non rappresenta soltanto uno scontro diretto per il primato, ma anche un banco di prova importante in vista dei playoff. Un test che potrà offrire indicazioni preziose sullo stato di forma delle due squadre e sulle loro ambizioni in una fase della stagione in cui ogni dettaglio può fare la differenza.

